Le tensioni diplomatiche tra Cina e Giappone frenano le esportazioni di sakè e generi alimentari
Le esportazioni di sakè e prodotti alimentari giapponesi verso la Cina stanno subendo ritardi alle dogane, in un contesto di crescenti tensioni diplomatiche tra Pechino e Tokyo dopo le dichiarazioni della premier Sanae Takaichi su una possibile crisi nello Stretto di Taiwan. Secondo fonti del settore citate dall’agenzia di stampa “Kyodo”, lo sdoganamento dei prodotti alimentari giapponesi in diversi porti cinesi richiede settimane e, in alcuni casi, tempi raddoppiati rispetto alla norma. L’ambasciata giapponese a Pechino ha sollecitato una gestione trasparente delle procedure.
La Cina ha rafforzato la pressione economica sul Giappone, reintroducendo il divieto sulle importazioni di prodotti ittici e inasprendo i controlli su alcune esportazioni a duplice uso. Nel 2024 le vendite di sakè giapponese in Cina hanno raggiunto 11,6 miliardi di yen, ma secondo le fonti il prodotto sarebbe stato preso di mira come simbolo del Giappone. I ritardi riguardano anche altri generi di prodotti alimentari e si inseriscono in una strategia di ritorsioni a basso impatto per l’economia cinese, già adottata in passato durante precedenti crisi bilaterali.
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