Perché in profumeria ci fanno annusare i chicchi di caffè? La vera verità
Alzi la mano chi, entrando in profumeria, tra una fragranza e l’altra, non ha mai vissuto un corto circuito olfattivo! Sicuramente pochi perché quando si inizia a spruzzare, annusare e confrontare, dopo pochi minuti, è normale che il naso (insieme al cervello ad esso strettamente collegato) vada in tilt. Per questo, le commesse tendono a far annusare i chicchi di caffè in profumeria tra un test e l’altro.
Quando si annusano troppe fragranze, il naso a un certo punto si prende la sua pausa forzata. Questo adattamento olfattivo, conosciuto anche come olfactory fatigue, succede perché i recettori del naso, stimolati troppo a lungo, smettono temporaneamente di reagire agli stimoli odorosi. Ed è qui che entrano in gioco i chicchi di caffè.
Perché annusare i chicchi di caffè tra un profumo e l’altro: cosa dice la scienza
L’idea di base è che l’aroma intenso e amaro del caffè ripulisca il naso, permettendo di ripartire ad annusare da zero. Ma quanto c’è di vero? Nulla di scientifico anche se sul fronte psicologico ed emotivo pare che il caffè aiuti effettivamente a ripartire.

Foto Getty Images
Una ricerca della psicologa Alexis Grosofsky del Beloit College, pubblicata su PubMed, dimostra, ahimè, come il caffè non abbia alcun potere magico in questo contesto. Nei test condotti, chi annusava chicchi di caffè tra una fragranza e l’altra non distingueva i profumi meglio di chi respirava semplicemente aria neutra. Anzi, il caffè aggiungeva un altro odore forte, rischiando di confondere ancora di più la percezione. Alcuni profumieri sostengono addirittura che possa alterare le note delle fragranze successive. Ma allora perché in profumeria continuano a farcelo annusare?
C’è chi sostiene che l’aroma del caffè stimoli il nervo trigemino, lo stesso coinvolto nelle sensazioni di fresco o piccante. Questo tipo di stimolazione è diversa da quella dei profumi e contribuisce a “risvegliare” il naso, rendendolo più ricettivo quando si torna a testare una nuova fragranza.
La risposta emotiva

Foto: Marek Kupiec/Pexels
La verità è che il caffè, a livello culturale e psicologico, infonde energia, dando la carica per ripartire. Se è vero, infatti, che il naso condiziona il cervello, è altrettanto vero il contrario. Inoltre, il caffè, soprattutto per noi italiani, è da sempre associato all’idea di pausa. Ecco perché i chicchi di caffè in profumeria, più che “ripulire” l’olfatto, aiutano a sentirsi pronti a ripartire.
Gli esperti confermano che, al posto del caffè, basterebbe anche l’aria o l’odore della propria pelle – neutro e personale – per resettare l’olfatto in pochi minuti. Ma diciamoci la verità: la customer experience in profumeria non sarebbe certo la stessa!
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