Milan, tutta la verità sull'affare Liberali: l'esplosione in Primavera con Abate, la fiducia di Fonseca e l'improvvisa rottura col club. Perché ora può tornare
La storia in rossonero del trequartista classe 2007 conteso al Como è sempre stata ricca di colpi di scena
Ha assunto tutti i contorni dell'intrigo e della vera e propria telenovela di mercato la vicenda relativa alla prossima destinazione di Mattia Liberali. Il trequartista classe 2007 protagonista in questi giorni con la Nazionale Under 19 agli Europei di categoria (ha già segnato, su rigore, nell'esordio di lunedì scorso contro la Serbia) e reduce da una seconda parte dell'ultima stagione di alto livello al Catanzaro, deciderà nelle prossime ore quella che sarà la prossima tappa del suo percorso. Che potrebbe riportarlo, contro ogni previsione, proprio laddove era cominciato tutto, ossia al Milan.
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LA FIDUCIA DI ABATE E FONSECA
E' proprio nella formazione rossonera che l'estro di Mattia Liberali aveva cominciato ad evidenziarsi, crescendo al fianco di Alessadro Longoni (portiere appena trasferitosi a parametro zero al PSG), Emanuele Sala e Francesco Camarda e arrivando, sotto la guida di Ignazio Abate come allenatore, a conquistarsi le prime copertine con la formazione Primavera da sottoetà. Le prestazioni di livello anche in Uefa Youth League, dove raggiunge per due stagioni di fila la Final Four, convincono parte della dirigenza del Milan e soprattutto l'ex allenatore della prima squadra Paulo Fonseca che Liberali abbia la stoffa per pensare di affacciarsi sul calcio dei grandi ed entrare nelle dinamiche del professionismo. Lo aggrega infatti nella tournée negli Stati Uniti dell'estate 2024, dove desta buonissime impressioni per talento e personalità nelle amichevoli contro Manchester City e Real Madrid.
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LA DELUSIONE CON MILAN FUTURO
L'idea dell'allenatore portoghese di monitore la crescita e i progressi del giovane trequartista va di pari passo con quella di Zlatan Ibrahimovic, consigliere privilegiato del patron rossonero Gerry Cardinale e volto del nuovo progetto di Milan Futuro, di facilitare l'ascesa di Liberali attraverso la prima vera esperienza nei professionisti, nel campionato di Serie C. Una nuova avventura che parte col piede giusto, col goal nell'esordio assoluto della seconda squadra rossonera nel primo turno di Coppa Italia di Serie C contro il Lecco, ma che sarà destinato a rimanere come un lampo nel buio. La complicata gestione tecnica di un progetto costruito con molte risorse economiche – si calcola che siano stati investiti circa 20 milioni di euro in totale – ma con poca esperienza e competenze complica da subito il cammino di Milan Futuro (che infatti retrocederà al termine della stagione dopo il ko nei play-out contro la Spal) e quello personale di Liberali. Che disputerà appena 10 partite in Serie C e inizierà ad entrare in contrasto con parte del management del Milan spazzato via da Cardinale lo scorso 25 maggio.
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LA ROTTURA E CATANZARO
A complicare infatti la situazione tra le parti non sarà solamente la scelta del Milan di passare in pochissimo tempo dal far esordire il proprio talentino in Serie A – Fonseca lo schiera a sorpresa come titolare nel match contro il Genoa del 15 dicembre 2024, nel giorno del 125° anniversario della nascita del club – a retrocederlo brutalmente in Primavera, ma anche la delicata trattativa per prolungare un contratto che sarebbe arrivato a scadenza al termine di quella stagione. Una trattativa che si sarebbe risolta con un nulla di fatto e con la decisione di Liberali e del suo entourage di lasciare a malincuore il Milan a costo zero (e con la magra consolazione di un 50% sulla futura rivendita) per accasarsi in Serie B al Catanzaro. Nonostante i tentativi della vecchia dirigenza rossonera di piazzarlo al Torino a condizioni migliori.
In Calabria trova l'ambiente giusto per crescere ed un allenatore molto bravo a lavorare coi giovani come Alberto Aquilani, che lo lancia stabilmente da titolare soprattutto dallo scorso gennaio – complice il grave infortunio del neo-rossonero Alphadjo Cissé – e col quale arriva ad un passo dal conquistare una storica promozione in Serie A nella finale play-off contro il Monza. Grazie anche ai suoi 4 goal e 4 assist in 30 partite.
IL RIPENSAMENTO DEL MILAN
Curioso che oggi, praticamente ad un anno dalla traumatica separazione che lo aveva portato molto lontano da Milano, il Milan si sia reso protagonista di una nuova infatuazione per uno dei migliori prodotti del proprio settore giovanile degli ultimi anni. Il club rossonero si è dato un nuovo assetto dirigenziale solo da pochissime settimane e l'ingaggio di un allenatore che crede nella possibilità di coinvolgere i giovani nel suo progetto calcistico – lo ha fatto allo Sporting Lisbona ma anche al Manchester United – ha condotto a fare profonde riflessioni sulla possibilità di concedere a Liberali una seconda chance. A maggior ragione potendolo riportare a casa per la metà dei 6 milioni di euro di clausola rescissoria presenti nell'accordo col Catanzaro e che il Como, la squadra che nelle ultime settimane ha proceduto nella maniera più convinta, aveva già accettato di pagare.
IL FATTORE DECISIVO
L'irruzione sulla scena negli ultimi giorni di Amorim (che ha avuto modo di parlare al telefono col giocatore e scambiarsi alcuni messaggi) e dello stesso Cardinale, che ha già intavolato dei discorsi col ragazzo e col suo agente e che nelle prossime ore potrebbe dare vita ad una videocall ritenuta come decisiva per la scelta finale del ragazzo, è soltanto l'ultimo capitolo di una storia dal finale ancora tutto da scrivere. In cui a pesare saranno principalmente le prospettive di impiego e la fiducia in un progetto tecnico che le pretendenti sapranno mettere sul piatto, oltre ad una certa garanzia di minutaggio che per un giovane in rampa di lancio rappresenta quasi tutto.
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