L’Unesco incorona i teatri “condominiali”: Italia sempre regina

27 Luglio 2026 - 14:50
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L’Unesco incorona i teatri “condominiali”: Italia sempre regina
foto da adobe
Brilla una stella in più nel firmamento Unesco d’Italia: il Comitato del Patrimonio mondiale, riunito a Busan in Corea del Sud, ha decretato l’iscrizione nella lista di nuovi siti in giro per il mondo, tra cui dieci teatri italiani.

Si tratta di teatri speciali, perché raccontano usi e costumi e una certa impostazione sociale che ha aperto la strada alla diffusione del teatro a larghe fasce della popolazione e non più solo all’elite.

Salgono così a 62 i beni italiani iscritti nella lista del patrimonio mondiale Unesco, confermando ancora una volta il primato del nostro Paese. Il nuovo sito è un sito seriale, con la precisa denominazione di “Il Sistema dei teatri condominiali all’italiana nell’Italia centrale fra il XVIII e il XIX secolo” .

Cosa sono dunque i cosiddetti “teatri condominiali“? Si tratta di dieci teatri distribuiti nelle Marche, in Emilia Romagna e in Umbria, e rappresentano il fenomeno che si sviluppò appunto tra il Settecento e l’Ottocento. Il modello del teatro all’italiana si diffuse in una forma di comproprietà tra enti pubblici e gruppi di privati, in genere famiglie di notabili, che intendevano realizzare questi luoghi di spettacolo e cultura al servizio dell’intera comunità, in risposta ai teatri riservati ai nobili e all’alta società aristocratica. Il teatro usciva dunque da palazzo, e gli spettatori ne erano sia utenti che in qualche modo gestori e organizzatori.

Ecco i dieci teatri di cui si compone il sito seriale: Teatro Angelo Mariani (Sant’Agata Feltria); Teatro Gentile da Fabriano (Fabriano); Teatro Giovanni Battista Pergolesi (Jesi); Teatro Ventidio Basso (Ascoli Piceno); Teatro Serpente Aureo (Offida); Teatro dell’Aquila (Fermo); Teatro Lauro Rossi (Macerata); Teatro Feronia (San Severino Marche); Teatro Bramante (Urbania); Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti (Spoleto).

Si tratta di solito di teatri piccoli, diversi tra loro ma tutti testimoni di arte e architettura neoclassica con qualche ispirazione ancora tardo barocca, e con alcune caratteristiche in comune: sala a ferro di cavallo, presenza sia di platea che di più ordini di palchi, e sono tutti ancora in funzione anche oggi.

Le new entry nel mondo

I teatri condominiali all’italiana non sono gli unici nuovi ingressi decretati dal comitato Unesco di Busan. Nella lista entra anche il Monte Olimpo in Grecia, per il suo significato mitologico oltre che naturalistico; le spiagge della Normandia in Francia protagoniste dello storico sbarco durante la Seconda Guerra Mondiale; le Aalto Works, ovvero tredici edifici realizzati in Finlandia da Aino, Elissa e Alvar Aalto, in rappresentanza dell’architettura del Novecento; il castello di Alamut nel nord dell’Iran, una fortezza costruita nell’840 a 2.100 metri d’altezza; il corridoio di migrazione terrestre degli animali Boma-Badingilo nel Sud Sudan, per la cui iscrizione si è proceduto per così dire d’urgenza a causa della situazione di pericolo causata da piaghe come i conflitti e il bracconaggio;  l’area di Asuka-Fujiwara, nella prefettura di Nara in Giappone, con resti di palazzi, antichi templi buddhisti e tumuli funerari datati tra sesto e ottavo secolo d.C;  l’architettura di Tashkent in Uzbekistan, realizzata dal 1966 all’indomani del terremoto e fino ai primi anni Novanta; infine, le Roças di Sao Tomé e Principe, ovvero sei piantagioni di caffè e cacao rappresentative del sistema di agricoltura di epoca coloniale.

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