Ranucci difende Report mentre la Rai valuta se fare a meno di lui

19 Agosto 2026 - 10:55
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Ranucci difende Report mentre la Rai valuta se fare a meno di lui

Il giornalista RAI Sigfrido Ranucci in audizione davanti alla Commissione bicamerale Antimafia presieduta da Chiara Colosimo FDI, Camera dei Deputati, Palazzo San Macuto a Roma, Martedì 04 Novembre 2025 (foto Mauro Scrobogna / LaPresse) RAI journalist Sigfrido Ranucci in the hearing before the bicameral Anti-Mafia Commission chaired by Chiara Colosimo FDI, Chamber of Deputies at Palazzo San Macuto in Rome, Tuesday November 04 2025. (Photo by Mauro Scrobogna / LaPresse)

Sigfrido Ranucci è tornato in pubblico dopo gli sviluppi dell’inchiesta sull’attentato sotto casa sua e sull’arresto di Valter Lavitola. A Lavarone, in Trentino, il conduttore di Report è stato accolto da circa un migliaio di persone, tra applausi, abbracci e inviti a «non mollare». Un sostegno che, racconta il Corriere della Sera, Ranucci considera «la cosa che mi dà più forza», mentre accusa i mezzi di informazione di averlo sottoposto a «un attacco vergognoso».

Il giornalista ha soprattutto difeso il suo programma, finito al centro delle polemiche per i costi e per le sue vicende personali. «Report per la Rai è una trasmissione virtuosa. Costa solo centocinquantanovemila euro a puntata e fa ascolti elevati», ha detto, sostenendo che altre trasmissioni «costano il doppio e fanno il due per cento di share». Da qui la battuta: «Se la Rai si lamenta di Report è come se il Papa si lamentasse del Giubileo». Repubblica riporta cifre leggermente diverse, con un costo indicato in centosessantamila euro a puntata contro i duecentoquarantamila di altre trasmissioni.

Sul futuro del programma, Ranucci ha ribadito di essere disposto ad accettare qualsiasi decisione della Rai, ma non di rinunciare alla difesa di Report: «La Rai può fare quello che vuole: è vero, pensa di sostituirmi, ma bisogna vedere se ce la faranno». E ancora: «Report è un patrimonio da salvaguardare». Alla domanda sulla possibilità di farsi da parte, ha risposto con ironia: «Lo posso fare in avanti, indietro, di lato. Il problema non sono io, ma la storia di Report».

Gran parte del suo intervento è stata però dedicata alle polemiche sulla sua amicizia con Lavitola. Ranucci ha sostenuto che il caso dell’ex faccendiere sia ormai «superato» e ha spostato l’attenzione su quello che considera il vero problema: una campagna più ampia contro Report. A Repubblica ha parlato di «una chiara regia nella manovra della comunicazione successiva alla bomba contro di me», sostenendo che l’obiettivo sarebbe la «delegittimazione della magistratura e del giornalismo indipendenti».

Ranucci ha anche ribadito di non aver intenzione di entrare in politica, nonostante le richieste ricevute dal pubblico. «Non solo Lavitola mi ha chiesto di candidarmi», ha detto, raccontando anche la foto con il padre di Roberto Vannacci che gli avrebbe manifestato la propria stima. Ma la sua priorità, ha assicurato, resta Report: «I miei figli mi hanno detto “papà non ti preoccupare”» e «io sto cercando di proteggermi da qualcosa contro cui non ci si può difendere». Poi la promessa: «Ne uscirò bene, combatterò fino alla fine per tutelare uno spazio di libertà».

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