Milano, Appello sul caso di Mattia Lucarelli e Federico Apolloni: non fu stupro ma “eccitazione collettiva”
La vicenda dei calciatori Mattia Lucarelli, figlio dell’ex attaccante del Livorno Cristiano Lucarelli, e Federico Apolloni, non fu violenza sessuale su una studentessa californiana di 24 anni, ma una serata caratterizzata dal “comune proposito sessuale” e “clima di eccitazione collettiva”. Lo scrivono i giudici della Corte d’appello di Milano (collegio Santangelo-Simion-Aloisi) nelle motivazioni della sentenza con cui il 23 aprile ha assolto perché il fatto non sussiste entrambi i ragazzi e gli altri tre imputati che in primo grado erano stati condannati a pene fra i 3 anni e 7 mesi e i 2 anni e i 5 mesi per i fatti della notte del 27 marzo 2022 dopo una serata in discoteca.
Per l’Appello né “l’invito a recarsi nell’appartamento” con loro, né il “linguaggio volgare e sessualmente esplicito” immortalato dai video girati nella serata, né “l’atmosfera goliardica” né tantomeno l'”attrazione verso Apolloni” che la giovane ha mostrato in più momenti di quella sera dimostrano che c’è stata una “manovra induttiva e abusiva”. Nel processo sarebbe stato dimostrato in particolare che Lucarelli jr avrebbe detto alla ragazza che “sarebbe stata libera” di “andare via” quando “avesse voluto”, si legge nelle 57 pagine della sentenza, che ha accolto la linea difensiva degli avvocati Leonardo Cammarata e Beatrice Pozzoli.
Questo articolo Milano, Appello sul caso di Mattia Lucarelli e Federico Apolloni: non fu stupro ma “eccitazione collettiva” proviene da LaPresse
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)