L'estate del rimpianto Mondiale, la voglia di riscatto al Manchester City e i rumors sul Milan: tutta la verità su Foden
La scelta del ct inglese Tuchel di escluderlo ha scatenato da subito il dibattito, riesploso dopo l'eliminazione per mano dell'Argentina
Il suo nome, così come quello di Cole Palmer, sarà per diverso tempo un tema ricorrente nelle discussioni e nei processi inevitabili che avranno in Thomas Tuchel il principale imputato per l'ennesima delusione vissuta ai Mondiali dall'Inghilterra. L'assenza di Phil Foden nella lista dei giocatori convocati, visto l'esito incredibile della semifinale persa contro l'Argentina e alla luce della condotta eccessivamente conservativa imputata all'allenatore tedesco, rimane ad oggi un fatto difficilmente spiegabile. Il trequartista di Stockport ha abbozzato, ha scelto di non polemizzare contro il ct e si prepara nel frattempo verso una stagione che dovrà essere di riscatto.
NON PIU' INTOCCABILE
Il classe 2000 arriva da mesi molto complicati, nei quali ha perso la titolarità al Manchester City – con Guardiola, suo mentore, che ha finito per preferire i vari Bernardo Silva, Semenyo e Doku sulla trequarti – inevitabilmente un po' di fiducia nelle sue immense qualità ma soprattutto l'occasione di instillare qualche dubbio in più nella testa di Tuchel per provare a strappare un posto tra i 23 che avrebbero preso parte ai Mondiali. La stagione 2025/2026, quella appena andata in archivio, si è chiusa con 50 presenze complessive (10 goal e 7 assist il bottino finale), ma a stupire è il fatto che da gennaio in avanti le partite da titolare siano calate in maniera sensibile. Appena due in Champions League e soltanto 7 in Premier League.
IL RINNOVO E L'AVVENTO DI MARESCA
Numeri che non hanno inciso sulla trattativa per il prolungamento del contratto in scadenza nell'estate 2027, che lo scorso maggio è giunto ad un momento decisivo, con l'accordo di massima certificato anche dalle parole di Guardiola che, benché da allenatore uscente, aveva confermato l'accordo di massima tra Foden e la società per estendere il rapporto sino al 2030 (con opzione per un'ulteriore stagione). Un'intesa che nasce anche dal desiderio del giocatore di restare in Inghilterra e di giocarsi nuovamente le sue carte quando la stagione ripartirà e quando nel centro sportivo del Manchester City si presenterà un volto “nuovo” per la panchina come quello di Enzo Maresca, che per il club ha già lavorato in due diverse occasioni, da allenatore della formazione Under 23 e da assistente proprio di Guardiola.
DI NUOVO PROTAGONISTA?
Era la stagione 2022/2023 quella nella quale l'ex centrocampista di Juventus e Siviglia, da collaboratore tecnico dell'allenatore catalano, contribuì alla conquista dello storico Treble e al raggiungimento del punto più alto nella storia del City, ossia la vittoria della Champions League ottenuta nella finale di Istanbul contro l'Inter. Una partita che vide Foden prendere il posto dell'infortunato De Bruyne sul finire del primo tempo e confermare il suo status di assoluto protagonista, certificato dalle 48 apparizioni totali fra tutte le competizioni e dai 15 goal e 8 assist messi a disposizione della squadra di Guardiola. Con l'avvento di Maresca, ma soprattutto coi cambiamenti della rosa che hanno già preso forma – l'addio di Bernardo Silva, quello probabile di Savinho e quello eventuale di Marmoush – per Foden potrebbero riaprirsi maggiori spazi da sfruttare dalla trequarti in su e maggiori opportunità di tornare a far vedere il proprio calcio, alimentato da una sete di rivincita non indifferente.
COSA RISULTA SUL MILAN
Sono dunque piuttosto curiose e derubricabili al momento come semplici suggestioni le voci che vogliono Phil Foden in uscita dal Manchester City questa estate e accostato addirittura al nuovo Milan di Rubén Amorim. Che cerca indubbiamente qualità in quella particolare zona del campo calpestata dal fantasista inglese ed in particolare sul centro-destra, dove il neo-allenatore rossonero immagina un giocatore di piede mancino in grado di convergere verso il centro per calciare o fornire l'ultimo passaggio. Peccato che Foden, scegliendo di legarsi ancora a lungo col Manchester City, abbia dato un'indicazione abbastanza chiara sulle proprie abbastanza. Peccato che il suo ingaggio si assesti sui 13 milioni di euro lordi a stagione e che la sua valutazione sia molto proibitiva, nell'ordine dei 60-70 milioni di euro. Troppi anche per l'ambizioso Milan di Gerry Cardinale, che prima di investire nuovamente sul rafforzamento del reparto offensivo attende novità in merito all'uscita di Rafa Leao.
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