Legge elettorale, ok al Senato con 113 sì: ora torna alla Camera. Protesta delle opposizioni: “No alla legge truffa”
Il Senato approva, con 113 voti favorevoli, 71 contrari e due astenuti, la legge elettorale, che ora tornerà a Montecitorio per una nuova lettura della Camera. Prima del voto le opposizioni hanno esposto in Aula cartelli con su scritto “No alla legge truffa”.

M5S: “Legge truffa e preferenze farlocche per imbullonarsi alle poltrone”
Tuona la minoranza, in primis il Movimento Cinque Stelle. Questa è “una legge fatta perché la maggioranza vuole imbullonarsi alla poltrona“, ha detto il capogruppo grillino Luca Pirondini parlando al Senato durante le dichiarazioni di voto finale. “Una legge modificata con il vostro stile, facendo conti e guardando i sondaggi. Una legge con preferenze farlocche, introdotte per finta”. “Se si dice che si sono inserite le preferenze non è vero e questa è una legge truffa, fatta di menzogne“, ha aggiunto Pirondini mostrando il fac simile di una scheda elettorale prima di essere richiamato all’ordine dal presidente Ignazio La Russa.
Pd: “L’unico obiettivo della destra è evitare la sconfitta”
Critiche anche dal Partito democratico. “Questa legge elettorale pone una miriade di problemi. Il principale è che nasce perché la destra ha fatto i conti con i sondaggi e ha visto che con l’attuale legge perderebbe le elezioni”, ha detto Anna Ascani, vicepresidente della Camera e deputata dem, intervenendo a ‘Coffee Break’ su La7.
“E credo che sia gravissimo quello che stanno cercando di fare con le formazioni che si presentano per la prima volta perché la previsione di raccogliere un numero di firme spropositato rappresenta un vulnus, un danno alla democrazia. Come anche l’indicazione del candidato premier che o è una presa in giro agli elettori se, come dicono, non è vincolante, oppure lo è e allora è incostituzionale, perché spetta al presidente della Repubblica decidere a chi conferire l’incarico. Perché lo fanno? Perché la destra ha preso una tranvata al referendum sulla riforma della giustizia perciò hanno rinunciato a introdurre il premierato con una riforma costituzionale sapendo che avrebbero fatto il bis e provano a introdurlo surrettiziamente”.
Forza Italia: “Stop strumentalizzazioni, nessuna ferita alla democrazia”
Si difende Forza Italia. “In queste settimane c’è stata una sistematica rappresentazione caricaturale di questa maggioranza, del governo e di questa riforma”, ha detto il senatore di FI Roberto Rosso. “Si può dire che questa legge non sia perfetta ma nessuno può dire che rappresenti una deriva”. “Noi vogliamo dare la possibilità a chi vince di governare davvero”, ha aggiunto.
“Il problema è che in questi mesi l’opposizione ha deciso di ritirarsi da ogni confronto e coloro che oggi gridano allo scandalo sono gli stessi che hanno proposto e votato l’Italicum”, aggiunge, bollando come “strumentali” le polemiche sulle firme e sulle preferenze. “Siamo seri, tutto è legittimo, ma smettetela di parlare di ferite inferte a democrazia e nessuno parli di fascismo e regime”.
Casellati: “In vista della Camera non vedo nessuno scoglio”
A scacciare le preoccupazioni ci pensa la ministra delle Riforme Elisabetta Casellati. “Non vedo nessuno scoglio per cui sono ottimista che passerà alla Camera”, ha detto subito dopo il voto del Senato. “Mi pare non ci siano dubbi di qualche sovvertimento al momento”, ha aggiunto, mentre sull’ipotesi che il governo ponga la questione di fiducia sul provvedimento ha affermato: “Questo non lo so, facciamo un passo alla volta”.
A chi, nell’opposizione, accusa la maggioranza di aver fatto una legge che limita la presenza di donne in Parlamento, Casellati ha risposto: “Sono sempre i partiti, con qualsiasi legge elettorale a posizionare i candidati, perché sanno benissimo dalle proiezioni quali sono i collegi vincenti”. “Non sono preoccupata per questo anche se ho ritenuto che le quote abbiano avuto un grande valore, ma quando sono state istituite è stato sempre detto che avrebbero avuto un carattere provvisorio per poi aprire alle questioni di merito. Oggi, noi ci auguriamo che il merito e i talenti delle donne siano riconosciuti anche nella rappresentanza politica”.
Infine, a chi le chiede se c’è la possibilità che il governo valuti un decreto per cambiare la soglia delle firme necessarie a presentare le liste, la ministra ha detto: “Allo stato non mi risulta”.
Questo articolo Legge elettorale, ok al Senato con 113 sì: ora torna alla Camera. Protesta delle opposizioni: “No alla legge truffa” proviene da LaPresse
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)