Myanmar, Banca mondiale: inflazione al 25 per cento dopo il rincaro dei carburanti
L’inflazione in Myanmar è salita fino al 24,6 per cento su base annua ad aprile, mentre il Paese continua a subire gli effetti della guerra civile e dell’aumento dei prezzi energetici causato dal conflitto tra Stati Uniti e Iran, secondo l’ultimo rapporto della Banca mondiale. L’istituzione ha inoltre ridotto le previsioni di crescita per l’anno fiscale iniziato ad aprile, portandole dal 3 al 2 per cento, a causa di un contesto internazionale meno favorevole. Dal colpo di Stato militare del 2021, il Myanmar è precipitato in una guerra civile che ha aggravato povertà e instabilità economica. La situazione è stata ulteriormente complicata dalla dipendenza energetica del Paese: circa il 90 per cento del petrolio consumato viene importato, rendendo l’economia particolarmente vulnerabile alle tensioni nello Stretto di Hormuz, una delle principali rotte mondiali per il trasporto di greggio. Secondo la Banca mondiale, l’economia birmana sta mostrando segnali di stabilizzazione, ma su livelli molto bassi. Tuttavia, il nuovo shock energetico ha riacceso le pressioni inflazionistiche e messo nuovamente in evidenza le debolezze strutturali del Paese.
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