Renzi e il gatto e il topo di Mao (anzi no): la gaffe dell’ex rottamatore a La 7. Succede a chi parla e gufa troppo

“Non mi importa di che colore è il gatto, l’importante è che acchiappi il topo”. Matteo Renzi, ospite versione mattatore di “In Onda” su La7, nella sua performance oratoria è caduto sulla più classica (e banale) buccia di banana. L’ex rottamatore oggi leader di Italia Viva ha citato con enfasi la celebre massima del leader cinese per sostenere invitare la sinistra a essere più pragmatica in vista della prossima sfida elettorale. In questo caso , neanche a dirlo, il gatto è il generale Vannacci, coccolato dall’ex premier. E il topo da acchiappare è la destra. Se il generale crea “un casino” per la maggioranza guidata da Giorgia Meloni, non sarà certo Renzi a mettersi di traverso. “Io, siccome voglio vincere, lo dico male, ho tutto l’interesse machiavellico a vedere la destra divisa”. E fin qui nessuna notizia.
Renzi e la gaffe sul gatto e il topo, la frase non è di Mao
La citazione corretta
Anche la versione più conosciuta della massima (“gatto bianco o gatto nero”) non coincide con il discorso fatto dal leader cinese. Il 7 luglio 1962, in un intervento dedicato alla ripresa della produzione agricola, Deng ricordò un proverbio del Sichuan citato dal maresciallo Liu Bocheng: “Non importa che sia un gatto giallo o un gatto nero: finché cattura i topi, è un buon gatto”.
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