Oratori lombardi, 5 milioni per educare sul territorio
Un momento della conferenza stampa
Un momento della conferenza stampa Un bando che parla di Lombardia, dei suoi tanti oratori e della felice sinergia, in vista del bene comune, che vede alleati il Pirellone e la Regione ecclesiastica lombarda attraverso la rete oratoriana diffusa capillarmente nel territorio. Presentato al 39° piano di Palazzo Lombardia, nella prestigiosa sala “Silvio Berlusconi”, il bando “Giovani in rete” è stato firmato congiuntamente dalla sottosegretario con delega Sport e Giovani Federica Picchi e da monsignor Maurizio Gervasoni, delegato della Conferenza episcopale lombarda per la Pastorale giovanile e vescovo di Vigevano.
Il bando
Per questa iniziativa la Giunta regionale ha stanziato 930 mila euro per il biennio 2026-2027, con un incremento di 330 mila euro rispetto ai 600 mila euro destinati al biennio 2025-2026. A queste risorse si aggiungono 300 mila euro messi a disposizione dalla Regione Ecclesiastica Lombardia e 4 milioni di euro di cofinanziamento a tasso zero per 15 anni garantiti dall’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale: le risorse complessivamente attivabili raggiungono così 5 milioni di euro, che consentiranno di sostenere 150 progetti educativi sull’intero territorio lombardo.

«Crediamo che, mai come oggi, gli oratori siano un punto di riferimento sociale, educativo, culturale per fare in modo che i ragazzi prendano una strada corretta – ha detto in apertura il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana -. Abbiamo voluto aumentare le risorse a disposizione proprio perché ci rendiamo conto delle difficoltà che affrontano i nostri giovani. Credo che tutti dobbiamo stringerci intorno ai tanti educatori che operano negli oratori e da lì ripartire per aiutare i nostri ragazzi in questo momento oggettivamente difficile». Presenti nelle prime file, tra gli altri, Raffaele Cattaneo, sottosegretario alla Presidenza, Massimo Achini, presidente del Csi Milano, rappresentanti di realtà oratoria e lombarde – dal Gratosoglio, zona sud di Milano alla Val Chiavenna – membri della “Società sportiva silenziosa”, realtà inclusiva nata nel lontano 1925 per includere i sordomuti nelle attività sportive.

«Mettiamo a disposizione circa 5 milioni di euro per i nostri oratori lombardi – ha evidenziato Federica Picchi -: 2.300 luoghi che rappresentano punti di riferimento essenziali per giovani e famiglie. La Lombardia ospita circa il 40% degli oratori italiani: un patrimonio sociale che sosteniamo con decisione, sottolineandone il valore formativo e valoriale per l’intera comunità».
Il messaggio dell’Arcivescovo
Il pensiero dell’Arcivescovo e il suo ringraziamento per l’iniziativa, sono stati affidati a un videomessaggio: «Le persone di buonsenso, di fronte ai problemi, cercano soluzioni con realismo senza immaginare che ci sia una bacchetta magica per trasformare il mondo. Le persone che hanno a cuore il bene comune non sono quelli che si lamentano di tutto e criticano tutti, ma quelle che cercano le risorse, le procedure e le idee per favorire il bene comune. Tra queste persone mi pare che si collochi questo bando che la Regione Lombardia vuole proporre. Questo significa un apprezzamento che la Regione rivolge agli oratori lombardi e l’idea che l’emergenza educativa, le problematiche dell’età evolutiva, abbiano bisogno di contesti propizi per costruire buone relazioni per coltivare la stima di sé, per avere una visione del futuro promettente».

Gervasoni: la sfida per il bene comune
Parole a cui ha fatto eco monsignor Gervasoni: «Gesù dice ai discepoli che li avrebbe fatti pescatori di uomini: noi non peschiamo pesce, ma appunto uomini. E il primo compito che gli oratori vogliono assumersi non è tanto formativo, quanto educativo. La sfida di una società che si assume insieme l’elaborazione del bene comune è politica». È in un tale contesto si realizza anche la specifica attenzione alle situazioni di disagio «per capire quali sono le attenzioni educative che è meglio far crescere».
«La sfida fondamentale per noi come Chiesa è dare l’annuncio di una provocazione costruttiva in vista del bene comune e questa proposta non è riservata solo al mondo cattolico, ma è aperta a tutti per una volontà di collaborazione in vista della pace e della giustizia», ha concluso il presule.

Guidi: «Un cambio di passo»
Infine don Stefano Guidi, coordinatore di Odl (Oratori delle Diocesi Lombarde) e direttore della Fom, ha osservato: «La realtà degli oratori in Lombardia è molto ramificata e presente. Mi sembra che sia cambiato l’atteggiamento e lo sguardo sugli oratori da parte della società civile. Fino al Covid vi era uno sguardo che chiamerei “di beneficienza”, dalla pandemia in poi si registra un atteggiamento di ricerca degli oratori, non tanto per donare qualcosa, ma per chiedere loro di essere sempre più protagonisti dentro alla costruzione di una società in cui i giovani sono protagonisti, costruendo insieme progetti sociali ed educativi. Gli oratori non possono fare tutto, ma possono essere una presenza che facilita e aiuta insieme con altri. Ciò significa costruire insieme qualcosa di solido, di non estemporaneo, non un “progettino”, ma una visione ampia, avendo intuito che gli oratori costruiscono relazioni che durano nel tempo. Il bando, concretamente, vuole sostenere la quotidianità semplice, serena, normale delle nostre realtà».

Da qui il richiamo a quattro linee da sviluppare attraverso il progetto con quel suffisso “in” che è come un filo conduttore che lega il tutto
“Giovani Insieme”: uno spazio per chi ha voglia di mettersi in gioco. «Giovani dai 15 ai 34 anni verranno coinvolti direttamente nella vita degli oratori, non solo come partecipanti, ma come educatori e protagonisti attivi. Dall’aiuto nei compiti alla gestione di attività estive, dai laboratori artistici alla presenza educativa in cortile, l’obiettivo è creare relazioni autentiche e costruire senso di comunità, soprattutto nei momenti informali».
“Giovani IN campo”: lo sport come palestra di vita;
“Giovani IN formazione”, per chi vuole crescere e imparare a fare la differenza;
“Giovani Inclusivi”, un oratorio per tutti. «Questa linea progettuale promuove azioni concrete per valorizzare la presenza delle persone con disabilità, costruire reti di sostegno sul territorio e favorire la contaminazione culturale. Attraverso laboratori artistici, spazi di socializzazione, progetti interculturali e formazione dedicata, si lavora per un’idea di comunità che non esclude nessuno».
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