Non solo Nepal, frana la parete nord-est del Monviso: è tra le più grandi degli ultimi anni

L’attenzione del mondo occidentale si sta rapidamente stancando della tragedia ancora in corso al confine tra Nepal e Tibet, dove il progressivo scioglimento dell’Himalaya ha provocato un’enorme valanga di ghiaccio e detriti che il 26 agosto ha provocato un’esondazione da oltre mille morti e circa 4mila dispersi, ma la crisi climatica non colpisce “solo” i Paesi in via di sviluppo: bussa con forza anche a quelli di più antica industrializzazione, i grandi responsabili delle emissioni di gas serra. Anche l’Italia è nella lista, e l’arco alpino è tra le aree più fragili a risentirne, come mostra da ultimo la frana che ieri notte ha investito la parete nord-est del Monviso.
«Sono cinque o sei anni che queste frane arrivano ciclicamente […] e purtroppo la frana di ieri sera non è una novità. È una delle più grosse che sono scese sulla nord-est del Monviso ma non è che faccia tutta questa differenza rispetto a quelle che sono già scese in passato. Si dà risalto al singolo evento, ma non alla situazione generale che invece viene ignorata», spiega Alessandro Tranchero – rifugista del Quintino Sella – al Club alpino italiano (Cai), riferendosi all'impatto dell'innalzamento delle temperature in quota.
Come informa la Carovana dei ghiacciai di Legambiente, negli ultimi sessant’anni abbiamo perso un’area glaciale pari a 170 kmq, e quel che rimane rischia di crollare. Ormai anche il tetto d’Europa, il Monte Bianco, si sta sciogliendo: al posto dei ghiacciai aumentano le colate di detriti, le morene si deformano e diversi larici vengono giù, mentre si formano nuovi laghi.
È alle 20 circa di ieri sera, come spiegano dal Parco del Monviso, che una frana di grandi dimensioni si è staccata dalla montagna scaricando materiale nei dintorni del rifugio Quintino Sella con un boato (avvertito chiaramente anche dagli altri rifugi alpini in zona) a cui ha fatto seguito una estesa nuvola di fumo.
Secondo le analisi effettuate, riporta stamani il Comune di Crissolo, è da considerarsi scongiurata l’ipotesi che un escursionista possa risultare disperso in relazione all’evento franoso. A seguito del crollo avvenuto sul Monviso nella tarda serata di ieri è stato effettuato un sopralluogo questa mattina, non appena è stato possibile mettere in movimento l'elicottero, in cui il Comune, i Vigili del fuoco e il Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico hanno preso visione dall’alto della situazione, verificandone l’entità.
Seppure non si siano ravvisate criticità evidenti alla percorribilità dei sentieri, è stata comunque emessa un’ordinanza di chiusura del tratto di sentiero V13 compreso tra il lago Chiaretto e il Colle di Viso nei due sensi di percorrenza, in salita e in discesa, che verrà mantenuta in vigore fino a che l’Ufficio tecnico del Comune di Crissolo non avrà effettuato ulteriori sopralluoghi direttamente sul posto nella giornata di oggi, che potranno chiarire in maniera definitiva l’entità del problema e le eventuali necessarie contromisure da adottare. Al momento, quindi il sentiero rimane chiuso nel tratto segnalato e si rimanda a ulteriori aggiornamenti che potranno essere forniti nella giornata di oggi.
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