Ordigno davanti casa e lettere minatorie: indagato per simulazione il giornalista Adriano Cappellari
Avrebbe inviato lettere minatorie contro di sé, la presidente del consiglio, Giorgia Meloni, e il parroco di Caivano, Don Maurizio Patriciello, arrivando fino a far esplodere un ordigno artigianale fuori dalla propria abitazione il 30 maggio 2026. Per questi motivi il giornalista Adriano Cappellari, giovane cronista collaboratore di testate del vicentino come il quindicinale ‘L’Altopiano’, è indagato dalla Procura di Vicenza con le accuse di incendio, calunnia, simulazione di reato, procurato allarme, truffa ai danni dello Stato. Questa mattina i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Bassano del Grappa lo hanno perquisito ritenendolo il responsabile dell’esplosione nei pressi della sua abitazione a Enego due mesi fa e l’autore dei numerosi fogli contenenti “minacce di morte” – fa sapere in una nota il Procuratore di Vicenza, Giorgio Lino Bruno, – rivolte a lui, alla premier e al parroco, scritte in stampatello maiuscolo con inchiostro rosso, e che lo stesso ha denunciato e fatto ritrovare più volte in questi anni. Episodio che in Veneto aveva scatenato la corsa alla solidarietà anche da parte di vertici istituzionali come il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, il presidente della Regione, Alberto Stefani, e l’ordine dei giornalisti.
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