Multe CO2, l'Italia è il Paese più a rischio in Europa: lo studio Dataforce
I numeri sanno far riflettere. Uno <strong>studio di Dataforce</strong> sugli effetti economici della <a href="https://www.hdmotori.it/auto-articoli-n604265-2025-nuovi-limiti-emissioni-multe-rischio-stangata/">normativa CAFE</a> (il meccanismo europeo che fissa i <strong>limiti medi di emissioni CO2 per le auto di nuova immatricolazione</strong>) fotografa chi sta pagando il conto della <strong>transizione elettrica</strong> e chi, invece, sta incassando. I dati, basati su tutto il 2025 e sui primi quattro mesi del 2026, restituiscono un quadro paradossale. Da una parte l'industria automobilistica europea accumula debiti e dall’altra i costruttori con una maggiore vocazione all’elettrico (Tesla e quattro gruppi cinesi) accumulano crediti miliardari.<h2>L'Italia prima tra i debitori</h2><img class="alignnone size-full wp-image-234684" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2025/10/Emissioni-CO2.jpg" alt="Emissioni-CO2" width="2834" height="1636" />Ci sono diversi dati su cui ragionare. L'<strong>analisi per Paese</strong> rivela che l'<strong>Italia è il mercato più esposto in Europa</strong>, con un deficit teorico di 3,8 miliardi di euro ed emissioni medie di 111,8 g/km contro la media europea di 93,6 g/km. Seguono Germania (2,8 miliardi), Polonia (2,25 miliardi), Spagna (1,6 miliardi) e Repubblica Ceca (1,08 miliardi). Sul fronte opposto dominano i Paesi nordici. Paesi Bassi e Norvegia vantano quasi 1,9 miliardi di crediti ciascuno. La vera sorpresa è la Francia, unico grande mercato per volumi a registrare un saldo positivo, con oltre 1,5 miliardi di crediti.<h2>La situazione per le case automobilistiche</h2><img class="alignnone size-full wp-image-247975" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2025/12/Marchio-Volkswagen-1.jpg" alt="Marchio Volkswagen" width="1585" height="1185" />Il <strong>Gruppo Volkswagen</strong> guida la <strong>classifica dei debitori</strong> con 2,3 miliardi di euro di sanzioni teoriche accumulate (nonostante abbia venduto circa 4 milioni di auto con emissioni medie di 100,7 g/km, appena 6 grammi oltre il suo target di 94,6 g/km). Al secondo posto <strong>Stellantis</strong> (1,25 miliardi, con emissioni medie di 102,1 g/km su quasi 2,3 milioni di vetture), seguita da <strong>Mercedes-Benz</strong> (939 milioni), <strong>Nissan</strong> (726 milioni) e <strong>Mazda</strong> (322 milioni).Tra i marchi virtuosi c’è al primo posto <strong>Tesla</strong> che ha accumulato crediti per 2,3 miliardi di euro (esattamente la stessa cifra del debito Volkswagen) con appena 260.000 auto vendute e emissioni medie pari a zero. Dietro Tesla, quattro gruppi cinesi: <strong>BYD</strong> (quasi 1,6 miliardi di crediti), <strong>Geely</strong> (1,4 miliardi), <strong>Leapmotor</strong> (oltre 500 milioni con sole 57.000 immatricolazioni) e <strong>Xpeng</strong> (250 milioni).<h2>Come funziona il meccanismo</h2><img class="alignnone size-full wp-image-272967" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/05/Emissioni-CO2.jpg" alt="Emissioni CO2" width="1920" height="1008" />Per capire meglio questi numeri è utile ricordare <strong>come funzionano il meccanismo alla base delle multe per le emissioni inquinanti</strong>. Dal 2025 il limite medio di CO2 per le auto nuove è fissato a 93,6 g/km. Per ogni grammo eccedente il target specifico di ciascun costruttore, la sanzione è di 95 euro moltiplicati per il numero di veicoli venduti. Nei 16 mesi analizzati da Dataforce, il sistema automotive europeo ha accumulato 12,8 miliardi di debiti e 9,7 miliardi di crediti, con un <strong>saldo negativo di oltre 3 miliardi</strong>.Dataforce definisce questo meccanismo “<em>un potenziale trasferimento miliardario di valore dall'industria automobilistica europea verso operatori extra-europei</em>”, un <strong>effetto già denunciato dagli stessi costruttori</strong> nelle ultime settimane. Va anche detto che lo studio Dataforce riguarda solo le autovetture, non i veicoli commerciali leggeri. Le multe effettive saranno calcolate a consuntivo del triennio 2025-2027, tenendo conto dell'<a href="https://www.hdmotori.it/multe-emissioni-co2-auto-europa-approva-emendamento/">emendamento approvato dall'UE</a> che consente ai costruttori di compensare gli anni in deficit con quelli in credito nell'arco del triennio.
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