Manteco apre le porte alla sua ‘Casa’ e chiude il 2025 a 84 milioni di euro

Aprile 15, 2026 - 19:00
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Manteco apre le porte alla sua ‘Casa’ e chiude il 2025 a 84 milioni di euro
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Un opening che rappresenta un messaggio significativo per il mondo della moda, alle prese — come noto e già segnalato nella prima trimestrale termometro del settore, quella di Lvmh di ieri sera — con un clima non semplice, aggravato dalla situazione internazionale. Con questo auspicio di fiducia, Manteco ha aperto le porte del suo progetto Casa Manteco, uno spazio che nasce come ex filatura e ripensato dallo studio di design FormaFantasma, che riunisce al suo interno sia il passato, con l’archivio e la parte museale, sia il presente e il futuro con il laboratorio dedicato alla circolarità, pietra miliare dell’azienda.

“Volevamo creare un posto che accogliesse i visitatori, che consentisse di vivere fisicamente i nostri valori, le nostre innovazioni e la nostra storia. Quel bagaglio di valori che ogni giorno fa parte degli ingredienti che ci fanno esprimere il futuro”, ha raccontato Marco Mantellassi, co-CEO insieme al fratello Matteo dell’azienda tessile di Montemurlo (in provincia di Prato), fondata nei primi anni Quaranta.

Il giardino (Courtesy of Manteco)

L’idea è quella di offrire al visitatore un’esperienza autentica e immersiva, tessendo la storia genuina di un’azienda radicata nel territorio, dove la tradizione si accompagna all’innovazione — un messaggio diventato estremamente importante per il settore del lusso, principale area di business di Manteco. Un settore che, nonostante il rallentamento, ha tutto sommato mantenuto i suoi ordini, consentendo all’azienda di chiudere il 2025 con un fatturato provvisorio complessivo di 84 milioni di euro, in crescita con l’anno precedente. Un settore che rimarrà il perno del business di Manteco, mentre si aprono nuove possibilità sul versante del tessile per la casa.

Tornando a Casa Manteco, la struttura riunisce sotto lo stesso tetto diversi spazi, ciascuno con un proprio linguaggio, uniti da una visione comune. Cuore del progetto è la Galleria, uno spazio studiato per superare le logiche tradizionali del museo aziendale e raccontare anche la storia del territorio di Prato e della tradizione laniera del Casentino. Il percorso prosegue nella Sala tessuti, showroom esperienziale che guida alla scoperta delle collezioni e stimola il dialogo creativo. L’archivio custodisce l’intero patrimonio Manteco dal 1943 a oggi, mentre un’attenzione particolare è stata dedicata anche al Giardino, un’oasi di incontro ravvivata da arbusti della tradizione toscana. Altra area chiave è il Circularity Lab, dove è possibile esplorare da vicino ogni fase del percorso della circolarità e rivivere l’artigianalità delle lane di Manteco, da MWool a ReviWool. Lo Studio, infine, è il luogo dove sono nati i tessuti più iconici dell’azienda.

Galleria (Courtesy of Manteco)

“La circolarità — sottolinea Marco Mantellassi — fa da sempre parte della nostra storia. Lo siamo sempre stati; poi, negli anni Duemila, abbiamo iniziato a dare una forma concreta a questa esigenza.” Il modello produttivo di Manteco si regge su una divisione precisa delle materie prime, che riflette una filosofia aziendale orientata alla circolarità. Un terzo del fatturato, circa il 35%, proviene da fibre post-consumo, raccolte principalmente negli Stati Uniti grazie a una rete di accordi strategici con università, centri di ricerca e società no-profit specializzate. Oltreoceano esiste una cultura consolidata del conferimento: la lana dismessa non finisce in discarica, ma viene raccolta in punti dedicati e avviata a nuova vita. Il risparmio di risorse che ne deriva è straordinario: fino al 99%. Le fibre recuperate comprendono lana, cashmere e misti lana. Un ecosistema virtuoso che, però, deve fare i conti con una minaccia crescente: la diffusione delle fibre sintetiche nel mercato globale rischia di compromettere la qualità e la purezza delle raccolte. A queste si affiancano le lane vergini, che rappresentano il 40% della produzione e provengono anch’esse da filiere circolari attraverso il progetto ReviWool, basato sul recupero degli scarti di lavorazione. Il restante 30% riguarda cotoni e lini. Negli ultimi tre o quattro anni, parallelamente, si è consolidata una nuova divisione dedicata al tessile per la casa, segno di una crescita che guarda oltre il confine tradizionale della moda.

Sala tessuti (Courtesy of Manteco)

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