Nuovo stadio Ferraris, via libera in conferenza di servizi al progetto di Genoa e Sampdoria

30 Luglio 2026 - 07:00
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Nuovo stadio Ferraris, via libera in conferenza di servizi al progetto di Genoa e Sampdoria
nuovo stadio ferraris restyling progetto penaranda

Genova. Via libera in conferenza di  servizi al progetto di riqualificazione dello stadio Ferraris presentato dalla società Genova Stadium, costituita al 50% da Genoa e Sampdoria. La conclusione positiva della procedura, pur con una serie di prescrizioni, è il punto di partenza per aprire la fase di evidenza pubblica in cui altri soggetti potranno proporre condizioni migliorative secondo una procedura analoga al project financing.

Nel frattempo il Consiglio comunale dovrà dovrà votare l’interesse pubblico della proposta e soprattutto dovrà essere sottoscritta un’apposita convenzione tra Palazzo Tursi e i gestori dell’impianto. E sono ancora diversi i punti su cui le parti non hanno raggiunto un accordo definitivo.

“Il progetto – si legge nella determinazione dirigenziale finale – è finalizzato anche all’adeguamento dello stadio agli standard Uefa di categoria 4 e si colloca nel quadro degli interventi connessi alla candidatura della città di Genova ad ospitare eventi del campionato Europeo Uefa Euro 2032“. Proprio per non uscire di scena era necessario approvare il progetto entro il 31 luglio, dunque il semaforo verde è arrivato al fotofinish, ma i funzionari del Comune segnalano che manca ancora documentazione “più solida e qualificata” per dimostrare la disponibilità dei finanziatori, elemento che potrebbe diventare “rilevante in chiave comparativa” nella competizione con le altre città.

stadio ferraris notte

Le condizioni dell’accordo e le incognite ancora irrisolte

Com’è noto, alla base dell’accordo c’è la cessione del diritto di superficie sullo stadio e su Villa Piantelli per 90 anni. I club garantirebbero investimenti per 100 milioni di euro (di cui 55 milioni con un finanziamento a medio-lungo termine) e contano di ottenere contributi pubblici per 19 milioni, ma non dal Comune. Per i primi cinquant’anni Genova Stadium non verserebbe alcun canone, una forma di contribuzione indiretta quantificata in 6,6 milioni di euro non incassati dal Comune, dopodiché i club verserebbero una quota di 1,3 milioni all’anno, solo a partire dal 2077. È prevista anche una garanzia a tutela del pagamento tramite l’accantonamento di una somma in un conto vincolato fruttifero.

“Le nostre richieste vanno verso una chiarezza sulla sostenibilità finanziaria dell’operazione, cioè dell’intero progetto e dell’intera ristrutturazione dello stadio – aveva detto Salis pochi giorni fa – perché è una ristrutturazione molto complessa e onerosa. La mia attenzione è quella di richiedere alle squadre le garanzie necessarie perché il progetto arrivi in fondo, poi si può discutere eventualmente del progetto. Ma il Comune, anche per chi verrà dopo di noi, deve avere la consapevolezza che prendiamo un impegno che deve essere portato a termine nel migliore dei modi“.

Tuttavia sono ancora numerosi i nodi da sciogliere. A partire da quello dei parcheggi sulla piastra del Bisagno, in origine un punto chiave del piano finanziario presentato da Genoa e Sampdoria: il Comune ha stabilito che l’area dovrà mantenere una funzione pubblica e non potrà essere destinata ad uso esclusivo privato. La definizione puntuale viene demandata alle successive fasi “progettuali, convenzionali e di gara”. Rimarrebbe poi irrisolto, come segnalato dalla polizia locale, l’annoso problema del parcheggio per i tifosi ospiti.

Il nodo delle tempistiche

Se la chiusura al fotofinish della Conferenza dei servizi ha permesso il rispetto della scadenza di luglio, i tempi adesso continuano ad essere stretti: entro ottobre 2026 la Figc dovrà presentare alla Uefa la lista definitiva dei 5 stadi italiani per Euro 2032. Questo significa che per la candidatura di Genova servirà arrivare a tale data avendo blindato la solidità finanziaria dell’operazione. A concorrere nel prendere parte alla kermesse calcistica oggi sono ufficialmente dodici città, tra cui Milano, Roma e Torino, ovviamente, ma anche Napoli, Bologna, Bari, Palermo, Firenze: tutte città con impianti più capienti di quello genovese.

L’eventuale semaforo verde aprirà la strada all’avvio dei cantieri, previsto entro marzo 2027. Anche in questo caso ci sarà da correre: l’intervento complessivo avverrà per lotti funzionali in modo da consentire lo svolgimento dei campionati durante i cantieri e avrà una durata stimata di circa 36-42 mesi (3 anni e mezzo), puntando al completamento delle opere in tempo utile per il collaudo e l’idoneità Uefa definitiva, prevista entro il 2031.

Tra i punti non ancora chiariti c’è poi il numero di giorni in cui lo stadio Ferraris e Villa Piantelli potranno essere messi a disposizione del Comune a titolo gratuito per eventi di vario genere. Nella nuova bozza della convenzione Genova Stadium aveva fissato il limite massimo a 20 giorni, compresi quelli necessari per l’allestimento, mentre l’amministrazione lo indicava come “periodo minimo”. Anche su questo punto nella seduta conclusiva del 16 luglio si è concordato di riformulare la clausola in maniera più elastica, con un tetto massimo che sia però superiore a 20 giorni.

Il progetto in sintesi

Il progetto è stato elaborato dallo studio dell’architetto Hembert Peñaranda e ricalca quello presentato alla scorsa giunta nel 2024. Il cuore dell’intervento è lo spostamento delle scale all’esterno, sul lato dei distinti e delle tribune, con volumi vetrati aggiunti sull’attuale facciata, senza stravolgere il disegno impostato da Gregotti per Italia ’90.

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In questo modo verrebbero ricavati 10.694 metri quadrati per attività commerciali, 10 skybox (con 14 poltrone all’aperto e aree interne per il relax), locali di servizio come cucine e spogliatoi, e al livello più alto oltre 2mila metri quadrati tra ristoranti, lounge e spazi dedicati al tempo libero. I corpi aggettanti sovrasterebbero in parte la facciata storica, ma secondo il Comune non ci sono problemi di vincoli perché si tratta di una ricostruzione e non del prospetto originale.

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Uno dei nodi più delicati è quello della capienza, destinata a ridursi ancora. Nei documenti presentati oggi a Tursi si dichiarano in totale 31.603 posti dopo la ristrutturazione, a fronte dei 33.205 posti odierni. Sono previsti 150 posti per disabili, di cui 65 in carrozzina. “Le gradinate verranno portate da 70 a 60 centimetri, questo ha comportato una decrescita degli spettatori – aveva spiegato Peñaranda -. Ci sono problemi di visibilità, vie di fuga poco chiare ed efficienti”.

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Nel progetto (e nella cessione del diritto di superficie) rientra anche Villa Piantelli, che verrà destinata a funzioni di “accoglienza” durante le partite e ospiterà uffici ai piani superiori. Nelle vicinanze sarà ricavata un’area di parcheggio al servizio dei club, ma si prevede anche una piazza pubblica allo stesso livello di corso De Stefanis, liberamente fruibile durante la settimana.

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