Nintendo attaccata dagli hacker: aggrediti software third-party

17 Giugno 2026 - 10:34
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Oggi, 17 giugno 2026, Nintendo of America ha rotto il silenzio in merito al presunto attacco informatico rivendicato nelle ultime ore sul dark web. La casa di Kyoto ha fatto chiarezza sulla portata del furto di dati, confermando che il problema non ha interessato le infrastrutture interne dell’azienda, bensì i server di TinyPulse, un servizio di terze parti utilizzato dal colosso videoludico per la gestione e la somministrazione di sondaggi interni riservati al personale.

La nota ufficiale punta a rassicurare l’opinione pubblica e la community: i sistemi proprietari di Nintendo sono totalmente sicuri e non risulta alcuna violazione di dati finanziari, credenziali di accesso o informazioni personali appartenenti ai consumatori.

Nintendo non pagherà alcun Riscatto

Il caso è esploso dopo che il collettivo hacker noto come ShadowByt3$ ha pubblicato sui propri canali di leak la prova dell’avvenuto attacco, minacciando la divulgazione del materiale. Gli Hardening Analyst e i ricercatori di sicurezza informatica hanno tracciato la minaccia, la quale includeva un pacchetto di circa 859 MB di dati sottratti il 13 giugno. Questo archivio contiene report analitici, feedback anonimi sul posto di lavoro, indirizzi email aziendali, moduli fiscali W-9 con ID del personale e chat private scambiate dai dipendenti. Gli estorsori informatici avevano fissato una scadenza al 15 giugno per il pagamento di un riscatto da 2 milioni di dollari in criptovalute; di fronte al netto rifiuto di trattare da parte di Nintendo, gli hacker hanno reindirizzato le proprie minacce direttamente verso TinyPulse, intimando la società di risorse umane di pagare per evitare la pubblicazione integrale dei dati.

Nintendo ha tuttavia fortemente ridimensionato l’impatto reale dell’incidente sul piano operativo. Secondo i tecnici di Seattle, il materiale sottratto coinvolge esclusivamente una piccola cerchia di dipendenti della divisione nordamericana e gran parte delle informazioni e dei sondaggi trafugati risalirebbe a diversi anni fa. Questo evento evidenzia una tecnica di intrusione sempre più diffusa nel panorama del cybercrime globale: non potendo scardinare direttamente le blindatissime difese perimetrali delle grandi multinazionali, i gruppi di estorsione preferiscono colpire i fornitori esterni (supply chain attack) e le piattaforme HR collegate. Nintendo ha concluso la nota dichiarando di aver avviato un audit di sicurezza congiunto con i tecnici di TinyPulse per isolare la vulnerabilità, ribadendo che i servizi online della console e i profili dei giocatori non corrono alcun rischio di compromissione.

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