Rifiuti, a Fiumicino oltre il 20% degli ingombranti è un bene in polietilene. Il progetto di Ecopolietilene spinge il riciclo

La sperimentazione fatta dal consorzio di Sistema Ecolight nel centro di raccolta del Comune laziale ha rivelato che più di un quinto degli ingombranti è un oggetto in plastica interamente riciclabile. «La qualità della raccolta dei beni in polietilene è il primo e indispensabile passo per costruire una filiera circolare realmente efficiente»

16 Luglio 2026 - 19:17
Aggiornato: 11 Ore Fa
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Rifiuti, a Fiumicino oltre il 20% degli ingombranti è un bene in polietilene.  Il progetto di Ecopolietilene spinge il riciclo
Foto: Chiara Porta

Una quota rilevante dei rifiuti conferiti come ingombranti nei centri di raccolta urbani è costituita da beni in polietilene, un materiale interamente riciclabile che riveste un ruolo sempre più importante nell’economia circolare. È quanto emerge dal progetto sperimentale realizzato da Ecopolietilene, il consorzio del Sistema Ecolight dedicato alla gestione di questi beni, in collaborazione con Fiumicino Ambiente Scarl e Fitals Srl.

L’iniziativa ha previsto un’indagine qualitativa e quantitativa sui rifiuti ingombranti, identificati con il codice EER 20 03 07, conferiti al centro di raccolta del Comune di Fiumicino. L’obiettivo principale era mappare la presenza e l’incidenza del polietilene all’interno dei flussi urbani.

Nel corso dell’attività sono stati analizzati complessivamente 4.560 chilogrammi di rifiuti. La cernita ha evidenziato che il 22% del totale era costituito da beni in polietilene, pari a circa mille chilogrammi. La parte restante comprendeva 3.286 chilogrammi di altri rifiuti ingombranti, 150 chilogrammi di PVC, corrispondenti al 3,3%, e una quota residuale di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) e imballaggi.

Tra gli oggetti in polietilene sono stati individuati soprattutto arredi da giardino, giochi da esterno, sedie e sdraio. Una composizione legata sia alle caratteristiche di una località costiera come Fiumicino sia alla stagionalità dei conferimenti.

L’indagine si è articolata in due campagne di campionamento e ha coinvolto direttamente gli operatori del centro di raccolta. Oltre alla raccolta e alla mappatura dei dati, il progetto ha previsto un percorso formativo specifico per il personale impegnato nella cernita dei rifiuti, che ha permesso di individuare con maggiore precisione i beni in polietilene.

«Sono dati che confermano quanto sia importante analizzare con attenzione la composizione dei rifiuti raccolti», osserva il direttore generale di Ecopolietilene, Giancarlo Dezio. «All’interno dei flussi degli ingombranti è presente una quantità significativa di beni in polietilene che, se correttamente individuati e separati, possono essere avviati a percorsi di recupero e riciclo. La qualità della raccolta è il primo e indispensabile passo per costruire una filiera circolare realmente efficiente».

Claudio Campisano, responsabile operativo di Fiumicino Ambiente Scarl, aggiunge: «La collaborazione a questo progetto sperimentale dimostra il nostro costante impegno nella ricerca di soluzioni di recupero sempre più avanzate. I risultati evidenziano inoltre che la formazione del personale e la sensibilizzazione sul territorio possono sottrarre alla discarica tonnellate di materiali preziosi, trasformando i costi di smaltimento in nuove risorse per la comunità».

L’esperienza di Fiumicino si inserisce nel percorso avviato da Ecopolietilene per approfondire la conoscenza dei flussi urbani di beni in polietilene e promuovere una gestione sempre più accurata di questi materiali. Analoghe attività di monitoraggio sono già state realizzate nelle zone di Treviso, Salerno e Cuneo, mettendo in luce il valore ambientale di un polimero ampiamente diffuso nella vita quotidiana.

Il polietilene rappresenta infatti una risorsa interamente riciclabile, che può essere reimmessa nei cicli produttivi per dare vita a nuovi beni, riducendo il consumo di materie prime vergini, il fabbisogno energetico e l’impatto ambientale.

Per cogliere appieno queste opportunità, sarebbe tuttavia utile introdurre un codice EER specifico per questa categoria di rifiuti. Come auspica il direttore generale di Ecopolietilene: «L’introduzione di una classificazione specifica per i beni in polietilene consentirebbe di migliorare la qualità della raccolta, trasformando maggiori quantità di rifiuti in risorse».

Consorzio Ecopolietilene

Ecopolietilene, Consorzio per il riciclaggio dei rifiuti dei beni in polietilene, è un sistema autonomo, senza fini di lucro e riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. È composto da aziende produttrici, distributori e riciclatori di beni in polietilene e nasce dalla professionalità e dal know-how maturati dal Sistema Ecolight nella gestione dei rifiuti.

Il Consorzio fa parte del Sistema Ecolight, hub dedicato ai servizi ambientali al quale fanno riferimento i consorzi EPR Ecolight, attivo nella gestione di RAEE e batterie, Ecotessili, dedicato ai prodotti tessili, ed Ecoremat, specializzato nei rifiuti ingombranti, oltre alla società Ecolight Servizi.

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito www.sistemaecolight.it.

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