Meta cede alle pressioni di Pechino: salta l'affare Manus da 2 miliardi
Quella che era ormai data per un'acquisizione assodata, potrebbe davvero saltare. Stiamo parlando del colosso statunitense Meta, che a quanto pare ha avviato le procedure per smantellare la recente operazione da 2 miliardi di dollari della startup Manus, realtà tra le prime al mondo a mostrare il potenziale dell'AI agentica.
L'aspetto più inquietante è che non si tratta di una scelta interna, ma di una diretta e inedita imposizione arrivata da Pechino per motivi di sicurezza nazionale. La decisione del governo cinese, giunta circa due mesi fa, sta pertanto costringendo l'azienda di Mark Zuckerberg a erigere una vera e propria barriera digitale per escludere la startup dai propri sistemi interni.
Stando a quanto emerso nelle ultime ore Il processo di separazione operativa è già entrato nel vivo, tanto che Meta ha bloccato l'accesso ai propri database per i dipendenti di Manus e ha ordinato al proprio personale di interrompere l'utilizzo degli strumenti della startup, migrando i progetti attivi sulle infrastrutture interne del gruppo.
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