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<title>Tutte le notizie italiane in tempo reale &#45; : Beneficenza e Volontariato</title>
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<description>Tutte le notizie italiane in tempo reale &#45; : Beneficenza e Volontariato</description>
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<dc:rights>©2025 Eventi e News in Italia &#45; Powered by Brain X Corp</dc:rights>

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<title>Andrew Schumacher Bethke: insegnante di storia e patroller a difesa degli studenti</title>
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<description><![CDATA[ “Patroller”, ovvero “controllore”. A dicembre ha fondato un gruppo di volontari che si occupa di avvistare i membri dell’ice davanti a una scuola superiore. Un’azione di difesa civica ormai diffusissima nelle twin cities cuore della protesta anti Trump: Minneapolis e...
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 11:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Andrew, Schumacher, Bethke:, insegnante, storia, patroller, difesa, degli, studenti</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="is-style-intro">Iniziamo oggi un viaggio alla scoperta delle persone che stando dando corpo e vita al movimento No Kings negli Stati Uniti. Si tratta di dodici ritratti di altrettanti punti di riferimento della società civile di Minneapolis e Saint Paul, le<em> twin cities</em> che dalla rivolta anti Ice in avanti, stanno riscrivendo la storia dell’attivismo civile negli Usa. <strong>Gli articoli sono tratti <a href="https://www.vita.it/abbonati/">dal numero di VITA magazine di aprile</a> intitolato “Minneapolis, l’America dopo Trump”.</strong> Le interviste sono di Doriano Zurlo, le foto di Stefano Rosselli, inviati a Minneapolis per VITA</p>



<p>Davanti alla recinzione che delimita l’accesso alla <em>Harding High School</em>, una scuola pubblica superiore, c’è un uomo piuttosto alto e corpulento, con una gran barba in vero <em>Minnesota style</em>, un giubbottino giallo e un paio di curiose pantofole rosa. Ha 36 anni e un master in storia europea del XIX e XX secolo. Sta facendo, insieme ad altri volontari, quello che qui viene chiamato <em>patrolling</em>, pattugliamento: controlla le strade durante l’entrata e l’uscita degli studenti.</p>



<p class="is-style-domanda">Lo fate per proteggere la scuola?</p>



<p>Sì, la scuola, i ragazzi e i genitori. Qui il 94% degli studenti è di colore. L’East Side di Saint Paul è ad alto rischio. Molti genitori sono immigrati, e la maggior parte di loro, anche se non sono immigrati, comunque non sono bianchi, il che significa che vengono presi di mira. Teniamo d’occhio l’Ice. Se passa una macchina sospetta, lo comunichiamo immediatamente, attraverso <em>Signal</em>, al gruppo che coordina in tutta la città. Ma la nostra presenza serve anche a far sapere ai genitori che ci sono membri della comunità che stanno vigilando su di loro, cercando di tenere le persone al sicuro.</p>



<p class="is-style-domanda">Come avete iniziato? </p>



<p>Per entrare nella scuola, gli agenti dell’Ice devono avere un mandato, e non ce l’hanno quasi mai. Quindi, all’interno, la scuola è relativamente sicura. Ma fuori, in strada, negli orari di entrata e di uscita, può succedere di tutto. Io vivo nel quartiere con la mia compagna. Quando la situazione ha iniziato a farsi più pesante, giravo con la macchina e ho notato che questa scuola non aveva protezione. Allora io e un genitore, Jason, abbiamo formato una pattuglia di controllo. Ora siamo in 40 volontari attivi. Abbiamo anche una dispensa alimentare, organizzata insieme alla scuola, per nutrire circa 60 famiglie che non possono uscire a fare la spesa. Indossiamo un giubbotto giallo perché è importante che genitori e studenti sappiano chi siamo. Alcuni agenti dell’Ice si sono finti volontari, quindi dobbiamo essere riconoscibili. Oggi quasi ogni scuola nelle Twin Cities (Minneapolis e Saint Paul ) ha una pattuglia di <em>patrolling</em> all’esterno, organizzate su base volontaria tra genitori, insegnanti e vicini di casa.</p>



<p class="is-style-domanda">Però l’operazione <em>Metro Surge</em> è stata dichiarata conclusa…</p>



<p>Durante l’operazione, fuori da ogni chiesa e scuola con una popolazione a maggioranza non bianca c’erano agenti dell’Ice appostati. Oggi le azioni avvengono in modo meno intenso, ma avvengono ancora. Questa settimana ci sono stati altri arresti e deportazioni. La gente ha ancora paura di uscire di casa.</p>



<p class="is-style-domanda">La sua è una posizione “politica”?</p>



<p>Sono un pessimo cattolico che cerca di essere un socialista decente. La politica però non c’entra tanto. O meglio, viene dopo. Qui c’è un sentimento comunitario diffuso. Anche persone che non sono d’accordo politicamente, quando si tratta dei loro vicini sentono un senso di responsabilità, sentono di doverli proteggere. Come persona bianca che vive qui, ho la consapevolezza che la polizia mi tratta in modo completamente diverso rispetto a tante altre persone che vivono in questa zona. Poi, per alcuni, si tratta anche di una forma di opposizione al governo attuale degli Stati Uniti, ma la maggior parte delle persone è semplicemente preoccupata per la sicurezza dei ragazzi che frequentano la scuola. </p>



<p class="is-style-domanda">Perché si è attivato?</p>



<p>A fine dicembre, ho visto una coppia che stava facendo la spesa in un supermercato. L’Ice aveva l’auto senza contrassegni. Sono entrati, li hanno circondati e hanno portato via l’uomo. La moglie l’hanno lasciata lì. Sapevo che queste cose stavano succedendo. Avevo visto delle foto. Ma non ero preparato a quanto fosse terribile. Non era un arresto. È stato un rapimento. E quindi ho pensato: questa cosa mi riguarda. Allora ho fatto un training di formazione con <em>Monarca Rapid Response Line</em>, organizzato in presenza dal sindacato degli insegnanti di Saint Paul. </p>



<p class="is-style-domanda">Lei è uno storico. La storia ha da dire qualcosa su quanto sta accadendo?</p>



<p>Come storico so che le cose terribili sono impensabili finché non accadono. Credevamo che in America tutto questo non potesse accadere. Ora la gente capisce che la democrazia è fragile ovunque.  </p>



<p><br><em>In apertura Andrew Schumacher Bethke ha insegnato storia moderna all’Università del Minnesota. Oggi insegna alla Metro State University e tiene corsi nelle prigioni della Contea. Il suo rate di gradimento, presso gli studenti, è altissimo.  (Foto di Doriano Zurlo)</em></p>
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<title>L’importanza della donazione: Avis, Aido e Admo lo dimostrano a 300 dipendenti Credem</title>
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<description><![CDATA[ Il Credito Emiliano ha avviato il progetto “Promozione del dono in azienda”, in collaborazione con le tre più importanti associazioni nazionali di settore. Così il luogo di lavoro si trasforma in uno spazio di sensibilizzazione e solidarietà. Oltre 300 persone...
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<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 05:30:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>L’importanza, della, donazione:, Avis, Aido, Admo, dimostrano, 300, dipendenti, Credem</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Credito Emiliano – Credem</strong> ha avviato il progetto <strong><em>Promozione del dono in azienda</em></strong>, per sensibilizzare i suoi dipendenti sull’importanza della donazione. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’<strong>Associazione volontari italiani del sangue – Avis</strong>, l’<strong>Associazione donatori midollo osseo – Admo</strong> e l’<strong>Associazione italiana per la donazione di organi – Aido</strong>: l’intento è quello di trasformare il luogo di lavoro in uno spazio di sensibilizzazione e solidarietà.</p>



<p>«Non è mai tardi per donare», dichiara <strong>Antonella Indelicato</strong>, <em>hr director</em> di Credem. «È questo lo spirito con cui abbiamo progettato il nostro percorso di sensibilizzazione al dono insieme a partner d’eccellenza come Aido, Admo e Avis. Nonostante il numero dei donatori in Italia sia molto ampio, crediamo che sia fondamentale ampliarlo. Abbiamo deciso quindi di promuovere in azienda l’importanza della donazione come valore sociale. Ospitare le Associazioni all’interno dei nostri spazi ci ha permesso di portarle a contatto diretto con le persone del Gruppo. Le giornate in presenza a <strong>Reggio Emilia, Roma</strong> e <strong>Napoli</strong>, unite a momenti di informazione in web, ci hanno consentito di coinvolgere <strong>più di 300 persone che si sono aggiunte ai registri o che hanno chiesto informazioni per i propri familiari</strong>».</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1280" height="1920" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/04/Antonella-Indelicato-HR-Director-di-Credem.jpg" alt="" class="wp-image-544392" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/04/Antonella-Indelicato-HR-Director-di-Credem.jpg 1280w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/04/Antonella-Indelicato-HR-Director-di-Credem-600x900.jpg 600w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px"><figcaption class="wp-element-caption">Antonella Indelicato, Hr director di Credem</figcaption></figure>



<p>Il progetto “Promozione del dono in azienda” ha preso il via a febbraio con l’organizzazione di due webinar informativi aperti a tutti i dipendenti dell’istituto per poter approfondire la conoscenza delle associazioni e le modalità di donazione. A marzo, sono stati organizzati gli incontri in presenza nelle sedi di Reggio Emilia, Napoli e Roma con giornate dedicate all’informazione anche attraverso sessioni individuali pensate per accompagnare concretamente i dipendenti del Gruppo nei loro primi passi verso la donazione. Il progetto si inserisce nel più ampio programma denominato “<strong>Un giorno per gli altri</strong>”, l’iniziativa di volontariato retribuito del Gruppo Credem che dal 2019 permette ai dipendenti di supportare attivamente enti del Terzo settore. Complessivamente <strong>il percorso ha coinvolto oltre 300 dipendenti che, negli ultimi sette anni, si sono uniti alle circa 1.000 persone dell’istituto coinvolte in attività di volontariato</strong>.</p>



<p>«Siamo molto orgogliosi di aver preso parte a questo progetto», commenta <strong>Oscar Bianchi</strong>, presidente di Avis nazionale. «È sempre importante creare occasioni utili per diffondere la cultura della donazione, anche nei luoghi di lavoro. Coinvolgendo le principali sigle del dono del nostro Paese, Credem ha dimostrato grande sensibilità sul tema e di questo siamo molto soddisfatti, perché <strong>il nostro obiettivo è proprio quello di smuovere le coscienze affinché il sentimento di solidarietà e cittadinanza attiva faccia presa su tutti</strong>. Inoltre, aver creato momenti di confronto e dibattito insieme ad Aido e Admo ha ribadito ancora una volta quanto fondamentale sia la necessità di fare rete tra tutti gli attori in campo. E insieme lo abbiamo dimostrato».</p>



<p>«Progetti come questo dimostrano quanto sia strategico portare la cultura del dono nei luoghi di lavoro, trasformandoli in spazi di consapevolezza e responsabilità sociale», è il parere di <strong>Rita Malavolta</strong>, presidente Admo nazionale. «<strong>Per Admo significa avvicinare sempre più persone alla donazione di cellule staminali emopoietiche, offrendo a tanti pazienti una concreta possibilità di cura.</strong> La collaborazione con il Gruppo Credem, insieme ad Avis e Aido rafforza una rete solidale fondamentale per il Paese e testimonia che, insieme, possiamo davvero fare la differenza».</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.vita.it/newsletter/produrre-bene/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" width="825" height="300" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2024/05/NL_GPCERRI.png" alt="" class="wp-image-334192" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2024/05/NL_GPCERRI.png 825w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2024/05/NL_GPCERRI-600x218.png 600w" sizes="(max-width: 825px) 100vw, 825px"></a></figure>



<p>«Il progetto “Promozione del dono in azienda” rappresenta un’importante opportunità per sensibilizzare e coinvolgere i dipendenti del Gruppo Credem nella cultura della donazione», afferma <strong>Flavia Petrin</strong>, presidente di Aido. «<strong>Non c’è trapianto senza donazione; non c’è donazione senza un sì. Un sì libero, personale e informato.</strong> Siamo entusiasti di aver collaborato a questo progetto con Admo e Avis, che non solo promuove il valore del dono, ma contribuisce anche a creare una comunità più solidale e consapevole. Ogni donazione è un gesto di amore e responsabilità verso il prossimo, e siamo convinti che insieme possiamo fare la differenza».</p>



<p>In linea con il <em>purpose</em> di creare valore e benessere sostenibile per la collettività, Credem con queste attività rafforza l’impegno nel sociale, consolidando la preziosa collaborazione con le associazioni partner, con l’obiettivo di aumentare il grado di consapevolezza delle persone su questi temi e favorire l’aumento del numero dei donatori per avere un impatto concreto nella società.</p>
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<title>Cresce la community di VITA: quattro organizzazioni in più nel Comitato editoriale</title>
<link>https://www.eventi.news/cresce-la-community-di-vita-quattro-organizzazioni-in-piu-nel-comitato-editoriale</link>
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<description><![CDATA[ Vidas, Fondazione Pittini, Pio Istituto dei sordi e Fondazione piemontese ricerca cancro: sono loro le quattro realtà che si sono presentate nella mattinata di mercoledì 1 aprile in occasione dell’incontro delle oltre settanta realtà della comunità di VITA. Ad aprire...
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<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 00:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Cresce, community, VITA:, quattro, organizzazioni, più, nel, Comitato, editoriale</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sono ora <strong>72 le realtà del Terzo settore che partecipano al Comitato editoriale di VITA.</strong> In occasione dell’ultima riunione che si è tenuta mercoledì 1 aprile a Milano, infatti, sono stati salutati quattro nuovi ingressi nella community che caratterizza fin dalle origini il percorso editoriale della stessa VITA. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Le new entry</h3>



<p>Se per la <strong>Fondazione piemontese per la ricerca sul cancro</strong> e <strong>Vidas</strong> si tratta di un <strong>«felice ritorno», come ha sottolineato nel suo saluto Rafaella Gay</strong>, direttrice della comunicazione della realtà milanese che si occupa di cure palliative, per <strong>Fondazione Pietro Pittini </strong>e il <strong>Pio Istituto dei Sordi</strong> si tratta di una novità. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/04/005_IMG_0463.jpg" alt="" class="wp-image-544191" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/04/005_IMG_0463.jpg 1920w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/04/005_IMG_0463-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px"><figcaption class="wp-element-caption">Raffaella Gay (Vidas) con Stefano Arduini</figcaption></figure>



<p>Tra i temi all’ordine del giorno la bozza di un “<strong>Manifesto per il riconoscimento del lavoro sociale – Cinque tesi per chi ha a cuore la tenuta della nostra società” </strong>che i partecipanti hanno trovato sulle sedie. E non a caso al centro della mattinata c’è stato l’intervento dello<strong> scrittore ed esperto di lavoro Simone Cerlini </strong>che è intervenuto sul tema: <strong>“Lavoro sociale, come ritrovare il senso”. </strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Lavoro sociale, Gen Z e Millenial</h3>



<p>Cerlini, direttore di Afol Metropolitana, ha presentato l’evoluzione dell’occupazione e dell’economia a livello sia mondiale sia italiano. Le ricerche in atto, ha ricordato, mostrano come la «<strong>Gen Z e i Millennial cercano uno scopo, </strong>vogliono capire quale contributo possono dare al bene comune. Il 50% di loro richiede anche dei manager che siano dei mentori». </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/04/Comitato_Cerlini_IMG_0471.jpg" alt="" class="wp-image-544192" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/04/Comitato_Cerlini_IMG_0471.jpg 1920w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/04/Comitato_Cerlini_IMG_0471-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px"><figcaption class="wp-element-caption">L’intervento di Simone Cerlini</figcaption></figure>



<p>Sul tavolo ha posto anche una serie di quesiti: «Il lavoro sociale, quello che offre maggiori gratificazioni in termini di senso, lo possono fare solo le élite?», ma anche «quanto il riconoscimento incide?». E qui il tema riguardava il riconoscimento della propria identità, del proprio contributo («le persone desiderano sentirsi utili», ha chiosato) e infine quello della propria dignità. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Intelligenza artificiale e liberazione del tempo</h3>



<p>Problemi che investono appieno il lavoro sociale. Un’ultima questione toccata da Cerlini è il ruolo dell’Intelligenza artificiale che può servire per liberare tempo. Ma il tempo liberato per cosa servirà? Per fare più progetti o per avere più relazioni? <br>Ed è qui che l’esperto ha invitato il Terzo settore a scegliere <strong>per cosa utilizzare l’Ai,</strong> perché «siete organizzazioni <em>purpose oriented</em>, non dovete cedere alla tentazione delle Kpi. La parola chiave è inclusione». Per Cerlini una delle debolezze sistemiche risiede nella capacità di non remunerare adeguatamente il lavoro. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Il dibattito</h3>



<p>Nel corso del dibattito sono intervenuti diversi rappresentati delle organizzazioni presenti, tra cui <strong>Maria Lapi </strong>di Fondazione Human Age che ha ricordato come oggi le «disuguaglianze siano sempre più forti ed elevate», mentre <strong>Stefano Granata</strong>, presidente di Federsolidarietà ha voluto sottolineare come uno dei vulnus del sistema sia l’essersi rinchiusi nel tema delle prestazioni e nella dipendenza dagli enti pubblici nel «minutaggio dei servizi alla persona». Da parte sua <strong>Franco Taverna</strong>, vicepresidente di Fondazione Exodus ha invitato a non «contrapporre vocazione e lavoro riducendosi a una dimensione “prestazionale”». La logica “prestazionale” è quella che, ha ricordato <strong>Paolo Limonta</strong> presidente di Ciai, ha investito la scuola e «chi ne paga le conseguenze sono gli studenti». </p>



<p>La mattinata si è chiusa con gli interventi del direttore <strong>Stefano Arduini e della caporedattrice Sara De Carli </strong>che hanno illustrato il numero di VITA che uscirà a maggio, dedicato al lavoro sociale.</p>



<p><em>In apertura un momento dell’incontro del Comitato editoriale – foto VITA</em></p>



<p></p>
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<title>Paura del futuro e redditi bassi: è il volontariato l’antidoto dei toscani</title>
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<description><![CDATA[ La nuova indagine di Cesvot sulla condizione sociale in Toscana fotografa una regione sotto pressione economica ed emotiva. Più di quattro cittadini su dieci convivono con ansia e stress cronici, ma in molti non riescono ad aprirsi. Il Terzo settore...
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 21:30:01 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Paura, del, futuro, redditi, bassi:, volontariato, l’antidoto, dei, toscani</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>È nel Terzo settore e in particolare nel volontariato che una Toscana sotto pressione trova un appoggio insostituibile e sempre più importante. A rivelarlo è l’indagine “Una Regione sotto pressione. Cittadini, volontariato e vita sociale in Toscana”, realizzata da <strong>Sociometrica</strong> per <strong><a href="https://www.cesvot.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cesvot</a></strong>, il Centro servizi volontariato della regione.</p>



<p>«L’indagine ci restituisce l’immagine di una Toscana sotto <strong>forte pressione economica ed emotiva, dove l’incertezza per il futuro pesa quotidianamente soprattutto sui giovani e sui redditi più fragili</strong>», spiega <strong>Antonio</strong> <strong>Preiti</strong>, curatore della ricerca. «Tuttavia, di fronte a questa crescente frammentazione sociale e all’isolamento, la rete della solidarietà regge. Il volontariato si conferma così non solo un presidio indispensabile di assistenza materiale, ma il collante umano fondamentale per ricostruire i legami e la speranza della nostra comunità».</p>



<p>In particolare, il 47,6% dei toscani dichiara di preoccuparsi spesso o sempre per il futuro e il 44% di convivere con stress e ansia cronici. Il 39,5% dei cittadini intervistati, invece, afferma di percepire il proprio reddito come insufficiente a coprire le esigenze quotidiane, mentre quasi tutta la popolazione (il 96,5%) percepisce una società che è sempre più conflittuale. A complicare il quadro, il silenzio che fa seguito a questo disagio. Il 45,3% dei toscani, infatti, afferma di conoscere qualcuno che soffre senza chiedere aiuto. Tra le cause di questa chiusura, la vergogna (54,7%) e il non sapere a chi rivolgersi (35,4%) sono le più diffuse. </p>



<p>In questo scenario, commenta <strong>Luigi Paccosi</strong>, presidente di Cesvot, «la vera sfida è la tenuta sociale delle nostre comunità. Il volontariato rappresenta uno degli anticorpi più importanti perché crea relazioni, fiducia e prossimità tra le persone. Per evitare che qualcuno resti indietro <strong>dobbiamo rafforzare proprio questi legami di comunità</strong>, intercettare il bisogno prima che diventi emergenza e costruire reti di solidarietà capaci di accompagnare le persone nelle fasi più fragili della vita. È in questa capacità collettiva di prendersi cura gli uni degli altri che si misura la qualità e la bellezza di una società».</p>



<p>A certificare l’importanza del volontariato nella tenuta del tessuto sociale sono i numeri. Il 79,3% dei toscani considera i volontari delle persone ammirevoli che contribuiscono al bene comune. Per il 29,8%, il volontariato è innanzitutto un aiuto concreto e materiale, mentre per il 25,5% garantisce servi essenziali che le istituzioni non riescono a garantire. Lo stesso vale per il Terzo settore, che più di un toscano su due (il 55,3%) assolve compiti che nessun altro soggetto sarebbe in grado di fare. </p>



<p>Cala leggermente, rispetto alla precedente rilevazione, il valore di stima del volontario, che ora si attesta all’84,4%. Per Cesvot, però, non è un segnale di preoccupazione, anzi certifica che <strong>il volontario è sempre meno visto come un eroe e sempre più come un cittadino ordinario che attua una scelta concreta di impegno civile</strong>. Al tempo stesso, però, le modalità della partecipazione civica stanno cambiando. Se gli over 50 rappresentano la fetta più ampia dei volontari e lo fanno in modo “ordinario”, cioè partecipando attivamente ad associazioni sul territorio (lo fa il 15,1% degli over 50), la Gen Z ha un impegno più informale. Solo il 3,5% è iscritto a un’associazione, mentre il 26,3% si è mobilitato senza tessera e  senza intermediazione istituzionale. È il valore più alto tra tutte le fasce d’età.  </p>



<p>Una dinamica che per Cesvot è va trasformata in opportunità, per evitare di perdere questo bacino di energia giovanile. Anche perché i giovani toscani sono la fascia più esposta alla <strong>pressione sociale</strong>: il 21,1% degli under 30 vive una  preoccupazione costante per il futuro, cinque volte di più rispetto agli over 65, mentre la precarietà lavorativa  (42,3%), gli stipendi bassi (47,8%) e la difficoltà abitativa (40,3%) alimentano un ciclo di blocco strutturale che  genera isolamento. </p>



<p>La risposta a queste sfide può essere un patto tra volontariato e istituzioni. In particolare, l’indagine di Cesvot individua tre condizioni affinché il Terzo settore toscano possa esprimere al meglio il suo potenziale. Innanzitutto, deve esserci un <strong>riconoscimento istituzionale </strong>del valore del tempo donato e delle competenze messe a disposizione, che non può rimanere nel campo dell’apprezzamento morale ma deve entrare nelle politiche pubbliche. In secondo luogo, serve garantire <strong>stabilità e continuità</strong> invece di progetti precari e frammentati. Infine, bisogna spingere l’acceleratore sulla <strong>co-progettazione e sull’ascolto</strong>, perché delle politiche efficaci nascono dal dialogo col territorio e non possono essere calate dall’alto.</p>



<p><em>In apertura: Federico Barattini/Cesvot<br></em><br><br></p>
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<title>Sla, la spiaggia accessibile dello Scaletto Senza Scalini tiene a battesimo la “Casa di Silvia”</title>
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<description><![CDATA[ Nasce a Savona la prima abitazione dedicata alle persone con Sclerosi laterale amiotrofica. A promuovere l&#039;iniziativa Aisla nel ricordo di Silvia e della sua volontà di vivere appieno, come ha ricordato il padre durante la cerimonia. A via ai lavori...
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<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 08:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Sla, spiaggia, accessibile, dello, Scaletto, Senza, Scalini, tiene, battesimo, “Casa, Silvia”</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nel primo giorno di primavera, sabato 21 marzo sulla spiaggia di Savona che Silvia amava è stato posato il primo mattone de <strong>La Casa di Silvia</strong>. Non un gesto simbolico, ma una scelta concreta: <strong>trasformare una casa che rischiava di essere perduta in un luogo restituito alla comunità.</strong></p>



<p>«Non è un caso che tutto questo sia accaduto nel primo giorno di primavera. Perché questa storia parla esattamente di questo: rinascita». Sono queste le parole con cui <strong>Alberto Fontana</strong>, delegato del Consiglio direttivo nazionale di <a href="https://www.aisla.it/">Aisla</a> e promotore dell’iniziativa, ha richiamato il senso del progetto, chiarendone anche la funzione concreta: <strong>la Casa di Silvia sarà messa a disposizione delle persone con Sla e delle loro famiglie come luogo accessibile e attrezzato</strong>, dove poter trascorrere periodi di vita al mare, durante tutto l’anno. </p>



<h3 class="wp-block-heading">La Casa di Silvia: un bene per tutti</h3>



<p>«Non è solo una casa. È una scelta precisa: rendere possibile ciò che troppo spesso non lo è», conclude Fontana. «Restituire tempo, spazio e normalità alle persone e alle famiglie. <strong>Aisla si assume questa responsabilità insieme alla famiglia Codispoti, ai volontari, alle istituzioni e a tutti coloro che hanno riconosciuto in questa storia un bene che riguarda tutti</strong>».</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1772" height="1181" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/La-delegazione.jpg" alt="" class="wp-image-542300" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/La-delegazione.jpg 1772w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/La-delegazione-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1772px) 100vw, 1772px"><figcaption class="wp-element-caption">La delegazione Aisla in occasione della posa del primo mattone</figcaption></figure>



<p>Anche il luogo scelto per l’evento non è stato scelto a caso. <strong>La cerimonia si è svolta sulla spiaggia pubblica dello Scaletto Senza Scalini,</strong> luogo simbolo di accessibilità e inclusione della città di Savona. <br>«Diciotto anni fa è iniziato tutto da qui, da uno scaletto semplice. Poi <strong>abbiamo capito che non bastava togliere gli scalini fisici:</strong> bisognava togliere quelli mentali. È così che questo spazio è diventato un luogo per tutti», racconta <strong>Ugo Capello</strong> della cooperativa Scaletto senza scalini: «Oggi questa casa è un sogno che si realizza e un valore per tutta la città».</p>



<p>A confermarlo <strong>Riccardo Viaggi</strong>, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Savona, che ha espresso piena disponibilità e ostegno al progetto. «Quella di Aisla diventa anche una responsabilità pubblica e costruzione di valore condiviso. La Casa di Silvia è esattamente questo: una risposta concreta che nasce da una storia e diventa patrimonio di tutti».</p>



<p>La Casa di Silvia prende forma anche così: per stratificazione di gesti, per responsabilità condivise, per fiducia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La casa disponibile dalla prossima estate</h3>



<p><strong>A breve inizieranno i lavori di ristrutturazione dell’immobile</strong>, di circa 80 metri quadrati, per renderlo pienamente operativo e metterlo <strong>a disposizione delle persone con Sla e delle loro famiglie a partire dalla prossima stagione estiva</strong>. </p>



<p>Occorreranno nuove risorse, ma un primo tratto di strada è già stato costruito insieme: l’acquisto dell’immobile è stato possibile grazie al <strong>contributo delle Sezioni territoriali Aisla</strong> – da Savona-Imperia a Brescia, da Asti alla Calabria, da Como al Friuli-Venezia Giulia, da Genova a Varese – e al sostegno di una rete di amici e donatori che hanno scelto di esserci. Tra questi, la Fondazione Vialli e Mauro, la Fiascolata di Dego e la Cooperativa Spazio Aperto.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1528" height="1682" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/Il-rogito.-Da-sx-Pino-Codispoti-il-papa-di-Silvia-e-Fulvia-Massimelli-presidente-nazionale-AISLA.jpg" alt="" class="wp-image-542301" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/Il-rogito.-Da-sx-Pino-Codispoti-il-papa-di-Silvia-e-Fulvia-Massimelli-presidente-nazionale-AISLA.jpg 1528w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/Il-rogito.-Da-sx-Pino-Codispoti-il-papa-di-Silvia-e-Fulvia-Massimelli-presidente-nazionale-AISLA-600x660.jpg 600w" sizes="(max-width: 1528px) 100vw, 1528px"><figcaption class="wp-element-caption">Da sx Pino Codispoti, e Fulvia Massimelli , presidente nazionale Aisla in occasione del rogito</figcaption></figure>



<p>La posa del primo mattone è avvenuta in una cerimonia semplice, essenziale. Non un rito, ma un passaggio. Un inizio. A segnare questo momento, una lastra di ardesia ligure, incisa con parole che non chiedono spiegazioni: <em>“Qui nasce la casa di Silvia. Un luogo di accoglienza e libertà. 21 marzo 2026. La vita è bellissima</em>.” A realizzarla è stata Fazzari Marmi. </p>



<p>Un contributo arrivato in silenzio, senza richiesta, senza esposizione, che Aisla ha scelto di rendere noto: <strong>Franco Cavuto</strong>, titolare, dopo aver verificato tempi e fattibilità, ha deciso di includere questo lavoro tra le donazioni a sostegno del progetto. Un gesto riservato, che restituisce il senso più autentico di ciò che è accaduto: una comunità che si muove, che partecipa, che aggiunge, ciascuno per la propria parte. E forse è proprio qui il punto. Non nella cerimonia, ma in ciò che ha reso possibile quel momento. Perché questa casa, ancora prima di essere costruita, è già abitata.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1920" height="1440" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/Gli-abbracci.jpg" alt="" class="wp-image-542302" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/Gli-abbracci.jpg 1920w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/Gli-abbracci-600x450.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px"><figcaption class="wp-element-caption">Abbracci, a sinistra Pino Codispoti, papà di Silvia</figcaption></figure>



<p>«Se questa casa oggi esiste, è perché <strong>Silvia ci ha insegnato a non arrenderci mai. </strong>Per vent’anni abbiamo vissuto ogni giorno insieme, dentro la malattia, ma senza lasciare che fosse lei a definire tutto. Questa casa non è un ricordo. È il modo che abbiamo trovato per continuare a prenderci cura, anche adesso. Se potrà essere utile anche solo a una persona, allora tutto questo avrà senso. Perché la vita, come ricordava sempre Silvia, nonostante tutto resta una cosa bellissima. E trova sempre il modo di ricominciare», a dirlo <strong>Pino Codispoti</strong>, papà di Silvia.</p>



<p><em>Nell’immagine in apertura da sx. Micarelli (Dg Aisla), Pino Codispoti (papà di Silvia), Zanoni (Affari Gen. Aisla), Anceschi (Raccolta Fondi Aisla) – tutte le immagini sono da ufficio stampa</em></p>
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<title>Altri nove cani sottratti ai combattimenti clandestini e alla morte</title>
<link>https://www.eventi.news/altri-nove-cani-sottratti-ai-combattimenti-clandestini-e-alla-morte</link>
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<description><![CDATA[ Salgono a 19 i quattro zampe in custodia di Fondazione Cave Canem. Gli ultimi salvati poche settimane fa nel corso di un’operazione di Carabinieri Forestali e magistratura. I sette cuccioli ora al sicuro hanno subito mutilazioni legate al circuito illegale....
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<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 08:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Altri, nove, cani, sottratti, combattimenti, clandestini, alla, morte</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Messi <strong>in salvo altri nove cani.</strong> Due femmine e sette cuccioli che sono stati sottratti al circuito criminale dei <strong>combattimenti clandestini </strong>tra animali grazie all’ultima operazione condotta insieme ai Carabinieri forestali e alla magistratura. A prenderli in carico la<a href="https://fondazionecavecanem.org/"> Fondazione Cave Canem</a>. </p>



<p>Per la fondazione è sla seconda operazione di salvataggio realizzata in meno di sei mesi (<a href="https://www.vita.it/cani-costretti-a-combattere-fino-alla-fine-ora-sono-al-sicuro/">la prima si era svolta a giugno 2025</a> ), che porta a 19 il numero totale di cani messi in sicurezza grazie alla collaborazione con le autorità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il nuovo salvataggio</h3>



<p>Tra gli animali salvati ci sono <strong>due fattrici e sette cuccioli</strong>, alcuni dei quali presentano amputazioni di coda e orecchie, mutilazioni tipicamente legate al circuito dei combattimenti clandestini.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1620" height="1080" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/Timon-Cave-Canem_6901.jpg" alt="" class="wp-image-542333" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/Timon-Cave-Canem_6901.jpg 1620w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/Timon-Cave-Canem_6901-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1620px) 100vw, 1620px"><figcaption class="wp-element-caption">Timon, uno dei cuccioli salvati</figcaption></figure>



<p>Questo nuovo salvataggio riporta all’attenzione un <strong>reato odioso che colpisce i quattro zampe e non solo loro</strong>. Infatti, i combattimenti clandestini tra animali sono spesso percepiti dall’opinione pubblica come un fenomeno ormai scomparso, ma la realtà è ben diversa sottolineano alla fondazione Cave Canem. Si tratta di un <strong>circuito criminale ancora molto attivo, diffuso su tutto il territorio nazionale e con ramificazioni anche in Europa e nel resto del mondo</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il legame con la devianza minorile</h3>



<p>Un fenomeno strettamente collegato anche alla devianza giovanile. E in questo campo <strong>la Fondazione è impegnata su più livelli</strong>: <strong>nel recupero e nella custodia degli animali vittime di questo reato, nel supporto operativo alle autorità, ma anche nelle scuole</strong>, con attività di sensibilizzazione rivolte agli studenti di ogni ordine e grado. La Fondazione inoltre è impegnata nel progetto “Cambio rotta” con<a href="https://www.vita.it/quando-la-rinascita-di-un-ragazzo-passa-da-un-canile-la-storia-di-aldo/"> i giovani messi alla prova</a>.</p>



<p>È ormai noto infatti che la partecipazione ai combattimenti clandestini tra animali può rappresentare un vero e proprio rito di iniziazione nei circuiti criminali, contribuendo ad alimentare la piaga della devianza giovanile.<br>Come emerge anche da una <strong>ricerca elaborata con il progetto “Io non combatto”, </strong>promosso da Human World for Animals e Fondazione Cave Canem di cui avevamo scritto <a href="https://www.vita.it/fermare-i-combattimenti-tra-cani-si-puo-il-ruolo-di-educazione-e-volontari/">qui</a> </p>



<h3 class="wp-block-heading">I nomi per una nuova vita</h3>



<p>I cani salvati hanno ricevuto nuovi nomi:<strong> Bolla, Panna, Mulan, Piuma, Dumbo, Hulk, Wall-e, Timon e Cipria.</strong></p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/Salvataggio-cani_Cave-Canem.mov" preload="none"></video><figcaption class="wp-element-caption">Nel video alcuni dei cani salvati – immagini da ufficio stampa</figcaption></figure>



<p><strong>Bolla e Panna, le due fattrici, portano nomi che evocano leggerezza,</strong> quasi a voler allontanare il peso delle sofferenze che hanno vissuto. I cuccioli invece richiamano <strong>un immaginario fantastico, nella speranza che possano finalmente vivere una vita fatta di felicità</strong>, spensieratezza e libertà, lontani dal circuito che li avrebbe destinati a una vita di violenza.</p>



<p>«Siamo davvero soddisfatti di questa operazione», afferma <strong>Federica Faiella, </strong>presidente della Fondazione Cave Canem. «Siamo fieri di poter essere al fianco della magistratura e delle forze dell’ordine, in questo caso i Carabinieri Forestali, e di poter dare una mano concreta. Il nostro obiettivo è anche creare precedenti operativi che possano diventare un modello per interventi futuri». </p>



<h3 class="wp-block-heading">Un’azione trasversale che aiuta giovani e cani</h3>



<p>La presidente sottolinea inoltre il ruolo dei sostenitori della Fondazione: «Siamo certi che<strong> i nostri sostenitori sono al nostro fianco e orgogliosi dell’azione che stiamo portando avanti e del modo in cui utilizziamo i fondi messi a disposizione dai nostri donatori</strong>. È un’azione trasversale e integrata che combatte contemporaneamente due piaghe: il reato dei combattimenti clandestini tra animali e la devianza giovanile».</p>



<p>Al contrasto dei combattimenti è dedicato anche uno degli ultimi video realizzati da un testimonial della fondazione, <a href="https://www.vita.it/alessio-sakara-a-mani-nude-contro-i-combattimenti-clandestini-dei-cani/">Alessio Sakara esperto di arti marziali</a>  </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1920" height="1275" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/Piuma-CaveCanem_0152.jpg" alt="" class="wp-image-542335" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/Piuma-CaveCanem_0152.jpg 1920w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/Piuma-CaveCanem_0152-600x398.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px"><figcaption class="wp-element-caption">Piuma, una dei cuccioli salvati nell’operazione contro i combattimenti clandestini</figcaption></figure>



<p>Infine <strong>Mirko Zuccari</strong>, dog trainer manager della Fondazione Cave Canem, evidenzia la complessità del percorso di recupero: «<strong>I disagi comportamentali e quella che può apparire come aggressività non derivano da una cattiveria del cane</strong>, ma dalla necessità di uccidere per salvarsi. Comprendere questo significa capire la profondità della manipolazione e della dinamica patologica che caratterizza il mondo dei combattimenti clandestini».</p>



<p><em>Nell’immagine in apertura Hulk con un operatori di Fondazione Cave Canem – tutte le fotografie sono da ufficio stampa </em></p>
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<title>Il Venezuela oltre Maduro: «Le persone speravano che sarebbe cambiato tutto, ma non è andata così»</title>
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<description><![CDATA[ Dopo l’uscita di scena di Nicolás Maduro e l’insediamento della presidente ad interim Delcy Rodríguez, il Venezuela attraversa una transizione politica fragile. Secondo la Fondazione Avsi e l’ong Médicos Unidos de Venezuela, la popolazione continua a soffrire per salari da...
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<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 08:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Venezuela, oltre, Maduro:, «Le, persone, speravano, che, sarebbe, cambiato, tutto, non, andata, così»</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>«La gente pensava che il giorno dopo sarebbe cambiato tutto. Non è stato così». José Rodríguez, responsabile di Fondazione Avsi nel Paese, osserva la transizione con lo sguardo di chi vive ogni giorno la realtà sul terreno. La caduta di Nicolás Maduro, all’inizio del 2026, ha segnato uno spartiacque politico. Ma nella vita quotidiana dei venezuelani, il cambiamento resta lento, incerto, incompleto. Il Venezuela di oggi non è più quello di ieri. Ma non è ancora un Paese diverso.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Una crisi che non nasce oggi</strong></h3>



<p>Rodríguez insiste su un punto spesso dimenticato: «Il Paese vive un’emergenza umanitaria complessa da oltre dieci anni». Non è una crisi improvvisa, né solo politica. È una crisi lunga, stratificata, che oggi rischia di aggravarsi con la nuova instabilità seguita agli attacchi statunitensi e alla caduta del regime. I numeri aiutano a capire la profondità del collasso: iperinflazione, tassi di malnutrizione altissimi, un sistema sanitario «completamente collassato e non funzionante» e <strong>oltre 9 milioni di persone costrette a lasciare il Paese</strong>. A pagare il prezzo più alto sono i più vulnerabili, con oltre due milioni di bambini che non frequentano la scuola.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Una transizione reale, ma incompiuta</strong></h3>



<p>Dopo la cattura dell’ex presidente da parte delle forze statunitensi e l’insediamento di un governo ad interim guidato da Delcy Rodríguez, il Paese è entrato in una fase nuova e ancora instabile. Sono stati liberati centinaia di detenuti politici – oltre 600 secondo le stime più recenti – ma centinaia restano ancora in carcere e la struttura repressiva non è stata smantellata. Nelle strade di Caracas si percepisce un cambiamento. «C’è più spazio per esprimersi», racconta un operatore umanitario. «La gente protesta, chiede, parla. Prima era molto più rischioso». <strong>Ma è una libertà fragile. Le organizzazioni per i diritti umani parlano di un sistema che si è adattato, non dissolto.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>«Il cambiamento si sente, ma non si vede ancora»</strong></h3>



<p>Per chi lavora sul campo, la distinzione è netta: il clima è cambiato, la realtà materiale molto meno. <strong>«Le persone parlano con meno paura», dice Rodríguez. «Ma quando entri nelle case, la situazione è la stessa: mancano cibo, lavoro, cure».</strong> Una percezione confermata anche da chi opera nel sistema sanitario. Il dottor Pedro Fernández, coordinatore di Médicos Unidos de Venezuela nello stato di Mérida, descrive una realtà sospesa: «<strong>La situazione è cambiata in alcuni aspetti, ma nei punti fondamentali resta uguale: crisi economica, crisi sociale, salari insufficienti e, soprattutto, l’emergenza umanitaria complessa continua a colpire duramente i venezuelani.</strong> C’è una percezione di cambiamento, una speranza per il futuro dopo gli eventi di gennaio. Ma fino a oggi non si è ancora concretizzato nulla».</p>



<p>Il nodo dei salari resta centrale: «Insegnanti, medici, lavoratori pubblici continuano a guadagnare stipendi molto al di sotto di ciò che è dignitoso. Parliamo di meno di 20 dollari al mese. I pensionati ricevono somme che non bastano nemmeno per un biglietto dell’autobus».</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-vita-it wp-block-embed-vita-it"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="ud6VDakAp5"><a href="https://www.vita.it/venezuela-il-dittatore-maduro-lo-sceriffo-trump-e-il-giorno-zero-di-una-societa-ferita/">Venezuela, l’autocrate Maduro, lo sceriffo Trump e il giorno zero di una società ferita</a></blockquote>
</div></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La crisi umanitaria resta il cuore del problema</strong></h3>



<p>Il nodo centrale è che la crisi venezuelana non è solo politica ma è strutturale. Il sistema sanitario continua a funzionare in condizioni precarie. Ospedali senza materiali, farmaci difficili da reperire, personale ridotto. «Non siamo più nel collasso totale di qualche anno fa», racconta un medico legato a Médicos Unidos de Venezuela, «ma <strong>siamo ancora lontani da un sistema funzionante</strong>». Le ong e la società civile italiana confermano: il miglioramento esiste, ma è fragile e diseguale. <strong>Nelle periferie urbane e nelle aree rurali, la crisi resta visibile ogni giorno.</strong> «Ci sono pazienti che arrivano troppo tardi perché non hanno accesso alle cure», racconta un operatore sanitario. Anche Avsi lo conferma: «Nei programmi nutrizionali vediamo ancora bambini in condizioni critiche. Questo non cambia con un cambio di governo».</p>



<p>Fernández aggiunge un elemento decisivo: la percezione, in alcuni casi, è persino di un peggioramento legato all’inflazione.<br>«La situazione oggi può sembrare anche più difficile rispetto all’anno scorso, perché l’inflazione continua ad avanzare mentre salari e pensioni restano fermi».</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.vita.it/newsletter/vita-weekly/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="825" height="300" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2024/05/NL_SARDUINI.png" alt="" class="wp-image-334185" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2024/05/NL_SARDUINI.png 825w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2024/05/NL_SARDUINI-600x218.png 600w" sizes="(max-width: 825px) 100vw, 825px"></a></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Economia: segnali di ripresa, vita ancora difficile</strong></h3>



<p>Alcuni indicatori macroeconomici mostrano timidi segnali di crescita, ma non si traducono in un miglioramento reale per la popolazione. Inflazione ancora elevata, oltre il 500% annuale, e salari da fame restano la norma. «Le famiglie continuano a sopravvivere grazie alle rimesse o al lavoro informale», spiega Rodríguez. «L’economia quotidiana è fatta di adattamento».</p>



<p>Gabriella Castaldo, presidente della Casa Italo-Venezuelana NCS, è ancora più diretta: «<strong>Ventisette anni di distruzione non si recuperano in due mesi. </strong>Tutti sono in attesa, nessuno può dire davvero che le cose stiano cambiando. È stata una distruzione quasi totale, dalle radici». E aggiunge: «Non esiste una bacchetta magica. Hanno distrutto l’industria petrolifera, licenziato migliaia di tecnici, mandato via competenze costruite in decenni. Hanno devastato l’educazione, affidandola a un sistema che non ha formato una nuova generazione all’altezza. Oggi molti di quelli che sapevano come far funzionare il Paese non ci sono più: sono emigrati o sono morti».</p>



<p>Il racconto entra nel dettaglio di una crisi sistemica: «Per gestire un pozzo petrolifero servono nove specialisti, con competenze che richiedono anni. Sono stati mandati via tutti. I pozzi sono stati sfruttati senza criterio e distrutti. Poi hanno dovuto richiamare compagnie straniere, perché non c’era più nessuno in grado di lavorare».</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un Paese svuotato</strong></h3>



<p>La crisi non riguarda solo il petrolio. «Hanno confiscato imprese, distrutto l’agricoltura, spezzato intere filiere produttive», continua Castaldo. «Gli agricoltori venivano sostenuti da aziende private che sono state espropriate. Oggi molti non hanno più accesso a credito, semi, fertilizzanti». E racconta anche il livello di disgregazione istituzionale: «I militari, invece di difendere il popolo, spesso lo ricattano. I camion che trasportano merci vengono fermati lungo le strade e costretti a pagare per passare. È stato un sistema di abuso diffuso».</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Società sospesa tra speranza e paura</strong></h3>



<p>Nonostante tutto, qualche segnale di fiducia esiste. «Ci sono venezuelani all’estero che stanno provando a tornare o a reinvestire», osserva Castaldo. «Questo significa che una speranza c’è». Ma è una speranza fragile. Fernández lo conferma da Mérida: «Le persone continuano a soffrire gli effetti della crisi, ma oggi vedono un futuro possibile. Questa è la vera differenza rispetto alla fine dello scorso anno». E aggiunge: «I venezuelani stanno lavorando duramente, anche nelle condizioni più difficili, con la speranza di migliori salari e di un’economia più autonoma, meno dipendente dalle importazioni e più basata sulla produzione interna».</p>



<p>In questo contesto, la società civile resta centrale. <a href="https://www.vita.it/il-venezuela-tra-calma-tesa-e-crisi-umanitaria/">Le organizzazioni locali e internazionali continuano a colmare vuoti enormi, soprattutto in sanità e assistenza</a>. La rete italo-venezuelana, attraverso associazioni come la Casa Italo-Venezuelana NCS, svolge un ruolo fondamentale nel mantenere legami, sostenere i migranti e dare voce a chi è rimasto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La domanda aperta</strong></h3>



<p><strong>Alla fine, la domanda resta la stessa: è cambiato davvero qualcosa? «Sì», risponde Rodríguez. «È cambiato il clima». Ma subito aggiunge: «Non è ancora cambiata la vita delle persone».</strong> Fernández offre una sintesi altrettanto netta: «Il cambiamento arriverà. I venezuelani ci credono. Ma nessuno sa quando si concretizzerà davvero». E Castaldo chiude con una frase che pesa come un bilancio: «C’è tanto da ricostruire. Più di quanto si possa immaginare».</p>



<p>Il Venezuela è entrato in una nuova fase. Ma la sua crisi – sociale, economica e istituzionale – resta aperta. E per milioni di persone, la libertà appena conquistata non basta ancora a cambiare la vita.</p>



<p><em>AP Photo/Ariana Cubillos/LaPresse</em></p>
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<title>Telefono Azzurro, 24 posti disponibili in sei città per il Servizio civile universale</title>
<link>https://www.eventi.news/telefono-azzurro-24-posti-disponibili-in-sei-citta-per-il-servizio-civile-universale</link>
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<description><![CDATA[ Le sedi di Milano, Firenze, Roma, Palermo, Torino e Treviso della Fondazione accoglieranno gli operatori per due progetti specifici: “Una rete per i giovani” e “Pronti all’ascolto”. Giovedì 19 marzo un webinar di presentazione delle iniziative in programma. Le attività...
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<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 00:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Telefono, Azzurro, posti, disponibili, sei, città, per, Servizio, civile, universale</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>C’è tempo sino alle ore 14 dell’8 aprile 2026 per candidarsi a uno dei 24 posti disponibili per i giovani che sono interessati a svolgere il Servizio civile con <strong><a href="http://azzurro.it/">Telefono Azzurro</a></strong>. I posti a disposizione riguardano le sedi di <strong>Milano, Firenze, Roma, Palermo, Torino</strong> e <strong>Treviso</strong>, per due progetti specifici: <strong><em>Una rete per i giovani</em></strong> e <strong><em>Pronti all’ascolto</em></strong>. </p>



<p>Le iniziative, promosse da Telefono Azzurro in collaborazione con l’<strong>Associazione italiana cultura sport</strong> – <strong><a href="https://www.aics.it/">Aics</a></strong>, si pongono come obiettivo rispettivamente: tutela e sostegno dei giovani nel loro percorso sull’uso del digitale e dell’intelligenza artificiale, operando nelle scuole come contenitori di tali attività; promozione e sostegno dei servizi a supporto dei bambini e degli adolescenti nella libera espressione dei bisogni e delle difficoltà.</p>



<p>I volontari, saranno impiegati in attività di assistenza e supporto nell’attuazione delle iniziative previste, e saranno così suddivisi: <em><a href="https://azzurro.it/wp-content/uploads/2026/02/allegato-a-scheda-elementi-essenziali-una-Rete-per-i-giovani.pdf">Una rete per i giovani</a></em>: tre volontari su Milano e altrettanti su Palermo, Roma, Torino, Treviso e Firenze, per un totale di 18 operatori. <em><a href="https://azzurro.it/wp-content/uploads/2026/02/allegato-a-scheda-elementi-essenziali-Pronti-all-ascolto.pdf">Pronti all’ascolto</a></em>: due volontari a Milano, due a Palermo e due a Roma (totale: sei operatori).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Tanti compiti per costruire e costruirsi</h3>



<p>I compiti degli operatori volontari saranno di assistenza e supporto al coordinatore delle iniziative nelle scuole e ai dirigenti scolastici degli istituti coinvolti nel progetto, nell’organizzare e attuare le iniziative rivolte agli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado. In fase di organizzazione, gli operatori volontari avranno il ruolo di ideatori e promotori. Si occuperanno della raccolta di materiale e documentazione, informeranno gli alunni attraversi i canali di promozione adeguati (<em>face to face</em>, online) e decideranno, in accordo con il coordinatore, l’indirizzo stesso delle iniziative.</p>



<p>In fase di attuazione, gli operatori volontari saranno relatori ed esperti, intervenendo durante il corso online e la campagna informativa grazie alle competenze acquisite durante la formazione specifica che riceveranno. Le competenze acquisite li renderanno capaci di rispondere ai dubbi, alle richieste e/o alle domande degli alunni. L’operatore volontario rappresenterà, pertanto, una figura chiave durante il progetto, ossia quella di “<strong>ricercatore della conoscenza</strong>” in grado di predisporre e analizzare i dati sui fenomeni del cyberbullismo e dei disagi legati ad un uso improprio di Internet, nonché di un’adeguata sicurezza della Rete, e darne una lettura oggettiva ed intellegibile agli alunni. Da qui nasceranno i presupposti per la redazione dell’e-book “<strong>Connessi e consapevoli</strong>” e degli articoli volti a <strong>promuovere sistemi di educazione informatica e di prevenzione dei fenomeni di disagio giovanile</strong> in relazione all’uso della Rete e di cyberbullismo, che vedranno gli operatori volontari supportare i docenti ed assumere il ruolo di coautori.</p>



<p>In merito alle attività di informazione, sensibilizzazione e promozione, gli operatori volontari si avvarranno della possibilità di poter utilizzare il sito web della <a href="http://www.azzurro.it/">Fondazione Telefono Azzurro</a> e <a href="https://www.facebook.com/SOSTelefonoAzzurro">le pagine Facebook</a>, <a href="https://www.instagram.com/telefono_azzurro/">Instagram</a> e il canale YouTube, in cui gli operatori volontari saranno ideatori, amministratori e moderatori di interventi, articoli, video e contributi multimediali e notizie da inserire sui canali di comunicazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Una rete per i giovani</strong></h3>



<p>Le attività previste per gli operatori volontari in questo progetto, improntate allo <strong>sviluppo di un centro didattico sulla educazione digitale</strong> rivolto ai giovani presso le sedi di Firenze, Milano, Palermo, Roma, Torino e Treviso, saranno le seguenti:</p>



<p>1. organizzazione di un’indagine informativa e predisposizione del questionario da somministrare ai ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo grado;</p>



<p>2. organizzazione e progettazione del corso online “Una Rete per i giovani”;</p>



<p>3. organizzazione e strutturazione della campagna informativa “<strong>Smart kids safe kids</strong>”;</p>



<p>4. pubblicizzazione della campagna informativa “Smart kids safe kids”;</p>



<p>5. attuazione della campagna informativa “Smart kids safe kids”;</p>



<p>6. avvio dell’indagine informativa e somministrazione del questionario;</p>



<p>7. progettazione, organizzazione e promozione delle iniziative “<strong>Immagina il mondo digitale</strong>” e “<strong>Oltre l’obiettivo</strong>”;</p>



<p>8. attuazione delle iniziative “Immagina il mondo digitale” e “Oltre l’obiettivo”;</p>



<p>9. analisi finale dell’indagine informativa, raccolta dei materiali e stesura del report;</p>



<p>10. ideazione e lavorazione dell’e-book “Connessi e consapevoli”;</p>



<p>11. organizzazione e realizzazione del corso online “Una Rete per i giovani”;</p>



<p>12. pubblicazione e promozione dell’e-book “Connessi e consapevoli”;</p>



<p>13. collaborazione con i partner di rete nella realizzazione di articoli che promuovano sistemi di educazione informatica e di prevenzione ai fenomeni del bullismo e cyberbullismo;</p>



<p>14. pubblicazione sul sito web della Fondazione del materiale didattico realizzato.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2025/07/Professor-Ernesto-Caffo_Presidente-di-Telefono-Azzurro-scaled-1.jpg" alt="" class="wp-image-480896" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2025/07/Professor-Ernesto-Caffo_Presidente-di-Telefono-Azzurro-scaled-1.jpg 1920w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2025/07/Professor-Ernesto-Caffo_Presidente-di-Telefono-Azzurro-scaled-1-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px"><figcaption class="wp-element-caption">Il fondatore e presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Pronti all’ascolto</strong></h3>



<p>Nell’ambito del progetto “Pronti all’ascolto”, i volontari ricopriranno il ruolo di facilitatore e promotore con funzioni specifiche, volte a: informare, assistere e sensibilizzare i cittadini al rispetto dei diritti dei bambini e degli adolescenti e della loro tutela impegnandosi, attraverso un ascolto attivo, ad assistere coloro che segnalano di episodi di violenza e di sopruso; contribuire all’ottimizzazione del sito web, coerente con le finalità della Fondazione Telefono Azzurro, assumendo un ruolo che li conduca a comprendere come poter sostenere maggiormente coloro che si interfacciano con il sito web e la chat per effettuare le segnalazioni; supportare gli interventi con le metodologie e gli strumenti più idonei facendo proprie, tramite un’adeguata formazione e preparazione, le tecniche per supportare un ascolto attivo e creare un legame di fiducia con i giovani e gli adulti che segnalano le loro difficili situazioni alla <strong>Linea di ascolto</strong>.</p>



<p>In questo progetto, le attività previste per gli operatori volontari, improntate al <strong>potenziamento e sviluppo dei servizi dei centri di ascolto e di tutela dei minori</strong> organizzati nelle sedi di Milano, Palermo e Roma, saranno:</p>



<p>1. informazione e ascolto alla <strong>linea telefonica 1.96.96</strong>;</p>



<p>2. supporto alle attività di <em>back office</em>;</p>



<p>3. ottimizzazione del <strong>sito web www.azzurro.it</strong>;</p>



<p>4. potenziamento del sito web (sezione segnalazioni e chat);</p>



<p>5. organizzazione e strutturazione della campagna di sensibilizzazione “<strong>Voce alta</strong>”;</p>



<p>6. pubblicizzazione e rilancio della campagna di sensibilizzazione “Voce Alta”;</p>



<p>7. attuazione della campagna di sensibilizzazione “Voce Alta”;</p>



<p>8. realizzazione di articoli che promuovano l’ascolto attivo e la tutela dei minori;</p>



<p>9. organizzazione e svolgimento del seminario “<strong>Spazio ascolto</strong>”.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="841" height="883" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/02/intelligenza-artificiale_Telefono-Azzurro.jpg" alt="" class="wp-image-531260" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/02/intelligenza-artificiale_Telefono-Azzurro.jpg 841w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/02/intelligenza-artificiale_Telefono-Azzurro-600x630.jpg 600w" sizes="(max-width: 841px) 100vw, 841px"><figcaption class="wp-element-caption">Una delle recneti campagna di sensibilizzazione</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Che cosa prevede il contratto di lavoro</h3>



<p><strong>Gli operatori volontari selezionati saranno inseriti nei progetti sottoscrivendo un contratto con il Dipartimento del Servizio civile universale della durata di 12 mesi, per un impegno di 25 ore settimanali.</strong> Per lo svolgimento del servizio ai volontari sarà inoltre corrisposto un assegno mensile di <strong>519,47 euro</strong>. È possibile presentare la domanda online entro il prossimo 8 aprile. Per ulteriori informazioni sui progetti è possibile scrivere all’indirizzo <strong>serviziocivile@azzurro.it</strong>.</p>



<p><strong>Giovedì 19 marzo</strong>, dalle 17 alle 18:30, si terrà un <a href="https://azzurro.it/partecipa-al-webinar-di-presentazione-dei-progetti-del-servizio-civile-universale-in-telefono-azzurro/">webinar</a> di presentazione dei progetti del Servizio civile universale per Telefono Azzurro. Le persone interessate possono registrarsi compilando il <a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSc_S9Idw9wPLdj81INKtAIWPxE8YWe0zmJqrw59GvUWGbShmw/viewform">form dedicato</a>.</p>



<p><em>Credit: foto Fondazione Telefono Azzurro</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vita.it/telefono-azzurro-24-posti-disponibili-in-sei-citta-per-il-servizio-civile-universale/">Telefono Azzurro, 24 posti disponibili in sei città per il Servizio civile universale</a> proviene da <a href="https://www.vita.it/">Vita.it</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Cercasi progetti a sostegno dei detenuti e delle loro famiglie</title>
<link>https://www.eventi.news/cercasi-progetti-a-sostegno-dei-detenuti-e-delle-loro-famiglie</link>
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<description><![CDATA[ Sono aperte le candidature alla call “Fieri Potest 2026”, un’iniziativa promossa dalla cooperativa Sociale Noi e Voi e dalla Fondazione Banco di Napoli, con il sostegno di UniCredit. L&#039;iniziativa raccoglie proposte da tutto il territorio nazionale ed è finalizzata a...
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<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 00:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Cercasi, progetti, sostegno, dei, detenuti, delle, loro, famiglie</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>C’è tempo fino al 31 marzo 2026 per partecipare alla call “Fieri Potest 2026”, promossa dalla <a href="https://cooperativanoievoi.it/">cooperativa sociale Noi e Voi</a> e dalla <a href="https://www.fondazionebanconapoli.it/">Fondazione Banco di Napoli</a>, con il sostegno di <a href="https://www.vita.it/cercasi-progetti-a-sostegno-dei-detenuti-e-delle-loro-famiglie/unicredit.it">UniCredit</a>. L’iniziativa mira a sostenere quattro progetti presentati da enti del Terzo settore che operano nell’area del volontariato penitenziario su tutto il territorio nazionale, attraverso l’erogazione di contributi a copertura dei costi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La valorizzazione di interventi innovativi e strutturati</h3>



<p><strong>Alla call possono partecipare enti del Terzo settore attivi da almeno tre anni</strong>. Il progetto intende valorizzare interventi innovativi e strutturati che favoriscano: il reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute; il rafforzamento dei percorsi di formazione e responsabilizzazione; la costruzione di reti territoriali inclusive, in collaborazione con istituti penitenziari, l’Ufficio di esecuzione penale esterna -Uepe e cappellanie.</p>



<p><em>Nel mese di febbraio </em>VITA <em>magazine ha dedicato le pagine di </em>ProdurreBene<em> curate da <strong>Giampaolo Cerri</strong> ad un focus sull’economia penitenziaria</em>, <em>con il racconto di esperienze sociali</em>:</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><a href="https://www.vita.it/rivista/sempre-piu-ricchi-e-sempre-piu-poveri/"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1397" height="1920" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/02/Cover-VITA-febbraio-2026.jpg" alt="" class="wp-image-530325" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/02/Cover-VITA-febbraio-2026.jpg 1397w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/02/Cover-VITA-febbraio-2026-547x752.jpg 547w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/02/Cover-VITA-febbraio-2026-600x825.jpg 600w" sizes="(max-width: 1397px) 100vw, 1397px"></a></figure>



<p class="has-text-align-left has-background"><strong>L’Italia è sempre più divisa: pochi sempre più ricchi, molti sempre più poveri. Le disuguaglianze non sono inevitabili: sono il frutto di scelte. Come si può cambiare rotta? </strong><strong>Le vie possibili nel numero di VITA magazine di febbraio ‘‘</strong><a href="https://www.vita.it/rivista/sempre-piu-ricchi-e-sempre-piu-poveri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sempre più ricchi e sempre più poveri?</a><strong>”</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Reinserimento lavorativo e formazione</h3>



<p>L’iniziativa, spiegano i promotori nel regolamento, mira a sostenere progetti di enti del Terzo settore in relazione a iniziative a supporto dei detenuti e delle loro famiglie, progetti sperimentali a carattere multidimensionale e sistemico, promuovendo reti di sostegno accoglienti e inclusive e percorsi di riparazione. In particolare, i progetti devono promuovere: il reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti, il rafforzamento dei percorsi di formazione e responsabilizzazione, iniziative per detenuti ristretti in istituti penitenziari italiani o in regime di detenzione esterna. <strong>Le candidature devono avere un’evidente valorizzazione del volontariato</strong>, <strong>una chiara pianificazione e un piano di spesa.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Tre classifiche suddivise per aree geografiche</h3>



<p>L’iniziativa, che mette a disposizione <strong>contributi economici e strumenti di crowdfunding</strong>, premia i <strong>migliori quattro progetti innovativi, capaci di generare impatto sociale misurabile e ricadute concrete sui territori, sulla base di tre classifiche, suddivise per aree geografich</strong>e: <strong>un progetto per le regioni dell’Italia settentrionale</strong> (Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trantino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia), <strong>un progetto per le regioni dell’Italia centrale insulare</strong> (Toscana, Emilia Romagna, Umbria, Marche, Lazio, Sardegna, Sicilia), <strong>due progetti per le regioni dell’Italia meridionale peninsulare</strong> (Campania, Calabria, Basilicata, Puglia, Abruzzo, Molise).</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-28f84493 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-center has-background"><strong>Impotenza è la cifra del nostro tempo, ma in Italia ci sono 4,7 milioni di persone che si spendono per gli altri. </strong><br><strong>Qual è il senso di questo impegno? Le risposte all’interno del magazine ‘‘</strong><a href="https://www.vita.it/rivista/volontario-perche-lo-fai/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Volontario, perché lo fai?</strong></a>”</p>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="1397" height="1920" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2025/11/Cover-Novembre-2025.jpg" alt="" class="wp-image-507234" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2025/11/Cover-Novembre-2025.jpg 1397w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2025/11/Cover-Novembre-2025-547x752.jpg 547w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2025/11/Cover-Novembre-2025-600x825.jpg 600w" sizes="(max-width: 1397px) 100vw, 1397px"></figure>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-a89b3969 wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link wp-element-button" href="https://www.vita.it/rivista/volontario-perche-lo-fai/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Leggi/Abbònati</a></div>
</div>
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</div>



<h3 class="wp-block-heading">Come partecipare</h3>



<p>È possibile candidarsi compilando il modulo di partecipazione disponibile sul sito <a href="https://www.cooperativanoievoi.it/">https://www.cooperativanoievoi.it</a>. <strong>Il termine per la presentazione delle candidature è il 31 marzo 2026 </strong>alle ore 23.59. Le candidature verranno valutate da un comitato, i vincitori saranno contattati entro il 22 aprile 2026.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.vita.it/newsletter/produrre-bene/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" width="825" height="300" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2024/05/NL_GPCERRI.png" alt="" class="wp-image-334192" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2024/05/NL_GPCERRI.png 825w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2024/05/NL_GPCERRI-600x218.png 600w" sizes="(max-width: 825px) 100vw, 825px"></a></figure>



<p><em>Foto di Daniel McCullough su Unsplash</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vita.it/cercasi-progetti-a-sostegno-dei-detenuti-e-delle-loro-famiglie/">Cercasi progetti a sostegno dei detenuti e delle loro famiglie</a> proviene da <a href="https://www.vita.it/">Vita.it</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Pace e bellezza hanno lasciato il segno a Fa’ la cosa giusta!</title>
<link>https://www.eventi.news/pace-e-bellezza-hanno-lasciato-il-segno-a-fa-la-cosa-giusta</link>
<guid>https://www.eventi.news/pace-e-bellezza-hanno-lasciato-il-segno-a-fa-la-cosa-giusta</guid>
<description><![CDATA[ Si è chiusa domenica la 22esima edizione della fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili. Quest’anno nei padiglioni di fiera Milano Rho si è registrato un più 20% di visitatori. VITA e i suoi giornalisti sono...
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<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 18:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Pace, bellezza, hanno, lasciato, segno, Fa’, cosa, giusta</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Con <strong>65mila visitatori in tre giorni </strong>(segnano una crescita di oltre il 20% rispetto al 2025) si è chiusa domenica sera la 22esima edizione di <strong>Fa’ la cosa giusta!</strong> la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili che si è tenuta a Fiera Milano Rho dal 13 al 15 marzo.</p>



<p><strong>Molti di questi visitatori sono stati tra i frequentatori dello stand di VITA.</strong> Anche quest’anno, infatti, VITA ha partecipato insieme a 500 realtà espositive, dalle cooperative sociali, ai produttori bio, dalle associazioni di volontariato a quelle di categoria, a tre giorni dedicati alla scoperta e all’illustrazione delle buone pratiche.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1436" height="1920" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/banchetto-VITA-con-Chiara-Bersani-IMG_5687.jpeg" alt="" class="wp-image-540698" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/banchetto-VITA-con-Chiara-Bersani-IMG_5687.jpeg 1436w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/banchetto-VITA-con-Chiara-Bersani-IMG_5687-600x802.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1436px) 100vw, 1436px"><figcaption class="wp-element-caption">da sx Daria Capitani, Chiara Bersani e Sara De Carli davanti allo stand di Vita </figcaption></figure>



<p>Accanto agli stand anche<strong> 350 incontri culturali e due aree speciali</strong>: la <strong>Fiera dei Grandi Cammini e Sfide-La scuola di tutti</strong>. Ideata e organizzata da Terre di mezzo Editore, con il supporto di 170 volontari di tutte le età e tantissime partnership, Fa’ la cosa giusta! si riconferma l’evento che ogni anno permette di scoprire le buone pratiche di consumo e produzione e che mette in rete tante persone attente all’ambiente e ai territori, all’abitare sostenibile, al turismo responsabile, alla moda etica, al cibo di qualità e rispettoso dei diritti e dell’ambiente alla pace.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Testimoni dal Libano</h3>



<p>«Abbiamo ascoltato il grido di pace di tanti Paesi, a cominciare dagli studenti e dalle <strong>studentesse collegate in video dal Libano del Sud</strong> e dal <strong>vescovo di Beirut Mons. Cesar Essayan, presente in fiera </strong>per raccontare dal vivo come si resiste sotto i bombardamenti. Abbiamo dato il via alla fiera con la domanda <strong>“Di quante persone abbiamo bisogno per cambiare il mondo, per fare la differenza, per non sentirsi soli, per costruire la pace?”.</strong> In questi giorni, in ogni modo, abbiamo intrecciato la risposta: per costruire la pace è necessario incontrare, ascoltare, mettersi in contatto. Per costruire la pace c’è bisogno di ognuno di noi” commenta <strong>Miriam Giovanzana, </strong>direttrice editoriale di Fa’ la cosa giusta!. </p>



<p>Giovanzana chiude con un messaggio dedicato ai giovani: «Quest’anno abbiamo accolto in fiera oltre 6mila studenti e studentesse, una grande gioia perché crediamo che sia vitale rendere protagoniste le nuove generazioni e soprattutto far toccare loro con mano che esiste una speranza e la possibilità di un mondo migliore per tutti».</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1920" height="1440" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/presentazione-VITA_-IMG_0440.jpeg" alt="" class="wp-image-540697" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/presentazione-VITA_-IMG_0440.jpeg 1920w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/presentazione-VITA_-IMG_0440-600x450.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px"><figcaption class="wp-element-caption">Un momento della presentazione di VITA</figcaption></figure>



<p>Nella giornata di chiusura, inoltre il direttore e la caporedattrice di VITA, <strong>Stefano Arduini </strong>e<strong> Sara De Carli</strong> hanno presentato VITA di marzo nel corso dell’incontro “La bellezza come cantiere sociale” cui hanno partecipato: <strong>Enzo Grossi</strong>, medico, già docente in diverse università e socio fondatore di Ccw – Cultural Welfare Center; <strong>Chiara Bersani</strong>, performer e autrice, impegnata nel teatro e nella danza; <strong>Aldo Bottoli</strong>, color e perception designer, già docente al Politecnico e <strong>Rosanna Giordanelli</strong>, responsabile dei servizi socio-educativi della Fondazione Asilo Mariuccia. Tutti protagonisti degli articoli sul magazine (<a href="https://www.vita.it/rivista/la-bellezza-e-un-diritto-prendiamocela/">qui</a>) intervistati da<strong> Nicla Panciera, Daria Capitani e Antonietta Nembri.</strong> </p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><a href="https://www.vita.it/rivista/la-bellezza-e-un-diritto-prendiamocela/"><img decoding="async" width="1396" height="1920" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/La-bellezza-e-un-diritto.-Prendiamocela-trascinato.jpg" alt="" class="wp-image-536763" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/La-bellezza-e-un-diritto.-Prendiamocela-trascinato.jpg 1396w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/La-bellezza-e-un-diritto.-Prendiamocela-trascinato-547x752.jpg 547w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/La-bellezza-e-un-diritto.-Prendiamocela-trascinato-600x825.jpg 600w" sizes="(max-width: 1396px) 100vw, 1396px"></a></figure>



<p class="has-text-align-center has-background">Verrà un giorno in cui il medico ci prescriverà una visita al museo, un corso di pittura, una serata a teatro. È uno degli strumenti del welfare culturale che poggia su solide basi scientifiche. <br><a href="https://www.vita.it/rivista/la-bellezza-e-un-diritto-prendiamocela/" data-type="link" data-id="https://www.vita.it/rivista/sempre-piu-ricchi-e-sempre-piu-poveri/">LA BELLEZZA È UN DIRITTO. PRENDIAMOCELA.</a></p>



<p>La redattrice di VITA <strong>Anna Spena</strong> ha infine moderato l’incontro conclusivo del percorso promosso da Fa’ la cosa giusta! “Ascoltare il dolore degli altri” dal titolo: <strong><em>“L’esperienza di dialogo e convivenza di Neve Shalom Wahat al-Salam”. </em></strong>A cui hanno partecipato: Nava Sonnenschein, Reem Al-Hajajreh, Giulia Ceccutti, coordinatrice dell’Associazione Italiana Amici di Neve Shalom Wahat al-Salam, Bianca Senatore, giornalista e staff redazione Fondazione Gariwo.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1920" height="1266" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/INcontro-con-Anna-Spena_IMG_5700.jpeg" alt="" class="wp-image-540699" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/INcontro-con-Anna-Spena_IMG_5700.jpeg 1920w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/INcontro-con-Anna-Spena_IMG_5700-600x396.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px"><figcaption class="wp-element-caption">L’incontro moderato da Anna Spena</figcaption></figure>



<p><em>Nell’immagine in apertura una panoramica di uno dei padiglioni, foto di Claudia Mazza da ufficio stampa, le altre immagini archivio VITA</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vita.it/pace-e-bellezza-hanno-lasciato-il-segno-a-fa-la-cosa-giusta/">Pace e bellezza hanno lasciato il segno a Fa’ la cosa giusta!</a> proviene da <a href="https://www.vita.it/">Vita.it</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Casal del Marmo, violenze nell’istituto penale per minorenni: per gli agenti che lavorano con minori serve una formazione specifica</title>
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<description><![CDATA[ Presunte violenze e torture su ragazzi detenuti nell’istituto per minori Casal del Marmo di Roma, avvenute tra febbraio e novembre dello scorso anno. Di questo sono accusati 10 agenti. Valentina Calderone, garante dei diritti delle persone private della libertà personale...
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<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 06:00:01 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Casal, del, Marmo, violenze, nell’istituto, penale, per, minorenni:, per, gli, agenti, che, lavorano, con, minori, serve, una, formazione, specifica</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sono 10 gli agenti della polizia penitenziaria indagati nell’inchiesta della procura di Roma su pestaggi e aggressioni che sarebbero avvenuti nell’istituto per minori-ipm di Casal del Marmo. I fatti risalgono al periodo tra febbraio e novembre dello scorso anno. «Ho depositato un esposto alla Procura di Roma il 3 luglio 2025. Mi erano arrivate delle segnalazioni, poi sono entrata a parlare con i ragazzi e ho raccolto le loro testimonianze», dice <strong>Valentina Calderone</strong>, garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Capitale. «<strong>Dai loro racconti emerge un quadro di violenze sistematiche, reiterate continuate, rivolte quasi esclusivamente ai ragazzini stranieri, quindi alla parte di popolazione più indifesa e più priva di contatti esterni familiari</strong>».</p>



<p>«Sono più di due anni che io e il garante regionale <strong>Stefano Anastasia</strong> cerchiamo di porre l’attenzione sull’ipm di Casal del Marmo. Ogni volta che entravamo, ci rendevamo conto che qualcosa non funzionava, che accadeva qualcosa di molto grave: c’erano difficoltà a fare le attività, nessun ragazzo era in “articolo 21”, dei progetti saltavano, i ragazzi non si vedevano la mattina per andare a scuola», continua Calderone. «C’era un quadro molto complesso e preoccupante. A un certo punto sono iniziate ad arrivare delle notizie di violenze vere e proprie. A quel punto era il caso di un mio intervento: i ragazzi si sono aperti e mi hanno raccontato quello che ho scritto nell’esposto».</p>



<h3 class="wp-block-heading">La tutela dei ragazzi</h3>



<p>«In questi mesi sono andata spesso nell’ipm di Casal del Marmo. Continuo ad avere una grande preoccupazione per questa situazione. Ho chiesto più volte che i ragazzi venissero messi in protezione. Continuo a monitorare una situazione sicuramente delicata», prosegue la garante. «È importante questo incidente probatorio. <strong>La prossima settimana i ragazzi verranno ascoltati, è importante che vengano tutelati</strong>: per me questa è la prima preoccupazione. Nei mesi scorsi alcune cose sono cambiate, ma non sono ancora soddisfatta. Non sono ancora contenta di come sta andando, secondo me ci sono ancora molti problemi e scarsa capacità di affrontarli».</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Sono stati spostati negli ipm molti agenti che erano in servizio negli istituti per adulti, che non fanno nessuna formazione specifica per gli istituti minorili. C’è un grande vuoto delle figure intermedie della polizia penitenziaria, che dovrebbero avere una certa esperienza e preparazione</p>
<cite><strong>Valentina Calderone</strong>, garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Roma</cite></blockquote>



<p>«Non si è investito negli ultimi anni sulla formazione specifica degli agenti che vanno negli istituti penali minorili, prima era obbligatoria. <strong>Sono stati spostati negli ipm molti agenti che erano in servizio negli istituti per adulti</strong>, <strong>che non fanno nessuna formazione specifica</strong>. <strong>C’è un grande vuoto delle figure intermedie della polizia penitenziaria, che dovrebbero avere una certa esperienza e preparazione».</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">L’unico ipm per ragazze e ragazzi</h3>



<p><strong>L’Istituto penale per minorenni di Roma Casal del Marmo è l’unico, in Italia, ad ospitare sia ragazzi che ragazze detenute</strong>, l’istituto minorile di Pontremoli è solo femminile, per il resto sono solo maschili. «Al momento della visita in totale i presenti erano 57, di cui 51 maschi e 6 femmine. <strong>Oltre la metà erano stranieri, la maggior parte minori stranieri non accompagnati</strong>. <strong>Se oggi i numeri delle presenze sono in linea con la capienza regolamentare, fino a qualche mese fa l’istituto ha dovuto affrontare una significativa situazione di sovraffollamento arrivando a fine 2024 ad ospitare 70 ragazzi/e</strong>», si legge nell’<a href="http://www.ragazzidentro.it/">VIII rapporto di Antigone sulla giustizia minorile <em>Io non ti credo più</em></a><a href="https://www.antigone.it/upload2/uploads/docs/ottavorapportominoriCS.pdf">,</a> pubblicato a febbraio 2026. «Complessivamente <strong>nel 2024 sono stati registrati 188 episodi di autolesionismo e 17 tentati suicidi</strong>».</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-vita-it wp-block-embed-vita-it"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="8PUp4VRENB"><a href="https://www.vita.it/torture-in-carcere-non-solo-sollicciano/">Torture in carcere, non solo Sollicciano</a></blockquote>
</div></figure>



<p>«<strong>Al 31 dicembre 2025, i minori e giovani adulti presenti negli ipm italiani erano 572</strong>; di questi, 344 erano i ragazzi di età compresa tra i 14 e i 17 anni. <strong>I ragazzi e le ragazze di origine straniera erano 242</strong>», continua il report di Antigone.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Trasferimento di quattro agenti e direttore facente funzioni</h3>



<p><strong>Tra i provvedimenti amministrativi adottati dal ministero della Giustizia, in seguito all’apertura dell’indagine, c’è «il trasferimento di quattro agenti di polizia penitenziaria verso altre sedi operative</strong>”» ha detto <strong>Antonio Sangermano</strong>, capo del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità del ministero, in una nota. Nella quale si legge che «si è provveduto ad assegnare all’istituto un direttore facente funzioni». Il 26 gennaio 2024 è stato nominato direttore dell’ipm Casal del Marmo <strong>Giuseppe Chiodo </strong>«che negli ultimi mesi si è assentato per motivi personali, ma i fatti risalgono ad un periodo in cui era reggente», spiega Calderone.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><a href="https://www.vita.it/rivista/la-bellezza-e-un-diritto-prendiamocela/"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1396" height="1920" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/La-bellezza-e-un-diritto.-Prendiamocela-trascinato.jpg" alt="" class="wp-image-536763" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/La-bellezza-e-un-diritto.-Prendiamocela-trascinato.jpg 1396w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/La-bellezza-e-un-diritto.-Prendiamocela-trascinato-547x752.jpg 547w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/La-bellezza-e-un-diritto.-Prendiamocela-trascinato-600x825.jpg 600w" sizes="(max-width: 1396px) 100vw, 1396px"></a></figure>



<p class="has-text-align-center has-background">Verrà un giorno in cui il medico ci prescriverà una visita al museo, un corso di pittura, una serata a teatro. È uno degli strumenti del welfare culturale che poggia su solide basi scientifiche. <br><a href="https://www.vita.it/rivista/la-bellezza-e-un-diritto-prendiamocela/" data-type="link" data-id="https://www.vita.it/rivista/sempre-piu-ricchi-e-sempre-piu-poveri/">LA BELLEZZA È UN DIRITTO. PRENDIAMOCELA.</a></p>



<h3 class="wp-block-heading">Rap e teatro come strumenti educativi e di reinserimento</h3>



<p><strong>L’associazione <a href="https://crisi-opportunita.org/associazione_cco/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Crisi come opportunità-Cco </a> opera nell’ipm di Casal del Marmo dal 2018, «dal 2021 in maniera continuativa, utilizzando rap e teatro come strumenti educativi e di reinserimento, con il progetto “Presidi culturali permanenti”</strong>. Da agosto 2025 lavoriamo anche nella sezione femminile, con i laboratori di musica rap», spiega <strong>Benedetta Genisio</strong>, responsabile Crisi come opportunità. « L’arte è un potente strumento, portarla negli istituti per minori è molto importante».</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-vita-it wp-block-embed-vita-it"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="7Ka8kHjCzj"><a href="https://www.vita.it/essere-libero-con-la-musica-rap/">Essere libero con la musica rap</a></blockquote>
</div></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Tra immondizia e mancanza di personale</h3>



<p>«Ci sono stati, un po’ di tempo fa, dei mesi difficili per la scarsità degli agenti di polizia penitenziaria e per mancanza di personale. Questi problemi sono noti, non capitano solo a Casal del Marmo. Ma i tempi a cui risalgono i fatti sono stati proprio tremendi, nell’istituto romano», prosegue Genisio. «<strong>C’era l’immondizia che occupava quasi la totale superficie esterna, mancavano anche le sedie per far sedere i ragazzi</strong>. Noi stessi, in quel periodo, abbiamo dovuto fare più volte attività non nelle sale preposte alle attività trattamentali, ma dentro le palazzine dove ci sono le celle pur di continuare a fare attività. L’area trattamentale ci chiedeva di poter andare dentro perché non c’era sufficiente polizia penitenziaria, quindi non ci avrebbero mai portato i ragazzi, che rischiavano di essere chiusi per settimane senza fare niente».</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Nelle carceri esistono anche degli anticorpi che sono rappresentati dai tanti operatori che ogni giorno, non senza fatica, fanno il loro lavoro nel rispetto dei diritti e delle persone. È importante che gli sguardi indipendenti nelle carceri continuano ad essere resi possibili</p>
<cite><strong>Susanna Marietti</strong>, coordinatrice nazionale e responsabile dell’Osservatorio minori di Antigone</cite></blockquote>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>L’arte: strumento di conoscenza, di trasformazione, di indagine sui sentimenti</strong></h3>



<p>«<strong>L’arte è uno  strumento di conoscenza, di trasformazione, di indagine sui sentimenti</strong>. È questa la potenza del nostro progetto. <strong>In quei mesi di disagio estremo c’è stato anche un degenerare assoluto, con i fatti che poi sono emersi</strong>», continua Genisio. «La situazione oggi è diversa, ma non ottimale. <strong>La settimana scorsa nella sezione femminile è entrata una ragazza di 17 anni con un bambino di sette mesi</strong>. Questo non è ancora un indizio che qualcosa non sta funzionando?».</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><a href="https://www.vita.it/newsletter/dire-fare-baciare/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2024/05/NL_SDECARLI.png" alt="" class="wp-image-334190" width="609" height="221" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2024/05/NL_SDECARLI.png 825w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2024/05/NL_SDECARLI-600x218.png 600w" sizes="(max-width: 609px) 100vw, 609px"></a></figure>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading">Non mele marce, ma un problema di sistema</h3>



<p>«Quello che emergeva da quei racconti», dice, in una nota, <strong>Susanna Marietti</strong>, coordinatrice nazionale e responsabile dell’Osservatorio minori di Antigone, riferendosi alle testimonianze dei ragazzi, «è che <strong>non si trattava di mele marce, ma di un problema di sistema</strong>. Ma ci dice anche che <strong>nelle carceri esistono anche degli anticorpi che sono rappresentati dai tanti operatori che ogni giorno, non senza fatica, fanno il loro lavoro nel rispetto dei diritti e delle persone</strong>. Da loro e dalla presenza di Antigone nelle carceri, che serve a monitorare ciò che accade e a costruire relazioni di fiducia con tutte le parti, è stato possibile far emergere questo caso. Per questo», conclude Marietti, «<strong>è importante che gli sguardi indipendenti nelle carceri continuano ad essere resi possibili</strong>».</p>



<p class="is-style-default"><em>Foto di <a href="https://unsplash.com/it/@yejinghan?utm_source=unsplash&utm_medium=referral&utm_content=creditCopyText">Ye Jinghan</a> su <a href="https://unsplash.com/it/foto/lombra-di-una-persona-dietro-le-sbarre-in-una-cella-di-prigione-T5roX1jajzU?utm_source=unsplash&utm_medium=referral&utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></em></p>
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<title>Quando Pinocchio entra in Rsa: la lettura ad alta voce come cura all’isolamento</title>
<link>https://www.eventi.news/quando-pinocchio-entra-in-rsa-la-lettura-ad-alta-voce-come-cura-allisolamento</link>
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<description><![CDATA[ Si chiama “Parole in compagnia” ed è un progetto lanciato dal Comune di Colle Val d&#039;Elsa, candidato a Capitale della cultura italiana 2028, in collaborazione con la Fondazione territori sociali Altavaldelsa. Un&#039;esperta della Biblioteca comunale e un gruppo di volontari...
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<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 00:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Quando, Pinocchio, entra, Rsa:, lettura, alta, voce, come, cura, all’isolamento</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Poco meno di 22mila abitanti e una particolare effervescenza nell’ambito del welfare culturale. <strong>Colle di Val d’Elsa</strong>, o semplicemente Colle per chi ci vive, è una cittadina arroccata sulle colline a nemmeno 30 km da Siena. In questi giorni ha lanciato un nuovo progetto rivolto agli anziani della <strong>Rsa “Bottai”</strong>.</p>



<p>“<strong>Parole in Compagnia</strong>” è un’iniziativa promossa dal Comune in collaborazione con la <strong>Fondazione territori sociali Altavaldelsa – Ftsa</strong>, che ha avviato con successo la fase sperimentale di letture ad alta voce. La prima scelta è caduta sul celeberrimo <em>Pinocchio</em> ed è nata da una chiacchierata con il direttore artistico della candidatura di Colle di Val d’Elsa quale <strong>Capitale italiana della cultura per il 2028</strong>, <strong>Giordano Bruno Guerri</strong>, presidente della <strong>Fondazione “Carlo Collodi” di Pescia</strong>. </p>



<p>L’innovazione sta nel fatto che le letture, anziché al tradizionale pubblico di bambini, si rivolgono a venti anziani della Residenza sanitaria assistenziale “Bottai”. Un modo per farli tornare a rivivere gioiosamente alcuni momenti della loro infanzia.</p>



<p>Il progetto, dopo le prime settimane di prova, partirà in maniera sistematica all’inizio di aprile con appuntamenti bisettimanali strutturati, percorsi narrativi a puntate e momenti di dialogo guidato, attraverso albi illustrati e racconti della tradizione italiana. <strong>L’obiettivo non è la performance del lettore, bensì la relazione che si crea attraverso la parola condivisa.</strong> <em>Pinocchio</em> aiuta a tenere la mente allenata, a farsi compagnia, a curare con la voce e il contatto con l’altro da sé. Il percorso prevede, in una seconda fase, il coinvolgimento delle scuole (attraverso il Pcto) e incontri intergenerazionali che creino un ponte strutturato tra giovani e anziani. Il progetto integra anche una prospettiva di ulteriore sviluppo: la creazione di punti prestito all’interno delle strutture assistenziali, con libri ad alta leggibilità, audiolibri e materiali inclusivi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il Comune e quella rete che si sta espandendo nel territorio</h3>



<p>«Quando ci siamo candidati a Capitale della cultura, abbiamo avviato una serie di tavoli di coprogettazione per coinvolgere la città e capire quale concezione di cultura avremmo potuto avviare», spiega l’assessore comunale al Welfare culturale, <strong>Daniele Tozzi</strong>. «Così sono partite iniziative come il “<strong>Biglietto sospeso</strong>”. E gli utenti del Centro di salute mentale fanno le guide nei musei. Questo progetto di lettura nelle Rsa mette la cultura al servizio del benessere dei cittadini, in questo caso dei più anziani. <strong>La vera innovazione sta nel fatto che mettiamo insieme tante pratiche che funzionano da altre parti</strong>: noi le applichiamo tutte insieme per far diventare il welfare culturale una struttura pubblica. In un’Italia che affronta la sfida della longevità, “Parole in compagnia” prova a dare una risposta semplice ma potente: <strong>le parole possono diventare presidio di cura</strong>. Confesso che, quando il sindaco mi ha dato le deleghe di cultura e sociale, ero un po’ perplesso. Poi ho capito che le politiche sociali devono essere legate a quelle culturali. Si parla spesso dei giovani ma ci si dimentica della terza età. Invece dobbiamo ricordarci della memoria storica della città, cioè di chi ci ha permesso di essere quello che siamo».</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1134" height="678" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/Daniele-Tozzi_Assessore-alla-cultura-di-Colle-Val-dElsa.jpg" alt="" class="wp-image-539673" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/Daniele-Tozzi_Assessore-alla-cultura-di-Colle-Val-dElsa.jpg 1134w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/Daniele-Tozzi_Assessore-alla-cultura-di-Colle-Val-dElsa-600x359.jpg 600w" sizes="(max-width: 1134px) 100vw, 1134px"><figcaption class="wp-element-caption">Daniele Tozzi, assessore alla cultura di Colle Val d’Elsa</figcaption></figure>



<p>Un’iniziativa che non richiede particolari risorse finanziarie. «Noi impieghiamo i volontari della <strong>Biblioteca comunale “M. Braccagni”</strong>, che già si occupano di altri progetti. Abbiamo iniziato con <em>Pinocchio</em>, poi capiremo quali altri libri leggere», precisa l’assessore Tozzi. Il quale poi sottolinea un altro aspetto fondamentale: «Le iniziative spot vanno bene sino a un certo punto. <strong>La cultura, se è letta solo come spettacolo o intrattenimento, è una visione miope.</strong> Stiamo lavorando con i musei, portati in gestione diretta comunale, e nel frattempo collaboriamo con le realtà del Terzo settore. La nostra intenzione è di coinvolgere i cinque Comuni della Val d’Elsa e avere una massa critica di 60mila abitanti: <strong>siamo sufficientemente piccoli per sperimentare ma allo stesso tempo sufficientemente grandi per avere risorse economiche che ci consentono di coprire i fabbisogni</strong>».</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La reminiscenza e le reazioni degli anziani della Rsa</strong> Bottai</h3>



<p>«Abbiamo avviato il ciclo di letture partendo dal <strong>principio della reminiscenza</strong>», spiega <strong>Nicoletta Baracchini</strong>, direttrice della Fondazione Ftsa. «Che poi è lo stesso con cui stiamo sperimentando i “<strong>Musei Alzheimer</strong>”, portando gli anziani con quel genere di patologie e anche i loro familiari a visitare strutture museali che si stanno mettendo in rete, più una serie di laboratori. Attività che sviluppano nell’anziano un clima di serenità e di bellezza, ma anche uno stimolo di reminiscenza».</p>



<p>«Ricordo Nino Manfredi e Gina Lollobrigida nel film di tanti anni fa!», ha esclamato <strong>Giuseppe</strong>, un ospite della Rsa Bottai, durante la lettura della prima parte di <em>Pinocchio</em> fatta nei giorni scorsi. Gli operatori della Fondazione presto metteranno a disposizione il dvd dello sceneggiato <em>Le avventure di Pinocchio</em> di Luigi Comencini, andato in onda per la prima volta nell’aprile 1972.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="1536" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/Nicoletta-Baracchini_direttrice-Fondazione-Ftsa.jpeg" alt="" class="wp-image-539675" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/Nicoletta-Baracchini_direttrice-Fondazione-Ftsa.jpeg 1024w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/Nicoletta-Baracchini_direttrice-Fondazione-Ftsa-600x900.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px"><figcaption class="wp-element-caption">Nicoletta Baracchini, direttrice della Fondazione Ftsa</figcaption></figure>



<p>«Ci avete fatto trascorrere un pomeriggio senza sbadigli», ha confidato la ultranovantenne <strong>Morgana</strong> a un volontario. «Questo accade quando porti qualcosa che dà la sensazione di vivere una giornata di festa», commenta Baracchini. «A volte basta un’ora di attività fatta bene: per loro diventa un’intera giornata. «La fisioterapia ci vuole, il farmaco e la ginnastica pure, ma occorrono anche questi stimoli che restituiscono un benessere. Nelle Rsa abbiamo anziani con un’età media di 87 anni, dunque dobbiamo proporre sempre cose nuove».</p>



<p><strong>Una lettura lasciata alla spontaneità, che ha fatto emergere ricordi e commenti degli anziani.</strong> «Alla loro età, la memoria lunga è più sviluppata di quella a breve termine. “Parole in compagnia” per il momento coinvolge una parte degli ospiti della Rsa Bottai, che noi abbiamo diviso in gruppi identificati con differenti colori. Il giallo fa questo percorso di lettura, gli altri svolgono altre attività, che poi si invertiranno. Tutti faranno tutto. In fondo, che cos’è la cultura? Poter leggere solo <strong>Lev Tolstoj</strong> oppure anche <em>Pinocchio</em>? La cultura deve mettersi al servizio del welfare e le persone devono fare un piccolo sforzo per uscire di casa, restare svegli, uscire dall’apatia o dalla depressione».</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1906" height="887" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/il-progetto-di-lettura-Parole-in-compagnia.jpeg" alt="" class="wp-image-539682" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/il-progetto-di-lettura-Parole-in-compagnia.jpeg 1906w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/il-progetto-di-lettura-Parole-in-compagnia-600x279.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1906px) 100vw, 1906px"><figcaption class="wp-element-caption">Un momento della lettura di “Pinocchio” alla Rsa Bottai</figcaption></figure>



<p>«L’idea è quella di portare dentro anche il teatro, ma quello verrà dopo. Abbiamo messo a disposizione un volume prezioso e antico, di proprietà della Biblioteca. Un’ospite della Rsa lo ha riconosciuto. “Ce l’avevo anche io, a casa!”, ci ha rivelato. È un processo che si allarga a macchia d’olio nel territorio, per tutti e dappertutto, a vantaggio soprattutto delle persone più fragili, normalmente escluse dall’accesso a certe manifestazioni. La stessa candidatura di Colle si trascina tutti gli altri Comuni vicini».</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><a href="https://www.vita.it/rivista/la-bellezza-e-un-diritto-prendiamocela/"><img decoding="async" width="1396" height="1920" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/La-bellezza-e-un-diritto.-Prendiamocela-trascinato.jpg" alt="" class="wp-image-536763" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/La-bellezza-e-un-diritto.-Prendiamocela-trascinato.jpg 1396w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/La-bellezza-e-un-diritto.-Prendiamocela-trascinato-547x752.jpg 547w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/La-bellezza-e-un-diritto.-Prendiamocela-trascinato-600x825.jpg 600w" sizes="(max-width: 1396px) 100vw, 1396px"></a></figure>



<p class="has-text-align-center has-background">Verrà un giorno in cui il medico ci prescriverà una visita al museo, un corso di pittura, una serata a teatro. È uno degli strumenti del welfare culturale che poggia su solide basi scientifiche. <br><a href="https://www.vita.it/rivista/la-bellezza-e-un-diritto-prendiamocela/" data-type="link" data-id="https://www.vita.it/rivista/sempre-piu-ricchi-e-sempre-piu-poveri/">LA BELLEZZA È UN DIRITTO. PRENDIAMOCELA.</a></p>



<p>Anziani per lo più gravemente non autosufficienti, dunque. «Non solo. In verità, abbiamo alcuni appartamenti di cohousing a <strong>Casole d’Elsa</strong> e a <strong>San Gimignano</strong>, nei quali risiedono anziani autonomi e in buone condizioni di salute. Ognuno vive nel proprio appartamento ma poi tutti si ritrovano nei punti comuni», racconta la direttrice della Fondazione. «Molte di quelle persone erano isolate, siamo riuscite a coinvolgerle in una serie di attività. <strong>Ciò che accomuna tanti anziani non sono tanto gli acciacchi, è soprattutto la solitudine.</strong> E noi facciamo di tutto per allontanarla».</p>



<p><em>Credits: foto Comune di Colle Val d’Elsa/Fondazione Ftsa</em></p>
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<title>Servizio civile universale: un anno con Aism per fare la differenza</title>
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<description><![CDATA[ C’è tempo fino alle ore 14.00 dell’8 aprile 2026 per candidarsi ai due progetti dell&#039;associazione italiana sclerosi multipla
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<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 00:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Servizio, civile, universale:, anno, con, Aism, per, fare, differenza</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>C’è tempo fino alle ore 14.00 dell’8 aprile 2026 per candidarsi al nuovo Bando di Servizio Civile Universale, che mette a disposizione 65.964 posti per operatori volontari da impiegare in progetti sociali in Italia e all’estero.</p>



<p>Tra le realtà che partecipano al bando c’è anche l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla Aism, che offre ai giovani tra i 18 e i 28 anni l’opportunità di vivere un anno di impegno concreto accanto alle persone con sclerosi multipla e patologie correlate e alle loro famiglie, contribuendo a costruire comunità più inclusive e solidali.</p>



<p>Scegliere un progetto di Servizio Civile in Aism significa mettersi in gioco in attività che rispondono ai bisogni reali delle persone con sclerosi multipla: dal supporto nella vita quotidiana alla promozione dell’autonomia, dalle iniziative di sensibilizzazione sul territorio alle attività che favoriscono partecipazione e inclusione sociale.</p>



<p>I progetti Aism attivi nel bando 2026 sono due. “<strong>Costruiamo il futuro: miglioriamo insieme la qualità di vita delle persone con disabilità”</strong>: un progetto che punta a promuovere autonomia, inclusione sociale, partecipazione attiva e pieno esercizio dei diritti delle persone colpite dalla malattia. “<strong>Comunità Inclusive: il servizio civile per una comunità equa e capace di costruire autonomia”:</strong> un progetto che promuove una nuova cultura della disabilità fondata sui diritti, sull’ascolto delle esperienze delle persone con SM e sulla costruzione di comunità più accessibili, consapevoli e partecipative.</p>



<p>Il Servizio Civile in Aism dura 12 mesi, con un impegno medio di 25 ore settimanali (1145 ore annue). Ai volontari è riconosciuto un assegno mensile di 519,47 euro. La domanda di partecipazione deve essere presentata esclusivamente online attraverso la piattaforma DOL  Domanda On Line raggiungibile tramite PC, tablet, smartphone all’indirizzo <a href="https://domandaonline.serviziocivile.it/">https://domandaonline.serviziocivile.it</a>.</p>



<p><em>Foto di fondazione Aism</em></p>
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<title>Volontari in ospedale, ecco chi aggiunge vita al tempo dei piccoli ricoverati</title>
<link>https://www.eventi.news/volontari-in-ospedale-ecco-chi-aggiunge-vita-al-tempo-dei-piccoli-ricoverati</link>
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<description><![CDATA[ Parte a Como, martedì 17 marzo, l&#039;edizione 2026 del corso &quot;Avrò cura di te&quot; promosso dall&#039;Associazione Papa Giovanni XXIII. Si tratta di un percorso che porta a diventare caregiver extrafamiliari non professionali, accanto a bambini - piccolissimi, ma anche adolescenti...
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<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 00:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Volontari, ospedale, ecco, chi, aggiunge, vita, tempo, dei, piccoli, ricoverati</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>«Abbiamo accompagnato un bimbo di un anno nel suo percorso in ospedale. È stato un dono grande, inspiegabile. C’è sempre l’idea che facendo volontariato si dia il proprio contributo, si faccia la propria parte. In realtà noi abbiamo fatto ben poco. È lui che ci ha dato tantissimo, nelle relazioni, nello sguardo, nell’interagire, nel cercare la nostra presenza. È stato un incontro fantastico». <strong>Stefania Rovaris</strong> e<strong> Corinna Malighetti</strong> negli ultimi mesi sono state caregiver extrafamiliari non professionali di un piccolo paziente, che non aveva i genitori accanto. Hanno iniziato questa esperienza insieme all’associazione <strong>Papa Giovanni XXIII</strong>, che lo scorso anno ha organizzato la prima edizione lombarda del percorso <strong>“Avrò cura di te”</strong>, già rodato in Piemonte. Martedì 17 marzo inizierà il corso per il 2026, che coinvolgerà nuovi partecipanti, per formare nuovi volontari.</p>



<p>«<strong>È stato meraviglioso accorgersi che, nel tempo, il nostro cuore si dilatava per fare spazio a lui</strong>», dicono le due donne. «Così si dilatava anche il tempo, che riuscivamo a trovare naturalmente anche quando eravamo indaffarate». Rovaris e Malighetti hanno accompagnato il bimbo in un cambio di struttura, senza abbandonarlo anche nei momenti più brutti e dolorosi, quando la medicina non ha potuto più nulla e il piccolo non ce l’ha fatta. «Ci siamo date forza a vicenda», dicono. «Ora è una ferita freschissima. È stata un’esperienza che ci ha cambiato la vita. Dobbiamo lasciarla sedimentare, prima di poter ricominciare».</p>



<h3 class="wp-block-heading">I numeri del 2025 </h3>



<p>Le due volontarie non sono state le uniche persone ad aver partecipato all’edizione dello scorso anno di “Avrò cura di te”. «Abbiamo avuto più o meno 110 iscritti, che hanno partecipato o hanno ricevuto il materiale», dice <strong>Marta Bertelé</strong>, referente in Lombardia per l’Associazione Papa Giovanni XXIII. «Di questi, circa una trentina hanno concluso il corso e hanno dato la disponibilità per fare un colloquio con noi, per verificare la disponibilità a impegnarsi davvero. <strong>Alla fine, venti persone sono diventate caregiver</strong>». </p>



<p>Questi volontari, nel corso dell’anno, sono stati indirizzati verso alcune situazioni in ospedale e sul territorio. La collaborazione più significativa è con l’ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia (Como), ma nel 2025 le persone impegnate con l’associazione sono entrate anche in altri ospedali della zona, a Milano o a Monza.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Nel 2026 abbiamo avuto 110 iscritti, di questi una trentina hanno fatto i colloqui conoscitivi e 20 si sono impegnati come volontari </p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading">Donare vita al tempo in ospedale</h3>



<p>Ma cosa significa, nella pratica, essere un caregiver extrafamiliare non professionale? «Significa scegliere di passare del tempo a fianco di un bambino o di un ragazzo nel caso di ospedalizzazioni più o meno lunghe, nel caso ci sia bisogno di dare un po’ di sollievo ai genitori per coprire le 24 ore o nel caso in cui non ci sia una famiglia di riferimento», spiega <strong>Esther Ghiozzi</strong>, <em>case manager</em> del progetto “Portami a casa”, la cornice entro la quale il corso è stato attivato. </p>



<p>«La nostra scelta è quella di abbinare pochi caregiver a ogni singolo minore, in modo da creare relazioni significative». L’obiettivo è mitigare, per i piccoli pazienti, sia il trauma della malattia sia la solitudine che si possono sviluppare all’interno di un ospedale. «<strong>Non servono particolari competenze specifiche per svolgere questo ruolo</strong>», continua Ghiozzi, «basta avere del tempo, anche minimo. Abbiamo qualcuno che lavora e quindi per forza di cose il suo impegno è concentrato la sera o nei weekend, altri invece sono in pensione o sono giovanissimi e quindi sono più liberi. Ci deve essere la voglia di stare accanto, senza giudicare». </p>



<div data-wp-interactive="core/file" class="wp-block-file"><a href="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/Corso-avrocuradite26.pdf.pdf">Corso avròcuradite26.pdf</a><a href="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/Corso-avrocuradite26.pdf.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-aaa73376-4901-4ef3-bf82-75ae9edffaa4">Download</a></div>



<p><strong>Bisogna essere capaci di aggiungere vita al tempo</strong> <strong>dilatato</strong> <strong>dell’ospedale, a quelle giornate che non passano più</strong>. «Stare accanto a un bambino può voler dire imboccarlo, cambiargli il pannolino se ancora lo usa, aiutarlo a lavarsi i denti», dice la case manager. «Ma anche fare un puzzle insieme, giocare, leggere un libro».</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Bisogna essere capaci di aggiungere vita al tempo dilatato dell’ospedale, a quelle giornate che non passano più</p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading">Gli insegnamenti del corso</h3>



<p>Il corso “Avrò cura di te”, quindi, non è pensato per fornire competenze tecnico pratiche di cura – in ospedale c’è già il personale specializzato – ma per dare spunti di approfondimento su tematiche legate alla disabilità e per offrire strumenti per interagire e per gestire la propria presenza nei reparti e accanto ai bambini. </p>



<p><strong>“Portami a casa” si rivolge ai tanti bambini con disabilità o patologie che trascorrono tempi lunghissimi in ospedale, da soli, senza nessuno che li coccoli, li accarezzi, gli doni affetto.</strong> Medici, infermieri e personale ausiliario si affezionano sempre, ma la routine quotidiana del reparto impone i suoi tempi. Il progetto in generale mira costruire una rete attorno al bambino, mettendo subito a disposizione caregiver volontari extrafamiliari non professionali che affianchino il bambino in ospedale e poi eventualmente a casa, a supporto della famiglia naturale o affidataria, quando la si sarà trovata.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-vita-it wp-block-embed-vita-it"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="Rq9oU1X7Y7"><a href="https://www.vita.it/portami-a-casa-laffido-familiare-di-bambini-con-disabilita/">Portami a casa: l’affido familiare di bambini con disabilità</a></blockquote>
</div></figure>



<p><br>«C’è una parte in cui spieghiamo le regole: come muoversi e come comportarsi nelle strutture ospedaliere, come proteggere i dati personali dei pazienti minorenni», afferma Bertelé. Poi c’è tutta una parte educativa, che vuole puntare sulla qualità della relazione. <strong>Se sei in una terapia intensiva neonatale, la relazione è fatta di accudimento, di coccole, di canzoncine, di contatto fisico. In un reparto di pediatria con un bambino più grande o un preadolescente ci sarà più gioco, più dialogo</strong>». </p>



<p>L’intero percorso ha una durata di 20 ore. Poi, per chi decide di dare la propria disponibilità a diventare volontario, ci sono i colloqui personali, che servono a cogliere le caratteristiche e le predisposizioni di ciascuno. «Banalmente, magari qualcuno è più disposto a stare accanto a un adolescenti, mentre altri sentono più nelle proprie corde la vicinanza con un neonato. Così riusciamo ad abbinarli al meglio».</p>



<p><em>Foto in apertura da Unsplash</em></p>



<p></p>
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<title>“La bellezza come cantiere sociale” a Fa’ la cosa giusta!</title>
<link>https://www.eventi.news/la-bellezza-come-cantiere-sociale-a-fa-la-cosa-giusta</link>
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<description><![CDATA[ Dal 13 al 15 marzo nei padiglioni di Fiera Milano Rho è in programma la ventiduesima edizione della Fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili. Nei tre giorni della manifestazione non solo saremo presenti con uno...
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<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 11:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>“La, bellezza, come, cantiere, sociale”, Fa’, cosa, giusta</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Anche quest’anno VITA non poteva mancare all’appuntamento con <strong>“Fa’ la cosa giusta!”,</strong> la Fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili in programma, dal 13 al 15 marzo, e che giunge alla sua ventiduesima edizione. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Il nuovo numero di VITA</h3>



<p>Nell’ultimo giorno della manifestazione, <strong>domenica 15, alle ore 16 è</strong> in programma la presentazione del numero di VITA Magazine “La bellezza è un diritto. Prendiamocela”, dedicato al welfare culturale. Appuntamento alla Piazza Pace e partecipazione (padiglione 20). </p>



<p>All’incontro introdotto da: <strong>Stefano Arduini</strong>, direttore VITA e <strong>Sara De Carli, </strong>caporedattrice di VITA interverranno: <strong>Enzo Grossi,</strong> socio fondatore di CCW – Cultural Welfare Center, intervistato da <strong>Nicla Panciera</strong>; <strong>Chiara Bersani</strong>, performer e autrice, intervistata da <strong>Daria Capitani</strong>; <strong>Aldo Bot</strong>toli, color e perception designer e <strong>Rosanna Giordanelli</strong>, responsabile dei servizi socio-educativi della Fondazione Asilo Mariuccia, saranno intervistati da <strong>Antonietta Nembri</strong>.<br></p>



<h3 class="wp-block-heading">Sinergie e incontri nei padiglioni</h3>



<p>L’evento che si tiene nei padiglioni di Fiera Milano a Rho (<a href="https://www.falacosagiusta.org/">ingresso gratuito su prenotazione</a>) ha un fil rouge: <strong>“Di quante persone abbiamo bisogno? (per cambiare il mondo)”</strong> che si dipanerà lungo i tre giorni offrendo la possibilità a tutti i visitatori di conoscere ben  500 realtà espositive e partecipare a uno o più dei 350 incontri del programma culturale e dialogare con i 500 relatori</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1920" height="1080" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/std-bellezza-fa-la-cosa-giusta.jpg" alt="" class="wp-image-537751" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/std-bellezza-fa-la-cosa-giusta.jpg 1920w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/std-bellezza-fa-la-cosa-giusta-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px"></figure>



<p>Le aree tematiche in cui si dividono stand e padiglioni aiuteranno tutti i presenti a scoprire le buone pratiche di consumo e produzione, favorendo s<strong>inergie tra associazioni, istituzioni e imprenditori locali.</strong> <br>Si potranno <strong>approfondire tematiche</strong> quali: abitare sostenibile; cibo e sana alimentazione; cosmesi naturale e biologica; grandi cammini, turismo responsabile e outdoor; moda etica e sostenibile; pace, cultura e partecipazione; prodotti e servizi per famiglie e bambini; street food.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Lo stand di VITA</h3>



<p>A questa ventiduesima edizione <strong>non poteva non essere presente VITA con i suoi giornalisti e le storie che i nostri lettori possono leggere sia sul magazine sia sulle pagine online</strong>. <br>L’appuntamento è al <strong>Padiglione 20</strong>. Qui i visitatori potranno trovare lo stand con i prodotti editoriali a partire dall’ultimo numero di marzo (<a href="https://www.vita.it/rivista/la-bellezza-e-un-diritto-prendiamocela/">per leggerlo online qui</a>), ma anche incontrare le persone di VITA. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1920" height="1080" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/stand-vita-a-fa-la-cosa-giusta-2025.jpg" alt="" class="wp-image-538680" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/stand-vita-a-fa-la-cosa-giusta-2025.jpg 1920w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/stand-vita-a-fa-la-cosa-giusta-2025-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px"></figure>



<p>Al di là della presentazione del magazine di marzo, si potranno incontrare i giornalisti di VITA anche in occasione di altri due incontri. </p>



<p>Il primo è quello di v<strong>enerdì 13 marzo, alle ore 17</strong>. <strong>Nicola Varcasia</strong> modera l’incontro intitolato <strong>“Fai la cosa giusta anche con la tua pensione!”</strong>. Partecipano: Anna Vinci, creatrice di CiaoElsa e Marco Grassi di Banca Etica. Al centro dell’incontro aperto al dialogo con il pubblico le ultime novità normative sul futuro previdenziale. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Ascoltare il dolore degli altri</h3>



<p><strong>Anna Spena</strong>, modera l’incontro che è il <strong>vertice del percorso promosso da Fa’ la cosa giusta! <em>“Ascoltare il dolore degli altri</em></strong><em><strong>”.</strong></em>  <br>È in programma d<strong>omenica 15  </strong>la tavola rotonda dal titolo <strong> “L’esperienza di dialogo e convivenza di Neve Shalom Wahat al-Salam”.</strong> Un evento dedicato all’esperienza all’unico villaggio in Israele in cui, da oltre cinquant’anni, vivono insieme per scelta ebrei e palestinesi, tutti di cittadinanza israeliana.</p>



<p>Due testimoni d’eccezione sono al centro dell’incontro: <strong>Nava Sonnenschein, </strong>cofondatrice della Scuola per la pace di Neve Shalom Wahat al-Salam, e <strong>Reem Al-Hajajreh</strong>, attivista palestinese e fondatrice di <em>Women of the Sun</em>. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Il panel</h3>



<p>Quello che, alle ore 17, modererà Anna Spena, esperta del tema e <strong>coautrice dell’ebook <a href="https://www.vita.it/approfondimento/lantidoto/">L’Antidoto</a></strong> sarà un panel tutto al femminile, con <strong>Nava Sonnenschein</strong>, <strong>Reem Al-Hajajreh</strong>, <strong>Giulia Ceccutti,</strong> coordinatrice dell’Associazione Italiana Amici di Neve Shalom Wahat al-Salam, <strong>Bianca Senatore</strong>, giornalista e staff redazione Fondazione Gariwo</p>



<p><em>In apertura Edicola VITA, lo stand realizzato in occasione dell’ultima edizione di Fa la cosa giusta</em></p>



<p></p>
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<title>In piazza per le cure e i diritti di cani e gatti di casa</title>
<link>https://www.eventi.news/in-piazza-per-le-cure-e-i-diritti-di-cani-e-gatti-di-casa</link>
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<description><![CDATA[ Lav scende in piazza in tutta Italia con la campagna per un’Iva giusta su cibo e spese veterinarie e per rafforzare i servizi di veterinaria sociale. Poter dar da mangiare e curare i propri pet non è un lusso per...
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<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 11:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>piazza, per, cure, diritti, cani, gatti, casa</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Benché in Italia il 40,5% delle famiglie vive con almeno un animale, oggi la cura di cani e gatti è ancora fiscalmente trattata come un bene di lusso: l’Iva su cibo per animali e prestazioni veterinarie è al 22%, la stessa prevista per beni non essenziali. A denunciare la situazione la Lega antivivisezione – Lav. </p>



<p>In un contesto di crescente difficoltà economica, questa situazione sta producendo degli effetti concreti: secondo il <strong>Rapporto Italia Eurispes 2025, il 23% delle persone ha rinunciato ad accogliere un nuovo animale per motivi economici</strong> e il 10% ha dovuto separarsi dal proprio animale. </p>



<h3 class="wp-block-heading">La campagna</h3>



<p>Le spese per alimentazione e cure veterinarie incidono in modo significativo sui bilanci familiari, con il rischio di rinunce alle cure, abbandoni e aumento del randagismo.</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/SPOT_LAV-GN2026_LS.mp4" preload="none"></video><figcaption class="wp-element-caption">Lo spot realizzato da Lav per la campagna</figcaption></figure>



<p>Ed è anche per questo motivo che <strong>Lav lancia la campagna </strong><a href="https://www.lav.it/veterinaria-sociale"><strong>“Cani e gatti: cure e diritti, non privilegi”</strong></a><strong>, con un obiettivo chiaro: rendere la convivenza con gli animali familiari un diritto sostenibile e non un lusso per pochi.</strong></p>



<p>La campagna innanzitutto chiede: </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>l’allineamento dell’Iva sul cibo per animali dal 22% al 5% come quelli per l’alimentazione umana;</li>



<li>l’azzeramento dell’Iva sulle prestazioni veterinarie, come per le cure mediche umane;</li>



<li>il rafforzamento e l’estensione di servizi di veterinaria sociale su tutto il territorio nazionale. </li>
</ul>



<p></p>



<h3 class="wp-block-heading">Non sono privilegi</h3>



<p>«La convivenza con cani e gatti non può essere considerata un privilegio per chi se lo può permettere»,  dichiara <strong>Alessandra Ferrari</strong>, responsabile Area Animali Familiari Lav. «Oggi le famiglie sono penalizzate da una fiscalità ingiusta che tratta cibo e cure veterinarie come beni di lusso. <strong>Chiediamo un fisco più equo e politiche strutturali di veterinaria sociale </strong>che garantiscano il diritto alla cura per tutti gli animali, indipendentemente dalle condizioni economiche delle persone con cui vivono. Garantire cure accessibili significa anche <strong>prevenire abbandoni, ridurre i costi sociali legati al randagismo</strong> e rafforzare un modello di convivenza fondato su rispetto, responsabilità e benessere condiviso, in linea con l’approccio One Health, che riconosce il legame tra salute animale, salute umana e salute dell’ambiente. È una scelta di giustizia sociale e di responsabilità collettiva»<em>.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading">Lo studio</h3>



<p>Inoltre, sostegno delle proprie richieste istituzionali, <strong>Lav ha commissionato a Ref Ricerche uno studio sul valore sociale ed economico della convivenza con cani e gatti, che sarà presentato il 17 marzo a Roma</strong>. <br>Lo studio analizza anche uno scenario di riduzione dell’Iva su pet food e prestazioni veterinarie, valutandone gli effetti economici e le possibili coperture.</p>



<p>Un ulteriore aspetto critico riguarda le detrazioni Irpef per le spese veterinarie, che restano fortemente penalizzanti. Il rimborso massimo ottenibile è di circa 80 euro, a fronte di costi crescenti per cure e farmaci.<strong> </strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Cure veterinarie, prestazioni di pubblica utilità</h3>



<p>Governo e Parlamento – sottolineano gli animalisti – devono farsi carico di questo problema <strong>allineando l’Iva su alimenti per animali e cure veterinarie a quella prevista per l’alimentazione e le prestazioni mediche umane </strong>e <strong>innalzando la quota di detrazione delle spese veterinarie</strong>.<strong> </strong></p>



<p><strong>Le cure veterinarie sono a tutti gli effetti prestazioni di pubblica utilità</strong>: la prevenzione e la cura di patologie come ad esempio la leishmaniosi, un’antropo-zoonosi trasmissibile in determinate condizioni anche all’uomo, dimostrano il loro rilevante impatto sulla salute pubblica. A sostegno di tali misure – continuano – si sono espressi anche i medici veterinari, le associazioni di categoria, le imprese del settore e le associazioni dei consumatori, evidenziando come l’attuale livello impositivo rappresenti un ostacolo economico per molte famiglie e non rispecchi il carattere essenziale, e non voluttuario, di questi beni e servizi. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Ridurre l’Iva è urgente</h3>



<p><strong>«In Italia è urgente avviare l’iter e approvare le proposte di legge, presentate da parlamentari di maggioranza e opposizione, per ridurre l’Iva su alimenti e cure veterinarie</strong>, istituire una medicina veterinaria di base gratuita per cani e gatti delle famiglie non abbienti e aumentare la quota di detrazione per le spese veterinarie, garantendo così maggiore equità, giustizia sociale e accesso alle cure», afferma <strong>Ilaria Innocenti </strong>responsabile Ufficio Rapporti Istituzionali Lav.  </p>



<p>La mobilitazione coinvolgerà tutte le sedi locali Lav: <a href="https://www.lav.it/veterinaria-sociale">i volontari saranno in piazza il <strong>14-15 e 21-22 marzo</strong> in tutta Italia</a> per informare i cittadini, portare la campagna sui territori e raccogliere le firme per la petizione nazionale rivolta a Regioni e Governo. </p>



<p>«<strong>Negli stand così come online, sarà anche possibile sceglierele tradizionali uova di Pasqua Lav (al cioccolato fondente o alla bevanda di riso) e le colombe vegane Lav</strong>, per essere con noi in prima linea e chiedere un’iva giusta su cibo e spese veterinarie.<strong> Tutti i nostri prodotti sono completamente vegani e le sorprese sono certificate</strong>: questo ci permette non solo di essere sicuri della qualità e della sostenibilità dei materiali, ma anche delle condizioni di lavoro di chi produce le nostre sorprese» concludono alla Lav.</p>



<p><em>In apertura Photo by Andrew S on Unsplash</em></p>
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<item>
<title>Erogazione di servizi? Non è questo il compito del Terzo settore</title>
<link>https://www.eventi.news/erogazione-di-servizi-non-e-questo-il-compito-del-terzo-settore</link>
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<description><![CDATA[ «Non solo un soggetto capace di rispondere ai bisogni sociali: il Terzo settore deve agire come il corpo intermedio previsto dalla Costituzione che si occupa per vocazione, al pari dell&#039;ente pubblico, del bene comune e dei sistemi per migliorare la...
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<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 11:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Erogazione, servizi, Non, questo, compito, del, Terzo, settore</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Rafforzare il Terzo settore come attore politico diffuso, capace non solo di erogare risposte ai bisogni, ma di orientare i processi democratici, contribuire alla costruzione delle scelte collettive e di rendere i territori più giusti e coesi. Questa è una strada non solo possibile, ma necessaria. Il secondo seminario del corso “La Dimensione politica del Terzo settore” è pensato per consolidare consapevolezza, linguaggi e pratiche di partecipazione. L’obiettivo è quello di <strong>formare e attivare il Terzo settore perché tenga insieme giustizia sociale, democrazia sostanziale e capacità di incidere</strong>, trasformando la partecipazione da metodo “accessorio” a <strong>cuore della trasformazione territoriale</strong>. Ne abbiamo parlato con Mauro Giannelli, coordinatore del progetto Fqts – Formazione Quadri Terzo Settore, un’iniziativa di formazione per i dirigenti delle organizzazioni del Terzo settore meridionali promosso da Forum Terzo Settore, CSVnet e realizzato con il sostegno della Fondazione Con il Sud.</p>



<p class="is-style-domanda">Che significa “dimensione politica del Terzo settore”?</p>



<p>Significa che l’impegno del Terzo settore non può esaurirsi, per quanto fondamentale, nella sola costruzione ed erogazione di servizi. La sua vera natura risiede nell’elaborazione delle politiche: abitare una dimensione in cui non ci si limita a “fare cose”, ma si elaborano proposte, si comprende la realtà, si fa politica. Il Terzo settore deve agire come il corpo intermedio previsto dalla Costituzione che si occupa per vocazione, al pari dell’ente pubblico, del bene comune e dei sistemi per migliorare la vita nelle comunità. Insomma, il Terzo Settore non come “supplenza” dello Stato, ma come scuola di cittadinanza: un luogo che abilita partecipazione, capacità critica, corresponsabilità e cura dello spazio pubblico. Perché la democrazia sia davvero praticata e non solo dichiarata.</p>



<p class="is-style-domanda">Che intende per democrazia “praticata e non solo dichiarata”?</p>



<p>La democrazia è una responsabilità che parte dall’interno delle organizzazioni. Il Terzo settore ha per vocazione la promozione della democrazia come relazione politica tra persone ed enti, ma dobbiamo essere noi i primi a praticarla coerentemente al nostro interno. Troppo spesso non riusciamo a trovare sistemi – non solo formali, ma sostanziali – per vivere realmente la democrazia dentro le nostre strutture. Diventare “esperti di democrazia” nelle proprie organizzazioni è un esercizio fondamentale per i cittadini, affinché la democrazia diventi una modalità ordinaria di concepire la propria cittadinanza. Siamo chiamati a un doppio ruolo: esercitarla internamente per diventare una palestra di democrazia in cui si imparano motivazioni e metodi. È questa la struttura che serve per costruire una vera cittadinanza attiva.</p>



<p class="is-style-domanda">In questo scenario come può aiutare la comunicazione?</p>



<p>La comunicazione deve uscire dalla dimensione autoreferenziale che troppo spesso ci connota, in cui siamo presi a dare conto solo di noi stessi, della nostra visione e missione. Bisogna costruire una narrazione nuova, che veda le relazioni umane non solo guidate dalla logica del mercato e della sopraffazione dell’egoismo, ma che riguardino la pace, la solidarietà e la relazione d’aiuto. Dobbiamo cambiare la narrazione spesso schiacciata su ciò che il neoliberismo e il liberismo più sfrenato ci propongono, senza capacità di incidere sui modelli narrativi. Dobbiamo avere meno preoccupazione di spiegare chi siamo e più attenzione nello spiegare il perché lo facciamo e cosa sia necessario fare per rendere i luoghi più accoglienti, sostenibili e pacificati. A Salerno affronteremo questi aspetti nei tavoli di lavoro su diritti, contrasto alla povertà e intergenerazionalità: se questi temi si uniscono alla pratica democratica, diventano azione concreta.</p>



<p class="is-style-domanda">Cosa vi aspettate da questa tre giorni?</p>



<p>Ci interessa aumentare la curiosità e la consapevolezza, instillando un “tarlo” nelle persone affinché riflettano su questioni che altrimenti sfuggirebbero. Vogliamo fornire strumenti per suscitare una riflessione e rendere i partecipanti consapevoli che il Terzo settore è un soggetto previsto dalla Costituzione. Questo implica modificare il proprio atteggiamento e rimettersi in discussione, analizzando seriamente se le proprie azioni rispondano davvero a questi valori. Per noi la formazione non è erogazione di saperi, ma un mettere in comune esperienze e capacità.</p>



<p class="is-style-domanda">Quali sono stati i risultati visti finora?</p>



<p>Bisogna sempre prestare molta attenzione quando si parla di risultati legati a processi formativi, perché si rischia di appiattirsi sulla sola definizione degli indicatori numerici. Questi sono certamente corretti e vanno presi in considerazione: se elencassi le decine di migliaia di persone che hanno partecipato a Fqts, i numeri mi conforterebbero, dando ragione al progetto al punto che è stato finanziato. Si tratta di una stima approssimativa per difetto, poiché abbiamo molteplici modalità di partecipazione che variano dai percorsi formativi di 300 ore fino ai webinar di 10 ore. Nell’anno che stiamo concludendo, il 2025, il target di riferimento è di circa 3mila persone, con una percentuale di giovani sotto i 35 anni molto alta, ormai superiore al 30%: una cifra non di poco conto. L’aspetto qualitativo che vorrei sottolineare è proprio la risposta a questa domanda: la richiesta dei giovani è stata così chiara che nell’annualità che inizia ora, nel 2026, abbiamo deciso di dedicare risorse e tempo a una linea di formazione politica specifica per loro, che fino a oggi non era prevista. Credo che questa evoluzione qualitativa sia la prova più tangibile del lavoro che stiamo portando avanti.</p>
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<title>Nelle strutture residenziali 4.500 nuovi volontari in tre anni</title>
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<description><![CDATA[ Crescono gli italiani che dedicano parte del proprio tempo agli ospiti di presidi residenziali, mentre diminuiscono gli operatori del servizio civile. Sono i dati (in esclusiva per VITA) sulla distribuzione regionale dei volontari che emergono dal recente rapporto Istat sulle...
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<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 05:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Nelle, strutture, residenziali, 4.500, nuovi, volontari, tre, anni</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sono sempre di più i volontari attivi nelle strutture residenziali assistenziali. Cresce il numero di italiani che dedica parte del suo tempo agli ospiti dei presidi per persone anziane o con disabilità, minori, immigrati, tossicodipendenti, vittime della violenza di genere. <strong>Quasi 36mila persone che affiancano i 395mila occupati totali nelle strutture</strong>: un volontario ogni dieci lavoratori retribuiti. Diminuisce invece il numero degli operatori del servizio civile.</p>



<p>Sono i dati più significativi relativi al Terzo settore che emergono dal recente rapporto Istat sulle <em><a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/le-strutture-residenziali-socio-assistenziali-e-socio-sanitarie-al-1-gennaio-2024/">Strutture residenziali socio-assistenziali e socio-sanitarie</a></em>, aggiornato al primo gennaio 2024. Ma le sorprese non finiscono qui. VITA è in grado di pubblicare i dati ottenuti in esclusiva dall’Istituto di statistica sulla distribuzione regionale dei volontari e dei giovani del servizio civile e, soprattutto, sul ruolo svolto nelle sedi residenziali.</p>



<p>Nel Mezzogiorno continentale, questo l’aspetto più clamoroso, <strong>un volontario su due ricopre compiti amministrativi</strong> nelle strutture in cui presta l’attività solidale. Più in generale, secondo l’indagine nei 12.987 presidi residenziali attivi sono presenti circa 426mila posti letto, pari a 7,2 ogni 1.000 persone residenti (più 4,4% rispetto all’anno precedente) che accolgono 385.871 ospiti (in aumento del 6%). Di questi, tre su quattro sono anziani, in gran parte ultraottantenni e donne. L’offerta sul territorio purtroppo rimane invece fortemente disomogenea: nel Nord-Est si contano 10,5 posti letto ogni mille residenti, nel Sud solo 3,4.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quasi 4.500 nuovi volontari in 3 anni</h3>



<p>Più di 3mila volontari solo nell’ultimo anno. Balzano da 32.896 a inizio 2023 a 39.952 nel 2024 le persone impegnate in attività benefiche nelle strutture assistenziali. Un trend di crescita iniziato l’anno precedente quando l’incremento era stato di 1.366 unità, da 31.530 alle quasi 33mila viste. I volontari, in linea con la maggiore diffusione di presidi assistenziali, sono presenti soprattutto nel Nord Ovest (9.326 in Lombardia contro 850 in Puglia) e sono attivi soprattutto nell’ambito socio-sanitario, ad esempio, nelle strutture per anziani non autosufficienti.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Il servizio civile sarebbe un’ottima soluzione anche per garantire la socializzazione, l’incontro col mondo del lavoro, la dignità sociale</p>
<cite><strong>Luca Degani</strong>, presidente Uneba Lombardia</cite></blockquote>



<p>È in questo settore assistenziale infatti che la maggior parte sia degli operatori del servizio civile che dei volontari dà il suo contributo, rispettivamente il 79% e il 73%, con punte che superano il 90% nel Nord-Est del Paese. «Si tratta di numeri importanti che testimoniano come la promozione del <strong>volontariato intergenerazionale</strong>, rivolto soprattutto al mantenimento dell’azione anziana attiva, stia dando buoni risultati. È la risposta al bisogno identitario espresso da persone che oggi, anche per l’evoluzione demografica, arrivano in pensione quando i genitori sono in vita. <strong>Vivere un periodo di servizio con i grandi anziani o con la popolazione disabile diventa uno strumento per dare senso a se stessi</strong> e per evitare processi di segregazione», spiega <strong>Luca Degani</strong>, presidente di <a href="https://www.unebalombardia.org/">Uneba Lombardia</a>, la rete non profit del settore sociosanitario, assistenziale ed educativo, con più di mille enti associati in tutta Italia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Più volontari individuali iscritti nei registri delle strutture</h3>



<p>Il volontariato socio-sanitario è interessato anche da un secondo fenomeno. Il Codice del Terzo settore prevede, all’articolo 17, che gli enti del Terzo settore che intendono avvalersi di volontari nello svolgimento delle proprie attività, pensiamo alle case di riposo, sono tenuti a iscriverli in un apposito registro. Sarebbe in atto, insomma, una fase di transizione che vede i gruppi solidali “interni” ai presidi residenziali affiancare o sostituire le associazioni “esterne” sorte nella società civile e che prima operavano nelle strutture residenziali.</p>



<p>«È un momento di transizione: oggi gli stessi enti che rientrano nel Terzo settore, è il caso di Uneba, possono avere i “loro” volontari senza più la necessità di questa traslazione attraverso un’organizzazione di volontariato come accadeva prima. È una novità estremamente positiva perché, da un lato garantisce ad esempio una miglior copertura assicurativa ai volontari, dall’altro consente di effettuare l’attività benefica senza dover più gestire una struttura associativa», spiega Degani. <strong>Il volontario, libero da incombenze organizzative o burocratiche, può dedicare</strong> così <strong>più tempo alle persone che di cui si prende cura</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sempre meno operatori del servizio civile</h3>



<p>Se per un verso cresce il numero dei volontari, è invece in controtendenza l’andamento degli operatori del servizio civile. Nell’ultimo triennio, mentre i primi salgono, come visto, i secondi diminuiscono. I giovani impegnati nel servizio civile nelle strutture residenziali calano da 4.044 nel 2022, a 3.756 nel 2023, a 3.687 nel 2024. In questo caso si ribalta però la geografia: nelle sole Isole i ragazzi e le ragazze occupati sono 941 contro 573 nel Nord Ovest.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-vita-it wp-block-embed-vita-it"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="HybjSrrkvH"><a href="https://www.vita.it/storie-e-persone/unora-di-volontariato-al-bisogno-la-medicina-che-cura-tutta-la-comunita/">Un’ora di volontariato “al bisogno”: la medicina che cura tutta la comunità</a></blockquote>
</div></figure>



<p>Numeri che non sorprendono il presidente di Uneba Lombardia. «<strong>Servirebbe fare molto di più per promuovere il servizio civile</strong>, specie presso i <em>neet</em>, i ragazzi che non studiano, non lavorano e non seguono corsi di formazione di alcun tipo. È una popolazione che vive anche un isolamento culturale e identitario e che ha difficoltà a capire che tipo di percorso intraprendere. Il servizio civile sarebbe un’ottima soluzione anche per garantire la socializzazione, l’incontro col mondo del lavoro, la dignità sociale», fa notare Degani.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Al Sud 1 volontario su 2 è un “amministrativo”</h3>



<p>Il dato più eclatante riguarda i compiti svolti dai volontari e dagli operatori del servizio civile. In media, secondo i dati forniti dall’Istat a VITA, circa 8 volontari su 10 svolgono un ruolo socio-sanitario mentre poco più di 2 sono impegnati in attività amministrativa nelle strutture assistenziali. Numeri che variano però da territorio a territorio. E non di poco. <strong>Mentre nel Centro e nel Nord gli “amministrativi” si attestano fra il 10,8% del Nord Est e il 25,2%, nel Centro al Sud (Isole escluse) raggiungono il 52,4%</strong>. In pratica, un volontario su due è dietro una scrivania. In Abruzzo, addirittura, rappresentano l’80,5%, in Molise il 62,5%, in Calabria il 57,9%. Percentuali ribaltate rispetto alla media nazionale. Tanto più se si fa il raffronto con l’Emilia Romagna e la provincia di Bolzano dove non risulta neanche un volontario occupato in compiti burocratici.</p>



<p>Situazione leggermente migliore per chi fa servizio civile: 3 su 10 svolgono compiti amministrativi con una punta del 64,5% in Molise. Finti volontari che fanno i tappabuchi? «<strong>Continuo a pensare che il volontariato debba essere un’espressione personale, volontaria, spontanea, gratuita</strong>. Mi auguro che non ci sia chi vede nel volontariato una dimensione di economia personale. Anziché dire che al Sud il volontariato si traveste in parte da rapporto quasi lavorativo, dovremmo chiederci perché l’economia reale meridionale sia più debole rispetto a quella settentrionale e soprattutto perché i servizi sociali non siano davvero garantiti da parte delle pubbliche amministrazioni. Forse in alcuni casi le strutture residenziali si trovano costrette a sopperire a delle spese come quelle amministrative che non sono riconosciute dagli enti locali fra i costi sopportati per erogare i servizi sociali».</p>



<p><em>La fotografia in apertura è di Age Cymru su Unsplash</em></p>
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<title>Erano le case dei boss, oggi sono degli scout: qui ogni giorno si educa alla legalità</title>
<link>https://www.eventi.news/erano-le-case-dei-boss-oggi-sono-degli-scout-qui-ogni-giorno-si-educa-alla-legalita</link>
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<description><![CDATA[ La base scout “Volpe Astuta” dell&#039;Agesci è stata la prima struttura ad essere affidata a un’associazione per il riutilizzo a fini sociali. Da Palermo a Genova, dalla Sicilia al Veneto, l’Agesci oggi gestisce 13 beni confiscati alla criminalità organizzata. Come...
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<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 16:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Erano, case, dei, boss, oggi, sono, degli, scout:, qui, ogni, giorno, educa, alla, legalità</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>APalermo <strong>la Base scout “Volpe Astuta” dell’Agesci</strong> ha un primato: è stato tra i primi beni confiscati alla mafia (nel 1980 da Giovanni Falcone) ed è stato <strong>il primo a essere affidato a un’associazione</strong> per il riutilizzo a fini sociali con l’entrata in vigore della legge 109/96. </p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1201" height="1600" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/Base-Volpe-Astuta-Palermo-I-incontro-nazionale-dei-capi-scout-gestori-dei-Beni-confiscati_3.jpg" alt="" class="wp-image-537958" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/Base-Volpe-Astuta-Palermo-I-incontro-nazionale-dei-capi-scout-gestori-dei-Beni-confiscati_3.jpg 1201w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/Base-Volpe-Astuta-Palermo-I-incontro-nazionale-dei-capi-scout-gestori-dei-Beni-confiscati_3-600x799.jpg 600w" sizes="(max-width: 1201px) 100vw, 1201px"><figcaption class="wp-element-caption">Base scout Volpe Astuta a Palermo</figcaption></figure>



<p>«Per noi è il bene zero, è il più strutturato e anche il più grande», dice <strong>Antonio De Luca</strong> che con <strong>Alessandra Cetro</strong> è incaricato nazionale del settore <a href="https://gpn.agesci.it/">giustizia, pace e non violenza dell’Agesci</a>. </p>



<h3 class="wp-block-heading">I beni confiscati sono opportunità educative</h3>



<p>De Luca sottolinea come per l’associazione guide e scout cattolici italiani – Agesci la cura dei luoghi, a oggi sono 13 i beni confiscati che Agesci ha in gestione, è innanzitutto <strong>una «opportunità educativa rivolta ai ragazzi».</strong> Fino al 2010 le diverse realtà locali dell’associazione hanno preso in gestione beni trasformati in basi e sedi scout, soprattutto in Sicilia, sette dei 13 beni gestiti dagli scout sono nell’isola. «In quell’anno», ricorda De Luca, «a livello nazionale abbiamo preso consapevolezza della necessità di costruire un percorso e così è stato affidato al nostro settore l’onere e l’onore di fare da collante».</p>



<h3 class="wp-block-heading">L’Osservatorio permanente e l’azione in rete</h3>



<p><strong>Nasce anche un Osservatorio permanente e un fondo legalità </strong>per le diverse esigenze, mentre la gestione dei singoli beni è sempre in capo ai gruppi locali dell’associazione. </p>



<p>«In questo modo», interviene Alessandra Cetro, «si è costruita anche una rete di confronto a più livelli e rivolto a più fasce d’età. Seguendo il nostro metodo i capi si confrontano tra di loro, quelli che lavorano con i bambini si confrontano perché è necessario condividere i diversi passaggi. Ed è così che è nato l’osservatorio». <br><br>Questo modo di procedere è stato anche declinato praticamente. «Premesso che la volontà di gestire un bene è una scelta a livello dei gruppi sul territorio si ha a disposizione uno scheletro su cui fare affidamento e un background che è utile per chi vuole iniziare questo percorso». </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1920" height="1440" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/Base-Volpe-Astuta-Palermo-I-incontro-nazionale-dei-capi-scout-gestori-dei-Beni-confiscati_1.jpg" alt="" class="wp-image-537954" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/Base-Volpe-Astuta-Palermo-I-incontro-nazionale-dei-capi-scout-gestori-dei-Beni-confiscati_1.jpg 1920w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/Base-Volpe-Astuta-Palermo-I-incontro-nazionale-dei-capi-scout-gestori-dei-Beni-confiscati_1-600x450.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px"><figcaption class="wp-element-caption">Base Volpe Astuta di Palermo, i partecipanti alI’incontro nazionale dei capi scout gestori dei Beni confiscati</figcaption></figure>



<p>Da due anni, inoltre, continua De Luca «come Agesci abbiamo istituito un momento di incontro per dar vita a <strong>dei corsi di formazione e sviluppare delle strategie perché il bene confiscato deve essere un bene di restituzione alla comunità</strong>, ma deve anche essere sostenibili: noi siamo volontari, non siamo soggetti di economia sociale e quindi per noi è anche importante poter sostenere le spese di gestione». </p>



<h3 class="wp-block-heading">L’escape room che educa alla legalità</h3>



<p>Un esempio di gestione è l’<strong>EnigMalavita</strong>, una escape room, cioè un gioco ambientato nelle dinamiche della malavita, che a <strong>Genova</strong> ha sede in un bene confiscato e assegnato alla Zona Agesci Tre Golgi- Genova 3. «È un gioco educativo per gruppi. <strong>Durante l’attività vengono richiamate le diverse dinamiche e si aiutano i ragazzi a reagire. </strong>L’esperienza sul campo è sempre importante». </p>



<p>Anche se i beni gestiti direttamente dall’Agesci sono solo 13,  molti sono quelli in gestione condivisa. «Li abitiamo con altre associazioni, Agesci Campania per esempio è in rete nel Comitato Don Peppe Diana e con Libera. Essere in network nasce con l’obiettivo di <strong>fare educazione con le altre associazioni,</strong> anche attraverso l’ospitalità di altre organizzazioni» racconta Cetro. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/base-scout-Erbe.jpg" alt="" class="wp-image-537955" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/base-scout-Erbe.jpg 1920w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/base-scout-Erbe-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px"><figcaption class="wp-element-caption">attività a base scout “Airone” di Erbè in Veneto</figcaption></figure>



<p>In Veneto a Erbè (Vr) il bene confiscato non è solo una Base scout regionale ma anche un <strong>centro di aggregazione giovanile </strong>aperto alle altre realtà del territorio e nazionali. L’obiettivo è sempre quello di <strong>lasciare “il mondo un po’ migliore di come l’hanno trovato”,</strong> veicolando i valori fondanti della legalità e <strong>praticando l’antimafia sociale</strong> attraverso l’uso di un bene confiscato.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Far fiorire i luoghi creando legami positivi</h3>



<p>«L’idea è quella di <strong>abitare un bene e farlo fiorire,</strong> trasformando un luogo sottratto alle mafie in uno creatore di legami positivi».  La gestione di questi luoghi per l’Agesci serve a <strong>promuovere la giustizia sociale e attivare processi di rinascita e integrazione</strong>, facendo diventare gli stessi dei simboli di dignità e di risorsa per la società. </p>



<p>Educare i futuri cittadini è centrale nell’agire di Agesci, come conferma De Luca. «Il tasso dei nostri ragazzi e ragazze che partecipano a queste attività è altissimo e poi, una volta terminato il percorso scout, molti sono quelli che partecipano alle realtà sociali e sono attivi. Non si contano i gruppi scout che durante l’estate partecipano a E…state liberi (le attività proposte dall’associazione Libera) o scelgono di fare i propri campi nei beni confiscati alle mafie». </p>



<h3 class="wp-block-heading">La legalità pratica appresa dove c’era la criminalità</h3>



<p>Ma per Cetro c’è anche una vera e propria cartina di tornasole delle attività educative: <strong>l’adesione ad azioni di legalità</strong>.  «I ragazzi che vivono queste esperienze nei beni confiscati hanno uno sguardo diverso, acquisiscono una capacità di leggere alcuni segnali. Sono più attenti alla giustizia e alla legalità», precisa. E aggiunge, «i ragazzi capiscono l’importanza dello scontrino e si impegnano a chiederlo. E poi evitano i prodotti contraffatti perché capiscono che questi come altri reati arricchiscono la criminalità».</p>



<p><em>Nell’immagine in apertura un’attività con i ragazzi nella Base Scout di Erbè in Veneto. Tutte le immagini sono di Ufficio stampa Agesci</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vita.it/da-case-dei-boss-a-case-per-gli-scout-qui-ogni-giorno-si-educa-alla-legalita/">Erano le case dei boss, oggi sono degli scout: qui ogni giorno si educa alla legalità</a> proviene da <a href="https://www.vita.it/">Vita.it</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Il servizio civile compie 25 anni: oggi come allora, significa pace</title>
<link>https://www.eventi.news/il-servizio-civile-compie-25-anni-oggi-come-allora-significa-pace</link>
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<description><![CDATA[ Sono 720mila i giovani che in questi 25 anni hanno scelto il servizio civile, nato con la legge 64/2001. Cosa è cambiato da allora? Da 181 volontari del primo anno si è arrivati a quasi 55mila nel 2023, a 68mila...
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<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 09:30:01 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>servizio, civile, compie, anni:, oggi, come, allora, significa, pace</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Da <strong>181 </strong>si è arrivati a quasi <strong>50mila</strong>: verrebbe da dire “<strong>un esercito</strong>”, ma non c’è parola che meno si addica a chi sceglie il <strong>servizio civile</strong>, grazie a <strong>una legge (la n. 64/2001) che domani compie 25 anni</strong>. Meglio dire una grande scuola, aperta e diffusa, di cittadinanza attiva. </p>



<p>In questo quarto di secolo, oltre <strong>720mila ragazze e ragazzi</strong>, tra i 18 e i 28 anni, si sono impegnati nel servizio civile, sia in Italia che all’estero.</p>



<p>Il primo anno, nel 2001, quando fu approvata la legge, erano appena <strong>181 </strong>i giovani volontari. Oggi, il Servizio civile universale ha letteralmente <strong>invaso il mondo</strong>: non con le armi e gli eserciti, come troppo spesso accade di questi tempi. Ma con giovani animati dal desiderio di <strong>mettersi al servizio della comunità</strong> e dedicare un anno o poco meno della propria vita all’impegno e alla solidarietà.</p>



<p>Oggi sono più di<strong> 68mila</strong> le <strong>sedi</strong> in cui i giovani svolgono il proprio servizio, distribuite tra enti pubblici e del privato sociale, che gestiscono progetti di assistenza, cultura, educazione, ambiente e protezione civile. <strong>67 mila</strong> sono i <strong>progetti </strong>finanziati dal 2001 a oggi, tutti con il <strong>duplice obiettivo</strong> di formare i giovani alla solidarietà e l’impegno e al tempo stesso rispondere ai bisogni della comunità.</p>



<p>Dai 181 volontari del 2001 si è arrivati ai quasi<strong> 55 mila del 2023, anno da record</strong>. Lo scorso anno gli avvii sono stati poco meno di <strong>49mila </strong>e in questo momento si raccolgono le candidature per il nuovo bando, da poco pubblicato: i posti sono circa <strong>66mila</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-vita-it wp-block-embed-vita-it"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="xxbHlQn3d0"><a href="https://www.vita.it/servizio-civile-universale-ecco-il-bando-66mila-posti-e-candidature-piu-semplici/">Servizio civile universale, ecco il bando: 66mila posti e candidature più semplici</a></blockquote>
</div></figure>



<p></p>



<p>Sono quindi 25 anni pieni di <strong>vita</strong>, di <strong>impegno</strong>, di <strong>protagonismo </strong>dei giovani. Ce ne parlano i <strong>numeri</strong>, messi a disposizione dal <a href="https://www.politichegiovanili.gov.it/servizio-civile/servizio-civile-in-cifre/relazione-al-parlamento/volontari/?utm_source=chatgpt.com">Dipartimento politiche giovanili</a>. Ma ce ne parlano soprattutto i protagonisti di questa storia, alcuni dei quali sono presenti, oggi, all’evento nazionale “<a href="https://www.cnesc.it/Allegati/2026_mar_05_Programma%20iniziativa.pdf">Il valore della Scelta: 25 anni di Legge 64/2001. La pace si fa così</a>”, promosso dalla Conferenza nazionale enti per il servizio civile (<a href="http://www.cnesc.it/">Cnesc</a>) e il <a href="https://unipd-centrodirittiumani.it/">Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca</a>” dell’Università di Padova.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>In un’epoca che tende a normalizzare i conflitti, il Servizio Civile rappresenta lo spazio in cui le nuove generazioni esercitano una cittadinanza consapevole, trasformando l’impegno quotidiano in una pratica di pace positiva e visibile</p>
<cite>Laura Milani</cite></blockquote>



<p>«Fare memoria della Legge 64/2001 non è un esercizio di retorica, ma un atto necessario per rilanciare oggi il ruolo fondamentale di enti, giovani e donne nella costruzione della pace», ci spiega <strong>Laura Milani</strong>, presidente della Cnesc. «In un’epoca che tende a <strong>normalizzare i conflitti</strong>, il Servizio civile rappresenta lo spazio in cui le nuove generazioni esercitano una <strong>cittadinanza consapevole</strong>, trasformando l’impegno quotidiano in una<strong> pratica di pace positiva e visibile</strong>».</p>



<p>Il servizio civile è infatti, oltre che un’o strumento ‘esperienza di impegno civile, uno strumento di <strong>promozione ed educazione alla pace</strong>: «La legge 64 ha tra le sue finalità quella della <strong>difesa civile non armata e nonviolenta della patria</strong>. Introduce l’elemento nuovo della scelta volontaria dei giovani di fare questa esperienza al servizio delle comunità, ma anche la possibilità per le <strong>donne </strong>di partecipare in modo attivo a processi di costruzione della pace e di cittadinanza attiva. Nel rileggere queste novità oggi – anche in considerazione del contesto internazionale attuale, della delegittimazione del diritto internazionale, della normalizzazione della guerra, del dibattito sul ritorno della leva – abbiamo riflettuto sul fatto che il servizio civile è a una <strong>svolta</strong>: o scivola sempre più verso la dimensione delle politiche giovanili, o recupera con forza il suo mandato originario di costruzione della pace in un modo nonviolento e a partire da esperienze concrete».</p>



<p>Altra sfida è quella dell’<strong>universalità</strong>: una promessa tutt’altro che mantenuta, visto che il numero complessivo delle domande supera ampiamente, ogni anno, il numero dei posti disponibili: «L’universalità è un percorso in divenire», afferma Milani. «Ci sono segnali positivi, come il bando per 66mila volontari, quindi numeri importanti. E anche sulla <strong>comunicazione istituzionale</strong>, vediamo dei cambiamenti in positivo. L’obiettivo rimane la <strong>stabilizzazione </strong>dell’istituto e la possibilità per tutti i giovani di partecipare». </p>



<p>Nello scenario internazionale attuale, l’ambizione che più  preme è quella di «rilanciare con forza la finalità del servizio civile prevista dalla legge, ovvero di <strong>difesa civile non armata e nonviolenta della patria</strong>, di promozione dei principi costituzionali e della pace tra i popoli, valorizzando il ruolo delle operatrici e operatori volontari di difensori dei diritti umani, civili, sociali. Questo anche alla luce di quello che succede in Italia e a livello internazionale, per provare a dare risposte concrete, nonviolente, dal basso alle problematiche e ai bisogni delle comunità», conclude Milani.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il servizio civile, 20 anni fa</h3>



<p>A testimoniare come fosse il servizio civile appena nato, c’è Teresa Marino, una delle prime volontarie e oggi presidente di <a href="https://www.arciserviziocivile.it/roma">Arci Servizio civile Roma</a>. «Ho svolto il Servizio Civile in uno dei primi bandi, tra il 2003 e il 2004, nel progetto “Student Help Desk” della rete Arci Servizio Civile – Mutua studentesca, per la promozione del diritto allo studio».</p>



<h3 class="wp-block-heading">Perché quella scelta?</h3>



<p>Avevo fatto domanda perché mi incuriosiva l’idea di partecipare a un’esperienza che fino a quel momento era stata <strong>appannaggio dei maschi</strong>. Me ne parlarono amici obiettori:<strong> loro obbligati, noi volontarie</strong>. C’era una grande curiosità nel fare un’esperienza di questo tipo, dentro il mondo del Terzo settore.</p>



<p>Quell’esperienza, poi, è diventata il mio <strong>lavoro</strong>. Ho iniziato a collaborare con Arci Servizio Civile Roma e con Arci Servizio civile nazionale, organizzando e svolgendo attività di formazione. Oggi sono presidente di Arci Servizio Civile Roma.</p>



<p class="is-style-domanda">Vedi più differenze o più affinità tra i volontari di allora e quelli di oggi?</p>



<p>Vedo la stessa <strong>voglia di mettersi in gioco</strong> e di rendersi utili in maniera strutturata. Di diverso, c’è forse la spinta: allora era soprattutto <strong>politica</strong>, una voglia di attivismo più marcata. Oggi si presta forse maggiore attenzione all’<strong>aspetto formativo e professionalizzante</strong>, che allora era meno centrale.</p>



<p class="is-style-domanda">Pensi che questo cambiamento abbia a che fare con il mondo del lavoro oggi sempre più precario?</p>



<p>Il precariato c’era allora come oggi e ha sempre avuto il suo peso. Il fatto che i giovani non entrino subito nel mondo del lavoro genera uno<strong> spazio tra la fine degli studi e l’immersione professionale</strong>, che viene riempito anche dall’esperienza del servizio civile.</p>



<p class="is-style-domanda">Come è cambiato il servizio civile in questi 25 anni?</p>



<p>Con il tempo, il sistema si è <strong>burocratizzato</strong>. Pur parlando di semplificazione, rispetto a 25 anni fa è tutto più carico di <strong>regole </strong>e adempimenti. Da una parte questo <strong>tutela </strong>enti e volontari, dall’altra rischia di trasformarsi in una <strong>gabbia</strong>, in un freno.</p>



<p>Però oggi c’è più scelta: sono <strong>aumentati gli enti, i progetti e i posti disponibili</strong>. Ma non abbastanza, perché le domande superano sempre i posti. L’obiettivo dovrebbe essere quello di far sì che chi chiede di fare questa esperienza possa davvero farla, garantendo l’<strong>universalità</strong>.</p>



<p class="is-style-domanda">Pensi che oggi il servizio civile sia necessario più o meno di allora?</p>



<p>Sicuramente oggi come ieri c’è bisogno del servizio civile. È una delle poche esperienze strutturate di<strong> cittadinanza attiva</strong> rivolte ai giovani e dobbiamo difenderla e sostenerla in tutti i modi, facendo in modo che sempre più ragazzi e ragazze possano viverla.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il Servizio civile oggi</h3>



<p><strong>Rosa Melfi</strong>, 30 anni, lucana, ha recentemente svolto il suo servizio in Spagna fa parte della Rappresentanza nazionale volontari di Servizio Civile, per la macroarea Estero.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1600" height="1066" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/Rosa-Melfi.jpeg" alt="" class="wp-image-537343" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/Rosa-Melfi.jpeg 1600w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/03/Rosa-Melfi-600x400.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px"><figcaption class="wp-element-caption">Rosa Melfi</figcaption></figure>



<p>Ci conferma la funzione formativa e professionalizzante del servizio civile: «Noi giovani di oggi viviamo un sentimento d’incertezza nei confronti del futuro, siamo sempre meno sicuri della strada che vogliamo prendere e il mercato del lavoro è sempre più instabile e precario. In questo contesto il servizio si configura come una risposta concreta: un’opportunità per <strong>conoscere se stessi</strong>, per mettersi a disposizione della comunità e <strong>orientare le proprie scelte future</strong>. Questo è particolarmente evidente nel <strong>Sud Italia</strong>, dove l’appetibilità del servizio sivile è notevolmente superiore rispetto alle regioni settentrionali».</p>



<p>Ciò non toglie nulla a quella che è la funzione originaria del servizio civile: costruire un’alternativa concreta alla guerra.  «Negli ultimi anni stiamo vivendo un contesto internazionale in cui<strong> la guerra sta diventando la normalità</strong>, al punto che rischiamo di perdere la capacità di indignarci. In questo contesto il servizio civile e i suoi valori rappresentano un esempio concreto di <strong>costruzione di pace attraverso azioni quotidiane</strong>: edifica ponti, avvicina le persone, accorcia le distanze ed educa al rispetto della diversità. Questi sono tutti presupposti per la pace, una pace costruita dal basso».</p>



<p>Ma come saranno e, soprattutto, come dovrebbero essere i prossimi 25 anni del servizio civile?  «Io immagino un servizio civile che diventa scelta sempre più consapevole, non un’alternativa ad un mondo che non dà certezze, ma il <strong>cuore pulsante di una nuova coscienza civile</strong>. Immagino un futuro dove<strong> l’impegno sociale e la crescita professionale non siano più strade separate</strong>, ma un unico cammino in cui il talento viene messo al servizio del bene comune. Un servizio che non si limiti a formare lavoratori, ma <strong>cittadini del mondo consapevoli e indipendenti</strong>, sostenuti da una dignità economica che renda questo nobile impegno una scelta possibile per tutti».</p>



<p>Da un punto di vista tecnico, «spero in un sistema in cui l’anno di servizio non sia solo “scritto nel curriculum”, ma certificato ufficialmente secondo standard unificati. E poi spero in un servizio civile che sia davvero universale, accessibile a tutti, indipendentemente dalla condizione socioeconomica di partenza, grazie a una revisione del contributo economico che lo renda dignitoso e parametrato al costo della vita attuale. <strong>Il servizio civile non deve essere un costo per la famiglia del volontario</strong>, ma un’opportunità di autonomia anche per chi proviene da contesti fragili e, per alcuni,  la prima, vera occasione per uscire dal proprio contesto, confrontarsi con realtà diverse e allargare il proprio sguardo».</p>



<p>Il 6 marzo, giorno dell’anniversario della legge, Cnes e Centro Papisca diffonderanno un appello, proprio a partire dal titolo dell’incontro di oggi: “La pace si fa così”.</p>



<p><em>Nella foto di apertura (fornita dall’intervistata): Teresa Marino (la prima a sinistra) durante il servizio civile nel 2003</em>. <em>Nella foto interna (fornita dall’intervistata): Rosa Melfi in servizio</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vita.it/il-servizio-civile-compie-25-anni-oggi-come-allora-significa-pace/">Il servizio civile compie 25 anni: oggi come allora, significa pace</a> proviene da <a href="https://www.vita.it/">Vita.it</a>.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Corrado Lorefice: «Dai migranti al Medio Oriente, il fallimento dei grandi della Terra ci chiama a una nuova responsabilità»</title>
<link>https://www.eventi.news/corrado-lorefice-dai-migranti-al-medio-oriente-il-fallimento-dei-grandi-della-terra-ci-chiama-a-una-nuova-responsabilita</link>
<guid>https://www.eventi.news/corrado-lorefice-dai-migranti-al-medio-oriente-il-fallimento-dei-grandi-della-terra-ci-chiama-a-una-nuova-responsabilita</guid>
<description><![CDATA[ «Su nessuna strage può e deve calare il silenzio dell&#039;indifferenza». Intervista all&#039;arcivescovo di Palermo: «Servono donne e uomini che vogliano rimanere fedeli al senso dell’umano»
L&#039;articolo Corrado Lorefice: «Dai migranti al Medio Oriente, il fallimento dei grandi della Terra ci chiama a una nuova responsabilità» proviene da Vita.it. ]]></description>
<enclosure url="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/02/Corrado-Lorefice-2.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 02:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Corrado, Lorefice:, «Dai, migranti, Medio, Oriente, fallimento, dei, grandi, della, Terra, chiama, una, nuova, responsabilità»</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi giorni fa aveva inviato un messaggio all’Ong <a href="https://mediterranearescue.org/it">Mediterranea saving humans</a><em> </em>in seguito ai naufragi avvenuti nel Canale di Sicilia durante e dopo il ciclone Harry, tragedia «frutto delle scelte disumane dell’Europa e dell’Italia capaci solamente di legiferare contenimento e abbandono». Ma nessuno, tanto meno lui stesso, l’arcivescovo di Palermo, <strong>monsignor Corrado Lorefice</strong>, si sarebbe aspettato che un messaggio con cui invitava tutti a reagire, «non come esponenti di un partito o tifosi di una squadra, ma come donne e uomini che vogliono rimanere fedeli al senso dell’umano», scatennasse una bufera, questa volta social, capace di raggiungere livelli di odio ideologico e verbale ingiustificato.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-vita-it wp-block-embed-vita-it"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="GPYUPFFQix"><a href="https://www.vita.it/idee/la-verita-del-mare/">La verità del mare</a></blockquote>
</div></figure>



<p>Ma l’arcivescono di Palermo guarda avanti, accogliendo la nostra richiesta di parlare di come la mancanza assoluta di empatia verso chi è più fragile scateni quanto accaduto.</p>



<p class="is-style-domanda">Monsignor Lorefice, quando si parla di mobilità umana viene alla mente la strage di Cutro, consumatasi nella notte tra il 25 e il 26 febbraio, il cui terzo anniversario per lei avrebbe dovuto avere maggiore risalto…</p>



<p>La mia preoccupazione è che, su questo tema, in tutta la “casa comune”, oggi si vuole far scendere un grande silenzio. Come si fa a tacere una strage di quella portata? Tra l’altro, in quel caso, avevamo una grande responsabilità perchè non si manda, a una nave che sta naufragando, una barca che non può assolutamente procedere al salvataggio. Quanto è accaduto è la conseguenza di scelte concrete su stragi che noi avremmo potuto tranquillamente evitare. Ecco perchè continuo a dire che non possiamo parlare di tragedie, ma di stragi, su cui non si può tacere. Mi chiedo anche il perché del silenzio di tantissime testate giornalistiche sulla scomparsa di mille persone nel Mediterraneo durante il ciclone Harry. Perché non hanno tutto l’interesse a rimettere in circolo di nuovo questa tragedia? Com’è possibile? Ringrazio, quindi, quelle che oggi vogliono fare memoria, anzi ricordare. Come fa VITA. </p>



<p class="is-style-domanda">In nessun luogo e in nessun tempo si può lasciare morire in mare anche solo un uomo..</p>



<p>Il tema della mobilità umana non può essere motivo di propaganda politica. Io non lo dico perché mi devo mettere in vista, perchè, come dicono tanti, sono il vescovo “comunista”. Io sono vescovo e la mia vita si fonda sul Vangelo di Gesù Cristo che, al capitolo 25 del Vangelo di Matteo, recita: “Io ero naufrago, io ero forestiero, e voi mi avete accolto”. Al cuore della vicenda cristiana sta scritto:<em> </em>“Pietro, vieni perché io ti voglio fare pescatore di uomini “. Così, quando qualcuno in nome della religione cristiana dice a un vescovo «vai a spogliarti perché non sei degno di essere vescovo», ricordo che io sto solo annunziando il Vangelo. Chi afferma che, nel nome di una religione cristiana io devo lasciare morire in mare queste persone, non si può attribuire assolutamente l’appartenenza a nessuna chiesa cristiana, tanto meno a quella cattolica.</p>



<p class="is-style-domanda">In tanti c’è indifferenza anche nei confronti anche nei confronti della guerra. Come si spiega?</p>



<p>Sentiamo parlare di guerra nucleare come se si stesse parlando di una partita di calcio. Ne parlano i capi, i grandi, come li chiamo io, di questo mondo. Ci ritroviamo a sentire: «Vado a prendermi un pezzo di ghiaccio, posso distruggere quando voglio Gaza, posso tranquillamente invadere l’Ucraina». Questa è la situazione che stiamo vivendo, per cui, al netto degli insulti, mi chiedo: «Vogliamo far ragionare bene la nostra mente? Vogliamo avere una lettura vera, non pilotata, di quanto sta accadendo nella nostra Italia, nella nostra Europa e nella “casa comune”?».</p>



<p class="is-style-domanda">La mobilitazione in favore di Gaza però è stata consistente da parte della società civile…</p>



<p>Vorrei dire soprattutto ai giovani: «Grazie per essere scesi in piazza, a tutti i livelli». L’unica cosa razionale è la pace perchè la guerra non lo può essere. Quella a cui assistiamo oggi, ci fa chiedere: «Quanti civili, quante donne, quanti bambini sono morti? Quanti ospedali, quante scuole, quante case distrutte?<em>»</em>.<em> </em>Penso certamente a Gaza, al Medio Oriente come anche all’Ucraina e ai tanti conflitti in atto nel mondo. La guerra non può e non deve essere l’unica via. Dov’è il dialogo? Quello che si svolge nella famosa stanza ovale davanti ai riflettori di tutti i giornalisti? Ricordo i tempi in cui la Rai ci rendeva partecipi della vita vera di noi italiani, quella Rai che ha fatto cultura, quella Rai che ha unito tutta l’Italia dopo la seconda guerra mondiale. Ricordo che, quando si incontravano due grandi del mondo, entravano da soli, tutt’al più seguiti da un traduttore, in una stanza e, dietro di loro, si chiudevano le porte. Non si sapeva più niente di quel che accadeva lì dentro, se non quando ne uscivano con delle decisioni che tutti noi sapevamo essere state prese per il bene delle rispettive popolazioni.</p>



<p class="is-style-domanda">Tempo fa il sindaco di Lampedusa disse che siamo una zattera in mezzo al Mediterraneo. Si ritrova in questa frase?</p>



<p>È un’immagine meravigliosa. Da quando l’ho metabolizzata come icona vi ho trovato tutta la grandezza, la potenza e tutta la fragilità di noi siciliani. La zattera salva persone. Siamo fragili ma ricchi, abbiamo nel Dna la celebrazione della meravigliosa contaminazione di culture, di religioni, di popoli, di lingue. Se io oggi percorro il centro storico di Palermo, posso leggere il nome di una strada in italiano, in ebraico, ma anche in greco o arabo. Devo rinunziare a vivere questa meraviglia? Devo ritrovarmi in una “casa comune”, diventata un villaggio nel quale ci eliminiamo a vicenda? Quello che mi dice anche la mia fede è che, il mondo, Dio lo ha creato come un giardino e non come un campo di battaglia. Al centro di questo giardino c’era l’albero della vita e della conoscenza del bene e del male, ma in questo giardino purtroppo l’uomo ha perso di vista la cosa essenziale e cioè che era già libero. Si è, quindi, voluto sostituire a Dio: «Se mangerai dell’albero, diventerai Dio». E noi, oggi, siamo innanzi a uomini potenti i cui profili sono quelli di narcisisti con il delirio di onnipotenza. Lo dicevo prima, se domani mattina uno di questi grandi del mondo si alza e dice «Voglio andare a prendermi un pezzo di ghiaccio», che succederebbe? Un pezzo di ghiaccio,  nel quale c’è uno Stato, ci sono leggi, ci sono case, città, persone. Se, poi, un altro di questi grandi del mondo un’altra mattina si sveglia e pensa che la “zattera Sicilia”, al centro del Mediterraneo, gli è più conveniente? Quanto e come toccherebbe la nostra carne?</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1600" height="1204" src="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/02/Don-Corrado-Lorefice.jpeg" alt="" class="wp-image-535995" srcset="https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/02/Don-Corrado-Lorefice.jpeg 1600w, https://www.vita.it/wp-content/uploads/2026/02/Don-Corrado-Lorefice-600x452.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px"></figure>



<p class="is-style-domanda"></p>



<p>Credo che una conseguenza di questa aria che respiriamo sia sempre di più una sorta di deresponsabilizzazione nella costruzione della città umana. Questo per tanti motivi, ma soprattutto per un crescente individualismo. Abbiamo perso sempre di più la coscienza che siamo tutti costruttori anche della “casa comune” che abitiamo. Ma come posso pretendere che, dinanzi ai grandi problemi, ci possa essere una consapevolezza e una presa di posizione di tutta la comunità? Chiaramente è la conseguenza non solo di una scelta di ordine culturale, ma anche come una sorta di ricaduta rispetto al sonnifero con il quale stanno nutrendo le nostre coscienze. Noi viviamo ormai pilotati da chi ha il potere, oggi in mano a chi detiene quello economico e di condizionamento della comunicazione.</p>



<p class="is-style-domanda">Qual è, a tal riguardo, la sua preoccupazione?</p>



<p>Se è vero quello che dicevo prima e cioè che la Rai, subito dopo la seconda guerra mondiale, ha avuto il merito di unire gli italiani, ridando loro un’unica lingua e portando avanti una sfida culturale, cosa sono diventati oggi i mezzi di comunicazione? Se io accendo la televisione trovo il vuoto, infatti non la guardo più da tempo, ma è strategico perchè ci si vuole mettere intenzionalmente davanti a questo vuoto per non farci pensare. Se si pensa si è liberi e oggi non si vogliono uomini e donne libere, non si vogliono cittadini consapevoli. Oggi non si vogliono fratelli che abitano la “casa comune”.</p>



<p class="is-style-domanda">I giovani sono la speranza, ma appaiono anche molto fragili…</p>



<p>È vero, c’è in loro una fragilità e noi adulti abbiamo grandi responsabilità nei loro confronti perché stiamo facendo trovare un vuoto alle nuove generazioni, non dando loro la possibilità di apprezzare incertezza, insicurezza e aggressività. Abbiamo avuto un incontro con Paola Bignardi, una pedagogista molto attenta ai fenomeni sociali, che ci ha portato i dati di una ricerca sul bisogno di spiritualità<strong> </strong>che i giovani hanno oggi. Quello che emerge è che non seguano magari una religione, non la vogliono, ma questo non vuol dire che non abbiano una spiritualità di cammino, di comprensione del senso della vita. Solamente, non si ritrovano dentro la struttura di una religione incapsulata, che rischia di svuotarsi del carisma dato dalla forza valoriale che può avere chi nega che il Vangelo abbia un’energia spirituale. Oltre al dato di questa inchiesta scientifica, ho registrato come i giovani si siano interfacciati dal punto di vista politico, per esempio con la questione relativa a Gaza. La stragrande maggioranza non si ritrova in questa politica dei partiti. Di destra, centro, sinistra, indistintamente. Però, nel momento in cui vengono toccati da temi che lì riguardano, ecco che si accendono. Credo, quindi, che noi dovremmo ascoltare di più i nostri giovani perché hanno molto da dirci. E, se a volte sono lontani, è perché li allontaniamo noi. Non dobbiamo averne paura, ma soprattuto non dobbiamo consegnare loro vuoto educativo, culturale e formativo.</p>



<p class="is-style-domanda">Un impegno che anche la Chiesa di Sicilia si è assunta con lei in prima fila?</p>



<p>Io non voglio stare al centro, essere protagonista, anche perchè la Chiesa non è solo il vescovo. Quella di oggi è una Chiesa che, insieme, sempre di più, legge la realtà, legge la luce del Vangelo. E fa delle scelte anche in ordine alla sfida di una trasmissione del Vangelo che non può essere solo di tipo rituale, dottrinale. Una Chiesa che possa riconsegnare anche l’appartenenza ecclesiale, non come un’ istituzione fine a se stessa, ma come luogo in cui la comunità cristiana sia e stia in mezzo agli uomini, il segno di una trasfigurazione delle relazioni umane. E qui rispondo a coloro che mi dicono che io sono sbilanciato socialmente: «Io sono ispirato dalla mia fede cristiana, che è la visione della storia riscattata dal male». Questa è la dimensione escatologica della vita cristiana. Io, poi, convinto che ci saranno cieli nuovi e una terra nuova. E se oggi la vita umana, i cieli di oggi, la terra di oggi, il mare di oggi non corrispondono a quello che io spero, mi indigno e comincio già da ora a far sì che quello che io spero e di cui sono certo si realizzi.</p>



<p class="is-style-domanda">Qual è l’unica strada da intrapredere?</p>



<p>Dobbiamo tirare fuori la bellezza che ancora c’è nella gratuità. La bellezza di un incontro è l’unica salvezza. </p>



<p><em>La foto di apertura è stata fornita dall’ Arcidiocesi di Palermo</em>:<em> l’arcivescovo Lorefice in occasione di una manifestazione multireligiosa per la pace</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vita.it/corrado-lorefice-dai-migranti-al-medio-oriente-il-fallimento-dei-grandi-della-terra-ci-chiama-a-una-nuova-responsabilita/">Corrado Lorefice: «Dai migranti al Medio Oriente, il fallimento dei grandi della Terra ci chiama a una nuova responsabilità»</a> proviene da <a href="https://www.vita.it/">Vita.it</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Sudan: superati 1.000 giorni di guerra, 21 milioni soffrono la fame</title>
<link>https://www.eventi.news/sudan-1000-giorni-conflitto-crisi-umanitaria-fame</link>
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<description><![CDATA[ Dopo 1.000 giorni di conflitto armato, il Sudan affronta una crisi umanitaria senza precedenti: 21 milioni di persone soffrono la fame, carestie in aumento e servizi essenziali al collasso. ]]></description>
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<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 16:05:01 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Sudan, guerra in Sudan, crisi umanitaria Sudan, fame in Sudan, carestia Sudan, sfollati Sudan, conflitto armato Sudan, emergenza umanitaria Africa, malnutrizione Sudan, acqua potabile Sudan, sistema sanitario Sudan, colera Sudan, Darfur, Kordofan, Azione Contro la Fame</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p align="center" style="text-align: center; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><i><span style="color: #00b050;">IN SUDAN SUPERATI I 1.000 GIORNI DI CONFLITTO ARMATO: OLTRE 21 MILIONI DI PERSONE AFFRONTANO LA FAME OGNI GIORNO</span></i></b></span><o:p></o:p></p>
<p align="center" style="text-align: center; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><i><span style="color: #00b050;"></span></i></b></span></p>
<ul style="margin-top: 0cm;" type="disc" data-editing-info="{&quot;applyListStyleFromLevel&quot;:true}">
<li style="color: black; margin-top: 12pt; margin-bottom: 12pt; text-align: justify; font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><span style="font-size: 14pt; font-family: 'times new roman', times, serif;">Dopo <b>1.000 giorni di violenza, fame e sfollamenti</b>, il Sudan resta intrappolato in una <b>crisi umanitaria senza precedenti</b>, con due carestie dichiarate in meno di un anno e 21 milioni di persone che soffrono la fame.<o:p></o:p></span></li>
<li style="color: black; margin-top: 12pt; margin-bottom: 12pt; text-align: justify; font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><span style="font-size: 14pt; font-family: 'times new roman', times, serif;">In Sudan, più della metà dei servizi sanitari e idrici di base non è funzionante e oltre <b>33 milioni di persone necessitano di assistenza urgente</b>. Inoltre, il Paese sta affrontando la più grande crisi di sfollamento al mondo con quasi 14 milioni di persone costrette a fuggire dalle proprie case.<o:p></o:p></span></li>
<li style="color: black; margin-top: 12pt; margin-bottom: 12pt; text-align: justify; font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><span style="font-size: 14pt; font-family: 'times new roman', times, serif;">Nonostante assedi, insicurezza e blocchi all’accesso, <b>i team di Azione Contro la Fame continuano a lavorare sul campo</b> per fornire cure contro la malnutrizione, servizi sanitari, acqua potabile, attività di promozione dell’igiene e assistenza alle popolazioni più vulnerabili.<o:p></o:p></span></li>
</ul>
<p align="right" style="text-align: right; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><u><span style="color: #0c64c0;">Portavoce disponibile: Samy Guessabi, Direttore di Azione Contro la Fame in Sudan</span></u></b></span><o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"><o:p> </o:p></p>
<p style="text-align: justify; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="color: black;">Milano, 13 gennaio 2026 –</span></b><span style="color: black;"> Amina (nome di fantasia per questioni di sicurezza) è una donna sudanese sfollata all’interno del proprio Paese. Lei e la sua famiglia sono arrivate nella comunità che oggi li ospita senza nulla. Fuggivano dalla violenza e oggi sopravvivono grazie a piccoli lavori in un mercato locale. La scarsità di cibo e acqua è una costante: mantenere un’igiene di base è una lotta quotidiana e l’insicurezza è tale che persino tornare a casa con gli aiuti umanitari ricevuti — scorte di cibo e acqua — significa vivere nella paura che possano essere rubati lungo il tragitto.</span></span><o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"><span style="font-size: 14pt; font-family: 'times new roman', times, serif; color: black;">Il caso di Amina non è isolato. <b>Dopo 1.000 giorni di conflitto armato ininterrotto</b>, i bisogni di quasi metà della popolazione sudanese sono ancora ben lontani dall’essere soddisfatti. Il suo desiderio più grande è semplice, ma urgente: che la guerra finisca, che ci sia sicurezza e che la sua famiglia possa vivere con dignità.</span><o:p></o:p></p>
<p style="margin-top: 12.0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="color: #0070c0;">Tre carestie dichiarate nel mondo, due delle quali in Sudan</span></b></span><o:p></o:p></p>
<p style="margin-bottom: 12.0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: 'times new roman', times, serif; color: black;">Ad oggi, nel mondo sono state dichiarate <b>tre carestie</b>, una classificazione che si applica solo alle condizioni più estreme di fame. <b>Di queste, lo stato di carestia è stato dichiarato due volte in Sudan in meno di un anno: a El Fasher alla fine del 2024 e a Kadugli nel novembre 2025, </b>con<b> altre 20 località</b> a rischio in Darfur e Kordofan. Il conflitto ha devastato le catene alimentari: assedi prolungati, distruzione dei mercati e delle terre agricole, collasso dell’economia e interruzione delle rotte commerciali hanno portato a un’inflazione estrema e a una drastica perdita del potere d’acquisto. In molte aree, il cibo arriva a malapena nei mercati e, quando arriva, i prezzi sono inaccessibili per la maggior parte delle famiglie.</span><o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"><span style="font-size: 14pt; font-family: 'times new roman', times, serif; color: black;">Queste circostanze hanno portato il Sudan a subire una delle crisi alimentati più gravi al mondo. Oggi, <b>oltre 21 milioni di persone</b> soffrono la fame quotidianamente e, di queste, almeno <b>375.000 sopravvivono in condizioni catastrofiche</b>, affrontando fame estrema, malnutrizione acuta e un reale rischio di morte. Innumerevoli famiglie sono costrette a sopravvivere mangiando foglie e mangimi per animali.</span><o:p></o:p></p>
<p style="margin-top: 12.0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="color: #0070c0;">Tra il 70% e l’80% degli ospedali nelle aree colpite dal conflitto non è operativo</span></b></span><o:p></o:p></p>
<p style="margin-bottom: 12.0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: 'times new roman', times, serif; color: black;">Dopo <b>1.000 giorni di conflitto</b>, le conseguenze superano il solo impatto sui livelli della fame. Attualmente, <b>oltre 33 milioni di persone in Sudan </b>necessitano urgentemente di assistenza a causa della mancanza di cibo e delle difficoltà di accesso ai servizi di base, come l’assistenza sanitaria, l’acqua pulita e la protezione.</span><o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"><span style="font-size: 14pt; font-family: 'times new roman', times, serif; color: black;">Il collasso dei <b>sistemi sanitari</b> è allarmante. Tra il <b>70% e l’80% degli ospedali e dei centri</b> sanitari nelle aree colpite dal conflitto non è operativo. Più della metà della popolazione non ha accesso all’assistenza sanitaria di base, in un contesto segnato da continui attacchi contro ospedali e personale sanitario.</span><o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"><span style="font-size: 14pt; font-family: 'times new roman', times, serif; color: black;">Inoltre,<b> il 60% dei servizi di acqua potabile non è funzionante</b> e il mancato accesso all’acqua sicura e a condizioni igieniche minime <b>ha portato a</b> <b>epidemie di malattie infettive</b>, come il colera, che aggravano ulteriormente la pressione su servizi sanitari già collassati. Alla fine del 2025 sono stati rilevati <b>oltre 72.000 casi di colera</b> con più di 2.000 decessi registrati nel Paese.</span><o:p></o:p></p>
<p style="margin-top: 12.0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="color: #0070c0;">La crisi di sfollamento più grave al mondo</span></b></span><o:p></o:p></p>
<p style="margin-bottom: 12.0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: 'times new roman', times, serif; color: black;">«<i>Dall’inizio della guerra, <b>14 milioni di sudanesi</b> sono stati costretti a fuggire dalle proprie case per scampare al conflitto, più della metà dei quali minorenni. Questa situazione ha portato a quella che <b>oggi è la più grande crisi di sfollamento al mondo</b></i>», afferma<b> Samy Guessabi, direttore di Azione Contro la Fame in Sudan</b>. «<i>Quasi <b>10 milioni di persone</b> hanno cercato rifugio in campi per sfollati all’interno del Paese, mentre <b>oltre 4 milioni</b> sono fuggite nei Paesi vicini come Ciad, Egitto e Sud Sudan</i>».</span><o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"><span style="font-size: 14pt; font-family: 'times new roman', times, serif; color: black;">Recentemente, a Tawila (Darfur Settentrionale), l’arrivo di persone sfollate in fuga da <b>El Fasher</b> è aumentato in modo significativo a causa dell’intensificarsi della violenza nelle ultime settimane. Per lo stesso motivo, gli sfollamenti di massa sono aumentati notevolmente anche in <b>Kordofan,</b> in particolare nel Kordofan Settentrionale e a Babanusa nel Kordofan Occidentale. Tuttavia, la situazione nei campi per sfollati e nelle comunità ospitanti resta estremamente precaria: sono <b>sovraffollati e sull’orlo del collasso</b> a causa del numero elevato di persone che arrivano ogni giorno.</span><o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="color: black;">Le donne e le ragazze sfollate affrontano un rischio aggravato di violenza di genere</span></b><span style="color: black;">. Oggi, oltre 12 milioni di sudanesi, principalmente donne e ragazze, sono a rischio di subire o assistere a stupri, abusi sessuali, rapimenti, matrimoni precoci e condizioni sfruttamento. Questa cifra è aumentata dell’80% dal 2024 e del 350% dall’inizio dei conflitti nell’aprile 2023.</span></span><o:p></o:p></p>
<p style="margin-top: 12.0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="color: #0070c0;">L’intervento di Azione Contro la Fame in Darfur e Kordofan, gli epicentri della carestia</span></b></span><o:p></o:p></p>
<p style="margin-bottom: 12.0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: 'times new roman', times, serif; color: black;">L’accesso umanitario in Sudan rappresenta una sfida critica per le organizzazioni umanitarie: «<i>Dall’inizio della guerra, il 15 aprile 2023, assedi, combattimenti attivi e sfollamenti di massa hanno gravemente ostacolato la consegna degli aiuti alle aree più bisognose, privando milioni di persone di beni e servizi essenziali</i>», spiega <b>Guessabi</b>.</span><o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"><span style="font-size: 14pt; font-family: 'times new roman', times, serif; color: black;">Tuttavia, nonostante l’insicurezza e le gravi restrizioni di accesso, Azione Contro la Fame continua a operare con i propri team locali. In aree di crisi come in Darfur e Kordofan, l’organizzazione mantiene interventi in ambito sanitario e nutrizionale, acqua, servizi igienico-sanitari e igiene, sicurezza alimentare, protezione e assistenza in denaro. Inoltre, attraverso <b>cliniche mobili,</b> vengono assicurati cure mediche di base alle comunità più isolate e senza accesso agli ospedali.</span><o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"><span style="font-size: 14pt; font-family: 'times new roman', times, serif; color: black;">Mentre il Sudan raggiunge i <b>1.000 giorni di conflitto</b> e i bisogni continuano ad aumentare drasticamente, <b>solo il 33% degli aiuti umanitari necessari</b> è stato finanziato. Azione Contro la Fame lancia un appello urgente alla comunità internazionale affinché intensifichi gli sforzi e le risorse per proteggere i civili e il personale umanitario, garantire un accesso degli aiuti umanitari sicuro e senza ostacoli e consentire il passaggio sicuro delle persone in fuga dal conflitto.</span><o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"><span style="font-size: 14pt; font-family: 'times new roman', times, serif; color: black;">Tra le testimonianze raccolte dallo staff dell’organizzazione, una madre ha raccontato: <b>«<i>Il mondo ci ha dimenticato.</i></b><i> Le persone fuori dal Sudan non sanno cosa sta succedendo qui, ma spero che inizino a capire tutto ciò di cui qui avvertiamo il bisogno. Abbiamo bisogno che il mondo fermi la guerra, aiuti le persone e ci permetta di tornare alle nostre case. Abbiamo bisogno di pace</i>».</span><o:p></o:p></p>
<p style="text-align: justify; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"></p>
<p style="text-align: justify; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"></p>
<p style="text-align: justify; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"></p>
<p style="text-align: justify; margin: 12.0pt 0cm 12.0pt 0cm;"></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Fondazione La Pelucca e AVO: 25 anni di volontariato e cura a Sesto San Giovanni</title>
<link>https://www.eventi.news/fondazione-la-pelucca-avo-25-anni-volontariato</link>
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<description><![CDATA[ Fondazione La Pelucca e AVO rinnovano una collaborazione venticinquennale all’insegna di beneficenza, volontariato e cura degli ospiti a Sesto San Giovanni. ]]></description>
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<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 15:52:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Fondazione La Pelucca, AVO, volontariato sanitario, Sesto San Giovanni, assistenza agli ospiti, terzo settore, cure di prossimità, cura</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p></p>
<p></p>
<h1 data-start="261" data-end="369"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;">Nozze d’argento tra Fondazione La Pelucca e AVO: volontariato e cura al centro di un progetto vincente</span></strong></h1>
<h2 data-start="371" data-end="440"><em><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;">Insieme per portare ascolto, relazione e gentilezza tra gli ospiti</span></strong></em></h2>
<p><em><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;"></span></strong></em></p>
<p data-start="442" data-end="839"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Un’alleanza storica che guarda al futuro delle <strong data-start="489" data-end="546">cure di prossimità e del volontariato socio-sanitario</strong>. La <strong data-start="551" data-end="598">Fondazione La Pelucca di Sesto San Giovanni</strong> e l’<strong data-start="603" data-end="647">Associazione Volontari Ospedalieri (AVO)</strong> hanno rinnovato la convenzione che regola doveri e impegni reciproci, rafforzando un modello basato su aiuto collettivo, supporto relazionale e vicinanza concreta agli ospiti delle strutture.</span></p>
<p data-start="841" data-end="1014"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Un rapporto che dura da <strong data-start="865" data-end="882">oltre 25 anni</strong> e che rappresenta oggi uno dei punti di forza del sistema di accoglienza e assistenza costruito attorno alla Fondazione La Pelucca.</span></p>
<h2 data-start="1021" data-end="1083"><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif;"></span></strong></span></h2>
<h2 data-start="1021" data-end="1083"><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif;">Il ruolo dei volontari AVO nelle strutture della Fondazione</span></strong></span></h2>
<p data-start="1085" data-end="1173"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">All’interno delle residenze della Fondazione operano stabilmente <strong data-start="1150" data-end="1170">29 volontari AVO</strong>:</span></p>
<ul data-start="1174" data-end="1277">
<li data-start="1174" data-end="1226" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="1176" data-end="1226"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="1176" data-end="1192">22 volontari</strong> nella sede di <strong data-start="1207" data-end="1224">via Boccaccio</strong></span></p>
</li>
<li data-start="1227" data-end="1277" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="1229" data-end="1277"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="1229" data-end="1244">7 volontari</strong> nella sede di <strong data-start="1259" data-end="1277">via Campanella</strong></span></p>
</li>
</ul>
<p data-start="1279" data-end="1466"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">I volontari sono quotidianamente impegnati in attività di <strong data-start="1337" data-end="1394">ascolto, compagnia, animazione e supporto relazionale</strong>, offrendo una presenza costante e qualificata a beneficio degli ospiti.</span></p>
<p data-start="1468" data-end="1675"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">L’<strong data-start="1470" data-end="1499">AVO di Sesto San Giovanni</strong>, con sede presso l’ospedale cittadino, conta complessivamente <strong data-start="1562" data-end="1579">105 volontari</strong> ed è parte di una <strong data-start="1598" data-end="1626">rete lombarda di 22 sedi</strong>, coordinate a livello nazionale da <strong data-start="1662" data-end="1674">FederAVO</strong>.</span></p>
<h2 data-start="1682" data-end="1745"><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif;"></span></strong></span></h2>
<h2 data-start="1682" data-end="1745"><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif;">Una collaborazione che coinvolge ospiti, famiglie e comunità</span></strong></span></h2>
<p data-start="1747" data-end="2146"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">«Il rapporto con AVO è per noi un enorme valore aggiunto e una realtà di grande validità – sottolineano il presidente di Fondazione La Pelucca, <strong data-start="1891" data-end="1911">Giuseppe Nicosia</strong>, e il direttore generale e sanitario <strong data-start="1949" data-end="1970">Giuseppe Minutolo</strong> –. Non si tratta solo di un supporto agli ospiti, ma di un contributo prezioso per tutte le persone che entrano in relazione con i volontari: familiari, operatori e comunità».</span></p>
<p data-start="2148" data-end="2358"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">L’obiettivo condiviso è quello di <strong data-start="2182" data-end="2228">rafforzare ulteriormente la collaborazione</strong>, con particolare attenzione al <strong data-start="2260" data-end="2290">coinvolgimento dei giovani</strong>, attraverso nuovi percorsi di formazione realizzati insieme ad AVO.</span></p>
<h2 data-start="2365" data-end="2420"><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif;"></span></strong></span></h2>
<h2 data-start="2365" data-end="2420"><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif;">Un anno simbolico per l’AVO: 50 anni di volontariato</span></strong></span></h2>
<p data-start="2422" data-end="2602"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Il rinnovo della convenzione arriva in un anno particolarmente significativo: l’<strong data-start="2502" data-end="2540">Associazione Volontari Ospedalieri</strong> celebra infatti il <strong data-start="2560" data-end="2580">50° anniversario</strong> dalla sua fondazione.</span></p>
<p data-start="2604" data-end="2938"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">«Siamo onorati di essere volontari alla Pelucca e abbiamo sempre avuto un rapporto molto trasparente, fondato su reciproca stima e collaborazione continua – spiega <strong data-start="2768" data-end="2790">Simonetta Principe</strong>, responsabile AVO di Sesto San Giovanni – sia con la parte istituzionale, sia con le educatrici che affiancano quotidianamente i nostri volontari».</span></p>
<h2 data-start="2945" data-end="2995"><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif;"></span></strong></span></h2>
<h2 data-start="2945" data-end="2995"><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif;">Fondazione La Pelucca Onlus: informazioni utili</span></strong></span></h2>
<p data-start="2997" data-end="3110"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="2997" data-end="3028">Fondazione La Pelucca Onlus</strong></span><br data-start="3028" data-end="3031"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">🌐 Sito web: <a data-start="3044" data-end="3071" rel="noopener" target="_new" class="decorated-link" href="http://www.fondazionelapelucca.org">www.fondazionelapelucca.org<span aria-hidden="true" class="ms-0.5 inline-block align-middle leading-none"><svg width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="currentColor" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" data-rtl-flip="" class="block h-[0.75em] w-[0.75em] stroke-current stroke-[0.75]"><path d="M14.3349 13.3301V6.60645L5.47065 15.4707C5.21095 15.7304 4.78895 15.7304 4.52925 15.4707C4.26955 15.211 4.26955 14.789 4.52925 14.5293L13.3935 5.66504H6.66011C6.29284 5.66504 5.99507 5.36727 5.99507 5C5.99507 4.63273 6.29284 4.33496 6.66011 4.33496H14.9999L15.1337 4.34863C15.4369 4.41057 15.665 4.67857 15.665 5V13.3301C15.6649 13.6973 15.3672 13.9951 14.9999 13.9951C14.6327 13.9951 14.335 13.6973 14.3349 13.3301Z"></path></svg></span></a></span><br data-start="3071" data-end="3074"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">📞 Contatti telefonici: 02 2483240</span></p>
<p data-start="2997" data-end="3110"></p>
<p data-start="2997" data-end="3110"></p>
<p data-start="2997" data-end="3110"></p>
<p data-start="2997" data-end="3110"></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Per Natale porta in tavola la solidarietà: i regali solidali di AMOlaVITA OdV</title>
<link>https://www.eventi.news/natale-solidale-regali-amolavita-odv</link>
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<description><![CDATA[ Panettone, Parmigiano Reggiano e trasporto sanitario: i regali solidali di AMOlaVITA OdV sostengono malati oncologici e caregiver a Milano. ]]></description>
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<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 17:41:10 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>regali solidali Natale, beneficenza Natale, AMOlaVITA OdV, associazione oncologica Milano, panettone solidale, Parmigiano solidale, volontariato ospedaliero</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p></p>
<p></p>
<h2 data-start="334" data-end="417"><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif;">Per Natale porta in tavola la solidarietà: i regali solidali di AMOlaVITA OdV</span></strong></span></h2>
<p data-start="419" data-end="719"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">A Natale, un gesto di generosità può fare la differenza. Tornano anche quest’anno i <strong data-start="503" data-end="539">regali solidali di AMOlaVITA OdV</strong>, storica <strong data-start="549" data-end="585">associazione oncologica milanese</strong> attiva da oltre 40 anni negli ospedali <strong data-start="625" data-end="660">San Carlo e San Paolo di Milano</strong>, al fianco dei <strong data-start="676" data-end="718">malati oncologici e dei loro caregiver</strong>.</span></p>
<p data-start="721" data-end="938"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Panettone artigianale, Parmigiano Reggiano di alta qualità e, per la prima volta, il sostegno al <strong data-start="818" data-end="866">trasporto sanitario dei pazienti più fragili</strong>: tre modi concreti per trasformare un dono natalizio in un aiuto reale.</span></p>
<h2 data-start="945" data-end="1000"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"> <span style="font-size: 18pt;"><strong>I regali solidali di AMOlaVITA per il Natale 2025</strong></span></span></h2>
<p data-start="1002" data-end="1158"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">In occasione delle festività natalizie, AMOlaVITA propone <strong data-start="1060" data-end="1095">tre diverse iniziative solidali</strong>, pensate per sostenere le attività gratuite dell’associazione:</span></p>
<h3 data-start="1160" data-end="1197"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"> Panettone artigianale solidale</span></strong></h3>
<p data-start="1198" data-end="1316"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Preparato secondo la tradizione dallo storico <strong data-start="1244" data-end="1285">Alimentari Naviglio di Federico Giffi</strong>.</span><br data-start="1286" data-end="1289"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="1289" data-end="1316">Offerta minima: 20 euro</strong></span></p>
<p data-start="1198" data-end="1316"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"> Parmigiano Reggiano solidale</span></strong></p>
<p data-start="1354" data-end="1522"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Una <strong data-start="1358" data-end="1423">forma da 500 grammi di Parmigiano Reggiano stagionato 40 mesi</strong>, prodotto dal <strong data-start="1438" data-end="1491">Caseificio Lanfredini di Salsomaggiore Terme (PR)</strong>.</span><br data-start="1492" data-end="1495"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="1495" data-end="1522">Offerta minima: 20 euro</strong></span></p>
<p data-start="1354" data-end="1522"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"> Sostegno al trasporto sanitario</span></strong></p>
<p data-start="1563" data-end="1744"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Novità del 2025: è possibile sostenere il <strong data-start="1605" data-end="1640">servizio di trasporto sanitario</strong> che accompagna i pazienti oncologici da casa all’ospedale per le terapie.</span><br data-start="1714" data-end="1717"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="1717" data-end="1744">Offerta minima: 25 euro</strong></span></p>
<p data-start="1746" data-end="1890"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Il <strong data-start="1749" data-end="1777">ricavato delle donazioni</strong> contribuisce a finanziare i numerosi servizi che AMOlaVITA offre gratuitamente ai pazienti e alle loro famiglie.</span></p>
<p data-start="1892" data-end="2017"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">👉 <strong data-start="1895" data-end="1931">Prenotazioni e donazioni online:</strong></span><br data-start="1931" data-end="1934"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><a data-start="1934" data-end="2017" rel="noopener" target="_new" class="decorated-link" href="https://amolavitaodv.com/questanno-regala-solidarieta-alle-persone-a-cui-vuoi-bene/">https://amolavitaodv.com/questanno-regala-solidarieta-alle-persone-a-cui-vuoi-bene/<span aria-hidden="true" class="ms-0.5 inline-block align-middle leading-none"><svg width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="currentColor" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" data-rtl-flip="" class="block h-[0.75em] w-[0.75em] stroke-current stroke-[0.75]"><path d="M14.3349 13.3301V6.60645L5.47065 15.4707C5.21095 15.7304 4.78895 15.7304 4.52925 15.4707C4.26955 15.211 4.26955 14.789 4.52925 14.5293L13.3935 5.66504H6.66011C6.29284 5.66504 5.99507 5.36727 5.99507 5C5.99507 4.63273 6.29284 4.33496 6.66011 4.33496H14.9999L15.1337 4.34863C15.4369 4.41057 15.665 4.67857 15.665 5V13.3301C15.6649 13.6973 15.3672 13.9951 14.9999 13.9951C14.6327 13.9951 14.335 13.6973 14.3349 13.3301Z"></path></svg></span></a></span></p>
<h2 data-start="2024" data-end="2083"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"> <span style="font-size: 18pt;"><strong>AMOlaVITA OdV: 40 anni accanto ai pazienti oncologici</strong></span></span></h2>
<p data-start="2085" data-end="2463"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="2085" data-end="2102">AMOlaVITA OdV</strong> nasce nel <strong data-start="2113" data-end="2121">1980</strong> all’Ospedale San Carlo per iniziativa del <strong data-start="2164" data-end="2187">Prof. Gino Luporini</strong>, uno dei padri dell’oncologia italiana e attuale presidente onorario dell’associazione.</span><br data-start="2275" data-end="2278"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Dal <strong data-start="2282" data-end="2290">2022</strong> è attiva anche presso l’<strong data-start="2315" data-end="2337">Ospedale San Paolo</strong>, con l’obiettivo di migliorare la <strong data-start="2372" data-end="2415">qualità di vita dei pazienti oncologici</strong>, accompagnandoli prima, durante e dopo le cure.</span></p>
<p data-start="2465" data-end="2659"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">L’associazione opera in stretta collaborazione con gli ospedali grazie a un <strong data-start="2541" data-end="2608">Consiglio Direttivo composto prevalentemente da medici oncologi</strong>, volontari e professionisti di diverse competenze.</span></p>
<h2 data-start="2666" data-end="2711"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"> <span style="font-size: 18pt;"><strong>I servizi gratuiti offerti da AMOlaVITA</strong></span></span></h2>
<p data-start="2713" data-end="2829"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">AMOlaVITA mette al centro la persona, non solo la malattia, offrendo un sistema integrato di supporto che comprende:</span></p>
<ul data-start="2831" data-end="3505">
<li data-start="2831" data-end="2906" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="2833" data-end="2906"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">presenza nelle sale d’attesa oncologiche con ascolto e supporto emotivo</span></p>
</li>
<li data-start="2907" data-end="2993" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="2909" data-end="2993"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">presa in carico dei pazienti più fragili, con supporto burocratico e organizzativo</span></p>
</li>
<li data-start="2994" data-end="3053" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="2996" data-end="3053"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">servizi domiciliari di infermieri, OSS e fisioterapisti</span></p>
</li>
<li data-start="3054" data-end="3138" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="3056" data-end="3138"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">dono di <strong data-start="3064" data-end="3077">parrucche</strong> alle pazienti in terapia, con colloqui di sostegno emotivo</span></p>
</li>
<li data-start="3139" data-end="3193" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="3141" data-end="3193"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">laboratori creativi di pittura nelle sale d’attesa</span></p>
</li>
<li data-start="3194" data-end="3248" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="3196" data-end="3248"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">incontri informativi su <strong data-start="3220" data-end="3246">nutrizione e oncologia</strong></span></p>
</li>
<li data-start="3249" data-end="3348" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="3251" data-end="3348"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">donazione di attrezzature sanitarie avanzate (analizzatore ematico, ecografo portatile, arredi)</span></p>
</li>
<li data-start="3349" data-end="3436" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="3351" data-end="3436"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">finanziamento della figura professionale di <strong data-start="3395" data-end="3411">Data Manager</strong> per la ricerca clinica</span></p>
</li>
<li data-start="3437" data-end="3505" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="3439" data-end="3505"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">servizio <strong data-start="3448" data-end="3455">CAF</strong> per assistenza fiscale e pratiche di invalidità</span></p>
</li>
</ul>
<p data-start="3507" data-end="3682"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Nel <strong data-start="3511" data-end="3519">2024</strong>, il valore dell’opera sociale di AMOlaVITA è stato riconosciuto con il <strong data-start="3591" data-end="3610">Premio Anzalone</strong> dell’Ordine dei Medici di Milano e il <strong data-start="3649" data-end="3681">Premio Ippocrate per la Vita</strong>.</span></p>
<h2 data-start="3689" data-end="3720"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"> <span style="font-size: 18pt;"><strong>Un regalo che vale di più</strong></span></span></h2>
<p data-start="3722" data-end="3916"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Scegliere i <strong data-start="3734" data-end="3766">regali solidali di AMOlaVITA</strong> significa unire la tradizione del Natale a un gesto di <strong data-start="3822" data-end="3846">beneficenza concreta</strong>, capace di migliorare la vita di chi affronta un percorso oncologico.</span></p>
<p data-start="3918" data-end="3948"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Un dono buono, dentro e fuori.</span></p>
<p data-start="3918" data-end="3948"></p>
<p data-start="3918" data-end="3948"></p>
<p data-start="3918" data-end="3948"></p>
<p data-start="3918" data-end="3948"></p>
<p data-start="3918" data-end="3948"></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Gioielleria artigianale e solidarietà: al via il primo tirocinio del progetto Casa &amp;amp; Bottega di Rubinia</title>
<link>https://www.eventi.news/gioielleria-artigianale-solidarieta-casa-bottega-rubinia</link>
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<description><![CDATA[ Rubinia e Fondazione Donna a Milano avviano il primo tirocinio in gioielleria artigianale per una donna rifugiata, grazie al crowdfunding solidale. ]]></description>
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<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 17:30:38 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>gioielleria artigianale, artigianato orafo, Rubinia, Casa &amp; Bottega, crowdfunding solidale, inclusione lavorativa donne, Made in Italy gioielli, tirocinio gioielleria</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p></p>
<p></p>
<h2 data-start="272" data-end="377"><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif;">Gioielleria artigianale e solidarietà: nasce il primo tirocinio del progetto Casa &amp; Bottega di Rubinia</span></strong></span></h2>
<p><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif;"></span></strong></span></p>
<p data-start="379" data-end="694"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">La <strong data-start="382" data-end="409">gioielleria artigianale</strong> può diventare uno strumento concreto di <strong data-start="450" data-end="493">inclusione sociale e riscatto personale</strong>. È da questa visione che nasce il <strong data-start="528" data-end="585">primo tirocinio formativo del progetto Casa &amp; Bottega</strong>, promosso dall’azienda orafa milanese <strong data-start="624" data-end="635">Rubinia</strong> in collaborazione con <strong data-start="658" data-end="693">Fondazione Donna a Milano Onlus</strong>.</span></p>
<p data-start="696" data-end="910"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Il progetto unisce <strong data-start="715" data-end="785">artigianato orafo italiano, solidarietà e formazione professionale</strong>, offrendo a donne in difficoltà l’opportunità di apprendere un mestiere prezioso e costruire una nuova autonomia lavorativa.</span></p>
<h2 data-start="917" data-end="968"><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif;">Un progetto finanziato dal crowdfunding solidale</span></strong></span></h2>
<p data-start="970" data-end="1285"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Il primo percorso formativo è stato reso possibile grazie a <strong data-start="1030" data-end="1062">due campagne di crowdfunding</strong>, realizzate nel 2025 in occasione del <strong data-start="1101" data-end="1152">25° anniversario della linea iconica Filodamore</strong>.</span><br data-start="1153" data-end="1156"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Le campagne hanno raccolto <strong data-start="1183" data-end="1198">23.727 euro</strong>, coinvolgendo clienti, amici del brand e numerosi rivenditori Rubinia in tutta Italia.</span></p>
<p data-start="1287" data-end="1436"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Il risultato è un progetto concreto che sostiene il <strong data-start="1339" data-end="1368">Made in Italy artigianale</strong>, valorizzando il sapere manuale e la trasmissione delle competenze.</span></p>
<h2 data-start="1443" data-end="1490"><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif;">La prima allieva del progetto Casa &amp; Bottega</span></strong></span></h2>
<p data-start="1492" data-end="1772"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">La prima beneficiaria del tirocinio è una <strong data-start="1534" data-end="1566">donna palestinese di 37 anni</strong>, oggi residente a Milano. Segnalata da <strong data-start="1606" data-end="1641">Fondazione Donna a Milano Onlus</strong>, la donna ha affrontato un percorso di vita complesso, segnato dal conflitto nel suo Paese e da situazioni di fragilità personale.</span></p>
<p data-start="1774" data-end="2027"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Per motivi di tutela, la sua identità resta riservata e viene indicata come <strong data-start="1850" data-end="1856">R.</strong></span><br data-start="1856" data-end="1859"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Il tirocinio rappresenta per lei una <strong data-start="1896" data-end="1963">opportunità concreta di ricostruzione professionale e personale</strong>, con l’obiettivo di inserirsi stabilmente nel mondo del lavoro.</span></p>
<h2 data-start="2034" data-end="2085"><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif;">Il tirocinio in gioielleria artigianale a Milano</span></strong></span></h2>
<p data-start="2087" data-end="2270"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Il percorso formativo si svolge nel laboratorio di <strong data-start="2138" data-end="2157">Rossana Ricolfi</strong>, storica <strong data-start="2167" data-end="2195">artigiana orafa milanese</strong>, da sempre impegnata nella formazione e nella valorizzazione del mestiere.</span></p>
<p data-start="2272" data-end="2366"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Il programma prevede l’apprendimento delle <strong data-start="2315" data-end="2356">tecniche fondamentali dell’oreficeria</strong>, tra cui:</span></p>
<ul data-start="2367" data-end="2463">
<li data-start="2367" data-end="2378" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="2369" data-end="2378"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">traforo</span></p>
</li>
<li data-start="2379" data-end="2407" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="2381" data-end="2407"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">infilatura delle collane</span></p>
</li>
<li data-start="2408" data-end="2434" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="2410" data-end="2434"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">pulitura delle fusioni</span></p>
</li>
<li data-start="2435" data-end="2463" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="2437" data-end="2463"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">incassatura delle pietre</span></p>
</li>
</ul>
<p data-start="2465" data-end="2650"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Il corso si svolge con <strong data-start="2488" data-end="2514">orari lavorativi reali</strong>, in un ambiente accogliente e altamente professionale, pensato per favorire un vero apprendimento e l’inserimento graduale nel settore.</span></p>
<blockquote data-start="2652" data-end="2920">
<p data-start="2654" data-end="2920"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">“Questi mesi serviranno a capire quale ambito della lavorazione orafa la stimola di più e a sviluppare la manualità di base necessaria”, racconta Rossana Ricolfi.</span><br data-start="2816" data-end="2819"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">“Trasmettere l’arte orafa è fondamentale per preservare un sapere antico e profondamente italiano”.</span></p>
</blockquote>
<h2 data-start="2927" data-end="2970"><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif;">Un’occasione di autonomia e integrazione</span></strong></span></h2>
<p data-start="2972" data-end="3129"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Come sottolinea l’<strong data-start="2990" data-end="3019">avvocato Glauco Gasperini</strong>, che segue la donna nel suo percorso di tutela, il tirocinio rappresenta una <strong data-start="3097" data-end="3128">occasione di riscatto reale</strong>:</span></p>
<blockquote data-start="3130" data-end="3308">
<p data-start="3132" data-end="3308"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">“Ha una formazione culturale medio-alta, ma ha dovuto abbandonare il suo mondo a causa della guerra. Oggi il suo obiettivo è costruire una vita autonoma e dignitosa in Italia”.</span></p>
</blockquote>
<h2 data-start="3315" data-end="3350"><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif;">Cos’è il progetto Casa &amp; Bottega</span></strong></span></h2>
<p data-start="3352" data-end="3507"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="3352" data-end="3370">Casa &amp; Bottega</strong> è un progetto ideato da <strong data-start="3395" data-end="3412">Roberto Ricci</strong>, anima creativa di Rubinia, con il sogno di creare un <strong data-start="3467" data-end="3506">hub milanese dell’artigianato orafo</strong>.</span></p>
<p data-start="3509" data-end="3562"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Il percorso, della durata di <strong data-start="3538" data-end="3550">tre anni</strong>, nasce per:</span></p>
<ul data-start="3563" data-end="3761">
<li data-start="3563" data-end="3604" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="3565" data-end="3604"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">sostenere l’<strong data-start="3577" data-end="3604">emancipazione femminile</strong></span></p>
</li>
<li data-start="3605" data-end="3648" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="3607" data-end="3648"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">valorizzare il <strong data-start="3622" data-end="3648">saper fare artigianale</strong></span></p>
</li>
<li data-start="3649" data-end="3694" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="3651" data-end="3694"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">rilanciare l’<strong data-start="3664" data-end="3694">artigianato orafo italiano</strong></span></p>
</li>
<li data-start="3695" data-end="3761" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="3697" data-end="3761"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">restituire centralità alla figura del gioielliere come artista</span></p>
</li>
</ul>
<p data-start="3763" data-end="3847"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">👉 Scopri di più sul progetto:</span><br data-start="3793" data-end="3796"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="3796" data-end="3847"><a data-start="3798" data-end="3845" rel="noopener" target="_new" class="decorated-link" href="https://rubinia.com/pages/progetto-casa-bottega">https://rubinia.com/pages/progetto-casa-bottega<span aria-hidden="true" class="ms-0.5 inline-block align-middle leading-none"><svg width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="currentColor" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" data-rtl-flip="" class="block h-[0.75em] w-[0.75em] stroke-current stroke-[0.75]"><path d="M14.3349 13.3301V6.60645L5.47065 15.4707C5.21095 15.7304 4.78895 15.7304 4.52925 15.4707C4.26955 15.211 4.26955 14.789 4.52925 14.5293L13.3935 5.66504H6.66011C6.29284 5.66504 5.99507 5.36727 5.99507 5C5.99507 4.63273 6.29284 4.33496 6.66011 4.33496H14.9999L15.1337 4.34863C15.4369 4.41057 15.665 4.67857 15.665 5V13.3301C15.6649 13.6973 15.3672 13.9951 14.9999 13.9951C14.6327 13.9951 14.335 13.6973 14.3349 13.3301Z"></path></svg></span></a></strong></span></p>
<h2 data-start="3854" data-end="3895"><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif;">Rubinia: artigianato, etica e bellezza</span></strong></span></h2>
<p data-start="3897" data-end="4076"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Fondata nel <strong data-start="3909" data-end="3917">1985</strong>, <strong data-start="3919" data-end="3930">Rubinia</strong> è un’azienda simbolo del <strong data-start="3956" data-end="3979">Made in Italy orafo</strong>, guidata da valori come <strong data-start="4004" data-end="4075">artigianato, sostenibilità, responsabilità ambientale e solidarietà</strong>.</span></p>
<p data-start="4078" data-end="4262"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">È stata la prima azienda del settore in Italia a dichiarare che il <strong data-start="4145" data-end="4217">100% della produzione utilizza oro e argento riciclati e certificati</strong>, con packaging sostenibile in <strong data-start="4248" data-end="4261">AppleSkin</strong>.</span></p>
<p data-start="4264" data-end="4452"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Nella storica sede di <strong data-start="4286" data-end="4320">Via Vincenzo Monti 26 a Milano</strong>, convivono store, laboratorio e area creativa, dove ogni gioiello nasce dall’ascolto del cliente e dal “<strong data-start="4425" data-end="4450">fare bene con le mani</strong>”.</span></p>
<p data-start="4454" data-end="4686"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Le linee iconiche <strong data-start="4472" data-end="4487">Filodamore®</strong> e <strong data-start="4490" data-end="4508">Filodellavita®</strong>, presenti in oltre <strong data-start="4528" data-end="4559">350 punti vendita in Italia</strong> e <strong data-start="4562" data-end="4579">80 in Francia</strong>, raccontano una storia di eccellenza artigianale che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.</span></p>
<p data-start="4454" data-end="4686"></p>
<p data-start="4454" data-end="4686"></p>
<p data-start="4454" data-end="4686"></p>
<p data-start="4454" data-end="4686"></p>
<p data-start="4454" data-end="4686"></p>
<p data-start="4454" data-end="4686"></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Aspettando il Natale 2025: weekend solidale a Milano con i Frati Cappuccini</title>
<link>https://www.eventi.news/aspettando-il-natale-2025-evento-solidale-milano-frati-cappuccini</link>
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<description><![CDATA[ Il 22 e 23 novembre 2025 torna “Aspettando il Natale”, l’evento solidale dei Frati Cappuccini Missionari a Milano con street food, mostre, presepi, laboratori per bambini e sottoscrizione a premi. Iniziativa a sostegno della missione in Costa d’Avorio. ]]></description>
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<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 13:42:42 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Natale 2025, eventi Milano, Frati Cappuccini, solidarietà, street food Milano, eventi per famiglie, presepi dal mondo, missioni Costa d’Avorio, eventi benefici, laboratori bambini</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<h1 data-start="131" data-end="210"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;"><strong data-start="133" data-end="208">Aspettando il Natale – Eventi solidali a Milano (22 e 23 novembre 2025)</strong></span></h1>
<p data-start="211" data-end="309"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;"><em data-start="211" data-end="309">Street food, mostre, presepi, concerti e attività per famiglie con i Frati Cappuccini Missionari</em></span></p>
<p data-start="730" data-end="763"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="315" data-end="344"></strong></span></p>
<h2 data-start="765" data-end="854"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="768" data-end="852">Sabato 22 e domenica 23 novembre 2025 – Convento dei Frati Cappuccini Missionari </strong></span><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="855" data-end="881">“Aspettando il Natale”</strong></span></h2>
<p data-start="974" data-end="1088"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="974" data-end="1027">Il ricavato andrà alla missione in Costa d’Avorio</strong>, a sostegno dell’asilo che accoglie un centinaio di bambini.</span></p>
<p data-start="1090" data-end="1173"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">📍 <strong data-start="1093" data-end="1151">P.le Cimitero Maggiore 5, Milano – ore 10–18 (tram 14)</strong></span><br data-start="1151" data-end="1154"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">🌐 <a data-start="1157" data-end="1173" rel="noopener" target="_new" class="decorated-link" href="http://www.missioni.org">www.missioni.org<span aria-hidden="true" class="ms-0.5 inline-block align-middle leading-none"><svg width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="currentColor" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" data-rtl-flip="" class="block h-[0.75em] w-[0.75em] stroke-current stroke-[0.75]"><path d="M14.3349 13.3301V6.60645L5.47065 15.4707C5.21095 15.7304 4.78895 15.7304 4.52925 15.4707C4.26955 15.211 4.26955 14.789 4.52925 14.5293L13.3935 5.66504H6.66011C6.29284 5.66504 5.99507 5.36727 5.99507 5C5.99507 4.63273 6.29284 4.33496 6.66011 4.33496H14.9999L15.1337 4.34863C15.4369 4.41057 15.665 4.67857 15.665 5V13.3301C15.6649 13.6973 15.3672 13.9951 14.9999 13.9951C14.6327 13.9951 14.335 13.6973 14.3349 13.3301Z"></path></svg></span></a></span></p>
<h1 data-start="1180" data-end="1211"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;"><strong data-start="1182" data-end="1211"></strong></span></h1>
<h1 data-start="1180" data-end="1211"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;"><strong data-start="1182" data-end="1211">Presentazione dell’evento</strong></span></h1>
<p data-start="1213" data-end="1460"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">I Frati Cappuccini Missionari aprono le porte del convento in P.le Cimitero Maggiore 5 per un fine settimana dedicato ad adulti, famiglie e bambini: <strong data-start="1362" data-end="1388">“Aspettando il Natale”</strong>, un appuntamento solidale che unisce tradizione, cultura e gastronomia.</span></p>
<p data-start="1462" data-end="1655"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Il ricavato delle offerte sosterrà la missione cappuccina in <strong data-start="1523" data-end="1541">Costa d’Avorio</strong>, dove sono necessari interventi per ricostruire <strong data-start="1590" data-end="1626">mensa, cucina e servizi igienici</strong> dell’asilo di Zouan-Hounien.</span></p>
<h1 data-start="1662" data-end="1686"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="1664" data-end="1686"></strong></span></h1>
<h1 data-start="1662" data-end="1686"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="1664" data-end="1686">PROGRAMMA COMPLETO</strong></span></h1>
<h2 data-start="1688" data-end="1713"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="1691" data-end="1713">Sabato 22 novembre</strong></span></h2>
<h3 data-start="1715" data-end="1746"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="1719" data-end="1746">Ore 15.30 – Santa Messa</strong></span></h3>
<p data-start="1747" data-end="1826"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Celebrazione dedicata al mondo missionario, ai consacrati e ai volontari laici.</span></p>
<h3 data-start="1828" data-end="1854"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="1832" data-end="1854">Mostra missionaria</strong></span></h3>
<p data-start="1855" data-end="1893"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">A seguire apertura della mostra con:</span></p>
<ul data-start="1894" data-end="2010">
<li data-start="1894" data-end="1915" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="1896" data-end="1915"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">presepi dal mondo</span></p>
</li>
<li data-start="1916" data-end="1949" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="1918" data-end="1949"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">articoli natalizi artigianali</span></p>
</li>
<li data-start="1950" data-end="1985" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="1952" data-end="1985"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">prodotti gastronomici regionali</span></p>
</li>
<li data-start="1986" data-end="2010" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="1988" data-end="2010"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">idee regalo solidali</span></p>
</li>
</ul>
<h2 data-start="2017" data-end="2062"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="2020" data-end="2062">Domenica 23 novembre – Ore 10.00-18.00</strong></span></h2>
<h3 data-start="2064" data-end="2109"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="2068" data-end="2109">Street Food nel giardino del convento</strong></span></h3>
<p data-start="2110" data-end="2171"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Pane, pizza e focacce appena sfornate, oltre al servizio bar.</span></p>
<h3 data-start="2173" data-end="2219"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="2177" data-end="2219">Dalle ore 11.00 – Cassoeula da asporto</strong></span></h3>
<h3 data-start="2221" data-end="2280"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="2225" data-end="2280">Dalle ore 12.00 – Pranzo (anche nel salone interno)</strong></span></h3>
<p data-start="2281" data-end="2288"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Menù:</span></p>
<ul data-start="2289" data-end="2363">
<li data-start="2289" data-end="2326" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="2291" data-end="2326"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Casoncelli bresciani fatti a mano</span></p>
</li>
<li data-start="2327" data-end="2338" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="2329" data-end="2338"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Polenta</span></p>
</li>
<li data-start="2339" data-end="2363" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="2341" data-end="2363"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Salamelle e patatine</span></p>
</li>
</ul>
<h3 data-start="2365" data-end="2395"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="2369" data-end="2395">Sottoscrizione a premi</strong></span></h3>
<p data-start="2396" data-end="2464"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Ricchi premi messi a disposizione da amici, volontari e sostenitori.</span></p>
<h3 data-start="2466" data-end="2511"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="2470" data-end="2511">Laboratorio artigianale per i bambini</strong></span></h3>
<p data-start="2512" data-end="2646"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Attività gratuita con frate Matteo.</span><br data-start="2547" data-end="2550"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">I bambini potranno realizzare un oggetto che contribuirà a una <strong data-start="2613" data-end="2645">maxi-installazione di Natale</strong>.</span></p>
<p data-start="2512" data-end="2646"></p>
<p data-start="2512" data-end="2646"></p>
<p data-start="2512" data-end="2646"></p>
<p data-start="2512" data-end="2646"></p>
<p data-start="2512" data-end="2646"></p>
<p data-start="2512" data-end="2646"></p>
<p data-start="2512" data-end="2646"></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Pane in Piazza 2025: solidarietà a Milano e un nuovo panificio in Camerun</title>
<link>https://www.eventi.news/pane-in-piazza-2025-solidarieta-milano-panificio-camerun</link>
<guid>https://www.eventi.news/pane-in-piazza-2025-solidarieta-milano-panificio-camerun</guid>
<description><![CDATA[ A Milano, Pane in Piazza 2025 trasforma la solidarietà in un progetto concreto: un panificio e una scuola di panificazione a Bambui, Camerun, grazie ai Frati Minori Cappuccini. ]]></description>
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<pubDate>Thu, 06 Nov 2025 16:07:25 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Pane in Piazza 2025, Milano, Frati Minori Cappuccini, Bambui Camerun, scuola di panificazione, solidarietà, evento benefico, panificio missionario</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p data-start="388" data-end="968"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="388" data-end="413">Milano, novembre 2025</strong> – Con <em data-start="420" data-end="441">Pane in Piazza 2025</em>, la solidarietà incontra la tradizione. In <strong data-start="485" data-end="501">Piazza Duomo</strong>, oltre cento fornai provenienti da tutta Italia hanno sfornato senza sosta pane, focacce, pizze e dolci tipici regionali, offrendo i loro prodotti ai visitatori in cambio di una donazione libera.</span><br data-start="697" data-end="700"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">L’evento, promosso dai <strong data-start="723" data-end="771">Frati Minori Cappuccini Missionari di Milano</strong> insieme alla <strong data-start="785" data-end="806">famiglia Marinoni</strong> e patrocinato dal <strong data-start="825" data-end="845">Comune di Milano</strong>, ha raccolto fondi destinati alla costruzione di un <strong data-start="898" data-end="953">panificio e di una scuola di panificazione a Bambui</strong>, in Camerun.</span></p>
<p data-start="970" data-end="1452"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Grazie alla partecipazione di <strong data-start="1000" data-end="1025">oltre 300.000 persone</strong>, l’iniziativa ha superato ogni aspettativa: i fondi raccolti permetteranno non solo di realizzare la struttura ma anche di <strong data-start="1149" data-end="1187">attrezzare un punto vendita locale</strong>, offrendo così <strong data-start="1203" data-end="1240">formazione professionale e lavoro</strong> ai giovani del territorio.</span><br data-start="1267" data-end="1270"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Il progetto sarà gestito dai <strong data-start="1299" data-end="1330">Frati Cappuccini camerunesi</strong>, con il supporto dei fornai italiani che si occuperanno della formazione, garantendo un modello sostenibile e duraturo.</span></p>
<p data-start="1454" data-end="1816"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">L’obiettivo è creare un’opera capace di migliorare le condizioni di vita della comunità e di aiutare anche i <strong data-start="1563" data-end="1605">detenuti minori del carcere di Bamenda</strong> e gli ospiti del <strong data-start="1623" data-end="1640">Centro Emmaus</strong>, dedicato a persone disabili e fragili.</span><br data-start="1680" data-end="1683"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Un’iniziativa che unisce <strong data-start="1708" data-end="1727">pane e speranza</strong>, esempio concreto di come la cultura della solidarietà possa trasformarsi in sviluppo.</span></p>
<p data-start="1818" data-end="2092"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">I Frati Minori Cappuccini ringraziano la <strong data-start="1859" data-end="1880">Famiglia Marinoni</strong>, partner storico del progetto, <strong data-start="1912" data-end="1923">ASSITOL</strong> (Associazione Italiana Industria Olearia), e tutti i <strong data-start="1977" data-end="2019">volontari, fornai, artisti e musicisti</strong> che hanno contribuito con passione alla riuscita della manifestazione.</span></p>
<p data-start="2094" data-end="2392"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Il <strong data-start="2097" data-end="2150">Centro Missionario dei Frati Cappuccini di Milano</strong>, diretto da <strong data-start="2163" data-end="2188">Fra Giovanni Cropelli</strong>, continua la sua missione in Africa, Asia e America Latina per promuovere <strong data-start="2263" data-end="2293">pace, lavoro e solidarietà</strong>.</span><br data-start="2294" data-end="2297"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Ulteriori informazioni e aggiornamenti sul sito 👉 <a href="https://www.missioni.org">www.missioni.org</a></span></p>
<p data-start="2094" data-end="2392"></p>
<p data-start="2094" data-end="2392"></p>
<p data-start="2094" data-end="2392"></p>
<p data-start="2094" data-end="2392"></p>
<p data-start="2094" data-end="2392"></p>
<p data-start="2094" data-end="2392"></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Sudan: Azione Contro la Fame avverte di una catastrofe umanitaria a El Fasher</title>
<link>https://www.eventi.news/sudan-catastrofe-umanitaria-el-fasher</link>
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<description><![CDATA[ Azione Contro la Fame lancia un allarme dal Sudan: a El Fasher centinaia di migliaia di civili sono intrappolati. Violenza in aumento, accesso agli aiuti limitato e alto rischio di violenza di genere. L’organizzazione attiva cliniche mobili e chiede interventi urgenti. ]]></description>
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<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 18:20:37 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Sudan, El Fasher, Azione Contro la Fame, crisi umanitaria, conflitto in Darfur, emergenza Sudan, aiuti umanitari, violenza di genere, cliniche mobili, ONG, umanità, Africa, guerra, sfollati, nutrizione, salute, sicurezza, protezione civili</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p></p>
<p></p>
<h1 data-start="419" data-end="498"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;">Sudan – Azione Contro la Fame avverte: catastrofe umanitaria a El Fasher</span></strong></h1>
<p></p>
<p data-start="500" data-end="981"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="500" data-end="539">Milano / El Fasher, 3 novembre 2025</strong> – La violenza nel Nord Darfur è aumentata drasticamente negli ultimi giorni. Centinaia di migliaia di civili e operatori umanitari sono <strong data-start="676" data-end="704">intrappolati a El Fasher</strong>, affrontando <strong data-start="718" data-end="748">gravi rischi di protezione</strong> e <strong data-start="751" data-end="804">accesso sempre più limitato agli aiuti salva-vita</strong>.</span><br data-start="805" data-end="808"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">L’organizzazione internazionale <strong data-start="840" data-end="865">Azione Contro la Fame</strong> lancia un <strong data-start="876" data-end="895">allarme urgente</strong>: la situazione rischia di trasformarsi in una catastrofe umanitaria senza precedenti.</span></p>
<h2 data-start="988" data-end="1032"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">  Civili intrappolati e fuga impossibile</span></strong></h2>
<p data-start="1034" data-end="1531"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Chi tenta di lasciare El Fasher per raggiungere aree più sicure, come <strong data-start="1104" data-end="1114">Tawila</strong>, deve affrontare <strong data-start="1132" data-end="1153">viaggi pericolosi</strong> e rischia attacchi lungo le rotte di fuga.</span><br data-start="1196" data-end="1199"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Secondo le testimonianze raccolte, alcuni civili sono stati <strong data-start="1259" data-end="1292">fermati, aggrediti o detenuti</strong> mentre cercavano di mettersi in salvo.</span><br data-start="1331" data-end="1334"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Molte persone sfollate che arrivano a Tawila risultano <strong data-start="1389" data-end="1440">disidratate, malnutrite, ferite e traumatizzate</strong>.</span><br data-start="1441" data-end="1444"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Il rischio di <strong data-start="1458" data-end="1502">violenza sessuale contro donne e ragazze</strong> rimane estremamente elevato.</span></p>
<h2 data-start="1538" data-end="1583"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">  Dichiarazione di Azione Contro la Fame</span></strong></h2>
<blockquote data-start="1585" data-end="2084">
<p data-start="1587" data-end="2084"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">“Il livello degli sfollamenti, dei rischi di protezione e dei bisogni umanitari a El Fasher e nelle aree circostanti è inimmaginabile. Tutte le parti coinvolte nel conflitto devono rispettare i propri obblighi di protezione dei civili”,</span><br data-start="1823" data-end="1826"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">ha dichiarato <strong data-start="1842" data-end="1859">Samy Guessabi</strong>, <em data-start="1861" data-end="1903">Direttore di Azione Contro la Fame Sudan</em>.</span><br data-start="1904" data-end="1907"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">“È fondamentale garantire il passaggio sicuro e la sopravvivenza delle persone. Sono necessari <strong data-start="2004" data-end="2025">più finanziamenti</strong> e <strong data-start="2028" data-end="2059">accesso umanitario continuo</strong> per poter salvare vite.”</span></p>
</blockquote>
<h2 data-start="2091" data-end="2128"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">  Azione Contro la Fame sul campo</span></strong></h2>
<p data-start="2130" data-end="2391"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">L’organizzazione è pronta ad <strong data-start="2159" data-end="2213">avviare due cliniche mobili di salute e nutrizione</strong> a Tawila, per assistere gli sfollati.</span><br data-start="2251" data-end="2254"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Parallelamente, i team locali stanno <strong data-start="2291" data-end="2344">sviluppando programmi di protezione e prevenzione</strong> contro la violenza di genere, con attività di:</span></p>
<ul data-start="2392" data-end="2551">
<li data-start="2392" data-end="2426" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="2394" data-end="2426"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">sensibilizzazione comunitaria;</span></p>
</li>
<li data-start="2427" data-end="2466" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="2429" data-end="2466"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">formazione e segnalazione dei casi;</span></p>
</li>
<li data-start="2467" data-end="2551" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="2469" data-end="2551"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">creazione di <strong data-start="2482" data-end="2511">reti di protezione locali</strong> per le donne e le famiglie vulnerabili.</span></p>
</li>
</ul>
<h2 data-start="2558" data-end="2601"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">  Appello alla comunità internazionale</span></strong></h2>
<p data-start="2603" data-end="2720"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="2603" data-end="2628">Azione Contro la Fame</strong> chiede un <strong data-start="2639" data-end="2676">intervento immediato e coordinato</strong> da parte della comunità internazionale per:</span></p>
<ul data-start="2721" data-end="2971">
<li data-start="2721" data-end="2784" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="2723" data-end="2784"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">garantire la <strong data-start="2736" data-end="2781">protezione dei civili rimasti a El Fasher</strong>;</span></p>
</li>
<li data-start="2785" data-end="2844" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="2787" data-end="2844"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">assicurare <strong data-start="2798" data-end="2827">corridoi umanitari sicuri</strong> per chi fugge;</span></p>
</li>
<li data-start="2845" data-end="2906" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="2847" data-end="2906"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">tutelare <strong data-start="2856" data-end="2883">gli operatori umanitari</strong> impegnati sul campo;</span></p>
</li>
<li data-start="2907" data-end="2971" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="2909" data-end="2971"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">consentire <strong data-start="2920" data-end="2951">accesso costante agli aiuti</strong> nelle aree colpite.</span></p>
</li>
</ul>
<blockquote data-start="2973" data-end="3064">
<p data-start="2975" data-end="3064"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">“Il nostro appello è urgente: ogni ora di ritardo costa vite umane”, sottolinea Guessabi.</span></p>
</blockquote>
<h2 data-start="3071" data-end="3104"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">  Chi è Azione Contro la Fame</span></strong></h2>
<p data-start="3106" data-end="3295"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="3106" data-end="3131">Azione Contro la Fame</strong> è un’organizzazione umanitaria internazionale impegnata a garantire a ogni persona il diritto a una vita libera dalla fame.</span><br data-start="3255" data-end="3258"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Da oltre <strong data-start="3267" data-end="3278">46 anni</strong>, l’associazione:</span></p>
<ul data-start="3296" data-end="3488">
<li data-start="3296" data-end="3347" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="3298" data-end="3347"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">previene e cura la <strong data-start="3317" data-end="3344">malnutrizione infantile</strong>;</span></p>
</li>
<li data-start="3348" data-end="3410" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="3350" data-end="3410"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">fornisce <strong data-start="3359" data-end="3395">acqua, salute, cibo e formazione</strong> in 56 Paesi;</span></p>
</li>
<li data-start="3411" data-end="3488" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="3413" data-end="3488"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">collabora con governi e comunità locali per <strong data-start="3457" data-end="3487">un cambiamento sostenibile</strong>.</span></p>
</li>
</ul>
<p data-start="3490" data-end="3649"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Ogni anno, Azione Contro la Fame <strong data-start="3523" data-end="3562">aiuta oltre 26,5 milioni di persone</strong> in tutto il mondo.</span><br data-start="3581" data-end="3584"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">🌐 <a href="https://www.azionecontrolafame.it">www.azionecontrolafame.it</a></span></p>
<p data-start="3490" data-end="3649"></p>
<p data-start="3490" data-end="3649"></p>
<p data-start="3490" data-end="3649"></p>
<p data-start="3490" data-end="3649"></p>
<p data-start="3490" data-end="3649"></p>
<p data-start="3490" data-end="3649"></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Convegno “Cuori che si incontrano”: il valore del Sostegno a Distanza dei Frati Cappuccini di Milano</title>
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<description><![CDATA[ Sabato 8 novembre 2025 a Milano il Centro Missionario dei Frati Cappuccini organizza il convegno &#039;Cuori che si incontrano&#039; dedicato al Sostegno a Distanza. Storie di solidarietà, educazione e speranza per i bambini nel mondo. ]]></description>
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<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 17:43:20 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>sostegno a distanza, Frati Cappuccini Milano, solidarietà internazionale, Cuori che si incontrano, SAD, convegno missionario, bambini Africa, aiuto umanitario, donazioni educazione, missioni cattoliche</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p></p>
<p></p>
<h1 data-start="425" data-end="524"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;">Convegno “Cuori che si incontrano” – Il valore del Sostegno a Distanza per i bambini nel mondo</span></strong></h1>
<p></p>
<p data-start="526" data-end="690"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="526" data-end="640">Milano, 8 novembre 2025 – Centro Missionario dei Frati Cappuccini, Piazza C</strong><strong data-start="526" data-end="640">imitero Maggiore 5, ore 15.00-17.00</strong></span><br data-start="640" data-end="643"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">🌍 <a data-start="646" data-end="690" class="decorated-link" rel="noopener" target="_new" href="https://www.missioni.org">www.missioni.org<span aria-hidden="true" class="ms-0.5 inline-block align-middle leading-none"><svg width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="currentColor" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" data-rtl-flip="" class="block h-[0.75em] w-[0.75em] stroke-current stroke-[0.75]"><path d="M14.3349 13.3301V6.60645L5.47065 15.4707C5.21095 15.7304 4.78895 15.7304 4.52925 15.4707C4.26955 15.211 4.26955 14.789 4.52925 14.5293L13.3935 5.66504H6.66011C6.29284 5.66504 5.99507 5.36727 5.99507 5C5.99507 4.63273 6.29284 4.33496 6.66011 4.33496H14.9999L15.1337 4.34863C15.4369 4.41057 15.665 4.67857 15.665 5V13.3301C15.6649 13.6973 15.3672 13.9951 14.9999 13.9951C14.6327 13.9951 14.335 13.6973 14.3349 13.3301Z"></path></svg></span></a></span></p>
<h2 data-start="697" data-end="778"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"></span></h2>
<h2 data-start="697" data-end="778"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"> Il Sostegno a Distanza: un ponte di solidarietà che unisce cuori e comunità</span></strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"></span></h2>
<p data-start="780" data-end="1318"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Il <strong data-start="783" data-end="812">Sostegno a Distanza (SAD)</strong> è una forma concreta di <strong data-start="837" data-end="867">solidarietà internazionale</strong> che consente a persone, famiglie o gruppi di contribuire al <strong data-start="928" data-end="1007">mantenimento e all’educazione di un bambino o di una comunità in difficoltà</strong>, permettendo loro di restare nel proprio contesto sociale e culturale.</span><br data-start="1078" data-end="1081"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Nato nel dopoguerra e diffusosi in Italia tra gli anni ’60 e ’70 grazie a missionari e ONG, il SAD ha progressivamente assunto un <strong data-start="1211" data-end="1241">valore etico e cooperativo</strong>, fondato sulla dignità della persona e sulla crescita delle comunità locali.</span></p>
<p data-start="1320" data-end="1750"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Oggi, il <strong data-start="1329" data-end="1382">Centro Missionario dei Frati Cappuccini di Milano</strong> è tra i promotori più attivi di questa iniziativa solidale, con <strong data-start="1447" data-end="1478">circa 1.700 progetti attivi</strong> in <strong data-start="1482" data-end="1556">Eritrea, Camerun, Costa d’Avorio, Etiopia, Brasile, Kenya e Thailandia</strong>.</span><br data-start="1557" data-end="1560"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Dal 2002 ad oggi, migliaia di bambini e famiglie hanno beneficiato del sostegno di donatori italiani, ricevendo istruzione, cure, nutrimento e la possibilità di costruire un futuro migliore.</span></p>
<p data-start="1320" data-end="1750"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"></span></p>
<h2 data-start="1757" data-end="1828"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"> <strong> Convegno “Cuori che si incontrano”: solidarietà che genera futuro</strong></span></h2>
<p data-start="1830" data-end="2098"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Sabato <strong data-start="1837" data-end="1856">8 novembre 2025</strong>, il <strong data-start="1861" data-end="1908">Centro Missionario dei Cappuccini di Milano</strong> ospiterà il <strong data-start="1921" data-end="1980">convegno “Sostegno A Distanza: cuori che si incontrano”</strong>, aperto a tutti coloro che desiderano conoscere da vicino il valore umano e sociale di questa forma di solidarietà.</span></p>
<p data-start="2100" data-end="2138"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Durante l’incontro saranno presentati:</span></p>
<ul data-start="2139" data-end="2678">
<li data-start="2139" data-end="2223" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="2141" data-end="2223"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"> Il video “Cuori che si incontrano” con storie e volti dei bambini sostenuti.</span></p>
</li>
<li data-start="2224" data-end="2399" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="2226" data-end="2399"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"> Le <strong data-start="2232" data-end="2261">testimonianze missionarie</strong> di <strong data-start="2265" data-end="2298">Fra Panphile (Costa d’Avorio)</strong>, <strong data-start="2300" data-end="2334">Fra Marino Pacchioni (Brasile)</strong> e <strong data-start="2337" data-end="2362">Fra Giovanni Cropelli</strong>, Direttore del Centro Missionario.</span></p>
</li>
<li data-start="2400" data-end="2473" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="2402" data-end="2473"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"> I <strong data-start="2407" data-end="2427">contributi video</strong> dai missionari impegnati nei diversi Paesi.</span></p>
</li>
<li data-start="2474" data-end="2613" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="2476" data-end="2613"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"> Gli <strong data-start="2483" data-end="2537">interventi dei volontari laici Patrizia e Paoletta</strong>, che racconteranno la loro esperienza diretta accanto ai bambini del SAD.</span></p>
</li>
<li data-start="2614" data-end="2678" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="2616" data-end="2678"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"> Coffee break conclusivo e spazio per domande e condivisioni.</span></p>
</li>
</ul>
<p data-start="2680" data-end="2821"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Per partecipare, è gradita la conferma scrivendo a  <a data-start="2734" data-end="2787" class="decorated-link cursor-pointer" rel="noopener">sostegno@missioni.org<span aria-hidden="true" class="ms-0.5 inline-block align-middle leading-none"><svg width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="currentColor" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" data-rtl-flip="" class="block h-[0.75em] w-[0.75em] stroke-current stroke-[0.75]"><path d="M14.3349 13.3301V6.60645L5.47065 15.4707C5.21095 15.7304 4.78895 15.7304 4.52925 15.4707C4.26955 15.211 4.26955 14.789 4.52925 14.5293L13.3935 5.66504H6.66011C6.29284 5.66504 5.99507 5.36727 5.99507 5C5.99507 4.63273 6.29284 4.33496 6.66011 4.33496H14.9999L15.1337 4.34863C15.4369 4.41057 15.665 4.67857 15.665 5V13.3301C15.6649 13.6973 15.3672 13.9951 14.9999 13.9951C14.6327 13.9951 14.335 13.6973 14.3349 13.3301Z"></path></svg></span></a> o chiamando 📞 <strong data-start="2803" data-end="2820">02 38 000 272</strong>.</span></p>
<p data-start="2680" data-end="2821"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"></span></p>
<h2 data-start="2828" data-end="2881"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"> Storie di speranza nate dal Sostegno a Distanza</span></strong></h2>
<p data-start="2883" data-end="3118"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Il SAD non è solo un aiuto economico: è un <strong data-start="2926" data-end="2969">legame umano che unisce persone lontane</strong>, trasformando donatori e beneficiari in una vera <strong data-start="3019" data-end="3040">famiglia solidale</strong>.</span><br data-start="3041" data-end="3044"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Dietro ogni contributo ci sono <strong data-start="3075" data-end="3097">storie di riscatto</strong> e di <strong data-start="3103" data-end="3117">vita nuova</strong>:</span></p>
<ul data-start="3120" data-end="3535">
<li data-start="3120" data-end="3258" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="3122" data-end="3258"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="3122" data-end="3133">Stephen</strong> ha potuto studiare e laurearsi grazie al sostegno ricevuto, e oggi lavora con l’impegno di restituire ciò che ha ricevuto.</span></p>
</li>
<li data-start="3259" data-end="3386" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="3261" data-end="3386"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="3261" data-end="3271">Amodeo</strong> e <strong data-start="3274" data-end="3283">Boris</strong> hanno scelto la via della fede, entrando nell’<strong data-start="3330" data-end="3355">Ordine dei Cappuccini</strong> per dedicarsi ai più poveri.</span></p>
</li>
<li data-start="3387" data-end="3535" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="3389" data-end="3535"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="3389" data-end="3398">Raoul</strong>, diventato poliziotto, difende la sua comunità, mentre <strong data-start="3454" data-end="3465">Natasha</strong>, grazie all’aiuto ricevuto, ha potuto completare gli studi superiori.</span></p>
</li>
</ul>
<p data-start="3537" data-end="3642"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Ogni storia è la prova che <strong data-start="3564" data-end="3587">il bene genera bene</strong>, e che anche un piccolo gesto può cambiare un destino.</span></p>
<p data-start="3537" data-end="3642"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"></span></p>
<h2 data-start="3649" data-end="3681"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">💖 <strong>Un futuro che prende forma</strong></span></h2>
<p data-start="3683" data-end="3912"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Il <strong data-start="3686" data-end="3709">Sostegno a Distanza</strong> è un <strong data-start="3715" data-end="3748">ponte che abbatte le distanze</strong> e crea incontro tra chi dona e chi riceve.</span><br data-start="3791" data-end="3794"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">È un modo per costruire <strong data-start="3818" data-end="3841">un mondo più giusto</strong>, dove la solidarietà si trasforma in <strong data-start="3879" data-end="3911">educazione, lavoro e dignità</strong>.</span></p>
<p data-start="3914" data-end="3999"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="3914" data-end="3999">“Cuori che si incontrano. Storie che si intrecciano. Sogni che diventano realtà.”</strong></span></p>
<p data-start="3914" data-end="3999"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="3914" data-end="3999"></strong></span></p>
<p data-start="3914" data-end="3999"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="3914" data-end="3999"></strong></span></p>
<p data-start="3914" data-end="3999"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="3914" data-end="3999"></strong></span></p>
<p data-start="3914" data-end="3999"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="3914" data-end="3999"></strong></span></p>
<p data-start="3914" data-end="3999"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="3914" data-end="3999"></strong></span></p>
<p data-start="3914" data-end="3999"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="3914" data-end="3999"></strong></span></p>
<p data-start="3914" data-end="3999"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="3914" data-end="3999"></strong></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Milano – Solidarietà: “Insieme nella malattia a passo di danza” | Cena charity AMOlaVITA ODV</title>
<link>https://www.eventi.news/insieme-nella-malattia-a-passo-di-danza</link>
<guid>https://www.eventi.news/insieme-nella-malattia-a-passo-di-danza</guid>
<description><![CDATA[ A Milano, la cena benefica ‘Solidarietà tra gusto e arte’ di AMOlaVITA ODV unisce danza e gastronomia per sostenere i pazienti oncologici. In scena i ballerini del Teatro alla Scala e lo chef Cesare Battisti. ]]></description>
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<pubDate>Thu, 30 Oct 2025 19:06:18 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>AMOlaVITA ODV, solidarietà, Milano, cena benefica, Cesare Battisti, Teatro alla Scala, Maika Kumakasi, Andrea Curci, Rudolf Nureyev, Spazio Caroli 12, Fondazione Pino Cova, cucina milanese, Ratanà, evento charity, beneficenza, danza e gusto, oncologia Milano, ospedale San Paolo, ospedale San Carlo, volontariato, Marco Dari, associazione oncologica, cena di beneficenza, raccolta fondi, cultura solidale, arte e solidarietà</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p style="text-align: center;"></p>
<div style="text-align: center;"><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif;">MILANO – SOLIDARIETA’</span></strong></span></div>
<div style="text-align: center;"></div>
<div style="text-align: center;"><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif;">Insieme nella malattia a passo di danza</span></strong></span></div>
<div style="text-align: center;"></div>
<div style="text-align: center;"><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif;">La cena charity “Solidarietà tra gusto e arte” </span></strong></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif;">di AMOlaVITA OdV</span></strong></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif;">offrirà l’esibizione di una coppia di ballerini </span></strong></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="font-size: 18pt;"><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif;">del Teatro alla Scala </span></strong></span></div>
<div style="text-align: center;"></div>
<div style="text-align: center;"><em><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Un passo a due dal balletto La Bella Addormentata con la coreografia </span></em></div>
<div style="text-align: center;"><em><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">di Rudolf Nureyev. E in cucina ancora lo chef n°1 della cucina milanese, Cesare Battisti.</span></em></div>
<div style="text-align: center;"><em><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><a href="https://www.amolavitaodv.it">www.amolavitaodv.it</a></span></em></div>
<div style="text-align: center;"><em><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"></span></em></div>
<div style="text-align: center;"><em><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"></span></em></div>
<div style="text-align: center;"><em><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"></span></em></div>
<div style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"></span></div>
<div></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">L'Associazione Oncologica Milanese - AMO la Vita ODV, impegnata a favore dei pazienti oncologici e dei loro familiari negli ospedali SS. Paolo e Carlo di Milano, per la prossima cena benefica prenatalizia sposa alla solidarietà l’arte della danza, oltre che l’eccellenza di piatti tipici meneghini.  </span></div>
<div></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">L’evento si svolgerà venerdì 14 novembre dalle ore 19.30 allo Spazio Caroli 12 (Fondazione Pino Cova), via Luigi Caroli 12 (parcheggio interno da via Meucci). </span></div>
<div></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">La serata sarà impreziosita dall’esibizione di una coppia di ballerini del Teatro alla Scala Maika Kumakasi e Andrea Curci che presenteranno un passo a due tratto dal balletto di Rudolf Nureyev "La bella addormentata”</span></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Coordinato da Christelle Cenerelli e Émilie Fouilloux.</span></div>
<div></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">In cucina ci sarà di nuovo Cesare Battisti, chef milanese tra i più rappresentativi della nuova cucina italiana, con il suo locale Ratanà, e figura di spicco in generale nel panorama internazionale del settore. Cesare Battisti unisce tradizione e contemporaneità in un racconto gastronomico autentico. Con il suo ristorante ha contribuito a ridefinire l’identità della cucina lombarda, valorizzando ingredienti locali e produttori sostenibili. È riconosciuto per il suo impegno nella diffusione di una cultura culinaria etica e stagionale, attenta al territorio e alle persone che lo abitano. La sua cucina è diventata un punto di riferimento per chi ricerca gusto, memoria e innovazione in equilibrio perfetto.</span></div>
<div></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Il menu: i mondeghili tipici di Cesare Battisti, gli arancini alla milanese, tarte tatin di rape rosse, arancia e finocchietto, fonduta di taleggio;</span></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">risotto alla zucca mantovana e Barbera, cosce di faraona ripiene con purea alle erbette, Il Panettone del Ratanà, crema ai limoni autunnali; torrone allo zafferano e riso soffiato.</span></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">L’associazione, il presidente Marco Dari e tutto lo staff, invitano a questa serata speciale soci, amici e cittadini tutti per celebrare insieme la bellezza, l’armonia, la creatività, in una parola la vita, a fronte del difficile percorso di cura che la malattia comporta. Donazione minima suggerita a partire da €130 (…senza limiti alla generosità). E’ possibile prenotare e lasciare la propria donazione direttamente da https://amolavitaodv.com/cena-charity-2025/. </span></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Oppure si può contattare AMO la Vita tramite i seguenti canali:</span></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">info@amolavitaodv.it – 02 40222118. E’ possibile donare anche tramite bonifico - IBAN IT39I0306909563100000016139 Causale: Cena charity 2025.</span></div>
<div></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">AMO la Vita ODV ha sede in via Pio II 3, nella Divisione di Oncologia ASST - Santi Paolo Carlo. Tel. 02 4022 2118 - 334 859 5472.</span></div>
<div></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Nel 2025 compie 45 anni di servizio (fu fondata da uno dei padri dell’oncologia, Prof. Gino Luporini, tutt’ora presidente onorario dell’ente); offre servizi per migliorare la qualità della vita dei malati e dei loro cari che li assistono: dal trasporto semplice o attrezzato, per condurre i malati a fare le chemioterapie e le visite mediche, al supporto nella facilitazione del percorso di cura, alle parrucche gratuite, all’affiancamento nella sale di attesa, alle tante iniziative di informazione e intrattenimento.</span></div>
<div></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"> </span></div>
<div></div>
<div><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"> ABOUT</span></strong></div>
<div></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">AMOlaVITA  </span></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">L’Associazione opera in connessione e collaborazione con gli ospedali grazie a un Consiglio Direttivo formato da 9 medici oncologi (tranne il presidente Marco Dari); inoltre, da considerare il contributo di 26 soci provenienti da diverse tipologie di professionalità, 20 volontari, 4 collaboratori professionisti che lavorano quotidianamente con varie mansioni.</span></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Un breve elenco di servizi e attività con i relativi numeri di quello che l’Associazione ha fatto nell’ultimo anno (Gennaio 2024 - Dicembre 2024), in continuità con quanto svolto negli anni precedenti:</span></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">- presenza nelle 3 sale d’attesa per le cure e le terapie oncologiche offrendo ascolto e contenimento del disagio emotivo dovuti all’attesa di visite e terapie. Hanno usufruito del servizio 1595 pazienti e famigliari per 129 giorni di presenza dei volontari;</span></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">- presa in carico di 23 pazienti particolarmente fragili, in difficoltà nella gestione del percorso terapeutico. Per loro viene coordinata la parte burocratica e organizzativa per visite/esami/ecc.;</span></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">- servizio a domicilio a chiamata di infermieri, Operatrici Socio-Sanitarie, fisioterapisti per 11 malati;</span></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">- dono di 61 parrucche alle pazienti che hanno perso i capelli per le terapie, grazie alla collaborazione con l’Associazione Cancro Primo Aiuto. Ogni paziente ha usufruito anche di 2 colloqui di sostegno emotivo;</span></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">- attività di laboratori creativi di pittura nelle sale d’attesa dei 2 Presidi: coinvolte circa 350 persone tra pazienti e famigliari, che hanno dipinto accompagnate da un’insegnante d’arte;</span></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">- incontri informativi sulla “Nutrizione e l’Oncologia” tenuti da un biologo nutrizionista. Hanno partecipato circa 140 pazienti.</span></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">- Donato al Day Hospital del Presidio San Carlo un analizzatore ematico (2023) grazie al quale vengono analizzati in un anno circa 600 campioni ematici facendo risparmiare circa 1000 ore di attesa; poi anche  arredi per una sala d’attesa (2024) ed un ecografo professionale portatile (2024) che viene usato quotidianamente per verifiche diagnostiche, per esecuzione di paracentesi e toracentesi, per </span></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">posizionamento di cateteri vascolari.</span></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">- L’associazione finanzia, infine, una figura professionale di Data Manager che collabora all’attività clinica e di ricerca della Divisione di Oncologia. </span></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">In aggiunta a quanto sopra, nel 2025 è stato rinnovato ad AMOlaVITA il servizio CAF per l'assistenza fiscale e per le pratiche di invalidità dei pazienti.</span></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Il valore dell’opera sociale di AMOlaVITA nel 2024 le è valso il “Premio Anzalone" dell'Ordine dei medici di Milano e il "Premio Ippocrate per la vita" dell'omonima associazione.</span></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Per donare</span></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Tel. segreteria AMO la Vita ODV 02 4022 2118 - 334 859 5472</span></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">E-mail info@amolavitaodv.it  </span></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"> </span></div>
<div></div>
<div></div>
<div><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"> </span></div>
<p></p>
<p></p>
<p></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>AMOlaVITA ETS ringrazia Uber: 10mila euro per il trasporto gratuito dei pazienti oncologici a Milano</title>
<link>https://www.eventi.news/amolavita-ets-ringrazia-uber-donazione-trasporto-pazienti-oncologici-milano</link>
<guid>https://www.eventi.news/amolavita-ets-ringrazia-uber-donazione-trasporto-pazienti-oncologici-milano</guid>
<description><![CDATA[ L’associazione AMOlaVITA ETS riceve una donazione di 10mila euro da Uber per sostenere il trasporto gratuito dei malati oncologici negli ospedali San Carlo e San Paolo di Milano. Un gesto di solidarietà che aiuta centinaia di pazienti e caregiver. ]]></description>
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<pubDate>Wed, 29 Oct 2025 14:28:44 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>AMOlaVITA ETS, Uber, donazione, solidarietà, pazienti oncologici, Milano, San Carlo, San Paolo, trasporto gratuito, volontariato, associazioni sanitarie, Marco Dari, assistenza malati, salute e solidarietà, beneficenza, oncoematologia</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p></p>
<p style="text-align: center;"></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 18pt;"><strong>MILANO - SOLIDARIETA’</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><em><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong>  L’associazione AMOlaVITA ETS ringrazia Uber:</strong></span></em></p>
<p style="text-align: center;"><br><em><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong>“Con la donazione di 10mila euro risparmiamo il 25% </strong></span></em></p>
<p style="text-align: center;"><br><em><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong>dei costi sostenuti per il trasporto dei nostri malati oncologici””</strong></span></em></p>
<p style="text-align: center;"><br><em><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong>La storica associazione, attiva nei due ospedali della asst Santi Paolo e Carlo, </strong></span></em><br><em><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong>nel 2024 ha effettuato 1.700 viaggi gratuiti, per una spesa complessiva di 40mila euro, e il periodo gennaio-agosto del 2025 mostra sostanzialmente lo stesso trend. Molto gradito quindi l’importante credito riconosciuto </strong></span><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong>per solidarietà da Uber </strong></span></em><br><em><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong> </strong></span></em><br><em><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong> <a href="https://www.amolavitaodv.it">www.amolavitaodv.it</a></strong></span></em></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><em><strong></strong></em></span></p>
<p><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Sempre più vicina ai malati oncologici e loro caregiver, negli ospedali milanesi San Carlo e San Paolo di Milano, l’associazione ODV AMOlaVITA ETS, da 45 anni impegnata per la qualità della vita degli assistiti. Tra i tanti servizi a disposizione, molto apprezzato è quello del trasporto privato gratuito dei più fragili dal domicilio all’ospedale e viceversa, per il quale l’ente nel 2024 ha dovuto affrontare un costo di 40mila euro, a fronte di 1700 viaggi. Molto gradito quindi il credito di 10mila euro elargito di recente da Uber, piattaforma tecnologica che mette in connessione gli utenti con fornitori di servizi di trasporto privato non di linea (noleggio con conducente e taxi). “La donazione di Uber  – <strong>spiega Marco Dari Presidente di AMOLaVita</strong> - andrà a coprire circa 20-25% del totale dei costi previsti tra il 2025 ed il 2026, considerando che il periodo gennaio-agosto del 2025 mostra sostanzialmente lo stesso trend dell’anno precedente. Con questa donazione, ci aspettiamo anche di aumentare il numero dei pazienti trasportati, erogando servizi di trasporto in aree esterne di Milano che attualmente non riusciamo a coprire”. E in aggiunta, il servizio Uber “risulta particolarmente gradito ai nostri pazienti” come sottolinea Stefania scherzosamente: “Ogni volta che arriva l’auto nera di Uber a casa per portarmi in ospedale a fare la chemioterapia mi sento una regina, sembra un’auto di rappresentanza!”. </span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Uber ha sponsorizzato anche il torneo di padel ‘benefico’ ‘Milano Charity Cup’ che si concluderà sabato 18 ottobre, all’ Aspria Harbour Club, in via Cascina Bellaria 19, con le premiazioni.</span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">L’Associazione AMO la Vita è nata nel 1980 dalla visione del Prof. Gino Luporini, attuale presidente onorario, uno dei padri fondatori dell’Oncologia, che aveva capito quanto è importante facilitare il percorso di cura e la qualità di vita dei malati oncologici con una serie di attenzioni e iniziative, come appunto il trasporto sanitario. Attività e missione che negli anni sono stati portati avanti e ampliati con una sempre maggiore offerta di aiuti concreti, attraverso la solidarietà e il sostegno emotivo e sociale.</span></p>
<p><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">L’Associazione, che ha sede in Via Pio II 3 nella Divisione di Oncologia ASST - Santi Paolo e Carlo, opera in connessione e collaborazione con gli ospedali grazie a un Consiglio Direttivo formato da 9 medici oncologi (tranne il presidente Marco Dari); inoltre, da considerare il contributo di 26 soci provenienti da diverse tipologie di professionalità, 20 volontari, 4 collaboratori professionisti che lavorano quotidianamente con varie mansioni.</span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Un breve<strong> elenco di servizi e attività </strong>con i relativi numeri di quello che l’Associazione ha fatto nell’ultimo anno (Gennaio 2024 - Dicembre 2024), in continuità con quanto svolto negli anni precedenti:</span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">- presenza nelle 3 sale d’attesa per le cure e le terapie oncologiche offrendo ascolto e contenimento del disagio emotivo dovuti all’attesa di visite e terapie. Hanno usufruito del servizio 1595 pazienti e famigliari per 129 giorni di presenza dei volontari;</span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">- presa in carico di 23 pazienti particolarmente fragili, in difficoltà nella gestione del percorso terapeutico. Per loro viene coordinata la parte burocratica e organizzativa per visite/esami/ecc.;</span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">- servizio a domicilio a chiamata di infermieri, Operatrici Socio-Sanitarie, fisioterapisti per 11 malati;</span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">- dono di 61 parrucche alle pazienti che hanno perso i capelli per le terapie, grazie alla collaborazione con l’Associazione Cancro Primo Aiuto. Ogni paziente ha usufruito anche di 2 colloqui di sostegno emotivo;</span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">- attività di laboratori creativi di pittura nelle sale d’attesa dei 2 Presidi: coinvolte circa 350 persone tra pazienti e famigliari, che hanno dipinto accompagnate da un’insegnante d’arte;</span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">- incontri informativi sulla “Nutrizione e l’Oncologia” tenuti da un biologo nutrizionista. Hanno partecipato circa 140 pazienti.</span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">- Donato al Day Hospital del Presidio San Carlo un analizzatore ematico (2023) grazie al quale vengono analizzati in un anno circa 600 campioni ematici facendo risparmiare circa 1000 ore di attesa; poi anche  arredi per una sala d’attesa (2024) ed un ecografo professionale portatile (2024) che viene usato quotidianamente per verifiche diagnostiche, per esecuzione di paracentesi e toracentesi, per </span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">posizionamento di cateteri vascolari.</span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">- L’associazione finanzia, infine, una figura professionale di Data Manager che collabora all’attività clinica e di ricerca della Divisione di Oncologia. </span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">In aggiunta a quanto sopra, nel 2025 è stato rinnovato ad AMOlaVITA il servizio CAF per l'assistenza fiscale e per le pratiche di invalidità dei pazienti.</span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Il valore dell’opera sociale di AMOlaVITA nel 2024 le è valso il “Premio Anzalone" dell'Ordine dei medici di Milano e il "Premio Ippocrate per la vita" dell'omonima associazione.</span><br><strong><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Per donare</span></strong><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Tel. segreteria AMO la Vita ODV 02 4022 2118 - 334 859 5472</span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">E-mail info@amolavitaodv.it -   </span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">– Banca Intesa: IT39H0306909418100000000328</span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">– Unicredit: IT11J0200801767000104479823</span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">– C.C.postale n° 1036953204</span><br><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Nel 2023, tra i nuovi servizi avviati, si segnala la App RITA, Remote Intelligence for Therapeutic Adherence che sarà sviluppata come Software as Medical Device (SaMD) e marcata CE, finalizzata al miglioramento dell’aderenza terapeutica e il monitoraggio del paziente, anche a fini di ricerca in ambito onco-ematologico.</span></p>
<p></p>
<p></p>]]> </content:encoded>
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<title>Salute Senza Barriere: il progetto AIFO che porta cure e dignità in Mozambico</title>
<link>https://www.eventi.news/salute-senza-barriere-aifo-mozambico-progetto</link>
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<description><![CDATA[ Il progetto &#039;Salute Senza Barriere&#039; di AIFO porta cure, inclusione e autonomia alle comunità più remote del Mozambico, con il sostegno della Cooperazione Italiana. ]]></description>
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<pubDate>Fri, 24 Oct 2025 17:44:27 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>AIFO, Salute Senza Barriere, Mozambico, cooperazione internazionale, MAECI, AICS, salute globale, disabilità, sviluppo sostenibile, cooperazione Italia-Africa, sanità comunitaria, inclusione sociale</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b>SALUTE SENZA BARRIERE: IL PROGETTO DI AIFO CHE PORTA CURE E <o:p></o:p></b></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b>DIGNITÀ ALLE COMUNITÀ PIÙ REMOTE IN MOZAMBICO<o:p></o:p></b></span></p>
<p class="MsoNormal"><o:p> </o:p></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><i>Bologna, 24 ottobre 2025</i> – In Mozambico la salute non è solo una questione di distanza dalle strutture sanitarie, ma spesso di invisibilità. È proprio lì che il progetto <b>“Salute Senza Barriere”</b>, promosso da <b>AIFO</b> - Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau ETS e cofinanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) sta cambiando la vita di migliaia di persone portando per la prima volta servizi sanitari, inclusione e autonomia. L’obiettivo ambizioso ma concreto del progetto è proprio quello di garantire l’accesso a servizi sanitari di qualità per tutte le persone, in particolare per quelle con disabilità o che vivono in aree remote, valorizzando le competenze comunitarie e le pratiche locali.</span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">“Salute Senza Barriere” promuove un modello di intervento su più fronti: dal <b>rafforzamento dei centri di salute comunitari</b>, all’<b>attivazione delle brigate mobili </b>− unità sanitarie itineranti − per raggiungere i villaggi più isolati, fino al <b>coinvolgimento diretto di persone con disabilità</b> attraverso cooperative locali e reti di comunità. Le attività includono prevenzione e controllo delle malattie non trasmissibili (come diabete e ipertensione), supporto psicosociale, sensibilizzazione casa per casa e sostegno concreto alle persone con disabilità, tradizionalmente escluse dai servizi.</span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">La vicinanza alle comunità è garantita anche dalla presenza delle <b>agenti di salute comunitaria</b>, figure formate per fare da ponte tra famiglie e strutture sanitarie. Uno di loro descrive così il suo lavoro quotidiano nei villaggi: «<i>Portiamo informazione, prevenzione e ascolto. Spieghiamo alle persone che la salute è un loro diritto e le accompagniamo nelle cure</i>».</span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Non si tratta dunque di erogare solo servizi sanitari, ma di costruire relazioni durature e rafforzare il tessuto sociale: oltre all’intervento sanitario, “Salute Senza Barriere” promuove percorsi di <b>inclusione economica</b> attraverso cooperative locali. Il progetto contribuisce così a una trasformazione culturale che supera barriere fisiche, economiche e sociali. </span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b>Numeri e risultati<o:p></o:p></b></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">In cifre, il progetto ha già raggiunto direttamente oltre <b>133.558 persone</b> (il 53,4% della popolazione) nelle zone di azione (Distretto di Manica, Baruè, Pemba, Ancuabe, Montepuez) e opera attivamente in <b>5 centri di salute</b> e comitati comunitari, nonché in partenariato con enti locali, cooperating partner, istituzioni pubbliche e organizzazioni di base. </span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Rilevante è anche il riconoscimento: il progetto è stato indicato tra le <b>best practice</b> dall’AICS, in quanto modello esemplare di inclusione, sostenibile e guidato dalle comunità stesse. </span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b>Il ruolo del donatore: la Cooperazione italiana<o:p></o:p></b></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Il contributo del donatore istituzionale è fondamentale non solo dal punto di vista finanziario, ma per orientare scelte, trasparenza e responsabilità. Il cofinanziamento della Cooperazione italiana ha infatti reso possibile realizzare interventi su scala territoriale ampliata, di sperimentare soluzioni innovative e di monitorare impatti reali nel tempo. Questo tipo di cooperazione pubblico–società civile dimostra come la solidarietà internazionale possa tradursi in progetti concreti, capaci di generare cambiamento, rafforzare autonomie locali e lasciare un’eredità duratura. </span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><u>AIFO – Associazione Amici Raoul Follereau<o:p></o:p></u></b></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">AIFO è un’organizzazione non governativa fondata nel 1961 che opera in Italia e in numerosi Paesi del mondo per promuovere la salute, la dignità e i diritti delle persone più vulnerabili. Al centro del suo impegno c’è l’inclusione: AIFO lavora affinché chi vive in condizioni di fragilità, in particolare persone con disabilità, abbia pari opportunità di accesso a cure, istruzione, lavoro e partecipazione sociale. Attraverso progetti di cooperazione internazionale, attività di sensibilizzazione e percorsi di educazione alla cittadinanza, AIFO costruisce comunità più giuste, solidali e inclusive. <a href="http://www.aifo.it">www.aifo.it</a> </span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal"><o:p> </o:p></p>
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<title>Giornata internazionale contro la povertà 2025 | Fondazione l’Albero della Vita</title>
<link>https://www.eventi.news/giornata-internazionale-eliminazione-poverta-2025</link>
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<description><![CDATA[ In Italia oltre 5,7 milioni di persone vivono in povertà. Scopri l’impegno della Fondazione l’Albero della Vita per contrastare la povertà minorile. ]]></description>
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<pubDate>Fri, 17 Oct 2025 15:59:54 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>povertà, giornata internazionale povertà, eliminazione povertà, Fondazione l’Albero della Vita, povertà minorile, contrasto povertà, inclusione sociale, disuguaglianze, povertà educativa</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b>17 OTTOBRE 2025 – GIORNATA INTERNAZIONALE PER L’ELIMINAZIONE DELLA POVERTÀ<o:p></o:p></b></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="mso-margin-top-alt: auto; text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b>In Italia oltre 5,7 milioni di persone vivono in povertà assoluta e oltre 8,7 milioni in povertà relativa.<o:p></o:p></b></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b>Dal 2014 la Fondazione l’Albero della Vita porta avanti un Programma Nazionale di contrasto alla povertà minorile<o:p></o:p></b></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><a href="https://www.swisstransfer.com/d/f6ebe0ed-8e5b-44e8-8b98-cff677978794"><b></b></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; text-align: justify;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><i>Milano, 17 ottobre 2025</i> – Ribadire che chi vive in povertà ha il diritto di essere ascoltato, di contribuire al cambiamento e di non essere invisibile, sensibilizzare la società sull’impatto della povertà nel mondo invitando a adottare misure concrete per contrastarla favorendo più giustizia sociale. Questi sono due dei principali obiettivi per cui l’ONU ha inaugurato il 17 ottobre come <b>Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà</b>. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; text-align: justify;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">In questo contesto, si colloca il lavoro della <b>Fondazione l’Albero della Vita</b> che, oltre a portare avanti dal 2014 un <b>Programma Nazionale di contrasto alla povertà minorile</b>, in questa occasione ribadisce il proprio impegno quotidiano nel contrasto alla povertà minorile e richiama l’attenzione sulle condizioni sempre più difficili vissute da tante famiglie in Italia. La Giornata rappresenta così un’occasione per valorizzare le attività quotidiane svolte nelle 6 sedi italiane de l’Albero della Vita (<a name="_Hlk210039806"></a><b>Catanzaro, Genova, Milano, Napoli, Palermo e Perugia</b>): laboratori, percorsi educativi e momenti di confronto con bambini, famiglie e comunità locali. Un impegno costante, reso possibile anche grazie al consolidamento delle collaborazioni con scuole, enti e realtà del territorio, e aperto a nuove sinergie per rafforzare il sostegno alle persone in situazione di fragilità.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; text-align: justify;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><i>“È insopportabile pensare che ancora oggi ci siano bambini che non possono praticare uno sport, invitare un amico a casa o vivere esperienze che alimentino sogni e fiducia nel futuro. La povertà minorile è un’emergenza invisibile, che colpisce la crescita e le aspirazioni dei più piccoli. Per questo servono risposte concrete, unendo forze pubbliche e private per garantire pari opportunità a tutti”</i> dichiara <b>Salvatore Angelico, Presidente di Fondazione l’Albero della Vita</b>.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; text-align: justify;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Secondo i più recenti dati ISTAT, in Italia si stimano oltre 5,7 milioni di persone in condizione di povertà assoluta, pari al <b>9,8%</b> della popolazione, e oltre 8,7 milioni di individui in povertà relativa, pari al <b>14,9%</b>. Le famiglie in povertà assoluta sono più di 2,2 milioni (<b>8,4%</b>), mentre quelle in povertà relativa superano i 2,8 milioni (<b>10,9%</b>).<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; text-align: justify;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Per i minori, la povertà non significa solo mancanza di risorse economiche, ma anche assenza di opportunità educative, relazionali e culturali: <b>1 bambino su 10</b> non ha accesso ad attività ricreative a pagamento, il <b>16,5%</b> non può invitare amici a casa, aumentando il rischio di isolamento. Inoltre, l’incidenza della povertà assoluta tra bambini e ragazzi raggiunge il <b>13,8%</b>, pari a quasi 1,3 milioni di minori – è il dato più alto degli ultimi anni (2023/24). <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; text-align: justify;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Questi dati confermano che le difficoltà economiche delle famiglie italiane non diminuiscono, al contrario, i redditi si riducono, l’inflazione incide sulla qualità della vita e cresce il numero di persone in difficoltà. Oggi tanti bambini non possono accedere ad attività di svago, sportive o culturali e alcuni vivono confinati nei loro quartieri senza possibilità di fare esperienze altrove. Questo genera isolamento, perdita di fiducia e mancanza di stimoli fondamentali per la crescita. Per i minori, la povertà non si misura solo in termini economici. È mancanza di opportunità, di relazioni, di esperienze positive che portano ad una mancanza di desideri, sogni e ambizioni. È un’emergenza invisibile che impedisce loro di immaginare un futuro diverso.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; text-align: justify;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><u>Fondazione l’Albero della Vita<o:p></o:p></u></b></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; mso-line-height-alt: 0pt; text-autospace: none;"><span style="font-size: 14pt; font-family: 'times new roman', times, serif;">Il <b>Programma Nazionale di contrasto alla povertà minorile</b> <b>della Fondazione è attivo dal 2014</b> e ha permesso di sostenere migliaia di famiglie in tutta Italia. I destinatari delle attività sono tutti quei nuclei familiari, con minorenni a carico, sia italiani sia stranieri, che vivono una condizione di esclusione sociale ed economica. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; vertical-align: baseline;"><span style="font-size: 14pt; font-family: 'times new roman', times, serif;">Attraverso una sinergia efficace tra le organizzazioni del territorio e il contributo di vari enti finanziatori, il programma è articolato su quattro pilastri fondamentali: assistenza pratica/economica, supporto educativo e sociale, costruzione di relazioni di prossimità e servizi di orientamento al lavoro e alla formazione. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; vertical-align: baseline;"><span style="font-size: 14pt; font-family: 'times new roman', times, serif;">Nel 2024 particolare rilevanza ha avuto la povertà educativa e culturale, in enorme crescita e con un forte impatto anche sulla capacità dei minori di immaginare il proprio futuro. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; text-align: justify;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Per contribuire a sostegno delle attività all’interno del Programma Nazionale di contrasto alla povertà di Fondazione l’Albero della Vita è possibile partecipare alla raccolta fondi <a href="https://sostieni.alberodellavita.org/quando-manca-tutto/?utm_source=stampa&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaing=drtv&amp;cod_campagna=25_IREG_DIG_DRTV_G_G_12402">a questo link</a>. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: 'times new roman', times, serif;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: 'times new roman', times, serif;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: 'times new roman', times, serif;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; text-align: justify;"><span style="font-size: 14pt; font-family: 'times new roman', times, serif;"></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Bari: apre il guardaroba solidale di Progetto Arca e InConTra con H&amp;amp;M Italia</title>
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<description><![CDATA[ Inaugurato a Bari il primo guardaroba solidale con abiti nuovi, nato dalla collaborazione tra Progetto Arca, InConTra e H&amp;M Italia per aiutare oltre 3.000 persone fragili ogni mese. ]]></description>
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<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 14:35:51 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>guardaroba solidale Bari, Progetto Arca, InConTra, H&amp;M Italia, beneficenza, volontariato, solidarietà, inclusione sociale, povertà, market solidale, welfare Bari, abiti nuovi, Elisabetta Vaccarella, Vito Leccese, Luisa Verdoscia, Michele Tataranni, Alberto Sinigallia, Francesca L’Abbate</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><a name="_Hlk176172442"></a><b>Apre a Bari il guardaroba solidale di Progetto Arca e InConTra, per donare abiti e restituire dignità a più di 3.000 persone fragili ogni mese<o:p></o:p></b></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><o:p> </o:p></b></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b>Realizzato grazie a H&amp;M Italia, che contribuisce a donare indumenti e arredi,<o:p></o:p></b></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b>è il primo guardaroba solidale della città con abiti totalmente nuovi<o:p></o:p></b></span></p>
<p class="MsoNormal"><o:p> </o:p></p>
<p class="MsoNormal"><o:p> </o:p></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><i>Bari, 16 ottobre 2025</i> - Apre oggi a Bari un nuovo servizio di sostegno concreto alle persone fragili in difficoltà economica: è il guardaroba solidale di Fondazione Progetto Arca, gestito insieme all’associazione di volontariato InConTra all’interno della sede di via Barisano da Trani 15.</span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Inaugurato alla presenza del sindaco Vito Leccese, di Elisabetta Vaccarella (assessora alla Giustizia, Benessere sociale e Diritti civili del Comune di Bari) e di Luisa Verdoscia (presidente Municipio 3), il nuovo corner di abbigliamento è reso possibile grazie alla collaborazione di Progetto Arca con H&amp;M Italia, che contribuisce a donare gli arredi e gli indumenti. È infatti il primo guardaroba solidale di Bari dove tutti i capi sono totalmente nuovi.</span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Le persone che possono scegliere e ritirare gratuitamente vestiti e accessori, selezionate dai servizi sociali e da enti del territorio, sono le stesse che frequentano il vicino market solidale per il sostegno alimentare, sempre gestito da InConTra e supportato da Progetto Arca. In tutto sono 1.081 famiglie fragili in disagio economico e persone senza dimora, cioè più di 3.000 persone, ogni mese.</span><o:p></o:p><o:p> </o:p></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Sono 15 i volontari che turnano nei giorni di apertura del corner (lunedì e giovedì) per accogliere, su appuntamento, le persone e guidarle nella scelta di abiti e accessori in base al gusto personale e al bisogno, sempre tenendo presente la regola del non spreco.</span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Un contesto quindi di grande accoglienza, come spiega il presidente di Progetto Arca Alberto Sinigallia, insieme a Federica Pirovano, direttrice delle Attività operative della fondazione presente a Bari per l’inaugurazione dello spazio: “Il guardaroba solidale, così come il market solidale, è un luogo prima di tutto di inclusione, dove le persone trovano una risposta rapida e concreta a un bisogno materiale, ma incontrano anche i volontari che le accolgono con un sorriso, che le ascoltano nel loro momento di difficoltà di vita, instaurando relazioni importanti per un processo di reintegrazione sociale”. E ancora: “A Bari collaboriamo da anni con l’associazione InConTra anche per la distribuzione quotidiana di pasti in strada grazie alla Cucina mobile, il foodtruck itinerante che abbiamo avviato 3 anni fa. Oggi diamo vita a questo nuovo servizio per un sostegno concreto alle persone che si trovano in stato di povertà ed emarginazione sociale: la nostra mission da oltre 30 anni”. </span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Spiega nel dettaglio Michele Tataranni, presidente di InConTra: “Sono certo che il guardaroba solidale diventerà come il market solidale: uno strumento fondamentale per incontrare le persone che arrivano qui la prima volta perché hanno necessità di mangiare e vestirsi, accorgendosi poi già dalla seconda volta che serve loro anche altro, ovvero la vicinanza e il rapporto con altri uomini e donne, gentili e competenti, che li ascoltano e li consigliano. Qui hanno infatti la possibilità di riprendersi in mano la dignità che pensano di aver perso, e di riporre di nuovo fiducia negli altri”. E conclude: “La rete che abbiamo creato tra associazioni ed enti per rendere possibile tutto questo è rara e vincente”.</span><o:p></o:p><o:p> </o:p></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Il guardaroba solidale di Bari segna un’altra tappa importante nella collaborazione tra Progetto Arca e H&amp;M Italia: è il quarto in Italia, dopo quello a Milano (inaugurato a settembre 2024), Roma (febbraio 2025) e Napoli (luglio 2025). Spiega infatti Francesca L'Abbate, Sustainability Manager di H&amp;M Italia: “L’apertura del guardaroba solidale a Bari rappresenta un nuovo passo concreto nel nostro impegno per l’inclusione sociale e la sostenibilità. Dopo le esperienze positive a Milano, Roma e Napoli, siamo felici di poter contribuire anche a Bari, una città dal grande cuore e dalla forte identità. Collaborare con Progetto Arca ci permette di dare nuova vita a capi e arredi, trasformandoli in strumenti di supporto e dignità per chi ne ha più bisogno. È un modo per rafforzare il legame con la comunità locale e promuovere valori di solidarietà e circolarità che sono al centro della nostra visione”.</span><o:p></o:p><o:p> </o:p></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">“Come amministrazione abbiamo sempre posto grande attenzione ai temi della sostenibilità e del riuso, anche in relazione al crescente problema dello smaltimento dei capi di abbigliamento invenduti - spiega il sindaco di Bari Vito Leccese -. In questo senso, iniziative come quella del guardaroba solidale rappresentano una risposta concreta, perché uniscono la tutela dell’ambiente alla solidarietà verso chi vive in condizioni di difficoltà. Mi fa particolarmente piacere che questo progetto nasca dall’impegno di realtà come InConTra, da anni punto di riferimento per tante famiglie fragili, Fondazione Progetto Arca e dalla sensibilità di un grande gruppo come H&amp;M, che ha scelto di contribuire in modo responsabile alla vita della nostra comunità”.</span><o:p></o:p><o:p> </o:p></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">“Il nostro sistema di welfare si fonda su un modello di rete, costruito nel tempo grazie alla collaborazione tra istituzioni, associazioni e realtà del territorio - ha spiegato l’assessora al Welfare e ai Diritti Civili Elisabetta Vaccarella -. Questa iniziativa, nata dall’impegno del mondo associativo e di un gruppo imprenditoriale che da anni ha scelto di essere presente nella nostra città, arricchisce ulteriormente quella rete, offrendo un aiuto concreto e dignitoso alle persone più fragili. Negli ultimi mesi le richieste di supporto ai nostri servizi sociali sono aumentate: al di là dell’aspetto materiale, il messaggio più importante che emerge da questo progetto è che c’è sempre qualcuno disposto a esserci vicino e a tenderci la mano nei momenti di difficoltà”.</span><o:p></o:p><o:p> </o:p></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">“Come Municipio cerchiamo di essere sempre presenti accanto ai cittadini, intercettando i bisogni delle famiglie e delle persone più fragili - ha aggiunto la presidente del Municipio III Luisa Verdoscia -. Il guardaroba solidale è un esempio virtuoso di come la collaborazione tra enti pubblici, fondazioni e volontariato possa generare risposte concrete ai bisogni quotidiani. È un servizio che non solo offre sostegno materiale, ma crea relazioni, restituisce fiducia e rafforza il senso di comunità nel nostro territorio. Inoltre, rispetta la dignità delle persone perché consente di scegliere i vestiti in base ai propri gusti e alle proprie necessità: non come un’elemosina, ma come un modo per sentirsi sé stessi.”</span><o:p></o:p><o:p> </o:p></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Progetto Arca opera dal 1994 a livello nazionale per fornire un aiuto concreto a chi vive in stato di indigenza ed esclusione sociale. Nell’ultimo anno ha aiutato 41mila persone, di cui 4.400 accolte, distribuito 4 milioni di pasti, consegnato oltre 72.500 capi di abbigliamento grazie ai guardaroba sociali di Milano, Roma e Napoli. </span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">A Bari Progetto Arca lavora in rete con l’associazione InConTra per il sostegno alimentare in strada, grazie al foodtruck “Cucina mobile”, e tramite il market solidale.</span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><a href="http://www.progettoarca.org/">progettoarca.org</a></span><b><o:p></o:p></b></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Ristoranti Contro la Fame 2025: al via la campagna solidale nazionale il 16 ottobre</title>
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<description><![CDATA[ L’11ª edizione di “Ristoranti Contro la Fame” parte il 16 ottobre 2025, nella Giornata Mondiale dell’Alimentazione. L’iniziativa di Azione Contro la Fame unisce chef, ristoratori e food lover per combattere la fame nel mondo. ]]></description>
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<pubDate>Wed, 15 Oct 2025 19:48:13 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Ristoranti Contro la Fame, Azione Contro la Fame, campagna solidale 2025, Giornata Mondiale dell’Alimentazione, eventi benefici, cene solidali, food charity</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="color: #0c882a;">UNDICI ANNI DI “RISTORANTI CONTRO LA FAME”:</span></b><span style="color: #0c882a;"><o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="color: #0c882a;">IL 16 OTTOBRE RIPARTE LA CAMPAGNA SOLIDALE NAZIONALE</span></b><span style="color: #0c882a;"><o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><i><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; color: black;">Nella Giornata Mondiale dell'Alimentazione prende il via l’iniziativa promossa da Azione Contro la Fame, grazie al contributo di chef, ristoratori e food lover</span></i><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; color: black;"><o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><i><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; color: black;"></span></i></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><i><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; color: black;"></span></i></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; color: black;">Milano, 15 ottobre 2025</span></b><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; color: black;"> – L’iniziativa “<b>Ristoranti Contro la Fame</b>” da undici anni unisce solidarietà e ristorazione, trasformando la passione per il cibo in un gesto concreto contro la fame insieme a chef, ristoratori e food lover che hanno scelto di mettere a tavola la solidarietà.<o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Nata da un’idea di <b>Azione Contro la Fame</b>, l’organizzazione umanitaria impegnata a garantire a ogni persona il diritto a una vita libera dalla fame, la campagna è oggi la più grande iniziativa solidale della ristorazione in Italia.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; color: #0c64c0;">La campagna solidale 2025</span></b><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; color: #0c64c0;"><o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Anche la campagna solidale 2025 riparte il <b>16 ottobre</b>, in occasione della <b>Giornata Mondiale dell'Alimentazione</b>, e proseguirà fino al <b>31 dicembre</b>. Come di consueto, coinvolgerà ristoranti, chef e amanti del cibo in tutta Italia.<br>Durante tutto il periodo, nei ristoranti e nelle catene aderenti all’iniziativa sarà possibile scegliere un <b>piatto o un menù solidale</b> e sostenere così i progetti di Azione Contro la Fame. Gli chef e i ristoratori potranno inoltre partecipare organizzando una <b>serata speciale</b> o offrendo le <b>Bollicine solidali di Ferrari Trento</b>, destinando il ricavato alla campagna. Tutto il mondo del food può aderire all’iniziativa. Tra i locali partecipanti figurano anche importanti <b>catene di ristorazione</b>: rinnovano la loro adesione <b>Investfood</b> (con il marchio <i>Pokéria by NIMA</i>), <b>MACHA CAFÉ</b> e <b>Wiener Haus</b>, a cui si aggiunge <b>Pizzium</b> con tutti i suoi punti vendita. L’iniziativa può contare sul sostegno di numerosi <b>Partner</b> che la accompagnano a vario titolo. In particolare, si ringraziano <b>Ferrari Trento</b>, che ha donato 2.000 bottiglie di <i>Maximum Blanc de Blancs</i>, l’acqua <b>Surgiva</b> per gli eventi Super Solidali e <b>METRO Italia</b>, che conferma il proprio appoggio per il secondo anno consecutivo. A questi si aggiungono <b>FIPE</b> - <b>Federazione Italiana Pubblici Esercizi</b> che si unisce con entusiasmo da questa edizione, <b>Michelin Italiana</b>, che continua a offrire il suo prezioso sostegno e <b>TheFork</b>, che realizzerà una sezione dedicata con tag <i>#ristoranticontrolafame</i> all’interno della propria piattaforma.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Media Partner dell’iniziativa sono <b>Radio Deejay</b>, <b>Radio Capital</b>, <b>Linkiesta Gastronomika</b> e <b>Reporter Gourmet</b>. Tra i sostenitori figurano inoltre le principali associazioni di chef – <b>Le Soste</b>, <b>Ambasciatori del Gusto</b>, <b>Chic, Teritoria</b> – insieme a <b>Honor Consulting</b>, <b>International Pizza Academy</b>, <b>Restworld</b>, <b>TavoleDoc</b> <b>UBRI</b> e <b>Zucchetti</b>.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; color: black;">Tutti i ristoranti aderenti sono indicati sul sito </span><u><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; color: blue;"><a href="http://www.ristoranticontrolafame.it" data-auth="NotApplicable">ristoranticontrolafame.it</a></span></u><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; color: black;">.</span><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"><o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; color: #0c64c0;">Le cene Super Solidali 2025</span></b><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; color: #0c64c0;"><o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">A sostenere l'iniziativa <b>“Ristoranti Contro la Fame”</b> ci sono gli chef e ristoratori che, anche quest'anno, hanno aderito alla campagna solidale attraverso l’organizzazione di <b>cene Super Solidali </b>diffuse lungo tutto lo Stivale. In alcune di queste serate speciali saranno presenti i conduttori di <b>Radio Deejay e Radio Capital</b>.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="background: white;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; color: black;">Il calendario parte il 16 ottobre presso <b>Madama Piola</b> a Torino<b>. </b>Si proseguirà il 18 ottobre presso <b>Il Fagiano del Grand Hotel Fasano</b> di Gardone Riviera (Brescia), 1 Stella MICHELIN 2025, con lo chef Maurizio Bufi. Il 23 ottobre ci sarà <b>La Filanda</b> di Macherio (Monza e Brianza) con gli chef Cristian Benvenuto e Fabio Zanetello. Il 24 ottobre si farà tappa alla <b>Lanterna Verde </b>di Villa di Chiavenna (Sondrio), 1 Stella MICHELIN 2025, con lo chef Roberto Tonola che raddoppierà il giorno successivo. Sempre il 24 ottobre è prevista la cena a Costermano sul Garda (VR) presso <b>l’Osteria dei Coghi</b> con lo Chef Ambasciatore del Gusto Alex Gaspari. Il 25 ottobre l’appuntamento sarà da<b> Il Sereno al Lago</b> di Torno (Como), 1 Stella MICHELIN 2025, guidato dallo chef Raffaele Lenzi con un pranzo speciale “Blind Taste” a 12 mani.  A novembre sarà la volta di <b>Yard Restaurant</b> a Verona il 13 novembre e da <b>Amami Ancora</b>,<b> </b>il regno della pizza senza lievito a Milano, il 19 novembre alle ore 20:00 in compagna della madrina Michela Coppa.</span><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"><o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; color: black;">Tutti gli eventi Super Solidali sono indicati sul sito: </span><u><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; color: blue;"><a href="https://www.ristoranticontrolafame.it/it/eventi_speciali/" data-auth="NotApplicable">ristoranticontrolafame.it/it/eventi_speciali</a></span></u><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; color: black;">.</span><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman';"><o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; color: #0c64c0;">Gli ambasciatori storici e la novità 2025</span></b><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; color: #0c64c0;"><o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">La campagna è sostenuta da Chef ambasciatori che negli anni hanno affiancato l’iniziativa con passione. Tra i nomi storici <b>Enrico Crippa</b>, <b>Antonio Guida</b>, <b>Elio Sironi</b>, <b>Tommaso Arrigoni</b>, <b>Claudio Sadler</b>, <b>Cristina Bowerman</b>, <b>Mario Dalena</b> e <b>Vincenzo Florio</b>, a cui si sono aggiunti <b>Norbert Niederkofler</b>, <b>Filippo La Mantia</b> e <b>Roberto Valbuzzi</b>. Nel 2025 si unisce <b>Anna Zhang</b>, vincitrice di <i>Masterchef Italia 14</i>, che ha accettato con entusiasmo di diventare nuova Ambasciatrice dell’iniziativa.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; color: #0c64c0;">RESTA Contro la Fame - Self- Service d’autore</span></b><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; color: #0c64c0;"><o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Tra le novità di quest’anno anche il lancio di un <b>nuovo format</b> che prenderà il via a Milano a novembre. L’obiettivo è coinvolgere la cittadinanza in un <b>pranzo solidale della domenica</b>, informale e accessibile, presso la <b>mensa dell’Università Cattolica di Milano</b>.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">L’iniziativa vedrà la partecipazione di uno o più chef sostenitori di “Ristoranti Contro la Fame” e l’intero incasso sarà devoluto ai progetti di Azione Contro la Fame, grazie al contributo di vari partner e all’utilizzo di eccedenze donate dalla grande distribuzione. Un ringraziamento speciale va all’agenzia creativa <b>Zero Design Studio</b>, che ha donato i propri servizi per la creazione del naming e del logo del format: <i>RESTA Contro la Fame – Self-Service d’Autore</i>.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">«<i>RESTA nasce da qualcosa che era già sotto i nostri occhi, è letteralmente un invito a “restare”. A fermarsi, per una cena, un pranzo o un brunch. A recuperare, reinventare e riscoprire il cibo, assaporandolo con più rispetto. A cogliere l’occasione per soffermarsi sul suo valore e contribuire a realizzare qualcosa di grande per il prossimo. Siamo felici di aver partecipato, attraverso il nostro pensiero creativo, alla nascita di un’iniziativa che ha un impatto reale. Crediamo che la comunicazione possa essere uno strumento potente per il bene comune</i>» dichiarano in <b>Zero Design Studio</b>.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; color: #0c64c0;">I risultati della campagna e i nuovi progetti</span></b><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; color: #0c64c0;"><o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">In dieci anni, “Ristoranti Contro la Fame” ha coinvolto migliaia di realtà della ristorazione – tra ristoranti indipendenti e catene – raccogliendo <b>quasi 1 milione di euro</b>. I fondi hanno sostenuto il progetto <b>“Mai più Fame: dall’emergenza all’autonomia”</b>, che contrasta la povertà alimentare e promuove l’occupazione in Italia, raggiungendo oltre <b>500 persone</b> tra Milano e Napoli.<br>Sono stati inoltre finanziati progetti internazionali in diversi Paesi: dal <b>Sahel</b>, con interventi per contrastare gli effetti del cambiamento climatico, al <b>Libano</b>, con programmi di coesione sociale, nutrizione e salute, fino alla <b>Repubblica Centrafricana</b>, per prevenire la malnutrizione di mamme e bambini sotto i cinque anni.<br>Nel <b>2025</b>, l’impegno prosegue con interventi mirati nelle aree più colpite dalla fame: <b>Myanmar</b>, <b>Medio Oriente</b>, <b>India</b> (negli slum di Mumbai), <b>Italia</b> (con l’estensione del progetto a <b>Bari</b>), <b>Kenya</b> e <b>Nepal</b>, per costruire insieme un futuro libero dalla fame.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">«<i>Oggi nel mondo 673 di persone vivono in condizioni di insicurezza alimentare e in molti Paesi la fame è in aumento a causa di guerre, crisi climatiche ed economiche. In Italia quasi 2,3 milioni di famiglie in Italia (pari all’8,8%) non possono permettersi un’alimentazione adeguata. Di fronte a questa realtà, è fondamentale continuare a garantire risposte rapide nelle emergenze, ma anche investire sull’autonomia delle persone e delle comunità, perché solo così è possibile costruire soluzioni durature</i>» - dichiara <b>Simone Garroni</b>, Direttore di Azione Contro la Fame. «<i>Con Ristoranti Contro la Fame anche una cena o un gesto semplice possono diventare un modo per sostenere i nostri programmi in Italia e nel mondo e sostenere chi non ha accesso al cibo. È un modo per partecipare attivamente al cambiamento e trasformare la passione per il cibo in solidarietà</i>» conclude Garroni.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: black; font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Convegno “Cuori che si incontrano” – Milano Solidarietà 2025</title>
<link>https://www.eventi.news/milano-solidarieta-cuori-che-si-incontrano-sostegno-a-distanza</link>
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<description><![CDATA[ Partecipa al convegno “Cuori che si incontrano” sul Sostegno a Distanza. Milano, 8 novembre 2025 – solidarietà, missioni, speranza e storie di vita. ]]></description>
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<pubDate>Wed, 15 Oct 2025 19:26:29 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Sostegno a Distanza, Milano Solidarietà, Frati Cappuccini, Missioni, SAD, Cuori che si incontrano, Convegno 2025, Solidarietà internazionale, Donazioni, ForumSaD</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="line-height: 115%; color: windowtext;">MILANO SOLIDARIETA’<o:p></o:p></span></b></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="line-height: 115%; color: windowtext;"><o:p> </o:p></span></b></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="line-height: 115%; color: windowtext;">Convegno sul <a name="_Hlk211422164"></a>Sostegno A Distanza</span></b><span style="mso-bookmark: _Hlk211422164;"><span style="line-height: 115%;"><o:p></o:p></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="line-height: 115%; color: windowtext;"><o:p> </o:p></span></b></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><span style="mso-bookmark: _Hlk211422164;"><b><span style="line-height: 115%; color: windowtext;">“CUORI CHE SI INCONTRANO”</span></b></span><span style="mso-bookmark: _Hlk211422164;"></span><span style="line-height: 115%;"><o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="line-height: 115%; color: windowtext;">Il valore di queste donazioni per i bambini e le loro comunità </span></b><span style="line-height: 115%;"><o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="line-height: 115%; color: windowtext;"><o:p> </o:p></span></b></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="line-height: 115%; color: windowtext;">8 novembre 2025, Centro Missionario dei Frati Cappuccini <o:p></o:p></span></b></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="line-height: 115%; color: windowtext;">In P.le Cimitero Maggiore, 5 o</span></b><b><span style="line-height: 115%; color: black;">re 15.00-17.00</span></b><span style="line-height: 115%;"><o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><o:p> </o:p></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><a href="http://www.missioni.org/"><b><span style="line-height: 115%;">www.missioni.org</span></b></a></span><o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="line-height: 115%; color: windowtext;"><o:p> </o:p></span></b></span></p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; text-align: justify; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'times new roman', times, serif; color: windowtext;">Il Sostegno a Distanza (SAD) è una forma di solidarietà che consente a una persona, famiglia o gruppo di contribuire economicamente al mantenimento e all’educazione di un bambino o di una comunità in difficoltà, consentendo loro di rimanere nel proprio contesto sociale e culturale. Il SAD non ha un singolo “inventore”, ma è un’idea che si è sviluppata progressivamente nel secondo dopoguerra, in particolare tra gli anni ’50 e ’60 del 1900, come forma di solidarietà internazionale, nel contesto delle missioni umanitarie cristiane. <b><span style="mso-spacerun: yes;">  </span></b>In Italia, il SAD si diffonde negli Anni 60-70 grazie a missionari e ONG cattoliche e laiche.<b> </b>Negli anni ’90, in Italia, si è cercato di dare al SAD una <b>carta etica comune</b>, portando nel 2000 alla nascita del <b>Forum Permanente per il Sostegno a Distanza (ForumSaD)</b>, che ha definito principi e linee guida per le organizzazioni aderenti. Il SAD è riconosciuto come una forma di cooperazione internazionale che mette al centro <b>la dignità della persona</b> e la <b>crescita delle comunità locali</b>, superando l’idea assistenzialistica dell’ adozione vera e propria, <b>nel rispetto delle culture e delle identità locali. <o:p></o:p></b></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><span style="line-height: 115%; color: black;">Grazie alla generosità di tanti italiani, che sottoscrivono progetti di Sostegno a Distanza, oggi migliaia di minori hanno potuto ricevere non solo istruzione, cure e nutrimento, ma anche la forza di credere in loro stessi e i mezzi per costruirsi una vita. Sono diversi gli enti che propongono il SAD e tra essi molto attivo è il Centro Missionario dei Frati Cappuccini di Milano. Qui si contano decine di migliaia di progetti dal 2002, anno in cui </span><span style="line-height: 115%; color: black;">nasceva ufficialmente il Sad del Centro Missionario dei frati Minori Cappuccini di Milano,</span><span style="line-height: 115%; color: black;"> </span><span style="line-height: 115%; color: black;">attualmente quelli attivi sono circa 1.700 suddivisi fra Eritrea, Camerun, Costa d’Avorio, Etiopia, Brasile, Kenya e Thailandia. Se ne <b>parla sabato 8 novembre 2025 proprio al Centro Missionario dei Cappuccini (P.le Cimitero Maggiore, 5 – Milano), che hanno organizzato un convegno dal titolo</b> “<b>Sostegno A Distanza: cuori che si incontrano”, aperto a tutti.</b></span><span style="line-height: 115%;"><o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><span style="line-height: 115%; color: black;">Sarà l’occasione per ascoltare testimonianze, conoscere i progetti realizzati e condividere insieme la gioia del bene che cresce. Per facilitare l’organizzazione dell’incontro è gradito una conferma di partecipazione alla email sostegno@missioni.org oppure al tel. 02 38 000 272)</span><span style="line-height: 115%;"><o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'times new roman', times, serif; color: black;">I Cappuccini missionari sono testimoni di tutto il percorso dei giovani che ricevono il SAD, dai banchi di scuola all’inserimento nel mondo del lavoro, sempre più spesso, passando anche dalla università per una laurea. Non solo: il SAD è un aiuto indirettamente anche alla famiglia del soggetto. Si tratta infatti di un supporto concreto di tipo individuale e sociale, di notevole valore umano.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><span style="line-height: 115%; color: black;">Il Sostegno a Distanza non è pertanto solo un dono economico: è un legame che unisce persone lontane, trasformandole in <b>una famiglia</b>. È un ponte che abbatte le distanze e realizza l’incontro tra chi dona e chi riceve, tra cuori che si riconoscono fratelli. Ne nascono storie bellissime che infondono speranza in un mondo più giusto. Come quella di Stephen, che grazie al sostegno ricevuto, ha potuto crescere, studiare e laurearsi e oggi ha un buon lavoro e ha promesso che restituirà ad altri bambini la possibilità di sognare.<br>C’è chi, come Amodeo, dopo anni di aiuto, ha maturato la vocazione e ha scelto di consacrare la propria vita a Dio, entrando nell’Ordine dei Cappuccini, così come Boris, oggi Cappuccino in Camerun, a sua volta a fianco dei più poveri. Raoul invece è diventato poliziotto, impegnato a difendere la sua comunità e a costruire pace nel suo Paese; Natasha, provenendo da una famiglia molto povera non avrebbe mai immaginato di poter frequentare le scuole superiori…<br>Dietro a questi traguardi c’è la mano tesa di chi con piccole offerte ha contribuito a salvare delle vite, a dare loro una chance.<br>Il Sostegno a Distanza è tutto questo: un futuro che prende forma, una vita che rifiorisce, un dono che diventa speranza.</span><span style="line-height: 115%;"><o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><span style="line-height: 115%; color: black;">Cuori che si incontrano. Storie che si intrecciano. Sogni che diventano realtà.<br style="mso-special-character: line-break;"><!-- [if !supportLineBreakNewLine]--><br style="mso-special-character: line-break;"><!--[endif]--></span><span style="line-height: 115%;"><o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'times new roman', times, serif;"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="line-height: 115%; color: black;">PROGRAMMA DEL CONVEGNO</span></b><b><span style="line-height: 115%;"><o:p></o:p></span></b></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><span style="line-height: 115%; color: black;"><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span><span style="line-height: 115%;"><o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="line-height: 115%; color: black;">Presentazione del video «Cuori che si incontrano»</span></b><b><span style="line-height: 115%;"><o:p></o:p></span></b></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="line-height: 115%; color: black;">Testimonianze missionarie</span></b><b><span style="line-height: 115%;"><o:p></o:p></span></b></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><span style="line-height: 115%; color: black;">-Fra Panphile per il SAD in Costa d’Avorio, Fra Marino Pacchioni per il SAD in Brasile; Fra Giovanni Cropelli, Direttore del Centro, per il SAD in altre missioni.</span><span style="line-height: 115%;"><o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><span style="line-height: 115%; color: black;">-Contributi video da parte dei missionari che gestiscono il SAD nelle diverse missioni.</span><span style="line-height: 115%;"><o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="line-height: 115%; color: black;">Volontari laici in missione</span></b><b><span style="line-height: 115%;"><o:p></o:p></span></b></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><span style="line-height: 115%; color: black;">Testimonianza di volontari che hanno vissuto una esperienza a fianco dei bambini del SAD: interventi di Patrizia e Paoletta<span style="mso-spacerun: yes;">  </span></span><span style="line-height: 115%;"><o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="line-height: 115%; color: black;">Spazio ai sostenitori</span></b><b><span style="line-height: 115%;"><o:p></o:p></span></b></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><span style="line-height: 115%; color: black;">Domande, chiarimenti e condivisione della propria scelta personale</span><span style="line-height: 115%;"><o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="line-height: 115%; color: black;">Coffe break finale</span></b><b><span style="line-height: 115%;"><o:p></o:p></span></b></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'times new roman', times, serif;"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'times new roman', times, serif;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'times new roman', times, serif;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'times new roman', times, serif;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 115%; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 115%; font-family: 'times new roman', times, serif;"></span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Casa e Bottega: solidarietà e artigianato orafo a Milano</title>
<link>https://www.eventi.news/casa-e-bottega-solidarieta-e-artigianato-orafo-a-milano</link>
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<description><![CDATA[ Fondazione Donna a Milano, Asilo Mariuccia e Rubinia lanciano la seconda fase di Casa e Bottega: progetto triennale per l’emancipazione femminile e il rilancio dell’artigianato orafo. Raccolta fondi 15 settembre–15 novembre 2025. ]]></description>
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<pubDate>Mon, 28 Jul 2025 16:43:23 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Casa e Bottega, solidarietà Milano, emancipazione femminile, artigianato orafo, Fondazione Donna a Milano, Asilo Mariuccia, Rubinia, raccolta fondi 2025</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p></p>
<p></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;">SOLIDARIETA’ <o:p></o:p></b></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dopo il successo della prima raccolta fondi…<o:p></o:p></b></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><o:p> </o:p></b></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="mso-spacerun: yes;"> </span>‘Fondazione Donna a Milano’ e Asilo Mariuccia<o:p></o:p></b></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;">annunciano la seconda fase del progetto<o:p></o:p></b></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;">sostenuto da Rubinia con i suoi rivenditori: <o:p></o:p></b></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><o:p> </o:p></b></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;">‘CASA &amp; BOTTEGA’<o:p></o:p></b></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><o:p> </o:p></b></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i>Un percorso di 3 anni per sostenere l’emancipazione femminile, <o:p></o:p></i></b></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i>il rilancio dell’artigianato orafo italiano <o:p></o:p></i></b></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i>e la stessa professione del gioielliere oggi “ridotto <o:p></o:p></i></b></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i>a commerciante, vittima passiva delle vendite on line”<o:p></o:p></i></b></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center; mso-hyphenate: auto;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></b><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i><o:p></o:p></i></b></span></p>
<p align="center" style="text-align: center;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><a href="http://www.fondazionedonnaamilano.it/">www.fondazionedonnaamilano.it</a> <a href="http://www.asilomariuccia.com/">www.asilomariuccia.com</a> www.rubinia.com<o:p></o:p></span></p>
<p><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">L’artigianato orafo come occasione di valorizzazione sociale delle donne e Milano come cuore pulsante della rinascita della gioielleria Made in Italy di qualità. Un progetto -<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>’Casa &amp; Bottega’ - che ha visto nascere con successo la collaborazione tra due onlus storiche meneghine - Fondazione Donna a Milano e Asilo Mariuccia - e un brand dell’artigianato orafo milanese, di portata nazionale da 40 anni, quale è Rubinia.<o:p></o:p></span></p>
<p><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Dopo il debutto di questa cooperazione nella primavera scorsa, con una <b>prima raccolta fondi </b>destinata alla formazione orafa di donne in difficoltà selezionate con ‘Fondazione Donna a Milano’ Onlus e ‘Asilo Mariuccia’, la partnership si consolida con un programma di obiettivi più ampi e a lungo termine. L’Asilo Mariuccia conferma quanto l’indipendenza economica sia un tassello fondamentale per le ospiti della struttura. In alcuni casi, questa indipendenza determina anche il futuro dei figli: le madri sognano per loro un percorso di studi che li renda a loro volta autonomi, con una professione dignitosa e soddisfacente. Sostenere la stabilità e la libertà economica delle donne, la loro emanicapazione, significa quindi sostenere anche le loro famiglie. Il progetto triennale Casa &amp; Bottega va in questa direzione, passo dopo passo. Confidando nella sensibilizzazione delle istituzioni e delle scuole orafe cittadine, si vorrebbe arrivare a creare una struttura a Milano che sia la casa e la bottega delle neo orafe, una volta formate e rese autonome grazie al lavoro con l’oro e l’argento. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span><o:p></o:p></span></p>
<p><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b>Prossimo step</b>: dal 15 settembre al 15 novembre, seconda accolta fondi. Ancora una volta, si può partecipare con un’ offerta di 25 euro. Rubinia, di nuovo, riconoscerà a chi dona il 25% di sconto sull’acquisto delle sue creazioni Filodamore®, valido valido fino al 15 novembre 2025.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; mso-outline-level: 2; tab-stops: 28.8pt;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Spiega l’anima di Rubinia, Roberto Ricci:”</b>La Casa &amp; Bottega<i> potrebbe diventare un riferimento anche per tante altre attività del ‘fatto a mano’ che stanno sparendo, almeno per quanto riguarda la qualità italiana, che tutto il mondo ci riconosce</i>”.<b> <o:p></o:p></b></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: -28.8pt; mso-outline-level: 2; tab-stops: 28.8pt; margin: 0cm 0cm 0cm 7.0pt;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="mso-spacerun: yes;">     </span>Per Rubinia è importante e</b><span style="letter-spacing: -0.3pt;">ducare</span><span style="letter-spacing: -1.05pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.3pt;">i</span><span style="letter-spacing: -1.05pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.3pt;">giovani</span><span style="letter-spacing: -1.05pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.3pt;">al</span><span style="letter-spacing: -1.1pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.3pt;">valore</span><span style="letter-spacing: -1.05pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.3pt;">del</span><span style="letter-spacing: -1.05pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.3pt;">patrimonio</span><span style="letter-spacing: -1.1pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.3pt;">artigianale</span><span style="letter-spacing: -1.05pt;"><o:p></o:p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent: -28.8pt; mso-outline-level: 2; tab-stops: 28.8pt; margin: 0cm 0cm 0cm 7.0pt;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="mso-spacerun: yes;">      </span></b><span style="letter-spacing: -0.3pt;">italiano, f</span><span style="letter-spacing: -0.2pt;">ar</span><span style="letter-spacing: -1.4pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.2pt;">conoscere</span><span style="letter-spacing: -1.3pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.2pt;">esempi</span><span style="letter-spacing: -1.35pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.2pt;">concreti</span><span style="letter-spacing: -1.3pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.2pt;">di</span><span style="letter-spacing: -1.3pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.2pt;">imprese</span><span style="letter-spacing: -1.3pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.2pt;">che</span><span style="letter-spacing: -1.3pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.2pt;">coniugano</span><span style="letter-spacing: -1.3pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.2pt;">autenticità,</span><span style="letter-spacing: -1.3pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.2pt;">storicità</span><span style="letter-spacing: -1.35pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.2pt;">e</span><span style="letter-spacing: -1.3pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.2pt;">visione, c</span><span style="letter-spacing: -0.4pt;">ostruire</span><span style="letter-spacing: -0.65pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.4pt;">ponti</span><span style="letter-spacing: -0.6pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.4pt;">tra</span><span style="letter-spacing: -0.65pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.4pt;">generazioni,</span><span style="letter-spacing: -0.55pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.4pt;">per</span><span style="letter-spacing: -0.65pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.4pt;">tramandare</span><span style="letter-spacing: -0.5pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.4pt;">mestieri</span><span style="letter-spacing: -0.6pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.4pt;">e</span><span style="letter-spacing: -0.6pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.4pt;">passioni, </span><span style="letter-spacing: -0.3pt;">romuovere</span><span style="letter-spacing: -0.8pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.3pt;">una</span><span style="letter-spacing: -0.85pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.3pt;">rete</span><span style="letter-spacing: -0.8pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.3pt;">virtuosa</span><span style="letter-spacing: -0.85pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.3pt;">tra</span><span style="letter-spacing: -0.85pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.3pt;">scuola,</span><span style="letter-spacing: -0.8pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.3pt;">istituzioni</span><span style="letter-spacing: -0.85pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.3pt;">e</span><span style="letter-spacing: -0.7pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.3pt;">mondo</span><span style="letter-spacing: -0.65pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.3pt;">del</span><span style="letter-spacing: -0.8pt;"> </span><span style="letter-spacing: -0.3pt;">lavoro.</span><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 112%; margin: 10.25pt 7.15pt 0cm 0cm;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 112%; font-family: 'times new roman', times, serif;">Per quanto riguarda <b>i circa 400 negozi</b> che in Italia rivendono Rubinia, l’azienda offre agli aderenti un <b>percorso triennale gratuito di formazione web (classroom)</b> per rilanciare il loro business grazie all’attività artigiana, restituendo senso e valore al punto vendita fisico rispetto all’ecommerce.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 112%; margin: 0cm 7.35pt 0cm 0cm;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="line-height: 112%;">Spiega Roberto Ricci: </span></b><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="line-height: 112%; letter-spacing: -0.4pt;">"Non c’è un reale problema di crisi di mercato nel nostro settore. Il gioiello è ancora il regalo preferito dagli italiani per eventi e occasioni importanti, come evidenziava una ricerca di ConfCommercio a gennaio 2025, ma c’è un bisogno nelle persone che il negozio di quartiere non soddisfa più. I negozi oggi, alta gamma a parte, sono quasi tutti solo</span></i><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="line-height: 112%; letter-spacing: -0.45pt;"> </span></i><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="line-height: 112%; letter-spacing: -0.4pt;">luoghi</span></i><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="line-height: 112%; letter-spacing: -0.45pt;"> </span></i><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="line-height: 112%; letter-spacing: -0.4pt;">di</span></i><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="line-height: 112%; letter-spacing: -0.45pt;"> </span></i><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="line-height: 112%; letter-spacing: -0.4pt;">vendita di prodotti. </span></i><i><span style="line-height: 112%;">In un’epoca di profonde trasformazioni, il gioielliere, insomma, non ha ancora aggiornato a dovere la relazione con il cliente, che non sperimenta più differenze di esperienza di acquisto nella luogo fisico rispetto allo spazio digitale, oltretutto più comodo e veloce. </span></i><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="line-height: 112%; letter-spacing: -0.4pt;">L’unico modo per riportare la gente in negozio è farlo tornare ad essere</span></i><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="line-height: 112%; letter-spacing: -0.45pt;"> </span></i><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="line-height: 112%; letter-spacing: -0.4pt;">tempio del</span></i><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="line-height: 112%; letter-spacing: -0.45pt;"> </span></i><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="line-height: 112%; letter-spacing: -0.4pt;">saper</span></i><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="line-height: 112%; letter-spacing: -0.55pt;"> </span></i><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="line-height: 112%; letter-spacing: -0.4pt;">fare, laboratorio</span></i><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="line-height: 112%; letter-spacing: -0.55pt;"> </span></i><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="line-height: 112%; letter-spacing: -0.4pt;">di bellezza</span></i><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="line-height: 112%; letter-spacing: -0.45pt;"> </span></i><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="line-height: 112%; letter-spacing: -0.4pt;">e </span></i><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style="line-height: 112%;">di identità, dove si entra per vivere e acquistare emozioni. Questa ‘conversione’ favorirebbe anche il cambio generazionale: attività vivaci diventerebbero di maggiore appeal per i giovani in cerca di un futuro migliore." </span></i><b><span style="line-height: 112%;"><o:p></o:p></span></b></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 112%; margin: 0cm 7.35pt 0cm 0cm;"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><b><span style="line-height: 112%; letter-spacing: -0.4pt;">Conclude Roberto Ricci: “</span></b><i><span style="line-height: 112%;">Il gioiello è, e sarà sempre, il segnalibro della vita, protagonista di momenti di gioia e di celebrazione della bellezza ma quando entra una persona nel tuo showroom devi saper interpretare, condividere e talvolta suscitare un sogno! Il gioiello è amore, passione, desiderio...Il gioielliere deve essere un consulente non un commesso che porge una cosa presa da una mensola. I negozi devono essere hub dell’artigianato orafo creativo, originale, elegante, visionario e possibilmente green”.</span></i><b><i><span style="line-height: 112%;"><o:p></o:p></span></i></b></span></p>
<p class="MsoNormal" align="left" style="text-align: left; line-height: 112%; margin: 0cm 7.35pt 0cm 7.0pt;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 112%; font-family: 'times new roman', times, serif;"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" align="left" style="text-align: left; line-height: 112%; margin: 0cm 7.35pt 0cm 7.0pt;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 112%; font-family: 'times new roman', times, serif;"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" align="left" style="text-align: left; line-height: 112%; margin: 0cm 7.35pt 0cm 7.0pt;"><span style="font-size: 14pt; line-height: 112%; font-family: 'times new roman', times, serif;"></span></p>
<p class="MsoNormal" align="left" style="text-align: left; line-height: 112%; margin: 0cm 7.35pt 0cm 7.0pt;"></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Iniziativa solidale di uno studio dentistico lombardo &#45; FB Dental Legnano</title>
<link>https://www.eventi.news/iniziativa-solidale-di-uno-studio-dentistico-lombardo-fb-dental-legnano</link>
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<description><![CDATA[ FB Dental di Legnano offre cure gratuite ai pazienti danneggiati dal fallimento VisoDent. Un gesto di solidarietà che coinvolge anche volti noti. ]]></description>
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<pubDate>Sat, 14 Jun 2025 14:58:43 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>FB Dental, studio dentistico Legnano, iniziativa solidale dentista, fallimento VisoDent, Edoardo Raspelli, Perla Vatiero, cure odontoiatriche gratuite, dentisti etici, Milano, Legnano, salute orale</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<h3 data-start="250" data-end="319"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Un aiuto concreto ai pazienti di una catena odontoiatrica fallita</span></h3>
<p data-start="321" data-end="742"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="321" data-end="337">Legnano (MI)</strong> – L’iniziativa solidale dello studio odontoiatrico <strong data-start="389" data-end="402">FB Dental</strong> di Legnano (Milano) – che annovera tra i suoi pazienti anche volti noti come <strong data-start="480" data-end="500">Edoardo Raspelli</strong>, <strong data-start="502" data-end="519">Anna Bonansea</strong> (ex Miss Padania) e <strong data-start="540" data-end="557">Perla Vatiero</strong>, vincitrice dell’ultima edizione del Grande Fratello – si propone come segnale di speranza per chi si è trovato improvvisamente senza cure a causa del fallimento della catena VisoDent.</span></p>
<blockquote data-start="744" data-end="1485">
<p data-start="746" data-end="1158"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><em data-start="746" data-end="1156">"Buongiorno, sono Marco Manta, direttore dello studio FB Dental di Legnano. Dopo aver visto il servizio andato in onda su Pomeriggio 5 sul fallimento della catena odontoiatrica VisoDent, non nascondo di essermi profondamente commosso. Vedere la sofferenza e lo smarrimento di persone che, oltre al danno economico, rischiano di perdere la fiducia nella cura della propria salute, mi ha toccato nel profondo."</em></span></p>
<p data-start="1165" data-end="1485"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><em data-start="1165" data-end="1483">"Spinto dal desiderio di fare qualcosa di concreto, ho deciso – insieme al mio team – di offrire gratuitamente il completamento delle cure alla paziente intervistata nel servizio. Inoltre, compatibilmente con la distanza dal nostro studio, ci impegniamo ad aiutare almeno un’altra persona colpita da questa vicenda."</em></span></p>
</blockquote>
<p data-start="1487" data-end="1745"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="1487" data-end="1500">FB Dental</strong> è uno studio privato e indipendente, con una visione etica della professione, fondato e guidato da oltre 40 anni dal <strong data-start="1618" data-end="1646">dottor Fernando Bertocco</strong>. Lo studio è da sempre orientato all’eccellenza, alla trasparenza e al rispetto per ogni paziente.</span></p>
<p data-start="1747" data-end="1896"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">La fiducia dei suoi pazienti – tra cui anche personaggi pubblici – è la testimonianza più concreta della serietà e dell'affidabilità del suo operato:</span></p>
<ul data-start="1898" data-end="2056">
<li data-start="1898" data-end="1965" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="1900" data-end="1965"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="1900" data-end="1920">Edoardo Raspelli</strong>, giornalista e volto noto della televisione,</span></p>
</li>
<li data-start="1966" data-end="2003" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="1968" data-end="2003"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="1968" data-end="1985">Anna Bonansea</strong>, ex Miss Padania,</span></p>
</li>
<li data-start="2004" data-end="2056" style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">
<p data-start="2006" data-end="2056"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="2006" data-end="2023">Perla Vatiero</strong>, vincitrice del Grande Fratello.</span></p>
</li>
</ul>
<blockquote data-start="2058" data-end="2492">
<p data-start="2060" data-end="2231"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><em data-start="2060" data-end="2229">"Sappiamo che non potremo aiutare tutti – anche se lo vorremmo – ma crediamo che la sanità, anche quella privata, debba essere prima di tutto umana, etica e solidale."</em></span></p>
<p data-start="2238" data-end="2492"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><em data-start="2238" data-end="2490">"Con questo gesto vogliamo non solo offrire un aiuto concreto, ma anche lanciare un messaggio: speriamo che altri studi odontoiatrici seguano il nostro esempio per restituire dignità, fiducia e salute a chi oggi si trova senza cure e senza risposte."</em></span></p>
</blockquote>
<p data-start="2494" data-end="2551"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">Per informazioni o per entrare in contatto con lo studio:</span></p>
<p data-start="2553" data-end="2698"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;"><strong data-start="2553" data-end="2566">FB Dental</strong></span><br data-start="2566" data-end="2569"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">📞 0331 1675708 – 389 8205185</span><br data-start="2598" data-end="2601"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">🌐 <a data-start="2604" data-end="2646" rel="noopener" target="_new" class="" href="https://www.fbdental.it">www.fbdental.it</a></span><br data-start="2646" data-end="2649"><span style="font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 14pt;">📍 Piazza Gianfranco Ferrè 11, 20025 Legnano (MI)</span></p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>&amp;quot;Il meglio di...noi!&amp;quot;, uno spettacolo per sostenere affido e adozione</title>
<link>https://www.eventi.news/il-meglio-dinoi-uno-spettacolo-per-sostenere-affido-e-adozione</link>
<guid>https://www.eventi.news/il-meglio-dinoi-uno-spettacolo-per-sostenere-affido-e-adozione</guid>
<description><![CDATA[ Venerdì 23 maggio al Teatro Lauro Rossi di Macerata, la serata spettacolo con Marco Falaguasta promossa da Banca Fideuram a sostegno dell’associazione La Goccia ODV. Un evento per sensibilizzare sull’affido e raccogliere fondi per i minori in difficoltà. ]]></description>
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<pubDate>Tue, 20 May 2025 17:44:01 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Il meglio di noi, Marco Falaguasta, affido minori, La Goccia ODV, Banca Fideuram, eventi solidali Macerata, Teatro Lauro Rossi, adozione, affido familiare, volontariato, raccolta fondi, bambini in difficoltà, spettacolo benefico, solidarietà</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 14.0pt; line-height: 107%;"><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 14.0pt; line-height: 107%;">Parlare di promozione della vita attraverso l’istituto dell’affido e dell’adozione nel nostro territorio significa parlare necessariamente anche dell’associazione <b>La Goccia ODV</b>, una delle realtà più rappresentative della solidarietà sociale locale. <b>Venerdì 23 maggio</b>, al Teatro Lauro Rossi di Macerata, la serata spettacolo voluta da <b>Banca Fideuram</b>, con il Patrocinio della <b>Città di Macerata</b>, nasce con lo scopo di sostenere l’associazione, creando un’opportunità per aumentare la consapevolezza e il supporto alle attività de La Goccia che tutelano i minori in situazioni di vulnerabilità e ne garantiscono il loro benessere. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 14.0pt; line-height: 107%;">L’attore romano <b>Marco Falaguasta </b>andrà in scena alle ore 21 con lo spettacolo <b>“Il meglio di…noi”</b>, sulle note della cantante <b>Sharon Alessandri</b>. Introdurranno la serata <b>Paolo Carassai</b>, fondatore La Goccia ODV, <b>Francesco Sampaolesi</b>, Regional Manager Banca Fideuram e <b>Valeria Rossi</b>, Presidente dell’Associazione La Goccia. A moderare la serata la giornalista di SkyTg24 <b>Veronica Voto</b>. Una serata spettacolo solidale per una raccolta fondi che rappresenta soprattutto un profondo momento di riflessione: l'affido e l'adozione sono infatti soluzioni cruciali per garantire un ambiente familiare stabile e affettuoso a bambini e ragazzi che hanno bisogno di un'alternativa alla famiglia di origine. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><b><span style="font-size: 14.0pt; line-height: 107%;">Paolo Carassai</span></b><span style="font-size: 14.0pt; line-height: 107%;">, fondatore La Goccia ODV <b><i>“</i></b><i>Perché no? È da questa domanda che è nata La Goccia. Perché non accogliere figli speciali? Volti di una unicità degna dei protagonisti delle migliori favole; che nel silenzio esprimono la loro loquacità, con il sorriso illuminano il buio d’intorno, con il bacio emanano i colori dell’anima. Loro sono li a dimostrare che gli angeli esistono e che sono sempre pronti a spalancare i misteri della vita a chi si dimostra solo disponibile ad accoglierli.” </i><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><b><span style="font-size: 14.0pt; line-height: 107%;">Francesco Sampaolesi</span></b><span style="font-size: 14.0pt; line-height: 107%;">, Regional Manager Banca Fideuram “<i>Sostenere l’associazione La Goccia ODV attraverso questa serata solidale significa per noi esprimere il meglio del nostro DNA. Da sempre Banca Fideuram si fa carico dei bisogni del territorio e questa volta abbiamo scelto di essere al fianco di una delle realtà più rappresentative della solidarietà sociale, quale è La Goccia ODV, coerentemente alla nostra mission di promuovere l’economia del territorio nel perseguimento di obiettivi finanziari rispettosi di dinamiche ecologiche, sociali e di buona governance.</i>”. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 14.0pt; line-height: 107%;">Nel silente lavoro quotidiano, sono ormai centinaia i bambini accolti che dal 2001 ad oggi, si sono avvalsi delle famiglie de La Goccia ODV e della sua equipe professionale di sostegno. La promozione culturale ed i percorsi formativi per le famiglie del territorio volti a sviluppare un tessuto sociale solidale e consapevole, costituiscono non solo una risorsa per i bisogni, ma un polmone di significatività che mira al recupero di una valenza antropologica del vivere basata sull’ESSERE piuttosto che sul FARE. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><i><span style="font-size: 14.0pt; line-height: 107%;">“L’affido è una risorsa importante per un bambino e una bambina la cui famiglia vive un momento o una situazione di difficoltà. L’affido per sua stessa natura è per un po’ ma l’esperienza umana di solidarietà che si vive in questa relazione è un’esperienza che arricchisce straordinariamente.” – </span></i><span style="font-size: 14.0pt; line-height: 107%;">afferma <b>Valeria Rossi</b>, Presidente dell’Associazione La Goccia ODV. <i>– “Il nostro prezioso compito è quello di accogliere e promuovere la vita; questa serata nasce come momento di riflessione non tanto su ciò che ad oggi abbiamo fatto ma sul futuro, sulle possibilità, su ciò che ancora possiamo offrire, e ringraziamo fin da ora tutti coloro che con la loro presenza e il loro contributo sceglieranno di sostenerci.”</i><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 14.0pt; line-height: 107%;"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><b><span style="font-size: 14.0pt; line-height: 107%;">Lo spettacolo “IL MEGLIO DI…NOI” con l’attore monologhista Marco Falaguasta </span></b><span style="font-size: 14.0pt; line-height: 107%;"><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 14.0pt; line-height: 107%;">Cosa significasse esattamente questa frase che i genitori degli anni 70, 80 e 90 ritenevano buona per tutte le circostanze nelle quali bisognasse richiamare i figli ad un comportamento comunque diverso, è rimasto un mistero! Però questa frase risuona ancora nelle orecchie di tutti quelli che, come me, sono nati o cresciuti in quegli anni. Gli anni di piombo, gli anni della legge sul divorzio, sull’aborto, gli anni del sequestro Moro, ma anche del boom economico, dell’Italia campione del Mondo in Spagna. Gli anni della Panda 30 con il finestrino abbassato e l’autoradio che suonava i Depeche Mode, i Duran Duran, gli Spandau Ballet e “Boys” di una dirompente Sabrina Salerno che metteva d’accordo tutti. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 14.0pt; line-height: 107%;">Anni ai quali la mia generazione guarda sempre con nostalgia. Certo eravamo giovani e spensierati, ma siamo proprio sicuri che non farsi riconoscere sia stato un vantaggio o forse, in qualche circostanza, avremmo potuto alzare la voce e... farci riconoscere? Proviamo a rispondere insieme a questa domanda passando attraverso quello che siamo stati, per vedere come siamo diventati noi che le domande le facevamo ai cugini più grandi, allo zio più moderno e non avevamo né Alexa, né Google. <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 14.0pt; line-height: 107%;">Come spieghiamo tutto ciò ai nostri figli ai quali non possiamo più raccontare che con “certe pratiche” si diventa ciechi? <o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><b><span style="font-size: 14.0pt; line-height: 107%;">IL MEGLIO DI… NOI </span></b><span style="font-size: 14.0pt; line-height: 107%;"><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><b><span style="font-size: 14.0pt; line-height: 107%;">23 maggio 2025 – ore 21,00 </span></b><span style="font-size: 14.0pt; line-height: 107%;"><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><b><span style="font-size: 14.0pt; line-height: 107%;">Teatro Lauro Rossi, Piazza della Libertà – Macerata </span></b><span style="font-size: 14.0pt; line-height: 107%;"><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 14.0pt; line-height: 107%;"><o:p> </o:p></span></p>]]> </content:encoded>
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<title>A Milano, edizione numero 24 dell’iniziativa dei City Angels</title>
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<description><![CDATA[ MARTEDÌ 13 MAGGIO ALLE 11 A PALAZZO MARINO IL PREMIO A 11 “CAMPIONI” DI SOLIDARIETÀ E LEGALITÀ. Sul palco, insieme con il Sindaco Sala, con Mario Furlan e con la madrina dei City Angels Daniela Javarone, alcuni testimonial dell’Associazione: i personaggi dello spettacolo e della televisione Dario Baldan Bembo, Enrico Beruschi, Rajae Bezzaz, Alberto Fortis, Tessa Gelisio, Mario Giuliacci, Mario Lavezzi, Franco Mussida, Omar Pedrini, Edoardo Raspelli, Andrée Ruth Shammah. ]]></description>
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<pubDate>Fri, 09 May 2025 09:45:37 +0200</pubDate>
<dc:creator>Edoardo Raspelli</dc:creator>
<media:keywords>cityangels, raspelli, premio</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoPlainText">Un riconoscimento nazionale a “campioni” di solidarietà, legalità e civismo: è il Premio Campione, organizzato da Mario Furlan e dai City Angels e giunto alla ventiquattresima edizione.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoPlainText">Dieci vincitori sono stati scelti da una giuria composta dai direttori di 20 prestigiose realtà dell’informazione italiana e milanese. Sono, in ordine alfabetico: Affaritaliani.it, Ansa, Avvenire, Corriere della Sera, Famiglia Cristiana, Fanpage, La Gazzetta dello Sport, Il Giornale, Il Giorno, Leggo, Libero, Mediaset news, Milano Today, Mi-Tomorrow, Nuovo, Rai Lombardia, Radio Lombardia, La Repubblica, Wikimedia, Wikimilano. Un undicesimo vincitore è il “Campione della gente”, scelto online da oltre 50mila clienti e follower di Coop Lombardia tra una rosa di 10 nomi.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoPlainText">Verrà conferito anche il Premio Campioncino, che viene attribuito alla scuola che più si è distinta per il suo impegno sociale.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoPlainText">Questo “Oscar della bontà” consiste in una statuina che rappresenta un uomo con un grande cuore in mano. Lo sponsor dell’edizione 2025 è Yakult..<o:p></o:p></p>
<p class="MsoPlainText">Conduce la cerimonia la conduttrice televisiva e testimonial dei City Angels Emanuela Folliero.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoPlainText">All’inizio della manifestazione, Renato Mannheimer illustrerà i risultati di un sondaggio tra gli italiani su chi sia, secondo loro, il personaggio che più fa del bene.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoPlainText">La cerimonia di consegna del Premio avverrà martedì 13 maggio alle 11 nella Sala Alessi di Palazzo Marino,<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>in piazza della Scala 1, alla presenza del Sindaco Giuseppe Sala e di varie autorità istituzionali. Tra loro il Prefetto di Milano, Claudio Sgaraglia; il Questore, Bruno Megale; il Generale Pierluigi Solazzo, Comandante provinciale dei Carabinieri a Milano; il Generale Andrea Fiducia, Comandante provinciale della Guardia di Finanza e Gianluca Mirabelli, Comandante della Polizia locale.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoPlainText">Sul palco, insieme con il Sindaco Sala, con Mario Furlan e con la madrina dei City Angels Daniela Javarone, alcuni testimonial dell’Associazione: i personaggi dello spettacolo e della televisione Dario Baldan Bembo, Enrico Beruschi, Rajae Bezzaz, Alberto Fortis, Tessa Gelisio, Mario Giuliacci, Mario Lavezzi, Franco Mussida, Omar Pedrini, Edoardo Raspelli, Andrée Ruth Shammah.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoPlainText">Ci sarà anche “l’Amica degli Animali” Maura Anastasia.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoPlainText">Il Premio gode del patrocinio di: Comune di Milano, Regione Lombardia, Città Metropolitana, Ordine degli Avvocati, Comunità ebraica di Milano, Lions Club, Osservatorio Metropolitano di Milano, Wikimilano.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoPlainText">I City Angels, volontari di strada d’emergenza, sono stati fondati a Milano nel 1994 da Mario Furlan, docente universitario di Motivazione e crescita personale e fondatore del Wilding, l’autodifesa istintiva. Oggi sono presenti in 20 città italiane e in due città svizzere, con 600 volontari, di cui oltre il 50% donne.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoPlainText"><span style="font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri',sans-serif; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;"><a href="http://www.premiocampione.it">www.premiocampione.it</a></span></p>
<p class="MsoPlainText"><o:p> </o:p></p>]]> </content:encoded>
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