Legge elettorale, oggi il voto decisivo alla Camera – La diretta
Oggi alla Camera dei deputato il voto finale per la legge elettorale ‘Stabilicum’ (o ‘Menolennum’, come ribattezzato dalle opposizioni) dopo l’ultimo dei tre voti di fiducia incassato ieri dal governo, oggi il voto segreto che stabilirà il futuro della legge elettorale e dell’esecutivo stesso. “L’assemblea procederà alla votazione a scrutinio segreto mediante procedimento elettronico nel pieno rispetto di quanto previsto dall’articolo 55, comma 2 del regolamento” ha dichiarato ieri il vicepresidente di turno della Camera, Giorgio Mulè (FI), dopo la richiesta avanzata da Più Europa, Pd, M5S e Avs di “garantire l’effettiva segretezza del voto”. “Non può essere messo in dubbio – ha sottolineato Mulè – che la presidenza assicura tutte le condizioni per garantire la segretezza e la libertà di espressione del voto da parte dei deputati. La presidenza non può che limitarsi a fare appello al senso di responsabilità di ciascuno nell’esercizio in concreto del suo diritto di voto”.
Punti chiave
- Bignami: "Legge apprezzata anche da parte opposizione"
- Donzelli: "Consulta è cosa più seria delle correnti del Pd"
- Fossi (Pd): "È truffa che indebolisce democrazia"
- Tajani: "Sì a governi duraturi, no ad alchimie di palazzo"
- La "strategia" di FI: foglio da premere su pulsante per rendere palese voto
- Meloni: "Risposta a chi sperava c.destra diviso, avanti compatti"
- Meloni: "Ora italiani potranno scegliere tutto, governi più stabili"
- Dopo ok, applauso centrodestra e cartelli opposizioni
- Da Camera via libera definitivo, maggioranza tiene su voto segreto
- Donzelli: "Meloni difende donne fuori da palazzo non posto in Parlamento"
“Avevo già ipotizzato che avremmo anche preso dei voti in numero maggiore rispetto a quello della maggioranza perché è una legge giusta, è una legge che dà stabilità, consente agli italiani di scegliere il partito, di scegliere il programma, di scegliere la coalizione, di scegliere il candidato premier da proporre al Presidente della Repubblica e, soprattutto, per la prima volta dopo oltre trent’anni, anche di scegliere i propri parlamentari. È così apprezzata che anche parte dell’opposizione l’ha votata”. Lo ha detto Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, parlando con i cronisti in Transatlantico a Montecitorio dopo l’ok definitivo alla legge elettorale.
“Poi non è che tutto quello che al Pd non torna è incostituzionale. La Corte è una cosa un po’ più seria delle correnti del Pd”. Lo ha detto Giovanni Donzelli, parlando con i cronisti in Transatlantico alla Camera. Non ci sono timori sulla legge? “Timore non c’è mai. Noi qualsiasi cosa decida la Corte la rispetteremo e la riconosceremo. Se ci saranno dei ricorsi la Corte si esprimerà e noi la ascolteremo con serenità e con la convinzione di aver fatto una buona legge, anche dal punto di vista costituzionale”, conclude.
“Questi sono loro, questa è la destra italiana: una maggioranza che esulta per aver confezionato una legge che indebolisce la democrazia, una vera e propria legge truffa che svilisce e riduce il ruolo dei cittadini e delle cittadine, degli elettori e delle elettrici”. Così Emiliano Fossi, deputato del Partito Democratico e segretario del PD Toscana, esprime la sua posizione contro l’iniziativa legislativa della maggioranza di governo in materia elettorale.”Ci hanno provato e continuano a provarci sistematicamente, approvando regole su misura a due passi dal voto nel tentativo disperato di vincere le elezioni truccando di fatto la partita – aggiunge Fossi – Ma si illudono: non ci riusciranno. La consapevolezza democratica del Paese saprà reagire e alle prossime elezioni politiche – conclude – vinceremo noi”.
“La Camera dei deputati ha approvato in via definitiva la nuova legge elettorale. Il centrodestra offre agli italiani un sistema di voto per continuare a garantire al Paese la stabilità politica necessaria a rafforzare l’immagine di un’Italia credibile e affidabile anche a livello internazionale. Diciamo sì a governi duraturi e in grado di realizzare i programmi presentati ai cittadini, diciamo no a quelle alchimie di palazzo tanto care alla sinistra che tradiscono le scelte degli elettori”. Così sui social il vicepremier e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani.
Alcuni deputati di Forza Italia hanno partecipato al voto segreto sulla legge elettorale inserendo un foglio di carta ripiegato, tutto a sinistra, nel meccanismo per il voto elettronico. Lo ‘stratagemma’ rende palese la scelta del voto favorevole, che si attua proprio premendo il pulsante a sinistra e schiacciando il cartoncino. Per rendere social la scelta, poi, non sono mancate le foto del meccanismo ideato.
“A chi sperava di vedere il centrodestra diviso, oggi rispondiamo con i fatti: siamo uniti, compatti e determinati a portare avanti gli impegni presi con i cittadini. Avanti così”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dopo l’approvazione definitiva della legge elettorale.
“Con l’approvazione definitiva della nuova legge elettorale, quando gli italiani torneranno a votare potranno scegliere tutto: il partito, la coalizione, il programma, il candidato premier e – di nuovo – il proprio parlamentare”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dopo l’approvazione definitiva della legge elettorale. “Governi stabili e maggiore partecipazione significano più continuità, più responsabilità e più capacità di dare risposte concrete agli italiani”, secondo la premier, che spiega: il centrodestra reintroduce il voto di preferenza, che mancava da oltre trent’anni, restituendo ai cittadini il potere di scegliere direttamente chi li rappresenta. Allo stesso tempo introduciamo regole pensate per favorire la stabilità e la coerenza parlamentare di qualunque governo, indipendentemente dal suo colore politico. Perché chi vince le elezioni deve poter governare, e chi viene eletto deve rispondere agli elettori che lo hanno scelto. Introduciamo anche il voto fuori sede per studenti, lavoratori e caregiver familiari, nei casi previsti dalla legge: una risposta concreta a una richiesta avanzata da tanti cittadini, soprattutto giovani, che vivono lontano dal proprio Comune di residenza”.
Al momento dell’approvazione della legge elettorale voluta dal centrodestra, è scattato un applauso dai banchi della maggioranza mentre le opposizioni hanno protestato nell’Aula di Montecitorio esponendo vari cartelli: “NO all’Imbroglio”, “Legge Truffa”, “Con Meloni Gasolio a 3 euro”, “Con Meloni salari al palo”, “Con Meloni – sanità e + armi”.
Con 227 voti favorevoli, 164 contrari e nessun astenuto, l’aula della Camera ha dato via libera definitivo al progetto di riforma della legge elettorale. La maggioranza tiene alla prova del voto segreto con cui è stato approvato in terza lettura il testo che, quindi, diventa legge.
“Difendere le donne non è difendere il vostro posto in Parlamento, bloccato da un uomo, ma difendere le donne fuori da questo palazzo come ha fatto Giorgia Meloni”. Così Giovanni Dozelli parlando in Aula alla Camera durante le dichiarazioni di voto finale sulla legge elettorale.
“Cambiatevi pure la legge elettorale da soli tanto noi come alleanza progressista saremo in grado di vincere con qualunque legge elettorale”. Così la segretaria Pd Elly Schlein intervenendo nell’aula della Camera in dichiarazione di voto sulla legge elettorale. “Una classe politica che teme gli elettori non merita la loro fiducia, siete terrorizzati dal voto, abbiate il coraggio di presentarvi alle elezioni con il vero slogan: prima le poltrone”.
“Avete questo pallino della capocrazia, dell’uomo o della donna sola al comando”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte intervenendo in Aula alla Camera per le dichiarazioni di voto finale sulla legge elettorale. “C’è questa sottile ma persistente nostalgia del ventennio che vi ispira tutt’ora”. “Per voi la democrazia è un’autocrazia, voti una casella con il nome già sbarrato, questo è l’ideale, e poi comanda lui o lei per cinque anni. Non potendo realizzare questo disegno avete fatto questa indicazione”.”Noi vi risponderemo oggi e sempre che la democrazia è sempre partecipazione, abbiamo fatto un programma con Nova cui 17 mila cittadini hanno contribuito – prosegue -. Nessuno ci ha chiesto di affrontare la legge elettorale non era tra le priorità all’ordine del giorno. Sappiate che noi le autocrazie e le tendenze autoritarie e illiberali le combatteremo sempre, sapete come? Con sempre nuove forme di partecipazione, con integrità morale ed etica pubblica, con trasparenza”.
“Avete paura di quando gli italiani vi chiederanno conto, avete paura della democrazia. L’unica priorità cambiare le regole con la partita gia in corso peraltro a colpi di fiducia dopo aver detto che fosse una materia squisitamente parlamentare. Dov’è finita la coerenza? Fiducia che mi pare non ci sia dati i cinque colonnelli che avete messi in ultima fila per controllarvi. La novità è che avete paura, la novità siamo noi, un centrosinistra unito che insieme può vincere”. Così la segretaria Pd Elly Schlein intervenendo nell’aula della Camera in dichiarazione di voto sulla legge elettorale.
“Giorgia Meloni, c’è un’opposizione forte che porterà sempre più partecipazione e ti manderà a casa”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte intervenendo in Aula alla Camera per le dichiarazioni di voto finale sulla legge elettorale.
“Posso capire l’imbarazzo, oggi vi fanno votare la norma che avete affossato il 14 luglio. Hanno dovuto mettere la fiducia per farvela votare? Cosa è cambiato da allora? La paura. Ci tenete inchiodati da 5 mesi a parlare di legge elettorale” Così la segretaria Pd, Elly Schlein, intervenendo nell’aula della Camera in dichiarazione di voto sulla legge elettorale. “In cinque anni per i cittadini non è cambiato nulla, avete scelto di occuparvi solo di voi, delle vostro potere”, aggiunge.
La deputata M5S Valentina Barzotti ha ascoltato l’intervento di Giuseppe Conte in dichiarazione di voto sulla legge elettorale cullando la figlia, di pochi mesi. La parlamentare era in piedi in cima agli scranni, mentre la bimba era rapita dai monitor. Anche nei giorni passati, in occasione dei voti di fiducia, Barzotti è venuta alla Camera con la figlia, portandola nel suo passeggino in Transatlantico tra le coccole dei colleghi parlamentari
“Giorgia Meloni con la sua faccia tosta non ci stupisce quasi più”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte parlando in Aula durante le dichiarazioni di voto finale sulla legge elettorale. “Manca solo indicare che il premio di maggioranza va a una premier con gli occhi chiari”, aggiunge.
“Ho provato in tutti i modi a dirvi di fermarmi, pregandovi di evitare di dare al nostro paese una legge elettorale incostituzionale. Voi avete risposto chiamando fiducia quello che è un ricatto palese ai colleghi della maggioranza che sanno perfettamente che senza la fiducia che questa riforma non avrebbe i voti per essere approvata. Lo dimostrano i colleghi di maggioranza che anche oggi controlleranno i loro colleghi mentre votano. Chiamate stabilità lo strapotere: chi vince ottiene un premio che lo trasforma da minoranza nel paese in maggioranza schiacciante in parlamento e questa è una torsione antidemocratica. E lo sarà anche anche se andrà a premiare le opposizioni. Chiamate indicazione del premier quella che è una lesione manifesta delle prerogative del capo dello Stato. “Se il premierato era la madre di tutte le riforme, il melonellum è la madre di tutte le menzogne”. Lo ha detto il segretario di Più Europa Riccardo Magi, intervenendo nell’aula di Montecitorio in dichiarazione di voto finale sulla legge elettorale. “Avete rinunciato al principio della parità di genere, avete inserito delle false preferenze, avete quadruplicato le firme necessarie per potersi presentare e avete impedito di raccoglierle con lo SPID, uno strumento che milioni di italiani usano ogni giorno per migliaia di pratiche amministrative. Noi con la nonviolenza – ha aggiunto Magi – abbiamo provato a usare il nostro corpo per aprire un dialogo istituzionale con il potere che siete voi. Oltre 130 persone si sono aggiunte al mio digiuno, in quasi 40.000 hanno firmato il nostro appello al presidente della Repubblica ma le vostre porte sono rimaste chiuse noi confidiamo ancora nelle valutazioni che farà nelle prossime ore il presidente della Repubblica. Questa riforma elettorale porta l’Italia nel vicolo cieco delle democrazie illiberali e segna da questo punto di vista l’avvio di un cambio di regime. Cari colleghi, ma soprattutto colleghe, voi sapete che ho ragione, sapete che il vostro ruolo votando sì da domani sarà umiliato, che non conteranno più nulla i parlamentari di opposizione e neppure quelli di maggioranza perché il parlamento sarà eletto per trascinamento del capo o della capa. Abbiate un sussulto, disobbedite. Onorate il vostro mandato di parlamentari, che non devono avere alcun vincolo: usate il potere che la Costituzione vi garantisce senza sottostare ad alcun ricatto. Noi voteremo no e speriamo che anche voi abbiate il coraggio di farlo per il paese. Ve lo assicuro: ne sareste orgogliosi”, ha concluso Magi.
“Una legge scritta guardando ai sondaggi”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte parlando in Aula durante le dichiarazioni di voto sulla riforma della legge elettorale. “La psicosi Vannacci ormai vi determina nell’azione politica”, aggiunge, bollando la legge come “una norma liberticida e antidemocratica”.”Ricoriamo quando Giorgia Meloni diceva che le regole del gioco non possono essere decise con le fiducie – prosegue -. Avete messo tre fiducie e mettete pure le vedette a controllare il voto”.
Nutrita la compagine del Governo, in Aula alla Camera, mentre sono in corso le dichiarazioni di voto finale sulla legge elettorale. Presenti, tra gli altri, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, la titolare delle Riforme Elisabetta Casellati, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, quello dell’ambiente Gilberto Pichetto, il titolare del Turismo Gianmarco Mazzi, la ministra della Natalità e la Famiglia Eugenia Roccella e il ministro della Salute Orazio Schillaci.
“Se passa la legge elettorale, se insomma non votiamo subito perché cade il governo, le opzioni sono due: settembre, alla scadenza naturale, oppure giugno”. Così Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, intervistato dal Foglio risponde quando gli si chiede quando si andrà a votare. “La seconda ipotesi consentirebbe di tornare alla normalità del ciclo elettorale e permettere al nuovo Governo di fare la legge di bilancio con un minimo di serenità”. Votare in autunno “vorrebbe dire ripetere quello che questo governo si è trovato a dover fare nel 2022, con la prima manovra scritta in pochissimi giorni e senza dare al Parlamento i tempi consueti per valutarla”. Entrambe le ipotesi restano in piedi, dipende dalla tenuta della maggioranza, e la decisione, precisa, “non compete a noi”.
“Ho vibrazioni buone ma la mano sul fuoco non la metto mai”. Così la ministra per le Riforme, Elisabetta Casellati, parlando con i cronisti prima di entrare in aula alla Camera. A chi le ricorda i rischi del voto segreto, di cui fu vittima nella corsa al Quirinale, Casellati risponde: “Dire una cosa prima e farne un’altra dopo non è leale. Io l’ho subita ma non l’approvo”.
Al via alla Camera le dichiarazioni finali per l’approvazione definitiva della legge elettorale. Il voto – a scrutinio segreto – si svolgerà entro le 12.30.
“Oggi si passa dal terreno della lotta politica a quella giudiziaria con i ricorsi ai tribunali e quindi alla Corte Costituzionale. Purtroppo quando questo avviene è sempre la sconfitta della politica ma c’è questa abitudine alla fine della legislatura da parte di chi governa di manipolare le regole. Spero vivamente che ci siano sorprese dal voto di stamattina ma ci sono pochissime possibilità e ritengo emblematico che nell’approvazione di una legge elettorale che inchioderà definitivamente il coperchio sulla bara del parlamento vi siano state forme di intimidazione indecenti verso i deputati della maggioranza, con riprese video in aula, capi partito che si mettono a fare gli osservatori, ministri che dicono che vigileranno sul voto dei deputati. È gravissimo: in una democrazia è il parlamento che vigila sul governo, non il contrario”. Lo ha detto a Omnibus su La7 il segretario di +Europa Riccardo Magi.
“Svolgiamo la votazione con le urne e due palline, una bianca per il sì e una nera per il no”. È quanto ha chiesto Riccardo Magi, segretario di +Europa, all’ottavo giorno di sciopero della fame contro il Melonellum, in un’intervista a ‘Repubblica’. Magi ha spiegato che il sistema, chiamato ‘ballottazione’, era in vigore prima dell’introduzione dei terminali elettronici. “Si utilizza ancora in caso di malfunzionamento delle pulsantiere” e servirebbe “a garantire davvero la segretezza del voto perché con il vecchio metodo le mani dei deputati erano coperte dall’urna e il colore della pallina scelta non era visibile. E poi nessuno stava di fianco al collega per sbirciare”. Magi ha osservato che “mentre si esaminavano le pregiudiziali abbiamo visto uno spettacolo indecente di controllo e di intimidazione da parte da parte della maggioranza, soprattutto FdI, nei confronti dei propri eletti: i responsabili dei partiti stavano in piedi per controllare che i deputati usassero un solo dito per rendere esplicito il loro voto nella buchetta. Un insulto alla dignità del Parlamento”. Ha aggiunto che “mi è stato detto, come già sapevo, che il sistema delle palline si può utilizzare solo quando quello elettronico è rotto. Una lettura restrittiva. Io facevo appello a un’esigenza di funzionalità per risolvere un problema evidente”. Non starebbe ai parlamentari di maggioranza avere un sussulto di orgoglio e ribellarsi? “Ma è chiaro che questo sia l’origine del problema. È difficile farlo se si subisce una forma di pressione o addirittura di intimidazione. “Con la minaccia di andare alle urne in anticipo e con il rischio di non essere ricandidati. Ma obbligare i deputati a votare in un certo modo è in contrasto con la Costituzione che non prevede vincolo di mandato”. Fin quando andrà avanti? “Oggi sospenderò il digiuno. Ritengo che la lotta si sposti dal piano politico al piano giudiziario. La battaglia sarà quella dei ricorsi. Anch’io li presenterò: chiedere 450 mila sottoscrizioni a chi non è già in Parlamento nei fatti sbarra l’accesso alle elezioni. Tanto più senza prevedere la raccolta firme digitale”.
“Sono convinto che nella maggioranza ci sia piena condivisione su una legge giusta, che consentirà di votare la coalizione, il programma, la proposta di presidente del Consiglio e – dopo oltre 30 anni – di scegliere anche i parlamentari. Chi riteneva fosse fatta ad uso e consumo di qualcuno è stato smentito. Penso che se ne sia accorta anche la sinistra perché le pregiudiziali sono state respinte con numeri più ampi di quelli della nostra coalizione”. Lo afferma Galeazzo Bignami, capogruppo di FdI alla Camera, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’. Neppure un brivido per i malumori nella maggioranza? “Non ne riscontro. Il clima è sereno. È un problema più della sinistra che infonde dubbi e sospetti. Ma se si legge, si vede che è una legge giusta, fatta per la nazione, apprezzata anche da esponenti di sinistra e di cui FdI può andare orgogliosa”. La soglia di firme richieste per le nuove formazioni non è troppo alta? “Noi riteniamo di no. Fa sorridere poi che chi lo eccepisce per le candidature, al proprio interno esiga una soglia maggiore”. Bignami aggiunte, rispetto a possibile modifiche successive sulle firme, che “la Corte Costituzionale c’è per questo. Noi siamo convinti che l’impianto sia solido. E le eccezioni, se ci saranno, potrebbero limitarsi ad aspetti non centrali”. “I tempi tecnici sono stretti, ma credo non sia impossibile”, osserva rispetto a un pronunciamento della Consulta prima del voto. Non temete un intervento? “No. Siamo sicuri di aver fatto una legge che coniuga governabilità e rappresentatività”. E in merito alle elezioni dice che “si vota a scadenza, la maggioranza è solida. Meloni ha sovvertito i pronostici con il record di longevità del governo. Non vedo motivi per chiudere prima”.
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