Reggio, la Giunta resta top secret e il silenzio di Cannizzaro fa rumore

17 Giugno 2026 - 11:12
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Reggio, la Giunta resta top secret e il silenzio di Cannizzaro fa rumore

Onorevole Francesco Cannizzaro

Ore calde. Non solo per le temperature che in questo primo avvio d’estate stanno accompagnando Reggio Calabria e lo Stretto.

A scottare, adesso, è anche Palazzo San Giorgio. Nei corridoi del Comune sale l’attesa perchè tutti attendono la nuova Giunta. Dirigenti, dipendenti, addetti ai lavori e cittadini cercano di capire chi entrerà nella squadra del neo sindaco Francesco Cannizzaro. Tutti provano a intercettare un nome, una conferma, un segnale.

Ma al momento non filtra nulla.

Non ci sono novità reali rispetto ai nomi già circolati nei giorni scorsi. Per questo sarebbe inutile alimentare il gioco delle ipotesi. Quello che invece si può registrare, e che oggi diventa forse il dato politico più interessante, è il silenzio assoluto del sindaco.

Un silenzio scelto. Voluto. Custodito.

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Francesco Cannizzaro, in questi primi giorni da primo cittadino, è una ‘trottola’. Sopralluoghi, incontri, verifiche, visite nei luoghi simbolo dello sviluppo e delle criticità cittadine.

Il sindaco sta affrontando i problemi a petto in fuori. Con determinazione. Con quella volontà di mostrarsi presente, operativo. Raccoglie segnalazioni, richieste, istanze. I cittadini lo fermano, scrivono, chiedono interventi. È normale. Dopo una campagna elettorale lunga e una vittoria netta, la città adesso vuole risposte. E Cannizzaro interviene con reel in versione ‘S.O.S. Cannizzaro‘.

E la Giunta diventa centrale.

Perché nessun sindaco, da solo, può reggere il peso di una macchina complessa come quella del Comune di Reggio Calabria. La giunta serve a questo. A delegare, distribuire responsabilità, affidare settori delicati a chi quei problemi li conosce davvero. Magari perché li ha già affrontati. Magari perché ha competenze precise o perché ha esperienza amministrativa, tecnica e professionale.

Cannizzaro lo ha detto, vuole la giunta dei migliori. Che sia allora una squadra di massimo livello, composta da ‘big’.

Reggio attende la giunta, ancora top secret

C’è poi un altro elemento che balza agli occhi. Non solo alla stampa, ma anche agli addetti ai lavori. Cannizzaro parla solo con se stesso.

È accaduto già nelle ore precedenti all’annuncio della candidatura a sindaco del centrodestra. Nessuno aveva certezze. Le ipotesi erano diverse. Anche allora si ragionava sul possibile “lui o lei”, con la figura di Giusi Princi tra le ipotesi sul tavolo.

Poi arrivò la scelta. E la scelta di Cannizzaro fu Cannizzaro.

Oggi il copione sembra simile. Sui nomi della Giunta non ci sono certezze. Le frasi che circolano sono sempre le stesse: “Io non so nulla”, “non trapela nulla”, “solo lui conosce i nomi”, “nemmeno i suoi collaboratori più stretti sanno qualcosa”. E le bocche sono cucite.

Con ogni probabilità, il sindaco fa bene.

In una fase così delicata, ogni nome rischia di diventare terreno di scontro. E ogni indiscrezione può trasformarsi in pressione. Ogni ipotesi può servire a pesare il gradimento, misurare reazioni, bruciare candidature o rafforzarne altre.

La politica, ahinoi, contiene anche questi meccanismi. Funziona così.

La sfida vera: competenza, non fedeltà

Da parte nostra l’invito rimane sempre lo stesso, scegliere davvero i migliori. Non i più fedeli. Non i più vicini. Non quelli da premiare per equilibri interni o aspettative di partito. Non chi ha portato voti e ora chiede una ricompensa.

Per governare la città (e la giunta serve proprio a questo) servono studio, esperienza, merito, lucidità, capacità di ascolto, conoscenza dei dossier, coraggio nelle decisioni e resistenza alla pressione quotidiana.

Reggio ha settori che non possono più permettersi improvvisazione. Rifiuti, acqua, strade, decoro urbano, lavori pubblici, cultura. Ma l’elenco potrebbe continuare.

Il banco di prova di Cannizzaro comincia da qui. Dalla squadra.

Perché un sindaco può avere energia, visione e consenso. Ma senza assessori forti, preparati e autonomi, rischia di restare solo davanti a una montagna di problemi.

Che siano tecnici o politici, poco importa. L’importante è che siano davvero i migliori. Figure capaci di reggere il confronto con i problemi, non solo con le stanze della politica. Persone in grado di lavorare, decidere, spiegare, correggere, assumersi responsabilità.

Meritocrazia, questa è la partita

Il 5 aprile scrivevamo: “Meritocrazia a Reggio, sia questa la vera sfida per il prossimo sindaco”.

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Quella sfida è arrivata.

Se davvero l’amore per la città viene prima di tutto, allora bisogna cambiare metodo. Basta incarichi assegnati solo per fedeltà. Basta logiche di appartenenza.

Si premi chi sa fare.

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