Mercato del Carmine, situazione in stallo tra concessione in scadenza e incognita rilancio

Febbraio 20, 2026 - 17:00
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Mercato del Carmine, situazione in stallo tra concessione in scadenza e incognita rilancio
Mercato carmine e piazzetta

Genova. “Fare presto non significa fare bene”. Ha usato queste parole, l’assessora al Commercio del Comune di Genova, Tiziana Beghin, per invitare alla riflessione e all’attivazione di un percorso partecipato per stabilire il futuro del Mercato del Carmine, la struttura al Carmine chiusa ormai da luglio scorso dopo l’ennesimo flop dell’ultima gestione.

La concessione del mercato è stata rinnovata nel 2022 (senza un nuovo bando), al Consorzio del Carmine di Gian Battista Costa e Adriano Anselmi, e durerà sino al 2027. Soltanto dopo sarà possibile riassegnarla tramite bando. Come noto, il mercato ha una storia lunga e travagliata, con tre gestioni fallimentari alle spalle. L’ultima, affidata a un consorzio in cui spiccavano Dalf carni e Porcavacca, ha gettato la spugna a fine luglio, ad appena quattro mesi dalla riapertura.

“È chiaro che ciò che è stato fatto in passato non ha funzionato”, ha chiarito Beghin, invitando ad attendere la fine della concessione per presentare un nuovo bando: “Chi potrebbe investire sapendo che dopo un anno e mezzo scade la concessione?”, ha chiesto durante una commissione consiliare dedicata.

“Ciò che si sarebbe dovuto fare negli scorsi mesi lo si potrebbe fare o lo si potrà fare nell’immediato quando cesserà la concessione al soggetto che in questo momento ha in carico il mercato”, ha proseguito, ricordando che lo stesso consorzio ha comunque l’obbligo di riaprirlo: “Siamo stati anche abbastanza morbidi, perché un’amministrazione ha anche la giusta responsabilità di portare avanti scelte che non sono quelle che ha compiuto”.

L’esigenza di riaprire il mercato è stata espressa sia dai rappresentanti del commercio sia da residenti, anche alla luce dello stato di degrado in cui è precipitata la struttura nei mesi di chiusura: “Se lo si deve fare presto, perché questa è la richiesta che proviene dalla maggior parte dei cittadini, si devono assumere delle decisioni che non possono coesistere con un percorso partecipativo”, ha sottolineato Beghin, aggiungendo che “il mercato non può essere l’unico deputato a garantire la sicurezza nella zona con la sua apertura”.

Il consorzio, dal canto suo, ha chiesto che la concessione vada avanti sino al termine, con la ripresa dall’attività, senza però pagare il canone, sospeso nel 2022 a fronte della pandemia di Covid-19 e mai riattivato: “Questo non è possibile per un’amministrazione pubblica – ha detto l’assessora – nessuna delle attività che si sono insediate hanno avuto una sostenibilità economica, ma non è che non l’hanno avuta perché era troppo alto il canone”.

A oggi la situazione rimane dunque in stallo: Beghin ha chiesto al consorzio di presentare un business plan sostenibile per la promessa riapertura del mercato, valutando la possibilità di mantenerlo vivo con altre funzionalità nel frattempo: metterlo a disposizione del quartiere e delle associazioni che lo popolano per organizzare assemblee ed eventi. Ci sarebbe però il tema delle norme di sicurezza in questo caso, che non possono essere aggirate. Qualsiasi situazione si preveda, comunque, va rimandata al momento in cui il mercato tornerà nella piena disponibilità del Comune. Nel frattempo è stato chiesto al consorzio di curare sia gli interni che gli esterni, ritirando tavoli e sedie rimasti abbandonati in piazza e vigilando sulla struttura.

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Redazione Redazione Eventi e News