Obaretin a CM: "Al Lorient sognando la nazionale. Non sottovalutate la Ligue 1. Al Milan mi sembrava di sognare. Conte e Allegri sono diversi, ma mi hanno formato"
Il difensore italiano in prestito al Lorient ci ha raccontato la sua carriera, le esperienze con Napoli e Milan, ma anche la scelta di andare in Ligue 1 per provare ad esplodere.
Nosa Edward Obaretin ha fatto una scelta coraggiosa per la sua giovanissima carriera. Il difensore classe 2003 ha scelto in estate di lasciare il Napoli per andare per la prima volta della sua vita all'estero, al Lorient in Ligue 1, con un obiettivo chiaro in mente: riuscire finalmente ad esplodere, in un campionato formativo soprattutto per giocatori come lui.
Nell'intervista concessa in esclusiva a Goal Italia e Calciomercato, l'ex-Napoli e Milan fra le altre, con un passato in prestito in Serie B con tanti club come Bari, Trento ed Empoli, ha voluto raccontare il suo percorso, la voglia di emergere, cos'ha imparato sulla la guida di Antonio Conte e Massimiliano Allegri e gli esempi dei grandi giocatori con cui si è confrontato come Theo Hernandez, Leao, Ibrahimovic, ma anche Rrhamani e i centrali azzurri. E proprio l'azzurro rimane lì sullo sfondo, un sogno che la Ligue 1 potrebbe aiutarlo a percorrere.
LA SCELTA DEL LORIENT
Partiamo dalla scelta fatta in estate che ti ha portato qui al Lorient: cosa ti ha convinto del progetto? C’è stato qualcuno in particolare che ti ha parlato e convinto a fare questa tua prima esperienza all'estero?
"Allora, innanzitutto il progetto mi è piaciuto fin da subito, quando ho parlato con il direttore sportivo e appunto mi ha spinto a venire qua. Poi c'è il lato personale, perché volevo provare una esperienza all'estero. Come seconda cosa, mi piace il fatto che sono stati subito chiari con me qua. Mi piace come la Ligue 1 sia un campionato dove giocano molti giovani e anche la nostra squadra è una squadra piena di giovani.
Arrivi in Francia dopo tre stagioni da professionista comunque in giro per l'Italia. Cosa pensi di aver imparato in queste esperienze e con quale obiettivo personale e cosa ti porti qui al Lorient?
"Sicuramente in tutte queste esperienze che ho fatto in prestito ho imparato tante cose da tutti i vari allenatori che ho avuto. Arrivo qua sempre con la voglia di migliorare, di dare il massimo per la squadra. Sicuramente è un campionato difficile non è facile, ogni partita è tosta e io darò sempre il massimo e mi metterò a disposizione della squadra.
Prima della sosta è arrivato il tuo esordio. Qual è stata la prima cosa che ti ha colpito dentro e fuori dal campo?
È stato molto molto bello ero molto contento del mio esordio, mi ha colpito l'intensità che c'è in campo, l'intensità di gioco. Poi gli stadi... devo essere sincere io venivo dalla Serie B, quindi diciamo che gli stadi qua in confronto sono più pieni c'è molta più gente, sono più grandi. Quindi mi ha dato un bell'impatto e sono contento. Ora mi metto a sotto a lavorare che stiamo preparando la partita contro il Paris FC.
THEO HERNANDEZ, RRHAMANI E SERGIO RAMOS GLI ESEMPI
Centrale o terzino? Dove vedi il tuo futuro? In passato hai dichiarato che stavi imparando da Theo Hernandez come si faceva il terzino, però negli ultimi anni hai giocato più da centrale. Che esempio è stato lui per te in quel momento, e se ce ne sono stati altri da cui hai imparato invece a fare il centrale?
Io adesso sto facendo il braccetto di sinistra e oggi mi vedo più in questo ruolo. Sicuramente avendo giocato al Milan e avendo visto Theo Hernandez da vicino è stata una bellissima esperienza ho visto e imparato tante cose da lui. Invece da difensore centrale per esempio al Napoli giocando anche con Rrhamani mi ha aiutato tanto, mi dava sempre consigli e ho imparato tanto anche da lui. Anche in ritiro quest'estate ho cercato sempre di prendere più info possibili da tutti i centrali. Rrahmani sottovalutato? Per me è certamente un ottimo difensore.
Obiettivo stagionale? Che tipo di difensore sei e c'è un giocatore a cui ti ispiri?
Ovviamente fare più presenze possibili e se il goal viene ben venga. Come difensore mi piace essere aggressivo, però mi piace anche giocare con la palla e appunto mi piace, anzi secondo me dovrei migliorare un po' di più, attaccare la porta magari durante i calci d'angolo. Io quando ero un po' più piccolo e quando era ad alti livelli guardavo sempre Sergio Ramos. Per me è un difensore fortissimo, cercavo sempre di apprendere il più possibile da lui anche guardandolo ovviamente alla tv, durante le partite di Champions del Real, perché per me era un difensore fortissimo.
LIGUE 1 SOTTOVALUTATA
La Ligue 1 è un campionato che in Italia conosciamo soprattutto per la presenza di grandi talenti, ma anche per una grande fisicità. Confermi l'impressione o c'è anche di più?
Secondo me è molto sottovalutato come campionato la Ligue 1 perché ci sono tantissimi talenti. Ovviamente è un campionato molto molto fisico e il ritmo è molto alto, però la gente tende a sottovalutarlo magari perché si può pensare "c'è solo il PSG o solo le top 3-4 squadre". Però in realtà ogni partita è difficile qua, perché tutte le squadre sono ben organizzate e hanno giocatori molto forti, molto fisici e quindi non puoi sottovalutare nessuna partita
Dalla Ligue 1 nelle ultime stagioni hanno preso il volo verso altri campionati dei difensori anche di livello top. Pensi che per un difensore sia forse il campionato migliore per poter esplodere? Nello specifico cosa può darti il calcio francese?
Io penso che non solo come difensore, ma proprio come anche giovane, secondo me la Ligue 1 può essere un bel trampolino di lancio. Perché qua tutte le squadre hanno molti giovani, li fanno giocare e a me questa cosa piace tanto. Perché dà fiducia e penso che per un giovane la fiducia sia la cosa più importante, anche per la continuità di gioco. Può essere un bel campionato per lanciarsi magari in futuro su altri tornei se ovviamente si fa bene.
ALLEGRI, CONTE E IL NAPOLI
Sei stato aggregato per tutta l'estate alla prima squadra di Massimiliano Allegri... com'è stato lavorare con lui? Quanto è diverso rispetto ad Antonio Conte che è un altro allenatore che ti ha fatto lavorare e con cui hai "sudato parecchio" nel corso delle pre-stagioni precedenti?
Con il mister Allegri mi sono trovato bene, e anche con tutto il suo staff ovviamente. Mi ha insegnato tante cose tattiche e sulla tattica, soprattutto difensive ovvio. Rispetto a Conte ovviamente... come tutti sappiamo il ritiro di Conte è molto tosto però anche lui è un top nel suo lavoro, è un vincente e ho appreso tante cose anche da lui. Tutto sommato sono stati con loro dei buoni ritiri estivi per me. Ho imparato tante cose sia dallo staff che dai giocatori e sicuramente me le porterò dietro nella mia carriera
Hai mai pensato che quest'estate fosse arrivato il momento buono per provare a giocarti le tue carte lì con i Napoli o invece questo progetto del Lorient può darti molto più spazio alla fine è la scelta più giusta per te?
Io come ho sempre fatto nelle mie scelte in carriera mi sono sempre detto che prima di tutto per un giovane è sempre meglio giocare. Io sono sempre stato dalla parte di chi sceglie di andare a giocare e trovare spazio. Poi ovviamente se il Napoli avesse voluto tenermi ci mancherebbe, mi avrebbe fatto super piacere, però sono contento della scelta che ho fatto e spero di continuare così e di dare il massimo per il Loreint.
IL MILAN UN SOGNO
Prima del Napoli c'è stato il Milan. Sei cresciuto nel settore giovane rossonero, cosa ti porti dietro da quel periodo? Era un Milan molto lontano da quello che viviamo oggi, c'era ancora Maldini, era arrivato lo scudetto...
No beh per me l'esperienza al Milan è stata a mio avviso la più bella della mia vita. È l'esperienza che mi ha formato di più perché al Milan ho imparato tante cose, ho visto tanti allenatori soprattutto quando dalla Primavera andavo le prime volte in prima squadra. Vedevo magari Rafael Leao, Ibrahimovic, Teo Hernandez, c'era Kjaer... a me pareva di sognare, ecco quasi non ci credevo. Ogni volta che andavo sul campo della prima squadra ero super contento e cercavo di apprendere più cose possibili, soprattutto anche da tutti i difensori. È stata un'esperienza bellissima
MANCINI E LA NAZIONALE
La nazionale italiana con Roberto Mancini ha iniziato un nuovo ciclo che guarda molto ai giovani, con tanti ragazzi che possono essere contesi da altri nazionali come puoi essere tu che sono stati presi in considerazione. Ci pensi mai a un discorso nazionale? Se chiamasse la Nigeria prima degli Azzurri?
Beh a dirti la verità ancora non saprei. Però io ovviamente visto che sono già andato anche in nazionale in Under 17 in questo momento penso che darei priorità all'Italia. Ovviamente la nazionale è sempre un onore, se l'Italia mi chiamasse sarei super contento, però io penso prima al club e a lavorare qua; Dare il massimo partita dopo partita e poi se eventualmente dovesse arrivare la chiamata della Nazionale mi farebbe solo che piacere.
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