Novara: “Accessi in aumento, ma gli infermieri continuano a lavorare sotto organico al PS del Maggiore”. La denuncia dei Sindacati

30 Giugno 2026 - 18:16
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Il NurSind Novara denuncia con forza la gravissima situazione organizzativa che si sta verificando presso il Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore della Carità di Novara, dove l’emergenza caldo di questi giorni sta determinando un sensibile incremento degli accessi senza che sia stato previsto un adeguato potenziamento del personale infermieristico.

Le eccezionali temperature che stanno interessando il Piemonte in questa estate da record hanno determinato un significativo aumento degli accessi ai Pronto Soccorso della regione, con un incremento stimato tra il 10% e il 15%. Un fenomeno ampiamente prevedibile, che avrebbe richiesto un rafforzamento e potenziamento dell’organizzazione e delle risorse a tutela dei cittadini e degli operatori sanitari.
Invece, presso il DEA dell’Ospedale Maggiore della Carità di Novara, sta accadendo l’esatto contrario.

Nella notte tra il 28 e il 29 giugno, il servizio ha operato con un infermiere in meno rispetto all’organico previsto. La medesima situazione si è ripetuta anche nel turno della mattina del 29 giugno, nonostante l’incremento dell’afflusso di pazienti. Tale condizione si è poi replicata, nuovamente, anche nella notte tra il 29 giugno e il 30 giugno.

In particolare la situazione determinatasi nel pomeriggio del 29 giugno, alle ore 16.00, appare
particolarmente allarmante:

• risultavano presenti in Pronto Soccorso 75 paziente di cui 27 pazienti in codice arancione e 19
pazienti in codice azzurro.
Ricordiamo che i tempi massimi previsti per la presa in carico sono 15 minuti per i codici arancioni e 60 minuti per i codici azzurri, standard che diventano estremamente difficili da rispettare quando il personale continua ad essere insufficiente.

Ancora più grave è il fatto che il Piano Aziendale di Gestione del Sovraffollamento del Pronto Soccorso
prevede espressamente che, al superamento della soglia di 55 pazienti complessivamente presenti tra
triage e visita, vengano immediatamente attivate misure straordinarie, tra cui il reclutamento di personale infermieristico aggiuntivo, al quale spetta anche il compito di gestire il potenziamento
dell’informazione ai pazienti e ai loro familiari riguardo alle condizioni cliniche e ai tempi di attesa.

Eppure, nonostante fossero presenti 75 pazienti, tali misure non risultano essere state attivate.
Questa situazione rappresenta un fatto gravissimo, che espone i cittadini a tempi di attesa incompatibili con una gestione ottimale dell’emergenza e costringe gli infermieri a lavorare sotto una pressione insostenibile, con inevitabili ripercussioni sulla qualità dell’assistenza e sulla sicurezza delle cure.

Gli infermieri stanno affrontando giornate caratterizzate da carichi di lavoro ormai insostenibili, dovendo gestire un numero crescente di pazienti in un contesto di evidente carenza di personale. A fronte di un’emergenza climatica che sta mettendo sotto pressione tutti i servizi di emergenza-urgenza, ci saremmo aspettati scelte organizzative responsabili e tempestive.

Invece, assistiamo all’ennesima decisione incomprensibile e irresponsabile della Direzione, che
continua a non autorizzare le prestazioni aggiuntive
per consentire il reclutamento di personale aggiuntivo, costringendo i professionisti a lavorare sotto organico proprio nel momento in cui sarebbe necessario garantire il massimo livello di sicurezza per pazienti e operatori.

Questa scelta non penalizza soltanto il personale, ma ricade direttamente sui cittadini che si rivolgono al Pronto Soccorso confidando in un’assistenza tempestiva e di qualità. Gli infermieri stanno facendo tutto ciò che è nelle loro possibilità, con professionalità, senso del dovere e spirito di sacrificio, ma non si può continuare a pensare che l’abnegazione dei lavoratori possa compensare le carenze organizzative o debbano soccombere a logiche meramente “ragionieristiche”.

Appare del tutto irresponsabile la scelta della Direzione Aziendale di non impiegare e riconoscere le prestazioni aggiuntive al personale infermieristico nonostante gli specifici fondi stanziati dall’Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte.
Le prestazioni aggiuntive costituiscono, infatti, uno strumento previsto dal contratto proprio per fronteggiare la cronica carenza di personale e garantire la continuità dei servizi essenziali.

È inaccettabile che, mentre gli accessi aumentano e gli infermieri continuano a garantire il servizio con straordinario senso di responsabilità, la Direzione scelga di non mettere in campo tutti gli strumenti disponibili per rafforzare gli organici.

Non si può continuare ad affrontare le emergenze, come quella alla quale stiamo assistendo negli
ultimi giorni, con organici insufficienti.

La salute dei cittadini e la sicurezza degli operatori non possono essere sacrificate per scelte organizzative ed economiche che si stanno dimostrando del tutto inadeguate”.

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