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<title>Tutte le notizie italiane in tempo reale &#45; : Enti e Associazioni</title>
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<description>Tutte le notizie italiane in tempo reale &#45; : Enti e Associazioni</description>
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<dc:rights>©2025 Eventi e News in Italia &#45; Powered by Brain X Corp</dc:rights>

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<title>Comunicazioni obbligatorie anche su piattaforma SIISL da aprile 2026: le novità</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Dal 1° aprile 2026 entra in una nuova fase il sistema delle comunicazioni legate ai rapporti di lavoro. Il Ministero del Lavoro ha infatti avviato, con una recente nota operativa, una sperimentazione che apre all’utilizzo del Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL) anche per l’invio delle Comunicazioni Obbligatorie. Si tratta di un passaggio […]
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<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 02:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Comunicazioni, obbligatorie, anche, piattaforma, SIISL, aprile, 2026:, novità</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="308" data-end="655"><strong>Dal 1° aprile 2026 entra in una nuova fase il sistema delle comunicazioni legate ai rapporti di lavoro. Il Ministero del Lavoro ha infatti avviato, con una recente nota operativa, una sperimentazione che apre all’utilizzo del Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL) anche per l’invio delle Comunicazioni Obbligatorie.</strong></p>
<hr>
<p data-start="657" data-end="925">Si tratta di un passaggio significativo nel processo di digitalizzazione e integrazione delle banche dati del lavoro, che si inserisce nel più ampio percorso di adeguamento alla normativa europea sulla <strong data-start="859" data-end="884">trasparenza salariale</strong> e sulla parità di trattamento economico.</p>
<h2 data-section-id="1fx5knn" data-start="927" data-end="999"><span role="text"><strong data-start="930" data-end="999">SIISL: una nuova porta di accesso per le comunicazioni sul lavoro</strong></span></h2>
<p data-start="1001" data-end="1271">La novità principale riguarda la possibilità, per imprese e intermediari autorizzati, di utilizzare il SIISL per gestire in modalità telematica tutte le comunicazioni relative al ciclo di vita del rapporto di lavoro: <strong data-start="1218" data-end="1270">assunzione, proroga, trasformazione e cessazione</strong>.</p>
<p data-start="1273" data-end="1554">Questa modalità si affianca – senza sostituirli – ai canali già attivi a livello regionale e provinciale. In altre parole, il sistema non introduce un obbligo immediato, ma offre una <strong data-start="1456" data-end="1487">via alternativa e opzionale</strong>, destinata a evolvere con l’adozione dei futuri decreti attuativi.</p>
<p data-start="1556" data-end="1710">L’obiettivo è duplice: da un lato semplificare gli adempimenti per gli operatori, dall’altro creare un ecosistema informativo più integrato e trasparente.</p>
<h2 data-section-id="773y6z" data-start="1712" data-end="1766"><span role="text"><strong data-start="1715" data-end="1766">Trasparenza e incentivi: il ruolo delle vacancy</strong></span></h2>
<p data-start="1768" data-end="2042">Uno degli aspetti più innovativi della sperimentazione riguarda la gestione delle offerte di lavoro, le cosiddette <em data-start="1883" data-end="1892">vacancy</em>. I datori di lavoro che intendono accedere a <strong data-start="1938" data-end="1963">benefici contributivi</strong> possono infatti pubblicare le posizioni aperte direttamente sulla piattaforma.</p>
<p data-start="2044" data-end="2253">Questa possibilità introduce un meccanismo che punta a rafforzare la <strong data-start="2113" data-end="2157">tracciabilità delle assunzioni agevolate</strong>, creando un collegamento tra l’offerta pubblicata e la successiva comunicazione amministrativa.</p>
<p data-start="2255" data-end="2555">Tuttavia, è importante chiarire un punto fondamentale: nella fase attuale, la pubblicazione delle vacancy <strong data-start="2361" data-end="2406">non costituisce un requisito obbligatorio</strong> per ottenere gli incentivi. Le modalità di accesso ai benefici restano disciplinate dalle procedure già in vigore, secondo le indicazioni dell’INPS.</p>
<h2 data-section-id="1mllbbh" data-start="2557" data-end="2604"><span role="text"><strong data-start="2560" data-end="2604">Coerenza tra dati: un requisito centrale</strong></span></h2>
<p data-start="2606" data-end="2755">Per garantire la correttezza del sistema, le informazioni inserite nel SIISL devono rispettare un principio di coerenza sia soggettiva che oggettiva.</p>
<p data-start="2757" data-end="2814">In termini concreti, ciò significa che i dati relativi a:</p>
<ul data-start="2816" data-end="2889">
<li data-section-id="11qp3lx" data-start="2816" data-end="2836">datore di lavoro</li>
<li data-section-id="1e71zy6" data-start="2837" data-end="2863">tipologia contrattuale</li>
<li data-section-id="6ta6rr" data-start="2864" data-end="2889">profilo professionale</li>
</ul>
<p data-start="2891" data-end="2997">devono essere perfettamente allineati tra la vacancy pubblicata e la Comunicazione Obbligatoria trasmessa.</p>
<p data-start="2999" data-end="3195">Questa coerenza diventa un elemento chiave soprattutto in vista dell’evoluzione futura del sistema, quando il collegamento tra offerta di lavoro e comunicazione diventerà strutturale e vincolante.</p>
<h2 data-section-id="14ma7ot" data-start="3197" data-end="3256"><span role="text"><strong data-start="3200" data-end="3256">Pubblicazione anche dopo l’assunzione: come funziona</strong></span></h2>
<p data-start="3258" data-end="3375">Un elemento di flessibilità introdotto nella fase sperimentale riguarda la tempistica di pubblicazione delle vacancy.</p>
<p data-start="3377" data-end="3609">È infatti consentito inserire l’offerta anche <strong data-start="3423" data-end="3457">successivamente all’assunzione</strong>. In questo caso, però, il sistema procede automaticamente all’archiviazione dell’annuncio, senza renderlo visibile agli utenti in cerca di occupazione.</p>
<p data-start="3611" data-end="3831">Questa funzione ha una finalità prevalentemente amministrativa: consente di completare la documentazione necessaria per il riconoscimento dei benefici contributivi, senza incidere sul mercato del lavoro in senso stretto.</p>
<h2 data-section-id="1o86d1v" data-start="3833" data-end="3897"><span role="text"><strong data-start="3836" data-end="3897">Flussi Uniemens: integrazione con il sistema contributivo</strong></span></h2>
<p data-start="3899" data-end="4001">Sul piano operativo, una delle novità più rilevanti riguarda l’integrazione con i flussi contributivi.</p>
<p data-start="4003" data-end="4218">I datori di lavoro che usufruiscono di incentivi per assunzioni effettuate dopo il 1° aprile 2026 possono indicare, all’interno del flusso <strong data-start="4142" data-end="4170">Uniemens/PosContributiva</strong>, l’identificativo della vacancy (<em data-start="4204" data-end="4216">id_vacancy</em>).</p>
<p data-start="4220" data-end="4355">Questo dato deve essere inserito nella sezione dedicata alle informazioni aggiuntive e rispettare specifici requisiti tecnici, tra cui:</p>
<ul data-start="4357" data-end="4508">
<li data-section-id="1vppnvs" data-start="4357" data-end="4392">formato numerico standardizzato</li>
<li data-section-id="143u3xd" data-start="4393" data-end="4441">corrispondenza con i dati presenti nel SIISL</li>
<li data-section-id="1gnnyjt" data-start="4442" data-end="4508">coerenza tra soggetto contribuente e datore di lavoro indicato</li>
</ul>
<p data-start="4510" data-end="4679">Anche in questo caso, l’obbligo di compilazione scatterà solo in una fase successiva, quando sarà adottato il decreto ministeriale che definirà il regime a pieno titolo.</p>
<h2 data-section-id="17gr4xz" data-start="4681" data-end="4721"><span role="text"><strong data-start="4684" data-end="4721">Chi può operare sulla piattaforma</strong></span></h2>
<p data-start="4723" data-end="4823">L’accesso al <span><a href="https://lentepubblica.it/come-fare-per-pa/come-funziona-portale-siisl-disoccupati/" target="_blank" rel="noopener">SIISL</a></span> è riservato a soggetti ben definiti, in base ai rispettivi profili autorizzativi.</p>
<p data-start="4825" data-end="4892">Per quanto riguarda le Comunicazioni Obbligatorie, possono operare:</p>
<ul data-start="4894" data-end="5028">
<li data-section-id="1sc1ls9" data-start="4894" data-end="4914">datori di lavoro</li>
<li data-section-id="1gmiucg" data-start="4915" data-end="4940">intermediari delegati</li>
<li data-section-id="der8he" data-start="4941" data-end="4966">consulenti del lavoro</li>
<li data-section-id="z78lvk" data-start="4967" data-end="5028">altri soggetti abilitati ai sensi della normativa vigente</li>
</ul>
<p data-start="5030" data-end="5105">Per la pubblicazione delle vacancy, invece, il sistema è aperto anche alle:</p>
<ul data-start="5107" data-end="5198">
<li data-section-id="528fw8" data-start="5107" data-end="5132">agenzie per il lavoro</li>
<li data-section-id="u03hva" data-start="5133" data-end="5198">soggetti autorizzati alla diffusione di annunci occupazionali</li>
</ul>
<p data-start="5200" data-end="5342">Questo assetto riflette la volontà di costruire una piattaforma interoperabile, capace di coinvolgere tutti gli attori del mercato del lavoro.</p>
<h2 data-section-id="1yhxblr" data-start="5344" data-end="5403"><span role="text"><strong data-start="5347" data-end="5403">Una fase transitoria in attesa del decreto attuativo</strong></span></h2>
<p data-start="5405" data-end="5657">L’intero impianto normativo si basa sulle disposizioni contenute nell’<span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2025-10-31;159" target="_blank" rel="noopener">articolo 14 del decreto-legge n. 159/2025</a></span>, convertito in legge a fine anno. Tuttavia, molte delle regole operative definitive saranno stabilite da un successivo decreto ministeriale.</p>
<p data-start="5659" data-end="5763">Fino a quel momento, il sistema resta in una <strong data-start="5704" data-end="5743">fase di sperimentazione controllata</strong>, caratterizzata da:</p>
<ul data-start="5765" data-end="5868">
<li data-section-id="19f15d9" data-start="5765" data-end="5788">adesione volontaria</li>
<li data-section-id="oer1r" data-start="5789" data-end="5822">assenza di vincoli stringenti</li>
<li data-section-id="1lpyp4k" data-start="5823" data-end="5868">mantenimento delle procedure tradizionali</li>
</ul>
<p data-start="5870" data-end="6086">Solo con il passaggio a regime diventeranno obbligatori alcuni elementi oggi facoltativi, come il collegamento univoco tra vacancy e Comunicazione Obbligatoria o l’indicazione dell’id_vacancy nei flussi contributivi.</p>
<h2 data-section-id="umf7fq" data-start="6088" data-end="6139"><span role="text"><strong data-start="6091" data-end="6139">Verso un sistema più integrato e trasparente</strong></span></h2>
<p data-start="6141" data-end="6274">L’introduzione del SIISL come canale alternativo rappresenta un tassello importante nella modernizzazione delle politiche del lavoro.</p>
<p data-start="6276" data-end="6323">Il progetto mira a costruire un sistema in cui:</p>
<ul data-start="6325" data-end="6453">
<li data-section-id="1c707kh" data-start="6325" data-end="6380">le informazioni siano condivise tra amministrazioni</li>
<li data-section-id="1oxrdfg" data-start="6381" data-end="6418">le procedure risultino più snelle</li>
<li data-section-id="1bnikql" data-start="6419" data-end="6453">i controlli siano più efficaci</li>
</ul>
<p data-start="6455" data-end="6696">In prospettiva, il collegamento tra offerte di lavoro, comunicazioni amministrative e incentivi potrebbe contribuire a rendere più trasparente l’utilizzo delle risorse pubbliche e a migliorare l’efficienza complessiva del mercato del lavoro.</p>
<h2 data-section-id="194gzcv" data-start="6698" data-end="6736"><span role="text"><strong data-start="6701" data-end="6736">Cosa devono fare ora le aziende</strong></span></h2>
<p data-start="6738" data-end="6862">Nell’immediato, i datori di lavoro non sono chiamati a modifiche radicali dei propri adempimenti. Tuttavia, è comunque consigliabile:</p>
<ul data-start="6864" data-end="7025">
<li data-section-id="1er4nm4" data-start="6864" data-end="6906">monitorare gli aggiornamenti normativi</li>
<li data-section-id="11a2xd8" data-start="6907" data-end="6960">valutare l’utilizzo del SIISL in via sperimentale</li>
<li data-section-id="1k1zboz" data-start="6961" data-end="7025">verificare la coerenza dei dati inseriti nei diversi sistemi</li>
</ul>
<p data-start="7027" data-end="7161">Un approccio proattivo può pertanto facilitare l’adattamento alle future obbligatorietà, evitando criticità quando il sistema entrerà a regime.</p>
<h2 data-start="7027" data-end="7161">Il messaggio dell’INPS con le istruzioni</h2>
<p data-start="7027" data-end="7161"><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/04/16679_Messaggio-numero-1153-del-31-03-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
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</item>

<item>
<title>Prezzi del carburante alle stelle e truffe, consumatori devono fare attenzione</title>
<link>https://www.eventi.news/prezzi-del-carburante-alle-stelle-e-truffe-consumatori-devono-fare-attenzione</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Codici: prezzi alle stelle e truffe, invitiamo i consumatori a fare attenzione quando fanno rifornimento di carburante. Con la benzina che ha superato i 2 euro al litro e il gasolio in costante risalita, le famiglie italiane fanno i conti con una delle peggiori crisi energetiche degli ultimi anni. L’instabilità geopolitica in Medio Oriente continua […]
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<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 02:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Prezzi, del, carburante, alle, stelle, truffe, consumatori, devono, fare, attenzione</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Codici: prezzi alle stelle e truffe, invitiamo i consumatori a fare attenzione quando fanno rifornimento di carburante.</strong></p>
<hr>
<p>Con la benzina che ha superato i 2 euro al litro e il gasolio in costante risalita, le famiglie italiane fanno i conti con una delle peggiori crisi energetiche degli ultimi anni. L’instabilità geopolitica in Medio Oriente continua ad alimentare la speculazione sui mercati internazionali del greggio, scaricando il peso sui consumatori finali ad ogni rifornimento.</p>
<h2>Prezzi del carburante e truffe: cosa devono attenzionare i consumatori</h2>
<p>In questo contesto già difficile, l’<span><a href="https://codici.org/" target="_blank" rel="noopener">associazione Codici</a></span> mette in guardia i consumatori da una truffa che periodicamente torna a mietere vittime. La frode consiste nella <span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/attenzione-alla-truffa-del-carburante-allungato-ecco-cosa-si-rischia/" target="_blank" rel="noopener">manomissione delle pompe di carburante</a></span> presso i distributori, che erogano quantità inferiori a quelle indicate sul display. Una truffa che, in termini percentuali, può sottrarre al consumatore dal 2% al 5% del carburante acquistato, una perdita che, su base annua e con prezzi così elevati, può tradursi in decine di euro sottratti ingiustamente.</p>
<p>È di questi giorni, invece, un altro tipo di fronte scoperto dalla Guardia di Finanza. Le Fiamme Gialle hanno denunciato il gestore di un impianto di Civitanova Marche nel corso di un controllo nell’ambito delle verifiche sull’osservanza delle disposizioni in materia di pubblicità dei pezzi e sulla corretta comunicazione dei prezzi praticati al Ministero delle Imprese del Made in Italy. Dalle verifiche è emerso che il carburante erogato dalle pompe era diverso rispetto a quello pubblicizzato e di qualità inferiore.</p>
<h2>L’appello di Codici</h2>
<p>“<em>Chi manomette le pompe sa che il consumatore, in questo momento, è già sotto pressione, meno attento e meno propenso a contestare</em> – dichiara <strong>Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici</strong> –. <em>È il momento di alzare la guardia, non di abbassarla</em>”.</p>
<p>L’associazione invita i consumatori a verificare che il display si azzeri prima di avviare il rifornimento, a tenere nota dei rifornimenti precedenti per confrontare i consumi chilometrici, perché un calo anomalo può indicare una pompa alterata, ed a conservare lo scontrino, che costituisce un elemento di prova per un’eventuale denuncia. In caso di sospetto, è possibile fare una segnalazione alle forze dell’ordine. È possibile anche rivolgersi agli Sportelli di Codici. Per informazioni telefonare al numero <strong>065571996</strong>, inviare un messaggio WhatsApp al numero <strong>3757793480</strong> o scrivere un’e-mail all’indirizzo <span><a href="mailto:segreteria.sportello@codici.org" target="_blank" rel="noopener">segreteria.sportello@codici.org</a></span>.</p>
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</item>

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<title>Tribunale di Catania smentisce quello di Roma su pubblicità scorretta gioco d’azzardo</title>
<link>https://www.eventi.news/tribunale-di-catania-smentisce-quello-di-roma-su-pubblicita-scorretta-gioco-dazzardo</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Codici: il Tribunale di Catania smentisce il Tribunale di Roma sulla pubblicità scorretta del gioco d’azzardo nel caso Domusbet. L’attività di contrasto al gioco d’azzardo condotta da Codici registra un nuovo successo. Il Tribunale di Catania ha accolto il ricorso per inibitoria collettiva presentato dall’associazione dei consumatori nei confronti di Domusbet. Alla società è stata contestata […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2025/10/lentepubblica-gioco-dazzardo-online-lallarme-nei-piccoli-comuni-dati-nascosti-e-boom-di-scommesse.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 02:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Tribunale, Catania, smentisce, quello, Roma, pubblicità, scorretta, gioco, d’azzardo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Codici: il Tribunale di Catania smentisce il Tribunale di Roma </strong><strong>sulla pubblicità scorretta del gioco d’azzardo nel caso Domusbet.</strong></p>
<hr>
<p>L’attività di contrasto al gioco d’azzardo condotta da <span><a href="https://codici.org/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Codici</strong></a></span> registra un nuovo successo. Il Tribunale di Catania ha accolto il ricorso per inibitoria collettiva presentato dall’associazione dei consumatori nei confronti di Domusbet. Alla società è stata contestata la diffusione di messaggi commerciali illeciti volti a promuovere giochi d’azzardo offerti presso il proprio sito internet, in violazione delle linee guida Agcom.</p>
<h2>Il parere di Codici</h2>
<p>“<em>Abbiamo chiesto al Tribunale di accertare e dichiarare che le condotte che abbiamo segnalato sono illecite e, di conseguenza, inibirle ordinando alla società di rimuovere ogni comunicazione commerciale –</em> dichiara Ivano Giacomelli, <strong>Segretario Nazionale di Codici</strong> –. <em>Nello specifico, il nostro intervento ha riguardato le offerte promozionali, i cosiddetti bonus, finalizzate ad incentivare la propensione alla spesa del consumatore nei giochi d’azzardo proposti in vendita, violando il divieto di pubblicità e promozione. Inoltre, abbiamo evidenziato che le offerte erano comunicate con l’enfasi di veri e propri messaggi pubblicitari, che esulano dalla finalità descrittiva, l’unica consentita. Il Tribunale ha riconosciuto le nostre ragioni, condannando la società a rimuovere le comunicazioni che abbiamo segnalato. Siamo ovviamente soddisfatti per questo verdetto, anche perché va nella direzione opposta di <span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/gioco-dazzardo-pubblicita-vietata-non-sempre-si-riapre-dibattito/" target="_blank" rel="noopener">quello emesso recentemente dal Tribunale di Roma, che abbiamo contestato</a></span></em>”.</p>
<h2>Il ricorso</h2>
<p>Nel ricorso è stato evidenziato che sul sito di Domusbet, non appena eseguito l’accesso, vengono visualizzate plurime offerte promozionali, consistenti in bonus per i consumatori che vogliano accedere per la prima volta ai giochi d’azzardo in vendita.</p>
<p>“<em>Finalmente un provvedimento correttamente e compiutamente motivato</em> – commenta <strong>Marcello Padovani, avvocato di Codici</strong> che ha seguito il caso insieme al collega Corrado Mattarelli – <em>diretto a porre un argine a condotte spregiudicate da parte degli operatori del gioco d’azzardo, che invogliano al gioco con promozioni anche spinte. La sentenza del Tribunale di Catania sanziona un operatore che aveva posto in essere attività promozionali come programmi di fidelizzazione dei clienti, Calendari dell’Avvento e promozioni con bonus per la prima registrazione dei consumatori. Tutte condotte che erano chiaramente dirette a invogliare un utente che non avesse mai giocato in assoluto o con la piattaforma dell’operatore, creando così un rapporto contrattuale dove era invogliato a spendere sempre di più. Sono le condotte che il Decreto Dignità vuole sanzionare e vietare, a tutela del consumatore, che è il soggetto più debole. Il provvedimento di Catania, quindi, va nella giusta direzione, dopo quello del Tribunale di Roma, che abbiamo invece già impugnato</em>”.</p>
<h2>Le motivazioni della contestazione</h2>
<p>Entrando nel dettaglio delle contestazioni di Codici, in particolare l’associazione ha puntato l’attenzione sui “bonus di benvenuto”. Si tratta di bonus offerti a chi accede per la prima volta al gioco d’azzardo sul portale, finalizzati ad incentivare i consumatori ad iscriversi al sito ed a usufruire dei giochi d’azzardo presenti e con immediato richiamo al claim “bonus”. Ci sono anche altri tipi di promozione, legate pure al momento come il Calendario dell’Avvento durante il periodo natalizio.</p>
<p>Nel dettaglio, tali promozioni si concretizzano nell’accredito gratuito in favore del giocatore di una o più somme di denaro utilizzabili, quali fiches nei vari giochi d’azzardo, a fronte del deposito da parte del consumatore di una somma di denaro da destinare al gioco d’azzardo. Il Tribunale di Catania ha riconosciuto che questi messaggi promozionali, consistenti nella promozione dell’accredito di bonus, risultano illegittimi, devono ritenersi illeciti e il ricorso deve essere accolto. Tutto questo perché rientrano tra le comunicazioni e pratiche commerciali aventi lo scopo, anche solo indiretto, di promuovere il gioco d’azzardo, in violazione di quanto stabilito da Agcom.</p>
<p>“<em>È una bellissima sentenza che certifica l’importante e quotidiano lavoro che Codici svolge ogni giorno a difesa dei consumatori, in particolare a tutela delle fasce più deboli</em> – commenta <strong>Manfredi Zammataro</strong>, l’avvocato che ha rappresentato in aula Codici nonché <strong>Segretario di Codici Sicilia</strong> –. <em>Questo provvedimento certifica anche l’impegno nella lotta alla ludopatia che la nostra associazione svolge sia nelle aule dei tribunali che negli Sportelli sul territorio, fornendo assistenza ai soggetti ludopatici ed ai loro familiari. La ludopatia è un fenomeno molto preoccupante, in quanto ha effetti devastanti non solo sull’individuo ma anche sui parenti. I rischi maggiori riguardano l’esposizione al sovraindebitamento, che oltre a essere una piaga sociale è anche l’anticamera a fenomeni più gravi come l’usura</em>”.</p>
<h2>Comunicazioni non sono meramente informative</h2>
<p>Le comunicazioni contestate da Codici, come riconosciuto dal provvedimento, non hanno scopo meramente informativo, bensì associano al prodotto immagini e frasi volte a catturare l’attenzione del consumatore, rendendo il prodotto accattivante, con l’utilizzo frequente del termine “promozioni”, da intendersi quale illecito, essendo tout court vietata la “comunicazione con contenuto promozionale del gioco con vincita in denaro”, ai sensi delle linee guida dell’Autorità.</p>
<p>Nelle comunicazioni in esame, inoltre, il Tribunale ha riscontrato enfasi promozionale e il mancato rispetto della continenza, in quanto queste comunicazioni non svolgono una funzione meramente descrittiva, bensì pubblicitaria-promozionale, come testimoniato dalla homepage del sito, dove i bonus sono prospettati mediante claim che esulano dalla mera descrizione informativa del bonus. Così formulati, costituiscono una vera e propria promozione commerciale del prodotto gioco d’azzardo, come comprovato anche dalla visualizzazione all’accesso al sito, dalle dimensioni grafiche e dai termini utilizzati.</p>
<p>Le condotte contestate, relative alla diffusione dei bonus come strumento di promozione del gioco con vincita in denaro, inducono al gioco d’azzardo, violano i principi che regolano la pubblicità nel settore e possono concorrere ad influenzare, in una maniera che la disciplina richiamata nel reclamo intende vietare per prevenire spese non programmate o potenziali patologie, le decisioni economiche del consumatore.</p>
<h2>L’aiuto ai consumatori</h2>
<p>Come detto, il Tribunale ha accolto il ricorso di Codici, imponendo a Domusbet di rimuovere le comunicazioni contestate. Un verdetto che rafforza l’azione portata avanti dall’associazione per contrastare la ludopatia e tutelare i consumatori. È possibile richiedere aiuto e assistenza per casi di ludopatia telefonando al numero <strong>065571996</strong>, inviando un messaggio WhatsApp al numero<strong> 3757793480</strong> o scrivendo un’e-mail all’indirizzo <span><a href="mailto:segreteria.sportello@codici.org" target="_blank" rel="noopener">segreteria.sportello@codici.org</a></span>.</p>
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<title>Nuova piattaforma digitale per riconoscimento qualifiche professionali sportive estere</title>
<link>https://www.eventi.news/nuova-piattaforma-digitale-per-riconoscimento-qualifiche-professionali-sportive-estere</link>
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A partire dallo scorso 6 marzo 2026 è entrata ufficialmente in funzione una nuova piattaforma digitale dedicata al riconoscimento delle qualifiche professionali sportive conseguite all’estero. Si tratta di un cambiamento significativo per numerosi professionisti che operano in ambito sportivo e montano, tra cui accompagnatori di media montagna, guide alpine, aspiranti guide, guide vulcanologiche, esperti di […]
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<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 02:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Nuova, piattaforma, digitale, per, riconoscimento, qualifiche, professionali, sportive, estere</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>A partire dallo scorso 6 marzo 2026 è entrata ufficialmente in funzione una nuova piattaforma digitale dedicata al riconoscimento delle qualifiche professionali sportive conseguite all’estero.</strong></p>
<hr>
<p>Si tratta di un cambiamento significativo per numerosi professionisti che operano <strong><span><a href="https://lentepubblica.it/tag/sport/" target="_blank" rel="noopener">in ambito sportivo</a></span></strong> e montano, tra cui accompagnatori di media montagna, guide alpine, aspiranti guide, guide vulcanologiche, esperti di canyoning, istruttori di arrampicata e maestri di sci.</p>
<p>L’obiettivo dell’iniziativa è quello di rendere più efficiente, trasparente e accessibile l’intero iter burocratico, eliminando progressivamente le modalità tradizionali di invio delle domande. Con l’avvio del nuovo sistema, infatti, tutte le richieste dovranno essere inoltrate esclusivamente attraverso il portale dedicato: ogni altra forma di trasmissione, come ad esempio l’invio tramite posta elettronica ordinaria, non sarà più accettata.</p>
<h2>Stop alle vecchie procedure: tutto passa dal portale</h2>
<p>Il cambiamento più rilevante riguarda proprio le modalità di presentazione delle istanze. Dal giorno di <strong><span><a href="https://sport-qualifiche-estere.pcm.gov.it/home" target="_blank" rel="noopener">attivazione della piattaforma</a></span></strong>, i candidati saranno tenuti a utilizzare unicamente il sistema informatizzato per avviare la procedura di riconoscimento. Le domande inviate con strumenti alternativi verranno automaticamente respinte.</p>
<p>Questa scelta punta a uniformare i processi, ridurre i tempi di gestione e garantire una tracciabilità completa delle pratiche. Inoltre, la digitalizzazione consente agli utenti di monitorare in tempo reale lo stato della propria richiesta, migliorando la comunicazione con l’amministrazione.</p>
<h2>Un’interfaccia pensata per guidare l’utente</h2>
<p>Una volta effettuato l’accesso, l’utente viene accolto da una schermata iniziale che funge da centro operativo. Da qui è possibile consultare il manuale d’uso, avviare una nuova domanda oppure controllare alcuni indicatori sintetici relativi alle pratiche già inserite.</p>
<p>Tra le informazioni disponibili figurano il numero di richieste inviate, quelle ancora in fase di compilazione e le eventuali comunicazioni ricevute. Un sistema di navigazione intuitivo permette di accedere rapidamente ai dettagli di ciascuna pratica, facilitando la gestione anche in presenza di più domande contemporanee.</p>
<h2>Gestione dei dati personali e delle pratiche</h2>
<p>All’interno dell’area riservata, ogni utente può visualizzare e aggiornare le proprie informazioni anagrafiche. Alcuni dati possono essere modificati direttamente, mentre altri restano vincolati alla tipologia di accesso utilizzata.</p>
<p>Un elemento centrale della piattaforma è rappresentato dalla sezione dedicata alle istanze. Qui viene mostrato un elenco completo delle richieste create, corredato da strumenti di filtro e opzioni operative. In base allo stato della pratica, l’utente può modificarla, eliminarla oppure scaricarne un riepilogo in formato PDF.</p>
<h2>Due percorsi distinti per le richieste</h2>
<p>Il sistema prevede due principali tipologie di domanda, ciascuna con un percorso specifico:</p>
<ul data-spread="false">
<li>la richiesta di riconoscimento del titolo professionale;</li>
<li>la dichiarazione preventiva per esercitare temporaneamente la professione.</li>
</ul>
<p>La scelta iniziale determina la struttura del modulo da compilare, che si articola comunque in quattro fasi principali: inserimento dei dati personali, compilazione delle dichiarazioni, caricamento dei documenti e invio finale.</p>
<h2>Una compilazione guidata in quattro passaggi</h2>
<p>L’intero processo è stato progettato per accompagnare l’utente passo dopo passo. Durante la prima fase vengono inseriti o aggiornati i dati anagrafici, con particolare attenzione ai contatti. È inoltre necessario fornire il consenso al trattamento dei dati personali.</p>
<p>La seconda fase richiede la compilazione delle dichiarazioni necessarie per l’istruttoria. Tutti i campi obbligatori devono essere completati per poter procedere.</p>
<p>Segue poi la sezione dedicata alla documentazione, uno degli aspetti più delicati dell’intera procedura. Il sistema segnala chiaramente quali file sono indispensabili e quali invece opzionali, aiutando l’utente a non commettere errori.</p>
<p>Infine, con l’ultima fase, la domanda viene trasmessa ufficialmente. Contestualmente, viene generata una comunicazione automatica certificata che riepiloga i dati della richiesta.</p>
<h2>Documenti digitali e fascicolo personale</h2>
<p>Un altro elemento innovativo è rappresentato dalla gestione centralizzata dei documenti. Gli utenti possono caricare, consultare e organizzare i file all’interno di un’apposita sezione, creando un vero e proprio archivio digitale personale.</p>
<p>Ogni documento viene classificato e sottoposto a verifica. Il sistema indica chiaramente lo stato di validazione, distinguendo tra file approvati, respinti o in attesa di controllo. Questo meccanismo consente di mantenere sempre sotto controllo la completezza della pratica.</p>
<h2>Comunicazione diretta con l’amministrazione</h2>
<p>La piattaforma introduce anche un sistema di messaggistica interna, attivo in specifiche fasi della procedura. Grazie a questo strumento, l’utente può dialogare direttamente con i responsabili dell’istruttoria, ricevere aggiornamenti e fornire eventuali integrazioni richieste.</p>
<p>Tutte le comunicazioni restano archiviate, garantendo una cronologia completa e facilmente consultabile. Questo rappresenta un notevole miglioramento rispetto alle modalità tradizionali, spesso frammentate e meno trasparenti.</p>
<h2>Maggiore controllo e autonomia per gli utenti</h2>
<p>Tra le funzionalità disponibili, spicca la possibilità di salvare le domande in bozza, modificarle in qualsiasi momento e persino eliminarle prima dell’invio definitivo. Questa flessibilità consente agli utenti di gestire con maggiore autonomia l’intero processo.</p>
<p>Inoltre, è possibile esportare i dati delle pratiche e dei documenti in formati standard come Excel o PDF, facilitando eventuali esigenze di archiviazione o condivisione.</p>
<h2>Supporto e assistenza tecnica</h2>
<p>Per agevolare l’utilizzo della piattaforma, è stato messo a disposizione un manuale dettagliato che illustra tutte le funzionalità passo dopo passo. In caso di difficoltà tecniche o dubbi operativi, gli utenti possono richiedere assistenza tramite un indirizzo email dedicato.</p>
<p>Questo supporto rappresenta un elemento fondamentale, soprattutto nella fase iniziale di adozione del sistema, quando gli utenti devono familiarizzare con le nuove modalità operative.</p>
<h2>Una svolta digitale per le professioni della montagna</h2>
<p>L’introduzione della nuova piattaforma segna un passaggio importante nel processo di modernizzazione della pubblica amministrazione. Digitalizzare il riconoscimento delle qualifiche professionali estere significa non solo semplificare le procedure, ma anche valorizzare le competenze di chi intende operare in Italia.</p>
<p>Per i professionisti del settore, si apre così una fase più snella e accessibile, in cui la tecnologia diventa alleata nella gestione delle pratiche. Un cambiamento che punta a ridurre la burocrazia e a favorire una maggiore mobilità professionale a livello internazionale.</p>
<h2>La guida</h2>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/04/Manuale_Utente_Esterno.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il manuale utente completo.</strong></a></span></p>
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<title>Data breach in banca, maxi sanzione del Garante Privacy a Intesa Sanpaolo</title>
<link>https://www.eventi.news/data-breach-in-banca-maxi-sanzione-del-garante-privacy-a-intesa-sanpaolo</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Data breach in banca, stangata del Garante a Intesa Sanpaolo: multa da 31,8 milioni per gli accessi abusivi ai conti. Una sanzione da 31,8 milioni di euro per gravi lacune nella protezione dei dati personali, accessi non autorizzati protratti per oltre due anni e un sistema di controllo ritenuto incapace di intercettare anomalie che avrebbero […]
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<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 02:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Data, breach, banca, maxi, sanzione, del, Garante, Privacy, Intesa, Sanpaolo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-section-id="1i1dohk" data-start="281" data-end="403"><span role="text"><strong data-start="283" data-end="403">Data breach in banca, stangata del Garante a Intesa Sanpaolo: multa da 31,8 milioni per gli accessi abusivi ai conti.</strong></span></p>
<hr>
<p data-start="405" data-end="934">Una sanzione da <strong data-start="421" data-end="445">31,8 milioni di euro</strong> per gravi lacune nella protezione dei dati personali, accessi non autorizzati protratti per oltre due anni e un sistema di controllo ritenuto incapace di intercettare anomalie che avrebbero dovuto emergere molto prima. È questo, in sintesi, il contenuto del provvedimento con cui il <strong data-start="729" data-end="777">Garante per la protezione dei dati personali</strong> ha colpito <strong data-start="789" data-end="808">Intesa Sanpaolo</strong>, al termine di un’istruttoria avviata dopo la notifica di una violazione informatica trasmessa dall’istituto nel luglio 2024.</p>
<p data-start="936" data-end="1550">Il cuore della vicenda riguarda il comportamento di un dipendente che, secondo quanto accertato dall’Autorità, ha consultato senza alcuna valida ragione professionale le informazioni bancarie di <strong data-start="1131" data-end="1148">3.573 clienti</strong>, compiendo <strong data-start="1160" data-end="1183">oltre 6.600 accessi</strong> tra il <strong data-start="1191" data-end="1211">21 febbraio 2022</strong> e il <strong data-start="1217" data-end="1235">24 aprile 2024</strong>. Un arco temporale lungo, durante il quale i sistemi interni della banca non sarebbero riusciti a segnalare tempestivamente la condotta anomala, facendo emergere un quadro che il Garante ha definito particolarmente critico sotto il profilo della sicurezza e della responsabilizzazione del titolare del trattamento.</p>
<h2 data-section-id="1dvveoz" data-start="1552" data-end="1608"><span role="text"><strong data-start="1555" data-end="1608">Il nodo centrale: controlli interni insufficienti</strong></span></h2>
<p data-start="1610" data-end="2047">Il provvedimento non si limita a contestare il singolo episodio di accesso illecito. L’Autorità individua infatti un problema più profondo, legato all’assetto organizzativo adottato dalla banca. In particolare, è stato ritenuto inadeguato il modello che consentiva agli operatori di consultare, in modo sostanzialmente esteso, l’intera base clienti e non solo i rapporti strettamente collegati alla filiale o alle attività di competenza.</p>
<p data-start="2049" data-end="2591">Una simile impostazione, di per sé frutto di una scelta aziendale, avrebbe richiesto secondo il Garante <strong data-start="2153" data-end="2195">presidi di sicurezza molto più robusti</strong>, capaci di prevenire e rilevare accessi non coerenti con le reali esigenze operative. Proprio qui si concentra una delle censure più pesanti: non sarebbe bastato attribuire formalmente le autorizzazioni ai dipendenti, ma sarebbe stato necessario accompagnarle con filtri, verifiche contestuali, soglie di allarme più efficaci e controlli dinamici sulla pertinenza delle consultazioni effettuate.</p>
<p data-start="2593" data-end="2886">In altre parole, il fatto che l’operatore avesse tecnicamente la possibilità di entrare nei sistemi non rendeva legittimo l’accesso. Il problema, secondo l’Autorità, è che mancavano strumenti adeguati per distinguere tempestivamente tra una consultazione giustificata e una curiosità indebita.</p>
<h2 data-section-id="12v09kj" data-start="2888" data-end="2955"><span role="text"><strong data-start="2891" data-end="2955">Coinvolti anche clienti con profili particolarmente delicati</strong></span></h2>
<p data-start="2957" data-end="3330">Ad aggravare ulteriormente il caso c’è un elemento di forte rilievo: tra le persone coinvolte figuravano anche clienti con una particolare esposizione pubblica, compresi soggetti associati a funzioni istituzionali o qualificabili come <strong data-start="3192" data-end="3225">persone politicamente esposte</strong>. Si tratta di posizioni che, proprio per la loro delicatezza, avrebbero richiesto una tutela rafforzata.</p>
<p data-start="3332" data-end="3843">Secondo il Garante, in presenza di clienti ad alto rischio non sarebbe stato sufficiente applicare controlli standard. Sarebbe stato invece necessario predisporre meccanismi più stringenti, con <strong data-start="3526" data-end="3555">soglie di alert più basse</strong>, verifiche più ravvicinate e procedure di escalation automatica in caso di accessi fuori contesto. La mancata differenziazione del livello di protezione, in funzione della particolare rilevanza di alcuni nominativi, è stata letta come un segnale di insufficiente valutazione del rischio.</p>
<p data-start="3845" data-end="4185">Il tema, del resto, non riguarda solo la riservatezza in astratto. Nel settore bancario, la conoscenza indebita di informazioni economiche e patrimoniali può tradursi in conseguenze molto serie: danni reputazionali, esposizione mediatica, possibili abusi, perdita di fiducia nel sistema e compromissione del rapporto tra cliente e istituto.</p>
<h2 data-section-id="im73so" data-start="4187" data-end="4260"><span role="text"><strong data-start="4190" data-end="4260">Le violazioni contestate: integrità, riservatezza e accountability</strong></span></h2>
<p data-start="4262" data-end="4801">Dal punto di vista giuridico, il Garante ha ritenuto violati diversi pilastri del <span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/gdpr-comuni-protezione-dati-pubblica-amministrazione/" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="4344" data-end="4401">Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR)</strong></a></span>. In primo luogo, il principio di <strong data-start="4435" data-end="4463">integrità e riservatezza</strong>, che impone al titolare del trattamento di assicurare una protezione adeguata contro accessi non autorizzati o trattamenti illeciti. In secondo luogo, il principio di <strong data-start="4631" data-end="4649">accountability</strong>, cioè il dovere di organizzare i trattamenti in modo conforme alla normativa e di poter dimostrare in ogni momento l’adeguatezza delle misure adottate.</p>
<p data-start="4803" data-end="5331">È proprio questo secondo aspetto a pesare in modo decisivo nella valutazione finale. La banca, secondo l’Autorità, non è riuscita a dimostrare di aver costruito un sistema realmente proporzionato al livello di rischio connesso alla propria attività. E ciò appare ancora più rilevante se si considera la natura del soggetto coinvolto: un grande gruppo bancario, chiamato a gestire informazioni particolarmente sensibili sotto il profilo economico e patrimoniale e quindi tenuto a standard elevatissimi di diligenza organizzativa.</p>
<h2 data-section-id="12kggqn" data-start="5333" data-end="5399"><span role="text"><strong data-start="5336" data-end="5399">Notifica tardiva e informazione incompleta agli interessati</strong></span></h2>
<p data-start="5401" data-end="5653">Oltre al problema degli accessi abusivi, il provvedimento censura anche la gestione successiva del data breach. Il Garante ha infatti ritenuto che la notifica della violazione sia stata <strong data-start="5587" data-end="5611">tardiva e incompleta</strong> rispetto agli obblighi previsti dal RGPD.</p>
<p data-start="5655" data-end="6194">La normativa europea stabilisce che, quando si verifica una violazione dei dati personali suscettibile di comportare rischi per gli interessati, il titolare deve informare l’Autorità di controllo <strong data-start="5851" data-end="5883">senza ingiustificato ritardo</strong> e, ove possibile, entro 72 ore da quando ne è venuto a conoscenza. Nel caso esaminato, l’Autorità ha ritenuto che le informazioni inizialmente trasmesse non restituissero in modo adeguato la reale dimensione dell’accaduto, soprattutto quanto al numero degli interessati e alla concreta estensione del problema.</p>
<p data-start="6196" data-end="6552">Non solo. Anche la comunicazione diretta ai clienti coinvolti è stata giudicata non conforme, poiché avvenuta soltanto in seguito a un precedente intervento del Garante. Per l’Autorità questo ritardo ha limitato la possibilità, per le persone interessate, di prendere tempestivamente consapevolezza del rischio e di adottare eventuali misure di autotutela.</p>
<h2 data-section-id="9jwdmt" data-start="6554" data-end="6591"><span role="text"><strong data-start="6557" data-end="6591">La linea difensiva della banca</strong></span></h2>
<p data-start="6593" data-end="6957">Nel corso del procedimento, Intesa Sanpaolo ha sostenuto che l’episodio non avrebbe prodotto conseguenze concrete per i clienti e che non vi sarebbe stata esfiltrazione dei dati, né diffusione a terzi delle informazioni consultate abusivamente. Da qui la tesi secondo cui, pur in presenza di criticità, la violazione avrebbe avuto un grado di offensività limitato.</p>
<p data-start="6959" data-end="7502">L’istituto ha inoltre evidenziato di aver collaborato con l’Autorità e di aver già avviato interventi strutturali per rafforzare il proprio sistema di protezione. In particolare, la banca ha richiamato il cosiddetto <strong data-start="7175" data-end="7195">“Programma Nemo”</strong>, un piano interno messo in campo per rivedere i meccanismi di presidio, con l’introduzione di nuove cautele per i clienti più esposti, il potenziamento delle autorizzazioni preventive e dei controlli successivi, oltre a soluzioni di <em data-start="7429" data-end="7443">data masking</em> per limitare la visibilità delle informazioni nei sistemi.</p>
<p data-start="7504" data-end="7929">Secondo la difesa, tali interventi dimostrerebbero non solo la volontà di adeguarsi pienamente alla disciplina, ma anche l’assenza di un atteggiamento doloso, con eventuali responsabilità riconducibili semmai a un profilo di colpa lieve. La banca ha poi sottolineato di non aver tratto alcun vantaggio economico dall’accaduto e di aver sostenuto, al contrario, costi rilevanti per migliorare il proprio assetto organizzativo.</p>
<h2 data-section-id="17ksq7p" data-start="7931" data-end="7994"><span role="text"><strong data-start="7934" data-end="7994">Perché il Garante ha ritenuto comunque grave la condotta</strong></span></h2>
<p data-start="7996" data-end="8434">L’Autorità, pur prendendo atto delle misure correttive adottate successivamente, non ha ritenuto tali argomentazioni sufficienti a escludere la gravità del caso. Il ragionamento del Garante è netto: il punto non è soltanto accertare se i dati siano stati copiati o diffusi all’esterno, ma verificare se il titolare abbia predisposto un sistema adeguato a evitare accessi abusivi e a reagire in modo tempestivo quando questi si verificano.</p>
<p data-start="8436" data-end="8798">Da questo punto di vista, la decisione sottolinea che l’assenza di una prova di ulteriore divulgazione non elimina il rischio subito dagli interessati. La sola consultazione indebita di dati bancari da parte di chi non ne aveva titolo rappresenta già una compromissione seria della riservatezza, tanto più se si protrae nel tempo e coinvolge migliaia di persone.</p>
<p data-start="8800" data-end="9158">Il <span><a href="https://www.garanteprivacy.it/" target="_blank" rel="noopener">Garante</a></span> ha inoltre considerato aggravanti la lunga durata della vicenda, il numero elevato di clienti interessati, la presenza di precedenti provvedimenti già adottati nei confronti della banca in materia di protezione dati e il fatto che la piena portata dell’episodio sia emersa anche attraverso notizie di stampa e l’attività istruttoria dell’Autorità.</p>
<h2 data-section-id="1bshvks" data-start="9160" data-end="9223"><span role="text"><strong data-start="9163" data-end="9223">Una decisione che lancia un messaggio a tutto il settore</strong></span></h2>
<p data-start="9225" data-end="9550">La sanzione da <strong data-start="9240" data-end="9264">31,8 milioni di euro</strong> assume un valore che va oltre il singolo caso. Il provvedimento si presenta infatti come un segnale forte rivolto all’intero comparto bancario e, più in generale, a tutte le organizzazioni che gestiscono grandi quantità di dati personali attraverso sistemi digitali estesi e complessi.</p>
<p data-start="9552" data-end="9910">Il messaggio è chiaro: non basta avere piattaforme tecnologiche avanzate o policy formalmente corrette. Serve una governance concreta, aggiornata e commisurata al rischio effettivo. E quando il trattamento riguarda dati economici, finanziari o informazioni riferibili a soggetti particolarmente esposti, il livello di attenzione richiesto sale ulteriormente.</p>
<p data-start="9912" data-end="10278">In questa prospettiva, la decisione del Garante richiama con forza un principio che negli ultimi anni è diventato centrale nella disciplina privacy europea: la conformità non è un adempimento meramente documentale, ma un processo continuo che impone ai titolari di prevenire i rischi, monitorare i comportamenti interni e intervenire subito quando emergono anomalie.</p>
<h2 data-section-id="6c8ebv" data-start="10280" data-end="10316"><span role="text"><strong data-start="10283" data-end="10316">Il punto finale della vicenda</strong></span></h2>
<p data-start="10318" data-end="10733">Con il provvedimento conclusivo, il Garante ha dichiarato <strong data-start="10376" data-end="10388">illecito</strong> il trattamento effettuato da Intesa Sanpaolo in relazione alle violazioni degli articoli <strong data-start="10478" data-end="10509">5, 24, 32, 33 e 34 del RGPD</strong>, ordinando il pagamento della sanzione amministrativa entro i termini previsti. È stata inoltre disposta la pubblicazione dell’ordinanza sul sito dell’Autorità, misura che conferisce ulteriore rilievo pubblico alla vicenda.</p>
<p data-start="10735" data-end="11264">Resta salva infine, come previsto dalla normativa, la possibilità per la banca di impugnare il provvedimento davanti all’autorità giudiziaria ordinaria. Ma sul piano sostanziale la decisione è già destinata a fare scuola, perché mette in evidenza un punto essenziale: nel trattamento dei dati personali, soprattutto in ambito bancario, la fiducia si regge sulla capacità di dimostrare che l’accesso alle informazioni non solo è formalmente consentito, ma è anche <strong data-start="11191" data-end="11263">costantemente giustificato, controllato e tracciato in modo efficace</strong>.</p>
<h2 data-start="10735" data-end="11264">Il testo del provvedimento</h2>
<p data-start="10735" data-end="11264"><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/04/GarantePrivacy-10234984-1.4.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
<p>The post <a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/data-breach-in-banca-maxi-sanzione-del-garante-privacy-a-intesa-sanpaolo/">Data breach in banca, maxi sanzione del Garante Privacy a Intesa Sanpaolo</a> appeared first on <a href="https://lentepubblica.it/">lentepubblica.it</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Blocco di Hormuz e caro carburanti: perché l’Europa rischia una crisi senza precedenti</title>
<link>https://www.eventi.news/blocco-di-hormuz-e-caro-carburanti-perche-leuropa-rischia-una-crisi-senza-precedenti</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Taco – l’acronimo Trump always chickens out (Trump fa sempre marcia indietro), coniato da un giornalista del Financial Times per sbeffeggiare la tendenza di Donald Trump a lanciare minacce incendiarie per poi ritirarsi bruscamente – probabilmente pensava di trovarsi nel bel mezzo di una partita a RisiKo quando ha deciso di lanciare i suoi missili […]
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<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 19:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Blocco, Hormuz, caro, carburanti:, perché, l’Europa, rischia, una, crisi, senza, precedenti</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong><em>Taco</em> – l’acronimo <em>Trump always chickens out</em> (Trump fa sempre marcia indietro), coniato da un giornalista del <em>Financial Times</em> per sbeffeggiare la tendenza di Donald Trump a lanciare minacce incendiarie per poi ritirarsi bruscamente – probabilmente pensava di trovarsi nel bel mezzo di una partita a RisiKo quando ha deciso di lanciare i suoi missili verso l’Iran.</strong></p>
<hr>
<p>In realtà, quella che per l’inquilino della Casa Bianca appare come una mossa d’azzardo su una plancia di cartone, per l’Europa si sta trasformando in un cappio al collo.</p>
<p>Mentre a Washington si lanciano i dadi con l’arroganza di un conquistatore d’altri tempi, in Italia la situazione non è delle più rosee: stazioni di servizio sbarrate e cartelli con la scritta “carburanti esauriti” compaiono con una frequenza inquietante. È mai possibile che il mondo intero debba essere ostaggio dei deliri di onnipotenza del leader di oltreoceano?</p>
<h2><strong>Il blocco di Hormuz e il cetaceo d’acciaio: l’ultima goccia prima del buio?</strong></h2>
<p>L’effetto, al momento, più devastante per l’economia globale della <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/guerra/" target="_blank" rel="noopener">guerra</a></span> scatenata da <em>Taco</em> si riflette nel blocco dello <strong>Stretto di Hormuz</strong>, che ha generato un’impennata dei prezzi dei carburanti e un drenaggio costante delle riserve. Intanto, è in arrivo la <strong><em>Rong Lin Wan</em></strong>, una gigantesca petroliera di 250 metri che sta circumnavigando l’Africa come un solitario cetaceo d’acciaio. Il suo approdo a Rotterdam, previsto per il tardo pomeriggio del <strong>9 aprile</strong>, segnerà una data spartiacque, visto che sarà <strong>l’ultimo carico di cherosene</strong> partito dal Golfo Persico prima del blocco totale.</p>
<p>Dopo quella data, l’Europa entrerà in una zona d’ombra. Le proiezioni sono drammatiche: entro fine aprile la disponibilità di <em>jet fuel</em> nel Vecchio Continente potrebbe dimezzarsi. L’Italia, in particolare, a fronte di un fabbisogno quotidiano di 1,3 milioni di barili di cherosene, ne produce localmente solo la metà, il che espone il nostro Paese a un’estrema vulnerabilità.</p>
<h2><strong>Il cortocircuito di Conegliano e l’illusione dei sussidi statali</strong></h2>
<p>Mentre le grandi potenze giocano a ridisegnare le mappe, la realtà quotidiana si manifesta nei <strong>cartelli “Carburante esaurito”</strong> apparsi nelle stazioni di servizio di Conegliano e di altre province del Nord Italia. Non siamo ancora dinanzi ad una vera e propria carenza, ma ad una <strong>logistica andata in tilt</strong> sotto il peso dell’incertezza e del panico. L’illusione di un sollievo economico, alimentata dal taglio governativo delle accise, è stata letteralmente divorata dal mercato nel giro di sole 48 ore. A fronte di una riduzione fiscale, il prezzo alla produzione è salito con tale impeto da annullare quasi totalmente il beneficio per l’utente finale. I distributori più virtuosi, quelli che hanno applicato immediatamente il ribasso, sono stati letteralmente prosciugati da una popolazione stremata, finendo le scorte settimanali in meno di due giorni.</p>
<h2><strong>L’estate del razionamento e il caro-voli: l’Europa torna agli anni ’70</strong></h2>
<p><strong>L’Unione Europea</strong>, per voce del Commissario all’Energia Dan Jørgensen, ha già richiamato i cittadini all’<strong>austerità</strong>, raccomandando di ridurre la velocità in autostrada, ricorrere allo smart working e limitare gli spostamenti privati. Il prezzo del cherosene ha già sfiorato i <strong>1.800 dollari per tonnellata</strong>, raddoppiando in pochi giorni. Per le compagnie aeree, questo significa una tempesta che minaccia di mettere a terra <strong>migliaia di voli</strong> proprio nel picco della stagione estiva.</p>
<p>Se lo Stretto di Hormuz non dovesse riaprire entro metà aprile, le compagnie aeree saranno costrette a tagliare i collegamenti, isolando aeroporti turistici e zone periferiche. Non è solo un problema di vacanze cancellate, ma di un intero sistema economico, quello del turismo, che rischia di restare a secco.</p>
<h2><strong>Chi paga il conto? </strong></h2>
<p>Alla fine di questa catena di errori politici e speculazione c’è il <strong>cittadino comune</strong>, l’ultima pedina di un gioco, al quale è costretto passivamente a partecipare. Il rincaro dei carburanti non è un evento isolato, ma un fattore che incide sull’intera <strong>filiera produttiva</strong>. Ogni aumento alle pompe si traduce in un rincaro dei costi di trasporto che si riversa, automaticamente, sui prezzi dei beni di prima necessità. Il consumatore finale si trova schiacciato, da una parte, da un’inflazione galoppante che divora progressivamente il suo potere d’acquisto, dall’altra da stipendi immobili, erosi da anni di mancati adeguamenti.</p>
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<title>Perché l’AI non sostituisce i dirigenti pubblici</title>
<link>https://www.eventi.news/perche-lai-non-sostituisce-i-dirigenti-pubblici</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
L’intelligenza artificiale (AI) sta trasformando la pubblica amministrazione, ma il ruolo dei dirigenti resta cruciale. L’AI può elaborare dati e generare bozze, ma la presa di decisioni richiede giudizio umano e responsabilità. È necessario formare dirigenti capaci di integrare l’AI, riconoscendo i suoi limiti e mantenendo la fiducia tra le persone. C’è una domanda che […]
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<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 19:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Perché, l’AI, non, sostituisce, dirigenti, pubblici</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>L’intelligenza artificiale (AI) sta trasformando la pubblica amministrazione, ma il ruolo dei dirigenti resta cruciale. L’AI può elaborare dati e generare bozze, ma la presa di decisioni richiede giudizio umano e responsabilità. È necessario formare dirigenti capaci di integrare l’AI, riconoscendo i suoi limiti e mantenendo la fiducia tra le persone.</strong></p>
<hr>
<p class="wp-block-paragraph">C’è una domanda che circola negli uffici pubblici italiani, spesso sottovoce, a volte con una punta d’ansia: <em>se l’intelligenza artificiale può redigere atti, analizzare dati, rispondere ai cittadini e istruire procedimenti, a cosa serve il dirigente?</em></p>
<p class="wp-block-paragraph">È una domanda legittima. E la risposta — paradossale solo in apparenza — è che il dirigente pubblico non è mai stato così necessario come adesso.</p>
<h2 class="wp-block-heading">La trappola dell’automazione</h2>
<p class="wp-block-paragraph">Ragionare di AI nella pubblica amministrazione richiede di smontare un equivoco di fondo: l’idea che digitalizzare significhi sostituire. Non funziona così, o almeno non per le funzioni che contano davvero.</p>
<p class="wp-block-paragraph">L’intelligenza artificiale generativa sa fare cose straordinarie. Elabora in secondi ciò che richiederebbe ore di lavoro manuale. Trova pattern in banche dati che nessun occhio umano potrebbe scandagliare. Produce bozze, sintesi, risposte. Ma fa tutto questo senza <em>capire</em> nel senso pieno del termine: senza la consapevolezza del contesto istituzionale, senza la percezione del peso di una decisione su una vita concreta, senza la <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/naddeo-rinnovi-contratti-pubblici-2025-ia-visione-e-nuove-competenze-nella-pa/" target="_blank" rel="noopener">responsabilità giuridica</a> che nell’ordinamento italiano ricade sempre e comunque su una persona fisica.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Il d.lgs 165/2001 — il testo unico del pubblico impiego — non lo dice esplicitamente perché non poteva immaginare i Large Language Models, ma lo presuppone strutturalmente: la <a href="https://antonionaddeo.blog/2025/11/26/il-ruolo-del-dirigente-pubblico-nellera-dellintelligenza-artificiale/" target="_blank" rel="noopener">dirigenza pubblica</a> è titolare di <em>poteri</em>, non di <em>funzioni meccaniche</em>. Adottare un provvedimento, gestire un conflitto interno, valutare un collaboratore, rappresentare l’amministrazione in una crisi: sono atti che richiedono giudizio, e il giudizio è irriducibilmente umano.</p>
<h2 class="wp-block-heading">Cosa succede quando si confonde lo strumento con il decisore</h2>
<p class="wp-block-paragraph">Immaginiamo un dirigente di un ente locale che decide di affidare all’AI l’istruttoria delle domande di accesso ai servizi sociali. L’algoritmo è ben costruito, i dati sono puliti, i criteri sono coerenti con il regolamento. Tutto funziona. Finché arriva una famiglia la cui situazione non rientra perfettamente in nessuna categoria prevista: un nucleo complesso, con una storia di fragilità multiple, che il sistema classifica come “non prioritario”.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Chi decide in quel momento? L’algoritmo ha già detto la sua. Ma la decisione finale — quella che può cambiare o confermare un destino — spetta ancora a qualcuno. E quel qualcuno deve avere la competenza per capire quando lo strumento ha ragione e quando ha torto.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Questo è il cuore del problema. Non si tratta di essere favorevoli o contrari all’AI. Si tratta di non dimenticare che tra il dato e il provvedimento c’è sempre un passaggio di giudizio che la macchina non può compiere in autonomia, almeno non senza un presidio umano consapevole.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Il Piano nazionale di governo degli algoritmi, elaborato nell’ambito della strategia italiana per l’intelligenza artificiale, pone esattamente questo principio al centro: la supervisione umana non è un optional, è una condizione di legittimità.</p>
<h2 class="wp-block-heading">Le tre competenze che l’AI non può replicare</h2>
<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.mckinsey.com/capabilities/strategy-and-corporate-finance/our-insights/building-leaders-in-the-age-of-ai" target="_blank" rel="noopener">McKinsey,</a> in una ricerca pubblicata a gennaio 2026, ha identificato tre dimensioni della leadership che restano prerogativa umana nell’era dell’AI: <em>fissare le aspirazioni</em>, <em>prendere le decisioni difficili</em>, <em>generare idee originali</em>. Sono categorie astratte, ma nel contesto della PA italiana acquistano una concretezza molto precisa.</p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il giudizio contestuale.</strong> Un dirigente pubblico opera in un sistema di vincoli normativi, politici e istituzionali che nessun algoritmo può pienamente mappare. La discrezionalità amministrativa — quel margine di valutazione che la legge rimette all’amministrazione — non è un difetto del sistema, è la sua intelligenza adattiva. È il riconoscimento che il diritto da solo non basta, che la realtà è sempre più complessa delle categorie che proviamo ad applicarle.</p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’empatia come strumento di governance.</strong> Gestire un team di dipendenti pubblici in una fase di trasformazione rapida — come quella che stiamo attraversando — richiede qualcosa che non si impara dai manuali: la capacità di sentire dove c’è resistenza, paura, disorientamento. E di rispondervi non con circolari, ma con presenza, ascolto, senso. I ricercatori di McKinsey parlano di <em>vulnerability</em> come risorsa di leadership: ammettere di non avere tutte le risposte genera fiducia, non debolezza. Nel settore pubblico, dove la cultura organizzativa è spesso ancora gerarchica e difensiva, questo spostamento è rivoluzionario.</p>
<p class="wp-block-paragraph"><strong>La responsabilità come fondamento dell’agire pubblico.</strong> Nell’ordinamento italiano, la responsabilità dirigenziale è disciplinata con precisione: risponde dei risultati, risponde dei comportamenti del personale, risponde delle risorse gestite. Questa responsabilità non si delega a un sistema informatico. E non è solo un vincolo giuridico: è il presupposto etico dell’azione pubblica. Il cittadino che riceve un diniego, o un servizio inadeguato, ha diritto a sapere che dall’altra parte c’è una persona che ha scelto, non un algoritmo che ha calcolato.</p>
<h2 class="wp-block-heading">Cosa deve cambiare, allora</h2>
<p class="wp-block-paragraph">Se il dirigente pubblico diventa più essenziale nell’era dell’AI, bisogna che i sistemi di formazione, selezione e valutazione lo riconoscano.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Il percorso di accesso alla dirigenza, così come riformato dal decreto attuativo della l<a href="https://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/ministro/26-09-2023/riforma-della-pubblica-amministrazione">egge d</a><a href="https://www.funzionepubblica.gov.it/it/ministro/comunicazione/interventi-articoli-e-interviste/il-riformista-alessandro-caruso-14032025/" target="_blank" rel="noopener">elega Zangrillo</a>, introduce elementi interessanti: maggiore attenzione alle competenze manageriali, percorsi di sviluppo professionale, una concezione meno burocratica del ruolo. Ma la vera sfida è culturale prima che normativa. Formare dirigenti capaci di <em>lavorare con</em> l’AI — non di subirla, non di ignorarla — richiede un investimento che va molto oltre i corsi di aggiornamento obbligatori.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Occorre costruire una nuova <em>alfabetizzazione critica</em>: non trasformare i dirigenti pubblici in ingegneri informatici, ma renderli capaci di interrogare i sistemi automatizzati, di capirne i limiti, di riconoscere quando il risultato prodotto dall’algoritmo merita di essere messo in discussione. È la differenza tra chi usa uno strumento e chi ne è usato.</p>
<h2 class="wp-block-heading">La posta in gioco è più alta di quanto sembra</h2>
<p class="wp-block-paragraph">C’è una ragione profonda per cui il tema della leadership umana nella PA non è solo una questione di management.</p>
<p class="wp-block-paragraph">La pubblica amministrazione non produce beni o servizi nel senso stretto del termine: produce <em>fiducia</em>. È il luogo in cui lo Stato si fa concreto, in cui i diritti diventano prestazioni, in cui le promesse costituzionali si trasformano — o non si trasformano — in esperienza quotidiana. Questa funzione non può essere delegata a nessun sistema automatizzato, non perché l’AI sia cattiva o pericolosa, ma perché la fiducia si costruisce nella relazione tra persone.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Il dirigente pubblico che sa usare l’AI per liberare tempo e risorse da dedicare alle decisioni che contano davvero non è un sopravvissuto alla rivoluzione tecnologica. È la risposta migliore che le istituzioni possono dare a chi teme, con qualche ragione, che la digitalizzazione significhi spersonalizzazione.</p>
<p class="wp-block-paragraph">L’intelligenza artificiale può rendere la PA più veloce, più accurata, più efficiente. Ma solo la leadership umana può renderla più giusta.</p>
<div class="wp-block-post-author-name">Antonio Naddeo</div>
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<title>“Non rompete le uova”: l&amp;apos;appello e la campagna dell&amp;apos;Enpa per la Pasqua 2026</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Con l’arrivo della Pasqua 2026, Ente Nazionale Protezione Animali accende i riflettori su un aspetto spesso ignorato della stagione primaverile: la presenza di forme di vita estremamente delicate, invisibili a un primo sguardo ma diffuse ovunque, dai giardini privati alle aree verdi urbane. La nuova campagna di sensibilizzazione, dal titolo evocativo “Non rompete le uova!”, […]
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<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 19:00:01 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>“Non, rompete, uova”:, lappello, campagna, dellEnpa, per, Pasqua, 2026</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="159" data-end="456"><strong>Con l’arrivo della Pasqua 2026, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Ente Nazionale Protezione Animali</span></span> accende i riflettori su un aspetto spesso ignorato della stagione primaverile: la presenza di forme di vita estremamente delicate, invisibili a un primo sguardo ma diffuse ovunque, dai giardini privati alle aree verdi urbane.</strong></p>
<hr>
<p data-start="458" data-end="850">La nuova campagna di sensibilizzazione, dal titolo evocativo <strong data-start="519" data-end="545">“Non rompete le uova!”</strong>, invita i cittadini a prestare maggiore attenzione durante le attività quotidiane all’aperto. Un gesto semplice e apparentemente innocuo, come scavare il terreno, tagliare l’erba o potare una siepe, può trasformarsi in una minaccia concreta per molte specie animali nel pieno del loro ciclo riproduttivo.</p>
<h2 data-section-id="x4fcxh" data-start="852" data-end="913">Un ecosistema fragile sotto i nostri occhi (ma invisibile)</h2>
<p data-start="915" data-end="1128">La primavera rappresenta un momento cruciale per numerosi animali selvatici. È proprio in questo periodo che rettili e uccelli iniziano a riprodursi, scegliendo luoghi spesso nascosti e difficili da individuare.</p>
<p data-start="1130" data-end="1381">Sotto la superficie del terreno, specie come tartarughe terrestri, lucertole e bisce depongono le loro uova, senza lasciare segni evidenti. Allo stesso tempo, tra rami, cespugli e siepi, gli uccelli costruiscono i propri nidi, dando avvio alla cova.</p>
<p data-start="1383" data-end="1640">Si tratta di due dimensioni parallele — una sotterranea e una aerea — accomunate da un’estrema vulnerabilità. Proprio perché poco visibili, queste forme di vita rischiano di essere distrutte involontariamente da attività di manutenzione ordinaria del verde.</p>
<p data-start="1642" data-end="1798">Secondo l’associazione, bastano pochi istanti di distrazione per compromettere intere covate, interrompendo cicli naturali fondamentali per la biodiversità.</p>
<h2 data-section-id="1orbn3s" data-start="1800" data-end="1856">L’invito alla prudenza: piccoli gesti, grande impatto</h2>
<p data-start="1858" data-end="1966">Il messaggio della campagna è chiaro e diretto: fermarsi un momento prima di agire può fare la differenza.</p>
<p data-start="1968" data-end="2050">L’organizzazione suggerisce alcune semplici precauzioni che chiunque può adottare:</p>
<ul data-start="2052" data-end="2464">
<li data-section-id="ktmac6" data-start="2052" data-end="2152"><strong data-start="2054" data-end="2095">Controllare con attenzione il terreno</strong> prima di scavare o utilizzare attrezzi da giardinaggio</li>
<li data-section-id="1elt6vw" data-start="2153" data-end="2272"><strong data-start="2155" data-end="2182">Posticipare le potature</strong>, preferibilmente oltre la fine del periodo riproduttivo, indicativamente dopo settembre</li>
<li data-section-id="kl504g" data-start="2273" data-end="2354"><strong data-start="2275" data-end="2309">Non intervenire su nidi o uova</strong>, evitando qualsiasi contatto o spostamento</li>
<li data-section-id="11mm1oj" data-start="2355" data-end="2464"><strong data-start="2357" data-end="2394">Contattare le autorità competenti</strong> in caso di animali in difficoltà o situazioni di pericolo immediato</li>
</ul>
<p data-start="2466" data-end="2641">Queste indicazioni, se seguite con costanza, possono contribuire in modo significativo alla salvaguardia della fauna locale, senza richiedere sforzi particolarmente complessi.</p>
<h2 data-section-id="8nrwjp" data-start="2643" data-end="2692">Il ruolo dei cittadini nella tutela ambientale</h2>
<p data-start="2694" data-end="2925">La campagna non si limita a fornire consigli pratici, ma punta anche a responsabilizzare la popolazione. Il rispetto dell’ambiente, infatti, passa attraverso comportamenti consapevoli anche nelle azioni più semplici e quotidiane.</p>
<p data-start="2927" data-end="3221">Ogni giardino, balcone o spazio verde può diventare un piccolo rifugio per la fauna selvatica. Per questo motivo, l’invito è quello di osservare con maggiore attenzione ciò che ci circonda, sviluppando una sensibilità che permetta di riconoscere e rispettare la presenza di altre forme di vita.</p>
<h2 data-section-id="1wee9ww" data-start="3223" data-end="3272">L’impegno concreto di ENPA: numeri in crescita</h2>
<p data-start="3274" data-end="3558">L’attività dell’<span><a href="https://enpa.org/" target="_blank" rel="noopener">Ente Nazionale Protezione Animali</a></span> non si limita alla sensibilizzazione. Attraverso i propri Centri di Recupero Animali Selvatici (CRAS), distribuiti in diverse città italiane, l’organizzazione interviene quotidianamente per soccorrere animali feriti o in difficoltà.</p>
<p data-start="3560" data-end="3808">Queste strutture operano in collaborazione con istituzioni come Carabinieri Forestali, Polizia Provinciale e servizi veterinari, garantendo assistenza e cure con l’obiettivo di reinserire gli animali nel loro habitat naturale una volta ristabiliti.</p>
<p data-start="3810" data-end="4129">I dati più recenti evidenziano un impegno sempre più intenso: nel corso del 2025 sono stati assistiti <strong data-start="3912" data-end="3932">19.591 esemplari</strong>, con un incremento del <strong data-start="3956" data-end="3994">13,9% rispetto all’anno precedente</strong>. Un aumento significativo che riflette sia la crescente attenzione verso il tema, sia la necessità di interventi sempre più frequenti.</p>
<h2 data-section-id="rtiev" data-start="4131" data-end="4164">Cosa fare in caso di emergenza</h2>
<p data-start="4166" data-end="4431">In presenza di fauna selvatica in difficoltà, è fondamentale evitare iniziative improvvisate. Il primo passo consigliato resta quello di contattare le autorità competenti, in grado di fornire indicazioni precise e intervenire nel rispetto delle normative vigenti.</p>
<p data-start="4433" data-end="4462">I numeri di riferimento sono:</p>
<ul data-start="4463" data-end="4555">
<li data-section-id="36j1kz" data-start="4463" data-end="4501"><strong data-start="4465" data-end="4472">112</strong>, numero unico di emergenza</li>
<li data-section-id="leo1gm" data-start="4502" data-end="4555"><strong data-start="4504" data-end="4512">1515</strong>, linea dedicata ai Carabinieri Forestali</li>
</ul>
<p data-start="4557" data-end="4670">Agire tempestivamente e nel modo corretto può fare la differenza tra la sopravvivenza e la perdita di un animale.</p>
<h2 data-section-id="14s23kr" data-start="4672" data-end="4723">Una Pasqua all’insegna del rispetto della natura</h2>
<p data-start="4725" data-end="4955">Il messaggio lanciato per la <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/pasqua/" target="_blank" rel="noopener">Pasqua 2026</a></span> va oltre la semplice campagna stagionale. Si tratta di un invito a cambiare prospettiva, riconoscendo che anche gli spazi più familiari possono ospitare forme di vita preziose e delicate.</p>
<p data-start="4957" data-end="5110">Proteggere queste presenze significa contribuire alla conservazione della biodiversità e, in senso più ampio, al mantenimento degli equilibri naturali.</p>
<p data-start="5112" data-end="5317" data-is-last-node="" data-is-only-node="">In un periodo simbolicamente legato alla rinascita, l’appello è quello di diventare custodi consapevoli dell’ambiente, partendo da piccoli gesti quotidiani che possono avere un impatto concreto e duraturo.</p>
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<title>L&amp;apos;acqua è una risorsa sotto pressione: le criticità tra tecnologia e sprechi</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Senza acqua non esiste vita, ma oggi questa verità elementare si scontra con una realtà sempre più complessa: la disponibilità di risorse idriche è messa a dura prova da cambiamenti climatici, crescita della domanda e modelli di consumo poco sostenibili. L’acqua rappresenta un elemento chiave che collega salute, ambiente, economia e diritti fondamentali, diventando uno […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2024/11/lentepubblica-scarsita-dellacqua-alimentazione-a-rischio.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 19:00:01 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Lacqua, una, risorsa, sotto, pressione:, criticità, tra, tecnologia, sprechi</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Senza acqua non esiste vita, ma oggi questa verità elementare si scontra con una realtà sempre più complessa: la disponibilità di risorse idriche è messa a dura prova da cambiamenti climatici, crescita della domanda e modelli di consumo poco sostenibili.</strong></p>
<hr>
<p class="isSelectedEnd">L’acqua rappresenta un elemento chiave che collega salute, ambiente, economia e diritti fondamentali, diventando uno degli indicatori più sensibili dello stato di salute del pianeta.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un recente rapporto internazionale curato da <strong>Legambiente</strong> offre una fotografia dettagliata della situazione, raccogliendo dati scientifici e analisi interdisciplinari su utilizzo, gestione e impatti dell’acqua a livello globale e nazionale.  Il quadro che emerge è chiaro: <strong>la crisi idrica non è più una minaccia lontana, ma una condizione già in atto.</strong></p>
<h2><strong>Consumi in crescita e risorse sotto stress</strong></h2>
<p class="isSelectedEnd">Ogni anno vengono prelevati circa 4.000 chilometri cubi di acqua dolce da fiumi, laghi e falde sotterranee. La quota maggiore, tra il 70% e il 72%, è destinata all’agricoltura, settore che resta il principale utilizzatore di questa risorsa. Tuttavia, oltre 3 miliardi di persone vivono già in aree agricole colpite da scarsità idrica, segnale evidente di uno squilibrio sempre più marcato.</p>
<p class="isSelectedEnd">Parallelamente, la domanda globale continua ad aumentare, alimentata dalla crescita demografica e dallo sviluppo economico. Questo trend rischia di aggravare ulteriormente lo stress idrico nei prossimi decenni, rendendo necessario un cambio di rotta nelle politiche di gestione e nei comportamenti individuali.</p>
<h2><strong>Clima estremo e impatti economici</strong></h2>
<p class="isSelectedEnd">Il riscaldamento globale amplifica i fenomeni meteorologici estremi. L’aumento delle temperature consente all’atmosfera di trattenere più umidità, intensificando eventi come piogge torrenziali e alluvioni. Allo stesso tempo, si allungano i periodi di siccità, creando una pericolosa alternanza tra eccesso e carenza d’acqua.</p>
<p class="isSelectedEnd">Nonostante solo una piccola parte degli eventi climatici sia responsabile della maggioranza delle perdite economiche, gli effetti sono devastanti. Le infrastrutture, l’agricoltura e le comunità locali subiscono danni ingenti, mentre in Europa meno della metà delle acque superficiali raggiunge condizioni ecologiche soddisfacenti.</p>
<p class="isSelectedEnd">Alcune aree del pianeta risultano particolarmente vulnerabili, tra cui il Nord Africa, il Medio Oriente e diverse regioni dell’Asia e del continente americano. In questi territori la disponibilità di acqua è estremamente limitata rispetto alla popolazione, con conseguenze che possono sfociare anche in tensioni sociali e geopolitiche.</p>
<h2><strong>Tecnologia e digitale: un impatto nascosto</strong></h2>
<p class="isSelectedEnd">Un aspetto spesso sottovalutato riguarda il consumo idrico legato alla digitalizzazione. La produzione di dispositivi elettronici, la generazione di energia necessaria al loro funzionamento e il raffreddamento delle infrastrutture informatiche richiedono enormi quantità d’acqua.</p>
<p class="isSelectedEnd">I data center, ad esempio, possono utilizzare oltre un milione di litri al giorno, con picchi elevati solo per mantenere le temperature operative. L’espansione dell’intelligenza artificiale contribuisce ad aumentare ulteriormente questa domanda: anche semplici interazioni digitali comportano un consumo indiretto di <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/acqua/" target="_blank" rel="noopener"><strong>acqua</strong></a></span>, che cresce in modo significativo quando si tratta di addestrare modelli avanzati.</p>
<p class="isSelectedEnd">Entro pochi anni, il fabbisogno idrico del settore tecnologico potrebbe raggiungere livelli paragonabili a quelli di intere città, sollevando interrogativi sulla sostenibilità di questo sviluppo.</p>
<h2><strong>Industria, moda e materie prime: il costo invisibile</strong></h2>
<p class="isSelectedEnd">Non solo tecnologia: anche settori come quello tessile e manifatturiero hanno un’impronta idrica rilevante. La produzione di abbigliamento richiede ogni anno miliardi di metri cubi d’acqua, mentre la realizzazione di dispositivi elettronici può arrivare a consumare decine di migliaia di litri per singola unità.</p>
<p class="isSelectedEnd">Particolarmente critica è l’estrazione di materie prime strategiche, come litio e rame, fondamentali per la transizione energetica. Questi processi industriali necessitano di ingenti quantità d’acqua e spesso si svolgono in aree già soggette a scarsità idrica, aumentando la pressione sugli ecosistemi e sulle comunità locali.</p>
<h2><strong>Il caso italiano tra sprechi e criticità strutturali</strong></h2>
<p class="isSelectedEnd">In Italia la situazione presenta elementi di forte criticità. Il Paese è tra i maggiori utilizzatori di acqua potabile in Europa, con consumi pro capite elevati. Tuttavia, una parte significativa di questa risorsa viene dispersa lungo le reti di distribuzione: oltre il 40% dell’acqua immessa non arriva agli utenti finali.</p>
<p class="isSelectedEnd">A questo si aggiungono problemi legati alla depurazione e alla qualità delle acque. Solo poco più della metà delle acque reflue viene trattata secondo gli standard previsti, con conseguenze dirette su fiumi, laghi e aree costiere. Le carenze infrastrutturali hanno portato anche a sanzioni a livello europeo, evidenziando la necessità di interventi urgenti.</p>
<p class="isSelectedEnd">Gli eventi climatici estremi, sempre più frequenti, aggravano ulteriormente la situazione, colpendo in particolare il settore agricolo e aumentando la vulnerabilità del territorio.</p>
<h2><strong>Inquinamento e nuove minacce</strong></h2>
<p class="isSelectedEnd">Tra le principali fonti di preoccupazione emerge la diffusione di sostanze chimiche persistenti, che contaminano acqua e suolo e possono entrare nella catena alimentare. La loro presenza è stata rilevata anche nel corpo umano, con possibili implicazioni per la salute.</p>
<p class="isSelectedEnd">Nonostante alcune restrizioni normative, il problema resta aperto e richiede misure più rigorose per limitare l’impatto ambientale e sanitario.</p>
<h2><strong>Fiumi e ghiacciai: segnali di un equilibrio che cambia</strong></h2>
<p class="isSelectedEnd">Particolarmente delicata è la situazione dei grandi sistemi fluviali e delle riserve naturali di acqua dolce. I principali corsi d’acqua italiani svolgono un ruolo fondamentale per l’agricoltura e la biodiversità, ma sono minacciati da inquinamento, riduzione delle portate e accumulo di rifiuti.</p>
<p class="isSelectedEnd">Allo stesso tempo, i ghiacciai alpini stanno subendo una rapida riduzione. Negli ultimi decenni hanno perso una quota significativa della loro massa, con effetti diretti sulla disponibilità idrica, sulla produzione energetica e sugli equilibri ambientali. La diminuzione delle nevicate e lo scioglimento accelerato rappresentano un segnale evidente del cambiamento in atto.</p>
<h2><strong>Una sfida globale che richiede risposte immediate</strong></h2>
<p class="isSelectedEnd">La gestione dell’acqua si conferma una delle sfide più urgenti del nostro tempo. Servono politiche efficaci, investimenti nelle infrastrutture e innovazioni tecnologiche orientate alla sostenibilità. Allo stesso tempo, è fondamentale ripensare i modelli di consumo e produzione, riducendo sprechi e impatti ambientali.</p>
<p>L’acqua, risorsa essenziale e insostituibile, richiede oggi una nuova consapevolezza collettiva. Solo attraverso un’azione coordinata tra istituzioni, imprese e cittadini sarà possibile garantire un futuro in cui questo bene prezioso resti accessibile e sicuro per tutti.</p>
<h2>L’Atlante dell’Acqua di Legambiente</h2>
<p><span><a href="https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/2026/03/file-ATLANTE-DELLACQUA-2026-ITA-LEGAMBIENTE-LOW-2.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
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<title>Regolarità fiscale e appalti pubblici: la guida operativa per le imprese</title>
<link>https://www.eventi.news/regolarita-fiscale-e-appalti-pubblici-la-guida-operativa-per-le-imprese</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Un vademecum per orientarsi tra obblighi e verifiche: garantire la propria regolarità fiscale non è soltanto un dovere nei confronti dell’amministrazione finanziaria, ma rappresenta anche un requisito essenziale per partecipare alle gare pubbliche. Con questo obiettivo è stato messo a disposizione degli operatori economici un vademecum pratico pensato per chiarire come individuare eventuali irregolarità e […]
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 12:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Regolarità, fiscale, appalti, pubblici:, guida, operativa, per, imprese</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-pm-slice="1 1 []"><strong>Un vademecum per orientarsi tra obblighi e verifiche: garantire la propria regolarità fiscale non è soltanto un dovere nei confronti dell’amministrazione finanziaria, ma rappresenta anche un requisito essenziale per partecipare alle gare pubbliche.</strong></p>
<hr>
<p data-pm-slice="1 1 []">Con questo obiettivo è stato messo a disposizione degli operatori economici un vademecum pratico pensato per chiarire come individuare eventuali irregolarità e verificare la propria posizione prima di accedere a procedure di appalto o qualificazione.</p>
<p>Il documento nasce con una funzione concreta: aiutare imprese e professionisti a comprendere se sussistano violazioni gravi e definitive legate al mancato pagamento di imposte e tasse, evitando così rischi di esclusione dalle gare. Si tratta quindi di uno strumento operativo che punta a rendere più consapevoli gli operatori, favorendo comportamenti corretti e in linea con la normativa vigente.</p>
<h2>Trasparenza e responsabilità al centro delle procedure</h2>
<p>Partecipare a una gara pubblica comporta obblighi dichiarativi precisi. Le imprese sono chiamate a fornire informazioni veritiere, complete e aggiornate sulla propria situazione fiscale e contributiva. Errori o omissioni possono avere conseguenze rilevanti, fino all’esclusione automatica.</p>
<p>Il vademecum insiste proprio su questo punto: la corretta compilazione delle dichiarazioni non è un mero adempimento formale, ma un passaggio fondamentale per garantire trasparenza e affidabilità. L’obiettivo è prevenire comportamenti superficiali o inconsapevoli, offrendo alle aziende gli strumenti per verificare autonomamente la propria posizione prima di presentarsi sul <span><a href="https://www.acquistinretepa.it/opencms/opencms/" target="_blank" rel="noopener">mercato degli appalti pubblici</a></span>.</p>
<h2>Quali debiti contano davvero</h2>
<p>Uno degli aspetti più importanti chiariti nel documento riguarda la tipologia di debiti fiscali rilevanti ai fini della verifica. Non tutte le somme dovute allo Stato, infatti, incidono allo stesso modo.</p>
<p>Sono presi in considerazione esclusivamente i debiti affidati all’agente della riscossione relativi a imposte e tasse, a partire dal momento in cui la notifica della cartella di pagamento è andata a buon fine oppure, nel caso di accertamenti esecutivi, dalla scadenza dei termini per il pagamento o per eventuali ricorsi.</p>
<p>Al contrario, restano esclusi diversi elementi:</p>
<ul data-spread="false">
<li>interessi e sanzioni accessorie;</li>
<li>tributi gestiti da enti diversi dall’amministrazione finanziaria centrale;</li>
<li>debiti oggetto di sospensione o annullamento;</li>
<li>somme già inserite in piani di rateizzazione o in procedure di definizione agevolata.</li>
</ul>
<p>Questa distinzione è cruciale perché consente agli operatori di concentrarsi solo sulle posizioni effettivamente rilevanti per la verifica.</p>
<h2>La soglia dei 5.000 euro: il criterio decisivo</h2>
<p>Per stabilire se un operatore economico sia in regola o meno, viene utilizzato un parametro ben preciso: l’importo complessivo dei debiti fiscali rilevanti.</p>
<p>La soglia di riferimento è fissata a 5.000 euro. Se il totale dei debiti non supera questo limite, la posizione è considerata regolare ai fini della partecipazione alle gare. In caso contrario, si configura una situazione di irregolarità che può comportare l’esclusione dalle procedure.</p>
<p>È importante sottolineare che la verifica fotografa la situazione in un preciso momento. Eventuali pagamenti o regolarizzazioni effettuati successivamente non incidono sull’esito già determinato. Per questo motivo, è fondamentale monitorare costantemente la propria posizione e intervenire tempestivamente.</p>
<h2>Come consultare la propria situazione debitoria</h2>
<p>Il vademecum fornisce anche indicazioni pratiche su come accedere alle informazioni necessarie. Gli operatori economici possono consultare la propria posizione attraverso l’area riservata del portale dell’ente di riscossione, utilizzando strumenti di identità digitale come <span><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/spid-come-richiederlo/" target="_blank" rel="noopener"><strong>SPID</strong></a></span>, <span><a href="https://lentepubblica.it/come-fare-per-pa/carta-didentita-elettronica-cie/" target="_blank" rel="noopener"><strong>carta d’identità elettronica</strong></a></span> o <span><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/carta-nazionale-servizi/" target="_blank" rel="noopener"><strong>carta nazionale dei servizi</strong></a></span>.</p>
<p>Una volta effettuato l’accesso, è possibile ottenere un prospetto riepilogativo della situazione debitoria complessiva. Questo documento rappresenta il punto di partenza per capire se si rientra nei limiti previsti o se sono necessari ulteriori approfondimenti.</p>
<h2>Lettura del prospetto: cosa controllare</h2>
<p>Il prospetto riepilogativo contiene diverse informazioni utili, ma non tutte devono essere considerate ai fini della verifica. Il primo elemento da analizzare è il totale dei debiti residui: se questo importo è inferiore o pari alla soglia stabilita, non emergono criticità.</p>
<p>Se invece il totale supera i 5.000 euro, occorre procedere con un’analisi più dettagliata. In particolare, è necessario:</p>
<ul data-spread="false">
<li>escludere le posizioni già oggetto di rateizzazione o definizione agevolata;</li>
<li>verificare che i debiti siano effettivamente riferiti a imposte rilevanti;</li>
<li>controllare la presenza di notifiche valide.</li>
</ul>
<p>Solo dopo aver effettuato queste verifiche si può determinare con precisione la propria situazione.</p>
<h2>Analisi approfondita e casi particolari</h2>
<p>Quando emergono posizioni dubbie, è possibile scaricare un prospetto analitico che consente di esaminare nel dettaglio ogni singolo debito. In questa fase, l’attenzione deve concentrarsi sui codici tributo specifici indicati dalla normativa.</p>
<p>Un aspetto delicato riguarda i debiti iscritti a titolo provvisorio, spesso legati a contenziosi in corso. Queste somme non rientrano nel calcolo della soglia, ma richiedono comunque attenzione, poiché la loro evoluzione può incidere sulla posizione complessiva.</p>
<p>Un altro caso particolare è rappresentato dalle cartelle cosiddette “multiente”, che includono debiti verso diversi enti. Anche in questo caso è necessario isolare le componenti rilevanti per determinare correttamente l’importo da considerare.</p>
<h2>Regolarizzazione: intervenire in tempo</h2>
<p>Nel caso in cui venga accertata una situazione di irregolarità, esistono comunque strumenti per rimediare. Il pagamento del debito, anche attraverso piani di rateizzazione, consente di sanare la posizione e tornare in linea con i requisiti richiesti.</p>
<p>La tempestività è però fondamentale. Intervenire prima della partecipazione a una gara permette di evitare conseguenze negative e di presentarsi con una posizione chiara e conforme.</p>
<h2>Uno strumento per prevenire errori</h2>
<p>Il vademecum non sostituisce le verifiche ufficiali effettuate dalle amministrazioni, ma rappresenta un valido supporto per orientarsi in un ambito complesso. La responsabilità finale resta sempre in capo all’operatore economico, chiamato a controllare la propria situazione e a fornire dichiarazioni corrette.</p>
<p>In un contesto sempre più attento alla trasparenza e alla legalità, disporre di strumenti chiari e accessibili diventa essenziale. Questo documento si inserisce proprio in questa direzione, offrendo alle imprese una guida concreta per evitare errori, prevenire esclusioni e operare con maggiore consapevolezza nel mercato degli appalti pubblici.</p>
<h2>Regolarità fiscale e appalti pubblici: la guida operativa per le imprese</h2>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/04/All.1-Com.Pres_.n.5.2026-Vademecum-Operatore-Economico.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
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<title>Malattia, nuove regole sui flussi UNIEMENS per il 2026: attenzione agli errori</title>
<link>https://www.eventi.news/malattia-nuove-regole-sui-flussi-uniemens-per-il-2026-attenzione-agli-errori</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Malattia e flusso UNIEMENS, cambiano le regole: a partire dalle denunce contributive relative al mese di marzo 2026, entrano ufficialmente in vigore le nuove modalità operative per la gestione e la trasmissione dei dati legati alle assenze per malattia dei lavoratori dipendenti del settore privato. Si tratta di un aggiornamento rilevante che coinvolge direttamente aziende, […]
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 12:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Malattia, nuove, regole, sui, flussi, UNIEMENS, per, 2026:, attenzione, agli, errori</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-section-id="1p4v86p" data-start="210" data-end="276"><strong><span role="text">Malattia e flusso UNIEMENS, cambiano le regole: a </span>partire dalle denunce contributive relative al mese di marzo 2026, entrano ufficialmente in vigore le nuove modalità operative per la gestione e la trasmissione dei dati legati alle assenze per malattia dei lavoratori dipendenti del settore privato.</strong></p>
<hr>
<p data-section-id="1p4v86p" data-start="210" data-end="276">Si tratta di un aggiornamento rilevante che coinvolge direttamente aziende, consulenti del lavoro e intermediari, chiamati ad adeguarsi a un sistema di comunicazione più strutturato e digitale.</p>
<p data-start="725" data-end="877">Le novità, già anticipate nei mesi scorsi, trovano ora piena applicazione operativa, con alcune importanti semplificazioni previste nella fase iniziale.</p>
<h2 data-section-id="1jyv8qm" data-start="884" data-end="937"><span role="text"><strong data-start="887" data-end="937">UNIEMENS e malattia: cosa cambia concretamente</strong></span></h2>
<p data-start="939" data-end="1288">Il sistema UNIEMENS rappresenta da anni il principale canale attraverso cui i datori di lavoro trasmettono all’INPS le informazioni relative a retribuzioni, contributi e rapporti di lavoro. Con l’aggiornamento normativo, questo strumento viene ulteriormente potenziato, includendo modalità più dettagliate per la gestione delle assenze per malattia.</p>
<p data-start="1290" data-end="1328">In particolare, la revisione riguarda:</p>
<ul data-start="1330" data-end="1509">
<li data-section-id="cs6aoz" data-start="1330" data-end="1388">la <strong data-start="1335" data-end="1387">modalità di esposizione degli eventi di <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/malattia/" target="_blank" rel="noopener">malattia</a></span></strong>;</li>
<li data-section-id="scn1v9" data-start="1389" data-end="1448">il <strong data-start="1394" data-end="1447">meccanismo di conguaglio dell’indennità economica</strong>;</li>
<li data-section-id="hcthfq" data-start="1449" data-end="1509">la <strong data-start="1454" data-end="1508">strutturazione dei dati da trasmettere mensilmente</strong>.</li>
</ul>
<p data-start="1511" data-end="1720">L’obiettivo è duplice: da un lato, migliorare la qualità delle informazioni ricevute dall’Istituto; dall’altro, rendere più uniforme e tracciabile la gestione delle prestazioni economiche legate alla malattia.</p>
<h2 data-section-id="10anqwg" data-start="1727" data-end="1798"><span role="text"><strong data-start="1730" data-end="1798">Il percorso normativo: dalle anticipazioni all’entrata in vigore</strong></span></h2>
<p data-start="1800" data-end="1944">Il nuovo impianto non arriva in modo improvviso. Già nel corso del 2025, l’<span><a href="https://www.inps.it/" target="_blank" rel="noopener">INPS</a></span> aveva fornito indicazioni operative con due distinti interventi:</p>
<ul data-start="1946" data-end="2034">
<li data-section-id="1xbiz3h" data-start="1946" data-end="1989">il messaggio n. 3029 del 10 ottobre 2025;</li>
<li data-section-id="1xd9x4l" data-start="1990" data-end="2034">il messaggio n. 3743 del 10 dicembre 2025.</li>
</ul>
<p data-start="2036" data-end="2229">In queste comunicazioni, l’Istituto aveva delineato il nuovo schema di compilazione del flusso UNIEMENS, inizialmente previsto per un’entrata in vigore anticipata e successivamente posticipato.</p>
<p data-start="2231" data-end="2394">Con il messaggio del 19 marzo 2026, n. 964, viene ora ufficializzata la partenza del nuovo sistema, fissata proprio con riferimento alle denunce del mese di marzo.</p>
<h2 data-section-id="vkaauu" data-start="2401" data-end="2457"><span role="text"><strong data-start="2404" data-end="2457">Fase transitoria: più flessibilità per le aziende</strong></span></h2>
<p data-start="2459" data-end="2652">Consapevole delle possibili difficoltà applicative legate al passaggio al nuovo modello, l’INPS ha introdotto una fase transitoria che consente una certa elasticità nella compilazione dei dati.</p>
<p data-start="2654" data-end="2718">In questo periodo iniziale, infatti, i datori di lavoro possono:</p>
<ul data-start="2720" data-end="2892">
<li data-section-id="ip7pxd" data-start="2720" data-end="2824">indicare la <strong data-start="2734" data-end="2767">data di inizio della malattia</strong> in alternativa al codice identificativo del certificato;</li>
<li data-section-id="1t83s9k" data-start="2825" data-end="2892">utilizzare, in casi eccezionali, il valore convenzionale <strong data-start="2884" data-end="2891">“N”</strong>.</li>
</ul>
<p data-start="2894" data-end="3064">Questa soluzione rappresenta una sorta di “valvola di sicurezza” per evitare errori o blocchi nella trasmissione dei flussi, soprattutto nelle prime fasi di applicazione.</p>
<p data-start="3066" data-end="3290">Va però sottolineato che si tratta di una misura temporanea: l’Istituto provvederà a comunicare con successivo atto la fine del periodo transitorio e la conseguente eliminazione della possibilità di utilizzare il valore “N”.</p>
<h2 data-section-id="cszmi3" data-start="3297" data-end="3351"><span role="text"><strong data-start="3300" data-end="3351">Come compilare correttamente il flusso UNIEMENS</strong></span></h2>
<p data-start="3353" data-end="3505">Per i casi in cui venga utilizzato il valore “N”, sono state fornite indicazioni tecniche puntuali relative alla compilazione degli elementi del flusso.</p>
<p data-start="3507" data-end="3522">In particolare:</p>
<ul data-start="3524" data-end="3872">
<li data-section-id="errns" data-start="3524" data-end="3650">nell’elemento <code data-start="3540" data-end="3557"><InfoAggEvento></code> deve essere indicato il valore “N”, con attributo “TipoInfoAggEvento” valorizzato come “CM”;</li>
<li data-section-id="qsiyv6" data-start="3651" data-end="3748">nell’elemento <code data-start="3667" data-end="3683"><MotivoEvento></code> deve essere inserito “N”, senza specificare ulteriori attributi;</li>
<li data-section-id="mp7x2s" data-start="3749" data-end="3872">nell’elemento <code data-start="3765" data-end="3795"><IdentMotivoUtilizzoCausale></code> va riportato ancora “N”, omettendo i riferimenti al tipo di identificazione.</li>
</ul>
<p data-start="3874" data-end="4051">Si tratta di istruzioni tecniche che, pur apparendo complesse, risultano fondamentali per garantire la corretta acquisizione dei dati da parte del sistema informativo dell’INPS.</p>
<h2 data-section-id="xtf09w" data-start="4058" data-end="4115"><span role="text"><strong data-start="4061" data-end="4115">PUC e certificazione medica: cosa succede a regime</strong></span></h2>
<p data-start="4117" data-end="4249">Uno degli aspetti centrali della riforma riguarda il rapporto tra i dati comunicati nel flusso UNIEMENS e le certificazioni mediche.</p>
<p data-start="4251" data-end="4300">A regime, una volta conclusa la fase transitoria:</p>
<ul data-start="4302" data-end="4500">
<li data-section-id="o41a78" data-start="4302" data-end="4381">il riferimento principale sarà il <strong data-start="4338" data-end="4380">PUC (Protocollo Unico del Certificato)</strong>;</li>
<li data-section-id="1sw6ysy" data-start="4382" data-end="4500">l’indicazione della sola data di inizio malattia sarà utilizzata esclusivamente nei casi di certificazione cartacea.</li>
</ul>
<p data-start="4502" data-end="4667">Questo passaggio segna un ulteriore avanzamento verso la completa digitalizzazione dei processi, riducendo progressivamente il ricorso alla documentazione analogica.</p>
<h2 data-section-id="1j7qeqj" data-start="4674" data-end="4723"><span role="text"><strong data-start="4677" data-end="4723">Impatto operativo per imprese e consulenti</strong></span></h2>
<p data-start="4725" data-end="4862">Dal punto di vista pratico, le nuove modalità comportano una revisione delle procedure interne adottate da aziende e studi professionali.</p>
<p data-start="4864" data-end="4894">Tra gli aspetti più rilevanti:</p>
<ul data-start="4896" data-end="5064">
<li data-section-id="vh3r5m" data-start="4896" data-end="4936">aggiornamento dei software gestionali;</li>
<li data-section-id="b5lm46" data-start="4937" data-end="5021">adeguamento dei flussi di raccolta delle informazioni sui certificati di malattia;</li>
<li data-section-id="qfqweh" data-start="5022" data-end="5064">formazione del personale amministrativo.</li>
</ul>
<p data-start="5066" data-end="5256">Il corretto inserimento dei dati non è solo una questione formale: eventuali errori o omissioni possono infatti incidere sulla corretta gestione delle indennità e sui conguagli contributivi.</p>
<h2 data-section-id="13r5f8" data-start="5263" data-end="5311"><span role="text"><strong data-start="5266" data-end="5311">Verso un sistema più integrato e digitale</strong></span></h2>
<p data-start="5313" data-end="5459">L’intervento dell’INPS si inserisce in un quadro più ampio di trasformazione digitale della gestione del lavoro e delle prestazioni previdenziali.</p>
<p data-start="5461" data-end="5525">L’obiettivo è costruire un sistema sempre più integrato, in cui:</p>
<ul data-start="5527" data-end="5686">
<li data-section-id="1cpxqyi" data-start="5527" data-end="5583">i dati siano trasmessi in modo strutturato e uniforme;</li>
<li data-section-id="si2jlz" data-start="5584" data-end="5619">le verifiche siano automatizzate;</li>
<li data-section-id="z78h2y" data-start="5620" data-end="5686">le prestazioni siano erogate con maggiore rapidità e precisione.</li>
</ul>
<p data-start="5688" data-end="5865">In questa prospettiva, il rafforzamento del flusso UNIEMENS rappresenta un tassello strategico, destinato a incidere in modo significativo sull’intero ecosistema amministrativo.</p>
<h2 data-section-id="1dlmyfk" data-start="5872" data-end="5927"><span role="text"><strong data-start="5875" data-end="5927">Conclusioni: attenzione alla fase di transizione</strong></span></h2>
<p data-start="5929" data-end="6147">L’avvio delle nuove modalità segna un passaggio importante per la gestione delle assenze per malattia nel settore privato. Tuttavia, la presenza di una fase transitoria impone agli operatori una particolare attenzione.</p>
<p data-start="6149" data-end="6164">È fondamentale:</p>
<ul data-start="6166" data-end="6323">
<li data-section-id="1jllhno" data-start="6166" data-end="6216">monitorare le comunicazioni ufficiali dell’INPS;</li>
<li data-section-id="gvue3e" data-start="6217" data-end="6263">adeguarsi tempestivamente alle nuove regole;</li>
<li data-section-id="41gvxq" data-start="6264" data-end="6323">evitare un utilizzo improprio delle soluzioni temporanee.</li>
</ul>
<p data-start="6325" data-end="6440">Solo così sarà possibile garantire una transizione ordinata verso il nuovo sistema e prevenire criticità operative.</p>
<h2 data-start="6325" data-end="6440">Il messaggio dell’INPS</h2>
<p data-start="6325" data-end="6440"><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/04/16644_Messaggio-numero-964-del-19-03-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
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<title>Autovincolo e limiti istruttori del RUP: le considerazioni del TAR</title>
<link>https://www.eventi.news/autovincolo-e-limiti-istruttori-del-rup-le-considerazioni-del-tar</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
In questo approfondimento l’Avvocato Maurizio Lucca analizza una recente sentenza del TAR: i giudici amministrativi hanno infatti enunciato alcuni importanti principi in materia di autovincolo e limiti istruttori del RUP. La sez. II Bologna del TAR Emilia Romagna, con la sentenza 26 marzo 2026 n. 556 (est. Tagliasacchi), indica un limite del potere amministrativo dovuto […]
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 12:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Autovincolo, limiti, istruttori, del, RUP:, considerazioni, del, TAR</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>In questo approfondimento l’Avvocato <span><a href="https://lentepubblica.it/author/maurizio-lucca/" target="_blank" rel="noopener">Maurizio Lucca</a></span> analizza una recente sentenza del TAR: i giudici amministrativi hanno infatti enunciato alcuni importanti principi in materia di autovincolo e limiti istruttori del RUP.</strong></p>
<hr>
<p>La sez. II Bologna del TAR Emilia Romagna, con la sentenza 26 marzo 2026 n. 556 (est. Tagliasacchi), indica un limite del potere amministrativo dovuto ad una auto condotta finalizzata a stabilire i confini dell’esercizio della discrezionalità futura, che potendo spaziare nell’esauribile potestà pubblica (sottesa al perseguimento dell’interesse generale), sulla base di una fonte attributiva dell’esercizio della competenza (<em>ex</em> art. 97 Cost. e suoi derivati della <span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1990-08-07;241" target="_blank" rel="noopener">legge n. 241/1990</a></span>, c.d. principio di legalità) per ragioni di opportunità, anche non necessariamente da motivare puntualmente, decide di arginare l’intensità della sua azione, ponendo vincoli sia sotto forma della creazione di norme interne che di <em>lex specialis</em>, o altre regole, la cui violazione inficia inesorabilmente la legittimità dell’agire, non potendo disattendere l’autovincolo.</p>
<h2><strong>La continenza del potere pubblico</strong></h2>
<p>L’argomento coglie le sue radici sin dalle prime formulazioni di ULPIANO al tempo del principato (l’<em>utilitas publica</em>), per essere riemerso dalla riscoperta del diritto romano dalle riflessioni di BARTOLO DA SASSOFERRATO (<em>De tyranno</em>), nella competenza del <em>ius</em>, ossia il rapporto tra l’Autorità e il popolo (ripresi nella intima compiutezza della rivoluzione dei lumi), canoni recepiti nella visione moderna del diritto pubblico, definito nel diritto amministrativo, dove i poteri del governo e della pubblica amministrazione devono operare entro regole determinate, a garanzie delle loro distorsioni, per la corretta e doverosa cura del <em>bonum publicum</em>: lo sviamento comporta l’illegittimità del provvedere, distogliendo la funzione dall’interesse e, dunque, viziando l’atto rispetto alle norme autoimposte (il cit. principio di legalità).</p>
<p>In dipendenza di ciò, possiamo da subito affermare, che quando l’Amministrazione, nell’esercizio del proprio potere discrezionale decide di autovincolarsi, stabilendo le regole poste a presidio del futuro espletamento di una determinata potestà, la stessa è tenuta all’osservanza di quelle prescrizioni, con la duplice conseguenza che ne è impedita la successiva disapplicazione e che la violazione dell’autovincolo determina l’illegittimità delle susseguenti decisioni.</p>
<p>L’autovincolo costituisce un limite al successivo esercizio della discrezionalità, che l’Amministrazione pone a se medesima in forza di una determinazione frutto dello stesso potere che si appresta ad esercitare, e che si traduce nell’individuazione anticipata di criteri e modalità, in guisa da evitare che la complessità e rilevanza degli interessi possa, in fase decisionale, complice l’ampia e impregiudicata discrezionalità, favorire <em>in executivis </em>l’utilizzo di criteri decisionali non imparziali <span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/autovincolo-e-limiti-istruttori-del-rup-le-considerazioni-del-tar/#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a></span>.</p>
<h2><strong>Esemplificazione</strong></h2>
<p>Se, quindi, una norma regolamentare, ad esempio quelle previste nei regolamenti per il funzionamento del Consiglio comunale, imponesse una determinata composizione delle Commissioni consiliari, con riferimento al numero dei componenti (<em>ex</em> comma 6, art. 38, <em>Consigli comunali e provinciali</em>, e art. 44, <em>Garanzia delle minoranze e controllo consiliare</em>, del d.lgs. n. 267/2000), nell’eventualità di una loro istituzione, l’autovincolo renderebbe il provvedimento viziato (violazione di legge) se non se ne tenesse conto, in violazione manifesta del principio del c.d. autovincolo.</p>
<p>Per superare tale incaglio, il Consiglio dovrebbe prima rimuovere (secondo il principio del <em>contrarius actus</em>) la norma regolamentare dell’autovincolo (riferito al criterio di investitura, il numero dei soggetti da nominare) e solo successivamente, una volta divenuta efficace la deliberazione consiliare, provvedere con una diversa e nuova composizione, peraltro tale modifica esigerebbe almeno un principio di motivazione.</p>
<p>I soggetti legittimati all’impugnazione della deliberazione viziata sono i consiglieri dissenzienti (lesione del c.d. <em>ius ad officium</em>) <span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/autovincolo-e-limiti-istruttori-del-rup-le-considerazioni-del-tar/#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a></span>.</p>
<p>Volendo estendere gli effetti in una analisi minimale, la violazione manifesta delle norme di diritto applicabili, esporrebbe il Consiglio comunale ad una responsabilità erariale per colpa grave (puntualmente descritta nella sua tipizzazione dalla riforma della Corte dei conti), per le spese di soccombenza in caso di impugnazione, ovvero in caso di compensazione di quelle legali di difesa, non potendo invocare l’esimente della presunta “<em>buona fede</em>” nell’azione di responsabilità a fronte di un doveroso parere contrario nel deliberare in contrasto non apparente con l’autovincolo, l’eventuale parere favorevole vincolato alla modifica della deliberazione, corrisponde – nella sostanza – ad un parere contrario (<em>ex</em> comma 1 <em>ter</em>, dell’art. 1 della legge n. 20/1994, partorito dai sintomi della “<em>anoreossite</em>”, da altri definita “<em>firmite</em>”, di cui all’art. 1, lettera a), punto 4, della legge n. 1/2026) <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/autovincolo-e-limiti-istruttori-del-rup-le-considerazioni-del-tar/#_ftn3" name="_ftnref3"><span>[3]</span></a>.</p>
<h2><strong>Fatto</strong></h2>
<p>Nella sua essenzialità, un’associazione partecipante (gestore uscente) ad una gara, tramite finanza di progetto della gestione dell’impianto sportivo, risultata seconda aggiudicataria, e all’esito di risoluzione del proponente vincitore per inadempimento alla concessione, comunicava al Comune la sua immediata disponibilità a subentrare nella gestione dell’impianto sportivo (c.d. bene della vita).</p>
<p>Il Comune dichiarava l’impossibilita a disporre il subentro, perché «<em>tale possibilità non è prevista dal Codice dei Contratti e dal Contratto sottoscritto</em>» con il primo aggiudicatario, evidenziando che il procedimento di gara non prevedeva «<em>comunque uno scorrimento della graduatoria in caso di annullamento della aggiudicazione o di risoluzione del Contratto</em>».</p>
<p>Nei motivi del ricorso, viene evidenziato (assolvendo il c.d. onere probatorio) che la legge di gara prevedeva – in ogni caso ed espressamente – lo scorrimento della graduatoria.</p>
<h2><strong>Merito</strong></h2>
<p>Il ricorso viene accolto con condanna alle spese della PA.</p>
<p><em>In primis</em>, il GA tiene a chiarire che il richiamo operato dalla difesa del Comune alla discrezionalità dell’Amministrazione, si fa riferimento a una impossibilità giuridica di disporre il subentro e non di una scelta dell’Ente, rilevando che l’impostazione risulta fuori fuoco, dovendo valutare da una parte, l’esercizio della discrezionalità non esercitato, dall’altro, la disciplina giuridica della fattispecie concreta se precluderebbe (ad avviso della PA resistente) il subentro, o se viceversa tale esito sia addirittura obbligato alla luce degli obblighi assunti dall’Ente (come invocato dalla parte ricorrente).</p>
<p>In termini più esplicativi, si deve risolvere la disputa sull’applicazione della legge di gara, dove una clausola espressa prevede il subentro in caso di recesso/risoluzione del primo assegnatario.</p>
<p>L’analisi interpretativa delle norme di legge (primo criterio dell’interpretazione, precedente a quello complessivo delle clausole della <em>lex specialis</em>) <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/autovincolo-e-limiti-istruttori-del-rup-le-considerazioni-del-tar/#_ftn4" name="_ftnref4"><span>[4]</span></a> assume che l’operatore economico subentrante deve assicurare la ripresa dell’esecuzione della concessione e l’esatto adempimento originariamente richiesto al concessionario sostituito, precisando che il «<em>subentro dell’operatore economico ha effetto dal momento in cui la stazione appaltante vi presta il consenso</em>».</p>
<p>Ciò posto, in presenza di una risoluzione per inadempimento (nel senso, già esercitata dall’Ente concedente), allora non vi è più spazio per l’attivazione della norma: «<em>l’articolo 176 d.lgs. n. 50/2016 non costituisce affatto un impedimento giuridico allo scorrimento della graduatoria della procedura aperta bandita dal Comune… e all’assegnazione in concessione dell’impianto sportivo in questione alla… seconda classificata nella procedura di evidenza pubblica</em>».</p>
<h2><strong>I vincoli alla legge di gara</strong></h2>
<p>Appurata la mancanza di una norma primaria che impedisca lo scorrimento, si passa ad esaminare la legge di gara, pure invocata dal Comune, quale impedimento allo scorrimento della graduatoria, concludendo, anche alla luce della disciplina del Codice vigente all’epoca dei fatti, risolvendo l’assenza di alcun impedimento al subentro nella concessione del secondo in graduatorio, anzi «<em>obbliga al contrario il Comune a procedere in tal senso</em>»: la previsione della legge di gara costituisce, infatti, un autovincolo per l’Amministrazione comunale, con la conseguenza che essa non può discostarsene.</p>
<p>Traendo l’insegnamento da una costante giurisprudenza <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/autovincolo-e-limiti-istruttori-del-rup-le-considerazioni-del-tar/#_ftn5" name="_ftnref5"><span>[5]</span></a> si conferma che quando l’Amministrazione decida di autovincolarsi, nell’esercizio del potere discrezionale, con regole di futura condotta amministrativa nell’espletamento del potere, la stessa è obbligata (un vincolo) all’osservanza di prescrizioni imposte autonomamente, con la duplice conseguenza che:</p>
<ul>
<li>non è possibile la successiva disapplicazione nel caso concreto del verificarsi delle condizioni <em>ex ante</em> previste;</li>
<li>la violazione dell’autovincolo determina l’illegittimità delle susseguenti determinazioni;</li>
<li>l’approdo doveroso, comporta che, una volta risolto per inadempimento il contratto con l’aggiudicatario della concessione e stante la disponibilità immediatamente manifestata del secondo in graduatoria, l’Amministrazione «<em>doveva procedere in conformità alla legge di gara e dunque al subentro</em>».</li>
</ul>
<h2><strong>Il principio dell’autovincolo</strong></h2>
<p>La sentenza nella sua linearità e cangiante chiarezza espone i contorni del principio dell’autovincolo che postula una volontà di allinearsi e contenere i limiti della discrezionalità nelle future decisioni, consentendo di seguire una linea nel caso concreto secondo parametri prestabiliti (gli autovincoli): l’Amministrazione pone a se medesima una barriera al potere esercitabile in forza di una determinazione frutto dello stesso potere che si appresta ad esercitare.</p>
<p>Detto diversamente, quando la legge speciale, o una norma regolamentare, vincola la futura condotta discrezionale del soggetto o organo decidente/deliberante, significa valorizzare la neutralità e l’imparzialità nel caso concreto e in via astratta rispetto ad eventi ancora da avvenire, consapevoli che nella immediatezza del decidere (la c.d. vicinanza) possa condurre a scelte pur legittime ma meno imparziali, visto che i limiti non sono presenti nell’ordinamento ma inseriti autovicolandosi.</p>
<h2><strong>La colpa grave</strong></h2>
<p>Sulla base di questa esegesi, risulta legittimo, in assenza di un divieto normativo, giungere ad una restrizione del potere esercitabile, dei limiti <em>ex novo</em> che vanno successivamente rispettati, costituendo profilo di legittimità dell’agire pubblico: la violazione rende l’atto censurabile (annullabile), con l’avvertenza operativa che il RUP (il responsabile del procedimento) in sede istruttoria dovrà attenersi alla norma o clausole della legge speciale, non potendo disapplicare il vincolo posto, violando le regole di perizia e diligenza nell’assolvere l’applicazione concreta della regola, uno dei casi di violazione delle regole previste dal Codice dei contratti pubblici, <em>ex </em>comma 3, dell’art. 2, <em>Principio della fiducia</em>, «<em>la violazione di norme di diritto e degli auto-vincoli amministrativi</em>» (norma speciale) che della tipicizzazione della colpa grave «<em>la violazione manifesta delle norme di diritto applicabili</em>» di cui alla legge n. 1/2026 (norma generale).</p>
<h2>Note</h2>
<p><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/autovincolo-e-limiti-istruttori-del-rup-le-considerazioni-del-tar/#_ftnref1" name="_ftn1"><span>[1]</span></a> Cons. Stato, sez. VI, 16 aprile 2025, n. 3297; sez. III, 22 dicembre 2020, n. 8209.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/autovincolo-e-limiti-istruttori-del-rup-le-considerazioni-del-tar/#_ftnref2" name="_ftn2"><span>[2]</span></a> Si rinvia, LUCCA, <em>Il parere del TAR sulla legittimazione del consigliere comunale dissenzienti</em>, lentepubblica.it, 23 febbraio 2026.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/autovincolo-e-limiti-istruttori-del-rup-le-considerazioni-del-tar/#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a></span> La riforma della legge n. 1/2026, nell’intento di risolvere la complessità, secondo le indicazioni della nota sentenza n. 132/2024 della Corte costituzionale, che ha «<em>accentuato la “fatica dell’amministrare”, rendendo difficile l’esercizio della discrezionalità amministrativa e stimolando, come reazione al rischio percepito di incorrere in responsabilità, la “burocrazia difensiva”… alimentata anche dall’incertezza provocata da una disciplina che si affida a un concetto giuridico indeterminato, quale quello della colpa grave, anziché procedere a una sua tipizzazione</em>». Il riferimento si rinviene in questa patologia etica, la “<em>anoreossite</em>”, che contrae le ossa della mano, impedendo di sottoscrivere gli atti, precludendo di dare «<em>la </em><em>piena attuazione dell’art. 97 della Costituzione</em>», significando «<em>oggi più che mai, superare in via definitiva il problema – vero o falso che sia, enfatizzato o meno – della “firmite” (o “fuga dalla firma”)</em>», LOIERO, <em>Editoriale</em>, Rivista della Corte dei conti, 2023, n. 3.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/autovincolo-e-limiti-istruttori-del-rup-le-considerazioni-del-tar/#_ftnref4" name="_ftn4"><span>[4]</span></a> Cons. Stato, sez. V, 2 luglio 2024, n. 5871; Cass. civ., sez. III, 9 novembre 2020, n. 25090; Cons.  Stato, sez. V, 2 gennaio 2026, n. 13.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/autovincolo-e-limiti-istruttori-del-rup-le-considerazioni-del-tar/#_ftnref5" name="_ftn5"><span>[5]</span></a> Cons. Stato, sez. VI, sentenza n. 3297/2025; nello stesso senso, e con specifico riguardo alla legge di gara, sez. III, sentenza n. 5375/2024.</p>
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<title>Chi è Gianmarco Mazzi: identikit del nuovo Ministro del Turismo</title>
<link>https://www.eventi.news/chi-e-gianmarco-mazzi-identikit-del-nuovo-ministro-del-turismo</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Il Ministero del Turismo ha un nuovo titolare. Dopo giorni di attesa e ipotesi, è arrivata la scelta ufficiale: Gianmarco Mazzi ha assunto la guida del dicastero, colmando il vuoto lasciato dalle dimissioni di Daniela Santanchè. Il passaggio di consegne si è concretizzato al Quirinale con il giuramento davanti al Presidente della Repubblica, segnando l’avvio […]
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 12:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Chi, Gianmarco, Mazzi:, identikit, del, nuovo, Ministro, del, Turismo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="248" data-end="639"><strong>Il <span><a href="https://www.ministeroturismo.gov.it/" target="_blank" rel="noopener">Ministero del Turismo</a></span> ha un nuovo titolare. Dopo giorni di attesa e ipotesi, è arrivata la scelta ufficiale: Gianmarco Mazzi ha assunto la guida del dicastero, colmando il vuoto lasciato dalle dimissioni di Daniela Santanchè.</strong></p>
<hr>
<p data-start="248" data-end="639">Il passaggio di consegne si è concretizzato al Quirinale con il giuramento davanti al Presidente della Repubblica, segnando l’avvio immediato del suo mandato.</p>
<p data-start="641" data-end="810">Una nomina che arriva in un momento delicato, con il settore turistico chiamato a consolidare la ripresa e rafforzare il proprio ruolo strategico nell’economia italiana.</p>
<h2 data-section-id="vfm48x" data-start="817" data-end="875"><span role="text"><strong data-start="820" data-end="875">Il giuramento al Quirinale e le prime dichiarazioni</strong></span></h2>
<p data-start="877" data-end="1124">La cerimonia ufficiale si è svolta nella mattinata del 3 aprile. Mazzi, già sottosegretario alla <span><a href="https://lentepubblica.it/categoria/cultura-ed-eventi/" target="_blank" rel="noopener">Cultura</a></span>, è arrivato al Quirinale per prestare giuramento nelle mani del Capo dello Stato, alla presenza della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.</p>
<p data-start="1126" data-end="1506">Subito dopo l’insediamento, il neo ministro ha voluto sottolineare il peso del comparto turistico per il Paese: <em data-start="1238" data-end="1305">un settore che unisce attrattività, competenze e valore economico</em>, e che necessita di una gestione attenta e continuativa. Ha inoltre espresso riconoscenza per la fiducia ricevuta, dichiarandosi pronto ad affrontare un incarico che richiede visione e responsabilità.</p>
<h2 data-section-id="10sfm9j" data-start="1513" data-end="1559"><span role="text"><strong data-start="1516" data-end="1559">Una nomina dopo settimane di incertezza</strong></span></h2>
<p data-start="1561" data-end="1878">La designazione arriva al termine di una fase interlocutoria iniziata con le dimissioni della precedente ministra, avvenute il 25 marzo. In quella fase, la gestione del Turismo era stata temporaneamente affidata alla Presidenza del Consiglio, con un coordinamento operativo condiviso tra figure chiave dell’esecutivo.</p>
<p data-start="1880" data-end="2258">Nel frattempo si era aperto un intenso dibattito sui possibili successori. Diversi nomi erano circolati negli ambienti politici e istituzionali, tra cui esponenti già attivi nel settore o con esperienza nella promozione internazionale del Paese. Tuttavia, la scelta finale è ricaduta su Mazzi, figura ritenuta in grado di coniugare competenze culturali e capacità organizzative.</p>
<h2 data-section-id="10avxiy" data-start="2265" data-end="2301"><span role="text"><strong data-start="2268" data-end="2301">Il profilo di Gianmarco Mazzi</strong></span></h2>
<p data-start="2303" data-end="2582">Nato a Verona nel 1960 e laureato in giurisprudenza, Mazzi porta con sé un percorso professionale atipico rispetto ai tradizionali profili politici. Prima dell’impegno istituzionale, ha costruito una carriera significativa nel mondo dello spettacolo e della produzione culturale.</p>
<p data-start="2584" data-end="2997">Per anni è stato protagonista dietro le quinte di importanti eventi televisivi e musicali, contribuendo in modo determinante alla realizzazione di programmi e manifestazioni di grande visibilità. Tra le esperienze più rilevanti spicca il ruolo nella direzione artistica del Festival di Sanremo in diverse edizioni, un incarico che richiede competenze gestionali, sensibilità artistica e capacità di coordinamento.</p>
<p data-start="2999" data-end="3198">La sua attività si è estesa anche alla collaborazione con artisti di primo piano e alla produzione di eventi culturali complessi, oltre alla partecipazione a progetti televisivi di rilievo nazionale.</p>
<h2 data-section-id="xhztv1" data-start="3205" data-end="3264"><span role="text"><strong data-start="3208" data-end="3264">Dalla cultura alla politica</strong></span></h2>
<p data-start="3266" data-end="3601">Negli ultimi anni Mazzi ha progressivamente consolidato il proprio ruolo istituzionale. L’ingresso in Parlamento e l’esperienza come sottosegretario al Ministero della Cultura hanno rappresentato un passaggio chiave, consentendogli di maturare competenze amministrative e una conoscenza diretta delle dinamiche della macchina pubblica.</p>
<p data-start="3603" data-end="3857">Questa traiettoria, che unisce creatività e gestione pubblica, è stata determinante nella scelta del Governo. La capacità di valorizzare il patrimonio culturale e artistico viene infatti considerata un elemento centrale anche per il rilancio del turismo.</p>
<h2 data-section-id="1qquyl9" data-start="3864" data-end="3908"><span role="text"><strong data-start="3867" data-end="3908">Le reazioni politiche e istituzionali</strong></span></h2>
<p data-start="3910" data-end="4161">La nomina ha ricevuto numerosi messaggi di apprezzamento da parte di esponenti istituzionali e membri del Governo. Il consenso si è concentrato soprattutto sulla capacità del nuovo ministro di interpretare il ruolo con competenza e visione strategica.</p>
<p data-start="4163" data-end="4391">Tra i punti evidenziati, emerge la sua esperienza nella promozione delle eccellenze italiane e nella gestione di progetti complessi, elementi ritenuti fondamentali per rafforzare la competitività del sistema turistico nazionale.</p>
<p data-start="4393" data-end="4561">Anche dal Parlamento sono arrivati attestati di stima, con l’auspicio che il nuovo incarico possa tradursi in politiche efficaci e in un rilancio duraturo del comparto.</p>
<h2 data-section-id="1592eqe" data-start="4568" data-end="4616"><span role="text"><strong data-start="4571" data-end="4616">Il turismo come leva economica strategica</strong></span></h2>
<p data-start="4618" data-end="4854">Il contesto in cui si inserisce questa nomina è particolarmente significativo. Il turismo rappresenta infatti uno dei principali motori dell’economia italiana, con un impatto diretto su occupazione, investimenti e sviluppo territoriale.</p>
<p data-start="4856" data-end="5084">Negli ultimi anni, il settore ha dimostrato una forte capacità di resilienza, ma resta esposto a sfide complesse: dalla competizione internazionale alla necessità di innovare l’offerta, fino alla gestione sostenibile dei flussi.</p>
<p data-start="5086" data-end="5228">In questo scenario, il ruolo del Ministero diventa cruciale per definire politiche integrate che coinvolgano territori, imprese e istituzioni.</p>
<h2 data-section-id="yox26g" data-start="5235" data-end="5269"><span role="text"><strong data-start="5238" data-end="5269">Le sfide del nuovo ministro</strong></span></h2>
<p data-start="5271" data-end="5360">Tra le priorità che attendono Mazzi si possono individuare alcune direttrici strategiche:</p>
<ul data-start="5362" data-end="5766">
<li data-section-id="129dgyb" data-start="5362" data-end="5479"><strong data-start="5364" data-end="5423">Valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico</strong>, elemento distintivo dell’Italia nel panorama globale</li>
<li data-section-id="at9ero" data-start="5480" data-end="5581"><strong data-start="5482" data-end="5532">Rafforzamento dell’attrattività internazionale</strong>, attraverso politiche di promozione coordinate</li>
<li data-section-id="eimr07" data-start="5582" data-end="5670"><strong data-start="5584" data-end="5621">Sostegno alle imprese del settore</strong>, con particolare attenzione alle realtà locali</li>
<li data-section-id="tqcy29" data-start="5671" data-end="5766"><strong data-start="5673" data-end="5707">Innovazione e digitalizzazione</strong>, strumenti chiave per migliorare servizi e competitività</li>
</ul>
<p data-start="5768" data-end="5906">A queste si aggiunge la necessità di garantire una governance efficace, capace di coordinare le diverse competenze coinvolte nel comparto.</p>
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<title>Come strutturare un bando leggibile: la regola dei 3 blocchi</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Scopri la regola dei 3 blocchi per scrivere un bando pubblico efficace e leggibile: meno errori, più partecipazione e meno richieste agli uffici. Se hai lavorato con la Pubblica Amministrazione, sai benissimo che l’espressione “ho letto il bando” è spesso un eufemismo. La verità è che ormai non leggiamo più i bandi complessi: facciamo piuttosto […]
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 12:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Come, strutturare, bando, leggibile:, regola, dei, blocchi</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Scopri la regola dei 3 blocchi per scrivere un bando pubblico efficace e leggibile: meno errori, più partecipazione e meno richieste agli uffici.</strong></p>
<hr>
<p>Se hai lavorato con la Pubblica Amministrazione, sai benissimo che l’espressione “<em>ho letto il bando</em>” è spesso un eufemismo. La verità è che ormai non leggiamo più i bandi complessi: facciamo piuttosto una scansione cercando i pochi dati davvero utili che ci interessano.</p>
<p>Una cattiva “architettura” del testo è spesso utilizzata come “scusa” per rispettare la complessità normativa; in realtà è un errore di <em>design comunicativo</em> che costa tempo, fa perdere opportunità ai cittadini e aumenta il carico di lavoro degli uffici (che devono rispondere a molte richieste di chiarimento).</p>
<p>La mia esperienza mi ha insegnato che la vera competenza non sta nello scrivere un bando, quanto piuttosto nello scriverne uno che funzioni. La soluzione è una strategia di layout che ho chiamato<strong> Regola dei 3 Blocchi.</strong></p>
<h2><strong>Il blocco fondamentale: l’introduzione</strong></h2>
<h3><strong>Obiettivo #1: comprendere (chi può fare cosa)</strong></h3>
<p>La prima cosa che un lettore si chiede di fronte a un bando è: <strong>“Mi riguarda?”</strong> e <strong>“Cosa c’è in palio?”</strong></p>
<p>Nella scrittura istituzionale tradizionale, queste informazioni essenziali sono spesso sepolte in paragrafi iniziali pieni di riferimenti legislativi e preamboli storici. Questo costringe il lettore a disperdersi prima di aver stabilito la rilevanza del documento.</p>
<p><strong>Il tuo obiettivo:</strong> invertire la piramide informativa.</p>
<p>Il blocco fondamentale deve stare <strong>in testa al documento</strong> e deve contenere solo dati essenziali, presentati in modo scansionabile.</p>
<ul>
<li><strong>Oggetto del bando:</strong> un titolo chiaro e non generico.</li>
<li><strong>Destinatari/Beneficiari:</strong> un elenco puntato dei soggetti ammessi.</li>
<li><strong>Finanziamento/Beneficio:</strong> l’importo totale o la natura del vantaggio.</li>
<li><strong>Scadenza e Modalità di invio:</strong> la <em>call to action</em></li>
</ul>
<p><strong>Consiglio pratico:</strong> Utilizza un <strong>box di riepilogo</strong> formattato (in grassetto o in tabella) subito dopo l’indice. Se il lettore non capisce in 30 secondi se deve continuare a leggere, hai fallito il primo obiettivo.</p>
<h2><strong>Il blocco centrale: la mappa</strong></h2>
<h3><strong>Obiettivo #2: navigare (il percorso passo-passo)</strong></h3>
<p>Una volta che il lettore ha stabilito che il bando è rilevante per sé, vuole sapere come fare per partecipare.</p>
<p>Il corpo centrale del bando è la sua mappa. Il tuo compito è sostituire il testo descrittivo con <strong>istruzioni chiare e sequenziali</strong>. Il burocratese adora le lunghe frasi esplicative; il linguaggio chiaro adora le liste numerate.</p>
<p><strong>Come ottimizzare il Blocco Centrale</strong></p>
<ul>
<li><strong>Liste Numerate o Puntate:</strong> trasforma i requisiti e i passaggi procedurali in punti elenco. Se l’ordine è cruciale (come spesso accade in PA), usa la numerazione.
<ul>
<li>Sostituisci:</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p><em>“Il candidato dovrà presentare la domanda, allegando copia del documento di identità, il curriculum vitae aggiornato e la dichiarazione sostitutiva relativa al casellario giudiziale, in formato pdf.”</em></p>
<ul>
<li>Con:</li>
</ul>
<p><em>“Documenti richiesti: 1. Domanda compilata (Modulo A); 2. Copia del documento di identità in corso di validità; 3. Curriculum Vitae aggiornato; 4. Dichiarazione sostitutiva (Modulo B).”</em></p>
<ul>
<li><strong>Titoli esplicativi:</strong> evita i titoli generici, che non dicono nulla.
<ul>
<li>Sostituisci:</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p><em>“Articolo 7 – Procedure”.</em></p>
<ul>
<li>Con:</li>
</ul>
<p><em>“Articolo 7 – Cosa allegare alla domanda”</em> oppure <em>“Articolo 7 – Modalità di invio e sanzioni per non conformità”.</em></p>
<ul>
<li><strong>No alla Ridondanza:</strong> non ripetere le stesse informazioni (es. la scadenza) in cinque posti diversi; richiama l’informazione, dopo la prima volta, senza riscriverla integralmente.</li>
</ul>
<p>La chiarezza procedurale ti farà guadagnare la gratitudine del lettore e ridurrà drasticamente le chiamate agli sportelli.</p>
<h2><strong>Il blocco conclusivo: i dettagli</strong></h2>
<h3><strong>Obiettivo #3: approfondire (normativa di riferimento)</strong></h3>
<p>Questo è il blocco destinato ai dettagli che, pur essendo legalmente essenziali, non sono vitali per la comprensione immediata da parte del <em>cittadino medio</em> o del <em>professionista che sta solo cercando i requisiti</em>.</p>
<ul>
<li><strong>Destinazione:</strong> metti qui i riferimenti normativi specifici (“Visto il D.Lgs…”), le specifiche sulle responsabilità legali e i dettagli tecnici di difficile fruizione.</li>
<li><strong>Formato:</strong> se possibile, usa gli allegati per i testi normativi molto lunghi o per le specifiche tecniche di dettaglio, alleggerendo il corpo principale del bando.</li>
<li><strong>Ricorda:</strong> il rigore non deve sacrificare la fruibilità.</li>
</ul>
<p>Un lettore qualificato (come un avvocato o un commercialista) saprà dove cercare i riferimenti normativi (cioè alla fine). Un cittadino, invece, non dovrebbe mai essere costretto a sorbirsi il <em>perché</em> normativo prima di capire il <em>cosa fare</em>.</p>
<h2><strong>Scrivere un bando pubblico: il ponte della fiducia e dell’efficacia</strong></h2>
<p>Un bando strutturato con la <strong>Regola dei 3 Blocchi</strong> non è solo un documento ben formattato ma è anche un <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/da-testo-a-fiducia-la-scrittura-chiara-nella-pa-migliora-il-rapporto-con-i-cittadini/" target="_blank" rel="noopener">ponte di fiducia tra l’istituzione e il cittadino</a>. Dimostra che il tuo ente valorizza il tempo dell’utente quanto il rigore della norma.</p>
<p><span>Questo approccio – che ho visto applicare con successo in diversi contesti – non solo aumenta la <a href="https://www.inpa.gov.it/" target="_blank" rel="noopener">partecipazione a bandi e concorsi</a>, ma riduce i costi amministrativi legati alla gestione delle incomprensioni.</span></p>
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<title>Il Consiglio dei Ministri approva il Decreto carburanti contro il caro energia</title>
<link>https://www.eventi.news/il-consiglio-dei-ministri-approva-il-decreto-carburanti-contro-il-caro-energia</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Il Governo vara un nuovo intervento per contrastare l’impennata dei prezzi dei carburanti e offrire un sostegno concreto al sistema produttivo. Il Consiglio dei Ministri, guidato da Giorgia Meloni, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per contenere gli effetti delle turbolenze nei mercati energetici internazionali e sostenere imprese e settori strategici dell’economia nazionale. […]
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 12:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Consiglio, dei, Ministri, approva, Decreto, carburanti, contro, caro, energia</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="154" data-end="580"><strong>Il Governo vara un nuovo intervento per contrastare l’impennata dei prezzi dei carburanti e offrire un sostegno concreto al sistema produttivo.</strong></p>
<hr>
<p data-start="154" data-end="580">Il Consiglio dei Ministri, guidato da <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Giorgia Meloni</span></span>, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per contenere gli effetti delle turbolenze nei mercati energetici internazionali e sostenere imprese e settori strategici dell’economia nazionale.</p>
<p data-start="582" data-end="948">Il provvedimento nasce in risposta a un contesto globale caratterizzato da forti tensioni sui prezzi delle materie prime, con ripercussioni dirette sui costi di trasporto, produzione e distribuzione. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato alleggerire il peso dei rincari per cittadini e aziende, dall’altro favorire investimenti in innovazione e sostenibilità.</p>
<div class="col-md-8 field">
<p>Al termine del Consiglio dei Ministri il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha tenuto una conferenza stampa.</p>
<p></p>
</div>
<h2 data-section-id="yohznb" data-start="950" data-end="991">Accise ridotte per un periodo limitato</h2>
<p data-start="993" data-end="1352">Uno dei punti centrali del decreto riguarda la revisione temporanea delle accise sui carburanti. Dal prossimo 8 aprile fino al 1° maggio 2026, saranno rideterminate le aliquote applicate a benzina, gasolio, GPL e gas naturale destinati all’autotrazione. L’intervento coinvolge anche i biocarburanti, in linea con le politiche già adottate nei mesi precedenti.</p>
<p data-start="1354" data-end="1688">La misura si inserisce in una strategia già sperimentata, che mira a calmierare i prezzi alla pompa nei momenti di maggiore volatilità. Il taglio delle accise, seppur limitato nel tempo, rappresenta una risposta immediata all’aumento dei costi energetici, con effetti diretti sui consumatori e indiretti sull’intero sistema economico.</p>
<h2 data-section-id="92sgtu" data-start="1690" data-end="1753">Incentivi per le imprese: focus su innovazione ed efficienza</h2>
<p data-start="1755" data-end="2144">Accanto al contenimento dei prezzi, il decreto introduce una serie di strumenti dedicati alle imprese. In particolare, vengono rafforzati i contributi per le aziende che hanno investito in digitalizzazione e miglioramento dell’efficienza energetica. Si tratta di interventi mirati a favorire la modernizzazione del tessuto produttivo e a ridurre la dipendenza da fonti energetiche costose.</p>
<p data-start="2146" data-end="2561">La misura è stata definita anche sulla base di un confronto con le principali organizzazioni di categoria, con l’obiettivo di rispondere alle esigenze concrete del mondo imprenditoriale. Tra i promotori del provvedimento figurano, oltre alla premier, il ministro dell’Economia <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Giancarlo Giorgetti</span></span> e il titolare del dicastero delle Imprese e del Made in Italy <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Adolfo Urso</span></span>.</p>
<h2 data-section-id="1q0rgm1" data-start="2563" data-end="2607">Credito d’imposta per il settore agricolo</h2>
<p data-start="2609" data-end="2876">Particolare attenzione è stata riservata al comparto agricolo, tra i più esposti all’aumento dei costi dei carburanti. Il decreto prevede infatti un credito d’imposta dedicato alle imprese agricole, che potrà essere utilizzato in compensazione entro la fine del 2026.</p>
<p data-start="2878" data-end="3222">Questa misura punta a garantire liquidità immediata alle aziende del settore, consentendo loro di affrontare le spese operative senza compromettere la sostenibilità economica delle attività. Il coinvolgimento del ministro dell’Agricoltura <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Francesco Lollobrigida</span></span> sottolinea l’importanza strategica attribuita al comparto primario.</p>
<h2 data-section-id="apkuj2" data-start="3224" data-end="3262">Sostegno all’internazionalizzazione</h2>
<p data-start="3264" data-end="3639">Il decreto introduce inoltre modifiche ai finanziamenti agevolati destinati alle imprese impegnate nei processi di internazionalizzazione. Le nuove disposizioni riguardano il fondo per la promozione integrata, con l’obiettivo di aiutare le aziende italiane a competere sui mercati esteri nonostante l’aumento dei costi energetici e le conseguenze delle tensioni geopolitiche.</p>
<p data-start="3641" data-end="4031">Le agevolazioni saranno rivolte in particolare alle realtà che hanno registrato impatti negativi su fatturato e flussi di cassa, offrendo loro strumenti finanziari più flessibili e accessibili. In questo ambito ha contribuito anche il ministro degli Affari Esteri <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Antonio Tajani</span></span>, con l’intento di rafforzare la presenza internazionale del sistema produttivo italiano.</p>
<h2 data-section-id="1m4izs0" data-start="4033" data-end="4085">Domande entro fine anno e investimenti strategici</h2>
<p data-start="4087" data-end="4382">Le misure previste dal decreto saranno accessibili per le domande presentate entro il 31 dicembre 2026. I benefici riguarderanno gli investimenti legati alla transizione digitale ed ecologica, nonché le imprese che hanno subito un impatto significativo a causa dell’aumento dei costi energetici.</p>
<p data-start="4384" data-end="4723">Il provvedimento si inserisce quindi in una visione più ampia, che non si limita a gestire l’emergenza ma punta a costruire un modello economico più resiliente e sostenibile. Il coinvolgimento del ministro dell’Ambiente <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Gilberto Pichetto Fratin</span></span> evidenzia proprio la volontà di coniugare crescita economica e tutela ambientale.</p>
<h2 data-section-id="1glzzsz" data-start="4725" data-end="4769">Un intervento tra emergenza e prospettiva</h2>
<p data-start="4771" data-end="5068">Il nuovo decreto carburanti rappresenta un tassello importante nella strategia del Governo per affrontare una fase complessa dell’economia globale. Se da un lato le misure adottate offrono un sollievo immediato, dall’altro pongono le basi per una trasformazione strutturale del sistema produttivo.</p>
<p data-start="5070" data-end="5353" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Resta ora da valutare l’impatto concreto degli interventi nel medio periodo, in un contesto ancora segnato da incertezze. Tuttavia, l’approccio adottato sembra orientato non solo a contenere i danni, ma anche a cogliere le opportunità offerte dalla transizione energetica e digitale</p>
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<title>Benevento al centro del dibattito sulla rigenerazione urbana: il Sud come laboratorio di innovazione</title>
<link>https://www.eventi.news/benevento-al-centro-del-dibattito-sulla-rigenerazione-urbana-il-sud-come-laboratorio-di-innovazione</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
City Vision 2026 arriva a Benevento: focus su Open City, rigenerazione urbana, mobilità e innovazione per rilanciare i territori del Sud Italia. Dopo l’avvio del percorso con la tappa pugliese dedicata al Digital Twin, il Roadshow 2026 di City Vision prosegue il suo viaggio nel Mezzogiorno e fa tappa a Benevento, portando al centro del […]
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 12:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Benevento, centro, del, dibattito, sulla, rigenerazione, urbana:, Sud, come, laboratorio, innovazione</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="422" data-end="753"><strong>City Vision 2026 arriva a Benevento: focus su Open City, rigenerazione urbana, mobilità e innovazione per rilanciare i territori del Sud Italia.</strong></p>
<hr>
<p data-start="422" data-end="753">Dopo l’avvio del percorso con la tappa pugliese dedicata al <strong>Digital Twin</strong>, il <strong>Roadshow 2026 di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">City Vision</span></span></strong> prosegue il suo viaggio nel Mezzogiorno e fa tappa a Benevento, portando al centro del confronto un tema sempre più strategico per il futuro dei territori: la <strong data-start="713" data-end="752">rigenerazione urbana nel Sud Italia</strong>.</p>
<p data-start="755" data-end="1217">L’appuntamento, ospitato presso <a href="https://confindustriabn.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Confindustria Benevento</span></span></strong></a>, rappresenta una nuova fermata di un percorso che punta a raccontare e valorizzare le esperienze più avanzate di innovazione urbana fuori dai grandi poli metropolitani. Dopo <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/digital-twin-andria-la-smart-city-del-sud-guida-il-roadshow-city-vision-2026/" target="_blank" rel="noopener">l’esperienza di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Andria</span></span></a>, che ha acceso i riflettori sulle tecnologie digitali applicate alla città, il focus si sposta ora su un concetto altrettanto rilevante: quello di <strong data-start="1201" data-end="1216">“Open City”</strong>.</p>
<h2 data-section-id="19b2zlh" data-start="1219" data-end="1277">Open City: il modello per la rigenerazione urbana</h2>
<p data-start="1279" data-end="1460">Al centro dell’incontro di Benevento c’è una domanda che attraversa ormai tutte le politiche pubbliche: <strong>come possono i territori meno centrali diventare protagonisti dello sviluppo?</strong></p>
<p data-start="1462" data-end="1767">La risposta proposta dal modello “Open City” è tanto semplice quanto ambiziosa: trasformare le città medie e i territori interni in <strong data-start="1594" data-end="1653">ecosistemi aperti, connessi e capaci di generare valore</strong>. Non più aree marginali, ma piattaforme territoriali in grado di attrarre investimenti, competenze e innovazione.</p>
<p data-start="1769" data-end="2147">In questo quadro,<strong> il Sud Italia assume un ruolo chiave</strong>. Le sue criticità storiche — dalla mobilità alla densità dei servizi — diventano oggi terreno fertile per sperimentare nuovi modelli organizzativi e tecnologici. È proprio in questi contesti che si può misurare la capacità delle politiche pubbliche di produrre impatti concreti, andando oltre le dichiarazioni di principio.</p>
<h2 data-section-id="qmjr2b" data-start="2149" data-end="2217">Mobilità, politiche locali e innovazione: le leve del cambiamento</h2>
<p data-start="2219" data-end="2342">Il confronto promosso a Benevento si concentrerà su <strong>tre direttrici fondamentali</strong>: <strong>mobilità, governance locale e innovazione.</strong></p>
<p data-start="2344" data-end="2675"><strong>La mobilità</strong>, in particolare, rappresenta uno dei nodi più critici per i territori interni. Non si tratta soltanto di infrastrutture fisiche, ma di <strong data-start="2491" data-end="2561">accessibilità complessiva ai servizi, al lavoro e alle opportunità</strong>. Ripensare la mobilità significa quindi intervenire sulla qualità della vita e sulla competitività dei territori.</p>
<p data-start="2677" data-end="3110">Accanto a questo, il ruolo delle <strong>politiche locali</strong> emerge come decisivo. Le amministrazioni sono chiamate a passare da una gestione ordinaria a una logica strategica, capace di integrare strumenti urbanistici, pianificazione e innovazione tecnologica. È qui che il concetto di “Open City” trova la sua applicazione più concreta: nella capacità di costruire <strong data-start="3033" data-end="3068">alleanze tra pubblico e privato</strong>, coinvolgendo attori economici e sociali.</p>
<p data-start="3112" data-end="3374">In questa direzione si inserisce <strong>la collaborazione con <a href="https://www.ancebenevento.it/" target="_blank" rel="noopener"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">ANCE Benevento</span></span></a></strong>, che contribuisce a portare nel dibattito il punto di vista del settore delle costruzioni, oggi sempre più centrale nei processi di rigenerazione urbana e sostenibilità.</p>
<h2 data-section-id="724s4c" data-start="3376" data-end="3431">Dal digital twin all’Open City: un percorso coerente</h2>
<p data-start="3433" data-end="3696">La tappa di Benevento si inserisce in un percorso già tracciato dalla scorsa fermata del Roadshow, che aveva visto protagonista Andria con il tema del digital twin. Due approcci diversi ma complementari, che raccontano una visione integrata della città del futuro.</p>
<p data-start="3698" data-end="3932">Se il digital twin rappresenta la dimensione tecnologica, capace di simulare e ottimizzare i processi urbani, l’Open City introduce una prospettiva più ampia, che riguarda <strong data-start="3870" data-end="3931">modelli di governance, inclusione e sviluppo territoriale</strong>.</p>
<p data-start="3934" data-end="4183">Insieme, questi elementi delineano un paradigma in cui innovazione e rigenerazione non sono più ambiti separati, ma parti di una stessa strategia. Una strategia che trova proprio nei territori del Sud un banco di prova particolarmente significativo.</p>
<h2 data-section-id="1lq2suw" data-start="4185" data-end="4234">Benevento come simbolo di una nuova centralità</h2>
<p data-start="4236" data-end="4541"><strong>La scelta di Benevento non è casuale</strong>. La città campana rappresenta uno di quei contesti in cui si intrecciano storia, identità e sfide contemporanee. Un territorio che, pur non essendo al centro dei grandi flussi economici, può diventare un punto di riferimento per sperimentare nuovi modelli di sviluppo.</p>
<p data-start="4543" data-end="4853">È proprio questa la logica che guida il Roadshow 2026: spostare il baricentro del dibattito, portando l’innovazione dove spesso non viene raccontata. In questo senso, Benevento diventa <strong data-start="4728" data-end="4766">un simbolo di una nuova centralità</strong>, in cui il valore non è dato dalla dimensione, ma dalla capacità di attivare processi.</p>
<h2 data-section-id="1y6pb0r" data-start="4855" data-end="4911">Un laboratorio per il futuro della PA e della rigenerazione urbana</h2>
<p data-start="4913" data-end="5156">Per la Pubblica Amministrazione, il messaggio è chiaro: la rigenerazione urbana non può più essere affrontata come un insieme di interventi isolati. <strong>Serve una visione sistemica, capace di integrare pianificazione, innovazione e partecipazione.</strong></p>
<p data-start="5158" data-end="5493">Il <a href="https://cityvision.zone/evento/city-vision-benevento/" target="_blank" rel="noopener">Roadshow City Vision</a> si configura così come un vero e proprio laboratorio itinerante, in cui esperienze, competenze e visioni si incontrano per costruire soluzioni replicabili. Un’occasione di confronto che riguarda da vicino dirigenti pubblici, amministratori locali e tutti gli attori coinvolti nella trasformazione dei territori.</p>
<p data-start="5495" data-end="5761">Nel passaggio da Andria a Benevento si coglie un filo rosso: la volontà di dimostrare che <strong data-start="5585" data-end="5649">anche i contesti meno centrali possono diventare avanguardia</strong>. Non per imitazione dei grandi centri urbani, ma sviluppando modelli propri, radicati nelle specificità locali.</p>
<p data-start="5763" data-end="6068" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Ed è proprio qui che si gioca la sfida dei prossimi anni: trasformare il Sud Italia da area in ritardo di sviluppo a <strong data-start="5880" data-end="5928">motore di innovazione e crescita sostenibile</strong>. Un obiettivo che passa, inevitabilmente, dalla capacità di ripensare le città e i territori come sistemi aperti, dinamici e interconnessi.</p>
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<title>Dalla benzina al cloud, la guerra colpisce anche i servizi digitali</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Codici: dalla benzina al cloud, la guerra colpisce anche i servizi digitali. Rischi per pagamenti, servizi online e nuovi costi per i consumatori. La guerra in corso in Medio Oriente non sta producendo effetti soltanto sui mercati energetici e sui prezzi dei carburanti, ma inizia a colpire anche un altro pilastro dell’economia moderna: le infrastrutture […]
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 12:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Dalla, benzina, cloud, guerra, colpisce, anche, servizi, digitali</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Codici: dalla benzina al cloud, la guerra colpisce anche i servizi digitali. </strong><strong>Rischi per pagamenti, servizi online e nuovi costi per i consumatori.</strong></p>
<hr>
<p>La guerra in corso in Medio Oriente non sta producendo effetti soltanto sui mercati energetici e sui prezzi dei carburanti, ma inizia a colpire anche un altro pilastro dell’economia moderna: le infrastrutture digitali. Questo il giudizio dell’<span><a href="https://codici.org/" target="_blank" rel="noopener">associazione Codici</a></span>, che sottolinea che gli attacchi registrati nei giorni scorsi contro data center di Amazon Web Services (AWS) <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/guerra/" target="_blank" rel="noopener">nella regione del Golfo</a></span> rappresentano un segnale estremamente preoccupante di evoluzione del conflitto verso forme di guerra ibrida con impatti diretti sui consumatori.</p>
<p>Secondo le prime ricostruzioni diffuse da fonti giornalistiche internazionali, <strong>nella notte tra il 23 e il 24 marzo alcune infrastrutture cloud in Bahrein sarebbero state colpite da attacchi con droni</strong>, provocando disservizi diffusi in diversi Paesi del Medio Oriente, con effetti a catena su piattaforme digitali, servizi bancari e applicazioni di largo utilizzo.</p>
<p>Pur trattandosi di informazioni ancora in fase di consolidamento, il quadro che emerge appare chiaro: il cloud non è più un’infrastruttura immateriale, ma un sistema fisico composto da data center, reti e centrali energetiche, e come tale vulnerabile ad attacchi diretti.</p>
<h2>L’impatto degli attacchi</h2>
<p>L’impatto di tali eventi non è limitato al piano tecnologico, ma coinvolge direttamente i diritti e gli interessi economici dei consumatori. I disservizi registrati nelle infrastrutture cloud possono infatti determinare:</p>
<ul>
<li>interruzioni nei sistemi di pagamento elettronico;</li>
<li>difficoltà di accesso ai servizi bancari online;</li>
<li>blocchi o rallentamenti nelle piattaforme di e-commerce;</li>
<li>malfunzionamenti di applicazioni utilizzate quotidianamente dai cittadini.</li>
</ul>
<p>In un sistema economico sempre più digitalizzato, il blocco anche temporaneo di tali servizi può tradursi in pregiudizi economici diretti per gli utenti, oltre che in una perdita di fiducia nell’affidabilità delle infrastrutture digitali.</p>
<h2>Dalla benzina al cloud, la guerra colpisce anche i servizi digitali</h2>
<p>Dopo l’aumento dei carburanti e le conseguenze sull’inflazione e sul costo della vita, emerge ora una nuova dimensione del conflitto: quella che colpisce il cuore digitale dell’economia. Se nella fase iniziale la guerra ha inciso sui prezzi dell’energia, con carburanti oltre i 2 euro al litro e un’inflazione prevista fino all’1,5% nel mese di marzo, oggi il rischio è quello di un’estensione degli effetti anche ai servizi digitali e alle infrastrutture su cui si reggono sistema finanziario, logistica digitale, commercio elettronico, servizi pubblici e privati online.</p>
<p>Gli attacchi alle infrastrutture cloud potrebbero generare, nel medio periodo, ulteriori effetti economici indiretti:</p>
<ul>
<li>aumento dei costi operativi per le imprese digitali;</li>
<li>necessità di investimenti straordinari in sicurezza e ridondanza delle infrastrutture;</li>
<li>possibile trasferimento di tali costi sui prezzi finali di beni e servizi.</li>
</ul>
<p>In questo scenario, la guerra ibrida rischia di produrre una nuova forma di inflazione indiretta, legata non solo ai costi energetici ma anche alla sicurezza e alla resilienza delle infrastrutture digitali. Le infrastrutture cloud rientrano ormai tra i servizi essenziali ai sensi della normativa europea sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi (<span><a href="https://eur-lex.europa.eu/eli/dir/2022/2555/oj?locale=it" target="_blank" rel="noopener">Direttiva NIS2 – UE 2022/2555</a></span>), che impone obblighi specifici di sicurezza e continuità operativa agli operatori.</p>
<h2>L’appello di Codici</h2>
<p>Alla luce di tali sviluppi appare necessario:</p>
<ul>
<li>rafforzare i sistemi di protezione delle infrastrutture digitali;</li>
<li>garantire la continuità dei servizi essenziali;</li>
<li>prevedere strumenti di tutela e risarcimento per i consumatori in caso di disservizi.</li>
</ul>
<p>L’attacco alle infrastrutture AWS nel Golfo rappresenta un passaggio significativo: la guerra contemporanea non colpisce più soltanto territori e risorse energetiche, ma anche le infrastrutture digitali su cui si fonda l’economia globale. In questo contesto, i consumatori si trovano esposti a nuovi rischi, non solo in termini di aumento dei prezzi, ma anche di accesso e affidabilità dei servizi essenziali. Per questo motivo è necessario mantenere alta l’attenzione su tutte le possibili ricadute economiche e sociali del conflitto, monitorando non solo i prezzi dei carburanti e l’inflazione, ma anche la sicurezza e la stabilità delle infrastrutture digitali.</p>
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<title>Palestre scolastiche aperte oltre l’orario: il Senato approva la riforma</title>
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Via libera definitivo del Senato a una proposta di legge destinata a incidere concretamente sulla vita delle comunità locali: le palestre scolastiche potranno essere utilizzate in modo più ampio anche al di fuori dell’orario delle lezioni. Il provvedimento, sostenuto trasversalmente da tutte le forze politiche e appoggiato dal Governo, introduce nuove opportunità per associazioni e […]
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 12:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Palestre, scolastiche, aperte, oltre, l’orario:, Senato, approva, riforma</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="165" data-end="627"><strong>Via libera definitivo del Senato a una proposta di legge destinata a incidere concretamente sulla vita delle comunità locali: le palestre scolastiche potranno essere utilizzate in modo più ampio anche al di fuori dell’orario delle lezioni.</strong></p>
<hr>
<p data-start="165" data-end="627">Il provvedimento, sostenuto trasversalmente da tutte le forze politiche e appoggiato dal Governo, introduce nuove opportunità per associazioni e società sportive, favorendo una gestione più efficiente degli spazi pubblici.</p>
<p data-start="629" data-end="1039">La norma interviene su un tema centrale per il tessuto sociale: l’accesso allo sport. In particolare, consente a Comuni e Città metropolitane – proprietari degli edifici scolastici – di concedere l’uso delle strutture sportive a realtà del territorio anche oltre le attività previste dal piano formativo delle scuole. Una misura che mira a evitare sprechi e a valorizzare infrastrutture spesso sottoutilizzate.</p>
<h2 data-section-id="1npd6wo" data-start="1041" data-end="1084">Sport come diritto e strumento educativo</h2>
<p data-start="1086" data-end="1410">L’approvazione della legge si inserisce in un contesto normativo più ampio, segnato dalla recente modifica dell’<span><a href="https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/parte-i/titolo-ii/articolo-33" target="_blank" rel="noopener"><strong>articolo 33 della Costituzione</strong></a></span>, che ha riconosciuto lo sport come diritto fondamentale della persona. Un passaggio che attribuisce all’attività sportiva un ruolo non solo ricreativo, ma anche formativo e sociale.</p>
<p data-start="1412" data-end="1749">In questo quadro, il provvedimento rappresenta un tassello importante per rendere concreto tale principio, soprattutto per le nuove generazioni. Rendere accessibili gli impianti significa offrire maggiori occasioni di crescita, inclusione e partecipazione, contribuendo a contrastare fenomeni come l’isolamento sociale e la sedentarietà.</p>
<h2 data-section-id="qd11xh" data-start="1751" data-end="1783">Il commento delle istituzioni</h2>
<p data-start="1785" data-end="2002">Tra le voci più soddisfatte per l’approvazione della legge c’è quella di <strong><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Roberto Pella</span></span></strong>, vicepresidente dell’<span><a href="https://lentepubblica.it/tag/anci/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Anci</strong></a></span> con delega allo sport, che ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa.</p>
<p data-start="2004" data-end="2322">Secondo Pella, il provvedimento consente di rafforzare il rapporto tra scuole, amministrazioni locali e realtà associative, creando una rete più solida e collaborativa. L’obiettivo è quello di trasformare gli impianti scolastici in veri e propri poli di aggregazione, capaci di rispondere alle esigenze del territorio.</p>
<p data-start="2324" data-end="2530">L’apertura delle palestre oltre l’orario scolastico rappresenta infatti un’opportunità per ampliare l’offerta sportiva, rendendola più accessibile a diverse fasce della popolazione, dai bambini agli adulti.</p>
<h2 data-section-id="gor7pz" data-start="2532" data-end="2584">Spazio anche alla riqualificazione degli impianti</h2>
<p data-start="2586" data-end="2929">Uno degli aspetti più innovativi della legge riguarda la possibilità, per associazioni e società sportive senza scopo di lucro, di proporre interventi di miglioramento delle strutture. Si tratta di progetti di rigenerazione, ammodernamento o riqualificazione che, se ritenuti di interesse pubblico, potranno essere approvati dagli enti locali.</p>
<p data-start="2931" data-end="3241">In questi casi, sarà possibile stipulare accordi che prevedano l’utilizzo gratuito degli impianti per un periodo proporzionato all’investimento effettuato. Un meccanismo che punta a incentivare la collaborazione tra pubblico e privato sociale, favorendo allo stesso tempo il miglioramento delle infrastrutture.</p>
<p data-start="3243" data-end="3404">Questa formula consente non solo di ridurre i costi per le amministrazioni, ma anche di garantire una gestione più dinamica e attenta alle esigenze degli utenti.</p>
<h2 data-section-id="m2nddd" data-start="3406" data-end="3442">Benefici per comunità e territori</h2>
<p data-start="3444" data-end="3759">L’impatto della riforma potrebbe essere significativo sotto diversi punti di vista. Da un lato, si amplia l’offerta di spazi per la pratica sportiva, spesso carenti soprattutto nei centri urbani più densamente popolati. Dall’altro, si rafforza il ruolo dello sport come strumento di integrazione e coesione sociale.</p>
<p data-start="3761" data-end="4111">Le palestre scolastiche, aperte anche nel pomeriggio e in orario serale, potranno diventare luoghi di incontro e partecipazione, contribuendo a costruire comunità più inclusive. Inoltre, l’utilizzo continuativo degli impianti permette una maggiore valorizzazione del patrimonio pubblico, evitando che resti inutilizzato per gran parte della giornata.</p>
<h2 data-section-id="18um1gp" data-start="4113" data-end="4166">Una riforma in linea con le nuove esigenze sociali</h2>
<p data-start="4168" data-end="4525">Il provvedimento risponde a una domanda crescente di spazi e opportunità per l’attività fisica, sempre più riconosciuta come elemento fondamentale per il benessere individuale e collettivo. In un contesto in cui si punta a promuovere stili di vita sani, l’apertura delle strutture scolastiche rappresenta una soluzione concreta e immediatamente applicabile.</p>
<p data-start="4527" data-end="4727">Inoltre, la collaborazione tra enti locali e associazioni sportive può favorire la nascita di nuove iniziative, ampliando l’offerta di discipline e coinvolgendo un numero sempre maggiore di cittadini.</p>
<h2 data-section-id="63jjt6" data-start="4729" data-end="4753">Uno sguardo al futuro</h2>
<p data-start="4755" data-end="5039">Con l’approvazione definitiva della legge, si apre ora la fase attuativa, che vedrà i Comuni protagonisti nell’organizzazione e nella gestione degli spazi. Sarà fondamentale definire modalità chiare e trasparenti per l’assegnazione degli impianti, garantendo equità e accesso diffuso.</p>
<p data-start="5041" data-end="5274">La riforma segna un passo avanti verso un modello più aperto e partecipativo di utilizzo delle risorse pubbliche. Un modello in cui lo sport non è solo attività fisica, ma diventa veicolo di educazione, inclusione e sviluppo sociale.</p>
<p data-start="5276" data-end="5413" data-is-last-node="" data-is-only-node="">In definitiva, la decisione del Senato rappresenta un segnale forte: investire nello sport significa investire nel futuro delle comunità.</p>
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<title>PNRR e cultura, tra opportunità e ritardi: lo stato degli investimenti in Italia</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Oltre 4 miliardi per il rilancio culturale, ma l’attuazione resta complessa. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza rappresenta una delle più grandi occasioni di investimento pubblico mai destinate al patrimonio culturale italiano. Con una dotazione superiore ai 4 miliardi di euro, il programma punta a trasformare profondamente il settore, intervenendo su digitalizzazione, accessibilità e […]
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 12:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>PNRR, cultura, tra, opportunità, ritardi:, stato, degli, investimenti, Italia</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-section-id="ta6fe7" data-start="84" data-end="162"><strong>Oltre 4 miliardi per il rilancio culturale, ma l’attuazione resta complessa. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza rappresenta una delle più grandi occasioni di investimento pubblico mai destinate al patrimonio culturale italiano.</strong></p>
<hr>
<p data-section-id="ta6fe7" data-start="84" data-end="162">Con una dotazione superiore ai 4 miliardi di euro, il programma punta a trasformare profondamente il settore, intervenendo su digitalizzazione, accessibilità e sostenibilità. Tuttavia, accanto alle ambizioni, emergono criticità operative e ritardi nella spesa che ne mettono alla prova l’efficacia, come indicato da un recente dossier di <span><a href="https://www.openpolis.it/" target="_blank" rel="noopener">Openpolis</a></span>.</p>
<p data-start="623" data-end="1049">Le risorse, gestite principalmente dal ministero della cultura, sono distribuite su nove linee di intervento. L’obiettivo è duplice: da un lato proteggere e valorizzare il patrimonio storico-artistico, dall’altro renderlo più fruibile e integrato nello sviluppo economico e sociale del paese. Nonostante le scadenze europee siano state finora rispettate, il quadro complessivo evidenzia difficoltà nella fase di realizzazione.</p>
<h2 data-section-id="1pbk4fs" data-start="1051" data-end="1105">Spesa ancora limitata rispetto ai fondi disponibili</h2>
<p data-start="1107" data-end="1395">Uno degli indicatori più significativi per valutare lo stato di avanzamento è quello finanziario. Al 30 novembre 2025, risultava utilizzato poco più di un quarto delle risorse disponibili, pari al 27,4% del totale. In termini assoluti, si tratta di circa 1,1 miliardi di euro già erogati.</p>
<p data-start="1397" data-end="1646">Un dato che appare contenuto se si considera la tempistica stringente del piano. Infatti, molti interventi dovranno essere completati entro il 2026, lasciando un margine temporale ridotto per colmare il divario tra fondi stanziati e spesa effettiva.</p>
<h2 data-section-id="i4awpl" data-start="1648" data-end="1692">Interventi diffusi ma non sempre completi</h2>
<p data-start="1694" data-end="1950">I progetti finanziati sono quasi 15mila, ma non tutte le risorse previste risultano effettivamente assegnate. Alcuni ambiti mostrano una copertura più limitata rispetto ad altri, segno di difficoltà nella fase di selezione o realizzazione degli interventi.</p>
<p data-start="1952" data-end="2195">Tra le misure principali spicca quella dedicata alla valorizzazione dei borghi storici, che assorbe oltre un miliardo di euro. Seguono gli investimenti per i luoghi di culto, la tutela del paesaggio rurale e la digitalizzazione del patrimonio.</p>
<p data-start="2197" data-end="2544">Proprio quest’ultima rappresenta una delle sfide più innovative: l’obiettivo è creare una grande infrastruttura digitale nazionale in grado di raccogliere e rendere accessibili milioni di contenuti culturali. Nonostante i progressi, con decine di milioni di risorse già digitalizzate, anche questo intervento ha subito modifiche nei target finali.</p>
<h2 data-section-id="s9gvlh" data-start="2546" data-end="2604">Accessibilità e sostenibilità al centro delle politiche</h2>
<p data-start="2606" data-end="2897">Una parte significativa degli investimenti è destinata a rendere i luoghi della cultura più inclusivi. Musei, archivi e biblioteche sono oggetto di interventi per eliminare barriere architettoniche e cognitive, con cantieri avviati in centinaia di strutture su tutto il territorio nazionale.</p>
<p data-start="2899" data-end="3174">Parallelamente, il piano sostiene la transizione ecologica del settore. Cinema, teatri e musei sono coinvolti in progetti di efficientamento energetico che hanno già prodotto risultati concreti, con una riduzione dei consumi particolarmente evidente negli edifici più datati.</p>
<h2 data-section-id="1yvrywa" data-start="3176" data-end="3220">Borghi, paesaggio e identità territoriale</h2>
<p data-start="3222" data-end="3457">Grande attenzione è rivolta anche ai piccoli centri e alle aree rurali. Il programma per la rigenerazione dei borghi mira a contrastare lo spopolamento e a rilanciare le economie locali attraverso il turismo e il sostegno alle imprese.</p>
<p data-start="3459" data-end="3802">Accanto a questo, gli interventi sul paesaggio rurale puntano al recupero di edifici storici legati alle tradizioni agricole, come mulini e masserie. In questo caso, la complessità delle operazioni ha reso necessario posticipare alcune scadenze, evidenziando le difficoltà tecniche e burocratiche che spesso accompagnano questo tipo di lavori.</p>
<h2 data-section-id="doht73" data-start="3804" data-end="3858">Restauro, sicurezza e valorizzazione del patrimonio</h2>
<p data-start="3860" data-end="4117">Un’altra componente rilevante riguarda la messa in sicurezza e il restauro dei luoghi di culto. Il piano prevede la creazione di depositi specializzati per la conservazione delle opere d’arte e numerosi interventi antisismici su chiese e strutture storiche.</p>
<p data-start="4119" data-end="4302">Anche i parchi e i giardini storici sono al centro di un programma di riqualificazione che ne rafforza il ruolo non solo culturale, ma anche ambientale, soprattutto nelle aree urbane.</p>
<h2 data-section-id="ks76ms" data-start="4304" data-end="4373">Cinecittà e industria culturale: tra ambizioni e ridimensionamenti</h2>
<p data-start="4375" data-end="4610">Tra i progetti più simbolici figura il potenziamento degli studi cinematografici di Cinecittà. L’iniziativa mira a rafforzare la competitività internazionale dell’industria audiovisiva italiana, ma ha incontrato ostacoli significativi.</p>
<p data-start="4612" data-end="4854">L’aumento dei costi e la mancanza di spazi adeguati hanno portato a una revisione degli obiettivi, con una riduzione del numero di nuovi studi previsti. Nonostante ciò, parte delle strutture è già stata rinnovata e restituita alla produzione.</p>
<h2 data-section-id="h2n7k8" data-start="4856" data-end="4909">Formazione e innovazione per il futuro del settore</h2>
<p data-start="4911" data-end="5175">Il Pnrr investe anche nelle competenze degli operatori culturali, con programmi di formazione orientati alla digitalizzazione e alla sostenibilità. Migliaia di progetti sono già stati completati, coinvolgendo diversi ambiti, dallo spettacolo dal vivo all’editoria.</p>
<h2 data-section-id="a148ud" data-start="5177" data-end="5203">Una sfida ancora aperta</h2>
<p data-start="5205" data-end="5446">Nel complesso, il piano per la cultura mostra un avanzamento concreto ma disomogeneo. Se da un lato gli obiettivi formali risultano rispettati, dall’altro la capacità di spesa e la complessità attuativa rappresentano ancora elementi critici.</p>
<p data-start="5448" data-end="5759">La distribuzione territoriale delle risorse evidenzia una concentrazione in alcune regioni, come Lazio, Campania e Sicilia, mentre nessun territorio supera il 40% di avanzamento finanziario. Le città che attraggono più fondi sono Roma, Napoli, Firenze e Matera, ma gli interventi coinvolgono oltre 2.500 comuni.</p>
<p data-start="5761" data-end="6055" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il successo del Pnrr culturale dipenderà quindi dalla capacità di accelerare la realizzazione dei progetti nei prossimi mesi. Una sfida decisiva, non solo per rispettare le scadenze europee, ma per trasformare davvero il patrimonio culturale in un motore di crescita e innovazione per il paese.</p>
<h2 data-start="5761" data-end="6055">PNRR e cultura: il dossier di Openpolis sullo stato degli investimenti in Italia</h2>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/04/A-che-punto-sono-gli-investimenti-del-Pnrr-per-la-cultura-Openpolis.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
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<title>Frodi documentali e grafologia forense: come si accerta l&amp;apos;autenticità di un documento in Italia</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Come verificare l’autenticità di atti documentali e firme in Italia: grafologia forense, perizia grafologica e casi di frodi documentali spiegati. Gli atti documentali sono il fondamento su cui poggiano i rapporti giuridici: senza la certezza della loro autenticità, contratti, testamenti e scritture private perdono il valore che l’ordinamento attribuisce loro. Ogni volta che due parti […]
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<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 06:30:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Frodi, documentali, grafologia, forense:, come, accerta, lautenticità, documento, Italia</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Come verificare l’autenticità di atti documentali e firme in Italia: grafologia forense, perizia grafologica e casi di frodi documentali spiegati.</strong></p>
<p>Gli <strong>atti documentali</strong> sono il fondamento su cui poggiano i rapporti giuridici: senza la certezza della loro autenticità, contratti, testamenti e scritture private perdono il valore che l’ordinamento attribuisce loro. Ogni volta che due parti formalizzano un accordo o una volontà, lo fanno affidandosi a un sistema che attribuisce al segno scritto – e alla firma che lo ratifica – <strong>un valore vincolante</strong>, riconosciuto dall’ordinamento e azionabile in giudizio.</p>
<p>Quando l’autenticità di un atto viene contestata, le conseguenze investono patrimoni, successioni e obbligazioni contrattuali. Le <strong>frodi documentali</strong> sono tra le forme di illecito più difficili da rilevare, perché si presentano con la stessa forma esteriore degli atti genuini, rendendo indispensabile l’intervento di chi è in grado di distinguere l’uno dall’altro attraverso <strong>strumenti tecnici precisi</strong>.</p>
<h2>Le tipologie di documenti più esposti e i contesti di riferimento</h2>
<p>
Le categorie di documenti che possono essere falsificati e che risultano essere maggiormente oggetto di contestazione sono numerose e attraversano trasversalmente <strong>tanto la sfera privata quanto quella pubblica</strong>.</p>
<p>Nel settore bancario e finanziario, le firme false su contratti di mutuo, fideiussioni e polizze assicurative costituiscono uno dei filoni più ricorrenti nel contenzioso civile. Un fenomeno particolarmente rilevante riguarda <strong>il mercato dei crediti deteriorati</strong>: quando istituti di credito e società specializzate nel recupero dei crediti non performanti (NPL) avviano le procedure esecutive nei confronti dei debitori, non è infrequente che questi ultimi ricorrano al <strong>disconoscimento della firma apposta</strong> sul contratto originario come strategia difensiva, bloccando di fatto le procedure esecutive e trascinando il contenzioso in sede giudiziaria.</p>
<p>In ambito ereditario, il <strong>testamento olografo</strong> è senza dubbio uno dei documenti più vulnerabili all’alterazione. Essendo redatto, datato e sottoscritto interamente di pugno dal testatore, senza la presenza di testimoni né di un pubblico ufficiale, si presta tanto <strong>alla contraffazione integrale </strong>quanto alla <strong>manipolazione parziale</strong> del testo. Le controversie nascono spesso nel momento in cui il documento viene pubblicato e gli eredi ne contestano la genuinità, mettendo in discussione la volontà del defunto e aprendo contenziosi che possono protrarsi per anni.</p>
<p>Nel contesto della pubblica amministrazione, le frodi documentali possono riguardare <strong>delibere alterate</strong>, atti autenticati recanti firme false, <strong>contratti di appalto modificati</strong> rispetto agli originali sottoscritti, assumendo connotazioni particolarmente gravi sul piano degli interessi collettivi coinvolti. In tutti questi casi, infatti, la falsificazione <strong>non lede soltanto una parte privata </strong>ma compromette la correttezza dell’azione amministrativa e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.</p>
<p>
</p><h2>La Firma Elettronica Avanzata (FEA) e i nuovi fronti del falso documentale</h2>
<p>
Un ulteriore aspetto a cui è necessario prestare attenzione al giorno d’oggi riguarda la <strong>Firma Elettronica Avanzata</strong> (<strong>FEA</strong>), nota anche come “firma grafometrica”, ormai largamente diffusa nei rapporti contrattuali bancari, assicurativi e amministrativi.</p>
<p>Nonostante la FEA acquisisca e conservi una serie di parametri biometrici – pressione, velocità, accelerazione, tratti aerei – che la rendono <strong>tecnicamente più resistente alla contraffazione</strong> rispetto alla firma tradizionale, la sua complessità introduce criticità rilevanti sul piano dell’accertamento in caso di contestazione: i dati biometrici <strong>sono accessibili esclusivamente su richiesta dell’Autorità Giudiziaria</strong> e solo in presenza di un contenzioso, con procedure complesse di decriptazione dei dati; per questo motivo occorre rivolgersi ad un professionista con competenze specifiche in analisi e comparazione di firme grafometriche.</p>
<h2>Come si accerta una frode: il contributo della grafologia forense</h2>
<p><strong><br>
</strong>Quando un documento viene contestato in sede giudiziaria o stragiudiziale, l’accertamento della sua autenticità richiede l’intervento di un professionista specializzato in <strong>grafologia forense</strong>.</p>
<p>Si tratta della disciplina che si occupa dell’analisi tecnica di firme cartacee, manoscritture, firme grafometriche e documenti, con l’obiettivo di stabilirne l’autografia o l’apocrifia attraverso metodi scientifici e protocolli validati.</p>
<p>Il <strong>grafologo forense</strong> opera attraverso l’analisi comparativa dei tracciati grafici, valutando le peculiarità grafomotorie del soggetto, la dinamica dell’esecuzione e le caratteristiche morfologiche del segno.</p>
<p>L’indagine si fonda su <strong>un percorso metodologico rigoroso</strong> che deve essere documentato e motivato in ogni sua fase, poiché le conclusioni possono assumere valore di prova in giudizio. Il risultato di questo lavoro è rappresentato dalla <a href="https://www.maurocaminiti.it/perizia-grafologica/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Perizia Grafologica</strong></a>, un elaborato tecnico anche noto impropriamente come “perizia calligrafica”, in cui il professionista espone in modo chiaro e verificabile il percorso analitico che ha condotto alle proprie conclusioni, rendendole comprensibili <strong>e valutabili tanto dal giudice quanto dalle parti e dai rispettivi legali</strong>.</p>
<p>
</p><h2>Il ruolo del perito nei procedimenti giudiziari</h2>
<p><strong><br>
</strong>Il grafologo giudiziario assume ruoli e denominazioni distinte <strong>a seconda dell’ambito giurisdizionale in cui opera</strong>.</p>
<p>Nei procedimenti civili, il giudice nomina un <strong>Consulente Tecnico d’Ufficio</strong> (<strong>CTU</strong>), scelto tra i professionisti iscritti all’apposito albo del Tribunale competente: opera in posizione super partes e le sue conclusioni orientano significativamente la decisione dell’organo giudicante. Nei procedimenti penali, la figura corrispondente è il <strong>Perito Calligrafo Tribunale</strong>, nominato dal giudice del dibattimento o dal GIP, con funzioni analoghe.</p>
<p>In entrambi i casi, ciascuna delle parti coinvolte nel giudizio ha la facoltà di nominare un proprio <strong>Consulente Tecnico di Parte</strong> (<strong>CTP</strong>), il quale assiste alle operazioni peritali, verifica il metodo adottato dal CTU o dal Perito e, se del caso, formula osservazioni critiche alle conclusioni raggiunte. La perizia grafologica di parte non si contrappone a quella del Tribunale in modo aprioristico, ma costituisce <strong>uno strumento di garanzia del contraddittorio tecnico-scientifico</strong>, fondamentale per assicurare l’equità del processo.</p>
<p>La Perizia Grafologica Giudiziaria, sia essa disposta d’ufficio o di parte, deve rispettare precisi standard metodologici: la selezione e la qualità dei documenti di comparazione, la trasparenza del percorso analitico e <strong>la chiarezza espositiva delle conclusioni</strong> sono elementi che ne determinano l’attendibilità e il peso probatorio.</p>
<p>
</p><h2>Come individuare un professionista qualificato</h2>
<p>
La scelta del professionista a cui richiedere le consulenze grafologiche deve essere condotta con la massima attenzione. L’iscrizione all’<strong>Albo dei Consulenti Tecnici </strong>e all’<strong>Albo dei Periti </strong>presso il Tribunale competente rappresenta il requisito minimo indispensabile per assicurarsi che il consulente grafologo abbia superato il vaglio istituzionale previsto dalla legge. Tale iscrizione è verificabile pubblicamente attraverso il portale del <strong>Ministero della Giustizia dedicato agli albi CTU</strong>.</p>
<p>Un ulteriore elemento di valutazione è l’esperienza maturata in incarichi conferiti direttamente dall’autorità giudiziaria: un professionista che abbia operato più volte come CTU nominato dal Tribunale offre garanzie metodologiche che si traducono in <strong>perizie più solide e difficilmente contestabili</strong>.</p>
<p>Tra i professionisti che rispondono a questi requisiti figura il <a href="https://www.maurocaminiti.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Dr. Mauro Caminiti</strong></a>, grafologo forense con oltre 15 anni di esperienza, iscritto all’Albo dei CTU e dei Periti presso il Tribunale Civile e Penale di Roma nelle specializzazioni “Analisi e comparazione della grafia” e “Firma grafometrica” e più volte nominato Consulente Tecnico d’Ufficio dal Tribunale Civile di Roma, Perito dal Tribunale Penale di Roma e Consulente dalla Procura della Repubblica di Roma.</p>
<p>In un sistema giudiziario in cui la prova tecnica riveste un peso crescente, la qualità della consulenza grafologica può fare la differenza ed <strong>evitare errori difficilmente sanabili</strong>. Riconoscere il valore di questa disciplina – e sapere a chi affidarsi – è una competenza che avvocati, imprese e cittadini non possono permettersi di sottovalutare.</p>
<p>
</p><p>
</p><p>
</p><p>
</p><p>
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<title>Bonifici bloccati dal 2 al 6 aprile, rischio ritardi per stipendi e pensioni</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Bonifici bloccati dal 2 al 6 aprile: cosa succede davvero e come evitare disagi. Una sospensione temporanea dei bonifici bancari ordinari interesserà l’intero sistema europeo dei pagamenti nei primi giorni di aprile.  Si tratta di un’interruzione programmata, di natura tecnica, che coinvolgerà milioni di operazioni finanziarie e potrebbe incidere sui tempi di accredito di stipendi, […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/04/lentepubblica-bonifici-bloccati-dal-2-al-6-aprile-rischio-ritardi-per-stipendi-e-pensioni.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 06:30:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Bonifici, bloccati, dal, aprile, rischio, ritardi, per, stipendi, pensioni</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-section-id="i2molg" data-start="160" data-end="245"><span role="text"><strong data-start="162" data-end="245">Bonifici bloccati dal 2 al 6 aprile: cosa succede davvero e come evitare disagi. Una sospensione temporanea dei bonifici bancari ordinari interesserà l’intero sistema europeo dei pagamenti nei primi giorni di aprile. </strong></span></p>
<hr>
<p data-start="247" data-end="582">Si tratta di un’interruzione programmata, di natura tecnica, che coinvolgerà milioni di operazioni finanziarie e potrebbe incidere sui tempi di accredito di stipendi, pensioni e pagamenti ricorrenti.</p>
<p data-start="584" data-end="888">Dal pomeriggio di giovedì 2 aprile fino a lunedì 6 aprile compreso, infatti, i trasferimenti standard tra conti correnti non verranno eseguiti. Le operazioni riprenderanno regolarmente a partire da martedì 7 aprile, senza alcuna perdita di denaro ma con possibili ritardi nella disponibilità delle somme.</p>
<h2 data-section-id="x6n1ez" data-start="890" data-end="959"><span role="text"><strong data-start="893" data-end="959">Perché i bonifici si fermano: manutenzione del sistema europeo</strong></span></h2>
<p data-start="961" data-end="1304">Alla base dello stop c’è un aggiornamento infrastrutturale di <strong data-start="1023" data-end="1034">Target2</strong>, il sistema utilizzato dalle banche dell’area euro per regolare i <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/pagamenti/" target="_blank" rel="noopener">pagamenti</a></span> interbancari. Si tratta di una piattaforma fondamentale per il funzionamento quotidiano del circuito finanziario europeo, attraverso cui transitano ogni giorno volumi elevatissimi di liquidità.</p>
<p data-start="1306" data-end="1597">Questa pausa non è un’anomalia, ma rientra nella normale gestione tecnica del sistema. Gli interventi di manutenzione vengono programmati in periodi strategici dell’anno, generalmente in coincidenza con festività o momenti di minore operatività bancaria, come accade anche durante il Natale.</p>
<p data-start="1599" data-end="1782">L’obiettivo è garantire sicurezza, aggiornamento tecnologico e continuità del servizio nel lungo periodo, evitando criticità sistemiche che potrebbero avere impatti ben più rilevanti.</p>
<h2 data-section-id="dg5pnk" data-start="1784" data-end="1841"><span role="text"><strong data-start="1787" data-end="1841">Quando scatta il blocco e cosa accade ai pagamenti</strong></span></h2>
<p data-start="1843" data-end="1937">Il rallentamento dei bonifici ordinari inizierà già nella serata del 2 aprile. In particolare:</p>
<ul data-start="1939" data-end="2166">
<li data-section-id="1xovae" data-start="1939" data-end="2008">dalle ore 18 circa le operazioni verranno progressivamente sospese;</li>
<li data-section-id="1ebn7jb" data-start="2009" data-end="2090">i trasferimenti disposti dopo tale orario non verranno eseguiti immediatamente;</li>
<li data-section-id="a8630z" data-start="2091" data-end="2166">le disposizioni resteranno in attesa fino alla riattivazione del sistema.</li>
</ul>
<p data-start="2168" data-end="2385">Durante questo intervallo temporale, i pagamenti non saranno annullati né respinti. Verranno semplicemente accodati e processati automaticamente alla riapertura della piattaforma, prevista per la mattina del 7 aprile.</p>
<p data-start="2387" data-end="2543">In altre parole, chi effettua un bonifico in quei giorni non perderà il denaro, ma dovrà attendere qualche giorno in più per vedere completata l’operazione.</p>
<h2 data-section-id="rcszb7" data-start="2545" data-end="2615"><span role="text"><strong data-start="2548" data-end="2615">Possibili effetti su stipendi, pensioni e pagamenti programmati</strong></span></h2>
<p data-start="2617" data-end="2683">Le conseguenze pratiche dello stop possono riguardare soprattutto:</p>
<ul data-start="2685" data-end="2941">
<li data-section-id="ym923v" data-start="2685" data-end="2775"><strong data-start="2687" data-end="2712">accrediti di stipendi</strong>, specie per chi riceve il pagamento nei primi giorni del mese;</li>
<li data-section-id="1j4d8uu" data-start="2776" data-end="2852"><strong data-start="2778" data-end="2807">erogazioni pensionistiche</strong>, in presenza di disposizioni calendarizzate;</li>
<li data-section-id="dlxvh" data-start="2853" data-end="2941"><strong data-start="2855" data-end="2901">pagamenti automatici o bonifici ricorrenti</strong>, che potrebbero subire uno slittamento.</li>
</ul>
<p data-start="2943" data-end="3187">È importante sottolineare che non si tratta di blocchi definitivi, ma di semplici ritardi tecnici. Tuttavia, per chi ha scadenze ravvicinate — ad esempio rate, utenze o obblighi contrattuali — potrebbe essere opportuno anticipare le operazioni.</p>
<p data-start="3189" data-end="3308">Una gestione preventiva dei pagamenti può infatti evitare inconvenienti legati alla mancata puntualità degli accrediti.</p>
<h2 data-section-id="19poc4g" data-start="3310" data-end="3383"><span role="text"><strong data-start="3313" data-end="3383">Che cos’è Target2 e perché è così centrale nel sistema finanziario</strong></span></h2>
<p data-start="3385" data-end="3672"><strong><span><a href="https://www.bancaditalia.it/compiti/sistema-pagamenti/target2/index.html" target="_blank" rel="noopener">Target2</a></span></strong> rappresenta uno dei pilastri dell’architettura dei pagamenti europei. Il suo nome completo — <em data-start="3486" data-end="3563">Trans-European Automated Real-Time Gross Settlement Express Transfer System</em> — descrive un sistema di regolamento lordo in tempo reale utilizzato dalle banche centrali dell’Eurosistema.</p>
<p data-start="3674" data-end="3718">Attraverso questa infrastruttura transitano:</p>
<ul data-start="3720" data-end="3866">
<li data-section-id="xeo13y" data-start="3720" data-end="3762">i trasferimenti tra istituti di credito;</li>
<li data-section-id="1c4swx2" data-start="3763" data-end="3801">le operazioni di politica monetaria;</li>
<li data-section-id="hlt601" data-start="3802" data-end="3866">i flussi finanziari di grande entità tra Paesi dell’area euro.</li>
</ul>
<p data-start="3868" data-end="4045">La gestione operativa è affidata congiuntamente a diverse banche centrali nazionali, tra cui quelle di Italia, Francia e Germania, che operano per conto dell’intero Eurosistema.</p>
<p data-start="4047" data-end="4233">Proprio per la sua rilevanza strategica, qualsiasi aggiornamento o intervento tecnico richiede una sospensione temporanea delle attività, per garantire integrità e sicurezza del sistema.</p>
<h2 data-section-id="a1vj08" data-start="4235" data-end="4296"><span role="text"><strong data-start="4238" data-end="4296">Le soluzioni disponibili: cosa usare durante il blocco</strong></span></h2>
<p data-start="4298" data-end="4439">Nonostante la sospensione dei bonifici ordinari, restano attivi altri strumenti di pagamento che possono essere utilizzati senza limitazioni.</p>
<p data-start="4441" data-end="4456">In particolare:</p>
<h3 data-section-id="13mw39b" data-start="4458" data-end="4485"><span role="text"><strong data-start="4462" data-end="4485">Bonifici istantanei</strong></span></h3>
<p data-start="4486" data-end="4683">Permettono il trasferimento immediato delle somme, con accredito in pochi secondi. Non dipendono da Target2, ma da un’infrastruttura alternativa denominata TIPS (Target Instant Payment Settlement).</p>
<h3 data-section-id="ibg2p6" data-start="4685" data-end="4702"><span role="text"><strong data-start="4689" data-end="4702">Giroconti</strong></span></h3>
<p data-start="4703" data-end="4889">Consentono il trasferimento di denaro tra conti appartenenti allo stesso istituto bancario. Anche in questo caso, l’operazione avviene senza passare per il sistema interbancario europeo.</p>
<p data-start="4891" data-end="5070">Queste opzioni rappresentano le principali alternative operative durante i giorni di stop e possono risultare particolarmente utili per esigenze urgenti o pagamenti improrogabili.</p>
<h2 data-section-id="f8j9dm" data-start="5072" data-end="5115"><span role="text"><strong data-start="5075" data-end="5115">Come organizzarsi per evitare disagi</strong></span></h2>
<p data-start="5117" data-end="5195">Per limitare eventuali criticità, è consigliabile adottare alcune precauzioni:</p>
<ul data-start="5197" data-end="5487">
<li data-section-id="1lswb1i" data-start="5197" data-end="5257"><strong data-start="5199" data-end="5224">anticipare i bonifici</strong> rispetto alle scadenze previste;</li>
<li data-section-id="1q4j0te" data-start="5258" data-end="5319">verificare la data di esecuzione dei pagamenti programmati;</li>
<li data-section-id="1792726" data-start="5320" data-end="5390">valutare l’utilizzo di strumenti alternativi per operazioni urgenti;</li>
<li data-section-id="88q44" data-start="5391" data-end="5487">informarsi presso la propria banca sulle modalità operative durante il periodo di sospensione.</li>
</ul>
<p data-start="5489" data-end="5626">Una pianificazione attenta consente di evitare ritardi indesiderati e di gestire correttamente i flussi finanziari personali o aziendali.</p>
<h2 data-section-id="hy1o7r" data-start="5628" data-end="5680"><span role="text"><strong data-start="5631" data-end="5680">Un’interruzione programmata, non un’emergenza</strong></span></h2>
<p data-start="5682" data-end="5966">È fondamentale chiarire che lo stop dei bonifici non rappresenta una criticità del sistema bancario, né tantomeno un segnale di instabilità. Si tratta di una procedura ordinaria, necessaria per garantire il corretto funzionamento di un’infrastruttura complessa e altamente strategica.</p>
<p data-start="5968" data-end="6173">Eventi di questo tipo sono pianificati con largo anticipo e comunicati agli operatori del settore proprio per consentire una gestione consapevole da parte di cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni.</p>
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<title>Arriva la firma sull&amp;apos;ipotesi di rinnovo per il CCNL Scuola 2025&#45;2027</title>
<link>https://www.eventi.news/arriva-la-firma-sullipotesi-di-rinnovo-per-il-ccnl-scuola-2025-2027</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Il rinnovo contrattuale per uno dei comparti più numerosi della Pubblica Amministrazione compie un passo decisivo: è stata infatti siglata presso l’ARAN l’ipotesi di accordo relativa alla parte economica del CCNL 2025-2027 del comparto Istruzione e Ricerca, che coinvolge circa 1,2 milioni di lavoratori tra personale scolastico, universitario, degli enti di ricerca e dell’AFAM. Un […]
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<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 06:30:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Arriva, firma, sullipotesi, rinnovo, per, CCNL, Scuola, 2025-2027</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="106" data-end="511"><strong>Il rinnovo contrattuale per uno dei comparti più numerosi della Pubblica Amministrazione compie un passo decisivo: è stata infatti siglata presso l’ARAN l’ipotesi di accordo relativa alla parte economica del CCNL 2025-2027 del comparto Istruzione e Ricerca, che coinvolge circa 1,2 milioni di lavoratori tra personale scolastico, universitario, degli enti di ricerca e dell’AFAM.</strong></p>
<hr>
<p data-start="513" data-end="696">Un passaggio tutt’altro che formale, che segna una svolta non solo sul piano economico, ma anche sul fronte delle relazioni sindacali e della tempistica della contrattazione pubblica.</p>
<h2 data-section-id="1ji1x60" data-start="703" data-end="773"><span role="text"><strong data-start="706" data-end="773">Accordo unanime e tempi record: un segnale politico e sindacale</strong></span></h2>
<p data-start="775" data-end="1079">La firma dell’intesa è avvenuta con il consenso di tutte le organizzazioni sindacali rappresentative, insieme al presidente dell’<span><a href="https://www.aranagenzia.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>ARAN</strong></a></span>, <span><a href="https://lentepubblica.it/author/antonio-naddeo/" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="910" data-end="928">Antonio Naddeo</strong></a></span>. Un elemento che rafforza il valore politico dell’accordo, evidenziando un clima di collaborazione che negli anni passati non sempre è stato scontato.</p>
<p data-start="1081" data-end="1382">Ancora più rilevante è la rapidità con cui si è giunti alla chiusura del negoziato: <strong data-start="1165" data-end="1186">solo tre incontri</strong> sono stati sufficienti per definire la parte economica del contratto. Un risultato raro per un comparto così articolato, che comprende realtà molto diverse tra loro per organizzazione e funzioni.</p>
<p data-start="1384" data-end="1625">Il confronto si è sviluppato e concluso nell’arco di meno di quattro mesi dall’avvio della nuova tornata contrattuale, a conferma di una strategia condivisa tra Governo, ARAN e sindacati orientata a garantire maggiore continuità nei rinnovi.</p>
<h2 data-section-id="1wbkb7h" data-start="1632" data-end="1711"><span role="text"><strong data-start="1635" data-end="1711">Un cambio di paradigma: scuola e ricerca aprono la stagione contrattuale</strong></span></h2>
<p data-start="1713" data-end="1917">Per la prima volta nella storia della contrattazione pubblica, il comparto Istruzione e Ricerca anticipa la firma rispetto a quello delle Funzioni Centrali, tradizionalmente il primo a chiudere i rinnovi.</p>
<p data-start="1919" data-end="2195">Si tratta di un’inversione di tendenza significativa, che segnala una crescente centralità del settore nel panorama della Pubblica Amministrazione. Un elemento che riflette anche il ruolo strategico attribuito a scuola, università e ricerca nei processi di sviluppo del Paese.</p>
<h2 data-section-id="nt1lf3" data-start="2202" data-end="2259"><span role="text"><strong data-start="2205" data-end="2259">Gli aumenti previsti: fino a 137 euro medi mensili</strong></span></h2>
<p data-start="2261" data-end="2379">Sul piano economico, l’accordo definisce incrementi retributivi articolati in <strong data-start="2339" data-end="2362">tre tranche annuali</strong>, con decorrenza:</p>
<ul data-start="2381" data-end="2452">
<li data-section-id="3nkmgw" data-start="2381" data-end="2404">dal 1° gennaio 2025</li>
<li data-section-id="3nkncz" data-start="2405" data-end="2428">dal 1° gennaio 2026</li>
<li data-section-id="3nko5e" data-start="2429" data-end="2452">dal 1° gennaio 2027</li>
</ul>
<p data-start="2454" data-end="2600">Gli aumenti includono anche l’anticipazione dell’indice IPCA già riconosciuta in base alla normativa vigente (<span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2001-03-30;165~art47bis-com2" target="_blank" rel="noopener">art. 47-bis del d.lgs. n. 165/2001</a></span>).</p>
<p data-start="2602" data-end="2655">A regime, dal 2027, l’incremento medio si attesta su:</p>
<ul data-start="2657" data-end="2764">
<li data-section-id="1nfhi9h" data-start="2657" data-end="2709"><strong data-start="2659" data-end="2685">137 euro lordi mensili</strong> per l’intero comparto</li>
<li data-section-id="6xggua" data-start="2710" data-end="2764"><strong data-start="2712" data-end="2737">143 euro medi mensili</strong> per il personale docente</li>
</ul>
<p data-start="2766" data-end="2873">Entrambi gli importi sono calcolati su <strong data-start="2805" data-end="2821">13 mensilità</strong>, consolidandosi quindi nella struttura retributiva.</p>
<h2 data-section-id="h7w0ud" data-start="2880" data-end="2941"><span role="text"><strong data-start="2883" data-end="2941">Tre rinnovi consecutivi: una crescita senza precedenti</strong></span></h2>
<p data-start="2943" data-end="3160">Per comprendere la portata dell’accordo appena sottoscritto è necessario adottare una prospettiva più ampia. Il nuovo contratto si inserisce infatti in un ciclo triennale che ha visto la firma di tre CCNL consecutivi:</p>
<ul data-start="3162" data-end="3239">
<li data-section-id="vtccui" data-start="3162" data-end="3211">2019-2021 (parte economica definita nel 2022)</li>
<li data-section-id="gi4j0j" data-start="3212" data-end="3225">2022-2024</li>
<li data-section-id="ks0qqv" data-start="3226" data-end="3239">2025-2027</li>
</ul>
<p data-start="3241" data-end="3398">La somma degli incrementi derivanti da questi rinnovi determina una crescita retributiva complessiva che non ha precedenti nella storia recente del comparto.</p>
<p data-start="3400" data-end="3414">Nel dettaglio:</p>
<ul data-start="3416" data-end="3522">
<li data-section-id="14pac7a" data-start="3416" data-end="3467"><strong data-start="3418" data-end="3443">395 euro medi mensili</strong> per l’intero comparto</li>
<li data-section-id="tzvhmr" data-start="3468" data-end="3522"><strong data-start="3470" data-end="3495">412 euro medi mensili</strong> per il personale docente</li>
</ul>
<p data-start="3524" data-end="3566">Sempre su base annua di tredici mensilità.</p>
<p data-start="3568" data-end="3708">Si tratta di un aumento strutturale, che contribuisce a ridurre il gap accumulato negli anni rispetto all’inflazione e al potere d’acquisto.</p>
<h2 data-section-id="2gi3c9" data-start="3715" data-end="3768"><span role="text"><strong data-start="3718" data-end="3768">Arretrati in arrivo: importi fino a 1.250 euro</strong></span></h2>
<p data-start="3770" data-end="3965">Un aspetto particolarmente rilevante riguarda gli <strong data-start="3820" data-end="3833">arretrati</strong>. Poiché l’accordo interviene nel secondo anno del triennio contrattuale, una parte degli incrementi non è ancora stata corrisposta.</p>
<p data-start="3967" data-end="4058">Secondo le stime elaborate al 30 giugno 2026, gli importi spettanti al personale oscillano:</p>
<ul data-start="4060" data-end="4117">
<li data-section-id="13ar46e" data-start="4060" data-end="4085">da circa <strong data-start="4071" data-end="4083">815 euro</strong></li>
<li data-section-id="l6atbs" data-start="4086" data-end="4117">fino a circa <strong data-start="4101" data-end="4115">1.250 euro</strong></li>
</ul>
<p data-start="4119" data-end="4196">La variabilità dipende dal profilo professionale e dalla posizione economica.</p>
<p data-start="4198" data-end="4379">Queste somme rappresentano un recupero significativo per i lavoratori, che vedranno riconosciute le differenze maturate nel periodo precedente alla piena applicazione del contratto.</p>
<h2 data-section-id="1g2r0bt" data-start="4386" data-end="4460"><span role="text"><strong data-start="4389" data-end="4460">I prossimi passaggi: dalla verifica contabile alla firma definitiva</strong></span></h2>
<p data-start="4462" data-end="4635">L’intesa sottoscritta il 1° aprile non è ancora definitiva. Come previsto dalla normativa vigente, l’ipotesi di accordo dovrà ora attraversare una serie di passaggi formali:</p>
<ol data-start="4637" data-end="4788">
<li data-section-id="1l3pvvn" data-start="4637" data-end="4683"><strong data-start="4640" data-end="4681">Verifica di compatibilità finanziaria</strong></li>
<li data-section-id="ldm19s" data-start="4684" data-end="4742">Valutazione da parte delle amministrazioni competenti</li>
<li data-section-id="1jl9303" data-start="4743" data-end="4788"><strong data-start="4746" data-end="4786">Certificazione della Corte dei conti</strong></li>
</ol>
<p data-start="4790" data-end="4911">Solo al termine di questo iter il contratto potrà essere firmato in via definitiva e acquisire piena efficacia giuridica.</p>
<p data-start="4913" data-end="5073">Nel frattempo, l’ARAN ha già annunciato la convocazione del tavolo per affrontare la <strong data-start="4998" data-end="5017">parte normativa</strong> del CCNL 2025-2027. Tra i temi al centro del confronto:</p>
<ul data-start="5075" data-end="5178">
<li data-section-id="1wgbzz" data-start="5075" data-end="5098">relazioni sindacali</li>
<li data-section-id="hya1ay" data-start="5099" data-end="5136">disciplina del rapporto di lavoro</li>
<li data-section-id="1v3dlaf" data-start="5137" data-end="5153">lavoro agile</li>
<li data-section-id="1ua40gu" data-start="5154" data-end="5178">welfare contrattuale</li>
</ul>
<p data-start="5180" data-end="5319">Si tratta di aspetti fondamentali che completano il quadro regolatorio del comparto e incidono direttamente sull’organizzazione del lavoro.</p>
<h2 data-section-id="pzaf2u" data-start="5326" data-end="5402"><span role="text"><strong data-start="5329" data-end="5402">Il quadro complessivo: trattative in corso anche negli altri comparti</strong></span></h2>
<p data-start="5404" data-end="5508">Parallelamente, prosegue il percorso negoziale anche negli altri settori della Pubblica Amministrazione.</p>
<ul data-start="5510" data-end="5730">
<li data-section-id="irohlh" data-start="5510" data-end="5581">Le <strong data-start="5515" data-end="5536">Funzioni Centrali</strong> sono già impegnate al tavolo di trattativa</li>
<li data-section-id="klm6ln" data-start="5582" data-end="5672">Per le <strong data-start="5591" data-end="5610">Funzioni Locali</strong> si attende l’atto di indirizzo necessario alla convocazione</li>
<li data-section-id="8psk9m" data-start="5673" data-end="5730">Successivamente sarà la volta del comparto <strong data-start="5718" data-end="5728">Sanità</strong></li>
</ul>
<p data-start="5732" data-end="5852">Un calendario che conferma l’intenzione di procedere in modo coordinato su tutti i fronti della contrattazione pubblica.</p>
<h2 data-section-id="12szy0a" data-start="5859" data-end="5932"><span role="text"><strong data-start="5862" data-end="5932">La posizione dell’ARAN: dialogo costruttivo e recupero dei ritardi</strong></span></h2>
<p data-start="5934" data-end="6154">Nel commentare la firma dell’accordo, il presidente dell’ARAN, Antonio Naddeo, ha sottolineato la portata del risultato raggiunto, evidenziando sia la rapidità del negoziato sia il consenso unanime delle parti coinvolte.</p>
<p data-start="6156" data-end="6517">Secondo Naddeo, la conclusione della parte economica in tempi così contenuti rappresenta un segnale concreto della qualità del confronto instaurato con le organizzazioni sindacali. Un dialogo che ha consentito di superare le criticità tipiche di contratti così complessi e di avviare un percorso di recupero rispetto ai ritardi accumulati negli anni precedenti.</p>
<p data-start="6519" data-end="6756">L’elemento forse più significativo è proprio la continuità della contrattazione: la capacità di rinnovare i contratti con maggiore tempestività contribuisce a rendere più stabile e prevedibile il sistema retributivo del pubblico impiego.</p>
<h2 data-section-id="carm79" data-start="6763" data-end="6829"><span role="text"><strong data-start="6766" data-end="6829">Prospettive: verso un nuovo equilibrio nel pubblico impiego</strong></span></h2>
<p data-start="6831" data-end="7027">L’accordo sul CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 si inserisce in una fase di trasformazione più ampia della Pubblica Amministrazione, caratterizzata da una crescente attenzione al capitale umano.</p>
<p data-start="7029" data-end="7144">Gli incrementi salariali, uniti alla futura revisione degli aspetti normativi, rappresentano leve fondamentali per:</p>
<ul data-start="7146" data-end="7264">
<li data-section-id="1wcp3oj" data-start="7146" data-end="7187">migliorare l’attrattività del settore</li>
<li data-section-id="10olpke" data-start="7188" data-end="7222">valorizzare le professionalità</li>
<li data-section-id="qvjfri" data-start="7223" data-end="7264">sostenere l’innovazione organizzativa</li>
</ul>
<p data-start="7266" data-end="7428">In questo contesto, la rapidità e la qualità del confronto registrate in questa tornata contrattuale potrebbero diventare un modello anche per gli altri comparti.</p>
<h2>Il testo dell’ipotesi di rinnovo per il CCNL Scuola 2025-2027</h2>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/04/2026_04_01_I_CCNL_CIR_2025_2027-firmato.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
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</item>

<item>
<title>Formazione obbligatoria nella PA: il questionario nazionale da compilare entro il 30 aprile</title>
<link>https://www.eventi.news/formazione-obbligatoria-nella-pa-il-questionario-nazionale-da-compilare-entro-il-30-aprile</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Il rafforzamento delle competenze nella pubblica amministrazione entra in una nuova fase di verifica e consolidamento. Il Dipartimento della funzione pubblica ha infatti avviato una indagine nazionale sullo stato di attuazione delle politiche formative, con l’obiettivo di fotografare quanto realizzato nel 2025 e delineare le prospettive per il 2026. L’iniziativa si inserisce nel quadro delle […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/04/lentepubblica-formazione-obbligatoria-nella-pa-il-questionario-nazionale-da-compilare-entro-il-30-aprile.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 06:30:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Formazione, obbligatoria, nella, PA:, questionario, nazionale, compilare, entro, aprile</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="125" data-end="482"><strong>Il rafforzamento delle competenze nella pubblica amministrazione entra in una nuova fase di verifica e consolidamento. Il Dipartimento della funzione pubblica ha infatti avviato una indagine nazionale sullo stato di attuazione delle politiche formative, con l’obiettivo di fotografare quanto realizzato nel 2025 e delineare le prospettive per il 2026.</strong></p>
<hr>
<p data-start="484" data-end="703">L’iniziativa si inserisce nel quadro delle strategie di modernizzazione della PA, dove la formazione del personale rappresenta ormai una leva strutturale per sostenere l’innovazione organizzativa, digitale ed ecologica.</p>
<h2 data-section-id="1kap6pf" data-start="710" data-end="775">Un’indagine per misurare l’efficacia della formazione pubblica</h2>
<p data-start="777" data-end="1182">L’attività di monitoraggio promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nasce dall’esigenza di <strong data-start="880" data-end="942">valutare concretamente l’impatto delle politiche formative</strong> adottate negli ultimi anni. In particolare, il focus è posto sull’attuazione della Direttiva del Ministro per la pubblica amministrazione del 14 gennaio 2025, che ha introdotto un approccio integrato alla valorizzazione del capitale umano.</p>
<p data-start="1184" data-end="1446">Non si tratta di una semplice raccolta dati: l’indagine mira a comprendere <strong data-start="1259" data-end="1394">quanto le amministrazioni abbiano recepito e tradotto in pratica i principi, gli obiettivi e gli strumenti indicati dalla Direttiva</strong>, sia sotto il profilo quantitativo sia qualitativo.</p>
<p data-start="1448" data-end="1604">Accanto al numero di ore di formazione erogate o al tasso di partecipazione dei dipendenti, l’attenzione si concentra infatti su aspetti più profondi, come:</p>
<ul data-start="1605" data-end="1782">
<li data-section-id="1op7cnt" data-start="1605" data-end="1640">i modelli organizzativi adottati;</li>
<li data-section-id="bgyn2o" data-start="1641" data-end="1705">le scelte strategiche in materia di sviluppo delle competenze;</li>
<li data-section-id="1vepapv" data-start="1706" data-end="1782">l’integrazione della formazione nei processi di pianificazione e gestione.</li>
</ul>
<h2 data-section-id="1943181" data-start="1789" data-end="1856">Il ruolo del PNRR e la svolta nelle politiche sul capitale umano</h2>
<p data-start="1858" data-end="2039">L’iniziativa si colloca nella fase conclusiva del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che ha attribuito un ruolo centrale allo sviluppo delle competenze nel settore pubblico.</p>
<p data-start="2041" data-end="2175">Negli ultimi anni, il <span><a href="https://lentepubblica.it/bandi-e-finanziamenti/decreto-pnrr-2026-in-gazzetta-ufficiale-corsia-veloce-per-chiudere-i-progetti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>PNRR</strong></a></span> ha determinato una <strong data-start="2087" data-end="2138">discontinuità significativa rispetto al passato</strong>, spingendo le amministrazioni verso:</p>
<ul data-start="2176" data-end="2344">
<li data-section-id="1f5tmo0" data-start="2176" data-end="2220">una maggiore responsabilizzazione interna;</li>
<li data-section-id="1se8ohj" data-start="2221" data-end="2281">un incremento degli investimenti dedicati alla formazione;</li>
<li data-section-id="15827js" data-start="2282" data-end="2344">un aumento della formazione media pro capite per dipendente.</li>
</ul>
<p data-start="2346" data-end="2572">In questo contesto, la rilevazione avviata dal Dipartimento consente di verificare <strong data-start="2429" data-end="2495">quanto queste trasformazioni abbiano prodotto effetti concreti</strong> e in che misura abbiano contribuito a rafforzare la capacità amministrativa.</p>
<h2 data-section-id="1dpyyri" data-start="2579" data-end="2647">Obiettivi strategici: conoscenza, rendicontazione e miglioramento</h2>
<p data-start="2649" data-end="2773">I dati raccolti attraverso il questionario rappresentano una risorsa informativa strategica per l’intero sistema pubblico.</p>
<p data-start="2775" data-end="2837">In particolare, l’indagine risponde a tre finalità principali:</p>
<p data-start="2839" data-end="3049"><strong data-start="2839" data-end="2878">1. Aggiornare il quadro conoscitivo</strong></p>
<p data-start="2839" data-end="3049">L’analisi consentirà di arricchire la base dati relativa alla formazione del personale, offrendo una visione aggiornata delle competenze presenti nelle amministrazioni.</p>
<p data-start="3051" data-end="3274"><strong data-start="3051" data-end="3096">2. Supportare la rendicontazione del PNRR</strong></p>
<p data-start="3051" data-end="3274">Le informazioni raccolte permetteranno di valorizzare gli investimenti effettuati e i risultati raggiunti, contribuendo alla documentazione degli obiettivi previsti dal Piano.</p>
<p data-start="3276" data-end="3543"><strong data-start="3276" data-end="3312">3. Orientare le politiche future</strong></p>
<p data-start="3276" data-end="3543">Uno degli obiettivi più rilevanti è quello di <strong data-start="3361" data-end="3405">affinare gli strumenti di programmazione</strong>, rendendo le iniziative formative sempre più coerenti con i fabbisogni reali delle amministrazioni e con la creazione di valore pubblico.</p>
<h2 data-section-id="o05pz5" data-start="3550" data-end="3603">Dalla formazione alla creazione di valore pubblico</h2>
<p data-start="3605" data-end="3935">Un elemento centrale dell’indagine riguarda il legame tra formazione e valore pubblico. La Direttiva del 2025 ha infatti introdotto un cambio di prospettiva: la formazione non è più vista come un’attività accessoria, ma come <strong data-start="3830" data-end="3934">un fattore abilitante per migliorare la qualità dei servizi e l’efficacia dell’azione amministrativa</strong>.</p>
<p data-start="3937" data-end="3990">In questa logica, il monitoraggio intende verificare:</p>
<ul data-start="3991" data-end="4240">
<li data-section-id="158njt1" data-start="3991" data-end="4060">il grado di integrazione della formazione nei processi decisionali;</li>
<li data-section-id="1q1i13b" data-start="4061" data-end="4126">la coerenza con gli obiettivi strategici delle amministrazioni;</li>
<li data-section-id="4qgui3" data-start="4127" data-end="4240">l’allineamento con strumenti di pianificazione come il <strong data-start="4184" data-end="4192">PIAO</strong> (Piano Integrato di Attività e Organizzazione).</li>
</ul>
<p data-start="4242" data-end="4335">Particolare attenzione è riservata anche allo sviluppo delle competenze trasversali, tra cui:</p>
<ul data-start="4336" data-end="4412">
<li data-section-id="bmx1d6" data-start="4336" data-end="4349">leadership;</li>
<li data-section-id="1rn1nji" data-start="4350" data-end="4389">capacità di gestione del cambiamento;</li>
<li data-section-id="83nj1d" data-start="4390" data-end="4412">competenze digitali.</li>
</ul>
<h2 data-section-id="tltad" data-start="4419" data-end="4496">Transizione digitale, ecologica e amministrativa: il nodo delle competenze</h2>
<p data-start="4498" data-end="4643">L’indagine offre inoltre l’occasione per analizzare il contributo della formazione al raggiungimento degli obiettivi di lungo periodo del PNRR.</p>
<p data-start="4645" data-end="4734">In particolare, vengono osservati i progressi in relazione a tre direttrici fondamentali:</p>
<ul data-start="4735" data-end="5021">
<li data-section-id="1v2xz52" data-start="4735" data-end="4829"><strong data-start="4737" data-end="4761">transizione digitale</strong>, con lo sviluppo di competenze tecnologiche e di gestione dei dati;</li>
<li data-section-id="4rt9gw" data-start="4830" data-end="4918"><strong data-start="4832" data-end="4857">transizione ecologica</strong>, attraverso percorsi formativi orientati alla sostenibilità;</li>
<li data-section-id="87vbyi" data-start="4919" data-end="5021"><strong data-start="4921" data-end="4953">rafforzamento amministrativo</strong>, volto a migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi pubblici.</li>
</ul>
<p data-start="5023" data-end="5254">In questo scenario, emerge con forza il tema della <strong data-start="5074" data-end="5106">responsabilizzazione diffusa</strong>, che coinvolge non solo la dirigenza ma anche il personale non dirigente, chiamato a partecipare attivamente ai percorsi di crescita professionale.</p>
<h2 data-section-id="1teytjd" data-start="5261" data-end="5328">Come partecipare all’indagine: questionario e supporto operativo</h2>
<p data-start="5330" data-end="5482">Per la realizzazione della rilevazione, il Dipartimento della funzione pubblica si avvale del supporto tecnico di Eutalia S.p.A. e del Consorzio MIPA.</p>
<p data-start="5484" data-end="5647">Le amministrazioni individuate tramite l’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA) ricevono un <strong data-start="5582" data-end="5618">questionario elettronico via PEC</strong>, che dovrà essere compilato:</p>
<ul data-start="5648" data-end="5733">
<li data-section-id="wf15qi" data-start="5648" data-end="5687">dal Responsabile delle risorse umane;</li>
<li data-section-id="ze34w7" data-start="5688" data-end="5733">oppure da un referente designato dall’ente.</li>
</ul>
<p data-start="5735" data-end="5800">La scadenza per l’invio dei dati è fissata al <strong data-start="5781" data-end="5799">30 aprile 2026</strong>.</p>
<p data-start="5802" data-end="5867">Per agevolare la partecipazione, sono stati messi a disposizione:</p>
<ul data-start="5868" data-end="5966">
<li data-section-id="2upsrn" data-start="5868" data-end="5910">una guida dettagliata alla compilazione;</li>
<li data-section-id="jesjn6" data-start="5911" data-end="5966">un servizio di assistenza dedicato, attivo via email.</li>
</ul>
<h2 data-section-id="7uq7yc" data-start="5973" data-end="6012">Dati aggregati e finalità di ricerca</h2>
<p data-start="6014" data-end="6241">Un aspetto rilevante riguarda la gestione delle informazioni raccolte. Il Dipartimento ha chiarito che i dati saranno utilizzati <strong data-start="6143" data-end="6195">esclusivamente per finalità di ricerca e analisi</strong>, garantendo la diffusione in forma aggregata.</p>
<p data-start="6243" data-end="6272">Questo approccio consente di:</p>
<ul data-start="6273" data-end="6456">
<li data-section-id="14p22fx" data-start="6273" data-end="6330">tutelare la riservatezza delle singole amministrazioni;</li>
<li data-section-id="movkug" data-start="6331" data-end="6388">costruire un quadro complessivo affidabile e condiviso;</li>
<li data-section-id="1epf4uh" data-start="6389" data-end="6456">favorire il confronto tra modelli organizzativi e buone pratiche.</li>
</ul>
<h2 data-section-id="a56twl" data-start="6463" data-end="6514">Una leva per il cambiamento strutturale della PA</h2>
<p data-start="6516" data-end="6627">L’indagine rappresenta un passaggio strategico nel percorso di trasformazione della pubblica amministrazione.</p>
<p data-start="6629" data-end="6819">Non si tratta soltanto di una verifica tecnica, ma di un’operazione che punta a consolidare un nuovo paradigma: <strong data-start="6741" data-end="6818">la formazione come motore di innovazione e generazione di valore pubblico</strong>.</p>
<p data-start="6821" data-end="7042">Il coinvolgimento diretto delle amministrazioni e la sistematizzazione dei dati raccolti permetteranno di individuare criticità, valorizzare le esperienze più efficaci e orientare le scelte future in modo più consapevole.</p>
<p data-start="7044" data-end="7322">In questo senso, il monitoraggio avviato dal Dipartimento si configura come uno strumento essenziale per accompagnare la PA italiana verso una fase di sviluppo più matura, basata su competenze solide, organizzazioni flessibili e capacità di risposta alle esigenze dei cittadini.</p>
<h2 data-start="7044" data-end="7322">Documenti utili</h2>
<ul>
<li data-start="7044" data-end="7322"><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/04/20260326_survey-formazione-pa_modello-questionario.docx" target="_blank" rel="noopener"><strong>Modello questionario</strong></a></span></li>
<li data-start="7044" data-end="7322"><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/04/2026-03-31_survey-formazione-pa_guida-alla-compilazione-del-questionario.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Guida alla compilazione</strong></a></span></li>
<li data-start="7044" data-end="7322"><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/04/20260326_survey-formazione-pa_lettera_informativa-cd.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Lettera informativa</strong></a></span></li>
</ul>
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</item>

<item>
<title>Competenze manageriali e innovazione: la PA si confronta nel quarto Tavolo PerForma PA</title>
<link>https://www.eventi.news/competenze-manageriali-e-innovazione-la-pa-si-confronta-nel-quarto-tavolo-performa-pa</link>
<guid>https://www.eventi.news/competenze-manageriali-e-innovazione-la-pa-si-confronta-nel-quarto-tavolo-performa-pa</guid>
<description><![CDATA[ lentepubblica.it
L’innovazione nella Pubblica Amministrazione passa sempre più da un elemento spesso evocato ma non sempre concretamente valorizzato: le competenze delle persone. È proprio su questo snodo strategico che si concentrerà il quarto Tavolo di confronto del progetto PerForma PA, in programma l’8 aprile 2026, dalle 10.00 alle 12.00, dedicato al tema: “Competenze manageriali nelle PA […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2025/04/lentepubblica-formazione-continua-e-ict-italia-ancora-in-ritardo-rispetto-alleuropa.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 06:30:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Competenze, manageriali, innovazione:, confronta, nel, quarto, Tavolo, PerForma</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="91" data-end="567"><strong>L’innovazione nella Pubblica Amministrazione passa sempre più da un elemento spesso evocato ma non sempre concretamente valorizzato: le competenze delle persone.</strong></p>
<hr>
<p data-start="91" data-end="567">È proprio su questo snodo strategico che si concentrerà il quarto Tavolo di confronto del progetto <em data-start="356" data-end="369">PerForma PA</em>, in programma l’<strong data-start="386" data-end="427">8 aprile 2026, dalle 10.00 alle 12.00</strong>, dedicato al tema: <em data-start="447" data-end="566">“Competenze manageriali nelle PA per guidare l’innovazione organizzativa: esperienze e pratiche delle PA a confronto”</em>.</p>
<p data-start="569" data-end="776">L’iniziativa rappresenta un momento di approfondimento e condivisione tra amministrazioni pubbliche, chiamate a confrontarsi su esperienze concrete e modelli organizzativi capaci di sostenere il cambiamento.</p>
<h2 data-section-id="5h7hfi" data-start="783" data-end="845">Innovazione nella PA: oltre la tecnologia, il fattore umano</h2>
<p data-start="847" data-end="1084">Negli ultimi anni, il dibattito sull’evoluzione della macchina pubblica si è spesso concentrato su digitalizzazione e riforme normative. Tuttavia, emerge con sempre maggiore chiarezza come <strong data-start="1036" data-end="1083">queste leve, da sole, non siano sufficienti</strong>.</p>
<p data-start="1086" data-end="1403">L’innovazione organizzativa non si esaurisce nell’introduzione di nuovi strumenti o nell’adeguamento delle procedure: si tratta, piuttosto, di un processo complesso che coinvolge direttamente le persone. Senza un adeguato investimento sul capitale umano, anche le migliori strategie rischiano di rimanere sulla carta.</p>
<p data-start="1405" data-end="1487">In questo contesto, assume un ruolo centrale la capacità delle amministrazioni di:</p>
<ul data-start="1488" data-end="1652">
<li data-section-id="5ok7kp" data-start="1488" data-end="1526">valorizzare le competenze esistenti;</li>
<li data-section-id="irf16p" data-start="1527" data-end="1562">sviluppare nuove professionalità;</li>
<li data-section-id="momgw8" data-start="1563" data-end="1652">costruire ambienti di lavoro orientati alla collaborazione e alla responsabilizzazione.</li>
</ul>
<p data-start="1654" data-end="1818">Si tratta di un cambio di paradigma che sposta il focus <strong data-start="1710" data-end="1742">dalla struttura alle persone</strong>, rendendo queste ultime protagoniste attive del percorso di trasformazione.</p>
<h2 data-section-id="146fwv8" data-start="1825" data-end="1872">Il ruolo delle competenze tecnico-funzionali</h2>
<p data-start="1874" data-end="2046">Un primo livello di intervento riguarda le cosiddette <strong data-start="1928" data-end="1965">competenze tecnico-specialistiche</strong>, fondamentali per gestire strumenti, processi e normative sempre più articolati.</p>
<p data-start="2048" data-end="2139">La crescente complessità dell’azione amministrativa richiede infatti personale in grado di:</p>
<ul data-start="2140" data-end="2291">
<li data-section-id="v2a0rt" data-start="2140" data-end="2191">interpretare correttamente il quadro regolatorio;</li>
<li data-section-id="1f0otle" data-start="2192" data-end="2234">utilizzare tecnologie digitali avanzate;</li>
<li data-section-id="13gqt2o" data-start="2235" data-end="2291">gestire processi organizzativi in continua evoluzione.</li>
</ul>
<p data-start="2293" data-end="2571">In assenza di queste competenze, l’innovazione rischia di rimanere un obiettivo teorico. Al contrario, quando il personale è adeguatamente formato, diventa possibile tradurre le strategie in azioni concrete, rendendo il cambiamento <strong data-start="2525" data-end="2570">parte integrante dell’attività quotidiana</strong>.</p>
<h2 data-section-id="bmatut" data-start="2578" data-end="2624">Leadership pubblica e capacità di indirizzo</h2>
<p data-start="2626" data-end="2842">Accanto alle competenze tecniche, il Tavolo di confronto porrà particolare attenzione alle <strong data-start="2717" data-end="2759">competenze manageriali e di leadership</strong>, considerate oggi un fattore decisivo per il successo dei processi di innovazione.</p>
<p data-start="2844" data-end="2988">Non basta, infatti, disporre di strumenti e conoscenze: è necessario che all’interno delle organizzazioni pubbliche vi siano figure in grado di:</p>
<ul data-start="2989" data-end="3184">
<li data-section-id="2ouog1" data-start="2989" data-end="3031">definire una visione chiara e condivisa;</li>
<li data-section-id="rsj52z" data-start="3032" data-end="3077">orientare il lavoro verso obiettivi comuni;</li>
<li data-section-id="1t8sr23" data-start="3078" data-end="3121">valorizzare talenti e competenze interne;</li>
<li data-section-id="15m7qxo" data-start="3122" data-end="3184">promuovere un clima organizzativo favorevole al cambiamento.</li>
</ul>
<p data-start="3186" data-end="3416">Il dirigente pubblico, in questa prospettiva, assume un ruolo sempre più strategico: non solo gestore di procedure, ma <strong data-start="3305" data-end="3333">facilitatore di processi</strong>, capace di attivare energie e guidare le persone lungo percorsi di trasformazione.</p>
<h2 data-section-id="j8yi02" data-start="3423" data-end="3475">Dalla teoria alla pratica: esperienze a confronto</h2>
<p data-start="3477" data-end="3589">Uno degli elementi distintivi dell’iniziativa è l’attenzione alle <strong data-start="3543" data-end="3588">esperienze concrete delle amministrazioni</strong>.</p>
<p data-start="3591" data-end="3747">Il Tavolo si configura infatti come uno spazio di confronto operativo, in cui saranno presentate pratiche già sperimentate sul campo. L’obiettivo è duplice:</p>
<ul data-start="3748" data-end="3856">
<li data-section-id="1pt6trq" data-start="3748" data-end="3807">favorire la diffusione di modelli organizzativi efficaci;</li>
<li data-section-id="1p8z6ni" data-start="3808" data-end="3856">stimolare un apprendimento reciproco tra enti.</li>
</ul>
<p data-start="3858" data-end="4012">Questo approccio consente di superare una visione astratta dell’innovazione, mettendo in evidenza soluzioni già testate e replicabili in contesti diversi.</p>
<h2 data-section-id="2sugzb" data-start="4019" data-end="4082">PerForma PA: un laboratorio per lo sviluppo delle competenze</h2>
<p data-start="4084" data-end="4273">Il webinar si inserisce all’interno del più ampio progetto <em data-start="4143" data-end="4156">PerForma PA</em>, che si propone come un vero e proprio <strong data-start="4196" data-end="4240">laboratorio di innovazione organizzativa</strong> per la Pubblica Amministrazione.</p>
<p data-start="4275" data-end="4333">Le iniziative promosse nell’ambito del progetto puntano a:</p>
<ul data-start="4334" data-end="4499">
<li data-section-id="1vl5vzk" data-start="4334" data-end="4384">rafforzare le competenze del personale pubblico;</li>
<li data-section-id="h9pmtp" data-start="4385" data-end="4438">supportare i processi di cambiamento organizzativo;</li>
<li data-section-id="1nvx6zg" data-start="4439" data-end="4499">sviluppare strumenti operativi utili alle amministrazioni.</li>
</ul>
<p data-start="4501" data-end="4682">Non si tratta, dunque, di interventi isolati, ma di un percorso strutturato che mira a costruire nel tempo una <strong data-start="4612" data-end="4681">capacità amministrativa più solida e orientata al valore pubblico</strong>.</p>
<h2 data-section-id="zmy6l9" data-start="4689" data-end="4731">Il quadro del PNRR e le risorse europee</h2>
<p data-start="4733" data-end="4939">PerForma PA trova il proprio fondamento nel <span><a href="https://lentepubblica.it/bandi-e-finanziamenti/decreto-pnrr-2026-in-gazzetta-ufficiale-corsia-veloce-per-chiudere-i-progetti/" target="_blank" rel="noopener">Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</a></span> (PNRR), in particolare nella <strong data-start="4846" data-end="4860">Missione 1</strong>, dedicata a <em data-start="4873" data-end="4938">digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo</em>.</p>
<p data-start="4941" data-end="4996">Il progetto rientra nella Componente 1, focalizzata su:</p>
<ul data-start="4997" data-end="5119">
<li data-section-id="12bq3xg" data-start="4997" data-end="5039">digitalizzazione e innovazione della PA;</li>
<li data-section-id="5qqf5" data-start="5040" data-end="5072">rafforzamento della sicurezza;</li>
<li data-section-id="1ga52yl" data-start="5073" data-end="5119">miglioramento della capacità amministrativa.</li>
</ul>
<p data-start="5121" data-end="5295">Più nel dettaglio, si colloca nell’ambito dell’<strong data-start="5168" data-end="5229">Investimento 2.3 – “Competenze e capacità amministrativa”</strong>, con specifico riferimento al sub-investimento 2.3.1, dedicato a:</p>
<ul data-start="5296" data-end="5439">
<li data-section-id="h0q2tk" data-start="5296" data-end="5322">istruzione e formazione;</li>
<li data-section-id="15980yv" data-start="5323" data-end="5370">sviluppo di servizi e soluzioni tecnologiche;</li>
<li data-section-id="ay2771" data-start="5371" data-end="5439">valorizzazione del capitale umano nelle amministrazioni pubbliche.</li>
</ul>
<p data-start="5441" data-end="5631">Le attività sono finanziate dall’Unione europea attraverso il programma <strong data-start="5513" data-end="5535">Next Generation EU</strong>, a conferma del ruolo strategico attribuito alla modernizzazione della PA nel contesto europeo.</p>
<h2 data-section-id="1mr11g6" data-start="5638" data-end="5668">Come partecipare al webinar</h2>
<p data-start="5670" data-end="5764">La partecipazione al Tavolo di confronto è gratuita, ma richiede <strong data-start="5735" data-end="5763">registrazione preventiva</strong>.</p>
<p data-start="5766" data-end="5856">L’evento si svolgerà in modalità online sulla piattaforma Zoom. Per accedere è necessario:</p>
<ul data-start="5857" data-end="6052">
<li data-section-id="h0ff20" data-start="5857" data-end="5901">iscriversi tramite il portale <span><a href="https://eventipa.formez.it/" target="_blank" rel="noopener"><em data-start="5889" data-end="5900">Eventi PA</em></a></span>;</li>
<li data-section-id="17suhm5" data-start="5902" data-end="6052">attendere la ricezione del link di collegamento, che viene inviato automaticamente dopo l’iscrizione e nuovamente a ridosso dell’inizio del webinar.</li>
</ul>
<p data-start="6054" data-end="6192">Si tratta di una modalità ormai consolidata che consente di ampliare la platea dei partecipanti e favorire la diffusione delle conoscenze.</p>
<h2 data-section-id="108i8nl" data-start="6199" data-end="6260">Verso una PA più competente e orientata al valore pubblico</h2>
<p data-start="6262" data-end="6410">Il quarto Tavolo di confronto di PerForma PA rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di rinnovamento della Pubblica Amministrazione italiana.</p>
<p data-start="6412" data-end="6657">Il messaggio che emerge con forza è chiaro: <strong data-start="6456" data-end="6499">non esiste innovazione senza competenze</strong>. Investire sulle persone significa creare le condizioni per un cambiamento duraturo, capace di generare benefici concreti per cittadini, imprese e territori.</p>
<p data-start="6659" data-end="6899">In questa prospettiva, la sfida non è soltanto organizzativa o tecnologica, ma profondamente culturale. Occorre costruire una PA in cui apprendimento continuo, collaborazione e responsabilità diventino elementi strutturali, e non eccezioni.</p>
<p>The post <a href="https://lentepubblica.it/cultura-ed-eventi/competenze-manageriali-e-innovazione-la-pa-si-confronta-nel-quarto-tavolo-performa-pa/">Competenze manageriali e innovazione: la PA si confronta nel quarto Tavolo PerForma PA</a> appeared first on <a href="https://lentepubblica.it/">lentepubblica.it</a>.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Servizi sociali più veloci ed efficienti: una soluzione digitale può fare la differenza</title>
<link>https://www.eventi.news/servizi-sociali-piu-veloci-ed-efficienti-una-soluzione-digitale-puo-fare-la-differenza</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Servizi sociali, la sfida della gestione dati: come la digitalizzazione può cambiare il lavoro degli enti locali. Dalla complessità operativa alla necessità di innovazione. Negli ultimi anni, gli enti locali italiani si sono trovati ad affrontare una trasformazione silenziosa ma profonda: l’aumento esponenziale dei dati da gestire, soprattutto nei settori più delicati come quello dei […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/04/lentepubblica-servizi-sociali-piu-veloci-ed-efficienti-una-soluzione-digitale-puo-fare-la-differenza-e1775118524472.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 06:30:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Servizi, sociali, più, veloci, efficienti:, una, soluzione, digitale, può, fare, differenza</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Servizi sociali, la sfida della gestione dati: come la digitalizzazione può cambiare il lavoro degli enti locali. Dalla complessità operativa alla necessità di innovazione.</strong></p>
<hr>
<p>Negli ultimi anni, gli enti locali italiani si sono trovati ad affrontare una trasformazione silenziosa ma profonda: <strong>l’aumento esponenziale dei dati da gestire</strong>, soprattutto nei settori più delicati come quello dei servizi sociali. Un fenomeno che non riguarda solo la quantità di informazioni, ma anche la loro complessità, la necessità di aggiornamento continuo e l’obbligo di rispettare stringenti normative nazionali.</p>
<p>Comuni e Ambiti Territoriali Sociali (ATS), che rappresentano il cuore operativo del welfare locale, svolgono un ruolo fondamentale: <strong>intercettare il disagio, prevenire situazioni di marginalità e costruire percorsi di inclusione sociale</strong>. Tuttavia, questo impegno si articola in una macchina amministrativa spesso frammentata, dove convivono strumenti diversi, procedure manuali e sistemi poco integrati.</p>
<p>Le attività principali si sviluppano lungo tre direttrici:</p>
<ul>
<li><em>programmazione degli interventi</em></li>
<li><em>erogazione dei servizi e delle prestazioni</em></li>
<li><em>gestione amministrativa e rendicontazione</em></li>
</ul>
<p>È proprio in queste fasi che emergono le criticità più evidenti: rallentamenti, duplicazioni, difficoltà nel monitoraggio e scarsa tracciabilità delle operazioni. Il risultato? <strong>Tempi più lunghi, maggiore rischio di errore e meno tempo da dedicare alle persone</strong>.</p>
<h2><strong>Una risposta concreta: la digitalizzazione dei servizi sociali</strong></h2>
<p>In questo contesto si inserisce una nuova generazione di strumenti digitali progettati per semplificare il lavoro degli enti pubblici. Tra le realtà impegnate nello sviluppo di soluzioni innovative per la Pubblica Amministrazione si distingue <span><a href="https://www.golemnetsb.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Golem Net Srl SB</strong></a></span>, società attiva nella trasformazione digitale degli enti locali.</p>
<p>Tra le piattaforme più avanzate in questo ambito rientra il <strong>SIUSS (Sistema Informativo Unitario dei Servizi Sociali)</strong>, pensato per affrontare in modo strutturato le sfide della gestione moderna del welfare. Un sistema che nasce proprio dall’esigenza di superare frammentazioni operative e criticità gestionali che caratterizzano molti uffici.</p>
<p>L’obiettivo è chiaro: <strong>centralizzare le informazioni, automatizzare i processi e migliorare la qualità del lavoro quotidiano</strong>. Non si tratta soltanto di introdurre nuovi strumenti tecnologici, ma di avviare un vero cambio di paradigma capace di rendere più efficiente, trasparente e coordinato l’intero sistema dei servizi sociali.</p>
<h2><strong>Meno burocrazia, più efficienza operativa</strong></h2>
<p>Uno dei principali vantaggi introdotti da piattaforme come SIUSS è la riduzione della complessità amministrativa. Attraverso un unico ambiente digitale, tutte le informazioni vengono raccolte e organizzate in modo coerente.</p>
<p>Questo significa:</p>
<ul>
<li>eliminazione delle duplicazioni</li>
<li>drastica riduzione dei passaggi manuali</li>
<li>maggiore coerenza dei dati</li>
</ul>
<p>Gli operatori possono così <strong>lavorare in modo più rapido e strutturato</strong>, con un impatto diretto sull’efficienza dei servizi. Il tempo risparmiato nelle attività burocratiche può essere reinvestito nella relazione con i cittadini, migliorando la qualità complessiva degli interventi.</p>
<h2><strong>Decisioni più consapevoli grazie ai dati</strong></h2>
<p>Un altro elemento chiave riguarda la capacità di analisi. I sistemi digitali evoluti integrano strumenti di monitoraggio e reportistica avanzata che permettono di avere <strong>una visione aggiornata e completa dei servizi erogati</strong>.</p>
<p>Attraverso indicatori e dashboard operative, i responsabili possono:</p>
<ul>
<li>valutare l’andamento delle attività</li>
<li>individuare criticità</li>
<li>pianificare interventi futuri</li>
</ul>
<p>Le decisioni non si basano più su percezioni o dati parziali, ma su informazioni concrete e aggiornate. In altre parole, si passa da una gestione reattiva a una <strong>programmazione strategica basata su evidenze</strong>.</p>
<h2><strong>Adempimenti normativi: meno rischi, più controllo</strong></h2>
<p>Uno degli aspetti più delicati per gli enti locali riguarda il rispetto degli obblighi informativi verso le istituzioni centrali. La gestione dei flussi verso Ministero del Lavoro, INPS e Regioni richiede precisione, puntualità e coerenza dei dati.</p>
<p>Il SIUSS supporta queste attività attraverso:</p>
<ul>
<li>procedure guidate</li>
<li>controlli automatici</li>
<li>validazioni pre-invio</li>
</ul>
<p>In questo modo si riducono errori e ritardi, garantendo al tempo stesso <strong>la piena conformità alle normative vigenti</strong>, inclusa la protezione dei dati personali.</p>
<h2><strong>Una gestione completa del percorso del cittadino</strong></h2>
<p>Uno degli elementi più innovativi è la possibilità di seguire ogni beneficiario lungo l’intero percorso assistenziale. Dalla prima richiesta fino alla conclusione dell’intervento, ogni fase viene registrata e documentata.</p>
<p>Questo approccio consente di:</p>
<ul>
<li>avere una visione continua della situazione</li>
<li>migliorare la presa in carico</li>
<li>evitare dispersioni di informazioni</li>
</ul>
<p>Ogni intervento è tracciato, rendendo il sistema più trasparente e facilmente consultabile.</p>
<h2><strong>Servizi integrati e gestione centralizzata</strong></h2>
<p>La piattaforma permette di amministrare l’intero catalogo delle prestazioni sociali, collegando in modo diretto utenti, operatori e risorse economiche.</p>
<p>Tra le principali funzionalità:</p>
<ul>
<li>gestione dei contributi economici</li>
<li>servizi domiciliari</li>
<li>percorsi di inclusione sociale</li>
<li>interventi per famiglie, minori e persone con disabilità</li>
</ul>
<p>Tutto viene gestito all’interno di un unico sistema, semplificando il lavoro e migliorando il coordinamento tra i diversi attori coinvolti, inclusi gli enti del Terzo settore.</p>
<h2><strong>Monitoraggio avanzato e programmazione territoriale</strong></h2>
<p>Un ulteriore punto di forza è rappresentato dagli strumenti dedicati alla valutazione multidimensionale del bisogno. Gli operatori possono analizzare in modo integrato <strong>condizioni sociali, sanitarie ed economiche</strong>, costruendo interventi più mirati.</p>
<p>La reportistica avanzata consente inoltre di:</p>
<ul>
<li>monitorare i risultati</li>
<li>misurare l’efficacia delle politiche sociali</li>
<li>pianificare le risorse in modo più efficiente</li>
</ul>
<p>Si tratta di un passaggio fondamentale per migliorare la qualità del welfare locale.</p>
<h2><strong>Interoperabilità e integrazione con la Pubblica Amministrazione</strong></h2>
<p>Uno degli aspetti più innovativi riguarda l’integrazione con le principali piattaforme istituzionali. Il sistema dialoga automaticamente con strumenti come:</p>
<ul>
<li>SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)</li>
<li>CIE (Carta d’Identità Elettronica)</li>
<li><span><a href="https://lentepubblica.it/tag/inps/" target="_blank" rel="noopener">INPS</a></span> per la verifica ISEE</li>
<li>ANPR (Anagrafe Nazionale Popolazione Residente)</li>
<li>RUNTS (Registro Unico del Terzo Settore)</li>
</ul>
<p>Questa interoperabilità consente di <strong>ridurre ulteriormente gli inserimenti manuali</strong>, migliorando la qualità dei dati e velocizzando le procedure.</p>
<h2><strong>Sicurezza dei dati e tutela della privacy</strong></h2>
<p>La gestione delle informazioni sensibili richiede standard elevati di sicurezza. Il sistema è progettato per garantire:</p>
<ul>
<li>autenticazione sicura</li>
<li>controllo degli accessi</li>
<li>cifratura dei dati</li>
</ul>
<p>Tutte le informazioni vengono trattate nel rispetto delle normative vigenti, assicurando <strong>protezione e affidabilità</strong>.</p>
<h2><strong>Un percorso di adozione graduale e supportato</strong></h2>
<p>L’introduzione di una nuova piattaforma digitale può rappresentare una sfida organizzativa. Per questo, l’adozione del SIUSS è accompagnata da un percorso strutturato che include:</p>
<ul>
<li>configurazione iniziale</li>
<li>migrazione dei dati</li>
<li>personalizzazione del sistema</li>
</ul>
<p>Non solo: gli operatori vengono affiancati attraverso attività di formazione dedicate, con sessioni pratiche e materiali di supporto che permettono di acquisire rapidamente autonomia.</p>
<p>Il supporto tecnico, inoltre, integra competenze informatiche e conoscenza del settore sociale, offrendo un aiuto concreto anche nella gestione dei processi operativi.</p>
<h2><strong>Verso un nuovo modello di welfare locale</strong></h2>
<p>La digitalizzazione dei servizi sociali non è più un’opzione, ma una necessità. Strumenti come il SIUSS rappresentano un passo decisivo verso un modello di welfare più efficiente, trasparente e centrato sulla persona.</p>
<p>Ridurre la burocrazia, migliorare la qualità dei dati e supportare le decisioni strategiche significa <strong>liberare risorse preziose</strong> da reinvestire dove servono davvero: nelle comunità e nei cittadini.</p>
<h2>La brochure del servizio</h2>
<p><span><a href="https://www.golemnetsb.it/wp-content/uploads/2026/04/Brochure-SIUSS.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui è possibile consultare il documento completo.</strong></a></span></p>
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<title>Province: Conferenza delle Regioni e UPI spingono per il rafforzamento</title>
<link>https://www.eventi.news/province-conferenza-delle-regioni-e-upi-spingono-per-il-rafforzamento</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Riaffermare la centralità del sistema delle autonomie territoriali quale pilastro essenziale della Repubblica e dare, per questo, nuova vitalità al ruolo delle Province. Sono questi gli obiettivi da cui muove il documento approvato oggi, dalla Conferenza delle Regioni e dall’Unione delle Province italiane (UPI), nel quale si auspica l’intervento del legislatore statale per ridefinire al […]
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<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 06:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Province:, Conferenza, delle, Regioni, UPI, spingono, per, rafforzamento</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Riaffermare la centralità del sistema delle autonomie territoriali quale pilastro essenziale della Repubblica e dare, per questo, nuova vitalità al ruolo delle Province.</strong></p>
<hr>
<p>Sono questi gli obiettivi da cui muove il documento approvato oggi, dalla <strong>Conferenza delle Regioni</strong> e dall’<span><a href="https://provinceditalia.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Unione delle Province italiane</strong></a></span> (<span><a href="https://lentepubblica.it/tag/upi/" target="_blank" rel="noopener">UPI</a></span>), nel quale si auspica l’intervento del legislatore statale per ridefinire al più presto la disciplina delle Province, in modo da rafforzarne il ruolo costituzionale e valorizzarne le funzioni di governo del territorio, anche attraverso la riaffermazione del sistema di elezione diretta degli organi provinciali da parte dei cittadini.</p>
<p>Le due rappresentanze ricordano che la Provincia rappresenta un ente strategico di raccordo tra programmazione regionale ed enti locali, che garantisce servizi e coesione territoriale in tutti gli ambiti che richiedono una dimensione sovracomunale e in tutti i casi in cui è necessario avviare una pianificazione integrata di area vasta.</p>
<p>Tra i punti qualificanti dell’accordo vi è la disponibilità delle Regioni, nella loro piena autonomia, a valutare l’opportunità di rivedere le leggi regionali di attuazione della legge 56/14 e di assegnare alle Province eventuali nuove funzioni, a partire da quelle di assistenza ai Comuni e di pianificazione strategica.</p>
<p>Un processo che si svolgerà attraverso un confronto strutturato sui territori e un’alleanza tra Regioni, Province e Comuni per arrivare a ricostruire sistemi regionali equilibrati delle autonomie locali in tutto il Paese.</p>
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<title>Fattura elettronica, arriva il codice CUN: cosa cambia per imprese e filiere agroalimentari</title>
<link>https://www.eventi.news/fattura-elettronica-arriva-il-codice-cun-cosa-cambia-per-imprese-e-filiere-agroalimentari</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
La digitalizzazione dei processi fiscali compie un nuovo passo avanti con l’introduzione di un elemento destinato a incidere concretamente sulle dinamiche delle filiere agroalimentari: il codice CUN da inserire obbligatoriamente nelle fatture elettroniche. Il provvedimento firmato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone (prot. n. 93628/2026), definisce infatti in modo puntuale le modalità operative per […]
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<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 06:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Fattura, elettronica, arriva, codice, CUN:, cosa, cambia, per, imprese, filiere, agroalimentari</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="241" data-end="503"><strong>La digitalizzazione dei processi fiscali compie un nuovo passo avanti con l’introduzione di un elemento destinato a incidere concretamente sulle dinamiche delle filiere agroalimentari: il codice CUN da inserire obbligatoriamente nelle fatture elettroniche.</strong></p>
<hr>
<p data-start="505" data-end="794">Il provvedimento firmato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone (prot. n. 93628/2026), definisce infatti in modo puntuale le modalità operative per l’indicazione di questo codice identificativo e disciplina il flusso informativo verso le Commissioni Uniche Nazionali.</p>
<p data-start="796" data-end="934">L’obiettivo è chiaro: <strong data-start="818" data-end="933">rafforzare la trasparenza nei rapporti commerciali e migliorare il monitoraggio dei prezzi nei mercati agricoli</strong>.</p>
<h2 data-start="941" data-end="997" data-section-id="15x9z4n"><span role="text"><strong data-start="944" data-end="997">Cos’è il codice CUN e perché diventa obbligatorio</strong></span></h2>
<p data-start="999" data-end="1153">Il codice CUN (Commissioni Uniche Nazionali) rappresenta un identificativo univoco assegnato ai prodotti per i quali è attiva una specifica Commissione.</p>
<p data-start="1155" data-end="1389">Questi organismi, istituiti per le principali filiere agroalimentari, svolgono una funzione cruciale: <strong data-start="1257" data-end="1329">definire prezzi di riferimento trasparenti e condivisi tra operatori</strong>, riducendo asimmetrie informative e squilibri contrattuali.</p>
<p data-start="1391" data-end="1589">La novità normativa impone che, per ogni prodotto oggetto di compravendita rientrante nel perimetro delle CUN, <strong data-start="1502" data-end="1586">il relativo codice debba essere riportato direttamente nella fattura elettronica</strong>.</p>
<p data-start="1591" data-end="1766">Si tratta di un passaggio strategico, che consente di collegare in modo strutturato i dati delle transazioni economiche alle dinamiche di mercato monitorate dalle Commissioni.</p>
<h2 data-start="1773" data-end="1835" data-section-id="zzmnnn"><span role="text"><strong data-start="1776" data-end="1835">Come compilare la fattura elettronica con il codice CUN</strong></span></h2>
<p data-start="1837" data-end="1987">Dal punto di vista operativo, il provvedimento non introduce un nuovo formato, ma stabilisce regole precise all’interno del tracciato già esistente.</p>
<p data-start="1989" data-end="2094">Le fatture dovranno continuare a utilizzare il formato XML ordinario, ma con un’integrazione specifica:</p>
<ul data-start="2096" data-end="2425">
<li data-start="2096" data-end="2202" data-section-id="hba4me">nel blocco <code data-start="2109" data-end="2132"><AltriDatiGestionali></code> dovrà essere indicata la dicitura <strong data-start="2167" data-end="2176">“CUN”</strong> nel campo <code data-start="2187" data-end="2199"><TipoDato></code>;</li>
<li data-start="2203" data-end="2425" data-section-id="crqmj2">nel campo <code data-start="2215" data-end="2235"><RiferimentoTesto></code> dovrà essere inserito il <strong data-start="2261" data-end="2299">codice identificativo del prodotto</strong>, come definito negli elenchi ufficiali pubblicati dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.</li>
</ul>
<p data-start="2427" data-end="2631">Questo significa, in concreto, che ogni riga di fattura relativa a prodotti interessati dovrà contenere un’informazione aggiuntiva, destinata a diventare elemento strutturale della documentazione fiscale.</p>
<h2 data-start="2638" data-end="2704" data-section-id="14ns047"><span role="text"><strong data-start="2641" data-end="2704">Trasmissione dei dati: flussi automatizzati e ruolo di BMTI</strong></span></h2>
<p data-start="2706" data-end="2793">Uno degli aspetti più rilevanti della nuova disciplina riguarda la gestione dei dati.</p>
<p data-start="2795" data-end="3023">Le informazioni contenute nelle fatture non restano infatti circoscritte all’ambito fiscale, ma vengono <strong data-start="2899" data-end="2972">trasmesse alle segreterie tecniche delle Commissioni Uniche Nazionali</strong> attraverso un sistema organizzato e automatizzato.</p>
<p data-start="3025" data-end="3172">Il flusso passa tramite <strong data-start="3049" data-end="3100">Borsa Merci Telematica Italiana (BMTI S.c.p.A.)</strong>, soggetto già incaricato delle funzioni di supporto alle Commissioni.</p>
<p data-start="3174" data-end="3203">I dati trasmessi includono:</p>
<ul data-start="3205" data-end="3316">
<li data-start="3205" data-end="3236" data-section-id="zih5u5">il codice CUN del prodotto;</li>
<li data-start="3237" data-end="3259" data-section-id="2l3ef0">l’unità di misura;</li>
<li data-start="3260" data-end="3276" data-section-id="1bm0h4s">la quantità;</li>
<li data-start="3277" data-end="3316" data-section-id="1c8dbmo">il prezzo totale della transazione.</li>
</ul>
<p data-start="3318" data-end="3481">Queste informazioni vengono successivamente <strong data-start="3362" data-end="3404">aggregate per codice e unità di misura</strong>, trasformandosi in dataset utili per analisi economiche e report di settore.</p>
<h2 data-start="3488" data-end="3539" data-section-id="pcfso7"><span role="text"><strong data-start="3491" data-end="3539">Invio settimanale e anonimizzazione dei dati</strong></span></h2>
<p data-start="3541" data-end="3642">Un ulteriore elemento qualificante è rappresentato dalla modalità di diffusione delle informazioni.</p>
<p data-start="3644" data-end="3810">I dati non vengono condivisi in forma individuale, ma <strong data-start="3698" data-end="3726">aggregati e anonimizzati</strong>, garantendo così il rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali.</p>
<p data-start="3812" data-end="3982">La trasmissione avviene con cadenza settimanale tramite la <strong data-start="3871" data-end="3910">Piattaforma Digitale Nazionale Dati</strong>, uno degli strumenti chiave del Codice dell’amministrazione digitale.</p>
<p data-start="3984" data-end="4057">Questo approccio consente di coniugare due esigenze spesso in tensione:</p>
<ul data-start="4059" data-end="4203">
<li data-start="4059" data-end="4133" data-section-id="wu9e4c">da un lato, la disponibilità di informazioni dettagliate e aggiornate;</li>
<li data-start="4134" data-end="4203" data-section-id="1w9yv7a">dall’altro, la tutela della riservatezza degli operatori economici.</li>
</ul>
<h2 data-start="4210" data-end="4257" data-section-id="f085op"><span role="text"><strong data-start="4213" data-end="4257">Base normativa e inquadramento giuridico</strong></span></h2>
<p data-start="4259" data-end="4370">L’introduzione dell’obbligo di indicazione del codice CUN trova fondamento in un articolato quadro normativo.</p>
<p data-start="4372" data-end="4520">In particolare, la misura deriva dall’inserimento del comma 7-bis all’articolo 3 del decreto-legge n. 63/2024, introdotto dalla <span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2025-12-02;182" target="_blank" rel="noopener">legge n. 182/2025</a></span>.</p>
<p data-start="4522" data-end="4738">La norma stabilisce esplicitamente che le fatture elettroniche relative ai prodotti interessati debbano riportare un codice identificativo, con l’obiettivo di <strong data-start="4681" data-end="4737">rafforzare la trasparenza nelle relazioni di filiera</strong>.</p>
<p data-start="4740" data-end="4926">Dal punto di vista della protezione dei dati personali, il trattamento è qualificato come attività di interesse pubblico, ai sensi dell’<span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/gdpr-comuni-protezione-dati-pubblica-amministrazione/" target="_blank" rel="noopener"><strong>articolo 6 del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR).</strong></a></span></p>
<p data-start="4928" data-end="5094">Il ruolo di titolare del trattamento è attribuito all’Agenzia delle Entrate, che si avvale di Sogei come responsabile per la gestione tecnica dei sistemi informativi.</p>
<h2 data-start="5101" data-end="5151" data-section-id="krv6ci"><span role="text"><strong data-start="5104" data-end="5151">Impatto per imprese e operatori del settore</strong></span></h2>
<p data-start="5153" data-end="5377">Per le imprese coinvolte, l’introduzione del codice CUN comporta <strong data-start="5218" data-end="5263">un adeguamento operativo non trascurabile</strong>, soprattutto per quanto riguarda i sistemi di fatturazione elettronica e i processi interni di gestione dei dati.</p>
<p data-start="5379" data-end="5401">Le aziende dovranno:</p>
<ul data-start="5403" data-end="5649">
<li data-start="5403" data-end="5469" data-section-id="1doww91">aggiornare i software gestionali per includere il nuovo campo;</li>
<li data-start="5470" data-end="5562" data-section-id="fi1vr9">assicurarsi di utilizzare i codici corretti, facendo riferimento agli elenchi ufficiali;</li>
<li data-start="5563" data-end="5649" data-section-id="1mx1cyd">verificare la corretta compilazione delle fatture per evitare errori o irregolarità.</li>
</ul>
<p data-start="5651" data-end="5743">Tuttavia, accanto agli oneri iniziali, emergono anche <strong data-start="5705" data-end="5740">potenziali benefici strutturali</strong>.</p>
<p data-start="5745" data-end="5829">Un sistema più trasparente e basato su dati certificati può infatti contribuire a:</p>
<ul data-start="5831" data-end="5967">
<li data-start="5831" data-end="5869" data-section-id="qmn0rg">ridurre le distorsioni nei prezzi;</li>
<li data-start="5870" data-end="5916" data-section-id="xhde8g">migliorare la competitività delle filiere;</li>
<li data-start="5917" data-end="5967" data-section-id="2u6odm">favorire una maggiore fiducia tra gli operatori.</li>
</ul>
<h2 data-start="5974" data-end="6027" data-section-id="tjr0k7"><span role="text"><strong data-start="5977" data-end="6027">Verso un mercato più trasparente e data-driven</strong></span></h2>
<p data-start="6029" data-end="6173">La misura si inserisce in un percorso più ampio di digitalizzazione e modernizzazione della pubblica amministrazione e dei rapporti economici.</p>
<p data-start="6175" data-end="6376">L’integrazione tra fatturazione elettronica e sistemi di analisi dei dati rappresenta un esempio concreto di come le informazioni fiscali possano essere utilizzate per finalità di politica economica.</p>
<p data-start="6378" data-end="6492">In prospettiva, il sistema potrebbe evolvere ulteriormente, diventando uno strumento sempre più sofisticato per:</p>
<ul data-start="6494" data-end="6652">
<li data-start="6494" data-end="6533" data-section-id="13dqw4m">monitorare l’andamento dei mercati;</li>
<li data-start="6534" data-end="6595" data-section-id="1expl82">supportare decisioni strategiche a livello istituzionale;</li>
<li data-start="6596" data-end="6652" data-section-id="4diggc">garantire maggiore equità nelle relazioni commerciali.</li>
</ul>
<h2 data-start="6659" data-end="6677" data-section-id="pjb2q7"><span role="text"><strong data-start="6662" data-end="6677">Il testo del provvedimento</strong></span></h2>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/04/AGEDC001_93628_2026_3103_Provvedimento-del-18-marzo-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
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<title>Pasqua 2026, viaggiare costa caro: trasporti in forte aumento</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
La Pasqua del 2026 arriva in un contesto tutt’altro che semplice per le famiglie italiane. Tra incertezze economiche e tensioni internazionali, anche organizzare un breve viaggio per trascorrere qualche giorno lontano da casa si sta rivelando più complicato del previsto. A pesare, in modo particolare, sono i costi dei trasporti, che registrano incrementi significativi proprio […]
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<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 06:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Pasqua, 2026, viaggiare, costa, caro:, trasporti, forte, aumento</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="134" data-end="557"><strong>La Pasqua del 2026 arriva in un contesto tutt’altro che semplice per le famiglie italiane. Tra incertezze economiche e tensioni internazionali, anche organizzare un breve viaggio per trascorrere qualche giorno lontano da casa si sta rivelando più complicato del previsto.</strong></p>
<hr>
<p data-start="134" data-end="557">A pesare, in modo particolare, sono i costi dei trasporti, che registrano incrementi significativi proprio in concomitanza con il periodo festivo.</p>
<p data-start="559" data-end="897">Tradizionalmente, le vacanze pasquali rappresentano un momento di pausa e convivialità, spesso accompagnato da spostamenti verso le città d’origine o mete turistiche. Tuttavia, quest’anno molti cittadini dovranno fare i conti con tariffe decisamente più elevate rispetto alla norma, soprattutto per quanto riguarda aerei, treni e autobus.</p>
<h2 data-section-id="lqcp8c" data-start="899" data-end="958">Sempre meno viaggi, ma l’Italia resta la meta principale</h2>
<p data-start="960" data-end="1304">Secondo le rilevazioni dell’<strong>Osservatorio Nazionale <span><a href="https://www.federconsumatori.it/" target="_blank" rel="noopener">Federconsumatori</a></span></strong>, circa una famiglia su sette – pari a quasi 3,8 milioni di nuclei – ha programmato di partire durante le festività.</p>
<p data-start="960" data-end="1304">Si tratta di una quota significativa, ma comunque contenuta rispetto agli anni precedenti, segno evidente delle difficoltà economiche che incidono sulle scelte.</p>
<p data-start="1306" data-end="1589">La stragrande maggioranza dei viaggiatori, oltre il 96%, resterà entro i confini nazionali. Le mete privilegiate sono soprattutto quelle legate agli affetti personali: case di parenti e amici, ma anche soluzioni economiche come bed & breakfast, agriturismi e appartamenti in affitto.</p>
<p data-start="1591" data-end="1846">A spostarsi saranno in gran parte studenti universitari e lavoratori fuori sede, desiderosi di rientrare nelle città d’origine per condividere le festività con i propri cari. Tuttavia, proprio questa categoria risulta tra le più penalizzate dagli aumenti.</p>
<h2 data-section-id="1jcn8gq" data-start="1848" data-end="1912">Carburanti più cari: l’auto non è più una soluzione economica</h2>
<p data-start="1914" data-end="2137">Per evitare i costi elevati dei biglietti, molti italiani optano per l’automobile. Ma anche questa scelta non garantisce un reale risparmio. I prezzi dei carburanti, infatti, risultano in crescita rispetto allo scorso anno.</p>
<p data-start="2139" data-end="2433">Nel confronto con la <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/pasqua" target="_blank" rel="noopener">Pasqua</a></span> 2025, la benzina registra un incremento di circa il 4%, mentre il diesel subisce un aumento ben più consistente, pari al 26%. Un rialzo che di fatto annulla i benefici derivanti dal taglio delle accise, erosi da dinamiche di mercato e possibili fenomeni speculativi.</p>
<p data-start="2435" data-end="2580">Di conseguenza, anche viaggiare su quattro ruote comporta una spesa complessiva più elevata, soprattutto per chi deve percorrere lunghe distanze.</p>
<h2 data-section-id="q0jcp0" data-start="2582" data-end="2646">Aerei: rincari record sulle tratte nazionali e internazionali</h2>
<p data-start="2648" data-end="2841">Il comparto aereo è quello che evidenzia le criticità più evidenti. Rispetto allo scorso anno, i voli registrano aumenti medi del 23%, ma su alcune tratte si raggiungono picchi ben più elevati.</p>
<p data-start="2843" data-end="3103">Ad esempio, collegamenti come Milano-Londra o Milano-Parigi segnano rincari rispettivamente superiori all’80% e al 70%. Ancora più marcate risultano le differenze se si confrontano i prezzi del periodo pasquale con quelli di un normale fine settimana di marzo.</p>
<p data-start="3105" data-end="3119">Nel dettaglio:</p>
<ul data-start="3121" data-end="3371">
<li data-section-id="o33czx" data-start="3121" data-end="3241">I voli nazionali aumentano mediamente del <strong data-start="3165" data-end="3172">67%</strong>, con punte che arrivano al <strong data-start="3200" data-end="3208">131%</strong> su tratte come Torino-Palermo.</li>
<li data-section-id="ymrpuy" data-start="3242" data-end="3371">I voli internazionali registrano un incremento medio del <strong data-start="3301" data-end="3308">62%</strong>, con variazioni significative su diverse destinazioni europee.</li>
</ul>
<p data-start="3373" data-end="3517">Numeri che rendono evidente come volare durante le festività sia diventato, per molti, un’opzione poco sostenibile dal punto di vista economico.</p>
<h2 data-section-id="174ejtx" data-start="3519" data-end="3573">Treni più costosi: aumenti diffusi su tutta la rete</h2>
<p data-start="3575" data-end="3774">Anche il trasporto ferroviario, spesso considerato una valida alternativa all’aereo, non sfugge alla tendenza al rialzo. Nel confronto con il 2025, i biglietti risultano mediamente più cari dell’11%.</p>
<p data-start="3776" data-end="3982">Ma è soprattutto il paragone con i prezzi di un periodo ordinario a mettere in luce l’entità degli aumenti. Durante il weekend pasquale, viaggiare in treno costa in media il <strong data-start="3950" data-end="3964">47% in più</strong> rispetto a marzo.</p>
<p data-start="3984" data-end="4044">Alcune tratte mostrano incrementi particolarmente rilevanti:</p>
<ul data-start="4046" data-end="4152">
<li data-section-id="1wnhoov" data-start="4046" data-end="4082">Milano-Bologna: fino al <strong data-start="4072" data-end="4080">+65%</strong></li>
<li data-section-id="qk625v" data-start="4083" data-end="4120">Milano-Firenze: oltre il <strong data-start="4110" data-end="4118">+60%</strong></li>
<li data-section-id="19ulxsr" data-start="4121" data-end="4152">Milano-Napoli: circa <strong data-start="4144" data-end="4152">+58%</strong></li>
</ul>
<p data-start="4154" data-end="4353">Questi dati confermano una dinamica ormai consolidata: i prezzi crescono sensibilmente in concomitanza con i picchi di domanda, penalizzando chi non ha la possibilità di prenotare con largo anticipo.</p>
<h2 data-section-id="1gv422w" data-start="4355" data-end="4412">Autobus: l’opzione più economica ma con rincari record</h2>
<p data-start="4414" data-end="4571">Il trasporto su gomma rimane, in termini assoluti, la soluzione più conveniente. Tuttavia, è proprio questo settore a registrare gli aumenti più consistenti.</p>
<p data-start="4573" data-end="4805">Le tariffe degli autobus crescono mediamente del <strong data-start="4622" data-end="4629">72%</strong> rispetto a un normale fine settimana. In alcuni casi, gli incrementi superano addirittura il 100%, come sulla tratta Roma-Cosenza, dove i prezzi risultano più che raddoppiati.</p>
<p data-start="4807" data-end="4990">Nonostante il costo finale resti inferiore rispetto ad altri mezzi, l’entità degli aumenti riduce sensibilmente il vantaggio economico, rendendo anche questa opzione meno accessibile.</p>
<h2 data-section-id="1rhd11t" data-start="4992" data-end="5053">Il nodo della speculazione e delle prenotazioni anticipate</h2>
<p data-start="5055" data-end="5338">Il fenomeno dei rincari durante le festività non è nuovo, ma nel 2026 appare particolarmente accentuato. Le associazioni dei consumatori denunciano da anni l’assenza di limiti efficaci a queste dinamiche, che finiscono per gravare soprattutto su chi ha minori possibilità economiche.</p>
<p data-start="5340" data-end="5622">Molti viaggiatori, consapevoli della situazione, cercano di organizzarsi in anticipo per ottenere tariffe più convenienti. Tuttavia, questa strategia non è sempre praticabile, soprattutto per chi ha impegni lavorativi o accademici che impediscono una pianificazione a lungo termine.</p>
<p data-start="5624" data-end="5882">A ciò si aggiunge un ulteriore elemento critico: spesso i prezzi elevati non sono accompagnati da un miglioramento dei servizi. Ritardi, cancellazioni e disagi continuano infatti a rappresentare una realtà frequente, aumentando il malcontento tra gli utenti.</p>
<h2 data-section-id="142h05l" data-start="5884" data-end="5940">La richiesta di interventi per tutelare i viaggiatori</h2>
<p data-start="5942" data-end="6217">Di fronte a questo scenario, cresce la richiesta di interventi da parte delle autorità competenti. L’obiettivo è duplice: da un lato garantire un accesso più equo alla mobilità, dall’altro contrastare pratiche speculative che si intensificano nei periodi di maggiore domanda.</p>
<p data-start="6219" data-end="6443">Secondo le associazioni dei consumatori, sarebbe necessario introdurre strumenti di controllo più efficaci sui prezzi, soprattutto in occasione delle festività, quando la necessità di spostarsi diventa per molti inevitabile.</p>
<h2 data-section-id="1li8tow" data-start="6445" data-end="6493">Un diritto sempre più difficile da esercitare</h2>
<p data-start="6495" data-end="6781">In conclusione, la Pasqua 2026 mette in evidenza una criticità ormai strutturale: viaggiare durante le festività sta diventando sempre più costoso. Che si scelga l’aereo, il treno, l’autobus o l’auto privata, il risultato cambia di poco: le spese aumentano e le alternative si riducono.</p>
<p data-start="6783" data-end="7148" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Per milioni di italiani, in particolare studenti e lavoratori lontani da casa, il ritorno in famiglia rischia di trasformarsi in un sacrificio economico significativo. Una situazione che solleva interrogativi importanti sul diritto alla mobilità e sulla necessità di politiche in grado di garantire maggiore equilibrio tra domanda, offerta e tutela dei consumatori.</p>
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<title>Vacanze di Pasqua 2026: quando si rientra a scuola?</title>
<link>https://www.eventi.news/vacanze-di-pasqua-2026-quando-si-rientra-a-scuola</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Con l’arrivo della primavera, il calendario scolastico entra in una delle sue fasi più attese. Studenti, insegnanti e famiglie guardano con interesse alla pausa pasquale, considerata l’ultimo vero momento di stop prima della conclusione delle lezioni e dell’inizio dell’estate. Le vacanze legate alla Pasqua rappresentano infatti una parentesi fondamentale per recuperare energie e prepararsi al […]
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<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 06:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Vacanze, Pasqua, 2026:, quando, rientra, scuola</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="151" data-end="630"><strong>Con l’arrivo della primavera, il calendario scolastico entra in una delle sue fasi più attese. Studenti, insegnanti e famiglie guardano con interesse alla pausa pasquale, considerata l’ultimo vero momento di stop prima della conclusione delle lezioni e dell’inizio dell’estate.</strong></p>
<hr>
<p data-start="151" data-end="630">Le vacanze legate alla <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Pasqua</span></span> rappresentano infatti una parentesi fondamentale per recuperare energie e prepararsi al periodo più intenso dell’anno scolastico.</p>
<p data-start="632" data-end="929">Nel 2026 questa interruzione si presenta con una particolarità: una notevole uniformità su gran parte del territorio nazionale. Nonostante la gestione del calendario sia affidata alle singole Regioni, le date risultano quasi identiche ovunque, facilitando l’organizzazione per famiglie e istituti.</p>
<h2 data-section-id="tjg6b5" data-start="931" data-end="978">Le date principali da segnare sul calendario</h2>
<p data-start="980" data-end="1186">Nel 2026 la <span><a href="http://lentepubblica.it/tag/pasqua" target="_blank" rel="noopener">Pasqua</a></span> cade domenica 5 aprile, seguita dal tradizionale Lunedì dell’Angelo, noto anche come Pasquetta, il 6 aprile. Attorno a queste due giornate ruota la sospensione delle attività scolastiche.</p>
<p data-start="1188" data-end="1276">Per la maggioranza degli studenti italiani, il periodo di vacanza sarà così strutturato:</p>
<ul data-start="1278" data-end="1509">
<li data-section-id="56a8bj" data-start="1278" data-end="1335"><strong data-start="1280" data-end="1308">Ultimo giorno di scuola:</strong> mercoledì 1° aprile 2026</li>
<li data-section-id="w9vy9n" data-start="1336" data-end="1379"><strong data-start="1338" data-end="1355">Inizio pausa:</strong> giovedì 2 aprile 2026</li>
<li data-section-id="1tt7ttv" data-start="1380" data-end="1418"><strong data-start="1382" data-end="1393">Pasqua:</strong> domenica 5 aprile 2026</li>
<li data-section-id="1b0gz6h" data-start="1419" data-end="1458"><strong data-start="1421" data-end="1435">Pasquetta:</strong> lunedì 6 aprile 2026</li>
<li data-section-id="kxb8q5" data-start="1459" data-end="1509"><strong data-start="1461" data-end="1483">Rientro in classe:</strong> mercoledì 8 aprile 2026</li>
</ul>
<p data-start="1511" data-end="1672">In totale, si tratta di una pausa di sei giorni consecutivi, che consente agli alunni di staccare completamente dalla routine scolastica per quasi una settimana.</p>
<h2 data-section-id="1vtg17i" data-start="0" data-end="56">Calendario vacanze di Pasqua 2026 regione per regione</h2>
<p data-start="58" data-end="314">Di seguito una panoramica chiara e completa della sospensione delle attività scolastiche per le festività di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Pasqua</span></span> 2026, con indicazione delle date di inizio e del rientro in classe per ciascuna Regione e Provincia autonoma.</p>
<h3 data-section-id="j1z609" data-start="316" data-end="384">Calendario standard (stop dal 2 al 7 aprile, rientro l’8 aprile)</h3>
<p data-start="386" data-end="445">Quasi tutto il territorio nazionale segue lo stesso schema:</p>
<ul data-start="447" data-end="1680">
<li data-section-id="12wytu6" data-start="447" data-end="508"><strong data-start="449" data-end="461">Abruzzo:</strong> vacanze dal 2 al 7 aprile – rientro 8 aprile</li>
<li data-section-id="2gf9e6" data-start="509" data-end="573"><strong data-start="511" data-end="526">Basilicata:</strong> vacanze dal 2 al 7 aprile – rientro 8 aprile</li>
<li data-section-id="13ru2z6" data-start="574" data-end="636"><strong data-start="576" data-end="589">Calabria:</strong> vacanze dal 2 al 7 aprile – rientro 8 aprile</li>
<li data-section-id="ay0d5p" data-start="637" data-end="699"><strong data-start="639" data-end="652">Campania:</strong> vacanze dal 2 al 7 aprile – rientro 8 aprile</li>
<li data-section-id="cduvhw" data-start="701" data-end="769"><strong data-start="703" data-end="722">Emilia-Romagna:</strong> vacanze dal 2 al 7 aprile – rientro 8 aprile</li>
<li data-section-id="15qld4t" data-start="770" data-end="845"><strong data-start="772" data-end="798">Friuli Venezia Giulia:</strong> vacanze dal 2 al 7 aprile – rientro 8 aprile</li>
<li data-section-id="t0qjp0" data-start="846" data-end="905"><strong data-start="848" data-end="858">Lazio:</strong> vacanze dal 2 al 7 aprile – rientro 8 aprile</li>
<li data-section-id="1b84qgm" data-start="907" data-end="970"><strong data-start="909" data-end="923">Lombardia:</strong> vacanze dal 2 al 7 aprile – rientro 8 aprile</li>
<li data-section-id="1r5bu9h" data-start="971" data-end="1031"><strong data-start="973" data-end="984">Marche:</strong> vacanze dal 2 al 7 aprile – rientro 8 aprile</li>
<li data-section-id="1rd3a38" data-start="1032" data-end="1092"><strong data-start="1034" data-end="1045">Molise:</strong> vacanze dal 2 al 7 aprile – rientro 8 aprile</li>
<li data-section-id="5oa9hg" data-start="1093" data-end="1155"><strong data-start="1095" data-end="1108">Piemonte:</strong> vacanze dal 2 al 7 aprile – rientro 8 aprile</li>
<li data-section-id="18urxhf" data-start="1157" data-end="1217"><strong data-start="1159" data-end="1170">Puglia:</strong> vacanze dal 2 al 7 aprile – rientro 8 aprile</li>
<li data-section-id="iaq8zw" data-start="1218" data-end="1280"><strong data-start="1220" data-end="1233">Sardegna:</strong> vacanze dal 2 al 7 aprile – rientro 8 aprile</li>
<li data-section-id="ihjsep" data-start="1281" data-end="1342"><strong data-start="1283" data-end="1295">Sicilia:</strong> vacanze dal 2 al 7 aprile – rientro 8 aprile</li>
<li data-section-id="19yqz6o" data-start="1343" data-end="1404"><strong data-start="1345" data-end="1357">Toscana:</strong> vacanze dal 2 al 7 aprile – rientro 8 aprile</li>
<li data-section-id="1jeymit" data-start="1406" data-end="1466"><strong data-start="1408" data-end="1419">Umbria:</strong> vacanze dal 2 al 7 aprile – rientro 8 aprile</li>
<li data-section-id="1k4yxs2" data-start="1467" data-end="1534"><strong data-start="1469" data-end="1487">Valle d’Aosta:</strong> vacanze dal 2 al 7 aprile – rientro 8 aprile</li>
<li data-section-id="1inu64m" data-start="1535" data-end="1595"><strong data-start="1537" data-end="1548">Veneto:</strong> vacanze dal 2 al 7 aprile – rientro 8 aprile</li>
<li data-section-id="1fahgxy" data-start="1597" data-end="1680"><strong data-start="1599" data-end="1633">Provincia autonoma di Bolzano:</strong> vacanze dal 2 al 7 aprile – rientro 8 aprile</li>
</ul>
<h3 data-section-id="1qklxe9" data-start="1682" data-end="1719">Eccezioni al calendario nazionale</h3>
<p data-start="1721" data-end="1790">Alcuni territori si discostano leggermente dal calendario prevalente:</p>
<ul data-start="1792" data-end="1972">
<li data-section-id="19zgkmp" data-start="1792" data-end="1871"><strong data-start="1794" data-end="1806">Liguria:</strong> vacanze dal 2 al 6 aprile – <strong data-start="1835" data-end="1869">rientro anticipato il 7 aprile</strong></li>
<li data-section-id="e93gp8" data-start="1872" data-end="1972"><strong data-start="1874" data-end="1907">Provincia autonoma di Trento:</strong> vacanze dal 2 all’8 aprile – <strong data-start="1937" data-end="1972">rientro posticipato al 9 aprile</strong></li>
</ul>
<h3 data-section-id="1uei7uu" data-start="1974" data-end="1999">Uno sguardo d’insieme</h3>
<p data-start="2001" data-end="2283">Nel complesso, il calendario pasquale 2026 appare estremamente omogeneo, con variazioni minime concentrate in poche aree. La maggior parte degli studenti italiani potrà contare su una pausa di sei giorni, mentre in alcuni casi specifici la durata si riduce o si estende leggermente.</p>
<p data-start="2285" data-end="2488" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Resta comunque fondamentale verificare eventuali adattamenti decisi dai singoli istituti scolastici, che potrebbero introdurre ulteriori giorni di sospensione grazie alla propria autonomia organizzativa.</p>
<h2 data-section-id="t7poic" data-start="3359" data-end="3400">L’importanza dell’autonomia scolastica</h2>
<p data-start="3402" data-end="3720">Un elemento spesso sottovalutato riguarda la possibilità, da parte delle singole scuole, di modificare leggermente il calendario ufficiale. Grazie all’autonomia scolastica, gli istituti possono infatti prevedere ulteriori giorni di chiusura, utilizzando quelli che vengono comunemente chiamati “giorni a disposizione”.</p>
<p data-start="3722" data-end="3894">Questo significa che, in alcuni casi, la pausa potrebbe essere più lunga rispetto a quanto stabilito a livello regionale. Proprio per questo motivo, è sempre consigliabile:</p>
<ul data-start="3896" data-end="4043">
<li data-section-id="fccfbg" data-start="3896" data-end="3946">consultare il diario scolastico degli studenti</li>
<li data-section-id="1rxqdnw" data-start="3947" data-end="4001">verificare le comunicazioni ufficiali della scuola</li>
<li data-section-id="1btvaec" data-start="4002" data-end="4043">controllare il sito web dell’istituto</li>
</ul>
<p data-start="4045" data-end="4191">Una semplice verifica può evitare disguidi organizzativi, soprattutto per le famiglie che pianificano spostamenti o attività durante quel periodo.</p>
<h2 data-section-id="17y5ku1" data-start="4193" data-end="4234">Un’occasione per ricaricare le energie</h2>
<p data-start="4236" data-end="4473">Al di là degli aspetti organizzativi, le vacanze pasquali rappresentano un momento prezioso sotto il profilo educativo e personale. Dopo mesi di lezioni, verifiche e impegni quotidiani, questa pausa offre agli studenti la possibilità di:</p>
<ul data-start="4475" data-end="4590">
<li data-section-id="zabgyq" data-start="4475" data-end="4504">recuperare concentrazione</li>
<li data-section-id="ukpi5o" data-start="4505" data-end="4541">alleggerire lo stress accumulato</li>
<li data-section-id="1lsoiuz" data-start="4542" data-end="4590">dedicarsi ad attività ricreative o familiari</li>
</ul>
<p data-start="4592" data-end="4815">Anche per gli insegnanti si tratta di un’occasione per interrompere il ritmo serrato delle attività didattiche e prepararsi al periodo conclusivo dell’anno, spesso caratterizzato da valutazioni e adempimenti amministrativi.</p>
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<title>Scorrimento graduatorie addio? La sentenza che gela migliaia di idonei</title>
<link>https://www.eventi.news/scorrimento-graduatorie-addio-la-sentenza-che-gela-migliaia-di-idonei</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Nel delicato equilibrio tra esigenze organizzative della Pubblica Amministrazione e aspettative dei candidati nei concorsi pubblici, il tema dello scorrimento delle graduatorie continua a rappresentare uno dei terreni più controversi del diritto amministrativo. La recente sentenza del TAR Sicilia, n. 664 del 16 marzo 2026, fa chiarezza sulla legittimità della pretesa dell’idoneo non vincitore a […]
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<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 01:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Scorrimento, graduatorie, addio, sentenza, che, gela, migliaia, idonei</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Nel delicato equilibrio tra esigenze organizzative della Pubblica Amministrazione e aspettative dei candidati nei concorsi pubblici, il tema dello scorrimento delle graduatorie continua a rappresentare uno dei terreni più controversi del diritto amministrativo.</strong></p>
<hr>
<p>La recente sentenza del <strong>TAR Sicilia</strong>, <strong>n. 664 del 16 marzo 2026</strong>, fa chiarezza sulla legittimità della pretesa dell’idoneo non vincitore a pretendere l’assunzione e, soprattutto, sui limiti entro cui l’amministrazione può scegliere strumenti alternativi, come le <strong>stabilizzazioni</strong> o i <strong>contratti a termine</strong>, senza incorrere in illegittimità.</p>
<h2>Il caso</h2>
<p>La vicenda prende le mosse da un concorso bandito dall’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Agrigento per il profilo di ortottista e giunge dinanzi al TAR a seguito della contestazione, da parte di una candidata idonea, delle scelte assunzionali operate dall’ente.</p>
<p>L’ASP di Agrigento aveva indetto nel 2022 una procedura selettiva per l’assunzione a tempo indeterminato di diverse figure sanitarie, tra cui due ortottisti. All’esito del concorso, nel novembre 2024 veniva approvata la <strong>graduatoria finale</strong>, con l’individuazione dei vincitori e degli idonei. La ricorrente si collocava al quinto posto, risultando dunque terza tra gli idonei non vincitori.</p>
<p>L’amministrazione, tuttavia, pur riconoscendo la necessità di coprire ulteriori tre posti, optava non per lo scorrimento immediato della graduatoria, bensì per la <strong>proroga di contratti a tempo determinato già in essere</strong>. Successivamente, l’ente procedeva allo scorrimento solo parziale della graduatoria, assumendo i candidati classificati al terzo e quarto posto, mentre per l’ultimo posto disponibile avviava una <strong>procedura di stabilizzazione</strong> riservata al personale precario già in servizio.</p>
<p>La candidata rimasta esclusa impugnava l’intera sequenza di atti, sostenendo che l’amministrazione avesse eluso l’obbligo di utilizzare integralmente la graduatoria vigente e che il <strong>ricorso a contratti flessibili e alla stabilizzazione fosse illegittimo</strong> in presenza di idonei disponibili.</p>
<h2>La decisione del TAR Palermo</h2>
<p>Il TAR Palermo ribadisce un principio ormai consolidato, secondo cui lo <strong>scorrimento della graduatoria non costituisce un diritto automatico dell’idoneo</strong>, bensì una <strong>mera aspettativa qualificata</strong>. L’amministrazione, pur dovendo rispettare i principi di buon andamento e imparzialità consacrati dall’art. 97 Cost., conserva un’<strong>ampia discrezionalità</strong> nella scelta delle modalità di copertura dei posti vacanti, discrezionalità che può essere sindacata dal giudice solo in presenza di evidenti profili di illogicità o arbitrarietà.</p>
<p>Con riferimento al rapporto tra scorrimento delle graduatorie e procedure di stabilizzazione, il TAR esclude che tra i due strumenti vi sia un <strong>rapporto di necessaria alternatività</strong>, sottolineando come la <strong>stabilizzazione</strong> risponda a <strong>finalità diverse</strong>, essendo volta al superamento del precariato e riservata a personale già inserito nell’organizzazione sanitaria. In questa prospettiva, la presenza di una graduatoria vigente non impedisce all’amministrazione di attivare <strong>procedure speciali</strong> previste dalla legge, purché tali scelte siano coerenti con la programmazione del fabbisogno e adeguatamente motivate.</p>
<p>Nel caso di specie, il Collegio ritiene che l’ASP di Agrigento abbia operato all’interno di un <strong>programma definito</strong>, caratterizzato da una sequenza logica di decisioni: prima lo scorrimento parziale della graduatoria, poi la gestione temporanea del fabbisogno mediante contratti a termine e, infine, la stabilizzazione del personale precario. Tale percorso viene considerato espressione di una legittima strategia organizzativa volta a garantire la continuità dei servizi sanitari e il rispetto dei livelli essenziali di assistenza.</p>
<p>Particolarmente rilevante è anche il passaggio in cui il TAR chiarisce che la <strong>presenza di posti vacanti non genera un obbligo giuridico di scorrimento della graduatoria</strong>. È sempre necessaria una previa decisione dell’amministrazione di coprire quei posti mediante reclutamento dall’esterno, decisione che può essere orientata, invece, verso altre modalità di copertura previste dall’ordinamento.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/TAR-Palermo.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui trovate il testo completo della sentenza del TAR Palermo.</strong></a></span></p>
<h2>La sentenza analoga del TAR Lombardia</h2>
<p>La sentenza del TAR Palermo non può essere letta come un caso isolato, ma va inserita in un contesto giurisprudenziale che sta ridefinendo i rapporti tra PA e idonei nei concorsi pubblici. Se il caso siciliano evidenzia la legittimità del ricorso alle stabilizzazioni rispetto allo scorrimento, un’ulteriore e decisiva conferma di questo cambio di rotta arriva dalla recente pronuncia del <strong>TAR Lombardia (sentenza n. 1202 del 12 marzo 2026)</strong>. In quell’occasione, i giudici milanesi hanno sancito il definitivo superamento dello storico primato dello scorrimento, riportando il concorso pubblico al centro del sistema come strumento ordinario e prioritario di reclutamento. <strong><span><a href="https://lentepubblica.it/concorsi-pubblici/stop-a-scorrimento-automatico-graduatorie-tar-ridefinisce-regole-del-reclutamento-pubblico/" target="_blank" rel="noopener">Per un approfondimento sulla questione, trovi qui l’articolo.</a></span></strong></p>
<h2>Una direzione chiara per la PA</h2>
<p>L’orientamento che emerge da queste due sentenze delinea una direzione chiarissima per la PA, non più tenuta a fornire motivazioni rafforzate in caso di mancato scorrimento delle graduatorie vigenti. Che si tratti di preferire la stabilizzazione del personale precario (come visto a Palermo) o l’indizione di una nuova procedura selettiva (come stabilito a Milano), il filo conduttore è lo stesso: <strong>lo scorrimento passa da regola preferenziale a mera scelta discrezionale</strong>.</p>
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<title>Distanze legali tra costruzioni e principio di prevenzione: cosa dice il TAR Puglia</title>
<link>https://www.eventi.news/distanze-legali-tra-costruzioni-e-principio-di-prevenzione-cosa-dice-il-tar-puglia</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Il principio di prevenzione nelle distanze legali tra costruzioni per opere pubbliche e confini: riflessioni a margine di TAR Puglia – Bari, n. 408/2026. Inquadramento della questione Il tema delle distanze legali tra costruzioni rappresenta uno dei nodi più ricorrenti e dibattuti nell’intersezione tra diritto privato e disciplina pubblicistica del territorio. La coesistenza di regole […]
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<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 01:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Distanze, legali, tra, costruzioni, principio, prevenzione:, cosa, dice, TAR, Puglia</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Il principio di prevenzione nelle distanze legali tra costruzioni per opere pubbliche e confini: riflessioni a margine di TAR Puglia – Bari, n. 408/2026.</strong></p>
<hr>
<ol>
<li>
<h3><strong>Inquadramento della questione</strong></h3>
</li>
</ol>
<p>Il tema delle distanze legali tra costruzioni rappresenta uno dei nodi più ricorrenti e dibattuti nell’intersezione tra diritto privato e disciplina pubblicistica del territorio. La coesistenza di regole codicistiche — di derivazione civilistica e connotazione dispositiva — e di prescrizioni urbanistiche locali — di natura regolatoria e, talvolta, inderogabile — genera un sistema di fonti stratificato che impone all’interprete un’attenta opera di coordinamento gerarchico.</p>
<p>In tale contesto si inserisce la recente pronuncia del TAR Puglia – Bari, n. 408/2026, che offre l’occasione per tornare a riflettere sulla persistente vitalità del principio di prevenzione temporale e sui suoi rapporti con le prescrizioni degli strumenti urbanistici locali, con particolare riguardo all’ipotesi in cui il soggetto edificatore sia una pubblica amministrazione.</p>
<ol start="2">
<li>
<h3><strong> Il caso: la localizzazione di un’opera pubblica nel Comune di Corato</strong></h3>
</li>
</ol>
<p>La controversia esaminata dal TAR Puglia trae origine dall’impugnazione della scelta localizzativa di un asilo nido disposta dal Comune di Corato. I ricorrenti, proprietari di un lotto adiacente rimasto inedificato, lamentavano la violazione dell’art. 9 del D.M. 2 aprile 1968, n. 1444, che impone una distanza minima di dieci metri tra pareti finestrate di edifici antistanti, assumendo che la realizzazione dell’opera pubblica, posizionata a 7,99 m dal confine, avrebbe irreversibilmente compromesso le potenzialità edificatorie del fondo confinante, costringendo il futuro costruttore a non poter realizzare la propria fabbrica sul confine e, quindi, a rispettare distacchi ben più gravosi rispetto a quelli che sarebbero stati applicabili in assenza dell’intervento pubblico.</p>
<p>La tesi dei ricorrenti ruotava attorno all’assunto che la pubblica amministrazione, nel localizzare la propria opera, avrebbe dovuto tenere conto anche del potenziale edificatorio dei lotti liberi confinanti, evitando di «bruciare» a vantaggio proprio le facoltà che il principio di prevenzione avrebbe potuto accordare al vicino.</p>
<ol start="3">
<li>
<h3><strong> Il principio di prevenzione: fondamento normativo e ratio</strong></h3>
</li>
</ol>
<p>Il principio di prevenzione trova il proprio fondamento negli artt. 873, 874, 875 e 877 del Codice Civile, i quali, letti sistematicamente, attribuiscono al proprietario che edifica per primo — il cosiddetto <em>preveniente</em> — una triplice facoltà di scelta:</p>
<ol>
<li><strong>Edificare sul confine</strong>, richiedendo eventualmente al vicino di costruire in aderenza;</li>
<li><strong>Edificare a distanza pari alla metà di quella legale</strong>, con correlativo obbligo del vicino di mantenere la stessa distanza;</li>
<li><strong>Edificare a distanza inferiore alla metà di quella legale</strong>, con facoltà del vicino di avanzare fino al confine o costruire anch’egli in aderenza.</li>
</ol>
<p>La ratio dell’istituto risponde a un’esigenza di certezza e di efficienza nell’utilizzo del territorio edificabile: il primo costruttore, assumendo una scelta localizzativa vincolante per il confinante, riceve in cambio una più ampia libertà di posizionamento rispetto al confine. Il <em>prevenuto</em>, per contro, dovrà adeguarsi alla scelta del <em>preveniente</em>, potendo tuttavia esercitare le proprie facoltà complementari nei termini previsti dall’art. 875 c.c.</p>
<ol start="4">
<li>
<h3><strong> Il rapporto tra prevenzione e norme urbanistiche locali: la gerarchia delle fonti</strong></h3>
</li>
</ol>
<p>Il punto più delicato della materia attiene all’individuazione dei casi in cui la disciplina codicistica della prevenzione cede il campo alle prescrizioni degli strumenti urbanistici locali.</p>
<p>La giurisprudenza della Corte di Cassazione, ormai consolidata nelle sue linee essenziali a partire dalle pronunce degli anni Duemila e confermata dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 10318/2016, ha elaborato un criterio interpretativo chiaro: il principio di prevenzione opera pienamente ogniqualvolta il regolamento edilizio o le Norme Tecniche di Attuazione del PRG non impongano un <strong>distacco minimo assoluto e inderogabile tra la costruzione e il confine</strong>. Per converso, la prevenzione rimane <strong>esclusa</strong> nei soli casi in cui lo strumento urbanistico, con prescrizione espressa e univoca, vieti di costruire sul confine imponendo una distanza minima dalla linea di proprietà.</p>
<p>Il criterio discretivo non è dunque la presenza di una distanza legale minima tra edifici (come quella di dieci metri imposta dall’art. 9 del D.M. n. 1444/1968), bensì l’esistenza di una <strong>norma che prescriva espressamente un distacco tra la costruzione e il confine di proprietà</strong>. Se tale prescrizione manca — o se lo strumento urbanistico consente alternativamente di costruire sul confine ovvero a una certa distanza da esso — la disciplina codicistica della prevenzione riprende piena operatività.</p>
<ol start="5">
<li>
<h3><strong>Distanze legali tra costruzioni: la decisione del TAR Puglia e il suo inquadramento sistematico</strong></h3>
</li>
</ol>
<p>Il Collegio ha rigettato il ricorso facendo applicazione del principio appena descritto. Le Norme Tecniche di Attuazione del PRG del Comune di Corato, nel caso di specie, non imponevano un distacco minimo obbligatorio dal confine per le costruzioni ricadenti nella zona interessata dall’intervento. Ne conseguiva che il Comune, nella sua qualità di soggetto edificatore, era pienamente legittimato ad avvalersi della facoltà di costruire sul confine o a diversa distanza, esercitando le medesime prerogative che l’ordinamento codicistico riconosce a qualsiasi proprietario preveniente.</p>
<p>Il TAR ha così respinto l’argomento secondo cui la pubblica amministrazione avrebbe dovuto astenersi dall’esercizio di tale facoltà in ragione di un preteso obbligo di preservare le potenzialità edificatorie dei fondi confinanti. La scelta localizzativa dell’opera pubblica, in quanto inserita in un quadro normativo che non escludeva espressamente la costruzione sul confine, non risultava affetta da alcun vizio di legittimità.</p>
<p>La pronuncia si segnala, sotto il profilo sistematico, per aver esteso senza incertezze all’operatore pubblico il regime della prevenzione normalmente riferito ai rapporti tra privati, confermando così che la pubblica amministrazione, quando agisce <em>iure privatorum</em> nella veste di proprietario edificante, è soggetta alle medesime regole che disciplinano i rapporti di vicinato tra privati.</p>
<ol start="6">
<li>
<h3><strong> Osservazioni conclusive</strong></h3>
</li>
</ol>
<p>La sentenza del TAR Puglia n. 408/2026 conferma la tenuta di un sistema interpretativo ormai consolidato, fondato su un criterio di primato della norma urbanistica espressa e sul carattere residuale — ma non recessivo — della disciplina codicistica della prevenzione.</p>
<p>Resta ancora aperta, e merita ulteriori approfondimenti, la questione dei limiti entro cui la pubblica amministrazione debba valutare se, oltre alla legittimità formale della scelta localizzativa, sia necessario esprimere un giudizio di ragionevolezza sostanziale, ponderando l’impatto dell’intervento pubblico sull’insieme degli interessi privati coinvolti.</p>
<h3><strong>Riferimenti normativi e giurisprudenziali</strong></h3>
<h5><strong>Fonti normative</strong></h5>
<ul>
<li>Artt. 873, 874, 875, 877, Codice Civile</li>
<li>D.M. 2 aprile 1968, n. 1444, art. 9</li>
</ul>
<h5><strong>Giurisprudenza citata</strong></h5>
<ul>
<li>Cass., SS.UU., 13 maggio 2016, n. 10318</li>
<li>Cass. civ., Sez. II, 13 gennaio 2025, n. 847</li>
<li>Cass. civ., Sez. II, 21 dicembre 2021, n. 40984</li>
<li>Cass. civ., 14 maggio 2018, n. 1164</li>
<li>Cass. civ., 6 novembre 2014, n. 23693</li>
<li>Cass. civ., 30 ottobre 2007, n. 22896</li>
<li>Cass. civ., 27 aprile 2006, n. 9650</li>
<li>Cass. civ., 7 luglio 2005, n. 14261</li>
<li>Cass. civ., 5 aprile 2002, n. 4895</li>
<li>Cass. civ., 5 ottobre 2001, n. 1229</li>
</ul>
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<title>Medici in digiuno per la guerra: gesto simbolico dal reparto chirurgia dell&amp;apos;Ospedale di Cittadella</title>
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Un’iniziativa semplice, ma carica di significato, nasce in un ospedale del Veneto e guarda ben oltre i confini nazionali. È quella promossa dal reparto di Chirurgia generale dell’ospedale di Cittadella, dove il personale sanitario ha deciso di fermarsi – almeno simbolicamente – per esprimere solidarietà ai colleghi impegnati nei teatri di guerra. L’appuntamento è fissato […]
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<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 01:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Medici, digiuno, per, guerra:, gesto, simbolico, dal, reparto, chirurgia, dellOspedale, Cittadella</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="110" data-end="458"><strong>Un’iniziativa semplice, ma carica di significato, nasce in un ospedale del Veneto e guarda ben oltre i confini nazionali. È quella promossa dal reparto di Chirurgia generale dell’ospedale di Cittadella, dove il personale sanitario ha deciso di fermarsi – almeno simbolicamente – per esprimere solidarietà ai colleghi impegnati nei teatri di guerra.</strong></p>
<hr>
<p data-start="460" data-end="769">L’appuntamento è fissato per venerdì prossimo: una giornata di digiuno volontario che coinvolgerà medici, infermieri e operatori del reparto, con un obiettivo preciso – richiamare l’attenzione sulle condizioni estreme in cui molti professionisti della sanità sono costretti a lavorare nelle aree di conflitto.</p>
<h2 data-section-id="1tw95yx" data-start="771" data-end="821">Un gesto simbolico che parla al mondo sanitario</h2>
<p data-start="823" data-end="1181">Alla base dell’iniziativa c’è una riflessione tanto semplice quanto potente: se da una parte esistono strutture ospedaliere moderne, organizzate e dotate di tecnologie avanzate, dall’altra vi sono contesti in cui la medicina viene praticata in condizioni di emergenza continua, tra carenze di strumenti, rischio costante e pressione psicologica elevatissima.</p>
<p data-start="1183" data-end="1442">Il <strong><span><a href="https://www.aulss6.veneto.it/Ospedale-di-Cittadella-Chirurgia" target="_blank" rel="noopener">reparto di Chirurgia generale</a></span></strong>, diretto dal dottor <strong>Alfonso Giovanni Recordare</strong> – medico con una lunga esperienza anche in missioni internazionali e interventi complessi – ha deciso di trasformare questa consapevolezza in un’azione concreta, seppur simbolica.</p>
<p data-start="1444" data-end="1648">L’idea non è quella di incidere direttamente sulle dinamiche globali, ma piuttosto di lanciare un messaggio chiaro: la comunità sanitaria non resta indifferente di fronte a chi opera in condizioni limite.</p>
<h2 data-section-id="1dhrlik" data-start="1650" data-end="1694">Dai fronti di guerra alle corsie italiane</h2>
<p data-start="1696" data-end="1930">Il pensiero dei promotori va ai tanti professionisti impegnati nei principali scenari di crisi internazionale:<strong> dalla <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/palestina/" target="_blank" rel="noopener">Striscia di Gaza</a></span> all’Ucraina, <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/guerra/" target="_blank" rel="noopener">passando per il Medio Oriente</a></span> e altri contesti meno visibili ma altrettanto drammatici.</strong></p>
<p data-start="1932" data-end="2220">In queste aree, medici e infermieri si trovano quotidianamente ad affrontare situazioni che vanno ben oltre la normale pratica clinica: interventi eseguiti in condizioni precarie, scarsità di farmaci e dispositivi, turni massacranti e, spesso, la minaccia diretta alla propria incolumità.</p>
<p data-start="2222" data-end="2438">Organizzazioni umanitarie come <em data-start="2253" data-end="2264">Emergency</em> e <em data-start="2267" data-end="2291">Medici Senza Frontiere</em> operano stabilmente in questi contesti, garantendo assistenza sanitaria in condizioni che mettono a dura prova anche i professionisti più esperti.</p>
<h2 data-section-id="6lupq" data-start="2440" data-end="2495">Il significato del digiuno come forma di solidarietà</h2>
<p data-start="2497" data-end="2722">La scelta del digiuno non è casuale. Si tratta di una forma di espressione non violenta, radicata in diverse tradizioni culturali e storiche, utilizzata per manifestare vicinanza, riflessione e condivisione di una condizione.</p>
<p data-start="2724" data-end="2984">Nel caso dell’ospedale di Cittadella, il gesto assume una valenza specifica: interrompere volontariamente l’assunzione di cibo – pur mantenendo l’idratazione – per richiamare simbolicamente le difficoltà e le privazioni che caratterizzano i contesti di guerra.</p>
<p data-start="2986" data-end="3193">Nel messaggio diffuso tra i professionisti sanitari si sottolinea proprio questo aspetto: il digiuno come segno visibile, un modo per dire “vi vediamo” a chi opera lontano dai riflettori, spesso in silenzio.</p>
<h2 data-section-id="1kifil8" data-start="3195" data-end="3236">Un appello che supera i confini locali</h2>
<p data-start="3238" data-end="3484">L’iniziativa, pur nascendo in un contesto territoriale circoscritto, ambisce a coinvolgere una platea più ampia. Il reparto ha infatti invitato tutti i professionisti sanitari, ovunque si trovino, a unirsi simbolicamente alla giornata di digiuno.</p>
<p data-start="3486" data-end="3680">Un’adesione diffusa trasformerebbe il gesto individuale in un’azione collettiva, capace di amplificare il messaggio e di rafforzare il senso di appartenenza a una comunità professionale globale.</p>
<p data-start="3682" data-end="3852">Non si tratta, dunque, di una protesta né di una rivendicazione, ma di un atto di consapevolezza condivisa, che punta a mettere al centro il valore universale della cura.</p>
<h2 data-section-id="q5vsmc" data-start="3854" data-end="3896">Medicina e umanità nei contesti estremi</h2>
<p data-start="3898" data-end="4084">Uno degli elementi più rilevanti dell’iniziativa riguarda la visione della medicina come pratica che, anche nelle situazioni più drammatiche, mantiene una dimensione profondamente umana.</p>
<p data-start="4086" data-end="4292">Nei contesti di guerra, infatti, l’atto medico assume un significato che va oltre la tecnica: diventa spesso un presidio di dignità, un punto di riferimento per popolazioni colpite da violenze e privazioni.</p>
<p data-start="4294" data-end="4501">Il digiuno promosso a Cittadella intende proprio sottolineare questo aspetto: la medicina non è solo un insieme di competenze, ma anche una scelta etica, un posizionamento rispetto alle sofferenze del mondo.</p>
<h2 data-section-id="1caus16" data-start="4503" data-end="4533">Tra limite e responsabilità</h2>
<p data-start="4535" data-end="4722">I promotori dell’iniziativa sono consapevoli che un gesto simbolico, da solo, non può modificare gli equilibri globali. Tuttavia, ritengono che sia importante non cedere all’indifferenza.</p>
<p data-start="4724" data-end="4997">Il digiuno rappresenta, in questo senso, un modo per riconoscere i propri limiti senza rinunciare alla responsabilità di prendere posizione. Non potendo intervenire direttamente nei teatri di guerra, si sceglie almeno di accendere un riflettore su chi vi opera ogni giorno.</p>
<p data-start="4999" data-end="5098">È una forma di testimonianza che si colloca a metà strada tra etica professionale e impegno civile.</p>
<h2 data-section-id="17trfyw" data-start="5100" data-end="5152">Un messaggio chiaro: scegliere da che parte stare</h2>
<p data-start="5154" data-end="5321">Alla base dell’iniziativa c’è una frase che ne sintetizza il significato: <em data-start="5228" data-end="5320">forse non è possibile cambiare il mondo, ma è sempre possibile decidere da che parte stare</em>.</p>
<p data-start="5323" data-end="5467">Un’affermazione che richiama la dimensione personale delle scelte, anche all’interno di professioni altamente strutturate come quella sanitaria.</p>
<p data-start="5469" data-end="5709">Il digiuno del reparto di Chirurgia di Cittadella diventa così un invito a non restare neutrali di fronte alle crisi globali, ma a riconoscersi in una comunità che, pur nelle differenze di contesto, condivide gli stessi valori fondamentali.</p>
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<title>Ecco i concorsi pubblici in scadenza nel mese di aprile 2026</title>
<link>https://www.eventi.news/ecco-i-concorsi-pubblici-in-scadenza-nel-mese-di-aprile-2026</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Concorsi pubblici aprile 2026: oltre 13mila posti disponibili, tutte le opportunità in ordine di scadenza. Si conferma un mese particolarmente dinamico per il reclutamento nella Pubblica Amministrazione. Le procedure selettive attualmente aperte mettono a disposizione circa 13.000 posti complessivi, distribuiti tra amministrazioni centrali, enti locali e comparti strategici come sanità, sicurezza e diplomazia. Si tratta […]
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<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 01:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Ecco, concorsi, pubblici, scadenza, nel, mese, aprile, 2026</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-section-id="1x352fm" data-start="226" data-end="333"><strong>Concorsi pubblici aprile 2026: oltre 13mila posti disponibili, tutte le opportunità in ordine di scadenza. Si conferma un mese particolarmente dinamico per il reclutamento nella Pubblica Amministrazione.</strong></p>
<hr>
<p data-start="335" data-end="657">Le procedure selettive attualmente aperte mettono a disposizione circa <strong data-start="515" data-end="543">13.000 posti complessivi</strong>, distribuiti tra amministrazioni centrali, enti locali e comparti strategici come sanità, sicurezza e diplomazia.</p>
<p data-start="659" data-end="1043">Si tratta di un panorama articolato, che offre concrete possibilità di inserimento per candidati con diversi livelli di istruzione: <strong data-start="791" data-end="842">dalla licenza media fino alla laurea magistrale</strong>, spesso senza necessità di precedenti esperienze lavorative. Un elemento che rende queste selezioni particolarmente rilevanti anche per chi si affaccia per la prima volta al mondo del lavoro pubblico.</p>
<p data-start="1045" data-end="1238">Di seguito, una ricognizione aggiornata dei principali concorsi con <strong data-start="1113" data-end="1149">scadenza nel mese di aprile 2026</strong>, ordinati cronologicamente per consentire una pianificazione efficace delle candidature.</p>
<h2 data-section-id="q7989y" data-start="1245" data-end="1303">5 aprile 2026: 56 dirigenti medici all’Asl Napoli 3 Sud</h2>
<p data-start="1305" data-end="1495">La prima scadenza utile riguarda il settore sanitario, con l’<strong data-start="1366" data-end="1386">Asl Napoli 3 Sud</strong> che ha attivato due procedure concorsuali per l’assunzione a tempo indeterminato di <strong data-start="1471" data-end="1494">56 dirigenti medici</strong>.</p>
<p data-start="1497" data-end="1634">Le posizioni sono suddivise tra diverse specializzazioni, a conferma della necessità di rafforzare organici in ambiti clinici strategici:</p>
<ul data-start="1636" data-end="1841">
<li data-section-id="146ywpn" data-start="1636" data-end="1729"><strong data-start="1638" data-end="1650">10 posti</strong> nell’area delle dipendenze (Psichiatria e Farmacologia/Tossicologia clinica)</li>
<li data-section-id="o52qdz" data-start="1730" data-end="1767"><strong data-start="1732" data-end="1744">20 posti</strong> per Medicina interna</li>
<li data-section-id="udfb5e" data-start="1768" data-end="1841"><strong data-start="1770" data-end="1782">26 posti</strong> nell’ambito della Medicina legale, diagnostica e servizi</li>
</ul>
<p data-start="1843" data-end="2164">Le modalità selettive prevedono un percorso articolato in tre fasi: una prova scritta con quesiti teorico-pratici o casi clinici, una prova pratica sulle competenze specialistiche e un colloquio orale. Le soglie di idoneità sono fissate rispettivamente in <strong data-start="2099" data-end="2139">21/30 per le prove scritta e pratica</strong> e <strong data-start="2142" data-end="2163">14/20 per l’orale</strong>.</p>
<p data-start="2166" data-end="2394">L’iniziativa rappresenta una risposta concreta al fabbisogno crescente di personale medico qualificato, in un contesto in cui il sistema sanitario continua a fronteggiare criticità strutturali legate alla carenza di specialisti.</p>
<h2 data-section-id="bsbtq0" data-start="2401" data-end="2444">7 aprile 2026: 3.081 allievi Carabinieri</h2>
<p data-start="2446" data-end="2639">Pochi giorni dopo, il calendario segna una delle scadenze più attese: quella relativa al concorso per <strong data-start="2548" data-end="2577">3.081 allievi Carabinieri</strong>, con ingresso nel ruolo di Appuntati e Carabinieri dell’Arma.</p>
<p data-start="2641" data-end="2696">Il bando si rivolge a una platea ampia ma ben definita:</p>
<ul data-start="2698" data-end="2890">
<li data-section-id="3nyn8b" data-start="2698" data-end="2766"><strong data-start="2700" data-end="2715">2.134 posti</strong> destinati ai volontari in ferma prefissata (VFP)</li>
<li data-section-id="u25886" data-start="2767" data-end="2811"><strong data-start="2769" data-end="2782">915 posti</strong> aperti ai cittadini civili</li>
<li data-section-id="1n7220k" data-start="2812" data-end="2890"><strong data-start="2814" data-end="2826">32 posti</strong> riservati a candidati in possesso di attestato di bilinguismo</li>
</ul>
<p data-start="2892" data-end="3033">Per partecipare è richiesto il <strong data-start="2923" data-end="2972">diploma di scuola secondaria di secondo grado</strong>, oltre al rispetto dei limiti anagrafici indicati nel bando.</p>
<p data-start="3035" data-end="3209">La procedura di candidatura avviene esclusivamente in modalità telematica tramite il portale InPA, ormai diventato il punto di riferimento per l’accesso ai concorsi pubblici.</p>
<p data-start="3211" data-end="3413">Questo concorso si conferma tra i più attrattivi, sia per il numero di posti disponibili sia per il valore istituzionale del ruolo, che continua a esercitare un forte richiamo soprattutto tra i giovani.</p>
<h2 data-section-id="umekdm" data-start="4386" data-end="4439">27 aprile 2026: 35 Segretari di Legazione al MAECI</h2>
<p data-start="4441" data-end="4670">Chiude il calendario il concorso indetto dal <strong data-start="4486" data-end="4563">Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI)</strong> per l’assunzione di <strong data-start="4584" data-end="4622">35 Segretari di Legazione in prova</strong>, figura di ingresso nella carriera diplomatica.</p>
<p data-start="4672" data-end="4843">Si tratta di una delle selezioni più prestigiose dell’intero comparto pubblico, caratterizzata da un elevato grado di competitività e da un iter particolarmente selettivo.</p>
<p data-start="4845" data-end="4877">Il percorso concorsuale prevede:</p>
<ul data-start="4879" data-end="5120">
<li data-section-id="14h4cq6" data-start="4879" data-end="4925">una prova attitudinale a risposta multipla</li>
<li data-section-id="l1bpkr" data-start="4926" data-end="5033">prove scritte su materie quali diritto internazionale, economia e storia delle relazioni internazionali</li>
<li data-section-id="1nwb6ya" data-start="5034" data-end="5120">una fase orale estesa a un ampio spettro disciplinare, incluse le lingue straniere</li>
</ul>
<p data-start="5122" data-end="5323">Tra i requisiti richiesti figurano la <strong data-start="5160" data-end="5181">laurea magistrale</strong>, la cittadinanza italiana e un limite di età generalmente fissato a <strong data-start="5250" data-end="5261">35 anni</strong>, con possibili estensioni fino a 38 in specifiche condizioni.</p>
<p data-start="5325" data-end="5421">Cinque posti sono riservati a candidati interni al Ministero con almeno cinque anni di servizio.</p>
<h2 data-section-id="4q7x79" data-start="3420" data-end="3496">Diverse scadenze ad aprile: maxi stabilizzazione al Ministero della Giustizia</h2>
<p data-start="3498" data-end="3664">Tra le operazioni più rilevanti del mese spicca la procedura di stabilizzazione avviata dal <strong data-start="3590" data-end="3619">Ministero della Giustizia</strong>, che coinvolge <strong data-start="3635" data-end="3663">9.119 unità di personale</strong>.</p>
<p data-start="3666" data-end="4022">Si tratta di un intervento di ampia portata, destinato a consolidare rapporti di lavoro già esistenti all’interno dell’amministrazione giudiziaria e del sistema penitenziario. L’accesso è infatti riservato al personale già in servizio con contratto a tempo determinato, in possesso dei requisiti previsti dal <span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2017-05-25;75!vig=" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="3975" data-end="3993">D.Lgs. 75/2017</strong></a></span> e dalla normativa correlata.</p>
<p data-start="4024" data-end="4176">I profili interessati sono molteplici e comprendono sia figure amministrative sia tecniche, con requisiti di accesso variabili tra <strong data-start="4155" data-end="4175">diploma e laurea</strong>.</p>
<p data-start="4178" data-end="4379">Questa operazione si inserisce in un più ampio processo di rafforzamento della macchina giudiziaria, con l’obiettivo di garantire maggiore stabilità organizzativa e migliorare l’efficienza dei servizi.</p>
<p data-start="4178" data-end="4379"><span><a href="https://lentepubblica.it/concorsi-pubblici/stabilizzazione-precari-pnrr-giustizia-al-via-le-procedure-per-funzionari-e-assistenti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Maggiori informazioni in questo approfondimento.</strong></a></span></p>
<h2 data-section-id="1yen8kf" data-start="5428" data-end="5492">Un mese strategico per entrare nella Pubblica Amministrazione</h2>
<p data-start="5494" data-end="5667">L’insieme delle procedure attive ad aprile 2026 evidenzia una strategia di reclutamento diffusa e trasversale, che coinvolge diversi comparti della Pubblica Amministrazione.</p>
<p data-start="5669" data-end="5865">Dalla sicurezza alla sanità, passando per la giustizia e la diplomazia, le opportunità disponibili delineano un quadro in cui il settore pubblico torna a essere un importante bacino occupazionale.</p>
<p data-start="5867" data-end="6086">Un aspetto particolarmente rilevante riguarda l’accessibilità delle selezioni: in molti casi, infatti, <strong data-start="5970" data-end="6010">non è richiesta esperienza pregressa</strong>, elemento che amplia significativamente la platea dei potenziali candidati.</p>
<p data-start="6088" data-end="6246">Allo stesso tempo, la varietà dei profili richiesti consente di intercettare competenze eterogenee, rispondendo a esigenze organizzative sempre più complesse.</p>
<h2 data-section-id="170m4rx" data-start="6253" data-end="6283">Come orientarsi tra i bandi</h2>
<p data-start="6285" data-end="6445">Per chi intende partecipare, il consiglio è quello di monitorare attentamente le scadenze e verificare con precisione i requisiti richiesti per ciascun profilo.</p>
<p data-start="6447" data-end="6570">L’utilizzo del portale InPA si conferma centrale per l’invio delle candidature e per l’accesso alle informazioni ufficiali.</p>
<p data-start="6572" data-end="6769">È inoltre fondamentale prepararsi adeguatamente alle prove, soprattutto nei concorsi più strutturati, dove il livello di competizione è elevato e richiede una solida preparazione teorica e pratica.</p>
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</item>

<item>
<title>ARERA riscrive le regole: il bonus TARI non pesa sui bilanci dei Comuni</title>
<link>https://www.eventi.news/arera-riscrive-le-regole-il-bonus-tari-non-pesa-sui-bilanci-dei-comuni</link>
<guid>https://www.eventi.news/arera-riscrive-le-regole-il-bonus-tari-non-pesa-sui-bilanci-dei-comuni</guid>
<description><![CDATA[ lentepubblica.it
TARI, svolta ARERA sul bonus sociale: niente costi per i Comuni e nuove regole operative. Ecco quali sono le ultime indicazioni dell’Autorità. Il bonus sociale sui rifiuti torna al centro dell’attenzione con un chiarimento destinato a incidere in modo significativo sull’equilibrio dei conti locali e sull’operatività degli uffici tributi. L’Autorità di regolazione per energia, reti […]
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<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 01:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>ARERA, riscrive, regole:, bonus, TARI, non, pesa, sui, bilanci, dei, Comuni</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-section-id="x4iz9k" data-start="182" data-end="276"><span role="text"><strong data-start="184" data-end="276">TARI, svolta ARERA sul bonus sociale: niente costi per i Comuni e nuove regole operative. Ecco quali sono le ultime indicazioni dell’Autorità.</strong></span></p>
<hr>
<p data-start="278" data-end="701">Il <span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/la-guida-al-nuovo-bonus-sociale-rifiuti-video/" target="_blank" rel="noopener"><strong>bonus sociale sui rifiuti</strong></a></span> torna al centro dell’attenzione con un chiarimento destinato a incidere in modo significativo sull’equilibrio dei conti locali e sull’operatività degli uffici tributi. L’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente ha infatti rivisto le precedenti indicazioni, precisando in modo definitivo che <strong data-start="610" data-end="676">l’agevolazione nazionale non deve gravare sui bilanci comunali</strong>, neppure indirettamente.</p>
<p data-start="703" data-end="980">Si tratta di un passaggio tutt’altro che marginale: nelle prime interpretazioni, pur coerenti con il dato normativo, si era profilato il rischio che una parte del beneficio venisse, di fatto, assorbita dalle casse degli enti locali. Una prospettiva ora definitivamente esclusa.</p>
<h2 data-section-id="1fwvz55" data-start="987" data-end="1048"><span role="text"><strong data-start="990" data-end="1048">Bonus TARI: come cambia l’impatto sui bilanci comunali</strong></span></h2>
<p data-start="1050" data-end="1187">Il chiarimento dell’Autorità interviene su un nodo delicato: la relazione tra bonus nazionale e agevolazioni già riconosciute dai Comuni.</p>
<p data-start="1189" data-end="1226">La nuova impostazione stabilisce che:</p>
<ul data-start="1228" data-end="1517">
<li data-section-id="eakku2" data-start="1228" data-end="1314"><strong data-start="1230" data-end="1313">il bonus sociale del 25% deve essere applicato prima di qualsiasi sconto locale</strong>;</li>
<li data-section-id="18hbpg0" data-start="1315" data-end="1415">la quota prevista a livello nazionale resta finanziata attraverso il sistema perequativo centrale;</li>
<li data-section-id="1wph1az" data-start="1416" data-end="1517">eventuali ulteriori riduzioni deliberate dai Comuni restano interamente a carico degli stessi enti.</li>
</ul>
<p data-start="1519" data-end="1701">In termini pratici, ciò significa che <strong data-start="1557" data-end="1639">le amministrazioni non dovranno più sostenere alcuna parte del bonus nazionale</strong>, evitando così effetti distorsivi sulla gestione finanziaria.</p>
<p data-start="1703" data-end="1870">Per gli operatori degli uffici tributi, il principio è chiaro: le agevolazioni locali non possono ridurre né assorbire il beneficio previsto dalla normativa nazionale.</p>
<h2 data-section-id="m81t2d" data-start="1877" data-end="1924"><span role="text"><strong data-start="1880" data-end="1924">Le regole base del bonus sociale rifiuti</strong></span></h2>
<p data-start="1926" data-end="2112">Il quadro operativo del bonus TARI è definito dalla deliberazione ARERA n. 355/2025 e dal Testo Unico Bonus Rifiuti (TUBR), che stabiliscono criteri precisi per l’accesso e l’erogazione.</p>
<p data-start="2114" data-end="2144">Tra gli elementi fondamentali:</p>
<ul data-start="2146" data-end="2432">
<li data-section-id="19b3jo9" data-start="2146" data-end="2224"><strong data-start="2148" data-end="2223">lo sconto è pari al 25% della TARI o della tariffa corrispettiva dovuta</strong>;</li>
<li data-section-id="17je4i0" data-start="2225" data-end="2299">il bonus si applica esclusivamente in presenza di un addebito effettivo;</li>
<li data-section-id="1ndbx32" data-start="2300" data-end="2375">l’utenza deve essere intestata a un componente del nucleo familiare ISEE;</li>
<li data-section-id="kkbp11" data-start="2376" data-end="2432">è ammessa una sola agevolazione per nucleo e per anno.</li>
</ul>
<p data-start="2434" data-end="2596">Un aspetto rilevante riguarda la natura dell’utenza: deve trattarsi di <strong data-start="2505" data-end="2525">utenza domestica</strong>, anche se non necessariamente coincidente con la residenza anagrafica.</p>
<h2 data-section-id="1upaadr" data-start="2603" data-end="2657"><span role="text"><strong data-start="2606" data-end="2657">Come si applica il bonus: chiarimenti operativi</strong></span></h2>
<p data-start="2659" data-end="2760">Uno dei punti più delicati riguarda la modalità di calcolo dello sconto. L’Autorità ha precisato che:</p>
<ul data-start="2762" data-end="3013">
<li data-section-id="8c7w7a" data-start="2762" data-end="2841">il 25% va calcolato sull’importo della TARI dovuta per l’anno di riferimento;</li>
<li data-section-id="1ix1o9z" data-start="2842" data-end="2930">il calcolo deve avvenire <strong data-start="2869" data-end="2929">prima dell’applicazione di eventuali agevolazioni locali</strong>;</li>
<li data-section-id="1uwdjz0" data-start="2931" data-end="3013">restano esclusi dal conteggio altri tributi, come il TEFA (tributo provinciale).</li>
</ul>
<p data-start="3015" data-end="3148">Questo significa che il bonus nazionale mantiene una propria autonomia, non influenzata da misure locali eventualmente già applicate.</p>
<p data-start="3150" data-end="3350">Nel caso in cui nel 2025 siano già stati riconosciuti sconti comunali, i gestori dovranno comunque procedere con l’erogazione del bonus nazionale, senza possibilità di compensazione tra le due misure.</p>
<h2 data-section-id="ffmmnr" data-start="3357" data-end="3400"><span role="text"><strong data-start="3360" data-end="3400">Tempistiche e modalità di erogazione</strong></span></h2>
<p data-start="3402" data-end="3464">Sul piano temporale, il sistema prevede scadenze ben definite.</p>
<p data-start="3466" data-end="3500">Il bonus deve essere riconosciuto:</p>
<ul data-start="3502" data-end="3730">
<li data-section-id="rybbnh" data-start="3502" data-end="3571"><strong data-start="3504" data-end="3570">entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di competenza</strong>;</li>
<li data-section-id="144xzzi" data-start="3572" data-end="3628">nella prima bolletta utile, se emessa entro tale data;</li>
<li data-section-id="whq1as" data-start="3629" data-end="3730">tramite rimessa diretta (ad esempio bonifico o assegno) se la fatturazione avviene successivamente.</li>
</ul>
<p data-start="3732" data-end="3910">Sono previste eccezioni solo in casi particolari, come il cambio di gestore o il passaggio tra diversi modelli tariffari, per i quali il termine può essere esteso al 31 dicembre.</p>
<h2 data-section-id="1n21in" data-start="3917" data-end="3977"><span role="text"><strong data-start="3920" data-end="3977">Casi particolari: trasferimenti, cessazioni e decessi</strong></span></h2>
<p data-start="3979" data-end="4076">La disciplina affronta anche numerose situazioni operative che possono verificarsi nella pratica.</p>
<p data-start="4078" data-end="4096">Tra le principali:</p>
<ul data-start="4098" data-end="4536">
<li data-section-id="1121fm3" data-start="4098" data-end="4218"><strong data-start="4100" data-end="4137">trasferimento nello stesso Comune</strong>: il bonus viene calcolato proporzionalmente al periodo di effettiva occupazione;</li>
<li data-section-id="18nwagt" data-start="4219" data-end="4331"><strong data-start="4221" data-end="4241">cambio di Comune</strong>: l’erogazione spetta al gestore territorialmente competente in base alla DSU più recente;</li>
<li data-section-id="gye5vy" data-start="4332" data-end="4413"><strong data-start="4334" data-end="4383">utenza cessata prima dell’anno di riferimento</strong>: il bonus non è riconosciuto;</li>
<li data-section-id="1jlhll9" data-start="4414" data-end="4536"><strong data-start="4416" data-end="4445">decesso dell’intestatario</strong>: l’agevolazione continua solo se l’utenza resta intestata a un componente del nucleo ISEE.</li>
</ul>
<p data-start="4538" data-end="4706">Un elemento importante riguarda la natura del beneficio: <strong data-start="4595" data-end="4655">non si tratta di una prestazione trasferibile agli eredi</strong>, ma di un’agevolazione legata al nucleo familiare.</p>
<h2 data-section-id="1wmk1i5" data-start="4713" data-end="4767"><span role="text"><strong data-start="4716" data-end="4767">Morosità: quando il bonus può essere compensato</strong></span></h2>
<p data-start="4769" data-end="4822">Un ulteriore chiarimento riguarda i casi di morosità.</p>
<p data-start="4824" data-end="4925">Il gestore può utilizzare il bonus per compensare debiti pregressi, ma solo a determinate condizioni:</p>
<ul data-start="4927" data-end="5069">
<li data-section-id="1omsqwv" data-start="4927" data-end="5019">il credito deve essere relativo ad annualità non prescritte (in genere entro cinque anni);</li>
<li data-section-id="ezz1fz" data-start="5020" data-end="5069">la compensazione è una facoltà, non un obbligo.</li>
</ul>
<p data-start="5071" data-end="5200">Questo lascia spazio a una certa discrezionalità nella gestione dei rapporti con l’utenza, pur nel rispetto del quadro normativo.</p>
<h2 data-section-id="10y7o4q" data-start="5207" data-end="5264"><span role="text"><strong data-start="5210" data-end="5264">Rapporto tra bonus nazionale e agevolazioni locali</strong></span></h2>
<p data-start="5266" data-end="5363">Un punto centrale del sistema riguarda la coesistenza tra misure nazionali e interventi comunali.</p>
<p data-start="5365" data-end="5507">La normativa (articolo 1, comma 660, della legge n. 147/2013) consente ai Comuni di introdurre ulteriori riduzioni, ma con limiti ben precisi:</p>
<ul data-start="5509" data-end="5662">
<li data-section-id="ftg5si" data-start="5509" data-end="5556">devono essere finanziate con risorse proprie;</li>
<li data-section-id="1ygjiap" data-start="5557" data-end="5598">non possono gravare sulle altre utenze;</li>
<li data-section-id="1e6q1dq" data-start="5599" data-end="5662">non possono essere coperte dal sistema perequativo nazionale.</li>
</ul>
<p data-start="5664" data-end="5770">In altre parole, le agevolazioni locali restano <strong data-start="5712" data-end="5738">completamente autonome</strong> rispetto al bonus sociale TARI.</p>
<h2>La sfida per gli enti: servono meno errori e più efficienza</h2>
<p>L’introduzione della <span><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/bonus-rifiuti-addio-errori-ritardi-soluzione-digitale/" target="_blank" rel="noopener"><strong>nuova procedura relativa al Bonus Rifiuti</strong></a></span> comporta ovviamente comunque una sfida concreta per le amministrazioni locali. L’utilizzo di strumenti tradizionali, come fogli di calcolo o procedure manuali, rischia di rivelarsi inadeguato di fronte alla complessità del processo.</p>
<p>Errori di calcolo, perdita di dati, ritardi nelle comunicazioni e difficoltà nella rendicontazione sono solo alcune delle criticità che possono emergere. Per questo motivo diventa fondamentale adottare soluzioni in grado di <strong>automatizzare le operazioni e garantire il controllo completo delle attività</strong>.</p>
<p>Per rispondere a queste esigenze operative, <strong>Golem Net S.r.l. SB</strong> ha sviluppato <span><a href="https://bonustariflow.golemnetsb.it/" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-ab="2"><strong>Bonus Tari Flow</strong></a></span>, una piattaforma progettata per gestire l’intero ciclo del Bonus Sociale Rifiuti.</p>
<p>L’obiettivo è chiaro: trasformare un obbligo normativo complesso in un processo digitale semplice, guidato e sicuro.</p>
<p>La piattaforma consente di gestire in modo integrato tutte le fasi operative:</p>
<ul>
<li>acquisizione dei flussi DSU dai sistemi nazionali</li>
<li>verifica automatica dei requisiti</li>
<li>calcolo dell’agevolazione senza interventi manuali</li>
<li>gestione delle pratiche, incluse quelle complesse</li>
<li>produzione dei flussi per la rendicontazione verso SGAte e CSEA</li>
</ul>
<p>Il risultato è una riduzione significativa delle attività manuali e un abbattimento del rischio operativo.</p>
<p><a href="https://www.golemnetsb.it/wp-content/uploads/2026/03/Brochure-Bonus-Tari-Flow-r2.pdf" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-ab="2"><strong>Qui la brochure completa del servizio.</strong></a></p>
<h2 data-section-id="1xoakrr" data-start="5777" data-end="5824"><span role="text"><strong data-start="5780" data-end="5824">Un chiarimento che semplifica il sistema</strong></span></h2>
<p data-start="5826" data-end="5955">La revisione delle indicazioni da parte di ARERA in conclusione rappresenta un passaggio importante per l’intero sistema della fiscalità locale.</p>
<p data-start="5957" data-end="6130">Da un lato, viene eliminato il rischio di squilibri nei bilanci comunali; dall’altro, si introduce un quadro più chiaro per gli operatori chiamati ad applicare la normativa.</p>
<p data-start="6132" data-end="6286">Il principio ora è netto: <strong data-start="6158" data-end="6285">il bonus sociale TARI è una misura nazionale finanziata centralmente e non può essere, in alcun modo, trasferita sui Comuni</strong>.</p>
<p data-start="6288" data-end="6454">Una precisazione che contribuisce a rendere più lineare l’applicazione delle regole e a garantire maggiore certezza sia agli enti locali sia ai cittadini beneficiari.</p>
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<title>Pagamenti INPS aprile 2026: tutte le date ufficiali</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Aprile 2026 si apre con un calendario fitto di pagamenti INPS: dalle pensioni alla NASpI, passando per assegno unico e inclusione. Ecco tutte le date ufficiali da conoscere per non perdere nemmeno un accredito. Aprile si apre con un’agenda fitta di appuntamenti per milioni di cittadini che percepiscono prestazioni previdenziali e assistenziali. Il calendario dei […]
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<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 01:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Pagamenti, INPS, aprile, 2026:, tutte, date, ufficiali</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Aprile 2026 si apre con un calendario fitto di pagamenti INPS: dalle pensioni alla NASpI, passando per assegno unico e inclusione. Ecco tutte le date ufficiali da conoscere per non perdere nemmeno un accredito.</strong></p>
<hr>
<p data-start="273" data-end="602">Aprile si apre con un’agenda fitta di appuntamenti per milioni di cittadini che percepiscono prestazioni previdenziali e assistenziali. Il calendario dei <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/pagamenti/" target="_blank" rel="noopener">pagamenti</a></span> gestiti dall’<span><a href="https://www.inps.it/" target="_blank" rel="noopener">INPS</a></span> presenta una distribuzione articolata nel corso del mese, con tempistiche differenziate a seconda della misura e della situazione del beneficiario.</p>
<p data-start="604" data-end="880">Dalle pensioni agli strumenti di sostegno al reddito, passando per le indennità di disoccupazione, il quadro complessivo restituisce un sistema ormai strutturato su finestre temporali precise, ma con alcune variabili che è opportuno conoscere per evitare errori di previsione.</p>
<h2 data-section-id="1lylin3" data-start="887" data-end="956">Pensioni aprile 2026: accrediti regolari e attenzione ai conguagli</h2>
<p data-start="958" data-end="1294">La prima data da evidenziare è quella del <strong data-start="1000" data-end="1018">1° aprile 2026</strong>, giorno a partire dal quale l’Istituto procederà con l’erogazione delle pensioni. Si tratta del primo giorno bancabile del mese, circostanza che consente una disponibilità immediata delle somme per chi riceve l’accredito su conto corrente, libretto postale o carta abilitata.</p>
<p data-start="1296" data-end="1369">La stessa decorrenza riguarda tutte le principali gestioni previdenziali:</p>
<ul data-start="1371" data-end="1521">
<li data-section-id="e5gc05" data-start="1371" data-end="1403">pensioni del settore privato</li>
<li data-section-id="183yls4" data-start="1404" data-end="1440">trattamenti del pubblico impiego</li>
<li data-section-id="2qvjqj" data-start="1441" data-end="1481">assegni per artigiani e commercianti</li>
<li data-section-id="1k2i68r" data-start="1482" data-end="1521">prestazioni della gestione separata</li>
</ul>
<p data-start="1523" data-end="1671">Nessuna variazione nel calendario dovuta a festività o weekend, elemento che rende il flusso dei pagamenti lineare rispetto ad altri mesi dell’anno.</p>
<p data-start="1673" data-end="1869">Diverso il discorso per chi ritira in contanti presso gli uffici postali: anche ad aprile resta in vigore la distribuzione per fasce alfabetiche, finalizzata a limitare l’affluenza agli sportelli.</p>
<p data-start="1871" data-end="1914"><strong data-start="1871" data-end="1914">Calendario ritiro pensioni in contanti:</strong></p>
<ul data-start="1916" data-end="2039">
<li data-section-id="18oym0w" data-start="1916" data-end="1934">A–B: 1° aprile</li>
<li data-section-id="y4l9rr" data-start="1935" data-end="1952">C–D: 2 aprile</li>
<li data-section-id="eevplr" data-start="1953" data-end="1970">E–K: 3 aprile</li>
<li data-section-id="5mogad" data-start="1971" data-end="1988">L–O: 4 aprile</li>
<li data-section-id="1qy7eld" data-start="1989" data-end="2021">P–R: 5 aprile (solo mattina)</li>
<li data-section-id="1kwqpuk" data-start="2022" data-end="2039">S–Z: 7 aprile</li>
</ul>
<p data-start="2041" data-end="2157">Stesse tempistiche anche per prestazioni come <strong data-start="2087" data-end="2156">invalidità civile, indennità di accompagnamento e assegni sociali</strong>.</p>
<p data-start="2159" data-end="2417">Sul piano economico, tuttavia, l’aspetto più rilevante riguarda i <strong data-start="2225" data-end="2237">cedolini</strong>. In questo mese possono infatti emergere variazioni negli importi netti a causa di <strong data-start="2321" data-end="2369">ricalcoli fiscali e operazioni di conguaglio</strong>, con effetti sia in aumento sia in diminuzione.</p>
<h2 data-section-id="40z53r" data-start="2424" data-end="2470">Assegno unico: doppia finestra di pagamento</h2>
<p data-start="2472" data-end="2586">Per le famiglie beneficiarie dell’Assegno unico, aprile si caratterizza per una scansione su due momenti distinti.</p>
<p data-start="2588" data-end="2602">Nel dettaglio:</p>
<ul data-start="2604" data-end="2896">
<li data-section-id="7rog0t" data-start="2604" data-end="2737"><strong data-start="2606" data-end="2622">20-21 aprile</strong>: accrediti destinati ai nuclei già in pagamento, senza modifiche recenti della situazione familiare o dell’ISEE;</li>
<li data-section-id="qyr7f3" data-start="2738" data-end="2896"><strong data-start="2740" data-end="2769">ultima settimana del mese</strong>: pagamenti per chi ha presentato una nuova domanda oppure ha aggiornato i propri dati, con conseguente ricalcolo dell’importo.</li>
</ul>
<p data-start="2898" data-end="3028">La distinzione è ormai consolidata e riflette le esigenze tecniche legate alla gestione delle variazioni anagrafiche e reddituali.</p>
<h2 data-section-id="ro2fdn" data-start="3035" data-end="3087">Assegno di inclusione: prime erogazioni e rinnovi</h2>
<p data-start="3089" data-end="3235">Per quanto riguarda l’Assegno di inclusione, il calendario di aprile segue una logica differenziata tra nuove ammissioni e beneficiari già attivi.</p>
<ul data-start="3237" data-end="3524">
<li data-section-id="12snt5l" data-start="3237" data-end="3421"><strong data-start="3239" data-end="3252">15 aprile</strong>: prima erogazione per le domande recentemente accolte, a seguito della conclusione positiva dell’istruttoria e della sottoscrizione del patto di attivazione digitale;</li>
<li data-section-id="1pa0oyb" data-start="3422" data-end="3524"><strong data-start="3424" data-end="3437">28 aprile</strong>: ricarica mensile per chi è già inserito nel sistema e mantiene i requisiti richiesti.</li>
</ul>
<p data-start="3526" data-end="3713">Si tratta di una misura centrale nel sistema di contrasto alla povertà, che richiede una verifica costante delle condizioni del nucleo familiare per garantire la continuità del beneficio.</p>
<h2 data-section-id="9u076m" data-start="3720" data-end="3773">Supporto formazione e lavoro: calendario allineato</h2>
<p data-start="3775" data-end="3975">Il <strong data-start="3778" data-end="3826">Supporto per la formazione e il lavoro (SFL)</strong>, destinato ai soggetti considerati “occupabili”, prevede un contributo mensile di 500 euro legato alla partecipazione a percorsi di politica attiva.</p>
<p data-start="3977" data-end="4066">Anche in questo caso le tempistiche seguono uno schema analogo all’Assegno di inclusione:</p>
<ul data-start="4068" data-end="4257">
<li data-section-id="q4kvw5" data-start="4068" data-end="4159">pagamento dal <strong data-start="4084" data-end="4097">15 aprile</strong> per le domande trasmesse oltre la metà del mese precedente;</li>
<li data-section-id="1uokgsq" data-start="4160" data-end="4257">accredito dal <strong data-start="4176" data-end="4189">28 aprile</strong> per le richieste già in corso o inviate entro le scadenze previste.</li>
</ul>
<p data-start="4259" data-end="4370">Il meccanismo conferma l’impostazione duale tra prime erogazioni e rinnovi, ormai comune a diverse misure INPS.</p>
<h2 data-section-id="5wfi6v" data-start="4377" data-end="4442">NASpI e DIS-COLL: pagamenti variabili ma con un range definito</h2>
<p data-start="4444" data-end="4601">Più articolata la situazione per le indennità di disoccupazione, che non seguono una data unica ma dipendono dai tempi di lavorazione delle singole pratiche.</p>
<p data-start="4603" data-end="4683">Per aprile 2026, tuttavia, è possibile individuare un intervallo di riferimento:</p>
<ul data-start="4685" data-end="4840">
<li data-section-id="35klcn" data-start="4685" data-end="4754">tra il <strong data-start="4694" data-end="4714">9 e il 16 aprile</strong> per la maggior parte dei beneficiari;</li>
<li data-section-id="16ht8xn" data-start="4755" data-end="4840">con una distribuzione più puntuale legata alla data di presentazione della domanda.</li>
</ul>
<p data-start="4842" data-end="4857">In particolare:</p>
<ul data-start="4859" data-end="4999">
<li data-section-id="1es6eei" data-start="4859" data-end="4928">dal <strong data-start="4865" data-end="4878">10 aprile</strong> per le richieste inoltrate entro fine febbraio;</li>
<li data-section-id="1le2zic" data-start="4929" data-end="4999">tra il <strong data-start="4938" data-end="4959">13 e il 15 aprile</strong> per quelle trasmesse nel mese di marzo.</li>
</ul>
<h2 data-section-id="2b5sq3" data-start="5006" data-end="5048">NASpI 2026: importi, requisiti e durata</h2>
<p data-start="5050" data-end="5179">Dal punto di vista economico, la NASpI continua a essere calcolata sulla base della retribuzione media degli ultimi quattro anni.</p>
<p data-start="5181" data-end="5203">Il meccanismo prevede:</p>
<ul data-start="5205" data-end="5378">
<li data-section-id="r1hcil" data-start="5205" data-end="5290">una quota pari al <strong data-start="5225" data-end="5257">75% della retribuzione media</strong> fino a una determinata soglia;</li>
<li data-section-id="33hcz4" data-start="5291" data-end="5378">una maggiorazione del <strong data-start="5315" data-end="5344">25% sulla parte eccedente</strong>, in caso di stipendi più elevati.</li>
</ul>
<p data-start="5380" data-end="5502">Per il 2026 il tetto massimo mensile si colloca intorno ai <strong data-start="5439" data-end="5453">1.550 euro</strong>, valore suscettibile di aggiornamenti ufficiali.</p>
<p data-start="5504" data-end="5572">Sul fronte dei requisiti, restano confermati i criteri fondamentali:</p>
<ul data-start="5574" data-end="5733">
<li data-section-id="1ptqit0" data-start="5574" data-end="5641">almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi quattro anni;</li>
<li data-section-id="pxp0iy" data-start="5642" data-end="5693">almeno 30 giornate lavorative nell’ultimo anno;</li>
<li data-section-id="3v8vjc" data-start="5694" data-end="5733">stato di disoccupazione involontaria.</li>
</ul>
<p data-start="5735" data-end="5836">La durata dell’indennità è parametrata alle settimane lavorate, con un limite massimo di <strong data-start="5824" data-end="5835">24 mesi</strong>.</p>
<p data-start="5838" data-end="6037">Un elemento da non sottovalutare riguarda la progressiva riduzione dell’importo: <strong data-start="5919" data-end="5938">dal quarto mese</strong> la prestazione subisce un decremento del <strong data-start="5980" data-end="5994">3% mensile</strong>, incidendo sul valore percepito nel tempo.</p>
<h2 data-section-id="1e1kpoq" data-start="6044" data-end="6089">Un calendario da monitorare con attenzione</h2>
<p data-start="6091" data-end="6226">Nel complesso, aprile 2026 conferma una gestione dei pagamenti articolata ma prevedibile, con scadenze distribuite lungo tutto il mese.</p>
<p data-start="6228" data-end="6463">La chiave per orientarsi resta una sola: <strong data-start="6269" data-end="6318">conoscere con precisione la propria posizione</strong> (nuova domanda, rinnovo, variazione ISEE o stato occupazionale), poiché è proprio da questi elementi che dipende la data effettiva di accredito.</p>
<p data-start="6465" data-end="6777">In un contesto in cui le prestazioni sociali rappresentano una componente essenziale del reddito per molte famiglie, anche piccoli scostamenti temporali possono fare la differenza. Per questo motivo, verificare periodicamente il proprio fascicolo previdenziale si conferma una buona pratica per evitare sorprese.</p>
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</item>

<item>
<title>Tutte le scadenze fiscali del mese di aprile 2026</title>
<link>https://www.eventi.news/tutte-le-scadenze-fiscali-del-mese-di-aprile-2026</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Scadenze fiscali aprile 2026: calendario completo di versamenti e adempimenti. Tutto quello che serve sapere per non farsi trovare impreparati. Aprile si conferma uno dei mesi più impegnativi sotto il profilo fiscale. Il calendario degli obblighi tributari presenta infatti un’elevata concentrazione di adempimenti che coinvolgono una platea ampia di soggetti: imprese, professionisti, enti pubblici e […]
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<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 01:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Tutte, scadenze, fiscali, del, mese, aprile, 2026</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-section-id="gi0j17" data-start="204" data-end="287"><span role="text"><strong data-start="206" data-end="287">Scadenze fiscali aprile 2026: calendario completo di versamenti e adempimenti. Tutto quello che serve sapere per non farsi trovare impreparati.</strong></span></p>
<hr>
<p data-start="289" data-end="585">Aprile si conferma uno dei mesi più impegnativi sotto il profilo fiscale. Il calendario degli <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/calendario-fiscale/" target="_blank" rel="noopener">obblighi tributari</a></span> presenta infatti un’elevata concentrazione di adempimenti che coinvolgono una platea ampia di soggetti: imprese, professionisti, enti pubblici e privati, oltre ai sostituti d’imposta.</p>
<p data-start="587" data-end="864">Tra versamenti, comunicazioni e obblighi dichiarativi, è fondamentale pianificare con attenzione le attività per evitare omissioni o ritardi che potrebbero comportare sanzioni. Di seguito una ricognizione completa e ordinata delle principali scadenze da tenere sotto controllo.</p>
<h2 data-section-id="bl2jjk" data-start="871" data-end="916"><span role="text"><strong data-start="874" data-end="916">Le prime scadenze: focus sul 10 aprile</strong></span></h2>
<p data-start="918" data-end="1005">Il primo appuntamento rilevante del mese riguarda il comparto sportivo dilettantistico.</p>
<p data-start="1007" data-end="1308">Entro il <strong data-start="1016" data-end="1034">10 aprile 2026</strong>, le associazioni sportive dilettantistiche devono trasmettere in via telematica la domanda di iscrizione per accedere al riparto del <strong data-start="1168" data-end="1188">cinque per mille</strong>. Si tratta di un passaggio cruciale per poter beneficiare di una delle principali forme di sostegno pubblico indiretto.</p>
<p data-start="1310" data-end="1540">La procedura richiede particolare attenzione, sia per il rispetto delle tempistiche sia per la correttezza dei dati inseriti, trattandosi di una richiesta formale che incide direttamente sulle risorse finanziarie future dell’ente.</p>
<h2 data-section-id="migpia" data-start="1547" data-end="1604"><span role="text"><strong data-start="1550" data-end="1604">Il 16 aprile: la giornata più intensa per il fisco</strong></span></h2>
<p data-start="1606" data-end="1843">La data del <strong data-start="1618" data-end="1636">16 aprile 2026</strong> rappresenta senza dubbio il momento centrale dell’intero calendario fiscale del mese. In questa giornata si concentra un numero elevatissimo di versamenti, che interessano diverse categorie di contribuenti.</p>
<h3 data-section-id="auq8qf" data-start="1845" data-end="1896"><span role="text"><strong data-start="1849" data-end="1896">Imposte sostitutive e premi di produttività</strong></span></h3>
<p data-start="1898" data-end="2220">Tra gli obblighi principali, rientra il versamento dell’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali applicata ai compensi legati a incrementi di produttività, redditività, qualità ed efficienza. Si tratta di somme corrisposte ai lavoratori nel mese precedente e soggette a una disciplina fiscale agevolata.</p>
<h3 data-section-id="12jwiim" data-start="2227" data-end="2278"><span role="text"><strong data-start="2231" data-end="2278">IVA e split payment: gli obblighi per le PA</strong></span></h3>
<p data-start="2280" data-end="2419">Ampio spazio è riservato agli adempimenti IVA, con particolare riferimento al meccanismo della <strong data-start="2375" data-end="2418">scissione dei pagamenti (split payment)</strong>.</p>
<p data-start="2421" data-end="2635">Le pubbliche amministrazioni, anche quando non operano come soggetti passivi IVA, sono tenute a versare l’imposta trattenuta sulle operazioni effettuate, in applicazione dell’articolo 17-ter del D.P.R. n. 633/1972.</p>
<p data-start="2637" data-end="2690">Sempre entro la stessa data devono essere effettuati:</p>
<ul data-start="2692" data-end="2908">
<li data-section-id="qcgps6" data-start="2692" data-end="2754">i versamenti periodici dell’IVA relativi al mese precedente;</li>
<li data-section-id="11x3g96" data-start="2755" data-end="2795">le operazioni di liquidazione mensile;</li>
<li data-section-id="1dkvr5" data-start="2796" data-end="2908">il pagamento delle rate del saldo IVA 2025, con applicazione degli interessi nella misura dello 0,33% mensile.</li>
</ul>
<p data-start="2910" data-end="3093">Particolare attenzione è richiesta agli enti pubblici soggetti a tesoreria unica, chiamati a rispettare regole specifiche sia per il versamento sia per la gestione delle liquidazioni.</p>
<h3 data-section-id="mdx0fd" data-start="3100" data-end="3151"><span role="text"><strong data-start="3104" data-end="3151">Ritenute e obblighi dei sostituti d’imposta</strong></span></h3>
<p data-start="3153" data-end="3311">Il 16 aprile rappresenta anche la scadenza ordinaria per i sostituti d’imposta, che devono procedere al versamento delle ritenute operate nel mese precedente.</p>
<p data-start="3313" data-end="3354">Gli adempimenti includono, tra gli altri:</p>
<ul data-start="3356" data-end="3654">
<li data-section-id="k2aj1f" data-start="3356" data-end="3412">ritenute su redditi di lavoro dipendente e assimilati;</li>
<li data-section-id="t29eca" data-start="3413" data-end="3458">addizionali regionali e comunali all’Irpef;</li>
<li data-section-id="191o3ax" data-start="3459" data-end="3507">trattenute su redditi di capitale e interessi;</li>
<li data-section-id="1i3637q" data-start="3508" data-end="3605">ritenute su compensi e indennità specifiche, comprese quelle derivanti da stock option e bonus;</li>
<li data-section-id="411paq" data-start="3606" data-end="3654">versamenti legati a pignoramenti presso terzi.</li>
</ul>
<p data-start="3656" data-end="3778">Per gli enti pubblici, sono previsti obblighi analoghi con specificità operative connesse alla gestione tramite tesoreria.</p>
<h3 data-section-id="1rmlzm2" data-start="3785" data-end="3832"><span role="text"><strong data-start="3789" data-end="3832">Altri versamenti: Tobin Tax e canone TV</strong></span></h3>
<p data-start="3834" data-end="3893">Sempre entro il 16 aprile, si segnalano ulteriori obblighi:</p>
<ul data-start="3895" data-end="4121">
<li data-section-id="e5ginj" data-start="3895" data-end="4029">il pagamento della <strong data-start="3916" data-end="3929">Tobin Tax</strong> sulle transazioni finanziarie, incluse quelle su strumenti derivati e operazioni ad alta frequenza;</li>
<li data-section-id="z4emg1" data-start="4030" data-end="4121">il versamento della quota del canone televisivo trattenuta sui trattamenti pensionistici.</li>
</ul>
<p data-start="4123" data-end="4250">Questi adempimenti, pur interessando platee più circoscritte, richiedono comunque un’attenta gestione per evitare irregolarità.</p>
<h2 data-section-id="oe0tab" data-start="4257" data-end="4315"><span role="text"><strong data-start="4260" data-end="4315">20 aprile: attenzione a POS e operazioni turistiche</strong></span></h2>
<p data-start="4317" data-end="4426">La scadenza del <strong data-start="4333" data-end="4351">20 aprile 2026</strong> introduce due obblighi di natura prevalentemente operativa e comunicativa.</p>
<h3 data-section-id="14cm8nn" data-start="4428" data-end="4478"><span role="text"><strong data-start="4432" data-end="4478">Collegamento POS e registratori telematici</strong></span></h3>
<p data-start="4480" data-end="4752">Gli esercenti sono tenuti a garantire il collegamento tra gli strumenti di pagamento elettronico (POS) e i dispositivi di certificazione dei corrispettivi (registratori telematici). L’obiettivo è rafforzare la tracciabilità delle operazioni e contrastare fenomeni evasivi.</p>
<p data-start="4754" data-end="4907">Il termine riguarda in particolare i POS attivi all’inizio del 2026, mentre per quelli installati successivamente si applicano tempistiche differenziate.</p>
<h3 data-section-id="pmulqc" data-start="4914" data-end="4975"><span role="text"><strong data-start="4918" data-end="4975">Comunicazioni sulle operazioni turistiche in contanti</strong></span></h3>
<p data-start="4977" data-end="5208">Sempre entro il 20 aprile, alcune categorie – tra cui commercianti al dettaglio e agenzie di viaggio – devono trasmettere la comunicazione relativa alle operazioni in contanti effettuate nel 2025 nei confronti di turisti stranieri.</p>
<p data-start="5210" data-end="5356">L’obbligo scatta per importi pari o superiori a 5.000 euro e riguarda soggetti non residenti nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo.</p>
<h2 data-section-id="hjskwb" data-start="5363" data-end="5414"><span role="text"><strong data-start="5366" data-end="5414">Chiusura del mese: le scadenze del 30 aprile</strong></span></h2>
<p data-start="5416" data-end="5509">Il calendario si chiude con una serie di adempimenti rilevanti fissati al <strong data-start="5490" data-end="5508">30 aprile 2026</strong>.</p>
<h3 data-section-id="q66ags" data-start="5511" data-end="5567"><span role="text"><strong data-start="5515" data-end="5567">Certificazioni Uniche e obblighi di trasmissione</strong></span></h3>
<p data-start="5569" data-end="5759">I sostituti d’imposta devono inviare all’Agenzia delle Entrate le <strong data-start="5635" data-end="5665">Certificazioni Uniche 2026</strong> relative ai redditi di lavoro autonomo e alle provvigioni derivanti da rapporti continuativi.</p>
<p data-start="5761" data-end="5909">Si tratta di una comunicazione fondamentale ai fini del corretto incrocio dei dati fiscali e della predisposizione delle dichiarazioni precompilate.</p>
<h3 data-section-id="124mh1g" data-start="5916" data-end="5978"><span role="text"><strong data-start="5920" data-end="5978">Adempimenti IVA per enti non commerciali e agricoltori</strong></span></h3>
<p data-start="5980" data-end="6092">Nella stessa data sono previsti obblighi specifici per enti non commerciali e agricoltori esonerati, chiamati a:</p>
<ul data-start="6094" data-end="6281">
<li data-section-id="783oyt" data-start="6094" data-end="6170">presentare il modello <strong data-start="6118" data-end="6130">INTRA 12</strong> relativo agli acquisti intracomunitari;</li>
<li data-section-id="1j8jn2e" data-start="6171" data-end="6281">procedere alla liquidazione e al versamento dell’IVA dovuta sulle operazioni effettuate con soggetti esteri.</li>
</ul>
<h2 data-section-id="25z78b" data-start="6288" data-end="6332"><span role="text"><strong data-start="6291" data-end="6332">Un mese ad alta complessità operativa</strong></span></h2>
<p data-start="6334" data-end="6532">Nel complesso, aprile 2026 si configura come un periodo ad alta densità di adempimenti fiscali, con scadenze distribuite lungo tutto l’arco del mese ma concentrate soprattutto nella giornata del 16.</p>
<p data-start="6534" data-end="6905">Per contribuenti e operatori del settore, la gestione efficace di questo calendario richiede una pianificazione accurata e un monitoraggio costante delle scadenze. In un contesto normativo articolato e in continua evoluzione, il rispetto puntuale degli obblighi rappresenta non solo un dovere fiscale, ma anche uno strumento essenziale per evitare contenziosi e sanzioni.</p>
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<title>Bonus asilo nido 2026: come funziona, chi può richiederlo e tutte le novità</title>
<link>https://www.eventi.news/bonus-asilo-nido-2026-come-funziona-chi-puo-richiederlo-e-tutte-le-novita</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Aperte le domande: sostegno concreto alle famiglie con figli piccoli. Dal 31 marzo 2026 è ufficialmente attivo il servizio per richiedere il Bonus asilo nido 2026, una misura ormai consolidata che rappresenta un importante aiuto economico per molte famiglie italiane. Il contributo è pensato per alleggerire il peso delle rette degli asili nido oppure per […]
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<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 01:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Bonus, asilo, nido, 2026:, come, funziona, chi, può, richiederlo, tutte, novità</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-section-id="8cauu8" data-start="79" data-end="150"><strong>Aperte le domande: sostegno concreto alle famiglie con figli piccoli. Dal 31 marzo 2026 è ufficialmente attivo il servizio per richiedere il Bonus asilo nido 2026, una misura ormai consolidata che rappresenta un importante aiuto economico per molte famiglie italiane.</strong></p>
<hr>
<p data-section-id="8cauu8" data-start="79" data-end="150">Il contributo è pensato per alleggerire il peso delle rette degli asili nido oppure per offrire supporto domiciliare nei casi in cui i bambini, a causa di condizioni di salute, non possano frequentare strutture educative.</p>
<p data-start="577" data-end="875">La misura, introdotta ormai diversi anni fa, continua a evolversi con l’obiettivo di semplificare le procedure e ampliare la platea dei beneficiari. Anche per il 2026 sono previste alcune novità rilevanti che riguardano soprattutto la durata della domanda e le modalità di gestione delle richieste.</p>
<h2 data-section-id="kl0zil" data-start="877" data-end="921">Domanda più semplice e valida più a lungo</h2>
<p data-start="923" data-end="1206">Una delle principali innovazioni riguarda la <strong data-start="968" data-end="994">validità della domanda</strong>, che da quest’anno si estende fino al mese di agosto dell’anno in cui il bambino compie tre anni. Si tratta di un cambiamento significativo che riduce la necessità di ripresentare la richiesta ogni anno da zero.</p>
<p data-start="1208" data-end="1476">In pratica, una volta inviata la domanda, i genitori dovranno semplicemente aggiornare annualmente le mensilità per cui intendono ottenere il contributo. Questo aggiornamento avviene indicando i mesi di frequenza del nido e caricando le relative ricevute di pagamento.</p>
<p data-start="1478" data-end="1761">Un altro aspetto importante riguarda le scadenze: la documentazione delle spese sostenute dovrà essere trasmessa entro il <strong data-start="1600" data-end="1634">30 aprile dell’anno successivo</strong> a quello di riferimento. Questo consente alle famiglie di organizzarsi con maggiore flessibilità nella raccolta dei documenti.</p>
<h2 data-section-id="euv58x" data-start="1763" data-end="1797">A chi è destinato il contributo</h2>
<p data-start="1799" data-end="1910">Il bonus è rivolto ai genitori di bambini con meno di tre anni che si trovano in una delle seguenti situazioni:</p>
<ul data-start="1912" data-end="2129">
<li data-section-id="1iv435s" data-start="1912" data-end="1985">frequentano un asilo nido pubblico o una struttura privata autorizzata;</li>
<li data-section-id="u6ux1u" data-start="1986" data-end="2129">non possono frequentare il nido a causa di <strong data-start="2031" data-end="2071">gravi patologie croniche certificate</strong>, ricevendo quindi assistenza presso il proprio domicilio.</li>
</ul>
<p data-start="2131" data-end="2386">Nel primo caso, il contributo serve a coprire, totalmente o parzialmente, le spese per la retta. Nel secondo, invece, si tratta di un sostegno economico per forme di assistenza domiciliare, rivolto alle famiglie che devono gestire situazioni più delicate.</p>
<p data-start="2388" data-end="2581">È importante sottolineare che la domanda deve essere presentata dal <strong data-start="2456" data-end="2509">genitore che sostiene effettivamente il pagamento</strong>, indicando con precisione le mensilità per cui si richiede il rimborso.</p>
<h2 data-section-id="kyuu55" data-start="2583" data-end="2619">Importi: fino a 3.600 euro l’anno</h2>
<p data-start="2621" data-end="2763">L’entità del contributo può arrivare fino a un massimo di <strong data-start="2679" data-end="2699">3.600 euro annui</strong>, ma l’importo effettivo varia in base a due fattori principali:</p>
<ul data-start="2765" data-end="2831">
<li data-section-id="1986hd8" data-start="2765" data-end="2797">il valore dell’<span><a href="https://lentepubblica.it/contabilita-bilancio-tasse-tributi/tutte-le-novita-previste-in-materia-di-isee-a-partire-dal-1-gennaio-2026/" target="_blank" rel="noopener">ISEE</a></span> minorenni;</li>
<li data-section-id="makb6k" data-start="2798" data-end="2831">la data di nascita del bambino.</li>
</ul>
<p data-start="2833" data-end="3089">Un elemento rilevante è che, nel calcolo dell’ISEE utile per determinare l’importo, <strong data-start="2917" data-end="3003">non vengono considerati gli importi percepiti tramite l’Assegno unico e universale</strong>. Questo consente a molte famiglie di accedere a un livello di contributo più elevato.</p>
<p data-start="3091" data-end="3174">In generale, più basso è l’ISEE, maggiore sarà il beneficio economico riconosciuto.</p>
<h2 data-section-id="2epa2l" data-start="3176" data-end="3205">Come presentare la domanda</h2>
<p data-start="3207" data-end="3324">La richiesta del bonus può essere effettuata esclusivamente in modalità telematica. I genitori hanno tre possibilità:</p>
<ul data-start="3326" data-end="3543">
<li data-section-id="22kp2m" data-start="3326" data-end="3450">accedere al portale dedicato utilizzando <strong data-start="3369" data-end="3449">SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS)</strong>;</li>
<li data-section-id="14zj4os" data-start="3451" data-end="3543">rivolgersi a un patronato, che offre assistenza gratuita nella compilazione della domanda.</li>
</ul>
<p data-start="3545" data-end="3715">La procedura online richiede l’inserimento dei dati del bambino, delle mensilità per cui si chiede il contributo e delle informazioni relative alla struttura frequentata.</p>
<h2 data-section-id="k6h9qz" data-start="3717" data-end="3748">Quali strutture sono ammesse</h2>
<p data-start="3750" data-end="3918">Non tutte le strutture educative danno diritto al bonus. Il contributo è riconosciuto esclusivamente per servizi autorizzati che operano nella fascia 0-3 anni, tra cui:</p>
<ul data-start="3920" data-end="4024">
<li data-section-id="83bec" data-start="3920" data-end="3945">asili nido e micronidi;</li>
<li data-section-id="1pacye1" data-start="3946" data-end="3966">sezioni primavera;</li>
<li data-section-id="1de8ga7" data-start="3967" data-end="3981">spazi gioco;</li>
<li data-section-id="7veph3" data-start="3982" data-end="4024">servizi educativi in ambito domiciliare.</li>
</ul>
<p data-start="4026" data-end="4188">Questo significa che le famiglie devono prestare attenzione nella scelta della struttura, verificando che sia regolarmente abilitata secondo la normativa vigente.</p>
<h2 data-section-id="1rhannn" data-start="4190" data-end="4234">Controlli e verifiche: il ruolo dell’INPS</h2>
<p data-start="4236" data-end="4445">Per garantire la correttezza delle erogazioni, l’<span><a href="https://www.inps.it/" target="_blank" rel="noopener">INPS</a></span> effettua perciò controlli accurati sulle strutture indicate nelle domande. In particolare, verifica che siano effettivamente autorizzate attraverso:</p>
<ul data-start="4447" data-end="4561">
<li data-section-id="1kxn0af" data-start="4447" data-end="4498">consultazione degli elenchi regionali o comunali;</li>
<li data-section-id="1im4tup" data-start="4499" data-end="4561">richiesta di conferma agli enti competenti in caso di dubbi.</li>
</ul>
<p data-start="4563" data-end="4823">Se la struttura non risulta in regola, il contributo non può essere concesso. Per questo motivo, è fondamentale che i genitori richiedano alla scuola o al servizio educativo tutti i <strong data-start="4745" data-end="4781">dati relativi all’autorizzazione</strong>, da inserire correttamente nella domanda.</p>
<p data-start="4825" data-end="4962">Fornire informazioni precise non solo evita il rischio di rigetto, ma consente anche di <strong data-start="4913" data-end="4947">ridurre i tempi di lavorazione</strong> della pratica.</p>
<h2 data-section-id="pvf0c7" data-start="4964" data-end="4997">Tempi e modalità di erogazione</h2>
<p data-start="4999" data-end="5229">Una volta presentata la domanda completa di tutta la documentazione necessaria, i tempi per la lavorazione seguono quanto stabilito dalla normativa generale sui procedimenti amministrativi: il termine ordinario è di <strong data-start="5215" data-end="5228">30 giorni</strong>.</p>
<p data-start="5231" data-end="5451">L’erogazione del contributo avviene generalmente dopo la verifica delle ricevute di pagamento, che devono essere caricate mese per mese. Questo sistema consente un controllo puntuale delle spese effettivamente sostenute.</p>
<h2 data-section-id="1da1q18" data-start="5453" data-end="5509">Un sostegno che evolve con le esigenze delle famiglie</h2>
<p data-start="5511" data-end="5847">Il Bonus asilo nido rappresenta oggi uno degli strumenti più importanti di supporto alla genitorialità. Non si limita a offrire un aiuto economico, ma contribuisce anche a favorire l’accesso ai servizi educativi per la prima infanzia, elemento cruciale per lo sviluppo dei bambini e per la conciliazione tra vita familiare e lavorativa.</p>
<p data-start="5849" data-end="6056">Le modifiche introdotte nel 2026, in particolare l’estensione della validità della domanda e la semplificazione delle procedure, vanno nella direzione di rendere il sistema più efficiente e meno burocratico.</p>
<p data-start="6058" data-end="6251">Allo stesso tempo, l’attenzione verso i nuclei familiari con bambini affetti da patologie gravi dimostra la volontà di garantire un sostegno inclusivo, capace di adattarsi a situazioni diverse.</p>
<h2 data-section-id="1tkf835" data-start="6253" data-end="6294">Cosa fare per non perdere il beneficio</h2>
<p data-start="6296" data-end="6385">Per accedere senza problemi al bonus, è consigliabile seguire alcune semplici accortezze:</p>
<ul data-start="6387" data-end="6631">
<li data-section-id="and3gv" data-start="6387" data-end="6418">verificare l’ISEE aggiornato;</li>
<li data-section-id="18sr6me" data-start="6419" data-end="6465">accertarsi che la struttura sia autorizzata;</li>
<li data-section-id="tzo1cg" data-start="6466" data-end="6510">conservare tutte le ricevute di pagamento;</li>
<li data-section-id="1kzd76i" data-start="6511" data-end="6569">rispettare le scadenze per il caricamento dei documenti;</li>
<li data-section-id="1yw6yuc" data-start="6570" data-end="6631">inserire correttamente tutte le informazioni nella domanda.</li>
</ul>
<p data-start="6633" data-end="6754">Una gestione attenta della procedura consente di evitare ritardi o esclusioni e di beneficiare pienamente del contributo.</p>
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<title>Revisori dei conti enti locali 2026: numeri, distribuzione e profili professionali</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Nel 2026 il sistema dei controlli contabili negli enti territoriali italiani si fonda su una platea ampia e articolata di professionisti. L’elenco nazionale dei revisori dei conti registra 13.653 iscritti, offrendo una fotografia aggiornata di una funzione cruciale per la trasparenza e la correttezza della gestione finanziaria pubblica. Dall’analisi dei dati emergono elementi rilevanti che […]
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 19:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Revisori, dei, conti, enti, locali, 2026:, numeri, distribuzione, profili, professionali</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="88" data-end="588"><strong>Nel 2026 il sistema dei controlli contabili negli enti territoriali italiani si fonda su una platea ampia e articolata di professionisti.</strong></p>
<hr>
<p data-start="88" data-end="588">L’elenco nazionale dei revisori dei conti registra <strong data-start="277" data-end="296">13.653 iscritti</strong>, offrendo una fotografia aggiornata di una funzione cruciale per la trasparenza e la correttezza della gestione finanziaria pubblica. Dall’analisi dei dati emergono elementi rilevanti che riguardano composizione, distribuzione territoriale, caratteristiche anagrafiche e dinamiche operative.</p>
<h2 data-section-id="m0a5ba" data-start="590" data-end="644">Un quadro generale: numeri e composizione di genere</h2>
<p data-start="646" data-end="890">Il primo elemento che emerge riguarda la distribuzione per genere. Il sistema resta caratterizzato da una netta prevalenza maschile: <strong data-start="779" data-end="809">9.651 revisori sono uomini</strong>, pari al 70,7% del totale, mentre <strong data-start="844" data-end="864">4.002 sono donne</strong>, corrispondenti al 29,3%.</p>
<p data-start="892" data-end="1411">Questa proporzione si mantiene sostanzialmente stabile anche considerando le diverse tipologie di enti. Nei comuni più piccoli, rientranti nella cosiddetta Fascia 1, la componente maschile si attesta intorno al 70%. Nei livelli più elevati, come province e città metropolitane (Fascia 3), la quota maschile cresce ulteriormente fino al 76%. Un dato che evidenzia come, nonostante una presenza femminile significativa, il riequilibrio di genere sia ancora parziale, soprattutto nei contesti amministrativi più complessi.</p>
<h2 data-section-id="yhpdcl" data-start="1413" data-end="1456">Fasce di enti e platea dei sorteggiabili</h2>
<p data-start="1458" data-end="1698">Il meccanismo di selezione dei revisori si basa sull’estrazione dall’elenco nazionale, suddiviso in fasce in base alla dimensione degli enti. Questa articolazione consente di comprendere meglio la distribuzione delle competenze disponibili.</p>
<p data-start="1700" data-end="1714">Nel dettaglio:</p>
<ul data-start="1716" data-end="1967">
<li data-section-id="y4adpc" data-start="1716" data-end="1815"><strong data-start="1718" data-end="1761">Fascia 1 (comuni fino a 4.999 abitanti)</strong>: 12.450 professionisti disponibili per il sorteggio</li>
<li data-section-id="1m7l4zb" data-start="1816" data-end="1895"><strong data-start="1818" data-end="1886">Fascia 2 (comuni tra 5.000 e 14.999 abitanti e unioni di comuni)</strong>: 8.479</li>
<li data-section-id="tz9lly" data-start="1896" data-end="1967"><strong data-start="1898" data-end="1958">Fascia 3 (province, città metropolitane e grandi comuni)</strong>: 6.494</li>
</ul>
<p data-start="1969" data-end="2190">Il dato evidenzia una maggiore concentrazione nella fascia dei piccoli enti, coerente con la struttura amministrativa italiana, fortemente frammentata e caratterizzata da un elevato numero di comuni di dimensioni ridotte.</p>
<h2 data-section-id="1r88opa" data-start="2192" data-end="2251">Appartenenza professionale: prevale la doppia iscrizione</h2>
<p data-start="2253" data-end="2505">Un altro aspetto significativo riguarda il profilo professionale dei revisori. La stragrande maggioranza risulta iscritta contemporaneamente sia all’<strong data-start="2402" data-end="2468">Ordine dei Dottori <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/commercialisti/" target="_blank" rel="noopener">Commercialisti</a></span> ed Esperti Contabili (<span><a href="https://commercialisti.it/" target="_blank" rel="noopener">ODCEC</a></span>)</strong> sia al Registro dei Revisori Legali.</p>
<p data-start="2507" data-end="2521">Nel complesso:</p>
<ul data-start="2523" data-end="2706">
<li data-section-id="b34nkl" data-start="2523" data-end="2601"><strong data-start="2525" data-end="2556">12.011 professionisti (88%)</strong> risultano iscritti a entrambe le categorie</li>
<li data-section-id="18qqegc" data-start="2602" data-end="2652"><strong data-start="2604" data-end="2611">637</strong> sono iscritti esclusivamente all’ODCEC</li>
<li data-section-id="1gkm00c" data-start="2653" data-end="2706"><strong data-start="2655" data-end="2664">1.005</strong> operano unicamente come revisori legali</li>
</ul>
<p data-start="2708" data-end="2864">Questa prevalenza della doppia iscrizione segnala un livello elevato di qualificazione e una forte integrazione tra competenze contabili e revisione legale.</p>
<p data-start="2866" data-end="2897">Analizzando il dato per fascia:</p>
<ul data-start="2899" data-end="3163">
<li data-section-id="11cki8" data-start="2899" data-end="2987"><strong data-start="2901" data-end="2913">Fascia 1</strong>: 10.877 con doppia iscrizione, 628 solo ODCEC, 945 solo revisori legali</li>
<li data-section-id="nduenf" data-start="2988" data-end="3075"><strong data-start="2990" data-end="3002">Fascia 2</strong>: 7.705 con doppia iscrizione, 202 solo ODCEC, 572 solo revisori legali</li>
<li data-section-id="fqizbe" data-start="3076" data-end="3163"><strong data-start="3078" data-end="3090">Fascia 3</strong>: 5.948 con doppia iscrizione, 123 solo ODCEC, 423 solo revisori legali</li>
</ul>
<p data-start="3165" data-end="3277">La distribuzione conferma una sostanziale omogeneità del profilo professionale lungo tutte le categorie di enti.</p>
<h2 data-section-id="1rfus0g" data-start="3279" data-end="3338">Distribuzione territoriale: il peso delle grandi regioni</h2>
<p data-start="3340" data-end="3567">La presenza dei revisori sul territorio riflette in larga misura la densità amministrativa e demografica del Paese. Le regioni con il maggior numero di professionisti sono quelle economicamente e demograficamente più rilevanti.</p>
<p data-start="3569" data-end="3591">In testa si collocano:</p>
<ul data-start="3593" data-end="3732">
<li data-section-id="16nz2nm" data-start="3593" data-end="3629"><strong data-start="3595" data-end="3608">Lombardia</strong> con 4.925 revisori</li>
<li data-section-id="m3eahy" data-start="3630" data-end="3656"><strong data-start="3632" data-end="3644">Piemonte</strong> con 4.241</li>
<li data-section-id="oryeuf" data-start="3657" data-end="3681"><strong data-start="3659" data-end="3669">Veneto</strong> con 1.908</li>
<li data-section-id="1z0exn6" data-start="3682" data-end="3708"><strong data-start="3684" data-end="3696">Campania</strong> con 1.791</li>
<li data-section-id="177rzb3" data-start="3709" data-end="3732"><strong data-start="3711" data-end="3720">Lazio</strong> con 1.290</li>
</ul>
<p data-start="3734" data-end="3965">Accanto a queste, territori più piccoli presentano numeri più contenuti ma comunque significativi: Molise, Umbria e Basilicata contano alcune centinaia di iscritti, in linea con la dimensione delle rispettive realtà amministrative.</p>
<p data-start="3967" data-end="4258">A livello provinciale, le aree metropolitane confermano il proprio peso. <strong data-start="4040" data-end="4067">Milano, Torino e Napoli</strong> rappresentano i principali poli di concentrazione dei revisori sorteggiabili. Al contrario, le province meno popolose registrano numeri inferiori, ma coerenti con il numero di enti presenti.</p>
<h2 data-section-id="dpbfef" data-start="4260" data-end="4310">Età e ambito professionale: una funzione matura</h2>
<p data-start="4312" data-end="4455">Dal punto di vista anagrafico, la funzione di revisore dei conti negli enti locali appare fortemente concentrata nelle fasce di età intermedie.</p>
<p data-start="4457" data-end="4488">La distribuzione evidenzia che:</p>
<ul data-start="4490" data-end="4620">
<li data-section-id="19aej5d" data-start="4490" data-end="4528"><strong data-start="4492" data-end="4510">Fino a 42 anni</strong>: 1.147 revisori</li>
<li data-section-id="hdy1q8" data-start="4529" data-end="4561"><strong data-start="4531" data-end="4551">Tra 43 e 65 anni</strong>: 10.164</li>
<li data-section-id="1q62jq6" data-start="4562" data-end="4593"><strong data-start="4564" data-end="4584">Tra 66 e 80 anni</strong>: 2.211</li>
<li data-section-id="1m26af5" data-start="4594" data-end="4620"><strong data-start="4596" data-end="4613">Oltre 80 anni</strong>: 131</li>
</ul>
<p data-start="4622" data-end="4860">Il dato più rilevante è quello della fascia centrale, che raccoglie la maggioranza assoluta dei professionisti. Si tratta di un’indicazione chiara: l’attività richiede esperienza consolidata e competenze specialistiche maturate nel tempo.</p>
<p data-start="4862" data-end="4993">Quanto all’ambito lavorativo, emerge una netta prevalenza di professionisti che operano al di fuori della pubblica amministrazione:</p>
<ul data-start="4995" data-end="5125">
<li data-section-id="s2wv0j" data-start="4995" data-end="5058"><strong data-start="4997" data-end="5015">1.892 revisori</strong> dichiarano di essere dipendenti pubblici</li>
<li data-section-id="13r42z9" data-start="5059" data-end="5125"><strong data-start="5061" data-end="5071">11.761</strong> svolgono l’attività in altri contesti professionali</li>
</ul>
<p data-start="5127" data-end="5284">Questo equilibrio contribuisce a garantire una certa indipendenza del sistema di controllo, elemento essenziale per la credibilità delle verifiche contabili.</p>
<h2 data-section-id="smsr7d" data-start="5286" data-end="5323">Le estrazioni: un sistema dinamico</h2>
<p data-start="5325" data-end="5556">Un indicatore significativo dell’attività operativa è rappresentato dal numero di estrazioni effettuate. Nei primi mesi del 2026, precisamente tra il 1° gennaio e il 4 febbraio, si sono registrate <strong data-start="5522" data-end="5555">22.257 estrazioni complessive</strong>.</p>
<p data-start="5558" data-end="5838">Si tratta di un volume rilevante, che testimonia l’intensità del turnover e la frequenza delle sostituzioni, dovute sia a cessazioni anticipate sia a rinnovi degli incarichi. Il sistema si configura quindi come altamente dinamico, con un flusso continuo di nomine e aggiornamenti.</p>
<h2 data-section-id="1u261h6" data-start="5840" data-end="5888">Focus territoriale: differenze tra Nord e Sud</h2>
<p data-start="5890" data-end="6004">Entrando nel dettaglio delle tipologie di enti e delle singole province, emergono ulteriori elementi di interesse.</p>
<p data-start="6006" data-end="6216">Nei <strong data-start="6010" data-end="6053">comuni di piccole dimensioni (Fascia 1)</strong>, le province del Nord presentano concentrazioni elevate. Milano conta 1.266 revisori sorteggiabili, Bergamo 1.260 e Brescia 1.223, mentre Torino si attesta a 706.</p>
<p data-start="6218" data-end="6515">Nel Mezzogiorno, tuttavia, i numeri risultano altrettanto significativi: Napoli raggiunge quota 2.308, Salerno 2.487 e Avellino 2.468. Un dato che evidenzia come la presenza dei revisori sia strettamente collegata alla numerosità degli enti locali, indipendentemente dalla collocazione geografica.</p>
<p data-start="6517" data-end="6778">Per quanto riguarda la <strong data-start="6540" data-end="6552">Fascia 3</strong>, relativa a grandi comuni e province, i numeri si riducono sensibilmente. Milano registra 873 professionisti, Torino 584 e Napoli 274. Questo andamento è coerente con il numero limitato di enti rientranti in questa categoria.</p>
<h2 data-section-id="13qok4o" data-start="6780" data-end="6821">Una fotografia complessiva del sistema</h2>
<p data-start="6823" data-end="7017">Nel complesso, i dati del 2026 restituiscono l’immagine di un sistema articolato, caratterizzato da una distribuzione equilibrata sotto diversi profili: territoriale, anagrafico e professionale.</p>
<p data-start="7019" data-end="7280">La prevalenza di revisori con doppia iscrizione, la forte presenza nella fascia centrale di età e l’elevato numero di estrazioni confermano il ruolo strategico di questa figura nel garantire la correttezza della gestione economico-finanziaria degli enti locali.</p>
<p data-start="7282" data-end="7493">Allo stesso tempo, persistono alcune dinamiche strutturali, come la predominanza maschile e la concentrazione nelle aree più popolose, che riflettono caratteristiche più ampie del sistema professionale italiano.</p>
<p data-start="7495" data-end="7813">In definitiva, la mappatura aggiornata dei revisori dei conti offre uno strumento utile non solo per comprendere lo stato attuale del comparto, ma anche per orientare eventuali interventi di riforma, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente l’efficacia e la trasparenza dei controlli nella pubblica amministrazione.</p>
<h2>Tutti i dati</h2>
<div class="field__item">
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<div class="field field--name-field-media-file field--type-file field--label-visually_hidden">
<ul>
<li class="field__item"><span><strong><span class="file file--mime-application-pdf file--application-pdf"> <a class="focus--mouse" title="revisori-dati-sintesi-2026-1.pdf" href="https://dait.interno.gov.it/documenti/revisori-dati-sintesi-2026-1.pdf" target="_blank" rel="noopener" type="application/pdf" data-focus-mouse="true">Enti locali i cui Revisori dei conti devono essere estratti a sorte, suddivisi per regione e per fascia di appartenenza</a></span></strong></span></li>
<li class="field__item"><span><strong><span class="file file--mime-application-pdf file--application-pdf"><a title="revisori-dati-sintesi-2026-2.pdf" href="https://dait.interno.gov.it/documenti/revisori-dati-sintesi-2026-2.pdf" target="_blank" rel="noopener" type="application/pdf">Grafico rappresentativo degli enti locali di cui all’allegato 1)</a></span></strong></span></li>
<li class="field__item"><span><strong><span class="file file--mime-application-pdf file--application-pdf"><a title="revisori-dati-sintesi-2026-3.pdf" href="https://dait.interno.gov.it/documenti/revisori-dati-sintesi-2026-3.pdf" target="_blank" rel="noopener" type="application/pdf">Rapporto Enti Locali/Revisori iscritti a livello regionale e sorteggiabili per fascia d’iscrizione</a></span></strong></span></li>
<li class="field__item"><span><strong><span class="file file--mime-application-pdf file--application-pdf"><a title="revisori-dati-sintesi-2026-4.pdf" href="https://dait.interno.gov.it/documenti/revisori-dati-sintesi-2026-4.pdf" target="_blank" rel="noopener" type="application/pdf">Rapporto Enti Locali/Revisori sorteggiabili a livello provinciale e per fascia d’iscrizione</a></span></strong></span></li>
<li class="field__item"><span><strong><span class="file file--mime-application-pdf file--application-pdf"><a title="revisori-dati-sintesi-2026-5.pdf" href="https://dait.interno.gov.it/documenti/revisori-dati-sintesi-2026-5.pdf" target="_blank" rel="noopener" type="application/pdf">Iscritti per provincia di residenza</a></span></strong></span></li>
<li class="field__item"><span><strong><span class="file file--mime-application-pdf file--application-pdf"><a title="revisori-dati-sintesi-2026-6.pdf" href="https://dait.interno.gov.it/documenti/revisori-dati-sintesi-2026-6.pdf" target="_blank" rel="noopener" type="application/pdf">Elenco suddiviso per numero dei revisori sorteggiabili per provincia e per fascia di iscrizione</a></span></strong></span></li>
<li class="field__item"><span><strong><span class="file file--mime-application-pdf file--application-pdf"><a title="revisori-dati-sintesi-2026-7.pdf" href="https://dait.interno.gov.it/documenti/revisori-dati-sintesi-2026-7.pdf" target="_blank" rel="noopener" type="application/pdf">Riepilogo estrazioni effettuate dagli Elenchi in vigore dal 10 dicembre 2012, a livello regionale per fasce di iscrizione</a></span></strong></span></li>
<li class="field__item"><span><strong><span class="file file--mime-application-pdf file--application-pdf"><a title="revisori-dati-sintesi-2026-8.pdf" href="https://dait.interno.gov.it/documenti/revisori-dati-sintesi-2026-8.pdf" target="_blank" rel="noopener" type="application/pdf">Iscritti per genere</a></span></strong></span></li>
<li class="field__item"><span><strong><span class="file file--mime-application-pdf file--application-pdf"><a title="revisori-dati-sintesi-2026-9.pdf" href="https://dait.interno.gov.it/documenti/revisori-dati-sintesi-2026-9.pdf" target="_blank" rel="noopener" type="application/pdf">Iscritti per albo professionale</a></span></strong></span></li>
<li class="field__item"><span><span class="file file--mime-application-pdf file--application-pdf"><a title="revisori-dati-sintesi-2026-10.pdf" href="https://dait.interno.gov.it/documenti/revisori-dati-sintesi-2026-10.pdf" target="_blank" rel="noopener" type="application/pdf"><strong>Iscritti per età anagrafica</strong></a></span></span></li>
</ul>
</div>
</article>
</div>
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</item>

<item>
<title>Non tutte le irregolarità elettorali giustificano l’annullamento del voto</title>
<link>https://www.eventi.news/non-tutte-le-irregolarita-elettorali-giustificano-lannullamento-del-voto</link>
<guid>https://www.eventi.news/non-tutte-le-irregolarita-elettorali-giustificano-lannullamento-del-voto</guid>
<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Nel contenzioso elettorale non ogni anomalia è sufficiente a travolgere il risultato delle urne. A ribadirlo è il TAR Basilicata, che con la sentenza n. 97 del 5 marzo 2026 ha chiarito un principio di rilievo generale: le irregolarità procedurali, anche quando emergono dai verbali o dalla documentazione di seggio, non determinano automaticamente l’invalidità delle […]
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 19:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Non, tutte, irregolarità, elettorali, giustificano, l’annullamento, del, voto</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="516" data-end="990"><strong>Nel contenzioso elettorale non ogni anomalia è sufficiente a travolgere il risultato delle urne.</strong></p>
<hr>
<p data-start="516" data-end="990">A ribadirlo è il <strong data-start="630" data-end="648">TAR Basilicata</strong>, che con la <strong data-start="661" data-end="696">sentenza n. 97 del 5 marzo 2026</strong> ha chiarito un principio di rilievo generale: le irregolarità procedurali, anche quando emergono dai verbali o dalla documentazione di seggio, non determinano automaticamente l’invalidità delle <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/elezioni/" target="_blank" rel="noopener"><strong>elezioni</strong></a></span> se non incidono in modo concreto sulla <strong data-start="939" data-end="989">libera, genuina e sincera espressione del voto</strong>.</p>
<p data-start="992" data-end="1697">La decisione nasce dal ricorso proposto contro gli atti di proclamazione degli eletti nelle elezioni amministrative di un <strong data-start="1112" data-end="1134">Comune</strong>, svoltesi il <strong data-start="1148" data-end="1171">25 e 26 maggio 2025</strong>, ma assume un significato che va oltre il singolo caso. Il Collegio amministrativo, infatti, ripercorre e consolida alcuni orientamenti ormai centrali nella giurisprudenza: il <strong data-start="1348" data-end="1362">favor voti</strong>, la <strong data-start="1367" data-end="1409">conservazione del risultato elettorale</strong>, la <strong data-start="1414" data-end="1443">strumentalità delle forme</strong> e la cosiddetta <strong data-start="1460" data-end="1483">prova di resistenza</strong>. In sostanza, il giudice afferma che la volontà espressa dagli elettori resta il bene da proteggere in via prioritaria, salvo che venga dimostrato un vizio realmente capace di alterare l’esito della consultazione.</p>
<h2 data-section-id="1w1bfe4" data-start="1699" data-end="1772"><span role="text"><strong data-start="1702" data-end="1772">Il ricorso contro la proclamazione degli eletti</strong></span></h2>
<p data-start="1774" data-end="2074">La vicenda prende avvio dopo la consultazione amministrativa che ha visto contrapposti due candidati sindaci: all’esito dello scrutinio, come risulta dal verbale dell’adunanza dei presidenti di sezione del <strong data-start="2172" data-end="2190">27 maggio 2025</strong>, è stata proclamata sindaco uno dei due con <strong data-start="2248" data-end="2262">3.117 voti</strong>, mentre<strong> l’altro candidato </strong>si è fermato a <strong data-start="2308" data-end="2328">3.007 preferenze</strong>. Il margine finale è stato quindi di <strong data-start="2366" data-end="2378">110 voti</strong>.</p>
<p data-start="2381" data-end="2850">A impugnare il risultato sono state due elettrici e, nello stesso tempo, entrambe candidate ed elette come consigliere comunali nella lista collegata al candidato sconfitto. Nel ricorso, proposto ai sensi dell’<span><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaArticolo?art.versione=1&art.idGruppo=38&art.flagTipoArticolo=2&art.codiceRedazionale=010G0127&art.idArticolo=130&art.idSottoArticolo=1&art.idSottoArticolo1=10&art.dataPubblicazioneGazzetta=2010-07-07&art.progressivo=0" target="_blank" rel="noopener"><strong>art. 130 del Codice del processo amministrativo</strong></a></span>, sono state denunciate numerose irregolarità che, secondo la tesi delle ricorrenti, avrebbero compromesso la regolarità delle operazioni elettorali.</p>
<h2 data-section-id="1lhjb52" data-start="2852" data-end="2934"><span role="text"><strong data-start="2855" data-end="2934">Le contestazioni sollevate: schede mancanti, discrasie e tessere elettorali</strong></span></h2>
<p data-start="2936" data-end="3416">Le doglianze hanno riguardato diversi aspetti delle operazioni di voto e scrutinio. Tra i punti più rilevanti figurava la presunta <strong data-start="3067" data-end="3133">sparizione di 51 schede vidimate e timbrate nella sezione n. 9</strong>, circostanza che, secondo le ricorrenti, avrebbe potuto far pensare al fenomeno della cosiddetta <em data-start="3231" data-end="3249">scheda ballerina</em>. A questa si aggiungeva il caso della <strong data-start="3288" data-end="3304">sezione n. 4</strong>, dove due schede avanzate sarebbero state consegnate alla <strong data-start="3363" data-end="3379">sezione n. 3</strong> senza specificazione delle modalità.</p>
<p data-start="3418" data-end="3974">Un ulteriore profilo di contestazione riguardava la <strong data-start="3470" data-end="3486">sezione n. 3</strong>, dove le ricorrenti avevano evidenziato discordanze tra verbali e registri elettorali, ipotizzando una differenza di <strong data-start="3604" data-end="3618">305 schede</strong>. Nel ricorso sono stati poi richiamati l’elevato numero di richieste di nuove tessere elettorali per smarrimento o esaurimento degli spazi disponibili, la presunta mancanza di garanzie circa la spedizione delle cartoline-avviso agli elettori residenti all’estero, alcune discrepanze nei modelli di sezione e casi isolati di mancata registrazione del voto.</p>
<p data-start="3976" data-end="4163">Il TAR ha esaminato nel dettaglio ciascuna censura, dopo aver disposto una <strong data-start="4051" data-end="4099">verificazione affidata al Prefetto di Matera</strong>, le cui operazioni si sono svolte tra novembre e dicembre 2025.</p>
<h2 data-section-id="5c555a" data-start="4165" data-end="4230"><span role="text"><strong data-start="4168" data-end="4230">Prima del merito: il TAR respinge le eccezioni preliminari</strong></span></h2>
<p data-start="4232" data-end="4389">Prima ancora di entrare nel merito delle contestazioni, il Tribunale ha affrontato alcune eccezioni preliminari sollevate dal Comune e dai controinteressati.</p>
<p data-start="4391" data-end="4791">È stata anzitutto respinta la tesi del presunto <strong data-start="4439" data-end="4465">conflitto di interessi</strong> delle ricorrenti. Secondo il TAR, non c’è alcuna incompatibilità tra la qualità di consigliere comunale eletto e quella di elettrice che contesta la regolarità delle operazioni elettorali. L’interesse fatto valere è stato ritenuto unitario: verificare se vi siano state irregolarità tali da aver favorito la lista avversaria.</p>
<p data-start="4793" data-end="5320">Il Collegio ha anche escluso la necessità di integrare il contraddittorio nei confronti dei candidati non eletti, osservando che questi non rivestono, nel giudizio elettorale, la qualità di controinteressati necessari. Allo stesso modo, è stata disposta l’estromissione dal processo del <strong data-start="5080" data-end="5106">Ministero dell’Interno</strong> e della <strong data-start="5115" data-end="5139">Prefettura di Matera</strong>, ritenuti privi di legittimazione passiva rispetto alle operazioni di voto e scrutinio, che restano di competenza degli uffici elettorali di sezione e dell’adunanza dei presidenti.</p>
<h2 data-section-id="wfcsbt" data-start="5322" data-end="5401"><span role="text"><strong data-start="5325" data-end="5401">Il principio della strumentalità delle forme nel procedimento elettorale</strong></span></h2>
<p data-start="5403" data-end="5560">Il passaggio più importante della sentenza è quello in cui il TAR richiama l’orientamento giurisprudenziale consolidato in materia di contenzioso elettorale.</p>
<p data-start="5562" data-end="5959">Per il giudice amministrativo, nel procedimento elettorale vale il principio della <strong data-start="5645" data-end="5674">strumentalità delle forme</strong>: gli adempimenti e i verbali sono certamente essenziali, ma non ogni inesattezza formale produce automaticamente effetti invalidanti. Ciò che conta è verificare se il vizio abbia davvero inciso sulla <strong data-start="5875" data-end="5897">genuinità del voto</strong> o sull’accertamento della reale volontà del corpo elettorale.</p>
<p data-start="5961" data-end="6328">Da questo principio discende il <strong data-start="5993" data-end="6007">favor voti</strong>, cioè la tendenza a preservare il risultato della consultazione quando le irregolarità non abbiano natura sostanziale. Il diritto elettorale, secondo il TAR, deve infatti contemperare due esigenze: da un lato il ripristino della legalità eventualmente violata, dall’altro la tutela della volontà espressa dagli elettori.</p>
<p data-start="6330" data-end="6532">A questo si collega la <strong data-start="6353" data-end="6376">prova di resistenza</strong>, criterio secondo cui l’annullamento delle operazioni può essere disposto solo se l’illegittimità è potenzialmente idonea a modificare il risultato finale.</p>
<h2 data-section-id="lr8st6" data-start="6534" data-end="6613"><span role="text"><strong data-start="6537" data-end="6613">La questione delle 51 schede mancanti e il tema della “scheda ballerina”</strong></span></h2>
<p data-start="6615" data-end="6797">Tra i motivi di ricorso, il più delicato era quello relativo alla <strong data-start="6681" data-end="6697">sezione n. 9</strong>, dove la verificazione ha effettivamente confermato l’ammanco di <strong data-start="6763" data-end="6796">51 schede vidimate e timbrate</strong>.</p>
<p data-start="6799" data-end="7113">Le ricorrenti avevano sostenuto che questa circostanza, da sola, fosse sufficiente a mettere in discussione l’intera regolarità della sezione, evocando la possibilità di un utilizzo illecito delle schede secondo il sistema della <em data-start="7028" data-end="7046">scheda ballerina</em>. Il TAR, però, ha ritenuto la censura <strong data-start="7085" data-end="7112">suggestiva ma infondata</strong>.</p>
<p data-start="7115" data-end="7555">Secondo il Collegio, un’ipotesi di questo tipo non può essere accolta sulla base del solo dato numerico delle schede mancanti. Occorre invece un insieme di elementi <strong data-start="7280" data-end="7312">gravi, precisi e concordanti</strong> che renda concretamente verosimile la manipolazione del voto. Nel caso concreto, la verificazione non ha rilevato voti in eccesso, schede irregolarmente introdotte nello scrutinio, rotture dei sigilli o altri indizi compatibili con una frode.</p>
<p data-start="7557" data-end="8007">Anzi, dal verbale risultava che le schede autenticate erano state collocate in contenitori sigillati, che i locali erano stati chiusi con strisce controfirmate e che il materiale elettorale era stato affidato alla vigilanza della forza pubblica. Alla riapertura del seggio, inoltre, i sigilli risultavano integri. Per il TAR, quindi, mancava del tutto quel quadro probatorio minimo necessario per trasformare il sospetto in una contestazione fondata.</p>
<h2 data-section-id="you3az" data-start="8009" data-end="8093"><span role="text"><strong data-start="8012" data-end="8093">La prova di resistenza: perché anche 51 schede non avrebbero cambiato l’esito</strong></span></h2>
<p data-start="8095" data-end="8313">La sentenza compie poi un ulteriore passaggio decisivo. Anche ipotizzando, in astratto, che le <strong data-start="8190" data-end="8212">51 schede mancanti</strong> avessero potuto incidere a favore delle ricorrenti, il risultato finale non sarebbe comunque mutato.</p>
<p data-start="8315" data-end="8696">Il distacco tra i due candidati sindaci era infatti di <strong data-start="8370" data-end="8382">110 voti</strong>. Questo significa che il numero delle schede contestate non sarebbe stato sufficiente, neppure nella ricostruzione più favorevole alla parte ricorrente, a rovesciare l’esito della consultazione. Di conseguenza, la censura non supera la <strong data-start="8619" data-end="8642">prova di resistenza</strong> e non può giustificare l’annullamento delle elezioni.</p>
<p data-start="8698" data-end="9124">Lo stesso ragionamento viene applicato anche alle <strong data-start="8748" data-end="8762">due schede</strong> che dalla sezione 4 sarebbero state consegnate alla sezione 3. Pur trattandosi di una circostanza documentalmente emersa, il TAR osserva che non vi è stata alcuna alterazione del numero dei votanti, né del totale delle schede utilizzate e non utilizzate. Anche aggiungendo queste due schede alle 51 già contestate, il margine finale resterebbe comunque intatto.</p>
<h2 data-section-id="1naf1pq" data-start="9126" data-end="9205"><span role="text"><strong data-start="9129" data-end="9205">Errori nei verbali e discordanze numeriche: vizi formali non invalidanti</strong></span></h2>
<p data-start="9207" data-end="9580">Una parte consistente della decisione è dedicata alle discordanze rilevate nei verbali e nei registri delle sezioni. Le ricorrenti avevano indicato una serie di difformità, tra cui differenze nel numero degli elettori ammessi al voto domiciliare, discrepanze nei modelli 25/COM e casi di mancata corrispondenza tra annotazioni sulle tessere elettorali e votanti registrati.</p>
<p data-start="9582" data-end="9931">Per il TAR, si tratta di <strong data-start="9607" data-end="9643">errori materiali di compilazione</strong> o di imprecisioni redazionali che, in assenza di ulteriori elementi, non possono assumere rilievo invalidante. Il giudice sottolinea che il semplice riscontro di un verbale compilato in modo non perfettamente coerente non equivale a dimostrare un’alterazione delle operazioni elettorali.</p>
<p data-start="9933" data-end="10366">Particolarmente significativa, in questo senso, è la vicenda delle <strong data-start="10000" data-end="10033">305 schede della sezione n. 3</strong>. Le ricorrenti le ritenevano mancanti, ma la verificazione ha accertato che erano invece presenti nel plico della sezione e dovevano essere qualificate come <strong data-start="10191" data-end="10228">schede autenticate non utilizzate</strong>. La loro mancata annotazione nel verbale è stata quindi considerata una semplice irregolarità di redazione, priva di effetti sostanziali.</p>
<h2 data-section-id="u384m4" data-start="10368" data-end="10442"><span role="text"><strong data-start="10371" data-end="10442">Tessere elettorali, elettori all’estero e identificazione personale</strong></span></h2>
<p data-start="10444" data-end="10517">La sentenza affronta anche altri profili, definendoli tutti non decisivi.</p>
<p data-start="10519" data-end="10883">Quanto al numero elevato di richieste di nuove tessere elettorali, il TAR osserva che si tratta di un fenomeno tutt’altro che eccezionale in prossimità delle elezioni. Smarrimento, deterioramento o esaurimento degli spazi disponibili rappresentano situazioni ordinarie e non possono essere trasformate, senza ulteriori prove, in un indizio di alterazione del voto.</p>
<p data-start="10885" data-end="11430">Anche la contestazione relativa agli <strong data-start="10922" data-end="10955">elettori residenti all’estero</strong> risulta respinta. Il Comune aveva prodotto documentazione ritenuta sufficiente a dimostrare l’invio di <strong data-start="11057" data-end="11083">1.363 cartoline-avviso</strong> tramite servizio postale. In mancanza di elementi oggettivi capaci di provare il mancato recapito, il TAR ha ritenuto non fondata la doglianza. La scarsa partecipazione al voto degli elettori all’estero, inoltre, non si condisera una prova di irregolarità, ma una possibile manifestazione di <strong data-start="11383" data-end="11397">astensione</strong>, che resta una scelta legittima.</p>
<p data-start="11432" data-end="11821">Stessa sorte per la censura relativa all’identificazione degli elettori mediante <strong data-start="11513" data-end="11541">riconoscimento personale</strong> anziché documentale. Il Collegio rileva che, soprattutto nei comuni di dimensioni contenute, è normale che molti elettori siano conosciuti direttamente dai componenti del seggio. Senza la prova di voti espressi da soggetti non aventi diritto, il rilievo resta del tutto generico.</p>
<h2 data-section-id="1sijemt" data-start="11823" data-end="11868"><span role="text"><strong data-start="11826" data-end="11868">La decisione finale del TAR Basilicata</strong></span></h2>
<p data-start="11870" data-end="12247">Alla luce di tutte queste considerazioni, il <strong data-start="11915" data-end="11933">TAR Basilicata</strong> ha rigettato sia il ricorso principale sia gli atti di motivi aggiunti. La sentenza conclude che le anomalie denunciate, pur in parte esistenti sul piano documentale, non hanno assunto consistenza tale da compromettere il risultato elettorale né da mettere in discussione la reale volontà espressa dagli elettori.</p>
<p data-start="12249" data-end="12403">Il giudice ha inoltre disposto la <strong data-start="12283" data-end="12330">compensazione integrale delle spese di lite</strong>, ritenendo che le particolarità del caso giustificassero tale soluzione.</p>
<h2 data-section-id="lr1c7v" data-start="12405" data-end="12474"><span role="text"><strong data-start="12408" data-end="12474">Una sentenza che conferma la centralità della volontà popolare</strong></span></h2>
<p data-start="12476" data-end="12922">Il valore della decisione sta soprattutto nel principio che riafferma con nettezza: <strong data-start="12560" data-end="12614">le elezioni non si annullano per meri vizi formali</strong>. Per arrivare a un simile esito serve qualcosa di più di una verbalizzazione incompleta, di una discrasia numerica o di un sospetto non supportato da riscontri concreti. Occorre dimostrare che la violazione abbia inciso davvero sul corretto svolgimento delle operazioni e, soprattutto, sul risultato finale.</p>
<p data-start="12924" data-end="13411">La sentenza n. 97 del 2026 si inserisce dunque in una linea giurisprudenziale che attribuisce priorità alla <strong data-start="13032" data-end="13067">stabilità dell’esito elettorale</strong> e alla tutela della volontà del corpo elettorale, purché non emerga una compromissione effettiva della libertà del voto. In questo equilibrio tra legalità formale e sostanza democratica, il TAR sceglie di preservare il significato della consultazione quando gli elementi raccolti non consentono di affermare che il risultato sia stato falsato.</p>
<h2 data-start="12924" data-end="13411">Il testo della sentenza</h2>
<p data-start="12924" data-end="13411"><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/TAR-Basilicata-97-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
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<title>Abuso d’ufficio, l’Europa riapre il caso: l&amp;apos;Italia dovrà reintrodurlo</title>
<link>https://www.eventi.news/abuso-dufficio-leuropa-riapre-il-caso-litalia-dovra-reintrodurlo</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
L’Unione europea compie un passo storico nella lotta alla corruzione. Il Parlamento europeo ha infatti approvato, con una larghissima maggioranza, la prima direttiva anticorruzione mai adottata a livello comunitario, introducendo standard comuni destinati a incidere profondamente sugli ordinamenti nazionali. Un via libera che ha immediatamente acceso il dibattito politico in Italia, dove il tema si […]
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 19:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Abuso, d’ufficio, l’Europa, riapre, caso:, lItalia, dovrà, reintrodurlo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="230" data-end="541"><strong>L’Unione europea compie un passo storico nella lotta alla corruzione. Il Parlamento europeo ha infatti approvato, con una larghissima maggioranza, la prima direttiva anticorruzione mai adottata a livello comunitario, introducendo standard comuni destinati a incidere profondamente sugli ordinamenti nazionali.</strong></p>
<hr>
<p data-start="543" data-end="781">Un via libera che ha immediatamente acceso il dibattito politico in Italia, dove il tema si intreccia con una delle riforme più controverse degli ultimi anni: l’<span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/abuso-ufficio-consulta-abrogazione-convenzione-onu/" target="_blank" rel="noopener"><strong>abrogazione del reato di abuso d’ufficio</strong></a></span>, prevista dal cosiddetto ddl Nordio.</p>
<h2 data-section-id="t8m4fy" data-start="788" data-end="847"><span role="text"><strong data-start="791" data-end="847">Un nuovo quadro europeo per la lotta alla corruzione</strong></span></h2>
<p data-start="849" data-end="1115">Il provvedimento approvato a Strasburgo rappresenta un punto di svolta nel sistema giuridico europeo. Per la prima volta, infatti, vengono definite in modo uniforme le principali fattispecie di corruzione che gli Stati membri devono considerare penalmente rilevanti.</p>
<p data-start="1117" data-end="1400">La direttiva stabilisce un impianto normativo condiviso che include, tra gli altri, reati come la corruzione nel settore pubblico e privato, l’appropriazione indebita, il traffico di influenze, l’ostruzione alla giustizia e l’arricchimento illecito collegato a pratiche corruttive.</p>
<p data-start="1402" data-end="1635">Non si tratta soltanto di un elenco di illeciti: il testo introduce anche criteri comuni sulle sanzioni e rafforza la cooperazione tra le autorità nazionali e gli organismi europei, tra cui Olaf, Procura europea, Europol ed Eurojust.</p>
<p data-start="1637" data-end="1920">L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato, rendere più efficace il contrasto a fenomeni che spesso superano i confini nazionali; dall’altro, garantire condizioni di maggiore trasparenza nei mercati europei, considerate sempre più decisive per attrarre investimenti internazionali.</p>
<h2 data-section-id="1dzzn5q" data-start="1927" data-end="1991"><span role="text"><strong data-start="1930" data-end="1991">Il caso italiano: abuso d’ufficio al centro del confronto</strong></span></h2>
<p data-start="1993" data-end="2164">Se a livello europeo il clima è stato segnato da soddisfazione e consenso trasversale, in Italia la direttiva ha avuto un impatto immediato sul piano politico e giuridico.</p>
<p data-start="2166" data-end="2493">Il punto più controverso riguarda il possibile effetto della nuova normativa sull’abrogazione del reato di abuso d’ufficio, eliminato dall’ordinamento italiano nel 2024. Secondo alcune interpretazioni, la direttiva potrebbe imporre una reintroduzione, almeno per le forme più gravi di violazione commesse da pubblici ufficiali.</p>
<p data-start="2495" data-end="2761">Una posizione sostenuta anche in sede europea, dove è stato evidenziato come gli Stati membri debbano assicurare la punibilità di determinate condotte quando siano caratterizzate da violazioni gravi e intenzionali della legge nell’esercizio delle funzioni pubbliche.</p>
<p data-start="2763" data-end="2817">Tuttavia, il tema resta oggetto di letture divergenti.</p>
<h2 data-section-id="1wnilt6" data-start="2824" data-end="2882"><span role="text"><strong data-start="2827" data-end="2882">Interpretazioni opposte: obbligo o discrezionalità?</strong></span></h2>
<p data-start="2884" data-end="3179">La maggioranza di governo respinge l’idea che l’Italia sia vincolata a ripristinare il reato nei termini precedenti. Secondo questa impostazione, la formulazione della direttiva lascerebbe ampi margini di discrezionalità agli Stati membri nell’individuazione delle condotte penalmente rilevanti.</p>
<p data-start="3181" data-end="3430">In particolare, l’articolato europeo richiede che vengano sanzionate alcune violazioni gravi, ma non impone esplicitamente la reintroduzione di una specifica fattispecie come quella dell’abuso d’ufficio prevista in passato dall’ordinamento italiano.</p>
<p data-start="3432" data-end="3657">Questa interpretazione spiegherebbe anche il voto favorevole espresso dagli eurodeputati dei partiti di maggioranza, che vedono nella direttiva un quadro compatibile con le scelte legislative già adottate a livello nazionale.</p>
<p data-start="3659" data-end="3880">Di segno opposto, invece, le valutazioni delle forze di opposizione, che leggono nel testo europeo una smentita implicita della riforma del 2024 e chiedono chiarimenti al governo sull’adeguamento dell’ordinamento interno.</p>
<h2 data-section-id="1qquyl9" data-start="3887" data-end="3931"><span role="text"><strong data-start="3890" data-end="3931">Le reazioni politiche e istituzionali</strong></span></h2>
<p data-start="175" data-end="443">Il via libera della direttiva è arrivato in un momento politicamente delicato, contribuendo ad alimentare un confronto già acceso. Le opposizioni hanno parlato apertamente di un passo indietro per l’Italia e di un errore strategico del governo in materia di giustizia.</p>
<p data-start="445" data-end="1116">Il leader del <strong>Movimento 5 Stelle, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Giuseppe Conte</span></span></strong>, ha definito l’approvazione della direttiva “l’ennesima bocciatura” per l’impostazione dell’esecutivo, mentre dalla <strong>Partito Democratico</strong> la responsabile giustizia <strong><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Debora Serracchiani</span></span> </strong>e il capogruppo in Commissione Giustizia alla Camera<strong> <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Federico Gianassi</span></span></strong> hanno parlato di una scelta “arrogante e non condivisa”, annunciando un’interrogazione parlamentare per chiedere chiarimenti al governo. Sulla stessa linea anche <strong>AVS</strong> con <strong><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Nicola Fratoianni</span></span></strong>, che ha definito il voto europeo “un duro colpo” per il ministro della Giustizia e per l’intera maggioranza.</p>
<p data-start="1118" data-end="1617">Dall’altro lato, i partiti di governo – in particolare <strong>Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia</strong> – respingono le accuse e rivendicano la coerenza delle proprie scelte. Fonti riconducibili a Fratelli d’Italia al Parlamento europeo sottolineano come il testo della direttiva sia stato oggetto di un negoziato complesso tra gli Stati membri, Italia compresa, e come la formulazione finale lasci margini di discrezionalità tali da non imporre automaticamente la reintroduzione del reato di abuso d’ufficio.</p>
<p data-start="1619" data-end="1993">Sul piano istituzionale, la questione potrebbe avere ulteriori sviluppi. Il presidente della <span><a href="https://www.cortecostituzionale.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Corte costituzionale</strong></a></span>, <strong><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Giovanni Amoroso</span></span></strong>, ha evidenziato come, qualora il nuovo quadro europeo incida sull’assetto normativo interno, potrebbe rendersi necessario un nuovo scrutinio di compatibilità con la Costituzione, richiamando in particolare l’articolo 111.</p>
<p data-start="1995" data-end="2229">In questa prospettiva, ha osservato lo stesso Amoroso, sarà innanzitutto la politica a dover valutare le implicazioni della direttiva e a decidere come adeguare l’ordinamento nazionale, prima di un eventuale intervento della Consulta.</p>
<h2 data-section-id="1ssaedg" data-start="4883" data-end="4929"><span role="text"><strong data-start="4886" data-end="4929">Il ruolo dell’ANAC e l’appello di Busia</strong></span></h2>
<p data-start="4931" data-end="5129">Tra le voci più autorevoli intervenute nel dibattito figura quella del presidente dell’<strong>Autorità nazionale anticorruzione</strong>, <strong>Giuseppe Busia</strong>, che ha accolto positivamente l’approvazione della direttiva.</p>
<p data-start="5131" data-end="5328">Secondo il numero uno dell’ANAC, il provvedimento rappresenta un passaggio fondamentale per rafforzare la tutela dello Stato di diritto e per prevenire possibili arretramenti nei sistemi nazionali.</p>
<p data-start="5330" data-end="5544">Pur riconoscendo che il testo finale è meno incisivo rispetto alla proposta originaria della Commissione europea, Busia lo considera comunque un pilastro per la costruzione di un sistema più uniforme e trasparente.</p>
<p data-start="5546" data-end="5794">Particolarmente rilevante è il richiamo alla situazione italiana. Negli ultimi anni, osserva il presidente dell’Autorità, il quadro normativo interno ha mostrato segnali di indebolimento sul fronte della prevenzione e del contrasto alla corruzione.</p>
<p data-start="5796" data-end="5992">Da qui l’auspicio che il recepimento della direttiva possa diventare un’occasione concreta per intervenire sui vuoti di tutela emersi, soprattutto dopo l’eliminazione del reato di abuso d’ufficio.</p>
<h2 data-section-id="edkmpm" data-start="5999" data-end="6047"><span role="text"><strong data-start="6002" data-end="6047">Standard comuni e cooperazione rafforzata</strong></span></h2>
<p data-start="6049" data-end="6179">Uno degli elementi centrali della direttiva riguarda il rafforzamento della cooperazione tra Stati membri e istituzioni europee.</p>
<p data-start="6181" data-end="6395">Il testo prevede un coordinamento più stretto tra le autorità nazionali e organismi come l’Olaf e la Procura europea, con l’obiettivo di migliorare l’efficacia delle indagini, soprattutto nei casi transfrontalieri.</p>
<p data-start="6397" data-end="6620">Parallelamente, risulta introdotto l’obbligo per i Paesi dell’Unione di aggiornare periodicamente le proprie strategie anticorruzione, in modo da adeguarle all’evoluzione dei fenomeni illeciti e alle nuove modalità operative.</p>
<p data-start="6622" data-end="6750">Un sistema che punta non solo alla repressione, ma anche alla prevenzione, attraverso regole più omogenee e strumenti condivisi.</p>
<h2 data-section-id="1nwuy64" data-start="6757" data-end="6809"><span role="text"><strong data-start="6760" data-end="6809">Impatto economico e fiducia nelle istituzioni</strong></span></h2>
<p data-start="6811" data-end="6990">Oltre agli aspetti strettamente giuridici, la direttiva si inserisce in un contesto più ampio che riguarda la competitività economica e la credibilità delle istituzioni pubbliche.</p>
<p data-start="6992" data-end="7224">La presenza di standard comuni in materia di legalità si considera infatti un fattore decisivo per attrarre investimenti, soprattutto da parte di grandi operatori internazionali che richiedono ambienti affidabili e trasparenti.</p>
<p data-start="7226" data-end="7433">In questa prospettiva, il rafforzamento delle politiche anticorruzione non è soltanto una questione di giustizia, ma anche uno strumento di sviluppo economico e di consolidamento della fiducia dei cittadini.</p>
<h2 data-section-id="7wnnhe" data-start="7440" data-end="7488"><span role="text"><strong data-start="7443" data-end="7488">Verso il recepimento: i prossimi passaggi</strong></span></h2>
<p data-start="7490" data-end="7695">Dopo l’approvazione del Parlamento europeo, il percorso della direttiva prevede ora il completamento dell’iter con il passaggio in Consiglio e la successiva fase di recepimento da parte degli Stati membri.</p>
<p data-start="7697" data-end="7876">Per l’Italia si apre quindi una fase cruciale, in cui sarà necessario valutare attentamente le implicazioni della normativa europea e definire eventuali interventi di adeguamento.</p>
<p data-start="7878" data-end="8064">Il nodo dell’abuso d’ufficio resta al centro di questo processo. Molto dipenderà dall’interpretazione data alle disposizioni europee e dalle scelte politiche che ne seguiranno.</p>
<p>The post <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/abuso-dufficio-leuropa-riapre-il-caso-litalia-dovra-reintrodurlo/">Abuso d’ufficio, l’Europa riapre il caso: l'Italia dovrà reintrodurlo</a> appeared first on <a href="https://lentepubblica.it/">lentepubblica.it</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Graduatorie concorsi, stretta del Garante Privacy: i dati da cancellare</title>
<link>https://www.eventi.news/graduatorie-concorsi-stretta-del-garante-privacy-i-dati-da-cancellare</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
La pubblicazione delle graduatorie nei concorsi pubblici torna al centro dell’attenzione con un intervento destinato a incidere in modo significativo sulle prassi delle amministrazioni. Con il provvedimento n. 117 del 26 febbraio 2026, il Garante per la protezione dei dati personali ha chiarito quali informazioni possono essere rese pubbliche e quali, invece, devono rimanere escluse […]
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 19:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Graduatorie, concorsi, stretta, del, Garante, Privacy:, dati, cancellare</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="218" data-end="628"><strong>La pubblicazione delle graduatorie nei concorsi pubblici torna al centro dell’attenzione con un intervento destinato a incidere in modo significativo sulle prassi delle amministrazioni.</strong></p>
<hr>
<p data-start="218" data-end="628">Con il <strong>provvedimento n. 117 del 26 febbraio 2026</strong>, il <span><a href="https://www.garanteprivacy.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Garante per la protezione dei dati personali</strong></a></span> ha chiarito quali informazioni possono essere rese pubbliche e quali, invece, devono rimanere escluse dalla diffusione online.</p>
<p data-start="630" data-end="902">La decisione nasce da un caso concreto, ma introduce principi di portata generale che coinvolgono l’intero sistema di reclutamento nella pubblica amministrazione. Al centro della questione, il delicato equilibrio tra trasparenza amministrativa e tutela dei dati personali.</p>
<h2 data-section-id="6ucf4n" data-start="909" data-end="944">Trasparenza sì, ma senza eccessi</h2>
<p data-start="946" data-end="1158">Il punto chiave del provvedimento riguarda il perimetro della pubblicità legale. Secondo il Garante, rendere accessibili le graduatorie non significa poter diffondere qualsiasi informazione relativa ai candidati.</p>
<p data-start="1160" data-end="1416">Il quadro normativo di riferimento – che comprende il <span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/gdpr-comuni-protezione-dati-pubblica-amministrazione/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Regolamento UE 2016/679 (GDPR)</strong></a></span>, il Codice in materia di protezione dei dati personali e il d.lgs. 33/2013 – impone criteri stringenti. In particolare, devono essere rispettati tre principi fondamentali:</p>
<ul data-start="1418" data-end="1647">
<li data-section-id="29p6uu" data-start="1418" data-end="1510"><strong data-start="1420" data-end="1447">minimizzazione dei dati</strong>, cioè la diffusione limitata a quanto strettamente necessario;</li>
<li data-section-id="t03q9r" data-start="1511" data-end="1567"><strong data-start="1513" data-end="1527">pertinenza</strong>, in relazione alle finalità perseguite;</li>
<li data-section-id="63b5we" data-start="1568" data-end="1647"><strong data-start="1570" data-end="1587">non eccedenza</strong>, evitando informazioni superflue rispetto alla trasparenza.</li>
</ul>
<p data-start="1649" data-end="1809">Ne deriva una linea interpretativa chiara: la pubblicazione online deve essere calibrata e proporzionata, senza trasformarsi in una divulgazione indiscriminata.</p>
<h2 data-section-id="qczjz8" data-start="1816" data-end="1855">Quali dati possono essere pubblicati</h2>
<p data-start="1857" data-end="2023">Alla luce di questi principi, il Garante ha individuato con precisione le informazioni che possono essere legittimamente rese pubbliche nelle graduatorie concorsuali.</p>
<p data-start="2025" data-end="2072">In particolare, la diffusione deve limitarsi a:</p>
<ul data-start="2074" data-end="2186">
<li data-section-id="lfh3zr" data-start="2074" data-end="2119"><strong data-start="2076" data-end="2118">nome e cognome dei candidati vincitori</strong>;</li>
<li data-section-id="1r8rcfm" data-start="2120" data-end="2154"><strong data-start="2122" data-end="2153">punteggio finale conseguito</strong>;</li>
<li data-section-id="1qre4ja" data-start="2155" data-end="2186"><strong data-start="2157" data-end="2185">posizione in graduatoria</strong>.</li>
</ul>
<p data-start="2188" data-end="2393">Si tratta, dunque, di un set informativo essenziale, sufficiente a garantire trasparenza e verificabilità dell’azione amministrativa, senza incidere in modo eccessivo sulla sfera privata degli interessati.</p>
<p data-start="2395" data-end="2553">Al contrario, risultano fuori da questo perimetro una serie di dati frequentemente presenti nelle graduatorie pubblicate online, ma considerati non necessari.</p>
<h2 data-section-id="704squ" data-start="2560" data-end="2608">Le informazioni che non devono essere diffuse</h2>
<p data-start="2610" data-end="2689">Il provvedimento individua chiaramente anche ciò che non può essere pubblicato.</p>
<p data-start="2691" data-end="2731">Tra i dati ritenuti eccedenti rientrano:</p>
<ul data-start="2733" data-end="2853">
<li data-section-id="1r7fvjr" data-start="2733" data-end="2771">il <strong data-start="2738" data-end="2756">codice fiscale</strong> dei candidati;</li>
<li data-section-id="1gdd7fe" data-start="2772" data-end="2810">il dettaglio analitico dei punteggi;</li>
<li data-section-id="1k3meu5" data-start="2811" data-end="2853">i <strong data-start="2815" data-end="2852">titoli di preferenza o precedenza</strong>.</li>
</ul>
<p data-start="2855" data-end="3006">Si tratta di elementi che, pur avendo rilevanza nella formazione della graduatoria, non sono indispensabili per assolvere agli obblighi di trasparenza.</p>
<p data-start="3008" data-end="3127">La loro diffusione online, pertanto, è considerata illegittima perché sproporzionata rispetto alla finalità perseguita.</p>
<h2 data-section-id="x03ef1" data-start="3134" data-end="3171">Il nodo degli idonei non vincitori</h2>
<p data-start="3173" data-end="3265">Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la posizione dei candidati idonei ma non vincitori.</p>
<p data-start="3267" data-end="3440">Su questo punto, il Garante adotta un orientamento restrittivo: i loro dati non devono essere pubblicati, salvo il caso in cui si proceda allo scorrimento della graduatoria.</p>
<p data-start="3442" data-end="3617">Questa impostazione trova conferma anche nella giurisprudenza amministrativa recente, che tende a limitare la diffusione dei dati personali quando non strettamente necessaria.</p>
<p data-start="3619" data-end="3774">In sostanza, l’idoneità non basta a giustificare la pubblicazione online. Solo un concreto interesse legato all’assunzione può legittimare la divulgazione.</p>
<h2 data-section-id="1hh8wcw" data-start="3781" data-end="3830">Attenzione ai dati sensibili (anche indiretti)</h2>
<p data-start="3832" data-end="3969">Particolare cautela viene richiesta per tutte quelle informazioni che possono rivelare aspetti delicati della vita privata dei candidati.</p>
<p data-start="3971" data-end="4220">Non si tratta solo di dati esplicitamente sensibili, ma anche di elementi che, se letti in combinazione, possono far emergere condizioni personali specifiche. È il caso, ad esempio, dei titoli di preferenza legati a situazioni familiari o di salute.</p>
<p data-start="4222" data-end="4458">Anche quando tali dati sono necessari per la formazione della graduatoria, la loro pubblicazione online non è ammessa. Il rischio, infatti, è quello di rendere accessibili informazioni che incidono su diritti fondamentali della persona.</p>
<h2 data-section-id="1u2hct7" data-start="4465" data-end="4523">Le responsabilità di amministrazioni e soggetti esterni</h2>
<p data-start="4525" data-end="4591">Il provvedimento chiarisce inoltre il regime delle responsabilità.</p>
<p data-start="4593" data-end="4762">Da un lato, l’amministrazione che bandisce il concorso resta <strong data-start="4654" data-end="4682">titolare del trattamento</strong> e mantiene un obbligo generale di controllo sulla correttezza delle operazioni.</p>
<p data-start="4764" data-end="4968">Dall’altro, anche eventuali soggetti esterni coinvolti nella gestione delle procedure – come società in house o enti strumentali – devono verificare la conformità delle attività svolte alle norme vigenti.</p>
<p data-start="4970" data-end="5108">Non è quindi sufficiente attenersi alle istruzioni ricevute: è richiesto un controllo attivo sulla legittimità dei trattamenti effettuati.</p>
<h2 data-section-id="1wwv607" data-start="5115" data-end="5159">Il caso concreto: sanzione da 15mila euro</h2>
<p data-start="5161" data-end="5297">L’intervento del Garante prende le mosse da una procedura concorsuale gestita per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.</p>
<p data-start="5299" data-end="5458">In quel contesto, erano state pubblicate online graduatorie contenenti dati ritenuti eccedenti, tra cui codici fiscali e informazioni dettagliate sui punteggi.</p>
<p data-start="5460" data-end="5623">La valutazione dell’Autorità è stata netta: la diffusione è risultata illecita, con conseguente applicazione di una <strong data-start="5576" data-end="5622">sanzione amministrativa pari a 15mila euro</strong>.</p>
<p data-start="5625" data-end="5736">Un segnale chiaro, che richiama le amministrazioni a una maggiore attenzione nella gestione dei dati personali.</p>
<h2 data-section-id="eztuib" data-start="5743" data-end="5791">Un impatto esteso a tutti i concorsi pubblici</h2>
<p data-start="5793" data-end="5896">Sebbene il provvedimento riguardi un caso specifico, le indicazioni fornite hanno una portata generale.</p>
<p data-start="5898" data-end="6045">I criteri individuati dal Garante devono infatti essere applicati a tutte le procedure concorsuali della pubblica amministrazione, senza eccezioni.</p>
<p data-start="6047" data-end="6203">Ciò significa che anche ambiti particolarmente rilevanti – come i concorsi scolastici o le selezioni negli enti locali – dovranno adeguarsi a queste regole.</p>
<p data-start="6205" data-end="6355">La pubblicazione delle graduatorie dovrà quindi essere ripensata in chiave più selettiva, privilegiando esclusivamente le informazioni indispensabili.</p>
<h2 data-section-id="vdavli" data-start="6362" data-end="6416">Verso un nuovo equilibrio tra trasparenza e privacy</h2>
<p data-start="6418" data-end="6540">Il provvedimento segna un ulteriore passo nella definizione dei confini tra accessibilità dei dati e tutela della persona.</p>
<p data-start="6542" data-end="6691">La trasparenza resta un principio cardine dell’azione amministrativa, ma non può tradursi in una diffusione indiscriminata di informazioni personali.</p>
<p data-start="6693" data-end="6858">L’indirizzo del Garante va nella direzione di una <strong data-start="6743" data-end="6773">trasparenza “intelligente”</strong>, capace di garantire controllo pubblico senza compromettere i diritti dei cittadini.</p>
<p data-start="6860" data-end="7039">Per le amministrazioni si apre ora una fase di adeguamento operativo, che richiederà attenzione, revisione delle prassi e, in molti casi, aggiornamento delle piattaforme digitali.</p>
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<title>Tari, affitti e bollette: gli aiuti e i bonus &amp;quot;nascosti&amp;quot; del 2026</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Nel 2026 il sistema delle agevolazioni pubbliche continua a offrire un’ampia gamma di strumenti economici a sostegno di famiglie e cittadini. Eppure, accanto ai contributi più noti, esiste una serie di misure che resta ai margini, spesso inutilizzata. Non si tratta di incentivi marginali o di scarso valore: al contrario, in molti casi possono incidere […]
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 19:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Tari, affitti, bollette:, gli, aiuti, bonus, nascosti, del, 2026</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="229" data-end="622"><strong>Nel 2026 il sistema delle agevolazioni pubbliche continua a offrire un’ampia gamma di strumenti economici a sostegno di famiglie e cittadini. Eppure, accanto ai contributi più noti, esiste una serie di misure che resta ai margini, spesso inutilizzata.</strong></p>
<hr>
<p data-start="229" data-end="622">Non si tratta di incentivi marginali o di scarso valore: al contrario, in molti casi possono incidere in modo concreto sui bilanci domestici.</p>
<p data-start="624" data-end="978">Il paradosso è evidente. Da un lato cresce la pressione economica sulle famiglie, dall’altro una quota significativa di risorse stanziate rimane inutilizzata. Le cause sono molteplici: scarsa informazione, procedure percepite come complesse, differenze applicative tra territori e, soprattutto, una conoscenza ancora limitata degli strumenti disponibili.</p>
<h2 data-section-id="629bc2" data-start="980" data-end="1018"><span role="text"><strong data-start="983" data-end="1018">Un sistema ricco ma frammentato</strong></span></h2>
<p data-start="1020" data-end="1288">Il panorama degli aiuti pubblici non è povero, ma articolato. Alcuni bonus sono diventati familiari al grande pubblico, grazie a una forte esposizione mediatica e a meccanismi automatici. Altri, invece, restano poco intercettati, nonostante siano pienamente operativi.</p>
<p data-start="1290" data-end="1574">La differenza non sta nell’utilità delle misure, ma nella loro accessibilità concreta. In molti casi, infatti, l’accesso richiede un’azione attiva da parte del cittadino: aggiornare l’ISEE, presentare una domanda, inserire correttamente una detrazione nella dichiarazione dei redditi.</p>
<p data-start="1576" data-end="1680">È proprio in questi passaggi che si crea la distanza tra il diritto potenziale e il beneficio effettivo.</p>
<h2 data-section-id="17tmmjf" data-start="1682" data-end="1745"><span role="text"><strong data-start="1685" data-end="1745">Sconto sulla Tari: un’agevolazione ancora poco sfruttata</strong></span></h2>
<p data-start="1747" data-end="1991">Tra le misure meno utilizzate spicca la <strong><span><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/bonus-rifiuti-addio-errori-ritardi-soluzione-digitale/" target="_blank" rel="noopener">riduzione sulla tassa rifiuti</a></span>.</strong> Pur essendo prevista da tempo, è diventata realmente operativa solo negli ultimi anni, a seguito di un intervento normativo che ne ha reso possibile l’applicazione concreta.</p>
<p data-start="1993" data-end="2280">Lo sconto può arrivare generalmente al <strong data-start="2032" data-end="2059">25% dell’importo dovuto</strong>, ma la sua applicazione varia da Comune a Comune. In alcuni territori viene riconosciuto automaticamente sulla base dei <span><a href="https://www.mef.gov.it/focus/carta_acquisti/eventi/2026/Dal-1-gennaio-2026-in-vigore-gli-aggiornamenti-ISTAT-per-gli-importi-di-reddito-e-lindicatore-ISEE/" target="_blank" rel="noopener">dati ISEE</a></span>; in altri, invece, è necessario presentare una richiesta specifica agli uffici competenti.</p>
<p data-start="2282" data-end="2575">Le soglie economiche ricalcano quelle dei bonus sociali per luce e gas: sotto determinati limiti di reddito, l’agevolazione è accessibile. Tuttavia, molti cittadini non ne beneficiano semplicemente perché non aggiornano la Dichiarazione Sostitutiva Unica o non presentano la domanda richiesta.</p>
<h2 data-section-id="eedcmn" data-start="2577" data-end="2622"><span role="text"><strong data-start="2580" data-end="2622">Affitti: detrazioni spesso dimenticate</strong></span></h2>
<p data-start="2624" data-end="2727">Un altro ambito in cui si registra un utilizzo limitato riguarda le agevolazioni legate alla locazione.</p>
<p data-start="2729" data-end="2965">I giovani tra i 20 e i 31 anni, con un reddito contenuto e un contratto regolarmente registrato, possono ottenere una detrazione Irpef significativa. Il beneficio può arrivare fino a <strong data-start="2912" data-end="2932">2.000 euro annui</strong>, per un massimo di quattro anni.</p>
<p data-start="2967" data-end="3214">Nonostante l’impatto economico rilevante, questa misura resta poco sfruttata. Il motivo principale è che non si tratta di un contributo automatico: va inserito nella dichiarazione dei redditi. Senza questo passaggio, il diritto resta inesercitato.</p>
<p data-start="3216" data-end="3560">Situazione analoga per gli studenti universitari fuori sede. Anche in questo caso è prevista una detrazione sui canoni di locazione, ma subordinata a requisiti precisi, come la distanza tra residenza e sede universitaria e la tipologia dell’ateneo. La complessità delle condizioni e la scarsa informazione contribuiscono a limitarne l’utilizzo.</p>
<h2 data-section-id="187vkxb" data-start="3562" data-end="3634"><span role="text"><strong data-start="3565" data-end="3634">Bonus acqua potabile: incentivo ambientale con vantaggi economici</strong></span></h2>
<p data-start="3636" data-end="3811">Tra le misure meno conosciute rientra anche il bonus acqua potabile, introdotto con una duplice finalità: ridurre l’uso della plastica e incentivare comportamenti sostenibili.</p>
<p data-start="3813" data-end="4044">L’agevolazione consiste in un <strong data-start="3843" data-end="3876">credito d’imposta pari al 50%</strong> delle spese sostenute per sistemi di filtraggio, raffreddamento o miglioramento dell’acqua domestica. Per i privati, il limite massimo di spesa è fissato a 1.000 euro.</p>
<p data-start="4046" data-end="4330">Nonostante la semplicità apparente, il bonus richiede alcuni adempimenti precisi: pagamenti tracciabili, conservazione delle fatture e comunicazione all’Agenzia delle Entrate entro i termini previsti. L’assenza di uno solo di questi requisiti può compromettere l’accesso al beneficio.</p>
<h2 data-section-id="1k7fw03" data-start="4332" data-end="4394"><span role="text"><strong data-start="4335" data-end="4394">Domotica: tecnologia incentivata ma ancora poco diffusa</strong></span></h2>
<p data-start="4396" data-end="4529">Anche gli interventi di automazione domestica rientrano tra le opportunità fiscali disponibili, ma non ancora pienamente valorizzate.</p>
<p data-start="4531" data-end="4852">Il cosiddetto bonus domotica consente di ottenere una detrazione per l’installazione di sistemi intelligenti che ottimizzano la gestione degli impianti, contribuendo a ridurre i consumi energetici. Le aliquote variano in base alla tipologia dell’immobile: <strong data-start="4787" data-end="4822">50% per l’abitazione principale</strong> e <strong data-start="4825" data-end="4851">36% per le altre unità</strong>.</p>
<p data-start="4854" data-end="5135">A incidere è anche il livello di reddito, che può determinare una riduzione dell’importo detraibile. Nonostante i vantaggi, la misura resta meno utilizzata rispetto ad altri incentivi edilizi, probabilmente per una minore conoscenza e per la percezione di interventi più complessi.</p>
<h2 data-section-id="1akbeyo" data-start="5137" data-end="5194"><span role="text"><strong data-start="5140" data-end="5194">Bonus vista: un aiuto poco conosciuto ma immediato</strong></span></h2>
<p data-start="5196" data-end="5294">Tra le agevolazioni più “invisibili” figura il bonus vista, destinato ai cittadini con ISEE basso.</p>
<p data-start="5296" data-end="5476">Si tratta di un voucher da <strong data-start="5323" data-end="5334">50 euro</strong> per l’acquisto di occhiali o lenti a contatto correttive. L’accesso avviene tramite piattaforma online dedicata, con autenticazione digitale.</p>
<p data-start="5478" data-end="5748">Il limite principale è rappresentato dalla disponibilità delle risorse: il contributo viene erogato fino a esaurimento fondi. Questo rende fondamentale la tempestività nella presentazione della domanda, un elemento che spesso penalizza chi non è adeguatamente informato.</p>
<h2 data-section-id="1w4bkmv" data-start="5750" data-end="5818"><span role="text"><strong data-start="5753" data-end="5818">Animali domestici: contributi poco conosciuti per gli over 65</strong></span></h2>
<p data-start="5820" data-end="5897">Un capitolo meno noto riguarda le agevolazioni legate alle spese veterinarie.</p>
<p data-start="5899" data-end="6140">Per i cittadini over 65 con ISEE contenuto, alcune Regioni prevedono contributi per coprire parte delle spese sostenute per gli animali da compagnia. Gli importi possono variare, ma generalmente si collocano tra i <strong data-start="6113" data-end="6139">200 e i 300 euro annui</strong>.</p>
<p data-start="6142" data-end="6379">La gestione decentralizzata rappresenta, però, un limite: ogni territorio stabilisce modalità, requisiti e tempistiche. Questo rende difficile una diffusione uniforme delle informazioni e contribuisce a ridurre il numero dei beneficiari.</p>
<p data-start="6381" data-end="6660">Parallelamente, resta attiva la detrazione Irpef del 19% sulle spese veterinarie, applicata sulla quota eccedente la franchigia prevista. Anche in questo caso, la mancata conservazione della documentazione o l’assenza di pagamenti tracciabili può impedire l’accesso al beneficio.</p>
<h2 data-section-id="1lif9nz" data-start="6662" data-end="6696"><span role="text"><strong data-start="6665" data-end="6696">Il ruolo centrale dell’ISEE</strong></span></h2>
<p data-start="6698" data-end="6873">Un elemento accomuna gran parte delle agevolazioni disponibili: l’ISEE. La certificazione della situazione economica rappresenta il principale criterio di accesso ai benefici.</p>
<p data-start="6875" data-end="7080">Aggiornare la DSU all’inizio dell’anno diventa quindi un passaggio strategico. Senza un ISEE valido, molte misure restano automaticamente precluse, indipendentemente dal possesso dei requisiti sostanziali.</p>
<h2 data-section-id="k3s8d2" data-start="7082" data-end="7131"><span role="text"><strong data-start="7085" data-end="7131">Tra diritto e realtà: il nodo dell’accesso</strong></span></h2>
<p data-start="7133" data-end="7270">Il quadro che emerge è chiaro: le risorse esistono, ma non sempre vengono utilizzate. Il problema non è tanto normativo quanto operativo.</p>
<p data-start="7272" data-end="7463">Procedure differenziate, comunicazione frammentata e necessità di attivazione da parte del cittadino creano una distanza significativa tra ciò che è previsto e ciò che viene realmente fruito.</p>
<p data-start="7465" data-end="7700">Chi conosce gli strumenti, aggiorna la propria posizione economica e segue correttamente le procedure riesce ad accedere a un insieme di benefici tutt’altro che trascurabile. Gli altri restano esclusi, spesso senza esserne consapevoli.</p>
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<title>Permesso di costruire e silenzio della PA: la nuova linea del Consiglio di Stato</title>
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Nel rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione, il silenzio amministrativo costituisce un tema da sempre piuttosto delicato. Spesso, infatti, l’inerzia degli uffici pubblici ha rappresentato una zona grigia, capace di bloccare diritti, investimenti e iniziative edilizie, lasciando i privati sospesi in un vero e proprio limbo. Sul punto, è intervenuto di recente il Consiglio di […]
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 19:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Permesso, costruire, silenzio, della, PA:, nuova, linea, del, Consiglio, Stato</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Nel rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione, il silenzio amministrativo costituisce un tema da sempre piuttosto delicato. Spesso, infatti, l’inerzia degli uffici pubblici ha rappresentato una zona grigia, capace di bloccare diritti, investimenti e iniziative edilizie, lasciando i privati sospesi in un vero e proprio limbo.</strong></p>
<hr>
<p>Sul punto, è intervenuto di recente il <strong>Consiglio di Stato</strong> con la <strong>sentenza n. 1878 del 9 marzo 2026</strong>.</p>
<p>La pronuncia affronta il tema del <strong>silenzio assenso in materia <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/edilizia/" target="_blank" rel="noopener">edilizia</a></span></strong>, chiarendone presupposti, limiti e conseguenze, anche alla luce delle recenti riforme legate al PNRR. Il caso trae origine dalla richiesta di permesso di costruire per il <strong>recupero abitativo di un sottotetto</strong> presentata da una proprietaria al Comune di Vasto, rimasta senza risposta per anni. Di fronte al silenzio dell’amministrazione, la richiedente ha chiesto il riconoscimento del titolo per <em>silentium</em>.</p>
<h2>Il caso</h2>
<p>La controversia prende avvio nel lontano 2011, quando la proprietaria di un immobile sito nel Comune di Vasto presentava un’istanza di permesso di costruire per il recupero abitativo del sottotetto. Nonostante il decorso del tempo, l’amministrazione non adottava alcun provvedimento espresso. Solo nel 2022 la richiedente attivava formalmente il meccanismo previsto dalla legge, chiedendo l’attestazione dell’<strong>avvenuta formazione del silenzio assenso ai sensi dell’<span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:2001-06-06;380~art20!vig=" target="_blank" rel="noopener">art. 20 del Testo Unico Edilizia</a></span></strong>. Il Comune, tuttavia, respingeva tale richiesta, sostenendo che la domanda fosse incompleta e necessitasse di una serie di integrazioni documentali, tra cui relazioni tecniche, attestazioni energetiche, verifiche sismiche e ulteriori dichiarazioni del progettista.</p>
<p>La normativa stabilisce che, una volta depositata l’istanza di permesso di costruire, l’amministrazione ha un termine di <strong>90 giorni</strong> entro il quale deve pronunciarsi. Superata questa soglia senza che sia intervenuto un diniego motivato o una sospensione per integrazioni, il silenzio della P.A. non è più una mera omissione, ma si trasforma in un <strong>provvedimento di accoglimento</strong> a tutti gli effetti. In altre parole, una volta maturato il termine, il Comune perde il potere di rigetto ordinario e non può più rimettere in discussione la pratica invocando semplici difformità urbanistiche rilevate tardivamente.</p>
<p>La ricorrente impugnava il diniego dinanzi al giudice amministrativo, sostenendo che l’istanza, sebbene carente sotto alcuni profili, fosse comunque dotata degli <strong>elementi essenziali</strong> idonei ad attivare il meccanismo del silenzio assenso. Secondo tale impostazione, eventuali lacune documentali non avrebbero potuto impedire la formazione del titolo, ma al più giustificare richieste integrative entro i termini procedimentali.</p>
<p>Il <strong>TAR Abruzzo</strong> respingeva il ricorso, aderendo a un orientamento più restrittivo secondo cui l’incompletezza della documentazione impedisce la formazione del silenzio assenso. La vicenda approda così dinanzi al Consiglio di Stato, chiamato a stabilire quando una domanda edilizia può dirsi idonea a produrre effetti per <em>silentium</em>.</p>
<h2>Permesso di costruire e silenzio della PA: la nuova linea del Consiglio di Stato</h2>
<p>Con la sentenza n. 1878/2026, i giudici di Palazzo Spada aderiscono all’orientamento più recente secondo cui il silenzio assenso si forma anche in presenza di una <strong>domanda non conforme alla normativa sostanziale</strong>, purché essa sia “<strong>configurabile</strong>” sotto il profilo strutturale. In altri termini, la difformità urbanistica o la possibile illegittimità dell’intervento non impediscono la formazione del titolo, ma rilevano eventualmente in una fase successiva, attraverso <strong>l’esercizio dei poteri di autotutela</strong>.</p>
<p>Questa impostazione supera l’indirizzo più restrittivo, che subordinava il silenzio assenso alla <strong>piena conformità dell’istanza alla legge</strong>. Secondo il Consiglio di Stato, una simile lettura finirebbe per vanificare la <em>ratio </em>di tale strumento di semplificazione, rendendo incerto l’esito dei procedimenti e frustrando l’obiettivo di garantire tempi certi ai cittadini.</p>
<p>La scelta del Consiglio di Stato di favorire la formazione del titolo anche in presenza di irregolarità sostanziali risponde all’esigenza di evitare che il cittadino resti “prigioniero” di un’incertezza perenne. Se il silenzio assenso fosse subordinato alla piena conformità dell’opera, il meccanismo di semplificazione sarebbe inutile, in quanto il privato non avrebbe mai la sicurezza della validità del proprio permesso, vivendo nel timore che la P.A. possa, a distanza di anni, dichiarare che il titolo non è mai nato a causa di un cavillo urbanistico.</p>
<h2>I limiti al silenzio assenso vigenti</h2>
<p>La decisione introduce, tuttavia, un fondamentale correttivo, individuando un limite invalicabile, per cui <strong>il silenzio assenso non può formarsi in presenza di una domanda “inconfigurabile”</strong>. In particolare, è inconfigurabile – dunque <strong>inidonea a produrre effetti </strong>– l’istanza priva degli elementi essenziali richiesti dalla legge, quali il titolo di legittimazione, gli elaborati progettuali e le asseverazioni tecniche indispensabili. In questi casi, l’inerzia dell’amministrazione non può sanare una <strong>carenza strutturale della domanda</strong>.</p>
<p>Diversamente, quando la domanda contiene tali elementi minimi, eventuali lacune documentali ulteriori o difformità rispetto alla disciplina urbanistica non impediscono la formazione del silenzio assenso. L’amministrazione conserva, però, alcuni poteri, potendo chiedere integrazioni nei termini procedimentali oppure intervenire successivamente in autotutela, ai sensi dell’<strong>art. 21-<em>nonies</em> della <span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1990-08-07;241" target="_blank" rel="noopener">legge n. 241/1990</a></span></strong>.</p>
<h2>La natura della lacuna</h2>
<p>Per distinguere quando il silenzio produce effetti, occorre analizzare la <strong>natura della lacuna</strong>. Se un proprietario presenta un progetto per un ampliamento che supera i limiti di altezza del piano regolatore, ma allega tutta la documentazione tecnica e i titoli di proprietà richiesti, dopo 90 giorni il permesso è formato. In questo caso, la difformità è un vizio di merito che non impedisce la nascita del diritto.</p>
<p>Al contrario, se la domanda venisse inoltrata senza gli elaborati grafici o priva delle asseverazioni tecniche indispensabili, saremmo di fronte a una domanda “inconfigurabile”, in quanto inidonea ad illustrare l’oggetto della richiesta.</p>
<h2>Il richiamo alla normativa sul PNRR</h2>
<p>Di particolare rilievo è anche il richiamo al quadro normativo più recente, incluso il cd. <strong>decreto PNRR</strong>, che rafforza il principio secondo cui il decorso del tempo produce effetti giuridici stabili e opponibili, imponendo all’amministrazione di agire tempestivamente. In questa prospettiva, il silenzio assenso viene valorizzato come strumento di certezza del diritto, coerente con i principi costituzionali di buon andamento e con le esigenze eurounitarie di semplificazione.</p>
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<title>Polizze catastrofali obbligatorie: ultima chiamata, quanto costa adeguarsi</title>
<link>https://www.eventi.news/polizze-catastrofali-obbligatorie-ultima-chiamata-quanto-costa-adeguarsi</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Scatta definitivamente l’obbligo per le imprese italiane di dotarsi di una copertura assicurativa contro i danni derivanti da calamità naturali. Una scadenza che coinvolge in modo diretto migliaia di attività economiche, in particolare nei settori del turismo, della ristorazione, della pesca e dell’acquacoltura, per le quali il termine era stato prorogato. Oggi, 31 marzo, rappresenta […]
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 19:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Polizze, catastrofali, obbligatorie:, ultima, chiamata, quanto, costa, adeguarsi</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="300" data-end="676"><strong>Scatta definitivamente l’obbligo per le imprese italiane di dotarsi di una copertura assicurativa contro i danni derivanti da calamità naturali.</strong></p>
<hr>
<p data-start="300" data-end="676">Una scadenza che coinvolge in modo diretto migliaia di attività economiche, in particolare nei settori del turismo, della ristorazione, della pesca e dell’acquacoltura, per le quali il termine era stato prorogato.</p>
<p data-start="678" data-end="940">Oggi, 31 marzo, rappresenta l’ultima finestra utile per adeguarsi a una misura introdotta con la Legge di Bilancio 2024, che mira a rafforzare la resilienza del tessuto produttivo nazionale di fronte a eventi sempre più frequenti e impattanti come terremoti, alluvioni e frane.</p>
<h2 data-section-id="1473vpb" data-start="947" data-end="1016"><span role="text"><strong data-start="950" data-end="1016">Obbligo assicurativo: chi riguarda e cosa prevede la normativa</strong></span></h2>
<p data-start="1018" data-end="1332">La disciplina trova fondamento nell’articolo 1, commi 101-112, della <span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2023-12-30;213" target="_blank" rel="noopener">legge 30 dicembre 2023, n. 213.</a></span> Il perimetro è ampio: <span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/polizze-contro-catastrofi-naturali-faq-mimit/" target="_blank" rel="noopener">devono sottoscrivere la polizza tutte le imprese con sede legale o stabile organizzazione in Italia</a></span>, purché iscritte al Registro delle imprese. Restano escluse unicamente le imprese agricole.</p>
<p data-start="1334" data-end="1684">Il provvedimento si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso i rischi climatici e geologici, che negli ultimi anni hanno prodotto danni economici rilevanti. L’obiettivo del legislatore è duplice: da un lato alleggerire il peso degli indennizzi pubblici, dall’altro incentivare una gestione preventiva del rischio da parte delle imprese.</p>
<h2 data-section-id="1s9m2yk" data-start="1691" data-end="1730"><span role="text"><strong data-start="1694" data-end="1730">Cosa succede a chi non si adegua</strong></span></h2>
<p data-start="1732" data-end="1889">Non sono previste, almeno per ora, sanzioni amministrative dirette per chi non sottoscrive la polizza. Tuttavia, le conseguenze possono essere significative.</p>
<p data-start="1891" data-end="2254">Le imprese inadempienti rischiano infatti di essere escluse dall’accesso a contributi pubblici, sovvenzioni e agevolazioni finanziarie, comprese quelle attivate proprio in occasione di eventi calamitosi. In altri termini, chi non si mette in regola potrebbe trovarsi a sostenere autonomamente i costi di eventuali danni, senza poter contare su interventi statali.</p>
<p data-start="2256" data-end="2378">Una scelta che, in un contesto di crescente instabilità climatica, può tradursi in un’esposizione economica molto elevata.</p>
<h2 data-section-id="1x2c1us" data-start="2385" data-end="2453"><span role="text"><strong data-start="2388" data-end="2453">Quanto costa la polizza: le simulazioni su ristoranti e hotel</strong></span></h2>
<p data-start="2455" data-end="2722">Per comprendere meglio l’impatto economico dell’obbligo, Facile.it – in collaborazione con Italfinance e Finital – ha elaborato alcune simulazioni su due tipologie di attività: un ristorante e un hotel, collocati in tre città rappresentative (Milano, Roma e Palermo).</p>
<h3 data-section-id="12y59uu" data-start="2724" data-end="2787"><span role="text"><strong data-start="2728" data-end="2787">Ristoranti: premi contenuti ma variabili per territorio</strong></span></h3>
<p data-start="2789" data-end="2825">Nel caso di un ristorante tipo, con:</p>
<ul data-start="2826" data-end="2983">
<li data-section-id="1vje0lo" data-start="2826" data-end="2863">terreno del valore di 10.000 euro</li>
<li data-section-id="18x683l" data-start="2864" data-end="2896">immobile pari a 500.000 euro</li>
<li data-section-id="mdcr1l" data-start="2897" data-end="2930">attrezzature per 150.000 euro</li>
<li data-section-id="l2t6kc" data-start="2931" data-end="2983">impianti e macchinari per ulteriori 150.000 euro</li>
</ul>
<p data-start="2985" data-end="3075">il costo annuale della polizza varia sensibilmente in base alla localizzazione geografica:</p>
<ul data-start="3077" data-end="3182">
<li data-section-id="1u4vqv" data-start="3077" data-end="3120"><strong data-start="3079" data-end="3090">Milano:</strong> a partire da circa 272 euro</li>
<li data-section-id="w92375" data-start="3121" data-end="3152"><strong data-start="3123" data-end="3135">Palermo:</strong> circa 628 euro</li>
<li data-section-id="15dey1j" data-start="3153" data-end="3182"><strong data-start="3155" data-end="3164">Roma:</strong> fino a 776 euro</li>
</ul>
<p data-start="3184" data-end="3284">Il differenziale è legato principalmente alla diversa esposizione al rischio delle aree considerate.</p>
<h3 data-section-id="1b1lykr" data-start="3291" data-end="3354"><span role="text"><strong data-start="3295" data-end="3354">Hotel: costi più elevati per valori assicurati maggiori</strong></span></h3>
<p data-start="3356" data-end="3390">Per una struttura alberghiera con:</p>
<ul data-start="3391" data-end="3529">
<li data-section-id="rjz22w" data-start="3391" data-end="3417">terreno da 30.000 euro</li>
<li data-section-id="11ms3bc" data-start="3418" data-end="3453">immobile da 1,5 milioni di euro</li>
<li data-section-id="1kci5e7" data-start="3454" data-end="3487">attrezzature per 200.000 euro</li>
<li data-section-id="1clsrsu" data-start="3488" data-end="3529">impianti e macchinari da 300.000 euro</li>
</ul>
<p data-start="3531" data-end="3558">i premi risultano più alti:</p>
<ul data-start="3560" data-end="3663">
<li data-section-id="1m3io03" data-start="3560" data-end="3599"><strong data-start="3562" data-end="3573">Milano:</strong> da circa 556 euro annui</li>
<li data-section-id="1i8ya3u" data-start="3600" data-end="3628"><strong data-start="3602" data-end="3611">Roma:</strong> circa 835 euro</li>
<li data-section-id="1nakxkl" data-start="3629" data-end="3663"><strong data-start="3631" data-end="3643">Palermo:</strong> fino a 2.111 euro</li>
</ul>
<p data-start="3665" data-end="3790">Anche in questo caso, il fattore territoriale incide in modo determinante, insieme al valore complessivo dei beni assicurati.</p>
<h2 data-section-id="1hd1r3z" data-start="3797" data-end="3843"><span role="text"><strong data-start="3800" data-end="3843">Da cosa dipende il prezzo della polizza</strong></span></h2>
<p data-start="3845" data-end="3951">Il costo della copertura non è fisso ma dipende da una pluralità di variabili tecniche. Tra le principali:</p>
<ul data-start="3953" data-end="4373">
<li data-section-id="zp69st" data-start="3953" data-end="4026">la <strong data-start="3958" data-end="3988">rischiosità del territorio</strong> (sismica, idrogeologica, climatica)</li>
<li data-section-id="9p1bb8" data-start="4027" data-end="4081">la <strong data-start="4032" data-end="4079">probabilità statistica di eventi calamitosi</strong></li>
<li data-section-id="n7z2z4" data-start="4082" data-end="4126">la <strong data-start="4087" data-end="4113">vulnerabilità dei beni</strong> assicurati</li>
<li data-section-id="1kgh4dg" data-start="4127" data-end="4179">le <strong data-start="4132" data-end="4177">caratteristiche costruttive dell’immobile</strong></li>
<li data-section-id="127me5m" data-start="4180" data-end="4218">il <strong data-start="4185" data-end="4216">tipo di attività esercitata</strong></li>
<li data-section-id="18xb7p4" data-start="4219" data-end="4294">la <strong data-start="4224" data-end="4251">posizione dell’immobile</strong> (ad esempio piano terra o piani elevati)</li>
<li data-section-id="1vs2dto" data-start="4295" data-end="4325">il <strong data-start="4300" data-end="4323">capitale assicurato</strong></li>
<li data-section-id="1tpsbmw" data-start="4326" data-end="4373">le <strong data-start="4331" data-end="4371">politiche tariffarie delle compagnie</strong></li>
</ul>
<p data-start="4375" data-end="4465">Questi elementi concorrono a determinare premi anche molto differenti a parità di settore.</p>
<h2 data-section-id="1dzwwpn" data-start="4472" data-end="4533"><span role="text"><strong data-start="4475" data-end="4533">Cosa coprono le polizze Cat Nat (e cosa resta escluso)</strong></span></h2>
<p data-start="4535" data-end="4696">Un aspetto cruciale riguarda le coperture effettivamente garantite. La normativa individua in modo preciso gli eventi per i quali l’assicurazione è obbligatoria.</p>
<p data-start="4698" data-end="4711">Sono inclusi:</p>
<ul data-start="4712" data-end="4804">
<li data-section-id="1bezoz3" data-start="4712" data-end="4737"><strong data-start="4714" data-end="4735">sismi (terremoti)</strong></li>
<li data-section-id="10uxua3" data-start="4738" data-end="4755"><strong data-start="4740" data-end="4753">alluvioni</strong></li>
<li data-section-id="1fhku6u" data-start="4756" data-end="4769"><strong data-start="4758" data-end="4767">frane</strong></li>
<li data-section-id="1vw74zc" data-start="4770" data-end="4804"><strong data-start="4772" data-end="4802">inondazioni ed esondazioni</strong></li>
</ul>
<p data-start="4806" data-end="4875">Restano invece esclusi dall’obbligo altri fenomeni atmosferici, come:</p>
<ul data-start="4876" data-end="4924">
<li data-section-id="1esd7w4" data-start="4876" data-end="4888">grandine</li>
<li data-section-id="1dxxgh9" data-start="4889" data-end="4906">trombe d’aria</li>
<li data-section-id="ev4nw5" data-start="4907" data-end="4924">bombe d’acqua</li>
</ul>
<p data-start="4926" data-end="5019">Per questi eventi è necessario attivare <strong data-start="4966" data-end="5000">garanzie aggiuntive specifiche</strong>, spesso opzionali.</p>
<h2 data-section-id="c2o8ok" data-start="5026" data-end="5081"><span role="text"><strong data-start="5029" data-end="5081">Attenzione a franchigie, massimali ed esclusioni</strong></span></h2>
<p data-start="5083" data-end="5177">Prima della sottoscrizione, è fondamentale analizzare attentamente le condizioni contrattuali.</p>
<p data-start="5179" data-end="5209">Tra gli aspetti più rilevanti:</p>
<ul data-start="5210" data-end="5421">
<li data-section-id="188gtkm" data-start="5210" data-end="5287"><strong data-start="5212" data-end="5238">massimali di copertura</strong>, che definiscono l’importo massimo risarcibile</li>
<li data-section-id="145zled" data-start="5288" data-end="5355"><strong data-start="5290" data-end="5304">franchigie</strong>, cioè la quota di danno a carico dell’assicurato</li>
<li data-section-id="ytoc2k" data-start="5356" data-end="5421"><strong data-start="5358" data-end="5384">clausole di esclusione</strong>, che possono limitare l’indennizzo</li>
</ul>
<p data-start="5423" data-end="5621">Un esempio significativo riguarda le frane: sono generalmente coperte solo se si verificano in modo rapido e improvviso. I fenomeni graduali, invece, possono non rientrare nella tutela assicurativa.</p>
<p data-start="5623" data-end="5663">Ulteriori esclusioni possono riguardare:</p>
<ul data-start="5664" data-end="5736">
<li data-section-id="1h0zwei" data-start="5664" data-end="5678">mareggiate</li>
<li data-section-id="egl5mh" data-start="5679" data-end="5701">valanghe e slavine</li>
<li data-section-id="o99xrf" data-start="5702" data-end="5736">edifici non conformi o abusivi</li>
</ul>
<h2 data-section-id="12lgjl0" data-start="5743" data-end="5803"><span role="text"><strong data-start="5746" data-end="5803">Una misura strategica per la resilienza delle imprese</strong></span></h2>
<p data-start="5805" data-end="6068">L’introduzione dell’obbligo assicurativo rappresenta un cambio di paradigma nella gestione del rischio in Italia. Il sistema produttivo viene chiamato a dotarsi di strumenti di protezione preventiva, riducendo la dipendenza dagli interventi emergenziali pubblici.</p>
<p data-start="6070" data-end="6264">Se da un lato l’obbligo può essere percepito come un ulteriore adempimento, dall’altro i costi risultano, secondo le analisi disponibili, relativamente contenuti rispetto ai potenziali benefici.</p>
<p data-start="6266" data-end="6465">In un contesto caratterizzato da eventi estremi sempre più frequenti, la copertura assicurativa diventa quindi non solo un vincolo normativo, ma anche una leva strategica per la continuità aziendale.</p>
<h2 data-section-id="1q7z8yr" data-start="6472" data-end="6521"><span role="text"><strong data-start="6475" data-end="6521">Ultimo giorno per mettersi in regola</strong></span></h2>
<p data-start="6523" data-end="6743">Il 31 marzo rappresenta dunque un passaggio cruciale per le imprese italiane. Chi non ha ancora provveduto deve agire tempestivamente per evitare conseguenze indirette rilevanti e garantire la propria operatività futura.</p>
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<title>I repertori nel sistema di gestione informatica dei documenti</title>
<link>https://www.eventi.news/i-repertori-nel-sistema-di-gestione-informatica-dei-documenti</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Registro di repertorio dei documenti PA: quando sostituisce il protocollo, metadati, annullamento e obblighi normativi. Il repertorio è una serie documentale nella quale i documenti uguali per forma e/o provenienza, ma differenti per contenuto vengono allineati in ordine cronologico e da tale ordine ricavano un numero identificativo che ha rilevanza giuridica[1]. In ambiente informatico alla […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-i-repertori-nel-sistema-di-gestione-informatica-dei-documenti.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 19:00:01 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>repertori, nel, sistema, gestione, informatica, dei, documenti</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Registro di repertorio dei documenti PA: quando sostituisce il protocollo, metadati, annullamento e obblighi normativi.</strong></p>
<hr>
<p>Il <strong><em>repertorio</em></strong> è una <strong><em>serie documentale</em></strong> nella quale<em> i documenti uguali per forma e/o provenienza, ma differenti per contenuto vengono allineati in ordine cronologico e da tale ordine ricavano un numero identificativo che ha rilevanza giuridica</em><a href="applewebdata://28ee2836-c52d-4b67-ace1-2a41fedffd33#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>.</p>
<p>In ambiente informatico alla serie documentale viene associato un <strong><em>registro</em></strong> nel quale, accanto al numero progressivo e alla data di registrazione, sono riportati metadati caratteristici dei documenti inseriti nella serie documentale.</p>
<p>L’inserimento del documento nella serie determina l’inserimento di un record nel registro. Si tratta della procedura di registrazione particolare descritta dall’<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:2000-12-28;445~art53" target="_blank" rel="noopener">art. 53, c. 5 del TUDA</a>.</p>
<p>Gli autori del titolario dei comuni scrivono:</p>
<p><em>I documenti repertoriati, […] possono e, nel caso siano su supporto informatico, devono essere registrati nel protocollo generale. Il singolo documento repertoriato viene pertanto identificato (e citato) tramite due numeri: quello di repertorio (ad esempio, n. 1729/2005 del repertorio delle ordinanze) e quello di protocollo generale (ad esempio, 93.812/2005)</em>.</p>
<p>Ma poi nelle note<a href="applewebdata://28ee2836-c52d-4b67-ace1-2a41fedffd33#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a> osservano:</p>
<p><em>se il sistema informatico garantisce la gestione dei metadati relativi ai documenti comunque registrati, nel caso dei documenti repertoriati è superflua la protocollazione</em></p>
<p>Ne emerge quindi un orientamento non univoco: la protocollazione può essere necessaria in assenza di sistemi informatici evoluti, ma può risultare superflua quando il sistema garantisce adeguata gestione dei metadati.</p>
<p>Indipendentemente dalla scelta di protocollare o meno i documenti repertoriati, se il numero attribuito al documento all’atto della repertoriazione ha rilevanza giuridica, la gestione del registro di repertorio deve fornire le medesime garanzie del registro di protocollo.<br>
Ricordiamo, infatti, che la registrazione di repertorio potrebbe essere alternativa a quella di protocollo.</p>
<p>Le linee guida sul documento informatico confermano questo tipo di approccio:</p>
<p><em>La Pubblica Amministrazione, […] realizza le funzionalità di gestione dell’archivio corrente […] applicando ove possibile i requisiti fissati per la registrazione di protocollo anche alle altre forme di registrazione informatica dei documenti, fatto salvo quanto disposto per esse da eventuali norme vigenti</em>.</p>
<h2>La registrazione particolare</h2>
<p>Quali sono i metadati relativi ai <em>documenti comunque registrati</em> citati dal gruppo di lavoro a cui devono essere applicati i requisiti fissati per la registrazione di protocollo?</p>
<p>Mutuando l’elenco dell’art. 53, c. 1 del TUDA, integrato con il riferimento agli schemi forniti nell’allegato 5 alle LLGG individuiamo:</p>
<ol>
<li>numero di registrazione del documento, generato automaticamente dal sistema (XML element: <strong><em>NumeroRegistrazioneDocumento</em></strong>)</li>
<li>data di registrazione assegnata automaticamente dal sistema (XML element: <strong><em>DataRegistrazioneDocumento</em></strong>)</li>
<li>oggetto del documento (XML element: <strong><em>Oggetto</em></strong>)</li>
<li>impronta del documento informatico (XML element: <strong><em>ImprontaCrittograficaDelDocumento</em></strong>)</li>
<li>allegati del documento informatico (XML element: <strong><em>Allegati</em></strong>)</li>
</ol>
<p>A questi metadati, da registrarsi in forma non modificabile, dovranno essere aggiunti quelli specifici del repertorio (ad esempio le date di inizio e fine pubblicazione per i documenti pubblicati all’albo on-line, o i dati del veicolo per i verbali di accertamento di violazioni al codice della strada).</p>
<h2>L’annullamento della registrazione</h2>
<p>La valenza giuridica del registro particolare determina la necessità di gestire anche l’annullamento delle registrazioni applicando i requisiti fissati per la registrazione di protocollo, ossia seguendo la procedura di annullamento descritta dall’<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:2000-12-28;445~art54" target="_blank" rel="noopener">art. 54 del TUDA</a>.<br>
Le problematiche connesse all’annullamento delle registrazioni sono state approfondite nell’articolo <a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/annullamento-delle-registrazioni-di-protocollo-ecco-come-farlo-correttamente/" target="_blank" rel="noopener">Annullamento delle registrazioni di protocollo: ecco come farlo correttamente</a>, analoghe considerazioni valgono per i registri particolari.</p>
<p>È bene notare che, essendo il repertorio una serie documentale, così come l’inserimento di un documento nella serie determina la sua registrazione, la rimozione di un documento da una serie repertoriata deve determinare l’annullamento della registrazione.</p>
<h2>I registri giornalieri e annuali di repertorio</h2>
<p>Infine, il sistema di gestione informatica dei documenti dovrà garantire la produzione dei registri giornalieri di repertorio, che dovranno essere trasmessi entro la giornata lavorativa successiva al sistema di conservazione, garantendone l’immodificabilità del contenuto così come avviene per il registro giornaliero di protocollo<a href="applewebdata://28ee2836-c52d-4b67-ace1-2a41fedffd33#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a>.</p>
<p>I registri giornalieri di repertorio dovranno essere corredati dei metadati specifici previsti per il registro giornaliero di protocollo<a href="applewebdata://28ee2836-c52d-4b67-ace1-2a41fedffd33#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a>.</p>
<h2>La classificazione dei repertori</h2>
<p>Un ultimo aspetto da prendere in considerazione riguarda la classificazione dei repertori: <em>documenti uguali per forma e/o provenienza, ma differenti per contenuto</em> possono avere classificazioni diverse.</p>
<p>Inserire documenti con classificazioni eterogenee in un’aggregazione documentale classificata violerebbe il vincolo di omogeneità tra aggregazione e documenti contenuti.<br>
Il gruppo di lavoro fornisce in merito questa indicazione:</p>
<p><em>il repertorio, […] configurandosi come una serie di documenti, non viene classificato, ma viene comunque gestito dal sistema informatico, il cui software deve pertanto prevedere un’apposita funzione</em>.</p>
<p>Collocandoli in coda al titolo I, in quanto essi si riferiscono all’amministrazione generale del Comune.</p>
<p>Questa soluzione deve essere coniugata con le indicazioni dell’allegato 5 alle LLGG, che prevede l’obbligatorietà del metadato classificazione per tutte le tipologie di aggregazione.</p>
<p>In fase di compilazione dei metadati il software dovrà inserire un valore convenzionale per le serie documentali con classifica eterogenea.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>In sintesi, il repertorio rappresenta uno strumento alternativo o complementare al protocollo: il sistema di gestione documentale deve soddisfare i medesimi requisiti giuridici e tecnici.</p>
<p>Per chi desiderasse approfondire tecnicamente questi temi, nell’ambito del <a href="https://www.padocs.it/" target="_blank" rel="noopener">progetto PADocs</a> sono stati censiti <a href="https://www.padocs.it/repertori" target="_blank" rel="noopener">i repertori</a> previsti dal gruppo di lavoro, i <a href="https://www.padocs.it/ulteriori-metadati" target="_blank" rel="noopener">metadati aggiuntivi</a> per le tipologie documentali repertoriate e <a href="https://www.padocs.it/tipologiadocumentale/registro-giornaliero-repertorio" target="_blank" rel="noopener">la tipologia documentale dei registri giornalieri</a>.</p>
<p> </p>
<hr>
<h5><strong>NOTE</strong></h5>
<p><a href="applewebdata://28ee2836-c52d-4b67-ace1-2a41fedffd33#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Gruppo di lavoro per la formulazione di proposte e modelli per la riorganizzazione dell’archivio dei Comuni</p>
<p>Piano di classificazione (= Titolario) per gli archivi dei Comuni italiani (seconda edizione – dicembre 2005) pag. 12</p>
<p><a href="applewebdata://28ee2836-c52d-4b67-ace1-2a41fedffd33#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> Gruppo di lavoro per la formulazione di proposte e modelli per la riorganizzazione dell’archivio dei Comuni</p>
<p>Piano di classificazione (= Titolario) per gli archivi dei Comuni italiani (seconda edizione – dicembre 2005) nota [26]</p>
<p><a href="applewebdata://28ee2836-c52d-4b67-ace1-2a41fedffd33#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> Linee Guida sulla formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici, maggio 2021, art. 3.1.6</p>
<p><a href="applewebdata://28ee2836-c52d-4b67-ace1-2a41fedffd33#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a> Vademecum per l’implementazione delle linee guida sulla formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici, ottobre 2022, pag. 26</p>
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<title>PNA 2026–2028: come verificare i fornitori esteri negli appalti pubblici e gestire il rischio sul titolare effettivo</title>
<link>https://www.eventi.news/pna-20262028-come-verificare-i-fornitori-esteri-negli-appalti-pubblici-e-gestire-il-rischio-sul-titolare-effettivo</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Il nuovo Piano Nazionale Anticorruzione alza l’asticella della prova nella gestione degli appalti. Per le stazioni appaltanti che lavorano con operatori economici stranieri, questo standard è il più difficile da soddisfare  Il FVOE si ferma al confine  Il 28 gennaio 2026 ANAC ha approvato in via definitiva il Piano Nazionale Anticorruzione 2026–2028, introducendo per la prima volta una […]
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 19:00:01 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>PNA, 2026–2028:, come, verificare, fornitori, esteri, negli, appalti, pubblici, gestire, rischio, sul, titolare, effettivo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<div>
<p data-ccp-padding-between="0px" data-ccp-border-between="0px none #000000" data-ccp-padding-bottom="0px" data-ccp-border-bottom="0px none #000000"><em><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">Il nuovo Piano Nazionale Anticorruzione alza l’asticella della prova nella gestione degli appalti. Per le stazioni appaltanti che lavorano con operatori economici stranieri, questo standard </span><span data-ccp-charstyle="None">è </span><span data-ccp-charstyle="None">il pi</span><span data-ccp-charstyle="None">ù </span><span data-ccp-charstyle="None">difficile da soddisfare</span></span><span data-ccp-props="{"134245417":true,"134245418":false,"134245529":false,"201341983":0,"335551550":1,"335551620":1,"335557856":4278190080,"335559685":0,"335559731":0,"335559737":0,"335559738":0,"335559739":200,"335559740":240}"> </span></em></p>
</div>
<div>
<p data-ccp-padding-between="0px" data-ccp-border-between="0px none #000000" data-ccp-padding-bottom="0px" data-ccp-border-bottom="0px none #000000"><strong><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-parastyle="Heading 2">Il FVOE si ferma al confine</span></span><span data-ccp-props="{"134245417":true,"134245418":false,"134245529":false,"201341983":0,"335551550":1,"335551620":1,"335557856":4278190080,"335559685":0,"335559731":0,"335559737":0,"335559738":280,"335559739":120,"335559740":240}"> </span></strong></p>
</div>
<div>
<p data-ccp-padding-between="0px" data-ccp-border-between="0px none #000000" data-ccp-padding-bottom="0px" data-ccp-border-bottom="0px none #000000"><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">Il 28 gennaio 2026 ANAC ha approvato in via definitiva il Piano Nazionale Anticorruzione 2026</span></span><span xml:lang="DE-DE" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">–</span></span><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">2028, introducendo per la prima volta una strategia nazionale strutturata per la prevenzione della corruzione, con obiettivi misurabili e monitoraggio annuale dei risultati. Per i Responsabili della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) e per le stazioni appaltanti, il segnale </span><span data-ccp-charstyle="None">è </span><span data-ccp-charstyle="None">chiaro: la </span><span data-ccp-charstyle="None">conformit</span></span><span xml:lang="DE-DE" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">à </span></span><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">non si misura pi</span><span data-ccp-charstyle="None">ù </span><span data-ccp-charstyle="None">dalla presenza della documentazione, ma dalla </span><span data-ccp-charstyle="None">capacit</span></span><span xml:lang="DE-DE" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">à </span></span><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">di dimostrare un controllo verificabile del rischio.</span></span><span data-ccp-props="{"134245417":true,"134245418":false,"134245529":false,"201341983":0,"335551550":1,"335551620":1,"335557856":4278190080,"335559685":0,"335559731":0,"335559737":0,"335559738":160,"335559739":0,"335559740":288}"> </span></p>
</div>
<div>
<p data-ccp-padding-between="0px" data-ccp-border-between="0px none #000000" data-ccp-padding-bottom="0px" data-ccp-border-bottom="0px none #000000"><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">Il Fascicolo Virtuale dell’Operatore Economico (FVOE), introdotto dal Codice dei Contratti Pubblici (</span><span data-ccp-charstyle="None">D.Lgs.</span><span data-ccp-charstyle="None"> 36/2023), ha semplificato notevolmente la verifica dei fornitori italiani. Le stazioni appaltanti possono interrogare i registri nazionali in modo automatico, riducendo il carico manuale e garantendo una documentazione uniforme.</span></span><span data-ccp-props="{"134245417":true,"134245418":false,"134245529":false,"201341983":0,"335551550":1,"335551620":1,"335557856":4278190080,"335559685":0,"335559731":0,"335559737":0,"335559738":160,"335559739":0,"335559740":288}"> </span></p>
</div>
<div>
<p data-ccp-padding-between="0px" data-ccp-border-between="0px none #000000" data-ccp-padding-bottom="0px" data-ccp-border-bottom="0px none #000000"><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">Il sistema ha per</span><span data-ccp-charstyle="None">ò </span><span data-ccp-charstyle="None">un limite strutturale: non si estende alle </span><span data-ccp-charstyle="None">societ</span></span><span xml:lang="DE-DE" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">à </span></span><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">registrate in altri Stati membri dell’UE. Quando un fornitore ha sede in Germania, Francia, Paesi Bassi o Polonia, la stazione appaltante non dispone di strumenti automatizzati per accedere al registro societario del paese d’origine. La verifica del titolare effettivo </span></span><span xml:lang="EN-US" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">— </span></span><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">prevista dal </span><span data-ccp-charstyle="None">D.Lgs.</span><span data-ccp-charstyle="None"> 231/2007 </span></span><span xml:lang="EN-US" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">— </span></span><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">ricade su ricerche manuali su portali stranieri, in lingue diverse, senza formati standardizzati e senza una traccia documentale integrata. In molti casi, queste verifiche non vengono formalizzate in modo uniforme, rendendo difficile dimostrarne la completezza in sede di audit.</span></span><span data-ccp-props="{"134245417":true,"134245418":false,"134245529":false,"201341983":0,"335551550":1,"335551620":1,"335557856":4278190080,"335559685":0,"335559731":0,"335559737":0,"335559738":160,"335559739":0,"335559740":288}"> </span></p>
</div>
<div>
<p data-ccp-padding-between="0px" data-ccp-border-between="0px none #000000" data-ccp-padding-bottom="0px" data-ccp-border-bottom="0px none #000000"><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">Con il PNA 2026</span></span><span xml:lang="DE-DE" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">–</span></span><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">2028, questo non </span><span data-ccp-charstyle="None">è </span></span><span xml:lang="DE-DE" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">pi</span></span><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">ù </span><span data-ccp-charstyle="None">solo un problema operativo. </span><span data-ccp-charstyle="None">È </span><span data-ccp-charstyle="None">una lacuna documentata nel sistema di prevenzione del rischio che i RPCT sono chiamati a colmare</span></span><span xml:lang="DE-DE" data-contrast="none"><span data-ccp-parastyle="Body">.</span></span> <span data-ccp-props="{"134245417":true,"134245418":false,"134245529":false,"201341983":0,"335551550":1,"335551620":1,"335557856":4278190080,"335559685":0,"335559731":0,"335559737":0,"335559738":160,"335559739":0,"335559740":288}"> </span></p>
</div>
<div>
<p data-ccp-padding-between="0px" data-ccp-border-between="0px none #000000" data-ccp-padding-bottom="0px" data-ccp-border-bottom="0px none #000000"><strong><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-parastyle="Heading 2">Contratti PNRR: le implicazioni sono pi</span><span data-ccp-parastyle="Heading 2">ù </span><span data-ccp-parastyle="Heading 2">ampie</span></span><span data-ccp-props="{"134245417":true,"134245418":false,"134245529":false,"201341983":0,"335551550":1,"335551620":1,"335557856":4278190080,"335559685":0,"335559731":0,"335559737":0,"335559738":280,"335559739":120,"335559740":240}"> </span></strong></p>
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<div>
<p data-ccp-padding-between="0px" data-ccp-border-between="0px none #000000" data-ccp-padding-bottom="0px" data-ccp-border-bottom="0px none #000000"><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">Per i contratti cofinanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l’obbligo di verifica va oltre le disposizioni anticorruzione nazionali. L’articolo 22 del Regolamento UE 2021/241 richiede che i dati sul titolare effettivo delle </span><span data-ccp-charstyle="None">societ</span></span><span xml:lang="DE-DE" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">à </span></span><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">beneficiarie di fondi PNRR siano accurati, aggiornati e disponibili per l’ispezione della Commissione europea su richiesta.</span></span><span data-ccp-props="{"134245417":true,"134245418":false,"134245529":false,"201341983":0,"335551550":1,"335551620":1,"335557856":4278190080,"335559685":0,"335559731":0,"335559737":0,"335559738":160,"335559739":0,"335559740":288}"> </span></p>
</div>
<div>
<p data-ccp-padding-between="0px" data-ccp-border-between="0px none #000000" data-ccp-padding-bottom="0px" data-ccp-border-bottom="0px none #000000"><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">Una stazione appaltante che non riesce a produrre documentazione verificata sulla </span><span data-ccp-charstyle="None">titolarit</span></span><span xml:lang="DE-DE" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">à </span></span><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">effettiva di un fornitore estero </span></span><span xml:lang="EN-US" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">— </span></span><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">in un formato che regga a un controllo esterno </span></span><span xml:lang="EN-US" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">— </span></span><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">si espone a un rischio di </span><span data-ccp-charstyle="None">conformit</span></span><span xml:lang="DE-DE" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">à </span></span><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">che il FVOE da solo non pu</span><span data-ccp-charstyle="None">ò </span><span data-ccp-charstyle="None">coprire.</span></span><span data-ccp-props="{"134245417":true,"134245418":false,"134245529":false,"201341983":0,"335551550":1,"335551620":1,"335557856":4278190080,"335559685":0,"335559731":0,"335559737":0,"335559738":160,"335559739":0,"335559740":288}"> </span></p>
</div>
<div>
<p data-ccp-padding-between="0px" data-ccp-border-between="0px none #000000" data-ccp-padding-bottom="0px" data-ccp-border-bottom="0px none #000000"><strong><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-parastyle="Heading 2">Come le stazioni appaltanti stanno affrontando il problema</span></span><span data-ccp-props="{"134245417":true,"134245418":false,"134245529":false,"201341983":0,"335551550":1,"335551620":1,"335557856":4278190080,"335559685":0,"335559731":0,"335559737":0,"335559738":280,"335559739":120,"335559740":240}"> </span></strong></p>
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<p data-ccp-padding-between="0px" data-ccp-border-between="0px none #000000" data-ccp-padding-bottom="0px" data-ccp-border-bottom="0px none #000000"><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">Per colmare la lacuna, alcune stazioni appaltanti si stanno orientando verso l’accesso aggregato ai registri societari europei. Invece di condurre ricerche manuali separate sui portali nazionali, gli uffici gare possono utilizzare piattaforme di verifica transfrontaliera per ottenere dati ufficiali sulle </span><span data-ccp-charstyle="None">societ</span></span><span xml:lang="EN-US" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">à — </span></span><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">strutture proprietarie, informazioni sugli amministratori e documenti di registro </span></span><span xml:lang="EN-US" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">— </span></span><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">in pi</span><span data-ccp-charstyle="None">ù </span><span data-ccp-charstyle="None">giurisdizioni da un’unica interfaccia.</span></span><span data-ccp-props="{"134245417":true,"134245418":false,"134245529":false,"201341983":0,"335551550":1,"335551620":1,"335557856":4278190080,"335559685":0,"335559731":0,"335559737":0,"335559738":160,"335559739":0,"335559740":288}"> </span></p>
</div>
<div>
<p data-ccp-padding-between="0px" data-ccp-border-between="0px none #000000" data-ccp-padding-bottom="0px" data-ccp-border-bottom="0px none #000000"><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">Tra le soluzioni disponibili, piattaforme come </span></span><a title="Database globale di report finanziari aziendali e documenti di costituzione" href="https://gbris.com/" target="_blank" rel="noopener"><span xml:lang="NL-NL" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="Hyperlink.1">G-BRIS</span></span></a><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None"> consentono di aggregare dati ufficiali da oltre 17 registri europei, tra cui il </span><span data-ccp-charstyle="None">Handelsregister</span><span data-ccp-charstyle="None"> tedesco, l’</span><span data-ccp-charstyle="None">Infogreffe</span><span data-ccp-charstyle="None"> francese e i registri di Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Repubblica Ceca e altri. Per ogni verifica di fornitore estero, il risultato </span><span data-ccp-charstyle="None">è </span><span data-ccp-charstyle="None">una verifica tracciabile e basata su fonti ufficiali </span></span><span xml:lang="EN-US" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">— </span></span><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">coerente con quanto si aspettano revisori e Commissione europea.</span></span><span data-ccp-props="{"134245417":true,"134245418":false,"134245529":false,"201341983":0,"335551550":1,"335551620":1,"335557856":4278190080,"335559685":0,"335559731":0,"335559737":0,"335559738":160,"335559739":0,"335559740":288}"> </span></p>
<p data-ccp-padding-between="0px" data-ccp-border-between="0px none #000000" data-ccp-padding-bottom="0px" data-ccp-border-bottom="0px none #000000"><a class="zoom" href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pna-2026-2028-come-verificare-i-fornitori-esteri-negli-appalti-pubblici-e-gestire-il-rischio-sul-titolare-effettivo-800x466.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-433681 aligncenter" src="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pna-2026-2028-come-verificare-i-fornitori-esteri-negli-appalti-pubblici-e-gestire-il-rischio-sul-titolare-effettivo-800x466.jpeg.webp" alt="G-BRIS - verifica fornitori esteri appalti pubblici" width="800" height="466" srcset="//lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pna-2026-2028-come-verificare-i-fornitori-esteri-negli-appalti-pubblici-e-gestire-il-rischio-sul-titolare-effettivo-800x466.jpeg 800w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pna-2026-2028-come-verificare-i-fornitori-esteri-negli-appalti-pubblici-e-gestire-il-rischio-sul-titolare-effettivo-1024x596.jpeg 1024w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pna-2026-2028-come-verificare-i-fornitori-esteri-negli-appalti-pubblici-e-gestire-il-rischio-sul-titolare-effettivo-768x447.jpeg 768w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pna-2026-2028-come-verificare-i-fornitori-esteri-negli-appalti-pubblici-e-gestire-il-rischio-sul-titolare-effettivo.jpeg 1340w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px"></a></p>
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<p data-ccp-padding-between="0px" data-ccp-border-between="0px none #000000" data-ccp-padding-bottom="0px" data-ccp-border-bottom="0px none #000000"><strong><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-parastyle="Heading 2">Cosa aggiornare subito: indicazioni operative per i RPCT</span></span><span data-ccp-props="{"134245417":true,"134245418":false,"134245529":false,"201341983":0,"335551550":1,"335551620":1,"335557856":4278190080,"335559685":0,"335559731":0,"335559737":0,"335559738":280,"335559739":120,"335559740":240}"> </span></strong></p>
</div>
<div>
<p data-ccp-padding-between="0px" data-ccp-border-between="0px none #000000"><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">Alla luce del quadro definito dal PNA 2026</span></span><span xml:lang="DE-DE" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">–</span></span><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">2028, le stazioni appaltanti dovrebbero valutare i seguenti interventi concreti:</span></span><span data-ccp-props="{"134245417":true,"134245418":false,"134245529":false,"201341983":0,"335551550":1,"335551620":1,"335557856":4278190080,"335559685":0,"335559731":0,"335559737":0,"335559738":160,"335559739":0,"335559740":288}"> </span></p>
</div>
<div>
<ul>
<li><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">Prevedere nel PTPCT: </span><span data-ccp-charstyle="None">una procedura formale per la verifica del titolare effettivo dei fornitori registrati all’estero</span></span></li>
<li><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">Garantire la </span><span data-ccp-charstyle="None">tracciabilit</span></span><span xml:lang="DE-DE" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">à </span></span><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">di ogni verifica: </span><span data-ccp-charstyle="None">con riferimento esplicito al registro ufficiale di fonte utilizzato</span></span></li>
<li><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">Per i contratti PNRR: </span><span data-ccp-charstyle="None">assicurare l’archiviazione della documentazione sul titolare effettivo in un formato pronto per l’ispezione della Commissione ai sensi dell’art. 22 del Regolamento UE 2021/241</span></span></li>
<li><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">Allineare i controlli antiriciclaggio e anticorruzione: </span><span data-ccp-charstyle="None">il PNA richiama espressamente la coerenza tra gli obblighi del </span><span data-ccp-charstyle="None">D.Lgs.</span><span data-ccp-charstyle="None"> 231/2007 e la gestione del rischio negli appalti</span></span></li>
</ul>
</div>
<div>
<p data-ccp-padding-between="0px" data-ccp-border-between="0px none #000000" data-ccp-padding-bottom="0px" data-ccp-border-bottom="0px none #000000"><strong><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-parastyle="Heading 2">Cosa cambia e cosa no</span></span><span data-ccp-props="{"134245417":true,"134245418":false,"134245529":false,"201341983":0,"335551550":1,"335551620":1,"335557856":4278190080,"335559685":0,"335559731":0,"335559737":0,"335559738":280,"335559739":120,"335559740":240}"> </span></strong></p>
</div>
<div>
<p data-ccp-padding-between="0px" data-ccp-border-between="0px none #000000" data-ccp-padding-bottom="0px" data-ccp-border-bottom="0px none #000000"><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">Il PNA 2026</span></span><span xml:lang="DE-DE" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">–</span></span><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">2028 non introduce nuovi obblighi di legge. Alza, invece, lo standard della prova </span></span><span xml:lang="EN-US" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">— </span></span><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">e riduce la tolleranza verso processi di verifica incoerenti, non documentati o difficili da ricostruire a posteriori.</span></span><span data-ccp-props="{"134245417":true,"134245418":false,"134245529":false,"201341983":0,"335551550":1,"335551620":1,"335557856":4278190080,"335559685":0,"335559731":0,"335559737":0,"335559738":160,"335559739":0,"335559740":288}"> </span></p>
</div>
<div>
<p data-ccp-padding-between="0px" data-ccp-border-between="0px none #000000" data-ccp-padding-bottom="0px" data-ccp-border-bottom="0px none #000000"><span xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span data-ccp-charstyle="None">Per le stazioni appaltanti che lavorano con fornitori esteri, quello standard non pu</span><span data-ccp-charstyle="None">ò </span><span data-ccp-charstyle="None">essere soddisfatto con i soli sistemi nazionali. Gli appalti transfrontalieri richiedono strumenti di verifica di pari portata.</span></span><span data-ccp-props="{"134245417":true,"134245418":false,"134245529":false,"201341983":0,"335551550":1,"335551620":1,"335557856":4278190080,"335559685":0,"335559731":0,"335559737":0,"335559738":160,"335559739":0,"335559740":288}"> </span></p>
</div>
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<title>Intelligenza artificiale e PA: Formez accelera su giovani e innovazione</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
L’intelligenza artificiale entra sempre più nel cuore della Pubblica amministrazione e apre scenari che fino a pochi anni fa apparivano difficilmente prevedibili. Non si tratta soltanto di strumenti tecnologici, ma di un cambio di prospettiva che riguarda il modo in cui la PA dialoga con i cittadini, seleziona le competenze e costruisce il proprio futuro. […]
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 12:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Intelligenza, artificiale, PA:, Formez, accelera, giovani, innovazione</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="634" data-end="1191">L’intelligenza artificiale entra sempre più nel cuore della Pubblica amministrazione e apre scenari che fino a pochi anni fa apparivano difficilmente prevedibili. Non si tratta soltanto di strumenti tecnologici, ma di un cambio di prospettiva che riguarda il modo in cui la PA dialoga con i cittadini, seleziona le competenze e costruisce il proprio futuro. È in questo contesto che si inserisce la visione espressa dal <strong>Presidente Formez</strong>, <strong>Giovanni Anastasi</strong>, intervenuto all’<a href="https://efi-italia.it/summit" target="_blank" rel="noopener"><strong>Innovation Training Summit 2026</strong></a>, tenutosi a Roma presso l’Auditorium della Tecnica.</p>
<p data-start="1193" data-end="1644">Secondo Anastasi, la sfida principale è rendere la Pubblica amministrazione più accessibile e comprensibile alle nuove generazioni. Un obiettivo che passa anche attraverso l’uso intelligente delle tecnologie. Formez, in questa direzione, ha già avviato iniziative concrete per avvicinare giovani e talenti al lavoro pubblico, tra cui un assistente virtuale basato su intelligenza artificiale generativa, pensato per supportare i candidati ai concorsi.</p>
<h2 data-start="1646" data-end="1713"><strong data-start="1649" data-end="1713">Concorsi pubblici e IA: nuovi strumenti per attrarre talenti</strong></h2>
<p data-start="1715" data-end="2130"><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/innovazione-ed-evoluzione-il-nuovo-volto-di-formez-intervista-presidente-giovanni-anastasi/" target="_blank" rel="noopener">L’introduzione di soluzioni digitali avanzate</a> non viene letta come una sostituzione del lavoro umano, ma come una leva capace di creare nuove opportunità. L’assistente virtuale sviluppato da Forez PA per i concorsi pubblici rappresenta un esempio significativo: uno strumento che non elimina funzioni esistenti, ma apre spazi inediti, migliorando l’accesso alle informazioni e semplificando l’interazione con l’amministrazione.</p>
<p data-start="2132" data-end="2506">In questo senso, l’innovazione tecnologica diventa <strong>un fattore abilitante per ampliare la platea dei potenziali candidati, ridurre le barriere informative e rendere più trasparente il rapporto tra cittadini e istituzioni</strong>. Un passaggio cruciale in una fase in cui la PA è chiamata a rinnovarsi profondamente, anche alla luce delle difficoltà nel reclutare profili qualificati.</p>
<h2 data-start="2508" data-end="2570"><strong data-start="2511" data-end="2570">La tecnologia come leva per immaginare la PA del futuro</strong></h2>
<p data-start="2572" data-end="2993">La riflessione proposta dal presidente Formez va oltre l’adozione di singoli strumenti. L’intelligenza artificiale viene descritta come<strong> una forza capace di trasformare ciò che oggi appare irrealizzabile in qualcosa di concretamente progettabile</strong>. La tecnologia, in questa prospettiva, non si limita a migliorare processi esistenti, ma contribuisce a generare nuove possibilità, ampliando il perimetro dell’azione pubblica.</p>
<p data-start="2572" data-end="2993">L’obiettivo però resta ancorato all’interesse collettivo. Ogni innovazione, sottolinea Anastasi, deve essere orientata a migliorare la qualità dei servizi, rafforzare l’ascolto e raggiungere un numero sempre maggiore di utenti. La digitalizzazione diventa così uno strumento per rendere l’amministrazione più inclusiva ed efficace, capace di anticipare bisogni e costruire risposte adeguate.</p>
<blockquote>
<p data-start="2995" data-end="3386">La tecnologia crea l’inimmaginabile e lo fa diventare immaginabile – ha sottolineato Anastasi – non sappiamo in futuro quali altri servizi saranno realizzati nel comparto pubblico ma questo deve tendere all’interesse pubblico, deve creare cose che non esistono, deve aumentare l’ascolto, deve allargare la platea degli utenti e, soprattutto, deve pensare le cose che oggi non sono immaginabili. La tecnologia ci può aiutare in questo perché ci velocizza e ci rende migliori in quanto crea competizione. Io ritengo, infatti, che la competizione, sia che consideriamo una macchina o un essere umano, faccia bene.</p>
</blockquote>
<p data-start="3388" data-end="3740">Allo stesso tempo, dunque, <strong>l’accelerazione tecnologica introduce una dinamica competitiva</strong> che, se ben governata, può contribuire a elevare la qualità complessiva del sistema. La competizione, sia tra persone sia tra modelli organizzativi supportati da tecnologie, viene interpretata come un elemento positivo, in grado di stimolare miglioramento e innovazione.</p>
<h2 data-start="3742" data-end="3808"><strong data-start="3745" data-end="3808">Merito e competenze: il ruolo dell’intelligenza artificiale</strong></h2>
<p data-start="3810" data-end="4195">Uno degli aspetti più rilevanti riguarda <strong>il rapporto tra intelligenza artificiale e merito</strong>. Secondo Anastasi, l’IA può contribuire a ridefinire questo concetto, accompagnandolo verso modelli più dinamici e aderenti alla realtà contemporanea. Il merito non è più una condizione statica, ma un processo legato alla capacità di contribuire concretamente al raggiungimento degli obiettivi.</p>
<p data-start="4197" data-end="4542">In questo scenario, la PA è chiamata a valorizzare competenze aggiornate, capacità di adattamento e attitudine all’innovazione. L’intelligenza artificiale può supportare questo percorso, offrendo strumenti di analisi e valutazione più sofisticati, ma resta fondamentale il ruolo umano nella definizione dei criteri e nella lettura dei risultati.</p>
<h2 data-start="4544" data-end="4597"><strong data-start="4547" data-end="4597">Una PA più attrattiva per le nuove generazioni</strong></h2>
<p data-start="4599" data-end="4986">Il messaggio che emerge è chiaro: <strong>la Pubblica amministrazione ha bisogno di rinnovare il proprio rapporto con i giovani,</strong> non solo attraverso nuove modalità di selezione, ma anche comunicando meglio le opportunità che offre. Rendere visibile il valore del lavoro pubblico, mostrare i percorsi di crescita e le possibilità di impatto concreto sulla società diventa un passaggio essenziale.</p>
<p data-start="4988" data-end="5294">L’innovazione tecnologica, se integrata in una visione più ampia, può rappresentare un ponte tra istituzioni e nuove generazioni. Non una soluzione automatica, ma uno strumento capace di rendere la PA più comprensibile, accessibile e in linea con le aspettative di chi si affaccia oggi al mondo del lavoro.</p>
<p data-start="5296" data-end="5608" data-is-last-node="" data-is-only-node="">In definitiva, l’intelligenza artificiale non è soltanto una sfida tecnologica, ma una leva per ripensare il funzionamento stesso della Pubblica amministrazione.</p>
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<title>Il TAR ribadisce che è impossibile l&amp;apos;accesso ai documenti &amp;quot;inesistenti&amp;quot;</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
L’Avvocato Maurizio Lucca, in questo approfondimento relativo a una recente sentenza del TAR, analizza come i giudici amministrativi enuncino che sia impossibile l’accesso a documenti “inesistenti”, vale a dire a provvedimenti la quale esistenza non può essere provata. La sez. I del TAR Sardegna, con la sentenza 27 marzo 2026, n. 586 (estensore Serra), riassume […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/02/lentepubblica-fascicolo-informatico-cad-lo-spid-non-basta-e-laccesso-non-e-davvero-automatico.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 12:30:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>TAR, ribadisce, che, impossibile, laccesso, documenti, inesistenti</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>L’Avvocato <span><a href="https://lentepubblica.it/author/maurizio-lucca/" target="_blank" rel="noopener">Maurizio Lucca</a></span>, in questo approfondimento relativo a una recente sentenza del TAR, analizza come i giudici amministrativi enuncino che sia impossibile l’accesso a documenti “inesistenti”, vale a dire a provvedimenti la quale esistenza non può essere provata.</strong></p>
<hr>
<p>La sez. I del TAR Sardegna, con la sentenza 27 marzo 2026, n. 586 (estensore Serra), riassume gli orientamenti prevalenti della giurisprudenza, secondo i quali l’accesso ai documenti risulta possibile solo in presenza del documento stesso; di converso, in presenza di una dichiarazione della PA dell’inesistenza del documento dovrà essere cura del richiedente fornire la prova della sua essenza materiale (c.d. onere probatorio), in mancanza di allegazioni non sarà possibile ordinare al Giudice Amministrativo l’esibizione di documenti non più presenti, ovvero non formati, alla luce del principio<em> ad impossibilia nemo tenetur</em>, essendo solo possibile ordinare di produrre documenti già esistenti in <em>rerum natura</em> e ancora in suo possesso dei soggetti preposti all’accesso <span><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a></span>.</p>
<h2><strong>La legittimazione</strong></h2>
<p>La legittimazione attiva all’accesso deve essere riconosciuta a chiunque possa dimostrare che gli atti procedimentali oggetto dell’accesso abbiano spiegato o siano idonei a spiegare effetti diretti o indiretti nei suoi confronti, indipendentemente dalla lesione di una posizione giuridica <a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftn2" name="_ftnref2"><span>[2]</span></a>.</p>
<p>In effetti, l’art. 22 della legge n. 241/1990, specifica, che l’interesse all’ostensione deve essere finalizzato alla tutela di situazioni giuridicamente rilevanti, dove gli “<em>interessati</em>” all’accesso non sono tutti i soggetti indiscriminatamente, ma soltanto i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso <span><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a></span>: l’accesso è funzionale alla tutela del diritto di difesa della ricorrente in quanto propedeutica ad ogni attività stragiudiziale e giudiziale da azionare nei confronti della controinteressata.</p>
<p>Occorre, altresì, precisare che non è necessario che l’azione sia stata proposta, trattandosi di un ampio diritto, tutelabile anche quando il richiedente intenda soltanto valutare l’azione da intraprendere, non essendo solo funzionale alla tutela giurisdizionale, ma anche a consentire alla parte richiedente di orientare i comportamenti sul piano sostanziale per curare o difendere i propri interessi giuridici: in presenza dell’interesse giuridicamente rilevante la PA non ha ragione di negare l’accesso anche se non è ancora stato attivato un giudizio nel corso del quale potranno essere utilizzati gli atti acquisiti, proprio al fine di valutare l’opportunità di una sua instaurazione <span><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a></span>: la strumentalità va intesa in senso ampio in termini di utilità per la difesa di un interesse giuridicamente rilevante <a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftn5" name="_ftnref5"><span>[5]</span></a>.</p>
<h2><strong>L’inesistenza del documento</strong></h2>
<p>In via generale, ai sensi dell’art. 22, comma 1, lett. d<em>)</em>, della legge n. 241/1990, il diritto di accesso ha ad oggetto documenti «<em>detenuti</em> <em>da una pubblica amministrazione</em>», mentre il comma 2, dell’art. 25, della cit. legge, prescrive che la richiesta di accesso debba essere rivolta «<em>all’amministrazione che ha formato il documento o che lo detiene stabilmente</em>», facendo discendere che il diritto trova un limite, giuridico e materiale, nella disponibilità che l’Amministrazione intimata abbia della documentazione di cui il privato richiede il rilascio.</p>
<p>L’esistenza materiale (analogica o digitale) costituisce un presupposto, logico e ontologico, della costituzione della fattispecie giuridica, configurabile soltanto ove l’istanza abbia a oggetto documenti venuti ad esistenza che si trovino nell’effettiva disponibilità dell’Amministrazione, altrimenti versandosi in un caso di c.d. “<em>accesso impossibile</em>”, in ragione di un fattore radicalmente ostativo:</p>
<ul>
<li>da un lato, all’accoglimento dell’istanza rivolta dal privato all’Amministrazione;</li>
<li>dall’altro, all’esecuzione dell’ordine di esibizione impartito dal giudice, anche alla luce del principio generale di inesigibilità per cui <em>ad impossibilia nemo tenetur </em><span><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftn6" name="_ftnref6">[6]</a></span> non potendo pensare o ipotizzare un diritto <em>ad exhibendum</em> quando l’esistenza dei documenti sia supposta, ipotetica, solo eventuale, o ancora di là da venire <a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftn7" name="_ftnref7"><span>[7]</span></a>.</li>
</ul>
<p>Ne deriva che l’esistenza (o la detenzione) del documento oggetto <em>dell’actio ad exibendum </em>è, quindi, un elemento costitutivo del diritto di accesso, <em>ex</em> comma 1, art. 2697, <em>Onere della prova</em>, c.c. («<em>Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento</em>»), essendo la titolarità della posizione soggettiva, attiva o passiva, vantata in giudizio un elemento costitutivo della domanda ed attiene al merito della decisione, sicché spetta all’attore allegarla e provarla <span><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftn8" name="_ftnref8">[8]</a></span>, atteggiandosi quale elemento necessario generatore della pretesa ostensiva, per cui la sua dimostrazione grava sulla parte che intenda far valere il diritto, la quale può assolvervi anche attraverso presunzioni, ovvero in via indiziaria, ma non tramite mere supposizioni, semplici illazioni o astratte congetture <span><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftn9" name="_ftnref9">[9]</a></span>.</p>
<p>In termini più esplicativi, la ripartizione dell’<em>onus probandi </em>è conforme anche al canone pretorio, che informa in concreto la modulazione e l’applicazione della regola astratta ed elastica, di cui al citato art. 2697 c.c., di vicinanza (o di riferibilità o prossimità) della prova <a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftn10" name="_ftnref10"><span>[10]</span></a>, anche in ragione dell’obiettiva difficoltà della puntuale dimostrazione di fatti negativi (l’inesistenza del documento) <a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftn11" name="_ftnref11"><span>[11]</span></a>.</p>
<p>In dipendenza di ciò, quando la PA dichiari di non detenere il documento, assumendosi la responsabilità della veridicità della sua affermazione non essendo sufficiente un generico rinvio ad altra Amministrazione o una risposta meramente interlocutoria, oppure ambigue o rinvii privi di valore provvedimentale <a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftn12" name="_ftnref12"><span>[12]</span></a>, compresa una mera dichiarazione del difensore resa nel corso di un processo, da includere una affermazione contenuta in una memoria difensiva <span><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftn13" name="_ftnref13">[13]</a></span>, non vi sono margini per ordinare l’accesso, rischiandosi altrimenti una statuizione impossibile da eseguire per mancanza del suo oggetto, che si profilerebbe, dunque, come <em>inutiliter data </em><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftn14" name="_ftnref14"><span>[14]</span></a><em>.</em></p>
<h2><strong>L’omissione imputabile</strong></h2>
<p>A margine, occorre rammentare che in presenza di una richiesta di accesso puntuale e non pretestuosa o seriale, con indicazione degli atti oggetto di richiesta (ossia, effettivamente formati e presenti), il mancato riscontro ingiustificato nei termini di trenta giorni, in presenza di una formale messa in mora (diffida ad adempiere), può costituire condotta sanzionabile sotto il profilo penale, dimostrato l’elemento soggettivo della consapevolezza di non adempiere ad un obbligo istituzionale <span><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftn15" name="_ftnref15">[15]</a></span>.</p>
<h2><strong>Fatto</strong></h2>
<p>Nella sua essenzialità, <em>OMISSIS</em>, in una causa di risarcimento danni, chiedeva all’Azienda sanitaria copia integrale del registro delle visite e/o delle prenotazioni ambulatoriali, con l’elenco di tutti i pazienti visitati, previa anonimizzazione dei dati di terzi, nonché di prescrizione medica consegnata dalla parte ricorrente e registro delle presenze in servizio.</p>
<p>A riscontro la PA consegnava il materiale ad esclusione della prescrizione medica in quanto non «<em>risultata presente presso le Strutture di quest’Azienda</em>», nonché l’assenza di registri cartacei di presenza (in parte recuperati, con successivi controlli, e depositati in sede di giudizio, e, quindi, ostesi con conseguenza cessata materia del contendere), donde il ricorso al TAR con il quale si lamentava l’incompletezza del materiale fornito, adducendo che l’Amministrazione non si doveva limitare a riferire l’assenza della documentazione ma doveva giustificare puntualmente le ragioni della mancata reperibilità.</p>
<h2><strong>Merito</strong></h2>
<p>Il ricorso viene respinto per una parte, mentre per altra viene dato atto della consegna in giudizio della documentazione (giustificando la condanna della PA di parte delle spese).</p>
<p>Il GA si sofferma sull’inesistenza dell’atto che comporta:</p>
<ul>
<li>l’Amministrazione non è gravata di un obbligo motivazionale circa le ragioni per cui il documento che sarebbe stato consegnato alla parte ricorrente non è stato reperito, rappresentando una <em>probatio diabolica</em>, poiché darebbe per provata la circostanza per cui la ricorrente avrebbe consegnato tale documento e l’Amministrazione dovrebbe dimostrare le ragioni per cui esso non è stato reperito (smarrimento, distruzione);</li>
<li>l’Amministrazione è invece solo tenuta a dichiarare formalmente e sotto la propria responsabilità che il documento amministrativo non è detenuto dalla stessa Amministrazione (come avvenuto nel caso di specie).</li>
</ul>
<p><strong>Principi</strong></p>
<p>A rafforzare la decisione vengono enunciati i principi giurisprudenziali:</p>
<ul>
<li>il principio <em>ad impossibilia nemo tenetur </em><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftn16" name="_ftnref16"><span>[16]</span></a><em>,</em> non potendo il giudice che ordinare alla PA di esibire atti e documenti esistenti e non anche quelli non più esistenti o mai formati (c.d. accesso impossibile, per un fattore radicalmente ostativo, ovvero, l’esistenza dei documenti sia supposta, ipotetica, solo eventuale, o ancora di là da venire) <span><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftn17" name="_ftnref17">[17]</a></span>, ove la PA dichiari di non detenere tali documenti, assumendosi la responsabilità della veridicità delle sue affermazioni <span><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftn18" name="_ftnref18">[18]</a></span>;</li>
<li>il diritto di accesso trova un limite (che è ad un tempo di ordine materiale/fisico e di ordine giuridico) nella disponibilità che l’Amministrazione abbia della documentazione di cui si chiede l’ostensione <span><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftn19" name="_ftnref19">[19]</a></span>;</li>
<li>grava sul richiedente l’onere della prova della detenzione del documento da parte della PA a fronte di una attestazione di assenza della documentazione richiesta da parte della stessa Amministrazione che <em>naturaliter</em> dovrebbe detenere i documenti richiesti, se esistenti <a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftn20" name="_ftnref20"><span>[20</span>]</a>.</li>
</ul>
<h2><strong>Soluzioni operative</strong></h2>
<p>La sentenza conferma, nella sua lucida e chiara estensione, che la materiale inesistenza dei documenti richiesti negli archivi dell’Amministrazione intimata rende inammissibile la relativa azione, poiché un’eventuale decisione di accoglimento, in mancanza della documentazione oggetto di accesso, non potrebbe che avere un valore meramente formale non potendo essere portata ad esecuzione, atteso che, ai sensi dell’art. 116 c.p.a., il contenuto tipico della pronuncia del giudice consiste, come noto, nell’“<em>ordine</em>” di esibire il documento che qualora inesistente o non nella disponibilità dell’Amministrazione non potrebbe essere utilmente dato, rischiandosi altrimenti una statuizione impossibile da eseguire per mancanza del suo oggetto, che si profilerebbe, dunque, come <em>inutiliter data </em><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftn21" name="_ftnref21"><span>[21]</span></a><em>.</em></p>
<p>Tracciando delle indicazioni operative a fronte dell’incapacità di esibire i documenti richiesti, si profilano le seguenti soluzioni in termini dichiarativi (l’assolvimento dell’onere del <em>clare loqui</em>) da parte della PA:</p>
<ul>
<li>INESISTENZA, dovendo – sotto la propria responsabilità – attestare l’assenza, motivazione ritenuta sufficiente a soddisfare il diniego dell’accesso, non potendo pretendere di provare un fatto negativo, come la mancata formazione di un atto, assicurando, così facendo, una certezza giuridica sulla situazione documentale, peraltro richiamando la teoria realistica dell’atto mai venuto alla luce (fuori dal diritto) che fa forza sull’irrilevanza giuridica, ovvero, l’inidoneità a integrare nemmeno una situazione di fatto riconoscibile dall’ordinamento;</li>
<li>IRREPERIBILITÀ, situazione che si presenta quando il documento sia esistente (riscontrabile magari da un numero di protocollo o costituendo un antecedente di altro provvedimento susseguente), ma per ragioni oggettive da dimostrare (quali, ad esempio, smarrimento, distruzione, sottrazione, infruttuosa ricerca negli archivi) non venga trovato, non potendo limitarsi a semplice affermazione di “<em>indisponibilità</em>” o “<em>irreperibilità</em>” o “<em>mere affermazioni interne</em>” o in “<em>sede contenziosa</em>”, ma al contrario, usando accuratezza e diligenza con nuovi ricontrolli (come avvenuto nel caso affrontato dal GA, con la produzione in giudizio della documentazione) con esiti negativi.</li>
</ul>
<h2>Note</h2>
<p><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftnref1" name="_ftn1"><span>[1]</span></a> Risulta legittimo il diniego all’accesso di un documento, relativo ad un’opera fognaria (autorizzazioni), qualora tale documento risulti inesistente o introvabile o mai formato, TAR, Lazio, Latina, sez. I, 19 dicembre 2020, n. 485. Si rinvia, LUCCA, <em>Accesso a documenti inesistenti </em><em>o introvabili o mai formati: l’azione è inammissibile</em>, mauriziolucca.com, 22 dicembre 2020.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftnref2" name="_ftn2"><span>[2]</span></a> Cons. Stato, Ad. Plen., 24 aprile 2012, n. 7.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a></span> TAR Campania, Napoli, sez. II, 6 marzo 2026, n. 1555.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftnref4" name="_ftn4"><span>[4]</span></a> TAR Lazio, Roma, sez. III, 14 marzo 2022, n. 2890.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftnref5" name="_ftn5"><span>[5]</span></a> Cons. Stato, sez. III, 16 maggio 2016, n. 1978; sez. VI, 15 maggio 2017, n. 2269.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftnref6" name="_ftn6"><span>[6]</span></a> Cons. Stato, sez. V, 8 novembre 2023, n. 9622 e sez. VI, 3 ottobre 2025, n. 7719.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftnref7" name="_ftn7">[7]</a></span> Cons. Stato, sez. V, 7 ottobre 2021, n. 6713.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftnref8" name="_ftn8">[8]</a></span> Cass. civ., sez. III, Ordinanza, 2 febbraio 2026, n. 2177.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftnref9" name="_ftn9"><span>[9]</span></a> Cons. Stato, sez. V, 8 novembre 2023, n. 9622.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftnref10" name="_ftn10"><span>[10]</span></a> Cfr. Cass. civ., sez. unite, 30 ottobre 2001, n. 13533, sulla prova dell’inadempimento dell’obbligazione.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftnref11" name="_ftn11"><span>[11]</span></a> Cons. Stato, sez. V, 29 gennaio 2026, n. 779.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftnref12" name="_ftn12">[12]</a></span> TAR Sardegna, sez. I, 19 febbraio 2026, n. 382. non è opponibile al cittadino la circostanza (meramente contingente o fattuale) dell’assenza di documenti presso l’Amministrazione interpellata, tutte le volte che i documenti richiesti ineriscono alle competenze proprie della stessa e devono quindi essere da essa detenuti, Cons. Stato, sez. IV, 9 maggio 2014, n. 2379.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftnref13" name="_ftn13"><span>[13]</span></a> Cons. Stato, sez. IV, 31 marzo 2015, n. 1697.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftnref14" name="_ftn14">[14]</a></span> Cfr<em>.</em> Cons. Stato, sez. IV, 27 marzo 2020, nn. 2138 e 2142; sez. V, 17 agosto 2023, n. 7787; 8 novembre 2023, n. 9622; 17 novembre 2023, n. 9896; sez. VII, 27 dicembre 2023, n. 11177; sez. VI, 3 ottobre 2025, n. 7719.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftnref15" name="_ftn15">[15]</a></span> Cass. pen., sez. IV, 2 febbraio 2026, n. 4179.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftnref16" name="_ftn16">[16]</a></span> Cons. Stato, sez. V, 8 novembre 2023, n. 9622 e sez. VI, 3 ottobre 2025, n. 7719.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftnref17" name="_ftn17"><span>[17]</span></a> Cons. Stato, sez. V, 7 ottobre 2021, n. 6713 e 29 gennaio 2026, n. 779.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftnref18" name="_ftn18">[18]</a> TAR Sardegna, sez. I, sentenze n. 1158/2025 e n. 949/2023.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftnref19" name="_ftn19">[19]</a></span> Cons. Stato, sez. IV, sentenze n. 2142/2020 e sez. V, n. 5483/2013; TAR Abruzzo, Pescara, sentenza n. 426/2021.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftnref20" name="_ftn20">[20]</a></span> La ripartizione dell’<em>onus probandi</em> è conforme anche al canone pretorio, che informa in concreto la modulazione e l’applicazione della regola astratta ed elastica di cui all’art. 2697 c.c., di vicinanza (o di riferibilità o prossimità) della prova (Cass. civ., sez. unite, sentenza 13533/2001 cit.), anche in ragione dell’obiettiva difficoltà della puntuale dimostrazione di fatti negativi (l’inesistenza del documento), Cons. Stato, sez. V, 8 novembre 2023, n. 9622.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/il-tar-ribadisce-che-e-impossibile-laccesso-ai-documenti-inesistenti/#_ftnref21" name="_ftn21">[21]</a></span> TAR Molise, sez. I, ordinanza 2 marzo 2026, n. 92.</p>
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<title>Avvisi pubblici di ricerca immobiliare e obbligo di comparazione: il parere della Cassazione</title>
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Avvisi pubblici di ricerca immobiliare e obbligo di comparazione: natura concorsuale, doveri di imparzialità e ricadute penali dopo Cassazione n. 18241/2025. Focus a cura di Luca Leccisotti. L’avviso pubblico di ricerca immobiliare è spesso percepito, nella prassi delle amministrazioni e degli organismi “in control”, come un atto esplorativo, funzionale a mappare il mercato e a sondare […]
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 12:30:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Avvisi, pubblici, ricerca, immobiliare, obbligo, comparazione:, parere, della, Cassazione</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Avvisi pubblici di ricerca immobiliare e obbligo di comparazione: natura concorsuale, doveri di imparzialità e ricadute penali dopo Cassazione n. 18241/2025. Focus a cura di </strong><strong><span><a href="https://lentepubblica.it/author/luca-leccisotti/" target="_blank" rel="noopener">Luca Leccisotti</a></span>.</strong></p>
<hr>
<p>L’avviso pubblico di ricerca immobiliare è spesso percepito, nella prassi delle amministrazioni e degli organismi “in control”, come un atto esplorativo, funzionale a mappare il mercato e a sondare opportunità locative o di acquisto. Proprio questo approccio “leggero” ha alimentato negli anni una diffusa zona grigia: l’idea, cioè, che l’avviso non obblighi all’applicazione rigorosa delle regole concorrenziali, giacché non si tratterebbe di una gara in senso stretto ma di una forma di trattativa privata di res privata.</p>
<p>La sentenza della Corte di cassazione, Sezione VI penale, <strong>14 maggio 2025, n. 18241</strong>, chiude quella zona grigia con una presa di posizione netta: quando l’avviso <strong>individua</strong> l’oggetto contrattuale e le sue caratteristiche essenziali, <strong>ammette</strong> una pluralità di offerenti e introduce un <strong>segmento valutativo concorrenziale</strong>, esso <strong>assume</strong> natura sostanzialmente <strong>selettiva</strong>. Da ciò discende un obbligo pubblico di <strong>comparazione imparziale</strong> tra i concorrenti e la riconducibilità del procedimento al paradigma di tutela penale dell’<strong>art. 353‑bis c.p.</strong> (“turbata libertà del procedimento di scelta del contraente”). L’assetto sistemico cambia in profondità: non conta il nomen iuris dell’atto o la veste giuridica del soggetto banditore; conta la <strong>funzione</strong>. Se c’è confronto concorrenziale, c’è dovere di <strong>parità</strong> di trattamento e, a valle, responsabilità anche <strong>penale</strong> per condotte perturbatrici.</p>
<p>La vicenda che ha dato origine alla decisione – un avviso di ricerca di un immobile destinato a sede istituzionale, emesso da una Fondazione a partecipazione pubblica – ha offerto alla Corte il terreno per due puntualizzazioni: a) il delitto di cui all’art. 353‑bis c.p. si configura <strong>ogniqualvolta</strong> sia accertabile un segmento concorsuale, anche se <strong>informale</strong>; b) tale figura è distinta dal diverso delitto di <strong>turbata libertà degli incanti</strong> ex art. 353 c.p., centrato sulle gare in senso stretto. Ne consegue che gli avvisi di ricerca immobiliare – quando creano un <strong>concorso</strong> tra più proponenti – non sono uno spazio franco, bensì un <strong>procedimento</strong> amministrativo “a vocazione concorsuale” in cui si proiettano i principi di <strong>imparzialità</strong>, <strong>trasparenza</strong> e <strong>par condicio</strong>.</p>
<h2><strong>Il punto di diritto: il “segmento valutativo concorrenziale” come soglia di rilevanza</strong></h2>
<p>La sentenza n. 18241/2025 costruisce il perimetro applicativo dell’<span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:regio.decreto:1930-10-19;1398:1~art353" target="_blank" rel="noopener">art. 353‑bis c.p.</a></span> intorno a una nozione cardine: il <strong>segmento valutativo concorrenziale</strong>. Non è necessaria la piena formalizzazione della gara né la presenza di una lex specialis articolata come nei contratti sopra soglia; basta che l’avviso <strong>chiami</strong> soggetti multipli a <strong>formulare</strong> proposte suscettibili di essere <strong>comparativamente</strong> valutate su basi omogenee. In questa evenienza, l’amministrazione (o l’ente ausiliario, o la fondazione in controllo pubblico) è tenuta a: predeterminare criteri <strong>oggettivi</strong>, garantire la <strong>parità</strong> nell’accesso alle informazioni, assicurare <strong>tracciabilità</strong> delle valutazioni e motivare la <strong>scelta</strong> finale in termini non meramente opportunistici.</p>
<p>Il passaggio non è meramente dogmatico. Se l’avviso è qualificabile quale invito a offrire che genera una <strong>competizione</strong>, la condotta di chi <strong>altera</strong> il procedimento (ad esempio, manipolando i criteri, occultando informazioni rilevanti, disegnando “su misura” le condizioni per un determinato concorrente, ovvero pilotando la commissione valutatrice) può assumere <strong>rilevanza penale</strong> quale turbativa del procedimento di scelta. A cascata, la violazione si riflette sul piano <strong>amministrativo</strong> (illegittimità degli atti) e <strong>contabile</strong> (danno erariale per esborsi <strong>sovrapprezzo</strong> o per perdita di concorrenza).</p>
<h2><strong>La non trasponibilità della giurisprudenza su art. 353 c.p.</strong></h2>
<p>Un punto delicato sciolto dalla Cassazione riguarda la <strong>non</strong> trasponibilità, al 353‑bis, di alcuni arresti elaborati per l’art. 353 c.p. Quest’ultimo, infatti, è calibrato sulla “gara” intesa in senso <strong>stretto</strong> (incanti, procedure selettive tipiche), mentre l’art. 353‑bis amplia lo sguardo al <strong>procedimento amministrativo</strong> che conduce alla scelta del contraente, includendo gli <strong>atti preparatori</strong> (bandi, avvisi, lettere di invito) e ogni “atto equipollente” con funzione selettiva. Perciò gli argomenti utilizzati per escludere, ai fini dell’art. 353, la riconducibilità di taluni procedimenti atipici alla nozione di “gara” non valgono per negare l’operatività dell’art. 353‑bis: qui rileva la <strong>turbativa</strong> del <strong>procedimento</strong> in sé, non l’appartenenza dell’atto ad un catalogo tipico.</p>
<p>Il riverbero pratico è evidente: avvisi di <strong>ricerca immobiliare</strong>, manifestazioni di <strong>interesse</strong> per concessioni/locazioni passive, call for interest per <strong>spazi</strong> museali o per <strong>co‑working</strong> della PA sono attratti nell’orbita del 353‑bis ogniqualvolta comunichino al mercato un set minimo di <strong>requisiti</strong> e sollecitino <strong>proposte</strong> comparabili. Cambia, quindi, l’atteggiamento organizzativo richiesto alle strutture: non più atti “leggeri”, ma <strong>procedimenti</strong> soggetti a tracciabilità, pubblicità e motivazione.</p>
<p>Il caso deciso riguarda una <strong>Fondazione</strong> legata ad un’amministrazione regionale e destinataria di finanziamenti pubblici. La Corte non indulge ad un formalismo soggettivo: ciò che rileva è la <strong>funzione</strong> pubblica del procedimento di scelta, l’utilizzo di <strong>risorse</strong> pubbliche, la destinazione dell’immobile ad esigenze <strong>istituzionali</strong>. Se questi indici ricorrono, gli obblighi di <strong>imparzialità</strong> e <strong>comparazione</strong> si impongono anche a soggetti formalmente privati ma <strong>eterodiretti</strong> o <strong>controllati</strong> dall’ente pubblico.</p>
<p>Questo allineamento sostanzialistico è conforme alla logica del <strong>Codice dei contratti</strong> – tanto nel vigente d.lgs. 36/2023 quanto nelle stagioni precedenti – e alla giurisprudenza sull’<strong>organismo di diritto pubblico</strong>: il modo in cui si acquisiscono beni/servizi non può essere sottratto al presidio dei principi di <strong>evidenza pubblica</strong> mediante lo schermo di entità formalmente private.</p>
<h2><strong>L’avviso di ricerca immobiliare: da “call” informale a procedura selettiva</strong></h2>
<p>Nella prassi, gli avvisi immobiliari indicano dimensioni, ubicazione, caratteristiche catastali e funzionali degli spazi ricercati, con eventuali preferenze sulla durata del rapporto e sulla disciplina economica. Se l’avviso <strong>ammette</strong> la presentazione di più proposte e prefigura una <strong>valutazione</strong> comparativa, l’ente è tenuto a comportarsi come in una <strong>gara</strong>: definizione ex ante dei <strong>criteri</strong> di scelta, <strong>ponderazione</strong> dei fattori (prezzo, qualità, localizzazione, stato manutentivo, costi di adeguamento normativo, efficienza energetica), regole di <strong>istruttoria</strong> trasparenti, formalizzazione del <strong>verbale</strong> di comparazione, motivazione della decisione.</p>
<p>La Cassazione fissa un punto dirimente: in presenza di <strong>pluralità</strong> di offerte, la scelta non può essere ricondotta alla logica della mera <strong>convenienza</strong> privata. La discrezionalità rimane ampia, ma è rigorosamente <strong>interna</strong> ad una griglia comparativa che consente al mercato di verificare <strong>ex post</strong> la <strong>coerenza</strong> tra criteri ed esito. Dove la comparazione manchi o sia simulata, l’atto espone l’ente a <strong>censure</strong> amministrative ed apre la porta a contestazioni anche <strong>penali</strong>, ove si riscontri un disegno di <strong>alterazione</strong> del procedimento.</p>
<h2><strong>Profili sanzionatori: turbativa del procedimento e reati contro la P.A.</strong></h2>
<p>La vicenda decisa dalla n. 18241/2025 è stata anche l’occasione per un chiarimento sul rapporto tra <strong>peculato</strong> (art. 314 c.p.) e il nuovo reato di <strong>indebita destinazione</strong> (art. 314‑bis c.p., introdotto dal d.l. 92/2024). La Corte afferma la <strong>permanenza</strong> dell’area tipica del peculato per le condotte di <strong>distrazione</strong> che integrano una <strong>appropriazione</strong> della res pubblica, con stabile fuoriuscita dalla finalità pubblica. L’art. 314‑bis non è <strong>lex mitior</strong> rispetto a tali condotte; intercetta, invece, la quota di deviazioni che prima erano ricondotte all’<strong>abuso d’ufficio</strong> abrogato.</p>
<p>Nel nostro ordito, ciò significa che la gestione di un avviso “ad personam” non genera “solo” illegittimità amministrativa; può connettersi a condotte penalmente rilevanti, sia come <strong>turbativa</strong> del procedimento (353‑bis), sia – ove nella catena degli atti si determinino <strong>sovrapprezzi</strong> ingiustificati, distrazioni o indebite <strong>destinazioni</strong> di finanziamenti – come <strong>peculato</strong> o altre fattispecie dei reati contro la P.A. La linea difensiva dell’“atto privato” non regge: la qualificazione dipende dalla <strong>funzione</strong> e dall’uso delle <strong>risorse</strong>.</p>
<p>Sul piano amministrativo, l’inosservanza dell’obbligo di <strong>comparazione</strong> e dei correlati doveri di <strong>motivazione</strong> e <strong>trasparenza</strong> conduce, in linea di principio, all’<strong>annullabilità</strong> degli atti. Nei casi più gravi – ad esempio, in presenza di clausole che rendono impossibile la comparazione o di comportamenti discriminatori che privano di effetti il segmento concorsuale – può profilarsi l’<strong>inefficacia</strong> degli atti negoziali conclusi, con conseguente necessità di <strong>ripetizione</strong> della procedura o di riassetto dei rapporti.</p>
<p>Sotto il profilo <strong>contabile</strong>, l’affidamento viziato può generare <strong>danno erariale</strong> per <strong>sovraccosto</strong> (acquisto a prezzo fuori mercato), per perdita di <strong>chance</strong> concorrenziali o per esborsi connessi a contenziosi. Gli organi di <strong>controllo interno</strong> e i <strong>revisori</strong> sono chiamati a esercitare un presidio sostanziale: non basta la regolarità formale dell’avviso; occorre la tracciabilità della <strong>comparazione</strong> e la congruità economica dell’esito.</p>
<h2><strong>Criteri di comparazione e motivazione: come si costruisce la griglia</strong></h2>
<p>L’obbligo di comparazione non implica una cristallizzazione di criteri rigidi come nelle gare sopra soglia; richiede, però, una <strong>griglia</strong> di valutazione <strong>coerente</strong> con l’oggetto. In un avviso di ricerca immobiliare, la qualità <strong>localizzativa</strong> (accessibilità, servizi, prossimità a poli istituzionali), lo <strong>stato</strong> dell’immobile (conformità impiantistica, agibilità, prestazione energetica), i <strong>costi</strong> di adeguamento e di conduzione, nonché il <strong>prezzo</strong> (acquisto/canone) sono fattori essenziali.</p>
<p>La comparazione deve essere <strong>documentata</strong> con verbali che riportino le valutazioni puntuali per ciascuna offerta. La <strong>motivazione</strong> finale deve mostrare il <strong>perché</strong> la soluzione prescelta, all’esito della ponderazione, realizzi l’interesse pubblico meglio delle alternative. Formule stereotipate (“soluzione più conveniente”) non sono più sostenibili: il controllo giurisdizionale – amministrativo e, se del caso, penale – guarda oggi alla <strong>sostanza</strong> del percorso valutativo.</p>
<h2><strong>Informazione simmetrica e parità di accesso</strong></h2>
<p>La comparazione presuppone <strong>simmetria informativa</strong>. In concreto, l’ente deve garantire che tutti i proponenti ricevano le stesse <strong>informazioni</strong> di base (esigenze funzionali, caratteristiche tecniche minime, esigenze temporali), con un canale unico di <strong>Q&A</strong> pubblicato insieme all’avviso. La correzione in corsa dei requisiti, l’inserimento di condizioni “su misura” nei chiarimenti, o la comunicazione <strong>selettiva</strong> ad uno solo dei partecipanti creano asimmetrie che, oltre a minare la legittimità amministrativa, potrebbero essere lette – in un contesto probatorio più ampio – come <strong>indici</strong> di turbativa.</p>
<h2><strong>Prezzo e congruità: la tentazione dell’“affare” e il rischio del sovrapprezzo</strong></h2>
<p>L’esperienza mostra che la pressione per “chiudere” rapidamente operazioni immobiliari può indurre a enfatizzare il <strong>prezzo</strong> a scapito della <strong>congruità</strong> complessiva. Una comparazione matura considera il <strong>costo totale di possesso</strong> (TCO): oltre al prezzo o al canone, i costi di <strong>adeguamento</strong> (normativo e funzionale), i tempi di <strong>entrata in esercizio</strong>, i costi di <strong>gestione</strong> e <strong>manutenzione</strong>. La Cassazione, nel caso concreto, ha stigmatizzato l’acquisto a prezzo <strong>doppiato</strong> rispetto a valutazioni indipendenti: lì il vulnus non era solo nella <strong>mancata</strong> comparazione, ma nella <strong>deviazione</strong> finale dell’impiego di risorse pubbliche verso interessi <strong>privati</strong>.</p>
<p>Per gli avvisi virtuosi, dunque, la congruità deve essere <strong>provata</strong> con perizie o stime indipendenti, specie quando si tratti di <strong>acquisti</strong>. Nelle <strong>locazioni</strong>, un benchmark dei canoni di mercato per immobili comparabili e una stima dei costi di <strong>fit‑out</strong> sono elementi irrinunciabili.</p>
<h2><strong>Il fattore tempo: dal bisogno funzionale alla programmazione dell’operazione</strong></h2>
<p>Molte patologie nascono dalla gestione <strong>emergenziale</strong> del tempo. Un avviso di ricerca pubblicato senza un’<strong>istruttoria</strong> preventiva sulle esigenze funzionali e senza un <strong>piano</strong> per la nuova collocazione rischia di trasformarsi in una corsa all’occasione, terreno fertile per <strong>asimmetrie</strong> e scelte <strong>opache</strong>. La comparazione richiede invece <strong>tempi</strong> adeguati, anche se comprimibili: definizione del <strong>fabbisogno</strong>, esplorazione del <strong>mercato</strong>, raccolta e valutazione delle <strong>proposte</strong>, eventuale <strong>sopralluogo</strong> con ordinato processo verbale, determinazione conclusiva <strong>motivata</strong>.</p>
<p>La programmazione è la vera clausola di <strong>salvaguardia</strong>: quando l’esigenza è prospettata con anticipo, la tentazione di derogare alle regole per “far presto” diminuisce e si può costruire una comparazione <strong>sana</strong>.</p>
<h2><strong>Avvisi e Codice dei contratti: dentro o fuori?</strong></h2>
<p>Una questione ricorrente è se gli avvisi di ricerca immobiliare ricadano sempre nel <strong>Codice dei contratti</strong>. La risposta dipende dall’oggetto e dal <strong>regime</strong> giuridico del soggetto banditore. L’acquisto o la locazione di <strong>immobili</strong> sono tradizionalmente esclusi dall’applicazione piena del Codice, ma ciò non significa assenza di regole: i <strong>principi</strong> di imparzialità, buon andamento, trasparenza e parità di trattamento si impongono comunque, specie quando l’operazione è finanziata con <strong>risorse</strong> pubbliche o destinata a <strong>fini</strong> istituzionali.</p>
<p>La sentenza 18241/2025 non entra nel perimetro applicativo del Codice in senso stretto; afferma però che, a prescindere dal tipo contrattuale, la presenza di un <strong>procedimento comparativo</strong> attiva il presidio penale dell’art. 353‑bis e, per simmetria, l’obbligo amministrativo di <strong>comparazione</strong>. È un approccio <strong>funzionale</strong> che richiama la giurisprudenza amministrativa sul c.d. “<strong>vincolo procedimentale</strong>” alla concorrenza anche per contratti non tipici del Codice.</p>
<p>L’insegnamento operativo che discende dalla pronuncia può essere sintetizzato in pochi assi, che qui si sviluppano in chiave discorsiva. Innanzitutto, la bozza di avviso va redatta con un <strong>linguaggio</strong> che non lasci ambiguità: <strong>criteri</strong> chiari, parametri <strong>valutativi</strong> coerenti, regole di <strong>partecipazione</strong> e di <strong>sopralluogo</strong> eguali per tutti, canale unico per i <strong>chiarimenti</strong>. In secondo luogo, la <strong>composizione</strong> del nucleo valutatore deve garantire <strong>competenza</strong> e <strong>terzietà</strong>, con tracciabilità delle riunioni e dei punteggi/giudizi. Terzo, la <strong>motivazione</strong> conclusiva non può essere apodittica: deve fare <strong>nominalmente</strong> riferimento ai criteri, spiegare le <strong>ponderazioni</strong> e dar conto delle <strong>criticità</strong> emerse per le offerte non prescelte. Infine, occorre una <strong>catena</strong> documentale robusta, capace di resistere a controlli interni, contabili e giurisdizionali.</p>
<p>Immaginiamo due scenari. Nel primo, una Fondazione pubblica pubblica un avviso per la ricerca di un immobile destinato a polo culturale. Indica superficie, ubicazione preferenziale, requisiti impiantistici e di accessibilità, richiede proposte economiche e piani di adeguamento, fissa una griglia di valutazione con punteggi per prezzo, qualità e tempi. Riceve cinque offerte, effettua sopralluoghi con verbali, assegna punteggi motivati e sceglie la proposta n. 3, spiegando perché la migliore <strong>combinazione</strong> di fattori, pur non essendo la più economica in termini di canone, produce il TCO più <strong>basso</strong>. Qui l’obbligo di comparazione è assolto; il procedimento è <strong>difendibile</strong>.</p>
<p>Nel secondo scenario, la stessa Fondazione pubblica un avviso generico, riceve più proposte ma non redige alcuna griglia; seleziona la n. 5 motivando in due righe sulla “migliore qualità e convenienza”. Una perizia indipendente mostra che il prezzo è <strong>sopra mercato</strong> del 70%. Qui il segmento concorsuale è stato <strong>svuotato</strong>; la condotta amministrativa è <strong>illegittima</strong> e, se si accertasse una <strong>manipolazione</strong> degli atti o una deviazione di risorse a fini estranei, potrebbero profilarsi ipotesi <strong>penali</strong>.</p>
<p>La sentenza n. 18241/2025 offre un messaggio chiaro alle amministrazioni e agli enti a partecipazione pubblica: la <strong>comparazione</strong> non è un orpello burocratico, ma il <strong>cuore</strong> della legalità quando si sceglie un <strong>contraente</strong> attraverso un invito rivolto a più soggetti. Anche gli avvisi di <strong>ricerca immobiliare</strong>, spesso collocati ai margini dell’attenzione giuridica, devono essere trattati come <strong>procedimenti selettivi</strong> quand’anche informali. La differenza non la fa il titolo dell’atto, ma la presenza di una <strong>competizione</strong> tra offerte.</p>
<p>Assicurare <strong>parità</strong> di trattamento, <strong>trasparenza</strong> e <strong>motivazione</strong> significa non solo prevenire il <strong>contenzioso</strong>, ma anche sottrarre spazio a pratiche opache che, nei casi più gravi, possono essere il veicolo di <strong>turbative</strong> e di <strong>distrazioni</strong> penalmente rilevanti. È, in ultima analisi, una questione di <strong>cultura</strong> amministrativa: la cultura della <strong>comparazione</strong> e della <strong>tracciabilità</strong> come regole d’oro per la gestione del patrimonio e dei servizi, a garanzia dell’interesse pubblico e della fiducia dei cittadini.</p>
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<title>Fascicolo Sanitario Elettronico: dal 31 marzo obbligo per tutte le strutture. Ma ancora ritardi e cittadini poco informati</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Da domani 31 marzo tutte le strutture sanitarie pubbliche e private dovranno adottare il nuovo modello standard del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE). Focus a cura di Fabio Ascenzi. Entra così nella fase finale la rivoluzione digitale adottata con il FSE 2.0, istituito con Decreto del Ministero della Salute 7 settembre 2023, considerato un pilastro della […]
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 12:30:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Fascicolo, Sanitario, Elettronico:, dal, marzo, obbligo, per, tutte, strutture., ancora, ritardi, cittadini, poco, informati</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Da domani 31 marzo tutte le strutture sanitarie pubbliche e private dovranno adottare il nuovo modello standard del <em>Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE)</em>. Focus a cura di <span><a href="https://lentepubblica.it/author/fabio-ascenzi/" target="_blank" rel="noopener">Fabio Ascenzi</a></span>.</strong></p>
<hr>
<p>Entra così nella fase finale la rivoluzione digitale adottata con il <em>FSE 2.0</em>, istituito con Decreto del Ministero della Salute 7 settembre 2023, considerato un pilastro della <em>Sanità Digitale </em>e finanziato anche con fondi PNRR.</p>
<p>Molteplici i vantaggi attesi, soprattutto per i cittadini: ognuno avrà raccolta la propria storia clinica in un unico <em>spazio virtuale</em>, sempre aggiornato con dati, documenti e informazioni utili a garantire una gestione più efficace delle cure e la velocità necessaria in caso di emergenza.</p>
<h2>Cos’è il Fascicolo Sanitario Elettronico</h2>
<p>Il <em>FSE </em>è definito dal <span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.consiglio.ministri:decreto:2015-09-29;178" target="_blank" rel="noopener">d.P.C.M. n. 178/2015</a></span> come uno strumento che raccoglie «l’insieme dei dati e documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi, riguardanti l’assistito».</p>
<p>La gestione è regionale, ma coordinata a livello nazionale. Tutte le informazioni sono interoperabili, per consentire consultazione e popolamento sull’intero territorio, a prescindere dalla residenza dell’assistito o da dove sia stato eseguito un esame.</p>
<p>Oltre alle strutture, ognuno può inserire informazioni che lo riguardano.</p>
<p>In esso sono raccolti documenti prodotti dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN), da medici e operatori anche di strutture diverse (ASL, Aziende Ospedaliere, medici di famiglia e pediatri, ecc.), da strutture private.</p>
<p>Referti, analisi, interventi, lettere di dimissioni, verbali di pronto soccorso, prescrizioni e diagnosi; ma pure volontà sulla donazione degli organi e tessuti, esenzioni per reddito o patologie, contatti familiari, delegati: tutto sarà accessibile in tempo reale.</p>
<p>Attraverso il <em>FSE </em>si possono prenotare visite, pagare ticket e gestire il medico di base.</p>
<p>Per accedere basta collegarsi al portale della Regione di residenza, autenticandosi tramite i consueti SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).</p>
<p>Un’importanza strategica è attribuita al cosiddetto <em>Patient Summary (Profilo Sanitario Sintetico)</em>, regolato dal Decreto del Ministero della Salute 27 giugno 2025; una sorta di <em>carta d’identità sanitaria informatica</em>, redatta e aggiornata dai medici di famiglia e dai pediatri di libera scelta, dove è riassunta la storia clinica dell’assistito, al fine di facilitare la continuità di cura mediante un rapido inquadramento.</p>
<h2>Il delicato equilibrio tra diritto alla cura e diritto alla riservatezza</h2>
<p>Al di là dell’ordinario, questa accessibilità si annuncia preziosa anzitutto per ridurre il rischio di errori nella gestione delle emergenze, consentendo interventi mirati, nonché teleconsulti e telemonitoraggi tra diverse strutture o professionisti.</p>
<p>Ma come si correla un tale sistema con il diritto alla privacy e alla sicurezza dei documenti?</p>
<p>Il <em>rischio zero </em>non esiste, tuttavia in tutti questi anni c’è stato un attento monitoraggio dell’Autorità <em>Garante per la Protezione dei Dati Personali</em>, che nel dicembre 2025 ha dato il via libera al portale unico, validando le misure tecniche di sicurezza e cifratura.</p>
<p>Va ribadito che il <em>proprietario </em>dei dati resta sempre il cittadino. Il <em>Fascicolo </em>si alimenta automaticamente, però siamo noi a decidere in qualsiasi momento chi è autorizzato a visionarlo, cosa rendere visibile e cosa oscurato. E anche il diritto all’oblio rimane garantito.</p>
<p>Inoltre, solo il personale sanitario curante può accedere alle informazioni, ed esclusivamente per il tempo necessario al trattamento. Di ogni accesso rimane tracciato <em>chi </em>è entrato, <em>quando </em>e <em>cosa </em>ha visualizzato.</p>
<p>Se c’è pericolo immediato di vita, mancando il consenso preventivo e nell’impossibilità di fornirlo per incapacità di agire o di intendere e volere, il personale può accedere prioritariamente al <em>Patient Summary</em>; qualora sia necessario è consentito consultare ulteriori dati e documenti del <em>FSE</em>, ma sempre esclusi quelli per cui l’assistito abbia disposto l’oscuramento. In questi casi l’ingresso viene registrato come <em>Emergenza</em>.</p>
<p>Insomma, uno strumento che se ben utilizzato può essere davvero un <em>salvavita</em>. Eppure, è ancora poco conosciuto e rallentato da una diffusione molto diversificata tra le Regioni.</p>
<h2>I numeri sull’utilizzo del Fascicolo Sanitario Elettronico</h2>
<p>Sul sito internet del <em>Ministero della Salute e Dipartimento per la Trasformazione Digitale </em>è possibile esaminare gli indicatori che monitorano la propensione dei cittadini all’utilizzo del <em>FSE </em>e le adesioni consensuali previste dal DM 7 settembre 2023.</p>
<p>Da una loro analisi emerge che 6.4 milioni di utenti (27%) hanno effettuato almeno un accesso nei 90 giorni precedenti alla data di rilevazione e sono quasi 24 milioni i pazienti per cui è stato pubblicato un documento (dati aggiornati a settembre 2025). Circa 25.5 milioni (44%) hanno espresso il consenso alla consultazione.</p>
<p>Per l’utilizzo a guidare la classifica sono i cittadini del Veneto e dell’Emilia-Romagna, mentre a farne pochissimo uso quelli di Basilicata, Marche, Puglia e Sicilia.</p>
<p>Il consenso risulta fornito maggiormente in Emilia-Romagna e Provincia Autonoma di Trento, meno in Abbruzzo e Calabria. Nelle tabelle che seguono il quadro completo.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-fascicolo-sanitario-elettronico-dal-31-marzo-obbligo-per-tutte-le-strutture-ma-ancora-ritardi-e-cittadini-poco-informati.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-433628" src="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-fascicolo-sanitario-elettronico-dal-31-marzo-obbligo-per-tutte-le-strutture-ma-ancora-ritardi-e-cittadini-poco-informati.jpg.webp" alt="" width="362" height="360" srcset="//lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-fascicolo-sanitario-elettronico-dal-31-marzo-obbligo-per-tutte-le-strutture-ma-ancora-ritardi-e-cittadini-poco-informati.jpg 1340w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-fascicolo-sanitario-elettronico-dal-31-marzo-obbligo-per-tutte-le-strutture-ma-ancora-ritardi-e-cittadini-poco-informati-604x600.jpg 604w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-fascicolo-sanitario-elettronico-dal-31-marzo-obbligo-per-tutte-le-strutture-ma-ancora-ritardi-e-cittadini-poco-informati-1024x1018.jpg 1024w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-fascicolo-sanitario-elettronico-dal-31-marzo-obbligo-per-tutte-le-strutture-ma-ancora-ritardi-e-cittadini-poco-informati-260x260.jpg 260w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-fascicolo-sanitario-elettronico-dal-31-marzo-obbligo-per-tutte-le-strutture-ma-ancora-ritardi-e-cittadini-poco-informati-768x763.jpg 768w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-fascicolo-sanitario-elettronico-dal-31-marzo-obbligo-per-tutte-le-strutture-ma-ancora-ritardi-e-cittadini-poco-informati-220x220.jpg 220w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-fascicolo-sanitario-elettronico-dal-31-marzo-obbligo-per-tutte-le-strutture-ma-ancora-ritardi-e-cittadini-poco-informati-60x60.jpg 60w" sizes="(max-width: 362px) 100vw, 362px"></a></p>
<p>Importanti anche i dati che misurano la propensione all’uso del <em>FSE </em>da parte dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. Di questi, il 95.2% ha effettuato almeno un’operazione di alimentazione nel periodo oggetto di osservazione. Per i medici specialisti abilitati, la percentuale si attesta all’88%.</p>
<h2>Limiti attuali e scenari futuri</h2>
<p>In sintesi, quanto evidenziato dimostra che lo strumento, pensato nel 2012 e finanziato fino ad ora con milioni di euro, è ben lontano dall’essere pronto all’uso.</p>
<p>I maggiori limiti si riscontrano nell’eccessiva frammentazione regionale, che ha pesato tanto sui ritardi accumulati nell’alimentazione del portale nazionale, quanto sulla disomogeneità della documentazione fornita.</p>
<p>Su questo versante qualche miglioramento c’è stato, mentre rimane tuttora preoccupante la scarsa consapevolezza dei cittadini, che poco sanno sulle funzionalità e sulla necessità di fornire il proprio consenso affinché possa essere utilizzato.</p>
<p>In entrambi i casi è necessario un maggiore impegno delle pubbliche amministrazioni.</p>
<p>Con l’auspicio che l’attenzione sulla prossima scadenza sia davvero un passo in avanti verso l’efficientamento del <em>FSE</em>; e non l’ennesima emergenza scandita dai termini imposti dal PNRR per non perdere i fondi ricevuti.</p>
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<title>Uso improprio auto blu e multe in Ztl: Consap sotto accusa</title>
<link>https://www.eventi.news/uso-improprio-auto-blu-e-multe-in-ztl-consap-sotto-accusa</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
L’utilizzo delle auto di servizio torna al centro dell’attenzione pubblica con una vicenda che coinvolge direttamente i vertici di Consap, società interamente controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. A sollevare il caso sono state alcune ricostruzioni giornalistiche apparse sulle colonne de La Repubblica e de Il Fatto Quotidiano, che hanno acceso i riflettori su […]
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 12:30:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Uso, improprio, auto, blu, multe, Ztl:, Consap, sotto, accusa</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="91" data-end="582"><strong>L’utilizzo delle auto di servizio torna al centro dell’attenzione pubblica con una vicenda che coinvolge direttamente i vertici di Consap, società interamente controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.</strong></p>
<hr>
<p data-start="91" data-end="582">A sollevare il caso sono state alcune ricostruzioni giornalistiche apparse sulle colonne de<em> La Repubblica</em> e de <em>Il Fatto Quotidiano</em>, che hanno acceso i riflettori su un presunto uso non conforme delle cosiddette <em data-start="453" data-end="463">auto blu</em>, con implicazioni che spaziano dal piano amministrativo fino a possibili profili di responsabilità contabile e penale.</p>
<p data-start="584" data-end="965">Al centro della vicenda c’è l’amministratore delegato <strong data-start="638" data-end="673">Vincenzo Federico Sanasi d’Arpe</strong>, indicato come destinatario di accompagnamenti sistematici verso un indirizzo privato nel centro di Roma. Una circostanza che, se confermata, solleverebbe interrogativi rilevanti sulla gestione delle risorse pubbliche e sul rispetto dei principi che regolano l’impiego dei mezzi di servizio.</p>
<h2 data-section-id="15w8rd6" data-start="972" data-end="1027">Auto di servizio e destinazioni private: cosa emerge</h2>
<p data-start="1029" data-end="1265">Secondo quanto riportato da diverse fonti di stampa, l’auto aziendale sarebbe stata utilizzata con una certa regolarità per accompagnare l’amministratore delegato presso il proprio studio professionale situato in zona piazza del Popolo.</p>
<p data-start="1267" data-end="1602">Il punto centrale della ricostruzione non riguarda tanto l’esistenza del tragitto in sé, quanto la sua natura: si tratterebbe infatti di spostamenti non direttamente collegati all’attività istituzionale della società. In altre parole, percorsi effettuati per finalità private e non riconducibili all’esercizio delle funzioni pubbliche.</p>
<p data-start="1604" data-end="1806">Questo aspetto rappresenta il nodo principale dell’intera vicenda, perché la normativa e la giurisprudenza consolidata sono estremamente chiare nel delimitare l’ambito di utilizzo dei mezzi di servizio.</p>
<h2 data-section-id="pd03ak" data-start="1813" data-end="1862">Le multe per accessi non autorizzati nella Ztl</h2>
<p data-start="1864" data-end="2122">A rendere il quadro ancora più delicato è il tema delle sanzioni amministrative. Gli ingressi nelle zone a traffico limitato di Roma, effettuati senza le necessarie autorizzazioni, avrebbero generato multe per un importo complessivo di circa <strong data-start="2106" data-end="2121">10.000 euro</strong>.</p>
<p data-start="2124" data-end="2361">Non si tratta di un elemento marginale. Le violazioni della Ztl, infatti, assumono rilievo ulteriore quando sono collegate a mezzi pubblici, perché chiamano in causa direttamente il tema della responsabilità nella gestione delle risorse.</p>
<p data-start="2363" data-end="2593">Il punto più critico riguarda proprio il pagamento di queste sanzioni: secondo le ricostruzioni, l’onere economico non sarebbe stato sostenuto dal soggetto che ha beneficiato degli spostamenti, ma dalla stessa società partecipata.</p>
<h2 data-section-id="12m8qbg" data-start="2600" data-end="2639">Il nodo del possibile danno erariale</h2>
<p data-start="2641" data-end="2834">È qui che la vicenda entra in un terreno particolarmente sensibile. Se le multe sono state effettivamente saldate con fondi della società, si apre la questione del possibile <strong data-start="2815" data-end="2833">danno erariale</strong>.</p>
<p data-start="2836" data-end="3097">Consap, infatti, non è una società privata in senso stretto: si tratta di una realtà interamente partecipata dal Ministero dell’Economia, che gestisce fondi pubblici di grande rilievo, come il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada e il Fondo Prima Casa.</p>
<p data-start="3099" data-end="3375">In questo contesto, ogni spesa sostenuta deve rispondere a criteri rigorosi di legittimità, efficienza e finalità pubblica. L’utilizzo di risorse per coprire sanzioni derivanti da comportamenti non istituzionali potrebbe quindi configurare una lesione del patrimonio pubblico.</p>
<h2 data-section-id="a0ydl" data-start="3382" data-end="3418">Peculato d’uso: il profilo penale</h2>
<p data-start="3420" data-end="3655">Oltre alla dimensione contabile, la vicenda potrebbe assumere anche un rilievo penale. Le ipotesi richiamate dalle ricostruzioni giornalistiche includono il cosiddetto <em data-start="3588" data-end="3604">peculato d’uso</em>, disciplinato dall’<span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:regio.decreto:1930-10-19;1398:1~art314" target="_blank" rel="noopener">articolo 314 del Codice penale</a></span>.</p>
<p data-start="3657" data-end="3828">Questa fattispecie si configura quando un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio utilizza un bene pubblico per fini personali, anche solo temporaneamente.</p>
<p data-start="3830" data-end="4043">Nel caso specifico, l’uso reiterato dell’auto di servizio per spostamenti privati potrebbe rientrare in questa tipologia, qualora venisse accertata l’assenza di motivazioni istituzionali o di esigenze eccezionali.</p>
<h2 data-section-id="4u6xy" data-start="4050" data-end="4113">La posizione della Corte dei Conti: un orientamento rigoroso</h2>
<p data-start="4115" data-end="4416">La giurisprudenza contabile negli ultimi anni ha assunto un orientamento particolarmente severo sull’utilizzo delle auto di servizio. Le pronunce della Corte dei Conti ribadiscono con chiarezza un principio: <strong data-start="4323" data-end="4415">l’auto blu non è un benefit personale, ma uno strumento funzionale all’attività pubblica</strong>.</p>
<p data-start="4418" data-end="4598">Questo significa che ogni utilizzo deve essere strettamente collegato all’esercizio delle funzioni istituzionali. In caso contrario, si configura un danno per le finanze pubbliche.</p>
<h2 data-section-id="vz33uo" data-start="4600" data-end="4640">Non solo multe: il costo complessivo</h2>
<p data-start="4642" data-end="4788">Un aspetto spesso sottovalutato riguarda l’ampiezza del danno. La Corte dei Conti non si limita a considerare le sanzioni, ma include nel calcolo:</p>
<ul data-start="4790" data-end="4894">
<li data-section-id="q2mq66" data-start="4790" data-end="4814">i costi di carburante;</li>
<li data-section-id="m8yjry" data-start="4815" data-end="4837">l’usura del veicolo;</li>
<li data-section-id="1s76x4n" data-start="4838" data-end="4858">eventuali pedaggi;</li>
<li data-section-id="akqkk2" data-start="4859" data-end="4894">il costo del personale impiegato.</li>
</ul>
<p data-start="4896" data-end="5043">In particolare, lo stipendio dell’autista per le ore dedicate a tragitti non istituzionali viene considerato a tutti gli effetti un danno erariale.</p>
<h2 data-section-id="5or5tu" data-start="5050" data-end="5105">Tragitti non ammessi: casa-lavoro e attività private</h2>
<p data-start="5107" data-end="5242">Un altro punto fermo della giurisprudenza riguarda la natura dei percorsi consentiti. I giudici contabili hanno più volte chiarito che:</p>
<ul data-start="5244" data-end="5388">
<li data-section-id="1nox9uj" data-start="5244" data-end="5306">il tragitto casa-ufficio non è automaticamente giustificato;</li>
<li data-section-id="acyiag" data-start="5307" data-end="5388">gli spostamenti verso sedi private, come studi professionali, non sono ammessi.</li>
</ul>
<p data-start="5390" data-end="5591">Le uniche eccezioni riguardano situazioni straordinarie, come esigenze di sicurezza o urgenze documentate. In assenza di questi presupposti, l’utilizzo del mezzo pubblico viene considerato illegittimo.</p>
<h2 data-section-id="1iy6x3f" data-start="5598" data-end="5647">Le responsabilità interne: non solo il vertice</h2>
<p data-start="5649" data-end="5829">La responsabilità non si esaurisce necessariamente nella figura dell’utilizzatore del mezzo. La Corte dei Conti ha più volte evidenziato il ruolo degli uffici di controllo interni.</p>
<p data-start="5831" data-end="6034">Se le strutture amministrative – come l’economato o i responsabili della gestione del parco auto – autorizzano o non contestano spese non dovute, possono essere chiamate a rispondere in solido del danno.</p>
<p data-start="6036" data-end="6123">Il principio è chiaro: <strong data-start="6059" data-end="6122">l’omessa vigilanza può configurare una forma di colpa grave</strong>.</p>
<h2 data-section-id="1xro4x" data-start="6130" data-end="6185">Il danno all’immagine della pubblica amministrazione</h2>
<p data-start="6187" data-end="6285">Oltre all’aspetto economico, esiste un ulteriore profilo di responsabilità: il danno all’immagine.</p>
<p data-start="6287" data-end="6583">Quando vicende di questo tipo emergono sulla stampa, la credibilità dell’ente coinvolto può subire un impatto significativo. La normativa consente alla Procura contabile di quantificare questo danno in misura anche superiore a quello patrimoniale, arrivando fino al doppio dell’importo accertato.</p>
<p data-start="6585" data-end="6769">Si tratta di un elemento particolarmente rilevante in un contesto in cui la fiducia dei cittadini rappresenta un asset fondamentale per il funzionamento della pubblica amministrazione.</p>
<h2 data-section-id="kybl8l" data-start="6776" data-end="6823">Consap tra efficienza dichiarata e polemiche</h2>
<p data-start="6825" data-end="7138">Il caso assume una valenza ancora più significativa se si considera il contesto in cui si inserisce. Pochi giorni prima dell’emersione della vicenda, la società aveva annunciato una gara europea di grande portata, dal valore di circa un miliardo di euro, legata al recupero crediti del Fondo Vittime della Strada.</p>
<p data-start="7140" data-end="7298">Un’iniziativa presentata come esempio di efficienza e capacità gestionale, che contribuisce a rendere ancora più marcato il contrasto con le criticità emerse.</p>
<h2 data-section-id="febo5u" data-start="132" data-end="174">La replica dell’amministratore delegato</h2>
<p data-start="176" data-end="334">Di fronte alle accuse, <strong data-start="199" data-end="216">Sanasi d’Arpe</strong> ha respinto con decisione le ricostruzioni, parlando apertamente di una <em data-start="289" data-end="314">“campagna diffamatoria”</em> nei suoi confronti.</p>
<p data-start="336" data-end="685">Secondo la sua versione, la vicenda si inserirebbe in un contesto più ampio, legato alla prossima fase di rinnovo delle nomine nelle società partecipate. Le contestazioni sarebbero quindi strumentali e finalizzate a ostacolare una possibile riconferma, in un momento particolarmente delicato per gli equilibri ai vertici delle controllate pubbliche.</p>
<p data-start="687" data-end="1135">La linea difensiva punta inoltre a sottolineare come tutte le spese siano state sottoposte ai controlli interni previsti, senza violazioni dei modelli organizzativi o del codice etico aziendale. In questa prospettiva, l’amministratore delegato richiama implicitamente il funzionamento dei presìdi di compliance – inclusi quelli previsti dal <em data-start="1028" data-end="1041">Modello 231</em> – evidenziando che eventuali anomalie sarebbero state intercettate dagli organi di vigilanza.</p>
<p data-start="1137" data-end="1581">Non solo. Dalla posizione espressa emerge anche un tentativo di spostare il baricentro del dibattito dal piano amministrativo a quello reputazionale: l’attenzione viene posta sui risultati conseguiti dalla società durante il suo mandato, descritti come indicatori di una gestione efficiente e orientata agli obiettivi. In questo senso, le accuse verrebbero lette come un elemento di disturbo rispetto a un percorso gestionale ritenuto positivo.</p>
<p data-start="1583" data-end="1942" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Resta tuttavia aperto il nodo centrale della vicenda: la compatibilità tra le prassi contestate e i principi che regolano l’utilizzo dei beni pubblici. Un aspetto che difficilmente potrà essere risolto sul solo piano della comunicazione, ma che richiederà eventuali verifiche puntuali da parte degli organismi competenti, sia interni sia esterni alla società.</p>
<h2 data-section-id="jbch6p" data-start="7966" data-end="8002">Un caso destinato a far discutere</h2>
<p data-start="8004" data-end="8227">Al di là delle singole responsabilità, che dovranno essere accertate nelle sedi competenti, la vicenda riporta al centro un tema ricorrente nel dibattito pubblico: <strong data-start="8168" data-end="8226">l’uso corretto dei beni della pubblica amministrazione</strong>.</p>
<p data-start="8229" data-end="8469">Le auto di servizio, in particolare, rappresentano un simbolo sensibile, spesso associato a privilegi e sprechi. Proprio per questo, la normativa e la giurisprudenza hanno progressivamente rafforzato i controlli e i limiti al loro utilizzo.</p>
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<title>Naddeo: IA e contratti cambiano la PA, ma al centro restano le persone</title>
<link>https://www.eventi.news/naddeo-ia-e-contratti-cambiano-la-pa-ma-al-centro-restano-le-persone</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Visione PA: intervista al Presidente dell’ARAN Antonio Naddeo tra rinnovi contratti pubblici, IA e futuro della Pubblica Amministrazione. Dietro ogni trasformazione della Pubblica amministrazione ci sono scelte, responsabilità e soprattutto persone. È da questa consapevolezza che prende forma un nuovo appuntamento della rubrica Visione PA di lentepubblica.it, che mette al centro non solo le politiche, […]
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 12:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Naddeo:, contratti, cambiano, PA, centro, restano, persone</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="623" data-end="1151"><strong>Visione PA: intervista al Presidente dell’ARAN Antonio Naddeo tra rinnovi contratti pubblici, IA e futuro della Pubblica Amministrazione.</strong></p>
<hr>
<p data-start="623" data-end="1151">Dietro ogni trasformazione della Pubblica amministrazione ci sono scelte, responsabilità e soprattutto persone. È da questa consapevolezza che prende forma un nuovo appuntamento della rubrica <strong>Visione PA di lentepubblica.it</strong>, che mette al centro non solo le politiche, ma le visioni di chi è chiamato a guidare il cambiamento. Protagonista di questo episodio è <strong>Antonio Naddeo,</strong> <strong>Presidente dell’<a href="https://www.aranagenzia.it/" target="_blank" rel="noopener">ARAN </a></strong>(Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni)<strong>, </strong>figura chiave nel delicato equilibrio tra esigenze dei lavoratori pubblici, sostenibilità dei conti e innovazione organizzativa.</p>
<p data-start="1153" data-end="1695">Naddeo incarna un profilo che sfugge agli schemi tradizionali. Da un lato l’attenzione costante alle dinamiche della contrattazione pubblica, dall’altro una forte apertura verso l’innovazione, testimoniata anche da una presenza attiva sui canali digitali, tra contenuti divulgativi, podcast e interventi pubblici. Un approccio che riflette una visione della PA non più ancorata esclusivamente alla dimensione amministrativa, ma sempre più orientata alla comunicazione, alla trasparenza e alla capacità di dialogare con cittadini e lavoratori.</p>
<h2 data-start="1697" data-end="1767"><strong data-start="1700" data-end="1767">Rinnovi contratti pubblici 2025: tra inflazione e sostenibilità</strong></h2>
<p data-start="1153" data-end="1695">L’intervista si è articolata su 4 assi: digitalizzazione della PA, Intelligenza Artificiale, visione della PA futura, centralità delle persone. Naturalmente, al centro il tema dei <strong>rinnovi CCNL</strong>, quelli della stagione 2022-2024 appena conclusi e quelli 2025-2027 la cui trattativa è partita lo scorso dicembre.</p>
<p data-start="1153" data-end="1695">I rinnovi contrattuali coinvolgono circa tre milioni e duecentomila dipendenti pubblici e una dotazione complessiva di risorse pari a circa <strong>10 miliardi di euro</strong>. Un equilibrio complesso, che richiede di tenere insieme esigenze spesso divergenti:  la necessità di tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori eroso dall’inflazione, i vincoli di finanza pubblica che caratterizzano un Paese ad alto debito come l’Italia e la sostenibilità per le amministrazioni locali.</p>
<p data-start="2247" data-end="2661">In questo scenario, abbiamo chiesto ad Antonio Naddeo come e perché <strong>il contratto pubblico non sia più soltanto uno strumento retributivo, ma una leva strategica per il cambiamento organizzativo</strong>. Trovi l’intervista integrale a piè di pagina.</p>
<h2 data-start="2986" data-end="3054"><strong data-start="2989" data-end="3054">Intelligenza artificiale e organizzazione: una leva per la PA</strong></h2>
<p data-start="3056" data-end="3504">Nel confronto con il presidente dell’ARAN è emerso con forza <strong>il ruolo dell’Intelligenza Artificiale come possibile alleata nella gestione della complessità</strong>, a condizione che venga utilizzata in modo consapevole e correttamente indirizzata.</p>
<p data-start="3904" data-end="4198">Tuttavia, il vero cambiamento può e deve essere solo tecnologico?</p>
<p data-start="3904" data-end="4198">Secondo Naddeo, la trasformazione della PA passa soprattutto attraverso una revisione dei modelli organizzativi, a partire dai rinnovi contratti pubblici. Questo con l’obiettivo di semplificare le procedure, superare la logica del cartaceo e rendere l’amministrazione più agile e reattiva. Ma al centro comunque restano sempre le persone, a partire da chi lavora nella PA e abbraccia la trasformazione rendendo la cosa pubblica più efficiente e al passo con i tempi, per arrivare ai cittadini destinatari dei servizi.</p>
<h2 data-start="4200" data-end="4247"><strong data-start="4203" data-end="4247">Attrattività della PA e nuove competenze</strong></h2>
<p data-start="4249" data-end="4523">Un altro tema centrale trattato durante l’intervista riguarda <strong>la capacità della Pubblica amministrazione di attrarre le nuove generazioni</strong>. Dopo anni segnati dal blocco del turnover e da una contrattazione discontinua, il sistema si trova oggi a fare i conti con un gap che va riempito e un evidente disallineamento delle competenze.</p>
<p data-start="4525" data-end="4851">Come colmare questo divario? Quali sono i vantaggi di lavorare nella PA rispetto all’impiego in una azienda privata e come informarne i giovani? Guarda l’intervista integrale a piè di pagina.</p>
<h2 data-start="5237" data-end="5297"><strong data-start="5240" data-end="5297">La PA del futuro: digitale, ma centrata sulle persone</strong></h2>
<p data-start="5299" data-end="5573">Guardando al <a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/al-via-rubrica-visionepa-su-innovazione-nella-pa-intervista-gianni-dominici-forumpa/" target="_blank" rel="noopener">futuro della Pubblica Amministrazione</a>, quale è dunque la visione delineata dal <strong>Presidente dell’ARAN</strong>?</p>
<p data-start="5299" data-end="5573">La PA sarà inevitabilmente sempre più digitale e integrata con strumenti di intelligenza artificiale. Ma il vero discrimine non sarà la tecnologia, bensì la capacità di governarla.</p>
<p data-start="5299" data-end="5573">Il riferimento al racconto “<strong>Codice inesistente</strong>”, firmato da Antonio Naddeo e pubblicato nell’antologia “<strong>Pantascienza al potere</strong>“, offre una chiave di lettura significativa. In quella narrazione, la perdita di un codice identificativo equivale alla perdita dell’esistenza stessa. Un’immagine potente che richiama il rischio di una digitalizzazione disumanizzata, in cui il dato prevale sulla persona.</p>
<p data-start="5945" data-end="6260">È proprio qui che per Naddeo si colloca il punto di equilibrio incarnato dai rinnovi dei contratti pubblici: innovare senza perdere di vista il valore umano del lavoro pubblico. Perché, come emerge con forza dall’intervista, la differenza tra amministrazioni che funzionano e amministrazioni in difficoltà non sta solo negli strumenti, ma nelle persone che le compongono.</p>
<h2 data-start="5945" data-end="6260"><strong>Rinnovi contratti pubblici: guarda l’intervista integrale ad Antonio Naddeo</strong></h2>
<p data-start="6614" data-end="6818"><strong>L’intervista integrale al presidente ARAN Antonio Naddeo</strong> è disponibile nel video qui sotto: un approfondimento diretto e senza filtri su contratti, innovazione e futuro della Pubblica amministrazione.</p>
<p></p>
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<title>Appalti pubblici pilotati? Tutti i nodi dell’inchiesta romana su Difesa, Terna e RFI</title>
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Un’indagine complessa, ancora in fase embrionale ma già destinata a lasciare un segno nel sistema degli appalti pubblici italiani. La Procura di Roma ha avviato un nuovo filone investigativo che coinvolge vertici istituzionali, grandi aziende partecipate e operatori privati, con ipotesi di reato che spaziano dalla corruzione al riciclaggio fino alla turbativa d’asta. Al centro […]
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 12:30:01 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Appalti, pubblici, pilotati, Tutti, nodi, dell’inchiesta, romana, Difesa, Terna, RFI</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="306" data-end="679"><strong data-start="306" data-end="440">Un’indagine complessa, ancora in fase embrionale ma già destinata a lasciare un segno nel sistema degli appalti pubblici italiani.</strong></p>
<hr>
<p data-start="306" data-end="679">La Procura di Roma ha avviato un nuovo filone investigativo che coinvolge vertici istituzionali, grandi aziende partecipate e operatori privati, con ipotesi di reato che spaziano dalla corruzione al riciclaggio fino alla turbativa d’asta.</p>
<p data-start="681" data-end="963">Al centro dell’operazione, condotta dalla Guardia di Finanza, ci sono perquisizioni effettuate presso il Ministero della Difesa, Terna, Rete Ferroviaria Italiana e il Polo Strategico Nazionale. Il procedimento ha già portato all’iscrizione di 26 persone nel registro degli indagati.</p>
<h2 data-section-id="6dog5c" data-start="970" data-end="1005">Un’indagine che parte da lontano</h2>
<p data-start="1007" data-end="1281">Il nuovo sviluppo investigativo si inserisce in un quadro già delineato negli anni precedenti. Le origini risalgono infatti al 2024, quando un’inchiesta aveva portato all’arresto dell’allora direttore generale di Sogei, colto in flagranza mentre riceveva denaro in contanti.</p>
<p data-start="1283" data-end="1522">Da quel momento, gli inquirenti hanno progressivamente ricostruito un possibile schema organizzato capace di incidere sui meccanismi di assegnazione degli <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/appalti/" target="_blank" rel="noopener">appalti pubblici</a></span>, in particolare nel settore informatico e della sicurezza digitale.</p>
<p data-start="1524" data-end="1718">Secondo la ricostruzione degli investigatori, si sarebbe sviluppato un sistema articolato, alimentato da risorse finanziarie di provenienza illecita e destinato a orientare le procedure di gara.</p>
<h2 data-section-id="9xm2il" data-start="1725" data-end="1781">Il presunto sistema: fondi occulti e appalti pilotati</h2>
<p data-start="1783" data-end="2063">L’ipotesi accusatoria delineata dalla <span><a href="https://procura-roma.giustizia.it/" target="_blank" rel="noopener">Procura</a></span> descrive un modello operativo ben strutturato. Al centro vi sarebbe la creazione di disponibilità finanziarie non tracciate, generate attraverso operazioni fiscali irregolari, tra cui l’emissione di fatture per operazioni inesistenti.</p>
<p data-start="2065" data-end="2288">Queste risorse sarebbero poi state trasformate in liquidità tramite operazioni complesse, tra cui la compravendita di beni di lusso su circuiti paralleli, con l’obiettivo di alimentare fondi destinati a pratiche corruttive.</p>
<p data-start="2290" data-end="2459">Secondo gli inquirenti, tali somme sarebbero state utilizzate per influenzare funzionari pubblici e dirigenti, con l’obiettivo di ottenere vantaggi nelle gare pubbliche.</p>
<h2 data-section-id="q752g" data-start="2466" data-end="2500">Le figure chiave dell’inchiesta</h2>
<p data-start="2502" data-end="2747">Tra i soggetti ritenuti centrali nel presunto sistema emerge la figura dell’imprenditore Francesco Dattola, indicato come elemento operativo nella gestione delle risorse finanziarie e nelle relazioni con il mondo imprenditoriale e istituzionale.</p>
<p data-start="2749" data-end="2981">Accanto a lui, un ruolo rilevante sarebbe stato svolto da Antonio Spalletta, descritto come intermediario capace di costruire una rete di contatti all’interno della pubblica amministrazione, in particolare nel comparto della Difesa.</p>
<p data-start="2983" data-end="3260">Secondo quanto ipotizzato, la sua funzione sarebbe stata quella di facilitare l’ingresso delle imprese in contesti strategici, sfruttando relazioni consolidate e, in alcuni casi, intervenendo anche su dinamiche interne come progressioni di carriera o assegnazione di incarichi.</p>
<h2 data-section-id="1cqplqf" data-start="3267" data-end="3312">Il nodo degli appalti nella cybersicurezza</h2>
<p data-start="3314" data-end="3473">Uno degli aspetti più delicati riguarda il settore della cybersicurezza, ambito sempre più centrale per le infrastrutture pubbliche e per la gestione dei dati.</p>
<p data-start="3475" data-end="3689">Le indagini si concentrano su presunte interferenze nelle procedure di gara, con la possibilità che alcune aziende abbiano avuto accesso anticipato ai capitolati tecnici o abbiano contribuito alla loro definizione.</p>
<p data-start="3691" data-end="3903">In particolare, si ipotizza che documenti riservati siano stati condivisi prima della pubblicazione ufficiale, consentendo ad alcuni operatori di predisporre offerte perfettamente aderenti ai requisiti richiesti.</p>
<h2 data-section-id="1n29jj1" data-start="3910" data-end="3946">Coinvolte grandi realtà pubbliche</h2>
<p data-start="3948" data-end="4050">Tra gli enti interessati dall’inchiesta figurano alcune delle principali realtà strategiche del Paese.</p>
<ul data-start="4052" data-end="4273">
<li data-section-id="1bhos7n" data-start="4052" data-end="4105"><strong data-start="4054" data-end="4063">Terna</strong>, gestore della rete elettrica nazionale</li>
<li data-section-id="m06qzg" data-start="4106" data-end="4185"><strong data-start="4108" data-end="4137">Rete Ferroviaria Italiana</strong>, responsabile dell’infrastruttura ferroviaria</li>
<li data-section-id="psejzl" data-start="4186" data-end="4273"><strong data-start="4188" data-end="4217">Polo Strategico Nazionale</strong>, centrale per il cloud della pubblica amministrazione</li>
</ul>
<p data-start="4275" data-end="4458">Secondo gli investigatori, in questi contesti si sarebbero verificate anomalie nelle procedure di assegnazione delle commesse, con possibili interferenze da parte di soggetti esterni.</p>
<p data-start="4460" data-end="4656">Particolare attenzione è rivolta a una gara di rilevante valore economico nel settore ferroviario, dove si ipotizza che alcuni operatori abbiano potuto intervenire sui contenuti tecnici del bando.</p>
<h2 data-section-id="1ca1pwm" data-start="4663" data-end="4701">Il focus sul Ministero della Difesa</h2>
<p data-start="4703" data-end="4853">Un capitolo specifico riguarda il Ministero della Difesa, dove l’inchiesta si concentra su alcuni appalti legati ai sistemi informatici e tecnologici.</p>
<p data-start="4855" data-end="5045">Secondo quanto emerso, alcuni ufficiali avrebbero avuto accesso a informazioni sensibili e le avrebbero condivise con operatori privati, facilitando così la partecipazione a specifiche gare.</p>
<p data-start="5047" data-end="5224">Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti vi è anche quella di scambi indebiti, che avrebbero incluso benefici indiretti come opportunità professionali o vantaggi per familiari.</p>
<p data-start="5226" data-end="5469">Un ulteriore filone riguarda l’Aeronautica militare, dove si ipotizza che informazioni su appalti rilevanti, anche di valore superiore ai 200 milioni di euro, siano state utilizzate per favorire soggetti privati in cambio di utilità personali.</p>
<h2 data-section-id="1a6www3" data-start="5476" data-end="5521">Il ruolo delle relazioni e delle influenze</h2>
<p data-start="5523" data-end="5655">Un elemento centrale dell’inchiesta è rappresentato dal presunto utilizzo di reti relazionali per incidere sui processi decisionali.</p>
<p data-start="5657" data-end="5841">Secondo gli inquirenti, alcuni intermediari avrebbero esercitato un’influenza significativa su funzionari e dirigenti, sfruttando rapporti consolidati per orientare scelte strategiche.</p>
<p data-start="5843" data-end="6055">In questo contesto, viene ipotizzato anche il ricorso a canali informali per facilitare carriere e incarichi, in un sistema dove l’accesso alle informazioni rappresenterebbe un vantaggio competitivo determinante.</p>
<h2 data-section-id="27ilkz" data-start="6062" data-end="6095">La posizione delle istituzioni</h2>
<p data-start="6097" data-end="6300">Il Ministero della Difesa ha dichiarato di aver fornito piena collaborazione alle autorità fin dalle prime fasi dell’indagine, sottolineando la volontà di garantire trasparenza e rispetto della legalità.</p>
<p data-start="6302" data-end="6458">È stato inoltre precisato che eventuali responsabilità saranno accertate nelle sedi competenti, nel pieno rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento.</p>
<h2 data-section-id="pu3wm0" data-start="6465" data-end="6506">Un’indagine ancora in fase preliminare</h2>
<p data-start="6508" data-end="6733">Nonostante la portata delle accuse, il procedimento si trova ancora in una fase iniziale. Le perquisizioni rappresentano infatti uno strumento investigativo finalizzato alla raccolta di elementi utili per ricostruire i fatti.</p>
<p data-start="6735" data-end="6916">La documentazione acquisita e i dispositivi sequestrati saranno ora oggetto di analisi da parte degli investigatori, che dovranno verificare la fondatezza delle ipotesi accusatorie.</p>
<p data-start="6918" data-end="7053">È quindi fondamentale ricordare che tutte le persone coinvolte sono da considerarsi non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva.</p>
<h2 data-section-id="1rrxfvj" data-start="7060" data-end="7105">Impatti sul sistema degli appalti pubblici</h2>
<p data-start="7107" data-end="7295">Al di là degli sviluppi giudiziari, l’inchiesta riporta al centro dell’attenzione il tema della trasparenza nelle procedure di gara, soprattutto in settori strategici come quello digitale.</p>
<p data-start="7297" data-end="7495">La gestione degli appalti legati alla cybersicurezza e alle infrastrutture critiche rappresenta infatti un nodo cruciale per la sicurezza nazionale e per l’efficienza della pubblica amministrazione.</p>
<p data-start="7497" data-end="7659">Eventuali criticità emerse in questo ambito potrebbero avere ripercussioni rilevanti non solo sul piano giudiziario, ma anche su quello organizzativo e normativo.</p>
<h2 data-section-id="828nhu" data-start="7666" data-end="7702">Una vicenda destinata a evolversi</h2>
<p data-start="7704" data-end="7897">Il quadro delineato dagli inquirenti è complesso e in continua evoluzione. Le prossime fasi dell’indagine saranno decisive per chiarire la reale portata dei fatti e le eventuali responsabilità.</p>
<p data-start="7899" data-end="8104">Nel frattempo, l’attenzione resta alta su un’inchiesta che tocca snodi fondamentali del sistema pubblico italiano, tra gestione delle risorse, sicurezza digitale e corretto funzionamento delle istituzioni.</p>
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<title>Casa e bonus fiscali 2026: la nuova guida che aiuta cittadini e famiglie</title>
<link>https://www.eventi.news/casa-e-bonus-fiscali-2026-la-nuova-guida-che-aiuta-cittadini-e-famiglie</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Uno strumento aggiornato per affrontare un sistema in continua evoluzione. Nel panorama sempre più articolato delle agevolazioni fiscali dedicate alla casa, arriva un nuovo punto di riferimento pensato per fare chiarezza. È stata infatti pubblicata l’edizione aggiornata della guida pratica dedicata agli incentivi per la riqualificazione del patrimonio immobiliare, uno strumento completo che raccoglie e […]
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<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 05:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Casa, bonus, fiscali, 2026:, nuova, guida, che, aiuta, cittadini, famiglie</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Uno strumento aggiornato per affrontare un sistema in continua evoluzione.</strong></p>
<hr>
<p>Nel panorama sempre più articolato delle agevolazioni fiscali dedicate alla casa, arriva un nuovo punto di riferimento pensato per fare chiarezza. È stata infatti pubblicata l’edizione aggiornata della guida pratica dedicata agli incentivi per la riqualificazione del patrimonio immobiliare, uno strumento completo che raccoglie e spiega in modo accessibile tutte le principali opportunità disponibili nel 2026.</p>
<p>Il documento nasce dalla collaborazione tra il Consiglio Nazionale del Notariato e numerose associazioni dei consumatori, con l’obiettivo di fornire un supporto concreto non solo agli addetti ai lavori, ma anche ai cittadini che intendono migliorare, ristrutturare o mettere in sicurezza la propria abitazione.</p>
<p>In un contesto normativo in costante trasformazione, caratterizzato da modifiche frequenti e interpretazioni aggiornate, la guida rappresenta una bussola affidabile per evitare errori e cogliere appieno i vantaggi fiscali previsti dalla legge.</p>
<h2>Cosa prevede la normativa nel 2026</h2>
<p>Uno degli aspetti più rilevanti del vademecum è l’analisi dettagliata delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026. Il quadro che emerge è quello di un sistema più razionalizzato rispetto al passato, con aliquote riviste e criteri più definiti.</p>
<p>Tra le principali misure illustrate, spiccano le detrazioni per gli interventi edilizi, che comprendono lavori di ristrutturazione, manutenzione straordinaria e recupero conservativo. Per l’abitazione principale è prevista una detrazione pari al 50% delle spese sostenute, mentre per le altre tipologie di immobili l’aliquota scende al 36%. In entrambi i casi, il tetto massimo di spesa resta fissato a 96.000 euro per unità immobiliare.</p>
<p>Accanto a queste misure si conferma il sostegno agli interventi di efficientamento energetico, con incentivi destinati, ad esempio, all’installazione di impianti più sostenibili, alla sostituzione degli infissi o al miglioramento dell’isolamento termico. Una delle novità più significative riguarda l’esclusione degli impianti alimentati da combustibili fossili, a favore di soluzioni più ecologiche.</p>
<h2>Sicurezza e sostenibilità: gli altri bonus disponibili</h2>
<p>Ampio spazio è dedicato anche agli interventi per la sicurezza degli edifici, in particolare quelli situati in aree a rischio sismico. Le agevolazioni per la riduzione della vulnerabilità strutturale continuano a rappresentare un pilastro fondamentale delle politiche pubbliche, incentivando opere che migliorano la stabilità e la resistenza degli immobili.</p>
<p>Non mancano poi le misure pensate per chi acquista immobili già ristrutturati o adeguati dal punto di vista antisismico, così come i benefici legati all’acquisto di pertinenze come box auto e posti macchina.</p>
<p>Un ulteriore incentivo riguarda l’arredamento: chi effettua lavori di recupero edilizio può accedere anche al bonus per mobili ed elettrodomestici, favorendo così il rinnovo degli spazi abitativi in modo coordinato.</p>
<h2>Regole, limiti e modalità di accesso</h2>
<p>La guida non si limita a elencare le agevolazioni, ma entra nel dettaglio delle modalità operative per accedervi. Vengono chiariti, ad esempio, i requisiti necessari per beneficiare delle detrazioni, le categorie di soggetti ammessi – che includono non solo i proprietari, ma anche usufruttuari, affittuari e comodatari – e le procedure da seguire.</p>
<p>Particolare attenzione è riservata agli adempimenti burocratici, spesso fonte di dubbi e difficoltà. Tra questi rientrano l’utilizzo dei cosiddetti “bonifici parlanti”, le asseverazioni tecniche, le comunicazioni obbligatorie e l’invio della documentazione agli enti competenti.</p>
<p>Viene inoltre spiegato il meccanismo di fruizione delle detrazioni, che avviene generalmente attraverso la ripartizione dell’importo in dieci quote annuali di pari valore. Un elemento importante da considerare nella pianificazione degli interventi e nella valutazione del beneficio economico nel tempo.</p>
<h2>Un lavoro condiviso a tutela dei consumatori</h2>
<p>Uno degli elementi distintivi di questa iniziativa è la collaborazione tra istituzioni e associazioni dei consumatori. Questo approccio consente di offrire una prospettiva concreta, basata sulle reali esigenze delle famiglie e sulle problematiche più frequenti riscontrate nella pratica.</p>
<p>Il coinvolgimento di numerose organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti dei cittadini garantisce infatti un’attenzione particolare agli aspetti più critici, come la trasparenza delle informazioni, la prevenzione degli errori e la corretta interpretazione delle norme.</p>
<p>Il risultato è un documento non solo informativo, ma anche operativo, pensato per accompagnare passo dopo passo chi decide di intraprendere interventi sulla propria casa.</p>
<h2>Transizione energetica e scelte consapevoli</h2>
<p>Parallelamente alla pubblicazione della guida, continua l’impegno delle associazioni nel promuovere la sostenibilità e l’efficienza energetica. In questa direzione si inseriscono iniziative dedicate ad accompagnare i cittadini verso scelte più responsabili e vantaggiose, sia dal punto di vista ambientale che economico.</p>
<p>L’obiettivo è duplice: da un lato ridurre i consumi energetici e le emissioni, dall’altro alleggerire il peso delle bollette sulle famiglie. Strumenti informativi, servizi di assistenza e piattaforme di confronto aiutano a individuare le soluzioni più adatte alle diverse esigenze abitative.</p>
<p>Tra le opzioni più diffuse figurano l’installazione di impianti fotovoltaici, l’adozione di pompe di calore e l’utilizzo di tecnologie innovative per il risparmio energetico. Scelte che, grazie agli incentivi disponibili, diventano sempre più accessibili.</p>
<h2>Supporto diretto ai cittadini: informazione e assistenza</h2>
<p>Oltre alla guida, sono attivi servizi di supporto pensati per fornire risposte immediate ai dubbi più comuni. Tra questi, spiccano gli sportelli informativi e le consulenze online, che permettono di ottenere chiarimenti su bonus, normative e opportunità disponibili.</p>
<p>In particolare, è disponibile un servizio di chat gratuita gestito da esperti del settore, attivo in giorni e orari prestabiliti. Un canale diretto che consente ai cittadini di ricevere assistenza in tempo reale su temi come incentivi fiscali, risparmio energetico e gestione delle utenze.</p>
<p>Si tratta di un servizio indipendente, privo di finalità commerciali, che ha come unico scopo quello di affiancare le famiglie nelle scelte legate alla casa e alla sostenibilità.</p>
<h2>Un punto di riferimento in un contesto complesso</h2>
<p>In definitiva, la nuova guida sulle agevolazioni fiscali per la casa si configura come uno strumento essenziale per orientarsi in un sistema articolato e in continua evoluzione. La combinazione di informazioni aggiornate, linguaggio chiaro e approccio pratico la rende accessibile a un pubblico ampio, contribuendo a diffondere maggiore consapevolezza.</p>
<p>In un momento storico in cui la riqualificazione del patrimonio immobiliare è sempre più centrale – sia per motivi economici che ambientali – disporre di informazioni affidabili è fondamentale per compiere scelte efficaci e sostenibili.</p>
<p>La possibilità di accedere gratuitamente a questo tipo di risorse rappresenta un’opportunità importante per cittadini e famiglie, chiamati a confrontarsi con decisioni che incidono non solo sul valore degli immobili, ma anche sulla qualità della vita quotidiana.</p>
<h2>Casa e bonus fiscali 2026: la nuova guida che aiuta cittadini e famiglie</h2>
<p><span><a href="https://www.notariato.it/wp-content/uploads/ImmobiliBonusFiscali.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
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<title>Prezzi agricoli in impennata: costi fino al +30% e filiere sotto pressione</title>
<link>https://www.eventi.news/prezzi-agricoli-in-impennata-costi-fino-al-30-e-filiere-sotto-pressione</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Dalla crisi dei fertilizzanti al caro carburante: agricoltura e pesca chiedono risposte immediate all’Unione Europea. L’aumento vertiginoso dei costi di produzione sta mettendo in seria difficoltà il comparto agroalimentare italiano. Secondo le stime più recenti, le aziende agricole si trovano a fronteggiare rincari che arrivano fino al 30%, una crescita legata in larga parte alle […]
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<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 05:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Prezzi, agricoli, impennata:, costi, fino, 30, filiere, sotto, pressione</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-section-id="5x30df" data-start="79" data-end="198"><strong>Dalla crisi dei fertilizzanti al caro carburante: agricoltura e pesca chiedono risposte immediate all’Unione Europea.</strong></p>
<hr>
<p data-start="200" data-end="667">L’aumento vertiginoso dei costi di produzione sta mettendo in seria difficoltà il comparto agroalimentare italiano. Secondo le stime più recenti, le aziende agricole si trovano a fronteggiare rincari che arrivano fino al <strong data-start="432" data-end="439">30%</strong>, una crescita legata in larga parte alle tensioni internazionali e ai loro effetti sui mercati delle materie prime. Una situazione che rischia di compromettere la stabilità delle coltivazioni e l’equilibrio dell’intera filiera. A lanciare l’allarme è la <span><a href="https://www.coldiretti.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Coldiretti</strong></a></span>.</p>
<h2 data-section-id="1gavlpo" data-start="669" data-end="734">Costi alle stelle: fertilizzanti e energia trascinano la crisi</h2>
<p data-start="736" data-end="1063">A pesare maggiormente sui bilanci delle imprese agricole sono soprattutto i prodotti indispensabili per la produzione. I fertilizzanti, in particolare, registrano aumenti significativi: l’urea segna un incremento di circa il <strong data-start="961" data-end="1010">35% rispetto al periodo precedente alla crisi</strong>, con rincari che superano i 200 euro a tonnellata.</p>
<p data-start="1065" data-end="1394">Non va meglio per altri componenti fondamentali, come nitrati e solfati, anch’essi in crescita costante. Parallelamente, l’aumento dei costi energetici e dei prodotti chimici per la difesa delle colture contribuisce ad aggravare ulteriormente il quadro, colpendo in modo più marcato le aziende dotate di maggiore meccanizzazione.</p>
<p data-start="1396" data-end="1592">Questo scenario evidenzia una fragilità strutturale: la forte dipendenza europea dall’estero per la produzione di fertilizzanti, frutto di scelte industriali che oggi mostrano tutti i loro limiti.</p>
<h2 data-section-id="yb8xj4" data-start="1594" data-end="1660">La richiesta: più autonomia e revisione delle politiche europee</h2>
<p data-start="1662" data-end="1936">Di fronte a una crisi che appare sempre più sistemica, il mondo agricolo chiede un cambio di rotta deciso. Tra le proposte avanzate emerge la necessità di incentivare l’uso di <strong data-start="1838" data-end="1858">concimi naturali</strong>, come il digestato, per ridurre la dipendenza dai prodotti chimici importati.</p>
<p data-start="1938" data-end="2271">Allo stesso tempo, viene sollecitata una revisione del <strong data-start="1993" data-end="2067">meccanismo europeo di tassazione sulle emissioni alle frontiere (CBAM)</strong>, considerato da molti operatori un ulteriore aggravio economico per le imprese. L’obiettivo è alleggerire i costi e rafforzare la competitività del settore, tutelando al contempo la sicurezza alimentare.</p>
<h2 data-section-id="5f9ths" data-start="2273" data-end="2332">Prezzi al consumo in aumento, ma agricoltori penalizzati</h2>
<p data-start="2334" data-end="2577">Un aspetto particolarmente critico riguarda la distribuzione del valore lungo la filiera. Nonostante i consumatori registrino aumenti nei prezzi finali, tali rincari non si riflettono in modo proporzionale sui compensi destinati ai produttori.</p>
<p data-start="2579" data-end="2911">Le rilevazioni di mercato mostrano un andamento altalenante: alcuni prodotti ortofrutticoli subiscono ribassi, mentre altri registrano lievi aumenti. Tuttavia, nel complesso, gli agricoltori continuano a essere tra gli attori più penalizzati, insieme ai cittadini che devono fare i conti con un carrello della spesa sempre più caro.</p>
<h2 data-section-id="1t2jpdd" data-start="2913" data-end="2964">Pesca in affanno: meno uscite e calo del pescato</h2>
<p data-start="2966" data-end="3244">Le difficoltà non riguardano soltanto l’agricoltura. Anche il settore ittico vive una fase complessa, fortemente condizionata dal costo del carburante. Il gasolio necessario per le attività in mare ha raggiunto livelli tali da costringere molte imbarcazioni a ridurre le uscite.</p>
<p data-start="3246" data-end="3568">Il risultato è un calo significativo della disponibilità di prodotto: nelle prime settimane di marzo si registra una diminuzione media del <strong data-start="3385" data-end="3404">20% del pescato</strong> rispetto al periodo precedente. In molti casi, anche condizioni meteo incerte bastano a scoraggiare le battute di pesca, per evitare consumi inutili di carburante.</p>
<p data-start="3570" data-end="3726">Una singola giornata in mare può richiedere infatti <strong data-start="3622" data-end="3652">circa 500 litri di gasolio</strong>, un costo diventato ormai difficile da sostenere senza adeguati supporti.</p>
<h2 data-section-id="fqn2at" data-start="3728" data-end="3783">Le possibili soluzioni: sostegni e interventi mirati</h2>
<p data-start="3785" data-end="4091">Per fronteggiare l’emergenza, si guarda con interesse alle misure di sostegno annunciate a livello nazionale, come il credito d’imposta per il carburante destinato alle attività di pesca. Un intervento che potrebbe favorire la ripresa delle uscite in mare e attenuare almeno in parte l’impatto dei rincari.</p>
<p data-start="4093" data-end="4371">Resta però centrale il ruolo delle istituzioni europee: senza un piano coordinato e interventi strutturali, il rischio è quello di assistere a un progressivo indebolimento del sistema agroalimentare, con conseguenze dirette su produzione, occupazione e prezzi per i consumatori.</p>
<p data-start="4378" data-end="4781" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><strong data-start="4378" data-end="4392">In sintesi</strong>, l’aumento dei costi sta mettendo sotto pressione due pilastri fondamentali dell’economia reale. Agricoltura e pesca chiedono risposte rapide e concrete: dalla revisione delle politiche comunitarie agli aiuti diretti, passando per strategie che rafforzino l’autonomia produttiva. La posta in gioco non è soltanto la tenuta delle imprese, ma la sicurezza alimentare dell’intero continente.</p>
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<title>Animali e fuga dalle zone di guerra: l’appello di Enpa per gli italiani bloccati in Medio Oriente</title>
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Emergenza rientri: famiglie divise dal rischio di lasciare indietro gli animali. Nel cuore della crisi che sta colpendo il Medio Oriente, emerge una difficoltà spesso sottovalutata ma profondamente sentita: quella di riportare a casa anche i propri animali domestici. Circa 170 cittadini italiani si trovano attualmente in una situazione di stallo nelle aree coinvolte dal […]
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<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 05:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Animali, fuga, dalle, zone, guerra:, l’appello, Enpa, per, gli, italiani, bloccati, Medio, Oriente</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-section-id="1yvfdvk" data-start="101" data-end="183"><strong>Emergenza rientri: famiglie divise dal rischio di lasciare indietro gli animali.</strong></p>
<hr>
<p data-start="185" data-end="605">Nel cuore della crisi che sta colpendo il Medio Oriente, emerge una difficoltà spesso sottovalutata ma profondamente sentita: quella di riportare a casa anche i propri animali domestici. Circa 170 cittadini italiani si trovano attualmente in una situazione di stallo nelle aree coinvolte dal conflitto e non riescono a rientrare in Italia proprio a causa delle restrizioni legate al trasporto degli animali da compagnia.</p>
<p data-start="607" data-end="1046">A lanciare l’allarme è l’<span><a href="https://enpa.org/" target="_blank" rel="noopener"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Ente Nazionale Protezione Animali</span></span>,</a></span> che nelle ultime ore ha ricevuto numerose richieste di aiuto. Le segnalazioni arrivano soprattutto da Dubai, uno dei principali punti di concentrazione per i connazionali in cerca di una via di rientro sicura. Insieme a loro ci sono soprattutto cani e gatti, ma anche animali meno comuni come un pappagallo e un coniglio, simbolo di un legame affettivo che non conosce confini.</p>
<h2 data-section-id="q04oaj" data-start="1048" data-end="1102">Burocrazia e voli limitati: gli ostacoli al ritorno</h2>
<p data-start="1104" data-end="1519">Il problema principale è rappresentato da una combinazione di fattori che rende estremamente complessa l’organizzazione del viaggio. Da un lato, ottenere in tempi brevi la documentazione sanitaria necessaria è spesso impossibile nelle attuali condizioni di emergenza; dall’altro, le compagnie aeree applicano regole rigide sul trasporto degli animali, con disponibilità limitata di posti e costi aggiuntivi elevati.</p>
<p data-start="1521" data-end="1801">Questa situazione crea un cortocircuito drammatico: chi vuole mettersi in salvo si trova davanti alla prospettiva di dover scegliere se partire senza il proprio animale. Una decisione che per molti è inaccettabile, ma che in alcuni casi rischia di sfociare nell’abbandono forzato.</p>
<h2 data-section-id="15bsh1o" data-start="1803" data-end="1862">L’intervento di Enpa: supporto e pressione istituzionale</h2>
<p data-start="1864" data-end="2225">Per fronteggiare l’emergenza, Enpa ha attivato un canale diretto di assistenza dedicato ai cittadini in difficoltà, con l’obiettivo di raccogliere segnalazioni e coordinare gli interventi. Parallelamente, l’associazione ha avviato un dialogo con il Governo italiano per individuare soluzioni concrete che permettano il rientro in sicurezza insieme agli animali.</p>
<p data-start="2227" data-end="2644">L’impegno non si limita al livello nazionale. L’organizzazione ha infatti contattato diverse compagnie aeree operanti nelle aree coinvolte, chiedendo l’introduzione di misure straordinarie temporanee. Tra le proposte avanzate figurano la semplificazione delle procedure sanitarie, l’aumento dei posti disponibili per animali a bordo e la riduzione o sospensione dei costi aggiuntivi per chi proviene da zone di crisi.</p>
<h2 data-section-id="zqseqo" data-start="2646" data-end="2693">La richiesta di un protocollo internazionale</h2>
<p data-start="2695" data-end="3037">Un ulteriore passo è stato compiuto coinvolgendo la <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">International Air Transport Association</span></span>, alla quale Enpa ha chiesto di emanare linee guida specifiche per il trasporto di animali domestici in contesti di emergenza. L’obiettivo è creare un quadro normativo più flessibile e uniforme, capace di rispondere rapidamente a situazioni eccezionali.</p>
<p data-start="3039" data-end="3355">Tra le richieste principali vi sono la diffusione di procedure semplificate per le compagnie associate, la definizione di protocolli sanitari temporanei in collaborazione con gli organismi veterinari internazionali e la creazione di un tavolo tecnico dedicato alla gestione degli animali durante le crisi umanitarie.</p>
<h2 data-section-id="3tqasf" data-start="3357" data-end="3397">Un legame che non può essere ignorato</h2>
<p data-start="3399" data-end="3661">Alla base dell’iniziativa c’è una convinzione chiara: il rapporto tra le persone e i loro animali non è un dettaglio secondario, ma un elemento fondamentale della vita familiare. In situazioni di emergenza, questo legame diventa ancora più forte e significativo.</p>
<p data-start="3663" data-end="4010">Come sottolineato dalla presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi, è impensabile per molti affrontare una fuga senza i propri compagni di vita. Facilitare il loro rientro non significa soltanto risolvere un problema logistico, ma anche prevenire nuovi casi di abbandono e riconoscere il valore affettivo degli animali nella società contemporanea.</p>
<h2 data-section-id="ne2z8q" data-start="4012" data-end="4050">Verso soluzioni rapide e coordinate</h2>
<p data-start="4052" data-end="4373">Enpa ha assicurato che continuerà a monitorare l’evolversi della situazione, mantenendo un dialogo costante con istituzioni, compagnie aeree e organismi internazionali. L’associazione si propone inoltre come interlocutore tecnico per supportare le autorità sanitarie e veterinarie nella definizione di procedure efficaci.</p>
<p data-start="4375" data-end="4703" data-is-last-node="" data-is-only-node="">In uno scenario globale sempre più instabile, l’emergenza in Medio Oriente mette in luce una necessità urgente: integrare la tutela degli animali nelle strategie di gestione delle crisi. Perché, anche nei momenti più difficili, nessuno dovrebbe essere costretto a scegliere tra la propria sicurezza e quella del proprio animale.</p>
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<title>SCIA sotto attacco: il Consiglio di Stato smonta il mito dell’intoccabilità</title>
<link>https://www.eventi.news/scia-sotto-attacco-il-consiglio-di-stato-smonta-il-mito-dellintoccabilita</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Nel diritto amministrativo, pochi istituti hanno avuto una diffusione tanto ampia quanto la SCIA, divenuta nel tempo uno degli strumenti principali di semplificazione dell’azione amministrativa e di liberalizzazione delle attività economiche. Eppure, proprio l’apparente immediatezza dei suoi effetti ha spesso alimentato l’equivoco secondo cui, una volta presentata la segnalazione e avviata l’attività, la posizione del […]
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<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 05:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>SCIA, sotto, attacco:, Consiglio, Stato, smonta, mito, dell’intoccabilità</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Nel diritto amministrativo, pochi istituti hanno avuto una diffusione tanto ampia quanto la SCIA, divenuta nel tempo uno degli strumenti principali di semplificazione dell’azione amministrativa e di liberalizzazione delle attività economiche.</strong></p>
<hr>
<p>Eppure, proprio l’apparente immediatezza dei suoi effetti ha spesso alimentato l’equivoco secondo cui, una volta presentata la segnalazione e avviata l’attività, la posizione del privato sarebbe in qualche modo “<strong>stabilizzata</strong>” e sottratta al successivo potere dell’amministrazione.</p>
<p>È proprio su questo terreno che è intervenuta la <strong>sentenza n. 2161 del 16 marzo 2026 del Consiglio di Stato</strong>, secondo cui non esiste alcuna <strong>inoppugnabilità della SCIA</strong> quando mancano i presupposti di legge e, soprattutto, il potere repressivo della pubblica amministrazione in materia edilizia non è soggetto né a decadenza né a prescrizione.</p>
<h2>Il caso</h2>
<p>La controversia trae origine da un complesso intervento immobiliare realizzato nell’ambito di un’operazione di <em>project financing</em>. La società appellante, titolare di un diritto di superficie su un compendio immobiliare destinato anche ad attività commerciali, aveva avviato nel 2018 una serie di iniziative amministrative finalizzate all’apertura di una media struttura di vendita all’interno di un locale di circa 792 mq. A tal fine, in un primo momento presentava una segnalazione commerciale e, successivamente, una CILA per lavori di manutenzione straordinaria, accompagnata da una <strong>SCIA edilizia “condizionata” all’acquisizione di ulteriori pareri</strong>, tra cui quello dei Vigili del Fuoco.</p>
<p>L’iter procedimentale si rivelava tuttavia piuttosto complesso. Infatti, nonostante una serie di solleciti e diffide, l’amministrazione comunale rimaneva inizialmente inerte, inducendo la società a proporre ricorso avverso il silenzio. Solo successivamente interveniva un provvedimento espresso di diniego, che veniva impugnato.</p>
<p>Nel giudizio di primo grado, il <strong>TAR respingeva le domande della società</strong>, escludendo sia la legittimità dell’intervento edilizio sia la configurabilità di un danno risarcibile. Contro la pronuncia, risultava proposto appello al Consiglio di Stato.</p>
<h2>SCIA sotto attacco: il Consiglio di Stato smonta il mito dell’intoccabilità</h2>
<p>La decisione dei giudici di Palazzo Spada fornisce importanti chiarimenti in ordine alle principali questioni giuridiche sollevate dalla vicenda.</p>
<p>In primo luogo, il Collegio esclude che la <strong>SCIA</strong> presentata dalla società potesse produrre <strong>effetti abilitativi</strong>, evidenziando come essa fosse carente dei presupposti essenziali richiesti dalla legge. In particolare, la segnalazione risultava <strong>non conforme allo stato legittimato dal precedente permesso di costruire</strong>, presupponeva una <strong>variante urbanistica non approvata</strong> e, per di più, era <strong>subordinata</strong> all’acquisizione di <strong>ulteriori atti di assenso mai perfezionati</strong>.</p>
<h2>I poteri dell’amministrazione</h2>
<p>La <em>ratio </em>dell’istituto non può essere distorta fino a trasformarla in uno strumento idoneo a sanare situazioni <em>contra legem</em>. Il Consiglio di Stato richiama un orientamento ormai consolidato secondo cui, anche dopo l’avvio dell’attività, restano <strong>integri i poteri di vigilanza e repressione dell’amministrazione</strong> in materia edilizia. Pertanto, non è possibile richiamare una sorta di inoppugnabilità della segnalazione, poiché gli <strong>illeciti edilizi </strong>hanno <strong>natura permanente </strong>e sono sempre suscettibili di intervento repressivo. In altre parole, la SCIA non può attribuire al privato una posizione più forte di quella derivante da un titolo edilizio “tipico”. Infatti, anche il titolare del permesso di costruire resta esposto al controllo dell’amministrazione per eventuali abusi.</p>
<h2>Legittimo affidamento</h2>
<p>Il Collegio affronta poi il tema del <strong>legittimo affidamento</strong>, escludendone la configurabilità nel caso di specie. Pur riconoscendo la rilevanza del principio di buona fede nei rapporti tra cittadino e P.A., la sentenza sottolinea come tale tutela presupponga una <strong>situazione oggettivamente idonea a generare una ragionevole aspettativa di legittimità</strong>. Tuttavia, nel caso in esame, la società era perfettamente a conoscenza dei limiti urbanistici e delle prescrizioni derivanti dagli atti pianificatori, che consentivano esclusivamente la realizzazione di esercizi di vicinato e non di una media struttura di vendita.</p>
<h2>Risarcimento del danno da ritardo</h2>
<p>Infine, la sentenza analizza la questione del <strong>risarcimento del danno da ritardo</strong>, negando la sussistenza dei presupposti per il riconoscimento. Il Consiglio di Stato ribadisce che tale forma di responsabilità presuppone la <strong>spettanza del bene della vita</strong>, ossia la possibilità per il privato di <strong>conseguire l’utilità finale richiesta</strong>. In assenza di tale presupposto, non può configurarsi alcun danno ingiusto, poiché il ritardo procedimentale non ha inciso su una posizione sostanziale meritevole di tutela. Nel caso di specie, inoltre, il Collegio evidenzia l’assenza di nesso causale tra la condotta dell’amministrazione e i danni lamentati, riconducibili piuttosto a scelte imprenditoriali autonome (come la stipula anticipata di un contratto di locazione).</p>
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<title>Aumenti e arretrati dipendenti enti locali 2026: quando arrivano?</title>
<link>https://www.eventi.news/aumenti-e-arretrati-dipendenti-enti-locali-2026-quando-arrivano</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Il rinnovo del contratto collettivo nazionale per il comparto enti locali entra finalmente nella fase operativa, portando con sé una delle novità più attese del 2026 per i dipendenti: vale a dire l’erogazione degli arretrati e l’applicazione degli aumenti, scopriamo quando arrivano. Dopo la firma definitiva del CCNL 2022–2024, ora è il sistema NoiPA a […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-aumenti-e-arretrati-dipendenti-enti-locali-2026-quando-arrivano-1024x683.png" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 22:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Aumenti, arretrati, dipendenti, enti, locali, 2026:, quando, arrivano</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Il rinnovo del contratto collettivo nazionale per il comparto enti locali entra finalmente nella fase operativa, portando con sé una delle novità più attese del 2026 per i dipendenti: vale a dire l’erogazione degli arretrati e l’applicazione degli aumenti, scopriamo quando arrivano.</strong></p>
<hr>
<p data-start="73" data-end="590">Dopo la <span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/rinnovo-ccnl-enti-locali-2022-2024-firmato-definitivamente-tutte-le-novita/" target="_blank" rel="noopener">firma definitiva del CCNL 2022–2024</a></span>, ora è il sistema NoiPA a dare concreta attuazione agli adeguamenti economici, definendo tempi e modalità che incidono direttamente sulle buste paga dei dipendenti pubblici.</p>
<p data-start="592" data-end="927">La novità principale riguarda la scansione temporale degli effetti economici: <strong data-start="670" data-end="712">gli arretrati vengono liquidati subito</strong>, mentre gli incrementi strutturali entrano in vigore solo successivamente. Una distinzione tecnica che, tuttavia, ha conseguenze molto pratiche per chi attende di vedere gli importi aggiornati nel proprio cedolino.</p>
<h2 data-section-id="xmx6jq" data-start="934" data-end="1005"><span role="text"><strong data-start="937" data-end="1005">Arretrati 2022–2024: pagamento anticipato con emissione speciale</strong></span></h2>
<p data-start="1007" data-end="1293">Il primo segnale concreto dell’entrata in vigore del nuovo contratto si manifesta già nel mese di marzo 2026. NoiPA ha infatti previsto una <strong data-start="1147" data-end="1226">emissione straordinaria dedicata esclusivamente agli arretrati contrattuali</strong>, cioè alle somme maturate negli anni precedenti e mai corrisposte. <strong>Arriverà al massimo entra la fine del mese.</strong></p>
<p data-start="1295" data-end="1616">Si tratta di importi che derivano dagli incrementi riconosciuti retroattivamente a partire dal 1° gennaio 2022. In sostanza, il personale riceve in un’unica soluzione le differenze accumulate nel triennio contrattuale, al netto delle somme già anticipate sotto forma di indennità di vacanza contrattuale o altri anticipi.</p>
<p data-start="1618" data-end="1908">Dal punto di vista operativo, gli arretrati sono visibili nel cedolino con specifiche voci identificative, diverse a seconda che si tratti di personale non dirigente o dirigenziale. Questo consente di distinguere chiaramente le componenti straordinarie rispetto alla retribuzione ordinaria.</p>
<p data-start="1910" data-end="2054">L’importo complessivo non è uniforme: <strong data-start="1948" data-end="1994">può arrivare fino a circa 2.000 euro lordi</strong>, ma varia sensibilmente in base a diversi fattori, tra cui:</p>
<ul data-start="2055" data-end="2224">
<li data-section-id="9cdhhw" data-start="2055" data-end="2081">l’area di inquadramento;</li>
<li data-section-id="1ko0fbi" data-start="2082" data-end="2119">la posizione economica individuale;</li>
<li data-section-id="153t3mv" data-start="2120" data-end="2177">i mesi effettivamente lavorati nel periodo considerato;</li>
<li data-section-id="r7pxkn" data-start="2178" data-end="2224">eventuali periodi di assenza non retribuita.</li>
</ul>
<p data-start="2226" data-end="2324">In ogni caso, si tratta di una liquidazione “una tantum”, che non si ripeterà nei mesi successivi.</p>
<h2 data-section-id="u9h7qi" data-start="2331" data-end="2387"><span role="text"><strong data-start="2334" data-end="2387">Aumenti in busta paga: da aprile entrano a regime</strong></span></h2>
<p data-start="2389" data-end="2616">Se gli arretrati rappresentano il recupero del passato, gli aumenti mensili guardano invece al futuro. NoiPA ha chiarito che <strong data-start="2514" data-end="2615">gli adeguamenti strutturali degli stipendi saranno visibili a partire dal cedolino di aprile 2026</strong>.</p>
<p data-start="2618" data-end="2839">Da quel momento, le nuove retribuzioni entreranno stabilmente nella busta paga, diventando parte integrante del trattamento economico ordinario. Non si tratta quindi di una voce temporanea, ma di un incremento permanente.</p>
<p data-start="2841" data-end="3074">L’aggiornamento tiene conto anche di quanto già erogato negli anni precedenti: le indennità provvisorie, come l’IVC, vengono infatti <strong data-start="2974" data-end="3018">riassorbite nei nuovi valori stipendiali</strong>, evitando duplicazioni e garantendo coerenza contabile.</p>
<p data-start="3076" data-end="3264">Un ulteriore elemento rilevante riguarda la <strong data-start="3120" data-end="3179">rideterminazione dell’indennità di vacanza contrattuale</strong>, aggiornata sulla base dei nuovi livelli retributivi e applicata a partire dal 2025.</p>
<h2 data-section-id="yo29ch" data-start="3271" data-end="3326"><span role="text"><strong data-start="3274" data-end="3326">Quanto aumentano gli stipendi: le cifre per area</strong></span></h2>
<p data-start="3328" data-end="3455">Il rinnovo contrattuale introduce incrementi medi significativi, anche se differenziati in base alla categoria di appartenenza.</p>
<p data-start="3457" data-end="3627">In termini generali, l’aumento medio si colloca intorno a <strong data-start="3515" data-end="3545">140–160 euro lordi mensili</strong>, pari a una crescita complessiva di circa il 5-6% rispetto ai livelli precedenti.</p>
<p data-start="3629" data-end="3652">Entrando nel dettaglio:</p>
<ul data-start="3653" data-end="3923">
<li data-section-id="1o9yue8" data-start="3653" data-end="3734">per l’area degli operatori, gli aumenti medi si aggirano poco sopra i 110 euro;</li>
<li data-section-id="1yngkts" data-start="3735" data-end="3789">per gli operatori esperti, si sale a circa 118 euro;</li>
<li data-section-id="1axhgga" data-start="3790" data-end="3843">per gli istruttori, l’incremento supera i 130 euro;</li>
<li data-section-id="trwieg" data-start="3844" data-end="3923">per funzionari ed elevate qualificazioni, si arriva oltre i 140 euro mensili.</li>
</ul>
<p data-start="3925" data-end="4156">A questi importi si aggiunge un ulteriore elemento: <strong data-start="3977" data-end="4050">il conglobamento dell’indennità di comparto nello stipendio tabellare</strong>, che comporta un aumento aggiuntivo, variabile tra circa 9 e oltre 14 euro mensili a seconda del livello.</p>
<p data-start="4158" data-end="4300">Su base annua, l’incremento può tradursi in <strong data-start="4202" data-end="4235">1.700–1.800 euro lordi in più</strong>, con effetti strutturali sul reddito complessivo dei dipendenti.</p>
<h2 data-section-id="63f9yl" data-start="4307" data-end="4356"><span role="text"><strong data-start="4310" data-end="4356">Cedolino NoiPA: come leggere le nuove voci</strong></span></h2>
<p data-start="4358" data-end="4491">Con l’introduzione degli arretrati e dei nuovi importi, diventa fondamentale comprendere come interpretare correttamente il cedolino.</p>
<p data-start="4493" data-end="4605">Il documento, disponibile in formato digitale nell’area riservata NoiPA, è articolato in due sezioni principali:</p>
<ul data-start="4606" data-end="4765">
<li data-section-id="i4udv4" data-start="4606" data-end="4672">una parte riepilogativa, che sintetizza gli importi complessivi;</li>
<li data-section-id="15pc443" data-start="4673" data-end="4765">una parte di dettaglio, dove sono indicate le singole voci che compongono la retribuzione.</li>
</ul>
<p data-start="4767" data-end="4923">Proprio in questa seconda sezione è possibile individuare le componenti legate al rinnovo contrattuale, comprese le voci specifiche dedicate agli arretrati.</p>
<p data-start="4925" data-end="5109">Va segnalato che, nelle prime fasi, possono essere visibili solo alcuni importi netti, mentre il cedolino completo con tutte le voci dettagliate viene reso disponibile successivamente.</p>
<h2 data-section-id="aeqj5n" data-start="5116" data-end="5177"><span role="text"><strong data-start="5119" data-end="5177">Straordinari e voci accessorie: aggiornamenti rinviati</strong></span></h2>
<p data-start="5179" data-end="5387">Un aspetto da non trascurare riguarda le componenti accessorie della retribuzione, come il lavoro straordinario. L’adeguamento di queste voci, previsto anch’esso dal rinnovo contrattuale, <strong data-start="5367" data-end="5386">non è immediato</strong>.</p>
<p data-start="5389" data-end="5619">Per il personale non dirigente, gli aggiornamenti relativi allo straordinario, validi retroattivamente dal 2022, saranno gestiti attraverso <strong data-start="5529" data-end="5554">elaborazioni separate</strong>. I dettagli operativi verranno comunicati in un secondo momento.</p>
<p data-start="5621" data-end="5780">Questo significa che l’impatto complessivo in busta paga potrebbe evolvere ulteriormente nei prossimi mesi, una volta completate tutte le lavorazioni previste.</p>
<h2 data-section-id="1vspuk3" data-start="5787" data-end="5849"><span role="text"><strong data-start="5790" data-end="5849">Un rinnovo che guarda al recupero del potere d’acquisto</strong></span></h2>
<p data-start="5851" data-end="6157">Nel complesso, il nuovo CCNL Funzioni Locali rappresenta un intervento significativo sul piano economico. Dopo anni caratterizzati da ritardi nei rinnovi e dall’erosione del potere d’acquisto dovuta all’inflazione, gli aumenti introdotti mirano a <strong data-start="6098" data-end="6156">riallineare le retribuzioni ai nuovi scenari economici</strong>.</p>
<p data-start="6159" data-end="6370">La combinazione tra arretrati e incrementi strutturali produce un effetto immediato e uno di medio periodo: da un lato, un beneficio economico una tantum; dall’altro, un miglioramento stabile della retribuzione.</p>
<p data-start="6372" data-end="6520">Resta tuttavia evidente come l’impatto reale vari da caso a caso, in funzione della carriera individuale e delle specifiche condizioni contrattuali.</p>
<h2 data-section-id="xj8he6" data-start="6527" data-end="6594"><span role="text"><strong data-start="6530" data-end="6594">Tempistiche chiare, ma attenzione alle variabili individuali</strong></span></h2>
<p data-start="6596" data-end="6658">In sintesi, il calendario definito da <span><a href="https://noipa.mef.gov.it/cl/web/guest/home" target="_blank" rel="noopener">NoiPA</a></span> è ormai delineato:</p>
<ul data-start="6659" data-end="6789">
<li data-section-id="z4ml6h" data-start="6659" data-end="6726"><strong data-start="6661" data-end="6675">marzo 2026</strong>: pagamento degli arretrati con emissione speciale;</li>
<li data-section-id="12madnk" data-start="6727" data-end="6789"><strong data-start="6729" data-end="6744">aprile 2026</strong>: entrata a regime degli aumenti stipendiali.</li>
</ul>
<p data-start="6791" data-end="6910">Si tratta di una roadmap chiara, che consente ai dipendenti di orientarsi e verificare con precisione quanto spettante.</p>
<p data-start="6912" data-end="7222">Tuttavia, è importante considerare che gli importi effettivi possono differire anche in modo significativo tra un lavoratore e l’altro. Per questo motivo, la consultazione dettagliata del cedolino resta lo strumento principale per comprendere l’effettivo beneficio economico derivante dal rinnovo contrattuale.</p>
<p data-start="7224" data-end="7401" data-is-last-node="" data-is-only-node="">In ogni caso, dopo una lunga attesa, il passaggio dalla teoria alla pratica è ormai completato: <strong data-start="7320" data-end="7400">il rinnovo del contratto degli enti locali entra finalmente nelle buste paga</strong>.</p>
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<title>Orchestratore ANAC e schede di interoperabilità 2026: webinar sulla gestione digitale degli appalti</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
La gestione delle schede ANAC lungo il ciclo di vita digitale delle procedure di affidamento è ancora uno dei nodi più critici per le Stazioni Appaltanti. Approfondisci ogni passaggio, dall’acquisizione del CIG all’esecuzione e chiusura del contratto, nel webinar live di DigitalPA, giovedì 16 aprile 2026 – con esempi e casi reali presentati da consulenti […]
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 22:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Orchestratore, ANAC, schede, interoperabilità, 2026:, webinar, sulla, gestione, digitale, degli, appalti</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>La gestione delle schede ANAC lungo il ciclo di vita digitale delle procedure di affidamento è ancora uno dei nodi più critici per le Stazioni Appaltanti. Approfondisci ogni passaggio, dall’acquisizione del CIG all’esecuzione e chiusura del contratto, nel webinar live di DigitalPA, giovedì 16 aprile 2026 – con esempi e casi reali presentati da consulenti esperti in e-procurement. </strong><span><a href="https://webinar.digitalpa.it/prodotto/corso-orchestratore-anac-2026-schede-con-esempi-pratici-per-rup/?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-webinar-orchestratore-schede-2026-aprile&mtm_kwd=txt-prenota-posto-abstract" target="_blank" rel="noopener"><strong>Prenota subito il tuo posto</strong></a></span><strong>.</strong></p>
<hr>
<p>Pianificazione, affidamento, esecuzione dell’appalto. Sulla carta, la sequenza è lineare. Nella pratica quotidiana delle Stazioni Appaltanti, <strong>la trasmissione delle schede di interoperabilità alla Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici resta ancora oggi uno degli adempimenti che genera più incertezze tra i RUP</strong>: con quale frequenza vanno comunicate le somme liquidate <span><a href="https://www.acquistitelematici.it/comunicazione/compilazione-schede-anac-invio-pagamenti-e-liquidazioni-semplificati-con-il-modulo-sa1-importer.html?id=55?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-webinar-orchestratore-schede-2026-aprile&mtm_kwd=txt-nella-scheda-sa1" target="_blank" rel="noopener">nella scheda SA1</a></span>? Quali sono gli adempimenti obbligatori durante la fase esecutiva? E quali sono in casi in cui si può annullare un CIG?</p>
<p>Su questi temi si concentra il webinar live <span><a href="https://webinar.digitalpa.it/prodotto/corso-orchestratore-anac-2026-schede-con-esempi-pratici-per-rup/?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-webinar-orchestratore-schede-2026-aprile&mtm_kwd=txt-titolo-webinar-esteso" target="_blank" rel="noopener"><strong>“Orchestratore e schede ANAC 2026: dall’acquisizione del CIG alla fase esecutiva”</strong></a></span>, organizzato da DigitalPA per giovedì <strong>16 aprile 2026, dalle 10:00 alle 13:00</strong>, con due consulenti che lavorano ogni giorno al fianco di Enti e Società Pubbliche nella gestione delle procedure di affidamento:</p>
<ul>
<li><strong> Giovanni Salutari</strong>, Direttore dell’Area Assistenza & Consulenza DigitalPA, con consolidata expertise in ambito legale-amministrativo e appalti pubblici</li>
<li><strong> Michele Di Meo</strong>, Responsabile Consulenza DigitalPA, con all’attivo oltre 1.000 ore di supporto e formazione ai RUP nella gestione delle gare e degli obblighi di comunicazione verso ANAC</li>
</ul>
<p>I posti sono limitati per garantire la qualità del confronto. Le iscrizioni chiudono il 15 aprile.</p>
<p><span><a href="https://webinar.digitalpa.it/prodotto/corso-orchestratore-anac-2026-schede-con-esempi-pratici-per-rup/?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-webinar-orchestratore-schede-2026-aprile&mtm_kwd=cta-iscriviti-al-webinar" target="_blank" rel="noopener"><strong>Iscriviti al webinar DigitalPA</strong></a></span></p>
<p>Non riesci a partecipare alla diretta del 16 aprile? <span><a href="https://webinar.digitalpa.it/prodotto/corso-orchestratore-anac-2026-schede-con-esempi-pratici-per-rup/?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-webinar-orchestratore-schede-2026-aprile&mtm_kwd=txt-con-iscrizione" target="_blank" rel="noopener">Con l’iscrizione</a></span>, ti invieremo la registrazione del webinar per recuperarlo nei tre mesi successivi.</p>
<p><em>Tutti i partecipanti riceveranno attestato di partecipazione nominativo, materiale didattico e accesso alla registrazione per tre mesi. Il corso è valido per le 40 ore di formazione previste dalla Direttiva Zangrillo.</em></p>
<h2>Scelta e compilazione delle schede ANAC per ogni fase dell’appalto: cosa affronteremo nel webinar e perché è utile per il tuo Ente</h2>
<p><a href="https://webinar.digitalpa.it/prodotto/corso-orchestratore-anac-2026-schede-con-esempi-pratici-per-rup/?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-webinar-orchestratore-schede-2026-aprile&mtm_kwd=img-webinar-live" target="_blank" rel="noopener"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-433574" src="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-orchestratore-anac-e-schede-di-interoperabilita-2026-webinar-sulla-gestione-digitale-degli-appalti.jpg.webp" alt="Orchestratore ANAC e schede di interoperabilità 2026: webinar sulla gestione digitale degli appalti" width="300" height="300" srcset="//lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-orchestratore-anac-e-schede-di-interoperabilita-2026-webinar-sulla-gestione-digitale-degli-appalti.jpg 1340w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-orchestratore-anac-e-schede-di-interoperabilita-2026-webinar-sulla-gestione-digitale-degli-appalti-600x600.jpg 600w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-orchestratore-anac-e-schede-di-interoperabilita-2026-webinar-sulla-gestione-digitale-degli-appalti-1024x1024.jpg 1024w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-orchestratore-anac-e-schede-di-interoperabilita-2026-webinar-sulla-gestione-digitale-degli-appalti-260x260.jpg 260w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-orchestratore-anac-e-schede-di-interoperabilita-2026-webinar-sulla-gestione-digitale-degli-appalti-768x768.jpg 768w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-orchestratore-anac-e-schede-di-interoperabilita-2026-webinar-sulla-gestione-digitale-degli-appalti-220x220.jpg 220w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-orchestratore-anac-e-schede-di-interoperabilita-2026-webinar-sulla-gestione-digitale-degli-appalti-60x60.jpg 60w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px"></a>Il webinar segue il ciclo di vita completo della procedura, con <strong>ampio spazio dedicato </strong><span><a href="https://www.acquistitelematici.it/comunicazione/checklist-per-la-fase-esecutiva-dei-contratti-pubblici-guida-operativa-per-il-rup-dalla-stipula-alla-chiusura.html?id=86?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-webinar-orchestratore-schede-2026-aprile&mtm_kwd=txt-alla-fase-esecutiva" target="_blank" rel="noopener"><strong>alla fase esecutiva</strong></a></span>: è qui che si concentrano alcune delle situazioni più complesse. Una modifica, un subappalto, un pagamento: ogni scenario richiede di <strong>individuare la scheda giusta e compilarla con tempestività</strong>, sapendo che il margine di errore è ridotto e le possibilità di rettifica restano limitate.</p>
<p>Il valore del confronto con i docenti DigitalPA non sta solo nel ripercorrere cosa prevede la norma, ma nel collegare il quadro regolatorio alle casistiche reali: i docenti portano in aula <strong>l’esperienza maturata nel </strong><span><a href="https://www.acquistitelematici.it/servizi-area-appalti-contratti-pubblica-amministrazione?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-webinar-orchestratore-schede-2026-aprile&mtm_kwd=txt-supporto-a-centinaia" target="_blank" rel="noopener"><strong>supporto a centinaia di Stazioni Appaltanti</strong></a></span>, con le eccezioni ricorrenti, gli errori più comuni e le questioni su cui il sistema di interoperabilità presenta ancora questioni irrisolte.</p>
<p>In particolare verranno affrontati:</p>
<ul>
<li>La <strong>logica </strong><span><a href="https://www.digitalpa.it/orchestratore-anac-e-documenti-interoperabilita-per-i-rup.html?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-webinar-orchestratore-schede-2026-aprile&mtm_kwd=txt-dell-orchestratore" target="_blank" rel="noopener"><strong>dell’Orchestratore ANAC</strong></a></span>: come è strutturato, come si legge e come si individuano i flussi corretti per ciascuno scenario</li>
<li>Le <strong>principali schede appalto per l’acquisizione del CIG</strong> e la gestione di pianificazione, affidamento e aggiudicazione</li>
<li>Gli <strong>affidamenti diretti</strong>, inclusi i percorsi semplificati per importi sotto i 5.000 euro, e le <strong>procedure a due fasi</strong></li>
<li><strong>La fase esecutiva:</strong> quali schede si attivano e quando, in funzione <a href="https://www.acquistitelematici.it/comunicazione/come-gestire-le-schede-anac-per-l-039-esecuzione-del-contratto-2024.html?id=51?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-webinar-orchestratore-schede-2026-aprile&mtm_kwd=txt-eventi-contrattuali">degli eventi contrattuali</a> che si verificano (SC1, I1, SA1, M*, CO1, CO2)</li>
<li>Le <strong>questioni ancora aperte nell’interoperabilità</strong> e come orientarsi in assenza di indicazioni univoche</li>
<li><strong>Subappalto e annullamento dell’affidamento:</strong> come comunicarli correttamente ad ANAC</li>
</ul>
<p><span><a href="https://webinar.digitalpa.it/wp-content/uploads/2026/03/locandina-orchestratore-anac-2026-e-schede-anac.pdf?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-webinar-orchestratore-schede-2026-aprile&mtm_kwd=cta-scarica-programma" target="_blank" rel="noopener"><strong>Scarica il programma completo del webinar</strong></a></span></p>
<p>Dubbi sulla registrazione? <span><a href="https://webinar.digitalpa.it/wp-content/uploads/2025/04/Guida-iscrizione-webinar-digitalpa.pdf?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-webinar-orchestratore-schede-2026-aprile&mtm_kwd=cta-leggi-guida" target="_blank" rel="noopener"><strong>Leggi la guida step by step</strong></a></span></p>
<h2>Dalla richiesta del CIG alla fase esecutiva: le schede ANAC in un unico flusso digitale</h2>
<p><a href="https://www.acquistitelematici.it/piattaforma-certificata-anac-connector-interoperabilita-digitalizzazione-appalti.html?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-webinar-orchestratore-schede-2026-aprile&mtm_kwd=txt-anac-connector"><strong>ANAC Connector</strong></a> è il modulo di interoperabilità integrato nella <span><a href="https://www.acquistitelematici.it/e-procurement-pubblica-amministrazione?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-webinar-orchestratore-schede-2026-aprile&mtm_kwd=txt-piattaforma-eprocurement" target="_blank" rel="noopener"><strong>piattaforma di e-procurement Acquisti Telematici</strong></a></span>, certificata AgID e conforme alle indicazioni ANAC per la gestione digitale dell’intero ciclo di vita dell’appalto. La certificazione, ottenuta a fine 2023 tra le prime sul mercato, attesta la <strong>piena interoperabilità della piattaforma</strong> con l’ecosistema nazionale di approvvigionamento digitale previsto dal D.Lgs. 36/2023.</p>
<p>Il modulo consente ai RUP e ai loro delegati di <strong>gestire tutte le schede previste dall’Orchestratore in un’unica interfaccia</strong>, dalla pianificazione e dalla <span><a href="https://www.acquistitelematici.it/comunicazione/come-acquisire-il-cig-dal-2024-con-il-nuovo-codice-degli-appalti.html?id=43?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-webinar-orchestratore-schede-2026-aprile&mtm_kwd=txt-richiesta-cig" target="_blank" rel="noopener">richiesta del CIG</a></span> fino agli adempimenti di fase esecutiva, senza dover frammentare il lavoro su più strumenti.</p>
<p><strong>Oltre 3.500 RUP</strong> utilizzano oggi Acquisti Telematici per la gestione delle proprie procedure.</p>
<p><span><a href="https://www.acquistitelematici.it/preventivi?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-webinar-orchestratore-schede-2026-aprile&mtm_kwd=txt-richiedi-consulenza" target="_blank" rel="noopener"><strong>Richiedi una consulenza</strong></a></span><strong> per ottimizzare la gestione degli adempimenti ANAC</strong></p>
<h2>Ogni appalto fa storia a sé: approfondisci la gestione delle schede ANAC con i consulenti DigitalPA</h2>
<p>Le schede di interoperabilità non si esauriscono in un manuale: cambiano, si aggiornano, e <strong>le situazioni reali di rado corrispondono ai flussi standard dell’Orchestratore</strong>. Iscriviti entro il 15 aprile e partecipa al confronto con chi queste situazioni le affronta ogni giorno.</p>
<p><strong>Posti limitati – </strong><span><a href="https://webinar.digitalpa.it/prodotto/corso-orchestratore-anac-2026-schede-con-esempi-pratici-per-rup/?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-webinar-orchestratore-schede-2026-aprile&mtm_kwd=cta-iscriviti-ora" target="_blank" rel="noopener"><strong>Iscriviti ora</strong></a></span></p>
<p><span><a href="https://webinar.digitalpa.it/categoria-prodotto/corsi-on-line-per-la-pubblica-amministrazione/?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-webinar-orchestratore-schede-2026-aprile&mtm_kwd=cta-catalogo-corsi" target="_blank" rel="noopener"><em>Consulta il catalogo di corsi online per la Pubblica Amministrazione</em></a></span></p>
<p><a href="https://www.acquistitelematici.it/dimostrazione-esempio-software-gestione-bandi-appalti-procurement?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-webinar-orchestratore-schede-2026-aprile&mtm_kwd=banner-bottom" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-433575" src="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-orchestratore-anac-e-schede-di-interoperabilita-2026-webinar-sulla-gestione-digitale-degli-appalti-1.jpg.webp" alt="" width="618" height="230" srcset="//lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-orchestratore-anac-e-schede-di-interoperabilita-2026-webinar-sulla-gestione-digitale-degli-appalti-1.jpg 1611w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-orchestratore-anac-e-schede-di-interoperabilita-2026-webinar-sulla-gestione-digitale-degli-appalti-1-800x298.jpg 800w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-orchestratore-anac-e-schede-di-interoperabilita-2026-webinar-sulla-gestione-digitale-degli-appalti-1-1024x381.jpg 1024w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-orchestratore-anac-e-schede-di-interoperabilita-2026-webinar-sulla-gestione-digitale-degli-appalti-1-768x286.jpg 768w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-orchestratore-anac-e-schede-di-interoperabilita-2026-webinar-sulla-gestione-digitale-degli-appalti-1-1536x572.jpg 1536w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-orchestratore-anac-e-schede-di-interoperabilita-2026-webinar-sulla-gestione-digitale-degli-appalti-1-380x140.jpg 380w" sizes="(max-width: 618px) 100vw, 618px"></a></p>
<p> </p>
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<title>Le 5 migliori app per gestire lo stress lavorativo</title>
<link>https://www.eventi.news/le-5-migliori-app-per-gestire-lo-stress-lavorativo</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Scopri come gestire lo stress lavorativo con le 5 migliori app disponibili: meditazione, rilassamento, sonno profondo, organizzazione. Per combattere lo stress professionale bisogna attuare una vera e propria strategia, che prenda in considerazione diversi elementi, come la stessa gestione del lavoro, ma in molti casi anche le attività correlate, persino l’alimentazione. Seguire un piano nutrizionale […]
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 22:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>migliori, app, per, gestire, stress, lavorativo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Scopri come gestire lo stress lavorativo con le 5 migliori app disponibili: meditazione, rilassamento, sonno profondo, organizzazione.</strong></p>
<hr>
<p>Per combattere lo stress professionale bisogna attuare una vera e propria strategia, che prenda in considerazione diversi elementi, come la stessa gestione del lavoro, ma in molti casi anche le attività correlate, persino l’alimentazione.</p>
<p>Seguire un piano nutrizionale adeguato e assumere <a href="https://www.hsnstore.it/salute-benessere/stress-ansia" target="_blank" rel="noopener">integratori specifici per l’ansia</a> è una strategia efficace per abbattere i livelli di cortisolo, ossia l’ormone dello stress, tuttavia, ci sono anche altre dinamiche da tenere sotto controllo, come per esempio, assumere pasti leggeri la sera per evitare le notti in bianco, ma anche non esagerare a pranzo per evitare cali di concentrazione.</p>
<p>Tutto va a incidere sullo stress lavorativo, perché ogni giorno è un insieme di attività da coordinare. Questo tipo di pressione psicofisica non deve essere sottovalutata, e per combatterla è fondamentale una gestione completa dello stile di vita: ecco 5 app utili allo scopo.</p>
<h2>La meditazione guidata con Headspace</h2>
<p>Questa è una delle app più semplici da usare per iniziare con il mindfulness e la meditazione. Le sessioni sono spiegate con un linguaggio semplificato e sono brevi da eseguire, per questo Headspace è un’app perfetta per chi non ha mai tempo per rilassarsi.</p>
<p>Sono presenti anche percorsi specifici per eliminare l’ansia e lo stress da lavoro, inoltre, è possibile selezionare esercizi brevi di 1 – 3 minuti, perfetti per essere svolti in ufficio nelle pause brevi. Tra i vantaggi di questa app c’è la possibilità di esercitarsi con costanza e ottenere i risultati programmati.</p>
<h2>Rilassamento e sonno profondo con Calm</h2>
<p>Quando lo stress ti insegue fino a tarda notte e non ti lascia dormire, è meglio prendere tutto con “Calm”. Questa applicazione è un’ottima scelta per gli esercizi di respirazione e meditazione, inoltre, offre uno storytelling rilassante e anche suoni che conciliano il sonno.</p>
<p>L’insonnia dovuta allo stress da lavoro è una delle prime cause del malessere generale, combatterla è già un ottimo inizio.</p>
<h2>I contenuti e la community di Insight Timer</h2>
<p>Questa app è come una biblioteca del mindfulness, che contiene musica rilassante, suoni di campane tibetane, meditazione guidata, ma soprattutto una vasta community con cui confrontarsi, studiare gli esercizi per il rilassamento più efficaci e provare a combattere lo stress lavorativo anche attraverso un’alimentazione equilibrata.</p>
<h2>Basta distrazioni: con Forest puoi concentrarti sulla respirazione</h2>
<p>Anche un eccesso di multitasking può causare un forte carico di stress sul posto di lavoro, ma con Forest è possibile mettere in ordine le funzioni di social, messaggistica, notifiche e tutto ciò che interrompe l’attività professionale o la sovraccarica.</p>
<p>Questa app è utile sia a livello professionale che per tutte quelle attività che interrompono il flusso di concentrazione, di conseguenza aiuta a gestire meglio le energie e riduce lo stress.</p>
<h2>Todoist: ordine e disciplina per organizzare il lavoro</h2>
<p>Per scaricare lo stress a lavoro è fondamentale avere tutto nero su bianco, e Todoist è un’arma perfetta per <a href="https://www.orizzontescuola.it/un-insegnante-su-due-a-rischio-burnout-luniversita-lumsa-lancia-lapp-per-monitorare-lo-stress-dei-docenti-sistema-a-semaforo-contro-il-disagio-emotivo/" target="_blank" rel="noopener">evitare il burnout</a>. Questa app è perfetta per organizzare qualsiasi attività ed evitare di ricordare tutto a mente, di conseguenza, aiuta a scaricare tutti i pensieri delle scadenze, i progetti e le priorità, concentrando tutto in un promemoria suddiviso in liste.</p>
<p>
</p><p>The post <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/le-5-migliori-app-per-gestire-lo-stress-lavorativo/">Le 5 migliori app per gestire lo stress lavorativo</a> appeared first on <a href="https://lentepubblica.it/">lentepubblica.it</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>In Gazzetta Ufficiale il decreto che riforma gli Enti del Terzo Settore</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
In arrivo importanti novità per gli Enti del Terzo Settore (ETS), con una fase di profonda riorganizzazione burocratica volta a conciliare la necessaria trasparenza verso i cittadini con l’esigenza di non soffocare le piccole realtà associative sotto il peso di adempimenti eccessivi. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 21 marzo 2026 del D.M. del 18 […]
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 22:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Gazzetta, Ufficiale, decreto, che, riforma, gli, Enti, del, Terzo, Settore</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>In arrivo importanti novità per gli Enti del Terzo Settore (ETS), con una fase di profonda riorganizzazione burocratica volta a conciliare la necessaria trasparenza verso i cittadini con l’esigenza di non soffocare le piccole realtà associative sotto il peso di adempimenti eccessivi.</strong></p>
<hr>
<p>La pubblicazione in <strong>Gazzetta Ufficiale del 21 marzo 2026</strong> del D.M. del 18 febbraio segna la tappa conclusiva di un percorso di semplificazione iniziato con la <span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2024-07-04;104" target="_blank" rel="noopener"><strong>Legge 104/2024</strong></a></span>, il cd. <strong>Pacchetto Semplificazioni</strong>. Questo provvedimento introduce ufficialmente il <strong>modello di rendiconto per cassa in forma aggregata</strong>, uno strumento pensato per i <strong>micro-enti</strong> che permette di superare la frammentazione analitica dei conti a favore di una visione d’insieme più chiara e immediata.</p>
<h2>Cosa cambia con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto che riforma gli Enti del Terzo Settore</h2>
<p>La riforma definisce con precisione i confini entro i quali un ETS può considerarsi <strong>micro</strong>. Il parametro di riferimento è fissato in <strong>60.000 euro</strong> <strong>di entrate complessive annue</strong>, tra ricavi, rendite e proventi. Una delle novità più significative riguarda la modalità di calcolo di questa soglia. La verifica non deve essere effettuata sui dati dell’esercizio precedente (come per altre agevolazioni), ma sulle <strong>entrate effettive</strong> dell’anno in corso. Questo approccio dinamico permette un’applicazione immediata della semplificazione, estendendola a tutti gli enti sotto soglia indipendentemente dalla loro natura giuridica. Ne beneficiano infatti sia le associazioni non riconosciute sia quelle dotate di personalità giuridica, incluse le fondazioni, che da sempre sono soggette a regimi contabili più rigidi.</p>
<p>Un altro aspetto riguarda l’innalzamento a <strong>300.000 euro</strong> del limite che distingue gli enti privi di personalità giuridica dall’obbligo di redigere il bilancio completo (composto da stato patrimoniale, rendiconto gestionale e relazione di missione). In questa fascia intermedia, tra i 60.001 e i 300.000 euro, resta obbligatorio il ricorso al <strong>Modello D ordinario</strong>, che richiede un dettaglio analitico delle sotto-voci.</p>
<p>Per chi invece resta <strong>sotto i 60.000 euro</strong>, il nuovo Decreto offre la possibilità di utilizzare il <strong>Modello E aggregato</strong>, che riduce drasticamente la complessità del rendiconto senza però rinunciare al rigore informativo richiesto dal <span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/registro-unico-nazionale-terzo-settore-runts/" target="_blank" rel="noopener">Registro Unico Nazionale del Terzo Settore</a></span> (RUNTS).</p>
<h2>Rendicontazione per macrocategorie</h2>
<p>Centrale poi è il passaggio da una rendicontazione analitica a una per <strong>macrocategorie</strong>. Se il modello ordinario obbliga a dettagliare ogni singola spesa, dal costo del personale all’acquisto di materie prime, dai contributi pubblici al 5 per mille, il nuovo Modello E richiede esclusivamente <strong>l’indicazione dei totali per sei sezioni omogenee</strong>, ossia le attività di interesse generale, le attività diverse, la raccolta fondi, la gestione finanziaria e patrimoniale, il supporto generale e le partite di giro. In questo modo, l’ente può limitarsi a rappresentare come le risorse fluiscono tra i diversi settori operativi dell’organizzazione.</p>
<p>Nonostante questa flessibilità, il rendiconto deve comunque garantire una chiara tracciabilità della liquidità. Il documento deve infatti riportare con precisione il <strong>saldo iniziale di cassa al 1° gennaio e il saldo finale al 31 dicembre</strong>, calcolato attraverso la somma algebrica tra le disponibilità iniziali e il totale di entrate e uscite registrate nelle sei macroaree. È importante sottolineare che l’adozione del modello aggregato è una facoltà e non un obbligo: gli enti che desiderano mantenere un livello di dettaglio superiore per ragioni di trasparenza interna o per esigenze verso i propri <em>stakeholder</em> possono continuare a utilizzare il Modello D ordinario.</p>
<h2>Rispetto degli obblighi contabili e procedurali ancora vigente</h2>
<p>L’introduzione del Modello E semplifica la forma, ma non esonera l’ente dal rispetto degli <strong>obblighi contabili e procedurali</strong>. Permane, infatti, il dovere di tenere le scritture contabili sottostanti, come la prima nota di cassa e banca, che costituisce la base documentale su cui poggia l’intera rendicontazione. Inoltre, la semplificazione del prospetto numerico deve essere accompagnata da una relazione o un’annotazione discorsiva che illustri qualitativamente le attività svolte dall’associazione durante l’anno, fornendo quel contesto narrativo che i soli numeri non possono esprimere.</p>
<h2>Il testo del decreto che riforma gli Enti del Terzo Settore pubblicato in Gazzetta Ufficiale</h2>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/decreto-ministero-lavoro-18022026-allegato.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
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<title>Sempre più città introducono Zone 30 Km/h. Diminuiscono incidenti e vittime, ma non le polemiche</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Crescono le città italiane che stanno introducendo le cosiddette Zone 30, ossia ambiti urbani circoscritti dove le amministrazioni possono limitare a 30 km/h la velocità consentita ai veicoli. La prima fu Olbia nel 2021, poi Bologna nel 2024; di recente Roma e Genova. Ma iniziative sono in corso in oltre 60 comuni medio-grandi, dislocati su […]
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 22:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Sempre, più, città, introducono, Zone, Kmh., Diminuiscono, incidenti, vittime, non, polemiche</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Crescono le città italiane che stanno introducendo le cosiddette <em>Zone 30</em>, ossia ambiti urbani circoscritti dove le amministrazioni possono limitare a 30 km/h la velocità consentita ai veicoli.</strong></p>
<hr>
<p>La prima fu Olbia nel 2021, poi Bologna nel 2024; di recente Roma e Genova. Ma iniziative sono in corso in oltre 60 comuni medio-grandi, dislocati su tutta la penisola (così Milano, Monza, Venezia, Padova, Parma, Firenze, Napoli, Lecce, Bari, Cagliari, Messina, ecc).</p>
<p>L’obiettivo dichiarato è garantire maggiore sicurezza stradale, soprattutto per gli utenti più deboli, come i pedoni. Le statistiche confermano l’efficacia nella diminuzione di incidenti e vittime; eppure, parte spesso una ridda di polemiche quando il nuovo limite viene attuato.</p>
<h2>L’esperienza di Bologna</h2>
<p>L’<span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/bologna-citta-30-il-tar-ristabilisce-il-primato-del-codice-della-strada/" target="_blank" rel="noopener">esperienza del capoluogo emiliano</a></span> si è guadagnata spesso gli onori delle cronache per dimensioni, problematiche e aspetti giuridici.</p>
<p>Con la sentenza n. 126 del 20 gennaio 2026, il Tar Emilia-Romagna ha circoscritto i poteri comunali, stabilendo che il provvedimento può riguardare deroghe al Codice della Strada <em>mirate </em>e <em>motivate</em>, ma non assumere la natura di una <em>norma generalizzata</em>, applicata indiscriminatamente su tutto il territorio. Bocciatura più formale che di merito.</p>
<p>Dopo lo stop dal giudice amministrativo poteva esserci un <em>de profundis </em>per il progetto; invece la Giunta ha rilanciato, approvando un nuovo Piano particolareggiato per la gestione della velocità sulle strade, che ora contiene anche</p>
<p>riferimenti tecnici e specifici a motivare le limitazioni (assenza di marciapiedi, flusso pedonale intenso, attraversamenti non controllati, vicinanza a scuole e ospedali).</p>
<p>Dal prossimo 20 aprile <em>Città 30 </em>verrà riattivata per 258 chilometri di rete secondaria e locale (sui 365 totali), con la previsione di 47 zone diffuse in tutti i quartieri.</p>
<p>Il Comune si fa forte dei dati relativi alla precedente sperimentazione, presentati a inizio anno nel <span><a href="https://www.comune.bologna.it/novita/notizie/bologna-citta-30-report-2025" target="_blank" rel="noopener"><em>Report 2025</em></a></span>: meno incidenti, morti e feriti; meno <em>codici rossi</em>, maggiori spostamenti in bici e <em>bike sharing</em>, flussi veicolari che continuano a calare; meno inquinamento da traffico.</p>
<p>L’efficacia delle azioni intraprese è confermata anche dal confronto con <em>14 Grandi Comuni </em>italiani. Nel 2024, a Bologna gli incidenti sono stati -9.8%, rispetto al +4.3% registrato nelle altre città; i feriti -10.7%, contro +3.9%; i morti -47.6% rispetto al -18.1% degli altri.</p>
<h2>Ogni anno centinaia di pedoni morti sulle strade italiane</h2>
<p>Dall’inizio 2026 sono già morti 108 pedoni, 72 maschi e 36 femmine. E c’è un motivo per cui il dibattito e le soluzioni sono incentrati sui limiti di velocità.</p>
<p>L’<em>Organizzazione mondiale della sanità </em>sostiene che una persona investita a 30 km/h ha un rischio di morte del 10%, mentre con un impatto a 50 km/h si arriva all’80%. Inoltre, a 30 km/h un’auto si arresta in circa 13 metri, a 50 km/h ne servono almeno 28.</p>
<p>Non sono elucubrazioni statistiche, ma quel confine sottile che può separare la vita dalla morte.</p>
<p>I numeri del Rapporto <em>Asaps (Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale) </em>sono eloquenti: nel 2025 sulle strade italiane sono deceduti 434 pedoni (266 maschi e 168 femmine); un dato impressionante, anche se si apprezza un -7.6% rispetto ai 470 del 2024.</p>
<p>Ben 225 avevano oltre 65 anni, a conferma che la fascia dei cittadini anziani è la più esposta; in 200 hanno perso la vita sulle strisce pedonali, e in 32 casi il conducente è fuggito. Il mese con più decessi è stato settembre (56), il meno nero aprile (19).</p>
<p>La distribuzione territoriale di questi bollettini tragici è capeggiata dal Lazio con 65 decessi, di cui 34 a Roma.</p>
<p>Seguono Lombardia (62), Emilia-Romagna (43), Sicilia (36), Piemonte (28), Veneto (26), Campania (25), Toscana (24),</p>
<p>Liguria (22), Puglia (21), Calabria (14), Abruzzo (14), Sardegna (14), Friuli-Venezia Giulia (13), Umbria (10), Marche (9), Basilicata (2), Prov. Aut. Trento (2), Prov. Aut. Bolzano (2), Valle d’Aosta (1). Nessuno in Molise tra i pedoni.</p>
<h2>L’Unione Europea promuove Città 30</h2>
<p>Da tempo l’Unione Europea sostiene la riduzione della velocità nelle zone urbane come strumento di sicurezza stradale. Lo ha ribadito in importanti documenti come la <em>Dichiarazione di Stoccolma </em>(febbraio 2020), una risoluzione approvata dal Parlamento Europeo (ottobre 2021) e anche in atti del Consiglio Europeo.</p>
<p>Nell’ultima <em>Relazione intermedia sull’attuazione del quadro strategico della sicurezza stradale 2021-2030</em>, la Commissione Europea ribadisce che il limite dei 30 km/h è <em>la misura con il maggiore impatto </em>per ridurre le morti e raggiungere l’obiettivo di zero decessi entro il 2050 (<em>Vision Zero</em>), mantenendo intanto il target di ridurre del 50% morti e feriti gravi entro il 2030.</p>
<p>Un traguardo ancora lontano, poiché nel 2024 emergono dati preoccupanti e disomogenei, oscillando dai 20 decessi per milione di abitanti della Svezia ai 78 in Romania. In Italia ne contiamo 51, sopra la media UE attestata a 45.</p>
<p>Ci sono comunque molti studi che dimostrano miglioramenti nelle aree sottoposte a tali vincoli.</p>
<p>Le 40 città europee che vi hanno fatto ricorso, seguendo le linee guida <em>Preferred Reporting Items for Systematic </em><em>Reviews and Meta-Analysis </em>(<em>PRISMA</em>), hanno registrato importanti diminuzioni: -23% incidenti stradali, -38% infortuni e -37% decessi.</p>
<h2>In quali Stati UE ci sono le Zone 30 km/h</h2>
<p>Attualmente risultano due Paesi europei con una normativa nazionale su velocità predefinite a 30 km/h in determinate tipologie di strade urbane: la Spagna dal 2021 e il Galles, che dal 2023 ha previsto un limite generale di 20 mp/h per quelle residenziali. Anche Austria e Germania hanno approvato leggi più favorevoli.</p>
<p>Per il resto, come in Italia, si procede a <em>macchia di leopardo</em>; e l’iniziativa lasciata alla sensibilità delle singole amministrazioni locali.</p>
<p>In Francia, nel 2021 Parigi ha adottato vincoli su quasi tutta la viabilità, seguita poi da molte altre. La Germania conta oltre 100 città che hanno avviato le procedure, con in testa Berlino e Friburgo.</p>
<p>In Belgio il caso più eclatante è rappresentato da Bruxelles, dove dal 2021 vige l’obbligo dei 30 km/h su tutto il territorio comunale.</p>
<p>Nei Paesi Bassi, Amsterdam, Rotterdam e Utrecht stanno riconvertendo interi quartieri in <em>Zone 30</em>, accompagnando la misura con interventi su infrastrutture e segnaletica.</p>
<p>Quest’ultimo aspetto è un punto fondamentale. Tutti gli studi rivelano che i provvedimenti sono efficaci solo se inseriti in un disegno più complessivo (restringimenti carreggiate, attraversamenti pedonali rialzati e ben segnalati, arredi urbani per rallentare il traffico, manutenzione segnaletica verticale e orizzontale).</p>
<p>Sono le indicazioni seguite anche da tante città italiane. Ma pesa l’assenza di una normativa nazionale, propria di qualsivoglia strategia organica, che si dia il fine di promuovere una diversa visione dello spazio urbano.</p>
<p>Un <em>limite </em>ben più problematico di quanto possa essere espresso con la sola velocità.</p>
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<title>Semplificazioni dall&amp;apos;Anac: 10 modelli per inconferibilità e incompatibilità nella PA</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Una svolta operativa nel sistema dei controlli sugli incarichi pubblici arriva dall’Autorità nazionale anticorruzione. Con la delibera n. 92 dell’11 marzo 2026, vengono messi a disposizione dieci schemi uniformi destinati alla raccolta delle dichiarazioni relative all’assenza di cause di inconferibilità e incompatibilità. Si tratta di un intervento che punta a rendere più lineari gli adempimenti, […]
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 22:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Semplificazioni, dallAnac:, modelli, per, inconferibilità, incompatibilità, nella</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="419" data-end="930"><strong>Una svolta operativa nel sistema dei controlli sugli incarichi pubblici arriva dall’Autorità nazionale anticorruzione. Con la delibera n. 92 dell’11 marzo 2026, vengono messi a disposizione dieci schemi uniformi destinati alla raccolta delle dichiarazioni relative all’assenza di cause di inconferibilità e incompatibilità.</strong></p>
<hr>
<p data-start="419" data-end="930">Si tratta di un intervento che punta a rendere più lineari gli adempimenti, migliorando al tempo stesso l’efficacia delle verifiche interne e il livello di trasparenza amministrativa.</p>
<p data-start="932" data-end="1289">L’iniziativa si inserisce nel quadro applicativo del <em data-start="985" data-end="1021">decreto legislativo n. 39 del 2013</em>, che disciplina i casi in cui incarichi pubblici non possono essere conferiti oppure devono essere considerati incompatibili con altre posizioni. In particolare, l’articolo 20 impone specifici obblighi dichiarativi sia al momento della nomina sia con cadenza annuale.</p>
<h2 data-section-id="mnw5xn" data-start="1296" data-end="1343">Dieci moduli per uniformare le dichiarazioni</h2>
<p data-start="1345" data-end="1678">Il provvedimento introduce un set articolato di strumenti operativi: <strong data-start="1414" data-end="1472">cinque modelli riguardano l’assenza di inconferibilità</strong>, mentre altri cinque sono dedicati alla verifica dell’assenza di incompatibilità. Gli schemi sono differenziati in base alla natura giuridica dell’ente, così da adattarsi alle diverse realtà organizzative.</p>
<p data-start="1680" data-end="1719">In concreto, i moduli sono destinati a:</p>
<ul data-start="1721" data-end="1944">
<li data-section-id="ewudye" data-start="1721" data-end="1750">amministrazioni pubbliche</li>
<li data-section-id="1kap6c4" data-start="1751" data-end="1768">enti pubblici</li>
<li data-section-id="8wtqaj" data-start="1769" data-end="1833">organismi di diritto privato sottoposti a controllo pubblico</li>
<li data-section-id="m1k3ec" data-start="1834" data-end="1944">strutture del servizio sanitario, con distinzioni legate alle figure dirigenziali e agli incarichi apicali</li>
</ul>
<p data-start="1946" data-end="2145">Questa articolazione consente una maggiore precisione nella raccolta delle informazioni, evitando generalizzazioni che in passato potevano generare incertezze interpretative o difficoltà applicative.</p>
<h2 data-section-id="1apnsqw" data-start="2152" data-end="2200">Sperimentazione di 12 mesi su base volontaria</h2>
<p data-start="2202" data-end="2448">L’utilizzo dei nuovi modelli non è immediatamente obbligatorio. L’Autorità ha previsto una <strong data-start="2293" data-end="2338">fase sperimentale della durata di un anno</strong>, che partirà con la pubblicazione dell’avviso in Gazzetta Ufficiale relativo all’approvazione della delibera.</p>
<p data-start="2450" data-end="2760">Durante questo periodo, le amministrazioni potranno adottare gli schemi su base volontaria, contribuendo così a un processo di miglioramento progressivo. Le osservazioni raccolte e le esperienze maturate sul campo serviranno a perfezionare i modelli, rendendoli più aderenti alle esigenze operative degli enti.</p>
<p data-start="2762" data-end="2946">Questa scelta riflette un approccio pragmatico: invece di imporre immediatamente un nuovo standard, si punta a costruire uno strumento condiviso e testato nella pratica amministrativa.</p>
<h2 data-section-id="zimk4u" data-start="2953" data-end="3016">Obiettivi: semplificazione, controllo e responsabilizzazione</h2>
<p data-start="3018" data-end="3394">L’introduzione dei modelli standard risponde a una pluralità di finalità. Da un lato, si intende <strong data-start="3115" data-end="3155">alleggerire il carico amministrativo</strong> a carico dei soggetti tenuti a rendere le dichiarazioni, offrendo un formato chiaro e uniforme. Dall’altro, si mira a rafforzare l’attività di verifica svolta dai Responsabili della prevenzione della corruzione e della trasparenza (Rpct).</p>
<p data-start="3396" data-end="3707">L’uniformità dei moduli facilita infatti la lettura e il confronto delle informazioni, rendendo più immediata l’individuazione di eventuali criticità. Allo stesso tempo, viene incentivata una maggiore consapevolezza da parte dei soggetti interessati, chiamati a dichiarare in modo puntuale la propria posizione.</p>
<h2 data-section-id="1ge1cj2" data-start="3714" data-end="3757">Impatto sulla trasparenza amministrativa</h2>
<p data-start="3759" data-end="4021">Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la gestione delle informazioni pubblicate sui siti istituzionali. Le dichiarazioni devono infatti essere rese disponibili nella sezione <strong data-start="3936" data-end="3969">“<span><a href="https://lentepubblica.it/tag/amministrazione-trasparente/" target="_blank" rel="noopener">Amministrazione Trasparente</a></span>”</strong> (o “Società Trasparente” per gli enti controllati).</p>
<p data-start="4023" data-end="4308">I nuovi modelli introducono una modalità standardizzata anche nella fase di pubblicazione, con indicazioni precise sulla rappresentazione dei dati. Tra queste, si segnala l’obbligo di oscurare eventuali firme autografe, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali.</p>
<p data-start="4310" data-end="4464">L’obiettivo è duplice: da un lato garantire la massima accessibilità delle informazioni, dall’altro assicurare un trattamento corretto dei dati sensibili.</p>
<h2 data-section-id="1payss" data-start="4471" data-end="4518">Verso la Piattaforma unica della trasparenza</h2>
<p data-start="4520" data-end="4867">La delibera non si limita a disciplinare l’immediato utilizzo dei moduli, ma guarda anche a sviluppi futuri. Gli schemi predisposti potranno infatti costituire la base per l’implementazione della <strong data-start="4716" data-end="4755">Piattaforma unica della trasparenza</strong>, uno strumento destinato a razionalizzare e digitalizzare ulteriormente la gestione degli obblighi informativi.</p>
<p data-start="4869" data-end="5091">In questo senso, l’uniformazione dei modelli rappresenta un passaggio preliminare fondamentale per costruire sistemi interoperabili e integrati, in linea con gli obiettivi di modernizzazione della pubblica amministrazione.</p>
<h2 data-section-id="1n8izrs" data-start="5098" data-end="5145">Il raccordo con le indicazioni Anac del 2025</h2>
<p data-start="5147" data-end="5409">L’intervento del 2026 si collega a un percorso già avviato dall’Autorità. Con la delibera n. 464 del 26 novembre 2025, erano state fornite indicazioni aggiornate in merito alle attività di vigilanza e accertamento in materia di inconferibilità e incompatibilità.</p>
<p data-start="5411" data-end="5500">In quell’occasione, era stata sottolineata la necessità di definire procedure chiare per:</p>
<ul data-start="5502" data-end="5613">
<li data-section-id="h0u8rh" data-start="5502" data-end="5540">l’acquisizione delle dichiarazioni</li>
<li data-section-id="1luyeku" data-start="5541" data-end="5580">la verifica delle informazioni rese</li>
<li data-section-id="11ihqhe" data-start="5581" data-end="5613">la gestione dei casi critici</li>
</ul>
<p data-start="5615" data-end="5899">Tali indicazioni devono essere recepite all’interno degli strumenti programmatori degli enti, come il <em data-start="5717" data-end="5770">Piano integrato di attività e organizzazione (Piao)</em> o il <em data-start="5776" data-end="5853">Piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza (Ptpct)</em>, nella sezione dedicata ai rischi corruttivi.</p>
<h2 data-section-id="1jb6wal" data-start="5906" data-end="5948">Ruolo degli Rpct e obblighi procedurali</h2>
<p data-start="5950" data-end="6164">I Responsabili anticorruzione assumono un ruolo centrale nell’attuazione delle nuove disposizioni. Spetta a loro predisporre le modalità di raccolta delle dichiarazioni e verificarne la completezza e la veridicità.</p>
<p data-start="6166" data-end="6222">Tra le buone prassi evidenziate, emerge l’importanza di:</p>
<p data-start="6224" data-end="6393"><em data-start="6224" data-end="6268">fornire un’informativa chiara e preventiva</em> ai soggetti interessati, prima della compilazione del modulo, e garantire una gestione ordinata delle informazioni raccolte.</p>
<p data-start="6395" data-end="6518">Resta inoltre fermo l’obbligo di pubblicazione, che rappresenta uno dei pilastri del sistema di trasparenza amministrativa.</p>
<h2 data-section-id="1nzgrk2" data-start="6525" data-end="6569">Pareri preventivi e attività di vigilanza</h2>
<p data-start="6571" data-end="6799">Un ulteriore elemento operativo riguarda la possibilità di richiedere un <strong data-start="6644" data-end="6674">parere preventivo all’Anac</strong> prima del conferimento di un incarico. La richiesta deve essere sottoscritta dal legale rappresentante dell’ente o dal Rpct.</p>
<p data-start="6801" data-end="7055">Pur non avendo carattere vincolante, tale parere assume un peso significativo. Se l’amministrazione decide di discostarsi dall’interpretazione fornita dall’Autorità e successivamente interviene una segnalazione, Anac può avviare un’attività di vigilanza.</p>
<p data-start="7057" data-end="7190">Questo meccanismo rafforza il sistema dei controlli, incentivando comportamenti prudenti e coerenti con l’orientamento dell’Autorità.</p>
<h2 data-section-id="1cyyk8x" data-start="7197" data-end="7242">Un passo verso una governance più efficace</h2>
<p data-start="7244" data-end="7529">L’introduzione dei modelli standard segna un’evoluzione concreta nella gestione degli incarichi pubblici. La combinazione tra semplificazione degli adempimenti, rafforzamento dei controlli e miglioramento della trasparenza contribuisce a costruire un sistema più affidabile e coerente.</p>
<p data-start="7531" data-end="7811">In un contesto in cui la prevenzione della corruzione rappresenta una priorità strategica, strumenti operativi chiari e condivisi possono fare la differenza. La fase sperimentale sarà decisiva per valutare l’efficacia delle soluzioni adottate e per apportare eventuali correttivi.</p>
<p data-start="7813" data-end="8004">Se confermati, i nuovi modelli potrebbero diventare un riferimento stabile per tutte le amministrazioni, contribuendo a rendere più omogenee le pratiche e più solido l’impianto dei controlli.</p>
<h2 data-start="7813" data-end="8004">Anac: i 10 modelli per inconferibilità e incompatibilità di incarichi pubblici nella PA</h2>
<ul>
<li><span><a href="https://www.anticorruzione.it/documents/91439/386022219/Delibera+n.+92+del+11+marzo+2026.pdf/8d00936c-f3d6-d009-ce48-059dbfb29dd8?t=1774264694330" target="_blank" rel="noopener"><strong>Delibera n. 92 del 11 marzo 2026.pdf</strong></a></span></li>
<li><span><a href="https://www.anticorruzione.it/documents/91439/386022219/INCONFERIBILITA%27++enti+pubblici.docx/98daadee-f62a-d766-b9d0-eb8529b34843?t=1774288561913" target="_blank" rel="noopener"><strong>INCONFERIBILITA’ enti pubblici.docx</strong></a></span></li>
<li><span><a href="https://www.anticorruzione.it/documents/91439/386022219/INCONFERIBILITA%27+enti+diritto+privato+in+controllo+pubblico.docx/2beb81d6-62fb-b197-6e0c-a563a6bbae3f?t=1774264753810" target="_blank" rel="noopener"><strong>INCONFERIBILITA’ enti diritto privato in controllo pubblico.docx</strong></a></span></li>
<li><span><a href="https://www.anticorruzione.it/documents/91439/386022219/INCONFERIBILITA%27+P.A..docx/9467573d-549b-6ec7-f684-578cf0bf1075?t=1774264754010" target="_blank" rel="noopener"><strong>INCONFERIBILITA’ P.A..docx</strong></a></span></li>
<li><span><a href="https://www.anticorruzione.it/documents/91439/386022219/INCONFERIBILITA%27+sanit%C3%A0+dirigenti+non+medici.docx/c2e1f336-5d6b-6039-ccb2-d2b0943457c1?t=1774264754233" target="_blank" rel="noopener"><strong>INCONFERIBILITA’ sanità dirigenti non medici.docx</strong></a></span></li>
<li><span><a href="https://www.anticorruzione.it/documents/91439/386022219/INCONFERIBILITA%27+sanit%C3%A0+governance.docx/05ea9ac9-0be1-609c-e38c-d4af79b73873?t=1774264754470" target="_blank" rel="noopener"><strong>INCONFERIBILITA’ sanità governance.doc</strong></a></span></li>
<li><span><a href="https://www.anticorruzione.it/documents/91439/386022219/INCOMPATIBILITA%27++enti+pubblici.docx/3fcfc693-0529-f199-a161-e4b1458c4830?t=1774264752393" target="_blank" rel="noopener"><strong>INCOMPATIBILITA’ enti pubblici.docx</strong></a></span></li>
<li><span><a href="https://www.anticorruzione.it/documents/91439/386022219/INCOMPATIBILITA%27++enti+diritto+privato+in+controllo+pubblico.docx/da83c0a5-b6a3-5303-b66d-3d30acd51275?t=1774265873813" target="_blank" rel="noopener"><strong>INCOMPATIBILITA’ enti diritto privato in controllo pubblico.doc</strong></a></span></li>
<li><span><a href="https://www.anticorruzione.it/documents/91439/386022219/INCOMPATIBILITA%27+P.+A..docx/773c83ab-8db5-9926-3e32-e022cae7bc01?t=1774264752663" target="_blank" rel="noopener"><strong>INCOMPATIBILITA’ P. A..doc</strong></a></span></li>
<li><span><a href="https://www.anticorruzione.it/documents/91439/386022219/INCOMPATIBILITA%27+sanit%C3%A0+dirigenti+non+medici.docx/2f1f63ce-394d-edf3-dce4-4f23eb86e491?t=1774264753023" target="_blank" rel="noopener"><strong>INCOMPATIBILITA’ sanità dirigenti non medici.docx</strong></a></span></li>
<li><span><a href="https://www.anticorruzione.it/documents/91439/386022219/INCOMPATIBILITA%27+sanit%C3%A0+governance.docx/de8910d1-5aa7-c855-edd7-020deac1df06?t=1774264753233" target="_blank" rel="noopener"><strong>INCOMPATIBILITA’ sanità governance.docx</strong></a></span></li>
</ul>
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<title>Censimento auto di servizio della PA 2026: scadenze, novità e obblighi</title>
<link>https://www.eventi.news/censimento-auto-di-servizio-della-pa-2026-scadenze-novita-e-obblighi</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Prende ufficialmente il via la nuova rilevazione nazionale dedicata alle auto di servizio in dotazione alle pubbliche amministrazioni. Anche per il 2026, l’operazione rappresenta un passaggio strategico per garantire trasparenza, controllo della spesa e maggiore efficienza nella gestione delle risorse pubbliche. Le amministrazioni interessate sono chiamate a trasmettere i dati aggiornati entro una scadenza ben […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-censimento-auto-di-servizio-della-pa-2026-scadenze-novita-e-obblighi.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 22:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Censimento, auto, servizio, della, 2026:, scadenze, novità, obblighi</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="90" data-end="575"><strong>Prende ufficialmente il via la nuova rilevazione nazionale dedicata alle auto di servizio in dotazione alle pubbliche amministrazioni.</strong></p>
<hr>
<p data-start="90" data-end="575">Anche per il 2026, l’operazione rappresenta un passaggio strategico per garantire trasparenza, controllo della spesa e maggiore efficienza nella gestione delle risorse pubbliche. Le amministrazioni interessate sono chiamate a trasmettere i dati aggiornati entro una scadenza ben precisa, con alcune novità rilevanti rispetto alle precedenti edizioni.</p>
<h2 data-section-id="jv247y" data-start="577" data-end="634">Un monitoraggio consolidato per il parco auto pubblico</h2>
<p data-start="636" data-end="1037">L’iniziativa si inserisce in un percorso di monitoraggio avviato ormai da oltre un decennio, che consente di fotografare in modo puntuale la consistenza e le caratteristiche del parco veicoli in uso agli enti pubblici. Il censimento riguarda nello specifico le auto di servizio utilizzate alla data del <strong data-start="939" data-end="959">31 dicembre 2025</strong>, offrendo così una base informativa aggiornata e uniforme su scala nazionale.</p>
<p data-start="1039" data-end="1337">Nel corso degli anni, questo strumento si è progressivamente evoluto, diventando un riferimento essenziale per analizzare non solo il numero dei mezzi disponibili, ma anche le modalità con cui vengono impiegati e le forme giuridiche attraverso cui sono detenuti, come proprietà, noleggio o leasing.</p>
<h2 data-section-id="zxsnk" data-start="1339" data-end="1376">Scadenza fissata al 30 aprile 2026</h2>
<p data-start="1378" data-end="1683">Le amministrazioni inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione dovranno adempiere all’obbligo di comunicazione entro il <strong data-start="1526" data-end="1544">30 aprile 2026</strong>. Si tratta di un termine perentorio entro cui aggiornare e trasmettere tutte le informazioni richieste attraverso la piattaforma dedicata.</p>
<p data-start="1685" data-end="2015">Il rispetto della scadenza è fondamentale non solo per adempiere agli obblighi normativi, ma anche per contribuire alla costruzione di un quadro informativo completo e attendibile a livello nazionale. Ritardi o omissioni possono compromettere la qualità complessiva dei dati raccolti e, di conseguenza, le analisi che ne derivano.</p>
<h2 data-section-id="1is5u5b" data-start="2017" data-end="2075">Sistema online: semplificazione e maggiore affidabilità</h2>
<p data-start="2077" data-end="2384">Uno degli elementi centrali del censimento è rappresentato dal sistema digitale utilizzato per la raccolta delle informazioni. Introdotto negli ultimi anni dal <strong><span><a href="https://www.funzionepubblica.gov.it/it/il-dipartimento/" target="_blank" rel="noopener">Dipartimento della funzione pubblica</a></span></strong>, questo strumento consente alle amministrazioni di operare in modo più rapido e intuitivo rispetto al passato.</p>
<p data-start="2386" data-end="2768">L’utilizzo della piattaforma online garantisce diversi vantaggi: <strong data-start="2451" data-end="2477">riduzione degli errori</strong>, maggiore coerenza dei dati inseriti e un livello più elevato di sicurezza nella gestione delle informazioni. Inoltre, la standardizzazione delle modalità di raccolta consente confronti più agevoli tra le diverse amministrazioni e favorisce una lettura più chiara dei risultati complessivi.</p>
<h2 data-section-id="joehvm" data-start="2770" data-end="2802">Le novità del censimento 2026</h2>
<p data-start="2804" data-end="3103">L’edizione 2026 introduce un elemento di particolare rilievo: tra le informazioni richieste figura anche la <strong data-start="2912" data-end="2945">classe ambientale dei veicoli</strong>. Si tratta di un aggiornamento significativo, che riflette l’attenzione crescente verso i temi della sostenibilità e della riduzione dell’impatto ambientale.</p>
<p data-start="3105" data-end="3508">L’inserimento di questo dato permetterà di valutare in modo più accurato il livello di “green transition” del parco auto pubblico, offrendo indicazioni utili per eventuali politiche di rinnovo dei mezzi in chiave ecologica. In prospettiva, questa informazione potrà contribuire a orientare le scelte delle amministrazioni verso soluzioni più sostenibili, in linea con gli obiettivi nazionali ed europei.</p>
<h2 data-section-id="lx4urj" data-start="3510" data-end="3548">Quali dati devono essere comunicati</h2>
<p data-start="3550" data-end="3767">Il censimento richiede alle amministrazioni di fornire un insieme articolato di informazioni, che consente di delineare un quadro completo della situazione. Tra gli elementi principali oggetto di rilevazione figurano:</p>
<ul data-start="3769" data-end="4003">
<li data-section-id="kfe3g1" data-start="3769" data-end="3816">il numero complessivo delle auto di servizio;</li>
<li data-section-id="6k4s8" data-start="3817" data-end="3855">le modalità di utilizzo dei veicoli;</li>
<li data-section-id="fy78g5" data-start="3856" data-end="3936">il titolo di possesso, ossia la forma attraverso cui l’ente dispone del mezzo;</li>
<li data-section-id="36qhod" data-start="3937" data-end="4003">la classe ambientale, introdotta come novità nell’edizione 2026.</li>
</ul>
<p data-start="4005" data-end="4215">Questi dati, raccolti in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, rappresentano una base fondamentale per monitorare l’andamento della spesa pubblica e individuare eventuali margini di razionalizzazione.</p>
<h2 data-section-id="13bgco2" data-start="4217" data-end="4256">Trasparenza e pubblicazione dei dati</h2>
<p data-start="4258" data-end="4558">Oltre all’obbligo di trasmissione al sistema centrale, le amministrazioni sono chiamate a garantire la massima trasparenza anche nei confronti dei cittadini. In particolare, i dati relativi al parco auto devono essere pubblicati nella sezione <strong data-start="4501" data-end="4534">“<span><a href="https://lentepubblica.it/tag/amministrazione-trasparente/" target="_blank" rel="noopener">Amministrazione Trasparente</a></span>”</strong> dei siti istituzionali.</p>
<p data-start="4560" data-end="4920">Questo adempimento risponde a una logica di accountability, consentendo a chiunque di accedere alle informazioni e verificare come vengono gestite le risorse pubbliche. La pubblicazione dei dati contribuisce inoltre a rafforzare la fiducia nei confronti delle istituzioni, promuovendo una cultura amministrativa improntata alla responsabilità e alla chiarezza.</p>
<h2 data-section-id="12bfe8h" data-start="4922" data-end="4957">Report e dati disponibili online</h2>
<p data-start="4959" data-end="5298">Come nelle precedenti edizioni, anche per il 2026 i risultati del censimento saranno resi pubblici attraverso report di sintesi disponibili sul sito del Dipartimento della funzione pubblica. Questi documenti rappresentano uno strumento prezioso per analizzare le tendenze in atto e confrontare le performance delle diverse amministrazioni.</p>
<p data-start="5300" data-end="5513">La diffusione dei dati in forma aggregata consente non solo agli addetti ai lavori, ma anche a studiosi, operatori e cittadini interessati di accedere a informazioni utili per comprendere l’evoluzione del settore.</p>
<h2 data-section-id="1vqxjqv" data-start="5515" data-end="5567">Supporto alle amministrazioni: attivo l’help desk</h2>
<p data-start="5569" data-end="5806">Per facilitare le operazioni di inserimento e aggiornamento dei dati, è stato attivato un servizio di assistenza dedicato. Le amministrazioni possono infatti rivolgersi all’help desk scrivendo all’indirizzo <strong data-start="5776" data-end="5805"><a class="decorated-link cursor-pointer" rel="noopener" data-start="5778" data-end="5803">helpdesk.autopa@formez.it</a></strong>.</p>
<p data-start="5808" data-end="6104">Il supporto tecnico rappresenta un elemento importante per garantire il corretto svolgimento delle attività, soprattutto in presenza di eventuali dubbi o difficoltà operative. L’obiettivo è assicurare che tutte le amministrazioni possano completare il processo in modo efficace e senza criticità.</p>
<h2 data-section-id="6lxh1l" data-start="6106" data-end="6155">Uno strumento chiave per l’efficienza della PA</h2>
<p data-start="6157" data-end="6447">Il censimento delle auto di servizio si conferma, anche nel 2026, uno strumento essenziale per migliorare la gestione delle risorse pubbliche. Attraverso la raccolta sistematica dei dati, è possibile individuare sprechi, ottimizzare l’utilizzo dei mezzi e promuovere scelte più sostenibili.</p>
<p data-start="6449" data-end="6801">In un contesto in cui la pubblica amministrazione è chiamata a coniugare efficienza, trasparenza e innovazione, iniziative di questo tipo assumono un valore strategico sempre più rilevante. Non si tratta infatti di un mero adempimento burocratico, ma di un passaggio fondamentale per costruire una PA più moderna, responsabile e orientata ai risultati.</p>
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<title>Referendum giustizia: tra i liberi professionisti il “No” prevale, spinto soprattutto da donne e under 45</title>
<link>https://www.eventi.news/referendum-giustizia-tra-i-liberi-professionisti-il-no-prevale-spinto-soprattutto-da-donne-e-under-45</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Sulla base dei dati raccolti da SWG tra il 4 e il 23 marzo 2026, l’Osservatorio di Confprofessioni analizza il voto dei liberi professionisti nel referendum sulla giustizia, confrontandolo con quello della popolazione generale e mettendo in luce differenze rilevanti nella struttura del consenso. di Miriam Minopoli, Confprofessioni I liberi professionisti costituiscono una componente strategica […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2025/06/lentepubblica-referendum-8-9-giugno-2025-il-voto-speciale-per-malati-militari-e-operatori-seggi.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 22:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Referendum, giustizia:, tra, liberi, professionisti, “No”, prevale, spinto, soprattutto, donne, under</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Sulla base dei dati raccolti da SWG tra il 4 e il 23 marzo 2026, l’Osservatorio di Confprofessioni analizza il voto dei liberi professionisti nel referendum sulla giustizia, confrontandolo con quello della popolazione generale e mettendo in luce differenze rilevanti nella struttura del consenso.</strong></p>
<hr>
<p><em>di Miriam Minopoli, Confprofessioni</em></p>
<p>I liberi professionisti costituiscono una componente strategica del capitale umano italiano e, grazie al rapporto diretto con cittadini e imprese, percepiscono con particolare immediatezza gli effetti delle riforme istituzionali. La loro posizione sul referendum costituzionale sulla giustizia diventa quindi un indicatore prezioso per comprendere bisogni, criticità e sensibilità del sistema giudiziario.</p>
<p>Grazie ai dati delle indagini SWG, realizzate tra il 4 e il 23 marzo 2026, il nuovo numero di <em><strong>#BreakingProf</strong></em> dell’<span><a href="https://confprofessioni.eu/osservatorio-delle-libere-professioni/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Osservatorio</strong></a></span> di <span><a href="https://confprofessioni.eu/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Confprofessioni</strong></a></span> mette a confronto le scelte di voto dei professionisti con quelle della popolazione generale. Il risultato complessivo appare allineato: il <strong>“No”</strong> alla riforma raggiunge il <strong>53,6% </strong>tra i professionisti, un dato quasi identico al 53,7% registrato sull’intero corpo elettorale. Ma dietro questa apparente coincidenza emergono differenze significative nella composizione del consenso.</p>
<h2><strong>Donne e giovani determinano la vittoria del “No”</strong></h2>
<p>Il divario di genere è molto più marcato tra i professionisti rispetto alla popolazione generale. Le libere professioniste bocciano la riforma con un netto <strong>59,3% di “No”</strong>, mentre tra gli uomini prevale il “Sì”, con i contrari fermi al <strong>49%</strong>. Nella popolazione complessiva, invece, il “No” vince anche tra gli uomini, ma con uno scarto più contenuto. È dunque il voto femminile a spostare l’ago della bilancia all’interno del mondo professionale.</p>
<p>Anche il fattore generazionale pesa: tra gli under 45 il “No” sale al <strong>63,6%</strong> tra i professionisti, superando il dato della popolazione della stessa fascia (61,2%). Tra gli over 45, invece, il quadro si riequilibra attorno al 50%.</p>
<h2><strong>Nord più equilibrato, Centro-Sud più critico</strong></h2>
<p>Sul piano territoriale, l’andamento è simile tra popolazione generale e professionisti: nel Centro-Sud il “No” è più forte, mentre nel Nord il voto appare più bilanciato. Tra i professionisti il rifiuto della riforma passa dal <strong>49,7%</strong> nel Nord al <strong>55,9%</strong> nel Centro-Sud, un trend in linea con quello nazionale.</p>
<h2><strong>Un risultato simile, ma con dinamiche interne diverse</strong></h2>
<p>Il quadro complessivo mostra quindi una sostanziale coincidenza tra il voto dei professionisti e quello dell’intera popolazione. Tuttavia, la struttura interna del consenso è diversa: <strong>tra i liberi professionisti la vittoria del “No” è trainata soprattutto da donne e giovani</strong>, mentre tra gli uomini prevale il “Sì” e tra gli over 45 emerge un sostanziale equilibrio.</p>
<p>The post <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/referendum-giustizia-tra-i-liberi-professionisti-il-no-prevale-spinto-soprattutto-da-donne-e-under-45/">Referendum giustizia: tra i liberi professionisti il “No” prevale, spinto soprattutto da donne e under 45</a> appeared first on <a href="https://lentepubblica.it/">lentepubblica.it</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>La “riserva di umanità” nei concorsi pubblici automatizzati</title>
<link>https://www.eventi.news/la-riserva-di-umanita-nei-concorsi-pubblici-automatizzati</link>
<guid>https://www.eventi.news/la-riserva-di-umanita-nei-concorsi-pubblici-automatizzati</guid>
<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Il TAR Lazio anticipa l’AI Act: il controllo umano è il limite invalicabile per la legittimità delle procedure digitali. di Maurizio Campagna e Claudio Cicu Il TAR Lazio (sez. III-bis), con la sentenza n. 1895 del 2 febbraio 2026, affronta il tema dell’impiego di sistemi automatizzati nei concorsi pubblici, delineando il perimetro delle garanzie procedimentali […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-la-riserva-di-umanita-nei-concorsi-pubblici-automatizzati.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 22:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>“riserva, umanità”, nei, concorsi, pubblici, automatizzati</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong><em>Il TAR Lazio anticipa l’AI Act: il controllo umano è il limite invalicabile per la legittimità delle procedure digitali.</em></strong></p>
<hr>
<p>di<em> Maurizio Campagna </em>e<em> Claudio Cicu</em></p>
<p>Il <strong>TAR Lazio</strong> (sez. III-<em>bis</em>), con la sentenza n. 1895 del 2 febbraio 2026, affronta il tema dell’impiego di sistemi automatizzati nei concorsi pubblici, delineando il perimetro delle garanzie procedimentali a tutela dei candidati. La pronuncia chiarisce un punto fondamentale: <strong>la digitalizzazione dell’azione amministrativa non può tradursi in un affievolimento dei principi di imparzialità e buon andamento</strong>. Non deve, inoltre, sfociare in automatismi rigidi che sacrifichino la sostanza dei requisiti posseduti in favore di meri oneri formali di compilazione.</p>
<h2><strong>Il fatto</strong></h2>
<p>La sentenza trae origine dal ricorso di un candidato al concorso per la scuola secondaria (classe A001 – Arte e Immagine) nella Regione Lazio. L’interessato si era visto negare sia l’applicazione della riserva del 30% dei posti – prevista dal bando per i candidati con almeno tre anni di servizio, nonostante avesse effettivamente maturato tale anzianità – sia la valutazione di un ulteriore titolo accademico, finendo così escluso dal novero dei vincitori.</p>
<p>Il candidato, pur avendo indicato le annualità di servizio – valutate correttamente ai fini dell’attribuzione del punteggio finale – aveva, infatti, omesso di contrassegnare nella domanda di partecipazione l’opzione per indicare la volontà di avvalersi della riserva del 30%.</p>
<p>L’Amministrazione si è difesa sostenendo che la graduatoria era stata formata nel pieno rispetto delle disposizioni del bando: la domanda assume, infatti, valore di autocertificazione e ricade sul candidato l’onere esclusivo di verificare la correttezza e la completezza dei dati prima dell’invio definitivo. <strong>Il “sistema automatizzato”, quindi, si sarebbe limitato a processare le informazioni fornite dal candidato.</strong></p>
<h2><strong>Il primato della sostanza sulla forma</strong></h2>
<p>Ad avviso del giudice amministrativo, la tesi dell’Amministrazione non è risultata convincente. Sebbene il candidato avesse omesso di contrassegnare la casella dedicata, la volontà di usufruire del beneficio della riserva era chiaramente desumibile dal contesto complessivo della domanda, all’interno della quale i requisiti necessari erano stati comunque dichiarati. Gli stessi, infatti, erano stati valutati ai fini dell’attribuzione del punteggio finale.</p>
<p>Il TAR ha ricordato il principio generale per cui, <strong>nelle procedure non automatizzate, l’indicazione di un requisito in una sezione errata del modulo non ne preclude la valutazione ai fini della composizione della graduatoria</strong>. Secondo un orientamento giurisprudenziale consolidato, infatti, l’Amministrazione è tenuta a considerare ogni dichiarazione resa – al di là della forma o del <em>nomen iuris</em> utilizzato – purché essa risulti completa dei requisiti di validità ed efficacia richiesti (Consiglio di Stato, sez. V, 25 marzo 2020, n. 2091).</p>
<p>In questa prospettiva, il TAR Lazio ha richiamato anche un proprio precedente nel quale è stata confermata la validità di requisiti dichiarati esclusivamente nel <em>curriculum vitae</em>. Laddove, infatti, il bando indichi il <em>curriculum</em> tra i documenti da allegare obbligatoriamente ai fini della valutazione, quest’ultimo diventa parte integrante della domanda. Di conseguenza, l’Amministrazione non può ignorare le informazioni in esso contenute, poiché la stessa <em>lex specialis</em>qualifica il documento quale “fonte” per la conoscenza dei titoli posseduti (TAR Lazio, sez. II, 19 gennaio 2022, n. 636).</p>
<h2><strong> </strong><strong>La “riserva di umanità” come principio emergente</strong></h2>
<p><strong>Il principio della prevalenza della sostanza deve valere, a maggior ragione secondo il TAR, nelle procedure che prevedono l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale, contesti in cui «<em>non può essere pretermessa la riserva di umanità</em>».</strong></p>
<p>L’utilizzo di strumenti automatizzati non avviene in un vuoto giuridico, ma deve essere rigorosamente vagliato alla luce del nuovo quadro normativo europeo e nazionale. Il riferimento è al Regolamento (UE) 2024/1689 (il cosiddetto “AI Act”) e alla Legge 23 settembre 2025, n. 132, che costituisce il primo quadro normativo nazionale per la ricerca, la sperimentazione, lo sviluppo, l’adozione e l’applicazione di sistemi e di modelli di intelligenza artificiale (IA).</p>
<p>Tali fonti non sono tuttavia direttamente applicabili <em>ratione temporis</em> al caso in esame. Pur rientrando i sistemi di reclutamento del personale nel perimetro dei sistemi «ad alto rischio» (ai sensi del combinato disposto dell’art. 6 e dell’All. III), le relative prescrizioni europee non potrebbero essere richiamate direttamente come parametro di legittimità per la procedura in contestazione. Il bando di concorso del 2023 e il provvedimento impugnato del 2024 sono, infatti, antecedenti alla piena applicabilità dei nuovi obblighi europei e nazionali. L’AI Act, in particolare, entrato in vigore il 1° agosto 2024, prevede un regime di applicazione differita per gli obblighi concernenti i sistemi ad alto rischio. Tra questi rientra<strong> la supervisione umana</strong>, di cui all’art. 14 del Regolamento, astrattamente applicabile al caso di specie, ma destinata a divenire pienamente vincolante solo a decorrere dal 2 agosto 2026.</p>
<p>Sul punto, il TAR Lazio delinea un discrimine di fondamentale importanza, tracciando un confine netto tra la vigenza formale delle norme e la loro piena applicabilità da un lato, e la loro rilevanza quale parametro interpretativo e conformativo dall’altro.</p>
<p>Facendo leva sulla consolidata giurisprudenza della Corte di Giustizia UE, il TAR Lazio ha affermato che <strong>dall’AI Act possono trarsi principi interpretativi in grado di conformare l’azione della Pubblica Amministrazione già nella fase attuale</strong>. Secondo il Collegio, l’obbligo di interpretazione conforme non scatta solo al momento della piena efficacia della norma, ma opera come un criterio di orientamento costante per il giudice e per la PA.</p>
<p>I principi dell’AI Act, per quanto non ancora immediatamente applicabili, risultano infatti “emergenti” e pertanto in grado di vincolare gli Stati membri a non intraprendere azioni, nel periodo intercorrente tra l’entrata in vigore del Regolamento e la sua piena efficacia, che possano compromettere il risultato che l’UE intende raggiungere. Tale dovere di <em>stand-still</em>impone alle autorità di astenersi da prassi manifestamente incompatibili con gli obiettivi europei.</p>
<p>I giudici nazionali d’altro canto devono privilegiare un’interpretazione conforme a tali principi, garantendo la “riserva di umanità” nei procedimenti automatizzati.</p>
<p>Anche se gli obblighi dell’art. 14 scatteranno dal 2 agosto 2026, <strong>l’automazione non può oggi tradursi in una delega cieca al sistema, dovendo l’Amministrazione conservare un effettivo potere di controllo e correzione.</strong></p>
<h2><strong>I sistemi di IA ad alto rischio nell’ambito dell’AI Act</strong></h2>
<p>La pronuncia del TAR assume particolare rilievo sotto il profilo sistematico nella misura in cui richiama l’<strong>AI Act quale fonte di indirizzo interpretativo</strong> e riconduce i sistemi di IA utilizzati nei procedimenti di selezione, valutazione e accesso a impieghi pubblici alla categoria dei sistemi ad alto rischio di cui all’art. 6 e all’All. III, valorizzando al contempo il correlato requisito della supervisione umana effettiva, pur in assenza di applicabilità ratione temporis dei relativi obblighi.</p>
<p>Per cogliere la portata di tale richiamo, occorre muovere da uno dei tratti strutturali dell’AI Act, ossia il c.d. <strong><em>risk based approach</em></strong>. L’impianto del Regolamento si fonda infatti sulla previsione di una disciplina differenziata dei sistemi di IA <strong>in funzione del rischio che essi presentano per la salute, la sicurezza e i diritti fondamentali delle persone</strong>.</p>
<p>In tale architettura, i sistemi di IA ad alto rischio assumono centrale rilievo, in quanto individuati in ragione della loro idoneità a produrre un impatto negativo significativo sulla salute, sulla sicurezza e sui diritti fondamentali delle persone, assumendo, in particolare, la portata del potenziale impatto sui diritti tutelati dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, un ruolo di particolare rilevanza ai fini della classificazione.</p>
<h5>Categoria dei sistemi di IA ad alto rischio</h5>
<p>La categoria dei sistemi di IA ad alto rischio si articola lungo due direttrici.</p>
<ul>
<li> La prima, prevista dall’art. 6, par. 1, AI Act, riguarda i sistemi di IA che costituiscono componenti di sicurezza di prodotti, o che sono essi stessi prodotti, rientranti nella normativa di armonizzazione dell’UE indicata nell’All. I, purché il prodotto sia soggetto a una procedura di valutazione della conformità da parte di un organismo terzo.</li>
<li> La seconda, prevista dall’art. 6, par. 2, riguarda invece i sistemi di IA c.d. “indipendenti”, ossia non incorporati in prodotti disciplinati dalla normativa settoriale, ma destinati a essere utilizzati in specifici settori individuati dall’All. III, ritenuti ad alto rischio alla luce della loro finalità prevista e del rischio che possono comportare per i diritti fondamentali.</li>
</ul>
<p>Tali ambiti comprendono, tra gli altri, settori quali l’istruzione, l’accesso a prestazioni essenziali e l’amministrazione della giustizia, nonché il settore che viene in rilievo nel caso di specie, relativo all’occupazione, alla gestione dei lavoratori e all’accesso al lavoro autonomo, con particolare riferimento ai sistemi di IA destinati all’assunzione o alla selezione di persone fisiche, quali quelli utilizzati per la pubblicazione di annunci mirati, l’analisi o il filtraggio delle candidature e la valutazione dei candidati.</p>
<p><strong>Essi sono qualificati come sistemi ad alto rischio in ragione del loro impatto sulle prospettive di carriera, sul sostentamento e sui diritti dei lavoratori, nonché del rischio di perpetuare modelli discriminatori nel rapporto di lavoro.</strong></p>
<h2><strong>Riserva di umanità e sorveglianza umana</strong></h2>
<p>Per l’immissione sul mercato, la messa in servizio e l’utilizzo dei sistemi di IA ad alto rischio, l’AI Act impone una serie di requisiti, differenziati in base al concreto ruolo assunto lungo la catena del valore del sistema (es. fornitore, deployer, importatore, distributore, etc.), da rispettare tenendo conto delle finalità previste, nonché dello stato dell’arte generalmente riconosciuto in materia di IA.</p>
<p>Tra i requisiti in questione – quali quelli attinenti alla gestione del rischio, alla governance dei dati, alla trasparenza e alla cibersicurezza – il TAR si sofferma su quello della<strong> sorveglianza umana</strong> disciplinato dall’art. 14, AI Act.</p>
<p>Tale requisito si inserisce, peraltro, nel più ampio approccio europeo alla regolazione dell’IA, nell’ambito del quale l’esigenza di garantire il controllo umano sui sistemi automatizzati era già stata affermata nelle <em>Ethics Guidelines for Trustworthy</em> <em>AI</em> del 2019, che individuano nella <em>human agency and oversight </em>uno dei requisiti fondamentali per assicurare che i sistemi di IA restino al servizio dell’essere umano e non ne compromettano i diritti fondamentali. In tale sede, la sorveglianza umana viene declinata secondo diverse modalità operative – <em>human-in-the-loop, human-on-the-loop e human-in-command</em> – corrispondenti, rispettivamente, a forme di intervento diretto nel processo decisionale, di supervisione del funzionamento del sistema e di controllo complessivo sul suo impiego.</p>
<p>Tali modalità hanno trovato una successiva traduzione normativa nell’AI Act, il quale richiede anzitutto che i sistemi di IA ad alto rischio siano progettati e sviluppati in modo da <strong>consentire una supervisione umana efficace durante il loro utilizzo, anche mediante adeguate interfacce uomo-macchina</strong>. Le misure di sorveglianza, commisurate ai rischi, al livello di autonomia del sistema e al contesto d’impiego, possono essere integrate nel sistema dal fornitore o predisposte per essere attuate direttamente dal deployer.</p>
<p>In ogni caso, deve essere garantito che l’operatore umano sia posto nelle condizioni di comprendere capacità e limiti del sistema, restare consapevole del rischio di un affidamento automatico o eccessivo sugli output, interpretarli correttamente, monitorarne il funzionamento ed esercitare un controllo effettivo, anche mediante la possibilità di intervenire, disattivare il sistema o discostarsi dalle sue risultanze.</p>
<h2><strong>La sorveglianza umana “strumento del buon andamento”</strong></h2>
<p>Il principio della sorveglianza umana trova solide radici nell’ordinamento. Innanzitutto, nella <strong>Costituzione</strong> e, in particolare, negli articoli 3, 24 e 97 che impongono il rispetto dei principi di uguaglianza, diritto di difesa e ragionevolezza e buon andamento dell’azione amministrativa. In quest’ottica, il TAR conferma una stretta relazione di strumentalità dell’automazione rispetto a tali principi. <strong>L’impiego della tecnologia è legittimo solo se finalizzato a migliorare il servizio reso alla collettività</strong>, e non se ridotto a un mero espediente per alleggerire il carico burocratico degli uffici.</p>
<p>La digitalizzazione, infatti, non può tradursi in una scorciatoia procedurale: l’efficienza algoritmica è un valore solo se garantisce una decisione più rapida ma altrettanto imparziale e conforme al principio del buon andamento. Il TAR richiama, inoltre, la legge 9 agosto 1990 n. 241 sul procedimento amministrativo. Gli articoli 1 e 3, in particolare, impongono che l’azione pubblica sia sorretta da una motivazione intelligibile e verificabile: un principio che, nel contesto degli algoritmi, si evolve necessariamente nel concetto di spiegabilità (<em>explainability</em>) e informazione trasparente.</p>
<p>In questa prospettiva, la supervisione umana prevista dall’art. 14, AI Act, pur configurandosi come requisito specificamente riferito ai sistemi ad alto rischio, si pone in linea di continuità con tale impostazione, traducendo in termini tecnico-organizzativi un’esigenza già affermata sul piano normativo e giurisprudenziale, ossia quella di preservare un controllo umano effettivo sull’esercizio della funzione amministrativa anche quando mediata da sistemi automatizzati.</p>
<h2><strong>Suggerimenti pratici per le Pubbliche Amministrazioni</strong></h2>
<p>Alla luce di quanto precede, l<strong>’impiego dell’IA nelle Pubbliche Amministrazioni richiede l’adozione di accorgimenti operativi idonei a garantire un utilizzo coerente con i principi esaminati.</strong> In particolare, appare opportuno assicurare che i sistemi automatizzati, compresi i sistemi algoritmici, operino in funzione di supporto all’attività provvedimentale, preservando un controllo umano effettivo, in linea con il principio della riserva di umanità.</p>
<p>Al contempo, <strong>le Amministrazioni dovrebbero modulare le misure tecniche e organizzative in funzione del livello di rischio del sistema</strong>, secondo un approccio proporzionato coerente con l’AI Act. Assume, inoltre, rilievo centrale quanto previsto dall’art. 14 della legge n. 132/2025, che qualifica – tra l’altro – l’IA come strumento di supporto all’attività decisionale e ribadisce la permanenza in capo al soggetto umano dell’autonomia e della responsabilità per i provvedimenti adottati.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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<title>Bonus rifiuti: addio errori e ritardi con la soluzione digitale che rivoluziona il servizio</title>
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Bonus Sociale Rifiuti: nuove scadenze, obblighi e soluzioni digitali per Comuni e gestori. Un nuovo sistema regolatorio che cambia la gestione della TARI. Il Bonus Sociale Rifiuti entra nella sua fase operativa più delicata. Con la Deliberazione ARERA 355/2025/R/rif e il relativo Testo Unico (TUBR), l’agevolazione destinata alle famiglie in difficoltà economica evolve da semplice […]
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 15:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Bonus, rifiuti:, addio, errori, ritardi, con, soluzione, digitale, che, rivoluziona, servizio</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Bonus Sociale Rifiuti: nuove scadenze, obblighi e soluzioni digitali per Comuni e gestori. Un nuovo sistema regolatorio che cambia la gestione della TARI.</strong></p>
<hr>
<p>Il Bonus Sociale Rifiuti entra nella sua fase operativa più delicata. Con la Deliberazione ARERA 355/2025/R/rif e il relativo Testo Unico (TUBR), l’agevolazione destinata alle famiglie in difficoltà economica evolve da semplice riduzione tariffaria a <strong>processo regolato, strutturato e interamente tracciato</strong>.</p>
<p>Il 2026 rappresenta l’anno di svolta: per la prima volta il meccanismo diventa pienamente automatico, basandosi sui dati ISEE raccolti nel 2025. Il cittadino non deve presentare alcuna domanda, ma riceve direttamente il beneficio, se in possesso dei requisiti.</p>
<p>Dietro questa semplificazione apparente, tuttavia, si nasconde un sistema complesso che coinvolge una pluralità di attori istituzionali e impone ai Comuni e ai gestori (GTRU) un cambio significativo nelle modalità operative.</p>
<h2>Le scadenze operative: un calendario già in corso</h2>
<p>Il processo è già avviato e scandito da una serie di adempimenti che stanno impegnando le amministrazioni locali lungo tutto il 2026.</p>
<p>Dopo la fase iniziale di accreditamento su SGAte e la designazione dei gestori, completata tra gennaio e febbraio, dal <strong>1° marzo 2026</strong> sono disponibili gli elenchi dei nuclei familiari aventi diritto.</p>
<p>Le principali scadenze da rispettare sono:</p>
<ul>
<li><strong>30 maggio 2026</strong>: trasmissione dei codici fiscali degli utenti minorenni nei casi particolari</li>
<li><strong>30 giugno 2026</strong>: applicazione del bonus nella prima bolletta utile</li>
<li><strong>31 luglio 2026</strong>: prima rendicontazione verso SGAte</li>
<li><strong>31 ottobre 2026</strong>: termine per l’erogazione dei rimborsi tramite bonifico nei casi residuali</li>
<li><strong>31 gennaio 2027</strong>: gestione delle DSU tardive</li>
</ul>
<p>A queste si aggiunge un passaggio preliminare spesso trascurato ma essenziale: l’adeguamento dell’informativa privacy, richiesto entro metà marzo 2026 per garantire la corretta gestione dei dati personali.</p>
<p>Il rispetto delle tempistiche è determinante per evitare disallineamenti nei flussi e criticità nei confronti dei cittadini beneficiari.</p>
<h2>Requisiti e ambito di applicazione: chi ha diritto al bonus</h2>
<p>Il Bonus Sociale Rifiuti consiste in una riduzione del <strong>25% della TARI</strong> o della tariffa corrispettiva ed è riconosciuto automaticamente ai nuclei familiari che rispettano specifiche soglie ISEE:</p>
<ul>
<li>fino a <strong>9.796 euro</strong> per la generalità delle famiglie</li>
<li>fino a <strong>20.000 euro</strong> per nuclei con almeno quattro figli a carico</li>
</ul>
<p>Il beneficio si applica esclusivamente alle <strong>utenze domestiche</strong> e, in particolare, all’abitazione di residenza del nucleo familiare. Sono quindi escluse le utenze non domestiche, anche se intestate a persone fisiche in possesso dei requisiti economici.</p>
<p>Nel caso di più utenze domestiche, la procedura individua automaticamente quella associata alla residenza anagrafica, garantendo l’unicità del bonus per ciascun nucleo familiare. Lo sconto si estende anche alle eventuali pertinenze collegate all’abitazione principale.</p>
<p><strong>Resta esclusa dal calcolo la componente TEFA</strong> (tributo provinciale), che non rientra nell’agevolazione.</p>
<h2>Il processo: interoperabilità e limiti strutturali</h2>
<p>Il meccanismo si fonda su un sistema di interoperabilità tra diverse banche dati pubbliche.</p>
<p>Il cittadino presenta la DSU all’INPS, che certifica il diritto al beneficio. I dati vengono poi trasmessi al Sistema Informativo Integrato (SII), gestito da Acquirente Unico, e successivamente resi disponibili attraverso SGAte ai Comuni e ai gestori.</p>
<p>Tuttavia, a differenza di quanto avviene nei settori elettrico e gas, <strong>non esiste una banca dati nazionale delle utenze TARI</strong>. Le informazioni restano distribuite a livello locale, nei sistemi dei singoli enti o dei gestori incaricati.</p>
<p>Questo comporta che l’ultimo passaggio – l’abbinamento tra beneficiario e utenza – debba essere effettuato localmente, interrogando le banche dati TARI. È proprio in questa fase che emergono le principali criticità operative.</p>
<h2>Incrocio dei dati e mancati abbinamenti: le principali criticità</h2>
<p>Uno degli elementi più delicati del sistema è rappresentato dal corretto allineamento dei dati. Nel processo convivono infatti tre diverse fonti informative:</p>
<ul>
<li>i dati dichiarati nella DSU</li>
<li>l’anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR)</li>
<li>le banche dati TARI locali</li>
</ul>
<p>Disallineamenti tra queste fonti possono determinare il cosiddetto “mancato match”, con conseguente sospensione del bonus.</p>
<p>Le cause più frequenti riguardano:</p>
<ul>
<li>difformità nella toponomastica degli indirizzi</li>
<li>cambi di residenza non aggiornati</li>
<li>incongruenze nei codici fiscali</li>
<li>intestazioni TARI non coerenti con il nucleo familiare</li>
</ul>
<p>In questi casi, il beneficio non viene perso ma resta sospeso, in attesa di verifica. Spetta al Comune o al gestore attivare le procedure di controllo e, se necessario, coinvolgere il cittadino per la regolarizzazione dei dati.</p>
<p>Queste situazioni, oltre a rappresentare una criticità operativa, possono anche favorire l’emersione di utenze non dichiarate o posizioni irregolari.</p>
<h2>Casi particolari: utenze cessate, morosità e rimborsi</h2>
<p>Non tutte le posizioni possono essere gestite attraverso l’applicazione diretta dello sconto in bolletta.</p>
<p>Nel caso di utenze attive, il bonus viene normalmente riconosciuto nella prima bolletta utile. Tuttavia, in presenza di situazioni particolari si rendono necessarie modalità alternative di gestione.</p>
<p>In caso di morosità, il gestore può utilizzare il bonus per compensare eventuali debiti pregressi. Se invece l’utenza risulta cessata, il beneficio deve essere erogato tramite rimessa diretta al cittadino.</p>
<p>Il rimborso viene calcolato in proporzione al periodo di occupazione dell’immobile e può avvenire tramite bonifico o assegno, entro il termine del <strong>31 ottobre 2026</strong>.</p>
<p>Un ruolo centrale in questa fase è svolto dalla CSEA, che gestisce i flussi finanziari e garantisce il rimborso ai gestori attraverso i meccanismi perequativi.</p>
<h2>Il nodo della qualità dei dati: verso la “bonifica dei flussi”</h2>
<p>L’avvio del bonus evidenzia un tema strutturale: la qualità e l’allineamento delle banche dati.</p>
<p>Le difformità tra sistemi diversi rappresentano una delle principali cause di inefficienza e rallentamento del processo. Per questo motivo assume crescente rilevanza l’attività di <strong>bonifica e normalizzazione dei dati</strong>, finalizzata a migliorare il tasso di abbinamento tra beneficiari e utenze.</p>
<p>Si tratta di un ambito destinato ad assumere un ruolo sempre più strategico, sia per garantire l’efficacia del sistema sia per supportare i Comuni nella gestione operativa.</p>
<h2>La sfida per gli enti: meno errori, più efficienza</h2>
<p>L’introduzione di questo sistema comporta una sfida concreta per le amministrazioni locali. L’utilizzo di strumenti tradizionali, come fogli di calcolo o procedure manuali, rischia di rivelarsi inadeguato di fronte alla complessità del processo.</p>
<p>Errori di calcolo, perdita di dati, ritardi nelle comunicazioni e difficoltà nella rendicontazione sono solo alcune delle criticità che possono emergere. Per questo motivo diventa fondamentale adottare soluzioni in grado di <strong>automatizzare le operazioni e garantire il controllo completo delle attività</strong>.</p>
<h2>La risposta digitale: una piattaforma integrata per la gestione del bonus</h2>
<p>Per rispondere a queste esigenze operative, <strong>Golem Net S.r.l. SB</strong> ha sviluppato <span><a href="https://bonustariflow.golemnetsb.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Bonus Tari Flow</strong></a></span>, una piattaforma progettata per gestire l’intero ciclo del Bonus Sociale Rifiuti.</p>
<p>L’obiettivo è chiaro: trasformare un obbligo normativo complesso in un processo digitale semplice, guidato e sicuro.</p>
<p>La piattaforma consente di gestire in modo integrato tutte le fasi operative:</p>
<ul>
<li>acquisizione dei flussi DSU dai sistemi nazionali</li>
<li>verifica automatica dei requisiti</li>
<li>calcolo dell’agevolazione senza interventi manuali</li>
<li>gestione delle pratiche, incluse quelle complesse</li>
<li>produzione dei flussi per la rendicontazione verso SGAte e CSEA</li>
</ul>
<p>Il risultato è una riduzione significativa delle attività manuali e un abbattimento del rischio operativo.</p>
<p><span><a href="https://www.golemnetsb.it/wp-content/uploads/2026/03/Brochure-Bonus-Tari-Flow-r2.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui la brochure completa del servizio.</strong></a></span></p>
<h2>Automazione e controllo: il cuore del sistema</h2>
<p>Uno degli elementi più rilevanti è la capacità della piattaforma di <strong>automatizzare le verifiche di ammissibilità</strong>. Il sistema controlla, ad esempio:</p>
<ul>
<li>la corrispondenza tra intestatario dell’utenza e nucleo familiare</li>
<li>la natura domestica dell’utenza</li>
<li>la coerenza degli indirizzi</li>
<li>eventuali anomalie o difformità</li>
</ul>
<p>Allo stesso tempo, il calcolo del bonus avviene automaticamente secondo i criteri stabiliti dalla normativa, eliminando ogni margine di errore interpretativo.</p>
<p>Questo approccio consente agli operatori di lavorare con maggiore serenità, concentrandosi sulle attività a valore aggiunto invece che sui controlli ripetitivi.</p>
<h2>Gestione dei casi complessi: quando la tecnologia fa la differenza</h2>
<p>Non tutte le pratiche sono lineari. Esistono situazioni particolari che richiedono un’attenzione specifica, come:</p>
<ul>
<li>utenze cessate o trasferimenti di residenza</li>
<li>bonus da erogare tramite bonifico domiciliato</li>
<li>compensazioni con morosità pregresse</li>
<li>esiti negativi da motivare e tracciare</li>
</ul>
<p>Una piattaforma evoluta permette di gestire queste casistiche in modo strutturato, garantendo <strong>coerenza, trasparenza e tracciabilità</strong>.</p>
<h2>Rendicontazione automatica e compliance normativa</h2>
<p>Uno degli aspetti più delicati riguarda la rendicontazione verso gli enti centrali. Ogni dato deve essere trasmesso correttamente, nei tempi previsti e secondo formati specifici.</p>
<p>La digitalizzazione del processo consente di generare automaticamente tutte le informazioni necessarie:</p>
<ul>
<li>importi riconosciuti ed erogati</li>
<li>esiti delle verifiche</li>
<li>dati delle pratiche</li>
<li>eventuali compensazioni</li>
</ul>
<p>Inoltre, il sistema integra funzionalità avanzate per la gestione della privacy e della sicurezza, tra cui:</p>
<ul>
<li>profilazione degli utenti</li>
<li>tracciamento delle operazioni</li>
<li>audit completo delle attività</li>
<li>storicizzazione delle pratiche</li>
</ul>
<p>Questo garantisce non solo efficienza operativa, ma anche <strong>piena conformità normativa</strong>.</p>
<h2>Un cambio di paradigma per la pubblica amministrazione</h2>
<p>L’introduzione del Bonus Sociale Rifiuti rappresenta un passo importante verso una pubblica amministrazione più moderna, digitale e orientata al cittadino.</p>
<p>Per affrontare questa trasformazione, però, è necessario dotarsi di strumenti adeguati. Soluzioni improvvisate o approcci frammentati rischiano di compromettere l’efficacia dell’intero sistema.</p>
<p>Investire in piattaforme dedicate significa:</p>
<ul>
<li>ridurre i tempi di lavorazione</li>
<li>migliorare la qualità del servizio</li>
<li>garantire il rispetto delle scadenze</li>
<li>proteggere l’ente da errori e contestazioni</li>
</ul>
<p>In definitiva, significa trasformare un obbligo normativo in un’opportunità di miglioramento organizzativo.</p>
<h2>Perché il Bonus Sociale Rifiuti richiede strumenti all’altezza</h2>
<p>La gestione del bonus non può essere affrontata con metodi tradizionali. La complessità del processo, l’elevato numero di pratiche e la necessità di coordinamento tra più soggetti impongono un approccio strutturato.</p>
<p>Una piattaforma come Bonus Tari Flow consente di avere <strong>tutto sotto controllo</strong>, dall’inizio alla fine del processo, garantendo efficienza, trasparenza e sicurezza.</p>
<p>In un contesto in cui le amministrazioni sono chiamate a fare sempre di più con risorse limitate, la tecnologia diventa un alleato indispensabile.</p>
<h2>La brochure del servizio</h2>
<p><a href="https://www.golemnetsb.it/wp-content/uploads/2026/03/Bonus-Tari-Flow-1.pdf"><strong><span>Qui la brochure completa con tutti i dettagli.</span></strong></a></p>
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<title>Buoni pasto negli enti locali: per la Cassazione non è un diritto &amp;quot;automatico&amp;quot;</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
La questione dei buoni pasto per i dipendenti pubblici torna al centro del dibattito giuridico con una recente pronuncia della Corte di cassazione, destinata a incidere in modo significativo sull’interpretazione della contrattazione collettiva nel comparto degli enti locali. Con la sentenza n. 5477 dell’11 marzo 2026, la Sezione Lavoro ha affrontato un tema spesso oggetto […]
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 15:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Buoni, pasto, negli, enti, locali:, per, Cassazione, non, diritto, automatico</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="261" data-end="540"><strong>La questione dei buoni pasto per i dipendenti pubblici torna al centro del dibattito giuridico con una recente pronuncia della Corte di cassazione, destinata a incidere in modo significativo sull’interpretazione della contrattazione collettiva nel comparto degli enti locali.</strong></p>
<hr>
<p data-start="542" data-end="795">Con la <strong data-start="549" data-end="588">sentenza n. 5477 dell’11 marzo 2026</strong>, la Sezione Lavoro ha affrontato un tema spesso oggetto di contenzioso: l’esistenza o meno di un diritto automatico del lavoratore a ricevere il ticket mensa in presenza di determinate condizioni di lavoro.</p>
<p data-start="797" data-end="1062">Il verdetto è netto e introduce un principio destinato a orientare le future controversie: <strong data-start="888" data-end="967">il buono pasto non costituisce un diritto soggettivo garantito in ogni caso</strong>, ma una possibilità subordinata a specifiche condizioni organizzative e finanziarie dell’ente.</p>
<h2 data-section-id="jgcvpn" data-start="1069" data-end="1122"><span role="text"><strong data-start="1072" data-end="1122">Il caso: la richiesta di oltre 300 buoni pasto</strong></span></h2>
<p data-start="1124" data-end="1307">La vicenda nasce dal ricorso di un dipendente nei confronti del Comune di Manduria, con cui chiedeva il riconoscimento economico di <strong data-start="1256" data-end="1275">390 <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/buoni-pasto/" target="_blank" rel="noopener">buoni pasto</a></span></strong> maturati tra il 2007 e il 2012.</p>
<p data-start="1309" data-end="1535">In primo grado, il Tribunale di Taranto aveva dato ragione al lavoratore. Tuttavia, la Corte d’Appello di Lecce – sezione distaccata di Taranto – ha ribaltato completamente la decisione, escludendo qualsiasi obbligo dell’ente.</p>
<p data-start="1537" data-end="1714">Secondo i giudici di secondo grado, infatti, la normativa contrattuale non garantisce automaticamente il beneficio, ma lascia un margine di discrezionalità alle amministrazioni.</p>
<p data-start="1716" data-end="1864">La controversia è quindi approdata in Cassazione, chiamata a chiarire definitivamente il significato delle disposizioni contrattuali di riferimento.</p>
<h2 data-section-id="sytrn" data-start="1871" data-end="1934"><span role="text"><strong data-start="1874" data-end="1934">Il nodo centrale: diritto garantito o facoltà dell’ente?</strong></span></h2>
<p data-start="1936" data-end="2137">Al centro della decisione vi è l’interpretazione degli articoli 45 e 46 del <span><a href="https://www.aranagenzia.it/documento_pubblico/contratto-collettivo-nazionale-di-lavoro-del-personale-del-comparto-delle-regioni-e-delle-autonomie-locali-per-il-biennio-economico-1-1-2000-31-12-2001/" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="2012" data-end="2078">CCNL del comparto Regioni ed enti locali del 14 settembre 2000</strong></a></span>, che disciplinano il servizio mensa e i buoni sostitutivi.</p>
<p data-start="2139" data-end="2375">Il lavoratore sosteneva una lettura estensiva della norma: secondo questa impostazione, il dipendente avrebbe comunque diritto al servizio, mentre l’amministrazione potrebbe scegliere soltanto la modalità di erogazione (mensa o ticket).</p>
<p data-start="2377" data-end="2484">La Cassazione ha però respinto questa interpretazione, ritenendola incompatibile con il testo contrattuale.</p>
<h2 data-section-id="dcosbz" data-start="2491" data-end="2554"><span role="text"><strong data-start="2494" data-end="2554">La posizione della Cassazione: nessun diritto automatico</strong></span></h2>
<p data-start="2556" data-end="2691">Secondo i giudici di legittimità, il punto decisivo risiede nell’utilizzo del verbo <strong data-start="2640" data-end="2653">“possono”</strong> all’interno della norma contrattuale.</p>
<p data-start="2693" data-end="2934">Questa scelta lessicale non è casuale e assume un valore determinante: indica chiaramente che l’istituzione del servizio mensa – e, di conseguenza, l’erogazione dei buoni pasto – <strong data-start="2872" data-end="2894">non è obbligatoria</strong>, ma rimessa alla valutazione dell’ente.</p>
<p data-start="2936" data-end="2952">In altre parole:</p>
<ul data-start="2954" data-end="3157">
<li data-section-id="ikl5b7" data-start="2954" data-end="3007">non esiste un diritto generalizzato del dipendente;</li>
<li data-section-id="2nus1z" data-start="3008" data-end="3082">l’amministrazione può attivare il servizio solo se lo ritiene opportuno;</li>
<li data-section-id="1r8rig1" data-start="3083" data-end="3157">la decisione è subordinata alla disponibilità delle risorse finanziarie.</li>
</ul>
<p data-start="3159" data-end="3325">Si tratta di un passaggio chiave, perché esclude in radice l’idea che il buono pasto sia una componente automatica della retribuzione o un beneficio sempre esigibile.</p>
<h2 data-section-id="g17iku" data-start="3332" data-end="3373"><span role="text"><strong data-start="3335" data-end="3373">Il ruolo delle risorse finanziarie</strong></span></h2>
<p data-start="3375" data-end="3491">Un altro elemento centrale della sentenza riguarda il legame tra il servizio mensa e la <strong data-start="3463" data-end="3490">compatibilità economica</strong>.</p>
<p data-start="3493" data-end="3747">La contrattazione collettiva, infatti, prevede espressamente che l’attivazione del servizio sia condizionata alle risorse disponibili. Questo significa che l’ente può legittimamente non attivare né la mensa né i ticket se non dispone dei fondi necessari.</p>
<p data-start="3749" data-end="3863">La Corte sottolinea che tale previsione non è accessoria, ma rappresenta un elemento strutturale della disciplina.</p>
<p data-start="3865" data-end="4072">Anche sotto questo profilo, la tesi del lavoratore è stata ritenuta non sostenibile: se il diritto fosse stato incondizionato, non avrebbe avuto senso subordinare la prestazione alla disponibilità economica.</p>
<h2 data-section-id="1cnk1i1" data-start="4079" data-end="4130"><span role="text"><strong data-start="4082" data-end="4130">Un cambio di prospettiva rispetto al passato</strong></span></h2>
<p data-start="4132" data-end="4241">Interessante è anche il confronto con la normativa precedente alla contrattualizzazione del pubblico impiego.</p>
<p data-start="4243" data-end="4459">In passato, infatti, gli enti locali erano tenuti a impegnarsi per istituire il servizio mensa, laddove necessario e possibile. La formulazione attuale, invece, segna un cambio di paradigma: <strong data-start="4434" data-end="4458">da obbligo a facoltà</strong>.</p>
<p data-start="4461" data-end="4600">Questa evoluzione riflette un’esigenza più ampia di equilibrio tra tutela dei lavoratori e sostenibilità finanziaria delle amministrazioni.</p>
<h2 data-section-id="1l28pn6" data-start="4607" data-end="4657"><span role="text"><strong data-start="4610" data-end="4657">I precedenti e la continuità interpretativa</strong></span></h2>
<p data-start="4659" data-end="4757">La Cassazione non introduce un orientamento isolato, ma si inserisce in un filone già consolidato.</p>
<p data-start="4759" data-end="5038">Richiamando precedenti decisioni relative ad altri comparti del pubblico impiego, i giudici ribadiscono un principio generale: quando la contrattazione collettiva subordina un beneficio a condizioni organizzative ed economiche, <strong data-start="4987" data-end="5037">non si configura un diritto pieno ed esigibile</strong>.</p>
<p data-start="5040" data-end="5151">Si tratta quindi di una lettura coerente e sistematica, che rafforza la stabilità interpretativa della materia.</p>
<h2 data-section-id="1n0126q" data-start="5158" data-end="5206"><span role="text"><strong data-start="5161" data-end="5206">Onere della prova: una questione superata</strong></span></h2>
<p data-start="5208" data-end="5316">Il ricorrente aveva sollevato anche un ulteriore profilo, relativo alla distribuzione dell’onere probatorio.</p>
<p data-start="5318" data-end="5467">In particolare, sosteneva che fosse il Comune a dover dimostrare l’assenza di risorse economiche, in base al principio della “vicinanza della prova”.</p>
<p data-start="5469" data-end="5685">La Cassazione, tuttavia, non è entrata nel merito della questione, ritenendola irrilevante. Una volta esclusa l’esistenza di un diritto soggettivo, infatti, <strong data-start="5626" data-end="5684">non è più necessario verificare chi debba provare cosa</strong>.</p>
<h2 data-section-id="c4816" data-start="5692" data-end="5742"><span role="text"><strong data-start="5695" data-end="5742">Le conseguenze per enti locali e dipendenti</strong></span></h2>
<p data-start="5744" data-end="5830">La sentenza ha implicazioni rilevanti sia per le amministrazioni sia per il personale.</p>
<p data-start="5832" data-end="5852">Per gli enti locali:</p>
<ul data-start="5854" data-end="6051">
<li data-section-id="j2oa2i" data-start="5854" data-end="5933">viene confermata la possibilità di modulare il servizio in base alle risorse;</li>
<li data-section-id="7ird7e" data-start="5934" data-end="6003">si riduce il rischio di contenziosi fondati su pretese automatiche;</li>
<li data-section-id="10rjy1n" data-start="6004" data-end="6051">si rafforza la discrezionalità organizzativa.</li>
</ul>
<p data-start="6053" data-end="6070">Per i dipendenti:</p>
<ul data-start="6072" data-end="6257">
<li data-section-id="4a6v59" data-start="6072" data-end="6136">cade l’aspettativa di un diritto generalizzato ai buoni pasto;</li>
<li data-section-id="1pg41aj" data-start="6137" data-end="6198">eventuali richieste dovranno essere valutate caso per caso;</li>
<li data-section-id="1hdpr4b" data-start="6199" data-end="6257">assume maggiore importanza la contrattazione decentrata.</li>
</ul>
<h2 data-section-id="1servpl" data-start="6264" data-end="6308"><span role="text"><strong data-start="6267" data-end="6308">Una decisione destinata a fare scuola</strong></span></h2>
<p data-start="6310" data-end="6466">La Corte ha riconosciuto la rilevanza della questione anche sotto il profilo nomofilattico, cioè della funzione di indirizzo dell’interpretazione giuridica.</p>
<p data-start="6468" data-end="6589">Non a caso, il procedimento era stato inizialmente rinviato proprio per consentire un approfondimento più ampio del tema.</p>
<p data-start="6591" data-end="6704">Il risultato è una pronuncia che chiarisce in modo definitivo un ambito spesso oggetto di incertezze applicative.</p>
<h2 data-section-id="pjb2q7" data-start="6711" data-end="6729"><span role="text"><strong data-start="6714" data-end="6729">Conclusioni</strong></span></h2>
<p data-start="6731" data-end="6872">La sentenza n. 5477/2026 rappresenta un punto fermo nella disciplina dei <strong data-start="6804" data-end="6871">benefit legati al servizio mensa nella Pubblica Amministrazione</strong>.</p>
<p data-start="6874" data-end="7033">Il principio affermato è chiaro: <strong data-start="6907" data-end="7032">i buoni pasto non sono un diritto automatico, ma una possibilità subordinata a scelte organizzative e vincoli di bilancio</strong>.</p>
<p data-start="7035" data-end="7270">Una posizione che, da un lato, tutela la sostenibilità delle finanze pubbliche e, dall’altro, ridefinisce le aspettative dei lavoratori, riportando la questione nell’alveo della contrattazione e della programmazione interna degli enti.</p>
<h2 data-start="7035" data-end="7270">Il testo della sentenza</h2>
<p data-start="7035" data-end="7270"><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/Corte-di-cassazione-civile-Sezione-Lavoro-Sentenza-11-marzo-2026-n.-5477-1.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
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<title>Riforma edilizia, l&amp;apos;allarme di architetti e ingegneri: responsabilità insostenibili</title>
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La normativa edilizia sta attraversando una fase di profondo cambiamento volto a superare il Testo Unico dell’Edilizia del 2001. Questo percorso di riforma, tuttavia, ha innescato una tensione senza precedenti tra le istituzioni e le categorie professionali, portando alla luce un conflitto di visioni che riguarda direttamente il lavoro di architetti, ingegneri e geometri. Il […]
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 15:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Riforma, edilizia, lallarme, architetti, ingegneri:, responsabilità, insostenibili</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>La normativa edilizia sta attraversando una fase di profondo cambiamento volto a superare il Testo Unico dell’Edilizia del 2001. Questo percorso di riforma, tuttavia, ha innescato una tensione senza precedenti tra le istituzioni e le categorie professionali, portando alla luce un conflitto di visioni che riguarda direttamente il lavoro di architetti, ingegneri e geometri.</strong></p>
<hr>
<p>Il centro del dibattito attiene al perimetro della <strong>responsabilità</strong> non più solo <strong>civile</strong>, ma anche <strong>penale</strong>, che i tecnici dovranno assumersi nel certificare la regolarità del patrimonio immobiliare nazionale.</p>
<h2>Le novità normative</h2>
<p>Al centro del panorama legislativo vi sono due interventi normativi che, sebbene sembrino muoversi in direzioni opposte, condividono l’obiettivo di riordinare la materia <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/edilizia/" target="_blank" rel="noopener">edilizia</a></span>. Da un lato, la proposta parlamentare orientata a una valorizzazione delle competenze tecniche, che vede nella <strong>certificazione professionale</strong> uno strumento di interesse generale da tutelare principalmente attraverso sistemi di garanzia assicurativa e indennitaria. Dall’altro, la visione governativa rappresentata dal d.d.l. del <span><a href="https://www.mit.gov.it/" target="_blank" rel="noopener">Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT)</a></span>, che introduce a carico del professionista una serie di oneri dichiarativi, trasformandolo in un vero e proprio garante retroattivo della storia amministrativa di ogni singolo edificio su cui si trova a operare.</p>
<h2><strong>Stato Legittimo dell’immobile</strong></h2>
<p>La questione più controversa riguarda la definizione e l’attestazione dello <strong>Stato Legittimo dell’immobile</strong>, ovvero quella condizione di piena conformità che lega l’edificio esistente a tutti i titoli abilitativi rilasciati nel corso del tempo. Nel nuovo schema normativo, non è più sufficiente che il tecnico asseveri la correttezza dell’intervento che sta progettando. La riforma punta a imporre un obbligo di <strong>ricostruzione analitica dell’intero passato autorizzativo</strong> della struttura. Questo significa che ogni professionista, per poter avviare una pratica, dovrebbe farsi carico di rintracciare, verificare e asseverare la validità di atti prodotti decenni fa, spesso da colleghi non più in attività o da uffici comunali che hanno operato in contesti normativi completamente differenti da quelli attuali.</p>
<h2>Le critiche di Inarcassa</h2>
<p><strong>Fondazione Inarcassa</strong> ha espresso una posizione di netta chiusura rispetto a questa impostazione, definendola una manovra che altera l’equilibrio tra i doveri del professionista e le funzioni della Pubblica Amministrazione. Il timore, ampiamente condiviso dai consigli nazionali delle professioni tecniche, è che si stia tentando di trasferire sui singoli tecnici le <strong>inefficienze strutturali dello Stato</strong>. La digitalizzazione della macchina amministrativa italiana, pur avendo compiuto passi avanti, sconta ancora forti ritardi nella gestione degli archivi storici e nella reperibilità dei documenti cartacei. Pertanto, pretendere che sia il tecnico a garantire la completezza e la veridicità di atti amministrativi che lui stesso non ha prodotto e che spesso sono difficilmente accessibili, significa esporre il professionista a un rischio sproporzionato rispetto alle sue effettive capacità di controllo.</p>
<h2>Sanzioni penali, non solo civili</h2>
<p>L’aspetto che genera maggiore preoccupazione tra gli addetti ai lavori è il richiamo esplicito, contenuto nel d.d.l. governativo, alle <strong>sanzioni previste dal DPR 445/2000</strong>. Collegare l’asseverazione dello stato legittimo a questo decreto significa far rientrare la responsabilità tecnica direttamente nel perimetro del Codice penale, in particolare sotto la fattispecie del <strong>falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico</strong>. La giurisprudenza della Cassazione è già piuttosto rigorosa sul punto, statuendo che l’asseverazione del tecnico ha natura di certificato e ogni inesattezza viene punita come un <strong>reato istantaneo</strong>, che si consuma nel momento stesso della firma, indipendentemente dal fatto che l’opera venga poi effettivamente realizzata o che il vizio venga sanato in un secondo momento.</p>
<p>Un professionista può sicuramente controllare se un pilastro è conforme al progetto attuale, ma non ha strumenti materiali infallibili per garantire che una licenza edilizia degli anni ‘70 sia stata rilasciata seguendo alla lettera ogni procedura prevista all’epoca. Per il presidente di Fondazione Inarcassa, Andrea De Maio, si tratta di una deriva normativa che <strong>snatura la funzione del progettista</strong>.</p>
<h2>Disciplina della doppia conformità sismica</h2>
<p>Un altro nodo che rischia di paralizzare il mercato delle riqualificazioni riguarda il coordinamento tra la sanatoria edilizia e le norme di sicurezza strutturale. La disciplina della <strong>doppia conformità sismica</strong> impone che le opere oggetto di regolarizzazione debbano risultare conformi alle norme tecniche sia al momento della loro realizzazione originaria sia al momento della presentazione della domanda di sanatoria. È un requisito tecnico di estrema complessità, che si scontra con la naturale evoluzione degli standard costruttivi e delle conoscenze scientifiche in campo sismico.</p>
<p>In questo contesto, il <strong>tecnico asseveratore</strong> si trova a dover certificare la sicurezza di edifici costruiti in epoche in cui la sensibilità verso il rischio sismico era radicalmente diversa. Dover garantire oggi che un intervento di trent’anni fa rispetti sia i criteri del tempo sia quelli odierni, senza aver avuto alcuna supervisione durante la costruzione, rappresenta un onere tecnico e legale che molti professionisti potrebbero non essere più disposti ad assumersi.</p>
<h2>Responsabilità insostenibili?</h2>
<p>Le categorie professionali chiedono dunque la creazione di infrastrutture informative che rendano il loro lavoro trasparente e sicuro. La proposta che emerge con forza dal dibattito è l’istituzione del <strong>fascicolo del fabbricato</strong> e del <strong>catasto digitale evoluto</strong>. Solo attraverso la creazione di una sorta di carta d’identità digitale dell’edificio, validata alla fonte dagli enti titolari dei dati, sarà possibile sollevare i tecnici da oneri investigativi impropri.</p>
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<title>Olimpiadi Syllabus 2026: torna la sfida delle competenze nella PA</title>
<link>https://www.eventi.news/olimpiadi-syllabus-2026-torna-la-sfida-delle-competenze-nella-pa</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Le Olimpiadi Syllabus tornano nel 2026: competenze, innovazione e valore pubblico al centro della sfida. Dopo le esperienze positive degli anni passati, si prepara a tornare uno degli appuntamenti più significativi dedicati alla crescita professionale nella Pubblica Amministrazione: le Olimpiadi Syllabus. L’iniziativa, promossa dal Dipartimento della funzione pubblica, si inserisce in un percorso più ampio […]
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 15:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Olimpiadi, Syllabus, 2026:, torna, sfida, delle, competenze, nella</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="0" data-end="107"><strong data-start="0" data-end="107">Le Olimpiadi Syllabus tornano nel 2026: competenze, innovazione e valore pubblico al centro della sfida.</strong></p>
<hr>
<p data-start="109" data-end="545">Dopo le esperienze positive degli anni passati, si prepara a tornare uno degli appuntamenti più significativi dedicati alla crescita professionale nella Pubblica Amministrazione: le <em data-start="291" data-end="311">Olimpiadi Syllabus</em>. L’iniziativa, promossa dal <strong data-start="340" data-end="380">Dipartimento della funzione pubblica</strong>, si inserisce in un percorso più ampio di rafforzamento delle competenze del personale pubblico, sempre più centrale nelle strategie di modernizzazione del settore.</p>
<p data-start="547" data-end="862">La nuova edizione, la terza, introduce elementi di novità rilevanti sia sul piano organizzativo sia sotto il profilo dell’esperienza dei partecipanti. L’obiettivo è chiaro: rendere la formazione non solo accessibile, ma anche stimolante, competitiva e capace di valorizzare concretamente il capitale umano della PA.</p>
<h2 data-section-id="1govn0e" data-start="864" data-end="917">Un format rinnovato per ampliare la partecipazione</h2>
<p data-start="919" data-end="1279">Il principale cambiamento riguarda la struttura della competizione, che sarà interamente digitale. Una scelta che risponde a due esigenze fondamentali: da un lato garantire la massima inclusione, consentendo a un numero sempre più ampio di dipendenti pubblici di partecipare; dall’altro, allineare il modello formativo alle trasformazioni tecnologiche in atto.</p>
<p data-start="1281" data-end="1680">Il nuovo format non si limita a replicare le edizioni precedenti, ma introduce un impianto più articolato. Le categorie aumentano, così come i riconoscimenti previsti, con l’intento di intercettare profili professionali diversi e premiare competenze eterogenee. In questo modo, la competizione diventa uno spazio aperto, capace di valorizzare sia le competenze specialistiche sia quelle trasversali.</p>
<p data-start="1682" data-end="1905">L’approccio adottato rafforza anche la dimensione esperienziale dell’apprendimento: non più solo formazione passiva, ma un percorso che mette alla prova le conoscenze acquisite, favorendo un coinvolgimento attivo e diretto.</p>
<h2 data-section-id="1gg1ku0" data-start="1907" data-end="1963">Syllabus al centro della formazione continua nella PA</h2>
<p data-start="1965" data-end="2337">Le Olimpiadi rappresentano anche un tassello strategico nel consolidamento del sistema Syllabus come infrastruttura di riferimento per la formazione dei dipendenti pubblici. Negli ultimi anni, infatti, il tema della qualificazione del personale è diventato sempre più centrale nelle politiche pubbliche, anche in relazione agli obiettivi di innovazione e digitalizzazione.</p>
<p data-start="2339" data-end="2629">In questo contesto, Syllabus si configura come uno strumento chiave per accompagnare le amministrazioni in un percorso di aggiornamento costante. La piattaforma consente di costruire percorsi personalizzati, calibrati sulle esigenze specifiche dei singoli lavoratori e delle organizzazioni.</p>
<p data-start="2631" data-end="2956">La competizione si inserisce proprio in questa logica: non come evento isolato, ma come momento di sintesi e valorizzazione di un processo formativo continuo. Partecipare alle Olimpiadi significa, infatti, mettere in pratica quanto appreso, confrontarsi con altri professionisti e misurare il proprio livello di preparazione.</p>
<h2 data-section-id="15e1s7k" data-start="2958" data-end="3009">Più competenze per servizi pubblici più efficaci</h2>
<p data-start="3011" data-end="3229">Dietro l’iniziativa si intravede una visione più ampia del ruolo della Pubblica Amministrazione. Investire sulle competenze significa incidere direttamente sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini e alle imprese.</p>
<p data-start="3231" data-end="3548">La formazione, in questa prospettiva, non è più un elemento accessorio, ma una leva strutturale per il cambiamento. Una PA capace di aggiornarsi costantemente è una PA più efficiente, più reattiva e meglio attrezzata per affrontare le sfide contemporanee, dalla transizione digitale alla semplificazione dei processi.</p>
<p data-start="3550" data-end="3876">Le Olimpiadi Syllabus si inseriscono quindi in una strategia che punta a rafforzare il legame tra crescita professionale e produzione di valore pubblico. Un concetto sempre più centrale nel dibattito sull’innovazione amministrativa, che richiama la capacità delle istituzioni di generare benefici concreti per la collettività.</p>
<h2 data-section-id="qz548w" data-start="3878" data-end="3938">Regolamento e modalità di partecipazione: cosa aspettarsi</h2>
<p data-start="3940" data-end="4196">I dettagli operativi della nuova edizione saranno resi noti a breve attraverso <span><a href="https://www.syllabus.gov.it/portale/web/syllabus" target="_blank" rel="noopener"><strong>il sito ufficiale della piattaforma</strong></a></span>. Il regolamento conterrà tutte le indicazioni relative alle modalità di iscrizione, allo svolgimento delle prove e ai criteri di valutazione.</p>
<p data-start="4198" data-end="4527">L’attesa riguarda in particolare la struttura delle prove, che, alla luce delle novità introdotte, potrebbe prevedere modalità più dinamiche e interattive rispetto al passato. È plausibile che vengano valorizzati non solo gli aspetti teorici, ma anche le capacità applicative, in linea con un approccio orientato alle competenze.</p>
<p data-start="4529" data-end="4725">Per le amministrazioni, la partecipazione dei propri dipendenti rappresenta anche un’opportunità per rafforzare internamente la cultura della formazione e stimolare percorsi di crescita condivisi.</p>
<h2 data-section-id="1xud01w" data-start="4727" data-end="4761">La premiazione al Forum PA 2026</h2>
<p data-start="4763" data-end="5100">Uno dei momenti più attesi sarà la cerimonia finale, prevista per giugno 2026 nell’ambito del <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/forum-pa/" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="4857" data-end="4869">Forum PA</strong></a></span>, che si terrà presso il Convention Center <em data-start="4912" data-end="4923">La Nuvola</em> di Roma. Un contesto di grande visibilità, che ogni anno riunisce istituzioni, esperti e operatori del settore per discutere le principali sfide della Pubblica Amministrazione.</p>
<p data-start="5102" data-end="5329">La scelta di inserire la premiazione all’interno di questo evento non è casuale: rappresenta un riconoscimento simbolico del valore delle competenze e del ruolo strategico della formazione nel processo di rinnovamento della PA.</p>
<p data-start="5331" data-end="5545">Per i partecipanti, si tratta di un’occasione importante non solo per ottenere un riconoscimento, ma anche per entrare in contatto con una rete più ampia di professionisti e condividere esperienze e buone pratiche.</p>
<h2 data-section-id="y6686l" data-start="5547" data-end="5602">Una leva strategica per l’innovazione amministrativa</h2>
<p data-start="5604" data-end="5901">L’iniziativa conferma l’impegno del Dipartimento della funzione pubblica nel promuovere politiche orientate allo sviluppo delle competenze. In un contesto in cui la complessità normativa, tecnologica e organizzativa è in costante aumento, la qualità del capitale umano diventa un fattore decisivo.</p>
<p data-start="5903" data-end="6121">Le Olimpiadi Syllabus si configurano così come uno strumento concreto per tradurre in pratica questa visione. Non solo una competizione, ma un dispositivo di attivazione che stimola apprendimento, confronto e crescita.</p>
<p data-start="6123" data-end="6344">Il messaggio che emerge è chiaro: l’innovazione nella Pubblica Amministrazione passa innanzitutto dalle persone. Senza competenze adeguate, anche le migliori tecnologie rischiano di restare inutilizzate o sottoutilizzate.</p>
<h2 data-section-id="54a7bt" data-start="6346" data-end="6390">Verso una PA più competente e consapevole</h2>
<p data-start="6392" data-end="6628">Guardando al futuro, iniziative come questa contribuiscono a costruire una Pubblica Amministrazione più solida, capace di affrontare le trasformazioni in atto con strumenti adeguati e con una visione orientata al miglioramento continuo.</p>
<p data-start="6630" data-end="6890">La sfida non riguarda solo l’acquisizione di nuove conoscenze, ma anche la capacità di adattarsi, di collaborare e di innovare. In questo senso, le Olimpiadi Syllabus rappresentano un laboratorio di sperimentazione, in cui le competenze diventano protagoniste.</p>
<p data-start="6892" data-end="7000">Un segnale importante, che va nella direzione di una PA sempre più moderna, aperta e orientata ai risultati.</p>
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<title>Premio “PA e futuro” 2026: al via le candidature per valorizzare l’innovazione</title>
<link>https://www.eventi.news/premio-pa-e-futuro-2026-al-via-le-candidature-per-valorizzare-linnovazione</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
In una fase storica attraversata da cambiamenti profondi, tra la chiusura della stagione del PNRR e l’accelerazione impressa dall’intelligenza artificiale, si apre una nuova occasione per mettere in luce le esperienze più avanzate nel settore pubblico. Sono ufficialmente aperte le candidature al Premio “PA e futuro”, iniziativa promossa da Forum PA in collaborazione con ASviS, […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-premio-pa-e-futuro-2026-al-via-le-candidature-per-valorizzare-linnovazione.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 15:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Premio, “PA, futuro”, 2026:, via, candidature, per, valorizzare, l’innovazione</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="250" data-end="783"><strong>In una fase storica attraversata da cambiamenti profondi, tra la chiusura della stagione del PNRR e l’accelerazione impressa dall’intelligenza artificiale, si apre una nuova occasione per mettere in luce le esperienze più avanzate nel settore pubblico.</strong></p>
<hr>
<p data-start="250" data-end="783">Sono ufficialmente aperte le candidature al <strong data-start="547" data-end="571">Premio “PA e futuro”</strong>, iniziativa promossa da Forum PA in collaborazione con ASviS, che punta a raccontare e premiare i progetti più innovativi capaci di trasformare la Pubblica Amministrazione in un motore di sviluppo anticipatorio.</p>
<p data-start="785" data-end="859">La scadenza per partecipare è fissata al <strong data-start="826" data-end="858">30 marzo 2026 alle ore 17.00</strong>.</p>
<h2 data-section-id="pp8qca" data-start="866" data-end="929"><span role="text"><strong data-start="869" data-end="929">Un premio per raccontare una PA che costruisce il futuro</strong></span></h2>
<p data-start="931" data-end="1163">L’iniziativa nasce con un obiettivo preciso: portare all’attenzione nazionale quelle esperienze che non si limitano a gestire l’esistente, ma che dimostrano una concreta capacità di <strong data-start="1113" data-end="1162">anticipare i bisogni e guidare il cambiamento</strong>.</p>
<p data-start="1165" data-end="1596">Non si tratta solo di innovazione tecnologica. Il focus è più ampio e riguarda la costruzione di un nuovo modello amministrativo fondato su tre elementi chiave: <strong data-start="1326" data-end="1369">persone, strumenti digitali e relazioni</strong>. In questo quadro, il premio intende valorizzare progetti che riescano a tradurre le buone pratiche in valore condiviso, contribuendo a diffondere una narrazione diversa della PA: più dinamica, proattiva e orientata al futuro.</p>
<h2 data-section-id="1cz300x" data-start="1603" data-end="1665"><span role="text"><strong data-start="1606" data-end="1665">Niente categorie rigide: spazio ai progetti trasversali</strong></span></h2>
<p data-start="1667" data-end="1887">Una delle principali novità di questa edizione riguarda la modalità di candidatura. Non sono previste categorie tradizionali, ma un sistema flessibile basato su <strong data-start="1828" data-end="1845">parole chiave</strong> che descrivono il contenuto dei progetti.</p>
<p data-start="1889" data-end="2015">Ogni proposta potrà essere associata fino a tre tag, che sintetizzano l’ambito di intervento. Tra i temi principali rientrano:</p>
<ul data-start="2017" data-end="2185">
<li data-section-id="1eth3s3" data-start="2017" data-end="2045">intelligenza artificiale</li>
<li data-section-id="4ez4mt" data-start="2046" data-end="2068">inclusione sociale</li>
<li data-section-id="z16dap" data-start="2069" data-end="2098">alfabetizzazione digitale</li>
<li data-section-id="blg5ff" data-start="2099" data-end="2127">sostenibilità ambientale</li>
<li data-section-id="1xnsnan" data-start="2128" data-end="2155">benessere organizzativo</li>
<li data-section-id="u0ubih" data-start="2156" data-end="2185">politiche di reclutamento</li>
</ul>
<p data-start="2187" data-end="2336">Questa impostazione consente di valorizzare iniziative ibride e multidimensionali, sempre più frequenti nella trasformazione della macchina pubblica.</p>
<h2 data-section-id="1c4cdx1" data-start="2343" data-end="2393"><span role="text"><strong data-start="2346" data-end="2393">Chi può partecipare al Premio “PA e futuro”</strong></span></h2>
<p data-start="2395" data-end="2537">Il bando si rivolge a una platea ampia e variegata, con l’obiettivo di coinvolgere tutti gli attori dell’ecosistema dell’innovazione pubblica.</p>
<p data-start="2539" data-end="2558">Possono candidarsi:</p>
<ul data-start="2560" data-end="2826">
<li data-section-id="1wzzusj" data-start="2560" data-end="2599"><strong data-start="2562" data-end="2599">Amministrazioni centrali e locali</strong></li>
<li data-section-id="maktix" data-start="2600" data-end="2613"><strong data-start="2602" data-end="2613">Regioni</strong></li>
<li data-section-id="1wtkf7f" data-start="2614" data-end="2660"><strong data-start="2616" data-end="2660">Aziende del Servizio sanitario nazionale</strong></li>
<li data-section-id="rlkx6f" data-start="2661" data-end="2697"><strong data-start="2663" data-end="2697">Università e centri di ricerca</strong></li>
<li data-section-id="1lw5gt7" data-start="2698" data-end="2738"><strong data-start="2700" data-end="2738">Società partecipate e multiutility</strong></li>
<li data-section-id="760noj" data-start="2739" data-end="2770"><strong data-start="2741" data-end="2770">Start up e PMI innovative</strong></li>
<li data-section-id="hhmp51" data-start="2771" data-end="2826"><strong data-start="2773" data-end="2826">Enti del Terzo Settore, associazioni e fondazioni</strong></li>
</ul>
<p data-start="2828" data-end="3041">Ogni soggetto può presentare fino a <strong data-start="2864" data-end="2880">tre progetti</strong>, senza vincoli sullo stato di avanzamento. Sono ammessi, infatti, sia interventi già conclusi, sia iniziative in corso, sia proposte già approvate e finanziate.</p>
<p>Le candidature devono essere inviate entro il <strong>30 marzo 2026 alle ore 17.00</strong>, esclusivamente tramite il sito <a href="https://www.forumpachallenge.it/forum-pa-challenge/premio-pa-e-futuro/?__hstc=79833864.196bebe9b84c331b1fd84077f04792ea.1774362613178.1774362613178.1774362613178.1&__hssc=79833864.1.1774362613178&__hsfp=db8dd8a85284f90c62f86750dd152ee7"><strong>forumpachallenge</strong></a>.</p>
<p>La selezione porterà a una <em>short list</em> di progetti meritevoli che saranno promossi sui canali online di FPA. Tra i progetti selezionati, la giuria individuerà un massimo di 20 vincitori che saranno proclamati durante <span><strong><a href="https://lentepubblica.it/tag/forum-pa/" target="_blank" rel="noopener">Forum PA 2026</a></strong></span> (9–11 giugno, Centro Congressi La Nuvola – Roma).</p>
<h2 data-section-id="iufsyi" data-start="3048" data-end="3108"><span role="text"><strong data-start="3051" data-end="3108">Verso una PA anticipatoria: cosa cercano i valutatori</strong></span></h2>
<p data-start="3110" data-end="3312">Il cuore del premio è rappresentato dal concetto di <strong data-start="3162" data-end="3204">Pubblica Amministrazione anticipatoria</strong>, cioè capace di leggere i segnali del cambiamento e intervenire prima che le criticità diventino emergenze.</p>
<p data-start="3314" data-end="3460">Per raggiungere questo obiettivo, i progetti candidati dovranno dimostrare di sviluppare competenze e strumenti lungo tre direttrici fondamentali:</p>
<h3 data-section-id="k8yebc" data-start="3462" data-end="3513"><span role="text"><strong data-start="3466" data-end="3513">Reti: collaborazione e conoscenza condivisa</strong></span></h3>
<p data-start="3514" data-end="3748">Costruire relazioni solide tra enti, favorire lo scambio di informazioni e sviluppare capacità di ascolto dei cosiddetti “segnali deboli”. La cooperazione diventa così un elemento strategico per interpretare le trasformazioni in atto.</p>
<h3 data-section-id="oonsz" data-start="3750" data-end="3811"><span role="text"><strong data-start="3754" data-end="3811">Tecnologie: uso evoluto dell’intelligenza artificiale</strong></span></h3>
<p data-start="3812" data-end="3993">Non solo automazione dei processi, ma utilizzo avanzato degli strumenti digitali per <strong data-start="3897" data-end="3917">simulare scenari</strong>, supportare le decisioni e migliorare la qualità delle politiche pubbliche.</p>
<h3 data-section-id="umdaj7" data-start="3995" data-end="4051"><span role="text"><strong data-start="3999" data-end="4051">Persone: competenze per governare il cambiamento</strong></span></h3>
<p data-start="4052" data-end="4240">Al centro resta il capitale umano. L’obiettivo è formare figure professionali in grado di leggere il contesto, interpretare i dati e utilizzare le tecnologie emergenti in modo consapevole.</p>
<h2 data-section-id="1okdnf5" data-start="4247" data-end="4291"><span role="text"><strong data-start="4250" data-end="4291">I criteri di valutazione dei progetti</strong></span></h2>
<p data-start="4293" data-end="4415">La selezione delle candidature sarà affidata a una giuria che terrà conto di diversi parametri qualitativi e quantitativi.</p>
<p data-start="4417" data-end="4479">In particolare, saranno premiati i progetti che dimostreranno:</p>
<ul data-start="4481" data-end="4849">
<li data-section-id="ew0ege" data-start="4481" data-end="4540"><strong data-start="4483" data-end="4513">Innovatività e originalità</strong> delle soluzioni adottate</li>
<li data-section-id="qv0t91" data-start="4541" data-end="4626"><strong data-start="4543" data-end="4560">Replicabilità</strong>, ossia la possibilità di applicare il modello in altri contesti</li>
<li data-section-id="v2dr6u" data-start="4627" data-end="4700"><strong data-start="4629" data-end="4646">Sostenibilità</strong>, sia dal punto di vista economico che organizzativo</li>
<li data-section-id="mpoc2e" data-start="4701" data-end="4763"><strong data-start="4703" data-end="4714">Impatto</strong>, in termini di benefici sociali e territoriali</li>
<li data-section-id="z9n6k9" data-start="4764" data-end="4849"><strong data-start="4766" data-end="4797">Capacità di generare futuro</strong>, attraverso strumenti di governance anticipatoria</li>
</ul>
<p data-start="4851" data-end="5008">Si tratta di criteri che riflettono una visione evoluta dell’azione pubblica, sempre più orientata ai risultati e alla creazione di valore nel lungo periodo.</p>
<h2 data-section-id="zmxu61" data-start="5015" data-end="5062"><span role="text"><strong data-start="5018" data-end="5062">Scadenze, selezione e premiazione finale</strong></span></h2>
<p data-start="5064" data-end="5219">Le candidature dovranno essere presentate esclusivamente online entro il termine del <strong data-start="5186" data-end="5218">30 marzo 2026 alle ore 17.00</strong>. Dopo una prima fase di valutazione, verrà definita una <strong data-start="5276" data-end="5290">short list</strong> di progetti ritenuti particolarmente meritevoli, che saranno promossi sui canali ufficiali di Forum PA.</p>
<p data-start="5396" data-end="5601">Tra questi, la giuria selezionerà fino a <strong data-start="5437" data-end="5462">20 progetti vincitori</strong>, che saranno premiati nell’ambito di <strong data-start="5500" data-end="5517">Forum PA 2026</strong>, in programma dal <strong data-start="5536" data-end="5600">9 all’11 giugno presso il Centro Congressi La Nuvola di Roma</strong>.</p>
<h2 data-section-id="1xp80wi" data-start="5608" data-end="5657"><span role="text"><strong data-start="5611" data-end="5657">Un’occasione strategica per la PA italiana</strong></span></h2>
<p data-start="5659" data-end="5908">Il Premio “PA e futuro” si inserisce in un momento cruciale per la Pubblica Amministrazione italiana. La transizione digitale, le nuove esigenze dei cittadini e la crescente complessità delle politiche pubbliche richiedono un cambio di passo deciso.</p>
<p data-start="5910" data-end="6166">In questo scenario, iniziative come questa rappresentano non solo un riconoscimento per le esperienze più avanzate, ma anche uno strumento per <strong data-start="6053" data-end="6084">diffondere modelli virtuosi</strong>, favorire il confronto tra realtà diverse e accelerare i processi di innovazione.</p>
<p data-start="6168" data-end="6403">Per amministrazioni, imprese e organizzazioni del Terzo Settore, partecipare significa entrare in una rete di confronto nazionale e contribuire concretamente alla costruzione di una PA più moderna, efficace e capace di guardare avanti.</p>
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<title>Codici: piaghe da decubito tra i mali principali della sanità italiana</title>
<link>https://www.eventi.news/codici-piaghe-da-decubito-tra-i-mali-principali-della-sanita-italiana</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Quello delle piaghe da decubito è uno dei problemi più gravi dell’assistenza sanitaria. Lo denuncia con forza l’associazione Codici, impegnata con “La ferita ingiusta” in una campagna di assistenza rivolta ai pazienti e di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini affinché segnalino casi di irregolarità. “Negli ultimi anni – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2025/03/lentepubblica-nella-classifica-dei-migliori-ospedali-2025-ci-sono-13-eccellenze-italiane.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 15:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Codici:, piaghe, decubito, tra, mali, principali, della, sanità, italiana</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Quello delle piaghe da decubito è uno dei problemi più gravi dell’assistenza sanitaria. Lo denuncia con forza l’associazione Codici, impegnata con “<em>La ferita ingiusta</em>” in una campagna di assistenza rivolta ai pazienti e di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini affinché segnalino casi di irregolarità.</strong></p>
<hr>
<p>“<em>Negli ultimi anni</em> – dichiara <strong>Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici</strong> –, <em>abbiamo riscontrato un’attuazione parziale se non addirittura mancata dei protocolli assistenziali da parte delle strutture sanitarie. Eppure, le piaghe da decubito sono prevedibili e si possono evitare seguendo determinati protocolli. Pensiamo, ad esempio, alla valutazione del paziente al momento della presa in carico, all’adozione di strategie per i pazienti a rischio, con la stesura di un piano di posizionamento, cura e osservazione quotidiana della pelle, oltre ad una corretta idratazione e nutrizione, o ancora alla documentazione di tutte le valutazioni di rischio, all’osservazione continua e all’identificazione della lesione. Sono dei passaggi basilari, ma fondamentali per contrastare non un’ipotesi remota, ma una realtà che non può essere ignorata. Gestire un soggetto con una piaga da decubito oppure a rischio richiede velocità di intervento da parte degli operatori sanitari ed anche collaborazione tra gli stessi, perché vengono chiamate in causa diverse aree. Il caso non tocca solo l’infermiere e il medico, ma ci sono anche altre figure che entrano in gioco, come il fisioterapista e il dietista. Per questo come associazione ci battiamo molto sui protocolli, perché sono situazioni tanto complesse quanto delicate. Altro aspetto da tenere in considerazione è la reazione. Quando c’è una piaga da decubito, non bisogna rassegnarsi, ma reagire. Il paziente, infatti, rischia di andare incontro a complicazioni oppure potrebbero insorgere nuove lesioni. Quindi mentre si lavora alle cure, non bisogna tralasciare la prevenzione. Purtroppo, frequentemente mancano entrambe le fasi e quando si interviene è troppo tardi. Secondo alcune previsioni, un anziano su quattro soffrirà di piaghe da decubito. Meno autosufficiente è il malato e più è elevato il rischio di queste lesioni, più gravi sono le ulcere e più difficile è la guarigione. Per questo serve la massima attenzione</em>”.</p>
<p>La campagna “La ferita ingiusta” avviata da <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/codici/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Codici</strong></a></span> riguarda tutto il territorio nazionale. È possibile fare una segnalazione telefonando al numero <strong>065571996</strong>, inviando un messaggio WhatsApp al numero <strong>3757793480</strong> oppure scrivendo un’e-mail all’indirizzo di posta elettronica <span><a href="mailto:segreteria.sportello@codici.org" target="_blank" rel="noopener">segreteria.sportello@codici.org</a></span>.</p>
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</item>

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<title>Sciopero 27 marzo 2026: tutto quello che serve sapere</title>
<link>https://www.eventi.news/sciopero-27-marzo-2026-tutto-quello-che-serve-sapere</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Venerdì 27 marzo si preannuncia come una giornata complessa per cittadini, lavoratori e amministrazioni pubbliche: sciopero in diversi settori, scopriamo quali. In calendario sono infatti previste diverse mobilitazioni che coinvolgono scuola, informazione e trasporto pubblico, con possibili ripercussioni diffuse su servizi essenziali e mobilità urbana. Il quadro complessivo è articolato: accanto a due agitazioni di […]
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 15:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Sciopero, marzo, 2026:, tutto, quello, che, serve, sapere</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Venerdì 27 marzo si preannuncia come una giornata complessa per cittadini, lavoratori e amministrazioni pubbliche: sciopero in diversi settori, scopriamo quali.</strong></p>
<hr>
<p>In calendario sono infatti previste diverse <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/sciopero/" target="_blank" rel="noopener">mobilitazioni</a></span> che coinvolgono <strong data-start="423" data-end="468">scuola, informazione e trasporto pubblico</strong>, con possibili ripercussioni diffuse su servizi essenziali e mobilità urbana.</p>
<p data-start="548" data-end="898">Il quadro complessivo è articolato: accanto a due <strong data-start="598" data-end="635">agitazioni di carattere nazionale</strong>, si aggiungono una serie di scioperi locali nel comparto dei trasporti, con modalità differenti da città a città. Una convergenza di proteste che riporta al centro temi ormai strutturali: condizioni di lavoro, rinnovi contrattuali e riconoscimento professionale.</p>
<h2 data-section-id="tdexf1" data-start="905" data-end="947">Scuola: al centro stipendi e precariato</h2>
<p data-start="949" data-end="1130">Nel settore dell’istruzione, la mobilitazione è stata proclamata dal sindacato SISA e coinvolge l’intero personale scolastico. Si tratta quindi di una protesta estesa che interessa:</p>
<ul data-start="1132" data-end="1189">
<li data-section-id="1b61z4y" data-start="1132" data-end="1146">insegnanti</li>
<li data-section-id="djeu0p" data-start="1147" data-end="1171">dirigenti scolastici</li>
<li data-section-id="13twvxd" data-start="1172" data-end="1189">personale ATA</li>
</ul>
<p data-start="1191" data-end="1366">Alla base dell’iniziativa vi è una richiesta che da anni attraversa il mondo della scuola: <strong data-start="1282" data-end="1365">il rafforzamento delle retribuzioni e la stabilizzazione dei lavoratori precari</strong>.</p>
<p data-start="1368" data-end="1773">Il sistema educativo italiano continua infatti a fare i conti con una presenza significativa di personale non stabilizzato, spesso impiegato per periodi prolungati senza prospettive certe. Parallelamente, il tema salariale resta centrale: il confronto con altri Paesi europei evidenzia un gap ancora rilevante, che incide sia sull’attrattività della professione sia sulla qualità complessiva del servizio.</p>
<p data-start="1775" data-end="1941">Lo sciopero, in questo contesto, assume una valenza più ampia: non solo rivendicazione economica, ma anche richiesta di una riorganizzazione strutturale del comparto.</p>
<h2 data-section-id="133chev" data-start="1948" data-end="2005">Giornalisti in sciopero: contratto fermo da dieci anni</h2>
<p data-start="2007" data-end="2220">Parallelamente, si fermano anche le redazioni. La protesta dei giornalisti, promossa dalla FNSI (Federazione Nazionale della Stampa Italiana), rappresenta uno dei nodi più critici del panorama lavorativo italiano.</p>
<p data-start="2222" data-end="2492">La mobilitazione del 27 marzo non è un episodio isolato: segue quella già effettuata a fine novembre e anticipa una nuova giornata di astensione prevista per metà aprile. Un percorso di protesta che segnala una situazione ormai considerata insostenibile dalla categoria.</p>
<h3 data-section-id="a7x9e1" data-start="2494" data-end="2531">Una crisi che va oltre il salario</h3>
<p data-start="2533" data-end="2704">Il punto più evidente riguarda il <strong data-start="2567" data-end="2621">mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale</strong>, fermo da circa un decennio. Una condizione che ha prodotto effetti significativi:</p>
<ul data-start="2706" data-end="2874">
<li data-section-id="h3uzix" data-start="2706" data-end="2762">perdita del potere d’acquisto stimata attorno al 20%</li>
<li data-section-id="14l7xk9" data-start="2763" data-end="2819">progressivo indebolimento delle tutele professionali</li>
<li data-section-id="ftudd" data-start="2820" data-end="2874">crescente precarizzazione del lavoro giornalistico</li>
</ul>
<p data-start="2876" data-end="3043">Ma la vertenza non si limita all’aspetto economico. Al centro della protesta emerge anche un tema più ampio: <strong data-start="2985" data-end="3042">il ruolo dell’informazione in una società democratica</strong>.</p>
<p data-start="3045" data-end="3312">Secondo la federazione, garantire condizioni di lavoro dignitose significa anche tutelare indipendenza, qualità e autorevolezza del sistema informativo. In assenza di un adeguato riconoscimento, il rischio è quello di compromettere la funzione stessa del giornalismo.</p>
<h2 data-section-id="1h1gi5c" data-start="3319" data-end="3362">Trasporti locali: città a rischio disagi</h2>
<p data-start="3364" data-end="3541">Accanto agli scioperi nazionali, la giornata del 27 marzo sarà caratterizzata da diverse agitazioni nel trasporto pubblico locale, con impatti variabili a seconda dei territori.</p>
<h3 data-section-id="1rxut5f" data-start="3543" data-end="3583">Milano: stop ATM con fasce garantite</h3>
<p data-start="3585" data-end="3721">Nel capoluogo lombardo, la protesta è stata indetta dal sindacato AL Cobas e coinvolgerà il personale dell’azienda dei trasporti urbani.</p>
<p data-start="3723" data-end="3821">Sono previste alcune <strong data-start="3744" data-end="3765">fasce di garanzia</strong>, durante le quali il servizio sarà regolarmente attivo:</p>
<ul data-start="3823" data-end="3893">
<li data-section-id="14vkc9x" data-start="3823" data-end="3866">dall’inizio del servizio fino alle 8:45</li>
<li data-section-id="eyrji9" data-start="3867" data-end="3893">dalle 15:00 alle 18:00</li>
</ul>
<p data-start="3895" data-end="4013">Al di fuori di questi orari, la circolazione di autobus, tram e metropolitane potrebbe subire riduzioni o sospensioni.</p>
<p data-start="4015" data-end="4161">Va precisato che <strong data-start="4032" data-end="4091">il trasporto ferroviario regionale non sarà interessato</strong>, consentendo comunque una parziale tenuta del sistema della mobilità.</p>
<h3 data-section-id="1hc9yqv" data-start="4163" data-end="4208">Campania: stop serale per il servizio EAV</h3>
<p data-start="4210" data-end="4311">Situazione diversa in Campania, dove lo sciopero riguarda l’azienda regionale dei trasporti pubblici.</p>
<p data-start="4313" data-end="4442">In questo caso, le criticità si concentreranno nella fascia serale:<br data-start="4380" data-end="4383"><strong data-start="4383" data-end="4441">non saranno garantite le corse tra le 19:30 e le 23:00</strong>.</p>
<p data-start="4444" data-end="4603">Il servizio cittadino di Napoli non rientra nella mobilitazione, limitando l’impatto a livello urbano ma lasciando possibili disagi nei collegamenti regionali.</p>
<h2 data-section-id="1ar94w4" data-start="4610" data-end="4668">Una giornata simbolo delle tensioni nel lavoro pubblico</h2>
<p data-start="4670" data-end="4815">La contemporaneità delle proteste non è casuale. Pur riguardando settori differenti, gli scioperi del 27 marzo condividono alcune linee di fondo:</p>
<ul data-start="4817" data-end="5005">
<li data-section-id="16asyg4" data-start="4817" data-end="4857"><strong data-start="4819" data-end="4855">ritardi nei rinnovi contrattuali</strong></li>
<li data-section-id="1xsigl5" data-start="4858" data-end="4891">perdita del potere d’acquisto</li>
<li data-section-id="p6fllb" data-start="4892" data-end="4941">richiesta di maggiore stabilità occupazionale</li>
<li data-section-id="1ewm6nf" data-start="4942" data-end="5005">esigenza di valorizzare professionalità spesso sottostimate</li>
</ul>
<p data-start="5007" data-end="5184">Si tratta di elementi che attraversano trasversalmente il mondo del lavoro, ma che risultano particolarmente evidenti nei comparti legati ai servizi pubblici e all’informazione.</p>
<p data-start="5186" data-end="5472">Nel caso della scuola e del giornalismo, emerge inoltre un tema strategico: <strong data-start="5262" data-end="5309">la qualità dei servizi offerti ai cittadini</strong>. Dalla formazione delle nuove generazioni alla diffusione di notizie affidabili, entrambi i settori svolgono una funzione cruciale per il funzionamento del Paese.</p>
<h2 data-section-id="6c508q" data-start="5479" data-end="5521">Impatti per cittadini e amministrazioni</h2>
<p data-start="5523" data-end="5580">Per cittadini e utenti, la giornata potrebbe tradursi in:</p>
<ul data-start="5582" data-end="5723">
<li data-section-id="1nuuaow" data-start="5582" data-end="5621">possibili sospensioni delle lezioni</li>
<li data-section-id="1c7b15o" data-start="5622" data-end="5668">riduzione o assenza di servizi informativi</li>
<li data-section-id="1yhlquz" data-start="5669" data-end="5723">difficoltà negli spostamenti urbani ed extraurbani</li>
</ul>
<p data-start="5725" data-end="5884">Per le amministrazioni pubbliche, invece, si tratta di un ulteriore banco di prova nella gestione delle criticità operative e nella comunicazione ai cittadini.</p>
<p data-start="5886" data-end="6052">La capacità di garantire servizi minimi e di informare in modo tempestivo diventa fondamentale per limitare i disagi e mantenere un livello accettabile di continuità.</p>
<h2 data-section-id="ztcruj" data-start="6059" data-end="6100">Oltre lo sciopero: le questioni aperte</h2>
<p data-start="6102" data-end="6234">Le mobilitazioni del 27 marzo non rappresentano un punto di arrivo, ma piuttosto un passaggio all’interno di vertenze ancora aperte.</p>
<p data-start="6236" data-end="6413">Nel caso dei giornalisti, è già stata annunciata una nuova giornata di sciopero ad aprile, segnale che il confronto con le controparti non ha ancora prodotto risultati concreti.</p>
<p data-start="6415" data-end="6613">Nel settore scolastico, invece, le richieste si inseriscono in un dibattito più ampio sulla riforma del lavoro pubblico, che coinvolge organizzazione, reclutamento e valorizzazione delle competenze.</p>
<p data-start="6615" data-end="6765">Anche il trasporto pubblico locale continua a essere attraversato da tensioni legate a condizioni lavorative, turnazioni e sostenibilità del servizio.</p>
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<title>La professoressa accoltellata a Bergamo e l&amp;apos;orrore della diretta su Telegram</title>
<link>https://www.eventi.news/la-professoressa-accoltellata-a-bergamo-e-lorrore-della-diretta-su-telegram</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Un episodio che scuote l’opinione pubblica e che ci invita a riflettere sul rapporto dei nostri giovani con i social network: l’agghiacciante diretta su Telegram mentre veniva accoltellata la professoressa a Bergamo lascia strascichi e interrogativi ancora aperti. Lo studente, iscritto al terzo anno, si è diretto verso la sua aula portando con sé non […]
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 15:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>professoressa, accoltellata, Bergamo, lorrore, della, diretta, Telegram</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Un episodio che scuote l’opinione pubblica e che ci invita a riflettere sul rapporto dei nostri giovani con i social network: l’agghiacciante diretta su Telegram mentre veniva accoltellata la professoressa a Bergamo lascia strascichi e interrogativi ancora aperti.</strong></p>
<hr>
<p data-start="458" data-end="849">Lo studente, iscritto al terzo anno, si è diretto verso la sua aula portando con sé non solo lo zaino, ma anche un carico ben più pesante: un coltello nascosto addosso e una pistola scacciacani tra gli oggetti personali. L’abbigliamento scelto – pantaloni mimetici e una maglietta con una scritta evocativa – non era un dettaglio casuale, ma parte di un contesto che oggi appare inquietante.</p>
<p data-start="851" data-end="1222">Pochi istanti dopo, nel corridoio dell’istituto, <strong>il ragazzo ha aggredito la sua insegnante di lingua straniera, colpendola con più fendenti.</strong> Un’azione improvvisa nella dinamica, ma che gli inquirenti ritengono possa essere stata pianificata. La docente è rimasta ferita in modo grave, mentre l’intero edificio scolastico si trasformava in un luogo di paura e incredulità.</p>
<h2 data-section-id="9zzr2h" data-start="91" data-end="148"><span role="text"><strong data-start="94" data-end="148">Una diretta choc che segna un punto di non ritorno</strong></span></h2>
<p data-start="150" data-end="654">Non è soltanto la <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/violenza/" target="_blank" rel="noopener"><strong>violenza</strong></a></span> in sé a sconvolgere, ma il modo in cui viene vissuta e raccontata. Un’aggressione trasformata in contenuto, condivisa in tempo reale su una piattaforma digitale, mentre altri video circolano parallelamente su social frequentati quotidianamente da milioni di adolescenti. È questa la dimensione più inquietante emersa da un recente episodio avvenuto in una scuola media italiana: la brutalità che diventa spettacolo, la realtà che si fonde con la logica della visibilità online.</p>
<p data-start="656" data-end="1019">Un ragazzo di tredici anni, studente come tanti, avrebbe ripreso e diffuso immagini dell’attacco alla propria insegnante <strong>attraverso una diretta su Telegram.</strong> Non solo: sul suo profilo comparivano contenuti che illustravano la realizzazione di materiali pericolosi, in una sorta di escalation comunicativa che mescola esibizione, emulazione e ricerca di attenzione.</p>
<p data-start="1021" data-end="1207">Il punto non è più soltanto “cosa è successo”, ma “come” e soprattutto “perché” tutto questo sia stato condiviso. Un passaggio che segna un cambiamento culturale profondo e preoccupante.</p>
<h2 data-section-id="h44pyq" data-start="1209" data-end="1282"><span role="text"><strong data-start="1212" data-end="1282">Dalla quotidianità alla violenza: un gesto che lascia senza parole</strong></span></h2>
<p data-start="1284" data-end="1531">La mattina dell’accaduto era iniziata come tante altre. L’ingresso a scuola, il corridoio, le prime ore di lezione. Poi, in pochi istanti, la normalità si è infranta. Il giovane ha colpito la docente con un’arma da taglio, ferendola in modo grave.</p>
<p data-start="1533" data-end="1791">Secondo le prime ricostruzioni, non si tratterebbe di un gesto impulsivo, ma di un’azione preparata con anticipo. Un elemento che rende ancora più complessa la lettura dell’episodio, spostando l’attenzione su ciò che può aver alimentato una simile decisione.</p>
<p data-start="1793" data-end="2102">Eppure, agli occhi di chi lo conosceva, nulla lasciava presagire una deriva tanto estrema. Compagni e conoscenti parlano di un ragazzo riservato, senza particolari problemi apparenti. Una discrepanza che evidenzia quanto il disagio giovanile possa rimanere nascosto fino a manifestarsi in forme imprevedibili.</p>
<h2 data-section-id="1ntnr8n" data-start="2104" data-end="2166"><span role="text"><strong data-start="2107" data-end="2166">Il peso dei social: tra emulazione e perdita del limite</strong></span></h2>
<p data-start="2168" data-end="2366">L’aspetto più disturbante resta <strong>il rapporto con il mondo digitale.</strong> La scelta di filmare e diffondere l’aggressione non è un dettaglio secondario, ma un elemento centrale per comprendere il contesto.</p>
<p data-start="2368" data-end="2624">Per molti adolescenti, la realtà passa ormai attraverso lo schermo. Ciò che non viene condiviso sembra quasi non esistere. In questo scenario, anche gesti estremi possono diventare strumenti per ottenere visibilità, approvazione o semplicemente attenzione.</p>
<p data-start="2626" data-end="2915">Le piattaforme online, se utilizzate senza consapevolezza, rischiano di trasformarsi in amplificatori di comportamenti devianti. La presenza di tutorial su contenuti pericolosi e la facilità con cui possono essere reperiti materiali sensibili rappresentano un ulteriore fattore di rischio.</p>
<p data-start="2917" data-end="3119">Il problema non riguarda soltanto il singolo caso, ma una tendenza diffusa che coinvolge sempre più giovani, spesso privi degli strumenti critici necessari per distinguere tra realtà e rappresentazione.</p>
<h2 data-section-id="1j1b8ej" data-start="3121" data-end="3187"><span role="text"><strong data-start="3124" data-end="3187">Famiglia e distanza generazionale: un dialogo che si spezza</strong></span></h2>
<p data-start="3189" data-end="3450">In questo quadro, il ruolo della famiglia appare centrale ma allo stesso tempo fragile. I genitori del ragazzo sono stati ascoltati dalle autorità, ma resta aperta una questione più ampia: <strong>quanto è realmente conosciuto il mondo digitale e relazionale dei figli?</strong></p>
<p data-start="3452" data-end="3728">La distanza tra generazioni non è mai stata così marcata come oggi. I ragazzi crescono in un ecosistema tecnologico che molti adulti faticano a comprendere pienamente. Questo divario può tradursi in una mancanza di controllo, ma soprattutto in una difficoltà di comunicazione.</p>
<p data-start="3730" data-end="4020">Non si tratta di attribuire colpe, ma di evidenziare una criticità strutturale. L’educazione richiede presenza costante, capacità di ascolto e attenzione ai segnali, anche quelli più deboli. Quando questi elementi vengono meno, il rischio è che il disagio resti invisibile fino a esplodere.</p>
<h2 data-section-id="rnmad2" data-start="4022" data-end="4082"><span role="text"><strong data-start="4025" data-end="4082">La scuola in prima linea, ma senza strumenti adeguati</strong></span></h2>
<p data-start="4084" data-end="4332">Anche il sistema scolastico si trova a fronteggiare una situazione sempre più complessa. Gli insegnanti, oltre alla trasmissione delle conoscenze, sono chiamati a gestire dinamiche emotive e relazionali difficili, spesso senza un supporto adeguato.</p>
<p data-start="4334" data-end="4556">L’episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza negli istituti e sulla necessità di rafforzare le misure di prevenzione. Tuttavia, limitarsi a controlli più rigidi o a sanzioni più severe rischia di essere insufficiente.</p>
<p data-start="4558" data-end="4791">Serve un approccio più ampio, che includa il supporto psicologico, la formazione degli insegnanti e progetti educativi mirati. La scuola non può essere lasciata sola ad affrontare un fenomeno che ha radici profonde e multifattoriali.</p>
<h2 data-section-id="uoazm5" data-start="4793" data-end="4842"><span role="text"><strong data-start="4796" data-end="4842">Un sistema da ripensare: oltre l’emergenza</strong></span></h2>
<p data-start="4844" data-end="5116">La reazione delle istituzioni è stata immediata, con dichiarazioni che sottolineano la gravità dell’accaduto e l’urgenza di interventi normativi. Tra le ipotesi, anche quella di introdurre regole più stringenti sul possesso di oggetti pericolosi negli ambienti scolastici.</p>
<p data-start="5118" data-end="5360">Ma il punto centrale resta un altro: prevenire. Intervenire prima che il disagio si trasformi in violenza. Questo significa <strong>investire in educazione digitale</strong>,<strong> rafforzare il dialogo tra scuola e famiglia e creare spazi di ascolto per i giovani.</strong></p>
<p data-start="5362" data-end="5576">Dopo l’accaduto, sono stati attivati servizi di supporto psicologico per studenti e personale scolastico. Un segnale importante, che però arriva dopo un evento traumatico. La vera sfida è anticipare, non inseguire.</p>
<h2 data-section-id="q64hx9" data-start="5578" data-end="5631"><span role="text"><strong data-start="5581" data-end="5631">Il disagio giovanile come emergenza collettiva</strong></span></h2>
<p data-start="5633" data-end="5818">Quanto accaduto non può essere archiviato come un caso isolato. È il riflesso di un malessere più ampio, che attraversa le nuove generazioni e si manifesta in modi sempre più complessi.</p>
<p data-start="5820" data-end="6086">I ragazzi di oggi crescono in un contesto caratterizzato da stimoli continui, aspettative elevate e una costante esposizione al giudizio altrui. In questo scenario, la costruzione dell’identità diventa un percorso fragile, spesso segnato da insicurezze e solitudine.</p>
<p data-start="6088" data-end="6281">Affrontare questa realtà richiede uno sforzo collettivo. Scuola, famiglia e istituzioni devono lavorare insieme per offrire ai giovani strumenti adeguati, spazi di confronto e modelli positivi.</p>
<p data-start="6283" data-end="6447">Solo così sarà possibile evitare che episodi simili si ripetano e restituire alla scuola il suo ruolo fondamentale: quello di luogo sicuro, di crescita e di futuro.</p>
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<title>Mobilità ATA 2026/2027: scadenze, regole e novità</title>
<link>https://www.eventi.news/mobilita-ata-20262027-scadenze-regole-e-novita</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Si entra nel vivo delle procedure di mobilità per il personale ATA: dopo l’avvio delle operazioni dedicate ai docenti, anche per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario prende ufficialmente il via la fase delle domande per l’anno scolastico 2026/2027. Un passaggio cruciale che coinvolge migliaia di lavoratori e che richiede attenzione sia ai tempi sia […]
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 15:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Mobilità, ATA, 20262027:, scadenze, regole, novità</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="249" data-end="644"><strong>Si entra nel vivo delle procedure di mobilità per il personale ATA: dopo l’avvio delle operazioni dedicate ai docenti, anche per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario prende ufficialmente il via la fase delle domande per l’anno scolastico 2026/2027.</strong></p>
<hr>
<p data-start="249" data-end="644">Un passaggio cruciale che coinvolge migliaia di lavoratori e che richiede attenzione sia ai tempi sia alle modalità operative.</p>
<p data-start="646" data-end="861">Dal punto di vista organizzativo, si tratta di un processo complesso, scandito da regole precise e da una serie di vincoli che incidono direttamente sulle possibilità di trasferimento o di avanzamento professionale.</p>
<h2 data-section-id="u4fmjl" data-start="863" data-end="922"><span role="text"><strong data-start="866" data-end="922">Mobilità ATA 2026/2027: quando presentare la domanda</strong></span></h2>
<p data-start="924" data-end="1107">La finestra temporale per partecipare alle procedure è già aperta. Le istanze possono essere inoltrate <strong data-start="1027" data-end="1061">dal 23 marzo al 13 aprile 2026</strong>, <span><a href="https://www.istruzione.it/polis/Istanzeonline.htm" target="_blank" rel="noopener">attraverso il portale ministeriale dedicato.</a></span></p>
<p data-start="1109" data-end="1385">Il rispetto delle scadenze è fondamentale: eventuali invii oltre il termine non saranno presi in considerazione. È inoltre possibile intervenire sulla domanda già trasmessa, ma solo entro la chiusura della procedura: ogni nuovo inoltro sostituisce integralmente il precedente.</p>
<p data-start="1387" data-end="1510">Gli esiti delle operazioni saranno resi noti <strong data-start="1432" data-end="1453">il 12 giugno 2026</strong>, data in cui verranno pubblicati i movimenti definitivi.</p>
<h2 data-section-id="kc9z9u" data-start="1512" data-end="1565"><span role="text"><strong data-start="1515" data-end="1565">Chi può partecipare alle procedure di mobilità</strong></span></h2>
<p data-start="1567" data-end="1796">La platea dei destinatari comprende il <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/personale-ata/" target="_blank" rel="noopener"><strong>personale ATA</strong></a></span> con contratto a tempo indeterminato, inclusi i funzionari inquadrati nell’area dei DSGA e i nuovi funzionari ed elevata qualificazione con incarico di direzione amministrativa.</p>
<p data-start="1798" data-end="2124">Tuttavia, non tutti possono accedere senza limitazioni. Restano infatti esclusi – salvo specifiche deroghe – i neoassunti soggetti al vincolo triennale, in particolare coloro che hanno ottenuto la sede definitiva nell’anno scolastico 2024/2025. Per questa categoria, il primo anno viene considerato svolto su sede provvisoria.</p>
<p data-start="2126" data-end="2265">Sono invece sempre tutelate situazioni particolari, come quelle legate a soprannumerarietà o a condizioni che consentono deroghe esplicite.</p>
<p data-start="2267" data-end="2422">Al di fuori delle procedure restano anche alcuni lavoratori ex LSU che non hanno beneficiato della trasformazione del contratto da part-time a tempo pieno.</p>
<h2 data-section-id="14b3o7n" data-start="2424" data-end="2483"><span role="text"><strong data-start="2427" data-end="2483">Trasferimenti e passaggi di profilo: le due modalità</strong></span></h2>
<p data-start="2485" data-end="2545">Il sistema di mobilità si articola in due distinti percorsi:</p>
<ul data-start="2547" data-end="2750">
<li data-section-id="k8rv6g" data-start="2547" data-end="2642"><strong data-start="2549" data-end="2574">mobilità territoriale</strong>, che consente il trasferimento di sede, anche verso altre province;</li>
<li data-section-id="1pxpr61" data-start="2643" data-end="2750"><strong data-start="2645" data-end="2671">mobilità professionale</strong>, che permette il passaggio a un diverso profilo all’interno della stessa area.</li>
</ul>
<p data-start="2752" data-end="2891">Per partecipare a entrambe le opportunità è necessario presentare <strong data-start="2818" data-end="2842">due domande separate</strong>, ciascuna con le proprie preferenze e requisiti.</p>
<p data-start="2893" data-end="3035">Le istanze devono essere inoltrate esclusivamente in modalità digitale, attraverso la piattaforma ministeriale dedicata alle “Istanze online”.</p>
<h2 data-section-id="xw3xz5" data-start="3037" data-end="3089"><span role="text"><strong data-start="3040" data-end="3089">Preferenze e scelta delle sedi: come funziona</strong></span></h2>
<p data-start="3091" data-end="3198">Nella compilazione della domanda è possibile indicare una serie di preferenze, sia puntuali sia sintetiche.</p>
<p data-start="3200" data-end="3214">Nel dettaglio:</p>
<ul data-start="3216" data-end="3546">
<li data-section-id="1fqaddu" data-start="3216" data-end="3299">si possono selezionare fino a <strong data-start="3248" data-end="3277">15 preferenze complessive</strong> per ciascuna domanda;</li>
<li data-section-id="1esi3e8" data-start="3300" data-end="3399">è consentito esprimere preferenze per un massimo di <strong data-start="3354" data-end="3398">nove province oltre quella di titolarità</strong>;</li>
<li data-section-id="rd2o3p" data-start="3400" data-end="3546">le preferenze sintetiche vengono valutate seguendo un ordine standard: scuole primarie, secondarie di primo grado e secondarie di secondo grado.</li>
</ul>
<p data-start="3548" data-end="3754">Chi desidera modificare questa sequenza deve indicarlo esplicitamente nella domanda, scegliendo l’ordine di priorità. È inoltre possibile escludere determinati gradi di istruzione, evitando di selezionarli.</p>
<h2 data-section-id="12ix0gx" data-start="3756" data-end="3812"><span role="text"><strong data-start="3759" data-end="3812">Disponibilità dei posti e criteri di assegnazione</strong></span></h2>
<p data-start="3814" data-end="3959">Le operazioni di mobilità incidono su <strong data-start="3852" data-end="3899">una quota pari al 50% dei posti disponibili</strong>, mentre l’altra metà viene riservata alle nuove assunzioni.</p>
<p data-start="3961" data-end="4123">Un elemento importante riguarda la gestione dei posti dispari: per l’anno scolastico 2026/2027, il singolo posto residuo viene destinato alle immissioni in ruolo.</p>
<p data-start="4125" data-end="4167">Non rientrano invece tra le disponibilità:</p>
<ul data-start="4169" data-end="4352">
<li data-section-id="zxu7pb" data-start="4169" data-end="4248">i posti accantonati per il personale che rientra da collocamento fuori ruolo;</li>
<li data-section-id="10yl6vj" data-start="4249" data-end="4352">le posizioni destinate ai docenti con contratto a tempo determinato finalizzato alla stabilizzazione.</li>
</ul>
<p data-start="4354" data-end="4570">Va inoltre considerato che le domande vengono presentate in una fase anticipata rispetto alla definizione completa dell’organico. Di conseguenza, anche le destinazioni che appaiono certe potrebbero subire variazioni.</p>
<h2 data-section-id="1yazlz" data-start="4572" data-end="4620"><span role="text"><strong data-start="4575" data-end="4620">Vincoli, deroghe e situazioni particolari</strong></span></h2>
<p data-start="4622" data-end="4793">Uno degli aspetti più rilevanti riguarda i vincoli di permanenza. In generale, il personale ATA accede alla mobilità senza restrizioni, ma esistono eccezioni circoscritte.</p>
<p data-start="4795" data-end="4806">Tra queste:</p>
<ul data-start="4808" data-end="5043">
<li data-section-id="gzoza5" data-start="4808" data-end="4923">il personale neoassunto con qualifica di funzionario è soggetto a un <strong data-start="4879" data-end="4900">vincolo triennale</strong> sulla sede definitiva;</li>
<li data-section-id="mxwpbq" data-start="4924" data-end="5043">restano comunque garantite le possibilità di movimento in presenza di condizioni particolari o situazioni di esubero.</li>
</ul>
<p data-start="5045" data-end="5180">Diversa la posizione del personale educativo, che non è soggetto ad alcun vincolo di permanenza, neppure in caso di recente assunzione.</p>
<h2 data-section-id="1petxv8" data-start="5182" data-end="5222"><span role="text"><strong data-start="5185" data-end="5222">Punteggi e valutazione dei titoli</strong></span></h2>
<p data-start="5224" data-end="5498">Per quanto riguarda la valutazione, non sono previste modifiche immediate alle tabelle relative al personale ATA. Le parti hanno infatti rinviato eventuali aggiornamenti al prossimo rinnovo contrattuale, anche in relazione all’evoluzione dei nuovi ordinamenti professionali.</p>
<p data-start="5500" data-end="5639">I criteri attualmente in vigore restano quindi invariati, sia per i titoli sia per i servizi prestati, così come per le esigenze familiari.</p>
<p data-start="5641" data-end="5943">Alcuni elementi introdotti di recente non producono ancora effetti nella mobilità volontaria: è il caso, ad esempio, delle funzioni di tutor o orientatore e del servizio continuativo nella stessa scuola, per i quali non è stato ancora completato il ciclo temporale necessario alla piena valorizzazione.</p>
<h2 data-section-id="dg3sps" data-start="5945" data-end="5993"><span role="text"><strong data-start="5948" data-end="5993">Domanda online e documentazione richiesta</strong></span></h2>
<p data-start="5995" data-end="6169">L’intera procedura si svolge in modalità telematica. Dopo l’invio, il sistema rilascia una ricevuta tramite posta elettronica: è essenziale verificarne la corretta ricezione.</p>
<p data-start="6171" data-end="6234">Alla domanda devono essere allegati diversi documenti, tra cui:</p>
<ul data-start="6236" data-end="6430">
<li data-section-id="15wqr3x" data-start="6236" data-end="6287">dichiarazioni relative all’anzianità di servizio;</li>
<li data-section-id="1e5hzxk" data-start="6288" data-end="6356">certificazioni su eventuali condizioni di disabilità o invalidità;</li>
<li data-section-id="1joel4h" data-start="6357" data-end="6430">autocertificazioni riguardanti titoli, esigenze familiari e precedenze.</li>
</ul>
<p data-start="6432" data-end="6589">Alcuni modelli sono predisposti direttamente dall’amministrazione, mentre altri devono essere compilati secondo le modalità previste dalla normativa vigente.</p>
<h2 data-section-id="1hunelp" data-start="6591" data-end="6647"><span role="text"><strong data-start="6594" data-end="6647">Riduzione degli organici e impatto sulla mobilità</strong></span></h2>
<p data-start="6649" data-end="6886">Un ulteriore fattore da considerare riguarda la progressiva riduzione degli organici. Per il 2026/2027 è previsto un taglio di circa <strong data-start="6782" data-end="6797">1.600 posti</strong>, destinato ad aumentare nei prossimi anni fino a raggiungere numeri ben più consistenti.</p>
<p data-start="6888" data-end="7048">La riduzione interesserà principalmente i posti legati al potenziamento dell’offerta formativa e sarà influenzata anche dall’andamento delle cessazioni annuali.</p>
<p data-start="7050" data-end="7214">Questo scenario potrebbe incidere concretamente sulle opportunità di mobilità, riducendo il numero di sedi disponibili e aumentando la competizione tra i candidati.</p>
<h2 data-section-id="ogk068" data-start="7216" data-end="7274"><span role="text"><strong data-start="7219" data-end="7274">Un passaggio strategico per il personale scolastico</strong></span></h2>
<p data-start="7276" data-end="7485">La mobilità rappresenta un momento decisivo nella carriera del personale ATA. Non si tratta soltanto di un cambio di sede, ma spesso di una scelta che incide sull’equilibrio tra vita professionale e personale.</p>
<p data-start="7487" data-end="7669">Per questo motivo è fondamentale affrontare la procedura con consapevolezza, valutando attentamente le preferenze espresse e verificando la correttezza della documentazione allegata.</p>
<p data-start="7671" data-end="7874">In un contesto caratterizzato da vincoli, disponibilità limitate e trasformazioni organizzative, la capacità di orientarsi tra le regole diventa un elemento determinante per ottenere un esito favorevole.</p>
<p>The post <a href="https://lentepubblica.it/scuola/mobilita-ata-2026-2027-scadenze-regole-e-novita/">Mobilità ATA 2026/2027: scadenze, regole e novità</a> appeared first on <a href="https://lentepubblica.it/">lentepubblica.it</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Nasce il primo CCNL STEM: lavoro per obiettivi, smart working e più diritti per oltre 200mila professionisti</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Nasce il primo CCNL STEM e professioni innovative, segnando un passaggio significativo nell’evoluzione del lavoro ad alta intensità tecnologica in Italia. Presentato il 25 marzo a Roma, il nuovo contratto collettivo dedicato alle professioni STEM e alle professioni innovative rappresenta non soltanto un aggiornamento normativo, ma un vero cambio di impostazione, che sposta il baricentro dalla […]
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 15:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Nasce, primo, CCNL, STEM:, lavoro, per, obiettivi, smart, working, più, diritti, per, oltre, 200mila, professionisti</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="200" data-end="645"><strong data-start="200" data-end="407">Nasce il primo CCNL STEM e professioni innovative, segnando un passaggio significativo nell’evoluzione del lavoro ad alta intensità tecnologica in Italia.</strong></p>
<hr>
<p data-start="200" data-end="645">Presentato il 25 marzo a Roma, il nuovo <strong data-start="200" data-end="407">contratto collettivo dedicato alle professioni STEM e alle professioni innovative</strong> rappresenta non soltanto un aggiornamento normativo, ma un vero cambio di impostazione, che sposta il baricentro dalla rigidità delle mansioni alla centralità delle competenze e dei risultati.</p>
<p data-start="647" data-end="1386">Il contratto, sottoscritto da <strong>Federazione STEM</strong> insieme a <strong>CSE</strong>, <strong>CIU UnionQuadri</strong> e <strong>SNING</strong> per la parte sindacale e da <strong>FederItaly</strong> per la parte datoriale, si colloca in un contesto economico in rapida trasformazione. Secondo i dati più recenti dell’<strong>ISTAT</strong> e del <strong>Ministero delle Imprese e del Made in Italy</strong>, <strong>il comparto dell’innovazione tecnologica rappresenta oggi uno dei principali motori di crescita del Paese</strong>, con una filiera che supera i 23 miliardi di euro di fatturato e attira ogni anno investimenti in venture capital vicini ai 2 miliardi di euro. In questo ecosistema, che impiega circa il 4% della forza lavoro nazionale, mancava finora un riferimento contrattuale coerente con le specificità delle professioni digitali e scientifiche.</p>
<h2 data-start="1393" data-end="1457"><strong data-start="1396" data-end="1457">CCNL STEM: competenze, lavoro per obiettivi e innovazione</strong></h2>
<p data-start="1459" data-end="1992"><strong data-start="1459" data-end="1635">Il CCNL STEM si propone di colmare questo vuoto introducendo un modello organizzativo fondato su competenze certificate, aggiornamento continuo e valutazione per obiettivi.</strong> Si tratta di un cambio di paradigma rispetto ai contratti tradizionali, ancora largamente ancorati a classificazioni per mansioni. In un’economia sempre più orientata alla conoscenza e alla produzione immateriale, il valore del lavoro non è più misurabile esclusivamente in termini di tempo, ma nella <strong>capacità di generare innovazione, soluzioni e sviluppo</strong>.</p>
<p data-start="1994" data-end="2585">Questa impostazione risponde anche a una <strong>criticità strutturale del sistema italiano</strong>: la difficoltà di attrarre e trattenere talenti altamente qualificati. Secondo l’<a href="https://www.oecd.org/en/publications/job-creation-and-local-economic-development-2024-country-notes_ad2806c1-en/italy_9a583862-en.html?utm" target="_blank" rel="noopener"><strong>OCSE</strong></a>, l’Italia continua a registrare un divario significativo nella disponibilità di competenze STEM rispetto ad altri Paesi europei, con effetti diretti sulla competitività delle imprese. Il nuovo contratto mira a ridurre questa distanza offrendo un quadro più coerente con le aspettative delle nuove professionalità, in particolare nei settori legati all’intelligenza artificiale, alla data science e allo sviluppo software.</p>
<p data-start="2587" data-end="3104">Non a caso, uno degli elementi qualificanti del CCNL è la <strong>valorizzazione dell’autonomia professionale e della responsabilità progettuale, insieme alla previsione di percorsi di certificazione delle competenze e di formazione continua con risorse dedicate</strong>. In questa prospettiva, il contratto diventa uno strumento abilitante non solo per i lavoratori, ma anche per le imprese, soprattutto startup e PMI innovative, che spesso si trovano a operare in un quadro normativo non adeguato alla loro struttura organizzativa.</p>
<h2 data-start="3111" data-end="3165"><strong data-start="3114" data-end="3165">Smart working, diritti e futuro del lavoro STEM</strong></h2>
<p data-start="3167" data-end="3787"><strong data-start="3167" data-end="3308">Tra le innovazioni più rilevanti vi è l’introduzione di condizioni di lavoro più flessibili e coerenti con i modelli produttivi digitali.</strong> Il CCNL prevede una settimana lavorativa di 36 ore, l’incentivazione del lavoro agile – consentito per almeno il 40% delle presenze mensili – e il riconoscimento della parità retributiva. Si tratta di elementi che si inseriscono in un trend già consolidato a livello europeo: secondo la <strong>Commissione europea</strong>, oltre il 20% dei lavoratori nei settori ad alta tecnologia opera ormai in modalità ibride, con benefici evidenti sia in termini di produttività sia di qualità della vita.</p>
<p data-start="3789" data-end="4282">Particolare attenzione viene inoltre dedicata alla <strong>tutela della proprietà intellettuale</strong>, tema cruciale nell’economia dell’innovazione. Il contratto prevede il riconoscimento della paternità delle opere e una valorizzazione economica delle soluzioni sviluppate, rafforzando così il legame tra creatività individuale e crescita aziendale. In un contesto in cui il capitale immateriale rappresenta una quota sempre più rilevante del valore delle imprese, questo aspetto assume un peso strategico.</p>
<p data-start="4284" data-end="4799"><strong>Il CCNL si rivolge a un ampio spettro di soggetti:</strong> imprese pubbliche e private ad alta intensità tecnologica, centri di ricerca, startup, PMI innovative e tech company, oltre a una nuova generazione di professionisti impegnati nello sviluppo e nella gestione di tecnologie avanzate. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato ridurre l’incertezza normativa che spesso caratterizza questi ambiti, dall’altro favorire la crescita dimensionale delle imprese evitando il ricorso a soluzioni contrattuali non adeguate.</p>
<h2 data-start="4284" data-end="4799"><strong>La presentazione del CCNL STEM a Roma: nuovo modello di lavoro e tutela delle competenze </strong></h2>
<p data-start="4801" data-end="5387">Nel corso della presentazione, che si è svolta a <strong>Palazzo Wedekind,</strong> è emersa con chiarezza la portata sistemica dell’iniziativa. Sono intervenuti, tra gli altri, rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle parti sociali, esponenti parlamentari e figure di riferimento del settore pubblico e privato:</p>
<p><b>Dario Nanni, </b>Consigliere Comune di Roma, gli onorevoli <b>Alberto Gusmeroli </b>e<b> Andrea Volpi,</b> il professor <b>Tiziano Treu, </b>WST law & tax firm, <b><a href="https://lentepubblica.it/author/marco-carlomagno/" target="_blank" rel="noopener">Marco Carlomagno</a>, </b>Segretario Generale <a href="https://www.cse.cc/" target="_blank" rel="noopener"><strong>CSE</strong></a>, <b>Beniamino Romano, </b>Segretario Generale Federazione STEM, l’onorevole <b>Giulia Pastorella, </b>Commissione Poste e Telecomunicazioni, il professore, <b>Vittorio D’Orsi, </b>Vice Segretario Generale Federazione STEM, <b>Gabriella Ancora,</b> Presidente CIU UnionQuadri, il professor <b>Maurizio Mensi, </b>docente SNA, <b>Lamberto Scorzino, </b>Segretario Generale FederItaly, <b>Alessandro Risaro, </b>co-founder Datapizza,<b> Iolanda Napolitano, </b>co-founder Federazione STEM, <b>Massimo Lucidi, </b>Presidente fondazione e-Novation, <b>Marco Parachini, Tullio Patassini e Carlo Verdone, </b>Presidente FederItaly.</p>
<p data-start="4801" data-end="5387">Il confronto ha evidenziato come il tema del lavoro nell’economia dell’innovazione non possa più essere affrontato in modo frammentario, ma richieda strumenti capaci di integrare dimensione normativa, organizzativa e tecnologica.</p>
<p data-start="5389" data-end="5875">In questo senso, il nuovo contratto si inserisce anche nel quadro delle trasformazioni innescate dal PNRR, che ha accelerato i processi di digitalizzazione e innovazione nella pubblica amministrazione e nel sistema produttivo. Tuttavia, come sottolineato da più interventi, la <strong>tecnologia da sola non è sufficiente: senza un investimento strutturale sulle competenze e sulla qualità del lavoro, il rischio è quello di ampliare le diseguaglianze e rallentare l’adozione delle innovazioni</strong>.</p>
<p data-start="5877" data-end="6334">Il segretario generale della <a href="https://www.linkedin.com/company/federazionestem/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Federazione STEM</strong></a>, <strong>Beniamino Romano</strong>, ha sintetizzato il senso dell’iniziativa evidenziando come il contratto non si limiti a regolamentare nuove professioni, ma contribuisca a dare forma a un modello di lavoro coerente con l’economia della conoscenza. Un passaggio che segna, di fatto, il riconoscimento istituzionale di un settore che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più centrale nello sviluppo economico del Paese.</p>
<h2 data-start="5877" data-end="6334"><strong>CCNL STEM: il contratto del futuro</strong></h2>
<p data-start="6336" data-end="6759"><strong data-start="6336" data-end="6558">Il CCNL STEM rappresenta dunque un primo tentativo concreto di allineare il diritto del lavoro alle trasformazioni in corso, offrendo una cornice più moderna e flessibile per un mondo produttivo in continua evoluzione.</strong> La sua efficacia dipenderà ora dalla capacità di diffusione e applicazione nelle diverse realtà aziendali, ma il segnale è chiaro: l’innovazione passa anche – e soprattutto – dalla qualità del lavoro.</p>
<hr data-start="6761" data-end="6764">
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<title>Limiti all’accesso emulativo del sottoscrittore dell’esposto secondo il TAR</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
In questo approfondimento giuridico a cura dell’Avvocato Maurizio Lucca si fa luce sui limiti all’accesso emulativo del sottoscrittore dell’esposto secondo una recente sentenza del TAR. La sez. I L’Aquila del TAR Abruzzo con la sentenza 4 marzo 2026 n. 122, entra nel merito di un diniego ad una richiesta di acquisire il nominativo del denunciante […]
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<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 09:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Limiti, all’accesso, emulativo, del, sottoscrittore, dell’esposto, secondo, TAR</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>In questo approfondimento giuridico a cura dell’Avvocato <span><a href="https://lentepubblica.it/author/maurizio-lucca/" target="_blank" rel="noopener">Maurizio Lucca</a></span> si fa luce sui limiti all’accesso emulativo del sottoscrittore dell’esposto secondo una recente sentenza del TAR.</strong></p>
<hr>
<p>La sez. I L’Aquila del TAR Abruzzo con la sentenza 4 marzo 2026 n. 122, entra nel merito di un diniego ad una richiesta di acquisire il nominativo del denunciante di un esposto che ha portato ad un accertamento ispettivo, non ritenendo essenziale, ai fini difensivi, individuare l’autore della segnalazione, avendo l’interessato già acquisito tutti gli elementi utili, ritenendo (invero) l’istanza equiparabile ad un “<em>controllo generalizzato</em>” sull’operato della PA, in violazione ad una espressa norma codificata dal comma 3, dell’art. 24, <em>Esclusione dal diritto di accesso</em>, della <span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1990-08-07;241" target="_blank" rel="noopener">legge n. 241/1990</a></span>.</p>
<h2><strong>L’accesso emulativo</strong></h2>
<p>È noto che non è sufficiente che l’istanza contenga un generico riferimento a non meglio precisate esigenze probatorie e difensive per assicurare l’accesso, in quanto l’ostensione del documento richiesto passa attraverso un rigoroso, motivato, vaglio sul nesso di strumentalità necessaria tra la documentazione richiesta e la situazione finale che l’istante intende curare o tutelare <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-allaccesso-emulativo-del-sottoscrittore-dellesposto-secondo-il-tar/#_ftn1" name="_ftnref1"><span>[1]</span></a>.</p>
<p>Ne consegue che il c.d. accesso difensivo, esige che la parte interessata debba dimostrare in modo intelligibile il collegamento necessario fra la documentazione richiesta e proprie esigenze di difesa e, in assenza di tale dimostrazione, circa l’indispensabilità della richiesta documentazione, la domanda di accesso rappresenta un tentativo meramente esplorativo di conoscere tutta la documentazione versata agli atti e, pertanto, va dichiarata inammissibile <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-allaccesso-emulativo-del-sottoscrittore-dellesposto-secondo-il-tar/#_ftn2" name="_ftnref2"><span>[2]</span></a>.</p>
<p>In termini diversi, l’istanza ostensiva non deve essere uno strumento surrettizio di sindacato generalizzato sull’azione amministrativa, non potendo il diritto di accesso garantire al privato un potere esplorativo di vigilanza da esercitare attraverso il diritto all’acquisizione conoscitiva di atti o documenti, al fine di stabilire se l’esercizio dell’attività amministrativa possa ritenersi svolta secondo i canoni di trasparenza: la disciplina sull’accesso tutela solo l’interesse alla conoscenza e non l’interesse ad effettuare un controllo sull’Amministrazione, allo scopo di verificare eventuali e non ancora definite forme di lesione della sfera dei privati, rilevando che anche l’accesso civico generalizzato non può tradursi in un asserito interesse meramente personale, sottendendo, quindi, una finalità esclusivamente egoistica, incompatibile con le finalità di trasparenza e di interesse generale proprie dell’accesso civico <span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-allaccesso-emulativo-del-sottoscrittore-dellesposto-secondo-il-tar/#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a></span>.</p>
<h2><strong>Fatto</strong></h2>
<p>La società ricorrente chiede al GA l’annullamento del provvedimento con il quale è stata respinta l’istanza di accesso agli atti e il conseguente ordine di esibire i documenti, da ricomprendere la conoscenza dell’autore dell’esposto e al suo contenuto in quanto sussisterebbe:</p>
<ul>
<li>l’interesse a tutelare la propria immagine commerciale, soprattutto a fronte delle minime irregolarità riscontrate in sede di ispezione;</li>
<li>procedere in via giudiziaria, ai sensi dell’art. 24 della Costituzione, contro possibili condotte calunniose o vessatorie da parte di privati.</li>
</ul>
<h2><strong>L’esposto</strong></h2>
<p>Il ricorso viene respinto con compensazione delle spese.</p>
<p>Il Tribunale precisa che l’esposto costituisce il presupposto dal quale ha origine un’attività amministrativa che si traduce prima in verifiche ispettive, e poi in verbali di accertamento di illeciti amministrativi, a seguito dei quali vengono adottate ordinanze, ovvero altri provvedimenti sanzionatori, rimanendo la segnalazione un elemento esterno al procedimento, in quanto non sussiste il requisito della stretta connessione e del rapporto di strumentalità tra la c.d. denuncia scaturente dalla segnalazione e l’atto finale adottato dalla PA.</p>
<p>In dipendenza di ciò, la segnalazione assume un ruolo meramente sollecitatorio (c.d. d’impulso) dell’esercizio della funzione amministrativa di controllo e verifica, mentre sono gli atti successive all’esposto oggetto di piena accessibilità: la conoscenza degli atti relativi a quest’ultima fase soddisfano, di norma, l’interesse conoscitivo del richiedente.</p>
<p>Fatte queste premesse di inquadramento, il GA rafforza il ragionamento esponendo l’indifferenza nel conoscere il nominativo del segnalante, «<em>che spesso è un dipendente del soggetto sottoposto ad attività ispettiva, soggetto, quindi, a rischio di ritorsione</em>», in ragione di carenza sostanziale di interesse alla conoscenza dell’autore ai fini di esigenze difensive.</p>
<h2><strong>Accertamento</strong></h2>
<p>A ben vedere, si osserva, che l’illecito amministrativo essendo fondato su autonomi atti di ispezione dell’Autorità amministrativa, relega l’esposto del privato al solo fine sollecitatorio dell’attività procedimentale, senza acquisire efficacia probatoria, facendo in modo che l’esposto, e di conseguenza il sottoscrittore dello stesso, risultano indifferenti per la tutela degli interessi del soggetto sottoposto ad ispezione.</p>
<p>Solo in presenza di elementi o di situazioni particolari il nominativo potrà essere disvelato (accessibile): di fronte al diritto alla riservatezza del terzo, la pretesa di conoscenza dell’esposto da parte del richiedente, se svincolata dalla preordinazione all’esercizio del diritto di difesa, acquista un obiettivo connotato ritorsivo che l’ordinamento non può tutelare.</p>
<h2><strong>L’interesse ostensivo</strong></h2>
<p>L’art. 22, comma 1, lettera d), della legge n. 241 del 1990, definisce l’interesse legittimante all’accesso, indicandolo in «<em>un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso</em>» <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-allaccesso-emulativo-del-sottoscrittore-dellesposto-secondo-il-tar/#_ftn4" name="_ftnref4"><span>[4]</span></a>, sicché la necessità della conoscenza del documento determina il nesso di strumentalità tra il diritto all’accesso e la situazione giuridica ‘<em>finale</em>’, nel senso che l’ostensione del documento amministrativo deve essere valutata, sulla base di un giudizio prognostico <em>ex ante</em>, come il tramite – in questo senso strumentale – per acquisire gli elementi di prova in ordine ai fatti (principali e secondari) integranti la fattispecie costitutiva della situazione giuridica ‘<em>finale</em>’ controversa e delle correlative pretese astrattamente azionabili in giudizio.</p>
<p>L’Amministrazione dovrà, quindi, valutare sull’astratta pertinenza della documentazione rispetto all’oggetto della <em>res</em> controversa, avendo l’interesse legittimante circoscritto a quelle ipotesi che – sole – garantiscono la piena corrispondenza tra la situazione (sostanziale) giuridicamente tutelata ed i fatti (principali e secondari) di cui la stessa fattispecie si compone, una comparazione tra l’interesse concreto di cui la parte domanda la tutela in giudizio (o che la stessa intende far valere in sede stragiudiziale o preprocessuale) e l’astratto paradigma legale che ne costituisce la base legale, con un collegamento diretto al documento richiesto (c.d. nesso di strumentalità) e la relativa motivazione (<em>ex</em> comma 2, dell’art. 25, <em>Modalità di esercizio del diritto di accesso e ricorsi</em>, delle legge n. 241 del 1990).</p>
<p>Sotto questi profili va, pertanto, escluso (caso di specie) che possa ritenersi sufficiente un generico riferimento a non meglio precisate esigenze probatorie e difensive, siano esse riferite ad un processo già pendente oppure ancora instaurando, per consentire l’accesso al nominativo dell’autore dell’esposto poiché non è dalla conoscenza del nome che dipende la difesa del denunciato: la conoscenza dei fatti e delle allegazioni contestati risulta, infatti, già assicurata dal verbale di accertamento e, dunque, non è necessario risalire al precedente esposto <span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-allaccesso-emulativo-del-sottoscrittore-dellesposto-secondo-il-tar/#_ftn5" name="_ftnref5">[5]</a></span>.</p>
<h2><strong>Proiezioni</strong></h2>
<p>La sentenza si allinea alla negazione dell’ammissibilità di accessi esplorativi, ritenuti alla stregua di un’<em>ispezione popolare volta alla verifica della legittimità e dell’efficienza dell’azione amministrativa, fuori da ogni contesto di una qualche utilità sotto diversi profili, primo del quale l’interesse pubblico mancando, allo stesso tempo, un interesse qualificato privato: una </em>concreta esigenza alla tutela di una posizione giuridicamente rilevante, strumentale all’accesso <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-allaccesso-emulativo-del-sottoscrittore-dellesposto-secondo-il-tar/#_ftn6" name="_ftnref6"><span>[6]</span></a>.</p>
<p>Si conferma che l’accesso agli atti, anche se strumentale all’esercizio del diritto di difesa, deve essere, pur sempre, sorretto da un interesse conoscitivo personale, attuale e concreto, non potendo il suo esercizio perseguire finalità emulative, né avere <em>pure ac simpliciter </em>carattere esplorativo, ossia tradursi in un controllo generalizzato dell’attività amministrativa, che possa risolversi anche in un intralcio all’esplicazione dell’attività amministrativa o in uno strumento di ispezione popolare e di “<em>pressione</em>” sulle pubbliche amministrazioni, specie ove <em>icto oculi </em>non trova valida valenza (se non una finalità percepita come ritorsiva).</p>
<p>Sotto altro profilo, volendo consentire l’accesso all’esposto, si dovrà dimostrare la sussistenza di proprie “<em>esigenze defensionali</em>”, <em>motivando congruamente </em>l’istanza per assicurare all’Amministrazione un<em> vaglio sul nesso di strumentalità necessaria tra la documentazione richiesta e la situazione finale che l’istante intende curare o tutelare:</em> spetta alla parte interessata dimostrare in modo intelligibile il collegamento necessario fra la documentazione richiesta e proprie esigenze di difesa e, in assenza di tale dimostrazione, circa l’indispensabilità della richiesta documentazione, la domanda di accesso rappresenta un tentativo meramente esplorativo di conoscere tutta la documentazione versata agli atti e, pertanto, va dichiarata inammissibile <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-allaccesso-emulativo-del-sottoscrittore-dellesposto-secondo-il-tar/#_ftn7" name="_ftnref7"><span>[7]</span></a>.</p>
<h2>Note</h2>
<p><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-allaccesso-emulativo-del-sottoscrittore-dellesposto-secondo-il-tar/#_ftnref1" name="_ftn1"><span>[1]</span></a> Cfr. Cons. Stato, sez. V, 20 giugno 2022, n. 5025; Ad. Plen., 18 marzo 2021, n. 4.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-allaccesso-emulativo-del-sottoscrittore-dellesposto-secondo-il-tar/#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a></span> TAR Calabria, Catanzaro, sez. II, 1° agosto 2025, n. 1338.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-allaccesso-emulativo-del-sottoscrittore-dellesposto-secondo-il-tar/#_ftnref3" name="_ftn3"><span>[3]</span></a> TAR Campania, Napoli, sez. VII, 21 marzo 2025, n. 2443.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-allaccesso-emulativo-del-sottoscrittore-dellesposto-secondo-il-tar/#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a></span> Cfr. Cons. Stato, sez. VI, 30 ottobre 2020, n. 6657.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-allaccesso-emulativo-del-sottoscrittore-dellesposto-secondo-il-tar/#_ftnref5" name="_ftn5"><span>[5]</span></a> Cons. Stato, sez. III, 1° marzo 2021, n. 1717.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-allaccesso-emulativo-del-sottoscrittore-dellesposto-secondo-il-tar/#_ftnref6" name="_ftn6"><span>[6]</span></a> Cfr. Cons. Stato, Ad. Plen., 24 aprile 2012, n. 7; 20 aprile 2006, n. 7; 24 giugno 1999, n. 16; sez. IV, 23 novembre 2002, n. 6435.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-allaccesso-emulativo-del-sottoscrittore-dellesposto-secondo-il-tar/#_ftnref7" name="_ftn7"><span>[7]</span></a> Cfr. <strong>TAR Puglia, Bari, sez. II, 29 maggio 2023, n. 824. </strong>Vedi, LUCCA, <em>Pieno accesso al nominativo del privato whistleblower: il parere del Consiglio di Stato</em>, lentepubblica.it, 18 febbraio 2026;</p>
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<title>Colpo di scena sul fisco: illegittimo il divieto di sconti retroattivi</title>
<link>https://www.eventi.news/colpo-di-scena-sul-fisco-illegittimo-il-divieto-di-sconti-retroattivi</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Per decenni, il sistema delle sanzioni fiscali in Italia è rimasto bloccato. Per un errore commesso diversi anni prima, il contribuente subiva regole severe vigenti al tempo della violazione, anche se nel frattempo il panorama normativo risultava cambiato con l’introduzione di sanzioni più leggere. Ma adesso si cambia. Questo immobilismo è stato spezzato dalla sentenza […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-colpo-di-scena-sul-fisco-illegittimo-il-divieto-di-sconti-retroattivi.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 09:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Colpo, scena, sul, fisco:, illegittimo, divieto, sconti, retroattivi</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Per decenni, il sistema delle sanzioni fiscali in Italia è rimasto bloccato. Per un errore commesso diversi anni prima, il contribuente subiva regole severe vigenti al tempo della violazione, anche se nel frattempo il panorama normativo risultava cambiato con l’introduzione di sanzioni più leggere. Ma adesso si cambia.</strong></p>
<hr>
<p>Questo immobilismo è stato spezzato dalla <strong>sentenza n.</strong> <strong>2288 del 2026</strong> della <strong>Corte di Giustizia Tributaria di Roma</strong>, che ha messo in discussione un pilastro della recente riforma del <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/fisco/" target="_blank" rel="noopener">fisco</a></span>. Il governo, pur avendo ridotto le sanzioni, aveva inserito un <strong>blocco</strong> per impedire che questo sconto venisse applicato ai <strong>fatti accaduti prima di settembre 2024</strong>. I giudici romani hanno stabilito che tale previsione è illegittima perché viola il diritto europeo, il quale stabilisce che se una legge cambia e diventa meno severa, il cittadino deve poterne beneficiare immediatamente, indipendentemente da quando è avvenuto l’errore.</p>
<h2>Il caso all’esame dei giudici</h2>
<p>La questione giuridica trae origine da una specifica limitazione introdotta con la <strong>riforma sanzionatoria del 2024</strong>. Il governo, nonostante la riduzione, dal 90% al 70%, delle aliquote delle sanzioni per infedele dichiarazione, aveva inserito una clausola di salvaguardia per “blindare” i vecchi carichi pendenti. Secondo tale disposizione, le nuove misure più lievi non avrebbero dovuto trovare applicazione per i <strong>fatti accaduti prima del 1° settembre 2024</strong>.</p>
<p>Nel caso di specie, un contribuente romano ha contestato un accertamento che applicava la <strong>sanzione massima del vecchio regime</strong>. I giudici tributari hanno accolto la tesi difensiva, disapplicando la norma nazionale restrittiva e ordinando il ricalcolo della sanzione secondo i nuovi parametri più favorevoli. Per comprendere l’entità del risparmio economico, occorre considerare che su un debito d’imposta significativo, la riduzione del 20% della sanzione trasforma radicalmente il carico finanziario complessivo per il privato.</p>
<h2>Fisco: ecco perché è illegittimo il divieto di sconti retroattivi</h2>
<p>Il fondamento giuridico della decisione risiede nel <strong>primato del diritto dell’Unione Europea</strong> sulle leggi degli Stati membri. La Corte di Roma ha richiamato, infatti, l’art. 49 della Carta di Nizza e le garanzie previste dalla CEDU, le quali stabiliscono che se la legge successiva alla commissione del reato o dell’illecito prevede una pena più lieve, questa deve essere applicata obbligatoriamente. Il tribunale ha fatto riferimento a orientamenti consolidati della Corte di Giustizia Europea, come la causa <em>Baji Trans</em>, la quale impone al giudice nazionale di ignorare qualsiasi disposizione interna che contrasti con la tutela del cittadino rispetto a <strong>sanzioni sproporzionate</strong> o non più coerenti con la legge.</p>
<h2>Una decisione già suffragata dalla Corte Costituzionale</h2>
<p>Questa interpretazione rispecchia un’esigenza di civiltà giuridica già evidenziata dalla <strong>Corte Costituzionale italiana</strong>, la quale, con la storica <span><a href="https://www.cortecostituzionale.it/scheda-pronuncia/2019/63" target="_blank" rel="noopener"><strong>sentenza 63 del 2019</strong></a></span>, aveva già chiarito che le sanzioni amministrative con finalità punitiva devono seguire la logica del <strong><em>favor rei</em></strong>, propria del diritto penale. Se lo Stato decide che un comportamento non merita più una punizione severa, non vi è alcuna ragione logica o etica per continuare a infliggere quella vecchia a chi sta ancora affrontando un processo.</p>
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<title>Nel Rinnovo dei CCNL 2025&#45;2027 degli Statali ci saranno anche nuovi mutui agevolati?</title>
<link>https://www.eventi.news/nel-rinnovo-dei-ccnl-2025-2027-degli-statali-ci-saranno-anche-nuovi-mutui-agevolati</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Si apre una nuova fase per il lavoro pubblico italiano. Con l’avvio delle trattative per il rinnovo dei Contratti collettivi nazionali del lavoro (CCNL) relativi al triennio 2025-2027, si delineano già alcune linee di intervento che potrebbero incidere in modo concreto sulla vita quotidiana di milioni di dipendenti statali. Tra i temi più rilevanti in […]
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<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 09:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Nel, Rinnovo, dei, CCNL, 2025-2027, degli, Statali, saranno, anche, nuovi, mutui, agevolati</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Si apre una nuova fase per il lavoro pubblico italiano. Con l’avvio delle trattative per il rinnovo dei <span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/rinnovo-contratto-statali-2025-2027-le-prime-anticipazioni-sugli-aumenti-di-stipendio/" target="_blank" rel="noopener">Contratti collettivi nazionali del lavoro (CCNL) relativi al triennio 2025-2027</a></span>, si delineano già alcune linee di intervento che potrebbero incidere in modo concreto sulla vita quotidiana di milioni di dipendenti statali.</strong></p>
<hr>
<p data-start="590" data-end="972">Tra i temi più rilevanti in discussione emerge il rafforzamento delle misure di welfare contrattuale, con particolare attenzione al sostegno abitativo. In questo contesto, prende forma l’ipotesi di ampliare l’accesso ai mutui immobiliari a condizioni vantaggiose, grazie a nuove intese con il sistema bancario e a strumenti integrativi finanziati direttamente dalle amministrazioni.</p>
<h2 data-section-id="3an32i" data-start="979" data-end="1051"><span role="text"><strong data-start="982" data-end="1051">Cosa sono i mutui agevolati e perché sono centrali nel nuovo CCNL</strong></span></h2>
<p data-start="1053" data-end="1394">Quando si parla di mutui agevolati si fa riferimento a finanziamenti per l’acquisto o la ristrutturazione di immobili concessi a condizioni più favorevoli rispetto a quelle di mercato. In concreto, il beneficio si traduce in tassi di interesse ridotti, minori costi accessori oppure condizioni più flessibili nella restituzione del prestito.</p>
<p data-start="1396" data-end="1720">Questi strumenti, già diffusi in ambito pubblico e privato, assumono una valenza strategica nel contesto attuale. L’aumento dei tassi registrato negli ultimi anni, unito alle difficoltà di accesso al credito per alcune categorie, ha infatti reso più complesso l’acquisto della casa, soprattutto per i lavoratori più giovani.</p>
<p data-start="1722" data-end="1914">Proprio per questo, il rinnovo contrattuale in corso mira a rafforzare il ruolo delle amministrazioni pubbliche come soggetti attivi nel sostenere il benessere economico dei propri dipendenti.</p>
<h2 data-section-id="6c7q2z" data-start="1921" data-end="1972"><span role="text"><strong data-start="1924" data-end="1972">Come funzionano le convenzioni con le banche</strong></span></h2>
<p data-start="1974" data-end="2112">Uno degli strumenti principali su cui si concentra il negoziato è rappresentato dalle convenzioni tra enti pubblici e istituti di credito.</p>
<p data-start="2114" data-end="2533">In termini operativi, queste intese consentono di negoziare condizioni migliorative rispetto ai prodotti standard offerti sul mercato. Il meccanismo è relativamente semplice: mettendo insieme una platea ampia e stabile di potenziali clienti – come quella dei dipendenti pubblici – le amministrazioni possono ottenere dalle banche condizioni più vantaggiose, in particolare una riduzione dello spread applicato ai mutui.</p>
<p data-start="2535" data-end="2706">Il risultato è un’offerta dedicata, accessibile solo agli aderenti, che può tradursi in rate mensili più sostenibili e in un costo complessivo del finanziamento inferiore.</p>
<p data-start="2708" data-end="2931">Nel nuovo CCNL, questa leva potrebbe essere ulteriormente potenziata attraverso accordi di livello nazionale, sfruttando il peso contrattuale di milioni di lavoratori pubblici per ottenere condizioni ancora più competitive.</p>
<h2 data-section-id="o8l68z" data-start="2938" data-end="2997"><span role="text"><strong data-start="2941" data-end="2997">Welfare contrattuale: il ruolo delle amministrazioni</strong></span></h2>
<p data-start="2999" data-end="3150">Un elemento innovativo della trattativa riguarda la possibilità di utilizzare risorse interne per finanziare direttamente misure di sostegno economico.</p>
<p data-start="3152" data-end="3472">In particolare, si discute dell’impiego di quote dei fondi per la contrattazione decentrata per intervenire sui mutui e sui prestiti. Questo potrebbe tradursi, ad esempio, in contributi destinati ad abbattere il tasso di interesse applicato ai finanziamenti oppure in forme di sostegno per specifiche esigenze familiari.</p>
<p data-start="3474" data-end="3696">Si tratta di un cambio di paradigma significativo: il welfare non sarebbe più solo un insieme di servizi accessori, ma diventerebbe uno strumento strutturale per migliorare le condizioni economiche dei lavoratori pubblici.</p>
<h2 data-section-id="wkener" data-start="3703" data-end="3770"><span role="text"><strong data-start="3706" data-end="3770">Focus sulla casa: acquisto, ristrutturazione e sostenibilità</strong></span></h2>
<p data-start="3772" data-end="3988">Tra le priorità individuate emerge con chiarezza il tema abitativo. Le nuove misure allo studio non si limiterebbero all’acquisto della prima casa, ma potrebbero estendersi anche alla ristrutturazione degli immobili.</p>
<p data-start="3990" data-end="4210">In linea con gli indirizzi europei sulla transizione ecologica, una delle ipotesi più concrete riguarda l’introduzione di condizioni ancora più favorevoli per i mutui destinati a interventi di efficientamento energetico.</p>
<p data-start="4212" data-end="4481">In questo scenario, i dipendenti pubblici che scelgono di migliorare la classe energetica della propria abitazione potrebbero beneficiare di ulteriori riduzioni del tasso di interesse, incentivando così investimenti sostenibili e contribuendo agli obiettivi ambientali.</p>
<h2 data-section-id="3ptu0t" data-start="4488" data-end="4541"><span role="text"><strong data-start="4491" data-end="4541">I pilastri già attivi: INPS e garanzie statali</strong></span></h2>
<p data-start="4543" data-end="4732">In attesa della definizione delle nuove misure contrattuali, restano operativi gli strumenti già esistenti, che continuano a rappresentare un punto di riferimento per i lavoratori pubblici.</p>
<p data-start="4734" data-end="5099">Tra questi, un ruolo centrale è svolto dai mutui ipotecari erogati dall’<span><a href="https://www.inps.it/" target="_blank" rel="noopener">INPS</a></span> (ex gestione INPDAP). Si tratta di finanziamenti caratterizzati da condizioni competitive, con tassi fissi e la possibilità, in alcuni casi, di coprire fino all’intero valore dell’immobile. L’accesso è riservato agli iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali.</p>
<p data-start="5101" data-end="5392">Accanto a questo canale, si inserisce la garanzia statale sui mutui prima casa. La normativa vigente ha prorogato fino al 2027 la possibilità di ottenere una copertura pubblica fino all’80% della quota capitale per determinate categorie, tra cui i giovani con specifici requisiti di reddito.</p>
<p data-start="5394" data-end="5556">Questa misura consente di ridurre il rischio per le banche e, di conseguenza, facilita l’accesso al credito anche per chi dispone di minori garanzie patrimoniali.</p>
<h2 data-section-id="1gzebpf" data-start="5563" data-end="5614"><span role="text"><strong data-start="5566" data-end="5614">Un rinnovo contrattuale che guarda al futuro</strong></span></h2>
<p data-start="5616" data-end="5879">Il negoziato per il CCNL 2025-2027 si colloca in una fase di profonda trasformazione della pubblica amministrazione. Digitalizzazione, nuove modalità organizzative e crescente attenzione al benessere dei dipendenti stanno ridefinendo il ruolo del lavoro pubblico.</p>
<p data-start="5881" data-end="6073">In questo contesto, l’introduzione di strumenti come i mutui agevolati rappresenta un tassello di una strategia più ampia, orientata a rendere il settore pubblico più attrattivo e competitivo.</p>
<p data-start="6075" data-end="6346">Le misure in discussione, se confermate, potrebbero contribuire non solo a migliorare la qualità della vita dei lavoratori, ma anche a rafforzare la capacità delle amministrazioni di attrarre nuove competenze, in un momento in cui il capitale umano è sempre più centrale.</p>
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<title>Concorsi Ministero della Giustizia 2026: 9000 posti ma ad accesso chiuso, ecco perché</title>
<link>https://www.eventi.news/concorsi-ministero-della-giustizia-2026-9000-posti-ma-ad-accesso-chiuso-ecco-perche</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Concorsi Ministero della Giustizia 2026: oltre 9.000 posti, ma non per tutti. Cosa c’è davvero da sapere. Il piano di rafforzamento della macchina giudiziaria entra in una fase decisiva. Non si tratta di semplici procedure concorsuali isolate, ma di un tassello strategico inserito in un programma molto più ampio che punta a ridisegnare gli organici […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/01/lentepubblica-referendum-giustizia-il-governo-fissa-la-data-per-il-22-23-marzo-e-si-apre-lo-scontro.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 09:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Concorsi, Ministero, della, Giustizia, 2026:, 9000, posti, accesso, chiuso, ecco, perché</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Concorsi Ministero della Giustizia 2026: oltre 9.000 posti, ma non per tutti. Cosa c’è davvero da sapere.</strong></p>
<hr>
<p data-start="316" data-end="586">Il piano di rafforzamento della macchina giudiziaria entra in una fase decisiva. Non si tratta di semplici procedure concorsuali isolate, ma di un tassello strategico inserito in un programma molto più ampio che punta a ridisegnare gli organici del comparto giustizia.</p>
<p data-start="588" data-end="781">Nel triennio 2024-2026, infatti, il Ministero prevede <strong data-start="642" data-end="684">oltre 14.000 nuove immissioni in ruolo</strong>, con un focus particolare sulla <span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/stabilizzazione-dei-precari-pnrr-della-giustizia-svolta-per-i-lavoratori-o-mossa-politica/" target="_blank" rel="noopener">stabilizzazione del personale già impiegato a tempo determinato.</a></span></p>
<p data-start="783" data-end="1033">All’interno di questo quadro si collocano tre importanti procedure per un totale di <strong data-start="867" data-end="886">9.119 posizioni</strong>, destinate però esclusivamente a chi è già in servizio. Un elemento cruciale, spesso frainteso, che cambia radicalmente la natura di questi bandi.</p>
<h2 data-section-id="e96ze1" data-start="1040" data-end="1086">Un piano strutturale, non semplici concorsi</h2>
<p data-start="1088" data-end="1408">Le selezioni avviate non rappresentano nuove opportunità di accesso dall’esterno, bensì <strong data-start="1176" data-end="1220">percorsi di consolidamento occupazionale</strong>. L’obiettivo è trasformare rapporti temporanei in contratti a tempo indeterminato, dando stabilità a figure che negli ultimi anni hanno sostenuto il funzionamento degli uffici giudiziari.</p>
<p data-start="1410" data-end="1576">Questo approccio si inserisce nella logica del PNRR, che ha richiesto un rafforzamento rapido delle risorse umane, soprattutto per accelerare i tempi della giustizia.</p>
<p data-start="1578" data-end="1704">In altre parole, il sistema ha prima reclutato personale con contratti a termine e ora procede alla loro integrazione stabile.</p>
<h2 data-section-id="fzg4xe" data-start="1711" data-end="1773">Addetti all’Ufficio per il Processo: il cuore della riforma</h2>
<p data-start="1775" data-end="1955">Il segmento più rilevante riguarda la stabilizzazione di <strong data-start="1832" data-end="1883">6.919 Addetti all’Ufficio per il Processo (UPP)</strong>, figura chiave nel percorso di modernizzazione del sistema giudiziario.</p>
<p data-start="1957" data-end="2155">Questi professionisti svolgono un ruolo operativo essenziale: affiancano magistrati e personale amministrativo, contribuendo a smaltire l’arretrato e a rendere più efficienti le attività quotidiane.</p>
<p data-start="2157" data-end="2200">L’importanza di questa procedura è duplice:</p>
<ul data-start="2202" data-end="2378">
<li data-section-id="gne4he" data-start="2202" data-end="2272">da un lato, si tratta del contingente numericamente più consistente;</li>
<li data-section-id="1eo4xq" data-start="2273" data-end="2378">dall’altro, rappresenta una vera e propria <strong data-start="2318" data-end="2377">porta d’ingresso stabile nella Pubblica Amministrazione</strong>.</li>
</ul>
<p data-start="2380" data-end="2560">Non a caso, è già previsto un piano parallelo che punta alla stabilizzazione di circa <strong data-start="2466" data-end="2490">5.200 funzionari UPP</strong>, segnale evidente della volontà di rendere strutturale questa figura.</p>
<h3 data-section-id="1nwik6l" data-start="2562" data-end="2599">Requisiti e modalità di selezione</h3>
<p data-start="2601" data-end="2647">Possono partecipare esclusivamente coloro che:</p>
<ul data-start="2649" data-end="2906">
<li data-section-id="1ciziwg" data-start="2649" data-end="2733">sono stati reclutati nei precedenti concorsi pubblici banditi nel 2021 e nel 2024;</li>
<li data-section-id="17gtbr4" data-start="2734" data-end="2804">risultano attualmente in servizio con contratto a tempo determinato;</li>
<li data-section-id="1cjj2h3" data-start="2805" data-end="2906">non hanno subito sanzioni disciplinari rilevanti né condanne incompatibili con il pubblico impiego.</li>
</ul>
<p data-start="2908" data-end="3227">La selezione prevede una <strong data-start="2933" data-end="2975">prova scritta con quesiti situazionali</strong>, finalizzata a verificare competenze organizzative, relazionali e tecniche. Tuttavia, in presenza di un numero di candidati pari o inferiore ai posti disponibili, la procedura potrà essere semplificata con una valutazione basata su titoli e anzianità.</p>
<h3 data-start="2908" data-end="3227">Il bando</h3>
<p data-start="2908" data-end="3227"><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/A.U.P.P.-Bando-stabilizzazione-PNRR-docx.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
<h2 data-section-id="1b6e1ac" data-start="3234" data-end="3302">Tecnici di amministrazione: rafforzamento della struttura interna</h2>
<p data-start="3304" data-end="3485">Un secondo intervento riguarda la stabilizzazione di <strong data-start="3357" data-end="3387">712 tecnici amministrativi</strong>, figure che operano a supporto delle attività organizzative e gestionali degli uffici giudiziari.</p>
<p data-start="3487" data-end="3640">Si tratta di un passaggio strategico per consolidare la struttura interna dell’amministrazione, garantendo continuità operativa e competenze già formate.</p>
<p data-start="3642" data-end="3784">Anche in questo caso, la platea è circoscritta al personale già selezionato attraverso precedenti concorsi pubblici e attualmente in servizio.</p>
<h3 data-section-id="1jp1354" data-start="3786" data-end="3816">Come funziona la procedura</h3>
<p data-start="3818" data-end="3868">Le modalità ricalcano quelle previste per gli UPP:</p>
<ul data-start="3870" data-end="4086">
<li data-section-id="1f78jyc" data-start="3870" data-end="3920">verifica delle competenze tramite prova scritta;</li>
<li data-section-id="8z3ezo" data-start="3921" data-end="3996">eventuale selezione per titoli in caso di numero limitato di candidature;</li>
<li data-section-id="a6a417" data-start="3997" data-end="4086">suddivisione per distretti giudiziari, con assegnazione dei posti su base territoriale.</li>
</ul>
<p data-start="4088" data-end="4176">Il requisito del possesso di una laurea resta centrale per l’accesso a questa categoria.</p>
<h3 data-start="2908" data-end="3227">Il bando</h3>
<p data-start="2908" data-end="3227"><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/T.Amm-bando-stabilizzazione-PNRR-_docx.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
<h2 data-section-id="1yy8v8s" data-start="4183" data-end="4242">Operatori data entry: stabilizzazione e digitalizzazione</h2>
<p data-start="4244" data-end="4400">Completa il quadro la procedura per <strong data-start="4280" data-end="4313">1.488 operatori di data entry</strong>, destinati a essere inquadrati stabilmente nei ruoli dell’amministrazione giudiziaria.</p>
<p data-start="4402" data-end="4544">Questa figura ha assunto un peso crescente negli ultimi anni, soprattutto in relazione ai processi di digitalizzazione e gestione documentale.</p>
<p data-start="4546" data-end="4613">Il loro contributo si concentra su attività operative fondamentali:</p>
<ul data-start="4615" data-end="4741">
<li data-section-id="10j4hg9" data-start="4615" data-end="4649">inserimento e gestione dei dati;</li>
<li data-section-id="lody1y" data-start="4650" data-end="4683">supporto ai flussi documentali;</li>
<li data-section-id="orj0xt" data-start="4684" data-end="4741">collaborazione alle attività amministrative quotidiane.</li>
</ul>
<h3 data-section-id="1e7v72u" data-start="4743" data-end="4768">Requisiti e selezione</h3>
<p data-start="4770" data-end="4884">A differenza dei profili precedenti, per questa posizione è sufficiente il diploma di scuola secondaria superiore.</p>
<p data-start="4886" data-end="5084">Anche qui, la partecipazione è limitata al personale già in servizio e reclutato con precedenti procedure. La selezione avviene tramite test scritto, con possibile semplificazione basata sui titoli.</p>
<h3 data-start="2908" data-end="3227">Il bando</h3>
<p data-start="2908" data-end="3227"><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/Data-entry_Bando-stabilizzazionePNRR.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
<h2 data-section-id="1qeaui4" data-start="5091" data-end="5128">Scadenze e modalità di candidatura</h2>
<p data-start="5130" data-end="5201">Tutte le procedure condividono una stessa scadenza: <strong data-start="5182" data-end="5200">15 aprile 2026</strong>.</p>
<p data-start="5203" data-end="5418">Le domande devono essere presentate esclusivamente online, attraverso le piattaforme dedicate del Ministero della Giustizia e del portale InPA, utilizzando strumenti di identificazione digitale come SPID, CIE o CNS.</p>
<p data-start="5420" data-end="5573">Si tratta di un passaggio ormai standardizzato nella Pubblica Amministrazione, che conferma la progressiva digitalizzazione dei processi di reclutamento.</p>
<h2 data-section-id="1suzuer" data-start="5580" data-end="5640">Il nodo centrale: stabilizzazione sì, ma accesso limitato</h2>
<p data-start="5642" data-end="5750">L’aspetto più rilevante – e allo stesso tempo più critico – riguarda la natura “chiusa” di queste procedure.</p>
<p data-start="5752" data-end="5936">Nonostante i numeri rilevanti, <strong data-start="5783" data-end="5831">non si tratta di concorsi aperti al pubblico</strong>, ma di selezioni riservate. Questo significa che chi non è già inserito nel sistema non può partecipare.</p>
<p data-start="5938" data-end="6226">Da un lato, questa scelta risponde all’esigenza di valorizzare competenze già acquisite e di evitare la dispersione di risorse formate. Dall’altro, però, limita le opportunità di accesso per nuovi candidati, sollevando interrogativi sul ricambio generazionale e sull’apertura del sistema.</p>
<h2 data-section-id="flhy36" data-start="6233" data-end="6285">Un passaggio chiave per il futuro della giustizia</h2>
<p data-start="6287" data-end="6437">Nel complesso, il piano rappresenta un intervento strutturale destinato a incidere in modo significativo sull’organizzazione della giustizia italiana.</p>
<p data-start="6439" data-end="6498">La stabilizzazione del personale già operativo consente di:</p>
<ul data-start="6500" data-end="6589">
<li data-section-id="1323gnv" data-start="6500" data-end="6523">garantire continuità;</li>
<li data-section-id="1rd6lhq" data-start="6524" data-end="6549">consolidare competenze;</li>
<li data-section-id="1ka3tq5" data-start="6550" data-end="6589">migliorare l’efficienza degli uffici.</li>
</ul>
<p data-start="6591" data-end="6711">Allo stesso tempo, resta aperta la questione dell’equilibrio tra stabilizzazione interna e nuove opportunità di accesso.</p>
<p data-start="6713" data-end="6825">Una sfida che accompagnerà inevitabilmente le prossime politiche di reclutamento nella Pubblica Amministrazione.</p>
<p>The post <a href="https://lentepubblica.it/concorsi-pubblici/concorsi-ministero-della-giustizia-2026-9000-posti-ma-ad-accesso-chiuso-ecco-perche/">Concorsi Ministero della Giustizia 2026: 9000 posti ma ad accesso chiuso, ecco perché</a> appeared first on <a href="https://lentepubblica.it/">lentepubblica.it</a>.</p>]]> </content:encoded>
</item>

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<title>La vittoria del No al referendum, anche grazie all’aiuto (inaspettato) di Trump. Adesso una legislatura Costituente</title>
<link>https://www.eventi.news/la-vittoria-del-no-al-referendum-anche-grazie-allaiuto-inaspettato-di-trump-adesso-una-legislatura-costituente</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Il No prevale nettamente e definisce un esito politico chiaro. Ma il voto di ieri non è un fatto isolato: è il prodotto di un contesto economico e internazionale che incide direttamente sulle scelte degli elettori. Urge una stagione Costituente. L’Italia arriva a questo appuntamento con un quadro fragile: crescita incerta, energia costosa, inflazione che […]
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<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 09:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>vittoria, del, referendum, anche, grazie, all’aiuto, inaspettato, Trump., Adesso, una, legislatura, Costituente</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Il <em>No</em> prevale nettamente e definisce un esito politico chiaro. Ma <span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/referendum-giustizia-2026-i-dati-parlano-chiaro-ha-vinto-il-no/" target="_blank" rel="noopener">il voto di ieri</a></span> non è un fatto isolato: è il prodotto di un contesto economico e internazionale che incide direttamente sulle scelte degli elettori. Urge una stagione Costituente.</strong></p>
<hr>
<p>L’Italia arriva a questo appuntamento con un quadro fragile: crescita incerta, energia costosa, inflazione che torna a essere una preoccupazione concreta. In queste condizioni, il comportamento elettorale tende a privilegiare la stabilità rispetto al cambiamento.</p>
<p>La chiave interpretativa è nota e difficilmente smentibile. <em>“It’s the economy, stupid”</em>: la formula fu coniata da <strong>James Carville</strong>, stratega della campagna presidenziale di <strong>Bill Clinton</strong> nel 1992, per ricordare al suo team che le condizioni economiche reali contano più di ogni altra variabile. Non è un richiamo storico: è una regola ancora operativa. Quando il quadro materiale si deteriora, il giudizio sulle riforme si intreccia con la percezione del presente. Il referendum sulla giustizia non sfugge a questa dinamica.</p>
<h2><strong>Geopolitica ed energia: il contesto che orienta il voto</strong></h2>
<p>Il contesto internazionale ha contribuito in modo diretto. Le tensioni in Medio Oriente, con il coinvolgimento dell’Iran e il ruolo del governo israeliano, hanno riacceso la pressione sui prezzi energetici. A questo si aggiunge la persistente instabilità del conflitto tra Russia e Ucraina, rispetto al quale non si è prodotta quella svolta rapida che era stata prospettata.</p>
<p>In questo scenario, la figura di Donald Trump resta sullo sfondo come fattore politico rilevante anche per l’Italia: non tanto per un’influenza diretta sul voto, quanto per il suo ruolo nella gestione delle crisi internazionali e per l’allineamento politico percepito con il governo italiano. Più instabilità geopolitica significa più tensione sui mercati; più tensione sui mercati significa maggiore cautela nelle urne. Il <em>No</em> si inserisce in questa sequenza.</p>
<h2><strong>La geografia del consenso: economia e voto</strong></h2>
<p>La mappa del voto conferma una linea di frattura consolidata. Il <em>Sì</em> tiene meglio nelle aree economicamente più solide del Paese — Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia — dove la domanda di efficienza istituzionale è più marcata e il sistema produttivo è più esposto alla competizione.</p>
<p>Nel resto d’Italia prevale il <em>No</em>, con margini più ampi nelle aree dove il tessuto economico è più fragile. Non è una semplice differenza territoriale. È una differenza di contesto: dove l’economia è più forte, il cambiamento è percepito come leva; dove è più debole, viene vissuto come un’incognita.</p>
<h2><strong>La costante italiana: prudenza e divisione</strong></h2>
<p>Il voto di ieri conferma un tratto strutturale: l’Italia approva riforme con margini ampi solo in condizioni eccezionali. Il precedente del <strong>18 aprile 1993</strong>, maturato nel pieno della crisi del sistema politico, resta emblematico. A distanza di anni, un altro caso significativo è il <strong>referendum costituzionale del 20-21 settembre 2020</strong>, quando la riduzione del numero dei parlamentari fu approvata con il <strong>69,96% dei voti favorevoli</strong>.</p>
<p>Al di fuori di questi casi, prevale una dinamica diversa: divisione dell’elettorato, cautela diffusa, tendenza a preservare l’equilibrio esistente. Anche questa consultazione restituisce un Paese che non converge, ma si distribuisce lungo linee di frattura ormai note.</p>
<h2><strong>Il voto dei giovani e la dimensione politica del referendum</strong></h2>
<p>Il comportamento elettorale delle fasce più giovani rafforza questa lettura. Il <em>No</em> ha raccolto un consenso significativo tra chi, per ragioni anagrafiche, ha meno esperienza diretta del funzionamento concreto della giustizia.</p>
<p>Questo elemento suggerisce che una parte dell’elettorato abbia interpretato il referendum più come un passaggio politico generale che come una valutazione tecnica della riforma. Non è un’anomalia: è ciò che accade quando un quesito complesso viene assorbito nel confronto politico complessivo.</p>
<p>La politicizzazione del voto ha inciso in modo evidente. Il referendum è diventato, nei fatti, anche un giudizio sull’azione del governo. È un meccanismo fisiologico nelle democrazie contemporanee, ma ha un effetto collaterale chiaro: il merito delle riforme passa in secondo piano rispetto al clima politico.</p>
<h2><strong>La giustizia resta una questione aperta</strong></h2>
<p>La vittoria del <em>No</em> non equivale a una promozione del sistema attuale. I limiti della giustizia italiana restano evidenti: tempi lunghi, incertezza, difficoltà per cittadini e imprese.</p>
<p>Molti tra gli stessi sostenitori del <em>No</em> riconoscono la necessità di intervenire. Il voto ha respinto una proposta, non il bisogno di rendere la giustizia più efficiente, più prevedibile, più rapida.</p>
<p>In questo quadro pesa anche un altro elemento: la percezione che, negli anni, le dinamiche interne — comprese le correnti presenti sia nel sistema politico sia nelle associazioni della magistratura — abbiano contribuito a rendere più opaco il funzionamento complessivo. È un nodo che non può essere eluso se si vuole affrontare seriamente il tema delle riforme.</p>
<h2><strong>Gli equilibri tra i poteri: una questione irrisolta</strong></h2>
<p>Il referendum riporta in primo piano anche una questione più ampia: l’equilibrio tra i poteri dello Stato.</p>
<p>Dalla stagione di <em>Mani pulite</em> in poi, si è progressivamente affermata la percezione di uno squilibrio tra potere giudiziario e altri poteri. È un tema divisivo, ma strutturale nel dibattito pubblico italiano.</p>
<p>A questo si affianca un secondo squilibrio, meno discusso ma altrettanto rilevante: quello tra esecutivo e legislativo. L’uso estensivo dei decreti-legge e delle deleghe ha progressivamente ridotto lo spazio dell’iniziativa parlamentare, spostando il baricentro della produzione normativa verso il governo.</p>
<p>Su questo punto i richiami istituzionali sono stati espliciti. <strong>Giorgio Napolitano</strong> ha più volte denunciato l’abuso della decretazione d’urgenza e l’inserimento di norme eterogenee nei decreti-legge. <strong>Sergio Mattarella</strong> ha ribadito la necessità di rispettare i limiti costituzionali e di preservare il ruolo del Parlamento. Non si tratta di rilievi formali: indicano una tensione reale nel funzionamento del sistema.</p>
<h2><strong>Dal voto alla lezione politica</strong></h2>
<p>Il risultato di ieri lascia una lezione netta. L’Italia è, ancora una volta, un Paese diviso sulle riforme. È un dato che dovrebbe imporre cautela a chi ha vinto e responsabilità a chi ha perso.</p>
<p>C’è però un altro elemento che merita attenzione. A differenza di quanto accade nelle consultazioni politiche, dove l’astensionismo è ormai una tendenza consolidata, quando sono in gioco scelte percepite come dirimenti la partecipazione cresce. Questo significa che, quando la posta in gioco è chiara, gli elettori tornano a votare. È un segnale che la politica non può permettersi di ignorare.</p>
<h2><strong>Una legislatura costituente, da preparare subito</strong></h2>
<p>Se il sistema politico vuole evitare una nuova fase di immobilismo, deve trasformare questo passaggio in un punto di partenza. La prospettiva di una <strong>legislatura costituente</strong> — quella che si aprirà dopo le prossime elezioni — non può essere rinviata a domani. Va preparata adesso.</p>
<p>Il primo passo concreto è riaprire il dialogo e costruire una sede adeguata. Una <strong>nuova Commissione bicamerale per le riforme</strong> può rappresentare il prodromo necessario: un luogo in cui affrontare in modo condiviso i nodi della giustizia e degli equilibri tra i poteri dello Stato, sottraendoli alla contingenza dello scontro politico quotidiano.</p>
<p>Il referendum ha espresso una volontà chiara. Ma dentro quel voto — anche tra molti sostenitori del <em>No</em> — è presente una consapevolezza altrettanto chiara: la giustizia deve funzionare meglio, deve essere più rapida, più affidabile, più trasparente.</p>
<p>Il compito della politica è trasformare questa consapevolezza in riforme. Non contro una parte del Paese, ma insieme a un Paese che, ancora una volta, ha mostrato di voler essere ascoltato. E accanto alla giustizia, vi sono molti altri ambiti dell’ordinamento statale che richiedono interventi strutturali: affrontarli con uno spirito autenticamente costituente, fondato sul dialogo e sulla condivisione, è la condizione necessaria per evitare che anche le prossime riforme si infrangano contro le stesse divisioni<strong>. In un contesto economico fragile e incerto come quello attuale, questa esigenza diventa ancora più urgente: proprio quando le risorse sono limitate e le tensioni aumentano, la qualità delle istituzioni e la capacità di riformarle insieme diventano un fattore decisivo per la tenuta del Paese.</strong></p>
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<title>Codici: la tregua di 5 giorni in Medio Oriente è solo il preludio ad un attacco</title>
<link>https://www.eventi.news/codici-la-tregua-di-5-giorni-in-medio-oriente-e-solo-il-preludio-ad-un-attacco</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Rischio escalation a Qeshm, possibile shock energetico globale e nuovi rincari per famiglie e imprese. L’associazione Codici aggiorna il quadro relativo all’impatto economico delle tensioni nel Golfo Persico, con particolare riferimento allo scenario di un possibile attacco all’isola iraniana di Qeshm, nodo strategico nello Stretto di Hormuz. Codici: la tregua di 5 giorni in Medio Oriente […]
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<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 09:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Codici:, tregua, giorni, Medio, Oriente, solo, preludio, attacco</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Rischio escalation a Qeshm, possibile shock energetico globale </strong><strong>e nuovi rincari per famiglie e imprese.</strong></p>
<hr>
<p>L’associazione Codici aggiorna il quadro relativo all’impatto economico delle tensioni nel Golfo Persico, con particolare riferimento allo scenario di un possibile attacco all’<strong>isola iraniana di Qeshm</strong>, nodo strategico nello <strong>Stretto di Hormuz.</strong></p>
<h2>Codici: la tregua di 5 giorni in Medio Oriente è solo il preludio ad un attacco</h2>
<p>L’isola di Qeshm rappresenta un punto nevralgico del sistema energetico globale, in quanto prossima ad uno dei principali snodi del traffico petrolifero mondiale, attraverso il quale transita circa il 20% del greggio globale. In tale contesto, anche un’azione militare circoscritta è idonea a <strong>produrre effetti immediati e rilevanti sui mercati energetici internazionali.</strong></p>
<h2>Peggioramento del quadro relativo all’aumento sui carburanti</h2>
<p>I dati più recenti confermano un ulteriore peggioramento del quadro:</p>
<ul>
<li>il diesel self torna sopra la soglia critica dei<strong> 2 euro/litro</strong> nella quasi totalità delle regioni;</li>
<li>la benzina self sale fino a circa<strong> 1,73 euro/litro</strong>;</li>
<li>il diesel self nazionale si attesta intorno a <strong>1,99 euro/litro</strong>, con punte oltre i <strong>2,03 euro</strong>;</li>
<li>il diesel servito supera mediamente i <strong>2,12 euro/litro</strong>;</li>
<li>nuovi rincari da parte degli operatori: +2 centesimi sulla benzina e +5 centesimi sul diesel.</li>
</ul>
<p>Il quadro conferma una dinamica già evidenziata: il diesel, principale driver dei costi logistici, continua a trasferire pressione inflattiva sull’intero sistema economico.</p>
<p>Rispetto al precedente monitoraggio, <strong><span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/carburanti-taglio-temporaneo-dei-prezzi-e-stretta-contro-le-speculazioni/" target="_blank" rel="noopener">l’incremento dei prezzi</a></span> risulta ulteriormente accelerato</strong>, rafforzando la natura strutturale dell’inflazione energetica già rilevata (1,5% – 1,8%).</p>
<h2>Gli scenari</h2>
<p>Tali scenari non considerano che, anche con la conquista delle isole lo stretto di Hormuz sarebbe comunque impraticabile per via degli attacchi dalla terraferma.</p>
<ol>
<li>Scenario a bassa intensità (attacco limitato e circoscritto)</li>
</ol>
<ul>
<li>Brent: 105 – 115 $</li>
<li>Gas: +10% / +20%</li>
<li>inflazione: 2,0% – 2,5%</li>
<li>impatto famiglie: 1.000 – 1.300 € annui</li>
</ul>
<ol start="2">
<li>Scenario a media intensità (escalation e riduzione dei flussi)</li>
</ol>
<ul>
<li>Brent: 115 – 135 $</li>
<li>Gas: +25% / +50%</li>
<li>inflazione: 2,8% – 3,6%</li>
<li>impatto famiglie: 1.400 – 2.100 € annui</li>
</ul>
<ol start="3">
<li>Scenario ad alta intensità (blocco dello Stretto di Hormuz)</li>
</ol>
<ul>
<li>Brent: 140 – 180 $</li>
<li>Gas: +60% / +120%</li>
<li>inflazione: 4% – 5,5%+</li>
<li>impatto famiglie: 2.300 – 3.800 € annui</li>
</ul>
<p>Le nuove dinamiche dei carburanti determinano un effetto cumulativo più rapido e intenso rispetto alle stime precedenti:</p>
<ul>
<li>l’inflazione energetica, già in crescita (1,5% – 1,8%), mostra una tendenza verso valori superiori al 2% già nel breve periodo;</li>
<li>il superamento stabile dei 2 euro/litro per il diesel rafforza la trasmissione inflattiva su tutta la filiera;</li>
<li>il costo della vita per le famiglie italiane evolve da una stima attuale di 600-900 euro annui fino a:
<ul>
<li>1.000 – 1.300 € (scenario basso)</li>
<li>1.400 – 2.100 € (scenario medio)</li>
<li>2.300 – 3.800 € (scenario alto)</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>La progressione osservata conferma che l’inflazione energetica è ormai strutturale, cumulativa e in accelerazione, con effetti diretti su trasporti, beni di largo consumo e servizi essenziali</p>
<p>“<em>L’eventuale coinvolgimento dell’isola di Qeshm in operazioni militari</em> – evidenzia <span><a href="https://codici.org/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Codici</strong></a></span> – <em>si inserisce in un quadro già fortemente deteriorato. I nuovi aumenti dei carburanti dimostrano che l’impatto sui consumatori è già in atto e destinato ad aggravarsi rapidamente in caso di escalation, trasformando una crisi geopolitica in un incremento concreto e significativo del costo della vita</em>”.</p>
<p>The post <a href="https://lentepubblica.it/notizie-dal-mondo/codici-la-tregua-di-5-giorni-in-medio-oriente-e-solo-il-preludio-ad-un-attacco/">Codici: la tregua di 5 giorni in Medio Oriente è solo il preludio ad un attacco</a> appeared first on <a href="https://lentepubblica.it/">lentepubblica.it</a>.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Recensioni online sotto accusa: stangata Antitrust nei confronti di Trustpilot</title>
<link>https://www.eventi.news/recensioni-online-sotto-accusa-stangata-antitrust-nei-confronti-di-trustpilot</link>
<guid>https://www.eventi.news/recensioni-online-sotto-accusa-stangata-antitrust-nei-confronti-di-trustpilot</guid>
<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Trustpilot nel mirino dell’Antitrust: multa da 4 milioni per pratiche ingannevoli sulle recensioni online. Una sanzione da 4 milioni di euro e una bocciatura netta sul piano della trasparenza. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato interviene con decisione nei confronti di Trustpilot, una delle piattaforme di recensioni più utilizzate a livello internazionale, accusata di […]
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<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 09:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Recensioni, online, sotto, accusa:, stangata, Antitrust, nei, confronti, Trustpilot</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-section-id="qufmop" data-start="156" data-end="256"><strong>Trustpilot nel mirino dell’Antitrust: multa da 4 milioni per pratiche ingannevoli sulle recensioni online.</strong></p>
<hr>
<p data-start="258" data-end="634">Una sanzione da 4 milioni di euro e una bocciatura netta sul piano della trasparenza. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato interviene con decisione nei confronti di Trustpilot, una delle piattaforme di recensioni più utilizzate a livello internazionale, accusata di aver adottato pratiche commerciali scorrette in grado di alterare la percezione dei consumatori.</p>
<p data-start="636" data-end="826">Al centro del provvedimento non c’è solo una questione tecnica, ma un tema più ampio: l’affidabilità delle recensioni online e il loro impatto sulle scelte economiche di <span><a href="https://lentepubblica.it/categoria/cittadini-e-imprese/" target="_blank" rel="noopener">cittadini e imprese</a></span>.</p>
<h2 data-section-id="7wwbm2" data-start="833" data-end="904">Recensioni non sempre rappresentative: cosa ha contestato l’Autorità</h2>
<p data-start="906" data-end="1164">Secondo quanto emerso dall’istruttoria, la piattaforma avrebbe fornito agli utenti un quadro informativo non del tutto fedele alla realtà. In particolare, le valutazioni pubblicate non risulterebbero sempre espressione autentica delle esperienze dei clienti.</p>
<p data-start="1166" data-end="1447">Il nodo principale riguarda la capacità di garantire la genuinità dei contenuti. L’Antitrust ha evidenziato come i sistemi di controllo non siano stati sufficienti a prevenire la presenza di recensioni potenzialmente distorte o non verificabili, anche quando etichettate come tali.</p>
<p data-start="1449" data-end="1586">Ma non solo. Il problema non si limita alla qualità delle recensioni: riguarda anche il modo in cui queste vengono raccolte e presentate.</p>
<h2 data-section-id="1dtkry2" data-start="1593" data-end="1674">Il ruolo dei servizi a pagamento: quando le recensioni diventano “indirizzate”</h2>
<p data-start="1676" data-end="1900">Uno degli aspetti più critici emersi riguarda i servizi offerti alle aziende presenti sulla piattaforma. Trustpilot mette infatti a disposizione strumenti – spesso a pagamento – per raccogliere recensioni dai propri clienti.</p>
<p data-start="1902" data-end="2145">Tuttavia, questi sistemi consentirebbero alle imprese di selezionare a chi inviare l’invito a recensire. In altre parole, esisterebbe la possibilità di privilegiare utenti soddisfatti, influenzando così il quadro complessivo delle valutazioni.</p>
<p data-start="2147" data-end="2247">Il risultato? Un potenziale squilibrio nella rappresentazione dell’esperienza reale dei consumatori.</p>
<p data-start="2249" data-end="2311">Questa dinamica incide direttamente su indicatori chiave come:</p>
<ul data-start="2313" data-end="2466">
<li data-section-id="tiay9w" data-start="2313" data-end="2354">il punteggio complessivo (TrustScore)</li>
<li data-section-id="ct0ju8" data-start="2355" data-end="2393">il numero di recensioni pubblicate</li>
<li data-section-id="m9z82a" data-start="2394" data-end="2466">la visibilità nei risultati di ricerca all’interno della piattaforma</li>
</ul>
<p data-start="2468" data-end="2521">Tutti elementi che orientano le decisioni d’acquisto.</p>
<h2 data-section-id="cgxrzo" data-start="2528" data-end="2566">Il nodo dell’etichetta “Verificata”</h2>
<p data-start="2568" data-end="2764">Particolarmente delicata è la questione legata alla dicitura <em data-start="2629" data-end="2654">“recensione verificata”</em>. Secondo quanto accertato, questa etichetta non sempre corrisponderebbe a un controllo documentale effettivo.</p>
<p data-start="2766" data-end="2941">In molti casi, infatti, il marchio “verificato” deriverebbe semplicemente dall’invio automatico di un invito a recensire, senza una reale verifica dell’esperienza di acquisto.</p>
<p data-start="2943" data-end="3115">Una distinzione tutt’altro che marginale, perché per il consumatore medio quel termine suggerisce un livello di affidabilità più elevato rispetto a una recensione standard.</p>
<h2 data-section-id="1jerz8r" data-start="3122" data-end="3172">Informazioni poco chiare e difficili da trovare</h2>
<p data-start="3174" data-end="3387">Un altro punto centrale riguarda la trasparenza. L’<span><a href="https://www.agcm.it/" target="_blank" rel="noopener">Autorità</a></span> ha rilevato che alcune informazioni fondamentali sul funzionamento della piattaforma non sarebbero facilmente accessibili o immediatamente comprensibili.</p>
<p data-start="3389" data-end="3400">Tra queste:</p>
<ul data-start="3402" data-end="3573">
<li data-section-id="w6qn9p" data-start="3402" data-end="3438">il ruolo dei servizi a pagamento</li>
<li data-section-id="1orgjre" data-start="3439" data-end="3480">le modalità di calcolo del TrustScore</li>
<li data-section-id="er3pu9" data-start="3481" data-end="3534">il significato delle diverse etichette utilizzate</li>
<li data-section-id="lxa2mq" data-start="3535" data-end="3573">l’impatto degli inviti a recensire</li>
</ul>
<p data-start="3575" data-end="3723">Questi elementi risultano spesso distribuiti in diverse sezioni, link o finestre informative, rendendo complessa la comprensione per l’utente medio.</p>
<p data-start="3725" data-end="3835">Secondo l’Antitrust, tale struttura informativa contribuirebbe a creare un contesto potenzialmente fuorviante.</p>
<h2 data-section-id="1gv3cf3" data-start="3842" data-end="3919">Dark pattern e design persuasivo: come si orientano le scelte degli utenti</h2>
<p data-start="3921" data-end="4092">Nel provvedimento emerge anche un riferimento alle cosiddette tecniche di <em data-start="3995" data-end="4009">dark pattern</em>, ovvero soluzioni di design pensate per influenzare il comportamento degli utenti.</p>
<p data-start="4094" data-end="4126">Nel caso specifico, si parla di:</p>
<ul data-start="4128" data-end="4349">
<li data-section-id="303u1a" data-start="4128" data-end="4230"><strong data-start="4130" data-end="4151">visual prominence</strong>, che mette in evidenza alcuni elementi (come punteggi e recensioni positive)</li>
<li data-section-id="1dsf1jn" data-start="4231" data-end="4349"><strong data-start="4233" data-end="4257">information overload</strong>, cioè un eccesso di informazioni che rende difficile individuare quelle davvero rilevanti</li>
</ul>
<p data-start="4351" data-end="4471">Queste strategie, combinate tra loro, possono indirizzare le decisioni senza che l’utente ne sia pienamente consapevole.</p>
<h2 data-section-id="dx2qih" data-start="4478" data-end="4528">Un impatto concreto sulle decisioni di acquisto</h2>
<p data-start="4530" data-end="4764">Le recensioni online rappresentano oggi uno degli strumenti principali utilizzati dai consumatori per valutare prodotti e servizi. Proprio per questo motivo, eventuali distorsioni nel sistema possono avere effetti diretti sul mercato.</p>
<p data-start="4766" data-end="4978">Secondo l’Autorità, le condotte contestate sono idonee a incidere in modo significativo sul comportamento economico degli utenti, inducendoli a fidarsi di valutazioni che non riflettono necessariamente la realtà.</p>
<p data-start="4980" data-end="5113">Non si tratta quindi di una semplice questione formale, ma di un problema che riguarda la correttezza delle dinamiche concorrenziali.</p>
<h2 data-section-id="1udrjjo" data-start="5120" data-end="5174">Le dimensioni del fenomeno e il modello di business</h2>
<p data-start="5176" data-end="5366">Il caso assume particolare rilevanza anche alla luce dei numeri. Trustpilot è una piattaforma globale con milioni di aziende recensite e un flusso costante di contenuti pubblicati ogni mese.</p>
<p data-start="5368" data-end="5527">Il modello di business, come emerso nel corso dell’istruttoria, si basa in larga parte sui servizi offerti alle imprese, più che sulla pubblicità tradizionale.</p>
<p data-start="5529" data-end="5760">Questo aspetto rafforza il legame tra le criticità rilevate e gli interessi economici in gioco: l’adesione ai servizi a pagamento diventa infatti un elemento centrale per la crescita e la visibilità delle aziende sulla piattaforma.</p>
<h2 data-section-id="dr7kf8" data-start="5767" data-end="5838">La decisione dell’Antitrust: sanzione e stop alle pratiche scorrette</h2>
<p data-start="5840" data-end="6053">Alla luce delle evidenze raccolte, l’Autorità ha stabilito che le condotte poste in essere violano diverse disposizioni del Codice del consumo, in particolare quelle relative alle pratiche commerciali ingannevoli.</p>
<p data-start="6055" data-end="6078">Da qui la decisione di:</p>
<ul data-start="6080" data-end="6217">
<li data-section-id="12v2xx3" data-start="6080" data-end="6133">vietare la prosecuzione delle pratiche contestate</li>
<li data-section-id="1ngnm7p" data-start="6134" data-end="6217">infliggere una sanzione complessiva di 4 milioni di euro alle società coinvolte</li>
</ul>
<p data-start="6219" data-end="6323">Inoltre, Trustpilot dovrà comunicare entro 60 giorni le misure adottate per adeguarsi alle prescrizioni.</p>
<h2 data-section-id="14dwrw2" data-start="6330" data-end="6385">Una questione che riguarda tutto il mercato digitale</h2>
<p data-start="6387" data-end="6551">Il caso Trustpilot apre una riflessione più ampia sul ruolo delle piattaforme digitali e sulla necessità di garantire trasparenza nei sistemi di valutazione online.</p>
<p data-start="6553" data-end="6706">In un contesto in cui le decisioni di acquisto passano sempre più attraverso recensioni e punteggi, la fiducia degli utenti diventa un elemento cruciale.</p>
<p data-start="6708" data-end="6792">E proprio su questo terreno si gioca la credibilità dell’intero ecosistema digitale.</p>
<h2 data-start="6708" data-end="6792">Il testo del provvedimento</h2>
<p data-start="6708" data-end="6792"><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/PS12962_scorr.sanz_._omi.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
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<title>Appalti pubblici: quando il controllore coincide con il controllato</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Quando il controllore coincide con il controllato: RUP, certificato di regolare esecuzione e collaudo dopo il “chiarimento” che ha cambiato le scelte operative. Focus a cura di Luca Leccisotti. Nel lessico degli appalti pubblici ci sono termini che, appena pronunciati, producono un effetto immediato: fermano i cantieri più di una sospensione e accendono più telefonate […]
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<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 09:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Appalti, pubblici:, quando, controllore, coincide, con, controllato</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Quando il controllore coincide con il controllato: RUP, certificato di regolare esecuzione e collaudo dopo il “chiarimento” che ha cambiato le scelte operative</strong>. <strong>Focus a cura di <span><a href="https://lentepubblica.it/author/luca-leccisotti/" target="_blank" rel="noopener">Luca Leccisotti</a></span>.</strong></p>
<hr>
<p>Nel lessico degli appalti pubblici ci sono termini che, appena pronunciati, producono un effetto immediato: fermano i cantieri più di una sospensione e accendono più telefonate di una variante. “Incompatibilità” è uno di questi. Il motivo è semplice: tocca il nervo scoperto della fase esecutiva, cioè il momento in cui la stazione appaltante deve certificare che ciò che ha pagato corrisponde a ciò che ha ottenuto, e deve farlo con atti che non sono meri adempimenti, ma snodi decisivi per saldo, svincolo delle garanzie, gestione delle riserve e tenuta complessiva della responsabilità amministrativa e contabile.</p>
<p>In questa cornice, la domanda che si ripete è brutalmente pratica: chi può attestare la regolare esecuzione dei lavori? E, soprattutto, può farlo chi, dell’esecuzione, è stato anche il presidio quotidiano, magari con un cumulo di funzioni che nelle realtà organizzative più frequenti (enti piccoli, strutture tecniche ridotte, urgenze) non è eccezione ma regola?</p>
<h2>Il sistema e i controlli</h2>
<p>Il punto non è “se” il sistema debba garantire controlli. Il punto è “come” li garantisce, bilanciando due esigenze in tensione permanente: da un lato la terzietà e la segregazione delle funzioni, dall’altro la semplificazione e la sostenibilità organizzativa.</p>
<p>Il <span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2023;036" target="_blank" rel="noopener">d.lgs. 36/2023</a></span>, letto con gli allegati che ne costituiscono parte integrante, tiene insieme queste due spinte con una scelta chiara: il collaudo tecnico-amministrativo resta l’architrave della verifica finale dei lavori; il certificato di regolare esecuzione (CRE) è uno strumento sostitutivo, dunque eccezionale e condizionato, pensato per appalti di minore dimensione o minore rischio, ma non utilizzabile “a prescindere”, né trasformabile in una scorciatoia per chiudere l’esecuzione quando l’assetto dei ruoli ha reso il controllo finale troppo vicino al controllo in corso d’opera.</p>
<h2>Regolare esecuzione e collaudo</h2>
<p>La prima cosa da fissare, senza giri di parole, è che nei lavori pubblici la regolare esecuzione si attesta ordinariamente mediante collaudo. Il collaudo tecnico-amministrativo non è solo una firma finale: è un istituto costruito per offrire una verifica autonoma e, per quanto possibile, indipendente rispetto ai soggetti che hanno progettato, diretto e seguito l’esecuzione.</p>
<p>Questa indipendenza non è un vezzo teorico: serve a rendere credibile l’atto conclusivo e a ridurre il rischio che la catena decisionale che ha gestito l’appalto si autoassolva o si auto-validi. Proprio per questo, il regime delle incompatibilità del collaudatore è tradizionalmente rigoroso e si fonda su un criterio sostanziale: non deve collaudare chi abbia partecipato, a vario titolo, alle attività che il collaudo è chiamato a scrutinare. Il nuovo Codice si muove in continuità con tale impostazione, aggiornandola nel linguaggio e nella struttura ma preservandone la ratio.</p>
<h2>Il ruolo del CRE</h2>
<p>Il CRE entra in scena come strumento di semplificazione, idoneo a sostituire il collaudo tecnico-amministrativo quando l’ordinamento ritiene che la minore “distanza” tra controllore e controllato sia comunque tollerabile, a fronte del beneficio di ridurre tempi e oneri. Dal punto di vista funzionale, la differenza è netta: il collaudo è un controllo finale strutturalmente terzo, con un soggetto dedicato; il CRE è un atto emesso dal direttore dei lavori e inserito nella governance procedimentale del RUP mediante un passaggio di presa d’atto e conferma di completezza.</p>
<p>Questa architettura a due passaggi è significativa: anche nella via semplificata, il legislatore evita che il CRE diventi un atto solitario e autoreferenziale del direttore lavori, e pretende un presidio del RUP, che è la figura responsabile della conduzione complessiva del progetto e del contratto.</p>
<h2>Le peculiarità del RUP</h2>
<p>La formula “il <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/rup/" target="_blank" rel="noopener">RUP</a></span> ne prende atto e ne conferma la completezza” va intesa nel suo significato tecnico-amministrativo: il RUP non “emette” il certificato, né lo trasforma in un collaudo surrettizio; svolge un controllo di congruenza e completezza documentale e procedimentale, verificando che l’atto sia stato formato dal soggetto competente, nei termini previsti, con il contenuto necessario e in coerenza con la contabilità e con gli atti del contratto (varianti, sospensioni, riprese, verbali, eventuali contestazioni).</p>
<p>È un controllo che ha un peso reale, perché da esso discendono pagamenti e svincoli, e perché un fascicolo esecutivo incoerente o incompleto rende fragili tutte le decisioni successive.</p>
<h2>Sovrapposizione dei ruoli</h2>
<p>Il problema si manifesta quando i ruoli si sovrappongono. Nella prassi, non è raro che il RUP coincida con il direttore dei lavori, e talvolta anche con il progettista, specie in contesti con risorse tecniche limitate. Qui nasce l’equivoco più diffuso: si tende a leggere il sistema come se esistesse un divieto generalizzato per il RUP di intervenire sul CRE, quasi fosse “incompatibile” in quanto tale. In realtà, il meccanismo è più selettivo, ma proprio per questo più incisivo.</p>
<p>L’ordinamento non afferma che il RUP non possa “redigere” il CRE; stabilisce piuttosto che, al ricorrere di certe condizioni (legate a importo e tipologia dei lavori, e anche al cumulo di funzioni), la stazione appaltante perde la facoltà di sostituire il collaudo con il CRE. In altre parole, non si tratta di trovare qualcuno che firmi al posto di qualcun altro: si tratta di capire se il CRE è utilizzabile come istituto. Se non lo è, l’unica strada è il collaudo.</p>
<h2>Discriminanti operative</h2>
<p>Il discrimine operativo più rilevante è l’importo, con una soglia che, nella pratica, ha il valore di una linea di confine tra semplificazione e ritorno a garanzie più robuste: un milione di euro. Sotto o pari a tale importo, la stazione appaltante può avvalersi della facoltà di sostituire il collaudo con il CRE, e la disciplina non introduce, in via generale, un divieto automatico collegato al cumulo di funzioni del RUP.</p>
<p>Ciò non significa che la sovrapposizione di ruoli sia “desiderabile” o priva di rischi; significa che il legislatore accetta, entro questa fascia, un modello più snello, confidando che il minor valore economico e la presumibile minore complessità riducano l’esposizione complessiva. È una scelta di politica del diritto: si privilegia l’efficienza, ma la si condiziona comunque a una procedura tracciabile e a un fascicolo esecutivo ordinato.</p>
<h2>La facoltà di utilizzo del CRE</h2>
<p>Sopra il milione e fino alla soglia europea, la facoltà di usare il CRE non scompare, ma viene condizionata e, in alcune ipotesi, esclusa. Qui la logica cambia: la maggiore dimensione economica e il più alto rischio tecnico-amministrativo richiedono, di regola, un controllo finale più “terzo”. Tra le ipotesi che impediscono la sostituzione del collaudo con il CRE assume rilievo centrale quella in cui il RUP svolga anche le funzioni di progettista o di direttore dei lavori.</p>
<p>È questa la regola che va letta correttamente, perché spesso è stata semplificata in modo fuorviante. Non è un divieto rivolto alla persona del RUP (“tu non puoi fare il CRE”); è una preclusione dell’istituto (“in questo assetto di ruoli non puoi usare il CRE”). L’effetto è più netto: se il RUP cumula progettazione o direzione lavori in un appalto di lavori sopra il milione e sotto soglia, la stazione appaltante deve procedere con collaudo tecnico-amministrativo.</p>
<h2>Conseguenze operative</h2>
<p>Questa impostazione produce conseguenze operative immediate e, per certi versi, impietose. La prima è che la scelta tra CRE e collaudo va compiuta a monte, non a valle. A valle, cioè a lavori ultimati, la decisione diventa spesso una corsa contro il tempo: l’impresa chiede il saldo, le garanzie devono essere svincolate, e ci si accorge che la procedura programmata (CRE) non è praticabile perché l’assetto dei ruoli la rende incompatibile con le condizioni normative.</p>
<p>In quel momento, organizzare un collaudo significa reperire un collaudatore compatibile, programmare verifiche, gestire tempi e compensi, e soprattutto evitare che la pressione della chiusura produca atti affrettati. La seconda conseguenza è che non si risolve il problema “spostando la penna”: nominare un tecnico interno che firmi il CRE “al posto” del RUP non sana la questione, perché qui non è in gioco la firma, ma la possibilità stessa di usare il CRE in luogo del collaudo. Quando la facoltà è preclusa, l’amministrazione deve cambiare istituto, non sostituire il firmatario.</p>
<h2>La lettura corretta del ruolo del RUP</h2>
<p>A questo punto diventa centrale una lettura corretta del ruolo del RUP nella fase finale. Il RUP è il responsabile del progetto e del procedimento contrattuale, dunque è fisiologico che sia coinvolto nella chiusura dell’esecuzione. Tuttavia, l’ordinamento distingue tra coinvolgimento nella governance e coinvolgimento nella valutazione tecnica autonoma finale.</p>
<p>Nel CRE, la valutazione tecnica è affidata al direttore dei lavori, che ha seguito l’esecuzione e può attestare la conformità; il RUP presidia la completezza e la coerenza procedimentale. Nel collaudo, invece, la valutazione finale viene spostata su un soggetto distinto, che esprime un giudizio tecnico-amministrativo con un livello di indipendenza maggiore.</p>
<p>Quando il RUP è anche progettista o DL, questa distinzione si inceppa: il medesimo soggetto rischia di essere al contempo progettista, controllore in corso d’opera e “validatore” finale, anche se formalmente il CRE è emesso dal DL. Proprio per evitare questa compressione delle garanzie in appalti di dimensione più significativa, il legislatore reintroduce l’obbligo del collaudo.</p>
<h2>Organizzazione e gestione del rischio</h2>
<p>La questione, però, non è solo normativa: è anche organizzativa e di gestione del rischio. Sotto il milione, dove la legge consente l’uso del CRE anche in presenza di sovrapposizioni, la stazione appaltante non dovrebbe leggere la facoltà come licenza di approssimazione. Se manca la terzietà soggettiva, occorre aumentare la robustezza oggettiva della tracciabilità.</p>
<p>In concreto significa curare con rigore la contabilità, i verbali, la gestione delle sospensioni e delle riprese, le eventuali non conformità e il loro superamento, la coerenza tra SAL, quadro economico e importi contrattuali, la corretta gestione delle varianti, la ricostruzione delle riserve e delle contestazioni. Un CRE “leggero” sul piano dei ruoli non può essere “leggero” sul piano del fascicolo: altrimenti diventa un punto debole facile da colpire in sede di controllo o contenzioso.</p>
<h2>Programmazione del collaudo</h2>
<p>Sopra il milione, invece, l’ente deve accettare che la chiusura dell’appalto richieda una pianificazione più strutturata. Programmare il collaudo non è un adempimento in più: è una scelta che consente di chiudere bene, non solo di chiudere in fretta. Il collaudo incide su pagamenti e su responsabilità: un collaudo svolto da soggetto incompatibile o condotto in modo meramente formale può essere contestato, con effetti destabilizzanti sulla regolarità dell’intero procedimento.</p>
<p>Inoltre, la fase di collaudo è il luogo in cui si consolidano o si chiariscono questioni latenti: difformità, vizi, contestazioni, riserve. Non è raro che un contenzioso “esploda” proprio quando l’amministrazione ritiene di aver chiuso e l’operatore economico, invece, non riconosce l’esito o lo utilizza come base per rivendicazioni ulteriori. Un collaudo robusto, condotto con effettività, è una cintura di sicurezza: non elimina il rischio, ma lo riduce e rende difendibili le scelte.</p>
<h2>L’incompatibilità</h2>
<p>Il tema dell’incompatibilità, in definitiva, va letto come parte del sistema dei controlli della stazione appaltante. Il nuovo Codice chiede un’amministrazione capace di governare il ciclo di vita del contratto, e non solo di compilare atti. La scelta tra CRE e collaudo, e la distribuzione dei ruoli tra RUP, progettista, DL e collaudatore, sono decisioni di assetto. Se l’assetto è coerente, gli strumenti funzionano: il CRE accelera dove la legge lo consente e dove l’organizzazione lo rende sostenibile; il collaudo presidia dove la legge lo pretende o dove la complessità lo consiglia. Se l’assetto è incoerente, gli strumenti diventano trappole: si pensa di risparmiare tempo e si perde mesi; si pensa di semplificare e si apre una finestra di responsabilità personale.</p>
<p>Per questo è utile ribaltare il quesito tipico che circola negli uffici. Non è decisivo chiedersi “il RUP può fare il CRE?”. La domanda giusta è: “posso usare il CRE in questo appalto, con questo importo e con questo assetto di funzioni?”. Sotto o pari a un milione, la risposta è generalmente positiva se l’ente sceglie espressamente di avvalersi della sostituzione e se la procedura è correttamente istruita.</p>
<p>Sopra un milione e sotto soglia, la risposta diventa condizionata e, se il RUP cumula progettazione o direzione lavori, la facoltà viene meno: occorre il collaudo. Da qui discende un criterio operativo elementare ma decisivo: se prevedo di concentrare sul RUP anche ruoli tecnici forti, e sono sopra il milione, devo prevedere il collaudo fin dall’inizio.</p>
<p>Se invece intendo mantenere la facoltà del CRE (quando le altre condizioni lo consentono), devo organizzare l’esecuzione in modo da evitare il cumulo di ruoli che preclude la semplificazione, senza giochi di etichette: la sostanza delle funzioni svolte conta più dei titoli formali.</p>
<h2>Considerazioni finali</h2>
<p>Resta, infine, una considerazione di prospettiva, che riguarda la maturazione del sistema. Il d.lgs. 36/2023 spinge verso un’amministrazione che non si affida all’eroismo individuale (“uno fa tutto”), ma costruisce processi. La regola che, sopra certe soglie, impone terzietà maggiore non è un attacco al RUP: è una protezione, per l’amministrazione e per le persone. Chiedere a un unico funzionario di progettare, dirigere, controllare e certificare, in appalti significativi, significa esporlo a pressioni e responsabilità sproporzionate. La separazione delle funzioni, quando è richiesta, serve a evitare che il risultato si ottenga al prezzo di fragilità giuridiche e di rischi personali. E serve anche a un altro obiettivo, meno dichiarato ma essenziale: rendere l’atto finale credibile agli occhi di chiunque debba valutarlo, dal revisore al giudice, dall’organo di controllo al cittadino.</p>
<p>In conclusione, il sistema CRE/collaudo, letto insieme alle condizioni e alle preclusioni legate al cumulo di funzioni del RUP, non impone un formalismo sterile. Impone, piuttosto, una scelta consapevole. Sotto certe soglie, l’ordinamento consente di semplificare: ma la semplificazione richiede fascicoli solidi e tracciabilità, non scorciatoie.</p>
<p>Sopra certe soglie, l’ordinamento pretende un controllo finale più terzo: e allora la semplificazione non è più un’opzione quando il controllore rischia di coincidere con il controllato. Se le stazioni appaltanti interiorizzano questa logica e la traducono in organizzazione (programmazione delle figure, scelta esplicita degli istituti, pianificazione dei tempi di chiusura), l’incompatibilità smette di essere una parola che blocca tutto e torna a essere ciò che dovrebbe: una regola di igiene amministrativa, che rende più credibile l’azione pubblica e più difendibile chi la esercita.</p>
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<title>Lettera al Direttore &#45; Progressioni verticali Difesa: un’occasione mancata</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Riceviamo e pubblichiamo il contributo inviato come “lettera al Direttore” alla nostra mail redazionale da parte di Segnalazioni PA. La comunicazione riguarda alcune non conformità in materia di progressioni verticali per il comparto Funzioni Centrali, in particolare per i dipendenti del Ministero della Difesa. Progressioni verticali nella Difesa: come vanificare un’opportunità storica e trasformarla in […]
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<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 09:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Lettera, Direttore, Progressioni, verticali, Difesa:, un’occasione, mancata</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Riceviamo e pubblichiamo il contributo inviato come “lettera al Direttore” alla nostra mail redazionale da parte di Segnalazioni PA. La comunicazione riguarda alcune non conformità in materia di progressioni verticali per il comparto Funzioni Centrali, in particolare <a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/progressioni-verticali-nel-ccnl-funzioni-centrali-applicazione-per-il-ministero-della-difesa/" target="_blank" rel="noopener">per i dipendent</a>i del Ministero della Difesa.</strong></p>
<hr>
<p><em>Progressioni verticali nella Difesa: come vanificare un’opportunità storica e trasformarla in un’occasione mancata.</em></p>
<p>Quando nel <a href="https://www.aranagenzia.it/documento_pubblico/contratto-collettivo-nazionale-di-lavoro-del-personale-del-comparto-funzioni-centrali-triennio-2019-2021/" target="_blank" rel="noopener"><strong>CCNL Funzioni Centrali 2019-2021</strong></a> sono state introdotte le progressioni verticali in deroga, molti dipendenti pubblici hanno pensato che finalmente sarebbe stato possibile realizzare il sogno di vedersi riconoscere le professionalità acquisite dopo anni, spesso decenni, di servizio nella stessa area in cui erano stati assunti.</p>
<p>Nel Ministero della Difesa questa opportunità riguardava potenzialmente una platea molto ampia.</p>
<p>In particolare, nell’Area numericamente più consistente dell’Amministrazione, quella degli Assistenti, interessava circa 14.000 dipendenti, impiegati spesso in mansioni superiori senza però alcun riconoscimento formale.</p>
<p>A distanza di due anni dall’avvio delle procedure, quei sogni di avanzamento dei dipendenti civili della Difesa sono naufragati in un amaro risveglio.</p>
<h4><strong>I numeri parlano da soli.</strong></h4>
<p>Secondo i dati disponibili, a fronte di circa 14.000 Assistenti, le progressioni verticali messe a disposizione in due anni dall’Amministrazione Difesa sono state circa 280. Una percentuale minima, per non dire offensiva, rispetto alla platea potenzialmente interessata.</p>
<h4><strong>Non solo.</strong></h4>
<p>Per finanziare queste procedure erano stati accantonati circa 6 milioni di euro. Di queste risorse, a quanto risulta, meno di un terzo è stato effettivamente utilizzato mentre il resto, se non verrà impiegato entro i termini previsti, tornerà semplicemente al Ministero dell’Economia.</p>
<p>In altre parole: risorse disponibili, norme contrattuali operative, lavoratori interessati — ma progressioni realizzate con il contagocce.</p>
<p>Perché?</p>
<h4><strong>E le “stranezze” non si fermano ai numeri.</strong></h4>
<p>A copletare il quadro, riducendo drasticamente di fatto il già ridicolo numero di 280, nel corso dell’applicazione delle progressioni verticali si sono registrate scelte organizzative da parte dell’Amministrazione Difesa alquanto singolari che hanno finito per ridurre ulteriormente l’impatto della misura.</p>
<p>Tra queste, la decisione di subordinare la sottoscrizione da parte dei vincitori delle progressioni verticali, alla rinuncia alle progressioni orizzontali, come se valorizzazione professionale e riconoscimento economico fossero strumenti alternativi e tra loro incompatibili.</p>
<p>Una contrapposizione che il contratto collettivo non prevedeva e che ha inevitabilmente ridotto il numero effettivo dei passaggi.</p>
<p>Colpisce, in questo contesto, anche i<strong>l silenzio con cui questa impostazione, del tutto arbitraria da parte dell’Amministrazione</strong>, sia stata accolta dalle Organizzazioni Sindacali che, pur vedendo spuntare nel bando delle progressioni orizzontali un criterio mai contrattato né discusso, non hanno sollevato la minima obiezione. Un aut aut così rilevante, che ovviamente avrebbe influenzato la scelta dei lavoratori, avrebbe probabilmente meritato un confronto più ampio e trasparente ed un’alzata di scudi da parte di chi dovrebbe rappresentare gli interessi dei lavoratori.</p>
<p>Il risultato finale è sotto gli occhi di tutti: una misura pensata per valorizzare le professionalità interne si è tradotta in poche centinaia di progressioni sulla carta e addirittura in poche decine nella realtà.</p>
<h4>A questo punto alcune domande sono inevitabili.</h4>
<p>Perché una misura prevista dal contratto collettivo e finanziata con risorse dedicate è stata applicata in modo così limitato?</p>
<p>Perché non utilizzare pienamente le risorse disponibili per consentire a un numero maggiore di dipendenti di accedere all’area superiore?</p>
<p>E’ davvero inevitabile che migliaia di lavoratori restino per tutta la vita professionale nell’area di ingresso, nonostante l’esperienza maturata e le competenze acquisite?</p>
<h4><strong>Le progressioni verticali in deroga rappresentavano per molti lavoratori un’opportunità storica.</strong></h4>
<p>Nel Ministero della Difesa, almeno finora, questa opportunità sembra essersi tradotta in un risultato fallimentare, naufragato nel mare delle scelte di un’Amministrazione che sembra poco interessata alla crescita professionale dei propri Assistenti così come a quella dei propri Funzionari, per i quali non dimentichiamo, la 4^ area prevista già dal CCNL 2019/2021 resta un libro mai scritto.</p>
<p>La vicenda del Ministero della Difesa non è un caso isolato</p>
<p>Tocca infatti un nodo strutturale della Pubblica Amministrazione: il difficile equilibrio tra reclutamento dall’esterno e valorizzazione delle competenze interne.</p>
<p>Perché se è giusto attrarre nuove professionalità, è altrettanto difficile comprendere come si possa rinunciare a valorizzare chi, da anni, garantisce il funzionamento quotidiano delle amministrazioni</p>
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<title>Manifestazione di interesse per i piccoli Comuni al fine di assumere personale qualificato</title>
<link>https://www.eventi.news/manifestazione-di-interesse-per-i-piccoli-comuni-al-fine-di-assumere-personale-qualificato</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
È ufficialmente partita una nuova iniziativa destinata a incidere in modo concreto sul rafforzamento amministrativo dei piccoli Comuni italiani. Si tratta di una procedura che mira a raccogliere le manifestazioni di interesse da parte degli enti locali con meno di 5.000 abitanti per partecipare a un concorso pubblico unico finalizzato all’assunzione di personale qualificato. L’obiettivo […]
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<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 09:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Manifestazione, interesse, per, piccoli, Comuni, fine, assumere, personale, qualificato</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>È ufficialmente partita una nuova iniziativa destinata a incidere in modo concreto sul rafforzamento amministrativo dei piccoli Comuni italiani. Si tratta di una procedura che mira a raccogliere le manifestazioni di interesse da parte degli enti locali con meno di 5.000 abitanti per partecipare a un concorso pubblico unico finalizzato all’assunzione di personale qualificato.</strong></p>
<hr>
<p data-start="181" data-end="744">L’obiettivo è chiaro: sostenere il processo di modernizzazione e accelerare la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione, soprattutto nelle realtà territoriali più fragili.</p>
<p data-start="746" data-end="955">La scadenza per aderire <strong>è fissata alle ore 12:00 del 15 aprile 2026.</strong> Entro tale termine, i Comuni interessati dovranno presentare la propria candidatura attraverso il <strong><span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/funzionamento-portale-inpa-indicazioni-funzione-pubblica/" target="_blank" rel="noopener">portale dedicato al reclutamento nella PA</a></span>.</strong></p>
<h2 data-section-id="v567uz" data-start="957" data-end="1013">Un’opportunità strategica per i territori più piccoli</h2>
<p data-start="1015" data-end="1363">L’iniziativa si inserisce nel quadro delle politiche di coesione 2021-2027 e punta a colmare il divario organizzativo e tecnologico che spesso caratterizza i centri di dimensioni ridotte. Questi enti, infatti, si trovano frequentemente ad affrontare difficoltà legate alla carenza di personale specializzato e alla limitata capacità amministrativa.</p>
<p data-start="1365" data-end="1741">Attraverso questo avviso pubblico, viene offerta la possibilità di accedere a un processo centralizzato di selezione, organizzato dal <span><a href="https://www.funzionepubblica.gov.it/it/il-dipartimento/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Dipartimento della funzione pubblica</strong></a></span> della Presidenza del Consiglio dei ministri. L’intera procedura sarà gestita con il supporto di organismi esperti nel reclutamento pubblico, con l’obiettivo di garantire trasparenza, efficienza e rapidità.</p>
<h2 data-section-id="1er5d7e" data-start="1743" data-end="1779">Le figure professionali richieste</h2>
<p data-start="1781" data-end="2035">Il concorso unico sarà finalizzato all’assunzione a tempo pieno e indeterminato di diverse figure professionali altamente qualificate. In particolare, i profili individuati rispondono alle esigenze più urgenti della macchina amministrativa contemporanea:</p>
<ul data-start="2037" data-end="2454">
<li data-section-id="1571a14" data-start="2037" data-end="2133"><strong>funzionari con competenze giuridiche</strong>, fondamentali per la gestione normativa e amministrativa;</li>
<li data-section-id="1vspwcs" data-start="2134" data-end="2230"><strong>esperti in ambito economico e contabile</strong>, necessari per il controllo delle risorse finanziarie;</li>
<li data-section-id="werw66" data-start="2231" data-end="2332"><strong>specialisti nel settore digitale</strong>, centrali per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale;</li>
<li data-section-id="kykr1z" data-start="2333" data-end="2454"><strong>professionisti nei campi dell’ingegneria e dell’architettura</strong>, utili per la pianificazione e la gestione del territorio.</li>
</ul>
<p data-start="2456" data-end="2699">La scelta di queste figure non è casuale, ma riflette le priorità introdotte dalla normativa più recente in materia di reclutamento nella Pubblica Amministrazione, che attribuisce un ruolo strategico al potenziamento delle competenze digitali.</p>
<h2 data-section-id="1tehguj" data-start="2701" data-end="2730">Come funziona la procedura</h2>
<p data-start="2732" data-end="2965">Il primo passo consiste nella raccolta delle manifestazioni di interesse da parte dei Comuni. Una volta conclusa questa fase, verrà effettuata una ricognizione complessiva del fabbisogno di personale espresso dagli enti partecipanti.</p>
<p data-start="2967" data-end="3212">Sulla base dei dati raccolti, sarà poi attivata la procedura concorsuale vera e propria. Questo approccio consente di calibrare il numero di assunzioni sulle reali necessità del territorio, evitando sprechi e ottimizzando le risorse disponibili.</p>
<p data-start="3214" data-end="3389">L’intero iter sarà gestito da strutture specializzate nella selezione pubblica, che garantiranno standard elevati nella valutazione dei candidati e nella gestione delle prove.</p>
<h2 data-section-id="v7wh2m" data-start="3391" data-end="3413">Chi può partecipare</h2>
<p data-start="3415" data-end="3701">L’avviso è rivolto esclusivamente ai piccoli Comuni, definiti come quelli <strong>con una popolazione residente fino a 5.000 abitanti</strong>. Rientrano in questa categoria anche gli enti nati dalla fusione di più Comuni, purché ciascuno di essi non superasse tale soglia demografica prima dell’unione.</p>
<p data-start="3703" data-end="3911">Per determinare il numero di abitanti, si farà riferimento ai dati ufficiali del censimento aggiornato al 31 dicembre 2024. Questo criterio garantisce uniformità e trasparenza nella selezione dei beneficiari.</p>
<p data-start="3913" data-end="4151">Un requisito fondamentale è che i Comuni interessati non abbiano già ricevuto finanziamenti pubblici per iniziative analoghe. In questo modo si assicura una distribuzione più equa delle risorse e si evita la duplicazione degli interventi.</p>
<h2 data-section-id="14jhrxk" data-start="4153" data-end="4197">Regole per la presentazione delle domande</h2>
<p data-start="4199" data-end="4445">Ogni ente può presentare una sola domanda di partecipazione. Nel caso in cui vengano inviate più candidature, sarà considerata valida esclusivamente l’ultima trasmessa in ordine cronologico, mentre le precedenti saranno automaticamente annullate.</p>
<p data-start="4447" data-end="4876">Una precisazione importante riguarda i Comuni che avevano già aderito a un precedente avviso pubblicato nel 2025. Se le esigenze di personale restano invariate, non è necessario inviare una nuova manifestazione di interesse. Al contrario, qualora siano cambiate le necessità – ad esempio per numero o tipologia di profili richiesti – sarà obbligatorio presentare una nuova candidatura, che sostituirà integralmente la precedente.</p>
<h2 data-section-id="1p5vnwu" data-start="4878" data-end="4929">Digitalizzazione e competenze: la sfida della PA</h2>
<p data-start="4931" data-end="5210">Questa iniziativa rappresenta un tassello fondamentale nel percorso di rinnovamento della Pubblica Amministrazione italiana. La carenza di competenze specialistiche, in particolare nel settore digitale, è da tempo uno dei principali ostacoli all’innovazione dei servizi pubblici.</p>
<p data-start="5212" data-end="5528">Investire in nuove professionalità significa non solo migliorare l’efficienza interna degli enti, ma anche offrire servizi più rapidi, accessibili e di qualità ai cittadini. Nei piccoli Comuni, dove le risorse sono spesso limitate, l’arrivo di personale qualificato può fare la differenza tra immobilismo e sviluppo.</p>
<h2 data-section-id="5kjx7w" data-start="5530" data-end="5570">Una leva per la coesione territoriale</h2>
<p data-start="5572" data-end="5862">Oltre agli aspetti organizzativi, il progetto ha anche una forte valenza sociale ed economica. Rafforzare la capacità amministrativa dei piccoli centri significa sostenere la loro vitalità, contrastare lo spopolamento e promuovere uno sviluppo più equilibrato tra le diverse aree del Paese.</p>
<p data-start="5864" data-end="6130">La possibilità di accedere a competenze avanzate consente infatti a questi territori di partecipare in modo più attivo alle opportunità offerte dai programmi nazionali ed europei, aumentando la loro capacità di attrarre investimenti e realizzare progetti innovativi.</p>
<h2 data-section-id="xemd00" data-start="6132" data-end="6164">Scadenze e modalità operative</h2>
<p data-start="6166" data-end="6389">Le amministrazioni interessate dovranno inviare la propria manifestazione di interesse esclusivamente attraverso il portale dedicato al reclutamento pubblico. Il termine ultimo è fissato <strong>per le ore 12:00 del 15 aprile 2026.</strong></p>
<p data-start="6391" data-end="6558">Si tratta di una scadenza improrogabile, che segna l’avvio di un processo destinato a incidere profondamente sull’organizzazione della Pubblica Amministrazione locale.</p>
<h2 data-start="6391" data-end="6558">Documenti utili</h2>
<ul>
<li data-start="6391" data-end="6558"><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/Avviso-manifestazione-di-interesse-piccoli-comuni-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Avviso di manifestazione di interesse</strong></a></span></li>
<li data-start="6391" data-end="6558"><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/All.1-ISTANZA_2026.docx" target="_blank" rel="noopener"><strong>Allegato 1 – Istanza</strong></a></span></li>
<li data-start="6391" data-end="6558"><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/FAQ-avviso-2026-1.docx" target="_blank" rel="noopener"><strong>Allegato 2 – FAQ</strong></a></span></li>
</ul>
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<title>Svolta PNRR: una sola data per tutti i progetti (ma con alcune eccezioni)</title>
<link>https://www.eventi.news/svolta-pnrr-una-sola-data-per-tutti-i-progetti-ma-con-alcune-eccezioni</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha generato, sin dall’inizio, una complessa stratificazione di scadenze e adempimenti che spesso ha messo a dura prova le capacità operative degli enti locali. Per lungo tempo, i soggetti attuatori si sono mossi all’interno di un perimetro normativo frammentato, dove convenzioni, atti d’obbligo e decreti ministeriali riportavano […]
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<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 05:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Svolta, PNRR:, una, sola, data, per, tutti, progetti, ma, con, alcune, eccezioni</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Il <span><a href="https://lentepubblica.it/bandi-e-finanziamenti/decreto-pnrr-2026-in-gazzetta-ufficiale-corsia-veloce-per-chiudere-i-progetti/" target="_blank" rel="noopener">Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</a></span> (PNRR) ha generato, sin dall’inizio, una complessa stratificazione di scadenze e adempimenti che spesso ha messo a dura prova le capacità operative degli enti locali.</strong></p>
<hr>
<p>Per lungo tempo, i soggetti attuatori si sono mossi all’interno di un perimetro normativo frammentato, dove convenzioni, atti d’obbligo e decreti ministeriali riportavano <b>termini non sempre coerenti tra loro</b>. Questa incertezza ha trovato una sintesi definitiva grazie alle nuove direttive emanate dalla <b>Struttura di Missione Pnrr</b>, in sinergia con la Ragioneria Generale dello Stato, con l’obiettivo di uniformare il percorso finale di migliaia di interventi sparsi su tutto il territorio nazionale.</p>
<h2>Un’unica data per tutti i progetti del PNRR</h2>
<p>Fondamentale è l’identificazione di un’unica data, ovvero il <b>30 giugno 2026</b>. Questo termine assume ora un carattere di <b>prevalenza assoluta</b>, annullando e assorbendo qualsiasi altra scadenza precedentemente fissata in documenti negoziali o provvedimenti amministrativi. Anche i progetti che originariamente erano vincolati al primo trimestre del 2026, come nel caso delle iniziative legate alla costruzione di nuovi edifici scolastici o ai <b>progetti Pinqua</b>, vengono ufficialmente ricondotti alla fine di giugno. La <i>ratio </i>è garantire una precisa logica di semplificazione, volta a fornire ai Comuni e alle altre stazioni appaltanti un orizzonte certo e privo di ambiguità interpretative, permettendo così una programmazione più serena delle fasi di collaudo e chiusura dei cantieri.</p>
<h2>Ma quali sono le eccezioni?</h2>
<p>Esiste tuttavia un’eccezione per una specifica categoria di interventi, ovvero quelli selezionati attraverso le <b>procedure avviate tra il 2024 e il 2025</b> a seguito della revisione complessiva del Piano avvenuta nel 2023. Per queste opere, la normativa prevede una <b>flessibilità</b> controllata che consente di estendere le operazioni di attuazione fino al limite tassativo del <b>31 agosto 2026</b>. Tale deroga deve essere intesa come uno strumento eccezionale che le Amministrazioni titolari dei finanziamenti possono attivare su istanza documentata dei soggetti attuatori. Si tratta di un principio di elasticità che permette di gestire eventuali imprevisti tecnici o rallentamenti oggettivi, a patto che non si superi mai il termine di fine agosto.</p>
<h2>Produzione documentale</h2>
<p>Sul fronte della <b>produzione documentale</b>, la dimostrazione del raggiungimento dei traguardi prefissati passerà attraverso un <b>modello unico di certificazione</b>, valido per ogni tipologia di misura. Per le <b>opere pubbliche</b>, l’atto fondamentale sarà il <b>certificato di fine lavori</b>, mentre per le <b>forniture</b> e i <b>servizi</b> si ricorrerà al <b>certificato di regolare esecuzione</b>. Questi documenti, che devono contenere requisiti minimi standardizzati, richiedono la firma congiunta del direttore dei lavori e dell’operatore economico, con il visto finale del Responsabile Unico del Progetto (RUP). <b>L’<span><a href="https://www.anci.it/" target="_blank" rel="noopener">ANCI</a></span></b> ha accolto con estremo favore queste precisazioni, in quanto la definizione di regole comuni nella fase finale appare come una vittoria della concretezza sulla complessità procedurale.</p>
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<title>Incentivi tecnici, ecco chi “accerta e attesta” davvero</title>
<link>https://www.eventi.news/incentivi-tecnici-ecco-chi-accerta-e-attesta-davvero</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Il pronome vale una responsabilità dirigenziale: ecco chi “accerta e attesta” all’interno del complesso meccanismo degli incentivi tecnici. Focus a cura di Luca Leccisotti. Nella disciplina degli incentivi per funzioni tecniche, a volte non è una “grande” norma a spostare gli equilibri, ma un dettaglio grammaticale che si porta dietro conseguenze amministrative molto concrete: chi […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2025/07/lentepubblica-incentivi-per-funzioni-tecniche-compatibilita-e-cumulo-con-altre-indennita.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 05:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Incentivi, tecnici, ecco, chi, “accerta, attesta”, davvero</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Il pronome vale una responsabilità dirigenziale: ecco chi “accerta e attesta” all’interno del complesso meccanismo degli incentivi tecnici. Focus a cura di <span><a href="https://lentepubblica.it/author/luca-leccisotti/" target="_blank" rel="noopener">Luca Leccisotti</a></span>.</strong></p>
<hr>
<p>Nella disciplina degli incentivi per funzioni tecniche, a volte non è una “grande” norma a spostare gli equilibri, ma un dettaglio grammaticale che si porta dietro conseguenze amministrative molto concrete: chi deve accertare e attestare le attività effettivamente svolte dai dipendenti destinatari dell’incentivo?</p>
<p>È una domanda che non vive nei convegni, ma nei corridoi di ragioneria, nei rilievi dei revisori, nei dubbi del personale e – quando va male – nelle contestazioni di responsabilità. <span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2023-03-31;36~art45" target="_blank" rel="noopener"><strong>L’art. 45, comma 4, del d.lgs. 36/2023</strong></a></span>, nel prevedere che l’incentivo sia corrisposto dal responsabile di servizio preposto alla struttura competente (o da altro dirigente incaricato), “sentito il RUP”, e che qualcuno “accerta e attesta” le specifiche funzioni tecniche svolte, ha prestato il fianco a un’interpretazione bifronte: il soggetto che corrisponde l’incentivo è lo stesso che accerta e attesta, oppure l’accertamento e l’attestazione spettano al RUP, mentre il dirigente si limiterebbe alla sola corresponsione?</p>
<p>Il quesito non è sofistico, perché da esso dipendono la tenuta del procedimento, la corretta separazione dei ruoli, la configurazione del controllo interno e, non ultimo, la difendibilità dell’atto di liquidazione rispetto a controlli contabili, ispezioni e contenziosi.</p>
<h2>La funzioni degli incentivi tecnici</h2>
<p>Il punto di partenza non può che essere<strong> la funzione dell’incentivo.</strong> L’incentivo per funzioni tecniche, nel disegno del nuovo Codice, non è un premio indistinto né una componente accessoria “automatica”, ma un istituto finalizzato a valorizzare e remunerare, in modo selettivo, prestazioni tecnico-professionali rese nell’interesse pubblico lungo il ciclo di vita del contratto.</p>
<p>Proprio perché selettivo, l’incentivo vive e muore sul requisito dell’effettività: non basta l’appartenenza a un ufficio o l’intestazione formale di un ruolo; occorre che le specifiche funzioni tecniche siano state svolte, con un contributo riconoscibile e coerente rispetto alle attività incentivabili individuate dalla disciplina primaria e dal regolamento interno dell’amministrazione. Da qui l’esigenza di un “accertamento” e di una “attestazione” che non siano rituali, ma fondati su riscontri e tracciabilità.</p>
<p>Tuttavia, proprio questa esigenza apre la questione organizzativa: chi, dentro la stazione appaltante, è legittimato a compiere il riscontro e a certificare l’effettività delle prestazioni, assumendosene la responsabilità?</p>
<h2>Soggetti titolari e ambiguità</h2>
<p>Sul piano letterale, <strong>la disposizione del comma 4 presenta una struttura tipica del legislatore amministrativo</strong>: individua il soggetto titolare del potere di erogazione (“è corrisposto dal…”), inserisce una fase procedimentale di consultazione (“sentito il RUP”) e collega l’erogazione a una condizione (“che accerta e attesta…”).</p>
<p>È qui che si innesta l’ambiguità: il relativo “che” può essere riferito al soggetto appena nominato (responsabile di servizio/dirigente incaricato), oppure può essere inteso come rinvio al RUP menzionato subito prima. In molti uffici la tentazione di “scaricare” l’accertamento sul RUP è forte, perché il RUP è la figura che conosce il progetto, governa l’istruttoria, coordina le fasi e, in concreto, sa davvero chi ha fatto cosa.</p>
<p>Ma la conoscenza operativa non coincide automaticamente con la competenza giuridica a attestare e assumersi la responsabilità dell’atto presupposto alla liquidazione.</p>
<h2>Chi attesta gli incentivi tecnici?</h2>
<p>L’orientamento chiarificatore che si è consolidato in sede ministeriale – e che ha trovato una formulazione netta nel parere del <strong>Servizio Supporto Giuridico del MIT</strong> – scioglie il nodo in senso dirigenziale: è il responsabile di servizio preposto alla struttura competente, o altro dirigente incaricato dall’amministrazione, a dover accertare e attestare l’effettivo svolgimento delle specifiche funzioni tecniche, dopo aver sentito il RUP.</p>
<p>La consultazione del RUP non è un orpello, ma una fase istruttoria funzionale: il RUP fornisce elementi, riscontri, valutazioni e dati di contesto; tuttavia, la titolarità della “certificazione” amministrativa e la conseguente responsabilità restano in capo al dirigente (o responsabile di servizio), che poi dispone la corresponsione. Il passaggio è tutt’altro che neutro: significa che l’amministrazione non può costruire un procedimento in cui il dirigente paga e il RUP “certifica” da solo, come se l’atto di liquidazione fosse un automatismo contabile. Il legislatore, al contrario, sembra imporre una saldatura tra potere di spesa e responsabilità dell’accertamento, temperata da un dovere di ascolto del RUP.</p>
<h2>Responsabilità e liquidazione degli incentivi</h2>
<p>Questa lettura è coerente con un criterio sistemico che attraversa l’organizzazione amministrativa: la responsabilità del dirigente in materia di gestione, controllo e utilizzo delle risorse. Nel perimetro del <strong>d.lgs. 165/2001</strong>, e nelle discipline organizzative degli enti territoriali, la dirigenza non è solo il terminale che firma il mandato di pagamento, ma è il soggetto che deve governare la correttezza sostanziale del procedimento di spesa.</p>
<p>La liquidazione non è una “mera fase contabile”, bensì un atto di gestione che presuppone la verifica dei presupposti giuridici e fattuali della spesa. Se l’incentivo è subordinato, per norma primaria, all’accertamento e attestazione dell’effettivo svolgimento di specifiche funzioni tecniche, è logico che tale verifica sia imputata al soggetto che dispone l’erogazione, salva l’istruttoria tecnica e informativa svolta da chi ha la conoscenza diretta delle attività (il RUP). In questa prospettiva, l’audizione del RUP è la garanzia di un accertamento informato; ma l’atto di attestazione resta nell’alveo della responsabilità gestionale dirigenziale.</p>
<h2>Richiamo alla relazione illustrativa</h2>
<p>Non va sottovalutato, inoltre, il richiamo alla relazione illustrativa. È vero: la relazione non è fonte normativa e non vincola l’interprete come una disposizione di legge. Però, in un settore ad alta tecnicalità e con una riforma recente, la relazione illustrativa assume un valore di supporto interpretativo non trascurabile, soprattutto quando il testo presenta un’ambiguità linguistica reale.</p>
<p>Qui il chiarimento è esplicito: <strong>l’erogazione è subordinata all’accertamento e attestazione,</strong> <strong>ad opera del responsabile del servizio o di altro dirigente incaricato, dell’effettivo svolgimento delle funzioni tecniche da parte del dipendente.</strong> Questo argomento rafforza la lettura secondo cui il pronome relativo “che” si riferisce al dirigente, non al RUP. E non è un dettaglio: significa che l’ordinamento non ha inteso concentrare sul RUP anche questo onere certificativo, ma ha preferito un modello a “doppio binario”: istruttoria tecnica e di merito dal RUP, decisione attestativa e liquidatoria dal dirigente.</p>
<h2>Piano pratico</h2>
<p>Sul piano pratico, la conseguenza è immediata: i regolamenti interni sugli incentivi tecnici e le procedure di liquidazione vanno strutturati in modo da riflettere questo riparto. È il dirigente/responsabile di servizio che deve risultare come soggetto attestatore, mentre il RUP deve essere chiamato a rendere un apporto istruttorio formalizzato (parere, relazione, nota, proposta, o comunque un contributo tracciabile). Ciò consente di evitare due patologie opposte, entrambe rischiose.</p>
<p>La prima è l’<strong>attestazione “monocratica” del RUP senza filtro dirigenziale,</strong> che espone a obiezioni sulla competenza e sulla correttezza del procedimento, e che può trasformare il RUP in un certificatore “universale”, con un carico di responsabilità non coerente con la sua funzione. La seconda è <strong>la liquidazione “cieca” del dirigente senza reale istruttoria</strong>, che lascia la spesa priva di un supporto tecnico-informativo qualificato e rende il pagamento vulnerabile a rilievi di controllo, perché l’effettività delle attività non può essere presunta.</p>
<h2>Consultazione del RUP</h2>
<p>La consultazione del RUP, peraltro, va intesa in modo sostanziale. “Sentito il RUP” non è l’equivalente di un visto burocratico: <strong>è l’indicazione di una fase istruttoria necessaria</strong>, in cui il RUP contribuisce a ricostruire la catena delle prestazioni tecniche svolte, la loro riconducibilità alle attività incentivabili e la loro effettività.</p>
<p>Il dirigente, nel attestare, non dovrebbe limitarsi a recepire passivamente, ma deve esercitare un controllo di ragionevolezza e coerenza: verificare che le attività siano documentate, che i nominativi e i ruoli siano compatibili con l’organigramma e con gli incarichi formalmente attribuiti, che non vi siano sovrapposizioni irragionevoli o duplicazioni, che le percentuali o quote siano coerenti con il regolamento interno, e che la proposta sia allineata all’andamento del contratto e alle fasi effettivamente svolte. Questo controllo non trasforma il dirigente in un tecnico progettista; lo colloca però nel suo ruolo corretto: garante della legittimità e della correttezza della spesa accessoria.</p>
<h2>Rischi ed equilibri</h2>
<p>Si potrebbe obiettare: se il dirigente deve attestare, allora il RUP rischia di essere ridotto a mero “informante”. In realtà è l’opposto, se si lavora bene. La previsione di una consultazione obbligatoria valorizza il RUP perché rende il suo contributo istruttorio un passaggio necessario, non facoltativo. Il RUP diventa il perno della conoscenza procedimentale e tecnica, ma senza caricarsi l’atto finale che produce effetti economici diretti.</p>
<p>È un equilibrio sano, soprattutto <strong>in una stagione in cui il RUP è già gravato da responsabilità pervasive sul ciclo di vita del contratto</strong>: programmazione, affidamento, gestione dell’esecuzione, controlli, varianti, contestazioni, chiusura. Se al RUP si aggiungesse anche la titolarità dell’accertamento e attestazione dell’incentivo, il sistema rischierebbe di concentrare eccessivamente potere e responsabilità su un unico snodo, riducendo la segregazione interna e aumentando l’esposizione personale a contestazioni.</p>
<h2>Prevenzione dei conflitti interni</h2>
<p>C’è anche un profilo di prevenzione dei conflitti interni. <strong>In molte amministrazioni gli incentivi sono terreno sensibile</strong>, perché toccano aspettative economiche, percezioni di equità e dinamiche tra uffici. Se l’attestazione fosse rimessa al RUP, si potrebbe creare un circuito di pressione informale: “se non mi riconosci, ti creo problemi”, o, al contrario, “se mi riconosci troppo, ti espongo”. Il filtro dirigenziale, con un procedimento tracciato, riduce la personalizzazione del conflitto e riconduce la scelta a criteri regolamentari e verifiche documentali. Non elimina le tensioni, ma rende più difficile che diventino arbitrio.</p>
<h2>Struttura competente</h2>
<p>Naturalmente, resta un punto decisivo:<strong> la struttura competente e il dirigente “incaricato” non sono formule astratte.</strong> L’amministrazione deve individuare con chiarezza quale sia la struttura competente per la gestione degli incentivi e quale dirigente/responsabile di servizio eserciti il potere di corresponsione e attestazione.</p>
<p>Nei comuni privi di dirigenza, il problema si traduce nell’individuazione del responsabile di servizio con poteri gestionali; nelle amministrazioni con dirigenza articolata, può essere necessario un atto di incarico specifico, soprattutto quando le funzioni tecniche coinvolgono più strutture o quando l’unità organizzativa del RUP non coincide con quella che gestisce il personale o la spesa.</p>
<p>L’indeterminatezza organizzativa è un rischio: se non è chiaro chi è competente, ogni liquidazione diventa discutibile. Qui l’interpretazione ministeriale spinge in una direzione: non basta un generico “atto del RUP”; serve un atto dirigenziale che accerti e attesti, previa istruttoria e ascolto del RUP.</p>
<h2>La logica del risultato</h2>
<p>Una lettura evolutiva impone anche di <strong>collegare il tema alla logica del risultato, che attraversa il nuovo Codice.</strong> L’incentivo tecnico, per sua natura, dovrebbe essere coerente con la qualità dell’azione amministrativa e con la capacità di governare tempi, costi, qualità e rischi del contratto. Proprio per questo, l’accertamento e l’attestazione non dovrebbero ridursi a una griglia statica di ore o presenze, ma dovrebbero misurarsi, almeno in parte, sulla concretezza delle attività rese e sulla loro riconducibilità alle fasi e ai bisogni del procedimento.</p>
<p>Ovviamente l’amministrazione non può inventare criteri arbitrari: deve stare nel perimetro della legge e del proprio regolamento. Ma è evidente che, in un sistema orientato al risultato, la verifica di effettività non può essere un gesto notarile. L’intervento del dirigente, che ha una visione di gestione e responsabilità complessiva, può aiutare a evitare sia l’automatismo, sia la discrezionalità senza criteri, purché il procedimento sia trasparente e documentato.</p>
<h2>Responsabilità spostata maggiormente sul RUP?</h2>
<p>Da questa angolazione si comprende anche perché l’interpretazione che sposterebbe l’accertamento sul RUP, lasciando al dirigente la sola corresponsione, sia meno convincente sul piano sistemico: spezzerebbe il nesso tra potere di spesa e responsabilità dell’accertamento, trasformando il dirigente in un esecutore di una certificazione altrui, e il RUP nel vero dominus della fase presupposta.</p>
<p><strong>È un modello che può funzionare “di fatto”, ma è fragile “di diritto”</strong>, perché crea un rischio di deresponsabilizzazione del soggetto che dispone il pagamento e un rischio di sovraresponsabilizzazione del RUP, che si troverebbe a svolgere un’attività di attestazione con effetti economici senza essere il titolare del potere di erogazione. In un contesto di controlli sempre più attenti alle catene decisionali, questa asimmetria è un invito a nozze per rilievi e contestazioni.</p>
<h2>Non si tratta solo di “punire”</h2>
<p>Il tema <strong>non va però risolto con un formalismo punitivo</strong>. La soluzione più solida è costruire, dentro ogni amministrazione, un procedimento “a prova di futuro”: regolamento chiaro, ruoli definiti, tracciabilità documentale, istruttoria del RUP formalizzata e atto dirigenziale motivato quanto basta. Non serve trasformare l’incentivo in un processo penale; serve che sia difendibile.</p>
<p>E “difendibile” significa una cosa semplice: se domani arriva un revisore, un ispettore o un giudice contabile, l’amministrazione deve poter mostrare che l’incentivo è stato pagato perché le funzioni tecniche erano effettivamente svolte, e che questa effettività è stata accertata e attestata dal soggetto competente, dopo aver acquisito le informazioni dal RUP. Il resto è rumore.</p>
<h2>Considerazioni finali</h2>
<p>In chiusura, la lezione vera di questo chiarimento non è che “vince il dirigente” o che “perde il RUP”. La lezione è che gli incentivi tecnici, nel nuovo Codice, sono un pezzo serio della governance degli appalti e non un accessorio gestionale. <strong>Il pronome “che” non è grammatica: è imputazione di responsabilità</strong>. Ed è un bene che sia così, perché la credibilità delle stazioni appaltanti passa anche da qui: pagare ciò che è dovuto, a chi ha lavorato davvero, con un procedimento corretto, trasparente e sostenibile.</p>
<p>Se l’amministrazione saprà tradurre questa impostazione in regole interne coerenti e in prassi non improvvisate, l’incentivo tornerà alla sua funzione naturale: motivare e trattenere competenze tecniche, senza diventare un rischio occulto nel bilancio e nella carriera di chi firma.</p>
<p>The post <a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/incentivi-tecnici-ecco-chi-accerta-e-attesta-davvero/">Incentivi tecnici, ecco chi “accerta e attesta” davvero</a> appeared first on <a href="https://lentepubblica.it/">lentepubblica.it</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Documento informatico, la proposta: “Vogliamo collaborare alla redazione delle Linee guida AgID”</title>
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Il tema delle Linee guida sul documento informatico dell’AgID torna al centro del dibattito tra gli operatori della Pubblica amministrazione, in una fase in cui la digitalizzazione richiede strumenti sempre più chiari, condivisi e concretamente applicabili. In questo contesto, pubblichiamo il documento che segue, pervenuto alla redazione e dedicato alla proposta di avviare un confronto più […]
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<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 05:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Documento, informatico, proposta:, “Vogliamo, collaborare, alla, redazione, delle, Linee, guida, AgID”</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="240" data-end="489">Il tema delle <strong>Linee guida sul documento informatico </strong>dell’<strong>AgID</strong> torna al centro del dibattito tra gli operatori della Pubblica amministrazione, in una fase in cui la digitalizzazione richiede strumenti sempre più chiari, condivisi e concretamente applicabili.</p>
<p data-start="491" data-end="912">In questo contesto, pubblichiamo il documento che segue, pervenuto alla redazione e dedicato alla proposta di avviare un <strong>confronto più ampio e anticipato sul processo di revisione delle Linee guida</strong>. L’iniziativa, promossa da professionisti del settore, <strong>tra cui <a href="https://www.linkedin.com/in/alessandro-alfier-68b458119/" target="_blank" rel="noopener">Alessandro Alfier</a> e i <a href="https://lentepubblica.it/partecipattivi/" target="_blank" rel="noopener">ParteciPAttivi</a> <a href="https://www.linkedin.com/in/marco-deligios/" target="_blank" rel="noopener">Marco Deligios</a> e <a href="https://www.linkedin.com/in/sergio-sette-420b6452/" target="_blank" rel="noopener">Sergio Sette</a></strong>, mira a coinvolgere direttamente chi è chiamato quotidianamente ad applicare queste disposizioni, con l’obiettivo di migliorarne qualità, chiarezza e interoperabilità.</p>
<p data-start="914" data-end="1188">Si tratta di un contributo che Lentepubblica ha scelto di rendere disponibile ai lettori <strong>per favorire un confronto informato su un tema tecnico e strategico per la Pubblica amministrazione</strong>. Di seguito il testo integrale della petizione.</p>
<hr>
<h2 class="p1">Le Linee guida sul documento informatico sono di tutti: rivediamole insieme</h2>
<h5 class="p2">Abstract</h5>
<p class="p3">Si propone di anticipare la consultazione pubblica delle Linee guida sul documento</p>
<p class="p3">informatico, avviandola sul testo vigente anziché sulle bozze, così da raccogliere osservazioni</p>
<p class="p3">e proposte da recepire nella nuova versione.</p>
<h5 class="p2">Contenuto</h5>
<p class="p3"><strong>L’Agenzia per l’Italia Digitale</strong>, nel gennaio di quest’anno, <a href="https://trasparenza.agid.gov.it/page/103/details/5529/istituzione-di-un-gruppo-di-lavoro-per-laggiornamento-delle-linee-guida-per-la-formazione-gestione-e-conservazione-dei-documenti-informatici-e-del-regolamento-sui-criteri-per-la-fornitura-dei-servizi-di-conservazione-dei-documenti-informatici.html" target="_blank" rel="noopener"><span class="s1">ha costituito un gruppo di lavoro</span></a> per</p>
<p class="p3">l’aggiornamento delle Linee guida sul documento informatico.</p>
<p class="p3">Il compito assegnato al gruppo di lavoro riguarda in particolare l’armonizzazione con il</p>
<p class="p3"><strong>Regolamento eIDAS</strong>. Tuttavia, come sanno bene tutti coloro che dal 2020 si sono confrontati</p>
<p class="p3">con le Linee guida e i relativi allegati, sarebbe necessario intervenire in numerosi punti dei</p>
<p class="p3">documenti per chiarire e dettagliare diversi aspetti.</p>
<p class="p3">Il direttore di AgID ha dato facoltà al coordinatore del gruppo di lavoro di disporre l’audizione</p>
<p class="p3">di soggetti esterni all’Agenzia. Lo strumento dell’audizione, tuttavia, non è l’unico a</p>
<p class="p3">disposizione del gruppo di lavoro: raccogliere osservazioni, dubbi e proposte da parte dei</p>
<p class="p3">professionisti che si occupano di gestione documentale rappresenterebbe una risorsa</p>
<p class="p3">preziosa, per individuare i punti da chiarire nei diversi documenti e intervenire in modo</p>
<p class="p3">puntuale nella fase di revisione.</p>
<p class="p3">La consultazione pubblica delle bozze, quando avviene su testi già consolidati, non è</p>
<p class="p3">sufficiente. Quella della versione attuale delle LLGG ha infatti portato al recepimento di</p>
<p class="p3">pochissime osservazioni, probabilmente perché è molto difficile rimettere mano ai</p>
<p class="p3">documenti che si trovano ormai nella fase conclusiva del processo di redazione.</p>
<p class="p3">Per questo motivo vorremmo proporre al gruppo di lavoro un approccio maggiormente</p>
<p class="p3">collaborativo. In particolare, proponiamo di anticipare il confronto pubblico rispetto alla</p>
<p class="p3">pubblicazione delle nuove Linee guida, avviando una consultazione aperta sul testo</p>
<p class="p3">vigente.</p>
<p class="p3">Sarebbe infatti molto utile pubblicare su <a href="https://forum.italia.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Forum Italia</strong></a> le attuali Linee guida e raccogliere le</p>
<p class="p3">osservazioni di tutti coloro che, a diverso titolo, sono chiamati ad applicarle, così da poter</p>
<p class="p3">recepire tali contributi nella redazione della nuova versione.</p>
<p class="p3">Un confronto aperto permetterebbe di redigere un documento che riduca al minimo gli spazi</p>
<p class="p3">di interpretazione individuale, contribuendo a migliorare la qualità della gestione</p>
<p class="p3">documentale e l’interoperabilità dei sistemi delle pubbliche amministrazioni italiane.</p>
<p class="p3">I professionisti interessati possono sostenere questa proposta firmando la petizione <a href="https://www.openpetition.eu/it/petition/online/vogliamo-collaborare-alla-redazione-delle-linee-guida-sul-documento-informatico?" target="_blank" rel="noopener">qui</a>:</p>
<p class="p3"><a href="https://www.openpetition.eu/it/petition/online/vogliamo-collaborare-alla-redazione-delle-linee-guida-sul-documento-informatico?" target="_blank" rel="noopener">https://www.openpetition.eu/it/petition/online/vogliamo-collaborare-alla-redazione-delle-linee-guida-sul-documento-informatico?</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
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<title>Crisi globale dei voli: l’effetto domino della guerra in Medio Oriente</title>
<link>https://www.eventi.news/crisi-globale-dei-voli-leffetto-domino-della-guerra-in-medio-oriente</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Il settore del trasporto aereo internazionale si trova oggi a fronteggiare una delle fasi più delicate degli ultimi anni. A innescare la nuova ondata di instabilità è il conflitto in Medio Oriente, che sta producendo effetti a catena su scala globale: dalla riduzione dei voli fino all’impennata dei costi operativi, passando per il crollo del […]
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<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 05:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Crisi, globale, dei, voli:, l’effetto, domino, della, guerra, Medio, Oriente</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="109" data-end="526"><strong>Il settore del trasporto aereo internazionale si trova oggi a fronteggiare una delle fasi più delicate degli ultimi anni.</strong></p>
<hr>
<p data-start="109" data-end="526">A innescare la nuova ondata di instabilità è <span><a href="https://lentepubblica.it/notizie-dal-mondo/guerra-e-trasporto-aereo-perche-gli-aerei-non-si-fermano/" target="_blank" rel="noopener">il conflitto in Medio Oriente, che sta producendo effetti a catena su scala globale</a></span>: dalla riduzione dei voli fino all’impennata dei costi operativi, passando per il crollo del valore delle compagnie e il rischio concreto di rincari per i passeggeri.</p>
<p data-start="528" data-end="906">Secondo un’analisi del <em data-start="551" data-end="568">Financial Times</em>, nelle prime settimane dall’inizio delle ostilità in Iran, le 20 principali compagnie aeree quotate hanno visto svanire circa <strong data-start="695" data-end="752">53 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato</strong>. Un dato che fotografa con chiarezza la portata della crisi e che riporta alla memoria gli impatti devastanti registrati durante la pandemia da Covid-19.</p>
<h2 data-section-id="dboith" data-start="908" data-end="944">Una crisi che ricorda la pandemia</h2>
<p data-start="946" data-end="1208">Le analogie con l’emergenza sanitaria globale non sono casuali. Anche in questo caso, infatti, si stanno verificando <strong data-start="1063" data-end="1158">cancellazioni di voli, blocchi negli hub aeroportuali e forti limitazioni allo spazio aereo</strong>, soprattutto nelle aree più esposte al conflitto.</p>
<p data-start="1210" data-end="1535">Le compagnie si trovano così a gestire una combinazione particolarmente critica: da un lato la contrazione delle operazioni, dall’altro l’aumento esponenziale dei costi. Una situazione che, secondo molti operatori del settore, rappresenta la più grave crisi affrontata dall’aviazione civile dalla chiusura dei cieli nel 2020.</p>
<h2 data-section-id="rneb00" data-start="1537" data-end="1577">Il nodo carburante: costi raddoppiati</h2>
<p data-start="1579" data-end="1859">Tra le principali criticità emerge il tema del carburante. Il <strong data-start="1641" data-end="1653">jet fuel</strong>, che rappresenta circa un terzo dei costi complessivi di una compagnia aerea, ha registrato un incremento significativo nelle ultime settimane, arrivando in alcuni casi a <strong data-start="1825" data-end="1858">raddoppiare il proprio prezzo</strong>.</p>
<p data-start="1861" data-end="2099">Un aumento che mette sotto pressione i bilanci e riduce drasticamente i margini di profitto. Come sottolineato da diversi amministratori delegati del comparto, l’impatto è tale da rendere inevitabile una revisione al rialzo delle tariffe.</p>
<p data-start="2101" data-end="2337">Il numero uno di una grande compagnia europea ha evidenziato come il margine medio per passeggero sia estremamente ridotto, rendendo impossibile assorbire internamente l’aumento dei costi senza trasferirlo, almeno in parte, sui clienti.</p>
<h2 data-section-id="1ax9ma7" data-start="2339" data-end="2370">Biglietti più cari in arrivo</h2>
<p data-start="2372" data-end="2627">Per i viaggiatori, le conseguenze saranno tangibili già nei prossimi mesi. Le compagnie stanno infatti predisponendo strategie per <strong data-start="2503" data-end="2543">incrementare il prezzo dei biglietti</strong>, con l’obiettivo di compensare il rincaro del carburante e le difficoltà operative.</p>
<p data-start="2629" data-end="2946">L’aumento delle tariffe potrebbe interessare non solo le tratte verso il Medio Oriente, ma anche collegamenti intercontinentali e voli a lungo raggio. Il sistema aereo globale è infatti fortemente interconnesso, e le perturbazioni in un’area strategica come il Golfo si riflettono inevitabilmente su tutto il network.</p>
<h2 data-section-id="fim2c8" data-start="2948" data-end="2992">Gli investitori fuggono: titoli in caduta</h2>
<p data-start="2994" data-end="3215">Parallelamente, i mercati finanziari stanno reagendo con crescente preoccupazione. Il crollo della capitalizzazione delle compagnie aeree è accompagnato da un aumento delle scommesse al ribasso da parte degli investitori.</p>
<p data-start="3217" data-end="3483">Alcuni vettori europei risultano tra i titoli più “shortati” nei principali indici di borsa, segnale evidente di un clima di sfiducia diffusa. Gli operatori temono infatti che la crisi possa protrarsi nel tempo, con effetti strutturali sulla redditività del settore.</p>
<h2 data-section-id="13obyvu" data-start="3485" data-end="3541">Domanda a rischio: il delicato equilibrio del mercato</h2>
<p data-start="3543" data-end="3809">Nonostante il traffico aereo abbia registrato una robusta ripresa dopo la pandemia, la sostenibilità della domanda resta un punto interrogativo. Il rischio è che <strong data-start="3705" data-end="3771">tariffe più elevate possano frenare la propensione a viaggiare</strong>, soprattutto nel medio-lungo periodo.</p>
<p data-start="3811" data-end="4021">Le compagnie si trovano così in una posizione complessa: da un lato devono aumentare i prezzi per sopravvivere, dall’altro rischiano di comprimere la domanda, innescando un circolo vizioso difficile da gestire.</p>
<h2 data-section-id="1h14qqz" data-start="4023" data-end="4065">Il cuore della crisi: gli hub del Golfo</h2>
<p data-start="4067" data-end="4285">L’epicentro delle difficoltà si concentra nei grandi hub del Medio Oriente, dove le restrizioni allo spazio aereo e il crollo dei flussi turistici stanno mettendo in seria difficoltà i principali vettori della regione.</p>
<p data-start="4287" data-end="4489">Le compagnie sostenute dagli Stati, tradizionalmente tra le più solide del settore, sono state costrette a <strong data-start="4394" data-end="4433">ridurre drasticamente le operazioni</strong>, con impatti diretti su traffico, ricavi e occupazione.</p>
<p data-start="4491" data-end="4633">Secondo diversi analisti, senza un supporto finanziario pubblico, molte di queste realtà rischierebbero di trovarsi in una situazione critica.</p>
<h2 data-section-id="ownbsr" data-start="4635" data-end="4674">Piani di emergenza e rischio carenze</h2>
<p data-start="4676" data-end="4936">A complicare ulteriormente il quadro si aggiunge il timore di possibili <strong data-start="4748" data-end="4773">carenze di carburante</strong>. Alcune compagnie stanno già predisponendo piani di emergenza, che includono la riduzione dei collegamenti verso determinate destinazioni, in particolare in Asia.</p>
<p data-start="4938" data-end="5096">Si tratta di misure preventive che evidenziano il livello di incertezza attuale e la necessità di adattarsi rapidamente a uno scenario in continua evoluzione.</p>
<h2 data-section-id="11fnuuh" data-start="5098" data-end="5137">Effetti a catena sul trasporto merci</h2>
<p data-start="5139" data-end="5415">La crisi non riguarda soltanto il traffico passeggeri. Anche il comparto cargo sta risentendo delle tensioni internazionali. Le difficoltà nel trasporto marittimo stanno spingendo sempre più merci verso il trasporto aereo, con il risultato di <strong data-start="5382" data-end="5414">sovraccaricare gli aeroporti</strong>.</p>
<p data-start="5417" data-end="5568">In alcuni casi, gli scali non riescono a gestire i volumi in arrivo, costringendo a soluzioni alternative e aumentando ulteriormente i costi logistici.</p>
<h2 data-section-id="1c3w7xj" data-start="5570" data-end="5600">Uno scenario ancora incerto</h2>
<p data-start="5602" data-end="5869">Nonostante il quadro complesso, alcuni operatori mantengono una visione prudenzialmente ottimistica. L’ipotesi è che, in caso di cessate il fuoco, i mercati possano reagire rapidamente, con un recupero delle quotazioni e una graduale normalizzazione delle operazioni.</p>
<p data-start="5871" data-end="6043">Tuttavia, molto dipenderà dalla durata e dall’intensità del conflitto. Più a lungo si protrarrà la crisi, maggiori saranno le conseguenze strutturali per l’intero comparto.</p>
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<title>Il potere del verbo: liberare l’azione dalle catene del burocratese</title>
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Come superare il burocratese e utilizzare un linguaggio burocratico nella PA funzionale: cura del verbo, scrittura chiara e comunicazione più efficace per cittadini e uffici. Qualche mese fa ho scelto di fermarmi. Mi sono preso una pausa di sei mesi dal flusso costante di informazioni per praticare quello che viene definito minimalismo digitale. È stata […]
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<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 05:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>potere, del, verbo:, liberare, l’azione, dalle, catene, del, burocratese</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Come superare il burocratese e utilizzare un linguaggio burocratico nella PA funzionale: cura del verbo, scrittura chiara e comunicazione più efficace per cittadini e uffici.</strong></p>
<hr>
<p>Qualche mese fa ho scelto di fermarmi. Mi sono preso una pausa di sei mesi dal flusso costante di informazioni per praticare quello che viene definito <em>minimalismo digitale</em>. È stata un’esperienza di pulizia interiore profonda, che mi ha permesso di riscoprire il valore del silenzio e dell’essenziale. In questo periodo di distacco, ho maturato una convinzione fondamentale: il peggior “rumore”, quello che ostacola davvero la nostra comprensione del mondo e dei rapporti sociali, non si trova solo nelle notifiche dei social network. Spesso, si annida silenzioso proprio tra le righe delle nostre comunicazioni istituzionali.</p>
<p>Quella sensazione di stanchezza che proviamo leggendo un documento complesso non è solo un affaticamento mentale dovuto alla fine della giornata lavorativa. È il peso reale delle <strong>parole passive</strong>, di una struttura linguistica che sembra costruita apposta per nascondere l’azione anziché esaltarla. Ho deciso di tornare a scrivere proprio per questo: per dimostrare che la Pubblica Amministrazione può – e ha il dovere etico di farlo – comunicare in modo chiaro e attivo, senza smarrire un briciolo della sua necessaria autorevolezza.</p>
<h2><strong>La nominalizzazione: l’anatomia del “non fare”</strong></h2>
<p>In linguistica, esiste un fenomeno chiamato <strong>nominalizzazione</strong>. Si tratta della tendenza a trasformare un verbo (che per sua natura indica movimento, scelta, atto) in un nome astratto (che lo cristallizza in un concetto statico). È un processo che avviene spesso attraverso l’uso di suffissi come <em>-zione</em>, <em>-mento</em>, <em>-sione</em> o <em>-tura</em>.</p>
<p>Ecco alcuni esempi che incontriamo ogni giorno sulle nostre scrivanie:</p>
<ul>
<li><strong>Decidere</strong> diventa <em>Decisione</em></li>
<li><strong>Pagare</strong> diventa <em>Pagamento</em></li>
<li><strong>Esaminare</strong> diventa <em>Esame</em></li>
</ul>
<p>Di per sé, la nominalizzazione non è un errore. Diventa però un problema cronico quando si sposa con verbi “vuoti” o generici (come <em>procedere</em>, <em>effettuare</em>, <em>porre in essere</em>). Questa combinazione è il cuore pulsante del burocratese: allontana l’azione dal suo soggetto e trasforma un processo vivo in una sequenza inerte di sostantivi.</p>
<h3><strong>Perché scriviamo così?</strong></h3>
<p>Spesso ci rifugiamo nella nominalizzazione per un timore inconscio: la paura che un linguaggio troppo diretto possa apparire “povero” o privo di quel peso istituzionale che la norma sembra richiedere. In realtà, stiamo solo alzando una muraglia di nebbia tra noi e il cittadino.</p>
<h2><strong>Il costo occulto del linguaggio nominale</strong></h2>
<p>La scrittura istituzionale richiede oggettività, ma la nominalizzazione produce tre effetti collaterali che danneggiano l’efficienza della PA. Eccoli.</p>
<ol>
<li><strong>L’eclissi della responsabilità</strong></li>
</ol>
<p>Quando scriviamo <em>“si è proceduto all’effettuazione della valutazione”</em>, stiamo nascondendo chi ha agito. In un sistema democratico, sapere “chi fa cosa” è la base della trasparenza e della responsabilità (accountability).</p>
<ol>
<li><strong>L’attrito cognitivo</strong></li>
</ol>
<p>Il lettore è costretto a compiere uno sforzo extra. Deve mentalmente “decodificare” il sostantivo per ritrovare il verbo originario. Questa fatica inutile rallenta i flussi di lavoro e irrita il cittadino, che percepisce la PA come un ostacolo burocratico.</p>
<ol>
<li><strong>L’illusione della solennità</strong></li>
</ol>
<p>Crediamo che <em>“dare attuazione”</em> suoni meglio di <em>“attuare”</em>. Non è così. Il linguaggio moderno, anche quello delle alte corti e delle istituzioni europee, premia la densità informativa e la velocità di comprensione. La solennità risiede nel risultato, non nel numero di sillabe.</p>
<h2><strong>Superare il burocratese: la rivoluzione dei verbi d’azione</strong></h2>
<p>Scrivere per la Pubblica Amministrazione con uno “sguardo d’autore” significa recuperare la forza del verbo.</p>
<p>La regola d’oro è semplice: <strong>individua la combinazione “Verbo Vuoto + Nome Astratto” e sostituiscila con un unico verbo forte.</strong></p>
<table width="602">
<tbody>
<tr>
<td width="196"><strong>Burocratese Nominale</strong></td>
<td width="180"><strong>Scrittura d’Azione</strong></td>
<td width="225"><strong>Il vantaggio professionale</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="196"><strong>Effettuare il pagamento</strong></td>
<td width="180"><strong>Pagare</strong></td>
<td width="225">Immediato, elimina ridondanze.</td>
</tr>
<tr>
<td width="196"><strong>Dare attuazione a un piano</strong></td>
<td width="180"><strong>Attuare il piano</strong></td>
<td width="225">Trasmette determinazione e operatività.</td>
</tr>
<tr>
<td width="196"><strong>Procedere all’esame della pratica</strong></td>
<td width="180"><strong>Esaminare la pratica</strong></td>
<td width="225">Riduce il carico cognitivo del lettore.</td>
</tr>
<tr>
<td width="196"><strong>Porre in essere una verifica</strong></td>
<td width="180"><strong>Verificare</strong></td>
<td width="225">Semplifica la struttura della frase.</td>
</tr>
<tr>
<td width="196"><strong>Prendere una decisione</strong></td>
<td width="180"><strong>Decidere</strong></td>
<td width="225">Identifica chiaramente il momento dell’atto.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2><strong>Un caso pratico: prima e dopo la “cura del verbo”</strong></h2>
<p>Analizziamo come una frase tipica può cambiare volto (e impatto) semplicemente liberando l’azione.</p>
<p><strong>Testo Originale:</strong></p>
<p><em>“Si comunica che, a seguito della conclusione delle attività di istruttoria, si è proceduto all’effettuazione di una valutazione del rischio prima della concessione dell’autorizzazione.”</em></p>
<p>In questa frase, l’azione è sepolta sotto quattro sostantivi pesanti. Chi parla? Chi ha valutato? È un testo lento, che sembra quasi voler evitare di prendersi la responsabilità di quanto scritto.</p>
<p><strong>Versione Riscritta:</strong></p>
<p><em>“Dopo aver concluso l’istruttoria, abbiamo valutato il rischio e concesso l’autorizzazione.”</em></p>
<p><strong>Risultato:</strong> La frase è più breve. Il soggetto (il “noi” dell’ente) è chiaro. Il cittadino capisce immediatamente che il processo è concluso e che l’esito è positivo. La comunicazione cessa di essere un rumore di fondo e diventa un <strong>servizio di valore</strong>.</p>
<h2><strong>Linguaggio burocratico nella PA: la chiarezza come impronta etica</strong></h2>
<p>Per me, la scelta del verbo non è solo una questione di tecnica di scrittura. È l’impronta della nostra responsabilità professionale. Ogni volta che liberiamo un’azione dalle sue “gabbie nominali”, stiamo facendo un passo verso una PA più umana, trasparente ed efficace.</p>
<p>Nel mio lavoro quotidiano, il mio primo obiettivo non è “essere corretto” in un senso puramente formale o notarile, ma essere <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/da-testo-a-fiducia-la-scrittura-chiara-nella-pa-migliora-il-rapporto-con-i-cittadini/" target="_blank" rel="noopener"><strong>funzionale</strong></a>. La buona scrittura amministrativa non si misura dalla sua capacità di impressionare, ma dalla sua capacità di essere capita al primo colpo.</p>
<h3><strong>Un piccolo esercizio</strong></h3>
<p>Oggi, quando scriverai la tua prossima mail o un nuovo avviso, fermati un istante. Cerca tutti i sostantivi che finiscono in <em>-zione</em> o <em>-mento</em>. Prova a trasformarli in verbi. Chiediti: <em>“Chi sta facendo questa cosa?”</em>. Se riesci a rispondere usando un verbo d’azione, avrai appena reso un servizio migliore al tuo ente e alla comunità.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>
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<title>Mutuo o anticipo TFS? Ecco la scelta che può farti risparmiare migliaia di euro</title>
<link>https://www.eventi.news/mutuo-o-anticipo-tfs-ecco-la-scelta-che-puo-farti-risparmiare-migliaia-di-euro</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Due strumenti diversi, un unico obiettivo: realizzare progetti importanti. Nel momento in cui si affronta una spesa significativa — dall’acquisto di un’abitazione al sostegno economico per un figlio — la scelta dello strumento finanziario diventa cruciale. Tra le opzioni più diffuse emergono il mutuo casa e l’anticipo del Trattamento di Fine Servizio (TFS): due soluzioni […]
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<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 05:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Mutuo, anticipo, TFS, Ecco, scelta, che, può, farti, risparmiare, migliaia, euro</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Due strumenti diversi, un unico obiettivo: realizzare progetti importanti.</strong></p>
<hr>
<p>Nel momento in cui si affronta una spesa significativa — dall’acquisto di un’abitazione al sostegno economico per un figlio — la scelta dello strumento finanziario diventa cruciale. Tra le opzioni più diffuse emergono il <em><strong>mutuo casa</strong></em> e l’anticipo del <em><strong>Trattamento di Fine Servizio (TFS)</strong></em>: due soluzioni profondamente diverse, ma spesso considerate alternative (o complementari) per ottenere liquidità.</p>
<p>Molte famiglie, soprattutto nel settore pubblico, tendono a pianificare investimenti importanti pensando di utilizzare la liquidazione una volta raggiunta la pensione. Tuttavia, sempre più spesso si preferisce non attendere e ricorrere a strumenti finanziari immediati, mantenendo il TFS come riserva per eventuali imprevisti.</p>
<h2>Come non sbagliare?</h2>
<p>Orientarsi tra le diverse opportunità non è sempre semplice. Errori nella valutazione o nella gestione delle pratiche possono comportare ritardi o costi aggiuntivi.</p>
<p>Per questo motivo, il supporto di professionisti del settore può fare la differenza, soprattutto per:</p>
<ul>
<li>Individuare la soluzione più adatta</li>
<li>Gestire i rapporti con gli istituti di credito</li>
<li>Accelerare l’iter burocratico</li>
</ul>
<p>Tra le realtà più strutturate nel settore troviamo <span><a href="https://www.tfsturbo.com/preventivo-anticipo-tfs/" target="_blank" rel="noopener"><strong>TfsTurbo</strong></a></span>, servizio digitale promosso da <strong>Marinella Dal Sasso</strong>, agente in attività finanziaria del gruppo bancario La Cassa di Ravenna, che segue  l’intero processo di anticipo del TFS, offrendo un percorso guidato dalla prima valutazione fino alla liquidazione dell’anticipo. Grazie a un’esperienza pluriennale e a una rete di collaborazioni consolidate, la società si è affermata come una delle realtà più affidabili del settore.</p>
<p>Adesso vediamo più nello specifico tutto quello che serve sapere per scegliere correttamente.</p>
<h2>Anticipo TFS: come funziona e quando conviene</h2>
<p>L’anticipo del TFS rappresenta una soluzione <strong>riservata esclusivamente ai dipendenti pubblici e statali già andati in pensione</strong>, che si trovano in attesa di ricevere la propria liquidazione. Si tratta quindi di uno strumento mirato, pensato per rispondere a un’esigenza ben precisa: accedere in anticipo a somme già maturate, evitando i lunghi tempi di erogazione.</p>
<p>È importante sottolineare, infatti, che i tempi di pagamento del TFS da parte dell’INPS possono risultare particolarmente lunghi, arrivando in alcuni casi anche a diversi anni. Proprio per questo motivo, molti pensionati valutano la possibilità di ricorrere all’anticipo tramite canali dedicati.</p>
<h3>I vantaggi rispetto al mutuo</h3>
<p>Rispetto a un mutuo tradizionale, l’anticipo TFS presenta caratteristiche che lo rendono <strong>più semplice, rapido ed economico</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>non prevede spese notarili</strong>;</li>
<li>le eventuali spese istruttorie sono <strong>molto più contenute</strong> rispetto a quelle di un mutuo;</li>
<li><strong>non sono richieste perizie</strong> sull’immobile;</li>
<li><strong>non è obbligatoria alcuna polizza</strong> (come scoppio e incendio);</li>
<li><strong>non viene iscritta ipoteca</strong> sull’immobile;</li>
<li><strong>non è necessaria l’apertura di un conto corrente dedicato</strong> né altri costi accessori tipici dei mutui.</li>
</ul>
<p>A questi elementi si aggiunge un ulteriore vantaggio: <strong>tassi generalmente più bassi</strong> rispetto a quelli dei mutui. Inoltre, trattandosi di un’operazione con durata più breve — legata ai tempi di erogazione del TFS — anche i <strong>costi complessivi risultano inferiori</strong>.</p>
<h3>Tempistiche e criteri più flessibili</h3>
<p>Un altro punto di forza è rappresentato dalla rapidità:<br>
le <strong>tempistiche di approvazione sono generalmente più brevi (il mutuo dura minimo 10 anni)</strong>, così come risultano <strong>più elastici i criteri di valutazione</strong> rispetto a quelli richiesti per un mutuo.</p>
<p>Resta comunque fondamentale ricordare che l’importo ottenibile è strettamente legato al TFS maturato: qualora non fosse sufficiente a coprire l’intera esigenza economica, potrebbe essere necessario affiancare strumenti finanziari integrativi.</p>
<h2>Quando conviene scegliere il mutuo casa</h2>
<p>Il mutuo casa si configura invece come una soluzione più strutturata e versatile, ideale per affrontare progetti di maggiore entità senza dover utilizzare immediatamente la propria liquidazione.</p>
<p>In molti casi, infatti, si preferisce <strong>preservare il TFS — in tutto o in parte — come riserva di sicurezza</strong>, particolarmente utile durante la fase della pensione, per far fronte a eventuali imprevisti.</p>
<h3>Quando il mutuo è la scelta migliore</h3>
<p>Il ricorso al mutuo diventa particolarmente conveniente quando:</p>
<ul>
<li>l’importo necessario è <strong>elevato</strong> e non copribile con il solo TFS;</li>
<li>si desidera <strong>mantenere la liquidazione come “cuscinetto”</strong> per il futuro;</li>
<li>si vuole <strong>distribuire la spesa nel lungo periodo</strong> attraverso rate sostenibili;</li>
<li>si intende <strong>beneficiare di eventuali agevolazioni fiscali</strong> (ad esempio per acquisto o ristrutturazione).</li>
</ul>
<h3>Le principali finalità del mutuo</h3>
<p>In questo contesto, il mutuo si conferma uno strumento estremamente flessibile, adatto a sostenere diverse esigenze, tra cui:</p>
<ul>
<li>acquisto della prima o seconda casa;</li>
<li>ristrutturazioni o lavori di completamento;</li>
<li>consolidamento di finanziamenti esistenti;</li>
<li>necessità di liquidità per progetti personali o familiari;</li>
<li>supporto economico ai figli;</li>
<li>investimenti, anche in ambito immobiliare o agricolo;</li>
<li>gestione di spese impreviste, incluse quelle sanitarie.</li>
</ul>
<p>Il vero punto di forza del mutuo resta la possibilità di <strong>diluire nel tempo l’impegno economico</strong>, mantenendo equilibrio e sostenibilità nella gestione del bilancio familiare.</p>
<h2>Una strategia sempre più diffusa: combinare le due soluzioni</h2>
<p>Negli ultimi anni si è diffusa una strategia particolarmente efficace: <em>integrare mutuo e anticipo del TFS</em>.</p>
<p>Un esempio tipico è quello del genitore che utilizza il proprio TFS come anticipo per l’acquisto della casa del figlio, coprendo la restante parte con un mutuo. In famiglie con più figli, spesso il primo coniuge utilizza la propria liquidazione per il primogenito, mentre il secondo interviene per il figlio minore, eventualmente affiancando un finanziamento.</p>
<p>Questa combinazione consente di:</p>
<ul>
<li>Ridurre l’importo del mutuo</li>
<li>Ottenere maggiore liquidità complessiva</li>
<li>Gestire meglio le risorse familiari</li>
</ul>
<p>Va sottolineato che le due soluzioni sono indipendenti, ma perfettamente compatibili tra loro, sia che vengano richieste contemporaneamente sia in momenti diversi.</p>
<h2>I fattori da valutare prima di scegliere</h2>
<p>Prima di optare per una soluzione è essenziale analizzare attentamente alcuni elementi:</p>
<ul>
<li><strong>L’importo necessario</strong></li>
<li><strong>La finalità del finanziamento</strong></li>
<li><strong>Le tempistiche disponibili</strong></li>
<li><strong>Le garanzie possedute</strong></li>
<li><strong>Le esigenze future</strong></li>
</ul>
<p>Nel caso del mutuo, un aspetto determinante è il <em>tasso di interesse</em>.</p>
<ul>
<li>Con il <strong>tasso fisso</strong>, la rata resta invariata nel tempo, offrendo stabilità e sicurezza.</li>
<li>Con il <strong>tasso variabile</strong>, invece, l’importo può oscillare in base all’andamento dei mercati, risultando inizialmente più conveniente ma meno prevedibile.</li>
</ul>
<p>La scelta tra queste opzioni dipende dalla propensione al rischio e dalla capacità di sostenere eventuali variazioni nel tempo.</p>
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<item>
<title>Concorso Ispettori Allievi Marescialli Carabinieri 2026: tutto sulla prova preliminare</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Le date della prova preliminare e le istruzioni per i candidati: ecco tutto quello che serve sapere per prepararsi al meglio per l’imminente Concorso Ispettori Allievi Marescialli Carabinieri 2026. Prende ufficialmente il via una delle selezioni più attese per chi ambisce a entrare nell’Arma: il concorso per Allievi Marescialli dei Carabinieri relativo al triennio formativo […]
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<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 05:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Concorso, Ispettori, Allievi, Marescialli, Carabinieri, 2026:, tutto, sulla, prova, preliminare</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Le date della prova preliminare e le istruzioni per i candidati: ecco tutto quello che serve sapere per prepararsi al meglio per l’imminente Concorso Ispettori Allievi Marescialli Carabinieri 2026.</strong></p>
<hr>
<p data-start="91" data-end="489">Prende ufficialmente il via una delle selezioni più attese per chi ambisce a entrare nell’Arma: il concorso per Allievi Marescialli dei Carabinieri relativo al triennio formativo 2026-2029. Si tratta di una procedura pubblica per titoli ed esami che mette a disposizione ben 898 posti nel ruolo Ispettori, aprendo le porte a una carriera strutturata e altamente qualificata nelle forze dell’ordine.</p>
<p data-start="491" data-end="776">Con l’avvicinarsi della prima prova preliminare, cresce l’attenzione dei candidati. L’Arma ha infatti diffuso il calendario ufficiale e le indicazioni operative per lo svolgimento della fase preliminare, fornendo un quadro dettagliato degli adempimenti richiesti e delle tempistiche da rispettare.</p>
<h2 data-section-id="xa17n3" data-start="778" data-end="825">Dove e quando si svolge la prova preliminare</h2>
<p data-start="827" data-end="1051">Il primo step della selezione partirà il <strong data-start="868" data-end="885">25 marzo 2026</strong> e si terrà presso il <strong data-start="907" data-end="1002">Centro Nazionale di Selezione e Reclutamento del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri</strong>, situato in <strong data-start="1015" data-end="1050">Viale Tor di Quinto 153, a Roma</strong>.</p>
<p data-start="1053" data-end="1273">La prova preliminare rappresenta un passaggio cruciale: da essa dipende l’accesso alle successive fasi concorsuali. Per questo motivo, è fondamentale che i partecipanti verifichino con precisione la propria convocazione.</p>
<h2 data-section-id="1xqrf9p" data-start="1275" data-end="1323">Come verificare data e orario di convocazione</h2>
<p data-start="1325" data-end="1517">Ogni candidato dovrà controllare autonomamente il giorno e l’orario in cui presentarsi. La verifica avviene esclusivamente online, attraverso l’area riservata del portale dedicato al concorso.</p>
<p data-start="1519" data-end="1585">Per accedere alle informazioni personali sarà necessario inserire:</p>
<ul data-start="1586" data-end="1674">
<li data-section-id="blhgti" data-start="1586" data-end="1606"><strong data-start="1588" data-end="1606">cognome e nome</strong></li>
<li data-section-id="i9o11x" data-start="1607" data-end="1674"><strong data-start="1609" data-end="1632">codice di sicurezza</strong> riportato nella domanda di partecipazione</li>
</ul>
<p data-start="1676" data-end="1789">La sezione da consultare è quella relativa alla <strong data-start="1724" data-end="1747">“prova preliminare”</strong>, all’interno della piattaforma ufficiale.</p>
<p data-start="1791" data-end="1924">È quindi essenziale monitorare con attenzione il portale per evitare errori o ritardi che potrebbero compromettere la partecipazione.</p>
<h2 data-section-id="e3ssf" data-start="1926" data-end="1982">Cosa portare il giorno della prova (e cosa è vietato)</h2>
<p data-start="1984" data-end="2086">L’organizzazione ha definito in modo puntuale anche le regole da rispettare il giorno della selezione.</p>
<p data-start="2088" data-end="2131">I candidati dovranno presentarsi muniti di:</p>
<ul data-start="2132" data-end="2223">
<li data-section-id="16co26" data-start="2132" data-end="2172"><strong data-start="2134" data-end="2172">documento di riconoscimento valido</strong></li>
<li data-section-id="17ehav" data-start="2173" data-end="2223"><strong data-start="2175" data-end="2223">penna a sfera con inchiostro nero indelebile</strong></li>
</ul>
<p data-start="2225" data-end="2356">Allo stesso tempo, è previsto un rigido divieto sull’introduzione di materiali non autorizzati. Non sarà consentito portare con sé:</p>
<ul data-start="2357" data-end="2511">
<li data-section-id="1fx4fmc" data-start="2357" data-end="2421">dispositivi elettronici (smartphone, smartwatch, tablet, ecc.)</li>
<li data-section-id="j5l42w" data-start="2422" data-end="2439">libri o manuali</li>
<li data-section-id="1p4fzwo" data-start="2440" data-end="2470">appunti, fogli o manoscritti</li>
<li data-section-id="150dl55" data-start="2471" data-end="2511">qualsiasi altro materiale assimilabile</li>
</ul>
<p data-start="2513" data-end="2624">Il rispetto di queste disposizioni è obbligatorio e la loro violazione può comportare l’esclusione dalla prova.</p>
<h2 data-section-id="167d01l" data-start="2626" data-end="2670">Pubblicazione dei risultati: tempi rapidi</h2>
<p data-start="2672" data-end="2873">Una delle novità più rilevanti riguarda la tempistica di pubblicazione degli esiti. I risultati della prova preliminare saranno disponibili <strong data-start="2812" data-end="2872">già nel pomeriggio della stessa giornata di convocazione</strong>.</p>
<p data-start="2875" data-end="3004">Anche in questo caso, la consultazione avverrà online, attraverso le medesime modalità utilizzate per verificare la convocazione.</p>
<p data-start="3006" data-end="3133">Questo sistema consente ai candidati di conoscere in tempi molto brevi l’esito della prova e di pianificare le fasi successive.</p>
<h2 data-section-id="1n93p2e" data-start="3135" data-end="3192">Accesso agli atti: questionari e griglie di correzione</h2>
<p data-start="3194" data-end="3284">A partire indicativamente dal <strong data-start="3224" data-end="3242">10 aprile 2026</strong>, ciascun partecipante potrà visualizzare:</p>
<ul data-start="3285" data-end="3384">
<li data-section-id="1sfd7bf" data-start="3285" data-end="3320">il <strong data-start="3290" data-end="3320">questionario somministrato</strong></li>
<li data-section-id="earhk9" data-start="3321" data-end="3351">la <strong data-start="3326" data-end="3351">griglia di correzione</strong></li>
<li data-section-id="11vhmpt" data-start="3352" data-end="3384">il <strong data-start="3357" data-end="3384">proprio modulo risposte</strong></li>
</ul>
<p data-start="3386" data-end="3532">Questa possibilità rappresenta un importante elemento di trasparenza, consentendo ai candidati di verificare nel dettaglio la propria performance.</p>
<p data-start="3534" data-end="3642">L’accesso sarà disponibile sul sito ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, nella sezione dedicata al concorso.</p>
<h2 data-section-id="1x96qj2" data-start="3644" data-end="3694">Le fasi successive: prova scritta e test fisici</h2>
<p data-start="3696" data-end="3785">Per chi supererà la preselezione, il percorso concorsuale proseguirà con ulteriori prove.</p>
<p data-start="3787" data-end="3851">Dal <strong data-start="3791" data-end="3809">13 aprile 2026</strong>, i candidati ammessi potranno consultare:</p>
<ul data-start="3852" data-end="3928">
<li data-section-id="1j3dg3c" data-start="3852" data-end="3858">data</li>
<li data-section-id="qq693c" data-start="3859" data-end="3928">orario di presentazione per la <strong data-start="3892" data-end="3928">prova scritta di lingua italiana</strong></li>
</ul>
<p data-start="3930" data-end="4082">Superata anche questa fase, si accederà alla verifica dell’idoneità fisica. Le prove di efficienza atletica inizieranno <strong data-start="4050" data-end="4081">a partire dal 7 maggio 2026</strong>.</p>
<p data-start="4084" data-end="4235">Si tratta di passaggi fondamentali, che valutano non solo la preparazione teorica, ma anche le capacità fisiche e attitudinali necessarie per il ruolo.</p>
<h2 data-section-id="1ptcho3" data-start="4237" data-end="4286">Un concorso strategico per il futuro dell’Arma</h2>
<p data-start="4288" data-end="4527">Il reclutamento di nuovi Allievi Marescialli rappresenta un tassello centrale nel rafforzamento dell’organico dell’Arma dei Carabinieri. Il ruolo Ispettori, infatti, svolge funzioni operative e di coordinamento fondamentali sul territorio.</p>
<p data-start="4529" data-end="4711">Il percorso triennale previsto dal corso (2026-2029) garantisce una formazione completa, che combina aspetti teorici, addestramento pratico e sviluppo delle competenze professionali.</p>
<p data-start="4713" data-end="4902">Per molti giovani, questa selezione costituisce una concreta occasione di inserimento in una carriera stabile, caratterizzata da responsabilità crescenti e da un forte valore istituzionale.</p>
<h2 data-section-id="i5nuas" data-start="4904" data-end="4946">Attenzione alle comunicazioni ufficiali</h2>
<p data-start="4948" data-end="5116">Un elemento da non sottovalutare riguarda il valore legale dell’avviso pubblicato. Il documento diffuso dall’Arma ha infatti <strong data-start="5073" data-end="5115">valore di notifica a tutti gli effetti</strong>.</p>
<p data-start="5118" data-end="5264">Ciò significa che non saranno inviate comunicazioni individuali: ogni candidato è tenuto a informarsi autonomamente attraverso i canali ufficiali.</p>
<p data-start="5266" data-end="5390">La mancata consultazione delle informazioni non potrà essere addotta come giustificazione in caso di assenza o inadempienza.</p>
<h2 data-section-id="1ix1ted" data-start="5392" data-end="5459">Preparazione e puntualità: le chiavi per affrontare la selezione</h2>
<p data-start="5461" data-end="5580">In vista dell’avvio delle prove, è fondamentale arrivare preparati sotto ogni aspetto. Oltre allo studio, è importante:</p>
<ul data-start="5581" data-end="5738">
<li data-section-id="77dyly" data-start="5581" data-end="5639">verificare con anticipo la sede e i tempi di spostamento</li>
<li data-section-id="1g0o0jh" data-start="5640" data-end="5679">controllare la validità dei documenti</li>
<li data-section-id="12qsvdx" data-start="5680" data-end="5738">attenersi scrupolosamente alle indicazioni organizzative</li>
</ul>
<p data-start="5740" data-end="5855">Anche la gestione dello stress e della concentrazione gioca un ruolo determinante, soprattutto nelle prove a tempo.</p>
<p data-start="5857" data-end="6037">Il concorso per Allievi Marescialli dei Carabinieri si conferma dunque come una selezione impegnativa ma altamente qualificante, capace di attrarre ogni anno migliaia di aspiranti.</p>
<h2>Concorso Ispettori Allievi Marescialli Carabinieri 2026: l’avviso di convocazione per la prova preliminare</h2>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/avviso-prova-preliminare.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
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</item>

<item>
<title>Bonus fotovoltaico 2026: quanto si risparmia davvero (con esempi reali)</title>
<link>https://www.eventi.news/bonus-fotovoltaico-2026-quanto-si-risparmia-davvero-con-esempi-reali</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Bonus fotovoltaico 2026: detrazioni, requisiti e quanto si può risparmiare davvero. Nel 2026 il sostegno pubblico per chi decide di installare un impianto fotovoltaico continua a esistere, ma cambia forma e logica rispetto al passato. Archiviati definitivamente strumenti come lo sconto in fattura e la cessione del credito, il sistema degli incentivi si concentra oggi […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-bonus-fotovoltaico-2026-quanto-si-risparmia-davvero-con-esempi-reali.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 05:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Bonus, fotovoltaico, 2026:, quanto, risparmia, davvero, con, esempi, reali</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-section-id="khj3iw" data-start="169" data-end="253"><strong>Bonus fotovoltaico 2026: detrazioni, requisiti e quanto si può risparmiare davvero.</strong></p>
<hr>
<p data-start="255" data-end="625">Nel 2026 il sostegno pubblico per chi decide di installare un <span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/comune-permessi-impianti-fotovoltaici/" target="_blank" rel="noopener">impianto fotovoltaico</a></span> continua a esistere, ma cambia forma e logica rispetto al passato. Archiviati definitivamente strumenti come lo sconto in fattura e la cessione del credito, il sistema degli incentivi si concentra oggi su detrazioni fiscali e su alcune misure mirate alle famiglie con redditi più bassi.</p>
<p data-start="627" data-end="845">Il risultato è un quadro più selettivo, ma ancora conveniente per chi punta sull’autoproduzione di energia. Ecco come funziona il bonus fotovoltaico nel dettaglio, chi può beneficiarne e quali sono i risparmi concreti.</p>
<h2 data-section-id="1rvxomx" data-start="852" data-end="903"><span role="text"><strong data-start="855" data-end="903">Come funziona il bonus fotovoltaico nel 2026</strong></span></h2>
<p data-start="905" data-end="1090">Il principale canale di accesso agli incentivi è rappresentato dal <strong data-start="972" data-end="998">bonus ristrutturazioni</strong>, all’interno del quale rientra anche l’installazione degli impianti fotovoltaici domestici.</p>
<p data-start="1092" data-end="1249">A differenza degli anni passati, non esiste più un’unica percentuale di detrazione: l’aliquota varia in base alla tipologia di immobile su cui si interviene.</p>
<p data-start="1251" data-end="1265">Nel dettaglio:</p>
<ul data-start="1267" data-end="1507">
<li data-section-id="1m29j35" data-start="1267" data-end="1352">per l’abitazione principale, la detrazione è pari al <strong data-start="1322" data-end="1351">50% delle spese sostenute</strong>;</li>
<li data-section-id="zhwabk" data-start="1353" data-end="1423">per seconde case o altri immobili, la percentuale scende al <strong data-start="1415" data-end="1422">36%</strong>;</li>
<li data-section-id="1g5smi3" data-start="1424" data-end="1507">il limite massimo di spesa resta fissato a <strong data-start="1469" data-end="1506">96.000 euro per unità immobiliare</strong>.</li>
</ul>
<p data-start="1509" data-end="1762">L’incentivo viene riconosciuto esclusivamente come <strong data-start="1560" data-end="1580">detrazione Irpef</strong>, suddivisa in <strong data-start="1595" data-end="1634">dieci quote annuali di pari importo</strong>. Questo significa che il beneficio fiscale si distribuisce nel tempo e non produce un vantaggio immediato in fase di pagamento.</p>
<h2 data-section-id="179512m" data-start="1769" data-end="1824"><span role="text"><strong data-start="1772" data-end="1824">Addio a cessione del credito e sconto in fattura</strong></span></h2>
<p data-start="1826" data-end="1955">Uno degli elementi più rilevanti della normativa attuale riguarda la scomparsa delle opzioni alternative alla detrazione diretta.</p>
<p data-start="1957" data-end="1977">Non è più possibile:</p>
<ul data-start="1979" data-end="2079">
<li data-section-id="12ykrc9" data-start="1979" data-end="2019">trasferire il credito fiscale a terzi;</li>
<li data-section-id="skyfjq" data-start="2020" data-end="2079">ottenere uno sconto immediato da parte dell’installatore.</li>
</ul>
<p data-start="2081" data-end="2243">Di conseguenza, chi decide di installare un impianto deve <strong data-start="2139" data-end="2175">anticipare l’intero investimento</strong> e recuperarlo gradualmente attraverso la dichiarazione dei redditi.</p>
<h2 data-section-id="14c7r0q" data-start="2250" data-end="2291"><span role="text"><strong data-start="2253" data-end="2291">Chi può accedere alle agevolazioni</strong></span></h2>
<p data-start="2293" data-end="2442">Il bonus fotovoltaico è accessibile a una platea piuttosto ampia di soggetti, purché sostengano direttamente le spese e siano assoggettati all’Irpef.</p>
<p data-start="2444" data-end="2472">Tra i beneficiari rientrano:</p>
<ul data-start="2474" data-end="2700">
<li data-section-id="1utyq3k" data-start="2474" data-end="2507">proprietari e nudi proprietari;</li>
<li data-section-id="178wkb2" data-start="2508" data-end="2523">usufruttuari;</li>
<li data-section-id="zvvl23" data-start="2524" data-end="2549">inquilini e comodatari;</li>
<li data-section-id="1k2m2r6" data-start="2550" data-end="2573">familiari conviventi;</li>
<li data-section-id="wu4363" data-start="2574" data-end="2596">conviventi di fatto;</li>
<li data-section-id="nhj1fd" data-start="2597" data-end="2628">imprese e società di persone;</li>
<li data-section-id="1cumkjn" data-start="2629" data-end="2652">cooperative edilizie;</li>
<li data-section-id="qnta08" data-start="2653" data-end="2700">condomìni, per interventi sulle parti comuni.</li>
</ul>
<p data-start="2702" data-end="2820">Si tratta quindi di una misura trasversale, che può essere utilizzata sia in ambito privato sia in contesti condivisi.</p>
<h2 data-section-id="1ljyenx" data-start="2827" data-end="2901"><span role="text"><strong data-start="2830" data-end="2901">Reddito energetico nazionale: impianto gratuito per alcune famiglie</strong></span></h2>
<p data-start="2903" data-end="3082">Accanto alle detrazioni fiscali, nel 2026 resta attivo anche il <strong data-start="2967" data-end="2999">Reddito energetico nazionale</strong>, uno strumento pensato per sostenere i nuclei con minori disponibilità economiche.</p>
<p data-start="3084" data-end="3221">Il meccanismo è basato su un fondo gestito dal <span><a href="https://www.gse.it/" target="_blank" rel="noopener">GSE</a></span> che copre integralmente il costo dell’impianto fotovoltaico, a determinate condizioni:</p>
<ul data-start="3223" data-end="3437">
<li data-section-id="107n2m1" data-start="3223" data-end="3343">Isee inferiore a <strong data-start="3242" data-end="3257">15.000 euro</strong>, oppure fino a <strong data-start="3273" data-end="3288">30.000 euro</strong> per famiglie numerose (almeno quattro figli a carico);</li>
<li data-section-id="15xo74i" data-start="3344" data-end="3387">installazione su abitazioni di residenza;</li>
<li data-section-id="1m5697i" data-start="3388" data-end="3437">impianti con potenza compresa tra <strong data-start="3424" data-end="3436">2 e 6 kW</strong>.</li>
</ul>
<p data-start="3439" data-end="3695">Il funzionamento è semplice: l’energia prodotta viene utilizzata direttamente dalla famiglia, mentre quella non consumata viene immessa in rete e ceduta al GSE. I proventi alimentano il fondo, permettendo di finanziare nuovi impianti per altri beneficiari.</p>
<h2 data-section-id="x5zs6u" data-start="3702" data-end="3742"><span role="text"><strong data-start="3705" data-end="3742">IVA ridotta e incentivi indiretti</strong></span></h2>
<p data-start="3744" data-end="3962">Oltre alle detrazioni, esistono anche agevolazioni fiscali immediate. In particolare, per l’acquisto e l’installazione di pannelli fotovoltaici e sistemi di accumulo si applica generalmente un’<strong data-start="3937" data-end="3961">IVA agevolata al 10%</strong>.</p>
<p data-start="3964" data-end="4130">Si tratta di uno sconto diretto in fattura, valido per tutti i privati, indipendentemente dal reddito, che contribuisce a ridurre il costo iniziale dell’investimento.</p>
<h2 data-section-id="ewcgib" data-start="4137" data-end="4185"><span role="text"><strong data-start="4140" data-end="4185">Batterie di accumulo: sempre più centrali</strong></span></h2>
<p data-start="4187" data-end="4327">Un aspetto sempre più rilevante riguarda i sistemi di accumulo, cioè le batterie che permettono di conservare l’energia prodotta in eccesso.</p>
<p data-start="4329" data-end="4613">Anche queste rientrano nelle detrazioni fiscali previste per il fotovoltaico, con le stesse aliquote (50% o 36%). Ma il loro ruolo diventa strategico soprattutto alla luce del progressivo superamento dello <strong data-start="4535" data-end="4556">Scambio sul Posto</strong>, il meccanismo che remunerava l’energia immessa in rete.</p>
<p data-start="4615" data-end="4860">Con la sua progressiva dismissione, l’autoconsumo diventa la leva principale per ottenere un reale risparmio. In questo scenario, le batterie consentono di utilizzare l’energia prodotta anche nelle ore serali o nei momenti di maggiore richiesta.</p>
<h2 data-section-id="uz3j1z" data-start="4867" data-end="4910"><span role="text"><strong data-start="4870" data-end="4910">Quanto si risparmia: esempi concreti</strong></span></h2>
<p data-start="4912" data-end="5019">Per comprendere l’effettiva convenienza del fotovoltaico, è utile analizzare alcune simulazioni indicative.</p>
<h3 data-section-id="1ny1p6" data-start="5021" data-end="5063"><span role="text"><strong data-start="5025" data-end="5063">Impianto senza sistema di accumulo</strong></span></h3>
<ul data-start="5065" data-end="5210">
<li data-section-id="mupkh5" data-start="5065" data-end="5107">Costo medio: tra <strong data-start="5084" data-end="5106">6.000 e 7.000 euro</strong>;</li>
<li data-section-id="i7uz78" data-start="5108" data-end="5158">Detrazione al 50%: circa <strong data-start="5135" data-end="5157">3.000 – 3.500 euro</strong>;</li>
<li data-section-id="v0m270" data-start="5159" data-end="5210">Recupero annuale: <strong data-start="5179" data-end="5209">300 – 350 euro per 10 anni</strong>.</li>
</ul>
<p data-start="5212" data-end="5365">Dal punto di vista energetico, un impianto domestico standard può produrre circa <strong data-start="5293" data-end="5315">3.600 kWh all’anno</strong>, con variazioni legate alla posizione geografica.</p>
<p data-start="5367" data-end="5382">Senza batteria:</p>
<ul data-start="5384" data-end="5556">
<li data-section-id="1vby3mm" data-start="5384" data-end="5417">autoconsumo intorno al <strong data-start="5409" data-end="5416">30%</strong>;</li>
<li data-section-id="8tff6n" data-start="5418" data-end="5478">risparmio diretto in bolletta di circa <strong data-start="5459" data-end="5477">330 euro annui</strong>;</li>
<li data-section-id="reuwjb" data-start="5479" data-end="5556">ricavi dalla vendita dell’energia non utilizzata pari a circa <strong data-start="5543" data-end="5555">250 euro</strong>.</li>
</ul>
<p data-start="5558" data-end="5664">Nel complesso, il beneficio annuo (tra detrazione, risparmio e vendita) si aggira attorno ai <strong data-start="5651" data-end="5663">900 euro</strong>.</p>
<h3 data-section-id="mg389f" data-start="5671" data-end="5712"><span role="text"><strong data-start="5675" data-end="5712">Impianto con batteria di accumulo</strong></span></h3>
<ul data-start="5714" data-end="5855">
<li data-section-id="1qkiqrn" data-start="5714" data-end="5759">Investimento: tra <strong data-start="5734" data-end="5758">10.000 e 12.000 euro</strong>;</li>
<li data-section-id="1dql1vj" data-start="5760" data-end="5803">Detrazione: circa <strong data-start="5780" data-end="5802">5.000 – 6.000 euro</strong>;</li>
<li data-section-id="pcvsfu" data-start="5804" data-end="5855">Recupero annuale: <strong data-start="5824" data-end="5854">500 – 600 euro per 10 anni</strong>.</li>
</ul>
<p data-start="5857" data-end="5947">Grazie alla batteria, l’autoconsumo sale fino al <strong data-start="5906" data-end="5919">70% circa</strong>, con effetti significativi:</p>
<ul data-start="5949" data-end="6140">
<li data-section-id="1l3mcrz" data-start="5949" data-end="5994">energia autoconsumata: circa <strong data-start="5980" data-end="5993">2.500 kWh</strong>;</li>
<li data-section-id="8rfq3o" data-start="5995" data-end="6041">risparmio diretto: circa <strong data-start="6022" data-end="6040">750 euro annui</strong>;</li>
<li data-section-id="bsikfc" data-start="6042" data-end="6140">minori ricavi dalla vendita (circa <strong data-start="6079" data-end="6091">110 euro</strong>), ma compensati da un maggiore utilizzo interno.</li>
</ul>
<p data-start="6142" data-end="6226">In questo caso, il beneficio complessivo annuo può raggiungere circa <strong data-start="6211" data-end="6225">1.400 euro</strong>.</p>
<h2 data-section-id="jj2n3f" data-start="6233" data-end="6274"><span role="text"><strong data-start="6236" data-end="6274">Tempi di rientro dell’investimento</strong></span></h2>
<p data-start="6276" data-end="6494">Considerando le diverse componenti economiche – detrazioni fiscali, riduzione della bolletta e introiti dalla cessione dell’energia – il tempo medio per recuperare l’investimento iniziale si colloca tra <strong data-start="6479" data-end="6493">5 e 8 anni</strong>.</p>
<p data-start="6496" data-end="6655">Un dato che conferma come, nonostante la fine delle agevolazioni più aggressive, il fotovoltaico resti una scelta economicamente sostenibile nel medio periodo.</p>
<h2 data-section-id="14mbbp5" data-start="6662" data-end="6713"><span role="text"><strong data-start="6665" data-end="6713">Un sistema che premia l’autonomia energetica</strong></span></h2>
<p data-start="6715" data-end="6837">Il quadro normativo del 2026 segna un cambio di paradigma: meno incentivi immediati e maggiore attenzione all’autoconsumo.</p>
<p data-start="6839" data-end="7090">Chi investe oggi in un impianto fotovoltaico deve ragionare in termini di <strong data-start="6913" data-end="6940">indipendenza energetica</strong>, più che di guadagno diretto nel breve termine. In questo senso, l’integrazione con sistemi di accumulo rappresenta una scelta sempre più strategica.</p>
<p data-start="7092" data-end="7254">Parallelamente, strumenti come il Reddito energetico nazionale garantiscono che anche le famiglie con minori risorse possano accedere alla transizione energetica.</p>
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<item>
<title>Referendum Giustizia 2026: i dati parlano chiaro, ha vinto il No</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Il Referendum popolare 2026 sulla riforma costituzionale della giustizia si è conclusa con un esito netto: la proposta non passa, a prevalere è stato il No, che ha raccolto una maggioranza significativa dei consensi, mentre la partecipazione degli elettori ha superato le aspettative, attestandosi poco sotto il 60%. Un risultato che segna uno snodo politico […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-referendum-giustizia-2026-i-dati-parlano-chiaro-ha-vinto-il-no.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 05:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Referendum, Giustizia, 2026:, dati, parlano, chiaro, vinto</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Il Referendum popolare 2026 sulla riforma costituzionale della giustizia si è conclusa con un esito netto: la proposta non passa, a prevalere è stato il No, che ha raccolto una maggioranza significativa dei consensi, mentre la partecipazione degli elettori ha superato le aspettative, attestandosi poco sotto il 60%.</strong></p>
<hr>
<p data-start="87" data-end="567">Un risultato che segna uno snodo politico e istituzionale rilevante, destinato ad avere conseguenze nel dibattito sulle future modifiche del sistema giudiziario.</p>
<h2 data-section-id="10kgm5j" data-start="569" data-end="608">Affluenza elevata e risultato chiaro</h2>
<p data-start="610" data-end="968">Il dato definitivo sull’affluenza si è fermato al <strong data-start="660" data-end="670">58,93%</strong>, un livello considerato molto alto per una <span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/la-guida-completa-a-come-votare-al-referendum-sulla-giustizia-2026/" target="_blank" rel="noopener">consultazione referendaria,</a></span> segno di un coinvolgimento diffuso dell’elettorato su un tema percepito come centrale. La percentuale non include i voti degli italiani residenti all’estero, ma offre comunque un quadro affidabile della partecipazione interna.</p>
<p data-start="970" data-end="1158">Sul piano dei risultati, a pochissime sezioni ormai da scrutinare, il <strong data-start="998" data-end="1026">No ha ottenuto il 54,57%</strong>, distanziando il <strong data-start="1044" data-end="1067">Sì, fermo al 45,43%</strong>. Uno scarto che è sufficiente a sancire la bocciatura della riforma.</p>
<p data-start="1160" data-end="1729">L’analisi territoriale evidenzia dinamiche differenziate. L’<strong data-start="1220" data-end="1238">Emilia-Romagna</strong> si distingue come la regione più attiva, con circa il 67% degli aventi diritto alle urne, mentre la <strong data-start="1339" data-end="1350">Sicilia</strong> registra il dato più basso, intorno al 46%. Quanto agli orientamenti di voto, il No ha raggiunto il suo picco in <strong data-start="1464" data-end="1476">Campania</strong>, dove ha sfiorato il 67%, mentre il Sì ha trovato maggiore consenso in <strong data-start="1548" data-end="1558">Veneto</strong>, dove ha superato il 58%. Particolarmente equilibrata la situazione in <strong data-start="1630" data-end="1647">Valle d’Aosta</strong>, dove lo scarto tra le due opzioni è rimasto contenuto a pochi punti percentuali.</p>
<h2 data-section-id="1fo92q0" data-start="1731" data-end="1768">Cosa prevedeva la riforma bocciata</h2>
<p data-start="1770" data-end="1974">Il progetto di revisione costituzionale promosso dal governo guidato da Giorgia Meloni mirava a intervenire su alcuni nodi strutturali dell’ordinamento giudiziario. Tra le modifiche principali figuravano:</p>
<ul data-start="1976" data-end="2376">
<li data-section-id="1hiksoe" data-start="1976" data-end="2074">il <strong data-start="1981" data-end="2073">divieto per i magistrati di passare dal ruolo giudicante a quello requirente e viceversa</strong>;</li>
<li data-section-id="1qgdg1q" data-start="2075" data-end="2215">la <strong data-start="2080" data-end="2161">separazione del Consiglio superiore della magistratura in due organi distinti</strong>, uno dedicato ai giudici e uno ai pubblici ministeri;</li>
<li data-section-id="a4l77f" data-start="2216" data-end="2376">l’istituzione di una <strong data-start="2239" data-end="2266">Alta Corte disciplinare</strong>, incaricata di gestire i procedimenti nei confronti dei magistrati, sottraendo tale funzione all’attuale CSM.</li>
</ul>
<p data-start="2378" data-end="2656">Il testo era stato approvato definitivamente dal Senato nell’ottobre 2025 senza modifiche rispetto alla versione originaria. Tuttavia, non avendo raggiunto nelle votazioni parlamentari la maggioranza qualificata dei due terzi, si è resa necessaria la consultazione referendaria.</p>
<h2 data-section-id="jxpqi4" data-start="2658" data-end="2692">Il percorso verso il referendum</h2>
<p data-start="2694" data-end="2969">Secondo la procedura prevista dalla Costituzione, una riforma costituzionale può entrare in vigore senza referendum solo se ottiene una doppia approvazione parlamentare con una maggioranza qualificata nelle ultime votazioni. In questo caso, tale soglia non è stata raggiunta.</p>
<p data-start="2971" data-end="3227">Di conseguenza, è stata avanzata la richiesta di referendum, sostenuta da esponenti sia della maggioranza sia dell’opposizione. La Corte di Cassazione ha quindi dato il via libera alla consultazione, portando il tema direttamente al giudizio dei cittadini.</p>
<h2 data-section-id="eqfg18" data-start="3229" data-end="3273">Le reazioni: tra soddisfazione e prudenza</h2>
<p data-start="3275" data-end="3402">L’esito del voto ha generato reazioni articolate nel mondo politico e giudiziario, riflettendo le diverse sensibilità sul tema.</p>
<h2 data-section-id="wxm5m8" data-start="4495" data-end="4528">Il fronte politico e sindacale</h2>
<p data-start="4530" data-end="4916">Dal versante sindacale, il segretario generale della CGIL <strong data-start="4588" data-end="4608">Maurizio Landini</strong> ha parlato di una “nuova stagione” per il Paese, sottolineando il valore della partecipazione popolare e il significato simbolico della difesa dell’assetto costituzionale. Il leader sindacale ha anche promosso momenti di celebrazione pubblica, interpretando il risultato come un segnale di coesione sociale.</p>
<p data-start="4918" data-end="5138">Nel frattempo, a Napoli, un gruppo di magistrati si è riunito per commentare i primi dati dello scrutinio in un clima di entusiasmo, con brindisi e momenti di condivisione che hanno accompagnato la lettura dei risultati.</p>
<h2 data-section-id="xmf5jz" data-start="5140" data-end="5167">La posizione del governo</h2>
<p data-start="5169" data-end="5527">Dal lato dell’esecutivo, il tono è stato improntato al rispetto istituzionale. La presidente del Consiglio <strong data-start="5276" data-end="5294">Giorgia Meloni</strong> ha riconosciuto la volontà espressa dagli elettori, assicurando la continuità dell’azione di governo. In un messaggio diffuso sui social, ha ribadito l’impegno a proseguire nel solco della responsabilità e del confronto democratico.</p>
<p data-start="5529" data-end="5925">Analoga la posizione del ministro della Giustizia <strong data-start="5579" data-end="5595">Carlo Nordio</strong>, che ha dichiarato di prendere atto del verdetto popolare. Il Guardasigilli ha richiamato le finalità della riforma, collegandole al modello di processo accusatorio delineato dalla Costituzione, ma ha evitato di attribuire al risultato un significato strettamente politico, sottolineando piuttosto il valore della partecipazione.</p>
<h2 data-start="5529" data-end="5925">Il campo giuridico</h2>
<p data-start="3404" data-end="3847">Il procuratore di Napoli <strong data-start="3429" data-end="3448">Nicola Gratteri</strong> ha interpretato il risultato come un segnale inequivocabile della partecipazione civica: secondo il magistrato, si tratta di una scelta consapevole volta a tutelare l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Gratteri ha inoltre sottolineato come la necessità di riforme non venga messa in discussione, ma richieda interventi mirati a migliorare l’efficienza del sistema senza compromettere le garanzie.</p>
<p data-start="3849" data-end="4173">Sulla stessa linea il costituzionalista <strong data-start="3889" data-end="3906">Enrico Grosso</strong>, presidente del comitato per il No, che ha letto il voto come una conferma della centralità della Costituzione e dell’indipendenza della magistratura. A suo avviso, la consultazione ha respinto un’impostazione ritenuta in grado di indebolire l’autonomia delle toghe.</p>
<p data-start="4175" data-end="4493">Anche l’Associazione nazionale magistrati ha accolto con favore l’esito, pur invitando a non considerarlo un punto di arrivo. In una nota, l’ANM ha evidenziato come la consultazione rappresenti piuttosto l’inizio di una nuova fase, nella quale affrontare i problemi strutturali della giustizia con soluzioni condivise.</p>
<h2 data-section-id="18l605v" data-start="5927" data-end="5953">Quali scenari si aprono</h2>
<p data-start="5955" data-end="6211">La bocciatura referendaria non chiude il capitolo delle riforme della giustizia, ma ne ridefinisce i contorni. Il voto evidenzia una domanda diffusa di cambiamento, accompagnata però da una richiesta altrettanto forte di equilibrio e tutela delle garanzie.</p>
<p data-start="6213" data-end="6527">Nei prossimi mesi, il confronto si sposterà probabilmente su interventi più circoscritti, orientati a ridurre i tempi dei procedimenti e a migliorare l’organizzazione degli uffici giudiziari. Resta aperto il tema della separazione delle carriere, destinato a rimanere al centro del dibattito politico e accademico.</p>
<p data-start="6529" data-end="6812">In definitiva, il referendum ha restituito una fotografia di un Paese attento ai temi istituzionali e disposto a partecipare attivamente alle scelte che riguardano l’assetto dello Stato. Un segnale che, al di là delle divisioni, conferma la vitalità del sistema democratico italiano.</p>
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<title>Montagna senza neve: cresce il numero di impianti dismessi</title>
<link>https://www.eventi.news/montagna-senza-neve-cresce-il-numero-di-impianti-dismessi</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Il turismo invernale italiano si trova davanti a una trasformazione profonda, spinta da fattori ambientali sempre più evidenti e da politiche di investimento che faticano ad adattarsi al nuovo contesto. A fotografare la situazione è il rapporto “Nevediversa 2026” diffuso da Legambiente, che mette in luce un dato significativo: continuano ad aumentare gli impianti sciistici […]
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 22:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Montagna, senza, neve:, cresce, numero, impianti, dismessi</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Il turismo invernale italiano si trova davanti a una trasformazione profonda, spinta da fattori ambientali sempre più evidenti e da politiche di investimento che faticano ad adattarsi al nuovo contesto.</strong></p>
<hr>
<p>A fotografare la situazione è il rapporto “<span><a href="https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/2026/03/NeveDiversa2026.pdf" target="_blank" rel="noopener">Nevediversa 2026</a></span>” diffuso da Legambiente, che mette in luce un dato significativo: continuano ad aumentare gli impianti sciistici abbandonati lungo Alpi e Appennini, arrivati a quota 273. A questi si aggiungono 247 strutture inutilizzate o sottoutilizzate, tra alberghi, residence e complessi turistici, simbolo di un modello ormai in difficoltà.</p>
<p>Nonostante la progressiva riduzione delle nevicate naturali e l’innalzamento delle temperature, la maggior parte dei fondi pubblici destinati alla <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/aree-montane/" target="_blank" rel="noopener">montagna</a></span> continua a sostenere il cosiddetto “sistema neve”. Secondo l’associazione ambientalista, circa il 90% delle risorse viene ancora indirizzato verso impianti e infrastrutture legate allo sci, mentre solo una piccola parte è destinata alla riconversione e alla diversificazione dell’offerta turistica.</p>
<h2>I territori più colpiti e i numeri del fenomeno</h2>
<p>L’analisi evidenzia forti differenze regionali. Il Piemonte si conferma l’area con il maggior numero di impianti dismessi, seguito dalla Lombardia. Per quanto riguarda gli edifici abbandonati, la concentrazione più alta si registra in Valle d’Aosta, Lombardia e Piemonte, mentre lungo l’Appennino emergono Toscana, Abruzzo, Marche e Sicilia.</p>
<p>Accanto alle strutture definitivamente chiuse, il report segnala anche altre situazioni critiche: oltre cento impianti risultano temporaneamente inattivi e quasi un centinaio opera in modo discontinuo. Inoltre, più di duecento impianti continuano a funzionare grazie a finanziamenti pubblici, nonostante condizioni economiche e climatiche sempre più sfavorevoli.</p>
<p>Un altro elemento rilevante è la diffusione dell’innevamento artificiale: in Italia si contano 169 bacini dedicati a questa pratica, concentrati soprattutto nelle regioni alpine. Una soluzione che, se da un lato consente di prolungare le stagioni sciistiche, dall’altro solleva interrogativi sull’impatto ambientale e sull’utilizzo delle risorse idriche.</p>
<h2>Nuove attrazioni e impatti sull’ambiente</h2>
<p>Parallelamente al declino di molti comprensori sciistici tradizionali, si sta diffondendo un nuovo tipo di offerta turistica: le cosiddette strutture “luna park della montagna”. Si tratta di attrazioni come piste per tubing o bob estivi, pensate per intrattenere visitatori anche in assenza di neve.</p>
<p>Queste iniziative, però, non sono prive di criticità. Secondo Legambiente, si tratta spesso di interventi artificiali che rischiano di alterare gli equilibri naturali delle aree montane, senza offrire una reale alternativa sostenibile al turismo invernale classico.</p>
<h2>Il ritardo italiano rispetto all’Europa</h2>
<p>Un altro punto debole riguarda il recupero delle strutture dismesse. In Italia, i casi di riutilizzo o smantellamento sono ancora limitati, mentre in altri Paesi europei si registrano esperienze più avanzate.</p>
<p>In Francia, ad esempio, alcune località hanno già avviato processi di ridimensionamento delle aree sciistiche, puntando su una gestione più equilibrata delle risorse. In altre zone si investe nella diversificazione dell’offerta, con attività estive, percorsi naturalistici ed eventi culturali, capaci di attrarre visitatori durante tutto l’anno.</p>
<h2>Olimpiadi e grandi eventi: un futuro incerto</h2>
<p>Il cambiamento climatico mette in discussione anche il futuro dei grandi eventi sportivi invernali. Gli studi citati nel report indicano che, entro pochi decenni, quasi la metà delle sedi olimpiche potrebbe non garantire più condizioni climatiche adeguate. La situazione appare ancora più critica per le Paralimpiadi, che si svolgono in periodi più tardivi della stagione.</p>
<p>In questo contesto, cresce il dibattito sull’efficacia e sulla sostenibilità di manifestazioni come le Olimpiadi invernali. I costi elevati, le infrastrutture imponenti e le incertezze climatiche sollevano interrogativi sul loro impatto a lungo termine sui territori ospitanti.</p>
<h2>Meno neve, meno turisti</h2>
<p>I dati climatici confermano un trend ormai consolidato: la stagione nevosa si è accorciata sensibilmente rispetto al passato e la quantità di neve disponibile è in diminuzione. Questo fenomeno incide non solo sull’ambiente, ma anche sull’economia.</p>
<p>Secondo le stime più recenti, il numero di sciatori giornalieri è in calo, così come quello dei turisti che scelgono di trascorrere vacanze in montagna durante l’inverno. Nonostante ciò, il settore continua a generare un volume economico rilevante, segno che la domanda esiste ancora, ma sta cambiando.</p>
<h2>Verso un nuovo modello di montagna</h2>
<p>Di fronte a questo scenario, Legambiente propone un cambio di rotta. Al centro delle strategie future dovrebbe esserci un turismo più sostenibile, capace di valorizzare le specificità dei territori e di coinvolgere le comunità locali.</p>
<p>Il “Manifesto della Carovana dell’accoglienza montana” individua dieci principi guida, tra cui la tutela dell’ambiente, la promozione della cultura locale e la necessità di un approccio più lento e consapevole alla fruizione della montagna.</p>
<p>L’obiettivo è superare un modello basato esclusivamente sulla neve, per costruire un sistema più resiliente, in grado di adattarsi ai cambiamenti climatici e di garantire prospettive economiche durature.</p>
<h2>Una sfida non più rinviabile</h2>
<p>La montagna italiana si trova oggi a un bivio. Continuare a investire su un sistema sempre più fragile oppure avviare una trasformazione profonda, capace di coniugare economia, ambiente e qualità della vita.</p>
<p>Il rapporto Nevediversa 2026 lancia un messaggio chiaro: il tempo per intervenire è limitato e le scelte dei prossimi anni saranno decisive per il futuro di interi territori. Ripensare il turismo non è più un’opzione, ma una necessità.</p>
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<title>Referendum Giustizia 2026: cosa succede se si va a votare con il cane?</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Con l’avvicinarsi delle prossime consultazioni referendarie, torna una domanda pratica che interessa molti cittadini: è possibile presentarsi al seggio elettorale accompagnati dal proprio cane? Per fare chiarezza, l’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) ha diffuso un vademecum sintetico ma esaustivo, elaborato dal proprio ufficio legale, con l’obiettivo di fornire indicazioni semplici e facilmente comprensibili anche a […]
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 22:00:01 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Referendum, Giustizia, 2026:, cosa, succede, votare, con, cane</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="168" data-end="631"><strong>Con l’avvicinarsi delle prossime consultazioni referendarie, torna una domanda pratica che interessa molti cittadini: è possibile presentarsi al seggio elettorale accompagnati dal proprio cane?</strong></p>
<hr>
<p data-start="168" data-end="631">Per fare chiarezza, l’<span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Ente Nazionale Protezione Animali</span></span> (<span><a href="https://enpa.org/" target="_blank" rel="noopener">Enpa</a></span>) ha diffuso un vademecum sintetico ma esaustivo, elaborato dal proprio ufficio legale, con l’obiettivo di fornire indicazioni semplici e facilmente comprensibili anche a chi non ha competenze giuridiche.</p>
<p data-start="633" data-end="851">Il documento, curato dall’avvocata <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Claudia Ricci</span></span>, affronta una questione che negli ultimi anni ha generato dubbi e interpretazioni differenti: la presenza di animali nei luoghi deputati al voto.</p>
<h2 data-section-id="9t2mg3" data-start="858" data-end="909">Cani guida: un diritto garantito senza eccezioni</h2>
<p data-start="911" data-end="1099">Il primo punto chiarito dal vademecum riguarda i <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/cani-e-gatti/" target="_blank" rel="noopener">cani</a></span> guida. In questo caso, la normativa è chiara e non lascia spazio a interpretazioni: l’accesso ai seggi elettorali è sempre consentito.</p>
<p data-start="1101" data-end="1368">I cani guida, infatti, godono di una tutela specifica prevista dalla legislazione nazionale, che ne garantisce l’ingresso in tutti i luoghi pubblici e aperti al pubblico. Questa disposizione si estende naturalmente anche ai seggi elettorali, senza alcuna limitazione.</p>
<p data-start="1370" data-end="1720">La ragione è evidente: questi animali svolgono un ruolo fondamentale nell’assistenza quotidiana delle persone non vedenti o con disabilità. Impedire loro l’accesso significherebbe ostacolare concretamente l’esercizio di diritti essenziali, tra cui quello di voto. La presenza del cane guida, dunque, non può essere in alcun modo messa in discussione.</p>
<h2 data-section-id="7y5lua" data-start="1727" data-end="1782">Gli altri cani: nessun divieto esplicito nella legge</h2>
<p data-start="1784" data-end="2007">Diversa, ma non necessariamente restrittiva, è la situazione che riguarda i cani non appartenenti alla categoria dei cani guida. In questo caso, la normativa elettorale non prevede un divieto generale di ingresso nei seggi.</p>
<p data-start="2009" data-end="2247">Ciò significa che non esiste una regola valida in assoluto che vieti l’accesso agli animali domestici. Tuttavia, la decisione finale spetta al presidente di seggio, figura responsabile del corretto svolgimento delle operazioni elettorali.</p>
<p data-start="2249" data-end="2477">Il presidente ha il compito di valutare caso per caso, tenendo conto di diversi fattori, tra cui la sicurezza, l’igiene e la serenità dell’ambiente. In presenza di condizioni adeguate, l’ingresso del cane può essere autorizzato.</p>
<p data-start="2479" data-end="2735">L’Enpa sottolinea inoltre un principio fondamentale: il diritto di voto è garantito dalla Costituzione e non dovrebbe essere limitato da interpretazioni eccessivamente rigide, soprattutto quando la presenza dell’animale non comporta alcun tipo di problema.</p>
<h2 data-section-id="1i8stpt" data-start="2742" data-end="2801">Le condizioni per l’accesso: buon senso e responsabilità</h2>
<p data-start="2803" data-end="3063">Qualora venga consentito l’ingresso del cane nel seggio, è possibile che il presidente richieda il rispetto di alcune semplici regole. Si tratta di indicazioni improntate al buon senso, finalizzate a garantire un equilibrio tra le esigenze di tutti i presenti.</p>
<p data-start="3065" data-end="3123">Tra le principali condizioni che possono essere richieste:</p>
<ul data-start="3125" data-end="3457">
<li data-section-id="1rno1g6" data-start="3125" data-end="3196"><strong data-start="3127" data-end="3154">Guinzaglio obbligatorio</strong>, per mantenere l’animale sotto controllo;</li>
<li data-section-id="t22ql5" data-start="3197" data-end="3276"><strong data-start="3199" data-end="3224">Museruola disponibile</strong>, da utilizzare in caso di necessità o su richiesta;</li>
<li data-section-id="1txrnor" data-start="3277" data-end="3361"><strong data-start="3279" data-end="3307">Comportamento tranquillo</strong>, evitando qualsiasi disturbo alle operazioni di voto;</li>
<li data-section-id="1o1ex30" data-start="3362" data-end="3457"><strong data-start="3364" data-end="3413">Rispetto delle norme igieniche e di sicurezza</strong>, per non creare disagi agli altri elettori.</li>
</ul>
<p data-start="3459" data-end="3591">Queste misure non hanno carattere punitivo, ma servono piuttosto a prevenire eventuali criticità e a garantire un ambiente ordinato.</p>
<h2 data-section-id="1jd4f3b" data-start="3598" data-end="3652">Il principio guida: conciliare diritti e convivenza</h2>
<p data-start="3654" data-end="3894">Il messaggio centrale del vademecum diffuso dall’Enpa è chiaro: è possibile trovare un punto di equilibrio tra il regolare svolgimento delle operazioni elettorali e il diritto dei cittadini di partecipare al voto insieme al proprio animale.</p>
<p data-start="3896" data-end="4193">Non si tratta, dunque, di stabilire divieti rigidi, ma di adottare un approccio flessibile e responsabile, basato sulla valutazione concreta delle situazioni. In questo senso, il ruolo del presidente di seggio è cruciale, ma altrettanto importante è il comportamento dei proprietari degli animali.</p>
<p data-start="4195" data-end="4404">Un cane educato, tenuto sotto controllo e abituato a stare in ambienti pubblici difficilmente rappresenterà un problema. Al contrario, una gestione superficiale potrebbe rendere necessario limitarne l’accesso.</p>
<h2 data-section-id="1sdmop0" data-start="4411" data-end="4464">Informazione e consapevolezza per evitare disguidi</h2>
<p data-start="4466" data-end="4736">L’iniziativa dell’Enpa si inserisce in un contesto in cui cresce l’attenzione verso i diritti degli animali e la loro presenza nella vita quotidiana delle persone. Fornire indicazioni chiare contribuisce a evitare incomprensioni e possibili tensioni nei luoghi pubblici.</p>
<p data-start="4738" data-end="4974">Sapere in anticipo quali sono le regole permette ai cittadini di organizzarsi meglio e di affrontare il momento del voto con maggiore serenità. Allo stesso tempo, aiuta le istituzioni a gestire le situazioni in modo uniforme e coerente.</p>
<p data-start="4976" data-end="5241" data-is-last-node="" data-is-only-node="">In definitiva, andare a votare con il proprio cane non è vietato in assoluto, ma richiede attenzione, rispetto delle regole e collaborazione. Un piccolo sforzo che consente di conciliare diritti civili e convivenza, senza rinunciare alla partecipazione democratica.</p>
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<title>Progressioni verticali nella PA: perché ChatGPT fa la differenza</title>
<link>https://www.eventi.news/progressioni-verticali-nella-pa-perche-chatgpt-fa-la-differenza</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Progressioni verticali nella PA: scopri perché le competenze digitali su ChatGPT diventano decisive per crescita e carriera. Nella Pubblica amministrazione il tema delle progressioni verticali è sempre più centrale. I percorsi di crescita interna non si basano più esclusivamente sull’anzianità di servizio, ma premiano in modo crescente le competenze, la capacità di innovare e il […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-progressioni-verticali-nella-pa-perche-chatgpt-fa-la-differenza.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 14:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Progressioni, verticali, nella, PA:, perché, ChatGPT, differenza</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="585" data-end="659"><strong>Progressioni verticali nella PA: scopri perché le competenze digitali su ChatGPT diventano decisive per crescita e carriera.</strong></p>
<hr>
<p data-start="661" data-end="972">Nella Pubblica amministrazione il tema delle <strong data-start="706" data-end="732">progressioni verticali</strong> è sempre più centrale. I percorsi di crescita interna non si basano più esclusivamente sull’anzianità di servizio, ma premiano in modo crescente le competenze, la capacità di innovare e il contributo concreto al miglioramento dei processi.</p>
<p data-start="974" data-end="1265">In questo contesto, le competenze digitali avanzate stanno diventando un elemento distintivo. Tra queste, la conoscenza operativa di strumenti come ChatGPT rappresenta oggi una delle leve più efficaci per rafforzare il proprio profilo professionale e aumentare le opportunità di avanzamento.</p>
<h2 data-start="1272" data-end="1331"><strong data-start="1275" data-end="1331">L’intelligenza artificiale entra nel lavoro pubblico</strong></h2>
<p data-start="1333" data-end="1663">La trasformazione digitale della Pubblica amministrazione non è più una prospettiva futura, ma un processo già in corso. Tra gli strumenti che stanno incidendo maggiormente sull’organizzazione del lavoro negli enti pubblici, ChatGPT e i sistemi di intelligenza artificiale generativa stanno assumendo un ruolo sempre più centrale.</p>
<p data-start="1665" data-end="2075">Non si tratta soltanto di un supporto tecnologico, ma di un cambio di paradigma che riguarda il modo stesso di gestire attività quotidiane come la redazione di documenti, l’analisi normativa o la gestione delle informazioni. In un contesto in cui le amministrazioni sono chiamate a fare di più con risorse spesso limitate, l’adozione consapevole di questi strumenti rappresenta una leva concreta di efficienza.</p>
<h2 data-start="2082" data-end="2131"><strong data-start="2085" data-end="2131">Produttività e qualità: cosa dicono i dati</strong></h2>
<p data-start="2133" data-end="2521">Le evidenze che arrivano da studi internazionali confermano l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro. Una ricerca del MIT e della Stanford University ha evidenziato come l’utilizzo di strumenti basati su modelli linguistici avanzati possa aumentare la produttività dei lavoratori fino al 14%, con benefici ancora più significativi per chi svolge attività complesse o ripetitive.</p>
<p data-start="2523" data-end="2883">Allo stesso modo, analisi condotte da McKinsey indicano che l’automazione intelligente può ridurre in modo significativo il tempo dedicato alle attività amministrative, migliorando al contempo la qualità degli output. Nel settore pubblico, questo si traduce in una maggiore efficienza operativa e in una migliore capacità di risposta verso cittadini e imprese.</p>
<p data-start="2885" data-end="3040">Anche la Commissione europea sottolinea come il rafforzamento delle competenze digitali sia un fattore determinante per migliorare le performance della PA.</p>
<h2 data-start="3047" data-end="3120"><strong data-start="3050" data-end="3120">Progressioni verticali e competenze: perché ChatGPT incide davvero</strong></h2>
<p data-start="3122" data-end="3320">Se l’intelligenza artificiale è ormai accessibile a tutti, la differenza reale è nella capacità di utilizzarla in modo efficace. Accedere a ChatGPT non equivale a sfruttarne appieno le potenzialità.</p>
<p data-start="3322" data-end="3680">Chi acquisisce competenze strutturate è in grado di incidere concretamente sull’organizzazione del lavoro: riduce i tempi di redazione degli atti, migliora la qualità documentale e supporta attività complesse con maggiore precisione. Ed è proprio questo tipo di contributo che viene sempre più considerato nei percorsi di <strong data-start="3644" data-end="3679">progressioni verticali nella PA</strong>.</p>
<p data-start="3682" data-end="3846">In altre parole, la competenza digitale non è più solo un valore aggiunto, ma un elemento che può influenzare direttamente le opportunità di crescita professionale.</p>
<h2 data-start="3853" data-end="3928"><strong data-start="3856" data-end="3928">Formazione digitale: una leva concreta per le progressioni verticali</strong></h2>
<p data-start="3930" data-end="4167">Il tema della formazione assume quindi un ruolo strategico anche in ottica di carriera. Le amministrazioni che investono nello sviluppo delle competenze digitali valorizzano maggiormente i profili in grado di contribuire all’innovazione.</p>
<p data-start="4169" data-end="4466">Secondo il Dipartimento della Funzione Pubblica, il rafforzamento delle competenze è una delle condizioni essenziali per modernizzare la PA. In questo scenario, la formazione sull’intelligenza artificiale diventa una competenza immediatamente spendibile nei percorsi di <strong data-start="4439" data-end="4465">progressioni verticali</strong>.</p>
<p data-start="4468" data-end="4650">Chi è in grado di utilizzare strumenti come ChatGPT si posiziona come risorsa strategica, capace di migliorare l’efficienza dell’ufficio e di supportare il cambiamento organizzativo.</p>
<h2 data-start="4657" data-end="4731"><strong data-start="4660" data-end="4731">Affidarsi a percorsi strutturati per valorizzare il proprio profilo</strong></h2>
<p data-start="4733" data-end="4944">Per ottenere risultati concreti, è fondamentale affidarsi a percorsi formativi progettati da professionisti. L’apprendimento autonomo difficilmente consente di sviluppare una padronanza completa degli strumenti.</p>
<p data-start="4946" data-end="5146">In questo contesto si inseriscono iniziative come <a href="https://cert.home4four.com/v2/click/oq6m8skffmndgji13i74" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="4996" data-end="5017">Mastering ChatGPT</strong></a>, il percorso online promosso da AI Academy, pensato per fornire competenze operative applicabili nel lavoro quotidiano della PA.</p>
<p data-start="5148" data-end="5540">Il corso prevede un approccio pratico e progressivo e rilascia un attestato finale che arricchisce il curriculum, un elemento sempre più rilevante anche nei percorsi di <strong data-start="5317" data-end="5352">progressioni verticali nella PA</strong>. È inoltre prevista la possibilità di attivare pacchetti formativi a condizioni agevolate per gruppi di dipendenti, favorendo una crescita diffusa delle competenze all’interno degli enti.</p>
<p data-start="5542" data-end="5712">Per i lettori di Lentepubblica è disponibile uno sconto del 50% inserendo il codice <strong data-start="2395" data-end="2406">LENTE26 </strong>al momento dell’iscrizione. Il che rende ancora più accessibile un investimento formativo con ricadute concrete sul piano professionale.</p>
<h2 data-start="5719" data-end="5782"><strong data-start="5722" data-end="5782">Una competenza che può fare la differenza nella carriera</strong></h2>
<p data-start="5784" data-end="6005">L’intelligenza artificiale non sostituirà il lavoro umano, ma ne modificherà profondamente le modalità. In questo scenario, la capacità di utilizzare strumenti come ChatGPT rappresenta una competenza sempre più rilevante.</p>
<p data-start="6007" data-end="6360">Per chi lavora nella Pubblica amministrazione, formarsi oggi significa non solo migliorare le proprie performance, ma anche aumentare le possibilità di crescita. In un sistema in cui le <strong data-start="6193" data-end="6219">progressioni verticali</strong> premiano sempre di più competenze e risultati, la qualità della formazione può diventare un fattore determinante nel percorso professionale.</p>
<p> </p>
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<title>Nasce l’Indice di fiducia dei professionisti: il debutto è negativo, clima a &#45;9,4</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Il nuovo indicatore dell’Osservatorio delle libere professioni di Confprofessioni fotografa un settore più pessimista rispetto al resto dei servizi: aspettative economiche e occupazionali in calo, con differenze marcate tra settori, territori, generazioni e dimensioni organizzative. di Miriam Minopoli, Confprofessioni Il mondo delle libere professioni ha finalmente un proprio termometro economico. Si chiama Indice di fiducia […]
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 14:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Nasce, l’Indice, fiducia, dei, professionisti:, debutto, negativo, clima, -9, 4</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Il nuovo indicatore dell’Osservatorio delle libere professioni di Confprofessioni fotografa un settore più pessimista rispetto al resto dei servizi: aspettative economiche e occupazionali in calo, con differenze marcate tra settori, territori, generazioni e dimensioni organizzative.</strong></p>
<hr>
<p><em>di Miriam Minopoli, Confprofessioni</em></p>
<p>Il mondo delle libere professioni ha finalmente un proprio termometro economico. Si chiama <strong>Indice di fiducia dei professionisti</strong> e misura, per la prima volta, le <strong>aspettative economiche e occupazionali</strong> di un settore che conta oltre un milione e mezzo di lavoratori autonomi. Il debutto, però, non è incoraggiante: il valore medio registrato è <strong>-9,4</strong>, più di cinque punti sotto la media Istat delle imprese dei servizi di mercato (<strong>-4,1)</strong>. Un segnale che racconta un clima più prudente, se non apertamente critico, rispetto al resto del comparto dei servizi.</p>
<h2><strong>Un indicatore che colma un vuoto informativo</strong></h2>
<p>A scattare questa fotografia è l’<a href="https://confprofessioni.eu/osservatorio-delle-libere-professioni/" target="_blank" rel="noopener">Osservatorio delle libere professioni</a>, che introduce così <strong>un indicatore inedito</strong>, colmando un vuoto informativo e offrendo una nuova chiave di lettura sulla fase economica che stanno attraversando gli studi professionali. L’<strong>indagine</strong>, realizzata in collaborazione con <a href="https://confprofessioni.eu/" target="_blank" rel="noopener">Confprofessioni</a>, <strong>Gestione Professionisti</strong> e <strong>BeProf</strong>, si basa su un <strong>campione di circa 1.280 professionisti</strong> e include anche coloro che operano senza dipendenti o con strutture molto piccole. Un universo variegato, che mostra <strong>differenze marcate per settore, età, territorio e dimensione organizzativa</strong>.</p>
<h2><strong>Settori in chiaroscuro: chi resiste e chi soffre</strong></h2>
<p>Il quadro settoriale è uno dei più articolati. Alcune professioni mostrano livelli di fiducia relativamente più alti, come le attività scientifiche e tecniche (-3,9), gli architetti e ingegneri (-5,6), e i consulenti del lavoro (-5,8). All’opposto, emergono comparti in forte difficoltà: le attività mediche e assistenziali (-16,0), gli odontoiatri (-12,9), il mondo economico‑finanziario (-12,0), quello legale (-10,0). Per le professioni tecnico‑specialistiche l’indice scende addirittura a -20,4, segnalando un malessere molto profondo.</p>
<h2><strong>Generazioni a confronto: i giovani più fiduciosi</strong></h2>
<p>La variabile anagrafica introduce un’altra linea di frattura. La fiducia cala con l’aumentare dell’età: gli under 44 registrano un indice di -4,9, mentre tra gli over 65 si scende a -12,6. I professionisti più giovani sembrano percepire maggiori opportunità di crescita o adattamento, mentre le generazioni più mature guardano al futuro con maggiore cautela. Le differenze di genere, invece, risultano minime, con valori sostanzialmente allineati tra uomini e donne.</p>
<h2><strong>Nord Est più pessimista, Centro e Nord Ovest più resilienti</strong></h2>
<p>Anche il territorio mostra sfumature interessanti. Il <strong>Nord Est</strong> è l’area più pessimista, con un indice di -11,7, mentre il <strong>Centro</strong> e il <strong>Nord Ovest</strong> registrano valori meno negativi. Il <strong>Mezzogiorno</strong> si colloca in una posizione intermedia, con un clima di fiducia fragile ma non distante dalla media nazionale. Un mosaico che riflette la diversa struttura economica dei territori e la diversa capacità degli studi di assorbire shock e incertezze.</p>
<h2><strong>La dimensione dello studio fa la differenza</strong></h2>
<p>La solidità organizzativa si conferma un fattore decisivo. Gli studi senza dipendenti registrano un indice di -13,8, mentre quelli con sei o più addetti si fermano a -6,5. Le realtà più strutturate mostrano dunque aspettative meno pessimistiche, grazie a una maggiore capacità di investimento e a un’organizzazione interna più stabile.</p>
<h2><strong>Assunzioni 2026: prevale la prudenza</strong></h2>
<p>Sul fronte occupazionale, le previsioni per il 2026 confermano un atteggiamento cauto. Solo il <strong>13,6%</strong> dei professionisti prevede nuove assunzioni, mentre quasi due terzi non intendono ampliare l’organico. Il resto rimane in una posizione attendista. Anche qui emergono differenze nette: architetti e ingegneri risultano i più propensi ad assumere, mentre avvocati, notai, odontoiatri e professioni mediche si mostrano molto più prudenti. La propensione all’assunzione cresce tra i più giovani e tra gli studi più grandi, dove supera il 30%.</p>
<h2><strong>Un settore in trasformazione, tra incertezze e nuove opportunità</strong></h2>
<p>Il nuovo Indice di fiducia dei professionisti, pur alla sua prima edizione, offre una lettura chiara: il settore vive una fase di incertezza, con aspettative più deboli rispetto al resto dei servizi. Ma allo stesso tempo rivela un mondo in trasformazione, dove innovazione, dimensione organizzativa e capacità di adattamento diventano fattori decisivi. Un punto di partenza prezioso per comprendere le dinamiche future delle libere professioni italiane e per orientare politiche e interventi mirati.</p>
<p>
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<title>La guida completa a come votare al Referendum sulla Giustizia 2026</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Il conto alla rovescia è ormai iniziato: domenica 22 marzo (dalle ore 7 alle 23) e lunedì 23 marzo 2026 (dalle ore 7 alle 15) i cittadini italiani saranno chiamati alle urne per esprimersi sul referendum costituzionale in materia di giustizia: una guida a come votare. Si tratta di una consultazione particolarmente rilevante perché incide […]
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 14:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>guida, completa, come, votare, Referendum, sulla, Giustizia, 2026</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Il conto alla rovescia è ormai iniziato: domenica 22 marzo (dalle ore 7 alle 23) e lunedì 23 marzo 2026 (dalle ore 7 alle 15) i cittadini italiani saranno chiamati alle urne per esprimersi sul referendum costituzionale in materia di giustizia: una guida a come votare.</strong></p>
<hr>
<p data-start="100" data-end="609">Si tratta di una consultazione particolarmente rilevante perché incide direttamente sull’assetto dell’ordinamento giudiziario, a pochi mesi dall’approvazione della riforma da parte del Parlamento, avvenuta con pubblicazione in <span><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/" target="_blank" rel="noopener">Gazzetta Ufficiale</a></span> il 30 ottobre 2025.</p>
<p data-start="611" data-end="746">Di seguito una guida chiara e completa per orientarsi tra significato del voto, modalità di partecipazione e implicazioni della scelta.</p>
<h2 data-section-id="1xha4vn" data-start="753" data-end="811"><span role="text"><strong data-start="756" data-end="811">Quando si vota e perché questo referendum è diverso</strong></span></h2>
<p data-start="813" data-end="866">Le operazioni di voto si svolgeranno in due giornate:</p>
<ul data-start="868" data-end="973">
<li data-section-id="nsjvl7" data-start="868" data-end="921">
<p data-start="870" data-end="921"><strong data-start="870" data-end="896">Domenica 22 marzo 2026</strong>: dalle 7:00 alle 23:00</p>
</li>
<li data-section-id="8dhbzn" data-start="922" data-end="973">
<p data-start="924" data-end="973"><strong data-start="924" data-end="948">Lunedì 23 marzo 2026</strong>: dalle 7:00 alle 15:00</p>
</li>
</ul>
<p data-start="975" data-end="1148">A differenza dei referendum abrogativi, questa consultazione è di tipo <strong data-start="1046" data-end="1077">costituzionale confermativo</strong>. Ciò comporta un elemento decisivo: <strong data-start="1114" data-end="1145">non è previsto alcun quorum</strong>.</p>
<p data-start="1150" data-end="1370">In altre parole, l’esito sarà determinato esclusivamente dal numero di voti validamente espressi, senza soglie minime di partecipazione. Questo significa che ogni voto ha un peso diretto e immediato sul risultato finale.</p>
<h2 data-section-id="1ftgxkd" data-start="1377" data-end="1424"><span role="text"><strong data-start="1380" data-end="1424">Cosa si vota: il contenuto della riforma</strong></span></h2>
<p data-start="1426" data-end="1519">Il quesito referendario riguarda la conferma o il rigetto della legge costituzionale recante:</p>
<p data-start="1521" data-end="1615"><em data-start="1521" data-end="1614">“Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”</em>.</p>
<p data-start="1617" data-end="1726">La scheda consegnata agli elettori sarà <strong data-start="1657" data-end="1676">di colore verde</strong>, elemento utile per riconoscere la consultazione.</p>
<p data-start="1728" data-end="1911">Il voto non consente scelte parziali: si tratta di una decisione <strong data-start="1793" data-end="1835">“secca” sull’intero impianto normativo</strong>. Non è quindi possibile approvare o respingere singole parti della riforma.</p>
<h2 data-section-id="1qfk2cz" data-start="1918" data-end="1960"><span role="text"><strong data-start="1921" data-end="1960">Votare SÌ o NO: cosa cambia davvero</strong></span></h2>
<p data-start="1962" data-end="2038">Comprendere il significato del voto è essenziale per una scelta consapevole.</p>
<ul data-start="2040" data-end="2430">
<li data-section-id="1o3unpe" data-start="2285" data-end="2430">
<p data-start="2287" data-end="2430"><strong data-start="2287" data-end="2300">Votare NO</strong> comporta invece il rigetto della riforma. L’ordinamento vigente resterà invariato, mantenendo l’attuale struttura costituzionale.</p>
</li>
<li><strong data-start="2042" data-end="2055">Votare SÌ</strong> significa approvare definitivamente la riforma. In questo caso, le nuove norme entreranno in vigore, modificando l’organizzazione della magistratura secondo quanto previsto dal legislatore e dalle future disposizioni attuative.</li>
</ul>
<p data-start="2432" data-end="2550">Non si tratta quindi di una preferenza generica, ma di una decisione con effetti immediati sull’assetto istituzionale.</p>
<h2 data-section-id="rjfigm" data-start="2557" data-end="2617"><span role="text"><strong data-start="2560" data-end="2617">Le ragioni del NO: equilibrio del sistema in pericolo</strong></span></h2>
<p data-start="2619" data-end="2809">Una parte del dibattito pubblico si è concentrata sulle possibili criticità della riforma, in particolare rispetto alla <strong data-start="2739" data-end="2808">separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti</strong>.</p>
<p data-start="2811" data-end="3106">Secondo questa impostazione, la distinzione potrebbe indebolire l’unità della magistratura, tradizionalmente concepita come un unico ordine autonomo e indipendente. La preoccupazione riguarda il rischio di una frammentazione interna che potrebbe incidere sull’equilibrio complessivo del sistema.</p>
<p data-start="3108" data-end="3355">Un ulteriore elemento di attenzione riguarda il ruolo del pubblico ministero. Alcuni osservatori ritengono che una carriera completamente separata possa esporre maggiormente questa figura a pressioni esterne, riducendo le garanzie di indipendenza.</p>
<p data-start="3357" data-end="3645">Infine, anche il meccanismo del sorteggio per la composizione di alcuni organi è oggetto di riserve. La riduzione della componente elettiva viene interpretata come una possibile limitazione della rappresentatività interna e della partecipazione dei magistrati alla governance del sistema.</p>
<p data-start="3647" data-end="3799">Nel complesso, chi propende per il NO tende a privilegiare la continuità dell’attuale modello, ritenuto ancora idoneo, pur con margini di miglioramento.</p>
<h2 data-section-id="1hnhzsu" data-start="3806" data-end="3867"><span role="text"><strong data-start="3809" data-end="3867">Le ragioni del SÌ: una distinzione più netta dei ruoli</strong></span></h2>
<p data-start="3869" data-end="4035">Le posizioni favorevoli alla riforma si fondano sull’idea che una separazione più chiara tra le funzioni possa rafforzare la percezione di imparzialità del giudice.</p>
<p data-start="4037" data-end="4235">Secondo questa visione, distinguere i percorsi professionali contribuirebbe a rendere più evidente il ruolo terzo del giudicante rispetto all’accusa, aumentando la fiducia dei cittadini nel sistema.</p>
<p data-start="4237" data-end="4452">Un altro punto riguarda il ricorso al sorteggio, considerato da alcuni sostenitori come uno strumento utile a ridurre il peso delle dinamiche associative e a favorire maggiore equilibrio negli organi di autogoverno.</p>
<h2 data-section-id="y180dk" data-start="4459" data-end="4496"><span role="text"><strong data-start="4462" data-end="4496">Documenti necessari per votare</strong></span></h2>
<p data-start="4498" data-end="4601">Per accedere al seggio è indispensabile presentare un documento di riconoscimento valido. Sono ammessi:</p>
<ul data-start="4603" data-end="4869">
<li data-section-id="12u2kvu" data-start="4603" data-end="4703">
<p data-start="4605" data-end="4703"><strong data-start="4605" data-end="4625">Carta d’identità</strong> o altro documento con fotografia rilasciato da una pubblica amministrazione</p>
</li>
<li data-section-id="1hk8k7h" data-start="4704" data-end="4807">
<p data-start="4706" data-end="4807">Tessera rilasciata dall’Unione nazionale ufficiali in congedo (con fotografia e convalida militare)</p>
</li>
<li data-section-id="l8bcw" data-start="4808" data-end="4869">
<p data-start="4810" data-end="4869">Tessera di un ordine professionale, purché munita di foto</p>
</li>
</ul>
<p data-start="4871" data-end="4944">In assenza di un documento, l’identificazione può avvenire anche tramite:</p>
<ul data-start="4946" data-end="5128">
<li data-section-id="6pevft" data-start="4946" data-end="5005">
<p data-start="4948" data-end="5005">riconoscimento diretto da parte di un membro del seggio</p>
</li>
<li data-section-id="zpcc5l" data-start="5006" data-end="5054">
<p data-start="5008" data-end="5054">attestazione di un altro elettore del Comune</p>
</li>
<li data-section-id="4qvvtg" data-start="5055" data-end="5128">
<p data-start="5057" data-end="5128">ricevuta della richiesta della <strong data-start="5088" data-end="5126"><span><a href="https://lentepubblica.it/come-fare-per-pa/carta-didentita-elettronica-cie/" target="_blank" rel="noopener">Carta d’Identità Elettronica</a></span> (CIE)</strong></p>
</li>
</ul>
<h2 data-section-id="b3ilfc" data-start="5135" data-end="5199"><span role="text"><strong data-start="5138" data-end="5199">Casi particolari: ospedali, assistenza e voto dall’estero</strong></span></h2>
<p data-start="5201" data-end="5288">Sono previste modalità specifiche per garantire il diritto di voto a tutti i cittadini.</p>
<h3 data-section-id="1eoh7a6" data-start="5290" data-end="5321"><span role="text"><strong data-start="5294" data-end="5321">Voto nei luoghi di cura</strong></span></h3>
<p data-start="5322" data-end="5564">Chi è ricoverato in ospedale o in una struttura sanitaria può votare direttamente nel luogo di degenza. È necessario presentare una richiesta al Comune entro il terzo giorno precedente alla votazione, accompagnata da certificazione sanitaria.</p>
<h3 data-section-id="17fyepl" data-start="5566" data-end="5588"><span role="text"><strong data-start="5570" data-end="5588">Voto assistito</strong></span></h3>
<p data-start="5589" data-end="5744">Gli elettori con disabilità che impediscono l’espressione autonoma del voto possono essere accompagnati in cabina. Questa possibilità riguarda, ad esempio:</p>
<ul data-start="5746" data-end="5856">
<li data-section-id="172yejq" data-start="5746" data-end="5761">
<p data-start="5748" data-end="5761">non vedenti</p>
</li>
<li data-section-id="8jql9r" data-start="5762" data-end="5815">
<p data-start="5764" data-end="5815">persone con gravi limitazioni agli arti superiori</p>
</li>
<li data-section-id="1x4uut4" data-start="5816" data-end="5856">
<p data-start="5818" data-end="5856">soggetti con impedimenti equivalenti</p>
</li>
</ul>
<p data-start="5858" data-end="6067">L’assistenza deve essere certificata e annotata sulla tessera elettorale (codice AVD) oppure attestata da documentazione medica. È importante ricordare che <strong data-start="6014" data-end="6066">un accompagnatore può assistere una sola persona</strong>.</p>
<h3 data-section-id="zjm43f" data-start="6069" data-end="6096"><span role="text"><strong data-start="6073" data-end="6096">Italiani all’estero</strong></span></h3>
<p data-start="6097" data-end="6273">I cittadini residenti fuori dall’Italia votano per corrispondenza, ricevendo il materiale direttamente al proprio domicilio estero, salvo diversa opzione per il voto in patria.</p>
<h2 data-section-id="1fc4asc" data-start="6280" data-end="6328"><span role="text"><strong data-start="6283" data-end="6328">Tessera elettorale: attenzione al rinnovo</strong></span></h2>
<p data-start="6330" data-end="6499">La tessera elettorale è un documento indispensabile. In caso di esaurimento degli spazi o smarrimento, è necessario richiederne il rinnovo presso il Comune di residenza.</p>
<p data-start="6501" data-end="6627">Per evitare disagi, è consigliabile muoversi con anticipo. Gli uffici elettorali garantiranno comunque aperture straordinarie:</p>
<ul data-start="6629" data-end="6738">
<li data-section-id="1451dcn" data-start="6629" data-end="6675">
<p data-start="6631" data-end="6675">nei due giorni precedenti: dalle 9 alle 18</p>
</li>
<li data-section-id="1bcefiy" data-start="6676" data-end="6738">
<p data-start="6678" data-end="6738">durante le votazioni: per tutta la durata delle operazioni</p>
</li>
</ul>
<h2 data-section-id="fw0y1t" data-start="6745" data-end="6784"><span role="text"><strong data-start="6748" data-end="6784">Perché questo voto conta davvero</strong></span></h2>
<p data-start="6786" data-end="7040">L’assenza di quorum rende questa consultazione particolarmente incisiva: <strong data-start="6859" data-end="6928">ogni singola scheda contribuisce direttamente al risultato finale</strong>. Non partecipare equivale, di fatto, a lasciare ad altri la decisione su una riforma costituzionale di rilievo.</p>
<p data-start="7042" data-end="7357">Il referendum sulla giustizia del 2026 si inserisce in un contesto di forte attenzione pubblica verso il funzionamento delle istituzioni e l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Comprendere le regole e il significato del voto rappresenta quindi il primo passo per esercitare consapevolmente un diritto fondamentale.</p>
<p>The post <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/la-guida-completa-a-come-votare-al-referendum-sulla-giustizia-2026/">La guida completa a come votare al Referendum sulla Giustizia 2026</a> appeared first on <a href="https://lentepubblica.it/">lentepubblica.it</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Trasferimenti nella PA: la Cassazione blocca gli assegni “a vita”</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Nel pubblico impiego non esistono scorciatoie: il principio di equilibrio tra tutela dei lavoratori e uniformità dei trattamenti resta centrale. Lo ribadisce con chiarezza la Corte di Cassazione, che con l’ordinanza n. 32600 del 14 dicembre 2025 torna su un tema molto delicato per gli enti locali: il destino degli assegni ad personam in caso […]
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 14:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Trasferimenti, nella, PA:, Cassazione, blocca, gli, assegni, “a, vita”</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="236" data-end="632"><strong>Nel pubblico impiego non esistono scorciatoie: il principio di equilibrio tra tutela dei lavoratori e uniformità dei trattamenti resta centrale.</strong></p>
<hr>
<p data-start="236" data-end="632">Lo ribadisce con chiarezza la Corte di <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/cassazione/" target="_blank" rel="noopener">Cassazione</a></span>, che con l’ordinanza n. 32600 del 14 dicembre 2025 torna su un tema molto delicato per gli enti locali: il destino degli assegni <em data-start="560" data-end="573">ad personam</em> in caso di trasferimento di personale tra amministrazioni.</p>
<p data-start="634" data-end="909">La decisione offre indicazioni operative rilevanti per amministrazioni, dirigenti e lavoratori coinvolti in processi di riorganizzazione, chiarendo limiti e condizioni entro cui è possibile mantenere trattamenti economici più favorevoli maturati presso l’ente di provenienza.</p>
<h2 data-section-id="2z8lgb" data-start="916" data-end="974">Trasferimento di personale: cosa succede allo stipendio</h2>
<p data-start="976" data-end="1245">Quando un lavoratore pubblico passa da un ente a un altro a seguito del trasferimento di funzioni, entra in gioco l’art. 31 del <span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2001-03-30;165" target="_blank" rel="noopener">D.Lgs. n. 165/2001</a></span>. La norma stabilisce un principio fondamentale: il dipendente non può subire una riduzione complessiva della retribuzione.</p>
<p data-start="1247" data-end="1500">In concreto, questo significa che tutte le voci retributive percepite con continuità devono essere considerate nel nuovo inquadramento. Tuttavia, questa tutela non si traduce automaticamente in un mantenimento permanente delle condizioni più favorevoli.</p>
<p data-start="1502" data-end="1723">Per evitare una perdita economica immediata, viene spesso riconosciuto un assegno <em data-start="1584" data-end="1597">ad personam</em>, cioè una componente individuale della retribuzione destinata a colmare eventuali differenze tra vecchio e nuovo trattamento.</p>
<h2 data-section-id="10vwe4c" data-start="1730" data-end="1787">Il nodo centrale: assegno ad personam e riassorbimento</h2>
<p data-start="1789" data-end="1967">Il punto decisivo chiarito dalla Cassazione riguarda la natura di questo assegno. Non si tratta di un beneficio definitivo, ma di una misura temporanea soggetta a riassorbimento.</p>
<p data-start="1969" data-end="2194">In altre parole, con il passare del tempo e con l’evoluzione della retribuzione nel nuovo ente (ad esempio attraverso aumenti contrattuali o progressioni economiche), l’assegno deve progressivamente ridursi fino a scomparire.</p>
<p data-start="2196" data-end="2494">Questa regola risponde a un principio più ampio: garantire la parità di trattamento tra dipendenti che svolgono le stesse funzioni all’interno della stessa amministrazione. Mantenere in modo permanente differenze retributive legate a situazioni pregresse sarebbe incompatibile con questo obiettivo.</p>
<h2 data-section-id="6kuh5x" data-start="2501" data-end="2560">Il caso: dal trasferimento alla perdita degli emolumenti</h2>
<p data-start="2562" data-end="2787">La vicenda esaminata dai giudici riguarda un gruppo di lavoratori trasferiti dalla Regione alla Provincia (poi Città Metropolitana di Milano) nell’ambito della riorganizzazione delle competenze sulla formazione professionale.</p>
<p data-start="2789" data-end="3100">I dipendenti rivendicavano il diritto a conservare integralmente alcune voci retributive aggiuntive, sulla base di una legge regionale e di accordi sindacali locali. Tali emolumenti erano stati inizialmente riconosciuti anche dopo il trasferimento, ma successivamente revocati quando erano cambiate le mansioni.</p>
<p data-start="3102" data-end="3275">Secondo i ricorrenti, il mantenimento dell’assegno avrebbe dovuto essere garantito per tutta la durata del rapporto di lavoro. Una tesi che però non ha trovato accoglimento.</p>
<h2 data-section-id="795lob" data-start="3282" data-end="3320">Perché la legge regionale non basta</h2>
<p data-start="3322" data-end="3554">Uno dei passaggi più rilevanti della decisione riguarda il ruolo della normativa regionale. La Corte è netta: la disciplina economica del pubblico impiego rientra nell’ordinamento civile, materia di competenza esclusiva dello Stato.</p>
<p data-start="3556" data-end="3822">Di conseguenza, le Regioni non possono introdurre regole autonome che incidano stabilmente sui trattamenti economici dei dipendenti pubblici. Eventuali disposizioni regionali devono essere interpretate in modo coerente con i principi fissati dalla normativa statale.</p>
<p data-start="3824" data-end="4044">Nel caso specifico, la previsione della conservazione del trattamento economico è stata letta non come garanzia di immutabilità, ma come tutela contro un peggioramento immediato, destinata comunque a evolversi nel tempo.</p>
<h2 data-section-id="lxk03m" data-start="4051" data-end="4113">Limiti agli accordi locali e alla contrattazione decentrata</h2>
<p data-start="4115" data-end="4372">Altro punto chiave riguarda gli accordi sindacali stipulati a livello locale. Anche in questo ambito, la Cassazione ribadisce un principio consolidato: la contrattazione integrativa può intervenire solo nei limiti fissati dal contratto collettivo nazionale.</p>
<p data-start="4374" data-end="4581">Non è quindi possibile, attraverso intese locali o decisioni dell’amministrazione, introdurre trattamenti economici ulteriori o più favorevoli rispetto a quelli previsti dal sistema normativo e contrattuale.</p>
<p data-start="4583" data-end="4810">In particolare, non è ammesso riconoscere assegni <em data-start="4633" data-end="4646">ad personam</em> non riassorbibili o destinati a durare indefinitamente. Una simile previsione violerebbe il principio di parità e altererebbe l’equilibrio complessivo del sistema.</p>
<h2 data-section-id="1pt222c" data-start="4817" data-end="4858">Quando l’assegno perde la sua funzione</h2>
<p data-start="4860" data-end="4974">La Corte affronta anche un aspetto spesso trascurato: il collegamento tra assegno <em data-start="4942" data-end="4955">ad personam</em> e funzioni svolte.</p>
<p data-start="4976" data-end="5195">Se il trattamento aggiuntivo era giustificato da specifiche attività o responsabilità esercitate presso l’ente di origine, la sua ragion d’essere viene meno quando tali funzioni cessano nel nuovo contesto organizzativo.</p>
<p data-start="5197" data-end="5394">In questo scenario, l’assegno non può essere mantenuto, perché verrebbe meno la sua finalità perequativa. Non si tratta quindi solo di una questione temporale (riassorbimento), ma anche funzionale.</p>
<h2 data-section-id="1jkde4o" data-start="5401" data-end="5443">Il principio affermato dalla Cassazione</h2>
<p data-start="5445" data-end="5509">La pronuncia si chiude con un principio destinato a fare scuola:</p>
<p data-start="5513" data-end="5799"><em>“non è possibile garantire in modo permanente, né attraverso leggi regionali né tramite accordi locali, il mantenimento dei trattamenti economici più favorevoli maturati presso il precedente datore di lavoro, soprattutto quando non siano più presenti le condizioni che li giustificavano.”</em></p>
<p data-start="5801" data-end="5973">Una posizione che rafforza l’orientamento già consolidato in giurisprudenza e che offre un riferimento chiaro per la gestione dei processi di mobilità nel settore pubblico.</p>
<h2 data-section-id="5ouk1q" data-start="5980" data-end="6017">Implicazioni per enti e lavoratori</h2>
<p data-start="6019" data-end="6259">Le conseguenze pratiche sono significative. Le amministrazioni dovranno prestare particolare attenzione nella definizione degli assetti retributivi in caso di trasferimenti, evitando di riconoscere benefici non conformi al quadro normativo.</p>
<p data-start="6261" data-end="6438">Allo stesso tempo, i lavoratori devono essere consapevoli che eventuali integrazioni stipendiali hanno natura temporanea e non costituiscono diritti acquisiti in senso assoluto.</p>
<p data-start="6440" data-end="6590">Il sistema punta infatti a un equilibrio dinamico: tutela iniziale del reddito, ma progressivo allineamento alle condizioni dell’ente di destinazione.</p>
<h2 data-section-id="3gfzdo" data-start="6597" data-end="6651">Una linea chiara per il futuro del pubblico impiego</h2>
<p data-start="6653" data-end="6858">La decisione della Cassazione si inserisce in questo modo in un contesto più ampio di razionalizzazione del pubblico impiego, dove l’esigenza di uniformità e sostenibilità finanziaria assume un ruolo sempre più centrale.</p>
<p data-start="6860" data-end="7091">Il messaggio pertanto è chiaro: le differenze retributive possono essere tollerate solo in via transitoria e per finalità compensative. Nel lungo periodo, prevale l’obiettivo di garantire equità e coerenza all’interno delle amministrazioni.</p>
<h2 data-start="6860" data-end="7091">Il testo della sentenza</h2>
<p data-start="6860" data-end="7091"><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/Cassazione-Civile-Ord-Sez-L-Num.-32600-Anno-2025.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui potete leggere il documento completo.</strong></a></span></p>
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<title>ECOMED 2026, un grande evento in Sicilia per progettare la transizione ecologica del futuro</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
A Misterbianco la 18ª edizione del Green Expo che riunisce istituzioni, imprese e ricerca: ecco cosa prevede l’edizione 2026 di ECOMED. Dal 22 al 24 aprile 2026 la Sicilia diventerà uno dei principali punti di riferimento europei per il dibattito sulla sostenibilità ambientale. Presso il polo fieristico SiciliaFiera di Misterbianco, in provincia di Catania, tornerà […]
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 14:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>ECOMED, 2026, grande, evento, Sicilia, per, progettare, transizione, ecologica, del, futuro</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>A Misterbianco la 18ª edizione del Green Expo che riunisce istituzioni, imprese e ricerca: ecco cosa prevede l’edizione 2026 di ECOMED.</strong></p>
<hr>
<p>Dal <strong>22 al 24 aprile 2026</strong> la Sicilia diventerà uno dei principali punti di riferimento europei per il dibattito sulla sostenibilità ambientale. Presso il polo fieristico <strong>SiciliaFiera di Misterbianco</strong>, in provincia di Catania, tornerà infatti <span><a href="https://www.eco-med.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>ECOMED – Green Expo del Mediterraneo</strong></a></span>, la grande manifestazione dedicata ai temi della <strong>transizione ecologica, energetica e digitale</strong>.</p>
<p><a href="https://www.eco-med.it/" target="_blank" rel="noopener"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-433318" src="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-ecomed-2026-un-grande-evento-in-sicilia-per-progettare-la-transizione-ecologica-del-futuro-scaled.jpg.webp" alt="" width="300" height="300" srcset="//lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-ecomed-2026-un-grande-evento-in-sicilia-per-progettare-la-transizione-ecologica-del-futuro-scaled.jpg 2048w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-ecomed-2026-un-grande-evento-in-sicilia-per-progettare-la-transizione-ecologica-del-futuro-600x600.jpg 600w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-ecomed-2026-un-grande-evento-in-sicilia-per-progettare-la-transizione-ecologica-del-futuro-1024x1024.jpg 1024w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-ecomed-2026-un-grande-evento-in-sicilia-per-progettare-la-transizione-ecologica-del-futuro-260x260.jpg 260w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-ecomed-2026-un-grande-evento-in-sicilia-per-progettare-la-transizione-ecologica-del-futuro-768x768.jpg 768w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-ecomed-2026-un-grande-evento-in-sicilia-per-progettare-la-transizione-ecologica-del-futuro-1536x1536.jpg 1536w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-ecomed-2026-un-grande-evento-in-sicilia-per-progettare-la-transizione-ecologica-del-futuro-220x220.jpg 220w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-ecomed-2026-un-grande-evento-in-sicilia-per-progettare-la-transizione-ecologica-del-futuro-60x60.jpg 60w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px"></a>Giunto alla <strong>18ª edizione</strong>, l’evento rappresenta oggi una delle piattaforme più rilevanti del bacino euro-mediterraneo per il confronto tra istituzioni pubbliche, aziende, università, centri di ricerca e operatori industriali impegnati nello sviluppo di modelli economici sostenibili. L’obiettivo è favorire il dialogo tra chi produce innovazione e chi deve trasformarla in politiche e infrastrutture concrete, contribuendo così alla costruzione di un sistema economico più attento all’ambiente e alla resilienza dei territori.</p>
<p>Nel corso degli anni la manifestazione si è trasformata in un vero <strong>ecosistema di scambio e collaborazione</strong>, capace di connettere il mondo della ricerca scientifica con quello della produzione industriale e della finanza sostenibile. Una rete che, grazie alla posizione strategica della Sicilia al centro del Mediterraneo, assume anche un forte valore internazionale.</p>
<h2>I numeri che raccontano la crescita della manifestazione</h2>
<p>L’edizione 2025 ha confermato il forte interesse attorno alla fiera, registrando dati significativi. Nei tre giorni di evento sono stati <strong>oltre 11.000 i visitatori provenienti dall’Italia</strong>, a cui si sono aggiunti <strong>1.600 partecipanti internazionali</strong>. Gli spazi espositivi hanno occupato <strong>22.000 metri quadrati</strong>, con la presenza di <strong>400 aziende</strong> attive nei settori dell’energia, dell’ambiente e dell’innovazione tecnologica.</p>
<p>Accanto alla parte espositiva si è sviluppato un intenso programma di approfondimento con <strong>52 convegni e congressi specialistici</strong>, oltre a <strong>12 appuntamenti dedicati alle principali filiere industriali</strong>. Un ruolo importante è stato svolto anche dal mondo accademico, con la partecipazione dei <strong>quattro atenei siciliani</strong>, coinvolti in attività di ricerca, divulgazione e trasferimento tecnologico.</p>
<p>Per il <strong>2026</strong> le previsioni indicano un ulteriore salto di qualità. Gli organizzatori stimano la presenza di <strong>oltre 450 aziende espositrici</strong> provenienti da Europa, Africa e Asia, segno di un crescente interesse internazionale verso un appuntamento che negli anni ha consolidato la propria reputazione nel panorama delle fiere ambientali.</p>
<h2>Un luogo di confronto per le politiche pubbliche</h2>
<p>ECOMED non è soltanto una fiera espositiva. Nel tempo si è affermata come una vera <strong>agorà delle politiche ambientali ed energetiche</strong>, un contesto in cui amministrazioni centrali, enti territoriali e operatori economici possono confrontarsi sulle strategie necessarie per affrontare le sfide della transizione ecologica.</p>
<p>Il dialogo riguarda temi centrali per il futuro del Paese e dell’Europa: dalla <strong>pianificazione energetica</strong> alla gestione delle risorse naturali, dalla <strong>modernizzazione delle infrastrutture idriche e ambientali</strong> fino allo sviluppo di nuove filiere industriali sostenibili.</p>
<p>Un’attenzione particolare viene dedicata anche all’attuazione dei grandi programmi di investimento europei e nazionali, come il <strong>Green Deal europeo</strong>, il <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/pnrr/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza </strong>(PNRR)</a></span> e la programmazione <strong>FESR 2021-2027</strong>, strumenti fondamentali per finanziare innovazione e infrastrutture verdi. In questo contesto, la manifestazione diventa un laboratorio operativo dove progettare interventi concreti, condividere buone pratiche e individuare soluzioni capaci di rendere più resilienti città e territori.</p>
<p><a href="https://www.eco-med.it/" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-433319" src="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-ecomed-2026-un-grande-evento-in-sicilia-per-progettare-la-transizione-ecologica-del-futuro-1-scaled.jpg.webp" alt="" width="534" height="119" srcset="//lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-ecomed-2026-un-grande-evento-in-sicilia-per-progettare-la-transizione-ecologica-del-futuro-1-scaled.jpg 2048w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-ecomed-2026-un-grande-evento-in-sicilia-per-progettare-la-transizione-ecologica-del-futuro-1-800x178.jpg 800w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-ecomed-2026-un-grande-evento-in-sicilia-per-progettare-la-transizione-ecologica-del-futuro-1-1024x228.jpg 1024w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-ecomed-2026-un-grande-evento-in-sicilia-per-progettare-la-transizione-ecologica-del-futuro-1-768x171.jpg 768w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-ecomed-2026-un-grande-evento-in-sicilia-per-progettare-la-transizione-ecologica-del-futuro-1-1536x343.jpg 1536w" sizes="(max-width: 534px) 100vw, 534px"></a></p>
<h2>Quattro assi strategici per il futuro della sostenibilità</h2>
<p>L’edizione 2026 si sviluppa attorno a <strong>quattro grandi aree tematiche</strong>, pensate per rappresentare i pilastri della trasformazione ecologica.</p>
<h3>Riciclo e economia circolare</h3>
<p>L’area <strong>RICICLO 2030</strong> sarà dedicata alle tecnologie e ai modelli organizzativi che consentono di trasformare i rifiuti in nuove risorse. L’obiettivo è promuovere sistemi industriali capaci di recuperare materiali e produrre energia, riducendo al minimo gli scarti e valorizzando le cosiddette <strong>materie prime seconde</strong>.</p>
<h3>Energia e fonti rinnovabili</h3>
<p>Con <strong>ENERGIA 2030</strong> si affronterà il tema della produzione energetica sostenibile. L’attenzione sarà rivolta allo sviluppo delle <strong>fonti rinnovabili</strong>, alla generazione distribuita di elettricità e alle strategie per migliorare l’efficienza nei diversi ambiti di consumo, dalle abitazioni alle attività produttive.</p>
<h3>Gestione dell’acqua</h3>
<p>Un capitolo centrale riguarda le risorse idriche. L’area <strong>AQUA 2030</strong> esplorerà tutte le fasi del ciclo dell’acqua: dall’approvvigionamento alla potabilizzazione, dalla distribuzione alla depurazione avanzata. Tra i temi in programma figurano la <strong>riduzione delle perdite nelle reti</strong>, il riutilizzo delle acque reflue per agricoltura e industria e l’impiego di sistemi digitali intelligenti per monitorare le infrastrutture.</p>
<h3>Rigenerazione urbana</h3>
<p>Infine, <strong>RIGENERAZIONE URBANA 2030</strong> proporrà soluzioni per rendere le città più vivibili e resilienti ai cambiamenti climatici. Tra le proposte figurano le cosiddette <strong>nature-based solutions</strong>, strategie che sfruttano elementi naturali – come parchi urbani, tetti verdi o sistemi di drenaggio sostenibile – per mitigare gli effetti di ondate di calore, alluvioni e siccità.</p>
<h2>I progetti istituzionali protagonisti dell’edizione 2026</h2>
<p>All’interno della manifestazione troveranno spazio alcune iniziative di particolare rilievo.</p>
<p>Tra queste le <strong>Giornate dell’Energia</strong>, promosse dal Dipartimento regionale dell’Energia della Regione Siciliana, che offriranno un momento di confronto tra amministrazioni pubbliche, imprese e operatori del settore sulle politiche energetiche e sulla gestione degli investimenti legati al PNRR e ai fondi europei.</p>
<p>Grande attenzione sarà dedicata anche alla <strong>Hydrogen Green Expo</strong>, giunta alla quinta edizione. Questa “fiera nella fiera” approfondirà il tema della <strong>filiera dell’idrogeno verde</strong>, una tecnologia considerata strategica per la decarbonizzazione dei settori industriali più complessi. La Sicilia, attraversata dal corridoio energetico che collega Africa ed Europa, viene sempre più spesso indicata come possibile <strong>hub mediterraneo per la produzione e la distribuzione di idrogeno sostenibile</strong>.</p>
<p>Un altro spazio significativo sarà quello dedicato al mondo universitario. I <strong>quattro atenei siciliani</strong> presenteranno progetti di ricerca, iniziative di formazione avanzata e soluzioni tecnologiche nate nei laboratori accademici, favorendo l’incontro con imprese e istituzioni.</p>
<h2>Innovazione e nuove imprese sostenibili</h2>
<p>Tra le novità più attese c’è l’area <strong>Startup Green</strong>, pensata per valorizzare le realtà imprenditoriali emergenti che sviluppano tecnologie ambientali innovative. Lo spazio offrirà opportunità di networking con investitori, aziende consolidate e soggetti pubblici interessati a sperimentare nuovi modelli di sostenibilità.</p>
<p>L’obiettivo è favorire percorsi di <strong>open innovation</strong>, accelerare l’industrializzazione delle soluzioni più promettenti e accompagnare le giovani imprese verso i mercati internazionali.</p>
<h2>La Sicilia al centro della transizione ecologica mediterranea</h2>
<p>Grazie alla sua posizione geografica e alla crescente attenzione verso le energie rinnovabili, la Sicilia si sta affermando come una <strong>piattaforma strategica per le politiche energetiche del Mediterraneo</strong>. In questo scenario ECOMED svolge un ruolo fondamentale, fungendo da punto di incontro tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente.</p>
<p>La manifestazione diventa così un <strong>laboratorio permanente di cooperazione</strong>, in cui istituzioni e operatori economici possono elaborare strategie comuni per affrontare le sfide ambientali e climatiche dei prossimi decenni.</p>
<p>Con l’edizione 2026, il Green Expo del Mediterraneo punta quindi a rafforzare ulteriormente questa vocazione internazionale, consolidando il proprio ruolo di riferimento per chi lavora alla costruzione di un futuro più sostenibile. Un appuntamento che, anno dopo anno, dimostra come innovazione tecnologica, politiche pubbliche e collaborazione tra Paesi possano trasformarsi in strumenti concreti per guidare la transizione ecologica.</p>
<p><a href="https://www.eco-med.it/" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-433320" src="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-ecomed-2026-un-grande-evento-in-sicilia-per-progettare-la-transizione-ecologica-del-futuro.gif.webp" alt="" width="600" height="264"></a></p>
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<title>NASpI anche per chi si dimette: la svolta arriva dalla Cassazione</title>
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Nell’ambito del lavoro subordinato, il versamento dei contributi previdenziali non rappresenta un mero adempimento formale gravante sul datore di lavoro, ma costituisce uno degli elementi essenziali del rapporto contrattuale, incidendo direttamente sulla sicurezza economica futura del lavoratore. Con l’ordinanza n. 5445 dell’11 marzo 2026, la Corte di Cassazione è intervenuta su una controversia tra l’INPS […]
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 14:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>NASpI, anche, per, chi, dimette:, svolta, arriva, dalla, Cassazione</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Nell’ambito del lavoro subordinato, il versamento dei contributi previdenziali non rappresenta un mero adempimento formale gravante sul datore di lavoro, ma costituisce uno degli elementi essenziali del rapporto contrattuale, incidendo direttamente sulla sicurezza economica futura del lavoratore.</strong></p>
<hr>
<p>Con <strong>l’ordinanza n. 5445 dell’11 marzo 2026</strong>, la <strong>Corte di Cassazione</strong> è intervenuta su una controversia tra l’INPS e un lavoratore, confermando la decisione della Corte d’Appello di Napoli che aveva riconosciuto il diritto alla NASpI in favore del dipendente dimissionario. Gli Ermellini hanno precisato che <strong>l’omissione contributiva</strong> protratta nel tempo può integrare una <strong>giusta causa di dimissioni</strong> e, conseguentemente, legittimare l’accesso <strong>all’indennità di disoccupazione NASpI</strong>.</p>
<h2>Il caso</h2>
<p>La controversia trae origine dal rapporto di lavoro intercorso tra il lavoratore e una società, nell’ambito del quale il dipendente aveva prestato attività continuativa a partire dal marzo 2018. Nel corso del rapporto, tuttavia, il datore di lavoro aveva omesso il versamento dei contributi previdenziali per un periodo significativo, pari a circa 16 mesi, omissione che si era protratta fin dall’inizio del rapporto stesso.</p>
<p>A fronte dell’inerzia, il lavoratore aveva rassegnato le dimissioni nel luglio 2019, qualificandole espressamente come <strong>dimissioni per giusta causa</strong> e richiedendo il riconoscimento della <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/naspi/" target="_blank" rel="noopener"><strong>NASpI</strong></a></span>. L’INPS, tuttavia, aveva negato la prestazione, ritenendo insussistenti i presupposti della giusta causa, con particolare riferimento sia alla gravità dell’inadempimento sia al requisito dell’immediatezza del recesso.</p>
<p>Il giudizio di primo grado non aveva accolto la domanda del lavoratore, ma la Corte d’Appello di Napoli, riformando la decisione, aveva riconosciuto la fondatezza delle sue ragioni, condannando l’INPS al pagamento dell’indennità. L’ente previdenziale aveva quindi proposto ricorso per cassazione, sostenendo che il mancato versamento dei contributi non potesse, di per sé, integrare una giusta causa di dimissioni, soprattutto in considerazione degli strumenti predisposti dall’ordinamento per tutelare comunque la posizione previdenziale del lavoratore.</p>
<h2>Il parere dei giudici</h2>
<p>La Corte di Cassazione ha <strong>rigettato il ricorso dell’<span><a href="https://www.inps.it/" target="_blank" rel="noopener">INPS</a></span></strong>, confermando integralmente la decisione della Corte territoriale. Il punto centrale della decisione riguarda la qualificazione del mancato versamento dei contributi come <strong>inadempimento grave</strong>, idoneo a <strong>ledere irrimediabilmente il vincolo fiduciario tra le parti</strong>. La Suprema Corte ribadisce che, ai fini della configurabilità della giusta causa ex art. 2119 c.c., ciò che rileva è la concreta incidenza della condotta datoriale sulla possibilità di prosecuzione del rapporto, anche solo in via provvisoria. Un’omissione contributiva reiterata, non occasionale e protratta nel tempo – come nel caso di specie, per ben 16 mesi – integra indubbiamente una violazione particolarmente grave degli obblighi contrattuali, tale da giustificare il recesso immediato del lavoratore.</p>
<p>La Suprema Corte ha respinto l’argomentazione difensiva dell’INPS secondo cui la presenza di <strong>strumenti di tutela previdenziale</strong>, quali il principio di automaticità delle prestazioni o la rendita vitalizia, escluderebbe qualsiasi pregiudizio per il lavoratore. Secondo i giudici di legittimità, tali istituti non sono idonei a sanare la lesione del rapporto fiduciario che deriva dall’inadempimento del datore di lavoro. In altre parole, la garanzia delle prestazioni previdenziali non neutralizza la gravità della condotta del datore di lavoro sotto il profilo contrattuale, né impedisce che essa possa costituire giusta causa di dimissioni.</p>
<p>Di particolare interesse è anche il passaggio relativo al <strong>requisito dell’immediatezza del recesso</strong>. La Corte chiarisce che lo stesso non deve essere inteso in senso meramente cronologico, come coincidenza temporale tra inadempimento e dimissioni, ma in termini di <strong>nesso causale tra i due eventi</strong>. L’immediatezza sussiste anche quando il recesso intervenga dopo un certo lasso di tempo, purché <strong>l’inadempimento sia ancora in atto</strong> o comunque tale da giustificare la decisione del lavoratore. Nel caso concreto, l’omissione contributiva era continuativa e perdurante al momento delle dimissioni, il che faceva pienamente sussistere il requisito suddetto.</p>
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<title>Carburanti, Confartigianato avverte: “Il decreto da solo non basta”</title>
<link>https://www.eventi.news/carburanti-confartigianato-avverte-il-decreto-da-solo-non-basta</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Dl carburanti, sollievo immediato ma Confartigianato avverte: “Servono riforme strutturali europee”. Il recente intervento del Governo sui carburanti rappresenta un primo tentativo di arginare l’impatto dell’instabilità internazionale sui costi energetici. Tuttavia, secondo Confartigianato, si tratta di una risposta solo parziale a un problema ben più profondo, che richiede scelte strategiche a livello europeo. Il presidente […]
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 14:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Carburanti, Confartigianato, avverte:, “Il, decreto, solo, non, basta”</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="0" data-end="103"><strong data-start="0" data-end="103">Dl carburanti, sollievo immediato ma Confartigianato avverte: “Servono riforme strutturali europee”.</strong></p>
<hr>
<p data-start="105" data-end="655">Il recente intervento del Governo sui carburanti rappresenta un primo tentativo di arginare l’impatto dell’instabilità internazionale sui costi energetici. Tuttavia, secondo <span><a href="https://www.confartigianato.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Confartigianato,</strong></a></span> si tratta di una risposta solo parziale a un problema ben più profondo, che richiede scelte strategiche a livello europeo. Il presidente dell’associazione, <strong>Marco Granelli</strong>, intervenendo a “<em>4 di sera</em>” su <em>Rete 4</em>, ha espresso un giudizio articolato: apprezzamento per le misure emergenziali, ma anche una critica netta all’assenza di una visione di lungo periodo.</p>
<h2 data-section-id="11nlp7u" data-start="657" data-end="713"><span role="text"><strong data-start="660" data-end="713">Dl carburanti: intervento utile ma non risolutivo</strong></span></h2>
<p data-start="715" data-end="1099"><span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/carburanti-taglio-temporaneo-dei-prezzi-e-stretta-contro-le-speculazioni/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri</strong></a></span> introduce una serie di misure finalizzate a contenere i rincari di benzina, gasolio e gpl. Tra gli strumenti previsti figurano la riduzione temporanea del carico fiscale sui carburanti, il rafforzamento dei controlli contro eventuali pratiche speculative e il sostegno al comparto dell’autotrasporto tramite specifici crediti d’imposta.</p>
<p data-start="1101" data-end="1441">Per Confartigianato, si tratta di un segnale positivo, soprattutto in una fase in cui le tensioni geopolitiche stanno incidendo in maniera significativa sui mercati energetici. L’escalation in Medio Oriente, infatti, ha contribuito ad alimentare una dinamica rialzista dei prezzi che rischia di ripercuotersi sull’intero sistema produttivo.</p>
<p data-start="1443" data-end="1697">Granelli ha riconosciuto il valore dell’intervento governativo come misura tampone, utile a contenere gli effetti più immediati della crisi. Tuttavia, ha chiarito che si tratta di un’azione emergenziale che non affronta le cause strutturali del problema.</p>
<h2 data-section-id="1awzirx" data-start="1699" data-end="1766"><span role="text"><strong data-start="1702" data-end="1766">Il nodo energetico resta aperto: serve una strategia europea</strong></span></h2>
<p data-start="1768" data-end="2071">Il punto centrale della posizione di Confartigianato riguarda la necessità di un cambio di passo a livello europeo. Secondo Granelli, non è più sufficiente intervenire con provvedimenti temporanei: occorre definire una strategia condivisa che incida sui meccanismi di formazione dei prezzi dell’energia.</p>
<p data-start="2073" data-end="2416">L’associazione propone una sorta di “<em>Next Generation Energia</em>”, un piano coordinato dell’Unione europea capace di riformare il mercato elettrico e accelerare gli investimenti in nuove fonti. Tra le opzioni indicate figurano l’idrogeno, il nucleare e le energie rinnovabili, in un’ottica di diversificazione e sicurezza degli approvvigionamenti.</p>
<p data-start="2418" data-end="2804">L’obiettivo è duplice: da un lato ridurre la dipendenza da aree geopoliticamente instabili, dall’altro evitare che i costi della transizione energetica ricadano in modo sproporzionato su famiglie e imprese. È proprio su questo punto che si concentra la critica più incisiva di Confartigianato, che denuncia il rischio di un trasferimento degli oneri sulle realtà produttive più fragili.</p>
<h2 data-section-id="ullgb3" data-start="2806" data-end="2863"><span role="text"><strong data-start="2809" data-end="2863">Prezzi in crescita: l’impatto su imprese e filiere</strong></span></h2>
<p data-start="2865" data-end="3198">I dati evidenziano un quadro in rapido deterioramento. Nel mese di marzo, il prezzo del gas in Italia ha registrato un incremento del <strong>36,5%</strong> rispetto a febbraio, mentre l’energia elettrica ha segnato un aumento del <strong>24,1%</strong>. Numeri che riflettono una volatilità crescente e che si traducono in costi operativi più elevati per le imprese.</p>
<p data-start="3200" data-end="3590">A questo si aggiunge il rincaro delle materie prime. Nell’ultimo anno, minerali e metalli hanno registrato un aumento medio del <strong>23,8%</strong>, con picchi particolarmente significativi per lo stagno (+53%) e il rame (+38,8%). Si tratta di componenti essenziali per numerosi settori produttivi, dalla manifattura all’edilizia, il cui incremento di prezzo si riflette lungo l’intera catena del valore.</p>
<p data-start="3592" data-end="3889">Il Medio Oriente, inoltre, riveste un ruolo strategico anche per l’approvvigionamento di alcune risorse. Una quota rilevante dell’alluminio importato in Italia proviene da questa area, esponendo il sistema industriale nazionale a possibili interruzioni o rallentamenti in caso di crisi prolungate.</p>
<h2 data-section-id="8qypwi" data-start="3891" data-end="3959"><span role="text"><strong data-start="3894" data-end="3959">Il divario italiano: costi energetici più alti della media UE</strong></span></h2>
<p data-start="3961" data-end="4247">Uno degli aspetti più critici messi in evidenza da Confartigianato riguarda il differenziale di costo energetico tra l’Italia e il resto d’Europa. Le piccole imprese italiane sostengono un onere complessivo superiore di oltre 5 miliardi di euro all’anno rispetto alla media dell’Unione.</p>
<p data-start="4249" data-end="4556">La causa principale è individuata nel peso della fiscalità e degli oneri parafiscali sulle bollette, che <strong>in Italia risultano più elevati del 68% rispetto agli altri Paesi europei</strong>. Questo squilibrio amplifica gli effetti degli shock esterni, rendendo il sistema produttivo più vulnerabile e meno competitivo.</p>
<p data-start="4558" data-end="4827">Secondo l’associazione, si tratta di un problema strutturale che non può essere risolto con interventi temporanei. Al contrario, richiede una revisione complessiva del sistema di tassazione energetica, in grado di ridurre il carico sulle imprese e favorire la crescita.</p>
<h2 data-section-id="f8660w" data-start="4829" data-end="4878"><span role="text"><strong data-start="4832" data-end="4878">Le micro e piccole imprese sotto pressione</strong></span></h2>
<p data-start="4880" data-end="5221">Il quadro delineato evidenzia una situazione particolarmente critica per le micro e piccole imprese, che costituiscono l’ossatura del tessuto economico italiano. Queste realtà, spesso caratterizzate da margini ridotti e minore capacità di assorbire gli shock, risultano le più esposte agli aumenti dei costi energetici e delle materie prime.</p>
<p data-start="5223" data-end="5509">Granelli ha sottolineato come il rischio sia quello di <strong>un effetto a catena</strong> che coinvolga produzione, occupazione ed export. L’aumento dei costi, infatti, può tradursi in una perdita di competitività sui mercati internazionali, con conseguenze dirette sulla tenuta del sistema economico.</p>
<p data-start="5511" data-end="5686">In questo contesto, l’assenza di interventi strutturali rischia di aggravare ulteriormente la situazione, trasformando una crisi congiunturale in un problema di lungo periodo.</p>
<h2 data-section-id="dfdn1v" data-start="5688" data-end="5727"><span role="text"><strong data-start="5691" data-end="5727">Emergenza o occasione di svolta?</strong></span></h2>
<p data-start="5729" data-end="6004">La crisi energetica, pur nella sua complessità, potrebbe rappresentare anche un’opportunità per ripensare il modello energetico europeo. Tuttavia, secondo Confartigianato, questo passaggio richiede scelte coraggiose e una forte capacità di coordinamento tra gli Stati membri.</p>
<p data-start="6006" data-end="6255"><strong>Il Dl carburanti, in questa prospettiva, appare come un primo passo, ma non sufficiente.</strong> Senza una strategia di ampio respiro, il rischio è quello di continuare a intervenire in modo frammentario, senza incidere sulle cause profonde delle criticità.</p>
<p data-start="6257" data-end="6461">La richiesta dell’associazione è chiara: servono politiche industriali ed energetiche integrate, capaci di sostenere la competitività delle imprese e garantire al tempo stesso una transizione sostenibile.</p>
<h2 data-section-id="15jo2hi" data-start="6463" data-end="6521"><span role="text"><strong data-start="6466" data-end="6521">La richiesta di un cambio di paradigma</strong></span></h2>
<p data-start="6523" data-end="6745">L’intervento del Governo ha offerto una risposta immediata a un problema urgente, ma non può essere considerato risolutivo. Confartigianato riconosce l’utilità delle misure adottate, ma invita a guardare oltre l’emergenza.</p>
<p data-start="6747" data-end="7036">La vera sfida, secondo Granelli, è costruire un sistema energetico più equo, stabile e competitivo, in grado di sostenere la crescita economica senza gravare eccessivamente su famiglie e imprese. Un obiettivo che può essere raggiunto solo attraverso un’azione coordinata a livello europeo.</p>
<p data-start="7038" data-end="7209">In assenza di una visione strategica condivisa, il rischio è quello di affrontare ciclicamente le stesse criticità, con costi sempre più elevati per il sistema produttivo.</p>
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<title>Viaggi in aereo nel 2026: nuove restrizioni su batterie e power bank</title>
<link>https://www.eventi.news/viaggi-in-aereo-nel-2026-nuove-restrizioni-su-batterie-e-power-bank</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Viaggiare in aereo con dispositivi elettronici è ormai la norma. Smartphone, tablet, laptop e accessori portatili accompagnano milioni di passeggeri ogni giorno. Tuttavia, proprio questi oggetti di uso quotidiano stanno diventando un punto critico per la sicurezza del trasporto aereo internazionale. Negli ultimi mesi diverse compagnie hanno aggiornato le proprie policy relative al trasporto di […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2025/07/lentepubblica-si-torna-al-passato-ok-ai-liquidi-senza-restrinzioni-nei-bagagli-a-mano-in-aereo.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 14:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Viaggi, aereo, nel, 2026:, nuove, restrizioni, batterie, power, bank</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="345" data-end="645"><strong>Viaggiare in aereo con dispositivi elettronici è ormai la norma. Smartphone, tablet, laptop e accessori portatili accompagnano milioni di passeggeri ogni giorno. Tuttavia, proprio questi oggetti di uso quotidiano stanno diventando un punto critico per la sicurezza del trasporto aereo internazionale.</strong></p>
<hr>
<p data-start="647" data-end="1025">Negli ultimi mesi diverse compagnie hanno aggiornato le proprie policy relative al trasporto di batterie al litio e power bank, introducendo regole più stringenti. Alla base di questa svolta c’è un rischio tecnico ben preciso: la cosiddetta <em data-start="888" data-end="902">fuga termica</em>, un fenomeno che può causare un rapido surriscaldamento della batteria fino a generare incendi o emissioni di gas tossici.</p>
<p data-start="1027" data-end="1427">Secondo gli esperti dell’Autorità per l’aviazione civile del Regno Unito, si tratta di eventi rari ma potenzialmente devastanti, soprattutto se si verificano in un ambiente chiuso e pressurizzato come quello di un aeromobile. La gestione di un incendio nel vano bagagli, infatti, risulta estremamente complessa rispetto a un intervento in cabina, dove il personale di bordo può agire tempestivamente.</p>
<p data-start="1429" data-end="1549">Da qui deriva una delle principali novità: il divieto generalizzato di inserire batterie al litio nel bagaglio da stiva.</p>
<h2 data-section-id="1y2eszy" data-start="1556" data-end="1610"><span role="text"><strong data-start="1559" data-end="1610">Divieto in stiva: cosa cambia per i viaggiatori</strong></span></h2>
<p data-start="1612" data-end="1796">La nuova impostazione adottata dalle <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/viaggi/" target="_blank" rel="noopener">compagnie aeree</a></span> è chiara: tutte le batterie al litio, comprese quelle contenute nei power bank, devono essere trasportate esclusivamente in cabina.</p>
<p data-start="1798" data-end="2126">La motivazione è operativa prima ancora che normativa. In caso di surriscaldamento o incendio, un dispositivo collocato nel vano di carico non può essere raggiunto rapidamente dall’equipaggio. Al contrario, se il problema si verifica tra i sedili, l’intervento può essere immediato, riducendo i rischi per passeggeri e velivolo.</p>
<p data-start="2128" data-end="2289">Questo principio, ormai condiviso a livello internazionale, ha portato le principali compagnie a uniformare – pur con alcune differenze – le proprie linee guida.</p>
<h2 data-section-id="1v4tg5k" data-start="2296" data-end="2352"><span role="text"><strong data-start="2299" data-end="2352">Ryanair: limiti precisi su dispositivi e batterie</strong></span></h2>
<p data-start="2354" data-end="2513">La compagnia irlandese ha definito regole dettagliate che riguardano sia il numero di dispositivi trasportabili sia le caratteristiche tecniche delle batterie.</p>
<p data-start="2515" data-end="2530">In particolare:</p>
<ul data-start="2532" data-end="2722">
<li data-section-id="y5bfyv" data-start="2532" data-end="2603">è consentito portare fino a <strong data-start="2562" data-end="2602">15 dispositivi elettronici personali</strong>;</li>
<li data-section-id="197n5hn" data-start="2604" data-end="2664">si possono trasportare <strong data-start="2629" data-end="2663">fino a 20 batterie di ricambio</strong>;</li>
<li data-section-id="2chlmb" data-start="2665" data-end="2722">ogni batteria non deve superare i <strong data-start="2701" data-end="2721">100 Wh (wattora)</strong>.</li>
</ul>
<p data-start="2724" data-end="2921">Un aspetto operativo rilevante riguarda il posizionamento dei power bank. Non è infatti consentito riporli nelle cappelliere. Devono essere tenuti con sé oppure collocati sotto il sedile anteriore.</p>
<p data-start="2923" data-end="3167">Inoltre, durante le fasi più delicate del volo – come decollo e atterraggio – è vietato utilizzare questi dispositivi per ricaricare altri apparecchi. Una misura che punta a ridurre al minimo ogni possibile fonte di rischio nei momenti critici.</p>
<h2 data-section-id="rebnr0" data-start="3174" data-end="3239"><span role="text"><strong data-start="3177" data-end="3239">EasyJet: attenzione a dispositivi e “valigie intelligenti”</strong></span></h2>
<p data-start="3241" data-end="3358">Anche EasyJet ha rafforzato i controlli, introducendo indicazioni specifiche sullo stato dei dispositivi elettronici.</p>
<p data-start="3360" data-end="3417">Tutti gli apparecchi trasportati in cabina devono essere:</p>
<ul data-start="3419" data-end="3535">
<li data-section-id="1bz7vxx" data-start="3419" data-end="3478"><strong data-start="3421" data-end="3445">completamente spenti</strong>, e non semplicemente in standby;</li>
<li data-section-id="1a6d9vw" data-start="3479" data-end="3535">pronti per eventuali verifiche da parte del personale.</li>
</ul>
<p data-start="3537" data-end="3657">Particolare attenzione viene riservata agli <em data-start="3581" data-end="3596">smart luggage</em>, ovvero le valigie dotate di batterie integrate e porte USB.</p>
<p data-start="3659" data-end="3674">In questi casi:</p>
<ul data-start="3676" data-end="3972">
<li data-section-id="ng8mln" data-start="3676" data-end="3752">se la batteria <strong data-start="3693" data-end="3713">non è removibile</strong>, il bagaglio non può essere accettato;</li>
<li data-section-id="1j49cdx" data-start="3753" data-end="3883">se la valigia deve essere imbarcata in stiva, il passeggero è obbligato a <strong data-start="3829" data-end="3854">rimuovere la batteria</strong> e portarla con sé in cabina;</li>
<li data-section-id="1kdjmbw" data-start="3884" data-end="3972">i contatti devono essere adeguatamente protetti per evitare cortocircuiti accidentali.</li>
</ul>
<p data-start="3974" data-end="4114">Si tratta di una delle aree più sensibili della nuova regolamentazione, vista la diffusione crescente di questi accessori tra i viaggiatori.</p>
<h2 data-section-id="rozgp9" data-start="4121" data-end="4167"><span role="text"><strong data-start="4124" data-end="4167">TUI: stop alla ricarica durante il volo</strong></span></h2>
<p data-start="4169" data-end="4287">La posizione di TUI risulta ancora più prudente su un aspetto specifico: l’utilizzo dei power bank durante il viaggio.</p>
<p data-start="4289" data-end="4449">La compagnia vieta infatti l’impiego di queste batterie per ricaricare dispositivi <strong data-start="4372" data-end="4404">per l’intera durata del volo</strong>, non solo nelle fasi operative più delicate.</p>
<p data-start="4451" data-end="4500">Inoltre, impone che ogni batteria di riserva sia:</p>
<ul data-start="4502" data-end="4628">
<li data-section-id="1rkr6w3" data-start="4502" data-end="4529">conservata singolarmente;</li>
<li data-section-id="hdscqd" data-start="4530" data-end="4628">isolata nella propria confezione oppure con i terminali coperti (ad esempio con nastro adesivo).</li>
</ul>
<p data-start="4630" data-end="4717">L’obiettivo è evitare qualsiasi contatto tra poli che possa generare un corto circuito.</p>
<h2 data-section-id="1op0d5n" data-start="4724" data-end="4775"><span role="text"><strong data-start="4727" data-end="4775">Un trend globale: non solo compagnie europee</strong></span></h2>
<p data-start="4777" data-end="4986">Le nuove restrizioni non riguardano esclusivamente il mercato europeo. Anche grandi vettori internazionali hanno adottato misure analoghe, segno di un cambiamento strutturale nel settore dell’aviazione civile.</p>
<p data-start="4988" data-end="5273">Compagnie come Emirates, così come diversi operatori asiatici, hanno già introdotto politiche più severe sul trasporto di batterie portatili. Questo allineamento globale indica una crescente attenzione verso i rischi legati all’energia mobile, sempre più diffusa nella vita quotidiana.</p>
<p data-start="5275" data-end="5399">L’aumento dei dispositivi elettronici a bordo rende infatti inevitabile un aggiornamento continuo delle regole di sicurezza.</p>
<h2 data-section-id="8e90lu" data-start="5406" data-end="5461"><span role="text"><strong data-start="5409" data-end="5461">Cosa devono sapere i passeggeri prima di partire</strong></span></h2>
<p data-start="5463" data-end="5613">Alla luce delle nuove disposizioni, chi si prepara a volare deve adottare alcune precauzioni fondamentali per evitare problemi ai controlli o al gate.</p>
<p data-start="5615" data-end="5656">Ecco le principali indicazioni operative:</p>
<ul data-start="5658" data-end="5990">
<li data-section-id="2wfn52" data-start="5658" data-end="5729"><strong data-start="5660" data-end="5714">trasportare sempre power bank e batterie in cabina</strong>, mai in stiva;</li>
<li data-section-id="1ojpxj2" data-start="5730" data-end="5808">verificare la <strong data-start="5746" data-end="5764">capacità in Wh</strong>, che non deve superare i limiti consentiti;</li>
<li data-section-id="epe2an" data-start="5809" data-end="5868">evitare di inserire questi dispositivi nelle cappelliere;</li>
<li data-section-id="tm8f63" data-start="5869" data-end="5920">proteggere i contatti delle batterie di ricambio;</li>
<li data-section-id="156cp8k" data-start="5921" data-end="5990">informarsi sulle regole specifiche della compagnia con cui si vola.</li>
</ul>
<p data-start="5992" data-end="6119">Una preparazione accurata consente di ridurre i tempi ai controlli e prevenire eventuali contestazioni al momento dell’imbarco.</p>
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<item>
<title>Crisi energetica globale: tutte le soluzioni anti&#45;caro petrolio</title>
<link>https://www.eventi.news/crisi-energetica-globale-tutte-le-soluzioni-anti-caro-petrolio</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
La crisi energetica internazionale entra in una fase sempre più critica e impone scelte rapide. Non bastano le risposte sul lato dell’offerta: per contenere l’impatto del caro-petrolio servono interventi immediati sui consumi. È questo il messaggio chiave emerso dal nuovo rapporto dell’Agenzia internazionale per l’energia (IEA), che individua una serie di misure concrete e applicabili […]
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 14:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Crisi, energetica, globale:, tutte, soluzioni, anti-caro, petrolio</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="399" data-end="809"><strong>La crisi energetica internazionale entra in una fase sempre più critica e impone scelte rapide. Non bastano le risposte sul lato dell’offerta: per contenere l’impatto del caro-petrolio servono interventi immediati sui consumi.</strong></p>
<hr>
<p data-start="399" data-end="809">È questo il messaggio chiave emerso dal nuovo rapporto dell’<span><a href="https://www.iea.org/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Agenzia internazionale per l’energia</strong></a></span> (IEA), che individua una serie di misure concrete e applicabili già nel breve periodo.</p>
<p data-start="811" data-end="1156">Il documento arriva in un contesto segnato da forti tensioni geopolitiche, con la <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/guerra/" target="_blank" rel="noopener"><strong>guerra</strong></a></span> in Medio Oriente che ha compromesso uno snodo fondamentale per il commercio globale di energia: lo Stretto di Hormuz. La conseguenza è un drastico ridimensionamento dei flussi petroliferi, con ripercussioni dirette sui prezzi e sulla stabilità dei mercati.</p>
<h2 data-section-id="1tg3uv7" data-start="1163" data-end="1222"><span role="text"><strong data-start="1166" data-end="1222">Una crisi senza precedenti per il mercato energetico</strong></span></h2>
<p data-start="1224" data-end="1482">Secondo l’IEA, il conflitto ha generato la più grave interruzione dell’offerta nella storia del mercato petrolifero globale. Il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, da cui transitava circa un quinto del consumo mondiale di petrolio, si è quasi azzerato.</p>
<p data-start="1484" data-end="1528">Questo blocco ha prodotto effetti immediati:</p>
<ul data-start="1530" data-end="1727">
<li data-section-id="blmc20" data-start="1530" data-end="1582">prezzi del greggio oltre i 100 dollari al barile</li>
<li data-section-id="ha3jra" data-start="1583" data-end="1648">aumenti ancora più marcati per diesel, carburante aereo e GPL</li>
<li data-section-id="rcsud2" data-start="1649" data-end="1727">riduzione significativa delle esportazioni energetiche dai Paesi del Golfo</li>
</ul>
<p data-start="1729" data-end="2004">Anche il gas naturale liquefatto (GNL) ha subito un contraccolpo importante, con un calo delle forniture globali stimato intorno al 20%. In parallelo, i mercati europei e asiatici registrano un’impennata dei prezzi, aggravata da scorte già ridotte dopo la stagione invernale.</p>
<h2 data-section-id="1e01w72" data-start="2011" data-end="2046"><span role="text"><strong data-start="2014" data-end="2046">Perché le scorte non bastano</strong></span></h2>
<p data-start="2048" data-end="2261">Per fronteggiare l’emergenza, i Paesi membri dell’IEA hanno deciso il rilascio coordinato di oltre 400 milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche, il più grande intervento mai realizzato dall’Agenzia.</p>
<p data-start="2263" data-end="2430">Tuttavia, questa misura da sola non è sufficiente. Le scorte possono tamponare temporaneamente lo shock, ma non compensano la perdita prolungata dei flussi energetici.</p>
<p data-start="2432" data-end="2594">È per questo che l’attenzione si sposta sulla domanda: ridurre i consumi diventa una leva fondamentale per contenere i prezzi e garantire la sicurezza energetica.</p>
<h2 data-section-id="195fygb" data-start="2601" data-end="2669"><span role="text"><strong data-start="2604" data-end="2669">Smart working e mobilità: le prime leve per ridurre i consumi</strong></span></h2>
<p data-start="2671" data-end="2888">Tra le azioni più immediate individuate dall’IEA spicca il ricorso al lavoro da remoto. Dove possibile, lo smart working consente di abbattere significativamente l’uso di carburante legato agli spostamenti quotidiani.</p>
<p data-start="2890" data-end="3120">Accanto a questo, una delle misure più incisive riguarda la riduzione dei limiti di velocità sulle autostrade. Un abbassamento di almeno 10 km/h può generare risparmi sensibili sia per i veicoli privati sia per il trasporto merci.</p>
<p data-start="3122" data-end="3304">Il settore dei trasporti stradali, infatti, rappresenta circa il 45% della domanda globale di petrolio. Intervenire su questo ambito significa agire sulla principale voce di consumo.</p>
<h2 data-section-id="qzxg9" data-start="3311" data-end="3376"><span role="text"><strong data-start="3314" data-end="3376">Trasporti pubblici e condivisione: meno auto, meno consumi</strong></span></h2>
<p data-start="3378" data-end="3560">Un altro pilastro della strategia riguarda il cambio delle abitudini di mobilità. L’Agenzia invita a incentivare l’uso dei mezzi pubblici, riducendo la dipendenza dalle auto private.</p>
<p data-start="3562" data-end="3586">Tra le opzioni proposte:</p>
<ul data-start="3588" data-end="3727">
<li data-section-id="jyi7rf" data-start="3588" data-end="3640">accessi alternati per le auto nelle grandi città</li>
<li data-section-id="1bcnaiu" data-start="3641" data-end="3680">maggiore diffusione del car sharing</li>
<li data-section-id="10lqhtu" data-start="3681" data-end="3727">promozione di pratiche di guida efficiente</li>
</ul>
<p data-start="3729" data-end="3897">Anche la logistica può contribuire: una migliore organizzazione delle consegne e l’ottimizzazione dei carichi permettono di ridurre il consumo di diesel in modo rapido.</p>
<h2 data-section-id="kl9t6l" data-start="3904" data-end="3968"><span role="text"><strong data-start="3907" data-end="3968">Meno voli e più alternative: il ruolo del trasporto aereo</strong></span></h2>
<p data-start="3970" data-end="4202">Il comparto dell’aviazione è tra quelli più colpiti dall’aumento dei costi energetici. Per questo, l’IEA suggerisce di limitare i voli, soprattutto quando esistono alternative valide come treni ad alta velocità o riunioni da remoto.</p>
<p data-start="4204" data-end="4340">La riduzione dei viaggi d’affari rappresenta una delle leve più efficaci per contenere la domanda di carburante aereo nel breve termine.</p>
<h2 data-section-id="1p04r6g" data-start="4347" data-end="4407"><span role="text"><strong data-start="4350" data-end="4407">GPL e consumi domestici: priorità agli usi essenziali</strong></span></h2>
<p data-start="4409" data-end="4643">Un’attenzione particolare è riservata al gas di petrolio liquefatto (GPL), la cui disponibilità è sotto pressione. L’indicazione è di privilegiare gli utilizzi essenziali, come la cucina domestica, limitandone l’impiego nei trasporti.</p>
<p data-start="4645" data-end="4865">Parallelamente, viene incoraggiata la diffusione di soluzioni alternative più sostenibili, come i sistemi di cottura elettrici. Questo approccio evita il ritorno a combustibili più inquinanti e tutela la salute pubblica.</p>
<h2 data-section-id="10nrzki" data-start="4872" data-end="4938"><span role="text"><strong data-start="4875" data-end="4938">Industria: efficienza e flessibilità per ridurre la domanda</strong></span></h2>
<p data-start="4940" data-end="5046">Anche il settore industriale è chiamato a fare la sua parte. Le aziende possono intervenire su due fronti:</p>
<ul data-start="5048" data-end="5192">
<li data-section-id="1gvswxa" data-start="5048" data-end="5108">sostituire il GPL con altre materie prime, come la nafta</li>
<li data-section-id="nv1buz" data-start="5109" data-end="5192">migliorare l’efficienza degli impianti attraverso manutenzione e ottimizzazione</li>
</ul>
<p data-start="5194" data-end="5316">Si tratta di interventi tecnicamente semplici, ma capaci di liberare risorse energetiche da destinare agli usi prioritari.</p>
<h2 data-section-id="t8hc48" data-start="5323" data-end="5391"><span role="text"><strong data-start="5326" data-end="5391">Il ruolo dei governi: incentivi mirati e interventi selettivi</strong></span></h2>
<p data-start="5393" data-end="5635">Le istituzioni pubbliche hanno un compito centrale nel coordinare la risposta alla crisi. Secondo l’IEA, le politiche più efficaci sono quelle mirate, in grado di sostenere le fasce più vulnerabili senza generare squilibri nei conti pubblici.</p>
<p data-start="5637" data-end="5826">Le esperienze del passato dimostrano che i sussidi generalizzati sono meno sostenibili rispetto agli aiuti selettivi. Per questo, si punta su incentivi mirati e regolamentazioni temporanee.</p>
<h2 data-section-id="18ewm9d" data-start="5833" data-end="5888"><span role="text"><strong data-start="5836" data-end="5888">Una strategia globale per affrontare l’emergenza</strong></span></h2>
<p data-start="5890" data-end="6077">Le misure proposte non sono nuove: molte sono già state adottate in precedenti crisi energetiche. La differenza, oggi, sta nella scala e nella rapidità con cui devono essere implementate.</p>
<p data-start="6079" data-end="6145">Se applicate in modo diffuso, queste azioni possono contribuire a:</p>
<ul data-start="6147" data-end="6278">
<li data-section-id="1im12lm" data-start="6147" data-end="6183">ridurre la pressione sui mercati</li>
<li data-section-id="1g37jru" data-start="6184" data-end="6229">contenere i costi per cittadini e imprese</li>
<li data-section-id="7l37g2" data-start="6230" data-end="6278">preservare le risorse per gli usi essenziali</li>
</ul>
<p data-start="6280" data-end="6462">Resta però un elemento decisivo: il ripristino dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz. Senza una soluzione sul piano geopolitico, ogni intervento avrà effetti limitati nel tempo.</p>
<h2 data-section-id="1nddc5g" data-start="6469" data-end="6528"><span role="text"><strong data-start="6472" data-end="6528">Tra emergenza e cambiamento strutturale</strong></span></h2>
<p data-start="6530" data-end="6765">La crisi energetica in corso rappresenta una sfida immediata, ma anche un’opportunità per ripensare i modelli di consumo. L’attenzione alla domanda, fino a oggi spesso trascurata, diventa un pilastro della strategia energetica globale.</p>
<p data-start="6767" data-end="6951">Ridurre gli sprechi, migliorare l’efficienza e modificare le abitudini quotidiane non sono più scelte opzionali, ma strumenti necessari per affrontare un contesto sempre più instabile.</p>
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<title>Cybersecurity, fino a 20mila euro per le PMI per tutto il 2026: ecco come ottenerli</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Cybersecurity e cloud, fino a 20mila euro per le PMI: come funziona il nuovo voucher 2026. In un contesto economico sempre più digitalizzato, la sicurezza informatica non rappresenta più un’opzione, ma una necessità strategica. Se in passato gli attacchi cyber colpivano prevalentemente grandi multinazionali o infrastrutture critiche, oggi il bersaglio si è spostato: a essere […]
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 14:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Cybersecurity, fino, 20mila, euro, per, PMI, per, tutto, 2026:, ecco, come, ottenerli</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Cybersecurity e cloud, fino a 20mila euro per le PMI: come funziona il nuovo voucher 2026.</strong></p>
<hr>
<p data-start="344" data-end="750">In un contesto economico sempre più digitalizzato, la sicurezza informatica non rappresenta più un’opzione, ma una necessità strategica. Se in passato gli attacchi cyber colpivano prevalentemente grandi multinazionali o infrastrutture critiche, oggi il bersaglio si è spostato: a essere più esposte risultano le <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/imprese/" target="_blank" rel="noopener">piccole e medie imprese</a></span> e i lavoratori autonomi, spesso privi di adeguati strumenti di difesa.</p>
<p data-start="752" data-end="1025">Proprio per rafforzare la resilienza digitale del tessuto produttivo nazionale, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha introdotto il <span><a href="https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/sostegno-alla-domanda-di-servizi-di-cloud-computing-e-cyber-security" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="896" data-end="929">Voucher Cloud e Cybersecurity</strong></a></span>, una misura pensata per sostenere gli investimenti in tecnologie avanzate e servizi innovativi.</p>
<p data-start="1027" data-end="1240">L’obiettivo è chiaro: incentivare l’adozione di soluzioni più sicure ed evolute rispetto a quelle già in uso, favorendo un salto di qualità nella gestione dei dati e nella protezione delle infrastrutture digitali.</p>
<h2 data-section-id="1v4j4h7" data-start="1247" data-end="1306"><span role="text"><strong data-start="1250" data-end="1306">Voucher Cloud e Cybersecurity: cos’è e cosa finanzia</strong></span></h2>
<p data-start="1308" data-end="1537">Il provvedimento, disciplinato dal decreto ministeriale del 18 luglio 2025, punta a stimolare la domanda di servizi legati al cloud computing e alla sicurezza informatica, sostenendo economicamente l’acquisto di nuove tecnologie.</p>
<p data-start="1539" data-end="1784">Nel dettaglio, il voucher consente di ottenere un contributo a fondo perduto per l’acquisizione di strumenti hardware, software e servizi digitali avanzati, a condizione che rappresentino un miglioramento rispetto alle dotazioni già disponibili.</p>
<p data-start="1786" data-end="1837">Tra le principali soluzioni finanziabili rientrano:</p>
<ul data-start="1839" data-end="2671">
<li data-section-id="1qj8zwq" data-start="1839" data-end="1984"><strong data-start="1841" data-end="1878">Dispositivi di sicurezza hardware</strong>, come firewall di nuova generazione, sistemi di prevenzione delle intrusioni e apparati di rete avanzati;</li>
<li data-section-id="skj2do" data-start="1985" data-end="2114"><strong data-start="1987" data-end="2013">Software di protezione</strong>, tra cui antivirus evoluti, sistemi di monitoraggio e strumenti per la gestione delle vulnerabilità;</li>
<li data-section-id="xu18k4" data-start="2115" data-end="2204"><strong data-start="2117" data-end="2147">Tecnologie di crittografia</strong> e piattaforme per la gestione degli eventi di sicurezza;</li>
<li data-section-id="1bf74l6" data-start="2205" data-end="2343"><strong data-start="2207" data-end="2224">Servizi cloud</strong> sia infrastrutturali (IaaS e PaaS) sia applicativi (SaaS), inclusi database, storage, backup e ambienti virtualizzati;</li>
<li data-section-id="v3jmqq" data-start="2344" data-end="2448"><strong data-start="2346" data-end="2383">Applicazioni gestionali aziendali</strong>, come ERP, CRM, software contabili e strumenti per l’e-commerce;</li>
<li data-section-id="nzydbk" data-start="2449" data-end="2547"><strong data-start="2451" data-end="2503">Soluzioni integrate con intelligenza artificiale</strong>, sempre più diffuse nei processi aziendali;</li>
<li data-section-id="kvcswk" data-start="2548" data-end="2671"><strong data-start="2550" data-end="2618">Servizi professionali di configurazione, gestione e monitoraggio</strong>, entro un limite massimo del 30% del piano di spesa.</li>
</ul>
<p data-start="2673" data-end="2807">Restano escluse le spese per tecnologie che replicano funzionalità già presenti in azienda, evitando così duplicazioni non innovative.</p>
<h2 data-section-id="4rh590" data-start="2814" data-end="2872"><span role="text"><strong data-start="2817" data-end="2872">A chi si rivolge il bonus e quali requisiti servono</strong></span></h2>
<p data-start="2874" data-end="3148">La misura è destinata a <strong data-start="2898" data-end="2927">PMI e lavoratori autonomi</strong> operanti su tutto il territorio nazionale. Per accedere al contributo è necessario soddisfare alcuni requisiti minimi, tra cui la disponibilità di una connessione internet con velocità in download pari ad almeno 30 Mbps.</p>
<p data-start="3150" data-end="3350">Un altro elemento fondamentale riguarda i fornitori: i servizi e i prodotti acquistati devono provenire esclusivamente da operatori accreditati in un apposito elenco ufficiale istituito dal Ministero.</p>
<p data-start="3352" data-end="3469">Questo sistema garantisce standard qualitativi elevati e riduce il rischio di investimenti inefficaci o non conformi.</p>
<h2 data-section-id="okpidt" data-start="3476" data-end="3529"><span role="text"><strong data-start="3479" data-end="3529">Dotazione finanziaria e importo del contributo</strong></span></h2>
<p data-start="3531" data-end="3741">Il Voucher Cloud e Cybersecurity può contare su una dotazione complessiva di <strong data-start="3608" data-end="3631">150 milioni di euro</strong>, finanziata attraverso le risorse del Fondo sviluppo e coesione (FSC) relative alla programmazione 2014-2020.</p>
<p data-start="3743" data-end="3851">Le agevolazioni vengono concesse sotto forma di contributo a fondo perduto, con le seguenti caratteristiche:</p>
<ul data-start="3853" data-end="4008">
<li data-section-id="1cnezma" data-start="3853" data-end="3905">copertura fino al <strong data-start="3873" data-end="3904">50% delle spese ammissibili</strong>;</li>
<li data-section-id="72pmmv" data-start="3906" data-end="3959">importo massimo concedibile pari a <strong data-start="3943" data-end="3958">20.000 euro</strong>;</li>
<li data-section-id="1120ngp" data-start="3960" data-end="4008">investimento minimo richiesto: <strong data-start="3993" data-end="4007">4.000 euro</strong>.</li>
</ul>
<p data-start="4010" data-end="4121">Si tratta, quindi, di un incentivo concreto, pensato per sostenere anche le realtà di dimensioni più contenute.</p>
<h2 data-section-id="hr6e1i" data-start="4128" data-end="4174"><span role="text"><strong data-start="4131" data-end="4174">Modalità di spesa e durata dei progetti</strong></span></h2>
<p data-start="4176" data-end="4271">Le imprese possono accedere al voucher scegliendo diverse modalità di acquisizione dei servizi:</p>
<ul data-start="4273" data-end="4385">
<li data-section-id="6w87pe" data-start="4273" data-end="4318">acquisto diretto di soluzioni tecnologiche;</li>
<li data-section-id="1y6ji4r" data-start="4319" data-end="4351">sottoscrizione di abbonamenti;</li>
<li data-section-id="mv3zeo" data-start="4352" data-end="4385">combinazione delle due opzioni.</li>
</ul>
<p data-start="4387" data-end="4455">La durata dei progetti varia in base alla tipologia di investimento:</p>
<ul data-start="4457" data-end="4615">
<li data-section-id="q27rqj" data-start="4457" data-end="4507">fino a <strong data-start="4466" data-end="4477">12 mesi</strong> nel caso di acquisti diretti;</li>
<li data-section-id="1gv6wbi" data-start="4508" data-end="4615">almeno <strong data-start="4517" data-end="4528">24 mesi</strong> per i servizi in abbonamento (con spese riconosciute limitatamente ai primi due anni).</li>
</ul>
<p data-start="4617" data-end="4734">Questa flessibilità consente alle imprese di adattare gli investimenti alle proprie esigenze operative e finanziarie.</p>
<h2 data-section-id="1w299uh" data-start="4741" data-end="4795"><span role="text"><strong data-start="4744" data-end="4795">Erogazione dei fondi: come avviene il pagamento</strong></span></h2>
<p data-start="4797" data-end="4846">Il contributo viene erogato in una o due tranche:</p>
<ul data-start="4848" data-end="4970">
<li data-section-id="1f0vfr5" data-start="4848" data-end="4923">una prima quota, al raggiungimento di almeno il 50% delle spese previste;</li>
<li data-section-id="uh8vg9" data-start="4924" data-end="4970">il saldo finale, a conclusione del progetto.</li>
</ul>
<p data-start="4972" data-end="5075">In alternativa, è possibile richiedere l’erogazione in un’unica soluzione al termine dell’investimento.</p>
<p data-start="5077" data-end="5203">Questo meccanismo consente di accompagnare progressivamente le imprese durante l’implementazione delle soluzioni tecnologiche.</p>
<h2 data-section-id="1c5z7dm" data-start="5210" data-end="5266"><span role="text"><strong data-start="5213" data-end="5266">Fornitori accreditati: come funziona l’iscrizione</strong></span></h2>
<p data-start="5268" data-end="5445">Un elemento chiave della misura riguarda la creazione di un elenco ufficiale di fornitori qualificati. Solo i soggetti iscritti potranno offrire servizi e prodotti finanziabili.</p>
<p data-start="5447" data-end="5622">Dal <strong data-start="5451" data-end="5471">27 febbraio 2026</strong> è attiva la fase di preregistrazione, che consente alle aziende interessate di inserire i propri dati sulla piattaforma dedicata gestita da Invitalia.</p>
<p data-start="5624" data-end="5684">La procedura completa di iscrizione sarà invece disponibile:</p>
<ul data-start="5686" data-end="5769">
<li data-section-id="1c6ul4t" data-start="5686" data-end="5724">dalle ore 12:00 del <strong data-start="5708" data-end="5724">4 marzo 2026</strong></li>
<li data-section-id="zpxpbe" data-start="5725" data-end="5769">fino alle ore 12:00 del <strong data-start="5751" data-end="5769">23 aprile 2026</strong></li>
</ul>
<p data-start="5771" data-end="5903">Per accreditarsi, i fornitori devono dimostrare il possesso di specifici requisiti tecnici e organizzativi previsti dalla normativa.</p>
<p data-start="5905" data-end="6038">L’iscrizione rappresenta un passaggio obbligatorio: solo i servizi certificati potranno essere acquistati dalle imprese beneficiarie.</p>
<h2 data-section-id="se4wgf" data-start="6045" data-end="6108"><span role="text"><strong data-start="6048" data-end="6108">Un’opportunità strategica per la trasformazione digitale</strong></span></h2>
<p data-start="6110" data-end="6266">Il Voucher Cloud e Cybersecurity si inserisce in un quadro più ampio di politiche pubbliche orientate alla digitalizzazione del sistema produttivo italiano.</p>
<p data-start="6268" data-end="6597">Per molte PMI, spesso in ritardo nell’adozione di tecnologie avanzate, questa misura può rappresentare un punto di svolta. Investire in sicurezza informatica e infrastrutture cloud non significa solo proteggersi da attacchi esterni, ma anche migliorare l’efficienza operativa, la gestione dei dati e la competitività sul mercato.</p>
<p data-start="6599" data-end="6749">In un’epoca in cui il rischio cyber è in costante crescita, rafforzare le difese digitali diventa un fattore determinante per la continuità aziendale.</p>
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</item>

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<title>Digitalizzazione delle procedure fiscali: ecco come si sta adeguando l&amp;apos;Italia</title>
<link>https://www.eventi.news/digitalizzazione-delle-procedure-fiscali-ecco-come-si-sta-adeguando-litalia</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
La digitalizzazione delle procedure fiscali costituisce oggi il fulcro della strategia di integrazione economica all’interno dell’Unione Europea, un percorso che è iniziato con l’armonizzazione dei tributi indiretti e che ora è giunto a una fase di profonda trasformazione tecnologica. La trasparenza e l’immediatezza dei dati fiscali rappresentano strumenti essenziali per contrastare l’evasione e favorire la […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2025/12/lentepubblica-fisco-e-pressione-fiscale-cosa-emerge-dal-report-ocse-revenue-statistics-2025.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 08:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Digitalizzazione, delle, procedure, fiscali:, ecco, come, sta, adeguando, lItalia</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>La <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/digitalizzazione/" target="_blank" rel="noopener">digitalizzazione</a></span> delle procedure fiscali costituisce oggi il fulcro della strategia di integrazione economica all’interno dell’Unione Europea, un percorso che è iniziato con l’armonizzazione dei tributi indiretti e che ora è giunto a una fase di profonda trasformazione tecnologica.</strong></p>
<hr>
<p>La trasparenza e l’immediatezza dei dati fiscali rappresentano strumenti essenziali per contrastare l’evasione e favorire la libera circolazione di beni e servizi. Anche il nostro Paese deve dunque adeguarsi ai nuovi standard comunitari attraverso il <span><a href="https://www.affarieuropei.gov.it/it/normativa/legge-di-delegazione-europea/legge-delegazione-europea-2025/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Disegno di Legge di delegazione europea 2025</strong></a></span>, un provvedimento che recepisce una serie di direttive fondamentali per la modernizzazione del prelievo fiscale e la gestione dei flussi finanziari transfrontalieri.</p>
<h2>In cosa consiste la riforma?</h2>
<p>Elemento centrale di questa riforma risiede nel pacchetto denominato “<strong><em>Vat in the Digital Age</em></strong>”, un’iniziativa legislativa che mira a colmare le <strong>lacune del sistema IVA</strong> attuale, adeguandolo alle sfide poste dall’economia digitale. Il piano d’azione prevede una tabella di marcia piuttosto serrata: entro il <strong>1° luglio 2030</strong>, l’interscambio documentale digitale diventerà lo standard obbligatorio per ogni transazione tra imprese residenti in Stati membri differenti, con l’obiettivo finale di giungere a un <strong>allineamento totale</strong> di tutti i sistemi nazionali entro il <strong>2035</strong>. Secondo alcune stime, questa transizione dovrebbe generare un ritorno economico imponente, quantificabile in oltre 200 miliardi di euro nell’arco di un decennio, grazie alla riduzione degli oneri burocratici e alla maggiore efficienza nel recupero dell’imposta.</p>
<h3>Piattaforme digitali</h3>
<p>Il primo pilastro della nuova strategia riguarda il ruolo delle <strong>piattaforme digitali</strong> nei settori dei <strong>trasporti passeggeri</strong> e dell’<strong>ospitalità a breve termine</strong>. La normativa sposta la responsabilità del <strong>versamento dell’IVA</strong> direttamente sui gestori delle infrastrutture online, che opereranno come fornitori presunti nei casi in cui gli operatori sottostanti non siano identificati o non assolvano autonomamente al tributo.</p>
<h3>Sportello unico “One Stop Shop”</h3>
<p>Parallelamente, la registrazione unica IVA si espanderà attraverso l’evoluzione dello <strong>sportello unico “<em>One Stop Shop</em>”</strong>, permettendo agli operatori economici di gestire le proprie obbligazioni fiscali in tutta l’Unione attraverso un unico portale nazionale, eliminando la necessità di identificazioni multiple in ogni Paese di destinazione delle merci.</p>
<h3>Commercio elettronico e multinazionali</h3>
<p>La riforma tocca anche le dinamiche del <strong>commercio elettronico internazionale</strong> e della <strong>tassazione dei grandi gruppi multinazionali</strong>. Le piattaforme che facilitano le vendite a distanza di beni importati vedranno rafforzato il proprio ruolo di sostituti d’imposta, diventando i soggetti debitori dell’IVA all’importazione per garantire un gettito costante e monitorato.</p>
<h3>Tassazione societaria globale</h3>
<p>Sul fronte della <strong>tassazione societaria globale</strong>, l’accordo recepisce lo scambio automatico di informazioni riguardanti la <em>Global Minimum Tax</em>, inserendosi nel cd. <strong>Secondo Pilastro</strong> della riforma fiscale internazionale. Questo meccanismo di cooperazione amministrativa nel settore fiscale – con il recepimento della direttiva UE 2025/872 (DAC9) – consentirà alle autorità nazionali di monitorare l’effettiva applicazione di un’aliquota minima per le multinazionali, riducendo gli incentivi al trasferimento dei profitti verso giurisdizioni a bassa fiscalità.</p>
<p> </p>
<p>Infine, il quadro normativo si completa con un’importante <strong>semplificazione delle procedure finanziarie</strong> relative ai <strong>pagamenti transfrontalieri</strong>. L’introduzione di un certificato digitale di esenzione IVA sostituirà i vecchi modelli cartacei, mentre nuove regole uniformi accelereranno il rimborso delle ritenute alla fonte applicate su dividendi e interessi corrisposti tra soggetti residenti in diversi Stati UE.</p>
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<title>Giro di vite sulla dichiarazione dei redditi: cosa cambia?</title>
<link>https://www.eventi.news/giro-di-vite-sulla-dichiarazione-dei-redditi-cosa-cambia</link>
<guid>https://www.eventi.news/giro-di-vite-sulla-dichiarazione-dei-redditi-cosa-cambia</guid>
<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Potrebbe nascondere un’amara scoperta la prossima dichiarazione dei redditi per molte famiglie italiane. Nel 730 di quest’anno infatti sono in arrivo nuovi obblighi da rispettare e si riducono invece le spese scaricabili. Le detrazioni fiscali per il 2026, infatti, saranno calcolate in base al neo introdotto quoziente familiare. Previsti anche nuovi tetti alle detrazioni legati […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2024/11/lentepubblica-taglio-del-cuneo-fiscale-nella-manovra-2025-penalizzati-lavoratori-a-basso-reddito.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 08:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Giro, vite, sulla, dichiarazione, dei, redditi:, cosa, cambia</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Potrebbe nascondere un’amara scoperta la prossima dichiarazione dei redditi per molte famiglie italiane. Nel <a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/quando-e-come-presentare-il-730-2026-cittadini" target="_blank" rel="noopener">730</a> di quest’anno infatti sono in arrivo nuovi obblighi da rispettare e si riducono invece le spese scaricabili.</strong></p>
<hr>
<p>Le detrazioni fiscali per il 2026, infatti, saranno calcolate in base al neo introdotto quoziente familiare. Previsti anche nuovi tetti alle detrazioni legati a reddito modulati in base al numero di figli e anche alla tipologia di immobili di proprietà.</p>
<h2>Molti i cambiamenti per le detrazioni</h2>
<p>La dichiarazione dei redditi 2026, riferita ai redditi percepiti nel corso del 2025 vedrà numerosi e profondi cambiamenti. Una vera riorganizzazione strutturale, in cui la composizione del nucleo familiare e la soglia di reddito diventano gli unici elementi per orientarsi tra rimborsi e debiti d’imposta. Chi dispone di redditi medio-alti vedrà assottigliarsi i propri margini di rimborso. Stop agli sconti indiscriminati, sulla base di quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2025. Il risparmio d’imposta andrà in allineamento con la capacità contributiva reale, introducendo per la prima volta un meccanismo di quoziente familiare.</p>
<h2>Figli ok, ma sotto i 30anni</h2>
<p>La prima grande novità riguarda la decisione di eliminare la possibilità di detrazioni per i figli a carico con età superiore ai 30 anni. Restano detraibili solo nel caso di presenza nel nucleo di soggetti affetti da disabilità. Cambia il perimetro dei soggetti che possono beneficiare delle detrazioni, con l’introduzione della soglia di 75.000 euro annui di reddito.  Per questi contribuenti più benestanti viene fissato un tetto massimo di oneri detraibili basato su di un complesso sistema di coefficienti che premiano la numerosità del nucleo.</p>
<h2>La soglia a 75mila euro</h2>
<p>Chi si trova nella fascia tra 75.000 e 100.000 euro parte da una base di 14.000 euro come massimale, che scende a 8.000 euro per chi supera i 100.000 euro di reddito complessivo. Come abbiamo detto l’effettiva spesa scaricabile viene però determinata moltiplicando tali importi per coefficienti specifici.</p>
<h2>I coefficenti</h2>
<p>Un contribuente senza figli applica lo 0,50%, vedendo il proprio tetto massimo crollare a 7.000 euro o addirittura a 4.000 se supera i 100.000 di reddito. La presenza di un solo figlio alza il coefficiente allo 0,70%, portando il tetto a 9.800 o 5.600 euro a seconda della fascia di reddito. Con due figli si arriva allo 0,85%, ovvero 11.900 o 6.800 euro di spese ammesse. Il massimale scatta a favore di chi ha tre o più figli, o almeno un figlio con disabilità accertata, può vantare il coefficiente pieno dell’1%, saturando il massimale di 14.000 o 8.000 euro.</p>
<p>Rimane invariata la situazione per i redditi sotta soglia. Ai fini fiscali sono considerati familiari a carico coloro che non superano la soglia di reddito di 2.840,51 euro, limite che sale a 4.000 euro per i figli fino ai 24 anni.</p>
<h2>Il quadro E</h2>
<p>Un’altra importantissima innovazione nel nuovo Modello 730 è una novità che potremmo definire di ‘procedura’. Nel Quadro E vi è la possibilità di selezionare la casella del riordino delle detrazioni non automatizzato. Barrando questa opzione, il contribuente potrà avere il controllo diretto sulla selezione delle spese da imputare al calcolo, assicurandosi di non superare il massimale imposto dal quoziente familiare senza, però, rinunciare alla flessibilità di scegliere quali voci privilegiare.</p>
<h2>Ancora ampio il ventaglio di spese detraibili</h2>
<p>Proprio nel Quadro E del Modello 730/2026è infatti presente l’ampio elenco delle spese detraibili. Come sempre è obbligatorio che i pagamenti risultino completamente tracciabili. Nell’elenco, oltre alle consuete spese sanitarie e veterinarie, soggette alla invariata franchigia di 129,11 euro, il contribuente può trovare numerose altre possibilità di recuperare alcune spese sostenute in situazioni di difficoltà. Nello stesso capitolo anche le spese funebri. È possibile recuperare gli oneri per l’assistenza personale in caso di non autosufficienza, per i servizi di interpretariato dei soggetti sordi e per l’acquisto di veicoli o cani guida per disabili. Si alla detrazione di premi assicurativi sulla vita, contro gli infortuni o a tutela del rischio di non autosufficienza e calamità. Nelle possibilità previste dal riordino fiscale quest’anno sono ricomprese anche le spese per i disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), sia per minori che per maggiorenni.</p>
<h2>Ok per la formazione</h2>
<p>Sempre in merito l’ambito scolastico e formativo la formazione si configura una sezione rilevante delle agevolazioni. Le spese di istruzione sono ampliamente recuperabili con la presenza dei costi asili nido, università e master, con il limite che sale a 1.000 euro, a cui si aggiungono le detrazioni per i canoni di locazione degli studenti fuori sede e gli abbonamenti ai trasporti pubblici locali e regionali.</p>
<h2>Si allo sport e alla musica</h2>
<p>Un po’ di ossigeno per le famiglie che possono recuperare un po’ di detrazioni anche dalle attività sportive dei ragazzi, dalle iscrizioni ai conservatori o agli istituti AFAM e persino i contributi versati per il riscatto degli anni di laurea dei familiari a carico.</p>
<h2>Erogazioni liberali</h2>
<p>Sempre più italiani saranno interessati dalla possibilità che riguarda le erogazioni liberali, che nel 730/2026 mantengono percorsi differenziati. La maggior parte delle donazioni a favore di istituti scolastici, popolazioni colpite da calamità, associazioni sportive dilettantistiche, Onlus, Enti del Terzo Settore e fondazioni culturali o musicali continuerà a godere di un’aliquota del 19%. Sale al 26%. Il recupero in caso di donazioni ai partiti politici e anche per le cifre donate al parroco, se effettuate con strumenti tracciabili come il bonifico, possono rientrare tra gli oneri detraibili al 26% ai sensi del TUIR.</p>
<h2>La casa ancora al centro</h2>
<p>Sul fronte<span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/bonus-casa-2026-guida-completa-per-non-perdere-le-detrazioni/" target="_blank" rel="noopener"> abitazioni</a></span> e similari, restano deducibili gli interessi sui mutui per l’abitazione principale, i compensi versati agli intermediari immobiliari, le spese notarili e quelle condominiali. Anche i costi per il leasing immobiliare destinato all’abitazione principale e le spese per la manutenzione di beni rientrano nella lista, a patto di rispettare gli obblighi di protezione e restauro previsti dalla legge.</p>
<h2>Edilizia e bonus</h2>
<p>Sul fronte degli interventi in edilizia pesanti tagli erano già intervenuti ad opera della Legge di Bilancio 2025. Le aliquote per Ecobonus, Sismabonus, Bonus Ristrutturazioni e Bonus Mobili restano integre solo per l’abitazione principale, mentre per le seconde case e le proprietà ulteriori ottengono benefici di molto ridotti fin quasi a comprometterne la convenienza. Restano comunque attivi il Bonus Verde con detrazione al 36% fino a 5.000 euro di spesa, il Bonus Sicurezza e quello per l’abbattimento delle barriere architettoniche.</p>
<p>Innovativa a favore del contribuente e a sua garanzia, la possibilità di correggere gli errori del passato. Un pronunciamento della Corte di Cassazione, l’ord. n. 14889del 28 maggio 2024, ha confermato il diritto di recupere entro 5 anni una detrazione spettante che sia stata dimenticata, presentando una dichiarazione integrativa. Questo significa che il beneficio non è perso per sempre, ma può essere riscattato anche se non era stato menzionato nella dichiarazione ordinaria originale.</p>
<p> </p>
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<title>La garanzia provvisoria nelle procedure aperte sottosoglia nel nuovo Codice Appalti</title>
<link>https://www.eventi.news/la-garanzia-provvisoria-nelle-procedure-aperte-sottosoglia-nel-nuovo-codice-appalti</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
La garanzia provvisoria nelle procedure aperte sottosoglia alla luce del d.lgs. 36/2023: chiarimenti e orientamenti del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Focus a cura di Luca Leccisotti. La garanzia provvisoria è un istituto regolato principalmente dagli articoli 53 e 106 del Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023). L’articolo 53 disciplina in generale le garanzie […]
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<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 08:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>garanzia, provvisoria, nelle, procedure, aperte, sottosoglia, nel, nuovo, Codice, Appalti</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>La garanzia provvisoria nelle procedure aperte sottosoglia alla luce del d.lgs. 36/2023: chiarimenti e orientamenti del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Focus a cura di <span><a href="https://lentepubblica.it/author/luca-leccisotti/" target="_blank" rel="noopener">Luca Leccisotti</a></span>.</strong></p>
<hr>
<p>La garanzia provvisoria è un istituto regolato principalmente dagli articoli 53 e 106 del Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023). L’articolo 53 disciplina in generale le garanzie richieste ai partecipanti nelle procedure di affidamento dei contratti pubblici, mentre l’articolo 106 disciplina specificamente gli affidamenti sottosoglia.</p>
<p>Tale distinzione normativa ha generato dubbi interpretativi sulla corretta applicazione e richiesta della garanzia provvisoria nelle procedure aperte di importo inferiore alla soglia comunitaria, da cui è scaturita la necessità di intervento chiarificatore da parte del MIT.</p>
<h2>Il caso</h2>
<p>La questione specifica sottoposta al MIT riguarda la corretta individuazione della disposizione del Codice applicabile per determinare l’obbligo della garanzia provvisoria nelle procedure aperte sottosoglia: se l’articolo 53 (disposizione generale sulle garanzie) o l’articolo 106 (norma speciale per gli affidamenti sottosoglia).</p>
<p>La soluzione al quesito è fondamentale per consentire alle stazioni appaltanti di operare scelte coerenti e corrette, evitando illegittimità e contestazioni nelle procedure di gara.</p>
<h2>Il Parere del MIT n. 3276 del 27 febbraio 2025</h2>
<p>Nel parere n. 3276, il Supporto Giuridico del MIT ha precisato che la garanzia provvisoria nelle procedure aperte sottosoglia non costituisce un obbligo generalizzato, bensì una facoltà rimessa alla discrezionalità motivata della stazione appaltante. Secondo il MIT, tale facoltà discrezionale deve essere esercitata alla luce di una puntuale valutazione circa l’effettiva necessità della garanzia in relazione alla specifica procedura e alle sue caratteristiche tecniche, economiche e operative.</p>
<p>Il Ministero ha evidenziato che:</p>
<ul>
<li>L’articolo 106, comma 5, <span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2023;036" target="_blank" rel="noopener">D.Lgs. 36/2023</a></span> prevede esplicitamente che la garanzia provvisoria non sia obbligatoria nelle procedure sottosoglia, salvo espresse e motivate esigenze della stazione appaltante;</li>
<li>L’articolo 53 rappresenta una norma generale che disciplina, invece, le garanzie obbligatorie per gli appalti soprasoglia.</li>
</ul>
<p>Il MIT conclude dunque che, nel caso di procedure aperte sottosoglia, la richiesta di una garanzia provvisoria non può derivare automaticamente dall’articolo 53, ma deve essere specificamente giustificata sulla base dei presupposti indicati dall’articolo 106, comma 5.</p>
<p>L’orientamento espresso dal MIT trova conferma nella giurisprudenza amministrativa recente, la quale afferma costantemente la necessità che le scelte discrezionali delle stazioni appaltanti, tra cui la richiesta della garanzia provvisoria nelle procedure sottosoglia, siano motivate da ragioni concrete e pertinenti al contesto specifico dell’appalto (TAR Lazio, Sez. II-bis, 3 luglio 2024, n. 8457; Consiglio di Stato, Sez. V, 12 ottobre 2024, n. 9123).</p>
<h2>Raccomandazioni alle stazioni appaltanti</h2>
<p>Alla luce del parere del MIT e della giurisprudenza amministrativa consolidata, si raccomanda alle stazioni appaltanti:</p>
<ul>
<li>Di esercitare attentamente la discrezionalità loro riconosciuta, valutando le specifiche caratteristiche della procedura di gara e motivando puntualmente l’eventuale richiesta della garanzia provvisoria;</li>
<li>Di evitare richieste automatiche e generalizzate della garanzia nelle procedure sottosoglia, che potrebbero risultare illegittime e contestabili dagli operatori economici;</li>
<li>Di garantire trasparenza e proporzionalità nella scelta di prevedere o meno tale garanzia.</li>
</ul>
<p>In conclusione, il chiarimento fornito dal MIT rappresenta un importante riferimento interpretativo che consente di superare le incertezze applicative derivanti dalla coesistenza delle disposizioni degli articoli 53 e 106 del D.Lgs. 36/2023. La scelta discrezionale in capo alle stazioni appaltanti deve essere esercitata con motivazioni esplicite e coerenti con il principio di proporzionalità, assicurando così procedure trasparenti e competitive che rispettino pienamente le finalità del nuovo Codice dei contratti pubblici.</p>
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</item>

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<title>Capitale della Cultura 2028: la sfida che attende Ancona</title>
<link>https://www.eventi.news/capitale-della-cultura-2028-la-sfida-che-attende-ancona</link>
<guid>https://www.eventi.news/capitale-della-cultura-2028-la-sfida-che-attende-ancona</guid>
<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Ancona conquista il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028, segnando una svolta significativa nel percorso di crescita culturale e urbana della città e dell’intero territorio marchigiano. L’annuncio ufficiale è arrivato a Roma, nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura, al termine della cerimonia istituzionale che ha sancito la scelta della giuria. La proclamazione ha […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-capitale-della-cultura-2028-la-sfida-che-attende-ancona-1024x682.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 08:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Capitale, della, Cultura, 2028:, sfida, che, attende, Ancona</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="90" data-end="459"><strong>Ancona conquista il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028, segnando una svolta significativa nel percorso di crescita culturale e urbana della città e dell’intero territorio marchigiano.</strong></p>
<hr>
<p data-start="90" data-end="459">L’annuncio ufficiale è arrivato a Roma, nella Sala Spadolini del <span><a href="https://cultura.gov.it/" target="_blank" rel="noopener">Ministero della Cultura</a></span>, al termine della cerimonia istituzionale che ha sancito la scelta della giuria.</p>
<p data-start="461" data-end="745">La proclamazione ha immediatamente generato entusiasmo non solo tra i rappresentanti istituzionali presenti nella capitale, ma anche tra i cittadini che hanno seguito l’evento in diretta. Un momento carico di significato, destinato a entrare nella storia recente del capoluogo dorico.</p>
<h2 data-section-id="vcb66p" data-start="752" data-end="803">Un riconoscimento costruito sulla collaborazione</h2>
<p data-start="805" data-end="1132">Il successo di Ancona non è frutto di un’iniziativa isolata, ma il risultato di un percorso condiviso che ha coinvolto istituzioni, sistema universitario, <span><a href="https://lentepubblica.it/categoria/cultura-ed-eventi/" target="_blank" rel="noopener">mondo culturale</a></span> e realtà territoriali. Un lavoro corale che ha permesso di sviluppare una proposta solida, capace di coniugare identità locale e prospettiva internazionale.</p>
<p data-start="1134" data-end="1478">Il progetto presentato ha puntato su una visione integrata, in grado di valorizzare le diverse anime della città: quella storica e architettonica, quella ambientale e quella produttiva. Un equilibrio non semplice da raggiungere, soprattutto in un contesto urbano in cui il rapporto tra patrimonio e paesaggio rappresenta un elemento distintivo.</p>
<p data-start="1480" data-end="1731">Ancona, infatti, si caratterizza per una peculiarità rara: la presenza di un parco naturale regionale che si estende fino al cuore della città, creando una continuità tra ambiente e tessuto urbano che diventa parte integrante della proposta culturale.</p>
<h2 data-section-id="1wu80hn" data-start="1738" data-end="1794">Il dossier “Questo. Adesso.”: una strategia operativa</h2>
<p data-start="1796" data-end="2022">Cuore della candidatura è il dossier intitolato <em data-start="1844" data-end="1863">“Questo. Adesso.”</em>, che non si limita a delineare una visione teorica, ma si configura come un vero e proprio programma operativo destinato a guidare la città nei prossimi anni.</p>
<p data-start="2024" data-end="2327">L’impostazione del documento riflette una scelta precisa: raccontare Ancona a partire dalla sua identità più autentica, senza filtri né deleghe esterne. Una narrazione costruita “dall’interno”, che mira a trasformare le caratteristiche del territorio in leve di sviluppo culturale, sociale ed economico.</p>
<p data-start="2329" data-end="2545">Il dossier si propone quindi come uno strumento dinamico, capace di accompagnare la città fino al 2028 attraverso una pianificazione coerente e progressiva, fondata su progettualità già avviate e su nuove iniziative.</p>
<h2 data-section-id="1703zbn" data-start="2552" data-end="2599">Le quattro direttrici del progetto culturale</h2>
<p data-start="2601" data-end="2743">La strategia si articola in quattro grandi linee di intervento, pensate per creare connessioni tra luoghi, comunità e linguaggi contemporanei.</p>
<h3 data-section-id="tf9cme" data-start="2745" data-end="2792">Questo Mare: il porto come spazio culturale</h3>
<p data-start="2794" data-end="3044">La prima direttrice valorizza la dimensione marittima di Ancona, trasformando il porto in un luogo simbolico e culturale. Al centro di questa visione si colloca il progetto del Museo della Civiltà del Mare Adriatico, previsto alla Mole Vanvitelliana.</p>
<p data-start="3046" data-end="3264">Un’iniziativa di rilievo internazionale, affidata alla direzione artistica del premio Oscar Dante Ferretti, che punta a trasformare il patrimonio adriatico in una narrazione capace di dialogare con il pubblico globale.</p>
<h3 data-section-id="1ufylsh" data-start="3266" data-end="3319">Via Maestra: il sapere come infrastruttura urbana</h3>
<p data-start="3321" data-end="3604">Il secondo asse si sviluppa lungo un percorso che collega istituzioni culturali, luoghi della conoscenza e patrimonio storico. L’obiettivo è costruire una rete capace di integrare ricerca, formazione e divulgazione, rafforzando il ruolo della città come polo di produzione culturale.</p>
<h3 data-section-id="1tk8gp8" data-start="3606" data-end="3651">Adesso Parco: natura e cultura in dialogo</h3>
<p data-start="3653" data-end="3919">Particolare attenzione è dedicata al rapporto tra ambiente e fruizione culturale. Il progetto “Adesso Parco” mette in connessione il Parco del Cardeto e il Conero, creando una rete di percorsi che unisce paesaggio, attività culturali e valorizzazione del territorio.</p>
<h3 data-section-id="106vfz7" data-start="3921" data-end="3977">Mare Culturale: spazio alla creatività contemporanea</h3>
<p data-start="3979" data-end="4221">La quarta direttrice guarda alla produzione artistica contemporanea, coinvolgendo realtà come Marche Teatro e numerosi soggetti creativi. Un ambito in cui i giovani non sono semplici destinatari, ma protagonisti attivi dei processi culturali.</p>
<h2 data-section-id="1py9cgm" data-start="4228" data-end="4291">Oltre 80 iniziative e un forte focus su inclusione e giovani</h2>
<p data-start="4293" data-end="4566">Il programma prevede <strong data-start="4314" data-end="4349">oltre 80 progetti site-specific</strong>, curati da figure di primo piano del panorama artistico e culturale. Un’offerta ampia e diversificata, pensata per valorizzare il patrimonio storico e paesaggistico, ma anche per stimolare nuove forme di espressione.</p>
<p data-start="4568" data-end="4808">Un elemento centrale della proposta è rappresentato dall’attenzione all’inclusione. In questo ambito, il Museo Tattile Omero si conferma un punto di riferimento internazionale, grazie a un approccio che rende la cultura accessibile a tutti.</p>
<p data-start="4810" data-end="5065">Parallelamente, il coinvolgimento delle nuove generazioni rappresenta uno dei pilastri del progetto. I giovani sono chiamati a partecipare attivamente, contribuendo alla costruzione di contenuti e alla definizione di nuove modalità di fruizione culturale.</p>
<h2 data-section-id="1s54qd" data-start="5072" data-end="5118">Il ruolo dell’università e dell’innovazione</h2>
<p data-start="5120" data-end="5304">Un contributo decisivo arriva anche dal sistema universitario, con l’Università Politecnica delle Marche che si configura come infrastruttura strategica per la ricerca e l’innovazione.</p>
<p data-start="5306" data-end="5344">Tra gli obiettivi principali figurano:</p>
<ul data-start="5345" data-end="5473">
<li data-section-id="oit8qr" data-start="5345" data-end="5371">
<p data-start="5347" data-end="5371">la rigenerazione urbana;</p>
</li>
<li data-section-id="100itnl" data-start="5372" data-end="5416">
<p data-start="5374" data-end="5416">la valorizzazione digitale del patrimonio;</p>
</li>
<li data-section-id="1jf41zj" data-start="5417" data-end="5473">
<p data-start="5419" data-end="5473">la misurazione dell’impatto delle politiche culturali.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="5475" data-end="5634">Un approccio che punta a integrare conoscenza scientifica e progettazione culturale, rafforzando la capacità della città di attrarre competenze e investimenti.</p>
<h2 data-section-id="dir8ho" data-start="5641" data-end="5693">Una governance condivisa per garantire continuità</h2>
<p data-start="5695" data-end="5937">Uno degli elementi premianti della candidatura è stata la solidità del modello di governance. Il progetto nasce infatti da una collaborazione strutturata tra Comune di Ancona, Regione Marche, ANCI Marche e Università Politecnica delle Marche.</p>
<p data-start="5939" data-end="6105">Questa rete ha consentito di coinvolgere un ampio numero di soggetti pubblici e privati, creando le condizioni per una gestione efficace e continuativa del programma.</p>
<h2 data-section-id="1k3lcgg" data-start="6112" data-end="6165">Le ricadute sul territorio e le prospettive future</h2>
<p data-start="6167" data-end="6376">Il riconoscimento di Capitale Italiana della Cultura rappresenta un’opportunità concreta per generare sviluppo, attrarre risorse e rafforzare il posizionamento della città a livello nazionale e internazionale.</p>
<p data-start="6378" data-end="6552">Le istituzioni regionali sottolineano come questo risultato valorizzi non solo Ancona, ma l’intero territorio marchigiano, aprendo nuove prospettive di crescita e visibilità.</p>
<p data-start="6554" data-end="6782">Ora si apre la fase più delicata: quella dell’attuazione. Nei prossimi due anni sarà fondamentale tradurre la visione in interventi concreti, consolidando la struttura organizzativa e dando continuità alle progettualità avviate.</p>
<p data-start="6784" data-end="6945">L’obiettivo dichiarato è chiaro: costruire un’eredità duratura che vada oltre il 2028, trasformando Ancona in un laboratorio permanente di innovazione culturale.</p>
<h2 data-section-id="1l2ubgo" data-start="6952" data-end="6987">Un ponte tra culture e territori</h2>
<p data-start="6989" data-end="7256">Storicamente, Ancona ha rappresentato un punto di incontro tra mondi diversi, un crocevia tra Italia, Europa e Mediterraneo. Questo ruolo viene oggi rilanciato attraverso un progetto che punta a rafforzare le connessioni e a promuovere una visione aperta e inclusiva.</p>
<p data-start="7258" data-end="7443">La città si propone così come spazio di dialogo, capace di coniugare sviluppo, qualità della vita e relazioni sociali, con un’attenzione particolare ai temi della pace e della coesione.</p>
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<title>Rinnovo CCNL Scuola 2025&#45;2027: parte la trattativa</title>
<link>https://www.eventi.news/rinnovo-ccnl-scuola-2025-2027-parte-la-trattativa</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Si apre una nuova fase per il personale del comparto istruzione e ricerca. È ufficialmente partito, presso l’Aran, il confronto tra amministrazione e sindacati per il rinnovo del contratto collettivo nazionale relativo al triennio 2025-2027. Un appuntamento atteso, che riguarda uno dei settori più ampi e strategici della pubblica amministrazione italiana. L’avvio del negoziato segna […]
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<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 08:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Rinnovo, CCNL, Scuola, 2025-2027:, parte, trattativa</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="254" data-end="611"><strong>Si apre una nuova fase per il personale del comparto istruzione e ricerca. È ufficialmente partito, presso l’Aran, il confronto tra amministrazione e sindacati per il rinnovo del contratto collettivo nazionale relativo al triennio 2025-2027.</strong></p>
<hr>
<p data-start="254" data-end="611">Un appuntamento atteso, che riguarda uno dei settori più ampi e strategici della pubblica amministrazione italiana.</p>
<p data-start="613" data-end="907">L’avvio del negoziato segna un passaggio cruciale non solo per la definizione degli incrementi stipendiali, ma anche per l’aggiornamento complessivo delle condizioni di lavoro di un bacino che supera 1,3 milioni di addetti tra scuola, università, ricerca e alta formazione artistica e musicale.</p>
<h2 data-section-id="zp04w5" data-start="914" data-end="969">Un comparto centrale per la Pubblica Amministrazione</h2>
<p data-start="971" data-end="1251">Il contratto in discussione coinvolge complessivamente <strong data-start="1026" data-end="1050">1.330.933 lavoratori</strong>, distribuiti tra diversi ambiti: dal personale docente e amministrativo delle scuole agli operatori delle università, fino agli addetti degli enti pubblici di ricerca e dell’Agenzia spaziale italiana.</p>
<p data-start="1253" data-end="1613">Si tratta, quindi, di una platea estremamente articolata, caratterizzata da professionalità differenti ma accomunate dal ruolo fondamentale svolto nel sistema Paese. Proprio per questo, il rinnovo contrattuale assume un valore che va oltre la semplice dimensione economica, incidendo anche sull’organizzazione del lavoro e sull’efficienza dei servizi pubblici.</p>
<h2 data-section-id="1fi5496" data-start="1620" data-end="1683">Clima disteso al tavolo Aran: si punta a una chiusura rapida</h2>
<p data-start="1685" data-end="1978">Il primo incontro, tenutosi in questi giorni, si è svolto in un contesto definito “costruttivo” dai protagonisti del confronto. Le parti coinvolte hanno infatti condiviso un’impostazione operativa che mira a velocizzare i tempi, concentrando inizialmente l’attenzione sugli aspetti retributivi.</p>
<p data-start="1980" data-end="2160">L’obiettivo è chiaro: arrivare in tempi brevi alla sottoscrizione della componente economica del contratto, rinviando a una fase successiva la trattazione degli elementi normativi.</p>
<p data-start="2162" data-end="2355">Questa scelta strategica consente di dare una risposta immediata alle attese dei lavoratori sul fronte degli stipendi, senza attendere la definizione completa dell’intero impianto contrattuale.</p>
<h2 data-section-id="a8iyvk" data-start="2362" data-end="2414">Calendario serrato: prossimi incontri già fissati</h2>
<p data-start="2416" data-end="2543">Per garantire un iter rapido, sono già state individuate le prossime tappe del confronto. Due nuove riunioni sono in programma:</p>
<ul data-start="2545" data-end="2585">
<li data-section-id="167xh4z" data-start="2545" data-end="2564">
<p data-start="2547" data-end="2564"><strong data-start="2547" data-end="2564">24 marzo 2026</strong></p>
</li>
<li data-section-id="1spf7gs" data-start="2565" data-end="2585">
<p data-start="2567" data-end="2585"><strong data-start="2567" data-end="2585">1° aprile 2026</strong></p>
</li>
</ul>
<p data-start="2587" data-end="2839">Entrambi gli incontri si svolgeranno presso l’<span><a href="https://www.aranagenzia.it/" target="_blank" rel="noopener">Aran</a></span> e avranno come obiettivo principale la chiusura della parte economica dell’accordo. La scansione ravvicinata delle date evidenzia la volontà condivisa di giungere a una prima intesa in tempi contenuti.</p>
<h2 data-section-id="1us0mh2" data-start="2846" data-end="2899">Aumenti in arrivo: previsto un incremento del 5,4%</h2>
<p data-start="2901" data-end="3149">Sul fronte economico, le risorse disponibili consentono di ipotizzare un aumento medio pari al <strong data-start="2996" data-end="3004">5,4%</strong>. Un dato significativo, che si inserisce nel solco degli incrementi già riconosciuti con il precedente contratto relativo al triennio 2022-2024.</p>
<p data-start="3151" data-end="3448">L’intenzione è quella di rendere operativi gli adeguamenti salariali in tempi rapidi, così da sommare i nuovi benefici economici a quelli già previsti dal rinnovo precedente. Non solo: è previsto anche il riconoscimento degli arretrati, elemento particolarmente atteso dai lavoratori del comparto.</p>
<p data-start="3450" data-end="3602">Questa impostazione mira a rafforzare il potere d’acquisto del personale, in un contesto caratterizzato negli ultimi anni da forti pressioni inflattive.</p>
<h2 data-section-id="2wy2cp" data-start="3609" data-end="3666">Una strategia in continuità con gli impegni precedenti</h2>
<p data-start="3668" data-end="3952">Il percorso intrapreso si inserisce in una linea già tracciata con il rinnovo del <span><a href="https://lentepubblica.it/scuola/rinnovo-ccnl-scuola-2022-2024-aumenti-arretrati/" target="_blank" rel="noopener">contratto 2022-2024</a></span>, sottoscritto nei mesi scorsi. In quella sede era stata infatti prevista una dichiarazione congiunta che impegnava le parti a procedere con rapidità anche per il triennio successivo.</p>
<p data-start="3954" data-end="4133">A confermare questa direzione è intervenuto anche l’atto di indirizzo dei ministri competenti, che ha fornito il quadro politico-amministrativo entro cui sviluppare la trattativa.</p>
<p data-start="4135" data-end="4287">L’obiettivo è garantire maggiore continuità nei rinnovi contrattuali, evitando i ritardi che in passato hanno spesso caratterizzato il settore pubblico.</p>
<h2 data-section-id="1yhlf48" data-start="4294" data-end="4360">Non solo stipendi: in arrivo il confronto sulla parte normativa</h2>
<p data-start="4362" data-end="4651">Una volta definita la componente economica, il tavolo negoziale entrerà nel vivo per quanto riguarda gli aspetti normativi. Si tratta di una fase altrettanto rilevante, che interesserà l’organizzazione del lavoro, le carriere, la formazione e altri elementi chiave del rapporto di impiego.</p>
<p data-start="4653" data-end="4792">Data la complessità del comparto, è prevedibile che questa seconda fase richieda tempi più lunghi e un confronto approfondito tra le parti.</p>
<h2 data-section-id="1lyd8wb" data-start="4799" data-end="4844">Prosegue anche il rinnovo per la dirigenza</h2>
<p data-start="4846" data-end="5063">Parallelamente al negoziato sul personale, continua anche il percorso relativo alla dirigenza del comparto istruzione e ricerca. In questo caso, il confronto riguarda il rinnovo contrattuale per il triennio 2022-2024.</p>
<p data-start="5065" data-end="5249">Il tavolo dedicato ai dirigenti è tornato a riunirsi il 16 marzo, confermando la volontà di procedere su più fronti per aggiornare complessivamente il sistema contrattuale del settore.</p>
<h2 data-section-id="1ehvog1" data-start="5256" data-end="5293">Le prospettive per i prossimi mesi</h2>
<p data-start="5295" data-end="5539">Le prossime settimane saranno decisive per capire se l’obiettivo di chiudere rapidamente la parte economica sarà effettivamente raggiunto. Molto dipenderà dalla capacità delle parti di mantenere il clima collaborativo emerso nel primo incontro.</p>
<p data-start="5541" data-end="5727">In caso di esito positivo, milioni di lavoratori potrebbero vedere già nel breve periodo gli effetti concreti del rinnovo, con aumenti in busta paga e il pagamento delle somme arretrate.</p>
<p data-start="5729" data-end="6009">Resta poi aperto il capitolo più ampio delle riforme organizzative, che rappresenta una sfida cruciale per il futuro del comparto istruzione e ricerca, chiamato a confrontarsi con trasformazioni profonde, dalla digitalizzazione all’innovazione dei modelli didattici e scientifici.</p>
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<title>Spending review o tagli mirati? Il caso Consap accende il dibattito</title>
<link>https://www.eventi.news/spending-review-o-tagli-mirati-il-caso-consap-accende-il-dibattito</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Il clima interno a Consap torna a farsi incandescente. Le rappresentanze sindacali aziendali alzano nuovamente il livello dello scontro, denunciando una gestione ritenuta incoerente e penalizzante per il personale. Al centro delle critiche, una strategia aziendale che – secondo quanto evidenziato – punterebbe al contenimento dei costi scaricandone il peso principalmente sui lavoratori, mentre continuerebbero […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2024/10/lentepubblica-niente-compensi-per-performance-a-dipendenti-in-distacco-sindacale-a-tempo-pieno.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 08:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Spending, review, tagli, mirati, caso, Consap, accende, dibattito</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="284" data-end="740"><strong>Il clima interno a Consap torna a farsi incandescente. Le rappresentanze sindacali aziendali alzano nuovamente il livello dello scontro, denunciando una gestione ritenuta incoerente e penalizzante per il personale.</strong></p>
<hr>
<p data-start="284" data-end="740">Al centro delle critiche, una strategia aziendale che – secondo quanto evidenziato – punterebbe al contenimento dei costi scaricandone il peso principalmente sui lavoratori, mentre continuerebbero spese ritenute difficilmente giustificabili.</p>
<p data-start="742" data-end="992">La mobilitazione culminerà con una manifestazione prevista per il <strong data-start="808" data-end="871">20 marzo davanti al <span><a href="https://www.mef.gov.it/index.html" target="_blank" rel="noopener">Ministero dell’Economia e delle Finanze</a></span></strong>, azionista unico della società, con l’obiettivo di ottenere un intervento diretto e chiarimenti sulle scelte gestionali.</p>
<h2 data-section-id="eyzrhp" data-start="994" data-end="1046">Demansionamenti e professionalità sotto pressione</h2>
<p data-start="1048" data-end="1368">Uno dei punti più critici sollevati riguarda la riorganizzazione interna del personale <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/consap/" target="_blank" rel="noopener">CONSAP</a></span>. Secondo i sindacati, diversi dipendenti con lunga esperienza e inquadramenti medio-alti – parliamo di profili appartenenti ai livelli IV, V e VI del CCNL ANIA – sarebbero stati spostati verso attività operative di livello inferiore.</p>
<p data-start="1370" data-end="1801">In particolare, viene segnalato l’impiego di queste figure in mansioni come <strong data-start="1446" data-end="1514">data entry, protocollazione e distribuzione della corrispondenza</strong>, attività tipicamente associate a livelli professionali più bassi. Una scelta che, sempre secondo le sigle, comporterebbe un duplice effetto negativo: da un lato lo svilimento delle competenze acquisite nel tempo, dall’altro un depauperamento dell’efficienza dei servizi di provenienza.</p>
<p data-start="1803" data-end="2022">Il tema non è solo organizzativo ma anche economico: investire per anni nella formazione di personale qualificato per poi destinarlo a compiti meno complessi solleva interrogativi sulla coerenza delle politiche interne.</p>
<h2 data-section-id="1lmv9ma" data-start="2024" data-end="2078">Spese aziendali nel mirino: “dove sono i risparmi?”</h2>
<p data-start="2080" data-end="2249">A rendere ancora più acceso il confronto è la lista di costi sostenuti dall’azienda, giudicati in contrasto con la linea di rigore invocata nei confronti dei dipendenti.</p>
<p data-start="2251" data-end="2283">Tra le voci contestate emergono:</p>
<ul data-start="2285" data-end="2917">
<li data-section-id="xut21n" data-start="2285" data-end="2433">
<p data-start="2287" data-end="2433">l’introduzione di un nuovo software gestionale in sostituzione di uno già funzionante, con costi aggiuntivi per la gestione parallela dei sistemi;</p>
</li>
<li data-section-id="1c31s8y" data-start="2434" data-end="2508">
<p data-start="2436" data-end="2508">spese di rappresentanza, come forniture simboliche nel periodo pasquale;</p>
</li>
<li data-section-id="1fuhq9n" data-start="2509" data-end="2640">
<p data-start="2511" data-end="2640">costi per la distribuzione di quotidiani cartacei ai vertici, nonostante la presenza di una rassegna stampa digitale già onerosa;</p>
</li>
<li data-section-id="ob9cun" data-start="2641" data-end="2720">
<p data-start="2643" data-end="2720">investimenti rilevanti per la gestione della reputazione online e dei social;</p>
</li>
<li data-section-id="1xv92ia" data-start="2721" data-end="2835">
<p data-start="2723" data-end="2835">consulenze finanziarie e servizi esternalizzati, tra cui il sistema paghe, precedentemente gestito internamente;</p>
</li>
<li data-section-id="1uzou1a" data-start="2836" data-end="2917">
<p data-start="2838" data-end="2917">interventi di bonifica ambientale e corsi di formazione riservati ai dirigenti.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2919" data-end="3070">Secondo i rappresentanti dei lavoratori, queste scelte evidenzierebbero una gestione non allineata con l’obiettivo dichiarato di riduzione della spesa.</p>
<h2 data-section-id="khcpfl" data-start="3072" data-end="3129">Premi di risultato e sistema di performance: le accuse</h2>
<p data-start="3131" data-end="3505">Dalla locandina della protesta emergono ulteriori elementi di criticità . In particolare, i sindacati denunciano un presunto svuotamento del sistema di valutazione delle performance: ai lavoratori verrebbero assegnati obiettivi, raggiunti secondo le valutazioni dei superiori, ma non sempre seguiti dal riconoscimento economico previsto.</p>
<p data-start="3507" data-end="3696">Il nodo riguarda il <strong data-start="3527" data-end="3550">premio di risultato</strong>, che secondo quanto riportato sarebbe stato negato a una quota significativa del personale, giustificando la decisione con esigenze di risparmio.</p>
<p data-start="3698" data-end="3847">Una dinamica che, se confermata, rischierebbe di minare la credibilità del sistema meritocratico interno e incidere sulla motivazione dei dipendenti.</p>
<h2 data-section-id="wolptq" data-start="3849" data-end="3885">Dimissioni e attrattività in calo</h2>
<p data-start="3887" data-end="4121">Altro elemento di preoccupazione è rappresentato dall’aumento delle dimissioni volontarie. Il fenomeno, segnalato come in crescita anche nel mese di marzo, viene interpretato come un indicatore di perdita di attrattività dell’azienda.</p>
<p data-start="4123" data-end="4345">Il quadro descritto è quello di una realtà che, da punto di riferimento nel settore, rischierebbe di diventare meno competitiva sul piano delle risorse umane, con possibili ricadute anche sulla qualità dei servizi offerti.</p>
<h2 data-section-id="zc0ljj" data-start="4347" data-end="4404">Contratto integrativo fermo e relazioni sindacali tese</h2>
<p data-start="4406" data-end="4555">Sul piano delle relazioni industriali, le sigle lamentano lo stallo del <strong data-start="4478" data-end="4513">Contratto Integrativo Aziendale</strong>, scaduto da tempo e non ancora rinnovato.</p>
<p data-start="4557" data-end="4828">In passato, sottolineano, il confronto tra azienda e rappresentanze era anche uno strumento per migliorare l’organizzazione e l’efficienza complessiva. Oggi, invece, il dialogo appare più difficile, in un contesto caratterizzato da tensioni crescenti e accuse reciproche.</p>
<p data-start="4830" data-end="5080">Tra le contestazioni emerse dalla protesta vi è anche il presunto mancato rispetto di alcune disposizioni contrattuali e un utilizzo ritenuto strumentale di indicazioni dell’azionista risalenti a diversi anni fa .</p>
<h2 data-section-id="l49sdb" data-start="5082" data-end="5136">La protesta davanti al MEF: richiesta di intervento</h2>
<p data-start="5138" data-end="5403">La manifestazione del 20 marzo rappresenta un passaggio chiave. I lavoratori chiedono un intervento diretto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, affinché venga chiarita la direzione strategica della società e valutata la sostenibilità delle scelte adottate.</p>
<p data-start="5405" data-end="5562">L’obiettivo dichiarato è ottenere un <strong data-start="5442" data-end="5461">cambio di rotta</strong>, con politiche più equilibrate tra contenimento dei costi e valorizzazione delle competenze interne.</p>
<h2 data-section-id="n0q0jy" data-start="5564" data-end="5628">Un nodo più ampio: efficienza vs valorizzazione del personale</h2>
<p data-start="5630" data-end="5816">La vicenda Consap si inserisce in un tema più generale che riguarda molte realtà partecipate: come coniugare l’efficienza economica con la tutela e la valorizzazione delle risorse umane.</p>
<p data-start="5818" data-end="6078">Le criticità sollevate dai sindacati evidenziano un equilibrio ancora fragile. Da un lato, la necessità di ottimizzare i costi; dall’altro, l’importanza di non compromettere il capitale umano, elemento centrale per il funzionamento di qualsiasi organizzazione.</p>
<p data-start="6080" data-end="6223">Resta ora da capire se e come l’azionista interverrà, e se il confronto tra le parti riuscirà a riportare il dialogo su binari più costruttivi.</p>
<h2 data-start="6080" data-end="6223">La locandina della giornata di protesta</h2>
<p data-start="6080" data-end="6223"><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/2026-03-20_-_Locandina_Manifestazione27205_260319_115309.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
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<title>La Festa del Papà 2026 e la bigenitorialità negata nei tribunali</title>
<link>https://www.eventi.news/la-festa-del-papa-2026-e-la-bigenitorialita-negata-nei-tribunali</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Celebrazioni mediatiche e diritti negati: l’ipocrisia di una ricorrenza che ignora i padri esclusi. Nella quasi totalità dei casi, il genitore che scompare dalla vita quotidiana del figlio è il padre. Nel giorno della Festa del Papà, mentre i mass media celebrano la figura paterna con narrazioni edulcorate e simboliche, migliaia di padri in Italia vivono una […]
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<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 08:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Festa, del, Papà, 2026, bigenitorialità, negata, nei, tribunali</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Celebrazioni mediatiche e diritti negati: l’ipocrisia di una ricorrenza che ignora i padri esclusi. </strong><strong>Nella quasi totalità dei casi, il genitore che scompare </strong><strong>dalla vita quotidiana del figlio è il padre.</strong></p>
<hr>
<p>Nel giorno della Festa del Papà, mentre i mass media celebrano la figura paterna con narrazioni edulcorate e simboliche, migliaia di padri in Italia vivono una realtà profondamente diversa, segnata da una progressiva esclusione dalla vita dei propri figli. Una contraddizione evidente, che pone interrogativi non solo sul sistema giudiziario, ma anche sul racconto pubblico e mediatico della genitorialità.</p>
<p>In Italia oltre 160.000 famiglie ogni anno attraversano una separazione o un divorzio. La legge prevede l’affido condiviso come regola. La realtà racconta una storia diversa: nella quasi totalità dei casi i figli restano con la madre, mentre il padre viene progressivamente escluso dalla vita quotidiana dei propri <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/figli/" target="_blank" rel="noopener">figli</a></span>. I dati Istat e le ricerche internazionali dimostrano che l’Italia è tra i Paesi europei con il più basso tasso di affido equo effettivo. Una situazione scoraggiante e preoccupante, su cui l’associazione Codici invita alla riflessione nel giorno della Festa del Papà.</p>
<h2>Il rapporto ISTAT</h2>
<p>“<em>Secondo il più recente report dell’Istat</em> (Matrimoni, Unioni Civili, Separazioni e Divorzi – Anno 2023, pubblicato il 22 novembre 2024), <em>nel 2023 in Italia si sono registrate 82.392 separazioni e 79.875 divorzi</em> – dichiara <strong>Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di <span><a href="https://codici.org/" target="_blank" rel="noopener">Codici</a></span></strong> –.<em> Si tratta di oltre 160.000 nuclei familiari che ogni anno si frammentano, con decine di migliaia di minori coinvolti in procedimenti che ridefiniscono radicalmente le loro esistenze. </em></p>
<p><em>Dalla metà degli anni Novanta, la progressiva instabilità coniugale ha reso il tema dell’affidamento dei figli uno dei più rilevanti sul piano sociale, giuridico e psicologico del nostro Paese. La Legge n. 54 dell’8 febbraio 2006 ha introdotto nel nostro ordinamento l’affido condiviso come regola generale, subordinando l’affido esclusivo a situazioni di comprovato pregiudizio per il minore. A 20 anni dalla sua approvazione, l’applicazione concreta di questa norma rimane gravemente deficitaria. I dati Istat evidenziano che nella quasi totalità delle separazioni e dei divorzi l’affido risulta formalmente condiviso. </em></p>
<p><em>Tuttavia, l’affidamento unico al padre si attesta al solo 1,9% nei divorzi e allo 0,8% nelle separazioni. Specularmente, nella grande maggioranza dei casi i figli vengono collocati prevalentemente presso la residenza materna, con il padre relegato a un ruolo di genitore ‘ospitante’ nei weekend e in poche settimane l’anno. Come ha rilevato lo stesso Istat, laddove la legge lascia discrezionalità ai giudici, l’affido condiviso non ha trovato effettiva applicazione. Quello che sulla carta si chiama ‘affido condiviso’ cela, nella sostanza, un affidamento a prevalente collocazione materna che riproduce i modelli del vecchio affido esclusivo preriforma.”</em></p>
<p>Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Demographic Research, condotto su un campione di 9.102 minori in 17 Paesi europei, ha misurato la diffusione reale dell’affido alternato, definito come almeno 15 notti al mese con ciascun genitore. I risultati per l’Italia sono allarmanti: solo il 2,6% dei minori in famiglie separate in Italia vive in un regime di affido equo effettivo. Il 94,5% dei figli di genitori separati vive di fatto in una condizione di affido esclusivo, pur in presenza di un decreto che formalmente prescrive la condivisione. In Svezia, Paese di riferimento in materia di bigenitorialità, l’affido equo riguarda oltre il 41,5% dei minori. In Belgio il 30%, in Italia siamo al 2,6%. Il divario non è culturale: è strutturale.</p>
<h2>Privilegiata la collocazione materna</h2>
<p>Dipende da come i tribunali interpretano e applicano la normativa vigente, e da una prassi consolidata che tende a privilegiare sistematicamente la collocazione materna, spesso in assenza di motivazioni legate all’interesse concreto del minore. Il fenomeno degli ‘orfani di genitori viventi’, come definito in sede europea, descrive quella vasta platea di bambini che, pur avendo entrambi i genitori in vita, cessano progressivamente di avere una relazione continuativa e significativa con uno di essi.</p>
<p>Nella quasi totalità dei casi, il genitore che scompare dalla vita quotidiana del figlio è il padre. La condizione di ‘genitore solo’ è, secondo i dati Istat, quasi esclusivamente femminile: 8 casi su 10. Ciò non riflette una libera scelta dei padri, ma l’esito di un sistema che non garantisce una genitorialità davvero condivisa dopo la separazione.</p>
<p>La ricerca scientifica internazionale documenta con solida evidenza empirica che i bambini che mantengono un rapporto equilibrato con entrambi i genitori presentano migliori outcome in termini di benessere psicologico, rendimento scolastico e sviluppo delle relazioni sociali. Privare un figlio di una presenza paterna attiva non è nell’interesse del minore: è un danno che si protrae nel tempo.</p>
<h2>Difformità della prassi giudiziaria</h2>
<p>Nonostante un impianto normativo robusto, la prassi giudiziaria continua a produrre risultati largamente difformi dai principi stabiliti dalla legge. È necessario un intervento che non si limiti alla formulazione di diritti sulla carta, ma ne assicuri la concreta attuazione.<em> “Questi numeri</em> – prosegue Giacomelli – <em>evidenziano una responsabilità sistemica. Non siamo di fronte a una lacuna legislativa, ma a una prassi giudiziaria che, di fatto, elude il dettato normativo. Il risultato è che il principio di bigenitorialità viene proclamato nei provvedimenti, ma negato nella realtà quotidiana dei minori</em>”.</p>
<p>Il fenomeno degli “orfani di genitori viventi”, riconosciuto anche in sede europea, descrive una condizione sempre più diffusa: bambini che, pur avendo entrambi i genitori, perdono progressivamente il rapporto con uno di essi, nella maggior parte dei casi il padre. La letteratura scientifica internazionale evidenzia in modo concorde che i minori che mantengono un rapporto equilibrato con entrambi i genitori presentano migliori condizioni di benessere psicologico, rendimento scolastico e sviluppo sociale. La compressione del ruolo paterno non è quindi solo una questione di equità tra adulti, ma incide direttamente sull’interesse superiore del minore.</p>
<h2>L’appello di Codici</h2>
<p>“<em>In questo contesto</em> – conclude Giacomelli – <em>la celebrazione della Festa del Papà rischia di trasformarsi in un esercizio retorico, se non si ha il coraggio di affrontare le distorsioni del sistema. È necessario ristabilire un principio di legalità sostanziale: la bigenitorialità non può essere un’affermazione simbolica, ma deve trovare concreta e verificabile attuazione nelle decisioni giudiziarie</em>”.</p>
<p>L’associazione Codici è impegnata da anni nell’assistenza ai padri separati attraverso la campagna “Voglio papà”. È possibile segnalare il proprio caso e richiedere supporto telefonando al numero 065571996, inviando un messaggio WhatsApp al numero <strong>3757793480</strong> o scrivendo a <span><a href="mailto:segreteria.sportello@codici.org" target="_blank" rel="noopener">segreteria.sportello@codici.org</a></span>.</p>
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<title>Prevenzione oncologica 2026: ecco perché i sindaci fanno la differenza</title>
<link>https://www.eventi.news/prevenzione-oncologica-2026-ecco-perche-i-sindaci-fanno-la-differenza</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
La prevenzione torna al centro dell’agenda sanitaria nazionale con un messaggio chiaro: la salute si costruisce anche nei territori, a partire dalle comunità locali. In occasione della presentazione della Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica 2026, emerge con forza il ruolo strategico dei Comuni, chiamati a diventare veri e propri presìdi di promozione del benessere. […]
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<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 08:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Prevenzione, oncologica, 2026:, ecco, perché, sindaci, fanno, differenza</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="90" data-end="475"><strong>La prevenzione torna al centro dell’agenda sanitaria nazionale con un messaggio chiaro: la salute si costruisce anche nei territori, a partire dalle comunità locali.</strong></p>
<hr>
<p data-start="90" data-end="475">In occasione della presentazione della <strong data-start="295" data-end="353">Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica 2026</strong>, emerge con forza il ruolo strategico dei Comuni, chiamati a diventare veri e propri presìdi di promozione del benessere.</p>
<p data-start="477" data-end="876">A ribadirlo è stato il vicepresidente dell’<span><a href="https://www.anci.it/" target="_blank" rel="noopener">Anci</a></span> e delegato alla <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/salute/" target="_blank" rel="noopener">Salute</a></span>, Roberto Pella, intervenuto durante la conferenza stampa organizzata dalla LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), promotrice dell’iniziativa. Un appuntamento ormai consolidato che punta a sensibilizzare cittadini e istituzioni sull’importanza di adottare stili di vita corretti e di investire sulla diagnosi precoce.</p>
<h2 data-section-id="2p84mk" data-start="878" data-end="926">Un’alleanza strategica per la salute pubblica</h2>
<p data-start="928" data-end="1195">Al centro dell’intervento di Pella, la collaborazione sempre più strutturata tra Anci e LILT. Le due realtà hanno infatti siglato, nel giugno 2025, un protocollo d’intesa che punta a rafforzare il ruolo degli enti locali nella promozione della prevenzione oncologica.</p>
<p data-start="1197" data-end="1478">Si tratta di un accordo che va oltre le dichiarazioni di principio e si traduce in azioni concrete: campagne di sensibilizzazione, iniziative sul territorio e progetti condivisi per diffondere una maggiore consapevolezza sui fattori di rischio e sulle buone pratiche per la salute.</p>
<p data-start="1480" data-end="1867">Un esempio significativo è rappresentato dalla campagna <strong data-start="1536" data-end="1559">“Ottobre Rosa 2025”</strong>, che ha visto una partecipazione attiva dei Comuni italiani in un’azione coordinata per promuovere la prevenzione del tumore al seno. Un’iniziativa che ha dimostrato come il coinvolgimento diretto delle amministrazioni locali possa incidere in modo efficace sulla diffusione della cultura della prevenzione.</p>
<h2 data-section-id="opxbfv" data-start="1869" data-end="1933">Prevenzione e diagnosi precoce: i numeri che fanno riflettere</h2>
<p data-start="1935" data-end="2244">I dati più recenti confermano la necessità di mantenere alta l’attenzione. Se da un lato la ricerca scientifica e i progressi nella diagnosi precoce hanno portato a risultati incoraggianti — con percentuali di guarigione che raggiungono oggi l’85% — dall’altro resta fondamentale agire sui fattori di rischio.</p>
<p data-start="2246" data-end="2660">Secondo le evidenze disponibili, una parte significativa delle patologie oncologiche può essere prevenuta attraverso comportamenti più salutari. In particolare, modificare le abitudini quotidiane può contribuire a ridurre sensibilmente l’incidenza di alcune forme tumorali. Nel caso del tumore al seno, ad esempio, si stima che intervenire sugli stili di vita possa incidere su oltre il 20% dei fattori di rischio.</p>
<p data-start="2662" data-end="2785">Numeri che sottolineano un aspetto chiave: la prevenzione non è solo una questione sanitaria, ma anche culturale e sociale.</p>
<h2 data-section-id="1e7b18k" data-start="2787" data-end="2834">Il ruolo dei Comuni: dalla teoria all’azione</h2>
<p data-start="2836" data-end="3102">In questo contesto, i sindaci e le amministrazioni locali assumono una funzione decisiva. Essendo il livello istituzionale più vicino ai cittadini, i Comuni hanno la possibilità di intervenire direttamente sugli ambienti in cui si sviluppano le abitudini quotidiane.</p>
<p data-start="3104" data-end="3356">La salute, infatti, non si costruisce solo negli ospedali, ma anche nei luoghi della vita quotidiana: scuole, quartieri, spazi pubblici. È qui che si possono promuovere comportamenti virtuosi, favorire l’attività fisica e contrastare abitudini dannose.</p>
<p data-start="3358" data-end="3635">L’impegno dell’Anci va proprio in questa direzione: sostenere politiche locali che migliorino la qualità della vita urbana, incentivare la pratica sportiva, diffondere una corretta educazione alimentare e prevenire fenomeni come le dipendenze, in particolare tra i più giovani.</p>
<h2 data-section-id="1ipigok" data-start="3637" data-end="3675">Una prevenzione accessibile a tutti</h2>
<p data-start="3677" data-end="3922">Uno degli obiettivi principali dell’azione congiunta tra Anci e LILT è garantire un accesso equo alle opportunità di prevenzione. Il rischio, infatti, è che le differenze territoriali possano tradursi in disuguaglianze anche sul piano sanitario.</p>
<p data-start="3924" data-end="4153">Per questo motivo, la Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica rappresenta anche un’occasione per ribadire un principio fondamentale: la prevenzione deve essere un diritto universale, non un privilegio riservato a pochi.</p>
<p data-start="4155" data-end="4383">Attraverso il patrocinio all’iniziativa e il coinvolgimento attivo dei Comuni, si punta a costruire una rete capillare capace di raggiungere tutti i cittadini, indipendentemente dal contesto geografico o sociale di appartenenza.</p>
<h2 data-section-id="1bx433w" data-start="4385" data-end="4423">Consapevolezza al posto della paura</h2>
<p data-start="4425" data-end="4594">Un altro messaggio centrale emerso durante la presentazione riguarda il modo in cui si affronta il tema dei tumori. La parola chiave non è allarmismo, ma consapevolezza.</p>
<p data-start="4596" data-end="4889">In questo senso, il contributo della LILT — guidata dal presidente Francesco Schittulli — è fondamentale. Da anni l’associazione lavora per diffondere una corretta informazione, contrastando paure infondate e promuovendo un approccio basato sulla conoscenza e sulla responsabilità individuale.</p>
<p data-start="4891" data-end="5030">L’obiettivo è chiaro: trasformare la prevenzione in un’abitudine quotidiana, rendendo i cittadini protagonisti attivi della propria salute.</p>
<h2 data-section-id="137bo7z" data-start="5032" data-end="5063">Una sfida che riguarda tutti</h2>
<p data-start="5065" data-end="5308">La Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica 2026 si inserisce dunque in un percorso più ampio, che vede istituzioni, associazioni e comunità locali lavorare insieme per affrontare una delle principali sfide della sanità contemporanea.</p>
<p data-start="5310" data-end="5502">Il messaggio che emerge è inequivocabile: investire nella prevenzione significa non solo salvare vite, ma anche migliorare la qualità della vita e rendere più sostenibile il sistema sanitario.</p>
<p data-start="5504" data-end="5705">In questo scenario, il ruolo dei Comuni si conferma centrale. Non più semplici erogatori di servizi, ma attori protagonisti nella costruzione di un modello di salute diffuso, partecipato e accessibile.</p>
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<title>Migliore piattaforma di trading di materie prime: Classifica 2026</title>
<link>https://www.eventi.news/migliore-piattaforma-di-trading-di-materie-prime-classifica-2026</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Confronta le migliori piattaforme di trading CFD di materie prime per il 2026, con classifiche revisionate da esperti che coprono la gamma di strumenti, gli spread e i tool della piattaforma, con XTB al primo posto. TL;DR Le piattaforme CFD sulle materie prime offrono ai trader al dettaglio l’esposizione ai mercati dell’energia, dei metalli e […]
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<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 08:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Migliore, piattaforma, trading, materie, prime:, Classifica, 2026</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<div><strong><span lang="EN">Confronta le migliori piattaforme di trading CFD di materie prime per il 2026, con classifiche revisionate da esperti che coprono la gamma di strumenti, gli spread e i tool della piattaforma, con XTB al primo posto.</span></strong></div>
<div>
<hr>
</div>
<h2>TL;DR</h2>
<ul>
<li>Le piattaforme CFD sulle materie prime offrono ai trader al dettaglio l’esposizione ai mercati dell’energia, dei metalli e dei prodotti agricoli senza la proprietà fisica</li>
<li>I criteri di confronto chiave sono la gamma di strumenti, i costi degli spread, gli strumenti della piattaforma e la posizione normativa</li>
<li>I clienti al dettaglio dell’UE devono rispettare un limite massimo di leva finanziaria di 1:20 sull’oro e di 1:10 su altre materie prime secondo le norme ESMA</li>
<li>XTB si classifica come la migliore piattaforma di trading di materie prime nel 2026 per ampiezza degli strumenti, qualità della piattaforma e profondità di ricerca</li>
</ul>
<p><strong>I mercati dei CFD sulle materie prime hanno registrato un’attività record nel 2025</strong>, con l’oro che ha raggiunto i massimi storici, il petrolio greggio che ha reagito bruscamente alle interruzioni dell’approvvigionamento e i mercati agricoli che hanno rivisto i prezzi sulla base dei dati sui raccolti influenzati dal clima.</p>
<p>Il broker che utilizzi per fare trading su questi mercati è più importante di quanto la maggior parte dei trader creda. I costi di spread si sommano su decine di operazioni, la stabilità della piattaforma in condizioni di volatilità determina se gli ordini vengono eseguiti al prezzo che vedi e la qualità delle ricerche disponibili influisce direttamente sul processo decisionale. Nel 2026 abbiamo testato e classificato cinque piattaforme in base alla copertura degli strumenti, alla qualità dello spread, all’affidabilità della piattaforma e alla profondità della ricerca. Ecco la classifica.</p>
<h2>Come abbiamo stabilito questa classifica</h2>
<p>Il nostro team di esperti ha valutato cinque broker CFD leader nel settore delle materie prime, attingendo ai dati dei siti web ufficiali dei broker, dei registri normativi e di fonti di revisione indipendenti, tra cui ForexBrokers.com, FXEmpire, BrokerChooser e DayTrading.com. Tutte le informazioni sono state verificate nel febbraio 2026. Ogni broker è stato valutato in base a cinque criteri e classificato di conseguenza.</p>
<ul>
<li><strong>Gamma di strumenti:</strong> profondità e varietà di CFD su materie prime nelle categorie energia, metalli e agricoltura</li>
<li><strong>Competitività dello spread:</strong> dati verificati sullo spread degli strumenti di riferimento, tra cui oro e petrolio greggio</li>
<li><strong>Qualità della piattaforma:</strong> capacità di creazione di grafici, velocità di esecuzione, stabilità in condizioni di volatilità e parità mobile</li>
<li><strong>Ricerca e analisi:</strong> disponibilità di analisi di mercato giornaliere nella lingua locale e strumenti di ricerca integrati</li>
<li><strong>Posizione normativa:</strong> licenze detenute, stato di autorizzazione CONSOB e entità utilizzata per servire i clienti al dettaglio dell’UE</li>
</ul>
<h2>Tabella comparativa</h2>
<p>Per comprendere meglio come queste cinque piattaforme si confrontano sui criteri più importanti</p>
<table width="758">
<tbody>
<tr>
<td width="99"><strong>Broker</strong></td>
<td width="95"><strong>Anno di fondazione</strong></td>
<td width="89"><strong>Regolamentazione</strong></td>
<td width="115"><strong>CFD su materie prime</strong></td>
<td width="110"><strong>Piattaforma</strong></td>
<td width="121"><strong>Commissioni</strong></td>
<td width="129"><strong>Commissione di inattività</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="99">XTB</td>
<td width="95">2002</td>
<td width="89">FCA, CySEC, BaFin</td>
<td width="115">Energia, metalli, agricoli</td>
<td width="110">xStation 5 (proprietaria)</td>
<td width="121">0% sul conto standard</td>
<td width="129">Nessuna</td>
</tr>
<tr>
<td width="99">Pepperstone</td>
<td width="95">2010</td>
<td width="89">FCA, ASIC, CySEC</td>
<td width="115">40+ incl. soft commodities</td>
<td width="110">MT4, MT5, cTrader, TradingView</td>
<td width="121">0% standard; $3,00–3,50/lot Razor</td>
<td width="129">Nessuna</td>
</tr>
<tr>
<td width="99">Capital.com</td>
<td width="95">2016</td>
<td width="89">FCA, CySEC, ASIC</td>
<td width="115">70+ incl. agricoli</td>
<td width="110">Proprietaria, MT4, TradingView</td>
<td width="121">0% su tutti gli strumenti</td>
<td width="129">$10/mese dopo 12 mesi</td>
</tr>
<tr>
<td width="99">CMC Markets</td>
<td width="95">1989</td>
<td width="89">FCA, ASIC, BaFin</td>
<td width="115">90–100+</td>
<td width="110">Next Generation, MT4, TradingView</td>
<td width="121">0% su forex e indici; commissioni sui CFD azionari</td>
<td width="129">£10/mese dopo 12 mesi</td>
</tr>
<tr>
<td width="99">IG Markets</td>
<td width="95">1974</td>
<td width="89">FCA, BaFin, ASIC</td>
<td width="115">37 tra energia, metalli, agricoli</td>
<td width="110">Proprietaria, MT4, ProRealTime, TradingView</td>
<td width="121">Commissioni solo sui CFD azionari</td>
<td width="129">Nessuna</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2>1. XTB</h2>
<h2><a class="zoom" href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-migliore-piattaforma-di-trading-di-materie-prime-classifica-2026-1-800x298.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-433287 aligncenter" src="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-migliore-piattaforma-di-trading-di-materie-prime-classifica-2026-1-800x298.png.webp" alt="XTB migliori piattaforme di trading" width="800" height="298" srcset="//lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-migliore-piattaforma-di-trading-di-materie-prime-classifica-2026-1-800x298.png 800w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-migliore-piattaforma-di-trading-di-materie-prime-classifica-2026-1-1024x381.png 1024w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-migliore-piattaforma-di-trading-di-materie-prime-classifica-2026-1-768x286.png 768w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-migliore-piattaforma-di-trading-di-materie-prime-classifica-2026-1-1536x572.png 1536w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-migliore-piattaforma-di-trading-di-materie-prime-classifica-2026-1.png 1611w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px"></a></h2>
<p><a href="https://www.xtb.com/it" target="_blank" rel="noopener"><strong>XTB</strong></a><strong> è un broker online quotato in borsa con sede a Varsavia. XTB è la piattaforma di trading CFD su materie prime più solida disponibile per i trader al dettaglio nel 2026</strong>, con accesso a strumenti energetici, metalli preziosi e agricoli forniti attraverso un’unica piattaforma proprietaria. Fondata nel 2002 e quotata alla Borsa di Varsavia dal 2016, XTB detiene licenze normative da FCA, CySEC e BaFin e serve oltre 1,9 milioni di clienti in più di 12 paesi.</p>
<p>La piattaforma xStation 5 distingue XTB dalla concorrenza, combinando grafici di livello professionale con analisi di mercato giornaliere interne e un conto standard completamente privo di commissioni senza deposito minimo. XTB ha ricevuto il premio Brokerage House of the Year all’Invest Cuffs 2025 e si è classificata al primo o al secondo posto per i CFD su materie prime nei principali siti di comparazione dei broker nel 2026.</p>
<p><strong>Valutazione:</strong> 4,8/5 <strong>LinkedIn:</strong> https://www.linkedin.com/company/xtb</p>
<p><strong>Ideale per:</strong> trader al dettaglio attivi che desiderano un’ampia copertura di CFD su materie prime, strumenti di grafici professionali e ricerche di mercato quotidiane approfondite, il tutto in un unico conto.</p>
<h5><strong>Servizi</strong></h5>
<ul>
<li>CFD su materie prime nel settore energetico (WTI, Brent, gas naturale), metalli (oro, argento, platino, palladio, rame) e prodotti agricoli (caffè, mais, zucchero, cotone, olio di soia)</li>
<li>xStation 5 con grafici avanzati, profondità di mercato, mappe di calore e indicatori di sentiment</li>
<li>Analisi di mercato quotidiana interna, gratuita per tutti i clienti</li>
<li>Conto standard senza commissioni; spread CFD sull’oro a partire da 0,3 punti</li>
<li>Azioni reali e ETF senza commissioni fino a 100.000 EUR/mese</li>
<li>Nessun deposito minimo; conto demo gratuito disponibile</li>
<li>Leva finanziaria al dettaglio fino a 1:20 sui CFD su materie prime secondo le norme ESMA</li>
</ul>
<h2>2. Pepperstone</h2>
<p><a class="zoom" href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-migliore-piattaforma-di-trading-di-materie-prime-classifica-2026-2-800x270.png"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-433288" src="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-migliore-piattaforma-di-trading-di-materie-prime-classifica-2026-2-800x270.png.webp" alt="pepperstone trading" width="800" height="270" srcset="//lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-migliore-piattaforma-di-trading-di-materie-prime-classifica-2026-2-800x270.png 800w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-migliore-piattaforma-di-trading-di-materie-prime-classifica-2026-2-1024x346.png 1024w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-migliore-piattaforma-di-trading-di-materie-prime-classifica-2026-2-768x259.png 768w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-migliore-piattaforma-di-trading-di-materie-prime-classifica-2026-2-1536x519.png 1536w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-migliore-piattaforma-di-trading-di-materie-prime-classifica-2026-2.png 1777w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px"></a></p>
<p>Pepperstone è un broker regolamentato da ASIC, FCA e CySEC fondato nel 2010, che gestisce oltre 12,55 miliardi di dollari di volume di scambi giornalieri con oltre 300.000 clienti al dettaglio in tutto il mondo.</p>
<p>Il broker copre oltre 40 CFD su materie prime che spaziano dai metalli preziosi, all’energia e alle materie prime agricole, con spread sui CFD sull’oro ridotti fino al 30% nel 2025 e spread grezzi a partire da 0,0 pip disponibili sul conto Razor.</p>
<p>La piattaforma supporta MT4, MT5, cTrader e TradingView, rendendola una delle opzioni più flessibili per i trader con preferenze di piattaforma consolidate. Pepperstone ha un rating Trustpilot di 4,4/5 ed è stato nominato Miglior Broker Complessivo da DayTrading.com nel 2025.</p>
<p><strong>Valutazione:</strong> 4,5/5 <strong>LinkedIn:</strong> https://www.linkedin.com/company/pepperstone</p>
<p><strong>Ideale per:</strong> trader che danno la priorità all’esecuzione di spread grezzi e preferiscono lavorare in un ambiente di piattaforma di terze parti.</p>
<h5><strong>Servizi</strong></h5>
<ul>
<li>Oltre 40 CFD su materie prime, tra cui oro, argento, platino, palladio, WTI, Brent, gas naturale, caffè, cacao, cotone e zucchero</li>
<li>MT4, MT5, cTrader e TradingView</li>
<li>Conto Razor: spread grezzi da 0,0 pip + commissione di 3,00-3,50 $/lotto</li>
<li>Spread CFD sull’oro da 0,05 punti</li>
<li>Nessun deposito minimo; nessuna commissione di inattività</li>
<li>Rimborsi basati sul volume tramite il programma Active Trader</li>
</ul>
<h2>3. Capital.com</h2>
<div class="wp-caption aligncenter"><a class="zoom" href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-migliore-piattaforma-di-trading-di-materie-prime-classifica-2026-3-800x298.png"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-433290" class="size-medium wp-image-433290" src="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-migliore-piattaforma-di-trading-di-materie-prime-classifica-2026-3-800x298.png.webp" alt="Capital-com trading" width="800" height="298" srcset="//lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-migliore-piattaforma-di-trading-di-materie-prime-classifica-2026-3-800x298.png 800w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-migliore-piattaforma-di-trading-di-materie-prime-classifica-2026-3-1024x381.png 1024w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-migliore-piattaforma-di-trading-di-materie-prime-classifica-2026-3-768x286.png 768w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-migliore-piattaforma-di-trading-di-materie-prime-classifica-2026-3-1536x571.png 1536w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-migliore-piattaforma-di-trading-di-materie-prime-classifica-2026-3.png 1613w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px"></a><p class="wp-caption-text">Source: Capital.com website screenshot</p></div>
<p>Source: Capital.com website screenshot</p>
<p>Capital.com è un broker regolamentato dalla CySEC e dalla FCA fondato nel 2016, che ha registrato un volume di trading dei clienti pari a 656 miliardi di dollari nel primo trimestre del 2025.</p>
<p>La piattaforma copre oltre 70 CFD su materie prime nei settori dell’energia, dei metalli e di un’ampia gamma di prodotti agricoli che include avena, riso grezzo, suini magri, grano e mais, con accesso tramite una piattaforma proprietaria, MT4 o una profonda integrazione con TradingView.</p>
<p>Il broker opera con un modello completamente privo di commissioni, con un deposito minimo di 10 dollari e uno spread EUR/USD verificato con una media di 0,64 pip. ForexBrokers.com lo ha premiato come Best in Class per le commissioni di trading, la facilità d’uso e l’integrazione con TradingView nel 2026.</p>
<p><strong>Valutazione:</strong> 4,3/5 <strong>LinkedIn:</strong> https://www.linkedin.com/company/capital.com</p>
<p><strong>Ideale per:</strong> trader attenti ai costi che desiderano un’ampia copertura di CFD su prodotti agricoli e materie prime con TradingView integrato in modo nativo.</p>
<h5><strong>Servizi</strong></h5>
<ul>
<li>Oltre 70 CFD su materie prime nei mercati dell’energia, dei metalli e agricoli</li>
<li>Nessuna commissione su tutti gli strumenti; spread EUR/USD medio di 0,64 pip</li>
<li>Piattaforma proprietaria, MT4 e integrazione con TradingView</li>
<li>Strumento di gestione del rischio basato sull’intelligenza artificiale integrato nella piattaforma</li>
<li>Deposito minimo di 10 $; nessuna commissione di deposito o prelievo</li>
</ul>
<h2>4. CMC Markets</h2>
<p>CMC Markets è un broker quotato alla Borsa di Londra, fondato nel 1989, regolamentato da FCA, ASIC e BaFin, con oltre 290.000 clienti attivi e un patrimonio in custodia superiore a 35 miliardi di sterline. Il broker offre la più ampia gamma di CFD su materie prime in questo elenco, con 90-100+ strumenti, dati storici dei grafici disponibili a partire dal 1992 e spread sull’oro a partire da 0,2 punti.</p>
<p>La piattaforma proprietaria Next Generation offre una latenza media di trading di 0,004 secondi e un tasso di stabilità del 99,95%, con supporto anche per MT4 e TradingView. BrokerChooser ha valutato il broker con un punteggio di 4,5/5 su oltre 600 criteri a febbraio 2026.</p>
<p><strong>Valutazione:</strong> 4,3/5 <strong>LinkedIn:</strong> https://www.linkedin.com/company/cmc-markets</p>
<p><strong>Ideale per:</strong> trader che desiderano la più ampia selezione di CFD su materie prime disponibile, insieme a strumenti di grafici e di esecuzione di livello istituzionale.</p>
<h5><strong>Servizi</strong></h5>
<ul>
<li>Da 90 a oltre 100 CFD su materie prime tra metalli, energie e prodotti agricoli</li>
<li>Piattaforma Next Generation con riconoscimento dei pattern, esecuzione inferiore a 5 ms e stabilità del 99,95%</li>
<li>Spread sull’oro a partire da 0,2 punti; EUR/USD a partire da 0,7 pip standard</li>
<li>MT4 e TradingView disponibili</li>
<li>Nessun deposito minimo; nessuna commissione di deposito o prelievo</li>
</ul>
<h2>5. IG Markets</h2>
<p>IG Markets è un broker regolamentato da FCA, BaFin e ASIC fondato nel 1974, quotato alla Borsa di Londra (FTSE 250) con una capitalizzazione di mercato di 3,99 miliardi di sterline a dicembre 2025 e 346.200 clienti attivi.</p>
<p>Il broker copre 37 CFD su materie prime in 7 contratti energetici, 9 contratti sui metalli e 21 contratti agricoli, con notizie Reuters in streaming, Trading Central e Autochartist integrati direttamente nella piattaforma.</p>
<p>I clienti dell’UE sono serviti attraverso un’entità regolamentata dalla BaFin con passaporto MiFID II completo. ForexBrokers.com ha assegnato al broker il punteggio di affidabilità più alto e il premio Best in Class Range of Investments nel 2026.</p>
<p><strong>Valutazione:</strong> 4,4/5 <strong>LinkedIn:</strong> https://www.linkedin.com/company/iggroup</p>
<p><strong>Ideale per:</strong> trader che attribuiscono grande importanza alla tradizione normativa, al flusso integrato di notizie e agli strumenti di ricerca, oltre che alle loro posizioni sulle materie prime.</p>
<h5><strong>Servizi</strong></h5>
<ul>
<li>37 CFD su materie prime in 7 contratti energetici, 9 contratti sui metalli e 21 contratti agricoli</li>
<li>Streaming di notizie Reuters, Trading Central e Autochartist integrati</li>
<li>Piattaforma proprietaria, MT4, ProRealTime e TradingView</li>
<li>Ordini Stop-Loss garantiti su strumenti selezionati</li>
<li>Trading nel fine settimana disponibile su materie prime selezionate, tra cui il petrolio greggio</li>
<li>Nessun deposito minimo (bonifico bancario); nessuna commissione di inattività</li>
</ul>
<h2>Migliore piattaforma di trading di materie prime: conclusione</h2>
<p>I costi di spread, la gamma di strumenti e l’affidabilità della piattaforma sono le tre variabili che distinguono una piattaforma di trading di materie prime efficiente da una che ti costa su ogni operazione. Dopo aver classificato cinque piattaforme, XTB si distingue come la scelta migliore nel 2026, con una combinazione di ampiezza, qualità della piattaforma e profondità di ricerca che nessun altro broker in questo elenco è attualmente in grado di eguagliare.</p>
<h5><strong>Punti chiave</strong></h5>
<ul>
<li>XTB copre CFD su energia, metalli e materie prime agricole da un unico conto senza deposito minimo</li>
<li>xStation 5 fornisce grafici professionali, strumenti di sentiment, profondità di mercato e un calendario economico integrato</li>
<li>Gli analisti interni producono analisi di mercato giornaliere, disponibili gratuitamente per tutti i clienti XTB</li>
<li>Le licenze FCA, CySEC e BaFin garantiscono oltre 20 anni di presenza continua sul mercato</li>
<li>Il conto standard XTB è completamente privo di commissioni con spread CFD sull’oro a partire da 0,3 punti.</li>
</ul>
<h2>Domande frequenti</h2>
<h5><strong>Qual è la migliore piattaforma di trading di materie prime nel 2026?</strong></h5>
<p>XTB si classifica come la migliore piattaforma di trading di materie prime nel 2026, con un’ampia gamma di strumenti CFD nei mercati dell’energia, dei metalli e agricoli, un conto standard senza commissioni, nessun deposito minimo e una piattaforma proprietaria costantemente valutata tra le migliori da recensori indipendenti.</p>
<h5><strong>Qual è la differenza tra CFD su materie prime spot e futures?</strong></h5>
<p>Un CFD su materie prime spot replica in tempo reale il prezzo di mercato corrente di un asset come l’oro o il petrolio greggio, mentre un CFD basato su futures fa riferimento a un contratto con scadenza specifica negoziato in borsa. I CFD spot non hanno una scadenza fissa e maturano costi di finanziamento overnight, mentre i CFD futures scadono a una data prestabilita e riflettono il prezzo a termine della materia prima sottostante.</p>
<h5><strong>I CFD su materie prime sono adatti ai trader al dettaglio?</strong></h5>
<p>I CFD su materie prime sono accessibili ai trader al dettaglio tramite broker regolamentati, con una leva finanziaria limitata a 1:20 per l’oro e 1:10 per altre materie prime secondo le norme ESMA. I conti CFD al dettaglio comportano un rischio significativo di perdita, con tassi di perdita tra i broker regolamentati che vanno dal 67% all’82% dei conti al dettaglio, sulla base delle attuali informazioni fornite dai broker.</p>
<h5><strong>Quali materie prime posso negoziare come CFD?</strong></h5>
<p>I trader al dettaglio di CFD possono accedere a energia (petrolio greggio WTI e Brent, gas naturale), metalli preziosi (oro, argento, platino, palladio, rame) e materie prime agricole o soft (caffè, cacao, zucchero, cotone, mais, grano, olio di soia). La disponibilità degli strumenti varia a seconda del broker, con una gamma che in questo confronto va da un minimo di 37 strumenti a un massimo di oltre 100.</p>
<h5><strong>Disclaimer: </strong></h5>
<p><strong>Disclaimer</strong><br>
Questo contenuto ha scopo esclusivamente divulgativo e non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all’investimento ai sensi del D.Lgs. 58/1998 (TUF).</p>
<p>I <strong>CFD</strong> sono strumenti complessi e presentano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. <strong>75% di conti di investitori al dettaglio perdono denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore.</strong> Valuti se comprende il funzionamento dei CFD e se può permettersi di correre questo alto rischio di perdere il Suo denaro.</p>
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</item>

<item>
<title>La Compliance nella PA tra adempimento e valore: il ruolo strategico degli esperti di management</title>
<link>https://www.eventi.news/la-compliance-nella-pa-tra-adempimento-e-valore-il-ruolo-strategico-degli-esperti-di-management</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
La compliance nella PA non è più solo un obbligo formale, ma un driver di efficienza: perché la Pubblica Amministrazione ha bisogno di una visione manageriale per governare la complessità normativa. Di Bruno Susio (CEO Sistema Susio srl) e di Emanuele Barbagallo (Socio di Sistema Susio srl – esperto di compliance per la PA) Negli […]
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<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 01:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Compliance, nella, tra, adempimento, valore:, ruolo, strategico, degli, esperti, management</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>La compliance nella PA non è più solo un obbligo formale, ma un driver di efficienza: perché la Pubblica Amministrazione ha bisogno di una visione manageriale per governare la complessità normativa.</strong></p>
<hr>
<p><em>Di Bruno Susio (CEO Sistema Susio srl) e di Emanuele Barbagallo (Socio di Sistema Susio srl – esperto di compliance per la PA)</em></p>
<p>Negli ultimi anni, il concetto di <em>compliance</em> all’interno della Pubblica Amministrazione ha subìto una metamorfosi profonda. Se un tempo la conformità normativa era percepita quasi esclusivamente come un onere burocratico — un insieme di caselle da spuntare per evitare sanzioni — oggi il paradigma è cambiato. L’introduzione del <strong>PIAO (Piano Integrato di Attività e Organizzazione)</strong>, le sfide del <strong>PNRR</strong> e la costante evoluzione delle normative sull’<strong>anticorruzione (L. 190/2012)</strong> e sulla <strong>trasparenza, </strong>il<strong> Regolamento Europeo n. 2016/679 (<a href="https://www.garanteprivacy.it/il-testo-del-regolamento" target="_blank" rel="noopener">GDPR</a>) </strong>in tema di protezione dei dati personali hanno trasformato la compliance in una vera e propria funzione strategica per gli Enti.</p>
<p>Nello stesso <a href="https://piao.dfp.gov.it/" target="_blank" rel="noopener">PIAO</a>, il ruolo della strategia di prevenzione della corruzione viene esplicitato come a<strong> tutela e protezione del valore pubblico prodotto dalla Pubblica Amministrazione</strong>: senza compliance, quindi, non c’è Valore pubblico.</p>
<p>In questo scenario, il confine tra “legittimità formale” e “efficacia organizzativa” si è fatto sottile. È qui che si inserisce il ruolo cruciale della <strong>consulenza di management</strong>, essenziale per traghettare le amministrazioni verso una gestione integrata e moderna.</p>
<h2><strong>Dalla norma al processo: il salto di qualità</strong></h2>
<p>Il rischio principale per un ente pubblico è quello di gestire la compliance “a silos”: l’anticorruzione da una parte, la privacy dall’altra, la performance altrove. Questo approccio non solo genera inefficienze, ma priva l’ente di una visione d’insieme.</p>
<p>La consulenza di management interviene esattamente su questo punto: trasformare i requisiti legali in <strong>processi organizzativi ottimizzati</strong>. Un consulente esperto non si limita a interpretare la norma, ma aiuta l’amministrazione a mappare i processi, identificare i punti di controllo e integrare la gestione del rischio nel DNA quotidiano dell’ente; perché la compliance si affronta limitando e cercando di <strong>gestire l’incertezza </strong>alla base del rischio (corruttivo, di riciclaggio, di violazione dati, ecc.), con strumenti di conoscenza (mappatura dei rischi, mappatura dei processi, check list, registro delle attività di trattamento dati, ecc.).</p>
<p>L’obiettivo è passare dal “cosa dice la legge” al “come possiamo organizzarci per essere conformi alla legge e, allo stesso tempo, più efficienti”.</p>
<h2><strong>L’importanza di una formazione specialistica</strong></h2>
<p>Per comprendere e governare questa complessità, non bastano più competenze puramente giuridiche. È necessario un mix di soft skills, capacità di analisi dei dati e visione sistemica. La crescita di figure professionali come gli <strong>Esperti di Compliance</strong> riflette questa esigenza di mercato e di settore; gli enti hanno bisogno di una <strong>maggiore consapevolezza e una conoscenza multidisciplinare sulla compliance </strong>che consenta il confronto con gli esperti senza dipendere completamente da loro.</p>
<p>Proprio guardando a percorsi formativi avanzati emerge chiaramente come la formazione stia virando verso un approccio pragmatico. Non si tratta solo di aggiornamento normativo, ma di acquisire una “cassetta degli attrezzi” per gestire la trasparenza, la prevenzione della corruzione, l’antiriciclaggio, la protezione dei dati personali -giusto per citare i principali ambiti- come strumenti di miglioramento continuo e non come meri adempimenti.</p>
<h2><strong>Perché affidarsi ad esperti di management?</strong></h2>
<p>Esistono tre ragioni fondamentali per cui la consulenza esterna rappresenta un valore aggiunto per la PA:</p>
<ol>
<li><strong>Visione Terza e Benchmark:</strong> Il consulente porta con sé l’esperienza maturata in diverse realtà, permettendo di importare <em>best practice</em> già collaudate e di superare l’autoreferenzialità.</li>
<li><strong>Integrazione del PIAO:</strong> Supportare l’ente nella redazione del PIAO non significa compilare un documento, ma allineare gli obiettivi di performance con la gestione del rischio, elemento caratterizzante e comune a tutti gli ambiti della compliance.</li>
<li><strong>Cultura dell’Integrità:</strong> La compliance non si fa con i decreti, ma con le persone. Un intervento consulenziale aiuta a diffondere una cultura della legalità che è, innanzitutto, cultura del buon lavoro e della sana organizzazione.</li>
</ol>
<h2><strong>Conclusioni</strong></h2>
<p>In una PA che corre verso la digitalizzazione e la semplificazione, la compliance non deve essere il freno, ma il binario su cui scorre l’innovazione. Investire in consulenza di management e in percorsi di alta formazione per il personale significa garantire ai cittadini un’amministrazione non solo “integra” sulla carta, ma capace di produrre valore pubblico reale, trasparente e misurabile.</p>
<p>La sfida è aperta: trasformare l’obbligo in opportunità. E per farlo, le competenze gestionali sono l’alleato più prezioso.</p>
<p>The post <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/la-compliance-nella-pa-tra-adempimento-e-valore-il-ruolo-strategico-degli-esperti-di-management/">La Compliance nella PA tra adempimento e valore: il ruolo strategico degli esperti di management</a> appeared first on <a href="https://lentepubblica.it/">lentepubblica.it</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Stop a scorrimento automatico graduatorie: TAR ridefinisce regole del reclutamento pubblico</title>
<link>https://www.eventi.news/stop-a-scorrimento-automatico-graduatorie-tar-ridefinisce-regole-del-reclutamento-pubblico</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Con la sentenza n. 1202 del 12 marzo 2026, il TAR Milano interviene su un tema “scottante” in materia di concorsi pubblici, relativamente all’obbligo o meno di scorrere le graduatorie ancora valide prima di indire nuove procedure di reclutamento. Il giudice amministrativo ha stabilito che il concorso pubblico costituisce lo strumento ordinario e prioritario, mentre […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2025/10/lentepubblica-scorrimento-graduatoria-e-nuova-selezione-ex-art-110-tuel-chiarimenti.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 01:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Stop, scorrimento, automatico, graduatorie:, TAR, ridefinisce, regole, del, reclutamento, pubblico</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Con la sentenza n. 1202 del 12 marzo 2026, il TAR Milano interviene su un tema “scottante” in materia di concorsi pubblici, relativamente all’obbligo o meno di scorrere le graduatorie ancora valide prima di indire nuove procedure di reclutamento.</strong></p>
<hr>
<p>Il giudice amministrativo ha stabilito che il concorso pubblico costituisce lo strumento ordinario e prioritario, mentre lo scorrimento perde quella posizione di favore che la giurisprudenza gli aveva progressivamente riconosciuto.</p>
<h2>Il caso</h2>
<p>La vicenda trae origine dal ricorso di una <strong>candidata risultata terza</strong> in una graduatoria concorsuale approvata nel 2023, che contestava la scelta del Comune di non procedere allo scorrimento per coprire posti vacanti, preferendo invece il ricorso alla mobilità o a nuove procedure selettive. La ricorrente impugnava, in particolare, il <span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/documento-unico-programmazione-assunzioni-2025/" target="_blank" rel="noopener">Documento Unico di Programmazione</a></span> (DUP) 2026-2028, lamentando sia l’illegittimità della scelta amministrativa sia la presunta natura discriminatoria della condotta, ritenuta connessa al suo stato di gravidanza.</p>
<p>La ricorrente aveva partecipato a un concorso bandito nel dicembre 2022 per un posto di istruttore amministrativo, classificandosi al terzo posto nella graduatoria approvata nel marzo 2023, ancora valida al momento dei fatti. A fronte di successive <strong>vacanze di organico</strong>, l’amministrazione comunale aveva inizialmente proceduto allo scorrimento per assumere la seconda classificata, ma, in occasione della programmazione del fabbisogno per gli anni successivi, aveva optato per modalità diverse di reclutamento, quali la <strong>mobilità volontaria</strong> e l’eventuale <strong>indizione di nuovi concorsi</strong>.</p>
<p>Ritenendo che tale scelta violasse il principio di preferenza per lo scorrimento delle graduatorie vigenti, la ricorrente aveva presentato ricorso al TAR, insistendo per il riconoscimento del proprio diritto all’assunzione e per l’accertamento di una condotta discriminatoria, sostenendo che la mancata chiamata fosse legata alla sua condizione personale (ovvero, la gravidanza).</p>
<h2>La decisione dei giudici</h2>
<p>La decisione del TAR, da un lato, ridefinisce il rapporto tra concorso e scorrimento delle graduatorie; dall’altro, procede alla verifica dell’eventuale discriminazione.</p>
<p>Sotto il primo profilo, il Collegio valorizza quanto previsto dall’<span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2025;25~art4-com2" target="_blank" rel="noopener">art. 4 del d.l. n. 25 del 2025</a></span>, qualificato come <strong>norma di interpretazione autentica</strong>. Tale disposizione chiarisce che il <strong>concorso pubblico</strong> costituisce lo <strong>strumento ordinario e prioritario</strong> per il reclutamento del personale. Ne consegue, secondo il TAR, che non è più sostenibile quell’orientamento giurisprudenziale che, pur in assenza di un vero e proprio diritto soggettivo all’assunzione, attribuiva allo scorrimento una posizione preferenziale e imponeva un obbligo di motivazione rafforzata in caso di scelta diversa.</p>
<p>Pertanto, la decisione dell’amministrazione di non utilizzare la graduatoria non richiede più una giustificazione particolarmente rigida. Il giudice afferma chiaramente che la scelta di ricorrere a nuove procedure concorsuali o alla mobilità è coerente con il quadro normativo vigente e, pertanto, non necessita di una motivazione precisa volta a spiegare il mancato scorrimento. Viene, quindi, superato l’orientamento espresso dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 14 del 2011, la quale richiedeva una motivazione particolarmente rigorosa per giustificare la preferenza per il concorso rispetto allo scorrimento.</p>
<h2>Per il TAR stop a scorrimento automatico graduatorie</h2>
<p>Il TAR ribadisce inoltre un principio già consolidato, per cui <strong>gli idonei non vantano un diritto soggettivo all’assunzione mediante scorrimento</strong>, bensì una <strong>mera aspettativa</strong>. Anche prima dell’intervento normativo del 2025, infatti, la giurisprudenza escludeva che l’amministrazione fosse vincolata a utilizzare la graduatoria, limitandosi a richiedere una motivazione adeguata. Venuto meno anche questo onere motivazionale rafforzato, la posizione degli idonei risulta ulteriormente ridimensionata.</p>
<p>Particolarmente interessante è anche il passaggio relativo al cd. <strong>autovincolo amministrativo</strong>. La ricorrente sosteneva che il Comune, avendo in precedenza fatto ricorso allo <strong>scorrimento</strong> e avendolo <strong>previsto nei documenti programmatori</strong>, fosse vincolato a proseguire in tale direzione. Il TAR respinge tale tesi, sottolineando come la <strong>programmazione del fabbisogno</strong> di personale sia per sua natura <strong>dinamica e soggetta a revisione periodica</strong>, con la conseguenza che le scelte precedenti non impediscono all’amministrazione di modificare le proprie determinazioni in funzione delle esigenze sopravvenute.</p>
<p>Quanto al secondo profilo, relativo alla <strong>presunta discriminazione</strong>, il giudice applica i criteri probatori propri della materia antidiscriminatoria, evidenziando come incomba sulla <strong>parte ricorrente l’onere di fornire elementi idonei</strong> a fondare una presunzione di trattamento deteriore. Nel caso di specie, tale prova non è stata ritenuta raggiunta. Non solo manca la dimostrazione che l’amministrazione fosse a conoscenza dello stato di gravidanza, ma soprattutto non emerge alcun trattamento meno favorevole rispetto ad altri candidati in situazioni analoghe.</p>
<p>Al contrario, il Comune ha dimostrato che la scelta di non procedere allo scorrimento era giustificata da <strong>esigenze organizzative specifiche</strong>, legate alla necessità di reperire personale già formato e immediatamente operativo, con competenze non perfettamente sovrapponibili a quelle risultanti dalla graduatoria. Tali esigenze, ritenute oggettive e coerenti, escludono la configurabilità di una condotta discriminatoria, confermando la legittimità dell’azione amministrativa.</p>
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<title>I compensi per i servizi di ingegneria e architettura nel nuovo Codice Appalti</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
I compensi per i servizi di ingegneria e architettura nella disciplina del D.Lgs. 36/2023: Subordinazione all’ottenimento del finanziamento e parametri tariffari. Focus a cura di Luca Leccisotti. Introduzione La determinazione dei compensi per i servizi di ingegneria e architettura nell’ambito delle procedure di affidamento pubblico assume particolare rilevanza sotto il profilo giuridico-amministrativo e gestionale, soprattutto […]
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<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 01:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>compensi, per, servizi, ingegneria, architettura, nel, nuovo, Codice, Appalti</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>I compensi per i servizi di ingegneria e architettura nella disciplina del D.Lgs. 36/2023: Subordinazione all’ottenimento del finanziamento e parametri tariffari. Focus a cura di <span><a href="https://lentepubblica.it/author/luca-leccisotti/" target="_blank" rel="noopener">Luca Leccisotti</a></span>.</strong></p>
<hr>
<h2>Introduzione</h2>
<p>La determinazione dei compensi per i servizi di ingegneria e architettura nell’ambito delle procedure di affidamento pubblico assume particolare rilevanza sotto il profilo giuridico-amministrativo e gestionale, soprattutto in riferimento alle questioni relative all’erogazione dei corrispettivi subordinati all’esito positivo della richiesta di finanziamento. Il recente parere dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) n. 102 del 19 marzo 2025 offre importanti chiarimenti interpretativi circa la corretta applicazione del D.Lgs. 36/2023, affrontando specificamente la legittimità della subordinazione dei compensi all’ottenimento dei finanziamenti e la vincolatività dei parametri tariffari ministeriali.</p>
<p>Il Codice dei contratti pubblici (<span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2023;036" target="_blank" rel="noopener">D.Lgs. 36/2023</a></span>), in particolare con riferimento agli articoli 41 e all’Allegato I.13, disciplina in modo rigoroso le modalità di determinazione dei compensi per i servizi tecnici di ingegneria e architettura. L’articolo 41, comma 15, rimanda specificamente all’Allegato I.13 che, richiamando il D.M. 17 giugno 2016, dispone la necessità di utilizzare le tabelle ministeriali come parametri vincolanti e inderogabili per determinare i compensi professionali da porre a base di gara.</p>
<p>Tale disciplina normativa chiarisce in modo inequivocabile che la quantificazione dei compensi non può essere determinata arbitrariamente, ma deve essere conforme ai criteri indicati dalle tariffe ministeriali aggiornate, costituendo tali parametri un riferimento inderogabile per le stazioni appaltanti.</p>
<h2><strong>La subordinazione dei compensi all’ottenimento del finanziamento: orientamenti e criticità</strong></h2>
<p>Il tema della subordinazione dei compensi professionali al positivo ottenimento del finanziamento è stato al centro del recente dibattito giurisprudenziale e amministrativo. Nel parere n. 102/2025, l’ANAC evidenzia come la clausola contenuta in un disciplinare di gara, che condiziona l’erogazione dei compensi all’esito favorevole della domanda di finanziamento, si ponga in contrasto con il vigente quadro normativo.</p>
<p>Secondo l’Autorità, infatti, tale clausola violerebbe l’articolo 191 del TUEL (Testo Unico degli Enti Locali), che impone una rigorosa gestione contabile e finanziaria degli enti locali, consentendo spese solo a fronte di impegni contabili e attestazioni preventive di copertura finanziaria certe e documentate. La subordinazione dei pagamenti all’ottenimento di risorse finanziarie esterne contrasta inoltre con i principi di legalità, correttezza e trasparenza della gestione amministrativa, già richiamati dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 24447/2015.</p>
<p>Ulteriore questione affrontata dall’ANAC riguarda il Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DOCFAP), documento propedeutico e preliminare rispetto al Progetto di Fattibilità Tecnico Economica (PFTE). Secondo quanto chiarito dal Comunicato ANAC del 10 luglio 2024 e ribadito nel parere in esame, la redazione del DOCFAP non può essere affidata congiuntamente al PFTE. Infatti, essendo tale documento un atto preliminare e prodromico rispetto al primo livello progettuale, esso deve essere oggetto di una procedura autonoma di affidamento.</p>
<p>Inoltre, anche le attività propedeutiche alla redazione del DOCFAP devono essere remunerate utilizzando i parametri delle tariffe ministeriali, non potendo essere compensate con somme forfettarie arbitrarie, come invece avvenuto nel caso analizzato.</p>
<p>Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 844 del 3 febbraio 2025, ha ulteriormente confermato l’interpretazione che considera le tabelle ministeriali non più semplici riferimenti orientativi, ma parametri vincolanti per la determinazione degli importi posti a base di gara per i servizi tecnici.</p>
<p>Tale vincolatività è stata confermata anche dalla Delibera ANAC n. 343 del 20 luglio 2023, secondo cui il mancato rispetto delle tariffe ministeriali costituisce una violazione normativa grave, con potenziali ripercussioni sulla legittimità delle procedure di affidamento e sulla successiva validità dei contratti.</p>
<h2>Considerazioni finali</h2>
<p>Alla luce di tali orientamenti interpretativi, risulta evidente la necessità per le stazioni appaltanti di adeguare con urgenza le proprie procedure interne, evitando la subordinazione dei compensi professionali all’ottenimento dei finanziamenti esterni e assicurando l’applicazione rigorosa delle tariffe ministeriali per la determinazione dei compensi.</p>
<p>La chiara definizione della fase relativa alla redazione del DOCFAP, separata e autonoma rispetto alla fase progettuale successiva, e l’obbligo di una precisa quantificazione dei compensi basata esclusivamente sulle tabelle ministeriali, costituiscono misure imprescindibili per assicurare trasparenza, legittimità e buon andamento nella gestione amministrativa delle procedure di gara per i servizi di ingegneria e architettura, così come previsto dal D.Lgs. 36/2023.</p>
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<title>Rivoluzione Google Maps: come cambierà la nostra esperienza di guida</title>
<link>https://www.eventi.news/rivoluzione-google-maps-come-cambiera-la-nostra-esperienza-di-guida</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
È stato annunciato un aggiornamento dell’App Google Maps, che stando alle anticipazioni del colosso statunitense si propone come il maggiore upgrade dell’ultimo decennio. A fare la differenza, manco a dirlo, un’interazione completa con l’intelligenza artificiale di Gemini, assistente AI della stessa azienda californiana. Maps è uno dei servizi più popolari di Google, utilizzato ogni mese […]
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<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 01:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Rivoluzione, Google, Maps:, come, cambierà, nostra, esperienza, guida</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>È stato annunciato un aggiornamento dell’App <em>Google Maps</em>, che stando alle anticipazioni del colosso statunitense si propone come il maggiore <em>upgrade </em>dell’ultimo decennio.</strong></p>
<hr>
<p>A fare la differenza, manco a dirlo, un’interazione completa con l’intelligenza artificiale di <em>Gemini</em>, assistente AI della stessa azienda californiana.</p>
<p><em>Maps </em>è uno dei servizi più popolari di <em>Google</em>, utilizzato ogni mese da 2 miliardi di utenti attivi, con una mappatura che ha raggiunto il 99% del Pianeta. Seguendo le sue indicazioni, viene percorso oltre 1 miliardo di chilometri al giorno; l’utente medio trascorre circa 150 minuti al mese sull’App (prediligendo navigazione, ricerca ristoranti e luoghi d’interesse, <em>Street View</em>).</p>
<h2>Origini e sviluppo di Google Maps</h2>
<p>I prodromi dell’idea risalgono al 2003, quando i fratelli danesi Lars e Jens Eilstrup Rasmussen hanno fondato <em>Where 2 Technologies</em>, <em>startup </em>di casa a Sidney, all’inizio specializzata nella sola mappatura del territorio e poi sviluppata per la navigazione su mappe <em>online</em>.</p>
<p>Una struttura ancora rudimentale, ma le cui enormi potenzialità non sfuggirono dalle parti della <em>Silicon Valley</em>, tanto che l’anno dopo venne acquistata da <em>Google</em>. I due fondatori continuarono a lavorare nel gruppo di progetto e l’8 febbraio 2005 venne annunciata la nascita di <em>Google Maps</em>.</p>
<p>Inizialmente era un programma per desktop, utile solo a stampare il percorso tra un punto di partenza e uno di arrivo. Nulla che potesse preoccupare i produttori dei navigatori Gps presenti a bordo delle auto, o di quelli portatili che allora si andavano diffondendo (chi abbia superato i 50 anni di età, ricorda marchi quali <em>TomTom</em>, <em>Navman </em>o <em>Garmin</em>).</p>
<p>La vera svolta fu però nel 2009, quando <em>Google Maps </em>sviluppò la navigazione <em>turn-by-turn</em>, ossia la possibilità di fornire indicazioni vocali e visive contemporaneamente e in tempo reale.</p>
<p>Pressappoco in quel periodo stava entrando nelle nostre case anche un’altra grande rivoluzione tecnologica dell’epoca, rappresentata dagli <em>smartphone</em>. L’intuizione di associare i due strumenti determinò un successo immediato e la fine inesorabile dei precedenti modelli di navigatori Gps.</p>
<p>Al momento <em>Maps </em>copre 220 Paesi e territori. È preinstallato su oltre il 90% dei dispositivi <em>Android </em>e si stima che detenga circa il 70% del mercato globale delle <em>App di navigazione</em>, surclassando la concorrenza di <em>Apple Maps </em>e <em>Waze </em>(acquistata dalla stessa <em>Google </em>nel 2013, ma lasciata separata).</p>
<h2>Arriva Immersive Navigation: nuovo design e mappe 3D</h2>
<p>Ma tra poco gli schermi <em>smartphone </em>e delle auto subiranno un <em>upgrade </em>epocale.</p>
<p>Con <em>Immersive Navigation </em>si annunciano visualizzazioni a volo d’uccello e tridimensionali delle città.</p>
<p>Un concetto di mappa tutta nuova, totalmente immersiva, integrata con le informazioni di <em>Street View </em>e telecamere aeree 3D per fornire un’esperienza di guida all’interno di un ambiente virtuale estremamente fedele a quello reale. Dimenticate la solitudine della classica linea blu che indica il percorso sul nostro monitor; e adesso immaginatela inserita in paesaggi, edifici, corsie, attraversamenti pedonali, semafori e segnaletica che ci proiettano dentro il vero contesto urbano.</p>
<p>Tutto verrà riportato sui display, con zoom intelligenti e grafica trasparente per gli edifici che consentiranno di vedere in anticipo il percorso successivo, rendendo più intuitive le indicazioni su svolte complesse e cambi di corsia. Tra i benefici attesi: orientamento semplice, riduzione di errori nella guida e meno stress.</p>
<p>Inoltre, ci sarà l’<em>Immersive View for Routes</em>, con cui visualizzare i percorsi in anteprima 3D e pianificare nel dettaglio il proprio viaggio, anche in base a traffico, parcheggi e condizioni meteo.</p>
<h2>Con Ask Maps avremo sempre un compagno di viaggi</h2>
<p>Grazie a <em>Gemini</em>, il nostro navigatore diventerà un compagno inseparabile, con il quale dialogare.</p>
<p>Non osiamo neppure immaginare l’uso che ne avrebbe potuto fare l’Enzo di Carlo Verdone, progettando quel viaggio che dal <em>Palo della Morte </em>di una Roma ferragostana avrebbe dovuto portarlo verso l’agognata Cracovia.</p>
<p>Ma tant’è. Ad <em>Ask Maps </em>si potranno porre domande complesse per la ricerca di luoghi, ristoranti, destinazioni; non solo l’attuale assistente vocale, ma un <em>AI Conversazionale </em>avanzato che fornisce informazioni operando su miliardi di dati condivisi dalla <em>community</em>.</p>
<p>Vuoi improvvisare un fine settimana nella bella città che ti trovi a incrociare durante il tuo viaggio? Nessun problema: <em>Chiedi a Maps</em>! E in pochi secondi potrai avere a disposizione percorso ideale, tappe intermedie, servizi carburante o ricarica elettrica, itinerario turistico con allegato reportage fotografico, dove mangiare e dormire, ecc.</p>
<p>Raccontata così, risulta pure un po’ inquietante. Rimane invece un supporto utile se affiancato dal nostro senso critico e decisionale, non trascurando mai che i suggerimenti dell’AI si basano sui dati presenti online (prezzi, orari, disponibilità, recensioni); quindi rimane buona prassi verificarli, prima di assumerli come veri.</p>
<p><em>Google </em>ha annunciato che offrirà oltre 5 milioni di aggiornamenti sul traffico al secondo; un’efficienza essenziale per suggerire subito percorsi alternativi in caso di incidenti, rallentamenti ed eventi vari. Inoltre, le diverse opzioni proposte verranno anche spiegate, evidenziandone la convenienza secondo durata, lunghezza, pedaggi.</p>
<h2>Come farsi trovare pronti?</h2>
<p>Insomma, l’attesa è tanta. E c’è curiosità di verificare l’efficacia di queste promesse non appena l’aggiornamento sarà disponibile in Italia.</p>
<p>Al momento <em>Immersive Navigation </em>e <em>Ask Maps </em>sono stati lanciati negli Stati Uniti; progressivamente verranno rilasciate sui dispositivi <em>Android </em>e <em>iOS</em>, nonché sui veicoli dotati dei rispettivi <em>Android Auto</em>, <em>Google integrato </em>o <em>Apple CarPlay</em>. Nel giro di qualche settimana, forse mese, le novità dovrebbero essere godibili anche dagli utenti italiani.</p>
<p>Un’ultima annotazione. Installato l’aggiornamento bisognerà abituarsi a utilizzare <em>Google Maps </em>come uno strumento di intelligenza artificiale, dimenticandone la funzione iniziale di semplice navigatore.</p>
<p>Tutti i <em>software </em>di AI, oramai familiari nella nostra quotidianità, richiedono una fase <em>addestrativa</em>. Parlare, chiedere, specificare, correggere: solo così l’App potrà apprendere abitudini, interessi, necessità che possano poi consentirgli di restituire informazioni sempre più personalizzate e cucite su misura.</p>
<p>Ovviamente, nella misura in cui se ne avverta davvero l’urgenza.</p>
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<title>Intelligenza artificiale nella PA: nuove linee guida AgID in consultazione fino all’11 aprile</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
La trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione entra in una nuova fase operativa. L’Agenzia per l’Italia Digitale ha avviato la consultazione pubblica su due documenti destinati a incidere in modo concreto sull’adozione dell’intelligenza artificiale negli enti pubblici: le linee guida dedicate allo sviluppo dei sistemi di IA e quelle relative al procurement di soluzioni basate su […]
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<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 01:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Intelligenza, artificiale, nella, PA:, nuove, linee, guida, AgID, consultazione, fino, all’11, aprile</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="237" data-end="664"><strong>La trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione entra in una nuova fase operativa. L’Agenzia per l’Italia Digitale ha avviato la consultazione pubblica su due documenti destinati a incidere in modo concreto sull’adozione dell’intelligenza artificiale negli enti pubblici: le linee guida dedicate allo sviluppo dei sistemi di IA e quelle relative al procurement di soluzioni basate su intelligenza artificiale.</strong></p>
<hr>
<p data-start="666" data-end="871">La finestra per partecipare al confronto resta aperta fino all’11 aprile 2026, offrendo a professionisti, amministrazioni e stakeholder la possibilità di contribuire attivamente al miglioramento dei testi.</p>
<h2 data-section-id="6rf2hv" data-start="878" data-end="946"><strong data-start="881" data-end="946">Un passaggio chiave nel percorso di digitalizzazione della PA</strong></h2>
<p data-start="948" data-end="1163">L’iniziativa si inserisce nel quadro del <strong data-start="989" data-end="1067">Piano triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione 2024-2026</strong>, che individua nell’intelligenza artificiale uno degli assi portanti dell’innovazione pubblica.</p>
<p data-start="1165" data-end="1487">Le linee guida sono state adottate con la Determinazione n. 43/2026 e seguono il percorso normativo previsto dall’<span><a href="https://www.agid.gov.it/it/codice-dellamministrazione-digitale/art-71-regole-tecniche" target="_blank" rel="noopener">articolo 71 del Codice dell’Amministrazione Digitale</a></span>. Questo passaggio garantisce che i documenti non siano solo indicazioni teoriche, ma strumenti destinati a orientare concretamente l’azione amministrativa.</p>
<p data-start="1489" data-end="1710">L’obiettivo è duplice: da un lato definire criteri chiari per progettare e sviluppare sistemi intelligenti, dall’altro fornire indicazioni operative per acquistare tecnologie sempre più complesse e in continua evoluzione.</p>
<h2 data-section-id="1obtkqv" data-start="1717" data-end="1779"><strong data-start="1720" data-end="1779">Consultazione pubblica: perché è importante partecipare</strong></h2>
<p data-start="1781" data-end="2008">La fase di consultazione rappresenta un momento cruciale nel processo di definizione delle linee guida. Non si tratta di un semplice passaggio formale, ma di un’opportunità reale per incidere sul contenuto finale dei documenti.</p>
<p data-start="2010" data-end="2096">Attraverso la piattaforma Forum Italia, tutti i soggetti interessati possono proporre:</p>
<ul data-start="2098" data-end="2211">
<li data-section-id="36t6s5" data-start="2098" data-end="2120">
<p data-start="2100" data-end="2120">revisioni testuali</p>
</li>
<li data-section-id="su6s16" data-start="2121" data-end="2146">
<p data-start="2123" data-end="2146">integrazioni tecniche</p>
</li>
<li data-section-id="1up6q80" data-start="2147" data-end="2173">
<p data-start="2149" data-end="2173">suggerimenti operativi</p>
</li>
<li data-section-id="1avgeo5" data-start="2174" data-end="2211">
<p data-start="2176" data-end="2211">osservazioni sui modelli proposti</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2213" data-end="2384">L’obiettivo è migliorare sia la qualità editoriale sia la solidità tecnica delle linee guida, rendendole più efficaci e facilmente applicabili nella realtà amministrativa.</p>
<h2 data-section-id="dug5kc" data-start="2391" data-end="2461"><strong data-start="2394" data-end="2461">Sviluppo dei sistemi di IA: un approccio strutturato e coerente</strong></h2>
<p data-start="2463" data-end="2684">Uno dei due documenti in consultazione riguarda la progettazione dei sistemi di intelligenza artificiale nella PA. Si tratta di un testo che punta a creare un collegamento organico tra principi, metodologia e operatività.</p>
<p data-start="2686" data-end="2858">Le linee guida introducono un impianto strutturato che accompagna l’intero ciclo di vita delle soluzioni, dalla progettazione iniziale fino alla gestione e al monitoraggio.</p>
<p data-start="2860" data-end="2901">Tra gli elementi più innovativi emergono:</p>
<ul data-start="2903" data-end="3344">
<li data-section-id="1hwkvr3" data-start="2903" data-end="3013">
<p data-start="2905" data-end="3013">la definizione dei <strong data-start="2924" data-end="2962">livelli tecnologici dello stack <span><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/intelligenza-artificiale-pubblica-amministrazione-governance/" target="_blank" rel="noopener">IA</a></span></strong>, utile per comprendere le componenti dei sistemi</p>
</li>
<li data-section-id="asbrbd" data-start="3014" data-end="3120">
<p data-start="3016" data-end="3120">la classificazione dei <strong data-start="3039" data-end="3077">gradi di autonomia delle soluzioni</strong>, aspetto centrale per il controllo umano</p>
</li>
<li data-section-id="1lomgyx" data-start="3121" data-end="3216">
<p data-start="3123" data-end="3216">un’<strong data-start="3126" data-end="3164">architettura logica di riferimento</strong>, che fornisce un modello standard per lo sviluppo</p>
</li>
<li data-section-id="1pkr5aa" data-start="3217" data-end="3344">
<p data-start="3219" data-end="3344">l’introduzione delle <strong data-start="3240" data-end="3261">personas nella PA</strong>, uno strumento per progettare servizi più aderenti ai bisogni reali degli utenti</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3346" data-end="3553">Questi elementi contribuiscono a rendere più chiaro e uniforme il modo in cui le amministrazioni possono progettare sistemi basati sull’intelligenza artificiale, evitando approcci frammentati o improvvisati.</p>
<h2 data-section-id="nmydpk" data-start="3560" data-end="3627"><strong data-start="3563" data-end="3627">Procurement IA: da attività amministrativa a leva strategica</strong></h2>
<p data-start="3629" data-end="3836">Il secondo documento si concentra invece sulle modalità di acquisizione delle tecnologie. Il tema del procurement, spesso considerato un ambito puramente tecnico-amministrativo, assume qui un ruolo decisivo.</p>
<p data-start="3838" data-end="4001">Le nuove linee guida trasformano l’approvvigionamento in una vera e propria <strong data-start="3914" data-end="3933">leva strategica</strong>, capace di orientare l’intero ecosistema dell’innovazione pubblica.</p>
<p data-start="4003" data-end="4148">L’acquisto di soluzioni IA non viene più visto come un passaggio isolato, ma come un processo integrato che deve tenere conto di diversi fattori:</p>
<ul data-start="4150" data-end="4329">
<li data-section-id="16ajwef" data-start="4150" data-end="4196">
<p data-start="4152" data-end="4196">sostenibilità economica degli investimenti</p>
</li>
<li data-section-id="1e5x9uh" data-start="4197" data-end="4233">
<p data-start="4199" data-end="4233">impatti organizzativi sugli enti</p>
</li>
<li data-section-id="18yt3lg" data-start="4234" data-end="4274">
<p data-start="4236" data-end="4274">aspetti contrattuali e di governance</p>
</li>
<li data-section-id="sqzgkr" data-start="4275" data-end="4329">
<p data-start="4277" data-end="4329">capacità di adattamento delle tecnologie nel tempo</p>
</li>
</ul>
<p data-start="4331" data-end="4568">In questo contesto, il procurement diventa lo strumento attraverso cui le amministrazioni possono esercitare un controllo consapevole sull’adozione dell’intelligenza artificiale, evitando dipendenze tecnologiche e garantendo trasparenza.</p>
<h2 data-section-id="7m8l29" data-start="4575" data-end="4628"><strong data-start="4578" data-end="4628">Strumenti operativi per gestire la complessità</strong></h2>
<p data-start="4630" data-end="4774">Uno degli aspetti più rilevanti delle linee guida sul procurement è l’introduzione di criteri concreti per affrontare gare sempre più complesse.</p>
<p data-start="4776" data-end="5014">L’intelligenza artificiale, infatti, presenta caratteristiche peculiari: evoluzione rapida, forte componente tecnologica e impatti trasversali sull’organizzazione. Per questo motivo, le amministrazioni hanno bisogno di strumenti adeguati.</p>
<p data-start="5016" data-end="5119">Il documento individua tre elementi chiave per supportare le decisioni di acquisto, con l’obiettivo di:</p>
<ul data-start="5121" data-end="5285">
<li data-section-id="1qffb9e" data-start="5121" data-end="5170">
<p data-start="5123" data-end="5170">migliorare la capacità progettuale degli enti</p>
</li>
<li data-section-id="za4w7y" data-start="5171" data-end="5221">
<p data-start="5173" data-end="5221">rafforzare la gestione delle procedure di gara</p>
</li>
<li data-section-id="1rn6igx" data-start="5222" data-end="5285">
<p data-start="5224" data-end="5285">garantire un monitoraggio efficace delle soluzioni adottate</p>
</li>
</ul>
<p data-start="5287" data-end="5438">Si tratta di un passaggio fondamentale, perché consente di superare le criticità che spesso caratterizzano gli acquisti pubblici in ambito tecnologico.</p>
<h2 data-section-id="hmduf4" data-start="5445" data-end="5505"><strong data-start="5448" data-end="5505">Un quadro unitario per tutto il ciclo di vita dell’IA</strong></h2>
<p data-start="5507" data-end="5674">Un elemento distintivo dell’intero impianto normativo è la volontà di costruire un sistema coerente, che accompagni l’intelligenza artificiale lungo tutte le sue fasi.</p>
<p data-start="5676" data-end="5892">Le linee guida sullo sviluppo e quelle sul procurement non sono documenti separati, ma parti di un unico disegno. Insieme, creano un percorso che va dalla progettazione all’acquisizione, fino alla gestione operativa.</p>
<p data-start="5894" data-end="6070">Questa integrazione permette alle amministrazioni di evitare disallineamenti tra scelte tecnologiche e modelli organizzativi, favorendo una maggiore efficacia degli interventi.</p>
<h2 data-section-id="1ue45iv" data-start="6077" data-end="6121"><strong data-start="6080" data-end="6121">Come partecipare: modalità e scadenze</strong></h2>
<p data-start="6123" data-end="6342">La consultazione pubblica resterà attiva fino all’11 aprile 2026. La partecipazione è aperta a tutti e avviene attraverso la piattaforma Forum Italia, dove sono disponibili i documenti e gli spazi per inserire commenti.</p>
<p data-start="6344" data-end="6443">I contributi raccolti saranno utilizzati per affinare i testi prima della loro adozione definitiva.</p>
<p data-start="6445" data-end="6705">Si tratta di un’occasione particolarmente rilevante per chi opera nel settore pubblico o nel mondo dell’innovazione digitale, perché consente di contribuire direttamente alla definizione delle regole che guideranno l’uso dell’intelligenza artificiale nella PA.</p>
<h2 data-section-id="19mtgrx" data-start="6712" data-end="6764"><strong data-start="6715" data-end="6764">Verso una PA più consapevole nell’uso dell’IA</strong></h2>
<p data-start="6766" data-end="6931">Con questa iniziativa, l’Agenzia per l’Italia Digitale compie un passo significativo verso una gestione più strutturata e responsabile dell’intelligenza artificiale.</p>
<p data-start="6933" data-end="7153">L’introduzione di linee guida specifiche su sviluppo e procurement rappresenta un segnale chiaro: l’innovazione non può essere lasciata all’improvvisazione, ma richiede strumenti, competenze e modelli operativi adeguati.</p>
<p data-start="7155" data-end="7361">La consultazione pubblica, in questo scenario, diventa un momento di confronto essenziale per costruire un sistema condiviso, capace di coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità e interesse pubblico.</p>
<p data-start="7155" data-end="7361">Le due consultazioni</p>
<ul>
<li class="Paragraph SCXW214458173 BCX8" lang="IT-IT"><span><strong><a class="Hyperlink SCXW214458173 BCX8" href="https://forum.italia.it/c/documenti-in-consultazione/lg-per-lo-sviluppo-di-sistemi-ia-nella-pa/108" target="_blank" rel="noopener"><span class="TextRun Underlined SCXW214458173 BCX8 NormalTextRun" lang="IT-IT">Consultazione Linee Guida Sviluppo</span></a><span class="EOP SCXW214458173 BCX8"> </span></strong></span></li>
<li class="Paragraph SCXW214458173 BCX8" lang="IT-IT"><span><strong><a class="Hyperlink SCXW214458173 BCX8" href="https://forum.italia.it/c/documenti-in-consultazione/lg-per-il-procurement-di-ia-nella-pa/109" target="_blank" rel="noopener"><span class="TextRun Underlined SCXW214458173 BCX8 NormalTextRun" lang="IT-IT">Consultazione Linee Guida Procurement</span></a><span class="TextRun SCXW214458173 BCX8 NormalTextRun" lang="IT-IT"> </span><span class="EOP SCXW214458173 BCX8"> </span></strong></span></li>
</ul>
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</item>

<item>
<title>Fino a 4000 euro per cambiare scooter: guida semplice al bonus</title>
<link>https://www.eventi.news/fino-a-4000-euro-per-cambiare-scooter-guida-semplice-al-bonus</link>
<guid>https://www.eventi.news/fino-a-4000-euro-per-cambiare-scooter-guida-semplice-al-bonus</guid>
<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Scatta ufficialmente il nuovo ciclo di incentivi destinati alla mobilità sostenibile su due, tre e quattro ruote leggere. A partire da oggi, mercoledì 18 marzo 2026, si apre infatti la finestra per accedere ai contributi dedicati all’acquisto di moto, scooter e quadricicli a basse emissioni. Una misura che punta a favorire il ricambio del parco […]
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<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 01:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Fino, 4000, euro, per, cambiare, scooter:, guida, semplice, bonus</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="80" data-end="488"><strong>Scatta ufficialmente il nuovo ciclo di incentivi destinati alla mobilità sostenibile su due, tre e quattro ruote leggere. A partire da oggi, mercoledì 18 marzo 2026, si apre infatti la finestra per accedere ai contributi dedicati all’acquisto di moto, scooter e quadricicli a basse emissioni.</strong></p>
<hr>
<p data-start="80" data-end="488">Una misura che punta a favorire il ricambio del parco circolante e ad accelerare la diffusione di veicoli meno inquinanti.</p>
<p data-start="490" data-end="758">Il meccanismo è semplice: chi decide di acquistare un mezzo elettrico o ibrido nuovo può ottenere uno sconto rilevante direttamente in fase di acquisto. Ma attenzione, perché l’accesso al <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/bonus/" target="_blank" rel="noopener">bonus</a></span> segue una procedura ben precisa e i fondi disponibili non sono illimitati.</p>
<h2 data-section-id="1nei5v2" data-start="765" data-end="813">Come funziona il bonus: percentuali e importi</h2>
<p data-start="815" data-end="920">Il contributo varia in base alla presenza o meno della rottamazione di un vecchio veicolo. Nel dettaglio:</p>
<ul data-start="922" data-end="1136">
<li data-section-id="16m0vvl" data-start="922" data-end="1033">
<p data-start="924" data-end="1033"><strong data-start="924" data-end="946">Senza rottamazione</strong>: incentivo pari al <em data-start="966" data-end="994">30% del prezzo di acquisto</em>, fino a un massimo di <strong data-start="1017" data-end="1031">3.000 euro</strong></p>
</li>
<li data-section-id="1414og0" data-start="1034" data-end="1136">
<p data-start="1036" data-end="1136"><strong data-start="1036" data-end="1056">Con rottamazione</strong>: contributo che sale al <em data-start="1081" data-end="1096">40% del costo</em>, con un tetto massimo di <strong data-start="1122" data-end="1136">4.000 euro</strong></p>
</li>
</ul>
<p data-start="1138" data-end="1267">La differenza è significativa e rende particolarmente conveniente sostituire un mezzo obsoleto con uno più moderno e sostenibile.</p>
<p data-start="1269" data-end="1452">L’agevolazione si applica esclusivamente a veicoli nuovi di fabbrica e rientra in una strategia più ampia di riduzione delle emissioni nel settore dei trasporti urbani ed extraurbani.</p>
<h2 data-section-id="tscfa1" data-start="1459" data-end="1500">Quali veicoli rientrano nell’incentivo</h2>
<p data-start="1502" data-end="1590">Il bonus copre una gamma piuttosto ampia di mezzi, identificati dalle categorie europee:</p>
<ul data-start="1592" data-end="1740">
<li data-section-id="mxzxvg" data-start="1592" data-end="1640">
<p data-start="1594" data-end="1640"><strong data-start="1594" data-end="1607">L1e e L2e</strong>: ciclomotori (due o tre ruote)</p>
</li>
<li data-section-id="1bahr04" data-start="1641" data-end="1691">
<p data-start="1643" data-end="1691"><strong data-start="1643" data-end="1660">L3e, L4e, L5e</strong>: motocicli anche con sidecar</p>
</li>
<li data-section-id="4do8h2" data-start="1692" data-end="1740">
<p data-start="1694" data-end="1740"><strong data-start="1694" data-end="1707">L6e e L7e</strong>: quadricicli leggeri e pesanti</p>
</li>
</ul>
<p data-start="1742" data-end="1970">In questa ultima categoria rientrano anche alcune cosiddette <em data-start="1803" data-end="1824">microcar elettriche</em>, spesso utilizzate nei contesti urbani. Si tratta di veicoli compatti, agili e sempre più diffusi, che in alcuni casi possono superare i 45 km/h.</p>
<p data-start="1972" data-end="2122">Questa estensione rende il bonus particolarmente interessante anche per chi cerca un’alternativa all’auto tradizionale per gli spostamenti quotidiani.</p>
<h2 data-section-id="9hmex8" data-start="2129" data-end="2185">Prenotazioni al via: cosa devono fare gli interessati</h2>
<p data-start="2187" data-end="2366">Uno degli aspetti più importanti da chiarire riguarda la procedura di accesso al contributo. Non è il cittadino a dover presentare direttamente la richiesta, ma il concessionario.</p>
<p data-start="2368" data-end="2405">Il percorso da seguire è il seguente:</p>
<ol data-start="2407" data-end="2688">
<li data-section-id="cyoufo" data-start="2407" data-end="2468">
<p data-start="2410" data-end="2468"><strong data-start="2410" data-end="2432">Scelta del veicolo</strong> presso un rivenditore autorizzato</p>
</li>
<li data-section-id="1c3z23s" data-start="2469" data-end="2516">
<p data-start="2472" data-end="2516"><strong data-start="2472" data-end="2514">Verifica della disponibilità del bonus</strong></p>
</li>
<li data-section-id="c0ymd7" data-start="2517" data-end="2622">
<p data-start="2520" data-end="2622"><strong data-start="2520" data-end="2551">Prenotazione dell’incentivo</strong> effettuata dal concessionario tramite la piattaforma online dedicata</p>
</li>
<li data-section-id="1rxtl8t" data-start="2623" data-end="2688">
<p data-start="2626" data-end="2688"><strong data-start="2626" data-end="2655">Applicazione dello sconto</strong> direttamente sul prezzo finale</p>
</li>
</ol>
<p data-start="2690" data-end="2862">Le prenotazioni possono essere inserite a partire dalle ore 12 del 18 marzo 2026 attraverso il portale messo a disposizione dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.</p>
<p data-start="2864" data-end="3008">Questo significa che, per non rischiare di restare esclusi, è fondamentale muoversi con tempestività e arrivare preparati alla scelta del mezzo.</p>
<h2 data-section-id="1wai7an" data-start="3015" data-end="3057">Fondi disponibili: quanto dura il bonus</h2>
<p data-start="3059" data-end="3277">Il programma di incentivi non nasce oggi, ma rappresenta l’evoluzione di un piano pluriennale avviato negli anni scorsi. Le risorse complessive stanziate ammontano a <strong data-start="3225" data-end="3248">150 milioni di euro</strong>, suddivisi su più annualità:</p>
<ul data-start="3279" data-end="3381">
<li data-section-id="11x4jh3" data-start="3279" data-end="3332">
<p data-start="3281" data-end="3332">20 milioni di euro all’anno nel periodo 2021-2023</p>
</li>
<li data-section-id="1v82w1e" data-start="3333" data-end="3381">
<p data-start="3335" data-end="3381">30 milioni di euro all’anno dal 2024 al 2026</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3383" data-end="3580">Per il 2026, dunque, il plafond disponibile è consistente, ma non infinito. Come già accaduto in passato, è possibile che le risorse vengano esaurite rapidamente, soprattutto nelle prime settimane.</p>
<h2 data-section-id="1q39aby" data-start="3587" data-end="3626">Perché conviene approfittarne subito</h2>
<p data-start="3628" data-end="3880">Il ritorno di questi incentivi arriva in un momento in cui la mobilità urbana sta cambiando rapidamente. I veicoli elettrici leggeri stanno guadagnando spazio grazie a costi di gestione più contenuti, minori emissioni e agevolazioni sempre più diffuse.</p>
<p data-start="3882" data-end="3912">Accedere al bonus consente di:</p>
<ul data-start="3914" data-end="4158">
<li data-section-id="1b4vrwq" data-start="3914" data-end="3966">
<p data-start="3916" data-end="3966">Ridurre significativamente il prezzo di acquisto</p>
</li>
<li data-section-id="1r7xfi0" data-start="3967" data-end="4022">
<p data-start="3969" data-end="4022">Passare a un mezzo più efficiente e meno inquinante</p>
</li>
<li data-section-id="83eirf" data-start="4023" data-end="4092">
<p data-start="4025" data-end="4092">Evitare possibili limitazioni alla circolazione nelle aree urbane</p>
</li>
<li data-section-id="5gp6fa" data-start="4093" data-end="4158">
<p data-start="4095" data-end="4158">Beneficiare di minori costi di manutenzione nel lungo periodo</p>
</li>
</ul>
<p data-start="4160" data-end="4305">Inoltre, la presenza della rottamazione rende l’operazione ancora più vantaggiosa, soprattutto per chi possiede veicoli datati e poco efficienti.</p>
<h2 data-section-id="1j82wdl" data-start="4312" data-end="4359">Il ruolo dei concessionari: passaggio chiave</h2>
<p data-start="4361" data-end="4509">Un elemento spesso sottovalutato è il ruolo centrale dei rivenditori. Sono infatti loro a gestire l’intera procedura di prenotazione del contributo.</p>
<p data-start="4511" data-end="4545">Per questo motivo è consigliabile:</p>
<ul data-start="4547" data-end="4720">
<li data-section-id="1ntg4xe" data-start="4547" data-end="4604">
<p data-start="4549" data-end="4604">Rivolgersi a concessionari aggiornati sulle procedure</p>
</li>
<li data-section-id="lfp860" data-start="4605" data-end="4671">
<p data-start="4607" data-end="4671">Verificare in anticipo la disponibilità del modello desiderato</p>
</li>
<li data-section-id="182gxgw" data-start="4672" data-end="4720">
<p data-start="4674" data-end="4720">Concordare rapidamente l’avvio della pratica</p>
</li>
</ul>
<p data-start="4722" data-end="4848">Un passaggio lento o poco coordinato potrebbe compromettere l’accesso al bonus, soprattutto nei momenti di maggiore richiesta.</p>
<h2 data-section-id="9hnji3" data-start="4855" data-end="4909">Un incentivo strategico per la mobilità sostenibile</h2>
<p data-start="4911" data-end="5228">Questa misura si inserisce in un quadro più ampio di politiche pubbliche orientate alla transizione ecologica. Il settore dei trasporti rappresenta infatti una delle principali fonti di emissioni, e la diffusione di mezzi elettrici leggeri può contribuire in modo significativo alla riduzione dell’impatto ambientale.</p>
<p data-start="5230" data-end="5317">In particolare, scooter e microcar elettriche rappresentano una soluzione efficace per:</p>
<ul data-start="5319" data-end="5416">
<li data-section-id="y2tghc" data-start="5319" data-end="5347">
<p data-start="5321" data-end="5347">Spostamenti urbani brevi</p>
</li>
<li data-section-id="32h0re" data-start="5348" data-end="5374">
<p data-start="5350" data-end="5374">Riduzione del traffico</p>
</li>
<li data-section-id="zmcoxk" data-start="5375" data-end="5416">
<p data-start="5377" data-end="5416">Miglioramento della qualità dell’aria</p>
</li>
</ul>
<p data-start="5418" data-end="5535">Il bonus, quindi, non è solo un’opportunità economica per i cittadini, ma anche uno strumento di politica ambientale.</p>
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<title>Guerra e trasporto aereo: perché gli aerei non si fermano</title>
<link>https://www.eventi.news/guerra-e-trasporto-aereo-perche-gli-aerei-non-si-fermano</link>
<guid>https://www.eventi.news/guerra-e-trasporto-aereo-perche-gli-aerei-non-si-fermano</guid>
<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Come volano gli aerei di linea durante una guerra: cosa cambia davvero nei cieli internazionali. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno avendo effetti concreti e prolungati sul trasporto aereo globale. Le conseguenze non riguardano soltanto le aree direttamente coinvolte nel conflitto, ma si estendono all’intero sistema dei collegamenti internazionali, con impatti su rotte, tempi […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-guerra-e-trasporto-aereo-perche-gli-aerei-non-si-fermano-1024x683.png" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 01:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Guerra, trasporto, aereo:, perché, gli, aerei, non, fermano</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="0" data-end="99"><strong data-start="0" data-end="99">Come volano gli aerei di linea durante una guerra: cosa cambia davvero nei cieli internazionali.</strong></p>
<hr>
<p data-start="101" data-end="451">Le <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/guerra/" target="_blank" rel="noopener">tensioni geopolitiche</a></span> in Medio Oriente stanno avendo effetti concreti e prolungati sul trasporto aereo globale. Le conseguenze non riguardano soltanto le aree direttamente coinvolte nel conflitto, ma si estendono all’intero sistema dei collegamenti internazionali, con impatti su rotte, tempi di viaggio e organizzazione operativa delle compagnie.</p>
<p data-start="453" data-end="729">Nonostante lo scenario critico, però, il traffico aereo non si ferma del tutto. Al contrario, si trasforma e si adatta. Comprendere come sia possibile continuare a volare in condizioni così complesse significa entrare nel cuore del funzionamento dell’aviazione civile moderna.</p>
<h2 data-section-id="jbomyv" data-start="736" data-end="796"><strong data-start="739" data-end="796">Rotte ridisegnate: come si evita il rischio nei cieli</strong></h2>
<p data-start="798" data-end="1052">Quando scoppia un conflitto, la prima misura adottata dalle compagnie aeree riguarda la revisione dei percorsi di volo. Le aree considerate pericolose vengono immediatamente escluse e sostituite con corridoi alternativi, spesso più lunghi e meno diretti.</p>
<p data-start="1054" data-end="1408">Questo comporta inevitabilmente un aumento dei tempi di percorrenza e dei consumi di carburante, con conseguenze anche sui costi operativi. Tuttavia, la priorità resta sempre la sicurezza: ogni decisione viene presa sulla base di valutazioni costanti, aggiornate in tempo reale grazie alle informazioni fornite dalle autorità aeronautiche internazionali.</p>
<p data-start="1410" data-end="1555">Il risultato è una mappa dei cieli completamente ridisegnata, dove alcune zone si svuotano mentre altre diventano improvvisamente più trafficate.</p>
<h2 data-section-id="15bjprv" data-start="1562" data-end="1636"><strong data-start="1565" data-end="1636">Spazio aereo congestionato e lavoro intensificato per i controllori</strong></h2>
<p data-start="1638" data-end="1838">La chiusura di determinate aree porta a una concentrazione del traffico su specifici corridoi. Questo fenomeno genera un aumento significativo del numero di velivoli che transitano negli stessi spazi.</p>
<p data-start="1840" data-end="2074">In questo contesto, il ruolo dei controllori di volo diventa ancora più centrale. Se in condizioni normali un operatore gestisce un numero limitato di aeromobili, nelle fasi più critiche il carico di lavoro può crescere sensibilmente.</p>
<p data-start="2076" data-end="2389">Per mantenere elevati standard di sicurezza, vengono adottate misure organizzative mirate: turni più brevi, maggiore rotazione del personale e sistemi di monitoraggio avanzati. La gestione del traffico diventa così una vera operazione di precisione, in cui ogni variabile viene controllata con estrema attenzione.</p>
<h2 data-section-id="x7vfda" data-start="2396" data-end="2461"><strong data-start="2399" data-end="2461">Piloti e carburante: strategie per affrontare l’imprevisto</strong></h2>
<p data-start="2463" data-end="2665">Anche in cabina di pilotaggio cambiano alcune dinamiche operative. Gli equipaggi sono addestrati per affrontare situazioni complesse e dispongono di protocolli specifici per la gestione delle emergenze.</p>
<p data-start="2667" data-end="2920">Una delle principali precauzioni consiste nell’imbarcare quantità aggiuntive di carburante. Questo consente, in caso di necessità, di modificare la rotta, effettuare uno scalo non previsto o rientrare alla base senza compromettere la sicurezza del volo.</p>
<p data-start="2922" data-end="3143">Le rotte alternative, inoltre, vengono pianificate con largo anticipo, prevedendo diversi scenari possibili. Si tratta di procedure consolidate che permettono di garantire continuità operativa anche in contesti instabili.</p>
<h2 data-section-id="etglk" data-start="3150" data-end="3221"><strong data-start="3153" data-end="3221">Cancellazioni e riduzione dei collegamenti: i numeri della crisi</strong></h2>
<p data-start="3223" data-end="3358">Nonostante gli sforzi per mantenere attivo il sistema, una parte consistente dei voli viene inevitabilmente cancellata o riprogrammata.</p>
<p data-start="3360" data-end="3631">Nel giro di poche settimane, decine di migliaia di collegamenti diretti o in transito nell’area mediorientale sono stati sospesi. Le principali compagnie della regione risultano tra le più colpite, con migliaia di voli cancellati e una drastica riduzione delle frequenze.</p>
<p data-start="3633" data-end="3927">Anche i vettori europei e internazionali hanno adottato misure analoghe, prolungando lo stop verso alcune destinazioni considerate sensibili. In molti casi, le sospensioni riguardano non solo le mete finali, ma anche gli hub strategici utilizzati come scali intermedi per i voli a lungo raggio.</p>
<h2 data-section-id="xuryla" data-start="3934" data-end="3978"><strong data-start="3937" data-end="3978">Passeggeri in calo e voli quasi vuoti</strong></h2>
<p data-start="3980" data-end="4190">Un altro effetto evidente della crisi riguarda il numero di viaggiatori. La domanda di voli verso le aree interessate dal conflitto è crollata, con conseguenze dirette sui tassi di occupazione degli aeromobili.</p>
<p data-start="4192" data-end="4448">In alcuni casi, gli aerei partono con una percentuale minima di posti occupati, ben lontana dagli standard abituali. Rotte normalmente affollate registrano livelli di riempimento estremamente bassi, soprattutto per i voli in arrivo da Europa e Stati Uniti.</p>
<p data-start="4450" data-end="4689">La situazione si ribalta invece per i voli in partenza dalle zone più esposte, dove la domanda cresce rapidamente a causa della necessità di lasciare il territorio. Questo squilibrio rende ancora più complessa la gestione delle operazioni.</p>
<h2 data-section-id="pe18sj" data-start="4696" data-end="4759"><strong data-start="4699" data-end="4759">Hub strategici sotto pressione e collegamenti interrotti</strong></h2>
<p data-start="4761" data-end="5001">Gli aeroporti del Medio Oriente rappresentano da anni nodi fondamentali per il traffico globale, in particolare per i collegamenti tra Europa e Asia. Quando questi scali vengono coinvolti in situazioni di crisi, l’intero sistema ne risente.</p>
<p data-start="5003" data-end="5254">Molti viaggiatori utilizzano queste destinazioni come semplici punti di transito. La sospensione dei voli verso tali hub costringe quindi le compagnie a ripensare completamente la propria rete, introducendo nuove tratte o modificando quelle esistenti.</p>
<p data-start="5256" data-end="5377">Il risultato è una riorganizzazione complessa, che richiede flessibilità e capacità di adattamento in tempi molto rapidi.</p>
<h2 data-section-id="1er9a08" data-start="5384" data-end="5445"><strong data-start="5387" data-end="5445">Equipaggi e assistenza: cambia anche il lavoro a bordo</strong></h2>
<p data-start="5447" data-end="5637">Oltre agli aspetti tecnici, anche il personale di cabina si trova ad affrontare nuove sfide. Il clima di incertezza e preoccupazione tra i passeggeri rende più delicata la gestione del volo.</p>
<p data-start="5639" data-end="5955">Le assistenti e gli assistenti di volo, già formati per intervenire in situazioni di emergenza, devono garantire non solo la sicurezza ma anche il benessere psicologico dei viaggiatori. Comunicazione chiara, capacità di gestione dello stress e attenzione alle esigenze dei passeggeri diventano elementi fondamentali.</p>
<h2 data-section-id="es5gjr" data-start="5962" data-end="6010"><strong data-start="5965" data-end="6010">Viaggi più lunghi e itinerari frammentati</strong></h2>
<p data-start="6012" data-end="6166">Le modifiche alle rotte e la chiusura di alcuni scali comportano spesso un aumento del numero di tratte necessarie per raggiungere la destinazione finale.</p>
<p data-start="6168" data-end="6413">Molti voli vengono suddivisi in più segmenti, con scali aggiuntivi che allungano i tempi complessivi di viaggio. Questo rende l’esperienza più complessa per i passeggeri, che devono affrontare procedure aeroportuali ripetute e possibili ritardi.</p>
<p data-start="6415" data-end="6563">In questo contesto, servizi che velocizzano i controlli, come corsie preferenziali e procedure semplificate, assumono un ruolo sempre più rilevante.</p>
<h2 data-section-id="1usnpin" data-start="6570" data-end="6623"><strong data-start="6573" data-end="6623">Un sistema resiliente che si adatta alle crisi</strong></h2>
<p data-start="6625" data-end="6922">Nonostante le difficoltà, il trasporto aereo dimostra ancora una volta una notevole capacità di adattamento. Le compagnie, insieme alle autorità aeronautiche e agli operatori del settore, riescono a mantenere operativa una parte significativa dei collegamenti anche in presenza di scenari critici.</p>
<p data-start="6924" data-end="7159">Il principio guida resta sempre lo stesso: garantire la sicurezza senza interrompere completamente la mobilità globale. Un equilibrio complesso, che richiede coordinamento internazionale, competenze tecniche elevate e decisioni rapide.</p>
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<title>Rinnovo CCNL Enti Locali 2022&#45;2024, le novità in materia di relazioni sindacali</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Nel comparto degli enti locali torna al centro dell’attenzione il tema delle relazioni sindacali nei luoghi di lavoro, soprattutto dopo la recente firma dei nuovi contratti collettivi nazionali. A fare chiarezza è una nota interpretativa dell’ARAN, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, intervenuta per rispondere ai numerosi quesiti arrivati da amministrazioni e operatori […]
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<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 19:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Rinnovo, CCNL, Enti, Locali, 2022-2024, novità, materia, relazioni, sindacali</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="90" data-end="521"><strong>Nel comparto degli enti locali torna al centro dell’attenzione il tema delle relazioni sindacali nei luoghi di lavoro, soprattutto dopo la recente firma dei nuovi contratti collettivi nazionali.</strong></p>
<hr>
<p data-start="90" data-end="521">A fare chiarezza è una <strong data-start="312" data-end="345">nota interpretativa dell’ARAN</strong>, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, intervenuta per rispondere ai numerosi quesiti arrivati da amministrazioni e operatori del settore.</p>
<p data-start="523" data-end="957">Le domande riguardano in particolare <strong data-start="560" data-end="689">quali soggetti siano legittimati a partecipare alla contrattazione integrativa e alle altre forme di partecipazione sindacale</strong>, come informazione e confronto, all’interno degli enti locali. Il tema si è posto con maggiore forza dopo la sottoscrizione dei <strong data-start="818" data-end="880">nuovi CCNL delle Funzioni Locali per il triennio 2022-2024</strong>, che non hanno registrato l’adesione unanime delle organizzazioni sindacali.</p>
<p data-start="959" data-end="1229">L’intervento dell’ARAN ha dunque lo scopo di dissipare ogni incertezza interpretativa, ricordando che le disposizioni contenute nei contratti collettivi non lasciano spazio a dubbi su chi possa effettivamente sedersi al tavolo negoziale negli enti pubblici territoriali.</p>
<h2 data-section-id="rjq1nz" data-start="1231" data-end="1283">Il quadro dopo il rinnovo dei contratti 2022-2024</h2>
<p data-start="1285" data-end="1388">Il chiarimento arriva a seguito della firma di due accordi fondamentali per il settore pubblico locale:</p>
<ul data-start="1390" data-end="1532">
<li data-section-id="1krm9xq" data-start="1390" data-end="1470">
<p data-start="1392" data-end="1470">il <strong data-start="1395" data-end="1428">CCNL Comparto Funzioni Locali</strong>, che riguarda il personale non dirigente;</p>
</li>
<li data-section-id="lknjvm" data-start="1471" data-end="1532">
<p data-start="1473" data-end="1532">il <strong data-start="1476" data-end="1505">CCNL Area Funzioni Locali</strong>, destinato alla dirigenza.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="1534" data-end="1990">Entrambi i contratti, sottoscritti il <strong data-start="1572" data-end="1592">23 febbraio 2026</strong>, disciplinano in modo puntuale il sistema delle relazioni sindacali all’interno delle amministrazioni territoriali. Tuttavia, il fatto che gli accordi non siano stati firmati da tutte le sigle sindacali ha generato dubbi operativi negli enti, in particolare su <strong data-start="1854" data-end="1989">quali organizzazioni abbiano titolo a partecipare alla contrattazione decentrata e alle altre procedure di partecipazione sindacale</strong>.</p>
<p data-start="1992" data-end="2194">Secondo quanto evidenziato dall’ARAN, le clausole contrattuali sono già sufficientemente chiare e indicano con precisione <strong data-start="2114" data-end="2193">i soggetti legittimati a rappresentare i lavoratori nelle trattative locali</strong>.</p>
<h2 data-section-id="4zhiq" data-start="2196" data-end="2241">Chi rappresenta il personale non dirigente</h2>
<p data-start="2243" data-end="2413">Per quanto riguarda il personale delle categorie e delle aree non dirigenziali degli enti locali, il riferimento è l’<strong data-start="2360" data-end="2412">articolo 7 del CCNL del comparto Funzioni Locali</strong>.</p>
<p data-start="2415" data-end="2560">La norma stabilisce che a partecipare alla contrattazione integrativa, oltre che alle procedure di informazione e confronto, sono esclusivamente:</p>
<ul data-start="2562" data-end="2769">
<li data-section-id="61d64p" data-start="2562" data-end="2655">
<p data-start="2564" data-end="2655"><strong data-start="2564" data-end="2610">la RSU (Rappresentanza Sindacale Unitaria)</strong> eletta dai lavoratori all’interno dell’ente;</p>
</li>
<li data-section-id="1trcpjg" data-start="2656" data-end="2769">
<p data-start="2658" data-end="2769"><strong data-start="2658" data-end="2768">i rappresentanti territoriali delle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2771" data-end="3081">Questo significa che, nei tavoli negoziali degli enti locali, la rappresentanza dei lavoratori è affidata a due livelli complementari: da un lato la <strong data-start="2920" data-end="2957">RSU presente nell’amministrazione</strong>, dall’altro i rappresentanti territoriali delle sigle sindacali che hanno sottoscritto il contratto nazionale di categoria.</p>
<p data-start="3083" data-end="3236">La presenza di entrambi i soggetti garantisce un equilibrio tra <strong data-start="3147" data-end="3235">rappresentanza interna all’ente e coordinamento con la struttura sindacale nazionale</strong>.</p>
<h2 data-section-id="1w43na8" data-start="3238" data-end="3285">Le regole per la dirigenza degli enti locali</h2>
<p data-start="3287" data-end="3354">Diverso è invece il meccanismo previsto per il personale dirigente.</p>
<p data-start="3356" data-end="3525">Per questa area contrattuale il riferimento normativo è il <strong data-start="3415" data-end="3444">CCNL Area Funzioni Locali</strong>, che disciplina le relazioni sindacali tra amministrazioni e dirigenti pubblici.</p>
<p data-start="3527" data-end="3600">In questo caso i soggetti titolari della contrattazione integrativa sono:</p>
<ul data-start="3602" data-end="3790">
<li data-section-id="ltyfjx" data-start="3602" data-end="3689">
<p data-start="3604" data-end="3689"><strong data-start="3604" data-end="3688">i rappresentanti territoriali delle organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="r19ez4" data-start="3690" data-end="3790">
<p data-start="3692" data-end="3790"><strong data-start="3692" data-end="3739">le rappresentanze sindacali aziendali (RSA)</strong> costituite specificamente per l’area dirigenziale.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3792" data-end="4182">Queste RSA possono essere create dalle organizzazioni sindacali rappresentative che sono state ammesse alle trattative per il rinnovo dei contratti nazionali della dirigenza pubblica. La loro costituzione avviene nel rispetto delle disposizioni contenute nel <strong data-start="4051" data-end="4090">decreto legislativo n. 165 del 2001</strong>, la normativa di riferimento per il lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni.</p>
<p data-start="4184" data-end="4420">In altre parole, nel caso dei dirigenti non opera il modello della RSU tipico del personale del comparto, ma <strong data-start="4293" data-end="4419">un sistema basato sulle rappresentanze sindacali aziendali costituite dalle organizzazioni rappresentative della dirigenza</strong>.</p>
<h2 data-section-id="j2wywm" data-start="4422" data-end="4459">I dubbi legati alla giurisprudenza</h2>
<p data-start="4461" data-end="4599">Parte dei quesiti ricevuti dall’ARAN faceva riferimento anche ad alcune pronunce giurisprudenziali relative alla rappresentanza sindacale.</p>
<p data-start="4601" data-end="4842">In particolare, alcune interpretazioni richiamavano le decisioni della <strong data-start="4672" data-end="4742">Corte costituzionale sull’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori</strong>, norma che disciplina la costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali nel settore privato.</p>
<p data-start="4844" data-end="4979">Su questo punto l’Agenzia è stata netta: <strong data-start="4885" data-end="4945">tali sentenze non producono effetti nel pubblico impiego</strong>. Il motivo è di natura normativa.</p>
<p data-start="4981" data-end="5281">Il rapporto di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche è infatti regolato principalmente dal <strong data-start="5089" data-end="5128">decreto legislativo n. 165 del 2001</strong>, che rappresenta una disciplina speciale rispetto allo Statuto dei lavoratori. Questo principio è stato ribadito anche dalla giurisprudenza più recente.</p>
<h2 data-section-id="1ou5v7p" data-start="5283" data-end="5337">Il ruolo della Corte di Cassazione e della Consulta</h2>
<p data-start="5339" data-end="5412">A rafforzare questa interpretazione intervengono due pronunce di rilievo:</p>
<ul data-start="5414" data-end="5696">
<li data-section-id="12hnak8" data-start="5414" data-end="5587">
<p data-start="5416" data-end="5587">una decisione della <strong data-start="5436" data-end="5468">Corte di <span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/relazioni-sindacali-pubblico-impiego-cassazione/" target="_blank" rel="noopener">Cassazione</a></span> del 2018</strong>, che ha chiarito la natura speciale della disciplina del pubblico impiego rispetto alla normativa generale sul lavoro;</p>
</li>
<li data-section-id="1dklugl" data-start="5588" data-end="5696">
<p data-start="5590" data-end="5696">una successiva sentenza della <strong data-start="5620" data-end="5653">Corte costituzionale del 2025</strong>, che ha confermato lo stesso orientamento.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="5698" data-end="5930">Entrambe le decisioni ribadiscono che <strong data-start="5736" data-end="5823">le regole sulle relazioni sindacali nel lavoro pubblico seguono un sistema autonomo</strong>, costruito intorno al decreto legislativo n. 165 del 2001 e ai contratti collettivi nazionali di comparto.</p>
<p data-start="5932" data-end="6098">Di conseguenza, le interpretazioni che richiamano direttamente le norme dello Statuto dei lavoratori non possono essere applicate automaticamente al settore pubblico.</p>
<h2 data-section-id="1uw1kjy" data-start="6100" data-end="6149">L’obbligo di rispettare i contratti collettivi</h2>
<p data-start="6151" data-end="6398">La nota dell’ARAN si conclude ricordando un principio fondamentale dell’ordinamento del lavoro pubblico: <strong data-start="6256" data-end="6397">le pubbliche amministrazioni sono tenute ad applicare i contratti collettivi una volta che questi sono stati definitivamente sottoscritti</strong>.</p>
<p data-start="6400" data-end="6631">Il riferimento è all’articolo 40 del decreto legislativo n. 165 del 2001, secondo cui le amministrazioni devono adempiere agli obblighi derivanti dai contratti nazionali e integrativi a partire dalla loro sottoscrizione definitiva.</p>
<p data-start="6633" data-end="6872">Questo implica che gli enti locali sono chiamati a <strong data-start="6684" data-end="6790">garantire l’effettiva applicazione delle regole sulle relazioni sindacali previste nei nuovi contratti</strong>, assicurando il corretto svolgimento delle procedure di confronto e negoziazione.</p>
<h2 data-section-id="k1pev0" data-start="6874" data-end="6931">Perché il chiarimento è importante per gli enti locali</h2>
<p data-start="6933" data-end="7096">Il documento diffuso dall’<a href="https://www.aranagenzia.it/"><span>ARAN</span></a> assume un valore operativo rilevante per le amministrazioni territoriali. Molti enti, infatti, si trovano quotidianamente a gestire:</p>
<ul data-start="7098" data-end="7284">
<li data-section-id="16vdax8" data-start="7098" data-end="7141">
<p data-start="7100" data-end="7141">tavoli di <strong data-start="7110" data-end="7140">contrattazione integrativa</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="13sw8is" data-start="7142" data-end="7185">
<p data-start="7144" data-end="7185">procedure di <strong data-start="7157" data-end="7184">informazione preventiva</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="1wnf83e" data-start="7186" data-end="7284">
<p data-start="7188" data-end="7284">momenti di <strong data-start="7199" data-end="7283">confronto sindacale su organizzazione del lavoro, orari e gestione del personale</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="7286" data-end="7430">Sapere con precisione <strong data-start="7308" data-end="7362">chi è legittimato a partecipare a queste procedure</strong> consente di evitare contestazioni, ritardi o possibili contenziosi.</p>
<p data-start="7432" data-end="7769">Il chiarimento fornito dall’Agenzia contribuisce quindi a consolidare un principio fondamentale: <strong data-start="7529" data-end="7670">nel pubblico impiego la rappresentanza sindacale è definita dalle norme speciali del lavoro pubblico e dai contratti collettivi nazionali</strong>, che stabiliscono con precisione i soggetti autorizzati a prendere parte alle relazioni sindacali.</p>
<h2 data-start="7432" data-end="7769">Il testo della nota ARAN</h2>
<p data-start="7432" data-end="7769"><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/Funzioni-locali-soggetti-titolari-delle-relazioni-sindacali-nei-luoghi-di-lavoro-_-Aran-Agenzia.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
<p>The post <a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/rinnovo-ccnl-enti-locali-2022-2024-le-novita-in-materia-di-relazioni-sindacali/">Rinnovo CCNL Enti Locali 2022-2024, le novità in materia di relazioni sindacali</a> appeared first on <a href="https://lentepubblica.it/">lentepubblica.it</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Milleproroghe 2026: ecco cosa cambia per la Scuola</title>
<link>https://www.eventi.news/milleproroghe-2026-ecco-cosa-cambia-per-la-scuola</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Il decreto Milleproroghe 2026 è ufficialmente diventato legge e introduce una serie di interventi che incidono direttamente sul funzionamento del sistema scolastico italiano. Come accade tradizionalmente con questo provvedimento, gran parte delle norme riguarda rinvii di scadenze e proroghe di misure già esistenti, ma con effetti concreti sull’organizzazione delle scuole, sulla gestione delle risorse e […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2025/02/lentepubblica-milleproroghe-2025-addio-a-obbligo-di-gestione-associata-per-i-piccoli-comuni.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 19:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Milleproroghe, 2026:, ecco, cosa, cambia, per, Scuola</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="95" data-end="534"><strong>Il decreto <span><a href="https://lentepubblica.it/contabilita-bilancio-tasse-tributi/milleproroghe-2026-legge-senato/" target="_blank" rel="noopener">Milleproroghe 2026</a></span> è ufficialmente diventato legge e introduce una serie di interventi che incidono direttamente sul funzionamento del sistema scolastico italiano.</strong></p>
<hr>
<p data-start="95" data-end="534">Come accade tradizionalmente con questo provvedimento, gran parte delle norme riguarda <strong data-start="361" data-end="418">rinvii di scadenze e proroghe di misure già esistenti</strong>, ma con effetti concreti sull’organizzazione delle scuole, sulla gestione delle risorse e sul lavoro del personale.</p>
<p data-start="536" data-end="874">Tra i punti più rilevanti emergono le disposizioni che interessano <strong data-start="603" data-end="728">personale ATA, dirigenti scolastici, sicurezza degli edifici, riconoscimento dei titoli esteri e procedure amministrative</strong>. Non mancano inoltre interventi che riguardano l’organizzazione del Ministero e alcune categorie professionali che operano nell’ambito educativo.</p>
<p data-start="876" data-end="949">Di seguito una panoramica delle principali novità introdotte dal decreto.</p>
<h2 data-section-id="1fcopfi" data-start="956" data-end="1027">Personale ATA negli Uffici scolastici regionali: proroga dei comandi</h2>
<p data-start="1029" data-end="1221">Una delle misure contenute nel provvedimento riguarda il personale amministrativo e tecnico che presta servizio presso gli <strong data-start="1152" data-end="1189">Uffici scolastici regionali (USR)</strong> tramite il sistema dei comandi.</p>
<p data-start="1223" data-end="1478">Il decreto stabilisce che <strong data-start="1249" data-end="1324">questa possibilità resterà in vigore fino all’anno scolastico 2026/2027</strong>, consentendo quindi agli uffici territoriali del Ministero dell’Istruzione e del Merito di continuare ad avvalersi di personale proveniente dalle scuole.</p>
<p data-start="1480" data-end="1610">Contestualmente viene ridefinita anche la decorrenza dei comandi: la nuova data di riferimento è fissata al <strong data-start="1588" data-end="1609">1° settembre 2026</strong>.</p>
<p data-start="1612" data-end="1670">Il contingente complessivo previsto dalla norma comprende:</p>
<ul data-start="1672" data-end="1752">
<li data-section-id="1qfkprt" data-start="1672" data-end="1706">
<p data-start="1674" data-end="1706"><strong data-start="1674" data-end="1706">242 collaboratori scolastici</strong></p>
</li>
<li data-section-id="19k4fpi" data-start="1707" data-end="1752">
<p data-start="1709" data-end="1752"><strong data-start="1709" data-end="1752">721 assistenti amministrativi e tecnici</strong></p>
</li>
</ul>
<p data-start="1754" data-end="2007">Si tratta di una misura che mira a garantire continuità operativa agli uffici territoriali, i quali negli ultimi anni hanno dovuto far fronte a carenze di organico e a un aumento delle attività amministrative legate alla gestione del sistema scolastico.</p>
<h2 data-section-id="1oifbhd" data-start="2014" data-end="2086">Assicurazione per la gestione delle risorse pubbliche: rinvio al 2027</h2>
<p data-start="2088" data-end="2267">Un’altra disposizione importante riguarda l’introduzione dell’<strong data-start="2150" data-end="2209">obbligo assicurativo per chi gestisce risorse pubbliche</strong> ed è sottoposto alla giurisdizione della Corte dei conti.</p>
<p data-start="2269" data-end="2378">Il decreto Milleproroghe stabilisce che l’entrata in vigore di questa misura slitterà al <strong data-start="2358" data-end="2377">1° gennaio 2027</strong>.</p>
<p data-start="2380" data-end="2480">La norma interessa in modo diretto due figure centrali nella gestione delle istituzioni scolastiche:</p>
<ul data-start="2482" data-end="2572">
<li data-section-id="c2n4vt" data-start="2482" data-end="2508">
<p data-start="2484" data-end="2508"><strong data-start="2484" data-end="2508">dirigenti scolastici</strong></p>
</li>
<li data-section-id="f5oag8" data-start="2509" data-end="2572">
<p data-start="2511" data-end="2572"><strong data-start="2511" data-end="2572">ex direttori dei servizi generali e amministrativi (DSGA)</strong></p>
</li>
</ul>
<p data-start="2574" data-end="2764">Queste professionalità sono infatti coinvolte quotidianamente nella gestione finanziaria degli istituti, con responsabilità legate alla programmazione e all’utilizzo delle risorse pubbliche.</p>
<p data-start="2766" data-end="2976">Il rinvio della scadenza concede quindi <strong data-start="2806" data-end="2858">più tempo per adeguarsi all’obbligo assicurativo</strong>, evitando un’applicazione immediata della misura che avrebbe potuto creare difficoltà organizzative e amministrative.</p>
<h2 data-section-id="1vx4d4l" data-start="2983" data-end="3047">Finanziamenti alle scuole: individuata la copertura economica</h2>
<p data-start="3049" data-end="3152">Il provvedimento interviene anche sul fronte delle risorse finanziarie destinate al sistema scolastico.</p>
<p data-start="3154" data-end="3482">Nel testo definitivo viene indicata la <strong data-start="3193" data-end="3272">copertura degli oneri pari a 1,46 milioni di euro per il triennio 2026-2028</strong>. Le somme necessarie saranno reperite attraverso una riduzione del <strong data-start="3340" data-end="3367">Fondo “La Buona Scuola”</strong>, istituito dalla legge n. 107 del 2015 per sostenere interventi di miglioramento e valorizzazione dell’istruzione.</p>
<p data-start="3484" data-end="3693">In una prima versione della norma si era ipotizzato di attingere dal <strong data-start="3553" data-end="3613">Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche</strong>, ma la scelta finale ha spostato la copertura su un altro capitolo di bilancio.</p>
<p data-start="3695" data-end="3842">Questo intervento consente di garantire le risorse necessarie senza incidere direttamente sui fondi destinati alla gestione ordinaria delle scuole.</p>
<h2 data-section-id="1u299jq" data-start="3849" data-end="3909">Mobilità straordinaria dei dirigenti scolastici prorogata</h2>
<p data-start="3911" data-end="4065">Il decreto conferma anche per l’anno scolastico <strong data-start="3959" data-end="3972">2026/2027</strong> la disciplina transitoria relativa alla <strong data-start="4013" data-end="4064">mobilità straordinaria dei dirigenti scolastici</strong>.</p>
<p data-start="4067" data-end="4209">La norma proroga quindi il regime già applicato per il <strong data-start="4122" data-end="4135">2025/2026</strong>, modificando l’articolo 10-bis del decreto-legge n. 45 del 7 aprile 2025.</p>
<p data-start="4211" data-end="4442">Grazie a questa estensione temporale, i dirigenti interessati potranno <strong data-start="4282" data-end="4354">presentare domanda di mobilità anche per il prossimo anno scolastico</strong>, continuando a beneficiare delle regole derogatorie rispetto alla disciplina ordinaria.</p>
<p data-start="4444" data-end="4677">L’obiettivo è facilitare i trasferimenti e contribuire a riequilibrare la distribuzione dei dirigenti sul territorio nazionale, una questione che da anni rappresenta uno dei nodi organizzativi più complessi per il sistema scolastico.</p>
<h2 data-section-id="wlavro" data-start="4684" data-end="4758">Sicurezza degli edifici scolastici: slitta ancora il decreto sui rischi</h2>
<p data-start="4760" data-end="4930">Tra le disposizioni più attese c’era quella relativa alla <strong data-start="4818" data-end="4879">valutazione congiunta dei rischi negli edifici scolastici</strong>, un tema centrale per la gestione della sicurezza.</p>
<p data-start="4932" data-end="5104">Il Milleproroghe rinvia al <strong data-start="4959" data-end="4979">31 dicembre 2026</strong> il termine per l’adozione del decreto ministeriale che dovrà definire le modalità operative di questa valutazione integrata.</p>
<p data-start="5106" data-end="5154">La norma fa riferimento alla collaborazione tra:</p>
<ul data-start="5156" data-end="5227">
<li data-section-id="1txi19v" data-start="5156" data-end="5182">
<p data-start="5158" data-end="5182"><strong data-start="5158" data-end="5182">dirigente scolastico</strong></p>
</li>
<li data-section-id="2jyc9u" data-start="5183" data-end="5227">
<p data-start="5185" data-end="5227"><strong data-start="5185" data-end="5227">ente locale proprietario dell’edificio</strong></p>
</li>
</ul>
<p data-start="5229" data-end="5403">Il sistema avrebbe dovuto introdurre procedure condivise per individuare e gestire i rischi legati alle strutture scolastiche, chiarendo anche il quadro delle responsabilità.</p>
<p data-start="5405" data-end="5535">Con il rinvio si resta dunque in <strong data-start="5438" data-end="5462">una fase transitoria</strong>, in attesa delle regole definitive che dovranno disciplinare la materia.</p>
<h2 data-section-id="1v2m0s1" data-start="5542" data-end="5607">Pedagogisti ed educatori: più tempo per l’iscrizione agli albi</h2>
<p data-start="5609" data-end="5698">Il decreto interviene anche sul percorso di regolamentazione delle professioni educative.</p>
<p data-start="5700" data-end="5879">Il termine per presentare la domanda di iscrizione agli <strong data-start="5756" data-end="5841">albi dell’Ordine dei pedagogisti e degli educatori professionali socio-pedagogici</strong> viene prorogato al <strong data-start="5861" data-end="5878">31 marzo 2027</strong>.</p>
<p data-start="5881" data-end="6046">La decisione concede quindi <strong data-start="5909" data-end="5960">un ulteriore anno ai professionisti interessati</strong> per completare l’iter di registrazione e adeguarsi alla nuova disciplina ordinistica.</p>
<p data-start="6048" data-end="6200">Si tratta di una proroga che tiene conto delle difficoltà incontrate da molti operatori nel completare le procedure entro i tempi inizialmente previsti.</p>
<h2 data-section-id="1b5lrcn" data-start="6207" data-end="6281">Titoli esteri e insegnamento: proroga della collaborazione con il CIMEA</h2>
<p data-start="6283" data-end="6415">Un’altra misura riguarda il riconoscimento dei titoli conseguiti all’estero da chi intende lavorare nel sistema scolastico italiano.</p>
<p data-start="6417" data-end="6603">Per il periodo <strong data-start="6432" data-end="6445">2026-2028</strong> il Ministero dell’Istruzione e del Merito potrà continuare ad avvalersi del <strong data-start="6522" data-end="6531">CIMEA</strong>, il Centro di Informazione sulla Mobilità e le Equivalenze Accademiche.</p>
<p data-start="6605" data-end="6712">L’organismo svolge attività di supporto nella verifica dei titoli stranieri, con particolare riferimento a:</p>
<ul data-start="6714" data-end="6785">
<li data-section-id="dl0661" data-start="6714" data-end="6749">
<p data-start="6716" data-end="6749"><strong data-start="6716" data-end="6749">abilitazione all’insegnamento</strong></p>
</li>
<li data-section-id="10xqgdg" data-start="6750" data-end="6785">
<p data-start="6752" data-end="6785"><strong data-start="6752" data-end="6785">specializzazione sul sostegno</strong></p>
</li>
</ul>
<p data-start="6787" data-end="6970">La proroga garantisce continuità a un sistema che negli ultimi anni è stato fondamentale per gestire l’elevato numero di richieste di riconoscimento di qualifiche ottenute all’estero.</p>
<h2 data-section-id="1uxn48" data-start="6977" data-end="7050">Docenti di religione cattolica: più tempo per completare le assunzioni</h2>
<p data-start="7052" data-end="7138">Il decreto prevede anche una misura che riguarda i <strong data-start="7103" data-end="7137">docenti di religione cattolica</strong>.</p>
<p data-start="7140" data-end="7273">Le assunzioni già autorizzate potranno essere effettuate non solo per l’anno scolastico <strong data-start="7228" data-end="7241">2025/2026</strong>, ma anche per il <strong data-start="7259" data-end="7272">2026/2027</strong>.</p>
<p data-start="7275" data-end="7496">Non si tratta di un nuovo piano di immissioni in ruolo, ma di <strong data-start="7337" data-end="7392">un’estensione temporale delle procedure già avviate</strong>, pensata per consentire il completamento delle operazioni senza perdere le autorizzazioni già concesse.</p>
<p data-start="7498" data-end="7596">In questo modo le amministrazioni potranno utilizzare pienamente le facoltà assunzionali previste.</p>
<h2 data-section-id="x77yf2" data-start="7603" data-end="7668">Dirigenti tecnici: proroga degli incarichi a tempo determinato</h2>
<p data-start="7670" data-end="7811">Tra le disposizioni del Milleproroghe compare anche la proroga degli incarichi per i <strong data-start="7755" data-end="7810">dirigenti tecnici con contratto a tempo determinato</strong>.</p>
<p data-start="7813" data-end="7999">Il provvedimento consente di mantenere queste figure in servizio fino al <strong data-start="7886" data-end="7906">31 dicembre 2026</strong>, nelle more della conclusione del concorso finalizzato all’assunzione a tempo indeterminato.</p>
<p data-start="8001" data-end="8199">La misura è stata introdotta per garantire continuità alle attività ispettive e di supporto al sistema scolastico, evitando vuoti di organico in attesa della definizione delle procedure concorsuali.</p>
<h2 data-section-id="tjmfj0" data-start="8206" data-end="8272">ITS Academy: proroga della deroga sul cofinanziamento regionale</h2>
<p data-start="8274" data-end="8357">Infine, il decreto interviene anche sul sistema della formazione tecnica superiore.</p>
<p data-start="8359" data-end="8492">Per le <strong data-start="8366" data-end="8381">ITS Academy</strong> viene confermata anche per il <strong data-start="8412" data-end="8420">2026</strong> la deroga all’obbligo di cofinanziamento regionale dei piani triennali.</p>
<p data-start="8494" data-end="8692">La misura consente quindi di sostenere il funzionamento degli istituti tecnologici superiori anche in assenza del contributo diretto delle Regioni, garantendo la continuità delle attività formative.</p>
<h2 data-section-id="17u7gj5" data-start="8699" data-end="8764">Un provvedimento di proroghe con effetti concreti sulla scuola</h2>
<p data-start="8766" data-end="8993">Nel complesso, il Milleproroghe 2026 si conferma un provvedimento che punta soprattutto a <strong data-start="8856" data-end="8926">posticipare scadenze e mantenere in vigore strumenti già esistenti</strong>, evitando vuoti normativi in attesa di interventi più strutturali.</p>
<p data-start="8995" data-end="9226">Per il mondo della scuola le misure approvate incidono su diversi ambiti: <strong data-start="9069" data-end="9225">organizzazione del personale, gestione delle responsabilità amministrative, sicurezza degli edifici, riconoscimento dei titoli e procedure di assunzione</strong>.</p>
<p data-start="9228" data-end="9452">Molti degli interventi hanno carattere temporaneo, ma contribuiscono a garantire continuità al funzionamento del sistema scolastico in una fase ancora segnata da riforme in corso e da numerosi processi amministrativi aperti.</p>
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<item>
<title>Bonus casa 2026: guida completa per non perdere le detrazioni</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Bonus casa 2026: guida operativa tra regole, limiti e rischi da evitare. Avviare lavori in casa senza aver prima chiaro il funzionamento delle agevolazioni fiscali può trasformarsi in un errore costoso. Il sistema dei bonus edilizi continua a offrire opportunità rilevanti, ma si muove su un terreno normativo che richiede attenzione, metodo e una gestione […]
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<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 19:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Bonus, casa, 2026:, guida, completa, per, non, perdere, detrazioni</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-section-id="1uqh59d" data-start="251" data-end="324"><strong>Bonus casa 2026: guida operativa tra regole, limiti e rischi da evitare. Avviare lavori in casa senza aver prima chiaro il funzionamento delle agevolazioni fiscali può trasformarsi in un errore costoso.</strong></p>
<hr>
<p data-section-id="1uqh59d" data-start="251" data-end="324">Il sistema dei bonus edilizi continua a offrire opportunità rilevanti, ma si muove su un terreno normativo che richiede attenzione, metodo e una gestione rigorosa degli adempimenti.</p>
<p data-start="650" data-end="855">Tra percentuali differenziate, tetti di spesa e requisiti formali, la vera sfida non è solo <span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/ecco-i-bonus-edilizi-scaduti-e-quelli-prorogati-per-il-2026/" target="_blank" rel="noopener">accedere alle detrazioni</a></span>, ma <strong data-start="771" data-end="854">farlo senza incorrere in errori che potrebbero compromettere l’intero beneficio</strong>.</p>
<h2 data-section-id="fu1fsp" data-start="862" data-end="913">Da dove partire: la distinzione che cambia tutto</h2>
<p data-start="915" data-end="1133">Il primo passaggio, spesso sottovalutato, riguarda la natura dell’immobile su cui si interviene. Non si tratta di un dettaglio formale: da questa variabile dipende direttamente la percentuale di detrazione applicabile.</p>
<p data-start="1135" data-end="1411">Nel caso dell’abitazione principale, ovvero quella in cui il contribuente vive stabilmente, la detrazione resta più elevata. Per gli altri immobili – seconde case, abitazioni concesse a familiari o utilizzate tramite contratto – la percentuale si riduce in modo significativo.</p>
<p data-start="1413" data-end="1634">Questa differenziazione incide sia sugli interventi di ristrutturazione sia sulle misure legate alla sicurezza antisismica, che nel 2026 risultano allineate alle aliquote ordinarie, senza più le maggiorazioni del passato.</p>
<p data-start="1636" data-end="1832">Un elemento tecnico resta imprescindibile: <strong data-start="1679" data-end="1731">la certificazione di un professionista abilitato</strong>, che attesti l’effettivo miglioramento delle condizioni strutturali dell’edificio nei casi previsti.</p>
<h2 data-section-id="fdz29o" data-start="1839" data-end="1897">Il nodo dei limiti di spesa: come non commettere errori</h2>
<p data-start="1899" data-end="2157">Uno degli aspetti più delicati riguarda la gestione dei tetti economici su cui calcolare le detrazioni. Nel caso degli interventi edilizi “tradizionali”, esiste un limite complessivo per unità immobiliare, entro cui devono rientrare tutte le spese sostenute.</p>
<p data-start="2159" data-end="2178">Questo implica che:</p>
<ul>
<li data-start="2181" data-end="2245">più lavori sullo stesso immobile concorrono allo stesso plafond;</li>
<li data-start="2248" data-end="2316">eventuali sforamenti devono essere gestiti con precisione contabile;</li>
<li data-start="2319" data-end="2377">non è possibile “replicare” il limite per ogni intervento.</li>
</ul>
<p data-start="2379" data-end="2499">Si tratta di un punto spesso fonte di errori, soprattutto nei cantieri più complessi o articolati su più fasi temporali.</p>
<h2 data-section-id="19udpbz" data-start="2506" data-end="2560">Efficienza energetica: un sistema a logiche diverse</h2>
<p data-start="2562" data-end="2781">Quando si entra nel campo degli interventi di risparmio energetico, lo schema cambia completamente. Non esiste infatti un limite unico di spesa, ma una serie di soglie differenziate in base alla tipologia di intervento.</p>
<p data-start="2783" data-end="2947">Questo comporta una gestione più tecnica, in cui ogni lavorazione deve essere valutata singolarmente, sia dal punto di vista economico sia sotto il profilo fiscale.</p>
<p data-start="2949" data-end="3201">In questo ambito, un passaggio assume un ruolo decisivo: <strong data-start="3006" data-end="3068">la trasmissione dei dati all’<span><a href="https://www.enea.it/it/" target="_blank" rel="noopener">ENEA</a></span> entro i termini previsti</strong>. Non si tratta di una formalità accessoria, ma di un adempimento sostanziale: la sua omissione comporta la perdita della detrazione.</p>
<h2 data-section-id="1wd7dl2" data-start="3208" data-end="3265">Strategia fiscale: quando conviene combinare più bonus</h2>
<p data-start="3267" data-end="3453">Una delle leve più interessanti per i contribuenti è la possibilità di utilizzare più agevolazioni in parallelo. Tuttavia, questa opportunità richiede una gestione attenta e consapevole.</p>
<p data-start="3455" data-end="3722">Il principio di fondo è semplice: i bonus possono coesistere solo se riferiti a spese diverse. In altre parole, <strong data-start="3567" data-end="3637">non è possibile applicare più agevolazioni sullo stesso intervento</strong>, ma è consentito suddividere i lavori in modo coerente con le rispettive discipline.</p>
<p data-start="3724" data-end="3864">Questo apre margini di ottimizzazione importanti, ma espone anche al rischio di errori se non si ha una visione chiara dell’intero progetto.</p>
<h2 data-section-id="d7g3v3" data-start="3871" data-end="3936">Arredi ed elettrodomestici: quando scatta davvero il beneficio</h2>
<p data-start="3938" data-end="4039">Il collegamento tra lavori edilizi e acquisto di mobili rappresenta un altro ambito spesso frainteso.</p>
<p data-start="4041" data-end="4260">La detrazione sugli arredi non è autonoma, ma subordinata all’esistenza di un intervento edilizio valido. Inoltre, esiste una condizione temporale stringente: i lavori devono essere già avviati al momento dell’acquisto.</p>
<p data-start="4262" data-end="4450">Questo aspetto, apparentemente secondario, è in realtà determinante. Acquistare mobili prima dell’inizio dei lavori significa, nella pratica, perdere completamente il diritto al beneficio.</p>
<p data-start="4452" data-end="4648">Va inoltre chiarito che gli interventi di efficientamento energetico, se non accompagnati da opere edilizie rientranti nelle categorie previste, <strong data-start="4597" data-end="4647">non consentono l’accesso a questa agevolazione</strong>.</p>
<h2 data-section-id="kj89qm" data-start="4655" data-end="4695">Gli errori che emergono nei controlli</h2>
<p data-start="4697" data-end="4829">L’esperienza degli ultimi anni dimostra che molte contestazioni non nascono da violazioni sostanziali, ma da imprecisioni operative.</p>
<p data-start="4831" data-end="4877">Tra le criticità più frequenti si riscontrano:</p>
<ul>
<li data-start="4880" data-end="4959">documentazione fiscale non coerente con il soggetto che richiede la detrazione;</li>
<li data-start="4962" data-end="5027">modalità di pagamento non conformi ai requisiti di tracciabilità;</li>
<li data-start="5030" data-end="5067">errata gestione dei limiti economici;</li>
<li data-start="5070" data-end="5120">sovrapposizione indebita tra diverse agevolazioni;</li>
<li data-start="5123" data-end="5195">utilizzo scorretto dei parametri previsti per gli interventi energetici;</li>
<li data-start="5198" data-end="5248">spese collocate al di fuori del periodo agevolato;</li>
<li data-start="5251" data-end="5320">assenza di un intervento edilizio valido a supporto del bonus mobili;</li>
<li data-start="5323" data-end="5383">incongruenze nella sequenza temporale tra lavori e acquisti.</li>
</ul>
<p data-start="5385" data-end="5547">Si tratta di elementi che, singolarmente, possono sembrare marginali, ma che nel loro insieme rappresentano la principale causa di decadenza dai benefici fiscali.</p>
<h2 data-section-id="1es3wuk" data-start="5554" data-end="5594">Perché la fase preliminare è decisiva</h2>
<p data-start="5596" data-end="5756">In un contesto normativo articolato come quello attuale, la differenza tra ottenere o perdere una detrazione si gioca spesso prima ancora dell’avvio dei lavori.</p>
<p data-start="5758" data-end="5794">Una verifica preventiva consente di:</p>
<ul>
<li data-start="5797" data-end="5847">definire correttamente la tipologia di intervento;</li>
<li data-start="5850" data-end="5890">individuare le agevolazioni applicabili;</li>
<li data-start="5893" data-end="5953">pianificare le spese in modo coerente con i limiti previsti;</li>
<li data-start="5956" data-end="6017">evitare errori documentali difficilmente sanabili in seguito.</li>
</ul>
<p data-start="6019" data-end="6149">Questo approccio riduce significativamente il rischio di contestazioni e permette di sfruttare appieno le opportunità disponibili.</p>
<h2 data-section-id="14su8hw" data-start="6156" data-end="6213">Bonus casa 2026: opportunità concrete, ma serve metodo</h2>
<p data-start="6215" data-end="6494">Il sistema degli incentivi per la casa continua a rappresentare uno strumento importante per sostenere gli interventi sugli immobili. Tuttavia, la sua efficacia dipende sempre più dalla capacità di gestire correttamente ogni fase, dalla progettazione alla rendicontazione finale.</p>
<p data-start="6496" data-end="6618">In assenza di un approccio strutturato, anche interventi pienamente legittimi possono trasformarsi in un problema fiscale.</p>
<p data-start="6620" data-end="6832">Per questo motivo, accanto alla valutazione tecnica dei lavori, diventa essenziale una <strong data-start="6707" data-end="6770">gestione consapevole degli aspetti amministrativi e fiscali</strong>, possibilmente con il supporto di professionisti qualificati.</p>
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<item>
<title>PA digitale, Italia in fondo alla classifica UE: cosa non funziona davvero</title>
<link>https://www.eventi.news/pa-digitale-italia-in-fondo-alla-classifica-ue-cosa-non-funziona-davvero</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Servizi pubblici digitali, Italia in ritardo: pochi accessi online. Nonostante la spinta alla digitalizzazione degli ultimi anni, il rapporto tra cittadini italiani e Pubblica amministrazione continua a essere fortemente ancorato a modalità tradizionali. I numeri più recenti mostrano infatti un divario evidente rispetto al resto d’Europa nell’utilizzo dei servizi pubblici online, con alcune criticità strutturali […]
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<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 19:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-section-id="16r519t" data-start="223" data-end="339"><strong>Servizi pubblici digitali, Italia in ritardo: pochi accessi online. Nonostante la spinta alla digitalizzazione degli ultimi anni, il rapporto tra cittadini italiani e Pubblica amministrazione continua a essere fortemente ancorato a modalità tradizionali.</strong></p>
<hr>
<p data-start="341" data-end="749">I numeri più recenti mostrano infatti un divario evidente rispetto al resto d’Europa nell’utilizzo dei servizi pubblici online, con alcune criticità strutturali che rallentano il percorso verso una PA pienamente digitale.</p>
<p data-start="751" data-end="1086">A dirlo sono le rilevazioni <span><a href="https://ec.europa.eu/eurostat" target="_blank" rel="noopener">Eurostat</a></span> relative al 2025, che evidenziano un quadro articolato: se da un lato emergono segnali incoraggianti su specifici ambiti – come l’uso dell’identità digitale o la richiesta di agevolazioni economiche – dall’altro persistono ritardi significativi in attività centrali come la gestione fiscale online.</p>
<h2 data-section-id="8vukei" data-start="1088" data-end="1151"><strong data-start="1091" data-end="1151">Un’Europa a più velocità nella digitalizzazione della PA</strong></h2>
<p data-start="1153" data-end="1418">Nel panorama europeo, l’interazione digitale con le amministrazioni pubbliche è ormai una pratica diffusa. In media, il <strong data-start="1273" data-end="1315">72% dei cittadini tra i 16 e i 74 anni</strong> ha utilizzato nel 2025 piattaforme web o applicazioni pubbliche per accedere a servizi o informazioni.</p>
<p data-start="1420" data-end="1741"><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pa-digitale-italia-in-fondo-alla-classifica-ue-cosa-non-funziona-davvero-2.png" target="_blank" rel="noopener"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-433199" src="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pa-digitale-italia-in-fondo-alla-classifica-ue-cosa-non-funziona-davvero-2.png.webp" alt="" width="414" height="201" srcset="//lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pa-digitale-italia-in-fondo-alla-classifica-ue-cosa-non-funziona-davvero-2.png 1340w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pa-digitale-italia-in-fondo-alla-classifica-ue-cosa-non-funziona-davvero-2-800x389.png 800w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pa-digitale-italia-in-fondo-alla-classifica-ue-cosa-non-funziona-davvero-2-1024x498.png 1024w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pa-digitale-italia-in-fondo-alla-classifica-ue-cosa-non-funziona-davvero-2-768x374.png 768w" sizes="(max-width: 414px) 100vw, 414px"></a>Tuttavia, questo dato medio nasconde profonde differenze territoriali. Nei Paesi del Nord Europa e dell’area baltica l’integrazione tra cittadino e servizi digitali è ormai consolidata: <strong data-start="1606" data-end="1652">Danimarca, Finlandia, Svezia e Paesi Bassi</strong> superano stabilmente il 90%, dimostrando un livello di maturità digitale molto avanzato.</p>
<p data-start="1743" data-end="1898">Subito dietro si collocano realtà come <strong data-start="1782" data-end="1833">Francia, Estonia, Irlanda, Belgio e Lussemburgo</strong>, tutte oltre l’80%, a conferma di un’adozione ampia e capillare.</p>
<p data-start="1900" data-end="2110">In questo contesto, l’Italia si posiziona nelle retrovie. Con una quota pari al <strong data-start="1980" data-end="1987">57%</strong>, il nostro Paese resta distante dalla media europea e precede soltanto <strong data-start="2059" data-end="2081">Bulgaria e Romania</strong>, che chiudono la classifica.</p>
<h2 data-section-id="13iayvp" data-start="2112" data-end="2173"><strong data-start="2115" data-end="2173">Il nodo principale: scarso utilizzo dei servizi online</strong></h2>
<p data-start="2175" data-end="2429">Entrando nel dettaglio delle singole attività digitali, emergono con maggiore chiarezza le aree di debolezza. Il gap rispetto alla media europea è generalmente contenuto entro i 10 punti percentuali, ma in alcuni casi assume dimensioni ben più rilevanti.</p>
<p data-start="2431" data-end="2768">Il dato più critico riguarda la <strong data-start="2463" data-end="2541">presentazione della dichiarazione dei redditi tramite piattaforme digitali</strong>. A livello europeo, circa <strong data-start="2568" data-end="2598">quattro cittadini su dieci</strong> utilizzano questo canale per adempiere agli obblighi fiscali. In Italia, invece, la percentuale crolla drasticamente: appena <strong data-start="2724" data-end="2740">uno su dieci</strong> sceglie la modalità online.</p>
<p data-start="2770" data-end="3079">Una distanza che evidenzia non solo una minore familiarità con gli strumenti digitali, ma anche una possibile complessità percepita del sistema fiscale. L’introduzione e il progressivo ampliamento della <strong data-start="2973" data-end="3003">dichiarazione precompilata</strong> potrebbero però contribuire a ridurre questo divario già nei prossimi anni.</p>
<h2 data-section-id="10d59wy" data-start="3081" data-end="3139"><strong data-start="3084" data-end="3139">Bonus e agevolazioni: l’unico ambito sopra la media</strong></h2>
<p data-start="3141" data-end="3375">Se sul fronte fiscale il confronto europeo penalizza l’Italia, esiste però un ambito in cui il comportamento dei cittadini risulta più dinamico rispetto alla media dell’Unione: quello delle <strong data-start="3331" data-end="3374">richieste di bonus e benefici economici</strong>.</p>
<p data-start="3377" data-end="3740">Secondo i dati analizzati, l’accesso a portali e applicazioni pubbliche per ottenere incentivi, contributi o agevolazioni registra in Italia una partecipazione superiore rispetto agli altri Paesi europei. Un segnale che evidenzia come, in presenza di un interesse diretto e immediato, la propensione all’utilizzo dei servizi digitali cresca in modo significativo.</p>
<p data-start="3742" data-end="3895">Questo elemento suggerisce che il problema non sia esclusivamente tecnologico, ma anche legato alla percezione dell’utilità concreta dei servizi offerti.</p>
<h2 data-section-id="23yvid" data-start="3897" data-end="3955"><strong data-start="3900" data-end="3955">Identità digitale: un punto di forza da consolidare</strong></h2>
<p data-start="3957" data-end="4269">Un altro aspetto in cui l’Italia mostra risultati relativamente positivi è quello dell’utilizzo dei sistemi di <strong data-start="4068" data-end="4099">identificazione elettronica</strong>. Strumenti come la <strong data-start="4119" data-end="4157">Carta d’identità elettronica (CIE)</strong> e lo <strong data-start="4163" data-end="4171">SPID</strong> risultano infatti più diffusi rispetto alla media europea, anche se il vantaggio resta contenuto.</p>
<p data-start="4271" data-end="4535"><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pa-digitale-italia-in-fondo-alla-classifica-ue-cosa-non-funziona-davvero.png" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-433197" src="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pa-digitale-italia-in-fondo-alla-classifica-ue-cosa-non-funziona-davvero.png.webp" alt="" width="480" height="234" srcset="//lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pa-digitale-italia-in-fondo-alla-classifica-ue-cosa-non-funziona-davvero.png 1340w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pa-digitale-italia-in-fondo-alla-classifica-ue-cosa-non-funziona-davvero-800x389.png 800w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pa-digitale-italia-in-fondo-alla-classifica-ue-cosa-non-funziona-davvero-1024x498.png 1024w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pa-digitale-italia-in-fondo-alla-classifica-ue-cosa-non-funziona-davvero-768x374.png 768w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px"></a>Il dato è particolarmente rilevante perché rappresenta una delle infrastrutture fondamentali per lo sviluppo dell’e-government. Senza un sistema di autenticazione digitale affidabile e diffuso, infatti, l’accesso ai servizi online risulta inevitabilmente limitato.</p>
<p data-start="4537" data-end="4887">Su questo fronte, è attesa un’accelerazione significativa nel breve periodo. Dal <strong data-start="4618" data-end="4635">3 agosto 2026</strong>, infatti, tutte le carte d’identità cartacee perderanno validità, rendendo obbligatoria la sostituzione con la versione elettronica. Un passaggio destinato ad ampliare in modo consistente la platea degli utenti dotati di strumenti di accesso digitale.</p>
<p data-start="4889" data-end="5086">Inoltre, la CIE sarà pienamente riconosciuta in tutti i Paesi dell’Unione europea, in linea con quanto previsto dal regolamento <strong data-start="5017" data-end="5026">eIDAS</strong>, rafforzando così l’interoperabilità tra sistemi nazionali.</p>
<h2 data-section-id="3hrsrr" data-start="5088" data-end="5146"><strong data-start="5091" data-end="5146">Come vengono utilizzati i servizi digitali della PA</strong></h2>
<p data-start="5148" data-end="5500">Le rilevazioni Eurostat consentono anche di analizzare nel dettaglio le modalità di utilizzo dei servizi pubblici online. In generale, le attività più frequenti riguardano la <strong data-start="5323" data-end="5350">ricerca di informazioni</strong> e l’accesso a dati personali, mentre risultano meno diffuse operazioni più complesse o che richiedono una maggiore interazione con l’amministrazione.</p>
<p data-start="5502" data-end="5779"><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pa-digitale-italia-in-fondo-alla-classifica-ue-cosa-non-funziona-davvero-1.png" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignright wp-image-433198" src="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pa-digitale-italia-in-fondo-alla-classifica-ue-cosa-non-funziona-davvero-1.png.webp" alt="" width="401" height="195" srcset="//lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pa-digitale-italia-in-fondo-alla-classifica-ue-cosa-non-funziona-davvero-1.png 1340w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pa-digitale-italia-in-fondo-alla-classifica-ue-cosa-non-funziona-davvero-1-800x389.png 800w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pa-digitale-italia-in-fondo-alla-classifica-ue-cosa-non-funziona-davvero-1-1024x498.png 1024w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pa-digitale-italia-in-fondo-alla-classifica-ue-cosa-non-funziona-davvero-1-768x374.png 768w" sizes="(max-width: 401px) 100vw, 401px"></a>Anche in questo caso, l’Italia presenta valori inferiori rispetto alla media europea in quasi tutte le categorie. Dalla consultazione di informazioni alla prenotazione di servizi, fino al download di documenti ufficiali, il livello di utilizzo resta sistematicamente più basso.</p>
<p data-start="5781" data-end="5926">L’unica eccezione, come già evidenziato, riguarda le richieste di benefici economici, dove il nostro Paese mostra una partecipazione più elevata.</p>
<h2 data-section-id="a0ixga" data-start="5928" data-end="5981"><strong data-start="5931" data-end="5981">Un doppio ritardo: cittadini e amministrazioni</strong></h2>
<p data-start="5983" data-end="6136">Il quadro complessivo suggerisce che il ritardo italiano nella digitalizzazione della Pubblica amministrazione sia il risultato di una duplice criticità.</p>
<p data-start="6138" data-end="6335">Da un lato, una parte della popolazione fatica ancora ad adottare in modo sistematico gli strumenti digitali, per ragioni che spaziano dalle competenze informatiche alla fiducia nei sistemi online.</p>
<p data-start="6337" data-end="6559">Dall’altro, anche l’offerta pubblica non sempre risulta all’altezza delle aspettative: interfacce poco intuitive, servizi frammentati e procedure complesse rappresentano ostacoli concreti alla diffusione dell’e-government.</p>
<h2 data-section-id="11x5630" data-start="6561" data-end="6623"><strong data-start="6564" data-end="6623">Verso il 2030: obiettivi ambiziosi, strada ancora lunga</strong></h2>
<p data-start="6625" data-end="6841">Il percorso tracciato dalla Commissione europea è chiaro: entro la fine del decennio, tutti i servizi pubblici principali dovranno essere accessibili online e utilizzabili tramite sistemi di identità digitale sicuri.</p>
<p data-start="6843" data-end="7117">Per l’Italia, questo significa colmare un gap significativo in tempi relativamente brevi. I segnali di miglioramento non mancano, soprattutto sul fronte dell’identità elettronica e della semplificazione di alcuni servizi, ma il ritmo attuale potrebbe non essere sufficiente.</p>
<p data-start="7119" data-end="7388">La sfida, nei prossimi anni, sarà duplice: <strong data-start="7162" data-end="7226">rafforzare l’offerta digitale della Pubblica amministrazione</strong> e, allo stesso tempo, <strong data-start="7249" data-end="7303">favorire una maggiore partecipazione dei cittadini</strong>, rendendo i servizi più semplici, intuitivi e realmente utili nella vita quotidiana.</p>
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<title>Neutralizzazione dei contributi INPS sfavorevoli: come funziona e quando può &amp;quot;salvare&amp;quot; la pensione</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Nel complesso sistema previdenziale italiano esiste uno strumento tanto importante quanto poco noto: la neutralizzazione dei contributi sfavorevoli INPS, spesso chiamata anche “sterilizzazione contributiva”: scopriamo come funziona e perché in certi casi può addirittura “salvare” la nostra pensione. Non si tratta di una procedura automatica né di un diritto sempre applicabile, ma di una possibilità […]
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<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 19:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Neutralizzazione, dei, contributi, INPS, sfavorevoli:, come, funziona, quando, può, salvare, pensione</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Nel complesso sistema previdenziale italiano esiste uno strumento tanto importante quanto poco noto: la neutralizzazione dei contributi sfavorevoli INPS, spesso chiamata anche “sterilizzazione contributiva”: scopriamo come funziona e perché in certi casi può addirittura “salvare” la nostra pensione.</strong></p>
<hr>
<p data-start="142" data-end="533">Non si tratta di una procedura automatica né di un diritto sempre applicabile, ma di una possibilità concreta che può incidere in modo significativo sull’importo finale della <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/pensione/" target="_blank" rel="noopener"><strong>pensione</strong></a></span>.</p>
<p data-start="535" data-end="910">Il tema è tornato centrale negli ultimi anni, complice un mercato del lavoro sempre più frammentato e caratterizzato da carriere meno lineari rispetto al passato. Sempre più lavoratori, infatti, si trovano ad affrontare una fase finale della vita lavorativa con redditi più bassi, con il rischio di vedersi ridurre l’assegno previdenziale proprio a ridosso del pensionamento.</p>
<p data-start="912" data-end="1021">Ma <strong data-start="915" data-end="981">come funziona davvero la neutralizzazione dei contributi INPS?</strong> E in quali casi può essere richiesta?</p>
<h2 data-section-id="a27uqw" data-start="1028" data-end="1083">Il principio alla base: evitare pensioni penalizzate</h2>
<p data-start="1085" data-end="1254">L’idea che sostiene la neutralizzazione è tanto semplice quanto fondamentale:<br data-start="1162" data-end="1165"><strong data-start="1165" data-end="1253">i contributi previdenziali dovrebbero sempre migliorare la pensione, non peggiorarla</strong>.</p>
<p data-start="1256" data-end="1473">Secondo questo principio, se alcuni periodi lavorativi caratterizzati da retribuzioni molto basse finiscono per ridurre l’importo dell’assegno pensionistico, il lavoratore può chiedere che vengano esclusi dal calcolo.</p>
<p data-start="1475" data-end="1582">Questa situazione si verifica soprattutto quando, negli ultimi anni di carriera, si verificano eventi come:</p>
<ul>
<li data-start="1586" data-end="1622">passaggio da full-time a part-time</li>
<li data-start="1625" data-end="1652">riduzione dello stipendio</li>
<li data-start="1655" data-end="1686">periodi di cassa integrazione</li>
<li data-start="1689" data-end="1720">lavoro discontinuo o precario</li>
<li data-start="1723" data-end="1780">contribuzione figurativa (malattia, disoccupazione, ecc.)</li>
</ul>
<p data-start="1782" data-end="1937">In questi casi, la media delle retribuzioni — su cui si basa il calcolo della pensione, soprattutto nel sistema retributivo — può abbassarsi sensibilmente.</p>
<h2 data-section-id="1htydzm" data-start="1944" data-end="1995">Le origini giuridiche: il ruolo della Cassazione</h2>
<p data-start="1997" data-end="2201">La neutralizzazione contributiva non nasce da una norma unica e chiara, ma si è sviluppata nel tempo grazie all’intervento della giurisprudenza, in particolare della <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Corte di Cassazione</span></span>.</p>
<p data-start="2203" data-end="2358">Le sentenze dei giudici hanno stabilito un principio chiave:<br data-start="2263" data-end="2266"><strong data-start="2266" data-end="2357">non è legittimo che contributi versati producano un effetto peggiorativo sulla pensione</strong>.</p>
<p data-start="2360" data-end="2386">Il ragionamento è lineare:</p>
<ul>
<li data-start="2390" data-end="2449">i contributi servono a garantire una tutela previdenziale</li>
<li data-start="2452" data-end="2511">se includerli nel calcolo riduce l’importo della pensione</li>
<li data-start="2514" data-end="2551">allora può essere corretto escluderli</li>
</ul>
<p data-start="2553" data-end="2685">Questo orientamento ha aperto la strada alla possibilità, per i lavoratori, di chiedere la sterilizzazione dei periodi penalizzanti.</p>
<h2 data-section-id="19jyt32" data-start="2692" data-end="2737">Quando si può chiedere la neutralizzazione</h2>
<p data-start="2739" data-end="2876">Non tutti i casi sono uguali. Tuttavia, esistono alcune situazioni tipiche in cui la neutralizzazione può essere presa in considerazione.</p>
<h3 data-section-id="1jk5i7t" data-start="2878" data-end="2928">1. Crollo delle retribuzioni negli ultimi anni</h3>
<p data-start="2930" data-end="3171">È la circostanza più frequente. Un lavoratore con una carriera stabile e ben retribuita può subire un calo significativo dello stipendio verso la fine del percorso lavorativo. Questo abbassamento incide negativamente sulla media retributiva.</p>
<h3 data-section-id="1r07iw3" data-start="3173" data-end="3225">2. Periodi figurativi che incidono negativamente</h3>
<p data-start="3227" data-end="3380">Contributi legati a eventi come malattia o ammortizzatori sociali possono, in alcuni casi, abbassare il valore medio utile per il calcolo della pensione.</p>
<h3 data-section-id="wd2omn" data-start="3382" data-end="3411">3. Passaggio al part-time</h3>
<p data-start="3413" data-end="3574">La trasformazione del contratto da tempo pieno a tempo parziale comporta una riduzione della retribuzione e quindi un impatto diretto sull’importo pensionistico.</p>
<h3 data-section-id="1klzbei" data-start="3576" data-end="3603">4. Carriere disomogenee</h3>
<p data-start="3605" data-end="3778">Molti lavoratori oggi sperimentano una fase finale della carriera meno stabile, con lavori meno retribuiti rispetto al passato. Questo squilibrio può risultare penalizzante.</p>
<h2 data-section-id="s9t90o" data-start="3785" data-end="3837">Differenze tra sistema retributivo e contributivo</h2>
<p data-start="3839" data-end="3975">Per capire davvero come funziona la neutralizzazione, è fondamentale distinguere tra i due principali sistemi di calcolo della pensione.</p>
<h3 data-section-id="8gqoaj" data-start="3977" data-end="4010">Sistema retributivo (o misto)</h3>
<p data-start="4012" data-end="4162">Qui la neutralizzazione ha il maggiore impatto. La pensione viene calcolata sulla base della <strong data-start="4105" data-end="4133">media delle retribuzioni</strong>, spesso degli ultimi anni.</p>
<p data-start="4164" data-end="4314">Se questi anni sono caratterizzati da stipendi bassi, l’assegno si riduce. Escludere tali periodi può quindi aumentare significativamente la pensione.</p>
<h3 data-section-id="x8kzpo" data-start="4316" data-end="4340">Sistema contributivo</h3>
<p data-start="4342" data-end="4487">Nel sistema contributivo puro, utilizzato soprattutto per i lavoratori più giovani, il calcolo si basa sul <strong data-start="4449" data-end="4484">montante dei contributi versati</strong>.</p>
<p data-start="4489" data-end="4592">In teoria, ogni contributo aumenta il totale. Tuttavia, anche qui possono verificarsi effetti negativi:</p>
<ul>
<li data-start="4596" data-end="4647">versamenti molto bassi incidono poco sul montante</li>
<li data-start="4650" data-end="4732">redditi minimi negli ultimi anni possono ridurre l’efficienza del calcolo finale</li>
</ul>
<p data-start="4734" data-end="4817">In ogni caso, la neutralizzazione è meno frequente rispetto al sistema retributivo.</p>
<h2 data-section-id="1pt4exk" data-start="4824" data-end="4879">Come funziona concretamente la neutralizzazione</h2>
<p data-start="4881" data-end="4935">Arriviamo al punto centrale: <strong data-start="4910" data-end="4934">la procedura pratica</strong>.</p>
<p data-start="4937" data-end="5072">La neutralizzazione non viene applicata automaticamente dall’<span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">INPS</span></span>. È il lavoratore che deve attivarsi.</p>
<h3 data-section-id="1djlmuh" data-start="5074" data-end="5096">Le fasi principali</h3>
<ol data-start="5098" data-end="5736">
<li data-section-id="8eooyt" data-start="5098" data-end="5261">
<p data-start="5101" data-end="5261"><strong data-start="5101" data-end="5139">Richiesta in fase di pensionamento</strong><br data-start="5139" data-end="5142">Quando si presenta domanda di pensione, si può chiedere che alcuni periodi contributivi vengano esclusi dal calcolo.</p>
</li>
<li data-section-id="187t3e0" data-start="5263" data-end="5439">
<p data-start="5266" data-end="5356"><strong data-start="5266" data-end="5289">Analisi comparativa</strong><br data-start="5289" data-end="5292">L’INPS (o eventualmente il giudice) effettua due simulazioni:</p>
<ul data-start="5360" data-end="5439">
<li data-section-id="l6gdzd" data-start="5360" data-end="5395">
<p data-start="5362" data-end="5395">pensione con tutti i contributi</p>
</li>
<li data-section-id="1nduqi5" data-start="5399" data-end="5439">
<p data-start="5401" data-end="5439">pensione senza i periodi sfavorevoli</p>
</li>
</ul>
</li>
<li data-section-id="6jz4iz" data-start="5441" data-end="5583">
<p data-start="5444" data-end="5583"><strong data-start="5444" data-end="5472">Valutazione dell’effetto</strong><br data-start="5472" data-end="5475">Se l’esclusione dei contributi comporta un assegno più alto, può essere riconosciuta la neutralizzazione.</p>
</li>
<li data-section-id="amelmc" data-start="5585" data-end="5736">
<p data-start="5588" data-end="5679"><strong data-start="5588" data-end="5609">Eventuale ricorso</strong><br data-start="5609" data-end="5612">Se la richiesta viene respinta, il lavoratore può procedere con:</p>
<ul data-start="5683" data-end="5736">
<li data-section-id="1mnm5ji" data-start="5683" data-end="5709">
<p data-start="5685" data-end="5709">ricorso amministrativo</p>
</li>
<li data-section-id="bemm81" data-start="5713" data-end="5736">
<p data-start="5715" data-end="5736">ricorso giudiziario</p>
</li>
</ul>
</li>
</ol>
<h2 data-section-id="qrlk8w" data-start="5743" data-end="5789">I limiti: quando non è possibile applicarla</h2>
<p data-start="5791" data-end="5858">Non sempre la neutralizzazione è ammessa. Esistono vincoli precisi.</p>
<p data-start="5860" data-end="5875">In particolare:</p>
<ul>
<li data-start="5879" data-end="5968"><strong data-start="5879" data-end="5928">i contributi non devono essere indispensabili</strong> per maturare il diritto alla pensione</li>
<li data-start="5971" data-end="6059">non devono compromettere il raggiungimento dei requisiti minimi (ad esempio i 20 anni)</li>
<li data-start="6062" data-end="6119">l’effetto negativo deve essere chiaramente dimostrabile</li>
</ul>
<p data-start="6121" data-end="6236">Se eliminare quei periodi significa perdere il diritto alla pensione, la neutralizzazione non può essere applicata.</p>
<h2 data-section-id="ksxbqt" data-start="6243" data-end="6283">Un esempio concreto per capire meglio</h2>
<p data-start="6285" data-end="6315">Immaginiamo un lavoratore con:</p>
<ul>
<li data-start="6319" data-end="6366">35 anni di stipendio medio pari a 40.000 euro</li>
<li data-start="6369" data-end="6420">ultimi 5 anni con stipendio ridotto a 20.000 euro</li>
</ul>
<p data-start="6422" data-end="6541">Nel sistema retributivo, gli ultimi anni incidono sulla media. Questo porta a una riduzione dell’importo pensionistico.</p>
<p data-start="6543" data-end="6681">Se quei 5 anni vengono <strong data-start="6566" data-end="6583">neutralizzati</strong>, il calcolo si basa su retribuzioni più alte, con un risultato finale decisamente più favorevole.</p>
<h2 data-section-id="1ago52v" data-start="6688" data-end="6734">Perché oggi è un tema sempre più importante</h2>
<p data-start="6736" data-end="6802">Negli ultimi decenni il mondo del lavoro è cambiato profondamente:</p>
<ul>
<li data-start="6806" data-end="6827">maggiore precarietà</li>
<li data-start="6830" data-end="6869">diffusione del part-time involontario</li>
<li data-start="6872" data-end="6907">frequenti interruzioni lavorative</li>
<li data-start="6910" data-end="6939">crisi economiche ricorrenti</li>
</ul>
<p data-start="6941" data-end="7103">Questi fattori rendono sempre più comune una <strong data-start="6986" data-end="7038">fase finale della carriera con redditi inferiori</strong>, proprio nel momento più delicato per il calcolo della pensione.</p>
<p data-start="7105" data-end="7291">Per questo motivo, molti esperti ritengono necessario un intervento normativo più chiaro che renda la neutralizzazione meno incerta e meno dipendente dalle interpretazioni dei tribunali.</p>
<h2 data-section-id="rteja5" data-start="7298" data-end="7348">Una tutela da conoscere e valutare</h2>
<p data-start="7350" data-end="7461">La neutralizzazione dei contributi sfavorevoli rappresenta una <strong data-start="7413" data-end="7458">leva fondamentale di tutela previdenziale</strong>.</p>
<p data-start="7463" data-end="7605">Non è automatica, richiede attenzione e spesso anche assistenza tecnica, ma può fare una differenza significativa sull’importo della pensione.</p>
<p data-start="7607" data-end="7716">Il principio che la guida è chiaro:<br data-start="7642" data-end="7645"><strong data-start="7645" data-end="7715">versare contributi non dovrebbe mai tradursi in una penalizzazione</strong>.</p>
<p data-start="7718" data-end="7917" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Comprendere come funziona questo meccanismo significa avere uno strumento in più per difendere il proprio futuro economico, soprattutto in un contesto lavorativo sempre più instabile e imprevedibile.</p>
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</item>

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<title>Semplifica Piemonte, la svolta: meno burocrazia e IA nella PA</title>
<link>https://www.eventi.news/semplifica-piemonte-la-svolta-meno-burocrazia-e-ia-nella-pa</link>
<guid>https://www.eventi.news/semplifica-piemonte-la-svolta-meno-burocrazia-e-ia-nella-pa</guid>
<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Al via “Semplifica Piemonte”: approvato il disegno di legge, Formez e Regione per servizi più veloci, meno burocrazia e IA al servizio di cittadini e imprese. Ridurre i tempi della Pubblica amministrazione, migliorare l’accesso ai servizi e introdurre nuove tecnologie, inclusa l’intelligenza artificiale. Con questi obiettivi la Regione Piemonte ha approvato il disegno di legge “Semplifica […]
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<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 19:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Semplifica, Piemonte, svolta:, meno, burocrazia, nella</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="528" data-end="608"><strong data-start="531" data-end="608">Al via “Semplifica Piemonte”: approvato il disegno di legge, Formez e Regione per servizi più veloci, meno burocrazia e IA al servizio di cittadini e imprese.</strong></p>
<hr>
<p data-start="610" data-end="936">Ridurre i tempi della Pubblica amministrazione, migliorare l’accesso ai servizi e introdurre nuove tecnologie, inclusa l’intelligenza artificiale. Con questi obiettivi la Regione Piemonte ha approvato il disegno di legge <strong data-start="831" data-end="856">“Semplifica Piemonte”</strong>, presentato ufficialmente a Torino nella Sala Trasparenza della sede regionale.</p>
<p data-start="938" data-end="1304">All’evento hanno preso parte il presidente della Regione <strong data-start="995" data-end="1012">Alberto Cirio</strong>, il ministro per la Pubblica amministrazione <strong data-start="1058" data-end="1077">Paolo Zangrillo</strong>, il ministro per le Riforme istituzionali e la Semplificazione normativa <strong data-start="1151" data-end="1189">Maria Elisabetta Alberti Casellati</strong>, l’assessore regionale alla Semplificazione <strong data-start="1234" data-end="1255">Gian Luca Vignale</strong> e il presidente di Formez <strong>Giovanni Anastasi</strong>.</p>
<p data-start="1306" data-end="1510">Il provvedimento si inserisce in un percorso più ampio di <a href="https://www.agid.gov.it/it/notizie/linee-guida-su-ia-nella-pa-al-la-consultazione-pubblica-su-sviluppo-e-procurement" target="_blank" rel="noopener">modernizzazione amministrativa</a> che punta a rendere la macchina pubblica più efficiente, prevedibile e vicina alle esigenze di cittadini e imprese.</p>
<h2 data-start="1612" data-end="1668"><strong data-start="1615" data-end="1668">Formez e Regione insieme: “Un passaggio decisivo”</strong></h2>
<p data-start="1670" data-end="1897">Nel corso dell’evento, <strong>il presidente di Formez, Giovanni Anastasi</strong>, ha sottolineato il valore strategico della collaborazione con la <strong>Regione Piemonte</strong>, definendola un passaggio cruciale nel processo di innovazione amministrativa.</p>
<p data-start="1899" data-end="2172">Secondo Anastasi, l’accordo rappresenta la naturale evoluzione di un percorso già avviato nei mesi scorsi, in particolare con <strong>l’intesa sull’innovazione siglata a dicembre</strong>. Un percorso che ora si rafforza con l’obiettivo di rendere la semplificazione tangibile e misurabile.</p>
<blockquote data-start="2242" data-end="2752">
<p data-start="2244" data-end="2752">Formez considera la semplificazione un passo fondamentale per continuare a lavorare sul percorso di disintermediazione tra cittadino e bene pubblico – ha aggiunto Anastasi – avviato dall’Istituto anche con il supporto delle nuove tecnologie, siamo quindi orgogliosi di poter fornire il nostro contributo al progetto ‘Semplifica Piemonte’, consapevoli che il nostro ruolo è quello di essere laboratorio delle Pubbliche Amministrazioni così come territorio di condivisione di esperienze nell’ambito pubblico.</p>
</blockquote>
<h2 data-start="3230" data-end="3274"><strong data-start="3233" data-end="3274">Cosa cambia con “Semplifica Piemonte”</strong></h2>
<p data-start="3276" data-end="3613">Il cuore della riforma è rappresentato da un intervento organico che mira a incidere sui meccanismi che più rallentano l’azione amministrativa. L’obiettivo è garantire tempi certi nelle procedure, ridurre i passaggi burocratici e rendere i servizi più facilmente accessibili, anche grazie all’integrazione di strumenti digitali avanzati.</p>
<p data-start="3615" data-end="3896">In questo contesto, <strong>l’intelligenza artificiale viene indicata come <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/nasce-osservatorio-per-intelligenza-integrale-etica-valore-pubblico-formez/" target="_blank" rel="noopener">uno degli strumenti chiave</a></strong> per migliorare l’efficienza e semplificare l’interazione tra utenti e amministrazione, mentre la revisione dei procedimenti punta a eliminare sovrapposizioni e complessità non necessarie.</p>
<p data-start="3898" data-end="4063">Si tratta, in sostanza, di una riorganizzazione che non si limita a intervenire sulle norme, ma che punta a ripensare <strong>l’intero funzionamento della macchina pubblica</strong>.</p>
<p data-start="3898" data-end="4063">In questa prospettiva, Formez si propone come un vero e proprio laboratorio di sperimentazione, capace di mettere a sistema competenze, esperienze e strumenti innovativi.</p>
<p data-start="4180" data-end="4549">L’impatto atteso riguarda sia i cittadini sia il tessuto produttivo, che da tempo segnala la necessità di procedure più snelle e tempi più prevedibili. La semplificazione amministrativa viene infatti considerata una leva strategica anche per la competitività dei territori, in grado di incidere sulla capacità di attrarre investimenti e sostenere lo sviluppo economico.</p>
<h2 data-start="154" data-end="232"><strong data-start="157" data-end="232">I Comuni italiani tra innovazione e nuove esigenze</strong></h2>
<p data-start="234" data-end="762">L’iniziativa si inserisce in un contesto più ampio che riguarda l’intero sistema della Pubblica amministrazione locale italiana, quello dei Comuni, e in particolare dei piccoli Comuni, che rappresentano una componente fondamentale del tessuto istituzionale del Paese.</p>
<p data-start="234" data-end="762">Secondo i dati di fonti istituzionali come <strong>ISTAT,</strong> <strong>Ragioneria Generale dello Stato</strong> e <strong>Dipartimento della Funzione Pubblica</strong>, queste realtà si trovano oggi al centro di un processo di trasformazione che punta a rafforzarne la capacità operativa e la qualità dei servizi offerti.</p>
<p data-start="764" data-end="1190">In molti territori, le amministrazioni locali stanno accompagnando un naturale ricambio generazionale del personale e investendo progressivamente nello sviluppo di nuove competenze, soprattutto in ambito digitale. Parallelamente, la crescente domanda di servizi da parte di cittadini e imprese sta contribuendo a orientare le strutture pubbliche verso modelli organizzativi più flessibili, efficienti e orientati al risultato.</p>
<p data-start="1192" data-end="1689">In questa direzione, iniziative come “Semplifica Piemonte” si inseriscono come <strong>strumenti concreti di attuazione degli obiettivi,</strong> traducendo le linee strategiche nazionali in interventi operativi capaci di incidere sull’organizzazione e sull’erogazione dei servizi a livello territoriale.</p>
<p data-start="1192" data-end="1689">Il rafforzamento della macchina pubblica locale, in questa prospettiva, non è soltanto una necessità organizzativa, ma un elemento chiave per valorizzare i territori e garantire servizi sempre più accessibili e di qualità.</p>
<h2 data-start="5386" data-end="5434"><strong data-start="5389" data-end="5434">Una riforma che punta a diventare modello</strong></h2>
<p data-start="5436" data-end="5729">L’ambizione della Regione Piemonte è chiara: costruire una Pubblica amministrazione più semplice, prevedibile e vicina ai bisogni della collettività. La semplificazione diventa così uno strumento per rafforzare la fiducia nelle istituzioni e per sostenere lo sviluppo economico del territorio.</p>
<p data-start="5731" data-end="6037">Se i risultati saranno coerenti con gli obiettivi dichiarati, il progetto potrebbe rappresentare non solo una svolta a livello regionale, ma anche <strong>un riferimento per altre amministrazioni italiane,</strong> dimostrando che innovazione e semplificazione possono tradursi in benefici concreti per cittadini e imprese.</p>
<p data-start="5539" data-end="5764" data-is-last-node="" data-is-only-node="">In questa prospettiva, “Semplifica Piemonte” si candida a essere non solo un intervento normativo, ma un vero banco di prova per verificare la capacità della Pubblica amministrazione di evolvere, adattarsi e rispondere alle esigenze di una società in rapido cambiamento.</p>
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<title>A che età si va in pensione nel 2027?</title>
<link>https://www.eventi.news/a-che-eta-si-va-in-pensione-nel-2027</link>
<guid>https://www.eventi.news/a-che-eta-si-va-in-pensione-nel-2027</guid>
<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Più mesi di lavoro per andare in pensione: ecco cosa prevede la nuova normativa. A partire dal 2027 il sistema pensionistico italiano subirà un nuovo aggiornamento destinato a incidere concretamente sui tempi di uscita dal lavoro. Le modifiche derivano dall’adeguamento automatico dei requisiti alla crescita della speranza di vita, un meccanismo già noto ma che, […]
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<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 19:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>che, età, pensione, nel, 2027</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Più mesi di lavoro per andare in pensione: ecco cosa prevede la nuova normativa. A partire dal 2027 il sistema pensionistico italiano subirà un nuovo aggiornamento destinato a incidere concretamente sui tempi di uscita dal lavoro.</strong></p>
<hr>
<p>Le modifiche derivano dall’adeguamento automatico dei requisiti alla crescita della speranza di vita, un meccanismo già noto ma che, per il biennio 2027-2028, introduce cambiamenti rilevanti per milioni di lavoratori.</p>
<p class="isSelectedEnd">Le disposizioni sono contenute nella <span><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/12/30/25G00212/SG" target="_blank" rel="noopener">legge di Bilancio 2026</a></span> e in un decreto attuativo emanato a fine 2025, che stabiliscono modalità e tempi dell’incremento. L’obiettivo resta quello di mantenere sostenibile il sistema previdenziale, allineando progressivamente l’<span><a href="https://lentepubblica.it/tag/pensioni/" target="_blank" rel="noopener"><strong>età pensionabile</strong></a></span> all’allungamento della vita media.</p>
<h2>Incrementi graduali: un mese nel 2027, tre nel 2028</h2>
<p class="isSelectedEnd">Il cuore della riforma riguarda l’aumento dei requisiti necessari per accedere alla pensione. In base alle nuove regole, l’adeguamento sarà applicato in modo progressivo:</p>
<ul>
<li class="isSelectedEnd">nel 2027 l’incremento sarà limitato a <strong>un mese</strong>;</li>
<li class="isSelectedEnd">nel 2028 entrerà invece in vigore l’aumento pieno, pari a <strong>tre mesi complessivi</strong>.</li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd">Questo significa che chi maturerà i requisiti nel 2027 subirà un impatto più contenuto rispetto a chi accederà al pensionamento l’anno successivo.</p>
<h2>Pensione di vecchiaia: età più alta per tutti</h2>
<p class="isSelectedEnd">Per quanto riguarda la pensione di vecchiaia, si registrano variazioni sull’età anagrafica minima richiesta.</p>
<p class="isSelectedEnd">Nel dettaglio:</p>
<ul>
<li class="isSelectedEnd">nel 2027 serviranno <strong>67 anni e 1 mese</strong>;</li>
<li class="isSelectedEnd">nel 2028 si passerà a <strong>67 anni e 3 mesi</strong>.</li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd">Per chi ha iniziato a versare contributi dopo il 1° gennaio 1996, quindi nel sistema contributivo puro, i limiti sono più elevati:</p>
<ul>
<li class="isSelectedEnd"><strong>71 anni e 1 mese</strong> nel 2027;</li>
<li class="isSelectedEnd"><strong>71 anni e 3 mesi</strong> nel 2028.</li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd">Questi valori continueranno a essere aggiornati anche negli anni successivi, seguendo l’andamento demografico.</p>
<h2>Pensione anticipata: cresce il requisito contributivo</h2>
<p class="isSelectedEnd">Cambiano anche le condizioni per lasciare il lavoro prima dell’età di vecchiaia. L’uscita anticipata resta legata agli anni di contribuzione, ma con soglie più alte.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per il biennio considerato:</p>
<ul>
<li class="isSelectedEnd">nel 2027 serviranno <strong>42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini</strong> e <strong>41 anni e 11 mesi per le donne</strong>;</li>
<li class="isSelectedEnd">nel 2028 i requisiti saliranno rispettivamente a <strong>43 anni e 1 mese</strong> e <strong>42 anni e 1 mese</strong>.</li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd">Resta inoltre una “finestra” di attesa: l’assegno pensionistico decorre infatti alcuni mesi dopo il raggiungimento dei requisiti, con tempistiche che variano in base alla gestione previdenziale di appartenenza.</p>
<h2>Lavoratori precoci: requisiti in aumento, ma con eccezioni</h2>
<p class="isSelectedEnd">Per i cosiddetti lavoratori precoci — coloro che hanno iniziato a lavorare molto giovani — il requisito contributivo cresce anch’esso:</p>
<ul>
<li class="isSelectedEnd"><strong>41 anni e 1 mese nel 2027</strong>;</li>
<li class="isSelectedEnd"><strong>41 anni e 3 mesi nel 2028</strong>.</li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd">Tuttavia, alcune categorie continuano a beneficiare di condizioni più favorevoli. In particolare, chi svolge attività gravose o usuranti potrà accedere alla pensione con requisiti invariati rispetto al passato.</p>
<h2>Chi è escluso dagli aumenti</h2>
<p class="isSelectedEnd">Uno degli aspetti più rilevanti della riforma riguarda proprio le esclusioni. Non tutti i lavoratori, infatti, saranno soggetti agli incrementi legati alla speranza di vita.</p>
<p class="isSelectedEnd">Restano fuori dagli adeguamenti:</p>
<ul>
<li class="isSelectedEnd">i lavoratori impegnati in mansioni considerate particolarmente faticose o rischiose;</li>
<li class="isSelectedEnd">gli addetti a lavori usuranti, come turnisti notturni o operatori di linea;</li>
<li class="isSelectedEnd">alcune categorie di lavoratori precoci impegnati in attività gravose.</li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd">Per questi soggetti, i requisiti restano più bassi. Ad esempio, in diversi casi sarà possibile accedere alla pensione di vecchiaia già a <strong>66 anni e 7 mesi</strong>, purché siano soddisfatti specifici requisiti contributivi.</p>
<h2>Attività gravose e usuranti: regole dedicate</h2>
<p class="isSelectedEnd">Le norme prevedono un trattamento differenziato per chi svolge lavori particolarmente impegnativi dal punto di vista fisico o psicologico.</p>
<p class="isSelectedEnd">In generale:</p>
<ul>
<li class="isSelectedEnd">è richiesta un’anzianità contributiva minima di <strong>30 anni</strong>;</li>
<li class="isSelectedEnd">l’attività gravosa deve essere stata svolta per un periodo significativo negli ultimi anni di carriera.</li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd">Per alcune categorie, come i lavoratori notturni o gli addetti alla catena di montaggio, restano in vigore sistemi basati sulle cosiddette “quote”, cioè la somma tra età anagrafica e anni di contributi.</p>
<h2>APE sociale: niente esenzioni dagli aumenti</h2>
<p class="isSelectedEnd">Una novità importante riguarda i beneficiari dell’APE sociale, lo strumento che consente l’uscita anticipata per determinate categorie in difficoltà.</p>
<p class="isSelectedEnd">A differenza di altri lavoratori gravosi, chi percepisce l’APE sociale non sarà escluso dagli adeguamenti: anche per loro, quindi, i requisiti aumenteranno secondo le nuove regole.</p>
<h2>Difesa, sicurezza e soccorso: aumenti aggiuntivi</h2>
<p class="isSelectedEnd">Un capitolo a parte riguarda il personale dei comparti difesa, sicurezza e soccorso pubblico. Per queste categorie sono previsti incrementi ulteriori rispetto a quelli generali.</p>
<p class="isSelectedEnd">In particolare:</p>
<ul>
<li class="isSelectedEnd">nel 2028 è previsto un aumento aggiuntivo di <strong>un mese</strong>;</li>
<li class="isSelectedEnd">ulteriori incrementi sono programmati anche per gli anni successivi.</li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd">Tuttavia, alcune professionalità potrebbero essere escluse o soggette a regole diverse, in base a futuri provvedimenti governativi che terranno conto della specificità delle mansioni svolte.</p>
<h2>Un sistema sempre più legato alla demografia</h2>
<p class="isSelectedEnd">Le modifiche introdotte confermano una tendenza ormai consolidata: il sistema pensionistico italiano è sempre più strettamente collegato all’andamento della speranza di vita.</p>
<p class="isSelectedEnd">Questo meccanismo, pensato per garantire l’equilibrio dei conti pubblici, comporta però un progressivo allungamento della vita lavorativa. In altre parole, si lavorerà più a lungo prima di poter accedere alla pensione.</p>
<h2>Impatti concreti per i lavoratori</h2>
<p class="isSelectedEnd">Per chi è vicino al pensionamento, anche pochi mesi possono fare la differenza. Le nuove soglie richiederanno quindi una pianificazione più attenta del proprio percorso lavorativo e previdenziale.</p>
<p class="isSelectedEnd">Diventa fondamentale per questo motivo:</p>
<ul>
<li class="isSelectedEnd">verificare la propria posizione contributiva;</li>
<li class="isSelectedEnd">monitorare eventuali aggiornamenti normativi;</li>
<li class="isSelectedEnd">valutare le diverse opzioni di uscita disponibili.</li>
</ul>
<h2>Documenti utili</h2>
<ul>
<li><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/16640_Circolare-numero-28-del-16-03-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Circolare 28/2026</strong></a></span></li>
<li><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/16641_Circolare-numero-28-del-16-03-2026_Allegato-n-1.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Allegato 1</strong></a></span></li>
<li><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/16642_Circolare-numero-28-del-16-03-2026_Allegato-n-2.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Allegato 2</strong></a></span></li>
</ul>
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<title>Ora legale 2026: quando cambia l’orario, cosa succede e quali sono gli effetti</title>
<link>https://www.eventi.news/ora-legale-2026-quando-cambia-lorario-cosa-succede-e-quali-sono-gli-effetti</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Manca ormai pochissimo al ritorno dell’ora legale, uno degli appuntamenti stagionali più attesi – e allo stesso tempo discussi – dell’anno. Come di consueto, con l’arrivo della primavera si torna a modificare il ritmo delle giornate, guadagnando luce nelle ore serali ma rinunciando a un’ora di sonno. Il cambio dell’ora rappresenta un passaggio ormai consolidato […]
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<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 19:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Ora, legale, 2026:, quando, cambia, l’orario, cosa, succede, quali, sono, gli, effetti</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="85" data-end="386"><strong>Manca ormai pochissimo al ritorno dell’ora legale, uno degli appuntamenti stagionali più attesi – e allo stesso tempo discussi – dell’anno. Come di consueto, con l’arrivo della primavera si torna a modificare il ritmo delle giornate, guadagnando luce nelle ore serali ma rinunciando a un’ora di sonno.</strong></p>
<hr>
<p data-start="388" data-end="692">Il <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/orari/" target="_blank" rel="noopener">cambio dell’ora</a></span> rappresenta un passaggio ormai consolidato nella vita quotidiana, anche se negli ultimi anni il dibattito sulla sua utilità è diventato sempre più acceso. Vediamo nel dettaglio quando avverrà il passaggio nel 2026, quali sono le conseguenze pratiche e cosa potrebbe cambiare in futuro.</p>
<h2 data-section-id="wps673" data-start="699" data-end="745">Quando si cambia ed entra in vigore l’ora legale 2026</h2>
<p data-start="747" data-end="1014">Nel 2026, il passaggio all’ora legale è fissato per il <strong data-start="802" data-end="854">fine settimana tra sabato 28 e domenica 29 marzo</strong>. Più precisamente, nella notte tra i due giorni, alle <strong data-start="909" data-end="921">ore 2:00</strong>, le lancette dovranno essere spostate <strong data-start="960" data-end="980">un’ora in avanti</strong>, passando direttamente alle 3:00.</p>
<p data-start="1016" data-end="1193">Questo significa che quella notte si dormirà un’ora in meno, ma a partire dal giorno successivo si potrà beneficiare di serate più luminose e giornate percepite come più lunghe.</p>
<p data-start="1195" data-end="1459">Oggi la maggior parte dei dispositivi elettronici – come smartphone, computer e tablet – effettua automaticamente l’aggiornamento dell’orario. Resta invece necessario intervenire manualmente sugli orologi analogici, che non sono sincronizzati con sistemi digitali.</p>
<h2 data-section-id="f1wk4d" data-start="1466" data-end="1523">Più luce la sera: cosa cambia nella vita quotidiana</h2>
<p data-start="1525" data-end="1696">L’effetto più evidente dell’ora legale è l’allungamento delle ore di luce nelle fasce pomeridiane e serali. Questo comporta diversi cambiamenti nelle abitudini quotidiane:</p>
<ul>
<li data-start="1700" data-end="1768">maggiore possibilità di svolgere attività all’aperto dopo il lavoro;</li>
<li data-start="1771" data-end="1838">riduzione dell’uso dell’illuminazione artificiale nelle ore serali;</li>
<li data-start="1841" data-end="1887">percezione di giornate più lunghe e dinamiche.</li>
</ul>
<p data-start="1889" data-end="2088">Se da un lato il guadagno di luce viene generalmente accolto in modo positivo, dall’altro il passaggio può richiedere qualche giorno di adattamento, soprattutto per quanto riguarda i ritmi del sonno.</p>
<h2 data-section-id="1fiwycz" data-start="2095" data-end="2132">Fino a quando resterà in vigore</h2>
<p data-start="2134" data-end="2254">L’ora legale non è ovviamente permanente. Nel 2026 resterà attiva fino a <strong data-start="2196" data-end="2219">domenica 26 ottobre</strong>, quando si tornerà all’ora solare.</p>
<p data-start="2256" data-end="2471">In quella occasione, nella notte tra sabato e domenica, le lancette verranno spostate <strong data-start="2342" data-end="2364">indietro di un’ora</strong>, consentendo di recuperare l’ora di sonno persa a marzo ma riducendo la luce disponibile nelle ore serali.</p>
<h2 data-section-id="4zyes0" data-start="2478" data-end="2536">Un calendario in evoluzione: perché cambia ogni anno</h2>
<p data-start="2538" data-end="2719">Un aspetto meno noto riguarda la variabilità delle date del cambio d’ora. L’entrata in vigore dell’ora legale segue un calendario che dipende dalla disposizione dei giorni nel mese.</p>
<p data-start="2721" data-end="2953">Nel 2026, ad esempio, il passaggio avverrà <strong data-start="2764" data-end="2810">con un giorno di anticipo rispetto al 2025</strong>. Questo andamento continuerà nei prossimi anni, con un progressivo anticipo della data fino al <strong data-start="2906" data-end="2914">2029</strong>, quando il cambio avverrà il 25 marzo.</p>
<p data-start="2955" data-end="3126">Dal <strong data-start="2959" data-end="2967">2030</strong>, invece, il ciclo tornerà a una configurazione diversa, riportando lo spostamento delle lancette verso la fine del mese, con il passaggio fissato al 31 marzo.</p>
<h2 data-section-id="1bm51jb" data-start="3133" data-end="3188">Gli effetti sulla salute: cosa dicono gli esperti</h2>
<p data-start="3190" data-end="3458">Il cambio dell’ora, che avviene due volte l’anno, non è privo di conseguenze sul benessere psicofisico. Secondo molti specialisti, lo spostamento delle lancette può interferire con il cosiddetto <strong data-start="3385" data-end="3405">ritmo circadiano</strong>, ovvero il ciclo naturale che regola sonno e veglia.</p>
<p data-start="3460" data-end="3490">Tra gli effetti più segnalati:</p>
<ul>
<li data-start="3494" data-end="3569">difficoltà ad addormentarsi nei giorni immediatamente successivi al cambio;</li>
<li data-start="3572" data-end="3616">senso di stanchezza e minore concentrazione;</li>
<li data-start="3619" data-end="3677">possibile aumento dello stress nei soggetti più sensibili.</li>
</ul>
<p data-start="3679" data-end="3855">Per questo motivo, una parte della comunità scientifica ritiene che il passaggio periodico tra ora solare e legale possa risultare poco salutare, soprattutto nel lungo periodo.</p>
<h2 data-section-id="n2s7jt" data-start="3862" data-end="3919">Risparmio energetico: un beneficio ancora rilevante?</h2>
<p data-start="3921" data-end="4074">Storicamente, l’introduzione dell’ora legale è stata motivata dalla necessità di <strong data-start="4002" data-end="4034">ridurre i consumi energetici</strong>, sfruttando al meglio la luce naturale.</p>
<p data-start="4076" data-end="4342">Tuttavia, negli ultimi anni, l’efficacia di questo sistema è stata messa in discussione. Alcuni studi suggeriscono che il risparmio ottenuto sia ormai limitato, anche a causa dei cambiamenti nelle abitudini di consumo e nella diffusione di tecnologie più efficienti.</p>
<p data-start="4344" data-end="4433">Questo ha contribuito ad alimentare il dibattito sulla reale utilità del cambio d’orario.</p>
<h2 data-section-id="uy0gtx" data-start="4440" data-end="4491">Il dibattito internazionale e il caso europeo</h2>
<p data-start="4493" data-end="4725">A livello globale, il tema è oggetto di confronto da tempo. Negli <strong data-start="4559" data-end="4574">Stati Uniti</strong>, ad esempio, si discute da anni sull’opportunità di abolire il cambio dell’ora, con proposte che puntano a mantenere un unico orario per tutto l’anno.</p>
<p data-start="4727" data-end="4988">In <strong data-start="4730" data-end="4740">Europa</strong>, la questione ha avuto un passaggio significativo nel <strong data-start="4795" data-end="4803">2019</strong>, quando il Parlamento europeo si è espresso a favore dell’eliminazione del sistema attuale, lasciando però ai singoli Stati membri la scelta sull’orario da adottare in modo permanente.</p>
<p data-start="4990" data-end="5154">Nonostante il voto, la riforma non è mai entrata in vigore. La mancanza di un accordo tra i Paesi ha infatti bloccato il processo decisionale a livello comunitario.</p>
<p data-start="5156" data-end="5342">Nel frattempo, alcune nazioni continuano a rilanciare il tema. La <strong data-start="5222" data-end="5232">Spagna</strong>, in particolare, ha recentemente riaperto il confronto sull’adozione di un orario unico durante tutto l’anno.</p>
<h2 data-section-id="lqk1j7" data-start="5349" data-end="5392">Ora legale o solare: quale scegliere?</h2>
<p data-start="5394" data-end="5490">Il confronto resta aperto anche sul piano tecnico e scientifico. Le due opzioni principali sono:</p>
<ul>
<li data-start="5494" data-end="5574"><strong data-start="5494" data-end="5533">mantenere l’ora legale tutto l’anno</strong>, privilegiando la luce nelle ore serali;</li>
<li data-start="5577" data-end="5729">adottare definitivamente l’<strong data-start="5604" data-end="5618">ora solare</strong>, ritenuta da molti esperti più coerente con i ritmi biologici, perché concentra la luce nelle ore del mattino.</li>
</ul>
<p data-start="5731" data-end="5889">Non esiste, al momento, una posizione condivisa. Ogni scelta comporta vantaggi e criticità, legati sia agli aspetti energetici sia al benessere delle persone.</p>
<h2 data-section-id="193699c" data-start="5896" data-end="5945">Un cambiamento che continua a far discutere</h2>
<p data-start="5947" data-end="6266">Nonostante sia una pratica consolidata, il cambio dell’ora resta uno dei temi più controversi tra quelli che incidono sulla vita quotidiana. Da un lato, offre benefici immediati in termini di luce e organizzazione delle attività; dall’altro, solleva interrogativi sempre più frequenti sulla sua utilità e sostenibilità.</p>
<p data-start="6268" data-end="6467">Per ora, comunque, il sistema resta in vigore. E anche nel 2026 gli italiani dovranno prepararsi a spostare le lancette, adattando ancora una volta le proprie abitudini al nuovo ritmo della giornata.</p>
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<title>Dentro le “gabbie di Faraday” utilizzate durante il Consiglio Supremo di Difesa</title>
<link>https://www.eventi.news/dentro-le-gabbie-di-faraday-utilizzate-durante-il-consiglio-supremo-di-difesa</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
A uno sguardo distratto potevano sembrare semplici custodie, oggetti anonimi appoggiati sul tavolo come tanti altri durante una riunione ufficiale. Eppure, nelle immagini diffuse in occasione dell’ultimo Consiglio Supremo di Difesa, quel gesto apparentemente banale — inserire lo smartphone in una piccola busta trasparente — ha attirato l’attenzione di osservatori e addetti ai lavori. Non […]
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<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 19:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Dentro, “gabbie, Faraday”, utilizzate, durante, Consiglio, Supremo, Difesa</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>A uno sguardo distratto potevano sembrare semplici custodie, oggetti anonimi appoggiati sul tavolo come tanti altri durante una riunione ufficiale.</strong></p>
<hr>
<p class="isSelectedEnd">Eppure, nelle immagini diffuse in occasione dell’ultimo <span><a href="https://www.quirinale.it/page/csd" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consiglio Supremo di Difesa</strong></a></span>, quel gesto apparentemente banale — inserire lo smartphone in una piccola busta trasparente — ha attirato l’attenzione di osservatori e addetti ai lavori. Non si trattava di una scelta estetica né di un’abitudine casuale, ma di una misura precisa, pensata per proteggere informazioni sensibili in uno dei contesti decisionali più delicati per il Paese.</p>
<p class="isSelectedEnd">In un momento storico segnato da tensioni internazionali e scenari geopolitici complessi, come quelli legati alla <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/guerra/" target="_blank" rel="noopener"><strong>crisi in Medio Oriente</strong></a></span><strong> e al possibile coinvolgimento dell’Italia</strong>, anche i dettagli più minuti assumono un significato strategico. E quelle custodie, tutt’altro che ordinarie, raccontano molto più di quanto sembri.</p>
<h2>Che cos’è davvero una “gabbia di Faraday”</h2>
<p class="isSelectedEnd">Il termine può evocare qualcosa di tecnico o lontano dall’esperienza quotidiana, ma il principio alla base è sorprendentemente intuitivo. Una <strong>gabbia di Faraday</strong> è un sistema che blocca i campi elettromagnetici, impedendo ai segnali radio di entrare o uscire da uno spazio delimitato.</p>
<p class="isSelectedEnd">Applicato a oggetti di uso comune, questo concetto prende la forma delle cosiddette “Faraday bag”: custodie schermanti progettate per isolare completamente dispositivi elettronici come smartphone, tablet o chiavi digitali. Il loro funzionamento si basa su materiali conduttivi che creano una barriera fisica capace di interrompere qualsiasi comunicazione tra il dispositivo e l’esterno.</p>
<p class="isSelectedEnd">Una volta inserito all’interno della custodia, il telefono diventa di fatto “muto”: niente rete cellulare, niente Wi-Fi, niente Bluetooth, nessun segnale GPS. È come se venisse temporaneamente scollegato dal mondo.</p>
<h2>Perché non basta spegnere il telefono</h2>
<p class="isSelectedEnd">A prima vista potrebbe sembrare sufficiente spegnere lo smartphone per evitare rischi. In realtà, questa soluzione non offre le stesse garanzie. Lo spegnimento è infatti una funzione software, e in quanto tale potenzialmente vulnerabile.</p>
<p class="isSelectedEnd">In scenari di alto livello — come riunioni governative o militari — il rischio non è teorico. Esistono tecnologie sofisticate, inclusi malware avanzati e strumenti di sorveglianza sviluppati da attori statali, in grado di aggirare le protezioni tradizionali dei dispositivi. Alcuni software spia, per esempio, possono attivare microfoni e sensori o trasmettere dati senza che l’utente se ne accorga.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Le custodie schermanti introducono invece una barriera fisica</strong>, indipendente dal funzionamento del telefono. Non importa quanto avanzato sia un eventuale attacco: senza segnale, non c’è comunicazione possibile. È proprio questa semplicità a renderle così efficaci.</p>
<h2>Le minacce invisibili: quando il rischio è digitale</h2>
<p class="isSelectedEnd">Il contesto in cui queste misure vengono adottate è fondamentale per comprenderne l’importanza. Le riunioni del Consiglio Supremo di Difesa non sono semplici incontri istituzionali: si tratta di momenti in cui si definiscono strategie politiche, militari ed economiche che possono influenzare il ruolo dell’Italia sulla scena internazionale.</p>
<p class="isSelectedEnd">In questo tipo di ambienti, il rischio principale non è più soltanto l’intercettazione tradizionale, ma una vasta gamma di minacce digitali. Tra queste:</p>
<ul>
<li class="isSelectedEnd">la possibilità che un dispositivo venga trasformato in una “microspia” ambientale;</li>
<li class="isSelectedEnd">l’attivazione da remoto di microfono e fotocamera;</li>
<li class="isSelectedEnd">la trasmissione automatica di dati sensibili;</li>
<li class="isSelectedEnd">la geolocalizzazione precisa dei partecipanti.</li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd">Non è necessario immaginare scenari fantascientifici: queste tecnologie esistono già e vengono utilizzate in contesti di intelligence e cybersicurezza. Per questo motivo, la prevenzione deve essere assoluta.</p>
<h2>Un gesto semplice che racconta un cambio di paradigma</h2>
<p class="isSelectedEnd">L’uso delle Faraday bag durante riunioni istituzionali segnala un cambiamento più ampio: la sicurezza non passa più solo attraverso porte blindate o sistemi di sorveglianza fisica, ma si estende al dominio digitale.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il telefono cellulare, da strumento indispensabile della vita quotidiana, diventa in questi contesti un potenziale punto debole. Non perché sia intrinsecamente pericoloso, ma perché rappresenta un nodo di connessione continua con l’esterno.</p>
<p class="isSelectedEnd">Isolarlo significa, in un certo senso, ristabilire un perimetro di sicurezza che oggi non può più essere dato per scontato.</p>
<h2>Sono sicure per la salute?</h2>
<p class="isSelectedEnd">Una delle domande più frequenti riguarda l’impatto di queste custodie sul benessere delle persone. La risposta è rassicurante: le Faraday bag non comportano alcun rischio per la salute.</p>
<p class="isSelectedEnd">Non emettono radiazioni, non generano campi elettromagnetici e non alterano quelli esistenti in modo dannoso. Al contrario, bloccano i segnali esterni, riducendo l’esposizione del dispositivo alle onde radio. Si tratta quindi di strumenti passivi, che non introducono nuovi elementi di rischio.</p>
<p class="isSelectedEnd">Dal punto di vista scientifico, il loro utilizzo è considerato del tutto sicuro.</p>
<h2>Quanto costano e quanto incidono sulla spesa pubblica</h2>
<p class="isSelectedEnd">Dal punto di vista economico, queste custodie non rappresentano un investimento particolarmente oneroso. Il loro costo varia in base alla qualità dei materiali e al livello di schermatura garantito, ma in generale si colloca in una fascia accessibile: da poche decine a qualche centinaio di euro per i modelli professionali.</p>
<p class="isSelectedEnd">Nel contesto delle istituzioni, si tratta quindi di una spesa marginale rispetto ad altri strumenti di sicurezza molto più complessi e costosi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per quanto riguarda la classificazione contabile, dispositivi di questo tipo rientrano generalmente nelle voci legate alla sicurezza e alla protezione delle comunicazioni. Possono essere inclusi nei budget destinati alla difesa, alla cybersecurity o alla gestione delle infrastrutture sensibili.</p>
<p class="isSelectedEnd">In altre parole, non costituiscono una categoria autonoma di spesa, ma si inseriscono in programmi più ampi dedicati alla tutela delle informazioni strategiche.</p>
<h2>Un simbolo della sicurezza contemporanea</h2>
<p class="isSelectedEnd">Alla fine, quelle piccole custodie trasparenti raccontano una trasformazione profonda. In un’epoca in cui ogni dispositivo è connesso e ogni connessione può diventare un punto di accesso, la sicurezza non è più solo una questione di controllo fisico, ma di gestione intelligente delle tecnologie.</p>
<p class="isSelectedEnd">Le Faraday bag rappresentano una risposta concreta a questa nuova realtà: semplice, efficace e immediata. Non risolvono ogni problema, ma riducono drasticamente una delle vulnerabilità più diffuse.</p>
<p class="isSelectedEnd">E forse è proprio questo il loro significato più importante. In un mondo dominato dalla complessità, a volte le soluzioni migliori restano quelle più essenziali: creare una barriera, interrompere il segnale, ristabilire il silenzio.</p>
<p>Perché, in certi contesti, è proprio nel silenzio che si costruiscono le decisioni più cruciali.</p>
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<title>Fibercop e Unione delle Province Italiane insieme per le infrastrutture digitali sostenibili</title>
<link>https://www.eventi.news/fibercop-e-unione-delle-province-italiane-insieme-per-le-infrastrutture-digitali-sostenibili</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Al via gli incontri con le amministrazioni provinciali per promuovere la posa della fibra ottica con interventi a basso impatto ambientale Promuovere un modello efficiente e sostenibile per la posa della fibra ottica sulle strade provinciali, favorendo la massima diffusione del digitale nel rispetto dell’ambiente e del territorio. È questo l’obiettivo della sinergia tra UPI […]
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<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 19:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Fibercop, Unione, delle, Province, Italiane, insieme, per, infrastrutture, digitali, sostenibili</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Al via gli incontri con le amministrazioni provinciali per promuovere la posa della fibra ottica con interventi a basso impatto ambientale</strong></p>
<hr>
<p>Promuovere un modello efficiente e sostenibile per la posa della fibra ottica sulle strade provinciali, favorendo la massima diffusione del digitale nel rispetto dell’ambiente e del territorio. È questo l’obiettivo della sinergia tra <strong>UPI</strong> (Unione delle Province Italiane) e <strong>FiberCop</strong>, che ha visto il primo incontro con le Province il 12 marzo..</p>
<p>L’iniziativa punta a valorizzare metodologie di intervento a basso impatto ambientale, come la micro-trincea, in grado di accelerare la realizzazione delle reti in fibra ottica e di ottimizzare i benefici per cittadini e amministrazioni.</p>
<p>Il progetto si inserisce nel percorso di collaborazione già avviato da <span><a href="https://lentepubblica.it/buone-pratiche/accordo-fibercop-upi-fibra-ottica-sostenibile/" target="_blank" rel="noopener">UPI e FiberCop con la sottoscrizione del protocollo d’intesa</a></span>, che rappresenta il quadro di riferimento per lo sviluppo condiviso e sostenibile delle infrastrutture digitali sui territori provinciali.</p>
<p>“P<em>er FiberCop realizzare la rete in fibra ottica significa sostenere lo sviluppo e l’innovazione dei territori</em>” afferma <strong>Angela Gargani</strong> Public Affairs Director di <strong>FiberCop</strong> “<em>Il protocollo siglato con UPI favorisce la trasformazione digitale del Paese. La collaborazione con le Amministrazioni Locali permette opere più efficienti e sostenibili, grazie a tecniche di scavo a basso impatto ambientale che riducono tempi, costi e disagi. Le reti ad altissima capacità sostengono le tecnologie che trasformano economia e società, e il dialogo con i territori crea le condizioni per crescita e servizi migliori.</em>”</p>
<p>“<em>Garantire l’accesso alle infrastrutture tecnologiche è strategico per i territori</em>” dichiara il direttore di <span><a href="https://provinceditalia.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>UPI</strong></a></span> <strong>Piero Antonelli</strong> “<em>ma occorre anche garantire alle Province la riduzione al minimo dell’impatto sulle strade provinciali. UPI, grazie alla sinergia con FiberCop, si pone al fianco delle strutture provinciali, per offrire assistenza e sostegno sia dal punto di vista tecnologico che normativo, per semplificare le procedure e accelerare i tempi di realizzazione delle reti</em>”.</p>
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<title>Suicidio assistito, archiviate due inchieste su Cappato. Il malato terminale ha diritto a un fine vita dignitoso</title>
<link>https://www.eventi.news/suicidio-assistito-archiviate-due-inchieste-su-cappato-il-malato-terminale-ha-diritto-a-un-fine-vita-dignitoso</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Giusto la settimana scorsa avevamo analizzato su queste pagine la legislazione italiana sul fine vita; neppure a farlo apposta, pochi giorni dopo è stato posto un altro importante tassello giuridico. Mercoledì 11 marzo la Giudice per le Indagini Preliminari di Milano (GIP), accogliendo le richieste della Procura, ha disposto l’archiviazione per Marco Cappato, esponente dell’Associazione […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2025/02/lentepubblica-la-toscana-approva-la-legge-sul-suicidio-assistito-prima-regione-in-italia.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 13:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Suicidio, assistito, archiviate, due, inchieste, Cappato., malato, terminale, diritto, fine, vita, dignitoso</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Giusto la settimana scorsa <span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/fine-vita-mai-ancora-ferma-la-normativa-sulla-morte-medicalmente-assistita/" target="_blank" rel="noopener">avevamo analizzato su queste pagine la legislazione italiana sul <em>fine vita</em></a></span>; neppure a farlo apposta, pochi giorni dopo è stato posto un altro importante tassello giuridico.</strong></p>
<hr>
<p>Mercoledì 11 marzo la Giudice per le Indagini Preliminari di Milano (GIP), accogliendo le richieste della Procura, ha disposto l’archiviazione per Marco Cappato, esponente dell’Associazione Luca Coscioni, indagato per aver prestato aiuto alla morte volontaria di due persone.</p>
<h2>Le storie di Elena e Romano</h2>
<p>La vicenda giudiziaria scaturisce dalle azioni di disobbedienza civile messe in atto da Cappato, che aveva prestato assistenza a due malati desiderosi di accedere al <em>suicidio assistito</em>, pur se non ancora dipendenti da trattamenti vitali.</p>
<p>I fatti risalgono al 2022, quando accompagnò presso la clinica <em>Dignitas </em>di Zurigo prima Elena, sessantanovenne veneta malata terminale di cancro; e poi Romano, toscano di 82 anni ma residente in Lombardia, affetto da una forma grave di Parkinson.</p>
<p>Elena non era tenuta in vita da un trattamento di sostegno vitale; mancava pertanto uno dei quattro requisiti individuati dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 242/2019 per poter accedere alla pratica nelle strutture</p>
<p>italiane. Contattata l’Associazione Luca Coscioni, andò in Svizzera con Cappato, dove il 2 agosto 2022 si sottopose al suicidio medicalmente assistito. Situazione simile per Romano, accompagnato a morire il 25 novembre 2022.</p>
<p>In entrambi i casi, appena rientrato in Italia, Cappato si era autodenunciato, rischiando così l’avvio di un processo e la condanna per il reato di <em>istigazione o aiuto al suicidio </em>(art. 580 c.p.), punito con la reclusione fino a 12 anni.</p>
<h2>Le motivazioni nella decisione della GIP</h2>
<p>L’esito non era affatto scontato, poiché l’assenza di una normativa nazionale coerente sul complesso tema del <em>fine </em><em>vita</em>, sommata all’evoluzione delle sentenze del Giudice costituzionale, hanno portato i Tribunali ad approdi differenti.</p>
<p>In questo provvedimento, ad esempio, è stata presa come riferimento principale la sentenza della Corte n. 66/2025 dove – su uno dei quattro elementi introdotti dalla legge n. 219/2017 e dalla sentenza n. 242/2019 per definire l’area di non punibilità per l’assistenza al suicidio – si stabilisce in via interpretativa che non occorre che la propria vita dipenda da un macchinario, ma è sufficiente essere sottoposti a un trattamento alternativo «medicalmente previsto e prospettato» senza il quale la morte sia un esito atteso in tempi non lunghi.</p>
<p>Nei due casi, scrive la GIP, «il requisito del trattamento di sostegno vitale, nella portata precisata dalla Corte costituzionale, deve dirsi sussistente in quanto medicalmente previsto e prospettato», poiché a Elena era stato proposto un nuovo ciclo di chemioterapia e a Romano il posizionamento di una PEG per l’alimentazione artificiale.</p>
<p>Ambedue hanno opposto un rifiuto, ritenendo quella prosecuzione delle cure inutile ed espressiva di un <em>accanimento terapeutico</em>, non dignitosa secondo le proprie sensibilità e percezioni.</p>
<p>Seguendo il ragionamento contenuto nell’ordinanza, i presupposti legislativi e giurisprudenziali che garantiscono l’impunità non possono essere limitati alla sola presenza attuale di un macchinario o di un presidio sanitario in funzione, ma debbono comprendere anche i trattamenti prescritti dal medico e consapevolmente rifiutati dal paziente nell’esercizio del proprio <em>diritto all’autodeterminazione terapeutica</em>.</p>
<p>Diversamente si produrrebbe una discriminazione inaccettabile tra quanti sono già sottoposti a un trattamento e altri che, pur nelle stesse condizioni cliniche, hanno scelto di rifiutarlo.</p>
<h2>Il diritto a una vita dignitosa</h2>
<p>La GIP ribadisce che, di fronte a una malattia in fase terminale, il tema giuridicamente rilevante «non attiene al riconoscimento del diritto alla morte ma al diritto ad una vita dignitosa»; e a sostegno viene citata la celebre espressione di Seneca nelle <em>Lettere a Lucilio</em>: <em>«non vivere benum est sed vivere bene» </em>(<em>non è bene il vivere, ma il vivere bene</em>).</p>
<p>Da ciò si deduce che la legge n. 219/2017, letta in combinato disposto con la giurisprudenza costituzionale, offre già un riferimento normativo a cui agganciare i margini di liceità dell’aiuto al suicidio. In particolare, lì dove sancisce il <em>diritto all’autodeterminazione terapeutica </em>e il divieto di <em>ostinazione irragionevole nelle cure </em>(quando inutili e sproporzionate), individuando «come oggetto di tutela da parte dello Stato <em>“la dignità nella fase finale della vita”</em>».</p>
<p>Non bisogna mai dimenticare, infatti, che nella nostra Costituzione è fermo il principio del <em>diritto alla vita </em>(su tutti, art. 2 Cost.), mentre non esiste un <em>diritto alla morte</em>; tantomeno come strumento esercitabile dallo Stato (art. 27 Cost., comma 4). Per questo si è dovuto trovare nelle pronunce della Corte il giusto bilanciamento tra il <em>diritto </em><em>all’autodeterminazione </em>e l’<em>inviolabilità</em><em> del bene vita</em>.</p>
<p>Il decreto di archiviazione in commento ne recepisce l’evoluzione, confermando che il riferimento al <em>trattamento di sostegno vitale </em>deve essere letto alla luce degli artt. 2, 3, 13 e 32 Cost., della legge 219/2017, nonché del diritto di rifiutare cure ritenute inutili e non dignitose.</p>
<h2>Le reazioni dell’Associazione Coscioni</h2>
<p>Nelle motivazioni che hanno portato all’archiviazione per Cappato si legge pure che il supporto alla morte volontaria non viola il bene giuridico protetto dall’art. 580 c.p., ma anzi consente il concreto esercizio del <em>diritto </em><em>all’autodeterminazione </em>nel caso in cui il <em>malato-titolare </em>non sia in grado di esercitarlo autonomamente.</p>
<p>Ovvia la soddisfazione dell’interessato: «L’archiviazione conferma che abbiamo agito per rendere effettivi diritti già riconosciuti dalla Costituzione e dalla Corte costituzionale. Quando il Parlamento continua a non intervenire, sono le persone malate a far affermare, anche nei tribunali, principi di libertà, dignità e uguaglianza. Questa decisione dice con chiarezza che lo Stato non può costringere una persona a subire trattamenti che rifiuta solo per poter poi vedere riconosciuto un proprio diritto. Ora bisogna fare sì che il Parlamento italiano non cancelli questo diritto: sarebbe gravissimo. Ci mobiliteremo affinché questo non accada e continueremo ad aiutare le persone che ce lo chiedono, se necessario anche ricorrendo ad azioni di disobbedienza civile, fino al pieno riconoscimento del diritto ad accedere all’aiuto alla morte volontaria».</p>
<p>La pronuncia di Milano pone un precedente importante in materia di <em>autodeterminazione nel fine vita</em>, riaffermando il diritto per i malati terminali di scegliere il <em>momento </em>e le <em>modalità </em>per una morte dignitosa, senza dover subire trattamenti medici che si ritengono inutili o sproporzionati.</p>
<p>Sembra però azzardato farne seguire la certezza che siffatti argomenti siano già sufficienti a definire la <em>non-punibilità </em>dell’aiuto al suicidio. Le zone d’ombra sono ancora troppe, le decisioni dei diversi Tribunali spesso contraddittorie e gli orientamenti del Giudice delle leggi suscettibili di mutamenti nel tempo.</p>
<p>Ecco perché l’attuale vuoto legislativo è sempre più insostenibile; e l’inerzia prolungata di un Parlamento incapace di colmarlo sempre più deplorevole.</p>
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<title>FVOE e legge 68/1999: verifica su obbligo di assunzione dei disabili</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
FVOE e legge 68/1999: la verifica dell’assolvimento dell’obbligo di assunzione dei disabili tra doveri istruttori, tempi di aggiudicazione e rimedi contrattuali. Focus a cura di Luca Leccisotti. Il “tallone d’Achille” digitale del sistema verifiche Nel nuovo ecosistema dei contratti pubblici, il Fascicolo Virtuale dell’Operatore Economico (FVOE) è concepito come la spina dorsale delle verifiche sui […]
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<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 13:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>FVOE, legge, 681999:, verifica, obbligo, assunzione, dei, disabili</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>FVOE e legge 68/1999: la verifica dell’assolvimento dell’obbligo di assunzione dei disabili tra doveri istruttori, tempi di aggiudicazione e rimedi contrattuali. Focus a cura di <span><a href="https://lentepubblica.it/author/luca-leccisotti/" target="_blank" rel="noopener">Luca Leccisotti</a></span>.</strong></p>
<hr>
<h2><strong>Il “tallone d’Achille” digitale del sistema verifiche</strong></h2>
<p>Nel nuovo ecosistema dei contratti pubblici, il Fascicolo Virtuale dell’Operatore Economico (FVOE) è concepito come la spina dorsale delle verifiche sui requisiti: un registro dinamico, alimentato da banche dati pubbliche, che dovrebbe permettere alla stazione appaltante di accertare in modo rapido e oggettivo le condizioni di partecipazione e l’assenza di cause ostative. Proprio qui, tuttavia, si apre una crepa: il <strong>rispetto della <span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1999-03-12;68!vig=" target="_blank" rel="noopener">legge 12 marzo 1999, n. 68</a></span></strong> sull’inserimento mirato delle persone con disabilità.</p>
<p>La verifica di tale obbligo soffre di una <strong>asimmetria informativa strutturale</strong>: i dati necessari sono <strong>mutevoli</strong>, dipendono da <strong>prospetti informativi</strong> annuali e da <strong>comunicazioni integrative</strong> entro sessanta giorni dagli eventi che incidono sulle scoperture, e spesso sono <strong>distribuiti</strong> tra più servizi provinciali in presenza di imprese plurilocalizzate.</p>
<p>Ne deriva un “tallone d’Achille” del FVOE che la giurisprudenza recente ha fotografato con nettezza, legittimando, in casi estremi, l’aggiudicazione <strong>nonostante</strong> la mancata attestazione tempestiva del requisito e rinviando il presidio alla sede <strong>contrattuale</strong> (clausola risolutiva espressa). Il punto, però, è sistemico e chiama in causa la <strong>qualità</strong> delle basi dati, i <strong>tempi</strong> del procedimento e l’<strong>allocazione</strong> dei rischi tra amministrazione e operatore.</p>
<h2>Le specifiche della legge 68/1999</h2>
<p>La legge n. 68/1999 impone ai datori di lavoro pubblici e privati l’obbligo di coprire una <strong>quota di riserva</strong> di lavoratori disabili rapportata alla dimensione dell’organico, con una pluralità di strumenti di adempimento: assunzioni dirette, convenzioni con i servizi per l’impiego, computo di soggetti già in organico, eventuali esoneri parziali e sospensioni temporanee in presenza di situazioni di crisi. Sotto il profilo della <strong>verifica</strong> in gara, l’assolvimento dell’obbligo si qualifica normalmente come <strong>requisito di partecipazione</strong> o, comunque, come <strong>condizione necessaria</strong> per contrattare con la PA, stante il suo saldo ancoraggio a valori costituzionali di inclusione e non discriminazione.</p>
<p>Il Codice dei contratti 2023 ha affidato al <strong>FVOE</strong> la funzione di <strong>punto unico</strong> di raccolta e attestazione dei requisiti; ma questa funzione presuppone la <strong>disponibilità</strong> tempestiva di dati validati presso i <strong>servizi competenti</strong>. Quando la filiera informativa non restituisce un esito in tempi utili, l’istruttoria si inceppa.</p>
<h2>La sentenza del TAR Marche</h2>
<p>In questa matrice si colloca l’arresto del <strong>TAR Marche, sez. I, 29 aprile 2025, n. 312</strong>, che ha reputato <strong>legittima</strong> l’aggiudicazione disposta <strong>in assenza</strong> dell’attestazione aggiornata sul rispetto della legge n. 68/1999, ove l’amministrazione abbia introdotto in contratto una <strong>clausola risolutiva espressa</strong> destinata ad operare nell’ipotesi di successivo accertamento negativo. La decisione, salutando l’<strong>orientamento al risultato</strong> e alla <strong>tempestività</strong>, rende però plastiche le <strong>criticità</strong> del sistema, perché trasferisce a valle (fase contrattuale) una verifica che, in tesi, dovrebbe appartenere a monte (fase di ammissione e di aggiudicazione).</p>
<h2>La compliace alla normativa</h2>
<p>La compliance alla legge n. 68/1999 non è una fotografia immobile. Essa è il risultato di <strong>processi</strong> che cambiano nel tempo: cessazioni, nuove assunzioni, variazioni delle mansioni, attivazione di convenzioni ex art. 11 e <strong>aggiornamenti</strong> (entro <strong>60 giorni</strong>) delle sopravvenute scoperture. In assenza di integrate <strong>basi dati</strong> che dialoghino in tempo reale con il FVOE, la stazione appaltante finisce per dipendere da <strong>autodichiarazioni</strong> e da <strong>attestazioni</strong> non sempre pronte delle amministrazioni certificanti (spesso regionali o provinciali), con l’effetto di una <strong>frizione</strong> cronica tra l’esigenza di chiudere le gare in tempi certi e l’obbligo di verificare condizioni sostanziali. La casistica mostra come, per operatori <strong>plurilocalizzati</strong>, la ricostruzione del quadro possa richiedere l’<strong>integrazione</strong> di più posizioni provinciali, ciascuna con regole operative e stati di avanzamento differenti: una <strong>disomogeneità</strong> che il FVOE, ad oggi, fatica a <strong>ricomporre</strong>.</p>
<p>L’opzione accolta dal TAR, che <strong>premia</strong> la scelta della stazione appaltante di non bloccare l’aggiudicazione e di rimettere l’eventuale <strong>caducazione</strong> alla verifica postuma in <strong>sede contrattuale</strong>, ha un pregio evidente: preserva il <strong>principio del risultato</strong> e la <strong>massima tempestività</strong>, evitando che l’inerzia di un diverso ufficio pubblico (quello certificante) paralizzi l’approvvigionamento. Al tempo stesso, tale soluzione <strong>sposta</strong> il baricentro della tutela: la clausola risolutiva <strong>opera ex nunc</strong>, mentre la mancanza del requisito, se accertata ex ante, avrebbe impedito la nascita stessa del rapporto.</p>
<p>L’innesto contrattuale rischia quindi di <strong>normalizzare</strong> un <strong>deficit</strong> istruttorio, lasciando all’amministrazione il compito, talora ingrato, di <strong>sciogliere</strong> un rapporto già in vita, con ricadute operative (avvio della sostituzione, continuità del servizio) e potenziali oneri economici. È la <strong>toppa</strong> che, sul piano teorico, può apparire <strong>peggiore</strong> del <strong>buco</strong>: la violazione di un requisito a monte non dovrebbe essere sanata a valle. La praticabilità del rimedio è, in altri termini, funzione del <strong>contesto</strong> e non può diventare regola ordinaria.</p>
<h2>Ritardi di verifica</h2>
<p>Né può sottovalutarsi il <strong>concorso</strong> dell’operatore economico ai ritardi di verifica. Il sistema della legge n. 68/1999 poggia su una <strong>dichiarazione annuale</strong> (il <strong>prospetto informativo</strong> con fotografia al 31 dicembre dell’anno precedente) e su <strong>obblighi</strong> di <strong>comunicazione</strong> tempestiva delle <strong>scoperture</strong> sopravvenute per accedere agli <strong>strumenti di adempimento</strong> (preselezioni, convenzioni, ecc.).</p>
<p>L’inerzia o l’incompletezza di queste comunicazioni, soprattutto per società con articolazioni territoriali multiple, <strong>complica</strong> l’istruttoria delle amministrazioni certificanti e può costituire un <strong>fattore</strong> determinante del ritardo. La responsabilità <strong>professionale</strong> dell’operatore — che si presenta sul mercato della domanda pubblica — non è un concetto vuoto: i doveri di <strong>diligenza</strong> e <strong>completezza</strong> informativa sull’adempimento dell’obbligo 68/1999 sono parte dell’<strong>affidabilità</strong> d’impresa e il loro difetto non può essere schermato dietro il solo malfunzionamento del circuito pubblico.</p>
<h2>Dialettica fiducia–risultato</h2>
<p>Il diritto amministrativo dei contratti, dopo il 2023, è scandito dalla dialettica <strong>fiducia–risultato</strong>. L’<strong>accelerazione</strong> delle procedure non esime la PA dal presidio dei <strong>diritti fondamentali</strong> che la legge n. 68/1999 tutela. La <strong>verifica</strong> — per quanto complessa — resta un dovere, non un optional. In assenza di esiti <strong>certificati</strong>, l’amministrazione può legittimamente <strong>pace‑keeping</strong> l’aggiudicazione solo se:</p>
<p>(a) abbia agito <strong>tempestivamente</strong> nel sollecitare gli esiti alle autorità competenti e nel <strong>rinnovare</strong> le interrogazioni;</p>
<p>(b) abbia raccolto <strong>elementi</strong> oggettivi, anche <strong>documentali</strong>, idonei a <strong>suffragare</strong> provvisoriamente la regolarità (es. copia dell’ultimo prospetto informativo, evidenza di convenzioni ex art. 11 attive, autodichiarazioni rafforzate con documenti aziendali);</p>
<p>(c) abbia <strong>motivato</strong> in modo puntuale l’impossibilità di conseguire in tempo l’attestazione e la <strong>necessità</strong> pubblica di non interrompere la procedura, prospettando il <strong>rimedio</strong> contrattuale come <strong>extrema ratio</strong>. Questa calibratura salvaguarda l’<strong>equilibrio</strong> tra risultato e legalità sostanziale e rende <strong>difendibile</strong> la scelta in sede contenziosa.</p>
<h2>Aggiudicazione con riserva di verifica</h2>
<p>Se la stazione appaltante intraprende la via dell’aggiudicazione con <strong>riserva</strong> di verifica, la <strong>clausola risolutiva</strong> deve essere <strong>chiara</strong>, <strong>proporzionata</strong> e <strong>automatizzabile</strong> nei suoi effetti. L’oggetto non è “risolvere se accade qualsiasi cosa”, ma delimitare l’evento <strong>specifico</strong> (accertata <strong>irregolarità</strong> 68/1999 alla data di partecipazione o sopravvenuta <strong>perdita</strong> della regolarità non rimediata entro termine) e gli <strong>effetti</strong> (risoluzione <strong>di diritto</strong>, eventuale <strong>escussione</strong> delle garanzie, subentro del secondo graduato o riattivazione della procedura). La stessa clausola può incorporare un meccanismo di <strong>diffida‑termine</strong> breve per le sole situazioni <strong>sanabili</strong> ex lege (es. attivazione immediata di convenzione con cronoprogramma stringente), distinguendole dalle ipotesi <strong>insanabili</strong> (totale omissione degli adempimenti pregressi). In ogni caso, il ricorso al back‑stop non deve avere la funzione di <strong>surrogare</strong> stabilmente la verifica, pena lo <strong>svuotamento</strong> della fase pubblicistica.</p>
<h2>La tempistica</h2>
<p>La decisione di procedere all’aggiudicazione <strong>in pendenza</strong> della verifica impone un governo attento dei <strong>tempi</strong>. Il periodo di <strong>stand still</strong> e la <strong>stipula</strong> non possono trasformarsi in momenti “ciechi”. Se il dubbio sul requisito persiste, la stipula dovrebbe essere <strong>differita</strong> entro limiti ragionevoli, prevedendo — ove la continuità del servizio lo imponga — <strong>misure ponte</strong> (esecuzione anticipata strettamente necessaria) ancorate a <strong>garanzie</strong> e ad un prospetto <strong>cautelare</strong> degli effetti economici. Dove, invece, si stipuli confidando in un esito positivo, il <strong>rischio</strong> dell’<strong>affidamento</strong> dell’aggiudicatario, se smentito, va ponderato alla luce della clausola: la risoluzione <strong>ex nunc</strong> è lo sbocco fisiologico, ma restano sul tavolo i riflessi <strong>risarcitori</strong> per le prestazioni utilmente eseguite e i costi di <strong>transizione</strong>. Una motivazione robusta, che dia conto della <strong>necessità</strong> e della <strong>proporzionalità</strong> della scelta, è la migliore difesa contro l’accusa di <strong>improvvida</strong> gestione.</p>
<p>La lezione operativa che viene dal caso è semplice: le verifiche 68/1999 vanno <strong>progettate</strong> come <strong>procedimenti nel procedimento</strong>. Il RUP deve prevedere una <strong>timeline</strong> dedicata, attivare canali <strong>diretti</strong> con i servizi certificanti, utilizzare <strong>modelli</strong> di richiesta che isolino con precisione le variabili rilevanti (organico al 31 dicembre, sopravvenienze, sedi coinvolte, convenzioni attive), impostare <strong>promemoria</strong> e <strong>solleciti</strong> a cadenza prefissata, e conservare traccia digitale di ogni passaggio. Solo così, quando l’esito tardasse, sarà possibile dimostrare la <strong>diligenza</strong> dell’ente e, se del caso, giustificare la scelta <strong>eccezionale</strong> di procedere con back‑stop contrattuale.</p>
<h2>Un problema tecnologico oltre che giuridico</h2>
<p>Il cuore del problema è tecnologico oltre che giuridico: finché le <strong>basi dati regionali/provinciali</strong> sulla 68/1999 resteranno <strong>disallineate</strong> e <strong>non interoperabili</strong> con la BDNCP/FVOE, l’aspettativa di verifiche <strong>istantanee</strong> rimarrà un’illusione. L’articolo giornalistico che ha dato spunto a queste riflessioni è esplicito nel denunciare la <strong>chimera</strong> di un sistema interamente automatizzato, in assenza di un <strong>ridisegno</strong> profondo dei <strong>flussi</strong> informativi e di un modello <strong>push</strong> di aggiornamento (dai servizi per l’impiego verso il fascicolo) sostitutivo — e non solo integrativo — delle auto‑segnalazioni datoriali. La conseguenza è che la “bottleneck” della verifica 68/1999 continuerà a <strong>stressare</strong> i tempi della gara e a generare <strong>scelte adattive</strong> come quella avallata dal TAR.</p>
<p>Nel paradigma del Codice 2023, <strong>fiducia</strong> e <strong>autoresponsabilità</strong> sono complementari. La prima consente all’amministrazione di non trasformare la gara in una caccia all’errore; la seconda impone all’operatore di presentarsi con un profilo <strong>compliant</strong> e verificabile. Sul versante 68/1999 ciò significa: <strong>aggiornare</strong> tempestivamente il prospetto, <strong>comunicare</strong> le scoperture, <strong>attivare</strong> gli strumenti di adempimento, fornire <strong>evidenze</strong> documentali che rendano <strong>falsificabile</strong> la dichiarazione. Dove difetti questo standard professionale, la <strong>cooperazione</strong> procedimentale non può degenerare in <strong>supplenza</strong>.</p>
<p><h2>Due scenari esemplificativi</p>
<p>Si considerino due scenari emblematici. Nel primo, un’impresa con sedi in tre province presenta offerta dichiarando la regolarità 68/1999. Il RUP attiva l’interoperazione FVOE, ma i servizi provinciali non restituiscono esito coordinato. L’ente richiede all’operatore copia dell’ultimo <strong>prospetto</strong> depositato e delle <strong>comunicazioni</strong> integrative, oltre alle <strong>convenzioni</strong> in corso. Dalla documentazione emerge che due sedi sono <strong>coperte</strong>, mentre in una terza è in corso una <strong>convenzione</strong> con cronoprogramma. L’aggiudicazione viene disposta con <strong>motivazione</strong> rafforzata e <strong>clausola</strong> di back‑stop che, in caso di esito negativo, attiva la risoluzione di diritto. Nel secondo scenario, l’impresa invoca una <strong>sospensione</strong> parziale degli obblighi per crisi aziendale. La stazione appaltante, preso atto della complessità, differisce la <strong>stipula</strong> entro un termine contenuto, sollecita il servizio competente per un <strong>parere</strong> sintetico e, in difetto, motiva la decisione sulla base di <strong>evidenze</strong> oggettive, ricordando che la sospensione <strong>non</strong> equivale a esonero e che l’eventuale <strong>scopertura</strong> non governata comporterà la <strong>caducazione</stron</strong></p>
<p>g> contrattuale secondo la clausola.</p>
<h2>La gestione della trasparenza</h2>
<p>La <strong>trasparenza</strong> nella gestione di queste verifiche complesse esige una scrittura amministrativa <strong>nitida</strong>. Determinazioni di aggiudicazione e provvedimenti di stipula devono rendere <strong>chiaro</strong> il percorso: che cosa è stato chiesto, quando, a chi; che cosa è stato ricevuto; perché si è deciso di procedere; quali <strong>rischi</strong> sono stati valutati e con quali <strong>rimedî</strong>. Un provvedimento così strutturato <strong>resiste</strong> meglio al vaglio giurisdizionale ed evita che il giudice colmi i <strong>vuoti</strong> di motivazione secondo letture spurie. La sentenza marchigiana mostra che il giudice è sensibile all’<strong>efficienza</strong>, ma non a costo di <strong>arbitri</strong>: la <strong>ragionevolezza</strong> della scelta è la chiave.</p>
<h2>Rischio di deriva</h2>
<p>C’è, infine, un rischio di <strong>deriva</strong>: trasformare l’eccezione in regola, affidando sistematicamente al contratto il compito di sanare la verifica non conclusa. Per evitarlo, la PA deve <strong>monitorare</strong> i tempi del sotto‑procedimento 68/1999, pubblicare <strong>indicatori</strong> interni (tempo medio tra richiesta e attestazione; tasso di aggiudicazioni con clausola di back‑stop; casi di risoluzione effettivamente attivate), ingaggiare i livelli <strong>regionali</strong> per la <strong>standardizzazione</strong> dei flussi e pretendere <strong>SLA</strong> di risposta. Solo così la fisiologia potrà tornare a prevalere sulla patologia.</p>
<p>La vicenda della legge n. 68/1999 nel perimetro del FVOE insegna che la <strong>digitalizzazione</strong> non è un incantesimo: vive della <strong>qualità</strong> dei dati e della <strong>governance</strong> dei flussi. Fintantoché l’amministrazione certificante non sarà in grado di <strong>spingere</strong> al fascicolo un esito tempestivo e completo, la stazione appaltante non potrà che muoversi su un crinale stretto tra <strong>legalità sostanziale</strong> e <strong>tempestività</strong>. In casi <strong>eccezionali</strong>, una clausola <strong>risolutiva</strong> ben congegnata potrà fungere da paracadute; ma l’obiettivo di sistema resta <strong>anticipare</strong> la verifica al suo posto naturale: <strong>prima</strong> dell’aggiudicazione e <strong>prima</strong> della stipula.</p>
<p>Il diritto vivente, registrando l’inefficienza del circuito informativo, non deve rassegnarsi a una <strong>sanatoria</strong> permanente. La risposta è duplice: <strong>responsabilizzare</strong> gli operatori economici sugli obblighi informativi e <strong>interconnettere</strong> davvero le basi dati. Solo in questo equilibrio — fatto di tempi <strong>certi</strong> e verifiche <strong>vere</strong> — il principio del <strong>risultato</strong> potrà convivere con quello, non meno cogente, della <strong>pari dignità</strong> delle persone con disabilità nel lavoro e nella filiera della spesa pubblica.</p>
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<title>Revisione prezzi prima della stipulazione del contratto: il parere del TAR</title>
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In questo approfondimento l’Avvocato Maurizio Lucca analizza una recente sentenza del TAR che si occupa di fornire chiarimenti sulla revisione dei prezzi nelle gare d’appalto prima della stipulazione del contratto. La sez. I del TAR Molise, con sentenza 5 marzo 2026 n. 93, interviene su una ipotesi di autotutela doverosa a fronte da una parte, […]
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<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 13:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Revisione, prezzi, prima, della, stipulazione, del, contratto:, parere, del, TAR</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>In questo approfondimento l’Avvocato <span><a href="https://lentepubblica.it/author/maurizio-lucca/" target="_blank" rel="noopener">Maurizio Lucca</a></span> analizza una recente sentenza del TAR che si occupa di fornire chiarimenti sulla revisione dei prezzi nelle gare d’appalto prima della stipulazione del contratto.</strong></p>
<hr>
<p>La sez. I del TAR Molise, con sentenza 5 marzo 2026 n. 93, interviene su una ipotesi di autotutela doverosa a fronte da una parte, del rifiuto di stipulazione del contratto, da parte dell’operatore economico, in mancanza della revisione prezzi da parte della stazione appaltante (ovvero una modificazione delle condizioni di gara), dall’altra parte, dell’impellente necessità di disporre la consegna d’urgenza dei lavori pena la perdita di un finanziamento statale.</p>
<h2><strong>La revoca doverosa</strong></h2>
<p>La revoca, è noto, risulta un provvedimento di secondo grado rimesso alla discrezionalità della PA, la quale per ragioni di pubblico interesse può operare in autotutela, revocando l’aggiudicazione quando la motivazione si fonda sul fatto che l’operatore economico risultato affidatario ha chiaramente e ripetutamente manifestato la volontà di stipulare l’accordo negoziale a condizioni diverse da quelle originariamente previste nella <em>lex specialis</em>, ovvero di procedere a consistenti modifiche dell’offerta, addivenendo alla stipula a condizioni contrattuali frutto di rinegoziazione (successiva alla gara) tra le parti <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftn1" name="_ftnref1"><span>[1]</span></a>.</p>
<p>Medesima e coincidente sorte in presenza di una inerzia dell’aggiudicatario nel presentare la documentazione necessaria per la stipulazione, nonostante il formale invito rivolto dalla stazione appaltante, a produrre la documentazione necessaria al fine di procedere alla stipula del contratto di appalto (ricevuta delle spese negoziali, marche da bollo, cauzione definitiva in contanti o mediante fideiussione, casellario giudiziario, piano di sicurezza): l’aggiudicatario che si sia limitato a trasmettere un solo documento (cauzione definitiva), omettendo di produrre tutti gli altri documenti richiesti legittima l’esercizio della revoca dell’aggiudicazione trattandosi di un grave inadempimento dell’Impresa <span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a></span>.</p>
<p>Il principio di fiducia impone all’operatore economico di attenersi al principio di autodeterminazione, nel senso che – sino alla conclusione del contratto – deve avere una condotta coerente con la propria offerta e non può pretendere che l’Amministrazione sia tenuta a concludere un contratto più oneroso o che preveda prestazioni diverse da quelle determinate con l’atto di aggiudicazione <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftn3" name="_ftnref3"><span>[3]</span></a>.</p>
<h2><strong>Fatto</strong></h2>
<p>Una società impugna la determinazione di revoca dell’aggiudicazione di una procedura negoziata di messa in sicurezza del territorio comunale a rischio idrogeologico, nonché la comunicazione di addebito alla parte ricorrente delle cause di mancata stipula del contratto, lamentando di aver ricevuto la consegna dei lavori, poi sospesi, e nonostante la produzione della documentazione propedeutica alla sottoscrizione del contratto l’Amministrazione richiedeva di confermare l’esecuzione di lavori sotto il profilo della convenienza economica.</p>
<p>A risposta, la parte ricorrente manifestava – più volte – il proprio assenso previa all’applicazione della revisione prezzi, in relazione al lungo lasso di tempo trascorso dall’aggiudicazione (ritardo imputabile all’Amministrazione).</p>
<p>A fronte di tale condotta (osservava) il Comune revocava l’aggiudicazione per comportamento omissivo, ritenuto del tutto illegittimo non avendo l’Amministrazione dato alcun riscontro alla richiesta di revisione dei prezzi.</p>
<h2><strong>L’autotutela</strong></h2>
<p>Nel determinare il rigetto del ricorso, il giudice di prime cure affronta la revoca negli appalti pubblici, ritenendo che la sua legittimità sia ancorata a tre condizioni:</p>
<ul>
<li>sopravvenuta non corrispondenza dell’appalto alle esigenze dell’Amministrazione;</li>
<li>sopravvenuta indisponibilità di risorse finanziarie, ovvero per sopravvenuta non convenienza economica dell’appalto <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftn4" name="_ftnref4"><span>[4]</span></a>;</li>
<li>inidoneità della prestazione descritta nella <em>lex specialis</em> a soddisfare le esigenze contrattuali che hanno determinato l’avvio della procedura <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftn5" name="_ftnref5"><span>[5]</span></a>.</li>
</ul>
<p>Inoltre, richiamandosi ai canoni individuati dall’art. 21 <em>quinquies</em> della n. 241/1990, possono rilevare i «<em>sopravvenuti motivi di pubblico interesse</em>», coincidenti con comportamenti scorretti mantenuti dall’aggiudicatario successivamente all’aggiudicazione definitiva, una sorta di revoca – sanzione quale ad es.:</p>
<ul>
<li>il mancato assolvimento agli obblighi contributivi <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftn6" name="_ftnref6"><span>[6]</span></a>;</li>
<li>il rifiuto dell’aggiudicatario di stipulare il contratto prima che fossero modificate talune clausole contenute nel capitolato di gara <span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftn7" name="_ftnref7">[7]</a></span>;</li>
<li>violazione delle clausole dei Protocolli di legalità <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftn8" name="_ftnref8"><span>[8]</span></a>.</li>
</ul>
<p>Si comprende che la condotta assunta dall’operatore economico aggiudicatario, una volta risultato vincitore dell’appalto, non risulta coerente con gli obblighi di correttezza che dovrebbero governare l’intero ciclo di vita dell’appalto, sicché l’Amministrazione non è tenuta a soppesare l’affidamento maturato dal privato sul provvedimento a sé favorevole proprio in ragione di evidenti non impeccabili comportamenti, addebitabili all’aggiudicatario, escludendo (di conseguenza) l’indennizzo, ivi comprese eventuali perdite economiche, non potendo rilevare profili di responsabilità dell’Amministrazione, neppure da atto lecito <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftn9" name="_ftnref9"><span>[9]</span></a>.</p>
<p>Dall’analisi della documentazione prodotta, il GA acclara in modo incontestabile che la parte ricorrente prima della stipulazione del contratto ne richiedeva la modifica (c.d. rinegoziazione) con la revisione dei prezzi; richiesta non ammissibile prima della sottoscrizione del contratto: la mancata sottoscrizione alla data fissata per il contratto non può che integrare la rinuncia espressa all’esecuzione dei lavori affidati (come sostenuto dall’Amministrazione resistente), diversamente l’offerta sarebbe condizionata (soluzione non ammissibile in violazione alle regole della <em>par condicio</em> e della trasparenza) <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftn10" name="_ftnref10"><span>[10]</span></a>.</p>
<h2><strong>Offerta condizionata</strong></h2>
<p>In questo senso, siamo in presenza di un’offerta condizionata quando l’offerente subordina il proprio impegno contrattuale ad uno schema modificativo rispetto a quello predisposto dalla stazione appaltante e risultato il miglior offerente; in tale caso, la modifica dell’offerta, che equivale ad una modifica delle condizioni negoziali, va dichiarata inammissibile, atteso che le regole che informano la materia degli appalti pubblici esigono, a tutela della <em>par condicio</em> e della certezza dei rapporti giuridici (funzionali alla corretta esecuzione dell’appalto), la perfetta conformità tra il regolamento predisposto dalla stazione appaltante e l’offerta presentata dal concorrente.</p>
<p>Detta conformità non sussiste allorquando il concorrente subordini appunto la sua adesione al contratto a condizioni non univoche ed estranee all’oggetto del procedimento o ad elementi non previsti nelle norme di gara o nel capitolato, da comprendere il corrispettivo dell’appalto (il c.d. sinallagma contrattuale) <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftn11" name="_ftnref11"><span>[11]</span></a>.</p>
<h2><strong>Modifiche prima della stipulazione</strong></h2>
<p>Le modifiche contrattuali sono perfettamente ammissibili solo dopo la stipula contrattuale e ricorrendone i presupposti, ovvero in sede di esecuzione, mentre la pretesa alla rimodulazione dei corrispettivi prima della stipula del contratto altera inevitabilmente il confronto tra gli operatori (specie in presenza di chiare previsioni della <em>lex specialis</em>), finendo per “<em>premiare</em>” il concorrente che indica il prezzo maggiormente competitivo, salvo poi predicare la insostenibilità delle condizioni originarie del contratto, determinate anche in ragione della propria offerta a cui si era vincolato con la presentazione in gara.</p>
<p>Il principio di immodificabilità dell’offerta postula che è precluso alla PA manipolare, modificare o adattare l’offerta in assenza di disposizioni in tal senso dirette, contenute nella <em>lex specialis;</em> diversamente, verrebbe leso il principio di <em>par condicio</em> fra i concorrenti, nonché quello di affidamento da essi riposto nelle regole di gara e nella predisposizione delle rispettive offerte economiche.</p>
<p>L’approdo porta a ritenere che non può consentirsi anche la sola modifica di una delle componenti dell’offerta sostituendosi, anche solo parzialmente, alla volontà dell’offerente e interpretando la sua stessa volontà frutto di scelte insindacabili potendo, semmai, rettificare l’offerta (iniziativa del seggio di gara) al fine di ricercare la effettiva volontà dell’offerente, quando, in adesione ai principi di conservazione degli atti giuridici e di massima partecipazione alle gare pubbliche, si possa pervenire con ragionevole certezza e senza attingere a fonti di conoscenza estranee all’offerta medesima, ad inammissibili dichiarazioni integrative dell’offerente <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftn12" name="_ftnref12"><span>[12]</span></a>.</p>
<p>La modifica prima della stipulazione lede, dunque, il principio dell’autovincolo <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftn13" name="_ftnref13"><span>[13]</span></a> delle regole di gara, consentendo alla stazione appaltante di non rispettare la disciplina che essa stessa si era data, non potendo in questa sede il <em>favor partecipationis </em><span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftn14" name="_ftnref14">[14]</a></span> fare premio sulla <em>par condicio</em>: la difformità dell’offerta rispetto a quanto richiesto dalla stazione appaltante o dall’Ente concedente negli atti di gara giustifica l’esclusione dalla procedura anche in assenza di espressa previsione della sanzione espulsiva <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftn15" name="_ftnref15"><span>[15]</span></a>.</p>
<p>Invero, le mutande condizioni del mercato che rendano non remunerativa l’offerta (<em>ex post</em>) possono legittimare un ritiro dell’operatore dalla gara o la non accettazione della stipula ma non supportare la pretesa ad ottenere la commessa a prezzi differenti e senza riapertura di un nuovo dialogo competitivo, non potendo richiamare le c.d. sopravvenienze contrattuali che non possono che riferirsi alla fase successiva alla stipulazione del contratto, confermando che in presenza di mutate condizioni rispetto all’originaria offerta l’aggiudicatario può solo non sottoscrivere il contratto.</p>
<p>L’istanza di revisione del prezzo formulata dall’impresa aggiudicataria prima della stipulazione del contratto opera quando il vincolo negoziale non è ancora perfezionato, nel senso che non è sorto tra le parti alcun rapporto contrattuale, e pertanto non è giuridicamente ipotizzabile né ammissibile alcuna ipotesi di revisione del prezzo, che per sua natura presuppone un contratto (ad esecuzione continuata e periodica) già in corso.</p>
<p>Stesse considerazioni nel corso del rapporto contrattuale l’impresa appaltatrice è tutelata, in caso di un esorbitante aumento dei costi del servizio, dall’istituto della revisione del prezzo (ove previsto dagli atti di gara), ovvero dalla possibilità di esperire i rimedi civilistici di risoluzione del vincolo sinallagmatico, nel diverso caso in cui l’evento imprevisto e imprevedibile si verifichi prima della stipulazione del contratto, l’impresa aggiudicataria è tutelata con la possibilità di rifiutare la sottoscrizione del contratto, una volta cessata la vincolatività della propria offerta <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftn16" name="_ftnref16"><span>[16]</span></a>.</p>
<h2><strong>Inerzia dell’Amministrazione alla stipulazione</strong></h2>
<p>A rafforzare la legittimità della determinazione di revoca, viene rammentato che l’operatore economico può sottrarsi alla sottoscrizione quando l’Amministrazione risulta inerte <span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftn17" name="_ftnref17">[17]</a></span> sottraendosi (di contro) alla stipulazione, potendo (due opzioni):</p>
<ul>
<li>svincolarsi dalla propria offerta;</li>
<li>proporre azione avverso il silenzio, di cui agli artt. 31 e 117 del d.lgs. n. 104/2010, al fine di ottenere la condanna dell’Amministrazione pubblica a provvedere.</li>
</ul>
<h2><strong>Provvedimento doveroso</strong></h2>
<p>Il Tribunale conclude per la piena legittimità – e anzi doverosa – applicazione degli strumenti di autotutela, <em>ex </em>art. 21 <em>quinquies</em> della <span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1990-08-07;241" target="_blank" rel="noopener">legge n. 241/1990</a></span>, attivabili, a tutela dell’interesse pubblico al rispetto dei principi di imparzialità e buon andamento dell’Amministrazione <span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftn18" name="_ftnref18">[18]</a></span> a fronte di un comportamento di sostanziale rifiuto alla stipula, in violazione ai principi di buona fede e correttezza.</p>
<h2><strong>Annotazione ANAC</strong></h2>
<p>Va, altresì, rammentato a margine che sia la risoluzione del contratto che la revoca dell’aggiudicazione costituiscono ipotesi tipiche di annotazione rispetto alle quali può riconoscersi, per l’ANAC, un’attenuazione dell’obbligo di motivazione in ordine all’utilità della notizia, salvo che la fattispecie concreta sia connotata da evidenti elementi di straordinarietà che consentono di escludere ogni utilità in concreto della notizia per la valutazione delle stazioni appaltanti in ordine all’affidabilità dell’operatore economico <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftn19" name="_ftnref19"><span>[19]</span></a>, ciò in un contesto in cui, appunto, l’utilità dell’annotazione deve essere valutata dall’Anac <em>ex ante </em>e in astratto, esaminando la possibile (e teorica) rilevanza della notizia, mentre la valutazione della non manifesta inconferenza è volta ad evitare la pubblicazione di notizie avulse dal rispetto delle finalità del casellario <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftn20" name="_ftnref20"><span>[20]</span></a>.</p>
<h2>Note</h2>
<p><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftnref1" name="_ftn1"><span>[1]</span></a> TAR Lazio, Roma, sez. V, 19 gennaio 2024, n. 928.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftnref2" name="_ftn2"><span>[2]</span></a> Cass. civ, sez. I, ordinanza 8 gennaio 2024, n. 514.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a></span> TAR Lazio, Roma, sez. II <em>ter</em>, 9 ottobre 2023, n. 14934.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftnref4" name="_ftn4"><span>[4]</span></a> Cons. Stato, sez. V, 21 aprile 2016, n. 1599, sez. III, 29 luglio 2015, n. 3748.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftnref5" name="_ftn5"><span>[5]</span></a> Cons. Stato, sez. III, 29 novembre 2016, n. 5026.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftnref6" name="_ftn6"><span>[6]</span></a> Cons. Stato, sez. V, 12 giugno 2017, n. 2804.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftnref7" name="_ftn7">[7]</a></span> Cons. Stato, sez. V, 11 luglio 2016, n. 3054.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftnref8" name="_ftn8"><span>[8]</span></a> Cfr. Cons. Stato, sez. IV, 20 gennaio 2015, n. 143; TAR Liguria, sez. II, 27 gennaio 2017, n. 55.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftnref9" name="_ftn9">[9]</a></span> Cons. Stato, sez. V, 11 gennaio 2018, n. 120; TAR Puglia, Bari, sez. I, sentenza n. 827/2025.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftnref10" name="_ftn10"><span>[10]</span></a> Non è ammissibile la modifica dell’offerta aggiudicata, aspetto che sussiste allorquando il concorrente subordini l’adesione al contratto a condizioni non univoche ed estranee all’oggetto del procedimento o ad elementi non previsti nelle norme di gara o al capitolato, Cons. Stato, sez. V, 21 maggio 2020, n. 3226.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftnref11" name="_ftn11"><span>[11]</span></a> Cons. Stato, sez. III, 5 novembre 2025, n. 8602; sez. V, 27 ottobre 2023, n. 9275; T<strong>AR Emilia – Romagna, Bologna, sez. II, 10 novembre 2022, n. 900.</strong></p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftnref12" name="_ftn12">[12]</a></span> ANAC, delibera n. 60 del 15 febbraio 2023, <em>Istanza congiunta di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 211, comma 1, del d.lgs. 50/2016 presentata da […. OMISSIS…. ] Indagine conoscitiva e non vincolante, con riserva di aggiudicazione, per rifacimento manto stradare aree ingresso, Quadrato Ufficiali e comprensorio [ ….OMISSIS…. ]</em>, UPREC – PRE 136/2023 /L/PREC. La rettifica di errori, anche nel caso di provvedimenti amministrativi, non riguarda atti affetti da vizi di merito o di legittimità e non presuppone alcuna valutazione, più o meno discrezionale, in ordine alla modifica, avendo piuttosto natura doverosa, in luogo della discrezionalità insita nel potere di annullamento d’ufficio o di revoca, non comportando nessuna rivalutazione tra l’interesse pubblico e quello privato sacrificato, TAR Sicilia, Catania, sez. III, sentenza n. 1720/2025.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftnref13" name="_ftn13"><span>[13]</span></a> Cons. Stato, sez. III, 25 luglio 2023, n. 7293.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftnref14" name="_ftn14"><span>[14]</span></a> Cons. Stato, sez. III, 13 dicembre 2022, n.10932.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftnref15" name="_ftn15"><span>[15]</span></a> Cons. Stato, sez. III, 20 ottobre 2025, n. 8094.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftnref16" name="_ftn16"><span>[16]</span></a> TAR Lombardia, Brescia, sez. I, 10 marzo 2022, n. 232; TAR Lombardia, Milano, sez. II, 10 giugno 2022, n. 1343.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftnref17" name="_ftn17">[17]</a></span> Cfr. Cons. Stato, sez. V, 14 luglio 2022, n. 5991.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftnref18" name="_ftn18"><span>[18]</span></a> Cons. Stato, sez. III, 28 febbraio 2023, n. 2043.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftnref19" name="_ftn19">[19]</a></span> Cfr. TAR Lazio, Roma, sez. I <em>quater</em>, sentenza n. 5834/2024.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/revisione-prezzi-prima-della-stipulazione-del-contratto-il-parere-del-tar/#_ftnref20" name="_ftn20">[20]</a></span> Cons. Stato, sez. V, 12 febbraio 2026, n. 1119.</p>
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<title>Come liberare il conto pignorato in poche mosse</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Il pagamento di un debito chiude il rapporto economico con il creditore, ma cosa succede se quello stesso debito aveva generato un pignoramento, un blocco sul conto corrente? Un conto può restare bloccato anche con debito saldato, poiché il saldo del debito non chiude automaticamente la procedura di esecuzione forzata. Saldare un debito che ha […]
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<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 13:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Il pagamento di un debito chiude il rapporto economico con il creditore, ma cosa succede se quello stesso debito aveva generato un pignoramento, un blocco sul conto corrente? Un conto può restare bloccato anche con debito saldato, poiché il saldo del debito non chiude automaticamente la procedura di <span><a href="https://lentepubblica.it/contabilita-bilancio-tasse-tributi/il-recupero-dei-crediti-fiscali-diventa-digitale-via-libera-ai-pignoramenti-presso-terzi/" target="_blank" rel="noopener">esecuzione forzata</a></span>.</strong></p>
<hr>
<p>Saldare un debito che ha portato al pignoramento del proprio conto corrente ci fa pensare che velocemente ne potremmo avere di nuovo la piena disponibilità. Difficilmente però ciò accadrà e la situazione non tornerà alla normalità automaticamente. Il pagamento del debito pregresso difatti non comporta, automaticamente, la riattivazione del conto pignorato.</p>
<p>Quando si prova a utilizzare lo sportello bancomat o effettuare un bonifico, un pagamento, ci si accorge che bonifici e prelievi sono ancora bloccati. Per rimuovere il blocco è necessario un passaggio formale che annulli la procedura esecutiva.</p>
<h2>Le specifiche del pignoramento</h2>
<p>Questo avviene poiché il pignoramento non riguarda solo il rapporto tra debitore e creditore. Il pignoramento è una procedura regolata dalla legge e gestita dal tribunale. È direttamente lo Stato, tramite la magistratura a intervenire per garantire al creditore la soddisfazione del suo diritto. Il pignoramento è una forma di esecuzione forzata, una procedura giudiziaria, a danno dei beni del debitore, e segue un preciso iter legale.</p>
<p>Quando il creditore avvia il pignoramento presso terzi cioè presso la banca, quest’ultima perde ogni ruolo attivo, assumendo la veste formale di “terzo pignorato”. Cambia dunque il suo ruolo e l’istituto di credito:</p>
<ul>
<li>diviene ‘per legge’ custode del denaro presente sul conto;</li>
<li>assume la responsabilità di preservare quelle somme;</li>
<li>blocca le operazioni per il correntista, finché la procedura non viene chiusa in maniera ufficiale.</li>
</ul>
<p>Questi sono i motivi per i quali la banca non può liberare il conto basandosi esclusivamente su una ricevuta di pagamento, o sulla dichiarazione del debitore. Questa azione sarebbe agita senza certezza giuridica, correndo il serio pericolo di poter essere chiamato a pagare nuovamente quelle somme al creditore, in caso di contestazione.</p>
<p>In questa fase è il creditore che assume un ruolo attivo. Quando il debitore paga interamente quanto dovuto, a titolo di capitale, interessi e spese, il privato creditore non potrà semplicemente incassare.  Dovrà dare il via allo step successivo della procedura esecutiva. Una volta soddisfatto il sua debito, sarà tenuto ad attivarsi per liberare i beni pignorati del debitore. Nel rispetto dei principi civilistici di correttezza e buona fede nei rapporti giuridici dovrà compiere un atto formale denominato rinuncia agli atti esecutivi, e disciplinato dall’art. 629 del c.p.c.</p>
<p>Proprio questa azione darà il via all’iter necessario a sbloccare i fondi. L’atto di rinuncia verrà, di seguito, comunicato alle parti coinvolte. Una volta informata, la banca avrà contezza e certezza dell’effettivo pagamento e della soddisfazione del creditore. Solo a questo punto l’istituto di credito potrà e dovrà provvedere a rimuovere il vincolo, restituendo al correntista la piena disponibilità del proprio conto.</p>
<p>Ecco perché gli istituti di credito agiscono con estrema cautela, aspettando un ordine formale o un documento ufficiale prima di rimuovere il vincolo solitamente formalizzata da parte di un avvocato. Questo documento che sblocca il conto, perché con essa il creditore dichiara in modo espresso di non voler più andare avanti con l’iter di pignoramento. L’Istituto di credito potrà dovrà rimuovere il vincolo, ridando al correntista la piena disponibilità del suo conto poichè il pignoramento non ha più, ormai, alcuna ragion d’essere.</p>
<h2>Come si può tutalere il creditore?</h2>
<p>Se il creditore non dovesse attivarsi tempestivamente, pur essendo già stato pagato dal debitore, quest’ultimo può tutelarsi grazie alla magistratura.</p>
<p>Le azioni possibili sono:</p>
<ul>
<li>provare di aver saldato il debito;</li>
<li>rivolgersi al giudice dell’esecuzione, che segue la procedura di pignoramento;</li>
<li>Avviare specifica istanza chiedendo al tribunale l’estinzione della procedura esecutiva.</li>
</ul>
<p>Il giudice, verificato il saldo del debito, dovrà accogliere la richiesta ed emette un’ordinanza di estinzione. Lo scopo di questo atto è acclarare il termine della procedura con un documento ufficiale che andrà  presentato alla banca per ottenere lo sblocco del conto corrente.</p>
<p>Una volta che l’istituto riceve il documento formale consistente nella rinuncia del creditore, oppure l’ordinanza del giudice, il conto deve essere liberato in tempi ragionevoli.</p>
<p>A questo punto, se l’istituto di credito dovesse ritardare il rilascio degli accessi al conto, senza una valida giustificazione, il suo comportamento potrà essere considerato illegittimo.  A tutela del correntista la possibilità di rivolgersi all’<span><a href="https://www.arbitrobancariofinanziario.it/" target="_blank" rel="noopener">Arbitro Bancario Finanziario (ABF)</a></span>, un organismo indipendente che risolve le controversie tra clienti e banche. In questa sede, potrà farsi riconoscere un vero e proprio diritto al risarcimento per la mancata disponibilità delle somme presenti sul conto.</p>
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<title>Consulta Giovani Confprofessioni: dal Forum le priorità per la nuova generazione di professionisti</title>
<link>https://www.eventi.news/consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
La Consulta Giovani Confprofessioni raccontata dal videomessaggio del Ministro Nordio agli interventi istituzionali, passando per le sessioni introdotte dall’avatar Marika: passaggio generazionale, pari opportunità e welfare sono stati i temi centrali dell’appuntamento dello scorso 11 marzo, durante il quale è stata annunciata anche la nomina di Giulia Maddalena come nuova coordinatrice della Consulta Giovani.   […]
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<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 13:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Consulta, Giovani, Confprofessioni:, dal, Forum, priorità, per, nuova, generazione, professionisti</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<h5><strong><em>La Consulta Giovani Confprofessioni raccontata d</em></strong><strong><em>al videomessaggio del Ministro Nordio agli interventi istituzionali, passando per le sessioni introdotte dall’avatar Marika: passaggio generazionale, pari opportunità e welfare sono stati i temi centrali dell’appuntamento dello scorso 11 marzo, durante il quale è stata annunciata anche la nomina di Giulia Maddalena come nuova coordinatrice della Consulta Giovani.</em></strong></h5>
<hr>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><em>di Miriam Minopoli, Confprofessioni</em></p>
<h2><strong>Giustizia, innovazione e giovani professionisti: il messaggio del Ministro Nordio</strong></h2>
<p>«Giustizia e diritto rappresentano il perimetro entro cui operano tutte le professioni e costituiscono la garanzia stessa della democrazia. Le innovazioni, dall’intelligenza artificiale ai cambiamenti tecnologici, non devono intimorire; ogni generazione ha affrontato sfide che sembravano insormontabili e le ha trasformate in opportunità. L’Italia oggi vive una fase di stabilità e riconoscimento internazionale, e il confronto con le professioni rimarrà aperto. Siete voi a portare idee e curiosità che alimentano il progresso, anche sul piano giuridico e politico».</p>
<p>Così il <strong>Ministro della Giustizia, Carlo Nordio</strong>, nel <a href="https://www.youtube.com/watch?v=OgbscbdcIDM&t=1s" target="_blank" rel="noopener">videomessaggio</a> rivolto ai giovani professionisti in occasione del <strong>Forum della Consulta Giovani di Confprofessioni</strong>, svoltosi lo scorso 11 marzo, a Roma.</p>
<p> <a class="zoom" href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-800x432.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-433149 aligncenter" src="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-800x432.png.webp" alt="" width="800" height="432" srcset="//lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-800x432.png 800w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-1024x553.png 1024w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-768x414.png 768w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti.png 1340w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px"></a></p>
<h2><strong>Giovani, welfare e passaggio generazionale: le priorità per il futuro delle professioni</strong></h2>
<p>La giornata, dedicata al futuro delle libere professioni e alle sfide che attendono le nuove generazioni, dal ricambio generazionale alle pari opportunità, fino al welfare, è stata scandita dalle sessioni di lavoro introdotte dall’<strong>avatar Marika</strong>.</p>
<h2><strong>Natali: “I giovani sono il nostro valore più grande”</strong></h2>
<p>Il <strong>presidente di Confprofessioni, Marco Natali</strong>, ha aperto i lavori sottolineando il ruolo centrale delle nuove generazioni: «Il nostro impegno verso i giovani liberi professionisti è fondamentale. Le persone che lavorano con noi sono il nostro vero capitale, e questo vale ancora di più per i giovani. Con i nostri enti sosteniamo prevenzione, welfare e tutele, incluso il fondo di integrazione salariale». Poi l’invito diretto ai presenti: «Confprofessioni è casa vostra. Non chiedetevi solo cosa il Paese può fare per voi, ma cosa potete fare voi per il Paese. La nostra missione è lavorare nell’interesse collettivo. Mi aspetto da voi idee, relazioni ed energia, perché il futuro siete voi. La parola chiave resta questa: insieme!».</p>
<p><a class="zoom" href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-800x600.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-433146 aligncenter" src="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-800x600.jpg.webp" alt="Natali-Forum Consulta Giovani Confprofessioni giovani professionisti" width="800" height="600" srcset="//lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-800x600.jpg 800w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-1024x769.jpg 1024w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-768x577.jpg 768w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti.jpg 1340w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px"></a></p>
<h2><strong>Giulia Maddalena alla guida della Consulta Giovani</strong></h2>
<p>Nel corso del Forum è stata ufficializzata la nomina dell’avvocata <strong>Giulia Maddalena</strong> come <strong>nuova coordinatrice della Consulta Giovani</strong>: «Ringrazio i componenti della Consulta per la fiducia e per aver scelto una donna alla guida: è un segnale concreto di cambiamento e innovazione. Si apre un percorso che affronteremo insieme, come squadra». Maddalena ha poi indicato le priorità del suo mandato: «Le sfide sono molte: dalla crisi vocazionale al welfare, dalla parità di genere al passaggio generazionale, decisivo per non disperdere competenze e favorire uno scambio virtuoso tra professionisti».</p>
<p><a class="zoom" href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-1-547x600.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-433150 aligncenter" src="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-1-547x600.jpg.webp" alt="Giulia Maddalena - Forum Consulta Giovani Confprofessioni giovani professionisti" width="547" height="600" srcset="//lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-1-547x600.jpg 547w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-1-933x1024.jpg 933w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-1-768x843.jpg 768w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-1.jpg 1340w" sizes="(max-width: 547px) 100vw, 547px"></a></p>
<h2><strong>Gender pay gap: i dati dell’Osservatorio Confprofessioni</strong></h2>
<p>Durante la tavola rotonda istituzionale, <strong>Stefania Bonaldi (PD), Valeria Mantovan (Regione Veneto, FdI), Rosaria Tassinari (FI), Edoardo Italia (presidente CNG, Consiglio Nazionale dei Giovani) e Maicol Pizzicotti Busilacchi (CNG, delega Affari Esteri e Imprese Giovanili) </strong>hanno commentato i risultati dell’Osservatorio di Confprofessioni sul <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/donne-e-libere-professioni-la-parita-retributiva-resta-lontana/" target="_blank" rel="noopener"><em>gender pay gap</em> nelle libere professioni</a>. «In dieci anni <strong>l’Indice di Parità Reddituale nelle Professioni (IPRP) è sceso dal 59,8% al 53,7%</strong>, mentre gli stereotipi culturali continuano a caricare le donne del ruolo di cura familiare, penalizzandone la carriera», ha spiegato la <strong>ricercatrice dell’Osservatorio</strong>, <strong>Camilla Lombardi</strong>.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> <a class="zoom" href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-2-800x598.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-433151 aligncenter" src="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-2-800x598.jpg.webp" alt="Forum Consulta Giovani Confprofessioni giovani professionisti" width="467" height="349" srcset="//lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-2-800x598.jpg 800w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-2-1024x766.jpg 1024w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-2-768x574.jpg 768w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-2.jpg 1340w" sizes="auto, (max-width: 467px) 100vw, 467px"></a><a class="zoom" href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-3-800x600.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-433152 aligncenter" src="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-3-800x600.jpg.webp" alt="Lombardi - Forum Consulta Giovani Confprofessioni giovani professionisti" width="471" height="353" srcset="//lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-3-800x600.jpg 800w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-3-1024x766.jpg 1024w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-3-768x575.jpg 768w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-3.jpg 1340w" sizes="auto, (max-width: 471px) 100vw, 471px"></a></strong></p>
<p> </p>
<p> </p>
<h2><strong>Formazione e intelligenza artificiale: la sfida della competitività</strong></h2>
<p><strong>Bonaldi</strong> ha richiamato l’urgenza di investire nella formazione per affrontare l’impatto dell’intelligenza artificiale sulle professioni intellettuali: «La rivoluzione dell’IA corre veloce, senza formazione rischiamo di restare indietro». Ha inoltre evidenziato come i lunghi percorsi di accesso ad alcune professioni, dai notai agli avvocati, possano frenare talenti che potrebbero contribuire allo sviluppo del Paese.</p>
<h2><strong>Accesso al credito e pari opportunità</strong></h2>
<p><strong>Mantovan </strong>ha sottolineato un ulteriore ostacolo: «Per una libera professionista l’accesso al credito è spesso più complesso rispetto ai colleghi uomini e questo incide sulla possibilità di avviare o consolidare la propria attività».</p>
<h2><strong>Territorio e istituzioni: costruire una rete efficace</strong></h2>
<p><strong>Tassinari</strong> ha evidenziato la necessità di una collaborazione più stretta tra territorio, enti locali e associazioni dei liberi professionisti, per portare nei processi legislativi esigenze e proposte concrete.</p>
<h2><strong>Sostenibilità, stabilità e mobilità internazionale</strong></h2>
<p><strong>Italia</strong> ha richiamato l’importanza di sostenibilità, stabilità e passaggio generazionale nelle professioni, sottolineando la necessità di investire nelle tecnologie che supportano la formazione. <strong>Pizzicotti Busilacchi</strong> ha invece evidenziato il calo di interesse dei giovani verso la libera professione, legato anche alla percezione di un ruolo svalutato e ai lunghi percorsi di accesso. Ha infine ricordato che la mobilità internazionale dovrebbe essere una scelta e non un obbligo, spiegando come il CNG stia lavorando a progetti di internazionalizzazione per valorizzare le competenze dei giovani professionisti italiani.</p>
<p><a class="zoom" href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-4-800x450.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-433153 aligncenter" src="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-4-800x450.jpg.webp" alt="Forum Consulta Giovani Confprofessioni giovani professionisti" width="521" height="293" srcset="//lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-4-800x450.jpg 800w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-4-1024x576.jpg 1024w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-4-768x432.jpg 768w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-4.jpg 1339w" sizes="auto, (max-width: 521px) 100vw, 521px"></a> <a class="zoom" href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-5-798x600.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-433154 aligncenter" src="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-5-798x600.jpg.webp" alt="Forum Consulta Giovani Confprofessioni giovani professionisti" width="519" height="390" srcset="//lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-5-798x600.jpg 798w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-5-1024x770.jpg 1024w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-5-768x578.jpg 768w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-consulta-giovani-confprofessioni-dal-forum-le-priorita-per-la-nuova-generazione-di-professionisti-5.jpg 1339w" sizes="auto, (max-width: 519px) 100vw, 519px"></a></p>
<p><strong> </strong></p>
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<title>Arte o geopolitica? Il ritorno della Russia alla Biennale 2026 incendia Venezia</title>
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<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 13:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Arte, geopolitica, ritorno, della, Russia, alla, Biennale, 2026, incendia, Venezia</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Era il novembre del 1977 quando la città di Venezia divenne, suo malgrado, protagonista di una delle sfide culturali più audaci del dopoguerra: la “Biennale del Dissenso”.</strong></p>
<hr>
<p>Voluta dall’allora presidente Carlo Ripa di Meana, quella manifestazione diede voce agli intellettuali perseguitati oltre la cortina di ferro, provocando l’ira di Mosca e un terremoto diplomatico che rischiò di travolgere la Fondazione.</p>
<p>Quasi cinquant’anni dopo, la Laguna torna a essere al centro di tensioni geopolitiche, ma questa volta la vicenda non ha solo risvolti culturali, ma anche amministrativi e costituzionali. Il ritorno annunciato della <span><a href="https://lentepubblica.it/categoria/notizie-dal-mondo/russia/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Federazione Russa</strong></a></span> per la 61esima Esposizione Internazionale d’Arte del 2026 non ha solo riaperto i cancelli di un padiglione chiuso dal 2022, ma ha innescato un braccio di ferro tra il Ministero della Cultura e i vertici della Fondazione che mette in risalto la fragilità del confine tra l’indirizzo politico dei governi e l’indipendenza dell’attività intellettuale.</p>
<h2>Il ritorno della Russia alla Biennale 2026 che incendia Venezia</h2>
<p>La scintilla che ha fatto divampare il caso di Stato è la <strong>richiesta di dimissioni</strong> avanzata dal Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, nei confronti di <strong>Tamara Gregoretti</strong>, rappresentante del dicastero nel Consiglio di Amministrazione della Biennale. In particolare, il Ministero contesta alla consigliera una violazione del rapporto di fiducia, non avendo informato preventivamente l’autorità politica sulla possibile partecipazione russa ed essendosi espressa a favore della stessa. La Gregoretti, tuttavia, ha rispedito la richiesta al mittente, sottolineando che i componenti del Cda della Biennale <strong>non rappresentano i soggetti che li hanno nominati</strong>, <strong>né a essi devono rispondere</strong> <strong>del proprio operato tecnico e decisionale</strong>.</p>
<h2>Il fondamento amministrativo del d.lgs. 19/1998</h2>
<p>Sotto il profilo amministrativo, la posizione della Gregoretti trova fondamento nel <strong>d.lgs. 19/1998</strong>, che all’<strong>art. 7</strong>, il cui co. 2 recita “<em>I componenti del consiglio di amministrazione e del comitato tecnico-scientifico non rappresentano coloro che li hanno nominati né ad essi rispondono</em>.” In un ordinamento democratico, i membri degli organi collegiali di gestione di enti pubblici non economici o fondazioni di tale rilevanza non sono mandatari politici. Una volta investiti della carica, essi agiscono <strong>nell’interesse esclusivo dell’ente</strong> e in osservanza del suo Statuto. Se si accettasse il principio per cui un membro del Cda può essere rimosso ogni volta che la sua decisione non coincide con l’orientamento politico del ministro in carica in quel dato momento, l’autonomia statutaria verrebbe di fatto privata del suo fondamento giuridico.</p>
<h2>La natura giuridica della partecipazione russa</h2>
<p>A complicare ulteriormente la vicenda vi è la <strong>natura giuridica della partecipazione russa</strong>. In realtà, <strong>la Russia non è stata “invitata”</strong> in base a un atto di discrezionalità politica. Per i 29 Paesi che possiedono un padiglione nazionale ai Giardini – e la Russia è proprietaria del suo dal 1914 – la procedura di partecipazione è un atto ordinario di natura tecnica. Si tratta di una <strong><em>semplice comunicazione</em></strong> della volontà di partecipare. La Fondazione Biennale, guidata oggi da Pietrangelo Buttafuoco, si limita a prendere atto di tale comunicazione in virtù di un regolamento centenario e di un diritto di proprietà consolidato. Nel 2022, infatti, Mosca si era ritirata volontariamente, cedendo, nel 2024, il proprio spazio alla Bolivia. In altre parole, ha esercitato un diritto amministrativo che l’istituzione veneziana, nel nome della propria autonomia e neutralità, ha ritenuto di non poter né dover ostacolare.</p>
<h2>La pressione internazionale</h2>
<p>La pressione internazionale è montata rapidamente, assumendo i contorni di un vero e proprio atto d’accusa corale con la <strong>lettera firmata dai ministri della Cultura e degli Esteri di ben 22 </strong>(su 27)<strong> Stati europei</strong>, tra cui Francia, Germania, Spagna e la stessa Ucraina (l’Italia non è tra questi). Il documento invoca una “<strong><em>responsabilità morale</em></strong>” che dovrebbe prevalere sull’indipendenza artistica, sottolineando che “<em>la cultura non è separata dalle realtà che le società affrontano</em>” e che le istituzioni culturali “<em>portano quindi non solo un significato artistico, ma anche una responsabilità morale</em>”.</p>
<p>La tesi sostenuta dai ministri è che concedere visibilità ufficiale alla Federazione Russa significherebbe offrire una piattaforma di legittimazione a un governo che sta attuando la “<em>distruzione sistematica della vita culturale e del patrimonio dell’Ucraina</em>”. La lettera riporta dati di estrema gravità: “<strong><em>almeno 342 artisti uccisi</em></strong>” e “<strong><em>1.685 siti del patrimonio culturale</em></strong>” distrutti o danneggiati dall’inizio del conflitto. La preoccupazione principale riguarda il rischio di “<em>una strumentalizzazione da parte della Federazione Russa della sua partecipazione… per proiettare un’immagine di legittimità e accettazione internazionale</em>”.</p>
<h2>Il braccio di ferro tra Commissione Europea e Italia sui finanziamenti</h2>
<p>La pressione, tuttavia, non è solo simbolica, dal momento che la Commissione Europea ha già ipotizzato di <strong>sospendere i finanziamenti</strong> erogati tramite il programma “<em>Creative Europe Media</em>”, che ammontano a circa 2 milioni di euro in tre anni. Siamo dinanzi ad una sorta di ricatto finanziario che fa sorgere una domanda: è lecito utilizzare i fondi per la cultura come strumento di pressione politica per condizionare le scelte di un ente autonomo (come la Biennale)?</p>
<p>In questo contesto, il presidente Buttafuoco ha cercato di riaffermare l’identità di <strong>Venezia</strong> come <strong>luogo di dialogo universale</strong>, proponendo la creazione di un “<strong>padiglione dei dissidenti</strong>” e iniziative dedicate a figure sgradite ai regimi, citando proprio il precedente del 1977. È il tentativo (disperato) di scindere l’arte dal potere, dimostrando che l’istituzione è aperta alla cultura russa, ma non necessariamente alla narrativa del governo.</p>
<h2>Gli articoli 9 e 33 della Costituzione</h2>
<p>Tutta la questione, tuttavia, non può prescindere dal richiamo ai principi cardine della nostra <span><a href="https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione" target="_blank" rel="noopener"><strong>Costituzione</strong></a></span>. L’art. 33 recita solennemente: “<em>L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento</em>”. Si tratta di un pilastro del nostro ordinamento che impedisce allo Stato di dettare linee guida estetiche o politiche alla produzione intellettuale. Se la politica decidesse a priori chi ha il diritto di esporre in base alle esigenze diplomatiche, si creerebbe un precedente pericoloso per ogni forma di ricerca e di insegnamento. La libertà garantita dall’art. 33 costituisce un limite invalicabile contro ogni forma di “<strong>arte di Stato</strong>”, che possa essere imposta da una dittatura o suggerita da una democrazia in nome di una giusta causa.</p>
<p>Del resto, una delle migliori armi a disposizione dei governi è proprio tenere il popolo all’oscuro, renderlo ignorante. Un popolo che, appunto, ignora non comprende quello che legge, non ha capacità critica, è un popolo facile da sottomettere e governare e lo sapevano bene i Padri Costituenti.</p>
<p>La Repubblica, d’altronde, ha il dovere sancito dall’<strong>art. 9 Cost</strong>. di <strong>promuovere lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica</strong> senza censure preventive. Le istituzioni di alta cultura, come le università e le accademie citate sempre dall’art. 33, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi proprio per evitare che il sapere diventi uno strumento nelle mani dello Stato. Se l’arte perde la sua caratteristica di “<em>zona franca</em>”, perde anche la sua funzione di critica e di analisi del reale, finendo per essere schiacciata dalla propaganda dei governi.</p>
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<title>Sta per arrivare il nuovo bando del Concorso SNA Dirigenti 2026</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Sta per essere pubblicato il nuovo corso-concorso della Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA) destinato alla formazione e al reclutamento di dirigenti pubblici. L’iniziativa rappresenta uno dei principali canali di accesso alla dirigenza dello Stato e coinvolgerà numerose amministrazioni centrali ed enti pubblici nazionali. L’autorizzazione alla procedura è arrivata con decreto del Ministro per la Pubblica amministrazione, […]
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<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 13:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Sta, per, arrivare, nuovo, bando, del, Concorso, SNA, Dirigenti, 2026</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="102" data-end="437"><strong>Sta per essere pubblicato il nuovo corso-concorso della Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA) destinato alla formazione e al reclutamento di dirigenti pubblici. L’iniziativa rappresenta uno dei principali canali di accesso alla dirigenza dello Stato e coinvolgerà numerose amministrazioni centrali ed enti pubblici nazionali.</strong></p>
<hr>
<p data-start="439" data-end="865">L’autorizzazione alla procedura è arrivata con <strong data-start="486" data-end="625">decreto del Ministro per la Pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, datato 2 dicembre 2025</strong>. Il provvedimento consente alla SNA di avviare il <strong data-start="676" data-end="742">dodicesimo corso-concorso selettivo di formazione dirigenziale</strong>, finalizzato all’assunzione di <strong data-start="774" data-end="808">61 dirigenti di seconda fascia</strong> nei ruoli amministrativi della pubblica amministrazione.</p>
<p data-start="867" data-end="1271">Il decreto è stato inoltre <strong data-start="894" data-end="957">registrato dalla Corte dei Conti il 12 gennaio 2026 (n. 84)</strong>, passaggio formale che rende imminente la pubblicazione del bando ufficiale. Quest’ultimo sarà disponibile sul <strong data-start="1069" data-end="1154"><span><a href="https://www.inpa.gov.it/" target="_blank" rel="noopener">portale InPA</a></span> e sul sito istituzionale della Scuola Nazionale dell’Amministrazione</strong>, dove verranno indicati nel dettaglio requisiti di partecipazione, modalità di candidatura e calendario delle prove.</p>
<h2 data-section-id="1hfr6c6" data-start="1273" data-end="1323">Un percorso selettivo tra concorso e formazione</h2>
<p data-start="1325" data-end="1638">Il corso-<span><a href="https://lentepubblica.it/categoria/concorsi-pubblici/" target="_blank" rel="noopener">concorso</a></span> SNA non è una procedura tradizionale di selezione pubblica. Si tratta infatti di un sistema articolato che combina <strong data-start="1458" data-end="1506">prove concorsuali e formazione specialistica</strong>, con l’obiettivo di individuare candidati in grado di assumere responsabilità gestionali all’interno delle amministrazioni statali.</p>
<p data-start="1640" data-end="1705">La selezione si sviluppa generalmente in <strong data-start="1681" data-end="1704">due fasi principali</strong>.</p>
<p data-start="1707" data-end="2036">La prima è quella <strong data-start="1725" data-end="1740">concorsuale</strong>, durante la quale i partecipanti affrontano diverse prove finalizzate a verificare conoscenze giuridiche, economiche e manageriali. Superata questa fase, i candidati ammessi accedono al <strong data-start="1927" data-end="1985">corso di formazione dirigenziale organizzato dalla SNA</strong>, che rappresenta il secondo segmento del percorso.</p>
<p data-start="2038" data-end="2250">Al termine del periodo formativo, gli allievi che superano le verifiche finali vengono <strong data-start="2125" data-end="2200">immessi nei ruoli dirigenziali delle amministrazioni indicate nel bando</strong>, con la qualifica di dirigente di seconda fascia.</p>
<p data-start="2252" data-end="2485">Questo modello, ormai consolidato nel sistema pubblico italiano, punta a garantire che i nuovi dirigenti non solo superino un concorso teorico, ma acquisiscano anche competenze operative e manageriali prima dell’ingresso in servizio.</p>
<h2 data-section-id="1knhxus" data-start="2487" data-end="2532">Dove saranno distribuiti i nuovi dirigenti</h2>
<p data-start="2534" data-end="2682">I <strong data-start="2536" data-end="2587">61 posti previsti dal dodicesimo corso-concorso</strong> saranno suddivisi tra <strong data-start="2610" data-end="2642">18 amministrazioni pubbliche</strong>, tra ministeri, enti e agenzie statali.</p>
<p data-start="2684" data-end="2872">Il numero maggiore di posizioni sarà disponibile presso <strong data-start="2740" data-end="2790">Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti</strong> e <strong data-start="2793" data-end="2818">Agenzia delle Entrate</strong>, che metteranno a disposizione <strong data-start="2850" data-end="2871">14 posti ciascuno</strong>.</p>
<p data-start="2874" data-end="3101">A seguire, un contingente significativo di dirigenti sarà destinato all’<strong data-start="2946" data-end="3000">Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS)</strong>, con <strong data-start="3006" data-end="3017">7 unità</strong>, mentre <strong data-start="3026" data-end="3041">4 posizioni</strong> saranno assegnate all’<strong data-start="3064" data-end="3100">Ispettorato Nazionale del Lavoro</strong>.</p>
<p data-start="3103" data-end="3178">Altri incarichi riguarderanno diverse amministrazioni centrali. Tra queste:</p>
<ul data-start="3180" data-end="3659">
<li data-section-id="p85njq" data-start="3180" data-end="3234">
<p data-start="3182" data-end="3234"><strong data-start="3182" data-end="3223">Presidenza del Consiglio dei Ministri</strong>: 3 posti</p>
</li>
<li data-section-id="17ui36p" data-start="3235" data-end="3322">
<p data-start="3237" data-end="3322"><strong data-start="3237" data-end="3311">Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste</strong>: 2 posti</p>
</li>
<li data-section-id="rwp88h" data-start="3323" data-end="3362">
<p data-start="3325" data-end="3362"><strong data-start="3325" data-end="3351">Ministero della Difesa</strong>: 2 posti</p>
</li>
<li data-section-id="1f2ml4n" data-start="3363" data-end="3402">
<p data-start="3365" data-end="3402"><strong data-start="3365" data-end="3391">Ministero della Salute</strong>: 2 posti</p>
</li>
<li data-section-id="19tqbsn" data-start="3403" data-end="3463">
<p data-start="3405" data-end="3463"><strong data-start="3405" data-end="3452">Ministero delle Imprese e del Made in Italy</strong>: 2 posti</p>
</li>
<li data-section-id="1flhmmd" data-start="3464" data-end="3563">
<p data-start="3466" data-end="3563"><strong data-start="3466" data-end="3552">Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata</strong>: 2 posti</p>
</li>
<li data-section-id="n72ssx" data-start="3564" data-end="3659">
<p data-start="3566" data-end="3659"><strong data-start="3566" data-end="3648">INAIL – Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro</strong>: 2 posti</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3661" data-end="3767">Una singola posizione dirigenziale sarà invece assegnata ad alcune amministrazioni e istituzioni, tra cui:</p>
<ul data-start="3769" data-end="4247">
<li data-section-id="17on5ot" data-start="3769" data-end="3795">
<p data-start="3771" data-end="3795"><strong data-start="3771" data-end="3793">Consiglio di Stato</strong></p>
</li>
<li data-section-id="1pmg91y" data-start="3796" data-end="3869">
<p data-start="3798" data-end="3869"><strong data-start="3798" data-end="3867">Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale</strong></p>
</li>
<li data-section-id="1nz1fg9" data-start="3870" data-end="3919">
<p data-start="3872" data-end="3919"><strong data-start="3872" data-end="3917">Ministero dell’Università e della Ricerca</strong></p>
</li>
<li data-section-id="1nx1wcf" data-start="3920" data-end="4003">
<p data-start="3922" data-end="4003"><strong data-start="3922" data-end="4001">Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria</strong></p>
</li>
<li data-section-id="abh68r" data-start="4004" data-end="4092">
<p data-start="4006" data-end="4092"><strong data-start="4006" data-end="4090">Ministero della Giustizia – Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità</strong></p>
</li>
<li data-section-id="1ujnplx" data-start="4093" data-end="4148">
<p data-start="4095" data-end="4148"><strong data-start="4095" data-end="4146">AGEA – Agenzia per le erogazioni in agricoltura</strong></p>
</li>
<li data-section-id="7ppazm" data-start="4149" data-end="4247">
<p data-start="4151" data-end="4247"><strong data-start="4151" data-end="4247">ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane</strong></p>
</li>
</ul>
<p data-start="4249" data-end="4459">La distribuzione dei posti riflette le esigenze di rafforzamento della capacità amministrativa di diversi comparti dello Stato, in particolare nei settori economico-finanziari, infrastrutturali e previdenziali.</p>
<h2 data-section-id="1ugg6iv" data-start="4461" data-end="4495">Le possibili prove del concorso</h2>
<p data-start="4497" data-end="4695">Come avvenuto nelle precedenti edizioni del corso-concorso SNA, il percorso selettivo dovrebbe articolarsi in diverse prove, anche se i dettagli definitivi saranno indicati solo nel bando ufficiale.</p>
<h3 data-section-id="1vh0s23" data-start="4697" data-end="4729">Eventuale prova preselettiva</h3>
<p data-start="4731" data-end="4862">Qualora il numero delle candidature risultasse particolarmente elevato, potrebbe essere prevista una <strong data-start="4832" data-end="4861">prova preselettiva a quiz</strong>.</p>
<p data-start="4864" data-end="5032">Questa fase iniziale serve a ridurre il numero dei partecipanti ammessi alle prove successive e consiste generalmente in <strong data-start="4985" data-end="5016">quesiti a risposta multipla</strong> su vari ambiti:</p>
<ul data-start="5034" data-end="5177">
<li data-section-id="1jcedxf" data-start="5034" data-end="5063">
<p data-start="5036" data-end="5063">capacità logico-deduttive</p>
</li>
<li data-section-id="1r8jylx" data-start="5064" data-end="5088">
<p data-start="5066" data-end="5088">comprensione verbale</p>
</li>
<li data-section-id="ha0b0l" data-start="5089" data-end="5108">
<p data-start="5091" data-end="5108">problem solving</p>
</li>
<li data-section-id="1ym68kk" data-start="5109" data-end="5177">
<p data-start="5111" data-end="5177">conoscenze di base sulle materie attinenti al profilo dirigenziale</p>
</li>
</ul>
<h3 data-section-id="6w7z9y" data-start="5179" data-end="5196">Prove scritte</h3>
<p data-start="5198" data-end="5338">Superata l’eventuale preselezione, i candidati affrontano le <strong data-start="5259" data-end="5276">prove scritte</strong>, che tradizionalmente rappresentano il cuore della selezione.</p>
<p data-start="5340" data-end="5472">Gli elaborati vertono su tematiche fondamentali per l’esercizio delle funzioni dirigenziali nella pubblica amministrazione, tra cui:</p>
<ul data-start="5474" data-end="6023">
<li data-section-id="1mn829a" data-start="5474" data-end="5630">
<p data-start="5476" data-end="5630"><strong data-start="5476" data-end="5527">diritto costituzionale e diritto amministrativo</strong>, per valutare la conoscenza dell’ordinamento istituzionale e dei principi dell’azione amministrativa</p>
</li>
<li data-section-id="1o6gixw" data-start="5631" data-end="5748">
<p data-start="5633" data-end="5748"><strong data-start="5633" data-end="5694">contabilità pubblica e gestione delle risorse finanziarie</strong>, ambito centrale nella gestione degli enti pubblici</p>
</li>
<li data-section-id="1hbubqc" data-start="5749" data-end="5895">
<p data-start="5751" data-end="5895"><strong data-start="5751" data-end="5791">organizzazione e management pubblico</strong>, con particolare attenzione alle tecniche di direzione e coordinamento delle strutture amministrative</p>
</li>
<li data-section-id="iodgdo" data-start="5896" data-end="5999">
<p data-start="5898" data-end="5999"><strong data-start="5898" data-end="5942">politiche pubbliche nazionali ed europee</strong>, per comprendere i meccanismi decisionali e regolatori</p>
</li>
<li data-section-id="v3xgxz" data-start="6000" data-end="6023">
<p data-start="6002" data-end="6023"><strong data-start="6002" data-end="6023">economia pubblica</strong></p>
</li>
</ul>
<p data-start="6025" data-end="6245">Queste prove mirano a verificare non soltanto la preparazione teorica dei candidati, ma anche la capacità di analizzare problemi complessi e proporre soluzioni coerenti con il funzionamento della macchina amministrativa.</p>
<h3 data-section-id="8o7gi1" data-start="6247" data-end="6262">Prova orale</h3>
<p data-start="6264" data-end="6411">Coloro che superano gli scritti accedono alla <strong data-start="6310" data-end="6325">prova orale</strong>, durante la quale vengono approfondite le materie già oggetto delle prove precedenti.</p>
<p data-start="6413" data-end="6549">Oltre alle conoscenze tecniche, la commissione valuta anche alcune competenze trasversali sempre più rilevanti per i dirigenti pubblici:</p>
<ul data-start="6551" data-end="6724">
<li data-section-id="1a5s9bd" data-start="6551" data-end="6612">
<p data-start="6553" data-end="6612"><strong data-start="6553" data-end="6610">capacità di leadership e gestione delle risorse umane</strong></p>
</li>
<li data-section-id="260mea" data-start="6613" data-end="6652">
<p data-start="6615" data-end="6652"><strong data-start="6615" data-end="6650">conoscenza della lingua inglese</strong></p>
</li>
<li data-section-id="1lvulu0" data-start="6653" data-end="6724">
<p data-start="6655" data-end="6724"><strong data-start="6655" data-end="6724">competenze digitali e utilizzo delle tecnologie dell’informazione</strong></p>
</li>
</ul>
<h2 data-section-id="ius59y" data-start="6726" data-end="6765">Il corso di formazione presso la SNA</h2>
<p data-start="6767" data-end="6873">Una delle caratteristiche distintive di questo concorso è la <strong data-start="6828" data-end="6872">fase formativa successiva alla selezione</strong>.</p>
<p data-start="6875" data-end="7088">I candidati che superano le prove concorsuali vengono ammessi al <strong data-start="6940" data-end="7032">corso di formazione dirigenziale organizzato dalla Scuola Nazionale dell’Amministrazione</strong>, che ha una durata indicativa di <strong data-start="7066" data-end="7087">circa dodici mesi</strong>.</p>
<p data-start="7090" data-end="7212">Durante questo periodo gli allievi partecipano a lezioni, seminari e attività pratiche dedicate a diversi ambiti, tra cui:</p>
<ul data-start="7214" data-end="7408">
<li data-section-id="qavcb0" data-start="7214" data-end="7257">
<p data-start="7216" data-end="7257">gestione delle organizzazioni pubbliche</p>
</li>
<li data-section-id="1eolhi" data-start="7258" data-end="7311">
<p data-start="7260" data-end="7311">analisi e progettazione delle politiche pubbliche</p>
</li>
<li data-section-id="1u4zdg3" data-start="7312" data-end="7360">
<p data-start="7314" data-end="7360">gestione finanziaria e controllo della spesa</p>
</li>
<li data-section-id="1lx81kv" data-start="7361" data-end="7408">
<p data-start="7363" data-end="7408">innovazione amministrativa e digitalizzazione</p>
</li>
</ul>
<p data-start="7410" data-end="7534">Il percorso include <strong data-start="7430" data-end="7479">verifiche periodiche e una valutazione finale</strong>, necessarie per accertare l’idoneità dei partecipanti.</p>
<p data-start="7536" data-end="7701">Solo al termine di questa fase gli allievi vengono <strong data-start="7587" data-end="7656">formalmente assegnati alle amministrazioni destinatarie dei posti</strong>, entrando nei rispettivi ruoli dirigenziali.</p>
<h2 data-section-id="19td2e0" data-start="7703" data-end="7728">Quando uscirà il bando</h2>
<p data-start="7730" data-end="7869">Nonostante l’autorizzazione sia già stata formalizzata con il decreto ministeriale, <strong data-start="7814" data-end="7868">il bando di concorso non è ancora stato pubblicato</strong>.</p>
<p data-start="7871" data-end="7961">Secondo quanto previsto, l’avviso ufficiale sarà diffuso <strong data-start="7928" data-end="7949">nei prossimi mesi</strong> attraverso:</p>
<ul data-start="7963" data-end="8137">
<li data-section-id="1k7sc0a" data-start="7963" data-end="8065">
<p data-start="7965" data-end="8065">il <strong data-start="7968" data-end="7984">portale InPA</strong>, piattaforma nazionale dedicata al reclutamento nella pubblica amministrazione</p>
</li>
<li data-section-id="bwttg6" data-start="8066" data-end="8137">
<p data-start="8068" data-end="8137">il <strong data-start="8071" data-end="8137">sito istituzionale della Scuola Nazionale dell’Amministrazione</strong></p>
</li>
</ul>
<p data-start="8139" data-end="8344">La pubblicazione del bando rappresenterà il passaggio decisivo per l’avvio della procedura, poiché conterrà tutte le indicazioni operative per la presentazione delle domande e la partecipazione alle prove.</p>
<p data-start="8346" data-end="8657">Per chi aspira a entrare nella dirigenza pubblica, il nuovo corso-concorso SNA rappresenta dunque <strong data-start="8444" data-end="8525">un’opportunità rilevante di accesso ai vertici della pubblica amministrazione</strong>, attraverso un percorso selettivo che combina concorso, formazione specialistica e inserimento diretto nelle strutture dello Stato.</p>
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<title>Comuni sotto pressione: come ottimizzare organizzazione e servizi senza aumentare il personale</title>
<link>https://www.eventi.news/comuni-sotto-pressione-come-ottimizzare-organizzazione-e-servizi-senza-aumentare-il-personale</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Comuni con meno personale e più servizi: come migliorare organizzazione, gestione dei servizi e performance della Pubblica Amministrazione locale con una efficace innovazione organizzativa. Le amministrazioni comunali stanno attraversando una fase di cambiamento profondo che riguarda sempre più da vicino l’organizzazione dei comuni e la gestione dei servizi pubblici locali..Negli ultimi anni la domanda di […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-comuni-sotto-pressione-come-ottimizzare-organizzazione-e-servizi-senza-aumentare-il-personale.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 13:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Comuni, sotto, pressione:, come, ottimizzare, organizzazione, servizi, senza, aumentare, personale</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>C</strong><strong>omuni con meno personale e più servizi: come migliorare organizzazione, gestione dei servizi e performance della Pubblica Amministrazione locale con una efficace innovazione organizzativa.</strong></p>
<hr>
<p>Le amministrazioni comunali stanno attraversando una fase di cambiamento profondo che riguarda sempre più da vicino <strong data-start="914" data-end="987">l’organizzazione dei comuni e la gestione dei servizi pubblici locali</strong>..Negli ultimi anni la domanda di servizi pubblici è cresciuta in modo significativo, mentre la disponibilità di personale all’interno degli enti locali si è progressivamente ridotta. Pensionamenti, blocchi del turnover e nuove responsabilità amministrative hanno creato <strong>un equilibrio sempre più fragile tra compiti istituzionali e capacità operativa degli uffici</strong>.</p>
<p>In questo contesto la questione centrale non è soltanto <a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/posto-fisso-crisi-pubblico-impiego/" target="_blank" rel="noopener">la scarsità di risorse umane</a>. La vera sfida riguarda il modo in cui i comuni organizzano il proprio lavoro e gestiscono i processi amministrativi. Per continuare a garantire servizi di qualità ai cittadini senza aumentare il personale diventa necessario ripensare modelli organizzativi, strumenti di gestione e competenze interne.</p>
<p>La pressione che oggi grava sugli enti locali può quindi trasformarsi in un’opportunità: quella di avviare un <strong>percorso di innovazione organizzativa</strong> capace di rendere la macchina amministrativa più efficiente, flessibile e orientata ai risultati.</p>
<h2><strong>Ripensare i processi amministrativi per lavorare meglio</strong></h2>
<p>Uno dei principali fattori che rallentano l’azione amministrativa nei comuni è la complessità dei processi interni. Nel tempo molte procedure si sono stratificate, aggiungendo passaggi burocratici che spesso non producono un reale valore amministrativo.</p>
<p>La soluzione non consiste semplicemente nell’accelerare i procedimenti esistenti, ma nel <strong>ripensare il modo in cui il lavoro è organizzato.</strong> In molti enti questo lavoro parte da attività molto concrete: analisi dei procedimenti, interviste ai responsabili di servizio, mappatura dei flussi documentali e ricostruzione dei passaggi autorizzativi.</p>
<p>Attraverso <strong>workshop operativi con i funzionari e strumenti di process mapping</strong> è possibile ridisegnare i procedimenti, definire responsabilità più chiare e costruire procedure semplificate realmente applicabili negli uffici.</p>
<p>Quando i procedimenti vengono analizzati e ridisegnati in modo sistematico, gli enti riescono spesso a ottenere miglioramenti significativi sia nei tempi di risposta sia nell’utilizzo delle risorse disponibili. <strong>L’efficienza organizzativa diventa così uno strumento concreto per compensare la riduzione del personale</strong>.</p>
<h2><strong>Trasformazione digitale come leva organizzativa</strong></h2>
<p>Negli ultimi anni molti comuni hanno investito nella digitalizzazione dei servizi, introducendo piattaforme online e sistemi informativi sempre più avanzati. Tuttavia, la tecnologia produce benefici reali solo quando è accompagnata da un cambiamento organizzativo.</p>
<p>La digitalizzazione non deve limitarsi a trasferire online procedure esistenti, ma deve diventare l’occasione per <strong>semplificare i flussi di lavoro e migliorare la collaborazione tra gli uffici</strong>. Quando i sistemi informativi vengono integrati e i documenti sono gestiti in modo digitale, le amministrazioni possono ridurre tempi di lavorazione, errori e duplicazioni di attività.</p>
<p>Per questo motivo i percorsi di innovazione digitale più efficaci non si limitano all’introduzione di nuove piattaforme affiancano alla tecnologia una revisione dell’organizzazione del lavoro. In concreto, questo significa accompagnare gli enti nella progettazione di:</p>
<ul>
<li>nuovi modelli di erogazione dei servizi digitali</li>
<li>sistemi di integrazione tra piattaforme informatiche</li>
<li>modelli di sportello unico o polifunzionale</li>
<li>strumenti per migliorare la relazione digitale con cittadini e imprese</li>
</ul>
<p>In questo modo <strong>la trasformazione digitale diventa uno strumento per aumentare la produttività amministrativa</strong> e liberare energie professionali da dedicare alle attività a maggiore valore.</p>
<h2><strong>Investire sulle competenze per rafforzare la capacità amministrativa</strong></h2>
<p>La complessità crescente delle politiche pubbliche richiede competenze sempre più articolate. Oggi gli enti locali devono gestire progetti finanziati da fondi europei, governare processi di innovazione digitale, monitorare indicatori di performance e dialogare con cittadini e imprese attraverso nuovi strumenti di comunicazione.</p>
<p>Per affrontare queste sfide non basta aumentare il personale:<strong> è necessario rafforzare le competenze del personale già presente negli enti</strong>. Percorsi di formazione mirati e programmi di sviluppo organizzativo consentono ai dipendenti pubblici di acquisire strumenti utili per affrontare le nuove responsabilità amministrative.</p>
<p>Rafforzare le competenze significa anche lavorare sull’organizzazione del personale: analisi delle competenze presenti negli uffici, revisione della macro e microstruttura organizzativa, definizione dei ruoli e percorsi formativi mirati che accompagnino i dipendenti nell’acquisizione di nuove responsabilità amministrative.</p>
<h2><strong>Gestire meglio i dati per migliorare le decisioni pubbliche</strong></h2>
<p>La crescente digitalizzazione della Pubblica Amministrazione ha generato una quantità sempre maggiore di dati amministrativi. Informazioni su servizi, procedimenti, spesa pubblica e attività degli uffici sono oggi disponibili in misura molto più ampia rispetto al passato.</p>
<p>La sfida consiste nel <strong>trasformare questi dati in uno strumento utile per la gestione dell’ente.</strong> Quando le informazioni vengono raccolte e analizzate in modo sistematico, diventano una base concreta per migliorare la programmazione delle attività, individuare criticità organizzative e orientare le decisioni amministrative.</p>
<p>In molti enti questo lavoro si traduce nella costruzione di sistemi di monitoraggio dei procedimenti, cruscotti di indicatori e modelli organizzativi che integrano gestione dei dati, sicurezza informatica e conformità alla normativa sulla protezione dei dati personali. <strong>Un uso intelligente dei dati</strong> consente ai comuni di governare la complessità amministrativa con maggiore consapevolezza e di rendere le politiche pubbliche più efficaci.</p>
<h2><strong>Migliorare il controllo di gestione per utilizzare meglio le risorse</strong></h2>
<p>In una fase storica caratterizzata da risorse limitate, diventa fondamentale sviluppare strumenti capaci di monitorare l’efficacia dell’azione amministrativa. <strong>Il controllo di gestione non è soltanto un meccanismo contabile</strong>, ma un sistema che consente di collegare obiettivi, attività e risultati.</p>
<p>Quando le amministrazioni riescono a misurare con precisione le proprie performance, diventa più semplice individuare margini di miglioramento e orientare le risorse verso le attività più strategiche.</p>
<p>Questo richiede strumenti operativi: definizione di indicatori di performance, sistemi di monitoraggio delle attività degli uffici, modelli di controllo di gestione e percorsi di implementazione di sistemi di qualità che consentano di collegare in modo strutturato obiettivi, processi e risultati.</p>
<p>Un <strong>sistema di gestione orientato ai risultati</strong> aiuta quindi gli enti locali a utilizzare in modo più efficace il personale disponibile, migliorando allo stesso tempo la qualità dei servizi offerti ai cittadini.</p>
<h2><strong>Accompagnare l’innovazione organizzativa negli enti locali</strong></h2>
<p>La trasformazione organizzativa delle amministrazioni locali richiede competenze specialistiche e strumenti operativi adeguati. Molti enti scelgono quindi di <strong>avvalersi del supporto di realtà specializzate</strong> nella consulenza e formazione per la Pubblica Amministrazione.</p>
<p>Tra le realtà che negli ultimi anni hanno accompagnato numerosi enti locali in questi percorsi di innovazione organizzativa si colloca <a href="https://www.sistemasusio.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Sistema Susio</strong></a>, società di consulenza di direzione e formazione manageriale attiva dal 2006 e <strong>specializzata nello sviluppo di modelli organizzativi, sistemi di qualità e strategie di miglioramento dei servizi pubblici</strong>.</p>
<p>L’approccio sviluppato dalla società si basa sul concetto di “<strong>Territori Strategici</strong>”, un modello che interpreta le <strong>amministrazioni pubbliche come attori chiave dello sviluppo locale</strong> e promuove la collaborazione tra istituzioni, organizzazioni e comunità per rafforzare la competitività e la qualità dei servizi nei sistemi territoriali.</p>
<p>Nel corso degli anni l’attività di Sistema Susio si è tradotta in numerosi progetti di innovazione organizzativa, accompagnamento strategico e formazione manageriale rivolti a enti pubblici e organizzazioni territoriali, con particolare attenzione alla revisione dei processi amministrativi, alla gestione delle risorse umane, allo sviluppo della qualità dei servizi e all’utilizzo di strumenti avanzati di management pubblico.</p>
<p>La società partecipa inoltre a<strong> iniziative di ricerca e sviluppo sui temi del valore pubblico e della performance amministrativa</strong>, collaborando con università e reti istituzionali e promuovendo attività di benchmarking tra amministrazioni per la diffusione delle migliori pratiche gestionali.</p>
<p>Attraverso attività di consulenza, formazione e accompagnamento operativo, queste esperienze consentono agli enti di affrontare con maggiore sicurezza i processi di innovazione organizzativa e di rafforzare la propria capacità amministrativa.</p>
<h2><strong>Una nuova stagione per l’organizzazione dei comuni</strong></h2>
<p>Le difficoltà che oggi interessano gli enti locali non devono essere interpretate soltanto come un problema di risorse. In molti casi rappresentano il segnale di una trasformazione più profonda della Pubblica Amministrazione.</p>
<p>I comuni che riusciranno a investire sull’organizzazione, sulle competenze e sulla gestione intelligente dei processi potranno <strong>migliorare l’efficienza amministrativa anche in presenza di organici ridotti.</strong></p>
<p>La vera modernizzazione della Pubblica Amministrazione locale passa infatti da qui: dalla capacità di costruire amministrazioni più organizzate, più consapevoli e più orientate alla qualità dei servizi pubblici.</p>
<p>L’esperienza maturata negli ultimi anni dimostra che i comuni che investono su organizzazione, competenze e gestione dei processi riescono a migliorare significativamente l’efficienza amministrativa anche con risorse limitate. Percorsi di accompagnamento organizzativo, come quelli sviluppati da realtà specializzate quali Sistema Susio, rappresentano oggi uno degli strumenti più efficaci per sostenere l’innovazione della Pubblica Amministrazione locale.</p>
<p>
</p><p>The post <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/comuni-sotto-pressione-come-ottimizzare-organizzazione-e-servizi-senza-aumentare-il-personale/">Comuni sotto pressione: come ottimizzare organizzazione e servizi senza aumentare il personale</a> appeared first on <a href="https://lentepubblica.it/">lentepubblica.it</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Ferie non godute e festività soppresse: vanno pagate ai dipendenti pubblici</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
La Corte d’Appello di Milano mette un punto fermo su una questione che da anni alimenta contenziosi e incertezze: le ferie non godute e le festività soppresse dei lavoratori pubblici a tempo determinato devono essere pagate, se l’Amministrazione non ha invitato in modo chiaro e formale alla loro fruizione. Una pronuncia che nasce nel mondo […]
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<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 07:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Ferie, non, godute, festività, soppresse:, vanno, pagate, dipendenti, pubblici</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>La Corte d’Appello di Milano mette un punto fermo su una questione che da anni alimenta contenziosi e incertezze: le ferie non godute e le festività soppresse dei lavoratori pubblici a tempo determinato devono essere pagate, se l’Amministrazione non ha invitato in modo chiaro e formale alla loro fruizione.</strong></p>
<hr>
<p>Una pronuncia che nasce nel mondo della scuola, ma che <strong data-start="679" data-end="715">estende i suoi effetti ben oltre</strong>, configurandosi come un precedente destinato a incidere su tutto il pubblico impiego, diventando un riferimento per tutti i dipendenti pubblici: dagli enti locali alla sanità, passando per ogni settore della PA.</p>
<p>Con la sentenza n. 1013/2025, la Sezione Lavoro della Corte milanese ha accolto il ricorso di un precario, ribaltando completamente l’esito del primo grado e condannando il Ministero dell’Istruzione e del Merito al pagamento di <strong>oltre 5.200 euro, più interessi e spese legali.</strong> Un verdetto che rafforza un orientamento giurisprudenziale ormai solido e che ridisegna i confini della responsabilità datoriale nella gestione delle ferie.</p>
<h2 data-start="1245" data-end="1307">Il caso: un docente precario e anni di ferie mai utilizzate</h2>
<p data-start="1309" data-end="1733">Al centro della vicenda c’è un insegnante con contratto a tempo determinato, iscritto al sindacato Anief, che nel corso di diversi anni scolastici aveva maturato <span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/ferie-non-godute-2025/" target="_blank" rel="noopener"><strong>ferie</strong></a></span> e <span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/ferie-festivita-soppresse-aran/" target="_blank" rel="noopener"><strong>festività soppresse</strong></a></span> senza riuscire a usufruirne. Alla scadenza dei contratti, però, <strong data-start="1563" data-end="1623">nessuna indennità sostitutiva gli era stata riconosciuta</strong>, sulla base dell’assunto che quei giorni avrebbero potuto essere fruiti durante le sospensioni delle lezioni.</p>
<p data-start="1309" data-end="1733">Un’interpretazione che, secondo la Corte d’Appello, non regge alla prova del diritto. I giudici hanno infatti chiarito che <strong data-start="1858" data-end="1955">la semplice possibilità astratta di fruire delle ferie non equivale a una rinuncia automatica</strong>. Perché il diritto possa dirsi perso, serve qualcosa di più: un comportamento attivo e verificabile dell’Amministrazione.</p>
<h2 data-start="2079" data-end="2135">L’obbligo dell’Amministrazione: informare e avvertire</h2>
<p data-start="2137" data-end="2530">Il cuore della sentenza ruota attorno a un principio tanto semplice quanto spesso disatteso: <strong data-start="2230" data-end="2372">è il datore di lavoro pubblico a dover dimostrare di aver messo il lavoratore nelle condizioni di esercitare il proprio diritto alle ferie</strong>. Questo significa fornire un invito esplicito, tempestivo e inequivocabile, accompagnato da un chiaro avvertimento sulle conseguenze della mancata fruizione.</p>
<p data-start="2532" data-end="2884">In assenza di una comunicazione formale che informi il dipendente del rischio di perdere sia le ferie sia la relativa monetizzazione, <strong data-start="2666" data-end="2720">il diritto all’indennità sostitutiva resta intatto</strong>. Non basta, dunque, fare affidamento su prassi consolidate o su interpretazioni implicite: la tutela del lavoratore passa attraverso atti concreti e documentabili.</p>
<p data-start="2886" data-end="3146">La Corte ha sottolineato come questo obbligo informativo sia coerente con i principi del diritto europeo e nazionale, che pongono il riposo annuale retribuito tra i diritti fondamentali del lavoratore, non comprimibili per effetto di automatismi o presunzioni.</p>
<h2 data-start="3148" data-end="3205">Festività soppresse: stesso trattamento, stessa tutela</h2>
<p data-start="3207" data-end="3463">Un altro passaggio rilevante della decisione riguarda le <strong data-start="3264" data-end="3287">festività soppresse</strong>, spesso considerate un istituto “minore” rispetto alle ferie ordinarie. I giudici milanesi hanno invece ribadito che <strong data-start="3405" data-end="3462">anche queste seguono il medesimo regime di protezione</strong>.</p>
<p data-start="3465" data-end="3803">In altre parole, se l’Amministrazione non invita formalmente il dipendente a usufruirne e non lo avverte delle conseguenze della mancata richiesta, <strong data-start="3613" data-end="3674">scatta l’obbligo di corrispondere l’indennità sostitutiva</strong>. Un chiarimento che amplia ulteriormente la portata della pronuncia e che potrebbe aprire la strada a numerosi ricorsi analoghi.</p>
<h2 data-start="3805" data-end="3863">La condanna economica e il ribaltamento del primo grado</h2>
<p data-start="3865" data-end="4229">Alla luce di queste considerazioni, la Corte d’Appello ha riformato integralmente la sentenza di primo grado, condannando il Ministero dell’Istruzione e del Merito al pagamento di <strong data-start="4045" data-end="4062">5.254,71 euro</strong>, oltre agli interessi legali maturati. A questo si aggiunge la <strong data-start="4126" data-end="4173">rifusione integrale delle spese processuali</strong>, sia per il primo che per il secondo grado di giudizio.</p>
<p data-start="4231" data-end="4442">Un esito che non solo riconosce il diritto del singolo docente, ma <strong data-start="4298" data-end="4356">lancia un segnale forte alle amministrazioni pubbliche</strong>, chiamate a rivedere le proprie prassi interne nella gestione dei rapporti a termine.</p>
<h2 data-start="4444" data-end="4483">Una decisione che va oltre la scuola</h2>
<p data-start="4485" data-end="4831">Sebbene il caso riguardi un insegnante precario, la portata della sentenza è decisamente più ampia. I principi affermati dalla Corte d’Appello di Milano <strong data-start="4638" data-end="4691">trovano applicazione in tutto il pubblico impiego</strong>, diventando un punto di riferimento anche per i dipendenti degli enti locali, del comparto sanitario e delle altre amministrazioni statali.</p>
<p data-start="4833" data-end="5096">Ogni lavoratore pubblico a tempo determinato che non abbia ricevuto un formale invito a godere delle ferie maturate, corredato da un chiaro avviso sulle conseguenze della mancata fruizione, <strong data-start="5023" data-end="5095">può oggi guardare a questa pronuncia come a un precedente autorevole</strong>.</p>
<h2 data-start="4833" data-end="5096">Soddisfazione da parte del sindacato ANIEF</h2>
<p data-start="5149" data-end="5482">Soddisfazione è stata espressa dal sindacato <span><a href="https://anief.org/" target="_blank" rel="noopener"><strong>ANIEF</strong></a></span>, che ha sostenuto l’azione legale sin dalle prime fasi. Il presidente nazionale Marcello Pacifico ha evidenziato come la decisione confermi la correttezza di una strategia sindacale incentrata sulla tutela dei lavoratori precari e sulla valorizzazione dei loro diritti contrattuali.</p>
<p data-start="5484" data-end="5854">Secondo Pacifico, la sentenza rappresenta <strong data-start="5526" data-end="5575">un passaggio cruciale per migliaia di docenti</strong> che negli ultimi anni hanno prestato servizio senza ricevere informazioni chiare sulle ferie maturate. Ma, soprattutto, costituisce un monito per tutte le amministrazioni pubbliche: <strong data-start="5758" data-end="5853">la gestione delle ferie non è una formalità burocratica, bensì un obbligo giuridico preciso</strong>.</p>
<p data-start="5856" data-end="6217" data-is-last-node="" data-is-only-node="">In un contesto in cui il lavoro a tempo determinato continua a essere largamente utilizzato nella Pubblica Amministrazione, decisioni come questa contribuiscono a riequilibrare il rapporto tra datore di lavoro e dipendente, riaffermando un principio fondamentale: <strong data-start="6120" data-end="6216">i diritti non si perdono per inerzia, ma solo a fronte di una scelta consapevole e informata</strong>.</p>
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<title>Addio residenza obbligatoria per NCC: Regione Lazio apre le porte a tutti</title>
<link>https://www.eventi.news/addio-residenza-obbligatoria-per-ncc-regione-lazio-apre-le-porte-a-tutti</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
La Regione Lazio riallinea le regole agli impegni nazionali: in particolare stabilisce che decade la residenza obbligatoria all’interno del territorio regionale tra i requisiti per ottenere la licenza NCC (Noleggio con Conducente). Il Consiglio regionale del Lazio ha compiuto un passo decisivo verso l’aggiornamento del proprio quadro normativo, approvando una legge che punta a rendere […]
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<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 07:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Addio, residenza, obbligatoria, per, NCC:, Regione, Lazio, apre, porte, tutti</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>La Regione Lazio riallinea le regole agli impegni nazionali: in particolare stabilisce che decade la residenza obbligatoria all’interno del territorio regionale tra i requisiti per ottenere la licenza NCC (Noleggio con Conducente).</strong></p>
<hr>
<p>Il Consiglio regionale del Lazio ha compiuto un passo decisivo verso l’aggiornamento del proprio quadro normativo, approvando una legge che punta a rendere più coerente la legislazione locale con gli impegni assunti dalla Regione nei confronti del Governo centrale.</p>
<p>La legge approvata rappresenta un intervento ampio, pensato per riallineare la normativa regionale alle più recenti disposizioni statali. Tra gli ambiti toccati dalla riforma, spicca il settore del trasporto locale: uno degli emendamenti approvati che più ha fatto discutere riguarda, come abbiamo anticipato sopra, il <strong><span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/corte-costituzionale-vincoli-sproporzionati-per-gli-ncc/" target="_blank" rel="noopener">ruolo</a></span> dei conducenti NCC</strong>.</p>
<h2 data-start="2020" data-end="2098"><strong data-start="2020" data-end="2098">La modifica sul ruolo dei conducenti NCC: tolto l’obbligo di residenza nel Lazio</strong></h2>
<p data-start="2100" data-end="2576">Accanto alle misure di sistema, in Aula si è discusso anche di un tema che negli ultimi anni ha generato un acceso dibattito: i requisiti necessari per iscriversi al ruolo dei conducenti dei servizi di trasporto pubblico non di linea, come taxi e NCC. Su questo punto sono stati approvati due emendamenti presentati dalla consigliera regionale <strong>Emanuela Droghei</strong> (Partito Democratico), che intervengono su una norma in vigore da oltre trent’anni, <span><a href="https://www.consiglio.regione.lazio.it/consiglio-regionale/?vw=leggiregionalidettaglio&id=7699&sv=vigente" target="_blank" rel="noopener"><strong>la legge regionale 58 del 1993.</strong></a></span></p>
<p data-start="2578" data-end="2942">Gli emendamenti eliminano l’obbligo, finora previsto, di avere residenza o domicilio in un Comune del Lazio per poter presentare domanda di ammissione all’esame necessario all’iscrizione nel ruolo dei conducenti. Una modifica che nasce anche <span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2025/11/81.126.91.44_8080_C12563290035806C_0_B465E216EB67D7C4C1258CEB002F8CF4_File_AS2099.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>alla luce delle osservazioni formulate</strong></a></span> dall’<span><a href="https://www.agcm.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato</strong></a></span> (Antitrust) nell’estate 2025.</p>
<h2 data-start="2944" data-end="3026"><strong data-start="2944" data-end="3026">Il parere dell’Antitrust: “<em>Requisito non proporzionato e barriera all’accesso</em>”</strong></h2>
<p data-start="3028" data-end="3624">L’Autorità, analizzando il <strong>bando pubblicato dalla Città Metropolitana di Roma Capitale per le sessioni d’esame del 2025,</strong> aveva infatti evidenziato come la richiesta di residenza o domicilio rappresentasse una restrizione ingiustificata, non in linea con i principi di concorrenza e con la normativa nazionale. Secondo la<strong> legge quadro del 1992</strong>, che disciplina il trasporto pubblico non di linea su tutto il territorio italiano, l’esame serve ad accertare requisiti tecnico-professionali – come la conoscenza della geografia locale – ma non impone alcun vincolo di natura territoriale ai candidati.</p>
<p data-start="3626" data-end="4252">L’Antitrust aveva quindi sottolineato che il requisito imposto dalla normativa regionale del Lazio finiva per escludere aspiranti conducenti potenzialmente qualificati solo perché non residenti nella regione. Un ostacolo tanto più significativo se si considera che ogni candidato, in caso di mancato superamento della prova, può ripetere l’esame una sola volta. Inoltre, chiedere il possesso del requisito già al momento della presentazione della domanda – da presentare con largo anticipo rispetto alla prova – creava un ulteriore filtro preventivo, anticipando l’adempimento a un momento non richiesto dalla legge nazionale.</p>
<p data-start="4254" data-end="4607">Secondo l’Antitrust, <strong>la normativa regionale non era coerente con lo spirito della legge statale,</strong> che identifica l’iscrizione al ruolo dei conducenti come una condizione necessaria per l’autorizzazione all’attività, ma non per sostenere l’esame. In sostanza, i requisiti territoriali non dovevano rappresentare un ostacolo alla partecipazione alle prove.</p>
<h2 data-start="4609" data-end="4671"><strong data-start="4609" data-end="4671">La protesta della CGIL: “<em>Così si facilita lo sfruttamento</em>”</strong></h2>
<p data-start="4673" data-end="4958">Se il provvedimento ha raccolto consenso in Aula e soddisfazione tra coloro che chiedevano una maggiore apertura del settore, non sono mancate voci critiche. Particolarmente duro il giudizio espresso dalla sigla sindacale<strong> Unica-Cgil</strong>, che vede nella riforma un rischio per i lavoratori.</p>
<p data-start="4960" data-end="5696"><strong>Nicola Di Giacobbe</strong>, rappresentante di categoria, ha contestato la scelta sostenendo che l’eliminazione del vincolo territoriale potrebbe favorire grandi piattaforme e soggetti economici interessati a incrementare il numero di conducenti disponibili, senza tuttavia garantire adeguate tutele. Secondo il sindacato, rendere più agevole l’accesso al ruolo spianerebbe la strada a forme di intermediazione non regolamentate, in cui gli autisti rischiano di ritrovarsi in condizioni di forte dipendenza economica da aziende o intermediari tecnologici. “<em>Non era questo ciò di cui avevano bisogno gli operatori onesti e i cittadini</em>”, ha dichiarato Di Giacobbe, denunciando il pericolo di un mercato del lavoro più fragile e meno controllabile.</p>
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<title>Controlli visita fiscale: cosa succede se il medico non ti trova a casa</title>
<link>https://www.eventi.news/controlli-visita-fiscale-cosa-succede-se-il-medico-non-ti-trova-a-casa</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
In caso di malattia, il lavoratore riceve dei controlli, ma cosa succede se il medico non ti trova a casa per la visita fiscale? Vediamolo insieme. Controlli visita fiscale: quando un lavoratore dipendente, sia del settore pubblico che di quello privato, è in malattia e non può andare a lavoro, deve contattare il medico per […]
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<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 07:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Controlli, visita, fiscale:, cosa, succede, medico, non, trova, casa</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>In caso di malattia, il lavoratore riceve dei controlli, ma cosa succede se il medico non ti trova a casa per la visita fiscale? Vediamolo insieme.</strong></p>
<hr>
<p><strong>Controlli visita fiscale</strong>: quando un lavoratore dipendente, sia del settore pubblico che di quello privato, è in malattia e non può andare a lavoro, deve contattare il medico per redigere il <strong>certificato di malattia</strong> da inviare all’Inps.</p>
<p>Come sappiamo, però, ci sono degli <strong>orari di reperibilità</strong> da rispettare, che variano tra pubblico e privato.<br>
Cosa succede se il medico non ti trova a casa per la visita fiscale?</p>
<p>Vediamo quali sono le conseguenze.</p>
<h2>Controlli visita fiscale: cosa succede se il medico non ti trova a casa</h2>
<p>Nel certificato medico, viene indicato l’indirizzo dell’abituale residenza o del domicilio e ci sono degli <strong>orari di reperibilità</strong>, ovvero fasce orarie nelle quali il dipendente deve essere presente in casa, per la <strong>visita fiscale</strong>.</p>
<p><strong>Dal 2024 le fasce di reperibilità diventano uniche, applicate sia ai dipendenti privati sia ai lavoratori del pubblico impiego: la mattina dalle ore 10 alle ore 12 e nel pomeriggio dalle ore 17 alle ore 19.</strong></p>
<p>Se il medico <a href="https://www.lentepubblica.it/personale-e-previdenza/visita-fiscale-quando-si-puo-uscire/" target="_blank" rel="noopener"><span>non trova il dipendente a casa</span></a>, lascia un avviso nel quale informa il lavoratore di non averlo trovato e dove gli comunica di presentarsi in ambulatorio il giorno successivo (se non è festivo) per fare la visita.</p>
<h2><a class="zoom" href="https://www.lentepubblica.it/wp-content/uploads/2023/01/visita-medica-domicilio.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-358772 alignright" src="https://www.lentepubblica.it/wp-content/uploads/2023/01/visita-medica-domicilio.jpg" alt="controlli visita fiscale" width="305" height="203"></a></h2>
<p>Il medico, comunque, comunicherà l’assenza all’<strong>Inps</strong>, che dovrà comunicarla, a sua volta, al datore di lavoro. Se il giorno dopo, il dipendente non si presenta in ambulatorio, dovrà presentare una <strong>giustificazione per l’assenza</strong>, entro 10 giorni. In caso contrario, ci sono delle sanzioni.</p>
<h2>Quali sono le sanzioni in caso di assenza?</h2>
<p>In caso di assenza alla visita domiciliare, il lavoratore dovrà recarsi presso gli <strong>ambulatori della struttura territoriale INPS</strong> in una data specifica. Per non incorrere in azioni disciplinari da parte del datore di lavoro, è inoltre tenuto a presentare una giustificazione valida per l’assenza.</p>
<p>Anche <strong>eventuali cambi del domicilio</strong> di reperibilità indicato nel certificato telematico di malattia devono essere preventivamente comunicati al proprio datore di lavoro pubblico.</p>
<p>Se il dipendente non si trova a casa, durante gli orari di reperibilità, può infatti andare incontro a delle <a href="https://www.lentepubblica.it/personale-e-previdenza/visita-fiscale-dipendenti-pubblici-sanzioni/" target="_blank" rel="noopener"><span><strong>sanzioni.</strong></span></a></p>
<p>Ecco quali sono:</p>
<ul>
<li>Perdita dell’indennità di malattia, fino a 10 giorni (in caso di assenza al primo controllo);</li>
<li>Decurtazione del 50% dell’indennità di malattia (in caso di assenza al secondo controllo);</li>
<li>Perdita totale dell’indennità di malattia (in caso di terza assenza al controllo);</li>
<li>Sanzioni disciplinari, che possono comprendere anche il licenziamento per giusta causa (se recidivo), come stabilito dalla sentenza 24682/2016 della Corte di Cassazione.</li>
</ul>
<p>Ricordiamo, inoltre, che se la visita viene fatta fuori dalle fasce orarie di reperibilità, il lavoratore non può essere sanzionato.</p>
<h2>Controlli visita fiscale: quali sono le esenzioni</h2>
<p>Secondo l’<a href="https://www.gazzettaufficiale.it/gunewsletter/dettaglio.jsp?service=1&datagu=2010-01-20&task=dettaglio&numgu=15&redaz=010G0008&tmstp=1264153727776" target="_blank" rel="noopener"><span><strong>art.2 del DPCM n°206/2009</strong></span></a>, ci sono delle <strong>esenzioni per la reperibilità nelle fasce orarie</strong> che conosciamo.</p>
<p>Le <strong>esenzioni</strong> riguardano:</p>
<ul>
<li>Patologie gravi che richiedono terapie salvavita;</li>
<li>Infortuni sul lavoro;</li>
<li>Malattie per le quali è stata riconosciuta la causa di servizio;</li>
<li>Stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta, se è pari o superiore al 67%.</li>
</ul>
<p>Ci sono, poi, dei <strong>casi di assenze giustificate</strong>, confermate da prassi e giurisprudenza e sono:</p>
<ul>
<li>Visite mediche col proprio medico curante, se è impossibile effettuarle fuori dalle fasce di reperibilità;</li>
<li>Iniezioni per trattamenti legati alla causa di presentazione del certificato medico;</li>
<li>Ritiro di radiografie (sempre collegate al certificato medico);</li>
<li>Necessità di andare in farmacia;</li>
<li>Cure dentistiche urgenti;</li>
<li>Attività di volontariato, anche se non legate direttamente alla malattia e nel caso in cui non mettano a repentaglio la salute del lavoratore;</li>
<li>Visite a parenti in ospedale, se non è possibile farle fuori dalle fasce di reperibilità.</li>
</ul>
<p> </p>
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<title>Come ottenere la Carta d&amp;apos;Identità con urgenza?</title>
<link>https://www.eventi.news/come-ottenere-la-carta-didentita-con-urgenza</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Si può ottenere la carta d’identità con urgenza in casi in cui il rilascio della medesima sia estremamente necessario: scopriamo come. La CIE, la Carta d’Identità Elettronica è il principale documento di riconoscimento per i cittadini italiani e permette l’accesso anche ai servizi digitali. Si tratta di un documento d’identità, che è stato definito nel […]
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<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 07:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Come, ottenere, Carta, dIdentità, con, urgenza</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Si può ottenere la carta d’identità con urgenza in casi in cui il rilascio della medesima sia estremamente necessario: scopriamo come.</strong></p>
<hr>
<p><strong>La CIE, la Carta d’Identità Elettronica </strong>è il principale documento di riconoscimento per i cittadini italiani e permette l’accesso anche ai servizi digitali.</p>
<p>Si tratta di un documento d’identità, che è stato definito nel <span><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/12/30/15A09809/sg" target="_blank" rel="noopener"><strong>DM del 23 dicembre 2015.</strong></a></span> In sintesi ha valore di documento amministrativo e tecnologico, che certifica l’identità del cittadino.</p>
<p>Grazie alla CIE, possiamo avere i dati anagrafici del cittadino, anche grazie ad un supporto informatico interno.</p>
<p>La durata della Carta d’Identità Elettronica varia in base al titolare della carta.</p>
<p>La <strong>durata</strong> si attesta a:</p>
<ul>
<li><strong>3 anni</strong> per i minori di 3 anni di età;</li>
<li><strong>5 anni</strong> per i giovani che hanno un’età compresa tra i 3 e i 18 anni;</li>
<li><strong>10 anni</strong> per i maggiori di 18 anni.</li>
</ul>
<p>La Carta scade nel giorno del compleanno del cittadino titolare della carta successivo allo scadere del decimo (o del quinto o del terzo) anno dal giorno dell’emissione del documento.</p>
<p>All’interno della carta sono contenuti i <strong>seguenti dati:</strong></p>
<ul>
<li>Comune di rilascio del documento;</li>
<li>Nome e cognome;</li>
<li>Luogo e data di nascita;</li>
<li>Sesso;</li>
<li>Statura;</li>
<li>Cittadinanza;</li>
<li>Date di emissione e scadenza;</li>
<li>Immagine della firma;</li>
<li>Card Access Number (CAN);</li>
<li>Eventuale validità per l’espatrio;</li>
<li>Codice fiscale;</li>
<li>Estremi dell’atto di nascita;</li>
<li>Indirizzo di residenza;</li>
<li>Comune d’iscrizione AIRE (per i cittadini residenti all’estero);</li>
<li>Codice fiscale sotto forma di codice a barre;</li>
<li>Machine Readable Zone (MRZ).</li>
</ul>
<p>Come il suo “antenato” cartaceo, la CIE è il principale documento d’identità in Italia e viene rilasciato ai cittadini, <strong>sia italiani che stranieri (UE o extra-UE).</strong></p>
<p>Grazie alla carta d’identità elettronica, i cittadini italiani (se non ci sono motivi che lo impediscano) possono uscire dal Paese, per andare in Paese appartenenti all’Unione Europea e altri Paesi col quale lo Stato italiano ha firmato specifici accordi, inserendo l’opzione della <strong>validità per l’espatrio</strong>.</p>
<h2>Come ottenere la Carta d’Identità con urgenza?</h2>
<p>Solitamente per ottenerla si devono, purtroppo, <strong>rispettare le tempistiche burocratiche.</strong></p>
<p>Ma in alcuni casi è possibile <strong>ottenere la carta d’identità con urgenza:</strong> scopriamo come.</p>
<p>In genere la Carta d’Identità può essere fatta presso i <strong>Municipi</strong> del proprio Comune di residenza, tramite il <strong>sistema unico di prenotazione anagrafica.</strong></p>
<p>La CIE potrà essere ricevuta <strong>entro 6 giorni lavorativi</strong> per posta oppure potrà essere ritirata (anche da una persona delegata) al Municipio dove si è fatta la richiesta.</p>
<p><span><a href="https://www.lentepubblica.it/come-fare-per-pa/carta-didentita-elettronica-cie/#Carta_dIdentita_Elettronica_CIE_come_richiederla_e_quanto_costa" target="_blank" rel="noopener"><strong>Maggiori informazioni qui.</strong></a></span></p>
<p>Ma nei casi in cui <strong>bisogna ottenerla d’urgenza</strong>, cosa serve fare?</p>
<p>Nel caso in cui si renda necessario ottenere il documento in via d’urgenza per reale e documentata emergenza è possibile recarsi direttamente presso i <strong>Punti Informativo dell’Anagrafe centrale di competenza </strong>con la documentazione necessaria.</p>
<h3>Motivazioni di urgenza</h3>
<p>Le motivazioni per la quale risulta concesso il rilascio d’emergenza della carta sono le seguenti:</p>
<ul>
<li>motivi di viaggio</li>
<li>motivi di salute</li>
<li>partecipazione a gare/appalti/concorsi pubblici</li>
<li>furto o smarrimento (in assenza di altri documenti validi e solo per i cittadini maggiorenni)</li>
<li>iscrizioni a scuole/università.</li>
</ul>
<p>Verrà considerata urgenza solamente la motivazione che rientra nelle due settimane successive al giorno della richiesta e in assenza di altri documenti validi.</p>
<h3>Documenti da esibire</h3>
<p>Qui di seguito invece trovare la documentazione completa da presentare per il rilascio d’urgenza:</p>
<ul>
<li>documentazione del motivo di urgenza (biglietto aereo, prenotazione del traghetto, prenotazione alberghiera…)</li>
<li>una foto tessera (due nel caso si renda necessaria l’emissione del documento cartaceo)</li>
<li>codice fiscale</li>
<li>carta di identità scaduta, in scadenza o deteriorata (in caso di smarrimento o furto occorre portare la denuncia)</li>
<li>22,20€ (è possibile pagare con carte o bancomat)</li>
<li>permesso/carta di soggiorno in corso di validità per i cittadini extracomunitari</li>
<li>Il MINORE deve essere presente e accompagnato da almeno un genitore o dal tutore munito di documento di riconoscimento valido. Qualora si richieda la CIE valida per l’espatrio è necessario l’assenso di entrambi i genitori che devono recarsi agli sportelli, insieme al minore. Nel caso non sia possibile per uno dei genitori presentarsi allo sportello, il proprio assenso è dato mediante la <strong>compilazione dell’apposito </strong><strong>modulo per il rilascio della carta valida per l’espatrio nel caso di minore accompagnato da un solo genitore</strong>, allegando fotocopia del proprio documento d’identità in corso di validità. Nel caso di rifiuto all’assenso da parte di un genitore, è necessaria l’autorizzazione del Giudice Tutelare.</li>
</ul>
<p><strong>Il giorno dell’appuntamento per l’effettuazione della carta di identità urgente dovrà essere esibita, su richiesta, allo sportello tutta la documentazione comprovante l’urgenza, in formato originale.</strong></p>
<p> </p>
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<title>Concorso pubblico e riserva PNRR: il TAR Lazio chiarisce quando spettano i 36 mesi di servizio</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
L’introduzione delle procedure straordinarie di reclutamento legate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha aperto negli ultimi anni numerosi contenziosi amministrativi, soprattutto in relazione ai meccanismi di valorizzazione dell’esperienza professionale maturata nei progetti PNRR. In particolare, una delle questioni più controverse riguarda la riserva di posti fino al 40% prevista per il personale […]
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<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 01:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Concorso, pubblico, riserva, PNRR:, TAR, Lazio, chiarisce, quando, spettano, mesi, servizio</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>L’introduzione delle procedure straordinarie di reclutamento legate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha aperto negli ultimi anni numerosi contenziosi amministrativi, soprattutto in relazione ai meccanismi di valorizzazione dell’esperienza professionale maturata nei progetti PNRR.</strong></p>
<hr>
<p>In particolare, una delle questioni più controverse riguarda la <strong>riserva di posti fino al 40%</strong> prevista per il personale che abbia prestato servizio per almeno <strong>36 mesi</strong> nei rapporti di lavoro a tempo determinato istituiti proprio per l’attuazione del Piano.</p>
<h2>Concorso pubblico e riserva PNRR: il TAR Lazio chiarisce quando spettano i 36 mesi di servizio</h2>
<p>Su questo punto è intervenuto di recente il <strong>TAR Lazio, Sezione IV-ter</strong>, con la <strong>sentenza n. 3731 del 27 febbraio 2026</strong>. Il giudizio era stato promosso da una candidata esclusa da un concorso pubblico bandito per il reclutamento di personale non dirigenziale, che contestava la mancata applicazione della riserva di posti prevista per il personale con esperienza nei progetti <span><a href="https://lentepubblica.it/bandi-e-finanziamenti/decreto-pnrr-2026-in-gazzetta-ufficiale-corsia-veloce-per-chiudere-i-progetti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>PNRR</strong></a></span>. Con la decisione in esame il TAR ha respinto il ricorso, offrendo importanti chiarimenti sia sulla natura della riserva prevista dal <span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2021-06-09;80!vig=" target="_blank" rel="noopener"><strong>d.l. n. 80/2021</strong></a></span> sia sul principio secondo cui i titoli di preferenza o riserva devono essere dichiarati fin dalla domanda di partecipazione al concorso.</p>
<h2>Il caso</h2>
<p>La vicenda trae origine dalla partecipazione della ricorrente al <strong>concorso pubblico, su base territoriale, per esami, finalizzato al reclutamento a tempo indeterminato di 2.200 unità di personale non dirigenziale</strong>, bandito nell’ambito delle procedure di rafforzamento della pubblica amministrazione connesse all’attuazione del PNRR. In un primo momento la candidata era risultata tra i vincitori della selezione. Successivamente, tuttavia, l’amministrazione aveva disposto la sua esclusione dalla graduatoria.</p>
<p>La ragione dell’esclusione risiedeva nell’assenza del requisito necessario per beneficiare della riserva di posti prevista dalla normativa. In base all’art. 1, comma 3, del d.l. n. 80/2021, infatti, le amministrazioni possono prevedere nei concorsi pubblici una <strong>riserva fino al 40% dei posti</strong> a favore del personale che, alla data di pubblicazione del bando, abbia maturato almeno 36 mesi di servizio nei rapporti di lavoro a tempo determinato instaurati per l’attuazione dei progetti PNRR. Nel caso di specie, dagli accertamenti effettuati dall’amministrazione, risultava che la ricorrente aveva iniziato il proprio rapporto di lavoro nell’ambito dell’Ufficio del processo il 14 febbraio 2022 e che, alla data di pubblicazione del bando, non aveva ancora maturato il periodo minimo richiesto.</p>
<h2>La controversia all’esame dei giudici</h2>
<p>La candidata contestava tale ricostruzione sostenendo che l’amministrazione avrebbe dovuto considerare, ai fini del computo dei 36 mesi, anche una <strong>precedente esperienza lavorativa</strong> svolta presso il Ministero della Giustizia come operatore giudiziario a tempo determinato. Sommando tale periodo – pari a circa 10 mesi e mezzo – con quello successivamente maturato nell’ambito dell’Ufficio del processo, la ricorrente riteneva di aver superato complessivamente i <strong>42 mesi di servizio</strong> e, dunque, di possedere il requisito richiesto per beneficiare della riserva. La stessa, inoltre, sosteneva di poter beneficiare di un <strong>ulteriore titolo di riserva</strong> previsto dal bando in favore degli operatori che avessero concluso senza demerito il <strong>servizio civile universale</strong>.</p>
<h2>La decisione del tribunale</h2>
<p>Il TAR Lazio ha ritenuto infondate le censure formulate dalla ricorrente. Il collegio ha osservato come la disciplina contenuta nel d.l. 80/2021 individui con precisione l’ambito applicativo della riserva di posti, collegandola espressamente all’esperienza professionale maturata nei rapporti di lavoro a tempo determinato per l’attuazione dei progetti del PNRR. La norma, infatti, mira a valorizzare le competenze acquisite nell’ambito di quelle specifiche procedure di reclutamento e non si configura come uno <strong>strumento generale di stabilizzazione del lavoro precario</strong> nelle pubbliche amministrazioni.</p>
<h2>Quando non è possibile estendere la portata della riserva</h2>
<p>Pertanto, il TAR ha ritenuto che non sia possibile estendere la portata della riserva attraverso operazioni interpretative che consentano il <strong>cumulo di esperienze lavorative</strong> diverse da quelle espressamente previste dalla legge. L’esperienza maturata come operatore giudiziario, pur svolta presso la medesima amministrazione, non era riconducibile ai rapporti di lavoro disciplinati dalle disposizioni del d.l. 80/2021 richiamate dalla norma sulla riserva.</p>
<p>Il collegio ha quindi sottolineato che la <em>ratio</em> della disposizione è quella di <strong>evitare la dispersione delle professionalità</strong> formatesi, garantendo una forma di continuità professionale per coloro che abbiano maturato una significativa esperienza in quel contesto. Non si tratta, dunque, di una misura finalizzata alla stabilizzazione del personale precario in senso generale, ma di un meccanismo mirato a valorizzare competenze acquisite in un ambito ben definito.</p>
<p>Parimenti infondata è stata ritenuta la censura relativa al secondo titolo di riserva – il servizio civile universale – invocato in via subordinata dalla ricorrente. Dall’esame degli atti di causa è infatti emerso che <strong>tale titolo non era stato indicato nella domanda di partecipazione al concorso</strong>, ma era stato fatto valere soltanto in un momento successivo. Sul punto il TAR ha richiamato un orientamento giurisprudenziale consolidato secondo cui l’amministrazione non può valutare titoli di preferenza o riserva che, pur eventualmente esistenti, non siano stati dichiarati nella domanda di partecipazione.</p>
<h2>Il fondamento normativo</h2>
<p>Tale principio trova fondamento sia nel dato normativo, richiamato dall’art. 16 del d.P.R. n. 487/1994, sia nell’esigenza di garantire il rispetto della <strong><em>par condicio</em> tra i candidati</strong>. Consentire l’integrazione della domanda dopo la scadenza del termine di presentazione significherebbe infatti alterare l’equilibrio della procedura concorsuale, permettendo ad alcuni partecipanti di modificare la propria posizione quando il confronto competitivo è già avviato. In questa prospettiva, la <strong>dichiarazione tardiva di un titolo</strong> risulta considerata alla stregua di una vera e propria integrazione della domanda, operazione non consentita nelle procedure concorsuali.</p>
<p>The post <a href="https://lentepubblica.it/concorsi-pubblici/concorso-pubblico-e-riserva-pnrr-il-tar-lazio-chiarisce-quando-spettano-i-36-mesi-di-servizio/">Concorso pubblico e riserva PNRR: il TAR Lazio chiarisce quando spettano i 36 mesi di servizio</a> appeared first on <a href="https://lentepubblica.it/">lentepubblica.it</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>PNA 2026&#45;2028 e trasparenza amministrativa: criticità della sezione Amministrazione Trasparente e indicazioni pratiche per i RPCT</title>
<link>https://www.eventi.news/pna-2026-2028-e-trasparenza-amministrativa-criticita-della-sezione-amministrazione-trasparente-e-indicazioni-pratiche-per-i-rpct</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Con il nuovo Piano Nazionale Anticorruzione – PNA, pubblicato in GU il 19 febbraio 2026, i Responsabili della Prevenzione della corruzione e della trasparenza devono fare i conti con le verifiche automatizzate degli adempimenti, un’attenzione crescente sulla qualità dei dati e schemi obbligatori. Abbiamo approfondito i punti salienti con Gianluca Incani, Consulente senior DigitalPA ed […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pna-2026-2028-e-trasparenza-amministrativa-criticita-della-sezione-amministrazione-trasparente-e-indicazioni-pratiche-per-i-rpct.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 01:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>PNA, 2026-2028, trasparenza, amministrativa:, criticità, della, sezione, Amministrazione, Trasparente, indicazioni, pratiche, per, RPCT</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Con il nuovo Piano Nazionale Anticorruzione – PNA, pubblicato in GU il 19 febbraio 2026, i Responsabili della Prevenzione della corruzione e della trasparenza devono fare i conti con le verifiche automatizzate degli adempimenti, un’attenzione crescente sulla qualità dei dati e schemi obbligatori. Abbiamo approfondito i punti salienti con Gianluca Incani, Consulente senior </strong><span><a href="https://www.digitalpa.it/societa/chi-siamo.html?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-nuovo-pna-2026-2028-intervista-incani&mtm_kwd=txt-digitalpa" target="_blank" rel="noopener"><strong>DigitalPA</strong></a></span><strong> ed esperto di trasparenza amministrativa.</strong></p>
<hr>
<p>Il <span><a href="https://www.anticorruzione.it/-/piano-nazionale-anticorruzione-2025?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-nuovo-pna-2026-2028-intervista-incani&mtm_kwd=txt-piano-nazionale" target="_blank" rel="noopener"><strong>Piano Nazionale Anticorruzione 2026-2028</strong></a></span>, emanato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione con la Delibera n. 19 del 28 gennaio 2026, <strong>dedica una parte speciale alla trasparenza amministrativa</strong>, analizzando le criticità più frequenti nella gestione della sezione Amministrazione Trasparente e rafforzando l’attenzione sui sistemi di verifica, anche automatizzata.</p>
<p>Quali sono le implicazioni concrete della nuova programmazione ANAC per i RPCT e per gli Enti? Ne parliamo con il <strong>Dott.</strong> <strong>Gianluca Incani</strong>, che in DigitalPA svolge il ruolo di Consulente senior e Organismo di vigilanza, con oltre 1.000 ore di formazione all’attivo per centinaia di Enti e Società pubbliche italiane.</p>
<h4>Da dove dovrebbe partire un RPCT per allinearsi correttamente al PNA 2026-2028?</h4>
<p>Il punto di partenza è una verifica semplice e non più rimandabile: <strong>capire se la trasparenza ha un collegamento strutturato alla programmazione anticorruzione della propria organizzazione</strong>, oppure se viene gestita ancora su un binario separato e vista come una mera presenza sul web.</p>
<p>Nella pratica, in moltissimi Enti <span><a href="https://www.portaletrasparenza.net/software-amministrazione-trasparente-gestione-obblighi-adempimenti-anac/?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-nuovo-pna-2026-2028-intervista-incani&mtm_kwd=txt-la-sezione-at" target="_blank" rel="noopener">la sezione Amministrazione Trasparente</a></span> viene ancora alimentata come un puro adempimento tecnico, dove magari un solo referente pubblica i documenti di tutta l’organizzazione, senza verifiche e validazioni.</p>
<p>Il PNA 2026-2028 insiste esattamente su questo punto. <strong>La trasparenza deve riflettere i processi organizzativi e le misure di prevenzione della corruzione</strong>. Per un Responsabile significa chiedersi: le informazioni che pubblichiamo ci garantiscono e ci tutelano rispetto ai nostri doveri come RPCT?</p>
<h4>All’interno del PNA, una delle sezioni speciali è dedicata alle criticità della sezione Amministrazione Trasparente: quali sono le principali e come superarle?</h4>
<p><a href="https://www.portaletrasparenza.net/dimostrazione-esempio-software-gestione-amministrazione-trasparente/?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-nuovo-pna-2026-2028-intervista-incani&mtm_kwd=img-report-trasparenzai" target="_blank" rel="noopener"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-433087" src="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pna-2026-2028-e-trasparenza-amministrativa-criticita-della-sezione-amministrazione-trasparente-e-indicazioni-pratiche-per-i-rpct-3.jpg.webp" alt="" width="300" height="269" srcset="//lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pna-2026-2028-e-trasparenza-amministrativa-criticita-della-sezione-amministrazione-trasparente-e-indicazioni-pratiche-per-i-rpct-3.jpg 1340w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pna-2026-2028-e-trasparenza-amministrativa-criticita-della-sezione-amministrazione-trasparente-e-indicazioni-pratiche-per-i-rpct-3-670x600.jpg 670w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pna-2026-2028-e-trasparenza-amministrativa-criticita-della-sezione-amministrazione-trasparente-e-indicazioni-pratiche-per-i-rpct-3-1024x917.jpg 1024w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pna-2026-2028-e-trasparenza-amministrativa-criticita-della-sezione-amministrazione-trasparente-e-indicazioni-pratiche-per-i-rpct-3-768x688.jpg 768w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px"></a>La parte speciale del PNA sulla trasparenza è costruita sui <span><a href="https://www.portaletrasparenza.net/trasparenzai-anac-controlli-automatici-pa/?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-nuovo-pna-2026-2028-intervista-incani&mtm_kwd=txt-risultati-concreti" target="_blank" rel="noopener">risultati concreti delle scansioni</a></span> che ANAC ha già condotto sui siti istituzionali. È quindi una fotografia di quello che l’Autorità ha rilevato, con <strong>sette categorie di criticità documentate</strong> e accompagnate da raccomandazioni operative.</p>
<p>La prima categoria riguarda la <strong>mancata accessibilità dei contenuti</strong>: PDF in formato chiuso non selezionabili, pagine non navigabili da tastiera, grafici privi di descrizioni testuali. Sono problemi tecnici che rendono i documenti presenti sulla carta, ma di fatto inaccessibili, tanto per i cittadini quanto per i sistemi automatizzati di verifica.</p>
<p>La seconda è la <strong>non conformità strutturale della sezione</strong>. Molti Enti hanno risolto il problema degli aggiornamenti creando più versioni della sezione AT per periodi temporali diversi, come ad esempio “Amministrazione Trasparente fino al 2023” e “Amministrazione Trasparente dal 2024”.</p>
<p>Il PNA chiarisce che questa soluzione è essa stessa una non conformità: va prevista un’unica sezione dedicata all’Amministrazione Trasparente, senza distinzioni temporali. Analogamente, le sottosezioni per cui un obbligo non è applicabile non vanno lasciate vuote o rimosse, ma devono riportare esplicitamente la dicitura “L’obbligo di pubblicazione non è applicabile all’Amministrazione”.</p>
<p>La terza criticità è la <strong>mancata riconoscibilità della sezione</strong>. Abbreviazioni come “Amm. Trasparente”, denominazioni alternative come “Trasparenza” o “Autorità Trasparente”, accesso tramite immagine senza testo alternativo: sono tutti elementi che ANAC considera non conformi.</p>
<p>Le altre criticità rilevate riguardano la <strong>disomogeneità nei formati di pubblicazione</strong> rispetto agli standard ANAC, la <strong>mancata indicizzazione</strong>, la <strong>difformità di identità visiva</strong> e la <strong>scarsa fruibilità da dispositivi mobili</strong>.</p>
<p>Ciascuna di queste criticità è rilevabile in modo automatizzato. Un RPCT che voglia anticipare i controlli di ANAC dovrebbe verificare il proprio portale della trasparenza rispetto a ognuno di questi punti, prima che lo faccia il crawler di TrasparenzAI.</p>
<p>Devo dire che buona parte di queste criticità erano note già prima che il PNA le documentasse: le vedo sistematicamente quando affianco gli Enti nella gestione della trasparenza. Sono proprio quelle che ho cercato di risolvere alla radice quando abbiamo progettato il software <strong>TrasparenzaPA</strong>: garantire la conformità strutturale fin dall’impostazione, <span><a href="https://www.portaletrasparenza.net/trasparenzapa-adempimenti-anac-legge-190/?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-nuovo-pna-2026-2028-intervista-incani&mtm_kwd=txt-con-alberatura-anac" target="_blank" rel="noopener">con l’alberatura ANAC sempre aggiornata</a></span>, le denominazioni corrette, le date di aggiornamento visibili per ogni sottosezione, e un layout conforme alle linee guida di accessibilità AGID. Il fatto che il PNA le abbia ora formalizzate una per una significa che sono problemi che non possono più essere rimandati.</p>
<h4>ANAC ha iniziato a utilizzare strumenti di analisi automatizzata, come TrasparenzAI Cosa cambia per gli Enti e come dovrebbe organizzarsi un RPCT per evitare rilievi?</h4>
<p>Il PNA descrive esplicitamente l’utilizzo di <strong>strumenti automatici capaci di scansionare le pagine web</strong> <em>(web crawling)</em> per rilevare le criticità nelle sezioni Amministrazione Trasparente, e ne elenca i risultati in modo molto dettagliato. ANAC ha già identificato una serie di anomalie ricorrenti che questi sistemi sono in grado di rilevare sistematicamente.</p>
<p><strong>Le criticità documentate nel Piano riguardano aspetti concreti e verificabili</strong>: sezioni AT non accessibili da dispositivi mobili, contenuti pubblicati in PDF non selezionabili o privi di tag di struttura, sezioni denominate con abbreviazioni non conformi, dati organizzati in modo disomogeneo rispetto all’alberatura prevista, mancanza della data di ultimo aggiornamento sulle sottosezioni, e persino la presenza di più versioni della sezione AT riferite a periodi temporali diversi, che ANAC considera una non conformità.</p>
<p>Questo cambia la prospettiva su <strong>cosa significa “essere in regola”</strong>. Un Ente che pubblica tutti i documenti richiesti ma li organizza in modo non conforme, o non riporta la data di aggiornamento, o ha una sezione difficilmente accessibile da smartphone, risulta comunque critico agli occhi di un sistema automatizzato.</p>
<p><a href="https://www.portaletrasparenza.net/dimostrazione-esempio-software-gestione-amministrazione-trasparente/?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-nuovo-pna-2026-2028-intervista-incani&mtm_kwd=banner-supera-controlli-automatici" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-433086" src="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pna-2026-2028-e-trasparenza-amministrativa-criticita-della-sezione-amministrazione-trasparente-e-indicazioni-pratiche-per-i-rpct-2.jpg.webp" alt="" width="602" height="181" srcset="//lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pna-2026-2028-e-trasparenza-amministrativa-criticita-della-sezione-amministrazione-trasparente-e-indicazioni-pratiche-per-i-rpct-2.jpg 1995w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pna-2026-2028-e-trasparenza-amministrativa-criticita-della-sezione-amministrazione-trasparente-e-indicazioni-pratiche-per-i-rpct-2-800x241.jpg 800w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pna-2026-2028-e-trasparenza-amministrativa-criticita-della-sezione-amministrazione-trasparente-e-indicazioni-pratiche-per-i-rpct-2-1024x308.jpg 1024w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pna-2026-2028-e-trasparenza-amministrativa-criticita-della-sezione-amministrazione-trasparente-e-indicazioni-pratiche-per-i-rpct-2-768x231.jpg 768w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pna-2026-2028-e-trasparenza-amministrativa-criticita-della-sezione-amministrazione-trasparente-e-indicazioni-pratiche-per-i-rpct-2-1536x462.jpg 1536w" sizes="(max-width: 602px) 100vw, 602px"></a></p>
<h4>Nei contratti pubblici, la trasparenza delle informazioni passa oggi da PAD certificate per il procurement e le banche dati ANAC: quale livello di controllo dei flussi informativi ci si aspetta dal RPCT per prevenire con efficacia il rischio corruttivo?</h4>
<p><strong>Nei contratti pubblici la trasparenza coinvolge oggi più sistemi e più attori</strong>: l’Ente alimenta la BDNCP tramite la propria piattaforma di approvvigionamento digitale certificata e <span><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/obblighi-trasparenza-2024-intervista-gianluca-incani-digitalpa/?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-nuovo-pna-2026-2028-intervista-incani&mtm_kwd=txt-gestisce-in-parallelo" target="_blank" rel="noopener">gestisce in parallelo gli adempimenti nella sezione Amministrazione Trasparente</a></span>. Tale complessità può indurre a pensare che, se il processo funziona come dovrebbe, la trasparenza sia garantita. Il PNA corregge questa lettura, e lo fa concentrandosi su un’area specifica, ossia la <strong>fase esecutiva</strong>.</p>
<p><strong>Il rischio corruttivo nella fase esecutiva è strutturalmente alto: </strong>i controlli tendono a essere meno sistematici dopo l’aggiudicazione, le responsabilità si frammentano tra <span><a href="https://www.acquistitelematici.it/comunicazione/rup-e-dec-nella-fase-esecutiva-nomina-ruolo-e-responsabilita-secondo-il-codice-appalti-e-il-correttivo.html?id=63?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-nuovo-pna-2026-2028-intervista-incani&mtm_kwd=txt-rup-dec" target="_blank" rel="noopener">RUP, DEC, direttore dei lavori e collaudatori</a></span>, e alcune pratiche (varianti in corso d’opera, subappalti a cascata, attestazioni di fine lavori) si prestano a utilizzi distorti.</p>
<p>Il ruolo del RPCT non è quello di sostituirsi a RUP e DEC, ma verificare che i presidi di controllo siano effettivamente previsti e applicati. Di conseguenza, <strong>resta facoltà e competenza del RPCT verificare che siano poste in essere adeguate verifiche per accertare la </strong><span><a href="https://www.acquistitelematici.it/comunicazione/checklist-per-la-fase-esecutiva-dei-contratti-pubblici-guida-operativa-per-il-rup-dalla-stipula-alla-chiusura.html?id=86?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-nuovo-pna-2026-2028-intervista-incani&mtm_kwd=txt-corretta-esecuzione-contratto" target="_blank" rel="noopener"><strong>corretta esecuzione del contratto</strong></a></span>.</p>
<p>Questa è un’area in cui la <strong>consulenza</strong> può davvero aiutare l’Ente a <strong>tradurre queste indicazioni del PNA in misure concrete</strong>, definire le procedure di controllo interno, formare le figure coinvolte. È quello che facciamo quotidianamente con gli Enti che ci affiancano su trasparenza e anticorruzione. E ogni volta che portiamo a termine una consulenza, portiamo qualcosa di nuovo anche dentro TrasparenzaPA.</p>
<h2>TrasparenzaPA: la piattaforma DigitalPA per la gestione completa e conforme della sezione Amministrazione Trasparente</h2>
<p>Oltre vent’anni di esperienza al fianco delle Pubbliche Amministrazioni e di aggiornamento normativo continuo hanno permesso a DigitalPA di <strong>identificare con precisione le criticità ricorrenti nella gestione della trasparenza</strong>, non in teoria, ma nella pratica quotidiana di uffici con risorse limitate e responsabilità distribuite su più persone.</p>
<p><span><a href="https://www.portaletrasparenza.net/trasparenzapa-adempimenti-anac-legge-190/?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-nuovo-pna-2026-2028-intervista-incani&mtm_kwd=txt-trasparenzapa" target="_blank" rel="noopener"><strong>TrasparenzaPA</strong></a></span> nasce da questa expertise: <strong>una piattaforma capace di tradurre gli obblighi normativi in adempimenti guidati</strong>, senza richiedere all’Ente di costruire e aggiornare manualmente ogni sezione. È il sistema a guidare la pubblicazione, verificare la completezza dei contenuti e <span><a href="https://www.portaletrasparenza.net/trasparenza-adempimenti-delibera-495-pagamenti-gestione-pubblicazioni-software/?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-nuovo-pna-2026-2028-intervista-incani&mtm_kwd=txt-generare-dati" target="_blank" rel="noopener">generare i dati nel formato richiesto da ANAC</a></span>.</p>
<p>Con TrasparenzaPA, l’Ente può:</p>
<ul>
<li><strong>Disporre di un’alberatura sempre aggiornata alle ultime delibere ANAC</strong>, senza doverla configurare o mantenere in autonomia, inclusi <span><a href="https://www.portaletrasparenza.net/delibera-anac-481-2025-schemi-pubblicazione-aggiornati-rpct/?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-nuovo-pna-2026-2028-intervista-incani&mtm_kwd=txt-schemi-pubblicazione" target="_blank" rel="noopener">gli schemi di pubblicazione obbligatori aggiornati dalla Del. 495/2025</a></span></li>
<li><strong>Distribuire le responsabilità di aggiornamento agli uffici competenti</strong>, con scadenze tracciate e notifiche automatiche</li>
<li><strong>Pubblicare i contenuti obbligatori nel formato corretto e con le date di aggiornamento richieste</strong>, riducendo gli errori manuali</li>
</ul>
<p><strong>Hai bisogno di supporto sulla gestione della trasparenza o sull’adeguamento al PNA 2026-2028?</strong> <span><a href="https://www.portaletrasparenza.net/contatti-digitalpa/?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-nuovo-pna-2026-2028-intervista-incani&mtm_kwd=txt-contatta-team" target="_blank" rel="noopener">Contatta il team DigitalPA</a></span> per un confronto con i nostri consulenti esperti in trasparenza amministrativa e anticorruzione.</p>
<p><a href="https://www.portaletrasparenza.net/dimostrazione-esempio-software-gestione-amministrazione-trasparente/?mtm_campaign=lentepubblica-art-mar-2026-nuovo-pna-2026-2028-intervista-incani&mtm_kwd=banner-bottom" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-433085" src="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pna-2026-2028-e-trasparenza-amministrativa-criticita-della-sezione-amministrazione-trasparente-e-indicazioni-pratiche-per-i-rpct-1.jpg.webp" alt="" width="602" height="181" srcset="//lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pna-2026-2028-e-trasparenza-amministrativa-criticita-della-sezione-amministrazione-trasparente-e-indicazioni-pratiche-per-i-rpct-1.jpg 1995w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pna-2026-2028-e-trasparenza-amministrativa-criticita-della-sezione-amministrazione-trasparente-e-indicazioni-pratiche-per-i-rpct-1-800x241.jpg 800w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pna-2026-2028-e-trasparenza-amministrativa-criticita-della-sezione-amministrazione-trasparente-e-indicazioni-pratiche-per-i-rpct-1-1024x308.jpg 1024w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pna-2026-2028-e-trasparenza-amministrativa-criticita-della-sezione-amministrazione-trasparente-e-indicazioni-pratiche-per-i-rpct-1-768x231.jpg 768w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-pna-2026-2028-e-trasparenza-amministrativa-criticita-della-sezione-amministrazione-trasparente-e-indicazioni-pratiche-per-i-rpct-1-1536x462.jpg 1536w" sizes="(max-width: 602px) 100vw, 602px"></a></p>
<p>The post <a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/pna-2026-2028-e-trasparenza-amministrativa-criticita-della-sezione-amministrazione-trasparente-e-indicazioni-pratiche-per-i-rpct/">PNA 2026-2028 e trasparenza amministrativa: criticità della sezione Amministrazione Trasparente e indicazioni pratiche per i RPCT</a> appeared first on <a href="https://lentepubblica.it/">lentepubblica.it</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>SPID e CIE: arrivano le deleghe per accedere ai servizi digitali della PA</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Novità per gli utenti non digitali o per coloro che fanno fatica a approcciare le moderne tecnologie di identità digitale come quelle legate allo SPID e alla CIE: arrivano, infatti, le deleghe per accedere ai servizi digitali delle PA. Il decreto per stabilire requisiti tecnici e limiti d’uso è allo studio e dovrebbe aver superato […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2025/07/lentepubblica-spid-a-rischio-fondi-promessi-mai-arrivati-identita-digitale-a-pagamento-per-tutti.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 01:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>SPID, CIE:, arrivano, deleghe, per, accedere, servizi, digitali, della</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Novità per gli utenti non digitali o per coloro che fanno fatica a approcciare le moderne tecnologie di identità digitale come quelle legate allo SPID e alla CIE: arrivano, infatti, le deleghe per accedere ai servizi digitali delle PA.</strong></p>
<hr>
<p>Il decreto per stabilire requisiti tecnici e limiti d’uso è allo studio e dovrebbe aver superato l’esame del Garante per la protezione dei dati personali. Questo intervento è parte nella Missione 1, componente 1 del Pnrr ed ha la finalità manifesta di contribuire  all’obiettivo di digitalizzazione della pubblica amministrazione, milestone da completare entro il mese di giugno 2026.</p>
<p>La notizia è proprio l’ok col quale l’autorità garante ha espresso parere favorevole sullo schema Dpcm – decreto del presidente del Consiglio dei ministri – che disciplina la nuova Piattaforma di gestione delle deleghe di accesso ai servizi. Il via libera del Garante viene dall’introduzione di tutele specifiche per il trattamento dei dati personali e per i servizi sanitari più sensibili.</p>
<p>Si configura in questo modo uno strumento che permetterà ai cittadini di autorizzare fino a due persone ad accedere ai<span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/fascicolo-informatico-cad-lo-spid-non-basta-e-laccesso-non-e-davvero-automatico/" target="_blank" rel="noopener"> servizi online</a></span> delle pubbliche amministrazioni attraverso SPID o CIE. L’obiettivo è consentire anche a chi non possiede o non riesce a ottenere l’identità digitale di usufruire dei servizi della pubblica amministrazione attraverso un proprio personale delegato.</p>
<h2>Ambito di applicazione e limiti</h2>
<p>Tramite la Piattaforma, quindi, ogni cittadino iscritto nell’<span><a href="https://www.anagrafenazionale.interno.it/" target="_blank" rel="noopener">Anagrafe Nazionale</a></span> della popolazione residente, potrà delegare altri soggetti all’accesso ai servizi erogati in rete dalle pubbliche amministrazioni, che richiedono identificazione informatica.</p>
<p>Si tratta di una delega personale, che si immagina possa rivolgersi a familiari oppure persone di assoluta fiducia, poiché da questo sistema sono escluse le deleghe professionali e quelle affidate a intermediari abilitati, come CAF o sindacati.</p>
<p>Un regime particolare riguarda, poi, i servizi erogati tramite il Fascicolo sanitario elettronico 2.0, l’Ecosistema dei dati sanitari e la Piattaforma nazionale di telemedicina, considerata la natura particolarmente sensibile dei dati trattati.</p>
<h2>Le indicazioni del Garante</h2>
<p>Lo schema di decreto rientra nel programma di attuazione del Pnrr e va a disegnare tutte le caratteristiche tecniche della piattaforma, l’architettura e i requisiti di sicurezza. Codificate nella norma anche le procedure, le tipologie di dati e le categorie di interessati che possono accedere.</p>
<p>Un ok quello del Garante con riserva di verifica. Come si legge nella newsletter ufficiale dell’organismo di garanzia viene apprezzato il fatto che la stesura del decreto abbia “tenuto conto delle indicazioni fornite in fase istruttoria dall’Autorità”. Il testo prosegue informando comunque il lettore che “in ogni caso, si è riservata di valutare i trattamenti di dati personali concretamente posti in essere da parte di tutti i soggetti coinvolti, una volta che la Piattaforma sarà entrata a regime”.</p>
<h2>Cosa potrà fare il delegato</h2>
<p>Ricapitolando le novità Grazie a un nuovo portale per la gestione delle deleghe online, sarà possibile autorizzare fino a due persone all’accesso, al proprio posto, ai servizi digitali della Pa.</p>
<p>Le operazioni a cui avrà accesso chi ha ricevuto la delega saranno:</p>
<ul>
<li>presentare domande o richieste online per l’accesso a benefici, bonus, aiuti previdenziali, bandi, ecc.;</li>
<li>gestire le diverse fasi delle istanze presentate;</li>
<li>consultare informazioni e documenti personalisui portali della Pa;</li>
<li>gestire pratiche amministrative in via digitale.</li>
</ul>
<p>Per le pratiche a maggiore impatto ‘personale’ con un livello di privacy più elevato e il flusso di numerosi dati sensibili son state immaginate specifiche misure e garanzie.  Un vero e proprio ‘regime speciale’ afferirà per queste motivazioni ai servizi erogati attraverso il Fascicolo sanitario elettronico (Fse 2.0), l’Ecosistema dei dati sanitari (Eds) e la Piattaforma nazionale telemedicina (Pnt), in considerazione della loro delicatezza.</p>
<h2>Da Quando sarà possibile conferire la delega?</h2>
<p>L’effettivo avvio del nuovo sistema e il conseguente esercizio della delega sarà tuttavia subordinato all’attivazione di un apposito portale, gestito dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.</p>
<p>L’operatività del sistema trova il suo fondamento normativo nelle disposizioni del Dpcm che ne delinea i dettagli tecnici e procedurali. Nella fase di attivazione il delegante sarà chiamato a fornire i dati identificativi del soggetto di fiducia e, soprattutto, a chiarire con precisione l’ambito di utilizzo dell’autorizzazione, a tracciare regole e limiti.</p>
<p>In fase di avvio sarà comunque necessario garantire la sicurezza del sistema. Per questo motivo sia il delegante sia il delegato dovranno essere identificati secondo procedure che assicurino senza dubbio l’autenticità della delega. Gli accessi online, le pratiche inoltrate ed ogni attività svolta dai delegati verranno tracciate e registrate, in modo da garantire trasparenza e responsabilità nell’utilizzo del sistema.</p>
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<title>Rinnovo Contratto Statali 2025&#45;2027: le prime anticipazioni sugli aumenti di stipendio</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
La stagione degli aggiornamenti contrattuali nel pubblico impiego riparte con l’avvio del confronto tra l’Aran e le organizzazioni sindacali per il rinnovo del Contratto dei Dipendenti Statali relativo al triennio 2025-2027: ecco quali sono le prime anticipazioni in merito all’aumento degli stipendi ed altre interessanti novità contenute nella prima bozza. Il negoziato assume un rilievo […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-rinnovo-contratto-statali-2025-2027-le-prime-anticipazioni-sugli-aumenti-di-stipendio.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 01:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Rinnovo, Contratto, Statali, 2025-2027:, prime, anticipazioni, sugli, aumenti, stipendio</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>La stagione degli aggiornamenti contrattuali nel pubblico impiego riparte con l’avvio del confronto tra l’<span><a href="https://lentepubblica.it/tag/aran/" target="_blank" rel="noopener">Aran</a></span> e le organizzazioni sindacali per il rinnovo del Contratto dei Dipendenti Statali relativo al triennio 2025-2027: ecco quali sono le prime anticipazioni in merito all’aumento degli stipendi ed altre interessanti novità contenute nella prima bozza.</strong></p>
<hr>
<p data-start="525" data-end="886">Il negoziato assume un rilievo particolare nel panorama della pubblica amministrazione. Come sempre infatti, comparto delle Funzioni centrali rappresenta tradizionalmente il <strong data-start="681" data-end="751">primo banco di prova dei rinnovi contrattuali del settore pubblico</strong>, e le soluzioni che emergono da questo tavolo tendono spesso a orientare anche le trattative successive negli altri comparti della PA.</p>
<p data-start="888" data-end="1342">Sul piano economico, la bozza che sarà discussa prevede <strong data-start="944" data-end="1008">incrementi retributivi differenziati in base alle qualifiche</strong>, con aumenti che, a regime, possono arrivare fino a <strong data-start="1061" data-end="1093">quasi 209 euro lordi mensili</strong>. Ma il nuovo contratto non si limita alla dimensione salariale. Il testo introduce anche una serie di novità che riguardano <strong data-start="1218" data-end="1341">organizzazione del lavoro, relazioni sindacali e utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle amministrazioni pubbliche</strong>.</p>
<p data-start="1344" data-end="1537">L’obiettivo dichiarato è quello di concludere l’accordo entro la scadenza del triennio contrattuale, evitando i ritardi che hanno caratterizzato in passato diversi rinnovi del pubblico impiego.</p>
<h2 data-section-id="1p51zwf" data-start="3018" data-end="3095">Il contratto che orienta gli altri comparti della PA</h2>
<p data-start="3097" data-end="3215">Il rinnovo delle Funzioni centrali riveste un’importanza che va oltre la platea dei dipendenti direttamente coinvolti.</p>
<p data-start="3217" data-end="3530">Nel sistema della contrattazione pubblica, infatti, questo comparto rappresenta spesso un <strong data-start="3307" data-end="3364">modello di riferimento per gli altri settori della PA</strong>. Le scelte economiche e normative definite in questa sede tendono a influenzare anche i negoziati successivi che riguardano sanità, enti locali, scuola e università.</p>
<p data-start="3532" data-end="3824">Per questo motivo il confronto tra <span><a href="https://www.aranagenzia.it/" target="_blank" rel="noopener">Aran</a></span> e sindacati viene seguito con particolare attenzione anche dagli altri comparti del pubblico impiego, che attendono di capire quali saranno gli orientamenti su temi chiave come <strong data-start="3749" data-end="3823">organizzazione del lavoro, digitalizzazione e flessibilità degli orari</strong>.</p>
<h2 data-start="1344" data-end="1537">Rinnovo Contratto Statali 2025-2027: anticipazioni sugli aumenti di stipendio</h2>
<p>Passiamo adesso al concreto.</p>
<p data-start="1605" data-end="1823">Tra i temi centrali del negoziato c’è naturalmente l’adeguamento degli stipendi. Le risorse disponibili consentirebbero una revisione degli importi tabellari con aumenti progressivi a seconda del livello professionale.</p>
<p data-start="1825" data-end="1968">Secondo le tabelle contenute nella bozza di contratto, gli incrementi a regime – previsti dal <strong data-start="1919" data-end="1938">1° gennaio 2027</strong> – sarebbero così distribuiti:</p>
<ul>
<li data-start="1972" data-end="2058"><strong data-start="1972" data-end="2001">119,60 euro lordi mensili</strong> per il personale inquadrato nel profilo degli operatori;</li>
<li data-start="2061" data-end="2110"><strong data-start="2061" data-end="2090">125,90 euro lordi al mese</strong> per gli assistenti;</li>
<li data-start="2113" data-end="2154"><strong data-start="2113" data-end="2136">152,90 euro mensili</strong> per i funzionari;</li>
<li data-start="2157" data-end="2225">fino a <strong data-start="2164" data-end="2193">208,80 euro lordi mensili</strong> per le elevate professionalità.</li>
</ul>
<p data-start="2227" data-end="2526">Si tratta di valori che si inseriscono nel percorso di aggiornamento retributivo già avviato con il precedente contratto del triennio <strong data-start="2361" data-end="2374">2022-2024</strong>, sottoscritto definitivamente circa un anno fa. Quell’accordo aveva determinato un incremento medio degli stipendi di circa <strong data-start="2499" data-end="2525">165 euro lordi mensili</strong>.</p>
<p data-start="2528" data-end="3016">La firma del contratto precedente non era stata però condivisa da tutte le organizzazioni sindacali. Nelle settimane più recenti, tuttavia, sono arrivati segnali di maggiore apertura al confronto e di disponibilità da tutte le parti sociali.</p>
<h2 data-section-id="1ktpti1" data-start="3826" data-end="3878">Relazioni sindacali: nuovi strumenti di confronto</h2>
<p data-start="3880" data-end="4037">Tra le novità contenute nella bozza contrattuale compare anche un rafforzamento del sistema di relazioni tra amministrazioni e rappresentanze dei lavoratori.</p>
<p data-start="4039" data-end="4287">Il testo prevede la creazione di un <strong data-start="4075" data-end="4128">Osservatorio paritetico sulle relazioni sindacali</strong>, con il compito di monitorare il funzionamento del dialogo tra le parti e valutare l’andamento della contrattazione integrativa nelle diverse amministrazioni.</p>
<p data-start="4289" data-end="4510">Accanto a questo organismo viene istituito anche un <strong data-start="4341" data-end="4383">Organismo paritetico per l’innovazione</strong>, concepito come uno spazio di confronto dedicato ai processi di trasformazione organizzativa della pubblica amministrazione.</p>
<p data-start="4512" data-end="4765">La finalità è quella di coinvolgere le organizzazioni sindacali nelle fasi di progettazione di iniziative complesse o sperimentali che riguardano la riorganizzazione dei servizi, l’introduzione di nuove tecnologie o il cambiamento dei modelli di lavoro.</p>
<p data-start="4767" data-end="4999">Questi strumenti dovrebbero favorire una <strong data-start="4808" data-end="4902">maggiore partecipazione delle parti sociali nelle scelte strategiche delle amministrazioni</strong>, soprattutto in una fase caratterizzata da profonde trasformazioni legate alla digitalizzazione.</p>
<h2 data-section-id="1eovrj7" data-start="5001" data-end="5064">Intelligenza artificiale: regole e garanzie per i lavoratori</h2>
<p data-start="5066" data-end="5233">Uno degli elementi più innovativi del nuovo contratto riguarda l’introduzione di <strong data-start="5147" data-end="5232">regole specifiche sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel lavoro pubblico</strong>.</p>
<p data-start="5235" data-end="5457">Per la prima volta, infatti, la contrattazione collettiva del pubblico impiego affronta in modo esplicito il tema dell’uso di algoritmi e sistemi automatizzati nei processi organizzativi e gestionali delle amministrazioni.</p>
<p data-start="5459" data-end="5730">La bozza stabilisce che l’adozione di strumenti basati sull’intelligenza artificiale debba avvenire nel rispetto di alcuni principi fondamentali: <strong data-start="5605" data-end="5729">affidabilità dei sistemi, trasparenza delle procedure, tutela dei dati personali e rispetto della dignità del lavoratore</strong>.</p>
<p data-start="5732" data-end="6012">Inoltre, le amministrazioni che intendono introdurre sistemi di IA o algoritmi automatizzati a supporto delle attività organizzative o decisionali dovranno <strong data-start="5888" data-end="5945">informare preventivamente le organizzazioni sindacali</strong>, anche attraverso gli organismi paritetici previsti dal contratto.</p>
<h2 data-section-id="8marys" data-start="6014" data-end="6064">Stop alle decisioni completamente automatizzate</h2>
<p data-start="6066" data-end="6166">Un punto particolarmente rilevante riguarda il ruolo dell’intervento umano nei processi decisionali.</p>
<p data-start="6168" data-end="6449">Secondo quanto previsto nella bozza contrattuale, l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale <strong data-start="6268" data-end="6335">non potrà mai tradursi in decisioni completamente automatizzate</strong> quando queste producono effetti giuridici o incidono in modo significativo sul rapporto di lavoro del dipendente.</p>
<p data-start="6451" data-end="6646">In altre parole, gli algoritmi potranno supportare l’attività amministrativa, ma non potranno sostituire la valutazione umana nelle scelte che riguardano aspetti sensibili del rapporto di lavoro.</p>
<p data-start="6648" data-end="6719">Questo principio si applica, ad esempio, alle decisioni che riguardano:</p>
<ul data-start="6721" data-end="6863">
<li data-section-id="1ar4u0e" data-start="6721" data-end="6756">
<p data-start="6723" data-end="6756">la valutazione delle performance;</p>
</li>
<li data-section-id="fyec95" data-start="6757" data-end="6789">
<p data-start="6759" data-end="6789">l’assegnazione delle mansioni;</p>
</li>
<li data-section-id="17xjanc" data-start="6790" data-end="6821">
<p data-start="6792" data-end="6821">l’organizzazione degli orari;</p>
</li>
<li data-section-id="uccnot" data-start="6822" data-end="6863">
<p data-start="6824" data-end="6863">la distribuzione dei carichi di lavoro.</p>
</li>
</ul>
<h2 data-section-id="q66731" data-start="6865" data-end="6922">Trasparenza sugli algoritmi e formazione del personale</h2>
<p data-start="6924" data-end="7141">La bozza introduce anche un ulteriore elemento di tutela per i lavoratori pubblici: il <strong data-start="7011" data-end="7107">diritto alla conoscenza dei criteri di funzionamento dei sistemi di intelligenza artificiale</strong> utilizzati dalle amministrazioni.</p>
<p data-start="7143" data-end="7367">I dipendenti dovranno infatti poter accedere, in forma comprensibile, alle informazioni generali sul funzionamento degli algoritmi che influenzano l’organizzazione del lavoro o la valutazione della prestazione professionale.</p>
<p data-start="7369" data-end="7554">Accanto a questo principio di trasparenza è prevista anche l’attivazione di <strong data-start="7445" data-end="7553">percorsi formativi specifici dedicati all’utilizzo delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale</strong>.</p>
<p data-start="7556" data-end="7751">L’obiettivo è assicurare che il personale pubblico disponga delle competenze necessarie per utilizzare in modo consapevole strumenti tecnologici sempre più presenti nelle attività amministrative.</p>
<h2 data-section-id="19qv8dd" data-start="7753" data-end="7813">Lavoro agile, settimana corta e conciliazione vita-lavoro</h2>
<p data-start="7815" data-end="7929">Oltre alla dimensione tecnologica, il nuovo contratto affronta anche il tema della <strong data-start="7898" data-end="7928">flessibilità organizzativa</strong>.</p>
<p data-start="7931" data-end="8231">Negli ultimi anni il ricorso allo <strong data-start="7965" data-end="7982">smart working</strong> nel settore pubblico ha conosciuto una fase di espansione durante l’emergenza pandemica, seguita però da una progressiva riduzione nelle amministrazioni centrali. Questo cambiamento ha alimentato un confronto acceso tra amministrazioni e sindacati.</p>
<p data-start="8233" data-end="8427">Il rinnovo contrattuale punta ora a definire un quadro più stabile per il lavoro agile, valorizzando gli strumenti che favoriscono la <strong data-start="8367" data-end="8426">conciliazione tra attività professionale e vita privata</strong>.</p>
<p data-start="8429" data-end="8696">Tra le esperienze considerate nel nuovo ciclo contrattuale c’è anche la <strong data-start="8501" data-end="8542">sperimentazione della settimana corta</strong>, introdotta con il precedente accordo e ritenuta da alcuni osservatori una possibile evoluzione dei modelli organizzativi della pubblica amministrazione.</p>
<p data-start="8698" data-end="9094">Un ulteriore ambito di intervento riguarda la gestione dell’<strong data-start="8758" data-end="8776">age management</strong>, cioè l’equilibrio tra le diverse generazioni presenti nelle amministrazioni pubbliche. In un contesto caratterizzato da un progressivo invecchiamento della forza lavoro, le politiche organizzative dovranno tenere conto delle esigenze dei dipendenti più senior e delle nuove modalità di ingresso dei giovani nella PA.</p>
<h2 data-section-id="1ixk2u2" data-start="9096" data-end="9161">In parallelo parte la trattativa per il contratto della scuola</h2>
<p data-start="9163" data-end="9482">Contemporaneamente all’avvio del negoziato per le Funzioni centrali, prende il via anche il confronto per il rinnovo del contratto del comparto <strong data-start="9307" data-end="9331">Istruzione e Ricerca</strong>, che coinvolge circa <strong data-start="9353" data-end="9382">1,3 milioni di lavoratori</strong> tra docenti, personale amministrativo, ricercatori universitari e dipendenti degli enti di ricerca.</p>
<p data-start="9484" data-end="9705">Il contratto precedente, relativo al triennio <strong data-start="9530" data-end="9543">2022-2024</strong>, è stato firmato definitivamente nel dicembre 2025 e ha prodotto aumenti medi di circa <strong data-start="9631" data-end="9651">150 euro mensili</strong>, con incrementi più consistenti per alcune categorie.</p>
<p data-start="9707" data-end="9925">Per il triennio <strong data-start="9723" data-end="9736">2025-2027</strong>, le risorse disponibili consentirebbero un aumento medio delle retribuzioni pari a circa <strong data-start="9826" data-end="9852">143 euro lordi al mese</strong>, corrispondente a un incremento complessivo stimato attorno al <strong data-start="9916" data-end="9924">5,4%</strong>.</p>
<p data-start="9927" data-end="10165">Nel nuovo contratto della scuola sono allo studio anche alcune misure di welfare, tra cui la possibilità di stipulare <strong data-start="10045" data-end="10081">convenzioni con istituti bancari</strong> per offrire condizioni agevolate sui mutui destinati all’acquisto della prima casa.</p>
<p data-start="10167" data-end="10402">Anche in questo comparto si discutono temi come <strong data-start="10215" data-end="10299">smart working, flessibilità degli orari e utilizzo dell’intelligenza artificiale</strong>, con l’obiettivo di definire regole che accompagnino la trasformazione digitale del sistema educativo.</p>
<h2 data-section-id="vwk2g9" data-start="10404" data-end="10473">Una stagione contrattuale decisiva per la pubblica amministrazione</h2>
<p data-start="10475" data-end="10604">Il rinnovo del contratto delle Funzioni centrali rappresenta dunque un passaggio significativo per il futuro del lavoro pubblico.</p>
<p data-start="10606" data-end="10843">Oltre alla revisione degli stipendi, il negoziato affronta questioni che riguardano <strong data-start="10690" data-end="10751">l’evoluzione organizzativa della pubblica amministrazione</strong>, la gestione delle nuove tecnologie e l’equilibrio tra innovazione e tutela dei lavoratori.</p>
<p data-start="10845" data-end="11158">Le scelte che emergeranno da questo tavolo potrebbero contribuire a delineare il modello di funzionamento della PA nei prossimi anni, in un contesto in cui digitalizzazione, intelligenza artificiale e nuove modalità di lavoro stanno progressivamente trasformando il modo in cui vengono erogati i servizi pubblici.</p>
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</item>

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<title>Telecamere “illegali” per fare multe: Garante Privacy sanziona un Comune italiano</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Multa di 4mila euro a un Comune: contestate irregolarità nell’uso dei sistemi di videosorveglianza per le multe stradali. Un sistema di videosorveglianza utilizzato per rilevare infrazioni stradali, ma privo dei necessari requisiti previsti dalla normativa sulla protezione dei dati personali. È questa la vicenda che ha portato il Garante per la protezione dei dati personali […]
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<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 01:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Telecamere, “illegali”, per, fare, multe:, Garante, Privacy, sanziona, Comune, italiano</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-section-id="1otst7b" data-start="64" data-end="186"><strong>Multa di 4mila euro a un Comune: contestate irregolarità nell’uso dei sistemi di videosorveglianza per le multe stradali. Un sistema di videosorveglianza utilizzato per rilevare infrazioni stradali, ma privo dei necessari requisiti previsti dalla normativa sulla protezione dei dati personali.</strong></p>
<hr>
<p data-start="188" data-end="516">È questa la vicenda che ha portato il Garante per la protezione dei dati personali a sanzionare il Comune di Mazara del Vallo con una multa da 4mila euro.</p>
<p data-start="518" data-end="856">Il provvedimento, adottato il 12 febbraio 2026, nasce dal reclamo di un automobilista che aveva ricevuto una contravvenzione per mancata revisione del veicolo. Da quella segnalazione è partita un’istruttoria approfondita che ha evidenziato diverse criticità nella <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/videosorveglianza/" target="_blank" rel="noopener">gestione delle telecamere</a></span> e nel trattamento delle informazioni raccolte.</p>
<p data-start="858" data-end="1125">Secondo l’Autorità, il Comune avrebbe utilizzato dispositivi di ripresa video non omologati per l’accertamento di alcune violazioni del Codice della strada e senza garantire adeguate garanzie ai cittadini sul piano della trasparenza e della tutela dei dati personali.</p>
<h2 data-section-id="10jzt91" data-start="1132" data-end="1191">Il reclamo dell’automobilista e l’avvio dell’istruttoria</h2>
<p data-start="1193" data-end="1366">Tutto ha avuto origine dalla contestazione di un conducente che aveva ricevuto un verbale per non aver sottoposto il proprio veicolo alla revisione periodica obbligatoria.</p>
<p data-start="1368" data-end="1739">La violazione, secondo quanto riportato nella notifica, sarebbe stata rilevata attraverso un sistema di videosorveglianza installato lungo la strada statale 115. Tuttavia, nel documento non venivano spiegate in modo chiaro le modalità con cui l’infrazione era stata accertata né i motivi per cui non era stato possibile procedere con la contestazione immediata sul posto.</p>
<p data-start="1741" data-end="2027">Il cittadino ha quindi presentato un reclamo al <span><a href="https://www.garanteprivacy.it/" target="_blank" rel="noopener">Garante</a></span>, sostenendo che anche la segnaletica relativa alla videosorveglianza risultava incompleta. In particolare mancavano indicazioni essenziali sull’informativa relativa al trattamento dei dati personali e sulle finalità delle riprese.</p>
<p data-start="2029" data-end="2135">L’Autorità ha così avviato un’istruttoria per verificare la legittimità del sistema utilizzato dal Comune.</p>
<h2 data-section-id="1rg07v1" data-start="2142" data-end="2199">Telecamere non omologate per quel tipo di accertamento</h2>
<p data-start="2201" data-end="2373">Dalle verifiche è emerso che il Comune aveva installato telecamere con lettura delle targhe nell’ambito di un progetto di sicurezza urbana validato dalle autorità locali.</p>
<p data-start="2375" data-end="2572">Il sistema impiegato, basato su tecnologia di rilevamento automatico delle targhe, era utilizzato dalla polizia municipale per individuare veicoli potenzialmente privi di revisione o assicurazione.</p>
<p data-start="2574" data-end="2833">Tuttavia lo stesso ente ha ammesso che tali dispositivi non risultavano approvati né omologati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per l’accertamento automatico delle violazioni relative alla revisione dei veicoli o alla copertura assicurativa.</p>
<p data-start="2835" data-end="3033">In sostanza, le telecamere venivano utilizzate per rilevare infrazioni al Codice della strada senza possedere i requisiti tecnici e normativi necessari per svolgere questa funzione in modo autonomo.</p>
<p data-start="3035" data-end="3251">Secondo il Garante, l’uso di queste apparecchiature per notificare direttamente le multe – senza la presenza di agenti sul posto – ha determinato un trattamento di dati personali privo di una base giuridica adeguata.</p>
<h2 data-section-id="jsyqb2" data-start="3258" data-end="3306">Il principio di liceità e trasparenza violato</h2>
<p data-start="3308" data-end="3589">La normativa europea sulla protezione dei dati personali, contenuta nel Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), stabilisce che ogni trattamento di informazioni personali deve avvenire nel rispetto di principi fondamentali, tra cui liceità, correttezza e trasparenza.</p>
<p data-start="3591" data-end="3678">Nel caso esaminato, il Garante ha rilevato che tali principi non sono stati rispettati.</p>
<p data-start="3680" data-end="3945">Il verbale inviato all’automobilista, infatti, si limitava a indicare che l’infrazione era stata accertata tramite videosorveglianza, senza fornire ulteriori dettagli sulle modalità operative né spiegare perché non fosse stata possibile una contestazione immediata.</p>
<p data-start="3947" data-end="4126">Questa mancanza di informazioni ha impedito all’interessato di comprendere pienamente come fossero stati trattati i suoi dati personali e come fosse stata accertata la violazione.</p>
<h2 data-section-id="1byazsw" data-start="4133" data-end="4177">Informative incomplete e poco accessibili</h2>
<p data-start="4179" data-end="4326">Oltre ai problemi legati all’utilizzo delle telecamere, l’Autorità ha evidenziato ulteriori irregolarità riguardanti la comunicazione ai cittadini.</p>
<p data-start="4328" data-end="4445">In base alle regole sulla videosorveglianza, chi installa sistemi di ripresa deve fornire due livelli di informativa:</p>
<ul data-start="4447" data-end="4649">
<li data-section-id="6qbod0" data-start="4447" data-end="4525">
<p data-start="4449" data-end="4525">una segnalazione sintetica tramite cartelli visibili nelle aree sorvegliate;</p>
</li>
<li data-section-id="1meam2q" data-start="4526" data-end="4649">
<p data-start="4528" data-end="4649">un’informativa più dettagliata, facilmente accessibile, che spieghi in modo completo le modalità di trattamento dei dati.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="4651" data-end="4774">Nel caso del Comune di Mazara del Vallo, il cartello informativo presentava diverse lacune. Non erano indicati, ad esempio:</p>
<ul data-start="4776" data-end="5064">
<li data-section-id="1o1c9ww" data-start="4776" data-end="4826">
<p data-start="4778" data-end="4826">i dati di contatto del titolare del trattamento;</p>
</li>
<li data-section-id="1j140sx" data-start="4827" data-end="4886">
<p data-start="4829" data-end="4886">i riferimenti del responsabile della protezione dei dati;</p>
</li>
<li data-section-id="1u1t8d7" data-start="4887" data-end="4939">
<p data-start="4889" data-end="4939">la base giuridica che giustificava il trattamento;</p>
</li>
<li data-section-id="zze5ki" data-start="4940" data-end="4985">
<p data-start="4942" data-end="4985">il periodo di conservazione delle immagini;</p>
</li>
<li data-section-id="1w8qeh3" data-start="4986" data-end="5064">
<p data-start="4988" data-end="5064">le modalità per esercitare i diritti previsti dalla normativa sulla privacy.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="5066" data-end="5207">Inoltre l’informativa completa, quella cosiddetta “di secondo livello”, non risultava facilmente reperibile sul sito istituzionale dell’ente.</p>
<h2 data-section-id="1u3qo7e" data-start="5214" data-end="5258">Nessuna valutazione preventiva dei rischi</h2>
<p data-start="5260" data-end="5484">Un altro aspetto critico riguarda l’assenza della cosiddetta “valutazione d’impatto sulla protezione dei dati”, uno strumento previsto dal GDPR quando un trattamento può comportare rischi elevati per i diritti delle persone.</p>
<p data-start="5486" data-end="5601">Questo obbligo scatta, tra l’altro, quando si effettuano sistemi di sorveglianza su larga scala in luoghi pubblici.</p>
<p data-start="5603" data-end="5891">Secondo quanto emerso dall’istruttoria, il Comune non aveva predisposto questo documento prima dell’attivazione del sistema di videosorveglianza. L’amministrazione aveva ritenuto che la validazione del progetto da parte del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica fosse sufficiente.</p>
<p data-start="5893" data-end="6007">Il Garante ha però chiarito che tale approvazione non sostituisce la valutazione prevista dal regolamento europeo.</p>
<h2 data-section-id="7dsg10" data-start="6014" data-end="6048">Le misure richieste dal Garante</h2>
<p data-start="6050" data-end="6186">Oltre alla sanzione economica, l’Autorità ha imposto al Comune una serie di interventi per adeguare il sistema alle norme sulla privacy.</p>
<p data-start="6188" data-end="6228">Tra le principali prescrizioni figurano:</p>
<ul data-start="6230" data-end="6559">
<li data-section-id="19vcyvi" data-start="6230" data-end="6296">
<p data-start="6232" data-end="6296">l’installazione di cartelli informativi conformi alla normativa;</p>
</li>
<li data-section-id="1693lrs" data-start="6297" data-end="6391">
<p data-start="6299" data-end="6391">la pubblicazione di un’informativa completa e facilmente accessibile sul sito istituzionale;</p>
</li>
<li data-section-id="eibj3g" data-start="6392" data-end="6465">
<p data-start="6394" data-end="6465">la realizzazione della valutazione d’impatto sulla protezione dei dati;</p>
</li>
<li data-section-id="1yha56f" data-start="6466" data-end="6559">
<p data-start="6468" data-end="6559">l’adozione di misure che garantiscano la piena conformità del sistema di videosorveglianza.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="6561" data-end="6694">L’amministrazione dovrà inoltre comunicare entro trenta giorni le iniziative intraprese per adeguarsi alle indicazioni dell’Autorità.</p>
<h2 data-section-id="ex5e9t" data-start="6701" data-end="6744">Sanzione ridotta ma con valore simbolico</h2>
<p data-start="6746" data-end="6829">Nel determinare l’importo della multa, il Garante ha considerato diversi fattori.</p>
<p data-start="6831" data-end="7134">Da un lato la violazione è stata ritenuta di gravità media, perché ha coinvolto un sistema di sorveglianza utilizzato in un’area pubblica. Dall’altro lato sono stati valutati alcuni elementi attenuanti, come l’assenza di precedenti sanzioni e la collaborazione mostrata dal Comune durante l’istruttoria.</p>
<p data-start="7136" data-end="7361">L’ente locale ha infatti avviato alcune iniziative correttive già nel corso del procedimento, sospendendo l’utilizzo delle telecamere per l’accertamento diretto delle infrazioni e predisponendo aggiornamenti alla segnaletica.</p>
<p data-start="7363" data-end="7546">Per questi motivi la sanzione è stata fissata a 4mila euro, una cifra contenuta rispetto alle possibili multe previste dal GDPR, che possono arrivare fino a decine di milioni di euro.</p>
<h2 data-section-id="o231dm" data-start="7553" data-end="7614">Un caso che riaccende il dibattito sulla videosorveglianza</h2>
<p data-start="7616" data-end="7789">La vicenda di Mazara del Vallo rappresenta un esempio concreto delle difficoltà che molti enti locali incontrano nel bilanciare esigenze di sicurezza e tutela della privacy.</p>
<p data-start="7791" data-end="8060">L’utilizzo di tecnologie avanzate per monitorare il traffico e prevenire reati è sempre più diffuso nelle città italiane. Tuttavia queste soluzioni devono rispettare regole precise per garantire che i dati dei cittadini vengano trattati in modo legittimo e trasparente.</p>
<p data-start="8062" data-end="8346">Il provvedimento del Garante ricorda dunque che anche le amministrazioni pubbliche sono tenute a rispettare rigorosamente le norme sulla protezione dei dati personali, soprattutto quando vengono utilizzati sistemi di sorveglianza che possono raccogliere informazioni su larga scala.</p>
<p data-start="8348" data-end="8529" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Un richiamo che, secondo molti osservatori, potrebbe spingere altri enti locali a rivedere le proprie procedure prima di impiegare tecnologie simili per il controllo del territorio.</p>
<h2 data-start="8348" data-end="8529">Il testo del provvedimento</h2>
<p data-start="8348" data-end="8529" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/GarantePrivacy-10227910-1.6.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
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<title>Annullamento delle registrazioni di protocollo: ecco come farlo correttamente</title>
<link>https://www.eventi.news/annullamento-delle-registrazioni-di-protocollo-ecco-come-farlo-correttamente</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Annullare una registrazione di protocollo non è una semplice operazione tecnica. È un atto estremamente delicato, perché il registro di protocollo è un atto pubblico dotato di fede privilegiata [1]. Articolo di Marco Deligios in collaborazione con Sergio Sette Apportare modifiche al registro senza rispettare le norme che ne governano la tenuta può configurare il […]
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<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 01:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Annullamento, delle, registrazioni, protocollo:, ecco, come, farlo, correttamente</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Annullare una registrazione di protocollo non è una semplice operazione tecnica. È un atto estremamente delicato, perché il registro di protocollo è un atto pubblico dotato di fede privilegiata <a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/annullamento-delle-registrazioni-di-protocollo-ecco-come-farlo-correttamente/#_edn1" name="_ednref1"><span>[1]</span></a>.</strong></p>
<hr>
<p><em>Articolo di Marco Deligios in collaborazione con Sergio Sette</em></p>
<p>Apportare modifiche al registro senza rispettare le norme che ne governano la tenuta può configurare il reato di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (<span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:regio.decreto:1930-10-19;1398:1~art479" target="_blank" rel="noopener">art. 479 CP</a></span>) che, riguardando un atto o parte di un atto che fa fede fino a querela di falso, prevede la reclusione da tre a dieci anni (<span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:regio.decreto:1930-10-19;1398:1~art476" target="_blank" rel="noopener">art. 476 CP</a></span>).</p>
<p>Come specificato dall’<span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:2000-12-28;445~art54" target="_blank" rel="noopener">art. 54 del TUDA</a></span>, l’annullamento riguarda <em>le informazioni non modificabili di cui all’</em><span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:2000-12-28;445~art53" target="_blank" rel="noopener"><em>articolo 53 lett. a), b), c), d), e) e f)</em></a></span> :</p>
<ol>
<li><em>numero di protocollo del documento generato automaticamente dal sistema;</em></li>
<li><em>data di registrazione di protocollo assegnata automaticamente dal sistema;</em></li>
<li><em>mittente per i documenti ricevuti o, in alternativa, il destinatario o i destinatari per i documenti spediti;</em></li>
<li><em>oggetto del documento;</em></li>
<li><em>data e protocollo del documento ricevuto, se disponibili;</em></li>
<li><em>l’impronta del documento informatico.</em></li>
</ol>
<p>La procedura descritta dall’art. 54 prevede che le informazioni annullate restino memorizzate nella banca dati. Il sistema informatico dovrà <em>consentire la lettura di tutte le informazioni originarie unitamente alla data, all’identificativo dell’operatore ed agli estremi del provvedimento d’autorizzazione</em>.</p>
<h2>Cosa significa “<em>informazioni non modificabili”</em></h2>
<p>L’art. 54 del TUDA parla di <em>informazioni non modificabili</em>, rimandando all’art. 53 dove queste sono definite come <em>registrate in forma non modificabile</em>.</p>
<p>Come per i documenti informatici, si parla di immodificabilità anche se non esiste nessuna tecnica che la possa garantire, nella norma europea si parla di consentire l’identificazione di ogni successiva modifica dei dati.</p>
<p>L’interfaccia del software di protocollo potrebbe impedire la modifica delle informazioni ma sappiamo che un utente con adeguati privilegi potrebbe intervenire sui record in banca dati aggirando il vincolo applicativo. Per questo motivo l’art. 3.1.6 delle LLGG prevede l’invio quotidiano del registro giornaliero di protocollo al sistema di conservazione limitando così in modo significativo la possibilità di falsificazione del registro.</p>
<h2>Cosa si annulla?</h2>
<p>Un lettore attento coglie una piccola difformità nella norma: l’art. 54 elenca tra le informazioni immodificabili data e protocollo del documento ricevuto, mentre l’art. 53 non esplicita la loro immodificabilità, contrariamente a quanto fa per le restanti informazioni. Inoltre, il legislatore non esplicita il fatto che l’impronta del documento è, come il numero e la data, calcolata automaticamente dal sistema.</p>
<h3>Un po’ di storia</h3>
<p>Nel febbraio 2006, il <span><a href="https://www.agid.gov.it/sites/default/files/repository_files/documenti_indirizzo/guida_alla_redazione_del_manuale_di_gestione_quaderno_n_21b.pdf" target="_blank" rel="noopener">Quaderno 21 del CNIPA</a></span>, modello di riferimento per il manuale di gestione del protocollo informatico, dei documenti e dell’archivio delle pubbliche amministrazioni, al paragrafo 10.6 propose un approccio estremamente restrittivo: <strong>la necessità di modificare anche un solo dei campi registrati in forma non modificabile comporta l’obbligo di annullare l’intera registrazione di protocollo </strong><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/annullamento-delle-registrazioni-di-protocollo-ecco-come-farlo-correttamente/#_edn2" name="_ednref2"><em><strong><span>[2]</span></strong></em></a>.</p>
<p>Nel 2013 l’art. 8 delle regole tecniche per protocollo informatico di cui al <span><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/03/12/14A02099/sg" target="_blank" rel="noopener">DPCM 03-12-2013</a></span>, adottò un approccio più flessibile, introducendo il concetto di <em>rinnovazione</em> del campo <a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/annullamento-delle-registrazioni-di-protocollo-ecco-come-farlo-correttamente/#_edn3" name="_ednref3"><span>[3]</span></a>.</p>
<p>La possibilità di annullamento parziale riguardava solo le informazioni non modificabili inserite manualmente dall’operatore: mittente/destinatario, oggetto, dati di registrazione attribuiti dal mittente.</p>
<p>Questo approccio suscitò critiche nel mondo archivistico <span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/annullamento-delle-registrazioni-di-protocollo-ecco-come-farlo-correttamente/#_edn4" name="_ednref4">[4]</a></span> che segnalava il rischio di perdita dell’affidabilità delle registrazioni soggette a modifica tramite rinnovazione.</p>
<p>Nel 2020 le Linee Guida sul documento informatico chiarirono che le informazioni relative all’oggetto, al mittente e al destinatario di una registrazione di protocollo, non possono essere modificate, ma solo annullate con la procedura prevista dall’art. 54 del TUDA.</p>
<h3>Annullamento delle informazioni e annullamento della registrazione</h3>
<p>L’art. 54 del TUDA parla di <em>annullamento delle informazioni non modificabili</em>, non di annullamento dell’intera registrazione. L’annullamento della registrazione afferma che il documento non avrebbe dovuto essere registrato. L’annullamento di una singola informazione può invece rendersi necessario per correggere inserimenti erronei o parziali.</p>
<p>Nell’operatività dell’archivio sarebbe critico che, per correggere una registrazione imperfetta, si dovesse annullare l’intera registrazione, essendo quindi costretti a registrare nuovamente il documento a cui sarebbero attribuiti un nuovo numero e una nuova data.</p>
<p>Abbandonando il concetto di <em>rinnovazione</em> del DPCM, le LLGG chiariscono che la necessità di modificare le informazioni inserite dall’operatore e registrate in forma immodificabile passa dalla procedura di annullamento dell’art 54 del TUDA.</p>
<p>Da una lettura congiunta degli articoli 53 e 54 del TUDA e delle Linee guida individuiamo quindi due casi:</p>
<ol>
<li>Annullamento delle informazioni registrate in forma immodificabile di cui alle lettere c), d) e e) dell’art. 53 TUDA <strong>non comporta l’annullamento dell’intera registrazione di protocollo</strong>.</li>
<li>Annullamento delle informazioni registrate in forma immodificabile di cui alle lettere a), b), e f) dell’art. 53 TUDA <strong>comporta l’annullamento dell’intera registrazione di protocollo</strong>.</li>
</ol>
<p>Questo approccio risponde a criteri di buon senso: se è stato commesso un errore di immissione dei dati in fase di registrazione (come errori di ortografia o refusi) sarebbe eccessivo annullare l’intera registrazione attribuendo un nuovo numero e una nuova data al documento. Non dimentichiamo che la data di registrazione determina i tempi procedimentali e costituisce riferimento temporale per la validità delle firme elettroniche apposte al documento.</p>
<p>Non è invece pensabile modificare numero, data di protocollo e impronta del documento (e dei suoi allegati) senza ricorrere all’annullamento dell’intera registrazione di protocollo. Ricordiamo che la modifica delle impronte comporterebbe la sostituzione dei documenti all’interno del sistema di gestione documentale!</p>
<h2>Come si annulla?</h2>
<p>Sulla natura dell’atto di annullamento non ci sono dubbi. Si tratta di un <strong>provvedimento amministrativo</strong> i cui estremi devono essere associati alle informazioni oggetto di annullamento (art 54, c.2 TUDA), come tale, il provvedimento deve essere adeguatamente motivato, ed espressamente autorizzato dal Responsabile della gestione documentale , come previsto dall’<span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:2000-12-28;445~art61" target="_blank" rel="noopener">art 61, c. 3, let g)</a></span> del TUDA. Come suggerito dal <span><a href="https://www.agid.gov.it/sites/agid/files/2024-06/vademecum_per_limplementazione_delle_linee_guida_sulla_formazione_gestione_e_conservazione_dei_documenti_informatici.pdf" target="_blank" rel="noopener">Vademecum per l’implementazione delle linee guida</a></span>, i provvedimenti di annullamento devono essere registrati in un registro particolare o nel registro di protocollo<a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/annullamento-delle-registrazioni-di-protocollo-ecco-come-farlo-correttamente/#_edn5" name="_ednref5">[5]</a>. Nel caso si utilizzi un registro particolare, questo dovrà rispettare i requisiti fissati per il registro di protocollo.</p>
<h2>Problematiche organizzative e operative (e soluzioni)</h2>
<p>Ferma restando l’esigenza di garantire il rigore nella gestione degli annullamenti delle registrazioni, o di parte di esse, il procedimento di annullamento deve essere gestito nella normale operatività degli uffici dell’amministrazione, senza costringere a complesse procedure che indurrebbero ad aggirare le indicazioni normative.</p>
<p>Spesso la necessità di annullare una parte di registrazione riguarda l’oggetto: chi esegue la prima registrazione a volte inserisce oggetti astrusi perché non capisce il contenuto del documento. La correzione dell’oggetto, lungi da essere un falso, mira a consentire il reperimento del documento all’interno del sistema di gestione documentale. Considerazioni analoghe possono essere fatte per gli errori di inserimento di mittenti e destinatari.</p>
<p>Nelle piccole organizzazioni spesso chi esegue la registrazione di protocollo è anche responsabile della gestione documentale, il processo di annullamento per apportare correzioni non deve bloccare la sua operatività.</p>
<p>Nelle grandi organizzazioni il responsabile della gestione documentale dovrà delegare con un opportuno provvedimento la responsabilità dell’autorizzazione all’annullamento a uno o più collaboratori.</p>
<p>All’interno del software di gestione del protocollo informatico il processo di annullamento può quindi essere il seguente:</p>
<ol>
<li>l’operatore di protocollo invoca la funzione per richiedere l’annullamento di una o più delle informazioni immodificabili registrate, giustificandone il motivo</li>
<li>il sistema determina se la richiesta determina l’annullamento dell’intera registrazione o di parti di essa</li>
<li>la richiesta di annullamento perviene al cruscotto del responsabile della gestione documentale o a un suo delegato</li>
<li>il responsabile della gestione documentale, valutata la richiesta, la autorizza</li>
<li>il sistema produce automaticamente il <u>provvedimento formale (</u>formato secondo la modalità c) del par. 2.1.1 delle LLGG<u>) <a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/annullamento-delle-registrazioni-di-protocollo-ecco-come-farlo-correttamente/#_edn6" name="_ednref6">[</a></u><span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/annullamento-delle-registrazioni-di-protocollo-ecco-come-farlo-correttamente/#_edn6" name="_ednref6">6]</a></span> e lo sottopone alla sottoscrizione <a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/annullamento-delle-registrazioni-di-protocollo-ecco-come-farlo-correttamente/#_edn7" name="_ednref7"><span>[7]</span></a> del responsabile della gestione documentale</li>
<li>il sistema registra il provvedimento nel registro di protocollo e associa gli estremi del provvedimento d’autorizzazione alle informazioni annullate.</li>
</ol>
<h2>Per concludere: rigorosi sì, complicati no!</h2>
<p>Una buona gestione documentale deve garantire <strong>trasparenza, tracciabilità e operatività</strong> allo stesso tempo.</p>
<p>Come funziona il vostro sistema?</p>
<h2>Note</h2>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/annullamento-delle-registrazioni-di-protocollo-ecco-come-farlo-correttamente/#_ednref1" name="_edn1">[1]</a></span> Cassazione penale sez. II, 12-03-1997, n. 9209</p>
<p><em>In tema di falso documentale, il timbro del protocollo apposto sulla corrispondenza pervenuta ad un ufficio pubblico ha natura di atto pubblico; ed infatti posto che il registro di protocollo è di atto pubblico; ed infatti, posto che il registro di protocollo è indiscutibilmente atto di fede privilegiata, in quanto in esso il pubblico ufficiale attesta l’avvenuta ricezione dall’esterno di un documento nonché la data di tale ricezione e la numerazione progressiva che gli viene attribuita, la materiale apposizione sul documento medesimo del timbro riproducente la data di ricezione ed il numero attribuitogli non costituisce altro che una prosecuzione di detta attività certificatrice, onde che registrazione e riproduzione della stessa sul documento costituiscono un’operazione unica e contestuale avente la stessa natura.</em></p>
<p>Cassazione penale, sezione V, 20-06-2025 n. 28480</p>
<p><em>in tema di falso documentale, sono documenti dotati di fede privilegiata, ex art. 476, comma secondo, cod. pen., quelli emessi dal pubblico ufficiale investito di una speciale potestà documentatrice, attribuita da una legge o da norme regolamentari, anche interne, ovvero desumibili dal sistema, in forza della quale l’atto assume una presunzione di verità, ossia di massima certezza eliminabile solo con l’accoglimento della querela di falso o con </em><em>sentenza penale</em>.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/annullamento-delle-registrazioni-di-protocollo-ecco-come-farlo-correttamente/#_ednref2" name="_edn2">[2]</a></span> <strong>10.6 Annullamento delle registrazioni di protocollo</strong></p>
<p>La necessità di modificare – anche un solo campo <em>tra quelli obbligatori della registrazione di protocollo, registrati in forma non modificabile – </em>per correggere errori verificatisi in sede di immissione manuale di dati o attraverso l’interoperabilità dei sistemi di protocollo mittente e destinatario, comporta l’obbligo di annullare l’intera registrazione di protocollo.</p>
<p>Le informazioni relative alla registrazione di protocollo annullata rimangono memorizzate nel registro informatico del protocollo per essere sottoposte alle elaborazioni previste dalla procedura, ivi comprese le visualizzazioni e le stampe, nonché la data, l’ora e l’autore dell’annullamento e gli estremi dell’autorizzazione all’annullamento del protocollo rilasciata dal RSP.</p>
<p>In tale ipotesi la procedura riporta la dicitura “annullato” in posizione visibile e tale, da consentire la lettura di tutte le informazioni originarie. Il sistema registra l’avvenuta rettifica, la data ed il soggetto che è intervenuto.</p>
<p>Solo il RSP è autorizzato ad annullare, ovvero a dare disposizioni di annullamento delle registrazioni di protocollo.</p>
<p>L’annullamento di una registrazione di protocollo generale deve essere richiesto con specifica nota, adeguatamente motivata, indirizzata al RSP.</p>
<p>A tal fine è istituito un registro (informatico o cartaceo) per le richieste di annullamento delle registrazioni e dei dati obbligatori delle registrazioni.</p>
<p>Il registro riporta i motivi dell’annullamento e, se il documento è stato protocollato nuovamente, il nuovo numero di protocollo assegnato.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/annullamento-delle-registrazioni-di-protocollo-ecco-come-farlo-correttamente/#_ednref3" name="_edn3"><span>[3]</span></a> <strong>Art. 8 Annullamento delle informazioni registrate in forma immodificabile</strong></p>
<ol>
<li>L’annullamento anche di una sola delle informazioni generate o assegnate automaticamente dal sistema e registrate in forma immodificabile determina l’automatico e contestuale annullamento della intera registrazione di protocollo.</li>
<li>L’annullamento anche di un solo campo delle altre informazioni registrate in forma immodificabile, necessario per correggere errori intercorsi in sede di immissione di dati delle altre informazioni, deve comportare la rinnovazione del campo stesso con i dati corretti e la contestuale memorizzazione, in modo permanente, del valore precedentemente attribuito unitamente alla data, l’ora e all’autore della modifica. La disposizione di cui al primo periodo si applica per lo stesso campo, od ogni altro, risultato successivamente errato.</li>
<li>Le informazioni originarie, successivamente annullate, vengono memorizzate secondo le modalità specificate nell’art. 54 del testo unico.</li>
</ol>
<p><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/annullamento-delle-registrazioni-di-protocollo-ecco-come-farlo-correttamente/#_ednref4" name="_edn4"><span>[4]</span></a> G. Penzo Doria <span><a href="https://www.interlex.it/pa/penzodoria5.html" target="_blank" rel="noopener">Oggetto immodificabile nel protocollo informatico?</a></span> Interlex, 10 aprile 2017.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/annullamento-delle-registrazioni-di-protocollo-ecco-come-farlo-correttamente/#_ednref5" name="_edn5">[5]</a></span> <em>Si suggerisce di attivare un registro particolare, nell’ambito del sistema di gestione documentale dove raccogliere i provvedimenti di cui ai due paragrafi sopra riportati. In tal modo si avrà una raccolta ordinata di tali provvedimenti e un sicuro riferimento ai medesimi. In alternativa è possibile registrare i provvedimenti di annullamento nel registro generale.</em></p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/annullamento-delle-registrazioni-di-protocollo-ecco-come-farlo-correttamente/#_ednref6" name="_edn6"><span>[6]</span></a> <em>memorizzazione su supporto informatico in formato digitale delle informazioni risultanti da transazioni o processi informatici o dalla presentazione telematica di dati attraverso moduli o formulari resi disponibili all’utente;</em></p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/annullamento-delle-registrazioni-di-protocollo-ecco-come-farlo-correttamente/#_ednref7" name="_edn7">[7]</a></span> <em>Ai sensi dell’art. 21-septies della l. 7 agosto 1990, n. 241 («Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi»), è nullo il provvedimento amministrativo privo di sottoscrizione (autografa o equipollente), essendo questa un elemento essenziale dell’atto.</em></p>
<p>TAR Abruzzo, Pescara, 8 giugno 2020, n. 174</p>
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<title>PA, al tavolo FLP smart working, rinnovi CCNL e formazione: “Serve una svolta”</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
 Smart working ridotto in diversi ministeri, rinnovi contrattuali in corso, formazione e nuove sfide legate alla digitalizzazione. Sono alcuni dei temi emersi dal tavolo di lavoro promosso da FLP il 12 marzo a Roma, dedicato al futuro del lavoro pubblico. Il confronto, intitolato “Innovazione nella pubblica amministrazione, rinnovi contrattuali, percorsi di carriera e qualità del […]
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<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 01:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>PA, tavolo, FLP, smart, working, rinnovi, CCNL, formazione:, “Serve, una, svolta”</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="841" data-end="1087"><strong data-start="841" data-end="962"> Smart working ridotto in diversi ministeri, rinnovi contrattuali in corso, formazione e nuove sfide legate alla digitalizzazione. </strong>Sono alcuni dei temi emersi dal tavolo di lavoro promosso da FLP il 12 marzo a Roma, dedicato al futuro del lavoro pubblico.</p>
<p data-start="1089" data-end="1471">Il confronto, intitolato <em data-start="1114" data-end="1234">“Innovazione nella pubblica amministrazione, rinnovi contrattuali, percorsi di carriera e qualità del lavoro pubblico”</em>, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del sindacato, della dirigenza pubblica, della ricerca e della politica per discutere come accompagnare la trasformazione della macchina amministrativa con modelli organizzativi più moderni.</p>
<h2 data-start="1129" data-end="1193">Il tavolo FLP sull’innovazione nella pubblica amministrazione</h2>
<p data-start="1195" data-end="1383">L’incontro, con la regia di FLP e moderato dal giornalista RAI <strong data-start="1258" data-end="1279">Roberto Inciocchi</strong>, ha rappresentato un momento di confronto su alcune delle questioni più urgenti per il lavoro pubblico.</p>
<p data-start="1385" data-end="2183">Al tavolo hanno preso parte <strong data-start="1413" data-end="1433">Marco Carlomagno</strong>, segretario generale FLP, <strong data-start="1460" data-end="1478">Antonio Naddeo</strong>, presidente ARAN, <strong data-start="1497" data-end="1518">Giovanni Anastasi</strong>, presidente Formez PA, <strong data-start="1542" data-end="1562">Gabriella Ancora</strong>, presidente nazionale CIU Unionquadri,</p>
<p data-start="1385" data-end="2183"><strong data-start="1602" data-end="1623">Michele Camisasca</strong>, direttore generale ISTAT, <strong data-start="1651" data-end="1669">Marcello Fiori</strong>, direttore generale INAIL, <strong data-start="1858" data-end="1877">Ilaria Mariotti</strong>, professoressa associata di Economia applicata al Politecnico di Milano, <strong data-start="1951" data-end="1972">Alessandra Pedone</strong>, ricercatrice INAPP, <strong data-start="1994" data-end="2014">Giulio Francisci</strong>, ricercatore e membro del Centro di ricerca Leopoldo Elia dell’Università LUMSA, oltre ai deputati <strong data-start="2114" data-end="2129">Andrea Casu</strong>, <strong data-start="2131" data-end="2160">Francesco Emilio Borrelli</strong> e <strong>Vito De Palma</strong>.</p>
<p data-start="2185" data-end="2375">L’obiettivo è stato quello di aprire una riflessione condivisa su una fase in cui rinnovi contrattuali, riforme organizzative e nuove tecnologie stanno ridefinendo il funzionamento della PA.</p>
<h2 data-start="2377" data-end="2420">Smart working nella PA: l’allarme di FLP</h2>
<p data-start="2422" data-end="2646">Tra i temi centrali del tavolo c’è stato il ridimensionamento dello <strong data-start="2490" data-end="2538">smart working nella pubblica amministrazione</strong>, indicato da FLP come uno dei segnali più evidenti delle tensioni che attraversano oggi il lavoro pubblico.</p>
<p data-start="2648" data-end="3186">A sollevare la questione è stato <strong data-start="2681" data-end="2701">Marco Carlomagno</strong>, secondo cui in molti ministeri e uffici pubblici si starebbe registrando una riduzione significativa del lavoro agile. In diverse amministrazioni centrali, ha spiegato, <strong>i giorni di smart working sarebbero stati tagliati fino al 50%</strong>. Alla Presidenza del Consiglio, per esempio, si sarebbe passati da due giorni settimanali a uno. Negli uffici centrali del Ministero della Giustizia la situazione è simile, mentre in alcuni tribunali si sarebbe arrivati anche all’azzeramento.</p>
<p data-start="3188" data-end="3437">Riduzioni si registrerebbero anche al Ministero dell’Economia, al Ministero della Difesa e nei dipartimenti dell’Università e della Ricerca. In altre amministrazioni il quadro appare più stabile, ma per FLP la tendenza complessiva merita attenzione.</p>
<p data-start="3439" data-end="3913">Carlomagno ha richiamato anche il <a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/smart-working-nella-pa-la-ricerca-europea-remaking-conferma-benefici-per-lavoratori-e-territori/" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="3473" data-end="3502">progetto europeo REMAKING</strong></a>, finanziato dal programma Horizon, al quale la federazione ha partecipato e che ha analizzato l’organizzazione del lavoro da remoto in diversi Paesi europei. Dalle ricerche, ha osservato, emerge che il modello più efficace non è né il ritorno totale alla presenza né il remoto integrale, bensì <strong data-start="3797" data-end="3827">un modello ibrido regolato</strong>, capace di tenere insieme efficienza, benessere dei lavoratori e qualità dei servizi.</p>
<h2 data-start="3439" data-end="3913">Lavoro ibrido, qualità della vita e aumento della natalità</h2>
<p data-start="3439" data-end="3913">A dare una più approfondita descrizione del progetto REMAKING,  è intervenuta anche <strong data-start="1858" data-end="1877">Ilaria Mariotti</strong>, professoressa associata di Economia applicata al <strong>Politecnico di Milano</strong> che ha evidenziato gli impatti rilevati del lavoro a distanza sugli individui, sulle imprese e in particolar modo sul territorio. Nello specifico, sono state studiate le determinanti di soddisfazione di vita (Personal Wellbeing Index), su cui il lavoro ibrido è risultato avere un peso determinante in positivo.</p>
<p data-start="3439" data-end="3913">Su un campione di 14 mila intervistati, uno dei risultati più interessanti riguarda <strong>il rapporto tra lavoro agile e incremento della natalità</strong>, come dimostrato anche dall’Università di Stanford. Il tema della decrescita demografica in Italia è centrale e urgente e la flessibilità nelle modalità di lavoro potrebbe concretamente aiutare a risolvere il problema.</p>
<p data-start="3915" data-end="4120">In conclusione, mentre molti Paesi rafforzano modelli organizzativi basati su obiettivi e risultati, in Italia si rischia un ritorno a un’impostazione centrata soprattutto sulla presenza fisica.</p>
<h2 data-start="4122" data-end="4168">Contrattazione e rinnovi: il ruolo del CCNL</h2>
<p data-start="4170" data-end="4339">Nel suo intervento introduttivo Carlomagno ha posto al centro del dibattito il ruolo della contrattazione collettiva nella trasformazione della pubblica amministrazione.</p>
<p data-start="4341" data-end="4732"><strong>“La contrattazione, ora, deve diventare uno strumento centrale per accompagnare le riforme e non per subirle</strong>”, ha spiegato, aggiungendo che per FLP il contratto collettivo deve essere la leva per riconoscere diritti, tutele e dignità al lavoro pubblico, ma anche per fornire alle amministrazioni regole moderne e coerenti con la trasformazione digitale e con i nuovi modelli di servizio.</p>
<p data-start="4734" data-end="5096">Nel dicembre 2025 si è aperta la trattativa per il rinnovo del <strong data-start="4797" data-end="4833">CCNL Funzioni Centrali 2025-2027</strong>, avviata per la prima volta nel primo anno del triennio di riferimento. La nuova stagione contrattuale si inserisce in un quadro che prevede il finanziamento di tre tornate di rinnovo fino al 2028-2030, per un valore complessivo di circa <strong data-start="5072" data-end="5095">31 miliardi di euro</strong>.</p>
<p data-start="5098" data-end="5505">“<strong data-start="5099" data-end="5264">Si tratta di un passaggio di sistema che leggiamo anche come esito di una pressione sindacale costante. Abbiamo contribuito a superare un lungo periodo di stallo</strong>”, ha detto Carlomagno, sottolineando inoltre che nel negoziato con l’ARAN la FLP insiste sul rafforzamento del lavoro agile e da remoto, in collegamento con il dibattito su smart working, nuove modalità di lavoro e organizzazione dei tempi.</p>
<h2 data-start="5507" data-end="5566">Non solo smart working nel lavoro pubblico: produttività, welfare e carriere</h2>
<p data-start="5568" data-end="5801">Per FLP, però, il confronto contrattuale non può fermarsi al lavoro agile. Molti aspetti che dovrebbero essere regolati dalla contrattazione continuano infatti a essere condizionati da vincoli legislativi che ne limitano l’efficacia.</p>
<p data-start="5803" data-end="6161">Tra le priorità indicate dalla federazione figura <strong data-start="5855" data-end="5956">l’estensione e il rafforzamento della detassazione dei fondi di produttività nel settore pubblico. </strong>Si tratta della rimozione della norma introdotta a fine 2024 che impedisce l’utilizzo delle risorse di bilancio per il welfare aziendale. Altra priorità è il superamento del blocco dei fondi di produttività fermo ai valori del 2016.</p>
<p data-start="6163" data-end="6540">Carlomagno ha poi richiamato la necessità di rafforzare la partecipazione dei lavoratori, attribuendo a organizzazioni sindacali e RSU un ruolo più incisivo nella definizione dell’organizzazione del lavoro, e ha insistito su <strong data-start="6388" data-end="6411">formazione continua</strong> e <strong data-start="6414" data-end="6448">sicurezza nei luoghi di lavoro</strong> come condizioni indispensabili per costruire un benessere organizzativo reale e misurabile.</p>
<p data-start="6542" data-end="7172">Altro tema centrale è quello dei <strong data-start="6575" data-end="6599">percorsi di carriera</strong>, a lungo frenati da norme che hanno reso molto difficile la crescita professionale del personale. In questo quadro pesa anche il nodo dell’<strong data-start="6739" data-end="6777">area delle elevate professionalità</strong>, che in molte amministrazioni non è stata ancora formalmente istituita. Secondo FLP, alcune disposizioni del <strong data-start="6887" data-end="6901">DL 80/2021</strong> hanno favorito l’accesso dall’esterno a posizioni che potrebbero essere coperte da professionalità già presenti nella PA. Da qui la richiesta di definire quote chiare di posizioni, procedure dedicate e misure in deroga che consentano di valorizzare il personale interno.</p>
<h2 data-start="7174" data-end="7235">Naddeo: nei contratti già diversi strumenti di innovazione del lavoro pubblico</h2>
<p data-start="7237" data-end="7686">Sul tema della contrattazione è intervenuto anche <strong data-start="7287" data-end="7305">Antonio Naddeo. </strong> Il presidente dell’<strong>ARAN</strong> ha richiamato il ruolo della negoziazione come punto di equilibrio tra le esigenze delle amministrazioni e quelle dei lavoratori. I contratti, ha osservato, nascono sempre da un confronto tra le parti. Quando vengono firmati, significano che esiste una volontà condivisa di introdurre regole e strumenti destinati poi a essere applicati concretamente.</p>
<p data-start="7688" data-end="8188">Secondo il presidente ARAN, nei contratti degli ultimi anni sono già stati inseriti numerosi strumenti di innovazione organizzativa. Il <strong data-start="7813" data-end="7831">CCNL 2019-2021</strong>, ad esempio, contiene una regolamentazione della disciplina dello smart working. Tuttavia la sua applicazione concreta dipende dalle scelte delle singole amministrazioni e dalla capacità della dirigenza di gestire modelli di lavoro diversi da quelli tradizionali. In alcuni casi, ha osservato, permane una resistenza culturale legata a una gestione ancora fondata sulla presenza fisica.</p>
<p data-start="8190" data-end="8581">Il <strong data-start="8194" data-end="8212">CCNL 2022-2024</strong> inoltre prevede in via sperimentale la <strong data-start="8261" data-end="8291">settimana lavorativa corta.</strong> Ovvero la possibilità di concentrare l’orario di lavoro in quattro giorni invece che in cinque, senza ridurre il monte ore complessivo. L’esperimento, ha spiegato, non è ancora stato adottato in modo diffuso, ma potrebbe essere ulteriormente sviluppato nella prossima stagione contrattuale.</p>
<h2 data-start="8190" data-end="8581">Welfare, gestione generazionale e intelligenza artificiale nella PA</h2>
<p data-start="8583" data-end="9047">Naddeo ha poi richiamato il tema del <strong data-start="8620" data-end="8641">welfare aziendale</strong>, che può rappresentare una leva importante. Questo soprattutto in fasi di risorse limitate, pur in presenza di vincoli normativi che ne frenano l’efficacia. Ha sottolineato anche l’importanza dell’<strong data-start="8831" data-end="8849">age management.</strong> È necessario gestire le differenze generazionali in amministrazioni in cui oggi convivono giovani neoassunti e dipendenti prossimi alla pensione, dopo oltre quindici anni di blocco del turnover.</p>
<p data-start="9049" data-end="9645">Tra le novità della trattativa in corso figura anche l’<strong data-start="9104" data-end="9141">intelligenza artificiale nella PA</strong>. Naddeo ha spiegato che l’ARAN ha inserito nel confronto contrattuale norme dedicate alla regolamentazione dell’uso dell’AI, soprattutto quando incide sull’organizzazione del lavoro e sulla gestione del personale. In particolare, lavoratori e sindacati devono poter conoscere gli algoritmi utilizzati, mentre la responsabilità delle decisioni resta in capo alla dirigenza. Il contratto prevede inoltre specifiche misure di <strong data-start="9565" data-end="9593">formazione del personale</strong> per un utilizzo consapevole delle nuove tecnologie.</p>
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<h2 data-start="282" data-end="345">Innovazione digitale e formazione: il ruolo delle competenze</h2>
<p data-start="347" data-end="583">Anche <strong data-start="412" data-end="433">Giovanni Anastasi</strong>, presidente di <strong>Formez PA</strong>, ha affrontato il tema dell’innovazione tecnologica, richiamando l’importanza della formazione per accompagnare la trasformazione digitale della pubblica amministrazione.</p>
<p data-start="585" data-end="1065">Secondo Anastasi, l’introduzione di strumenti come l’intelligenza artificiale richiede un investimento significativo sulle competenze dei dipendenti pubblici. Questo affinché le tecnologie diventino realmente strumenti di supporto e non fattori di esclusione. Proprio in questa direzione Formez ha avviato iniziative di formazione e divulgazione sull’uso dell’AI, con l’obiettivo di favorire una maggiore consapevolezza nell’utilizzo delle nuove tecnologie.</p>
<p data-start="1067" data-end="1582">Tra le esperienze richiamate dal presidente di Formez figura anche lo sviluppo di <strong>Camilla</strong>, l’<strong data-start="1152" data-end="1199">assistente virtuale per i concorsi pubblici</strong> realizzato in collaborazione con il consorzio <strong>CSI Piemonte</strong>. Neonato anche <strong>Prometeo, </strong>progettato come strumento di ausilio al lavoro.   L’obiettivo è utilizzare l’intelligenza artificiale per semplificare l’accesso alle informazioni e migliorare l’efficienza dei servizi. Il tutto mantenendo allo stesso tempo all’interno del settore pubblico il controllo sulle tecnologie e sui dati.</p>
<p data-start="1584" data-end="2092" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La modernizzazione della PA, ha osservato Anastasi, non riguarda soltanto l’adozione di nuove piattaforme digitali, ma anche<strong> la capacità di ripensare processi organizzativi e modelli formativi</strong>. In prospettiva, la formazione dovrà diventare sempre più continua e mirata allo sviluppo delle capacità di analisi e di utilizzo consapevole delle informazioni, competenze fondamentali. Soprattutto in un contesto in cui l’accesso ai dati è sempre più diffuso ma richiede strumenti adeguati per essere interpretato e utilizzato.</p>
<h2 data-start="1584" data-end="2092">INAIL e il gap generazionale nella Pubblica Amministrazione</h2>
<p data-start="1584" data-end="2092" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Nel suo intervento, il direttore generale INAIL<strong data-start="1651" data-end="1669"> Marcello Fiori </strong>ha messo in evidenza le innovazioni già apportate come i nuovi contratti che hanno sbloccato lo stallo del turnover fermo dal 2015.</p>
<p data-start="1584" data-end="2092" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Fiori si è poi riagganciato al tema della formazione discusso da Anastasi, sottolineando l’aumento consistente di formazione per i dipendenti della PA rispetto al passato. Formazione facilitata attraverso la piattaforma<a href="https://www.syllabus.gov.it/portale/web/syllabus" target="_blank" rel="noopener"><strong> Syllabus</strong></a> che permette oltretutto di collezionare crediti formativi. Grazie alla rivoluzione digitale dunque la formazione è a portata di clic per tutti i lavoratori anche del più piccolo Comune.</p>
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<p data-start="1584" data-end="2092" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Ma il tema che il direttore INAIL ritiene più urgente è quello del <strong>gap generazionale all’interno della PA</strong>. Una nuova generazione sta entrando negli uffici delle pubbliche amministrazioni e i temi da tenere conto sono l’attrattività che però non deve portare solo quantità ma qualità delle figure professionali.</p>
<p data-start="1584" data-end="2092" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Avendo saltato tre generazioni nel turnover, oggi siamo fronte a un cambiamento sociale profondissimo, aggiunge Fiori, che ha mutato la visione del mondo del lavoro. La generazione Z dà priorità alla qualità della vita rispetto al lavoro. Per cui gli schemi del passato non possono essere applicati a questi nuovi dipendenti e di conseguenza la contrattazione deve mettersi al passo</p>
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<h2 data-start="10383" data-end="10425">ISTAT: analizzare i dati per individuare le priorità</h2>
<p><strong data-start="1602" data-end="1623">Michele Camisasca</strong>, direttore generale ISTAT, ha messo in evidenza come la complessità delle sfide da affrontare sia in diretta proporzione alla complessità della PA, o meglio, delle tante PA.</p>
<p>La PA è il più grande datore di lavoro in Italia e conta oltre 3 milioni e 60mila lavoratori. È estremamente importante, dice Camisasca, <strong>l’osservazione del fenomeno PA e come cambia. </strong>E questo è possibile attraverso l’analisi di dati raccolti da ISTAT ma anche da altre fonti importanti, come per esempio i risultati degli studi delle co-relatrici presenti al tavolo FLP, Ilaria Mariotti del Politecnico di Milano e Alessandra Pedone, ricercatrice INAPP.</p>
<p>I posti di lavoro inoltre sono in costante aumento per via della fase PNRR e perché è cambiato il modello di lavoro. Nel momento in cui si ha consapevolezza di “quanti siamo e come cambiamo” si potrà capire come intervenire.</p>
<p>Le priorità evidenziate da ISTAT sono la modernizzazione organizzativa e tecnologica delle città, l’investimento sulla forza lavoro, la valorizzazione delle competenze attuali. In particolare, spiega Camisasca, va valutato come le riforme della PA stanno facendo breccia e la percezione dei cittadini rispetto al cambiamento.</p>
<p>La raccolta dei dati non si ferma e ISTAT annuncia un nuovo censimento di tutte le istituzioni pubbliche che verrà presentato nel corso del Forum PA del prossimo giugno. Una “mega indagine” che l’ente metterà a disposizione per una conoscenza dettagliata di tutti gli aspetti della trasformazione in atto.</p>
<h2 data-start="10383" data-end="10425">La sfida della modernizzazione della PA</h2>
<p data-start="10427" data-end="10789">Dal confronto emerso al tavolo FLP si rafforza la consapevolezza che la pubblica amministrazione italiana stia attraversando una fase di transizione decisiva. Innovazione digitale, nuovi modelli organizzativi e rinnovi contrattuali possono rappresentare un’opportunità concreta per rafforzare l’efficienza dei servizi pubblici e migliorare la qualità del lavoro.</p>
<p data-start="10791" data-end="11135">Per FLP, la contrattazione può svolgere un ruolo decisivo a condizione che non si limiti a gestire l’esistente, ma accompagni davvero il cambiamento. È questa la direttrice lungo cui si è mosso il confronto di Roma. Fare in modo di tenere insieme innovazione, diritti dei lavoratori e qualità dei servizi in una fase cruciale per il futuro del lavoro pubblico.</p>
<p>The post <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/pa-al-tavolo-flp-smart-working-lavoro-pubblico-e-nuovi-contratti-serve-svolta/">PA, al tavolo FLP smart working, rinnovi CCNL e formazione: “Serve una svolta”</a> appeared first on <a href="https://lentepubblica.it/">lentepubblica.it</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Codici: class action contro Acea Energia per i contratti attivati all’insaputa dei clienti</title>
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Codici: class action contro Acea Energia per i contratti attivati all’insaputa dei clienti. Azione legale contro la società, sanzionata per 2 mln di euro dal Garante Privacy. Contratti attivati da agenti porta a porta all’insaputa dei clienti. Questo è il motivo della sanzione da 2 milioni di euro inflitta dal Garante Privacy ad Acea Energia, […]
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<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 18:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Codici:, class, action, contro, Acea, Energia, per, contratti, attivati, all’insaputa, dei, clienti</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Codici: class action contro Acea Energia per i contratti attivati all’insaputa dei clienti. Azione legale contro la società, sanzionata per 2 mln di euro dal Garante Privacy.</strong></p>
<hr>
<p class="xmprfx_MsoNormal">Contratti attivati da agenti porta a porta all’insaputa dei clienti. Questo è il motivo della sanzione da 2 milioni di euro inflitta dal Garante Privacy ad Acea Energia, nei confronti della quale si muove ora Codici con una class action. Alla luce delle gravi violazioni riscontrate dal Gpdp nel trattamento dei dati personali di oltre 1.200 clienti nell’ambito della fornitura di energia elettrica e gas, l’associazione dei consumatori ha deciso di avviare un’azione legale che punta al rimborso degli utenti danneggiati.</p>
<p class="xmprfx_MsoNormal">“<em>L’attivazione di contratti non richiesti è una problematica seria e, purtroppo, cronica del settore energia</em> – dichiara <strong>Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/codici/" target="_blank" rel="noopener">Codici</a></span></strong> –<em> e questo ennesimo intervento da parte delle autorità lo conferma. Dopo il provvedimento sanzionatorio ora è necessario un ulteriore passaggio. Acea Energia deve rimborsare i clienti danneggiati ed è quello che chiediamo con la class action che stiamo avviando</em>”.</p>
<h2>I contratti attivati all’insaputa dei clienti secondo il Garante della Privacy</h2>
<p class="xmprfx_MsoNormal">Entrando nel dettaglio della sanzione inflitta dal Gpdp, in una nota l’autorità spiega di essere intervenuta a seguito di molteplici istanze riguardanti l’utilizzo di dati inesatti e non aggiornati di clienti della società per la conclusione di contratti non richiesti. In particolare, i reclamanti lamentavano di aver appreso dell’instaurazione del rapporto di somministrazione, solo dopo aver ricevuto comunicazioni di Acea dell’avvenuta attivazione della fornitura o di solleciti di pagamento, affermando di non aver mai avuto alcun contatto, né personale né a distanza, con la società. Alcuni reclami riguardavano inoltre il tardivo o mancato riscontro di Acea alle richieste di esercizio dei diritti ai sensi della normativa privacy.</p>
<p class="xmprfx_MsoNormal">Dalle ispezioni in sede, fa sapere sempre il Garante Privacy, è emerso che i trattamenti oggetto delle istanze avvenivano mediante società incaricate da Acea Energia di procacciare potenziali clienti, sul cui operato non veniva effettuata adeguata vigilanza. L’istruttoria ha accertato che Acea non aveva adottato misure tecniche e organizzative idonee a prevenire eventuali utilizzi fraudolenti dei documenti acquisiti dagli agenti porta a porta o dai partner della società.</p>
<p class="xmprfx_MsoNormal">Gli agenti, stando sempre al Gdpd, potevano entrare in possesso delle generalità degli interessati mediante dispositivi mobili, scattando ad esempio foto dei documenti, per poi procedere a loro insaputa all’attivazione delle forniture anche mediante firma apocrifa. Inadeguato, infine, il sistema di monitoraggio attraverso recall, volto a verificare l’effettiva volontà del cliente di sottoscrivere un contratto.</p>
<h2>Il commento di Codici</h2>
<p class="xmprfx_MsoNormal">“<em>Oltre alla sanzione</em> – afferma Giacomelli –, <em>il Garante ha ingiunto ad Acea l’adozione di diverse misure correttive. Tra queste, l’utilizzo di alert per monitorare l’osservanza delle procedure contrattuali da parte degli agenti, il controllo periodico dell’esattezza delle informazioni acquisite e l’individuazione di specifici tempi di conservazione dei dati dei clienti. Ci auguriamo che questo intervento serva da monito a tutto il settore affinché vengano rispettati i diritti dei consumatori e le norme</em>”.</p>
<p class="xmprfx_MsoNormal">I consumatori che si sono ritrovati con un contratto con Acea Energia attivato a propria insaputa possono rivolgersi a Codici per partecipare alla class action per la richiesta di rimborso alla luce di quanto avvenuto. È possibile contattare l’associazione dei consumatori telefonando al numero <strong>065571996</strong>, inviando un messaggio WhatsApp al numero <strong>3757793480</strong> o scrivendo un’e-mail a <span><a href="mailto:segreteria.sportello@codici.org" target="_blank" rel="noopener">segreteria.sportello@codici.org</a></span>.</p>
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<title>Intelligenza artificiale ed etica nella PA futura: il confronto internazionale tra Italia e Stati Uniti</title>
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Intelligenza artificiale nella PA, etica e valore pubblico: il confronto internazionale entra nel vivo. A Roma, nella sede della Pontificia Università Antonianum, esperti istituzionali, accademici e rappresentanti della pubblica amministrazione si sono incontrati per discutere come governare la trasformazione dell’IA nel lavoro pubblico e nella società. Al centro del dibattito il ruolo dell’Osservatorio internazionale per […]
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<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 18:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Intelligenza, artificiale, etica, nella, futura:, confronto, internazionale, tra, Italia, Stati, Uniti</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p>Intelligenza artificiale nella PA, etica e valore pubblico: il confronto internazionale entra nel vivo. A Roma, nella sede della Pontificia Università Antonianum, esperti istituzionali, accademici e rappresentanti della pubblica amministrazione si sono incontrati per discutere come governare la trasformazione dell’IA nel lavoro pubblico e nella società.</p>
<p>Al centro del dibattito il ruolo dell’<strong data-start="792" data-end="882"><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/nasce-osservatorio-per-intelligenza-integrale-etica-valore-pubblico-formez/" target="_blank" rel="noopener">Osservatorio</a> internazionale per l’Intelligenza Integrale, l’Etica e il Valore Pubblico</strong>, avviato lo scorso dicembre grazie alla collaborazione tra <strong>Formez PA</strong>, la <strong>Pontificia Università Antonianum </strong>(PUA) e il <strong>CSI Piemonte</strong>, in collaborazione con il <b>Data Science Academic Institute – Mississippi State University </b>per promuovere un dialogo permanente tra ricerca, istituzioni e professioni.</p>
<p data-start="2905" data-end="3234">“Il nostro Osservatorio nasce con una vocazione universale – ha spiegato <strong data-start="2978" data-end="2999">Giovanni Anastasi</strong>, <strong>Presidente di <a href="https://www.formez.it/" target="_blank" rel="noopener">Formez PA</a></strong> –. Il principio del ‘fare per imparare’ si sposa perfettamente con le nuove tecnologie: non si parte da modelli teorici ma dalla sperimentazione, dalla capacità di confrontarsi con ciò che ancora non conosciamo”. Da qui la necessità di promuovere un’<strong>Intelligenza Integrale</strong>.</p>
<p data-start="3236" data-end="3478">Secondo Anastasi, l’intelligenza artificiale nella PA rappresenta una trasformazione che richiede apertura e confronto internazionale per evitare l’autoreferenzialità dei sistemi istituzionali e favorire una visione realmente globale dell’innovazione.</p>
<h3>IA, etica e valore pubblico: confronto internazionale tra istituzioni e università sul futuro del lavoro pubblico</h3>
<p data-start="424" data-end="691">Il convegno “<strong>Fare per imparare. Etica e formazione nell’era dell’intelligenza artificiale</strong>”, ospitato il 10 marzo nella sede romana della Pontificia Università Antonianum, ha rappresentato il primo momento di confronto internazionale promosso dall’Osservatorio.</p>
<p data-start="693" data-end="918">L’iniziativa ha riunito istituzioni, accademici e rappresentanti del mondo professionale per discutere come governare una trasformazione tecnologica destinata a incidere profondamente su società, lavoro pubblico e formazione.</p>
<p data-start="920" data-end="1252">Ad aprire i lavori è stato <strong>Agustín Hernández Vidales,</strong> Magnifico Rettore dell’Antonianum, che ha sottolineato il valore simbolico della scelta dell’università come luogo dell’incontro: uno spazio dedicato alla conoscenza, alla ricerca e alla formazione delle nuove generazioni, elementi indispensabili per comprendere e orientare le trasformazioni in atto.</p>
<p data-start="1254" data-end="1952">Il confronto è entrato subito nel vivo con il contributo dei rappresentanti della <strong data-start="1336" data-end="1368">Mississippi State University</strong>, coinvolti nel dialogo internazionale avviato dall’Osservatorio. Per i docenti dell’ateneo statunitense, le università hanno oggi una responsabilità particolare: contribuire con la ricerca e il pensiero critico alla definizione delle politiche pubbliche e alla comprensione degli impatti dell’intelligenza artificiale sulla società. La collaborazione con l’Osservatorio – è stato sottolineato – rappresenta l’inizio di un percorso di lungo periodo che mira a mettere insieme accademici, ingegneri e pubblica amministrazione per affrontare in modo condiviso le sfide dell’innovazione.</p>
<h3 data-start="1954" data-end="2000">Dati, tecnologia e pubblica amministrazione</h3>
<p data-start="2002" data-end="2128">Nel corso del dibattito è emersa con forza anche la dimensione tecnologica e infrastrutturale della trasformazione digitale.</p>
<p data-start="2130" data-end="2782"><strong data-start="2130" data-end="2149">Giovanni Rubino</strong>, direttore del personale, organizzazione e Digital Campus del CSI Piemonte, ha ricordato come il consorzio nasca oltre cinquant’anni fa con l’obiettivo di sostenere l’informatizzazione della Regione Piemonte. Oggi il CSI rappresenta una realtà con una lunga esperienza nella gestione dei sistemi informativi pubblici e nello sviluppo di piattaforme cloud. Proprio per questo – ha osservato – l’Osservatorio può diventare un luogo di connessione tra ricerca, tecnologia e bisogni concreti della pubblica amministrazione, che deve affrontare sfide importanti, tra cui il ricambio generazionale e la crescita delle competenze digitali.</p>
<p data-start="2784" data-end="3318">Un contributo è arrivato anche da <strong data-start="2818" data-end="2839">Patrizia Ravaioli</strong>, Direttrice generale di Formez PA, intervenuta in collegamento video. Ravaioli ha sottolineato come l’uso dell’intelligenza artificiale sia già entrato nelle attività dell’istituto, ad esempio attraverso lo sviluppo di strumenti di assistenza virtuale disponibili sulla piattaforma della pubblica amministrazione. <strong>IA, etica e formazione – ha spiegato – devono procedere insieme,</strong> perché l’innovazione tecnologica non può essere separata dalla responsabilità sociale e istituzionale.</p>
<h3 data-start="3320" data-end="3360">L’etica dell’intelligenza artificiale nella PA</h3>
<p data-start="3362" data-end="3467">Una parte significativa del dibattito ha riguardato <strong>la dimensione etica della trasformazione tecnologica</strong>.</p>
<p data-start="3469" data-end="4078">Per <strong data-start="3473" data-end="3493">Andrea Bizzozero</strong>, decano della Facoltà di Filosofia dell’Antonianum, l’umanità si trova di fronte a una fase storica paragonabile a grandi rivoluzioni tecnologiche del passato, come l’invenzione della stampa o del motore a scoppio. Proprio per questo diventa fondamentale interrogarsi sul modello di razionalità che guiderà università e istituzioni nel tempo dell’intelligenza artificiale. Secondo Bizzozero il rischio di una tecnocrazia guidata esclusivamente da logiche economiche richiede un approccio capace di integrare conoscenza scientifica, riflessione filosofica e attenzione al bene comune.</p>
<p data-start="4080" data-end="4619">Anche dal punto di vista accademico internazionale è emersa la necessità di affrontare il tema dell’etica dell’IA con grande attenzione. I docenti della Mississippi State University hanno evidenziato come esistano posizioni diverse sul rapporto tra intelligenza artificiale ed etica: da una parte chi ritiene che i sistemi tecnologici possano essere considerati moralmente responsabili, dall’altra chi sostiene che l’intelligenza artificiale resti uno strumento privo di autonomia morale, il cui uso dipende interamente dalle scelte umane.</p>
<h3 data-start="4621" data-end="4660">L’incertezza come terreno di ricerca</h3>
<p data-start="4662" data-end="4997">Un contributo particolarmente significativo è arrivato da <strong data-start="4720" data-end="4736">Mimmo Parisi</strong>, professore e direttore del Data Science Academic Institute della Mississippi State University. Parisi ha osservato come il termine “intelligenza artificiale” venga spesso utilizzato in modo semplificato per indicare un insieme di realtà  diverse tra loro.</p>
<p data-start="4999" data-end="5271">Proprio per questo, ha spiegato, la ricerca dovrebbe concentrarsi soprattutto su ciò che ancora non conosciamo. L’attenzione sull’incertezza permette di comprendere meglio gli effetti futuri delle tecnologie e di preparare sistemi educativi e istituzionali più resilienti.</p>
<p data-start="5273" data-end="5570">Parisi ha inoltre sottolineato l’importanza strategica dei dati, considerati la base della trasformazione digitale. La vera sfida – ha spiegato – non riguarda soltanto la raccolta e l’elaborazione delle informazioni, ma la capacità di trasformare i dati in conoscenza utile per l’esperienza umana.</p>
<h3 data-start="5572" data-end="5603">IA nella Pubblica Amministrazione: regole chiare</h3>
<p data-start="5605" data-end="5729">Il confronto ha dedicato ampio spazio anche alle implicazioni dell’intelligenza artificiale per la pubblica amministrazione.</p>
<p data-start="5731" data-end="6114">Per <strong data-start="5735" data-end="5753">Antonio Naddeo</strong>, Presidente dell’<strong>ARAN</strong>, l’IA viene già utilizzata in alcune attività legate alla gestione delle risorse umane e alla valutazione della performance. Questo rende necessario informare adeguatamente i dipendenti pubblici sugli algoritmi e sui dati utilizzati, mantenendo però fermo un principio: la responsabilità delle decisioni resta sempre in capo ai dirigenti.</p>
<p data-start="6116" data-end="6409">Secondo Naddeo, la pubblica amministrazione deve superare l’approccio puramente teorico all’innovazione e adottare una logica di sperimentazione concreta. Solo attraverso l’esperienza diretta sarà possibile capire davvero come utilizzare l’intelligenza artificiale nei processi amministrativi.</p>
<h3 data-start="6411" data-end="6460"><strong>Sicurezza, dati e trasformazione antropologica</strong></h3>
<p data-start="6462" data-end="6887">Nel dibattito è intervenuto anche <strong data-start="6496" data-end="6517">Julian Colamedici</strong>, rappresentante dell’<strong>Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale </strong>(ACN), che ha richiamato l’attenzione sulle implicazioni della rivoluzione digitale per la sicurezza informatica, in particolare per quanto riguarda gli impatti dell’intelligenza artificiale nella PA. L’IA, ha spiegato, se da una parte abbassa la soglia di accesso alla cybercriminalità, dall’altra offre strumenti avanzati per la difesa e la prevenzione degli attacchi informatici.</p>
<p data-start="6889" data-end="7222">Un esempio è rappresentato dai nuovi centri di analisi dei dati capaci di rafforzare le capacità predittive dei sistemi di sicurezza. In questo contesto – ha osservato – l’intelligenza artificiale deve essere affrontata non solo come tecnologia ma come trasformazione antropologica che richiede una visione etica e interdisciplinare.</p>
<h3 data-start="7224" data-end="7277">Intelligenza Artificiale nella PA: le Linee guida dell’AgID</h3>
<p data-start="7279" data-end="7671">Sul fronte istituzionale è intervenuto anche <strong data-start="7324" data-end="7344">Giovanni Melardi</strong> dell’<strong>Agenzia per l’Italia Digitale </strong>(AgID), che ha richiamato l’attenzione sull’importanza della formazione e della consapevolezza nell’adozione delle tecnologie di intelligenza artificiale.</p>
<p data-start="7279" data-end="7671">L’Intelligenza Artificiale non è più una tecnologia emergente ma una infrastruttura destinata a incidere profondamente nella vita quotidiana e nei servizi pubblici. Proprio per questo le linee guida per l’utilizzo dell’IA nella pubblica amministrazione sono ancora in fase di definizione e consultazione. I nuovi documenti – ha spiegato – riguarderanno in particolare lo sviluppo e il procurement delle soluzioni di intelligenza artificiale, con l’obiettivo di garantire sostenibilità economica, sicurezza e valore pubblico.</p>
<h3 data-start="8034" data-end="8085">Il ruolo delle professioni e della comunicazione</h3>
<p data-start="8087" data-end="8466">Il dialogo ha coinvolto anche il mondo delle professioni. <strong data-start="8145" data-end="8167">Giampaolo Di Marco</strong>, Direttore generale di <strong>DLP Confprofessioni</strong>, ha ricordato come nella storia delle professioni intellettuali l’errore sia sempre stato una condizione del progresso. Studiare, sperimentare e correggere gli errori – ha spiegato – è parte del percorso necessario per sviluppare conoscenza e innovazione.</p>
<p data-start="8468" data-end="8986">Tra gli interventi conclusivi anche quello di <strong data-start="8514" data-end="8531">Sergio Talamo</strong>, Direttore Comunicazione, Relazioni istituzionali e Innovazione digitale di <strong>Formez PA</strong>, che ha posto l’accento sulla dimensione relazionale dell’intelligenza artificiale. L’innovazione tecnologica, ha osservato, non riguarda soltanto l’efficienza dei processi ma anche il modo in cui gli esseri umani comunicano e costruiscono relazioni. Per questo la sfida sarà <strong>gestire in modo etico il rapporto tra uomo e macchina</strong>, sviluppando modelli di comunicazione capaci di integrare tecnologia ed empatia.</p>
<h3 data-start="8988" data-end="9022">Un dialogo destinato a crescere</h3>
<p data-start="9024" data-end="9195">Il confronto ha confermato l’importanza di arricchire il dibattito su Intelligenza Artificiale nella PA del futuro e ampliare la cooperazione tra università, istituzioni e professioni per affrontare le implicazioni dell’intelligenza artificiale nella PA.</p>
<p data-start="9197" data-end="9445">L’Osservatorio internazionale continuerà a sviluppare questo dialogo interdisciplinare e internazionale, coinvolgendo nuove realtà accademiche e istituzionali. Tra le prossime adesioni, è stato anticipato, potrebbe entrare anche la Regione Abruzzo.</p>
<p data-start="9447" data-end="9670">L’obiettivo è costruire un laboratorio permanente di confronto capace di orientare lo sviluppo dell’IA verso una prospettiva che integri innovazione tecnologica, responsabilità etica e valore pubblico.</p>
<h3 data-start="9447" data-end="9670"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Kyk4tycw5Ck" target="_blank" rel="noopener">Guarda il</a> <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Kyk4tycw5Ck" target="_blank" rel="noopener">video</a> con le dichiarazioni di Anastasi, Naddeo, Talamo e Di Marco</h3>
<p></p>
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<title>I servizi legali tra contratti esclusi e obblighi di tracciabilità nel Codice Appalti</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Ai sensi dell’art. 56, D.Lgs. 36/2023, i servizi legali sono qualificabili come contratti esclusi dall’ambito applicativo del codice per quanto concerne l’obbligo di procedura competitiva. Focus su natura, limiti e obblighi procedurali nel nuovo Codice Appalti a cura di Luca Leccisotti. La norma riprende l’impostazione della direttiva 2014/24/UE e distingue tra contratti occasionali (prestazioni singole) […]
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<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 18:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>servizi, legali, tra, contratti, esclusi, obblighi, tracciabilità, nel, Codice, Appalti</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Ai sensi dell’art. 56, D.Lgs. 36/2023, i servizi legali sono qualificabili come contratti esclusi dall’ambito applicativo del codice per quanto concerne l’obbligo di procedura competitiva. Focus su natura, limiti e obblighi procedurali nel nuovo Codice Appalti</strong> <strong>a cura di <span><a href="https://lentepubblica.it/author/luca-leccisotti/" target="_blank" rel="noopener">Luca Leccisotti</a></span>.</strong></p>
<hr>
<p>La norma riprende l’impostazione della <span><a href="https://eur-lex.europa.eu/eli/dir/2014/24/oj?locale=it" target="_blank" rel="noopener"><strong>direttiva 2014/24/UE</strong></a></span> e distingue tra contratti occasionali (prestazioni singole) e contratti di appalto continuativo.</p>
<h2><strong>La sentenza n. 2776/2025 del Consiglio di Stato: le due dimensioni del contratto legale</strong></h2>
<p>Il Consiglio di Stato afferma che i servizi legali, pur esclusi dalle regole dell’evidenza pubblica, restano contratti pubblici e, in quanto tali, soggetti agli <strong>obblighi di tracciabilità finanziaria ex art. 3, L. 136/2010</strong> e al versamento del<strong> contributo ANAC.</strong> L’esclusione procedurale non elimina la natura pubblica del rapporto.</p>
<p>La tracciabilità si applica a “qualsiasi tipo di transazione” della PA, anche se priva di procedura competitiva. Il rilascio del Cig e il relativo obbligo contributivo sono funzionali al controllo dei flussi finanziari e alla prevenzione della corruzione e del riciclaggio.</p>
<h2>Distinzione tra “esclusione dalla gara” e “natura pubblicistica”</h2>
<p>La distinzione tracciata dal giudice tra “esclusione dalla gara” e “natura pubblicistica” è fondamentale. I servizi legali non organizzati in forma societaria ricadono nel<strong> perimetro dell’art. 13, comma 5, del Codice</strong>, richiedendo l’osservanza dei principi generali di trasparenza, imparzialità e buon andamento.</p>
<p>Il Consiglio di Stato ribadisce così che l’affidamento del servizio legale non comporta obbligo di gara formale, ma impone una minima procedura selettiva interna, anche solo esplorativa, fondata su criteri oggettivi e documentabili, nel rispetto dei principi di imparzialità e rotazione.</p>
<p>Nonostante l’assenza di gara,<strong> l’ANAC mantiene poteri di vigilanza e controllo anche sui patrocini legali,</strong> proprio in virtù della loro natura pubblicistica. L’obbligo contributivo si giustifica anche ai fini del monitoraggio e delle attività ispettive.</p>
<h2><strong>Le ricadute applicative per le stazioni appaltanti</strong></h2>
<p>Le amministrazioni devono:</p>
<ul>
<li>rilasciare il Cig anche per servizi legali;</li>
<li>versare il contributo ANAC;</li>
<li>documentare la procedura, seppur semplificata, di selezione;</li>
<li>motivare la scelta del professionista incaricato;</li>
<li>inserire tali dati nelle piattaforme digitali di approvvigionamento.</li>
</ul>
<h2>Una zona di equilibrio tra specializzazione e rispetto dei principi pubblici</h2>
<p>La disciplina dei servizi legali si colloca pertanto in una zona di equilibrio <strong>tra esigenza di specializzazione fiduciaria e rispetto dei principi pubblici di legalità, trasparenza e tracciabilità.</strong> Il D.Lgs. 36/2023 rafforza tale impostazione, richiamando le stazioni appaltanti a una gestione responsabile e documentata anche in presenza di affidamenti “esclusi” dalla procedura di gara.</p>
<h2>Il testo della sentenza del Consiglio di Stato</h2>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/Consiglio-di-Stato-2776-2025.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
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<title>Come funzionano le assunzioni all&amp;apos;interno del PIAO? Ecco cosa sapere</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Assunzioni nella Pubblica Amministrazione e PIAO: come funzionano all’interno del sistema di programmazione del personale? Scopriamo quali sono le informazioni utili da conoscere. Negli ultimi anni il sistema di reclutamento della Pubblica amministrazione italiana è stato oggetto di una profonda trasformazione. Al centro di questo cambiamento si trova il PIAO, acronimo di Piano Integrato di […]
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<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 18:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Come, funzionano, assunzioni, allinterno, del, PIAO, Ecco, cosa, sapere</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Assunzioni nella Pubblica Amministrazione e PIAO: come funzionano all’interno del sistema di programmazione del personale? Scopriamo quali sono le informazioni utili da conoscere.</strong></p>
<hr>
<p data-start="180" data-end="619">Negli ultimi anni il sistema di reclutamento della Pubblica amministrazione italiana è stato oggetto di una profonda trasformazione. Al centro di questo cambiamento si trova il <span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/piao-creazione-di-valore-pubblico-organizzazione-e-capitale-umano-nel-ciclo-2026-2028/" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="357" data-end="365">PIAO</strong></a></span>, acronimo di <em data-start="379" data-end="425">Piano Integrato di Attività e Organizzazione</em>, uno strumento introdotto per razionalizzare la programmazione delle amministrazioni pubbliche, semplificare gli adempimenti e rendere più coerenti le politiche di gestione delle risorse umane.</p>
<p data-start="621" data-end="883">Il PIAO non è soltanto un documento burocratico: rappresenta oggi il quadro strategico attraverso cui le amministrazioni pianificano obiettivi, organizzazione, performance e soprattutto <strong data-start="807" data-end="834">fabbisogni di personale</strong>, elemento fondamentale per le future assunzioni.</p>
<p data-start="885" data-end="1259">Comprendere come funziona il meccanismo delle assunzioni all’interno del PIAO significa quindi capire come lo Stato e gli enti pubblici decidono <strong data-start="1030" data-end="1094">quando, dove e con quali modalità reclutare nuovi dipendenti</strong>. Si tratta di un tema centrale non solo per chi aspira a lavorare nel settore pubblico, ma anche per chi studia l’evoluzione della macchina amministrativa italiana.</p>
<h2 data-section-id="qww70v" data-start="1266" data-end="1347">Contesto e normativa: da semplificazione amministrativa a strumento strategico</h2>
<p data-start="1349" data-end="1729">Il PIAO nasce nel quadro delle riforme amministrative avviate negli ultimi anni per migliorare l’efficienza del settore pubblico. Il riferimento normativo principale è <strong data-start="1517" data-end="1557">il decreto-legge 9 giugno 2021 n. 80</strong>, convertito nella <strong data-start="1576" data-end="1598">legge 113 del 2021</strong>, noto anche come decreto sul rafforzamento della capacità amministrativa legata al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).</p>
<p data-start="1731" data-end="1952">La riforma è stata poi completata con il <strong data-start="1772" data-end="1794">DPR n. 81 del 2022</strong> e con il <span><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/09/07/22G00147/sg" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="1804" data-end="1879">Decreto del Ministero della Pubblica amministrazione del 30 giugno 2022</strong></a></span>, che hanno definito contenuti, struttura e modalità operative del piano.</p>
<p data-start="1954" data-end="2062">L’obiettivo era chiaro: <strong data-start="1978" data-end="2052">unificare in un unico documento diversi piani precedentemente separati</strong>, tra cui:</p>
<ul data-start="2064" data-end="2264">
<li data-section-id="zn2w1l" data-start="2064" data-end="2111">
<p data-start="2066" data-end="2111">piano triennale dei fabbisogni di personale</p>
</li>
<li data-section-id="14z1aax" data-start="2112" data-end="2139">
<p data-start="2114" data-end="2139">piano della performance</p>
</li>
<li data-section-id="eweq6n" data-start="2140" data-end="2178">
<p data-start="2142" data-end="2178">piano anticorruzione e trasparenza</p>
</li>
<li data-section-id="1x56hwq" data-start="2179" data-end="2219">
<p data-start="2181" data-end="2219">piano organizzativo del lavoro agile</p>
</li>
<li data-section-id="14ymicc" data-start="2220" data-end="2264">
<p data-start="2222" data-end="2264">strumenti di pianificazione delle attività</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2266" data-end="2397">In questo modo si è cercato di ridurre la frammentazione normativa e garantire una visione integrata della gestione amministrativa.</p>
<p data-start="2399" data-end="2692">Dal punto di vista delle assunzioni, l’elemento decisivo è l’integrazione nel PIAO del <strong data-start="2486" data-end="2540">Piano triennale dei fabbisogni di personale (PTFP)</strong>, che rappresenta la base su cui ogni amministrazione stabilisce <strong data-start="2605" data-end="2691">quanti dipendenti servono, con quali profili professionali e con quali tempistiche</strong>.</p>
<h2 data-section-id="1jjfecm" data-start="2699" data-end="2737">Programmazione e contenuto del PIAO</h2>
<p data-start="2739" data-end="3022">Il PIAO è un documento di pianificazione triennale aggiornato annualmente. In pratica ogni amministrazione pubblica – ministeri, enti locali, agenzie, università, autorità indipendenti e molti altri organismi – deve redigere questo piano e pubblicarlo sul proprio sito istituzionale.</p>
<p data-start="3024" data-end="3130">Il documento contiene diverse sezioni, ma quelle che incidono maggiormente sul tema delle assunzioni sono:</p>
<h3 data-section-id="1x4rdq3" data-start="3132" data-end="3159">Strategia organizzativa</h3>
<p data-start="3161" data-end="3456">Qui l’amministrazione definisce <strong data-start="3193" data-end="3242">missione, obiettivi e struttura organizzativa</strong>, indicando come intende raggiungere i risultati previsti. La struttura dell’ente, le competenze interne e le esigenze operative sono elementi fondamentali per stabilire se sia necessario reclutare nuovo personale.</p>
<h3 data-section-id="gb71ud" data-start="3458" data-end="3495">Piano dei fabbisogni di personale</h3>
<p data-start="3497" data-end="3581">È la parte più rilevante per il reclutamento. In questa sezione vengono individuati:</p>
<ul data-start="3583" data-end="3734">
<li data-section-id="9xam9k" data-start="3583" data-end="3617">
<p data-start="3585" data-end="3617">numero di dipendenti necessari</p>
</li>
<li data-section-id="1aod34v" data-start="3618" data-end="3653">
<p data-start="3620" data-end="3653">profili professionali richiesti</p>
</li>
<li data-section-id="w90bsj" data-start="3654" data-end="3689">
<p data-start="3656" data-end="3689">modalità di copertura dei posti</p>
</li>
<li data-section-id="1gp8dk" data-start="3690" data-end="3734">
<p data-start="3692" data-end="3734">sostenibilità finanziaria delle assunzioni</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3736" data-end="3901">La normativa impone che la programmazione sia coerente con i <strong data-start="3797" data-end="3858">vincoli di bilancio e con i limiti di spesa del personale</strong> stabiliti dalle leggi di finanza pubblica.</p>
<h3 data-section-id="1eucl83" data-start="3903" data-end="3938">Pianificazione delle competenze</h3>
<p data-start="3940" data-end="4246">Negli ultimi anni si è data particolare attenzione alle competenze digitali, tecniche e amministrative. Le amministrazioni devono indicare nel PIAO anche <strong data-start="4094" data-end="4151">strategie di formazione e aggiornamento professionale</strong>, fondamentali per accompagnare le nuove assunzioni e valorizzare il personale già in servizio.</p>
<h2 data-section-id="pbya9r" data-start="4253" data-end="4311">Modalità di reclutamento nella Pubblica Amministrazione</h2>
<p data-start="4313" data-end="4561">Una volta individuato il fabbisogno nel PIAO, l’amministrazione può avviare le procedure di reclutamento. Il sistema italiano prevede diversi strumenti, regolati principalmente dal <strong data-start="4494" data-end="4533">decreto legislativo n. 165 del 2001</strong> e dalle successive riforme.</p>
<h3 data-section-id="egnkcq" data-start="4563" data-end="4584">Concorsi pubblici</h3>
<p data-start="4586" data-end="4721">Il concorso rimane la modalità principale di accesso alla Pubblica amministrazione. Si tratta di procedure selettive aperte, basate su:</p>
<ul data-start="4723" data-end="4781">
<li data-section-id="1pmj1w8" data-start="4723" data-end="4740">
<p data-start="4725" data-end="4740">prove scritte</p>
</li>
<li data-section-id="qf0ixb" data-start="4741" data-end="4756">
<p data-start="4743" data-end="4756">prove orali</p>
</li>
<li data-section-id="j2kbrj" data-start="4757" data-end="4781">
<p data-start="4759" data-end="4781">valutazione dei titoli</p>
</li>
</ul>
<p data-start="4783" data-end="4950">Negli ultimi anni il legislatore ha cercato di <strong data-start="4830" data-end="4871">semplificare e velocizzare i concorsi</strong>, riducendo il numero delle prove e favorendo l’utilizzo di strumenti digitali.</p>
<h3 data-section-id="pmdjmw" data-start="4952" data-end="4985">Scorrimento delle graduatorie</h3>
<p data-start="4987" data-end="5198">Un’altra modalità consiste nell’utilizzare <strong data-start="5030" data-end="5059">graduatorie già esistenti</strong>, derivanti da concorsi precedenti. Questa soluzione permette di coprire i posti disponibili più rapidamente senza avviare nuove selezioni.</p>
<h3 data-section-id="1rkvm9l" data-start="5200" data-end="5232">Mobilità tra amministrazioni</h3>
<p data-start="5234" data-end="5402">La normativa consente anche il trasferimento di dipendenti già in servizio presso altre amministrazioni, attraverso procedure di <strong data-start="5363" data-end="5401">mobilità volontaria o obbligatoria</strong>.</p>
<p data-start="5404" data-end="5548">Questo strumento viene spesso utilizzato quando si vogliono coprire posti vacanti senza aumentare il numero complessivo dei dipendenti pubblici.</p>
<h3 data-section-id="1gl4zdj" data-start="5550" data-end="5600">Reclutamenti speciali e procedure semplificate</h3>
<p data-start="5602" data-end="5687">In alcuni casi la legge prevede modalità straordinarie di assunzione, ad esempio per:</p>
<ul data-start="5689" data-end="5802">
<li data-section-id="7ckwkv" data-start="5689" data-end="5716">
<p data-start="5691" data-end="5716">progetti legati al PNRR</p>
</li>
<li data-section-id="1j7n6fg" data-start="5717" data-end="5752">
<p data-start="5719" data-end="5752">personale altamente qualificato</p>
</li>
<li data-section-id="1c371jb" data-start="5753" data-end="5802">
<p data-start="5755" data-end="5802">esigenze urgenti di determinate amministrazioni</p>
</li>
</ul>
<p data-start="5804" data-end="5892">Queste procedure possono prevedere selezioni più rapide o contratti a tempo determinato.</p>
<h2 data-section-id="mt30iy" data-start="5899" data-end="5947">Il ruolo del PIAO nel sistema di reclutamento</h2>
<p data-start="5949" data-end="6138">Il PIAO non sostituisce i concorsi pubblici né le altre procedure di assunzione. Tuttavia svolge una funzione fondamentale: <strong data-start="6073" data-end="6137">stabilisce a monte la necessità di reclutare nuovo personale</strong>.</p>
<p data-start="6140" data-end="6296">In altre parole, nessuna amministrazione può avviare concorsi o altre procedure senza che il fabbisogno sia stato <strong data-start="6254" data-end="6295">preventivamente programmato nel piano</strong>.</p>
<p data-start="6298" data-end="6351">Questo meccanismo introduce alcune novità importanti.</p>
<h3 data-section-id="rvnxqa" data-start="6353" data-end="6384">Pianificazione più coerente</h3>
<p data-start="6386" data-end="6609">Prima dell’introduzione del PIAO, la programmazione del personale era spesso frammentata tra diversi documenti. Il nuovo sistema mira a garantire <strong data-start="6532" data-end="6608">maggiore coerenza tra obiettivi amministrativi e politiche di assunzione</strong>.</p>
<h3 data-section-id="1woczz4" data-start="6611" data-end="6638">Trasparenza e controllo</h3>
<p data-start="6640" data-end="6810">Il piano deve essere pubblicato online e inserito nel portale della funzione pubblica. Questo consente una <strong data-start="6747" data-end="6771">maggiore trasparenza</strong> nelle decisioni relative al personale.</p>
<h3 data-section-id="1hrr57l" data-start="6812" data-end="6861">Collegamento con performance e organizzazione</h3>
<p data-start="6863" data-end="7083">Il PIAO collega il fabbisogno di personale agli obiettivi di performance e alla struttura organizzativa dell’ente. In teoria, quindi, le assunzioni dovrebbero essere <strong data-start="7029" data-end="7082">strettamente legate alle esigenze operative reali</strong>.</p>
<h2 data-start="8211" data-end="8440">Come funzionano le assunzioni in assenza dell’approvazione del nuovo PIAO?</h2>
<p data-start="629" data-end="1119">Il PIAO ha natura <strong data-start="657" data-end="696">triennale con aggiornamento annuale</strong>. Questo significa che le amministrazioni continuano a operare sulla base della pianificazione già approvata finché il nuovo documento non viene formalmente adottato. Di conseguenza, se il reclutamento era stato programmato nel piano precedente e sono rispettati i vincoli finanziari e normativi sul personale, <strong data-start="1007" data-end="1065">le assunzioni possono considerarsi generalmente valide</strong>, anche se il nuovo PIAO non è stato ancora approvato.</p>
<p data-start="1121" data-end="1532">Diverso è il discorso relativo alla mancata adozione del <strong data-start="1178" data-end="1209">Piano delle azioni positive</strong>, documento previsto dalla normativa sulle pari opportunità nelle pubbliche amministrazioni. L’assenza di questo piano può comportare conseguenze sul piano organizzativo e amministrativo, ma non determina automaticamente l’invalidità delle assunzioni già effettuate, salvo specifiche situazioni di irregolarità procedurale.</p>
<h2 data-section-id="1jcyxh7" data-start="7090" data-end="7122">Criticità del sistema attuale</h2>
<p data-start="7124" data-end="7287">Nonostante le finalità di semplificazione, il funzionamento del PIAO ha sollevato alcune criticità segnalate da amministrazioni, studiosi e organismi di controllo.</p>
<h3 data-section-id="x7t0eq" data-start="7289" data-end="7319">Complessità amministrativa</h3>
<p data-start="7321" data-end="7556">Molti enti, soprattutto di piccole dimensioni, hanno segnalato difficoltà nella redazione del piano. La quantità di informazioni richieste e la necessità di coordinare diversi ambiti organizzativi possono rendere il processo complesso.</p>
<h3 data-section-id="10lyhmy" data-start="7558" data-end="7597">Tempi di reclutamento ancora lunghi</h3>
<p data-start="7599" data-end="7818">Sebbene siano stati introdotti strumenti per accelerare i concorsi, in molti casi <strong data-start="7681" data-end="7724">i tempi di assunzione rimangono elevati</strong>. Tra programmazione, autorizzazioni e procedure selettive possono passare anche diversi mesi.</p>
<h3 data-section-id="1k9cglz" data-start="7820" data-end="7860">Carenza di competenze specialistiche</h3>
<p data-start="7862" data-end="7972">Un altro problema riguarda la difficoltà di attrarre figure altamente qualificate, soprattutto in ambiti come:</p>
<ul data-start="7974" data-end="8049">
<li data-section-id="1rt2cdj" data-start="7974" data-end="7989">
<p data-start="7976" data-end="7989">informatica</p>
</li>
<li data-section-id="1xbk7ob" data-start="7990" data-end="8004">
<p data-start="7992" data-end="8004">ingegneria</p>
</li>
<li data-section-id="9jl2vd" data-start="8005" data-end="8025">
<p data-start="8007" data-end="8025">analisi dei dati</p>
</li>
<li data-section-id="1fv6hce" data-start="8026" data-end="8049">
<p data-start="8028" data-end="8049">gestione dei progetti</p>
</li>
</ul>
<p data-start="8051" data-end="8173">Il settore pubblico fatica spesso a competere con il mercato privato in termini di retribuzioni e opportunità di carriera.</p>
<h3 data-section-id="1wn6qq7" data-start="8175" data-end="8209">Differenze tra amministrazioni</h3>
<p data-start="8211" data-end="8440">Il funzionamento del PIAO può variare molto tra amministrazioni centrali ed enti locali. Alcuni organismi dispongono di strutture amministrative solide, mentre altri incontrano maggiori difficoltà nella programmazione strategica.</p>
<h2 data-section-id="88cdny" data-start="8447" data-end="8487">Scenari futuri e possibili evoluzioni</h2>
<p data-start="8489" data-end="8614">Nonostante le criticità, il PIAO rappresenta uno dei pilastri della modernizzazione amministrativa avviata negli ultimi anni.</p>
<p data-start="8616" data-end="8690">Gli esperti ritengono che il sistema possa evolversi in diverse direzioni.</p>
<h3 data-section-id="1oywovy" data-start="8692" data-end="8721">Maggiore digitalizzazione</h3>
<p data-start="8723" data-end="8943">Una delle prospettive più rilevanti riguarda l’integrazione con piattaforme digitali per la gestione del personale e dei concorsi, con l’obiettivo di <strong data-start="8873" data-end="8942">ridurre i tempi delle procedure e migliorare la gestione dei dati</strong>.</p>
<h3 data-section-id="5a7d5x" data-start="8945" data-end="8988">Rafforzamento delle competenze nella PA</h3>
<p data-start="8990" data-end="9220">Il fabbisogno di professionalità specialistiche è destinato ad aumentare. Per questo motivo la programmazione del personale dovrà puntare sempre più su <strong data-start="9142" data-end="9219">nuovi profili professionali legati alla transizione digitale ed ecologica</strong>.</p>
<h3 data-section-id="117jmcx" data-start="9222" data-end="9268">Migliore coordinamento tra amministrazioni</h3>
<p data-start="9270" data-end="9465">Un’altra possibile evoluzione riguarda il coordinamento tra enti diversi per evitare duplicazioni di procedure e favorire l’utilizzo condiviso delle graduatorie o delle banche dati dei candidati.</p>
<h2 data-section-id="hv2bz" data-start="9472" data-end="9506">Un sistema ancora in evoluzione</h2>
<p data-start="9508" data-end="9769">Il PIAO rappresenta oggi uno degli strumenti più importanti per la gestione della Pubblica amministrazione italiana. Attraverso questo piano le amministrazioni definiscono strategie, obiettivi e fabbisogni di personale, ponendo le basi per le future assunzioni.</p>
<p data-start="9771" data-end="10108">La riforma ha introdotto un approccio più integrato alla programmazione amministrativa, ma il sistema è ancora in fase di consolidamento. Le prossime evoluzioni dipenderanno dalla capacità delle istituzioni di <strong data-start="9981" data-end="10107">semplificare ulteriormente le procedure, rafforzare le competenze interne e rendere il reclutamento più rapido ed efficace</strong>.</p>
<p data-start="10110" data-end="10452" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Per chi guarda al lavoro pubblico, comprendere il funzionamento del PIAO significa quindi comprendere <strong data-start="10212" data-end="10293">come nasce una nuova opportunità di assunzione nella Pubblica amministrazione</strong>: tutto parte dalla programmazione, passa attraverso il piano e si traduce, infine, nelle procedure di selezione che portano all’ingresso dei nuovi dipendenti.</p>
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<title>Procedura di fallimento che si è trascinata per ben 37 anni: Ministero deve risarcire</title>
<link>https://www.eventi.news/procedura-di-fallimento-che-si-e-trascinata-per-ben-37-anni-ministero-deve-risarcire</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Se il sistema giudiziario non funziona la responsabilità è in capo al Ministero della Giustizia: lo conferma una recente sentenza della Corte d’Appello di Bologna, che ha condannato il dicastero a risarcire un’azienda per una procedura di fallimento che si è protratta per ben 37 anni. Scopriamone di più. Le rilevazioni del 2024 fissavano la […]
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<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 18:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Procedura, fallimento, che, trascinata, per, ben, anni:, Ministero, deve, risarcire</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Se il sistema giudiziario non funziona la responsabilità è in capo al Ministero della Giustizia: lo conferma una recente sentenza della Corte d’Appello di Bologna, che ha condannato il dicastero a risarcire un’azienda per una procedura di fallimento che si è protratta per ben 37 anni. Scopriamone di più.</strong></p>
<hr>
<p>Le rilevazioni del 2024 fissavano la durata media complessiva di un procedimento civile in Italia, considerando tutti e tre i gradi di giudizio superiore ai 2.000 giorni, equivalenti a più di cinque anni e mezzo.</p>
<h2>Italia tra le ultime in Europa</h2>
<p>Secondo quanto diffuso nel 2025 dalle rilevazioni ufficiali del Ministero della Giustizia nulla era cambiato con un tempo medio di 2.075 giorni, calcolato dal momento del deposito dell’atto introduttivo in primo grado fino alla pronuncia definitiva della Corte di Cassazione. Poca la differenza anche quando si esamina la durata media di un processo penale nel nostro Paese che dalla fase delle indagini preliminari fino alla sentenza della Corte di Cassazione si attesta ad un valore medio di 1.600 giorni (rif. indagine 2024 – dati 2022), circa quattro anni e mezzo.</p>
<h2>Il limite di sei anni</h2>
<p>Tale è la difficoltà in Italia di procedere in tempi quanto meno certi, che addirittura in alcuni casi viene normato per legge. Per quello che riguarda le procedure di fallimento, ad esempio è fissato un tempo previsto dall’<strong>articolo 2, comma 2-bis, della legge n. 89 del 2001.</strong> La norma individua la durata di sei anni rappresentano il tempo “standard” entro cui una procedura dovrebbe chiudersi senza che i creditori possano lamentare ritardi ingiustificati. Solo in casi particolarmente complessi, la giurisprudenza della Cassazione ha riconosciuto la possibilità di estendere la soglia fino a sette anni.</p>
<h2>Un fallimento lungo 37 anni</h2>
<p>È notizia di questi giorni, però, di <strong>una procedura di fallimento che si è trascinata per ben 37 anni.</strong> Tanto è durata l’attesa interminabile per un’azienda che il Ministero è stato costretto a pagare. È sicuramente più una questione di principio, visto la piccola cifra. Ma la Corte d’Appello di Bologna ha riconosciuto l’equa riparazione per l’eccessiva durata della procedura e ha condannato<strong> il Ministero della Giustizia al pagamento di 6.583 euro</strong> quale indennizzo per il procrastinarsi record del procedimento.</p>
<h2>Una procedura infinita</h2>
<p>La vicenda giunta agli onori delle cronache nasce dal fallimento di una società all’epoca dei fatti con sede in provincia di Forlì, nel Riminese. Il fallimento è dichiarato dal Tribunale il 26 aprile 1984. A partire da questa data si avviano le procedure e si provvede a stilare l’elenco ufficiale dei creditori ammessi al passivo, cioè ufficialmente riconosciuti quali effettivi creditori. L’atto diviene esecutivo nel maggio del 1986. Da qui ha inizio la procedura che va avanti per decenni. Nel 2002 i crediti ammessi vengono riconvertiti in euro, ma il fallimento rimane aperto ancora per molti anni, fino alla chiusura definitiva arrivata soltanto il 13 luglio 2023.</p>
<p>Tra i creditori ammessi al passivo c’era anche un’azienda modenese che non ci sta e trascina il Ministero davanti alla Corte di Appello di Bologna chiedendo l’equa riparazione prevista dalla cosiddetta legge Pinto, la norma che riconosce un risarcimento quando un processo dura troppo a lungo. Per i giudici c’è poco da decretare se non prendere atto di un dato di fatto, i 37 anni di durata del procedimento.</p>
<h2>La durata ragionevole dei 6 anni</h2>
<p>Così ritorna il riferimento alla legge già citata, la n. 89 del 2001. I giudici si allineano alla norma e considerano per una procedura di questo tipo <strong>la <span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/corte-costituzionale-legittimo-fissare-un-termine-per-la-durata-dei-fallimenti/" target="_blank" rel="noopener">durata ragionevole</a></span> in circa sei anni.</strong> Gli anni extra superano questo tempo ragionevole di circa trentuno anni. La legge prevede che, in questi casi, l’indennizzo possa andare da 400 a 800 euro per ogni anno di ritardo. In questo caso la Corte ha scelto di applicare la quota minima previsto, cioè 400 euro per anno. Ancora una riduzione però è stata applicata al calcolo iniziale che portava a una cifra di 12.400 euro. C’è, difatti, un limite stabilito dalla legge che recita come l’indennizzo non possa essere più alto del credito che il ricorrente aveva nella procedura fallimentare. Per questo motivo l’importo è stato ridotto a 6.583 euro, speculare al valore del credito ammesso nel fallimento.</p>
<h2>Al Ministero imputate anche spese e interessi</h2>
<p>Nessun appello quindi per sfuggire al decreto, firmato il 3 marzo scorso della Corte. Il Ministero della Giustizia dovrà pagare all’azienda emiliana la somma di 6.583 euro a cui vanno sommati gli interessi legali ed anche tutte le spese del procedimento. La seconda sezione civile della Corte di Appello di Bologna ha inoltre previsto che anche in caso di mancato pagamento, si possa procedere con l’esecuzione del provvedimento.</p>
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<title>Separazione carriere dei magistrati in Europa: modelli a confronto e implicazioni</title>
<link>https://www.eventi.news/separazione-carriere-dei-magistrati-in-europa-modelli-a-confronto-e-implicazioni</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Il tema della separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti rappresenta uno dei nodi più delicati nel dibattito sulla riforma della giustizia, soprattutto in Italia: ma come funziona in Europa? Quali sono i modelli adottati nei vari stati e come funzionano? La questione riguarda l’organizzazione stessa della magistratura: stabilire se giudici e pubblici […]
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<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 18:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Separazione, carriere, dei, magistrati, Europa:, modelli, confronto, implicazioni</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="146" data-end="588"><strong>Il tema della separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti rappresenta uno dei nodi più delicati nel dibattito sulla riforma della giustizia, soprattutto in Italia: ma come funziona in Europa? Quali sono i modelli adottati nei vari stati e come funzionano?</strong></p>
<hr>
<p data-start="146" data-end="588">La questione riguarda l’organizzazione stessa della magistratura: stabilire se giudici e pubblici ministeri debbano appartenere a un unico corpo professionale oppure se debbano seguire percorsi distinti e separati sin dall’inizio della carriera.</p>
<p data-start="590" data-end="1037">Nel panorama europeo non esiste un modello unico. I sistemi giudiziari dei diversi Paesi riflettono tradizioni giuridiche, assetti costituzionali e concezioni differenti del ruolo del pubblico ministero nel processo penale. In alcuni ordinamenti, giudici e pubblici ministeri appartengono a carriere separate e indipendenti; in altri, invece, fanno parte della stessa magistratura e possono, almeno teoricamente, passare da una funzione all’altra.</p>
<p data-start="1039" data-end="1380">Comprendere come funziona questa distinzione nel resto d’Europa è fondamentale per valutare con maggiore consapevolezza il dibattito italiano. Un’analisi comparata mostra infatti come i diversi modelli presentino vantaggi e criticità e come il contesto istituzionale di ciascun Paese incida profondamente sull’efficacia del sistema adottato.</p>
<h2 data-section-id="1puyljl" data-start="1382" data-end="1439">Sistemi a carriere separate e sistemi a carriera unica</h2>
<p data-start="1441" data-end="1682">Quando si parla di <span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/il-senato-approva-la-separazione-delle-carriere-dei-magistrati-e-scontro-politico/" target="_blank" rel="noopener">organizzazione della magistratura</a></span>, i sistemi europei possono essere ricondotti, con alcune semplificazioni, a due modelli principali: il sistema a carriere separate e quello a carriera unica (talvolta con varianti ibride).</p>
<p data-start="1684" data-end="2116">Nel <strong data-start="1688" data-end="1719">modello a carriere separate</strong>, giudici e pubblici ministeri seguono percorsi professionali distinti fin dall’ingresso nella magistratura. Le modalità di reclutamento, le strutture di governo e le possibilità di progressione professionale sono differenziate. Il pubblico ministero non appartiene allo stesso corpo dei giudici e non può passare alla funzione giudicante se non attraverso procedure particolari o nuove selezioni.</p>
<p data-start="2118" data-end="2511">Nel <strong data-start="2122" data-end="2150">sistema a carriera unica</strong>, invece, giudici e pubblici ministeri fanno parte dello stesso ordine professionale. In linea di principio condividono il medesimo concorso di accesso e appartengono alla stessa istituzione. Le funzioni sono diverse, ma l’appartenenza all’ordine giudiziario è comune e, in alcuni ordinamenti, è possibile nel corso della carriera passare da un ruolo all’altro.</p>
<p data-start="2513" data-end="2716">Esiste poi una categoria intermedia, definibile come <strong data-start="2566" data-end="2584">modello ibrido</strong>, in cui formalmente le carriere sono separate ma permangono elementi di collegamento istituzionale o culturale tra le due funzioni.</p>
<p data-start="2718" data-end="2935">Queste differenze non riguardano solo aspetti organizzativi: incidono sulla percezione dell’imparzialità della giustizia, sull’autonomia del pubblico ministero e sul rapporto tra potere giudiziario e potere esecutivo.</p>
<h2 data-section-id="1effyel" data-start="2937" data-end="2977">I Paesi europei con carriere separate</h2>
<p data-start="2979" data-end="3156">Molti ordinamenti europei adottano un sistema di separazione tra giudici e pubblici ministeri. Tuttavia, anche all’interno di questa categoria esistono differenze significative.</p>
<h3 data-section-id="4gkacc" data-start="3158" data-end="3170">Germania</h3>
<p data-start="3172" data-end="3489">In <strong data-start="3175" data-end="3187">Germania</strong> il pubblico ministero appartiene a un corpo distinto rispetto ai giudici. I procuratori fanno parte dell’amministrazione della giustizia ma sono organizzati secondo una struttura gerarchica che fa capo ai ministri della giustizia dei Länder e, a livello federale, al ministro federale della giustizia.</p>
<p data-start="3491" data-end="3830">Ciò significa che il pubblico ministero non gode della stessa indipendenza istituzionale dei giudici. Sebbene nella pratica quotidiana l’interferenza politica sia limitata, formalmente esiste un rapporto di subordinazione all’esecutivo. I giudici, al contrario, sono pienamente indipendenti e non ricevono direttive dall’autorità politica.</p>
<h3 data-section-id="223sxi" data-start="3832" data-end="3843">Francia</h3>
<p data-start="3845" data-end="4175">Un modello simile si trova in <strong data-start="3875" data-end="3886">Francia</strong>, dove giudici e pubblici ministeri appartengono entrambi alla magistratura ma seguono percorsi professionali differenti e con livelli di autonomia diversi. I magistrati del pubblico ministero (il cosiddetto <em data-start="4094" data-end="4103">parquet</em>) sono sottoposti all’autorità gerarchica del Ministero della Giustizia.</p>
<p data-start="4177" data-end="4534">La magistratura giudicante gode invece di una tutela più forte dell’indipendenza. Questa distinzione è stata più volte oggetto di discussione, anche alla luce di alcune decisioni della Corte europea dei diritti dell’uomo che hanno sottolineato come il pubblico ministero francese non possa essere considerato un’autorità giudiziaria pienamente indipendente.</p>
<h3 data-section-id="oq0lik" data-start="4536" data-end="4546">Spagna</h3>
<p data-start="4548" data-end="4934">In <strong data-start="4551" data-end="4561">Spagna</strong> il pubblico ministero è organizzato come un corpo autonomo ma separato dalla magistratura giudicante. La <strong data-start="4667" data-end="4698">Fiscalía General del Estado</strong> è guidata da un procuratore generale nominato dal governo. Anche in questo caso esiste un rapporto istituzionale con l’esecutivo, sebbene siano previste garanzie di autonomia nella gestione delle indagini e delle decisioni processuali.</p>
<p data-start="4936" data-end="5058">I giudici spagnoli, invece, appartengono a un ordine indipendente governato dal Consiglio generale del potere giudiziario.</p>
<h2 data-section-id="12u2pal" data-start="5060" data-end="5089">I Paesi con carriera unica</h2>
<p data-start="5091" data-end="5292">Diversi ordinamenti europei hanno invece scelto di mantenere un unico corpo professionale per giudici e pubblici ministeri. Questo modello è tipico di alcuni Paesi di tradizione giuridica continentale.</p>
<h3 data-section-id="nwfw7y" data-start="5294" data-end="5304">Italia</h3>
<p data-start="5306" data-end="5593">L’<strong data-start="5308" data-end="5318">Italia</strong> rappresenta uno degli esempi più noti di sistema a carriera unica. Giudici e pubblici ministeri fanno parte dello stesso ordine giudiziario, entrano attraverso lo stesso concorso e sono governati dal medesimo organo di autogoverno, il <span><a href="https://www.csm.it/" target="_blank" rel="noopener">Consiglio Superiore della Magistratura</a></span>.</p>
<p data-start="5595" data-end="5920">Nel corso della carriera è possibile cambiare funzione, anche se negli ultimi anni la normativa ha introdotto limiti e condizioni più restrittive per questi passaggi. L’idea alla base di questo modello è che l’appartenenza alla stessa magistratura garantisca l’indipendenza del pubblico ministero rispetto al potere politico.</p>
<h3 data-section-id="e7irz6" data-start="5922" data-end="5937">Paesi Bassi</h3>
<p data-start="5939" data-end="6219">Nei <strong data-start="5943" data-end="5958">Paesi Bassi</strong> esiste una distinzione funzionale tra giudici e pubblici ministeri, ma i due gruppi fanno parte dello stesso sistema giudiziario. Tuttavia, i pubblici ministeri sono organizzati in una struttura gerarchica sotto la responsabilità del Ministero della Giustizia.</p>
<p data-start="6221" data-end="6353">Questo assetto mostra come anche nei sistemi formalmente unitari possano esistere differenze significative nei livelli di autonomia.</p>
<h3 data-section-id="f76lxo" data-start="6355" data-end="6365">Belgio</h3>
<p data-start="6367" data-end="6557">Anche il <strong data-start="6376" data-end="6386">Belgio</strong> presenta caratteristiche simili: giudici e pubblici ministeri appartengono alla stessa magistratura ma svolgono funzioni diverse e sono organizzati in strutture separate.</p>
<p data-start="6559" data-end="6673">Il modello belga combina elementi di unità istituzionale con una chiara distinzione operativa tra le due funzioni.</p>
<h2 data-section-id="1q6fsa5" data-start="6675" data-end="6731">Vantaggi e svantaggi della separazione delle carriere</h2>
<p data-start="6733" data-end="6865">Il confronto tra i diversi modelli europei mette in evidenza una serie di argomenti a favore e contro la separazione delle carriere.</p>
<h3 data-section-id="1lcl8b6" data-start="6867" data-end="6891">I possibili vantaggi</h3>
<p data-start="6893" data-end="6974">Tra i sostenitori della separazione delle carriere viene spesso sottolineato che:</p>
<ul data-start="6976" data-end="7288">
<li data-section-id="1ezo4hb" data-start="6976" data-end="7089">
<p data-start="6978" data-end="7089"><strong data-start="6978" data-end="7017">rafforza l’imparzialità del giudice</strong>, evitando qualsiasi percezione di vicinanza professionale con l’accusa;</p>
</li>
<li data-section-id="1gm787t" data-start="7090" data-end="7177">
<p data-start="7092" data-end="7177"><strong data-start="7092" data-end="7125">chiarisce i ruoli processuali</strong>, distinguendo nettamente chi accusa da chi giudica;</p>
</li>
<li data-section-id="30ls31" data-start="7178" data-end="7288">
<p data-start="7180" data-end="7288"><strong data-start="7180" data-end="7225">avvicina il sistema ai modelli accusatori</strong>, in cui accusa e difesa sono poste su un piano più simmetrico.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="7290" data-end="7422">In alcuni ordinamenti, inoltre, la separazione consente di sviluppare competenze professionali più specializzate nelle due funzioni.</p>
<h3 data-section-id="t3521g" data-start="7424" data-end="7440">Le criticità</h3>
<p data-start="7442" data-end="7516">Allo stesso tempo, l’esperienza europea mostra diversi punti problematici.</p>
<p data-start="7518" data-end="7862">Uno dei rischi principali riguarda <strong data-start="7553" data-end="7591">l’autonomia del pubblico ministero</strong>. Nei Paesi in cui la carriera è separata, i procuratori sono spesso collocati in una struttura gerarchica collegata al potere esecutivo. Ciò può comportare una maggiore esposizione a pressioni politiche, soprattutto nelle indagini che coinvolgono soggetti istituzionali.</p>
<p data-start="7864" data-end="8119">Un’altra criticità riguarda <strong data-start="7892" data-end="7933">l’equilibrio tra i poteri dello Stato</strong>. Se il pubblico ministero dipende dal governo, il rischio è che le scelte investigative possano essere orientate da priorità politiche piuttosto che esclusivamente da criteri giuridici.</p>
<h2 data-section-id="1a6dwed" data-start="8121" data-end="8180">Il caso italiano: una questione particolarmente delicata</h2>
<p data-start="8182" data-end="8437">Alla luce di questo confronto europeo, il dibattito italiano assume contorni particolarmente complessi. Nel sistema italiano, l’unità della magistratura è stata storicamente concepita come uno strumento per garantire l’indipendenza del pubblico ministero.</p>
<p data-start="8439" data-end="8782">Separare completamente le carriere significherebbe ridefinire non solo l’organizzazione della magistratura, ma anche il rapporto tra pubblico ministero, giudici e potere politico. L’esperienza di altri Paesi suggerisce infatti che la separazione delle carriere è spesso accompagnata da una maggiore influenza dell’esecutivo sull’azione penale.</p>
<p data-start="8784" data-end="9124">Per questo motivo molti giuristi ritengono che una riforma di questo tipo, se non accompagnata da solide garanzie istituzionali, potrebbe alterare l’equilibrio del sistema giudiziario italiano. Altri, invece, sostengono che la distinzione netta tra accusa e giudice rappresenterebbe un passo avanti verso una maggiore chiarezza processuale.</p>
<p data-start="9126" data-end="9569" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il confronto europeo dimostra comunque che non esiste una soluzione universalmente valida. Ogni modello funziona all’interno di un contesto istituzionale specifico. Proprio per questo, nel caso italiano, la separazione delle carriere continua a essere una questione controversa, in cui i possibili benefici devono essere attentamente valutati alla luce dei rischi per l’autonomia della magistratura e per l’equilibrio tra i poteri dello Stato.</p>
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<title>Contributi mancanti nella pensione? C’è ancora tempo per recuperarli</title>
<link>https://www.eventi.news/contributi-mancanti-nella-pensione-ce-ancora-tempo-per-recuperarli</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Quando un dipendente pubblico o un collaboratore si avvicina alla pensione, uno dei timori più grandi è scoprire che mancano dei contributi nei propri registri previdenziali. Per legge, lo Stato ha 5 anni di tempo per reclamare o versare queste somme: superata questa soglia, i contributi cadono in prescrizione e, in teoria, spariscono dal calcolo […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2025/09/lentepubblica-estratto-conto-contributivo-inps-2025-tutte-le-novita-1024x768.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 18:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Contributi, mancanti, nella, pensione, C’è, ancora, tempo, per, recuperarli</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Quando un dipendente pubblico o un collaboratore si avvicina alla pensione, uno dei timori più grandi è scoprire che mancano dei contributi nei propri registri previdenziali.</strong></p>
<hr>
<p>Per legge, lo Stato ha 5 anni di tempo per reclamare o versare queste somme: superata questa soglia, i contributi cadono in prescrizione e, in teoria, spariscono dal calcolo della pensione. Infatti, l’impianto normativo – che risale alla metà degli anni ‘90, in particolare con la riforma Dini del 1995 – aveva introdotto un confine temporale rigido stabilendo che i contributi di previdenza e assistenza sociale obbligatoria cadessero in <strong>prescrizione dopo soli 5 anni</strong>.</p>
<h2>Il meccanismo “incriminato”</h2>
<p>Questo meccanismo rischierebbe di lasciare migliaia di lavoratori con carriere incomplete a causa di errori burocratici delle amministrazioni. Per evitare un simile danno ai lavoratori e un potenziale danno erariale per le casse pubbliche, il legislatore interviene ciclicamente con delle proroghe che sospendono questo “<em>timer</em>” della prescrizione. L’ultima novità, contenuta nel <span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/conversione-in-legge-milleproroghe-2026-novita-dipendenti-pubblici/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Decreto Milleproroghe 2026</strong></a></span> e spiegata dall’<span><a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/atti/circolari-messaggi-e-normativa/dettaglio.circolari-e-messaggi.2026.01.messaggio-numero-84-del-09-01-2026_15132.html" target="_blank" rel="noopener"><span><strong>Inps</strong> nel</span> <strong>messaggio 84 del 9 gennaio 2026</strong></a></span>, sposta ufficialmente questo termine al <strong>31 dicembre 2026</strong>, offrendo agli enti pubblici un’ultima chiamata per rimettere in ordine i conti.</p>
<h2>Uno scudo per i dipendenti</h2>
<p>Non si tratta di una semplice dilazione, ma di un vero e proprio “scudo” che protegge i diritti dei dipendenti iscritti alle <strong>gestioni ex Inpdap e dei collaboratori della Gestione Separata</strong>. Grazie a questa norma, le amministrazioni pubbliche come Comuni, Regioni o università possono sanare i mancati versamenti per periodi di lavoro che arrivano fino al 31 dicembre 2021. In altre parole, anche se per quei contributi sarebbero già passati i 5 anni previsti dalla legge ordinaria, l’ente può ancora versarli senza incorrere in sanzioni civili, a patto di farlo <strong>entro la fine del 2026</strong>. Questo vale non solo per la pensione vera e propria, ma anche per le somme destinate alla liquidazione, ovvero al <strong>TFR/TFS </strong>(<strong>Trattamento di Fine Servizio o di Fine Rapporto</strong>), garantendo che ogni anno di lavoro prestato venga effettivamente conteggiato nel calcolo finale della buonuscita.</p>
<h2>Chi ne beneficia maggiormente</h2>
<p>Un trattamento ancora più favorevole riguarda le <strong>posizioni lavorative</strong> più antiche, quelle <strong>maturate entro il 31 dicembre 2004</strong>. Per questi lavoratori, in base a quanto stabilito dalla Legge n. 213/2023 e richiamato dalle istruzioni operative dell’Istituto, la sistemazione delle loro posizioni può avvenire attraverso la semplice trasmissione dei <strong>flussi retributivi corretti</strong>, senza l’obbligo di versare materialmente la contribuzione arretrata. Questo meccanismo di “sistemazione contabile” permette di ricostruire carriere storiche con un impatto finanziario nullo per l’ente pubblico, garantendo al contempo al lavoratore il pieno riconoscimento dell’anzianità necessaria per il calcolo della pensione e per la liquidazione del TFS o del TFR.</p>
<h2>Regolarizzazione spontanea</h2>
<p>Uno degli aspetti più rilevanti di questo intervento riguarda il trattamento di favore riservato alle amministrazioni che scelgono la via della <strong>regolarizzazione spontanea</strong>. Chi provvederà all’adempimento entro il 31 dicembre 2026, anche ricorrendo alla modalità rateale, potrà beneficiare della totale <strong>inapplicabilità delle sanzioni civili</strong> previste per il mancato o tardivo pagamento dei contributi.</p>
<h2>L’obiettivo delle proroghe</h2>
<p>L’obiettivo di queste continue proroghe è la salvaguardia del diritto soggettivo del lavoratore a una pensione che rispecchi l’attività effettivamente svolta. Un’omissione contributiva non rilevata può tradursi in un danno permanente, con importi mensili più bassi, ritardi nel raggiungimento dei requisiti minimi di uscita o errori macroscopici nel calcolo della buonuscita. Spesso queste anomalie emergono solo al momento della domanda di pensionamento, quando i margini di manovra amministrativa sono ridotti e le procedure diventano onerose e complesse. La possibilità di intervenire oggi, su segnalazione del dipendente o iniziativa dell’ente, permette di aggiornare l’estratto conto contributivo in tempo reale, evitando contenziosi legali lunghi e dispendiosi.</p>
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<title>Progressioni verticali nel CCNL Funzioni Centrali: criticità nell&amp;apos;applicazione per il Ministero della Difesa</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Le progressioni verticali nella Pubblica amministrazione rappresentano uno degli strumenti attraverso cui le amministrazioni possono valorizzare l’esperienza e le competenze maturate dal personale interno nel corso degli anni: analizziamo l’applicazione delle progressioni verticali previste dal CCNL Funzioni Centrali all’interno del Comparto del Ministero della Difesa. All’interno di questo quadro, il CCNL Funzioni Centrali ha introdotto […]
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<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 18:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Progressioni, verticali, nel, CCNL, Funzioni, Centrali:, criticità, nellapplicazione, per, Ministero, della, Difesa</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Le progressioni verticali nella Pubblica amministrazione rappresentano uno degli strumenti attraverso cui le amministrazioni possono valorizzare l’esperienza e le competenze maturate dal personale interno nel corso degli anni: analizziamo l’applicazione delle progressioni verticali previste dal CCNL Funzioni Centrali all’interno del Comparto del Ministero della Difesa.</strong></p>
<hr>
<p data-start="124" data-end="581">All’interno di questo quadro, il <span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/rinnovo-ccnl-2025-2027-funzioni-centrali-risorse-aumenti-e-prospettive/" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="388" data-end="414">CCNL Funzioni Centrali</strong></a></span> ha introdotto negli ultimi cicli contrattuali alcune novità pensate proprio per favorire percorsi di crescita professionale all’interno delle amministrazioni statali.</p>
<p data-start="583" data-end="827">Tra queste misure rientra la possibilità, prevista in via straordinaria, di effettuare <strong data-start="670" data-end="726">passaggi di area anche in deroga al titolo di studio</strong>, con l’obiettivo di riconoscere la professionalità acquisita sul campo da molti dipendenti pubblici.</p>
<p data-start="829" data-end="1249">Nel caso del <strong data-start="842" data-end="868">Ministero della Difesa</strong>, l’applicazione concreta di queste disposizioni offre alcuni spunti di riflessione sul modo in cui gli strumenti previsti dalla contrattazione collettiva vengono tradotti nella prassi amministrativa. I dati disponibili nei bandi pubblici e nella programmazione del personale consentono infatti di delineare un quadro utile a comprendere lo stato di attuazione di queste procedure.</p>
<h2 data-section-id="xzy2v" data-start="1256" data-end="1310">Il quadro contrattuale delle progressioni verticali</h2>
<p data-start="1312" data-end="1534">Il <strong data-start="1315" data-end="1351">CCNL Funzioni Centrali 2022–2024</strong> ha introdotto, in via temporanea, la possibilità di attivare <strong data-start="1413" data-end="1499">progressioni verticali anche in assenza del titolo di studio normalmente richiesto</strong> per l’accesso alle aree superiori.</p>
<p data-start="1536" data-end="1807">La scelta contrattuale si inserisce in una logica di <strong data-start="1589" data-end="1676">valorizzazione dell’esperienza professionale maturata dal personale già in servizio</strong>, riconoscendo che competenze e capacità operative possono essere state acquisite nel tempo anche attraverso l’attività lavorativa.</p>
<p data-start="1809" data-end="2038">Proprio per questo motivo l’istituto è stato concepito come <strong data-start="1869" data-end="1900">uno strumento straordinario</strong>, destinato a favorire percorsi di crescita interna e a rafforzare il riconoscimento delle professionalità presenti nelle amministrazioni.</p>
<p data-start="2040" data-end="2324">Il successivo <strong data-start="2054" data-end="2090">CCNL Funzioni Centrali 2025–2027</strong> ha confermato l’importanza di questa misura prorogando il termine della deroga fino al <strong data-start="2178" data-end="2196">30 giugno 2026</strong>, consentendo quindi alle amministrazioni di continuare a utilizzare questo meccanismo per un periodo limitato ma significativo.</p>
<h2 data-section-id="3xs03z" data-start="2331" data-end="2391">Il personale potenzialmente interessato e i posti banditi</h2>
<p data-start="2393" data-end="2628">Nel caso del <span><a href="https://www.difesa.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="2406" data-end="2432">Ministero della Difesa</strong></a></span>, la platea di dipendenti potenzialmente interessata dalle progressioni verticali riguarda in particolare il personale inquadrato nell’area degli <strong data-start="2578" data-end="2592">Assistenti</strong>, stimato in circa <strong data-start="2611" data-end="2627">14.000 unità</strong>.</p>
<p data-start="2630" data-end="2688">Le procedure bandite negli ultimi due anni hanno previsto:</p>
<ul data-start="2690" data-end="2747">
<li data-section-id="qldo4i" data-start="2690" data-end="2718">
<p data-start="2692" data-end="2718"><strong data-start="2692" data-end="2718">160 posizioni nel 2024</strong></p>
</li>
<li data-section-id="11tfzzb" data-start="2719" data-end="2747">
<p data-start="2721" data-end="2747"><strong data-start="2721" data-end="2747">120 posizioni nel 2025</strong></p>
</li>
</ul>
<p data-start="2749" data-end="2836">Nel complesso si tratta quindi di <strong data-start="2783" data-end="2813">280 progressioni verticali</strong> nell’arco di due anni.</p>
<p data-start="2838" data-end="3025">Se si rapporta questo dato alla platea complessiva dei lavoratori potenzialmente interessati, l’incidenza risulta <strong data-start="2952" data-end="2985">inferiore al 2% del personale</strong> appartenente all’area degli Assistenti.</p>
<p data-start="3027" data-end="3409">Va tuttavia ricordato che le progressioni verticali rappresentano uno degli strumenti disponibili per la valorizzazione del personale e si inseriscono in un sistema più ampio che comprende anche <strong data-start="3222" data-end="3283">progressioni economiche, mobilità e procedure concorsuali</strong>, tutti elementi che concorrono a definire le dinamiche di sviluppo professionale all’interno delle amministrazioni pubbliche.</p>
<h2 data-section-id="1jyl9tr" data-start="3416" data-end="3469">Le modalità di attuazione delle procedure nel 2024</h2>
<p data-start="3471" data-end="3618">Un aspetto che ha caratterizzato le procedure del 2024 riguarda l’interazione tra <strong data-start="3553" data-end="3617">progressioni verticali e progressioni economiche orizzontali</strong>.</p>
<p data-start="3620" data-end="3931">Nel corso delle procedure relative agli sviluppi economici, l’amministrazione ha previsto una clausola secondo cui i dipendenti che avessero ottenuto il <strong data-start="3773" data-end="3794">passaggio di area</strong> risulterebbero esclusi dalle graduatorie delle progressioni economiche orizzontali, pur avendo partecipato regolarmente alla procedura.</p>
<p data-start="3933" data-end="4117">Questa impostazione, inserita nei bandi relativi alle progressioni economiche, ha avuto l’effetto di introdurre una <strong data-start="4049" data-end="4116">scelta tra due diversi percorsi di valorizzazione professionale</strong>.</p>
<p data-start="4119" data-end="4305">Alcuni lavoratori hanno quindi preferito mantenere la possibilità di ottenere un avanzamento economico all’interno della propria area, mentre altri hanno optato per il passaggio di area.</p>
<p data-start="4307" data-end="4428">Il risultato: un numero di sottoscrizioni effettive inferiore rispetto ai posti inizialmente messi a disposizione.</p>
<p data-start="4430" data-end="4553">A fronte di <strong data-start="4442" data-end="4476">160 posizioni bandite nel 2024</strong>, i contratti di inquadramento effettivamente sottoscritti sono stati <strong data-start="4546" data-end="4552">76</strong>.</p>
<p data-start="4555" data-end="4790">Il dato evidenzia come le scelte individuali dei dipendenti possano incidere in modo significativo sugli esiti delle procedure, soprattutto quando si tratta di valutare percorsi di crescita professionale con caratteristiche differenti.</p>
<h2 data-section-id="mor0lh" data-start="4797" data-end="4833">Le risorse economiche disponibili</h2>
<p data-start="4835" data-end="4982">Le progressioni verticali previste per il personale del <strong data-start="4891" data-end="4917">Ministero della Difesa</strong> risultano accompagnate da uno stanziamento di risorse dedicate.</p>
<p data-start="4984" data-end="5160">Secondo le informazioni disponibili, il <strong data-start="5024" data-end="5067">Ministero dell’Economia e delle Finanze</strong> aveva accantonato <strong data-start="5086" data-end="5113">circa 6 milioni di euro</strong> destinati a sostenere questi passaggi di area.</p>
<p data-start="5162" data-end="5322">Nel corso dei primi due anni di applicazione delle procedure, la quota di risorse effettivamente utilizzata è risultata inferiore allo stanziamento complessivo.</p>
<p data-start="5324" data-end="5476">Secondo le stime disponibili, <strong data-start="5354" data-end="5385">meno di due milioni di euro</strong> risulterebbero finora impiegati per finanziare le progressioni effettivamente realizzate.</p>
<p data-start="5478" data-end="5690">Il tema assume particolare rilevanza alla luce del fatto che la misura ha carattere temporaneo. Le progressioni verticali in deroga al titolo di studio potranno infatti essere attivate <strong data-start="5663" data-end="5689">fino al 30 giugno 2026</strong>.</p>
<p data-start="5692" data-end="5867">Di conseguenza, l’utilizzo delle risorse disponibili nei prossimi mesi potrebbe risultare determinante per dare piena attuazione alla misura prevista dal contratto collettivo.</p>
<h2 data-section-id="73ki7m" data-start="5874" data-end="5935">La questione della quarta area per le alte professionalità</h2>
<p data-start="5937" data-end="6138">Un ulteriore elemento del quadro contrattuale riguarda l’istituzione della <strong data-start="6012" data-end="6041">quarta area professionale</strong>, prevista dal <strong data-start="6056" data-end="6092">CCNL Funzioni Centrali 2022–2024</strong> per il personale ad <strong data-start="6113" data-end="6137">alta professionalità</strong>.</p>
<p data-start="6140" data-end="6285">Questa area risulta pensata per valorizzare figure caratterizzate da competenze specialistiche e responsabilità tecniche particolarmente elevate.</p>
<p data-start="6287" data-end="6462">Nel caso del <strong data-start="6300" data-end="6326">Ministero della Difesa</strong>, la piena operatività di questa area non risulta ancora concretamente definita, anche se l’istituto è previsto dal contratto nazionale.</p>
<p data-start="6464" data-end="6693">Parallelamente, il <strong data-start="6483" data-end="6541">Piano triennale del fabbisogno del personale 2026–2028</strong> rappresenta uno degli strumenti attraverso cui le amministrazioni definiscono la programmazione del personale e le strategie di sviluppo organizzativo.</p>
<p data-start="6695" data-end="6907">All’interno di questo quadro, la valorizzazione delle competenze interne e la definizione di percorsi di crescita professionale costituiscono elementi centrali per il funzionamento delle strutture amministrative.</p>
<h2 data-section-id="15zr53d" data-start="6914" data-end="6975">Un tema rilevante per l’organizzazione del lavoro pubblico</h2>
<p data-start="6977" data-end="7207">Il tema delle progressioni verticali non riguarda soltanto le singole procedure bandite, ma si inserisce in una riflessione più ampia sul <strong data-start="7115" data-end="7206">rapporto tra contrattazione collettiva e organizzazione delle amministrazioni pubbliche</strong>.</p>
<p data-start="7209" data-end="7438">Gli strumenti introdotti dal contratto nazionale mirano infatti a favorire <strong data-start="7284" data-end="7330">la valorizzazione delle competenze interne</strong>, riconoscendo il contributo professionale maturato dai dipendenti nel corso della loro attività lavorativa.</p>
<p data-start="7440" data-end="7636">L’efficacia di queste misure dipende tuttavia da diversi fattori: la programmazione del personale, le scelte organizzative delle amministrazioni e le modalità con cui risultano attuate le procedure.</p>
<p data-start="7638" data-end="7867">In molti casi, le progressioni verticali rappresentano per i lavoratori <strong data-start="7710" data-end="7769">una opportunità significativa di sviluppo professionale</strong>, soprattutto per chi ha maturato una lunga esperienza all’interno delle strutture amministrative.</p>
<p data-start="7869" data-end="8124">Proprio per questo motivo l’attuazione concreta degli strumenti previsti dal contratto collettivo continua a essere un tema di interesse non solo per i dipendenti coinvolti, ma più in generale per il funzionamento dell’intero sistema del pubblico impiego.</p>
<p data-start="8126" data-end="8392">Alla luce della scadenza fissata per <strong data-start="8163" data-end="8178">giugno 2026</strong>, i prossimi anni rappresenteranno quindi una fase importante per verificare in che modo le amministrazioni utilizzeranno le opportunità previste dal <strong data-start="8328" data-end="8354">CCNL Funzioni Centrali</strong> per valorizzare il personale interno.</p>
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<title>Mobilità scuola 2025&#45;2028: firmato il nuovo CCNI</title>
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È stato sottoscritto il nuovo Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (CCNI) sulla mobilità del personale scolastico, che disciplinerà i trasferimenti e i passaggi di ruolo del personale docente, educativo e ATA per il triennio 2025-2028. L’accordo rappresenta uno snodo centrale per l’organizzazione del sistema scolastico italiano, poiché stabilisce regole, condizioni e tempistiche per le procedure di […]
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<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 18:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Mobilità, scuola, 2025-2028:, firmato, nuovo, CCNI</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="105" data-end="386"><strong>È stato sottoscritto il nuovo Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (CCNI) sulla mobilità del personale scolastico, che disciplinerà i trasferimenti e i passaggi di ruolo del personale docente, educativo e ATA per il triennio 2025-2028.</strong></p>
<hr>
<p data-start="388" data-end="724">L’accordo rappresenta uno snodo centrale per l’organizzazione del sistema scolastico italiano, poiché stabilisce <strong data-start="501" data-end="595">regole, condizioni e tempistiche per le procedure di mobilità territoriale e professionale</strong>, consentendo a migliaia di lavoratori della scuola di richiedere il trasferimento in altra sede o il passaggio ad altro profilo.</p>
<p data-start="726" data-end="1131">Il testo definitivo conferma gran parte delle innovazioni introdotte nel precedente accordo e già anticipate nella fase di pre-intesa. Tuttavia, l’intervento degli organi di controllo ha determinato <strong data-start="925" data-end="961">alcuni aggiustamenti restrittivi</strong>, che incidono soprattutto sulle deroghe previste per alcune categorie di personale, come i docenti neoassunti e i direttori dei servizi generali e amministrativi (DSGA).</p>
<p data-start="1133" data-end="1287">Di seguito una panoramica delle principali novità e delle scadenze previste per la presentazione delle domande relative all’<span><a href="https://lentepubblica.it/categoria/scuola/" target="_blank" rel="noopener">anno scolastico</a></span> <strong data-start="1273" data-end="1286">2026/2027</strong>.</p>
<h2 data-section-id="b2mt0s" data-start="1294" data-end="1343">Un accordo che regola la mobilità per tre anni</h2>
<p data-start="1345" data-end="1562">Il nuovo contratto integrativo stabilisce le <strong data-start="1390" data-end="1478">regole operative per la mobilità del personale della scuola per il periodo 2025-2028</strong>, garantendo continuità con il quadro normativo già delineato negli anni precedenti.</p>
<p data-start="1564" data-end="1804">In sostanza, l’impianto generale resta invariato: vengono confermate le procedure che permettono ai lavoratori del comparto istruzione di chiedere il trasferimento da una scuola a un’altra oppure il passaggio tra ruoli o classi di concorso.</p>
<p data-start="1806" data-end="2119">Questo meccanismo rappresenta uno strumento essenziale per assicurare un <strong data-start="1879" data-end="1942">equilibrio nella distribuzione del personale sul territorio</strong>, favorendo allo stesso tempo la possibilità per insegnanti e dipendenti amministrativi di avvicinarsi alla propria residenza o di migliorare la propria posizione professionale.</p>
<p data-start="2121" data-end="2353">Il CCNI appena firmato consolida dunque <strong data-start="2161" data-end="2224">le innovazioni introdotte nel precedente ciclo contrattuale</strong>, mantenendo molte delle misure che avevano ampliato le opportunità di accesso alla mobilità per diverse categorie di lavoratori.</p>
<h2 data-section-id="kpynlm" data-start="2360" data-end="2416">Confermate le novità introdotte negli anni precedenti</h2>
<p data-start="2418" data-end="2569">Il contratto mantiene l’impostazione già sperimentata negli ultimi anni, che aveva introdotto <strong data-start="2512" data-end="2568">alcuni meccanismi più flessibili rispetto al passato</strong>.</p>
<p data-start="2571" data-end="2774">In particolare, restano validi i principi che hanno reso più accessibili i trasferimenti per una parte del personale scolastico, soprattutto in presenza di determinate condizioni familiari o di servizio.</p>
<p data-start="2776" data-end="3012">Le disposizioni precedenti avevano infatti ampliato le possibilità di derogare ad alcuni vincoli, con l’obiettivo di facilitare il ricongiungimento familiare e rispondere alle esigenze di mobilità dei lavoratori del comparto istruzione.</p>
<p data-start="3014" data-end="3222">Il nuovo CCNI conferma questa linea di continuità, anche se alcune delle aperture originarie sono state parzialmente riviste in seguito alle osservazioni formulate dagli organismi di controllo amministrativo.</p>
<h2 data-section-id="hw1s4t" data-start="3229" data-end="3296">Le modifiche introdotte dopo i rilievi degli organi di controllo</h2>
<p data-start="3298" data-end="3522">Nel processo di verifica del testo contrattuale, gli organi competenti hanno richiesto alcune correzioni che hanno portato a <strong data-start="3423" data-end="3521">una revisione più restrittiva di alcune deroghe previste per specifiche categorie di personale</strong>.</p>
<p data-start="3524" data-end="3766">Tra le modifiche più rilevanti figura la <strong data-start="3565" data-end="3597">riduzione dell’età dei figli</strong> considerata valida ai fini del ricongiungimento familiare. In precedenza il limite era fissato a <strong data-start="3695" data-end="3706">16 anni</strong>, mentre nel testo definitivo viene abbassato a <strong data-start="3754" data-end="3765">14 anni</strong>.</p>
<p data-start="3768" data-end="3929">Questa variazione incide direttamente sulla possibilità di accedere ad alcune facilitazioni nelle procedure di mobilità per i docenti e il personale interessato.</p>
<p data-start="3931" data-end="4172">Un’altra modifica riguarda la <strong data-start="3961" data-end="4060">soppressione della possibilità di chiedere il ricongiungimento a un genitore con più di 65 anni</strong>. Questa opzione, prevista nelle versioni preliminari del contratto, non compare nel testo definitivo approvato.</p>
<p data-start="4174" data-end="4453">Le restrizioni introdotte incidono in particolare sui <strong data-start="4228" data-end="4346">docenti neoassunti, sui DSGA di recente nomina e sui docenti che hanno ottenuto un trasferimento negli ultimi anni</strong>, categorie per le quali era stato previsto un regime derogatorio rispetto ad alcuni vincoli di permanenza.</p>
<h2 data-section-id="ww07xp" data-start="4460" data-end="4501">Stop all’articolo sugli incarichi DSGA</h2>
<p data-start="4503" data-end="4711">Un’ulteriore modifica riguarda la <strong data-start="4537" data-end="4577">soppressione dell’articolo 48-quater</strong>, che disciplinava i criteri per il conferimento degli incarichi ai direttori dei servizi generali e amministrativi sui posti vacanti.</p>
<p data-start="4713" data-end="4851">La norma non è stata mantenuta all’interno del CCNI perché la materia è stata ritenuta <strong data-start="4800" data-end="4848">oggetto di confronto e non di contrattazione</strong>.</p>
<p data-start="4853" data-end="5079">Per questo motivo, le disposizioni relative all’assegnazione degli incarichi ai DSGA verranno trasferite in un <strong data-start="4964" data-end="4988">decreto ministeriale</strong>, che definirà nel dettaglio le modalità operative per la copertura delle sedi disponibili.</p>
<h2 data-section-id="1eqr9ua" data-start="5086" data-end="5137">Le scadenze per le domande di mobilità 2026-2027</h2>
<p data-start="5139" data-end="5321">Oltre alle regole generali, il contratto integrativo stabilisce anche il quadro temporale entro cui dovranno essere presentate le domande di mobilità per il prossimo anno scolastico.</p>
<p data-start="5323" data-end="5508">Secondo la bozza dell’ordinanza ministeriale collegata al CCNI, le finestre temporali per l’invio delle istanze saranno differenziate a seconda della categoria di personale interessata.</p>
<p data-start="5510" data-end="5647">Per quanto riguarda <strong data-start="5530" data-end="5548">gli insegnanti</strong>, le richieste di trasferimento o passaggio potranno essere inoltrate <strong data-start="5618" data-end="5646">dal 16 marzo al 2 aprile</strong>.</p>
<p data-start="5649" data-end="5797">Il <strong data-start="5652" data-end="5675">personale educativo</strong> avrà invece una finestra leggermente più ampia, con la possibilità di presentare la domanda <strong data-start="5768" data-end="5796">dal 16 marzo al 7 aprile</strong>.</p>
<p data-start="5799" data-end="5921">Tempistiche diverse sono previste per il <strong data-start="5840" data-end="5857">personale ATA</strong>, che potrà inoltrare la richiesta <strong data-start="5892" data-end="5920">dal 23 marzo al 9 aprile</strong>.</p>
<p data-start="5923" data-end="6043">Infine, per gli <strong data-start="5939" data-end="5976">insegnanti di religione cattolica</strong>, la finestra temporale si estenderà <strong data-start="6013" data-end="6042">dal 21 marzo al 17 aprile</strong>.</p>
<p data-start="6045" data-end="6256">Queste scadenze rappresentano un passaggio fondamentale per chi intende partecipare alle procedure di mobilità, poiché le domande presentate oltre i termini stabiliti non potranno essere prese in considerazione.</p>
<h2 data-section-id="1upxucf" data-start="6263" data-end="6331">Un passaggio cruciale per l’organizzazione del sistema scolastico</h2>
<p data-start="6333" data-end="6555">La firma del CCNI sulla mobilità rappresenta ogni anno <strong data-start="6388" data-end="6448">un momento particolarmente atteso nel mondo della scuola</strong>, poiché definisce il quadro regolatorio per migliaia di spostamenti di personale tra istituti e territori.</p>
<p data-start="6557" data-end="6841">Attraverso questo strumento si cerca di bilanciare <strong data-start="6608" data-end="6688">le esigenze organizzative del sistema educativo con i diritti dei lavoratori</strong>, consentendo ai docenti e al personale amministrativo di migliorare la propria collocazione professionale senza compromettere la stabilità delle scuole.</p>
<p data-start="6843" data-end="7069">Il nuovo contratto per il triennio 2025-2028 si colloca quindi in una prospettiva di continuità con le politiche adottate negli ultimi anni, pur introducendo alcune correzioni richieste nel processo di verifica amministrativa.</p>
<p data-start="7071" data-end="7309">Nei prossimi mesi, con la pubblicazione dell’ordinanza ministeriale e l’apertura delle piattaforme per la presentazione delle domande, si entrerà nella fase operativa delle procedure di mobilità relative all’anno scolastico <strong data-start="7295" data-end="7308">2026-2027</strong>.</p>
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<title>Pacchi extra UE, stop alla tassa da 2 euro (per ora)</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Il contributo amministrativo sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra UE non entrerà subito in vigore. Il Governo ha infatti deciso di posticipare l’applicazione della misura, inizialmente prevista dalla legge di bilancio 2026, concedendo più tempo agli uffici competenti per adeguare le infrastrutture informatiche necessarie alla gestione della nuova procedura. La novità è stata resa […]
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<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 18:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Pacchi, extra, UE, stop, alla, tassa, euro, per, ora</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Il contributo amministrativo sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra UE non entrerà subito in vigore. Il Governo ha infatti deciso di posticipare l’applicazione della misura, inizialmente prevista dalla legge di bilancio 2026, concedendo più tempo agli uffici competenti per adeguare le infrastrutture informatiche necessarie alla gestione della nuova procedura.</strong></p>
<hr>
<p data-start="487" data-end="985">La novità è stata resa nota dal <strong data-start="519" data-end="562">Ministero dell’Economia e delle Finanze</strong>, che ha diffuso un comunicato ufficiale annunciando l’arrivo imminente di un provvedimento legislativo destinato a modificare alcune disposizioni della legge 30 dicembre 2025, n. 199. Oltre alla sospensione temporanea della cosiddetta “tassa sui piccoli pacchi”, il testo conterrà anche <strong data-start="850" data-end="984">correzioni su IVA nelle operazioni permutative e modifiche al nuovo regime di iper-ammortamento per gli investimenti delle imprese</strong>.</p>
<h2 data-section-id="up4mq0" data-start="987" data-end="1039">Tassa sui piccoli pacchi extra UE: slitta l’avvio</h2>
<p data-start="1041" data-end="1216">Tra le principali novità figura il rinvio dell’entrata in vigore del contributo amministrativo previsto per le spedizioni di valore ridotto provenienti da Paesi extra europei.</p>
<p data-start="1218" data-end="1590">La <span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/la-legge-di-bilancio-2026-e-stata-approvata-definitivamente-alla-camera/" target="_blank" rel="noopener">legge di bilancio 2026</a></span> aveva introdotto un <strong data-start="1264" data-end="1291">importo fisso di 2 euro</strong> per le spedizioni con valore inferiore a 150 euro. L’obiettivo della norma era quello di coprire i costi sostenuti dall’amministrazione doganale per la gestione delle procedure di importazione relative a questo tipo di merci, sempre più diffuse soprattutto nel commercio elettronico internazionale.</p>
<p data-start="1592" data-end="1716">Secondo quanto comunicato dal <span><a href="https://www.mef.gov.it/index.html" target="_blank" rel="noopener">MEF</a></span>, tuttavia, l’applicazione effettiva della misura sarà <strong data-start="1680" data-end="1715">rinviata fino al 30 giugno 2026</strong>.</p>
<p data-start="1718" data-end="2029">La decisione nasce da esigenze tecniche legate all’operatività del sistema doganale. In particolare, il differimento consentirà <strong data-start="1846" data-end="1930">l’aggiornamento del sistema informativo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli</strong>, passaggio necessario per gestire correttamente il nuovo meccanismo di riscossione del contributo.</p>
<p data-start="2031" data-end="2199">In sostanza, la norma resta prevista nel quadro normativo, ma <strong data-start="2093" data-end="2142">la sua efficacia sarà sospesa per alcuni mesi</strong>, evitando nel frattempo possibili disfunzioni operative.</p>
<h2 data-section-id="vd8wk2" data-start="2201" data-end="2269">E-commerce e importazioni: perché la misura aveva fatto discutere</h2>
<p data-start="2271" data-end="2391">Il contributo sui pacchi di piccolo valore aveva suscitato diverse reazioni già durante l’esame della legge di bilancio.</p>
<p data-start="2393" data-end="2633">Negli ultimi anni, infatti, <strong data-start="2421" data-end="2512">le spedizioni di importazione di importo contenuto sono aumentate in modo significativo</strong>, soprattutto a causa della crescita delle piattaforme di commercio online che spediscono direttamente da Paesi extra UE.</p>
<p data-start="2635" data-end="2929">Molte di queste operazioni comportano comunque controlli e attività amministrative da parte delle autorità doganali. Proprio per questo motivo il legislatore aveva introdotto il contributo di 2 euro, pensato come <strong data-start="2848" data-end="2928">copertura dei costi amministrativi connessi alla gestione delle importazioni</strong>.</p>
<p data-start="2931" data-end="3106">Il rinvio dell’applicazione non elimina la misura, ma rappresenta piuttosto <strong data-start="3007" data-end="3079">una pausa tecnica necessaria per predisporre gli strumenti operativi</strong> richiesti dalla normativa.</p>
<h2 data-section-id="2une2n" data-start="3108" data-end="3169">IVA sulle permute: chiarimento sui contratti già stipulati</h2>
<p data-start="3171" data-end="3276">Il futuro provvedimento legislativo non riguarderà soltanto la questione delle spedizioni internazionali.</p>
<p data-start="3278" data-end="3533">Il Ministero dell’Economia ha infatti annunciato anche un intervento interpretativo su una disposizione della legge di bilancio relativa alla <strong data-start="3420" data-end="3532">determinazione della base imponibile IVA nelle operazioni di permuta e nelle cosiddette dazioni in pagamento</strong>.</p>
<p data-start="3535" data-end="3738">La normativa introdotta con la manovra stabilisce che la base imponibile dell’IVA debba essere calcolata considerando <strong data-start="3653" data-end="3700">l’ammontare complessivo dei costi sostenuti</strong> per la realizzazione dell’operazione.</p>
<p data-start="3740" data-end="3841">Il nuovo provvedimento chiarirà però l’ambito temporale di applicazione della regola. In particolare:</p>
<ul data-start="3843" data-end="4102">
<li data-section-id="1r6b8gy" data-start="3843" data-end="3977">
<p data-start="3845" data-end="3977">il nuovo criterio si applicherà <strong data-start="3877" data-end="3976">alle operazioni effettuate in esecuzione di contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="1vw1b7g" data-start="3978" data-end="4102">
<p data-start="3980" data-end="4102">per gli accordi sottoscritti <strong data-start="4009" data-end="4101">prima di questa data continuerà invece ad applicarsi il metodo basato sul valore normale</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="4104" data-end="4291">La precisazione ha una funzione importante: evitare effetti retroattivi sulle operazioni già programmate e tutelare gli equilibri contrattuali definiti in base alla disciplina precedente.</p>
<p data-start="4293" data-end="4513">Il MEF ha sottolineato che la scelta risponde all’esigenza di rispettare <strong data-start="4366" data-end="4437">il principio del legittimo affidamento e della certezza del diritto</strong>, due elementi fondamentali nei rapporti tra amministrazione e contribuenti.</p>
<h2 data-section-id="u9m0sc" data-start="4515" data-end="4578">Iper-ammortamento: stop al vincolo geografico sugli acquisti</h2>
<p data-start="4580" data-end="4745">Il terzo intervento annunciato riguarda il nuovo regime di <strong data-start="4639" data-end="4701">iper-ammortamento per gli investimenti in beni strumentali</strong>, introdotto dalla stessa legge di bilancio.</p>
<p data-start="4747" data-end="4938">La misura prevede una <strong data-start="4769" data-end="4855">maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto dei beni acquistati dalle imprese</strong>, con l’obiettivo di incentivare investimenti produttivi e innovazione tecnologica.</p>
<p data-start="4940" data-end="5046">Nella versione originaria della norma, tuttavia, il beneficio era limitato agli acquisti di beni prodotti:</p>
<ul data-start="5048" data-end="5129">
<li data-section-id="hf0i8l" data-start="5048" data-end="5071">
<p data-start="5050" data-end="5071">nell’Unione europea</p>
</li>
<li data-section-id="1a28kdw" data-start="5072" data-end="5129">
<p data-start="5074" data-end="5129">oppure in Stati aderenti allo Spazio economico europeo.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="5131" data-end="5331">Il provvedimento legislativo in arrivo <strong data-start="5170" data-end="5213">eliminerà questa limitazione geografica</strong>, consentendo alle imprese di accedere all’agevolazione indipendentemente dall’area di produzione del bene acquistato.</p>
<p data-start="5333" data-end="5539">Si tratta di una modifica rilevante per il mondo produttivo, perché amplia le possibilità di approvvigionamento delle imprese e rende la misura <strong data-start="5477" data-end="5538">più flessibile rispetto alle esigenze del mercato globale</strong>.</p>
<h2 data-section-id="1l60d72" data-start="5541" data-end="5592">Un intervento correttivo sulla legge di bilancio</h2>
<p data-start="5594" data-end="5746">Nel complesso, l’iniziativa annunciata dal Ministero dell’Economia rappresenta <strong data-start="5673" data-end="5745">un intervento di manutenzione normativa sulla legge di bilancio 2026</strong>.</p>
<p data-start="5748" data-end="5859">Non si tratta quindi di una riforma complessiva, ma piuttosto di un pacchetto di correttivi mirati destinati a:</p>
<ul data-start="5861" data-end="6070">
<li data-section-id="1j2fbgu" data-start="5861" data-end="5936">
<p data-start="5863" data-end="5936">adeguare alcune disposizioni alla realtà operativa delle amministrazioni;</p>
</li>
<li data-section-id="bmp1p3" data-start="5937" data-end="6001">
<p data-start="5939" data-end="6001">chiarire il perimetro di applicazione di alcune norme fiscali;</p>
</li>
<li data-section-id="18ymw28" data-start="6002" data-end="6070">
<p data-start="6004" data-end="6070">rendere più efficaci gli strumenti di incentivo agli investimenti.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="6072" data-end="6267">La pubblicazione del provvedimento legislativo è attesa nelle prossime settimane. Solo allora saranno definiti con precisione <strong data-start="6198" data-end="6266">tempi e modalità di entrata in vigore delle modifiche annunciate</strong>.</p>
<p data-start="6269" data-end="6570">Nel frattempo, per quanto riguarda il contributo sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra UE, la decisione del Governo appare chiara: <strong data-start="6408" data-end="6496">la misura resta prevista, ma la sua applicazione è stata rinviata alla metà del 2026</strong>, lasciando spazio agli adeguamenti tecnici necessari al sistema doganale.</p>
<h2>Il testo del comunicato del MEF</h2>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/comunicato_0031.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
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<title>PNRR scuole, arrivano 223 milioni: ok a graduatorie per antincendio e messa in sicurezza</title>
<link>https://www.eventi.news/pnrr-scuole-arrivano-223-milioni-ok-a-graduatorie-per-antincendio-e-messa-in-sicurezza</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
PNRR scuole: approvate le graduatorie per adeguamento antincendio e messa in sicurezza. Oltre 223 milioni ai Comuni. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha dato il via libera alle graduatorie relative all’avviso pubblico dedicato agli interventi di adeguamento antincendio e alla messa in sicurezza degli edifici scolastici, finanziati nell’ambito delle misure previste dal PNRR. Il […]
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<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 12:30:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>PNRR, scuole, arrivano, 223, milioni:, graduatorie, per, antincendio, messa, sicurezza</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-section-id="17c921e" data-start="0" data-end="117"><strong>PNRR scuole: approvate le graduatorie per adeguamento antincendio e messa in sicurezza. Oltre 223 milioni ai Comuni.</strong></p>
<hr>
<p data-start="119" data-end="401">Il <strong data-start="122" data-end="164">Ministero dell’Istruzione e del Merito</strong> ha dato il via libera alle graduatorie relative all’avviso pubblico dedicato agli <strong data-start="247" data-end="339">interventi di adeguamento antincendio e alla messa in sicurezza degli edifici scolastici</strong>, finanziati nell’ambito delle misure previste dal <strong data-start="390" data-end="398">PNRR</strong>.</p>
<p data-start="403" data-end="640">Il provvedimento, pubblicato sul sito istituzionale del Ministero, definisce l’elenco degli enti locali ammessi al finanziamento e assegna risorse complessive pari a <strong data-start="569" data-end="592">223.507.043,04 euro</strong> destinate a <strong data-start="605" data-end="637">Comuni e Città metropolitane</strong>.</p>
<p data-start="642" data-end="895">Si tratta di fondi finalizzati a sostenere lavori urgenti e interventi di adeguamento normativo negli edifici scolastici, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza delle strutture frequentate quotidianamente da studenti, docenti e personale scolastico.</p>
<h2 data-section-id="13zgmtu" data-start="902" data-end="952">Graduatorie approvate: come sono state definite</h2>
<p data-start="954" data-end="1241">L’assegnazione delle risorse deriva dall’avviso pubblico del <strong data-start="1015" data-end="1053">26 novembre 2025 (prot. n. 207071)</strong>, attraverso il quale il Ministero ha raccolto le candidature degli enti locali interessati a realizzare interventi di miglioramento delle condizioni di sicurezza degli edifici scolastici.</p>
<p data-start="1243" data-end="1353">Con il decreto direttoriale appena pubblicato sono state ufficialmente <strong data-start="1314" data-end="1352">approvate due graduatorie distinte</strong>:</p>
<ul data-start="1355" data-end="1534">
<li data-section-id="co7cj9" data-start="1355" data-end="1443">
<p data-start="1357" data-end="1443"><strong data-start="1357" data-end="1371">Allegato 1</strong>, relativo agli interventi di <em data-start="1401" data-end="1441">adeguamento alla normativa antincendio</em></p>
</li>
<li data-section-id="gs9t60" data-start="1444" data-end="1534">
<p data-start="1446" data-end="1534"><strong data-start="1446" data-end="1460">Allegato 2</strong>, riguardante gli interventi <em data-start="1489" data-end="1534">urgenti di messa in sicurezza degli edifici</em></p>
</li>
</ul>
<p data-start="1536" data-end="1781">Le graduatorie sono state elaborate applicando i <strong data-start="1585" data-end="1654">criteri automatici stabiliti dall’articolo 9 dell’avviso pubblico</strong>, sulla base delle informazioni e delle dichiarazioni presentate dagli enti locali tramite il sistema informativo ministeriale.</p>
<p data-start="1783" data-end="1963">Per garantire trasparenza e uniformità nella selezione dei progetti, le domande sono state <strong data-start="1874" data-end="1898">ordinate per regione</strong> e successivamente classificate secondo due parametri principali:</p>
<ul data-start="1965" data-end="2081">
<li data-section-id="idzcei" data-start="1965" data-end="2032">
<p data-start="1967" data-end="2032">il <strong data-start="1970" data-end="1992">punteggio ottenuto</strong> in base ai criteri previsti dal bando</p>
</li>
<li data-section-id="1ahw05v" data-start="2033" data-end="2081">
<p data-start="2035" data-end="2081">la <strong data-start="2038" data-end="2081">data di presentazione della candidatura</strong></p>
</li>
</ul>
<p data-start="2083" data-end="2233">Gli interventi finanziati sono quelli collocati <strong data-start="2131" data-end="2177">al di sopra della cosiddetta “linea rossa”</strong> nelle graduatorie pubblicate negli allegati al decreto.</p>
<h2 data-section-id="a6a2pj" data-start="2240" data-end="2302">Oltre 223 milioni per la sicurezza degli edifici scolastici</h2>
<p data-start="2304" data-end="2595">L’importo complessivo destinato agli interventi ammessi al finanziamento supera <strong data-start="2384" data-end="2407">223 milioni di euro</strong>, una cifra significativa che si inserisce nel più ampio quadro delle azioni previste dal <strong data-start="2497" data-end="2540">Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> per il miglioramento delle infrastrutture scolastiche.</p>
<p data-start="2597" data-end="2648">Le risorse serviranno a realizzare lavori mirati a:</p>
<ul data-start="2650" data-end="2905">
<li data-section-id="1u6l33i" data-start="2650" data-end="2713">
<p data-start="2652" data-end="2713">adeguare gli edifici alle <strong data-start="2678" data-end="2711">normative antincendio vigenti</strong></p>
</li>
<li data-section-id="1gyhehi" data-start="2714" data-end="2783">
<p data-start="2716" data-end="2783">eliminare situazioni di rischio legate alla sicurezza strutturale</p>
</li>
<li data-section-id="1o60b73" data-start="2784" data-end="2843">
<p data-start="2786" data-end="2843">intervenire con <strong data-start="2802" data-end="2841">opere urgenti di messa in sicurezza</strong></p>
</li>
<li data-section-id="1sysv77" data-start="2844" data-end="2905">
<p data-start="2846" data-end="2905">migliorare le condizioni di utilizzo degli spazi scolastici</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2907" data-end="3222">L’obiettivo è duplice: da un lato <strong data-start="2941" data-end="2974">garantire ambienti più sicuri</strong> per studenti e personale scolastico, dall’altro <strong data-start="3023" data-end="3084">accelerare l’adeguamento normativo degli edifici pubblici</strong>, molti dei quali presentano ancora criticità legate all’età delle strutture o alla necessità di interventi di manutenzione straordinaria.</p>
<h2 data-section-id="15hsgj7" data-start="3229" data-end="3288">In arrivo gli accordi di concessione per gli enti locali</h2>
<p data-start="3290" data-end="3491">Dopo la pubblicazione delle graduatorie, il <strong data-start="3334" data-end="3376">Ministero dell’Istruzione e del Merito</strong> procederà nei prossimi giorni con l’invio degli <strong data-start="3425" data-end="3451">accordi di concessione</strong> agli enti locali risultati beneficiari.</p>
<p data-start="3493" data-end="3574">Si tratta di un passaggio fondamentale, perché l’accordo definisce nel dettaglio:</p>
<ul data-start="3576" data-end="3723">
<li data-section-id="g0h6e1" data-start="3576" data-end="3618">
<p data-start="3578" data-end="3618">gli <strong data-start="3582" data-end="3616">impegni del soggetto attuatore</strong></p>
</li>
<li data-section-id="1oefhyv" data-start="3619" data-end="3668">
<p data-start="3621" data-end="3668">le <strong data-start="3624" data-end="3666">modalità di utilizzo dei finanziamenti</strong></p>
</li>
<li data-section-id="lkr84r" data-start="3669" data-end="3723">
<p data-start="3671" data-end="3723">le <strong data-start="3674" data-end="3723">tempistiche di realizzazione degli interventi</strong></p>
</li>
</ul>
<p data-start="3725" data-end="3904">Una volta ricevuto l’atto formale, i Comuni e le Città metropolitane potranno avviare tutte le procedure amministrative e tecniche necessarie per l’attuazione dei lavori previsti.</p>
<h2 data-section-id="m99m5c" data-start="3911" data-end="3961">Enti locali autorizzati ad avviare le procedure</h2>
<p data-start="3963" data-end="4175">Il decreto stabilisce che gli enti inseriti nelle graduatorie sono <strong data-start="4030" data-end="4115">autorizzati ad avviare le attività necessarie alla realizzazione degli interventi</strong>, nel rispetto delle scadenze previste dall’avviso pubblico.</p>
<p data-start="4177" data-end="4247">Questo significa che le amministrazioni locali potranno procedere con:</p>
<ul data-start="4249" data-end="4461">
<li data-section-id="1t0j04" data-start="4249" data-end="4322">
<p data-start="4251" data-end="4322">la predisposizione dei <strong data-start="4274" data-end="4296">progetti esecutivi</strong>, se non già disponibili</p>
</li>
<li data-section-id="ruwazi" data-start="4323" data-end="4390">
<p data-start="4325" data-end="4390">l’avvio delle <strong data-start="4339" data-end="4388">procedure di gara o di affidamento dei lavori</strong></p>
</li>
<li data-section-id="299584" data-start="4391" data-end="4461">
<p data-start="4393" data-end="4461">le attività amministrative collegate all’attuazione degli interventi</p>
</li>
</ul>
<p data-start="4463" data-end="4694">Naturalmente tutte le operazioni dovranno svolgersi nel rispetto delle <strong data-start="4534" data-end="4582">regole e delle tempistiche previste dal PNRR</strong>, che richiedono una gestione particolarmente rigorosa delle risorse e delle fasi di realizzazione dei progetti.</p>
<h2 data-section-id="ndmgft" data-start="4701" data-end="4739">Controlli e verifiche sui requisiti</h2>
<p data-start="4741" data-end="4945">Il decreto prevede inoltre una <strong data-start="4772" data-end="4800">clausola di salvaguardia</strong> che consente all’amministrazione centrale di effettuare controlli sulla correttezza delle procedure e sulla sussistenza dei requisiti richiesti.</p>
<p data-start="4947" data-end="5024">In particolare, l’<strong data-start="4965" data-end="4998">Unità di missione per il PNRR</strong> potrà svolgere verifiche:</p>
<ul data-start="5026" data-end="5357">
<li data-section-id="1494o5r" data-start="5026" data-end="5084">
<p data-start="5028" data-end="5084">sui <strong data-start="5032" data-end="5082">requisiti minimi previsti dall’avviso pubblico</strong></p>
</li>
<li data-section-id="x8z253" data-start="5085" data-end="5145">
<p data-start="5087" data-end="5145">sul rispetto delle <strong data-start="5106" data-end="5143">condizionalità stabilite dal PNRR</strong></p>
</li>
<li data-section-id="1fjd8mk" data-start="5146" data-end="5239">
<p data-start="5148" data-end="5239">sulla corretta applicazione delle regole del <strong data-start="5193" data-end="5237">SIGECO (Sistema di gestione e controllo)</strong></p>
</li>
<li data-section-id="1szyxcq" data-start="5240" data-end="5357">
<p data-start="5242" data-end="5357">sull’osservanza delle circolari emanate dal Ministero dell’Istruzione e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze</p>
</li>
</ul>
<p data-start="5359" data-end="5534">Le verifiche potranno essere effettuate <strong data-start="5399" data-end="5480">anche a campione e anche successivamente alla pubblicazione delle graduatorie</strong>, durante le varie fasi di realizzazione dei progetti.</p>
<h2 data-section-id="q27i4t" data-start="5541" data-end="5581">Possibile decadenza dai finanziamenti</h2>
<p data-start="5583" data-end="5811">Il decreto chiarisce inoltre che, qualora dai controlli emergesse <strong data-start="5649" data-end="5724">l’assenza dei requisiti o il mancato rispetto delle condizioni previste</strong>, l’amministrazione potrà disporre la <strong data-start="5762" data-end="5810">decadenza dell’ente locale dalla graduatoria</strong>.</p>
<p data-start="5813" data-end="6023">Questa eventualità può verificarsi in qualsiasi fase della procedura, proprio per garantire che le risorse del PNRR vengano utilizzate nel pieno rispetto delle norme e delle finalità previste dal piano europeo.</p>
<h2 data-section-id="wevi0l" data-start="6030" data-end="6072">Possibili scorrimenti delle graduatorie</h2>
<p data-start="6074" data-end="6223">Un altro aspetto rilevante riguarda l’eventuale utilizzo delle <strong data-start="6137" data-end="6173">economie o delle risorse residue</strong> che dovessero emergere nel corso della procedura.</p>
<p data-start="6225" data-end="6476">Il decreto stabilisce infatti che eventuali fondi non utilizzati o recuperati potranno essere destinati a <strong data-start="6331" data-end="6364">scorrimenti delle graduatorie</strong>, consentendo così il finanziamento di ulteriori interventi inizialmente rimasti esclusi per carenza di risorse.</p>
<p data-start="6478" data-end="6622">Tale operazione potrà essere autorizzata con un <strong data-start="6526" data-end="6567">successivo provvedimento ministeriale</strong>, nei limiti delle disponibilità finanziarie accertate.</p>
<h2 data-section-id="11nxi4m" data-start="6629" data-end="6690">Un tassello della strategia PNRR per l’edilizia scolastica</h2>
<p data-start="6692" data-end="6924">L’approvazione delle graduatorie rappresenta un ulteriore passo nella strategia nazionale di <strong data-start="6785" data-end="6843">rafforzamento della sicurezza degli edifici scolastici</strong>, uno degli obiettivi centrali delle politiche di investimento previste dal PNRR.</p>
<p data-start="6926" data-end="7129">Negli ultimi anni, infatti, il tema dell’adeguamento strutturale delle scuole è diventato sempre più centrale nel dibattito pubblico, anche alla luce delle numerose criticità emerse in diversi territori.</p>
<p data-start="7131" data-end="7343">Gli interventi finanziati con queste risorse puntano proprio a <strong data-start="7194" data-end="7252">ridurre i rischi legati alla sicurezza delle strutture</strong>, favorendo al tempo stesso la modernizzazione del patrimonio edilizio scolastico italiano.</p>
<p data-start="7345" data-end="7597">Il decreto di approvazione delle graduatorie è ora <strong data-start="7396" data-end="7432">sottoposto ai controlli di legge</strong> e pubblicato sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito, dove gli enti interessati possono consultare tutti i dettagli relativi agli interventi finanziati.</p>
<h2 data-start="7345" data-end="7597">Documenti utili</h2>
<ul>
<li data-start="7345" data-end="7597"><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/m_pi.AOOGABMI.Decreti-DirettorialiR.0000107.22-12-2025-1.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Decreto approvazione graduatorie</strong></a></span></li>
<li data-start="7345" data-end="7597"><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/Allegato-1_ANT-signed.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Allegato 1</strong></a></span></li>
<li data-start="7345" data-end="7597"><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/Allegato-2_MS-signed.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Allegato 2</strong></a></span></li>
</ul>
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</item>

<item>
<title>Astensionismo e sfiducia: la frattura tra italiani e politica nel rapporto FragilItalia 2026</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Il rapporto tra cittadini e politica in Italia attraversa una fase di evidente deterioramento. A mostrarlo con chiarezza è l’ultimo report FragilItalia 2026, elaborato dall’Area Studi di Legacoop insieme a Ipsos, che analizza opinioni e atteggiamenti degli italiani nei confronti della partecipazione democratica. Il quadro che emerge è quello di una società segnata da disincanto, […]
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<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 12:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Astensionismo, sfiducia:, frattura, tra, italiani, politica, nel, rapporto, FragilItalia, 2026</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="156" data-end="536"><strong>Il rapporto tra cittadini e politica in Italia attraversa una fase di evidente deterioramento. A mostrarlo con chiarezza è l’ultimo report FragilItalia 2026, elaborato dall’Area Studi di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Legacoop</span></span> insieme a <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Ipsos</span></span>, che analizza opinioni e atteggiamenti degli italiani nei confronti della partecipazione democratica.</strong></p>
<hr>
<p data-start="538" data-end="919">Il quadro che emerge è quello di una società segnata da disincanto, scarsa fiducia nelle istituzioni e crescente distanza dai processi decisionali. Non si tratta soltanto di una riduzione dell’interesse per la politica, ma di un progressivo indebolimento del legame tra rappresentanti e rappresentati, con conseguenze che si riflettono direttamente sulla partecipazione elettorale.</p>
<p data-start="921" data-end="1303">Uno dei dati più significativi riguarda proprio <strong>il livello di attenzione verso la politica.</strong> Solo <strong>una minoranza consistente degli intervistati afferma di seguirla con grande interesse,</strong> mentre una quota sempre più ampia dichiara apertamente di esserne poco o per nulla coinvolta. Nel complesso, circa un terzo degli italiani si definisce disinteressato alla vita politica del Paese.</p>
<p data-start="1305" data-end="1544">Il dato, già di per sé rilevante, assume un significato ancora più forte se confrontato con rilevazioni precedenti: l’interesse appare infatti in diminuzione rispetto a pochi mesi prima, segno di una disaffezione che continua ad ampliarsi.</p>
<h2 data-section-id="1ody7ee" data-start="1546" data-end="1578">La crisi della rappresentanza</h2>
<p data-start="1580" data-end="1898">Alla base della distanza tra cittadini e istituzioni c’è soprattutto<strong> una diffusa percezione di mancata rappresentanza</strong>. Quasi tre intervistati su quattro dichiarano di non sentirsi adeguatamente rappresentati dalla classe politica attuale, e una parte consistente di loro sostiene di non sentirsi rappresentata affatto.</p>
<p data-start="1900" data-end="2260">Il fenomeno appare <strong>particolarmente accentuato tra le fasce sociali più fragili</strong>, tra chi possiede livelli di istruzione più bassi e tra coloro che vivono una condizione economica meno stabile. In questi segmenti della popolazione la politica viene spesso percepita come distante, incapace di comprendere le difficoltà quotidiane e di offrire soluzioni concrete.</p>
<p data-start="2262" data-end="2619">Al contrario, un grado maggiore di fiducia nella rappresentanza politica si registra tra chi segue con interesse il dibattito pubblico e tra chi esprime un giudizio più positivo sul funzionamento della democrazia italiana. Tuttavia si tratta di minoranze relative, insufficienti a compensare la diffusa sensazione di estraneità rispetto al sistema politico.</p>
<p data-start="2621" data-end="3012">La crisi della rappresentanza si riflette anche nella <strong>percezione dell’efficacia del voto</strong>. Oltre sei italiani su dieci ritengono infatti che il proprio voto abbia poca o nessuna capacità di incidere sulle decisioni politiche. Per una parte significativa della popolazione la partecipazione elettorale non è più vista come uno strumento capace di influenzare concretamente le scelte del Paese.</p>
<h2 data-section-id="15yw55i" data-start="3014" data-end="3055">Democrazia percepita come inefficiente</h2>
<p data-start="3057" data-end="3318">Il malessere nei confronti della politica si inserisce in un contesto più <strong>ampio di insoddisfazione verso il funzionamento della democrazia.</strong> Circa due terzi degli intervistati esprimono un giudizio negativo sul modo in cui il sistema democratico opera in Italia.</p>
<p data-start="3320" data-end="3568">La critica riguarda soprattutto la capacità delle istituzioni di rispondere ai problemi economici e sociali. Tra i cittadini emerge la sensazione che le decisioni politiche siano spesso inefficaci o lontane dalle reali priorità della popolazione.</p>
<p data-start="3570" data-end="3852">Questo sentimento è <strong>particolarmente diffuso tra i ceti popolari e tra chi ha già scelto in passato di non partecipare alle elezioni.</strong> In questi gruppi sociali l’insoddisfazione assume talvolta la forma di una vera e propria sfiducia strutturale nei confronti del sistema democratico.</p>
<h2 data-section-id="1rmiihr" data-start="3854" data-end="3887">Perché gli italiani non votano</h2>
<p data-start="3889" data-end="4109">L’astensionismo non è un fenomeno nuovo nella politica italiana, ma negli ultimi anni ha assunto dimensioni sempre più rilevanti. Il rapporto individua diverse motivazioni alla base della scelta di non recarsi alle urne.</p>
<p data-start="4111" data-end="4342">La ragione principale è la <strong>mancanza di fiducia nei leader politici.</strong> Molti cittadini dichiarano di non riconoscersi in alcuna figura di riferimento e di percepire il panorama politico come incapace di offrire leadership credibili.</p>
<p data-start="4344" data-end="4595">Accanto a questo elemento emerge anche un forte<strong> sentimento di stanchezza e frustrazione</strong> nei confronti della politica. Una parte degli elettori sostiene di sentirsi arrabbiata o delusa, spesso a causa di promesse non mantenute o di aspettative tradite.</p>
<p data-start="4597" data-end="4834">Un’altra motivazione significativa riguarda la<strong> sensazione di non avere alternative politiche realmente rappresentative.</strong> Molti intervistati affermano di non votare perché non esiste un partito o un candidato che rifletta le loro priorità.</p>
<p data-start="4836" data-end="5035">A ciò si aggiunge la convinzione, già citata, che<strong> il voto individuale abbia un peso limitato sulle decisioni pubbliche</strong>. Questa percezione riduce ulteriormente l’incentivo a partecipare alle elezioni.</p>
<h2 data-section-id="1kg92b3" data-start="5037" data-end="5071">Economia e disillusione sociale</h2>
<p data-start="5073" data-end="5310">Un aspetto particolarmente interessante del rapporto riguarda il legame tra condizioni economiche e partecipazione politica. Quasi la metà degli astenuti afferma che l<strong>a propria situazione finanziaria influenza la decisione di non votare.</strong></p>
<p data-start="5312" data-end="5625">In altre parole, le <strong>difficoltà economiche possono alimentare una forma di disillusione</strong> che si traduce in distanza dalle istituzioni. Chi fatica ad arrivare alla fine del mese tende più facilmente a percepire la politica come incapace di intervenire sulle questioni che incidono direttamente sulla vita quotidiana.</p>
<p data-start="5627" data-end="5913">Tra i fattori che spingono verso l’astensione emergono anche alcune critiche specifiche al sistema politico: la percezione di un’eccessiva pressione fiscale, l’insoddisfazione per le politiche economiche e la convinzione che la corruzione continui a rappresentare un problema rilevante.</p>
<p data-start="5915" data-end="6178">Nel complesso, molti cittadini ritengono che i partiti non affrontino seriamente temi centrali come il welfare, la sicurezza o le politiche ambientali. Questa distanza tra agenda politica e preoccupazioni sociali contribuisce ad alimentare il senso di estraneità.</p>
<h2 data-section-id="144wd1i" data-start="6180" data-end="6210">Il ruolo dei social network</h2>
<p data-start="6212" data-end="6525">Un elemento relativamente nuovo riguarda <strong>l’influenza dei social network sulle scelte di partecipazione elettorale.</strong> Sebbene la maggioranza degli astenuti affermi di non essere influenzata da ciò che legge online, circa un quinto ammette che i contenuti circolanti sui social incidono sulla decisione di non votare.</p>
<p data-start="6527" data-end="6769">Il dato diventa ancora più significativo tra i cittadini sotto i cinquant’anni, dove la quota supera il trenta per cento. Ciò suggerisce che il dibattito politico digitale può contribuire a rafforzare atteggiamenti di sfiducia o disillusione.</p>
<p data-start="6771" data-end="6990">Non si tratta necessariamente di disinformazione, ma di un clima generale di polarizzazione e critica permanente nei confronti delle istituzioni che, nel tempo, può erodere ulteriormente la fiducia nel sistema politico.</p>
<h2 data-section-id="j7lh31" data-start="6992" data-end="7025">Il paradosso del dovere civico</h2>
<p data-start="7027" data-end="7220">Nonostante il quadro di diffusa disaffezione,<strong> la maggioranza degli italiani continua a considerare il voto un dovere civico.</strong> Circa otto intervistati su dieci concordano con questa affermazione.</p>
<p data-start="7222" data-end="7411">Questo dato evidenzia un apparente paradosso: molti cittadini riconoscono l’importanza della partecipazione elettorale, ma allo stesso tempo scelgono di non esercitare il diritto di voto.</p>
<p data-start="7413" data-end="7656">La spiegazione risiede probabilmente nella distanza tra principi e percezioni concrete. In teoria il voto rappresenta uno strumento fondamentale della democrazia; nella pratica, tuttavia, una parte della popolazione dubita della sua efficacia.</p>
<h2 data-section-id="1rzodf3" data-start="7658" data-end="7687">Astensionismo e democrazia</h2>
<p data-start="7689" data-end="7887">La maggioranza degli italiani ritiene comunque che<strong> l’astensionismo costituisca un problema serio per il funzionamento della democrazia.</strong> Tre intervistati su quattro condividono questa preoccupazione.</p>
<p data-start="7889" data-end="8110">La consapevolezza del rischio democratico è quindi diffusa, soprattutto tra chi partecipa regolarmente alle elezioni. Tuttavia questa percezione non è sempre sufficiente a invertire la tendenza alla diserzione delle urne.</p>
<p data-start="8112" data-end="8404">Interessante anche il cambiamento di atteggiamento rispetto all’idea che non votare possa rappresentare una forma di protesta politica. Questa interpretazione appare in calo rispetto agli anni precedenti: sempre meno cittadini considerano l’astensione uno strumento efficace di contestazione.</p>
<h2 data-section-id="letfx0" data-start="8406" data-end="8443">Le condizioni per tornare a votare</h2>
<p data-start="8445" data-end="8711">Nonostante il clima di sfiducia, il rapporto evidenzia anche alcuni segnali di possibile recupero della partecipazione. Circa <strong>sette astenuti su dieci dichiarano che potrebbero tornare alle urne se esistesse un candidato o un partito capace di rappresentarli davvero.</strong></p>
<p data-start="8713" data-end="8914">Le richieste principali sono piuttosto chiare: programmi politici più concreti e comprensibili, maggiore trasparenza nella gestione del potere e una riduzione dei fenomeni di corruzione e clientelismo.</p>
<p data-start="8916" data-end="9160">Molti cittadini chiedono inoltre più spazio per la partecipazione diretta e una maggiore attenzione ai temi che incidono sulla vita quotidiana. In altre parole, la domanda di politica non è scomparsa: è cambiata la forma con cui viene espressa.</p>
<h2 data-section-id="lo3us4" data-start="9162" data-end="9221">Il caso dei referendum: partecipazione percepita e reale</h2>
<p data-start="9223" data-end="9419">Un ultimo elemento interessante riguarda il rapporto con lo strumento referendario. La grande maggioranza degli italiani considera i referendum un mezzo importante di partecipazione democratica.</p>
<p data-start="9421" data-end="9668">Eppure la partecipazione effettiva alle consultazioni è spesso molto più bassa. Questo divario tra valore attribuito allo strumento e comportamento concreto rappresenta un ulteriore segnale della fragilità del rapporto tra cittadini e istituzioni.</p>
<p data-start="9670" data-end="9891">Molti ritengono che i referendum permettano di intervenire direttamente sulle decisioni politiche, ma allo stesso tempo criticano la scarsa informazione sui quesiti e la frequente strumentalizzazione da parte dei partiti.</p>
<h2 data-section-id="btj3r2" data-start="9893" data-end="9939">Una democrazia che deve ricostruire fiducia</h2>
<p data-start="9941" data-end="10093">La fotografia offerta dal rapporto FragilItalia 2026 mostra un Paese in cui la fiducia nella politica appare indebolita ma non completamente dissolta.</p>
<p data-start="10095" data-end="10297">La domanda di rappresentanza, partecipazione e trasparenza resta forte. Ciò che manca, secondo molti cittadini, è la capacità del sistema politico di rispondere in modo convincente a queste aspettative.</p>
<p data-start="10299" data-end="10624" data-is-last-node="" data-is-only-node="">L’astensionismo, in questo senso, non è soltanto un problema elettorale. È il sintomo di una relazione incrinata tra istituzioni e società. Ricostruire quella relazione richiederà non solo nuove proposte politiche, ma anche un cambiamento profondo nel modo in cui la politica ascolta, interpreta e rappresenta il Paese reale.</p>
<h2 data-start="10299" data-end="10624">Astensionismo degli italiani in politica: il rapporto FragilItalia 2026</h2>
<p data-start="10299" data-end="10624" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/Presentazione-Camera-Rapporto-FragiLItalia-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
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</item>

<item>
<title>Manca consenso nell&amp;apos;app per digitalizzazione cimiteri: Garante Privacy multa Comuni</title>
<link>https://www.eventi.news/manca-consenso-nellapp-per-digitalizzazione-cimiteri-garante-privacy-multa-comuni</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
La digitalizzazione arriva anche nei cimiteri, ma non senza problemi di privacy. Il Garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato l’app Aldilapp e alcuni enti locali per la creazione automatica dei profili digitali dei defunti basati sugli archivi comunali. Nel mirino dell’Autorità la commistione tra servizi pubblici, funzioni social e attività commerciali: ecco […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-manca-consenso-nellapp-per-digitalizzazione-cimiteri-garante-privacy-multa-comuni.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 12:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Manca, consenso, nellapp, per, digitalizzazione, cimiteri:, Garante, Privacy, multa, Comuni</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>La digitalizzazione arriva anche nei cimiteri, ma non senza problemi di privacy. Il Garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato l’app Aldilapp e alcuni enti locali per la creazione automatica dei profili digitali dei defunti basati sugli archivi comunali.</strong></p>
<hr>
<p>Nel mirino dell’Autorità la commistione tra servizi pubblici, funzioni social e attività commerciali: ecco cosa prevede il provvedimento e quali cambiamenti dovranno essere introdotti nelle piattaforme dei cimiteri digitali.</p>
<p data-start="101" data-end="458">Un recente provvedimento del <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/garante-privacy/" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="260" data-end="308">Garante per la protezione dei dati personali</strong></a></span> ha infatti acceso i riflettori su <strong data-start="335" data-end="347">Aldilapp</strong>, un’applicazione che consente di localizzare le tombe nei cimiteri e di creare profili digitali dei defunti.</p>
<p data-start="460" data-end="967">L’Autorità ha infatti accertato diverse criticità nella gestione dei dati personali e ha disposto sanzioni amministrative nei confronti della società che distribuisce la piattaforma in Italia, oltre che nei confronti di alcuni enti coinvolti nel servizio. L’intervento del Garante rappresenta un passaggio importante nel dibattito sulla <strong data-start="797" data-end="870">digitalizzazione dei servizi cimiteriali e sulla tutela della privacy</strong>, soprattutto quando piattaforme tecnologiche integrano funzioni pubbliche e servizi commerciali.</p>
<h2 data-section-id="5syhb7" data-start="974" data-end="1037">Cos’è Aldilapp e come funziona l’app dei “cimiteri digitali”</h2>
<p data-start="1039" data-end="1408">Aldilapp è un’applicazione scaricabile gratuitamente che permette agli utenti, previa registrazione, di <strong data-start="1143" data-end="1221">individuare la posizione delle sepolture nei cimiteri aderenti al servizio</strong>. La piattaforma utilizza i dati provenienti dagli archivi cimiteriali comunali per consentire ricerche rapide dei defunti e per fornire indicazioni geolocalizzate sul luogo di sepoltura.</p>
<p data-start="1410" data-end="1559">Accanto a questa funzione informativa, l’app integra anche alcune <strong data-start="1476" data-end="1522">funzionalità di tipo sociale e commerciale</strong>. In particolare, gli utenti possono:</p>
<ul data-start="1561" data-end="1809">
<li data-section-id="1bffa8u" data-start="1561" data-end="1608">
<p data-start="1563" data-end="1608">visitare il profilo digitale di un defunto;</p>
</li>
<li data-section-id="j52d9l" data-start="1609" data-end="1654">
<p data-start="1611" data-end="1654">lasciare dediche o messaggi di cordoglio;</p>
</li>
<li data-section-id="1azqjeo" data-start="1655" data-end="1697">
<p data-start="1657" data-end="1697">accendere ceri virtuali commemorativi;</p>
</li>
<li data-section-id="1kb2l68" data-start="1698" data-end="1736">
<p data-start="1700" data-end="1736">seguire i profili dei propri cari;</p>
</li>
<li data-section-id="ngved2" data-start="1737" data-end="1809">
<p data-start="1739" data-end="1809">acquistare servizi come la consegna di fiori o la pulizia delle tombe.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="1811" data-end="2064">Il sistema, alimentato dai database comunali, crea automaticamente un <strong data-start="1881" data-end="1926">profilo digitale per ogni defunto censito</strong>, rendendolo consultabile dagli utenti registrati e consentendo l’interazione pubblica attraverso commenti e altre attività commemorative.</p>
<p data-start="2066" data-end="2222">Proprio questa integrazione tra dati istituzionali e servizi di tipo “social” è stata uno degli elementi che ha attirato l’attenzione dell’Autorità garante.</p>
<h2 data-section-id="17z50t0" data-start="2229" data-end="2280">L’istruttoria del Garante e i soggetti coinvolti</h2>
<p data-start="2282" data-end="2413">L’indagine è partita da una segnalazione che evidenziava possibili criticità nel trattamento dei dati personali attraverso l’app.</p>
<p data-start="2415" data-end="2489">Il Garante ha avviato una complessa attività istruttoria che ha coinvolto:</p>
<ul data-start="2491" data-end="2690">
<li data-section-id="1ob1r8u" data-start="2491" data-end="2558">
<p data-start="2493" data-end="2558"><strong data-start="2493" data-end="2512">la società STUP</strong>, distributrice dell’applicazione in Italia;</p>
</li>
<li data-section-id="1f9rmvv" data-start="2559" data-end="2646">
<p data-start="2561" data-end="2646"><strong data-start="2561" data-end="2594">i Comuni di Ancona e Velletri</strong>, i cui cimiteri erano presenti nella piattaforma;</p>
</li>
<li data-section-id="1yn80d6" data-start="2647" data-end="2690">
<p data-start="2649" data-end="2690">i gestori locali dei servizi cimiteriali.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2692" data-end="2858">Dalle verifiche è emerso che il servizio era attivo in <strong data-start="2747" data-end="2769">oltre venti Comuni</strong>, con centinaia di migliaia di defunti censiti e decine di migliaia di utenti registrati.</p>
<p data-start="2860" data-end="3095">L’Autorità ha esaminato nel dettaglio il funzionamento dell’app, la gestione dei database, le modalità di registrazione degli utenti, le procedure di rivendicazione dei profili dei defunti e le misure di sicurezza informatica adottate.</p>
<h2 data-section-id="1xw70jc" data-start="3102" data-end="3137">Le principali criticità rilevate</h2>
<p data-start="3139" data-end="3259">Al termine degli accertamenti, il Garante ha individuato una serie di problemi legati al trattamento dei dati personali.</p>
<h3 data-section-id="yt9i0k" data-start="3261" data-end="3315">Commistione tra servizi pubblici e funzioni social</h3>
<p data-start="3317" data-end="3485">Una delle criticità più rilevanti riguarda l’utilizzo della stessa piattaforma per offrire <strong data-start="3408" data-end="3484">servizi istituzionali dei Comuni e attività di tipo commerciale o social</strong>.</p>
<p data-start="3487" data-end="3734">La ricerca dell’ubicazione di una sepoltura, che rientra nelle funzioni pubbliche degli enti locali, risultava infatti collegata alla visualizzazione del <strong data-start="3641" data-end="3673">profilo digitale del defunto</strong>, arricchito da messaggi, dediche e interazioni degli utenti.</p>
<p data-start="3736" data-end="3986">Secondo il Garante, questa configurazione può generare negli utenti la <strong data-start="3807" data-end="3905">legittima aspettativa che tutti i trattamenti di dati siano effettuati direttamente dal Comune</strong>, quando in realtà parte delle attività è riconducibile alla piattaforma privata.</p>
<h3 data-section-id="sdz85t" data-start="3988" data-end="4031">Profili digitali creati automaticamente</h3>
<p data-start="4033" data-end="4172">Un altro elemento contestato riguarda la creazione automatica dei profili digitali dei defunti utilizzando i database cimiteriali comunali.</p>
<p data-start="4174" data-end="4466">I dati delle persone sepolte venivano infatti pubblicati sull’app senza una richiesta preventiva da parte dei familiari o di soggetti legittimati. Questo meccanismo consentiva a qualsiasi utente registrato di interagire con il profilo del defunto attraverso dediche, messaggi o ceri virtuali.</p>
<p data-start="4468" data-end="4627">Secondo l’Autorità, una simile pratica rischia di <strong data-start="4518" data-end="4567">eccedere le finalità istituzionali dei Comuni</strong> e può incidere sul diritto alla riservatezza dei familiari.</p>
<h3 data-section-id="a7j91n" data-start="4629" data-end="4673">Trasparenza insufficiente per gli utenti</h3>
<p data-start="4675" data-end="4803">L’istruttoria ha inoltre evidenziato carenze nelle informazioni fornite agli utenti in merito al trattamento dei dati personali.</p>
<p data-start="4805" data-end="4990">In particolare, l’informativa privacy veniva presentata <strong data-start="4861" data-end="4904">solo dopo la registrazione dell’account</strong>, e la distinzione tra i diversi titolari del trattamento non risultava sempre chiara.</p>
<h3 data-section-id="1if2jyh" data-start="4992" data-end="5028">Misure di sicurezza non adeguate</h3>
<p data-start="5030" data-end="5132">Il Garante ha riscontrato anche alcune debolezze sul piano tecnico e organizzativo. Tra le principali:</p>
<ul data-start="5134" data-end="5330">
<li data-section-id="kvxxl9" data-start="5134" data-end="5205">
<p data-start="5136" data-end="5205">sistemi di autenticazione informatica non sufficientemente robusti;</p>
</li>
<li data-section-id="id3esx" data-start="5206" data-end="5261">
<p data-start="5208" data-end="5261">credenziali di accesso condivise tra più operatori;</p>
</li>
<li data-section-id="nholxi" data-start="5262" data-end="5330">
<p data-start="5264" data-end="5330">mancanza di alcune procedure di sicurezza nella gestione dei dati.</p>
</li>
</ul>
<h2 data-section-id="1r4dder" data-start="5337" data-end="5369">Le misure imposte dal Garante</h2>
<p data-start="5371" data-end="5551">Alla luce delle criticità emerse, l’Autorità ha ordinato una serie di interventi correttivi per rendere il sistema conforme alla normativa europea sulla protezione dei dati (<span><a href="https://www.garanteprivacy.it/regolamentoue" target="_blank" rel="noopener">GDPR</a></span>).</p>
<p data-start="5553" data-end="5584">Tra le principali prescrizioni:</p>
<ul data-start="5586" data-end="5964">
<li data-section-id="1v4l8sp" data-start="5586" data-end="5669">
<p data-start="5588" data-end="5669"><strong data-start="5588" data-end="5666">separazione netta tra servizi istituzionali e servizi social o commerciali</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="1k0vjny" data-start="5670" data-end="5765">
<p data-start="5672" data-end="5765">eliminazione dei profili digitali dei defunti creati automaticamente dai database comunali;</p>
</li>
<li data-section-id="934r9c" data-start="5766" data-end="5833">
<p data-start="5768" data-end="5833">cancellazione delle interazioni associate ai profili esistenti;</p>
</li>
<li data-section-id="1lqb668" data-start="5834" data-end="5964">
<p data-start="5836" data-end="5964">possibilità di offrire servizi commemorativi solo su richiesta degli utenti e senza utilizzare i dati degli archivi cimiteriali.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="5966" data-end="6139">Inoltre, l’app dovrà consentire ai cittadini di <strong data-start="6014" data-end="6084">consultare l’ubicazione delle tombe senza obbligo di registrazione</strong>, evitando la raccolta di dati personali non necessari.</p>
<p data-start="6141" data-end="6277">Il Garante ha anche imposto il rafforzamento delle misure di sicurezza e la revisione degli accordi tra la società e i Comuni coinvolti.</p>
<h2 data-section-id="1wvese" data-start="6284" data-end="6313">Le sanzioni amministrative</h2>
<p data-start="6315" data-end="6525">Tenendo conto della natura innovativa del servizio, della collaborazione fornita durante l’istruttoria e dell’assenza di reclami da parte degli utenti, il Garante ha applicato <strong data-start="6491" data-end="6524">sanzioni di importo contenuto</strong>.</p>
<p data-start="6527" data-end="6541">Nel dettaglio:</p>
<ul data-start="6543" data-end="6715">
<li data-section-id="ine56b" data-start="6543" data-end="6580">
<p data-start="6545" data-end="6580"><strong data-start="6545" data-end="6559">6.000 euro</strong> alla società STUP;</p>
</li>
<li data-section-id="1vfl8ow" data-start="6581" data-end="6620">
<p data-start="6583" data-end="6620"><strong data-start="6583" data-end="6597">3.000 euro</strong> al Comune di Ancona;</p>
</li>
<li data-section-id="1ucipp0" data-start="6621" data-end="6662">
<p data-start="6623" data-end="6662"><strong data-start="6623" data-end="6637">2.000 euro</strong> al Comune di Velletri;</p>
</li>
<li data-section-id="1ip9z4r" data-start="6663" data-end="6715">
<p data-start="6665" data-end="6715"><strong data-start="6665" data-end="6679">2.500 euro</strong> ai gestori dei servizi cimiteriali.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="6717" data-end="6831">Il provvedimento è stato adottato il <strong data-start="6754" data-end="6774">12 febbraio 2026</strong> e pubblicato nel registro delle decisioni dell’Autorità.</p>
<h2 data-section-id="mrsnfs" data-start="6838" data-end="6899">Digitalizzazione dei servizi cimiteriali e tutela dei dati</h2>
<p data-start="6901" data-end="7083">Il caso Aldilapp evidenzia come l’innovazione tecnologica applicata ai servizi pubblici debba procedere di pari passo con il rispetto delle norme sulla protezione dei dati personali.</p>
<p data-start="7085" data-end="7440">La digitalizzazione degli archivi cimiteriali e la possibilità di consultare online le informazioni sulle sepolture rappresentano strumenti utili per cittadini e amministrazioni. Tuttavia, quando a queste funzioni si affiancano <strong data-start="7313" data-end="7345">servizi social o commerciali</strong>, diventa fondamentale garantire una chiara separazione tra le diverse finalità di trattamento.</p>
<p data-start="7442" data-end="7696">Il provvedimento del Garante sottolinea dunque la necessità di <strong data-start="7505" data-end="7616">progettare piattaforme digitali nel rispetto dei principi di liceità, trasparenza e minimizzazione dei dati</strong>, evitando l’utilizzo improprio di informazioni provenienti da archivi pubblici.</p>
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</item>

<item>
<title>Attivazione Numero Verde 800: perché sempre più aziende scelgono questo strumento per acquisire clienti</title>
<link>https://www.eventi.news/attivazione-numero-verde-800-perche-sempre-piu-aziende-scelgono-questo-strumento-per-acquisire-clienti</link>
<guid>https://www.eventi.news/attivazione-numero-verde-800-perche-sempre-piu-aziende-scelgono-questo-strumento-per-acquisire-clienti</guid>
<description><![CDATA[ lentepubblica.it
È proprio in questo contesto che molte imprese stanno riscoprendo il valore del Numero Verde 800. Non si tratta soltanto di un servizio telefonico gratuito per chi chiama, ma di uno strumento che può incidere in modo significativo sulla percezione del brand, sulla qualità del servizio offerto e sulla capacità di generare contatti realmente interessati. […]
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<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 12:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Attivazione, Numero, Verde, 800:, perché, sempre, più, aziende, scelgono, questo, strumento, per, acquisire, clienti</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p>È proprio in questo contesto che molte imprese stanno riscoprendo il valore del <b>Numero Verde 800</b>. Non si tratta soltanto di un servizio telefonico gratuito per chi chiama, ma di uno strumento che può incidere in modo significativo sulla percezione del brand, sulla qualità del servizio offerto e sulla capacità di generare contatti realmente interessati.</p>
<p>Sempre più aziende stanno quindi valutando l’<b>attivazione del Numero Verde 800</b> come parte integrante della propria strategia di comunicazione e di acquisizione clienti, soprattutto perché consente di facilitare il contatto diretto con il pubblico e di instaurare una relazione più immediata con chi è interessato ai propri prodotti o servizi.</p>
<h2>Che cos’è un Numero Verde 800 e come funziona</h2>
<p>Il Numero Verde 800 è un numero telefonico gratuito per chi effettua la chiamata. In altre parole, il costo della conversazione viene sostenuto dall’azienda che riceve la telefonata e non dall’utente.</p>
<p>Questa caratteristica elimina una delle principali barriere al contatto: il costo della chiamata. Quando un cliente sa di poter telefonare senza spendere nulla, è più propenso a chiedere informazioni, a richiedere assistenza o ad approfondire un’offerta.</p>
<p>Dal punto di vista tecnico, il funzionamento è piuttosto semplice. Quando un utente compone il numero verde, la chiamata viene instradata verso uno o più numeri configurati dall’azienda. Si tratta spesso di telefoni fissi, cellulari o sistemi VoIP collegati a un centralino virtuale.</p>
<p>Le soluzioni più moderne permettono inoltre di gestire una serie di funzionalità avanzate, tra cui:</p>
<ul>
<li>instradamento delle chiamate su più numeri</li>
<li>messaggi di benvenuto personalizzati</li>
<li>report e statistiche sulle chiamate ricevute</li>
<li>notifiche automatiche di chiamata persa</li>
<li>pannelli di controllo per monitorare l’attività</li>
</ul>
<p>In questo modo il numero verde non è soltanto un recapito telefonico, ma diventa uno strumento di gestione delle comunicazioni tra azienda e cliente.</p>
<h2>Perché il Numero Verde migliora la percezione del brand</h2>
<p>Uno degli effetti più interessanti del Numero Verde riguarda la <b></b>qualità percepita dell’azienda.</p>
<p>Quando un potenziale cliente vede un numero verde associato a un brand, tende a interpretarlo come un segnale di struttura organizzativa e di attenzione verso il servizio clienti. In un mercato sempre più competitivo, anche questi dettagli possono influenzare la decisione finale.</p>
<p>Un numero verde comunica infatti diversi messaggi impliciti:</p>
<ul>
<li>l’azienda è organizzata per gestire il contatto con il pubblico</li>
<li>esiste un canale diretto di comunicazione</li>
<li>il cliente non deve sostenere alcun costo per ottenere informazioni</li>
</ul>
<p>Questi elementi contribuiscono a rafforzare la fiducia iniziale e a rendere il brand più credibile agli occhi di chi lo scopre per la prima volta.</p>
<p>Per molte imprese, soprattutto quelle che operano su scala nazionale, il numero verde rappresenta anche un modo per superare i limiti geografici dei prefissi locali e presentarsi con un’immagine più ampia e strutturata.</p>
<h2>Numero Verde e acquisizione di contatti qualificati</h2>
<p>Oltre a migliorare l’immagine aziendale, il Numero Verde può incidere direttamente anche sul processo di acquisizione clienti.</p>
<p>A differenza di altri canali digitali, come i moduli di contatto o le email, una telefonata rappresenta spesso un segnale di interesse molto più forte. Chi decide di chiamare un’azienda lo fa generalmente perché ha già maturato un bisogno specifico o perché sta valutando seriamente una soluzione.</p>
<p>In altre parole, la telefonata è spesso il punto di incontro tra interesse e decisione.</p>
<p>Per questo motivo molte imprese utilizzano il numero verde come uno degli strumenti principali per intercettare contatti qualificati. Inserito all’interno del sito web, delle campagne pubblicitarie o dei materiali di comunicazione, può diventare un vero e proprio punto di accesso per nuovi potenziali clienti.</p>
<p>Dal punto di vista del marketing, la telefonata rappresenta un contatto molto più “caldo” rispetto ad altri canali e può contribuire a ridurre il tempo necessario per trasformare una richiesta di informazioni in una trattativa commerciale.</p>
<h2>Come avviene l’attivazione di un Numero Verde 800</h2>
<p>Rispetto al passato, oggi attivare un numero verde è diventato molto più semplice.</p>
<p>Grazie ai servizi digitali disponibili online, le aziende possono richiedere il numero e configurarlo rapidamente senza dover installare infrastrutture telefoniche complesse.</p>
<p>In molti casi il processo richiede soltanto pochi passaggi:</p>
<ul>
<li>scegliere il numero verde</li>
<li>configurare i numeri verso cui instradare le chiamate</li>
<li>attivare il servizio tramite una piattaforma di gestione</li>
</ul>
<p>Le aziende che desiderano approfondire il funzionamento del servizio e conoscere nel dettaglio le modalità operative possono consultare la guida dedicata all’ <a href="https://numeroverde800.com/" target="_blank" rel="noopener">attivazione numero verde 800</a> disponibile online.</p>
<p>Un ulteriore vantaggio delle soluzioni più recenti è la possibilità di ricevere le chiamate direttamente sul proprio smartphone o sul telefono dell’ufficio, senza modificare la struttura telefonica già esistente.</p>
<p>Questo rende il numero verde uno strumento flessibile, adatto sia alle aziende strutturate sia alle piccole realtà che vogliono migliorare il rapporto con i propri clienti.</p>
<h2>Perché sempre più aziende integrano il Numero Verde nella propria strategia</h2>
<p>Negli ultimi anni molte imprese stanno riscoprendo il valore della comunicazione diretta con i clienti.</p>
<p>Nonostante la diffusione dei canali digitali, il contatto telefonico continua a rappresentare uno dei modi più immediati per instaurare una relazione e costruire fiducia.</p>
<p>Integrare un numero verde nella propria strategia di comunicazione significa:</p>
<ul>
<li>facilitare il contatto con i potenziali clienti</li>
<li>migliorare l’esperienza di assistenza</li>
<li>aumentare le opportunità di acquisizione</li>
<li>rafforzare l’immagine di affidabilità del brand</li>
</ul>
<p>Per queste ragioni il Numero Verde continua a essere uno strumento attuale e utilizzato da molte aziende che desiderano migliorare il proprio rapporto con il pubblico e rendere più efficace la gestione delle richieste in ingresso.</p>
<p>In un contesto economico in cui le aziende competono sempre di più sulla qualità del servizio e sulla capacità di instaurare relazioni durature con i clienti, offrire un canale di contatto diretto e gratuito può rappresentare un vantaggio competitivo importante.</p>
<p>Il Numero Verde 800 non è soltanto un numero telefonico, ma uno strumento che facilita la comunicazione, rafforza la percezione del brand e contribuisce a generare contatti realmente interessati.</p>
<p>Per questo motivo sempre più <a href="https://lentepubblica.it/contabilita-bilancio-tasse-tributi/registro-imprese-niente-imposta-di-bollo-sulla-pec-degli-amministratori/" target="_blank" rel="noopener">imprese</a> stanno valutando l’integrazione di questa soluzione all’interno delle proprie strategie di marketing e di assistenza clienti, riconoscendone il valore sia dal punto di vista operativo sia da quello della relazione con il pubblico.</p>
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<title>Donne e libere professioni: la parità retributiva resta lontana</title>
<link>https://www.eventi.news/donne-e-libere-professioni-la-parita-retributiva-resta-lontana</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Il gender pay gap nelle libere professioni si amplia: l’Indice di Parità Reddituale nelle Professioni (IPRP) scende dal 59,8% al 53,7% in dieci anni. Le under 30 raggiungono il 74,2% dei redditi maschili, ma nella fascia 41-50 anni il divario crolla al 52%. Avvocatesse al 49,7%, psicologhe al 79,8%. È quanto emerge dall’indagine dell’Osservatorio di […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2024/07/lentepubblica-poche-donne-nella-pa-siciliana-solo-una-donna-su-10-ai-vertici-1024x787.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 12:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Donne, libere, professioni:, parità, retributiva, resta, lontana</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Il <em>gender pay gap </em>nelle libere professioni si amplia: l’</strong><strong>Indice di Parità Reddituale nelle Professioni (IPRP) scende dal 59,8% al 53,7% in dieci anni. Le under 30 raggiungono il 74,2% dei redditi maschili, ma nella fascia 41-50 anni il divario crolla al 52%. Avvocatesse al 49,7%, psicologhe al 79,8%. È quanto emerge dall’indagine dell’Osservatorio di Confprofessioni.</strong></p>
<p><em>di Miriam Minopoli, Confprofessioni</em></p>
<p>Nelle libere professioni il <em>gender pay gap</em> resta ampio. La recente analisi dell’<a href="https://confprofessioni.eu/osservatorio-delle-libere-professioni/"><strong>Osservatorio di Confprofessioni</strong></a>, basata sui dati Adepp, conferma che negli ultimi dieci anni la distanza retributiva tra professioniste e professionisti non si è ridotta; al contrario, la parità economica si è ulteriormente allontanata, con differenze marcate per età e settore.</p>
<p>L’indagine evidenzia come la presenza femminile nel mercato del lavoro italiano continui a essere tra le più basse in Europa, con tassi di occupazione inferiori alla media UE. Anche sul fronte dei redditi, il divario di genere resta un indicatore chiave della disuguaglianza ancora da colmare.</p>
<h2><strong>Dieci anni di rilevazioni: la forbice si allarga</strong></h2>
<p>Nel periodo 2014-2024, l’<strong>Indice di Parità Reddituale nelle Professioni (IPRP) </strong>è<strong> sceso dal 59,8% al 53,7%.</strong> Il minimo storico è stato registrato nel 2023, quando le professioniste hanno percepito solo il 53,3% del reddito dei colleghi uomini. Il 2024 mostra un lieve recupero, ma la distanza rimane ampia e strutturale.</p>
<h2><strong>L’età come discriminante: giovani più vicine alla parità, divario massimo a metà carriera</strong></h2>
<p>Il gap varia sensibilmente lungo il percorso professionale. Le under 30 sono le più vicine alla parità, con un reddito pari al 74,2% di quello maschile. La situazione cambia con l’avanzare dell’età: nella fascia 41-50 anni, quella delle maggiori responsabilità, il reddito femminile scende al 52% di quello maschile, segnando il divario più marcato.</p>
<h2><strong>Le differenze tra categorie: avvocatesse in fondo, meglio per le psicologhe</strong></h2>
<p>Il divario retributivo cambia anche in base alla professione. Tra gli avvocati si registra lo scarto più elevato: le donne guadagnano in media il 49,7% dei colleghi uomini. Divari consistenti emergono anche tra commercialisti e ingegneri, dove il reddito femminile supera di poco il 50%. Il quadro è più favorevole tra gli psicologi, categoria in cui le professioniste raggiungono il 79,8% del reddito maschile, il valore più alto del comparto.</p>
<h2><strong>Un divario strutturale che richiede politiche mirate</strong></h2>
<p>Nel complesso, l’Osservatorio conferma che il <em>gender pay gap</em> nelle professioni è un fenomeno radicato, che si manifesta in modo diverso per età e settore. Nonostante alcuni segnali di miglioramento, la distanza retributiva tra uomini e donne resta significativa e richiede interventi mirati per garantire pari opportunità lungo tutto il percorso professionale.</p>
<p><span><a href="https://confprofessioni.eu/donne-redditi-e-libere-professioni-la-parita-ancora-lontana/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Scarica la ricerca</strong></a></span></p>
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<title>Stabilizzazione dei precari PNRR della giustizia: svolta per i lavoratori o mossa politica?</title>
<link>https://www.eventi.news/stabilizzazione-dei-precari-pnrr-della-giustizia-svolta-per-i-lavoratori-o-mossa-politica</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Giustizia, verso la stabilizzazione dei precari del PNRR, oltre 9300 lavoratori si avviano verso il posto fisso: potrebbe essere una svolta, ma alcuni temono l’odore della mossa politica per la vicinanza al prossimo Referendum. Il nuovo piano del Ministero amplia le assunzioni e supera addirittura le previsioni iniziali. Ma restano dubbi sui tempi e sulle […]
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<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 12:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Stabilizzazione, dei, precari, PNRR, della, giustizia:, svolta, per, lavoratori, mossa, politica</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-section-id="2sqy7k" data-start="0" data-end="103"><strong>Giustizia, verso la stabilizzazione dei precari del PNRR, oltre 9300 lavoratori si avviano verso il posto fisso: potrebbe essere una svolta, ma alcuni temono l’odore della mossa politica per la vicinanza al prossimo Referendum.</strong></p>
<hr>
<p data-section-id="18hi1j6" data-start="105" data-end="241">Il nuovo piano del Ministero amplia le assunzioni e supera addirittura le previsioni iniziali. Ma restano dubbi sui tempi e sulle reali coperture.</p>
<p data-start="243" data-end="624">La macchina della giustizia italiana si prepara a un passaggio cruciale sul fronte del lavoro. Con l’approvazione del Piano integrato di attività e organizzazione (PIAO) 2026-2028, il <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Ministero della Giustizia</span></span> ha annunciato un piano che punta alla stabilizzazione di <strong data-start="522" data-end="621">9.368 lavoratori precari assunti nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)</strong>.</p>
<p data-start="626" data-end="980">Il numero è superiore rispetto alle stime iniziali, che prevedevano circa 6.000 stabilizzazioni. Secondo quanto comunicato dal dicastero di via Arenula, l’obiettivo ora è raggiungere <strong data-start="809" data-end="896">oltre l’80% di stabilizzazioni rispetto agli 11.211 addetti attualmente in servizio</strong> negli uffici giudiziari italiani grazie ai progetti finanziati con i fondi europei.</p>
<p data-start="982" data-end="1319">L’annuncio è stato presentato come un passo significativo per garantire continuità amministrativa negli uffici e rafforzare l’efficienza del sistema giudiziario. Tuttavia, a pochi mesi dalla scadenza dei contratti – fissata al <strong data-start="1209" data-end="1227">30 giugno 2026</strong> – restano ancora interrogativi sulla piena attuazione delle misure e sui numeri definitivi.</p>
<h2 data-section-id="d3apvh" data-start="1326" data-end="1366">Come cambia il piano delle assunzioni</h2>
<p data-start="1368" data-end="1665">Il nuovo programma del ministero nasce da una revisione delle dotazioni organiche e delle capacità assunzionali dell’amministrazione. In sostanza, il dicastero ha rimodulato le proprie possibilità di assunzione e redistribuito risorse interne per ampliare la platea dei lavoratori da stabilizzare.</p>
<p data-start="1667" data-end="1694">Grazie a questo intervento:</p>
<ul data-start="1696" data-end="2089">
<li data-section-id="1lbr6xl" data-start="1696" data-end="1792">
<p data-start="1698" data-end="1792">le assunzioni finanziate con <strong data-start="1727" data-end="1757">fondi propri del ministero</strong> sono passate <strong data-start="1771" data-end="1791">da 3.000 a 6.368</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="qj4bva" data-start="1793" data-end="1939">
<p data-start="1795" data-end="1939">si individuano ulteriori capacità assunzionali per stabilizzare <strong data-start="1867" data-end="1938">tutti gli operatori precari provenienti dai tirocini della Calabria</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="trh8jy" data-start="1940" data-end="2089">
<p data-start="1942" data-end="2089">si prevede anche uno spazio per <strong data-start="1980" data-end="2022">1.500 progressioni verticali in deroga</strong> per il personale già in servizio nell’amministrazione giudiziaria.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2091" data-end="2246">Il risultato complessivo è dunque una platea potenziale di oltre <strong data-start="2156" data-end="2176">9.300 lavoratori</strong> che potrebbero essere confermati stabilmente negli uffici giudiziari.</p>
<p data-start="2248" data-end="2513">Durante l’incontro con le organizzazioni sindacali – tra cui Confsal-Unsa, Cisl FP, Confintesa, FLP e Uil PA – il piano è stato illustrato come parte di una strategia più ampia per consolidare i risultati ottenuti negli ultimi anni grazie ai fondi europei del PNRR.</p>
<h2 data-section-id="1j51vpo" data-start="2520" data-end="2544">Le parole del Governo</h2>
<p data-start="2546" data-end="2688">Il sottosegretario alla Giustizia <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Andrea Delmastro delle Vedove</span></span> ha rivendicato il risultato come frutto di una pianificazione attenta.</p>
<p data-start="2690" data-end="2930">Secondo l’esponente del governo, la decisione rappresenta «il risultato di un lavoro di programmazione e di scelte responsabili che consentono da un lato di tutelare i lavoratori e dall’altro di rendere il sistema giustizia più efficiente».</p>
<p data-start="2932" data-end="3152">Sulla stessa linea anche il ministro della Giustizia <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Carlo Nordio</span></span>, che durante un incontro pubblico a Torino ha spiegato che in alcune regioni il processo di stabilizzazione è già molto avanzato.</p>
<p data-start="3154" data-end="3401">Parlando del personale PNRR impiegato negli uffici giudiziari piemontesi, il Guardasigilli ha dichiarato che molti lavoratori risultano già stati collocati stabilmente e che <strong data-start="3323" data-end="3400">entro la prima metà dell’anno come obiettivo si vogliono completare le stabilizzazioni</strong>.</p>
<p data-start="3403" data-end="3550">Nordio ha anche sottolineato che il personale era stato assunto inizialmente con contratti a tempo determinato secondo le regole del piano europeo.</p>
<p data-start="3552" data-end="3760">Secondo il ministro, il governo sarebbe riuscito a stabilizzarne una larga parte <strong data-start="3633" data-end="3692">senza modificare gli impegni presi con l’Unione europea</strong>, utilizzando le risorse già disponibili nel bilancio del ministero.</p>
<h2 data-section-id="1n2vg7" data-start="3767" data-end="3812">Il ruolo decisivo del personale data entry</h2>
<p data-start="3814" data-end="4049">Un capitolo centrale della riforma riguarda il personale impiegato nelle attività di <strong data-start="3899" data-end="3913">data entry</strong>, figure spesso poco visibili ma che negli ultimi anni hanno svolto un lavoro determinante per il funzionamento degli uffici giudiziari.</p>
<p data-start="4051" data-end="4251">Un documento del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria del ministero – trasmesso alle organizzazioni sindacali – chiarisce alcuni passaggi tecnici della riorganizzazione delle piante organiche.</p>
<p data-start="4253" data-end="4524">Il provvedimento prevede infatti <strong data-start="4286" data-end="4355">un incremento di 1.015 unità nel profilo di operatore giudiziario</strong>, inserito nell’area degli assistenti. Questo aumento permetterà di avviare la procedura di stabilizzazione di <strong data-start="4466" data-end="4523">1.488 operatori di data entry attualmente in servizio</strong>. Il personale in questione risulta assunto negli ultimi anni proprio per sostenere la trasformazione digitale della giustizia italiana.</p>
<p data-start="4664" data-end="4860">Molti di questi lavoratori si sono occupati direttamente della <strong data-start="4727" data-end="4770">digitalizzazione dei fascicoli cartacei</strong>, un processo fondamentale per smaltire l’arretrato e modernizzare il sistema giudiziario.</p>
<p data-start="4862" data-end="5070">Il loro contributo risulta particolarmente rilevante nei tribunali più congestionati, dove l’accumulo di documenti e pratiche rappresenta da tempo uno dei principali ostacoli alla rapidità dei procedimenti.</p>
<p data-start="5072" data-end="5170">Un altro elemento previsto dal decreto riguarda la permanenza dei lavoratori nelle sedi attuali.</p>
<p data-start="5172" data-end="5364">La stabilizzazione dovrebbe infatti consentire agli operatori di <strong data-start="5237" data-end="5279">restare negli uffici dove già lavorano</strong>, evitando trasferimenti che rischierebbero di rallentare le attività amministrative.</p>
<p data-start="5366" data-end="5617">Per compensare l’ampliamento di questo profilo professionale, il piano prevede anche <strong data-start="5451" data-end="5515">una riduzione equivalente nel numero di ufficiali giudiziari</strong>, un ruolo destinato progressivamente all’esaurimento secondo quanto previsto dalla normativa vigente.</p>
<h2 data-section-id="15bd93p" data-start="5624" data-end="5685">Un passaggio chiave per la modernizzazione della giustizia</h2>
<p data-start="5687" data-end="5797">Negli ultimi anni la giustizia italiana è stata uno dei settori più interessati dagli investimenti del PNRR.</p>
<p data-start="5799" data-end="5989">L’obiettivo dell’Unione europea era chiaro: <strong data-start="5843" data-end="5914">ridurre i tempi dei processi e migliorare l’efficienza degli uffici</strong>, considerati un fattore decisivo per la competitività economica del Paese.</p>
<p data-start="5991" data-end="6217">Per raggiungere questo traguardo risultano quindi assunti migliaia di lavoratori con contratti a tempo determinato: addetti al supporto amministrativo, tecnici informatici, operatori di digitalizzazione e altre figure professionali.</p>
<p data-start="6219" data-end="6301">Il problema, tuttavia, è sempre stato quello della <strong data-start="6270" data-end="6298">continuità occupazionale</strong>.</p>
<p data-start="6303" data-end="6523">I contratti PNRR erano infatti destinati a scadere al termine dei progetti finanziati, lasciando incerto il futuro di migliaia di persone che nel frattempo avevano acquisito competenze specifiche nel settore giudiziario.</p>
<p data-start="6525" data-end="6718">La prospettiva di stabilizzare una parte significativa di questi lavoratori risulta quindi pensata da molti osservatori come un modo per non disperdere professionalità ormai integrate negli uffici.</p>
<h2 data-section-id="1a6yzsk" data-start="6725" data-end="6758">Le incognite sui numeri finali</h2>
<p data-start="6760" data-end="6840">Nonostante l’annuncio del ministero, la partita non può ancora dirsi conclusa.</p>
<p data-start="6842" data-end="7040">I contratti dei lavoratori PNRR scadranno infatti <strong data-start="6892" data-end="6928">tra poco più di tre mesi e mezzo</strong>, il 30 giugno 2026, e ad oggi <span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/giustizia-il-futuro-incerto-dei-12-mila-precari-pnrr-tra-promesse-di-stabilizzazione-e-silenzi-ministeriali/" target="_blank" rel="noopener">alcune cifre restano ancora oggetto di confronto tra amministrazione e sindacati.</a></span></p>
<p data-start="7042" data-end="7259">La distanza tra i lavoratori attualmente impiegati e quelli che potranno essere stabilizzati non è irrilevante. Anche se la percentuale supera l’80%, <strong data-start="7192" data-end="7258">alcune migliaia di persone potrebbero comunque restare escluse</strong>.</p>
<p data-start="7261" data-end="7463">Per questo motivo, nelle assemblee sindacali continua a emergere la richiesta di estendere ulteriormente le stabilizzazioni o di individuare strumenti alternativi per garantire continuità occupazionale.</p>
<h2 data-section-id="efppz8" data-start="7470" data-end="7506">Il sospetto di una mossa politica</h2>
<p data-start="7508" data-end="7591">Nel dibattito pubblico non manca chi legge l’operazione anche in chiave politica.</p>
<p data-start="7593" data-end="7840">L’annuncio delle stabilizzazioni arriva infatti in un momento delicato del confronto politico e istituzionale, e alcuni osservatori ritengono che la misura possa avere anche un valore comunicativo in vista di appuntamenti elettorali o referendari.</p>
<p data-start="7842" data-end="8079">Secondo questa interpretazione, la scelta di ampliare il numero dei lavoratori stabilizzati potrebbe essere utilizzata dal governo come segnale di attenzione verso il mondo del lavoro pubblico e come strumento per rafforzare il consenso.</p>
<p data-start="8081" data-end="8356">Naturalmente, si tratta di una lettura critica che non trova conferma ufficiale nelle dichiarazioni dell’esecutivo. Il ministero continua infatti a presentare il piano come una misura puramente organizzativa, necessaria per garantire il funzionamento degli uffici giudiziari.</p>
<h2 data-section-id="nes6fc" data-start="8363" data-end="8391">La sfida della continuità</h2>
<p data-start="8393" data-end="8539">Al di là delle polemiche politiche, una questione resta centrale: <strong data-start="8459" data-end="8538">come assicurare stabilità al sistema giudiziario dopo l’esperienza del <span><a href="https://www.giustizia.it/giustizia/page/it/pnrr" target="_blank" rel="noopener">PNRR</a></span></strong>.</p>
<p data-start="8541" data-end="8752">Molti operatori del settore ritengono che il percorso di stabilizzazione non dovrebbe fermarsi ai profili amministrativi di base, ma potrebbe essere esteso anche ad altre figure professionali, come i funzionari.</p>
<p data-start="8754" data-end="8973">Garantire continuità nelle strutture, infatti, significa evitare che competenze maturate negli ultimi anni si disperdano proprio mentre il sistema giudiziario sta cercando di completare la sua trasformazione digitale.</p>
<p data-start="8975" data-end="9135">Il lavoro svolto dagli operatori di data entry nella digitalizzazione dei fascicoli dimostra quanto queste professionalità siano diventate ormai indispensabili.</p>
<p data-start="9137" data-end="9359" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La sfida dei prossimi mesi sarà quindi capire se il piano annunciato rappresenterà davvero un punto di svolta per il personale della giustizia o se resterà solo una tappa intermedia di un percorso ancora lungo e complesso.</p>
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<title>Legge 104 e spese auto, tutto quello che devi sapere</title>
<link>https://www.eventi.news/legge-104-e-spese-auto-tutto-quello-che-devi-sapere</link>
<guid>https://www.eventi.news/legge-104-e-spese-auto-tutto-quello-che-devi-sapere</guid>
<description><![CDATA[ lentepubblica.it
La normativa italiana riconosce una serie di detrazione fiscali Irpef a vantaggio dei portatori di disabilità per l’automobile. Non molti sanno che queste opportunità non riguardano solo l’acquisto, ma anche: la manutenzione straordinaria del veicolo; l’esenzione dal pagamento del bollo auto; l’esenzione dall’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà. È chiaro che non tutte le […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2025/03/lentepubblica-auto-nuova-o-usata-il-passaggio-di-proprieta-e-gratuito-se-hai-la-104.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 12:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Legge, 104, spese, auto, tutto, quello, che, devi, sapere</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>La normativa italiana riconosce una serie di detrazione fiscali Irpef a vantaggio dei portatori di disabilità per l’automobile.</strong></p>
<hr>
<p>Non molti sanno che queste opportunità non riguardano solo l’acquisto, ma anche:</p>
<ul>
<li>la manutenzione straordinaria del veicolo;</li>
<li>l’esenzione dal pagamento del bollo auto;</li>
<li>l’esenzione dall’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà.</li>
</ul>
<p>È chiaro che non tutte le tipologie di spesa sono ammesse alla detrazione e non tutti i disabili hanno diritto allo stesso modo all’agevolazione fiscale. La normativa tutela le fasce più fragili della popolazione per le quali sono previste una serie di agevolazioni atte a garantire una più ampia mobilità possibile sul territorio. A dettagliare quando spetta il beneficio è la stessa <span><a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/schede/agevolazioni/agevdisab/schedainfoagevdisab-cittadini" target="_blank" rel="noopener">Agenzia delle Entrate</a></span> che con proprie note di chiarimento oppure rispondendo a specifiche richieste di cittadini, rende noti i limiti di queste agevolazioni.</p>
<p>Per i titolari di Legge 104 sono riconosciute diverse agevolazioni fiscali tra le quali anche la possibilità di detrarre al 19% le spese pagate per la riparazione dell’auto ma solo a determinate condizioni. Infatti il dettaglio della normativa prevede che possano essere portate in detrazione come spesa, le riparazioni devono avvenire entro quattro anni dall’acquisto del veicolo per i quali sono stati fruiti i benefici della <span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/permessi-legge-104-scadenza-del-31-marzo-2026-per-le-comunicazioni-delle-pa/" target="_blank" rel="noopener">Legge 104</a></span>.</p>
<p>Attenzione, però, la detrazione non è corrisposta per la manutenzione ordinaria, né per i costi di esercizio come l’assicurazione oppure il carburante. Spetta diversamente per eventi eccezionali e manutenzione straordinaria per riparare danni che possano quindi compromettere la possibilità di movimento. Questa tipologia di agevolazione non è, inoltre, riconosciuta indistintamente a tutti i titolari di Legge 104, ma va di pari passo con le agevolazioni auto. Il focus è quello, come già accennato, di garantire la maggiore mobilità possibile specie a chi ha problemi a deambulare senza accompagnatori.</p>
<h2>Quali sono le agevolazioni</h2>
<p>Vediamo più da vicino quali sono le agevolazioni fiscali per i disabili, relative al settore auto, e quali documenti sono necessari ai fini dell’ottenimento della detrazione Irpef del 19% sulle spese sostenute. La detrazione delle spese di manutenzione, come già detto entro 4 anni dall’acquisto del mezzo,  è una delle agevolazione ascrivibile al capitolo degli incentivi per il settore automobilistico che la legge 104 rivolge ai soggetti con disabilità che prevede anche il rimborso del bollo auto. È bene, inoltre, ricordare che si possono ottenere le agevolazioni della legge 104 solo se i veicoli sono utilizzati, in via esclusiva o prevalente, a beneficio delle persone disabili.</p>
<p>Rimborso di una quota della spesa sostenuta per l’acquisto di autovetture, autoveicoli per il trasporto promiscuo, di autocaravan, di motoveicoli per trasporti specifici e di motoveicoli per trasporti promiscui nella misura di una detrazione Irpef del 19%. Il costo di acquisto del mezzo Può arrivare fino al limite di spesa massimo consentito fissato a 18.075,99 euro. Questo limite è quello di riferimento anche per le spese straordinarie di riparazione del mezzo di trasporto, il cui importo viene cumulato a quello dell’acquisto del mezzo di trasporto. A scanso di equivoci, ribadendo il concetto, le spese di manutenzione si sommano con quelle per l’acquisto del mezzo di trasporto ne deriva che il limite massimo di spesa consentito è di 18.075,99 euro.</p>
<p>Oltre a questo limite vi sono delle altre condizioni senza il verificarsi delle quali la spesa non può andare in detrazione:</p>
<ul>
<li>le spese di riparazione non possono essere rateizzate;</li>
<li>i costi della riparazioni devono essere sostenuti entro quattro anni dall’acquisto del mezzo;</li>
<li>non devono essere spese di manutenzione ordinaria;</li>
<li>sono esclusi i costi di esercizio per pneumatici, carburante, premi assicurativi.</li>
</ul>
<h2>Quali tipologie di disabilità ai fini di questi rimborsi?</h2>
<p>Le guide e le circolari di chiarimento dell’Agenzia delle Entrate specificano anche quali tipi di disabilità permette di accedere di diritto alle agevolazioni nel settore auto:</p>
<ul>
<li>non vedenti e sordi;</li>
<li>disabili con handicap psichico o mentale titolari dell’indennità di accompagnamento;</li>
<li>disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione;</li>
<li>pluriamputati;</li>
<li>disabili con ridotte o impedite capacità motorie.</li>
</ul>
<h2>Quali documenti servono</h2>
<p>Per beneficiare della detrazione del 19% è importante conservare tutte le certificazioni e i documenti di spesa, che potrebbero essere richiesti dall’Agenzia delle entrate per delle verifiche. Tali certificati redatti da medici abilitati che espletano una valutazione tecnica, devono attestare il collegamento funzionale tra la patologia diagnosticata e gli effetti migliorativi nella vita quotidiana che i sussidi possano apportare.</p>
<p>A titolo esemplificativo ricordiamo i principali documenti che è bene conservare:</p>
<ul>
<li>certificazione del medico curante che specifichi finalità del sussidio nel facilitare l’autosufficienza e la possibilità di integrazione della persona con disabilità;</li>
<li>certificazione attestante la minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, rilasciata dalla Commissione o da Commissioni mediche pubbliche incaricate ai fini del riconoscimento dell’invalidità civile, di lavoro, di guerra;</li>
<li>in aggiunta, autocertificazione delle condizioni personali, nel caso di disabilità più grave ai sensi dell’articolo 3 della legge n. 104 del 1992.</li>
</ul>
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<title>Pensione anticipata, Cassazione cambia prospettiva: valgono anche i contributi figurativi</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Una sentenza della Cassazione chiarisce uno dei dubbi più discussi sulla pensione anticipata: i contributi figurativi possono essere conteggiati per raggiungere i requisiti contributivi. La decisione riguarda il sistema introdotto dalla riforma Fornero e potrebbe incidere su molti lavoratori. Con la sentenza n. 24952 del 17 settembre 2024, la Sezione Lavoro della Suprema Corte ha […]
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<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 12:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Pensione, anticipata, Cassazione, cambia, prospettiva:, valgono, anche, contributi, figurativi</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Una sentenza della Cassazione chiarisce uno dei dubbi più discussi sulla pensione anticipata: i contributi figurativi possono essere conteggiati per raggiungere i requisiti contributivi. La decisione riguarda il sistema introdotto dalla riforma Fornero e potrebbe incidere su molti lavoratori.</strong></p>
<hr>
<p data-start="490" data-end="948">Con la <strong data-start="497" data-end="540">sentenza n. 24952 del 17 settembre 2024</strong>, la Sezione Lavoro della <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/cassazione/" target="_blank" rel="noopener">Suprema Corte</a></span> ha chiarito un punto interpretativo che negli ultimi anni aveva generato dubbi e contenziosi: i contributi figurativi – come quelli maturati durante periodi di <strong data-start="740" data-end="769">malattia o disoccupazione</strong> – possono essere considerati utili per raggiungere l’anzianità contributiva richiesta per la pensione anticipata prevista dall’articolo 24, comma 10, della <span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2011;214!vig=" target="_blank" rel="noopener">legge n. 214 del 2011</a></span>.</p>
<p data-start="950" data-end="1208">La decisione assume un rilievo significativo per molti lavoratori, soprattutto per coloro che hanno attraversato periodi di inattività coperti da accrediti figurativi e che temevano di non poterli utilizzare per il raggiungimento dei requisiti previdenziali.</p>
<h2 data-section-id="j0586q" data-start="1210" data-end="1242">Il caso esaminato dalla Corte</h2>
<p data-start="1244" data-end="1476">La vicenda nasce dal ricorso di una lavoratrice che aveva richiesto il riconoscimento della <strong data-start="1336" data-end="1359">pensione anticipata</strong> sulla base della normativa introdotta dalla riforma previdenziale del 2011, la cosiddetta riforma <strong data-start="1458" data-end="1475">Monti-Fornero</strong>.</p>
<p data-start="1478" data-end="1890">Nel conteggio della propria anzianità contributiva, la lavoratrice aveva incluso anche i <strong data-start="1567" data-end="1614">periodi coperti da contribuzione figurativa</strong>, maturati durante fasi di malattia o disoccupazione. Tuttavia, la Corte d’appello aveva respinto la richiesta ritenendo che, ai fini del pensionamento anticipato, fossero validi esclusivamente <strong data-start="1808" data-end="1845">contributi effettivamente versati</strong>, escludendo quindi gli accrediti figurativi.</p>
<p data-start="1892" data-end="2249">Secondo i giudici territoriali, la normativa successiva alla riforma del 2011 non avrebbe modificato il requisito dei <strong data-start="2010" data-end="2048">35 anni di contribuzione effettiva</strong> previsto dalla precedente disciplina della pensione di anzianità. Di conseguenza, la lavoratrice non avrebbe potuto utilizzare i contributi figurativi per integrare l’anzianità contributiva richiesta.</p>
<p data-start="2251" data-end="2504">Contro questa interpretazione la lavoratrice ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che la normativa vigente non prevede alcuna esclusione dei contributi figurativi nel sistema della pensione anticipata disciplinato dalla legge n. 214 del 2011.</p>
<h2 data-section-id="1dkpywp" data-start="2506" data-end="2561">La riforma del 2011 e il nuovo sistema pensionistico</h2>
<p data-start="2563" data-end="2736">Per comprendere il ragionamento della Cassazione è necessario tornare alla <strong data-start="2638" data-end="2672">riforma previdenziale del 2011</strong>, approvata in un contesto di forte crisi economico-finanziaria.</p>
<p data-start="2738" data-end="3082">Il decreto legge n. 201 del 2011, convertito nella legge n. 214 del 2011, ha ridisegnato profondamente il sistema pensionistico italiano. Tra le principali innovazioni introdotte vi è stata la <strong data-start="2931" data-end="3002">sostituzione della pensione di anzianità con la pensione anticipata</strong>, accompagnata da criteri più rigidi per l’accesso al trattamento previdenziale.</p>
<p data-start="3084" data-end="3256">La riforma ha previsto un progressivo <strong data-start="3122" data-end="3178">innalzamento dei requisiti contributivi e anagrafici</strong>, con l’obiettivo di garantire la sostenibilità del sistema nel lungo periodo.</p>
<p data-start="3258" data-end="3513">L’intervento legislativo è contenuto principalmente nell’<strong data-start="3315" data-end="3330">articolo 24</strong>, che disciplina sia la pensione di vecchiaia sia quella anticipata. In particolare, i commi 10 e 11 stabiliscono le condizioni per accedere al pensionamento prima dell’età ordinaria.</p>
<h2 data-section-id="d0t9qg" data-start="3515" data-end="3555">I requisiti della pensione anticipata</h2>
<p data-start="3557" data-end="3637">La normativa individua due diverse modalità di accesso alla pensione anticipata.</p>
<p data-start="3639" data-end="3891">La prima, disciplinata dal <strong data-start="3666" data-end="3695">comma 10 dell’articolo 24</strong>, consente di ottenere il trattamento pensionistico anche prima del raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia, purché sia stata maturata una determinata anzianità contributiva.</p>
<p data-start="3893" data-end="3965">Nel sistema originario previsto dalla riforma, i requisiti erano pari a:</p>
<ul data-start="3967" data-end="4054">
<li data-section-id="1v1q722" data-start="3967" data-end="4018">
<p data-start="3969" data-end="4018"><strong data-start="3969" data-end="4018">42 anni e 1 mese di contributi per gli uomini</strong></p>
</li>
<li data-section-id="x18bzj" data-start="4019" data-end="4054">
<p data-start="4021" data-end="4054"><strong data-start="4021" data-end="4054">41 anni e 1 mese per le donne</strong></p>
</li>
</ul>
<p data-start="4056" data-end="4175">Questo meccanismo prescinde dal requisito anagrafico e si basa esclusivamente sulla durata della carriera contributiva.</p>
<p data-start="4177" data-end="4423">La seconda modalità è prevista dal <strong data-start="4212" data-end="4224">comma 11</strong>, che introduce una formula alternativa per i lavoratori il cui primo accredito contributivo è successivo al 1° gennaio 1996, cioè coloro che rientrano pienamente nel sistema di calcolo contributivo.</p>
<p data-start="4425" data-end="4675">In questo caso la pensione anticipata può essere ottenuta al compimento dei <strong data-start="4501" data-end="4519">63 anni di età</strong>, a condizione che siano stati versati <strong data-start="4558" data-end="4603">almeno 20 anni di contribuzione effettiva</strong> e che l’importo della pensione raggiunga una determinata soglia minima.</p>
<h2 data-section-id="ggu1jd" data-start="4677" data-end="4713">Il nodo dei contributi figurativi</h2>
<p data-start="4715" data-end="4846">La questione affrontata dalla Cassazione riguarda proprio la distinzione tra <strong data-start="4792" data-end="4815">contribuzione utile</strong> e <strong data-start="4818" data-end="4845">contribuzione effettiva</strong>.</p>
<p data-start="4848" data-end="5125">La Corte ha osservato che il <strong data-start="4877" data-end="4889">comma 11</strong> dell’articolo 24 richiede espressamente la presenza di almeno venti anni di contribuzione effettiva. Questa formulazione, secondo i giudici, indica chiaramente che in tale ipotesi non possono essere considerati i contributi figurativi.</p>
<p data-start="5127" data-end="5331">Diversa è invece la formulazione del <strong data-start="5164" data-end="5176">comma 10</strong>, che si limita a richiamare l’anzianità contributiva senza specificare che essa debba essere composta esclusivamente da contributi effettivamente versati.</p>
<p data-start="5333" data-end="5601">Secondo la Cassazione, questa differenza non è casuale ma riflette una precisa scelta legislativa. Se il legislatore avesse voluto escludere la contribuzione figurativa anche nel caso del comma 10, lo avrebbe indicato esplicitamente, come avviene nel comma successivo.</p>
<h2 data-section-id="a52bhw" data-start="5603" data-end="5638">Il ragionamento della Cassazione</h2>
<p data-start="5640" data-end="5846">Nel motivare la decisione, la Corte ha sottolineato che la riforma del 2011 ha introdotto <strong data-start="5730" data-end="5778">un sistema pensionistico completamente nuovo</strong>, che non può essere interpretato alla luce delle regole precedenti.</p>
<p data-start="5848" data-end="6039">In particolare, la Cassazione ha chiarito che il <strong data-start="5897" data-end="5947">vecchio requisito dei 35 anni di contribuzione</strong>, tipico della pensione di anzianità, non trova più applicazione nel nuovo quadro normativo.</p>
<p data-start="6041" data-end="6178">Pertanto, la decisione della Corte d’appello – che aveva fatto riferimento al precedente regime – è stata ritenuta giuridicamente errata.</p>
<p data-start="6180" data-end="6542">I giudici hanno inoltre evidenziato che escludere i contributi figurativi dal computo previsto dal comma 10 avrebbe effetti paradossali. Considerato l’elevato livello di anzianità contributiva richiesto (oltre 41 o 42 anni), una simile interpretazione renderebbe estremamente difficile, se non impossibile, per molti lavoratori accedere alla pensione anticipata.</p>
<p data-start="6544" data-end="6766">Alla luce di queste considerazioni, la Suprema Corte ha stabilito che <strong data-start="6614" data-end="6765">la contribuzione figurativa può concorrere al raggiungimento dell’anzianità contributiva richiesta per la pensione anticipata prevista dal comma 10</strong>.</p>
<h2 data-section-id="xe8vqs" data-start="6768" data-end="6790">La decisione finale</h2>
<p data-start="6792" data-end="7064">Accogliendo il ricorso della lavoratrice, la Corte di Cassazione ha quindi <strong data-start="6867" data-end="6914">annullato la sentenza della Corte d’appello</strong> e rinviato il caso alla stessa Corte territoriale, che dovrà riesaminare la vicenda attenendosi al principio di diritto indicato dalla Suprema Corte.</p>
<p data-start="7066" data-end="7252">In sostanza, il giudice del rinvio dovrà verificare nuovamente il diritto della lavoratrice alla pensione anticipata, tenendo conto anche dei periodi coperti da contribuzione figurativa.</p>
<h2 data-section-id="z785yo" data-start="7254" data-end="7308">Implicazioni per lavoratori e sistema previdenziale</h2>
<p data-start="7310" data-end="7605">La pronuncia assume un’importanza concreta per molti assicurati, in particolare per coloro che hanno accumulato lunghi periodi di carriera caratterizzati da <strong data-start="7467" data-end="7515">interruzioni coperte da accrediti figurativi</strong>, come malattia, disoccupazione o altre situazioni previste dalla normativa previdenziale.</p>
<p data-start="7607" data-end="7831">Il principio affermato dalla Cassazione conferma che tali periodi possono essere <strong data-start="7688" data-end="7756">validamente utilizzati nel conteggio dell’anzianità contributiva</strong> richiesta per la pensione anticipata basata esclusivamente sui contributi.</p>
<p data-start="7833" data-end="8112">Allo stesso tempo, la sentenza ribadisce la distinzione tra le due modalità di accesso al pensionamento anticipato: nel caso della formula che combina età anagrafica e contribuzione ridotta (comma 11), restano necessari <strong data-start="8053" data-end="8111">almeno venti anni di contributi effettivamente versati</strong>.</p>
<p data-start="8114" data-end="8311">Si tratta quindi di un chiarimento interpretativo che potrebbe incidere su numerosi procedimenti pendenti e che offre un orientamento più definito per i futuri contenziosi in materia previdenziale.</p>
<h2 data-start="8114" data-end="8311">Il testo della sentenza</h2>
<p data-start="8114" data-end="8311"><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/CORTE-di-CASSAZIONE-sezione-lavoro-Sentenza-n.-24952.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
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<title>Bonus assunzioni 2026: tutte le novità su giovani, donne e ZES</title>
<link>https://www.eventi.news/bonus-assunzioni-2026-tutte-le-novita-su-giovani-donne-e-zes</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Incentivi alle assunzioni: prorogati bonus giovani, ZES e donne con nuove regole nel 2026. Il sistema degli incentivi all’occupazione rappresenta da anni uno degli strumenti principali con cui il legislatore tenta di sostenere il mercato del lavoro, riducendo il costo contributivo per le imprese che assumono categorie considerate più fragili o strategiche per lo sviluppo […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2025/04/lentepubblica-piano-zangrillo-un-milione-di-assunzioni-nella-pa-in-sette-anni-realta-o-utopia.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 12:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Bonus, assunzioni, 2026:, tutte, novità, giovani, donne, ZES</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-section-id="c2nmuq" data-start="0" data-end="91"><strong>Incentivi alle assunzioni: prorogati bonus giovani, ZES e donne con nuove regole nel 2026.</strong></p>
<hr>
<p data-start="93" data-end="617">Il sistema degli incentivi all’occupazione rappresenta da anni uno degli strumenti principali con cui il legislatore tenta di sostenere il mercato del lavoro, riducendo il costo contributivo per le imprese che assumono categorie considerate più fragili o strategiche per lo sviluppo economico. Negli ultimi anni, diverse misure hanno seguito questa logica, tra cui gli sgravi contributivi introdotti dal cosiddetto <strong data-start="508" data-end="528">Decreto Coesione</strong> (decreto-legge n. 60 del 2024, convertito con modificazioni nella legge n. 95 del 2024).</p>
<p data-start="619" data-end="1016">In questo quadro normativo si inseriscono i <strong data-start="663" data-end="810">bonus destinati all’assunzione di giovani, donne svantaggiate e lavoratori disoccupati nelle aree della Zona Economica Speciale del Mezzogiorno</strong>, strumenti che hanno lo scopo di incentivare l’occupazione stabile e favorire la crescita dell’occupazione in territori o fasce della popolazione caratterizzati da maggiore difficoltà di accesso al lavoro.</p>
<p data-start="1018" data-end="1487">Durante il percorso parlamentare di conversione del <span><a href="https://lentepubblica.it/contabilita-bilancio-tasse-tributi/milleproroghe-2026-legge-senato/" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="1070" data-end="1117">decreto Milleproroghe</strong></a></span>, il Parlamento ha introdotto un intervento di rilievo: una modifica all’articolo 14 che <strong data-start="1206" data-end="1268">proroga e rimodula alcuni di questi incentivi contributivi</strong>. L’emendamento, approvato il 19 febbraio dalle Commissioni riunite Affari costituzionali e Bilancio della Camera, ridefinisce infatti la durata e l’intensità degli sgravi, introducendo nuove condizioni per l’anno 2026.</p>
<p data-start="1489" data-end="1708">Il risultato è un sistema di incentivi che, da un lato, <strong data-start="1545" data-end="1586">estende nel tempo alcune agevolazioni</strong>, ma dall’altro <strong data-start="1602" data-end="1707">riduce l’intensità di taluni benefici rispetto alla versione originaria prevista dal Decreto Coesione</strong>.</p>
<h2 data-section-id="13pd5ca" data-start="1715" data-end="1774">Il quadro finanziario: fondi europei e risorse nazionali</h2>
<p data-start="1776" data-end="2153">Per sostenere la proroga degli incentivi il Governo ha previsto l’utilizzo combinato di risorse provenienti da programmi europei e da stanziamenti nazionali. In particolare, una parte dei finanziamenti sarà reperita nel <strong data-start="1996" data-end="2055">Programma nazionale “Giovani, donne e lavoro 2021-2027”</strong>, mentre ulteriori fondi derivano dagli stanziamenti introdotti con la <strong data-start="2126" data-end="2152">legge di Bilancio 2026</strong>.</p>
<p data-start="2155" data-end="2373">Nel dettaglio, circa <strong data-start="2176" data-end="2201">417,6 milioni di euro</strong>, pari a metà degli 825 milioni destinati agli esoneri contributivi per nuove assunzioni, saranno utilizzati proprio per sostenere la prosecuzione delle misure agevolative.</p>
<h2 data-section-id="14g42at" data-start="2380" data-end="2438">Bonus giovani: proroga limitata ma incentivo rimodulato</h2>
<p data-start="2440" data-end="2644">Una delle principali novità riguarda il <strong data-start="2480" data-end="2497">bonus giovani</strong>, previsto dall’articolo 22 del decreto-legge n. 60 del 2024 e disciplinato operativamente anche dalla <span><a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/atti/circolari-messaggi-e-normativa/dettaglio.circolari-e-messaggi.2025.05.circolare-numero-90-del-12-05-2025_14919.html" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="2600" data-end="2643">circolare INPS n. 90 del 12 maggio 2025</strong></a></span>.</p>
<p data-start="2646" data-end="2699">Il beneficio è destinato alle imprese che effettuano:</p>
<ul data-start="2701" data-end="2891">
<li data-section-id="1h7pseq" data-start="2701" data-end="2804">
<p data-start="2703" data-end="2804">assunzioni a tempo indeterminato di <strong data-start="2739" data-end="2794">giovani under 35 mai occupati con contratto stabile</strong>, oppure</p>
</li>
<li data-section-id="1511byf" data-start="2805" data-end="2891">
<p data-start="2807" data-end="2891">trasformazioni di rapporti di lavoro da <strong data-start="2847" data-end="2890">tempo determinato a tempo indeterminato</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2893" data-end="3024">Con l’intervento del Milleproroghe la misura viene <strong data-start="2944" data-end="3023">riaperta per le assunzioni effettuate tra il 1° gennaio e il 30 aprile 2026</strong>.</p>
<p data-start="3026" data-end="3268">La modifica più significativa riguarda però l’intensità dello sgravio contributivo. Fino al 31 dicembre 2025, infatti, l’esonero era generalmente riconosciuto <strong data-start="3185" data-end="3239">nella misura del 100% dei contributi previdenziali</strong> dovuti dal datore di lavoro.</p>
<p data-start="3270" data-end="3307">Dal 2026, invece, la regola cambia:</p>
<ul data-start="3309" data-end="3440">
<li data-section-id="1te2wjh" data-start="3309" data-end="3350">
<p data-start="3311" data-end="3350">lo <strong data-start="3314" data-end="3347">sgravio di base scende al 70%</strong>,</p>
</li>
<li data-section-id="1jubhx3" data-start="3351" data-end="3440">
<p data-start="3353" data-end="3440">mentre <strong data-start="3360" data-end="3439">torna al 100% solo se l’assunzione genera un incremento occupazionale netto</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3442" data-end="3510">Quest’ultimo requisito viene calcolato su base mensile confrontando:</p>
<ul data-start="3512" data-end="3630">
<li data-section-id="87d6gd" data-start="3512" data-end="3568">
<p data-start="3514" data-end="3568">il numero dei lavoratori occupati alla fine del mese</p>
</li>
<li data-section-id="15oc7h3" data-start="3569" data-end="3630">
<p data-start="3571" data-end="3630">con la <strong data-start="3578" data-end="3629">media degli occupati nei dodici mesi precedenti</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3632" data-end="3777">Per i rapporti di lavoro part-time, il conteggio viene effettuato in modo proporzionale rispetto all’orario normale dei lavoratori a tempo pieno.</p>
<p data-start="3779" data-end="4113">Un ulteriore elemento tecnico riguarda il cosiddetto <strong data-start="3832" data-end="3872">perimetro occupazionale dell’impresa</strong>: ai fini del calcolo dell’incremento occupazionale netto, occorre considerare anche eventuali diminuzioni dell’organico registrate in <strong data-start="4007" data-end="4042">società controllate o collegate</strong>, secondo la definizione prevista dall’articolo 2359 del codice civile.</p>
<p data-start="4115" data-end="4167">Restano invece invariati altri aspetti della misura:</p>
<ul data-start="4169" data-end="4296">
<li data-section-id="o2ezdu" data-start="4169" data-end="4207">
<p data-start="4171" data-end="4207"><strong data-start="4171" data-end="4205">durata dell’incentivo: 24 mesi</strong></p>
</li>
<li data-section-id="gw0ibj" data-start="4208" data-end="4296">
<p data-start="4210" data-end="4296"><strong data-start="4210" data-end="4256">massimale mensile: 500 euro per lavoratore</strong>, elevato a <strong data-start="4268" data-end="4295">650 euro nelle aree ZES</strong>.</p>
</li>
</ul>
<h2 data-section-id="tdlmjc" data-start="4303" data-end="4361">Proroga delle agevolazioni per la ZES unica Mezzogiorno</h2>
<p data-start="4363" data-end="4527">Un intervento analogo riguarda il <strong data-start="4397" data-end="4478">bonus destinato alle microimprese che operano nella ZES Unica del Mezzogiorno</strong>, previsto dall’articolo 24 del decreto Coesione.</p>
<p data-start="4529" data-end="4733">Questa misura è finalizzata a incentivare l’occupazione stabile nelle aree economicamente più fragili del Paese e si applica alle imprese che assumono <strong data-start="4680" data-end="4732">lavoratori over 35 disoccupati da almeno 24 mesi</strong>.</p>
<p data-start="4735" data-end="4771">In origine l’agevolazione prevedeva:</p>
<ul data-start="4773" data-end="4931">
<li data-section-id="109t6zj" data-start="4773" data-end="4823">
<p data-start="4775" data-end="4823">esonero contributivo <strong data-start="4796" data-end="4820">del 100% per 24 mesi</strong>,</p>
</li>
<li data-section-id="1dqmz3m" data-start="4824" data-end="4886">
<p data-start="4826" data-end="4886">nel limite massimo di <strong data-start="4848" data-end="4883">650 euro mensili per lavoratore</strong>,</p>
</li>
<li data-section-id="dopwc8" data-start="4887" data-end="4931">
<p data-start="4889" data-end="4931">con validità fino al <strong data-start="4910" data-end="4930">31 dicembre 2025</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="4933" data-end="5114">Con la conversione del Milleproroghe il beneficio viene <strong data-start="4989" data-end="5063">riaperto per le assunzioni effettuate dal 1° gennaio al 30 aprile 2026</strong>, ma con una modifica nella percentuale di sgravio.</p>
<p data-start="5116" data-end="5137">Anche in questo caso:</p>
<ul data-start="5139" data-end="5273">
<li data-section-id="1fc568p" data-start="5139" data-end="5189">
<p data-start="5141" data-end="5189">lo sgravio <strong data-start="5152" data-end="5186">scende al 70% in via ordinaria</strong>,</p>
</li>
<li data-section-id="1ld6wj8" data-start="5190" data-end="5273">
<p data-start="5192" data-end="5273">mentre <strong data-start="5199" data-end="5272">rimane integrale (100%) in presenza di incremento occupazionale netto</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="5275" data-end="5467">Il criterio di calcolo dell’aumento occupazionale segue lo stesso schema previsto per il bonus giovani: confronto tra il numero di dipendenti a fine mese e la media dei dodici mesi precedenti.</p>
<p data-start="5469" data-end="5693">Va inoltre ricordato che <strong data-start="5494" data-end="5623">l’agevolazione non può essere riconosciuta in caso di trasformazione di contratti a termine in rapporti a tempo indeterminato</strong>, limitando quindi l’accesso all’incentivo alle sole nuove assunzioni.</p>
<h2 data-section-id="ly1x2z" data-start="5700" data-end="5764">Estensione territoriale della ZES e nuovi territori coinvolti</h2>
<p data-start="5766" data-end="5842">Nel 2026 il quadro territoriale delle agevolazioni viene inoltre ampliato.</p>
<p data-start="5844" data-end="6011">Alle tradizionali regioni della <strong data-start="5876" data-end="5905">ZES Unica del Mezzogiorno</strong> si aggiungono infatti <strong data-start="5928" data-end="5947">Marche e Umbria</strong>, che vengono incluse nel perimetro applicativo degli incentivi.</p>
<p data-start="6013" data-end="6278">Questa estensione non risulta esplicitata direttamente nella norma primaria, ma è stata riconosciuta <strong data-start="6114" data-end="6149">in via amministrativa dall’INPS</strong>, attraverso indicazioni interpretative contenute nella <strong data-start="6205" data-end="6244">circolare n. 10 del 3 febbraio 2026</strong> e in precedenti atti applicativi.</p>
<h2 data-section-id="1qaesb8" data-start="6285" data-end="6327">Bonus donne: proroga piena fino al 2026</h2>
<p data-start="6329" data-end="6555">Diverso il trattamento previsto per il <strong data-start="6368" data-end="6424">bonus destinato all’assunzione di donne svantaggiate</strong>, disciplinato dall’articolo 23 del decreto Coesione e illustrato operativamente nella <strong data-start="6511" data-end="6554">circolare INPS n. 91 del 12 maggio 2025</strong>.</p>
<p data-start="6557" data-end="6711">A differenza degli incentivi per giovani e ZES, il legislatore ha scelto di <strong data-start="6633" data-end="6674">non ridurre l’intensità dello sgravio</strong>, limitandosi a estenderne la durata.</p>
<p data-start="6713" data-end="6863">Con la modifica introdotta dal Milleproroghe, infatti, il beneficio viene <strong data-start="6787" data-end="6825">prorogato fino al 31 dicembre 2026</strong>, mantenendo le condizioni originarie.</p>
<p data-start="6865" data-end="6892">L’agevolazione consiste in:</p>
<ul data-start="6894" data-end="7036">
<li data-section-id="b78l1o" data-start="6894" data-end="6932">
<p data-start="6896" data-end="6932"><strong data-start="6896" data-end="6929">esonero contributivo del 100%</strong>,</p>
</li>
<li data-section-id="1wtd7we" data-start="6933" data-end="6975">
<p data-start="6935" data-end="6975">per una durata massima di <strong data-start="6961" data-end="6972">24 mesi</strong>,</p>
</li>
<li data-section-id="zpiri" data-start="6976" data-end="7036">
<p data-start="6978" data-end="7036">con tetto massimo di <strong data-start="6999" data-end="7035">650 euro mensili per lavoratrice</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="7038" data-end="7352">La durata si riduce invece a <strong data-start="7067" data-end="7078">12 mesi</strong> quando l’assunzione riguarda lavoratrici impiegate in <strong data-start="7133" data-end="7190">settori caratterizzati da marcata disparità di genere</strong>, individuati annualmente tramite decreto ministeriale sulla base dei dati ISTAT. Per il 2026, il riferimento è al <strong data-start="7305" data-end="7351">decreto interministeriale n. 3795 del 2025</strong>.</p>
<h2 data-section-id="junnq3" data-start="7359" data-end="7417">Chi può beneficiare del bonus per l’assunzione di donne</h2>
<p data-start="7419" data-end="7602">La platea delle lavoratrici che possono beneficiare dell’incentivo comprende donne di qualsiasi età che, al momento dell’assunzione, rientrino in almeno una delle seguenti condizioni:</p>
<ul data-start="7604" data-end="7954">
<li data-section-id="1nhx01l" data-start="7604" data-end="7719">
<p data-start="7606" data-end="7719"><strong data-start="7606" data-end="7670">assenza di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi</strong>, indipendentemente dalla regione di residenza;</p>
</li>
<li data-section-id="pjjftg" data-start="7720" data-end="7820">
<p data-start="7722" data-end="7820"><strong data-start="7722" data-end="7757">disoccupazione da almeno 6 mesi</strong> con residenza nelle regioni della ZES Unica del Mezzogiorno;</p>
</li>
<li data-section-id="rybdnh" data-start="7821" data-end="7954">
<p data-start="7823" data-end="7954">impiego in <strong data-start="7834" data-end="7903">professioni o settori con forte disparità occupazionale di genere</strong>, individuati annualmente con decreto ministeriale.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="7956" data-end="8145">Anche in questo caso resta un requisito centrale: <strong data-start="8006" data-end="8070">l’assunzione deve generare un incremento occupazionale netto</strong>, secondo i criteri stabiliti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato.</p>
<p data-start="8147" data-end="8355">Un ulteriore limite riguarda le <strong data-start="8179" data-end="8210">trasformazioni contrattuali</strong>: l’incentivo non può essere riconosciuto se il rapporto di lavoro deriva dalla trasformazione di un contratto a tempo determinato già esistente.</p>
<h2 data-section-id="2r5arw" data-start="8362" data-end="8431">Un equilibrio tra estensione temporale e sostenibilità finanziaria</h2>
<p data-start="8433" data-end="8681">L’intervento del Milleproroghe rappresenta quindi un compromesso tra due esigenze: da un lato <strong data-start="8527" data-end="8594">garantire continuità agli strumenti di sostegno all’occupazione</strong>, dall’altro <strong data-start="8607" data-end="8680">contenere l’impatto finanziario degli incentivi sul bilancio pubblico</strong>.</p>
<p data-start="8683" data-end="8973">La scelta di ridurre lo sgravio “di base” al 70% per alcune misure consente infatti di mantenere operative le agevolazioni anche nel 2026, incentivando al contempo le imprese che producono <strong data-start="8872" data-end="8911">effettiva crescita dell’occupazione</strong> attraverso il meccanismo dell’incremento occupazionale netto.</p>
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<item>
<title>Ponte sullo Stretto, nuovo stop al decreto: la Ragioneria di Stato blocca gli extra costi</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Ponte sullo Stretto, il decreto Infrastrutture torna in Consiglio dei ministri: Ragioneria impone lo stop ai nuovi costi. Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, uno dei più discussi interventi infrastrutturali nella storia recente del Paese, torna ancora una volta al centro del confronto politico e istituzionale. Il decreto Infrastrutture approvato dal governo nelle […]
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<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 12:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Ponte, sullo, Stretto, nuovo, stop, decreto:, Ragioneria, Stato, blocca, gli, extra, costi</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-section-id="pvlsuv" data-start="0" data-end="122"><strong>Ponte sullo Stretto, il decreto Infrastrutture torna in Consiglio dei ministri: Ragioneria impone lo stop ai nuovi costi.</strong></p>
<hr>
<p data-start="124" data-end="630">Il progetto del <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/ponte-sullo-stretto/" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="140" data-end="174">Ponte sullo Stretto di Messina</strong></a></span>, uno dei più discussi interventi infrastrutturali nella storia recente del Paese, torna ancora una volta al centro del confronto politico e istituzionale. Il decreto Infrastrutture approvato dal governo nelle scorse settimane dovrà infatti essere nuovamente esaminato dal Consiglio dei ministri dopo i rilievi tecnici formulati dalla <strong data-start="509" data-end="544">Ragioneria generale dello Stato</strong>, che ha chiesto una revisione del testo sotto il profilo della copertura finanziaria.</p>
<p data-start="632" data-end="967">La richiesta dei tecnici contabili introduce un principio molto preciso: <strong data-start="705" data-end="847">le procedure necessarie per far avanzare l’iter dell’opera dovranno essere realizzate senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica</strong>. In altre parole, l’amministrazione dovrà operare esclusivamente con le risorse già disponibili a legislazione vigente.</p>
<p data-start="969" data-end="1206">La modifica, apparentemente tecnica, si inserisce in un quadro normativo complesso e stratificato che negli ultimi mesi ha già visto diversi passaggi istituzionali, tra cui i rilievi della Corte dei conti e le osservazioni del Quirinale.</p>
<h2 data-section-id="d9o8d6" data-start="1213" data-end="1288">Il quadro normativo: controlli contabili e procedure per le grandi opere</h2>
<p data-start="1290" data-end="1433">Per comprendere la portata delle correzioni richieste è necessario partire dal contesto normativo che disciplina le infrastrutture strategiche.</p>
<p data-start="1435" data-end="1864">In Italia, i provvedimenti governativi che comportano effetti finanziari devono essere sottoposti al controllo della <span><a href="https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/home.html" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="1552" data-end="1587">Ragioneria generale dello Stato</strong></a></span>, struttura tecnica del Ministero dell’Economia incaricata di verificare la sostenibilità contabile delle norme. Tale attività discende, tra l’altro, dall’articolo 81 della Costituzione, che impone l’equilibrio di bilancio e la copertura delle leggi che comportano nuove spese.</p>
<p data-start="1866" data-end="2147">Parallelamente, le grandi opere pubbliche sono sottoposte al vaglio del <strong data-start="1938" data-end="2035">CIPESS (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile)</strong>, organo che autorizza i programmi di investimento statale e verifica la compatibilità finanziaria dei progetti.</p>
<p data-start="2149" data-end="2385">Nel caso del ponte tra Calabria e Sicilia, il percorso amministrativo è ulteriormente condizionato dai controlli della <strong data-start="2268" data-end="2287">Corte dei conti</strong>, cui spetta la verifica preventiva di legittimità sugli atti del governo con rilevanza economica.</p>
<p data-start="2387" data-end="2540">Proprio questo sistema multilivello di verifiche spiega i frequenti aggiustamenti normativi che stanno caratterizzando l’iter del decreto Infrastrutture.</p>
<h2 data-section-id="5afi46" data-start="2547" data-end="2599">Il nodo centrale: nessun nuovo costo per lo Stato</h2>
<p data-start="2601" data-end="2912">La versione più recente del provvedimento – datata 9 marzo – introduce una clausola contabile particolarmente stringente. Nel testo si stabilisce infatti che <strong data-start="2759" data-end="2911">le amministrazioni coinvolte dovranno adempiere ai nuovi compiti utilizzando esclusivamente risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili</strong>.</p>
<p data-start="2914" data-end="3266">Si tratta di una formulazione ricorrente nella legislazione italiana quando si vuole evitare che una norma produca effetti di spesa non previsti. La Ragioneria, in sostanza, ha chiesto di chiarire esplicitamente che <strong data-start="3130" data-end="3265">le attività amministrative necessarie per completare l’iter del ponte non potranno generare nuovi costi per il bilancio dello Stato</strong>.</p>
<p data-start="3268" data-end="3490">Il vincolo riguarda in particolare le procedure che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dovrà avviare per arrivare alla nuova deliberazione del CIPESS, passaggio essenziale per autorizzare l’avvio dei lavori.</p>
<h2 data-section-id="1hs5n1b" data-start="3497" data-end="3548">Il ritorno del decreto al Consiglio dei ministri</h2>
<p data-start="3550" data-end="3691">Le osservazioni contabili sono state giudicate sufficientemente rilevanti da rendere necessario un nuovo passaggio in Consiglio dei ministri.</p>
<p data-start="3693" data-end="4027">Il decreto era stato approvato il <strong data-start="3727" data-end="3741">5 febbraio</strong>, con l’obiettivo dichiarato di accelerare il completamento delle procedure amministrative relative al collegamento stabile tra Sicilia e Calabria. Tuttavia, dopo l’esame della Ragioneria generale dello Stato, il testo è stato rinviato all’esecutivo per recepire le modifiche richieste.</p>
<p data-start="4029" data-end="4269">La revisione si inserisce in una sequenza di interventi correttivi iniziata già nei mesi precedenti, quando la <strong data-start="4140" data-end="4159">Corte dei conti</strong> aveva sollevato alcune criticità sulla struttura del provvedimento e sulle modalità di controllo delle spese.</p>
<p data-start="4271" data-end="4460">Secondo fonti governative, il nuovo passaggio in Consiglio dei ministri servirà esclusivamente a formalizzare gli adeguamenti contabili, senza modificare l’impianto complessivo del decreto.</p>
<h2 data-section-id="iom9x8" data-start="4467" data-end="4529">I 13,5 miliardi già stanziati e la rimodulazione dei lavori</h2>
<p data-start="4531" data-end="4738">Sul piano finanziario, il governo continua a ribadire che <strong data-start="4589" data-end="4670">l’investimento complessivo per il ponte resta fissato a 13,5 miliardi di euro</strong>, cifra già prevista nei programmi di spesa pluriennali dello Stato.</p>
<p data-start="4740" data-end="5027">L’amministratore delegato della società <strong data-start="4780" data-end="4802">Stretto di Messina</strong>, Pietro Ciucci, ha sottolineato che il decreto non introduce costi aggiuntivi ma si limita a <strong data-start="4896" data-end="4964">rimodulare la distribuzione delle risorse negli anni di cantiere</strong>, adeguandola ai ritardi accumulati nel processo autorizzativo.</p>
<p data-start="5029" data-end="5241">Secondo questa ricostruzione, lo slittamento dei tempi sarebbe legato principalmente alle deliberazioni della Corte dei conti e ai successivi passaggi amministrativi necessari per superare le criticità sollevate.</p>
<p data-start="5243" data-end="5383">In sostanza, l’intervento normativo non aumenterebbe il costo complessivo dell’opera ma ridefinirebbe il calendario finanziario delle spese.</p>
<h2 data-section-id="3z7a2q" data-start="5390" data-end="5444">Nuovi incarichi commissariali e controllo dei costi</h2>
<p data-start="5446" data-end="5620">Il decreto Infrastrutture non riguarda esclusivamente il ponte sullo Stretto ma introduce anche altre misure organizzative per accelerare la realizzazione di opere pubbliche.</p>
<p data-start="5622" data-end="5942">Tra queste figura la nomina dell’amministratore delegato di <strong data-start="5682" data-end="5711">Rete ferroviaria italiana</strong>, Aldo Isi, a commissario straordinario per alcune infrastrutture ferroviarie strategiche. Anche in questo caso la Ragioneria ha imposto un vincolo analogo: <strong data-start="5868" data-end="5941">l’incarico non dovrà generare ulteriori oneri per il bilancio statale</strong>.</p>
<p data-start="5944" data-end="6112">Eventuali spese di missione o rimborsi legati all’attività commissariale saranno sostenuti direttamente da <strong data-start="6051" data-end="6058">RFI</strong>, società controllata dal gruppo Ferrovie dello Stato.</p>
<p data-start="6114" data-end="6538">Un meccanismo simile è previsto per le infrastrutture stradali, con la designazione dell’amministratore delegato di <strong data-start="6230" data-end="6238">ANAS</strong>, Claudio Andrea Gemme, a commissario per la gestione di alcuni interventi prioritari. Il Ministero delle Infrastrutture dovrà inoltre definire con apposito decreto i <strong data-start="6405" data-end="6448">cronoprogrammi procedurali e finanziari</strong> dei cantieri, indicando anche i criteri per la revoca degli incarichi in caso di ritardi.</p>
<h2 data-section-id="19dm38t" data-start="6545" data-end="6613">Il tema dei tempi: tra obiettivi politici e realtà amministrativa</h2>
<p data-start="6615" data-end="6733">Se sul piano contabile il governo ribadisce che l’investimento rimane invariato, la questione dei tempi resta incerta.</p>
<p data-start="6735" data-end="6971">Nella versione iniziale del decreto si ipotizzava di ottenere la delibera del CIPESS entro la fine di maggio e di completare l’iter amministrativo entro luglio. Tuttavia, i nuovi rilievi tecnici potrebbero incidere su questo calendario.</p>
<p data-start="6973" data-end="7172">Lo stesso ministro delle Infrastrutture <strong data-start="7013" data-end="7031">Matteo Salvini</strong> ha scelto di non indicare più scadenze precise per l’avvio dei cantieri, dopo che negli anni passati diverse previsioni sono state rinviate.</p>
<p data-start="7174" data-end="7312">L’obiettivo politico dichiarato rimane comunque quello di <strong data-start="7232" data-end="7264">aprire i lavori entro l’anno</strong>, con un primo avvio delle attività preliminari.</p>
<h2 data-section-id="1vuhq42" data-start="7319" data-end="7350">Le critiche dell’opposizione</h2>
<p data-start="7352" data-end="7468">Il ritorno del decreto sul tavolo del Consiglio dei ministri ha riacceso le critiche delle opposizioni parlamentari.</p>
<p data-start="7470" data-end="7720">Secondo i rappresentanti del Partito democratico Antonio Misiani e Andrea Casu, la vicenda dimostrerebbe come il progetto stia procedendo tra <strong data-start="7612" data-end="7653">continui rinvii e correzioni tecniche</strong>, segno – a loro avviso – di una gestione poco lineare del dossier.</p>
<p data-start="7722" data-end="7922">Ancora più critico il giudizio di Angelo Bonelli (Alleanza Verdi e Sinistra), secondo cui il ponte resterebbe soprattutto <strong data-start="7844" data-end="7921">uno strumento di comunicazione politica più che un’opera pronta a partire</strong>.</p>
<p data-start="7924" data-end="8106">Anche il Movimento 5 Stelle ha contestato l’operato del ministero delle Infrastrutture, accusando il governo di aver accumulato errori nella gestione delle competenze amministrative.</p>
<h2 data-section-id="1hth96f" data-start="8113" data-end="8141">Una partita ancora aperta</h2>
<p data-start="8143" data-end="8411">Al di là del confronto politico, il nuovo passaggio del decreto evidenzia un dato strutturale: <strong data-start="8238" data-end="8410">la realizzazione del ponte sullo Stretto rimane fortemente condizionata dal complesso sistema di controlli contabili e amministrativi previsto dall’ordinamento italiano</strong>.</p>
<p data-start="8413" data-end="8579">Tra verifiche della Ragioneria, pareri della Corte dei conti e deliberazioni del CIPESS, il percorso autorizzativo appare ancora lontano dalla conclusione definitiva.</p>
<p data-start="8581" data-end="8844">Se l’esecutivo riuscirà a superare gli ultimi ostacoli procedurali, il 2026 potrebbe segnare l’inizio concreto dell’opera. In caso contrario, il progetto rischia di restare ancora una volta intrappolato tra <strong data-start="8788" data-end="8843">iter burocratici, contenziosi e revisioni normative</strong>.</p>
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<item>
<title>Servizi alla persona e principio di rotazione: tra specialità normativa e esigenze di continuità</title>
<link>https://www.eventi.news/servizi-alla-persona-e-principio-di-rotazione-tra-specialita-normativa-e-esigenze-di-continuita</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Nel solco delle innovazioni introdotte dal nuovo Codice dei contratti pubblici – D.lgs. 31 marzo 2023, n. 36 –, l’affidamento dei servizi alla persona, specie in ambito sottosoglia comunitaria, solleva una serie di questioni interpretative rilevanti in merito all’applicabilità del principio di rotazione. Tema ancor più attuale alla luce della recente sentenza n. 108/2025 del […]
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<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 06:30:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Servizi, alla, persona, principio, rotazione:, tra, specialità, normativa, esigenze, continuità</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Nel solco delle innovazioni introdotte dal nuovo Codice dei contratti pubblici – D.lgs. 31 marzo 2023, n. 36 –, l’affidamento dei servizi alla persona, specie in ambito sottosoglia comunitaria, solleva una serie di questioni interpretative rilevanti in merito all’applicabilità del principio di rotazione.</strong></p>
<hr>
<p>Tema ancor più attuale alla luce della recente sentenza n. 108/2025 del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, la quale ha avuto il merito di delineare, con precisione chirurgica, i presupposti per una deroga motivata alla rotazione negli affidamenti diretti dei servizi alla persona, fondandosi sull’art. 128 del Codice.</p>
<h2>La disciplina del principio generale di rotazione</h2>
<p>Il principio generale di rotazione, come noto, trova la sua collocazione normativa nell’art. 49, comma 2, del Codice, quale strumento a tutela della concorrenza e della parità di trattamento tra gli operatori economici, specie in ambito sottosoglia. Tuttavia, il combinato disposto dei commi 3 e 8 dell’art. 128 introduce una disciplina di specialità, calibrata sulle peculiarità dei servizi alla persona, che può legittimamente derogare a tale principio, purché in presenza di una motivazione congrua, logica e coerente con i principi generali dell’azione amministrativa.</p>
<p>Il principio di rotazione si configura come presidio funzionale alla promozione del pluralismo concorrenziale e alla prevenzione di affidamenti reiterati, che potrebbero compromettere l’effettivo accesso al mercato. L’art. 49, nel ribadire tale impostazione, individua la rotazione non solo come strumento di garanzia, ma anche come criterio sostanziale da applicare già nella fase di programmazione degli affidamenti.</p>
<p>Tale principio impone alla stazione appaltante, in particolare al RUP, di evitare il consolidamento di posizioni dominanti e di assicurare, anche negli affidamenti diretti, un’effettiva alternanza tra operatori economici, al fine di garantire trasparenza, imparzialità e buona amministrazione. Non si tratta, tuttavia, di un vincolo assoluto: il Codice prevede esplicitamente la possibilità di disapplicarlo, laddove esistano motivate esigenze che giustifichino una scelta diversa, come accade nei servizi alla persona.</p>
<h2>L’art. 128 del Nuovo Codice Appalti</h2>
<p>L’<span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:2023;36~art128!vig" target="_blank" rel="noopener">art. 128 del D.lgs. 36/2023</a></span> rappresenta una norma di settore, connotata da una finalità di tutela sostanziale delle categorie vulnerabili e dalla necessità di garantire la continuità, la qualità e l’efficacia dei servizi sociali erogati.</p>
<p>Il comma 3 dell’art. 128 precisa che l’affidamento dei servizi alla persona deve garantire, tra l’altro, i seguenti requisiti:</p>
<ul>
<li><strong>Qualità, continuità, accessibilità, disponibilità e completezza dei servizi</strong>;</li>
<li><strong>Attenzione alle esigenze specifiche delle diverse categorie di utenti</strong>;</li>
<li><strong>Coinvolgimento attivo degli utenti</strong>, in coerenza con i principi dell’inclusività e della co-progettazione.</li>
</ul>
<p>In tale contesto, la norma non menziona il principio di rotazione, omissione che – come chiarito anche nella relazione illustrativa al Codice – è frutto di una scelta consapevole del legislatore. Ne deriva che, nei servizi alla persona sottosoglia, la rotazione può recedere rispetto ad altri valori di rango superiore, come la continuità assistenziale e la qualità della prestazione.</p>
<h2><strong>La sentenza CGA Sicilia n. 108/2025: un approccio teleologico</strong></h2>
<p>La pronuncia del CGA Sicilia si inserisce in un filone giurisprudenziale ormai consolidato, secondo cui la disciplina speciale dell’art. 128 prevale su quella generale dell’art. 49.</p>
<p>Il Collegio ha rilevato che, pur mancando nel dettato normativo un espresso richiamo alla rotazione, ciò non implica una sua esclusione automatica, ma consente una <strong>deroga motivata</strong>, fondata su una valutazione comparativa tra l’interesse alla concorrenza e quello alla continuità e qualità del servizio.</p>
<p>In altri termini, la rotazione resta applicabile in via generale, ma può essere disapplicata – in maniera non automatica – allorquando sussistano esigenze concrete e motivate che rendano preferibile il riaffidamento al medesimo operatore.</p>
<p>Ciò che il CGA intende evitare, in linea con i principi codicistici e costituzionali, è una reiterazione sistematica e immotivata degli affidamenti diretti al medesimo soggetto. A tal fine, la sentenza chiarisce che:</p>
<p>«Ciò che costituisce ‘urgenza’ in una fattispecie concreta non ‘necessariamente’ debba considerarsi tale nel reiterarsi nel tempo dell’affidamento».</p>
<p>Il principio guida è la <strong>motivazione adeguata</strong> dell’affidamento, che non può risolversi in un generico richiamo all’urgenza o alla convenienza, ma deve evidenziare elementi concreti, come:</p>
<ul>
<li>il grado di soddisfazione degli utenti;</li>
<li>la necessità di garantire la continuità terapeutica o relazionale;</li>
<li>l’assenza di operatori alternativi in grado di fornire prestazioni equivalenti.</li>
</ul>
<h2><strong> Il ruolo del RUP: responsabilità motivazionale e controllo ex ante</strong></h2>
<p>Il <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/rup/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Responsabile Unico del Progetto</strong></a></span> (RUP), alla luce della riforma e delle indicazioni giurisprudenziali, assume un ruolo cardine nel procedimento motivazionale. La sua valutazione deve essere:</p>
<ul>
<li><strong>Specificamente riferita alla fattispecie concreta</strong>;</li>
<li><strong>Supportata da elementi oggettivi e verificabili</strong>;</li>
<li><strong>Adeguatamente documentata</strong>, anche ai fini della tracciabilità delle decisioni.</li>
</ul>
<p>In mancanza di tali presupposti, il riaffidamento al medesimo operatore può essere annullato in sede giurisdizionale per violazione dei principi di imparzialità e buon andamento.</p>
<p>Il principio di accesso al mercato, sancito dall’art. 3 del Codice, impone che ogni affidamento, anche se diretto e sottosoglia, debba avvenire secondo criteri di:</p>
<ul>
<li>trasparenza;</li>
<li>concorrenza;</li>
<li>parità di trattamento.</li>
</ul>
<p>Tali principi non possono essere compressi in maniera arbitraria nemmeno in presenza di deroghe legislative, e devono pertanto guidare anche le scelte motivate di non applicazione della rotazione.</p>
<p>Il quadro normativo e giurisprudenziale sin qui esaminato consente di delineare alcune linee guida operative per le stazioni appaltanti:</p>
<ol>
<li><strong>Il principio di rotazione trova applicazione anche nei servizi alla persona</strong>, ma può essere derogato per ragioni speciali e motivate.</li>
<li><strong>L’art. 128 rappresenta una disciplina di settore</strong> che prevale sulla norma generale, ma non consente automatismi.</li>
<li><strong>La motivazione dell’affidamento diretto deve essere specifica, concreta e verificabile</strong>, con riferimento ai parametri del comma 3 dell’art. 128.</li>
<li><strong>Il RUP assume una responsabilità decisiva</strong>, in qualità di garante della legittimità e dell’efficienza della procedura.</li>
<li><strong>Affidi reiterati al medesimo operatore sono ammissibili solo in presenza di una motivazione oggettiva e non reiterata nel tempo.</strong></li>
</ol>
<p>Alla luce di quanto esposto, l’interprete e l’operatore pubblico sono chiamati ad applicare con equilibrio i principi della concorrenza e della continuità, secondo una logica integrata e finalistica, che tenga conto delle peculiarità dei servizi alla persona e della necessità di garantire prestazioni qualificate e accessibili per tutte le fasce della popolazione.</p>
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<title>Fine vita, mai. Ancora ferma la normativa sulla morte medicalmente assistita</title>
<link>https://www.eventi.news/fine-vita-mai-ancora-ferma-la-normativa-sulla-morte-medicalmente-assistita</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Il dibattito sul fine vita è complesso, inutile negarlo, perché coinvolge aspetti giuridici, etici e sociali; muovendosi in quella zona grigia dove spesso si confondono il diritto all’autodeterminazione della persona e il dovere dello Stato di tutelare la vita dei soggetti più deboli. Tuttavia, la peggior cosa è decidere di non decidere. Una legge bloccata […]
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<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 06:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Fine, vita, mai., Ancora, ferma, normativa, sulla, morte, medicalmente, assistita</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Il dibattito sul <em>fine vita </em>è complesso, inutile negarlo, perché coinvolge aspetti giuridici, etici e sociali; muovendosi in quella zona grigia dove spesso si confondono il diritto all’autodeterminazione della persona e il dovere dello Stato di tutelare la vita dei soggetti più deboli.</strong></p>
<hr>
<p>Tuttavia, la peggior cosa è <em>decidere di non decidere</em>.</p>
<p>Una legge bloccata in Parlamento da decenni; sentenze della Corte costituzionale che hanno posto importanti princìpi; decisioni discordanti dei Tribunali; Regioni che hanno normato in ordine sparso sulla materia.</p>
<p>In mezzo a questo disordine, la sofferenza dei malati.</p>
<p>Indimenticabili le emozioni suscitate negli anni da storie struggenti, come quelle di Piergiorgio Welby ed Eluana Englaro. Pugni dritti allo stomaco, perché ci hanno fatto associare – mai come allora – corpi e volti reali a vicende lasciate sempre sfumate nell’anonimato.</p>
<h2>Il quadro normativo attuale: la legge n. 219/2017</h2>
<p>La <span><a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/1/16/18G00006/sg" target="_blank" rel="noopener">legge n. 219/2017</a></span> stabilisce alcuni princìpi fondamentali, come il <em>consenso informato </em>(per cui nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito senza il consenso libero e informato della persona) e il <em>diritto al rifiuto delle cure </em>(accertamenti diagnostici, trattamenti sanitari, nutrizione e idratazione artificiali).</p>
<p>Poi c’è il cosiddetto <em>testamento biologico</em>, per cui ogni maggiorenne, capace di intendere e volere, può sottoscrivere <em>Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT)</em>, dove dichiarare preventivamente le proprie volontà qualora in futuro si trovi in una situazione di incapacità.</p>
<p>Infine, è previsto il diritto del paziente colpito da patologia cronica e invalidante di pianificare con i sanitari il percorso terapeutico da seguire.</p>
<p>Semplificando molto, si potrebbe dire che la legge n. 219/2017 ha riconosciuto un diritto a <em>lasciarsi morire </em>attraverso l’interruzione delle cure, ma nulla ha normato sulla questione più spinosa, ossia i margini per un <em>aiuto attivo alla </em><em>morte </em>(effettiva autodeterminazione del proprio fine vita e accesso all’eutanasia).</p>
<p>Qualche indicazione è venuta dal percorso giurisprudenziale seguito dalla Corte costituzionale, che ha cercato di supplire ancora una volta al vuoto legislativo, incontrando non poche difficoltà.</p>
<h2>Le principali sentenze della Corte costituzionale</h2>
<p>Un primo pilastro è stato posto dalla sent. n. 242/2019 – scaturita dal famoso caso DJ Fabo/Cappato – dove il Giudice delle leggi ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 580 c.p. nella parte in cui non esclude la punibilità di chi agevoli l’esecuzione del proposito di suicidio al ricorrere delle seguenti condizioni: la persona deve esprimere liberamente, autonomamente, lucidamente la volontà e il consenso; le sofferenze fisiche o psicologiche devono essere ritenute intollerabili per la persona; il paziente deve essere affetto da patologia irreversibile e deve essere sottoposto a trattamento di sostegno vitale. La verifica spetta a una struttura pubblica del Servizio Sanitario Nazionale, previo parere del Comitato etico territorialmente competente.</p>
<p>Successivamente, con sent. n. 135/2024, la Corte ha specificato la portata del requisito della <em>dipendenza da </em><em>trattamenti di sostegno vitale</em>, definendo tali quelle misure necessarie ad assicurare l’espletamento di funzioni vitali del malato, al punto che la loro omissione o interruzione determinerebbe prevedibilmente la morte in un breve lasso di tempo.</p>
<p>Nella sent. n. 66/2025 è stato precisato che possono accedere al <em>suicidio assistito </em>sia quanti abbiano rifiutato <em>ab </em><em>origine </em>di sottoporsi a trattamenti di sostegno vitale necessari a mantenerli in vita, sia coloro che avendoli accettati decidano in un secondo momento di interromperli.</p>
<h2>Cosa è permesso e cosa vietato in Italia</h2>
<p>Quindi, per quanto disposto dalla legge n. 219/2017 un malato può scegliere solo il rifiuto delle terapie o l’interruzione previa sedazione profonda; mentre le uniche condizioni per il <em>suicidio assistito </em>sono quelle previste nella sentenza n. 242/2019 e dalle successive pronunce dei giudici costituzionali.</p>
<p>L’assenza di una cornice nazionale, che normi con certezza tempi e procedure per questa ulteriore possibilità, lascia però irrisolti molti dubbi.</p>
<p>Dentro quei confini, ad esempio, per il medico è lecito fornire i mezzi al paziente ma non somministrare il farmaco letale. L’ultimo atto deve essere compiuto sempre in autonomia, poiché l’aiuto di terzi si configurerebbe come un’<em>eutanasia attiva</em>, punibile con il reato di <em>omicidio del consenziente </em>rubricato all’art. 579 c.p.</p>
<p>C’è poi la <em>sedazione palliativa profonda</em>, un trattamento farmacologico utilizzato per alleviare le sofferenze refrattarie, che porta alla perdita di coscienza fino al decesso. È pienamente legale e rientra nelle <em>cure palliative</em>; ma non può essere risolutivo per tutti i casi.</p>
<p>La giurisprudenza della Corte costituzionale non è riuscita ad andare oltre. E ancora nella recente sent. n. 132/2025 ha ritenuto insuperabili i limiti posti dall’art. 579 c.p. in tema di aiuto al suicidio.</p>
<p>Una persona affetta da sclerosi multipla, incapace di autosomministrarsi il farmaco in quanto priva dell’uso degli arti, non ha potuto soddisfare le sue volontà, poiché non è stata accertata l’impossibilità di reperire un dispositivo da lui stesso azionabile pur nelle condizioni date.</p>
<h2>Un percorso legislativo difficile da compiere</h2>
<p>In questo vuoto hanno trovato spazio le Regioni, approvando legislazioni autonome che hanno generato ulteriori dubbi e confusione.</p>
<p>È stato il <em>thema decidendum </em>della sent. n. 204/2025 sulla normativa della Toscana, depositata lo scorso 29 dicembre. Rimandiamo ad altre occasioni un suo approfondimento, in particolare per il conflitto di competenza sulla materia tra la potestà legislativa statale e regionale.</p>
<p>La discussione sulle proposte incardinate in Senato dovrebbe riprendere nel mese di aprile; ma serpeggia molto scetticismo che si possa approvare un testo condiviso prima della fine di questa legislatura; a maggior ragione se si arrivasse a ridosso delle prossime elezioni.</p>
<p>Intanto l’ultimo rapporto Censis rivela un 74% degli italiani favorevole all’<em>eutanasia </em>o al <em>suicidio assistito</em>, percentuali trasversali al corpo sociale, con consenso ancora più alto tra giovani (83%) e laureati (79%).</p>
<p>Qualcosa vorrà pur dire sul sentimento che è maturato nel nostro Paese.</p>
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<title>Limiti all’accesso del segreto industriale: il parere del TAR del Lazio</title>
<link>https://www.eventi.news/limiti-allaccesso-del-segreto-industriale-il-parere-del-tar-del-lazio</link>
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In questo approfondimento a cura dell’Avvocato Maurizio Lucca si commenta una recente pronuncia del TAR del Lazio che stabilisce i limiti all’accesso del segreto industriale. La sez. IV Roma del TAR Lazio, con la sentenza 5 marzo 2026 n. 4165, conferma un orientamento di matrice comunitaria che non consente l’accesso al segreto industriale (il proprio […]
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<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 06:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Limiti, all’accesso, del, segreto, industriale:, parere, del, TAR, del, Lazio</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>In questo approfondimento a cura dell’Avvocato <span><a href="https://lentepubblica.it/author/maurizio-lucca/" target="_blank" rel="noopener">Maurizio Lucca</a></span> si commenta una recente pronuncia del TAR del Lazio che stabilisce i limiti all’accesso del segreto industriale.</strong></p>
<hr>
<p>La sez. IV Roma del TAR Lazio, con la sentenza 5 marzo 2026 n. 4165, conferma un orientamento di matrice comunitaria che non consente l’accesso al segreto industriale (il proprio <em>know how</em>) quando l’accesso è strumentale, non tanto ad acquisire elementi valutativi per impugnare l’aggiudicazione, quanto per conoscere le parti riservate dell’offerta capaci di sfruttamento economico, minando di fatto la concorrenza: l’operatore economico, di contro, dovrà comprovare gli elementi di segretezza oggettiva tali da risultare strategici per la vita dell’azienda, diversamente ogni documento presentato risulta accessibile prevalendo la trasparenza rispetto al <em>know how</em> dei singoli concorrenti.</p>
<h2><strong>Il segreto da provare</strong></h2>
<p>Il limite all’ostensibilità integrale dell’offerta è, in primo luogo, subordinato a una espressa manifestazione di interesse da parte dell’impresa interessata, sulla quale incombe un onere di allegazione di “<em>motivata e comprovata dichiarazione</em>”, mediante la quale sia dimostrata l’effettiva sussistenza di segreti industriali o commerciali meritevoli di salvaguardia.</p>
<p>La nozione di segreti tecnici o commerciali si desume dall’<span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005-02-10;30~art98" target="_blank" rel="noopener">art. 98 del d.lgs. 10 febbraio 2005, n. 30</a></span>, che, in attuazione dell’art. 2 n. 1 della direttiva n. 2016/943/UE del Parlamento europeo e del Consiglio dell’8 giugno 2016, sulla protezione del <em>know-how</em> riservato e delle informazioni commerciali riservate (segreti commerciali) contro l’acquisizione, l’utilizzo e la divulgazione illeciti, contiene la “<em>definizione omogenea di segreto commerciale</em>” e comprende «<em>il know-how, le informazioni commerciali e le informazioni tecnologiche quando esiste un legittimo interesse a mantenere la riservatezza nonché una legittima aspettativa circa la tutela di tale riservatezza</em>», aventi «<em>un valore commerciale, sia esso effettivo o potenziale</em>» (considerando 14) <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-accesso-segreto-industriale-parere-tar-lazio/#_ftn1" name="_ftnref1"><span>[1]</span></a>.</p>
<p>Si deduce, quindi, che ai fini della tutela dei propri segreti tecnici e commerciali e/o del proprio <em>know how</em>, che l’operatore economico, consapevole che la partecipazione ad una procedura di evidenza pubblica lo espone ad esigenze di trasparenza, sia in grado di individuare in modo chiaro e specifico, quantomeno tramite l’indicazione dell’oggetto, della funzione e del collegato vantaggio competitivo o tecnologico, la particolare competenza/conoscenza/esperienza/procedura, sviluppata ed usata nell’esercizio della sua attività professionale, che intende mantenere riservata, in quanto idonea a garantirne il suo successo e la sua competitività nel mercato di riferimento <span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-accesso-segreto-industriale-parere-tar-lazio/#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a></span>.</p>
<p>Al lume dell’art. 36, del d.lgs. n. 36/2023, nel prevedere che l’offerente interessato – il quale intende opporsi alla ostensione della propria offerta tecnica – deve non soltanto motivare, ma anche “<em>comprovare</em>” la sussistenza di un segreto commerciale – c.d. “<em>know how</em>”-, pone a suo carico il preciso onere di individuare concretamente all’interno dell’offerta le specifiche “<em>informazioni</em>” da tutelare e di dimostrare l’effettiva sussistenza di un segreto industriale o commerciale meritevole di salvaguardia.</p>
<p>In altre parole, non è sufficiente limitarsi ad invocare generiche ragioni di riservatezza/segretezza al proprio “<em>know how</em>”, bensì è indispensabile individuare la parte dell’offerta suscettibile di sfruttamento economico, ossia in grado di garantire un vantaggio concorrenziale all’operatore nel mercato di riferimento, e presenti effettivi e comprovabili caratteri di segretezza oggettiva (non conoscenza o facile accessibilità da parte di altri operatori del settore) e soggettiva (protezione mediante misure organizzative o tecnologiche, o accordi contrattuali) <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-accesso-segreto-industriale-parere-tar-lazio/#_ftn3" name="_ftnref3"><span>[3]</span></a>.</p>
<h2><strong>Accesso e riservatezza</strong></h2>
<p>Al di là dell’accoglimento parziale della richiesta di ostensione dell’offerta tecnica, accordando prevalenza al diritto di difesa, privando gli atti di oscuramento, disvelando i nominativi e i curricula presenti, la sentenza offre una valida lettura della norma di riferimento (<em>ex</em> art. 36, comma 2 coordinato con i commi 4 e 5 dell’art. 35 del Codice), dove (al termine) l’accesso va garantito se <em>«indispensabile ai fini della difesa in giudizio dei propri interessi giuridici rappresentati in relazione alla procedura di gara</em>» <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-accesso-segreto-industriale-parere-tar-lazio/#_ftn4" name="_ftnref4"><span>[4]</span></a>.</p>
<p>Sarà cura dell’operatore economico individuare eventuali limiti e della stazione appaltante di verificare concretamente la loro esistenza nell’offerta tecnica, impedendo l’accessibilità completa agli atti di gara (offerte dei concorrenti): è sottratto all’accesso quella parte dell’offerta strettamente afferente al “<em>know how</em>” del singolo concorrente, costituito dalle competenze e dalle esperienze maturate nel tempo che consentono, al concorrente medesimo, di essere altamente competitivo nel mercato di riferimento <span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-accesso-segreto-industriale-parere-tar-lazio/#_ftn5" name="_ftnref5">[5]</a></span>.</p>
<p>Queste particolari informazioni sono l’insieme del “<em>saper fare</em>” e delle competenze ed esperienze, originali e tendenzialmente riservate, maturate ed acquisite nell’esercizio professionale dell’attività industriale e commerciale e che concorrono a definire e qualificare la specifica competitività dell’impresa nel mercato aperto alla concorrenza <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-accesso-segreto-industriale-parere-tar-lazio/#_ftn6" name="_ftnref6"><span>[6]</span></a>.</p>
<h2><strong>La Corte di Giustizia dell’Unione europea</strong></h2>
<p>Secondo la giurisprudenza comunitaria <span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-accesso-segreto-industriale-parere-tar-lazio/#_ftn7" name="_ftnref7">[7]</a></span>, le norme dell’Unione in materia di appalti pubblici mirano principalmente a garantire l’esistenza di una concorrenza non falsata e, imponendo alle PPAA di non divulgare il contenuto delle offerte che potrebbero essere utilizzate per alterare la concorrenza, sia in una procedura di aggiudicazione in corso, sia in procedure di aggiudicazione successive, pena la violazione del rapporto di fiducia tra le Amministrazioni aggiudicatrici e gli operatori economici.</p>
<p>L’art. 55, paragrafo 2, della direttiva 2014/24 consente espressamente a ogni offerente che abbia presentato un’offerta ammissibile di richiedere all’Amministrazione aggiudicatrice che gli siano comunicati i motivi del rigetto della sua offerta, le caratteristiche e i vantaggi relativi dell’offerta selezionata e il nome dell’aggiudicatario; pur tuttavia la norma consente alla stessa PA di non divulgare talune di dette informazioni, qualora la loro diffusione ostacoli l’applicazione della legge o sia contraria all’interesse pubblico, pregiudichi i legittimi interessi commerciali di un operatore economico oppure possa recare pregiudizio alla concorrenza leale <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-accesso-segreto-industriale-parere-tar-lazio/#_ftn8" name="_ftnref8"><span>[8]</span></a>.</p>
<p>In effetti, a livello comunitario, la tutela della concorrenza passa anche attraverso un’adeguata protezione del patrimonio informativo aziendale, in diretta applicazione del principio sancito dall’art. 21 della direttiva 2014/24/UE, che ne propugna una nozione ampia, estendendola a tutte le «<em>informazioni comunicate dagli operatori economici e da essi considerate riservate, compresi anche, ma non esclusivamente, segreti tecnici o commerciali, nonché gli aspetti riservati delle offerte</em>»: si tratterebbe, secondo il nostro giudice civile nazionale di una ipotesi di concorrenza sleale, di cui all’art. 2598 c.c. <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-accesso-segreto-industriale-parere-tar-lazio/#_ftn9" name="_ftnref9"><span>[9]</span></a>.</p>
<h2><strong>Merito</strong></h2>
<p>Fatto questo quadro di riferimento, la disciplina del Codice intende rispondere alle medesime osservazioni poste dal giudice comunitario, imponendo all’operatore economico una <em>«motivata e comprovata dichiarazione»</em>, uno sforzo di illustrare gli aspetti più direttamente espressivi dell’identità dell’impresa, al fine di evitare una forma surrettizia di acquisizione di informazioni attinenti al <em>know how</em> piuttosto che alla semplice finalità difensiva: un abuso del diritto, con lo scopo di carpire i segreti del concorrente, non avendo un effettivo interesse all’oggetto della domanda ostensiva <span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-accesso-segreto-industriale-parere-tar-lazio/#_ftn10" name="_ftnref10">[10]</a></span>.</p>
<p>La dichiarazione richiesta dovrà giustificare la presenza di un segreto avente i specifici caratteri di cui all’art. 98, del d.lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 (Codice della proprietà industriale), non potendo limitarsi a una mera indimostrata affermazione tesa a ricomprendere certe informazioni nel patrimonio aziendale o nella peculiarità dell’offerta <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-accesso-segreto-industriale-parere-tar-lazio/#_ftn11" name="_ftnref11"><span>[11]</span></a>.</p>
<p>A fronte di una puntuale (chiara e specifica) dichiarazione, il segreto sottrarrà l’accesso di quella parte dell’offerta tecnica ritenuta riservata<em>, </em>ovvero in grado di garantire un vantaggio concorrenziale all’operatore nel mercato di riferimento e che la stessa presenti effettivi e comprovabili caratteri di segretezza oggettiva: in difetto di tali presupposti o nel caso di deboli, generiche e carenti giustificazioni, la trasparenza prevale rispetto al <em>know how</em> dei singoli concorrenti (facendo salva – in ogni caso – la tutela per un uso improprio) <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-accesso-segreto-industriale-parere-tar-lazio/#_ftn12" name="_ftnref12"><span>[12]</span></a>.</p>
<h2>Note</h2>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-accesso-segreto-industriale-parere-tar-lazio/#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a></span> Cons. Stato, sez. IV, 4 giugno 2025, n. 4857.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-accesso-segreto-industriale-parere-tar-lazio/#_ftnref2" name="_ftn2"><span>[2]</span></a> TRGA Bolzano, sez. I, 26 febbraio 2026, n. 51.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-accesso-segreto-industriale-parere-tar-lazio/#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a></span> TAR Piemonte, sez. I, 20 febbraio 2026, n. 363.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-accesso-segreto-industriale-parere-tar-lazio/#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a></span> Per una ricostruzione del rapporto tra le tre disposizioni in termini di “<em>regola</em>”, “<em>eccezione</em>” e “<em>eccezione all’eccezione</em>”, TAR Lazio, Roma, sez. III-<em>ter</em>, 30 gennaio 2025, n. 2051.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-accesso-segreto-industriale-parere-tar-lazio/#_ftnref5" name="_ftn5"><span>[5]</span></a> Cons. Stato, sez. V, 18 settembre 2023, n. 8382.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-accesso-segreto-industriale-parere-tar-lazio/#_ftnref6" name="_ftn6"><span>[6]</span></a> Cons. Stato, sez. V, 1° luglio 2020, n. 4220.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-accesso-segreto-industriale-parere-tar-lazio/#_ftnref7" name="_ftn7"><span>[7]</span></a> Corte di giustizia dell’Unione, 17 novembre 2022, Antea Polska e a. (C-54/21, EU:C:2022:888); sentenze del 14 febbraio 2008, Varec, C-450/06, EU:C:2008:91, punti da 34 a 36, e del 7 settembre 2021, Klaipėdos regiono atliekų tvarkymo centras, C-927/19, EU:C:2021:700, punto 115.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-accesso-segreto-industriale-parere-tar-lazio/#_ftnref8" name="_ftn8">[8]</a></span> Corte di giustizia dell’Unione europea, sezione IX, ordinanza 10 giugno 2025, C-686/24, Nidec Asi s.p.a., Ceisis s.p.a. Sistemi Impiantistici Integrati.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-accesso-segreto-industriale-parere-tar-lazio/#_ftnref9" name="_ftn9"><span>[9]</span></a> Cfr. Cass. civ., sez. VI – 1, ord. 3 febbraio 2022, n. 3454; sez. I, 12 luglio 2019, n. 18772.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-accesso-segreto-industriale-parere-tar-lazio/#_ftnref10" name="_ftn10">[10]</a></span> Cons. Stato, sez. V, 20 settembre 2016, n. 3909.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-accesso-segreto-industriale-parere-tar-lazio/#_ftnref11" name="_ftn11"><span>[11]</span></a> Cons. Stato, sez. V, 23 ottobre 2025, n. 8231.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/limiti-accesso-segreto-industriale-parere-tar-lazio/#_ftnref12" name="_ftn12"><span>[12]</span></a> Cons. Stato sez. V, 17 luglio 2025, n. 6280.</p>
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<title>Ferie non godute nella PA: le nuove sentenze cambiano tutto dal 2026</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Ferie non godute nella Pubblica Amministrazione: le nuove sentenze cambiano le regole e rafforzano i diritti dei lavoratori. Negli ultimi anni il tema della monetizzazione delle ferie non godute nel pubblico impiego è diventato uno dei più discussi nel diritto del lavoro italiano. Una serie di decisioni giudiziarie, culminate con la pronuncia della Corte di […]
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<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 06:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Ferie, non, godute, nella, PA:, nuove, sentenze, cambiano, tutto, dal, 2026</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Ferie non godute nella Pubblica Amministrazione: le nuove sentenze cambiano le regole e rafforzano i diritti dei lavoratori.</strong></p>
<hr>
<p>Negli ultimi anni il tema della monetizzazione delle ferie non godute nel pubblico impiego è diventato uno dei più discussi nel diritto del lavoro italiano. Una serie di decisioni giudiziarie, culminate con la<strong> pronuncia della <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Corte di Giustizia dell’Unione Europea</span></span> </strong>(causa C-218/22), ha modificato in modo significativo l’interpretazione delle norme nazionali.</p>
<p>Il punto centrale riguarda il divieto previsto dalla legislazione italiana del 2012, introdotto per limitare la spesa pubblica. Tale norma impediva, in linea generale, il pagamento di un’indennità economica per le <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/ferie/" target="_blank" rel="noopener">ferie</a></span> maturate e non utilizzate al termine del rapporto di lavoro.</p>
<h2>L’applicazione automatica di questo divietoè illegittima</h2>
<p data-start="860" data-end="1306">Secondo la Corte europea, tuttavia, l’applicazione automatica di questo divieto contrasta con il diritto dell’Unione. Le direttive europee e la Carta dei diritti fondamentali riconoscono infatti il diritto alle ferie annuali retribuite come una tutela fondamentale del lavoratore. Di conseguenza, una normativa nazionale non può cancellare automaticamente questo diritto quando il dipendente non ha potuto usufruire dei giorni di riposo maturati.</p>
<p data-start="1308" data-end="1722">La decisione ha prodotto effetti immediati. Nel giro di pochi mesi il contenzioso è cresciuto in modo impressionante: i procedimenti giudiziari relativi a ferie non godute nella Pubblica Amministrazione sono passati da circa 250 a inizio 2025 a quasi mille alla fine dello stesso anno. Ancora più significativo è il dato sugli esiti: circa il 97% delle cause si conclude con una decisione favorevole ai lavoratori.</p>
<h2 data-section-id="1xvghda" data-start="1724" data-end="1793">Il nodo della legge del 2012 e il contrasto con il diritto europeo</h2>
<p data-start="1795" data-end="2067">Il cuore della questione giuridica risiede nell’articolo 5, comma 8, del <span><a href="https://def.finanze.it/DocTribFrontend/getAttoNormativoDetail.do?ACTION=getSommario&id=%7B01F767D1-28D8-41E2-9607-00A68CB0494A%7D" target="_blank" rel="noopener">decreto-legge 95 del 2012</a></span>. La disposizione stabiliva che, per ragioni di contenimento della spesa pubblica, le ferie non potessero essere trasformate in denaro alla cessazione del rapporto di lavoro.</p>
<p data-start="2069" data-end="2337">In pratica, un dipendente pubblico che lasciava il servizio — anche volontariamente — perdeva la possibilità di ottenere un compenso per i giorni di ferie non utilizzati, salvo dimostrare che la mancata fruizione dipendesse da cause indipendenti dalla propria volontà.</p>
<p data-start="2339" data-end="2606">La Corte di Giustizia europea ha però chiarito un principio fondamentale: il diritto alle ferie non può essere perso automaticamente. Perché ciò avvenga è necessario che il datore di lavoro dimostri di aver messo il lavoratore nelle condizioni concrete di usufruirne.</p>
<p data-start="2608" data-end="2873">In altre parole, non basta affermare che il dipendente avrebbe potuto chiedere le ferie. L’amministrazione deve provare di aver informato il lavoratore, di averlo invitato a utilizzarle e di averlo avvertito delle possibili conseguenze in caso di mancata fruizione.</p>
<h2 data-section-id="jvfb0p" data-start="2875" data-end="2923">L’onere della prova passa al datore di lavoro</h2>
<p data-start="2925" data-end="3024">Uno degli aspetti più rilevanti emersi dalla giurisprudenza recente riguarda l’onere della prova.</p>
<p data-start="3026" data-end="3277">Per molti anni, nei tribunali italiani, si è sostenuto che spettasse al dipendente dimostrare di non aver potuto usufruire delle ferie per ragioni indipendenti dalla propria volontà. Le decisioni più recenti hanno invece ribaltato questa impostazione.</p>
<p data-start="3279" data-end="3527">Le pronunce della <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Corte di Cassazione</span></span> tra il 2025 e l’inizio del 2026 hanno chiarito che è il datore di lavoro pubblico a dover dimostrare di aver consentito al dipendente di esercitare effettivamente il proprio diritto al riposo.</p>
<p data-start="3529" data-end="3918">Tra le sentenze più significative spicca la n. 20591 del 2025, che ha riconosciuto la possibilità di ottenere l’indennità sostitutiva anche per i direttori di struttura complessa nel settore sanitario. Un’altra decisione rilevante, la n. 18889 del 2025, ha esteso la monetizzazione anche alle ferie aggiuntive previste per particolari condizioni di rischio, come l’esposizione radiologica.</p>
<p data-start="3920" data-end="4109">Queste pronunce confermano un orientamento ormai consolidato: il diritto alle ferie è un diritto fondamentale e non può essere sacrificato per ragioni meramente organizzative o finanziarie.</p>
<h2 data-section-id="17z9a1a" data-start="4111" data-end="4161">Il caso deciso dalla Cassazione a dicembre 2025</h2>
<p data-start="4163" data-end="4439">Un ulteriore passaggio importante è rappresentato dall’ordinanza n. 32689 del 15 dicembre 2025. In questa occasione la sezione lavoro della Cassazione ha annullato una precedente decisione della Corte d’Appello di Brescia, riaffermando con forza i principi di origine europea.</p>
<p data-start="4441" data-end="4644">La Corte ha ricordato che il diritto alle ferie è irrinunciabile e che l’indennità sostitutiva deve essere riconosciuta quando il lavoratore non ha potuto utilizzarle prima della cessazione del rapporto.</p>
<p data-start="4646" data-end="5021">Anche nel caso dei dirigenti, ha precisato la Cassazione, l’autonomia nella gestione del lavoro non basta per far ricadere su di loro la responsabilità della mancata fruizione. L’amministrazione resta comunque tenuta a dimostrare di aver invitato formalmente il dipendente a utilizzare i giorni di riposo e di averlo informato sui rischi di una eventuale perdita del diritto.</p>
<h2 data-section-id="1oitpne" data-start="5023" data-end="5087">La recente sentenza del Tribunale di Roma sui docenti precari</h2>
<p data-start="5089" data-end="5227">Un’ulteriore conferma di questo orientamento arriva dalla sentenza n. 1919 del 17 febbraio 2026 del <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Tribunale di Roma</span></span>.</p>
<p data-start="5229" data-end="5480">Il caso riguardava un docente precario che aveva lavorato per diversi anni con contratti di supplenza a tempo determinato. L’insegnante sosteneva di non aver mai potuto usufruire delle ferie maturate né dei riposi compensativi per festività soppresse.</p>
<p data-start="5482" data-end="5846">Durante i periodi di sospensione delle lezioni, infatti, l’amministrazione scolastica lo collocava automaticamente in congedo senza consentirgli di scegliere quando utilizzare i giorni di ferie. Inoltre, il docente affermava di non aver ricevuto alcuna informazione sulle modalità per richiederle né sull’eventuale perdita del diritto in caso di mancata fruizione.</p>
<p data-start="5848" data-end="6116">Il tribunale ha accolto il ricorso. Nella decisione i giudici hanno richiamato sia la normativa nazionale sia la direttiva europea sull’orario di lavoro (direttiva 2003/88/CE), sottolineando che la perdita automatica delle ferie è incompatibile con il diritto europeo.</p>
<p data-start="6118" data-end="6463">Nel caso specifico l’amministrazione non è stata in grado di dimostrare di aver informato adeguatamente il lavoratore sulla possibilità di utilizzare i giorni di riposo prima della fine del contratto. Di conseguenza, il giudice ha riconosciuto il diritto all’indennità sostitutiva, calcolata secondo i contratti collettivi nazionali applicabili.</p>
<p data-start="6465" data-end="6590">Il Ministero è stato quindi condannato al pagamento delle somme dovute, oltre agli interessi legali e alle spese di giudizio.</p>
<h2 data-section-id="hmmjhe" data-start="6592" data-end="6630">I settori più coinvolti nelle cause</h2>
<p data-start="6632" data-end="6724">Il crescente numero di contenziosi riguarda diversi ambiti della Pubblica Amministrazione.</p>
<p data-start="6726" data-end="6839">Tra i lavoratori che più frequentemente ottengono il riconoscimento dell’indennità per ferie non godute figurano:</p>
<ul data-start="6841" data-end="6962">
<li data-section-id="1xsskv" data-start="6841" data-end="6873">
<p data-start="6843" data-end="6873">docenti precari della scuola</p>
</li>
<li data-section-id="1k2a374" data-start="6874" data-end="6896">
<p data-start="6876" data-end="6896">medici ospedalieri</p>
</li>
<li data-section-id="17eojzv" data-start="6897" data-end="6926">
<p data-start="6899" data-end="6926">personale infermieristico</p>
</li>
<li data-section-id="yqefp" data-start="6927" data-end="6962">
<p data-start="6929" data-end="6962">funzionari e dirigenti pubblici</p>
</li>
</ul>
<p data-start="6964" data-end="7123">In molti di questi casi il problema nasce da carichi di lavoro elevati, carenze di organico o sistemi organizzativi che rendono difficile programmare le ferie.</p>
<p data-start="7125" data-end="7240">Le decisioni dei tribunali stanno quindi incidendo su situazioni diffuse in numerosi comparti del pubblico impiego.</p>
<h2 data-section-id="1cqqh4g" data-start="7242" data-end="7293">Quali effetti per il futuro del pubblico impiego</h2>
<p data-start="7295" data-end="7582">Alla luce delle sentenze più recenti, nel 2026 il quadro giuridico appare ormai definito in modo chiaro. Il diritto alla monetizzazione delle ferie non godute non può essere escluso automaticamente, e il lavoratore non è più tenuto a dimostrare di aver chiesto inutilmente di usufruirne.</p>
<p data-start="7584" data-end="7749">Il principio chiave è un altro: spetta all’amministrazione dimostrare di aver messo il dipendente nelle condizioni reali di esercitare il proprio diritto alle ferie.</p>
<p data-start="7751" data-end="7997">Questo orientamento non riguarda soltanto il settore scolastico o sanitario. Le decisioni dei giudici stanno progressivamente estendendo i loro effetti a tutto il pubblico impiego, dalla sanità agli enti locali fino alle amministrazioni centrali.</p>
<p data-start="7999" data-end="8347">L’impatto potenziale è significativo. Da un lato, molte amministrazioni potrebbero trovarsi a fronteggiare un aumento delle richieste di indennizzo per ferie arretrate. Dall’altro, la nuova giurisprudenza spinge gli enti pubblici a modificare le proprie prassi organizzative, garantendo una gestione più attenta delle ferie maturate dai dipendenti.</p>
<p data-start="8349" data-end="8640">In prospettiva, il cambiamento potrebbe avere un effetto positivo anche sul piano organizzativo: le amministrazioni saranno infatti incentivate a programmare meglio i periodi di riposo del personale, evitando accumuli di ferie non utilizzate che in passato venivano semplicemente cancellate.</p>
<p data-start="8642" data-end="8928" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il risultato finale è un riequilibrio del rapporto tra lavoratore e datore di lavoro pubblico. Dopo anni di interpretazioni restrittive, il diritto alle ferie — riconosciuto come fondamentale dall’ordinamento europeo — torna così al centro della tutela dei dipendenti pubblici italiani.</p>
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<title>Etica e formazione nell’era dell’IA: il convegno promosso dall’Osservatorio Formez–PUA–CSI Piemonte</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Come governare l’intelligenza artificiale senza perdere di vista i valori pubblici, la responsabilità istituzionale e il ruolo centrale della persona? È attorno a questa domanda che ruoterà il convegno internazionale “Etica e formazione nell’era dell’intelligenza artificiale”, in programma mercoledì 10 marzo alle ore 9:00 a Roma, presso la Pontificia Università Antonianum. L’iniziativa nasce nell’ambito delle […]
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<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 06:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Etica, formazione, nell’era, dell’IA:, convegno, promosso, dall’Osservatorio, Formez–PUA–CSI, Piemonte</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="148" data-end="537"><strong data-start="148" data-end="302">Come governare l’intelligenza artificiale senza perdere di vista i valori pubblici, la responsabilità istituzionale e il ruolo centrale della persona?</strong> È attorno a questa domanda che ruoterà il convegno internazionale <em data-start="369" data-end="430">“Etica e formazione nell’era dell’intelligenza artificiale”</em>, in programma <strong data-start="445" data-end="488">mercoledì 10 marzo alle ore 9:00 a Roma</strong>, presso la <strong data-start="500" data-end="536">Pontificia Università Antonianum</strong>.</p>
<p data-start="539" data-end="928">L’iniziativa nasce nell’ambito delle attività dell’<strong data-start="590" data-end="680">Osservatorio Internazionale per l’Intelligenza Integrale, l’Etica e il Valore Pubblico</strong>, progetto promosso da <span><a href="https://www.formez.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="703" data-end="713">Formez</strong></a></span>, dalla <strong data-start="721" data-end="757">Pontificia Università Antonianum</strong> e da <span><a href="https://www.csipiemonte.it/it" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="763" data-end="779">CSI Piemonte</strong></a></span>, con l’obiettivo di promuovere un confronto multidisciplinare sulle implicazioni sociali, istituzionali e culturali delle <span><a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/tecniche-algoritmi-intelligenza-artificiale-ebook/" target="_blank" rel="noopener">nuove tecnologie digitali</a></span>.</p>
<p data-start="930" data-end="1265">L’evento rappresenta un momento di riflessione di respiro internazionale dedicato al rapporto tra innovazione tecnologica, governance pubblica e sviluppo umano, in una fase storica in cui l’intelligenza artificiale sta progressivamente trasformando il funzionamento delle amministrazioni, dei sistemi economici e della vita quotidiana.</p>
<h2 data-section-id="qo0uj9" data-start="1267" data-end="1338">Un confronto internazionale sul futuro dell’intelligenza artificiale</h2>
<p data-start="1340" data-end="1663">Il convegno riunirà studiosi, rappresentanti delle istituzioni, esperti di innovazione digitale e protagonisti del mondo accademico per approfondire una delle questioni più delicate del nostro tempo: <strong data-start="1540" data-end="1662">come orientare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale affinché rimanga uno strumento al servizio della collettività</strong>.</p>
<p data-start="1665" data-end="1996">Il dibattito si concentrerà su due dimensioni centrali: da un lato la <strong data-start="1735" data-end="1828">necessità di definire un quadro etico solido per l’adozione delle tecnologie intelligenti</strong>, dall’altro l’importanza di rafforzare la <strong data-start="1871" data-end="1917">formazione delle nuove competenze digitali</strong>, indispensabili per governare processi di trasformazione sempre più complessi.</p>
<p data-start="1998" data-end="2350">L’intelligenza artificiale, infatti, non rappresenta soltanto una rivoluzione tecnologica, ma un cambiamento profondo che coinvolge modelli organizzativi, processi decisionali e relazioni sociali. Per questo motivo la riflessione sul suo sviluppo non può limitarsi agli aspetti tecnici, ma deve includere anche una dimensione culturale e istituzionale.</p>
<p data-start="2352" data-end="2634">L’incontro si propone proprio di offrire uno spazio di dialogo tra discipline diverse — dalla filosofia alla data science, dalle politiche pubbliche alla cybersicurezza — con l’obiettivo di delineare scenari e prospettive per una <strong data-start="2582" data-end="2633">transizione digitale responsabile e sostenibile</strong>.</p>
<h2 data-section-id="gymagv" data-start="2636" data-end="2687">Il contributo della Mississippi State University</h2>
<p data-start="2689" data-end="2875">Uno degli elementi di maggiore interesse dell’iniziativa è rappresentato dalla partecipazione della <strong data-start="2789" data-end="2821">Mississippi State University</strong>, partner accademico internazionale dell’Osservatorio.</p>
<p data-start="2877" data-end="3140">La presenza dell’ateneo statunitense consentirà di ampliare il confronto oltre il contesto europeo, offrendo uno sguardo sulle dinamiche globali che stanno caratterizzando lo sviluppo della <strong data-start="3067" data-end="3083">data science</strong> e delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale.</p>
<p data-start="3142" data-end="3501">Attraverso il contributo dei ricercatori e dei docenti coinvolti, il dibattito affronterà anche le <strong data-start="3241" data-end="3290">sfide etiche emergenti nelle società digitali</strong>, analizzando i rischi connessi all’utilizzo di algoritmi sempre più sofisticati, ma anche le opportunità offerte da strumenti capaci di migliorare i processi decisionali e l’efficacia delle politiche pubbliche.</p>
<p data-start="3503" data-end="3739">L’obiettivo è quello di costruire una riflessione condivisa su come conciliare <strong data-start="3582" data-end="3641">innovazione tecnologica e tutela dei valori democratici</strong>, individuando modelli di governance capaci di garantire trasparenza, responsabilità e inclusione.</p>
<h2 data-section-id="mr8890" data-start="3741" data-end="3772">I protagonisti del dibattito</h2>
<p data-start="3774" data-end="3963">A moderare i lavori sarà <strong data-start="3799" data-end="3817">Giuseppe Torre</strong>, professore invitato presso la Pontificia Università Antonianum, direttore generale Data Hubs e direttore scientifico dell’Osservatorio 4manager.</p>
<p data-start="3965" data-end="4218">Nel corso della mattinata interverranno numerosi rappresentanti del mondo istituzionale e accademico, tra cui <strong data-start="4075" data-end="4096">Giovanni Anastasi</strong>, presidente di Formez, e <strong data-start="4122" data-end="4142">Andrea Bizzozero</strong>, preside della Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Antonianum.</p>
<p data-start="4220" data-end="4547">Il confronto vedrà inoltre la partecipazione di <strong data-start="4268" data-end="4287">Jonathan Barlow</strong>, professor e associate director del Data Science Academic Institute della Mississippi State University, e di <strong data-start="4397" data-end="4413">Mimmo Parisi</strong>, professor ed executive director dello stesso istituto nonché direttore esecutivo del Roma Center della Mississippi State University.</p>
<p data-start="4549" data-end="4868">Tra gli altri relatori figurano anche <strong data-start="4587" data-end="4605">Antonio Naddeo</strong>, presidente dell’ARAN, <strong data-start="4629" data-end="4654">Francesco Di Costanzo</strong>, presidente della Fondazione Italia Digitale, <strong data-start="4701" data-end="4721">Giovanni Melardi</strong> dell’Agenzia per l’Italia Digitale, <strong data-start="4758" data-end="4779">Julian Colamedici</strong> dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e <strong data-start="4827" data-end="4848">Giampaolo Dimarco</strong> di Confprofessioni.</p>
<p data-start="4870" data-end="5078">Le conclusioni dell’incontro saranno affidate a <strong data-start="4918" data-end="4935">Sergio Talamo</strong>, direttore della comunicazione, relazioni istituzionali e innovazione digitale di Formez e docente presso la Pontificia Università Antonianum.</p>
<h2 data-section-id="1tb749i" data-start="5080" data-end="5121">Innovazione digitale e valore pubblico</h2>
<p data-start="5123" data-end="5366">Il convegno si inserisce in un percorso di studio e ricerca che mira a esplorare le implicazioni dell’intelligenza artificiale nella costruzione del <strong data-start="5272" data-end="5291">valore pubblico</strong>, un tema sempre più centrale nel dibattito sulle politiche di innovazione.</p>
<p data-start="5368" data-end="5676">L’utilizzo delle tecnologie intelligenti nelle amministrazioni pubbliche, infatti, apre scenari nuovi in termini di efficienza, capacità di analisi dei dati e miglioramento dei servizi ai cittadini. Allo stesso tempo, però, solleva interrogativi rilevanti su trasparenza, accountability e tutela dei diritti.</p>
<p data-start="5678" data-end="5947">Per questo motivo l’Osservatorio Internazionale per l’Intelligenza Integrale, l’Etica e il Valore Pubblico promuove iniziative di confronto capaci di mettere in relazione il mondo della ricerca, le istituzioni e i professionisti impegnati nella trasformazione digitale.</p>
<h2 data-section-id="1ygrqkp" data-start="5949" data-end="5995">Una sfida globale che richiede cooperazione</h2>
<p data-start="5997" data-end="6214">La trasformazione digitale in corso non riguarda soltanto l’evoluzione degli strumenti tecnologici, ma investe direttamente il modo in cui le società organizzano i propri sistemi economici, amministrativi e culturali.</p>
<p data-start="6216" data-end="6401">Governare questa transizione richiede quindi <strong data-start="6261" data-end="6315">una cooperazione internazionale sempre più stretta</strong>, basata sul dialogo tra competenze diverse e sull’elaborazione di principi condivisi.</p>
<p data-start="6403" data-end="6671">In questo contesto, l’incontro di Roma rappresenta un’occasione per rafforzare il confronto tra istituzioni, università e centri di ricerca, contribuendo a costruire una visione comune sul ruolo dell’intelligenza artificiale nello sviluppo delle società contemporanee.</p>
<p data-start="6673" data-end="6898" data-is-last-node="" data-is-only-node="">L’obiettivo è chiaro: <strong data-start="6695" data-end="6792">promuovere un’innovazione capace di coniugare progresso tecnologico e responsabilità pubblica</strong>, mantenendo al centro la dimensione umana in un’epoca caratterizzata da trasformazioni sempre più rapide.</p>
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<title>Parcheggio a pagamento, niente scuse col ticket scaduto</title>
<link>https://www.eventi.news/parcheggio-a-pagamento-niente-scuse-col-ticket-scaduto</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
La multa scatta comunque: se il ticket del parcheggio a pagamento è scaduto  non regge mai nessuna scusa. I dettagli in una recente sentenza della Corte di Cassazione. La Corte di Cassazione con la recente sentenza 3273/26 ha ribadito le regole basilari circa la sosta a pagamento, nelle cosiddette strisce blu. Il pronunciamento ha respinto […]
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<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 06:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Parcheggio, pagamento, niente, scuse, col, ticket, scaduto</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>La multa scatta comunque: se il ticket del parcheggio a pagamento è scaduto  non regge mai nessuna scusa. I dettagli in una recente sentenza della Corte di Cassazione.</strong></p>
<hr>
<p>La <span><a href="https://www.cortedicassazione.it/en/homepage.page" target="_blank" rel="noopener">Corte di Cassazione</a></span> con la recente sentenza 3273/26 ha ribadito le regole basilari circa la sosta a pagamento, nelle cosiddette strisce blu. Il pronunciamento ha respinto la tesi di un automobilista che riteneva il pagamento non dovuto a causa del mancato adeguamento tecnologico delle colonnine adibite al pagamento della sosta.</p>
<p>La sentenza della Cassazione, però, è stata chiara: non avere monete nel portafoglio oppure trovare un parcometro che non accetta la carta di credito non è da considerarsi una giustificazione valida per non pagare il tempo di parcheggio. L’impossibilità tecnica di pagare con moneta elettronica, seppure fosse non disponibile oppure rotta, non trasforma il parcheggio in un’area gratuita.</p>
<p>Il ricorso in Cassazione presentato da un automobilista che era stato multato per sosta su strisce blu senza ticket esposto, puntava sulla necessità, per le amministrazioni comunali, di dotare i parcometri di sistemi di pagamento alternativi al contante. Secondo il ricorrente, se il Comune non permette il pagamento con carta, il cittadino sarebbe autorizzato a non pagare. Negativa la risposta dei giudici, che hanno definito questa tesi priva di alcun fondamento. Alla base del pronunciamento vi è l’obbligo di pagare la tariffa che deriva da un atto di regolamentazione della sosta ai sensi dell’art. 7, comma 15, cod. strada. Proprio perché non nasce da un contratto tra privati, modalità di pagamento non influiscono sul dovere di adempiere al pagamento, in qualsiasi condizione.</p>
<p>La Suprema Corte chiarisce in questa sentenza proprio questa differenza. Il mancato acquisto del biglietto o il suo rinnovo tardivo non rappresentano un semplice inadempimento contrattuale, come sarebbe in un contratto tra privati, ma una vera e propria evasione tariffaria. Inoltre viene specificato come questo principio si applichi in entrambi i casi, sia quando l’automobilista omette del tutto l’acquisto o il pagamento del ticket, che nel caso in cui la sosta si protragga oltre l’orario indicato sul biglietto già esposto. In entrambe le situazioni si viola la disciplina della sosta regolamentata.</p>
<h2>L’illecito amministrativo</h2>
<p>Qual è, difatti, la finalità delle strisce blu? Il parcheggio a pagamento serve al Comune a raccogliere soldi, ma non solo. L’obbligo di pagare un costo per la sosta su suolo pubblico serve a garantire la rotazione dei veicoli e razionalizzare l’occupazione proprio quelle postazioni. Chi lascia l’auto senza esporre il ticket orario commette di conseguenza un illecito amministrativo e deve pagare la sanzione.</p>
<h2>L’evasione tariffaria</h2>
<p>È chiaro, dalla sentenza, ma forse anche dal buon senso comune, che se fosse permesso sostare gratis solo perché il dispositivo è datato o mancano le monete, verrebbe meno l’obiettivo di offrire parcheggio a un numero maggiore di utenti durante la giornata. Importante anche la precisazione in merito alle conseguenze per chi espone il ticket scaduto. Se si paga una parte della sosta, un’ora o più, l’eventuale ritardo non è solo una questione civile tra utente e gestore.</p>
<p>La Cassazione ribadisce, in questa sentenza, che anche la sosta con ticket scaduto mantiene la natura di illecito amministrativo. Chiunque occupi il parcheggio oltre il termine pagato incorre nelle sanzioni previste dal Codice della Strada. La sanzione rimane legittima esattamente allo stesso modo che se non aveste pagato affatto. Inoltre, come specifica risposta al caso contenuto nel ricorso, i giudici hanno chiarito che l’amministrazione non è tenuta a garantire ogni singolo mezzo di pagamento per rendere l’obbligo efficace.  La responsabilità di munirsi dei mezzi necessari per provvedere all’assolvimento della tariffa oraria dovuta ricade interamente sull’utente della strada.</p>
<p>C’è da aggiungere, a onor del vero, che in quasi tutte le città i <span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/multe-per-divieto-di-sosta-nel-2025-ora-crescono-ogni-minuto/" target="_blank" rel="noopener">parcheggi a pagamento</a></span> sono compatibili comunque con altri sistemi di pagamento, anche per chi non ha spiccioli. È il caso delle numerose app, alcune storiche, altre più nuove nel panorama generale, come mycicero, easypark, myparking e molte altre. Soprattutto se viaggiamo parecchio in auto oppure ci rechiamo in città molto turistiche, oppure zone che conosciamo poco, potremmo dare uno sguardo prima a quali app siano convenzionate con la zona di destinazione. Ormai in tutte le città, purtroppo, le strisce blu sono la regola, non più l’eccezione.</p>
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<title>Carta del docente 2025/26: quanto vale e quando sarà disponibile</title>
<link>https://www.eventi.news/carta-del-docente-202526-quanto-vale-e-quando-sara-disponibile</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
La Carta del docente rappresenta ormai da diversi anni uno degli strumenti centrali delle politiche di aggiornamento professionale nel settore dell’istruzione. L’obiettivo della misura è favorire la formazione continua degli insegnanti, elemento sempre più rilevante in un contesto scolastico caratterizzato da trasformazioni tecnologiche e metodologiche. Con l’estensione ai docenti precari e l’introduzione di nuove possibilità […]
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<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 06:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Carta, del, docente, 202526:, quanto, vale, quando, sarà, disponibile</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="7137" data-end="7296"><strong>La Carta del docente rappresenta ormai da diversi anni uno degli strumenti centrali delle politiche di aggiornamento professionale nel settore dell’istruzione.</strong></p>
<hr>
<p data-start="7298" data-end="7497">L’obiettivo della misura è favorire la <strong data-start="7337" data-end="7377">formazione continua degli insegnanti</strong>, elemento sempre più rilevante in un contesto scolastico caratterizzato da trasformazioni tecnologiche e metodologiche.</p>
<p data-start="7499" data-end="7729">Con l’estensione ai docenti precari e l’introduzione di nuove possibilità di utilizzo del bonus, il sistema viene ulteriormente ampliato, cercando di rispondere alle esigenze di una platea più ampia di professionisti della scuola.</p>
<h2 data-start="7499" data-end="7729">Carta del docente 2025/26: quanto vale</h2>
<p data-start="114" data-end="494">Dopo settimane di attesa, il Ministero ha finalmente definito l’ammontare del beneficio e la platea dei destinatari, sbloccando una misura molto attesa dal personale della scuola.</p>
<p data-start="496" data-end="837">La novità più rilevante riguarda l’<strong data-start="531" data-end="580">estensione del bonus anche ai docenti precari</strong>, una scelta che recepisce le indicazioni provenienti dalla giurisprudenza europea e dalle decisioni dei tribunali italiani, che negli ultimi anni avevano più volte sottolineato la necessità di garantire pari trattamento tra insegnanti di ruolo e supplenti.</p>
<p data-start="839" data-end="936">Per il nuovo anno scolastico, il valore della carta sarà pari a <strong data-start="903" data-end="935">383 euro per ciascun docente</strong>.</p>
<h2 data-start="839" data-end="936">Quandi sarà disponibile?</h2>
<p data-start="1255" data-end="1433">A partire da <strong data-start="1268" data-end="1286">lunedì 9 marzo</strong>, i docenti possono visualizzare il nuovo credito disponibile sulla piattaforma dedicata, utilizzabile attraverso il sistema dei voucher digitali.</p>
<p data-start="1435" data-end="1686">La Carta del docente continua a rappresentare uno degli strumenti principali con cui lo Stato sostiene la <strong data-start="1541" data-end="1589">formazione continua del personale scolastico</strong>, consentendo agli insegnanti di accedere a una vasta gamma di opportunità culturali e formative.</p>
<p data-start="1688" data-end="1993">L’erogazione del bonus era rimasta in sospeso nelle scorse settimane proprio perché il Ministero era impegnato nella definizione di due elementi fondamentali: <strong data-start="1847" data-end="1905">l’ammontare del contributo e la platea dei beneficiari</strong>. Con la firma del decreto interministeriale, la situazione è stata finalmente chiarita.</p>
<h2 data-section-id="n3lx5e" data-start="2000" data-end="2040">Bonus esteso anche ai docenti precari</h2>
<p data-start="2042" data-end="2197">Tra gli elementi di maggiore rilievo della nuova edizione della Carta del docente vi è l’<strong data-start="2131" data-end="2196">inclusione degli insegnanti con contratto a tempo determinato</strong>.</p>
<p data-start="2199" data-end="2567">Si tratta di una modifica significativa rispetto al passato, quando il bonus era riservato quasi esclusivamente ai docenti di ruolo. L’apertura ai precari rappresenta un adeguamento alle pronunce della <strong data-start="2401" data-end="2439">giurisprudenza europea e nazionale</strong>, che hanno più volte riconosciuto l’esigenza di evitare disparità di trattamento tra diverse tipologie di personale scolastico.</p>
<p data-start="2569" data-end="2860">Negli ultimi anni numerosi insegnanti supplenti avevano ottenuto il riconoscimento del beneficio attraverso ricorsi giudiziari. L’estensione prevista per l’anno scolastico 2025/26 mira quindi a <strong data-start="2763" data-end="2808">superare definitivamente queste criticità</strong>, uniformando il sistema e riducendo il contenzioso.</p>
<h2 data-section-id="vwkki0" data-start="2867" data-end="2907">Come si può spendere la Carta docente</h2>
<p data-start="2909" data-end="3120">Le finalità della carta restano sostanzialmente invariate rispetto alle edizioni precedenti. Il bonus può essere utilizzato per sostenere le spese legate alla crescita professionale e culturale degli insegnanti.</p>
<p data-start="3122" data-end="3174">In particolare, il credito può essere impiegato per:</p>
<ul data-start="3176" data-end="3466">
<li data-section-id="utzm0a" data-start="3176" data-end="3236">
<p data-start="3178" data-end="3236"><strong data-start="3178" data-end="3234">attività di formazione e aggiornamento professionale</strong></p>
</li>
<li data-section-id="1a2z6wa" data-start="3237" data-end="3293">
<p data-start="3239" data-end="3293"><strong data-start="3239" data-end="3291">acquisto di libri e pubblicazioni specialistiche</strong></p>
</li>
<li data-section-id="1yws49i" data-start="3294" data-end="3334">
<p data-start="3296" data-end="3334"><strong data-start="3296" data-end="3332">abbonamenti a riviste di settore</strong></p>
</li>
<li data-section-id="tddlhv" data-start="3335" data-end="3407">
<p data-start="3337" data-end="3407"><strong data-start="3337" data-end="3405">ingressi a musei, mostre, eventi culturali e spettacoli teatrali</strong></p>
</li>
<li data-section-id="a8ahqw" data-start="3408" data-end="3466">
<p data-start="3410" data-end="3466"><strong data-start="3410" data-end="3466">acquisto di hardware e software utili alla didattica</strong></p>
</li>
</ul>
<p data-start="3468" data-end="3632">Accanto a queste possibilità già consolidate, la nuova edizione introduce alcune <strong data-start="3549" data-end="3583">ulteriori opportunità di spesa</strong> che ampliano la gamma degli utilizzi consentiti.</p>
<h2 data-section-id="uk4as" data-start="3639" data-end="3687">Tra le novità: trasporti e strumenti musicali</h2>
<p data-start="3689" data-end="3865">Una delle principali innovazioni riguarda l’introduzione della possibilità di utilizzare il bonus anche per <strong data-start="3797" data-end="3821">servizi di trasporto</strong> e per l’acquisto di <strong data-start="3842" data-end="3864">strumenti musicali</strong>.</p>
<p data-start="3867" data-end="4116">La misura amplia quindi il perimetro degli acquisti consentiti, consentendo agli insegnanti di utilizzare il credito anche per spese legate alla mobilità o all’attività musicale, che può essere collegata alla didattica o all’aggiornamento culturale.</p>
<p data-start="4118" data-end="4431">Per quanto riguarda i trasporti, tuttavia, non si tratterà di un utilizzo completamente libero del bonus. Secondo le informazioni emerse, il Ministero predisporrà <strong data-start="4281" data-end="4352">uno specifico bando di adesione rivolto alle compagnie di trasporto</strong>, sul modello di quanto già avvenuto in passato per altri strumenti di welfare.</p>
<p data-start="4433" data-end="4587">Le aziende interessate dovranno quindi aderire al sistema per permettere ai docenti di utilizzare la Carta del docente per l’acquisto dei servizi offerti.</p>
<p data-start="4589" data-end="4835">Da quanto si apprende, il bonus potrà essere utilizzato <strong data-start="4645" data-end="4724">non solo per il trasporto pubblico ma anche per servizi di mobilità privata</strong>, anche se ulteriori dettagli operativi saranno forniti dal Ministero con una successiva circolare esplicativa.</p>
<h2 data-section-id="se6ukg" data-start="4842" data-end="4875">Regole per hardware e software</h2>
<p data-start="4877" data-end="5073">Un’altra questione importante riguarda l’acquisto di <strong data-start="4930" data-end="4980">dispositivi informatici e applicativi digitali</strong>, spesso utilizzati dai docenti per la preparazione delle lezioni e per l’attività didattica.</p>
<p data-start="5075" data-end="5443">Le nuove indicazioni stabiliscono che tali prodotti <strong data-start="5127" data-end="5217">possono essere acquistati senza particolari limitazioni nel corso dell’anno scolastico</strong>, ma resta una regola temporale significativa: qualora il docente non utilizzi il bonus per hardware o software nell’anno in corso, dovrà attendere <strong data-start="5365" data-end="5381">quattro anni</strong> prima di poter effettuare nuovamente questo tipo di acquisto.</p>
<p data-start="5445" data-end="5630">La disposizione mira a evitare utilizzi ripetuti della carta per dotazioni tecnologiche nel breve periodo, incentivando allo stesso tempo una pianificazione più equilibrata delle spese.</p>
<h2 data-section-id="wcflzk" data-start="5637" data-end="5686">Utilizzo delle somme ottenute tramite sentenze</h2>
<p data-start="5688" data-end="5804">Un altro aspetto chiarito dal decreto riguarda le somme riconosciute ai docenti attraverso <strong data-start="5779" data-end="5803">sentenze giudiziarie</strong>.</p>
<p data-start="5806" data-end="6029">Nel caso in cui tali importi vengano accreditati nell’anno scolastico 2025/2026 e non vengano utilizzati entro la fine dello stesso anno, sarà comunque possibile <strong data-start="5968" data-end="6028">spendere il credito anche nel successivo anno scolastico</strong>.</p>
<p data-start="6031" data-end="6202">Si tratta di una previsione che evita il rischio di perdere le somme ottenute tramite decisioni giudiziarie e garantisce maggiore flessibilità nell’utilizzo del beneficio.</p>
<h2 data-section-id="7nd442" data-start="6209" data-end="6281">Oltre alla carta: 281 milioni alle scuole per formazione e tecnologia</h2>
<p data-start="6283" data-end="6449">Parallelamente all’attivazione della Carta del docente, il Ministero ha previsto anche <strong data-start="6370" data-end="6448">un importante stanziamento destinato direttamente agli istituti scolastici</strong>.</p>
<p data-start="6451" data-end="6647">Le scuole potranno contare su <strong data-start="6481" data-end="6546">281 milioni di euro provenienti dai fondi strutturali europei</strong>, risorse che saranno utilizzate per rafforzare le politiche di formazione e innovazione tecnologica.</p>
<p data-start="6649" data-end="6688">La distribuzione delle risorse prevede:</p>
<ul data-start="6690" data-end="6831">
<li data-section-id="13uhhto" data-start="6690" data-end="6764">
<p data-start="6692" data-end="6764"><strong data-start="6692" data-end="6764">161 milioni di euro per attività di formazione del personale docente</strong></p>
</li>
<li data-section-id="9o8624" data-start="6765" data-end="6831">
<p data-start="6767" data-end="6831"><strong data-start="6767" data-end="6831">120 milioni di euro per l’acquisto di dotazioni informatiche</strong></p>
</li>
</ul>
<p data-start="6833" data-end="7070">Le attrezzature tecnologiche acquistate con queste risorse potranno essere <strong data-start="6908" data-end="6967">messe a disposizione degli insegnanti in comodato d’uso</strong>, contribuendo a migliorare le condizioni operative nelle scuole e a sostenere l’innovazione didattica.</p>
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<title>Pensioni e sistema contributivo pieno: cosa potrebbe cambiare per i giovani?</title>
<link>https://www.eventi.news/pensioni-e-sistema-contributivo-pieno-cosa-potrebbe-cambiare-per-i-giovani</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
La pensione per i giovani non sparirà, ma potrebbe essere molto diversa da quella delle generazioni precedenti. Con il passaggio definitivo al sistema contributivo, l’importo dell’assegno dipenderà sempre più dai contributi effettivamente versati e dalla continuità della carriera lavorativa. A fare il punto è il presidente dell’INPS, Gabriele Fava, che in una recente intervista ha […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2025/03/lentepubblica-regolarizzazione-fiscale-verso-un-nuovo-equilibrio-tra-stato-e-contribuenti.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 06:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Pensioni, sistema, contributivo, pieno:, cosa, potrebbe, cambiare, per, giovani</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>La pensione per i giovani non sparirà, ma potrebbe essere molto diversa da quella delle generazioni precedenti. Con il passaggio definitivo al sistema contributivo, l’importo dell’assegno dipenderà sempre più dai contributi effettivamente versati e dalla continuità della carriera lavorativa.</strong></p>
<hr>
<p>A fare il punto è il presidente dell’<span><a href="https://www.inps.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>INPS</strong></a></span>, <strong>Gabriele Fava</strong>, che in una recente intervista ha spiegato quali sono le condizioni decisive per garantire pensioni adeguate alle nuove generazioni.</p>
<p data-start="104" data-end="503">Il tema delle pensioni torna al centro del dibattito pubblico, soprattutto quando si parla delle prospettive delle generazioni più giovani. Negli ultimi decenni il sistema previdenziale italiano è stato oggetto di profonde trasformazioni normative, con interventi legislativi che hanno progressivamente modificato criteri di calcolo, requisiti di accesso e struttura complessiva delle prestazioni.</p>
<p data-start="505" data-end="807">Alla base di questa evoluzione vi è il passaggio dal sistema <strong data-start="566" data-end="581">retributivo</strong>, fondato sugli ultimi stipendi percepiti durante la carriera lavorativa, al <strong data-start="658" data-end="681">metodo contributivo</strong>, che lega in maniera diretta l’importo della pensione ai contributi effettivamente versati nel corso della vita lavorativa.</p>
<p data-start="809" data-end="1062">Su questo scenario si è soffermato recentemente il presidente dell’INPS, <strong data-start="882" data-end="899">Gabriele Fava</strong>, intervenuto nel podcast <em data-start="925" data-end="938">Money Talks</em> di Money.it, dove ha illustrato quali sono le principali sfide che attendono le nuove generazioni sul fronte previdenziale.</p>
<h2 data-section-id="5xn1el" data-start="1064" data-end="1142">Il quadro normativo: dalle riforme degli anni Novanta al contributivo pieno</h2>
<p data-start="1144" data-end="1357">Per comprendere le prospettive delineate dal presidente dell’INPS è necessario richiamare, seppur brevemente, l’evoluzione normativa che ha caratterizzato il <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/pensioni/" target="_blank" rel="noopener">sistema pensionistico italiano</a></span> negli ultimi trent’anni.</p>
<p data-start="1359" data-end="1788">Un passaggio decisivo è rappresentato dalla <strong data-start="1403" data-end="1428">riforma Dini del 1995</strong> (legge n. 335/1995), che ha introdotto il metodo contributivo come nuovo criterio di calcolo delle pensioni. La norma ha stabilito che, per i lavoratori entrati nel mercato del lavoro a partire dal 1° gennaio 1996, l’assegno pensionistico sarebbe stato determinato esclusivamente sulla base dei contributi accumulati durante l’intera carriera professionale.</p>
<p data-start="1790" data-end="2038">Per coloro che avevano già maturato anzianità contributiva prima di quella data, il legislatore ha previsto un sistema misto: una parte della pensione calcolata con il metodo retributivo e la restante quota secondo il nuovo meccanismo contributivo.</p>
<p data-start="2040" data-end="2472">Il processo di riforma è stato ulteriormente consolidato con gli interventi successivi, tra cui la <strong data-start="2139" data-end="2167">riforma Fornero del 2011</strong> (decreto-legge n. 201/2011 convertito nella legge n. 214/2011), che ha accelerato l’applicazione del metodo contributivo pro-rata a tutti i lavoratori e ha ridefinito i requisiti per l’accesso alla pensione, introducendo un sistema maggiormente legato all’andamento demografico e all’aspettativa di vita.</p>
<p data-start="2474" data-end="2743">In questo contesto normativo, il sistema pensionistico italiano si avvia ormai verso il <strong data-start="2562" data-end="2584">contributivo pieno</strong>, un modello in cui il trattamento previdenziale dipende direttamente dall’ammontare dei contributi versati e dalla durata effettiva della carriera lavorativa.</p>
<h2 data-section-id="1um2v58" data-start="2745" data-end="2767">Chi è Gabriele Fava</h2>
<p data-start="2769" data-end="3125">A commentare queste dinamiche è stato <strong data-start="2807" data-end="2824">Gabriele Fava</strong>, presidente dell’INPS, figura con una lunga esperienza nel campo del diritto del lavoro e delle relazioni industriali. Avvocato giuslavorista, Fava ha maturato negli anni un profilo professionale strettamente legato ai temi della tutela dei lavoratori e della sostenibilità dei sistemi previdenziali.</p>
<p data-start="3127" data-end="3483">Nel corso dell’intervista rilasciata al podcast <em data-start="3175" data-end="3188">Money Talks</em>, il presidente dell’Istituto ha affrontato con tono pragmatico le principali questioni che riguardano il futuro delle pensioni, concentrando l’attenzione in particolare sui giovani lavoratori e sulle condizioni che determineranno il livello delle prestazioni previdenziali nei prossimi decenni.</p>
<h2 data-section-id="1abnwgb" data-start="3485" data-end="3535">Pensioni e giovani: non il “se”, ma il “quanto”</h2>
<p data-start="3537" data-end="3684">Uno dei passaggi più significativi dell’intervento di Fava riguarda la percezione diffusa tra i giovani riguardo al proprio futuro pensionistico.</p>
<p data-start="3686" data-end="3878">Secondo il presidente dell’INPS, la domanda centrale non riguarda la possibilità di accedere alla pensione, bensì il livello dell’assegno che si percepirà al termine della carriera lavorativa.</p>
<p data-start="3880" data-end="3994">Nel corso della conversazione, Fava ha voluto innanzitutto rassicurare chi teme che il sistema possa collassare:</p>
<p data-start="3996" data-end="4039"><em data-start="3996" data-end="4039">“Ci arriverai alla pensione, come tutti.”</em></p>
<p data-start="4041" data-end="4181">Allo stesso tempo, ha sottolineato come l’importo dell’assegno dipenderà sempre più dalle scelte e dai percorsi professionali individuali.</p>
<p data-start="4183" data-end="4320"><em data-start="4183" data-end="4320">“La pensione non è un premio finale, ma il risultato della continuità contributiva e delle decisioni prese durante la vita lavorativa.”</em></p>
<p data-start="4322" data-end="4681">Nel sistema contributivo, infatti, l’ammontare della prestazione previdenziale deriva da una formula relativamente semplice: i contributi versati vengono accantonati in un “montante contributivo” che viene poi trasformato in pensione attraverso specifici coefficienti legati all’età di uscita dal lavoro, secondo quanto previsto dalla normativa previdenziale.</p>
<p data-start="4683" data-end="4893">Questo meccanismo rende il sistema più trasparente sotto il profilo attuariale, ma allo stesso tempo espone maggiormente i lavoratori alle conseguenze di carriere discontinue o periodi prolungati di inattività.</p>
<h2 data-section-id="5b803o" data-start="4895" data-end="4959">Carriere frammentate e nuove fragilità del mercato del lavoro</h2>
<p data-start="4961" data-end="5135">Uno dei fattori che più influenzeranno le pensioni future riguarda l’evoluzione del mercato del lavoro, caratterizzato sempre più spesso da percorsi professionali irregolari.</p>
<p data-start="5137" data-end="5348">Contratti temporanei, periodi di inattività, passaggi tra lavoro dipendente e autonomo o fasi di formazione prolungata rappresentano elementi che incidono direttamente sull’accumulo dei contributi previdenziali.</p>
<p data-start="5350" data-end="5520">Nel modello contributivo, infatti, ogni interruzione della carriera comporta una riduzione del montante contributivo e, di conseguenza, dell’assegno pensionistico finale.</p>
<p data-start="5522" data-end="5668">Proprio per questo motivo Fava ha sottolineato l’importanza di alcune scelte strategiche che possono incidere positivamente sulla futura pensione:</p>
<ul data-start="5670" data-end="5937">
<li data-section-id="cr4bge" data-start="5670" data-end="5728">
<p data-start="5672" data-end="5728"><strong data-start="5672" data-end="5725">entrare nel mercato del lavoro il prima possibile</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="gqfjcx" data-start="5729" data-end="5788">
<p data-start="5731" data-end="5788"><strong data-start="5731" data-end="5785">ridurre al minimo i periodi privi di contribuzione</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="1n5nubu" data-start="5789" data-end="5856">
<p data-start="5791" data-end="5856"><strong data-start="5791" data-end="5853">monitorare regolarmente la propria posizione previdenziale</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="1jlwbnf" data-start="5857" data-end="5937">
<p data-start="5859" data-end="5937"><strong data-start="5859" data-end="5936">valutare strumenti di integrazione attraverso la previdenza complementare</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="5939" data-end="6214">Quest’ultimo aspetto assume un rilievo crescente nel contesto attuale. I fondi pensione e gli strumenti di previdenza integrativa rappresentano infatti un possibile supporto per compensare, almeno in parte, eventuali lacune contributive accumulate durante la vita lavorativa.</p>
<h2 data-section-id="1kvsqqw" data-start="6216" data-end="6265">Le condizioni per la sostenibilità del sistema</h2>
<p data-start="6267" data-end="6462">Nel corso dell’intervista, il presidente dell’INPS ha individuato tre fattori che, secondo l’Istituto, saranno determinanti per garantire la tenuta del sistema previdenziale nei prossimi decenni.</p>
<p data-start="6464" data-end="6663">Il primo riguarda <strong data-start="6482" data-end="6539">l’ampiezza della partecipazione al mercato del lavoro</strong>. Più elevato è il numero di persone occupate e contribuenti, maggiore sarà la solidità finanziaria complessiva del sistema.</p>
<p data-start="6665" data-end="6898">Il secondo elemento riguarda <strong data-start="6694" data-end="6724">la continuità contributiva</strong>. Un sistema fondato sul metodo contributivo richiede infatti percorsi professionali relativamente stabili affinché il montante previdenziale possa crescere in modo adeguato.</p>
<p data-start="6900" data-end="7131">Il terzo fattore riguarda invece <strong data-start="6933" data-end="6982">le politiche pubbliche a sostegno dei giovani</strong>, che dovrebbero favorire l’ingresso nel mercato del lavoro, la stabilità occupazionale e la conciliazione tra vita professionale e scelte familiari.</p>
<p data-start="7133" data-end="7283">Secondo Fava, l’interazione tra questi tre elementi rappresenta la chiave per evitare squilibri futuri e ridurre il rischio di pensioni insufficienti.</p>
<h2 data-section-id="1lyyk91" data-start="7285" data-end="7336">Il rischio di nuove disuguaglianze previdenziali</h2>
<p data-start="7338" data-end="7499">Se queste condizioni non dovessero realizzarsi pienamente, il sistema contributivo potrebbe accentuare alcune disuguaglianze già presenti nel mercato del lavoro.</p>
<p data-start="7501" data-end="7781">Chi potrà contare su carriere stabili e contributi costanti avrà maggiori probabilità di maturare pensioni adeguate. Al contrario, coloro che attraverseranno lunghi periodi di precarietà o inattività potrebbero trovarsi in futuro con assegni previdenziali sensibilmente più bassi.</p>
<p data-start="7783" data-end="7985">Il rischio, più volte segnalato dagli analisti previdenziali, è la formazione di una <strong data-start="7868" data-end="7904">frattura generazionale e sociale</strong>, con pensioni molto differenziate a seconda della storia lavorativa individuale.</p>
<p data-start="7987" data-end="8214">Per questo motivo il dibattito sulle pensioni non riguarda soltanto i meccanismi tecnici di calcolo, ma coinvolge anche questioni più ampie come l’occupazione giovanile, la qualità del lavoro e la stabilità economica del Paese.</p>
<h2 data-section-id="gmbk2v" data-start="8216" data-end="8268">Uno sguardo equilibrato sul futuro delle pensioni</h2>
<p data-start="8270" data-end="8635">Il sistema previdenziale italiano si trova dunque di fronte a una fase di progressiva trasformazione. Il passaggio al contributivo pieno rappresenta un modello più coerente con l’evoluzione demografica e con la sostenibilità finanziaria nel lungo periodo, ma richiede allo stesso tempo un mercato del lavoro capace di garantire continuità e stabilità occupazionale.</p>
<p data-start="8637" data-end="8885">Le parole del presidente dell’INPS si inseriscono proprio in questo quadro: da un lato una rassicurazione sulla tenuta del sistema, dall’altro la consapevolezza che il livello delle pensioni dipenderà sempre più dai percorsi lavorativi individuali.</p>
<p data-start="8887" data-end="9104">In altre parole, il futuro previdenziale non sarà determinato esclusivamente dalle riforme legislative, ma anche dalle dinamiche economiche, sociali e occupazionali che caratterizzeranno il Paese nei prossimi decenni.</p>
<p data-start="9106" data-end="9371">In questo scenario, informazione, pianificazione previdenziale e politiche per l’occupazione giovanile appaiono elementi fondamentali per evitare che il passaggio al sistema contributivo si traduca in una nuova stagione di incertezza per le generazioni più giovani.</p>
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<title>La truffa del dentista su WhatsApp: come funziona il raggiro che ha colpito anche la PA</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Un semplice messaggio su Whatsapp, inviato da un contatto fidato, può trasformarsi in una trappola. Nelle ultime ore in Italia si sta diffondendo con rapidità una nuova frode digitale che sfrutta la fiducia tra amici, parenti e colleghi: la cosiddetta “truffa del dentista”. Il raggiro viaggia attraverso l’app di messaggistica su titti i nostri smartphone […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-la-truffa-del-dentista-su-whatsapp-come-funziona-il-raggiro-che-ha-colpito-anche-la-pa.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 06:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>truffa, del, dentista, WhatsApp:, come, funziona, raggiro, che, colpito, anche</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Un semplice messaggio su Whatsapp, inviato da un contatto fidato, può trasformarsi in una trappola. Nelle ultime ore in Italia si sta diffondendo con rapidità una nuova frode digitale che sfrutta la fiducia tra amici, parenti e colleghi: la cosiddetta “truffa del dentista”.</strong></p>
<hr>
<p>Il raggiro viaggia attraverso l’app di messaggistica su titti i nostri smartphone e segue uno schema tanto semplice quanto efficace.</p>
<p data-start="591" data-end="993">Il meccanismo è sempre lo stesso: il destinatario riceve una richiesta urgente di denaro da un numero salvato in rubrica. Il messaggio sembra provenire da una persona conosciuta — spesso un familiare o un amico — e racconta di una spesa improvvisa da sostenere, quasi sempre dal dentista. La cifra richiesta è simile in molti casi: circa 700 o 800 euro, con la promessa di restituzione entro poche ore.</p>
<p data-start="995" data-end="1196">Il testo tipico è breve, diretto e costruito per sembrare credibile:</p>
<blockquote>
<p data-start="995" data-end="1196"><em data-start="1066" data-end="1196">“Ciao, potresti prestarmi 780 euro? Devo pagare urgentemente il dentista e ho problemi con la carta. Te li restituisco stasera.”</em></p>
</blockquote>
<p data-start="1198" data-end="1337">A prima vista può sembrare una richiesta reale. Ma dietro quel messaggio, nella maggior parte dei casi, si nasconde un tentativo di truffa.</p>
<h2 data-section-id="17eexfd" data-start="1344" data-end="1407">Come funziona il raggiro: quando l’account viene compromesso</h2>
<p data-start="1409" data-end="1623">Il successo di questa frode si basa su un elemento fondamentale: <strong data-start="1474" data-end="1488">la fiducia</strong>. A differenza di molte altre truffe online, infatti, il messaggio non arriva da uno sconosciuto ma da un contatto reale della vittima.</p>
<p data-start="1625" data-end="1913">Secondo le ricostruzioni, i truffatori riescono a ottenere l’accesso all’account WhatsApp di una persona — spesso attraverso tecniche di phishing o sottrazione di credenziali. Una volta preso il controllo del profilo, iniziano a inviare messaggi a tutti i contatti presenti nella rubrica.</p>
<p data-start="1915" data-end="2132">Il vantaggio per i criminali è evidente: il destinatario riconosce il nome del mittente e abbassa naturalmente il livello di diffidenza. A quel punto entra in gioco un altro elemento chiave del raggiro: <strong data-start="2118" data-end="2131">l’urgenza</strong>.</p>
<p data-start="2134" data-end="2441">La richiesta è formulata in modo da indurre una risposta immediata. Il pretesto è sempre una spesa improrogabile — un dentista, un notaio, un pagamento da effettuare subito — accompagnata dalla promessa di restituzione in tempi brevissimi. Questo crea pressione psicologica e riduce il tempo di riflessione.</p>
<p data-start="2443" data-end="2550">In alcuni casi, al messaggio viene allegato un IBAN oppure un link per effettuare rapidamente il pagamento.</p>
<h2 data-section-id="10j6jhn" data-start="2557" data-end="2630">Il caso di Sondrio: la truffa scoperta grazie al sospetto di una madre</h2>
<p data-start="2632" data-end="2876">Uno degli episodi che ha contribuito a portare alla luce questa frode riguarda una donna residente a Sondrio. La signora ha ricevuto il messaggio su <span><a href="https://lentepubblica.it/archivio/iscriviti-adesso-al-nuovo-canale-whatsapp-di-lentepubblica-it/" target="_blank" rel="noopener">Whatsapp</a></span> apparentemente inviato dal figlio, con la richiesta di denaro urgente per una visita dal dentista.</p>
<p data-start="2878" data-end="3088">Il contenuto, a una prima lettura, poteva sembrare plausibile. Tuttavia qualcosa non le tornava. Prima di procedere con il pagamento, ha deciso di contattare direttamente il figlio per verificare la situazione.</p>
<p data-start="3090" data-end="3238">È stato proprio questo gesto di prudenza a evitare la truffa: il figlio non aveva mai inviato quel messaggio e il suo account era stato compromesso.</p>
<p data-start="3240" data-end="3377">L’episodio dimostra quanto sia importante <strong data-start="3282" data-end="3325">prendersi qualche minuto per verificare</strong> prima di effettuare trasferimenti di denaro online.</p>
<h2 data-section-id="1424ubb" data-start="3384" data-end="3434">Quando la truffa arriva anche nelle istituzioni</h2>
<p data-start="3436" data-end="3596">Il fenomeno non riguarda soltanto cittadini privati. In alcuni casi ha coinvolto anche figure istituzionali e numeri di servizio della pubblica amministrazione.</p>
<p data-start="3598" data-end="3888">Tra gli episodi più significativi c’è quello che ha colpito <strong><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Flavia Monego, <em> consigliera di parità della Provincia di Belluno,</em></span></span></strong>. Come riportato dal quotidiano <em><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Il Mattino</span></span></em>, il suo telefono istituzionale è stato clonato e utilizzato per inviare lo stesso messaggio fraudolento a tutta la rubrica.</p>
<p data-start="3890" data-end="4117">Il problema è che, nel caso di una figura pubblica, la lista dei contatti include numerosi rappresentanti delle istituzioni: sindaci, assessori, dirigenti di associazioni e persino esponenti di primo piano della <strong>Regione Veneto</strong>.</p>
<p data-start="4119" data-end="4156">Tutti hanno ricevuto lo stesso testo:</p>
<p data-start="4158" data-end="4288"><em data-start="4158" data-end="4288">“Ciao, potresti prestarmi 780 euro? Devo pagare urgentemente il dentista e ho problemi con la carta. Te li restituisco stasera.”</em></p>
<p data-start="4290" data-end="4425">L’episodio è avvenuto in un pomeriggio di venerdì. Fortunatamente, nel giro di poco tempo la consigliera si è resa conto dell’accaduto.</p>
<p data-start="4427" data-end="4635">«Ho ricevuto diverse telefonate sul mio numero privato — ha raccontato — e ho capito subito che qualcosa non andava. Ho spento immediatamente il telefono istituzionale, rimosso la SIM e segnalato l’accaduto».</p>
<p data-start="4637" data-end="4750">L’intervento rapido ha permesso di limitare i danni, anche se il messaggio aveva già raggiunto molti destinatari.</p>
<h2 data-section-id="1z0xtol" data-start="4757" data-end="4801">Perché queste truffe funzionano così bene</h2>
<p data-start="4803" data-end="4925">Le frodi digitali non sono soltanto una questione tecnologica: sono anche — e soprattutto — <strong data-start="4895" data-end="4924">una questione psicologica</strong>.</p>
<p data-start="4927" data-end="4994">Il metodo utilizzato in questo caso sfrutta tre leve molto potenti:</p>
<ol data-start="4996" data-end="5246">
<li data-section-id="7ntzdh" data-start="4996" data-end="5073">
<p data-start="4999" data-end="5073"><strong data-start="4999" data-end="5023">La fiducia personale</strong> – il messaggio arriva da qualcuno che conosciamo.</p>
</li>
<li data-section-id="1q0kf82" data-start="5074" data-end="5136">
<p data-start="5077" data-end="5136"><strong data-start="5077" data-end="5090">L’urgenza</strong> – il pagamento deve essere effettuato subito.</p>
</li>
<li data-section-id="g9ir17" data-start="5137" data-end="5246">
<p data-start="5140" data-end="5246"><strong data-start="5140" data-end="5173">La semplicità della richiesta</strong> – la cifra è relativamente contenuta e la restituzione sembra imminente.</p>
</li>
</ol>
<p data-start="5248" data-end="5422">Questa combinazione può portare molte persone ad agire d’impulso. Il risultato è che, nel giro di pochi minuti, il denaro viene trasferito su conti difficili da rintracciare.</p>
<p data-start="5424" data-end="5628">È una dinamica ormai comune nel mondo delle frodi digitali: i criminali non cercano di violare sofisticati sistemi informatici, ma puntano piuttosto <strong data-start="5573" data-end="5598">sulle debolezze umane</strong>, come la fretta o la fiducia.</p>
<h2 data-section-id="1g4ynwk" data-start="5635" data-end="5681">Il ruolo crescente delle frodi informatiche</h2>
<p data-start="5683" data-end="5854">I dati diffusi dalla <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Polizia Postale e delle Comunicazioni</span></span> indicano che le truffe legate al furto di credenziali e all’accesso abusivo agli account online sono in aumento.</p>
<p data-start="5856" data-end="6022">La diffusione capillare degli smartphone e dei sistemi di pagamento digitali ha creato nuove opportunità non solo per i servizi, ma anche per i criminali informatici.</p>
<p data-start="6024" data-end="6149">In molti casi basta ottenere il controllo di un singolo account per colpire decine o centinaia di persone contemporaneamente.</p>
<h2 data-section-id="51amqc" data-start="6156" data-end="6208">Come difendersi: le raccomandazioni degli esperti</h2>
<p data-start="6210" data-end="6353">Le autorità invitano i cittadini ad adottare alcune semplici precauzioni che possono ridurre drasticamente il rischio di cadere nella trappola.</p>
<p data-start="6355" data-end="6385">Tra le principali indicazioni:</p>
<ul data-start="6387" data-end="6854">
<li data-section-id="za349j" data-start="6387" data-end="6486">
<p data-start="6389" data-end="6486"><strong data-start="6389" data-end="6433">Verificare sempre la richiesta di denaro</strong> telefonando direttamente alla persona interessata.</p>
</li>
<li data-section-id="1uc3xpz" data-start="6487" data-end="6570">
<p data-start="6489" data-end="6570"><strong data-start="6489" data-end="6525">Non fidarsi dei messaggi urgenti</strong>, anche se arrivano da contatti conosciuti.</p>
</li>
<li data-section-id="1kdewo6" data-start="6571" data-end="6688">
<p data-start="6573" data-end="6688"><strong data-start="6573" data-end="6613">Attivare la verifica in due passaggi</strong> su WhatsApp, che aggiunge un ulteriore livello di sicurezza all’account.</p>
</li>
<li data-section-id="1ne60t7" data-start="6689" data-end="6760">
<p data-start="6691" data-end="6760"><strong data-start="6691" data-end="6735">Bloccare e segnalare i messaggi sospetti</strong> direttamente dall’app.</p>
</li>
<li data-section-id="acwlqi" data-start="6761" data-end="6854">
<p data-start="6763" data-end="6854"><strong data-start="6763" data-end="6797">Avvisare il contatto coinvolto</strong> se si sospetta che il suo profilo sia stato compromesso.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="6856" data-end="6910">Si tratta di accorgimenti semplici ma spesso decisivi.</p>
<h2 data-section-id="cqjhmf" data-start="6917" data-end="6966">Una lezione più ampia sulla sicurezza digitale</h2>
<p data-start="6968" data-end="7129">La “truffa del dentista” è solo l’ultimo esempio di un fenomeno più ampio: la trasformazione delle relazioni quotidiane in terreno di caccia per le frodi online.</p>
<p data-start="7131" data-end="7311">Nel passato le truffe si consumavano per strada o al telefono. Oggi passano attraverso le piattaforme digitali che utilizziamo ogni giorno per comunicare con le persone più vicine.</p>
<p data-start="7313" data-end="7425">Questo rende il raggiro particolarmente insidioso: <strong data-start="7364" data-end="7424">non colpisce la tecnologia, ma la fiducia tra le persone</strong>.</p>
<p data-start="7427" data-end="7699">Per questo la vera difesa non è solo tecnica. È soprattutto culturale. Significa imparare a riconoscere i segnali di allarme, prendersi il tempo per verificare le informazioni e ricordare che, nel mondo digitale, anche il messaggio più familiare può nascondere un inganno.</p>
<p data-start="7701" data-end="7807" data-is-last-node="" data-is-only-node="">In un’epoca in cui la comunicazione è istantanea, la prudenza resta ancora la migliore forma di sicurezza.</p>
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<title>Agricoltura, svolta dall’Europa: stop al “meat sounding” e più tutela per gli agricoltori</title>
<link>https://www.eventi.news/agricoltura-svolta-dalleuropa-stop-al-meat-sounding-e-piu-tutela-per-gli-agricoltori</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
L’Europa introduce nuove regole destinate a incidere profondamente sul settore agroalimentare. Da un lato arriva lo stop al cosiddetto “meat sounding”, ovvero l’utilizzo di denominazioni tipiche dei prodotti di origine animale per alimenti vegetali o realizzati in laboratorio. Dall’altro, viene rafforzato il potere contrattuale degli agricoltori attraverso strumenti che consentiranno di adeguare i prezzi delle […]
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<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 23:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Agricoltura, svolta, dall’Europa:, stop, “meat, sounding”, più, tutela, per, gli, agricoltori</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="185" data-end="643"><strong>L’Europa introduce nuove regole destinate a incidere profondamente sul settore agroalimentare. Da un lato arriva lo stop al cosiddetto “meat sounding”, ovvero l’utilizzo di denominazioni tipiche dei prodotti di origine animale per alimenti vegetali o realizzati in laboratorio.</strong></p>
<hr>
<p data-start="185" data-end="643">Dall’altro, viene rafforzato il potere contrattuale degli agricoltori attraverso strumenti che consentiranno di adeguare i prezzi delle materie prime all’andamento del mercato.</p>
<p data-start="645" data-end="965">A sottolineare l’importanza delle decisioni prese a livello comunitario è stato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Francesco Lollobrigida</span></span>, che ha parlato di un doppio risultato significativo per il settore primario italiano e per il modello agroalimentare nazionale.</p>
<h2 data-section-id="66ay7m" data-start="967" data-end="1029">Fine del “meat sounding”: nomi più chiari per i consumatori</h2>
<p data-start="1031" data-end="1355">Una delle novità più rilevanti riguarda la comunicazione e la denominazione dei prodotti alimentari. Con il termine “meat sounding” si indica la pratica di utilizzare parole tradizionalmente associate alla carne o ad altri alimenti di origine animale per identificare alternative vegetali o prodotti ottenuti in laboratorio.</p>
<p data-start="1357" data-end="1679">Secondo le nuove indicazioni adottate dalla <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Unione Europea</span></span>, questo tipo di denominazioni non potrà più essere impiegato. L’obiettivo è garantire <strong data-start="1525" data-end="1563">maggiore chiarezza nelle etichette</strong> e impedire che i consumatori possano essere indotti in errore riguardo alla natura reale degli alimenti acquistati.</p>
<p data-start="1681" data-end="2110">La decisione rappresenta anche un riconoscimento della posizione sostenuta da tempo dall’Italia, che ha sempre difeso la necessità di <strong data-start="1815" data-end="1884">proteggere le denominazioni legate alla tradizione agroalimentare</strong>. Per il governo italiano, infatti, l’utilizzo improprio di termini associati alla carne o ai prodotti di origine animale rischia di generare confusione e di compromettere il valore culturale ed economico di queste produzioni.</p>
<p data-start="2112" data-end="2328">La nuova impostazione europea, dunque, mira a stabilire una distinzione più netta tra categorie alimentari diverse, favorendo una comunicazione commerciale più trasparente e coerente con la composizione dei prodotti.</p>
<h2 data-section-id="1mw967c" data-start="2330" data-end="2388">Più forza agli agricoltori nelle trattative commerciali</h2>
<p data-start="2390" data-end="2727">La seconda decisione presa a livello europeo riguarda invece i rapporti economici all’interno della filiera agroalimentare. In particolare, Bruxelles ha scelto di adottare un meccanismo già applicato in Italia, pensato per rafforzare la posizione degli agricoltori nei confronti degli altri attori della catena produttiva e distributiva.</p>
<p data-start="2729" data-end="3095">La norma introduce <strong data-start="2748" data-end="2835">una clausola di revisione obbligatoria nei contratti di durata superiore a sei mesi</strong> relativi alla fornitura di materie prime agricole. Questo significa che gli agricoltori potranno richiedere l’inserimento di una disposizione che consenta di rinegoziare il prezzo di vendita qualora le condizioni di mercato subiscano variazioni significative.</p>
<p data-start="3097" data-end="3299">In pratica, il sistema permetterà di <strong data-start="3134" data-end="3209">adeguare il valore delle forniture all’andamento dei costi e dei prezzi</strong>, evitando che i produttori restino vincolati a condizioni economiche non più sostenibili.</p>
<p data-start="3301" data-end="3590">Si tratta di un passaggio importante soprattutto in un contesto caratterizzato da forte volatilità dei mercati agricoli, dove fattori come il costo dell’energia, dei fertilizzanti o dei trasporti possono cambiare rapidamente e incidere in modo rilevante sui margini delle aziende agricole.</p>
<h2 data-section-id="3203x" data-start="3592" data-end="3629">Un passo verso un reddito più equo</h2>
<p data-start="3631" data-end="3965">Secondo il ministro Lollobrigida, queste misure rappresentano un passo concreto verso il riconoscimento del <strong data-start="3739" data-end="3786">giusto valore economico del lavoro agricolo</strong>. Consentire ai produttori di rivedere i contratti quando il mercato cambia significa, infatti, evitare squilibri che spesso penalizzano proprio l’anello più debole della filiera.</p>
<p data-start="3967" data-end="4188">Il rafforzamento degli strumenti negoziali dovrebbe contribuire a garantire <strong data-start="4043" data-end="4099">maggiore stabilità finanziaria alle imprese agricole</strong>, permettendo loro di programmare investimenti e attività con una prospettiva più sicura.</p>
<p data-start="4190" data-end="4411">Per il governo italiano, l’adozione di questo modello a livello europeo dimostra che alcune soluzioni sperimentate nel nostro Paese possono diventare <strong data-start="4340" data-end="4410">un punto di riferimento per l’intera politica agricola comunitaria</strong>.</p>
<h2 data-section-id="1htear" data-start="4413" data-end="4463">L’agricoltura al centro delle politiche europee</h2>
<p data-start="4465" data-end="4747">Le decisioni annunciate segnano quindi una fase di rinnovata attenzione verso il comparto agricolo. Difesa delle denominazioni tradizionali, trasparenza verso i consumatori e maggiore equilibrio nei rapporti economici della filiera sono i pilastri su cui si fonda questo intervento.</p>
<p data-start="4749" data-end="5175">Nel commentare il risultato, il ministro ha ribadito che rimettere l’agricoltura al centro delle politiche significa soprattutto <strong data-start="4878" data-end="4977">creare le condizioni affinché il settore primario possa guardare al futuro con maggiore fiducia</strong>. Garantire redditi adeguati e valorizzare il lavoro degli agricoltori, ha sottolineato, è essenziale per mantenere viva una componente fondamentale dell’economia e dell’identità produttiva europea.</p>
<p data-start="5177" data-end="5395" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Le nuove norme rappresentano dunque un segnale politico chiaro: l’agricoltura non è soltanto un settore economico, ma <strong data-start="5295" data-end="5347">un patrimonio strategico da tutelare e sostenere</strong> anche attraverso regole più eque e trasparenti.</p>
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<title>Stop alle gabbie negli allevamenti: la battaglia arriva davanti alla Corte di Giustizia UE</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Attivisti e associazioni chiedono all’Europa di mantenere la promessa fatta ai cittadini. La questione dell’allevamento in gabbia è approdata davanti alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, trasformando Lussemburgo nel punto di riferimento per centinaia di attivisti arrivati da diversi Paesi europei. Il 5 marzo, in occasione dell’udienza dedicata al ricorso contro la Commissione europea, associazioni […]
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<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 23:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Stop, alle, gabbie, negli, allevamenti:, battaglia, arriva, davanti, alla, Corte, Giustizia</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-section-id="vibmne" data-start="96" data-end="187"><strong>Attivisti e associazioni chiedono all’Europa di mantenere la promessa fatta ai cittadini.</strong></p>
<hr>
<p data-start="189" data-end="695">La questione dell’allevamento in gabbia è approdata davanti alla <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Corte di Giustizia dell’Unione Europea</span></span>, trasformando Lussemburgo nel punto di riferimento per centinaia di attivisti arrivati da diversi Paesi europei. Il 5 marzo, in occasione dell’udienza dedicata al ricorso contro la Commissione europea, associazioni e cittadini hanno manifestato per chiedere all’esecutivo comunitario di rispettare l’impegno preso anni fa: presentare una proposta di legge che vieti l’uso delle gabbie negli allevamenti.</p>
<p data-start="697" data-end="1105">La protesta nasce da una promessa rimasta finora senza seguito. Nel 2021 la Commissione europea aveva infatti annunciato l’intenzione di introdurre entro il 2023 nuove norme per eliminare progressivamente questo sistema di allevamento. Tuttavia, a distanza di anni, quella proposta legislativa non è ancora stata presentata, spingendo le organizzazioni per la tutela animale a intraprendere un’azione legale.</p>
<h2 data-section-id="1e4toxk" data-start="1107" data-end="1164">L’origine del ricorso: l’iniziativa “End the Cage Age”</h2>
<p data-start="1166" data-end="1569">Alla base della vicenda c’è l’Iniziativa dei cittadini europei <strong data-start="1229" data-end="1249">End the Cage Age</strong>, una delle mobilitazioni civiche più significative degli ultimi anni in materia di benessere animale. L’iniziativa ha raccolto oltre 1,4 milioni di firme ed è stata sostenuta da una vasta coalizione composta da circa 170 associazioni, coordinate dall’organizzazione internazionale <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Compassion in World Farming</span></span>.</p>
<p data-start="1571" data-end="1834">Questo ampio sostegno popolare ha portato la Commissione europea a impegnarsi formalmente a proporre nuove norme per abolire gradualmente le gabbie negli allevamenti. Nonostante l’annuncio, però, il processo legislativo non è mai stato avviato nei tempi previsti.</p>
<p data-start="1836" data-end="2083">Il ricorso presentato alla Corte rappresenta quindi un passaggio senza precedenti: per la prima volta nella storia dell’Unione europea, la Commissione è chiamata a rispondere della propria inattività rispetto a un’Iniziativa dei cittadini europei.</p>
<h2 data-section-id="r5fp7s" data-start="2085" data-end="2128">In aula la difesa degli animali allevati</h2>
<p data-start="2130" data-end="2364">Durante l’udienza, durata diverse ore, i legali che rappresentano il Comitato promotore dell’iniziativa hanno esposto le ragioni della causa, sostenendo che la Commissione abbia l’obbligo giuridico di dare seguito all’impegno assunto.</p>
<p data-start="2366" data-end="2637">Accanto ai promotori sono intervenute anche alcune organizzazioni per la tutela degli animali ammesse nel procedimento in qualità di parti intervenienti: <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Eurogroup for Animals</span></span>, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Animal Equality</span></span> e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">LAV</span></span>.</p>
<p data-start="2639" data-end="3012">Gli avvocati hanno presentato dati e documentazione a sostegno della causa, ricordando che ogni anno nell’Unione europea circa <strong data-start="2766" data-end="2792">300 milioni di animali</strong> vengono ancora allevati in gabbia. Secondo le associazioni, questa pratica solleva gravi questioni etiche e scientifiche, poiché limita drasticamente i comportamenti naturali degli animali e ne compromette il benessere.</p>
<p data-start="3014" data-end="3245">I ricorrenti hanno inoltre chiesto alla Commissione di rendere pubblico il dossier relativo all’iniziativa End the Cage Age e di indicare una <strong data-start="3156" data-end="3190">tempistica chiara e vincolante</strong> per la presentazione delle nuove proposte legislative.</p>
<h2 data-section-id="ldh87s" data-start="3247" data-end="3289">Le domande dei giudici alla Commissione</h2>
<p data-start="3291" data-end="3484">Il collegio incaricato di esaminare il caso è composto da cinque giudici, che durante l’udienza hanno rivolto numerose domande sia ai ricorrenti sia ai rappresentanti della Commissione europea.</p>
<p data-start="3486" data-end="3825">Particolare attenzione è stata dedicata al significato giuridico delle Iniziative dei cittadini europei, uno degli strumenti principali di partecipazione democratica nell’UE. I magistrati hanno chiesto chiarimenti su quali obblighi derivino per la Commissione quando decide di accogliere politicamente una proposta sostenuta dai cittadini.</p>
<p data-start="3827" data-end="4026">Inoltre, i giudici hanno sollecitato l’esecutivo europeo a spiegare perché non sia stata ancora definita una tabella di marcia per l’abolizione delle gabbie, nonostante l’impegno annunciato nel 2021.</p>
<h2 data-section-id="184sd46" data-start="4028" data-end="4082">Una sentenza attesa anche per la democrazia europea</h2>
<p data-start="4084" data-end="4258">Secondo <strong data-start="4092" data-end="4113">Annamaria Pisapia</strong>, direttrice di CIWF Italia e portavoce del Comitato promotore, il verdetto della Corte avrà un significato che va oltre la tutela degli animali.</p>
<p data-start="4260" data-end="4487">La decisione, ha spiegato, potrebbe infatti stabilire un precedente importante sul valore delle Iniziative dei cittadini europei e sul livello di responsabilità della Commissione nei confronti degli impegni presi pubblicamente.</p>
<p data-start="4489" data-end="4747">Pisapia ha sottolineato come l’attenzione mostrata dai giudici durante l’udienza rappresenti un segnale incoraggiante: il caso è stato affidato a una sezione composta da più magistrati del consueto e il dibattito in aula è stato particolarmente approfondito.</p>
<h2 data-section-id="yd4c52" data-start="4749" data-end="4788">La mobilitazione fuori dal tribunale</h2>
<p data-start="4790" data-end="4999">Mentre all’interno del palazzo di giustizia si svolgeva il confronto legale, all’esterno numerose organizzazioni animaliste hanno dato vita a una manifestazione pacifica per sensibilizzare l’opinione pubblica.</p>
<p data-start="5001" data-end="5274">Tra le associazioni presenti figuravano Animal Equality, Animal Law Italia, CIWF Italia, LNDC Animal Protection e LAV. L’obiettivo era portare simbolicamente davanti alla Corte la “voce” degli animali e dei cittadini europei che chiedono la fine dell’allevamento in gabbia.</p>
<p data-start="5276" data-end="5464">Gli attivisti hanno ribadito la necessità che l’Unione europea agisca con decisione e rapidità per avviare la transizione verso sistemi di allevamento più rispettosi del benessere animale.</p>
<h2 data-section-id="zl12dw" data-start="5466" data-end="5514">Cittadini e imprese favorevoli al cambiamento</h2>
<p data-start="5516" data-end="5746">Secondo le associazioni, la richiesta di eliminare le gabbie è sostenuta da una larga parte della società europea. L’ultima consultazione pubblica dell’UE sul tema, svolta nell’autunno scorso, ha raccolto oltre 190.000 contributi.</p>
<p data-start="5748" data-end="5917">La stragrande maggioranza dei partecipanti ha dichiarato di ritenere <strong data-start="5817" data-end="5850">importante o molto importante</strong> eliminare progressivamente le gabbie per tutte le specie allevate.</p>
<p data-start="5919" data-end="6149">Anche il mondo delle imprese mostra segnali di apertura. Una quota significativa delle aziende coinvolte nella consultazione si è detta favorevole alla graduale abolizione delle gabbie, in particolare per galline ovaiole e scrofe.</p>
<h2 data-section-id="eunnn9" data-start="6151" data-end="6180">Una battaglia che continua</h2>
<p data-start="6182" data-end="6392">Le organizzazioni animaliste sostengono che la sofferenza causata dalle gabbie sia ormai ampiamente documentata dalla ricerca scientifica e riconosciuta anche dalle autorità europee per la sicurezza alimentare.</p>
<p data-start="6394" data-end="6486">Per questo motivo, affermano, questo sistema di allevamento dovrebbe appartenere al passato.</p>
<p data-start="6488" data-end="6785" data-is-last-node="" data-is-only-node="">In attesa della decisione della Corte di Giustizia dell’Unione europea, le associazioni promettono di continuare la loro mobilitazione. L’obiettivo dichiarato resta ambizioso ma chiaro: arrivare al giorno in cui, negli allevamenti europei, <strong data-start="6728" data-end="6784">nessun animale sarà più costretto a vivere in gabbia</strong>.</p>
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<title>8 marzo tutto l’anno, la lettera DiCultHer</title>
<link>https://www.eventi.news/8-marzo-tutto-lanno-la-lettera-diculther</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Parità di genere, cultura digitale e futuro: perché l’8 marzo non è solo una ricorrenza ma un impegno quotidiano per una società più equa. Parola di DiCultHer. L’8 marzo non è una ricorrenza da celebrare una volta l’anno. È una responsabilità quotidiana. È il promemoria di una strada ancora da percorrere: quella che separa la […]
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<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 23:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>marzo, tutto, l’anno, lettera, DiCultHer</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Parità di genere, cultura digitale e futuro: perché l’8 marzo non è solo una ricorrenza ma un impegno quotidiano per una società più equa. Parola di DiCultHer.</strong></p>
<hr>
<p>L’8 marzo non è una ricorrenza da celebrare una volta l’anno.<br>
È una responsabilità quotidiana.</p>
<p>È il promemoria di una strada ancora da percorrere: quella che separa la parità formale, sancita dalle leggi e dalle carte costituzionali, da una parità sostanziale che deve ancora trovare piena realizzazione nella vita delle persone, nel lavoro, nella formazione e nella partecipazione civile.</p>
<p>Per questo, come #DiCultHer, continuiamo a ripetere una convinzione semplice ma essenziale: <strong>l’8 marzo deve essere tutto l’anno</strong>.</p>
<h3>8 marzo: parità di genere e futuro</h3>
<p>Oggi questa responsabilità assume una dimensione nuova.<br>
Viviamo in una stagione di grandi transizioni – digitale, ecologica, sociale – in cui la diffusione dell’Intelligenza Artificiale e delle tecnologie digitali sta trasformando profondamente il modo di lavorare, apprendere e partecipare alla vita pubblica.</p>
<p>In questo contesto, la questione della parità non riguarda solo l’accesso ai diritti, ma anche <strong>la partecipazione alla costruzione del futuro</strong>.</p>
<p>Le donne devono essere protagoniste dei processi di innovazione, della ricerca, della cultura digitale, delle politiche pubbliche e delle trasformazioni che attraversano i territori.<br>
Non solo come beneficiarie del cambiamento, ma come <strong>autrici e custodi di nuovi modelli di sviluppo più equi, sostenibili e umani</strong>.</p>
<h3>Donne e cultura digitale</h3>
<p>È anche per questo che la cultura digitale non può essere considerata una dimensione puramente tecnica.<br>
Essa riguarda il modo in cui le comunità interpretano il proprio patrimonio culturale, costruiscono conoscenza e immaginano il futuro.</p>
<p>Coltivare la cultura digitale significa dunque anche <strong>coltivare una società più giusta</strong>, capace di riconoscere e valorizzare il talento, l’intelligenza e la responsabilità delle donne nella vita pubblica.</p>
<p>In questa prospettiva, l’impegno di #DiCultHer per la cittadinanza digitale attiva si intreccia naturalmente con le battaglie per la parità di genere e con il lavoro di tante realtà che operano per costruire una società più inclusiva.</p>
<h3><strong>Il Forum “Donne – Sinergie per il Futuro”</strong></h3>
<p>Su questi temi avrò il piacere di portare un breve saluto, in collegamento da remoto, al <strong><a href="https://www.statigeneralidelledonne.com/forum-donne-2026-gli-80-anni-della-repubblica-il-ruolo-delle-donne/" target="_blank" rel="noopener">Forum “Donne – Sinergie per il Futuro</a>”</strong>, promosso dagli <em>Stati Generali delle Donne</em> il prossimo <strong>14 marzo a Milano</strong>, un’iniziativa che riunirà istituzioni, imprese, amministrazioni locali e rappresentanti del mondo della formazione per riflettere sul ruolo delle donne nelle trasformazioni economiche e sociali del nostro tempo.</p>
<p>Sarà un’occasione importante per ricordare che <strong>la parità non è soltanto una questione di diritti</strong>, ma una condizione essenziale per la qualità della nostra democrazia e per la capacità del nostro Paese di affrontare le sfide del futuro.</p>
<p>Coltivare, <a href="https://lentepubblica.it/scuola/educare-alluguaglianza-di-genere-fin-dallinfanzia-il-progetto-della-fondazione-giulia-cecchettin/" target="_blank" rel="noopener">educare</a>, umanizzare.<br>
Sono i tre verbi che guidano il percorso culturale di #DiCultHer.</p>
<p>E tra questi verbi c’è anche un impegno che riguarda tutti noi:<br>
<strong>coltivare una società in cui il talento delle donne possa esprimersi pienamente, ogni giorno dell’anno.</strong></p>
<p>Buon 8 marzo, dunque.<br>
E soprattutto buon lavoro per tutti i giorni che verranno.</p>
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<title>Strategia Ue per la parità di genere 2026&#45;2030: la nuova agenda</title>
<link>https://www.eventi.news/strategia-ue-per-la-parita-di-genere-2026-2030-la-nuova-agenda</link>
<guid>https://www.eventi.news/strategia-ue-per-la-parita-di-genere-2026-2030-la-nuova-agenda</guid>
<description><![CDATA[ lentepubblica.it
La Commissione europea presenta la Strategia Ue per la parità di genere 2026-2030: lavoro, diritti, salute e sfide digitali nelle nuove politiche Ue. La parità tra donne e uomini è uno dei principi fondativi dell’Unione europea. Tuttavia, nonostante i progressi compiuti negli ultimi decenni, il traguardo di una piena uguaglianza resta ancora lontano. Secondo le […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-strategia-e-per-la-parita-di-genere-2026-2030-la-nuova-agenda.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 23:30:01 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Strategia, per, parità, genere, 2026-2030:, nuova, agenda</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="753" data-end="1153"><strong>La Commissione europea presenta la Strategia Ue per la parità di genere 2026-2030: lavoro, diritti, salute e sfide digitali nelle nuove politiche Ue.</strong></p>
<hr>
<p data-start="753" data-end="1153">La parità tra donne e uomini è uno dei principi fondativi dell’Unione europea. Tuttavia, nonostante i progressi compiuti negli ultimi decenni, il traguardo di una piena uguaglianza resta ancora lontano. Secondo le stime dell’<a href="https://european-union.europa.eu/institutions-law-budget/institutions-and-bodies/search-all-eu-institutions-and-bodies/european-institute-gender-equality-eige_it" target="_blank" rel="noopener"><strong>Istituto europeo per l’uguaglianza di genere</strong></a>, mantenendo l’attuale ritmo di cambiamento potrebbero essere necessari fino a cinquant’anni per colmare i divari ancora esistenti.</p>
<p data-start="1155" data-end="1474">È in questo contesto che la <strong>Commissione europea</strong> ha presentato, il 5 marzo 2026, la <strong data-start="1238" data-end="1293">Strategia europea per la parità di genere 2026-2030</strong>, un <a href="https://commission.europa.eu/document/1f5fa936-9fba-4435-93f5-32fa220bac82_en" target="_blank" rel="noopener">documento programmatico</a> che definisce le priorità dell’Unione nei prossimi cinque anni e che mira a integrare la prospettiva di genere in tutte le principali politiche europee.</p>
<p data-start="1476" data-end="1835">La strategia guarda contemporaneamente alle disuguaglianze strutturali ancora presenti nella società e alle nuove sfide generate dalle trasformazioni tecnologiche, economiche e sociali. L’obiettivo è costruire un’Europa più equa e inclusiva, in cui donne e uomini possano partecipare pienamente allo sviluppo economico, culturale e democratico del continente.</p>
<h2 data-section-id="2ydnow" data-start="1837" data-end="1864"><strong data-start="7196" data-end="7251">Strategia Ue per la parità di genere 2026-2030: u</strong>n percorso che continua</h2>
<p data-start="1866" data-end="2293">La nuova strategia si colloca nel solco delle politiche avviate negli ultimi anni dall’Unione europea. Il precedente ciclo di politiche per la parità di genere, attuato tra il 2020 e il 2025, ha portato all’<strong>adozione di importanti strumenti normativi</strong>: dalla direttiva contro la violenza sulle donne alla trasparenza salariale, fino alle misure per migliorare l’equilibrio di genere nei consigli di amministrazione delle imprese.</p>
<p data-start="2295" data-end="2509">A queste iniziative si è affiancato il rafforzamento delle <strong>politiche per la conciliazione tra vita professionale e <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/congedo-parentale-paritario-italia-proposta-respinta/" target="_blank" rel="noopener">vita familiare</a></strong>, con l’obiettivo di favorire una più equa condivisione delle responsabilità di cura.</p>
<p data-start="2511" data-end="2786">La Strategia europea per la parità di genere 2026-2030 rappresenta quindi un passo ulteriore lungo questo percorso. Essa traduce in azioni concrete gli obiettivi della <a href="https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/policies/justice-and-fundamental-rights/gender-equality/roadmap-womens-rights_en" target="_blank" rel="noopener"><strong>Roadmap per i diritti delle donne</strong></a> presentata dalla Commissione e sostenuta dagli Stati membri nel 2025.</p>
<h2 data-section-id="1epfygw" data-start="2788" data-end="2843">Violenza di genere e sicurezza nello spazio digitale</h2>
<p data-start="2845" data-end="3033">Tra le priorità della strategia figura il rafforzamento delle <strong>politiche di contrasto alla violenza di genere</strong>, una delle manifestazioni più evidenti delle disuguaglianze tra uomini e donne.</p>
<p data-start="3035" data-end="3419">Accanto alle forme tradizionali di violenza, la Commissione Ue richiama l’attenzione su <strong>fenomeni emergenti che si sviluppano nello spazio digitale</strong>. La diffusione di contenuti manipolati attraverso tecnologie di intelligenza artificiale – come deepfake e deepnudes a sfondo sessuale – rappresenta una nuova frontiera della violenza online che colpisce in modo particolare donne e ragazze.</p>
<p data-start="3421" data-end="3674">Per affrontare queste sfide l’Unione europea intende rafforzare la collaborazione con le grandi piattaforme digitali e promuovere l’attuazione delle norme previste dal <a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/policies/digital-services-act" target="_blank" rel="noopener"><strong>Digital Services Act</strong></a>, oltre a sostenere le politiche europee contro il cyberbullismo.</p>
<h2 data-section-id="mw61gr" data-start="3676" data-end="3733">Il ruolo degli uomini nel percorso verso l’uguaglianza</h2>
<p data-start="3735" data-end="3874">Un elemento significativo della nuova strategia europea per la parità di genere 2026-2030 è l’attenzione dedicata al <strong>coinvolgimento di uomini e ragazzi nel percorso verso la parità</strong>.</p>
<p data-start="3876" data-end="4300">La Commissione Ue sottolinea come l’uguaglianza di genere non rappresenti soltanto una questione di diritti per le donne, ma una trasformazione culturale che riguarda l’intera società. In questa prospettiva saranno sviluppate <strong>iniziative di ricerca e programmi educativi</strong> per comprendere meglio le dinamiche delle comunità digitali frequentate dai giovani e contrastare la diffusione di narrazioni polarizzanti o discriminatorie.</p>
<h2 data-section-id="17v7jlw" data-start="4302" data-end="4342">Salute e ricerca medica più inclusive</h2>
<p data-start="4344" data-end="4441">Per la prima volta la strategia europea per la parità di genere dedica un capitolo specifico alla <strong data-start="4418" data-end="4440">salute delle donne</strong>.</p>
<p data-start="4443" data-end="4647">Numerosi studi dimostrano infatti come la ricerca medica e lo sviluppo dei farmaci non abbiano sempre considerato in modo adeguato le differenze di genere, con possibili ricadute sulla qualità delle cure.</p>
<p data-start="4649" data-end="4920">La Commissione intende quindi promuovere una <strong>maggiore attenzione alle differenze biologiche e sociali nei processi di ricerca</strong>, diagnosi e trattamento, anche attraverso una collaborazione con l’<strong>Agenzia europea per i medicinali</strong> e con l’<strong>Organizzazione mondiale della sanità.</strong></p>
<h2 data-section-id="24xnoa" data-start="4922" data-end="4969">Economia, innovazione e leadership femminile</h2>
<p data-start="4971" data-end="5118">La strategia europea per la parità di genere individua nella <strong>partecipazione economica delle donne</strong> uno degli elementi chiave per la crescita e la competitività dell’Unione.</p>
<p data-start="5120" data-end="5340">Tra le iniziative previste vi è il lancio di un piano d’azione dedicato alla <strong>presenza femminile nella ricerca, nell’innovazione e nelle startup</strong>, settori che rappresentano uno dei motori principali dello sviluppo europeo.</p>
<p data-start="5342" data-end="5629">Parallelamente, saranno promosse politiche per incoraggiare le ragazze a intraprendere carriere nelle <strong>discipline scientifiche e tecnologiche (STEM)</strong>, mentre verranno sviluppate iniziative per pareggiare una più equa presenza maschile e femminile nei settori dell’istruzione, della sanità e dei servizi sociali.</p>
<h2 data-section-id="1fky3ac" data-start="5631" data-end="5660">Ridurre i divari economici</h2>
<p data-start="5662" data-end="5813">Nonostante i progressi degli ultimi anni, <strong>il divario retributivo tra uomini e donne</strong> continua a rappresentare una realtà diffusa in molti Paesi europei.</p>
<p data-start="5815" data-end="6037">La Commissione europea intende <strong>rafforzare l’attuazione della direttiva sulla trasparenza salariale</strong> e sostenere gli Stati membri nello sviluppo di politiche capaci di ridurre sia il gap retributivo sia quello pensionistico.</p>
<p data-start="6039" data-end="6208">In questo contesto saranno promosse anche iniziative per migliorare l’accesso al credito per le imprenditrici e rafforzare la presenza femminile nel settore finanziario.</p>
<h2 data-section-id="1fh2g89" data-start="6210" data-end="6253">Più donne nella vita politica e pubblica</h2>
<p data-start="6255" data-end="6374">Un’altra dimensione centrale della strategia riguarda la <strong>partecipazione delle donne alla vita politica e istituzionale</strong>.</p>
<p data-start="6376" data-end="6719">Nonostante i progressi registrati negli ultimi anni, la rappresentanza femminile nei parlamenti e nelle amministrazioni pubbliche resta ancora disomogenea nei diversi Paesi europei. La Commissione Ue intende quindi rafforzare il monitoraggio delle politiche nazionali e promuovere <strong>misure che favoriscano la leadership femminile nelle istituzioni</strong>.</p>
<h2 data-section-id="gdpu6o" data-start="6721" data-end="6760">Una responsabilità europea e globale</h2>
<p data-start="6762" data-end="6912">La parità di genere rappresenta non solo un principio fondamentale dell’Unione europea, ma anche un elemento centrale della sua azione internazionale.</p>
<p data-start="6914" data-end="7187">Per questo motivo la Commissione Ue prevede di rafforzare le politiche europee in materia di cooperazione e aiuti umanitari, attraverso un nuovo piano d’azione globale e iniziative dedicate alla salute sessuale e riproduttiva e al sostegno delle vittime di violenza di genere.</p>
<p data-start="7189" data-end="7538">Con la <strong data-start="7196" data-end="7251">Strategia europea per la parità di genere 2026-2030</strong>, l’Unione europea rinnova dunque il proprio impegno a <strong>promuovere una società più giusta, inclusiva e democratica</strong>, nella quale la piena partecipazione delle donne rappresenti non soltanto un obiettivo di equità, ma anche una condizione essenziale per lo sviluppo e il futuro dell’Europa.</p>
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<title>Addio settimana corta, bocciata la legge sulle 32 ore: &amp;quot;costava troppo&amp;quot;</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Si arena tra i banchi di Montecitorio la proposta di legge che avrebbe dovuto condurre il nostro Paese verso le 32 ore settimanali è stata definitivamente bocciata. Il motivo? A quanto pare “costava troppo”. Una decisione che farà discutere. “Per la prima volta dalla sua creazione,  l’uomosi troverà di fronte al suo problema reale: come […]
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<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 17:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Addio, settimana, corta, bocciata, legge, sulle, ore:, costava, troppo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Si arena tra i banchi di Montecitorio la proposta di legge che avrebbe dovuto condurre il nostro Paese verso le 32 ore settimanali è stata definitivamente bocciata. Il motivo? A quanto pare “costava troppo”. Una decisione che farà discutere.</strong></p>
<hr>
<p>“<em>Per la prima volta dalla sua creazione,  l’uomosi troverà di fronte al suo problema reale: come impiegare la sua libertà dalle cure economiche […]. </em><em>Turni di tre ore o una settimana lavorativa di quindici ore possono risolvere il problema</em>”. Quando <strong>John Maynard Keynes</strong> pronunciava queste parole nel lontano <strong>1930</strong>, il mondo era stretto nella morsa della Grande Depressione, eppure la sua fiducia nel progresso tecnologico era incrollabile. Immaginava un futuro in cui l’efficienza delle macchine avrebbe finalmente risolto il principale problema del lavoro, regalando a noi, oggi, il bene più prezioso che (non) abbiamo: <strong>il tempo</strong>.</p>
<p>Oggi, a un passo dal centenario della profezia di Keynes, la realtà è ben diversa e fortemente ancorata al “dogma” delle <strong>40 ore settimanali</strong>. Il sogno di un’Italia capace di lavorare meno per vivere meglio si è arenato tra i banchi di Montecitorio, ove la proposta di legge che avrebbe dovuto condurre il nostro Paese verso le 32 ore settimanali è stata definitivamente bocciata.</p>
<h2><strong>Il muro degli 8 miliardi</strong></h2>
<p>La <span><a href="https://www.camera.it/leg19/126?leg=19&idDocumento=2067&ancora=" target="_blank" rel="noopener">proposta di legge A.C. 2067</a></span>, presentata con l’obiettivo di introdurre la <strong><span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/settimana-corta-pubblica-amministrazione-benefici-sfide-prospettive-future/" target="_blank" rel="noopener">settimana corta</a></span></strong> anche in Italia, si è infranta contro la <strong>relazione tecnica della Ragioneria Generale dello Stato</strong> il 3 marzo 2026. Il progetto prevedeva una riduzione progressiva del monte ore settimanale da 40 a 32, <strong>a parità di stipendio</strong>, sostenuta da un robusto sistema di incentivi fiscali per le imprese. Tuttavia, l’analisi dei costi ha rivelato un onere per le casse pubbliche stimato in oltre 8 miliardi di euro annui per il biennio 2027-2028, una cifra giudicata insostenibile in assenza di coperture certe. La maggioranza parlamentare ha giustificato la soppressione del testo evidenziando come una riduzione d’ufficio per legge rischierebbe di tramutarsi in un puro aumento del costo del lavoro, specialmente per quelle piccole e medie imprese che non hanno ancora raggiunto livelli di produttività tali da compensare la minore presenza fisica dei dipendenti.</p>
<p>Oltre agli aspetti prettamente economici, a preoccupare la maggioranza è stata anche l’estensione del nuovo modello alla <strong>Pubblica Amministrazione</strong>, dove la mancanza di personale e di processi digitalizzati renderebbe difficile garantire i servizi essenziali con un orario ridotto. Mentre le opposizioni hanno sottolineato i benefici in termini di qualità della vita, salute mentale e riduzione delle emissioni ambientali, il governo ha ribadito che la flessibilità oraria debba rimanere un ambito di <strong>pertinenza della contrattazione aziendale e decentrata</strong>.</p>
<h2><strong>Il quadro europeo: tra sperimentazioni e modelli consolidati</strong></h2>
<p>Spostandoci verso altri Paesi, ad oggi l’Europa è un cantiere a cielo aperto in cui convivono approcci totalmente opposti. La <strong>Francia</strong> rimane il punto di riferimento per la riduzione dell’orario, con le sue <strong>35 ore settimanali</strong> introdotte oltre un quarto di secolo fa, anche se la pressione del debito pubblico e la necessità di competitività stanno spingendo parte dell’attuale dirigenza politica a chiederne una revisione al rialzo. Importante è anche la situazione dell’<strong>Islanda</strong>, che dopo una sperimentazione massiccia tra il 2015 e il 2019, ha visto quasi il 90% della sua forza lavoro ottenere contratti con orari ridotti senza alcuna perdita salariale, mantenendo stabili i livelli di produttività nazionale.</p>
<p>In altri contesti, come quello del <strong>Regno Unito</strong>, i test condotti su decine di aziende nel 2022 hanno dimostrato che la settimana di quattro giorni può ridurre drasticamente il <em>burnout</em> dei dipendenti senza intaccare i fatturati.</p>
<p>Tuttavia, non tutte le riforme europee puntano alla riduzione effettiva del tempo di lavoro. Il caso del <strong>Belgio</strong> è emblematico: la legge approvata nel 2022 non riduce il monte ore totale (che resta di 38 ore), ma consente una “compressione” della settimana in <strong>quattro giorni lavorativi più lunghi per allungare il weekend</strong>. È una soluzione logistica che risponde alla richiesta di flessibilità dei lavoratori, ma non incide sul carico di lavoro complessivo.</p>
<h2><strong>Il ritorno all’intensità in Germania e Grecia</strong></h2>
<p>Mentre una parte del continente guarda con favore alla riduzione oraria, nazioni chiave come <strong>Germania e Grecia</strong> si stanno muovendo in direzione opposta. In Germania, la strategia del governo Merz punta a incentivare il lavoro a tempo pieno e a superare la rigidità del tetto delle 8 ore giornaliere per far fronte alla carenza di manodopera e sostenere la ripresa industriale. Ancora più marcato è l’esempio greco, dove dal 2025 è stata autorizzata la possibilità di estendere la giornata lavorativa <strong>fino a</strong> <strong>13 ore per determinati periodi dell’anno</strong>.</p>
<p><strong>I dati Eurostat</strong> confermano questa disparità profonda: se la <strong>media europea</strong> si attesta sulle <strong>36 ore settimanali</strong>, si passa dal minimo dei Paesi Bassi (32,1 ore) al massimo della Grecia (39,8 ore). L’Italia, con le sue 36,1 ore, si trova esattamente nel mezzo di queste soglie. Un ruolo decisivo è assolto dal settore economico di appartenenza: mentre nell’istruzione e nelle arti gli orari sono già fisiologicamente ridotti, comparti come l’agricoltura e l’edilizia richiedono una presenza che supera spesso le 40 ore.</p>
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<title>Dolci di Carnevale pagati dal Comune: la Corte dei Conti &amp;quot;rivuole&amp;quot; i 30 euro</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Chiacchiere di Carnevale e conti pubblici: il caso dei 30 euro che fa discutere. Quando una spesa simbolica diventa un caso politico e contabile. Trenta euro per acquistare alcune chiacchiere di Carnevale da offrire ai bambini durante una festa in maschera organizzata dal Comune. Una cifra minima, quasi simbolica, che tuttavia è finita al centro […]
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<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 17:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Dolci, Carnevale, pagati, dal, Comune:, Corte, dei, Conti, rivuole, euro</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-section-id="1hrgupa" data-start="0" data-end="81"><strong>Chiacchiere di Carnevale e conti pubblici: il caso dei 30 euro che fa discutere. Quando una spesa simbolica diventa un caso politico e contabile.</strong></p>
<hr>
<p data-start="151" data-end="736">Trenta euro per acquistare alcune <strong data-start="185" data-end="213">chiacchiere di Carnevale</strong> da offrire ai bambini durante una festa in maschera organizzata dal Comune. Una cifra minima, quasi simbolica, che tuttavia è finita al centro di una disputa amministrativa e politica, fino ad arrivare all’attenzione della magistratura contabile. È quanto accaduto nel Comune di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Casorate Primo</span></span>, piccolo centro della provincia di Pavia, dove una spesa per dolci tipici della tradizione carnevalesca è stata considerata dalla <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Corte dei Conti</span></span> come un possibile <strong data-start="717" data-end="735">danno erariale</strong>.</p>
<p data-start="738" data-end="1249">La vicenda, riportata dalla stampa locale, nasce da un episodio apparentemente banale: l’acquisto di alcuni vassoi di dolci destinati a una festa per bambini organizzata dall’amministrazione comunale durante il periodo di Carnevale. Tuttavia, dietro quella che sembrava una semplice iniziativa conviviale si è sviluppato un contenzioso che solleva interrogativi più ampi sul funzionamento della macchina pubblica, sull’interpretazione delle regole contabili e sul confine tra rigore amministrativo e buon senso.</p>
<h2 data-section-id="qheast" data-start="1256" data-end="1321">L’esposto della minoranza e l’intervento dei giudici contabili</h2>
<p data-start="1323" data-end="1557">Tutto prende avvio da un <strong data-start="1348" data-end="1399">esposto presentato dai consiglieri di minoranza</strong> nel consiglio comunale. Secondo l’opposizione, la questione non riguarderebbe tanto l’entità della somma spesa quanto il principio alla base della decisione.</p>
<p data-start="1559" data-end="1885">Il consigliere comunale Luigi Cosentini ha sostenuto che il problema non risiederebbe nei trenta euro in sé, ma nella presunta leggerezza con cui sarebbero stati utilizzati fondi pubblici al di fuori delle procedure previste. In questa prospettiva, l’episodio diventerebbe simbolo di un uso disinvolto delle risorse dell’ente.</p>
<p data-start="1887" data-end="2207">L’esposto ha quindi attirato l’attenzione della magistratura contabile. Dopo aver esaminato il caso, la Corte dei Conti ha stabilito che quella spesa non sarebbe riconducibile alle <strong data-start="2068" data-end="2105">finalità istituzionali del Comune</strong>, invitando l’ente a procedere al recupero della cifra rimborsata, qualificandola come danno erariale.</p>
<p data-start="2209" data-end="2373">In sostanza, l’amministrazione sarebbe chiamata a <strong data-start="2259" data-end="2283">restituire i 30 euro</strong>, cifra che secondo i giudici rappresenterebbe una spesa impropria per le casse pubbliche.</p>
<h2 data-section-id="1iexwcv" data-start="2380" data-end="2437">La versione del sindaco: «Abbiamo persino risparmiato»</h2>
<p data-start="2439" data-end="2613">Di fronte alle contestazioni, il sindaco di Casorate Primo, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Enrico Vai</span></span>, ha respinto le accuse, spiegando nel dettaglio come si sono svolti i fatti.</p>
<p data-start="2615" data-end="2880">Secondo il primo cittadino, l’episodio sarebbe nato da un semplice imprevisto organizzativo. La festa di Carnevale per i bambini era stata programmata, ma all’ultimo momento ci si sarebbe accorti di non aver acquistato le chiacchiere, dolce tipico della ricorrenza.</p>
<p data-start="2882" data-end="3256">Per risolvere rapidamente la situazione, un consigliere di maggioranza si sarebbe offerto di acquistare i dolci utilizzando la <strong data-start="3009" data-end="3036">tessera Metro del padre</strong>, commerciante autorizzato a rifornirsi nel noto circuito all’ingrosso. Grazie a questa modalità, spiega il sindaco, il <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/comuni/" target="_blank" rel="noopener">Comune</a></span> avrebbe pagato circa <strong data-start="3184" data-end="3255">la metà del prezzo che avrebbe sostenuto in un negozio tradizionale</strong>.</p>
<p data-start="3258" data-end="3413">Successivamente, la spesa di circa 30 euro sarebbe stata <strong data-start="3315" data-end="3353">regolarmente rimborsata dal Comune</strong> attraverso le procedure previste dal regolamento economale.</p>
<p data-start="3415" data-end="3599">Dal punto di vista dell’amministrazione, dunque, non solo non ci sarebbe stata alcuna irregolarità, ma l’operazione avrebbe addirittura comportato <strong data-start="3562" data-end="3598">un risparmio per l’ente pubblico</strong>.</p>
<p data-start="3601" data-end="3797">Il sindaco ha inoltre definito la vicenda una “strumentalizzazione politica”, annunciando l’intenzione di inviare ai giudici contabili una nota per ribadire la correttezza delle procedure seguite.</p>
<h2 data-section-id="1cl5pjf" data-start="3804" data-end="3870">Il nodo giuridico: cosa si intende per “finalità istituzionali”</h2>
<p data-start="3872" data-end="4056">La decisione della <span><a href="https://www.corteconti.it/" target="_blank" rel="noopener">Corte dei Conti</a></span> si fonda su un principio chiave del diritto amministrativo: <strong data-start="3967" data-end="4055">le risorse pubbliche devono essere utilizzate esclusivamente per scopi istituzionali</strong>.</p>
<p data-start="4058" data-end="4256">Il punto centrale del caso riguarda quindi la qualificazione della spesa. Offrire dolci durante una festa per bambini organizzata dal Comune rientra nelle attività istituzionali dell’ente oppure no?</p>
<p data-start="4258" data-end="4431">Per la magistratura contabile la risposta è negativa: l’acquisto di dolci non rappresenterebbe una spesa direttamente collegata alle funzioni pubbliche dell’amministrazione.</p>
<p data-start="4433" data-end="4595">L’amministrazione comunale, al contrario, considera l’evento come parte delle iniziative sociali e culturali rivolte alla comunità, in particolare ai più piccoli.</p>
<p data-start="4597" data-end="4784">Questo contrasto interpretativo dimostra quanto, talvolta, <strong data-start="4656" data-end="4783">le norme sulla gestione dei fondi pubblici possano entrare in tensione con le pratiche quotidiane della vita amministrativa</strong>.</p>
<h2 data-section-id="w3ilb6" data-start="4791" data-end="4822">Una questione di proporzioni</h2>
<p data-start="4824" data-end="5012">Al di là degli aspetti tecnici, la vicenda apre inevitabilmente una riflessione più ampia sulla <strong data-start="4920" data-end="5011">proporzione tra il fatto contestato e la gravità della sanzione simbolica che ne deriva</strong>.</p>
<p data-start="5014" data-end="5439">Definire “danno erariale” una spesa di trenta euro per dei dolci destinati a una festa per bambini appare, per molti osservatori, quantomeno singolare. Non perché le regole sulla gestione del denaro pubblico non debbano essere rispettate — al contrario, la trasparenza e la correttezza amministrativa sono pilastri della democrazia — ma perché la rigidità formale rischia talvolta di perdere di vista la scala delle priorità.</p>
<p data-start="5441" data-end="5563">Negli ultimi anni, infatti, la cronaca italiana ha raccontato casi ben più gravi di cattiva gestione dei fondi pubblici:</p>
<ul data-start="5564" data-end="5775">
<li data-section-id="arowxa" data-start="5564" data-end="5609">
<p data-start="5566" data-end="5609"><strong data-start="5566" data-end="5606">appalti gonfiati per milioni di euro</strong>,</p>
</li>
<li data-section-id="1tzoree" data-start="5610" data-end="5678">
<p data-start="5612" data-end="5678">opere pubbliche mai completate nonostante ingenti finanziamenti,</p>
</li>
<li data-section-id="d0o3zy" data-start="5679" data-end="5725">
<p data-start="5681" data-end="5725">fondi destinati a progetti mai realizzati,</p>
</li>
<li data-section-id="azrygf" data-start="5726" data-end="5775">
<p data-start="5728" data-end="5775">consulenze costose prive di risultati concreti.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="5777" data-end="5911">In questi contesti, il danno per le casse pubbliche può raggiungere cifre enormemente superiori, con effetti reali sulla collettività.</p>
<p data-start="5913" data-end="6113">Il rischio, sottolineano alcuni analisti, è che l’eccessiva attenzione verso episodi marginali finisca per <strong data-start="6020" data-end="6112">distogliere il dibattito pubblico dalle vere inefficienze della pubblica amministrazione</strong>.</p>
<h2 data-section-id="9b9yeg" data-start="6120" data-end="6157">Il confine tra rigore e burocrazia</h2>
<p data-start="6159" data-end="6325">Il caso di Casorate Primo rappresenta in fondo un piccolo esempio di un problema più grande: <strong data-start="6252" data-end="6324">il delicato equilibrio tra controllo rigoroso e burocrazia eccessiva</strong>.</p>
<p data-start="6327" data-end="6534">Da un lato, organismi come la Corte dei Conti svolgono un ruolo fondamentale nel vigilare sull’uso corretto del denaro pubblico. Senza controlli indipendenti, il rischio di abusi sarebbe certamente maggiore.</p>
<p data-start="6536" data-end="6709">Dall’altro lato, però, esiste il pericolo che l’applicazione estremamente formale delle regole finisca per colpire anche situazioni marginali o di buon senso amministrativo.</p>
<p data-start="6711" data-end="6965">Un Comune che organizza una festa per i bambini del paese e offre qualche dolce simbolico sta realmente violando lo spirito della gestione pubblica? Oppure si tratta di una normale attività di animazione sociale che contribuisce alla vita della comunità?</p>
<p data-start="6967" data-end="7041">La risposta non è scontata e divide opinione pubblica e addetti ai lavori.</p>
<h2 data-section-id="1uwfxyu" data-start="7048" data-end="7083">Un episodio piccolo ma simbolico</h2>
<p data-start="7085" data-end="7275">In termini economici, trenta euro non rappresentano certo una minaccia per i conti pubblici italiani. Tuttavia, proprio per la sua apparente banalità, il caso ha assunto un valore simbolico.</p>
<p data-start="7277" data-end="7565">Da un lato c’è chi vede nell’intervento della Corte dei Conti la dimostrazione che <strong data-start="7360" data-end="7437">nessuna spesa, nemmeno la più piccola, può sfuggire al controllo pubblico</strong>. Dall’altro c’è chi considera la vicenda l’esempio di un sistema burocratico che rischia di perdere il senso delle proporzioni.</p>
<p data-start="7567" data-end="7796">Nel frattempo, la comunità di Casorate Primo si trova al centro di un dibattito che probabilmente nessuno avrebbe immaginato quando, durante la festa di Carnevale, i bambini addentavano semplicemente delle chiacchiere zuccherate.</p>
<p data-start="7798" data-end="7966" data-is-last-node="" data-is-only-node="">E forse è proprio questo il paradosso della storia: un gesto pensato per regalare un momento di festa si è trasformato in <strong data-start="7920" data-end="7965">un caso nazionale di contabilità pubblica</strong>.</p>
<p>The post <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/dolci-carnevale-pagati-dal-comune-corte-dei-conti-rivuole-i-30-euro/">Dolci di Carnevale pagati dal Comune: la Corte dei Conti "rivuole" i 30 euro</a> appeared first on <a href="https://lentepubblica.it/">lentepubblica.it</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Da testo a fiducia: la chiarezza linguistica migliora il rapporto con i cittadini</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
La scrittura chiara nella Pubblica Amministrazione riduce errori e contenziosi e distanza dei cittadini. Scopri il metodo pratico per migliorare i servizi e aumentare la fiducia nella PA. La Pubblica Amministrazione opera sulla base di norme, regolamenti e procedure. Questo è ineludibile. Ma spesso, il linguaggio che usiamo per comunicare queste regole si trasforma da […]
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<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 17:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>testo, fiducia:, chiarezza, linguistica, migliora, rapporto, con, cittadini</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>La scrittura chiara nella Pubblica Amministrazione riduce errori e contenziosi e distanza dei cittadini. Scopri il metodo pratico per migliorare i servizi e aumentare la fiducia nella PA.</strong></p>
<hr>
<p>La Pubblica Amministrazione opera sulla base di norme, regolamenti e procedure. Questo è ineludibile. Ma spesso, il <strong>linguaggio</strong> che usiamo per comunicare queste regole si trasforma da strumento di chiarezza a vero e proprio <strong>muro di carta</strong> tra l’Ente e il cittadino.</p>
<p>​Non parlo solo di stile, ma di <strong>fiducia</strong>. In un’epoca in cui il rapporto tra Stato e cittadino è costantemente messo alla prova, ogni atto amministrativo, ogni bando, ogni comunicazione ufficiale è un <em>punto di contatto</em> che può rafforzare o distruggere questa fiducia. E la sua qualità dipende interamente da come è scritto.</p>
<p>​Se la PA parla una lingua che solo gli addetti ai lavori capiscono, non sta semplicemente mancando di chiarezza: sta minando le fondamenta della sua stessa credibilità. La chiarezza linguistica non è un’opzione <em>soft</em> o un vezzo stilistico (come abbiamo visto parlando del <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/il-potere-delle-metafore-nella-pa-come-semplificare-il-linguaggio/" target="_blank" rel="noopener"><strong>potere delle metafore</strong></a>); è un <strong>dovere istituzionale</strong>e un <strong>investimento strategico</strong>.</p>
<h2><strong>Il costo non calcolato del burocratese</strong></h2>
<p><strong>​</strong>Molti funzionari e impiegati pubblici, pur riconoscendo la pesantezza del linguaggio amministrativo, lo considerano un male necessario, una difesa contro l’errore o il contenzioso. In realtà, il burocratese ha un costo altissimo, ma spesso invisibile nel bilancio:</p>
<h5><strong>​A. Il Costo della Rilavorazione (per la PA)</strong></h5>
<p>​Un testo ambiguo o oscuro genera:</p>
<ul>
<li>​<strong>aumento delle richieste di informazioni:</strong> sportelli intasati, call center sovraccarichi, email di chiarimento infinite;</li>
<li>​<strong>errori nelle pratiche:</strong> il cittadino non capisce cosa deve fare (o non fare) e sbaglia la compilazione, costringendo gli uffici a lunghe e costose attività di verifica e correzione;</li>
<li>​<strong>contenzioso potenziale:</strong> l’ambiguità è il terreno fertile per i ricorsi e le dispute legali. Un testo chiaro (e coerente, <a href="https://www.domenicodirenzo.it/la-voce-della-pa-tono-stile-e-coerenza-nei-testi-istituzionali/" target="_blank" rel="noopener"><strong>come visto la settimana scorsa</strong></a>) è la migliore difesa legale.</li>
</ul>
<h5><strong>​B. Il Costo Sociale (per il cittadino)</strong></h5>
<p>​Il cittadino che non capisce si sente escluso e frustrato. Questo è il danno più grande per la fiducia:</p>
<ul>
<li>​<strong>ridotta partecipazione:</strong> il cittadino rinuncia a partecipare a bandi o concorsi (ne ho già parlato qualche settimana fa: <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/la-trasparenza-linguistica-nella-pubblica-amministrazione/" target="_blank" rel="noopener"><strong>scrittura come forma di trasparenza</strong></a>) perché non comprende le istruzioni;</li>
<li>​<strong>percezione di ostilità:</strong> la complessità linguistica viene percepita come una intenzionale <strong>opacità</strong>, rafforzando l’immagine di una PA lontana e nemica.</li>
</ul>
<h2><strong>​La scrittura chiara nella PA è un KPI di servizio pubblico</strong></h2>
<p>La scrittura chiara nella PA è imprescindibile. ​Quando la chiarezza è assente, anche i principi fondamentali della buona amministrazione, come la <strong>trasparenza</strong> (ne abbiamo già parlato <a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/la-trasparenza-linguistica-nella-pubblica-amministrazione/"><strong>qui</strong></a>), risultano vuoti.</p>
<p>​La scrittura chiara trasforma i principi astratti in azioni concrete ed è un <em>indicatore chiave di prestazione</em> (KPI):</p>
<ul>
<li>​<strong>dovere di lealtà e trasparenza:</strong> un testo che si sforza di essere compreso da tutti non è solo <em>legale</em>, è <strong>leale</strong>. Dimostra rispetto per il tempo e l’intelligenza del destinatario.</li>
<li>​<strong>orientamento al cittadino:</strong> scrivere in modo chiaro sposta il focus dall’<strong>autore</strong> (l’ufficio che deve ‘mettersi al sicuro’ con formule complesse) al <strong>lettore</strong> (l’utente che deve <em>agire</em>). Se il testo è strutturato per l’azione e per farsi capire subito, il servizio è migliore.</li>
<li>​<strong>semplificazione e sintesi:</strong> la vera competenza amministrativa non risiede nell’uso di formule latine o frasi <em>ottocentesche</em>, ma nella capacità di <strong>sintetizzare</strong> la complessità. Quando si riesce a dire molto con poco, si dimostra di padroneggiare la materia.</li>
</ul>
<h2><strong>I 5 pilastri per riconquistare la fiducia</strong></h2>
<p>​Per invertire la rotta, è necessario adottare un approccio metodico e professionale alla scrittura.</p>
<p>Ho sviluppato un mio metodo, che ho chiamato non a caso <strong>metodo SCRIVERE LA PA</strong>, per valutare la qualità del testo su cinque pilastri.</p>
<p>Per quanto mi riguarda, un testo istituzionale deve essere:</p>
<ol>
<li>​<strong>chiaro:</strong> il lettore capisce immediatamente l’obiettivo del testo e cosa deve fare;</li>
<li>​<strong>breve:</strong> niente parole inutili, niente formule riempitive come “<em>in merito a quanto sopra</em>“;</li>
<li>​<strong>ordinato:</strong> la struttura guida la lettura e non la disperde;</li>
<li>​<strong>coerente:</strong> il tono e lo stile sono uniformi in tutti i canali di comunicazione dell’Ente (sito, email, bando);</li>
<li>​<strong>accessibile:</strong> il testo è fruibile da tutti, anche da chi non ha competenze specialistiche.</li>
</ol>
<p>​<strong>Un testo che rispetta questi cinque criteri non è un testo semplificato, ma un testo di alta qualità.</strong> È un testo che, per sua natura, produce meno domande, meno errori e, di conseguenza, <strong>più fiducia</strong>.</p>
<h2><strong>​</strong><strong>Scrittura chiara nella PA: ​l</strong><strong>a missione strategica dei tuoi testi </strong></h2>
<p>​La Pubblica Amministrazione non ha bisogno di riscrivere le leggi, ma di <strong>riscrivere il modo in cui le comunica</strong>.</p>
<p>​La tua competenza linguistica, che tu sia un funzionario o un istruttore, è oggi un <strong>asset strategico</strong> per il tuo Ente. È attraverso le tue parole che la PA può finalmente smettere di essere percepita come un labirinto burocratico e diventare l’alleato affidabile del cittadino.</p>
<p><span>Adottare un metodo di scrittura chiara nella PA è l’investimento più efficace per ricostruire quel capitale di fiducia che è indispensabile per il buon funzionamento della democrazia amministrativa</span></p>
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<title>Fisco e controlli nelle abitazioni: CEDU boccia la normativa italiana</title>
<link>https://www.eventi.news/fisco-e-controlli-nelle-abitazioni-cedu-boccia-la-normativa-italiana</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Le ispezioni fiscali nelle abitazioni private tornano sotto i riflettori europei. Con una nuova decisione, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che il sistema italiano che regola gli accessi della Guardia di finanza nelle case utilizzate anche come sede d’impresa non offre garanzie sufficienti per la tutela della vita privata. Secondo i giudici […]
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<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 17:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Fisco, controlli, nelle, abitazioni:, CEDU, boccia, normativa, italiana</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="666" data-end="1155"><strong>Le ispezioni fiscali nelle abitazioni private tornano sotto i riflettori europei. Con una nuova decisione, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che il sistema italiano che regola gli accessi della Guardia di finanza nelle case utilizzate anche come sede d’impresa non offre garanzie sufficienti per la tutela della vita privata.</strong></p>
<hr>
<p data-start="666" data-end="1155">Secondo i giudici di Strasburgo, l’attuale disciplina consente interventi invasivi senza un controllo giudiziario realmente efficace.</p>
<p data-start="1157" data-end="1302">La pronuncia potrebbe avere conseguenze importanti sull’ordinamento italiano e riapre il dibattito sui <strong data-start="1260" data-end="1301">limiti dei poteri ispettivi del <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/fisco/" target="_blank" rel="noopener">Fisco</a></span></strong>.</p>
<p data-start="1396" data-end="1860">Il rapporto tra <strong data-start="1412" data-end="1468">poteri di controllo dell’amministrazione finanziaria</strong> e tutela dei diritti fondamentali dei contribuenti torna al centro del dibattito giuridico europeo. Con la sentenza <strong data-start="1585" data-end="1645">Edilsud 2014 S.r.l. Semplificata e Ferreri contro Italia</strong>, depositata il <strong data-start="1661" data-end="1672">5 marzo</strong>, la <strong data-start="1677" data-end="1723">Corte europea dei diritti dell’uomo </strong>(<span><a href="https://www.governo.it/it/dipartimenti/dip-gli-affari-giuridici-e-legislativi/dagl-attivita-contcedu-cedu/24289" target="_blank" rel="noopener">CEDU</a></span>) ha stabilito che la disciplina italiana sugli accessi fiscali nei locali a uso misto non garantisce tutele adeguate per la vita privata.</p>
<p data-start="1862" data-end="2184">Secondo i giudici di Strasburgo, l’attuale quadro normativo consente <strong data-start="1931" data-end="2017">ingerenze nel domicilio dei contribuenti prive di sufficienti garanzie procedurali</strong>, in violazione dell’<strong data-start="2038" data-end="2100">articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo</strong>, che tutela il diritto al rispetto della vita privata, familiare e dell’abitazione.</p>
<p data-start="2186" data-end="2380">La decisione si inserisce in una serie di pronunce recenti con cui la Corte europea sta esaminando con crescente attenzione i <strong data-start="2312" data-end="2379">poteri investigativi fiscali esercitati dalle autorità italiane</strong>.</p>
<h2 data-section-id="1aul8q4" data-start="2387" data-end="2440">Il quadro normativo italiano sugli accessi fiscali</h2>
<p data-start="2442" data-end="2735">Nel sistema tributario italiano gli accessi, le verifiche e le ispezioni finalizzate al controllo degli adempimenti fiscali trovano il loro principale riferimento nell’<strong data-start="2610" data-end="2649">articolo 52 del dpr n. 633 del 1972</strong>, norma che disciplina le attività ispettive ai fini dell’imposta sul valore aggiunto.</p>
<p data-start="2737" data-end="3011">La disposizione attribuisce agli organi di controllo – tra cui la <strong data-start="2803" data-end="2825">Guardia di finanza</strong> – la possibilità di accedere nei locali destinati allo svolgimento di attività economiche per acquisire documentazione contabile e verificare la correttezza delle dichiarazioni fiscali.</p>
<p data-start="3013" data-end="3230">Tuttavia, quando l’accesso riguarda <strong data-start="3049" data-end="3101">ambienti che coincidono con il domicilio privato</strong>, la normativa prevede condizioni più stringenti, proprio per evitare intrusioni indebite nella sfera personale del contribuente.</p>
<p data-start="3232" data-end="3265">Il sistema distingue infatti tra:</p>
<ul data-start="3267" data-end="3487">
<li data-section-id="1x58c6z" data-start="3267" data-end="3382">
<p data-start="3269" data-end="3382"><strong data-start="3269" data-end="3306">abitazioni esclusivamente private</strong>, dove l’accesso richiede un’autorizzazione motivata del pubblico ministero;</p>
</li>
<li data-section-id="ru0nar" data-start="3383" data-end="3487">
<p data-start="3385" data-end="3487"><strong data-start="3385" data-end="3411">locali a uso promiscuo</strong>, cioè utilizzati sia come sede dell’attività economica sia come abitazione.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3489" data-end="3598">Ed è proprio in relazione a quest’ultima categoria che emergono le criticità evidenziate dalla Corte europea.</p>
<h2 data-section-id="1g3m81h" data-start="3605" data-end="3651">Il caso esaminato dalla Corte di Strasburgo</h2>
<p data-start="3653" data-end="3786">La vicenda oggetto della decisione riguarda una società la cui <strong data-start="3716" data-end="3785">sede legale coincideva con l’abitazione del rappresentante legale</strong>.</p>
<p data-start="3788" data-end="4079">Il <strong data-start="3791" data-end="3810">31 gennaio 2018</strong>, su richiesta del comandante locale della Guardia di finanza, il pubblico ministero presso il tribunale di <strong data-start="3918" data-end="3928">Foggia</strong> autorizzò un accesso ispettivo finalizzato alla verifica della posizione fiscale della società e alla possibile individuazione di <strong data-start="4059" data-end="4078">reati tributari</strong>.</p>
<p data-start="4081" data-end="4148">L’operazione fu eseguita pochi giorni dopo, il <strong data-start="4128" data-end="4147">2 febbraio 2018</strong>.</p>
<p data-start="4150" data-end="4329">Secondo quanto riportato nella sentenza, l’intervento degli ispettori non si limitò all’acquisizione di documenti aziendali, ma si estese a <strong data-start="4290" data-end="4328">tutti gli ambienti dell’abitazione</strong>.</p>
<p data-start="4331" data-end="4371">Durante l’operazione furono controllati:</p>
<ul data-start="4373" data-end="4539">
<li data-section-id="1vflcd1" data-start="4373" data-end="4439">
<p data-start="4375" data-end="4439">diversi locali della casa, comprese <strong data-start="4411" data-end="4438">camere da letto e bagni</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="2v6867" data-start="4440" data-end="4474">
<p data-start="4442" data-end="4474">gli spazi interni dell’immobile;</p>
</li>
<li data-section-id="19rc798" data-start="4475" data-end="4539">
<p data-start="4477" data-end="4539"><strong data-start="4477" data-end="4495">due automobili</strong> nella disponibilità dei soggetti coinvolti.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="4541" data-end="4749">La perquisizione dell’abitazione non portò al rinvenimento di elementi rilevanti ai fini fiscali, mentre alcuni documenti relativi a un cliente della società furono individuati all’interno di uno dei veicoli.</p>
<h2 data-section-id="1cs7367" data-start="4756" data-end="4808">Il problema della motivazione dell’autorizzazione</h2>
<p data-start="4810" data-end="4959">Uno degli aspetti centrali esaminati dalla Corte riguarda la <strong data-start="4871" data-end="4924">natura dell’autorizzazione del pubblico ministero</strong> prevista dalla normativa italiana.</p>
<p data-start="4961" data-end="5228">Secondo l’interpretazione consolidata della <strong data-start="5005" data-end="5049">giurisprudenza della Corte di cassazione</strong>, quando l’accesso riguarda locali a uso misto l’autorizzazione del magistrato <strong data-start="5128" data-end="5172">non deve essere necessariamente motivata</strong>, perché considerata un passaggio meramente procedurale.</p>
<p data-start="5230" data-end="5442">In pratica, l’intervento del pubblico ministero viene visto come <strong data-start="5295" data-end="5319">un requisito formale</strong>, necessario per legittimare l’accesso ma non accompagnato da una valutazione approfondita sulla necessità dell’operazione.</p>
<p data-start="5444" data-end="5654">La Corte europea ha ritenuto che questa impostazione <strong data-start="5497" data-end="5561">riduca drasticamente il livello di tutela della vita privata</strong>, soprattutto quando l’accesso riguarda spazi che coincidono con il domicilio di una persona.</p>
<h2 data-section-id="15mnl5f" data-start="5661" data-end="5711">L’assenza di un controllo giudiziario effettivo</h2>
<p data-start="5713" data-end="5847">Nel valutare la normativa italiana, i giudici di Strasburgo hanno posto particolare attenzione al tema delle <strong data-start="5822" data-end="5846">garanzie procedurali</strong>.</p>
<p data-start="5849" data-end="5919">Secondo la Corte, l’attuale sistema presenta due criticità principali:</p>
<ol data-start="5921" data-end="6176">
<li data-section-id="qb98o8" data-start="5921" data-end="6048">
<p data-start="5924" data-end="6048"><strong data-start="5924" data-end="5997">mancanza di un controllo giudiziario preventivo realmente sostanziale</strong>, poiché l’autorizzazione non richiede motivazione;</p>
</li>
<li data-section-id="1ormklw" data-start="6049" data-end="6176">
<p data-start="6052" data-end="6176"><strong data-start="6052" data-end="6116">assenza di un controllo giurisdizionale successivo effettivo</strong>, che consenta di verificare la legittimità dell’operazione.</p>
</li>
</ol>
<p data-start="6178" data-end="6318">In questo contesto, non esiste una procedura chiara che permetta di valutare se l’accesso sia stato effettuato nel rispetto dei principi di:</p>
<ul data-start="6320" data-end="6416">
<li data-section-id="h2in4k" data-start="6320" data-end="6338">
<p data-start="6322" data-end="6338"><strong data-start="6322" data-end="6335">necessità</strong>,</p>
</li>
<li data-section-id="15jg0li" data-start="6339" data-end="6363">
<p data-start="6341" data-end="6363"><strong data-start="6341" data-end="6360">proporzionalità</strong>,</p>
</li>
<li data-section-id="x3wbri" data-start="6364" data-end="6416">
<p data-start="6366" data-end="6416"><strong data-start="6366" data-end="6415">legittimità dell’ingerenza nella vita privata</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="6418" data-end="6577">Secondo la Corte europea, tali lacune impediscono di considerare l’intervento delle autorità come pienamente conforme ai requisiti richiesti dalla Convenzione.</p>
<h2 data-section-id="17j0xkm" data-start="6584" data-end="6628">I precedenti della giurisprudenza europea</h2>
<p data-start="6630" data-end="6686">La sentenza del 5 marzo non rappresenta un caso isolato.</p>
<p data-start="6688" data-end="6886">Negli ultimi anni la Corte europea ha esaminato più volte la normativa italiana sui <strong data-start="6772" data-end="6804">poteri investigativi fiscali</strong>, evidenziando diverse criticità sotto il profilo delle garanzie dei contribuenti.</p>
<p data-start="6888" data-end="6931">Tra le pronunce più rilevanti si segnalano:</p>
<ul data-start="6933" data-end="7279">
<li data-section-id="jl24u7" data-start="6933" data-end="7058">
<p data-start="6935" data-end="7058">la sentenza <strong data-start="6947" data-end="7000">Italgomme Pneumatici S.r.l. e altri contro Italia</strong> del <strong data-start="7005" data-end="7024">6 febbraio 2025</strong>, relativa alle verifiche fiscali;</p>
</li>
<li data-section-id="15myzj2" data-start="7059" data-end="7169">
<p data-start="7061" data-end="7169">il caso <strong data-start="7069" data-end="7127">Agrisud 2014 S.r.l. semplificata e altri contro Italia</strong>, anch’esso riguardante accessi ispettivi;</p>
</li>
<li data-section-id="n9x19m" data-start="7170" data-end="7279">
<p data-start="7172" data-end="7279">la decisione <strong data-start="7185" data-end="7223">Ferrieri e Bonassisa contro Italia</strong>, relativa all’accesso ai dati bancari dei contribuenti.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="7281" data-end="7434">Questo filone giurisprudenziale indica chiaramente l’esigenza di <strong data-start="7346" data-end="7398">rafforzare il sistema delle garanzie procedurali</strong> previste dall’ordinamento italiano.</p>
<h2 data-section-id="6cgw26" data-start="7441" data-end="7494">Le possibili conseguenze per la normativa italiana</h2>
<p data-start="7496" data-end="7737">Alla luce delle criticità rilevate, la Corte europea ha concluso che l’ingerenza nella vita privata dei ricorrenti <strong data-start="7611" data-end="7663">non può essere considerata “conforme alla legge”</strong> ai sensi dell’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.</p>
<p data-start="7739" data-end="7898">La decisione non modifica direttamente la normativa italiana, ma rappresenta un <strong data-start="7819" data-end="7897">segnale significativo per il legislatore e per la giurisprudenza nazionale</strong>.</p>
<p data-start="7900" data-end="7950">Il tema è già oggetto di attenzione istituzionale.</p>
<p data-start="7952" data-end="8183">Intervenendo il <strong data-start="7968" data-end="8028">3 febbraio davanti alla Commissione Finanze della Camera</strong>, il sottosegretario all’Economia <strong data-start="8062" data-end="8080">Federico Freni</strong> ha spiegato che il governo sta analizzando le implicazioni delle recenti sentenze della Corte europea.</p>
<p data-start="8185" data-end="8397">Secondo quanto riferito, sono in corso <strong data-start="8224" data-end="8328">valutazioni tecniche sulla portata delle decisioni e sulle eventuali iniziative normative necessarie</strong>, anche se al momento non sono stati annunciati interventi specifici.</p>
<h2 data-section-id="17h8mj8" data-start="8404" data-end="8462">Il nodo dell’equilibrio tra controlli fiscali e privacy</h2>
<p data-start="8464" data-end="8649">La decisione della Corte europea riporta in primo piano una questione delicata: l’equilibrio tra <strong data-start="8561" data-end="8596">efficacia dei controlli fiscali</strong> e <strong data-start="8599" data-end="8648">tutela dei diritti fondamentali dei cittadini</strong>.</p>
<p data-start="8651" data-end="8874">Lo Stato deve poter disporre di strumenti adeguati per contrastare evasione e frodi fiscali, ma tali strumenti devono essere esercitati nel rispetto dei principi di <strong data-start="8816" data-end="8873">legalità, proporzionalità e controllo giurisdizionale</strong>.</p>
<p data-start="8876" data-end="9059">Secondo la Corte di Strasburgo, il sistema italiano necessita di <strong data-start="8941" data-end="8964">garanzie più solide</strong>, soprattutto nei casi in cui le verifiche fiscali incidono direttamente sulla sfera domestica.</p>
<p data-start="9061" data-end="9117">Un eventuale intervento legislativo potrebbe riguardare:</p>
<ul data-start="9119" data-end="9411">
<li data-section-id="faozqw" data-start="9119" data-end="9221">
<p data-start="9121" data-end="9221">l’obbligo di <strong data-start="9134" data-end="9181">motivazione dell’autorizzazione giudiziaria</strong> per gli accessi nei locali a uso misto;</p>
</li>
<li data-section-id="18mrasg" data-start="9222" data-end="9305">
<p data-start="9224" data-end="9305">l’introduzione di <strong data-start="9242" data-end="9304">forme di controllo giurisdizionale successive più incisive</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="1djv9ar" data-start="9306" data-end="9411">
<p data-start="9308" data-end="9411">una definizione più chiara delle condizioni che consentono l’ingresso degli ispettori nelle abitazioni.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="9413" data-end="9588">Si tratta di un passaggio importante per garantire che l’attività di contrasto all’evasione fiscale si svolga <strong data-start="9523" data-end="9587">nel pieno rispetto dei diritti fondamentali dei contribuenti</strong>.</p>
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<title>Ambulanti romani, per il Consiglio di Stato “Decide il Municipio”</title>
<link>https://www.eventi.news/ambulanti-romani-per-il-consiglio-di-stato-decide-il-municipio</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
La sentenza, di recente pronunciamento, rigetta il ricorso di un commerciante ambulante e usa parole inequivocabili, facendo giurisprudenza e creando un precedente importante. Il Consiglio di Stato respinge così il primo ricorso contro il piano del commercio del I Municipio, contro il quale vi era stata una levata di scudi degli ambulanti stanziati tra Prati […]
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<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 17:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Ambulanti, romani, per, Consiglio, Stato, “Decide, Municipio”</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>La sentenza, di recente pronunciamento, rigetta il ricorso di un commerciante ambulante e usa parole inequivocabili, facendo giurisprudenza e creando un precedente importante.</strong></p>
<hr>
<p>Il Consiglio di Stato respinge così il primo ricorso contro il piano del commercio del <span><a href="https://www.comune.roma.it/web/it/municipio-i.page" target="_blank" rel="noopener">I Municipio</a></span>, contro il quale vi era stata una levata di scudi degli ambulanti stanziati tra Prati e centro storico che aveva generato altri 70 ricorsi, ancora sul tavolo. Questa è ovviamente una sentenza molto caratterizzata da un impatto ‘locale’ e territoriale, ma può ovviamente essere traslata ed avere effetti su tutto il territorio nazionale.</p>
<h2>All’Ente il diritto di pianificare</h2>
<p>Il pronunciamento di Palazzo Spada ha pienamente riconosciuto in capo all’Ente il diritto di pianificare le ricollocazioni delle bancarelle e respinto, senza ombra di dubbio, il primo dei ricorsi contro il piano del commercio del I Municipio. Una sentenza definita da più parti come “storica” che ha certificato come sia di competenza e diritto dell’Ente pubblico stabilire dove e come ricollocare i banchi. In questo caso è chiaro registrare l’interesse commerciale dell’area del centro della Capitale e nel rione Prati come zone ad alto valore aggiunto, ma anche in questo caso l’ultima parola sulle spetta all’organo amministrativo. Purché operi nei confini tracciati dalla normativa, esiste un diritto che non si può mettere in discussione, quello dell’Ente che amministra l’area storica della città che ha diritto e dovere di pianificare la posizione delle bancarelle come meglio crede.</p>
<p>Il piano commerciale comunale rappresenta la base stessa della pianificazione commerciale urbana. È il principale strumento con cui il Comune, muovendosi in bilico i tra<span><a href="https://lentepubblica.it/bandi-e-finanziamenti/mobilita-e-rigenerazione-urbana-dove-finiscono-i-fondi-del-pnrr/" target="_blank" rel="noopener"> urbanistica,</a></span> demografia e impatti ambientali, stabilisce dove e come possono essere attivate le attività commerciali. È una vera e propria mappa, sovrapposta a quella territoriale, che segna dove può sorgere un negozio e dove no. Lo scopo di questa pianificazione è quello di mantenere un equilibrio tra i bisogni reali della comunità, la domanda, l’offerta e i vincoli dei regolamenti urbanistici comunali. Disegnare e far rispettare i piani commerciali comunali significa difendere la qualità della vita di chi abita e lavora in città.</p>
<h2>La richiesta respinta</h2>
<p>Il pronunciamento del Consiglio di Stato, che rappresenta l’ultimo e più alto grado di giudizio su temi amministrativi, si è pronunciata avvero il ricorso di questo ambulante che, sfruttando la precedente sospensiva concessa, aveva nel mentre ricollocato il suo banchetto in viale Giulio Cesare, un’altra zona molto ambita della Città. Il I Municipio aveva diversamente deciso il suo spostamento nella vicina via Barletta. I giudici hanno utilizzato parole inequivocabili. “Il Consiglio di Stato – si legge nella sentenza – ha ritenuto che le circostanze dedotte dagli appellanti appaiono recessive rispetto alla natura e alle finalità di pianificazione generale che caratterizzano gli atti impugnati, volti a stabilizzare le misure già adottate in occasione dell’evento giubilare, peraltro individuando i posti di nuova collocazione in area assai prossima agli originari. E per questo respinge l’istanza cautelare”.</p>
<p>Una sentenza che farà giurisprudenza sulla strada della messa in pratica della nuova mappa delle bancarelle nelle strade e nelle piazze del centro. Sono infatti ben 120 bancarelle degli ambulanti da ricollocare quella in zona Prati, Delle Vittorie e Trionfale. Tutti erano insorti contro la decisione presa dal Comune e come già detto 71 di questi hanno avanzato ricorso, tentando la via della giustizio amministrativa.</p>
<h2>La lotta per salvaguardare le posizioni più redditizie</h2>
<p>Ora l’ambulante dovrà ritornare nella posizione individuata dal Municipio, ovvero a via Barletta, anche se, dopo l’apertura proprio sulla strada del cantiere della nuova stazione della linea C, gli ambulanti sono stati messi all’angolo con il controviale di viale Giulio Cesare. Contestata, a questo proposito, proprio la nuova posizione sul fianco delle caserme, non più sotto gli eleganti edifici della strada. Per il I Municipio è una vittoria importante in senso generale, che agevola lo spostamento di tutte le diverse bancarelle individuate dal piano del commercio approvato già prima di Natale che aveva però fatto molta fatica ad essere digerito.</p>
<h2>Soddisfatta l’Amministrazione Capitolina</h2>
<p>Soddisfazione dell’Amministrazione per l’esito dell’iter al Consiglio di Stato che segue quanto già decretato dal Tar in precedenza. I pronunciamenti hanno riconosciuto e ribadito il diritto del Municipio di poter pianificare sul proprio territorio con il piano del commercio. Questo ha fatto anche ripartire le ricollocazioni e gli spostamenti, ora con maggiore serenità. Negli ultimi giorni sono diverse le bancarelle ricollocate e nell’elenco figura anche un’edicola che ha trovato una nuova postazione.</p>
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<title>Sanzioni ANAC e appalti: quando l’annullamento non dà diritto al risarcimento</title>
<link>https://www.eventi.news/sanzioni-anac-e-appalti-quando-lannullamento-non-da-diritto-al-risarcimento</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
L’annullamento di una sanzione dell’ANAC non comporta automaticamente il diritto al risarcimento del danno. Con la sentenza n. 1569 del 27 febbraio 2026, il Consiglio di Stato chiarisce quando l’amministrazione può essere esente da responsabilità e quali condizioni devono essere dimostrate per ottenere un indennizzo nelle controversie legate agli appalti pubblici. La decisione affronta temi […]
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<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 17:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Sanzioni, ANAC, appalti:, quando, l’annullamento, non, dà, diritto, risarcimento</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="642" data-end="1012"><strong>L’annullamento di una sanzione dell’ANAC non comporta automaticamente il diritto al risarcimento del danno. Con la sentenza n. 1569 del 27 febbraio 2026, il Consiglio di Stato chiarisce quando l’amministrazione può essere esente da responsabilità e quali condizioni devono essere dimostrate per ottenere un indennizzo nelle controversie legate agli appalti pubblici.</strong></p>
<hr>
<p data-start="1014" data-end="1226">La decisione affronta temi centrali per imprese e stazioni appaltanti, come <strong data-start="1090" data-end="1225">l’errore scusabile della pubblica amministrazione, la perdita di chance nelle gare e il danno curriculare degli operatori economici</strong>.</p>
<p data-start="102" data-end="536">Secondo quanto emerso dalla decisione dei giudici l’annullamento<strong data-start="244" data-end="363"> di un provvedimento amministrativo non comporta automaticamente il diritto al risarcimento del danno</strong>. Per ottenere un indennizzo, infatti, occorre dimostrare anche la responsabilità dell’amministrazione e, in particolare, la presenza dell’elemento soggettivo della colpa.</p>
<p data-start="538" data-end="845">È quanto emerge dalla <strong data-start="560" data-end="637">sentenza del Consiglio di Stato, Sezione Quinta, 27 febbraio 2026 n. 1569</strong>, che affronta il tema delle sanzioni irrogate dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) e delle conseguenze economiche derivanti da un provvedimento poi dichiarato illegittimo dal giudice amministrativo.</p>
<p data-start="847" data-end="1087">La pronuncia offre indicazioni rilevanti sul piano giuridico, soprattutto per quanto riguarda <strong data-start="941" data-end="1086">la responsabilità della pubblica amministrazione nei procedimenti sanzionatori e la prova del danno da perdita di chance nelle <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/gare-pubbliche/" target="_blank" rel="noopener">gare d’appalto</a></span>.</strong></p>
<h2 data-section-id="f99rez" data-start="1094" data-end="1154">Il caso: una sanzione ANAC e la richiesta di risarcimento</h2>
<p data-start="1156" data-end="1299">La vicenda nasce da un procedimento sanzionatorio avviato dall’ANAC nei confronti di una società operante nel settore degli appalti pubblici.</p>
<p data-start="1301" data-end="1618">Nel 2017 l’Autorità aveva adottato una <strong data-start="1340" data-end="1462">delibera sanzionatoria che prevedeva l’interdizione dell’impresa dalla partecipazione alle gare pubbliche per due mesi</strong>, a seguito della segnalazione relativa a un provvedimento di esclusione e alla revoca di un’aggiudicazione provvisoria disposta da una stazione appaltante.</p>
<p data-start="1620" data-end="1810">Successivamente, tuttavia, <strong data-start="1647" data-end="1704">il Consiglio di Stato aveva annullato quella sanzione</strong>, ritenendo che il procedimento fosse stato avviato oltre il termine previsto dalla normativa applicabile.</p>
<p data-start="1812" data-end="1964">Sulla base di tale annullamento, la società ha promosso un’azione giudiziaria chiedendo il <strong data-start="1903" data-end="1942">risarcimento di oltre 670 mila euro</strong> per i danni subiti.</p>
<p data-start="1966" data-end="2141">Secondo la ricorrente, la misura interdittiva avrebbe impedito la partecipazione a diverse gare pubbliche di rilevante valore economico, generando diversi tipi di pregiudizio:</p>
<ul data-start="2143" data-end="2444">
<li data-section-id="vk0sib" data-start="2143" data-end="2238">
<p data-start="2145" data-end="2238"><strong data-start="2145" data-end="2166">perdita di chance</strong>, ossia la perdita della concreta possibilità di aggiudicarsi appalti;</p>
</li>
<li data-section-id="zp1o84" data-start="2239" data-end="2373">
<p data-start="2241" data-end="2373"><strong data-start="2241" data-end="2262">danno curriculare</strong>, derivante dall’impossibilità di arricchire il proprio portfolio professionale con nuovi contratti pubblici;</p>
</li>
<li data-section-id="58udx6" data-start="2374" data-end="2444">
<p data-start="2376" data-end="2444"><strong data-start="2376" data-end="2417">danno all’immagine e alla reputazione</strong> nel mercato degli appalti.</p>
</li>
</ul>
<h2 data-section-id="uq0rbo" data-start="2451" data-end="2508">La decisione del TAR: nessuna responsabilità dell’ANAC</h2>
<p data-start="2510" data-end="2640">Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, chiamato a esaminare la richiesta risarcitoria, aveva però respinto il ricorso.</p>
<p data-start="2642" data-end="2776">Secondo il TAR, infatti, <strong data-start="2667" data-end="2720">non risultava provata la responsabilità dell’ANAC</strong>, in quanto mancava l’elemento soggettivo della colpa.</p>
<p data-start="2778" data-end="3098">Il giudice di primo grado ha osservato che l’Autorità anticorruzione aveva atteso, prima di avviare il procedimento sanzionatorio, la definizione del contenzioso relativo al provvedimento di esclusione dalla gara. Tale scelta era stata ritenuta finalizzata a garantire una maggiore completezza degli elementi istruttori.</p>
<p data-start="3100" data-end="3136">Inoltre, il TAR ha sottolineato che:</p>
<ul data-start="3138" data-end="3398">
<li data-section-id="13l0izt" data-start="3138" data-end="3237">
<p data-start="3140" data-end="3237">la violazione del termine procedimentale era stata <strong data-start="3191" data-end="3211">di entità minima</strong>, limitata a pochi giorni;</p>
</li>
<li data-section-id="zt875a" data-start="3238" data-end="3398">
<p data-start="3240" data-end="3398">l’interpretazione successivamente adottata dal Consiglio di Stato presentava <strong data-start="3317" data-end="3397">carattere innovativo rispetto agli orientamenti giurisprudenziali precedenti</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3400" data-end="3544">Alla luce di tali circostanze, il tribunale ha escluso la presenza di <strong data-start="3470" data-end="3513">negligenza grave o comportamento doloso</strong> da parte dell’amministrazione.</p>
<p data-start="3546" data-end="3753">Il giudice ha inoltre rilevato l’assenza di una prova concreta dei danni lamentati dalla società, ritenendo insufficienti le argomentazioni addotte in merito alla perdita di opportunità nelle gare pubbliche.</p>
<h2 data-section-id="dxn2n0" data-start="3760" data-end="3786">L’appello della società</h2>
<p data-start="3788" data-end="3948">L’impresa ha quindi deciso di impugnare la decisione davanti al Consiglio di Stato, sostenendo che il TAR avesse errato nel valutare il comportamento dell’ANAC.</p>
<p data-start="3950" data-end="3971">Secondo l’appellante:</p>
<ul data-start="3973" data-end="4433">
<li data-section-id="724mtj" data-start="3973" data-end="4101">
<p data-start="3975" data-end="4101">l’illegittimità del provvedimento sanzionatorio sarebbe stata già accertata con la precedente sentenza del Consiglio di Stato;</p>
</li>
<li data-section-id="71xeg2" data-start="4102" data-end="4277">
<p data-start="4104" data-end="4277">la violazione di un <strong data-start="4124" data-end="4161">termine procedimentale perentorio</strong> avrebbe dovuto essere considerata di per sé sufficiente per riconoscere l’illegittimità dell’azione amministrativa;</p>
</li>
<li data-section-id="1c4i87u" data-start="4278" data-end="4433">
<p data-start="4280" data-end="4433">i danni subiti sarebbero stati dimostrati attraverso una <strong data-start="4337" data-end="4356">perizia tecnica</strong>, che individuava le gare alle quali la società non aveva potuto partecipare.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="4435" data-end="4584">La società sosteneva inoltre che la sanzione avesse generato <strong data-start="4496" data-end="4528">un pregiudizio reputazionale</strong>, aggravato dalla diffusione della notizia sulla stampa.</p>
<h2 data-section-id="u38mhi" data-start="4591" data-end="4676">Il Consiglio di Stato: l’annullamento non comporta automaticamente il risarcimento</h2>
<p data-start="4678" data-end="4804">Con la sentenza n. 1569 del 2026, il Consiglio di Stato ha respinto l’appello, confermando integralmente la decisione del TAR.</p>
<p data-start="4806" data-end="4894">Il collegio ha ricordato un principio consolidato nella giurisprudenza amministrativa:</p>
<p data-start="4896" data-end="5008"><strong data-start="4896" data-end="5008">l’annullamento di un atto amministrativo non determina automaticamente il diritto al risarcimento del danno.</strong></p>
<p data-start="5010" data-end="5153">Per ottenere un indennizzo è infatti necessario dimostrare tutti gli elementi costitutivi dell’illecito della pubblica amministrazione, ovvero:</p>
<ul data-start="5155" data-end="5356">
<li data-section-id="nk00yt" data-start="5155" data-end="5206">
<p data-start="5157" data-end="5206">la <strong data-start="5160" data-end="5184">condotta illegittima</strong> dell’amministrazione;</p>
</li>
<li data-section-id="1bngaip" data-start="5207" data-end="5248">
<p data-start="5209" data-end="5248">la presenza della <strong data-start="5227" data-end="5247">colpa o del dolo</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="19g72c2" data-start="5249" data-end="5298">
<p data-start="5251" data-end="5298">il <strong data-start="5254" data-end="5271">nesso causale</strong> tra comportamento e danno;</p>
</li>
<li data-section-id="twyiox" data-start="5299" data-end="5356">
<p data-start="5301" data-end="5356">l’esistenza di un <strong data-start="5319" data-end="5355">pregiudizio effettivo e ingiusto</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="5358" data-end="5469">In assenza anche di uno solo di questi presupposti, la responsabilità risarcitoria non può essere riconosciuta.</p>
<h2 data-section-id="j3ik7g" data-start="5476" data-end="5518">L’errore scusabile dell’amministrazione</h2>
<p data-start="5520" data-end="5704">Nel caso esaminato, i giudici di Palazzo Spada hanno ritenuto che <strong data-start="5586" data-end="5648">l’ANAC fosse incorsa in un errore interpretativo scusabile</strong>, circostanza che esclude la colpa dell’amministrazione.</p>
<p data-start="5706" data-end="5941">L’Autorità aveva infatti interpretato la normativa ritenendo che il termine per l’avvio del procedimento sanzionatorio dovesse decorrere dal momento in cui era stata trasmessa una sentenza relativa alla vicenda oggetto di segnalazione.</p>
<p data-start="5943" data-end="6180">Secondo il Consiglio di Stato, questa interpretazione — pur rivelatasi poi non corretta — non raggiunge il livello di <strong data-start="6061" data-end="6103">negligenza grave o errore inescusabile</strong> necessario per configurare la responsabilità della pubblica amministrazione.</p>
<p data-start="6182" data-end="6301">Il collegio ha ricordato che la colpa dell’amministrazione deve essere valutata considerando diversi elementi, tra cui:</p>
<ul data-start="6303" data-end="6508">
<li data-section-id="1mxjkca" data-start="6303" data-end="6352">
<p data-start="6305" data-end="6352">la <strong data-start="6308" data-end="6349">chiarezza della normativa applicabile</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="a9upyr" data-start="6353" data-end="6398">
<p data-start="6355" data-end="6398">la complessità della situazione di fatto;</p>
</li>
<li data-section-id="t7hi6s" data-start="6399" data-end="6450">
<p data-start="6401" data-end="6450">l’esistenza di <strong data-start="6416" data-end="6447">contrasti giurisprudenziali</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="9tr692" data-start="6451" data-end="6508">
<p data-start="6453" data-end="6508">il grado di discrezionalità dell’azione amministrativa.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="6510" data-end="6665">Quando il quadro normativo o interpretativo è incerto, l’errore dell’amministrazione può essere considerato <strong data-start="6618" data-end="6631">scusabile</strong>, escludendo così il risarcimento.</p>
<h2 data-section-id="e7lyg7" data-start="6672" data-end="6738">Perdita di chance e danno curriculare: serve una prova concreta</h2>
<p data-start="6740" data-end="6890">La sentenza affronta anche il tema della <strong data-start="6781" data-end="6823">perdita di chance nelle gare pubbliche</strong>, uno dei principali argomenti utilizzati dalla società ricorrente.</p>
<p data-start="6892" data-end="7132">Secondo la giurisprudenza amministrativa, il danno da perdita di chance non può essere presunto automaticamente. È necessario dimostrare <strong data-start="7029" data-end="7096">una probabilità concreta e seria di conseguire l’aggiudicazione</strong> o comunque un risultato favorevole.</p>
<p data-start="7134" data-end="7243">Nel caso in esame, il Consiglio di Stato ha ritenuto che tale prova non fosse stata fornita in modo adeguato.</p>
<p data-start="7245" data-end="7307">Analoghe considerazioni sono state svolte per quanto riguarda:</p>
<ul data-start="7309" data-end="7532">
<li data-section-id="1re57j" data-start="7309" data-end="7407">
<p data-start="7311" data-end="7407">il <strong data-start="7314" data-end="7335">danno curriculare</strong>, legato all’impossibilità di acquisire nuove referenze professionali;</p>
</li>
<li data-section-id="nkun6f" data-start="7408" data-end="7532">
<p data-start="7410" data-end="7532">il <strong data-start="7413" data-end="7435">danno all’immagine</strong>, che non può essere riconosciuto automaticamente ma richiede elementi concreti di dimostrazione.</p>
</li>
</ul>
<h2 data-section-id="1lmvjl2" data-start="7539" data-end="7587">La posizione della Corte di giustizia europea</h2>
<p data-start="7589" data-end="7846">Nel corso del giudizio è stata richiamata anche una pronuncia della Corte di giustizia dell’Unione europea, secondo cui nel settore degli appalti pubblici il risarcimento del danno non dovrebbe essere subordinato alla prova della colpa dell’amministrazione.</p>
<p data-start="7848" data-end="8018">Il Consiglio di Stato ha però chiarito che tale principio riguarda <strong data-start="7915" data-end="8017">le violazioni commesse direttamente dalla stazione appaltante nell’ambito di una procedura di gara</strong>.</p>
<p data-start="8020" data-end="8212">Nel caso esaminato, invece, il provvedimento contestato proveniva da un’altra amministrazione (l’<span><a href="https://www.anticorruzione.it/" target="_blank" rel="noopener">ANAC</a></span>) e incideva solo indirettamente sulla partecipazione a procedure di affidamento diverse.</p>
<p data-start="8214" data-end="8313">Di conseguenza, <strong data-start="8230" data-end="8312">non trovava applicazione il regime più favorevole previsto dal diritto europeo</strong>.</p>
<h2 data-section-id="13272ai" data-start="8320" data-end="8352">Le conclusioni della sentenza</h2>
<p data-start="8354" data-end="8522">Alla luce delle considerazioni svolte, il Consiglio di Stato ha respinto l’appello della società, confermando l’assenza di responsabilità risarcitoria in capo all’ANAC.</p>
<p data-start="8524" data-end="8697">Il collegio ha inoltre disposto <strong data-start="8556" data-end="8610">la compensazione integrale delle spese di giudizio</strong>, ritenendo che la complessità delle questioni affrontate giustificasse tale soluzione.</p>
<h2 data-section-id="1q9hsrz" data-start="8704" data-end="8754">Le implicazioni per operatori e amministrazioni</h2>
<p data-start="8756" data-end="8836">La decisione offre indicazioni importanti per il settore degli appalti pubblici.</p>
<p data-start="8838" data-end="9078">Da un lato, ribadisce che <strong data-start="8864" data-end="8973">l’annullamento di un provvedimento amministrativo non comporta automaticamente un diritto al risarcimento</strong>. L’operatore economico deve dimostrare in modo rigoroso la presenza di tutti gli elementi dell’illecito.</p>
<p data-start="9080" data-end="9293">Dall’altro lato, la sentenza evidenzia come <strong data-start="9124" data-end="9207">l’errore interpretativo dell’amministrazione possa essere considerato scusabile</strong> quando il quadro normativo è incerto o la questione presenta particolari complessità.</p>
<p data-start="9295" data-end="9516">Per le imprese che partecipano alle gare pubbliche, ciò significa che la richiesta di risarcimento richiede <strong data-start="9403" data-end="9449">una prova puntuale e documentata del danno</strong>, soprattutto nei casi di perdita di opportunità di aggiudicazione.</p>
<h2>Il testo della sentenza</h2>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/Consiglio-di-Stato-1569-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
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<title>Tutti i documenti entreranno nell’IT Wallet entro un anno</title>
<link>https://www.eventi.news/tutti-i-documenti-entreranno-nellit-wallet-entro-un-anno</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
La digitalizzazione della Pubblica amministrazione italiana compie un passo decisivo. Con un decreto del presidente del Consiglio dei ministri firmato il 18 febbraio, il governo ha avviato un processo destinato a cambiare profondamente il rapporto tra cittadini e servizi pubblici. L’obiettivo è chiaro: rendere disponibili in formato digitale, all’interno dell’IT Wallet, i principali documenti rilasciati […]
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<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 17:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Tutti, documenti, entreranno, nell’IT, Wallet, entro, anno</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>La digitalizzazione della Pubblica amministrazione italiana compie un passo decisivo. Con un decreto del presidente del Consiglio dei ministri firmato il 18 febbraio, il governo ha avviato un processo destinato a cambiare profondamente il rapporto tra cittadini e servizi pubblici.</strong></p>
<hr>
<p data-start="166" data-end="595">L’obiettivo è chiaro: rendere disponibili in formato digitale, all’interno dell’IT Wallet, i principali documenti rilasciati dalle amministrazioni.</p>
<p data-start="597" data-end="956">Il provvedimento è stato elaborato dal <strong>Dipartimento per l’innovazione digitale della Presidenza del Consiglio</strong> insieme ai <strong>ministeri dell’Economia e della Pubblica amministrazione</strong>. Il decreto dà attuazione a quanto previsto dall’<strong><span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005-03-07;82~art64" target="_blank" rel="noopener"><span>articolo 64-quater del</span> <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Codice dell’amministrazione digitale</span></span></a></span>,</strong> la normativa che regola l’evoluzione tecnologica dei servizi pubblici.</p>
<p data-start="958" data-end="1294">La novità più rilevante consiste nell’obbligo per gli uffici pubblici di rendere disponibili i propri documenti anche in versione digitale all’interno dell’<span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/via-lo-spid-dal-2026-il-servizio-sara-completamente-sostituito-da-cie-e-it-wallet/" target="_blank" rel="noopener"><strong>IT Wallet</strong></a></span>. Questo significa che certificati, tessere e attestazioni rilasciati dalla Pubblica amministrazione dovranno progressivamente essere accessibili anche tramite smartphone.</p>
<h2 data-section-id="1cidcs9" data-start="1296" data-end="1338">Un anno per adeguarsi alle nuove regole</h2>
<p data-start="1340" data-end="1583">Le amministrazioni <strong>avranno dodici mesi di tempo per adattarsi alla nuova normativa</strong>. In questo periodo dovranno riorganizzare processi interni, aggiornare i sistemi informatici e modificare le modalità con cui rilasciano documenti ai cittadini.</p>
<p data-start="1585" data-end="1870">Si tratta di un cambiamento significativo, che richiederà interventi sia tecnologici sia organizzativi. Molti uffici dovranno rivedere software gestionali, procedure di autenticazione e sistemi di archiviazione per garantire la piena integrazione con il portafoglio digitale nazionale.</p>
<p data-start="1872" data-end="2066">L’obiettivo finale è costruire un ecosistema digitale nel quale i cittadini possano accedere ai propri documenti pubblici direttamente dal telefono, senza dover ricorrere alla versione cartacea.</p>
<p data-start="2068" data-end="2395">Secondo il cronoprogramma stabilito dal decreto, il sistema dovrebbe arrivare alla piena operatività entro febbraio 2027. A quel punto il portafoglio digitale sarà in grado di contenere una vasta gamma di documenti ufficiali, permettendo agli utenti di gestire molte pratiche amministrative direttamente dal dispositivo mobile.</p>
<h2 data-section-id="1pl7ekg" data-start="2397" data-end="2448">Dalla sperimentazione a una piattaforma completa</h2>
<p data-start="2450" data-end="2661">La digitalizzazione dei documenti pubblici in Italia non parte da zero. Alla fine del 2024 era stata avviata una prima fase di sperimentazione, che però aveva riguardato soltanto un numero limitato di documenti.</p>
<p data-start="2663" data-end="2752"><strong>Attualmente</strong>, infatti, nel portafoglio digitale possono essere inseriti solo tre elementi:</p>
<ul data-start="2754" data-end="2858">
<li data-section-id="414vfr" data-start="2754" data-end="2787">
<p data-start="2756" data-end="2787">la tessera sanitaria digitale</p>
</li>
<li data-section-id="gleufq" data-start="2788" data-end="2820">
<p data-start="2790" data-end="2820">la patente di guida digitale</p>
</li>
<li data-section-id="99j5o" data-start="2821" data-end="2858">
<p data-start="2823" data-end="2858">la carta europea della disabilità</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2860" data-end="3132">Con il nuovo decreto, però, la prospettiva cambia radicalmente. L’IT Wallet non sarà più un semplice spazio per pochi documenti digitalizzati, ma <strong>diventerà una vera infrastruttura pubblica</strong> destinata a raccogliere numerosi certificati e attestazioni rilasciati dallo Stato.</p>
<p data-start="3134" data-end="3276">In questo modo il portafoglio digitale potrà trasformarsi in uno strumento centrale nella gestione dell’identità amministrativa dei cittadini.</p>
<h2 data-section-id="1fy7rji" data-start="3278" data-end="3325">IT Wallet diventa un’infrastruttura autonoma</h2>
<p data-start="3327" data-end="3619">Un’altra innovazione importante introdotta dal decreto riguarda la struttura tecnica della piattaforma. L’IT Wallet non sarà più soltanto una funzione integrata nell’applicazione <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">IO</span></span>, ma diventerà un sistema autonomo con una propria architettura tecnologica.</p>
<p data-start="3621" data-end="3867">La progettazione organizzativa e tecnologica sarà affidata all<strong>’<span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato</span></span>,</strong> che avrà il compito di definire la struttura del sistema e garantire gli standard di sicurezza necessari per la gestione dei documenti digitali.</p>
<p data-start="3869" data-end="4068">La gestione operativa della piattaforma, invece, sarà curata da <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">PagoPA</span></span>, l’azienda pubblica già responsabile di numerosi servizi digitali della Pubblica amministrazione.</p>
<p data-start="4070" data-end="4200">Questa divisione dei compiti punta a garantire sia la solidità tecnologica sia l’efficienza nella gestione quotidiana del sistema.</p>
<h2 data-section-id="1nhce8y" data-start="4202" data-end="4239">Arrivano anche le deleghe digitali</h2>
<p data-start="4241" data-end="4478">Tra le innovazioni più attese previste dal progetto figura <strong>l’introduzione delle deleghe digitali.</strong> Il sistema consentirà ai cittadini di autorizzare altre persone a operare online per loro conto nei servizi della Pubblica amministrazione.</p>
<p data-start="4480" data-end="4649">Per gestire questo meccanismo verrà creata una piattaforma dedicata alla gestione delle deleghe, sviluppata sempre con il contributo della Zecca dello Stato e di PagoPA.</p>
<p data-start="4651" data-end="4834">I nuovi servizi saranno disponibili al pubblico a partire dal 15 ottobre 2026. Da quel momento le deleghe digitali avranno lo stesso valore legale delle deleghe tradizionali su carta.</p>
<p data-start="4836" data-end="5056">Questa funzione potrà rivelarsi particolarmente utile per molte categorie di utenti, come anziani, persone con disabilità o cittadini che preferiscono affidare alcune pratiche amministrative a familiari o professionisti.</p>
<p data-start="5058" data-end="5311">Grazie al sistema di delega, chi riceve l’autorizzazione potrà accedere ai servizi online della Pubblica amministrazione e svolgere operazioni per conto dell’interessato, nel rispetto delle regole di sicurezza e tracciabilità previste dalla piattaforma.</p>
<h2 data-section-id="xwb76e" data-start="5313" data-end="5354">Un passo decisivo verso la PA digitale</h2>
<p data-start="5356" data-end="5637">L’introduzione dell’IT Wallet rappresenta uno dei passaggi più importanti nel processo di modernizzazione della Pubblica amministrazione italiana. L’obiettivo è semplificare il rapporto tra cittadini e istituzioni, riducendo la burocrazia e favorendo l’accesso ai servizi pubblici.</p>
<p data-start="5639" data-end="5843">Con la progressiva digitalizzazione dei documenti, molti adempimenti potranno essere gestiti direttamente dallo smartphone, senza necessità di presentare copie cartacee o recarsi fisicamente negli uffici.</p>
<p data-start="5845" data-end="6220" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Se il progetto verrà attuato secondo i tempi previsti, <strong>entro il 2027</strong> gli italiani potranno contare su un portafoglio digitale capace di raccogliere gran parte dei documenti ufficiali. Un cambiamento che potrebbe trasformare profondamente il modo in cui si interagisce con lo Stato, rendendo i servizi pubblici più accessibili, rapidi e integrati con le tecnologie quotidiane.</p>
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<title>Bandi Formez in scadenza il 9 marzo: compensi fino a 97.920 euro</title>
<link>https://www.eventi.news/bandi-formez-in-scadenza-il-9-marzo-compensi-fino-a-97920-euro</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Formez PA cerca esperti per nuovi incarichi di collaborazione: compensi fino a quasi 98 mila euro e scadenza domande il 9 marzo 2026. È questo il termine entro il quale i professionisti interessati dovranno presentare la propria candidatura per partecipare alle selezioni pubbliche legate a diversi progetti di supporto alla pubblica amministrazione e alle politiche […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2024/12/lentepubblica-concorso-segretari-comunali-2024-scadenza-imminente-ultime-ore-per-partecipare.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 17:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Bandi, Formez, scadenza, marzo:, compensi, fino, 97.920, euro</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="0" data-end="400"><strong data-start="0" data-end="137">Formez PA cerca esperti per nuovi incarichi di collaborazione: compensi fino a quasi 98 mila euro e scadenza domande il 9 marzo 2026.</strong></p>
<hr>
<p data-start="0" data-end="400">È questo il termine entro il quale i professionisti interessati dovranno presentare la propria candidatura per partecipare alle selezioni pubbliche legate a diversi progetti di supporto alla pubblica amministrazione e alle politiche finanziate con fondi europei.</p>
<p data-start="402" data-end="787">Le opportunità riguardano figure altamente qualificate con esperienza nella gestione di programmi finanziati dall’Unione europea, nel monitoraggio dei progetti e nel rafforzamento della capacità amministrativa. Gli incarichi prevedono contratti di collaborazione con durate differenti e attività che potranno svolgersi in alcune regioni del Sud Italia oppure prevalentemente da remoto.</p>
<p data-start="789" data-end="1032">Nel complesso si tratta di <strong data-start="816" data-end="851">quattro posizioni professionali</strong> suddivise tra Basilicata, Calabria e lavoro a distanza, con compensi che – a seconda del profilo e della durata dell’incarico – possono arrivare fino a <strong data-start="1004" data-end="1031">97.920 euro complessivi</strong>.</p>
<h2 data-section-id="i3n1f7" data-start="1034" data-end="1088">Le opportunità di collaborazione previste dai bandi</h2>
<p data-start="1090" data-end="1398">Le selezioni pubblicate da <span><a href="https://www.formez.it/" target="_blank" rel="noopener">Formez PA</a></span> riguardano specifici progetti di supporto istituzionale e rafforzamento amministrativo. Le figure ricercate dovranno contribuire alla gestione operativa, al monitoraggio e alla rendicontazione delle attività legate a programmi finanziati con risorse nazionali ed europee.</p>
<p data-start="1400" data-end="1453">In particolare, le posizioni aperte sono le seguenti.</p>
<h3 data-section-id="1xyhjkt" data-start="1455" data-end="1510">Esperto per il progetto SPIN OFF – codice 0522/2026</h3>
<p data-start="1512" data-end="1694">Il primo bando riguarda la selezione di <strong data-start="1552" data-end="1581">una risorsa professionale</strong> da inserire nell’ambito del progetto denominato <em data-start="1630" data-end="1693">SPIN OFF – Supporto al Potenziamento Istruzione e Occupazione</em>.</p>
<p data-start="1696" data-end="2022">Per candidarsi è necessario possedere una <strong data-start="1738" data-end="1762">laurea specialistica</strong> e un livello di esperienza professionale compreso tra <strong data-start="1817" data-end="1851">oltre tre e fino a cinque anni</strong> in attività di monitoraggio e rendicontazione di bandi finanziati dal <strong data-start="1922" data-end="1947">Fondo Sociale Europeo</strong>, con particolare attenzione agli interventi legati alla tutela ambientale.</p>
<p data-start="2024" data-end="2151">L’incarico avrà una <strong data-start="2044" data-end="2066">durata di due mesi</strong> e si svolgerà presso la <strong data-start="2091" data-end="2113">Regione Basilicata</strong>, nella sede istituzionale di Potenza.</p>
<p data-start="2153" data-end="2228">Il compenso massimo previsto per l’intera attività è pari a <strong data-start="2213" data-end="2227">2.880 euro</strong>.</p>
<h3 data-section-id="1ub3gzh" data-start="2230" data-end="2286">Specialista per il progetto PeNsa – codice 0506/2026</h3>
<p data-start="2288" data-end="2534">Il secondo avviso riguarda la ricerca di <strong data-start="2329" data-end="2374">un professionista con esperienza avanzata</strong> da coinvolgere nel progetto <em data-start="2403" data-end="2533">PeNsa – Supporto specialistico al Ministero della Salute per la governance del Programma Nazionale Equità della Salute 2021-2027</em>.</p>
<p data-start="2536" data-end="2879">Il profilo richiesto prevede il possesso di una <strong data-start="2584" data-end="2608">laurea specialistica</strong> e una seniority compresa tra <strong data-start="2638" data-end="2699">oltre cinque e fino a dieci anni di esperienza lavorativa</strong> maturata nella gestione, nel monitoraggio e nel controllo amministrativo, contabile e finanziario di interventi finanziati attraverso <strong data-start="2834" data-end="2878">programmi cofinanziati dai fondi europei</strong>.</p>
<p data-start="2881" data-end="3101">L’incarico avrà una durata piuttosto estesa, pari a <strong data-start="2933" data-end="2944">33 mesi</strong>, e le attività saranno svolte in <strong data-start="2978" data-end="2990">Calabria</strong>, presso la sede dell’Organismo Intermedio del Programma Nazionale Equità nella Salute situata a <strong data-start="3087" data-end="3100">Catanzaro</strong>.</p>
<p data-start="3103" data-end="3393">Dal punto di vista economico si tratta dell’opportunità più rilevante tra quelle disponibili: il compenso massimo previsto può infatti arrivare fino a <strong data-start="3254" data-end="3281">97.920 euro complessivi</strong>. A questa cifra si potrà aggiungere anche un rimborso per spese di mobilità che può raggiungere <strong data-start="3378" data-end="3392">1.500 euro</strong>.</p>
<h3 data-section-id="a5f7yj" data-start="3395" data-end="3471">Esperti per innovazione sociale e politiche pubbliche – codice 0504/2026</h3>
<p data-start="3473" data-end="3729">Un ulteriore bando prevede la selezione di <strong data-start="3516" data-end="3537">due collaboratori</strong> da inserire nel progetto intitolato <em data-start="3574" data-end="3728">Innovazione sociale ed impatto delle politiche. Interventi per rafforzare competenze e capacità amministrativa integrata per l’orientamento al risultato</em>.</p>
<p data-start="3731" data-end="4083">Anche in questo caso è richiesto il possesso di una <strong data-start="3783" data-end="3807">laurea specialistica</strong>. Il livello di esperienza necessario è compreso tra <strong data-start="3860" data-end="3919">oltre tre e fino a sette anni di attività professionale</strong> maturata nella gestione e rendicontazione di progetti, con particolare riferimento alle procedure amministrative legate al finanziamento degli interventi pubblici.</p>
<p data-start="4085" data-end="4285">L’incarico avrà una <strong data-start="4105" data-end="4126">durata di 33 mesi</strong> e potrà essere svolto <strong data-start="4149" data-end="4197">prevalentemente dalla propria sede di lavoro</strong>, configurandosi quindi come un’opportunità con un’ampia componente di lavoro da remoto.</p>
<p data-start="4287" data-end="4380">Il compenso massimo previsto per l’intero periodo di collaborazione è pari a <strong data-start="4364" data-end="4379">81.000 euro</strong>.</p>
<h2 data-section-id="mvvztq" data-start="4382" data-end="4419">Requisiti generali per partecipare</h2>
<p data-start="4421" data-end="4660">Oltre ai requisiti specifici indicati per ciascun profilo professionale, i candidati dovranno possedere anche una serie di condizioni generali previste dalla normativa che disciplina l’accesso agli incarichi nella pubblica amministrazione.</p>
<p data-start="4662" data-end="4885">Tra questi requisiti rientrano innanzitutto la <strong data-start="4709" data-end="4788">cittadinanza italiana oppure quella di uno Stato membro dell’Unione europea</strong>, secondo quanto stabilito dall’articolo 38 del <strong data-start="4836" data-end="4884">decreto legislativo n. 165 del 30 marzo 2001</strong>.</p>
<p data-start="4887" data-end="4908">È inoltre necessario:</p>
<ul>
<li data-start="4912" data-end="4953">godere dei <strong data-start="4923" data-end="4952">diritti civili e politici</strong>;</li>
<li data-start="4956" data-end="5006">non aver riportato <strong data-start="4975" data-end="5005">condanne penali definitive</strong>;</li>
<li data-start="5009" data-end="5121">non avere procedimenti penali o amministrativi in corso per l’applicazione di misure di sicurezza o prevenzione;</li>
<li data-start="5124" data-end="5253">non risultare destinatari di precedenti penali iscritti nel casellario giudiziale incompatibili con lo svolgimento dell’incarico.</li>
</ul>
<p data-start="5255" data-end="5477">I candidati non devono inoltre essere stati <strong data-start="5299" data-end="5397">destituiti, dispensati o dichiarati decaduti da un impiego presso una pubblica amministrazione</strong>, né risultare <strong data-start="5412" data-end="5446">interdetti dai pubblici uffici</strong> in base a sentenze definitive.</p>
<p data-start="5479" data-end="5797">Per quanto riguarda invece i <strong data-start="5508" data-end="5555">requisiti tecnici e professionali specifici</strong>, è consigliabile consultare attentamente il testo integrale dei singoli bandi pubblicati da Formez PA, nei quali sono indicati in modo dettagliato i titoli di studio richiesti, le competenze e le esperienze professionali ritenute necessarie.</p>
<h2 data-section-id="2epa2l" data-start="5799" data-end="5828">Come presentare la domanda</h2>
<p data-start="5830" data-end="5969">Le candidature dovranno essere presentate <strong data-start="5872" data-end="5897">entro il 9 marzo 2026</strong>, data che rappresenta il termine ultimo per partecipare alle selezioni.</p>
<p data-start="5971" data-end="6310">Come avviene normalmente per le procedure di questo tipo, la partecipazione richiede la compilazione della domanda secondo le modalità indicate negli avvisi pubblicati da Formez PA. Gli aspiranti candidati dovranno inserire i propri dati, allegare la documentazione richiesta e indicare in modo chiaro le esperienze professionali maturate.</p>
<p data-start="6312" data-end="6647">Trattandosi di incarichi collegati a progetti finanziati con fondi europei e programmi nazionali di sviluppo amministrativo, le selezioni saranno orientate a individuare <strong data-start="6482" data-end="6529">profili con competenze tecniche consolidate</strong> nella gestione di interventi pubblici complessi, nella rendicontazione finanziaria e nel monitoraggio delle attività.</p>
<h2 data-section-id="1hg7tkv" data-start="6649" data-end="6718">Opportunità per professionisti esperti nella gestione dei fondi UE</h2>
<p data-start="6720" data-end="6897">I bandi pubblicati rappresentano un’occasione interessante per professionisti con esperienza nel settore della <strong data-start="6831" data-end="6896">programmazione europea e della gestione dei progetti pubblici</strong>.</p>
<p data-start="6899" data-end="7206">Negli ultimi anni, infatti, la pubblica amministrazione italiana ha avviato numerosi programmi di rafforzamento della capacità amministrativa, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno, con l’obiettivo di migliorare l’utilizzo delle risorse comunitarie e accelerare l’attuazione degli interventi finanziati.</p>
<p data-start="7208" data-end="7555">In questo contesto, figure professionali capaci di operare nella gestione amministrativa e finanziaria dei progetti risultano particolarmente richieste. Le attività previste nei bandi Formez si inseriscono proprio in questo scenario, contribuendo al supporto operativo delle amministrazioni impegnate nella realizzazione delle politiche pubbliche.</p>
<p data-start="7557" data-end="7815">Per chi possiede competenze nella <strong data-start="7591" data-end="7707">gestione dei fondi strutturali europei, nel monitoraggio dei programmi e nella rendicontazione dei finanziamenti</strong>, queste selezioni possono rappresentare una concreta opportunità di collaborazione con il sistema pubblico.</p>
<p data-start="7817" data-end="8013">Con la scadenza ormai imminente del <strong data-start="7853" data-end="7869">9 marzo 2026</strong>, gli interessati sono quindi invitati a verificare attentamente i requisiti richiesti e a presentare la propria candidatura nei tempi previsti.</p>
<h2 data-start="7817" data-end="8013">Tutti i bandi in scadenza</h2>
<p data-start="7817" data-end="8013"><strong><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/avviso_0504_2026.pdf"><span>Avviso 0504/2026</span></a></strong></p>
<p data-start="7817" data-end="8013"><span><strong><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/avviso_0506_2026.pdf">Avviso 0506/2026</a> </strong></span></p>
<p data-start="7817" data-end="8013"><span><strong><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/avviso_0522_2026.pdf"><span>Avviso 0522/2026</span></a></strong></span></p>
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</item>

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<title>Dati personali dei lavoratori, multa del Garante Privacy ad Alitalia e ITA Airways</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Privacy dei lavoratori e passaggio tra compagnie: sanzione del Garante per il trasferimento dei dati tra Alitalia e ITA Airways. La tutela dei dati personali dei dipendenti torna al centro del dibattito giuridico e sindacale. Il Garante interviene con una sanzione significativa, mentre restano aperti interrogativi sulla gestione delle informazioni nel delicato passaggio tra vecchia […]
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<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 17:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Dati, personali, dei, lavoratori, multa, del, Garante, Privacy, Alitalia, ITA, Airways</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-section-id="9tlib4" data-start="0" data-end="121"><strong>Privacy dei lavoratori e passaggio tra compagnie: sanzione del Garante per il trasferimento dei dati tra Alitalia e ITA Airways.</strong></p>
<hr>
<p>La tutela dei dati personali dei dipendenti torna al centro del dibattito giuridico e sindacale. Il Garante interviene con una sanzione significativa, mentre restano aperti interrogativi sulla gestione delle informazioni nel delicato passaggio tra vecchia e nuova compagnia aerea.</p>
<h2 data-section-id="d1rcqd" data-start="412" data-end="483">Il quadro normativo: la protezione dei dati personali dei lavoratori</h2>
<p data-start="485" data-end="893">Nel sistema giuridico europeo e nazionale, la <strong data-start="531" data-end="564">protezione dei dati personali</strong> rappresenta un diritto fondamentale riconosciuto ai cittadini, compresi i lavoratori. Il riferimento principale è il <strong data-start="682" data-end="723"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal"><span><a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32016R0679" target="_blank" rel="noopener">Regolamento (UE) 2016/679</a></span> – GDPR</span></span></strong>, entrato pienamente in vigore nel 2018, che disciplina modalità e limiti del trattamento dei dati personali, imponendo obblighi stringenti a soggetti pubblici e privati.</p>
<p data-start="895" data-end="943">Tra i principi cardine del regolamento figurano:</p>
<ul data-start="945" data-end="1258">
<li data-section-id="1ykvxqc" data-start="945" data-end="1016">
<p data-start="947" data-end="1016"><strong data-start="947" data-end="1001">liceità, correttezza e trasparenza del trattamento</strong> (art. 5 <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/gdpr/" target="_blank" rel="noopener">GDPR</a></span>);</p>
</li>
<li data-section-id="5go823" data-start="1017" data-end="1116">
<p data-start="1019" data-end="1116"><strong data-start="1019" data-end="1049">limitazione delle finalità</strong>, ovvero l’utilizzo dei dati solo per scopi specifici e dichiarati;</p>
</li>
<li data-section-id="vky5t1" data-start="1117" data-end="1178">
<p data-start="1119" data-end="1178"><strong data-start="1119" data-end="1177">minimizzazione e sicurezza delle informazioni trattate</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="rlugpw" data-start="1179" data-end="1258">
<p data-start="1181" data-end="1258"><strong data-start="1181" data-end="1218">obbligo di informativa preventiva</strong> agli interessati ai sensi dell’art. 13.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="1260" data-end="1627">In ambito lavorativo tali principi assumono particolare rilievo, poiché i datori di lavoro gestiscono una quantità significativa di informazioni riguardanti i dipendenti: dati anagrafici, contrattuali, disciplinari e, in alcuni casi, anche <strong data-start="1500" data-end="1533">categorie particolari di dati</strong> ai sensi dell’art. 9 del GDPR, come quelli relativi alla salute o all’appartenenza sindacale.</p>
<p data-start="1629" data-end="1836">La vigilanza sul rispetto di queste norme è affidata all’<strong data-start="1686" data-end="1727"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Garante per la protezione dei dati personali</span></span></strong>, autorità indipendente che può avviare istruttorie, disporre correttivi e applicare sanzioni amministrative.</p>
<h2 data-section-id="1aatzhq" data-start="1843" data-end="1907">La sanzione del Garante: oltre un milione di euro complessivi</h2>
<p data-start="1909" data-end="2107">Proprio l’Autorità garante è recentemente intervenuta in una vicenda legata alla transizione tra la storica compagnia di bandiera italiana e la nuova società che ne ha raccolto parte delle attività.</p>
<p data-start="2109" data-end="2308">Il provvedimento ha riguardato <strong data-start="2140" data-end="2181"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">ITA Airways</span></span></strong> e <strong data-start="2184" data-end="2225"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Alitalia</span></span></strong>, destinatarie di <strong data-start="2243" data-end="2307">sanzioni amministrative per complessivi 1,25 milioni di euro</strong>.</p>
<p data-start="2310" data-end="2766">Secondo quanto accertato dall’Autorità, nei giorni particolarmente concitati che hanno accompagnato il passaggio di consegne tra le due società sarebbe avvenuto <strong data-start="2471" data-end="2540">un trasferimento massivo di dati personali relativi ai dipendenti</strong> della precedente compagnia. Tale condivisione sarebbe stata effettuata <strong data-start="2612" data-end="2694">senza adeguata informazione preventiva e senza un idoneo presupposto giuridico</strong>, elementi che costituiscono violazione dei principi stabiliti dal GDPR.</p>
<p data-start="2768" data-end="2955">L’operazione avrebbe riguardato una quantità rilevante di informazioni personali, trasferite dalla struttura della compagnia in amministrazione straordinaria alla nuova società operativa.</p>
<h2 data-section-id="dihefo" data-start="2962" data-end="3013">Il ruolo del sindacato e l’avvio delle verifiche</h2>
<p data-start="3015" data-end="3131">La vicenda non nasce da un controllo autonomo dell’Autorità, ma da una segnalazione proveniente dal mondo sindacale.</p>
<p data-start="3133" data-end="3441">In particolare il sindacato <strong data-start="3161" data-end="3202"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">CUB Trasporti</span></span></strong> aveva presentato già nel luglio 2023 una richiesta di verifica al Garante, chiedendo di approfondire le modalità con cui i dati dei lavoratori della vecchia compagnia fossero stati gestiti durante il passaggio alla nuova realtà aziendale.</p>
<p data-start="3443" data-end="3654">Secondo l’organizzazione sindacale, la verifica era funzionale anche a chiarire un punto centrale della vicenda industriale e occupazionale: <strong data-start="3584" data-end="3653">l’effettiva continuità o discontinuità tra le due compagnie aeree</strong>.</p>
<p data-start="3656" data-end="3802">La questione non è meramente teorica. Nel diritto del lavoro, infatti, l’eventuale continuità aziendale può incidere su aspetti fondamentali come:</p>
<ul data-start="3804" data-end="3972">
<li data-section-id="4nxevc" data-start="3804" data-end="3842">
<p data-start="3806" data-end="3842">il <strong data-start="3809" data-end="3841">trasferimento dei lavoratori</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="1c5iq2" data-start="3843" data-end="3921">
<p data-start="3845" data-end="3921">l’applicazione dell’art. 2112 del Codice civile sul trasferimento d’azienda;</p>
</li>
<li data-section-id="y47tht" data-start="3922" data-end="3972">
<p data-start="3924" data-end="3972">la tutela dell’anzianità e dei diritti maturati.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3974" data-end="4115">Per questo motivo il sindacato era alla ricerca di elementi documentali che potessero dimostrare un collegamento operativo tra le due realtà.</p>
<h2 data-section-id="2cyv3j" data-start="4122" data-end="4184">Il nodo della “discontinuità” tra vecchia e nuova compagnia</h2>
<p data-start="4186" data-end="4393">Fin dall’avvio del nuovo progetto industriale, le istituzioni europee e nazionali avevano sostenuto la necessità di garantire una <strong data-start="4316" data-end="4356">discontinuità economica e societaria</strong> tra la vecchia compagnia e la nuova.</p>
<p data-start="4395" data-end="4620">Questo principio era stato ritenuto fondamentale anche dalla <strong data-start="4456" data-end="4479">Commissione europea</strong> per escludere che la nuova società rappresentasse una mera prosecuzione della precedente, evitando così problemi legati agli aiuti di Stato.</p>
<p data-start="4622" data-end="4833">Sulla base di questa impostazione, <strong data-start="4657" data-end="4698"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">ITA Airways</span></span></strong> aveva avviato una propria selezione del personale, assumendo soltanto una parte dei lavoratori provenienti dalla precedente compagnia.</p>
<p data-start="4835" data-end="5006">Proprio su questo punto si è sviluppato negli anni un intenso contenzioso, con numerosi lavoratori che hanno contestato il mancato passaggio automatico alla nuova azienda.</p>
<p data-start="5008" data-end="5134">In questo contesto, l’eventuale scambio di informazioni interne tra le due società potrebbe assumere un rilievo significativo.</p>
<h2 data-section-id="17rwgsx" data-start="5141" data-end="5202">Il trasferimento dei dati nel contratto tra le due società</h2>
<p data-start="5204" data-end="5378">Un elemento emerso nel dibattito riguarda il cosiddetto <strong data-start="5260" data-end="5305">“Contratto di cessione di beni e servizi”</strong> stipulato tra le due compagnie nel momento del passaggio delle attività.</p>
<p data-start="5380" data-end="5534">Secondo quanto riportato nella documentazione, <strong data-start="5427" data-end="5533">la condivisione dei dati personali dei dipendenti sarebbe stata prevista all’interno di questo accordo</strong>.</p>
<p data-start="5536" data-end="5755">Allo stesso tempo, però, le società coinvolte hanno sempre sostenuto la tesi della <strong data-start="5619" data-end="5684">piena autonomia e indipendenza tra le due strutture aziendali</strong>, posizione che ha avuto riflessi diretti sulla gestione del personale.</p>
<p data-start="5757" data-end="5982">Proprio questa apparente contraddizione è stata oggetto delle contestazioni sindacali: da un lato si sostiene la discontinuità societaria, dall’altro si registrerebbe un trasferimento di informazioni riguardanti i lavoratori.</p>
<h2 data-section-id="1uaxvap" data-start="5989" data-end="6028">Quali dati sarebbero stati condivisi</h2>
<p data-start="6030" data-end="6182">Secondo quanto emerso nelle comunicazioni ufficiali, <strong data-start="6083" data-end="6181">Alitalia avrebbe riconosciuto l’avvenuta condivisione di dati personali con la nuova compagnia</strong>.</p>
<p data-start="6184" data-end="6284">Non è stato tuttavia chiarito nel dettaglio <strong data-start="6228" data-end="6283">quali informazioni specifiche siano state trasmesse</strong>.</p>
<p data-start="6286" data-end="6439">Il tema è particolarmente delicato perché, nel contesto lavorativo, le banche dati aziendali possono includere elementi molto sensibili, come ad esempio:</p>
<ul data-start="6441" data-end="6652">
<li data-section-id="r4bejc" data-start="6441" data-end="6481">
<p data-start="6443" data-end="6481"><strong data-start="6443" data-end="6480">appartenenza o attività sindacale</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="3lnz46" data-start="6482" data-end="6524">
<p data-start="6484" data-end="6524"><strong data-start="6484" data-end="6523">eventuali procedimenti disciplinari</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="1xnei7q" data-start="6525" data-end="6590">
<p data-start="6527" data-end="6590"><strong data-start="6527" data-end="6589">situazioni familiari particolari o condizioni di fragilità</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="8yx66p" data-start="6591" data-end="6652">
<p data-start="6593" data-end="6652"><strong data-start="6593" data-end="6651">informazioni relative alla maternità o alla gravidanza</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="6654" data-end="6746">Tutte categorie di dati che, secondo il GDPR, richiedono <strong data-start="6711" data-end="6745">particolari garanzie di tutela</strong>.</p>
<h2 data-section-id="1n9rdcs" data-start="6753" data-end="6803">Il riferimento all’informativa privacy del 2018</h2>
<p data-start="6805" data-end="7065">Nella comunicazione ai lavoratori, la compagnia in amministrazione straordinaria avrebbe indicato che la condivisione dei dati sarebbe avvenuta <strong data-start="6949" data-end="7007">nel rispetto dell’informativa privacy fornita nel 2018</strong>, in occasione dell’aggiornamento delle procedure interne.</p>
<p data-start="7067" data-end="7188">Secondo questa ricostruzione, il trattamento sarebbe stato coerente con le finalità già indicate ai dipendenti all’epoca.</p>
<p data-start="7190" data-end="7432">Tuttavia il punto centrale riguarda <strong data-start="7226" data-end="7337">la compatibilità tra quelle finalità originarie e il trasferimento dei dati a un soggetto giuridico diverso</strong>, tema che rientra tra gli aspetti tipicamente esaminati dal Garante nelle proprie istruttorie.</p>
<h2 data-section-id="1ik0y4l" data-start="7439" data-end="7472">L’esposto alla Procura di Roma</h2>
<p data-start="7474" data-end="7610">Parallelamente alla segnalazione all’Autorità per la privacy, la vicenda è stata portata anche all’attenzione dell’autorità giudiziaria.</p>
<p data-start="7612" data-end="7879">Il sindacato ha infatti depositato un esposto presso la <strong data-start="7668" data-end="7709"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Procura della Repubblica di Roma</span></span></strong>, chiedendo di verificare se nella gestione delle informazioni relative ai lavoratori possano essere state commesse irregolarità sotto il profilo penale o amministrativo.</p>
<p data-start="7881" data-end="8048">L’iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di contenziosi e verifiche che negli ultimi anni hanno accompagnato la trasformazione del trasporto aereo nazionale.</p>
<h2 data-section-id="123tmkh" data-start="8055" data-end="8129">Un caso che riaccende il dibattito sulla tutela dei dati dei dipendenti</h2>
<p data-start="8131" data-end="8320">La decisione del Garante rappresenta un nuovo capitolo in una vicenda complessa che intreccia <strong data-start="8225" data-end="8319">diritto del lavoro, normativa europea sugli aiuti di Stato e protezione dei dati personali</strong>.</p>
<p data-start="8322" data-end="8596">Al di là della singola sanzione, il caso evidenzia un aspetto sempre più centrale nelle organizzazioni complesse: <strong data-start="8436" data-end="8502">la gestione corretta delle informazioni relative ai lavoratori</strong>, soprattutto quando avvengono operazioni societarie, riorganizzazioni o passaggi di attività.</p>
<p data-start="8598" data-end="8849">Il principio che emerge con chiarezza dalla normativa europea è che <strong data-start="8666" data-end="8747">i dati personali non possono essere trattati come un semplice asset aziendale</strong>, ma devono essere gestiti nel rispetto di regole precise e con adeguate garanzie per gli interessati.</p>
<p data-start="8851" data-end="9046">In un contesto economico caratterizzato da fusioni, acquisizioni e ristrutturazioni, il rispetto di queste regole diventa quindi un elemento essenziale per prevenire contenziosi e responsabilità.</p>
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<title>Con il Dl 19/2026 arrivano nuove regole sulla trasparenza nella PA</title>
<link>https://www.eventi.news/con-il-dl-192026-arrivano-nuove-regole-sulla-trasparenza-nella-pa</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Con l’entrata in vigore del Dl 19/2026, contenente ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per le politiche di coesione, il legislatore interviene anche sul tema della trasparenza amministrativa e della digitalizzazione della PA. Il provvedimento introduce modifiche significative al quadro normativo già delineato dal decreto legislativo n. 33 […]
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<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 10:30:05 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Con, 192026, arrivano, nuove, regole, sulla, trasparenza, nella</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Con l’entrata in vigore del Dl 19/2026, contenente <em data-start="243" data-end="374">ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per le politiche di coesione</em>, il legislatore interviene anche sul tema della trasparenza amministrativa e della digitalizzazione della PA.</strong></p>
<hr>
<p data-start="514" data-end="958">Il provvedimento introduce modifiche significative al quadro normativo già delineato dal decreto legislativo n. 33 del 2013, che disciplina la pubblicità e l’accesso alle informazioni detenute dalle amministrazioni pubbliche. L’obiettivo è duplice: <strong data-start="763" data-end="872">semplificare alcuni adempimenti burocratici e rafforzare al tempo stesso <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/accessibilita/" target="_blank" rel="noopener">l’accessibilità ai dati pubblici</a></span></strong>, sfruttando le potenzialità delle piattaforme digitali e delle banche dati nazionali.</p>
<p data-start="960" data-end="1391">Le novità riguardano diversi ambiti: dalla modalità di pubblicazione delle informazioni sui pagamenti effettuati con risorse pubbliche, alle modifiche al <span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005-03-07;82" target="_blank" rel="noopener"><strong>Codice dell’amministrazione digitale</strong></a></span>, fino all’introduzione di nuove funzioni di vigilanza sui fondi sanitari integrativi. Tutte misure che si inseriscono nella strategia più ampia del PNRR, mirata a rendere <strong data-start="1322" data-end="1390">la macchina pubblica più efficiente, interconnessa e trasparente</strong>.</p>
<h2 data-start="1398" data-end="1489">Trasparenza amministrativa: pubblicazione dei dati tramite collegamenti alle banche dati</h2>
<p data-start="1491" data-end="1724">Una delle innovazioni principali è contenuta nell’<strong data-start="1541" data-end="1567">articolo 8 del decreto</strong>, che interviene sugli obblighi di pubblicazione relativi alle spese sostenute dalle amministrazioni e dagli altri soggetti che gestiscono risorse pubbliche.</p>
<p data-start="1726" data-end="2035">Le nuove disposizioni riguardano la platea individuata dall’articolo 2-bis del decreto legislativo 33/2013. Si tratta di un insieme ampio di soggetti che comprende <strong data-start="1890" data-end="2034">amministrazioni pubbliche, enti controllati o partecipati e, in alcuni casi, organizzazioni di natura privata che operano con fondi pubblici</strong>.</p>
<h3 data-start="2037" data-end="2084">Il collegamento al portale “Soldi pubblici”</h3>
<p data-start="2086" data-end="2414">La prima semplificazione riguarda i dati sui pagamenti effettuati dalle amministrazioni. In molti casi tali informazioni sono già raccolte in una banca dati nazionale che alimenta il portale istituzionale denominato <strong data-start="2302" data-end="2322">“Soldi pubblici”</strong>, piattaforma attraverso la quale è possibile monitorare l’utilizzo delle risorse pubbliche.</p>
<p data-start="2416" data-end="2815">Il decreto stabilisce che, quando i dati risultano già presenti in questo sistema informativo centralizzato, i soggetti interessati <strong data-start="2548" data-end="2618">non sono più tenuti a ripubblicarli integralmente sul proprio sito</strong>. L’obbligo di trasparenza viene considerato soddisfatto inserendo nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito istituzionale <strong data-start="2752" data-end="2814">un semplice collegamento ipertestuale al portale nazionale</strong>.</p>
<p data-start="2817" data-end="3010">Questa scelta risponde a una logica precisa: evitare duplicazioni nella pubblicazione delle informazioni e garantire al tempo stesso una <strong data-start="2954" data-end="3009">consultazione più ordinata e centralizzata dei dati</strong>.</p>
<h3 data-start="3012" data-end="3058">Accesso diretto alle banche dati nazionali</h3>
<p data-start="3060" data-end="3183">Il decreto introduce una soluzione analoga anche per altri obblighi informativi previsti dal decreto legislativo 33/2013.</p>
<p data-start="3185" data-end="3445">I soggetti che già trasmettono i propri dati alle banche dati nazionali elencate nell’allegato B dello stesso decreto possono infatti <strong data-start="3319" data-end="3444">adempiere agli obblighi di pubblicazione semplicemente inserendo sul proprio sito un link diretto a tali archivi digitali</strong>.</p>
<p data-start="3447" data-end="3536">La misura riguarda, tra gli altri, gli obblighi previsti dagli articoli che disciplinano:</p>
<ul>
<li data-start="3540" data-end="3563">incarichi e consulenze;</li>
<li data-start="3566" data-end="3598">dotazioni organiche e personale;</li>
<li data-start="3601" data-end="3619">bandi di concorso;</li>
<li data-start="3622" data-end="3658">informazioni sugli enti controllati;</li>
<li data-start="3661" data-end="3716">dati relativi alla gestione finanziaria e patrimoniale.</li>
</ul>
<p data-start="3718" data-end="4055">In questo modo la normativa mira a <strong data-start="3753" data-end="3813">ridurre il carico amministrativo sulle singole strutture</strong>, evitando la replicazione di contenuti già presenti in piattaforme pubbliche ufficiali. Allo stesso tempo viene incentivato l’uso delle banche dati centralizzate, che diventano il punto di riferimento per la consultazione delle informazioni.</p>
<h2 data-start="4062" data-end="4117">Le modifiche al Codice dell’amministrazione digitale</h2>
<p data-start="4119" data-end="4284">Un’altra parte rilevante del decreto riguarda l’<strong data-start="4167" data-end="4231">aggiornamento del Codice dell’amministrazione digitale (CAD)</strong>, contenuto nel decreto legislativo n. 82 del 2005.</p>
<p data-start="4286" data-end="4475">L’articolo 11 introduce una serie di interventi volti a rafforzare i diritti digitali dei cittadini e migliorare l’interoperabilità tra i sistemi informativi della pubblica amministrazione.</p>
<h3 data-start="4477" data-end="4541">Accesso alle informazioni sugli strumenti digitali personali</h3>
<p data-start="4543" data-end="4743">Una delle novità più significative consiste nel <strong data-start="4591" data-end="4740">riconoscimento esplicito del diritto di ogni cittadino a conoscere e consultare le informazioni relative ai propri strumenti di identità digitale</strong>.</p>
<p data-start="4745" data-end="4851">La norma riguarda dispositivi e servizi ormai centrali nel rapporto tra cittadini e amministrazione, come:</p>
<ul>
<li data-start="4855" data-end="4893">la Carta d’identità elettronica (CIE);</li>
<li data-start="4896" data-end="4969">i sistemi di identità digitale utilizzati per accedere ai servizi online;</li>
<li data-start="4972" data-end="5011">la posta elettronica certificata (PEC).</li>
</ul>
<p data-start="5013" data-end="5185">L’obiettivo è consentire agli utenti di <strong data-start="5053" data-end="5121">verificare e controllare in modo semplice i propri dati digitali</strong>, rafforzando la trasparenza nell’utilizzo di queste tecnologie.</p>
<h3 data-start="5187" data-end="5244">Nuovi obblighi di registrazione dei domicili digitali</h3>
<p data-start="5246" data-end="5426">Il decreto amplia inoltre il perimetro dei soggetti che devono iscriversi nell’<strong data-start="5325" data-end="5423">Indice dei domicili digitali delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di servizi pubblici</strong>.</p>
<p data-start="5428" data-end="5632">Tra i nuovi soggetti obbligati figurano anche <strong data-start="5474" data-end="5509">le società a controllo pubblico</strong>, che dovranno quindi rendere disponibile un recapito digitale ufficiale attraverso cui ricevere comunicazioni e notifiche.</p>
<p data-start="5634" data-end="5817">Questa misura mira a <strong data-start="5655" data-end="5740">uniformare i canali di contatto digitale tra amministrazioni, imprese e cittadini</strong>, favorendo l’uso di strumenti elettronici nelle comunicazioni istituzionali.</p>
<h3 data-start="5819" data-end="5852">Il principio dell’“once only”</h3>
<p data-start="5854" data-end="5969">Una delle innovazioni più attese riguarda l’introduzione esplicita del cosiddetto <strong data-start="5936" data-end="5966">principio dell’“once only”</strong>.</p>
<p data-start="5971" data-end="6166">Secondo questo criterio, le pubbliche amministrazioni <strong data-start="6025" data-end="6165">non possono più richiedere a cittadini e imprese informazioni o documenti che siano già in possesso di un’altra amministrazione pubblica</strong>.</p>
<p data-start="6168" data-end="6506">In pratica, i dati devono essere recuperati direttamente dagli archivi pubblici esistenti, senza costringere l’utente a fornire nuovamente le stesse informazioni. Il principio rappresenta un passaggio fondamentale verso <strong data-start="6388" data-end="6430">una burocrazia digitale più efficiente</strong>, in cui lo scambio di dati avviene automaticamente tra sistemi informatici.</p>
<h3 data-start="6508" data-end="6562">Accesso automatico ai dati dell’Anagrafe nazionale</h3>
<p data-start="6564" data-end="6693">Il decreto rafforza anche il collegamento tra le amministrazioni e l’<strong data-start="6633" data-end="6690">Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR)</strong>.</p>
<p data-start="6695" data-end="6893">Le strutture pubbliche potranno accedere automaticamente alle informazioni contenute in questo archivio, evitando richieste ridondanti ai cittadini e semplificando numerose procedure amministrative.</p>
<h3 data-start="6895" data-end="6944">Nasce l’Anagrafe digitale della gente di mare</h3>
<p data-start="6946" data-end="7165">Tra le novità introdotte figura anche l’istituzione dell’<strong data-start="7003" data-end="7054">Anagrafe nazionale digitale della gente di mare</strong>, una banca dati dedicata alla registrazione delle informazioni relative ai lavoratori del settore marittimo.</p>
<p data-start="7167" data-end="7349">La creazione di questo archivio risponde all’esigenza di <strong data-start="7224" data-end="7348">modernizzare la gestione amministrativa di una categoria professionale caratterizzata da elevata mobilità internazionale</strong>.</p>
<h2 data-start="7356" data-end="7390">Gli obiettivi collegati al PNRR</h2>
<p data-start="7392" data-end="7566">Le modifiche introdotte dal decreto non rappresentano interventi isolati, ma si inseriscono nel quadro delle riforme previste dal <strong data-start="7522" data-end="7565">Piano nazionale di ripresa e resilienza</strong>.</p>
<p data-start="7568" data-end="7805">In particolare, le nuove disposizioni sono finalizzate a sostenere il raggiungimento degli obiettivi previsti dagli investimenti <strong data-start="7697" data-end="7741">1.3 e 1.4 della Missione 1, Componente 1</strong>, dedicati alla digitalizzazione della pubblica amministrazione.</p>
<p data-start="7807" data-end="7870">Secondo quanto indicato dal provvedimento, le misure puntano a:</p>
<ul>
<li data-start="7874" data-end="8008"><strong data-start="7874" data-end="7936">rafforzare l’interoperabilità tra le banche dati pubbliche</strong>, consentendo lo scambio automatico di informazioni tra amministrazioni;</li>
<li data-start="8011" data-end="8080">migliorare la <strong data-start="8025" data-end="8079">trasparenza sull’utilizzo degli strumenti digitali</strong>;</li>
<li data-start="8083" data-end="8148">semplificare i rapporti tra cittadini, imprese e amministrazioni.</li>
</ul>
<p data-start="8150" data-end="8317">Nel lungo periodo queste innovazioni dovrebbero contribuire a <strong data-start="8212" data-end="8316">ridurre i tempi delle procedure amministrative e migliorare la qualità dei servizi pubblici digitali</strong>.</p>
<h2 data-start="8324" data-end="8373">Nuova vigilanza sui fondi sanitari integrativi</h2>
<p data-start="8375" data-end="8442">Il decreto interviene anche nel settore della sanità integrativa.</p>
<p data-start="8444" data-end="8599">L’<strong data-start="8446" data-end="8461">articolo 29</strong>, nei commi compresi tra il terzo e l’undicesimo, attribuisce nuove funzioni alla <strong data-start="8543" data-end="8598">Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP)</strong>.</p>
<p data-start="8601" data-end="8823">L’autorità, già responsabile della supervisione dei fondi pensione, acquisisce competenze di <strong data-start="8694" data-end="8774">regolamentazione e controllo sui fondi sanitari e socio-sanitari integrativi</strong>, indipendentemente dalla denominazione adottata.</p>
<h3 data-start="8825" data-end="8851">Ambito della vigilanza</h3>
<p data-start="8853" data-end="8958">Il ruolo della Commissione sarà tuttavia limitato ad alcuni aspetti specifici. In particolare riguarderà:</p>
<ul>
<li data-start="8962" data-end="8997">l’organizzazione interna dei fondi;</li>
<li data-start="9000" data-end="9032">i sistemi di governo societario;</li>
<li data-start="9035" data-end="9076">la gestione amministrativa e finanziaria;</li>
<li data-start="9079" data-end="9094">la contabilità;</li>
<li data-start="9097" data-end="9125">gli obblighi di trasparenza;</li>
<li data-start="9128" data-end="9170">il corretto funzionamento delle strutture.</li>
</ul>
<p data-start="9172" data-end="9409">Restano invece esclusi dalla nuova disciplina <strong data-start="9218" data-end="9323">le imprese di assicurazione e i prodotti assicurativi regolati dal Codice delle assicurazioni private</strong>, che continuano a essere vigilati dalle autorità competenti del settore assicurativo.</p>
<h3 data-start="9411" data-end="9485">Estensione alle forme integrative registrate al Ministero della Salute</h3>
<p data-start="9487" data-end="9719">La vigilanza della Commissione si estende anche alle forme di assistenza sanitaria integrativa che, secondo la normativa vigente, <strong data-start="9617" data-end="9718">devono essere iscritte all’Anagrafe dei fondi sanitari istituita presso il Ministero della Salute</strong>.</p>
<p data-start="9721" data-end="9904">Si tratta di un passaggio importante perché introduce <strong data-start="9775" data-end="9818">un sistema di controllo più strutturato</strong> su un comparto in costante crescita, che coinvolge milioni di lavoratori e cittadini.</p>
<h2 data-start="9721" data-end="9904">Il testo del decreto legge</h2>
<p data-start="9721" data-end="9904"><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/DECRETO-LEGGE-19-febbraio-2026-n.-19.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
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</item>

<item>
<title>Responsabilità erariale: la Corte dei conti frena sulla riduzione automatica del danno</title>
<link>https://www.eventi.news/responsabilita-erariale-la-corte-dei-conti-frena-sulla-riduzione-automatica-del-danno</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
La responsabilità amministrativo-contabile rappresenta uno dei pilastri del sistema di tutela delle risorse pubbliche. Attraverso l’azione della Corte dei conti, l’ordinamento mira infatti a garantire che eventuali comportamenti illeciti o gravemente negligenti da parte di funzionari e amministratori pubblici non producano conseguenze permanenti per le finanze dello Stato o degli enti territoriali. Negli ultimi anni […]
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<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 10:30:05 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Responsabilità, erariale:, Corte, dei, conti, frena, sulla, riduzione, automatica, del, danno</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="104" data-end="505"><strong>La responsabilità amministrativo-contabile rappresenta uno dei pilastri del sistema di tutela delle risorse pubbliche. Attraverso l’azione della Corte dei conti, l’ordinamento mira infatti a garantire che eventuali comportamenti illeciti o gravemente negligenti da parte di funzionari e amministratori pubblici non producano conseguenze permanenti per le finanze dello Stato o degli enti territoriali.</strong></p>
<hr>
<p data-start="507" data-end="1069">Negli ultimi anni il legislatore è intervenuto più volte su questa materia, introducendo modifiche significative al quadro normativo. Tra queste si inserisce anche la cosiddetta <strong data-start="685" data-end="701">“legge Foti”</strong>, una riforma che ha previsto, in specifiche circostanze, <strong data-start="759" data-end="830">una riduzione fino al 70% dell’importo del danno erariale accertato</strong>. L’obiettivo dichiarato della norma è stato quello di riequilibrare il sistema di responsabilità contabile, evitando che i dipendenti pubblici siano esposti a conseguenze economiche eccessivamente gravose in presenza di errori non dolosi.</p>
<p data-start="1071" data-end="1470">Tuttavia, proprio sull’applicazione concreta di questo meccanismo riduttivo si stanno sviluppando importanti orientamenti giurisprudenziali. Una recente pronuncia della <strong data-start="1240" data-end="1300">Corte dei conti – Sezione giurisdizionale per la Toscana</strong>, con la <strong data-start="1309" data-end="1346">sentenza n. 9 del 23 gennaio 2026</strong>, offre infatti chiarimenti rilevanti sul punto, delimitando i casi in cui il beneficio può essere effettivamente applicato.</p>
<p data-start="1472" data-end="1695">La decisione assume particolare rilievo perché ribadisce un principio fondamentale: <strong data-start="1556" data-end="1694">la riduzione del danno prevista dalla legge Foti non può operare automaticamente quando la <span><a href="https://lentepubblica.it/contabilita-bilancio-tasse-tributi/riforma-responsabilita-erariale-nota-approfondimento-anci/" target="_blank" rel="noopener">responsabilità erariale</a></span> è connotata da dolo</strong>.</p>
<h2 data-start="1702" data-end="1770">Il quadro normativo della responsabilità amministrativo-contabile</h2>
<p data-start="1772" data-end="1904">Per comprendere la portata della decisione è necessario ricordare alcuni elementi essenziali del sistema di responsabilità erariale.</p>
<p data-start="1906" data-end="2310">La responsabilità amministrativa trova il proprio fondamento nell’<strong data-start="1972" data-end="2007">articolo 103 della Costituzione</strong>, che attribuisce alla Corte dei conti la giurisdizione nelle materie di contabilità pubblica. La disciplina ordinaria è stata poi definita dalla <span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1994-01-14;20!vig=" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="2153" data-end="2177">legge n. 20 del 1994</strong></a></span>, che ha stabilito i presupposti per l’esercizio dell’azione di responsabilità nei confronti di dipendenti e amministratori pubblici.</p>
<p data-start="2312" data-end="2441">Secondo tale impianto normativo, l’azione della Procura contabile può essere promossa quando ricorrono tre elementi fondamentali:</p>
<ul>
<li data-start="2445" data-end="2566"><strong data-start="2445" data-end="2563">un comportamento illecito imputabile a un soggetto legato alla pubblica amministrazione da un rapporto di servizio</strong>;</li>
<li data-start="2569" data-end="2623"><strong data-start="2569" data-end="2620">un danno patrimoniale subito dall’ente pubblico</strong>;</li>
<li data-start="2626" data-end="2684"><strong data-start="2626" data-end="2683">il nesso causale tra condotta e pregiudizio economico</strong>.</li>
</ul>
<p data-start="2686" data-end="2857">Sul piano soggettivo, la responsabilità può essere fondata su <strong data-start="2748" data-end="2770">dolo o colpa grave</strong>. Proprio questa distinzione assume un peso decisivo nelle recenti riforme legislative.</p>
<p data-start="2859" data-end="3280">La cosiddetta legge Foti ha infatti introdotto una misura di contenimento della responsabilità economica, prevedendo che <strong data-start="2980" data-end="3054">in alcune ipotesi l’importo del danno possa essere ridotto fino al 70%</strong> rispetto alla somma accertata. Tuttavia la norma, letta sistematicamente insieme ai principi generali dell’ordinamento contabile, non può essere interpretata come una regola applicabile indistintamente a qualsiasi situazione.</p>
<h2 data-start="3287" data-end="3337">Il caso esaminato dalla Corte dei conti Toscana</h2>
<p data-start="3339" data-end="3501">La vicenda oggetto della sentenza riguarda un episodio di gestione irregolare di risorse pubbliche che ha comportato un danno patrimoniale per la Regione Toscana.</p>
<p data-start="3503" data-end="3728">Nel procedimento esaminato dalla magistratura contabile, l’importo del pregiudizio economico è stato quantificato in <strong data-start="3620" data-end="3638">19.373,20 euro</strong>, somma corrispondente a <strong data-start="3663" data-end="3727">un’anticipazione di denaro pubblico indebitamente trattenuta</strong>.</p>
<p data-start="3730" data-end="4070">Nel corso dell’istruttoria è stato accertato che la condotta contestata alla convenuta aveva prodotto una perdita diretta per l’amministrazione regionale. Il collegio giudicante ha infatti evidenziato come <strong data-start="3936" data-end="4069">il rapporto di causalità tra il comportamento posto in essere e il danno subito dall’ente fosse immediato e privo di interruzioni</strong>.</p>
<p data-start="4072" data-end="4193">In altre parole, il danno economico coincideva esattamente con l’importo delle risorse pubbliche trattenute senza titolo.</p>
<h2 data-start="4200" data-end="4252">Perché la riduzione del 70% non è stata applicata</h2>
<p data-start="4254" data-end="4368">Uno dei punti centrali della decisione riguarda proprio l’interpretazione della norma introdotta dalla legge Foti.</p>
<p data-start="4370" data-end="4587">Nel caso specifico, la difesa aveva sostenuto l’applicabilità della riduzione prevista dalla riforma, chiedendo quindi che l’importo del danno venisse abbattuto secondo il limite percentuale stabilito dal legislatore.</p>
<p data-start="4589" data-end="4743">La Corte dei conti ha però respinto questa impostazione, sottolineando che <strong data-start="4664" data-end="4742">l’applicazione della riduzione non può essere automatica né indiscriminata</strong>.</p>
<p data-start="4745" data-end="4843">Secondo i giudici contabili, l’analisi deve sempre tener conto di alcune circostanze fondamentali:</p>
<ul>
<li data-start="4847" data-end="4889"><strong data-start="4847" data-end="4886">la natura della condotta contestata</strong>;</li>
<li data-start="4892" data-end="4957"><strong data-start="4892" data-end="4954">il grado di responsabilità soggettiva (dolo o colpa grave)</strong>;</li>
<li data-start="4960" data-end="5039"><strong data-start="4960" data-end="5038">l’effettiva utilità eventualmente conseguita dall’amministrazione pubblica</strong>.</li>
</ul>
<p data-start="5041" data-end="5231">Nel caso in esame, il collegio ha ritenuto determinante la presenza del <strong data-start="5113" data-end="5121">dolo</strong>, ossia la consapevole volontà di porre in essere un comportamento lesivo degli interessi finanziari pubblici.</p>
<p data-start="5233" data-end="5444">In presenza di tale elemento soggettivo, secondo la Corte, <strong data-start="5292" data-end="5397">la riduzione del danno rischierebbe di compromettere la funzione stessa della responsabilità erariale</strong>, che ha natura essenzialmente ripristinatoria.</p>
<h2 data-start="5451" data-end="5507">La funzione riparatoria della responsabilità erariale</h2>
<p data-start="5509" data-end="5610">Un passaggio particolarmente significativo della sentenza riguarda la finalità dell’azione contabile.</p>
<p data-start="5612" data-end="5802">La Corte dei conti ha ricordato che la responsabilità amministrativa non ha solo una dimensione sanzionatoria, ma soprattutto <strong data-start="5738" data-end="5801">una funzione di reintegrazione del patrimonio pubblico leso</strong>.</p>
<p data-start="5804" data-end="6042">Questo principio, consolidato nella giurisprudenza contabile e coerente con l’impostazione dell’articolo 1 della legge n. 20/1994, implica che <strong data-start="5947" data-end="6041">il danno debba essere integralmente recuperato quando l’illecito è stato commesso con dolo</strong>.</p>
<p data-start="6044" data-end="6093">Nel caso concreto, i giudici hanno osservato che:</p>
<ul>
<li data-start="6097" data-end="6170"><strong data-start="6097" data-end="6167">il danno coincide esattamente con la somma indebitamente percepita</strong>;</li>
<li data-start="6173" data-end="6263"><strong data-start="6173" data-end="6260">l’amministrazione pubblica non ha ottenuto alcuna utilità dalla condotta contestata</strong>;</li>
<li data-start="6266" data-end="6352"><strong data-start="6266" data-end="6351">la perdita economica è direttamente imputabile alla persona ritenuta responsabile</strong>.</li>
</ul>
<p data-start="6354" data-end="6602">Applicare una riduzione del 70% in una situazione di questo tipo, secondo la Corte, significherebbe <strong data-start="6454" data-end="6512">attribuire al responsabile un vantaggio ingiustificato</strong>, consentendogli di trattenere indirettamente una parte delle risorse pubbliche sottratte.</p>
<p data-start="6604" data-end="6682">Un risultato che sarebbe incompatibile con la logica della tutela dell’erario.</p>
<h2 data-start="6689" data-end="6753">Un orientamento che incide sull’interpretazione della riforma</h2>
<p data-start="6755" data-end="6926">La decisione della Sezione giurisdizionale toscana si inserisce in un dibattito giuridico più ampio sull’impatto delle recenti riforme della responsabilità amministrativa.</p>
<p data-start="6928" data-end="7007">Negli ultimi anni il legislatore ha cercato di bilanciare due esigenze diverse:</p>
<ul>
<li data-start="7011" data-end="7175">da un lato <strong data-start="7022" data-end="7105">evitare un eccessivo irrigidimento della responsabilità dei funzionari pubblici</strong>, che potrebbe scoraggiare l’assunzione di decisioni amministrative;</li>
<li data-start="7178" data-end="7288">dall’altro <strong data-start="7189" data-end="7287">garantire una tutela effettiva delle risorse finanziarie dello Stato e degli enti territoriali</strong>.</li>
</ul>
<p data-start="7290" data-end="7529">La pronuncia chiarisce che il meccanismo di riduzione del danno introdotto dalla legge Foti <strong data-start="7382" data-end="7458">non può tradursi in un indebolimento generalizzato dell’azione contabile</strong>, soprattutto quando la condotta è caratterizzata da un intento doloso.</p>
<p data-start="7531" data-end="7691">In questi casi, la funzione primaria della responsabilità amministrativa rimane quella di <strong data-start="7621" data-end="7690">assicurare il pieno ristoro del danno subito dall’amministrazione</strong>.</p>
<h2 data-start="7698" data-end="7754">Le possibili conseguenze per la prassi amministrativa</h2>
<p data-start="7756" data-end="7860">Il principio affermato dalla Corte dei conti potrebbe avere effetti rilevanti anche sul piano operativo.</p>
<p data-start="7862" data-end="8127">Per le procure contabili e per le amministrazioni pubbliche, la decisione rappresenta infatti un chiarimento interpretativo importante: <strong data-start="7998" data-end="8087">la riduzione prevista dalla legge Foti non può essere invocata come regola automatica</strong>, ma deve essere valutata caso per caso.</p>
<p data-start="8129" data-end="8338">In particolare, la presenza del <strong data-start="8161" data-end="8169">dolo</strong> tende a escludere l’applicazione del limite riduttivo, proprio perché la responsabilità amministrativa conserva una forte componente di tutela patrimoniale dell’erario.</p>
<p data-start="8340" data-end="8565">Questo orientamento potrebbe incidere anche sulle strategie difensive nei giudizi contabili, dove la qualificazione della condotta (dolosa o gravemente colposa) assume un peso decisivo ai fini della quantificazione del danno.</p>
<h2 data-start="8572" data-end="8612">Una pronuncia destinata a fare scuola</h2>
<p data-start="8614" data-end="8766">La sentenza n. 9 del 2026 della Corte dei conti Toscana offre dunque un contributo significativo alla definizione dei confini applicativi della riforma.</p>
<p data-start="8768" data-end="9091">Il messaggio che emerge con chiarezza è che <strong data-start="8812" data-end="8917">la responsabilità erariale continua a essere uno strumento centrale di tutela delle finanze pubbliche</strong>, e che eventuali meccanismi di attenuazione della responsabilità non possono essere utilizzati in modo tale da compromettere il recupero delle somme indebitamente sottratte.</p>
<p data-start="9093" data-end="9275">Quando il comportamento illecito è stato posto in essere con piena consapevolezza, la logica del sistema resta quella del <strong data-start="9215" data-end="9274">ristoro integrale del danno subito dall’amministrazione</strong>.</p>
<p data-start="9277" data-end="9403">Una linea interpretativa che potrebbe orientare anche le future decisioni delle altre sezioni regionali della Corte dei conti.</p>
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<title>Rinnovo CCNL Enti Locali 2022&#45;2024: accordo integrativo firmato solo dalla RSU vale?</title>
<link>https://www.eventi.news/rinnovo-ccnl-enti-locali-2022-2024-accordo-integrativo-firmato-solo-dalla-rsu-vale</link>
<guid>https://www.eventi.news/rinnovo-ccnl-enti-locali-2022-2024-accordo-integrativo-firmato-solo-dalla-rsu-vale</guid>
<description><![CDATA[ lentepubblica.it
L’Aran, in un recente parere, si è espressa sulla validità di un accordo integrativo firmato solo dalla RSU e non dalle organizzazioni sindacali nazionali: un argomento che è ovviamente fonte di interesse soprattutto per i lavoratori appartententi al comparto degli enti locali, interessati dal recentissimo rinnovo del CCNL valido per il triennio 2022-2024. L’equilibrio delle […]
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<enclosure url="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-rinnovo-ccnl-enti-locali-2022-2024-accordo-integrativo-e-firma-solo-dalla-rsu-vale.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 10:30:05 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Rinnovo, CCNL, Enti, Locali, 2022-2024:, accordo, integrativo, firmato, solo, dalla, RSU, vale</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>L’Aran, in un recente parere, si è espressa sulla validità di un accordo integrativo firmato solo dalla RSU e non dalle organizzazioni sindacali nazionali: un argomento che è ovviamente fonte di interesse soprattutto per i lavoratori appartententi al comparto degli enti locali, interessati dal recentissimo rinnovo del CCNL valido per il triennio 2022-2024.</strong></p>
<hr>
<p>L’equilibrio delle <span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/relazioni-sindacali-pubblico-impiego-cassazione/" target="_blank" rel="noopener"><strong>relazioni sindacali</strong></a></span> all’interno delle Pubbliche Amministrazioni è stato recentemente scosso dalla firma del CCNL Funzioni Locali 2022/2024, un accordo comunque<strong> sottoscritto quasi all’unaminità</strong> ma che ha visto l’assenza della CGIL.</p>
<p>La questione ha ovviamente sollevato una serie di interrogativi, tra cui quello relativo alla validità di un accordo integrativo se <strong>firmato solo dalla RSU</strong> e non dalle organizzazioni sindacali nazionali. Pertanto l’<strong>Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni</strong> ha ritenuto fondamentale fornire delucidazioni su questo punto, al fine di <strong>eliminare ambiguità nella disciplina e tutelare la trasparenza</strong> nei confronti dei lavoratori del comparto degli enti locali.</p>
<p>Il <strong>parere dell’Aran n. 36585</strong>, pubblicato il <strong>3 marzo 2026</strong>, interviene dunque per <strong>fare chiarezza su una materia in cui la discrezionalità amministrativa deve necessariamente bilanciarsi con i principi di libertà e rappresentanza sindacale.</strong></p>
<h2>I diversi livelli di negoziazione</h2>
<p>Per comprendere la portata del parere Aran, occorre prima distinguere le regole che governano i diversi livelli di negoziazione. A livello <strong>nazionale</strong>, il legislatore ha stabilito criteri fissi, per cui un CCNL è considerato legittimo solo se le organizzazioni firmatarie raggiungono una <strong>rappresentatività media</strong> (tra dato associativo ed elettorale) del <strong>51%</strong> o almeno il <strong>60%</strong> del solo dato elettorale.</p>
<p>Tuttavia, queste quote di sbarramento non trovano applicazione nella <strong>contrattazione integrativa</strong>. Infatti, né la legge né i contratti collettivi nazionali hanno previsto una soglia simile per gli accordi locali. Pertanto, la validità di un contratto integrativo non si basa su un calcolo numerico, ma sulla correttezza del procedimento. L’amministrazione deve garantire che tutti i soggetti ammessi (RSU e organizzazioni firmatarie del CCNL) siano <strong>costantemente e correttamente convocati</strong> alle riunioni.</p>
<h2>Il criterio del “maggior consenso possibile”</h2>
<p>In assenza di una soglia minima di firme, l’<span><a href="https://www.aranagenzia.it/" target="_blank" rel="noopener">Aran</a></span> individua nel <strong>“maggior consenso possibile”</strong> il criterio guida che deve orientare l’amministrazione. La valutazione del grado di consenso non è frutto di un automatismo, ma rientra nella <strong>discrezionalità dell’ente</strong>, che deve analizzare due fattori chiave:</p>
<ul>
<li>la rappresentatività locale delle sigle che partecipano alle trattative;</li>
<li>la partecipazione del maggior numero possibile di soggetti alla stipula finale dell’accordo.</li>
</ul>
<h2>Rinnovo CCNL Enti Locali 2022-2024 e accordo integrativo firmato solo dalla RSU</h2>
<p>Il parere chiarisce che la firma della sola <strong>RSU</strong> (la quale decide internamente a maggioranza) non rende l’accordo né automaticamente invalido o valido. Spetta all’amministrazione verificare, caso per caso, se quella firma sia sufficiente a garantire la <strong>pace sociale</strong> all’interno dell’ente. Un accordo che lasci fuori stabilmente sigle con un forte radicamento locale rischia di essere un atto formale, ma privo di efficacia sostanziale, andando a snaturare la logica stessa della negoziazione.</p>
<p>L’Aran, inoltre, evidenzia una distinzione funzionale tra gli attori al tavolo. La <strong>RSU</strong> rappresenta la “prossimità”, ovvero gli interessi diretti e quotidiani dei lavoratori dell’ente. Le <strong>Organizzazioni Sindacali (OO.SS.)</strong> firmatarie del CCNL hanno invece il compito di garantire la coerenza tra il contratto nazionale e i contratti integrativi locali.</p>
<p>Questa struttura è definita come <strong>complementare e non alternativa</strong>. Ignorare l’apporto delle sigle nazionali, o viceversa quello della rappresentanza elettiva, altera l’equilibrio definito dal sistema delle relazioni sindacali. Nel contesto attuale delle Funzioni Locali, ciò significa che l’amministrazione deve valutare attentamente l’esclusione di una sigla che, pur non avendo firmato il CCNL, potrebbe rappresentare una quota significativa della forza lavoro locale.</p>
<h2>Il testo del parere dell’ARAN</h2>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/ARAN-Parere-36585.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
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</item>

<item>
<title>Educare all’uguaglianza di genere fin dall’infanzia: il progetto della Fondazione Giulia Cecchettin</title>
<link>https://www.eventi.news/educare-alluguaglianza-di-genere-fin-dallinfanzia-il-progetto-della-fondazione-giulia-cecchettin</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Promuovere una cultura del rispetto e della parità tra bambine e bambini fin dai primi anni di scuola è oggi una delle sfide educative più importanti per il sistema scolastico italiano. Proprio in questa direzione nasce un nuovo percorso formativo rivolto agli insegnanti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, accompagnato da un progetto di […]
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<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 10:30:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Educare, all’uguaglianza, genere, fin, dall’infanzia:, progetto, della, Fondazione, Giulia, Cecchettin</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="93" data-end="565"><strong>Promuovere una cultura del rispetto e della parità tra bambine e bambini fin dai primi anni di scuola è oggi una delle sfide educative più importanti per il sistema scolastico italiano.</strong></p>
<hr>
<p data-start="93" data-end="565">Proprio in questa direzione nasce un nuovo percorso formativo rivolto agli insegnanti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, accompagnato da un progetto di ricerca accademica che mira a comprendere e contrastare gli stereotipi di genere presenti nei contesti educativi.</p>
<p data-start="567" data-end="1002">L’iniziativa propone <strong data-start="588" data-end="626">un corso di formazione accreditato</strong>, pensato per offrire ai docenti strumenti concreti da utilizzare in classe e, allo stesso tempo, raccogliere dati utili per orientare le future politiche educative. L’obiettivo è contribuire alla costruzione di ambienti scolastici inclusivi, capaci di prevenire sin dalle prime fasi della crescita quelle dinamiche culturali che possono alimentare discriminazioni e violenze.</p>
<p data-start="1004" data-end="1229">Il progetto è promosso dalla <span><a href="https://fondazionegiulia.org/" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="1033" data-end="1069">Fondazione Giulia Cecchettin ETS</strong></a></span> e organizzato dall’<strong data-start="1089" data-end="1151">Università degli Studi di Firenze – Dipartimento FORLILPSI</strong>, con il coinvolgimento di insegnanti provenienti da diverse regioni italiane.</p>
<h2 data-start="1236" data-end="1301">Il ruolo della scuola nella formazione delle nuove generazioni</h2>
<p data-start="1303" data-end="1620">La scuola rappresenta uno dei primi contesti sociali in cui bambine e bambini imparano a <strong data-start="1392" data-end="1456">costruire la propria identità e a relazionarsi con gli altri</strong>. È proprio tra i banchi che si sviluppano le prime forme di collaborazione, si imparano le regole della convivenza e si acquisisce consapevolezza delle differenze.</p>
<p data-start="1622" data-end="1966">Per questo motivo il sistema educativo ha una responsabilità fondamentale nel promuovere <strong data-start="1711" data-end="1781">modelli culturali basati sul rispetto reciproco e sull’uguaglianza</strong>. Quando stereotipi e pregiudizi si insinuano nei percorsi educativi, infatti, possono contribuire a consolidare visioni distorte dei ruoli sociali e delle relazioni tra uomini e donne.</p>
<p data-start="1968" data-end="2323">Intervenire precocemente significa quindi <strong data-start="2010" data-end="2062">prevenire fenomeni di discriminazione e violenza</strong>, offrendo ai più piccoli strumenti per riconoscere e superare modelli culturali limitanti. In questo quadro, il ruolo degli insegnanti diventa decisivo: sono loro, infatti, a poter guidare quotidianamente i bambini verso una maggiore consapevolezza e apertura.</p>
<p data-start="2325" data-end="2535">Proprio per sostenere questo compito educativo nasce il nuovo programma di formazione, che punta a rafforzare le competenze del personale docente e a favorire una didattica più attenta alle questioni di genere.</p>
<h2 data-start="2542" data-end="2592">Un percorso formativo accreditato per i docenti</h2>
<p data-start="2594" data-end="2885">Il corso si rivolge principalmente agli insegnanti della <strong data-start="2651" data-end="2699">scuola dell’infanzia e della scuola primaria</strong>, con una prima fase di sperimentazione che coinvolge docenti delle regioni <strong data-start="2775" data-end="2803">Veneto, Toscana e Puglia</strong>. L’iniziativa potrà essere successivamente estesa ad altri territori interessati.</p>
<p data-start="2887" data-end="3137">Si tratta di un percorso altamente qualificato che offre ai partecipanti <strong data-start="2960" data-end="3020">strumenti operativi immediatamente applicabili in classe</strong>, oltre a momenti di riflessione teorica sui temi dell’educazione alle differenze e della prevenzione della violenza.</p>
<p data-start="3139" data-end="3510">Tra gli aspetti più innovativi del progetto vi è la possibilità per gli insegnanti di <strong data-start="3225" data-end="3277">partecipare attivamente a una ricerca accademica</strong> volta a indagare la presenza e la percezione degli stereotipi di genere nel contesto scolastico italiano. I risultati dello studio potranno contribuire a migliorare le politiche educative e a orientare nuovi programmi di formazione.</p>
<p data-start="3512" data-end="3790">Il percorso formativo si distingue anche per il suo carattere interdisciplinare: pedagogia, psicologia dell’educazione e studi di genere si intrecciano per offrire una visione completa delle dinamiche che influenzano la costruzione dell’identità nelle prime fasi della crescita.</p>
<h2 data-start="3797" data-end="3862">Gli obiettivi del progetto: scuola più inclusiva e consapevole</h2>
<p data-start="3864" data-end="4010">Il programma nasce con una serie di finalità precise, tutte orientate a <strong data-start="3936" data-end="4009">rafforzare il ruolo della scuola come motore di cambiamento culturale</strong>.</p>
<p data-start="4012" data-end="4239">Uno degli obiettivi principali è sensibilizzare il personale docente alla <strong data-start="4086" data-end="4120">cultura delle pari opportunità</strong>, fornendo conoscenze aggiornate sulle dinamiche sociali e culturali che influenzano la percezione dei ruoli di genere.</p>
<p data-start="4241" data-end="4443">Un altro traguardo riguarda la possibilità di <strong data-start="4287" data-end="4375">decostruire gli stereotipi ancora presenti nella didattica e nei materiali educativi</strong>, promuovendo una rappresentazione più equilibrata delle differenze.</p>
<p data-start="4445" data-end="4748">Il progetto punta inoltre a sviluppare competenze utili per <strong data-start="4505" data-end="4563">gestire i conflitti in modo costruttivo e non violento</strong>, favorendo relazioni sane tra bambine e bambini. Attraverso attività didattiche mirate, gli insegnanti potranno stimolare nei più piccoli capacità di ascolto, empatia e collaborazione.</p>
<p data-start="4750" data-end="4982">Accanto alla dimensione educativa, l’iniziativa mira anche a produrre <strong data-start="4820" data-end="4887">nuovi dati sulla consapevolezza di genere nella scuola italiana</strong>, contribuendo alla ricerca scientifica e alla definizione di politiche pubbliche più efficaci.</p>
<h2 data-start="4989" data-end="5064">La Fondazione Giulia Cecchettin e l’impegno contro la violenza di genere</h2>
<p data-start="5066" data-end="5285">Il progetto si inserisce nel quadro delle attività promosse dalla <strong data-start="5132" data-end="5168">Fondazione Giulia Cecchettin ETS</strong>, nata con l’obiettivo di contrastare le radici culturali della violenza di genere e promuovere una società più equa.</p>
<p data-start="5287" data-end="5566">Le iniziative della Fondazione si basano su un principio chiave: <strong data-start="5352" data-end="5405">la prevenzione passa innanzitutto dall’educazione</strong>. Intervenire nelle scuole significa lavorare sulle nuove generazioni, favorendo lo sviluppo di una cultura che rifiuti ogni forma di discriminazione e violenza.</p>
<p data-start="5568" data-end="5882">Il corso è inoltre coerente con il protocollo d’intesa nazionale denominato <em data-start="5644" data-end="5799">“Educare al rispetto: azioni condivise per prevenire ogni forma di violenza sulle donne attraverso il contrasto a stereotipi e discriminazioni di genere”</em>, siglato tra il <strong data-start="5816" data-end="5858">Ministero dell’Istruzione e del Merito</strong> e la Fondazione stessa.</p>
<p data-start="5884" data-end="6033">Questo accordo rappresenta un passo importante nella costruzione di strategie educative condivise tra istituzioni, mondo accademico e società civile.</p>
<h2 data-start="6040" data-end="6083">Perché partecipare al percorso formativo</h2>
<p data-start="6085" data-end="6247">Per gli insegnanti, aderire al progetto significa entrare a far parte di <strong data-start="6158" data-end="6246">una rete nazionale di docenti impegnati nella promozione dell’educazione al rispetto</strong>.</p>
<p data-start="6249" data-end="6544">Il percorso offre diversi vantaggi professionali e culturali. In primo luogo consente di <strong data-start="6338" data-end="6377">rafforzare le competenze didattiche</strong>, approfondendo metodologie educative innovative. Inoltre mette a disposizione strumenti pratici che possono essere utilizzati immediatamente nelle attività in classe.</p>
<p data-start="6546" data-end="6753">Un ulteriore elemento di valore riguarda la possibilità di contribuire <strong data-start="6617" data-end="6657">a un cambiamento culturale più ampio</strong>, partecipando a una ricerca che potrà avere ricadute concrete sulle politiche educative future.</p>
<p data-start="6755" data-end="6983">In questo modo la formazione non si limita a un aggiornamento professionale, ma diventa parte di un processo collettivo che punta a costruire <strong data-start="6897" data-end="6982">una scuola più inclusiva, consapevole e capace di promuovere relazioni rispettose</strong>.</p>
<h2 data-start="6990" data-end="7053">Educazione al rispetto: una sfida per il futuro della scuola</h2>
<p data-start="7055" data-end="7309">Negli ultimi anni il tema della violenza di genere è entrato con sempre maggiore forza nel dibattito pubblico. Tuttavia, molti studiosi concordano sul fatto che <strong data-start="7216" data-end="7261">la prevenzione debba iniziare molto prima</strong>, lavorando sulle radici culturali del problema.</p>
<p data-start="7311" data-end="7516">La scuola rappresenta il luogo ideale per avviare questo percorso. Attraverso attività educative mirate è possibile insegnare ai più piccoli il valore dell’empatia, dell’uguaglianza e della collaborazione.</p>
<p data-start="7518" data-end="7717">Iniziative come questo progetto di formazione dimostrano come il sistema educativo possa diventare <strong data-start="7617" data-end="7658">un laboratorio di cambiamento sociale</strong>, capace di influenzare positivamente le nuove generazioni.</p>
<p data-start="7719" data-end="7925">Investire nella formazione degli insegnanti significa infatti investire nel futuro: ogni docente che acquisisce nuove competenze può trasformare la propria classe in uno spazio di crescita e consapevolezza.</p>
<h2 data-start="7719" data-end="7925">L’avviso pubblico</h2>
<p data-start="7719" data-end="7925"><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/Avviso_Corso-Fondazione-Giulia-Cecchettin-Ets-in-Unifi-FORLILPSI.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
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<title>In arrivo assunzioni per più di 900 posti all&amp;apos;Ispettorato del Lavoro</title>
<link>https://www.eventi.news/in-arrivo-assunzioni-per-piu-di-900-posti-allispettorato-del-lavoro</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Oltre 900 assunzioni nel triennio 2026-2028 tra concorsi, scorrimenti e mobilità: l’Ispettorato nazionale del lavoro (INL) si prepara a un significativo rafforzamento dell’organico. Il piano di fabbisogno del personale previsto nel PIAO 2026-2028 delinea infatti una strategia di reclutamento che porterà oltre 900 nuovi ingressi complessivi tra concorsi pubblici, scorrimento di graduatorie già esistenti e […]
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<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 10:30:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>arrivo, assunzioni, per, più, 900, posti, allIspettorato, del, Lavoro</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="0" data-end="116"><strong>Oltre 900 assunzioni nel triennio 2026-2028 tra <span><a href="https://lentepubblica.it/categoria/concorsi-pubblici/" target="_blank" rel="noopener">concorsi</a></span>, scorrimenti e mobilità: l’Ispettorato nazionale del lavoro (INL) si prepara a un significativo rafforzamento dell’organico.</strong></p>
<hr>
<p data-start="118" data-end="480">Il piano di fabbisogno del personale previsto nel <strong data-start="272" data-end="290">PIAO 2026-2028</strong> delinea infatti una strategia di reclutamento che porterà <strong data-start="349" data-end="389">oltre 900 nuovi ingressi complessivi</strong> tra concorsi pubblici, scorrimento di graduatorie già esistenti e procedure di mobilità.</p>
<p data-start="482" data-end="919">L’obiettivo dichiarato è quello di <strong data-start="517" data-end="583">potenziare la capacità amministrativa e ispettiva dell’Agenzia</strong>, rafforzando in particolare i controlli sul territorio in materia di <strong data-start="653" data-end="736">tutela del lavoro, sicurezza nei luoghi di lavoro e contrasto alle irregolarità</strong>. Gran parte delle nuove risorse sarà destinata all’<strong data-start="788" data-end="811">Area dei funzionari</strong>, con particolare attenzione ai profili ispettivi, generalmente riservati a candidati in possesso di laurea.</p>
<p data-start="921" data-end="1155">Il piano si inserisce in un contesto normativo che negli ultimi anni ha previsto diversi interventi legislativi finalizzati a <strong data-start="1047" data-end="1108">rafforzare il ruolo dell’<span><a href="https://www.ispettorato.gov.it/" target="_blank" rel="noopener">Ispettorato nazionale del lavoro</a></span></strong>, ampliandone competenze e strumenti operativi.</p>
<h2 data-start="1162" data-end="1235">Un piano di reclutamento legato alle nuove competenze dell’Ispettorato</h2>
<p data-start="1237" data-end="1494">La programmazione delle assunzioni per il triennio 2026-2028 è stata elaborata tenendo conto di diversi fattori: dagli <strong data-start="1356" data-end="1396">obiettivi istituzionali dell’Agenzia</strong> alla dotazione organica aggiornata, fino alle cessazioni dal servizio previste nei prossimi anni.</p>
<p data-start="1496" data-end="1766">La dotazione complessiva è stata recentemente ridefinita dal <strong data-start="1557" data-end="1601">decreto-legge n. 159 del 31 ottobre 2025</strong>, convertito nella <strong data-start="1620" data-end="1657">legge n. 198 del 29 dicembre 2025</strong>, che ha introdotto ulteriori misure per rendere più efficiente la struttura amministrativa dell’Ispettorato.</p>
<p data-start="1768" data-end="1849">Nel predisporre il piano dei fabbisogni, l’amministrazione ha quindi considerato:</p>
<ul data-start="1851" data-end="2314">
<li data-start="1851" data-end="1919">
<p data-start="1853" data-end="1919">il personale effettivamente in servizio al <strong data-start="1896" data-end="1916">31 dicembre 2025</strong>;</p>
</li>
<li data-start="1920" data-end="2013">
<p data-start="1922" data-end="2013">le <strong data-start="1925" data-end="1955">assunzioni già autorizzate</strong> per turnover o per specifiche disposizioni legislative;</p>
</li>
<li data-start="2014" data-end="2063">
<p data-start="2016" data-end="2063">le cessazioni previste negli anni successivi;</p>
</li>
<li data-start="2064" data-end="2211">
<p data-start="2066" data-end="2211">la possibilità di <strong data-start="2084" data-end="2143">trattenere in servizio una quota limitata di dipendenti</strong> fino ai 70 anni, secondo quanto previsto dalla normativa vigente;</p>
</li>
<li data-start="2212" data-end="2314">
<p data-start="2214" data-end="2314">le modifiche introdotte dalla legislazione in materia di <strong data-start="2271" data-end="2313">mobilità tra amministrazioni pubbliche</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2316" data-end="2656">Il quadro complessivo evidenzia un margine finanziario significativo. A fronte di una spesa potenziale per l’intera dotazione organica pari a circa <strong data-start="2464" data-end="2487">291 milioni di euro</strong>, il costo del personale effettivamente in servizio alla fine del 2025 si attesta intorno ai <strong data-start="2580" data-end="2595">194 milioni</strong>, con un differenziale superiore ai <strong data-start="2631" data-end="2653">97 milioni di euro</strong>.</p>
<p data-start="2658" data-end="2770">Questo scarto costituisce la base finanziaria sulla quale si innesta il piano di reclutamento dei prossimi anni.</p>
<h2 data-start="2777" data-end="2831">Più ispettori sul territorio: la priorità del piano</h2>
<p data-start="2833" data-end="2932">La linea strategica più evidente del piano riguarda il <strong data-start="2888" data-end="2929">rafforzamento del personale ispettivo</strong>.</p>
<p data-start="2934" data-end="3314">Le recenti riforme normative hanno infatti riportato al centro dell’attenzione i temi della <strong data-start="3026" data-end="3059">salute e sicurezza sul lavoro</strong>, della prevenzione degli infortuni e del contrasto al lavoro irregolare. Per garantire un presidio più efficace su tutto il territorio nazionale, l’Ispettorato prevede quindi <strong data-start="3235" data-end="3313">un incremento consistente degli ispettori destinati alle sedi territoriali</strong>.</p>
<p data-start="3316" data-end="3530">Il rafforzamento non riguarda soltanto i profili tradizionali di vigilanza. Il piano punta anche a inserire nuove professionalità in grado di supportare l’attività dell’amministrazione in ambiti tecnici e digitali.</p>
<p data-start="3532" data-end="3915">Le più recenti disposizioni legislative impongono infatti sia agli enti pubblici di controllo sia alle imprese <strong data-start="3643" data-end="3701">l’adozione di strumenti informatici sempre più evoluti</strong> per monitorare l’applicazione delle norme in materia di lavoro e sicurezza. Di conseguenza, l’amministrazione intende potenziare il proprio organico con <strong data-start="3855" data-end="3914">figure specialistiche nel settore informatico e tecnico</strong>.</p>
<h2 data-start="3922" data-end="3994">Turnover e nuove regole sulla mobilità nella Pubblica amministrazione</h2>
<p data-start="3996" data-end="4096">Un elemento centrale nella programmazione delle assunzioni riguarda il <strong data-start="4067" data-end="4093">turnover del personale</strong>.</p>
<p data-start="4098" data-end="4448">A partire dal 2026, la normativa consente alle amministrazioni pubbliche di utilizzare per nuove assunzioni <strong data-start="4206" data-end="4288">il 100% delle risorse derivanti dalle cessazioni avvenute nell’anno precedente</strong>. Questo meccanismo consente all’Ispettorato di programmare il reclutamento sulla base delle economie generate dai pensionamenti o da altre uscite dal servizio.</p>
<p data-start="4450" data-end="4487">Secondo le stime contenute nel piano:</p>
<ul data-start="4489" data-end="4831">
<li data-start="4489" data-end="4622">
<p data-start="4491" data-end="4622">nel <strong data-start="4495" data-end="4503">2026</strong> le cessazioni del personale registrate nel 2025 genereranno un budget assunzionale di oltre <strong data-start="4596" data-end="4619">8,4 milioni di euro</strong>;</p>
</li>
<li data-start="4623" data-end="4709">
<p data-start="4625" data-end="4709">nel <strong data-start="4629" data-end="4637">2027</strong> il turnover stimato produrrà risorse per circa <strong data-start="4685" data-end="4706">4 milioni di euro</strong>;</p>
</li>
<li data-start="4710" data-end="4831">
<p data-start="4712" data-end="4831">nel <strong data-start="4716" data-end="4724">2028</strong> il valore complessivo delle economie derivanti dalle uscite dal servizio supererà <strong data-start="4807" data-end="4830">6,7 milioni di euro</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="4833" data-end="5068">Accanto al turnover, un’altra novità rilevante riguarda la <strong data-start="4892" data-end="4934">mobilità tra amministrazioni pubbliche</strong>. Dal 2026 le amministrazioni dovranno destinare <strong data-start="4983" data-end="5027">almeno il 15% delle facoltà assunzionali</strong> alle procedure di mobilità volontaria.</p>
<p data-start="5070" data-end="5248">Per questo motivo l’Ispettorato ha previsto specifici accantonamenti di risorse, destinati proprio a finanziare i trasferimenti di personale proveniente da altre amministrazioni.</p>
<h2 data-start="5255" data-end="5313">Possibilità di trattenere in servizio alcuni dipendenti</h2>
<p data-start="5315" data-end="5548">Il piano tiene conto anche della facoltà prevista dalla normativa di <strong data-start="5384" data-end="5467">trattenere in servizio una quota limitata di personale oltre l’età pensionabile</strong>, purché vi sia l’accordo dell’interessato e non oltre il compimento dei 70 anni.</p>
<p data-start="5550" data-end="5766">Questa possibilità può essere utilizzata entro il limite del <strong data-start="5611" data-end="5657">10% delle facoltà assunzionali autorizzate</strong>, ma l’Ispettorato ha scelto di utilizzare una quota più contenuta, pari al <strong data-start="5733" data-end="5765">4% delle risorse disponibili</strong>.</p>
<p data-start="5768" data-end="5782">Nel dettaglio:</p>
<ul data-start="5784" data-end="6029">
<li data-start="5784" data-end="5887">
<p data-start="5786" data-end="5887">nel <strong data-start="5790" data-end="5798">2026</strong> potrebbero essere trattenuti in servizio <strong data-start="5840" data-end="5856">9 dipendenti</strong> tra funzionari e assistenti;</p>
</li>
<li data-start="5888" data-end="5960">
<p data-start="5890" data-end="5960">nel <strong data-start="5894" data-end="5902">2027</strong> la misura potrebbe riguardare <strong data-start="5933" data-end="5957">4 unità di personale</strong>;</p>
</li>
<li data-start="5961" data-end="6029">
<p data-start="5963" data-end="6029">nel <strong data-start="5967" data-end="5975">2028</strong> sono previste <strong data-start="5990" data-end="6028">7 possibili permanenze in servizio</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="6031" data-end="6161">L’obiettivo è garantire <strong data-start="6055" data-end="6112">continuità operativa e trasferimento delle competenze</strong> nei settori più strategici dell’amministrazione.</p>
<h2 data-start="6168" data-end="6230">Concorsi e graduatorie: i principali canali di reclutamento</h2>
<p data-start="6232" data-end="6424">Il rafforzamento dell’organico non dipenderà soltanto dal turnover. Una parte significativa delle assunzioni deriva infatti da <strong data-start="6359" data-end="6423">procedure concorsuali già bandite o in fase di completamento</strong>.</p>
<p data-start="6426" data-end="6723">Tra le iniziative più rilevanti figura il concorso avviato nel 2024 per il reclutamento di <strong data-start="6517" data-end="6569">750 ispettori tecnici della sicurezza sul lavoro</strong>, destinati a diverse regioni italiane. Le procedure si sono ormai concluse e l’amministrazione sta procedendo con l’immissione in servizio dei vincitori.</p>
<p data-start="6725" data-end="7011">In parallelo, varie norme hanno autorizzato l’assunzione di <strong data-start="6785" data-end="6812">1.050 unità complessive</strong> nella famiglia professionale degli ispettori tecnici della sicurezza. Alla fine del 2025 risultano già impegnate 750 unità, mentre <strong data-start="6944" data-end="7010">oltre 900 posti restano ancora da utilizzare nei prossimi anni</strong>.</p>
<p data-start="7013" data-end="7073">La legge di bilancio ha inoltre previsto ulteriori ingressi:</p>
<ul data-start="7075" data-end="7311">
<li data-start="7075" data-end="7155">
<p data-start="7077" data-end="7155"><strong data-start="7077" data-end="7111">250 nuovi funzionari ispettivi</strong> autorizzati dalla legge di bilancio 2025;</p>
</li>
<li data-start="7156" data-end="7311">
<p data-start="7158" data-end="7311"><strong data-start="7158" data-end="7186">300 ulteriori assunzioni</strong> previste dalla legge di bilancio 2026, di cui la maggior parte destinata al profilo di <strong data-start="7274" data-end="7310">ispettore di vigilanza ordinaria</strong>.</p>
</li>
</ul>
<h2 data-start="7318" data-end="7366">Nuovi funzionari amministrativi e informatici</h2>
<p data-start="7368" data-end="7478">Oltre ai profili ispettivi, l’Ispettorato rafforzerà anche le proprie strutture amministrative e tecnologiche.</p>
<p data-start="7480" data-end="7702">Un accordo siglato nel <strong data-start="7503" data-end="7539">2025 con l’Agenzia delle Entrate</strong> consente infatti all’amministrazione di utilizzare le graduatorie di un concorso pubblico per funzionari, dalle quali potranno essere assunte <strong data-start="7682" data-end="7701">fino a 63 unità</strong>.</p>
<p data-start="7704" data-end="7813">A questo si aggiungono altre procedure selettive già avviate attraverso la Commissione <strong data-start="7791" data-end="7800">RIPAM</strong>. Tra queste:</p>
<ul data-start="7815" data-end="7975">
<li data-start="7815" data-end="7878">
<p data-start="7817" data-end="7878"><strong data-start="7817" data-end="7849">50 funzionari amministrativi</strong> destinati all’Ispettorato;</p>
</li>
<li data-start="7879" data-end="7975">
<p data-start="7881" data-end="7975"><strong data-start="7881" data-end="7910">40 funzionari informatici</strong> per il rafforzamento delle infrastrutture digitali dell’Agenzia.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="7977" data-end="8166">Queste figure saranno fondamentali per sostenere l’evoluzione tecnologica dell’amministrazione e per gestire le nuove piattaforme informatiche legate alle attività di vigilanza e controllo.</p>
<h2 data-start="8173" data-end="8227">Anche nuovi assistenti amministrativi e informatici</h2>
<p data-start="8229" data-end="8296">Il piano di reclutamento non riguarda soltanto le figure apicali.</p>
<p data-start="8298" data-end="8448">Attraverso un concorso pubblicato sul portale <strong data-start="8344" data-end="8352">InPA</strong> nel dicembre 2025 è previsto anche il reclutamento di personale nell’<strong data-start="8422" data-end="8447">Area degli assistenti</strong>.</p>
<p data-start="8450" data-end="8498">Le procedure selettive prevedono in particolare:</p>
<ul data-start="8500" data-end="8669">
<li data-start="8500" data-end="8564">
<p data-start="8502" data-end="8564"><strong data-start="8502" data-end="8535">343 assistenti amministrativi</strong> destinati all’Ispettorato;</p>
</li>
<li data-start="8565" data-end="8669">
<p data-start="8567" data-end="8669"><strong data-start="8567" data-end="8597">132 assistenti informatici</strong> che supporteranno le attività tecniche e digitali dell’amministrazione.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="8671" data-end="8806">Queste assunzioni contribuiranno a rafforzare il funzionamento quotidiano degli uffici e a migliorare l’efficienza dei servizi offerti.</p>
<h2 data-start="8813" data-end="8872">Un rafforzamento strutturale per la vigilanza sul lavoro</h2>
<p data-start="8874" data-end="9036">Il piano di fabbisogno 2026-2028 rappresenta quindi <strong data-start="8926" data-end="9035">uno dei più rilevanti interventi di rafforzamento dell’Ispettorato nazionale del lavoro degli ultimi anni</strong>.</p>
<p data-start="9038" data-end="9271">L’ingresso di centinaia di nuovi funzionari, ispettori e assistenti consentirà all’amministrazione di <strong data-start="9140" data-end="9184">intensificare i controlli sul territorio</strong>, migliorare le attività di prevenzione e garantire una maggiore tutela dei lavoratori.</p>
<p data-start="9273" data-end="9520">Allo stesso tempo, il potenziamento delle competenze informatiche e tecniche permetterà di <strong data-start="9364" data-end="9407">modernizzare gli strumenti di vigilanza</strong>, rendendo più efficiente l’azione pubblica in un settore cruciale per il sistema produttivo e sociale del Paese.</p>
<h2>Il PIAO dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro</h2>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/Piano-Integrato-di-Attivita-e-Organizzazione-triennio-2026-2028.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
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<title>Scommesse sulla guerra: il controverso business milionario dei mercati predittivi</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Nel mondo della finanza digitale esiste un luogo in cui la geopolitica si trasforma in una scommessa. Decisioni delle banche centrali, elezioni politiche, arresti di leader e persino attacchi militari: tutto può diventare oggetto di trading. È il funzionamento dei cosiddetti mercati predittivi, piattaforme online in cui gli utenti acquistano contratti basati sulla probabilità che […]
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<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 10:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Scommesse, sulla, guerra:, controverso, business, milionario, dei, mercati, predittivi</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Nel mondo della finanza digitale esiste un luogo in cui la geopolitica si trasforma in una scommessa. Decisioni delle banche centrali, elezioni politiche, arresti di leader e persino attacchi militari: tutto può diventare oggetto di trading.</strong></p>
<hr>
<p data-start="130" data-end="552">È il funzionamento dei cosiddetti <strong data-start="406" data-end="428">mercati predittivi</strong>, piattaforme online in cui gli utenti acquistano contratti basati sulla probabilità che un determinato evento si verifichi.</p>
<p data-start="554" data-end="985">Tra questi spazi digitali uno dei più noti è <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Polymarket</span></span>, un sito basato su criptovalute dove le persone scommettono sugli sviluppi del mondo reale. La piattaforma sostiene di offrire uno strumento innovativo per prevedere il futuro collettivo grazie alla cosiddetta “saggezza della folla”. Tuttavia, quando le previsioni riguardano guerre e bombardamenti, il dibattito diventa inevitabilmente più acceso.</p>
<p data-start="987" data-end="1255">Negli ultimi giorni un episodio ha alimentato polemiche e interrogativi etici: <strong data-start="1064" data-end="1161">centinaia di milioni di dollari puntati sulla tempistica di un <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/guerra/" target="_blank" rel="noopener">attacco militare</a></span> contro l’Iran</strong>, con alcuni utenti che avrebbero realizzato guadagni enormi poche ore prima delle esplosioni.</p>
<h2 data-start="1262" data-end="1316">Oltre mezzo miliardo di dollari sulle date dei raid</h2>
<p data-start="1318" data-end="1613">Secondo diverse analisi finanziarie, sul mercato dedicato a un possibile attacco statunitense contro <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Iran</span></span> sono stati scambiati <strong data-start="1478" data-end="1524">contratti per oltre 529 milioni di dollari</strong>. Le scommesse riguardavano una domanda molto precisa: <em data-start="1579" data-end="1613">quando sarebbe avvenuto il raid?</em></p>
<p data-start="1615" data-end="2006">Il picco delle transazioni si è registrato mentre <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Stati Uniti</span></span> e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Israele</span></span> stavano preparando operazioni militari contro <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Teheran</span></span>. Gli utenti potevano acquistare quote relative a una specifica data, come accade in qualsiasi mercato predittivo: se l’evento si verificava nel giorno scelto, il contratto pagava.</p>
<p data-start="2008" data-end="2301">Il dettaglio che ha fatto scattare i sospetti riguarda <strong data-start="2063" data-end="2132">sei account creati appena poche settimane prima dei bombardamenti</strong>. Secondo le ricostruzioni, questi profili avrebbero scommesso proprio sulla data rivelatasi corretta, realizzando <strong data-start="2247" data-end="2300">profitti complessivi vicini al milione di dollari</strong>.</p>
<p data-start="2303" data-end="2446">Gli acquisti sarebbero stati effettuati <strong data-start="2343" data-end="2382">solo poche ore prima degli attacchi</strong>, un tempismo che per molti osservatori non può essere ignorato.</p>
<h2 data-start="2453" data-end="2485">I sospetti di insider trading</h2>
<p data-start="2487" data-end="2832">Le operazioni sono state individuate dalla società di analisi blockchain <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Bubblemaps</span></span>, specializzata nel monitoraggio delle transazioni su reti crypto. L’azienda ha analizzato i flussi di denaro legati ai mercati sulla crisi mediorientale individuando <strong data-start="2764" data-end="2831">posizioni estremamente redditizie aperte poco prima dell’evento</strong>.</p>
<p data-start="2834" data-end="2960">Il caso ha immediatamente sollevato una domanda: <strong data-start="2883" data-end="2960">qualcuno potrebbe aver utilizzato informazioni riservate per scommettere?</strong></p>
<p data-start="2962" data-end="3270">Il fenomeno è noto nel mondo finanziario come insider trading, ovvero l’uso di notizie non pubbliche per ottenere vantaggi economici nei mercati. Nel caso dei mercati predittivi la questione è ancora più complessa, perché le piattaforme spesso permettono di operare <strong data-start="3228" data-end="3269">in forma anonima tramite criptovalute</strong>.</p>
<p data-start="3272" data-end="3644">Il fondatore e CEO di Bubblemaps, <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Nicolas Vaiman</span></span>, ha invitato alla cautela. L’analisi evidenzia movimenti sospetti ma <strong data-start="3413" data-end="3470">non costituisce una prova definitiva di manipolazione</strong>. Tuttavia, secondo Vaiman, la combinazione tra eventi geopolitici sensibili e anonimato digitale può creare incentivi molto forti per chi possiede informazioni privilegiate.</p>
<p data-start="3646" data-end="3802">In altre parole: se qualcuno venisse a conoscenza in anticipo di un’operazione militare, potrebbe trasformare quella notizia in un guadagno quasi immediato.</p>
<h2 data-start="3809" data-end="3833">Un precedente recente</h2>
<p data-start="3835" data-end="4091">Non sarebbe la prima volta che i mercati predittivi finiscono sotto osservazione. All’inizio del 2026, un utente anonimo aveva guadagnato circa <strong data-start="3979" data-end="4052">400.000 dollari scommettendo sulla cattura del presidente venezuelano</strong> <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Nicolás Maduro</span></span>.</p>
<p data-start="4093" data-end="4290">Anche in quel caso il tempismo della puntata aveva alimentato dubbi: era semplice intuito politico o qualcuno disponeva di informazioni anticipate? Stabilire la differenza è estremamente difficile.</p>
<p data-start="4292" data-end="4646">I mercati predittivi, infatti, funzionano proprio sulla base delle aspettative. Gli utenti comprano e vendono contratti continuamente, riflettendo le notizie dell’ultimo minuto, le analisi strategiche o anche semplici impressioni personali. La linea di confine tra <strong data-start="4557" data-end="4616">previsione informata e sfruttamento illecito di notizie</strong> diventa quindi molto sottile.</p>
<h2 data-start="4653" data-end="4683">La difesa della piattaforma</h2>
<p data-start="4685" data-end="4927">Di fronte alle critiche, Polymarket non ha arretrato di un passo. La società sostiene che i mercati predittivi rappresentino <strong data-start="4810" data-end="4859">uno strumento utile per comprendere il futuro</strong>, perché aggregano le informazioni disperse tra migliaia di persone.</p>
<p data-start="4929" data-end="5207">Secondo la piattaforma, questo meccanismo sarebbe addirittura più efficace delle analisi degli esperti tradizionali. Il principio è semplice: se molte persone possiedono piccoli frammenti di informazione, il mercato li combina automaticamente attraverso il prezzo dei contratti.</p>
<p data-start="5209" data-end="5438">Domenica scorsa il sito ha aggiunto una nota esplicativa ai mercati dedicati al Medio Oriente, sostenendo che <strong data-start="5319" data-end="5437">la “saggezza della folla” può generare previsioni accurate e imparziali sugli eventi più importanti per la società</strong>.</p>
<p data-start="5440" data-end="5669">La piattaforma ha persino affermato di aver parlato con persone direttamente coinvolte nella crisi regionale, che avrebbero trovato nei mercati predittivi risposte più utili rispetto ai tradizionali notiziari o ai social network.</p>
<p data-start="5671" data-end="5835">Nel frattempo Polymarket ha creato <strong data-start="5706" data-end="5758">un’intera sezione dedicata agli sviluppi in Iran</strong>, trasformando di fatto il conflitto in una categoria di trading a sé stante.</p>
<h2 data-start="5842" data-end="5883">Quando la geopolitica diventa un asset</h2>
<p data-start="5885" data-end="6208">Negli ultimi anni questi mercati sono cresciuti rapidamente, soprattutto grazie alla diffusione delle criptovalute. In passato le scommesse online riguardavano soprattutto sport o spettacolo. Oggi, invece, <strong data-start="6091" data-end="6207">diplomazia internazionale, leadership politica e scenari di guerra sono diventati veri e propri asset finanziari</strong>.</p>
<p data-start="6210" data-end="6537">Chi partecipa a questi mercati non si considera necessariamente un giocatore d’azzardo. Molti utenti si vedono piuttosto come analisti che cercano di anticipare gli sviluppi globali. Tuttavia la dinamica economica resta identica a quella di una scommessa: <strong data-start="6466" data-end="6536">se l’evento si verifica si guadagna, se non accade si perde denaro</strong>.</p>
<p data-start="6539" data-end="6660">Il problema emerge quando l’evento in questione non è una finale sportiva ma un bombardamento o una crisi internazionale.</p>
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<title>Permessi Legge 104: scadenza del 31 marzo 2026 per le comunicazioni delle PA</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Le pubbliche amministrazioni sono chiamate a rispettare una scadenza precisa: entro il 31 marzo 2026 dovranno trasmettere i dati relativi ai permessi concessi ai dipendenti ai sensi della Legge 104. Il Dipartimento della Funzione pubblica ha richiamato gli enti al rispetto dell’obbligo di comunicazione attraverso la banca dati dedicata, uno strumento che consente di monitorare […]
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<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 10:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Permessi, Legge, 104:, scadenza, del, marzo, 2026, per, comunicazioni, delle</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="118" data-end="580"><strong data-start="118" data-end="580">Le pubbliche amministrazioni sono chiamate a rispettare una scadenza precisa: entro il 31 marzo 2026 dovranno trasmettere i dati relativi ai permessi concessi ai dipendenti ai sensi della Legge 104. </strong></p>
<hr>
<p data-start="118" data-end="580">Il <strong data-start="118" data-end="580">Dipartimento della Funzione pubblica </strong>ha richiamato gli enti al rispetto dell’obbligo di comunicazione attraverso la banca dati dedicata, uno strumento che consente di monitorare l’utilizzo dei permessi destinati all’assistenza delle persone con disabilità.</p>
<p data-start="582" data-end="820">La rilevazione riguarda i benefici previsti dalla normativa sull’assistenza ai disabili e rappresenta un passaggio importante per garantire trasparenza, controllo e corretta gestione delle agevolazioni riconosciute ai lavoratori pubblici.</p>
<h2 data-start="827" data-end="873">Cos’è la rilevazione dei permessi Legge 104</h2>
<p data-start="875" data-end="1080">La <strong data-start="878" data-end="922">“Rilevazione permessi ex <span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/dal-1-gennaio-2026-arrivano-i-permessi-legge-104-extra/" target="_blank" rel="noopener">Legge 104/1992</a></span>”</strong> è una banca dati istituita per raccogliere le informazioni relative ai dipendenti pubblici che usufruiscono dei permessi retribuiti previsti dalla normativa.</p>
<p data-start="1082" data-end="1286">Il sistema registra in particolare i giorni o le ore di assenza dal lavoro utilizzati dai lavoratori che assistono un familiare con disabilità o che sono essi stessi titolari di disabilità riconosciuta.</p>
<p data-start="1288" data-end="1569">La normativa di riferimento è contenuta nell’<span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1992;104~art33!vig=" target="_blank" rel="noopener">articolo 33 della <strong data-start="1351" data-end="1376">Legge n. 104 del 1992</strong></a></span>, che consente ai beneficiari di usufruire fino a <strong data-start="1426" data-end="1460">tre giorni di permesso mensile</strong>, anche frazionabili in ore, per prestare assistenza o per esigenze personali legate alla propria condizione.</p>
<p data-start="1571" data-end="1804">L’obbligo di comunicazione dei dati deriva invece da quanto stabilito dall’articolo 24 della <strong data-start="1664" data-end="1689">Legge n. 183 del 2010</strong>, che ha introdotto un sistema di monitoraggio centralizzato sull’utilizzo di questi permessi nel settore pubblico.</p>
<h2 data-start="1811" data-end="1857">A chi si rivolge l’obbligo di comunicazione</h2>
<p data-start="1859" data-end="1998">La rilevazione riguarda <strong data-start="1883" data-end="1921">tutte le pubbliche amministrazioni</strong>, così come definite dall’articolo 1 del decreto legislativo n. 165 del 2001.</p>
<p data-start="2000" data-end="2232">Ciò significa che l’adempimento coinvolge un’ampia platea di enti pubblici: ministeri, amministrazioni centrali, enti territoriali, università, enti pubblici non economici e tutte le strutture rientranti nella definizione normativa.</p>
<p data-start="2234" data-end="2418">Gli enti interessati possono inserire e gestire i dati attraverso l’apposita piattaforma online dopo aver completato la procedura di registrazione e ottenuto le credenziali di accesso.</p>
<h2 data-start="2425" data-end="2452">Come accedere al sistema</h2>
<p data-start="2454" data-end="2576">L’accesso alla piattaforma avviene tramite il <strong data-start="2500" data-end="2532">PUA – Punto Unico di Accesso</strong> del Dipartimento della Funzione pubblica.</p>
<p data-start="2578" data-end="2686">Gli utenti autorizzati possono entrare nel servizio utilizzando diverse modalità di autenticazione digitale:</p>
<ul data-start="2688" data-end="2807">
<li data-start="2688" data-end="2706">
<p data-start="2690" data-end="2706">credenziali PUA;</p>
</li>
<li data-start="2707" data-end="2732">
<p data-start="2709" data-end="2732">identità digitale SPID;</p>
</li>
<li data-start="2733" data-end="2770">
<p data-start="2735" data-end="2770">carta d’identità elettronica (CIE);</p>
</li>
<li data-start="2771" data-end="2807">
<p data-start="2773" data-end="2807">carta nazionale dei servizi (CNS).</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2809" data-end="2999">Chi non è ancora registrato al sistema può effettuare la registrazione direttamente online. In caso di smarrimento della password, invece, è possibile procedere con la procedura di recupero.</p>
<p data-start="3001" data-end="3319">Un aspetto importante riguarda l’indirizzo di posta elettronica associato all’account: le notifiche vengono inviate all’email indicata durante la registrazione al PUA oppure a quella collegata al proprio SPID. L’indirizzo può comunque essere aggiornato successivamente nella sezione dedicata alla gestione del profilo.</p>
<h2 data-start="3326" data-end="3368">Registrazione e candidatura al servizio</h2>
<p data-start="3370" data-end="3535">Per poter operare all’interno della banca dati, gli utenti devono candidarsi tramite la sezione <strong data-start="3466" data-end="3510">“Le mie candidature – Nuova candidatura”</strong> disponibile nel portale.</p>
<p data-start="3537" data-end="3686">Prima di avviare la procedura è consigliabile verificare la presenza della propria struttura nell’<strong data-start="3635" data-end="3683">Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA)</strong>.</p>
<p data-start="3688" data-end="3759">Questo passaggio è fondamentale perché l’ente può risultare registrato:</p>
<ul data-start="3761" data-end="3885">
<li data-start="3761" data-end="3795">
<p data-start="3763" data-end="3795">come amministrazione principale;</p>
</li>
<li data-start="3796" data-end="3841">
<p data-start="3798" data-end="3841">come <strong data-start="3803" data-end="3840">AOO (Area Organizzativa Omogenea)</strong>;</p>
</li>
<li data-start="3842" data-end="3885">
<p data-start="3844" data-end="3885">oppure come <strong data-start="3856" data-end="3884">UO (Unità Organizzativa)</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3887" data-end="4127">Nel caso in cui la struttura sia classificata come articolazione dell’amministrazione principale, l’utente dovrà candidarsi come <strong data-start="4016" data-end="4030">Inseritore</strong> dell’amministrazione centrale e successivamente selezionare l’area organizzativa di riferimento.</p>
<h2 data-start="4134" data-end="4181">Il ruolo del Responsabile e degli Inseritori</h2>
<p data-start="4183" data-end="4269">All’interno di ogni amministrazione è prevista una specifica organizzazione dei ruoli.</p>
<p data-start="4271" data-end="4294">Ogni ente può nominare:</p>
<ul data-start="4296" data-end="4408">
<li data-start="4296" data-end="4341">
<p data-start="4298" data-end="4341"><strong data-start="4298" data-end="4322">un solo Responsabile</strong> della rilevazione;</p>
</li>
<li data-start="4342" data-end="4408">
<p data-start="4344" data-end="4408"><strong data-start="4344" data-end="4369">più utenti Inseritori</strong>, incaricati dell’inserimento dei dati.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="4410" data-end="4482">Entrambe le figure possono essere associate anche a più amministrazioni.</p>
<p data-start="4484" data-end="4639">Il Responsabile svolge una funzione centrale nel sistema: è infatti colui che supervisiona l’intero processo di raccolta e trasmissione delle informazioni.</p>
<h2 data-start="4646" data-end="4688">La procedura di nomina del Responsabile</h2>
<p data-start="4690" data-end="4877">La candidatura al ruolo di Responsabile avviene sempre attraverso il PUA. Una volta avviata la procedura, il sistema prevede una serie di passaggi di verifica dell’identità del candidato.</p>
<p data-start="4879" data-end="4918">Il processo prevede, tra le varie fasi:</p>
<ol data-start="4920" data-end="5357">
<li data-start="4920" data-end="4970">
<p data-start="4923" data-end="4970">inserimento dell’indirizzo email istituzionale;</p>
</li>
<li data-start="4971" data-end="5054">
<p data-start="4974" data-end="5054">ricezione di un codice temporaneo (OTP) per confermare l’attivazione dell’email;</p>
</li>
<li data-start="5055" data-end="5213">
<p data-start="5058" data-end="5213">invio automatico di una comunicazione alla <strong data-start="5101" data-end="5129">PEC dell’amministrazione</strong> registrata nell’IPA, contenente un link di autenticazione valido per cinque giorni;</p>
</li>
<li data-start="5214" data-end="5283">
<p data-start="5217" data-end="5283">inoltro del link al candidato da parte della segreteria dell’ente;</p>
</li>
<li data-start="5284" data-end="5357">
<p data-start="5287" data-end="5357">ulteriore verifica tramite codice OTP inviato all’email istituzionale.</p>
</li>
</ol>
<p data-start="5359" data-end="5517">Una volta completati i passaggi, il sistema consente di scaricare l’<strong data-start="5427" data-end="5445">atto di nomina</strong>, che deve essere firmato digitalmente e ricaricato sulla piattaforma.</p>
<p data-start="5519" data-end="5699">Dopo il caricamento del documento firmato, la candidatura viene approvata automaticamente e il candidato assume ufficialmente il ruolo di Responsabile per l’intera amministrazione.</p>
<h2 data-start="5706" data-end="5737">Le funzioni del Responsabile</h2>
<p data-start="5739" data-end="5866">Il Responsabile dispone di numerose funzioni operative e di controllo. Tra le principali attività previste dal sistema vi sono:</p>
<ul data-start="5868" data-end="6289">
<li data-start="5868" data-end="5935">
<p data-start="5870" data-end="5935">approvazione o rifiuto delle candidature degli utenti Inseritori;</p>
</li>
<li data-start="5936" data-end="5987">
<p data-start="5938" data-end="5987">revoca degli incarichi precedentemente assegnati;</p>
</li>
<li data-start="5988" data-end="6043">
<p data-start="5990" data-end="6043">inserimento o modifica dei dati relativi ai permessi;</p>
</li>
<li data-start="6044" data-end="6135">
<p data-start="6046" data-end="6135">verifica delle autodichiarazioni di conclusione delle attività da parte degli Inseritori;</p>
</li>
<li data-start="6136" data-end="6199">
<p data-start="6138" data-end="6199">invio della dichiarazione finale per tutta l’amministrazione;</p>
</li>
<li data-start="6200" data-end="6289">
<p data-start="6202" data-end="6289">creazione delle credenziali necessarie per l’invio massivo dei dati tramite WebService.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="6291" data-end="6407">Questa figura, quindi, rappresenta il punto di riferimento per l’intero processo di trasmissione delle informazioni.</p>
<h2 data-start="6414" data-end="6456">Cosa possono fare gli utenti Inseritori</h2>
<p data-start="6458" data-end="6565">Gli <strong data-start="6462" data-end="6476">Inseritori</strong> sono invece gli operatori incaricati di caricare concretamente i dati nella piattaforma.</p>
<p data-start="6567" data-end="6648">Le loro competenze variano in base al livello organizzativo a cui sono associati:</p>
<ul data-start="6650" data-end="6963">
<li data-start="6650" data-end="6772">
<p data-start="6652" data-end="6772">un Inseritore collegato all’amministrazione centrale può inserire dati sia per l’intera PA sia per le sue articolazioni;</p>
</li>
<li data-start="6773" data-end="6872">
<p data-start="6775" data-end="6872">un Inseritore di una AOO può operare per la propria area e per le unità organizzative dipendenti;</p>
</li>
<li data-start="6873" data-end="6963">
<p data-start="6875" data-end="6963">un Inseritore di una UO può intervenire esclusivamente sui dati della propria struttura.</p>
</li>
</ul>
<h2 data-start="6970" data-end="7008">Quali dati devono essere comunicati</h2>
<p data-start="7010" data-end="7257">Nella banca dati devono essere registrati <strong data-start="7052" data-end="7128">solo i permessi giornalieri o orari effettivamente fruiti dai dipendenti</strong> che beneficiano della Legge 104 per assistenza a persone con disabilità o per esigenze personali legate alla propria condizione.</p>
<p data-start="7259" data-end="7336">Sono invece <strong data-start="7271" data-end="7310">esclusi dalla rilevazione i congedi</strong> previsti dalla normativa.</p>
<p data-start="7338" data-end="7544">Per ogni lavoratore deve essere indicata anche la <strong data-start="7388" data-end="7440">data di inizio servizio presso l’amministrazione</strong>. Il sistema, infatti, non permette di registrare permessi relativi a periodi precedenti all’assunzione.</p>
<h2 data-start="7551" data-end="7591">Regole per l’inserimento dei permessi</h2>
<p data-start="7593" data-end="7672">L’applicativo prevede alcune regole tecniche per garantire uniformità nei dati.</p>
<p data-start="7674" data-end="7692">Tra le principali:</p>
<ul data-start="7694" data-end="8144">
<li data-start="7694" data-end="7796">
<p data-start="7696" data-end="7796">nello stesso mese non è possibile inserire contemporaneamente permessi giornalieri e permessi orari;</p>
</li>
<li data-start="7797" data-end="7922">
<p data-start="7799" data-end="7922">quando necessario, i giorni devono essere convertiti in ore considerando convenzionalmente <strong data-start="7890" data-end="7921">6 ore di lavoro giornaliere</strong>;</p>
</li>
<li data-start="7923" data-end="7975">
<p data-start="7925" data-end="7975">il sistema accetta solo ore intere e non frazioni;</p>
</li>
<li data-start="7976" data-end="8011">
<p data-start="7978" data-end="8011">il minimo inseribile è <strong data-start="8001" data-end="8010">1 ora</strong>;</p>
</li>
<li data-start="8012" data-end="8059">
<p data-start="8014" data-end="8059">eventuali frazioni devono essere arrotondate;</p>
</li>
<li data-start="8060" data-end="8144">
<p data-start="8062" data-end="8144">il limite massimo resta quello stabilito dalla normativa, cioè <strong data-start="8125" data-end="8143">18 ore mensili</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="8146" data-end="8474">In caso di differenze tra i dati presenti nei sistemi interni delle amministrazioni e quelli inseriti nella piattaforma, l’eventuale scostamento non viene considerato rilevante. Ciò che conta è la comunicazione del <strong data-start="8361" data-end="8473">totale complessivo dei permessi fruiti da ogni dipendente nel corso dell’anno precedente, suddiviso per mese</strong>.</p>
<h2 data-start="8481" data-end="8531">Un adempimento fondamentale per il monitoraggio</h2>
<p data-start="8533" data-end="8645">La scadenza del <strong data-start="8549" data-end="8566">31 marzo 2026</strong> rappresenta quindi un momento chiave per tutte le pubbliche amministrazioni.</p>
<p data-start="8647" data-end="8927">Attraverso questa procedura lo Stato può monitorare in modo sistematico l’utilizzo dei permessi destinati all’assistenza delle persone con disabilità, verificando l’applicazione della normativa e garantendo una gestione più trasparente delle agevolazioni previste dalla Legge 104.</p>
<p data-start="8929" data-end="9126" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Per gli enti pubblici si tratta dunque di un adempimento amministrativo importante, che richiede organizzazione interna, coordinamento tra uffici e attenzione nella trasmissione delle informazioni.</p>
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</item>

<item>
<title>Il Nuovo Codice della Strada introduce l&amp;apos;alcolock: ma è pieno di criticità</title>
<link>https://www.eventi.news/il-nuovo-codice-della-strada-introduce-lalcolock-ma-e-pieno-di-criticita</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Tutti parlano (male) del nuovo alcolock, anche in programmi radio, talk show e spazi di intrattenimento: uno strumento introdotto dall’aggiornamento del codice della strada, ormai costante argomento ‘da bar’ che stimola dibattiti ed anche molte polemiche. È infatti di questi giorni l’entrata in vigore del dispositivo che ha di nuovo riacceso scontri, polemiche e confronti […]
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<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 10:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Nuovo, Codice, della, Strada, introduce, lalcolock:, pieno, criticità</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Tutti parlano (male) del nuovo alcolock, anche in programmi radio, talk show e spazi di intrattenimento: uno strumento introdotto dall’aggiornamento del codice della strada, ormai costante argomento ‘da bar’ che stimola dibattiti ed anche molte polemiche.</strong></p>
<hr>
<p>È infatti di questi giorni l’entrata in vigore del dispositivo che ha di nuovo riacceso scontri, polemiche e confronti sul regolamento che disciplina le nostre strade.</p>
<p>Entra pienamente in vigore, a oltre un anno dall’entrata in vigore del nuovo Codice della strada, una delle novità più critiche e dibattute. Si tratta dell’alcolock, il dispositivo che permette di accendere l’auto e guidare solamente se il proprio tasso alcolico è dentro i limiti previsti legalmente.</p>
<h2>La lista dei dispositivi</h2>
<p>Mancava, in effetti, all’effettiva operatività della norma, l’ultimo passaggio necessario. Sebbene il decreto attuativo fosse stato pubblicato in Gazzetta ufficiale a luglio dello scorso anno per rendere operativa la misura era necessario attendere la lista degli alcolock abilitati, quelli che si possono effettivamente installare. Il <span><a href="https://www.mit.gov.it/normativa/decreto-alcolock" target="_blank" rel="noopener">Ministero dei Trasporti</a></span> l’ha pubblicata, operativa da febbraio, sul Portale dell’automobilista.</p>
<h2>Un etilometro fissato in auto</h2>
<p>L’alcolock è un etilometro integrato nella plancia dell’auto e collegato al sistema di accensione. Prima di partire il guidatore deve soffiare in un boccaglio, simile al normale etilometro. Se viene rilevato un tasso alcolemico superiore al limite, che può essere settato anche a 0,0 g/l per i recidivi, il dispositivo blocca il motore. Il sistema evoluto registra i tentativi per evitare manomissioni, si basa su sensori a cella di combustibile.</p>
<h2>I limiti da non superare</h2>
<p>L’obbligo di installare il dispositivo sulla propria auto riguarda chi viene sorpreso al volante con un tasso alcolemico che supera gli 0,8 grammi per litro. Chi viene <span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/la-sentenza-stato-di-ebbrezza-solo-se-veicolo-in-movimento/" target="_blank" rel="noopener">fermato dalle forze di polizia</a></span> mentre è alla guida, sottoposto a un controllo dell’etilometro, e risulta avere un tasso alcolemico che supera gli 0,8 grammi per litro, può ricevere una multa che va da 800 a 3.200 euro oltre all’arresto fino a sei mesi. In questo caso la patente viene sospesa per un periodo da un anno a sei mesi. Il giudice, in caso di condanna, fa scattare anche l’obbligo di alcolock. L’automobilista che ha superato questi valori limite dovrà installarlo e mantenerlo per due anni.</p>
<h2>Fino a due anni di sospensione</h2>
<p>Se invece il livello di alcool nel sangue è più alto fino a superare i 1,5 grammi al litro, l’obbligo di alcolock dura per tre anni. La commissione medica per i rinnovi della patente può anche decidere di prolungare ulteriormente l’obbligo. Inoltre nel caso di tasso alcolemico così elevati la sospensione della patente può arrivare a durare anche fino a due anni se si stava guidando un’auto che appartiene a un’altra persona.</p>
<h2>Sanzioni e annotazioni sulla patente</h2>
<p>E’ una sanzione che può essere commutata dal tribunale.  Il collegamento tra condanna per guida in stato di ebbrezza e obbligo di alcolock passa attraverso l’annotazione di specifici codici sulla patente. Ai condannati possono essere apposti i codici <strong>68</strong> “niente alcool” e <strong>69</strong> “limitata alla guida di veicoli dotati di un dispositivo di tipo alcolock conforme alla norma EN 50436”. Il codice 69 sulla patente è un limite anche alla libertà di guidare l’auto di un amico o un veicolo a noleggio privo di alcolock, anche per brevi tragitti, entrambe azioni vietate dalla norma. Problemi che si possono riflettere anche sul lavoro, soprattutto per chi utilizza mezzi aziendali. Quado sarà terminato il periodo di sospensione imposto dalla condanna, patente stessa riporterà in modo ben visibile il vincolo alla guida sobria e l’obbligo all’utilizzare solo veicoli equipaggiati con il dispositivo.</p>
<h2>I modelli omologati</h2>
<p>I modelli autorizzati al montaggio nella lista del Ministero, che riporta anche dati di contatto dei costruttori, sono solo due, Breatech B1000 e Zaldy. La nota contiene anche la lista degli installatori autorizzati e l’elenco delle auto compatibili con ciascun modello. In particolare, il modello Breatech riporta marche e modelli compatibili, Zaldy risulta compatibile con furgoni e altri mezzi per il trasporto di merci e persone compresi nelle categorie N e M. Non è chiaro se la lista potrà essere ampliata e estesa, poiché ad oggi non copre una compatibilità completa con i mezzi circolanti, risultando compatibile per meno di trecento mezzi in totale, compresi trattori e camion.</p>
<h2>Pochi modelli e pochissimi istallatori</h2>
<p>Discorso simile per l’elenco degli installatori. Per il dispositivo Breatch vengono segnalati circa 50 officine autorizzate all’installazione quasi tutte a Milano o nelle vicinanze. Per Zaldy gli installatori autorizzati sono appena tre, a Pisa, Varese e nel Torinese. È probabile e auspicabile, quindi, che l’elenco sia in via di aggiornamento. Al di là delle generali polemiche scatenate intorno al nuovo codice e alla affermazione riguardanti le ‘punizioni’ ritenute spesso eccessive, e le misurazioni poco affidabili, social e dibattiti si sono scatenati anche su questi nuovi dispositvi.</p>
<h2>Le criticità</h2>
<p>Sono impazzati i ‘meme’ vignette sarcastiche sul tema, in molti hanno anche obiettato che sarebbe complesso vigilare su chi effettivamente sia a ‘soffiare’ nel dispositivo e a come questo possa essere controllato. In realtà a livello di responsabilità del conducente la manomissione dell’alcolock rappresenta una violazione molto grave. Qualsiasi azione per ‘ingannare’ il dispositivo, bypassando i collegamenti, utilizzando sistemi per simulare il test dell’alito o alterando i sensori potrebbe essere considerato non solo un illecito amministrativo, ma anche rilevante penalmente. È quindi essenziale evitare qualsiasi intervento non autorizzato sul dispositivo, rivolgendosi esclusivamente a officine abilitate per ogni operazione di manutenzione o riparazione.</p>
<p>In realtà quello che ha scatenato polemiche serie e di certo darà vita a numerosi ricorsi è l’elevato costo del dispositivo. L’installazione da sola può richiedere, secondo la maggior parte delle stime, tra i 1.500 e i 2mila euro. La spesa deve essere tutta sostenuta dall’autista. A questo primo importante esborso iniziale vanno aggiunte le spese quotidiane per i boccagli monouso che vanno comprati a parte e la taratura e regolazione dell’apparecchio, obbligatoria una volta l’anno.</p>
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<title>TFS dei dipendenti statali, la Consulta avverte il Parlamento: ora basta rinvii</title>
<link>https://www.eventi.news/tfs-dei-dipendenti-statali-la-consulta-avverte-il-parlamento-ora-basta-rinvii</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
La Consulta rilancia e dà un ultimatum di un anno al Parlamento per superare ritardi e rateizzazione sul TFS dei dipendenti statali. La questione del Trattamento di fine servizio dei dipendenti pubblici torna ancora una volta davanti alla Corte costituzionale e, con l’ordinanza n. 25 del 5 marzo 2026, il messaggio indirizzato al legislatore appare […]
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<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 10:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>TFS, dei, dipendenti, statali, Consulta, avverte, Parlamento:, ora, basta, rinvii</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-section-id="1dszedy" data-start="0" data-end="95"><strong>La Consulta rilancia e dà un ultimatum di un anno al Parlamento per superare ritardi e rateizzazione sul TFS dei dipendenti statali.</strong></p>
<hr>
<p data-start="97" data-end="643">La questione del <span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/tfs-dipendenti-pubblici-battaglia-legale-in-europa-dopo-la-delusione-dalla-manovra/" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="114" data-end="170">Trattamento di fine servizio dei dipendenti pubblici</strong></a></span> torna ancora una volta davanti alla Corte costituzionale e, con l’<strong data-start="237" data-end="273">ordinanza n. 25 del 5 marzo 2026</strong>, il messaggio indirizzato al legislatore appare netto: non c’è più spazio per interventi marginali o rinvii indefiniti. Serve una riforma vera, capace di superare in modo graduale ma concreto il sistema che oggi impone ai lavoratori pubblici in pensione di attendere mesi, e in molti casi anni, prima di ricevere integralmente quanto maturato al termine della carriera.</p>
<p data-start="645" data-end="1211">La Consulta, infatti, ha preso atto che i richiami già formulati nelle precedenti decisioni del <strong data-start="741" data-end="749">2019</strong> e del <strong data-start="756" data-end="764">2023</strong> non hanno prodotto, finora, un cambiamento sostanziale del quadro normativo. Per questo ha scelto una strada intermedia: non ha cancellato subito le regole contestate, ma ha fissato un nuovo passaggio decisivo, rinviando la trattazione al <strong data-start="1004" data-end="1023">14 gennaio 2027</strong>. In questo arco temporale il Parlamento dovrà programmare una soluzione capace di eliminare i meccanismi di differimento e pagamento a rate che ancora caratterizzano il TFS degli statali.</p>
<h2 data-section-id="o1h8ju" data-start="1213" data-end="1244">Una questione aperta da anni</h2>
<p data-start="1246" data-end="1781">Il nodo riguarda le norme che disciplinano il pagamento del TFS ai dipendenti pubblici cessati dal servizio per raggiunti limiti di età o di anzianità. In base alla disciplina ancora vigente, la liquidazione non avviene subito al momento del pensionamento: per molte categorie occorre attendere <strong data-start="1541" data-end="1556">dodici mesi</strong>, ai quali si aggiungono ulteriori tempi tecnici per il versamento. Se l’importo supera determinate soglie, poi, il trattamento non viene corrisposto in un’unica soluzione, ma viene <strong data-start="1738" data-end="1780">suddiviso in due o tre tranche annuali</strong>.</p>
<p data-start="1783" data-end="2246">È proprio questo doppio meccanismo — attesa iniziale e successiva rateizzazione — ad aver generato negli anni un contenzioso sempre più ampio. Secondo i giudici amministrativi che hanno rimesso la questione alla Corte costituzionale, si tratta di un sistema che incide su un diritto che ha natura di <strong data-start="2083" data-end="2109">retribuzione differita</strong>, cioè di compenso maturato nel corso dell’attività lavorativa e destinato ad accompagnare il dipendente nella fase di uscita dal lavoro.</p>
<p data-start="2248" data-end="2706">La Consulta aveva già affrontato il tema con la <strong data-start="2296" data-end="2324">sentenza n. 159 del 2019</strong> e, soprattutto, con la <strong data-start="2348" data-end="2376">sentenza n. 130 del 2023</strong>, nella quale aveva evidenziato che la garanzia costituzionale della giusta retribuzione non riguarda soltanto l’ammontare della somma dovuta, ma anche la <strong data-start="2531" data-end="2547">tempestività</strong> con cui essa viene corrisposta. In altre parole, non basta che il lavoratore riceva ciò che gli spetta: è necessario anche che lo riceva in tempi ragionevoli.</p>
<h2 data-section-id="1xt4bln" data-start="2708" data-end="2762">Le tre ordinanze dei TAR che hanno riaperto il caso</h2>
<p data-start="2764" data-end="3203">Il nuovo intervento della Corte nasce da tre distinte ordinanze di rimessione adottate dal <strong data-start="2855" data-end="2869">TAR Marche</strong>, dal <strong data-start="2875" data-end="2888">TAR Lazio</strong> e dal <strong data-start="2895" data-end="2924">TAR Friuli-Venezia Giulia</strong>. In tutti e tre i casi, i giudici amministrativi si sono trovati a esaminare ricorsi presentati da ex dipendenti pubblici, collocati in quiescenza per raggiunti limiti di età, che chiedevano il pagamento senza rinvii dell’intero TFS, oltre a interessi e rivalutazione monetaria.</p>
<p data-start="3205" data-end="3806">I giudici rimettenti hanno contestato la compatibilità costituzionale delle disposizioni che disciplinano la dilazione e la rateizzazione del trattamento, richiamando in particolare l’<strong data-start="3389" data-end="3423">articolo 36 della Costituzione</strong>, che tutela il diritto a una retribuzione proporzionata e sufficiente. Due dei tre TAR hanno inoltre evocato anche l’<strong data-start="3541" data-end="3576">articolo 117 della Costituzione</strong>, in relazione all’<span><a href="https://www.giustizia.it/cmsresources/cms/documents/guida_cedu_articolo1_protocollo1.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="3595" data-end="3646">articolo 1 del Protocollo addizionale alla CEDU</strong></a></span>, sostenendo che il TFS, una volta maturato, entra nel patrimonio del lavoratore e costituisce quindi un “bene” che merita tutela anche sul piano convenzionale.</p>
<p data-start="3808" data-end="4125">Il punto centrale delle ordinanze è chiaro: il problema non sarebbe più riconducibile a una misura eccezionale, legata a una contingenza finanziaria temporanea, ma a una disciplina ormai divenuta <strong data-start="4004" data-end="4019">strutturale</strong>, che continua a comprimere il diritto dei dipendenti pubblici anche dopo i ripetuti richiami della Corte.</p>
<h2 data-section-id="1tbqe3t" data-start="4127" data-end="4165">Le modifiche introdotte non bastano</h2>
<p data-start="4167" data-end="4368">Nel giudizio costituzionale, l’INPS e l’Avvocatura dello Stato hanno sostenuto che il legislatore non è rimasto del tutto fermo. In effetti, negli ultimi mesi sono intervenute due correzioni normative.</p>
<p data-start="4370" data-end="4835">La prima ha ampliato la platea dei soggetti fragili che possono ottenere il trattamento entro tre mesi dalla cessazione del servizio, includendo anche dipendenti invalidi, inabili o inidonei al lavoro e al servizio. La seconda, contenuta nella legge di bilancio per il 2026, ha previsto una <strong data-start="4661" data-end="4696">riduzione da dodici a nove mesi</strong> del termine di liquidazione del TFS, ma solo <strong data-start="4742" data-end="4765">dal 1° gennaio 2027</strong> e soltanto per chi maturerà da quella data i requisiti pensionistici.</p>
<p data-start="4837" data-end="5316">Secondo la Corte costituzionale, tuttavia, queste novità hanno una portata troppo limitata per poter essere considerate l’avvio di un vero percorso di superamento del sistema. Da un lato riguardano solo categorie specifiche; dall’altro riducono i tempi in misura modesta e rinviano gli effetti concreti a una data futura. Soprattutto, osserva la Consulta, non emerge da nessuna parte un <strong data-start="5224" data-end="5244">disegno organico</strong> che punti davvero all’eliminazione progressiva dei meccanismi dilatori.</p>
<p data-start="5318" data-end="5531">Per questo motivo la Corte ribadisce che il <strong data-start="5362" data-end="5387">vulnus costituzionale</strong> resta. In sostanza, il giudizio di incompatibilità con l’articolo 36 non viene meno solo perché il legislatore ha introdotto ritocchi parziali.</p>
<h2 data-section-id="dt498w" data-start="5533" data-end="5585">Perché la Corte non ha cancellato subito le norme</h2>
<p data-start="5587" data-end="5915">Il passaggio più delicato dell’ordinanza riguarda la scelta della Consulta di non dichiarare immediatamente illegittime le disposizioni contestate. Pur riconoscendo il perdurare della criticità costituzionale, la Corte ha ritenuto che una cancellazione secca delle norme produrrebbe un effetto troppo pesante sui conti pubblici.</p>
<p data-start="5917" data-end="6325">Se venissero meno d’un colpo differimento e rateizzazione, infatti, tutti i trattamenti maturati e ancora non pagati diventerebbero <strong data-start="6049" data-end="6077">immediatamente esigibili</strong>, con un impatto rilevantissimo in termini di fabbisogno di cassa. Proprio questo elemento, già evidenziato nel 2023, viene ritenuto decisivo per lasciare ancora una volta al legislatore il compito di individuare le modalità concrete della riforma.</p>
<p data-start="6327" data-end="6780">La Corte, quindi, non arretra sul piano dei principi, ma sceglie una soluzione che tiene conto dell’equilibrio tra tutela dei diritti e sostenibilità finanziaria. È una decisione che si muove nel solco della cosiddetta <strong data-start="6546" data-end="6578">collaborazione istituzionale</strong> tra Corte e Parlamento: la Consulta segnala la necessità non più rinviabile di una riforma, ma evita di imporre per via demolitoria un effetto immediato che potrebbe destabilizzare la finanza pubblica.</p>
<h2 data-section-id="1y8s31b" data-start="6782" data-end="6827">Un anno al Parlamento per una riforma vera</h2>
<p data-start="6829" data-end="7283">Il cuore politico e giuridico dell’ordinanza è tutto qui: la Corte concede al legislatore un nuovo termine, ma al tempo stesso alza il livello della pressione istituzionale. Il rinvio della trattazione all’<strong data-start="7035" data-end="7075">udienza pubblica del 14 gennaio 2027</strong> non equivale a un semplice aggiornamento tecnico. È, piuttosto, un invito formale a costruire entro quella data una disciplina capace di riportare la materia entro i confini della legittimità costituzionale.</p>
<p data-start="7285" data-end="7705">Nel testo dell’ordinanza si legge con chiarezza che il Parlamento dovrà <strong data-start="7357" data-end="7372">programmare</strong> una riforma che, pur nel segno della gradualità, dia continuità ai primi interventi già adottati e ristabilisca entro un orizzonte temporale definito la normale scansione dei pagamenti del TFS. In altri termini, la Corte non chiede una correzione cosmetica, ma un piano serio, scandito nel tempo e sostenibile sul piano finanziario.</p>
<p data-start="7707" data-end="7941">Il riferimento alla possibilità di distribuire su più esercizi gli effetti di cassa della riforma dimostra che la Consulta non pretende soluzioni irrealistiche. Ciò che però non appare più tollerabile è l’assenza di una rotta precisa.</p>
<h2 data-section-id="40vqqn" data-start="7943" data-end="7994">Che cosa cambia adesso per i dipendenti pubblici</h2>
<p data-start="7996" data-end="8273">Sul piano pratico, l’ordinanza non modifica nell’immediato le regole applicabili. Chi cessa oggi dal servizio continua, salvo i casi particolari già previsti dalla legge, a essere soggetto ai termini di differimento e alle soglie che determinano il pagamento in una o più rate.</p>
<p data-start="8275" data-end="8653">Tuttavia, il pronunciamento del 5 marzo 2026 rafforza sensibilmente il quadro delle contestazioni contro la disciplina vigente. La Corte, infatti, afferma ancora una volta che il problema esiste e che gli interventi adottati finora non sono sufficienti. Questo elemento pesa non solo sul piano politico, ma anche nel dibattito tecnico-giuridico che accompagnerà i prossimi mesi.</p>
<p data-start="8655" data-end="8998">Per gli ex dipendenti pubblici e per le amministrazioni coinvolte, il 2026 si apre dunque come un anno decisivo. Se il legislatore interverrà con una riforma credibile, la Corte potrà valutarne gli effetti nella nuova udienza fissata per gennaio 2027. In caso contrario, il rischio è che la Consulta sia chiamata a compiere un passo ulteriore.</p>
<h2 data-section-id="py3wip" data-start="9000" data-end="9066">Il segnale della Consulta: i rinvii non possono essere infiniti</h2>
<p data-start="9068" data-end="9504">L’ordinanza n. 25 del 2026 rappresenta, in definitiva, un nuovo e forte richiamo sul tema del <strong data-start="9162" data-end="9183">TFS degli statali</strong>. La Corte costituzionale non cambia orientamento: considera ancora incompatibile con l’articolo 36 della Costituzione un sistema che costringe il lavoratore pubblico ad attendere a lungo per ottenere integralmente somme già maturate, senza un adeguato meccanismo di compensazione della perdita di valore dovuta al tempo.</p>
<p data-start="9506" data-end="9737">Allo stesso tempo, però, la Consulta prende atto che una soluzione immediata per via giudiziaria rischierebbe di produrre effetti finanziari troppo ampi. Da qui la scelta di concedere al Parlamento un ultimo spazio per intervenire.</p>
<p data-start="9739" data-end="10121">Il messaggio è però più severo di quanto possa apparire: il tempo delle semplici promesse sembra finito. Dopo i moniti del 2019 e del 2023, la Corte chiede ora una <strong data-start="9903" data-end="9930">programmazione concreta</strong>, con un orizzonte definito e con l’obiettivo esplicito di rimuovere, gradualmente ma davvero, un sistema che continua a penalizzare migliaia di dipendenti pubblici al momento della pensione.</p>
<h2 data-start="9739" data-end="10121">Il testo della sentenza</h2>
<p data-start="9739" data-end="10121"><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/Corte-Costituzionale-Ordinanza-numero-25-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
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<title>Via libera alla riforma delle PMI: tutte le misure per imprese e artigiani</title>
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Il Parlamento ha approvato in via definitiva la nuova legge sulle piccole e medie imprese, un intervento atteso da anni che introduce strumenti per rafforzare competitività, accesso al credito e innovazione. Il provvedimento contiene misure che riguardano artigianato, reti d’impresa, finanziamenti e occupazione giovanile. Tra le novità più rilevanti figurano la possibilità di ottenere liquidità […]
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<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 10:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Via, libera, alla, riforma, delle, PMI:, tutte, misure, per, imprese, artigiani</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Il Parlamento ha approvato in via definitiva la nuova legge sulle piccole e medie imprese, un intervento atteso da anni che introduce strumenti per rafforzare competitività, accesso al credito e innovazione.</strong></p>
<hr>
<p>Il provvedimento contiene misure che riguardano <strong data-start="1147" data-end="1217">artigianato, reti d’impresa, finanziamenti e occupazione giovanile</strong>. Tra le novità più rilevanti figurano la possibilità di ottenere liquidità dal magazzino, incentivi fiscali per le imprese che fanno rete e nuove norme contro le recensioni false online. L’obiettivo è sostenere il sistema produttivo italiano in una fase di profondi cambiamenti economici.</p>
<h2>La riorganizzazione dello Statuto delle Imprese</h2>
<p data-start="112" data-end="528">Con l’approvazione finale da parte del Senato si chiude un iter legislativo lungo e complesso che affonda le proprie radici in una previsione normativa rimasta per anni in attesa di attuazione: quella contenuta nello <strong data-start="478" data-end="527">Statuto delle imprese </strong>(<span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2011-11-11;180@originale" target="_blank" rel="noopener">legge n. 180 del 2011</a></span>).</p>
<p data-start="530" data-end="870">In particolare, l’intervento legislativo si inserisce nel solco dell’<strong data-start="599" data-end="628">articolo 18 dello Statuto</strong>, che prevedeva l’adozione di una disciplina organica finalizzata a rafforzare la competitività delle <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/imprese/" target="_blank" rel="noopener"><strong>PMI</strong></a></span> attraverso misure di sostegno economico, strumenti di semplificazione amministrativa e interventi volti a favorire l’accesso al credito.</p>
<p data-start="872" data-end="1295">Il provvedimento appena approvato introduce un pacchetto articolato di misure che spaziano dalla <strong data-start="969" data-end="997">riforma dell’artigianato</strong> agli incentivi fiscali per le <strong data-start="1028" data-end="1046">reti d’impresa</strong>, dal sostegno al settore della moda fino a nuovi strumenti per migliorare la liquidità delle aziende. L’obiettivo dichiarato è quello di modernizzare l’ecosistema produttivo italiano, caratterizzato da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p data-start="1297" data-end="1695">Secondo i dati della Commissione europea, le PMI rappresentano oltre <strong data-start="1366" data-end="1414">il 99% del tessuto imprenditoriale nazionale</strong>, contribuendo in modo significativo sia alla produzione di ricchezza sia alla creazione di posti di lavoro. In questo contesto, il rafforzamento delle condizioni operative delle imprese di dimensioni ridotte è considerato un fattore strategico per sostenere la crescita economica.</p>
<p data-start="1697" data-end="1929">Il ministro delle Imprese e del Made in Italy <strong data-start="1743" data-end="1758">Adolfo Urso</strong> ha definito la legge «<em>un intervento strutturale che rimette al centro il sistema delle PMI e ne rafforza la capacità di competere nei mercati nazionali e internazionali</em>».</p>
<h2 data-section-id="3z48dq" data-start="1936" data-end="1979">Perché serviva una nuova legge sulle PMI</h2>
<p data-start="1981" data-end="2248">Negli ultimi anni il contesto economico nel quale operano le piccole imprese è profondamente cambiato. Globalizzazione, digitalizzazione dei mercati, transizione ecologica e aumento dei costi di produzione hanno imposto alle aziende un rapido processo di adattamento.</p>
<p data-start="2250" data-end="2337">Molte PMI, tuttavia, continuano a scontrarsi con alcune criticità strutturali, tra cui:</p>
<ul data-start="2339" data-end="2623">
<li data-section-id="16f9g2s" data-start="2339" data-end="2441">
<p data-start="2341" data-end="2441"><strong data-start="2341" data-end="2386">difficoltà di accesso al credito bancario</strong>, spesso legata alla mancanza di garanzie patrimoniali;</p>
</li>
<li data-section-id="1e1hd7b" data-start="2442" data-end="2514">
<p data-start="2444" data-end="2514">dimensioni aziendali ridotte che limitano la capacità di investimento;</p>
</li>
<li data-section-id="g52wtw" data-start="2515" data-end="2555">
<p data-start="2517" data-end="2555">difficoltà nel ricambio generazionale;</p>
</li>
<li data-section-id="1gez4cu" data-start="2556" data-end="2623">
<p data-start="2558" data-end="2623">necessità di adeguare i modelli produttivi alle nuove tecnologie.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2625" data-end="2933">La nuova legge nasce proprio con l’intento di affrontare queste problematiche attraverso una combinazione di strumenti fiscali, finanziari e organizzativi. L’idea di fondo è rafforzare la <strong data-start="2813" data-end="2852">capacità delle imprese di fare rete</strong>, migliorare la disponibilità di liquidità e sostenere i processi di innovazione.</p>
<h2 data-section-id="xf7wd0" data-start="2940" data-end="3002">Riforma dell’artigianato: aggiornare una normativa del 1985</h2>
<p data-start="3004" data-end="3274">Uno dei capitoli più rilevanti riguarda la revisione della disciplina dell’artigianato. L’attuale quadro normativo risale infatti alla <strong data-start="3139" data-end="3171">legge quadro n. 443 del 1985</strong>, che definisce la figura dell’imprenditore artigiano e i requisiti delle imprese operanti nel settore.</p>
<p data-start="3276" data-end="3495">Con la nuova legge il Parlamento conferisce al Governo <strong data-start="3331" data-end="3385">una delega legislativa per aggiornare la normativa</strong>, con l’obiettivo di adeguarla alle trasformazioni intervenute nel mondo del lavoro e nei processi produttivi.</p>
<p data-start="3497" data-end="3571">Tra i principi che dovranno guidare i futuri decreti legislativi figurano:</p>
<ul data-start="3573" data-end="3868">
<li data-section-id="uqr9vh" data-start="3573" data-end="3638">
<p data-start="3575" data-end="3638">la valorizzazione della <strong data-start="3599" data-end="3637">figura dell’imprenditore artigiano</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="qtwrg7" data-start="3639" data-end="3728">
<p data-start="3641" data-end="3728">il rafforzamento della <strong data-start="3664" data-end="3711">trasmissione delle competenze professionali</strong> tra generazioni;</p>
</li>
<li data-section-id="p36kal" data-start="3729" data-end="3804">
<p data-start="3731" data-end="3804">il sostegno ai processi di <strong data-start="3758" data-end="3803">collaborazione e aggregazione tra imprese</strong>;</p>
</li>
<li data-section-id="1wjdd17" data-start="3805" data-end="3868">
<p data-start="3807" data-end="3868">l’adattamento della disciplina alle innovazioni tecnologiche.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3870" data-end="4108">Nel frattempo, la legge introduce già alcune misure immediate, tra cui <strong data-start="3941" data-end="4042">sanzioni più severe contro l’utilizzo improprio della qualifica di “artigianale” nella pubblicità</strong>, per contrastare pratiche commerciali potenzialmente ingannevoli.</p>
<h2 data-section-id="3qizs8" data-start="4115" data-end="4184">Magazzino e liquidità: nuovi strumenti per il credito alle imprese</h2>
<p data-start="4186" data-end="4326">Un elemento innovativo della riforma riguarda la possibilità per le imprese di valorizzare economicamente le proprie rimanenze di magazzino.</p>
<p data-start="4328" data-end="4546">La legge introduce infatti strumenti che consentono di <strong data-start="4383" data-end="4443">trasformare lo stock di prodotti in una leva finanziaria</strong>, permettendo alle aziende di ottenere risorse anticipando il valore economico dei beni già realizzati.</p>
<p data-start="4548" data-end="4716">In concreto, il provvedimento consente operazioni di <strong data-start="4601" data-end="4638">cartolarizzazione delle rimanenze</strong>, includendo anche i crediti che deriveranno dalla futura vendita delle merci.</p>
<p data-start="4718" data-end="4964">Questa soluzione può rappresentare un importante strumento di sostegno alla liquidità aziendale, soprattutto per le imprese manifatturiere che spesso immobilizzano capitali rilevanti nei magazzini in attesa della commercializzazione dei prodotti.</p>
<h2 data-section-id="1nladff" data-start="4971" data-end="5013">Incentivi fiscali per le reti d’impresa</h2>
<p data-start="5015" data-end="5273">Tra le misure fiscali più significative figura l’introduzione di un regime agevolato per le <strong data-start="5107" data-end="5125">reti d’impresa</strong>, uno strumento di cooperazione tra aziende disciplinato dall’articolo 3 del <strong data-start="5202" data-end="5233">decreto-legge n. 5 del 2009</strong>, convertito nella legge n. 33 del 2009.</p>
<p data-start="5275" data-end="5453">La nuova normativa prevede la <strong data-start="5305" data-end="5401">sospensione dell’imposizione fiscale sugli utili reinvestiti nei programmi comuni delle reti</strong>, purché destinati a progetti di sviluppo condivisi.</p>
<p data-start="5455" data-end="5695">Il beneficio fiscale sarà applicabile fino al <strong data-start="5501" data-end="5527">periodo d’imposta 2028</strong> e potrà riguardare somme fino a <strong data-start="5560" data-end="5612">un milione di euro all’anno per ciascuna impresa</strong>, con una dotazione finanziaria complessiva di <strong data-start="5659" data-end="5694">45 milioni di euro nel triennio</strong>.</p>
<p data-start="5697" data-end="5893">L’obiettivo è incentivare la cooperazione tra imprese che operano nella stessa filiera o in settori complementari, favorendo investimenti in innovazione, digitalizzazione e internazionalizzazione.</p>
<h2 data-section-id="1japo1y" data-start="5900" data-end="5950">Staffetta generazionale e occupazione giovanile</h2>
<p data-start="5952" data-end="6079">La legge introduce inoltre un meccanismo sperimentale destinato a favorire il <strong data-start="6030" data-end="6078">ricambio generazionale nelle piccole imprese</strong>.</p>
<p data-start="6081" data-end="6288">Per un periodo di due anni, le aziende con meno di 50 dipendenti potranno assumere giovani lavoratori <strong data-start="6183" data-end="6231">under 35 con contratto a tempo indeterminato</strong>, in sostituzione di personale prossimo al pensionamento.</p>
<p data-start="6290" data-end="6444">La misura prevede un <strong data-start="6311" data-end="6353">esonero contributivo fino a 3.000 euro</strong>, collegato alla riduzione dell’orario di lavoro del dipendente che si avvia alla pensione.</p>
<p data-start="6446" data-end="6575">L’obiettivo è favorire la trasmissione delle competenze professionali e facilitare l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.</p>
<h2 data-section-id="gbvlng" data-start="6582" data-end="6648">Sostegno alla filiera della moda e alla transizione sostenibile</h2>
<p data-start="6650" data-end="6781">Un capitolo specifico del provvedimento riguarda il comparto della <strong data-start="6717" data-end="6725">moda</strong>, uno dei settori più rappresentativi del Made in Italy.</p>
<p data-start="6783" data-end="7014">La legge prevede lo stanziamento di <strong data-start="6819" data-end="6842">100 milioni di euro</strong> destinati a finanziare strumenti di sviluppo industriale pensati per sostenere le imprese del settore nei processi di transizione verso modelli produttivi più sostenibili.</p>
<p data-start="7016" data-end="7193">Le risorse saranno utilizzate per attivare <strong data-start="7059" data-end="7089">mini contratti di sviluppo</strong>, strumenti di politica industriale che consentono di finanziare progetti di investimento e innovazione.</p>
<h2 data-section-id="1h5zzt5" data-start="7200" data-end="7249">Nuove regole contro le recensioni false online</h2>
<p data-start="7251" data-end="7413">Il provvedimento affronta anche il tema delle <strong data-start="7297" data-end="7333">recensioni online non autentiche</strong>, fenomeno particolarmente diffuso nei settori del turismo e della ristorazione.</p>
<p data-start="7415" data-end="7582">La normativa stabilisce che le recensioni siano considerate attendibili solo se pubblicate <strong data-start="7506" data-end="7581">entro trenta giorni dall’effettivo utilizzo del servizio o del prodotto</strong>.</p>
<p data-start="7584" data-end="7758">La presenza di una <strong data-start="7603" data-end="7623">ricevuta fiscale</strong> potrà costituire elemento di verifica dell’autenticità del commento, mentre la validità delle recensioni sarà limitata a <strong data-start="7745" data-end="7757">due anni</strong>.</p>
<p data-start="7760" data-end="7934">L’<strong data-start="7762" data-end="7814">Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato</strong> sarà incaricata di elaborare linee guida specifiche per garantire trasparenza e correttezza nelle piattaforme digitali.</p>
<h2 data-section-id="oteagw" data-start="7941" data-end="7984">Riforma dei Confidi e accesso al credito</h2>
<p data-start="7986" data-end="8181">Il provvedimento contiene anche una delega al Governo per la revisione della disciplina dei <strong data-start="8078" data-end="8089">Confidi</strong>, i consorzi di garanzia collettiva che supportano le imprese nell’accesso ai finanziamenti.</p>
<p data-start="8183" data-end="8352">Negli ultimi anni il sistema dei Confidi ha subito profonde trasformazioni a causa dell’espansione delle <strong data-start="8288" data-end="8310">garanzie pubbliche</strong> e dei cambiamenti nel mercato creditizio.</p>
<p data-start="8354" data-end="8496">L’intervento legislativo mira a ridefinire il ruolo di questi organismi, rendendoli più efficienti e adeguati alle esigenze attuali delle PMI.</p>
<h2 data-section-id="193r9gu" data-start="8503" data-end="8557">Nuove centrali consortili per coordinare le filiere</h2>
<p data-start="8559" data-end="8782">Tra le novità introdotte dalla legge figura anche l’istituzione delle <strong data-start="8629" data-end="8652">centrali consortili</strong>, strutture mutualistiche che avranno il compito di coordinare le aggregazioni di micro e piccole imprese organizzate in consorzi.</p>
<p data-start="8784" data-end="9015">Questi organismi saranno sottoposti alla vigilanza del <strong data-start="8839" data-end="8886">Ministero delle Imprese e del Made in Italy</strong> e avranno il compito di definire criteri di adesione, ambiti territoriali e modalità operative delle collaborazioni tra imprese.</p>
<h2 data-section-id="1238xcy" data-start="9022" data-end="9081">Agevolazioni fiscali per i pensionati nei piccoli comuni</h2>
<p data-start="9083" data-end="9223">La legge interviene infine anche sul regime fiscale agevolato previsto per i pensionati che trasferiscono la residenza nei piccoli centri italiani.</p>
<p data-start="9225" data-end="9406">L’imposta sostitutiva <strong data-start="9247" data-end="9277">Irpef al 7% per dieci anni</strong>, già prevista per i comuni con meno di 20 mila abitanti, viene estesa ai territori con popolazione fino a <strong data-start="9384" data-end="9405">30 mila residenti</strong>.</p>
<p data-start="9408" data-end="9511">La misura è pensata per incentivare il ripopolamento delle aree interne e sostenere le economie locali.</p>
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<title>Le novità dopo la firma definitiva sul rinnovo del CCNL Sanità 2022&#45;2024</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Dopo mesi di confronto, è arrivata la firma definitiva sul nuovo contratto collettivo nazionale dell’Area Sanità per il triennio 2022-2024. L’accordo è stato sottoscritto il 27 febbraio 2026 dall’ARAN, l’Agenzia che rappresenta le pubbliche amministrazioni nelle trattative sindacali, insieme alle organizzazioni di categoria del comparto sanitario. Il rinnovo contrattuale interessa una platea ampia e strategica […]
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<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 03:30:05 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>novità, dopo, firma, definitiva, sul, rinnovo, del, CCNL, Sanità, 2022-2024</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Dopo mesi di confronto, è arrivata la firma definitiva sul nuovo contratto collettivo nazionale dell’Area Sanità per il triennio 2022-2024.</strong></p>
<hr>
<p data-start="225" data-end="607">L’accordo è stato sottoscritto il 27 febbraio 2026 dall’<span><a href="https://www.aranagenzia.it/" target="_blank" rel="noopener"><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">ARAN</span></span></a></span>, l’Agenzia che rappresenta le pubbliche amministrazioni nelle trattative sindacali, insieme alle organizzazioni di categoria del comparto sanitario.</p>
<p data-start="609" data-end="1024">Il rinnovo contrattuale interessa una platea ampia e strategica per il funzionamento del sistema pubblico: oltre 137mila dirigenti, tra cui circa 120mila medici e 17mila professionisti dell’area sanitaria non medica. Si tratta di figure fondamentali per garantire l’assistenza quotidiana ai cittadini, dai biologi ai chimici, dai fisici agli psicologi, fino ai farmacisti e ai dirigenti delle professioni sanitarie.</p>
<p data-start="1026" data-end="1211">L’intesa introduce sia significativi miglioramenti economici sia interventi normativi mirati a rafforzare diritti, tutele e attrattività delle carriere nel Servizio sanitario nazionale.</p>
<h2 data-start="1218" data-end="1280">Aumenti medi di 490 euro al mese: cosa cambia in busta paga</h2>
<p data-start="1282" data-end="1642">L’aspetto più evidente del nuovo contratto riguarda il capitolo retributivo. È previsto un incremento medio mensile a regime pari a 490 euro lordi, calcolato su tredici mensilità. Una parte di queste risorse confluirà direttamente nello stipendio tabellare, cioè nella componente fissa della retribuzione, con effetti strutturali e permanenti sugli emolumenti.</p>
<p data-start="1644" data-end="1874">Si tratta di un intervento che punta a recuperare il potere d’acquisto eroso negli ultimi anni e a rendere più competitivo il trattamento economico dei dirigenti sanitari rispetto ad altri ambiti professionali, pubblici e privati.</p>
<p data-start="1876" data-end="2357">Oltre all’aumento generalizzato, il contratto prevede ulteriori ritocchi su specifiche voci accessorie. Tra queste spicca l’incremento della retribuzione di posizione nella sua quota fissa, con un’attenzione particolare ai neoassunti. Per chi entra oggi nel sistema sanitario pubblico, la parte fissa di questa indennità cresce del 55%. L’obiettivo è duplice: valorizzare l’ingresso dei giovani professionisti e rendere più attrattivo il percorso dirigenziale nel settore pubblico.</p>
<p data-start="2359" data-end="2514">Un segnale importante in una fase in cui molte strutture sanitarie devono fare i conti con carenze di organico e con la difficoltà di reclutare nuove leve.</p>
<h2 data-start="2521" data-end="2599">Maggiori riconoscimenti per incarichi di responsabilità e profili specifici</h2>
<p data-start="2601" data-end="2984">Tra le novità economiche rientra anche l’aumento dell’indennità destinata ai direttori di struttura complessa, ovvero ai dirigenti che guidano reparti o servizi di particolare rilevanza organizzativa e clinica. Il rafforzamento di questa voce riconosce il peso gestionale e decisionale di chi coordina équipe e risorse, assumendo responsabilità dirette sulla qualità dell’assistenza.</p>
<p data-start="2986" data-end="3297">Parallelamente, vengono ritoccate al rialzo le indennità di specificità dedicate ad alcune categorie professionali. In particolare, sono previsti incrementi per i dirigenti medico-veterinari e per gli altri profili sanitari, tenendo conto delle peculiarità e delle competenze altamente specialistiche richieste.</p>
<p data-start="3299" data-end="3470">Nel complesso, la struttura retributiva risulta quindi più articolata e orientata a premiare non solo l’anzianità, ma anche il ruolo ricoperto e le responsabilità assunte.</p>
<h2 data-start="3477" data-end="3546">Più garanzie sul piano normativo: reintegro e gestione delle ferie</h2>
<p data-start="3548" data-end="3689">Accanto agli aspetti economici, il contratto introduce modifiche significative sul piano delle regole che disciplinano il rapporto di lavoro.</p>
<p data-start="3691" data-end="4078">Una delle innovazioni più rilevanti riguarda la possibilità, per il dirigente che abbia cessato il servizio, di chiedere la ricostituzione del rapporto lavorativo con una delle aziende presso cui aveva lavorato negli ultimi cinque anni. Si tratta di una misura che amplia le opportunità di rientro nel sistema pubblico, favorendo la mobilità e il recupero di professionalità già formate.</p>
<p data-start="4080" data-end="4468">Interventi mirati interessano anche il tema delle ferie, spesso al centro di criticità organizzative nelle strutture sanitarie. Le nuove disposizioni puntano a garantire una fruizione più effettiva dei periodi di riposo, rafforzando il monitoraggio e lo smaltimento delle ferie maturate. L’intento è evitare accumuli eccessivi e assicurare ai dirigenti il diritto al recupero psicofisico.</p>
<p data-start="4470" data-end="4698">In questa prospettiva, viene riconosciuta la possibilità di utilizzare le ferie anche durante il periodo di preavviso, una soluzione che può agevolare la gestione delle spettanze residue al momento della cessazione del rapporto.</p>
<h2 data-start="4705" data-end="4778">Tutela contro le aggressioni: patrocinio legale e supporto psicologico</h2>
<p data-start="4780" data-end="5086">Un capitolo particolarmente significativo riguarda la protezione del personale sanitario vittima di aggressioni. Negli ultimi anni, infatti, si sono moltiplicati gli episodi di violenza verbale e fisica ai danni di medici e altri operatori, soprattutto nei contesti di emergenza e nei servizi territoriali.</p>
<p data-start="5088" data-end="5454">Il nuovo contratto riconosce la specificità di questo rischio e introduce strumenti di tutela dedicati. In caso di aggressione da parte di terzi, l’azienda sanitaria garantirà il patrocinio legale al dirigente coinvolto. Ciò significa che l’ente si farà carico dell’assistenza legale necessaria per affrontare eventuali procedimenti giudiziari connessi all’episodio.</p>
<p data-start="5456" data-end="5729">Non solo. Su richiesta dell’interessato, potrà essere attivato anche un percorso di supporto psicologico. Una previsione che mira a tutelare non soltanto l’integrità fisica, ma anche l’equilibrio emotivo di chi opera in prima linea, spesso in condizioni di forte pressione.</p>
<h2 data-start="5736" data-end="5806">Un contratto che punta a rafforzare il Servizio sanitario nazionale</h2>
<p data-start="5808" data-end="6088">Il rinnovo del CCNL dell’Area Sanità 2022-2024 si inserisce in una fase delicata per il sistema pubblico, chiamato a fronteggiare sfide complesse: dall’invecchiamento della popolazione alla crescente domanda di cure, fino alla necessità di innovazione tecnologica e organizzativa.</p>
<p data-start="6090" data-end="6495">L’accordo siglato tra ARAN e sindacati prova a rispondere a queste esigenze su più fronti. Da un lato, attraverso un sensibile miglioramento delle condizioni economiche, che può contribuire a trattenere competenze e ad attrarre nuovi professionisti. Dall’altro, mediante un aggiornamento delle regole che rafforza diritti e garanzie, con particolare attenzione al benessere e alla sicurezza del personale.</p>
<p data-start="6497" data-end="6830" data-is-last-node="" data-is-only-node="">L’auspicio, ora, è che le novità introdotte si traducano rapidamente in benefici concreti per i dirigenti e, di riflesso, in un miglioramento della qualità dei servizi offerti ai cittadini. Perché investire su chi guida e coordina la sanità pubblica significa, in ultima analisi, investire sull’intero sistema di tutela della salute.</p>
<h2>Il testo del rinnovo del CCNL Sanità 2022-2024 dopo la firma definitiva</h2>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/2026.02.27-ccnl-area-sanita-2022-2024.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
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<title>I chiarimenti del TAR sulla motivazione della deliberazione consiliare</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
In questo approfondimento dedicato a una recente sentenza del TAR l’Avvocato Maurizio Lucca analizza la motivazione della deliberazione consiliare. La sez. I Catania del TAR Sicilia, con la sentenza 2 marzo 2026, n. 1458, postula che la motivazione costituisce un aspetto essenziale del provvedimento amministrativo, parte centrale di ogni decisione amministrativa, non potendo essere sostituita […]
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<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 03:30:05 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>chiarimenti, del, TAR, sulla, motivazione, della, deliberazione, consiliare</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>In questo approfondimento dedicato a una recente sentenza del TAR l’Avvocato <span><a href="https://lentepubblica.it/author/maurizio-lucca/" target="_blank" rel="noopener">Maurizio Lucca</a></span> analizza la motivazione della deliberazione consiliare.</strong></p>
<hr>
<p>La sez. I Catania del TAR Sicilia, con la sentenza 2 marzo 2026, n. 1458, postula che la motivazione costituisce un aspetto essenziale del provvedimento amministrativo, parte centrale di ogni decisione amministrativa, non potendo essere sostituita da pur validi interventi dei consiglieri comunali (a verbale) sulle opinioni del voto espresso, quest’ultime espressioni di valutazioni che non assurgono al ruolo autonomo deposto nella sua linearità dall’art. 3, della <span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1990-08-07;241" target="_blank" rel="noopener">legge n. 241 del 1990</a></span>: «<em>la motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’amministrazione, in relazione alle risultanze dell’istruttoria</em>».</p>
<h2><strong>La centralità della motivazione</strong></h2>
<p>Esemplare il ruolo determinante della motivazione nel processo amministrativo, la quale deve precedere e non seguire il provvedimento, a tutela, oltre che del buon andamento e dell’esigenza di delimitazione del controllo giudiziario, degli stessi principi di parità delle parti e giusto processo (art. 2 cpa) e di pienezza della tutela secondo il diritto europeo (art. 1 cpa) i quali convergono nella centralità della motivazione quale presidio del diritto costituzionale di difesa.</p>
<p>In dipendenza di ciò, la mancanza mina una base fondamentale del potere esercitato (c.d. <em>principio di legalità</em>), anzi si può affermare che l’esercizio del potere amministrativo, ossia della c.d. <em>discrezionalità</em> senza motivazione non possa reggere al vaglio dello scrutinio di legittimità, salvo in presenza di un atto <em>vincolato</em>, ove tale potere non può dispiegare effetti se non all’interno dei canali alati dalla legge, sicché l’<em>integrazione postuma</em> della motivazione non riveste in questo caso il carattere assoluto, potendo, ai sensi dell’art. 21 <em>octies</em> della legge n. 241/1990, l’Amministrazione dare anche successivamente l’effettiva dimostrazione in giudizio dell’impossibilità di un diverso contenuto dispositivo dell’atto (ovvero, della spendita del potere).</p>
<p>Infatti, se l’obbligo di motivazione costituisce un presidio essenziale del diritto di difesa, e presupposto indefettibile di ogni decisione amministrativa, non può ritenersi (di converso) che l’Amministrazione incorra nel vizio di difetto di motivazione quando le ragioni del provvedimento siano chiaramente intuibili sulla base della parte dispositiva del provvedimento impugnato o si verta in ipotesi di attività vincolata <a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/i-chiarimenti-del-tar-sulla-motivazione-della-deliberazione-consiliare/#_ftn1" name="_ftnref1"><span>[1]</span></a>.</p>
<p>La PA deve dunque motivare (esternare le ragioni del percorso logico-giuridico seguito dall’Amministrazione per giungere alla decisione adottata) <a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/i-chiarimenti-del-tar-sulla-motivazione-della-deliberazione-consiliare/#_ftn2" name="_ftnref2"><span>[2]</span></a> ogni provvedimento amministrativo non successivamente alla sua adozione ma in coincidenza della sua emanazione, riportando nel testo redazionale (c.d. <em>contenuto</em>) la base giuridica del potere a fronte di una determinata situazione da risolvere, d’ufficio o ad istanza di parte, e comunque sempre nella naturale sede procedimentale e non certo attraverso atti esterni non richiamati nel testo provvedimentale o negli scritti difensivi <span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/i-chiarimenti-del-tar-sulla-motivazione-della-deliberazione-consiliare/#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a></span>.</p>
<p>In termini più evoluti, le ragioni giuridiche sono rappresentate da quelle norme che, in presenza e sulla base dei presupposti di fatto già individuati nel preambolo motivano e giustificano l’atto amministrativo; mentre la valutazione degli interessi avviene attraverso il processo istruttorio che dal preambolo alla situazione di fatto soppesa e gradua nei “<em>considerato</em>”, nei “<em>ritenuto</em>” (c.d. <em>formule</em>) una pluralità di interessi pubblici e privati anche contrapposti, avendo cura di distinguere una necessaria parte descrittiva, nella quale sono esposti tutti gli interessi coinvolti nell’atto amministrativo e una parte valutativa, nella quale sono valutati comparativamente gli interessi, motivando le ragioni per le quali si sia preferito soddisfare un interesse al posto di un altro, utilizzando un rafforzamento della motivazione in presenza di puntuali circostanze per dimostrare attitudini valutative altrimenti non rinvenibili.</p>
<p>Una cantante definizione vuole che la motivazione del provvedimento amministrativo rappresenti il presupposto, il fondamento, il baricentro e l’essenza stessa del legittimo esercizio del potere amministrativo e, per questo, un presidio di legalità sostanziale insostituibile, nemmeno mediante il ragionamento ipotetico che fa salvo, ai sensi dell’art. 21 <em>octies</em>, comma 2, della l. 241/1990, il provvedimento affetto dai c.d. <em>vizi non invalidanti </em><span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/i-chiarimenti-del-tar-sulla-motivazione-della-deliberazione-consiliare/#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a></span>, non potendo perciò il suo difetto o la sua inadeguatezza essere in alcun modo assimilati alla mera violazione di norme procedimentali o ai vizi di forma.</p>
<p>Il precipitato valoriale esige che la motivazione del provvedimento costituisce l’essenza e il contenuto insostituibile della decisione amministrativa, anche in ipotesi di attività vincolata, e non può certo essere emendata o integrata, quasi fosse una formula vuota o una pagina bianca, da una successiva motivazione postuma, prospettata <em>ad hoc</em> dall’Amministrazione resistente nel corso del giudizio <a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/i-chiarimenti-del-tar-sulla-motivazione-della-deliberazione-consiliare/#_ftn5" name="_ftnref5"><span>[5]</span></a>.</p>
<p>Non va trascurato che l’inadeguatezza della motivazione riflette un vizio sostanziale della funzione (in termini di contraddittorietà, sviamento, travisamento, difetto dei presupposti), non potendo il difetto degli elementi giustificativi del potere giammai essere emendato, con conseguente doveroso annullamento, mancando nella discrezionalità una giustificazione del disposto potere (senza richiamare il noto principio del <em>claire loqui </em>in sede di redazione della <em>lex specialis</em>).</p>
<h2><strong>Fatto</strong></h2>
<p>Nella sua essenzialità, una società ricorre contro una deliberazione del Consiglio comunale di rigetto di uno schema di convenzione per la modifica urbanistica di una zona per la realizzazione di una struttura socio-assistenziale in area di proprietà, con previsione di trasferimento locali al Comune: una modifica per una nuova destinazione di aree compatibili con l’interesse pubblico (una comparazione tra l’interesse sotteso alla classificazione delle zone).</p>
<p>L’inziale proposta fu rinviata ad altra seduta e successivamente respinta, già oggetto di ricorso straordinario al Presidente della Regione, successivamente il controinteressato notificava richiesta di trasposizione, ai sensi dell’art. 10 del DPR n. 1191/1971.</p>
<p>Le censure riproposte invocavano la nullità della deliberazione adottata in assenza del «<em>numero legale relativo alla presenza della maggioranza dei consiglieri eletti, in violazione e falsa applicazione del principio sancito anche dall’art. 64 Cost. e valevole per il funzionamento di tutti gli organi collegiali di estrazione politica</em>»<em>, </em>oltre alla violazione delle norme dello Statuto, del Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale, e altre norme di profilo costituzionale (la delibera adottata con la presenza di soli 8 consiglieri comunali su 16, sarebbe inesistente o, comunque, affetta da nullità assoluta, per mancanza del <em>quorum </em>strutturale).</p>
<p>Accanto a questi vizi, si lamentava la violazione del principio di affidamento del privato, difetto di istruttoria e di motivazione, violazione del principio di imparzialità e contraddittorietà, mancata considerazione degli interessi pubblici, nonché delle norme tecniche.</p>
<h2><strong>Merito</strong></h2>
<p>Il ricorso viene ritenuto fondato sotto il profilo del difetto di motivazione, con condanna alle spese.</p>
<p>Il GA rileva che la norma tecnica consentiva all’Amministrazione di determinare le sottozone, prevedendo espressamente che la decisione di non consentire l’interscambiabilità tra le stesse, per ragioni urbanistiche o paesaggistiche, doveva il diniego «<em>essere opportunatamente motivato</em>»: la deliberazione adottata e impugnata risulta priva di idonea motivazione.</p>
<p>Ciò posto, viene negata la difesa del Comune, secondo cui la motivazione possa essere dedotta dalla mera trascrizione degli interventi dei singoli Consiglieri: ossia, dalla verbalizzazione della discussione, senza anteporre nell’atto, quello sottoposto all’approvazione del Consiglio comunale, l’onere motivazionale prescritto dall’ordito normativo.</p>
<p>Viene richiamato l’orientamento giurisprudenziale <span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/i-chiarimenti-del-tar-sulla-motivazione-della-deliberazione-consiliare/#_ftn6" name="_ftnref6">[6]</a></span> dove la proposta di deliberazione e il conseguente dibattito consiliare non possono integrare la motivazione dell’atto collegiale perché essi, se pure possono essere utili ad illuminare le ragioni della scelta che si esprime nella votazione, non possono costituire di per sé l’elemento essenziale di un provvedimento amministrativo che è la motivazione dell’atto, perché esprimono essenzialmente orientamenti personali dei singoli Consiglieri che vi prendono parte e, quindi, rendono il senso della scelta deliberativa criptico, non trasparente e dunque inidoneo a dare contezza delle scelte amministrative adottate  e delle motivazioni su cui esse si fondano.</p>
<p>L’approdo inevitabile espone il chiaro carattere della motivazione del provvedimento: baricentro e contenuto insostituibile della decisione amministrativa, essenza stessa del legittimo esercizio del potere amministrativo <a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/i-chiarimenti-del-tar-sulla-motivazione-della-deliberazione-consiliare/#_ftn7" name="_ftnref7"><span>[7]</span></a>.</p>
<p>In effetti, dalla piana lettura del verbale (dichiarazioni dei singoli Consiglieri e delle rispettive dichiarazioni di voto) non è possibile risalire ai profili a supporto dell’atto di diniego, in rapporto allo sviluppo del procedimento sino a quel momento pressoché univocamente orientato a una conclusione favorevole <a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/i-chiarimenti-del-tar-sulla-motivazione-della-deliberazione-consiliare/#_ftn8" name="_ftnref8"><span>[8]</span></a>.</p>
<p>Neppure si può ammettere che le scelte urbanistiche siano insindacabili, quando siamo alla presenza di una motivazione del tutto generica, venendo meno un insostituibile presidio di legalità non ritraibile nemmeno da una motivazione postuma inammissibile.</p>
<h2><strong>Orientamento difforme</strong></h2>
<p>A ben vedere, la sentenza esprime un orientamento del tutto opposto ad altro <a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/i-chiarimenti-del-tar-sulla-motivazione-della-deliberazione-consiliare/#_ftn9" name="_ftnref9"><span>[9]</span></a> ove la motivazione dell’atto deliberativo collegiale, può legittimamente essere desunta dalle opinioni espresse dai singoli componenti dell’organo, le quali costituiscono esplicazione delle ragioni addotte per suffragare il contenuto della votazione nel corso della trattazione di ciascun affare sottoposto all’esame dell’organo collegiale, assegnando alla votazione la manifestazione finale della volontà del collegio, maturata attraverso l’enunciazione degli elementi di valutazione e comparazione degli interessi che formano oggetto della discussione, preordinata al confronto delle posizioni dei singoli membri per una più ponderata deliberazione.</p>
<h2><strong>Proiezioni</strong></h2>
<p>Alla luce del chiaro pronunciamento, volendo trarre una regola di buona amministrazione e di trasparenza, l’obbligo di motivazione deve considerarsi immanente nel processo decisionale (gioviale virtù del diritto), consentendo di comprendere il perseguimento dell’interesse pubblico concreto, senza la riproduzione di formule tautologiche, generiche, implicite <a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/i-chiarimenti-del-tar-sulla-motivazione-della-deliberazione-consiliare/#_ftn10" name="_ftnref10"><span>[10]</span></a>, stereotipate <a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/i-chiarimenti-del-tar-sulla-motivazione-della-deliberazione-consiliare/#_ftn11" name="_ftnref11"><span>[11]</span></a>, ripetitive o <em>standard</em>, o, all’occorrenza, limitando ad un certo enunciato, senza però che vengano adeguatamente ostese (mostrate, c.d. <em>disvelamento</em>) le ragioni poste a suo fondamento, in una catartica eclissi di indefiniti sintagmi (la c.d. <em>fatica di amministrare</em>), facendo in modo che la motivazione sia soltanto apparente, in quanto meramente assertiva di un postulato (del tipo “<em>lo dice la scienza</em>” o “<em>l’ignoto irriducibile</em>”) che, lungi dall’essere certo e pacifico, abbisogna invece di essere corroborato da tutta una serie di elementi fattuali idonei a esplicitare le ragioni suscettibili di scrutinio giurisdizionale: una evidente abdicazione del dettato costituzionale «<em>con disciplina ed onore</em>» <a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/i-chiarimenti-del-tar-sulla-motivazione-della-deliberazione-consiliare/#_ftn12" name="_ftnref12"><span>[12]</span></a>.</p>
<p>L’accoglimento del ricorso riassume lo stato di malessere di un’aspettativa negata, dove le discussioni consiliari non rendono conto (“<em>chiedere conto</em>”) di un dovere di <em>trasparenza</em> rinvenibile ben prima degli interventi in aula, dovendo (diversamente) essere presente nel contenuto del testo (la c.d. <em>proposta</em>) oggetto di discussione: omettendo di motivare i provvedimenti siamo di fronte ad un modo alquanto singolare di rapportarsi con le istanze degli amministrati (cittadini non clienti).</p>
<p><em>Re melius perpensa</em>, in questa prospettiva di un nuovo asse del decisionismo, espunto, tuttavia, da responsabilità, affetto da “<em>anoreossite</em>” (patologia etica che contrae le ossa della mano, impedendo di sottoscrivere gli atti; da altri definita “<em>firmite</em>”), la mancata motivazione del provvedimento incide sull’immagine stessa della PA, quella (in senso ottativo) richiesta <em>trasparenza</em> (c.d. <em>accountability</em>) nel curare l’interesse pubblico (dell’amministrare la <em>res publica</em>), fonte di <em>sfiducia</em> quando opera insensibile alla qualità del bene prodotto, oscurandone la comprensione alla <em>civitas</em>.</p>
<h2><strong>La storia rivoluzionaria</strong></h2>
<p>Nell’epoca dei Lumi, i Cittadini rappresentanti del popolo in Assemblea Nazionale, esposero solennemente il loro pensiero (credo filosofico dei diritti esistenti in forza della natura stessa dell’uomo, dalla teoria alla pratica), consapevoli che «<em>l’ignoranza, l’oblio o il disprezzo dei diritti dell’uomo sono le uniche cause delle sciagure pubbliche e della corruzione dei governi</em>» (un principio di libertà presente nella <em>Déclaration des Droits de l’Homme et du Citoyen</em> del 26 agosto 1789, <em>ex</em> art. 15 «<em>La società ha il diritto di chieder conto a tutti gli agenti pubblici della loro amministrazione</em>»).</p>
<p>Espunto al termine dal poeta ALFIERI, «<em>la forza governa il mondo, (purtroppo!) e non il sapere: perciò chi lo regge, può e suole essere ignorante</em>».</p>
<h2>Note</h2>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/i-chiarimenti-del-tar-sulla-motivazione-della-deliberazione-consiliare/#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a></span> Cfr. Cons. Stato, sez. V, 27 agosto 2012, n. 4610 e sez. IV, 7 giugno 2012, n. 3376.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/i-chiarimenti-del-tar-sulla-motivazione-della-deliberazione-consiliare/#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a></span> Consentendo al destinatario di comprendere le ragioni e, conseguentemente, di utilmente accedere alla tutela giurisdizionale, in conformità ai principi di cui agli artt. 24 e 113 della Costituzione, Cons. Stato, sez. V, 25 maggio 2017, n. 2457.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/i-chiarimenti-del-tar-sulla-motivazione-della-deliberazione-consiliare/#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a></span> Sussiste l’adeguata motivazione <em>per relationem</em> anche con il mero richiamo ad altri atti, in quanto in tal modo l’Autorità emanante esplicita l’intenzione di fare propri gli esiti dell’istruttoria condotta e richiamata, ponendoli a base della determinazione adottata, TAR Lombardia, Brescia, sez. I, 8 luglio 2025, n. 651, <em>idem</em> TAR Calabria Catanzaro, sez. I, 29 gennaio 2026, n. 183.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/i-chiarimenti-del-tar-sulla-motivazione-della-deliberazione-consiliare/#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a></span> Cons. Stato, sez. III, 7 aprile 2014, n. 1629.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/i-chiarimenti-del-tar-sulla-motivazione-della-deliberazione-consiliare/#_ftnref5" name="_ftn5">[5]</a></span> Cons. Stato, sez. V, 10 settembre 2018, n. 5291. TAR Liguria, sez. I, 20 gennaio 2026, n. 57; 26 gennaio 2026, n. 86; 31 luglio 2025, n. 942.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/i-chiarimenti-del-tar-sulla-motivazione-della-deliberazione-consiliare/#_ftnref6" name="_ftn6"><span>[6]</span></a> Cons. Stato, sez. V, sentenza n. 854/2011; TAR Sicilia, Catania, sez. I, 29 maggio 2018, n. 1104.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/i-chiarimenti-del-tar-sulla-motivazione-della-deliberazione-consiliare/#_ftnref7" name="_ftn7"><span>[7]</span></a> TAR Sicilia, Catania, sez. V, 17 luglio 2024, n. 2603.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/i-chiarimenti-del-tar-sulla-motivazione-della-deliberazione-consiliare/#_ftnref8" name="_ftn8"><span>[8]</span></a> TAR Emilia – Romagna, Bologna, sez. II, 3 maggio 2023, n. 270.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/i-chiarimenti-del-tar-sulla-motivazione-della-deliberazione-consiliare/#_ftnref9" name="_ftn9">[9]</a></span> CGA, sez. giur., 19 ottobre 2010, n. 1279; Cons. Stato, sez. IV, 27 marzo 2002, n. 1748; sez. II, 8 novembre 2006, n. 2853.</p>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/i-chiarimenti-del-tar-sulla-motivazione-della-deliberazione-consiliare/#_ftnref10" name="_ftn10">[10]</a></span> La forma implicita della motivazione di un provvedimento amministrativo, idonea a renderlo legittimo, è configurabile soltanto ove le ragioni della stessa siano chiaramente intuibili sulla base del contenuto del medesimo provvedimento, pena la manifesta violazione dell’art. 3, legge n. 241 del 1990, TAR Umbra, sez. I, 13 aprile 2016, n. 344.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/i-chiarimenti-del-tar-sulla-motivazione-della-deliberazione-consiliare/#_ftnref11" name="_ftn11"><span>[11]</span></a> La motivazione deve indicare chiaramente i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’Amministrazione, non potendo essere relegata a generici riferimenti a questioni organizzative interne. La carenza di tale motivazione comporta un vizio sostanziale e non meramente formale, costituendo una violazione del principio di trasparenza e della corretta attribuzione della competenza, Cons. Stato, sez. VI, 17 giugno 2025, n. 5265.</p>
<p><a href="https://lentepubblica.it/personale-e-previdenza/i-chiarimenti-del-tar-sulla-motivazione-della-deliberazione-consiliare/#_ftnref12" name="_ftn12"><span>[12]</span></a> Cfr. TAR Piemonte, sez. I, 13 febbraio 2026, n. 274; sez. II, 12 febbraio 2016, n. 190.</p>
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<title>La Cassazione pone limiti all&amp;apos;accertamento sulle prestazioni gratuite dei commercialisti</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Prestazioni gratuite del commercialista e accertamento fiscale: la Cassazione chiarisce quando non c’è reddito imponibile. Può un commercialista svolgere alcune attività gratuitamente senza che l’Agenzia delle Entrate presuma automaticamente l’esistenza di compensi non dichiarati? E soprattutto, le autodichiarazioni dei clienti possono avere un valore nel processo tributario? Con l’ordinanza n. 4135 del 24 febbraio 2026, […]
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<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 03:30:05 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Cassazione, pone, limiti, allaccertamento, sulle, prestazioni, gratuite, dei, commercialisti</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>Prestazioni gratuite del commercialista e accertamento fiscale: la Cassazione chiarisce quando non c’è reddito imponibile.</strong></p>
<hr>
<p>Può un commercialista svolgere alcune attività gratuitamente senza che l’Agenzia delle Entrate presuma automaticamente l’esistenza di <strong>compensi non dichiarati</strong>? E soprattutto, le <strong>autodichiarazioni dei clienti</strong> possono avere un valore nel processo tributario?</p>
<p>Con <strong>l’ordinanza n. 4135 del 24 febbraio 2026, la Corte di <span><a href="https://lentepubblica.it/tag/cassazione/" target="_blank" rel="noopener">Cassazione</a></span></strong> ha stabilito che le prestazioni professionali rese a titolo gratuito non possono essere automaticamente assoggettate a tassazione e che le dichiarazioni sostitutive rese dai clienti, pur non costituendo prova legale piena, possono concorrere alla formazione del convincimento del giudice.</p>
<p>La decisione riguarda un accertamento fiscale relativo all’anno d’imposta 2013 nei confronti di una professionista iscritta all’albo dei dottori commercialisti. L’Agenzia delle Entrate aveva contestato <strong>l’omessa fatturazione di numerose prestazioni di invio telematico delle dichiarazioni dei redditi</strong>, recuperando a tassazione compensi ritenuti non dichiarati.</p>
<p>La Corte ha rigettato il ricorso dell’Amministrazione finanziaria, confermando la correttezza dell’impostazione seguita dai giudici di merito.</p>
<h2>Il caso</h2>
<p>La controversia trae origine da un avviso di accertamento notificato dall’Agenzia delle Entrate a una commercialista per l’anno 2013. L’Ufficio, applicando l’art. 39 del <span><a href="https://def.finanze.it/DocTribFrontend/getAttoNormativoDetail.do?ACTION=getSommario&id=%7B178F0CBC-1969-49F3-974E-7C0E87B9A568%7D" target="_blank" rel="noopener">D.P.R. n. 600/1973</a></span>, aveva ridotto le perdite dichiarate e recuperato a tassazione maggiori compensi per oltre 10.000 euro, ritenendo che alcune <strong>prestazioni professionali non fossero state fatturate</strong>.</p>
<p>L’accertamento si fondava sull’individuazione di 297 prestazioni consistenti nella <strong>trasmissione telematica delle dichiarazioni fiscali</strong>. Secondo il Fisco, tali attività non potevano essere state svolte a titolo gratuito.</p>
<p>La contribuente impugnava l’atto dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Potenza, sostenendo di aver svolto parallelamente attività di lavoro dipendente e di aver reso <strong>numerose prestazioni gratuitamente in favore di parenti e amici</strong>. Evidenziava inoltre che, trattandosi di redditi di lavoro autonomo, trovava applicazione il <strong>principio di cassa</strong> previsto dall’art. 53 del TUIR e che le dichiarazioni rese dai clienti attestavano l’assenza di corrispettivo. La CTP accoglieva parzialmente il ricorso, riducendo le prestazioni effettivamente imponibili.</p>
<p>L’Agenzia proponeva appello, ma la <strong>CTR della Basilicata</strong>, con <strong>sentenza n. 144 del 2021</strong>, confermava la decisione di primo grado, correggendo soltanto un errore materiale nel numero delle prestazioni imponibili, ridotte da 152 a 145.</p>
<p>L’Agenzia delle Entrate proponeva quindi ricorso per cassazione, deducendo da un lato il vizio di motivazione apparente e dall’altro l’erronea valutazione delle autodichiarazioni dei clienti come prova della gratuità.</p>
<h2>Le motivazioni dei giudici</h2>
<p>Con riferimento al primo motivo, la Corte ha escluso che la sentenza impugnata fosse affetta da <strong>motivazione apparente</strong>. Secondo l’orientamento consolidato della giurisprudenza di legittimità, tale vizio ricorre solo quando la decisione sia priva di una reale <strong>giustificazione argomentativa</strong> oppure presenti una <strong>motivazione talmente contraddittoria</strong> da risultare incomprensibile. Nel caso di specie, la CTR aveva spiegato le ragioni per cui poteva ritenersi provata la gratuità di alcune prestazioni, valorizzando la semplicità dell’attività di invio telematico delle dichiarazioni, la possibile gratuità per ragioni di amicizia o parentela e la circostanza che la professionista svolgesse anche un’attività di lavoro dipendente. Aveva inoltre attribuito rilievo alle <strong>dichiarazioni rese dai clienti</strong>.</p>
<p>Ancora più significativo è il passaggio relativo al secondo motivo di ricorso, concernente il <strong>valore probatorio delle autodichiarazioni</strong>. L’Agenzia sosteneva che tali dichiarazioni, prive di data certa e di valore di prova legale, non potessero ritenersi sufficienti a dimostrare la gratuità delle prestazioni. La Cassazione ha affermato che anche il contribuente, in attuazione dei principi del giusto processo e della parità delle parti, può produrre nel giudizio tributario dichiarazioni rese da terzi in sede extraprocessuale, comprese le dichiarazioni sostitutive di atto notorio. Tali dichiarazioni non costituiscono <strong>prova legale piena</strong>, ma assumono <strong>valore indiziario</strong> e devono essere valutate nel complessivo quadro probatorio. In altre parole, tali dichiarazioni non possono, da sole, fondare la decisione, ma possono concorrere alla <strong>formazione del convincimento del giudice</strong>, il quale ha il potere e il dovere di valutarne attendibilità e coerenza.</p>
<p>Nel caso concreto, la CTR aveva correttamente applicato tali principi, valutando le autodichiarazioni unitamente alla natura semplice delle prestazioni e al contesto personale in cui esse erano state rese. La Corte ha dunque escluso la violazione delle norme sull’onere della prova e sulle presunzioni.</p>
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<title>Interdittiva antimafia, stop del Consiglio di Stato: “Serve il contraddittorio preventivo”</title>
<link>https://www.eventi.news/interdittiva-antimafia-stop-del-consiglio-di-stato-serve-il-contraddittorio-preventivo</link>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
L’interdittiva antimafia è illegittima senza contraddittorio preventivo: la decisione del Consiglio di Stato in una recente sentenza rappresenta un importante precedente. Il contraddittorio preventivo rappresenta una garanzia fondamentale nei procedimenti che possono portare all’emissione di un’interdittiva antimafia. A ribadirlo è una recente pronuncia del Consiglio di Stato, che ha confermato l’annullamento di un provvedimento prefettizio […]
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<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 03:30:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Interdittiva, antimafia, stop, del, Consiglio, Stato:, “Serve, contraddittorio, preventivo”</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>L’interdittiva antimafia è illegittima senza contraddittorio preventivo: la decisione del Consiglio di Stato in una recente sentenza rappresenta un importante precedente.</strong></p>
<hr>
<p data-start="252" data-end="638">Il <span><a href="https://lentepubblica.it/contabilita-bilancio-tasse-tributi/contraddittorio-preventivo-enti-locali/" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="255" data-end="285">contraddittorio preventivo</strong></a></span> rappresenta una garanzia fondamentale nei procedimenti che possono portare all’emissione di un’interdittiva antimafia. A ribadirlo è una recente pronuncia del <strong data-start="445" data-end="467">Consiglio di Stato</strong>, che ha confermato l’annullamento di un provvedimento prefettizio ritenuto viziato proprio per la mancata attivazione di un confronto effettivo con l’impresa interessata.</p>
<p data-start="640" data-end="1091">La sentenza, pronunciata dalla <strong data-start="671" data-end="711">Terza Sezione del Consiglio di Stato</strong>, chiarisce alcuni principi rilevanti nell’ambito della normativa antimafia e rafforza l’importanza delle <strong data-start="817" data-end="874">garanzie procedimentali previste dal Codice antimafia</strong>. In particolare, i giudici amministrativi hanno stabilito che la mancata comunicazione degli elementi indiziari che potrebbero condurre all’adozione di una misura interdittiva può comportare l’annullamento dell’atto.</p>
<p data-start="1093" data-end="1337">Si tratta di una decisione destinata ad avere un impatto significativo sul modo in cui le prefetture conducono i procedimenti antimafia, soprattutto nei casi in cui si valutano <strong data-start="1270" data-end="1336">nuove interdittive o aggiornamenti di precedenti provvedimenti</strong>.</p>
<h2 data-start="1344" data-end="1407">Il caso: interdittiva antimafia e conseguenze amministrative</h2>
<p data-start="1409" data-end="1594">La vicenda prende avvio da un provvedimento con cui la Prefettura aveva adottato un’<strong data-start="1493" data-end="1532">informazione antimafia interdittiva</strong> nei confronti di una società operante nel settore ambientale.</p>
<p data-start="1596" data-end="1821">L’atto prefettizio aveva prodotto effetti immediati e rilevanti: tra questi, la cancellazione dell’impresa dall’<strong data-start="1708" data-end="1745">Albo nazionale gestori ambientali</strong> e la revoca dell’autorizzazione relativa a un impianto di gestione rifiuti.</p>
<p data-start="1823" data-end="2060">Contro tali decisioni la società aveva presentato ricorso al <strong data-start="1884" data-end="1936">Tribunale amministrativo regionale della Toscana</strong>, sostenendo che l’intero procedimento fosse stato condotto in violazione delle garanzie partecipative previste dalla legge.</p>
<p data-start="2062" data-end="2393">Secondo la ricorrente, infatti, l’amministrazione non avrebbe rispettato quanto stabilito dall’<strong data-start="2157" data-end="2231">articolo 92 del <span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2011-09-06;159" target="_blank" rel="noopener"><span>decreto legislativo n. 159 del 2011</span> </a></span></strong>(Codice antimafia), norma che impone al prefetto di comunicare preventivamente all’impresa gli elementi indiziari che potrebbero giustificare l’adozione di una misura interdittiva.</p>
<p data-start="2395" data-end="2617">Il TAR Toscana aveva accolto il ricorso, ritenendo fondato il motivo relativo alla mancata attivazione del contraddittorio procedimentale. Contro questa decisione la Prefettura aveva proposto appello al Consiglio di Stato.</p>
<h2 data-start="2624" data-end="2682">Il ruolo del contraddittorio nei procedimenti antimafia</h2>
<p data-start="2684" data-end="2895">Al centro della controversia vi è l’interpretazione dell’<strong data-start="2741" data-end="2791">articolo 92, comma 2-bis, del Codice antimafia</strong>, che disciplina le modalità con cui l’amministrazione deve procedere prima di adottare un’interdittiva.</p>
<p data-start="2897" data-end="3121">Secondo tale disposizione, qualora emergano elementi che possano far ritenere sussistente un tentativo di infiltrazione mafiosa, il prefetto deve informare l’impresa interessata <strong data-start="3075" data-end="3120">prima di adottare il provvedimento finale</strong>.</p>
<p data-start="3123" data-end="3155">La comunicazione deve contenere:</p>
<ul>
<li data-start="3159" data-end="3222">gli elementi sintomatici del possibile condizionamento mafioso;</li>
<li data-start="3225" data-end="3289">il termine entro il quale l’impresa può presentare osservazioni;</li>
<li data-start="3292" data-end="3355">la possibilità di depositare documenti o chiedere un’audizione.</li>
</ul>
<p data-start="3357" data-end="3600">Questa fase non rappresenta una semplice formalità, ma costituisce un passaggio essenziale per garantire il <strong data-start="3465" data-end="3486">diritto di difesa</strong> e permettere all’operatore economico di fornire chiarimenti o dimostrare eventuali misure di risanamento interno.</p>
<p data-start="3602" data-end="3782">Nel caso esaminato, invece, la Prefettura aveva inviato alla società una semplice comunicazione di avvio del procedimento, priva degli elementi specifici richiesti dalla normativa.</p>
<h2 data-start="3789" data-end="3842">Perché il Consiglio di Stato ha respinto l’appello</h2>
<p data-start="3844" data-end="4027">Il Consiglio di Stato ha condiviso integralmente l’impostazione del TAR Toscana, ritenendo che l’amministrazione non abbia rispettato gli obblighi procedimentali previsti dalla legge.</p>
<p data-start="4029" data-end="4260">I giudici hanno evidenziato che la comunicazione inviata alla società non conteneva <strong data-start="4113" data-end="4189">alcuna indicazione concreta dei presunti indizi di infiltrazione mafiosa</strong>, limitandosi a informare dell’avvio di un procedimento amministrativo.</p>
<p data-start="4262" data-end="4406">Secondo il Collegio, una simile comunicazione non può essere considerata equivalente al <strong data-start="4350" data-end="4405">preavviso sostanziale previsto dal Codice antimafia</strong>.</p>
<p data-start="4408" data-end="4511">In particolare, la norma richiede che l’impresa sia messa nella condizione di conoscere con precisione:</p>
<ul>
<li data-start="4515" data-end="4563">i fatti ritenuti rilevanti dall’amministrazione;</li>
<li data-start="4566" data-end="4631">gli elementi indiziari su cui si basa la valutazione prefettizia.</li>
</ul>
<p data-start="4633" data-end="4780">Solo in questo modo l’interessato può esercitare pienamente il proprio diritto di difesa, presentando osservazioni o fornendo documentazione utile.</p>
<p data-start="4782" data-end="4854">Nel caso in esame, tale possibilità non è stata concretamente garantita.</p>
<h2 data-start="4861" data-end="4915">L’impossibilità di “sanare” il vizio procedimentale</h2>
<p data-start="4917" data-end="5174">Un altro punto rilevante della sentenza riguarda l’applicabilità dell’<strong data-start="4987" data-end="5037">articolo 21-octies della legge n. 241 del 1990</strong>, norma che in alcuni casi consente di considerare valido un provvedimento amministrativo anche se adottato con irregolarità procedurali.</p>
<p data-start="5176" data-end="5264">Il Consiglio di Stato ha escluso che tale disposizione possa operare in questo contesto.</p>
<p data-start="5266" data-end="5419">Secondo i giudici, infatti, l’interdittiva antimafia non è un provvedimento vincolato, ma implica una <strong data-start="5368" data-end="5418">valutazione discrezionale dell’amministrazione</strong>.</p>
<p data-start="5421" data-end="5589">Proprio per questo motivo non è possibile affermare con certezza che l’esito del procedimento sarebbe stato lo stesso anche se fosse stato garantito il contraddittorio.</p>
<p data-start="5591" data-end="5800">In altre parole, l’omessa comunicazione degli elementi indiziari non può essere considerata una mera irregolarità formale, ma costituisce un <strong data-start="5732" data-end="5753">vizio sostanziale</strong> in grado di incidere sull’intero procedimento.</p>
<h2 data-start="5807" data-end="5869">Il contraddittorio vale anche nei casi di rinnovo o riesame</h2>
<p data-start="5871" data-end="6069">La decisione chiarisce inoltre un altro aspetto importante: l’obbligo di contraddittorio non può essere aggirato sostenendo che si tratti di un semplice aggiornamento di una precedente interdittiva.</p>
<p data-start="6071" data-end="6233">Nel caso esaminato, l’amministrazione aveva sostenuto che l’atto fosse collegato a un precedente provvedimento antimafia già adottato nei confronti della società.</p>
<p data-start="6235" data-end="6470">Il Consiglio di Stato ha però rilevato che la vicenda riguardava in realtà <strong data-start="6310" data-end="6389">una nuova richiesta di iscrizione nella cosiddetta “white list” prefettizia</strong>, presentata dall’impresa dopo un periodo di misure di prevenzione collaborativa.</p>
<p data-start="6472" data-end="6740">Di conseguenza, l’amministrazione era tenuta a valutare nuovamente la situazione e a consentire all’impresa di far valere eventuali elementi favorevoli, comprese le <strong data-start="6637" data-end="6666">misure di “self cleaning”</strong> eventualmente adottate per ridurre il rischio di infiltrazioni criminali.</p>
<h2 data-start="6747" data-end="6803">Le implicazioni della sentenza per le amministrazioni</h2>
<p data-start="6805" data-end="6965">La pronuncia conferma un orientamento giurisprudenziale sempre più attento a garantire il rispetto delle <strong data-start="6910" data-end="6964">garanzie procedimentali nei procedimenti antimafia</strong>.</p>
<p data-start="6967" data-end="7214">Pur riconoscendo l’importanza delle misure di prevenzione per contrastare la criminalità organizzata nell’economia, i giudici ribadiscono che tali strumenti devono essere applicati nel rispetto dei principi fondamentali del diritto amministrativo.</p>
<p data-start="7216" data-end="7263">In particolare, il procedimento deve garantire:</p>
<ul>
<li data-start="7267" data-end="7279">trasparenza;</li>
<li data-start="7282" data-end="7314">partecipazione dell’interessato;</li>
<li data-start="7317" data-end="7354">adeguata motivazione delle decisioni.</li>
</ul>
<p data-start="7356" data-end="7505">La sentenza sottolinea inoltre che il contraddittorio non è un passaggio meramente formale, ma un momento essenziale del procedimento amministrativo.</p>
<p data-start="7507" data-end="7657">La sua omissione può quindi determinare l’annullamento dell’interdittiva anche quando l’amministrazione ritenga di avere elementi indiziari rilevanti.</p>
<h2 data-start="7664" data-end="7687">Le spese di giudizio</h2>
<p data-start="7689" data-end="7820">Nel dispositivo finale, il Consiglio di Stato ha respinto l’appello proposto dalla Prefettura e ha confermato la decisione del TAR.</p>
<p data-start="7822" data-end="7967">L’amministrazione è stata inoltre condannata a rimborsare alla società le <strong data-start="7896" data-end="7913">spese di lite</strong>, quantificate in 3.000 euro oltre accessori di legge.</p>
<h2>Interdittiva antimafia e contraddittorio preventivo: la sentenza del Consiglio di Stato</h2>
<p><span><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/sentenza-578-del-23-gennaio-2026-Terza-Sezione-del-Consiglio-di-Stato.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Qui il documento completo.</strong></a></span></p>
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<title>Aree idonee per l&amp;apos;agrivoltaico: cosa cambia per i Comuni dal 2026?</title>
<link>https://www.eventi.news/aree-idonee-per-lagrivoltaico-cosa-cambia-per-i-comuni-dal-2026</link>
<guid>https://www.eventi.news/aree-idonee-per-lagrivoltaico-cosa-cambia-per-i-comuni-dal-2026</guid>
<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Rinnovabili, nuove regole per i territori, cosa prevede la legge 4/2026 su aree idonee e agrivoltaico: più spazio agli impianti, ma crescono compiti e responsabilità per i Comuni. Con l’entrata in vigore della legge n. 4 del 15 gennaio 2026, che ha convertito il decreto-legge 175/2025, cambia in modo significativo la disciplina delle aree destinate […]
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<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 03:30:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<p data-start="0" data-end="103"><strong>Rinnovabili, nuove regole per i territori, cosa prevede la legge 4/2026 su aree idonee e agrivoltaico: più spazio agli impianti, ma crescono compiti e responsabilità per i Comuni.</strong></p>
<hr>
<p data-start="185" data-end="572">Con l’entrata in vigore della <span><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2026-01-15;4" target="_blank" rel="noopener">legge n. 4 del 15 gennaio 2026</a></span>, che ha convertito il decreto-legge 175/2025, cambia in modo significativo la disciplina delle aree destinate agli impianti da fonti rinnovabili. Il provvedimento interviene sul <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Decreto Legislativo 190/2024</span></span> (Testo Unico FER), ridefinendo criteri, procedure e responsabilità, con effetti concreti per Regioni e Comuni.</p>
<p data-start="574" data-end="990">La riforma si inserisce nel solco degli obiettivi fissati dal <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</span></span> (PNRR) e dal <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima</span></span> (PNIEC), puntando ad <span><a href="https://lentepubblica.it/cittadini-e-imprese/aree-idonee-per-fonti-rinnovabili-il-governo-introduce-la-clausola-di-salvaguardia/" target="_blank" rel="noopener">accelerare la diffusione degli impianti verdi</a></span>. Tuttavia, l’accelerazione amministrativa si accompagna a un ampliamento delle funzioni operative in capo agli enti locali, chiamati a gestire controlli, pianificazione e nuove attività di verifica.</p>
<h2 data-start="997" data-end="1073">Aree idonee: ritorno alla legge e ampliamento delle superfici disponibili</h2>
<p data-start="1075" data-end="1270">Uno degli interventi centrali riguarda la definizione delle cosiddette “aree idonee”, ovvero gli spazi in cui l’installazione di impianti rinnovabili beneficia di iter autorizzativi semplificati.</p>
<p data-start="1272" data-end="1831">Dopo l’annullamento del precedente decreto ministeriale da parte della giustizia amministrativa, la materia torna a essere disciplinata direttamente da una fonte primaria. Il nuovo impianto normativo individua in modo dettagliato numerose categorie di siti considerati idonei per legge: aree industriali, cave dismesse, miniere abbandonate, discariche chiuse o bonificate, superfici già occupate da impianti esistenti oggetto di potenziamento (entro certi limiti), ma anche spazi nella disponibilità di infrastrutture ferroviarie, autostradali e aeroportuali.</p>
<p data-start="1833" data-end="2148">Per il fotovoltaico, l’elenco si amplia ulteriormente includendo, tra l’altro, le aree interne agli stabilimenti produttivi, le zone agricole entro un raggio definito dagli impianti industriali, le superfici a destinazione commerciale o logistica, le coperture dei parcheggi e persino invasi idrici e laghi di cava.</p>
<p data-start="2150" data-end="2372">L’obiettivo è chiaro: privilegiare superfici già compromesse o impermeabilizzate, limitando il consumo di suolo agricolo e favorendo l’autoconsumo energetico nei poli produttivi e nelle aree di crisi industriale complessa.</p>
<h2 data-start="2379" data-end="2435">Fotovoltaico in zona agricola: paletti più stringenti</h2>
<p data-start="2437" data-end="2788">Un capitolo particolarmente delicato riguarda l’installazione di impianti con moduli collocati a terra nelle aree classificate agricole. In questi contesti, la possibilità di realizzare nuovi impianti è circoscritta a specifiche tipologie di siti già degradati o infrastrutturali, mentre resta esclusa l’espansione indiscriminata su terreni coltivati.</p>
<p data-start="2790" data-end="3112">Fanno eccezione alcuni progetti strategici, come quelli collegati alle comunità energetiche rinnovabili o agli investimenti previsti dal PNRR. In ogni caso, la norma ribadisce la necessità di evitare conflitti tra produzione energetica e filiera agroalimentare, rafforzando la tutela della destinazione agricola dei suoli.</p>
<h2 data-start="3119" data-end="3184">Agrivoltaico: produzione agricola da preservare almeno all’80%</h2>
<p data-start="3186" data-end="3469">Tra le novità più rilevanti figura la definizione puntuale di impianto agrivoltaico. Si tratta di sistemi fotovoltaici progettati per convivere con le attività colturali o pastorali, grazie a moduli installati in posizione elevata e all’impiego di tecnologie di agricoltura digitale.</p>
<p data-start="3471" data-end="3832">La condizione essenziale è la continuità dell’attività agricola: il progetto deve garantire almeno l’80% della produzione lorda vendibile rispetto alla situazione precedente. A tal fine, il proponente è obbligato a presentare una dichiarazione asseverata redatta da un tecnico abilitato, attestante la capacità dell’impianto di mantenere tale soglia produttiva.</p>
<p data-start="3834" data-end="4181">Non si tratta di un mero adempimento formale. Nei cinque anni successivi alla realizzazione dell’impianto, il Comune territorialmente competente è tenuto a verificare che il sito conservi effettivamente la propria idoneità agro-pastorale. In caso contrario, scattano sanzioni amministrative, oltre all’obbligo di ripristino dello stato dei luoghi.</p>
<p data-start="4183" data-end="4483">Questa previsione introduce un nuovo compito di monitoraggio per le amministrazioni locali, che dovranno dotarsi di parametri tecnici chiari e risorse adeguate. Per i piccoli Comuni, in particolare, la necessità di eventuali consulenze specialistiche potrebbe rappresentare un onere non trascurabile.</p>
<h2 data-start="4490" data-end="4553">Il ruolo delle Regioni e il coinvolgimento degli enti locali</h2>
<p data-start="4555" data-end="4870">Oltre alle aree individuate direttamente dalla legge, le Regioni dovranno approvare entro 120 giorni (180 per le Province autonome) proprie leggi per individuare ulteriori superfici idonee. Il processo dovrà avvenire con il coinvolgimento degli enti locali, un passaggio esplicitamente previsto nel testo normativo.</p>
<p data-start="4872" data-end="5161">Nel definire le nuove aree, le amministrazioni regionali dovranno attenersi a principi precisi: tutela del paesaggio e del patrimonio culturale, salvaguardia delle aree protette e dei siti UNESCO, rispetto della Rete Natura 2000, valorizzazione delle superfici già edificate o industriali.</p>
<p data-start="5163" data-end="5535">Per i terreni agricoli viene introdotto un limite quantitativo regionale: le superfici classificate come idonee non potranno essere inferiori allo 0,8% né superiori al 3% della superficie agricola utilizzata (SAU). Nel calcolo rientrano anche gli impianti agrivoltaici. All’interno di questa cornice, le Regioni potranno modulare percentuali differenti a livello comunale.</p>
<p data-start="5537" data-end="5711">La misura mira a bilanciare la crescita delle rinnovabili con la protezione della vocazione produttiva dei territori rurali, evitando un’eccessiva concentrazione di impianti.</p>
<h2 data-start="5718" data-end="5753">Aree a mare e impianti off-shore</h2>
<p data-start="5755" data-end="6137">La riforma introduce anche una disciplina specifica per le aree marine. Sono considerate idonee le zone individuate nei Piani di gestione dello spazio marittimo, oltre alle piattaforme petrolifere dismesse e alle aree circostanti entro determinate distanze. Nei porti, sarà possibile installare impianti eolici fino a 100 MW, previa eventuale variante del piano regolatore portuale.</p>
<p data-start="6139" data-end="6330">Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica dovrà pubblicare un vademecum con le indicazioni operative per l’avvio dei procedimenti autorizzativi relativi agli impianti off-shore.</p>
<h2 data-start="6337" data-end="6378">Procedure più rapide nelle aree idonee</h2>
<p data-start="6380" data-end="6758">Un ulteriore tassello riguarda la semplificazione amministrativa. Per gli impianti collocati interamente in aree idonee sono previste riduzioni dei termini procedimentali fino a un terzo. In diversi casi, l’autorizzazione paesaggistica è sostituita da un parere obbligatorio ma non vincolante dell’autorità competente, che, se non espresso nei tempi previsti, non blocca l’iter.</p>
<p data-start="6760" data-end="7140">La semplificazione si applica anche ad alcuni interventi di potenziamento della rete elettrica nazionale. Tuttavia, il nuovo assetto normativo si innesta su un quadro già complesso, caratterizzato da numerose deroghe e regimi differenziati. Ciò rende necessario un attento coordinamento tra le disposizioni del Testo Unico FER e le nuove norme, per evitare incertezze applicative.</p>
<h2 data-start="7147" data-end="7202">Una piattaforma digitale per monitorare le superfici</h2>
<p data-start="7204" data-end="7526">La legge rafforza inoltre la piattaforma digitale nazionale dedicata alle aree idonee, integrandola con il sistema di monitoraggio del PNIEC. Lo strumento dovrà supportare Regioni e Province autonome nella mappatura del territorio, nella stima del potenziale energetico e nel controllo delle superfici agricole utilizzate.</p>
<p data-start="7528" data-end="7724">È previsto anche un “contatore” delle SAU impegnate da impianti rinnovabili, alimentato dai dati territoriali regionali e consultabile dal pubblico nel rispetto delle norme su privacy e sicurezza.</p>
<h2 data-start="7731" data-end="7787">Accelerazione verde, ma con nuove sfide organizzative</h2>
<p data-start="7789" data-end="8186">La legge 4/2026 punta con decisione a velocizzare la transizione energetica, ampliando le aree disponibili e riducendo i tempi delle autorizzazioni. Al tempo stesso, attribuisce ai Comuni un ruolo più incisivo: pianificazione urbanistica, gestione delle conferenze di servizi, controlli sugli impianti agrivoltaici e partecipazione alla definizione delle percentuali di suolo agricolo destinabile.</p>
<p data-start="8188" data-end="8454" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La sfida, nei prossimi mesi, sarà trovare un equilibrio tra rapidità delle procedure e qualità delle decisioni, assicurando che lo sviluppo delle fonti rinnovabili avvenga in modo coerente con le caratteristiche dei territori e con le esigenze delle comunità locali.</p>
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<title>IA generativa nella pubblica amministrazione: come cambia il lavoro di funzionari e dirigenti</title>
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IA generativa nella PA: applicazioni, regole UE e nuovo ruolo di funzionari e dirigenti tra responsabilità e innovazione. L’intelligenza artificiale generativa non è più una promessa tecnologica. È già una leva concreta di trasformazione del lavoro pubblico. Dopo anni di sperimentazioni, la questione non è più se adottarla, ma come farlo in modo responsabile, trasparente […]
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<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 03:30:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="723" data-end="1049"><strong>IA generativa nella PA: applicazioni, regole UE e nuovo ruolo di funzionari e dirigenti tra responsabilità e innovazione.</strong></p>
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<p data-start="723" data-end="1049"><strong>L’intelligenza artificiale generativa</strong> non è più una promessa tecnologica. È già una leva concreta di trasformazione del lavoro pubblico. Dopo anni di sperimentazioni, la questione non è più se adottarla, ma come farlo in modo responsabile, trasparente e coerente con i principi costituzionali di buon andamento e imparzialità.</p>
<p data-start="1051" data-end="1321">In termini semplici, l’IA generativa è uno strumento capace di produrre testi, sintesi, analisi e scenari a partire da dati e istruzioni. Non sostituisce il funzionario, ma lo supporta, liberando tempo dalle attività ripetitive e rafforzando la qualità del lavoro umano.</p>
<h2 data-start="1323" data-end="1370">Regole europee e governance dell’IA nella PA</h2>
<p data-start="1372" data-end="1643"><strong>Il quadro normativo europeo è ormai definito</strong>. L’AI Act distingue i sistemi in base al livello di rischio — basso, medio, alto — imponendo obblighi di trasparenza, supervisione e protezione dei dati. L’approccio è chiaro: l’innovazione è ammessa, ma deve essere governata.</p>
<p data-start="1645" data-end="2051">In Italia, l’<a href="https://www.agid.gov.it/it" target="_blank" rel="noopener"><strong>Agenzia per l’Italia Digitale</strong></a> ha predisposto linee guida operative, mentre il Dipartimento della funzione pubblica lavora all’integrazione dell’intelligenza artificiale nei percorsi di riforma e valorizzazione del capitale umano. Le regole esistono. Il passaggio decisivo consiste nel tradurle in pratiche diffuse e coerenti con la responsabilità del funzionario e la leadership del dirigente.</p>
<h2 data-start="2053" data-end="2099">Le applicazioni concrete dell’IA generativa</h2>
<p data-start="2101" data-end="2464">Una prima area di impatto riguarda la<strong> produzione documentale</strong>. L’IA può supportare la redazione di bozze di delibere, relazioni o note di sintesi, riducendo il tempo dedicato a compiti ripetitivi. La responsabilità resta sempre in capo al professionista: il sistema non firma, non decide, non assume impegni giuridici. Fornisce strumenti. Il controllo resta umano.</p>
<p data-start="2466" data-end="2867">Un secondo ambito è la <strong>gestione della conoscenza interna</strong>. Le amministrazioni custodiscono archivi vastissimi di documenti, pareri e precedenti. L’IA può agire come assistente intelligente, capace di sintetizzare informazioni, ricostruire l’evoluzione normativa e mettere in evidenza prassi consolidate. Non si limita a cercare documenti, ma ne organizza il contenuto in modo funzionale alle decisioni.</p>
<p data-start="2869" data-end="3154">Anche il <strong>rapporto con cittadini e imprese</strong> può evolvere. Assistenti virtuali supervisionati dal personale possono fornire risposte rapide su bandi, contributi e procedure, migliorando accessibilità e trasparenza. L’interazione umana non viene eliminata, ma resa più efficiente e mirata.</p>
<p data-start="3156" data-end="3441">Infine, l’IA può supportare <strong>programmazione e controllo</strong>. Analizzando flussi procedurali e dati organizzativi, è in grado di evidenziare ritardi, criticità e colli di bottiglia. Il dirigente dispone così di informazioni più tempestive, ma la decisione finale resta una prerogativa umana.</p>
<h2 data-start="3443" data-end="3486">Il nuovo ruolo di funzionari e dirigenti</h2>
<p data-start="3488" data-end="3692"><strong>L’impatto più profondo non riguarda gli strumenti, ma le competenze</strong>. Se le attività redazionali e ripetitive vengono supportate dalla tecnologia, cresce il valore delle capacità critiche e interpretative.</p>
<p data-start="3694" data-end="3968"><strong>Il funzionario</strong> è chiamato a valutare gli output generati dall’IA, verificarne la coerenza giuridica, contestualizzarli e orientare l’azione amministrativa. Il tempo liberato può essere dedicato allo studio dei dossier, agli approfondimenti normativi e all’analisi comparata.</p>
<p data-start="3970" data-end="4269"><strong>Il dirigente</strong>, a sua volta, deve presidiare l’innovazione: definire regole chiare, garantire tracciabilità, promuovere formazione e assicurare che ogni decisione sia verificabile e motivata. La leadership pubblica diventa anche capacità di governare la tecnologia al servizio dell’interesse generale.</p>
<h2 data-start="4271" data-end="4313">Trasparenza, sicurezza e responsabilità</h2>
<p data-start="4315" data-end="4627">Restano imprescindibili alcune condizioni: protezione dei dati, tracciabilità degli utilizzi, verificabilità degli output. Ogni applicazione dell’IA deve essere documentata e supervisionata da un responsabile umano. La tecnologia può accelerare i processi, ma non può sostituire la responsabilità amministrativa.</p>
<p data-start="4629" data-end="4960">L’IA generativa nella pubblica amministrazione non rappresenta una sostituzione dell’umano, ma <strong>un’alleanza tra competenza e tecnologia</strong>. Dove la macchina accelera le attività ripetitive, il funzionario e il dirigente sono chiamati a pensare più in alto, rafforzando qualità, responsabilità e <a href="https://lentepubblica.it/pa-digitale/al-via-rubrica-visionepa-su-innovazione-nella-pa-intervista-gianni-dominici-forumpa/" target="_blank" rel="noopener">visione strategica dell’azione pubblica</a>.</p>
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<title>Roma scommette sull’arte digitale: al via il percorso formativo su AI, Blockchain e NFT</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
Un ponte tra creatività e tecnologia per le imprese culturali. L’arte guarda avanti e parla sempre più il linguaggio dell’innovazione. A Roma prende forma un nuovo percorso dedicato a chi opera nel settore artistico e creativo e desidera comprendere, in modo concreto e accessibile, come le tecnologie emergenti possano trasformare idee e progetti in opportunità […]
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<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 03:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p data-start="81" data-end="145"><strong>Un ponte tra creatività e tecnologia per le imprese culturali. L’arte guarda avanti e parla sempre più il linguaggio dell’innovazione.</strong></p>
<hr>
<p data-start="81" data-end="145">A Roma prende forma un nuovo percorso dedicato a chi opera nel settore artistico e creativo e desidera comprendere, in modo concreto e accessibile, come le tecnologie emergenti possano trasformare idee e progetti in opportunità di crescita.</p>
<p data-start="461" data-end="944">L’iniziativa nasce da <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Forma Camera</span></span>, Azienda Speciale della <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Camera di Commercio di Roma</span></span>, all’interno del Progetto <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">R.O.M.E. Digital Hub</span></span>. Il programma è sostenuto dal <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Ministero delle Imprese e del Made in Italy</span></span> attraverso le risorse del <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">PNRR</span></span> (Missione 4, Componente 2, Investimento 2.3 – Centri di trasferimento tecnologico), finanziato dall’Unione europea con i fondi <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Next Generation EU</span></span>.</p>
<p data-start="946" data-end="1189">L’obiettivo è chiaro: accompagnare le imprese culturali verso un utilizzo consapevole e strategico di strumenti come intelligenza artificiale, blockchain e NFT, tecnologie che stanno ridefinendo produzione, tutela e valorizzazione delle opere.</p>
<p data-start="946" data-end="1189"><span><a href="https://www.romedigitalhub.com/partner/forma-camera/#correlated-services" target="_blank" rel="noopener"><span class="break-words
          tvm-parent-container"><span dir="ltr"><strong>Per info e iscrizioni clicca qui.</strong> </span></span></a></span></p>
<h2 data-start="1196" data-end="1242">Tre incontri per comprendere il cambiamento</h2>
<p data-start="1244" data-end="1369">Il percorso si articola in tre workshop tematici, progettati per offrire una panoramica pratica e immediatamente applicabile.</p>
<h3 data-start="1371" data-end="1428">Intelligenza artificiale al servizio della creatività</h3>
<p data-start="1430" data-end="1792">Il primo appuntamento, in programma il 9 marzo, sarà dedicato al rapporto tra arte e AI. L’intelligenza artificiale non è più soltanto un concetto futuristico: oggi è uno strumento concreto che può supportare la progettazione artistica, l’elaborazione di contenuti visivi e sonori, l’analisi dei dati di pubblico e la personalizzazione dell’esperienza culturale.</p>
<p data-start="1794" data-end="2047">Durante l’incontro verranno esplorate le potenzialità di questi sistemi, chiarendo anche aspetti etici e giuridici legati all’uso delle tecnologie generative. L’obiettivo non è sostituire l’artista, ma ampliare le possibilità espressive e organizzative.</p>
<h3 data-start="2049" data-end="2087">Blockchain e tutela del patrimonio</h3>
<p data-start="2089" data-end="2382">Il secondo workshop, previsto per il 16 marzo, approfondirà le applicazioni della blockchain nel mondo della cultura. Questa tecnologia, nota soprattutto per il suo impiego nelle criptovalute, offre in realtà strumenti preziosi per certificare autenticità, provenienza e proprietà delle opere.</p>
<p data-start="2384" data-end="2711">Nel settore artistico, la tracciabilità garantita dai registri distribuiti può contribuire a contrastare la contraffazione, a semplificare la gestione dei diritti e a rafforzare la fiducia tra autori, collezionisti e istituzioni. Il seminario illustrerà casi d’uso concreti, rendendo comprensibili anche i concetti più tecnici.</p>
<h3 data-start="2713" data-end="2750">NFT e valorizzazione dei progetti</h3>
<p data-start="2752" data-end="3078">Il 30 marzo sarà la volta degli NFT (Non-Fungible Token), strumenti digitali che permettono di associare un certificato unico a un contenuto digitale. Dopo il boom mediatico degli ultimi anni, il mercato si sta stabilizzando, ma resta alta l’attenzione sulle possibilità di monetizzazione e promozione offerte da questi asset.</p>
<p data-start="3080" data-end="3422">Il laboratorio finale si concentrerà su come utilizzare gli NFT per sostenere economicamente iniziative artistiche, creare nuove forme di coinvolgimento del pubblico e sviluppare modelli di business alternativi. Un tema che interessa non solo artisti digitali, ma anche musei, gallerie, archivi e professionisti della comunicazione culturale.</p>
<h2 data-start="3429" data-end="3473">Sostegno economico e opportunità concreta</h2>
<p data-start="3475" data-end="3892">Uno degli elementi più rilevanti dell’iniziativa riguarda le agevolazioni economiche. Grazie ai fondi del PNRR, la partecipazione è coperta integralmente per micro e piccole imprese, mentre le medie imprese possono usufruire di un contributo pari all’80% dei costi. Si tratta di un’opportunità significativa, soprattutto in un momento storico in cui l’innovazione rappresenta un fattore decisivo per la competitività.</p>
<p data-start="3894" data-end="4069">Al termine di ciascun workshop sarà inoltre rilasciato un attestato di frequenza, utile a certificare le competenze acquisite e a valorizzare il percorso formativo intrapreso.</p>
<h2 data-start="4076" data-end="4123">Roma al centro della trasformazione digitale</h2>
<p data-start="4125" data-end="4404">Gli incontri si svolgeranno in presenza a Roma, in Viale delle Terme di Caracalla 69, in uno spazio pensato per favorire il confronto diretto tra relatori e partecipanti. La dimensione laboratoriale consentirà di porre domande, analizzare casi specifici e condividere esperienze.</p>
<p data-start="4406" data-end="4767">La capitale si conferma così un punto di riferimento per l’innovazione nel comparto culturale, mettendo in dialogo tradizione e tecnologia. In un territorio ricco di patrimonio storico e creativo, l’adozione di strumenti digitali avanzati può rappresentare una leva strategica per ampliare il pubblico, migliorare la gestione e aprirsi a mercati internazionali.</p>
<h2 data-start="4774" data-end="4826">Posti limitati e iscrizioni in ordine cronologico</h2>
<p data-start="4828" data-end="5032">L’accesso al percorso è a numero chiuso e le candidature saranno accettate secondo l’ordine di arrivo. Una scelta che punta a garantire qualità didattica e interazione efficace tra docenti e partecipanti.</p>
<p data-start="5034" data-end="5313">Per le imprese interessate, l’invito è a informarsi tempestivamente e a cogliere questa occasione di aggiornamento professionale. Comprendere i nuovi linguaggi digitali non significa soltanto restare al passo con i tempi, ma acquisire strumenti concreti per progettare il futuro.</p>
<p data-start="5315" data-end="5568" data-is-last-node="" data-is-only-node="">In un panorama in rapida evoluzione, dove creatività e tecnologia si intrecciano sempre più strettamente, iniziative come questa dimostrano che l’innovazione può essere accessibile, sostenibile e orientata alla crescita dell’intero ecosistema culturale.</p>
<h2 data-start="5315" data-end="5568">La locandina dell’evento</h2>
<p data-start="5315" data-end="5568" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><a href="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-roma-scommette-sullarte-digitale-al-via-il-percorso-formativo-su-ai-blockchain-e-nft.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-432787" src="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-roma-scommette-sullarte-digitale-al-via-il-percorso-formativo-su-ai-blockchain-e-nft.jpg.webp" alt="" width="401" height="567" srcset="//lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-roma-scommette-sullarte-digitale-al-via-il-percorso-formativo-su-ai-blockchain-e-nft.jpg 1340w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-roma-scommette-sullarte-digitale-al-via-il-percorso-formativo-su-ai-blockchain-e-nft-424x600.jpg 424w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-roma-scommette-sullarte-digitale-al-via-il-percorso-formativo-su-ai-blockchain-e-nft-724x1024.jpg 724w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-roma-scommette-sullarte-digitale-al-via-il-percorso-formativo-su-ai-blockchain-e-nft-768x1086.jpg 768w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-roma-scommette-sullarte-digitale-al-via-il-percorso-formativo-su-ai-blockchain-e-nft-1087x1536.jpg 1087w" sizes="auto, (max-width: 401px) 100vw, 401px"></a></p>
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<title>Mastering ChatGPT: il corso online che può trasformare il tuo ruolo nella PA</title>
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<description><![CDATA[ lentepubblica.it
La trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione non è più un obiettivo teorico: è un processo già in atto. E tra gli strumenti che stanno cambiando radicalmente il modo di lavorare negli uffici pubblici, ChatGPT occupa una posizione centrale. In questo scenario, l’intelligenza artificiale non rappresenta una semplice innovazione tecnologica, ma uno strumento operativo destinato a […]
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<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 03:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Mastering, ChatGPT:, corso, online, che, può, trasformare, tuo, ruolo, nella</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>lentepubblica.it</p>
<p><strong>La trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione non è più un obiettivo teorico: è un processo già in atto. E tra gli strumenti che stanno cambiando radicalmente il modo di lavorare negli uffici pubblici, ChatGPT occupa una posizione centrale.</strong></p>
<hr>
<p>In questo scenario, l’intelligenza artificiale non rappresenta una semplice innovazione tecnologica, ma uno strumento operativo destinato a incidere profondamente sull’organizzazione del lavoro.</p>
<p>Tra le soluzioni oggi più diffuse e utilizzate, <strong>ChatGPT si sta affermando come un vero acceleratore di produttività</strong>. Tuttavia, saper accedere alla piattaforma non equivale a saperla utilizzare in modo professionale.</p>
<p>Per questo nasce <strong>Mastering ChatGPT</strong>, un percorso online strutturato e progressivo, pensato per chi desidera trasformare l’AI in uno strumento concreto di efficienza amministrativa.</p>
<p><strong>ISCRIVITI ORA CON LO SCONTO RISERVATO AI LETTORI LP</strong></p>
<p><strong><span><a href="https://landing.aidigitalmasteracademy.com/pre-corso-mastering-chatgpt-lente/?tl_track_code=a43t5sgod4378z913az4C360281842&database_id=7601" target="_blank" rel="noopener">https://landing.aidigitalmasteracademy.com/pre-corso-mastering-chatgpt-lente/?tl_track_code=a43t5sgod4378z913az4C360281842&database_id=7601</a></span></strong></p>
<ul>
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</ul>
<h2>Perché oggi ChatGPT è una competenza strategica nella PA</h2>
<p>Redigere atti complessi in tempi ridotti. Sintetizzare norme articolate. Elaborare relazioni tecniche. Supportare l’analisi dei dati. Automatizzare attività ripetitive.</p>
<p>Tutte queste funzioni possono essere potenziate dall’intelligenza artificiale. Ma la differenza non la fa lo strumento: la fa la competenza.</p>
<p>Chi conosce le tecniche di prompting avanzato, sa integrare ChatGPT con software già in uso negli uffici (Excel, Google Sheets, Power BI, strumenti grafici) e ne comprende limiti e responsabilità, acquisisce un vantaggio professionale tangibile.</p>
<p>Mastering ChatGPT nasce per questo: <strong>passare dall’uso occasionale alla padronanza operativa</strong>.</p>
<h2>Struttura del corso: 7 moduli operativi e 27 lezioni</h2>
<p>Il corso è articolato in sette moduli didattici progressivi, progettati per accompagnare il partecipante dalle basi teoriche fino alle applicazioni più avanzate.</p>
<p><a href="https://landing.aidigitalmasteracademy.com/pre-corso-mastering-chatgpt-lente/?tl_track_code=a43t5sgod4378z913az4C360281842&database_id=7601" target="_blank" rel="noopener"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-432792" src="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-mastering-chatgpt-il-corso-online-che-puo-trasformare-il-tuo-ruolo-nella-pa-1.jpg.webp" alt="Mastering ChatGPT: il corso online che può trasformare il tuo ruolo nella PA" width="510" height="194" srcset="//lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-mastering-chatgpt-il-corso-online-che-puo-trasformare-il-tuo-ruolo-nella-pa-1.jpg 1575w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-mastering-chatgpt-il-corso-online-che-puo-trasformare-il-tuo-ruolo-nella-pa-1-800x305.jpg 800w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-mastering-chatgpt-il-corso-online-che-puo-trasformare-il-tuo-ruolo-nella-pa-1-1024x390.jpg 1024w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-mastering-chatgpt-il-corso-online-che-puo-trasformare-il-tuo-ruolo-nella-pa-1-768x293.jpg 768w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-mastering-chatgpt-il-corso-online-che-puo-trasformare-il-tuo-ruolo-nella-pa-1-1536x585.jpg 1536w" sizes="(max-width: 510px) 100vw, 510px"></a></p>
<h3>Modulo 1 – Fondamenti di AI conversazionale</h3>
<p>Comprendere come funzionano i modelli linguistici e quali sono le loro potenzialità nei contesti lavorativi.</p>
<h3>Modulo 2 – Tecniche avanzate di prompting</h3>
<p>Strutturare istruzioni efficaci, definire contesto e obiettivi, controllare output e tono dei contenuti.</p>
<h3>Modulo 3 – Generazione di contenuti visivi</h3>
<p>Integrazione con strumenti come DALL-E, MidJourney, Canva e Figma per la produzione di materiali grafici e comunicativi.</p>
<h3>Modulo 4 – Applicazioni operative</h3>
<p>Redazione di documenti amministrativi, relazioni, comunicazioni istituzionali, sintesi normative e supporto alla produzione documentale.</p>
<h3>Modulo 5 – Analisi e gestione dati</h3>
<p>Utilizzo con Excel, Google Sheets, Power BI e Tableau per l’elaborazione strutturata delle informazioni.</p>
<h3>Modulo 6 – Supporto alla programmazione</h3>
<p>Automazioni, script e soluzioni leggere per migliorare l’efficienza organizzativa.</p>
<h3>Modulo 7 – Etica e responsabilità</h3>
<p>Uso consapevole dell’intelligenza artificiale, gestione dei dati, correttezza professionale.</p>
<p>Non un corso teorico, ma un percorso applicativo pensato per essere immediatamente utilizzabile nel lavoro quotidiano.</p>
<h2>Corso online flessibile con attestato finale</h2>
<p>Mastering ChatGPT è interamente online.</p>
<p>✔ Accesso illimitato ai contenuti<br>
✔ Videolezioni disponibili 24/7<br>
✔ Fruizione da qualsiasi dispositivo<br>
✔ Nessuna scadenza di accesso</p>
<p>Al termine del percorso viene rilasciato un <strong>attestato finale Ai Digital Master</strong>, utile per valorizzare il curriculum e il profilo professionale. In un contesto in cui le competenze digitali sono sempre più richieste, certificare la propria formazione sull’intelligenza artificiale rappresenta un vantaggio competitivo concreto.</p>
<p><a href="https://landing.aidigitalmasteracademy.com/pre-corso-mastering-chatgpt-lente/?tl_track_code=a43t5sgod4378z913az4C360281842&database_id=7601" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-432793" src="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-mastering-chatgpt-il-corso-online-che-puo-trasformare-il-tuo-ruolo-nella-pa-2.jpg.webp" alt="Mastering ChatGPT: il corso online che può trasformare il tuo ruolo nella PA" width="501" height="332" srcset="//lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-mastering-chatgpt-il-corso-online-che-puo-trasformare-il-tuo-ruolo-nella-pa-2.jpg 1340w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-mastering-chatgpt-il-corso-online-che-puo-trasformare-il-tuo-ruolo-nella-pa-2-800x530.jpg 800w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-mastering-chatgpt-il-corso-online-che-puo-trasformare-il-tuo-ruolo-nella-pa-2-1024x679.jpg 1024w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-mastering-chatgpt-il-corso-online-che-puo-trasformare-il-tuo-ruolo-nella-pa-2-768x509.jpg 768w" sizes="(max-width: 501px) 100vw, 501px"></a></p>
<h2>Per i dirigenti pubblici: guidare l’innovazione invece di subirla</h2>
<p>Chi ricopre ruoli apicali sa che l’efficienza organizzativa è una leva strategica.</p>
<p>Acquisire competenze avanzate su ChatGPT consente di:</p>
<ul>
<li>Ridurre i tempi di lavorazione degli atti</li>
<li>Migliorare la qualità documentale</li>
<li>Supportare il personale nei processi complessi</li>
<li>Accelerare la trasformazione digitale dell’ente</li>
</ul>
<p>Un dirigente formato sull’<span><a href="https://lentepubblica.it/tag/ai/" target="_blank" rel="noopener">AI</a></span> non solo migliora le proprie performance, ma crea le condizioni per una modernizzazione strutturale.</p>
<h2>Per funzionari e dipendenti: differenziarsi in un contesto competitivo</h2>
<p>La PA sta evolvendo. Le competenze digitali stanno diventando centrali anche nei percorsi di crescita interna.</p>
<p>Formarsi oggi significa:</p>
<ul>
<li>Aumentare autonomia operativa</li>
<li>Migliorare precisione e produttività</li>
<li>Rafforzare il proprio profilo professionale</li>
<li>Posizionarsi come risorsa strategica all’interno dell’ufficio</li>
</ul>
<p>Diventare il riferimento interno sull’AI può rappresentare un salto di qualità significativo.</p>
<h2>Formazione strutturata per l’intero ufficio</h2>
<p>Mastering ChatGPT prevede formule dedicate per la formazione di gruppo, con pacchetti a prezzo forfettario per più dipendenti dello stesso ente.</p>
<p>Questa soluzione è particolarmente adatta a:</p>
<ul>
<li>Comuni</li>
<li>Unioni di Comuni</li>
<li>Province</li>
<li>Enti territoriali</li>
</ul>
<p>Investire nella formazione collettiva consente di:</p>
<ul>
<li>Uniformare competenze</li>
<li>Accelerare processi interni</li>
<li>Ridurre inefficienze</li>
<li>Ottimizzare i costi rispetto a percorsi individuali</li>
</ul>
<p>La digitalizzazione non si realizza con interventi isolati, ma con una strategia condivisa.</p>
<h2>Taglia il traguardo della digitalizzazione prima degli altri</h2>
<p>La differenza tra chi utilizza l’AI in modo superficiale e chi la padroneggia è sostanziale.</p>
<p>Mastering ChatGPT offre strumenti concreti per:</p>
<ul>
<li>Ottimizzare il lavoro quotidiano</li>
<li>Ridurre inefficienze</li>
<li>Migliorare qualità e rapidità</li>
<li>Rafforzare il proprio ruolo professionale</li>
</ul>
<p>Il cambiamento è già in corso. La scelta è se guidarlo o restarne ai margini.</p>
<p><a href="https://landing.aidigitalmasteracademy.com/pre-corso-mastering-chatgpt-lente/?tl_track_code=a43t5sgod4378z913az4C360281842&database_id=7601" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-432794" src="https://lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-mastering-chatgpt-il-corso-online-che-puo-trasformare-il-tuo-ruolo-nella-pa-3.jpg.webp" alt="Mastering ChatGPT: il corso online che può trasformare il tuo ruolo nella PA" width="500" height="248" srcset="//lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-mastering-chatgpt-il-corso-online-che-puo-trasformare-il-tuo-ruolo-nella-pa-3.jpg 1340w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-mastering-chatgpt-il-corso-online-che-puo-trasformare-il-tuo-ruolo-nella-pa-3-800x396.jpg 800w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-mastering-chatgpt-il-corso-online-che-puo-trasformare-il-tuo-ruolo-nella-pa-3-1024x507.jpg 1024w, //lentepubblica.it/wp-content/uploads/2026/03/lentepubblica-mastering-chatgpt-il-corso-online-che-puo-trasformare-il-tuo-ruolo-nella-pa-3-768x381.jpg 768w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px"></a></p>
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