Le mani nella farina e il cuore nelle tradizioni italiane
I grandi impartiscono lezioni di un mestiere che profuma di casa
di Emilia Adorna e Maria Grazia Storniolo
La pasta, un po’ come la vita, è una vera meraviglia: gli ingredienti sono pochi e semplici, ma quando vengono uniti con passione, pazienza e amore riescono a creare qualcosa di speciale.
È proprio questo il messaggio che la Scuola italiana Marco Polo di Bossley Park ha voluto trasmettere ai suoi alunni attraverso due giornate dedicate alla preparazione della pasta fatta a mano: un’esperienza che ha saputo unire cultura, tradizione, divertimento e spirito di comunità.
L’iniziativa, promossa dalla scuola, ha coinvolto in due momenti distinti i più piccoli del gruppo Bimbi Time e i più grandi, permettendo a ciascuna fascia d’età di vivere un laboratorio pensato appositamente per loro. Due giornate diverse, ma accomunate dallo stesso obiettivo: far conoscere alle nuove generazioni uno dei simboli più autentici della cultura italiana, tramandando quei gesti semplici che per secoli hanno caratterizzato la vita delle massaie nelle case di tutta Italia.
Venerdì 24 luglio è stato il turno dei più piccoli, che hanno vissuto una giornata ricca di emozioni. Dopo una breve introduzione dedicata alla storia della pasta e alle sue origini, i partecipanti hanno indossato grembiule e cappello da chef, pronti a trasformarsi in piccoli cuochi.
Con entusiasmo hanno versato la farina sul tavolo, creato il tradizionale “cratere” per l’uovo e iniziato a impastare con le proprie mani. All’inizio non è mancata un po’ di timidezza, ma è bastato davvero poco perché quella prudenza lasciasse spazio all’entusiasmo.
Ben presto mani, grembiuli e perfino i visi dei bambini si sono ricoperti di farina, tra risate contagiose e tanta curiosità.
È stato proprio in quei momenti che si è respirato il vero valore dell’iniziativa. Accanto ai bambini c’erano mamme, nonne e volontari che, con infinita pazienza, hanno condiviso quei piccoli segreti che nessun ricettario potrà mai insegnare: il modo corretto di aggiungere la farina quando l’impasto si attacca alle mani, come accompagnare delicatamente la sfoglia nella macchinetta oppure il movimento giusto per girare la manovella senza spezzare la pasta.
Piccoli gesti tramandati da generazioni, che rappresentano un patrimonio culturale prezioso e che, grazie a queste iniziative, continuano a vivere anche in Australia.
Le espressioni concentrate dei bambini si sono presto trasformate in sorrisi pieni di soddisfazione quando dalle macchinette hanno iniziato a uscire lunghe e profumate strisce di fettuccine fresche. Un momento di autentica meraviglia, che ha regalato a tutti la soddisfazione di vedere nascere qualcosa creato con le proprie mani.
Naturalmente non poteva mancare il momento più atteso: il pranzo. Dopo tanto impegno, i piccoli pastai hanno gustato un piatto di penne al pomodoro, seguito da un gelato, concludendo la giornata con la gioia di portare a casa la pasta preparata personalmente durante il laboratorio.
Anche i bambini più grandi hanno avuto l’opportunità di vivere la stessa esperienza nel corso di una seconda giornata organizzata dalla scuola. Per loro il laboratorio è stato un’occasione per approfondire ulteriormente la storia della pasta e comprendere quanto questo alimento rappresenti molto più di una semplice ricetta: è un simbolo di famiglia, condivisione e identità culturale.
Le due giornate hanno dimostrato quanto sia importante creare occasioni nelle quali i più giovani possano conoscere le proprie radici attraverso esperienze pratiche e coinvolgenti.
Fondamentale, come sempre, è stato il contributo dei volontari della CNA, che con grande generosità si sono occupati dell’organizzazione logistica dell’intera iniziativa e della distribuzione dei piatti durante il pranzo.
Il loro impegno, svolto con passione e spirito di servizio, ha permesso alla giornata di svolgersi in un clima sereno e familiare, confermando ancora una volta il ruolo prezioso del volontariato nella promozione della cultura italiana all’interno della comunità.
A rendere ancora più speciale l’iniziativa è stato il sostegno di Gulli Food, che al termine delle attività ha donato a ogni bambino una borsa contenente prodotti tipici italiani, tra cui pasta e passata di pomodoro.
Un gesto semplice ma significativo, pensato per permettere ai bambini di continuare anche a casa quanto imparato durante il laboratorio, coinvolgendo genitori e nonni nella preparazione di un piatto che rappresenta uno dei simboli più amati della cucina italiana.
Le due giornate dedicate alla pasta hanno così confermato ancora una volta come la Scuola Marco Polo non sia soltanto un luogo nel quale si insegna la lingua italiana, ma anche uno spazio in cui si custodiscono e si tramandano tradizioni, valori e identità.
Perché, anche a migliaia di chilometri dall’Italia, basta impastare insieme farina, uova e tanta passione per sentirsi ancora parte di una storia che continua a vivere, una generazione dopo l’altra.
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