Milan, la rivoluzione di Cardinale prende forma: Amorim coinvolto sul mercato. Niente DS e DT, team integrato e strategico con Gardiner e Almstadt. La scelta su AD e Kirovski
Gerry Cardinale ha preso la sua decisione sulla direzione da prendere per il Milan.
La rivoluzione e le decisioni finali da parte del numero uno di RedBird Gerry Cardinale per la direzione da far prendere al Milan erano attese.
Dopo poco meno di un mese da quel comunicato apparso sul sito ufficiale in data 25 maggio - con la conclusione del percorso in AC Milan dell'Amministratore Delegato Giorgio Furlani, del Direttore Sportivo Igli Tare, dell'Head Coach Massimiliano Allegri e del Direttore Tecnico Geoffrey Moncada - e a poco più di tre settimane dall'inizio del ritiro e dall'avvio della nuova stagione sportiva, ecco che il momento sarebbe praticamente giunto per la nascita del nuovo Milan firmato Cardinale.
Sarebbero arrivate tutte le decisioni in merito al nuovo organigramma dirigenziale e societario del club di Via Aldo Rossi, compresa la scelta di affidarsi a un team integrato di lavoro per i prossimi mesi, fornendo maggior margine di manovra e di azione al neo-tecnico Ruben Amorim che avrebbe quindi un ruolo fondamentale da manager per la programmazione e la costruzione della rosa e del mercato del nuovo Milan.
Ma andiamo con ordine.
AMORIM ATTIVO SUL MERCATO
Partiamo subito da Amorim: il nuovo allenatore del Milan - che ha firmato un lungo contratto sino, compresa di opzione in favore della società di Via Aldo Rossi, al 30 giugno 2029 - dovrebbe avere un potere e un peso specifico importante nella costruzione della rosa del presente e del futuro, oltre che sulle scelte che sono e saranno fatte in sede di mercato.
Ruben Amorim, infatti, sarebbe già attivo e coinvolto nelle operazioni che sta conducendo e che condurrà in futuro il Milan: dovrebbe avere peso sulle scelte, sui nomi e sulle trattative per andare a rinforzare la squadra sia come ingressi nell'organico che come eventuali cessioni da effettuare nel corso dell'estate.
LA SCELTA SU DS E DT
Ma cosa significa questa scelta?
Non dovrebbero esserci nuovi inserimenti all'interno dell'organigramma rossonero: non dovrebbero essere, dunque, riempite le caselle - attualmente vuote - riguardanti le figure del direttore sportivo e del direttore tecnico. Nessun nuovo nome dovrebbe essere inserito nella società rossonera.
Al loro posto - il Milan avrebbe scelto di operare in maniera diversa, ma considerata maggiormente fluida e dinamica per la gestione del club - ci sarebbe un team integrato e strategico di lavoro che sarebbe formato da Gerry Cardinale in persona, da Bobby Gardiner (ex recruitment analyst e ora Head of Performance Analytics che presto diventerà il nuovo capo scout del Milan, venendo promosso in tale ruolo), dall'assistente dell'amministrazione Hendrik Almstadt, da David Castelblanco, membro del Cda focalizzato su investimenti nei settori dei Media, dell'Intrattenimento e dei Consumi, e da alcuni professionisti di RedBird.
Ogni decisione - rinnovi compresi - dovrebbe quindi alla fine passare da Gerry Cardinale in prima persona.
KIROVSKI E L'AD
Infine, va chiarita la situazione riguardante il futuro amministratore delegato del Milan.
De iure Giorgio Furlani è ancora l'amministratore delegato del club (e lo rimarrà sino a ottobre e all'approvazione del bilancio dell'ultima stagione che ha curato), ma non sta più lavorando in società dopo che gli è stato comunicato il licenziamento.
De facto Massimo Calvelli (membro del Consiglio d'Amministrazione rossonero) è il CEO del Milan in questo momento e a lui sono state trasferite le deleghe di Furlani, come emerge dal documento di visura camerale disponibile presso la Camera di Commercio sul ruolo di Calvelli come consigliere del club, aggiornato dopo il CdA milanista dello scorso 29 maggio.
In questo momento, Calvelli ha assunto i compiti che aveva Furlani prima: fra questi ve ne sono 21 a firma singola ma soggetti a operazioni con un limite di 10 milioni di euro che ha un peso sulle deleghe più strettamente operative come i rapporti con i procuratori, le pratiche del nuovo stadio, gli acquisti di beni, gli accordi e i contratti di sponsorizzazione e la gestione della compravendita dei calciatori e dello staff tecnico. In sostanza, per operazioni da oltre 10 milioni di euro, Calvelli avrà bisogno dell'approvazione della proprietà.
Però, nel corso delle prossime settimane e dei prossimi mesi, dovrebbe essere nominato un nuovo AD che non dovrebbe avere alcun peso sulla scelta dei giocatori, ma si dovrebbe occupare principalmente di questioni commerciali ed economiche, lasciando ogni altro aspetto tecnico e sportivo al team strategico e integrato di lavoro.
Infine Kirovski - uomo vicino al senior advisor di RedBird Zlatan Ibrahimovic - dovrebbe rimanere il dirigente alla guida del progetto di Milan Futuro, non andando a riempire alcuna casella in Prima Squadra.
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