Obesità, un nuovo farmaco riduce il peso. Benefici anche su artrosi, apnee notturne e prediabete
Si apre oggi a Cagliari il Congresso Nazionale della Società Italiana Metabolismo Diabete Obesità. Tra i temi, il recentissimo studio TRIUMPH-1 pubblicato sul New England Journal of Medicine: tra chi aveva il prediabete, nove persone su dieci tornano a una glicemia normale. Tonolo (SIMDO): “L’obesità coinvolge l’intero organismo e come tale va curata”
Cagliari, 8 ottobre 2026 – I risultati dello studio TRIUMPH-1 vanno ben oltre il calo di peso. Nei pazienti con artrosi del ginocchio il dolore si è ridotto quasi il doppio rispetto al placebo, e negli apnoici gli episodi di apnea notturna si sono più che dimezzati. Un indice di infiammazione nel sangue è sceso di circa il 60%. Tra chi aveva il prediabete, circa nove persone su dieci sono tornate a una glicemia normale.
Lo studio, pubblicato il 29 settembre sul New England Journal of Medicine, riguarda retatrutide, un farmaco sperimentale che agisce contemporaneamente su tre ormoni del metabolismo: GLP-1, GIP e glucagone. Notevole anche l’impatto sul peso: con le dosi maggiori, più di un paziente su tre ha perso almeno il 30% del peso iniziale, un risultato che finora si otteneva quasi solo con la chirurgia bariatrica.
Lo studio è tra i temi del XXV Congresso Nazionale SIMDO, che si apre oggi a Cagliari e prosegue fino al 10 ottobre. Alla nuova generazione di farmaci di cui retatrutide fa parte, i doppi e tripli agonisti, è dedicata la lettura magistrale con cui il presidente nazionale SIMDO Giancarlo Tonolo apre i lavori scientifici della prima giornata.
Lo studio
TRIUMPH-1 ha coinvolto 2.339 adulti con obesità e senza diabete in 131 centri di 11 Paesi. I partecipanti sono stati trattati per 80 settimane con un’iniezione settimanale di retatrutide a tre dosaggi (4, 9 e 12 mg) oppure con placebo. Il peso si è ridotto in media del 17,6%, del 23,7% e del 25% secondo la dose, contro il 3,9% del placebo. Con la dose più alta, il 57% dei pazienti è sceso sotto la soglia dell’obesità.
Ginocchia e sonno
All’interno dello studio, due gruppi di pazienti presentavano due complicanze frequenti dell’obesità. Nei 574 partecipanti con artrosi del ginocchio il dolore è stato misurato su una scala da 0 a 10. Con la dose più alta il punteggio è sceso di 3,6 punti, contro 1,9 con il placebo. È un risultato rilevante perché una persona con obesità ha un rischio del 60% di sviluppare artrosi del ginocchio nel corso della vita.
Nei 243 partecipanti con apnee ostruttive del sonno moderate o gravi, gli episodi di apnea si sono ridotti di circa 34 all’ora con la dose da 9 mg, contro circa 10 con il placebo: oltre la metà. Per anni il trattamento di queste apnee si è basato soprattutto su dispositivi per la respirazione notturna o sulla chirurgia.
Infiammazione, cuore e metabolismo
Il farmaco ha migliorato anche altri parametri:
- La proteina C reattiva, un indicatore di infiammazione, si è ridotta di circa il 60%, contro il 25% con il placebo.
- Con la dose più alta la pressione sistolica è scesa di circa 10 mmHg, i trigliceridi del 38% e la circonferenza vita di oltre 20 centimetri.
- Oltre un terzo dei partecipanti aveva il prediabete. Tra loro, circa nove su dieci sono tornati a valori normali di glicemia, contro poco più della metà con il placebo. Con le dosi più alte solo lo 0,5% ha sviluppato il diabete, contro il 7% del gruppo placebo.
È migliorata anche la qualità di vita percepita. Il punteggio di funzionalità fisica di un questionario specifico è salito di circa 27 punti su 100, il doppio rispetto al placebo.
“TRIUMPH-1 conferma una tendenza che osserviamo con tutta la nuova generazione di farmaci – commenta Giancarlo Tonolo, presidente nazionale SIMDO e presidente del Congresso – Molecole nate per diabete e obesità agiscono su articolazioni, respiro, infiammazione, fegato e cuore. L’obesità non è solo una questione di chili: è una malattia che coinvolge l’intero organismo e come tale va curata. Per questo dobbiamo riscrivere l’approccio alla malattia. L’obiettivo non è più solo ridurre il peso o la glicemia, ma prevenire e trattare le complicanze”.
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