Milan, mercato promettente ma ora servono gli italiani. Tenere Ricci, Tonali fece peggio alla prima stagione

09 Luglio 2026 - 16:28
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La rubrica di Andrea Longoni.

L’inizio del mercato del Milan è sicuramente promettente oltre che, per certi versi, inaspettato. Ovviamente servirà aspettare le prossime mosse e giudicare man mano, ma le premesse sono buone. Non solo perché sono state realizzate operazioni importanti come Goncalo Ramos e Gila, ma anche e soprattutto perché si vede un progetto, c’è pianificazione e il Club dà l’idea di essere coordinato col suo allenatore Amorim.


Da considerare anche il fattore tempo. Negli anni c’erano trattative infinite, spesso ad agosto. In questo caso il modus operandi sembra decisamente diverso: trattative più snelle, pagando anche cifre importanti, con ingaggi alti (altro inedito) e la volontà di chiudere il grosso della rosa il prima possibile, senza aspettare fine mercato.

La dirigenza rossonera dovrà considerare anche il tema liste: serviranno 4 giocatori cresciuti nel Milan e 4 calciatori vivaio Italia. Mi sembra continui a esserci un problema legato alla quota azzurra. Nel ‘campetto’ del possibile nuovo 11 titolare, mancano italiani. Gabbia scalerà nelle gerarchie a riserva del centrale che arriverà, così come Bartesaghi dovrebbe vedere al suo posto un nuovo titolare.


Non solo. Si è parlato nelle ultime ore della possibile partenza di Ricci. Non ha fatto una stagione super, ma non ha fatto peggio di altri. Un po’ insipido, ma era il primo anno al Milan: Tonali fece peggio alla sua prima stagione.


Prima di farlo partire, se fossi il Club ci penserei più di una volta. Perché è un giocatore che nello schema di Amorim ci può stare, bene come alternativa. Poi perché italiano: per la questione liste ma anche perché gli italiani in Italia sviluppano generalmente un senso di appartenenza maggiore.

Ultima riflessione su Pulisic, che ieri ha ricevuto un’investitura importante dal nuovo allenatore. Il valore dell’americano non si discute, ma nell’anno solare è stato davvero irriconoscibile. Mondiale compreso, anche per via degli infortuni.


Qualche ragionamento sull’opportunità di riconoscere un ingaggio pesante, come lui vorrebbe, a un giocatore che spesso è fuori, secondo me è doverosa. Così come sarà cosa buona e giusta verificare la sua voglia di rimanere al Milan.


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