Nanotecnologie e prevenzione medica: cosa aspettarsi dal futuro
La tecnologia procede senza sosta, e forse un giorno basterà un minuscolo cerotto sulla pelle per svelare la presenza di un tumore prima ancora che l'occhio umano possa accorgersene, almeno secondo quanto sostenuto da un team di scienziati canadesi dell'Institut national de la recherche scientifique e dell'Université de Montréal. Questa è solo una delle più recenti nanotecnologie che la medicina avrà presto a disposizione.
Quella che è nata come una ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Nature Sensors, è diventata una tecnologia sperimentale battezzata SMEAR-ULM. Ma come funziona? In pratica il metodo sfrutta le reazioni termiche naturali del nostro corpo per mappare anomalie invisibili a occhio nudo, e questo approccio offre ai medici un vantaggio temporale che potrebbe rivelarsi decisivo nel trattamento dei tumori cutanei più aggressivi. Il funzionamento si basa su un principio biologico noto, ovvero che le cellule tumorali consumano energia a un ritmo molto più serrato rispetto a quelle sane.
Il risultato di questo metabolismo accelerato è un impercettibile aumento della temperatura sulla superficie della pelle. Sebbene la scienza conosca questo fenomeno da tempo, le normali termocamere non hanno mai avuto la precisione necessaria per scovare lesioni inferiori a cinque millimetri, ovvero quelle che solitamente un medico nota già durante una normale visita.
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