L'autonomia di notebook e handheld migliorerà grazie alla terza via di AMD

Ogni tanto le informazioni più interessanti sono nascoste dove meno te l'aspetti, ad esempio tra le righe di codice di Linux. È il caso di AMD, che ha appena confermato, tramite alcune patch per il kernel Linux, l'arrivo di una terza categoria di core nei suoi futuri processori. Non si tratta di un dettaglio da poco: significa che l'architettura dei prossimi chip AMD cambierà struttura, con una gestione dei consumi più simile a quella già vista altrove, ma con un tocco tutto suo.
Fino ad oggi i processori AMD più recenti distinguevano solo tra core ad alte prestazioni e core ad alta efficienza. Le nuove patch introducono ufficialmente una terza famiglia, chiamata low power, pensata per i carichi di lavoro leggeri e per le attività in background.
Il riconoscimento avviene tramite una funzione tecnica del processore che permette al kernel di classificare correttamente ogni core e applicargli le politiche di risparmio energetico più adatte.
La mossa non arriva dal nulla, ma si basa su un concetto già visto altro. Intel, ad esempio, ha già sperimentato qualcosa di simile con i core a bassissimo consumo integrati nel tile SoC delle sue piattaforme più recenti. AMD sembra ora voler seguire la stessa strada, ma con una differenza tecnica non trascurabile. Mentre Intel usa microarchitetture diverse per ogni tipo di core, AMD continua a puntare sulla stessa base architetturale per tutte e tre le categorie, cambiando solo densità, frequenze e ottimizzazioni fisiche.
C'è però un dettaglio che ridimensiona l'entusiasmo. Per ora le patch si limitano a far riconoscere al kernel Linux questa nuova categoria di core, senza introdurre alcuna logica di gestione o scheduling dedicata. In pratica, il sistema operativo sa che questi core esistono, ma li tratterà (almeno inizialmente) con le stesse regole già in uso.
Inoltre, AMD non ha ancora rivelato se questi core deriveranno da Zen 5, da Zen 6 o da un'architettura completamente nuova. Le informazioni che sappiano sinora sono poche e frammentarie, dunque dovremo attendere un annuncio ufficiale per capirci qualcosa di più.
Quello che, però, sembra già chiaro è che il terreno dove questa novità potrebbe fare davvero la differenza è quello dei dispositivi mobili, dove ogni watt risparmiato si traduce in autonomia reale. Pensiamo, ad esempio, ai notebook e alle handheld gaming come ROG Ally o Legion Go.
Senza però conoscere i dettagli architetturali dei nuovi core, è ancora presto per capire quanto miglioreranno realmente l'efficienza rispetto alle soluzioni Zen 5c già in commercio. Per ora restano solo le patch del kernel a testimoniare che qualcosa si muove.
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