Razzo contro la Luna: countdown per l'impatto

04 Agosto 2026 - 16:25
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Razzo contro la Luna: countdown per l'impatto
Qualche settimana fa vi avevamo raccontato di un imminente, insolito, appuntamento spaziale: uno stadio superiore del razzo Falcon 9 di SpaceX, catalogato come 2025-010D, è in rotta di collisione con la Luna. L'oggetto, lungo circa 14 metri, fu lanciato il 15 gennaio 2025 per immettere in traiettoria lunare i lander Blue Ghost 1 di Firefly Aerospace e Hakuto-R Mission 2 di ispace. Dopo oltre un anno trascorso su un'orbita terrestre molto alta, perturbata dalla gravità lunare e dalla pressione della radiazione solare, lo stadio è ormai destinato a impattare la superficie del nostro satellite. Le osservazioni più recenti hanno ristretto sensibilmente la finestra temporale e la zona prevista dello schianto. Rimangono tuttavia alcuni margini di incertezza: parlare di "precisione millimetrica" sarebbe scorretto, perché la rotazione irregolare del relitto e l'effetto della luce solare sulla sua traiettoria possono produrre scostamenti di alcuni chilometri. Data, ora, velocità e punto previsto dell'impatto Secondo i calcoli aggiornati dell'astronomo Bill Gray, responsabile del progetto di tracciamento Project Pluto, l'impatto dovrebbe avvenire: Data: 5 agosto 2026 Ora prevista (italiana): 08:35:37 Velocità: circa 2,43 chilometri al secondo, pari a circa 8.700 chilometri orari Coordinate lunari stimate: 19,461° Nord, 93,293° Ovest Il punto di impatto si trova in prossimità del cratere Einstein, una regione molto vicina al bordo del disco lunare osservabile dalla Terra. L'orario è ormai stimato con un'incertezza di pochi secondi, mentre la posizione potrebbe ancora variare di alcuni chilometri. Lo studio scientifico: possibile un pennacchio alto fino a 100 chilometri L'impatto è stato analizzato in uno studio di pianificazione osservativa pubblicato sulla piattaforma arXiv da un gruppo internazionale di ricercatori guidato da Benjamin Fernando. La massa esatta dello stadio non è nota con certezza. Le stime considerate dai ricercatori oscillano indicativamente tra 4 e 5 tonnellate. Alla velocità prevista, l'impatto dovrebbe liberare un'energia compresa tra circa 12 e 15 gigajoule, equivalente a poche tonnellate di TNT (3, secondo il team di ricercatori guidato da Fernando).. Secondo le simulazioni, lo schianto potrebbe produrre: un cratere finale largo tra 20 e 30 metri; un lampo di breve durata; un pennacchio di polvere e frammenti di regolite lunare; una colonna centrale di detriti che, negli scenari più "estremi", potrebbe raggiungere un'altezza compresa tra 75 e 100 chilometri. Vale la pena sottolineare, però, che questi valori non devono essere interpretati come certezze. L'altezza, la forma e la luminosità del pennacchio dipenderanno da numerosi fattori ancora sconosciuti, tra cui l'orientamento dello stadio al momento dell'impatto, la struttura del veicolo e le caratteristiche del terreno colpito. Anche la visibilità dalla Terra è tutt'altro che sicura. In ogni caso telescopi professionali situati soprattutto nelle Americhe tenteranno di osservare il lampo o la nube di polvere illuminata dal Sole, utilizzando strumenti ad alta sensibilità e riprese molto rapide. Il ruolo di LRO e Danuri L'evento non rappresenta un pericolo per la Terra (a scanso di fantasiose leggende metropolitane!) e, secondo le informazioni disponibili, non dovrebbe costituire un rischio nemmeno per le sonde operative intorno alla Luna. L'impatto potrebbe però offrire agli scienziati un'occasione utile per verificare i modelli relativi agli impatti ad alta velocità sulla superficie lunare. Due orbiter sono particolarmente rilevanti per le osservazioni: - Il Lunar Reconnaissance Orbiter, o LRO, della NASA dovrebbe effettuare passaggi sulla zona prevista dell'impatto prima e dopo lo schianto. Il suo contributo principale sarà probabilmente quello di confrontare le immagini della superficie lunare acquisite prima dell'evento con quelle raccolte successivamente, così da individuare il nuovo cratere e misurarne dimensioni, forma ed eventuali depositi di materiale espulso. LRO non dovrebbe invece osservare direttamente il momento dell'impatto, poiché la sua posizione orbitale non risulta favorevole per una ripresa immediata del lampo o del pennacchio. - Anche l'orbiter sudcoreano Danuri, noto inizialmente come Korea Pathfinder Lunar Orbiter, si troverà "in zona" durante le ore dell'evento. Secondo le simulazioni orbitali, lo stadio del Falcon 9 potrebbe effettuare un incontro relativamente ravvicinato con Danuri poco prima dell'impatto. Questo non significa però che la sonda passerà necessariamente sopra il punto dello schianto o che riuscirà a fotografare direttamente il fenomeno. Al momento non risultano confermate osservazioni dedicate del pennacchio da parte della missione sudcoreana. Chi ha davvero calcolato la traiettoria Le previsioni più dettagliate sull'impatto sono state elaborate principalmente da Bill Gray e dal progetto indipendente Project Pluto, utilizzando osservazioni astrometriche raccolte da diversi osservatori e programmi di sorveglianza del cielo. Il sistema Horizons del Jet Propulsion Laboratory della NASA è uno strumento utilizzato per il calcolo delle traiettorie di numerosi corpi del Sistema solare. Non risultano però comunicazioni ufficiali che attribuiscano al JPL il coordinamento del tracciamento dello stadio o una conferma indipendente e formale dell'orario e delle coordinate pubblicate da Project Pluto. Per questo motivo è più corretto attribuire la previsione a Bill Gray e agli osservatori che hanno contribuito alle misurazioni, senza parlare di una conferma ufficiale del JPL. Perché la traiettoria è difficile da prevedere Lo stadio non si trova su una semplice orbita circolare, ma su una traiettoria terrestre molto allungata, influenzata ripetutamente dalla gravità della Luna e del Sole. Una delle principali fonti di incertezza è la pressione della radiazione solare. La luce esercita infatti una piccola forza sulla superficie del razzo. Poiché lo stadio ruota in modo non perfettamente conosciuto, l'intensità e la direzione di questa spinta cambiano nel tempo. La traiettoria è quindi complessa e sensibile alle perturbazioni, ma non completamente imprevedibile. Definirla genericamente "caotica" rischia di essere fuorviante: grazie alle osservazioni più recenti, l'impatto è ormai considerato praticamente certo. Detriti spaziali e monitoraggio dello spazio cislunare L'evento riporta l'attenzione sul problema del monitoraggio dei detriti nello spazio cislunare, cioè la regione compresa tra la Terra e la Luna. I detriti presenti nell'orbita terrestre bassa vengono sorvegliati principalmente da reti radar e telescopi militari o civili. A distanze vicine a quella lunare, invece, gli oggetti sono molto più difficili da individuare e seguire. In molti casi, il loro tracciamento dipende da telescopi ottici, osservatori astronomici e ricercatori indipendenti. Con l'aumento delle missioni lunari pubbliche e private, sarà probabilmente necessario discutere procedure più chiare per lo smaltimento degli stadi superiori, per esempio tramite traiettorie eliocentriche controllate o punti di impatto scelti in anticipo. Al momento, tuttavia, non risultano nuovi obblighi internazionali già approvati o protocolli imminenti destinati a imporre queste soluzioni ai lanciatori commerciali. Il caso del Falcon 9 rappresenta quindi soprattutto un'occasione scientifica e un importante banco di prova per il futuro monitoraggio dello spazio tra la Terra e la Luna..

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