Preghiera musulmana in oratorio, l’ultima trovata del parroco milanese: “Preghiamo lo stesso Dio”

Nella parrocchia di San Giovanni Bosco a Milano, nel quartiere di Baggio, don Giovanni Salatino ha deciso di rendere lo spazio «inclusivo e aperto al dialogo», tanto da concedere ai ragazzi musulmani un momento di preghiera. A riferirlo è La Verità, sottolineando che ci saranno perfino animatori del Grest islamici in occasione della stagione estiva. Intervistato dal sito diocesano ChiesadiMilano.it, don Salatino afferma perfino di aver «la fortuna di avere alcuni animatori, già grandi, di fede islamica: saranno loro, quindi, a guidare la preghiera con i ragazzi, in un luogo separato». La parrocchia ha raccolto le iscrizioni di 600 bambini per il centro estivo e, a onor del vero, si è anche preparata ad accogliere quelli con disabilità.
Secondo quanto riporta La Verità, i musulmani seguiranno il percorso di riflessione sul tema scelto ogni volta nelle singole giornate, sulla vita di San Francesco. «Immagino che la preghiera si possa concludere con la formula islamica del Bismillah», ha spiegato don Salatino a proposito di coloro che si apparteranno per pregare Allah. Secondo lui «è sempre meglio aiutare i ragazzi a pregare. Preghiamo lo stesso Dio, certamente all’interno di tradizioni religiose differenti. E riconoscere all’altro la propria identità è nello spirito del Vangelo». Ma qui non si tratta di identità, bensì di un mix religioso che non ha alcun senso. Sarebbe il caso di ricordare che in molti dei Paesi mediorientali i cristiani vengono massacrati dagli islamisti che non concepiscono la loro esistenza, come nel caso della Nigeria.
Preghiera musulmana in oratorio, l’ultima trovata del parroco milanese
Comunque sia, l’idea del parroco non è molto chiara e sembra essere anche mal collegata con la questione dell’inclusione. Non a caso, come riporta anche l’articolo di ChiesadiMilano.it, «non sono molti i ragazzi di fede musulmana» nel quartiere di Baggio. I commenti sui social, riportati anche dal quotidiano di Belpietro, dimostrano che in molti sono rimasti basiti dalla scelta della parrocchia. Sotto il post Facebook della diocesi di Milano, per esempio, un utente afferma che «la Chiesa deve accogliere, aiutare e amare tutti, rompendo ogni barriera. Quindi è giusto che le parrocchie, le mense per i poveri e la Caritas aiutino tutti al di là della religione. Ma momenti di preghiera islamica – o di qualsivoglia altra religione – in oratorio no. Questo è sbagliato». Un’altra persona ha usato toni più perentori: «Si può fare tutto, ma la preghiera musulmana in oratorio anche no, come dicevate crea confusione, trovate un posto fuori dell’oratorio!». C’è chi invece conosce Don Salatino e, nonostante il rispetto per la sua figura, si lascia andare a una critica: «Far pregare i musulmani in oratorio non mi è mai andato a genio».
Non stupiscono le contestazioni…
Non c’è da stupirsi della contestazione delle persone, visto che in molti Paesi arabi i cristiani vengono maltrattati e massacrati. In Siria, nel 2025, George Ishoh è stato massacrato da alcuni banditi musulmani che gli avevano imposto di pagare il pizzo per continuare a lavorare con la sua attività di gioielliere. L’uomo si era rifiutato di cedere alle pressioni dei criminali ed è stato ucciso vicino alla propria abitazione. Per non parlare del governo azero, che ultimamente ha distrutto due chiese importanti in Nagorno Karabakh. Le colpe dei fondamentalisti non ricadono sui normali credenti, questo è chiaro, non a caso la chiesa cattolica offre molti servizi di prima necessità indipendentemente dal credo religioso. Ma da qui alla concessione dei propri spazi per pregare c’è una bella differenza.
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