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<title>Tutte le notizie italiane in tempo reale &#45; : Religione e Spiritualità</title>
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<description>Tutte le notizie italiane in tempo reale &#45; : Religione e Spiritualità</description>
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<dc:rights>©2025 Eventi e News in Italia &#45; Powered by Brain X Corp</dc:rights>

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<title>Guerra in Iran, Trump annuncia una tregua di due settimane</title>
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<description><![CDATA[ Allo scadere dell’ultimatum, nella notte italiana, il presidente statunitense Trump ha annunciato un cessate il fuoco di due settimane a condizione che venga immediatamente riaperto lo Stretto di Hormuz. Venerdì 10 aprile a Islamabad l’apertura dei negoziati con Teheran. Israele si allinea, ma esclude dalla tregua il fronte del Libano
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 04:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Guerra, Iran, Trump, annuncia, una, tregua, due, settimane</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Allo scadere dell’ultimatum, nella notte italiana, il presidente statunitense Trump ha annunciato un cessate il fuoco di due settimane a condizione che venga immediatamente riaperto lo Stretto di Hormuz. Venerdì 10 aprile a Islamabad l’apertura dei negoziati con Teheran. Israele si allinea, ma esclude dalla tregua il fronte del Libano</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/aggiornamento-internazionale-guerra-medio-oriente0.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>RD Congo, le Missionarie Comboniane che fanno “causa comune” con gli ultimi</title>
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<description><![CDATA[ Le suore condividono la vita dei minori di strada a Kisangani nel Paese africano ferito dalla guerra e dall’abbandono, offrendo il loro servizio nel centro Saint Laurent che non è solo un rifugio ma una possibilità di futuro
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 04:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Congo, Missionarie, Comboniane, che, fanno, “causa, comune”, con, gli, ultimi</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Le suore condividono la vita dei minori di strada a Kisangani nel Paese africano ferito dalla guerra e dall’abbandono, offrendo il loro servizio nel centro Saint Laurent che non è solo un rifugio ma una possibilità di futuro</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-04/sisters-project-rd-congo-missionarie-comboniane-sostegno-minori.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Leone XIV: la santità non è privilegio per pochi, ma dono che impegna ogni battezzato</title>
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<description><![CDATA[ Proseguendo le riflessioni sulla Lumen gentium, nell&#039;udienza generale il Pontefice si sofferma sull&#039;universale vocazione alla santità. Ricorda che il martirio, &quot;come è sempre accaduto e accade anche oggi&quot;, ne è la forma più alta e, parlando della vita consacrata, precisa che povertà, castità e obbedienza &quot;non sono prescrizioni che incatenano la libertà&quot;, ma doni dello Spirito: &quot;La sofferenza, vissuta in unione con la passione del Signore, diventa via di santità&quot;
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<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 04:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Leone, XIV:, santità, non, privilegio, per, pochi, dono, che, impegna, ogni, battezzato</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Proseguendo le riflessioni sulla Lumen gentium, nell'udienza generale il Pontefice si sofferma sull'universale vocazione alla santità. Ricorda che il martirio, "come è sempre accaduto e accade anche oggi", ne è la forma più alta e, parlando della vita consacrata, precisa che povertà, castità e obbedienza "non sono prescrizioni che incatenano la libertà", ma doni dello Spirito: "La sofferenza, vissuta in unione con la passione del Signore, diventa via di santità"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-04/leone-xiv-udienza-generale-8-aprile-2026.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Iran, il Papa: la tregua segno di viva speranza, solo con il dialogo può finire la guerra</title>
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<description><![CDATA[ Leone XIV esprime soddisfazione, al termine dell&#039;udienza generale, per l&#039;annuncio del presidente Usa Trump di due settimane di cessate il fuoco. Esorta ad accompagnare &quot;questo tempo di delicato lavoro diplomatico&quot; con la preghiera e rinnova l&#039;invito a partecipare il prossimo sabato 11 aprile alla Veglia di preghiera per la pace da lui indetta nella Basilica di San Pietro
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 04:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Iran, Papa:, tregua, segno, viva, speranza, solo, con, dialogo, può, finire, guerra</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Leone XIV esprime soddisfazione, al termine dell'udienza generale, per l'annuncio del presidente Usa Trump di due settimane di cessate il fuoco. Esorta ad accompagnare "questo tempo di delicato lavoro diplomatico" con la preghiera e rinnova l'invito a partecipare il prossimo sabato 11 aprile alla Veglia di preghiera per la pace da lui indetta nella Basilica di San Pietro</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-04/papa-appello-pace-dialogo-tregua-medio-oriente-udienza-generale.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Burundi, Fondazione Avsi: 12 mila bambini usciti dalla malnutrizione</title>
<link>https://www.eventi.news/burundi-fondazione-avsi-12-mila-bambini-usciti-dalla-malnutrizione</link>
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<description><![CDATA[ L&#039;intervista ai media vaticani di Andrea Fabiani, project manager di Avsi e responsabile del progetto &quot;Isoko Irama&quot; in Burundi. Contro la malnutrizione &quot;non basta l&#039;assistenza, bisogna avere un&#039;idea di sviluppo&quot; complessivo, &quot;che coinvolga le comunità&quot;, dice. &quot;Cerchiamo di integrare le persone, facendo lavorare insieme imprese, gruppi di risparmiatori e vulnerabili, soprattutto donne&quot;.
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 04:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Burundi, Fondazione, Avsi:, mila, bambini, usciti, dalla, malnutrizione</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>L'intervista ai media vaticani di Andrea Fabiani, project manager di Avsi e responsabile del progetto "Isoko Irama" in Burundi. Contro la malnutrizione "non basta l'assistenza, bisogna avere un'idea di sviluppo" complessivo, "che coinvolga le comunità", dice. "Cerchiamo di integrare le persone, facendo lavorare insieme imprese, gruppi di risparmiatori e vulnerabili, soprattutto donne".</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/burundi-fondazione-avsi-contro-la-malnutrizione.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Parolin: c’è bisogno di più voci di pace e contro la follia della corsa al riarmo</title>
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<description><![CDATA[ La fragilità della diplomazia, l’affermazione della logica del più forte, l’importanza delle Nazioni Unite, la necessità di svuotare gli arsenali nucleari. Sono alcuni dei temi affrontati dal cardinale segretario di Stato nell’intervista a “Dialoghi”, trimestrale di Azione Cattolica italiana
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 04:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Parolin:, c’è, bisogno, più, voci, pace, contro, follia, della, corsa, riarmo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>La fragilità della diplomazia, l’affermazione della logica del più forte, l’importanza delle Nazioni Unite, la necessità di svuotare gli arsenali nucleari. Sono alcuni dei temi affrontati dal cardinale segretario di Stato nell’intervista a “Dialoghi”, trimestrale di Azione Cattolica italiana</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-04/parolin-intervista-pace-riarmo-guerre-diplomazia-cina.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Padre Toni Elias: &amp;quot;Vogliamo un Libano che viva in pace&amp;quot;</title>
<link>https://www.eventi.news/padre-toni-elias-vogliamo-un-libano-che-viva-in-pace</link>
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<description><![CDATA[ La testimonianza del parroco maronita libanese a Rmeich, ultimo villaggio nel sud del Paese al confine con Israele: &quot;Noi non ci arrendiamo, anzi: abbiamo fiducia nel Signore. È questo che ci fa veramente essere un popolo resistente in mezzo a questa marea di guerra e di conflitto che ci circonda&quot;
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<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 04:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Padre, Toni, Elias:, Vogliamo, Libano, che, viva, pace</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>La testimonianza del parroco maronita libanese a Rmeich, ultimo villaggio nel sud del Paese al confine con Israele: "Noi non ci arrendiamo, anzi: abbiamo fiducia nel Signore. È questo che ci fa veramente essere un popolo resistente in mezzo a questa marea di guerra e di conflitto che ci circonda"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-04/libano-guerra-israele-cristiani-beirut-attacco-pasqua-papa.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>“L’Argentina di Francesco”, documentario sulle orme di Bergoglio</title>
<link>https://www.eventi.news/largentina-di-francesco-documentario-sulle-orme-di-bergoglio</link>
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<description><![CDATA[ Ricordo e sguardo in avanti si fondono nel lungometraggio proiettato stamattina in Filmoteca Vaticana e che nel pomeriggio viene presentato ufficialmente ad Asti. Il 10 aprile, tappa a Lampedusa
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 04:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>“L’Argentina, Francesco”, documentario, sulle, orme, Bergoglio</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordo e sguardo in avanti si fondono nel lungometraggio proiettato stamattina in Filmoteca Vaticana e che nel pomeriggio viene presentato ufficialmente ad Asti. Il 10 aprile, tappa a Lampedusa</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-04/argentina-di-francesco-documentario-sulle-orme-di-bergoglio.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Giornata dei Rom e Sinti, un impegno comune a combattere gli stereotipi</title>
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<description><![CDATA[ Nell&#039;odierna ricorrenza internazionale dell&#039;8 aprile, le istituzioni europee ribadiscono i loro sforzi per abbattere le discriminazioni e promuovere l&#039;inclusione sociale di tutte le persone. Per intervenire sul divario di genere e dare voce alle donne Rom, l&#039;Università Cattolica del Sacro Cuore ha promosso un progetto che culminerà in una mostra a Milano
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 04:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Giornata, dei, Rom, Sinti, impegno, comune, combattere, gli, stereotipi</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nell'odierna ricorrenza internazionale dell'8 aprile, le istituzioni europee ribadiscono i loro sforzi per abbattere le discriminazioni e promuovere l'inclusione sociale di tutte le persone. Per intervenire sul divario di genere e dare voce alle donne Rom, l'Università Cattolica del Sacro Cuore ha promosso un progetto che culminerà in una mostra a Milano</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/giornata-rom-sinti-combattere-stereotipi-inclusione.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La veglia di preghiera per la pace presieduta dal Papa si terrà l&amp;apos;11 aprile alle 18</title>
<link>https://www.eventi.news/la-veglia-di-preghiera-per-la-pace-presieduta-dal-papa-si-terra-l11-aprile-alle-18</link>
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<description><![CDATA[ Lo riporta un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, che specifica come il momento di orazione si terrà nella Basilica di San Pietro e sarà aperto alla partecipazione di tutti i fedeli
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<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 04:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>veglia, preghiera, per, pace, presieduta, dal, Papa, terrà, l11, aprile, alle</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Lo riporta un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, che specifica come il momento di orazione si terrà nella Basilica di San Pietro e sarà aperto alla partecipazione di tutti i fedeli</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-04/papa-leone-xiv-veglia-preghiera-pace-orario.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Migranti, l&amp;apos;arcivescovo Perego: vergognoso far morire le persone in mare</title>
<link>https://www.eventi.news/migranti-larcivescovo-perego-vergognoso-far-morire-le-persone-in-mare</link>
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<description><![CDATA[ Presentata oggi a Roma l&#039;edizione 2026 del Festival della Migrazione, dal 5 al 15 novembre, dedicata in particolare al tema delle donne nei percorsi migratori. Per il cardinale Fabio Baggio, sotto-segretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, occorre &quot;cominciare a lavorare bene per un governo delle migrazioni che sia su un tavolo multilaterale in cui ci siano tutti seduti&quot;. Monsignor Perego: mille morti in tre mesi è una emergenza grave
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 04:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Migranti, larcivescovo, Perego:, vergognoso, far, morire, persone, mare</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Presentata oggi a Roma l'edizione 2026 del Festival della Migrazione, dal 5 al 15 novembre, dedicata in particolare al tema delle donne nei percorsi migratori. Per il cardinale Fabio Baggio, sotto-segretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, occorre "cominciare a lavorare bene per un governo delle migrazioni che sia su un tavolo multilaterale in cui ci siano tutti seduti". Monsignor Perego: mille morti in tre mesi è una emergenza grave</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/festival-migrazione-chiesa-dice-no-respingimenti.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Dal Papa quattromila studenti dell’arcidiocesi di Milano con la Croce degli sportivi</title>
<link>https://www.eventi.news/dal-papa-quattromila-studenti-dellarcidiocesi-di-milano-con-la-croce-degli-sportivi</link>
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<description><![CDATA[ Migliaia di alunni delle scuole medie hanno salutato Leone XIV all’udienza generale di questa mattina, 8 aprile, consegnandogli la Croce degli sportivi che il Dicastero per la Cultura e l’Educazione e Athletica Vaticana hanno portato nel capoluogo lombardo per le recenti Olimpiadi e Paralimpiadi invernali. Presente anche Zoltán Mága, violinista ungherese di origine rom
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 04:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Dal, Papa, quattromila, studenti, dell’arcidiocesi, Milano, con, Croce, degli, sportivi</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Migliaia di alunni delle scuole medie hanno salutato Leone XIV all’udienza generale di questa mattina, 8 aprile, consegnandogli la Croce degli sportivi che il Dicastero per la Cultura e l’Educazione e Athletica Vaticana hanno portato nel capoluogo lombardo per le recenti Olimpiadi e Paralimpiadi invernali. Presente anche Zoltán Mága, violinista ungherese di origine rom</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-04/cronaca-udienza-generale-8-aprile-2026-milano-croce-sportivi.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Libano, Beirut travolta dai raid israeliani: centinaia tra morti e feriti</title>
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<description><![CDATA[ Secondo una prima stima del ministero della Salute libanese, i bombardamenti hanno provocato 254 morti e 720 feriti. Secondo le cifre fornite dalla Croce Rossa, oltre 300 tra morti e feriti. Più di cento gli obiettivi colpiti in circa dieci minuti tra Beirut, il sud del Libano e la valle della Bekaa. L&#039;Iran blocca lo Stretto di Hormuz
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                      ]]></description>
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<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 04:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Libano, Beirut, travolta, dai, raid, israeliani:, centinaia, tra, morti, feriti</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo una prima stima del ministero della Salute libanese, i bombardamenti hanno provocato 254 morti e 720 feriti. Secondo le cifre fornite dalla Croce Rossa, oltre 300 tra morti e feriti. Più di cento gli obiettivi colpiti in circa dieci minuti tra Beirut, il sud del Libano e la valle della Bekaa. L'Iran blocca lo Stretto di Hormuz</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/libano-guerra-beirut-medio-oriente-israele-bombe-iran-beirut-usa.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>L’Aquila 2026, l&amp;apos;itinerario della diocesi: Collemaggio e Perdonanza al centro</title>
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<description><![CDATA[ Presentato l’8 aprile il programma dell’Arcidiocesi per l’anno da Capitale italiana della cultura: restauri, ricerca e percorsi sul patrimonio. Attesa per la presenza del cardinale Tolentino de Mendonça alla Perdonanza
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<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 04:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>L’Aquila, 2026, litinerario, della, diocesi:, Collemaggio, Perdonanza, centro</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Presentato l’8 aprile il programma dell’Arcidiocesi per l’anno da Capitale italiana della cultura: restauri, ricerca e percorsi sul patrimonio. Attesa per la presenza del cardinale Tolentino de Mendonça alla Perdonanza</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-04/aquila-capitalecultura2026-perdonanza-arcidiocesi-mendonca.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Il nunzio in Libano: a Beirut attacchi mai visti. Il Paese merita pace, la guerra è morte</title>
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<description><![CDATA[ L’arcivescovo Paolo Borgia, di ritorno da una missione al sud con il patriarca maronita Raï, descrive la situazione nella capitale dove in dieci minuti i raid israeliani hanno provocato morte e distruzione: “Si prevedono attacchi con la stessa intensità per 48 ore”. Sulla esclusione del Libano dalla tregua: “Fortemente auspicabile un cessate il fuoco qui e l’avvio di trattative. Una tregua riaprirebbe la porta alla diplomazia”. Le parole del Papa “apprezzate” anche dai non cristiani
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<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 04:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>nunzio, Libano:, Beirut, attacchi, mai, visti., Paese, merita, pace, guerra, morte</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>L’arcivescovo Paolo Borgia, di ritorno da una missione al sud con il patriarca maronita Raï, descrive la situazione nella capitale dove in dieci minuti i raid israeliani hanno provocato morte e distruzione: “Si prevedono attacchi con la stessa intensità per 48 ore”. Sulla esclusione del Libano dalla tregua: “Fortemente auspicabile un cessate il fuoco qui e l’avvio di trattative. Una tregua riaprirebbe la porta alla diplomazia”. Le parole del Papa “apprezzate” anche dai non cristiani</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-04/libano-attacchi-israele-beirut-intervista-nunzio-libano.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>“Ho visto il Signore”: il commento di mons. Angelo Spina</title>
<link>https://www.eventi.news/ho-visto-il-signore-il-commento-di-mons-angelo-spina</link>
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<description><![CDATA[ Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 20,11-18 In quel tempo, Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché […]
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<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 00:00:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>“Ho, visto, Signore”:, commento, mons., Angelo, Spina</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><i>Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 20,11-18<br>
</i><br>
In quel tempo, Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, <strong>dove era stato posto il corpo di Gesù</strong>. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto».<br>
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “<strong>Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro</strong>“».<br>
Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.</p>
<div class="youtube-embed" data-video_id="zkCQouWW9zU"></div>
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<title>San Giovanni Battista De La Salle, il “patrono celeste presso Dio di tutti gli insegnanti”</title>
<link>https://www.eventi.news/san-giovanni-battista-de-la-salle-il-patrono-celeste-presso-dio-di-tutti-gli-insegnanti</link>
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<description><![CDATA[ San Giovanni Battista De La Salle, sacerdote e fondatore del Fratelli delle Scuole Cristiane, Reims (Francia), 30/04/1651 – Rouen (Francia), 7/04/1719. E’ il primogenito di dieci figli. Si laurea in lettere e filosofia alla Sorbona di Parigi. Avvenimenti • Nel 1678 è ordinato sacerdote. Rinuncia al canonicato, ricevuto undici anni prima dell’ordinazione presbiterale, e al […]
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<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 00:00:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>San, Giovanni, Battista, Salle, “patrono, celeste, presso, Dio, tutti, gli, insegnanti”</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>San Giovanni Battista De La Salle</strong>, sacerdote e <strong>fondatore del Fratelli delle Scuole Cristiane,</strong> Reims (Francia), 30/04/1651 – Rouen (Francia), 7/04/1719. E’ il primogenito di dieci figli. <strong>Si laurea in lettere e filosofia alla Sorbona di Parigi</strong>.</p>
<h3>Avvenimenti</h3>
<p>• <strong>Nel 1678 è ordinato sacerdote. Rinuncia al canonicato</strong>, ricevuto undici anni prima dell’ordinazione presbiterale, e al suo patrimonio per dedicarsi totalmente all’<strong>educazione dei figli dei poveri</strong>. Intuisce che il problema più urgente è quello della <strong>formazione degli insegnanti. </strong></p>
<p>• F<strong>onda nel 1680 i Fratelli delle Scuole Cristiane</strong>, fratelli laici. Si accorge che non è possibile formare dei validi maestri solo con lo studio e gli insegnamenti; si impone allora di vivere con loro, prima ospitandoli nella sua casa, e poi dal 24 giugno 1682 alloggiando insieme in un edificio nel quartiere di San Remigio destinato a tale scopo.</p>
<p>• <strong>La nuova Congregazione ha una rapida espansione</strong>, ma deve presto affrontare grandi ostacoli e difficoltà che mettono a dura prova l’eroismo di Giovanni e dei suoi primi discepoli. Si può dire che l’Opera si espanda proporzionalmente alle persecuzioni che riceve. In alcuni momenti di desolazione Giovanni pensa di essere di ostacolo all’espansione della sua Congregazione e arriva a dubitare della sua vocazione all’insegnamento.</p>
<p>• <strong>Nel 1700 viene aperta una scuola a Roma</strong>, che riscuote molto successo, ma provoca una violenta opposizione da parte degli insegnanti professionisti.</p>
<p>• Giovanni <strong>è il primo a istituire collegi per la formazione degli insegnanti</strong>: cerca di infondere in loro l’amore paterno per i propri allievi e li esorta a dedicare ai ragazzi tutte le energie possibili, in modo da salvarli dal male morale e dall’ignoranza.</p>
<p>• Il suo metodo educativo, descritto nel libro <strong>La direzione delle Scuole Cristiane</strong>, basato principi nuovi, originali e veramente rivoluzionari, rappresenta <strong>una vera e propria pietra miliare</strong> <strong>nella storia della pedagogia</strong>. Uno dei punti innovativi del suo metodo è l’adozione della lingua nazionale al posto del latino. Secondo De La Salle il buon educatore deve posseder ben <strong>dodici virtù</strong>: gravità, prudenza, silenzio, discrezione, saggezza, pazienza, riserbo, bontà, vigilanza, zelo, pietà e generosità.</p>
<p>• Un punto essenziale sul quale non rinuncia, nonostante le opposizioni e le persecuzioni <strong>è la laicità degli aderenti</strong>; questo vale anche per i superiori delle comunità. Forse è l’unico fondatore che ai suoi tempi è riuscito ad ottenere l’approvazione della sua Congregazione con queste ordinamenti.</p>
<p>• Sulla sua tomba viene scritta questa frase: «<strong>Nobile era di nascita, ma ancora di più per le sue virtù</strong>»</p>
<h3>Spiritualità</h3>
<p><strong>Vive in profonda unione e abbandono ai voleri divini</strong>. È consapevole che i più grandi disegni di Dio su di un’anima non si compiono che per mezzo della croce. Nelle avversità trascorre notti intere in chiesa, ai piedi del tabernacolo. <strong>Supera ogni difficoltà con aspre penitenze</strong> e una illimitata confidenza nella Vergine. Riconduce a Dio grandi e incalliti peccatori; <strong>eleva ad alta perfezione spirituale molti suoi penitenti</strong>.</p>
<h3>Pensieri e insegnamenti</h3>
<p>«In tutto il vostro modo di insegnare comportatevi in maniera che i fanciulli affidati alle vostre cure vedano che voi esercitate il vostro compito come ministri di Dio in carità non finta e fraterna diligenza».</p>
<h3>Morte</h3>
<p>Dopo una breve malattia che gli impedisce di celebrare la santa Messa nella casa della madre, <strong>muore il Venerdì Santo, all’età di 68 anni</strong>. Tra le sue ultime parole: «Adoro in tutto le disposizioni di Dio su di me». Ricevuti gli ultimi sacramenti, mentre recita con i suoi confratelli la preghiera della sera Maria Mater gratiae, si addormenta nella pace del Signore. Alla sua morte, l’Istituto da lui fondato conta ventitré case, centouno fratelli e oltre diecimila allievi. <strong>Viene canonizzato nel 1900</strong>. Nel 1937 le sue reliquie sono trasferite a Roma nella casa generale sulla via Aurelia; nel 1950 Pio XII lo dichiara “patrono celeste presso Dio di tutti gli insegnanti”.</p>
<p>Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi luzi</p>
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<title>Sos per la risoluzione dei conflitti tribali. Il viaggio di Leone XIV</title>
<link>https://www.eventi.news/sos-per-la-risoluzione-dei-conflitti-tribali-il-viaggio-di-leone-xiv</link>
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<description><![CDATA[ Allarme in Camerun per conflitti degenerati in una vera e propria industria criminale. Un atroce business fatto soprattutto di sequestri di persona a scopo d’estorsione. Come riferisce l’agenzia missionaria vaticana Fides, con la scusa di finanziare la causa indipendentistica, bande criminali rapiscono persone comuni. Chiedendo poi alle loro famiglie somme di denaro in cambio della […]
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<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 00:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Sos, per, risoluzione, dei, conflitti, tribali., viaggio, Leone, XIV</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Allarme in Camerun per conflitti degenerati in una vera e propria industria criminale. Un atroce business fatto soprattutto di sequestri di persona a scopo d’estorsione. Come riferisce l’agenzia missionaria vaticana Fides, con la scusa di finanziare la causa indipendentistica, bande criminali rapiscono persone comuni. Chiedendo poi alle loro famiglie somme di denaro in cambio della liberazione dei loro cari. Ma i rapimenti hanno anche uno<a href="https://www.fides.org/it/news/77533-LEONE_XIV_IN_AFRICA_La_crisi_anglofona_del_Camerun"> scopo</a> politico. Si tratta dei<strong> rapimenti mirati</strong> a mettere a tacere soprattutto le donne, poiché sono loro che solitamente svolgono un ruolo cruciale nella risoluzione delle crisi nelle <a href="https://www.interris.it/la-voce-degli-ultimi/camerun-luce-altruismo-illumina-coloro-soffrono/">società</a> tradizionali e tribali del Camerun. In particolare Bamenda, il capoluogo della regione del<strong> nord-ovest del Camerun</strong>, che Papa Leone XIV visiterà il 16 aprile, è al centro della cosiddetta “crisi anglofona” che scuote il Paese dal 2016. L’origine della crisi risale ai tempi coloniali. Ex colonia della Germania Guglielmina, il Camerun alla fine della prima guerra mondiale venne <strong>diviso in due parti</strong>. Una sotto mandato britannico e l’altra sotto mandato francese. La parte francofona divenne indipendente nel 1960 mentre quella anglofona nel 1961. Quest’ultima, con un referendum, stabilì di unirsi al Camerun francofono. Nel 1961 fu proclamata la Repubblica Federale del Camerun, che unì territori con lingue e<strong> pratiche amministrative</strong> diverse.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-468450" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="wp-image-468450 size-full" src="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/12/Scuola-1-1.jpg" alt="conflitti" width="1280" height="720" srcset="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/12/Scuola-1-1.jpg 1280w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/12/Scuola-1-1-300x169.jpg 300w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/12/Scuola-1-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/12/Scuola-1-1-768x432.jpg 768w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/12/Scuola-1-1-600x338.jpg 600w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/12/Scuola-1-1-696x392.jpg 696w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/12/Scuola-1-1-1068x601.jpg 1068w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/12/Scuola-1-1-747x420.jpg 747w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px"><figcaption class="wp-caption-text">Foto di iwanna da Pixabay</figcaption></figure>
<h3>Origini dei conflitti</h3>
<p>Il federalismo fu abbandonato nel 1972 a favore di uno Stato unitario. Di conseguenza, la popolazione anglofona del Camerun si sentì gradualmente emarginata e temette la <strong>scomparsa della propria specificità</strong> giuridica e culturale. La crisi anglofona iniziò nel 2016 con uno sciopero di avvocati e insegnanti che si opponevano alla nomina di giudici francofoni nelle regioni anglofone. Le manifestazioni furono represse dal governo camerunese e ne seguirono<strong> violenze</strong>. In Camerun, l’istruzione pubblica è una prerogativa dello Stato. Di conseguenza, attaccando le scuole, i gruppi armati prendono di mira principalmente il simbolo di un’istituzione statale. Le scuole, in particolare, incarnano i punti di<strong> tensione della crisi</strong>, soprattutto la questione linguistica. Il francese e l’inglese sono le due lingue ufficiali e godono di pari status. Tuttavia, il francese è usato molto più dell’inglese, alimentando così il <strong>sentimento di marginalità</strong> tra i camerunesi anglofoni. L’insegnamento e i programmi educativi sono, in linea di principio, bilingui, anche nelle aree anglofone, cosa che non è gradita ai <strong>secessionisti</strong> più radicali.</p>
<p> </p>
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<item>
<title>“Gesù in persona si avvicinò”: il commento di mons. Angelo Spina</title>
<link>https://www.eventi.news/gesu-in-persona-si-avvicino-il-commento-di-mons-angelo-spina</link>
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<description><![CDATA[ Dal Vangelo secondo Luca Lc 24,13-35 Ed ecco, in quello stesso giorno, [il primo della settimana], due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e […]
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<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 00:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>“Gesù, persona, avvicinò”:, commento, mons., Angelo, Spina</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><i>Dal Vangelo secondo Luca Lc 24,13-35</i></p>
<p>Ed ecco, in quello stesso giorno, [il primo della settimana], due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto.<br>
Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. <strong>Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo</strong>. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».<br>
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.<br>
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».<br>
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «<strong>Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!</strong>». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.</p>
<div class="youtube-embed" data-video_id="Dfw_25P2axw"></div>
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</item>

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<title>Ecco chi era il beato Giuliano di Sant’Agostino</title>
<link>https://www.eventi.news/ecco-chi-era-il-beato-giuliano-di-santagostino</link>
<guid>https://www.eventi.news/ecco-chi-era-il-beato-giuliano-di-santagostino</guid>
<description><![CDATA[ Beato Giuliano di Sant’Agostino, laico frate minore Medinaceli (Spagna), 1550 ca. – Alcalá (Spagna), 8/04/1606. La famiglia di Giuliano Martinet è costretta a fuggire dalla Francia a causa della persecuzione giansenista. Avvenimenti • Entra da giovane tra i Frati Minori Scalzi di Salceda. Viene rimandato due volte a casa per le eccessive penitenze a cui […]
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<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 00:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Ecco, chi, era, beato, Giuliano, Sant’Agostino</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Beato Giuliano di Sant’Agostino</strong>, laico frate minore Medinaceli (Spagna), 1550 ca. – Alcalá (Spagna), 8/04/1606.<strong> La famiglia di Giuliano Martinet</strong> è costretta a fuggire dalla Francia a causa della <strong>persecuzione giansenista</strong>.</p>
<h3>Avvenimenti</h3>
<p>• Entra da giovane tra i <strong>Frati Minori Scalzi di Salceda</strong>. Viene rimandato due volte a casa per le <strong>eccessive penitenze</strong> a cui si sottopone: lo considerano un fanatico esaltato. Si stabilisce vicino al convento e conduce una vita solitaria: chiede quotidianamente un tozzo di pane ai frati che, commossi <strong>per la sua vita santa lo riammettono per la terza volta</strong>.</p>
<p>• Ha il compito di <strong>accompagnare i predicatori suonando una campana</strong> per invitare i fedeli di ascoltare il sermone.</p>
<p>• Affidatogli<strong> l’incarico di questuante</strong> nel convento di Alcalá, lo svolge con grande umiltà e mortificazione; da vero apostolo diffonde di casa in casa il messaggio evangelico.</p>
<h3>Spiritualità</h3>
<p><strong>Rigorosa osservanza alla Regola</strong>. Preghiera continua. Grande amore per poveri: esorta i ricchi affinché li aiutino. <strong>Grazie alla santità della sua vita</strong> compie numerose conversioni. S ‘impone austere penitenze: <strong>utilizza crudeli strumenti,</strong> non dorme in un letto ma appoggiato al muro.</p>
<h3>Doni mistici e soprannaturali</h3>
<p><strong>Ha il potere dei miracoli, il dono della profezia</strong>. Viene consultato per la dote della scienza infusa dai professori della rinomata Università di Alcala.</p>
<h3>Morte</h3>
<p>Durante la sua ultima questua <strong>è colpito da una febbre molto violenta</strong>. Riceve ultimi sacramenti con molto fervore e si addormenta nella pace del Signore con il volto tu soffuso di luce divina. <strong>Rimane insepolto per diciotto giorni,</strong> durante i quali il corpo hi inflessibile ed emana un piacevole profumo. Viene subito venerato come santo, anche per i numerosi prodigi attribuiti alla sua intercessione.<strong> E’ beatificato nel 1825</strong>, anche grazie all’interessamento dei reali spagnoli. Nel 1835, durante la soppressione degli Ordini religiosi in Spagna, <strong>i suoi resti mortali sono traslati nella chiesa dei Gesuiti di Alcalá</strong>.</p>
<p>Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi</p>
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<title>Udienza Generale, Leone XIV: “Siate testimoni di carità e pace”</title>
<link>https://www.eventi.news/udienza-generale-leone-xiv-siate-testimoni-di-carita-e-pace</link>
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<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 00:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Udienza, Generale, Leone, XIV:, “Siate, testimoni, carità, pace”</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nel corso dell’udienza generale, Papa Leone XIV ha posto al centro della sua riflessione il significato autentico della santità, richiamandosi alla Costituzione conciliare Lumen gentium. Il Pontefice ha sottolineato come essa non sia riservata a pochi, ma rappresenti una chiamata universale per tutti i battezzati, radicata nella carità e alimentata dai Sacramenti, in particolare dall’Eucaristia. In un mondo segnato da fragilità e peccato, la santità diventa così un cammino quotidiano di conversione, testimonianza e impegno, capace di trasformare la vita personale e comunitaria alla luce dell’amore di Cristo.</strong></p>
<h3>Le parole del Santo Padre</h3>
<p>È ancora la Costituzione conciliare Lumen gentium il tema centrale della riflessione di <strong>Papa Leone XIV</strong> nel corso dell’udienza generale di oggi. “La santità, secondo la Costituzione conciliare, non è un privilegio per pochi, ma – ha ricordato il Santo Padre – un dono che impegna ogni battezzato a tendere alla perfezione della carità, ossia alla pienezza dell’amore verso Dio e verso il prossimo. La carità è il cuore della santità alla quale tutti i credenti sono chiamati. Il livello più alto della santità, come all’origine della Chiesa, è il martirio: per questo motivo, il testo conciliare insegna che ogni credente dev’essere pronto a confessare Cristo fino al sangue, come è sempre accaduto e accade anche oggi”. “Questa disponibilità alla testimonianza – ha aggiunto – si avvera ogni volta che i cristiani lasciano segni di fede e d’amore nella società, impegnandosi per la giustizia. Tutti i Sacramenti, in modo eminente l’Eucaristia, sono nutrimento che fa crescere una vita santa, assimilando ogni persona a Cristo, modello e misura della santità. Egli santifica la Chiesa, della quale è Capo e Pastore: la santità è, in quest’ottica, dono suo, che si manifesta nella nostra vita quotidiana ogni volta che lo accogliamo con letizia e vi corrispondiamo con impegno”.</p>
<h3>Il valore della fede</h3>
<p>“La Lumen gentium – ha spiegato ancora il Papa – descrive la santità della Chiesa cattolica come una sua caratteristica costitutiva, da ricevere nella fede, in quanto essa è creduta «indefettibilmente santa»: ciò non significa che lo sia in maniera piena e perfetta, ma che è chiamata a confermare questo dono divino durante il suo pellegrinaggio verso la meta eterna, camminando «fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio»”. “La triste realtà del peccato nella Chiesa, cioè in tutti noi – ha sottolineato Leone XIV – invita ciascuno a condurre un serio cambiamento di vita, affidandoci al Signore, che ci rinnova nella carità. Proprio questa grazia infinita, che santifica la Chiesa, ci consegna una missione da compiere giorno dopo giorno: quella della nostra conversione. Perciò la santità non ha soltanto natura pratica, come se fosse riducibile a un impegno etico, per quanto grande, ma riguarda l’essenza stessa della vita cristiana, personale e comunitaria”. “In questa prospettiva – ha rilevato il Papa – <strong>un ruolo decisivo è assunto dalla vita consacrata</strong>. Nel popolo santo di Dio essa costituisce un segno profetico del mondo nuovo, sperimentato nel qui ed ora della storia. Segni del Regno di Dio, già presente nel mistero della Chiesa, sono quei consigli evangelici che danno forma ad ogni esperienza di vita consacrata: la povertà, la castità e l’obbedienza”.</p>
<h3>Le tre virtù</h3>
<p>“Queste tre virtù – ha concluso – non sono prescrizioni che incatenano la libertà, ma doni liberanti dello Spirito Santo, attraverso i quali alcuni fedeli sono consacrati totalmente a Dio. La povertà esprime il pieno affidamento alla Provvidenza, liberando dal calcolo e dal tornaconto; l’obbedienza ha per modello il dono di sé che Cristo ha fatto al Padre, liberando dal sospetto e dal predominio; la castità è la donazione di un cuore integro e puro nell’amore, a servizio di Dio e della Chiesa. Conformandosi a questo stile di vita, le persone consacrate testimoniano l’universale vocazione alla santità di tutta la Chiesa, nella forma di una sequela radicale. I consigli evangelici manifestano la partecipazione piena alla vita di Cristo, fino alla croce: è proprio dal sacrificio del Crocifisso che tutti veniamo redenti e santificati! Contemplando questo evento, sappiamo che non c’è esperienza umana che Dio non redima: persino la sofferenza, vissuta in unione con la passione del Signore, diventa via di santità. La grazia che converte e trasforma la vita ci rafforza così in ogni prova, indicandoci come meta non un ideale lontano, ma l’incontro con Dio, che si è fatto uomo per amore”.</p>
<h3>L’appello</h3>
<p>“<strong>Siate testimoni gioiosi di carità e di pace</strong>, di cui il mondo ha tanto bisogno”. È l’invito del Papa, rivolgendosi ai fedeli di lingua francese, durante l’udienza generale di oggi in piazza San Pietro, dedicata al quinto capitolo della Lumen Gentium.</p>
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<title>La sofferenza della Chiesa in Terra Santa</title>
<link>https://www.eventi.news/la-sofferenza-della-chiesa-in-terra-santa</link>
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<description><![CDATA[ Sos Chiesa in Terra Santa. Oltre 200 insegnanti cristiani secondo la fondazione pontificia Acs potrebbero ritrovarsi senza lavoro e impossibilitati a insegnare nelle scuole cristiane di Gerusalemme, eventualità che mette a rischio la continuità didattica di istituzioni storiche e il futuro dell’istruzione cristiana nella Città Santa. Già nel luglio 2025 la Commissione Istruzione del Parlamento […]
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<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 00:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>sofferenza, della, Chiesa, Terra, Santa</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sos Chiesa in Terra Santa. Oltre 200 insegnanti cristiani secondo la fondazione pontificia Acs potrebbero ritrovarsi senza lavoro e impossibilitati a insegnare nelle<strong> scuole</strong> cristiane di Gerusalemme, eventualità che mette a rischio la continuità didattica di istituzioni storiche e il futuro dell’istruzione cristiana nella <strong>Città Santa</strong>. Già nel luglio 2025 la Commissione Istruzione del Parlamento israeliano aveva disposto il divieto a assumere nelle scuole cristiane insegnanti palestinesi con titoli di studio conseguiti in <a href="https://www.interris.it/esteri/cisgiordania-idf-lancia-unoperazione-antiterrorismo-nellarea-settentrionale-del-paese/">Cisgiordania</a> e a <strong>Gerusalemme Est</strong>. Sostenendo che tali titoli non soddisfano i requisiti accademici per l’insegnamento. All’inizio dell’anno scolastico in corso, riferisce l’agenzia missionaria vaticana <em>Fides,</em> 171 insegnanti provenienti dalla Cisgiordania non avevano ricevuto i <strong>permessi necessari</strong> per insegnare. Il Segretariato Generale delle Scuole cristiane aveva organizzare uno sciopero in tutte le <a href="https://www.fides.org/it/news/77519-ASIA_ISRAELE_Niente_permessi_per_i_docenti_residenti_in_Cisgiordania_a_rischio_il_prossimo_anno_accademico_delle_scuole_cristiane_a_Gerusalemme">scuole</a> cristiane di Gerusalemme, fino al rilascio dei permessi richiesti.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-494183" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-494183 size-full" src="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/basilica-del-santo-sepolcro.jpeg" alt="Chiesa" width="1280" height="720" srcset="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/basilica-del-santo-sepolcro.jpeg 1280w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/basilica-del-santo-sepolcro-300x169.jpeg 300w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/basilica-del-santo-sepolcro-1024x576.jpeg 1024w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/basilica-del-santo-sepolcro-768x432.jpeg 768w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/basilica-del-santo-sepolcro-747x420.jpeg 747w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/basilica-del-santo-sepolcro-150x84.jpeg 150w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/basilica-del-santo-sepolcro-600x338.jpeg 600w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/basilica-del-santo-sepolcro-696x392.jpeg 696w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/basilica-del-santo-sepolcro-1068x601.jpeg 1068w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px"><figcaption class="wp-caption-text">Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Foto © Vatican News</figcaption></figure>
<h3>Chiesa che soffre</h3>
<p>Nuove ombre si stendono sul futuro delle scuole cristiane della Città Santa, dopo che lo scorso 10 marzo il <strong>ministero dell’Istruzione</strong> israeliano ha inviato una lettera ai presidi delle istituzioni scolastiche cristiane di Gerusalemme comunicando che per il prossimo anno accademico 2026-2027 verranno autorizzate solo le assunzioni di insegnanti residenti in città e in possesso di certificati israeliani.<strong> Le classi e i corsi</strong> non potranno quindi essere affidati a docenti palestinesi residenti in Cisgiordania. Finora, insegnanti palestinesi residenti nella Cisgiordania avevano potuto insegnare a Gerusalemme usufruendo di una “<strong>carta verde</strong>” concessa dalle autorità israeliane.</p>
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<title>Santa Casilda: perché viene raffigurata con un grembiule pieno di rose</title>
<link>https://www.eventi.news/santa-casilda-perche-viene-raffigurata-con-un-grembiule-pieno-di-rose</link>
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<description><![CDATA[ Santa Casilda di Toledo, eremita, Toledo (Spagna), ? – Briviesca (Spagna), 1050 ca. È la figlia dell’emiro di Toledo: viene educata alla religione musulmana. É affetta da una persistente metrorragia (emorragia uterina), che nessun medico riesce a guarire. Si reca alla fonte di San Vincenzo, nei pressi di Briviesca, molto venerata dai cristiani. Appena si […]
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<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 00:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Santa, Casilda:, perché, viene, raffigurata, con, grembiule, pieno, rose</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Santa Casilda di Toledo</strong>, eremita, Toledo (Spagna), ? – Briviesca (Spagna), 1050 ca. È la figlia dell’emiro di Toledo: viene e<strong>ducata alla religione musulmana</strong>. É affetta da una persistente metrorragia (emorragia uterina), che nessun medico riesce a guarire. Si reca alla <strong>fonte di San Vincenzo</strong>, nei pressi di Briviesca, molto venerata dai cristiani. Appena si immerge nell’acqua guarisce immediatamente. Per questo avvenimento viene invocata contro le emorragie uterine. Riceve il Battesimo. Inizia una vita eremitica in una cella vicina alla fonte miracolosa. Cerca di aiutare, con ogni mezzo, i prigionieri cristiani.</p>
<h3>Morte</h3>
<p><strong>La tradizione afferma che muoia a 100 anni nel suo eremo</strong>. Viene sepolta nella chiesa di San Vincenzo; nel 1750 i suoi resti mortali vengono trasferiti in un nuovo santuario. <strong>Il suo culto è molto popolare a Burgos e a Toledo</strong>. La chiesa a lei dedicata a Briviesca, annesso ospedale, <strong>è meta di pellegrinaggi</strong>.</p>
<h3>Iconografia</h3>
<p>Spesso è raffigurata con il <strong>grembiule pieno di rose</strong>. La leggenda racconta che una volta il padre la sorprende mentre porta da mangiare ai prigionieri cristiani: <strong>il cibo si trasforma trasforma immediatamente in un mazzo di rose.</strong></p>
<p>Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi</p>
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<title>Don Carlo Casati (1941&#45;2026)</title>
<link>https://www.eventi.news/don-carlo-casati-1941-2026</link>
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<description><![CDATA[ In data 2 aprile 2026 è deceduto il Rev.do Don Carlo Casati. Nato a Besana in Brianza (MB) l’11/06/1941 Ordinato sacerdote nel Duomo di Milano il 28/06/1966 Dal 1966 al 1987 Vicario parrocchiale presso la Parrocchia S. Ignazio in Milano Dal 1987 al 2016 Parroco presso la Parrocchia S. Maria Nascente in Milano Dal 1989 […]
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<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 21:00:09 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Don, Carlo, Casati, 1941-2026</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="472" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/casati_carlo_11_6_1941-472x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/casati_carlo_11_6_1941-472x382.jpg 472w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/casati_carlo_11_6_1941-80x65.jpg 80w" sizes="(max-width: 472px) 100vw, 472px"><span class="bso_caption"></span><p>In data 2 aprile 2026 è deceduto il Rev.do <strong>Don Carlo Casati</strong>.</p>
<p>Nato a Besana in Brianza (MB) l’11/06/1941</p>
<p>Ordinato sacerdote nel Duomo di Milano il 28/06/1966</p>
<p>Dal 1966 al 1987 Vicario parrocchiale presso la Parrocchia S. Ignazio in Milano</p>
<p>Dal 1987 al 2016 Parroco presso la Parrocchia S. Maria Nascente in Milano</p>
<p>Dal 1989 al 1995 Membro per la Zona 1 nel Sesto Consiglio Presbiterale</p>
<p>Dal 1995 al 2000 Rappresentante decanale nel Consiglio Presbiterale Diocesano per il decanato di “S. Siro”</p>
<p>Dal 2000 al 2004 Assistente Spirituale presso L’Ordine Francescano Secolare di Lombardia dei Frati Minori in Milano</p>
<p>Dal 2017 Residente presso la Parrocchia S. Maria del Rosario in Milano</p>
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<title>Don Giovanni Viganò (1939&#45;2026)</title>
<link>https://www.eventi.news/don-giovanni-vigano-1939-2026</link>
<guid>https://www.eventi.news/don-giovanni-vigano-1939-2026</guid>
<description><![CDATA[ In data 4 aprile 2026 è deceduto il Rev.do Don Giovanni Viganò. Nato a Besana in Brianza (MB) il 16/03/1939 Ordinato sacerdote nel Duomo di Milano il 27/06/1964 Dal 1964 al 1976 Vicario parrocchiale in San Vittore Olona Dal 1976 al 1995 Parroco presso la parrocchia S. Eurosia in Binzago di Cesano Maderno Dal 1995 […]
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<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 21:00:09 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Don, Giovanni, Viganò, 1939-2026</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="481" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/vigano_giov_16_3_1939-481x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/vigano_giov_16_3_1939-481x382.jpg 481w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/vigano_giov_16_3_1939-80x65.jpg 80w" sizes="(max-width: 481px) 100vw, 481px"><span class="bso_caption"></span><p>In data 4 aprile 2026 è deceduto il Rev.do <strong>Don Giovanni Viganò</strong>.</p>
<p>Nato a Besana in Brianza (MB) il 16/03/1939</p>
<p>Ordinato sacerdote nel Duomo di Milano il 27/06/1964</p>
<p>Dal 1964 al 1976 Vicario parrocchiale in San Vittore Olona</p>
<p>Dal 1976 al 1995 Parroco presso la parrocchia S. Eurosia in Binzago di Cesano Maderno</p>
<p>Dal 1995 al 2014 Parroco presso la Parrocchia S. Maria Assunta in Lesmo</p>
<p>Dal 2003 al 2014 Parroco presso la Parrocchia S. Carlo in Gerno di Lesmo</p>
<p>Dal 2009 al 2014 Responsabile e poi fino al 2015 Amministratore della Comunità Pastorale “S. Maria” di Lesmo</p>
<p>Dal 2015 Residente presso la Parrocchia S. Carlo in Gerno di Lesmo</p>
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<item>
<title>Serie A e Csi Milano contro la violenza di genere</title>
<link>https://www.eventi.news/serie-a-e-csi-milano-contro-la-violenza-di-genere</link>
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<description><![CDATA[ Dal 7 al 12 aprile la mobilitazione social su tutti i campi. Un video con i protagonisti del calcio, del volley e del basket per lasciare la violenza di genere “Fuori Rosa” ]]></description>
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<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 21:00:08 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Serie, Csi, Milano, contro, violenza, genere</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/sportivi-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/sportivi-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/sportivi-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/sportivi-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Da sinistra, Tommaso Ichino Powervolley Milano; Lavinia Tornaghi AC Milan Femminile; Haley Bugeja FC Inter Femminile; Giampaolo Ricci Olimpia Milano ; Damiano Catania Powervolley Milano</span><p>Lo sport di vertice unisce le forze per lanciare un messaggio chiaro: la violenza di genere non può e non deve essere ignorata. Per questo dal 7 al 12 aprile il Centro Sportivo Italiano – Comitato di Milano promuove la mobilitazione social <a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Fuori_Rosa_BOX.jpg" data-rel="gallery-gallery-hPvi6r5t" data-rl_title="" data-rl_caption="" title="">«Fuori Rosa: la violenza di genere non si convoca»</a>, in una settimana di sensibilizzazione rivolta alle oltre 650 società sportive del Comitato, ma anche a tutto il mondo sportivo.</p>
<p>A dare volto e voce alla campagna è <strong><a href="https://www.youtube.com/shorts/ndxjFqVqz5I" target="_blank" rel="noopener">il video</a></strong> che vede protagonisti alcuni dei principali interpreti dello sport di Serie A: Lavinia Tornaghi (AC Milan Women), Haley Bugeja (Inter Women), Giampaolo Ricci (Olimpia Milano), Damiano Catania e Tommaso Ichino (Powervolley Milano) Discipline diverse, un unico messaggio: lo sport non può restare in silenzio.</p>
<h2>Un segnale condiviso</h2>
<p>«Ogni giorno, nei nostri campi e nelle nostre palestre, educhiamo i giovani attraverso lo sport ai valori della vita – spiega Massimo Achini, presidente del Csi Milano -. La violenza di genere riguarda tutti e tutte e prevenirla e contrastarla è una responsabilità che ci appartiene. Con “Fuori Rosa” vogliamo ribadire che lo sport non può chiamarsi fuori: deve essere parte attiva di un percorso quotidiano di sensibilizzazione, lanciando un segnale chiaro, concreto e condiviso».</p>
<p>I numeri confermano l’urgenza del tema: secondo le più recenti rilevazioni Istat, sono oltre 6 milioni le donne in Italia che hanno subito nel corso della vita una forma di violenza fisica o sessuale. Un fenomeno che riguarda da vicino anche il territorio, con Milano e la Lombardia tra le aree più interessate, e che richiama tutti – istituzioni, società civile e mondo sportivo – a una seria presa di coscienza e ad agire in modo concreto.</p>
<h2>Le “Giornate a tema”</h2>
<p>La campagna “Fuori Rosa” si inserisce nel percorso delle “Giornate a Tema” promosse dal Csi Milano, un progetto che prevede che alcune giornate di campionato siano dedicate ad argomenti attuali, rilevanti e fondamentali, per il Comitato e per l’intero movimento sportivo in ragione del suo ruolo educativo nei confronti dei più giovani.</p>
<p>Durante tutta la settimana, le società sportive sono invitate a partecipare attivamente alla mobilitazione attraverso un gesto simbolico: esporre un cartellino rosa durante gli allenamenti o prima delle partite, nelle foto di squadra e nei contenuti social, coinvolgendo atleti e atlete, allenatori e allenatrici, tifose e tifosi, genitori, dirigenti e arbitri. Un segnale visibile e condiviso per dire con forza che la violenza di genere è “fuori gioco”.</p>
<h2>Gli altri strumenti</h2>
<p>Accanto alla mobilitazione, il Csi Milano mette a disposizione strumenti concreti di informazione e supporto grazie alla collaborazione con la Rete Antiviolenza Milano (rete del Comune di Milano) e la Rete Artemide (rete del Comune di Monza), che hanno contribuito con materiali divulgativi. Un accompagnamento fondamentale per rendere le comunità sportive sempre più consapevoli e capaci di riconoscere e contrastare situazioni di violenza.</p>
<p>“Fuori Rosa” è un invito a scendere in campo ogni giorno, dentro e fuori lo sport, per costruire una cultura del rispetto, dell’ascolto e della responsabilità.</p>
<p> </p>
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<title>Don Carlo Gaviraghi (1939&#45;2026)</title>
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<description><![CDATA[ In data 4 aprile 2026 è deceduto il Rev.do Don Carlo Gaviraghi. Nato a Concorezzo (MB) il 18/01/1939 Ordinato sacerdote nel Duomo di Milano il 26/06/1965 Dal 1965 al 1970 Vicario parrocchiale in Robbiano Dal 1970 al 1982 Parroco in Colturano Dal 1982 al 2015 Parroco presso la Parrocchia S. Zenone in Vermezzo con Zelo […]
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<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 21:00:08 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Don, Carlo, Gaviraghi, 1939-2026</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="436" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Gaviraghi_carlo_18_01_1939_gray-436x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail=""><span class="bso_caption"></span><p>In data 4 aprile 2026 è deceduto il Rev.do<strong> Don Carlo Gaviraghi.</strong></p>
<p>Nato a Concorezzo (MB) il 18/01/1939</p>
<p>Ordinato sacerdote nel Duomo di Milano il 26/06/1965</p>
<p>Dal 1965 al 1970 Vicario parrocchiale in Robbiano</p>
<p>Dal 1970 al 1982 Parroco in Colturano</p>
<p>Dal 1982 al 2015 Parroco presso la Parrocchia S. Zenone in Vermezzo con Zelo</p>
<p>Dal 2018 al 2024 residente con incarichi pastorali presso la Comunità Pastorale “Beato Serafino Morazzone” di Lecco</p>
<p>Dal 2024 residente presso la Fondazione Borsieri di Lecco</p>
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<title>Donne Rom, come contrastare le discriminazioni multiple</title>
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<description><![CDATA[ Nella Giornata Internazionale dei Rom e Sinti (8 aprile), si presenta un progetto contro esclusione sociale e violenza di genere condotto tra Italia, Bulgaria e Romania, coordinato dall’Università Cattolica con la collaborazione di Fondazione Ismu e Caritas Ambrosiana ]]></description>
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<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 21:00:08 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Donne, Rom, come, contrastare, discriminazioni, multiple</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Rom--680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Rom--680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Rom--980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Rom--195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Foto Andrea Cherchi</span><p>«I calli fanno vedere che lavoriamo, e forse che lavoriamo di più. Per noi sarebbe una grande vergogna avere una donna che viene a fare le pulizie a casa. Vuol dire che non sei capace di fare niente. Anche se lavorassi e potessi permettermelo, sarei comunque giudicata. Ma in ogni caso, non me lo posso permettere». Le didascalie che accompagnano le foto scattate da alcune donne Rom raccontano le aspettative e le pressioni che attraversano la loro quotidianità.</p>
<p>Lo scatto nasce all’interno di un innovativo progetto di ricerca che ricorre a <em>photovoice</em> e <em>walking interviews</em> – metodologie riconosciute a livello internazionale come strumenti efficaci per lavorare con gruppi marginalizzati – per dare voce alle esperienze e alle emozioni di un universo femminile, spesso taciuto nel dibattito pubblico, oppure narrato in maniera stereotipata. Essere donna ed essere Rom significa, infatti, vivere in contesti caratterizzati da un delicato equilibrio tra responsabilità familiari, norme comunitarie e pregiudizi esterni: un equilibrio delicato che, se si spezza, accentua ulteriormente il rischio di discriminazioni e violenze.</p>
<h2>Il progetto</h2>
<p>In occasione della Giornata Internazionale dei Rom e Sinti (8 aprile), il progetto intitolato ROMANÌ. <em>Empowering ROMA Women, Improving Access to Health, and Combating Gender-Based Violence</em> e finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del programma CERV 2024 – DAPHNE ha proprio l’obiettivo di contrastare l’esclusione sociale, la discriminazione e la violenza di genere che colpiscono le donne Rom, migliorando al contempo il loro accesso ai servizi sanitari e sociali. L’indagine sui Rom del 2024, condotta su oltre 10 mila Rom e Traveller in 10 Paesi dell’Ue, mostra con chiarezza il grado delle disuguaglianze di genere all’interno di una comunità a sua volta emarginata: solo il 38% delle donne rom e traveller ha un lavoro retribuito, contro il 69% degli uomini; meno del 6% denuncia episodi di discriminazione (percentuale che in Italia sale all’11%), dato ancora più basso rispetto a quello del 2016 (16%). Inoltre, la durata della vita delle donne Rom/Travellers è inferiore di 7,4 anni rispetto a quella delle donne della popolazione generale.</p>
<p>Coordinato dal Dipartimento di Sociologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, con referente scientifico la professoressa Veronica Riniolo, il progetto coinvolge tre Paesi – Italia, Bulgaria, Romania – e si avvale della collaborazione di Fondazione Ismu e Caritas Ambrosiana. A livello internazionale partecipano la <em>Health and Social Development Foundation</em> (Hesed) in Bulgaria, con una consolidata esperienza nei processi di inclusione delle comunità Rom, e l’associazione romena E-Romnja, organizzazione femminista di donne Rom.</p>
<p>«Nel nostro progetto ci siamo concentrati sui percorsi di uscita da discriminazione, esclusione e violenza, analizzando in profondità fattori individuali, reti sociali e dimensione istituzionale – spiega la professoressa Veronica Riniolo, docente di Sociologia della convivenza interetnica nella Facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Ateneo -. Si tratta di un’analisi qualitativa approfondita sui meccanismi e sui fattori virtuosi che consentono alle donne di superare condizioni di marginalità sociale. In un intricato sistema di vulnerabilità incrociate – essere donna, essere rom e, in alcuni casi, con poche risorse economiche – emergono quotidiane strategie di resistenza, attraverso il vestiario, la cura di sé e dell’ambiente circostante e grazie alla voglia di progettare e sognare il proprio futuro».</p>
<h2><strong>Ricerca partecipata e metodologie creative</strong></h2>
<p>Elemento distintivo del progetto è la metodologia utilizzata: da una parte, un approccio integrato, che combina ricerca scientifica, formazione e intervento sul territorio; dall’altra, una prospettiva partecipativa e creativa, che valorizza esperienze, saperi e competenze delle donne Rom. In particolare, il <em>photovoice</em> e le <em>walking interviews</em> consentono di esprimere vissuti, emozioni ed esperienze anche oltre il linguaggio verbale, favorendo processi di consapevolezza e auto-rappresentazione.</p>
<p>A Milano, il progetto ha previsto negli spazi dell’Università Cattolica incontri di gruppo e momenti di confronto con donne Rom sui temi dell’esclusione sociale, della discriminazione e della violenza di genere. Con il supporto di una fotografa professionista, le partecipanti hanno scattato fotografie nei loro contesti di vita quotidiana. Le fotografie sono state successivamente condivise, discusse e selezionate collettivamente, diventando strumenti di riflessione critica e di dialogo.</p>
<h2><strong>La mostra fotografica </strong></h2>
<p>I materiali prodotti nel corso della ricerca costituiscono la base di una mostra fotografica che sarà inaugurata il 7 maggio alle 17.30 alla Casa dei Diritti del Comune di Milano e proseguirà successivamente in diversi spazi espositivi della città, dal centro alle aree più periferiche. L’esposizione intende sensibilizzare la cittadinanza sui fenomeni di discriminazione etnica e di genere, portando al centro del dibattito pubblico le voci e i punti di vista delle donne Rom. In questo senso, il percorso espositivo si configura come uno spazio di confronto e riflessione critica, volto a contrastare stereotipi e pregiudizi ancora diffusi e a promuovere una maggiore consapevolezza sul fenomeno della violenza di genere.</p>
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<title>Delpini ai ragazzi ambrosiani: «Fatevi avanti per cominciare una storia nuova»</title>
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<description><![CDATA[ Davanti a 4000 preadolescenti pellegrini in Vaticano la Messa nella Basilica di San Pietro: «Pregate, perché siete chiamati. Sorridete, perché chi è intorno a voi ha bisogno di gioia. Aiutate, perché il mondo aspetta chi lo corregga» ]]></description>
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<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 21:00:08 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Delpini, ragazzi, ambrosiani:, «Fatevi, avanti, per, cominciare, una, storia, nuova»</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Roma-ado-2026-2-680x382.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Roma ado 2026" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Roma-ado-2026-2-680x382.jpeg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Roma-ado-2026-2-980x551.jpeg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Roma-ado-2026-2-195x110.jpeg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">L'Arcivescovo con alcuni partecipanti al pellegrinaggio (foto Letizia Gualdoni)</span><p>L’entusiasmo dei ragazzi che, già di prima mattina, arrivano nella Basilica di San Pietro sotto un sole che si fa sempre più intenso, con le loro sciarpe messe a mo’ di bandana, gli zaini di ordinanza, i sorrisi, ma anche lo sguardo ammirato e intimidito dalla monumentalità della Roma città eterna e del colonnato del Bernini che abbraccia il mondo.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2869670" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2869670 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Roma-ado-2026-4-scaled.jpeg" alt="Roma ado 2026 " width="2560" height="1920" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Roma-ado-2026-4-scaled.jpeg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Roma-ado-2026-4-768x576.jpeg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Roma-ado-2026-4-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Roma-ado-2026-4-2048x1536.jpeg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Roma-ado-2026-4-360x270.jpeg 360w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">I pellegrini diretti verso la Basilica (foto Letizia Gualdoni)</figcaption></figure>
<p>È il pellegrinaggio dei preadolescenti provenienti da tutta la Diocesi. Sono oltre 4000 ragazzini e ragazzine con i loro educatori, i catechisti, i sacerdoti, le religiose, riuniti per l’ormai tradizionale pellegrinaggio che si svolge nei giorni del martedì e mercoledì <em>in albis</em>. Una “carica” giovane, capace, però, di pregare, di ascoltare in un silenzio ordinato e attento quando l’Arcivescovo pronuncia la sua omelia nell’Eucaristia presieduta in San Pietro. Per l’occasione la Basilica si colora di ambrosianità, per il rito in cui è officiata la Messa e per i circa 150 sacerdoti diocesani concelebranti: tra loro il Vicario episcopale di settore don Beppe Como, il direttore della Fom don Stefano Guidi e i vicari parrocchiali impegnati nella pastorale giovanile in centinaia di realtà del nostro territorio. Concelebra anche don Riccardo Pincerato, responsabile del Servizio nazionale Cei della Pastorale giovanile.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2869677" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2869677 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Roma-ado-2026-5-scaled.jpeg" alt="Roma ado 2026" width="2560" height="1920" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Roma-ado-2026-5-scaled.jpeg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Roma-ado-2026-5-768x576.jpeg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Roma-ado-2026-5-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Roma-ado-2026-5-2048x1536.jpeg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Roma-ado-2026-5-360x270.jpeg 360w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">La Basilica gremita (foto Letizia Gualdoni)</figcaption></figure>
<h2>Il paese sbagliato</h2>
<p>«Fatti avanti», slogan dell’anno oratoriano, è la parola d’ordine che diviene il filo rosso con cui monsignor Delpini annoda la sua riflessione: «Sono stato a visitare il paese sbagliato, dove abitano ragazzi e ragazze che si sentono sbagliati», perché pensano di «non essere adatti alla vita, abbastanza bella, bello o intelligente», con papà e mamma che «non capiscono». E forse si sentono così anche perché ritengono di «essere nati in un mondo sbagliato, invaso da notizie disastrose, dove succedono cose che spaventano».</p>
<p></p>
<p>E qui il discorso dell’Arcivescovo, che dà voce ideale in prima persona a un preadolescente, è quasi un atto di accusa reale per il mondo degli adulti: «Ci sono guerre dappertutto. Si vantano di distruggere la terra: rovinano, sporcano, avvelenano, inquinano l’aria, l’acqua, la terra. I ricchi derubano i poveri. Finiremo per essere tutti poveri».</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2869681" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2869681 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Roma-ado-2026-1-scaled.jpeg" alt="Roma ado 2026 " width="2560" height="1920" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Roma-ado-2026-1-scaled.jpeg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Roma-ado-2026-1-768x576.jpeg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Roma-ado-2026-1-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Roma-ado-2026-1-2048x1536.jpeg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Roma-ado-2026-1-360x270.jpeg 360w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">Un momento della celebrazione (foto Letizia Gualdoni)</figcaption></figure>
<h2>Prega, sorridi, aiuta</h2>
<p>Eppure, in questo mondo sbagliato, «Pietro ha guarito uno storpio fin dalla nascita e, nel nome di Gesù, ha cominciato una storia nuova, la storia che aggiusta il mondo. Quindi, ragazzi, è il momento per decidere: continueranno i ragazzi e le ragazze che ho incontrato a essere abitanti del paese sbagliato, oppure saranno affascinati dalla possibilità di cominciare una storia nuova che aggiusta il mondo?»</p>
<p>Insomma, è il momento di farsi avanti «per fare le cose giuste – scandisce l’Arcivescovo -. Gesù chiama a portare un annuncio di salvezza. Queste sono le tre parole che vorrei sentire da coloro che decidono di farsi avanti perché la certezza di Gesù li rende capaci di superare la depressione di essere sbagliati».</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2869682" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2869682 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Roma-ado-2026-3-scaled.jpeg" alt="Roma ado 2026" width="2560" height="1920" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Roma-ado-2026-3-scaled.jpeg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Roma-ado-2026-3-768x576.jpeg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Roma-ado-2026-3-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Roma-ado-2026-3-2048x1536.jpeg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Roma-ado-2026-3-360x270.jpeg 360w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">L’Arcivescovo saluta i ragazzi (foto Letizia Gualdoni)</figcaption></figure>
<p>«Prega, cioè incontra Gesù e accetta la sua proposta di essere tuo amico: tu infatti non sei sbagliato, ma sei chiamato. Sorridi, cioè diffondi la gioia in casa tua e dappertutto: la tua famiglia, la tua compagnia non è sbagliata, ha bisogno di gioia. Aiuta, cioè impegna il tuo tempo, impegna i tuoi talenti, metti a frutto la tua voglia di amicizia e la tua capacità di aprire la porta a nuovi incontri: il mondo è sbagliato, ma aspetta chi lo corregga».  </p>
<p></p>
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<title>Mercoledì in albis</title>
<link>https://www.eventi.news/mercoledi-in-albis</link>
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<description><![CDATA[ IV Giorno dell&#039;ottava di Pasqua ]]></description>
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<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 21:00:08 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Mercoledì, albis</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ALL’INGRESSO<br>
</strong>Sia benedetto Dio, Padre di Gesù Cristo nostro Signore,<br>
che nella sua misericordia ci ha fatto rinascere<br>
e sperare nella vita senza fine,<br>
perché Gesù Cristo è risorto dai morti, alleluia.</p>
<p><strong>ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA<br>
</strong>Fa’, o Dio, che l’esultanza di questi giorni raggiunga la sua pienezza nella pasqua del cielo, tu che ci doni la gioia di commemorare ogni anno la risurrezione di Cristo Signore.<br>
Per lui che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.<strong> Amen</strong></p>
<p><strong>LETTURA</strong> At 5, 12-21a<br>
Lettura degli Atti degli Apostoli</p>
<p>In quei giorni. Molti segni e prodigi avvenivano fra il popolo per opera degli apostoli. Tutti erano soliti stare insieme nel portico di Salomone; nessuno degli altri osava associarsi a loro, ma il popolo li esaltava. Sempre più, però, venivano aggiunti credenti al Signore, una moltitudine di uomini e di donne, tanto che portavano gli ammalati persino nelle piazze, ponendoli su lettucci e barelle, perché, quando Pietro passava, almeno la sua ombra coprisse qualcuno di loro. Anche la folla delle città vicine a Gerusalemme accorreva, portando malati e persone tormentate da spiriti impuri, e tutti venivano guariti. Si levò allora il sommo sacerdote con tutti quelli della sua parte, cioè la setta dei sadducei, pieni di gelosia, e, presi gli apostoli, li gettarono nella prigione pubblica. Ma, durante la notte, un angelo del Signore aprì le porte del carcere, li condusse fuori e disse: «Andate e proclamate al popolo, nel tempio, tutte queste parole di vita». Udito questo, entrarono nel tempio sul far del giorno e si misero a insegnare.</p>
<p><strong>SALMO</strong> Sal 33 (34)</p>
<p><strong>Liberaci, Signore, da ogni paura.<br>
</strong>oppure<br>
<strong>Alleluia, alleluia, alleluia.</strong></p>
<p>Benedirò il Signore in ogni tempo,<br>
sulla mia bocca sempre la sua lode.<br>
Io mi glorio nel Signore:<br>
i poveri ascoltino e si rallegrino. R</p>
<p>Magnificate con me il Signore,<br>
esaltiamo insieme il suo nome.<br>
Ho cercato il Signore: mi ha risposto<br>
e da ogni mia paura mi ha liberato. R</p>
<p>L’angelo del Signore si accampa<br>
attorno a quelli che lo temono, e li libera.<br>
Gustate e vedete com’è buono il Signore;<br>
beato l’uomo che in lui si rifugia. R</p>
<p><strong>EPISTOLA</strong> Rm 6, 3-11<br>
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani</p>
<p>Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Se infatti siamo stati intimamente uniti a lui a somiglianza della sua morte, lo saremo anche a somiglianza della sua risurrezione. Lo sappiamo: l’uomo vecchio che è in noi è stato crocifisso con lui, affinché fosse reso inefficace questo corpo di peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato. Infatti chi è morto, è liberato dal peccato. Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Infatti egli morì, e morì per il peccato una volta per tutte; ora invece vive, e vive per Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù.</p>
<h5>
<strong>VANGELO</strong> Lc 24, 13-35<br>
Lettura del Vangelo secondo Luca
</h5><p>In quello stesso giorno due discepoli del Signore Gesù erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
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</p><p><strong>DOPO IL VANGELO</strong>  <br>
Il Signore si ricorda di noi e ci benedice, alleluia;<br>
benedice la casa di Israele, alleluia,<br>
benedice la casa di Aronne, alleluia.</p>
<p><strong>A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA<br>
</strong>Gesù, nostro salvatore, che, superata vittoriosamente la passione, sei tornato ai tuoi discepoli con potenza più manifesta, concedi a noi, che celebriamo il mistero della tua gloria, di camminare sempre nella gioia della tua presenza, o Figlio di Dio, o nostro fratello, che vivi e regni nei secoli dei secoli. <strong>Amen</strong></p>
<p><strong>SUI DONI<br>
</strong>Accogli, o Padre, le preghiere e le offerte a te consacrate e fa’ che sperimentiamo la ricchezza del tuo dono nel mistero pasquale che riviviamo con fede.<br>
Per Cristo nostro Signore. <strong>Amen</strong></p>
<p><strong>PREFAZIO<br>
</strong>È veramente cosa buona e giusta renderti grazie sempre, qui e in ogni luogo, Padre di misericordia, poiché è sorto il giorno senza tramonto, il giorno della risurrezione e della vita, il giorno della gloria di Cristo. Egli, sacerdote e vittima, purificato il popolo nel suo Sangue, a te lo consacra per i secoli eterni. E noi, uniti agli angeli e ai santi, eleviamo con voce incessante l’inno della tua lode: <strong>San</strong><strong>to…</strong></p>
<p><strong>ALLO SPEZZARE DEL PANE</strong>  <br>
Venite e ascoltate<br>
le grandi cose che ha fatto il Signore.<br>
Ha risuscitato Gesù da morte,<br>
perché la nostra fede fosse certa<br>
e la nostra speranza fosse in Dio, alleluia.</p>
<p><strong>ALLA COMUNIONE</strong>  <br>
Avvicinatevi e mangiate, alleluia,<br>
prendete il Corpo di Cristo, alleluia,<br>
gustate e vedete quanto è buono il Signore, alleluia.</p>
<p><strong>DOPO LA COMUNIONE<br>
</strong>Il sacramento che abbiamo ricevuto ci liberi, o Dio, da ogni vecchio fermento di peccato e ci faccia entrare nella creazione nuova.<br>
Per Cristo nostro Signore. <strong>Amen</strong></p>
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<title>San Dionigi, vescovo</title>
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<description><![CDATA[ Mercoledì dell&#039;Ottava di Pasqua ]]></description>
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<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 21:00:06 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>San, Dionigi, vescovo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/san-dionigi-vescovo-1-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/san-dionigi-vescovo-1-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/san-dionigi-vescovo-1-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/san-dionigi-vescovo-1-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>Nacque in Alessandria d’Egitto verso la fine del II sec. da genitori pagani, ma si convertì alla fede leggendo testi cristiani e divenne sacerdote; fu discepolo di Origene, con il quale rimase sempre in buoni rapporti. Nel 247, alla morte di Eraclas, divenne vescovo di Alessandria. Il suo episcopato durò diciassette anni e fu funestato da tre persecuzioni: la prima, del 248, scoppiata ad Alessandria alla fine del regno di Filippo l’Arabo, che degenerò in guerra civile; la seconda, di Decio (249-51), che imperversò in tutto l’Impero, e fu tra le più accanite che la storia conosca; e la terza, che scoppiò nel 257, sotto Valeriano.<br>
La persecuzione di Decio ce la descrive lo stesso Dionigi nelle sue lettere a Germano e a Fabio. Anche Dionigi si decise a fuggire, perché la situazione in città si faceva sempre più confusa. Arrestato dalle guardie imperiali, venne quasi subito liberato da una folla di contadini in festa, tra i quali erano capitati per puro caso. Tornò ad Alessandria alla fine del 251, dopo la morte di Decio.<br>
Durante la terza persecuzione, scoppiata nel 257. sotto Valeriano, Dionigi venne esiliato in  Libia e poi nella Mareotide. Approfittò di questa sua permanenza in esilio per annunziare il Vangelo in quei luoghi. Triste retaggio della guerra, poi, furono la carestia e la peste, che colmarono di dolore gli ultimi suoi giorni. Invitato a partecipare al sinodo di Antiochia del 264,si scusò, adducendo a motivo «la sua vecchiezza e la debolezza del suo corpo». Mori in quello stesso anno dopo avere presieduto per diciassette anni la Chiesa di Alessandria.</p>
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<title>Mercoledì fra l’Ottava di Pasqua</title>
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<description><![CDATA[ Prima lettura At 3,1-10 Dagli Atti degli Apostoli In quei giorni, Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera delle tre del pomeriggio. Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita; lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta Bella, per chiedere l’elemosina a coloro che entravano nel tempio. Costui, […]
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<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 21:00:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Mercoledì, fra, l’Ottava, Pasqua</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Prima lettura</strong> <em>At 3,1-10<br>
</em>Dagli Atti degli Apostoli</p>
<p>In quei giorni, Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera delle tre del pomeriggio.<br>
Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita; lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta Bella, per chiedere l’elemosina a coloro che entravano nel tempio. Costui, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, li pregava per avere un’elemosina.<br>
Allora, fissando lo sguardo su di lui, Pietro insieme a Giovanni disse: «Guarda verso di noi». Ed egli si volse a guardarli, sperando di ricevere da loro qualche cosa. Pietro gli disse: «Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, àlzati e cammina!». Lo prese per la mano destra e lo sollevò.<br>
Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono e, balzato in piedi, si mise a camminare; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio.<br>
Tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio e riconoscevano che era colui che sedeva a chiedere l’elemosina alla porta Bella del tempio, e furono ricolmi di meraviglia e stupore per quello che gli era accaduto.</p>
<p><strong>Salmo  </strong><em>Sal 104<strong></strong></em></p>
<p><strong><em>Gioisca il cuore di chi cerca il Signore.</em></strong></p>
<p>Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,<br>
proclamate fra i popoli le sue opere.<br>
A lui cantate, a lui inneggiate,<br>
meditate tutte le sue meraviglie.</p>
<p>Gloriatevi del suo santo nome:<br>
gioisca il cuore di chi cerca il Signore.<br>
Cercate il Signore e la sua potenza,<br>
ricercate sempre il suo volto.</p>
<p>Voi, stirpe di Abramo, suo servo,<br>
figli di Giacobbe, suo eletto.<br>
È lui il Signore, nostro Dio:<br>
su tutta la terra i suoi giudizi.</p>
<p>Si è sempre ricordato della sua alleanza,<br>
parola data per mille generazioni,<br>
dell’alleanza stabilita con Abramo<br>
e del suo giuramento a Isacco.</p>
<p><strong>Vangelo </strong><em>Lc 24,13-35<strong><br>
</strong></em>Dal Vangelo secondo Luca</p>
<p>Ed ecco, in quello stesso giorno, [il primo della settimana], due [dei discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto.<br>
Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».<br>
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.<br>
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».<br>
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/almanacco/letture-rito-romano/anno-a-2025-2026-lr/mercoledi-fra-lottava-di-pasqua-7-2866032.html">Mercoledì fra l’Ottava di Pasqua</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/">Chiesa di Milano</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Il Papa: inaccettabile la minaccia contro tutto il popolo iraniano</title>
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<description><![CDATA[ Leone XIV lancia un appello alla pace e invita a contattare i membri del Congresso Usa per chiedere la fine della guerra pensando alle tante vittime innocenti: «Gli attacchi alle infrastrutture civili sono contro il diritto internazionale, ma sono anche un segno dell’odio, della divisione, della distruzione di cui l’essere umano è capace» ]]></description>
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<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 21:00:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Papa:, inaccettabile, minaccia, contro, tutto, popolo, iraniano</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Il-Papa-a-Castel-Gandolfo-680x382.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Il Papa a Castel Gandolfo" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Il-Papa-a-Castel-Gandolfo-680x382.jpeg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Il-Papa-a-Castel-Gandolfo-980x551.jpeg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Il-Papa-a-Castel-Gandolfo-768x432.jpeg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Il-Papa-a-Castel-Gandolfo-195x110.jpeg 195w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Il-Papa-a-Castel-Gandolfo.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Il Papa a Castel Gandolfo</span><p><a href="https://www.vaticannews.va/it.html" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Da Vatican News</em></strong></a></p>
<p>«Oggi come tutti sappiamo c’è stata anche questa minaccia contro tutto il popolo dell’Iran e questo veramente non è accettabile». Chiare e dirette le parole di papa Leone all’esterno della sua residenza a Castel Gandolfo. In una breve dichiarazione ai giornalisti in italiano e poi in inglese, nella serata del 7 aprile, ribadisce l’urgenza della pace, pensando alla grave situazione che si sta vivendo, guardando all’ultimatum lanciato dal presidente americano Donald Trump all’Iran con la minaccia di distruggere tutto in una notte se non saranno accettate le condizioni poste in precedenza e rifiutate da Teheran riguardo allo SWtretto di Hormuz.</p>
<p>Il Papa richiama le parole sulla pace espresse la domenica di Pasqua nell’<em>Urbi et Orbi</em> quando aveva fatto appello a deporre le armi per «chi ha il potere di scatenare guerre», scegliendo la via del dialogo e non della forza. Sottolinea che in ballo ci sono «questioni di diritto internazionale», ma molto di più c’è «una questione morale» in cui tenere presente il bene del popolo. Il pensiero va soprattutto ai più fragili che sarebbero vittime di una <em>escalation</em>: «Vorrei invitare tutti a pensare nel cuore veramente ai tanti innocenti, tanti bambini, tanti anziani, totalmente innocenti».</p>
<h2>Pregare per la pace</h2>
<p>Il Pontefice ricorda che si è fatto appello al dialogo, fin dai primi giorni del conflitto, cercando soluzioni attraverso il negoziato, per risolvere i problemi «senza arrivare a questo punto, invece siamo qui». «Vorrei invitare tutti a pregare – prosegue -, ma anche a cercare come comunicare – forse con i “congressisti” <em>(membri del Congresso, ndr)</em>, con le autorità – per dire che non vogliamo la guerra, vogliamo la pace! Siamo un popolo che ama la pace. C’è tanto bisogno di pace nel mondo!».</p>
<h2>Una guerra definita ingiusta</h2>
<p>Anche in inglese, il Papa ripete gli stessi concetti, invita «tutte le persone di buona volontà a cercare sempre la pace e non la violenza, a rifiutare la guerra, specialmente una guerra che molti hanno definito ingiusta, che continua a intensificarsi e che non risolve nulla».</p>
<p>Si sofferma poi sulle crisi che percorrono il mondo: quella economica, quella energetica, guarda «alla grande instabilità in Medio Oriente, che sta solo provocando più odio in tutto il mondo». Più volte ripete il suo invito al dialogo, a pensare alle vittime innocenti e che «tutti gli attacchi alle infrastrutture civili sono contro il diritto internazionale, ma sono anche un segno dell’odio, della divisione, della distruzione di cui l’essere umano è capace». Si rivolge ai cittadini di tutti i Paesi coinvolti perché facciano ascoltare la loro voce di pace: «La gente vuole la pace».</p>
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<title>Ecumenismo e dialogo, don Kieltyk nuovo responsabile del Servizio diocesano</title>
<link>https://www.eventi.news/ecumenismo-e-dialogo-don-kieltyk-nuovo-responsabile-del-servizio-diocesano</link>
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<description><![CDATA[ Nato a Danzica, 46 anni, incardinato nell&#039;Arcidiocesi di Milano dal 2018, subentra al diacono Roberto Maria Pagani, che continuerà a collaborare con il Servizio ]]></description>
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<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 21:00:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Ecumenismo, dialogo, don, Kieltyk, nuovo, responsabile, del, Servizio, diocesano</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/don-Adam-Kyeltik-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="don Adam Kieltyk" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/don-Adam-Kyeltik-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/don-Adam-Kyeltik-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Don Adam Kieltyk</span><p>Don Adam Kieltyk è il nuovo responsabile del Servizio diocesano per l’Ecumenismo e il dialogo. La nomina da parte dell’Arcivescovo, che decorre dal 5 aprile, è stata resa nota da monsignor Carlo Azzimonti, <em>Moderator Curiae</em> e Vicario episcopale per gli Affari generali, che rivolge il suo augurio al nuovo responsabile e al diacono Roberto Maria Pagani, a cui don Adam subentra, e che continuerà a collaborare con il Servizio diocesano.</p>
<p>Don Adam è nato a Danzica (Polonia) nel 1980. Ordinato sacerdote nel 2005, dal 2018 è incardinato nell’Arcidiocesi di Milano. Ha perfezionato i suoi studi alla Facoltà teologica dell’Italia settentrionale, ottenendo la licenza nel 2011 e conseguendo la laurea in Teologia nel 2015.</p>
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<title>Il saluto di Leone XIV ai ragazzi ambrosiani</title>
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<description><![CDATA[ All’Udienza generale il Papa si è rivolto ai 4000 preadolescenti della Diocesi pellegrini a Roma per la Professione di fede. La «soddisfazione» del Pontefice per l&#039;annuncio della tregua di due settimane tra Usa e Iran ]]></description>
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<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 21:00:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>saluto, Leone, XIV, ragazzi, ambrosiani</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Leone-XIV-Udienza-8-aprile-2026-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Leone XIV Udienza 8 aprile 2026" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Leone-XIV-Udienza-8-aprile-2026-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Leone-XIV-Udienza-8-aprile-2026-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Leone-XIV-Udienza-8-aprile-2026-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Leone XIV saluta la folla accorsa all'Udienza (foto Calvarese / Sir)</span><p><a href="https://www.vaticannews.va/it.html" target="_blank" rel="noopener"><em><strong>Da Vatican News</strong></em></a></p>
<p>«In particolare saluto i ragazzi dell’Arcidiocesi di Milano». Durante il benvenuto ai pellegrini di lingua italiana al termine dell’Udienza generale di oggi, queste parole di papa Leone XIV scatenano il boato gioioso dei 4000 preadolescenti ambrosiani giunti in Vaticano per il tradizionale pellegrinaggio post-pasquale. Sono a Roma, ha proseguito il Pontefice, «per coronare il loro cammino di formazione catechetica mediante la Professione di fede presso le Tombe degli Apostoli».</p>
<p></p>
<h2>Soddisfazione per la tregua</h2>
<p>Esprime «soddisfazione», il Papa, per l’annuncio del presidente statunitense Donald Trump di estendere a due settimane la scadenza dell’ultimatum per l’Iran. Questo dopo che nelle ore precedenti aveva preavvisato su un’azione irreversibile contro la Repubblica Islamica capace di «cancellare» un’intera civiltà. Parole che avevano tenuto il mondo con il fiato sospeso e allarmato <strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/news/attualita/leone-xiv-appello-guerra-iran-2869690.html">lo stesso Leone XIV che, ieri sera, fuori dalla sua residenza di Castel Gandolfo, parlava di «minaccia inaccettabile».</a></strong> Con l’annuncio della tregua (dalla quale rimane escluso il Libano) la pace sembra fare un timido passo in avanti, mentre ancora è in via di definizione un accordo a lungo termine tra Usa e Iran, tenendo conto delle diverse condizioni per lo Stretto di Hormuz.</p>
<p>Leone XIV accoglie intanto «con soddisfazione» le due settimane di cessate il fuoco, che giungono dopo «le ultime ore di grande tensione per il Medio Oriente e per tutto il mondo». Sono «un segno di viva speranza – afferma il Pontefice -. Solo attraverso il ritorno al negoziato si può giungere alla fine della guerra. Esorto ad accompagnare questo tempo di delicato lavoro diplomatico con la preghiera, auspicando che la disponibilità al dialogo possa divenire lo strumento per risolvere le altre situazioni di conflitto nel mondo».</p>
<h2>L’invito alla Veglia di pace dell’11 aprile</h2>
<p>L’auspicio del Papa è dunque di far funzionare un meccanismo – quello del dialogo, appunto, da sempre invocato – che possa far da modello anche per le altre guerre che lacerano il mondo. Leone torna infine a invitare i fedeli e non solo alla Veglia di preghiera per la pace: «Rinnovo a tutti l’invito a unirsi a me alla<strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/leone-xiv-11-aprile-preghiera-per-la-pace-in-piazza-san-pietro-2869391.html"> veglia di preghiera per la pace che celebreremo qui nella Basilica di San Pietro sabato 11 aprile».</a></strong></p>
<p>La Piazza risplende. Pellegrini da ogni parte del mondo la riempiono di entusiasmo e devozione. Il Papa si concede un lungo passaggio in papamobile lungo le corsie transennate, benedicendo la folla, dispensando carezze ai piccoli, salutando con affetto i fedeli.</p>
<p>Torna, nella sua catechesi, sui temi della costituzione conciliare <em>Lumen gentium</em>, dove si parla dell’universale vocazione alla santità e ribadisce che la santità è dono da accogliere con letizia e impegno. Infatti, il cammino verso la santità è offerto a tutti, sottolinea, nella consapevolezza che non si tratta solo di un impegno etico, ma della essenza stessa della vita cristiana.</p>
<h2>Non un privilegio per pochi</h2>
<p>Tutti i credenti, dunque, sono chiamati alla santità, ricorda il Papa, e al suo nucleo più profondo e costitutivo: la carità. Non qualcosa di riservato a delle élite, ma a tutto il popolo di Dio: «La santità, secondo la Costituzione conciliare, non è un privilegio per pochi, ma un dono che impegna ogni battezzato a tendere alla perfezione della carità, ossia alla pienezza dell’amore verso Dio e verso il prossimo. La carità è, infatti, il cuore della santità alla quale tutti i credenti sono chiamati».</p>
<p></p>
<h2>Pronti a confessare Cristo, fino al sangue</h2>
<p>Il Pontefice precisa, sempre alla luce del documento conciliare, quanto sia importante il martirio, apice della santità. Un orizzonte non estranea all’oggi, tutt’altro, come viene ricordato: «Ogni credente dev’essere pronto a confessare Cristo fino al sangue, come è sempre accaduto e accade anche oggi. Questa disponibilità alla testimonianza si avvera ogni volta che i cristiani lasciano segni di fede e d’amore nella società, impegnandosi per la giustizia».</p>
<h2>Non solo impegno etico, ma essenza della vita cristiana</h2>
<p>Tutti i Sacramenti, in particolare l’Eucaristia, concorrono alla piena conformazione a Cristo, «modello e misura della santità». Calzante la citazione di San Carlo Acutis, fatta dal Papa salutando i pellegrini di lingua portoghese: «Davanti al sole ci si abbronza. Davanti all’Eucaristia si diventa santi!». La santità, aggiunge Leone, è una missione quotidiana da attuare con una conversione continua.</p>
<p>Il Papa ci tiene inoltre a evidenziare la dimensione della santità che va oltre la mera adesione a degli orientamenti morali, poiché la santità, si potrebbe dire che costituisce il dna dell’essere cristiani: «La santità non ha soltanto natura pratica, come se fosse riducibile a un impegno etico, per quanto grande, ma riguarda l’essenza stessa della vita cristiana, personale e comunitaria».</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2869713" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2869713 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Piazza-San-Pietro-gremita-di-pellegrini-per-ludienza-generale.jpeg" alt="Piazza San Pietro gremita di pellegrini per l'udienza generale (Vatican News)" width="1280" height="844" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Piazza-San-Pietro-gremita-di-pellegrini-per-ludienza-generale.jpeg 1280w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Piazza-San-Pietro-gremita-di-pellegrini-per-ludienza-generale-768x506.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px"><figcaption class="wp-caption-text">Piazza San Pietro gremita di pellegrini per l’udienza generale (Vatican News)</figcaption></figure>
<h2>Povertà, obbedienza, castità: non catene, ma doni liberanti</h2>
<p>Leone XIV cita San Paolo VI laddove tutti i battezzati debbano «essere santi, cioè veramente suoi figli degni, forti e fedeli». E poi esalta la vita consacrata, che ha un «ruolo decisivo». Raccomanda, a questo proposito, di considerare povertà, castità e obbedienza non come prigioni: «Queste tre virtù non sono prescrizioni che incatenano la libertà, ma doni liberanti dello Spirito Santo, attraverso i quali alcuni fedeli sono consacrati totalmente a Dio».</p>
<p>Spiega il senso di ciascuna di queste virtù: la povertà libera «dal calcolo e dal tornaconto»; l’obbedienza libera «dal sospetto e dal predominio»; la castità «è la donazione di un cuore integro e puro nell’amore, a servizio di Dio e della Chiesa».</p>
<p>A pochi giorni dalla Pasqua di Resurrezione del Signore, il Vescovo di Roma invita a ricontemplare il sacrificio del Crocifisso, attraverso cui «tutti veniamo redenti e santificati!». E rassicura: «Non c’è esperienza umana che Dio non redima: persino la sofferenza, vissuta in unione con la passione del Signore, diventa via di santità. La grazia che converte e trasforma la vita ci rafforza così in ogni prova, indicandoci come meta non un ideale lontano, ma l’incontro con Dio, che si è fatto uomo per amore».</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/leone-xiv-udienza-preadolescenti-ambrosiani-2869547.html">Il saluto di Leone XIV ai ragazzi ambrosiani</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/">Chiesa di Milano</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Medio Oriente, spiragli di pace: da Caritas appelli e aiuti</title>
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<description><![CDATA[ Mobilitazione contro la legge sulla pena di morte approvata dal Parlamento israeliano. La rete al lavoro in Libano e nei territori palestinesi ]]></description>
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<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 21:00:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Medio, Oriente, spiragli, pace:, Caritas, appelli, aiuti</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Caritas-Libano-registrazione-e-ascolto-dei-profughi-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Caritas Libano: registrazione e ascolto dei profughi" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Caritas-Libano-registrazione-e-ascolto-dei-profughi-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Caritas-Libano-registrazione-e-ascolto-dei-profughi-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Caritas-Libano-registrazione-e-ascolto-dei-profughi-768x432.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Caritas-Libano-registrazione-e-ascolto-dei-profughi-1536x865.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Caritas-Libano-registrazione-e-ascolto-dei-profughi-2048x1153.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Caritas-Libano-registrazione-e-ascolto-dei-profughi-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Caritas Libano: registrazione e ascolto dei profughi</span><p>Tornare alle negoziazioni. L’aveva chiesto ieri papa Leone XIV ai governanti di Stati Uniti, Israele e Iran, commentando l’<em>escalation</em> verbale, <strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/news/attualita/leone-xiv-appello-guerra-iran-2869690.html">costellata di «minacce non accettabili»</a></strong>, che sembrava preludere a sviluppi bellici ancora più drammatici di quelli cui abbiamo assistito, in Medio Oriente, da fine febbraio. Nella notte, finalmente, l’accordo per una tregua di due settimane e l’impegno ad aprire, venerdì in Pakistan, una tornata di trattative dalle prospettive incerte.</p>
<h2>L’inutilità della guerra</h2>
<p>«Uniamo la nostra voce a quella dei tanti che non cessano di denunciare l’inutilità della guerra come strumento di regolazione delle controversie tra popoli e stati – affermano Erica Tossani e don Paolo Selmi, direttori di Caritas Ambrosiana -. Le vicende dell’ultimo mese mostrano che sostituire le armi al dialogo e la forza al diritto non produce né sicurezza, né stabilità. Solo violenza cieca, che peggiora i conflitti regionali e arriva a ledere delicati equilibri economici, sociali e politici a livello globale. Ma soprattutto compromette il diritto alla vita, alla libertà e alla giustizia di milioni di uomini e donne. A loro vanno le nostre preghiere, che si congiungeranno a quelle della Chiesa universale e di altre confessioni religiose, in occasione della <strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/leone-xiv-11-aprile-preghiera-per-la-pace-in-piazza-san-pietro-2869391.html">Veglia di pace che sarà celebrata sabato in San Pietro</a></strong>, a Roma. E alle vittime della guerra ribadiamo la promessa che il nostro impegno umanitario non si affievolirà».</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2869797" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" class="wp-image-2869797 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Caritas-Libano-aiuti-materiali-per-i-profughi.jpg" alt="Caritas Libano: aiuti materiali per i profughi" width="1442" height="2560" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Caritas-Libano-aiuti-materiali-per-i-profughi.jpg 1442w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Caritas-Libano-aiuti-materiali-per-i-profughi-768x1363.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Caritas-Libano-aiuti-materiali-per-i-profughi-865x1536.jpg 865w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Caritas-Libano-aiuti-materiali-per-i-profughi-1154x2048.jpg 1154w" sizes="(max-width: 1442px) 100vw, 1442px"><figcaption class="wp-caption-text">Caritas Libano: aiuti materiali per i profughi</figcaption></figure>
<h2>Aiuti umanitari, sforzo incessante</h2>
<p>Le operazioni militari, sospese in Iran, proseguiranno in realtà in Libano. Israele ha dichiarato di non voler arrestare l’avanzata del suo esercito, che nel tentativo di sradicare la milizia Hezbollah sta occupando intere regioni, radendo al suolo anche insediamenti, edifici e infrastrutture civili. Si calcola che i profughi (per la gran parte interni, ma diversi riversati anche nei Paesi confinanti) siano ormai più di 1,2 milioni. A loro si stanno dedicando, con tutte le energie di cui sono capaci, centinaia di operatori e volontari di Caritas Libano. Sino al 7 aprile avevano aiutato più di 290 mila persone in fuga dai loro villaggi e dai loro quartieri (offrendo cibo, indumenti, coperte e prodotti igienici, ma anche accoglienza temporanea e servizi sanitari e di supporto psicologico).</p>
<p>La rete internazionale Caritas (in attesa di capire se e come potrà agire a fianco di Caritas Iran, a favore della popolazione persiana) supporta attivamente l’imponente sforzo di Caritas Libano, al quale Caritas Ambrosiana ha contribuito versando 30 mila euro e destinando ulteriori 10 mila euro al Vicariato latino di Beirut. L’impegno a finanziare gli aiuti d’urgenza si intensificherà a seconda dell’evoluzione della guerra e dei bisogni umanitari; per sostenerlo, Caritas Ambrosiana continua a fare appello alla generosità di fedeli e cittadini della diocesi di Milano.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2869796" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2869796 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Caritas-Libano-cure-sanitarie-ai-profughi.jpg" alt="Caritas Libano: cure sanitarie ai profughi" width="2560" height="1686" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Caritas-Libano-cure-sanitarie-ai-profughi.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Caritas-Libano-cure-sanitarie-ai-profughi-768x506.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Caritas-Libano-cure-sanitarie-ai-profughi-1536x1012.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Caritas-Libano-cure-sanitarie-ai-profughi-2048x1349.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">Caritas Libano: cure sanitarie ai profughi</figcaption></figure>
<p>Meno tumultuosa, ma non meno acuta, appare in questa fase l’emergenza umanitaria nei territori palestinesi. Dopo l’avvio delle operazioni militari in Iran e Libano, lo Stato di Israele è tornato a limitare l’accesso agli operatori umanitari e le forniture di aiuti sia a Gaza che in Cisgiordania. Nonostante tali pesanti limitazioni, Caritas Gerusalemme continua a fornire servizi essenziali a persone e comunità in difficoltà, preparando persone anziane e mantenendo attivi servizi medici salvavita grazie alle unità sanitarie stabili e mobili, a Taybeh e Ramallah in Cisgiordania e in una decina di aree della Striscia di Gaza.</p>
<p>Nel periodo di Pasqua, ha inoltre condotto una “campagna di vicinanza” dedicata specificamente alle famiglie cristiane; nel Governatorato di Betlemme ha distribuito pacchi alimentari e buoni acquisto, raggiungendo famiglie delle comunità di Betlemme, Beit Jala e Beit Sahour. In aggiunta, ha erogato aiuti a quattro istituti che accolgono persone anziane e con disabilità.</p>
<p>Caritas Ambrosiana ha contribuito al lavoro umanitario di Caritas Gerusalemme, nel periodo di guerra apertosi il 7 ottobre 2023, arrivando a stanziare in diverse riprese più di un milione di euro; attualmente è impegnata a raccogliere fondi a favore del progetto “Una speranza per Gaza”, finalizzato a realizzare una nuova clinica materno-infantile.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2869798" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2869798 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Caritas-Gerusalemme-aiuti-a-istituti-per-anziani-e-disabili.jpg" alt="Caritas Gerusalemme: aiuti a istituti per anziani e disabili" width="1920" height="1280" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Caritas-Gerusalemme-aiuti-a-istituti-per-anziani-e-disabili.jpg 1920w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Caritas-Gerusalemme-aiuti-a-istituti-per-anziani-e-disabili-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Caritas-Gerusalemme-aiuti-a-istituti-per-anziani-e-disabili-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Caritas-Gerusalemme-aiuti-a-istituti-per-anziani-e-disabili-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px"><figcaption class="wp-caption-text">Caritas Gerusalemme: aiuti a istituti per anziani e disabili</figcaption></figure>
<h2>Pena di morte, svolta inquietante</h2>
<p>L’azione Caritas non si esercita però solo sul versante dell’aiuto materiale. Caritas Ambrosiana è stata, nei giorni precedenti Pasqua, tra i primi firmatari dell’appello, lanciato da Pax Christi International, per «la protezione della vita dei palestinesi sotto occupazione, in risposta al disegno di legge israeliano sull’estensione della pena di morte» (vedi testo dell’appello).</p>
<p>Il documento, sottoscritto da decine di organismi ed esponenti cattolici di tutto il mondo, sostiene che la legge approvata lo scorso 30 marzo dal Parlamento israeliano «non può essere considerata isolatamente o solo come una questione giuridica», ma va considerata nel contesto «dell’occupazione in corso del territorio palestinese e della persistente negazione del diritto fondamentale all’autodeterminazione del popolo palestinese». Ciò «comporta profonde implicazioni morali» e «rappresenta una svolta storica e profondamente inquietante», non solo perché mina l’inalienabile diritto alla vita, anche del reo. «Introducendo e normalizzando la pena di morte nei tribunali militari operanti nei territori occupati», sostiene l’appello, la nuova legge istituzionalizza in realtà «un sistema di uccisioni sanzionate dallo Stato su basi discriminatorie».</p>
<p>«La costruzione di una cultura di pace – avvertono i direttori Tossani e Selmi – poggia sulla disponibilità alla conversione e al dialogo, che è compito di ogni cittadino e di ogni fedele. Ma si nutre anche del richiamo a norme e prassi di giustizia, che ci sentiamo di indirizzare soprattutto ai governanti di paesi che intendono continuare a definirsi democratici».</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2869799" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2869799 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Caritas-Gerusalemme-aiuti-a-famiglie-cristiane.jpg" alt="Caritas Gerusalemme: aiuti a famiglie cristiane" width="1920" height="1280" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Caritas-Gerusalemme-aiuti-a-famiglie-cristiane.jpg 1920w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Caritas-Gerusalemme-aiuti-a-famiglie-cristiane-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Caritas-Gerusalemme-aiuti-a-famiglie-cristiane-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Caritas-Gerusalemme-aiuti-a-famiglie-cristiane-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px"><figcaption class="wp-caption-text">Caritas Gerusalemme: aiuti a famiglie cristiane</figcaption></figure>
<h2>Per sostenere la raccolta fondi di Caritas Ambrosiana</h2>
<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/25aa.png" alt="▪" class="wp-smiley"> <a href="http://www.caritasambrosiana.it/" target="_blank" rel="noopener">Con carta di credito online</a></p>
<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/25aa.png" alt="▪" class="wp-smiley"> In posta ccp n. 000013576228 intestato Caritas Ambrosiana Onlus – Via S. Bernardino 4, 20122 Milano</p>
<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/25aa.png" alt="▪" class="wp-smiley"> Con bonifico c/c presso il Banco Bpm Milano, intestato a Caritas Ambrosiana Onlus Iban: IT82Q0503401647000000064700</p>
<p>Causale: Emergenza Medio Oriente / Le offerte sono detraibili fiscalmente</p>
<p>Info: <a href="https://donazioni.caritasambrosiana.it/" target="_blank" rel="noopener">https://donazioni.caritasambrosiana.it</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/news/attualita/caritas-appelli-aiuti-medio-oriente-2869794.html">Medio Oriente, spiragli di pace: da Caritas appelli e aiuti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/">Chiesa di Milano</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Milano Cortina, riconsegnata al Papa la Croce degli Sportivi</title>
<link>https://www.eventi.news/milano-cortina-riconsegnata-al-papa-la-croce-degli-sportivi</link>
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<description><![CDATA[ Custodita nella Basilica di San Babila durante le recenti Olimpiadi e Paralimpiadi invernali, è stata restituita durante l’udienza generale dell’8 aprile ]]></description>
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<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 21:00:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Milano, Cortina, riconsegnata, Papa, Croce, degli, Sportivi</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Il-Papa-con-la-Croce-degli-sportivi-680x382.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Il Papa con la Croce degli sportivi" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Il-Papa-con-la-Croce-degli-sportivi-680x382.jpeg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Il-Papa-con-la-Croce-degli-sportivi-980x551.jpeg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Il-Papa-con-la-Croce-degli-sportivi-195x110.jpeg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Il Papa con la Croce degli sportivi</span><p><a href="https://www.vaticannews.va/it.html" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Da Vatican News</em></strong></a></p>
<p>In occasione dell’Udienza generale di questa mattina in Piazza San Pietro, i 4000 preadolescenti ambrosiani hanno consegnato a Leone XIV un “tesoro” prezioso e gelosamente conservato: <strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/la-croce-degli-sportivi-accolta-a-milano-2861040.html">la Croce degli Sportivi.</a></strong> Sì, proprio quella che il Dicastero per la Cultura e l’Educazione e Athletica Vaticana avevano portato a Milano per le recenti Olimpiadi e Paralimpiadi invernali. La Croce, rimasta nella Basilica di San Babila per tutta la durata dei Giochi, troneggerà domani in Sala Clementina in occasione dell’incontro tra papa Prevost e un gruppo di atleti che hanno partecipato ai Giochi.</p>
<p>«Un simbolo di fede, ma anche di fratellanza e di rispetto del prossimo -ha spiegato don Stefano Guidi, direttore della Fondazione oratori milanesi che ha guidato i preadolescenti nella trasferta romana insieme al vicario episcopale don Giuseppe Como -, il quale è stato affidato al Papa da giovani che sono a loro volta simbolo di purezza e fiducia in un futuro in cui regni la pace: questo gesto rappresenta il significato più profondo e autentico della nostra presenza qui, ai piedi di Pietro».</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2869829" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2869829 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Foto-di-gruppo-con-il-Papa-e-la-Croce.jpeg" alt="Foto di gruppo con il Papa e la Croce" width="1179" height="1170" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Foto-di-gruppo-con-il-Papa-e-la-Croce.jpeg 1179w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Foto-di-gruppo-con-il-Papa-e-la-Croce-150x150.jpeg 150w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Foto-di-gruppo-con-il-Papa-e-la-Croce-768x762.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1179px) 100vw, 1179px"><figcaption class="wp-caption-text">Foto di gruppo con il Papa e la Croce</figcaption></figure>
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<title>Acec Milano, Assemblea annuale a Concorezzo</title>
<link>https://www.eventi.news/acec-milano-assemblea-annuale-a-concorezzo</link>
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<description><![CDATA[ Gestori e volontari delle Sale della Comunità diocesane convocati sabato 18 aprile presso l&#039;Oratorio San Luigi. All&#039;ordine del giorno il consuntivo 2025 e il preventivo 2026, oltre alla presentazione di una ricerca sulle tendenze del pubblico lombardo. Iscrizioni online entro il 16 aprile ]]></description>
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<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 21:00:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Acec, Milano, Assemblea, annuale, Concorezzo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2022/07/fotorondi03-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="La sala del Cinema Rondinella" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2022/07/fotorondi03-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2022/07/fotorondi03-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">La sala del Cinema Rondinella</span><p>Sabato 18 aprile, alle 9.30, nell’Aula magna dell’Oratorio San Luigi di Concorezzo (via Manzoni 27a), gestori e volontari che animano le Sale della Comunità della Diocesi di Milano sono convocati all’annuale Assemblea sociale. </p>
<p>Oggetto dell’Assemblea Acec saranno il resoconto e la valutazione dell’operato dell’anno associativo appena concluso. Per l’occasione, si discuterà inoltre di eventi e progetti associativi previsti per l’anno prossimo, e degli scenari futuri che si prospettano. Le Sale della Comunità stanno infatti acquisendo un ruolo sempre più rilevante nel panorama cinematografico, ma al contempo le tendenze del pubblico e la rimodulazione dei sostegni statali pongono nuove sfide. Affrontarle insieme sarà il primo passo per ritrovare stabilità e fiducia nel futuro.</p>
<p>Per organizzare al meglio l’Assemblea, è richiesta una conferma di partecipazione alla riunione, entro giovedì 16 aprile, agli indirizzi <a href="mailto:comunicazioneacecmi@gmail.com">comunicazioneacecmi@gmail.com</a> e <a href="mailto:acecdiocesimilano@gmail.com">acecdiocesimilano@gmail.com</a>.</p>
<h2>Il programma</h2>
<p>Dopo la registrazione e l’accoglienza, l’Assemblea sarà introdotta dai saluti del presidente Acec don Gianluca Bernardini, che offrirà una prima cornice dei lavori. Il cuore della mattinata è previsto alle 10, con la presentazione e l’approvazione del bilancio consuntivo 2025 e del preventivo 2026, a cura di Stefano Fumagalli.</p>
<p data-start="951" data-end="1307">Dopo una breve pausa, i lavori riprenderanno alle 11 con la presentazione di un’indagine sul pubblico dello spettacolo in Lombardia, illustrata da Michela Casula, <em>managing partner</em> di Ergo Research. L’intervento fornirà dati e analisi utili a comprendere le trasformazioni delle abitudini degli spettatori, necessarie per individuare le future strategie culturali.</p>
<p data-start="1309" data-end="1625">Alle 12 è previsto un aggiornamento sulle attività di Acec, affidato al referente della comunicazione Giovanni Bonzanino. Infine, alle 12.30, la mattinata si concluderà con gli avvisi finali e la chiusura dei lavori, a cura del segretario generale Riccardo Checchin.</p>
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<title> Assisi, il libro di Re Carlo III per l’Earth Day</title>
<link>https://www.eventi.news/assisiil-libro-di-re-carlo-iii-per-learth-day</link>
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<description><![CDATA[  Il sovrano britannico ad Assisi propone un’ecologia integrale ASSISI, 7 -04-2026  – Una convergenza storica tra la visione ecologica della Corona Britannica e la spiritualità [Leggi]
L&#039;articolo  Assisi, il libro di Re Carlo III per l’Earth Day sembra essere il primo su Assisi Oggi. ]]></description>
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<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 20:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords> Assisi,  il, libro, Carlo, III, per, l’Earth, Day</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p> Il sovrano britannico ad Assisi propone un’ecologia integrale ASSISI, 7 -04-2026  – Una convergenza storica tra la visione ecologica della Corona Britannica e la spiritualità <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.assisioggi.it/religioni/assisi-il-libro-di-re-carlo-iii-per-learth-day-82420/" title=" Assisi, il libro di Re Carlo III per l’Earth Day">[Leggi]</a></p>
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<title>San Francesco e il ringraziamento del Sacro Convento ad Assisi</title>
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<description><![CDATA[ I frati lodano la città umbra per il successo dell’ostensione San Francesco  – La conclusione della storica ostensione pubblica delle spoglie del Poverello lascia un [Leggi]
L&#039;articolo San Francesco e il ringraziamento del Sacro Convento ad Assisi sembra essere il primo su Assisi Oggi. ]]></description>
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<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 20:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>San, Francesco, ringraziamento, del, Sacro, Convento, Assisi</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>I frati lodano la città umbra per il successo dell’ostensione San Francesco  – La conclusione della storica ostensione pubblica delle spoglie del Poverello lascia un <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.assisioggi.it/religioni/san-francesco-e-il-ringraziamento-del-sacro-convento-ad-assisi-82426/" title="San Francesco e il ringraziamento del Sacro Convento ad Assisi">[Leggi]</a></p>
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<title>Urbi et Orbi, il Papa: &amp;quot;Chi ha le armi, le deponga. L&amp;apos;11 aprile veglia di pace a San Pietro&amp;quot;</title>
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<description><![CDATA[ Leone XIV dalla Loggia centrale della Basilica vaticana, pronuncia il tradizionale messaggio di Pasqua alla Città e al mondo, in cui implora Dio “che doni la sua pace al mondo funestato dalle guerre e segnato dall’odio e dall’indifferenza”. Chiede poi una “conversione” alla pace, ammonisce dal rischio della indifferenza dinanzi alla morte di migliaia di persone  e invita a partecipare ad un momento di preghiera nella Basilica vaticana il prossimo sabato
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 21:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Urbi, Orbi, Papa:, Chi, armi, deponga., L11, aprile, veglia, pace, San, Pietro</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Leone XIV dalla Loggia centrale della Basilica vaticana, pronuncia il tradizionale messaggio di Pasqua alla Città e al mondo, in cui implora Dio “che doni la sua pace al mondo funestato dalle guerre e segnato dall’odio e dall’indifferenza”. Chiede poi una “conversione” alla pace, ammonisce dal rischio della indifferenza dinanzi alla morte di migliaia di persone  e invita a partecipare ad un momento di preghiera nella Basilica vaticana il prossimo sabato</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-04/urbi-et-orbi-pasqua-2026-papa-leone-xiv-pace-guerra-armi.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Le Chiese in Italia pregano con il Papa per dire &amp;quot;no&amp;quot; alla guerra</title>
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<description><![CDATA[ La CEI assicura l&#039;adesione alla veglia di preghiera per la pace del prossimo 11 aprile, annunciata oggi da Leone XIV durante l&#039;Urbi et Orbi di Pasqua. Il cardinale Zuppi: &quot;Noi cristiani speriamo contro ogni speranza. Non abituiamoci all&#039;orrore&quot;
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 21:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Chiese, Italia, pregano, con, Papa, per, dire, no, alla, guerra</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>La CEI assicura l'adesione alla veglia di preghiera per la pace del prossimo 11 aprile, annunciata oggi da Leone XIV durante l'Urbi et Orbi di Pasqua. Il cardinale Zuppi: "Noi cristiani speriamo contro ogni speranza. Non abituiamoci all'orrore"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-04/cei-veglia-preghiera-pace-11-aprile-papa-chiese-italia.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Libano, l’Ordine di Malta non abbandonerà mai il sud del Paese</title>
<link>https://www.eventi.news/libano-lordine-di-malta-non-abbandonera-mai-il-sud-del-paese</link>
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<description><![CDATA[ Sostegno ampio e incondizionato, oggi e in futuro, affinché possano restare nei loro villaggi.  È la promessa fatta dal presidente dall’Associazione libanese dell’Ordine di Malta a una decina di sindaci e rappresentanti dei villaggi di confine riunitisi nei giorni scorsi ad Aïn el-Remmaneh, nel sobborgo cristiano di Beirut. Marwan Sehnaoui: “Il vostro dolore è il nostro, il vostro coraggio ci ispira”
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 21:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Libano, l’Ordine, Malta, non, abbandonerà, mai, sud, del, Paese</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sostegno ampio e incondizionato, oggi e in futuro, affinché possano restare nei loro villaggi.  È la promessa fatta dal presidente dall’Associazione libanese dell’Ordine di Malta a una decina di sindaci e rappresentanti dei villaggi di confine riunitisi nei giorni scorsi ad Aïn el-Remmaneh, nel sobborgo cristiano di Beirut. Marwan Sehnaoui: “Il vostro dolore è il nostro, il vostro coraggio ci ispira”</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-04/ordine-malta-sindaci-sud-libano-guerra.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Mongolia, tra colori e condivisione. Il cammino dei giovani</title>
<link>https://www.eventi.news/mongolia-tra-colori-e-condivisione-il-cammino-dei-giovani</link>
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<description><![CDATA[ Provare a esprimersi, raccontando di sé e scoprendo nuove identità. Un percorso di incontro con l’altro, in Mongolia: &quot;Oltre l’orizzonte&quot; e quasi ai confini del mondo, con i cooperanti di Col’or, ong della federazione Focsiv
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 21:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Mongolia, tra, colori, condivisione., cammino, dei, giovani</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Provare a esprimersi, raccontando di sé e scoprendo nuove identità. Un percorso di incontro con l’altro, in Mongolia: "Oltre l’orizzonte" e quasi ai confini del mondo, con i cooperanti di Col’or, ong della federazione Focsiv</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/mongolia-focsiv-volontariato-giovani-papa-francesco.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>&amp;quot;L’Argentina di Francesco&amp;quot;: un documentario sulle orme di Bergoglio</title>
<link>https://www.eventi.news/largentina-di-francesco-un-documentario-sulle-orme-di-bergoglio</link>
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<description><![CDATA[ Ricordo e sguardo in avanti si fondono nel lungometraggio che l’8 aprile verrà presentato ufficialmente ad Asti e proiettato in Filmoteca Vaticana. A seguire, il 10 aprile, tappa a Lampedusa
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 21:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>L’Argentina, Francesco:, documentario, sulle, orme, Bergoglio</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordo e sguardo in avanti si fondono nel lungometraggio che l’8 aprile verrà presentato ufficialmente ad Asti e proiettato in Filmoteca Vaticana. A seguire, il 10 aprile, tappa a Lampedusa</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-04/papa-francesco-argentina-bergoglio-documentario.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Iran, piano di pace dal Pakistan: tregua e apertura di Hormuz. No di Teheran</title>
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<description><![CDATA[ Pesanti attacchi nella notte su Teheran, che reagisce colpendo nuovamente basi Usa in Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. Axios riferisce di una intensa notte di mediazioni condotte dal Pakistan per cercare di arrivare a un cessate-il-fuoco. Ma i pasdaran smentiscono: &quot;Nessuna tregua temporanea, proposte Usa irragionevoli&quot;. L&#039;Idf colpisce ancora pesantemente il sud del Libano e alcuni quartieri di Beirut, causando oltre 10 vittime 
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                      ]]></description>
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<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 21:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Iran, piano, pace, dal, Pakistan:, tregua, apertura, Hormuz., Teheran</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Pesanti attacchi nella notte su Teheran, che reagisce colpendo nuovamente basi Usa in Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. Axios riferisce di una intensa notte di mediazioni condotte dal Pakistan per cercare di arrivare a un cessate-il-fuoco. Ma i pasdaran smentiscono: "Nessuna tregua temporanea, proposte Usa irragionevoli". L'Idf colpisce ancora pesantemente il sud del Libano e alcuni quartieri di Beirut, causando oltre 10 vittime </p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/iran-oltre-30-morti-dopo-raid-usa-israele.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Ucraina, tre morti a Odessa. Nel Mar d&amp;apos;Azov due vittime per un attacco di Kyiv su un cargo russo</title>
<link>https://www.eventi.news/ucraina-tre-morti-a-odessa-nel-mar-dazov-due-vittime-per-un-attacco-di-kyiv-su-un-cargo-russo</link>
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<description><![CDATA[ Prosegue senza sosta la guerra in Ucraina. Un attacco russo ha colpito la città portuale di Odessa sul Mar Nero, mentre Kyiv ha attaccato un cargo di Mosca nel Mar d&#039;Azov. Ieri il presidente ucraino Zelensky, accompagnato dal ministro degli Esteri turco Fidan, ha incontrato a Damasco il leader siriano Al-Sharaa
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 21:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Ucraina, tre, morti, Odessa., Nel, Mar, dAzov, due, vittime, per, attacco, Kyiv, cargo, russo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue senza sosta la guerra in Ucraina. Un attacco russo ha colpito la città portuale di Odessa sul Mar Nero, mentre Kyiv ha attaccato un cargo di Mosca nel Mar d'Azov. Ieri il presidente ucraino Zelensky, accompagnato dal ministro degli Esteri turco Fidan, ha incontrato a Damasco il leader siriano Al-Sharaa</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/ucraina-tre-morti-a-odessa.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Il Papa: la malvagità corrompe la storia, chiamati ad essere annunciatori di verità</title>
<link>https://www.eventi.news/il-papa-la-malvagita-corrompe-la-storia-chiamati-ad-essere-annunciatori-di-verita</link>
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<description><![CDATA[ Al Regina Caeli, Leone XIV ricorda il valore della testimonianza cristiana e della comunicazione onesta, esorta ad annunciare con le parole e le opere la Pasqua di Cristo che significa “dare nuova voce alla speranza, altrimenti soffocata tra le mani dei violenti”. Il Pontefice si sofferma sulla figura di Papa Francesco scomparso il 21 aprile dello scorso anno, e sulla sua “grande testimonianza di fede e di amore”
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 21:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Papa:, malvagità, corrompe, storia, chiamati, essere, annunciatori, verità</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Al Regina Caeli, Leone XIV ricorda il valore della testimonianza cristiana e della comunicazione onesta, esorta ad annunciare con le parole e le opere la Pasqua di Cristo che significa “dare nuova voce alla speranza, altrimenti soffocata tra le mani dei violenti”. Il Pontefice si sofferma sulla figura di Papa Francesco scomparso il 21 aprile dello scorso anno, e sulla sua “grande testimonianza di fede e di amore”</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-04/papa-leone-xiv-regina-coeli-testimonianza-verita-papa-francesco.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Leone XIV: perseveriamo nell&amp;apos;invocare il dono della pace</title>
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<description><![CDATA[ Dopo la preghiera mariana del Regina Caeli, l’appello del Pontefice è a continuare a chiedere la pace per tutto il mondo, anche attraverso il linguaggio universale di fraternità e inclusione insito nello sport a cui oggi viene dedicata, sotto l&#039;egida dell&#039;Onu, la Giornata internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace. Poi l&#039;invito a trascorrere nella gioia e nella fede i giorni dell&#039;Ottava di Pasqua
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 21:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Leone, XIV:, perseveriamo, nellinvocare, dono, della, pace</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la preghiera mariana del Regina Caeli, l’appello del Pontefice è a continuare a chiedere la pace per tutto il mondo, anche attraverso il linguaggio universale di fraternità e inclusione insito nello sport a cui oggi viene dedicata, sotto l'egida dell'Onu, la Giornata internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace. Poi l'invito a trascorrere nella gioia e nella fede i giorni dell'Ottava di Pasqua</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-04/papa-regina-caeli-5-aprile-2026.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Migranti, a Pasqua l&amp;apos;ennesimo naufragio. Due morti e 70 dispersi nel Mediterraneo</title>
<link>https://www.eventi.news/migranti-a-pasqua-lennesimo-naufragio-due-morti-e-70-dispersi-nel-mediterraneo</link>
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<description><![CDATA[ Pesante il bilancio di un naufragio in mare, l&#039;ennesimo, avvenuto nella notte di Pasqua per il ribaltamento di un&#039;imbarcazione al largo delle coste libiche. Monsignor Perego (Fondazione Migrantes): &quot;Una Pasqua di morte&quot;. L&#039;appello della Comunità di Sant&#039;Egidio alle istituzioni: &quot;Intensificare i salvataggi&quot;
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 21:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Migranti, Pasqua, lennesimo, naufragio., Due, morti, dispersi, nel, Mediterraneo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Pesante il bilancio di un naufragio in mare, l'ennesimo, avvenuto nella notte di Pasqua per il ribaltamento di un'imbarcazione al largo delle coste libiche. Monsignor Perego (Fondazione Migrantes): "Una Pasqua di morte". L'appello della Comunità di Sant'Egidio alle istituzioni: "Intensificare i salvataggi"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/migranti-due-morti-e-70-dispersi.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Sentenza storica contro Meta e YouTube: le piattaforme creano dipendenza</title>
<link>https://www.eventi.news/sentenza-storica-contro-meta-e-youtube-le-piattaforme-creano-dipendenza</link>
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<description><![CDATA[ La sentenza contro Meta e YouTube per la dannosità delle loro piattaforme, capaci di creare dipendenza nei giovani, sta generando accesi dibattiti nella comunità scientifica ed educante. Ai media vaticani un commento da parte dello psicanalista e docente di psicologia sociale al San Raffaele di Roma, Giuseppe Rociola: verdetto&quot; storico&quot;, ma per il quale &quot;non vanno fatte semplificazioni&quot;, dice. &quot;Giusto porre limiti e regole, ma non bastano. La responsabilità va creata assieme ai giovani&quot;
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<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 21:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Sentenza, storica, contro, Meta, YouTube:, piattaforme, creano, dipendenza</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>La sentenza contro Meta e YouTube per la dannosità delle loro piattaforme, capaci di creare dipendenza nei giovani, sta generando accesi dibattiti nella comunità scientifica ed educante. Ai media vaticani un commento da parte dello psicanalista e docente di psicologia sociale al San Raffaele di Roma, Giuseppe Rociola: verdetto" storico", ma per il quale "non vanno fatte semplificazioni", dice. "Giusto porre limiti e regole, ma non bastano. La responsabilità va creata assieme ai giovani"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/sentenza-meta-e-youtube-per-contenuti-addicted.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>La giustizia nel cuore della famiglia: riconoscimento, cura e dono</title>
<link>https://www.eventi.news/la-giustizia-nel-cuore-della-famiglia-riconoscimento-cura-e-dono</link>
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<description><![CDATA[ Nel Dizionario della Dottrina sociale della Chiesa, Camillo Regalia ed Eugenia Scabini si soffermano sul concetto di giustizia in chiave familiare che implica “una pratica quotidiana di riconoscimento, cura e dono”. “In un tempo segnato da frammentazioni e conflitti, - scrivono - la famiglia rimane il luogo in cui si può imparare una giustizia più umana”
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 21:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>giustizia, nel, cuore, della, famiglia:, riconoscimento, cura, dono</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nel Dizionario della Dottrina sociale della Chiesa, Camillo Regalia ed Eugenia Scabini si soffermano sul concetto di giustizia in chiave familiare che implica “una pratica quotidiana di riconoscimento, cura e dono”. “In un tempo segnato da frammentazioni e conflitti, - scrivono - la famiglia rimane il luogo in cui si può imparare una giustizia più umana”</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-04/podcast-dizionario-dottrina-sociale-chiesa-giustizia-famiglia.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Nigeria, oltre 20 morti in attacchi nel nord del Paese durante il periodo pasquale</title>
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<description><![CDATA[ Sarebbero circa 26 le vittime a causa di attacchi verificatisi nel nord della Nigeria nei giorni di Pasqua, secondo quanto riportato da alcune agenzie di stampa internazionali. Giallo sulla liberazione da parte dell&#039;esercito di una trentina di fedeli rapiti: la notizia, annunciata dalle forze armate, è stata smentita da gruppi locali dello Stato di Kaduna, dove sarebbe avvenuto uno dei raid
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<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 21:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Nigeria, oltre, morti, attacchi, nel, nord, del, Paese, durante, periodo, pasquale</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sarebbero circa 26 le vittime a causa di attacchi verificatisi nel nord della Nigeria nei giorni di Pasqua, secondo quanto riportato da alcune agenzie di stampa internazionali. Giallo sulla liberazione da parte dell'esercito di una trentina di fedeli rapiti: la notizia, annunciata dalle forze armate, è stata smentita da gruppi locali dello Stato di Kaduna, dove sarebbe avvenuto uno dei raid</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/nigeria-almeno-17-morti-in-attacchi-nel-periodo-pasquale.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Beato il vescovo&#45;padre dei preti. L’esempio di un pastore</title>
<link>https://www.eventi.news/beato-il-vescovo-padre-dei-preti-lesempio-di-un-pastore</link>
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<description><![CDATA[ Il pastore dei sacerdoti: dono e Mistero secondo Fulton Sheen. Da anni, purtroppo, le cronache riportano storie di sacerdoti che vivono male il proprio ministero, molto spesso fino a rinunciarvi. I media ne stigmatizzano comprensibilmente il disordine morale che causa ferite molto dolorose nella Chiesa, ma la radice del problema è la perdita della fede […]
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<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 17:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Beato, vescovo-padre, dei, preti., L’esempio, pastore</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il pastore dei sacerdoti: dono e Mistero secondo Fulton Sheen. Da anni, purtroppo, le cronache riportano storie di sacerdoti che vivono male il proprio ministero, molto spesso fino a rinunciarvi. I media ne stigmatizzano comprensibilmente il <strong>disordine morale</strong> che causa ferite molto dolorose nella Chiesa, ma la radice del problema è la perdita della fede in Dio. In questo contesto le Edizioni Ares portano in libreria per la prima volta in edizione italiana il volume sul sacerdozio scritto dal grande pastore e comunicatore cattolico del Novecento di cui la <strong>Santa Sede</strong> ha annunciato la beatificazione per l’autunno 2026. Se in tutti i suoi interventi radiotelevisivi e nei suoi libri Fulton J. Sheen fa affiorare con forza la sete di infinito che abita il cuore di ogni uomo, in “Preti. Uomini del mistero” guida a scoprire come la vocazione sacerdotale sia una risposta radicale a questo desiderio, orientando l’amore umano verso la sua <strong>forma donativa</strong> più alta. Un libro in cui l’Autore, rivelando con passione e rispetto le radici profonde della sua chiamata, offre spunti di valore fondamentali non solo ai seminaristi e ai preti del nostro tempo, ma anche alle <strong>comunità</strong> che beneficiano quotidianamente del loro <a href="https://www.interris.it/copertina/diplomatico-vaticano/">apporto</a> misterioso e umano, necessario e unico.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-494250" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-494250 size-full" src="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-7.jpeg" alt="pastore" width="1280" height="720" srcset="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-7.jpeg 1280w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-7-300x169.jpeg 300w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-7-1024x576.jpeg 1024w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-7-768x432.jpeg 768w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-7-747x420.jpeg 747w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-7-150x84.jpeg 150w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-7-600x338.jpeg 600w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-7-696x392.jpeg 696w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-7-1068x601.jpeg 1068w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px"><figcaption class="wp-caption-text">Sacerdoti. Foto © Vatican News</figcaption></figure>
<h3>Pastore dei sacerdoti</h3>
<p>“Il sacerdote è una creatura misteriosa dà il meglio di sé quando conduce una “doppia vita”, che è allo stesso tempo umana e divina. Grazie a questa dualità, funziona al meglio in tempi di crisi come i nostri, poiché la sua <strong>fede</strong> è nata nella tragedia, quando la Bontà Divina aveva solo una Croce su cui aggrapparsi. Nessuna vita è più avventurosa, perché in ogni momento, come un acrobata, oscilla <strong>tra il tempo e l’eternità</strong>“, afferma il vescovo e prossimo beato Fulton J. Sheen. Essere uomini di Dio non è facile nel mondo secolarizzato. Il sacerdote è costantemente a contatto con le miserie materiali e spirituali degli uomini e proprie. Ma tiene in mano il Corpo di Cristo. Fulton Sheen incoraggia i suoi confratelli a riscoprire la grandezza della chiamata a identificarsi con Cristo nel suo <strong>ruolo salvifico</strong>, con umiltà e responsabilità. Il volume si distingue per la capacità di integrare la dottrina cristiana con l’esperienza umana universale, offrendo una visione del sacerdozio e della vita spirituale che non si limita alla dimensione istituzionale, ma si apre alla profondità del mistero dell’amore, della <strong>solitudine</strong>, della purezza e della generazione.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-473979" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="wp-image-473979 size-full" src="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2024/05/thai-ch-hamelin-chokdidesign-cyOgYywC_KQ-unsplash.jpg" alt="pastore" width="1280" height="720" srcset="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2024/05/thai-ch-hamelin-chokdidesign-cyOgYywC_KQ-unsplash.jpg 1280w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2024/05/thai-ch-hamelin-chokdidesign-cyOgYywC_KQ-unsplash-300x169.jpg 300w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2024/05/thai-ch-hamelin-chokdidesign-cyOgYywC_KQ-unsplash-1024x576.jpg 1024w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2024/05/thai-ch-hamelin-chokdidesign-cyOgYywC_KQ-unsplash-768x432.jpg 768w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2024/05/thai-ch-hamelin-chokdidesign-cyOgYywC_KQ-unsplash-600x338.jpg 600w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2024/05/thai-ch-hamelin-chokdidesign-cyOgYywC_KQ-unsplash-696x392.jpg 696w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2024/05/thai-ch-hamelin-chokdidesign-cyOgYywC_KQ-unsplash-1068x601.jpg 1068w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2024/05/thai-ch-hamelin-chokdidesign-cyOgYywC_KQ-unsplash-747x420.jpg 747w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px"><figcaption class="wp-caption-text">Foto di <a href="https://unsplash.com/it/@chokdidesign?utm_content=creditCopyText&utm_medium=referral&utm_source=unsplash">Thaï Ch. Hamelin / ChokdiDesign</a> su <a href="https://unsplash.com/it/foto/copertura-rotonda-in-vetro-colorato-bianco-beige-e-rosso-cyOgYywC_KQ?utm_content=creditCopyText&utm_medium=referral&utm_source=unsplash">Unsplash</a></figcaption></figure>
<h3>Vita nello spirito</h3>
<p>La figura di Maria emerge come l’ideale che orienta la vita del sacerdote, come la Madre che accompagna ogni cristiano nel cammino della fede, come il modello di purezza, di dedizione e di fecondità spirituale. Il <strong>celibato sacerdotale</strong> viene presentato come scelta di amore totale, come forma di generazione spirituale, come spazio di paternità, di compassione e di accoglienza per i soli e i <strong>feriti della vita</strong>. Il messaggio centrale è che solo attraverso l’offerta totale di sé, sull’esempio di Maria e di Cristo, il sacerdote può essere veramente fecondo, generare vita nello spirito, consolare chi è solo, restituire dignità all’umanità ferita e guidare i cuori verso l’Amore infinito che solo Dio può dare. L’arcivescovo <strong>Fulton John Sheen</strong> (1895 -1979) è stato uno dei più celebri predicatori radiotelevisivi cattolici. Un autentico influencer del Van¬gelo. Questo libro esce in edizione italiana nell’anno della sua beatificazione. Dello stesso autore Ares ha pubblicato l’autobiografia, La mia vita (2025), e diversi classici di spiritualità. Ossia I 7 sacramenti (2020); <strong>Signore, insegnaci a pregare</strong> (2021); e Perché credere?, opera in due volumi in cui si affrontano 50 domande sulle buone ragioni della fede (2023 e 2024).</p>
<p>The post <a href="https://www.interris.it/chiesa-cattolica/beato-il-vescovo-padre-dei-preti-lesempio-di-un-pastore/">Beato il vescovo-padre dei preti. L’esempio di un pastore</a> appeared first on <a href="https://www.interris.it/">In Terris</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Beata Caterina Morigi da Pollanza, ecco quale era la sua spiritualità</title>
<link>https://www.eventi.news/beata-caterina-morigi-da-pollanza-ecco-quale-era-la-sua-spiritualita</link>
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<description><![CDATA[ Beata Caterina Morigi da Pollanza, Religiosa agostiniana Pallanza (Novara), 1437 ca. – Pallanza, 6/04/1478. A 14 anni rimane orfana: entrambi i genitori muoiono durante un’epidemia di peste. Avvenimenti • A 15 anni abbraccia la fede, dopo aver ascoltato una predica sulla passione di Gesù del beato Alberto da Sarteano, francescano del convento di Sant’Angelo di […]
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<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 17:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Beata, Caterina, Morigi, Pollanza, ecco, quale, era, sua, spiritualità</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Beata Caterina Morigi da Pollanza</strong>, Religiosa agostiniana Pallanza (Novara), 1437 ca. – Pallanza, 6/04/1478. <strong>A 14 anni rimane orfana</strong>: entrambi i genitori muoiono durante un’epidemia di peste.</p>
<h3>Avvenimenti</h3>
<p>• A 15 anni abbraccia la fede, dopo aver ascoltato una predica sulla passione di Gesù del beato Alberto da Sarteano, francescano del convento di Sant’Angelo di Milano.</p>
<p>• Decide di consacrarsi al Signore. <strong>Si trasferisce nelle grotte del Sacro Monte di Varese</strong>, zona selvaggia e solitaria spesso abitata da eremiti (dove la tradizione afferma che sant’Ambrogio abbia costruito una cappella in onore della Madonna).</p>
<p>• <strong>Si uniscono a lei cinque discepole</strong>: insieme formano una comunità e seguono la Regola agostiniana. Caterina è nominata badessa: il convento è dedicato alla Madonna della Montagna.</p>
<h3>Spiritualità</h3>
<p>Conduce una vita di preghiera continua e di austere penitenze. Accoglie o loro che hanno bisogno dei suoi consigli e delle sue preghiere.</p>
<h3>Doni mistici e soprannaturali</h3>
<p>Ha il dono della profezia.</p>
<h3>Morte</h3>
<p><strong>Mantiene la carica di badessa fino alla santa morte</strong>, che avviene dopo aver raccomandato alle sue consorelle la carità reciproca e il santo timore di Dio. <strong>Le succede Benedetta da Biumo</strong>, colei che ne scrive la biografia. Le sue reliquie sono venerate in un oratorio del vicino santuario mariano.<strong> Nel 1769 Clemente XIV ne conferma il culto</strong>.</p>
<p>Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi</p>
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<title>“Gesù venne loro incontro”: il commento di mons. Angelo Spina</title>
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<description><![CDATA[ Dal Vangelo secondo Matteo Mt 28,8-15 In quel tempo, abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non […]
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<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 17:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>“Gesù, venne, loro, incontro”:, commento, mons., Angelo, Spina</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><i>Dal Vangelo secondo Matteo Mt 28,8-15</i></p>
<p>In quel tempo, abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, <strong>Gesù venne loro incontro</strong> e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».<br>
Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto. Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così: “I suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo”. E se mai la cosa venisse all’orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. <strong>Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino a oggi</strong>.</p>
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<title>Mentre c’è chi semina morte, la Chiesa costruisce la pace</title>
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<description><![CDATA[ Presiedendo la Veglia di Risurrezione, l&#039;Arcivescovo ha ricordato il valore della Chiesa come luogo di incontro dei popoli. «I potenti della terra non lo sanno, non lo vogliono sapere, perciò si danno la morte a vicenda e seminano morte tra la povera gente: operano la morte, ma Dio dona la vita» ]]></description>
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<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 14:00:06 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Mentre, c’è, chi, semina, morte, Chiesa, costruisce, pace</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Foto-04-04-26-21-55-57-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Foto-04-04-26-21-55-57-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Foto-04-04-26-21-55-57-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Foto-04-04-26-21-55-57-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Foto Andrea Cherchi</span><p><span>«È Dio che opera e porta a compimento, in ogni tempo e in ogni luogo, la sua volontà di salvare tutti.</span></p>
<p><span>La città è ignara e distratta, ma Dio sta operando e chiama tutti a condividere la sua vita. In questa Veglia ci è dato di contemplare un segno dell’opera di Dio che ha risuscitato Gesù».</span></p>
<p><span>È questo l’invito con cui l’Arcivescovo chiede di vivere la gioia per il Signore risorto nella Veglia di Pasqua, madre di tutte le Sante veglie come la definì sant’Agostino, da lui presieduta in un Duomo in cui si affollano moltissimi fedeli anche stranieri. </span></p>
<p></p>
<h2><b>La Veglia </b></h2>
<p><span>Liturgia solenne con al cuore l’annuncio della Risurrezione e il conferimento dei sacramenti dell’iniziazione cristiana a 13 catecumeni, in maggioranza giovani, a rappresentare idealmente il totale dei 101 adulti che, nelle stesse ore, sono entrati a far parte della Chiesa ricevendo, nelle loro parrocchie, il battesimo, la confermazione e la prima comunione.       </span></p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2869314" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-2869314" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Foto-04-04-26-20-53-17-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1707" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Foto-04-04-26-20-53-17-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Foto-04-04-26-20-53-17-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Foto-04-04-26-20-53-17-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Foto-04-04-26-20-53-17-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Foto-04-04-26-20-53-17-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">Foto Andrea Cherchi</figcaption></figure>
<p><span>Un segno di speranza – come l’intera Veglia concelebrata da una ventina di sacerdoti, tra cui il Capitolo metropolitano della Cattedrale al completo – esemplificata, all’inizio, dalla benedizione del lume e, poi, dall’accensione del cero pasquale, decorato, come ormai tradizione, dalle Clarisse del monastero di clausura “Santa Chiara”, presenti nel quartiere Gorla di Milano. Ispiratesi, nell’anno che ricorda l’ottavo centenario del transito di san Francesco, ai testi poetici del Cantico delle Creature e del Preconio pasquale tipico ambrosiano, risalente alla fine del V secolo-inizio del VI e che, cantato in latino dal diacono quale sintesi poetica dell’intera storia della salvezza, si interrompe due volte per l’accensione del cero stesso, dei cantari e delle candele dell’altare, mentre in Cattedrale torna a splendere la luce.  </span></p>
<h2><b>La Risurrezione</b></h2>
<p><span>Guidati dalla straordinaria ricchezza della Parola di Dio, attraverso 9 Letture – 6 dai Libri sacri di Israele – «si contempla il miracolo della perenne novità del Signore» prefigurata nel primo Testamento.</span></p>
<p><span>Finalmente è il triplice annuncio della Risurrezione, “</span><i><span>Christus Dominus resurrexit</span></i><span>” – anch’esso peculiare del Rito ambrosiano e in tutto simile al “</span><i><span>Cristòs Anesti</span></i><span>” della liturgia bizantina nella Pasqua ortodossa – a essere proclamato, con voce crescente, dal vescovo Mario Delpini ai tre lati dell’altare maggiore. Le campane, in silenzio dalla Celebrazione della Passione del Signore del Venerdì santo, si sciolgono e torna l’atteso canto dell’Alleluia, assente dalla prima domenica di Quaresima, sottolineato dalle sonorità di un ensemble di 8 ottoni che si aggiungono ai canti eseguiti con maestria dalla Cappella musicale del Duomo durante l’intera liturgia. </span></p>
<p><img loading="lazy" class="size-full wp-image-2869304 aligncenter" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Delpini-Veglia-pasqua-2026.jpg" alt="" width="2363" height="1575" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Delpini-Veglia-pasqua-2026.jpg 2363w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Delpini-Veglia-pasqua-2026-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Delpini-Veglia-pasqua-2026-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Delpini-Veglia-pasqua-2026-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Delpini-Veglia-pasqua-2026-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2363px) 100vw, 2363px"></p>
<p><span>Poi, ancora due letture, tratte dagli Atti degli Apostoli e dalla Lettera paolina ai Romani, e il Vangelo di Matteo, con l’annuncio della risurrezione a Maria di Màgdala e all’altra Maria, da cui si avvia <a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Veglia-Pasquale-2026.docx" target="_blank" rel="noopener">l’omelia</a> di monsignor Delpini. </span></p>
<p></p>
<h2><b>L’opera di Dio </b></h2>
<p><span>«I potenti della terra non lo sanno – osserva subito -, non lo vogliono sapere, perciò si danno la morte a vicenda e seminano morte tra la povera gente: operano la morte, ma Dio dona la vita. Gli scienziati non lo sanno. Uomini e donne smarriti e angosciati percorrono i giorni e si domandano se sia possibile che su questo mondo frantumato e in queste vite tribolate ci sia un Dio potente e misericordioso. Dio opera nei cieli, sulla terra e sotto terra per vie che gli uomini non sanno». </span></p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2869305" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-2869305" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Mario-Delpini-Veglia-Pasqua-2026-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1707" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Mario-Delpini-Veglia-Pasqua-2026-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Mario-Delpini-Veglia-Pasqua-2026-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Mario-Delpini-Veglia-Pasqua-2026-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Mario-Delpini-Veglia-Pasqua-2026-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Mario-Delpini-Veglia-Pasqua-2026-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">Foto Andrea Cherchi</figcaption></figure>
<p><span>Proprio per questo occorre osservarne i «segni», come spiega il vescovo Delpini. </span></p>
<p><span>«Come sarà la Chiesa che Dio sta facendo, in questo nostro tempo e in questa nostra terra, come i rivelano i catecumeni? Ecco come è la Chiesa: un popolo che canta l’alleluia, una comunità in festa. Mentre ci sono battezzati che ignorano la gioia di essere cristiani, battezzati che chiedono di essere sbattezzati, e ci sono cristiani imbarazzati di essere cristiani, ecco l’opera di Dio che ha suscitato in questi fratelli e sorelle il desiderio di essere cristiani nella Chiesa cattolica» e nella Chiesa ambrosiana che diviene sempre più «una Chiesa dalle genti». </span></p>
<h2><b>«Una Chiesa dalle genti»</b></h2>
<p><span>«I catecumeni che ricevono il battesimo questa notte vengono da diversi Paesi della terra, hanno percorso lunghi viaggi, spesso hanno storie complicate, ma sono per grazia di Spirito Santo resi un cuore solo e un’anima sola con tutti i credenti, membra vive del corpo di Cristo»</span></p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2869315" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-2869315" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Foto-04-04-26-21-02-55-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1706" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Foto-04-04-26-21-02-55-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Foto-04-04-26-21-02-55-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Foto-04-04-26-21-02-55-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Foto-04-04-26-21-02-55-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Foto-04-04-26-21-02-55-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">Foto Andrea Cherchi</figcaption></figure>
<p><span>E, arriva, così, l’affondo dell’Arcivescovo, forte e chiaro per tutti.  </span></p>
<p><span>«Mentre in tanti Paesi della terra i popoli si scontrano, le tribù si odiano, la libertà di praticare la propria fede e la libertà della conversione sono minacciate, i migranti sono respinti come un pericolo, qui in questa nostra Chiesa, le genti si incontrano e si scambiano il segno della pace, sono chiamati a gareggiare nello stimarsi a vicenda, sono chiamati a essere servi gli uni degli altri sull’esempio di Gesù, che non è venuto per essere servito, ma per servire. Ecco come è la Chiesa, è un popolo in cammino. Dio opera oggi, opera qui e costruisce Chiesa che canta l’alleluia, che è edificata da tutte le genti, che obbedisce con umiltà e determinazione all’angelo della Risurrezione, che obbedisce al comando di andare».</span></p>
<h2><b>La liturgia battesimale </b></h2>
<p><span>Come, appunto, fanno e faranno i catecumeni – due provenienti dalla Cappellania di lingua cinese, 6 che frequentano l’Università Cattolica del Sacro Cuore, uno l’“Humanitas University” e gli altri espressione di parrocchie del centro di Milano -, che, con l’Arcivescovo, i padrini e le madrine, i concelebranti, poco dopo emozionatissimi, si recano presso il fonte battesimale di epoca borromaica vicino all’ingresso del Duomo.</span></p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2869302" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-2869302" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Veglia-pasqua-2026-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1707" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Veglia-pasqua-2026-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Veglia-pasqua-2026-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Veglia-pasqua-2026-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Veglia-pasqua-2026-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Veglia-pasqua-2026-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">Foto Andrea Cherchi</figcaption></figure>
<p><span> Laddove ricevono il battesimo, indossano la veste bianca e accendono una candela al cero pasquale. Poi, il ritorno in processione percorrendo la navata centrale, mentre il vescovo Delpini asperge l’assemblea tutta con l’acqua battesimale, fino ad arrivare ai piedi dell’altare maggiore dove vengono conferiti agli ormai neofiti il sacramento della Confermazione e, nella liturgia eucaristica, la comunione. </span></p>
<p></p><div class="gallery-container cdm_images_gallery opacity-on"><div class="gall-modal fade" tabindex="-1" role="dialog" aria-labelledby="staticBackdrop69d37a5bd552b" aria-hidden="true">
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                            <div class="caption-in-modal">Veglia pasquale e sacramenti dell'Iniziazione Cristiana (Cherchi/chiesadimilano.it)</div> </div></div></div><div class="swiper-slide">

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<title>Messori, appassionato indagatore delle ragioni della fede</title>
<link>https://www.eventi.news/messori-appassionato-indagatore-delle-ragioni-della-fede</link>
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<description><![CDATA[ È morto un grande scrittore cattolico autore di bestseller sulla fede. Nel 1964 la sua vita, fino a quel momento lontana dalla religione, cambiò radicalmente grazie a una lettura dei Vangeli ]]></description>
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<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 14:00:06 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Vittorio-Messori-680x382.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Vittorio-Messori-680x382.jpeg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Vittorio-Messori-980x551.jpeg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Vittorio-Messori-768x432.jpeg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Vittorio-Messori-195x110.jpeg 195w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Vittorio-Messori.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Vittorio Messori (Foto Vatican News)</span><p>Da <a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/vittorio-messori-grande-scrittore-cattolico-morte.html" target="_blank" rel="noopener">Vatican News</a></p>
<p>Il suo cuore si è fermato ieri sera, nella sua casa di Desenzano del Garda, alle 21.45 del Venerdì Santo, dopo la memoria di quella Passione che lui aveva indagato con grande onestà intellettuale nel libro<i> “Dicono che è risorto”</i>. È morto Vittorio Messori, scrittore e autore di bestseller sulla fede che hanno venduto milioni di copie e hanno inciso nel panorama culturale italiano e internazionale: avrebbe compiuto 85 anni fra pochi giorni. Quattro anni fa aveva perso l’amatissima moglie Rosanna.</p>
<h2>La vita</h2>
<p>Emiliano di Sassuolo, era nato in una famiglia anticlericale, sfollata nel bresciano e quindi approdata a Torino nell’immediato dopoguerra. Vittorio all’università era stato allievo di Firpo e Bobbio e si era laureato in Scienze Politiche con Galante Garrone e una tesi sul Risorgimento.</p>
<h2>La conversione</h2>
<p>Nel 1964 la sua vita, che fino a quel momento era stata lontana dalla fede, cambia radicalmente, complice una lettura dei Vangeli. Quei testi scarni ed essenziali, scritti quasi due millenni prima, lo colpiscono al cuore trasformandolo, da quel momento, in un instancabile indagatore delle ragioni del credere. Si iscrive all’Istituto di Cristologia della Pro Civitate Christiana di Assisi, dove trascorre un anno a studiare e dove incontra quella che sarebbe poi diventata sua moglie. Dopo aver fatto ritorno a Torino, inizia a lavorare alla Società Editrice Internazionale e collabora con diversi giornali e riviste. Nel 1970 entra a Stampa Sera e quindi diventerà redattore dell’inserto Tuttolibri della Stampa.</p>
<h2>Ipotesi su Gesù</h2>
<p>Nel 1976 esce il suo primo e fondamentale saggio, <i>“Ipotesi su Gesù”,</i> frutto di dodici anni di studio. Un libro che indaga sulla storicità del Nazareno rendendo accessibili a tutti contenuti solitamente confinati nella stretta cerchia degli esperti. È stato, senza volerlo né averlo pianificato, l’iniziatore di una nuova e moderna apologetica, condotta con estremo rigore. Nel 1978 si trasferisce a Milano, per far nascere <i>Jesus</i> il nuovo mensile dei Paolini, nella cui redazione lavorerà alcuni anni per poi continuare a collaborare ma da esterno. Nel 1982 pubblica “Scommessa sulla morte”, denunciando la crisi del marxismo. Ma è la storicità dei Vangeli ad attrarlo particolarmente: a quel primo fondamentale libro dedicato a Gesù ne seguono altri che sistematizzano le ricerche alle quali continuerà a dedicarsi con passione per tutta la vita: <i>“Inchiesta sul cristianesimo”</i> (1987), un viaggio in dialogo con cristiani, credenti di altre religioni, atei, agnostici; <i>“Patì</i> <i>sotto Ponzio Pilato” </i>(1992),<i> “Dicono che è risorto”</i> (2000), <i>“Ipotesi su Maria”</i> (2005).</p>
<h2>Rapporto sulla fede</h2>
<p>Ma a essere ricordato in modo particolare, per l’eco straordinaria che ebbe al momento dell’uscita, è un altro libro, scritto da Messori nel 1984 dopo alcuni giorni di colloqui con il cardinale Joseph Ratzinger durante le sue vacanze al seminario di Bressanone: <i>“Rapporto sulla fede”.</i> È il libro che presenta al grande pubblico il pensiero del cardinale che da qualche anno Giovanni Paolo II aveva chiamato alla guida della Congregazione per la Dottrina della Fede, e che mette in guardia dalle derive ideologiche di certo progressismo. Autore stimato da Papi e futuri Papi, nel 1994 gli viene proposto di intervistare Giovanni Paolo II. Ne nasce il libro <i>“Varcare le soglie della speranza”</i>, nel quale il Pontefice risponde a 35 domande formulate da Messori. Diventa collaboratore del <i>Corriere della Sera </i>e viene scelto per essere lui a comunicare, attraverso un editoriale, la decisione presa da Karol Wojtyla nei primi anni Duemila: nonostante l’avanzare della malattia, non avrebbe rinunciato al pontificato.</p>
<p>Per tutta la sua vita, l’annuncio della fede e le ragioni per credere, gli argomenti in favore della storicità dei Vangeli, sono stati al centro del suo interesse. A motivo della sua vita precedente alla conversione e del suo dare priorità al <i>kerygma</i>, non è mai stato particolarmente interessato ai temi della morale. “Senza il chiodo della fede – amava ripetere – l’attaccapanni della morale non può star su”: intendeva in questo modo sottolineare che nel contesto secolarizzato di oggi era fondamentale annunciare innanzitutto la morte e resurrezione di Cristo testimoniando l’essenziale della fede.</p>
<p>Grande studioso delle apparizioni e dei miracoli di Lourdes, negli ultimi anni si era ulteriormente accentuata la sua devozione mariana e aveva profuso un notevole impegno investendo le sue personali risorse nel realizzare la cappella della Madonna dell’Ulivo nei giardini che circondano l’abbazia benedettina di Maguzzano, in prossimità del Lago di Garda, attualmente abitata dai Poveri Servi della Divina Provvidenza.</p>
<p>Colpisce che un autore che ha dedicato ogni sua energia a ricostruire la figura di Gesù abbia concluso la sua esistenza nel giorno in cui i fedeli del mondo fanno memoria della morte del Nazareno sul Calvario.</p>
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<title>Delpini: «C’è bisogno di donne che dicano la verità di una vita nuova sempre possibile»</title>
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<description><![CDATA[ Celebrando in Duomo il solenne Pontificale, l&#039;Arcivescovo ha ricordato il ruolo delle donne nell&#039;annuncio della Risurrezione: «In una Chiesa come quella dei discepoli, chiusa in se stessa e complessata di fronte al contesto di indifferenza e di impopolarità, c’è bisogno di una donna che dica la verità: la morte è stata vinta, è donata una nuova vita» ]]></description>
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<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 14:00:06 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Delpini:, «C’è, bisogno, donne, che, dicano, verità, una, vita, nuova, sempre, possibile»</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/DEE_ITL_PASQUA-5-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/DEE_ITL_PASQUA-5-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/DEE_ITL_PASQUA-5-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/DEE_ITL_PASQUA-5-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">L'arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, celebra la santa messa pontificale di Pasqua nel Duomo di Milano. (Agenzia Fotogramma)</span><p><span>Un inno alle donne che, come Maria di Màgdala – e milioni di sue “sorelle” del terzo millennio – «non si fermano di fronte alle lacrime, allo strazio e allo sgomento della morte e della crudeltà»senza senso, ma vanno ad annunciare la verità di un nuovo inizio.</span></p>
<p><span>È la Pasqua di Risurrezione del Signore e l’Arcivescovo, che di prima mattina ha celebrato Messa nel carcere di San Vittore, presiede tra le navate del Duomo il Pontificale solenne concelebrato dai Canonici del Capitolo metropolitano. Parole, le sue, che risuonano nella “casa di tutti i milanesi”gremita di fedeli e che fanno riflettere sul coraggio della nostra fede e sulla sua responsabilità(soprattutto “al femminile”), da cui spesso rifuggiamo.  </span></p>
<p><span>I </span><i><span>Dodici Kyrie</span></i><span> e i tanti gesti della liturgia ambrosiana, le antiche e impegnative melodie eseguite dalla Cappella musicale del Duomo e le sonorità, per l’occasione, affidate anche a un </span><i><span>ensemble</span></i><span> di ottoni, le tre Letture tratte dal Nuovo Testamento – attraverso le pagine degli Atti degli Apostoli, della I Epistola ai Corinzi e del Vangelo di Giovanni -, definiscono, infatti, il senso di una partecipazione al mistero del sepolcro vuoto e alla Pasqua di Cristo risorto. </span></p>
<p><span>«Benvenuti a tutti, ci sentiamo tutti a casa in questo luogo dove Gesù è presente e ci chiama a partecipare alla sua vita, alla sua gioia che ci rende figli di Dio», dice, nel saluto iniziale ripetuto anche in inglese e spagnolo, il vescovo Mario Delpini che, nella sua <strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Omelia-Pontificale.pdf">omelia</a></strong>, parla poi, appunto, delle donne.</span></p>
<p></p><div class="gallery-container cdm_images_gallery opacity-on"><div class="gall-modal fade" tabindex="-1" role="dialog" aria-labelledby="staticBackdrop69d37a5bcbacd" aria-hidden="true">
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                            <div class="caption-in-modal">Il Pontificale di Pasqua (Ag. Fotogramma)</div> </div></div></div><div class="swiper-slide">

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                            <div class="caption-in-modal">Pontificale di Pasqua 2026</div> </div></div></div><div class="swiper-slide">

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                                    </div><div class="caption-in-slide">Pontificale di Pasqua 2026</div> </div><div class="swiper-slide">
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<h2><b>Piangere al sepolcro </b></h2>
<p><span>«Vanno ancora le donne a piangere al sepolcro, agli innumerevoli sepolcri di cui è ferita la terra? Vanno ancora a piangere ai sepolcri per dire la protesta contro l’intollerabile potere della morte, per attestare di affetti che la morte non può spezzare e dire lo strazio per la smentita di ogni promessa?».</span></p>
<p><span>Forse no, per motivi profondi – perché «non hanno più lacrime da versare, perché hanno troppo pianto, perché la morte è stata troppo arrogante con i loro cari, troppo violenta, troppo ingiusta con il dolore di madri e spose e sorelle e figlie che copre la terra di una tristezza inguaribile» – o, magari, semplicemente, per superficialità, come accade spesso nel cosiddetto mondo civile. </span></p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2869356" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-2869356" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Delpini-pasqua-2026-8-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1707" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Delpini-pasqua-2026-8-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Delpini-pasqua-2026-8-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Delpini-pasqua-2026-8-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Delpini-pasqua-2026-8-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Delpini-pasqua-2026-8-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">Foto Agenzia Fotogramma</figcaption></figure>
<p><span>«Ci sono donne che non vanno più al sepolcro a piangere: ritengono la morte un argomento di cattivo gusto, provano ribrezzo al pensiero che la bellezza, ricercata con l’ossessione dell’apparire, si decomponga nella terra o si incenerisca nell’aria. Ritengono il morire di una persona, anche di famiglia, come un fastidio da sbrigare in fretta; molti altri impegni e molti altri pensieri premono e sconsigliano di piangere. Forse hanno imparato troppo dagli uomini della ribalta ad avere a cuore l’efficienza più che gli affetti, la superficialità più che l’intensità, i numeri più che la poesia».</span></p>
<p><span>E, poi, la ragione più comune nelle nostre terre per donne che «hanno dimenticato come si fa a pregare e, forse, sono arrabbiate con Dio perché lo ritengono responsabile delle morti e di tutti i mali; forse, arrabbiate con la Chiesa perché la ritengono un’organizzazione maschilista di cui trovano insopportabili i peccati».</span></p>
<h2><b>Maria invece…</b></h2>
<p><span>Ma, forse per tutto questo, l’“invece”, del capitolo 20 del Vangelo di Giovanni, suona sempre, pur attraverso i secoli, come «una originalità», nota il vescovo Mario, perché «contesta la lentezza a capire dei discepoli che, dopo essere corsi al sepolcro, se ne tornarono a chiudersi in casa imprigionati nella paura».  </span></p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2869357" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-2869357" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Delpini-pasqua-2026-6--scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1707" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Delpini-pasqua-2026-6--scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Delpini-pasqua-2026-6--768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Delpini-pasqua-2026-6--1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Delpini-pasqua-2026-6--2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Delpini-pasqua-2026-6--272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">Foto Agenzia Fotogramma</figcaption></figure>
<p><span>E se, inizialmente sbagliano tutti – Maria che non riconosce il Signore, i discepoli «più inclini a credere ai fatti che alle Scritture» -, la differenza è proprio lì: Maria rimane al sepolcro e alla fine riconosce il suo “Rabbunì, Maestro” e corre ad annunciare Gesù risorto.  </span></p>
<h2><b>Donne che dicono la verità </b></h2>
<p><span>«Nel giorno di Pasqua – scandisce, quindi, monsignor Delpini – per annunciare l’esperienza della Pasqua, la parola è data a una donna. In una Chiesa come quella dei discepoli, chiusa in se stessa e complessata di fronte al contesto di indifferenza e di impopolarità, c’è bisogno di una donna che dica la verità: la morte è stata vinta, è donata una nuova vita».</span></p>
<p><span>In «una Chiesa indaffarata in iniziative e organizzazioni c’è bisogno di una donna che dica la verità: facciamo festa, esultiamo di gioia, lasciamoci prendere dalla commozione di un incontro che cambia la vita». </span></p>
<p><span>E, ancora, «in una Chiesa preoccupata di ruoli e di distribuzione di cariche e di responsabilità, c’è bisogno di una donna che dica la verità: siete fratelli, fratelli di Gesù, siete introdotti alla familiarità con il Padre, Padre di Gesù e Padre di noi tutti», </span></p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2869358" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-2869358" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Delpini-Pasqua-2026-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1707" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Delpini-Pasqua-2026-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Delpini-Pasqua-2026-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Delpini-Pasqua-2026-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Delpini-Pasqua-2026-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Delpini-Pasqua-2026-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">Foto Agenzia Fotogramma</figcaption></figure>
<p><span>In conclusione, prima della benedizione papale con annessa l’indulgenza plenaria impartita dall’Arcivescovo per facoltà ottenuta da papa Leone, ancora un pensiero. «Che la Pasqua sia un impegno di disponibilità al servizio della carità e a costruire la pace», mentre quasi contemporaneamente il Santo padre, in piazza San Pietro, annunciava per sabato 11 aprile una Veglia di preghiera per la pace.</span></p>
<p><span>Successivamente, come ormai tradizione, monsignor Delpini si è recato presso l’“Opera Cardinal Ferrari” dove ha partecipato al pranzo di Pasqua con molte decine di ospiti, i “Carissimi”, e di volontari. </span></p>
<h2>Rivedi la celebrazione</h2>
<p></p>
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<title>Lunedì fra l’ottava di Pasqua</title>
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<description><![CDATA[ Prima lettura At 2,14.22-33 Dagli Atti degli Apostoli [Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così: «Uomini di Giudea, e voi tutti abitanti di Gerusalemme, vi sia noto questo e fate attenzione alle mie parole: Gesù di Nàzaret – uomo accreditato da Dio presso di voi […]
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<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 14:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Lunedì, fra, l’ottava, Pasqua</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Prima lettura </strong><em>At 2,14.22-33<strong><br>
</strong></em>Dagli Atti degli Apostoli</p>
<p>[Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così:<br>
«Uomini di Giudea, e voi tutti abitanti di Gerusalemme, vi sia noto questo e fate attenzione alle mie parole: Gesù di Nàzaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene –, consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l’avete crocifisso e l’avete ucciso. Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere.<br>
Dice infatti Davide a suo riguardo: “Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; egli sta alla mia destra, perché io non vacilli. Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua, e anche la mia carne riposerà nella speranza, perché tu non abbandonerai la mia vita negli ínferi né permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione. Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza”.<br>
Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora oggi fra noi. Ma poiché era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: questi non fu abbandonato negli ínferi, né la sua carne subì la corruzione.<br>
Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire».</p>
<p> </p>
<p><strong>Salmo </strong><em>Sal 15<strong></strong></em></p>
<p><em><strong>Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.</strong></em></p>
<p>Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.<br>
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu,<br>
solo in te è il mio bene».<br>
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:<br>
nelle tue mani è la mia vita.</p>
<p>Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;<br>
anche di notte il mio animo mi istruisce.<br>
Io pongo sempre davanti a me il Signore,<br>
sta alla mia destra, non potrò vacillare.</p>
<p>Per questo gioisce il mio cuore<br>
ed esulta la mia anima;<br>
anche il mio corpo riposa al sicuro,<br>
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,<br>
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa.</p>
<p>Mi indicherai il sentiero della vita,<br>
gioia piena alla tua presenza,<br>
dolcezza senza fine alla tua destra.</p>
<p><strong>Vangelo </strong><em>Mt 28,8-15<strong><br>
</strong></em>Dal Vangelo secondo Matteo</p>
<p>In quel tempo, abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».<br>
Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto. Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così: “I suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo”. E se mai la cosa venisse all’orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino a oggi.</p>
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<title>Lunedì in albis</title>
<link>https://www.eventi.news/lunedi-in-albis</link>
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<description><![CDATA[ II Giorno dell&#039;ottava di Pasqua ]]></description>
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<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 14:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Lunedì, albis</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ALL’INGRESSO<br>
</strong>Sia benedetto Dio,<br>
Padre di Gesù Cristo nostro Signore,<br>
che nella sua misericordia ci ha fatto rinascere<br>
e sperare nella vita senza fine,<br>
perché Gesù Cristo è risorto dai morti, alleluia.</p>
<p><strong>ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA<br>
</strong>O Padre, che ci hai ridato la vita eterna nella Pasqua del tuo Unigenito venuto a farsi condannare per nostro amore, rivolgi a lui i nostri cuori e la nostra vita perché sia mite con noi quando verrà a giudicarci e ci unisca alla sua gloria di salvatore risorto.<br>
Per lui, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. <strong>Amen</strong> </p>
<p><strong>LETTURA</strong> At 3, 17-24<br>
Lettura degli Atti degli Apostoli</p>
<p>In quei giorni. Pietro disse al popolo: «Ora, fratelli, io so che voi avete agito per ignoranza, come pure i vostri capi. Ma Dio ha così compiuto ciò che aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti, che cioè il suo Cristo doveva soffrire. Convertitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati e così possano giungere i tempi della consolazione da parte del Signore ed egli mandi colui che vi aveva destinato come Cristo, cioè Gesù. Bisogna che il cielo lo accolga fino ai tempi della ricostituzione di tutte le cose, delle quali Dio ha parlato per bocca dei suoi santi profeti fin dall’antichità. Mosè infatti disse: “Il Signore vostro Dio farà sorgere per voi, dai vostri fratelli, un profeta come me; voi lo ascolterete in tutto quello che egli vi dirà. E avverrà: chiunque non ascolterà quel profeta, sarà estirpato di mezzo al popolo”. E tutti i profeti, a cominciare da Samuele e da quanti parlarono in seguito, annunciarono anch’essi questi giorni».</p>
<p><strong>SALMO</strong> Sal 98 (99)</p>
<p><strong>Esaltate il Signore, nostro Dio.</strong></p>
<p>oppure</p>
<p><strong>Alleluia, alleluia, alleluia.</strong></p>
<p>Grande è il Signore in Sion,<br>
eccelso sopra tutti i popoli.<br>
Lodino il tuo nome grande e terribile.<br>
Egli è santo! R</p>
<p>Mosè e Aronne tra i suoi sacerdoti,<br>
Samuele tra quanti invocavano il suo nome:<br>
invocavano il Signore<br>
ed egli rispondeva. R</p>
<p>Signore, nostro Dio, tu li esaudivi,<br>
eri per loro un Dio che perdona:<br>
santo è il Signore, nostro Dio! R</p>
<p><strong>EPISTOLA</strong> 1Cor 5, 7-8<br>
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi</p>
<p>Fratelli, togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, né con lievito di malizia e di perversità, ma con azzimi di sincerità e di verità.</p>
<p>
<strong>VANGELO</strong> Lc 24, 1-12<br>
Lettura del Vangelo secondo Luca</p>
<p>In quel tempo. Il primo giorno della settimana, al mattino presto le donne si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”». Ed esse si ricordarono delle sue parole e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli. Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse. Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l’accaduto.</p>
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<audio class="wp-audio-shortcode" preload="none" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2022/07/Lc-241-12.mp3?_=1"><a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2022/07/Lc-241-12.mp3">https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2022/07/Lc-241-12.mp3</a></audio>
<p><strong>DOPO IL VANGELO</strong>  <br>
Il Signore si ricorda di noi e ci benedice, alleluia;<br>
benedice la casa di Israele, alleluia,<br>
benedice la casa di Aronne, alleluia.</p>
<p><strong>A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA<br>
</strong>Concedi, o Dio onnipotente, che la speranza accesa in noi dal mistero pasquale raggiunga il suo pieno compimento per la forza che ci viene dalla gloria di Cristo risorto.<br>
Per lui che vive e regna nei secoli dei secoli.<strong> Amen</strong></p>
<p><strong>SUI DONI<br>
</strong>Accogli, o Padre, l’offerta del tuo popolo, e fa’ che questi doni, presentàti con fede gioiosa nella celebrazione della Pasqua, ritornino a noi come principio e alimento della vera vita.<br>
Per Cristo nostro Signore.<strong> Amen</strong></p>
<p><strong>PREFAZIO<br>
</strong>È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. All’annuo ritorno di questi giorni sacri e solenni, tu doni ai credenti di celebrare con cuore più fervido e attento il mistero della passione e della risurrezione di Cristo da cui venne il nostro riscatto. Così con gioia nuova e più intensa ci concedi di proclamare che l’universo è stato a te riconciliato nel Signore risorto. Riconoscenti e ammiràti per questo disegno d’amore, uniti agli angeli e ai santi, ti eleviamo, o Padre, l’inno di lode: <strong>Santo…</strong></p>
<p><strong>ALLO SPEZZARE DEL PANE<br>
</strong>Venite e ascoltate le grandi cose che ha fatto il Signore.<br>
Ha risuscitato Gesù da morte,<br>
perché la nostra fede fosse certa<br>
e la nostra speranza fosse in Dio, alleluia.</p>
<p><strong>ALLA COMUNIONE<br>
</strong>Avvicinatevi e mangiate, alleluia,<br>
prendete il Corpo di Cristo, alleluia,<br>
gustate e vedete quanto è buono il Signore, alleluia.</p>
<p><strong>DOPO LA COMUNIONE<br>
</strong>Infondi in noi, o Padre, il tuo Spirito d’amore e fa’ che vivano uniti in carità e concordia quelli che hai nutrito con l’unico pane di vita.<br>
Per Cristo nostro Signore.<strong> Amen</strong></p>
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<title>San Pietro da Verona</title>
<link>https://www.eventi.news/san-pietro-da-verona</link>
<guid>https://www.eventi.news/san-pietro-da-verona</guid>
<description><![CDATA[ Lunedì dell&#039;Ottava di Pasqua ]]></description>
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<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 14:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>San, Pietro, Verona</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/san-pietro-verona-1-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/san-pietro-verona-1-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/san-pietro-verona-1-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/san-pietro-verona-1-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><figure class="article-image small"><figcaption></figcaption></figure>
<p>Nacque a Verona alla fine del sec. XII in una famiglia eretica, ma già ragazzino si oppose ai suoi parenti.<br>
Compì gli studi all’Università di Bologna dove poi entrò nell’Ordine Domenicano, quando s. Domenico era ancora in vita. Notizie storiche lo citano come grande partecipe nella fondazione delle Società della Fede e delle Confraternite Mariane a Milano, Firenze ed a Perugia; queste istituzioni a difesa della dottrina cristiana sorsero poi presso molti conventi domenicani; questo fra il 1232 e 1234.<br>
Dal 1236 lo si incontra in tutte le città centro-settentrionali d’Italia come grande predicatore contro l’eresia dualistica, ma Milano fu il campo principale del suo apostolato, le sue prediche e le sue pubbliche dispute con gli eretici, erano accompagnate da miracoli e profezie così molti ritornavano alla vera fede del Vangelo.<br>
Il papa Innocenzo IV nel 1251 lo nominò inquisitore per le città di Milano e Como. La lotta fu dura perché l’eresia era molto diffusa e nella domenica delle Palme 24 marzo 1252 durante una predica egli predisse la sua morte che in effetti lo colse il 6 aprile 1252  in un agguato nei pressi di Meda, mentre con due confratelli si stava recando a Milano. Il corpo di Pietro fu trasportato subito a Milano dove ebbe esequie trionfali e fu sepolto nel cimitero dei Martiri, vicino al convento di s. Eustorgio. Da quello stesso giorno si diffusero notizie di miracoli per sua intercessione.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/almanacco/santo-del-giorno/anno-a-2025-2026-s/san-pietro-di-verona-2865588.html">San Pietro da Verona</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/">Chiesa di Milano</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Preadolescenti a Roma, immersi in qualcosa di grande</title>
<link>https://www.eventi.news/preadolescenti-a-roma-immersi-in-qualcosa-di-grande</link>
<guid>https://www.eventi.news/preadolescenti-a-roma-immersi-in-qualcosa-di-grande</guid>
<description><![CDATA[ In 4000 partecipano alla tradizionale esperienza post-pasquale: martedì 7 la Messa presieduta dall’Arcivescovo in San Pietro, mercoledì 8 l’Udienza dal Papa (diretta web), con la riconsegna della Croce degli Sportivi. La preparazione nelle parole di educatrici, sacerdoti e religiose ]]></description>
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<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 14:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Preadolescenti, Roma, immersi, qualcosa, grande</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Pellegrinaggio-Preado-2025_Serenza-680x382.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Pellegrinaggio Preado 2025_Serenza" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Pellegrinaggio-Preado-2025_Serenza-680x382.jpeg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Pellegrinaggio-Preado-2025_Serenza-980x551.jpeg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Pellegrinaggio-Preado-2025_Serenza-195x110.jpeg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">I preadolescenti di Serenza a Roma nel 2025</span><p>Il Lunedì dell’Angelo inizierà presto per 4000 ragazzi della diocesi ambrosiana: partiranno per Roma, in un pellegrinaggio che li porterà a visitare i luoghi alla radice della fede e, allo stesso tempo, a vivere per la prima volta un’esperienza di comunione con la Chiesa universale.</p>
<h2>I momenti forti</h2>
<p>Due i momenti forti che scandiscono la tre-giorni romana dedicata ai ragazzi della terza media.</p>
<p>Martedì 7 aprile, alle 10, la celebrazione eucaristica nella Basilica di San Pietro, presieduta dall’Arcivescovo, monsignor Mario Delpini, che sempre accompagna in prima persona questo appuntamento ormai tradizionale per i preadolescenti ambrosiani.</p>
<p>Mercoledì 8 i ragazzi faranno quindi sentire la loro voce in piazza San Pietro, partecipando all’udienza generale di papa Leone XIV <em><strong>(diretta su <a href="https://www.chiesadimilano.it/">www.chiesadimilano.it</a> e su <a href="http://youtube.com/chiesadimilano" target="_blank" rel="noopener">Youtube.com/chiesadimilano</a></strong></em>). «Proprio in questo momento i ragazzi si rendono conto di essere immersi in qualcosa di grande – testimonia Francesca Di Rosa, educatrice delle medie a Cantù -. Si accorgono, infatti, del tempo necessario perché le parole del Papa, che loro si aspettano di ascoltare solo in italiano, vengano tradotte dagli interpreti in diverse lingue».</p>
<p>Un’esperienza che affascina, dunque, in giornate che sono vissute non come una piccola vacanza ma, appunto, come un vero e proprio pellegrinaggio. A cui, sottolinea la loro educatrice, i ragazzi arrivano preparati, dopo che in Quaresima, a Cantù, «ogni oratorio ha dedicato alcuni incontri di catechismo ad analizzare – naturalmente a un livello adeguato all’età, i contenuti del Credo, il testo che sta al cuore della fede». Il pellegrinaggio a Roma rappresenta, del resto, anche l’ultima ideale tappa nel percorso che percorso che porterà i ragazzi, in parrocchia, a proclamare la loro Professione di fede.</p>
<h2>Tenere accese le proprie domande</h2>
<p>E se «è forse un po’ troppo impegnativo dire che andremo a Roma a professare la fede», osserva don Daniele Bisogni, che accompagnerà il gruppo del decanato di Saronno (quest’anno il più numeroso della diocesi, con 195 partecipanti), «certamente queste giornate – evidenzia – sono comunque l’occasione per invitare i ragazzi a tenere accese le domande che portano con sé, e a far sì che l’incontro col Signore sia qualcosa che interroghi e continui ad accompagnare la loro vita». Proprio l’incontro col Papa, aggiunge, «diventa quindi l’occasione per rendersi conto che le domande di ciascuno sono in qualche modo “collegate” con quelle dei giovani di tutto il mondo».</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2869148" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2869148 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Pellegrinaggio-Preado-2025_Decanato-Saronno_Caronno-Pertusella.jpeg" alt="Pellegrinaggio Preado 2025_Decanato Saronno_Caronno Pertusella" width="2048" height="1536" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Pellegrinaggio-Preado-2025_Decanato-Saronno_Caronno-Pertusella.jpeg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Pellegrinaggio-Preado-2025_Decanato-Saronno_Caronno-Pertusella-768x576.jpeg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Pellegrinaggio-Preado-2025_Decanato-Saronno_Caronno-Pertusella-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Pellegrinaggio-Preado-2025_Decanato-Saronno_Caronno-Pertusella-360x270.jpeg 360w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px"><figcaption class="wp-caption-text">I preadolescenti di Saronno e Caronno Pertusella nel pellegrinaggio dello scorso anno</figcaption></figure>
<h2>Le visite</h2>
<p>Un cammino di fede che si nutre quindi di esperienze concrete: molti degli oratori andranno per esempio a visitare alcune catacombe, o la basilica di San Paolo fuori le Mura. Don Riccardo Borgonovo spiega invece che per i suoi ragazzi della Comunità pastorale San Paolo della Serenza (che raccoglie le parrocchie di Figino Serenza, Novedrate, Carimate e Montesolaro, nel Comasco) non può mai mancare la visita alla chiesa di San Luigi dei Francesi, per ammirare la celebre Vocazione di San Matteo.</p>
<p>«Anche se i ragazzi probabilmente non lo colgono attraverso un ragionamento che è più di noi adulti, la scena dipinta dal Caravaggio ha molto a che fare con la loro vita – riflette il sacerdote -. Spesso, infatti, capita ai ragazzi (ma anche ai più grandi) di vivere le relazioni restando comunque impassibili, di sentire che, nonostante le tante persone che conoscono, manca comunque qualcosa; in questa scena, invece possono cogliere in Gesù qualcuno che li guarda in modo diverso, che dedica loro del tempo, che si relaziona in modo molto profondo».</p>
<p>Il pellegrinaggio a Roma diventa quindi l’occasione, nota ancora don Riccardo, per «iniziare a dire ai ragazzi che nella fede, come nella vita, c’è un futuro da costruire, scegliendo di diventare adulti. A partire, magari, dai piccoli impegni in oratorio».</p>
<p>È l’invito che arriva anche da suor Chiara Cani, dell’oratorio di Osnago, che quest’anno accompagnerà la comitiva più piccola tra quelle della diocesi, con cinque ragazze di terza media: «Ma è proprio quando torneranno a casa, anche se saranno “solo” loro rispetto ai tanti incontrati a Roma, che, come il lievito nella pasta, potranno fare la differenza».</p>
<h2>La riconsegna della Croce</h2>
<p>In occasione dell’Udienza generale di mercoledì 8 aprile, la Diocesi e la Fom riconsegneranno ufficialmente a Leone XIV <strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/la-croce-degli-sportivi-accolta-a-milano-2861040.html">la Croce degli sportivi</a></strong>, che durante le Olimpiadi e le Paralimpiadi di Milano Cortina è stata custodita nella Basilica milanese di San Babila. Costituita da quindici pezzi di legno provenienti da diverse parti del mondo, la Croce è un simbolo ideato dal Dicastero vaticano per la Cultura e l’Educazione per accompagnare i grandi eventi sportivi internazionali (a partire dai Giochi di Londra 2012), come richiamo ai valori educativi dello sport.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/pellegrinaggio-preadolescenti-roma-2026-2868857.html">Preadolescenti a Roma, immersi in qualcosa di grande</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/">Chiesa di Milano</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Veglia pasquale gremita nella cattedrale di Assisi</title>
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<description><![CDATA[ Accrocca: “Notte di libertà e rinascita spirituale” Cattedrale gremita di fedeli ad Assisi per la solenne Veglia pasquale presieduta dal nuovo vescovo Felice Accrocca nella [Leggi]
L&#039;articolo Veglia pasquale gremita nella cattedrale di Assisi sembra essere il primo su Assisi Oggi. ]]></description>
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<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 13:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Veglia, pasquale, gremita, nella, cattedrale, Assisi</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Accrocca: “Notte di libertà e rinascita spirituale” Cattedrale gremita di fedeli ad Assisi per la solenne Veglia pasquale presieduta dal nuovo vescovo Felice Accrocca nella <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.assisioggi.it/religioni/veglia-pasquale-gremita-nella-cattedrale-di-assisi-82407/" title="Veglia pasquale gremita nella cattedrale di Assisi">[Leggi]</a></p>
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<title>In Sri Lanka una Pasqua di speranza, una chiesa bonificata dalle mine</title>
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<description><![CDATA[ La guerra civile nel Paese asiatico ha lasciato un’eredità devastante: ordigni terrestri inesplosi ovunque, in particolare nelle province settentrionali e orientali del Paese. L’organizzazione HALO Trust ha dedicato 20 anni alla bonifica sull’isola di Puvaransanthivu, dove sorge la chiesa di Nostra Signora di Velankanni, consentendo ai fedeli di tornare finalmente in un luogo di culto un tempo isolato dalla guerra e dalla violenza
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 14:30:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Sri, Lanka, una, Pasqua, speranza, una, chiesa, bonificata, dalle, mine</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>La guerra civile nel Paese asiatico ha lasciato un’eredità devastante: ordigni terrestri inesplosi ovunque, in particolare nelle province settentrionali e orientali del Paese. L’organizzazione HALO Trust ha dedicato 20 anni alla bonifica sull’isola di Puvaransanthivu, dove sorge la chiesa di Nostra Signora di Velankanni, consentendo ai fedeli di tornare finalmente in un luogo di culto un tempo isolato dalla guerra e dalla violenza</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-04/sri-lanka-chiesa-pasqua-speranza-bonifica-mine.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Iraq, tra Mossul e Erbil una Pasqua vissuta sulla croce</title>
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<description><![CDATA[ Per motivi di sicurezza, le celebrazioni della Settimana Santa si svolgono all’interno delle chiese. Ai media vaticani padre Behnam Benoka, vicario generale dell’arcidiocesi di Mossul dei siri, spiega: ci troviamo in una zona in cui si assiste &quot;al lancio di missili e droni da parte di gruppi armati e milizie verso Erbil e al contempo a bombardamenti aerei contro questi gruppi che si trovano nell’area di Mossul&quot;. Ma a Pasqua è viva &quot;la speranza di vedere un futuro&quot; e la fine della guerra
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<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 14:30:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Iraq, tra, Mossul, Erbil, una, Pasqua, vissuta, sulla, croce</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Per motivi di sicurezza, le celebrazioni della Settimana Santa si svolgono all’interno delle chiese. Ai media vaticani padre Behnam Benoka, vicario generale dell’arcidiocesi di Mossul dei siri, spiega: ci troviamo in una zona in cui si assiste "al lancio di missili e droni da parte di gruppi armati e milizie verso Erbil e al contempo a bombardamenti aerei contro questi gruppi che si trovano nell’area di Mossul". Ma a Pasqua è viva "la speranza di vedere un futuro" e la fine della guerra</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/iraq-guera-mo-cristiani-piana-ninive-pasqua.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Pasqua in Nicaragua, Settimana Santa blindata</title>
<link>https://www.eventi.news/pasqua-in-nicaragua-settimana-santa-blindata</link>
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<description><![CDATA[ Nel Paese centro americano restano in vigore le dure limitazioni alla libertà religiosa: vietati i riti in strada e le processioni. Dura condanna dagli Usa per la grave violazione del diritto a manifestra e professare la fede. Unica eccezione nella capitale dove il rito della Via Crucis è stato celebrato regolarmente dal cardinale Leopoldo Brenes
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<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 14:30:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Pasqua, Nicaragua, Settimana, Santa, blindata</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nel Paese centro americano restano in vigore le dure limitazioni alla libertà religiosa: vietati i riti in strada e le processioni. Dura condanna dagli Usa per la grave violazione del diritto a manifestra e professare la fede. Unica eccezione nella capitale dove il rito della Via Crucis è stato celebrato regolarmente dal cardinale Leopoldo Brenes</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-04/nicaragua-pasqua-religione-chiesa-fede.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>L’augurio di Pasqua della CEI: il Risorto illumina il buio delle guerre e della solitudine</title>
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<description><![CDATA[ Un messaggio a firma del presidente, cardinale Matteo Zuppi, e del segretario generale, monsignor Giuseppe Baturi, ribadisce che la sorgente della fede cristiana è il Cristo che “visita le nostre notti” e, risorgendo, vince sulla malattia, sull’emarginazione e sulla povertà
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<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 14:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>L’augurio, Pasqua, della, CEI:, Risorto, illumina, buio, delle, guerre, della, solitudine</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Un messaggio a firma del presidente, cardinale Matteo Zuppi, e del segretario generale, monsignor Giuseppe Baturi, ribadisce che la sorgente della fede cristiana è il Cristo che “visita le nostre notti” e, risorgendo, vince sulla malattia, sull’emarginazione e sulla povertà</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-04/l-augurio-di-pasqua-della-cei.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Nuovo ultimatum Usa all’Iran: 48 ore per aprire Hormuz</title>
<link>https://www.eventi.news/nuovo-ultimatum-usa-alliran-48-ore-per-aprire-hormuz</link>
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<description><![CDATA[ Mentre le forze iraniane e statunitensi cercano il pilota USA disperso, Donald Trump lancia un nuovo ultimatum a Teheran. Tra minacce, attacchi incrociati e tensioni sullo Stretto di Hormuz, il conflitto entra nella sesta settimana senza prospettive di pace. A Tel Aviv la polizia disperde una manifestazione contro la guerra
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 14:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Nuovo, ultimatum, Usa, all’Iran:, ore, per, aprire, Hormuz</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre le forze iraniane e statunitensi cercano il pilota USA disperso, Donald Trump lancia un nuovo ultimatum a Teheran. Tra minacce, attacchi incrociati e tensioni sullo Stretto di Hormuz, il conflitto entra nella sesta settimana senza prospettive di pace. A Tel Aviv la polizia disperde una manifestazione contro la guerra</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/usa-iran-israele-hormuz-medio-oriente-guerra.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Leone XIV alla veglia pasquale: Gesù è risorto, diamo vita a un mondo nuovo, di pace e unità</title>
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<description><![CDATA[ Nella Basilica di San Pietro, il Papa presiede la Messa nella notte santa e invita a non avere paura di rimuovere le pietre che ci chiudono nei nostri sepolcri e che sembrano inamovibili: sfiducia, paura, egoismo, rancore, guerra, ingiustizia, chiusura tra popoli e nazioni. &quot;Non lasciamocene paralizzare!&quot;, è l&#039;esortazione del Pontefice che impartisce il Battesimo e la Cresima a dieci catecumeni di varie nazionalità
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<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 14:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Leone, XIV, alla, veglia, pasquale:, Gesù, risorto, diamo, vita, mondo, nuovo, pace, unità</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nella Basilica di San Pietro, il Papa presiede la Messa nella notte santa e invita a non avere paura di rimuovere le pietre che ci chiudono nei nostri sepolcri e che sembrano inamovibili: sfiducia, paura, egoismo, rancore, guerra, ingiustizia, chiusura tra popoli e nazioni. "Non lasciamocene paralizzare!", è l'esortazione del Pontefice che impartisce il Battesimo e la Cresima a dieci catecumeni di varie nazionalità</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-04/papa-veglia-pasquale-notte-santa-omelia.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Haiti, la speranza di un popolo nella Resurrezione nonostante la guerra delle gang</title>
<link>https://www.eventi.news/haiti-la-speranza-di-un-popolo-nella-resurrezione-nonostante-la-guerra-delle-gang</link>
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<description><![CDATA[ Nel Paese caraibico insanguinato dalla ferocia dei gruppi armati che controllano gran parte di villaggi e città, il desiderio dei fedeli di partecipare alle celebrazioni pasquali non è mai venuto meno. Padre Massimo Miraglio, missionario camilliano: &quot;Per la fede popolare il Venerdì santo, il momento in cui Gesù muore sulla Croce, è l’apice perché rappresenta anche l’esperienza del dolore che il popolo sta vivendo ogni giorno&quot;
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                      ]]></description>
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<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 14:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Haiti, speranza, popolo, nella, Resurrezione, nonostante, guerra, delle, gang</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nel Paese caraibico insanguinato dalla ferocia dei gruppi armati che controllano gran parte di villaggi e città, il desiderio dei fedeli di partecipare alle celebrazioni pasquali non è mai venuto meno. Padre Massimo Miraglio, missionario camilliano: "Per la fede popolare il Venerdì santo, il momento in cui Gesù muore sulla Croce, è l’apice perché rappresenta anche l’esperienza del dolore che il popolo sta vivendo ogni giorno"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-04/haiti-pasqua-padre-miraglio-chiesa-dolore-speranza.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>La pace disarmata e disarmante del Risorto</title>
<link>https://www.eventi.news/la-pace-disarmata-e-disarmante-del-risorto</link>
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<description><![CDATA[ «La Risurrezione non è un colpo di scena teatrale, è una trasformazione silenziosa che riempie di senso ogni gesto umano». Con le parole di Leone XIV prosegue &quot;L&#039;Arte che consola&quot;, la collaborazione tra Vatican News e la Biblioteca Apostolica. Gli insegnamenti dei Papi accompagnate dai capolavori delle collezioni pontificie

                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 14:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>pace, disarmata, disarmante, del, Risorto</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>«La Risurrezione non è un colpo di scena teatrale, è una trasformazione silenziosa che riempie di senso ogni gesto umano». Con le parole di Leone XIV prosegue "L'Arte che consola", la collaborazione tra Vatican News e la Biblioteca Apostolica. Gli insegnamenti dei Papi accompagnate dai capolavori delle collezioni pontificie
</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-04/la-pace-disarmata-e-disarmante-del-risorto-bav-arte-che-consola.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Sud Sudan, l&amp;apos;esplosione della violenza fa sospendere tutti i riti della Pasqua</title>
<link>https://www.eventi.news/sud-sudan-lesplosione-della-violenza-fa-sospendere-tutti-i-riti-della-pasqua</link>
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<description><![CDATA[ L’esercito ha chiuso le strade nello Stato del Wester Bar El Ghazal, a causa dell’infuriare dei combattimenti. Il missionario Federico Gandolfi: i poveri subiscono le conseguenze di tutto, però “il Risorto è presente nella vita delle persone che, nonostante tutto, mostrano sorrisi e carità, e che aiutandosi rappresentano un esempio di resilienza e di fede”
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 14:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Sud, Sudan, lesplosione, della, violenza, sospendere, tutti, riti, della, Pasqua</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>L’esercito ha chiuso le strade nello Stato del Wester Bar El Ghazal, a causa dell’infuriare dei combattimenti. Il missionario Federico Gandolfi: i poveri subiscono le conseguenze di tutto, però “il Risorto è presente nella vita delle persone che, nonostante tutto, mostrano sorrisi e carità, e che aiutandosi rappresentano un esempio di resilienza e di fede”</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-04/sud-sudan-missionari-pasqua-violenza-triduo-poverta.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Pasqua, i vicari di Arabia del Nord e del Sud: la guerra non avrà l&amp;apos;ultima parola</title>
<link>https://www.eventi.news/pasqua-i-vicari-di-arabia-del-nord-e-del-sud-la-guerra-non-avra-lultima-parola</link>
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<description><![CDATA[ I vicari di Arabia del Nord e del Sud, Aldo Berardi e Paolo Martinelli, si sono rivolti alle rispettive comunità cristiane in vista della Pasqua, in un momento in cui anche i Paesi del Golfo sono coinvolti nella guerra in Medio Oriente. Diverse le testimonianze dei fedeli che raccontano &quot;le manifestazioni della grazia di Dio&quot; 
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 14:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Pasqua, vicari, Arabia, del, Nord, del, Sud:, guerra, non, avrà, lultima, parola</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>I vicari di Arabia del Nord e del Sud, Aldo Berardi e Paolo Martinelli, si sono rivolti alle rispettive comunità cristiane in vista della Pasqua, in un momento in cui anche i Paesi del Golfo sono coinvolti nella guerra in Medio Oriente. Diverse le testimonianze dei fedeli che raccontano "le manifestazioni della grazia di Dio" </p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-04/pasqua-i-vicari-di-arabia-del-nord-e-del-sud.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Mattarella al Papa: mi unisco ai suoi appelli di pace, si recuperi il dialogo</title>
<link>https://www.eventi.news/mattarella-al-papa-mi-unisco-ai-suoi-appelli-di-pace-si-recuperi-il-dialogo</link>
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<description><![CDATA[ Il messaggio del presidente della Repubblica italiana a Leone XIV in occasione della Pasqua. In questi tempi così &quot;complessi e inquieti&quot;, il capo di Stato auspica che si possano &quot;recuperare al più presto le ragioni del dialogo, della moderazione e della convivenza pacifica e giusta tra le genti&quot;
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
<enclosure url="https://www.vaticannews.va/content/dam/vaticannews/agenzie/images/srv/2025/10/14/2025-10-14-visita-ufficiale-al-presidente-della-epubblica-italia/1760441218156.JPG/_jcr_content/renditions/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422.jpeg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 14:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Mattarella, Papa:, unisco, suoi, appelli, pace, recuperi, dialogo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il messaggio del presidente della Repubblica italiana a Leone XIV in occasione della Pasqua. In questi tempi così "complessi e inquieti", il capo di Stato auspica che si possano "recuperare al più presto le ragioni del dialogo, della moderazione e della convivenza pacifica e giusta tra le genti"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-04/mattarella-italia-messaggio-auguri-pasqua-papa-leone-xiv.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Iran, recuperato il secondo pilota Usa. Teheran colpisce il Golfo e Israele</title>
<link>https://www.eventi.news/iran-recuperato-il-secondo-pilota-usa-teheran-colpisce-il-golfo-e-israele</link>
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<description><![CDATA[ Nella provincia di Kohgiluyeh e Boyer-Ahmad, dove si sono concentrate parte delle operazioni di ricerca e soccorso del militare Usa, media iraniani riferiscono di almeno nove morti e otto feriti. A questi si aggiungono i cinque membri dei Pasdaran uccisi nella pianura di Moghan, nel nord-ovest del Paese
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 14:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Iran, recuperato, secondo, pilota, Usa., Teheran, colpisce, Golfo, Israele</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nella provincia di Kohgiluyeh e Boyer-Ahmad, dove si sono concentrate parte delle operazioni di ricerca e soccorso del militare Usa, media iraniani riferiscono di almeno nove morti e otto feriti. A questi si aggiungono i cinque membri dei Pasdaran uccisi nella pianura di Moghan, nel nord-ovest del Paese</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/iran-israele-usa-guerra-soldato-morte-guerra-golfo.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Leone XIV: la guerra uccide e distrugge ma Cristo vince la morte per sempre</title>
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<description><![CDATA[ Nella domenica di Pasqua, il Papa presiede per la prima volta la Messa del giorno in Piazza San Pietro. Il mondo è ferito da conflitti, ingiustizie, idolatria del profitto, ma il Risorto apre i cuori alla speranza e illumina l’oscurità, afferma il Pontefice nell&#039;omelia, elevando al cielo una preghiera per la pace e per i poveri 
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<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 14:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Leone, XIV:, guerra, uccide, distrugge, Cristo, vince, morte, per, sempre</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nella domenica di Pasqua, il Papa presiede per la prima volta la Messa del giorno in Piazza San Pietro. Il mondo è ferito da conflitti, ingiustizie, idolatria del profitto, ma il Risorto apre i cuori alla speranza e illumina l’oscurità, afferma il Pontefice nell'omelia, elevando al cielo una preghiera per la pace e per i poveri </p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-04/papa-leone-xiv-messa-pasqua-2026-piazza-san-pietro.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Ucraina, non si fermano gli attacchi neppure nella notte di Pasqua</title>
<link>https://www.eventi.news/ucraina-non-si-fermano-gli-attacchi-neppure-nella-notte-di-pasqua</link>
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<description><![CDATA[ Droni russi hanno colpito nella notte la città portuale di Odessa. La reazione di Kyiv si è concentrata sulla raffineria Lukoil di Kstovo e su un oleodotto nella regione di Leningrado. Ma dagli Usa arriva la richiesta di limitare gli attacchi alle infrastrutture energetiche a causa della guerra in Iran
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<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 14:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Ucraina, non, fermano, gli, attacchi, neppure, nella, notte, Pasqua</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Droni russi hanno colpito nella notte la città portuale di Odessa. La reazione di Kyiv si è concentrata sulla raffineria Lukoil di Kstovo e su un oleodotto nella regione di Leningrado. Ma dagli Usa arriva la richiesta di limitare gli attacchi alle infrastrutture energetiche a causa della guerra in Iran</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/ucraina-guerra-diplomazia-usa-trump-putin-russia-cina-ue-pasqua.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Libano, un&amp;apos;intera famiglia uccisa da un attacco israeliano nella domenica di Pasqua</title>
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<description><![CDATA[ Unicef: oltre 1,1 milioni di persone sfollate dal 2 marzo. Secondo il ministero della Salute libanese, dall’inizio delle operazioni israeliane sono morte oltre 1.400 persone, tra cui 126 minori. Sul terreno, la pressione militare continua ad aumentare a partire dalla capitale. Beirut è di nuovo sotto attacco
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<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 14:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Libano, unintera, famiglia, uccisa, attacco, israeliano, nella, domenica, Pasqua</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Unicef: oltre 1,1 milioni di persone sfollate dal 2 marzo. Secondo il ministero della Salute libanese, dall’inizio delle operazioni israeliane sono morte oltre 1.400 persone, tra cui 126 minori. Sul terreno, la pressione militare continua ad aumentare a partire dalla capitale. Beirut è di nuovo sotto attacco</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/libano-guerra-israele-famiglia-beirut-attacco-pasqua-papa.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Urbi et Orbi, il Papa: tacciano le armi e cambino i cuori. L&amp;apos;11 aprile veglia di pace a San Pietro</title>
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<description><![CDATA[ Leone XIV dalla Loggia centrale della Basilica vaticana, pronuncia il tradizionale messaggio di Pasqua alla Città e al mondo, in cui implora Dio “che doni la sua pace al mondo funestato dalle guerre e segnato dall’odio e dall’indifferenza”. Chiede poi una “conversione” alla pace, ammonisce dal rischio della indifferenza dinanzi alla morte di migliaia di persone  e invita a partecipare ad un momento di preghiera nella Basilica vaticana il prossimo sabato
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<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 14:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Urbi, Orbi, Papa:, tacciano, armi, cambino, cuori., L11, aprile, veglia, pace, San, Pietro</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Leone XIV dalla Loggia centrale della Basilica vaticana, pronuncia il tradizionale messaggio di Pasqua alla Città e al mondo, in cui implora Dio “che doni la sua pace al mondo funestato dalle guerre e segnato dall’odio e dall’indifferenza”. Chiede poi una “conversione” alla pace, ammonisce dal rischio della indifferenza dinanzi alla morte di migliaia di persone  e invita a partecipare ad un momento di preghiera nella Basilica vaticana il prossimo sabato</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-04/urbi-et-orbi-pasqua-2026-papa-leone-xiv-pace-guerra-armi.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>L’esigenza di “dare una possibilità alla vera pace”</title>
<link>https://www.eventi.news/lesigenza-di-dare-una-possibilita-alla-vera-pace</link>
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<description><![CDATA[ Sos pace. L’arcivescovo di Teheran affida all’agenzia missionaria vaticana Fides l’appello a “intraprendere cammini di convivenza e riconciliazione”. In un mondo “di nuovo in preda alle retoriche belliciste e inghiottito delle sabbie mobili della corsa al riarmo“. Afferma il cardinale Dominique Joseph Mathieu:”L’aumento della retorica bellicista e la corsa al riarmo, in nome di una […]
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<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 10:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>L’esigenza, “dare, una, possibilità, alla, vera, pace”</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sos pace. L’arcivescovo di Teheran affida all’agenzia missionaria vaticana <em>Fides</em> l’appello a “intraprendere cammini di convivenza e riconciliazione”. In un mondo “di nuovo in preda alle retoriche belliciste e inghiottito delle sabbie mobili della <strong>corsa al riarmo</strong>“. Afferma il cardinale Dominique Joseph Mathieu:”L’aumento della retorica bellicista e la corsa al riarmo, in nome di una presunta ricerca della pace, turbano profondamente le <a href="https://www.fides.org/it/news/77203">coscienze</a>. In un mondo segnato da accuse di genocidio, etnocidio, crimini contro l’umanità, crimini di guerra e continue violazioni o intimidazioni delle <strong>istituzioni internazionali</strong> incaricate di custodire la giustizia e la pace tra le nazioni, la tentazione di dominare con la forza sembra prevalere sulla giustizia e sul <strong>bene comune</strong>“. Si chiede il porporato: “Dobbiamo allora concludere che il conflitto e la guerra sono lo stato naturale dell’uomo? O piuttosto siamo chiamati a riscoprire la vocazione pacifica inscritta nel cuore stesso della creazione?”. La risposta apre alla speranza:”Di fronte alla logica di un<strong> potere egemonico mondiale</strong>, unipolare ed emotivo, e dei suoi proxy regionali che cercano di ricolonizzare con la forza anziché con il dialogo, molte <a href="https://www.interris.it/esteri/medio-oriente-trump-colpiremo-duramente-liran/">nazioni</a> aspirano a una vera multipolarità fondata sul rispetto reciproco e sulla sovranità dei popoli. Gli uomini e le donne di buona volontà, in tutto il mondo, non desiderano soltanto l’assenza di guerra, ma la costruzione di una<strong> pace autentica e duratura</strong>, radicata nella giustizia, nella verità e nella misericordia”.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-494164" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-494164 size-full" src="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/Papa-Giovani-Monaco.jpeg" alt="pace" width="1280" height="720" srcset="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/Papa-Giovani-Monaco.jpeg 1280w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/Papa-Giovani-Monaco-300x169.jpeg 300w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/Papa-Giovani-Monaco-1024x576.jpeg 1024w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/Papa-Giovani-Monaco-768x432.jpeg 768w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/Papa-Giovani-Monaco-747x420.jpeg 747w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/Papa-Giovani-Monaco-150x84.jpeg 150w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/Papa-Giovani-Monaco-600x338.jpeg 600w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/Papa-Giovani-Monaco-696x392.jpeg 696w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/Papa-Giovani-Monaco-1068x601.jpeg 1068w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px"><figcaption class="wp-caption-text">Papa Leone XVI con i giovani monegaschi Immagine di Vatican News)</figcaption></figure>
<h3>Vera pace</h3>
<p>Sulle orme di Leone XIV il cardinale Dominique Joseph Mathieu ribadisce che “una<strong> pace imposta dalla paura</strong> o dalla costrizione non è una vera pace, ma una sua contraffazione, che poggia sull’ingiustizia e genera diffidenza e divisione”. La vera pace, invece, “si costruisce attraverso il dialogo e il rispetto della sovranità delle parti direttamente o indirettamente coinvolte, in uno<strong> spirito di buon vicinato</strong>“. Essa “richiede una vera comunione fondata sulla ricerca della verità mediante il dialogo – parole che permettono l’incontro tra avversari – e implica un processo di conversione attraverso opere di perdono e l’impegno per la giustizia sociale”. La vera pace, ha detto Leone XIV durante il Giubileo della spiritualità mariana, “non è deterrenza ma fraternità; non è un ultimatum, ma dialogo. Non verrà come frutto della vittoria sul nemico. Ma come <strong>risultato di semi di giustizia</strong> e di perdono coraggioso.” La fede cristiana “ci ricorda che Cristo stesso, di fronte alla violenza, rifiutò di rispondere con la forza: ‘Rimetti la tua spada nel fodero’ (Mt 26,52). La sua pace non è fragile né passeggera, ma eterna e feconda, perché viene da Dio”.</p>
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<title>“Doveva risorgere dai morti”: il commento di mons. Angelo Spina</title>
<link>https://www.eventi.news/doveva-risorgere-dai-morti-il-commento-di-mons-angelo-spina</link>
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<description><![CDATA[ Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 20,1-9 Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il […]
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<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 10:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>“Doveva, risorgere, dai, morti”:, commento, mons., Angelo, Spina</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><i>Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 20,1-9</i></p>
<p>Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e <strong>vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro</strong>.<br>
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».<br>
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.<br>
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.<br>
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, <strong>che cioè egli doveva risorgere dai morti</strong>.</p>
<div class="youtube-embed" data-video_id="ra3Z2qx_KdM"></div>
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<title>Santa Giuliana di Cornillon, promotrice della festa del Corpus Domini</title>
<link>https://www.eventi.news/santa-giuliana-di-cornillon-promotrice-della-festa-del-corpus-domini</link>
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<description><![CDATA[ Santa Giuliana di Cornillon (o di Liegi), Monaca agostiniana Retinne (Belgio), 1191 ca.-Fosses-la-Ville (Belgio), 5/04/1258. Rimasta orfana, all’età di 5 anni viene affidata al monastero agostiniano di Mont-Comillon, dove le suore gestiscono un ospedale per i lebbrosi. Avvenimenti • Nel 1207 diventa monaca agostiniana. Successivamente è eletta priora, ma viene cacciata dal monastero per l’estrema […]
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<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 10:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Santa, Giuliana, Cornillon, promotrice, della, festa, del, Corpus, Domini</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Santa Giuliana di Cornillon</strong> (o di Liegi), Monaca agostiniana Retinne (Belgio), 1191 ca.-Fosses-la-Ville (Belgio), 5/04/1258. <strong>Rimasta orfana, all’età di 5 anni</strong> viene affidata al <strong>monastero agostiniano di Mont-Comillon</strong>, dove le suore gestiscono un ospedale per i lebbrosi.</p>
<h3>Avvenimenti</h3>
<p>• <strong>Nel 1207 diventa monaca agostiniana</strong>. Successivamente è eletta priora, ma viene <strong>cacciata dal monastero</strong> per l’<strong>estrema durezza con cui interpreta la Regola</strong> e perché accusata di falsificare i conti dell’ospedale allo scopo di utilizzare il denaro per istituire la festa del Corpus Domini. <strong>Viene reintegrata dal vescovo</strong> che nel 1246 autorizza la celebrazione della festa a livello locale; alla morte di questo, <strong>Giuliana viene cacciata nuovamente dal monastero</strong> e la festa viene abolita.</p>
<p>• Nel 1248 si ritira nel cenobio cistercense di Salzinnes: quando questo viene incendiato, si  ritira a Fosses-la-Ville, dove vive da reclusa fino alla morte.</p>
<p>• <strong>Insieme a Eva di Liegi è la promotrice della festa del Corpus Domini</strong>, introdotta a Liegi nel 1246 dal vescovo Roberto de Thourotte e in tutta la Chiesa nel 1264 da Urbano IV.</p>
<h3>Aneddoti</h3>
<p><strong>A 16 anni ha una visione ricorrente</strong>: una l<strong>una luminosa che viene attraversata da un’unica striscia nera</strong>. Gesù in sogno le spiega che la luna rappresenta il calendario liturgico, mentre la striscia nera la <strong>mancanza di una festa per celebrare il Corpus Domini</strong>.</p>
<h3>Spiritualità</h3>
<p><strong>Sviluppa una grande devozione all’Eucaristia</strong> e si sente investita dell’incarico di far istituire una festa che la onori. «Vorrei presentarvi una figura femminile, poco nota, a cui la Chiesa però deve una grande riconoscenza, non solo per la sua santità di vita, ma anche perché, con il suo grande fervore ha <strong>contribuito all’istituzione di una delle solennità liturgiche più importanti dell’anno, quella del Corpus Domini</strong>» (Benedetto XVI).</p>
<h3>Morte</h3>
<p>Nella sua cella, dove giace morente, viene portato il Santissimo Sacramento: Giuliana si addormenta per sempre dopo aver contemplato con un intenso slancio d’amore Gesù Eucaristia. <strong>É canonizzata nel 1869.</strong></p>
<p>Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi</p>
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<title>Le campane annunciano la risurrezione</title>
<link>https://www.eventi.news/le-campane-annunciano-la-risurrezione</link>
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<description><![CDATA[ Com’è tradizione nella veglia di Pasqua, dopo il canto del “Gloria”, le campane di tutte le chiese piccole e grandi, sparse in tutto il mondo, annunciano ad ogni angolo della Terra, che Gesù è risorto”. Il “Gloria” è uno degli inni più antichi e conosciuti della tradizione cristiana. Le sue origini risalgono ai primi secoli, […]
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<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 10:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>campane, annunciano, risurrezione</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Com’è tradizione <strong>nella veglia di Pasqua</strong>, dopo <strong>il canto del “Gloria”</strong>, le <strong>campane</strong> di tutte le chiese piccole e grandi, sparse in tutto il mondo, annunciano ad ogni angolo della Terra, che Gesù è risorto”. I<strong>l “Gloria” è uno degli inni più antichi e conosciuti della tradizione</strong> <strong>cristiana</strong>. Le sue origini risalgono ai primi secoli, probabilmente tra il II e III, come ampliamento del canto angelico, narrato nel Vangelo di Luca. Inizialmente il “Gloria” veniva cantato solennemente nella liturgia orientale e poi fu adottato in quella occidentale.</p>
<p><strong>Le campane da secoli hanno risuonato e risuonano ancora in villaggi</strong>, paesi e città, scandendo il ritmo e il tempo della vita umana e spirituale. In Occidente, la “nascita” ufficiale della campana moderna è legata alla regione italiana della Campania da cui il nome. <strong>La tradizione attribuisce l’invenzione a San Paolino di Nola</strong> (IV-V secolo d.C.) il quale, per richiamare i fedeli alla preghiera, avrebbe introdotto l’uso di grandi vasi di bronzo prodotti dagli abili artigiani locali. Tuttavia, i primi esemplari erano rudimentali lastre di ferro battuto e rivettato. Storicamente, non esiste una “singola campana” fisica superstite che detenga il primato assoluto, poiché nel primo millennio si usavano spesso i “semantron” assi di legno percosse con martelli, ancora usate in alcuni monasteri ortodossi. Tuttavia, la tradizione simbolica vuole che<strong> le prime campane a “sciogliersi”</strong> e tornare a suonare dopo il silenzio del Venerdì Santo, <strong>siano state quelle delle comunità cristiane</strong> della Campania e del Lazio tra il V e il VI secolo. Fu proprio in quel periodo che il Papa ufficializzò l’uso delle campane per segnare le ore canoniche e la Pasqua, trasformando il bronzo nel messaggero ufficiale della vittoria sulla morte. C’è da aggiungere che il fondere una campana era un evento sacro. Il mastro fonditore gettava nel metallo fuso monete d’oro o reliquie, mentre i monaci pregavano affinché il bronzo non si incrinasse durante il raffreddamento. <strong>Nel Medioevo le campane si diffusero in tutta Europa</strong>. Le cattedrali e le parrocchie, iniziarono a installare grandi campane di bronzo nei campanili, non solo per le celebrazioni religiose, ma per annunciare eventi significati, avvertire di pericoli o festeggiare le vittorie.</p>
<p><strong>Il loro suono è come un linguaggio che arriva nell’orecchio dell’uomo</strong>. Per molti, il loro rintocco rappresenta qualcosa di più profondo: la voce di Dio, che si diffonde nell’aria, capace di raggiungere ogni cuore. E soprattutto nei momenti di festa, come nelle solenni celebrazioni religiose, il suono delle campane, da quelle più piccole a quelle più grandi, è qualcosa di gioioso, allo stesso tempo, è un richiamo a vivere qualcosa di coinvolgente e qualcosa che unisce. <strong>Se pensiamo alle campane come la “voce di Dio”</strong>, è un modo per esprimere il compito, che le campane stesse hanno avuto e il significato, per intere generazioni. Basterebbe ricordare che in un tempo, quando non esistevano i mezzi di comunicazione moderni e attuali, erano proprio i campanili delle chiese, a richiamare la gente e i fedeli in particolare, alla preghiera. <strong>Il loro suono, era e diventava, un invito a fermarsi,</strong> a riflettere e a rivolgere soprattutto lo sguardo verso qualcosa di più grande e forse qualcosa… di infinito. E’ vero che ogni singola persona può interpretare il suono caratteristico e unico delle campane, come un momento di consolazione, di memoria, mentre per altri è l’annuncio di pace, e sarebbe bello sentirlo al più presto, visto che l’uomo ultimamente preferisce la guerra.</p>
<p>Potremmo affermare che<strong> il rintocco delle campane</strong>, non ha bisogno di parole, ma quella è una “melodia”, che comunica più di tanti messaggi che ogni giorno invadono la nostra mente. In quel suono antico, c’è sicuramente<strong> qualcosa che supera il tempo e le stagioni,</strong> che vuole continuare a parlare all’uomo contemporaneo. Una voce che non si vede, <strong>ma che si fa sentire, la voce di Dio</strong>.</p>
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<title>«Il Risorto ci dona la pace, il suo Spirito e la gioia»</title>
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<description><![CDATA[ Il videomessaggio pasquale dell&#039;Arcivescovo ai fedeli ambrosiani: «Gesù è presente, possiamo incontrarlo». E parlare con lui della guerra, dell’insegnante aggredita a scuola, della tristezza del mondo causata dal «non ricevere i doni di Dio» ]]></description>
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<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 07:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>«Il, Risorto, dona, pace, suo, Spirito, gioia»</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/AUGURI-DI-PASQUA-2026_NO-LOGO-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="AUGURI DI PASQUA 2026" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/AUGURI-DI-PASQUA-2026_NO-LOGO-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/AUGURI-DI-PASQUA-2026_NO-LOGO-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/AUGURI-DI-PASQUA-2026_NO-LOGO-768x432.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/AUGURI-DI-PASQUA-2026_NO-LOGO-1536x864.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/AUGURI-DI-PASQUA-2026_NO-LOGO-195x110.jpg 195w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/AUGURI-DI-PASQUA-2026_NO-LOGO.jpg 1920w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>«Vi auguro buona Pasqua perché Gesù è risorto e ci dona la sua pace, perché Gesù è risorto e ci dona il suo Spirito, perché Gesù è risorto e ci dona la sua gioia»: questo l’augurio dell’Arcivescovo, monsignor Mario Delpini, ai fedeli ambrosiani nel videomessaggio che pubblichiamo qui sotto.</p>
<p></p>
<p>La resurrezione «non è una tra le tante notizie che vengono diffuse oggi», rileva monsignor Delpini. Non è neppure un dogma da «professare con ferma fede per essere cattolico». È piuttosto un incontro, «una visita che il Signore vuol fare a noi, a tutta la Chiesa». È quanto hanno sperimentato i discepoli, Maria di Magdala, Paolo… «Gesù è presente e io lo incontro nella celebrazione dei sacramenti, nell’ascolto della Parola, nel silenzio della preghiera, nel servizio della carità…».</p>
<p>Per dirgli cosa? «Vorrei chiedergli cosa devo pensare di fronte alla guerra, nel Medio Oriente e in tante altre parti della Terra». E lui cosa risponderebbe? «Non ha la soluzione come una sorta di incantesimo, forse dirà, come ha detto ai discepoli: “Pace a voi, vi do la mia pace”», incaricando «ciascuno di noi di essere operatori di pace».</p>
<p>Lo stesso vale per la «notizia sconcertante» della professoressa aggredita «con intenti omicidi» da un alunno «così giovane». Gesù risponderebbe: «Vi do lo Spirito Santo perché a chi perdonerete i peccati questi siano perdonati». Spirito Santo che non è «una parola magica che può cambiare il cuore delle persone», ma è «amore che rende capaci di amare». Di questo amore la professoressa «è un esempio», perché è «riconoscente all’altro ragazzo che l’ha salvata, e a chi ha donato il sangue perché lei potesse vivere». Un amore che ci rende capaci di amare, rileva l’Arcivescovo, «può visitare anche le anime tenebrose, anche i cuori confusi, anche le menti folli che possono suggerire azioni cattive».</p>
<p>Parlando invece delle «tante persone malate di tristezza», Gesù direbbe: «Vi do la mia gioia, la gioia piena sia in voi». E forse si capirebbe «che la tristezza del mondo ha la sua radice nel non ricevere i doni di Dio».</p>
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<title>Una meraviglia ai nostri occhi</title>
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<description><![CDATA[ Domenica di Pasqua ]]></description>
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<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 07:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Una, meraviglia, nostri, occhi</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>At 1, 1-8a; Sal 117 (118); 1Cor 15, 3-10a; Gv 20, 11-18</p>
<p><strong>Fratelli, a voi ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto, cioè che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture e che fu sepolto e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici.</strong> (1Cor 15, 3-5)</p>
<p>Paolo trasmette il nucleo della fede cristiana: Gesù morto e risorto. Attorno a quell’evento si è costruita la storia ed è cambiata la storia di chiunque si sia lasciato coinvolgere da quell’annuncio.<br>
Oggi è innanzitutto il giorno per ringraziare del fatto che quell’annuncio è arrivato fino a noi, per chiedersi in quale misura la propria vita è trasformata a partire dalla consapevolezza di Gesù morto e risorto, infine per considerare se si è coinvolti dalla stessa forza con cui Paolo desidera fare tutti partecipi di quella notizia.</p>
<p><strong>Preghiamo</strong></p>
<p>La pietra scartata dai costruttori<br>
è divenuta la pietra d’angolo.<br>
Questo è stato fatto dal Signore:<br>
una meraviglia ai nostri occhi.</p>
<p>dal Salmo 117 (118)</p>
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<title>San Vincenzo Ferrer</title>
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<description><![CDATA[ Pasqua di Risurrezione ]]></description>
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<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 07:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>San, Vincenzo, Ferrer</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/vincenzo-ferrer-1-1-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/vincenzo-ferrer-1-1-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/vincenzo-ferrer-1-1-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/vincenzo-ferrer-1-1-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>Vincenzo Ferrer, predicatore dell’ordine Domenicano, era nato a Valencia, in Spagna, nel 1350. Entrato nel convento domenicano della sua città, fu consacrato sacerdote nel 1379, proprio quando la Chiesa veniva divisa dal Grande Scisma: due papi se ne contendevano il governo. Vincenzo, spinto dal cardinale aragonese Pietro de Luna, si schierò in buona fede dalla parte di Clemente VII, Papa di Avignone, credendo fosse lui il legittimo successore di Pietro, mentre era proprio il papa scismatico.<br>
La sua infiammata oratoria trasse verso quel papa illegittimo quasi tutta la Chiesa di Spagna. Chiamato ad Avignone, dove il cardinale de Luna era succeduto a Clemente VII col nome di Benedetto XII, dopo tre anni, deluso dal contegno dell’antipapa, abbandonò la Curia avignonese per darsi tutto alla predicazione. In quel tempo di grave smarrimento la voce di Vincenzo Ferrer si levò severa, richiamando le folle a penitenza, purezza di costumi e correttezza di vita cristiana. Cercò di porre fine allo scisma, invitando i contendenti a deporre le loro ambizioni personali.<br>
Dopo la sua morte, avvenuta nel 1419, chiuso e sanato il grande Scisma, il papa Callisto III, nel 1455, riconobbe le eroiche virtù del predicatore spagnolo, nonostante l’iniziale sviamento. Sempre però Vincenzo Ferrer tenne fede al suo motto: <em>“temete Dio e dategli onore”</em>.</p>
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<title>Fra Marco Moroni Pasqua amore unica vendetta che salva il mondo</title>
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<description><![CDATA[ Fra Marco Moroni custode Sacro Convento Assisi riflette su speranza La Pasqua rappresenta la festa cristiana per eccellenza, intrisa di speranza, gioia e senso di [Leggi]
L&#039;articolo Fra Marco Moroni Pasqua amore unica vendetta che salva il mondo sembra essere il primo su Assisi Oggi. ]]></description>
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<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 06:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Fra, Marco, Moroni, Pasqua, amore, unica, vendetta, che, salva, mondo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Fra Marco Moroni custode Sacro Convento Assisi riflette su speranza La Pasqua rappresenta la festa cristiana per eccellenza, intrisa di speranza, gioia e senso di <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.assisioggi.it/religioni/fra-marco-moroni-pasqua-amore-unica-vendetta-che-salva-il-mondo-82400/" title="Fra Marco Moroni Pasqua amore unica vendetta che salva il mondo">[Leggi]</a></p>
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<title>La Via Crucis, nascita lenta di un percorso della Passione</title>
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<description><![CDATA[ La pia devozione si definisce lentamente nel corso dei secoli, a partire dalla meditazione medievale sulla Passione e dalla pratica dei pellegrinaggi, attraverso una pluralità di modelli che solo tra XVII e XVIII secolo trovano una progressiva stabilizzazione nella sequenza delle quattordici stazioni, destinata poi a consolidarsi e a diffondersi in tutta la cristianità
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                      ]]></description>
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 07:30:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Via, Crucis, nascita, lenta, percorso, della, Passione</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>La pia devozione si definisce lentamente nel corso dei secoli, a partire dalla meditazione medievale sulla Passione e dalla pratica dei pellegrinaggi, attraverso una pluralità di modelli che solo tra XVII e XVIII secolo trovano una progressiva stabilizzazione nella sequenza delle quattordici stazioni, destinata poi a consolidarsi e a diffondersi in tutta la cristianità</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-04/via-crucis-devozione-storia-quaresima-arte-sacra-tradizione.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>&amp;quot;Laudato si&amp;apos;, o mi&amp;apos; Signore&amp;quot;, la sacra rappresentazione della Passione di Cristo a Fiamenga</title>
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<description><![CDATA[ In Umbria, a pochi passi da Foligno, torna l&#039;appuntamento del Venerdì Santo con la rappresentazione teatrale e popolare della Via Crucis. L&#039;edizione di quest&#039;anno rilegge il dramma alla luce della figura di San Francesco d&#039;Assisi, a 800 anni dalla sua morte. Come spiega il regista Francesco Fratini, &quot;Il Santo ha rivoluzionato il concetto di amore, spogliandosi dei beni materiali e abbracciando ogni creatura&quot;
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 07:30:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Laudato, si, mi, Signore, sacra, rappresentazione, della, Passione, Cristo, Fiamenga</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>In Umbria, a pochi passi da Foligno, torna l'appuntamento del Venerdì Santo con la rappresentazione teatrale e popolare della Via Crucis. L'edizione di quest'anno rilegge il dramma alla luce della figura di San Francesco d'Assisi, a 800 anni dalla sua morte. Come spiega il regista Francesco Fratini, "Il Santo ha rivoluzionato il concetto di amore, spogliandosi dei beni materiali e abbracciando ogni creatura"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-04/pasqua-sacra-rappresentazione-umbria-san-francesco-d-assisi.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>La Via della Croce in Terra Santa</title>
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<description><![CDATA[ La mattina di venerdì 3 aprile a Gerusalemme la Via Crucis di alcuni frati francescani per le strade della città vecchia di Gerusalemme. Le riflessioni su questo momento, vissuto in tempo di guerra, da parte del responsabile delle scuole della Custodia di Terra Santa, padre Ibrahim Faltas. &quot;Sul cammino che ci porterà alla Santa Pasqua 2026 abbiamo incontrato la violenza, la morte, il dolore per la sofferenza di tanti fratelli a cui sono stati negati tanti diritti, a cui è stato negato l&#039;amore&quot;
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
<enclosure url="https://www.vaticannews.va/content/dam/vaticannews/multimedia/2026/aprile/03/Geruslemme---Faltas-4.jpg/_jcr_content/renditions/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422.jpeg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 07:30:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Via, della, Croce, Terra, Santa</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>La mattina di venerdì 3 aprile a Gerusalemme la Via Crucis di alcuni frati francescani per le strade della città vecchia di Gerusalemme. Le riflessioni su questo momento, vissuto in tempo di guerra, da parte del responsabile delle scuole della Custodia di Terra Santa, padre Ibrahim Faltas. "Sul cammino che ci porterà alla Santa Pasqua 2026 abbiamo incontrato la violenza, la morte, il dolore per la sofferenza di tanti fratelli a cui sono stati negati tanti diritti, a cui è stato negato l'amore"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-04/faltas-via-della-croce-in-terra-santa.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Via Crucis, Cristo annulla il male con l’amore. Risponderà a Dio chi abusa del potere</title>
<link>https://www.eventi.news/via-crucis-cristo-annulla-il-male-con-lamore-rispondera-a-dio-chi-abusa-del-potere</link>
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<description><![CDATA[ È una Via Crucis nel mondo contemporaneo quella del frate minore, che nelle sue meditazioni per l&#039;appuntamento del Venerdì Santo al Colosseo riflette sul potere esercitato dagli uomini: come al tempo di Gesù pure oggi c’è chi crede di avere un’autorità senza limiti e pensa di poterne usare e abusare come vuole, decidendo per esempio di avviare una guerra. Oggi “cadaveri non restituiti&quot; e “madri” e “parenti” costretti a umiliarsi per poterli seppellire
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 07:30:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Via, Crucis, Cristo, annulla, male, con, l’amore., Risponderà, Dio, chi, abusa, del, potere</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>È una Via Crucis nel mondo contemporaneo quella del frate minore, che nelle sue meditazioni per l'appuntamento del Venerdì Santo al Colosseo riflette sul potere esercitato dagli uomini: come al tempo di Gesù pure oggi c’è chi crede di avere un’autorità senza limiti e pensa di poterne usare e abusare come vuole, decidendo per esempio di avviare una guerra. Oggi “cadaveri non restituiti" e “madri” e “parenti” costretti a umiliarsi per poterli seppellire</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-04/via-crucis-colosseo-meditazioni-patton-abuso-potere-morti-umilta.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Colloquio telefonico tra Leone XIV e il presidente Herzog: riaprire tutti i canali di dialogo</title>
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<description><![CDATA[ In occasione delle festività pasquali, telefonata stamani, 3 aprile, tra il Papa e il capo dello Stato di Israele. Ribadita la necessità di riaprire il dialogo diplomatico &quot;in vista di una pace giusta e duratura in tutto il Medio Oriente&quot;. Sottolineata l’importanza di proteggere i civili e promuovere il rispetto del diritto internazionale e umanitario 

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                      ]]></description>
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 07:30:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Colloquio, telefonico, tra, Leone, XIV, presidente, Herzog:, riaprire, tutti, canali, dialogo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione delle festività pasquali, telefonata stamani, 3 aprile, tra il Papa e il capo dello Stato di Israele. Ribadita la necessità di riaprire il dialogo diplomatico "in vista di una pace giusta e duratura in tutto il Medio Oriente". Sottolineata l’importanza di proteggere i civili e promuovere il rispetto del diritto internazionale e umanitario 
</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-04/telefonata-papa-leone-presidente-stato-israele.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Il Papa a Zelensky: vicino agli ucraini, urgente ogni aiuto umanitario</title>
<link>https://www.eventi.news/il-papa-a-zelensky-vicino-agli-ucraini-urgente-ogni-aiuto-umanitario</link>
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<description><![CDATA[ Leone XIV e il presidente ucraino hanno avuto un colloquio telefonico in vista della Pasqua: gli auspici per una pace giusta e duratura e il sostegno a ogni iniziativa, specie per quanto riguarda la liberazione dei prigionieri
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 07:30:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Papa, Zelensky:, vicino, agli, ucraini, urgente, ogni, aiuto, umanitario</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Leone XIV e il presidente ucraino hanno avuto un colloquio telefonico in vista della Pasqua: gli auspici per una pace giusta e duratura e il sostegno a ogni iniziativa, specie per quanto riguarda la liberazione dei prigionieri</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-04/leone-xiv-zelensky-colloquio-telefonico-vicinanza-pasqua-pace.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Messico, la Via Crucis dei migranti abbandonati e senza diritti</title>
<link>https://www.eventi.news/messico-la-via-crucis-dei-migranti-abbandonati-e-senza-diritti</link>
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<description><![CDATA[ Nella cittadina di Tapachula, nello Stato del Chiapas,  centinaia di persone hanno sfliato  dietro una grande croce non solo per pregare ma anche per denunciare le sofferenze causate da politiche migratorie giudicate inique e vessatorie.don Heyman Vázquez Medina, parroco di San Andrés apóstol a Hidalgo e delegato per la pastorale della mobilità umana delle Conferenza episcopale messicana: &quot;Il viaggio del migrante è una Via Crucis piena di sofferenza, occorre una parola di incoraggiamento&quot;
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 07:30:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Messico, Via, Crucis, dei, migranti, abbandonati, senza, diritti</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nella cittadina di Tapachula, nello Stato del Chiapas,  centinaia di persone hanno sfliato  dietro una grande croce non solo per pregare ma anche per denunciare le sofferenze causate da politiche migratorie giudicate inique e vessatorie.don Heyman Vázquez Medina, parroco di San Andrés apóstol a Hidalgo e delegato per la pastorale della mobilità umana delle Conferenza episcopale messicana: "Il viaggio del migrante è una Via Crucis piena di sofferenza, occorre una parola di incoraggiamento"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-04/chiesa-messico-migranti-diritti-umani-usa-cuba.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Pasqua in Siria, il vescovo Jallouf: timori per i cristiani, la strada da percorrere è l&amp;apos;unità</title>
<link>https://www.eventi.news/pasqua-in-siria-il-vescovo-jallouf-timori-per-i-cristiani-la-strada-da-percorrere-e-lunita</link>
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<description><![CDATA[ Il vicario apostolico di Aleppo parla di celebrazioni e riti pasquali contingentati e solo all&#039;interno dei luoghi di culto, denunciando attacchi contro le minoranze, violenze diffuse e tensioni confessionali. L&#039;incoraggiamento a non perdere la speranza e non avere paura e poi l&#039; appello: &quot;Greci, siri, cattolici devono tornare all&#039;origine, tutti noi crediamo in Cristo, non è il momento di divisioni e particolarismi&quot;
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 07:30:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Pasqua, Siria, vescovo, Jallouf:, timori, per, cristiani, strada, percorrere, lunità</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il vicario apostolico di Aleppo parla di celebrazioni e riti pasquali contingentati e solo all'interno dei luoghi di culto, denunciando attacchi contro le minoranze, violenze diffuse e tensioni confessionali. L'incoraggiamento a non perdere la speranza e non avere paura e poi l' appello: "Greci, siri, cattolici devono tornare all'origine, tutti noi crediamo in Cristo, non è il momento di divisioni e particolarismi"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-04/pasqua-siria-cristiani-jallouf-timori-guerra-celebrazioni.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Colletta Pro Terra Sancta, segno concreto di comunione</title>
<link>https://www.eventi.news/colletta-pro-terra-sancta-segno-concreto-di-comunione</link>
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<description><![CDATA[ Il messaggio del Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, in occasione dell&#039;annuale Colletta Pro Terra Sancta: grazie a questo gesto &quot;possiamo sostenere scuole, parrocchie, opere caritative, progetti sociali e interventi di emergenza, mantenendo viva la presenza cristiana nei luoghi della redenzione&quot;
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 07:30:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Colletta, Pro, Terra, Sancta, segno, concreto, comunione</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il messaggio del Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, in occasione dell'annuale Colletta Pro Terra Sancta: grazie a questo gesto "possiamo sostenere scuole, parrocchie, opere caritative, progetti sociali e interventi di emergenza, mantenendo viva la presenza cristiana nei luoghi della redenzione"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-04/colletta-pro-terra-sancta.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>In Cambogia una Pasqua di solidarietà, ai giovani il compito di costruire la pace</title>
<link>https://www.eventi.news/in-cambogia-una-pasqua-di-solidarieta-ai-giovani-il-compito-di-costruire-la-pace</link>
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<description><![CDATA[ In un Paese piagato dalla guerra che ha provocato oltre 50mila sfollati, la Chiesa è in prima linea per portare in questo periodo pasquale doni materiali e spirituali alle famiglie che vivono nei campi profughi. Tra le iniziative, quella del vicariato di Phnom Penh che ha organizzato una marcia con centinaia di ragazzi ai quali il vescovo Olivier Schmitthaeusler ha chiesto di diventare &quot;ambasciatori di riconciliazione&quot;
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 07:30:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Cambogia, una, Pasqua, solidarietà, giovani, compito, costruire, pace</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>In un Paese piagato dalla guerra che ha provocato oltre 50mila sfollati, la Chiesa è in prima linea per portare in questo periodo pasquale doni materiali e spirituali alle famiglie che vivono nei campi profughi. Tra le iniziative, quella del vicariato di Phnom Penh che ha organizzato una marcia con centinaia di ragazzi ai quali il vescovo Olivier Schmitthaeusler ha chiesto di diventare "ambasciatori di riconciliazione"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-04/cambogia-pasqua-caritas-giovani-caritas-cristiani.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Ucraina, il vescovo Kryvytskyi: situazione drammatica ma siamo in piedi</title>
<link>https://www.eventi.news/ucraina-il-vescovo-kryvytskyi-situazione-drammatica-ma-siamo-in-piedi</link>
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<description><![CDATA[ Fuori da uno degli inverni tra i più gelidi, con una popolazione sopravvissuta a carenze terribili, il presule a capo della diocesi latina di Kyiv-Zhytomyr ringrazia per i continui aiuti che hanno sostenuto gli ucraini: la guerra è una “prova che va oltre la resistenza fisica al freddo e alle altre sfide, è un esame del nostro rapporto intimo con Dio”
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 07:30:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Ucraina, vescovo, Kryvytskyi:, situazione, drammatica, siamo, piedi</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Fuori da uno degli inverni tra i più gelidi, con una popolazione sopravvissuta a carenze terribili, il presule a capo della diocesi latina di Kyiv-Zhytomyr ringrazia per i continui aiuti che hanno sostenuto gli ucraini: la guerra è una “prova che va oltre la resistenza fisica al freddo e alle altre sfide, è un esame del nostro rapporto intimo con Dio”</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-04/ucraina-intervista-vescovo-kryvytskyi-vescovo-intervista.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Iran, non si fermano gli attacchi Usa sulle infrastrutture strategiche</title>
<link>https://www.eventi.news/iran-non-si-fermano-gli-attacchi-usa-sulle-infrastrutture-strategiche</link>
<guid>https://www.eventi.news/iran-non-si-fermano-gli-attacchi-usa-sulle-infrastrutture-strategiche</guid>
<description><![CDATA[ Distrutto da attacchi statunitensi il cosiddetto ponte B1, che collega Teheran a Karaj e fa parte di un progetto stradale che conduce al Mar Caspio. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che a tale operazione «seguirà molto altro», compresi raid contro le centrali elettriche. Atteso all’Onu il voto sulla risoluzione presentata dal Bahrein per lo Stretto di Hormuz  
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 07:30:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Iran, non, fermano, gli, attacchi, Usa, sulle, infrastrutture, strategiche</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Distrutto da attacchi statunitensi il cosiddetto ponte B1, che collega Teheran a Karaj e fa parte di un progetto stradale che conduce al Mar Caspio. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che a tale operazione «seguirà molto altro», compresi raid contro le centrali elettriche. Atteso all’Onu il voto sulla risoluzione presentata dal Bahrein per lo Stretto di Hormuz  </p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/distrutto-ponte-attacchi-usa-infrastrutture-iran-libano.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Cuba, per la Settimana Santa annunciata la grazia per 2.010 prigionieri</title>
<link>https://www.eventi.news/cuba-per-la-settimana-santa-annunciata-la-grazia-per-2010-prigionieri</link>
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<description><![CDATA[ Il governo de L’Avana ha stabilito la liberazione di un gruppo di detenuti, parlando di un &quot;gesto umanitario e sovrano&quot;. Tra i beneficiari del provvedimento coloro che hanno scontato &quot;una parte significativa della loro pena&quot; e che hanno &quot;dimostrato una buona condotta in carcere&quot;
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 07:30:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Cuba, per, Settimana, Santa, annunciata, grazia, per, 2.010, prigionieri</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il governo de L’Avana ha stabilito la liberazione di un gruppo di detenuti, parlando di un "gesto umanitario e sovrano". Tra i beneficiari del provvedimento coloro che hanno scontato "una parte significativa della loro pena" e che hanno "dimostrato una buona condotta in carcere"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/cuba-settimana-santa-pasqua-prigionieri-liberazione.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Perù, a maggio l’ascolto delle vittime del “Sodalicio”</title>
<link>https://www.eventi.news/peru-a-maggio-lascolto-delle-vittime-del-sodalicio</link>
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<description><![CDATA[ Dal 4 al 22 maggio prossimi a Lima sarà avviato un “canale di primo ascolto” rivolto a quelle persone che si considerano vittime non debitamente risarcite di abusi fisici e/o sessuali e di altri tipi di abuso (spirituale, di coscienza, autorità, natura economica) attribuiti a membri della denominata “Familia espiritual Sodálite”
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 07:30:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Perù, maggio, l’ascolto, delle, vittime, del, “Sodalicio”</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 4 al 22 maggio prossimi a Lima sarà avviato un “canale di primo ascolto” rivolto a quelle persone che si considerano vittime non debitamente risarcite di abusi fisici e/o sessuali e di altri tipi di abuso (spirituale, di coscienza, autorità, natura economica) attribuiti a membri della denominata “Familia espiritual Sodálite”</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-04/peru-vittime-abusi-sodalicio-ascolto-vittime.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Pasolini: in un mondo in guerra, impariamo da Cristo a non restituire il male ricevuto</title>
<link>https://www.eventi.news/pasolini-in-un-mondo-in-guerra-impariamo-da-cristo-a-non-restituire-il-male-ricevuto</link>
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<description><![CDATA[ Nell’omelia della celebrazione della Passione del Signore, presieduta da Leone XIV nella Basilica di San Pietro, il predicatore della Casa Pontificia mostra come Gesù abbia incarnato la figura del “Servo del Signore” cantata dal profeta Isaia, introducendo nella storia una logica nuova. “In un tempo lacerato dall’odio e dalla violenza”, i cristiani “depongono le armi” e confidano nella Croce


                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 07:30:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Pasolini:, mondo, guerra, impariamo, Cristo, non, restituire, male, ricevuto</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’omelia della celebrazione della Passione del Signore, presieduta da Leone XIV nella Basilica di San Pietro, il predicatore della Casa Pontificia mostra come Gesù abbia incarnato la figura del “Servo del Signore” cantata dal profeta Isaia, introducendo nella storia una logica nuova. “In un tempo lacerato dall’odio e dalla violenza”, i cristiani “depongono le armi” e confidano nella Croce

</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-04/venerdi-santo-impariamo-da-cristo-a-non-restituire-il-male.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Via Crucis, il Papa al Colosseo: camminiamo sulle orme di Cristo</title>
<link>https://www.eventi.news/via-crucis-il-papa-al-colosseo-camminiamo-sulle-orme-di-cristo</link>
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<description><![CDATA[ Leone XIV presiede la celebrazione del Venerdì Santo portando la croce per tutte le 14 stazioni. Nelle meditazioni scritte da padre Francesco Patton il richiamo alla realtà odierna, dove spesso si abusa del proprio potere e si calpesta la dignità umana. I Vangeli della Passione accompagnati da testi di san Francesco d’Assisi. Con una preghiera del Poverello l&#039;invito del Pontefice a seguire, vivificati dallo Spirito santo, i passi di Gesù verso la Croce
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 07:30:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Via, Crucis, Papa, Colosseo:, camminiamo, sulle, orme, Cristo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Leone XIV presiede la celebrazione del Venerdì Santo portando la croce per tutte le 14 stazioni. Nelle meditazioni scritte da padre Francesco Patton il richiamo alla realtà odierna, dove spesso si abusa del proprio potere e si calpesta la dignità umana. I Vangeli della Passione accompagnati da testi di san Francesco d’Assisi. Con una preghiera del Poverello l'invito del Pontefice a seguire, vivificati dallo Spirito santo, i passi di Gesù verso la Croce</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-04/papa-via-crucis-colosseo-meditazioni-san-francesco-pace-gesu.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>“Dato che il sepolcro era vicino posero Gesù”: il commento di mons. Angelo Spina</title>
<link>https://www.eventi.news/dato-che-il-sepolcro-era-vicino-posero-gesu-il-commento-di-mons-angelo-spina</link>
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 03:00:08 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>“Dato, che, sepolcro, era, vicino, posero, Gesù”:, commento, mons., Angelo, Spina</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><i>Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Giovanni Gv 18,1-19,42</i></p>
<p>Catturarono Gesù e lo legarono<br>
In quel tempo, Gesù uscì con i suoi discepoli al di là del torrente Cèdron, dove c’era un giardino, nel quale entrò con i suoi discepoli. <strong>Anche Giuda, il traditore, conosceva quel luogo, perché Gesù spesso si era trovato là con i suoi discepoli</strong>. Giuda dunque vi andò, dopo aver preso un gruppo di soldati e alcune guardie fornite dai capi dei sacerdoti e dai farisei, con lanterne, fiaccole e armi. Gesù allora, sapendo tutto quello che doveva accadergli, si fece innanzi e disse loro: «Chi cercate?». Gli risposero: «Gesù, il Nazareno». Disse loro Gesù: «Sono io!». Vi era con loro anche Giuda, il traditore. Appena disse loro «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra. Domandò loro di nuovo: «Chi cercate?». Risposero: «Gesù, il Nazareno». Gesù replicò: «Vi ho detto: sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano», perché si compisse la parola che egli aveva detto: «Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato». Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori, colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l’orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco. Gesù allora disse a Pietro: «Rimetti la spada nel fodero: il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?».</p>
<p>Lo condussero prima da Anna<br>
Allora i soldati, con il comandante e le guardie dei Giudei, catturarono Gesù, lo legarono e lo condussero prima da Anna: egli infatti era suocero di Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno. Caifa era quello che aveva consigliato ai Giudei: «È conveniente che un solo uomo muoia per il popolo».</p>
<p>Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme a un altro discepolo. Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote ed entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote. Pietro invece si fermò fuori, vicino alla porta. Allora quell’altro discepolo, noto al sommo sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia e fece entrare Pietro. E la giovane portinaia disse a Pietro: «Non sei anche tu uno dei discepoli di quest’uomo?». Egli rispose: «Non lo sono». Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si scaldava.</p>
<p>Il sommo sacerdote, dunque, interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e al suo insegnamento. Gesù gli rispose: «Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto. Perché interroghi me? Interroga quelli che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto». Appena detto questo, una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù, dicendo: «Così rispondi al sommo sacerdote?». Gli rispose Gesù: «Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male. Ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?». Allora Anna lo mandò, con le mani legate, a Caifa, il sommo sacerdote.</p>
<p>Non sei anche tu uno dei suoi discepoli? Non lo sono!<br>
Intanto Simon Pietro stava lì a scaldarsi. Gli dissero: «Non sei anche tu uno dei suoi discepoli?». Egli lo negò e disse: «Non lo sono». Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l’orecchio, disse: «Non ti ho forse visto con lui nel giardino?». Pietro negò di nuovo, e subito un gallo cantò.</p>
<p>Il mio regno non è di questo mondo<br>
Condussero poi Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l’alba ed essi non vollero entrare nel pretorio, per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. Pilato dunque uscì verso di loro e domandò: «Che accusa portate contro quest’uomo?». Gli risposero: «Se costui non fosse un malfattore, non te l’avremmo consegnato». Allora Pilato disse loro: «Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra Legge!». Gli risposero i Giudei: «A noi non è consentito mettere a morte nessuno». Così si compivano le parole che Gesù aveva detto, indicando di quale morte doveva morire.<br>
Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». Gli dice Pilato: «Che cos’è la verità?».</p>
<p>E, detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: «Io non trovo in lui colpa alcuna. Vi è tra voi l’usanza che, in occasione della Pasqua, io rimetta uno in libertà per voi: volete dunque che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». Allora essi gridarono di nuovo: «Non costui, ma Barabba!». Barabba era un brigante.</p>
<p>Salve, re dei Giudei!<br>
Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora. Poi gli si avvicinavano e dicevano: «Salve, re dei Giudei!». E gli davano schiaffi.</p>
<p>Pilato uscì fuori di nuovo e disse loro: «Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui colpa alcuna». Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: «Ecco l’uomo!».<br>
Come lo videro, i capi dei sacerdoti e le guardie gridarono: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; io in lui non trovo colpa». Gli risposero i Giudei: «Noi abbiamo una Legge e secondo la Legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio».</p>
<p>All’udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura. Entrò di nuovo nel pretorio e disse a Gesù: «Di dove sei tu?». Ma Gesù non gli diede risposta. Gli disse allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?». Gli rispose Gesù: «Tu non avresti alcun potere su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall’alto. Per questo chi mi ha consegnato a te ha un peccato più grande».</p>
<p>Via! Via! Crocifiggilo!<br>
Da quel momento Pilato cercava di metterlo in libertà. Ma i Giudei gridarono: «Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque si fa re si mette contro Cesare». Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette in tribunale, nel luogo chiamato Litòstroto, in ebraico Gabbatà. Era la Parascève della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!». Ma quelli gridarono: «Via! Via! Crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Metterò in croce il vostro re?». Risposero i capi dei sacerdoti: «Non abbiamo altro re che Cesare». Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.</p>
<p>Lo crocifissero e con lui altri due<br>
Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù in mezzo. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I capi dei sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: «Non scrivere: “Il re dei Giudei”, ma: “Costui ha detto: Io sono il re dei Giudei”». Rispose Pilato: «Quel che ho scritto, ho scritto».</p>
<p>Si sono divisi tra loro le mie vesti<br>
I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti – una per ciascun soldato –, e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca». Così si compiva la Scrittura, che dice: «Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte». E i soldati fecero così.</p>
<p>Ecco tuo figlio! Ecco tua madre!<br>
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.<br>
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.</p>
<p><i>Qui ci si genuflette e si fa una breve pausa.</i></p>
<p>E subito ne uscì sangue e acqua<br>
Era il giorno della Parascève e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: «Non gli sarà spezzato alcun osso». E un altro passo della Scrittura dice ancora: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto».</p>
<p>Presero il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli insieme ad aromi<br>
Dopo questi fatti Giuseppe di Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto, per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo – quello che in precedenza era andato da lui di notte – e portò circa trenta chili di una mistura di mirra e di áloe. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura.<strong> Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parascève dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù</strong>.</p>
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<title>Chi era San Riccardo di Chichester, protettore dei cocchieri</title>
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<description><![CDATA[ San Riccardo di Chichester, Wych (Inghilterra), 1197 ca.- Dover (Inghilterra), 3/04/125. E’ costretto per vari anni a lavorare nella fattoria paterna: alla morte di entrambi i genitori, la famiglia si trova in gravi difficoltà economiche. E’ considerato il protettore dei cocchieri e perché guida carri e cavalli Avvenimenti Si reca a studiare prima a Oxford, […]
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 03:00:08 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Chi, era, San, Riccardo, Chichester, protettore, dei, cocchieri</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>San Riccardo di Chichester</strong>, Wych (Inghilterra), 1197 ca.- Dover (Inghilterra), 3/04/125. E’ costretto per vari anni a lavorare nella fattoria paterna: alla morte di entrambi i genitori, la famiglia si trova in gravi difficoltà economiche. E’ considerato il <strong>protettore dei cocchieri</strong> e perché guida carri e cavalli</p>
<h3>Avvenimenti</h3>
<ul>
<li>Si reca a studiare prima a Oxford, poi a Parigi e infine a Bologna, dove rimane sette anni. <strong>Nel 1235 torna a Oxford dove viene nominato rettore dell’università</strong>.</li>
<li>Nel 1237 è eletto cancelliere della diocesi di Canterbury. <strong>Nel 1242 è ordinato sacerdote.</strong></li>
<li><strong>Nel 1245 a Lione è consacrato vescovo di Chichester</strong> da papa Innocenzo IV. Il re Enrico III, molto irritato perché desideroso di sistemare nella sede episcopale un suo protetto, sequestra i beni della diocesi: Riccardo è costretto a vivere a casa di un suo sacerdote e a spostarsi a piedi. Riesce lo stesso a svolgere mirabilmente la sua funzione di attivo e santo pastore. Dopo due anni il re, anche per le minacce del pontefice e degli altri vescovi inglesi, rimette Riccardo in possesso dei suoi beni.</li>
<li>Viene incaricato da papa Innocenzo IV di <strong>predicare in tutta l’Inghilterra la settima crociata. </strong></li>
</ul>
<h3>Spiritualità</h3>
<p><strong>Grande carità verso i poveri,</strong> i malati e gli anziani. Profondo spirito di penitenza. Si batte per il celibato dei sacerdoti e per l’amministrazione gratuita dei sacramenti. Insiste perché i suoi sacerdoti <strong>celebrino con pietà e devozione la santa Messa</strong>.</p>
<h3>Pensieri e insegnamenti</h3>
<p>«Sia grazie a te, Signore Gesù Cristo, per tutti i doni che mi hai dato, per tutti i dolori e gli insulti che hai sopportato per me. O Redentore di pietà infinita, amico e fratello, possa io conoscerti più chiaramente, amarti più profondamente e seguirti più da vicino”.</p>
<h3>Morte</h3>
<p>Mentre è a Dover <strong>viene colpito da una violenta febbre</strong>; vuole ugualmente benedire una chiesa e un cimitero. <strong>Bacia con trasporto un crocifisso</strong> che si è fatto portare al capezzale. Assistito dal suo clero, rende l’anima a Dio pregando la Vergine, perché lo sostenga nell’ora della morte. <strong>Viene sepolto nella cattedrale di Chichester</strong>. E’ canonizzato nel 1262.</p>
<p>Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi</p>
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<title>Francesco&#45;padre nella testimonianza di un cronista</title>
<link>https://www.eventi.news/francesco-padre-nella-testimonianza-di-un-cronista</link>
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<description><![CDATA[ Il Lunedì dell’Angelo di un anno fa Francesco è tornato alla Casa del Padre. Il decesso è avvenuto nel suo appartamento nella Domus Santa Marta. Il cardinale Kevin Joseph Farrell, camerlengo di Santa Romana Chiesa, annunciò con dolore la morte del Pontefice argentino. Il sogno della pace e dei viaggi a Kiev, a Mosca e […]
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 03:00:08 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Francesco-padre, nella, testimonianza, cronista</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il Lunedì dell’Angelo di un anno fa Francesco è tornato alla Casa del Padre. Il decesso è avvenuto nel suo appartamento nella Domus Santa Marta. Il cardinale Kevin Joseph Farrell, camerlengo di Santa Romana Chiesa, annunciò con dolore la morte del Pontefice argentino. <span class="ng-scope">Il sogno della <a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2025-04/papa-francesco-annuncio-casa-santa-marta-21-aprile-2025.html">pace</a> e dei <strong>viaggi a Kiev, a Mosca e a Gaza</strong>. La simpatia per la premier Giorgia Meloni e l’ammirazione per il cardinale Robert Francis Prevost. Per colui che sarebbe diventato il suo successore con il nome di Leone XIV. Questi alcuni degli aneddoti contenuti in “Padre” libro del giornalista Salvatore Cernuzio su </span><a href="https://www.interris.it/la-voce-degli-ultimi/cinque-anni-visita-papa-franceco-ricordo-don-buonaiuto/"><span class="preview-text--highlighted ng-scope">Papa</span></a><span class="ng-scope"> Francesco che uscirà il 7 aprile per Piemme. Nato a Crotone, in Calabria, il 2 luglio 1987, laureato con il massimo dei voti in Editoria e Giornalismo presso l’Università Lumsa di Roma, per cinque anni (2011-2016) <strong>Salvatore Cernuzio</strong> è stato vaticanista per l’agenzia internazionale cattolica Zenit, occupandosi delle principali attività del Papa, della Santa Sede, della Chiesa italiana e internazionale, e svolgendo anche il ruolo di vice-coordinatore per l’edizione italiana. Precedentemente ha collaborato con Radio Vaticana, Radio Maria e RomaSette, inserto domenicale del quotidiano <strong>Avvenire</strong>. E ha lavorato presso l’Ufficio Comunicazioni sociali del Vicariato di Roma. Nel 2014, è stato classificato secondo nella categoria Giovani della II edizione del Premio Giuseppe De Carli per l’informazione religiosa. Nel 2016 ha curato il libro “Don Pino. Martire di mafia” (Edizioni Ares), dedicato al beato <strong>Pino Puglisi</strong>. Successivamente ha lavorato a Vatican Insider e attualmente e Vatican News.</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-226874 size-full" src="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2021/12/papa-francesco-bergoglio.jpg" alt="Francesco" width="1280" height="720" srcset="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2021/12/papa-francesco-bergoglio.jpg 1280w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2021/12/papa-francesco-bergoglio-300x169.jpg 300w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2021/12/papa-francesco-bergoglio-1024x576.jpg 1024w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2021/12/papa-francesco-bergoglio-768x432.jpg 768w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2021/12/papa-francesco-bergoglio-696x392.jpg 696w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2021/12/papa-francesco-bergoglio-1068x601.jpg 1068w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2021/12/papa-francesco-bergoglio-747x420.jpg 747w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px"></p>
<h3>Francesco privato</h3>
<p>«Questo libro nasce come atto di riconoscenza verso un uomo, un Papa, che ha cambiato la vita di tutti e toccato il cuore di molti». Si apre così il <strong>racconto intimo</strong> di un legame che ha superato i confini del ruolo e della gerarchia, un rapporto che l’autore e vaticanista Salvatore Cernuzio non esita a definire “<strong>padre-figlio</strong>“, affidato a queste pagine con delicatezza e gratitudine. Tutto comincia con una lettera consegnata quasi per impulso durante un volo papale, poi la telefonata inattesa: “Buonasera, sono Papa Francesco”. Da quel momento nasce un dialogo che durerà anni, fatto di incontri a Casa Santa Marta, confidenze, risate, battute e <strong>riflessioni profonde</strong> sulla fede, la famiglia, il dolore, la Chiesa. Un dialogo destinato a interrompersi soltanto pochi giorni prima della morte. Jorge Mario Bergoglio è stato il Padre di tutti: il Papa del popolo, colui che non ha mai lasciato indietro gli ultimi, che ha saputo rinunciare ai privilegi senza dimenticare la sua missione di pastore. Tra ricordi personali e <strong>momenti di tenerezza</strong>, questo libro restituisce il suo volto più autentico. Quello di un uomo semplice, generoso, acuto, che non resiste al piacere di un gelato e telefona commosso a chi gli scrive. L’uomo dai sentimenti genuini e delle intuizioni profetiche, che con la sua spontaneità ha saputo parlare al mondo intero, riducendo la distanza tra fedeli e non fedeli, insegnando a tutti l’<strong>arte del dialogo</strong> e del coraggio.</p>
<p> </p>
<p> </p>
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<title>San Benedetto di San Fratello, quali erano i suoi doni mistici e spirituali</title>
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<description><![CDATA[ San Benedetto da San Fratello (il Moro), laico frate minore e compatrono di Palermo, San Fratello (Messina) 1526 – Palermo, 4-04-1589. I suoi genitori sono condotti in Sicilia dall’Etiopia come schiavi; il loro padrone libera il figlio primogenito, Benedetto Manassari. Questo all’età di 20 anni decide di intraprendere una vita eremitica: cambia sede più volte […]
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 03:00:07 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>San, Benedetto, San, Fratello, quali, erano, suoi, doni, mistici, spirituali</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>San Benedetto da San Fratello</strong> (il Moro), laico frate minore e compatrono di Palermo, San Fratello (Messina) 1526 – Palermo, 4-04-1589. I suoi genitori sono condotti in Sicilia dall’Etiopia come schiavi; il loro padrone libera il figlio primogenito, Benedetto Manassari. Questo all’età di 20 anni decide di<strong> intraprendere una vita eremitica</strong>: cambia sede più volte fino a quando si stabilisce sul monte Pellegrino, vicino a Palermo.</p>
<h3>Avvenimenti</h3>
<ul>
<li>Nel 1562 la Santa Sede invita i gruppi eremitici a entrare tra i Francescani. <strong>Benedetto si unisce ai Minori Francescani Riformati</strong> nel convento di Santa Maria di Gesù a Palermo, dove trascorre tutta la sua vita.</li>
<li><strong>Nonostante sia analfabeta</strong>, è nominato superiore e maestro dei novizi.</li>
<li>E’ il primo santo nero a essere canonizzato dalla Chiesa.</li>
</ul>
<h3>Aneddoti</h3>
<ul>
<li>Vengono a mancare le provviste alimentari. Benedetto riempie di acqua dei grossi vasi, prega tutta la notte e al mattino i vasi sono pieni di pesci vivi.</li>
<li>Un giorno, a Natale, si immerge talmente nella preghiera che dimentica di preparare il pranzo a cui deve partecipare anche l’arcivescovo di Palermo. Benedetto fa accomodare tutti nel refettorio e presenta delle pietanze squisite preparate da due giovani vestiti di bianco presenti in cucina.</li>
</ul>
<h3>Doni mistici e soprannaturali</h3>
<p><strong>Oltre al dono dei miracoli,</strong> che attira sulla sua persona l’entusiasmo popolare, ha quello della <strong>scienza infusa</strong>, che gli permette di risolvere delicate questioni teologiche a cui lo sottopongono eminenti studiosi. Si serve della <strong>capacità di scrutare i cuori</strong> per svelare ai suoi novizi le tentazioni che provano e in tal modo li aiuta a superarle.</p>
<h3>Spiritualità</h3>
<p><strong>Grande umiltà, attenta osservanza alla Regola</strong>, dura penitenza. Grande amore per la Madonna e l’Eucaristia.</p>
<h3>Morte</h3>
<p><strong>Si ammala gravemente</strong>: il Signore gli rivela la data e l’ora della morte. <strong>Gli appare sant’Orsola</strong>, verso la quale ha una grande devozione, che inonda la sua cella di una luce abbagliante. Dopo aver ricevuto gli ultimi sacramenti, mentre alza gli occhi al cielo,<strong> muore pronunciando le parole di Gesù sulla croce</strong>: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Viene canonizzato nel 1807.<strong> I suoi resti mortali sono venerati nella chiesa di Santa Maria di Gesù a Palermo.</strong></p>
<p>Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi</p>
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</item>

<item>
<title>«La nuova alleanza con Cristo, la verità del Verbo fatto carne»</title>
<link>https://www.eventi.news/la-nuova-alleanza-con-cristo-la-verita-del-verbo-fatto-carne</link>
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<description><![CDATA[ Resistere alle menzogne e alla violenza non è facile per l&#039;uomo, fragile e messo alla prova: il coraggio gli viene dall&#039;unione con Gesù. Così l&#039;Arcivescovo nella Messa in Coena Domini che ha aperto il Triduo pasquale con la lavanda dei piedi a 12 Francescani ]]></description>
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 00:30:10 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>«La, nuova, alleanza, con, Cristo, verità, del, Verbo, fatto, carne»</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Coena-Domini-2026-Cherch-4-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Coena Domini 2026 (Cherchi) 4" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Coena-Domini-2026-Cherch-4-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Coena-Domini-2026-Cherch-4-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Coena-Domini-2026-Cherch-4-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Il rito della luce (Cherchi/chiesadimilano.it)</span><p>«Di fronte alla menzogna occorre essere nella verità, di fronte alla strumentalizzazione della religione e della legge divina, per commettere violenza, bisogna dire la verità». Nella Messa <em>in </em><em>Coena domini</em>, che presiede in Duomo, l’Arcivescovo non dimentica i drammi che attraversano il nostro tempo, perché ci si è dimenticati della verità senza tempo «che è il Signore».</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2869160" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2869160 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Coena-Domini-2026-Cherchi-1-scaled.jpg" alt="Coena Domini 2026 (Cherchi) 1" width="2560" height="1707" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Coena-Domini-2026-Cherchi-1-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Coena-Domini-2026-Cherchi-1-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Coena-Domini-2026-Cherchi-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Coena-Domini-2026-Cherchi-1-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Coena-Domini-2026-Cherchi-1-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">I dodici religiosi francescani attendono la lavanda dei piedi (Cherchi/chiesadimilano.it)</figcaption></figure>
<p>«Bisogna dire la verità», scandisce, infatti, più volte nella Messa concelebrata dai canonici del Capitolo della Cattedrale, aperta con il rito della luce preceduto dalla lavanda dei piedi che lui stesso compie su 12 tra religiosi e religiose francescane nell’800esimo anniversario della morte di San Francesco: «Guardiamo a loro come a coloro che ci ricordano le vocazioni nate dallo straordinario carisma di san Francesco che è sempre stato considerato come un perfetto imitatore di Cristo. Anche per noi c’è il tempo per imitare Gesù», spiega monsignor Delpini, che poi, nella sua <strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/omelia-coena-domini.pdf">omelia</a></strong>, si sofferma appunto sulla verità. </p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2869161" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2869161 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Coena-Domini-2026-Cherchi-2-scaled.jpg" alt="Coena Domini 2026 (Cherchi) 2" width="2560" height="1706" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Coena-Domini-2026-Cherchi-2-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Coena-Domini-2026-Cherchi-2-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Coena-Domini-2026-Cherchi-2-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Coena-Domini-2026-Cherchi-2-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Coena-Domini-2026-Cherchi-2-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">L’Arcivescovo durante la lavanda dei piedi (Cherchi/chiesadimilano.it)</figcaption></figure>
<h2>La verità che diventa resistenza</h2>
<p>«Quando l’abitudine, il capriccio, la superficialità, il desiderio di primeggiare inducono a una vita di comunità in cui si radica il virus dell’individualismo, la verità non è quella visione saggia e pacifica di chi interpreta il mondo e giudica la gente standosene comodo e distaccato nella propria sicurezza».</p>
<p></p>
<p>Per questo la verità diventa anche «resistenza», specie quando «la parola solenne è sospetta, cioè la verità è impopolare, perché anch’essa mistificata. Viene, infatti, interpretata come un dogma da accogliere, un comandamento al quale obbedire, un pensiero arrogante che pretende di giudicare gli altri pensieri. Ma per i discepoli è irrinunciabile confrontarsi con la verità, perché Gesù si definisce: “io sono la verità”, cioè la vera vita, la parola di vita eterna».</p>
<p></p>
<p>Per questo – suggerisce ancora – «la verità è una parola che i violenti mettono a tacere e gli indifferenti escludono dalla vita. È una presenza irritante che il sistema non può sopportare. Ma Gesù è la verità: resiste, e la violenza non lo convince al compromesso».</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2869163" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2869163 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Coena-Domini-2026-Cherchi-5-scaled.jpg" alt="Coena Domini 2026 (Cherchi) 5" width="2560" height="1707" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Coena-Domini-2026-Cherchi-5-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Coena-Domini-2026-Cherchi-5-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Coena-Domini-2026-Cherchi-5-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Coena-Domini-2026-Cherchi-5-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Coena-Domini-2026-Cherchi-5-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">Un momento della celebrazione (Cherchi/chiesadimilano.it)</figcaption></figure>
<h2>La fragilità umana</h2>
<p>Diverso il discorso per i discepoli di ieri e di oggi: «La verità dell’uomo e della donna è la fragilità. I buoni propositi e le dichiarazioni solenni non hanno forza per resistere nella prova. Il contesto ostile induce a confondersi con la massa, a rinunciare alla originalità cristiana. In molte circostanze della vita può essere che, con intento di scherno e di accusa e di insulto, dicano a un uomo o a una donna: “Anche tu sei di quelli che stanno con Gesù”. Che cosa risponderemo a questa insinuazione che esprime disprezzo e antipatia? Siamo fragili. Chi ci darà la forza di resistere dicendo la verità?». E questo persino quando ciò accade nelle comunità.</p>
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                            <div class="caption-in-modal">Messa in Coena Domini e Rito della Lavanda dei piedi (Cherchi/chiesadimilano.it)</div> </div></div></div><div class="swiper-slide">

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                                    </div><div class="caption-in-slide">Messa in Coena Domini e Rito della Lavanda dei piedi (Cherchi/chiesadimilano.it)</div> </div><div class="swiper-slide">
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<h2>La parola che libera</h2>
<p>«Nella celebrazione del mistero che dà gioia la comunità si raduna come triste e rassegnata a un adempimento. Dalla celebrazione del mistero che accende l’ardore per la missione escono persone rassegnate, confuse, impaurite. Chi dirà la parola vera che libera dalla confusione? Chi darà la forza divina che permette di resistere nell’ambiente ostile? Chi leggerà i pensieri nascosti per dire la verità che rende liberi, per rendere possibile la sincerità che può esporre a pericoli? Se la nostra vita è unita a quella di Gesù con la nuova alleanza, con una profonda intimità, con una umile docilità, allora forse riusciremo a essere sinceri, a dire le parole vere, a rivelare la verità della storia umana, che è vocazione alla fraternità, a rendere coraggioso l’uscire di chiesa per essere testimoni e missionari».</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2869162" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2869162 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Coena-Domini-2026-Cherchi-3-scaled.jpg" alt="Coena Domini 2026 (Cherchi) 3" width="2560" height="1707" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Coena-Domini-2026-Cherchi-3-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Coena-Domini-2026-Cherchi-3-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Coena-Domini-2026-Cherchi-3-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Coena-Domini-2026-Cherchi-3-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Coena-Domini-2026-Cherchi-3-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">I fedeli in Duomo (Cherchi/chiesadimilano.it)</figcaption></figure>
<p>Dopo tanti gesti e momenti di devozione e raccoglimento peculiari della Messa <em>Intra Vesperas</em> del Giovedì santo – come il canto <em>Coenae tuae</em>, tradizionale del rito ambrosiano ed eseguito dai fanciulli cantori -, è l’Eucaristia a essere portata tra le mani dell’Arcivescovo che, accompagnato in processione dai concelebranti, dai membri delle Confraternite e degli Ordini cavallereschi e da una rappresentanza di fedeli, la pone, presso l’altare della Riposizione, dove resterà fino alla Veglia pasquale.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/cronaca-coena-domini-2026-2868798.html">«La nuova alleanza con Cristo, la verità del Verbo fatto carne»</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/">Chiesa di Milano</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Venerdì della Settimana Autentica</title>
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<description><![CDATA[ Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. Il profeta Isaia descrive con queste parole il destino di un servo del Signore che avrebbe portato su di sé il peccato di tutti: Il giusto mio servo giustificherà […]
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 00:30:09 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Venerdì, della, Settimana, Autentica</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/venerdi-santo-1-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/venerdi-santo-1-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/venerdi-santo-1-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/venerdi-santo-1-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. Il profeta Isaia descrive con queste parole il destino di un servo del Signore che avrebbe portato su di sé il peccato di tutti: Il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà le loro iniquità. È questo che la comunità cristiana ha da sempre celebrato il Venerdì santo, facendo memoria di una morte che dà salvezza. Il servo di cui si parla è ovviamente il Signore Gesù, ma si tratta di un giusto che non dovrebbe fare questa fine. Perché è andata così? Non è la fine tragica di una storia iniziata bene, ma la scelta consapevole di colui che porta su di sé le nostre colpe: è stato annoverato tra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti e intercedeva per i colpevoli.<br>
L’evangelista Matteo da parte sua ci racconta l’epilogo di questo dramma, a cominciare dai rimorsi di Giuda, il discepolo che lo aveva venduto e che getta nel tempio le trenta monete per poi impiccarsi, sopraffatto dai sensi di colpa. Vediamo anche il tentativo di Pilato di sbarazzarsi di un imputato così scomodo, proponendo lo scambio con Barabba, ma la folla, manovrata dai<br>
capi dei sacerdoti e dagli anziani, grida ripetutamente la condanna a morte: Sia crocifisso! Meditiamo ancora una farsa crudele, fatta di oltraggi e di scherni: Gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi inginocchiatosi davanti a lui lo deridevano… Fino alla conclusione: Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito. Se ci pensiamo bene non è<br>
un dramma del passato, ma del presente: nelle mille ingiustizie e soprusi del nostro tempo, nelle morti infamanti di oggi, nei tanti «poveri cristi» che hanno solo la colpa di essere poveri e<br>
incapaci di far valere le proprie ragioni, negli ultimi e negli scartati, la passione del Signore si rinnova. Gesù muore oggi per noi, muore oggi con noi, Gesù muore perché oggi noi lo abbiamo condannato a morte.</p>
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<title>Venerdì Santo</title>
<link>https://www.eventi.news/venerdi-santo</link>
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<description><![CDATA[ Celebrazione della Passione del Signore ]]></description>
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 00:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Venerdì, Santo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Prima lettura </strong><em>Is 52,13- 53,12</em><br>
Dal libro del profeta Isaia</p>
<p>Ecco, il mio servo avrà successo,<br>
sarà onorato, esaltato e innalzato grandemente.<br>
Come molti si stupirono di lui<br>
– tanto era sfigurato per essere d’uomo il suo aspetto<br>
e diversa la sua forma da quella dei figli dell’uomo –,<br>
così si meraviglieranno di lui molte nazioni;<br>
i re davanti a lui si chiuderanno la bocca,<br>
poiché vedranno un fatto mai a essi raccontato<br>
e comprenderanno ciò che mai avevano udito.<br>
Chi avrebbe creduto al nostro annuncio?<br>
A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore?<br>
È cresciuto come un virgulto davanti a lui<br>
e come una radice in terra arida.<br>
Non ha apparenza né bellezza<br>
per attirare i nostri sguardi,<br>
non splendore per poterci piacere.<br>
Disprezzato e reietto dagli uomini,<br>
uomo dei dolori che ben conosce il patire,<br>
come uno davanti al quale ci si copre la faccia;<br>
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.<br>
Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,<br>
si è addossato i nostri dolori;<br>
e noi lo giudicavamo castigato,<br>
percosso da Dio e umiliato.<br>
Egli è stato trafitto per le nostre colpe,<br>
schiacciato per le nostre iniquità.<br>
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;<br>
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.<br>
Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,<br>
ognuno di noi seguiva la sua strada;<br>
il Signore fece ricadere su di lui<br>
l’iniquità di noi tutti.<br>
Maltrattato, si lasciò umiliare<br>
e non aprì la sua bocca;<br>
era come agnello condotto al macello,<br>
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,<br>
e non aprì la sua bocca.<br>
Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo;<br>
chi si affligge per la sua posterità?<br>
Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi,<br>
per la colpa del mio popolo fu percosso a morte.<br>
Gli si diede sepoltura con gli empi,<br>
con il ricco fu il suo tumulo,<br>
sebbene non avesse commesso violenza<br>
né vi fosse inganno nella sua bocca.<br>
Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori.<br>
Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione,<br>
vedrà una discendenza, vivrà a lungo,<br>
si compirà per mezzo suo la volontà del Signore.<br>
Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce<br>
e si sazierà della sua conoscenza;<br>
il giusto mio servo giustificherà molti,<br>
egli si addosserà le loro iniquità.<br>
Perciò io gli darò in premio le moltitudini,<br>
dei potenti egli farà bottino,<br>
perché ha spogliato se stesso fino alla morte<br>
ed è stato annoverato fra gli empi,<br>
mentre egli portava il peccato di molti<br>
e intercedeva per i colpevoli.</p>
<p><strong>Salmo</strong> <em>Sal 30<strong></strong></em></p>
<p><em><strong>Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.</strong></em></p>
<p>In te, Signore, mi sono rifugiato,<br>
mai sarò deluso;<br>
difendimi per la tua giustizia.<br>
Alle tue mani affido il mio spirito;<br>
tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele. R</p>
<p>Sono il rifiuto dei miei nemici<br>
e persino dei miei vicini,<br>
il terrore dei miei conoscenti;<br>
chi mi vede per strada mi sfugge.<br>
Sono come un morto, lontano dal cuore;<br>
sono come un coccio da gettare. R</p>
<p>Ma io confido in te, Signore;<br>
dico: «Tu sei il mio Dio,<br>
i miei giorni sono nelle tue mani».<br>
Liberami dalla mano dei miei nemici<br>
e dai miei persecutori. R</p>
<p>Sul tuo servo fa’ splendere il tuo volto,<br>
salvami per la tua misericordia.<br>
Siate forti, rendete saldo il vostro cuore,<br>
voi tutti che sperate nel Signore. R</p>
<p><strong>Seconda lettura </strong><em>Eb 4,14-16; 5,7-9<strong><br>
</strong></em>Dalla lettera agli Ebrei</p>
<p>Fratelli, poiché abbiamo un sommo sacerdote grande, che è passato attraverso i cieli, Gesù il Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della fede. Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato.<br>
Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno.<br>
[Cristo, infatti,] nei giorni della sua vita terrena, offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito. Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono.</p>
<p><strong>Vangelo </strong><em>Gv 18,1- 19,42<strong><br>
</strong></em>Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Giovanni</p>
<p>In quel tempo, Gesù uscì con i suoi discepoli al di là del torrente Cèdron, dove c’era un giardino, nel quale entrò con i suoi discepoli. Anche Giuda, il traditore, conosceva quel luogo, perché Gesù spesso si era trovato là con i suoi discepoli. Giuda dunque vi andò, dopo aver preso un gruppo di soldati e alcune guardie fornite dai capi dei sacerdoti e dai farisei, con lanterne, fiaccole e armi. Gesù allora, sapendo tutto quello che doveva accadergli, si fece innanzi e disse loro: «Chi cercate?». Gli risposero: «Gesù, il Nazareno». Disse loro Gesù: «Sono io!». Vi era con loro anche Giuda, il traditore. Appena disse loro «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra. Domandò loro di nuovo: «Chi cercate?». Risposero: «Gesù, il Nazareno». Gesù replicò: «Vi ho detto: sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano», perché si compisse la parola che egli aveva detto: «Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato». Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori, colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l’orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco. Gesù allora disse a Pietro: «Rimetti la spada nel fodero: il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?».<br>
Allora i soldati, con il comandante e le guardie dei Giudei, catturarono Gesù, lo legarono e lo condussero prima da Anna: egli infatti era suocero di Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno. Caifa era quello che aveva consigliato ai Giudei: «È conveniente che un solo uomo muoia per il popolo».<br>
Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme a un altro discepolo. Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote ed entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote. Pietro invece si fermò fuori, vicino alla porta. Allora quell’altro discepolo, noto al sommo sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia e fece entrare Pietro. E la giovane portinaia disse a Pietro: «Non sei anche tu uno dei discepoli di quest’uomo?». Egli rispose: «Non lo sono». Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si scaldava.<br>
Il sommo sacerdote, dunque, interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e al suo insegnamento. Gesù gli rispose: «Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto. Perché interroghi me? Interroga quelli che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto». Appena detto questo, una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù, dicendo: «Così rispondi al sommo sacerdote?». Gli rispose Gesù: «Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male. Ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?». Allora Anna lo mandò, con le mani legate, a Caifa, il sommo sacerdote.<br>
Intanto Simon Pietro stava lì a scaldarsi. Gli dissero: «Non sei anche tu uno dei suoi discepoli?». Egli lo negò e disse: «Non lo sono». Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l’orecchio, disse: «Non ti ho forse visto con lui nel giardino?». Pietro negò di nuovo, e subito un gallo cantò.<br>
Condussero poi Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l’alba ed essi non vollero entrare nel pretorio, per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. Pilato dunque uscì verso di loro e domandò: «Che accusa portate contro quest’uomo?». Gli risposero: «Se costui non fosse un malfattore, non te l’avremmo consegnato». Allora Pilato disse loro: «Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra Legge!». Gli risposero i Giudei: «A noi non è consentito mettere a morte nessuno». Così si compivano le parole che Gesù aveva detto, indicando di quale morte doveva morire.<br>
Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». Gli dice Pilato: «Che cos’è la verità?».<br>
E, detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: «Io non trovo in lui colpa alcuna. Vi è tra voi l’usanza che, in occasione della Pasqua, io rimetta uno in libertà per voi: volete dunque che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». Allora essi gridarono di nuovo: «Non costui, ma Barabba!». Barabba era un brigante.<br>
Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora. Poi gli si avvicinavano e dicevano: «Salve, re dei Giudei!». E gli davano schiaffi.<br>
Pilato uscì fuori di nuovo e disse loro: «Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui colpa alcuna». Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: «Ecco l’uomo!».<br>
Come lo videro, i capi dei sacerdoti e le guardie gridarono: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; io in lui non trovo colpa». Gli risposero i Giudei: «Noi abbiamo una Legge e secondo la Legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio».<br>
All’udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura. Entrò di nuovo nel pretorio e disse a Gesù: «Di dove sei tu?». Ma Gesù non gli diede risposta. Gli disse allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?». Gli rispose Gesù: «Tu non avresti alcun potere su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall’alto. Per questo chi mi ha consegnato a te ha un peccato più grande».<br>
Da quel momento Pilato cercava di metterlo in libertà. Ma i Giudei gridarono: «Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque si fa re si mette contro Cesare». Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette in tribunale, nel luogo chiamato Litòstroto, in ebraico Gabbatà. Era la Parascève della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!». Ma quelli gridarono: «Via! Via! Crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Metterò in croce il vostro re?». Risposero i capi dei sacerdoti: «Non abbiamo altro re che Cesare». Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.<br>
Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù in mezzo. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I capi dei sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: «Non scrivere: “Il re dei Giudei”, ma: “Costui ha detto: Io sono il re dei Giudei”». Rispose Pilato: «Quel che ho scritto, ho scritto».I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti – una per ciascun soldato –, e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca». Così si compiva la Scrittura, che dice: «Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte». E i soldati fecero così.<br>
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.<br>
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.<br>
<em>(Qui si genuflette e di fa una breve pausa) <br>
</em>Era il giorno della Parascève e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: «Non gli sarà spezzato alcun osso». E un altro passo della Scrittura dice ancora: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto».<br>
Dopo questi fatti Giuseppe di Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto, per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo – quello che in precedenza era andato da lui di notte – e portò circa trenta chili di una mistura di mirra e di áloe. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parascève dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù.</p>
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<title>«Perdono, speranza e libertà rivelano la gloria di Dio»</title>
<link>https://www.eventi.news/perdono-speranza-e-liberta-rivelano-la-gloria-di-dio</link>
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<description><![CDATA[ La celebrazione della Passione presieduta dall’Arcivescovo in Duomo: «Gli uomini sono impazziti, ma nell’assurdità della storia umana il grido estremo di Gesù crocefisso chiama i morti alla vita» ]]></description>
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 00:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Passione-2026-Cherchichiesadimilano.it-1-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Passione 2026 (Cherchi/chiesadimilano.it) 1" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Passione-2026-Cherchichiesadimilano.it-1-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Passione-2026-Cherchichiesadimilano.it-1-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Passione-2026-Cherchichiesadimilano.it-1-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>«In questo Venerdì santo, non restiamo a osservare da lontano lo spettacolo della croce, come degli estranei, ma come credenti che sanno accogliere la rivelazione della gloria di Dio in Cristo crocifisso e scrivono, nell’assurdità della storia umana, una traccia di senso con il perdono, la speranza, la libertà». Sì perché «bisogna riconoscere che la storia umana è assurda. Alcuni, gli ottimisti, hanno insegnato come indiscutibile evidenza che la storia è come una linea retta che progredisce all’infinito: sempre meglio, sempre più padroni del mondo, sempre più educati, gentili, ricchi, sani. Alcuni, i fatalisti, hanno insegnato che siamo imprigionati in un destino».</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2869210" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2869210 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Passione-2026-Cherchichiesadimilano.it-4-scaled.jpg" alt="Passione 2026 (Cherchi/chiesadimilano.it) 4" width="2560" height="1707" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Passione-2026-Cherchichiesadimilano.it-4-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Passione-2026-Cherchichiesadimilano.it-4-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Passione-2026-Cherchichiesadimilano.it-4-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Passione-2026-Cherchichiesadimilano.it-4-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Passione-2026-Cherchichiesadimilano.it-4-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">L’Arcivescovo all’inizio della celebrazione (Cherchi/chiesadimilano.it)</figcaption></figure>
<h2>La follia della storia umana </h2>
<p>Non ha dubbi l’Arcivescovo che, presiedendo in Duomo la celebrazione della Passione e della Deposizione del Signore, avvia la sua <strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/omelia-passione.pdf">omelia</a></strong> da questa triste evidenza. Una realtà che pare trovare conferma anche nel racconto della Passione di Matteo, letto personalmente da monsignor Delpini – accade solo in questa occasione durante l’intero anno liturgico – con il processo-farsa che condanna Gesù, lo scherno dei soldati, la follia della folla, di fronte alla quale il «potere si arrende e il giusto è ingiustamente condannato». Una pagina evangelica drammatica, a metà della quale, quando il Signore spira, scendono le tenebre nella Cattedrale e si prega silenziosamente in ginocchio. </p>
<p>Eppure, aggiunge subito l’Arcivescovo, «nella storia assurda, contraddittoria, imprevedibile», dove «il senso delle cose si smarrisce e l’accumularsi delle tragedie, delle frustrazioni, del soffrire induce alla disperazione; dove gli uomini sono impazziti e commettono pazzie non solo catastrofiche che lasciano tracce nei libri di storia, ma anche nella vita di famiglia, a scuola, al lavoro, intorno ai luoghi dello sport, in cui si manifestano pazzie ordinarie e assurdità quotidiane», c’è «l’evento che offre speranza e salvezza: c’è un morire che chiama alla vita anche i morti». La croce di risurrezione.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2869209" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2869209 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Passione-2026-Cherchichiesadimilano.it-3-scaled.jpg" alt="Passione 2026 (CherchiIchiesadimilano.it) 3" width="2560" height="1707" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Passione-2026-Cherchichiesadimilano.it-3-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Passione-2026-Cherchichiesadimilano.it-3-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Passione-2026-Cherchichiesadimilano.it-3-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Passione-2026-Cherchichiesadimilano.it-3-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Passione-2026-Cherchichiesadimilano.it-3-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">La croce in legno dorato (Cherchi/chiesadimilano.it)</figcaption></figure>
<h2>La contestazione dell’assurdo</h2>
<p>«La contestazione dell’assurdo della storia è rispondere al male con il bene, è perdonare ogni giorno. Non abbiamo armi per far tacere le armi – scandisce monsignor Delpini -. Abbiamo solo il perdono per testimoniare che c’è una vocazione alla riconciliazione scritta dentro l’assurdità della conflittualità permanente e della cattiveria inarrestabile. La contestazione dell’assurdo della storia è la libertà dall’ossessione del possesso: la scelta di essere sobri, invece che gaudenti, poveri invece che ricchi, capaci di condividere piuttosto che ostinati nel rapinare i poveri. La libertà è lo stile di vita di chi ha il buon senso di fidarsi di Dio invece che di se stesso e, perciò, la libertà cristiana contesta l’assurdità di affannarsi per procurarsi ricchezze e infelicità».</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2869211" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2869211 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Passione-2026-Cherchichiesadimilano.it-2-scaled.jpg" alt="Passione 2026 (Cherchi/chiesadimilano.it) 2" width="2560" height="1707" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Passione-2026-Cherchichiesadimilano.it-2-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Passione-2026-Cherchichiesadimilano.it-2-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Passione-2026-Cherchichiesadimilano.it-2-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Passione-2026-Cherchichiesadimilano.it-2-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Passione-2026-Cherchichiesadimilano.it-2-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">La processione con la croce (Cherchi/chiesadimilano.it)</figcaption></figure>
<h2>L’adorazione della croce</h2>
<p>Un atteggiamento del cuore esemplificato nella concretezza della grande croce in legno dorato che, dopo l’omelia, viene portata in processione, attraverso tre soste, nella navata maggiore del Duomo dal fonte battesimale di epoca borromaica all’altare maggiore, e offerta all’adorazione dei concelebranti e dei fedeli.</p>
<p>Poi, la preghiera universale, la più solenne dell’anno liturgico, con le sue 11 orazioni che paiono abbracciare il mondo intero, dal Papa alla Chiesa, dai fratelli maggiori ebrei ai cristiani di tutte le Confessioni, da chi non crede ai governanti, dall’umanità sofferente per le epidemie, a chi è in guerra, fino ai defunti.</p>
<p>Infine, la celebrazione della Deposizione del Signore, con le due letture dal profeta Daniele e la continuazione del Vangelo di Matteo, mentre in Cattedrale scende il silenzio e viene velata la Croce.</p>
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                            <div class="caption-in-modal">Celebrazione della Passione del Signore (Cherchi/chiesadimilano.it)</div> </div></div></div><div class="swiper-slide">

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                                    </div><div class="caption-in-slide">Celebrazione della Passione del Signore (Cherchi/chiesadimilano.it)</div> </div><div class="swiper-slide">
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<title>Sabato della Settimana Autentica</title>
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 00:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/sabato-santo-1-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/sabato-santo-1-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/sabato-santo-1-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/sabato-santo-1-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>Il rito ambrosiano prevede la mattina del Sabato santo una celebrazione che orienti la preghiera di questo giorno, contrassegnato dal silenzio: è un tempo di sosta, un tempo sospeso, in cui la morte sembra aver detto l’ultima parola e i discepoli del Signore sembrano condannati al non senso. Viene proposto alla nostra meditazione il racconto del diluvio  universale, che da un punto di vista simbolico rappresenta una storia di morte e risurrezione,<br>
la fine di un mondo e l’inizio di un’era nuova. Ricordiamo l’ordine dato da Dio a Noè di costruire un’arca e di portare con sé tutta la sua famiglia e una coppia di ogni specie di animali; le acque poi ricoprono la terra facendo morire ogni genere di vita. La ragione del diluvio viene spiegata così: La terra era corrotta davanti a Dio e piena di violenza. Dio guardò la terra ed ecco, essa era corrotta, perché ogni uomo aveva pervertito la sua condotta sulla terra. Ma dall’arca inizia nuovamente la vita sulla terra, come una seconda creazione: Dio offre sempre una nuova possibilità e, attraverso le acque della morte, è capace di generare nuova vita. In questo giorno in cui la pietra davanti al sepolcro sembra togliere ogni speranza e ogni possibilità di futuro, il racconto del diluvio ci lascia invece intravedere uno spiraglio, una luce. Le autorità hanno mandato le guardie a sorvegliare il sepolcro e a sigillarne la pietra, quasi a scongiurare il fatto che, dopo quella condanna a morte, ciò che il Signore aveva preannunciato potesse davvero accadere: Ci siamo ricordati che quell’impostore, mentre era vivo, disse: «Dopo tre giorni risorgerò». Curiosamente queste parole vengono ricordate dai capi dei sacerdoti e dai farisei, ma non dai suoi discepoli: nei momenti di vuoto e di lutto, tutto si fa silenzio, dentro e fuori di noi, e ogni promessa di vita sembra svanire. Chiediamo al Signore di sostenere la nostra fede in questi momenti, perché il silenzio e il vuoto apparente del Sabato santo siano riempiti dalla speranza di una vita nuova che il Signore ha conquistato per noi.</p>
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<title>Veglia Pasquale</title>
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<description><![CDATA[ ORAZIONE Preghiamo. Signore, Dio nostro, luce perenne, benedici questo lume; come il volto di Mosè per la tua presenza divenne raggiante, così rifulga su di noi lo splendore di Cristo, vera luce del mondo, e ci sia dato di camminare sulla strada della vita come figli della luce verso il tuo regno eterno. Per Cristo […]
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 00:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Veglia, Pasquale</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><strong>ORAZIONE<br>
</strong>Preghiamo.<br>
Signore, Dio nostro, luce perenne, benedici questo lume; come il volto di Mosè per la tua presenza divenne raggiante, così rifulga su di noi lo splendore di Cristo, vera luce del mondo, e ci sia dato di camminare sulla strada della vita come figli della luce verso il tuo regno eterno. Per Cristo nostro Signore. <strong>Amen</strong></p>
<p>PRECONIO PASQUALE<br>
Esultino i cori degli angeli, / esulti l’assemblea celeste. / Per la vittoria del più grande dei re, / le trombe squillino e annuncino la salvezza. / Si ridesti di gioia la terra / inondata da nuovo fulgore; / le tenebre sono scomparse, / messe in fuga dall’eterno Signore della luce. / Gioisca la Chiesa, madre nostra, irradiata di vivo splendore, / e questo tempio risuoni per le acclamazioni del popolo in festa. / Ci assista Cristo Gesù, nostro Signore e nostro Dio, / che vive e regna col Padre, nell’unità dello Spirito Santo, / per tutti i secoli dei secoli.<br>
R. Amen.</p>
<p align="JUSTIFY">Il Signore sia con voi.<br>
R. E con il tuo spirito.<br>
In alto i nostri cuori.<br>
R. Sono rivolti al Signore.<br>
Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.<br>
R. È cosa buona e giusta.</p>
<p>È veramente cosa buona e giusta, / nostro dovere e fonte di salvezza, / rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, / a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. / Tu hai consacrato la Pasqua per tutte le genti / senza immolazione di pingui animali, / ma con il Corpo e il Sangue di Cristo, / tuo Figlio unigenito. / Hai lasciato cadere i riti del popolo antico / e la tua grazia ha superato la legge. / Una vittima sola / ha offerto se stesso alla tua grandezza, / espiando una volta per sempre / il peccato di tutto il genere umano. / Questa vittima è l’Agnello / prefigurato dalla legge antica; / non è scelto dal gregge, / ma inviato dal cielo. / Al pascolo nessuno lo guida, / poiché egli stesso è il pastore. / Con la morte e con la risurrezione / alle pecore tutto si è donato / perché l’umiliazione del Figlio di Dio / ci insegnasse la mitezza di cuore / e la sua risurrezione gloriosa / ci offrisse una grande speranza. / Dinanzi a chi lo tosava non volle belare lamento, / ma con voce profetica disse: / «Tra poco vedrete il Figlio dell’uomo / assiso alla destra di Dio». / Con il suo sacrificio, o Padre, a te riconcilia i tuoi figli / e, nella sua divina potenza, ci reca il tuo stesso perdono. / Tutti i segni delle profezie antiche / oggi per noi si avverano in Cristo.<br>
Ecco: in questa notte beata / la colonna di fuoco risplende / e guida i redenti alle acque che danno salvezza. / Vi si immerge il Maligno e vi affoga, / ma il popolo del Signore, salvo e libero ne risale.<br>
Per Adamo siamo nati alla morte; / ora, generati dall’acqua e dallo Spirito Santo, / per Cristo rinasciamo alla vita. / Sciogliamo il nostro volontario digiuno: / Cristo, nostro agnello pasquale, / viene immolato per noi. / Il suo corpo è nutrimento vitale, / il suo sangue è inebriante bevanda; / l’unico sangue che non contamina, / ma dona salvezza immortale a chi lo riceve.<br>
Mangiamo questo pane senza fermento, / memori che non di solo pane vive l’uomo / ma di ogni parola che viene da Dio. / Questo pane disceso dal cielo / vale più assai della manna, / piovuta dall’alto come feconda rugiada. / Essa sfamava Israele, / ma non lo strappava alla morte. / Chi invece di questo corpo si ciba, / conquista la vita perenne. / Ecco: ogni culto antico tramonta, / tutto per noi ridiventa nuovo. / Il coltello del rito mosaico si è smussato. / Il popolo di Cristo non subisce ferita, / ma, segnato dal crisma, riceve un battesimo santo.<br>
Questa notte dobbiamo attendere in veglia / che il nostro Salvatore risorga. / Teniamo dunque le fiaccole accese / come fecero le vergini prudenti; / l’indugio potrebbe attardare l’incontro / col Signore che viene. / Certamente verrà e in un batter di ciglio, / come il lampo improvviso / che guizza da un estremo all’altro del cielo.<br>
Lo svolgersi di questa veglia santa / tutto abbraccia il mistero della nostra salvezza; / nella rapida corsa di un’unica notte / si avverano preannunzi e fatti profetici di vari millenni.<br>
Come la stella, guida dei Magi, / ci precede questo lume acceso nella sera. / Si attende poi l’annuncio / della risurrezione di Cristo / che il sacerdote con apostolica voce / a tutti proclama. / E come l’onda fuggente del Giordano / consacrata dal Signore immerso, / ecco, per arcano disegno, / l’acqua  fa nascere a vita nuova. / Infine, perché tutto il mistero si compia, / il popolo dei credenti si nutre di Cristo. <br>
Per le preghiere e i meriti santi / di Ambrogio, sacerdote sommo e vescovo nostro, / la clemenza del Padre celeste / c’introduca nel giorno del Signore risorto. / A lui onore e gloria nei secoli dei secoli.<br>
<strong>Amen</strong></p>
<p><strong>I LETTURA </strong>Gn 1,1-2,3a<br>
Lettura del libro della Genesi</p>
<p>In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.<br>
Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre. Dio chiamò la luce giorno, mentre chiamò le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: giorno primo.<br>
Dio disse: «Sia un firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». Dio fece il firmamento e separò le acque che sono sotto il firmamento dalle acque che sono sopra il firmamento. E così avvenne. Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.<br>
Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo si raccolgano in un unico luogo e appaia l’asciutto». E così avvenne. Dio chiamò l’asciutto terra, mentre chiamò la massa delle acque mare. Dio vide che era cosa buona. Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che fanno sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la propria specie». E così avvenne. E la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie, e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: terzo giorno.<br>
Dio disse: «Ci siano fonti di luce nel firmamento del cielo, per separare il giorno dalla notte; siano segni per le feste, per i giorni e per gli anni e siano fonti di luce nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne. E Dio fece le due fonti di luce grandi: la fonte di luce maggiore per governare il giorno e la fonte di luce minore per governare la notte, e le stelle. Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra e per governare il giorno e la notte e per separare la luce dalle tenebre. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: quarto giorno.<br>
Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo». Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati, secondo la loro specie. Dio vide che era cosa buona. Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra». E fu sera e fu mattina: quinto giorno.<br>
Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e animali selvatici, secondo la loro specie». E così avvenne. Dio fece gli animali selvatici, secondo la loro specie, il bestiame, secondo la propria specie, e tutti i rettili del suolo, secondo la loro specie. Dio vide che era cosa buona.<br>
Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». / E Dio creò l’uomo a sua immagine; / a immagine di Dio lo creò: / maschio e femmina li creò. / Dio li benedisse e Dio disse loro: / «Siate fecondi e moltiplicatevi, / riempite la terra e soggiogatela, / dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra».<br>
Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra, e ogni albero fruttifero che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutti gli animali selvatici, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.<br>
Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Dio, nel settimo giorno, portò a compimento il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro che aveva fatto. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò.</p>
<p><strong>SALMELLO</strong> Cfr. Sal 88,12.2<br>
Tuoi sono i cieli, Signore, tua è la terra, <br>
          tu hai fondato il mondo e quanto contiene.<br>
V. Canterò senza fine le tue grazie, <br>
con la mia bocca annunzierò <br>
la tua fedeltà nei secoli.<br>
          Tu hai fondato il mondo e quanto contiene.</p>
<p><strong>ORAZIONE</strong><br>
Preghiamo.<br>
O Dio, potenza perenne e luce senza tramonto, guarda con amore allo stupendo mistero della tua Chiesa e serenamente attendi, secondo il tuo disegno eterno, all’opera della salvezza umana; il mondo intero ammirato contempli che l’universo abbattuto e decrepito risorge e si rinnova, e tutto ritorna all’integrità primitiva in Cristo, da cui tutto prese principio. <br>
Per lui che vive e regna nei secoli dei secoli. <strong>Amen</strong></p>
<p><strong>II LETTURA </strong>Gn 22,1-19<br>
Lettura del libro della Genesi </p>
<p>In quei giorni. Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va’ nel territorio di Mòria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò».<br>
Abramo si alzò di buon mattino, sellò l’asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco, spaccò la legna per l’olocausto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva indicato. Il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e da lontano vide quel luogo. Allora Abramo disse ai suoi servi: «Fermatevi qui con l’asino; io e il ragazzo andremo fin lassù, ci prostreremo e poi ritorneremo da voi». Abramo prese la legna dell’olocausto e la caricò sul figlio Isacco, prese in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono tutti e due insieme. Isacco si rivolse al padre Abramo e disse: «Padre mio!». Rispose: «Eccomi, figlio mio». Riprese: «Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov’è l’agnello per l’olocausto?». Abramo rispose: «Dio stesso si provvederà l’agnello per l’olocausto, figlio mio!». Proseguirono tutti e due insieme.<br>
Così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l’altare, collocò la legna, legò suo figlio Isacco e lo depose sull’altare, sopra la legna. Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». L’angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli niente! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito». Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete, impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l’ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio. Abramo chiamò quel luogo «Il Signore vede»; perciò oggi si dice: «Sul monte il Signore si fa vedere».<br>
L’angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta e disse: «Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, il tuo unigenito, io ti colmerò di benedizioni e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. Si diranno benedette nella tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce».<br>
Abramo tornò dai suoi servi; insieme si misero in cammino verso Bersabea e Abramo abitò a Bersabea.</p>
<p><strong>SALMELLO</strong> Cfr. Sal 49,14.1<br>
Offri a Dio un sacrificio di lode e<br>
        sciogli all’Altissimo i tuoi voti.<br>
V. Parla il Signore, Dio degli dèi, <br>
convoca la terra; e tu<br>
          sciogli all’altissimo i tuoi voti. </p>
<p><strong>ORAZIONE</strong><br>
Preghiamo. <br>
O Dio, Padre dei credenti, che, offrendo a tutti gli uomini il dono della tua adozione, moltiplichi nel mondo i figli della promessa e nel mistero battesimale rendi Abramo, secondo la tua parola, padre di tutte le genti, concedi ai popoli che ti appartengono di accogliere degnamente la grazia della tua chiamata. <br>
Per Cristo nostro Signore. <strong>Amen</strong></p>
<p><strong>III LETTURA </strong>Es 12,1-11<br>
Lettura del libro dell’Esodo </p>
<p>In quei giorni. Il Signore disse a Mosè e ad Aronne in terra d’Egitto: «Questo mese sarà per voi l’inizio dei mesi, sarà per voi il primo mese dell’anno. Parlate a tutta la comunità d’Israele e dite: “Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa. Se la famiglia fosse troppo piccola per un agnello, si unirà al vicino, il più prossimo alla sua casa, secondo il numero delle persone; calcolerete come dovrà essere l’agnello secondo quanto ciascuno può mangiarne. Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell’anno; potrete sceglierlo tra le pecore o tra le capre e lo conserverete fino al quattordici di questo mese: allora tutta l’assemblea della comunità d’Israele lo immolerà al tramonto. Preso un po’ del suo sangue, lo porranno sui due stipiti e sull’architrave delle case nelle quali lo mangeranno. In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco; la mangeranno con azzimi e con erbe amare. Non lo mangerete crudo, né bollito nell’acqua, ma solo arrostito al fuoco, con la testa, le zampe e le viscere. Non ne dovete far avanzare fino al mattino: quello che al mattino sarà avanzato, lo brucerete nel fuoco. Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. È la Pasqua del Signore!”».</p>
<p><strong>CANTICO</strong> Cfr. Dn 3,52.54.57.77.85<br>
Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri,<br>
degno di lode e di gloria nei secoli.<br>
R. Amen.<br>
Benedetto il tuo nome glorioso e santo, <br>
degno di lode e di gloria nei secoli.<br>
R. Amen.<br>
Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, <br>
degno di lode e di gloria nei secoli.<br>
R. Amen.<br>
Benedite, opere tutte del Signore, il Signore, <br>
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.<br>
R. Amen.<br>
Benedite, sorgenti, il Signore, <br>
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.<br>
R. Amen.<br>
Benedite, servi del Signore, il Signore, <br>
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.<br>
R. Amen.<br>
Benediciamo il Padre, e il Figlio, e lo Spirito Santo, <br>
lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli. <br>
R. Amen.</p>
<p><strong>ORAZIONE</strong><br>
Preghiamo.<br>
O Dio di infinito amore, che hai comandato al tuo popolo in Egitto di cibarsi dell’agnello, la cui immolazione per tuo dono avrebbe ridato la libertà perfetta, salva anche noi nel Sangue di Cristo, che è il vero agnello pasquale, perchè, liberati dalla schiavitù del demonio, nella verità e nella giustizia possiamo fedelmente celebrare la nostra Pasqua nel Signore risorto. <br>
Per lui che vive e regna nei secoli dei secoli. <strong>Amen</strong></p>
<p><strong>IV LETTURA </strong>Es 13,18b-14,8<br>
Lettura del libro dell’Esodo </p>
<p>In quei giorni. Gli Israeliti, armati, uscirono dalla terra d’Egitto. Mosè prese con sé le ossa di Giuseppe, perché questi aveva fatto prestare un solenne giuramento agli Israeliti, dicendo: «Dio, certo, verrà a visitarvi; voi allora vi porterete via le mie ossa». Partirono da Succot e si accamparono a Etam, sul limite del deserto. Il Signore marciava alla loro testa di giorno con una colonna di nube, per guidarli sulla via da percorrere, e di notte con una colonna di fuoco, per far loro luce, così che potessero viaggiare giorno e notte. Di giorno la colonna di nube non si ritirava mai dalla vista del popolo, né la colonna di fuoco durante la notte.<br>
Il Signore disse a Mosè: «Comanda agli Israeliti che tornino indietro e si accampino davanti a Pi-Achiròt, tra Migdol e il mare, davanti a Baal-Sefòn; di fronte a quel luogo vi accamperete presso il mare. Il faraone penserà degli Israeliti: “Vanno errando nella regione; il deserto li ha bloccati!”. Io renderò ostinato il cuore del faraone, ed egli li inseguirà; io dimostrerò la mia gloria contro il faraone e tutto il suo esercito, così gli Egiziani sapranno che io sono il Signore!». Ed essi fecero così.<br>
Quando fu riferito al re d’Egitto che il popolo era fuggito, il cuore del faraone e dei suoi ministri si rivolse contro il popolo. Dissero: «Che cosa abbiamo fatto, lasciando che Israele si sottraesse al nostro servizio?». Attaccò allora il cocchio e prese con sé i suoi soldati. Prese seicento carri scelti e tutti i carri d’Egitto con i combattenti sopra ciascuno di essi. Il Signore rese ostinato il cuore del faraone, re d’Egitto, il quale inseguì gli Israeliti mentre gli Israeliti uscivano a mano alzata.</p>
<p><strong>CANTICO DI MOSE’ Es 15,1-3.18.19c-21<br>
</strong>Allora Mosè e gli Israeliti<br>
cantarono questo canto al Signore e dissero:<br>
“Voglio cantare al Signore,<br>
perchè ha mirabilmente trionfato:<br>
cavallo e cavaliere<br>
ha gettato nel mare.<br>
Mia forza e mio canto è il Signore<br>
egli è stato la mia salvezza.<br>
E’ il mio Dio: lo voglio lodare, <br>
il Dio di mio padre:  lo voglio esaltare!<br>
Il Signore è un guerriero, <br>
Signore è il suo nome.<br>
Il Signore regni<br>
in eterno e per sempre!”.<br>
Gli Israeliti avevano camminato sull’asciutto in mezzo <br>
al mare. Allora Maria, la profetessa, sorella di Aronne, <br>
prese in mano un tamburello: dietro a lei uscirono le donne con i tamburelli e con danze. Maria intonò per loro il ritornello:<br>
“Cantate al Signore, <br>
perchè ha mirabilmente trionfato”. </p>
<p><strong>ORAZIONE</strong><br>
Preghiamo.<br>
Moltiplica, o Dio onnipotente ed eterno, la discendenza promessa alla fede dei patriarchi e accresci il numero dei tuoi figli, perchè la Chiesa veda in larga parte adempiuto il disegno universale di salvezza nel quale i nostri padri hanno fermamente sperato. <br>
Per Cristo nostro Signore. <strong>Amen</strong></p>
<p><strong>V LETTURA </strong>Is 54,17c – 55,11<br>
Lettura del profeta Isaia </p>
<p>Così dice il Signore Dio: / «Questa è la sorte dei servi del Signore, / quanto spetta a loro da parte mia. / Oracolo del Signore. / O voi tutti assetati, venite all’acqua, / voi che non avete denaro, venite, / comprate e mangiate; venite, comprate / senza denaro, senza pagare, vino e latte. / Perché spendete denaro per ciò che non è pane, / il vostro guadagno per ciò che non sazia? / Su, ascoltatemi e mangerete cose buone / e gusterete cibi succulenti. / Porgete l’orecchio e venite a me, / ascoltate e vivrete. / Io stabilirò per voi un’alleanza eterna, / i favori assicurati a Davide. / Ecco, l’ho costituito testimone fra i popoli, / principe e sovrano sulle nazioni. / Ecco, tu chiamerai gente che non conoscevi; / accorreranno a te nazioni che non ti conoscevano / a causa del Signore, tuo Dio, / del Santo d’Israele, che ti onora. / Cercate il Signore, mentre si fa trovare, / invocatelo, mentre è vicino. / L’empio abbandoni la sua via / e l’uomo iniquo i suoi pensieri; / ritorni al Signore che avrà misericordia di lui / e al nostro Dio che largamente perdona. / Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, / le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore. / Quanto il cielo sovrasta la terra, / tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, / i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri. / Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo / e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, / senza averla fecondata e fatta germogliare, / perché dia il seme a chi semina / e il pane a chi mangia, / così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca: / non ritornerà a me senza effetto, / senza aver operato ciò che desidero / e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».</p>
<p><strong>SALMELLO </strong>Cfr. Sal 71, 18-19a.1.6<br>
Benedetto il Signore, Dio di Israele:<br>
Egli solo compie prodigi.<br>
          E benedetto il suo nome glorioso per sempre. <br>
V. Dio, da’ al re il tuo giudizio, <br>
al figlio del re la tua giustizia;<br>
egli scenderà come pioggia sull’erba, <br>
come acqua che irrora la terra.<br>
         E benedetto il suo nome glorioso per sempre.</p>
<p><strong>ORAZIONE</strong><br>
Preghiamo.<br>
Dio onnipotente, unica vera speranza del mondo, con la parola dei profeti hai preannunciato gli avvenimenti di salvezza che oggi si compiono; ravviva nel tuo popolo, riconciliato con te, il desiderio del bene poichè, se tu non la ispiri, la virtù nei tuoi fedeli non si accresce. <br>
Per Cristo nostro Signore. <strong>Amen</strong> </p>
<p><strong>VI LETTURA  </strong>Is 1,16-19<br>
Lettura del profeta Isaia </p>
<p>Così dice il Signore Dio: / «Lavatevi, purificatevi, / allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni. / Cessate di fare il male, / imparate a fare il bene, / cercate la giustizia, / soccorrete l’oppresso, / rendete giustizia all’orfano, / difendete la causa della vedova. / Su, venite e discutiamo / – dice il Signore –. / Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, / diventeranno bianchi come neve. / Se fossero rossi come porpora, / diventeranno come lana. / Se sarete docili e ascolterete, / mangerete i frutti della terra».</p>
<p><strong>CANTO</strong> Sal 41,2<br>
Come la cerva anela ai corsi d’acqua<br>
così l’anima mia a te, Signore!</p>
<p><strong>ORAZIONE</strong><br>
Preghiamo<br>
O Dio, che accresci sempre la tua Chiesa chiamando nuovi figli da tutte le genti, custodisci nella tua protezione coloro che fai rinascere dall’acqua del Battesimo. <br>
Per Cristo nostro Signore. <strong>Amen</strong></p>
<p><em>oppure (se vi sono battezzandi)</em></p>
<p>Dio onnipotente ed eterno, guarda con bontà ai tuoi servi che si avvicinano con desiderio all’inizio della nuova vita, come la cerva assetata anela alle fonti delle acque; e fa’ che nel sacramento della fede trovino la loro salvezza.<br>
Per Cristo nostro Signore. <strong>Amen</strong></p>
<p><strong>ANNUNCIO DELLA RISURREZIONE</strong><br>
Cristo Signore è risorto<br>
R. Rendiamo grazie a Dio</p>
<p><strong>ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA</strong><br>
Dio onnipotente ed eterno, che sei mirabile in tutte le opere del tuo amore, illumina i figli da te redenti perchè comprendano e riconoscano che, se fu prodigio grande all’inizio la creazione del mondo, prodigio ancora più adorabile e grande nella pienezza dei tempi è il compimento della nostra salvezza nell’immolazione pasquale di Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. <strong>Amen</strong></p>
<p><strong>LETTURA </strong>At 2,22-28<br>
Lettura degli Atti degli Apostoli </p>
<p>In quei giorni. Pietro parlò al popolo e disse: «Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nàzaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene –, consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l’avete crocifisso e l’avete ucciso. Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. Dice infatti Davide a suo riguardo: / “Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; / egli sta alla mia destra, perché io non vacilli. / Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua, / e anche la mia carne riposerà nella speranza, / perché tu non abbandonerai la mia vita negli inferi / né permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione. / Mi hai fatto conoscere le vie della vita, / mi colmerai di gioia con la tua presenza”».<br>
<strong><br>
SALMO </strong>Sal 117 </p>
<p><em><strong>Venite al Signore con canti di gioia.<br>
</strong></em>oppure<br>
<em><strong>Alleluia, alleluia, alleluia.</strong></em></p>
<p>Rendete grazie al Signore perché è buono,<br>
perché il suo amore è per sempre.<br>
Dica Israele:<br>
«Il suo amore è per sempre».</p>
<p>La destra del Signore si è innalzata,<br>
la destra del Signore ha fatto prodezze.<br>
Non morirò, ma resterò in vita<br>
e annuncerò le opere del Signore.</p>
<p>La pietra scartata dai costruttori<br>
è divenuta la pietra d’angolo.<br>
Questo è stato fatto dal Signore:<br>
una meraviglia ai nostri occhi. </p>
<p><strong>EPISTOLA </strong>Rm 1,1-7<br>
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani </p>
<p>Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per chiamata, scelto per annunciare il vangelo di Dio – che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture e che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti, Gesù Cristo nostro Signore; per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l’obbedienza della fede in tutte le genti, a gloria del suo nome, e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo –, a tutti quelli che sono a Roma, amati da Dio e santi per chiamata, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo!</p>
<h5>
<strong>VANGELO </strong>Mt 28,1-7<br>
Lettura del Vangelo secondo Matteo </h5>
<h5>In quel tempo. Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba. Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l’ho detto».</h5>
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<p><strong>DOPO IL VANGELO<br>
</strong>A me è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Allelui.<br>
Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli<br>
battezzandoli nel nome del Padre<br>
e del Figlio e dello Spirito Santo. Alleluia<strong></strong></p>
<p>A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA<br>
Accogli le nostre preghiere, o Dio che illumini questa santissima notte con la gloria del Salvatore risorto: conserva nei nuovi membri della tua famiglia lo spirito di figli che hai loro donato e fa’ che, rinnovati nel cuore e nella vita, possano servirti con animo puro.<br>
Per Cristo nostro Signore. <strong>Amen</strong></p>
<p><em>Oppure (se non ci sono neobattezzati):</em><strong></strong></p>
<p>O Padre, che nella celebrazione pasquale rianimi il mondo con la forza della grazia divina, serba per sempre i doni che l’annuale festa ci offre, perchè nella fedeltà dei nostri fuggevoli giorni possiamo arrivare alla vita che non finisce. <br>
Per Cristo nostro Signore. <strong>Amen</strong></p>
<p>SUI DONI<br>
Accogli, o Padre, questi doni che lieta la Chiesa ti offre; tu che la ricolmi di gioia con la celebrazione della vittoria pasquale, guidala fiduciosa alla felicità eterna. <br>
Per Cristo nostro Signore. <strong>Amen</strong></p>
<p>PREFAZIO<br>
E’ veramente cosa buona e giusta benedirti in ogni tempo, o Padre, ma soprattutto proclamare la tua gloria in questa notte memoranda nella quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato.<br>
Agnello di Dio, egli ha tolto i peccati del mondo, morendo ha distrutto la morte e risorgendo ha rinnovato la vita.<br>
Per questo mistero, con il cuore traboccante di gioia, esultano gli uomini di tutta la terra e, uniti agli angeli e ai santi, cantano l’inno della lode perenne: <strong>Santo…</strong></p>
<p>ALLO SPEZZARE DEL PANE<br>
Morivo con te sulla croce,<br>
oggi con te rivivo.<br>
Con te dividevo la tomba, <br>
oggi con te risorgo.<br>
Donami la gioia del regno.<br>
Cristo, mio Salvatore.<br>
Alleluia, Alleluia.<br>
<strong><br>
ALLA COMUNIONE</strong><br>
L’albero della vita<br>
è donato a chi crede;<br>
ecco la porta s’apre<br>
ai tuoi servi fedeli.<br>
Acqua di fonte viva <br>
ci disseta e ci sazia.<br>
Alleluia, alleluia.</p>
<p><strong>DOPO LA COMUNIONE</strong><br>
A noi, che abbiamo partecipato al banchetto pasquale e ci siamo nutriti del pane di vita e del calice di salvezza, concedi, o Dio, di esserne sostenuti e difesi fino al regno eterno.<br>
Per Cristo nostro Signore. <strong>Amen</strong></p>
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<title>Risurrezione del Signore</title>
<link>https://www.eventi.news/risurrezione-del-signore</link>
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<description><![CDATA[ Veglia pasquale nella Notte santa ]]></description>
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<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 00:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Risurrezione, del, Signore</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Prima lettura </strong><em>Gen 1,1 – 2,2<strong><br>
</strong></em>Dal libro della Genesi</p>
<p>In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.<br>
Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre. Dio chiamò la luce giorno, mentre chiamò le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: giorno primo.<br>
Dio disse: «Sia un firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». Dio fece il firmamento e separò le acque che sono sotto il firmamento dalle acque che sono sopra il firmamento. E così avvenne. Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.<br>
Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo si raccolgano in un unico luogo e appaia l’asciutto». E così avvenne. Dio chiamò l’asciutto terra, mentre chiamò la massa delle acque mare. Dio vide che era cosa buona. Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che fanno sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la propria specie». E così avvenne. E la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie, e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: terzo giorno.<br>
Dio disse: «Ci siano fonti di luce nel firmamento del cielo, per separare il giorno dalla notte; siano segni per le feste, per i giorni e per gli anni e siano fonti di luce nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne. E Dio fece le due fonti di luce grandi: la fonte di luce maggiore per governare il giorno e la fonte di luce minore per governare la notte, e le stelle. Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra e per governare il giorno e la notte e per separare la luce dalle tenebre. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: quarto giorno.<br>
Dio disse: «Le acque brùlichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo». Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brùlicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati, secondo la loro specie. Dio vide che era cosa buona. Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltìplichino sulla terra». E fu sera e fu mattina: quinto giorno.<br>
Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e animali selvatici, secondo la loro specie». E così avvenne. Dio fece gli animali selvatici, secondo la loro specie, il bestiame, secondo la propria specie, e tutti i rettili del suolo, secondo la loro specie. Dio vide che era cosa buona.<br>
Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».<br>
E Dio creò l’uomo a sua immagine;<br>
a immagine di Dio lo creò:<br>
maschio e femmina li creò.<br>
Dio li benedisse e Dio disse loro:<br>
«Siate fecondi e moltiplicatevi,<br>
riempite la terra e soggiogatela,<br>
dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo<br>
e su ogni essere vivente che striscia sulla terra».<br>
Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra, e ogni albero fruttifero che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutti gli animali selvatici, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.<br>
Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Dio, nel settimo giorno, portò a compimento il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro che aveva fatto.</p>
<p><strong>Forma breve </strong>(<em>Gen 1, 1.26-31</em>)</p>
<p>In principio Dio creò il cielo e la terra.<br>
Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».<br>
E Dio creò l’uomo a sua immagine;<br>
a immagine di Dio lo creò:<br>
maschio e femmina li creò.<br>
Dio li benedisse e Dio disse loro:<br>
«Siate fecondi e moltiplicatevi,<br>
riempite la terra e soggiogatela,<br>
dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo<br>
e su ogni essere vivente che striscia sulla terra».<br>
Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra, e ogni albero fruttifero che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutti gli animali selvatici, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona.</p>
<p><strong>Salmo </strong><em>Sal 103</em></p>
<p><strong>Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.</strong></p>
<p>Benedici il Signore, anima mia!<br>
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!<br>
Sei rivestito di maestà e di splendore,<br>
avvolto di luce come di un manto. R</p>
<p>Egli fondò la terra sulle sue basi:<br>
non potrà mai vacillare.<br>
Tu l’hai coperta con l’oceano come una veste;<br>
al di sopra dei monti stavano le acque. R</p>
<p>Tu mandi nelle valli acque sorgive<br>
perché scorrano tra i monti.<br>
In alto abitano gli uccelli del cielo<br>
e cantano tra le fronde. R</p>
<p>Dalle tue dimore tu irrighi i monti,<br>
e con il frutto delle tue opere si sazia la terra.<br>
Tu fai crescere l’erba per il bestiame<br>
e le piante che l’uomo coltiva<br>
per trarre cibo dalla terra. R</p>
<p>Quante sono le tue opere, Signore!<br>
Le hai fatte tutte con saggezza;<br>
la terra è piena delle tue creature.<br>
Benedici il Signore, anima mia. R</p>
<p><strong>Seconda lettura </strong><em>Gen 22,1-18<strong><br>
</strong></em>Dal libro della Genesi</p>
<p>In quei giorni, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va’ nel territorio di Mòria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò».<br>
Abramo si alzò di buon mattino, sellò l’asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco, spaccò la legna per l’olocausto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva indicato. Il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e da lontano vide quel luogo. Allora Abramo disse ai suoi servi: «Fermatevi qui con l’asino; io e il ragazzo andremo fin lassù, ci prostreremo e poi ritorneremo da voi». Abramo prese la legna dell’olocausto e la caricò sul figlio Isacco, prese in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono tutti e due insieme.<br>
Isacco si rivolse al padre Abramo e disse: «Padre mio!». Rispose: «Eccomi, figlio mio». Riprese: «Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov’è l’agnello per l’olocausto?». Abramo rispose: «Dio stesso si provvederà l’agnello per l’olocausto, figlio mio!». Proseguirono tutti e due insieme. Così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l’altare, collocò la legna, legò suo figlio Isacco e lo depose sull’altare, sopra la legna. Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio.<br>
Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». L’angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli niente! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito».<br>
Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete, impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l’ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio.<br>
Abramo chiamò quel luogo «Il Signore vede»; perciò oggi si dice: «Sul monte il Signore si fa vedere».<br>
L’angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta e disse: «Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, il tuo unigenito, io ti colmerò di benedizioni e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. Si diranno benedette nella tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce».</p>
<p><strong>Forma breve </strong><em>(Gen 22,1-2.9.10-13.15-18)</em></p>
<p>In quei giorni, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va’ nel territorio di Mòria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò».<br>
Così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l’altare, collocò la legna. Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». L’angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli niente! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito».<br>
Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete, impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l’ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio.<br>
L’angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta e disse: «Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, il tuo unigenito, io ti colmerò di benedizioni e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. Si diranno benedette nella tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce».</p>
<p><strong>Salmo </strong><em><strong>Sal 15</strong></em></p>
<p><em><strong>Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.</strong></em></p>
<p>Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:<br>
nelle tue mani è la mia vita.<br>
Io pongo sempre davanti a me il Signore,<br>
sta alla mia destra, non potrò vacillare. R</p>
<p>Per questo gioisce il mio cuore<br>
ed esulta la mia anima;<br>
anche il mio corpo riposa al sicuro,<br>
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,<br>
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa. R</p>
<p>Mi indicherai il sentiero della vita,<br>
gioia piena alla tua presenza,<br>
dolcezza senza fine alla tua destra. R</p>
<p><strong>Terza lettura</strong> <em>Es 14,15- 15,1</em><strong><em><br>
</em></strong>Dal libro dell’Esodo</p>
<p>In quei giorni, il Signore disse a Mosè: «Perché gridi verso di me? Ordina agli Israeliti di riprendere il cammino. Tu intanto alza il bastone, stendi la mano sul mare e dividilo, perché gli Israeliti entrino nel mare all’asciutto. Ecco, io rendo ostinato il cuore degli Egiziani, così che entrino dietro di loro e io dimostri la mia gloria sul faraone e tutto il suo esercito, sui suoi carri e sui suoi cavalieri. Gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando dimostrerò la mia gloria contro il faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri».<br>
L’angelo di Dio, che precedeva l’accampamento d’Israele, cambiò posto e passò indietro. Anche la colonna di nube si mosse e dal davanti passò dietro. Andò a porsi tra l’accampamento degli Egiziani e quello d’Israele. La nube era tenebrosa per gli uni, mentre per gli altri illuminava la notte; così gli uni non poterono avvicinarsi agli altri durante tutta la notte.<br>
Allora Mosè stese la mano sul mare. E il Signore durante tutta la notte risospinse il mare con un forte vento d’oriente, rendendolo asciutto; le acque si divisero. Gli Israeliti entrarono nel mare sull’asciutto, mentre le acque erano per loro un muro a destra e a sinistra. Gli Egiziani li inseguirono, e tutti i cavalli del faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri entrarono dietro di loro in mezzo al mare.<br>
Ma alla veglia del mattino il Signore, dalla colonna di fuoco e di nube, gettò uno sguardo sul campo degli Egiziani e lo mise in rotta. Frenò le ruote dei loro carri, così che a stento riuscivano a spingerle. Allora gli Egiziani dissero: «Fuggiamo di fronte a Israele, perché il Signore combatte per loro contro gli Egiziani!».<br>
Il Signore disse a Mosè: «Stendi la mano sul mare: le acque si riversino sugli Egiziani, sui loro carri e i loro cavalieri». Mosè stese la mano sul mare e il mare, sul far del mattino, tornò al suo livello consueto, mentre gli Egiziani, fuggendo, gli si dirigevano contro. Il Signore li travolse così in mezzo al mare. Le acque ritornarono e sommersero i carri e i cavalieri di tutto l’esercito del faraone, che erano entrati nel mare dietro a Israele: non ne scampò neppure uno. Invece gli Israeliti avevano camminato sull’asciutto in mezzo al mare, mentre le acque erano per loro un muro a destra e a sinistra.<br>
In quel giorno il Signore salvò Israele dalla mano degli Egiziani, e Israele vide gli Egiziani morti sulla riva del mare; Israele vide la mano potente con la quale il Signore aveva agito contro l’Egitto, e il popolo temette il Signore e credette in lui e in Mosè suo servo.<br>
Allora Mosè e gli Israeliti cantarono questo canto al Signore e dissero:</p>
<p><strong>Salmo </strong><em>Es 15,1-7a.17-18</em></p>
<p><em><strong>Cantiamo al Signore: stupenda è la sua vittoria!</strong></em></p>
<p>«Voglio cantare al Signore,<br>
perché ha mirabilmente trionfato:<br>
cavallo e cavaliere<br>
ha gettato nel mare.<br>
Mia forza e mio canto è il Signore,<br>
egli è stato la mia salvezza.<br>
È il mio Dio: lo voglio lodare,<br>
il Dio di mio padre: lo voglio esaltare! R</p>
<p>Il Signore è un guerriero,<br>
Signore è il suo nome.<br>
I carri del faraone e il suo esercito<br>
li ha scagliati nel mare;<br>
i suoi combattenti scelti<br>
furono sommersi nel Mar Rosso. R</p>
<p>Gli abissi li ricoprirono,<br>
sprofondarono come pietra.<br>
La tua destra, Signore,<br>
è gloriosa per la potenza,<br>
la tua destra, Signore,<br>
annienta il nemico. R</p>
<p>Tu lo fai entrare e lo pianti<br>
sul monte della tua eredità,<br>
luogo che per tua dimora,<br>
Signore, hai preparato,<br>
santuario che le tue mani,<br>
Signore, hanno fondato.<br>
Il Signore regni<br>
in eterno e per sempre!». R</p>
<p><strong>Quarta lettura </strong><em>Is 54,5-14<strong><br>
</strong></em>Dal libro del profeta Isaia</p>
<p>Tuo sposo è il tuo creatore,<br>
Signore degli eserciti è il suo nome;<br>
tuo redentore è il Santo d’Israele,<br>
è chiamato Dio di tutta la terra.<br>
Come una donna abbandonata<br>
e con l’animo afflitto, ti ha richiamata il Signore.<br>
Viene forse ripudiata la donna sposata in gioventù?<br>
– dice il tuo Dio.<br>
Per un breve istante ti ho abbandonata,<br>
ma ti raccoglierò con immenso amore.<br>
In un impeto di collera<br>
ti ho nascosto per un poco il mio volto;<br>
ma con affetto perenne<br>
ho avuto pietà di te,<br>
dice il tuo redentore, il Signore.<br>
Ora è per me come ai giorni di Noè,<br>
quando giurai che non avrei più riversato<br>
le acque di Noè sulla terra;<br>
così ora giuro di non più adirarmi con te<br>
e di non più minacciarti.<br>
Anche se i monti si spostassero e i colli vacillassero,<br>
non si allontanerebbe da te il mio affetto,<br>
né vacillerebbe la mia alleanza di pace,<br>
dice il Signore che ti usa misericordia.<br>
Afflitta, percossa dal turbine, sconsolata,<br>
ecco io pongo sullo stibio le tue pietre<br>
e sugli zaffìri pongo le tue fondamenta.<br>
Farò di rubini la tua merlatura,<br>
le tue porte saranno di berilli,<br>
tutta la tua cinta sarà di pietre preziose.<br>
Tutti i tuoi figli saranno discepoli del Signore,<br>
grande sarà la prosperità dei tuoi figli;<br>
sarai fondata sulla giustizia.<br>
Tieniti lontana dall’oppressione, perché non dovrai temere,<br>
dallo spavento, perché non ti si accosterà.</p>
<p><strong>Salmo </strong><em>Sal 29</em></p>
<p><strong><em>Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato.</em></strong></p>
<p>Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato,<br>
non hai permesso ai miei nemici di gioire su di me.<br>
Signore, hai fatto risalire la mia vita dagli inferi,<br>
mi hai fatto rivivere perché non scendessi nella fossa. R</p>
<p>Cantate inni al Signore, o suoi fedeli,<br>
della sua santità celebrate il ricordo,<br>
perché la sua collera dura un istante,<br>
la sua bontà per tutta la vita.<br>
Alla sera ospite è il pianto<br>
e al mattino la gioia. R</p>
<p>Ascolta, Signore, abbi pietà di me,<br>
Signore, vieni in mio aiuto!<br>
Hai mutato il mio lamento in danza;<br>
Signore, mio Dio, ti renderò grazie per sempre. R</p>
<p><strong>Quinta lettura </strong><em>Is 55,1-11<strong><br>
</strong></em>Dal libro del profeta Isaia</p>
<p>Così dice il Signore:<br>
«O voi tutti assetati, venite all’acqua,<br>
voi che non avete denaro, venite;<br>
comprate e mangiate; venite, comprate<br>
senza denaro, senza pagare, vino e latte.<br>
Perché spendete denaro per ciò che non è pane,<br>
il vostro guadagno per ciò che non sazia?<br>
Su, ascoltatemi e mangerete cose buone<br>
e gusterete cibi succulenti.<br>
Porgete l’orecchio e venite a me,<br>
ascoltate e vivrete.<br>
Io stabilirò per voi un’alleanza eterna,<br>
i favori assicurati a Davide.<br>
Ecco, l’ho costituito testimone fra i popoli,<br>
principe e sovrano sulle nazioni.<br>
Ecco, tu chiamerai gente che non conoscevi;<br>
accorreranno a te nazioni che non ti conoscevano<br>
a causa del Signore, tuo Dio,<br>
del Santo d’Israele, che ti onora.<br>
Cercate il Signore, mentre si fa trovare,<br>
invocàtelo, mentre è vicino.<br>
L’empio abbandoni la sua via<br>
e l’uomo iniquo i suoi pensieri;<br>
ritorni al Signore che avrà misericordia di lui<br>
e al nostro Dio che largamente perdona.<br>
Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri,<br>
le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore.<br>
Quanto il cielo sovrasta la terra,<br>
tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,<br>
i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.<br>
Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo<br>
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,<br>
senza averla fecondata e fatta germogliare,<br>
perché dia il seme a chi semina<br>
e il pane a chi mangia,<br>
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:<br>
non ritornerà a me senza effetto,<br>
senza aver operato ciò che desidero<br>
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».</p>
<p><strong>Salmo</strong> <em>Is 12,2-6</em></p>
<p><em><strong>Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza.</strong></em></p>
<p>Ecco, Dio è la mia salvezza;<br>
io avrò fiducia, non avrò timore,<br>
perché mia forza e mio canto è il Signore;<br>
egli è stato la mia salvezza. R</p>
<p>Attingerete acqua con gioia<br>
alle sorgenti della salvezza.<br>
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,<br>
proclamate fra i popoli le sue opere,<br>
fate ricordare che il suo nome è sublime. R</p>
<p>Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose eccelse,<br>
le conosca tutta la terra.<br>
Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,<br>
perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele. R</p>
<p><strong>Sesta lettura </strong><em>Bar 3,9-15.32 – 4,4</em><br>
Dal libro del profeta Baruc</p>
<p>Ascolta, Israele, i comandamenti della vita,<br>
porgi l’orecchio per conoscere la prudenza.<br>
Perché, Israele? Perché ti trovi in terra nemica<br>
e sei diventato vecchio in terra straniera?<br>
Perché ti sei contaminato con i morti<br>
e sei nel numero di quelli che scendono negli inferi?<br>
Tu hai abbandonato la fonte della sapienza!<br>
Se tu avessi camminato nella via di Dio,<br>
avresti abitato per sempre nella pace.<br>
Impara dov’è la prudenza,<br>
dov’è la forza, dov’è l’intelligenza,<br>
per comprendere anche dov’è la longevità e la vita,<br>
dov’è la luce degli occhi e la pace.<br>
Ma chi ha scoperto la sua dimora,<br>
chi è penetrato nei suoi tesori?<br>
Ma colui che sa tutto, la conosce<br>
e l’ha scrutata con la sua intelligenza,<br>
colui che ha formato la terra per sempre<br>
e l’ha riempita di quadrupedi,<br>
colui che manda la luce ed essa corre,<br>
l’ha chiamata, ed essa gli ha obbedito con tremore.<br>
Le stelle hanno brillato nei loro posti di guardia<br>
e hanno gioito;<br>
egli le ha chiamate ed hanno risposto: «Eccoci!»,<br>
e hanno brillato di gioia per colui che le ha create.<br>
Egli è il nostro Dio,<br>
e nessun altro può essere confrontato con lui.<br>
Egli ha scoperto ogni via della sapienza<br>
e l’ha data a Giacobbe, suo servo,<br>
a Israele, suo amato.<br>
Per questo è apparsa sulla terra<br>
e ha vissuto fra gli uomini.<br>
Essa è il libro dei decreti di Dio<br>
e la legge che sussiste in eterno;<br>
tutti coloro che si attengono ad essa avranno la vita,<br>
quanti l’abbandonano moriranno.<br>
Ritorna, Giacobbe, e accoglila,<br>
cammina allo splendore della sua luce.<br>
Non dare a un altro la tua gloria<br>
né i tuoi privilegi a una nazione straniera.<br>
Beati siamo noi, o Israele,<br>
perché ciò che piace a Dio è da noi conosciuto.</p>
<p><strong>Salmo </strong><em>Sal 18</em></p>
<p><em><strong>Signore, tu hai parole di vita eterna.</strong></em></p>
<p>La legge del Signore è perfetta,<br>
rinfranca l’anima;<br>
la testimonianza del Signore è stabile,<br>
rende saggio il semplice. R</p>
<p>I precetti del Signore sono retti,<br>
fanno gioire il cuore;<br>
il comando del Signore è limpido,<br>
illumina gli occhi. R</p>
<p>Il timore del Signore è puro,<br>
rimane per sempre;<br>
i giudizi del Signore sono fedeli,<br>
sono tutti giusti. R</p>
<p>Più preziosi dell’oro,<br>
di molto oro fino,<br>
più dolci del miele<br>
e di un favo stillante. R</p>
<p><strong>Settima lettura</strong> <em>Ez 36,16-17a.18-28</em><br>
Dal libro del profeta Ezechiele</p>
<p>Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell’uomo, la casa d’Israele, quando abitava la sua terra, la rese impura con la sua condotta e le sue azioni. Perciò ho riversato su di loro la mia ira per il sangue che avevano sparso nel paese e per gli idoli con i quali l’avevano contaminato. Li ho dispersi fra le nazioni e sono stati dispersi in altri territori: li ho giudicati secondo la loro condotta e le loro azioni.<br>
Giunsero fra le nazioni dove erano stati spinti e profanarono il mio nome santo, perché di loro si diceva: “Costoro sono il popolo del Signore e tuttavia sono stati scacciati dal suo paese”. Ma io ho avuto riguardo del mio nome santo, che la casa d’Israele aveva profanato fra le nazioni presso le quali era giunta.<br>
Perciò annuncia alla casa d’Israele: “Così dice il Signore Dio: Io agisco non per riguardo a voi, casa d’Israele, ma per amore del mio nome santo, che voi avete profanato fra le nazioni presso le quali siete giunti. Santificherò il mio nome grande, profanato fra le nazioni, profanato da voi in mezzo a loro. Allora le nazioni sapranno che io sono il Signore – oracolo del Signore Dio –, quando mostrerò la mia santità in voi davanti ai loro occhi.<br>
Vi prenderò dalle nazioni, vi radunerò da ogni terra e vi condurrò sul vostro suolo. Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre impurità e da tutti i vostri idoli; vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne.<br>
Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo le mie leggi e vi farò osservare e mettere in pratica le mie norme. Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio”».</p>
<p><strong>Salmo </strong><em>Sal 41</em></p>
<p><em><strong>Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio.</strong></em></p>
<p>L’anima mia ha sete di Dio,<br>
del Dio vivente:<br>
quando verrò e vedrò<br>
il volto di Dio? R</p>
<p>Avanzavo tra la folla,<br>
la precedevo fino alla casa di Dio,<br>
fra canti di gioia e di lode<br>
di una moltitudine in festa. R</p>
<p>Manda la tua luce e la tua verità:<br>
siano esse a guidarmi,<br>
mi conducano alla tua santa montagna,<br>
alla tua dimora. R</p>
<p>Verrò all’altare di Dio,<br>
a Dio, mia gioiosa esultanza.<br>
A te canterò sulla cetra,<br>
Dio, Dio mio. R</p>
<p><strong>Epistola </strong><em>Rm 6,3-11</em><br>
Dalla lettera di San Paolo ai Romani</p>
<p>Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte?<br>
Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Se infatti siamo stati intimamente uniti a lui a somiglianza della sua morte, lo saremo anche a somiglianza della sua risurrezione.<br>
Lo sappiamo: l’uomo vecchio che è in noi è stato crocifisso con lui, affinché fosse reso inefficace questo corpo di peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato. Infatti chi è morto, è liberato dal peccato.<br>
Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Infatti egli morì, e morì per il peccato una volta per tutte; ora invece vive, e vive per Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù.</p>
<p><strong>Salmo </strong><em>Sal 117</em></p>
<p><em><strong>Alleluia, alleluia, alleluia.</strong></em></p>
<p>Rendete grazie al Signore perché è buono,<br>
perché il suo amore è per sempre.<br>
Dica Israele:<br>
«Il suo amore è per sempre». R</p>
<p>La destra del Signore si è innalzata,<br>
la destra del Signore ha fatto prodezze.<br>
Non morirò, ma resterò in vita<br>
e annuncerò le opere del Signore. R</p>
<p>La pietra scartata dai costruttori<br>
è divenuta la pietra d’angolo.<br>
Questo è stato fatto dal Signore:<br>
una meraviglia ai nostri occhi. R</p>
<p><strong>Vangelo </strong><em>Mt 28,1-10<strong><br>
</strong></em>Dal Vangelo secondo Matteo</p>
<p>Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba.<br>
Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte.<br>
L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l’ho detto».<br>
Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli.<br>
Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».</p>
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<title>Rivista San Francesco svela il numero di aprile ad Assisi</title>
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<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 23:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p>Il mensile francescano analizza gli incontri di vita ad Assisi La comunità dei frati del Sacro Convento annuncia l’uscita del nuovo numero di aprile della <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.assisioggi.it/religioni/rivista-san-francesco-svela-il-numero-di-aprile-ad-assisi-82396/" title="Rivista San Francesco svela il numero di aprile ad Assisi">[Leggi]</a></p>
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<title>Sudan, le ferite di Khartoum a tre anni dall&amp;apos;inizio della guerra</title>
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<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 02:00:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p>Nel Paese africano prosegue quella che le Nazioni Unite hanno più volte definito "la crisi umanitaria più grave al mondo". Il conflitto infuria nel Darfur e nel Kordofan, mentre nella capitale sudanese si prova a pensare alla ricostruzione. "Una delle sfide più grandi è posta dai residui bellici che non sono ancora stati ripuliti", racconta ai media vaticani Francesca Matarazzi, operatrice umanitaria di Cesvi</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/sudan-guerra-sfollati-diritti-bambini.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Trump minaccia altre tre settimane di duri attacchi. Beirut al collasso per i profughi</title>
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<description><![CDATA[ 15 Paesi europei hanno chiesto che gli attacchi di Israele e Hezbollah in libano cessino immediatamente. Nel Paese dei cedri si contano oltre 5000 vittime tra morti e feriti dall’inizio del conflitto. Intanto si registrano 
raffiche di lanci missilistici iraniani nelle prime ore di oggi contro Israele
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<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 02:00:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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raffiche di lanci missilistici iraniani nelle prime ore di oggi contro Israele</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/trump-minaccia-altre-tre-settimane-di-duri-attacchi.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Il Papa: nell’ora oscura della storia, rinnovare la missione di Cristo che porta la pace</title>
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<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 02:00:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p>Nella Basilica Vaticana, Leone XIV presiede la Messa crismale per la prima volta e riflette sul significato della missione cristiana. In ambito pastorale, sociale e politico “il bene non può venire dalla prevaricazione”, perché l’amore vero “è disarmato”. “In un mondo conteso tra potenze che lo devastano”, la croce interrompe “l’occupazione imperialistica” e smaschera la violenza. L’esempio di San Romero, arcivescovo di San Salvador, ucciso sull'altare nel 1980.  </p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-04/leone-xiv-messa-crismale-sacerdoti-missione-pace-unita.html">Leggi Tutto</a></p>
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<title>Padre Patton: per i cristiani in Medio Oriente anche oggi una Via Crucis</title>
<link>https://www.eventi.news/padre-patton-per-i-cristiani-in-medio-oriente-anche-oggi-una-via-crucis</link>
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<description><![CDATA[ Intervista al frate minore, già custode di Terra Santa, al quale Papa Leone XIV ha affidato le meditazioni per il Venerdì santo al Colosseo: &quot;Parlerò della sofferenza delle madri e delle donne che incarnano oggi la figura di Maria, della Veronica, delle donne di Gerusalemme. Dietro alla riflessione sulla concezione distorta del potere ci sono fatti di cronaca internazionale sotto gli occhi di tutti&quot;

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                      ]]></description>
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<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 02:00:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Padre, Patton:, per, cristiani, Medio, Oriente, anche, oggi, una, Via, Crucis</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista al frate minore, già custode di Terra Santa, al quale Papa Leone XIV ha affidato le meditazioni per il Venerdì santo al Colosseo: "Parlerò della sofferenza delle madri e delle donne che incarnano oggi la figura di Maria, della Veronica, delle donne di Gerusalemme. Dietro alla riflessione sulla concezione distorta del potere ci sono fatti di cronaca internazionale sotto gli occhi di tutti"
</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-04/padre-patton-intervista-meditazioni-via-crucis-venerdi-santo.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Libano, nel villaggio di Hajjeh i giovani restano nonostante la guerra</title>
<link>https://www.eventi.news/libano-nel-villaggio-di-hajjeh-i-giovani-restano-nonostante-la-guerra</link>
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<description><![CDATA[ Nella sua piccolezza Hajjeh riflette però molte delle fragilità che attraversano i tanti piccoli centri del Libano: spopolamento, vulnerabilità economica, invecchiamento causato dalla dipendenza dalle città e isolamento. L&#039;impegno nel racconto dei volontari della Pioneers of the Virgin Mary 
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 02:00:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Libano, nel, villaggio, Hajjeh, giovani, restano, nonostante, guerra</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nella sua piccolezza Hajjeh riflette però molte delle fragilità che attraversano i tanti piccoli centri del Libano: spopolamento, vulnerabilità economica, invecchiamento causato dalla dipendenza dalle città e isolamento. L'impegno nel racconto dei volontari della Pioneers of the Virgin Mary </p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-04/libano-guerra-hajjeh-medio-oriente-israele-bombe-teheran-beirut.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Pizzaballa alla Messa in Coena Domini: &amp;quot;Siamo qui per celebrare la vita&amp;quot;</title>
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<description><![CDATA[ Il patriarca di Gerusalemme dei Latini ha officiato a porte chiuse nella basilica del Santo Sepolcro, a Gerusalemme. In un momento in cui c&#039;è una tensione che non è possibile ignorare, &quot;siamo qui come in un grembo di pace, mentre intorno il mondo si lacera, e vorremmo poter cambiare tutto questo&quot;
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 02:00:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Pizzaballa, alla, Messa, Coena, Domini:, Siamo, qui, per, celebrare, vita</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il patriarca di Gerusalemme dei Latini ha officiato a porte chiuse nella basilica del Santo Sepolcro, a Gerusalemme. In un momento in cui c'è una tensione che non è possibile ignorare, "siamo qui come in un grembo di pace, mentre intorno il mondo si lacera, e vorremmo poter cambiare tutto questo"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-04/chiesa-terra-santa-pace-pasqua.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Venezuela, gli Usa revocano le sanzioni alla presidente Rodrìguez</title>
<link>https://www.eventi.news/venezuela-gli-usa-revocano-le-sanzioni-alla-presidente-rodriguez</link>
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<description><![CDATA[ La decisione di Caracas segue la riapertura dell&#039;ambasciata Usa nel Paese. Prosegue intanto l’attività della Chiesa volta a favorire lo sviluppo e il benessere del popolo. La scorsa settimana, familiari di prigionieri politici e attivisti per i diritti umani hanno marciato fino alla sede della nunziatura apostolica per chiedere la mediazione della Santa Sede per la liberazione di oltre 500 detenuti
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<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 02:00:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Venezuela, gli, Usa, revocano, sanzioni, alla, presidente, Rodrìguez</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>La decisione di Caracas segue la riapertura dell'ambasciata Usa nel Paese. Prosegue intanto l’attività della Chiesa volta a favorire lo sviluppo e il benessere del popolo. La scorsa settimana, familiari di prigionieri politici e attivisti per i diritti umani hanno marciato fino alla sede della nunziatura apostolica per chiedere la mediazione della Santa Sede per la liberazione di oltre 500 detenuti</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/venezuela-governo-rodriguez-usa-emergenza-stato-sud-america.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Ucraina, l&amp;apos;Europa conferma il sostegno e vara un prestito da 900 miliardi di euro</title>
<link>https://www.eventi.news/ucraina-leuropa-conferma-il-sostegno-e-vara-un-prestito-da-900-miliardi-di-euro</link>
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<description><![CDATA[ Sul terreno, intanto, si intensificano gli attacchi reciproci. Le truppe russe hanno condotto dieci raid su tre distretti della regione di Dnipro con droni e colpi di artiglieria, uccidendo una persona e ferendone due
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 02:00:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Ucraina, lEuropa, conferma, sostegno, vara, prestito, 900, miliardi, euro</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sul terreno, intanto, si intensificano gli attacchi reciproci. Le truppe russe hanno condotto dieci raid su tre distretti della regione di Dnipro con droni e colpi di artiglieria, uccidendo una persona e ferendone due</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/ucraina-guerra-diplomazia-usa-trump-putin-russia-cina-ue-europa.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>“Donne Chiesa Mondo”: l’occhio di Dio, un racconto di Resurrezione</title>
<link>https://www.eventi.news/donne-chiesa-mondo-locchio-di-dio-un-racconto-di-resurrezione</link>
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<description><![CDATA[ Sul numero di aprile del mensile de L’Osservatore Romano, in uscita il giorno di Sabato Santo, una serie di storie e immagini che, alla luce del mistero della Pasqua, parlano di vite nuove che rinascono e di morti che smettono di esserlo perché li amiamo, anche se non smettono di mancarci
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 02:00:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>“Donne, Chiesa, Mondo”:, l’occhio, Dio, racconto, Resurrezione</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sul numero di aprile del mensile de L’Osservatore Romano, in uscita il giorno di Sabato Santo, una serie di storie e immagini che, alla luce del mistero della Pasqua, parlano di vite nuove che rinascono e di morti che smettono di esserlo perché li amiamo, anche se non smettono di mancarci</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-04/donne-chiesa-mondo-raccconti-resurrezione-osservatore-romano.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Il Dicastero per il Clero: Eucaristia e lavanda dei piedi matrici dell&amp;apos;identità dei preti</title>
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<description><![CDATA[ Il prefetto, il cardinale You Heung-sik, e il segretario, monsignor Redaelli, in un messaggio a sacerdoti, diaconi e seminaristi sintetizza la missione degli “uomini donati” nei concetti di sacrificio e servizio: “La vita è dono da offrire per servire tutti”. Invita poi a non scoraggiarsi per le “difficoltà del nostro tempo, anche quando il terreno sembra arido”
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 02:00:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Dicastero, per, Clero:, Eucaristia, lavanda, dei, piedi, matrici, dellidentità, dei, preti</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il prefetto, il cardinale You Heung-sik, e il segretario, monsignor Redaelli, in un messaggio a sacerdoti, diaconi e seminaristi sintetizza la missione degli “uomini donati” nei concetti di sacrificio e servizio: “La vita è dono da offrire per servire tutti”. Invita poi a non scoraggiarsi per le “difficoltà del nostro tempo, anche quando il terreno sembra arido”</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-04/cenacolo-e-la-fonte-della-nostra-identita-di-consacrati.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Al Bambino Gesù, la ricerca che diventa cura, tra scienza e speranza</title>
<link>https://www.eventi.news/al-bambino-gesu-la-ricerca-che-diventa-cura-tra-scienza-e-speranza</link>
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<description><![CDATA[ All’evento “Il futuro è adesso”, organizzato dall’Ospedale Pediatrico della Santa Sede, il prof. Franco Locatelli ha evidenziato come i progressi nelle terapie geniche e a RNA stiano diventando cure concrete per i pazienti più fragili


                    Leggi Tutto
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<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 02:00:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Bambino, Gesù, ricerca, che, diventa, cura, tra, scienza, speranza</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>All’evento “Il futuro è adesso”, organizzato dall’Ospedale Pediatrico della Santa Sede, il prof. Franco Locatelli ha evidenziato come i progressi nelle terapie geniche e a RNA stiano diventando cure concrete per i pazienti più fragili

</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-04/la-ricerca-che-diventa-cura-tra-scienza-e-speranza.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Sul Monte degli Ulivi, la solitudine di Gesù nella voce di due poetesse</title>
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<description><![CDATA[ Le liriche di Elena Bono e Margherita Guidacci, autrici che hanno attraversato il Novecento, si nutrono del mistero pasquale. In alcuni versi il loro sguardo si è concentrato sul tempo passato da Cristo nel Getsemani e ha riletto quei momenti densi di attesa e preghiera
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 02:00:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Sul, Monte, degli, Ulivi, solitudine, Gesù, nella, voce, due, poetesse</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Le liriche di Elena Bono e Margherita Guidacci, autrici che hanno attraversato il Novecento, si nutrono del mistero pasquale. In alcuni versi il loro sguardo si è concentrato sul tempo passato da Cristo nel Getsemani e ha riletto quei momenti densi di attesa e preghiera</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-04/orto-ulivi-giovedi-santo-poesia-margherita-guidacci-elena-bono.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Iran, shock finanziario dopo dichiarazioni Trump</title>
<link>https://www.eventi.news/iran-shock-finanziario-dopo-dichiarazioni-trump</link>
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<description><![CDATA[ L’Onu mette in guardia sui rischi di un&#039;ulteriore escalation dopo l’annuncio di nuovi attacchi contro l’Iran. Il segretario generale Guterres avverte: “Siamo sull’orlo di una guerra più ampia”.  La Finlandia unico paese a tentare la via diplomatica con Teheran, mentre i mercati reagiscono con forti ribassi
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 02:00:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Iran, shock, finanziario, dopo, dichiarazioni, Trump</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>L’Onu mette in guardia sui rischi di un'ulteriore escalation dopo l’annuncio di nuovi attacchi contro l’Iran. Il segretario generale Guterres avverte: “Siamo sull’orlo di una guerra più ampia”.  La Finlandia unico paese a tentare la via diplomatica con Teheran, mentre i mercati reagiscono con forti ribassi</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/iran-israele-usa-onu-borse-energia.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Il Papa: Dio lava l’immagine dell’uomo che si crede potente e che uccide</title>
<link>https://www.eventi.news/il-papa-dio-lava-limmagine-delluomo-che-si-crede-potente-e-che-uccide</link>
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<description><![CDATA[ Il servizio, segno dell’amore di Dio per l’uomo, la lavanda dei piedi come momento per liberarlo dalle idolatrie e dai “criteri mondani” che sporcano la coscienza. Così il Pontefice nella Messa in Coena Domini nella Basilica di San Giovanni in Laterano che apre il Triduo pasquale. “Il Giovedì Santo – afferma - è giorno di ardente gratitudine e di fraternità autentica”.  L’invito di Leone è di mettersi in ginocchio, imitando Gesù “nel servizio con lo stesso amore”
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 02:00:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Papa:, Dio, lava, l’immagine, dell’uomo, che, crede, potente, che, uccide</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il servizio, segno dell’amore di Dio per l’uomo, la lavanda dei piedi come momento per liberarlo dalle idolatrie e dai “criteri mondani” che sporcano la coscienza. Così il Pontefice nella Messa in Coena Domini nella Basilica di San Giovanni in Laterano che apre il Triduo pasquale. “Il Giovedì Santo – afferma - è giorno di ardente gratitudine e di fraternità autentica”.  L’invito di Leone è di mettersi in ginocchio, imitando Gesù “nel servizio con lo stesso amore”</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-04/papa-leone-xiv-messa-coena-domini-lavanda-piedi-servizio-amore.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Padre Jolly Vadakken e un’eroica testimonianza di fede</title>
<link>https://www.eventi.news/padre-jolly-vadakken-e-uneroica-testimonianza-di-fede</link>
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<description><![CDATA[ Fede oltre ogni difficoltà. Padre Jolly Vadakken è visitatore apostolico per i cattolici siro-malabaresi nella Penisola arabica. Con l’agenzia missionaria vaticana Fides ripercorre una storia “indissolubilmente legata alla trasformazione economica della regione”. In seguito alla scoperta del petrolio, “una seconda ondata di cristianesimo iniziò a diffondersi tra le sabbie del deserto, non attraverso le missioni […]
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<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 21:30:18 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Padre, Jolly, Vadakken, un’eroica, testimonianza, fede</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Fede oltre ogni difficoltà. Padre Jolly Vadakken è visitatore apostolico per i cattolici siro-malabaresi nella <strong>Penisola arabica</strong>. Con l’agenzia missionaria vaticana <em>Fides</em> ripercorre una storia “indissolubilmente legata alla trasformazione economica della regione”. In seguito alla scoperta del petrolio, “una seconda ondata di cristianesimo iniziò a<strong> diffondersi tra le sabbie</strong> del deserto, non attraverso le missioni tradizionali, ma attraverso le mani e i cuori di una <a href="https://www.fides.org/it/news/77513-Mani_e_cuori_di_lavoratori_migranti_Storie_fatiche_e_benedizioni_delle_comunita_cattoliche_siro_malabaresi_nella_Penisola_arabica">forza</a> <a href="https://www.interris.it/chiesa-cattolica/il-soffio-del-vangelo-nellarabia-meridionale/">lavoro</a> migrante.<br>
Tra questi pionieri vi furono i <strong>cattolici siro-malabaresi</strong>. Sebbene la loro presenza fosse un flusso discreto negli anni ’70, si trasformò in una comunità vivace negli anni ’90. Inizialmente, la loro cura pastorale era seguita dai <strong>Vicariati apostolici</strong> di rito latino già esistenti”, afferma padre Jolly Vadakken.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-488158" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-488158 size-full" src="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2025/09/alex-shute-6N3hwSsdleQ-unsplash-1.jpg" alt="fede" width="1280" height="720" srcset="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2025/09/alex-shute-6N3hwSsdleQ-unsplash-1.jpg 1280w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2025/09/alex-shute-6N3hwSsdleQ-unsplash-1-300x169.jpg 300w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2025/09/alex-shute-6N3hwSsdleQ-unsplash-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2025/09/alex-shute-6N3hwSsdleQ-unsplash-1-768x432.jpg 768w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2025/09/alex-shute-6N3hwSsdleQ-unsplash-1-747x420.jpg 747w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2025/09/alex-shute-6N3hwSsdleQ-unsplash-1-150x84.jpg 150w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2025/09/alex-shute-6N3hwSsdleQ-unsplash-1-600x338.jpg 600w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2025/09/alex-shute-6N3hwSsdleQ-unsplash-1-696x392.jpg 696w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2025/09/alex-shute-6N3hwSsdleQ-unsplash-1-1068x601.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px"><figcaption class="wp-caption-text">Foto di <a href="https://unsplash.com/it/@faithgiant?utm_content=creditCopyText&utm_medium=referral&utm_source=unsplash">Alex Shute</a> su <a href="https://unsplash.com/it/foto/un-blocco-di-legno-che-dice-fede-accanto-a-fiori-blu-6N3hwSsdleQ?utm_content=creditCopyText&utm_medium=referral&utm_source=unsplash">Unsplash</a></figcaption></figure>
<h3>Fede oltre ogni ostacolo</h3>
<p>Prosegue il visitatore apostolico per i cattolici siro-malabaresi nella Penisola arabica: “Essendo una comunità profondamente radicata in <strong>antiche pratiche spirituali</strong> incentrate sulla parrocchia e sulla famiglia, questi fedeli iniziarono naturalmente a cercare le proprie espressioni liturgiche. C’era una crescente <strong>preoccupazione pastorale</strong>. Separati dalla loro Chiesa madre, molte famiglie e bambini siro-malabaresi venivano educati esclusivamente nel rito latino, allontanandosi così dalla loro peculiare eredità orientale”. Racconta padre Jolly Vadakken: “Questo vuoto culturale e liturgico ha anche aperto la strada a diverse sette. Portando alcuni ad <strong>allontanarsi dalle proprie radici</strong> cattoliche per avvicinarsi a confessioni protestanti”. Comunque “nelle parrocchie il cuore pulsante della comunità siro-malabarese rimane vibrante. Tuttavia, la <strong>crescita spirituale</strong> si scontra con significative sfide materiali e logistiche. Ad <strong>Abbasiya</strong>, le dimensioni della nostra comunità sono impressionanti, con 2.460 bambini iscritti al catechismo. Tuttavia, questa benedizione comporta gravi limitazioni”. Aggiunge il visitatore apostolico: “A causa della <strong>mancanza di aule</strong>, i bambini devono essere divisi in quattro gruppi separati. Lo spazio disponibile nel seminterrato è da tempo insufficiente per le nostre <strong>celebrazioni liturgiche</strong> e le attività comunitarie. Più recentemente, la situazione è diventata critica poiché le autorità competenti hanno chiuso completamente il seminterrato di Abbasiya”.</p>
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<title>“Li amò sino alla fine”: il commento di mons. Angelo Spina</title>
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<description><![CDATA[ Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 13,1-15 Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone […]
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<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 21:30:15 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>“Li, amò, sino, alla, fine”:, commento, mons., Angelo, Spina</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><i>Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 13,1-15</i></p>
<p>Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, <strong>li amò sino alla fine</strong>.<br>
Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto.<br>
Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».<br>
Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. <strong>Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi</strong>».</p>
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<title>Beata Elisabetta Vendramini: ecco perché non esistono le sue reliquie</title>
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<description><![CDATA[ Beata Elisabetta Vendramini, Fondatrice delle Suore Terziarie Francescane Elisabettine Bassano del Grappa (Vicenza), 9/04/1790 – Padova, 2/04/1860. Nasce in una famiglia benestante. Studia presso le Suore Agostiniane. Avvenimenti • All’età di 30 anni entra come insegnante in un orfanotrofio delle Terziarie Francescane: ne esce dopo sette anni a causa delle continue umiliazioni inflittele dalla superiora. […]
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<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 21:30:13 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Beata, Elisabetta, Vendramini:, ecco, perché, non, esistono, sue, reliquie</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Beata Elisabetta Vendramini</strong>, Fondatrice delle <strong>Suore Terziarie Francescane Elisabettine</strong> Bassano del Grappa (Vicenza), 9/04/1790 – Padova, 2/04/1860. Nasce in una famiglia benestante. <strong>Studia presso le Suore Agostiniane</strong>.</p>
<h3>Avvenimenti</h3>
<p>• All’età di 30 anni <strong>entra come insegnante in un orfanotrofio</strong> delle Terziarie Francescane: ne esce dopo sette anni a causa delle continue umiliazioni inflittele dalla superiora. Nel 1827 <strong>si trasferisce all’Istituto degli Esposti di Padova</strong> che accoglie fanciulli abbandonati.</p>
<p>• Nel 1828 a Padova, con l’aiuto di don Luigi Maran suo direttore spirituale, <strong>fonda la Congregazione delle Suore Terziarie Francescane Elisabettine</strong> in una fatiscente soffitta che definisce “splendida reggia della santa povertà”.</p>
<p>• Le suore elisabettine (in onore di santa Elisabetta d’Ungheria) nascono come educatrici (aprono asili e scuole) ma <strong>agiscono in ogni situazione di sofferenza</strong> (assistono malati, emarginati, vecchi).</p>
<div dir="auto">• Nel 1833 le prime quindici suore, riunite nel primo capitolo, <strong>nominano Elisabetta superiora generale</strong>: viene periodicamente rieletta fino alla morte. <strong>Si dedica totalmente alla formazione delle suore</strong>, che spinge a una profonda pieta e a un’eroica carità.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">• Anche negli ultimi anni della sua vita, nonostante le precarie condizioni fisiche e le gravi infermità visita costantemente le sue Fondazioni caritative e <strong>guida con saggezza e santità la sua Congregazione.</strong></div>
<h3 dir="auto">Aneddoti</h3>
<div dir="auto">• <strong>A 22 anni si innamora di un ragazzo</strong> di Ferrara, poco p<strong>rima di sposarsi tronca il fidanzamento</strong> perché avverte una forte voce interiore che la invita a consacrarsi totalmente al Signore.</div>
<div dir="auto">• Anche stando sulla sedie a rotelle riesce a trasmettere energia e coraggio alle sue suore.</div>
<h3 dir="auto">Personalità</h3>
<div dir="auto"><strong>Intuitiva, saggia e prudente</strong>. Forte e decisa, ma nello stesso tempo <strong>dolce e materna.</strong> Molto severa ed esigente con se stessa e comprensiva con gli altri. Giusta e imparziale nelle necessarie correzioni nei confronti delle sue suore.</div>
<div dir="auto">
<h3>Spiritualità</h3>
<p><strong>Prega continuamente</strong>. Osserva perfettamente la Regola. Sceglie i lavori più umili. Ama le mortificazioni e le penitenze. <strong>Ha immensa carità verso i poveri e gli orfani</strong>. Proprio perché vede Gesù nei malati, riesce a trattarli con un amore sconfinato (soprattutto e sono ingrati, sgradevoli e ripugnanti). Sopporta, profondamente unita al Signore, prove morali, incomprensioni e aridità spirituali. «Religiosa di raffinata sensibilità contemplativa a Beata si perdeva nella <strong>meditazione del mistero della Santissima Trinità,</strong> cogliendone il dinamismo dell’ incarnazione del Verbo, per arrivare quindi, alla lode e all’ammirazione del Cristo povero e crocifisso, che riconosceva e serviva, poi, nei poveri tanto amati» (san Giovanni Paolo II).</p>
<h3>Pensieri e insegnamenti</h3>
<p>«Amore, si amore mi possieda, mi faccia operare, mi getto come vento per il mondo tutto, anime salvare io bramo».</p>
<p>«lo voglio amare il mio Dio perdutamente, indicibilmente. Operativo amore è quello che chiedo, e questo solo per Iddio, non per i suoi beni».</p>
<h3>Morte</h3>
<p><strong>Una patologia oculare progressiva le rende impossibile la lettura e la scrittura</strong>; nell’ultimo anno di vita l’artrite deformante la immobilizza a letto. Viene visitata dalle suore, che desiderano raccogliere i suoi ultimi insegnamenti. <strong>Muore a Padova all’alba del Lunedi Santo</strong> per una cardiopatia. Dopo aver pronunciato: «Gesù, Maria e Giuseppe», esclama: «Ho visto di passaggio la sacra famiglia» e il suo volto sembra illuminarsi, come già avvenuto dalla beatitudine celeste.<strong> Lascia oltre cento suore</strong>. Ai suoi funerali partecipano le autorità civili, i suoi poveri, le sue orfane ei vecchi del suo ricovero. I<strong> resti mortali finiscono per errore nella fossa comune</strong> durante la ristrutturazione del cimitero padovano: <strong>non si hanno quindi reliquie</strong> del corpo della beata. <strong>É beatificata nel 1990.</strong></p>
<p>Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi</p>
</div>
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<title>Mons. Massara: “La Pasqua ci chiama a diventare costruttori di pace”</title>
<link>https://www.eventi.news/mons-massara-la-pasqua-ci-chiama-a-diventare-costruttori-di-pace</link>
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<description><![CDATA[ In un tempo inquieto, dove il mondo è ferito dalle diseguaglianze e dalle guerre, l’annuncio della Resurrezione è il segno di un nuovo possibile inizio. L’arcivescovo di Camerino-San Severino Marche e vescovo di Fabriano-Matelica monsignor Francesco Massara, nel suo messaggio ai fedeli in occasione della Santa Pasqua, ci invita a lasciare che Dio faccia rotolare […]
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<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 21:30:11 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Mons., Massara:, “La, Pasqua, chiama, diventare, costruttori, pace”</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In un tempo inquieto, dove il mondo è ferito dalle diseguaglianze e dalle guerre, l’annuncio della Resurrezione è il segno di un nuovo possibile inizio. L’arcivescovo di Camerino-San Severino Marche e vescovo di Fabriano-Matelica monsignor Francesco Massara, nel suo messaggio ai fedeli in occasione della Santa Pasqua, ci invita a lasciare che Dio faccia rotolare via le “pietre” che chiudono il nostro cuore, “pesi impediscono alla vita, all’amore e alla speranza di passare”, com’è rotolata via quella del sepolcro. “Il sepolcro vuoto ci rimette in cammino”, dice mons. Massara, per diventare testimoni della speranza e costruttori di pace.</strong></p>
<h3>Nuovo inizio</h3>
<p>“Carissimi fratelli e sorelle, nel cuore della notte più buia, quando tutto sembra perduto e il silenzio del sepolcro appare definitivo, accade qualcosa che cambia per sempre la storia: la pietra viene rotolata via e il sepolcro è vuoto. Questa immagine non segna la fine, ma <strong>l’inizio vero e nuovo</strong> di tutto. La Pasqua che celebriamo non è il ricordo lontano di un evento passato, ma una Parola viva che raggiunge anche noi, oggi, in un tempo segnato da ferite profonde. È <strong>una Parola che scuote</strong>, interroga, invita a guardare la realtà con occhi nuovi, consegnandoci tre segni decisivi: il <strong>sepolcro vuoto</strong>, la <strong>pace</strong> e <strong>il coraggio</strong>.</p>
<h3>Il sepolcro vuoto</h3>
<p>“All’alba, le donne si recano al sepolcro per custodire la memoria di Gesù, rassegnate alla morte come ultima definitiva parola. Ma trovano qualcosa di inatteso: il vuoto. E quel vuoto, che a uno sguardo superficiale può sembrare assenza, è in realtà l’inizio di un principio nuovo. È il segno che Dio ha riaperto la storia e che <strong>la vita è più forte della morte</strong>. Il rischio più grande per la nostra fede è l’abitudine: trasformarla in routine, <strong>svuotarla della sua essenza vitale</strong>. L’annuncio pasquale ci scuote: «Non è qui». Gesù non resta dove lo abbiamo lasciato, ma ci precede e ci invita a cercarlo sempre. Quando la fede diventa solo tradizione da conservare, smette di trasformare la vita. Il sepolcro vuoto, invece, ci rimette in cammino. Il Risorto non è rinchiuso in un luogo, ma vive nella storia, là dove la vita lotta per rinascere. Anche quando vediamo solo cenere, sotto la superficie continua ad ardere una forza che nessuna morte può spegnere”. L’arcivescovo dà voce alle nostre domande: “E allora chiediamoci: quali sono le pietre che chiudono il nostro cuore? Quali pesi impediscono alla vita, all’amore e alla speranza di passare? La Pasqua è l’invito a lasciare che Dio rotoli via queste pietre. È il passaggio da un cuore chiuso a un <strong>cuore vivo</strong>. Come Maria di Magdala, anche noi possiamo essere attraversati dalla paura e dallo smarrimento. Spesso corriamo, inquieti, senza accorgerci che la speranza è già davanti a noi. Eppure, che vita è senza la speranza che Cristo ci ha donato? Senza di essa, tutto diventa una corsa affannosa verso qualcosa che non basta mai”.</p>
<h3>La pace</h3>
<p>“La Pasqua non è solo una festa del calendario, ma una realtà che interpella la storia. In un tempo segnato da guerre, disuguaglianze e solitudini, l’<strong>annuncio della Risurrezione</strong> non è una consolazione facile, ma la certezza che Dio non ha abbandonato il mondo. Questo annuncio ci chiama a diventare <strong>costruttori di pace</strong>. Una pace che non nasce da slogan o da equilibri fondati sulla paura, ma dalla <strong>giustizia</strong>, dal <strong>rispetto della dignità di ogni persona</strong>, da scelte concrete orientate al bene comune. <strong>Non può esserci pace senza giustizia</strong>, né fraternità senza verità. Ogni gesto di giustizia, ogni atto di riconciliazione, ogni scelta di solidarietà è una pietra tolta dal sepolcro del mondo, è un segno che la risurrezione è già all’opera nella storia”.</p>
<h3>Il coraggio</h3>
<p>“Viviamo tempi inquieti, attraversati da paure e incertezze. La tentazione più grande è la rassegnazione: pensare che nulla possa cambiare. Il Vangelo di Pasqua ci mostra due discepoli davanti al sepolcro: Giovanni si ferma sulla soglia, bloccato forse dalla paura di quel vuoto. Pietro invece, nonostante il dolore del suo rinnegamento ancora nel cuore, ha il coraggio di entrare. Anche noi conosciamo il timore davanti ai vuoti della vita: una perdita, una delusione, un fallimento, un sogno infranto. Ma è proprio lì che siamo chiamati a entrare, come Pietro, senza fuggire. È lì che può nascere una luce nuova. Risorgere significa permettere a Cristo di abitare i nostri vuoti, perché ciò che sembra fine diventi un nuovo inizio. Affidando a Lui le nostre fragilità, riceviamo un senso nuovo e scopriamo il nostro compito: essere testimoni del sepolcro vuoto, <strong>testimoni di una speranza viva</strong>. Siamo chiamati a portare questa luce nelle famiglie, nelle comunità, nella società. Non a fuggire dalla storia, ma ad abitarla con speranza, certi che in Cristo ogni cosa può ricominciare”. “Con questo spirito”, conclude mons. Massara, mostriamo con coraggio il fuoco della Pasqua, perché il mondo non ha bisogno solo di parole, ma di segni vivi di risurrezione. Con affetto e benedizione, auguro a tutti voi una Pasqua luminosa, colma di fede, di pace e di coraggio”.</p>
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<title>Messa in Coena Domini, papa Leone ha lavato i piedi a 12 dodici sacerdoti</title>
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<description><![CDATA[ Nel corso della Messa vespertina in Coena Domini, che dà inizio al Triduo pasquale, Papa Leone XIV ha celebrato il rito della Lavanda dei Piedi. Rievocando il gesto di Gesù nell’Ultima cena, il Santo Padre ha lavato e baciato i piedi di 12 sacerdoti romani. Domani il Pontefice porterà la Croce nelle 14 stazioni della […]
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<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 21:30:08 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Messa, Coena, Domini, papa, Leone, lavato, piedi, dodici, sacerdoti</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nel corso della Messa vespertina in Coena Domini, che dà inizio al Triduo pasquale, Papa Leone XIV ha celebrato il rito della Lavanda dei Piedi. Rievocando il gesto di Gesù nell’Ultima cena, il Santo Padre ha lavato e baciato i piedi di 12 sacerdoti romani. Domani il Pontefice porterà la Croce nelle 14 stazioni della Via Crucis al Colosseo.</strong></p>
<h3>Lavanda dei piedi</h3>
<p><strong><span class="hlterm">Papa</span> <span class="hlterm">Leone</span></strong> ha compiuto il rito della <strong>Lavanda dei Piedi</strong> lavando e baciando i piedi di <strong>dodici sacerdoti</strong> nella <strong>basilica di San Giovanni in Laterano</strong> rievocando così il gesto compiuto da <strong>Gesù</strong> nell’<strong>Ultima cena</strong>.</p>
<h3>La Croce</h3>
<p>Questo “ritorno” alla tradizione è la prima novità della sua prima Pasqua da Pontefice: domani durante la tradizionale <strong>Via Crucis</strong> al <strong>Colosseo</strong>, sarà lui stesso a portare personalmente la Croce lungo tutte le 14 stazioni.</p>
<p>Fonte <a href="https://www.ansa.it/" target="_blank" rel="noopener">Ansa</a></p>
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<title>Giovani con autismo e altre condizioni neuropsichiatriche: la sfida della Sacra Famiglia</title>
<link>https://www.eventi.news/giovani-con-autismo-e-altre-condizioni-neuropsichiatriche-la-sfida-della-sacra-famiglia</link>
<guid>https://www.eventi.news/giovani-con-autismo-e-altre-condizioni-neuropsichiatriche-la-sfida-della-sacra-famiglia</guid>
<description><![CDATA[ Nei servizi della Fondazione cresce il numero di persone in cui ai disturbi dello spettro autistico (il 2 aprile è la Giornata mondiale della consapevolezza) si affiancano ansia, Adhd, disturbo ossessivo compulsivo e altre condizioni neuropsichiatriche. Con 550 persone prese in carico ogni anno e 50 operatori dedicati, l&#039;organizzazione è un punto di riferimento nazionale ]]></description>
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<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 19:00:12 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Giovani, con, autismo, altre, condizioni, neuropsichiatriche:, sfida, della, Sacra, Famiglia</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Autismo-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="autismo" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Autismo-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Autismo-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Autismo-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>Nei giovani, l’autismo è sempre meno una condizione isolata. Nei Servizi Innovativi per l’autismo di Fondazione Sacra Famiglia, che ogni anno prendono in carico 550 persone – per lo più sotto i 30 anni – emerge un dato: la crescita delle cosiddette “comorbidità”, situazioni in cui a un disturbo dello spettro autistico si affiancano altre condizioni neuropsichiatriche quali ansia, Adhd, disturbo ossessivo compulsivo e disturbo borderline di personalità. Un fenomeno che rende necessarie nuove forme di trattamento e un percorso terapeutico sempre più personalizzato.</p>
<p>«La crescita totale dei casi, in atto da parecchi anni, ma soprattutto delle comorbidità ha portato ultimamente i nostri servizi ad avere a che fare con situazioni sempre più complesse, che pongono una sfida innanzitutto alle famiglie e alle persone che vivono questa condizione, ma anche ai professionisti – spiega Monica Conti, direttrice dei Servizi innovativi per l’autismo di Sacra Famiglia -. Sono sfide che Sacra Famiglia affronta da trent’anni, tra le prime organizzazioni a farlo su larga scala in Italia, grazie all’opera del professor Lucio Moderato, pioniere di questo settore. Oggi questo percorso ci ha portato a un numero record di ragazzi presi in carico dal nostro servizio Counseling, dedicato ai giovani under 30».</p>
<p>Una delle sfide principali riguarda le persone con autismo e altri disturbi che tendono a mascherare la propria condizione attraverso il fenomeno del <em>masking</em> (camuffamento): un continuo adattamento alle regole e ai comportamenti socialmente accettabili, che comporta un’enorme fatica interna spesso invisibile all’esterno. Riconoscere questa dinamica e aiutare la persona a prendere consapevolezza della propria situazione è il primo, fondamentale, passo del percorso terapeutico.</p>
<h2>Da “fissazioni” a passioni: ribaltare la prospettiva</h2>
<p>L’altro elemento fondamentale del metodo di Sacra Famiglia consiste nel trasformare gli elementi potenzialmente problematici in punti di forza. «Spesso le persone con autismo hanno interessi molto specifici che li assorbono completamente e in cui diventano estremamente competenti – prosegue Conti -. Quelle che potrebbero essere viste come fissazioni – in termini clinici “iperfocus” – possono invece essere valorizzate come passioni: i ragazzi possono essere visti come esperti, non ossessionati. Ribaltando la prospettiva si aumenta l’autostima e l’accettazione sociale».</p>
<p>Un altro tema centrale è quello della comunicazione autentica. Le persone con autismo, spesso in difficoltà nell’esprimere il proprio vero sé e nell’interpretare le emozioni e i messaggi altrui, vengono sostenute nel costruire una comunicazione vera, non mediata, con un obiettivo preciso: non la semplice accettazione sociale, ma il benessere di chi vive l’autismo e, frequentemente, un’altra condizione di disagio o neurodivergenza. «In queste nuove forme di “autismo+” è necessario mettersi nella prospettiva di chi vive questa situazione – conclude Conti -. Non basta l’empatia: bisogna provare a indossare un nuovo sguardo. È il metodo che mettiamo in atto ogni giorno nelle nostre strutture».</p>
<h2>I numeri di Sacra Famiglia</h2>
<p><strong><a href="https://www.sacrafamiglia.org/page/autismo" target="_blank" rel="noopener">I Servizi Innovativi per l’Autismo di Fondazione Sacra Famiglia</a></strong> rappresentano oggi una delle realtà più significative del settore in Italia. Il servizio Counseling, dedicato ai giovani under 30, è attivo in 4 sedi in Lombardia e segue 460 ragazzi. A questi si aggiungono i 2 Centri Diurni con sede a Cesano Boscone, che accolgono altre 70 persone. Complessivamente, sono 550 le persone prese in carico ogni anno e 50 gli operatori impegnati nel settore.</p>
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<title>«Ospitalità e servizio», la proposta vocazionale delle Suore ospedaliere</title>
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<description><![CDATA[ La Comunità religiosa attiva presso la Casa di cura “San Benedetto Menni” di Albese con Cassano lancia il progetto «Search-in», articolato in una serie di 4 incontri mensili tra aprile e luglio o una settimana residenziale ad agosto ]]></description>
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<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 19:00:12 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>«Ospitalità, servizio», proposta, vocazionale, delle, Suore, ospedaliere</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/LOCANDINA-OSPITALITA-E-SERVIZIO-1-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="LOCANDINA OSPITALITA E SERVIZIO" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/LOCANDINA-OSPITALITA-E-SERVIZIO-1-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/LOCANDINA-OSPITALITA-E-SERVIZIO-1-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/LOCANDINA-OSPITALITA-E-SERVIZIO-1-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>Come condividere il proprio carisma con i giovani di oggi, data la scarsa possibilità di incontrarli? È l’interrogativo che la Comunità religiosa delle Suore ospedaliere del Sacro Cuore di Gesù, attiva presso la Casa di cura “San Benedetto Menni” di Albese con Cassano (via Roma 16), si è posta, insieme all’equipe locale di Pastorale giovanile vocazionale, in seguito alla visita canonica della Superiora generale, suor Idilia Carneiro.</p>
<p>Dopo una serie di confronti con interlocutori medici e pastorali, è nato il progetto «Search-in» in chiave di «Ospitalità e servizio», che mira ad aprire la realtà ospedaliera e a farla conoscere a giovani maggiorenni, invitandoli a un’esperienza per riflettere a cercare la propria strada nella vita, a partire dalla scelta della propria professione.</p>
<p>Due le esperienze proposte. La prima è articolata in un ciclo di quattro incontri un sabato al mese (18 aprile, 16 maggio, 20 giugno e 18 luglio), che prevedono preghiera personale e comunitaria e confronti con medico, psicologo, educatore, infermiere, oss, fisioterapista, sacerdote e guida spirituale.</p>
<p>La seconda è residenziale (3-7 agosto), segue la prima nello schema delle quattro giornate (anche se si dispone di un giorno in più) ed è strutturata come esperienza di vita comunitaria, per un’autovalutazione più approfondita in vista di una progettualità futura.</p>
<p>Per i quattro incontri giornalieri (con pranzo al sacco) non è previsto alcun costo; per la settimana è richiesto un contributo di 50 euro tutto compreso (occorre portare lenzuola e asciugamani).</p>
<p>Come precisa l’équipe di Pastorale giovanile vocazionale di Villa San Benedetto, «il ruolo della comunità religiosa e del gruppo dei Laici Ospedalieri sarà quello della testimonianza, dell’accompagnamento, dell’ascolto, della vicinanza a ciascun giovane. Al termine dell’esperienza prevediamo una valutazione e, sulla base del risultato, programmeremo il futuro».</p>
<p>Per informazioni: tel. 031.4291511 (sr. Mariella, Superiora); cell 3806590839 (sr. Eufracia, solo whatsApp); <a href="mailto:pgv.vsb@ospedaliere.it">pgv.vsb@ospedaliere.it</a></p>
<p><strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/LOCANDINA-OSPITALITA-E-SERVIZIO.jpg" data-rel="gallery-gallery-iiJkyI39" data-rl_title="" data-rl_caption="" title="">Locandina</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/BROCHURE-OSPITALITA-E-SERVIZIO-3.pdf">Brochure</a></strong></p>
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<title>Alla Bicocca il sacro nella canzone d’autore</title>
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<description><![CDATA[ Dal 13 al 16 aprile il percorso «Se io fossi un angelo», promosso dall’ateneo e dal Centro pastorale Martini: un itinerario in quattro lezioni in presenza attraverso la musica che ha cercato di esprimere Dio ]]></description>
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<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 19:00:11 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Alla, Bicocca, sacro, nella, canzone, d’autore</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2022/11/Chitarre-piu-richieste-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Chitarre" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2022/11/Chitarre-piu-richieste-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2022/11/Chitarre-piu-richieste-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2022/11/Chitarre-piu-richieste-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>Dal 13 al 16 aprile il Centro “C.M Martini” e l’Università degli Studi di Milano-Bicocca propongono quattro lezioni in presenza per attraversare la storia della musica italiana, esplorando la presenza del sacro nelle voci e nelle parole che hanno accompagnato generazioni di ascoltatori. Un itinerario nella canzone d’autore, per osservare come la nostra musica abbia cercato, evocato e talvolta sfidato l’idea di Dio, della trascendenza, dell’invisibile.</p>
<h2>Tra epoche e stili diversi</h2>
<p>Lucio Dalla cantava: «Se io fossi un angelo non starei mai nelle processioni». Un desiderio di spiritualità che non si accontenta dei rituali, che cerca un altrove più autentico, più inquieto, più umano. Ed è proprio in questo spazio – tra il bisogno di trascendenza e la fatica di riconoscerla – che la musica italiana ha spesso trovato la sua voce più profonda.</p>
<p>Il percorso <strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Se-fossi-un-angelo-brochure.pdf">«Se io fossi un angelo»</a></strong> attraversa epoche, stili e sensibilità diverse, mostrando come il tema del sacro abbia trovato spazio nelle melodie popolari, nelle sperimentazioni artistiche e nelle voci più iconiche della nostra tradizione.</p>
<p>Dai primi richiami al divino nella canzone degli anni Cinquanta (si pensi a Claudio Villa e Domenico Modugno) alle trasformazioni culturali dei decenni successivi, con Adriano Celentano, Giorgio Gaber, Dik Dik e Mia Martini. Il viaggio prosegue tra irriverenze, ricerche interiori e nuove forme di spiritualità contemporanea: Giovanni Lindo Ferretti e i CCCP, Lucio Dalla, Angelo Branduardi, i Baustelle, Fiorella Mannoia.</p>
<h2>La voce si fa preghiera</h2>
<p>Un’attenzione particolare è dedicata alla voce come strumento espressivo capace di farsi preghiera, attraverso figure che hanno trasformato il canto in un’esperienza profondamente spirituale: Giuni Russo, Antonella Ruggiero e Demetrio Stratos.</p>
<p>Il percorso si conclude con un <em>focus</em> su due autori che più di altri hanno saputo intrecciare musica e trascendenza: Fabrizio De André e Franco Battiato, interpreti che hanno fatto della canzone un dialogo costante tra umano e invisibile, tra narrazione e contemplazione.</p>
<p>Un’occasione per ascoltare, scoprire e interrogarsi: perché la musica, da sempre, è uno dei modi più profondi in cui l’essere umano cerca ciò che non si vede.</p>
<h2>Il programma</h2>
<p>Le lezioni saranno tenute da Ilaria Patassini, cantante e docente all’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini di Roma. È diplomata al Conservatorio in Canto e Musica da Camera, e il suo percorso si intreccia da sempre con la poesia e la letteratura.</p>
<p>Il percorso è gratuito e aperto a tutti. Le lezioni si terranno dal 13 al 16 aprile nelle aule dell’Università Bicocca.<br>
A chi avrà partecipato ad almeno tre lezioni su quattro e risposto correttamente alle relative domande di verifica, l’Università rilascerà l’Open Badge, una certificazione internazionalmente valida.<br>
Info e iscrizioni: <a href="http://www.unimib.it/eventi/se-io-fossi-un-angelo">www.unimib.it/eventi/se-io-fossi-un-angelo</a>; <a href="mailto:federico.gilardi@unimib.it">federico.gilardi@unimib.it</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/news/milano-lombardia/bicocca-percorso-se-io-fossi-un-angelo-2868959.html">Alla Bicocca il sacro nella canzone d’autore</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/">Chiesa di Milano</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Giovedì della Settimana autentica</title>
<link>https://www.eventi.news/giovedi-della-settimana-autentica</link>
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<description><![CDATA[ Celebrazione vespertina nella cena del Signore ]]></description>
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<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 19:00:11 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Giovedì, della, Settimana, autentica</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>RESPONSORIO<br>
</strong>R. Questa stessa notte<br>
voi tutti sarete scandalizzati per causa mia.<br>
            Infatti sta scritto: “Ucciderò il pastore, <br>
            e le pecore del gregge saranno disperse”.<br>
V. Così, non avete trovato la forza<br>
di stare svegli un’ora con me, <br>
voi che vi esortavate a vicenda a morire con me?<br>
Ma Giuda, vedete come non dorme<br>
e si affretta a consegnarmi ai Giudei.<br>
Alzatevi, andiamo. Ormai l’ora è venuta.<br>
           Infatti sta scritto: “Ucciderò il pastore, <br>
           e le pecore del gregge saranno disperse”.<br>
<strong> <br>
LETTURA VIGILIARE</strong> Gio 1,1-3,5.10<br>
Lettura del profeta Giona</p>
<p>In quei giorni. Fu rivolta a Giona, figlio di Amittài, questa parola del Signore: «Àlzati, va’ a Ninive, la grande città, e in essa proclama che la loro malvagità è salita fino a me». Giona invece si mise in cammino per fuggire a Tarsis, lontano dal Signore. Scese a Giaffa, dove trovò una nave diretta a Tarsis. Pagato il prezzo del trasporto, s’imbarcò con loro per Tarsis, lontano dal Signore.<br>
Ma il Signore scatenò sul mare un forte vento e vi fu in mare una tempesta così grande che la nave stava per sfasciarsi. I marinai, impauriti, invocarono ciascuno il proprio dio e gettarono in mare quanto avevano sulla nave per alleggerirla. Intanto Giona, sceso nel luogo più in basso della nave, si era coricato e dormiva profondamente. Gli si avvicinò il capo dell’equipaggio e gli disse: «Che cosa fai così addormentato? Àlzati, invoca il tuo Dio! Forse Dio si darà pensiero di noi e non periremo».<br>
Quindi dissero fra di loro: «Venite, tiriamo a sorte per sapere chi ci abbia causato questa sciagura». Tirarono a sorte e la sorte cadde su Giona. Gli domandarono: «Spiegaci dunque chi sia la causa di questa sciagura. Qual è il tuo mestiere? Da dove vieni? Qual è il tuo paese? A quale popolo appartieni?». Egli rispose: «Sono Ebreo e venero il Signore, Dio del cielo, che ha fatto il mare e la terra». Quegli uomini furono presi da grande timore e gli domandarono: «Che cosa hai fatto?». Infatti erano venuti a sapere che egli fuggiva lontano dal Signore, perché lo aveva loro raccontato.<br>
Essi gli dissero: «Che cosa dobbiamo fare di te perché si calmi il mare, che è contro di noi?». Infatti il mare infuriava sempre più. Egli disse loro: «Prendetemi e gettatemi in mare e si calmerà il mare che ora è contro di voi, perché io so che questa grande tempesta vi ha colto per causa mia».<br>
Quegli uomini cercavano a forza di remi di raggiungere la spiaggia, ma non ci riuscivano, perché il mare andava sempre più infuriandosi contro di loro. Allora implorarono il Signore e dissero: «Signore, fa’ che noi non periamo a causa della vita di quest’uomo e non imputarci il sangue innocente, poiché tu, Signore, agisci secondo il tuo volere». Presero Giona e lo gettarono in mare e il mare placò la sua furia. Quegli uomini ebbero un grande timore del Signore, offrirono sacrifici al Signore e gli fecero promesse.<br>
Ma il Signore dispose che un grosso pesce inghiottisse Giona; Giona restò nel ventre del pesce tre giorni e tre notti. Dal ventre del pesce Giona pregò il Signore, suo Dio, e disse: / «Nella mia angoscia ho invocato il Signore / ed egli mi ha risposto; / dal profondo degli inferi ho gridato / e tu hai ascoltato la mia voce. / Mi hai gettato nell’abisso, nel cuore del mare, / e le correnti mi hanno circondato; / tutti i tuoi flutti e le tue onde / sopra di me sono passati. / Io dicevo: “Sono scacciato / lontano dai tuoi occhi; / eppure tornerò a guardare il tuo santo tempio”. / Le acque mi hanno sommerso fino alla gola, / l’abisso mi ha avvolto, / l’alga si è avvinta al mio capo. / Sono sceso alle radici dei monti, / la terra ha chiuso le sue spranghe / dietro a me per sempre. / Ma tu hai fatto risalire dalla fossa la mia vita, / Signore, mio Dio. / Quando in me sentivo venir meno la vita, / ho ricordato il Signore. / La mia preghiera è giunta fino a te, / fino al tuo santo tempio. / Quelli che servono idoli falsi / abbandonano il loro amore. / Ma io con voce di lode / offrirò a te un sacrificio / e adempirò il voto che ho fatto; / la salvezza viene dal Signore».<br>
E il Signore parlò al pesce ed esso rigettò Giona sulla spiaggia.<br>
Fu rivolta a Giona una seconda volta questa parola del Signore: «Àlzati, va’ a Ninive, la grande città, e annuncia loro quanto ti dico». Giona si alzò e andò a Ninive secondo la parola del Signore.<br>
Ninive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino. Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e predicava: «Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta».<br>
I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, grandi e piccoli.<br>
Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.</p>
<p><strong>SALMELLO</strong><br>
Vegliate e pregate, <br>
per non entrare nella tentazione, <br>
perché il Figlio dell’uomo<br>
sta per essere consegnato<br>
            nelle mani dei peccatori!<br>
V. Alzatevi, andiamo:<br>
è qui colui che mi consegnerà<br>
            nelle mani dei peccatori!</p>
<p><strong>ORAZIONE</strong><br>
Preghiamo.<br>
O Dio giusto e buono, <br>
ricordando il castigo che Giuda trovò nel suo stesso delitto e il premio che il ladro ricevette per la sua fede, ti imploriamo che arrivi fino a noi l’efficacia della tua riconciliazione, e come a quelli fu data, nella passione redentrice, la ricompensa secondo la disposizione del loro cuore, così a noi, liberàti dall’antica colpa, sia concessa la grazia della beata risurrezione con Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. <strong>Amen</strong></p>
<p><em>oppure</em><strong></strong></p>
<p>Ci hai convocati, o Padre, a celebrare la santa cena nella quale il tuo unico Figlio, consegnandosi alla morte, affidò alla Chiesa come convito del suo amore il nuovo ed eterno sacrificio; concedi che dalla celebrazione di così grande mistero attingiamo pienezza di carità e di vita.<br>
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. <strong>Amen</strong></p>
<p><strong>EPISTOLA </strong>1Cor 11,20-34<br>
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi </p>
<p>Fratelli, quando vi radunate insieme, il vostro non è più un mangiare la cena del Signore. Ciascuno infatti, quando siete a tavola, comincia a prendere il proprio pasto e così uno ha fame, l’altro è ubriaco. Non avete forse le vostre case per mangiare e per bere? O volete gettare il disprezzo sulla Chiesa di Dio e umiliare chi non ha niente? Che devo dirvi? Lodarvi? In questo non vi lodo!<br>
Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga. Perciò chiunque mangia il pane o beve al calice del Signore in modo indegno, sarà colpevole verso il corpo e il sangue del Signore. Ciascuno, dunque, esamini se stesso e poi mangi del pane e beva dal calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna. È per questo che tra voi ci sono molti ammalati e infermi, e un buon numero sono morti. Se però ci esaminassimo attentamente da noi stessi, non saremmo giudicati; quando poi siamo giudicati dal Signore, siamo da lui ammoniti per non essere condannati insieme con il mondo.<br>
Perciò, fratelli miei, quando vi radunate per la cena, aspettatevi gli uni gli altri. E se qualcuno ha fame, mangi a casa, perché non vi raduniate a vostra condanna. Quanto alle altre cose, le sistemerò alla mia venuta.</p>
<p> </p>
<h5><strong>PASSIONE DEL NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO SECONDO MATTEO</strong> Mt 26,17-75</h5>
<h5>Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.<br>
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».<br>
Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo». Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati. Io vi dico che d’ora in poi non berrò di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi, nel regno del Padre mio».<br>
Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. Allora Gesù disse loro: «Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandalo. Sta scritto infatti: / “Percuoterò il pastore / e saranno disperse le pecore del gregge”. Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea». Pietro gli disse: «Se tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò mai». Gli disse Gesù: «In verità io ti dico: questa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». Pietro gli rispose: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dissero tutti i discepoli.<br>
Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. E disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me». Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!». Poi venne dai discepoli e li trovò addormentati. E disse a Pietro: «Così, non siete stati capaci di vegliare con me una sola ora? Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». Si allontanò una seconda volta e pregò dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà».<br>
Poi venne e li trovò di nuovo addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti. Li lasciò, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: «Dormite pure e riposatevi! Ecco, l’ora è vicina e il Figlio dell’uomo viene consegnato in mano ai peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».<br>
Mentre ancora egli parlava, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una grande folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti e dagli anziani del popolo. Il traditore aveva dato loro un segno, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!». Subito si avvicinò a Gesù e disse: «Salve, Rabbì!». E lo baciò. E Gesù gli disse: «Amico, per questo sei qui!». Allora si fecero avanti, misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù impugnò la spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote, staccandogli un orecchio. Allora Gesù gli disse: «Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno. O credi che io non possa pregare il Padre mio, che metterebbe subito a mia disposizione più di dodici legioni di angeli? Ma allora come si compirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?». In quello stesso momento Gesù disse alla folla: «Come se fossi un ladro siete venuti a prendermi con spade e bastoni. Ogni giorno sedevo nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. Ma tutto questo è avvenuto perché si compissero le Scritture dei profeti». Allora tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono.<br>
Quelli che avevano arrestato Gesù lo condussero dal sommo sacerdote Caifa, presso il quale si erano riuniti gli scribi e gli anziani. Pietro intanto lo aveva seguito, da lontano, fino al palazzo del sommo sacerdote; entrò e stava seduto fra i servi, per vedere come sarebbe andata a finire.<br>
I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una falsa testimonianza contro Gesù, per metterlo a morte; ma non la trovarono, sebbene si fossero presentati molti falsi testimoni. Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: «Costui ha dichiarato: “Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni”». Il sommo sacerdote si alzò e gli disse: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro, per il Dio vivente, di dirci se sei tu il Cristo, il Figlio di Dio». «Tu l’hai detto – gli rispose Gesù –; anzi io vi dico: / d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo / seduto alla destra della Potenza / e venire sulle nubi del cielo».<br>
Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: «Ha bestemmiato! Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». E quelli risposero: «È reo di morte!».<br>
Allora gli sputarono in faccia e lo percossero; altri lo schiaffeggiarono, dicendo: «Fa’ il profeta per noi, Cristo! Chi è che ti ha colpito?».<br>
Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una giovane serva gli si avvicinò e disse: «Anche tu eri con Gesù, il Galileo!». Ma egli negò davanti a tutti dicendo: «Non capisco che cosa dici». Mentre usciva verso l’atrio, lo vide un’altra serva e disse ai presenti: «Costui era con Gesù, il Nazareno». Ma egli negò di nuovo, giurando: «Non conosco quell’uomo!». Dopo un poco, i presenti si avvicinarono e dissero a Pietro: «È vero, anche tu sei uno di loro: infatti il tuo accento ti tradisce!». Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quell’uomo!». E subito un gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola di Gesù, che aveva detto: «Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». E, uscito fuori, pianse amaramente.</h5>
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<audio class="wp-audio-shortcode" preload="none" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2022/07/MT-26-17-75.mp3?_=1"><a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2022/07/MT-26-17-75.mp3">https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2022/07/MT-26-17-75.mp3</a></audio>
<p><strong>DOPO IL VANGELO</strong><br>
Oggi, Figlio dell’Eterno, come amico<br>
al banchetto tuo stupendo tu mi accogli. <br>
Non affiderò agli indegni il tuo mistero<br>
nè ti bacerò tradendo come Giuda, <br>
ma ti imploro, come il ladro sulla croce,<br>
di riceverti, Signore, nel tuo regno.</p>
<p><strong>A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA</strong><br>
Dona, o Padre di misericordia, a tutti i credenti la salvezza operata dalla passione redentrice e sciogli per il tuo amore infinito i vincoli dell’antica colpa in cui ricadiamo continuamente a motivo della nostra fragilità umana.<br>
Per Cristo nostro Signore. <strong>Amen</strong></p>
<p>SUI DONI<br>
Signore santo, Dio onnipotente, ti sia gradito questo nostro sacrificio: colui che te lo offre, e insegna oggi ai discepoli a rinnovarlo come suo memoriale, è lo stesso tuo Figlio Gesù Cristo. <br>
Per lui che vive e regna nei secoli dei secoli. <strong>Amen</strong></p>
<p>PREFAZIO<br>
E’ veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.<br>
Il tuo Figlio unigenito, che possiede con te la natura divina, per cancellare le nostre colpe si è fatto uomo; venuto a liberarci, pur essendo il Signore, come fosse un debitore colpevole è venduto a sacrilego prezzo da un servo; e colui che giudica gli angeli è trascinato davanti al tribunale di un uomo. Così strappò dalla morte coloro cui aveva dato la vita. <br>
Per questo mistero d’amore, uniti agli angeli e ai santi, eleviamo a te, o Padre, unico Dio con il Figlio e lo Spirito Santo, l’inno della triplice lode: <strong>Santo…</strong></p>
<p><strong>ALLO SPEZZARE DEL PANE</strong><br>
“Questo è il corpo che è dato per voi;<br>
questo calice è la nuova alleanza<br>
nel mio sangue – dice il Signore -.<br>
Ogni volta che ve ne cibate, <br>
fate questo in memoria di me”.</p>
<p><strong>ALLA COMUNIONE</strong><br>
Sono triste fino alla morte;<br>
rimanete qui e vegliate con me.<br>
Ora vedrete una folla circondarmi<br>
e voi fuggirete, <br>
mentre andrò a immolarmi per voi.</p>
<p><strong>DOPO LA COMUNIONE</strong><br>
Concedi, o Dio nostro, a noi che nella cena del tuo Figlio unigenito abbiamo partecipato al suo Corpo e al suo Sangue, di non essere coinvolti nelle tenebre del discepolo infedele, ma di riconoscere in Cristo il nostro Salvatore. <br>
Per lui che vive e regna nei secoli dei secoli. <strong>Amen</strong></p>
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<title>Giovedì Santo</title>
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<description><![CDATA[ Messa nella Cena del Signore ]]></description>
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<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 19:00:07 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Giovedì, Santo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Prima lettura </strong><em>Es 12,1-8.11-14<strong><br>
</strong></em>Dal libro dell’Esodo</p>
<p>In quei giorni, il Signore disse a Mosè e ad Aronne in terra d’Egitto:<br>
«Questo mese sarà per voi l’inizio dei mesi, sarà per voi il primo mese dell’anno. Parlate a tutta la comunità d’Israele e dite: “Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa. Se la famiglia fosse troppo piccola per un agnello, si unirà al vicino, il più prossimo alla sua casa, secondo il numero delle persone; calcolerete come dovrà essere l’agnello secondo quanto ciascuno può mangiarne.<br>
Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell’anno; potrete sceglierlo tra le pecore o tra le capre e lo conserverete fino al quattordici di questo mese: allora tutta l’assemblea della comunità d’Israele lo immolerà al tramonto. Preso un po’ del suo sangue, lo porranno sui due stipiti e sull’architrave delle case nelle quali lo mangeranno. In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco; la mangeranno con àzzimi e con erbe amare. Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. È la Pasqua del Signore!<br>
In quella notte io passerò per la terra d’Egitto e colpirò ogni primogenito nella terra d’Egitto, uomo o animale; così farò giustizia di tutti gli dèi dell’Egitto. Io sono il Signore! Il sangue sulle case dove vi troverete servirà da segno in vostro favore: io vedrò il sangue e passerò oltre; non vi sarà tra voi flagello di sterminio quando io colpirò la terra d’Egitto. Questo giorno sarà per voi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore: di generazione in generazione lo celebrerete come un rito perenne”».</p>
<p><strong>Salmo </strong><em>Sal 115<strong></strong></em></p>
<p><em><strong>Il tuo calice, Signore, è dono di salvezza.</strong></em></p>
<p>Che cosa renderò al Signore,<br>
per tutti i benefici che mi ha fatto?<br>
Alzerò il calice della salvezza<br>
e invocherò il nome del Signore. R</p>
<p>Agli occhi del Signore è preziosa<br>
la morte dei suoi fedeli.<br>
Io sono tuo servo, figlio della tua schiava:<br>
tu hai spezzato le mie catene. R</p>
<p>A te offrirò un sacrificio di ringraziamento<br>
e invocherò il nome del Signore.<br>
Adempirò i miei voti al Signore<br>
davanti a tutto il suo popolo. R</p>
<p><strong>Seconda lettura </strong><em>1Cor 11,23-26<strong><br>
</strong></em>Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi</p>
<p>Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me».<br>
Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me».<br>
Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.</p>
<p><strong>Vangelo </strong><em>Gv 13,1-15<strong><br>
</strong></em>Dal Vangelo secondo Giovanni</p>
<p>Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.<br>
Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto.<br>
Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».<br>
Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi».</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/almanacco/letture-rito-romano/anno-a-2025-2026-lr/giovedi-santo-8-2866027.html">Giovedì Santo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/">Chiesa di Milano</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Quando comprenderemo?</title>
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<description><![CDATA[ Domenica delle Palme ]]></description>
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<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 19:00:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Quando, comprenderemo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>1. «I suoi discepoli sul momento non compresero queste cose»</em></strong></p>
<p>Sono presenti all’evento in cui si compiono le promesse dei profeti. Sono presenti nel momento in cui le attese dei secoli finalmente rallegrano la terra. Ma essi non compresero. I discepoli mediocri assistono all’opera di Dio nella storia che si compie sotto i loro occhi, ma non se ne rendono conto. Lo sguardo ottuso e il pensiero pigro si accomodano nella banalità. Ogni evento diventa un fatto di cronaca piuttosto che una rivelazione, ogni opera di Dio o dell’uomo si riducono a “sono cose che capitano”; non c’è nessun significato, non c’è nessun messaggio per me. Ecco: la banalità.</p>
<p>I semplici cantano, gridano, fanno festa. La folla, come succede, è tutta coinvolta come da un contagio di entusiasmo: il Signore visita il suo popolo, l’inviato di Dio porta alla città la sua benedizione. Ma essi non compresero. I discepoli sono inclini alla tristezza e al pessimismo e diffidano dell’entusiasmo dei semplici. Sono abituati allo scetticismo e non si lasciano sorprendere dallo stupore né sono disponibili ad ospitare l’esultanza. Abita nei discepoli, di allora e di oggi, una predisposizione alla tristezza che deposita un velo di grigiore in ogni incontro e su ogni momento. Ecco: la tristezza.</p>
<p><em>«Ecco il tuo re»</em>: i segni che accompagnano l’entrare di Gesù nella sua città rivelano la regalità originale e misteriosa di Gesù. Il Signore manifesta la sua signoria nella mitezza disarmata: non viene con gli eserciti e la potenza, non inizia un regno che domina con la forza, non è armato per fare la guerra, non si afferma combattendo i nemici. <em>«Viene seduto su un puledro figlio d’asina»</em>: il potere si esercita come servizio, la gloria si irradia come amore, le relazioni si costruiscono come fraternità. Ma essi non compresero. I discepoli sono imprigionati nella logica del mondo che intende il potere come dominio e la violenza come inevitabile: se vuoi evitare di essere colpito, colpisci tu per primo. I discepoli, di allora e di oggi, si contendono i primi posti e discutono tra loro su chi sia da considerare il più importante. Ecco: l’ambizione e la violenza.</p>
<p><em>«Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui»</em>: in Gesù abita la pienezza della vita, il senso di tutto quello che esiste, la verità che illumina ogni uomo che viene nel mondo (cfr. <em>Gv</em> 1,9). Ma essi non compresero. Hanno ascoltato tutti i discorsi, hanno visto tutti i segni che Gesù ha compiuto. Ma non hanno capito. Sono rimasti in quello smarrimento di chi si perde nell’enigma dell’universo e della storia umana. La verità sembra una parola violenta, cercare il senso delle cose sembra una perdita di tempo che si possono concedere gli sfaccendati. È più ragionevole pensare che si viene dal nulla e si finisce nel nulla. Ecco: siccome sono intelligente, sono agnostico.</p>
<p> </p>
<p><strong><em>2. «Quando Gesù fu glorificato, si ricordarono»</em></strong></p>
<p>Per comprendere, i discepoli devono passare attraverso il dramma della Passione, lo scandalo della morte in croce di Gesù, l’incontro con Gesù risorto. Hanno bisogno della Pasqua per comprendere la vita. La Pasqua non è un fatto di cronaca, ma la gloria che rischiara le tenebre, la vita che vince la morte e dona la vita.</p>
<p>Ci prepariamo a celebrare la Pasqua come discepoli stanchi della banalità e resi per grazia disponibili allo stupore nel contemplare la rivelazione della prossimità affidabile di Dio. Ci prepariamo a celebrare la Pasqua come discepoli che trovano insopportabile la prepotenza, la violenza, la guerra, per renderci disponibili ad essere uomini e donne a servizio della pace. Ci prepariamo a celebrare la Pasqua come discepoli che trovano noioso lo scetticismo e trovano gioia nella verità.</p>
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<title>Gorrieri, docufilm su un protagonista del cattolicesimo sociale</title>
<link>https://www.eventi.news/gorrieri-docufilm-su-un-protagonista-del-cattolicesimo-sociale</link>
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<description><![CDATA[ La proiezione, con successivo dibattito, l’8 aprile alle Acli milanesi, su iniziativa di Città dell’uomo, Fondazione Ermanno Gorrieri, Azione cattolica ambrosiana, Rosa bianca e le stesse Acli ]]></description>
<enclosure url="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Ermanno-Gorrieri.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 19:00:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Gorrieri, docufilm, protagonista, del, cattolicesimo, sociale</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="394" height="282" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Ermanno-Gorrieri.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Ermanno Gorrieri" loading="lazy" link_thumbnail=""><span class="bso_caption">Ermanno Gorrieri</span><p>Mercoledì 8 aprile, alle 18, presso l’auditorium delle Acli milanesi (via della Signora 3, Milano), La città dell’uomo aps e la Fondazione Ermanno Gorrieri, in collaborazione con Acli milanesi, Azione cattolica ambrosiana e Rosa bianca, promuovono la proiezione del docufilm <strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Gorrieri-locandina-Milano-8-aprile.png" data-rel="gallery-gallery-rullCmb7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><em>Parti uguali fra disuguali. L’eredità del pensiero di Ermanno Gorrieri</em>.</a></strong> </p>
<p>Sono previsti gli interventi di Gad Lerner, giornalista e scrittore; Delfina Colombo, presidente delle Acli milanesi; Claudio Gorrieri, componente del Cda della Fondazione Gorrieri; Savino Pezzotta, già segretario generale della Cisl; Floriana Cerniglia, docente di Economia politica all’Università cattolica di Milano.</p>
<p>Ermanno Gorrieri (1920-2004), partigiano, sindacalista (fu tra i fondatori della Cisl), politico e ministro del Lavoro e della previdenza sociale nel governo Fanfani (1987), è stato figura di spicco del cattolicesimo sociale. Nel 1993, con Pierre Carniti, fu fra i fondatori del movimento dei Cristiani sociali. È stato insigne studioso dei problemi legati a uguaglianza redistributiva e povertà in Italia. Fra le sue opere <em>La giungla retributiva </em>(1972); <em>P</em><em>arti uguali fra disuguali. Povertà, disuguaglianza e politiche redistributive nell’Italia di oggi</em> (2002).</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/news/attualita/rosa-bianca-docufilm-gorrieri-2869033.html">Gorrieri, docufilm su un protagonista del cattolicesimo sociale</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/">Chiesa di Milano</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Come parlare della vocazione, con Los Domingos</title>
<link>https://www.eventi.news/come-parlare-della-vocazione-con-los-domingos</link>
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<description><![CDATA[ È la storia Ainara, diciassettenne orfana di madre, che vuole diventare monaca di clausura. Colpisce soprattutto per la profondità con cui affronta un tema  che scuote non solo chi la compie, ma anche chi le sta accanto ]]></description>
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<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 19:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Come, parlare, della, vocazione, con, Los, Domingos</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Los-Domingos-007-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Primo piano di una ragazza che riceve l'ostia da un sacerdote durante una funzione religiosa in una chiesa. La ragazza tiene le mani giunte per ricevere la comunione mentre il sacerdote, di profilo, sorregge una pisside dorata." loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Los-Domingos-007-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Los-Domingos-007-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Los-Domingos-007-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Una scena del film Los Domingos
</span><p>Esce in Italia, proprio durante la Settimana Santa, <em>Los Domingos</em>, <a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Los-Domingos-poster.png" target="_blank" rel="noopener" data-rel="gallery-gallery-gQV6ENRR" data-rl_title="" data-rl_caption="" title="">un film spagnolo</a> che colpisce per la sua grazia silenziosa e la profondità con cui affronta un tema inusuale, intimo, quanto universale come “la vocazione”. Quella religiosa, in particolare, come scelta radicale, capace di scuotere non solo chi la compie, ma anche chi le sta accanto.</p>
<h2>La trama</h2>
<p>Al centro del racconto c’è Ainara, giovane diciassettenne, orfana di madre, interpretata con straordinaria sensibilità da Blanca Soroa, che vuole diventare monaca di clausura. Il percorso interiore, fatto di dubbi e slanci tipici dell’adolescenza, e inevitabili fratture con la famiglia, tra cui la nonna e il padre, si intreccia con lo sguardo critico della zia atea Maite (Patricia López Arnaiz). Una figura lucida e profondamente umana, ma incapace di accettare una scelta che le appare immatura e violenta.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2869055" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-2869055" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Los-Domingos-008.jpeg" alt="Una fila di sei donne, di cui cinque indossano l'abito religioso da suora, in piedi dietro un lungo tavolo in un refettorio. Sono in posizione di preghiera con le mani giunte e il capo leggermente chino. Sul tavolo sono disposti bicchieri d'acqua e piccoli piatti." width="1200" height="840" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Los-Domingos-008.jpeg 1200w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Los-Domingos-008-768x538.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px"><figcaption class="wp-caption-text">Una scena del film</figcaption></figure>
<p>La regia della spagnola <a href="https://www.imdb.com/it/name/nm2088446/" target="_blank" rel="noopener">Ruiz de Azúa</a>, che si è guadagnata ben cinque premi Goya, si distingue per un’eleganza misurata, fatta di sottrazione più che di enfasi: sono i silenzi, gli sguardi e le tensioni non dette a costruire un racconto emotivamente stratificato.</p>
<h2>La vocazione come scelta che interroga</h2>
<p><em>Los Domingos</em> non cerca risposte facili. Si muove con delicatezza dentro il conflitto interiore tra fede e affetti, tra chiamata interiore e responsabilità verso gli altri, sviluppati con estrema chiarezza nel confronto con il giovane padre spirituale (ottima figura) e la badessa del monastero. Ne emerge un film intenso e accattivante, capace di interrogare lo spettatore senza mai forzarlo, e di raccontare la vocazione non come rifugio, ma come scelta che divide, interroga e, inevitabilmente, trasforma.</p>
<p>Un’opera che resta, proprio perché ha il coraggio di non semplificare. Da vedere per poterne (finalmente) parlare.</p>
<p></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/parliamone-con-un-film/los-domingos-film-vocazione-2869043.html">Come parlare della vocazione, con Los Domingos</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/">Chiesa di Milano</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>San Francesco in dialogo con i ragazzi di oggi</title>
<link>https://www.eventi.news/san-francesco-in-dialogo-con-i-ragazzi-di-oggi</link>
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<description><![CDATA[ Realizzata dal Servizio Giovani diocesano in collaborazione con Odielle, l’esposizione, in tredici pannelli, è a disposizione dalla seconda metà di aprile per parrocchie, oratori e gruppi giovanili che la richiedano per un periodo massimo di quindici giorni ]]></description>
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<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 19:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>San, Francesco, dialogo, con, ragazzi, oggi</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Mostra-San-Francesco-Sito-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Mostra-San-Francesco-Sito" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Mostra-San-Francesco-Sito-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Mostra-San-Francesco-Sito-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>Nel segno dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi, il Servizio per i Giovani e l’Università della diocesi propone una mostra che è insieme esposizione e itinerario spirituale. «L’uomo divenuto gratitudine» è il titolo del percorso, pensato in particolare per adolescenti, giovani e adulti, con l’obiettivo di restituire un volto di Francesco capace di dialogare con le domande dei ragazzi di oggi.</p>
<p>Realizzata in collaborazione con Odielle (Oratori Diocesi Lombarde), l’iniziativa prende forma a partire dal volume di don Luigi Maria Epicoco, <em>Francesco e Chiara. La gratitudine di un uomo e la rivoluzione di una donna</em>. I testi dell’autore, insieme a citazioni delle Fonti Francescane, alle parole dei Pontefici e a opere d’arte tra Assisi e la Lombardia, accompagnano i tredici pannelli, guidando il visitatore lungo un cammino che è anche proposta di catechesi.</p>
<h2>Il percorso</h2>
<p>Il percorso si apre sul desiderio di felicità che abita ogni giovane, raccontando un Francesco inquieto, alla ricerca di senso, tra sogni di gloria e bisogno di riconoscimento. Non una conversione improvvisa, ma un cammino fatto di tentativi, cadute e ripartenze: la prigionia, la malattia, le difficoltà si trasformano in “benedizioni” per maturare consapevolezza e cambiamento.</p>
<p>È proprio attraverso queste esperienze che Francesco impara a fare pace con se stesso e ad ascoltare una chiamata più profonda: da qui nasce l’invito a “riparare la casa”, segno di un ritorno essenziale al Vangelo, e una preghiera che trasforma la vita fino a renderla testimonianza. Il cammino si compie nella maturità di un uomo provato dalla sofferenza, ma abitato dalla gratitudine, come racconta il Cantico delle creature, lode che abbraccia ogni aspetto del reale, fino a “sora morte”. La mostra intende così offrire uno sguardo alternativo sul presente: in un tempo incline alla lamentela, riscoprire la gratitudine come chiave per accogliere la vita come un dono.</p>
<p>Disponibile (dalla seconda metà di aprile) per parrocchie, oratori e gruppi giovanili, l’esposizione può essere richiesta per periodi limitati (massimo quindici giorni), come strumento semplice, ma incisivo di annuncio e accompagnamento: per richiederla occorre compilare <strong><a href="https://www.iscrizionipgfom.it/_formBuilder2/form/index.php?id=877" target="_blank" rel="noopener">il modulo online</a></strong>.</p>
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<title>Giovani in cammino sulle orme di San Francesco</title>
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<description><![CDATA[ Dal 24 al 30 agosto un itinerario in cinque tappe da Città di Castello ad Assisi, un’esperienza di fraternità, condivisione e preghiera. Iscrizione online entro fine aprile ]]></description>
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<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 19:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Giovani, cammino, sulle, orme, San, Francesco</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/assisi-pellegrinaggio-2021-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Assisi" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/assisi-pellegrinaggio-2021-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/assisi-pellegrinaggio-2021-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>Un cammino a piedi da Città di Castello ad Assisi, sulle orme di San Francesco d’Assisi, per riscoprire il senso del Vangelo nella concretezza della strada. È la proposta rivolta ai giovani e ai loro educatori ed educatrici, nell’anno in cui la Chiesa celebra l’800° anniversario del suo transito al cielo. Ottocento anni fa, Francesco concludeva la sua vita alla Porziuncola, povero e malato, ma colmo di fiducia e lode. Una testimonianza che continua a interrogare anche oggi, soprattutto i più giovani, spesso alla ricerca di senso tra fatiche e domande profonde.</p>
<h2>Il percorso</h2>
<p>Il pellegrinaggio, in programma dal 24 al 30 agosto, si articola in cinque tappe per un totale di oltre 100 chilometri: un itinerario che attraversa borghi e colline umbre, tra natura e silenzio, con partenza da Città di Castello verso Pietralunga, quindi fino a Gubbio, proseguendo per San Pietro in Vigneto e Valfabbrica, fino all’arrivo ad Assisi. Il 29 agosto sarà una giornata dedicata interamente alla visita, mentre il 30 agosto è previsto il rientro.</p>
<h2>Semplicità e radicalità</h2>
<p>Non solo fatica fisica, ma anche esperienza di fraternità, condivisione e preghiera. Mettersi in cammino sulle orme di Francesco significa lasciarsi provocare dalla sua storia: dal fallimento alla scoperta di una gioia autentica, fondata sull’amore di Dio. Una strada semplice e radicale, per riconoscere il Signore nei fratelli e nella bellezza del creato.</p>
<p>L’iniziativa, con posti limitati, prevede una quota di partecipazione con possibilità di viaggio organizzato usufruendo del pullmino oppure da organizzare in autonomia.</p>
<p><strong><a href="https://www.iscrizionipgfom.it/_formBuilder2/form/index.php?id=876" target="_blank" rel="noopener">Le iscrizioni online</a></strong> sono aperte fino a fine aprile: un’occasione per vivere un’esperienza di Chiesa giovane, in cui il passo si fa preghiera e il cammino diventa vita.</p>
<p> </p>
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<title>Ecco la nuova Guida della Diocesi</title>
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<description><![CDATA[ Curata dalla Cancelleria arcivescovile e pubblicata dal Centro Ambrosiano, è già prenotabile e sarà in vendita dal 22 aprile nelle principali librerie cattoliche e online ]]></description>
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<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 19:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/guida2026-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="guida diocesi 2026" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/guida2026-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/guida2026-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/guida2026-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p><strong><a href="https://www.itl-libri.com/prodotto/guida-della-diocesi-di-milano-2026">La Guida della Diocesi di Milano 2026,</a></strong> curata dalla Cancelleria Arcivescovile e pubblicata dal marchio di ITL Libri Centro Ambrosiano (1040 pagine, 40 euro), si conferma uno strumento indispensabile per orientarsi nella complessa realtà ecclesiale ambrosiana. Il volume offre una mappatura dettagliata e aggiornata di parrocchie, comunità pastorali, Decanati e Zone pastorali, insieme a un censimento puntuale di persone, enti, associazioni e organizzazioni.</p>
<p>Particolare attenzione è dedicata ai dati relativi al clero e ai laici, agli organismi di Curia, alle cappellanie, ai santuari e alle chiese dell’intera diocesi. Completamente rinnovata la sezione sugli istituti di vita consacrata, sia femminili sia maschili, che restituisce un quadro preciso di nomi, incarichi e realtà collegate.</p>
<p>Arricchita da nuove cartine a colori delle Zone pastorali, con indicazione dei confini comunali, la Guida rappresenta un riferimento operativo e culturale per operatori pastorali, studiosi e fedeli. Disponibile dal 22 aprile <strong><a href="https://www.itl-libri.com/prodotto/guida-della-diocesi-di-milano-2026">online</a></strong> e nelle principali librerie cattoliche, è già prenotabile scrivendo a <a href="mailto:commerciale@chiesadimilano.it">commerciale@chiesadimilano.it</a></p>
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<title>«Preti e diaconi, mandati a guarire l’infelicità del mondo»</title>
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<description><![CDATA[ L’Arcivescovo nella Messa crismale: «La missione è la ragione per cui Gesù ha chiamato i suoi discepoli», a prescindere da capacità, virtù e risorse, inviandoli «a due a due» per sostenersi a vicenda; così anche il clero, in comunione con il Vescovo ]]></description>
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<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 19:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>«Preti, diaconi, mandati, guarire, l’infelicità, del, mondo»</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Crismale-2026-Ag.-Fottogramma-1-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Crismale 2026 (Ag. Fotogramma) 1" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Crismale-2026-Ag.-Fottogramma-1-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Crismale-2026-Ag.-Fottogramma-1-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Crismale-2026-Ag.-Fottogramma-1-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">L'Arcivescovo all'inizio della celebrazione (Agenzia Fotogramma)</span><p>«Ecco chi ci chiama, chi ci aspetta, ecco perché dobbiamo andare. Ci chiama l’infelicità del mondo. In modo particolare i preti e i diaconi, che vivono ogni giorno tra la gente e per la gente, secondo la tradizione più edificante del clero della nostra Diocesi, sanno dell’infelicità del mondo. Sanno delle pene della gente comune, dello strazio che tormenta le famiglie, di quella rassegnata disperazione in cui vivono uomini e donne. Sanno dell’angoscia di coloro che sono malati, di coloro che non sanno del “dopo di noi” per i loro figli, di coloro che vengono da Paesi lontani e sperimentano la tragedia di sentirsi dire: “Per voi non c’è posto neppure qui”. I preti e i diaconi sanno dell’infelicità del mondo non come spettatori che osservano da fuori, ma come uomini che riconoscono anche in se stessi tracce di infelicità e ferite che la vita non risparmia, a nessuno».</p>
<p></p>
<p>Nel Duomo gremito per la Messa Crismale risuona nell’<strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/OMELIA-MESSA-CRISMALE.pdf">omelia</a></strong> l’appello con cui l’Arcivescovo si rivolge agli 800 tra sacerdoti e diaconi permanenti: oltre 750 i concelebranti, tra cui 6 Vescovi, i membri del Cem e del Capitolo metropolitano al completo.  </p>
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                            <div class="caption-in-modal">Celebrazione dell'Ora Terza e Messa Crismale (Ag. Fotogramma)</div> </div></div></div><div class="swiper-slide">

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<h2>La chiamata ad andare</h2>
<p>Una chiamata a sostenere le persone, e a sostenersi gli uni gli altri, che monsignor Delpini chiede a tutto il “suo” clero anche quando ci si trova davanti alla frustrazione «di porte che non si aprono», di gente «che crede di non aver bisogno di Dio», trovando «i discepoli mandati da Gesù un po’ fastidiosi, un po’ patetici e spesso antipatici». Insomma, di fronte a infelici e pseudo-felici che cercano soluzioni altrove, «nella frenesia che insegue le promesse illusorie dei risultati professionali, finanziari, nell’eccitazione di affetti disordinati, nell’evasione propiziata dalle sostanze, dai giochi, dagli anestetici».</p>
<p>Eppure, Dio ha mandato il suo unico figlio – anche Gesù fallì la sua missione proprio nella terra natale – e «l’essere mandati è la ragione per cui Gesù ha chiamato i suoi discepoli»: per questo la forma che la Chiesa assume è in funzione della missione e questo è il senso della organizzazione territoriale della Chiesa, «perché ci sia dappertutto un prendersi a cuore l’infelicità del mondo; questo è il senso del camminare insieme con lo stile della sinodalità, perché in tutti gli ambienti della vita i discepoli portino la parola che invita a conversione, la potenza che scaccia i demoni, l’olio che guarisce le ferite della vita. Gesù non sembra preoccuparsi troppo delle capacità e delle virtù dei Dodici. Sa che sono uomini fragili, peccatori, ottusi, meschini, un po’ inaffidabili. Ma Gesù li chiama. Devono andare, ecco quello che devono fare».</p>
<p></p>
<h2>La missione “a due a due”</h2>
<p>E devono andare, come dice il Vangelo, “a due a due”. «La fraternità, l’amicizia, il presbiterio, il clero si possono riconoscere come le forme storiche di questa missione “a due a due” perché si sostengano a vicenda. “A due a due”, perché la comunione nel clero sia un segno di un’unità convincente. Anche noi siamo chiamati a continuare a pregare, a operare, a convertirci perché nella missione tutti siano convocati, secondo il proprio stato di vita, tutti siano inviati, tutti siano benedetti e chiamati a mettere a frutto i talenti di ciascuno: consacrati, consacrate, laici di ogni condizione».</p>
<p>E ciò anche – avverte ancora l’Arcivescovo – «se, forse, non siamo ancora preparati a questo tempo di missione, a questi momenti di aridità, a questa percezione di indifferenza, di ostilità. Ma, anche se non siamo preparati, anche se questa Chiesa non è quella che avevamo pensato da giovani, siamo convocati per essere un cuore solo e un’anima sola e a non rinunciare ad accogliere e a praticare il mandato di Gesù: a due a due, per sostenerci a vicenda, per dare un segno che il nostro volerci bene è l’opera di Dio ed è il segno che il Signore vuol dare alla gente infelice, alla società frantumata».</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2869103" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2869103 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Crismale-2026-Ag.-Fottogramma-3-scaled.jpg" alt="Crismale 2026 (Ag. Fottogramma) 3" width="2560" height="1707" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Crismale-2026-Ag.-Fottogramma-3-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Crismale-2026-Ag.-Fottogramma-3-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Crismale-2026-Ag.-Fottogramma-3-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Crismale-2026-Ag.-Fottogramma-3-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Crismale-2026-Ag.-Fottogramma-3-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">Il clero ambrosiano in Duomo (Ag. Fotogramma)</figcaption></figure>
<h2>Guariti che portano guarigione</h2>
<p>Sapendo trovare, nella propria vita, raccomanda Delpini, «la giusta misura». «I ministri ordinati non presumono di essere guaritori, ma piuttosto di essere guariti che portano un messaggio di guarigione. Il ministero si rivela opera di Dio che salva anche noi: mentre ungiamo le ferite degli altri sperimentiamo che lo Spirito continua a prendersi cura delle nostre ferite; mentre invitiamo alla speranza, impariamo di nuovo a sperare. Per essere guariti e per guarire: è questa missione per cui siamo mandati, imperfetti, impotenti, e insieme fiduciosi e lieti».</p>
<p>Poi, la rinnovazione delle promesse sacerdotali – con il “Sì, lo voglio” ripetuto coralmente dai presbiteri -, l’inizio della liturgia eucaristica con la benedizione del crisma, dell’olio dei catecumeni e degli infermi mentre al termine della celebrazione arriva ancora qualche pensiero dell’Arcivescovo – che porta anche il saluto del cardinale Angelo Scola – per i preti anziani e malati, «per coloro che non hanno potuto, ma anche per chi non ha voluto essere qui in Duomo», per i ministri venuti da terre lontane e per chi ha lasciato il ministero.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2869104" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2869104 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Crismale-2026-Ag.-Fottogramma-2-scaled.jpg" alt="Crismale 2026 (Ag. Fotogramma) 2" width="2560" height="1707" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Crismale-2026-Ag.-Fottogramma-2-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Crismale-2026-Ag.-Fottogramma-2-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Crismale-2026-Ag.-Fottogramma-2-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Crismale-2026-Ag.-Fottogramma-2-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Crismale-2026-Ag.-Fottogramma-2-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">Un momento della celebrazione: davanti all’altare gli Oli santi (Ag. Fotogramma)</figcaption></figure>
<p>«Ringrazio, in particolare, coloro che sono ospiti in questi giorni delle nostre comunità per il servizio delle confessioni delle celebrazioni e altri servizi pastorali. Molti forse vengono da Paesi provati dalla guerra, dalle ingiustizie e dalle povertà. Desidero che ricevano da noi la benedizione e l’incoraggiamento a continuare la missione, laddove sia particolarmente pericolosa o difficile. Ma in questa giornata non posso, non possiamo, dimenticare anche i preti che hanno lasciato il ministero e quelli che hanno fatto scelte per allontanarsi dal ministero ordinato: li sentiamo sempre con noi, confratelli e li ricordiamo con affetto, con simpatia e auguriamo che possano percorrere una vita santa anche se non più nel ministero ordinato».  </p>
<p>Non sono mancate anche alcune indicazioni per la lettura di testi del Papa dedicati ai sacerdoti, come <em>Una fedeltà che genera futur”, </em>Lettera apostolica del Santo Padre Leone XIV in occasione del LX anniversario dei decreti conciliari <em>OptatamTotius</em> e <em>Presbyerorum Ordinis</em>, la <em>Lettera del Santo Padre Leone XIV al presbiterio dell’Arcidiocesi di Madrid in occasione dell’Assemblea Presbiterale “Convivium”</em> e  <em>Incontro con il clero della diocesi di Roma (</em>19 febbraio 2026).</p>
<p>Infine, il Vicario generale, monsignor Franco Agnesi, ha annunciato che dal 22 aprile sarà disponibile, nelle librerie cattoliche e su www.itl-libri.com, la “Guida della Diocesi 2026”. Il volume rappresenta un prezioso strumento di consultazione, offrendo informazioni aggiornate sulle parrocchie e le comunità pastorali, sugli organismi della Curia, sulle cappellanie ospedaliere, sui singoli presbiteri. Propone, inoltre, una sezione completamente rinnovata dedicata agli istituti di vita consacrata femminile e maschile e cartine aggiornate sulle realtà territoriali delle 7 Zone pastorali della Chiesa ambrosiana.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/cronaca-crismale-2026-2868793.html">«Preti e diaconi, mandati a guarire l’infelicità del mondo»</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/">Chiesa di Milano</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>500 anni insieme al fantastico Arcimboldo</title>
<link>https://www.eventi.news/500-anni-insieme-al-fantastico-arcimboldo</link>
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<description><![CDATA[ Anche se non ci sono documenti certi, il grande pittore nasceva a Milano probabilmente nel 1526. E da più parti, in Internet, si legge il 5 aprile... Insomma, l&#039;occasione per ricordare questo straordinario artista che ha avuto la sua formazione proprio nel Duomo di Milano ]]></description>
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<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 19:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>500, anni, insieme, fantastico, Arcimboldo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/01-sfondo-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/01-sfondo-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/01-sfondo-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/01-sfondo-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>Proprio a Pasqua, il 5 aprile, si potrebbe celebrare i 500 anni della nascita di Arcimboldo, uno degli artisti ancora oggi tra i più noti e amati. Usiamo il condizionale perché in realtà non abbiamo notizie certe riguardo alla sua nascita, che si può desumere da due fonti: il certificato di morte, redatto l’11 luglio del 1593 a Milano, dove si legge che l’artista aveva «66 anni circa»; e un autoritratto, eseguito nel 1587, dove tra le rughe della fronte si può riconoscere la cifra «61», riferibile verosimilmente all’età dell’effigiato. Nel primo caso, così, si ricava il 1527 come anno di nascita, anticipato però al 1526 dall’autoritratto genovese.</p>
<p>Ma perché dovremmo celebrare proprio il 5 aprile questo quinto centenario?</p>
<p>A suggerirlo sono diversi siti internet, a cominciare dall’enciclopedia online Wikipedia, che sotto la voce «Giuseppe Arcimboldo», pur variando l’anno di nascita tra il 1526 e il 1527, riportano proprio la data del 5 aprile!</p>
<p>Che tuttavia non si capisce da dove sia stata tratta, considerando, come detto, la mancanza di documentazione a riguardo…</p>
<p>Pur nell’incertezza, diciamo che siamo comunque nei mesi in cui ricorre l’importante anniversario. E può essere quindi una nuova, bella occasione per ricordare l’impareggiabile inventore delle strabilianti «teste composte», milanese per origine e formazione, attivo nel Duomo di Milano e in altri importanti cantieri ambrosiani prima del suo lungo e fortunato soggiorno alla corte degli imperatori d’Asburgo, tra Vienna e Praga.</p>
<p>Giuseppe Arcimboldo, del resto, era figlio d’arte. Suo padre Biagio, era impegnato nel cantiere della cattedrale: a lui, infatti, nel 1549 la Veneranda Fabbrica aveva affidato i disegni della nuova vetrata dedicata a santa Caterina d’Alessandria, sopra la porta laterale del Duomo. A questa impresa partecipò appunto anche il figlio Giuseppe. E la «prova» fu talmente soddisfacente che ad Arcimboldo junior fu affidata l’ideazione di nuove scene per una seconda vetrata, quella dedicata all’Antico Testamento.</p>
<p>Giuseppe realizzò poi altri lavori per il Duomo di Milano, ma sono andati tutti perduti, e oggi ne rimane traccia solo negli archivi della Fabbrica.</p>
<p>Ma non solo per il Duomo lavorò Arcimboldo a Milano. Suo, ad esempio, seppur in collaborazione con Giuseppe Meda, è il disegno del prezioso gonfalone civico con l’immagine di sant’Ambrogio, oggi conservato al Castello sforzesco.</p>
<p>Sempre con il Meda, del resto, Arcimboldo aveva realizzato il grandioso «Albero della vita» nel Duomo di Monza, attorno al 1560.</p>
<p>Insomma, la chiamata alla corte di Vienna nel 1562 non giunse inattesa per Arcimboldo, che si era fatto conoscere e apprezzare come uno degli artisti lombardi più talentuosi.</p>
<p></p>
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<title>Adolescenti, a Torino la Notte bianca della fede</title>
<link>https://www.eventi.news/adolescenti-a-torino-la-notte-bianca-della-fede</link>
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<description><![CDATA[ Si svolgerà il 25 e il 26 aprile. San Pier Giorgio Frassati e San Giovanni Bosco saranno le figure guida. Per la preparazione disponibili alcune schede didattiche. Iscrizioni online entro il 21 aprile ]]></description>
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<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 19:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Adolescenti, Torino, Notte, bianca, della, fede</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Torino-di-notte-680x382.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Torino di notte" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Torino-di-notte-680x382.png 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Torino-di-notte-980x551.png 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/Torino-di-notte-195x110.png 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Immagine notturna di Torino</span><p>Dopo il Giubileo degli adolescenti, torna <strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/04/notte-bianca-fede-adolescenti-2026.png" data-rel="gallery-gallery-0IfIkQ4u" data-rl_title="" data-rl_caption="" title="">la Notte bianca della fede</a>.</strong> Per i ragazzi degli oratori ambrosiani, la Fom ha organizzato per sabato 25 e domenica 26 aprile un fine settimana di raccoglimento e preghiera a Torino, città testimone dell’eredità donataci dai suoi molti santi locali, in particolare San Pier Giorgio Frassati e San Giovanni Bosco. Persone che, grazie alla loro fede, hanno compreso il senso della vita nel servizio agli altri, e di conseguenza, nella carità.</p>
<h2>Il programma</h2>
<p>Il programma del fine settimana prevede la visita dei luoghi che raccontano queste esistenze vissute all’insegna del Vangelo. Il cammino della Notte sarà guidato dalla frase che papa Leone XIV ha consegnato ai giovani durante l’ultimo Giubileo a Roma: «Aspirate a cose grandi, alla santità, ovunque siate». All’inizio della serata è previsto il benvenuto da parte della Chiesa di Torino, con il vescovo Alessandro Giraudo che saluterà i gruppi. Nel corso della notte gli adolescenti visiteranno la Basilica di Maria Ausiliatrice a Valdocco, cuore della spiritualità salesiana e profondamente legato alla vita degli oratori, da cui raggiungeranno successivamente il Duomo di Torino, dove è custodito il corpo di San Pier Giorgio Frassati.</p>
<h2>Preghiera per le vocazioni</h2>
<p>La Notte bianca della fede si svolgerà in contemporanea con la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, che si celebrerà domenica 26 aprile. In quell’occasione sarà presente anche il vescovo ausiliare di Milano, monsignor Luca Raimondi, che presiederà l’Eucaristia della domenica mattina.</p>
<p>Per prepararsi al meglio all’esperienza, la Fom ha messo a disposizione dei partecipanti alcune schede didattiche nell’app <strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/pgfom/oratorio-e-ragazzi/servizio-ragazzi/adolescenti/la-pastorale-adolescenti-si-chiama-attraverso-84477.html">Attraverso</a></strong>, nella sezione Anno pastorale – Testimonianza. Il materiale aiuterà i ragazzi a riflettere sul valore della testimonianza cristiana in questa fase della vita, a riconoscere il valore delle relazioni e a scoprire come la fede possa diventare racconto della propria storia.</p>
<h2>Per partecipare</h2>
<p><strong><a href="https://form.jotform.com/Oratori/notte-bianca-della-fede-torino-2026" target="_blank" rel="noopener">Le iscrizioni online</a></strong> alla Notte bianca della fede si chiuderanno il 21 aprile, o fino a esaurimento dei posti disponibili. È richiesto un contributo di 10 euro per ogni partecipante, a sostegno dell’organizzazione dell’evento. Per favorire gli spostamenti da e verso i luoghi dell’ospitalità, ai partecipanti è consigliato di raggiungere Torino in autonomia. L’ospitalità sarà in stile GmG: verrà garantito uno spazio per il pernottamento, ma sarà necessario portare sacco a pelo e materassino. Per eventuali necessità o richieste specifiche, è possibile contattare gli organizzatori su <strong><a href="mailto:eventifom@diocesi.milano.it" target="_blank" rel="noopener">eventifom@diocesi.milano.it</a></strong>.</p>
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<title>Venerdì Santo Assisi guida alle nuove norme sulla viabilità</title>
<link>https://www.eventi.news/venerdi-santo-assisi-guida-alle-nuove-norme-sulla-viabilita</link>
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<description><![CDATA[ Piano del traffico per le solenni celebrazioni nella città L’amministrazione comunale ha predisposto una serie di interventi mirati a regolare il flusso veicolare e pedonale [Leggi]
L&#039;articolo Venerdì Santo Assisi guida alle nuove norme sulla viabilità sembra essere il primo su Assisi Oggi. ]]></description>
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<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 17:30:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Venerdì, Santo, Assisi, guida, alle, nuove, norme, sulla, viabilità</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Piano del traffico per le solenni celebrazioni nella città L’amministrazione comunale ha predisposto una serie di interventi mirati a regolare il flusso veicolare e pedonale <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.assisioggi.it/religioni/venerdi-santo-assisi-guida-alle-nuove-norme-sulla-viabilita-82393/" title="Venerdì Santo Assisi guida alle nuove norme sulla viabilità">[Leggi]</a></p>
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<item>
<title>Lo Spazio e l’umanità, Balestrero: una nuova frontiera del bene comune</title>
<link>https://www.eventi.news/lo-spazio-e-lumanita-balestrero-una-nuova-frontiera-del-bene-comune</link>
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<description><![CDATA[ In occasione della partenza della missione NASA Artemis II, il I aprile 2026, la fondazione Caritas in Veritate pubblica un video con riflessioni e prospettive sull’esplorazione dello Spazio e sui principi che devono regolare il rapporto dell’essere umano con esso. L’arcivescovo Ettore Balestrero, nell’intervista ai media vaticani: “Lo Spazio deve restare un bene comune, con norme giuridiche chiare e senso di responsabilità verso tutta l&#039;umanità e le generazioni future” 
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                      ]]></description>
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 20:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Spazio, l’umanità, Balestrero:, una, nuova, frontiera, del, bene, comune</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione della partenza della missione NASA Artemis II, il I aprile 2026, la fondazione Caritas in Veritate pubblica un video con riflessioni e prospettive sull’esplorazione dello Spazio e sui principi che devono regolare il rapporto dell’essere umano con esso. L’arcivescovo Ettore Balestrero, nell’intervista ai media vaticani: “Lo Spazio deve restare un bene comune, con norme giuridiche chiare e senso di responsabilità verso tutta l'umanità e le generazioni future” </p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-04/spazio-umanita-bivio-nuova-frontiera-intervista-balestrero.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Trump: la guerra durerà ancora poche settimane; stasera discorso alla nazione</title>
<link>https://www.eventi.news/trump-la-guerra-durera-ancora-poche-settimane-stasera-discorso-alla-nazione</link>
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<description><![CDATA[ La guerra durerà ancora 2 o 3 settimane: siamo molto vicini a raggiungere i nostri obiettivi. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump che questa sera alle 21, ora locale, terrà un discorso alla nazione, come annunciato sui social da un portavoce della Casa Bianca. Sul terreno, massiccia ondata di attacchi su Teheran, mentre il governo libanese denuncia: Israele vuole occupare il nostro territorio
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 20:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Trump:, guerra, durerà, ancora, poche, settimane, stasera, discorso, alla, nazione</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>La guerra durerà ancora 2 o 3 settimane: siamo molto vicini a raggiungere i nostri obiettivi. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump che questa sera alle 21, ora locale, terrà un discorso alla nazione, come annunciato sui social da un portavoce della Casa Bianca. Sul terreno, massiccia ondata di attacchi su Teheran, mentre il governo libanese denuncia: Israele vuole occupare il nostro territorio</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/aggiornamento-internazionale-guerra-medio-oriente.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Leone XIV: la Chiesa sia &amp;quot;in uscita&amp;quot;, i laici testimonino pace e giustizia</title>
<link>https://www.eventi.news/leone-xiv-la-chiesa-sia-in-uscita-i-laici-testimonino-pace-e-giustizia</link>
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<description><![CDATA[ All’udienza generale in Piazza San Pietro, il Papa prosegue il ciclo di catechesi sulla Lumen gentium e si sofferma sulla natura del “popolo messianico”: non una “massa informe”, ma una comunità “organicamente strutturata”, che vive della relazione tra sacerdoti e laici. Salutando i fedeli di lingua araba, il Pontefice invita poi a pregare per &quot;le vittime innocenti delle guerre&quot; 
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 20:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Leone, XIV:, Chiesa, sia, in, uscita, laici, testimonino, pace, giustizia</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>All’udienza generale in Piazza San Pietro, il Papa prosegue il ciclo di catechesi sulla Lumen gentium e si sofferma sulla natura del “popolo messianico”: non una “massa informe”, ma una comunità “organicamente strutturata”, che vive della relazione tra sacerdoti e laici. Salutando i fedeli di lingua araba, il Pontefice invita poi a pregare per "le vittime innocenti delle guerre" </p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-04/papa-leone-xiv-catechesi-udienza-generale-1-aprile.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Yemen, i bambini sono le prime vittime delle armi esplosive</title>
<link>https://www.eventi.news/yemen-i-bambini-sono-le-prime-vittime-delle-armi-esplosive</link>
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<description><![CDATA[ Nonostante la tregua, Save the Children denuncia che dall&#039;aprile 2022 quasi 1.200 minori sono rimasti uccisi o feriti a causa della guerra. Circa la metà di queste morti sono causate da mine antiuomo e altri esplosivi
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 20:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Yemen, bambini, sono, prime, vittime, delle, armi, esplosive</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante la tregua, Save the Children denuncia che dall'aprile 2022 quasi 1.200 minori sono rimasti uccisi o feriti a causa della guerra. Circa la metà di queste morti sono causate da mine antiuomo e altri esplosivi</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/yemen-guerra-bambini-mine-armi-dialogo.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Le donne di Kabul, un podcast dedicato alla crisi in Afghanistan</title>
<link>https://www.eventi.news/le-donne-di-kabul-un-podcast-dedicato-alla-crisi-in-afghanistan</link>
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<description><![CDATA[ La crisi in corso tra Afghanistan e Pakistan, aggiunta alla guerra in Iran, sta costringendo oltre 200.000 profughi afghani a tornare in patria. Chi paga il prezzo più caro di questi rimpatri sono le donne. Che, col regime dei talebani, stanno scomparendo da ogni spazio pubblico
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 20:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>donne, Kabul, podcast, dedicato, alla, crisi, Afghanistan</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>La crisi in corso tra Afghanistan e Pakistan, aggiunta alla guerra in Iran, sta costringendo oltre 200.000 profughi afghani a tornare in patria. Chi paga il prezzo più caro di questi rimpatri sono le donne. Che, col regime dei talebani, stanno scomparendo da ogni spazio pubblico</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/afghanistan-pakistan-guerra-iran-donne-migranti-asia-pace-usa.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Africa, la Pasqua tra paura e auspici di conversione</title>
<link>https://www.eventi.news/africa-la-pasqua-tra-paura-e-auspici-di-conversione</link>
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<description><![CDATA[ Misure di sicurezza in Nigeria dopo gli attacchi ai cristiani. I messaggi dei vescovi in Angola e Guinea Equatoriale: &quot;Ogni battezzato è chiamato a diventare apostolo nel proprio ambiente&quot;
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 20:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Africa, Pasqua, tra, paura, auspici, conversione</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Misure di sicurezza in Nigeria dopo gli attacchi ai cristiani. I messaggi dei vescovi in Angola e Guinea Equatoriale: "Ogni battezzato è chiamato a diventare apostolo nel proprio ambiente"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-04/africa-pasqua-vescovi-nigeria-cristiani-chiesa-vaticano.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Veglia ecumenica a Santa Maria in Trastevere, i martiri luce nelle tenebre</title>
<link>https://www.eventi.news/veglia-ecumenica-a-santa-maria-in-trastevere-i-martiri-luce-nelle-tenebre</link>
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<description><![CDATA[ Nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, la preghiera ecumenica in memoria dei testimoni della fede che hanno dato la vita per il Vangelo. Promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, la veglia è stata presieduta dal cardinale Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali. Don Marco Gnavi, parroco della Basilica ai media vaticani: “I martiri sono luce nelle tenebre, carità dove c&#039;è odio, portatori di pace dove c&#039;è conflitto”.
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 20:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Veglia, ecumenica, Santa, Maria, Trastevere, martiri, luce, nelle, tenebre</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, la preghiera ecumenica in memoria dei testimoni della fede che hanno dato la vita per il Vangelo. Promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, la veglia è stata presieduta dal cardinale Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali. Don Marco Gnavi, parroco della Basilica ai media vaticani: “I martiri sono luce nelle tenebre, carità dove c'è odio, portatori di pace dove c'è conflitto”.</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-04/chiesa-martiri-fede-oriente-mondo-religione-pace.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Il Papa nomina il direttore della Direzione per le Risorse Umane della Santa Sede</title>
<link>https://www.eventi.news/il-papa-nomina-il-direttore-della-direzione-per-le-risorse-umane-della-santa-sede</link>
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<description><![CDATA[ Alla Segreteria per l’Economia Leone sceglie la dottoressa Paola Fanelli, una figura esperta in ambito finanziario. A renderlo noto il bollettino della Sala Stampa della Santa Sede
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 20:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Papa, nomina, direttore, della, Direzione, per, Risorse, Umane, della, Santa, Sede</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Alla Segreteria per l’Economia Leone sceglie la dottoressa Paola Fanelli, una figura esperta in ambito finanziario. A renderlo noto il bollettino della Sala Stampa della Santa Sede</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-04/papa-leone-xiv-direttore-direzione-personale-santa-sede.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Terra Santa, padre Ielpo: la Pasqua ci aiuti a leggere la storia con gli occhi di Dio</title>
<link>https://www.eventi.news/terra-santa-padre-ielpo-la-pasqua-ci-aiuti-a-leggere-la-storia-con-gli-occhi-di-dio</link>
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<description><![CDATA[ Nel messaggio diffuso oggi, 1 aprile, il custode di Terra Santa invita a vivere il tempo pasquale come un momento &quot;di autentica speranza&quot;,  perché si possa credere &quot;che rinunciare alla violenza non è debolezza, che perdonare non è una sconfitta, che la morte non è la fine&quot;
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                      ]]></description>
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 20:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Terra, Santa, padre, Ielpo:, Pasqua, aiuti, leggere, storia, con, gli, occhi, Dio</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nel messaggio diffuso oggi, 1 aprile, il custode di Terra Santa invita a vivere il tempo pasquale come un momento "di autentica speranza",  perché si possa credere "che rinunciare alla violenza non è debolezza, che perdonare non è una sconfitta, che la morte non è la fine"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-04/terra-santa-padre-ielpo-messaggio-pasqua-2026.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La lavanda dei piedi del Papa a 12 sacerdoti romani</title>
<link>https://www.eventi.news/la-lavanda-dei-piedi-del-papa-a-12-sacerdoti-romani</link>
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<description><![CDATA[ Si tratta di undici presbiteri ordinati lo scorso anno dallo stesso Pontefice e del direttore spirituale del Pontificio Seminario Romano Maggiore
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
<enclosure url="https://www.vaticannews.va/content/dam/vaticannews/agenzie/images/srv/2025/06/27/2025-06-27-santa-messa-con-ordinazioni-sacerdotali/1751014640686.JPG/_jcr_content/renditions/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422.jpeg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 20:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>lavanda, dei, piedi, del, Papa, sacerdoti, romani</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Si tratta di undici presbiteri ordinati lo scorso anno dallo stesso Pontefice e del direttore spirituale del Pontificio Seminario Romano Maggiore</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-04/papa-leone-xiv-diocesi-di-roma-lavanda-dei-piedi-12-preti.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Gerusalemme, il vescovo Shomali: non dimentichiamoci di Gaza e Cisgiordania</title>
<link>https://www.eventi.news/gerusalemme-il-vescovo-shomali-non-dimentichiamoci-di-gaza-e-cisgiordania</link>
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<description><![CDATA[ In una intervista con i media vaticani il vicario generale del Patriarcato latino di Gerusalemme invita a non abbassare l&#039;attenzione su Gaza e la Cisgiordania. Nella Striscia &quot;ancora due milioni di persone stanno soffrendo&quot;. In Palestina sono quotidiane le denunce di violenze dei coloni ai danni dei palestinesi e delle comunità cristiane. Tutto questo &quot;blocca la nascita di uno Stato palestinese&quot;
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 20:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Gerusalemme, vescovo, Shomali:, non, dimentichiamoci, Gaza, Cisgiordania</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>In una intervista con i media vaticani il vicario generale del Patriarcato latino di Gerusalemme invita a non abbassare l'attenzione su Gaza e la Cisgiordania. Nella Striscia "ancora due milioni di persone stanno soffrendo". In Palestina sono quotidiane le denunce di violenze dei coloni ai danni dei palestinesi e delle comunità cristiane. Tutto questo "blocca la nascita di uno Stato palestinese"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/shomali-non-dimentichiamoci-di-gaza-e-cisgiordania.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Strage nel Mediterraneo, doppio naufragio tra Egeo e Lampedusa</title>
<link>https://www.eventi.news/strage-nel-mediterraneo-doppio-naufragio-tra-egeo-e-lampedusa</link>
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<description><![CDATA[ Due naufragi in poche ore: 36 vittime accertate, tra cui un bambino. Decine i superstiti, alcuni in condizioni gravissime. Proseguono le ricerche dei dispersi
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
<enclosure url="https://www.vaticannews.va/content/dam/vaticannews/agenzie/images/reuters/2025/08/13/21/1755114090247.JPG/_jcr_content/renditions/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422.jpeg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 20:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Strage, nel, Mediterraneo, doppio, naufragio, tra, Egeo, Lampedusa</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Due naufragi in poche ore: 36 vittime accertate, tra cui un bambino. Decine i superstiti, alcuni in condizioni gravissime. Proseguono le ricerche dei dispersi</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/migranti-mediterraneo-diritti-umani-rifugiati-morti.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Dal Papa in ricordo delle vittime innocenti di Graz</title>
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<description><![CDATA[ La famiglia di Lucia Aloysia Heiden, quindicenne uccisa nella sparatoria avvenuta in un liceo di Graz nel giugno scorso, ha salutato Leone XIV al termine dell’udienza generale, cercando conforto nelle parole del Papa, confidandogli “le nostre sofferenze, anche in rappresentanza delle famiglie che hanno perso i propri figli, e di un insegnante, anch’egli vittima dell’eccidio”
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                      ]]></description>
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 20:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Dal, Papa, ricordo, delle, vittime, innocenti, Graz</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>La famiglia di Lucia Aloysia Heiden, quindicenne uccisa nella sparatoria avvenuta in un liceo di Graz nel giugno scorso, ha salutato Leone XIV al termine dell’udienza generale, cercando conforto nelle parole del Papa, confidandogli “le nostre sofferenze, anche in rappresentanza delle famiglie che hanno perso i propri figli, e di un insegnante, anch’egli vittima dell’eccidio”</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-04/udienza-generale-cronaca-1-aprile.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Artemis II riporta l’uomo verso la Luna. Preden: “Missione storica&amp;quot;</title>
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<description><![CDATA[ Dalla collaborazione internazionale alle nuove tecnologie, fino agli obiettivi scientifici sul polo sud lunare: l’ingegnere dell’Agenzia spaziale europea Antonio Preden racconta le sfide e le ambizioni del programma Artemis II a poche ore dal volo che porterà gli astronauti vicino alla luna

                    Leggi Tutto
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 20:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Artemis, riporta, l’uomo, verso, Luna., Preden:, “Missione, storica</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla collaborazione internazionale alle nuove tecnologie, fino agli obiettivi scientifici sul polo sud lunare: l’ingegnere dell’Agenzia spaziale europea Antonio Preden racconta le sfide e le ambizioni del programma Artemis II a poche ore dal volo che porterà gli astronauti vicino alla luna
</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-04/spazio-luna-astronauti-esa-nasa-scienza.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Parolin: i grandi della Terra ascoltino il grido di chi vuole un mondo nuovo</title>
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<description><![CDATA[ Il segretario di Stato vaticano, in un’intervista a fra Giulio Cesareo, direttore dell’ufficio comunicazione del Sacro Convento di Assisi, ricorda che nel “panorama preoccupante” di questi tempi non mancano “i segni di speranza”, persone che vogliono “una società nuova” dove la fede “offre concretamente indicazioni, soprattutto il tema della fraternità”
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 20:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Parolin:, grandi, della, Terra, ascoltino, grido, chi, vuole, mondo, nuovo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il segretario di Stato vaticano, in un’intervista a fra Giulio Cesareo, direttore dell’ufficio comunicazione del Sacro Convento di Assisi, ricorda che nel “panorama preoccupante” di questi tempi non mancano “i segni di speranza”, persone che vogliono “una società nuova” dove la fede “offre concretamente indicazioni, soprattutto il tema della fraternità”</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-04/parolin-grido-protesta-persone-pace-crisi-san-francesco-assisi.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Il presidente francese Macron in Vaticano da Leone XIV il 10 aprile</title>
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 20:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>presidente, francese, Macron, Vaticano, Leone, XIV, aprile</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il capo dell'Eliseo sarà in visita al Pontefice la prossima settimana. Aveva incontrato Francesco il 14 dicembre 2024 ad Ajaccio in Corsica</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-04/macron-papa-10-aprile-vaticano-sala-stampa.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Leone XIV in Algeria “nel segno della gratuità”</title>
<link>https://www.eventi.news/leone-xiv-in-algeria-nel-segno-della-gratuita</link>
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<description><![CDATA[ Missione papale in Algeria per incontrare “un popolo musulmano al quale misteriosamente la Chiesa si sente inviata”. Sull’imminente visita di Leone XIV interviene il cardinale domenicano Jean-Paul Vesco. L’arcivescovo di Algeri richiama l’immagine di Maria, la Madre di Gesù, che dopo l’Annuncio dell’Angelo si reca prontamente a visitare la cugina Elisabetta, per assisterla negli ultimi […]
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 16:00:10 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Leone, XIV, Algeria, “nel, segno, della, gratuità”</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Missione papale in Algeria per incontrare “un <strong>popolo musulmano</strong> al quale misteriosamente la Chiesa si sente inviata”. Sull’imminente visita di Leone XIV interviene il cardinale domenicano Jean-Paul Vesco. L’arcivescovo di <strong>Algeri</strong> richiama l’immagine di Maria, la Madre di Gesù, che dopo l’Annuncio dell’Angelo si reca prontamente a visitare la cugina Elisabetta, per assisterla negli ultimi mesi di gravidanza. Nessuna “strategia”,<strong> nessun calcolo</strong>. Solo l‘attesa di ciò che di sorprendente potrà sprigionarsi da un incontro gratuito. In un tempo pasquale in cui proprio i martiri d’Algeria offrono la testimonianza luminosa di una “<strong><a href="https://www.fides.org/it/news/77508-Cardinale_Vesco_Il_viaggio_di_Leone_XIV_in_Algeria_sara_come_una_Visitazione">pace</a> disarmata e disarmante</strong>“, in un mondo dilaniato dalle guerre. In un Paese dove, anche grazie a quei martiri, la Chiesa cattolica non è più percepita come “un rimasuglio della colonizzazione”, osserva il porporato all’agenzia missionaria vaticana <em>Fides</em>. Afferma il cardinale: “<strong>Celebrare la Pasqua</strong> significa celebrare un mistero di morte e risurrezione. Sappiamo che la croce esiste, ognuno vive le proprie croci, nessuno ne è risparmiato, a maggior ragione in questo contesto di guerre multiple. Ma noi siamo testimoni del fatto che nella croce matura una forza di risurrezione, e questa<strong> vittoria della vita sulla morte</strong> è un tempo che possiamo vivere e condividere con gli altri.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-493727" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-493727 size-full" src="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/LEO.jpeg" alt="Algeria" width="1280" height="720" srcset="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/LEO.jpeg 1280w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/LEO-300x169.jpeg 300w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/LEO-1024x576.jpeg 1024w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/LEO-768x432.jpeg 768w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/LEO-747x420.jpeg 747w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/LEO-150x84.jpeg 150w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/LEO-600x338.jpeg 600w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/LEO-696x392.jpeg 696w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/LEO-1068x601.jpeg 1068w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px"><figcaption class="wp-caption-text">Papa Leone XIV immagine tratta da Vatican News</figcaption></figure>
<h3>Missione in Algeria</h3>
<p>Il segretario di Stato Pietro Parolin ha deplorato il fatto che la “<strong>legge della forza</strong>” abbia sostituito la “forza della legge”. Di fronte alla violenza che cresce, la tentazione è quella di armarsi. L’aspetto profetico dei beati, in questo contesto, è “manifestare che occorre più che mai un cuore disarmato. La forza della pace disarmante. I martiri e le persone con disabilità ci mostrano questa forza della pace disarmata”. Prosegue il porporato: “La <strong>luce dei martiri d’Algeria</strong> è quella “pace disarmata e disarmante” di cui parla  Leone XIV. Nella difficile situazione che il Paese ha attraversato in quegli anni, tutti coloro che sono stati uccisi erano persone disarmate: suore che andavano a messa, persone che si trovavano in una biblioteca per bambini alla Casbah”. L’aricivescovo di Algeri segnala oggi “l’<strong>esplosione degli individualismi</strong>, dei nazionalismi e la legge del ‘prima io’. La visita di Leone XIV sarò un incontro con il popolo algerino. Un incontro vero, vale a dire un momento gratuito e autentico da cui ognuno possa uscire un po’ trasformato. Il Papa non ha nulla da vendere né da difendere ed è proprio questa gratuità a poter <strong>aprire i cuori</strong>“.</p>
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<title>“Il mio tempo è vicino”: il commento di mons. Angelo Spina</title>
<link>https://www.eventi.news/il-mio-tempo-e-vicino-il-commento-di-mons-angelo-spina</link>
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<description><![CDATA[ Dal Vangelo secondo Matteo Mt 26,14-25 In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù. Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono […]
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 16:00:10 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>“Il, mio, tempo, vicino”:, commento, mons., Angelo, Spina</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><i>Dal Vangelo secondo Matteo Mt 26,14-25</i></p>
<p>In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «<strong>Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?</strong>». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù.<br>
Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città, da un tale, e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.<br>
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «<strong>Tu l’hai detto</strong>».</p>
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<title>La leggendaria vita di Santa Maria Egiziaca</title>
<link>https://www.eventi.news/la-leggendaria-vita-di-santa-maria-egiziaca</link>
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<description><![CDATA[ Santa Maria Egiziaca, penitente nel deserto palestinese Egitto, 345 ca.- Palestina, 430 ca. In questa vicenda, l’aspetto leggendario prevale fortemente sulla realtà storica. Un monaco di nome Zosimo decide di trascorrere la Quaresima nel deserto: vi trova una donna, di nome Maria, dalla pelle seccata dal sole e rivestita soltanto dei propri capelli. Ricoperto il […]
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 16:00:10 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>leggendaria, vita, Santa, Maria, Egiziaca</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Santa Maria Egiziaca</strong>, penitente nel deserto palestinese Egitto, 345 ca.- Palestina, 430 ca. In questa vicenda, l’<strong>aspetto leggendario prevale fortemente sulla realtà storica</strong>. Un monaco di nome Zosimo decide di trascorrere la Quaresima nel deserto: vi trova una donna, di nome Maria, dalla pelle seccata dal sole e <strong>rivestita soltanto dei propri capelli.</strong> Ricoperto il suo corpo con un mantello, la donna racconta al monaco di provenire dall’Egitto e di <strong>essere fuggita da casa per recarsi ad Alessandria e fare la prostituta</strong>.</p>
<p>Maria, in cerca di nuove avventure sessuali, si sposta poi con dei pellegrini in Terra Santa. Arrivata a Gerusalemme, <strong>una forza irresistibile le impedisce di entrare nel Santo Sepolcro</strong>, dove si celebra la festa dell’Esaltazione della Santa Croce. Sente poi una voce interiore che l’ammonisce di non essere degna di trovarsi in presenza della croce di Colui che, per salvarla è morto sopportando immensi dolori.</p>
<p><strong>Mentre guarda un’icona della Madonna, le viene rivelato il cammino di penitenza</strong> da compiere: parte con tre pani per il deserto e vi rimane per quarantasette anni. Maria prega Zosimo di portarle ogni anno la Comunione. <strong>Un anno Zosimo la trova morta</strong>: Maria ha tracciato sulla sabbia la preghiera di venire seppellita; prima che il monaco inizi a preparare la sepoltura, <strong>arriva un leone che, con gli artigli, le scava la fossa. </strong>E’ la patrona delle prostitute pentite.</p>
<p>Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi</p>
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<title>Udienza Generale, Leone XIV: “Preghiamo per le vittime innocenti delle guerre”</title>
<link>https://www.eventi.news/udienza-generale-leone-xiv-preghiamo-per-le-vittime-innocenti-delle-guerre</link>
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 16:00:10 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Udienza, Generale, Leone, XIV:, “Preghiamo, per, vittime, innocenti, delle, guerre”</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nel corso dell’Udienza Generale, Papa Leone XIV ha proseguito il ciclo di catechesi dedicato ai documenti del Concilio Vaticano II, soffermandosi sulla Costituzione dogmatica Lumen gentium. Al centro della riflessione, il ruolo dei laici nel popolo di Dio, riscoperto nella sua dignità e missione. Il Pontefice ha ribadito l’uguaglianza tra tutti i battezzati e il valore del loro contributo nella Chiesa e nel mondo, chiamati a testimoniare il Vangelo nella vita quotidiana. Infine, salutando i fedeli, Leone XIV ha espresso un forte richiamo alla pace.</strong></p>
<h3>Le parole del Santo Padre</h3>
<p>Nel corso dell’Udienza Generale, il Santo Padre continua il suo ciclo di catechesi su “<strong>I Documenti del Concilio Vaticano II”</strong>, incentrando la sua meditazione sempre sulla Costituzione dogmatica Lumen gentium. Il titolo della catechesi di oggi: “Pietre vive nella Chiesa e testimoni nel mondo: i laici nel popolo di Dio”. Si concentra, papa Leone XIV, sul ruolo dei laici, così tanto approfondito nel documento conciliare che sottolinea – come dice lo stesso pontefice – “in positivo la natura e la missione dei laici, dopo secoli in cui questi erano stati definiti semplicemente come coloro che non fanno parte dei chierici o dei consacrati”.  “Prima di qualsiasi differenza di ministero o di stato di vita, il Concilio afferma l’uguaglianza di tutti i battezzati. La Costituzione non vuole che si dimentichi quanto aveva già sostenuto nel capitolo sul popolo di Dio, cioè che la condizione del popolo messianico è la dignità e la libertà dei figli di Dio. Naturalmente, più grande è il dono, più grande è anche l’impegno” sottolinea il pontefice. Una missione importante, dunque, quella dei laici. Papa Leone XIV, allora, si chiede: “Ma dove si fonda questa missione e in che cosa consiste? Ce lo dice la descrizione stessa dei laici che il Concilio ci propone: «Con il nome di laici si intendono tutti i cristiani fedeli […] che, incorporati a Cristo con il battesimo e costituiti in popolo di Dio, resi a loro modo partecipi della funzione sacerdotale, profetica e regale di Cristo, esercitano nella Chiesa e nel mondo, per la parte che loro competono, la missione di tutto il popolo cristiano»”.</p>
<h3>La missione e la responsabilità</h3>
<p>“Il popolo santo di Dio, dunque, non è mai una massa informe, continua il pontefice, ma il corpo di Cristo o, come diceva Agostino, il Christus totus: è la comunità organicamente strutturata, in forza della relazione feconda tra le due forme di partecipazione al sacerdozio di Cristo: sacerdozio comune dei fedeli e sacerdozio ministeriale. In virtù del Battesimo, i fedeli laici appartenenti allo stesso sacerdozio di Cristo” ha ribadito. Cita san Giovanni Paolo II e la sua Esortazione apostolica Christifideles laici (30 dicembre 1988): “In essa egli sottolineava che “il Concilio, con il suo ricchissimo patrimonio dottrinale, spirituale e pastorale, ha riservato pagine quanto mai splendide sulla natura, dignità, spiritualità, missione e responsabilità dei fedeli laici””. E lo sguardo si amplia: “Il vasto campo dell’apostolato laicale non si restringe allo spazio della Chiesa, ma si allarga al mondo. La Chiesa, infatti, è presente dovunque i suoi figli professano e testimoniano il Vangelo: negli ambienti di lavoro, nella società civile e in tutte le relazioni umane, là dove essi, con le loro scelte, mostrano la bellezza della vita cristiana, che anticipa qui e ora la giustizia e la pace che saranno piene nel Regno di Dio” continua il pontefice.</p>
<h3>Chiesa in uscita</h3>
<p>“Il mondo ha bisogno di essere impregnato dello spirito di Cristo e raggiungere più efficacemente il suo fine nella giustizia, nella carità e nella pace”, l’appello da raccogliere, contenuto nella Lumen gentium. “E questo è possibile soltanto con il contributo, <strong>il servizio e la testimonianza dei laici</strong>”, ha commentato il Pontefice: “È l’invito ad essere quella Chiesa ‘in uscita’ di cui ci ha parlato Papa Francesco: una Chiesa incarnata nella storia, sempre aperta alla missione, in cui tutti siamo chiamati a essere discepoli missionari, apostoli del Vangelo, testimoni del Regno di Dio, portatori della gioia del Cristo che abbiamo incontrato”.</p>
<h3>La preghiera</h3>
<p>“Avvicinandosi la festa della Pasqua, preghiamo per i malati, i poveri e le <strong>vittime innocenti delle guerre</strong>, affinché il Cristo, con la sua Resurrezione, conceda a tutti la pace e la consolazione”. È il saluto del Papa ai fedeli di lingua araba, durante l’udienza di oggi in piazza San Pietro.</p>
<h3>L’esortazione</h3>
<p>“<strong>L’amore e la pace sono più forti della morte</strong>”. Ad assicurarlo è stato il Papa, salutando i fedeli polacchi durante l’udienza di oggi in piazza San Pietro. “Adorando in questi giorni il Santissimo Sacramento presso i Sepolcri del Signore, imparate a rimanere fedeli accanto a Cristo nell’ora del silenzio e della prova!”, l’invito di Leone XIV: “Quando risuoneranno le campane pasquali, la partecipazione alla processione della Risurrezione sia una professione di fede che l’amore e la pace sono più forti della morte”.</p>
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<item>
<title>«Per Pasqua portate a una persona un augurio e un sorriso»</title>
<link>https://www.eventi.news/per-pasqua-portate-a-una-persona-un-augurio-e-un-sorriso</link>
<guid>https://www.eventi.news/per-pasqua-portate-a-una-persona-un-augurio-e-un-sorriso</guid>
<description><![CDATA[ Questo il gesto proposto dall’Arcivescovo nella celebrazione penitenziale all’inizio della Settimana Santa, accompagnato da un’indicazione: «Liberatevi dal peccato, grazie alla fiducia in Gesù e al sostegno della comunità, e mettete i vostri talenti al servizio degli altri» ]]></description>
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 13:30:10 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>«Per, Pasqua, portate, una, persona, augurio, sorriso»</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IMG-20260330-WA0006-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="celebrazione penitenziale laici settimana santa 2026" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IMG-20260330-WA0006-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IMG-20260330-WA0006-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IMG-20260330-WA0006-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">L'Arcivescovo durante la celebrazione</span><p>«C’è in noi il desiderio di non essere paralizzati dal peccato, ma di essere buoni e santi, a servizio di Dio e dei fratelli?». Questa la domanda che, soprattutto nella Settimana Santa – definita «autentica» proprio per la sua esemplarità -, dovremmo porci per vivere una vera riconciliazione. Come dice l’Arcivescovo. che in Duomo presiede la celebrazione penitenziale in vista della Pasqua. Un rito già svoltosi per il Clero all’inizio della Quaresima, e ora ripetuto e dedicato ai laici, invitati ad accostarsi alla confessione: in Cattedrale, accanto a monsignor Delpini, si mettono a servizio dei fedeli più di una ventina di sacerdoti e tre Vescovi, tra cui il Vicario generale monsignor Franco Agnesi e il Vicario episcopale per la Zona I monsignor Giuseppe Vegezzi.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2868708" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2868708 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IMG-20260330-WA0011.jpg" alt="celebrazione penitenziale laici settimana santa 2026" width="1600" height="1200" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IMG-20260330-WA0011.jpg 1600w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IMG-20260330-WA0011-768x576.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IMG-20260330-WA0011-1536x1152.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IMG-20260330-WA0011-360x270.jpg 360w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px"><figcaption class="wp-caption-text">Le confessioni</figcaption></figure>
<p>La celebrazione è articolata in una triplice scansione: <em>Confessio laudis, Confessio vitae</em> e, infine, <em>Actio </em>(la penitenza proposta dall’Arcivescovo). Prima delle confessioni individuali, l’omelia prende avvio dal Vangelo di Marco, con la parabola della guarigione del paralitico che dà anche il titolo alla liturgia, «Alzati e cammina».</p>
<h2>Il desiderio di liberazione</h2>
<p>«Forse ogni peccatore si può immaginare come il paralitico», spiega l’Arcivescovo che, simbolicamente, identifica le quattro persone che portano il malato davanti al Signore con altrettanti desideri di avvicinarsi al suo perdono.</p>
<p>«Il primo è il desiderio di libertà, di liberazione, perché chi commette peccato è schiavo del peccato. La schiavitù del peccato consiste nel fatto che si diventa deboli di fronte alle tentazioni. Invece che camminare con leggerezza e scioltezza verso il bene, si compie il male che ci si era proposti di evitare». Occorre, quindi, essere «liberi dall’ira che ferisce le persone, dal risentimento per il male subìto che non si riesce a perdonare, dalla presunzione che ci rende giudici severi degli altri; liberi dalla volgarità degli sguardi, dei desideri, dei gesti».  </p>
<p>Poi, la fiducia: «Forse altri possono aiutare a liberarmi da problemi psicologici che il male può provocare, convincermi che non c’è niente di male in quello che ho fatto; altri possono rassicurarmi dicendo che tutti fanno le stesse cose. Eppure, soltanto Gesù può leggere nella mia intimità lo struggente desiderio di essere buono, di fare contente le persone che amo, mettendo luce nelle tenebre inquietanti che sono dentro di me. Ho fiducia in Gesù perché lo conosco, ho ascoltato la sua parola, ho visto l’attenzione che rivolge a tutti i disgraziatissimi della terra».</p>
<p>Ma tutto questo si può fare solo essendo accompagnati dalla comunità, ed è la terza indicazione.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2868709" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2868709 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IMG-20260330-WA0008.jpg" alt="celebrazione penitenziale laici settimana santa 2026" width="1600" height="1200" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IMG-20260330-WA0008.jpg 1600w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IMG-20260330-WA0008-768x576.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IMG-20260330-WA0008-1536x1152.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IMG-20260330-WA0008-360x270.jpg 360w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px"><figcaption class="wp-caption-text">I fedeli in Duomo</figcaption></figure>
<h2>Il sostegno della comunità nel servizio</h2>
<p>«Coloro che mi portano a Gesù sono, come me, imperfetti, peccatori, mediocri, ma senza di loro non posso giungere fino a Lui. Le mie buone intenzioni, il mio desiderio di liberazione non bastano. Andare fino a Gesù non è un percorso individualistico: richiede, invece, una solidarietà, una carità che diventa reciproco aiuto, incoraggiamento, accompagnamento. Ho bisogno della comunità».</p>
<p>Infine, il «proposito di essere a servizio»: «Imprigionato nella mia mediocrità, nella mia indifferenza, nel mio egoismo, non faccio niente di buono per nessuno. Avverto che sono chiamato a fare il bene, a mettermi a servizio delle persone e della comunità in cui vivo, ma non ci riesco. Sono troppo fragile e incostante. So di avere dei talenti da mettere a frutto, ma li tengo per me, ho paura di perderci: solo Gesù con il suo perdono può dirmi: “Alzati, prendi la tua barella e cammina”».</p>
<p>Da qui la conclusione: «C’è in noi il desiderio sincero di essere liberati e, perciò, il pentimento sincero per i nostri peccati, la fiducia che il Signore può veramente perdonarci con la potenza di Dio conferita ai ministri del perdono, che può farmi davvero una persona nuova? C’è in noi il desiderio di mettere le nostre qualità a servizio dei fratelli e delle sorelle che incontriamo con un senso della responsabilità per gli altri che si radica nella carità del Signore e sradica l’indifferenza e l’egoismo?».</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2868710" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2868710 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IMG-20260330-WA0013.jpg" alt="celebrazione penitenziale laici settimana santa 2026" width="1600" height="1200" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IMG-20260330-WA0013.jpg 1600w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IMG-20260330-WA0013-768x576.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IMG-20260330-WA0013-1536x1152.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IMG-20260330-WA0013-360x270.jpg 360w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px"><figcaption class="wp-caption-text">La benedizione finale</figcaption></figure>
<p>L’invito al gesto di penitenza è semplice e alla portata di tutti. «Visitare almeno una persona alla quale cui si può andare a dire “Buona Pasqua”, come un segno di attenzione e a cui portare l’augurio con un sorriso».</p>
<p> </p>
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<title>Prima Settimana di Pasqua</title>
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<description><![CDATA[ Dal 6 all&#039;11 aprile 2026 ]]></description>
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 13:30:09 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Prima, Settimana, Pasqua</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/almanacco/preghiera-dei-fedeli/pasqua-2026-anno-a-pf/prima-settimana-di-pasqua-2868747.html">Prima Settimana di Pasqua</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/">Chiesa di Milano</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Professione di fede, ecco il nuovo sussidio</title>
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<description><![CDATA[ Propone un percorso articolato in tre sezioni che si sviluppa in dodici tappe. Edito da Centro Ambrosiano, disponibile in libreria dall’11 aprile e online dal 14 aprile. In allegato la prefazione di don Giuseppe Como ]]></description>
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 13:30:08 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Professione, fede, ecco, nuovo, sussidio</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/sussidio-professione_di_fede-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="sussidio professione di fede" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/sussidio-professione_di_fede-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/sussidio-professione_di_fede-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/sussidio-professione_di_fede-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p><strong><a href="https://www.itl-libri.com/prodotto/professione-di-fede"><em>Professione di fede. Appartenenza, protagonismo e decisione</em></a></strong> è il nuovo sussidio realizzato dalla Fom, edito da Centro Ambrosiano e disponibile dall’11 aprile presso la libreria Il Cortile (via Sant’Antonio 5, Milano) e acquistabile <strong><a href="http://www.libreriailcortile.it/" target="_blank" rel="noopener">anche online</a></strong> dal 14 aprile. Il sussidio ha <strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/prefazione-professione-di-fede.docx">la prefazione di don Giuseppe Como, Vicario episcopale</a></strong>.</p>
<h2>Un’occasione provvidenziale</h2>
<p>Il testo si inserisce nel quadro delle linee guida «Ora andiamo!», che descrivono il gruppo preadolescenti come la forma tipica del loro accompagnamento e ne delineano l’orizzonte in un cammino triennale che si conclude proprio con la Professione di fede.</p>
<p>In questo quadro, la Professione di fede è innanzitutto un passaggio che aiuta i ragazzi a rileggere il cammino compiuto e ad affacciarsi all’adolescenza con una scelta più consapevole, illuminata dalla fede e orientata anche al servizio. È un punto decisivo, perché, proprio al termine della scuola secondaria di primo grado, molte abitudini cambiano, i legami si trasformano e anche l’appartenenza ecclesiale rischia di affievolirsi. Per questo la Professione di fede torna a mostrarsi come una occasione provvidenziale.</p>
<p>Il sussidio propone un percorso articolato in tre sezioni che si sviluppa in dodici tappe.</p>
<h2>L’itinerario</h2>
<p>Il sussidio sceglie di articolare l’itinerario attorno a tre parole chiave: appartenenza, protagonismo e decisione. Sono tre passaggi progressivi che aiutano a leggere la crescita dei preadolescenti.</p>
<p>Anzitutto l’appartenenza: i ragazzi hanno bisogno di percepire che è bello stare in gruppo, frequentare l’oratorio, sentirsi parte di una comunità che li conosce e li accoglie.</p>
<p>Poi il protagonismo: nella misura in cui incontrano educatori capaci di stimare le loro possibilità e valorizzare i loro talenti, i preadolescenti possono mettersi in gioco senza cadere nell’autoreferenzialità.</p>
<p>Infine, la decisione: dopo essersi scoperti capaci di fare qualcosa di buono e bello, vengono accompagnati a compiere una piccola scelta di impegno, imparando che crescere significa anche orientare la libertà, dare forma ai desideri, assumere uno stile.</p>
<h2>Le esperienze</h2>
<p>L’itinerario in dodici tappe si intreccia con le 12 esperienze indicate da «Ora andiamo!». Ogni tappa segue una struttura: un brano evangelico, uno sguardo sulla crescita dei preadolescenti, l’aggancio alle esperienze di vita e una proposta concreta da vivere insieme, accompagnata dalla preghiera.</p>
<p>Le 12 esperienze imperdibili vengono presentate come un viaggio dentro la vita dei ragazzi Esperienze innanzitutto da vivere, competenze da maturare, occasioni concrete in cui il Vangelo può incontrare la crescita: amicizie gratuite, organizzazione del tempo, conoscenza del proprio corpo, rilettura del vissuto, dialogo con la Parola di Dio, preghiera personale, Messa, servizio, relazione con la comunità adulta, appartenenza alla famiglia, attenzione al mondo, uscita verso gli altri.</p>
<p>Il cammino prende forma proprio a partire da queste esperienze, che aiutano i ragazzi a non separare mai la fede dalla vita quotidiana.</p>
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<title>«Costruire comunità» per i Dialoghi di inclusione a Rho</title>
<link>https://www.eventi.news/costruire-comunita-per-i-dialoghi-di-inclusione-a-rho</link>
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<description><![CDATA[ I legami sociali al centro dell’edizione 2026, che prevede tre appuntamenti tra aprile e maggio. Al primo, il 9 aprile al Teatro De Silva, parteciperà l’Arcivescovo ]]></description>
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 13:30:08 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>«Costruire, comunità», per, Dialoghi, inclusione, Rho</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/inclusione-istock-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="inclusione (istock)" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/inclusione-istock-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/inclusione-istock-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/inclusione-istock-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>Animale sociale, così già gli antichi definivano l’essere umano. Un destino che, nel cammino della storia, si è manifestato attraverso forme di aggregazione sempre diverse.</p>
<p>L’edizione 2026 dei Dialoghi di inclusione, sul tema <strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Dialoghi-2026-generale_OK-1.pdf">«Costruire la comunità»</a>,</strong> in programma a Rho tra aprile e maggio, vuole indagare il passaggio dalla spontanea tendenza alla formazione di gruppi sociali alla volontà consapevole di costruire legami di reciproco sostegno e fraternità. Come costruire comunità?</p>
<h2>Tre piste di riflessione</h2>
<p>Il percorso si articolerà attraverso tre piste di riflessione.</p>
<p>La prima è una prospettiva ecclesiale, per comprendere come sia possibile, seguendo un’ispirazione evangelica, alimentare legami profondi, capaci di generare una comunione autentica, piuttosto che facili, ma effimere connessioni “da remoto”.</p>
<p>Toccherà poi alla dimensione civile del vivere comune, soffermandosi in particolare sull’ambito economico, dove la verità di una collettività si misura sulla capacità di garantire una giustizia distributiva e una condivisione inclusiva.</p>
<p>Conclusione con l’osservazione dei rapporti sociali sotto la lente della fiducia reciproca, con l’audacia di tendere verso quel fine ultimo, spesso taciuto e inibito, che consiste nel raggiungimento della felicità del vivere insieme.</p>
<h2>Il programma</h2>
<p>Giovedì 9 aprile, ore 21, Teatro De Silva:<strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Dialoghi-2026-primo-incontro_OK-1.pdf"> «Comunione, non solo connessioni»</a></strong>, con monsignor Mario Delpini, Arcivescovo di Milano, e Cristina Arcidiacono, Pastora Battista; modera don Marco Bove.</p>
<p>Giovedì 23 aprile, ore 21, Auditorium Maggiolini: «La città è di tutti», con Elena Granata, urbanista del Politecnico di Milano, e Lorenzo Radice, Sindaco di Legnano; modera Fabio Pizzul.</p>
<p>Giovedì 7 maggio, ore 21, Auditorium Maggiolini: «La felicità è una costruzione collettiva», con Chiara Giaccardi e Mauro Magatti, sociologi dell’Università Cattolica Milano; modera Angela Grassi.</p>
<p>Il ciclo di incontri è promosso dalla Polisportiva dell’Oratorio San Carlo di Rho, dalla Parrocchia di San Vittore Martire e da Fede e Luce, ed è patrocinato dal Comune di Rho.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/dialoghi-di-inclusione-rho-2026-2868783.html">«Costruire comunità» per i Dialoghi di inclusione a Rho</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/">Chiesa di Milano</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>La Caritas per la Somalia che ha sete e fame</title>
<link>https://www.eventi.news/la-caritas-per-la-somalia-che-ha-sete-e-fame</link>
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<description><![CDATA[ La prolungata siccità del 2025, le ripercussioni sul settore agricolo e l’aumento dei costi dei generi alimentari dovuto ai conflitti internazionali hanno aggravato la crisi umanitaria del Paese. Numerosi progetti (uno dei quali sostenuto dalla Quaresima di Fraternità) cercano di far fronte alla malnutrizione e alle necessità sanitarie ]]></description>
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 13:30:08 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Caritas, per, Somalia, che, sete, fame</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IMG-20260326-WA0001-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="emergenza Somalia" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IMG-20260326-WA0001-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IMG-20260326-WA0001-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IMG-20260326-WA0001-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>La crisi umanitaria che colpisce la Somalia ha carattere di cronicità. Ma con picchi acuti e drammatici. Nelle scorse settimane le Nazioni Unite hanno lanciato un nuovo appello, relativo alle conseguenze del prolungato periodo di siccità determinatosi nel Paese africano nella seconda parte del 2025: il Governo somalo ha dovuto dichiarare l’emergenza idrica a livello nazionale e le forti ripercussioni sul settore agricolo hanno provocato una severa crisi alimentare. L’impennata dei prezzi dei carburanti e dei beni essenziali, dovuta alle tensioni internazionali, ha contribuito nelle ultime settimane a far lievitare ulteriormente i costi dei generi alimentari e dell’acqua. Secondo gli organismi internazionali, 6,5 milioni di persone si trovano esposte a un’insicurezza alimentare acuta; tra esse, sono oltre 1,8 milioni i bambini sotto i 5 anni a rischio di malnutrizione.</p>
<p>La crisi alimentare si colloca in uno scenario che risente della combinazione di shock climatici, persistenza del conflitto armato e drastico calo degli gli aiuti internazionali (a causa della riduzione degli impegni da parte degli Stati Uniti, ma anche del raddoppio dei costi operativi sostenuti dagli organismi umanitari per l’impennata dei prezzi, letale in un Paese che reperisce il 90% dei beni di consumo dalle importazioni). Ciò costringe molte famiglie a spostarsi, aggravando vulnerabilità preesistenti e aumentando l’esposizione a rischi di sfruttamento e violazioni dei diritti umani.</p>
<h2>Gli aiuti della rete Caritas</h2>
<p>In questo quadro di crisi sistemica, Caritas Somalia (supportata dalla rete internazionale Caritas) cerca di dare il suo aiuto. Finanzia numerosi progetti, condotti da partner locali, volti a combattere la malnutrizione, soprattutto quella materno-infantile, e sta valutando di estendere il proprio impegno all’ambito delle cure sanitarie, sostenendo l’attività di ospedali e dispensari comunitari, a cominciare da quelli che si occupano dello screening dei bambini malnutriti.</p>
<p><em>«</em>La Somalia è dimenticata: resta nell’ombra perché altre emergenze attirano di più l’attenzione di media e opinioni pubbliche globali – afferma Sara Ben Rached, direttrice di Caritas Somalia -. Ma la crisi è drammatica, e dietro i suoi numeri giganteschi ci sono persone concrete: madri e donne che percorrono chilometri ogni giorno per trovare acqua, che proteggono le loro famiglie con una forza incredibile, che sostengono le comunità con instancabile impegno. Sono loro a dimostrare ogni giorno che la resilienza è possibile; la loro dignità e il loro coraggio ne fanno una leva di cambiamento e futuro, che noi abbiamo deciso di rafforzare».</p>
<p>Caritas Ambrosiana e l’Ufficio diocesano di Pastorale missionaria hanno deciso di finanziare, tra i progetti della “Quaresima di fraternità 2026”, il progetto <strong><a href="https://caritasambrosiana.it/Public/Upload/Topics/3615/Somalia_%2050x70%20quaresima%202026%20medio.pdf" target="_blank" rel="noopener">“Sostenere le madri, nutrire i bambini”</a></strong>, che nei villaggi di Istanbul e Gobweyn (distretto di Kisimayo, regione del Basso Giuba) intende fornire alimentazione e altri aiuti, per 6 mesi, a 100 bambini malnutriti e alle loro madri. In base alla gravità della crisi somala e al suo persistere, si valuteranno in futuro altri interventi.</p>
<h2>Per sostenere le raccolte fondi di Caritas Ambrosiana</h2>
<p><strong>Con carta di credito</strong> online <a href="http://www.caritasambrosiana.it/" target="_blank" rel="noopener">www.caritasambrosiana.it</a><br>
<strong>In posta</strong> c.c.p. n. 000013576228 intestato Caritas Ambrosiana Onlus – Via S. Bernardino 4, 20122 Milano<br>
<strong>Con bonifico</strong> c/c presso il Banco BPM Milano, intestato a Caritas Ambrosiana Onlus Iban: IT82Q0503401647000000064700<br>
<strong>Causale:</strong> Somalia: sostenere le madri, nutrire i bambini<br>
Le offerte sono detraibili fiscalmente<br>
Per donare: <a href="https://donazioni.caritasambrosiana.it/" target="_blank" rel="noopener">https://donazioni.caritasambrosiana.it</a></p>
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<title>Sant’Ugo di Grenoble, vescovo</title>
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<description><![CDATA[ Mercoledì della settimana autentica ]]></description>
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 13:30:07 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Sant’Ugo, Grenoble, vescovo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ugo-di-grenoble-1-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ugo-di-grenoble-1-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ugo-di-grenoble-1-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ugo-di-grenoble-1-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>Ugo nacque nel 1053 a Châteauneuf d’Isère, da una nobile famiglia. Giovanissimo, fu inviato presso la cattedrale di Valenza dove si distinse per le brillanti qualità intellettuali, per l’operosità, per la riservatezza e la prudenza. Scelto dal legato papale come segretario, assistette al sinodo d’Avignone nel 1080. Qui Ugo fu proposto come vescovo di Grenoble a soli 27 anni e dovette accettare, malgrado i suoi timori e la sua reticenza, perché l’elezione fu a voce di popolo. Sempre combattuto fra l’impegno pastorale e il desiderio intenso di solitudine e contemplazione, abbracciò con impegno le indicazioni papali del 1075, e lavorò all’applicazione della riforma gregoriana, particolarmente in rapporto al nicolaismo e alla simonia.<br>
Visitò instancabilmente tutta la diocesi predicando, convertendo, con intransigenza e tenerezza, con coraggio e umiltà, soprattutto i sacerdoti che caduti in errore s’impegnavano a tornare ad una vita più conforme ai sacri canoni. Per essi fondò varie comunità in cui i preti pentiti potevano vivere come canonici regolari, votati alla recita perpetua dell’Ufficio divino. Sempre nello spirito della riforma donò al suo ex maestro Brunone la montagna della Certosa, perché vi fondasse la sua comunità. Come vescovo, ordinario del luogo, Ugo divenne il primo superiore della Certosa e si occupò anche dei bisogni materiali dei monaci. Pacificatore e riformatore, governò la diocesi per cinquant’anni; nel 1125 chiese al papa Onorio II di essere sollevato dal suo impegno di vescovo, ma non fu ascoltato, perciò dovette rinunciare al sogno di terminare i suoi giorni alla Certosa. Alla Certosa comunque morì il 1° aprile 1132, circondato dai suoi monaci.</p>
<p>Oggi si fa memoria anche di <strong>san Celso, vescovo</strong>.<br>
Nato in Irlanda verso il 1080, apparteneva a una famiglia nobile che deteneva da otto generazioni la sede arcivescovile di Armagh come possesso ereditario e l’amministrava come un feudo privato, incaricando delegati per le funzioni ecclesiastiche. Come i suoi antenati, pur essendo semplice laico, fu eletto arcivescovo di Armagh, ma egli volle diventarne il vero pastore: ricevette perciò gli ordini sacerdotali e poi la consacrazione episcopale, dedicandosi con zelo al governo della diocesi, riaffermando i diritti primaziali della sua sede e ristabilendo la disciplina ecclesiastica in tutta l’isola. Introdusse nel restaurato priorato dei SS. Pietro e Paolo i canonici regolari di sant’Agostino e indisse vari sinodi.<br>
Il suo nome rimane legato alla evangelica risolutezza con cui pose fine agli abusi di potere della sua famiglia sulla chiesa di Armagh, che dimostrò fino alla fine, quando, prima di morire, nel 1129, dispose che gli succedesse nella sede arcivescovile non il fratello, ma il vicario generale, Malachia, che divenne uno dei santi più venerati in Irlanda.</p>
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<title>Mercoledì della settimana autentica</title>
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<description><![CDATA[ ALL’INGRESSO   Cristo si è caricato dei nostri mali, ha preso su di sé le nostre colpe. Ci hai riscattato con il tuo Sangue, o Signore; uomini di ogni razza e di ogni lingua, di ogni tribù e nazione. ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA O Dio, che nella morte in croce del tuo Figlio ci liberi dal […]
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 13:30:07 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Mercoledì, della, settimana, autentica</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ALL’INGRESSO</strong>  <br>
Cristo si è caricato dei nostri mali,<br>
ha preso su di sé le nostre colpe.<br>
Ci hai riscattato con il tuo Sangue, o Signore;<br>
uomini di ogni razza e di ogni lingua,<br>
di ogni tribù e nazione.</p>
<p>
<strong>ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA<br>
</strong>O Dio, che nella morte in croce del tuo Figlio ci liberi dal potere del Maligno, concedi ai tuoi fedeli di partecipare alla gloria di Cristo risorto.<br>
Per lui, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.<strong> Amen</strong></p>
<p><strong>GIOBBE</strong> 42, 1-10a<br>
Lettura del libro di Giobbe</p>
<p>In quei giorni. Giobbe prese a dire al Signore: «Comprendo che tu puoi tutto e che nessun progetto per te è impossibile. Chi è colui che, da ignorante, può oscurare il tuo piano? Davvero ho esposto cose che non capisco, cose troppo meravigliose per me, che non comprendo. Ascoltami e io parlerò, io t’interrogherò e tu mi istruirai! Io ti conoscevo solo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti hanno veduto. Perciò mi ricredo e mi pento sopra polvere e cenere». Dopo che il Signore ebbe rivolto queste parole a Giobbe, disse a Elifaz di Teman: «La mia ira si è accesa contro di te e contro i tuoi due amici, perché non avete detto di me cose rette come il mio servo Giobbe. Prendete dunque sette giovenchi e sette montoni e andate dal mio servo Giobbe e offriteli in olocausto per voi. Il mio servo Giobbe pregherà per voi e io, per riguardo a lui, non punirò la vostra stoltezza, perché non avete detto di me cose rette come il mio servo Giobbe». Elifaz di Teman, Bildad di Suach e Sofar di Naamà andarono e fecero come aveva detto loro il Signore e il Signore ebbe riguardo di Giobbe. Il Signore ristabilì la sorte di Giobbe.</p>
<p><strong>SALMO</strong> Sal 118 (119), 169-176</p>
<p><strong>Dammi vita, Signore, e osserverò la tua parola.</strong></p>
<p>Giunga il mio grido davanti a te, Signore,<br>
fammi comprendere secondo la tua parola.<br>
Venga davanti a te la mia supplica,<br>
liberami secondo la tua promessa. R</p>
<p>Sgorghi dalle mie labbra la tua lode,<br>
perché mi insegni i tuoi decreti.<br>
La mia lingua canti la tua promessa,<br>
perché tutti i tuoi comandi sono giustizia. R</p>
<p>Mi venga in aiuto la tua mano,<br>
perché ho scelto i tuoi precetti.<br>
Desidero la tua salvezza, Signore,<br>
e la tua legge è la mia delizia. R</p>
<p>Che io possa vivere e darti lode:<br>
mi aiutino i tuoi giudizi.<br>
Mi sono perso come pecora smarrita;<br>
cerca il tuo servo:<br>
non ho dimenticato i tuoi comandi. R</p>
<p><strong>TOBIA</strong> 13, 1-18<br>
Lettura del libro di Tobia</p>
<p>In quei giorni. Tobi disse: «Benedetto Dio che vive in eterno, benedetto il suo regno; egli castiga e ha compassione, fa scendere agli inferi, nelle profondità della terra, e fa risalire dalla grande perdizione: nessuno sfugge alla sua mano. Lodatelo, figli d’Israele, davanti alle nazioni, perché in mezzo ad esse egli vi ha disperso e qui vi ha fatto vedere la sua grandezza; date gloria a lui davanti a ogni vivente, poiché è lui il nostro Signore, il nostro Dio, lui il nostro Padre, Dio per tutti i secoli. Vi castiga per le vostre iniquità, ma avrà compassione di tutti voi e vi radunerà da tutte le nazioni, fra le quali siete stati dispersi. Quando vi sarete convertiti a lui con tutto il cuore e con tutta l’anima per fare ciò che è giusto davanti a lui, allora egli ritornerà a voi e non vi nasconderà più il suo volto. Ora guardate quello che ha fatto per voi e ringraziatelo con tutta la voce; benedite il Signore che è giusto e date gloria al re dei secoli. Io gli do lode nel paese del mio esilio e manifesto la sua forza e la sua grandezza a un popolo di peccatori. Convertitevi, o peccatori, e fate ciò che è giusto davanti a lui; chissà che non torni ad amarvi e ad avere compassione di voi. Io esalto il mio Dio, l’anima mia celebra il re del cielo ed esulta per la sua grandezza. Tutti ne parlino e diano lode a lui in Gerusalemme. Gerusalemme, città santa, egli ti castiga per le opere dei tuoi figli, ma avrà ancora pietà per i figli dei giusti. Da’ lode degnamente al Signore e benedici il re dei secoli; egli ricostruirà in te il suo tempio con gioia, per allietare in te tutti i deportati e per amare in te tutti gli sventurati, per tutte le generazioni future. Una luce splendida brillerà sino ai confini della terra: nazioni numerose verranno a te da lontano, gli abitanti di tutti i confini della terra verranno verso la dimora del tuo santo nome, portando in mano i doni per il re del cielo. Generazioni e generazioni esprimeranno in te l’esultanza e il nome della città eletta durerà per le generazioni future. [Maledetti tutti quelli che ti insultano! Maledetti tutti quelli che ti distruggono, che demoliscono le tue mura, rovinano le tue torri e incendiano le tue abitazioni! Ma benedetti per sempre tutti quelli che ti temono. Sorgi ed esulta per i figli dei giusti, tutti presso di te si raduneranno e benediranno il Signore dei secoli. Beati coloro che ti amano, beati coloro che esulteranno per la tua pace. Beati coloro che avranno pianto per le tue sventure: gioiranno per te e vedranno tutta la tua gioia per sempre. Anima mia, benedici il Signore, il grande re, perché Gerusalemme sarà ricostruita come città della sua dimora per sempre. Beato sarò io, se rimarrà un resto della mia discendenza per vedere la tua gloria e dare lode al re del cielo. Le porte di Gerusalemme saranno ricostruite con zaffiro e con smeraldo e tutte le sue mura con pietre preziose. Le torri di Gerusalemme saranno ricostruite con oro e i loro baluardi con oro purissimo. Le strade di Gerusalemme saranno lastricate con turchese e pietra di Ofir. Le porte di Gerusalemme risuoneranno di canti di esultanza, e in tutte le sue case canteranno: “Alleluia! Benedetto il Dio d’Israele e benedetti coloro che benedicono il suo santo nome nei secoli e per sempre!”».]</p>
<h5>
<strong>VANGELO</strong> Mt 26, 14-16<br>
Lettura del Vangelo secondo Matteo
</h5><p>In quel tempo. Uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnarlo.
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</p><p><strong>DOPO IL VANGELO</strong>  <br>
Fratelli, seguiamo il cammino di Cristo<br>
che conduce a salvezza.<br>
Egli morì per noi, lasciando un esempio.<br>
Sulla croce portò nel suo corpo i nostri peccati perché,<br>
morendo alla colpa, risorgessimo alla vita di grazia.</p>
<p><strong>A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA<br>
</strong>Accogli, o Padre, le nostre preghiere: confortaci nella sofferenza che ci affligge e liberaci dai nostri peccati per la passione del Figlio tuo e Salvatore nostro Gesù Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli.<strong> Amen</strong></p>
<p><strong>SUI DONI<br>
</strong>Accetta, o Dio eterno, la nostra offerta e donaci di rivivere nella verità del nostro mondo interiore il mistero della passione che in questa celebrazione rinnoviamo.<br>
Per Cristo nostro Signore.<strong> Amen</strong></p>
<p><strong>PREFAZIO<br>
</strong>È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Nella passione redentrice del tuo Figlio tu rinnovi l’universo e doni all’uomo il vero senso della tua gloria; nella potenza misteriosa della croce tu giudichi il mondo e fai risplendere il potere regale di Cristo crocifisso.<br>
Per questo disegno di ineffabile misericordia, con gli angeli e con i santi eleviamo a te con gioia l’inno di lode: <strong>Santo…</strong></p>
<p><strong>ALLO SPEZZARE DEL PANE<br>
</strong>Non chiudere la tua porta, anche se ho fatto tardi.<br>
Non chiudere la tua porta: sono venuto a bussare.<br>
A chi ti cerca nel pianto apri, Signore pietoso.<br>
Accoglimi al tuo convito, donami il pane del regno.</p>
<p><strong>ALLA COMUNIONE<br>
</strong>Gli occhi del Signore non abbandonano chi lo ama<br>
e chi spera nella sua bontà.<br>
Egli ascolta il lamento del prigioniero;<br>
per il mistero della sua morte dona libertà e vita.</p>
<p><strong>DOPO LA COMUNIONE<br>
</strong>Concedi a noi di credere, o Dio onnipotente, che la morte del Figlio tuo, celebrata in questi misteri, ci rende partecipi della tua stessa vita senza fine.<br>
Per Cristo nostro Signore.<strong> Amen</strong></p>
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<title>Mercoledì della Settimana Santa</title>
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<description><![CDATA[ Prima lettura Is 50,4-9 Dal libro del profeta Isaìa Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo, perché io sappia indirizzare una parola allo sfiduciato. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come i discepoli. Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono […]
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 13:30:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Mercoledì, della, Settimana, Santa</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Prima lettura </strong><em>Is 50,4-9</em><br>
Dal libro del profeta Isaìa</p>
<p>Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo,<br>
perché io sappia indirizzare<br>
una parola allo sfiduciato.<br>
Ogni mattina fa attento il mio orecchio<br>
perché io ascolti come i discepoli.<br>
Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio<br>
e io non ho opposto resistenza,<br>
non mi sono tirato indietro.<br>
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,<br>
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;<br>
non ho sottratto la faccia<br>
agli insulti e agli sputi.<br>
Il Signore Dio mi assiste,<br>
per questo non resto svergognato,<br>
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,<br>
sapendo di non restare confuso.<br>
È vicino chi mi rende giustizia:<br>
chi oserà venire a contesa con me? Affrontiamoci.<br>
Chi mi accusa? Si avvicini a me.<br>
Ecco, il Signore Dio mi assiste:<br>
chi mi dichiarerà colpevole?</p>
<p><strong>Salmo </strong><em>Sal 68<strong></strong></em></p>
<p><em><strong>O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi.</strong></em></p>
<p>Per te io sopporto l’insulto<br>
e la vergogna mi copre la faccia;<br>
sono diventato un estraneo ai miei fratelli,<br>
uno straniero per i figli di mia madre.<br>
Perché mi divora lo zelo per la tua casa,<br>
gli insulti di chi ti insulta ricadono su di me. R</p>
<p>Mi sento venir meno.<br>
Mi aspettavo compassione, ma invano,<br>
consolatori, ma non ne ho trovati.<br>
Mi hanno messo veleno nel cibo<br>
e quando avevo sete mi hanno dato aceto. R</p>
<p>Loderò il nome di Dio con un canto,<br>
lo magnificherò con un ringraziamento,<br>
Vedano i poveri e si rallegrino;<br>
voi che cercate Dio, fatevi coraggio,<br>
perché il Signore ascolta i miseri<br>
e non disprezza i suoi che sono prigionieri. R</p>
<p><strong>Vangelo </strong><em>Mt 26,14-25</em><br>
Dal Vangelo secondo Matteo</p>
<p>In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù.<br>
Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.<br>
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».</p>
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<title>«Tra suoni e colori in Bolivia abbiamo incontrato compagni di un cammino comune»</title>
<link>https://www.eventi.news/tra-suoni-e-colori-in-bolivia-abbiamo-incontrato-compagni-di-un-cammino-comune</link>
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<description><![CDATA[ Il racconto di tre volontarie della Fondazione Don Gnocchi impegnate nell’anno di Servizio civile a Cochabamba a supporto di persone con disabilità: «A volte fermarsi mezz’ora in più e condividere il pasto con l’altro è la miglior terapia che si possa offrire» ]]></description>
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 13:30:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>«Tra, suoni, colori, Bolivia, abbiamo, incontrato, compagni, cammino, comune»</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/WhatsApp-Image-2026-02-09-at-14.49.15-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="volontarie don Gnocchi Bolivia" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/WhatsApp-Image-2026-02-09-at-14.49.15-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/WhatsApp-Image-2026-02-09-at-14.49.15-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/WhatsApp-Image-2026-02-09-at-14.49.15-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Da sinistra Sofia, Ester e Susanna</span><p><strong>di Susanna, Sofia ed Ester</strong></p>
<p>Fin dall’atterraggio a Cochabamba, città nel cuore della Bolivia e luogo per questo anno di Servizio civile, ci ha felicemente travolte il caos vitale di colori e odori, segno lampante di un posto speciale, molto diverso da casa.</p>
<p>Le tracce di uno Stato dalle plurime radici indigene saltano all’occhio attraverso le donne locali: le <em>cholitas</em> dalle lunghe trecce composte, i denti dorati, i buffi cappelli e le pompose gonne a balze, cariche sulle spalle di <em>aguayos</em>, tessuti usati tanto per trasportare un bimbo, animali o prodotti da vendere al mercato. Giungono al nostro orecchio anche i suoni indecifrabili della lingua nativa, il <em>quechua</em>, che in questa regione molte persone ancora parlano, spesso come idioma esclusivo.</p>
<p>Fuori dall’aeroporto e nella nostra successiva quotidianità, abbiamo lentamente preso confidenza anche con i mezzi di trasporto, i <em>trufi</em>, rigorosamente senza orari nè fermate, sempre pieni, ma che arrivano in cima a ogni salita dei colli cochabambini; ci siamo abituate agli odori pungenti delle foglie di coca e delle erbe utilizzate nel rito della <em>koa</em> il primo venerdì di ogni mese, e al cibo di strada nei mercati, o meglio, labirinti di negozietti in cui trovare le merci più improbabili.</p>
<p><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-2868346 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Bolivia-8986-scaled.jpg" alt="servizio civile don Gnocchi Bolivia " width="2560" height="1707" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Bolivia-8986-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Bolivia-8986-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Bolivia-8986-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Bolivia-8986-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Bolivia-8986-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"></p>
<p>In questo nuovo mondo, o nuovo tempo, in cui viviamo, il nostro lavoro è supportare un’associazione locale che accompagna le persone con disabilità verso l’autonomia e la consapevolezza del proprio potenziale, tramite incontri e visite al domicilio. Le zone in cui lavoriamo sono nella periferia di Cochabamba, nei piccoli paesi di Cliza, Arani, Villa Riveiro, Punata: una Bolivia più autentica in cui le tradizioni, le credenze e i miti sono ancora molto presenti.</p>
<p><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-2868336 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Infografica-Bolivia-scaled.jpg" alt="servizio civile don Gnocchi Bolivia " width="2560" height="1810" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Infografica-Bolivia-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Infografica-Bolivia-768x543.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Infografica-Bolivia-1536x1086.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Infografica-Bolivia-2048x1448.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"></p>
<h2>Le occupazioni della giornata</h2>
<p>La nostra giornata inizia molto presto. A bordo dei <em>trufi</em>, ci rechiamo con una promotrice di salute locale a casa delle persone con disabilità, dove svolgiamo per lo più riabilitazione su base comunitaria (Rbc) tramite sedute di fisioterapia, stimolazione cognitiva, terapia occupazionale, terapia del linguaggio, ma anche lavori manuali nell’orto o con gli animali, educazione al diritto delle persone con disabilità e molto altro. In poche parole: quello di cui c’è bisogno, con ciò che si ha.</p>
<p>Entrare a casa delle persone è un’opportunità preziosa e un’esperienza tanto delicata quanto potente. Lo è sempre, ma ancora di più se vieni dall’altra parte del mondo, dove avere una casa ben costruita (e non fatta di fango e paglia), un bagno, fornelli, cibo e acqua potabile sempre a disposizione o, insomma, vivere godendo di ogni bene di prima necessità e molto di più, è quasi dato per scontato. Lo è a maggior ragione quando, in queste umili dimore, vieni accolto con un sorriso amoroso, uno sguardo dalle mille storie e di dolce determinazione, e spesso anche con una bevanda dal nome strano, un piatto con patate bollite, un ovetto, e magari una zampa di gallina, regalo prezioso di chi decide di condividere quel poco che ha con gratitudine (è vietato rifiutare!). Con tempo e pazienza, però, la straordinarietà diventa quotidiano e lo scambio un arricchimento reciproco.</p>
<p><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-2868347 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Bolivia-5376-scaled.jpg" alt="servizio civile don Gnocchi Bolivia " width="2560" height="1707" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Bolivia-5376-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Bolivia-5376-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Bolivia-5376-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Bolivia-5376-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Bolivia-5376-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"></p>
<h2>Che cosa insegna questa esperienza</h2>
<p>Da questa esperienza stiamo imparando l’arte dell’arrangiarsi, la spontaneità; la bellezza, a volte frustrante, di dover cambiare prospettiva e comunicare fra lingue e modi di ragionare diversi; che spesso, nel dare, puoi sorprenderti di quanto invece ricevi; l’importanza dello stare in ascolto dell’altro, prima ancora di proporre soluzioni, e di vedersi come compagni di un cammino umano, tanto diverso quanto comune. Inoltre, che temi fondamentali come la malattia, la famiglia, l’uguaglianza, la morte, il lavoro, la povertà possono avere significati diversi in base a dove sei nato e cresciuto.</p>
<p>Che il tempo non sempre è denaro e produttività, ma a volte fermarsi mezz’ora in più e condividere il pasto con l’altro è la miglior terapia che si possa offrire.</p>
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<title>Servizio civile in Don Gnocchi, a contatto con le fragilità</title>
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<description><![CDATA[ La Fondazione partecipa al bando rivolto alle persone tra i 18 e i 28 anni in partnership con altri enti. Quest’anno i progetti sono tre (due in Italia e uno all’estero) e coinvolgeranno complessivamente 97 giovani ]]></description>
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 13:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Servizio, civile, Don, Gnocchi, contatto, con, fragilità</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Infografica-Insieme-si-puo-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="servizio civile don Gnocchi" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Infografica-Insieme-si-puo-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Infografica-Insieme-si-puo-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Infografica-Insieme-si-puo-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>Ci sono esperienze che ti cambiano la vita. È il caso del Servizio civile, proposto a tutti i giovani di età compresa tra i 18 e i 28 anni, che decidono di dedicare un anno mettendosi a disposizione degli altri in Italia o all’estero attraverso realtà accreditate. Non c’è dubbio che questa, se vissuta con passione e responsabilità, possa rappresentare una grande occasione di crescita personale, formativa e professionale.</p>
<p>Quest’anno il bando prevede una selezione di 65.964 operatori volontari da impiegare nei vari programmi di Servizio civile universale. Le domande andranno presentate entro le 14 dell’8 aprile e i progetti si svolgeranno tra il 2026 e il 2027 su tutto il territorio nazionale e oltre i confini italiani.</p>
<h2>Una rete del Terzo Settore</h2>
<p>Da anni anche la Fondazione Don Gnocchi partecipa in qualità di capofila all’interno di una rete di partner qualificati del Terzo Settore tra cui Sacra Famiglia<strong>, </strong>Lega del Filo d’oro, Fatebenefratelli, Caritas italiana, Acli, Anci, Focsiv e altri ancora, per un totale di 570 posti. La selezione dei candidati avviene attraverso un colloquio in presenza o a distanza e a ogni giovane sarà richiesto un impegno di 25 ore settimanali a fronte di un rimborso spese di poco superiore a 500 euro.</p>
<p>I progetti iniziano a settembre. I giovani, una volta selezionati, partecipano a un percorso di formazione generale e a uno più specifico per essere preparati ad affrontare al meglio il servizio richiesto. Poi, nel tempo, le loro competenze si affineranno sempre di più.</p>
<h2>I progetti</h2>
<p>Per il bando di quest’anno la Fondazione Don Gnocchi ha presentato tre progetti che vedrà coinvolti 97 giovani, 93 sul territorio italiano e 4 all’estero, in Bolivia. Eccoli di seguito.</p>
<p>«Mano nella mano» (67 posti) prevede che i volontari assistano i pazienti in percorsi di riabilitazione attraverso attività extra terapeutiche. Piccoli gesti o anche solo una partita a carte possono favorire il benessere fisico, psichico e relazionale delle persone in condizioni di fragilità.</p>
<p><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-2868342 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Infografica-Mano-nella-mano-scaled.jpg" alt="servizio civile don Gnocchi" width="2560" height="1810" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Infografica-Mano-nella-mano-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Infografica-Mano-nella-mano-768x543.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Infografica-Mano-nella-mano-1536x1086.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Infografica-Mano-nella-mano-2048x1448.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"></p>
<p>«Insieme si può» (26 posti) chiede ai giovani di creare occasioni di socialità con gli ospiti attraverso attività del tempo libero, animazione e divertimento.</p>
<p><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-2868343 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Infografica-Insieme-si-puo-1-scaled.jpg" alt="servizio civile don Gnocchi" width="2560" height="1810" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Infografica-Insieme-si-puo-1-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Infografica-Insieme-si-puo-1-768x543.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Infografica-Insieme-si-puo-1-1536x1086.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Infografica-Insieme-si-puo-1-2048x1448.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"></p>
<p>La Don Gnocchi seleziona anche 4 giovani per il Servizio civile in una struttura all’estero, in particolare a Cochabamba, per inserirli nel progetto «Bolivia. Insieme per l’inclusione delle persone con disabilità». Queste ultime, infatti, sono spesso escluse dalla vita sociale, comunitaria e soprattutto economica. Lo scopo è quindi quello di aiutare i disabili ad acquisire nuove capacità attraverso la terapia occupazionale, migliorando la qualità della vita e favorendo una maggiore autonomia. </p>
<p><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-2868336 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Infografica-Bolivia-scaled.jpg" alt="servizio civile don Gnocchi Bolivia" width="2560" height="1810" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Infografica-Bolivia-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Infografica-Bolivia-768x543.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Infografica-Bolivia-1536x1086.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Infografica-Bolivia-2048x1448.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"></p>
<p>I colloqui e le selezioni continuano, come pure la scelta della sede in un ampio ventaglio di possibilità in base alle esigenze di ciascuno: Milano, Seregno, Legnano, Malnate, Inverigo, Pessano – solo per restare in Lombardia -, ma anche Firenze, La Spezia, Roma, Salerno, ecc.</p>
<p>In questi mesi tanti giovani impegnati in diverse realtà della Don Gnocchi stanno concludendo il loro servizio con grande soddisfazione e qualche rimpianto per un’esperienza che volge alla fine. Quando si dedicano tempo ed energie alle persone con fragilità non si resta indifferenti, ci si conosce, ci si affeziona e lasciarle diventa difficile. Quello che però questi giovani portano a casa è uno sguardo diverso sulla realtà, una capacità di empatia e la voglia di rimettersi in gioco facendo tesoro di quanto hanno imparato durante il Servizio civile.</p>
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<title>«Il Segno»: esclusi dalla rete, fragilità e opportunità nell’era digitale</title>
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<description><![CDATA[ La rivoluzione tecnologica rischia di emarginare gli anziani: è il tema della copertina del numero di aprile. Inoltre, approfondimenti sulle nuove povertà segnate dal sovraindebitamento, sui conflitti globali e sulla memoria della guerra ]]></description>
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<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 13:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/iStock-1425889493-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="anziani al computer (IStock)" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/iStock-1425889493-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/iStock-1425889493-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/iStock-1425889493-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">foto iStock</span><p>La copertina de <strong><a href="https://ilsegno.chiesadimilano.it/numeri_rivista/aprile-2026/">«Il Segno» di aprile</a></strong> è dedicata alle disuguaglianze digitali: un divario che non riguarda più l’accesso agli strumenti, ma le competenze. Se i più giovani sono sempre connessi, una parte crescente della popolazione anziana fatica a orientarsi tra servizi <em>online</em>, sanità digitale e identità elettroniche. Il rischio è che l’innovazione, invece di semplificare, diventi un fattore di esclusione, rendendo più difficile l’esercizio dei diritti. Sullo sfondo, anche le nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale e l’aumento delle truffe <em>online</em>. Accanto all’analisi, spazio alle risposte concrete: dai corsi di formazione digitale delle Acli agli sportelli territoriali Cisl che accompagnano i cittadini nell’accesso ai servizi pubblici.</p>
<h2>Un presidio contro l’usura</h2>
<p>Un <em>focus </em>importante è dedicato al tema dell’usura e del sovraindebitamento. La Fondazione San Bernardino, attiva in Lombardia, rappresenta da oltre vent’anni un presidio fondamentale: ascolto, accompagnamento e sostegno economico per chi rischia di cadere nelle reti della criminalità. Un impegno che è anche educativo, per promuovere un uso consapevole del denaro in un contesto che spinge sempre più al consumo.</p>
<h2>Guerre di oggi e di ieri</h2>
<p>Lo sguardo si allarga poi all’attualità internazionale, con un’analisi del conflitto in Medio Oriente tra tensioni geopolitiche, interessi economici e instabilità globale, e alle sue ricadute sull’economia e sugli equilibri mondiali.</p>
<p>Infine, in occasione del 25 aprile, una toccante storia di memoria familiare: il viaggio di una famiglia sulle tracce del nonno, deportato nei lager nazisti, diventa un cammino di verità e riconciliazione.</p>
<p>Un numero che invita dunque a interrogarsi sul presente, senza perdere di vista ciò che tiene insieme le comunità: diritti, giustizia e memoria.</p>
<p><a href="https://ilsegno.chiesadimilano.it/abbonamenti/"><strong><em>Abbonati al mensile e leggi il numero completo</em></strong></a></p>
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<title>Le nomine di Leone XIV: sostituto, prefetto della Casa Pontificia e nunzio in Italia</title>
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<description><![CDATA[ Il nunzio in Colombia, Paolo Rudelli, prende il posto del sostituto Edgar Peña Parra che diventa nunzio in Italia e nella Repubblica di San Marino subentrando a Petar Rajič nominato prefetto della Casa Pontificia
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 14:30:06 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p>Il nunzio in Colombia, Paolo Rudelli, prende il posto del sostituto Edgar Peña Parra che diventa nunzio in Italia e nella Repubblica di San Marino subentrando a Petar Rajič nominato prefetto della Casa Pontificia</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-03/papa-nomine-sostituto-nunzio-italia-prefetto-casa-pontificia.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Il Papa ai sindaci dell&amp;apos;Illinois: &amp;quot;La dignità di ogni individuo sia riconosciuta e sostenuta&amp;quot;</title>
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<description><![CDATA[ Udienza ai membri dell’Illinois Municipal League, organizzazione statale che rappresenta i circa 1.300 comuni dello Stato negli Usa. Ricordando le parole di La Pira, Leone XIV esorta ad &quot;alleviare in ogni modo possibile sofferenze e difficoltà dei propri cittadini&quot; e ad ascoltare la voce di poveri e immigrati e &quot;incarnare il servizio&quot;, prestando attenzione ai bisogni dei più deboli e vulnerabili
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 14:30:06 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p>Udienza ai membri dell’Illinois Municipal League, organizzazione statale che rappresenta i circa 1.300 comuni dello Stato negli Usa. Ricordando le parole di La Pira, Leone XIV esorta ad "alleviare in ogni modo possibile sofferenze e difficoltà dei propri cittadini" e ad ascoltare la voce di poveri e immigrati e "incarnare il servizio", prestando attenzione ai bisogni dei più deboli e vulnerabili</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-03/papa-leone-xiv-udienza-sindaci-illinois-municipal-league.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Comece: incoraggiare sforzi volti a fermare le violenze</title>
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 14:30:06 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Comece:, incoraggiare, sforzi, volti, fermare, violenze</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>In un messaggio diffuso in vista della Pasqua, la Commissione delle Conferenze episcopali dell'Unione europea plaude  all’impegno dell’Ue nel promuovere iniziative di dialogo. Il vescovo Crociata: come cristiani e cittadini europei siamo chiamati a accogliere e coltivare il dono della pace </p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/comece-incoraggiare-sforzi-volti-a-fermare-le-violenze.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Peña Parra: felice di andare in Italia, in Segreteria di Stato un&amp;apos;avventura arricchente</title>
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<description><![CDATA[ L’arcivescovo venezuelano, finora sostituto e nominato oggi dal Papa nuovo nunzio in Italia e a San Marino, si è congedato da superiori, officiali e collaboratori con i quali, dal 2018, ha vissuto una tappa “interessante, piena di insegnamenti e di sfide”. Anni di lavoro “intensi”, tra il Covid e la morte di Benedetto XVI e Francesco, con momenti anche di “sofferenza istituzionale”



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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 14:30:06 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Peña, Parra:, felice, andare, Italia, Segreteria, Stato, unavventura, arricchente</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>L’arcivescovo venezuelano, finora sostituto e nominato oggi dal Papa nuovo nunzio in Italia e a San Marino, si è congedato da superiori, officiali e collaboratori con i quali, dal 2018, ha vissuto una tappa “interessante, piena di insegnamenti e di sfide”. Anni di lavoro “intensi”, tra il Covid e la morte di Benedetto XVI e Francesco, con momenti anche di “sofferenza istituzionale”


</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/pena-parra-saluto-sostituto-segreteria-di-stato-nomina-nunzio.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Il nuovo sostituto Rudelli: dal Papa un gesto di fiducia che mi onora profondamente</title>
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<description><![CDATA[ L&#039;arcivescovo di origine bergamasca commenta con gratitudine l&#039;incarico ricevuto da Leone XIV, assicura di assumere questo servizio nello spirito della &quot;Praedicate evangelium&quot; e chiede l&#039;intercessione del suo conterraneo, San Giovanni XXIII
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 14:30:06 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>nuovo, sostituto, Rudelli:, dal, Papa, gesto, fiducia, che, onora, profondamente</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>L'arcivescovo di origine bergamasca commenta con gratitudine l'incarico ricevuto da Leone XIV, assicura di assumere questo servizio nello spirito della "Praedicate evangelium" e chiede l'intercessione del suo conterraneo, San Giovanni XXIII</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/rudelli-nuovo-sostituto-dichiarazione-inizio-segreteria-di-stato.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Tutela Minori, il Papa nomina due nuovi membri della Commissione</title>
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<description><![CDATA[ Susan Lynn Bissell, ricercatore presso il FXB Centre for Health &amp; Human Rights dell’Harvard University a Cambridge, e Laurent Delvolvé, membro dell’Ordine degli Avvocati di Paris, entrano a fare parte dell’organismo pontificio
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 14:30:06 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Tutela, Minori, Papa, nomina, due, nuovi, membri, della, Commissione</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Susan Lynn Bissell, ricercatore presso il FXB Centre for Health & Human Rights dell’Harvard University a Cambridge, e Laurent Delvolvé, membro dell’Ordine degli Avvocati di Paris, entrano a fare parte dell’organismo pontificio</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/nomina-membri-commissione-tutela-minori-lynn-bissell-devolve.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Sulle orme di Gesù, la roccia del Golgota</title>
<link>https://www.eventi.news/sulle-orme-di-gesu-la-roccia-del-golgota</link>
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<description><![CDATA[ L’attuale basilica del Santo Sepolcro custodisce e protegge i più importanti luoghi santi legati al mistero della nostra redenzione e più precisamente i luoghi legati alla crocifissione, alla morte e sepoltura di Gesù Cristo e alla sua risurrezione. Ma prima di giungere al messaggio pasquale del Sepolcro vuoto, occorre che ci soffermiamo sulla roccia del Golgota, cioè sul mistero
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 14:30:06 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Sulle, orme, Gesù, roccia, del, Golgota</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>L’attuale basilica del Santo Sepolcro custodisce e protegge i più importanti luoghi santi legati al mistero della nostra redenzione e più precisamente i luoghi legati alla crocifissione, alla morte e sepoltura di Gesù Cristo e alla sua risurrezione. Ma prima di giungere al messaggio pasquale del Sepolcro vuoto, occorre che ci soffermiamo sulla roccia del Golgota, cioè sul mistero</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/terrasanta-settimanasanta-pasqua-pace-preghiera-dialogo-storia.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Il nuovo prefetto della Casa Pontificia Rajič: grato per la fiducia del Papa</title>
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<description><![CDATA[ L’arcivescovo finora nunzio apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino commenta con “profonda” riconoscenza la nomina ricevuta da Leone XIV, auspicando di poterlo sostenere nel “suo servizio nella Chiesa universale”
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 14:30:06 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>nuovo, prefetto, della, Casa, Pontificia, Rajič:, grato, per, fiducia, del, Papa</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>L’arcivescovo finora nunzio apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino commenta con “profonda” riconoscenza la nomina ricevuta da Leone XIV, auspicando di poterlo sostenere nel “suo servizio nella Chiesa universale”</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/petar-rajic-commento-nomina-prefetto-casa-pontificia.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Parolin all&amp;apos;ambasciatore di Israele: rammarico per l&amp;apos;episodio al Santo Sepolcro</title>
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<description><![CDATA[ Oggi l&#039;incontro tra il segretario di Stato, accompagnato dal segretario per i Rapporti con gli Stati monsignor Gallagher, con l&#039;ambasciatore Yaron Sideman, durante il quale sono stati offerti chiarimenti per &quot;l&#039;episodio spiacevole&quot; avvenuto ieri,  Domenica delle Palme, quando la polizia israeliana ha impedito l&#039;accesso al patriarca Pizzaballa e al custode Ielpo
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 14:30:06 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Parolin, allambasciatore, Israele:, rammarico, per, lepisodio, Santo, Sepolcro</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi l'incontro tra il segretario di Stato, accompagnato dal segretario per i Rapporti con gli Stati monsignor Gallagher, con l'ambasciatore Yaron Sideman, durante il quale sono stati offerti chiarimenti per "l'episodio spiacevole" avvenuto ieri,  Domenica delle Palme, quando la polizia israeliana ha impedito l'accesso al patriarca Pizzaballa e al custode Ielpo</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/santo-sepolcro-incontro-parolin-gallagher-ambasciatore-israele.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>L&amp;apos;arcivescovo di Teheran: cessi la guerra nel Golfo, si fermi la logica della ritorsione</title>
<link>https://www.eventi.news/larcivescovo-di-teheran-cessi-la-guerra-nel-golfo-si-fermi-la-logica-della-ritorsione</link>
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<description><![CDATA[ L&#039;urgenza di ritrovare la pace nel mondo dilaniato da molteplici conflitti è risuonata nella sera di questo lunedì della Settimana Santa nella Basilica di Santa Croce in Gerusalemme a Roma. La veglia, presieduta dal cardinale vicario Baldo Reina, ha contato sulla presenza del porporato della capitale iraniana, Dominique Mathieu. &quot;La guerra - ha detto - è avventura senza ritorno&quot; e &quot;spirale di lutti e violenze&quot;, mentre servono &quot;soluzioni nuove&quot; e &quot;spazi di dialogo&quot; 
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 14:30:06 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Larcivescovo, Teheran:, cessi, guerra, nel, Golfo, fermi, logica, della, ritorsione</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>L'urgenza di ritrovare la pace nel mondo dilaniato da molteplici conflitti è risuonata nella sera di questo lunedì della Settimana Santa nella Basilica di Santa Croce in Gerusalemme a Roma. La veglia, presieduta dal cardinale vicario Baldo Reina, ha contato sulla presenza del porporato della capitale iraniana, Dominique Mathieu. "La guerra - ha detto - è avventura senza ritorno" e "spirale di lutti e violenze", mentre servono "soluzioni nuove" e "spazi di dialogo" </p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/iran-guerra-pace-dialogo-preghiera-veglia-chiesa.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Trump avverte l&amp;apos;Iran: &amp;quot;Accordo subito o Kharg sarà distrutta&amp;quot;. In fiamme petroliera a Dubai</title>
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<description><![CDATA[ Nella Guerra in Medio Oriente i tentativi della diplomazia si scontrano con gli attacchi incrociati che coinvolgono quasi tutti i Paesi della regione. Trump parla di “grandi progressi” nelle discussioni con “il nuovo regime” iraniano ma minaccia conseguenze devastanti in caso di fallimento delle trattative. Colpita una petroliera a Dubai, esplosioni sono state sentite anche in tutta Gerusalemme

                    Leggi Tutto
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 14:30:06 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Trump, avverte, lIran:, Accordo, subito, Kharg, sarà, distrutta., fiamme, petroliera, Dubai</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nella Guerra in Medio Oriente i tentativi della diplomazia si scontrano con gli attacchi incrociati che coinvolgono quasi tutti i Paesi della regione. Trump parla di “grandi progressi” nelle discussioni con “il nuovo regime” iraniano ma minaccia conseguenze devastanti in caso di fallimento delle trattative. Colpita una petroliera a Dubai, esplosioni sono state sentite anche in tutta Gerusalemme
</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/trump-avverte-l-iran-accordo-subito-o-kharg-sara-distrutta.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>In Italia una &amp;quot;casa&amp;quot; per bimbi malati della Fondazione Bambino Gesù del Cairo</title>
<link>https://www.eventi.news/in-italia-una-casa-per-bimbi-malati-della-fondazione-bambino-gesu-del-cairo</link>
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<description><![CDATA[ &quot;Domus-B&quot; è il primo modulo abitativo per bambini con obesità grave e bisogni clinici complessi. Al via la raccolta fondi su For Funding di Intesa San Paolo. Il progetto nasce dalla storia di Mariano, dodicenne originario di Maida, un comune in provincia di Catanzaro, affetto da una patologia rara
 
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 14:30:06 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Italia, una, casa, per, bimbi, malati, della, Fondazione, Bambino, Gesù, del, Cairo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>"Domus-B" è il primo modulo abitativo per bambini con obesità grave e bisogni clinici complessi. Al via la raccolta fondi su For Funding di Intesa San Paolo. Il progetto nasce dalla storia di Mariano, dodicenne originario di Maida, un comune in provincia di Catanzaro, affetto da una patologia rara
 </p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/domus-b-italia-bambini-malati-fondazione-bambino-gesu.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>La croce, vittoria di Dio</title>
<link>https://www.eventi.news/la-croce-vittoria-di-dio</link>
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<description><![CDATA[ «Mentre Gesù percorre la via della croce, ci mettiamo dietro di Lui, seguiamo i suoi passi. Contempliamo la sua passione per l’umanità, il suo cuore che si spezza, la sua vita che si fa dono d’amore». Con questo invito di Leone XIV prosegue la collaborazione tra Vatican News e la Biblioteca Apostolica nel tempo di Quaresima: ogni settimana un capolavoro delle collezioni pontificie accompagnato dei Papi
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 14:30:06 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>croce, vittoria, Dio</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>«Mentre Gesù percorre la via della croce, ci mettiamo dietro di Lui, seguiamo i suoi passi. Contempliamo la sua passione per l’umanità, il suo cuore che si spezza, la sua vita che si fa dono d’amore». Con questo invito di Leone XIV prosegue la collaborazione tra Vatican News e la Biblioteca Apostolica nel tempo di Quaresima: ogni settimana un capolavoro delle collezioni pontificie accompagnato dei Papi</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/la-croce-vittoria-di-dio-arte-che-consola-bav-quaresima.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>America Latina, la lettera dei vescovi per la Settimana Santa</title>
<link>https://www.eventi.news/america-latina-la-lettera-dei-vescovi-per-la-settimana-santa</link>
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<description><![CDATA[ &quot;Non permettiamo che i valori della giustizia, della verità e del dialogo scompaiano&quot;, ha detto in Bolivia il vescovo Aurelio Pesoa Ribera, invitando tutti a essere strumenti di pace e riconciliazione in mezzo alle ferite sociali. Dal Cile al Perù passando per la Colombia, un incoraggiamento particolare al recupero dei valori nella vita familiare
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 14:30:06 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>America, Latina, lettera, dei, vescovi, per, Settimana, Santa</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>"Non permettiamo che i valori della giustizia, della verità e del dialogo scompaiano", ha detto in Bolivia il vescovo Aurelio Pesoa Ribera, invitando tutti a essere strumenti di pace e riconciliazione in mezzo alle ferite sociali. Dal Cile al Perù passando per la Colombia, un incoraggiamento particolare al recupero dei valori nella vita familiare</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/america-latina-vescovi-pasqua-settimana-santa-cile-peru.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Caritas Ucraina e Caritas Italiana, l’aiuto nasce dalla fraternità</title>
<link>https://www.eventi.news/caritas-ucraina-e-caritas-italiana-laiuto-nasce-dalla-fraternita</link>
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<description><![CDATA[ “Caritas from Identity to Action” è il nome del progetto che da metà 2025 permette, grazie alla collaborazione delle due agenzie ecclesiali, di portare aiuto nel contesto di guerra ucraino. Il gemellaggio tra Kolomyia e Pescara-Penne: il sostegno reciproco “ci ricorda che non siamo soli”
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 14:30:06 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Caritas, Ucraina, Caritas, Italiana, l’aiuto, nasce, dalla, fraternità</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>“Caritas from Identity to Action” è il nome del progetto che da metà 2025 permette, grazie alla collaborazione delle due agenzie ecclesiali, di portare aiuto nel contesto di guerra ucraino. Il gemellaggio tra Kolomyia e Pescara-Penne: il sostegno reciproco “ci ricorda che non siamo soli”</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/caritas-ucraina-italiana-progetto-caritas-from-identity-action.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Gli arazzi Barberini e la memoria della dedicazione di San Pietro</title>
<link>https://www.eventi.news/gli-arazzi-barberini-e-la-memoria-della-dedicazione-di-san-pietro</link>
<guid>https://www.eventi.news/gli-arazzi-barberini-e-la-memoria-della-dedicazione-di-san-pietro</guid>
<description><![CDATA[ Ai Musei Vaticani, la mostra “L’arazzeria Barberini. La Resurrezione e la dedicazione della Basilica Vaticana”, ricostruisce attraverso arazzi, documenti e opere il momento fondativo di San Pietro, il 18 novembre di 400 anni fa, e il ruolo della manifattura Barberini nella Roma del 600. L&#039;allestimento, frutto della collaborazione tra diverse istituzioni vaticane, è curato da Alessandra Rodolfo, responsabile del Reparto per l’Arte dei secoli XVII-XVIII e del Reparto Arazzi e Tessuti
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 14:30:06 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Gli, arazzi, Barberini, memoria, della, dedicazione, San, Pietro</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ai Musei Vaticani, la mostra “L’arazzeria Barberini. La Resurrezione e la dedicazione della Basilica Vaticana”, ricostruisce attraverso arazzi, documenti e opere il momento fondativo di San Pietro, il 18 novembre di 400 anni fa, e il ruolo della manifattura Barberini nella Roma del 600. L'allestimento, frutto della collaborazione tra diverse istituzioni vaticane, è curato da Alessandra Rodolfo, responsabile del Reparto per l’Arte dei secoli XVII-XVIII e del Reparto Arazzi e Tessuti</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/basilica-sanpietro-fabbrica-di-sanpietro-museivaticani-mostra.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>“Credevano in Gesù”: il commento di mons. Angelo Spina</title>
<link>https://www.eventi.news/credevano-in-gesu-il-commento-di-mons-angelo-spina</link>
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<description><![CDATA[ Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 12,1-11 Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Làzzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Làzzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i […]
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 10:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>“Credevano, Gesù”:, commento, mons., Angelo, Spina</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><i>Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 12,1-11</i></p>
<p>Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Làzzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Làzzaro era uno dei commensali. <strong>Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù</strong>, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo.<br>
Allora Giuda Iscariòta, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro.<br>
Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, <strong>ma non sempre avete me</strong>».<br>
Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Làzzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Làzzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.</p>
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<title>Balbina, la santa che ritrovò le catene con cui era legato San Pietro</title>
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 10:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Balbina, santa, che, ritrovò, catene, con, cui, era, legato, San, Pietro</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Santa Balbina</strong>, vergine e martire Roma, ? – Roma, 130 ca. Incerte le notizie sulla sua vita. É la <strong>figlia del tribuno Quirino</strong>. Viene battezzata da papa Alessandro I insieme al padre. Ammalatasi gravemente, è portata dal pontefice (in quel momento imprigionato) che la guarisce. Per rimanere <strong>fedele al suo voto di verginità</strong> rifiuta con decisione varie proposte di matrimonio.</p>
<p>Balbina <strong>ritrova nel carcere Mamertino le catene con le quali è stato legato san Pietro</strong>. Porta queste catene a papa Alessandro I e, mettendogliele attorno al collo, lo guarisce dal gozzo di cu affetto. Secondo un’altra leggenda agiografica sono le catene che tengono imprigionato il pontefice a guarire lei dal mal di gola.</p>
<p>Morte</p>
<p>Per ordine dell’imperatore Adriano <strong>viene arrestata insieme al padre</strong> perché entrati nei cristiani. <strong>Dopo crudeli torture sono decapitati. </strong>Vengono seppelliti sulla via Appia.</p>
<p>Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi</p>
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<title>“Uno di voi mi tradirà”: il commento di mons. Angelo Spina</title>
<link>https://www.eventi.news/uno-di-voi-mi-tradira-il-commento-di-mons-angelo-spina</link>
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<description><![CDATA[ Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 13,21-33.36-38 In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, […]
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 10:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>“Uno, voi, tradirà”:, commento, mons., Angelo, Spina</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><i>Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 13,21-33.36-38</i></p>
<p>In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà».<br>
<strong>I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo bene di chi parlasse</strong>. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui.<br>
Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.<br>
Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire».<br>
Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: <strong>non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte</strong>».</p>
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<title>«Tre giorni con San Francesco», l’omaggio al Poverello richiama ed emoziona</title>
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<description><![CDATA[ Successo per l’iniziativa promossa dalle Parrocchie e dai Missionari Cappuccini di Milano a 800 anni dalla morte del Santo: preghiera e riflessione nella «Via Matris»; pane, pizze e focacce distribuite in quantità a sostegno di un progetto missionario; serata di musica e poesia; festa finale con le Palme ]]></description>
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 07:00:16 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>«Tre, giorni, con, San, Francesco», l’omaggio, Poverello, richiama, emoziona</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Domenica-delle-Palme_La-festa-finale-in-piazza-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Tre giorni francescana Erba" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Domenica-delle-Palme_La-festa-finale-in-piazza-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Domenica-delle-Palme_La-festa-finale-in-piazza-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Domenica-delle-Palme_La-festa-finale-in-piazza-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">La festa finale in piazza</span><p>Un’ampia partecipazione popolare ha sancito l’ottimo esito della «Tre Giorni con San Francesco», svoltasi a Erba dal 27 al 29 marzo, su iniziativa delle Parrocchie cittadine – Santa Maria Nascente, Santa Maria Maddalena, Santa Marta e San Maurizio, che fanno capo alla Comunità pastorale Sant’Eufemia e alle quali si sono affiancate Santi Pietro e Paolo (Arcellasco), San Cassiano (Buccinigo) e Santa Maria Assunta (Casiglio) – e del Centro Missioni Estere dei Cappuccini (uno degli Ordini che costituiscono la Famiglia francescana) di piazzale Cimitero Maggiore 5 a Milano. La manifestazione è stata patrocinata dal Comune di Erba.</p>
<p>Gli 800 anni dalla morte del Santo patrono d’Italia sono stati celebrati da eventi che hanno messo in primo piano, di volta in volta, la preghiera, la solidarietà e la missione, la cultura e l’animazione.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2868555" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2868555 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Via-Matris_La-partenza-della-processione-scaled.jpg" alt="Tre giorni francescana Erba" width="2560" height="1700" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Via-Matris_La-partenza-della-processione-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Via-Matris_La-partenza-della-processione-768x510.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Via-Matris_La-partenza-della-processione-1536x1020.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Via-Matris_La-partenza-della-processione-2048x1360.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Via-Matris_La-partenza-della-processione-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">La partenza della Via Matris</figcaption></figure>
<h2>Con Maria e Francesco</h2>
<p>Nella serata del 27 marzo, malgrado la temperatura rigida, numerosi fedeli hanno preso parte alla <em>Via Matris</em>, il percorso a piedi dal Camposanto di Crevenna all’Eremo San Salvatore. Un appuntamento tradizionale, caratterizzato dalla meditazione itinerante sui dolori della Madonna, al cui cuore di Madre è stato affidato «il dolore di tutti coloro che soffrono a causa dell’odio e delle ingiustizie e tutti coloro che non sono in pace con se stessi, con gli altri, con il creato e con Dio, facendoci vicini ai popoli che stanno soffrendo per le guerre», come è stato detto nell’introduzione.</p>
<p>L’altra figura di riferimento lungo il cammino è stato lo stesso Francesco, «autentico interprete e testimone della misericordia di Dio verso gli uomini e le donne da lui incontrate». Del Santo si è sottolineata la volontà di «andare incontro all’altro, al diverso, al lontano, all’inaspettato»; la presenza accanto a noi «ogni volta che scegliamo la pace invece della guerra, l’accoglienza invece dello scarto, la preghiera invece del rumore»; la capacità di riconoscere «in ogni creatura un riflesso della Vita immortale», così che «Dio, l’umanità e la natura formano un’unica, profonda armonia».</p>
<p>I testi delle meditazioni sono stati attinti dall’archivio di Antoniano.it e da analoghi riti celebrati nelle diocesi di Conversano-Monopoli e Novara, con uno spazio dedicato al <em>Magnificat</em> di Alda Merini. Nella riflessione finale fra Giovanni Cropelli, direttore del Centro Missioni Estere dei Cappuccini, ha espresso gratitudine per avere vissuto questa esperienza all’Eremo (luogo “storicamente” francescano) e per avere rivisto, dopo tanti anni, don Ettore Dubini (vicario parrocchiale di Crevenna e ideatore della “Tre Giorni”), «con il quale mi sento profondamente in sintonia nella spiritualità francescana». Al cospetto della croce che ha guidato la processione, fra Cropelli ha ricordato che «Gesù ci ha chiesto di stare dietro a lui e di seguirlo, e quindi, come lui, di andare incontro agli altri, accoglierli, ascoltarli, rispettarli». Di San Francesco ha ricordato l’esempio di servizio: «Ha voluto che ci chiamassimo Frati minori, quelli che vengono per ultimi, dietro a tutti. All’inizio e alla fine della sua parabola si è spogliato completamente, rinunciando a tutto ciò che poteva dare luce alla sua persona. Una lezione per il nostro tempo, in cui invece è proprio l’esaltazione del proprio io a provocare divisioni, lacerazioni e conflitti».</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2868556" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2868556 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Pane-in-Piazza_Musica-durante-la-distribuzione.jpeg" alt="Tre giorni francescana Erba" width="2048" height="1536" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Pane-in-Piazza_Musica-durante-la-distribuzione.jpeg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Pane-in-Piazza_Musica-durante-la-distribuzione-768x576.jpeg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Pane-in-Piazza_Musica-durante-la-distribuzione-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Pane-in-Piazza_Musica-durante-la-distribuzione-360x270.jpeg 360w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px"><figcaption class="wp-caption-text">Musica a «Pane in Piazza»</figcaption></figure>
<h2>Pane <em>sold-out</em></h2>
<p>Sabato 28 marzo grande richiamo ha avuto l’evento centrale dell’iniziativa, «Pane in Piazza», la <em>kermesse</em> che dalla storica sede di Piazza Duomo a Milano si è trasferita per una volta nel cuore della Brianza, in piazza Vittorio Veneto, dentro e fuori il porticato del mercato cittadino.</p>
<p>Grazie all’impegno dei fornai del territorio e al servizio dei Cappuccini e dei loro volontari, focacce, pizze, pane dolce e salato, biscotti e altri prodotti confezionati sono stati messi a disposizione della popolazione, che ha potuto ritirarli con un’offerta libera destinata a un progetto missionario: costruire un panificio e una scuola di panificazione nella missione cappuccina di Bambui (Camerun), per dare lavoro ai giovani e cibo ai più poveri ed emarginati, in particolare ai detenuti minorenni del carcere di Bamenda, reclusi in condizioni disumane. La proposta ha riscosso molto interesse, al punto che i prodotti, sfornati più volte nell’arco della giornata, sono andati esauriti circa un paio d’ore prima del previsto orario di conclusione (si potrà comunque continuare a contribuire sul sito www.missioni.org – pagina «Dona ora», causale «Un panificio per Bambui»).</p>
<p>Ai presenti i Cappuccini hanno distribuito pubblicazioni e materiale informativo e promozionale relativo ai loro progetti missionari. La giornata è stata inoltre allietata dalla musica e dalle canzoni intonate dallo stesso fra Cropelli e da un suo confratello. Era presente anche Cesare Marinoni, della rinomata famiglia di panificatori milanesi che da sempre affianca i Cappuccini nell’organizzazione di «Pane in Piazza».</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2868557" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2868557 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/San-Francesco-il-poeta_1.jpeg" alt="Tre giorni francescana Erba" width="2048" height="1536" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/San-Francesco-il-poeta_1.jpeg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/San-Francesco-il-poeta_1-768x576.jpeg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/San-Francesco-il-poeta_1-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/San-Francesco-il-poeta_1-360x270.jpeg 360w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px"><figcaption class="wp-caption-text">Un momento della serata musicale</figcaption></figure>
<h2>Arte e spiritualità</h2>
<p>Sempre sabato, in serata, la chiesa di Santa Maria Nascente ha ospitato «San Francesco, il poeta», evento che, tra poesia, musica e spiritualità, ha messo in risalto lo spessore artistico e culturale del Santo, considerato uno dei fondatori della lingua italiana per il suo <em>Cantico delle Creature</em>, primo componimento poetico scritto in volgare, anziché in latino.</p>
<p>In una armoniosa alternanza tra suoni, parole narrate e parole cantate, Franco Fiolini (clarinetto e sax), Ivana Milanja (chitarra e voce), Pierpaolo Vigolini (tastiere e voce) e l’attore Gabriele Dragoni hanno evocato la parabola di Francesco: nato da famiglia agiata, legato alla cultura occitana per l’influenza della madre di origine provenzale, cultore della letteratura dei trovatori, dopo la sua conversione di vita ha trovato la sua vera vocazione di «giullare di Dio», innamorato di «Madonna Povertà» e libero di servire. Tra brani che hanno spaziato nella musica d’autore – da Morricone a Gershwin – e in composizioni originali del duo Fiolini-Vigolini, il racconto ha attinto ai testi del Santo, dalle <em>Laudi </em>alle <em>Esortazioni</em>, fino a una suggestiva interpretazione del <em>Cantico</em>.</p>
<p>La <em>performance</em> è stata accolta e salutata da intensi e convinti applausi del pubblico presente, che hanno indotto i protagonisti a un bis. «Quattro artisti, qualche strumento… Ci vuole poco, e al tempo stesso ci vuole tanto per creare una serata così ricca di arte e spiritualità», il commento finale di monsignor Angelo Pirovano, responsabile della Comunità pastorale Sant’Eufemia.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2868558" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2868558 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Domenica-delle-Palme_La-partenza-da-Crevenna.jpeg" alt="Tre giorni francescana Erba" width="1200" height="1600" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Domenica-delle-Palme_La-partenza-da-Crevenna.jpeg 1200w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Domenica-delle-Palme_La-partenza-da-Crevenna-768x1024.jpeg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Domenica-delle-Palme_La-partenza-da-Crevenna-1152x1536.jpeg 1152w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px"><figcaption class="wp-caption-text">La partenza della Processione con le Palme</figcaption></figure>
<h2>Le Palme e la pace</h2>
<p>«Grazie per queste belle giornate di incontro, condivisione, testimonianza e sostegno ai nostri progetti. Pregate per noi, perché siamo sempre fedeli a San Francesco, e quindi a Cristo». Così, nella Messa per la Domenica delle Palme nella chiesa di Santa Maria Maddalena a Crevenna, fra Cropelli ha concluso la sua omelia, aperta dall’augurio francescano di pace («ne abbiamo bisogno, in tutto il mondo come nelle nostre famiglie»).</p>
<p>Terminata la celebrazione, il cappuccino ha indossato i panni di Gesù ed è salito in groppa a Nuvola, l’asino messo a disposizione da Franco Pina per la pittoresca rievocazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme. Dal sagrato di Santa Maria Maddalena, al seguito di “Gesù” e di alcuni “discepoli” (impersonati da volontari del gruppo teatrale di Crevenna), si è mosso un folto corteo di parrocchiani che, agitando gli ulivi benedetti, ha raggiunto la Piazza prepositurale, per riunirsi ai fedeli a loro volta reduci dalla Messa in Santa Maria Nascente e a quelli provenienti da altre parrocchie. Qui la manifestazione si è conclusa tra canti, sventolio degli ulivi e un’ultima riflessione di fra Giovanni: «Vi propongo uno slogan: felicità è scendere. Cioè abbassarsi, farsi piccoli e umili, e mettersi al servizio».</p>
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<title>L’Arcivescovo ai Cresimandi: «Portate a casa l’amicizia con Gesù, la gioia e la preghiera»</title>
<link>https://www.eventi.news/larcivescovo-ai-cresimandi-portate-a-casa-lamicizia-con-gesu-la-gioia-e-la-preghiera</link>
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<description><![CDATA[ In 45 mila – tra ragazzi, genitori, padrini, madrine ed educatori – presenti allo Stadio Meazza per l’Incontro diocesano, come sempre caratterizzato da cori, canti e suggestive scenografie a fare da contorno alla riflessione di monsignor Delpini ]]></description>
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 07:00:16 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>L’Arcivescovo, Cresimandi:, «Portate, casa, l’amicizia, con, Gesù, gioia, preghiera»</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DSC09627-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Cresimandi 2026 (Cherchi/chiesadimilano.it)" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DSC09627-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DSC09627-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DSC09627-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">L'Arcivescovo saluta i fedeli accorsi a San Siro (Cherchi/chiesadimilano.it)</span><p>«Cosa portiamo a casa? L’amicizia con Gesù, la gioia, la preghiera. Questo ci accompagni verso la Pasqua e, accompagni voi ragazzi, verso la cresima».</p>
<p>Il campo verde di San Siro e gli spalti che diventano una grande tavola della festa, fatta di canti e di preghiera, di riflessione e di figurazioni suggestive, rese vive dai 45 mila provenienti da tutta la Diocesi, che riempiono lo stadio “Giuseppe Meazza”. Tutti insieme – ragazzi, genitori, educatori, madrine, padrini, catechisti sacerdoti e interi oratori – con le loro pettorine di diversi colori secondo le diverse Zone pastorali, per vivere il tradizionale incontro dell’Arcivescovo e dei Vicari episcopali con i cresimandi, ragazzi e ragazze (prevalentemente di V elementare) che riceveranno prossimamente il sacramento della Confermazione.  </p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2868563" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2868563 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DSC09397-scaled.jpg" alt="Cresimandi 2026 (Cherchi/chiesadimilano.it)" width="2560" height="1707" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DSC09397-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DSC09397-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DSC09397-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DSC09397-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DSC09397-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">Tre ragazzi presenti a San Siro (Cherchi/chiesadimilano.it)</figcaption></figure>
<h2>La gioia della fede</h2>
<p>Ispirato alla Lettera <strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/larcivescovo-ai-cresimandi-preparate-la-tavola-e-il-cuore-2857772.html"><em>Dove vuoi che prepariamo?</em>,</a></strong> che l’Arcivescovo ha consegnato all’avvio del “Cammino 100 giorni cresimandi”, l’attesissimo appuntamento diventa, così, un invito a riscoprire la dimensione della festa legata alla celebrazione della Cresima, un passaggio da preparare e rivivere nella gioia della fede e nel servizio al prossimo.</p>
<p></p>
<p>Una gioia “giovane” che esplode quando l’Arcivescovo – che al suo arrivo saluta alcuni cresimandi portatori di disabilità con le loro famiglie e i volontari di «Csi per il mondo» – entra in campo, compiendone il giro, accompagnato dai Vicari. Si parte subito con l’invocazione dello Spirito e si prosegue tra momenti di dialogo e le scenografie realizzate con materiali di recupero (cartoni, stoffe riciclate, ombrelli), messe in scena da circa 800 figuranti, secondo un’articolazione in tre tempi. E tutto guidato dall’icona evangelica delle Nozze di Cana, nel secondo capitolo del Vangelo di Giovanni, di cui alcuni diaconi leggono brani. Anche i Vicari prendono a turno la parola pronunciando preghiere e invocazioni.</p>
<p></p>
<p>Magnifiche e preparate per mesi le figurazioni – con i grandi striscioni dei nomi dei sette doni dello Spirito srotolati all’avvio dell’incontro – formando via via, a bordo campo, ora un cuore fatto di tanti ombrelli rossi aperti, ora il volto del Signore, ora quello di Maria, con richiami simbolici alle giare del racconto evangelico. Particolarmente bello il gesto per cui lo stadio si colora di migliaia di palloncini azzurri e, infine, del logo e del motto dell’oratorio di quest’anno, «Fatti avanti», nel momento del Mandato conferito da monsignor Delpini, la cui riflessione si costruisce attraverso le risposte alle domande poste da un genitore, un cresimando e una catechista.      </p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2868564" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2868564 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DSC09744-scaled.jpg" alt="Cresimandi 2026 (Cherchi/chiesadimilano.it)" width="2560" height="1707" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DSC09744-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DSC09744-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DSC09744-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DSC09744-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DSC09744-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">Una delle coreografie (Cherchi/chiesadimilano.it)</figcaption></figure>
<h2>«Radicarsi in Gesù»</h2>
<p>Inizia il rappresentante dei genitori, che nel primo momento dal titolo “Non hanno vino” chiede, «Come possiamo educare i nostri figli ad ascoltare Gesù, perché non manchi nella loro vita la gioia vera?».</p>
<p>«Non ho risposte – spiega monsignor Delpini attraverso un breve racconto di fantasia -, ma vi prego: siate lieti, siate sempre lieti nel Signore. I vostri figli vi ascoltano, non hanno bisogno delle vostre prediche, ma della vostra testimonianza. Se sentono che continuate a lamentarvi, come potranno sperare nella gioia? Siate lieti voi per primi e la gioia riempirà la vostra casa».</p>
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                            <div class="caption-in-modal">I cresimandi a San Siro (Cherchi/chiesadimilano.it)</div> </div></div></div><div class="swiper-slide">

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<p>Per il secondo momento, “Un gesto semplice”, è un cresimando che domanda come seguire il Signore tutti i giorni. «Siate pronti a servire: radicatevi in Gesù per affrontare le difficoltà della vita», osserva l’Arcivescovo che immagina la storia di un “albero sciocco” che avrebbe voluto mettere radici in montagna e al lago, ma che comprese che così sarebbe morto e tornò nel semplice giardino di casa a produrre le sue albicocche. Chiarissimo il richiamo simbolico al radicarsi nella terra buona che è il Signore.     </p>
<p>Infine, nel terzo<em> step</em>, dedicato a “Un dono inatteso”, è una catechista a porre l’interrogativo su «come aiutare i ragazzi a scoprire che la vita con Dio è una vita piena». «La gioia, l’entusiasmo, la fiducia nel futuro non si possono raccomandare come un dovere da eseguire – la risposta -. Ma voi catechisti insegnate a pregare in silenzio e con le parole, a stare davanti a Gesù, a fissare lo sguardo su di lui».</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2868565" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2868565 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-29-03-26-16-37-09-scaled.jpg" alt="Cresimandi 2026 (Cherchi/chiesadimilano.it)" width="2560" height="1707" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-29-03-26-16-37-09-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-29-03-26-16-37-09-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-29-03-26-16-37-09-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-29-03-26-16-37-09-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-29-03-26-16-37-09-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">La festa sugli spalti (Cherchi/chiesadimilano.it)</figcaption></figure>
<p>A conclusione, dopo la benedizione, in un tripudio di musica, colori e ancora un giro del campo da parte dell’Arcivescovo, c’è spazio anche per un gesto di fraternità e amicizia attraverso la raccolta fondi per una microrealizzazione, curata dell’associazione «Csi per il mondo», che andrà a sostenere alcuni progetti sportivi nella Diocesi di Pucallpa, in Perù. E, sul campo, si disegna, allora, un grande pallone.</p>
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<title>Zuppi: «Sdegno per misura grave e irragionevole»</title>
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<description><![CDATA[ L&#039;arcivescovo di Bologna e presidente della Cei ha definito l&#039;accaduto «doloroso per i tanti cristiani che, vivendo in quelle terre, rappresentano una testimonianza essenziale di speranza per tutti i popoli in contesti di divisione e conflitto» ]]></description>
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 07:00:16 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Zuppi:, «Sdegno, per, misura, grave, irragionevole»</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/PGZ8147a-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/PGZ8147a-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/PGZ8147a-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/PGZ8147a-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">(Foto Siciliani - Gennari/SIR)</span><p>«A nome dei vescovi italiani manifesto lo sdegno per ‘una misura grave e irragionevole’, condividendo quanto dichiarato nel comunicato congiunto del Patriarcato e della Custodia». Lo afferma il cardinal Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, dopo che domenica mattina la polizia israeliana <a href="https://www.chiesadimilano.it/news/attualita/pizzaballa-santo-sepolcro-polizia-israele-2868522.html" target="_blank" rel="noopener">ha impedito al cardinal Pierbattista Pizzaballa</a>, patriarca latino di Gerusalemme, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, di accedere alla Basilica del Santo Sepolcro per la celebrazione della Domenica delle Palme.</p>
<p></p>
<p>Informato dell’accaduto, il cardinal Zuppi ha contattato telefonicamente il cardinal Pizzaballa per rinnovargli «la vicinanza delle Chiese in Italia». Il presidente della Cei ha definito l’episodio «doloroso per i tanti cristiani che, vivendo in quelle terre, rappresentano una testimonianza essenziale di speranza per tutti i popoli in contesti di divisione e conflitto», chiedendo che «l’incidente odierno sia chiarito immediatamente». </p>
<p>Il cardinal Zuppi ha poi rivolto un appello: «Le autorità locali e le organizzazioni internazionali hanno il dovere inderogabile di garantire la libertà religiosa in Terra Santa, condizione imprescindibile per qualsiasi processo di pace autentico». Ha richiamato infine le parole di Leone XIV all’Angelus e ha concluso: «Al Signore della pace affidiamo le sofferenze di quanti vivono il dramma dei conflitti e delle guerre. A tutti i governanti chiediamo un gesto di riconciliazione e una tregua per la prossima Pasqua».​​​​​​​​​​​​​​​​</p>
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<title>Edizione di domenica 29 marzo</title>
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<description><![CDATA[ The post Edizione di domenica 29 marzo appeared first on Chiesa di Milano. ]]></description>
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 07:00:13 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Edizione, domenica, marzo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/MI7-2026-03-29_page-0001-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/MI7-2026-03-29_page-0001-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/MI7-2026-03-29_page-0001-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/MI7-2026-03-29_page-0001-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/comunicazione/milano-sette/edizione-di-domenica-29-marzo-3-2868601.html">Edizione di domenica 29 marzo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/">Chiesa di Milano</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Opera Cardinal Ferrari, una Pasqua dedicata alle fragilità</title>
<link>https://www.eventi.news/opera-cardinal-ferrari-una-pasqua-dedicata-alle-fragilita</link>
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<description><![CDATA[ Oltre 200 persone, accolte dai volontari dell’Opera, parteciperanno al grande Pranzo in programma domenica 5 aprile. Siederà a tavola anche l’arcivescovo Delpini ]]></description>
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 07:00:13 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Opera, Cardinal, Ferrari, una, Pasqua, dedicata, alle, fragilità</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Pasqua_Opera-Cardinal-Ferrari_-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Pasqua_Opera Cardinal Ferrari_" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Pasqua_Opera-Cardinal-Ferrari_-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Pasqua_Opera-Cardinal-Ferrari_-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Pasqua_Opera-Cardinal-Ferrari_-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Un pranzo di Pasqua degli anni scorsi</span><p>In una città sempre più veloce e sotto pressione sociale, la Pasqua torna a essere anche un momento concreto di accoglienza. Domenica 5 aprile, presso la sede di Opera Cardinal Ferrari (via Boeri 3), oltre 200 persone in condizione di fragilità siederanno a tavola per il tradizionale Grande Pranzo di Pasqua, simbolo di una comunità che sceglie di non lasciare indietro nessuno.</p>
<p>A portare il suo saluto sarà anche quest’anno l’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, presenza ormai costante in questa giornata, a testimonianza di una Chiesa che si fa prossimità e attenzione verso chi vive ai margini. Ad accogliere gli ospiti saranno i volontari dell’Opera, cuore pulsante dell’organizzazione, attivi anche nei giorni festivi per garantire non solo un pasto caldo, ma un momento di relazione, ascolto e dignità. Il pranzo, realizzato grazie al sostegno di Lidl Italia, prevede un menù completo della tradizione.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2868614" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2868614 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Mensa.jpg" alt="Pranzo Pasqua Opera Cardinal Ferrari" width="1600" height="1066" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Mensa.jpg 1600w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Mensa-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Mensa-1536x1023.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Mensa-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px"><figcaption class="wp-caption-text">I volontari al lavoro</figcaption></figure>
<h2>Amicizia e fraternità</h2>
<p>«La Pasqua, cuore dell’anno liturgico e della vita di chi si dice cristiano, parla di rinascita e di ripartenza, soprattutto per chi vive condizioni di emarginazione e solitudine, tra le grandi fragilità del nostro tempo – sottolinea Luciano Gualzetti, presidente di Opera Cardinal Ferrari -. Un gesto semplice come un pranzo condiviso può restituire dignità e speranza, ma anche creare nuove relazioni e comunità fraterne. La presenza dell’Arcivescovo è un grande segno di prossimità e di cura dei più fragili e di riconoscenza verso tutti i volontari che ogni giorno rendono possibile questa straordinaria esperienza concreta di amicizia e di accoglienza».</p>
<p>Da oltre 100 anni, Opera Cardinal Ferrari rappresenta un punto di riferimento per le persone in grave marginalità a Milano. Non solo un centro diurno, ma una vera e propria casa, dove ogni giorno vengono garantiti servizi essenziali, accompagnamento sociale e opportunità di reinclusione. Accanto ai servizi di base, negli ultimi anni si sono rafforzati anche i progetti dedicati all’accoglienza abitativa e sanitaria, come la Domus Hospitalis e le residenze sociali, insieme a iniziative come la Biblioteca, pensata per offrire uno spazio di crescita, cultura e partecipazione.</p>
<h2>L’Opera Ente del Terzo Settore</h2>
<p>A partire dal 3 marzo 2026, Opera Cardinal Ferrari è ufficialmente diventata Ente del Terzo Settore (ETS), un passaggio significativo che rafforza ulteriormente il percorso dell’organizzazione.</p>
<p>L’iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), avvenuta a seguito dell’adeguamento dello statuto al Codice del Terzo Settore, consente all’ente di accedere a nuove opportunità in termini di agevolazioni fiscali, bandi e finanziamenti, oltre a garantire maggiore trasparenza e solidità operativa. Una scelta strategica che mira a consolidare l’impatto sociale dell’Opera e a rafforzare le collaborazioni con enti pubblici e realtà private.</p>
<p>«Abbiamo condiviso un passaggio importante per la nostra organizzazione: un cambiamento che riguarda il nostro nome, il nostro statuto, ma soprattutto il modo in cui vogliamo stare nel presente e costruire il futuro. Questo nuovo capitolo non cancella ciò che siamo stati, ma lo valorizza e lo proietta in avanti, con maggiore chiarezza e forza», afferma Gualzetti.</p>
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<title>Leone XIV: «Deponete le armi, Dio rifiuta la guerra»</title>
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<description><![CDATA[ Nell&#039;omelia della messa della Domenica delle Palme, il Pontefice ha rivolto un appello alla pace. «Nessuno può usare Dio per giustificare la guerra». Il principe della pace «sostenga i popoli feriti dalle guerra», a cominciare dal Medio Oriente, l&#039;altro appello durante l&#039;Angelus ]]></description>
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 07:00:12 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Leone, XIV:, «Deponete, armi, Dio, rifiuta, guerra»</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/MAR4225-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/MAR4225-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/MAR4225-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/MAR4225-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Papa Leone XIV presiede la Santa Messa della Domenica delle Palme (Foto Vatican Media/SIR)</span><p>«Cristo, Re della pace, grida ancora dalla sua croce: Dio è amore! Abbiate pietà! Deponete le armi, ricordatevi che siete fratelli!». Si è conclusa con questo appello l’omelia della messa presieduta in piazza San Pietro da Leone XIV, che ha segnato l’inizio della sua prima Settimana Santa da Pontefice. «Eleviamo la nostra supplica al principe della pace, affinché sostenga i popoli feriti dalla guerra e apra cammini concreti di riconciliazione e di pace», l’altro appello durante l’Angelus, in una piazza San Pietro stracolma di fedeli, che Leone ha salutato con un giro prolungato in papamobile, al termine della messa.</p>
<p>«Sono vicino con la preghiera ai cristiani del Medio Oriente, che soffrono per le conseguenze di un conflitto atroce e in molti casi non possono vivere pienamente i riti di questi giorni santi», ha detto Leone XIV: «Proprio nei giorni in cui la Chiesa contempla il mistero della passione del Signore non possiamo dimenticare quanti oggi partecipano in modo reale alla sua sofferenza. La loro prova interpella la coscienza di tutti».</p>
<h2>Il ricordo per i migranti</h2>
<p>Il Papa ha ricordato i marittimi vittimi della guerra e i migranti morti in mare: «Terra, cielo e mare sono creati per la vita e per la pace», ha esclamato. «Guardiamo a Gesù, che si presenta come Re della pace, mentre attorno a lui si sta preparando la guerra», l’invito all’inizio dell’omelia, in cui Leone ha tracciato un ritratto molto intenso di Gesù che percorre la via della Croce: «ci mettiamo dietro di lui, seguiamo i suoi passi. E camminando con lui, contempliamo la sua passione per l’umanità, il suo cuore che si spezza, la sua vita che si fa dono d’amore».</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2868631" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-2868631" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/RIS1478-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1705" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/RIS1478-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/RIS1478-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/RIS1478-1536x1023.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/RIS1478-2048x1364.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/RIS1478-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">(Foto Vatican Media/SIR)</figcaption></figure>
<p>«Lui, che rimane fermo nella mitezza, mentre gli altri si agitano nella violenza. Lui, che si offre come una carezza per l’umanità, mentre altri impugnano spade e bastoni. Lui, che è la luce del mondo, mentre le tenebre stanno per ricoprire la terra. Lui, che è venuto a portare la vita, mentre si compie il piano per condannarlo a morte. Come Re della pace, Gesù vuole riconciliare il mondo nell’abbraccio del Padre e abbattere ogni muro che ci separa da Dio e dal prossimo, perché egli è la nostra pace», ha assicurato il Pontefice: «Come Re della pace, entra in Gerusalemme in groppa a un asino, non a un cavallo, realizzando l’antica profezia che invitava a esultare per l’arrivo del Messia: ‘Ecco, a te viene il tuo re. Egli è giusto e vittorioso, umile, cavalca un asino, un puledro figlio d’asina. Farà sparire il carro da guerra da Efraim e il cavallo da Gerusalemme, l’arco di guerra sarà spezzato, annuncerà la pace alle nazioni. Come Re della pace, quando uno dei suoi discepoli estrae la spada per difenderlo e colpisce il servo del sommo sacerdote, egli subito lo ferma dicendo: ‘Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno. Come Re della pace, mentre veniva caricato delle nostre sofferenze e trafitto per le nostre colpe, egli ‘non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori».</p>
<p>«Questo è il nostro Dio: Gesù, Re della pace», ha sintetizzato il Papa: «Un Dio che rifiuta la guerra, che nessuno può usare per giustificare la guerra, che non ascolta la preghiera di chi fa la guerra e la rigetta dicendo: ‘Anche se moltiplicaste le preghiere, io non ascolterei: le vostre mani grondano sangue’».</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2868633" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-2868633" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/RIS1619-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1707" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/RIS1619-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/RIS1619-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/RIS1619-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/RIS1619-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/RIS1619-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">(Foto Vatican Media/SIR)</figcaption></figure>
<p>Gesù “non si è armato, non si è difeso, non ha combattuto nessuna guerra”, ha ribadito Leone XIV: «Ha manifestato il volto mite di Dio, che sempre rifiuta la violenza, e invece di salvare sé stesso si è lasciato inchiodare alla croce, per abbracciare tutte le croci piantate in ogni tempo e luogo nella storia dell’umanità».</p>
<p>Guardando a Gesù, «che è stato crocifisso per noi, vediamo i crocifissi dell’umanità» ha proseguito il Papa allargando ancora il suo sguardo: «Nelle sue piaghe vediamo le ferite di tante donne e uomini di oggi. Nel suo ultimo grido rivolto al Padre sentiamo il pianto di chi è abbattuto, di chi è senza speranza, di chi è malato, di chi è solo. E soprattutto sentiamo il gemito di dolore di tutti coloro che sono oppressi dalla violenza e di tutte le vittime della guerra».</p>
<p>«Con le parole del Servo di Dio, il vescovo Tonino Bello, vorrei affidare questo grido a Maria Santissima, che sta sotto la croce del Figlio, e piange anche ai piedi dei crocifissi di oggi», ha detto Leone XIV al termine dell’omelia, citando il vescovo di Molfetta e presidente di Pax Christi: «Santa Maria, donna del terzo giorno, donaci la certezza che, nonostante tutto, la morte non avrà più presa su di noi. Che le ingiustizie dei popoli hanno i giorni contati. Che i bagliori delle guerre si stanno riducendo a luci crepuscolari. Che le sofferenze dei poveri sono giunte agli ultimi rantoli. E che, finalmente, le lacrime di tutte le vittime delle violenze e del dolore saranno presto prosciugate, come la brina dal sole della primavera».</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/leone-xiv-domenica-palme-appello-pace-israele-2868628.html">Leone XIV: «Deponete le armi, Dio rifiuta la guerra»</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/">Chiesa di Milano</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Luca Attanasio figura&#45;guida nella Notte degli Ulivi</title>
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<description><![CDATA[ L’Ambasciatore assassinato in Congo cinque anni fa ispirerà le meditazioni che accompagneranno la salita all’Eremo San Salvatore promossa dall’Azione Cattolica il 31 marzo. Presenti alcuni testimoni, tra cui il padre ]]></description>
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 07:00:11 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Luca, Attanasio, figura-guida, nella, Notte, degli, Ulivi</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="600" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2017/02/1.90591-600x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Notte degli Ulivi" loading="lazy" link_thumbnail=""><span class="bso_caption"></span><p>La vita e la testimonianza dell’ambasciatore Luca Attanasio, assassinato a 43 anni nel 2021 nella Repubblica democratica del Congo, saranno il filo rosso che accompagnerà la riflessione e la preghiera della <strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/locandina_notte_ulivi.jpeg" data-rel="gallery-gallery-6ISoOhXq" data-rl_title="" data-rl_caption="" title="">Notte degli Ulivi</a></strong>, la veglia diocesana organizzata dai Giovani di Azione cattolica all’Eremo di San Salvatore sopra Erba. L’iniziativa, che la sera di mercoledì 31 marzo introduce i giovani dai 20 ai 30 anni nel Triduo pasquale, consiste nella salita a piedi fino a San Salvatore, accompagnati da un percorso meditativo, e poi nell’adorazione eucaristica nella cappella dell’Eremo, dove si ammira uno splendido affresco attribuito a Michelino da Besozzo, pittore del Quattrocento. Seguirà un piccolo momento di convivialità in conclusione.</p>
<h2>Da cristiano nell’impegno civile</h2>
<p>«Noi giovani abbiamo scelto Luca Attanasio come figura-guida della Notte degli Ulivi perché l’abbiamo trovata significativa di un impegno civile da cristiani in un tempo, quale è il nostro, segnato dal disinteresse per la vita politica e sociale – spiega Michele Bertoldi, responsabile diocesano dei Giovani di Azione cattolica -. Luca era cresciuto nell’ambiente del suo oratorio, a Limbiate, ed è stato un eccellente diplomatico che non ha mai nascosto la sua fede».</p>
<p>Il ritrovo per i partecipanti è alle 20 al parcheggio del Cimitero di Crevenna di Erba (via San Giorgio), da cui partirà la salita all’Eremo di San Salvatore (in caso di maltempo il ritrovo è direttamente all’Eremo). Saranno presenti tre testimoni che introdurranno i giovani alla conoscenza di Luca Attanasio: il papà Salvatore, la giornalista Giusy Baioni, esperta di Congo, e Sefora Luzzini, amica d’infanzia dell’Ambasciatore e promotrice dell’associazione Amici di Luca Attanasio.</p>
<h2>Il legame con l’Eremo</h2>
<p>Ormai da qualche lustro la Notte degli Ulivi è un appuntamento fisso nel calendario di Quaresima dei giovani di Ac. Grazie alla suggestione dell’ambiente naturale e alla straordinaria spiritualità che si respira all’Eremo, è un’ottima occasione per entrare con il piede giusto nel tempo del Triduo.</p>
<p>La scelta del luogo, tra l’altro, ribadisce lo speciale legame tra l’Ac ambrosiana e l’Eremo di San Salvatore dove negli anni Settanta e Ottanta tenne la sua “cattedra” di formazione laicale il Venerabile Giuseppe Lazzati (di cui il 18 maggio ricorrono i 40 anni dalla morte), “maestro” di spiritualità e di impegno nella “città dell’uomo” per intere generazioni di giovani di Ac.</p>
<p>La Notte degli ulivi è aperta a tutti, non solo ai giovani iscritti all’Azione cattolica. È richiesto di<strong> <a href="http://www.cloud32.it/AC/ACL/camp/ACMI/688" target="_blank" rel="noopener">segnalare online la propria partecipazione</a>.</strong></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/luca-attanasio-figura-guida-nella-notte-degli-ulivi-2868352.html">Luca Attanasio figura-guida nella Notte degli Ulivi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/">Chiesa di Milano</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Domenica di Pasqua</title>
<link>https://www.eventi.news/domenica-di-pasqua</link>
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<description><![CDATA[ A cura di Giuseppe Grampa ]]></description>
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 07:00:09 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Domenica, Pasqua</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/riflessioni-di-don-giuseppe-grampa/quaresima-2026-anno-a-dg/domenica-di-pasqua-40-2868662.html">Domenica di Pasqua</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/">Chiesa di Milano</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Senza dimora, cosa racconta il nuovo censimento</title>
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<description><![CDATA[ L&#039;analisi condotta dall&#039;Istat e dalla Fio.PSD nella rilevazione dello scorso 26 gennaio ha individuato 1641 persone per strada o nei rifugi della città. Dai dati risultano in aumento le quote di giovani e di donne ]]></description>
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 07:00:08 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Senza, dimora, cosa, racconta, nuovo, censimento</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2023/06/Senza-dimora-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Una persona senza dimora soccorsa da alcuni volontari della fondazione arca a milano" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2023/06/Senza-dimora-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2023/06/Senza-dimora-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2023/06/Senza-dimora-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>Istat e Fio.PSD hanno divulgato i risultati <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/le-persone-senza-dimora-il-conteggio-nei-14-comuni-centro-di-area-metropolitana-primi-risultati/">del censimento sui senza dimora</a> realizzato lo scorso 26 gennaio, quando i volontari della Federazione hanno trascorso una notte tra le vie delle principali città italiane per monitorare l’ampiezza del fenomeno.</p>
<p>I dati raccolti sono la fotografia di quella notte, dietro alla quale c’è stata una preparazione durata quasi un anno. Per ridurre il più possibile l’area del ”grigio” è stato necessario che gli operatori avessero il quadro più chiaro possibile del contesto, in modo tale che già in parte “conoscessero” la situazione che avrebbero incontrato. «Istat ha mappato le strutture di accoglienza, analizzandone l’organizzazione, come per esempio gli orari di ingresso e uscita – racconta Agnese Ciulla, che per la Fio.PSD è la responsabile dei rapporti con enti locali e regioni – . È stato inoltre definito il perimetro delle aree da monitorare».</p>
<p>Sono state escluse dalle rilevazioni per esempio le aree in cui non risultava una presenza abituale di senza dimora, e sono stati definiti in anticipo i livelli di sicurezza delle zone. È stato inoltre attivato un raccordo con gli ospedali per verificare eventuali presenze o segnalazioni già note.</p>
<p>Un’ulteriore premessa da tenere in considerazione quando si osservano i dati che riguardano Milano è il contesto in cui sono stati ottenuti. Il censimento infatti è avvenuto alla vigilia delle Olimpiadi, quando «diversi organi di stampa  avevano segnalato possibili spostamenti di persone sul territorio – puntualizza Ciulla -. Si tratta quindi di un dato che descrive quella singola notte, ma che deve essere interpretato come parte di un fenomeno più ampio».</p>
<p><img loading="lazy" class="size-full wp-image-2854939 aligncenter" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2025/11/Senza-fissa-dimora.jpg" alt="" width="1920" height="1280" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2025/11/Senza-fissa-dimora.jpg 1920w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2025/11/Senza-fissa-dimora-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2025/11/Senza-fissa-dimora-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2025/11/Senza-fissa-dimora-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px"></p>
<h2><strong>Dove passano la notte </strong></h2>
<p>I numeri di Milano raccontano di 1.641 persone identificate, e sono solo coloro che è stato possibile rilevare nel corso della notte. Uno degli elementi che emerge è come la maggior parte di loro (1.040) abbiano trascorso la notte all’interno di una delle 25 strutture di accoglienza della città, mentre 601 persone abbiano trascorso la notte all’aperto. Per questi ultimi, il dato sulle sistemazioni in strada rivela una distribuzione quasi paritaria: il 44,7% ha dormito in spazi pubblici aperti come piazze o parchi, mentre il 40,7% ha cercato riparo tra i portici o i sottopassi. </p>
<div><img src="https://datawrapper.dwcdn.net/DGEkt/full.png" alt="I luoghi di riparo a Milano (Anello elettorale)"></div>
<p> </p>
<p>Ma per questo segmento la strada era l’unica scelta? Non esattamente, perché quella notte nelle strutture milanesi quasi 300 posti letto sono rimasti vuoti. Le ragioni su come mai non siano stati riempiti tutti i posti disponibili sono da tempo note agli operatori, e sono spesso legate alla difficoltà degli utenti di accettare le sistemazioni comunitarie dei dormitori o alla paura di abbandonare il posto dove sono soliti trascorrere le giornate.</p>
<p>Come aveva infatti osservato <a href="https://www.chiesadimilano.it/news/milano-lombardia/senza-dimora-morti-milano-2026-2860868.html">dopo i decessi di gennaio Alessandro Pezzoni</a>, responsabile dell’area grave emarginazione di Caritas Ambrosiana, il principale limite del Piano Freddo del Comune di Milano è la sua configurazione. I dormitori sono utili e rispondono a questa emergenza, soprattutto sui grandi numeri (allo scorso febbraio quasi 700 persone erano state accolte negli 11 centri attivati per l’inverno, in aggiunta a quelli ordinari attivi tutto l’anno), ma essendo organizzati come dormitori collettivi, sono difficilmente accessibili da parte di chi ha dipendenze o disturbi psichici gravi. «Alcune di queste vittime erano in condizioni di fragilità estrema – aveva raccontato a febbraio Magda Baietti, presidente dell’Associazione Ronda Carità e Solidarietà Milano ODV, <a href="https://www.chiesadimilano.it/news/milano-lombardia/senza-dimora-milano-morti-febbraio-2862839.html">commentando il decesso di due senza dimora in quei giorni</a> – e spesso chi presenta questi problemi non vuole essere assistito e rifiuta le strutture». </p>
<p>Chi vive in strada, spesso portatore di fragilità estreme, rischia letteralmente la vita. Solo nel 2025 sono stati 414 i decessi registrati, ma il numero reale potrebbe essere più alto, poiché molte morti non vengono segnalate. I dati del fenomeno sono raccolti sempre dalla Fio.PSD, che da più di sei anni li aggiorna in un database nazionale. In questi primi quattro mesi del 2026 in Lombardia sono stati segnalati già 27 episodi. </p>
<p></p>
<h2>In crescita i giovani e le donne</h2>
<p>L’analisi demografica del censimento scardina invece l’immagine stereotipata del senza dimora anziano, e ci racconta casomai la crescita dei giovani in strada. A Milano, i senza dimora nella fascia tra i 18 e i 30 anni rappresentano il 20,5% degli ospiti nelle strutture. La media nazionale del censimento si attesta invece al 15,3%.</p>
<div><img src="https://datawrapper.dwcdn.net/Wnds8/full.png" alt="Ospiti nelle strutture per classe di età a Milano (Anello elettorale)"></div>
<p> </p>
<p>Sul ringiovanimento della popolazione di strada, la stessa Ciulla segnala come esista una corrispondenza con le politiche legate alle migrazioni. «Le persone perdono il permesso di soggiorno e si ritrovano in strada e quindi sono più giovani». Questa fascia di età è inoltre più difficile da intercettare dai servizi, in particolare per le ragioni che li portano a diventare senza dimora, legate soprattutto all’uso di stupefacenti, legami familiari fragili o condizioni psichiatriche. </p>
<p>A Milano anche i numeri sulle donne sono in crescita: nel 2026 sono il 6% del totale. Ciulla racconta che la crescita di donne senza dimora a Milano è emersa soprattutto all’interno delle strutture d’accoglienza, che nel tempo hanno dovuto calibrare le proprie risposte d’intervento per questa utenza.</p>
<p>Un dato che secondo Ciulla è utile ricordare su Milano sono le persone accolte in abitazioni o che hanno una esperienza di seconda accoglienza legata alla casa: «A Milano circa 450 persone hanno già intrapreso questo percorso. È un dato che mostra come l’accoglienza non avvenga solo tramite interventi emergenziali, ma come si può arrivare invece a un passaggio successivo, verso una fase di stabilizzazione».</p>
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<title>Patriarcato e Custodia: «Garantito l’accesso per la Settimana Santa»</title>
<link>https://www.eventi.news/patriarcato-e-custodia-garantito-laccesso-per-la-settimana-santa</link>
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<description><![CDATA[ Dopo il divieto di accesso al Sepolcro, le questioni relative alle celebrazioni «sono state affrontate e risolte in coordinamento con le autorità competenti» ]]></description>
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 07:00:07 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Patriarcato, Custodia:, «Garantito, l’accesso, per, Settimana, Santa»</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/gerusalemme1-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Una veduta di Gerusalemme" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/gerusalemme1-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/gerusalemme1-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/gerusalemme1-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Una veduta di Gerusalemme (foto Sir)</span><p>Dopo il grave episodio avvenuto nella mattina di ieri, Domenica delle Palme, quando la Polizia israeliana ha impedito l’ingresso al Santo Sepolcro al Patriarca latino, cardinale Pierbattista Pizzaballa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo – impedendo loro di celebrare la Messa – il Patriarcato Latino di Gerusalemme e la Custodia di Terra Santa hanno diffuso oggi un comunicato congiunto nel quale affermano che le questioni relative alle celebrazioni di Settimana Santa e Pasqua «sono state affrontate e risolte in coordinamento con le autorità competenti».</p>
<h2>Liturgie e preghiere in diretta</h2>
<p>In particolare, viene precisato che, in accordo con la Polizia israeliana, «l’accesso ai rappresentanti delle Chiese è stato garantito per lo svolgimento delle liturgie e delle cerimonie e per preservare le antiche tradizioni pasquali al Santo Sepolcro».</p>
<p>Nel comunicato si ricorda che, «alla luce dell’attuale stato di guerra», rimangono in vigore le restrizioni ai raduni pubblici. Per questo motivo, Patriarcato e Custodia spiegano che «le liturgie e le preghiere saranno trasmesse in diretta ai fedeli della Terra Santa e del mondo intero».</p>
<p>Patriarcato e Custodia esprimono «sincera gratitudine” al presidente israeliano Isaac Herzog per “la sua pronta attenzione e il suo prezioso intervento». Un ringraziamento è rivolto anche ai Capi di Stato e ai responsabili istituzionali che, si legge, «hanno agito con rapidità per far pervenire le loro ferme posizioni, molti dei quali si sono personalmente messi in contatto per esprimere vicinanza e sostegno».</p>
<h2>Un valore supremo e condiviso</h2>
<p>Nel comunicato Patriarcato e Custodia sottolineano che «la fede religiosa costituisce un valore umano supremo, condiviso da ebrei, cristiani, musulmani, drusi e altri». In tempi di conflitto, aggiungono, «salvaguardare la libertà di culto rimane un dovere fondamentale e condiviso». Per questo auspicano che «si possano continuare a trovare le disposizioni adeguate che permettano la preghiera nei luoghi di culto, in particolare nei Luoghi Santi di tutte le religioni, nel rispetto delle legittime necessità di sicurezza e delle osservanze religiose che sono di profonda importanza per centinaia di milioni di credenti».</p>
<p>Il comunicato ribadisce che la Chiesa «rimane in dialogo continuo con le autorità, inclusa la polizia israeliana», e conclude con una preghiera affinché «abbia fine la tragica guerra che colpisce la regione, consapevoli delle pesanti conseguenze su tutti». Il Patriarcato latino e la Custodia rinnovano infine l’impegno al «dialogo, al rispetto reciproco e alla preservazione dello Statu Quo», formulando l’augurio di una «Buona Settimana Santa».</p>
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<title>Comunità di Sant’Egidio, un miracolo di housing first</title>
<link>https://www.eventi.news/comunita-di-santegidio-un-miracolo-di-housing-first</link>
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<description><![CDATA[ Casa Valter per persone senza dimora inaugurata a Lambrate con i protagonisti dello spettacolo «Miracolo a Milano» in scena al Piccolo Teatro ]]></description>
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 07:00:07 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Comunità, Sant’Egidio, miracolo, housing, first</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/cid_ii_mnda3hhh0-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Casa Valter Comunità Sant'Egidio" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/cid_ii_mnda3hhh0-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/cid_ii_mnda3hhh0-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/cid_ii_mnda3hhh0-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Un momento dell'inaugurazione</span><p>Oggi pomeriggio Lino Guanciale, protagonista, Michele Dell’Utri, attore, e Claudio Longhi, regista dello spettacolo <em>Miracolo a Milano</em>, in scena al Piccolo Teatro, sono stati ospiti di Vito e Luciano e dei loro amici di Sant’Egidio nella nuova casa di via Pacini, inaugurata nell’occasione.</p>
<p>Casa Valter è una esperienza della Comunità di Sant’Egidio per il passaggio diretto dalla strada alla casa, nel superamento della precarietà cronica di persone senza dimora. Proprio la casa come diritto umano è il principio che muove l’idea di <em>housing first </em>di Sam Tsemberis, psicologo di comunità statunitense, a cui si ispirano tante iniziative di passaggio diretto dalla strada alla casa. La casa prima di tutto, abbandonando i “percorsi <em>a step</em>” (centro diurno, dormitorio, casa ponte, …) che per anni hanno caratterizzato gli interventi di recupero sociale delle persone senza dimora. <em>Housing first</em> parla di efficacia e risparmio dei costi sociali.</p>
<h2>La casa per sempre</h2>
<p>Spiega Ulderico Maggi di Sant’Egidio: «Qui a Milano, con Casa Valter e altre esperienze simili di Sant’Egidio, vogliamo affermare qualche cosa di più: la casa deve essere per sempre. Ci sembra questo il fulcro del concetto e dell’applicazione di <em>Housing First</em>. Deve essere quella sicurezza che è venuta a frantumarsi nella vita di queste persone. In strada troviamo gente traumatizzata dalla precarietà. Bisogna, quindi, dare risposte sempre più coraggiose, oltre a quelle sviluppate già da tanti soggetti a Milano. Risposte che parlino di per sempre e non ipotecate in anticipo da una scadenza. Pensare di dover riuscire a risollevarsi in un breve periodo, fa troppo male, non aiuta persone molto compromesse dalla vita in strada. Peraltro, la cosiddetta autonomia è spesso una chimera, soggettiva nella misura e comunque raggiungibile da queste persone in lunghi tempi e con un forte accompagnamento. Non crediamo nella contrattazione diretta permanenza in casa – sviluppo dell’autonomia. Devono essere meccanismi indipendenti per poter risultare efficaci entrambi».</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2868699" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2868699 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/cid_ii_mnda9vrc4.jpg" alt="Casa Valter Comunità Sant'Egidio" width="1600" height="1067" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/cid_ii_mnda9vrc4.jpg 1600w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/cid_ii_mnda9vrc4-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/cid_ii_mnda9vrc4-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/cid_ii_mnda9vrc4-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px"><figcaption class="wp-caption-text">Luciano mostra a Lino Guanciale la biblioteca della Casa sulla vecchia Milano</figcaption></figure>
<h2>Miracoli in scena e nella realtà</h2>
<p>Il miracolo è dunque quello di Totò, il protagonista dello spettacolo in scena al Piccolo Teatro Miracolo a Milano, che rievoca il celebre e omonimo film di Vittorio de Sica sul testo di Cesare Zavattini. La vicenda di Totò – prima bambino in orfanotrofio e poi barbone a Lambrate – si intreccia con il <em>boom</em> edilizio a Milano dell’inizio degli anni Cinquanta. Totò e gli altri sognano un futuro possibile e, sognandolo, questo diventa reale.</p>
<p>Chi costruisce le case per la povera gente? È la cinica e amara domanda che risuona nello spettacolo a fronte dei vani tentativi di resistere del gruppo di poveracci che hanno fatto della baraccopoli la loro dimora e la loro manifestazione per il loro diritto alla casa.</p>
<p>Il miracolo di Casa Valter è la convivenza tra due uomini anziani che hanno vissuto in strada per molti anni (in attesa del terzo coinquilino), ora in una casa bella che sostituisce per sempre il selciato della stazione e i topi come compagni. Il miracolo è la ricostituzione di una famiglia, quella di Sant’Egidio, che cementa e incoraggia passo dopo passo una possibilità che sembrava impossibile. Il miracolo è anche quello di Gianni, un altro uomo senza dimora per anni in strada, ora in casa, che ha deciso di destinare i suoi risparmi a Casa Valter, «perché quelli di Sant’Egidio sono stati i primi ad accorgersi di me».</p>
<h2>Sant’Egidio a Milano per i senza dimora</h2>
<p>A Milano Sant’Egidio accoglie e accompagna da vicino in strada e in casa centinaia di persone senza dimora con tre forme di servizi.</p>
<p>Decine di persone in esperienze di <em>housing</em> pubblico e privato (tra cui due <em>housing first</em>). La “Caffetteria dell’Amicizia”, un centro diurno aperto tutto l’anno senza interruzioni tre mattine a settimana con un servizio di colazione, docce, assistenza medica e legale e residenza anagrafica, frequentato da un centinaio di persone.</p>
<p>Sei unità di strada serali e notturne (presso le stazioni di Garibaldi e Cadorna, nel Centro e in zona Tibaldi), per il primo contatto, la costruzione di percorsi ulteriori individuali e l’assistenza emergenziale (assistenza medica, legale, cibo, sacchi a pelo e coperte).</p>
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<title>Martedì della Settimana Santa</title>
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<description><![CDATA[ Prima lettura Is 49,1-6 Dal libro del profeta Isaìa Ascoltatemi, o isole, udite attentamente, nazioni lontane; il Signore dal seno materno mi ha chiamato, fino dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome. Ha reso la mia bocca come spada affilata, mi ha nascosto all’ombra della sua mano, mi ha reso freccia appuntita, mi […]
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 07:00:06 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Martedì, della, Settimana, Santa</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Prima lettura </strong><em>Is 49,1-6</em><br>
Dal libro del profeta Isaìa</p>
<p>Ascoltatemi, o isole,<br>
udite attentamente, nazioni lontane;<br>
il Signore dal seno materno mi ha chiamato,<br>
fino dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome.<br>
Ha reso la mia bocca come spada affilata,<br>
mi ha nascosto all’ombra della sua mano,<br>
mi ha reso freccia appuntita,<br>
mi ha riposto nella sua farètra.<br>
Mi ha detto: «Mio servo tu sei, Israele,<br>
sul quale manifesterò la mia gloria».<br>
Io ho risposto: «Invano ho faticato,<br>
per nulla e invano ho consumato le mie forze.<br>
Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore,<br>
la mia ricompensa presso il mio Dio».<br>
Ora ha parlato il Signore,<br>
che mi ha plasmato suo servo dal seno materno<br>
per ricondurre a lui Giacobbe<br>
e a lui riunire Israele<br>
– poiché ero stato onorato dal Signore<br>
e Dio era stato la mia forza –,<br>
e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo<br>
per restaurare le tribù di Giacobbe<br>
e ricondurre i superstiti d’Israele.<br>
Io ti renderò luce delle nazioni,<br>
perché porti la mia salvezza<br>
fino all’estremità della terra».</p>
<p><strong>Salmo</strong> <em>Sal 70<strong></strong></em></p>
<p><em><strong>La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza.</strong></em></p>
<p>In te, Signore, mi sono rifugiato,<br>
mai sarò deluso.<br>
Per la tua giustizia, liberami e difendimi,<br>
tendi a me il tuo orecchio e salvami. R</p>
<p>Sii tu la mia roccia,<br>
una dimora sempre accessibile;<br>
hai deciso di darmi salvezza:<br>
davvero mia rupe e mia fortezza tu sei!<br>
Mio Dio, liberami dalle mani del malvagio. R</p>
<p>Sei tu, mio Signore, la mia speranza,<br>
la mia fiducia, Signore, fin dalla mia giovinezza.<br>
Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,<br>
dal seno di mia madre sei tu il mio sostegno. R</p>
<p>La mia bocca racconterà la tua giustizia,<br>
ogni giorno la tua salvezza,<br>
che io non so misurare.<br>
Fin dalla giovinezza, o Dio, mi hai istruito<br>
e oggi ancora proclamo le tue meraviglie. R</p>
<p><strong>Vangelo</strong> <em>Gv 13,21-33.36-38</em><br>
Dal Vangelo secondo Giovanni</p>
<p>In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà».<br>
I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui.<br>
Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.<br>
Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire».<br>
Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte».</p>
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<title>San Guido di Pomposa</title>
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<description><![CDATA[ Martedì della settimana autentica ]]></description>
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 07:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>San, Guido, Pomposa</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/s.-guido-di-pomposa-1-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/s.-guido-di-pomposa-1-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/s.-guido-di-pomposa-1-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/s.-guido-di-pomposa-1-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>Guido degli Strambiati nacque nella seconda metà del X secolo a Casamari, nel ravennate. Giovane studioso, ma anche mondano, fu toccato dalla grazia del Signore nella festa di sant’Apollinare. Decise perciò di cambiare vita e intraprese un viaggio a Roma da dove, dopo la tonsura, andò pellegrino in Terra Santa. Di ritorno a Ravenna, sotto la guida dell’eremita Martino, che aveva abbandonato l’abbaziato del cenobio di Pomposa, condusse vita eremitica. Il nuovo abate del monastero, Guglielmo, vedendo i rapidi progressi di Guido nell’esercizio delle virtù monastiche, prima di lasciare a sua volta Pomposa per l’eremo, lo nominò priore di S. Severo in Ravenna.<br>
Nel 998 poi fu eletto abate di Pomposa. Uomo saggio, santo e di forte personalità, governò il monastero per circa trentotto anni, e lo portò ad un alto livello di vita spirituale, di cultura e di benessere materiale, conquistando la stima e l’ammirazione dei sovrani del suo tempo e dei vescovi locali. Collaborò con l’arcivescovo Gebeardo e con san Pier Damiani alla riforma ecclesiastica. Anche nel campo musicale liturgico fece opera di rinnovamento sostenendo il monaco Guido d’Arezzo nella sua nuova teoria della scala musicale di sette note, pur non potendo impedire, per amor di pace, che fosse allontanato da Pomposa. Si lasciò ispirare dall’ideale monastico di san Romualdo, operante in Ravenna in quegli anni, ma dette alla comunità una sua propria disciplina monastica, definita Ordo Pomposianus, alternando in modo equilibrato il cenobitismo e l’eremitismo.<br>
L’imperatore Enrico III, cui era giunta la fama della sua sapienza, lo invitò a Piacenza per incontrarlo, ma Guido dovette fermarsi a Borgo san Donnino per una sopraggiunta infermità. Qui morì il 31 marzo 1046. Il suo corpo, per volere di Enrico III, fu traslato a Spira in Germania. Solo nel 1755 i monaci pomposiani di san Benedetto di Ferrara ottennero alcune reliquie del santo.</p>
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<title>Martedì della Settimana autentica</title>
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<description><![CDATA[ ALL’INGRESSO   Cristo si è caricato dei nostri mali, ha preso su di sé le nostre colpe. Ci hai riscattato con il tuo Sangue, o Signore; uomini di ogni razza e di ogni lingua, di ogni tribù e nazione. ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA La tua misericordia, o Dio, strappi dal nostro cuore ogni vecchia radice di […]
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<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 07:00:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Martedì, della, Settimana, autentica</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ALL’INGRESSO</strong>  <br>
Cristo si è caricato dei nostri mali,<br>
ha preso su di sé le nostre colpe.<br>
Ci hai riscattato con il tuo Sangue, o Signore;<br>
uomini di ogni razza e di ogni lingua,<br>
di ogni tribù e nazione.</p>
<p><strong>ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA<br>
</strong>La tua misericordia, o Dio, strappi dal nostro cuore ogni vecchia radice di peccato e ci renda aperti al dono della vita nuova.<br>
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. <strong>Amen</strong> </p>
<p><strong>GIOBBE</strong> 16, 1-20<br>
Lettura del libro di Giobbe</p>
<p>In quei giorni. Giobbe prese a dire: «Ne ho udite già molte di cose simili! Siete tutti consolatori molesti. Non avranno termine le parole campate in aria? O che cosa ti spinge a rispondere? Anch’io sarei capace di parlare come voi, se voi foste al mio posto: comporrei con eleganza parole contro di voi e scuoterei il mio capo su di voi. Vi potrei incoraggiare con la bocca e il movimento delle mie labbra potrebbe darvi sollievo. Ma se parlo, non si placa il mio dolore; se taccio, che cosa lo allontana da me? Ora però egli mi toglie le forze, ha distrutto tutti i miei congiunti e mi opprime. Si è costituito testimone ed è insorto contro di me: il mio calunniatore mi accusa in faccia. La sua collera mi dilania e mi perseguita; digrigna i denti contro di me, il mio nemico su di me aguzza gli occhi. Spalancano la bocca contro di me, mi schiaffeggiano con insulti, insieme si alleano contro di me. Dio mi consegna come preda all’empio, e mi getta nelle mani dei malvagi. Me ne stavo tranquillo ed egli mi ha scosso, mi ha afferrato per il collo e mi ha stritolato; ha fatto di me il suo bersaglio. I suoi arcieri mi circondano; mi trafigge le reni senza pietà, versa a terra il mio fiele, mi apre ferita su ferita, mi si avventa contro come un guerriero. Ho cucito un sacco sulla mia pelle e ho prostrato la fronte nella polvere. La mia faccia è rossa per il pianto e un’ombra mortale mi vela le palpebre, benché non ci sia violenza nelle mie mani e sia pura la mia preghiera. O terra, non coprire il mio sangue né un luogo segreto trattenga il mio grido! Ecco, fin d’ora il mio testimone è nei cieli, il mio difensore è lassù. I miei amici mi scherniscono, rivolto a Dio, versa lacrime il mio occhio».</p>
<p><strong>SALMO</strong> Sal 118 (119), 161-168</p>
<p><strong>Dal profondo a te grido, Signore;<br>
</strong><strong>ascolta la mia voce.</strong></p>
<p>I potenti mi perseguitano senza motivo,<br>
ma il mio cuore teme solo le tue parole.<br>
Io gioisco per la tua promessa,<br>
come chi trova un grande bottino. R</p>
<p>Odio la menzogna e la detesto,<br>
amo la tua legge.<br>
Sette volte al giorno io ti lodo,<br>
per i tuoi giusti giudizi. R</p>
<p>Grande pace per chi ama la tua legge:<br>
nel suo cammino non trova inciampo.<br>
Aspetto da te la salvezza, Signore,<br>
e metto in pratica i tuoi comandi. R</p>
<p>Io osservo i tuoi insegnamenti<br>
e li amo intensamente.<br>
Osservo i tuoi precetti e i tuoi insegnamenti:<br>
davanti a te sono tutte le mie vie. R</p>
<p><strong>TOBIA</strong> 11, 5-14<br>
Lettura del libro di Tobia</p>
<p>In quei giorni. Anna sedeva scrutando la strada per la quale era partito il figlio. Quando si accorse che stava arrivando, disse al padre di lui: «Ecco, sta tornando tuo figlio con l’uomo che l’accompagnava». Raffaele disse a Tobia, prima che si avvicinasse al padre: «Io so che i suoi occhi si apriranno. Spalma il fiele del pesce sui suoi occhi; il farmaco intaccherà e asporterà come scaglie le macchie bianche dai suoi occhi. Così tuo padre riavrà la vista e vedrà la luce». Anna corse avanti e si gettò al collo di suo figlio dicendogli: «Ti rivedo, o figlio. Ora posso morire!». E si mise a piangere. Tobi si alzò e, incespicando, uscì dalla porta del cortile. Tobia gli andò incontro, tenendo in mano il fiele del pesce. Soffiò sui suoi occhi e lo trasse vicino, dicendo: «Coraggio, padre!». Gli applicò il farmaco e lo lasciò agire, poi distaccò con le mani le scaglie bianche dai margini degli occhi. Tobi gli si buttò al collo e pianse, dicendo: «Ti vedo, figlio, luce dei miei occhi!». E aggiunse: «Benedetto Dio! Benedetto il suo grande nome! Benedetti tutti i suoi angeli santi! Sia il suo santo nome su di noi e siano benedetti i suoi angeli per tutti i secoli. Perché egli mi ha colpito, ma ora io contemplo mio figlio Tobia».</p>
<h5>
<strong>VANGELO</strong> Mt 26, 1-5<br>
Lettura del Vangelo secondo Matteo
</h5><p>In quel tempo. Terminati tutti questi discorsi, il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua e il Figlio dell’uomo sarà consegnato per essere crocifisso». Allora i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo si riunirono nel palazzo del sommo sacerdote, che si chiamava Caifa, e tennero consiglio per catturare Gesù con un inganno e farlo morire. Dicevano però: «Non durante la festa, perché non avvenga una rivolta fra il popolo».
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<audio class="wp-audio-shortcode" preload="none" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2022/07/Mt-26-1-5.mp3?_=1"><a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2022/07/Mt-26-1-5.mp3">https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2022/07/Mt-26-1-5.mp3</a></audio>
</p><p><strong>DOPO IL VANGELO</strong>  <br>
Fratelli, seguiamo il cammino di Cristo che conduce a salvezza.<br>
Egli morì per noi, lasciando un esempio.<br>
Sulla croce portò nel suo corpo i nostri peccati perché,<br>
morendo alla colpa, risorgessimo alla vita di grazia.</p>
<p><strong>A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA<br>
</strong>Concedi, o Padre, di partecipare al mistero che ci fa rivivere la passione del tuo unico Figlio e in questa celebrazione infondi largamente ai credenti la grazia del tuo perdono.<br>
Per Cristo nostro Signore.<strong> Amen</strong></p>
<p><strong>SUI DONI<br>
</strong>Accetta, o Dio nostra salvezza, le offerte che ti presentiamo e donaci di celebrare santamente il mistero della nostra liberazione e della nostra vita.<br>
Per Cristo nostro Signore.<strong> Amen</strong></p>
<p><strong>PREFAZIO<br>
</strong>È veramente cosa buona e giusta esaltarti, o Dio di misericordia infinita, celebrando la memoria di Cristo redentore.<br>
Sono imminenti ormai i giorni della sua passione salvifica e della sua gloriosa risurrezione; i giorni nei quali è sconfitta l’antica superbia del Maligno e si rinnova il mistero della nostra liberazione. Riconoscenti e lieti, o Padre, per l’immenso amore con cui doni al mondo il tuo Figlio, noi, con tutti gli angeli e i santi, eleviamo l’inno della nostra fede: <strong>Santo…</strong></p>
<p><strong>ALLO SPEZZARE DEL PANE<br>
</strong>Non chiudere la tua porta, anche se ho fatto tardi.<br>
Non chiudere la tua porta: sono venuto a bussare.<br>
A chi ti cerca nel pianto apri, Signore pietoso.<br>
Accoglimi al tuo convito, donami il pane del regno.</p>
<p><strong>ALLA COMUNIONE<br>
</strong>Gli occhi del Signore non abbandonano chi lo ama<br>
E chi spera nella sua bontà.<br>
Egli ascolta il lamento del prigioniero;<br>
per il mistero della sua morte dona libertà e vita.</p>
<p><strong>DOPO LA COMUNIONE<br>
</strong>Tu ci hai saziato, o Dio, alla tua mensa e con la morte del tuo unico Figlio susciti in noi il desiderio fiducioso del regno promesso; la sua risurrezione ci dia la forza di arrivare alla vita eterna, mèta della nostra speranza.<br>
Per Cristo nostro Signore. <strong>Amen</strong></p>
<p> </p>
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<title>RD Congo, sempre più violenze. In Kivu stupro come arma di guerra</title>
<link>https://www.eventi.news/rd-congo-sempre-piu-violenze-in-kivu-stupro-come-arma-di-guerra</link>
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<description><![CDATA[ Nel Paese africano alle prese con una guerra senza fine, soprattutto nelle province del Kivu del nord e del sud, aumentano i soprusi legati al conflitto: le vittime sono soprattutto donne e bambini. Denis Mukwege, ginegologo, premio Nobel per la pace e fondatore dell&#039;ospedale e della Fondazione Panzi: &quot;Lo stupro usato come arma di guerra non distrugge solo una persona ma spezza le famiglie, destabilizza intere comunità e lascia ferite che possono durare per generazioni&quot;
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                      ]]></description>
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 08:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Congo, sempre, più, violenze., Kivu, stupro, come, arma, guerra</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nel Paese africano alle prese con una guerra senza fine, soprattutto nelle province del Kivu del nord e del sud, aumentano i soprusi legati al conflitto: le vittime sono soprattutto donne e bambini. Denis Mukwege, ginegologo, premio Nobel per la pace e fondatore dell'ospedale e della Fondazione Panzi: "Lo stupro usato come arma di guerra non distrugge solo una persona ma spezza le famiglie, destabilizza intere comunità e lascia ferite che possono durare per generazioni"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/rd-congo-violenze-mukwege-panzi-foundetion.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Il dilemma dello Stretto di Malacca, sorvegliato speciale a metà tra Usa e Cina</title>
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<description><![CDATA[ L’ultima faglia emersa dalla guerra in Iran riguarda il commercio e la sicurezza marittima. Ed è anche su questi due aspetti che si giocherà il futuro dello Stretto asiatico. Specie perché questa crisi sta dimostrando come nessuno è ancora preparato alla rapidità con cui il commercio globale può essere compromesso di fronte agli shock geopolitici
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                      ]]></description>
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 08:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>dilemma, dello, Stretto, Malacca, sorvegliato, speciale, metà, tra, Usa, Cina</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>L’ultima faglia emersa dalla guerra in Iran riguarda il commercio e la sicurezza marittima. Ed è anche su questi due aspetti che si giocherà il futuro dello Stretto asiatico. Specie perché questa crisi sta dimostrando come nessuno è ancora preparato alla rapidità con cui il commercio globale può essere compromesso di fronte agli shock geopolitici</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/malacca-cina-usa-hormuz-iran-israele-crisi-guerra-asia.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Al cardinale Pizzaballa e a padre Ielpo impedito l&amp;apos;ingresso al Santo Sepolcro</title>
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<description><![CDATA[ In una nota il Patriarcato latino di Gerusalemme e la Custodia di Terra Santa denunciano che la polizia israeliana ha impedito al patriarca Pizzaballa e al custode Ielpo di entrare nella Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme, per celebrare la Messa della Domenica delle Palme. &quot;La prima volta da secoli: misura grave e irragionevole, un allontanamento dai principi della libertà di culto e rispetto dello Status Quo&quot;. Nel pomeriggio prevista una preghiera per la pace dal Monte degli Ulivi
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 08:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>cardinale, Pizzaballa, padre, Ielpo, impedito, lingresso, Santo, Sepolcro</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>In una nota il Patriarcato latino di Gerusalemme e la Custodia di Terra Santa denunciano che la polizia israeliana ha impedito al patriarca Pizzaballa e al custode Ielpo di entrare nella Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme, per celebrare la Messa della Domenica delle Palme. "La prima volta da secoli: misura grave e irragionevole, un allontanamento dai principi della libertà di culto e rispetto dello Status Quo". Nel pomeriggio prevista una preghiera per la pace dal Monte degli Ulivi</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/gerusalemme-pizzaballa-preghiera-per-la-pace.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Il Papa: Dio non ascolta le preghiere di chi fa la guerra e ha le mani che grondano sangue</title>
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<description><![CDATA[ Nell’omelia della Domenica delle Palme, celebrata in piazza San Pietro, il Papa mette in evidenza la mitezza di Gesù che si contrappone alla brutalità e ai soprusi degli uomini, “non si è armato, non si è difeso”. Dio “sempre rifiuta la violenza”. “Questo è il nostro Dio: Gesù, Re della pace. Un Dio che rifiuta la guerra, che nessuno può usare per giustificare la guerra”. Nelle piaghe di Cristo &quot;le ferite di tante donne e uomini di oggi&quot;
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 08:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Papa:, Dio, non, ascolta, preghiere, chi, guerra, mani, che, grondano, sangue</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’omelia della Domenica delle Palme, celebrata in piazza San Pietro, il Papa mette in evidenza la mitezza di Gesù che si contrappone alla brutalità e ai soprusi degli uomini, “non si è armato, non si è difeso”. Dio “sempre rifiuta la violenza”. “Questo è il nostro Dio: Gesù, Re della pace. Un Dio che rifiuta la guerra, che nessuno può usare per giustificare la guerra”. Nelle piaghe di Cristo "le ferite di tante donne e uomini di oggi"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-03/papa-deponete-armi-dio-rifiuta-guerra-crocifisso-domenica-palme.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Il Papa: in Medio Oriente un conflitto atroce, si aprano cammini di pace</title>
<link>https://www.eventi.news/il-papa-in-medio-oriente-un-conflitto-atroce-si-aprano-cammini-di-pace</link>
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<description><![CDATA[ Leone XIV prima dell’Angelus ricorda che in Medio Oriente non saranno celebrati tradizionalmente i Riti della Settimana Santa. Esprime vicinanza e preghiera per quanti soffrono. “Una sofferenza – afferma – che interpella la coscienza di tutti”. “Eleviamo la nostra supplica al Principe della Pace affinché sostenga i popoli feriti dalla guerra”. Un pensiero anche ai migranti morti in mare al largo della Grecia
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 08:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Papa:, Medio, Oriente, conflitto, atroce, aprano, cammini, pace</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Leone XIV prima dell’Angelus ricorda che in Medio Oriente non saranno celebrati tradizionalmente i Riti della Settimana Santa. Esprime vicinanza e preghiera per quanti soffrono. “Una sofferenza – afferma – che interpella la coscienza di tutti”. “Eleviamo la nostra supplica al Principe della Pace affinché sostenga i popoli feriti dalla guerra”. Un pensiero anche ai migranti morti in mare al largo della Grecia</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-03/papa-leone-xiv-angelus-medio-oriente-guerra-pace-riconciliazione.html">Leggi Tutto</a></p>
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<title>Migranti, oltre venti morti al largo della Grecia dopo un naufragio di sei giorni</title>
<link>https://www.eventi.news/migranti-oltre-venti-morti-al-largo-della-grecia-dopo-un-naufragio-di-sei-giorni</link>
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<description><![CDATA[ Ennesima tragedia in mare. Sono 22 i migranti morti al largo delle coste della Grecia, dopo un naufragio durato sei giorni. Altri 56 in balia di una tempesta poco distanti dalla Tunisia, denuncia Alarm Phone
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 08:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Migranti, oltre, venti, morti, largo, della, Grecia, dopo, naufragio, sei, giorni</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ennesima tragedia in mare. Sono 22 i migranti morti al largo delle coste della Grecia, dopo un naufragio durato sei giorni. Altri 56 in balia di una tempesta poco distanti dalla Tunisia, denuncia Alarm Phone</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/migranti-22-morti-al-largo-della-grecia.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Iran, raid Usa&#45;Israele su un porto di Hormuz. Attesa per il primo vertice dei mediatori a Islamabad</title>
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<description><![CDATA[ Previsto per oggi, 29 marzo, il primo incontro tra i mediatori a Islamabad per cercare di arrivare a un cessate-il-fuoco in Iran. Intanto ancora pesanti attacchi Usa-Israele su Teheran e su un porto nello Stretto di Hormuz. Paesi del Golfo sempre coinvolti in lanci di missili da parte iraniana: sirene di allarme in Kuwait, Bahrein ed Emirati. In Libano l&#039;Idf bombarda il sud: almeno 20 i morti, mentre Hezbollah risponde sul nord di Israele
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 08:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Iran, raid, Usa-Israele, porto, Hormuz., Attesa, per, primo, vertice, dei, mediatori, Islamabad</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Previsto per oggi, 29 marzo, il primo incontro tra i mediatori a Islamabad per cercare di arrivare a un cessate-il-fuoco in Iran. Intanto ancora pesanti attacchi Usa-Israele su Teheran e su un porto nello Stretto di Hormuz. Paesi del Golfo sempre coinvolti in lanci di missili da parte iraniana: sirene di allarme in Kuwait, Bahrein ed Emirati. In Libano l'Idf bombarda il sud: almeno 20 i morti, mentre Hezbollah risponde sul nord di Israele</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/iran-raid-usa-israele-su-hormuz.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Pizzaballa dal Getsemani: momento molto complicato, vogliamo pace</title>
<link>https://www.eventi.news/pizzaballa-dal-getsemani-momento-molto-complicato-vogliamo-pace</link>
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<description><![CDATA[ Oggi pomeriggio la preghiera nel Getsemani, guidata dal patriarca di Gerusalemme dei latini Pizzaballa. &quot;Momento molto complicato, vogliamo costruire la pace&quot;, ha sottolineato all&#039;inizio. &quot;La guerra ha interrotto il nostro cammino festivo, rendendo difficile persino la semplice gioia di seguire il nostro Re&quot;. E ha aggiunto: &quot;Gesù piange ancora una volta su Gerusalemme e su questa Terra Santa&quot;
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 08:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Pizzaballa, dal, Getsemani:, momento, molto, complicato, vogliamo, pace</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi pomeriggio la preghiera nel Getsemani, guidata dal patriarca di Gerusalemme dei latini Pizzaballa. "Momento molto complicato, vogliamo costruire la pace", ha sottolineato all'inizio. "La guerra ha interrotto il nostro cammino festivo, rendendo difficile persino la semplice gioia di seguire il nostro Re". E ha aggiunto: "Gesù piange ancora una volta su Gerusalemme e su questa Terra Santa"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/pizzaballa-dal-getsemani-momento-complicato-vogliamo-pace.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Ondata di reazioni dopo l’accesso negato alla Basilica del Santo Sepolcro</title>
<link>https://www.eventi.news/ondata-di-reazioni-dopo-laccesso-negato-alla-basilica-del-santo-sepolcro</link>
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<description><![CDATA[ Molte le condanne dal mondo politico e istituzionale per quanto accaduto questa mattina, 29 marzo, al cardinale Pizzaballa e a padre Ielpo bloccati dalla polizia israeliana a Gerusalemme all’ingresso della Chiesa. Un gesto – denunciano - che mette in pericolo la libertà religiosa e di culto. Sdegno per la misura irragionevole: è la posizione della Chiesa italiana che chiede una tregua per Pasqua. Israele parla di misure di sicurezza necessarie per gli attacchi dell’Iran
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 08:00:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Ondata, reazioni, dopo, l’accesso, negato, alla, Basilica, del, Santo, Sepolcro</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Molte le condanne dal mondo politico e istituzionale per quanto accaduto questa mattina, 29 marzo, al cardinale Pizzaballa e a padre Ielpo bloccati dalla polizia israeliana a Gerusalemme all’ingresso della Chiesa. Un gesto – denunciano - che mette in pericolo la libertà religiosa e di culto. Sdegno per la misura irragionevole: è la posizione della Chiesa italiana che chiede una tregua per Pasqua. Israele parla di misure di sicurezza necessarie per gli attacchi dell’Iran</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/pizzaballa-ielpo-ingresso-santo-sepolcro-meloni-macron-laschet.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>“Tu mi rinnegherai tre volte”: il commento di mons. Angelo Spina</title>
<link>https://www.eventi.news/tu-mi-rinnegherai-tre-volte-il-commento-di-mons-angelo-spina</link>
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<description><![CDATA[ Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Matteo Mt 26,14-27,66 – Quanto volete darmi perché io ve lo consegni? In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione […]
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 03:30:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>“Tu, rinnegherai, tre, volte”:, commento, mons., Angelo, Spina</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><i>Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Matteo Mt 26,14-27,66<br>
</i><br>
– Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?<br>
In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. <strong>Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù</strong>.</p>
<p>– Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?<br>
Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.</p>
<p>– Uno di voi mi tradirà<br>
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».</p>
<p>– Questo è il mio corpo; questo è il mio sangue<br>
Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo». Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati. Io vi dico che d’ora in poi non berrò di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi, nel regno del Padre mio». Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.</p>
<p>– Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge<br>
Allora Gesù disse loro: «Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandalo. Sta scritto infatti: “Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge”. Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea».</p>
<p>Pietro gli disse: «Se tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò mai». Gli disse Gesù: «In verità io ti dico: questa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». Pietro gli rispose: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dissero tutti i discepoli.</p>
<p>– Cominciò a provare tristezza e angoscia<br>
Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. E disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me». Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!».</p>
<p>Poi venne dai discepoli e li trovò addormentati. E disse a Pietro: «Così, non siete stati capaci di vegliare con me una sola ora? Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». Si allontanò una seconda volta e pregò dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà». Poi venne e li trovò di nuovo addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti. Li lasciò, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: «Dormite pure e riposatevi! Ecco, l’ora è vicina e il Figlio dell’uomo viene consegnato in mano ai peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».</p>
<p>– Misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono<br>
Mentre ancora egli parlava, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una grande folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti e dagli anziani del popolo. Il traditore aveva dato loro un segno, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!». Subito si avvicinò a Gesù e disse: «Salve, Rabbì!». E lo baciò. E Gesù gli disse: «Amico, per questo sei qui!». Allora si fecero avanti, misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù impugnò la spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote, staccandogli un orecchio. Allora Gesù gli disse: «Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno. O credi che io non possa pregare il Padre mio, che metterebbe subito a mia disposizione più di dodici legioni di angeli? Ma allora come si compirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?». In quello stesso momento Gesù disse alla folla: «Come se fossi un ladro siete venuti a prendermi con spade e bastoni. Ogni giorno sedevo nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. Ma tutto questo è avvenuto perché si compissero le Scritture dei profeti». Allora tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono.</p>
<p>– Vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza<br>
Quelli che avevano arrestato Gesù lo condussero dal sommo sacerdote Caifa, presso il quale si erano riuniti gli scribi e gli anziani. Pietro intanto lo aveva seguito, da lontano, fino al palazzo del sommo sacerdote; entrò e stava seduto fra i servi, per vedere come sarebbe andata a finire.</p>
<p>I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una falsa testimonianza contro Gesù, per metterlo a morte; ma non la trovarono, sebbene si fossero presentati molti falsi testimoni. Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: «Costui ha dichiarato: “Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni”». Il sommo sacerdote si alzò e gli disse: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro, per il Dio vivente, di dirci se sei tu il Cristo, il Figlio di Dio». «Tu l’hai detto – gli rispose Gesù -; anzi io vi dico: d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza e venire sulle nubi del cielo».</p>
<p>Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: «Ha bestemmiato! Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». E quelli risposero: «È reo di morte!». Allora gli sputarono in faccia e lo percossero; altri lo schiaffeggiarono, dicendo: «Fa’ il profeta per noi, Cristo! Chi è che ti ha colpito?».</p>
<p>– Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte<br>
Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una giovane serva gli si avvicinò e disse: «Anche tu eri con Gesù, il Galileo!». Ma egli negò davanti a tutti dicendo: «Non capisco che cosa dici». Mentre usciva verso l’atrio, lo vide un’altra serva e disse ai presenti: «Costui era con Gesù, il Nazareno». Ma egli negò di nuovo, giurando: «Non conosco quell’uomo!». Dopo un poco, i presenti si avvicinarono e dissero a Pietro: «È vero, anche tu sei uno di loro: infatti il tuo accento ti tradisce!». Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quell’uomo!». E subito un gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola di Gesù, che aveva detto: «Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». E, uscito fuori, pianse amaramente.</p>
<p>– Consegnarono Gesù al governatore Pilato<br>
Venuto il mattino, tutti i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Poi lo misero in catene, lo condussero via e lo consegnarono al governatore Pilato.<br>
Allora Giuda – colui che lo tradì -, vedendo che Gesù era stato condannato, preso dal rimorso, riportò le trenta monete d’argento ai capi dei sacerdoti e agli anziani, dicendo: «Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente». Ma quelli dissero: «A noi che importa? Pensaci tu!». Egli allora, gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò a impiccarsi. I capi dei sacerdoti, raccolte le monete, dissero: «Non è lecito metterle nel tesoro, perché sono prezzo di sangue». Tenuto consiglio, comprarono con esse il “Campo del vasaio” per la sepoltura degli stranieri. Perciò quel campo fu chiamato “Campo di sangue” fino al giorno d’oggi. Allora si compì quanto era stato detto per mezzo del profeta Geremia: «E presero trenta monete d’argento, il prezzo di colui che a tal prezzo fu valutato dai figli d’Israele, e le diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore».</p>
<p>– Sei tu il re dei Giudei?<br>
Gesù intanto comparve davanti al governatore, e il governatore lo interrogò dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Tu lo dici». E mentre i capi dei sacerdoti e gli anziani lo accusavano, non rispose nulla.</p>
<p>Allora Pilato gli disse: «Non senti quante testimonianze portano contro di te?». Ma non gli rispose neanche una parola, tanto che il governatore rimase assai stupito. A ogni festa, il governatore era solito rimettere in libertà per la folla un carcerato, a loro scelta. In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba. Perciò, alla gente che si era radunata, Pilato disse: «Chi volete che io rimetta in libertà per voi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo?». Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia.</p>
<p>Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non avere a che fare con quel giusto, perché oggi, in sogno, sono stata molto turbata per causa sua». Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò loro: «Di questi due, chi volete che io rimetta in libertà per voi?». Quelli risposero: «Barabba!». Chiese loro Pilato: «Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?». Tutti risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli disse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora gridavano più forte: «Sia crocifisso!».</p>
<p>Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell’acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!». E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli». Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.</p>
<p>– Salve, re dei Giudei!<br>
Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: «Salve, re dei Giudei!». Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo.</p>
<p>– Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni<br>
Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la sua croce. Giunti al luogo detto Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», gli diedero da bere vino mescolato con fiele. Egli lo assaggiò, ma non ne volle bere. Dopo averlo crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte. Poi, seduti, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo posero il motivo scritto della sua condanna: «Costui è Gesù, il re dei Giudei».</p>
<p>Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.</p>
<p>– Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!<br>
Quelli che passavano di lì lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Tu, che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi beffe di lui dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! È il re d’Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui. Ha confidato in Dio; lo liberi lui, ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: “Sono Figlio di Dio!”». Anche i ladroni crocifissi con lui lo insultavano allo stesso modo.</p>
<p>– Elì, Elì, lemà sabactàni?<br>
A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano: «Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!». Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito.</p>
<p>Qui ci si genuflette e si fa una breve pausa</p>
<p>Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono. Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!».</p>
<p>Vi erano là anche molte donne, che osservavano da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. Tra queste c’erano Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedèo.</p>
<p>– Giuseppe prese il corpo di Gesù e lo depose nel suo sepolcro nuovo<br>
Venuta la sera, giunse un uomo ricco, di Arimatèa, chiamato Giuseppe; anche lui era diventato discepolo di Gesù. Questi si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato allora ordinò che gli fosse consegnato. Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nel suo sepolcro nuovo, che si era fatto scavare nella roccia; rotolata poi una grande pietra all’entrata del sepolcro, se ne andò. Lì, sedute di fronte alla tomba, c’erano Maria di Màgdala e l’altra Maria.</p>
<p>– <strong>Avete le guardie: andate e assicurate la sorveglianza come meglio credete</strong><br>
Il giorno seguente, quello dopo la Parascève, si riunirono presso Pilato i capi dei sacerdoti e i farisei, dicendo: «Signore, ci siamo ricordati che quell’impostore, mentre era vivo, disse: “Dopo tre giorni risorgerò”. Ordina dunque che la tomba venga vigilata fino al terzo giorno, perché non arrivino i suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo: “È risorto dai morti”. Così quest’ultima impostura sarebbe peggiore della prima!». Pilato disse loro: «Avete le guardie: andate e assicurate la sorveglianza come meglio credete». Essi andarono e, per rendere sicura la tomba, sigillarono la pietra e vi lasciarono le guardie.</p>
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<title>Beato Bertoldo del Monte Carmelo, cofondatore dell’Ordine Carmelitano</title>
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<description><![CDATA[ Beato Bertoldo del Monte Carmelo, Cofondatore e primo priore generale dell’Ordine Carmelitano Lombardia, 1100 ca. – Monte Carmelo (Palestina) 29/03/1195.  Bartolomeo Avogrado proviene da una nobile famiglia; si laurea in teologia a Parigi; viene ordinato sacerdote. Avvenimenti • Si reca in Palestina con i crociati e partecipa alla difesa di Antiochia dagli assalti saraceni. Durante […]
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 03:30:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Beato, Bertoldo, del, Monte, Carmelo, cofondatore, dell’Ordine, Carmelitano</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Beato Bertoldo del Monte Carmelo</strong>, Cofondatore e primo priore generale dell’Ordine Carmelitano Lombardia, 1100 ca. – Monte Carmelo (Palestina) 29/03/1195.  Bartolomeo Avogrado <strong>proviene da una nobile famiglia</strong>; si laurea in teologia a Parigi; viene ordinato sacerdote.</p>
<h3>Avvenimenti</h3>
<p>• <strong>Si reca in Palestina con i crociati</strong> e partecipa alla difesa di Antiochia dagli assalti saraceni. Durante l’attacco, fa il voto di diventare religioso nel caso in cui l’esercito dei crociati abbia la meglio sul nemico.</p>
<p>• Nel 1154 <strong>si trasferisce sul monte Carmelo</strong>, nelle cui grotte da secoli vivono dei monaci; presso la fonte di Elia edifica una cappella alla Vergine del Monte Carmelo. Insieme ad altri dieci compagni<strong> conduce vita eremitica</strong>, in celle costruite vicino alla cappella. Il patriarca d Antiochia, Aimerico di Malefaida, lo nomina priore generale dell’Ordine.</p>
<h3>Aneddoti</h3>
<p><strong>Ha una visione di angeli</strong> che portano in Paradiso sulle loro ali molti carmelita uccisi dai musulmani.</p>
<h3>Spiritualità</h3>
<p>Guida la sua comunità, più che con gli insegnamenti, con la santità della Su vita. <strong>Grande devozione alla Vergine. </strong></p>
<h3>Morte</h3>
<p><strong>Muore santamente dopo aver diretto per ben quarantacinque anni l’Ordine Carmelitano</strong>. In seguito alla sua morte il patriarca di Gerusalemme Alberto dà all’Ordine una Regola ispirata a quella di sant’Agostino.</p>
<p>Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi</p>
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<title>Domenica delle Palme, Leone XVI: “Nessuno può usare Dio per giustificare la guerra”</title>
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<description><![CDATA[ In una piazza San Pietro colma di fedeli e segnata dai simboli della Domenica delle Palme, Papa Leone XIV apre la Settimana Santa con un’omelia intensa e profondamente attuale. Il Pontefice invita a seguire Gesù sulla via della croce, contemplando il suo amore per l’umanità e la sua mitezza di fronte alla violenza. In un […]
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 03:30:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Domenica, delle, Palme, Leone, XVI:, “Nessuno, può, usare, Dio, per, giustificare, guerra”</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In una piazza San Pietro colma di fedeli e segnata dai simboli della Domenica delle Palme, Papa Leone XIV apre la Settimana Santa con un’omelia intensa e profondamente attuale. Il Pontefice invita a seguire Gesù sulla via della croce, contemplando il suo amore per l’umanità e la sua mitezza di fronte alla violenza. In un mondo attraversato da conflitti e sofferenze, il Papa richiama con forza il valore della pace, denunciando ogni uso strumentale di Dio per giustificare la guerra. Nelle piaghe di Cristo, egli riconosce il dolore dei popoli e rinnova un messaggio di speranza.</strong></p>
<h3>Le parole del Santo Padre</h3>
<p>La piazza gremita, i fedeli in festa. Una grande distesa di palme e di olivi: questa la scenografia di oggi in piazza San Pietro, illuminata da un sole che splende in un cielo azzurro, chiaro. Un sole di speranza in un momento buio della storia: <strong>inizia la Settimana Santa</strong>. Tutti i fedeli attendono le parole del Papa. Attendono le parole della sua omelia dopo la lettura della “Passio”, il Vangelo di oggi.  “Mentre Gesù percorre la via della croce, ci mettiamo dietro di Lui, seguiamo i suoi passi. E camminando con Lui, contempliamo la sua passione per l’umanità, il suo cuore che si spezza, la sua vita che si fa dono d’amore. Guardiamo a Gesù, che si presenta come Re della pace, mentre attorno a Lui si sta preparando la guerra. Lui, che rimane fermo nella mitezza, mentre gli altri si agitano nella violenza”, con queste parole, papa Leone XIV comincia la sua omelia. In Gesù, Leone XIV vede “la luce del mondo, mentre le tenebre stanno per ricoprire la terra”. Gesù che è vita “mentre si compie il piano per condannarlo a morte” così sottolinea il pontefice.</p>
<h3>La pace</h3>
<p>Un’omelia quella di papa Leone XIV che <strong>si concentra sul tema della pace</strong>, tanto prezioso per il mondo di oggi. Un Re della pace: “Come Re della pace, entra in Gerusalemme in groppa a un asino, non a un cavallo”, sottolinea il pontefice. Sottolinea, poi, il silenzio di Cristo, “mentre veniva caricato delle nostre sofferenze e trafitto per le nostre colpe”. Nessuno può giustificare la guerra, “tuona” papa Leone XIV, “usando” Dio. In Gesù – ricorda il pontefice – è possibile vedere “i crocifissi dell’umanità. Nelle sue piaghe vediamo le ferite di tante donne e uomini di oggi. Nel suo ultimo grido rivolto al Padre sentiamo il pianto di chi è abbattuto, di chi è senza speranza, di chi è malato, di chi è solo. E soprattutto sentiamo il gemito di dolore di tutti coloro che sono oppressi dalla violenza e di tutte le vittime della guerra”.</p>
<h3>Il ricordo</h3>
<p>E conclude con una citazione. Cita il Servo di Dio, il vescovo Tonino Bello. Prega la Vergine, Papa Leone XIV e lo fa con una poesia del vescovo: “Santa Maria, donna del terzo giorno, donaci la certezza che, nonostante tutto, la morte non avrà più presa su di noi. <strong>Che le ingiustizie dei popoli hanno i giorni contati</strong>. Che i bagliori delle guerre si stanno riducendo a luci crepuscolari. Che le sofferenze dei poveri sono giunte agli ultimi rantoli. […] E che, finalmente, le lacrime di tutte le vittime delle violenze e del dolore saranno presto prosciugate, come la brina dal sole della primavera”.</p>
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<title>Card. Reina: “Vicinanza e solidarietà al cardinale Pizzaballa e a padre Ielpo”</title>
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<description><![CDATA[ “Fraterna vicinanza e solidarietà” al Patriarca latino di Gerusalemme cardinale Pierbattista Pizzaballa e al Custode di Terra Santa padre Francesco Ielpo dalla Diocesi di Roma. Il cardinale vicario Baldassarre Reina esprime così la vicinanza della diocesi ai due religiosi a cui è stato impedito l’accesso alla Basilica del Santo Sepolcro per celebrare la Messa della […]
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 03:30:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Card., Reina:, “Vicinanza, solidarietà, cardinale, Pizzaballa, padre, Ielpo”</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“Fraterna vicinanza e solidarietà” al Patriarca latino di Gerusalemme cardinale Pierbattista Pizzaballa e al Custode di Terra Santa padre Francesco Ielpo dalla Diocesi di Roma. Il cardinale vicario Baldassarre Reina esprime così la vicinanza della diocesi ai due religiosi a cui è stato impedito l’accesso alla Basilica del Santo Sepolcro per celebrare la Messa della Domenica delle Palma. Un “gesto che appare grave e ingiustificato e che rappresenta un motivo di seria preoccupazione per la libertà di culto e per il rispetto dello Status Quo nei Luoghi Santi”, riporta in una nota. Inoltre, la Diocesi di Roma si unisce alla preghiera svoltasi dal Monte degli Ulivi chiedendo che “cessino le ostilità e si aprano cammini di giustizia, rispetto e convivenza” ed elevando una supplica per la popolazione palestinese “duramente provata dalla violenza delle armi e da una sofferenza umanitaria che interpella la coscienza della comunità internazionale”.</strong></p>
<h3>La vicinanza della Diocesi</h3>
<p>“La <strong>Diocesi di Rom</strong>a esprime la propria <strong>fraterna vicinanza e solidarietà</strong> al <strong>Cardinale Pierbattista Pizzaballa</strong>, Patriarca Latino di Gerusalemme, e a <strong>Padre Francesco Ielpo</strong>, Custode di Terra Santa, in seguito a quanto denunciato oggi dal Patriarcato Latino di Gerusalemme e dalla Custodia di Terra Santa. Apprendiamo con profonda amarezza che alle Autorità ecclesiastiche è stato impedito di accedere alla <strong>Basilica del Santo Sepolcro</strong> per la celebrazione della Santa Messa della Domenica delle Palme, <strong>gesto che appare grave e ingiustificato</strong> e che rappresenta un motivo di seria preoccupazione per la <strong>libertà di culto</strong> e per il <strong>rispetto dello Status Quo</strong> nei Luoghi Santi”.</p>
<h3>Riferimento spirituale e umano</h3>
<p>“In un tempo segnato da tensioni e sofferenze, la testimonianza di chi opera instancabilmente per il <strong>dialogo</strong> e la <strong>riconciliazione</strong> merita rispetto, ascolto e tutela. Il Cardinale Pizzaballa, con la sua missione pastorale e la sua costante dedizione alla pace, rappresenta un <strong>riferimento spirituale e umano</strong> per tutti coloro che credono nella forza della fraternità tra i popoli”.</p>
<h3>La supplica per i palestinesi</h3>
<p>“La Diocesi di Roma si unisce alla preghiera invocata oggi pomeriggio dal <strong>Monte degli Ulivi</strong>, chiedendo al Signore il dono della pace per Gerusalemme, per la Terra Santa e per tutti i popoli provati dalla violenza, affinché <strong>cessino le ostilità</strong> e si aprano <strong>cammini di giustizia, rispetto e convivenza</strong>. Inoltre, eleviamo la nostra supplica per la <strong>popolazione palestinese di Gaza</strong> e della Cisgiordania, duramente provata dalla violenza delle armi e da una <strong>sofferenza umanitaria</strong> che interpella la coscienza della comunità internazionale”.</p>
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<title>Il calvario della Chiesa nigeriana: comunità sotto attacco</title>
<link>https://www.eventi.news/il-calvario-della-chiesa-nigeriana-comunita-sotto-attacco</link>
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<description><![CDATA[ La Nigeria soffre un calvario senza fine per una profonda crisi di sicurezza caratterizzata da un’ondata di terrorismo islamico che sta mettendo in ginocchio il Paese. Con frequenti attentati, rapimenti e violenze che colpiscono anche la capitale. Nuovo allarme, riferisce l’agenzia missionaria vaticana Fides, per possibili ulteriori assalti di pastori Fulani nel distretto di Takum […]
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 03:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>calvario, della, Chiesa, nigeriana:, comunità, sotto, attacco</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>La Nigeria soffre un calvario senza fine per una profonda crisi di sicurezza caratterizzata da un’ondata di terrorismo islamico che sta mettendo in ginocchio il Paese. Con frequenti <strong>attentati</strong>, rapimenti e violenze che colpiscono anche la capitale. Nuovo allarme, riferisce l’agenzia missionaria vaticana Fides, per possibili ulteriori assalti di <strong>pastori Fulani</strong> nel distretto di Takum e in altre aree dello Stato di Taraba nel nord-est della Nigeria. Lo ha lanciato la diocesi di Wakuri, in una dichiarazione firmata da <strong>don Anthony Bature</strong>, vicario amministrativo e incaricato del comitato diocesano per la pace. “Sta circolando sui social media un video proveniente da un’organizzazione chiamata “Equipping the Persecuted” afferma il documento. “Il direttore esecutivo, Judd Saul, avverte di un imminente attacco da parte di <strong>milizie etniche</strong> Fulani a Takum, Chanchanji e nel distretto di Tor Damisa del governo locale di Donga, tra le altre località. Come è noto, un <a href="https://www.interris.it/copertina/problemi-lotte-interne-nigeria/">attacco</a> simile è già stato sventato a Chanchanji ma i terroristi sono stati respinti dall’esercito”. Nell’<a href="https://www.fides.org/it/news/77515-AFRICA_NIGERIA_La_diocesi_di_Wakuri_lancia_l_allarme_su_nuovi_attacchi_dei_pastori_Fulani">area</a> di Takum è stata però assalita la St. James the Great Catholic Church ad <strong>Adu</strong>  Don Bature avverte che “sempre più terroristi si stanno riorganizzando in diverse località intorno al governo locale di Takum, come New Gboko e altre, e nel governo locale di <strong>Donga</strong>, lungo il fiume Donga e ad Ananum”.<br>
La diocesi di Wakuri sottolinea che l’insicurezza causata dai pastori Fulani sta aggravando le <strong>condizioni</strong> delle popolazioni dell’area. “La notizia di questi attacchi sta alimentando la paura e l’ansia della popolazione, spingendola a un <strong>esodo di massa</strong> verso destinazioni sconosciute, senza alcuna speranza di salvezza”.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-466295" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-466295 size-full" src="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/10/gracious-adebayo-R0-rxoEhytA-unsplash.jpg" alt="Nigeria" width="1280" height="720" srcset="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/10/gracious-adebayo-R0-rxoEhytA-unsplash.jpg 1280w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/10/gracious-adebayo-R0-rxoEhytA-unsplash-300x169.jpg 300w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/10/gracious-adebayo-R0-rxoEhytA-unsplash-1024x576.jpg 1024w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/10/gracious-adebayo-R0-rxoEhytA-unsplash-768x432.jpg 768w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/10/gracious-adebayo-R0-rxoEhytA-unsplash-600x338.jpg 600w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/10/gracious-adebayo-R0-rxoEhytA-unsplash-696x392.jpg 696w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/10/gracious-adebayo-R0-rxoEhytA-unsplash-1068x601.jpg 1068w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/10/gracious-adebayo-R0-rxoEhytA-unsplash-747x420.jpg 747w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px"><figcaption class="wp-caption-text">gracious-adebayo-R0-rxoEhytA-unsplash</figcaption></figure>
<h3>Calvario-Nigeria</h3>
<p>Alla luce di ciò, il vescovo, monsignor Mark Maigida Nzukwein, invita i Decani, i Sacerdoti e le Persone Consacrate delle aree sopra menzionate a sensibilizzare i propri fedeli e ad adottare tutte le necessarie <strong>misure precauzionali</strong> per la propria sicurezza” afferma la dichiarazione, invitando “a contattare le forze dell’ordine al fine di rafforzare la sicurezza e scongiurare l’imminente disastro umanitario”. Il vescovo di Wakuri, monsignor <strong>Mark Maigida Nzukwein</strong>, ha riferito che dallo scorso settembre gli abitanti del distretto di Chanchanji dell’area di governo locale di Takum e di alcune parti delle aree di governo locale di Ussa e Donga nel <strong>Taraba meridionale</strong> vivono in una situazione drammatica. Proprio a causa degli assalti dei pastori Fulani. “Finora si contano oltre 80 morti, numerosi feriti, oltre 200 comunità e <strong>chiese distrutte</strong>. Più di 90 mila residenti cattolici sfollati”, avverte monsignor Nzukwein secondo il quale “i miliziani Fulani che compiono questi attacchi di solito arrivano nelle <strong>prime ore del mattino</strong>, perlopiù mentre la gente dorme, e sferrano gli assalti, uccidendo chiunque incontrino e dando fuoco a case e raccolti”. Inoltre “i miliziani hanno preso il controllo dei <strong>terreni agricoli</strong> della popolazione e attaccano chiunque osi visitare le loro fattorie per procurarsi cibo per le loro famiglie. Alcune donne sono state violentate durante questi attacchi”. I pastori utilizzano i raccolti per sfamare le proprie <strong>mandrie</strong>.</p>
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<title>Ecco chi era San Pietro Regalado da Valladolid</title>
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<description><![CDATA[ San Pietro Regalado da Valladolid, Sacerdote e frate minore Valladolid (Spagna), 1390-Auguile (Spagna), 30/03/1456 Proviene da una nobile famiglia. Avvenimenti • All’età di 13 anni la madre, rimasta vedova, gli permette di entrare nel convento francescano di Valladolid. Pietro inizia subito una vita di penitenza, orazione, povertà e silenzio. Soprattutto per opera di Pietro di […]
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 03:30:02 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Ecco, chi, era, San, Pietro, Regalado, Valladolid</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>San Pietro Regalado da Valladolid</strong>, Sacerdote e frate minore Valladolid (Spagna), 1390-Auguile (Spagna), 30/03/1456 Proviene da una nobile famiglia.</p>
<h3>Avvenimenti</h3>
<p>• All’età di 13 anni la madre, rimasta vedova, gli permette di entrare nel convento francescano di Valladolid. Pietro inizia subito<strong> una vita di penitenza, orazione, povertà e silenzio.</strong> Soprattutto per opera di Pietro di Villacreces, da qualche tempo in Spagna è stata avviata la riforma atta a portare la <strong>vita religiosa francescana alla primitiva austerità</strong>; Pietro, appena quindicenne, segue il promotore della riforma e ne diventa uno stretto collaboratore.</p>
<p>• <strong>Nel 1413 è ordinato sacerdote</strong>. Aiuta il Villacreces nella fondazione dell’eremo di El Albrojo: dopo tre anni viene nominato responsabile di un numeroso gruppo di giovani e fervorosi frati.</p>
<p>• Più volte viene visto dai confratelli sollevato da terra e circondato da una nuvola luminosa.</p>
<p>• <strong>Ordina di allontanarsi dal convento a delle rondini</strong> che con i loro garriti disturbano la preghiera dei frati.</p>
<p>• <strong>Blocca e ammansisce un toro ferito e inferocito</strong> che lo sta per colpire con le corna, poggiando il suo bastone sul muso dell’animale.</p>
<p>• Per oltrepassare il fiume Duero sale con l’asino con le cibarie raccolte nella questua sopra il mantello steso sull’acqua.</p>
<h3>Spiritualità</h3>
<p>Nel celebrare la Messa, <strong>versa abbondanti lacrime</strong>. Trascorre intere notti nel fare la Via Crucis con una corona di spine sul capo e una pesante croce sulle spalle. <strong>Conduce una vita di povertà estrema</strong>. Grande austerità e penitenza: cammina a piedi nudi anche nel lunghi viaggi; porta il cilicio; si flagella costantemente. <strong>Dona ai bisognosi tutto il possibile</strong>. Lava le piaghe ai lebbrosi. Efficace e convincente predicatore non per la sua eloquenza, ma per <strong>l’esempio e il fervore della sua santità</strong>.</p>
<h3>Morte</h3>
<p>Sentendo vicina la morte<strong> chiede perdono ai confratelli dei cattivi esempi che può aver dato</strong>. Riceve il Viatico. Ai frati che avrebbero voluto somministragli anche l’Unzione degli infermi dice che l’avrebbe ricevuta dal vescovo di Plasencia misteriosamente avvertito della sua prossima fine. Cosi avviene. Entra serenamente nella gioia del Signore a 60 dopo aver esclamato: «<strong>Nelle tue mani Signore, raccomando il mio spirito</strong>». Nel 1492 la reg Isabella di Castiglia fa riesumare la sua salma, che risulta incorrotta. La regina esprime il desiderio di avere alcune dita del Santo come reliquie: quando vengono tagliate ne esce sangue vivo. <strong>Viene canonizzato nel 1746</strong>.</p>
<h3>Iconografia</h3>
<p>Spesso viene <strong>ritratto mentre dona pane ai bisognosi</strong> e mentre indica loro il crocifisso.</p>
<p>Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi</p>
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<title>Irkalla – Gilgamesh’s Dream, il film premiato da ACEC Milano</title>
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<description><![CDATA[ Mentre le proteste del 2019 divorano a Baghdad, un gruppo di orfani sogna di fuggire. Tra loro, Chum-Chum, è convinto che il fiume Tigri nasconda l’accesso a Irkalla, l’aldilà da cui poter riportare in vita i genitori ]]></description>
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 00:30:06 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Irkalla, –, Gilgamesh’s, Dream, film, premiato, ACEC, Milano</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IRKALLA-Gilgameshs-Dream-006-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Un uomo anziano con barba bianca e un bambino seduti l'uno accanto all'altro in un ambiente esterno spoglio in una scena del film Irkalla - Gilgamesh's Dream" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IRKALLA-Gilgameshs-Dream-006-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IRKALLA-Gilgameshs-Dream-006-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IRKALLA-Gilgameshs-Dream-006-768x430.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IRKALLA-Gilgameshs-Dream-006-195x110.jpg 195w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IRKALLA-Gilgameshs-Dream-006.jpg 1438w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Una scena del film Irkalla - Gilgamesh's Dream </span><p>Nelle zone di conflitto, l’infanzia non è un tempo, ma una condizione precaria, una condanna. Il film premiato da ACEC Milano <a href="https://www.chiesadimilano.it/news/arte-cultura/festival-cinema-africano-asia-america-latina-2026-2865630.html" target="_blank" rel="noopener">alla 35ª edizione</a> del <a href="https://www.fescaaal.org/" target="_blank" rel="noopener">Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina</a>, <em>Irkalla – Gilgamesh’s Dream</em>, ci racconta questo vissuto assumendo un punto di vista complesso da prendere in considerazione: quello dei diretti interessati, i bambini che vivono sotto le bombe.</p>
<h2>La trama</h2>
<p>Baghdad, autunno 2019: la città è attraversata dalle proteste dopo anni di dittatura e occupazione. Un gruppo di amici orfani sopravvive nei bassifondi, coltivando fragili sogni di fuga. Tra loro, Chum-Chum, sognatore, è convinto che il fiume Tigri nasconda l’accesso a <em>Irkalla</em>, l’aldilà da cui poter riportare in vita i genitori.</p>
<p>Quando l’amico Moody resta coinvolto in un complotto più grande di lui, il destino lo porterà a prendere una decisione: aggrapparsi al mito o accettare la realtà?</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2868239" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-2868239" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IRKALLA-Gilgameshs-Dream-003.jpg" alt="Interno di un autobus modificato e adibito ad aula scolastica. Circa quindici bambini sono seduti ai banchi lungo le due file, molti di loro guardano verso l'inquadratura. La parete di fondo è coperta da scaffali pieni di libri e disegni appesi in una scena del film Irkalla - Gilgamesh's Dream " width="1920" height="1080" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IRKALLA-Gilgameshs-Dream-003.jpg 1920w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IRKALLA-Gilgameshs-Dream-003-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IRKALLA-Gilgameshs-Dream-003-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IRKALLA-Gilgameshs-Dream-003-768x432.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IRKALLA-Gilgameshs-Dream-003-1536x864.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IRKALLA-Gilgameshs-Dream-003-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px"><figcaption class="wp-caption-text">Una scena del film Irkalla – Gilgamesh’s Dream</figcaption></figure>
<h2>Un mito che si trasforma nel linguaggio del dolore</h2>
<p>Uno degli elementi più potenti del film iracheno è la scrittura poetica, che senza scadere nel pietismo plasma ciò che si è perso. Lo sguardo del regista Mohamed Al-Daradji, cresciuto in quella Baghdad, si traduce in una narrazione intima e stratificata, dove il mito non è evasione ma linguaggio per nominare il dolore.</p>
<p>In questo contesto, gli adulti hanno lasciato un vuoto affettivo ed educativo: Chum-Chum si aggrappa al suo telefono, che sostituisce il genitore che non c’è. È qui che cinema e mitologia diventano strumenti vitali: nutrono l’immaginazione del protagonista e riempiono l’assenza degli adulti, facendosi veicolo di sopravvivenza emotiva e resistenza.</p>
<p>Ma quindi, come crescono i bambini nelle zona di conflitto? Il quesito è tristemente attuale, ma in definitiva retorico: sappiamo tutti quali sono le condizioni in cui versano. Ma <a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IRKALLA-Gilgameshs-Dream-LOCANDINA.jpg" target="_blank" rel="noopener" data-rel="gallery-gallery-L6oesMc0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title="">con <em>Irkalla</em></a> si carica di un peso nuovo: i bambini crescono come possono, aggrappandosi a ciò che resta. E forse è proprio in quel fragile intreccio di immaginazione e dolore che si nasconde l’unica, ostinata possibilità di futuro.</p>
<p></p>
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<title>Delpini: «Catecumeni, rimanete pietre vive e ardenti nella comunità»</title>
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<description><![CDATA[ L&#039;incontro dell&#039;Arcivescovo con i 101 nuovi cristiani, di età compresa tra i 16 ai 70 anni. Gli under 30 sono quasi la metà (44%), con un incremento, in proporzione, di quelli di nazionalità italiana. Le testimonianze di chi ha fatto questa scelta ]]></description>
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 00:30:06 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Delpini:, «Catecumeni, rimanete, pietre, vive, ardenti, nella, comunità»</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Delpini-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Delpini-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Delpini-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Delpini-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Monsignor Mario Delpini, incontra i catecumeni (Foto Agenzia Fotogramma) </span><p class="s3"><span class="s4">Dal momento </span><span class="s4">straordinario del </span><span class="s4">c</span><span class="s4">atecumenato</span><span class="s4">, “all’ordinario” </span><span class="s4">del</span><span class="s4">l</span><span class="s4">a vita cristiana</span><span class="s4">, proprio perché «il bello viene dopo». </span></p>
<p class="s3"><span class="s4">Non è un caso che s</span><span class="s4">i intitol</span><span class="s4">i</span><span class="s4"> così l’incontro che</span><span class="s4">,</span><span class="s4"> tradizionalmente</span><span class="s4">,</span><span class="s4"> vede riuniti i giovani e gli adulti</span><span class="s4">che, dopo un cammino di formazione biennale, riceveranno come il battesimo, la confermazione e la prima comunione, nella Veglia pasquale o nei giorni successivi. 101 quest’anno, i catecumeni diocesani, </span><span class="s4">68 donne e 33 uomini</span><span class="s4">; </span><span class="s4">35 italiani e 17 di altri Paesi europei (12 albanesi, due francesi, due spagnoli, uno della Repubblica Ceca). Oltre ai 52 europei, 18 nati in Africa, 22 in America e 9 in Asia. L’età dei catecumeni 2026 è compresa tra i 16 e i 70 anni, gli under 30 sono quasi la metà (44%)</span><span class="s4">, con un incremento, </span><span class="s4">negli ultimi anni</span><span class="s4">, continuo e la crescita, </span><span class="s4">in proporzione, dei catecumeni di nazionalità italiana.</span></p>
<p></p>
<h2 class="s5"><span class="s2">Le testimonianze</span></h2>
<p class="s3"><span class="s4">Dopo un intero pomeriggio di lavori di gruppo, svoltisi presso il Centro pastorale di via Sant’Antonio, i candidati si ritrovano, così, tutti insieme per una sorta di momento di formazione finale con il vescovo Mario, alla presenza di coloro che li hanno accompagnati nel percorso</span><span class="s4">, dopo aver riflettuto su come si possa p</span><span class="s4">roseguire il cammino </span><span class="s4">e cosa spettarsi dalla </span><span class="s4">comunità</span><span class="s4"> – come viene chiesto ai catecumeni-, mentre agli accompagnatori si domanda «c</span><span class="s4">ome aiutare i nuovi cristiani a inserirsi nella vita della comunità</span><span class="s4"> e </span><span class="s4">cosa loro possono donare a tutti</span><span class="s4">».</span></p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2868445" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-2868445" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL_DEE_CATECUMENI_INCONTRO_-13.jpg" alt="" width="1800" height="1200" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL_DEE_CATECUMENI_INCONTRO_-13.jpg 1800w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL_DEE_CATECUMENI_INCONTRO_-13-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL_DEE_CATECUMENI_INCONTRO_-13-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL_DEE_CATECUMENI_INCONTRO_-13-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1800px) 100vw, 1800px"><figcaption class="wp-caption-text">Foto Agenzia Fotogramma</figcaption></figure>
<p class="s3"><span class="s4">Accanto a monsignor </span><span class="s4">Delpini</span><span class="s4"> c</span><span class="s4">i sono </span><span class="s4">il responsabile del Servizio p</span><span class="s4">e</span><span class="s4">r la Catechesi e della Sezione del Catecumenato, don Matteo Dal Santo </span><span class="s4">e il vicario episcopale di Settore, don Giuseppe Como, ma anche due catecumene che – come gli altri neofiti – hanno inviato</span><span class="s4">,</span> <span class="s4">nei mesi scorsi, </span><span class="s4">le loro lettere all’Arcivescovo per raccontarsi e raccontare la </span><span class="s4">s</span><span class="s4">celta di divenire cristiani. Così come fa, prendendo la parola</span><span class="s4">,</span> <span class="s4">Samira</span><span class="s4">, un’artista di origine spagnola 45enne </span><span class="s4">nata in una famiglia di madre cattolica e padre non credente</span><span class="s4">, che pur essendo </span><span class="s4">cresci</span><span class="s4">uta </span><span class="s4">secondo i valori cristiani</span><span class="s4">, ha compiuto un lungo e, a tratti, doloroso, cammino personale. «Ho fatto v</span><span class="s4">iaggi che hanno causato </span><span class="s4">in me </span><span class="s4">un </span><span class="s4">interesse sempre maggiore per le religioni</span><span class="s4"> e </span><span class="s4">per anni mi </span><span class="s4">sono sentita </span><span class="s4">unita a un Dio che non conoscevo, ma a cui scrivevo. Dopo i trent’anni</span><span class="s4"> – spiega –</span><span class="s4">, decisi di ripresentarmi a Dio, che </span><span class="s4">c</span><span class="s4">os</span><span class="s4">ì è </span><span class="s4">diventato i</span><span class="s4">l</span><span class="s4"> lettore silenzioso del mio diario. Nel 2022 </span><span class="s4">ho incontrato </span><span class="s4">Valentino, il mio compagno</span><span class="s4">:</span><span class="s4"> ormai mi sentivo cattolica, ma non avevo mai pensato di </span><span class="s4">regolarizzare </span><span class="s4">la mia situazione. Poi</span><span class="s4">,</span><span class="s4"> cominciammo a pensare di sposarci, e l’idea del battesimo h</span><span class="s4">a</span><span class="s4"> iniziato a entrare nella mia testa. Avevo voglia di battezzarmi e</span><span class="s4">,</span><span class="s4"> affiancata dalle persone giuste, ho camminato</span><span class="s4">: dovevo ricevere il battesimo già l’anno scorso,</span><span class="s4"> ma non ero pronta anche per la morte della madre</span><span class="s4">. Ho sempre trovato, però, </span><span class="s4">una Chiesa aperta a tutti, senza bigottismo. M</span><span class="s4">i</span><span class="s4"> sento accolta e </span><span class="s4">ora è come s</span><span class="s4">e stessi per vincere un </span><span class="s4">megapremio</span><span class="s4">»</span><span class="s4">. </span></p>
<p class="s5"><span class="s4">Parole a cui fa eco </span><span class="s4">Gabriela 17 anni</span><span class="s4">, </span><span class="s4">albanese con una famiglia non praticante, ma </span><span class="s4">nel cui animo </span><span class="s4">l’oratorio</span><span class="s4"> ha lasciato «</span><span class="s4">un seme silenzioso</span><span class="s4">», come dice. «È da</span><span class="s4"> quella curiosità infantile che è scaturita </span><span class="s4">in me </span><span class="s4">la scelta adulta </span><span class="s4">articolata in </span><span class="s4">più momenti</span><span class="s4">,</span><span class="s4"> come l’accoglienza </span><span class="s4">n</span><span class="s4">ella </span><span class="s4">mia </span><span class="s4">comunità parrocchiale a Somma Lombardo. Non voglio più essere spettatrice della fede, ma protagonista. La prima grande grazia che ho ricevuto è stata la pace e </span><span class="s4">di </span><span class="s4">accettarmi. L’accoglienza è sempre stata stupenda</span><span class="s4"> e</span><span class="s4"> mi sono sempre sentita a casa</span><span class="s4">»</span><span class="s4">. </span></p>
<h2 class="s5"><span class="s2">Essere cristiani nella gioia </span></h2>
<p class="s3"><span class="s4">«</span><span class="s4">Mi convinco sempre </span><span class="s4">di </span><span class="s4">più che l</span><span class="s4">a nostra è una Chiesa dalle </span><span class="s4">g</span><span class="s4">enti</span><span class="s4"> e </span><span class="s4">io voglio incoraggiare questo momento di gioia che è </span><span class="s4">come </span><span class="s4">una carta di identità, un modo di presentarsi</span><span class="s4">», sottolinea subito l’Arcivescovo che continua. «La </span><span class="s4">prima cosa che vedo quando incontro un</span><span class="s4"> c</span><span class="s4">ristiano</span><span class="s4"> è di </span><span class="s4">riconosce</span><span class="s4">rlo</span><span class="s4"> dalla gioia come si riconosce qualcuno dalla divisa che porta. La gioia </span><span class="s4">che </span><span class="s4">non </span><span class="s4">è </span><span class="s4">un’euforia stupida, ma è la dimora dello Spirito santo in noi. Questo è un tema decisivo, ma qualche volta mi pongo delle domande quando incontro </span><span class="s4">c</span><span class="s4">ristian</span><span class="s4">i</span> <span class="s4">che sono </span><span class="s4">tristi, lamentosi, scontenti. </span><span class="s4">Certo, l</span><span class="s4">a Chiesa non </span><span class="s4">è</span><span class="s4"> fatta d</span><span class="s4">i</span><span class="s4"> persone esemplari in tutto, da santi, ma da santi peccatori, da persone buone ma non perfette. Penso </span><span class="s4">che ci si </span><span class="s4">debba aspettare una Chiesa </span><span class="s4">non </span><span class="s4">perfetta, ma umana. </span><span class="s4">Accettate le imperfezioni degli altri e vostre</span><span class="s4">:</span> <span class="s4">il</span><span class="s4"> Signore Gesù ci chiama a essere dentro a questo gruppo di discepoli che ci è dato</span><span class="s4">. Ricordiamoci che anche Gesù non era sempre contento dei suoi discepoli».</span></p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2868446" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-2868446" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL_DEE_CATECUMENI_INCONTRO_-39.jpg" alt="" width="1800" height="1200" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL_DEE_CATECUMENI_INCONTRO_-39.jpg 1800w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL_DEE_CATECUMENI_INCONTRO_-39-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL_DEE_CATECUMENI_INCONTRO_-39-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL_DEE_CATECUMENI_INCONTRO_-39-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1800px) 100vw, 1800px"><figcaption class="wp-caption-text">Foto Agenzia Fotogramma</figcaption></figure>
<p class="s3"><span class="s4">Ma è </span><span class="s4">vero che il bello viene dopo</span><span class="s4">, e</span><span class="s4"> a</span><span class="s4"> quali condizioni sarà bello essere nella Chiesa?</span></p>
<p class="s3"><span class="s4">«</span><span class="s4">A tre condizioni</span><span class="s4">», risponde il vescovo Delpini. «Anzitutto</span><span class="s4">,</span><span class="s4"> bisogna </span><span class="s4">conoscere il pensiero di Cristo</span><span class="s4">, come si legge nella I L</span><span class="s4">ettera ai Corinzi. Questo crescere nella conoscenza di Gesù, è necessario, sia nel rapporto personale, </span><span class="s4">sia </span><span class="s4">nella preghiera, </span><span class="s4">sia </span><span class="s4">nel rapporto che il Signore ispira. Ges</span><span class="s4">ù</span><span class="s4"> si conosce nell’intimità d</span><span class="s4">i</span><span class="s4"> un’amicizia, nella</span><span class="s4"> l</span><span class="s4">ettura del V</span><span class="s4">a</span><span class="s4">ngelo e negli insegnamenti della Chiesa</span><span class="s4">»</span><span class="s4">. </span></p>
<h2 class="s5"><span class="s2">Avere il pensiero di Cristo </span></h2>
<p class="s5"><span class="s4">E, qui, arriv</span><span class="s4">ano alcuni affondi </span><span class="s4">important</span><span class="s4">i</span><span class="s4">. «</span><span class="s4">Mi pare che troppi cristiani</span><span class="s4">,</span><span class="s4"> oggi</span><span class="s4">,</span><span class="s4"> non abbiano un pensiero cristiano, anche </span><span class="s4">se sono </span><span class="s4">gente buona: per esempio</span><span class="s4">,</span> <span class="s4">noto come </span><span class="s4">vi sia spesso </span><span class="s4">una sorta di delusione nei confronti di Dio</span><span class="s4">, magari davanti a eventi dolorosi</span><span class="s4">. Questa è </span><span class="s4">una mentalità pagana, perché si immagina un Dio che non esiste. L’unico che conosce Dio è Gesù</span><span class="s4"> e </span><span class="s4">noi lo dobbiamo conoscere attraverso lui</span><span class="s4">», scandisce monsignor </span><span class="s4">Delpini</span><span class="s4">. Chiediamoci</span><span class="s4">, inoltre,</span><span class="s4"> v</span><span class="s4">erso dove stiamo andando</span><span class="s4"> – se</span><span class="s4"> crediamo, verso </span><span class="s4">la vita eterna, mentre oggi sembra di cattivo gusto parlarne</span><span class="s4"> – e </span><span class="s4">cosa c’entr</span><span class="s4">i</span> <span class="s4">lo Spirito santo </span><span class="s4">con la </span><span class="s4">nostra </span><span class="s4">vita. </span><span class="s4">Lo Spirito </span><span class="s4">non è un aiuto per realizzare quello che abbiamo in mente, quasi u</span><span class="s4">n</span><span class="s4"> supporto alle nostra scelte</span><span class="s4">, </span><span class="s4">è all’inizio delle nostre scelte, trasformandole in </span><span class="s4">una </span><span class="s4">risposta alla chiamata del Signore</span><span class="s4"> e </span><span class="s4">qualificando la nostra </span><span class="s4">esistenza </span><span class="s4">come un dono</span><span class="s4">»</span><span class="s4">.</span></p>
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                            <div class="caption-in-modal">L'incontro coi catecumeni (Ag. Fotogramma)</div> </div></div></div><div class="swiper-slide">

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<h2 class="s5"><span class="s2">Essere pietre vive e ardenti</span></h2>
<p class="s3"><span class="s4">Poi, la seconda indicazione per vivere a pieno il bello che viene dopo. «E</span><span class="s4">ssere pietre vive nella Chiesa, presenze che danno una mano con altri cristiani facendo parte in modo attivo di qualche aspetto della vita della comunità. Così si costruisce una dinamica comunitaria più costruttiva e attiva. Andate contro la pigrizia e l’anonimato</span><span class="s4">»</span><span class="s4">, osserva rivolgendosi direttamente ai presenti</span><span class="s4">.</span></p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2868447" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-2868447" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL_DEE_CATECUMENI_INCONTRO_-38.jpg" alt="" width="1800" height="1200" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL_DEE_CATECUMENI_INCONTRO_-38.jpg 1800w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL_DEE_CATECUMENI_INCONTRO_-38-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL_DEE_CATECUMENI_INCONTRO_-38-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL_DEE_CATECUMENI_INCONTRO_-38-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1800px) 100vw, 1800px"><figcaption class="wp-caption-text">Foto Agenzia Fotogramma</figcaption></figure>
<p class="s3"><span class="s4">Infine, </span><span class="s4">«</span><span class="s4">sarà meglio dopo se il cuore resterà ardente, appassionato,</span> <span class="s4">innamorato. Ma come custodire l’ardore? Essendo docili allo Spirito </span><span class="s4">con quel </span><span class="s4">grande aiuto </span><span class="s4">che </span><span class="s4">è l’accompagnamento spirituale di una persona che sia un punto di riferimento anche dopo aver ricevuto i sacramenti</span><span class="s4">. Senza dimenticare </span><span class="s4">la Regola di vita</span><span class="s4"> scritta con l’</span><span class="s4">audacia di definire il proprio profilo cristiano con originalità</span><span class="s4">». E il vescovo Delpini, così, prima della </span><span class="s4">recita corale del </span><span class="s6">Padre nostro</span><span class="s4"> e la </span><span class="s4">benedizione, legge il brano di </span><span class="s4">Filippesi 4, 4-9</span><span class="s4">.</span></p>
<p class="s3"><span class="s4">Già scende la sera quando tutti vanno verso il Duomo, dove i catecumeni, con oltre 2000 giovani provenienti dall’intera Diocesi, partecipano alla Veglia “in </span><span class="s4">Traditione</span> <span class="s4">Symboli</span><span class="s4">”, presieduta dal vescovo Mario, con la consegna del Credo, il simbolo della fede. </span></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/catecumeni-rimanete-pietre-vive-e-ardenti-nella-comunita-2867830.html">Delpini: «Catecumeni, rimanete pietre vive e ardenti nella comunità»</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/">Chiesa di Milano</a>.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>«Entra nella città della gioia, nella Chiesa insieme agli altri»</title>
<link>https://www.eventi.news/entra-nella-citta-della-gioia-nella-chiesa-insieme-agli-altri</link>
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<description><![CDATA[ Si è tenuta in Duomo la tradizionale Veglia presieduta dall’Arcivescovo, durante la quale è stato consegnato il Credo ai catecumeni ]]></description>
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 00:30:05 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>«Entra, nella, città, della, gioia, nella, Chiesa, insieme, agli, altri»</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL-MI-FE-FG-1317-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL-MI-FE-FG-1317-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL-MI-FE-FG-1317-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL-MI-FE-FG-1317-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Foto Agenzia Fotogramma</span><p class="s3"><span class="s4">“</span><span class="s4">Gesù ti chiama per nome, e</span><span class="s4">ntra nella porta della vita insieme con gli altri, in questa Chiesa imperfetta e santa». </span></p>
<p class="s3"><span class="s4">In una serata dominata dall’immagine simbolica della porta – reinterpretata anche attraverso diversi linguaggi artistici</span> <span class="s4">–</span><span class="s4">,</span><span class="s4"> quell</span><span class="s4">e</span><span class="s4"> che </span><span class="s4">si aprono </span><span class="s4">davvero </span><span class="s4">sono le </span><span class="s4">port</span><span class="s4">e</span><span class="s4"> della Pa</span><span class="s4">r</span><span class="s4">ola di Dio e del Duomo che </span><span class="s4">si affolla di </span><span class="s4">oltre 2000 giovani, provenienti da tutta la Diocesi, e </span><span class="s4">dei</span><span class="s4"> 101 catecumeni che riceveranno i sacramenti dell’iniziazione cristiana nella notte di Pasqua.</span></p>
<p></p>
<h2 class="s5"><span class="s2">La Veglia </span></h2>
<p class="s3"><span class="s4">Tutto questo è stata la Veglia </span><span class="s4">in “</span><span class="s4">Traditione</span> <span class="s4">Symboli</span><span class="s4">” nella quale l’Arcivescovo ha consegnato loro il Credo, il simbolo della fede. Accolti dai grandi schermi su cui si potevano leggere alcune domande sui passaggi essenziali della vita, i partecipanti hanno, </span><span class="s4">così</span><span class="s4">, assistito al “prologo” della celebrazione, unitamente al vescovo Mario Delpini cui erano accanto i due vescovi e vicari episcopali, monsignor Luca </span><span class="s4">Raimondi</span><span class="s4"> e monsignor Giuseppe </span><span class="s4">Vegezzi</span><span class="s4">, il responsabile della Pastorale Giovanile, don Marco Fusi, della </span><span class="s4">Fom</span><span class="s4">, don Stefano Guidi, della Pastorale Universitaria, don Marco Cianci, il vicario episcopale di Settore, don Giuseppe Como e il responsabile del Servizio per la Catechesi e Catecumenato, don Matteo Dal Santo. Mentre, in altare maggiore, avevano trovato posto, tra gli altri, il vicario generale, monsignor Franco Agnesi, il moderator </span><span class="s4">Curiae</span><span class="s4">, monsignor Carlo </span><span class="s4">Azzimonti</span><span class="s4">, </span><span class="s4">alcuni vicari e sacerdoti. </span></p>
<p class="s3"><span class="s4">Sul presbiterio</span><span class="s4">, in un gioco suggestivo di luci e ombre, </span><span class="s4">5 porte realizzate in collaborazione con </span><span class="s4">le studentesse in scenografia del </span><span class="s4">Naba</span><span class="s4">, Nuova Accademia di Belle Arti</span><span class="s4"> (presenti anche i docenti che hanno orientato il lavoro)</span><span class="s4">, </span><span class="s4">una in corrispondenza dell’altare formata da due pannelli ricoperti e decorati e due cornici su ogni lato. </span><span class="s4">Tanti i colori</span><span class="s4">,</span><span class="s4"> a significare i diversi stati d’animo con cui affrontare la porta dell’esistenza.</span></p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2868469" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-2868469" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL-MI-FE-FG-0960-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1706" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL-MI-FE-FG-0960-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL-MI-FE-FG-0960-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL-MI-FE-FG-0960-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL-MI-FE-FG-0960-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL-MI-FE-FG-0960-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">Foto Agenzia Fotogramma</figcaption></figure>
<p class="s3"><span class="s4">Da qui il riferimento alle Porte delle scelte, le porte chiuse, le porte degli altri e quelle interiori, sottolineate dalle voci guida, d</span><span class="s4">alla danza </span><span class="s4">degli </span><span class="s4">allievi dell’Accademia Ucraina di Balletto e </span><span class="s4">de</span><span class="s4">i giovani della compagnia </span><span class="s4">T</span><span class="s4">am</span><span class="s4"> Ballet</span><span class="s4">, </span><span class="s4">nata dalla collaborazione del prestigioso Teatro </span><span class="s4">Arcimboldi di </span><span class="s4">Milano</span><span class="s4">, </span><span class="s4">e dalle sonorità eseguite al meglio – come per l’intera Veglia – </span><span class="s4">dai cori </span><span class="s4">Shekinah</span><span class="s4">, </span><span class="s4">Elikya</span><span class="s4">, </span><span class="s4">C</span><span class="s4">oro </span><span class="s4">Interparrocchiale</span><span class="s4">, </span><span class="s4">C</span><span class="s4">oro del </span><span class="s4">CLU</span><span class="s4"> e da altri gruppi giovanili, </span><span class="s4">diretti da </span><span class="s4">Andrea </span><span class="s4">Pillon</span><span class="s4">. </span><span class="s4">  </span></p>
<h2 class="s5"><span class="s2">La Parola che chiama </span></h2>
<p class="s3"><span class="s4">Dalla celebre pagina del Vangelo di Giovanni al capitolo 10, <a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/TRADITIO-SYMBOLI-omelia-1.docx">si avvia l’omelia del vescovo Delpini</a> che utilizza gli stessi termini dell’evangelista.   </span></p>
<p class="s3"><span class="s4">«</span><span class="s4">Forse hai aperto la porta a ladri e briganti: quelli che deridono i sogni e i propositi di bene, quell</span><span class="s4">i</span><span class="s4">che sporcano tutto quello che toccano, i pensieri, il sesso, la fiducia in Dio, i rapporti con i genitori, con gli amici, con i compagni di viaggio.</span> <span class="s4">Forse hai aperto la porta per ingenuità, per curiosità, perché </span><span class="s4">molti altri l’hanno fatto e, anche se sono infelici, dicono che non si può fare altrimenti</span><span class="s4"> e</span><span class="s4"> devi aprire la porta a ladri e briganti se vuoi stare al mondo.</span> <span class="s4">Ma questa sera celebriamo la grazia di ascoltare una voce amica, forse già ascoltata molte volte, forse</span><span class="s4">,</span><span class="s4"> mai sentita prima. I catecumeni giunti qui da tante strade e segnati da tante storie raccontano di essere stati sorpresi, commossi da quella voce che hanno riconosciuto come la voce che merita di essere ascoltata, il pastore che merita di essere seguito</span><span class="s4">»</span><span class="s4">.</span></p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2868470" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-2868470" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL-MI-FE-FG-1101-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1706" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL-MI-FE-FG-1101-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL-MI-FE-FG-1101-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL-MI-FE-FG-1101-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL-MI-FE-FG-1101-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL-MI-FE-FG-1101-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">Foto Agenzia Fotogramma</figcaption></figure>
<p class="s3"><span class="s4">Un pastore – il Signore – che non abbandona mai e la cui parola «</span><span class="s4">entra proprio nelle domande che inquietano, nelle ferite che fanno soffrire, nel groviglio confuso in cui </span><span class="s4">ci si perde</span><span class="s4">. Seguo Gesù, perché riconosco che la sua parola è rivolta proprio a me, mi conosce e mi chiama</span><span class="s4">», evidenzia monsignor </span><span class="s4">Delpini</span><span class="s4">.</span></p>
<p></p>
<h2 class="s6"><span class="s2">Una mano tesa e una porta aperta </span></h2>
<p class="s3"><span class="s4">«C</span><span class="s4">’è sempre una mano tesa, una porta aperta</span><span class="s4">», aggiunge</span><span class="s4">. </span><span class="s4">«</span><span class="s4">Nella città della gioia si entra sempre insieme ad altri</span><span class="s4">»</span><span class="s4">, </span><span class="s4">magari con </span><span class="s4">c</span><span class="s4">ompagni di viaggio inattesi</span><span class="s4">.</span> <span class="s4">«</span><span class="s4">Se cerchi, trovi, se chiami ti viene incontro Gesù che ti parla con la voce di una persona, con il libro che stai leggendo, con il silenzio in cui ti raccogli. Ma verso il Signore non cammini da solo.</span><span class="s4"> I</span><span class="s4"> testimoni che incontr</span><span class="s4">i</span><span class="s4"> non sono perfetti, non sono santi. </span><span class="s4">M</span><span class="s4">a s</span><span class="s4">ii grato, perché quando dici </span><span class="s4">“</span><span class="s4">ti prego aiutami</span><span class="s4">”,</span><span class="s4"> trovi una mano tesa, un’amicizia promettente, un prete, una suora,</span> <span class="s4">un papà, una mamma che ti </span><span class="s4">ascoltano.</span><span class="s4"> Non aspettarti una Chiesa perfetta, preti perfetti, compagni di viaggio perfetti</span><span class="s4">, ma sono gli angeli di Dio mandati a te in quel momento</span><span class="s4">. Piuttosto impara a ringraziare per quel poco o tanto che possono fare per farti conoscere Gesù, per accompagnarti fino alla celebrazione dei grandi misteri della nostra salvezza, fino alla comunione che conforma a Gesù e ci rende un cuore solo e un’anima sola</span><span class="s4">». </span></p>
<p class="s5"><span class="s4">Poi, l’adorazione con i due pannelli scorrevoli della porta in altare maggiore </span><span class="s4">che si aprono facendo apparire </span><span class="s4">il crocifisso, illuminato </span><span class="s4">a pieno </span><span class="s4">– dopo la preghiera personale nel silenzio </span><span class="s4">e nella penombra </span><span class="s4">della Cattedrale </span><span class="s4">–</span><span class="s4"> per le acclamazioni, con cui i giovani chiedono pace, la capacità di fare scelte coraggiose</span><span class="s4"> e so</span><span class="s4">stegno per chi è provato nello spirito.  </span></p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2868474" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-2868474" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL-MI-FE-FG-1626-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1706" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL-MI-FE-FG-1626-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL-MI-FE-FG-1626-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL-MI-FE-FG-1626-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL-MI-FE-FG-1626-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ITL-MI-FE-FG-1626-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">Foto Agenzia Fotogramma</figcaption></figure>
<p class="s3"><span class="s4">Infine, è la testimonianza della catecumena </span><span class="s4">Jessica, </span><span class="s4">studentessa dell’U</span><span class="s4">niversità </span><span class="s4">C</span><span class="s4">attolica, </span><span class="s4">commossa fino alle lacrime, a dare il senso dell’incontro decisivo con Gesù. </span></p>
<p class="s3"><span class="s4">«</span><span class="s4">Oggi sento </span><span class="s4">di</span><span class="s4"> poter riconoscere che quella chiamata interiore era la voce discreta di Dio che mi ha portato alla decisione libera e consapevole di ricevere il battesimo</span><span class="s4">,</span><span class="s4"> entrando a far parte della comunità cristian</span><span class="s4">a</span> <span class="s4">e </span><span class="s4">crescendo </span><span class="s4">n</span><span class="s4">ella fede</span><span class="s4">», spiega</span><span class="s4">, p</span><span class="s4">oco prima della consegna del Credo e, per i fu</span><span class="s4">turi</span><span class="s4"> nuovi cristiani, anche d</span><span class="s4">el</span><span class="s4"> sussidio “Otto giorni dopo. I neofiti in cammino”, per aiutarli</span><span class="s4"> nel “dopo”, quando ricevut</span><span class="s4">i sacramenti,</span><span class="s4"> inizierà </span><span class="s4">la loro vera nuova vita</span><span class="s4">.  </span></p>
<p></p><div class="gallery-container cdm_images_gallery opacity-on"><div class="gall-modal fade" tabindex="-1" role="dialog" aria-labelledby="staticBackdrop69c9a681a1800" aria-hidden="true">
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                            <div class="caption-in-modal">La Veglia in traditione Symboli (Ag. Fotogramma)</div> </div></div></div><div class="swiper-slide">

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<p class="s3"><span class="s4">La vita di una «Chiesa giovane, anche se, talvolta, sembra stanca, se i cristiani paiono un poco scoraggiati, perché lo Spirito di Dio abita nel cuore di ogni credente», come conclude il vescovo Delpini, prima della benedizione.    </span></p>
<p class="s3"><span class="s4">E, allora, come suggellare una Veglia tanto intensa, se non oltrepassando </span><span class="s4">una </span><span class="s4">soglia</span><span class="s4"> concreta e grande come </span><span class="s4">quella</span><span class="s4"> maestosa del portale centrale del Duomo? Così come fa, infatti, l’Arcivescovo seguito da tutti i fedeli, arrivando fin sul sagrato in festa.   </span></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/traditio-symboli-veglia-delpini-2867832.html">«Entra nella città della gioia, nella Chiesa insieme agli altri»</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/">Chiesa di Milano</a>.</p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Vivere la Pasqua come discepoli che trovano insopportabile la prepotenza e la guerra</title>
<link>https://www.eventi.news/vivere-la-pasqua-come-discepoli-che-trovano-insopportabile-la-prepotenza-e-la-guerra</link>
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<description><![CDATA[ L&#039;Arcivescovo ha celebrato in Duomo il Pontificale per la Domenica delle Palme, con cui si apre la Settimana Santa ]]></description>
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 00:30:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Vivere, Pasqua, come, discepoli, che, trovano, insopportabile, prepotenza, guerra</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-29-03-26-10-22-29-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-29-03-26-10-22-29-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-29-03-26-10-22-29-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-29-03-26-10-22-29-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Foto Andrea Cherchi</span><p><span>«L’ulivo che portiamo nelle nostre case, negli ambienti in cui viviamo, sia un messaggio di gioia perché viene il re della pace e di augurio perché la pace torni sulle terre insanguinate dalla guerra». </span></p>
<p><span>Nella domenica delle Palme, il grande portale d’ingresso alla Settimana santa, chiamata autentica per la sua esemplarità nel Rito ambrosiano, tra le navate della Cattedrale, si affollano i moltissimi che, portando tra le mani l’ulivo, prendono parte al Pontificale presieduto dall’Arcivescovo. </span></p>
<p><span>Celebrazione solenne, tradotta anche nel linguaggio dei segni, che si apre con la benedizione delle palme e degli ulivi all’esterno della chiesa di Santa Maria in Camposanto e con la processione alla quale partecipano il Canonici del Capitolo metropolitano, i membri dell’Arciconfraternita del SS. Sacramento, del Sovrano Militare Ordine di Malta e dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro. Un magnifico colpo d’occhio, l’ingresso in Cattedrale, mentre sull’esecuzione dei tradizionali Dodici Kyrie, peculiari delle Solennità ambrosiane eseguiti dalla Cappella musicale, il Duomo, già inondato di luce primaverile, si colora del verde delle palme e degli ulivi, segno antico di una pace che, mai come oggi, sembra lontana dalla terra degli uomini. Di quegli «ottusi», che siamo tutti noi, di fronte al vero significato dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme, in questo del tutto simili ai discepoli che furono testimoni di quei fatti e che, al momento, «non compresero», come dice il Vangelo di Giovanni a cui si ispira l’omelia del vescovo Delpini.  </span></p>
<p></p><div class="gallery-container cdm_images_gallery opacity-on"><div class="gall-modal fade" tabindex="-1" role="dialog" aria-labelledby="staticBackdrop69c9a68196218" aria-hidden="true">
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                            <div class="caption-in-modal">La domenica delle Palme (Cherchi/chiesadimilano.it)</div> </div></div></div><div class="swiper-slide">

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<h2><b>L’ottusità dei discepoli di ieri e di oggi </b></h2>
<p><span>«Di chi parla l’Evangelista denunciando l’ottusità e l’incapacità di comprendere il mistero? Forse di quelli che presumono di aver già capito, forse dei discepoli che guardano altrove e che hanno tanti altri interessi. Forse di noi, discepoli devoti, custodi di tradizioni importanti, eppure come presi da un’inerzia che ci induce a passare oltre senza capire», dice, infatti, subito il vescovo Delpini. </span></p>
<p><span>«I discepoli mediocri assistono all’opera di Dio nella storia che si compie sotto i loro occhi, ma non se ne rendono conto. Lo sguardo ottuso e il pensiero pigro si accomodano nella banalità. Ogni evento si riduce a  un fatto di cronaca; ogni opera di Dio o dell’uomo si riducono a “sono cose che capitano”: non c’è nessun significato».</span></p>
<p><span>E, dopo, la banalità, anche la tristezza. </span></p>
<p><span>«I semplici cantano, gridano, fanno festa. La folla, come succede, è tutta coinvolta come da un contagio di entusiasmo: il Signore visita il suo popolo, l’inviato di Dio porta alla città la sua benedizione. Ma essi non compresero. I discepoli sono inclini alla tristezza e al pessimismo e diffidano dell’entusiasmo dei semplici. Sono abituati allo scetticismo e non si lasciano sorprendere dallo stupore né sono disponibili a ospitare l’esultanza. Abita nei discepoli, di allora e di oggi, una predisposizione alla tristezza che deposita un velo di grigiore in ogni incontro e su ogni momento». </span></p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2868509" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-2868509" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-29-03-26-10-14-47-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1707" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-29-03-26-10-14-47-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-29-03-26-10-14-47-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-29-03-26-10-14-47-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-29-03-26-10-14-47-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-29-03-26-10-14-47-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">Foto Andrea Cherchi</figcaption></figure>
<h2><b>Il vero potere è il servizio </b></h2>
<p><span>Anche e soprattutto perché 2000 anni fa come nel terzo millennio, i discepoli sono «imprigionati nella logica del mondo che intende il potere come dominio e la violenza come inevitabile: se vuoi evitare di essere colpito, colpisci tu per primo. I discepoli, di allora e di oggi, si contendono i primi posti e discutono tra loro quale possa essere considerato il più importante». </span></p>
<p><span>Insomma, «ecco l’ambizione e la violenza», osserva ancora l’Arcivescovo, «che impediscono di capire «la regalità originale e misteriosa di Gesù che manifesta la sua signoria nella mitezza disarmata. Il Signore non viene con gli eserciti e la potenza, non inizia un regno che domina con la forza, non è armato per fare la guerra, non si afferma combattendo i nemici. Viene seduto su un puledro figlio d’asina. Il potere si esercita come un servizio, la gloria si irradia come amore, le relazioni si costruiscono come fraternità». </span></p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2868510" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-2868510" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-29-03-26-10-15-35-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1706" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-29-03-26-10-15-35-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-29-03-26-10-15-35-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-29-03-26-10-15-35-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-29-03-26-10-15-35-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-29-03-26-10-15-35-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">Foto Andrea Cherchi</figcaption></figure>
<p><span>Cosa che essi, appunto, non compresero rimanendo – «nello smarrimento di chi si perde nell’enigma dell’universo e nell’assurdità della storia umana» per cui «cercare il senso delle cose sembra una perdita di tempo alla quale si possono dedicare gli sfaccendati. È più ragionevole pensare che si viene dal nulla e nel nulla si fa a finire: siccome sono intelligente, sono agnostico». </span></p>
<p><span>Bisognerà arrivare al dramma della passione, allo scandalo della morte in croce di Gesù e alla sua risurrezione perché i discepoli ricordino e comprendano la vera vita.  </span></p>
<h2><b>Prepariamoci a celebrare la Pasqua </b></h2>
<p><span>Arriva, allora, al termine dell’omelia, anche un auspicio. «La Pasqua non è un fatto di cronaca, ma è la gloria che rischiara le tenebre, la vita che vince la morte e dona la vita. Così anche noi discepoli pieni di domande e segnati dalla tristezza, ci prepariamo a celebrare la Pasqua come discepoli stanchi della banalità e resi per grazia disponibili allo stupore nel contemplare la rivelazione della prossimità affidabile di Dio. Ci prepariamo a celebrare la Pasqua come discepoli che trovano insopportabile la prepotenza, la violenza, la guerra, per renderci disponibili ad essere uomini e donne a servizio della pace, seguendo il Principe della pace. Ci prepariamo a celebrare la Pasqua come discepoli che trovano noioso l’agnosticismo, lo scetticismo e trovano gioia nella verità». </span></p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2868511" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-2868511" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-29-03-26-11-26-11-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1707" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-29-03-26-11-26-11-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-29-03-26-11-26-11-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-29-03-26-11-26-11-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-29-03-26-11-26-11-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-29-03-26-11-26-11-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">Foto Andrea Cherchi</figcaption></figure>
<p><span>«Viviamo questa settimana nella confessione, nella riconciliazione, nella penitenza. Invito ciascuno a trovare tempo per questa opera di conversione», per la quale – conclude il vescovo Mario – domani in Duomo alle 18.30 presieduta sempre da monsignor Delpini, si svolgerà una celebrazione penitenziale a cui tutti sono invitati.    </span></p>
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<title>Al cardinale Pizzaballa e a padre Ielpo impedito l’ingresso al Santo Sepolcro</title>
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<description><![CDATA[ In una nota il Patriarcato latino di Gerusalemme e la Custodia di Terra Santa denunciano come gli sia stato impedito dalla Polizia israeliana di raggiungere la Basilica del Santo Sepolcro. «La prima volta da secoli: misura grave e irragionevole» ]]></description>
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 00:30:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>cardinale, Pizzaballa, padre, Ielpo, impedito, l’ingresso, Santo, Sepolcro</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2024/03/6-pizzaballa-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2024/03/6-pizzaballa-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2024/03/6-pizzaballa-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2024/03/6-pizzaballa-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Il cardinale Pierbattista Pizzaballa</span><p>Da <a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/gerusalemme-pizzaballa-preghiera-per-la-pace.html" target="_blank" rel="noopener">Vatican News</a></p>
<p>Questa mattina la polizia israeliana ha impedito al patriarca latino di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, insieme al custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, di entrare nella Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme, mentre si recavano a celebrare la Messa della Domenica delle Palme.</p>
<p>A comunicarlo in una nota congiunta il Patriarcato latino e la Custodia di Terra Santa. Impedire l’ingresso a coloro che «ricoprono le più alte responsabilità ecclesiastiche per la Chiesa cattolica e i Luoghi Santi», denunciano, costituisce «una misura palesemente irragionevole e gravemente sproporzionata».</p>
<p>Una decisione ritenuta «affrettata e fondamentalmente errata, viziata da considerazioni improprie», che «rappresenta un grave allontanamento dai principi fondamentali di ragionevolezza, libertà di culto e rispetto dello Status Quo».</p>
<p></p>
<h2>Il primo impedimento di questo tipo da secoli</h2>
<p>Pizzaballa e Ielpo, si spiega, sono stati fermati lungo il percorso, «mentre procedevano in forma privata e senza alcuna caratteristica di processione o atto cerimoniale». Sono stati costretti dunque a tornare indietro. È «la prima volta da secoli» che ai capi della Chiesa viene «impedito di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro».</p>
<p>Si tratta – sono le dure parole della nota – di «un grave precedente» con il quale si ignora «la sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, durante questa settimana, guardano a Gerusalemme».</p>
<p>Nel comunicato si evidenzia, poi, come in tutto questo tempo, i capi delle Chiese abbiano sempre rispettato le prescrizioni delle autorità e le restrizioni imposte a causa del conflitto, agendo «con piena responsabilità». Gli incontri pubblici sono stati annullati, la partecipazione è stata vietata e sono state prese disposizioni per trasmettere le celebrazioni a centinaia di milioni di fedeli in tutto il mondo, che, in questi giorni di Pasqua, rivolgono lo sguardo a Gerusalemme e alla Basilica del Santo Sepolcro».</p>
<p>Pertanto, il patriarca latino Pizzaballa e il custode di Terra Santa Ielpo «esprimono il loro profondo rammarico ai fedeli cristiani in Terra Santa e in tutto il mondo per il fatto che la preghiera in uno dei giorni più sacri del calendario cristiano sia stata così impedita».</p>
<h2>Una preghiera per la pace dal Monte degli Ulivi</h2>
<p>Oggi, in occasione della solennità della Domenica delle Palme, secondo quanto diffuso in un comunicato diffuso in precedenza dal Patriarcato, è previsto che il cardinale Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei latini, conduca un momento di preghiera per la pace dal Santuario del Dominus Flevit sul Monte degli Ulivi, a Gerusalemme. Al termine, la benedizione sulla Città Santa impartita dal cardinale.</p>
<p>La stessa nota precisa inoltre che a causa delle restrizioni imposte dalla guerra in Medio Oriente, non sarà ammessa la presenza della stampa, ma la copertura sarà assicurata da un pool dell’agenzia Reuters.</p>
<h2>La cancellazione della processione per la Domenica delle Palme</h2>
<p>Per le stesse ragioni legate al conflitto nei giorni scorsi era già stata decisa la cancellazione della tradizionale processione della Domenica delle Palme dal Monte degli ulivi a Gerusalemme.</p>
<p>Nell’occasione, in un comunicato pubblicato sul sito del Patriarcato, il porporato evidenziava come “alla durezza di questo tempo di guerra, che ci coinvolge tutti, si aggiunge oggi anche quella di non poter celebrare degnamente e insieme la Pasqua. Una ferita” che si somma “a tante altre inferte dal conflitto”, e che tuttavia non può fermare la preghiera. Perché – concludeva – “nessuna oscurità, nemmeno quella della guerra, può avere l’ultima parola”.</p>
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<title>Lunedì della Settimana autentica</title>
<link>https://www.eventi.news/lunedi-della-settimana-autentica</link>
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<description><![CDATA[ ALL’INGRESSO   Cristo si è caricato dei nostri mali, ha preso su di sé le nostre colpe. Ci hai riscattato con il tuo Sangue, o Signore; uomini di ogni razza e di ogni lingua, di ogni tribù e nazione. ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA Aiutaci, o Dio che sei la nostra salvezza, e concedi al tuo popolo […]
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 00:30:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Lunedì, della, Settimana, autentica</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ALL’INGRESSO</strong>  <br>
Cristo si è caricato dei nostri mali,<br>
ha preso su di sé le nostre colpe.<br>
Ci hai riscattato con il tuo Sangue, o Signore;<br>
uomini di ogni razza e di ogni lingua,<br>
di ogni tribù e nazione.</p>
<p><strong>ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA<br>
</strong>Aiutaci, o Dio che sei la nostra salvezza, e concedi al tuo popolo di avviarsi con gioia a celebrare e a rivivere i misteri della tua redenzione.<br>
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. <strong>Amen</strong> </p>
<p><strong>GIOBBE</strong> 2, 1-10<br>
Inizia la lettura del libro di Giobbe</p>
<p>Accadde, un giorno, che i figli di Dio andarono a presentarsi al Signore, e anche Satana andò in mezzo a loro a presentarsi al Signore. Il Signore chiese a Satana: «Da dove vieni?». Satana rispose al Signore: «Dalla terra, che ho percorso in lungo e in largo». Il Signore disse a Satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, timorato di Dio e lontano dal male. Egli è ancora saldo nella sua integrità; tu mi hai spinto contro di lui per rovinarlo, senza ragione». Satana rispose al Signore: «Pelle per pelle; tutto quello che possiede, l’uomo è pronto a darlo per la sua vita. Ma stendi un poco la mano e colpiscilo nelle ossa e nella carne e vedrai come ti maledirà apertamente!». Il Signore disse a Satana: «Eccolo nelle tue mani! Soltanto risparmia la sua vita». Satana si ritirò dalla presenza del Signore e colpì Giobbe con una piaga maligna, dalla pianta dei piedi alla cima del capo. Giobbe prese un coccio per grattarsi e stava seduto in mezzo alla cenere. Allora sua moglie disse: «Rimani ancora saldo nella tua integrità? Maledici Dio e muori!». Ma egli le rispose: «Tu parli come parlerebbe una stolta! Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremmo accettare il male?». In tutto questo Giobbe non peccò con le sue labbra.</p>
<p><strong>SALMO</strong> Sal 118 (119), 153-160</p>
<p><strong>La tua legge, Signore, è fonte di pace.</strong></p>
<p>Vedi la mia miseria e liberami,<br>
perché non ho dimenticato la tua legge.<br>
Difendi la mia causa e riscattami,<br>
secondo la tua promessa fammi vivere. R</p>
<p>Lontana dai malvagi è la salvezza,<br>
perché essi non ricercano i tuoi decreti.<br>
Grande è la tua tenerezza, Signore:<br>
fammi vivere secondo i tuoi giudizi. R</p>
<p>Molti mi perseguitano e mi affliggono,<br>
ma io non abbandono i tuoi insegnamenti.<br>
Ho visto i traditori e ne ho provato ribrezzo,<br>
perché non osservano la tua promessa. R</p>
<p>Vedi che io amo i tuoi precetti:<br>
Signore, secondo il tuo amore dammi vita.<br>
La verità è fondamento della tua parola,<br>
ogni tuo giusto giudizio dura in eterno. R</p>
<p><strong>TOBIA</strong> 2, 1b-10d<br>
Inizia la lettura del libro di Tobia</p>
<p>In quei giorni. Per la nostra festa di Pentecoste, cioè la festa delle Settimane, avevo fatto preparare un buon pranzo e mi posi a tavola: la tavola era imbandita di molte vivande. Dissi al figlio Tobia: «Figlio mio, va’, e se trovi tra i nostri fratelli deportati a Ninive qualche povero, che sia però di cuore fedele, portalo a pranzo insieme con noi. Io resto ad aspettare che tu ritorni, figlio mio». Tobia uscì in cerca di un povero tra i nostri fratelli. Di ritorno disse: «Padre!». Gli risposi: «Ebbene, figlio mio?». «Padre – riprese – uno della nostra gente è stato ucciso e gettato nella piazza; l’hanno strangolato un momento fa». Io allora mi alzai, lasciando intatto il pranzo; tolsi l’uomo dalla piazza e lo posi in una camera in attesa del tramonto del sole, per poterlo seppellire. Ritornai, mi lavai e mangiai con tristezza, ricordando le parole del profeta Amos su Betel: «Si cambieranno le vostre feste in lutto, tutti i vostri canti in lamento». E piansi. Quando poi calò il sole, andai a scavare una fossa e ve lo seppellii. I miei vicini mi deridevano dicendo: «Non ha più paura! Proprio per questo motivo lo hanno già ricercato per ucciderlo. È dovuto fuggire e ora eccolo di nuovo a seppellire i morti». Quella notte, dopo aver seppellito il morto, mi lavai, entrai nel mio cortile e mi addormentai sotto il muro del cortile. Per il caldo che c’era tenevo la faccia scoperta, ignorando che sopra di me, nel muro, stavano dei passeri. Caddero sui miei occhi i loro escrementi ancora caldi, che mi produssero macchie bianche, e dovetti andare dai medici per la cura. Più essi però mi applicavano farmaci, più mi si oscuravano gli occhi, a causa delle macchie bianche, finché divenni cieco del tutto. Per quattro anni rimasi cieco e ne soffrirono tutti i miei fratelli.</p>
<h5>
<strong>VANGELO</strong> Lc 21, 34-36<br>
Lettura del Vangelo secondo Luca
</h5><p>In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».
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<audio class="wp-audio-shortcode" preload="none" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2022/07/Lc-21-34-36.mp3?_=1"><a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2022/07/Lc-21-34-36.mp3">https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2022/07/Lc-21-34-36.mp3</a></audio>
</p><p><strong>DOPO IL VANGELO</strong>  <br>
Fratelli, seguiamo il cammino di Cristo<br>
che conduce a salvezza.<br>
Egli morì per noi, lasciando un esempio.<br>
Sulla croce portò nel suo corpo i nostri peccati perché,<br>
morendo alla colpa, risorgessimo alla vita di grazia.</p>
<p><strong>A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA<br>
</strong>Accogli con bontà, o Padre, le nostre preghiere: donaci di celebrare con cuore libero e puro la passione di Gesù Cristo, tuo Figlio.<br>
Per lui che vive e regna nei secoli dei secoli.<strong> Amen</strong></p>
<p><strong>SUI DONI<br>
</strong>Dio forte ed eterno, il sacrificio che stiamo celebrando ci liberi dal male e ci conduca con animo purificato al mistero della Pasqua, in cui questo sacramento di salvezza trova principio.<br>
Per Cristo nostro Signore.<strong> Amen</strong></p>
<p><strong>PREFAZIO<br>
</strong>È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.<br>
Il tuo Figlio unigenito facendosi uomo ci raccoglie in unità, umiliandosi ci innalza, consegnandosi alla morte ci libera, soffrendo ci riscatta. La sua croce ci salva, il suo Sangue ci lava, la sua Carne ci nutre. Per questo mistero d’amore, uniti ai cori degli angeli e dei santi, tutti insieme cantiamo l’inno della tua gloria: <strong>Santo…</strong></p>
<p><strong>ALLO SPEZZARE DEL PANE<br>
</strong>Non chiudere la tua porta, anche se ho fatto tardi.<br>
Non chiudere la tua porta: sono venuto a bussare.<br>
A chi ti cerca nel pianto apri, Signore pietoso.<br>
Accoglimi al tuo convito, donami il pane del regno.</p>
<p><strong>ALLA COMUNIONE<br>
</strong>Gli occhi del Signore non abbandonano chi lo ama<br>
E chi spera nella sua bontà.<br>
Egli ascolta il lamento del prigioniero;<br>
per il mistero della sua morte dona libertà e vita.</p>
<p><strong>DOPO LA COMUNIONE<br>
</strong>Resta con noi, o Dio fedele, e proteggi con sollecito amore i tuoi figli santificàti da questi misteri, perché non disperdano i doni di salvezza che dalla tua misericordia hanno ricevuto.<br>
Per Cristo nostro Signore.<strong> Amen</strong></p>
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<item>
<title>Lunedì della Settimana Santa</title>
<link>https://www.eventi.news/lunedi-della-settimana-santa</link>
<guid>https://www.eventi.news/lunedi-della-settimana-santa</guid>
<description><![CDATA[ Prima lettura Is 42,1-7 Dal libro del profeta Isaìa «Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni. Non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà una canna incrinata, […]
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 00:30:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Lunedì, della, Settimana, Santa</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<div class="article-content">
<p><strong>Prima lettura </strong><em>Is 42,1-7</em><strong><br>
</strong>Dal libro del profeta Isaìa</p>
<p>«Ecco il mio servo che io sostengo,<br>
il mio eletto di cui mi compiaccio.<br>
Ho posto il mio spirito su di lui;<br>
egli porterà il diritto alle nazioni.<br>
Non griderà né alzerà il tono,<br>
non farà udire in piazza la sua voce,<br>
non spezzerà una canna incrinata,<br>
non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta;<br>
proclamerà il diritto con verità.<br>
Non verrà meno e non si abbatterà,<br>
finché non avrà stabilito il diritto sulla terra,<br>
e le isole attendono il suo insegnamento».<br>
Così dice il Signore Dio,<br>
che crea i cieli e li dispiega,<br>
distende la terra con ciò che vi nasce,<br>
dà il respiro alla gente che la abita<br>
e l’alito a quanti camminano su di essa:<br>
«Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia<br>
e ti ho preso per mano;<br>
ti ho formato e ti ho stabilito<br>
come alleanza del popolo<br>
e luce delle nazioni,<br>
perché tu apra gli occhi ai ciechi<br>
e faccia uscire dal carcere i prigionieri,<br>
dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre».</p>
<p><strong>Salmo </strong><em>Sal 26<strong></strong></em></p>
<p><em><strong>Il Signore è mia luce e mia salvezza.</strong></em></p>
<p>Il Signore è mia luce e mia salvezza:<br>
di chi avrò timore?<br>
Il Signore è difesa della mia vita:<br>
di chi avrò paura? R</p>
<p>Quando mi assalgono i malvagi<br>
per divorarmi la carne,<br>
sono essi, avversari e nemici,<br>
a inciampare e cadere. R</p>
<p>Se contro di me si accampa un esercito,<br>
il mio cuore non teme;<br>
se contro di me si scatena una guerra,<br>
anche allora ho fiducia. R</p>
<p>Sono certo di contemplare la bontà del Signore<br>
nella terra dei viventi.<br>
Spera nel Signore, sii forte,<br>
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore. R</p>
<p><strong>Vangelo </strong><em>Gv 12,1-11<strong><br>
</strong></em>Dal Vangelo secondo Giovanni</p>
<p>Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Làzzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Làzzaro era uno dei commensali.<br>
Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo.<br>
Allora Giuda Iscariòta, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro.<br>
Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».<br>
Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Làzzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Làzzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.</p>
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<title>San Leonardo Murialdo</title>
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<description><![CDATA[ Lunedì della settimana autentica ]]></description>
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 00:30:04 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>San, Leonardo, Murialdo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/san-leonardo-murialdo-1-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/san-leonardo-murialdo-1-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/san-leonardo-murialdo-1-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/san-leonardo-murialdo-1-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>Leonardo nacque a Torino il 26 ottobre 1828 da una famiglia discendente dai marchesi di Ceva. Dopo gli studi universitari, nel 1851 fu ordinato sacerdote e dedicò i primi quattordici anni del suo ministero alla gioventù della sua città natale. Poi la sua attenzione si concentrò sul mondo operaio, al quale dedicò tutte le sue energie.<br>
Come rettore del collegio Artigianelli di Torino si adoperò perché i giovani potessero abbinare al lavoro anche lo studio. Per realizzare il suo carisma apostolico d’educatore e formatore fondò, nel 1873, la Congregazione di San Giuseppe, e poi per sostenere i giovani nella fase dell’impatto col mondo del lavoro istituì la Casa-famiglia. Nel 1871 diede vita all’Unione degli operai cattolici e si fece promotore presso il Governo italiano della tutela del lavoro minorile.<br>
Per tener desta l’attenzione sulla questione operaia, s’impegnò per la diffusione della stampa cattolica. Leonardo Murialdo morì a Torino il 30 marzo 1900 e fu canonizzato da papa Paolo VI nel 1970.</p>
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<title>Meditiamo il tuo amore</title>
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<description><![CDATA[ Lunedì della Settimana Autentica ]]></description>
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<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 00:30:03 +0200</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Meditiamo, tuo, amore</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Gb 2, 1-10; Sal 118 (119), 153-160; Tb 2, 1b-10d; Lc 21, 34-36</p>
<p><strong>Di ritorno disse: «Padre!». Gli risposi: «Ebbene, figlio mio?». «Padre – riprese – uno della nostra gente è stato ucciso e gettato nella piazza; l’hanno strangolato un momento fa». Io allora mi alzai, lasciando intatto il pranzo; tolsi l’uomo dalla piazza e lo posi in una camera in attesa del tramonto del sole, per poterlo seppellire. Ritornai, mi lavai e mangiai con tristezza, ricordando le parole del profeta Amos su Betel: «Si cambieranno le vostre feste in lutto, tutti i vostri canti in lamento». E piansi. Quando poi calò il sole, andai a scavare una fossa e ve lo seppellii. I miei vicini mi deridevano dicendo: «Non ha più paura! Proprio per questo motivo lo hanno già ricercato per ucciderlo. È dovuto fuggire e ora eccolo di nuovo a seppellire i morti».</strong> (Tb 2, 3b-8)</p>
<p>Sono tanti i motivi di tristezza trasmessi dal brano di Tobia: l’uccisione di un uomo, senza motivo come ogni omicidio, l’impossibilità di dargli degna sepoltura, il clima di lutto esplicitato da Tobi, la derisione dei vicini di fronte a un atto di pietà. Un insieme di situazioni tristi e lugubri, dove emerge con forza il contrasto tra la capacità di lasciarsi coinvolgere dalla sofferenza di Tobia e la crudezza sprezzante della derisione operata dai vicini: non solo c’è il male, ma ancor peggio è non lasciare che esso tocchi i sentimenti, come se il cuore fosse del tutto inerte.<br>
Quanto lì descritto non è estraneo alla vita odierna: spesso il dolore degli altri è trascurato, nessuno se ne fa carico, anzi diventa motivo di disprezzo o dileggio. Oggi è il giorno per lasciarsi coinvolgere dalla Passione di Gesù, imparando innanzitutto da lui l’umanità che si lascia toccare dal patire umano, dalla possibilità di farsi accanto a chi soffre, lasciando che gli affetti vengano toccati in profondità.</p>
<p><strong>Preghiamo </strong></p>
<p>Vedi la mia miseria e liberami,<br>
perché non ho dimenticato la tua legge.<br>
Difendi la mia causa e riscattami,<br>
secondo la tua promessa fammi vivere.  </p>
<p>dal Salmo 118 (119)</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
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<title>Guerra in Medio Oriente, gli Houthi entrano nel conflitto. Il G7: fermare i raid sui civili</title>
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<description><![CDATA[ Tra spiragli di dialogo e nuovo bombardamenti, il G7 chiede di fermare i raid sui civili e il segretario di Stato americano Rubio afferma che il conflitto non durerà mesi ma settimane. Il Pentagono valuta però di schierare almeno 10.000 soldati in Medio Oriente. Intanto il gruppo ribelle yemenita degli Houthi si unisce alla guerra contro Usa e Israele
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                      ]]></description>
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<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 00:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Guerra, Medio, Oriente, gli, Houthi, entrano, nel, conflitto., G7:, fermare, raid, sui, civili</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Tra spiragli di dialogo e nuovo bombardamenti, il G7 chiede di fermare i raid sui civili e il segretario di Stato americano Rubio afferma che il conflitto non durerà mesi ma settimane. Il Pentagono valuta però di schierare almeno 10.000 soldati in Medio Oriente. Intanto il gruppo ribelle yemenita degli Houthi si unisce alla guerra contro Usa e Israele</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/guerra-in-medio-oriente-gli-houthi-entrano-nel-conflitto.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Bab el&#45;Mandeb, il crocevia dei traffici tra Africa, Asia ed Europa</title>
<link>https://www.eventi.news/bab-el-mandeb-il-crocevia-dei-traffici-tra-africa-asia-ed-europa</link>
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<description><![CDATA[ L&#039;attacco lanciato oggi dagli Houthi contro Israele rilancia la centralità dello Stretto posto tra Yemen e Gibuti. Oltre la metà dei quantitativi di greggio in transito quotidianamente da qui sono diretti all’Europa. Il Vecchio Continente è molto più esposto al rischio di una chiusura di questo Stretto rispetto a Hormuz, dove più del 75 per cento del petrolio è destinato ai mercati asiatici
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                      ]]></description>
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<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 00:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Bab, el-Mandeb, crocevia, dei, traffici, tra, Africa, Asia, Europa</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>L'attacco lanciato oggi dagli Houthi contro Israele rilancia la centralità dello Stretto posto tra Yemen e Gibuti. Oltre la metà dei quantitativi di greggio in transito quotidianamente da qui sono diretti all’Europa. Il Vecchio Continente è molto più esposto al rischio di una chiusura di questo Stretto rispetto a Hormuz, dove più del 75 per cento del petrolio è destinato ai mercati asiatici</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/babelmandeb-africa-asia-europa-iran-guerra-usa-israele.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Il Papa: la logica della forza compromette la pace, sono i piccoli a fare la storia</title>
<link>https://www.eventi.news/il-papa-la-logica-della-forza-compromette-la-pace-sono-i-piccoli-a-fare-la-storia</link>
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<description><![CDATA[ Dal balcone dove si sono succeduti i sovrani Grimaldi, Leone XIV saluta il popolo del Principato. Esorta chi occupa le alte sfere della finanza a scuotere “le configurazioni ingiuste di potere”. Cita le parole “attuali” di Paolo VI che, traendo spunto dalla Rerum Novarum, affermava che nella società secolarizzata l’umanità può progredire approfondendo la Dottrina sociale. &quot;Il dono della piccolezza e un’eredità spirituale viva - afferma - impegnano la ricchezza a servizio di giustizia e diritto&quot;
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                      ]]></description>
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<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 00:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Papa:, logica, della, forza, compromette, pace, sono, piccoli, fare, storia</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Dal balcone dove si sono succeduti i sovrani Grimaldi, Leone XIV saluta il popolo del Principato. Esorta chi occupa le alte sfere della finanza a scuotere “le configurazioni ingiuste di potere”. Cita le parole “attuali” di Paolo VI che, traendo spunto dalla Rerum Novarum, affermava che nella società secolarizzata l’umanità può progredire approfondendo la Dottrina sociale. "Il dono della piccolezza e un’eredità spirituale viva - afferma - impegnano la ricchezza a servizio di giustizia e diritto"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-03/papa-leone-xiv-viaggio-monaco-visita-palazzo-principi.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Hebdomada Papae: il Gr in latino del 28 marzo</title>
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<description><![CDATA[ Le notizie vaticane in lingua latina con traduzione in italiano in onda ogni domenica alle ore 14.05. In sommario oggi: le risposte del Pontefice ai giornalisti a Castel Gandolfo; lettera del Papa per il 30.mo anniversario dell’inserto di &quot;Avvenire&quot; dedicato ai più piccoli; Udienza generale di mercoledì scorso. Il settimanale di informazione - in collaborazione con l’Ufficio Lettere Latine della Segreteria di Stato - è diffuso anche in podcast su Vatican News
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                      ]]></description>
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<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 00:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Hebdomada, Papae:, latino, del, marzo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Le notizie vaticane in lingua latina con traduzione in italiano in onda ogni domenica alle ore 14.05. In sommario oggi: le risposte del Pontefice ai giornalisti a Castel Gandolfo; lettera del Papa per il 30.mo anniversario dell’inserto di "Avvenire" dedicato ai più piccoli; Udienza generale di mercoledì scorso. Il settimanale di informazione - in collaborazione con l’Ufficio Lettere Latine della Segreteria di Stato - è diffuso anche in podcast su Vatican News</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/hebdomada-papae-latino-notiziario-radio-vaticana-28-marzo-2026.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Alla ricerca di una speranza per vivere, a Roma la &amp;quot;Via Crucis degli Invisibili&amp;quot;</title>
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<description><![CDATA[ A via Marsala, il 27 marzo è tornata la terza edizione del cammino quaresimale dedicato a chi non ha casa. Il vescovo Michele Di Tolve: “Sono persone che abitano le nostre strade ma che non sempre riconosciamo davanti al cuore”
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 00:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Alla, ricerca, una, speranza, per, vivere, Roma, Via, Crucis, degli, Invisibili</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>A via Marsala, il 27 marzo è tornata la terza edizione del cammino quaresimale dedicato a chi non ha casa. Il vescovo Michele Di Tolve: “Sono persone che abitano le nostre strade ma che non sempre riconosciamo davanti al cuore”</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/roma-via-crucis-senza-fissa-dimora-vescovo-di-tolve-via-marsala.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Comece sui rimpatri dei migranti: &amp;quot;L&amp;apos;UE tuteli i più vulnerabili&amp;quot;</title>
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<description><![CDATA[ Con un comunicato, la Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea è intervenuta per commentare la votazione del 26 marzo al Parlamento Europeo sulle nuove politiche di rimpatrio dell’UE in materia di migrazione
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                      ]]></description>
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<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 00:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Comece, sui, rimpatri, dei, migranti:, LUE, tuteli, più, vulnerabili</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Con un comunicato, la Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea è intervenuta per commentare la votazione del 26 marzo al Parlamento Europeo sulle nuove politiche di rimpatrio dell’UE in materia di migrazione</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/europa-vescovi-comece-rimpatri-migranti-ue-parlamento-rifugiati.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Il Papa: mai nella Chiesa divisioni per classi sociali, tutti sono accolti perché figli di Dio</title>
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<description><![CDATA[ Leone XIV incontra la comunità cattolica monegasca nella cattedrale dell’Immacolata Concezione dove celebra l’Ora Media. Nell’omelia evidenzia che il Principato di Monaco è “un piccolo Stato cosmopolita, in cui alla varietà delle provenienze si associano anche altre differenze di tipo socio-economico”. La luce del Vangelo argini &quot;le spinte del secolarismo&quot; che rischiano di ridurre l&#039;uomo a individualismo e produzione delle ricchezze. La fede “ha bisogno di essere annunciata con strumenti nuovi&quot;
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 00:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Papa:, mai, nella, Chiesa, divisioni, per, classi, sociali, tutti, sono, accolti, perché, figli, Dio</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Leone XIV incontra la comunità cattolica monegasca nella cattedrale dell’Immacolata Concezione dove celebra l’Ora Media. Nell’omelia evidenzia che il Principato di Monaco è “un piccolo Stato cosmopolita, in cui alla varietà delle provenienze si associano anche altre differenze di tipo socio-economico”. La luce del Vangelo argini "le spinte del secolarismo" che rischiano di ridurre l'uomo a individualismo e produzione delle ricchezze. La fede “ha bisogno di essere annunciata con strumenti nuovi"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-03/il-papa-vangelo-secolarismo-individualismo-ricchezza-fede.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>I giovani in dialogo col Papa: &amp;quot;Testimoniamo l&amp;apos;amore che cambia la vita&amp;quot;</title>
<link>https://www.eventi.news/i-giovani-in-dialogo-col-papa-testimoniamo-lamore-che-cambia-la-vita</link>
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<description><![CDATA[ Nell&#039;area antistante la chiesa di santa Devota martire, l&#039;incontro con le nuove generazioni e molti ragazzi e ragazze che si apprestano a ricevere il Battesimo. Al Pontefice Benjamin, Andreia, Ethan e Sophie pongono domande su come conciliare la fede cattolica con le difficoltà di una società distratta rispetto all&#039;interiorità e indifferente ai bisogni dei più fragili 
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                      ]]></description>
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<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 00:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>giovani, dialogo, col, Papa:, Testimoniamo, lamore, che, cambia, vita</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nell'area antistante la chiesa di santa Devota martire, l'incontro con le nuove generazioni e molti ragazzi e ragazze che si apprestano a ricevere il Battesimo. Al Pontefice Benjamin, Andreia, Ethan e Sophie pongono domande su come conciliare la fede cattolica con le difficoltà di una società distratta rispetto all'interiorità e indifferente ai bisogni dei più fragili </p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-03/giovani-e-catecumeni-testimoniare-l-amore-che-cambia-la-vita.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Il Papa ai giovani: attenti alla frenesia di reel, chat, like. Non abbiate paura di spendervi</title>
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<description><![CDATA[ Far tacere la foga nel fare e nel dire, gustare la bellezza dell’essere insieme. È una delle raccomandazioni offerte dal Pontefice nell’incontro con i giovani e i catecumeni nel piazzale antistante la chiesa di Santa Devota. Leone XIV rivisita la frase di sant’Agostino, conosciuta, talvolta fraintesa, dalle nuove generazioni: “Ama e fa’ ciò che vuoi”. Un invito a mettere da parte il “bisogno quasi compulsivo di continui cambiamenti”, parole e gesti
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<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 00:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Papa, giovani:, attenti, alla, frenesia, reel, chat, like., Non, abbiate, paura, spendervi</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Far tacere la foga nel fare e nel dire, gustare la bellezza dell’essere insieme. È una delle raccomandazioni offerte dal Pontefice nell’incontro con i giovani e i catecumeni nel piazzale antistante la chiesa di Santa Devota. Leone XIV rivisita la frase di sant’Agostino, conosciuta, talvolta fraintesa, dalle nuove generazioni: “Ama e fa’ ciò che vuoi”. Un invito a mettere da parte il “bisogno quasi compulsivo di continui cambiamenti”, parole e gesti</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-03/papa-leone-xiv-giovani-discorso-interiorita-preghiera-carita.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Medio Oriente, il 30 marzo vertice in Pakistan con Egitto, Arabia Saudita e Türkiye</title>
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<description><![CDATA[ Funzionari del ministero degli Esteri di Islamabad annunciano che la capitale è pronta a ospitare lunedì un vertice con altri Paesi mediatori per cercare di giungere a un cessate-il-fuoco tra Usa, Iran e Israele. Teheran dichiara di aver colpito postazioni americane in Arabia Saudita rivendicando &quot;diversi morti&quot;.  Ancora bombe e raid dell&#039;Idf in Libano: 3 giornalisti uccisi nel sud mentre si trovavano in auto. Hezbollah continua con il lancio di missili verso il nord di Israele
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                      ]]></description>
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<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 00:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Medio, Oriente, marzo, vertice, Pakistan, con, Egitto, Arabia, Saudita, Türkiye</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Funzionari del ministero degli Esteri di Islamabad annunciano che la capitale è pronta a ospitare lunedì un vertice con altri Paesi mediatori per cercare di giungere a un cessate-il-fuoco tra Usa, Iran e Israele. Teheran dichiara di aver colpito postazioni americane in Arabia Saudita rivendicando "diversi morti".  Ancora bombe e raid dell'Idf in Libano: 3 giornalisti uccisi nel sud mentre si trovavano in auto. Hezbollah continua con il lancio di missili verso il nord di Israele</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/guerra-in-medio-oriente-lunedi-in-pakistan-vertice.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Papa Leone e la &amp;quot;bellezza&amp;quot; della gioventù monegasca</title>
<link>https://www.eventi.news/papa-leone-e-la-bellezza-della-gioventu-monegasca</link>
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<description><![CDATA[ Canti, danze e testimonianze all&#039;evento nel piazzale antistante Santa Devota di Leone XIV con i giovani del Principato. Il Pontefice arriva in papamobile, percorrendo le stesse strade dove normalmente sfrecciano Bentley e Porsche. “Bellissimo”, commentano alcuni dei ragazzi, ma il vero fascino è negli occhi chi guarda “chi si sente invisibile” tra gli sfavillii delle città
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<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 00:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Papa, Leone, bellezza, della, gioventù, monegasca</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Canti, danze e testimonianze all'evento nel piazzale antistante Santa Devota di Leone XIV con i giovani del Principato. Il Pontefice arriva in papamobile, percorrendo le stesse strade dove normalmente sfrecciano Bentley e Porsche. “Bellissimo”, commentano alcuni dei ragazzi, ma il vero fascino è negli occhi chi guarda “chi si sente invisibile” tra gli sfavillii delle città</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-03/papa-leone-xiv-viaggio-monaco-incontro-giovani.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Chiesa nel mondo, aumentano i cattolici in Africa</title>
<link>https://www.eventi.news/chiesa-nel-mondo-aumentano-i-cattolici-in-africa</link>
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<description><![CDATA[ Pubblicati i nuovi dati dell&#039;Annuario Pontificio 2026 e dell&#039;Annuarium Statisticum Ecclesiae 2024 che delineano movimenti e mutamenti circa la presenza dei battezzati nei cinque continenti 
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<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 00:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Chiesa, nel, mondo, aumentano, cattolici, Africa</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblicati i nuovi dati dell'Annuario Pontificio 2026 e dell'Annuarium Statisticum Ecclesiae 2024 che delineano movimenti e mutamenti circa la presenza dei battezzati nei cinque continenti </p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/annuario-pontificio-2026-e-annuarium-statisticum-ecclesiae-2024.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Francia, dai vescovi un nuovo piano di sostegno alle vittime di abusi</title>
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<description><![CDATA[ La Conferenza episcopale del Paese transalpino ha approvato un programma di accoglienza, sostegno, ascolto e orientamento per “Rinascere” dopo le ferite della violenza sessuale. L’assemblea si è poi conclusa con una meditazione sui martiri d’Algeria
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 00:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Francia, dai, vescovi, nuovo, piano, sostegno, alle, vittime, abusi</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>La Conferenza episcopale del Paese transalpino ha approvato un programma di accoglienza, sostegno, ascolto e orientamento per “Rinascere” dopo le ferite della violenza sessuale. L’assemblea si è poi conclusa con una meditazione sui martiri d’Algeria</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/francia-vescovi-sostegno-vittime-abusi-sessuali-clero-minori.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Il Papa: le guerre frutto di idolatria. Quanti calcoli fatti per uccidere innocenti!</title>
<link>https://www.eventi.news/il-papa-le-guerre-frutto-di-idolatria-quanti-calcoli-fatti-per-uccidere-innocenti</link>
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<description><![CDATA[ Commentando la condanna a morte di Gesù nell’omelia della Messa conclusiva del viaggio a Monaco, Leone XIV condanna “l’agire occulto di potenti autorità, pronte a uccidere senza scrupoli”. “Non è quello che accade oggi?” afferma, individuando “potere e denaro” come idoli che accecano e schiavizzano, degradando la “ricchezza in bramosia e truccando la bellezza in vanità”
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 00:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Papa:, guerre, frutto, idolatria., Quanti, calcoli, fatti, per, uccidere, innocenti</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Commentando la condanna a morte di Gesù nell’omelia della Messa conclusiva del viaggio a Monaco, Leone XIV condanna “l’agire occulto di potenti autorità, pronte a uccidere senza scrupoli”. “Non è quello che accade oggi?” afferma, individuando “potere e denaro” come idoli che accecano e schiavizzano, degradando la “ricchezza in bramosia e truccando la bellezza in vanità”</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-03/papa-leone-xiv-messa-viaggio-apostolico-principato-monaco.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Papa Leone XIV è rientrato in Vaticano dal Principato di Monaco</title>
<link>https://www.eventi.news/papa-leone-xiv-e-rientrato-in-vaticano-dal-principato-di-monaco</link>
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<description><![CDATA[ L&#039;elicottero con a bordo il Pontefice è giunto all&#039;Eliporto Vaticano poco prima delle 19, dopo un viaggio di meno di due ore dallo Stato monegasco. Prima della partenza, il saluto al principe Alberto II e alla principessa Charléne che, in un telegramma il Papa ha ringraziato per la calorosa accoglienza
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<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 00:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Papa, Leone, XIV, rientrato, Vaticano, dal, Principato, Monaco</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>L'elicottero con a bordo il Pontefice è giunto all'Eliporto Vaticano poco prima delle 19, dopo un viaggio di meno di due ore dallo Stato monegasco. Prima della partenza, il saluto al principe Alberto II e alla principessa Charléne che, in un telegramma il Papa ha ringraziato per la calorosa accoglienza</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-03/il-papa-saluta-il-principato-di-monaco-e-fa-rientro-a-roma.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>In un minuto il viaggio di Leone nel Principato di Monaco</title>
<link>https://www.eventi.news/in-un-minuto-il-viaggio-di-leone-nel-principato-di-monaco</link>
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<description><![CDATA[ Le immagini esclusive di Vatican Media raccontano la giornata del Papa nello Stato monegasco, il secondo più piccolo al mondo dopo la Città del Vaticano
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<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 00:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>minuto, viaggio, Leone, nel, Principato, Monaco</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Le immagini esclusive di Vatican Media raccontano la giornata del Papa nello Stato monegasco, il secondo più piccolo al mondo dopo la Città del Vaticano</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-03/papa-leone-xiv-viaggio-apostolico-principato-monaco.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Gioventù Missionaria attraverso il servizio e l’ascolto</title>
<link>https://www.eventi.news/gioventu-missionaria-attraverso-il-servizio-e-lascolto</link>
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<description><![CDATA[ La vocazione missionaria delle nuove generazioni. Dal mercoledì Santo alla domenica di Pasqua, un gruppo di studenti dell’Università Europea di Roma (UER) parteciperà alla Missione di Settimana Santa promossa da “Gioventù Missionaria”, apostolato giovanile del movimento Regnum Christi. L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività di Responsabilità Sociale, coordinate dal Centro di Formazione Integrale dello stesso Ateneo, con […]
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<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 19:30:10 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Gioventù, Missionaria, attraverso, servizio, l’ascolto</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>La vocazione missionaria delle nuove generazioni. Dal mercoledì Santo alla domenica di Pasqua, un gruppo di studenti dell’Università Europea di Roma (UER) parteciperà alla Missione di <strong>Settimana Santa</strong> promossa da “Gioventù Missionaria”, apostolato giovanile del movimento Regnum Christi. L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività di Responsabilità Sociale, coordinate dal <strong>Centro di Formazione</strong> Integrale<strong> </strong>dello stesso Ateneo, con l’obiettivo di offrire agli studenti un’occasione concreta di crescita umana attraverso il servizio e l’<a href="https://www.interris.it/editoriale/roma-missionaria-un-modello-di-cooperazione/">ascolto</a>. Gli anni dedicati alla formazione universitaria possono davvero rappresentare un momento coinvolgente e decisivo di<strong> crescita: </strong>l’Università Europea di Roma propone <a href="https://www.uer.it/orientati/" rel="noopener">un percorso di orientamento</a> ai giovani affinché la loro scelta universitaria sia ponderata con attenzione e risponda realmente alle loro attitudini e aspirazioni. Si valorizzano così i <strong>talenti</strong> di ogni singolo studente, garantendo a tutti accesso ai diversi saperi e riducendo al tempo stesso il rischio di percorsi problematici.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-489638" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-489638 size-full" src="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2025/11/solidarieta.jpg" alt="missionaria" width="1280" height="720" srcset="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2025/11/solidarieta.jpg 1280w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2025/11/solidarieta-300x169.jpg 300w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2025/11/solidarieta-1024x576.jpg 1024w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2025/11/solidarieta-768x432.jpg 768w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2025/11/solidarieta-747x420.jpg 747w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2025/11/solidarieta-150x84.jpg 150w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2025/11/solidarieta-600x338.jpg 600w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2025/11/solidarieta-696x392.jpg 696w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2025/11/solidarieta-1068x601.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px"><figcaption class="wp-caption-text">Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/jarmoluk-143740/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=2847508">Michal Jarmoluk</a> da <a href="https://pixabay.com/it//?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=2847508">Pixabay</a></figcaption></figure>
<h3>Pasqua missionaria</h3>
<p>Gli studenti si recheranno nelle Marche<strong>,</strong> accompagnati dai Cappellani dell’UER, <strong>padre Matthew Whalen</strong> e padre Enrico Trono, insieme ad altri sacerdoti e seminaristi dei Legionari di Cristo e alle consacrate del Regnum Christi. Il contatto diretto con la realtà sociale locale si concretizzerà nella visita a famiglie, anziani e ammalati, supporto alle parrocchie, percorsi educativi/ricreativi per<strong> bambini e ragazzi</strong>. La missione risponde alla chiamata di Papa Leone XIV per la 100ª Giornata Missionaria Mondiale: trasformare la “spiritualità di comunione” in un gesto pratico. Per l’Università Europea di Roma, questa iniziativa rappresenta un’opportunità di<strong> formazione integrale</strong>. Formare professionisti capaci di ascoltare la realtà in cui viviamo attraverso l’incontro con l’altro e di relazionarsi e guardare le sfide del mondo con empatia, responsabilità e spirito di servizio. L’Università Europea di Roma, fondata nel 2004 dalla congregazione religiosa dei Legionari di Cristo, si inserisce nella grande tradizione delle istituzioni educative della Chiesa cattolica e fa parte di una<strong> rete internazionale</strong> di Università.</p>
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<title>Santo Stefano di Harding, il redattore della Carta Caritatis</title>
<link>https://www.eventi.news/santo-stefano-di-harding-il-redattore-della-carta-caritatis</link>
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<description><![CDATA[ Santo Stefano Harding, Abate e cofondatore dei Cistercensi. Meriot (Inghilterra), 1060 ca. – Citeaux (Francia), 28/03/1134. Nasce in una nobile e ricca famiglia. Avvenimenti • Da giovane diventa monaco benedettino nell’abbazia di Sherborne. Fa la professione religiosa. In seguito agli sconvolgimenti provocati dalla conquista normanna abbandona la vita monastica. • Si reca prima in Scozia, […]
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<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 19:30:09 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Santo, Stefano, Harding, redattore, della, Carta, Caritatis</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Santo Stefano Harding</strong>, Abate e cofondatore dei Cistercensi. Meriot (Inghilterra), 1060 ca. – Citeaux (Francia), 28/03/1134. Nasce in una nobile e ricca famiglia.</p>
<h3>Avvenimenti</h3>
<p>• <strong>Da giovane diventa monaco benedettino nell’abbazia di Sherborne</strong>. Fa la professione religiosa. In seguito agli sconvolgimenti provocati dalla conquista normanna abbandona la vita monastica.</p>
<p>• Si reca prima in Scozia, poi a Parigi per dedicarsi agli studi. <strong>In seguito fa un pellegrinaggio a Roma</strong>, con l’intento di ottenere il perdono per la sua fuga dalla vita monastica.</p>
<p>• Entra nella <strong>comunità di Molesme</strong> e con san Roberto nel 1098 si stabilisce nel monastero di Citeaux: <strong>ne è il terzo abate dal 1109 al 1133</strong>.</p>
<p>• <strong>È lui che ordina e sistema la Regola cistercense</strong>: introduce la più rigida osservanza religiosa ed elimina ogni influsso mondano. Trasforma il monastero di Citeaux da una struttura prossima a estinguersi a un grande Ordine religioso.</p>
<p>• <strong>Nel 1119 redige la Carta caritatis</strong>, importante documento del monachesimo occidentale dove definisce lo spirito di unità tra le varie abbazie cistercensi.</p>
<h3>Morte</h3>
<p>Malato e stanco, anche per sanare i contrasti tra i vari monasteri si dimette dalla carica di abate nel 1133. <strong>L’anno seguente rende l’anima a Dio</strong>. Viene sepolto nella chiesa abbaziale di Citeaux, vicino alla tomba del suo predecessore Alberico. <strong>Viene canonizzato nel 1623.</strong></p>
<p>Tratto dal libro “I santi del giorno ci aiutano a vivere e a morire” di Luigi Luzi</p>
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<title>Giovani a Oropa sulle orme di Frassati</title>
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<description><![CDATA[ Dall’1 al 3 maggio un cammino da Ivrea al Santuario caro al giovane canonizzato durante il Giubileo. Il titolo, «Verso l’alto!», richiama il suo stile di vita e la sua testimonianza di santità quotidiana ]]></description>
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<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 17:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IMG_01841-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Giovani a Oropa" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IMG_01841-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IMG_01841-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IMG_01841-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Giovani a Oropa</span><p>«Verso l’alto!» non era solo un motto, ma uno stile di vita per Pier Giorgio Frassati, il giovane santo torinese che nelle vette delle montagne riconosceva un richiamo costante alla vita spirituale. Tra i luoghi a lui più cari, il Santuario di Oropa occupava un posto speciale: meta di cammini condivisi, di preghiera e di amicizie profonde, vissute nella semplicità e nella gioia.</p>
<p>La canonizzazione, avvenuta il 7 settembre 2025 durante il Giubileo, ha riportato con forza all’attenzione dei giovani la testimonianza di una santità quotidiana: Frassati non si distinse infatti per gesti straordinari, ma per l’intensità con cui visse ogni dimensione della sua esistenza, lo studio, l’impegno sociale, l’amicizia fedele, la preghiera silenziosa e l’amore per il creato.</p>
<h2>Tra fraternità e spiritualità</h2>
<p>In questa scia si inserisce la proposta di un pellegrinaggio per i giovani verso il Santuario di Oropa, in programma dall’1 al 3 maggio. Tre giorni nella natura del Biellese, attraversando luoghi carichi di storia e fede: un’iniziativa rivolta ai giovani e ai loro educatori, pensata come esperienza concreta di fraternità e spiritualità.</p>
<p>Il cammino partirà da Ivrea e attraverserà la Serra Morenica lungo tratti della Via Francigena, con prima tappa al Santuario di Graglia. Qui i partecipanti vivranno momenti di preghiera, la celebrazione della Messa, la visita guidata e la condivisione fraterna, culminando con il pernottamento in foresteria.</p>
<p>All’alba del secondo giorno, la ripartenza verso Oropa, passando per Sordevolo e Favaro, sarà accompagnata dalla recita del Rosario e da momenti di silenzio personale. La salita finale, più impegnativa ma carica di significato, culminerà nell’arrivo al Santuario, dove sono previsti l’incontro con il Rettore, la celebrazione eucaristica e l’adorazione.</p>
<p>La domenica sarà dedicata alla salita al Monte Mucrone o al Poggio Frassati, con Messa all’aperto immersi nella natura e rientro nel pomeriggio.</p>
<p>Un’esperienza che unisce fatica e gioia, dove il cammino diventa metafora della vita: salire insieme, sostenersi, per crescere nella fede. Sulle orme del giovane Pier Giorgio, per scoprire che ogni passo “verso l’alto” è, in realtà, un passo verso Dio e verso gli altri. <a href="https://www.iscrizionipgfom.it/_formBuilder2/form/index.php?id=875" target="_blank" rel="noopener"><strong>Iscrizione personale online entro la fine di marzo</strong></a>.</p>
<p> </p>
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<title>In piazza Lima un nuovo mercato agricolo</title>
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<description><![CDATA[ Realizzato grazie a Coldiretti e Comune tramite il bando di Regione Lombardia dedicato allo sviluppo rurale, si chiamerà Lima3 e sarà aperto al pubblico il martedì, il giovedì e il sabato ]]></description>
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<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 17:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2024/02/image-2024-02-29T111044.383-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2024/02/image-2024-02-29T111044.383-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2024/02/image-2024-02-29T111044.383-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>In piazza Lima 3 ha aperto questa mattina un nuovo mercato agricolo coperto. Curato con i produttori di Campagna Amica di Coldiretti e realizzato grazie al bando di Regione Lombardia dedicato allo sviluppo rurale, si chiamerà Lima3 e sarà aperto al pubblico il martedì, il giovedì e il sabato. </p>
<p>È il secondo mercato agricolo che apre a Milano. Il primo era stato inaugurato nel 2018 in via Friuli, nella zona di Porta Romana: l’affluenza media è di circa tremila persone a settimana. </p>
<p>Oltre alla vendita di classici prodotti agricoli, come frutta, verdura, latticini e salumi, Lima3 è stato pensato come luogo di aggregazione per alcuni incontri dedicati all’educazione alimentare. I prodotti esposti provengono dagli agricoltori affiliati a Coldiretti, selezionati tramite un processo che beneficia chi opera sul territorio, garantendone l’origine controllata e la produzione in Italia. Per accedere a questo circuito è quindi necessario aderire alla Fondazione Campagna Amica, sottoscrivendo le sue regole e di conseguenza le sue verifiche. </p>
<p>Dopo l’inaugurazione di Lima 3, Campagna Amica Lombardia ha annunciato che quest’anno due nuovi mercati verranno aperti anche a Mantova e a Bergamo. L’obiettivo su Milano sarà invece di espanderne la presenza in sempre più quartieri, anche se il processo sarà ancora lungo. Essendo realizzati all’interno di edifici inutilizzati, i tempi di allestimento spesso richiedono anni, dato che è necessaria una lunga riqualificazione. </p>
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<title>Pellai: social e minori, la sentenza che cambia tutto</title>
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<description><![CDATA[ La condanna della Corte Suprema della California contro Meta e Alphabet segna un punto di svolta, secondo l&#039;esperto. Quali responsabilità emergono, e perché educatori e famiglie restano decisivi nel prevenire casi come quello del tredicenne che ha accoltellato la sua professoressa ]]></description>
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<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 17:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/robin-worrall-FPt10LXK0cg-unsplash-1-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/robin-worrall-FPt10LXK0cg-unsplash-1-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/robin-worrall-FPt10LXK0cg-unsplash-1-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/robin-worrall-FPt10LXK0cg-unsplash-1-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Foto di Robin Worral su Unsplash</span><p>Una recente sentenza della Corte Suprema della California ha condannato Meta e Alphabet per aver creato dipendenza da social nei minori, aprendo un dibattito sulla responsabilità delle piattaforme digitali e sul ruolo degli adulti nell’educazione digitale dei giovani. Ne parliamo con Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano.</p>
<p><strong>Professore, può spiegarci in cosa consiste questa sentenza e perché rappresenta un giro di boa?</strong><br>
È stato rilevato e rivelato che le piattaforme sono consapevoli di essere un ambiente tossico per la salute mentale dei loro utenti, in particolare degli utenti molto giovani. I documenti interni dimostrano come i loro dirigenti e i loro architetti abbiano anzi scientemente e in modo deliberato aumentato l’addittività dei loro prodotti digitali, attraverso l’uso di artifici che stimolano il sistema dopaminergico del cervello, che rendono cioè ancora più difficile staccarsi dalla piattaforma, aumentando così il tempo di permanenza e il rischio per la salute dei giovani utenti. È qualcosa di simile a quanto era accaduto con le multinazionali del tabacco: sapevano che le sigarette rappresentavano un rischio per la salute dei loro utilizzatori, ma hanno tenuto questa cosa mascherata, come se fosse un dato non certo e, al tempo stesso, hanno aggiunto al prodotto elementi che aumentavano la dipendenza. Questo sfruttamento delle fragilità degli adolescenti per scopi di profitto trovo che sia una cosa non etica, non giusta, non corretta. L’età evolutiva va curata, protetta, tutelata e sostenuta nei suoi bisogni, non sfruttata a fini economici.</p>
<p><strong>Quali strumenti concreti potrebbero implementare le aziende per proteggere i minori da questi rischi? </strong></p>
<p>Sono quelli che ha imposto l’Australia quando da novembre ha chiesto alle piattaforme usare sistemi di age verification e di identity verification, cioè strumenti per verificare se l’utente ha raggiunto l’età minima prevista per legge o se è effettivamente la persona che dice di essere. Non va dimenticato, per esempio, che nei siti di gioco d’azzardo, se non sei diciottenne, non potresti entrare, ma molti entrano usando escamotage. Lo stesso vale per la pornografia, che è un’esperienza che non dovrebbe essere fruita sotto i 18 anni: oggi invece è pandemica, con il 70-80% dei preadolescenti che la frequenta regolarmente.</p>
<p><strong>Sentenze come questa possono essere viste come uno sgravio di responsabilità per genitori, insegnanti o educatori?</strong><br>
No, perché il genitore, l’educatore o il docente dovrà continuare a offrire una relazione educativa capace di direzionare i ragazzi verso esperienze funzionali ai loro bisogni di crescita. Il dato di fatto, però, è che oggi anche genitori molto competenti, che hanno provato ad applicare le cosiddette “buone regole” per la navigazione sana dei loro figli, si sentono totalmente impotenti. L’ingaggio dopaminergico delle piattaforme è così grande che, anche quando il genitore mette limiti, usa timer, fa contratti educativi e genera una cornice chiara di regole, i figli riescono comunque a sfuggire a qualsiasi genere di confinamento o limitazione.</p>
<p><strong>Quali possono essere le conseguenze a medio e lungo termine di un’esposizione continua e non regolata ai social per questa fascia di età?</strong><br>
Noi diventiamo quello che viviamo. Questo vale per il corpo, perché siamo anche quello che mangiamo, ma vale anche per il nostro cervello, che si costruisce, si forma e si modella in base agli stimoli che riceve e che lo nutrono. Oggi abbiamo bambini e adolescenti con un cervello che “galleggia” in un brodo digitale, che nutre la loro mente con il peggio del peggio: violenza, bruttezza, pornografia. Contenuti spesso vestiti in modo glamour, attraente, che diventano molto potenti, modellizzanti. I genitori fanno quello che possono, ma se i ragazzi passano dalle tre alle sette ore davanti a uno schermo, non possiamo continuare a credere che questo ambiente non abbia un’influenza negativa.</p>
<p><strong>Un episodio come quello del tredicenne che ha accoltellato la sua professoressa, in che misura può essere stato frutto di un condizionamento social?</strong></p>
<p>Nel caso del ragazzo tredicenne, di sicuro la causa è, come sempre, multifattoriale. Ma “il copione” che il ragazzo ha messo in atto è chiaramente un copione pensato per essere ripreso a video e contiene tutta una serie di “ingredienti” che di certo non provengono dagli insegnamenti e dai valori della famiglia, ma rimandano ai modelli diffusi sui social. C’è l’urgenza, io credo, di fornire ai ragazzi un altro modello di come si sta al mondo, di come si tollera la frustrazione, di come si gestisce un conflitto, di come si negozia dentro a una situazione in cui la relazione è divergente.</p>
<p> </p>
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<title>San Gontranno</title>
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<description><![CDATA[ Sabato in Traditione Symboli ]]></description>
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<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 17:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>San, Gontranno</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/s.-Gontranno-1-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/s.-Gontranno-1-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/s.-Gontranno-1-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/s.-Gontranno-1-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>Gontranno nacque in Francia nel 525. Suo padre Clotario I, figlio del Re Clodoveo e di santa Clotilde, divise il regno, fino a quel momento unito, fra i suoi quattro figli. A Gontranno toccò la Borgogna e l’Orléans, il Berris e una parte della Provenza; verso il 567-70 egli scelse come capitale del suo regno Chalon, sul fiume Saône. In gioventù la vita di Gontranno non fu esemplare, ma la sua fede era solida e la grazia poté operare in lui una sincera conversione.<br>
Si preoccupò di favorire l’evangelizzazione dei suoi territori e in particolare le montagne del Giura. Fondò numerosi monasteri e abbazie, e sostenne con i suoi beni quelli che già esistevano. Fu molto rispettoso dell’autorità e libertà dei vescovi. Convocò sei concili nelle principali città del suo stato e ai concili dei vescovi sottopose le situazioni più difficili e i problemi più delicati del suo regno. Ebbe sempre cura del suo popolo, favorendone l’educazione e beneficandolo quando flagelli naturali lo colpivano.<br>
Le cronache riferiscono che per i suoi sudditi offriva a Dio anche le sue penitenze e i suoi digiuni. Nella sua vita privata fu colpito da molte sventure: vide morire la moglie, i figli e anche i fratelli. Con un nipote, che adottò come figlio, riuscì a riunire ancora i quattro regni di Francia, che sotto la sua guida illuminata vissero un periodo di prosperità e di benessere. Morì il 28 marzo 593 e fu sepolto nel monastero di Chalon.</p>
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<title>Sabato della V settimana di Quaresima</title>
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<description><![CDATA[ In Traditione Symboli ]]></description>
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<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 17:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Sabato, della, settimana, Quaresima</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ALL’INGRESSO</strong>  <br>
Hai promulgato, o Dio,<br>
i tuoi precetti da custodire fedelmente;<br>
che la mia vita si compia osservando la tua volontà.<br>
È dolce il tuo giogo, o umile Signore,<br>
il tuo carico è lieve, o mite Salvatore.</p>
<p><strong>ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA<br>
</strong>O Dio clemente e fedele, che crei l’esistenza dell’uomo e la rinnovi, guarda con favore al popolo che ti sei eletto e chiama, senza mai stancarti, alla tua alleanza nuove generazioni perché, secondo la tua promessa, si allietino di ricevere in dono quella dignità di figli di Dio che supera, oltre ogni speranza, le possibilità della loro natura.<br>
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.<strong> Amen</strong></p>
<p><strong>LETTURA</strong> Dt 6, 4-9<br>
Lettura del libro del Deuteronomio</p>
<p>In quei giorni. Mosè convocò tutto Israele e disse: «Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore. Li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando ti troverai in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte».</p>
<p><strong>SALMO</strong> Sal 77 (78)</p>
<p><strong>Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri.</strong></p>
<p>Ciò che abbiamo udito e conosciuto<br>
e i nostri padri ci hanno raccontato<br>
non lo terremo nascosto ai nostri figli,<br>
raccontando alla generazione futura<br>
le azioni gloriose e potenti del Signore<br>
e le meraviglie che egli ha compiuto. R</p>
<p>Ha stabilito un insegnamento in Giacobbe,<br>
ha posto una legge in Israele,<br>
che ha comandato ai nostri padri<br>
di far conoscere ai loro figli. R</p>
<p>Perché la conosca la generazione futura,<br>
i figli che nasceranno.<br>
Essi poi si alzeranno a raccontarlo ai loro figli,<br>
perché ripongano in Dio la loro fiducia<br>
e non dimentichino le opere di Dio,<br>
ma custodiscano i suoi comandi. R</p>
<p><strong>EPISTOLA </strong>Ef 6, 10-19<br>
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini</p>
<p>Fratelli, rafforzatevi nel Signore e nel vigore della sua potenza. Indossate l’armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. Prendete dunque l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno cattivo e restare saldi dopo aver superato tutte le prove. State saldi, dunque: attorno ai fianchi, la verità; indosso, la corazza della giustizia; i piedi, calzati e pronti a propagare il vangelo della pace. Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del Maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio. In ogni occasione, pregate con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, e a questo scopo vegliate con ogni perseveranza e supplica per tutti i santi. E pregate anche per me, affinché, quando apro la bocca, mi sia data la parola, per far conoscere con franchezza il mistero del Vangelo.</p>
<h5>
<strong>VANGELO</strong> Mt 11, 25-30<br>
Lettura del Vangelo secondo Matteo
</h5><p>In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, “e troverete ristoro per la vostra vita”. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
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</p><p><strong>DOPO IL VANGELO</strong>  <br>
Dio, custodisci e santifica il tuo popolo.<br>
Signore, siamo divisi: rendici uniti!<br>
Libera chi è schiavo dei tuoi nemici,<br>
perché tutti sappiano che sei il nostro Dio.</p>
<p><strong>A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA<br>
</strong>O Dio, che rinnovi il mondo con misteri ineffabili, fa’ crescere la tua Chiesa secondo gli eterni disegni e non lasciarle mancare mai il tuo aiuto nel tempo.<br>
Per Cristo nostro Signore.<strong> Amen</strong></p>
<p><strong>SUI DONI<br>
</strong>O Dio vivo e vero, che nel Battesimo rinnovi per la vita eterna quanti professano la fede nel tuo nome, accetta i doni e le preghiere dei tuoi figli che in te ripongono ogni speranza; esaudisci i loro giusti desideri e concedi il perdono delle colpe.<br>
Per Cristo nostro Signore.<strong> Amen</strong></p>
<p><strong>PREFAZIO<br>
</strong>È veramente cosa buona e giusta celebrarti sempre, qui e in ogni luogo, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. In questo tempo di grazia tu non ti stanchi di illuminare i tuoi figli con l’annuncio gioioso della salvezza e di sostenerli con la tua misericordia perché conoscano la tua legge di vita e abbiano forza di compierla con amore.<br>
Riconoscenti per questo tuo dono, uniti agli angeli e ai santi, eleviamo a te un inno di lode: <strong>Santo…</strong></p>
<p><strong>ALLO SPEZZARE DEL PANE<br>
</strong>Tu che conosci i segreti dei cuori<br>
lavami nel tuo Sangue dalla colpa.<br>
Signore, dammi tempo di pentirmi<br>
e di invocare: «Ho peccato, perdonami».</p>
<p><strong>ALLA COMUNIONE<br>
</strong>Piegàti dalla fatica, veniamo a te, Signore:<br>
ristora il tuo popolo.<br>
Da’ la tua vita alle anime nostre<br>
perché diventiamo tuoi figli.</p>
<p><strong>DOPO LA COMUNIONE<br>
</strong>O Dio, Padre santo, il mistero cui abbiamo partecipato ci doni di rivivere la passione redentrice e di condividere la gloria di Cristo risorto.<br>
Per lui che vive e regna nei secoli dei secoli.<strong> Amen</strong></p>
<p>————————————————————————————————————————————————-</p>
<p><strong>LITURGIA VIGILIARE VESPERTINA della Domenica delle Palme<br>
</strong><strong><br>
LETTURA VIGILIARE</strong> Gv 2, 13-22<br>
Lettura del Vangelo secondo Giovanni</p>
<p>In quel tempo. Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e il Signore Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà». Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.</p>
<p><strong>ORAZIONE<br>
</strong>Con lo splendore della tua grazia, o Signore, illumina noi che celebriamo la festività odierna con fede e venerazione.<br>
Tu che sei Dio, e vivi e regni con il Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.<strong> Amen</strong></p>
<p>Seguono le letture della liturgia domenicale</p>
<p><strong> </strong></p>
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<title>Medio Oriente, Trump proroga di 10 giorni lo stop ai raid contro i siti energetici iraniani</title>
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<description><![CDATA[ Su richiesta del governo di Teheran, gli Stati Uniti hanno prolungato di 10 giorni lo stop ai raid contro le infrastrutture energetiche iraniane. Lo ha annunciato ieri Donald Trump con un post su Truth. Continua ad aumentare tuttavia il numero di quanti stanno perdendo la vita nel conflitto, tra i civili in Iran e Libano. Su questo tema l’Onu terrà oggi una riunione a porte chiuse
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                      ]]></description>
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 18:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Medio, Oriente, Trump, proroga, giorni, stop, raid, contro, siti, energetici, iraniani</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Su richiesta del governo di Teheran, gli Stati Uniti hanno prolungato di 10 giorni lo stop ai raid contro le infrastrutture energetiche iraniane. Lo ha annunciato ieri Donald Trump con un post su Truth. Continua ad aumentare tuttavia il numero di quanti stanno perdendo la vita nel conflitto, tra i civili in Iran e Libano. Su questo tema l’Onu terrà oggi una riunione a porte chiuse</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/iran-israele-stati-uniti-libano-guerra.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Pasolini: vita libera è amare sempre e attraversare il dolore senza esserne vinti</title>
<link>https://www.eventi.news/pasolini-vita-libera-e-amare-sempre-e-attraversare-il-dolore-senza-esserne-vinti</link>
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<description><![CDATA[ Il Vangelo ci abilita “ad un cammino di purificazione e conversione che ci conduce alla libertà dei figli di Dio”: così il predicatore della Casa Pontificia conclude la quarta ed ultima meditazione di Quaresima di oggi, 27 marzo, nell’Aula Paolo VI, alla presenza del Papa. Il cappuccino rilegge l’ultimo tratto di vita e la morte di san Francesco, che “ha imparato ad accettare la propria fragilità”, scoprendo che la libertà più grande è mettersi al servizio della Chiesa e del mondo con generosità
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 18:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Pasolini:, vita, libera, amare, sempre, attraversare, dolore, senza, esserne, vinti</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il Vangelo ci abilita “ad un cammino di purificazione e conversione che ci conduce alla libertà dei figli di Dio”: così il predicatore della Casa Pontificia conclude la quarta ed ultima meditazione di Quaresima di oggi, 27 marzo, nell’Aula Paolo VI, alla presenza del Papa. Il cappuccino rilegge l’ultimo tratto di vita e la morte di san Francesco, che “ha imparato ad accettare la propria fragilità”, scoprendo che la libertà più grande è mettersi al servizio della Chiesa e del mondo con generosità</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/pasolini-papa-leone-xiv-meditazione-quaresima-gioia-morte-liberi.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Ad Asti la presentazione del documentario &amp;quot;L’Argentina di Francesco&amp;quot;</title>
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<description><![CDATA[ La proiezione in programma l’8 aprile prossimo nella Sala Pastrone all’interno del Teatro Alfieri, nell’ambito di un’iniziativa della Diocesi e del Comune della città piemontese, in vista del primo anniversario della scomparsa di Papa Bergoglio
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 18:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Asti, presentazione, del, documentario, L’Argentina, Francesco</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>La proiezione in programma l’8 aprile prossimo nella Sala Pastrone all’interno del Teatro Alfieri, nell’ambito di un’iniziativa della Diocesi e del Comune della città piemontese, in vista del primo anniversario della scomparsa di Papa Bergoglio</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/asti-la-presentazione-documentario-argentina-di-francesco.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Ordinariati personali, una identità condivisa nella sequela di Cristo</title>
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<description><![CDATA[ Riuniti in assemblea plenaria dal 1º al 3 marzo scorso al Dicastero per la Dottrina della Fede, i vescovi delle strutture istituite con la Costituzione apostolica Anglicanorum Coetibus, in una relazione hanno descritto sette tratti caratteristici della loro eredità spirituale e pastorale. Tra questi l’ampia partecipazione di clero e laici alla vita e al governo della Chiesa, l’impegno verso i poveri e la famiglia come Chiesa domestica e primo luogo di fede
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 18:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Ordinariati, personali, una, identità, condivisa, nella, sequela, Cristo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Riuniti in assemblea plenaria dal 1º al 3 marzo scorso al Dicastero per la Dottrina della Fede, i vescovi delle strutture istituite con la Costituzione apostolica Anglicanorum Coetibus, in una relazione hanno descritto sette tratti caratteristici della loro eredità spirituale e pastorale. Tra questi l’ampia partecipazione di clero e laici alla vita e al governo della Chiesa, l’impegno verso i poveri e la famiglia come Chiesa domestica e primo luogo di fede</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/ordinariati-personali-identita-fondamentale-condivisa.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Leone XIV incontrerà ad aprile il nuovo arcivescovo di Canterbury</title>
<link>https://www.eventi.news/leone-xiv-incontrera-ad-aprile-il-nuovo-arcivescovo-di-canterbury</link>
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<description><![CDATA[ Sarah Mullally sarà ricevuta dal Papa durante il suo viaggio a Roma, in programma dal 25 al 28 aprile. L’annuncio della visita giunge due giorni dopo l’insediamento ufficiale della massima autorità spirituale anglicana
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 18:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Leone, XIV, incontrerà, aprile, nuovo, arcivescovo, Canterbury</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sarah Mullally sarà ricevuta dal Papa durante il suo viaggio a Roma, in programma dal 25 al 28 aprile. L’annuncio della visita giunge due giorni dopo l’insediamento ufficiale della massima autorità spirituale anglicana</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/arcivescovo-canterbury-sarah-mullally-incontrera-leone-xiv.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Hormuz, dove s&amp;apos;incrociano geopolitica e speranze di pace</title>
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<description><![CDATA[ Un hub globale per il trasporto di materie energetiche e merci, strategico soprattutto per i mercati asiatici. Bernard El Khoury, direttore di Cosmo: &quot;Controllare questo stretto vuol dire incidere su quegli scambi che hanno portato la Cina a essere un player talmente rilevante da diventare una minaccia commerciale e tecnologica&quot;
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 18:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Hormuz, dove, sincrociano, geopolitica, speranze, pace</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Un hub globale per il trasporto di materie energetiche e merci, strategico soprattutto per i mercati asiatici. Bernard El Khoury, direttore di Cosmo: "Controllare questo stretto vuol dire incidere su quegli scambi che hanno portato la Cina a essere un player talmente rilevante da diventare una minaccia commerciale e tecnologica"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/stretto-hormuz-guerra-iran-usa-israele-medio-oriente-pace.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Monaco, la fondazione della principessa Charlène contro la piaga dell&amp;apos;annegamento</title>
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<description><![CDATA[ L’arrivo di Papa Leone XIV in occasione del suo viaggio apostolico nel principato sarà l’occasione per aprire nuove partnership e accendere i riflettori su un dramma silenzioso che ogni anno costa la vita a 240mila persone, perlopiù bambini. &quot;Non stiamo solo insegnando a nuotare e a fare sport&quot;, afferma ai media vaticani Anne Boggio, CEO dell’ente monegasco, &quot;li stiamo aiutando a costruire una fiducia in sé stessi che, si spera, li accompagnerà per tutta la vita&quot;
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 18:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Monaco, fondazione, della, principessa, Charlène, contro, piaga, dellannegamento</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>L’arrivo di Papa Leone XIV in occasione del suo viaggio apostolico nel principato sarà l’occasione per aprire nuove partnership e accendere i riflettori su un dramma silenzioso che ogni anno costa la vita a 240mila persone, perlopiù bambini. "Non stiamo solo insegnando a nuotare e a fare sport", afferma ai media vaticani Anne Boggio, CEO dell’ente monegasco, "li stiamo aiutando a costruire una fiducia in sé stessi che, si spera, li accompagnerà per tutta la vita"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/fondazione-principessa-charlene-monaco-viaggio-apostolico-papa.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>A Santa Croce in Gerusalemme veglia di pace con il cardinale di Teheran</title>
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<description><![CDATA[ Il prossimo lunedì 30 marzo, alle 19.30, la veglia per la pace presieduta dal cardinale vicario per la Diocesi di Roma, Baldo Reina. Offrirà la sua testimonianza l’arcivescovo Mathieu
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 18:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Santa, Croce, Gerusalemme, veglia, pace, con, cardinale, Teheran</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il prossimo lunedì 30 marzo, alle 19.30, la veglia per la pace presieduta dal cardinale vicario per la Diocesi di Roma, Baldo Reina. Offrirà la sua testimonianza l’arcivescovo Mathieu</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/santa-croce-in-gerusalemme-preghiera-cardinali-mathieu-e-reina.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Lusso, multietnicità e desiderio di ricerca: Monaco si prepara ad accogliere Leone</title>
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<description><![CDATA[ Il Principato, il secondo Stato più piccolo al mondo dopo la Città del Vaticano, è invece primo per reddito pro-capite e ha una densità di popolazione tra le più alte in Europa e non solo. Un concentrato di circa 150 etnie che, pur apparentemente arroccate nel lusso materiale, auspicano che la visita di Leone XIV illumini anche i disagi di chi pensa di avere tutto ma si sente ugualmente nella ricerca di qualcosa in più
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 18:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Lusso, multietnicità, desiderio, ricerca:, Monaco, prepara, accogliere, Leone</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il Principato, il secondo Stato più piccolo al mondo dopo la Città del Vaticano, è invece primo per reddito pro-capite e ha una densità di popolazione tra le più alte in Europa e non solo. Un concentrato di circa 150 etnie che, pur apparentemente arroccate nel lusso materiale, auspicano che la visita di Leone XIV illumini anche i disagi di chi pensa di avere tutto ma si sente ugualmente nella ricerca di qualcosa in più</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-03/papa-leone-xiv-viaggio-principato-monaco-attesa-fedeli.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Giudizio Universale, conclusa la manutenzione straordinaria</title>
<link>https://www.eventi.news/giudizio-universale-conclusa-la-manutenzione-straordinaria</link>
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<description><![CDATA[ In un comunicato i Musei Vaticani annunciano la fine dei lavori iniziati a febbraio. Il capolavoro di Michelangelo è tornato visibile nello splendore del suo colore originale 
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 18:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Giudizio, Universale, conclusa, manutenzione, straordinaria</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>In un comunicato i Musei Vaticani annunciano la fine dei lavori iniziati a febbraio. Il capolavoro di Michelangelo è tornato visibile nello splendore del suo colore originale </p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/giudizio-universale-conclusa-la-manutenzione-straordinaria.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Tutela Minori, Teresa Morris Kettelkamp lascia l’incarico di segretaria aggiunta</title>
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<description><![CDATA[ L’esperta statunitense, ex colonnello della Polizia di Stato dell’Illinois, una vita dedicata all’impegno a favore delle vittime e dei sopravvissuti, ha presentato al Papa le sue dimissioni per motivi familiari legati alla salute della nipotina. Esprime gratitudine a Leone XIV e alla Commissione per il sostegno ricevuto. Il presidente Verny: &quot;La sua saggezza e la sua professionalità incrollabile nei confronti di vittime e sopravvissuti hanno lasciato un segno indelebile&quot;
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                      ]]></description>
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 18:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Tutela, Minori, Teresa, Morris, Kettelkamp, lascia, l’incarico, segretaria, aggiunta</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>L’esperta statunitense, ex colonnello della Polizia di Stato dell’Illinois, una vita dedicata all’impegno a favore delle vittime e dei sopravvissuti, ha presentato al Papa le sue dimissioni per motivi familiari legati alla salute della nipotina. Esprime gratitudine a Leone XIV e alla Commissione per il sostegno ricevuto. Il presidente Verny: "La sua saggezza e la sua professionalità incrollabile nei confronti di vittime e sopravvissuti hanno lasciato un segno indelebile"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/tutela-minori-dimissioni-kettelkamp-segretaria-aggiunta.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Terra Santa, i capi delle Chiese di Gerusalemme: la morte non ha l&amp;apos;ultima parola</title>
<link>https://www.eventi.news/terra-santa-i-capi-delle-chiese-di-gerusalemme-la-morte-non-ha-lultima-parola</link>
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<description><![CDATA[ Nel messaggio per la Pasqua, inviato ai fedeli del Medio Oriente, i leader religiosi invitano, ad avere speranza “di camminare in una vita nuova” nonostante “una nuova e devastante guerra regionale”


                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 18:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Terra, Santa, capi, delle, Chiese, Gerusalemme:, morte, non, lultima, parola</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nel messaggio per la Pasqua, inviato ai fedeli del Medio Oriente, i leader religiosi invitano, ad avere speranza “di camminare in una vita nuova” nonostante “una nuova e devastante guerra regionale”

</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/terra-santa-capi-chiese-gerusalemme-messaggio-pasqua.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Spagna, i vescovi: eutanasia e suicidio assistito sono una sconfitta sociale</title>
<link>https://www.eventi.news/spagna-i-vescovi-eutanasia-e-suicidio-assistito-sono-una-sconfitta-sociale</link>
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<description><![CDATA[ La Conferenza Episcopale spagnola interviene con una nota in merito alla morte assistita della 25enne Noelia Castillo Ramos, di Barcellona. &quot;La risposta al dolore non può essere provocare la morte  - scrivono i vescovi - ma offrire vicinanza, accompagnamento e sostegno integrale&quot;
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 18:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Spagna, vescovi:, eutanasia, suicidio, assistito, sono, una, sconfitta, sociale</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>La Conferenza Episcopale spagnola interviene con una nota in merito alla morte assistita della 25enne Noelia Castillo Ramos, di Barcellona. "La risposta al dolore non può essere provocare la morte  - scrivono i vescovi - ma offrire vicinanza, accompagnamento e sostegno integrale"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/chiesa-eutanasia-spagna-vescovi-fine-vita.html">Leggi Tutto</a></p>
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<title>I segreti del Giudizio, podcast sulla manutenzione del capolavoro di Michelangelo</title>
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<description><![CDATA[ Nel giorno in cui i Musei Vaticani annunciano la conclusione dell&#039;intervento sul Giudizio Universale, Vatican News pubblica i primi due episodi de «I segreti del Giudizio». Il podcast, disponibile sulle principali piattaforme audio, racconta il cantiere, la storia del celebre affresco e della sua conservazione: dalle tecniche di pulitura alle voci di restauratori ed esperti impegnati nella tutela del capolavoro michelangiolesco
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 18:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>segreti, del, Giudizio, podcast, sulla, manutenzione, del, capolavoro, Michelangelo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nel giorno in cui i Musei Vaticani annunciano la conclusione dell'intervento sul Giudizio Universale, Vatican News pubblica i primi due episodi de «I segreti del Giudizio». Il podcast, disponibile sulle principali piattaforme audio, racconta il cantiere, la storia del celebre affresco e della sua conservazione: dalle tecniche di pulitura alle voci di restauratori ed esperti impegnati nella tutela del capolavoro michelangiolesco</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/i-segreti-del-giudizio-un-podcast-racconta-la-manutenzione.html">Leggi Tutto</a></p>
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<title>I giovani della Terra Santa, ogni giorno una prova di fede e resilienza</title>
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<description><![CDATA[ La testimonianza di Rafi Ghattas, cristiano palestinese, che offre un quadro della vita, delle grandi difficoltà ma anche delle speranze che attraversano l’area, soprattutto tra le generazioni più giovani 
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 18:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>giovani, della, Terra, Santa, ogni, giorno, una, prova, fede, resilienza</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>La testimonianza di Rafi Ghattas, cristiano palestinese, che offre un quadro della vita, delle grandi difficoltà ma anche delle speranze che attraversano l’area, soprattutto tra le generazioni più giovani </p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/giovani-terra-santa-intervista-palestina-rafi-ghattas.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Il MuNDA torna al Castello. L’Aquila ritrova la sua casa</title>
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<description><![CDATA[ Sedici anni dopo il terremoto del 2009, mentre si avvicina il 6 aprile, data che ogni anno riporta la città a quella notte, il Museo Nazionale d’Abruzzo rientra nel Castello cinquecentesco che lo aveva accolto sin dal 1951. Non una semplice riapertura, ma la ripresa di una continuità interrotta, che per L’Aquila ha il peso di un’identità
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 18:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>MuNDA, torna, Castello., L’Aquila, ritrova, sua, casa</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sedici anni dopo il terremoto del 2009, mentre si avvicina il 6 aprile, data che ogni anno riporta la città a quella notte, il Museo Nazionale d’Abruzzo rientra nel Castello cinquecentesco che lo aveva accolto sin dal 1951. Non una semplice riapertura, ma la ripresa di una continuità interrotta, che per L’Aquila ha il peso di un’identità</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/munda-l-aquila-abruzzo-arte-museo-mostra-arte-sacra.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>“Esultò nella speranza”: il commento di mons. Angelo Spina</title>
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<description><![CDATA[ Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 8,51-59 In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la […]
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 13:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>“Esultò, nella, speranza”:, commento, mons., Angelo, Spina</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><i>Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 8,51-59</i></p>
<p>In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «<strong>In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno</strong>». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?».<br>
Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: ”È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia».<br>
Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono».<br>
<strong>Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio</strong>.</p>
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<title>Cei: “Il lavoro non può perdere la sua vocazione alla pace”</title>
<link>https://www.eventi.news/cei-il-lavoro-non-puo-perdere-la-sua-vocazione-alla-pace</link>
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<description><![CDATA[ Tra i conflitti crescenti e il ritorno preoccupante alla logica del riarmo, il lavoro umano si trova oggi davanti a una sfida decisiva: contribuire alla costruzione della pace oppure rischiare di essere assorbito nei meccanismi della guerra. Il messaggio diffuso dalla Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro della Cei in occasione della […]
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 13:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Cei:, “Il, lavoro, non, può, perdere, sua, vocazione, alla, pace”</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tra i conflitti crescenti e il ritorno preoccupante alla logica del riarmo, il lavoro umano si trova oggi davanti a una sfida decisiva: contribuire alla costruzione della pace oppure rischiare di essere assorbito nei meccanismi della guerra. Il messaggio diffuso dalla Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro della Cei in occasione della Festa dei Lavoratori richiama con forza questa responsabilità. Il lavoro, infatti, non è soltanto produzione economica, ma un’esperienza profondamente umana e relazionale, capace di generare comunità e futuro. In esso si intrecciano dignità, cooperazione e bene comune. Proprio per questo, di fronte alle tensioni globali e alle ricadute economiche e sociali dei conflitti, emerge l’urgenza di orientare ogni attività lavorativa verso finalità di pace, sviluppo e giustizia, riscoprendo il valore etico e civile dell’agire umano.</strong></p>
<h3>Il messaggio</h3>
<p>In un tempo come il nostro caratterizzato dal <strong>crescente incalzare di conflitti bellici</strong>, siamo chiamati a interrogarci sulla ricaduta sul lavoro e sulle condizioni inedite in cui l’attività umana oggi si trova. L’essenza del lavoro umano è quella di un’azione collettiva generativa. In una fabbrica, in un ufficio, in agricoltura, ogni giorno le persone si coordinano e cooperano per azioni che contribuiscono a creare comunità, per accrescere con nuovi prodotti e servizi la biodiversità civile ed economica della Terra. Le persone, autentico soggetto del lavoro, attraverso le loro attività dialogano tra di loro, mettono a disposizione saperi e competenze anche senza conoscersi, costruiscono il futuro del loro Paese e dell’umanità. È una forma di amore civile. Il lavoro è la grammatica della società, è il grande codice che fa comunicare anche senza conoscersi di persona. Già San Giovanni Paolo II aveva affermato il valore profetico dell’attività umana: «Nel lavoro, grazie alla luce che dalla risurrezione di Cristo penetra dentro di noi, troviamo sempre un barlume della vita nuova, del nuovo bene, quasi come un annuncio dei “nuovi cieli e di una terra nuova”, i quali proprio mediante la fatica del lavoro vengono partecipati dall’uomo e dal mondo».</p>
<h3>Il lavoro oggi</h3>
<p>Il lavoro in Italia oggi, a causa della guerra che disgrega questa “<strong>grammatica della società</strong>”, soffre di problemi che si aggiungono ad altri: preoccupa in particolare l’aumento dei prezzi dell’energia, che ha una ricaduta sul bilancio delle famiglie, soprattutto di quelle che vivono nella precarietà economica, e su quello delle aziende. Constatiamo che il lavoro umano si intreccia sempre più con la pace e con la guerra. Non è una novità nella storia dell’umanità. Ancora oggi, l’intelligenza della mente e delle mani dei lavoratori è usata per edificare grandi opere di sterminio e grandi opere di pace. Ma tra l’azione collettiva per la pace e quella per la guerra c’è una differenza fondamentale: una guerra distrugge le vite umane, il benessere di interi Paesi, danneggia l’ambiente; invece, l’economia nei tempi di pace contribuisce allo sviluppo dei popoli. Costruire case e ricostruire edifici distrutti non sono lo stesso gesto etico, anche se si somigliano; le civiltà si smarriscono quando iniziano a confondere le costruzioni e le ricostruzioni, i lavori di chi costruisce le città e di chi le ricostruisce dopo le guerre, senza aver tentato tutto per poterle evitare. Nel suo primo discorso ai Diplomatici accreditati presso la Santa Sede, papa Leone XIV ha ribadito: «[…] la guerra si accontenta di distruggere, la pace, invece, richiede uno sforzo continuo e paziente di costruzione e una continua vigilanza. Tale sforzo interpella tutti, a cominciare dai Paesi che detengono arsenali nucleari. […] Il pericolo è che ci si sogna, invece, nella corsa a produrre nuove armi sempre più sofisticate, anche mediante il ricorso all’intelligenza artificiale».</p>
<h3>Il valore della pace</h3>
<p>Viviamo, inoltre, in una stagione storica dell’Europa e del mondo in cui molti si stanno di nuovo esercitando nel “mestiere della guerra”, coinvolgendo anche le attività industriali e informatiche. Lo spirito dei tempi è cambiato: ci stiamo di nuovo abituando alla logica del riarmo e della deterrenza; come conseguenza, stiamo valutando i quasi ottant’anni di pace che l’Europa ha conosciuto come una parentesi, anche se non poche volte alcuni Paesi europei si sono coinvolti in conflitti scoppiati in tutto il mondo. Dimentichiamo che la pace in Europa è stata frutto di una immensa volontà politica, di istituzioni e di persone che questa pace hanno voluto e difeso, e lo hanno fatto anche, e soprattutto, con l’economia e con il lavoro. <strong>Sentiamo l’urgenza di orientare ogni attività umana alla pace</strong>, ed è il tempo di ribadire che il futuro si può costruire solo se ci poniamo ancora in ascolto della profezia di Isaia: «Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell’arte della guerra» (Is 2,4). Sentiamo anche una grande responsabilità educativa verso le nuove generazioni, per eliminare ogni pretesto che possa spingere i giovani a immaginare il futuro come attesa per vendicare il sangue dei propri cari. Constatiamo inoltre che il lavoro che è al servizio di obiettivi bellici investe ingenti risorse economiche sottraendole ad altre finalità, come ha sottolineato papa Leone XIV nel Messaggio per Giornata mondiale della pace del 2026, ricordando che le spese militari hanno raggiunto il 2,5% del PIL mondiale.</p>
<h3>Sostenere la coscienza</h3>
<p>Rileggendo la recente Nota pastorale dei Vescovi Educare ad una <strong>pace disarmata e disarmante</strong>, sentiamo l’esigenza di ribadire che è necessario rafforzare la normativa in materia di produzione delle armi, «irrobustendo i vincoli al loro possesso personale e il contrasto all’esportazione di manufatti bellici – anche indirettamente, tramite triangolazioni – verso Paesi impegnati in azioni offensive o a rischio di usi in violazione dei diritti umani» (138). Inoltre, occorre vigilare affinché «la speculazione da parte di investitori che, sostenendo gli acquisti di titoli azionari dell’industria militare, contribuiscono all’economia di guerra e indirizzano, seppur inconsapevolmente, l’impegno militare da parte dei governi» (139). Va sostenuta anche la coscienza di chi lavora in questi ambiti e si chiede come contribuire a costruire la pace in tempi così difficili. Il venerabile Vescovo Tonino Bello si rivolse agli operai costruttori di armi con queste parole: «Non ti esorto, almeno per ora, a quella forte testimonianza profetica di pagare, con la perdita del posto di lavoro, il rifiuto di collaborare alla costruzione di strumenti di morte. Ma ti incoraggio a batterti perché si attui al più presto, e in termini perentori, la conversione dell’industria bellica in impianti civili, produttori di beni, atti a migliorare la qualità della vita».</p>
<h3>La riconversione civile</h3>
<p>Questo auspichiamo anche noi oggi: che ci sia una coraggiosa riconversione dal militare al civile, come incoraggiava lo stesso <strong>Giovanni Paolo II </strong>il 12 novembre 1983 parlando ai membri della Pontificia Accademia delle Scienze: «Siano disertati i laboratori e le officine della morte per i laboratori della vita». Il lavoro non può perdere la sua più vera e forte vocazione alla pace, la sua natura profonda di relazione buona tra gli uomini e con la natura. A volte la neghiamo, non la riconosciamo, e trasformiamo «gli aratri in lance». Ma il lavoro continua a chiamarci alla pace: ci ricorda che la guerra è il grande inganno.</p>
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<title>“Costui era vero”: il commento di mons. Angelo Spina</title>
<link>https://www.eventi.news/costui-era-vero-il-commento-di-mons-angelo-spina</link>
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<description><![CDATA[ Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 10,31-42 In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei […]
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 13:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>“Costui, era, vero”:, commento, mons., Angelo, Spina</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><i>Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 10,31-42</i></p>
<p>In quel tempo, <strong>i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù</strong>. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».<br>
Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata -, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.<br>
Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». <strong>E in quel luogo molti credettero in lui</strong>.</p>
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<title>La leggendaria vita di Santa Augusta di Serravalle</title>
<link>https://www.eventi.news/la-leggendaria-vita-di-santa-augusta-di-serravalle</link>
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<description><![CDATA[ Santa Augusta di Serravalle, vergine e martire Piai di Fregona (Treviso), 410 ca. – Serravalle (Vittorio Veneto, Treviso), 430 ca. Leggendaria la sua vita. Nel 402 Alarico, re dei Visigoti, scende in Italia e, dopo aver occupato le Venezie, mette a capo della regione i suoi generali. Uno di questi, di nome Matruco, conquista il […]
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 13:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>leggendaria, vita, Santa, Augusta, Serravalle</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Santa Augusta di Serravalle</strong>, vergine e martire Piai di Fregona (Treviso), 410 ca. – Serravalle (Vittorio Veneto, Treviso), 430 ca. <strong>Leggendaria la sua vita</strong>. Nel 402 Alarico, re dei Visigoti, scende in Italia e, dopo aver occupato le Venezie, mette a capo della regione i suoi generali. Uno di questi, di nome Matruco, conquista il Friuli e si stabilisce in un castello sul monte Marcantone, nei pressi di Serravalle (attuale borgo di Vittorio Veneto). La moglie di Matruco muore dando alla luce una bambina, che viene chiamata <strong>Augusta</strong> e che, crescendo, <strong>abbraccia la fede cristiana</strong>.</p>
<h3>Morte</h3>
<p><strong>Il padre Matruco, acerrimo nemico dei cristiani</strong>, dopo aver capito che Augusta è disposta in nessun modo ad abbandonare la vera fede, in un primo tempo la fa imprigionare, poi <strong>le fa “strappare” alcuni denti</strong> e infine <strong>la manda al rogo.</strong> Rimasta illesa, la fa allora <strong>scaraventare da una collina legata a una ruota;</strong> superata anche questa tortura senza alcuna ferita, <strong>la fa infine decapitare</strong>. Il padre si pente e, dopo averla degnamente sepolta, fa ritorno in Germania. <strong>Il suo culto è approvato da Benedetto XIV nel 1754</strong> su richiesta del vescovo Lorenzo Da Ponte, Le sue spoglie mortali sono venerate nel<strong> santuario a lei dedicato sul mone Marcantone</strong>.</p>
<p>Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi</p>
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<title>“Tre giorni con San Francesco”: Erba celebra il Poverello di Assisi tra fede e comunità</title>
<link>https://www.eventi.news/tre-giorni-con-san-francesco-erba-celebra-il-poverello-di-assisi-tra-fede-e-comunita</link>
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<description><![CDATA[ Da oggi al 29 marzo, la città di Erba ospita la “Tre giorni con san Francesco”, un’iniziativa che unisce fede, tradizione e solidarietà nel segno di San Francesco d’Assisi. Promossa dalle parrocchie locali con il sostegno dei Cappuccini e del Comune, la manifestazione propone momenti di preghiera, eventi culturali e attività benefiche, coinvolgendo l’intera comunità […]
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 13:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>“Tre, giorni, con, San, Francesco”:, Erba, celebra, Poverello, Assisi, tra, fede, comunità</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Da oggi al 29 marzo, la città di Erba ospita la “Tre giorni con san Francesco”, un’iniziativa che unisce fede, tradizione e solidarietà nel segno di San Francesco d’Assisi. Promossa dalle parrocchie locali con il sostegno dei Cappuccini e del Comune, la manifestazione propone momenti di preghiera, eventi culturali e attività benefiche, coinvolgendo l’intera comunità in un clima di partecipazione e spiritualità condivisa.</strong></p>
<h3>Gli eventi</h3>
<p>È in programma da oggi al 29 marzo, a Erba, la “<strong>Tre giorni con san Francesco</strong>”, iniziativa promossa dalle parrocchie cittadine – Santa Maria Nascente, Santa Maria Maddalena, Santa Marta e San Maurizio, che fanno capo alla Comunità pastorale Sant’Eufemia e alle quali si affiancano Santi Pietro e Paolo (Arcellasco), San Cassiano (Buccinigo) e Santa Maria Assunta (Parravicino) – e dei Frati minori cappuccini con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Erba. Un fine settimana caratterizzato da manifestazioni ormai collaudate e da iniziative inedite, il tutto nel segno del Poverello di Assisi. Si comincia domani sera con la Via Matris, appuntamento che tradizionalmente precede la Settimana Santa e che negli anni si è ampliato fino a coinvolgere tutte le comunità del Decanato di Erba. La meditazione sui dolori della Madonna avrà luogo a partire dalle 20.30 lungo il percorso a piedi dal Camposanto di Crevenna all’Eremo San Salvatore, avrà un carattere “francescano” e sarà animata appunto dai Cappuccini milanesi. Nella giornata di domani sono due gli appuntamenti in programma. Per tutta la giornata, dalle 8 alle 19, piazza Vittorio Veneto ospiterà “<strong>Pane in piazza</strong>”, la storica manifestazione che il Centro Missioni estere dei Cappuccini di Milano organizza da anni nel capoluogo, in piazza Duomo, in partnership con la Famiglia Marinoni (rinomati panificatori meneghini), e che ora per la prima volta viene proposta “in trasferta” a Erba, grazie anche al sostegno dei fornai comaschi: panini, focacce e pizze saranno distribuiti a tutti, con la possibilità di offerte libere che saranno devolute alla realizzazione di un panificio e di una scuola di panificazione nella missione cappuccina di Bambui in Camerun. In serata, alle 21, la chiesa di Santa Maria Nascente ospiterà “San Francesco il poeta”, una narrazione musicale tra spiritualità e poesia. Infine, il 29 marzo, Domenica delle Palme, la chiusura della “Tre giorni” con le processioni dalle singole parrocchie che convergeranno alle 11.30 nella piazza prepositurale di Erba per accogliere l’arrivo di “Gesù sull’asino”.</p>
<p>Fonte <a href="https://www.agensir.it/" target="_blank" rel="noopener">Agensir</a></p>
<p>The post <a href="https://www.interris.it/chiesa-cattolica/tre-giorni-con-san-francesco-erba-celebra-il-poverello-di-assisi-tra-fede-e-comunita/">“Tre giorni con San Francesco”: Erba celebra il Poverello di Assisi tra fede e comunità</a> appeared first on <a href="https://www.interris.it/">In Terris</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Un uomo di Dio</title>
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<description><![CDATA[ Esequie di don Massimo Donghi, Limbiate, Parrocchia di San Giorgio - 25 marzo 2026 ]]></description>
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 10:30:11 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>uomo, Dio</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Che cosa fanno gli uomini di Dio quando il Maestro dice: “Andate a preparare l’ultima Pasqua, il giorno del sacrificio e della salvezza”? Che cosa fanno quando Gesù dice: “Andate a preparare l’ultima Pasqua, i giorni della festa e dello strazio, i giorni dell’imprevedibile via che Gesù percorre per versare il sangue della nuova alleanza”? Gli uomini di Dio si fanno avanti e dicono: “Eccomi!”.</p>
<p>Che cosa fanno gli uomini di Dio, quando Gesù comanda ai suoi discepoli di essere memoria di lui, quando rivela: “Questo è il mio corpo che è dato per voi: anche voi fate così!”? Quando dice: “Questo è il mio sangue versato per voi: anche voi fate così!”? Che cosa fanno allora gli uomini di Dio? Si fanno avanti e dicono: “Eccomi!”</p>
<p>Che cosa fanno gli uomini di Dio quando Gesù chiama a vivere nella comunità dei discepoli, con il suo stile? Infatti, Gesù sta in mezzo ai suoi come colui che serve. Gesù dichiara che così deve essere la presenza cristiana nella comunità e nella società, come un servizio. Allora, che cosa fanno gli uomini di Dio? Si fanno avanti e dicono: “Eccomi!”.</p>
<p>Che cosa fanno gli uomini di Dio quando Gesù risorto irrompe nella paura e nello smarrimento per dire: <em>«Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi»</em> (<em>Gv</em> 20,21)? “Vi mando a sciogliere la libertà dal peccato che potrete perdonare, vi mando ad annunciare la speranza che accoglie la mia promessa di pace, di presenza amica e fedele, di inedita fraternità”. Che cosa fanno, allora, gli uomini di Dio? Si fanno avanti e dicono: “Eccomi!”.</p>
<p>Che cosa fanno gli uomini di Dio quando Gesù piange le ultime lacrime e grida l’ultima preghiera, spossato dal troppo soffrire e invoca che qualcuno preghi con lui, nel momento estremo? Che cosa fanno gli uomini di Dio quando Gesù dichiara: <em>«Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua» </em>(<em>Mt</em> 16,24)? Gli uomini di Dio si fanno avanti e dicono: “Eccomi!”.</p>
<p>Che cosa fanno gli uomini di Dio quando l’ultimo grido scuote la terra, squarcia il velo del tempio, spezza le pietre dei sepolcri e chiama i morti a risorgere? Gli uomini di Dio si fanno avanti e dicono: “Eccomi!”.</p>
<p> </p>
<p>Ciascuno ha qualche cosa da dire ricordando don Massimo, la sua testimonianza di fede, la sua disponibilità sorridente al servizio della comunità, la sua cura per la fraternità tra i preti, la sua delicatezza nell’accompagnare il soffrire di molti, la sua commovente testimonianza nei giorni della malattia. Ciascuno di noi ha molti motivi di riconoscenza e di ammirazione. Ma in sostanza che cosa si può dire di don Massimo? Questo si può dire: è stato un uomo di Dio.</p>
<p>Mi hanno detto che don Massimo ha insistito per andare a Lourdes con i suoi fratelli, che gli sono stati tanto vicini. È andato a Lourdes, come mi hanno detto, non per chiedere di guarire, ma per essere aiutato dalla Madonna di Lourdes a dire: “Eccomi!”. Ecco don Massimo, un uomo di Dio!</p>
<p>Questi giorni sono i giorni della commozione, delle lacrime, dell’ammirazione, ma credo che poi vengano giorni in cui per essere veramente affezionati a don Massimo dovremmo imparare anche noi a dire: “Eccomi!”. La chiamata che Gesù ci rivolge non è mai a soffrire e a morire. Gesù chiama ciascuno a stare con lui, sempre, anche nel soffrire e nel morire, per entrare nella sua gloria. L’offerta di grazia di Gesù, che ha riempito di gioia la vita di don Massimo, è per essere uomini e donne amici di Dio, per essere tra quelli che si fanno avanti e dicono: “Eccomi!”.</p>
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<title>Gualzetti: «Milano offre opportunità straordinarie, ma rischia sempre più di essere selettiva»</title>
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<description><![CDATA[ Tra accoglienza e nuove fragilità «servono politiche strutturali»: così il presidente di Opera Cardinal Ferrari all’incontro con Olivia Crosio, volontaria dell’Opera e autrice del libro «Le due vite di Andrii Rosliuk» ]]></description>
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 10:30:10 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Gualzetti:, «Milano, offre, opportunità, straordinarie, rischia, sempre, più, essere, selettiva»</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Luciano-Gualzetti_Nataliia_Olivia-Crosio_0392_Roberto-Morelli-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Luciano Gualzetti, Nataliia e Olivia Crosio (foto Roberto Morelli)" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Luciano-Gualzetti_Nataliia_Olivia-Crosio_0392_Roberto-Morelli-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Luciano-Gualzetti_Nataliia_Olivia-Crosio_0392_Roberto-Morelli-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Luciano-Gualzetti_Nataliia_Olivia-Crosio_0392_Roberto-Morelli-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Luciano Gualzetti, Nataliia e Olivia Crosio (foto Roberto Morelli)</span><p>In una città che continua ad attrarre, curare e offrire opportunità, crescono anche nuove forme di fragilità, spesso invisibili. Dalla difficoltà di accesso alla casa alla necessità di accoglienza per chi arriva per curarsi, il tema dell’ospitalità torna oggi centrale nel dibattito pubblico. È da qui che ha preso le mosse l’incontro promosso da Opera Cardinal Ferrari, in occasione della presentazione del libro <em>Le due vite di Andrii Rosliuk</em>” di Olivia Crosio (Arkadia Editore).</p>
<p>È la storia di una madre, Nataliia e di un figlio, Andrii, in fuga dalla guerra e arrivati a Milano per salvare una vita e accolti da una rete di persone e di solidarietà: Olivia Crosio – volontaria – e Opera Cardinal Ferrari, fondazione che da oltre 100 anni è punto di riferimento a Milano in tema di accoglienza ai senza dimora e alle persone in difficoltà. Olivia, assistendo all’incedere della macchina accogliente e virtuosa dell’Opera, ha deciso di raccontarla e metterla nero su bianco in un libro, così da lasciarne traccia e memoria. Un racconto che ha posto al centro alcune domande cruciali: cosa significa oggi accogliere? Milano è pronta a rispondere alle nuove fragilità sociali e sanitarie? E quale ruolo può giocare il volontariato?</p>
<h2>«Città accogliente, ma esclusiva»</h2>
<p>Nel suo intervento, il presidente Luciano Gualzetti ha inquadrato il lavoro dell’Opera, sottolineando come l’accoglienza sia prima di tutto una responsabilità concreta, che si traduce in servizi e progetti quotidiani. Particolare attenzione è stata dedicata alla Domus Hospitalis, inaugurata nel dicembre 2012. Una struttura che comprende 16 unità abitative con circa 30 posti letto e che consente di offrire anche a coloro che non dispongono di elevata capacità reddituale la possibilità di soggiornare in città, assistendo i congiunti che vi giungono per essere sottoposti a cure mediche.</p>
<p>«Milano è una città che cambia, che cresce, che offre opportunità straordinarie, ma che allo stesso tempo rischia di diventare sempre più selettiva: accogliente da un lato, ma sempre più esclusiva per chi non riesce a sostenere i suoi ritmi e i suoi costi – ha dichiarato Gualzetti -. Il nostro lavoro vuole essere anche un segnale: ci sono persone che restano indietro, che fanno fatica a stare dentro questa eccellenza, e che rischiano di essere invisibili. Per questo, accanto alle risposte all’emergenza, è necessario aprire una riflessione più ampia. Servono politiche strutturali, che non sono solo responsabilità delle istituzioni, ma chiamano in causa anche le imprese e tutti i cittadini che desiderano vivere in una città davvero inclusiva».</p>
<h2>La guerra a portata di mano</h2>
<p>Gualzetti ha tenuto a ribadire quanto la storia di Andrii e Nataliia riporta al centro un tema che oggi non può più essere considerato distante: la guerra, esperienza concreta che attraversa le vite delle persone, costringendole a fuggire, a ricostruire, a chiedere accoglienza. In questo senso, realtà come Opera Cardinal Ferrari diventano un osservatorio privilegiato: luoghi in cui la guerra si traduce in volti, storie e bisogni reali. Un contesto che impone una riflessione più ampia sul significato della pace, non come semplice assenza di conflitto, ma come responsabilità quotidiana fatta di relazioni, inclusione e cura.</p>
<p>«Le statistiche ci dicono che sono più di 60 mila le persone ucraine che sono ancora in Italia: la guerra non è qualcosa di lontano. Entra nelle nostre città attraverso le storie delle persone che accogliamo ogni giorno. Per questo la pace non può essere considerata solo come assenza di conflitto, ma come una responsabilità quotidiana. Si costruisce nelle relazioni, nell’accoglienza, nella capacità di non lasciare indietro nessuno. Solo così possiamo davvero lavorare sulle cause che generano le guerre, invece che limitarci a gestirne le conseguenze», ha concluso Gualzetti.</p>
<h2>La storia di Natalia e Andrii</h2>
<p>Durante l’incontro è emerso con forza un elemento chiave: Milano è una città che cura, ma non sempre riesce ad accogliere. Sempre più persone arrivano per ricevere cure, ma si trovano ad affrontare difficoltà concrete legate all’accesso a un alloggio temporaneo. In questo scenario, esperienze come quelle sviluppate da Opera Cardinal Ferrari rappresentano una risposta concreta e replicabile.</p>
<p>Come accaduto a Nataliia e suo figlio nel 2022. Andrii è un giovane ucraino di 35 anni affetto da leucemia che, insieme alla madre Nataliia, è costretto a lasciare il proprio Paese – nel pieno della guerra scoppiata in Ucraina 4 anni fa – per cercare cure in Italia. La loro è una storia che si muove tra due vite: quella in Ucraina, fatta di studio, lavoro e progetti, e quella in Italia, sospesa tra le cure e l’incertezza, ma attraversata da una straordinaria capacità di resistere e continuare a immaginare il futuro. Arrivato a Milano, nonostante la malattia e le difficoltà, non smette mai di progettare: cerca lavoro, sostiene colloqui, immagina una vita in Italia, come se la sua “seconda vita” potesse davvero prendere forma oltre la malattia.</p>
<p>Le parole di Olivia Crosio, autrice del libro: «Questo libro nasce da una richiesta precisa di Andrii. Poco prima di lasciarci, ha detto a sua madre che la sua vita era stata bellissima e che quella storia meritava di essere raccontata. Io inizialmente mi sono sentita inadeguata, perché sono abituata a scrivere storie inventate, spesso leggere. Qui invece mi sono trovata davanti a una storia vera, profonda, che chiedeva rispetto e responsabilità. Ma ho capito che non si trattava semplicemente di scrivere un libro: si trattava di restituire una storia, di dare voce a un’esperienza che parla di accoglienza, di relazioni e di umanità condivisa».</p>
<p>Accanto ad Andrii, la madre Nataliia affronta con forza e lucidità un percorso fatto di paura, speranza e continue prove, in un equilibrio fragile tra la necessità di essere solida e il dolore di vedere il figlio soffrire, ma tutto nel caldo abbraccio dell’Opera Cardinal Ferrari: «Questa è la storia di un cuore umano immenso. Un cuore che non ha nazionalità, né confini geografici. Non importa da dove veniamo o dove viviamo: ciò che conta è la capacità di accompagnare e accogliere chi ne ha bisogno», afferma una commossa Nataliia alla platea.</p>
<p>In questo contesto l’esperienza in Opera Cardinal Ferrari e la Domus Hospitalis sono centrali. Qui Andrii e Nataliia hanno trovato non solo un alloggio vicino agli ospedali, ma una vera comunità: una rete di volontari che accompagna nelle difficoltà quotidiane, supporta nella gestione pratica e accoglie con una presenza discreta ma costante. L’Opera non è solo un luogo dove si riceve aiuto, ma uno spazio di relazione, in cui anche Nataliia sceglie di mettersi a disposizione, collaborando in cucina e restituendo, in parte, ciò che ha ricevuto.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/news/milano-lombardia/gualzetti-milano-attraente-esclusiva-2868219.html">Gualzetti: «Milano offre opportunità straordinarie, ma rischia sempre più di essere selettiva»</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/">Chiesa di Milano</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Landi sull’insegnante accoltellata: «Bisogna intervenire sulle fragilità degli studenti»</title>
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<description><![CDATA[ Commentando l&#039;episodio di Trescore Balneario, il responsabile della Pastorale scolastica diocesana sottolinea l&#039;urgenza con cui il sistema educativo e i genitori devono far fronte all&#039;incapacità dei giovani nel gestire le frustrazioni ]]></description>
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 10:30:10 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Landi, sull’insegnante, accoltellata:, «Bisogna, intervenire, sulle, fragilità, degli, studenti»</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/sirspa1_20260326105214433_8a51d07f743c82f5f983b1ad340189e9-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Fotografia di un Carabiniere in uniforme di spalle, con la scritta 'CARABINIERI' visibile sulla giacca, mentre cammina verso l'ingresso a vetri di un edificio. Un uomo con zaino lo precede ed entra nel corridoio di una scuola. Altre figure sfocate sono visibili all'interno" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/sirspa1_20260326105214433_8a51d07f743c82f5f983b1ad340189e9-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/sirspa1_20260326105214433_8a51d07f743c82f5f983b1ad340189e9-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/sirspa1_20260326105214433_8a51d07f743c82f5f983b1ad340189e9-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">La scuola media di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo (Foto ANSA/SIR)</span><p><span>Uno studente di 13 anni entra a scuola e accoltella l’insegnante di francese, colpendola prima al collo e poi all’addome. Oltre al gesto, a colpire <a href="https://www.avvenire.it/attualita/laggressione-alla-prof-in-diretta-lesplosivo-in-camera-la-mimetica-i-misteri-dellagguato_106365" target="_blank" rel="noopener">dell’episodio avvenuto mercoledì 25 marzo</a> in una scuola media di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, </span><span>è il salto di qualità della violenza e la premeditazione del gesto. I</span><span>l ragazzo era vestito come se fosse pronto a un’azione militare: indossava una maglia con la scritta “vendetta” e pantaloni mimetici con un’imbracatura per una pistola, nello zaino è stata trovata un’arma scacciacani. Durante le perquisizioni nella casa del minorenne, sono stati rinvenuti anche alcuni esplosivi rudimentali. </span></p>
<p><span>A questi due elementi, si aggiunge la spettacolarizzazione del gesto: l’intero episodio è stato trasmesso in diretta streaming su un canale Telegram, dove il ragazzo ha pubblicato anche un messaggio in inglese in cui spiegava di sentirsi insofferente alle regole e vittima di alcune ingiustizie, attribuite in parte alla stessa insegnante. Nel messaggio dichiarava l’intenzione di ucciderla. Tra le persone citate c’era anche il padre. Il ragazzo dichiarava inoltre di non aver paure delle conseguenze penali, non avendo ancora compiuto 14 anni, ed essendo dunque non imputabile. </span></p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2868300" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-2868300" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/sirspa1_20260326105205316_cda1bae079bf5bac6614cc929f7ed874-scaled.jpg" alt="Un Carabiniere mentre entra nel corridoio di una scuola. Altre due persone sono visibili alla sua sinistra" width="2560" height="1707" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/sirspa1_20260326105205316_cda1bae079bf5bac6614cc929f7ed874-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/sirspa1_20260326105205316_cda1bae079bf5bac6614cc929f7ed874-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/sirspa1_20260326105205316_cda1bae079bf5bac6614cc929f7ed874-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/sirspa1_20260326105205316_cda1bae079bf5bac6614cc929f7ed874-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/sirspa1_20260326105205316_cda1bae079bf5bac6614cc929f7ed874-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">(Foto ANSA/SIR)</figcaption></figure>
<p><span>Oltre alla questione delle armi bianche, che da alcuni mesi caratterizza <a href="https://www.chiesadimilano.it/news/milano-lombardia/erba-non-liquidiamo-la-violenza-giovanile-a-episodi-apparentemente-isolati-2856123.html" target="_blank" rel="noopener">diversi fatti di cronaca che coinvolgono i minori in Italia</a>, un tema che emerge da questa vicenda, secondo don Fabio Landi, responsabile della Pastorale scolastica della Diocesi, è la fragilità di questi ragazzi: «La percezione è di non essere compresi, di subire ingiustizie o non essere valorizzati. In questo momento l’urgenza del sistema educativo e dei genitori è di intervenire su questa incapacità dei giovani nel gestire la frustrazione, e di conseguenza di non sentirsi all’altezza». </span></p>
<p><span>La scuola infatti è l’universo in cui i ragazzi vivono la maggior parte della loro quotidianità, e in cui percepiscono se svolgono i compiti fondamentali della costruzione della propria identità, e di conseguenza il proprio riconoscimento sociale, o meno. «Al di là dell’eccezionalità del caso in sé – commenta don Landi – i luoghi dove un ragazzo cerca la propria visibilità sono anche i luoghi dove ha i suoi rapporti più significativi. Oggi inevitabilmente questi sono la famiglia e la scuola».</span></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/news/milano-lombardia/studente-bergamo-accoltella-insegnante-2868289.html">Landi sull’insegnante accoltellata: «Bisogna intervenire sulle fragilità degli studenti»</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/">Chiesa di Milano</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Quando la montagna si muove</title>
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<description><![CDATA[ Dal Lago di Como alla Valle Camonica, in Lombardia ci sono paesi che sorgono su versanti instabili: il monitoraggio serve a prevenire nuovi disastri. Ne parla il numero di marzo del mensile ]]></description>
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 10:30:09 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Quando, montagna, muove</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Frana-del-Ruinon_Valfurva_Sondrio-680x382.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Frana del Ruinon_Valfurva_Sondrio" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Frana-del-Ruinon_Valfurva_Sondrio-680x382.jpeg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Frana-del-Ruinon_Valfurva_Sondrio-980x551.jpeg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Frana-del-Ruinon_Valfurva_Sondrio-195x110.jpeg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Un’interruzione stradale a causa della caduta della frana del Ruinon (Valfurva, Sondrio) </span><p><strong><a href="https://ilsegno.chiesadimilano.it/numeri_rivista/marzo-2026/" target="_blank" rel="noopener"><em>Da </em>Il Segno<em> di marzo</em></a></strong></p>
<p>Il caso del paese siciliano di Niscemi, finito al centro dell’attenzione internazionale dopo il fronte franoso creatosi nel gennaio 2026 a seguito delle piogge torrenziali del ciclone Harry, riporta in primo piano il problema del dissesto idrogeologico legato anche al cambiamento climatico. Un fenomeno che non riguarda solo il Sud Italia, ma interessa anche i territori alpini e prealpini della Lombardia.</p>
<h2>Molte aree a rischio</h2>
<p>Il geologo Luca Dei Cas, responsabile della rete di monitoraggio delle grandi frane di Arpa Lombardia, spiega che in Lombardia esistono diverse situazioni di rischio, sebbene con caratteristiche geologiche diverse. Nelle Alpi e nelle Prealpi, infatti, molti centri abitati sorgono su versanti montani instabili. Tra gli esempi citati c’è l’abitato di Catasco, nel Comune di Garzeno, sul lago di Como, dove circa 600 persone vivono su un pendio che negli ultimi dieci anni si è spostato di oltre venti centimetri. Un’altra situazione riguarda la frazione Valle di Saviore dell’Adamello, in Valle Camonica, dove gli edifici si trovano su un versante che in passato ha mostrato movimenti significativi. Problemi simili si registrano anche a Dossena, in provincia di Bergamo, dove una parte del paese scivola lentamente verso valle, e nella frazione Tezzi del Comune di Gandellino, dove interventi di drenaggio hanno ridotto, ma non eliminato i movimenti del terreno.</p>
<h2>Mitigare il pericolo</h2>
<p>Dei Cas sottolinea la differenza tra prevenzione e mitigazione del rischio. Prevenire significherebbe evitare di costruire in aree pericolose attraverso una corretta pianificazione territoriale. Tuttavia, la maggior parte degli edifici italiani è stata costruita prima della Legge 183/1989, la prima normativa dedicata al rischio idrogeologico: per questo, oggi, l’obiettivo principale è mitigare il rischio.</p>
<p>Arpa Lombardia installa sistemi di monitoraggio che controllano continuamente i versanti, raccogliendo circa 30 milioni di dati all’anno. Attraverso strumenti come Gps, inclinometri, estensimetri e misurazioni piezometriche, è possibile individuare eventuali accelerazioni delle frane e intervenire tempestivamente, anche con evacuazioni preventive.</p>
<p>Il cambiamento climatico sta inoltre aumentando la frequenza degli eventi estremi e favorendo nuovi fenomeni, come grandi frane nelle zone alpine dovute allo scioglimento del permafrost, che rende le rocce meno stabili.</p>
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<p> </p>
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<title>Abusi, le parole della prevenzione: diritto penale e abuso sessuale</title>
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<description><![CDATA[ Anche l&#039;informazione e la formazione sui risvolti giuridici è fondamentale. Ecco alcuni aspetti centrali e necessari per approfondire la conoscenza del reato, le diverse fenomenologie e le conseguenze penali ]]></description>
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 10:30:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Abusi, parole, della, prevenzione:, diritto, penale, abuso, sessuale</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/image1-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/image1-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/image1-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/image1-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>Occorre informare con chiarezza a riguardo dei profili penali sia dei maltrattamenti sia degli abusi sessuali. La mancata conoscenza delle leggi penali si rivela, da parte di responsabili e formatori di istituzioni educative e comunità, oltre che una censura su gravi problematiche, anche un ostacolo alla funzione giustamente deterrente del diritto penale.</p>
<h2>Significato</h2>
<p>Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’abuso o il maltrattamento sui minori riguarda «tutte le forme di maltrattamento fisico e/o emotivo, abuso sessuale, incuria o trattamento negligente nonché sfruttamento sessuale o di altro genere che provocano un danno reale o potenziale alla salute, alla sopravvivenza, allo sviluppo o alla dignità del bambino, nell’ambito di una relazione di responsabilità, fiducia o potere» (<em>Report of the consultation on child abuse prevention</em>, 29-31 March, Geneve, WHO 1999). Metteremo in evidenza tre aspetti centrali e necessari per una informazione e formazione circa il reato di abuso sessuale, le diverse fenomenologie e le conseguenze penali.</p>
<ol>
<li>Come prima conoscenza e consapevolezza occorre tener presente l’ampia fenomenologia di fatti e circostanze abusanti che possono ledere o mettere in pericolo i minori o gli adulti vulnerabili. Ogni delitto indicato trova corrispondenza in un articolo del Codice penale che andrebbe presentato dentro un cammino di prevenzione e tutela. Può essere istruttiva una panoramica dei delitti connessi agli abusi in genere e agli abusi sessuali in specie. Il Codice penale indica diversi tipi di abusi considerati delitti che vengono severamente puniti:</li>
</ol>
<ul>
<li>Maltrattamenti<em>. </em>Gli abusi dei mezzi di correzione o disciplina, i maltrattamenti contro familiari e conviventi, le percosse, le lesioni personali e le minacce, fino all’abbandono di persone minori o incapaci.</li>
<li>Vengono inoltre segnalati come delitti la riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù, la tratta di persone, la prostituzione minorile, le iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile e l’impiego di minori nell’accattonaggio.</li>
<li>Vengono seriamente puniti delitti connessi alla pornografia: la pornografia minorile, la detenzione o accesso a materiale pornografico e la pornografia virtuale.</li>
<li>Violenza sessuale. Infine c’è un articolo fondamentale, il 609, dedicato alla violenza sessuale, anche aggravata, agli atti sessuali con minorenne, alla corruzione di minorenne, alla violenza sessuale di gruppo e all’adescamento di minorenni.</li>
</ul>
<ol start="2">
<li>Di grande importanza è comprendere la filosofia e l’orizzonte di significato della legge attuale sulla “violenza sessuale” (del 1996) che si basa su una concezione “contrattuale” della sessualità. La violenza si riferisce infatti a ogni atto con significato sessuale che venga compiuto o subito senza valido consenso. Nel caso dei minori il consenso non è considerato valido con gravità maggiore sotto i 16 e i 14 anni. L’articolo seguente è particolarmente esemplificativo della logica della legge: «Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da sei a dodici anni. Alla stessa pena soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali: 1) abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto; 2) traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona» (art. 609 bis c.p.).<br>
Con la dicitura «atti sessuali» si intende quindi affermare qualsiasi atto sessuale, anche di livello minore. Per esempio, vanno inclusi in questi reati il toccamento dei seni o del sedere, il bacio e più in generale un qualsiasi atto che comporti un contatto tra una parte del corpo dell’autore del reato e una parte del corpo della vittima avente connotazione sessuale.
</li>
<li>Detenzione di materiale pornografico realizzato con minorenni. Spesso non si considerano anche le conseguenze penali non solo per chi vende o scambia materiale pornografico realizzato con minorenni, ma anche per chi consapevolmente se lo procura o lo detiene (600 quater). La severità di questa norma è motivata dal fatto che la ricerca e detenzione di materiale pornografico con minorenni fa parte della “carriera” degli abusatori e dei pedofili in particolare. «Chiunque, al di fuori delle ipotesi previste dall’articolo 600 ter (realizzazione di materiale pornografico coinvolgendo minori), consapevolmente si procura o detiene materiale pornografico realizzato utilizzando minori degli anni diciotto, è punito con la reclusione fino a tre anni e (con aggiunta di una multa)» (art. 600 quater c.p.).<b> </b></li>
</ol>
<h2>Domande</h2>
<ol>
<li>Siamo informati su quali sono i rilievi penali che riguardano gli abusi su minori e adulti vulnerabili?</li>
<li>Come comunità, gruppo di educatori, consigli pastorali ecc. ci siamo confrontati con un avvocato penalista, con agenti di polizia o altri esperti in riferimento ai reati penali sui minori e gli adulti vulnerabili?</li>
<li>Alla luce dell’estrema serietà dei rilievi penali, con la relativa deterrenza che aiuta a comprendere la gravità delle diverse forme di abuso, è necessario verificare le misure preventive messe in atto fino ad ora nei nostri ambienti.</li>
</ol>
<h2>Strumenti</h2>
<p><em>Definire e dimostrare un abuso sessuale </em>– <em>Intervista all’avv. prof. Mario Zanchetti</em>, in «Tredimensioni», 10 (2013) 166-171.</p>
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<title>San Ruperto, vescovo</title>
<link>https://www.eventi.news/san-ruperto-vescovo</link>
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<description><![CDATA[ Venerdì della V settimana di Quaresima ]]></description>
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 10:30:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>San, Ruperto, vescovo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ruperto-vescovo-1-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ruperto-vescovo-1-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ruperto-vescovo-1-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/ruperto-vescovo-1-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>Apparteneva alla famiglia dei conti Robertini o Rupertini, un’importante famiglia che dominava nella regione del medio e alto Reno, ed era imparentata con i Carolingi, ma per l’educazione e la formazione si può considerare un tipico rappresentante dei monaci irlandesi itineranti. Verso il 700, in seguito al consolidamento dei Franchi e allo sviluppo del lavoro missionario, si recò in Baviera dove la popolazione, pur avendo già abbracciato il cristianesimo, aveva ancora bisogno di approfondire la fede e la vita cristiana.<br>
Con l’appoggio del conte Theodo di Baviera, fondò, presso le sponde del Wallersee la prima sede episcopale, edificandovi una chiesa dedicata a S. Pietro. Ma poi, rivelandosi il luogo poco adatto alla fondazione di un monastero episcopale, passò a Salzach (Salisburgo) e qui, sul luogo dell’antica città romana di Juvavum, fondò il monastero di S. Pietro, il più antico di tutta l’Austria e insieme il nucleo della nuova Salisburgo.<br>
Insieme ai suoi compagni, venuti dalla sua terra d’origine, Ruperto consacrò tutte le sue energie all’evangelizzazione e alla civilizzazione dell’ampio territorio che si stende dai Tauri fino all’Enns. Non lontano dal monastero di S. Pietro sorse il monastero femminile di Nonnberg, che fu affidato alla guida dell’abbadessa Erentrude, nipote di Ruperto.<br>
Le due abbazie divennero focolai e centri di irradiazione di vita cristiana. Ruperto morì il giorno di Pasqua, il 27 marzo del 718. A giusto titolo Salisburgo lo riconosce come suo ri-fondatore e lo onora come patrono principale.</p>
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<title>Venerdì della V settimana di Quaresima</title>
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<description><![CDATA[ Prima lettura Ger 20,10-13 Dal libro del profeta Geremia Sentivo la calunnia di molti: «Terrore all’intorno! Denunciàtelo! Sì, lo denunceremo». Tutti i miei amici aspettavano la mia caduta: «Forse si lascerà trarre in inganno, così noi prevarremo su di lui, ci prenderemo la nostra vendetta». Ma il Signore è al mio fianco come un prode […]
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 10:30:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Venerdì, della, settimana, Quaresima</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Prima lettura</strong> <em>Ger 20,10-13</em><br>
Dal libro del profeta Geremia</p>
<p>Sentivo la calunnia di molti:<br>
«Terrore all’intorno!<br>
Denunciàtelo! Sì, lo denunceremo».<br>
Tutti i miei amici aspettavano la mia caduta:<br>
«Forse si lascerà trarre in inganno,<br>
così noi prevarremo su di lui,<br>
ci prenderemo la nostra vendetta».<br>
Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso,<br>
per questo i miei persecutori vacilleranno<br>
e non potranno prevalere;<br>
arrossiranno perché non avranno successo,<br>
sarà una vergogna eterna e incancellabile.<br>
Signore degli eserciti, che provi il giusto,<br>
che vedi il cuore e la mente,<br>
possa io vedere la tua vendetta su di loro,<br>
poiché a te ho affidato la mia causa!<br>
Cantate inni al Signore,<br>
lodate il Signore,<br>
perché ha liberato la vita del povero<br>
dalle mani dei malfattori.</p>
<p><strong>Salmo </strong><em>Sal 17<strong></strong></em></p>
<p><em><strong>Nell’angoscia t’invoco: salvami, Signore.</strong></em></p>
<p>Ti amo, Signore, mia forza,<br>
Signore, mia roccia,<br>
mia fortezza, mio liberatore.</p>
<p>Mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;<br>
mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.<br>
Invoco il Signore, degno di lode,<br>
e sarò salvato dai miei nemici.</p>
<p>Mi circondavano flutti di morte,<br>
mi travolgevano torrenti infernali;<br>
già mi avvolgevano i lacci degli ínferi,<br>
già mi stringevano agguati mortali.</p>
<p>Nell’angoscia invocai il Signore,<br>
nell’angoscia gridai al mio Dio:<br>
dal suo tempio ascoltò la mia voce,<br>
a lui, ai suoi orecchi, giunse il mio grido.</p>
<p><strong>Vangelo </strong><em>Gv 10,31-42</em><br>
Dal Vangelo secondo Giovanni</p>
<p>In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».<br>
Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.<br>
Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.</p>
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<title>La Cappella della Pietà in San Marco a Milano</title>
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<description><![CDATA[ Un luogo straordinario di arte e fede in una delle chiese più belle di Milano, da riscoprire nella Settimana Autentica per il cammino fra Passione, Morte e Risurrezione di Gesù. La decorazione pittorica, tra affreschi e tele, fu realizzata attorno alla metà del Seicento da una prestigiosa squadra di pittori, stilisticamente diversi fra loro, guidata da Ercole Procaccini il Giovane. E sull’altare, una notevole copia d’epoca della Deposizione del Caravaggio. ]]></description>
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 10:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Cappella, della, Pietà, San, Marco, Milano</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/05-cappella-2-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/05-cappella-2-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/05-cappella-2-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/05-cappella-2-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>C’è un Sacro Monte a Milano. Possibile? Possibile. Non bisogna però cercarlo su qualche «rilievo» urbano, ma all’interno di una chiesa: quella di San Marco, per l’esattezza. Dove a metà Seicento è stata realizzata una grandiosa impresa, chiamando a raccolta alcuni dei migliori pittori allora attivi nel capoluogo lombardo, che hanno letteralmente ricoperto con affreschi e tele di eccezionale qualità la cappella che un tempo era chiamata del Crocifisso, e che oggi è detta della Pietà. Un luogo cardine della fede e dell’arte ambrosiana del XVII secolo, che merita di essere gustato e riscoperto proprio in questi giorni in cui riviviamo la Settimana Autentica.</p>
<p>Centro agostiniano tra i più importanti in Italia e in Europa, la chiesa milanese di San Marco fin dal Medioevo era stata oggetto di interventi artistici prestigiosi. Agli inizi del Cinquecento divenne sede anche della potente confraternita laicale del Crocifisso, che realizzò l’ampia cappella nel transetto settentrionale. La sua decorazione, come ancora oggi possiamo ammirare, fu decisa probabilmente per il giubileo del 1650.</p>
<p>A dirigere il cantiere fu chiamato un artista di provata esperienza: Ercole Procaccini, erede di una dinastia di pittori che si era imposta a Milano e in buona parte dell’Italia settentrionale, soprattutto per merito degli zii Giulio Cesare e Camillo.</p>
<p>Ercole portò in San Marco i suoi collaboratori più brillanti, cioè Antonio Busca, Giovani Stefano Doneda detto il Montaldo, Luigi Pellegrino Scaramuccia e Johann Cristoph Storer. Una squadra decisamente eterogenea per provenienze, considerando che Busca era milanese, il Montalto trevigliese, ma Scaramuccia arrivava da Perugia e Storer perfino da Costanza, in Germania. Il risultato è un «ciclo» pittorico che pare addirittura disomogeneo, ma che in realtà riflette un ecclettismo assai apprezzato all’epoca, quasi esemplare di cosa si era prodotto in Italia e in Europa nella prima metà del Seicento, da Rubens a Cerano, con accenti anche caravaggeschi.</p>
<p>L’impianto iconografico, dedicato alla Passione, Morte e Risurrezione di Gesù, si rivela attentamente elaborato. All’interno della cappella, sulle due pareti laterali campeggiano due grandi teleri: l’«Incontro con la Veronica nella salita al Calvario», del Procaccini (impressionante per pathos ed espressività), e l’«Innalzamento della croce», opera del Busca (dai tratti nitidi e dai colori quasi metallici). Sull’altare oggi vediamo una pregevole copia della «Deposizione nel sepolcro» del Caravaggio, in deposito da Brera. Ma in origine vi era una Croce, distrutta durante i moti rivoluzionari della Repubblica cisalpina, a fine Settecento.</p>
<p>Insomma, un ciclo pittorico straordinario, questo di San Marco a Milano. Da contemplare tappa dopo tappa, come percorrendo la via di un Sacro Monte, appunto, pur muovendo soltanto pochi passi all’interno di una cappella.</p>
<p></p>
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<title>Felice Accrocca guida la diocesi di Assisi nel nome della pace</title>
<link>https://www.eventi.news/felice-accrocca-guida-la-diocesi-di-assisi-nel-nome-della-pace</link>
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<description><![CDATA[ Il nuovo vescovo monsignor Accrocca inizia il mandato ad Assisi La solenne cerimonia di insediamento di monsignor Felice Accrocca ha segnato l’inizio di una nuova [Leggi]
L&#039;articolo Felice Accrocca guida la diocesi di Assisi nel nome della pace sembra essere il primo su Assisi Oggi. ]]></description>
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 09:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Felice, Accrocca, guida, diocesi, Assisi, nel, nome, della, pace</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo vescovo monsignor Accrocca inizia il mandato ad Assisi La solenne cerimonia di insediamento di monsignor Felice Accrocca ha segnato l’inizio di una nuova <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.assisioggi.it/religioni/felice-accrocca-guida-la-diocesi-di-assisi-nel-nome-della-pace-82331/" title="Felice Accrocca guida la diocesi di Assisi nel nome della pace">[Leggi]</a></p>
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<title>Pellegrinaggi in treno: Assisi registra numeri straordinari</title>
<link>https://www.eventi.news/pellegrinaggi-in-treno-assisi-registra-numeri-straordinari</link>
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<description><![CDATA[ Folla di fedeli in Umbria per l’ostensione di San Francesco Pellegrinaggi in treno – L’Umbria si conferma il cuore pulsante del turismo spirituale internazionale grazie [Leggi]
L&#039;articolo Pellegrinaggi in treno: Assisi registra numeri straordinari sembra essere il primo su Assisi Oggi. ]]></description>
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<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 09:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Pellegrinaggi, treno:, Assisi, registra, numeri, straordinari</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Folla di fedeli in Umbria per l’ostensione di San Francesco Pellegrinaggi in treno – L’Umbria si conferma il cuore pulsante del turismo spirituale internazionale grazie <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.assisioggi.it/religioni/pellegrinaggi-in-treno-assisi-registra-numeri-straordinari-82337/" title="Pellegrinaggi in treno: Assisi registra numeri straordinari">[Leggi]</a></p>
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<title>Il Papa: la vocazione non qualcosa di “dato” ma dono che cresce con Dio</title>
<link>https://www.eventi.news/il-papa-la-vocazione-non-qualcosa-di-dato-ma-dono-che-cresce-con-dio</link>
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<description><![CDATA[ “La scoperta interiore del dono di Dio” è il tema del messaggio di Leone XIV per la 63.ma Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni. Il Pontefice sollecita i giovani ad ascoltare la voce del Signore “che invita a vivere una vita piena, realizzata”. Conoscere Gesù vuol dire fidarsi e affidarsi anche nelle “ore più buie”, è attraverso le crisi che la vocazione matura 
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                      ]]></description>
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 11:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Papa:, vocazione, non, qualcosa, “dato”, dono, che, cresce, con, Dio</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>“La scoperta interiore del dono di Dio” è il tema del messaggio di Leone XIV per la 63.ma Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni. Il Pontefice sollecita i giovani ad ascoltare la voce del Signore “che invita a vivere una vita piena, realizzata”. Conoscere Gesù vuol dire fidarsi e affidarsi anche nelle “ore più buie”, è attraverso le crisi che la vocazione matura </p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-03/papa-leone-xiv-messaggio-giornata-vocazioni-maturita-interiorita.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Attacchi sull&amp;apos;Ucraina occidentale, colpita la città di Leopoli</title>
<link>https://www.eventi.news/attacchi-sullucraina-occidentale-colpita-la-citta-di-leopoli</link>
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<description><![CDATA[ Circa mille droni lanciati ieri sulla parte del Paese più lontana dalla linea del fronte. Almeno 22 feriti e danni al complesso del monastero dei Bernardini. Due morti nell&#039;attacco al reparto maternità di un ospedale a Ivano-Frankivsk. L&#039;arcivescovo di Lviv degli ucraini ai media vaticani: &quot;Speriamo che durante questa Pasqua Cristo Risorto doni pace alla nostra terra&quot;
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                      ]]></description>
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 11:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Attacchi, sullUcraina, occidentale, colpita, città, Leopoli</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Circa mille droni lanciati ieri sulla parte del Paese più lontana dalla linea del fronte. Almeno 22 feriti e danni al complesso del monastero dei Bernardini. Due morti nell'attacco al reparto maternità di un ospedale a Ivano-Frankivsk. L'arcivescovo di Lviv degli ucraini ai media vaticani: "Speriamo che durante questa Pasqua Cristo Risorto doni pace alla nostra terra"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/ucraina-bombe-guerra-feriti-vittime-pace-russia.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Israele, cento ex diplomatici al governo: in Cisgiordania violenza intollerabile</title>
<link>https://www.eventi.news/israele-cento-ex-diplomatici-al-governo-in-cisgiordania-violenza-intollerabile</link>
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<description><![CDATA[ In un messaggio, inviato al ministro degli Esteri Gideon Saar,  alti funzionari del servizio diplomatico israeliano chiedono che si intervenga per porre fine alla violenza dei coloni contro i palestinesi in Cisgiordania:  &quot;L’assenza di una risposta adeguata da parte della leadership può essere vista solo come un tacito sostegno&quot;
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                      ]]></description>
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 11:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Israele, cento, diplomatici, governo:, Cisgiordania, violenza, intollerabile</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>In un messaggio, inviato al ministro degli Esteri Gideon Saar,  alti funzionari del servizio diplomatico israeliano chiedono che si intervenga per porre fine alla violenza dei coloni contro i palestinesi in Cisgiordania:  "L’assenza di una risposta adeguata da parte della leadership può essere vista solo come un tacito sostegno"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/israele-100-ex-diplomatici-cisgiordania-violenza-intollerabile.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Il Papa nel Principato di Monaco, &amp;quot;Paese piccolo ma dai grandi orizzonti&amp;quot;</title>
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<description><![CDATA[ Il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, tiene un briefing sul viaggio apostolico che si terrà nella città-Stato il prossimo 28 marzo. In programma la messa allo stadio Louis II e la visita di cortesia ai Reali monegaschi. Previste riflessioni sul ruolo del Pontefice in Europa, la cura dell&#039;ambiente e la difesa della vita
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 11:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Papa, nel, Principato, Monaco, Paese, piccolo, dai, grandi, orizzonti</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, tiene un briefing sul viaggio apostolico che si terrà nella città-Stato il prossimo 28 marzo. In programma la messa allo stadio Louis II e la visita di cortesia ai Reali monegaschi. Previste riflessioni sul ruolo del Pontefice in Europa, la cura dell'ambiente e la difesa della vita</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-03/briefing-viaggio-apostolico-papa-leone-xiv-principato-monaco.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Nigeria, semi di speranza per gli sfollati del Benue</title>
<link>https://www.eventi.news/nigeria-semi-di-speranza-per-gli-sfollati-del-benue</link>
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<description><![CDATA[ In seguito alla migrazione di famiglie in tutta la cintura centrale della Nigeria, le Suore Missionarie del Santo Rosario stanno lavorando per ridonare speranza e dignità tra gli sfollati interni nello Stato di Benue.  Pur essendo a servizio di tutti, rimane centrale per loro l&#039;emancipazione dei giovani, in particolare delle donne, attraverso l&#039;educazione, che è al cuore del loro carisma
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 11:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Nigeria, semi, speranza, per, gli, sfollati, del, Benue</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>In seguito alla migrazione di famiglie in tutta la cintura centrale della Nigeria, le Suore Missionarie del Santo Rosario stanno lavorando per ridonare speranza e dignità tra gli sfollati interni nello Stato di Benue.  Pur essendo a servizio di tutti, rimane centrale per loro l'emancipazione dei giovani, in particolare delle donne, attraverso l'educazione, che è al cuore del loro carisma</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/nigeria-sister-project-sfollati-speranza-dignita-chiesa.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Il venerabile Fulton Sheen sarà beatificato a Saint Louis il 24 settembre</title>
<link>https://www.eventi.news/il-venerabile-fulton-sheen-sara-beatificato-a-saint-louis-il-24-settembre</link>
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<description><![CDATA[ Il Dicastero per le Cause dei Santi ha reso noto che il rappresentante di Papa Leone XIV per il solenne rito sarà il cardinale pro-prefetto del Dicastero per l&#039;Evangelizzazione, Luis Antonio Tagle. L&#039;arcivescovo titolare di Newport, già vescovo di Rochester, si spese per applicare gli orientamenti del Concilio Vaticano II specialmente nelle classi sociali più deboli, applicando una &quot;pastorale di frontiera&quot;
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                      ]]></description>
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 11:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>venerabile, Fulton, Sheen, sarà, beatificato, Saint, Louis, settembre</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il Dicastero per le Cause dei Santi ha reso noto che il rappresentante di Papa Leone XIV per il solenne rito sarà il cardinale pro-prefetto del Dicastero per l'Evangelizzazione, Luis Antonio Tagle. L'arcivescovo titolare di Newport, già vescovo di Rochester, si spese per applicare gli orientamenti del Concilio Vaticano II specialmente nelle classi sociali più deboli, applicando una "pastorale di frontiera"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/venerabile-fulton-sheen-beatificazione-st-louis.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Il Papa chiama tre studiose nella Pontificia Commissione Archeologia Sacra</title>
<link>https://www.eventi.news/il-papa-chiama-tre-studiose-nella-pontificia-commissione-archeologia-sacra</link>
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<description><![CDATA[ Leone XIV ha nominato nuovi membri dell’organismo guidato dal cardinale Ravasi le italiane Alfonsina Russo, dirigente generale del Ministero della Cultura, e due docenti universitarie Archeologia Cristiana e Medievale: Lucrezia Spera, a “Tor Vergata” e Francesca Romana Stasolla, a “La Sapienza” 
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 11:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Papa, chiama, tre, studiose, nella, Pontificia, Commissione, Archeologia, Sacra</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Leone XIV ha nominato nuovi membri dell’organismo guidato dal cardinale Ravasi le italiane Alfonsina Russo, dirigente generale del Ministero della Cultura, e due docenti universitarie Archeologia Cristiana e Medievale: Lucrezia Spera, a “Tor Vergata” e Francesca Romana Stasolla, a “La Sapienza” </p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/pontificia-commissione-archeologia-sacra-tre-donne-nuovi-membri.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>IOR, Pauly nominato presidente del Consiglio di Sovrintendenza</title>
<link>https://www.eventi.news/ior-pauly-nominato-presidente-del-consiglio-di-sovrintendenza</link>
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<description><![CDATA[ Entrerà in carica dopo il 28 aprile quando terminerà il mandato l’attuale presidente Jean-Baptiste Douville de Franssu. Lussemburghese di lunga esperienza in ambito bancario, la nomina di Pauly è stata approvata dalla Commissione Cardinalizia di Vigilanza dell’istituto
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 11:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>IOR, Pauly, nominato, presidente, del, Consiglio, Sovrintendenza</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Entrerà in carica dopo il 28 aprile quando terminerà il mandato l’attuale presidente Jean-Baptiste Douville de Franssu. Lussemburghese di lunga esperienza in ambito bancario, la nomina di Pauly è stata approvata dalla Commissione Cardinalizia di Vigilanza dell’istituto</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/nomina-ior-pauly-solidita-bancaria-mandato.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Medio Oriente, mamme palestinesi e israeliane a Roma in cammino per la pace</title>
<link>https://www.eventi.news/medio-oriente-mamme-palestinesi-e-israeliane-a-roma-in-cammino-per-la-pace</link>
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<description><![CDATA[ Yael Admi, attivista israeliana e tra i volti più noti di Women Wage Peace, e Reem Al-Hajajreh, attivista palestinese e fondatrice di Women of the Sun, ieri hanno marciato a piedi nudi a Roma per la Barefoot Walk: Mothers’ Call for Peace. L&#039;iniziativa unisce le madri israeliane e palestinesi in un appello comune per la fine della violenza
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 11:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Medio, Oriente, mamme, palestinesi, israeliane, Roma, cammino, per, pace</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Yael Admi, attivista israeliana e tra i volti più noti di Women Wage Peace, e Reem Al-Hajajreh, attivista palestinese e fondatrice di Women of the Sun, ieri hanno marciato a piedi nudi a Roma per la Barefoot Walk: Mothers’ Call for Peace. L'iniziativa unisce le madri israeliane e palestinesi in un appello comune per la fine della violenza</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/medio-oriente-israele-palestina-roma-marcia-pace-guerra-usa.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La vicinanza della CEI alle Chiese del Medio Oriente</title>
<link>https://www.eventi.news/la-vicinanza-della-cei-alle-chiese-del-medio-oriente</link>
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<description><![CDATA[ A conclusione della sessione primaverile del Consiglio permanente dei vescovi italiani emerge un forte richiamo alla pace, alla responsabilità ecclesiale e alla necessità di comunità più accoglienti e missionarie. Focus su giovani, sinodalità e riforme pastorali
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 11:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>vicinanza, della, CEI, alle, Chiese, del, Medio, Oriente</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>A conclusione della sessione primaverile del Consiglio permanente dei vescovi italiani emerge un forte richiamo alla pace, alla responsabilità ecclesiale e alla necessità di comunità più accoglienti e missionarie. Focus su giovani, sinodalità e riforme pastorali</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/chiesa-italia-vescovi-cei-comunicato.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Dal Papa donne palestinesi e israeliane in difesa delle famiglie del Medio Oriente</title>
<link>https://www.eventi.news/dal-papa-donne-palestinesi-e-israeliane-in-difesa-delle-famiglie-del-medio-oriente</link>
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<description><![CDATA[ All’udienza generale di questa mattina, solennità dell’Annunciazione del Signore e a pochi giorni dalla Settimana Santa, mamme palestinesi e israeliane del movimento “Mothers call” presentano al Papa la dichiarazione comune su cui hanno basato il cammino congiunto per arrivare alla pace in Medio Oriente. Presenti anche oltre 50 donne ucraine
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 11:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Dal, Papa, donne, palestinesi, israeliane, difesa, delle, famiglie, del, Medio, Oriente</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>All’udienza generale di questa mattina, solennità dell’Annunciazione del Signore e a pochi giorni dalla Settimana Santa, mamme palestinesi e israeliane del movimento “Mothers call” presentano al Papa la dichiarazione comune su cui hanno basato il cammino congiunto per arrivare alla pace in Medio Oriente. Presenti anche oltre 50 donne ucraine</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-03/papa-leone-xiv-medio-oriente-donne-pace-ucraina.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Medio Oriente, la Santa Sede: fermare la violenza, non diventi voragine irreparabile</title>
<link>https://www.eventi.news/medio-oriente-la-santa-sede-fermare-la-violenza-non-diventi-voragine-irreparabile</link>
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<description><![CDATA[ Nella sua dichiarazione al dibattito urgente del Consiglio dei Diritti Umani sugli attacchi non provocati dell’Iran contro i Paesi arabi della regione, l’arcivescovo Balestrero, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite e le altre Organizzazioni Internazionali a Ginevra, ripete le parole del Papa agli ultimi Angelus, e chiede a tutte le parti coinvolte di assumersi la responsabilità morale di interrompere questa spirale
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 11:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Medio, Oriente, Santa, Sede:, fermare, violenza, non, diventi, voragine, irreparabile</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nella sua dichiarazione al dibattito urgente del Consiglio dei Diritti Umani sugli attacchi non provocati dell’Iran contro i Paesi arabi della regione, l’arcivescovo Balestrero, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite e le altre Organizzazioni Internazionali a Ginevra, ripete le parole del Papa agli ultimi Angelus, e chiede a tutte le parti coinvolte di assumersi la responsabilità morale di interrompere questa spirale</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/osservatore-santa-sede-nazioni-unite-balestrero-guerra-iran.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Văn Thuận, il pastore che ha insegnato la speranza. Il Papa: esempio carico di attualità</title>
<link>https://www.eventi.news/van-thuan-il-pastore-che-ha-insegnato-la-speranza-il-papa-esempio-carico-di-attualita</link>
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<description><![CDATA[ Racconti, aneddoti e ricordi in un convegno al Palazzo Lateranense per ricordare la figura e l’opera del cardinale vietnamita, detenuto per 13 anni nel suo Paese, venerabile dal 2017. In apertura, un messaggio di Leone XIV. Czerny: “Promosse a livello globale riconciliazione, giustizia e pace”. You: “Nelle prove, la grandezza della sua fede”. Tagle: “Lo chiamavo ‘zio’, è stato un dono per la Chiesa”. Presenti la sorella Élisabeth Nguyễn e il postulatore della causa
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 11:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Văn, Thuận, pastore, che, insegnato, speranza., Papa:, esempio, carico, attualità</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Racconti, aneddoti e ricordi in un convegno al Palazzo Lateranense per ricordare la figura e l’opera del cardinale vietnamita, detenuto per 13 anni nel suo Paese, venerabile dal 2017. In apertura, un messaggio di Leone XIV. Czerny: “Promosse a livello globale riconciliazione, giustizia e pace”. You: “Nelle prove, la grandezza della sua fede”. Tagle: “Lo chiamavo ‘zio’, è stato un dono per la Chiesa”. Presenti la sorella Élisabeth Nguyễn e il postulatore della causa</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/van-thuan-convegno-lateranense-testimone-di-speranza-cardinali.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Onu: schiavitù il “più grave crimine contro l’umanità”</title>
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<description><![CDATA[ L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione proposta dal Ghana che definisce la schiavitù transatlantica come il crimine più grave contro l’umanità e apre al tema delle riparazioni, nonostante l’opposizione di Stati Uniti ed Europa
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 11:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Onu:, schiavitù, “più, grave, crimine, contro, l’umanità”</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione proposta dal Ghana che definisce la schiavitù transatlantica come il crimine più grave contro l’umanità e apre al tema delle riparazioni, nonostante l’opposizione di Stati Uniti ed Europa</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/tratta-schiavitu-onu-crimini-contro-umanita-diritti-umani-africa.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>La Santa Sede: fermare l&amp;apos;uso di un linguaggio “carico di odio e vendetta”</title>
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<description><![CDATA[ Dichiarazione dell’osservatore permanente presso le Nazioni Unite a Ginevra, l’arcivescovo Balestrero a favore dell’impegno in Medio Oriente e Africa dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR). L&#039;invito a collegare l’assistenza ai rifugiati con la costruzione della pace, a &quot;trovare soluzioni giuste e durature” alle crisi mondiali e ad impegnarsi in un &quot;dialogo sincero&quot;
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 11:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Santa, Sede:, fermare, luso, linguaggio, “carico, odio, vendetta”</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Dichiarazione dell’osservatore permanente presso le Nazioni Unite a Ginevra, l’arcivescovo Balestrero a favore dell’impegno in Medio Oriente e Africa dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR). L'invito a collegare l’assistenza ai rifugiati con la costruzione della pace, a "trovare soluzioni giuste e durature” alle crisi mondiali e ad impegnarsi in un "dialogo sincero"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/balestrero-unhcr-ginevra-rifugiati-guerra-iran-medio-oriente.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>&amp;quot;Oltre l’aula, al servizio del prossimo&amp;quot;, la Pasqua sul campo degli studenti UER</title>
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<description><![CDATA[ Non solo libri, ma impegno civile e solidarietà concreta da parte di un gruppo di studenti dell’Università Europea di Roma parteciperà alla Missione di Settimana Santa promossa da “Gioventù Missionaria”
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 11:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Oltre, l’aula, servizio, del, prossimo, Pasqua, sul, campo, degli, studenti, UER</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Non solo libri, ma impegno civile e solidarietà concreta da parte di un gruppo di studenti dell’Università Europea di Roma parteciperà alla Missione di Settimana Santa promossa da “Gioventù Missionaria”</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/oltre-aula-al-servizio-del-prossimo-pasqua-universita-europea.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Leone XIV: “I vescovi sono al servizio del popolo di Dio”</title>
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<description><![CDATA[ Durante l’Udienza Generale, Papa Leone XIV ha ripreso il valore della Costituzione dogmatica Lumen gentium, ponendo al centro la dimensione gerarchica come servizio e non come potere. In un tempo che spesso fatica a comprendere il significato dell’autorità, il Pontefice richiama l’origine divina del ministero ecclesiale, fondato sugli Apostoli e orientato al bene di tutto […]
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 06:30:10 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Leone, XIV:, “I, vescovi, sono, servizio, del, popolo, Dio”</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Durante l’Udienza Generale, Papa Leone XIV ha ripreso il valore della Costituzione dogmatica Lumen gentium, ponendo al centro la dimensione gerarchica come servizio e non come potere. In un tempo che spesso fatica a comprendere il significato dell’autorità, il Pontefice richiama l’origine divina del ministero ecclesiale, fondato sugli Apostoli e orientato al bene di tutto il Popolo di Dio. Una prospettiva che invita a riscoprire il senso profondo della comunione e della corresponsabilità nella vita della Chiesa.</strong></p>
<h3>Le parole del Santo Padre</h3>
<p>Papa Leone XIV, nel corso dell’Udienza Generale, riprendendo il ciclo di catechesi su “I Documenti del Concilio Vaticano II”, incentra la sua meditazione di oggi sulla Costituzione dogmatica <strong>Lumen gentium</strong>, approfondendo il tema della Chiesa nella sua dimensione gerarchica: “La Chiesa cattolica trova il suo fondamento negli Apostoli, voluti da Cristo come colonne vive del suo Corpo mistico, e possiede una dimensione gerarchica che opera a servizio dell’unità, della missione e della santificazione di tutte le membra. risurrezione di Gesù e inviati dal Signore stesso in missione nel mondo”, così esordisce il pontefice.  E continua sul ruolo degli Apostoli che sono stati “chiamati a custodire fedelmente l’insegnamento salvifico del Maestro”, a trasmettere il loro ministero “a uomini che, fino al ritorno di Cristo, continuano a santificare, guidare e istruire la Chiesa grazie ai loro successori nella missione pastorale”.  Questa successione apostolica, fondata nel Vangelo e nella Tradizione, viene approfondita nel terzo capitolo della Lumen gentium, intitolato «La costituzione gerarchica della Chiesa e in particolare dell’episcopato». Ppaa Leone XIV allora si sofferma sul Concilio Vaticano II che ha prodotto il documento. E tiene a precisare che tale documento “insegna che la struttura gerarchica non è una costruzione umana, funzionale all’organizzazione interna della Chiesa come corpo sociale ma una divina istituzione volta a perpetuare la missione data da Cristo agli Apostoli fino alla fine dei tempi”.</p>
<h3>Il sacerdozio</h3>
<p>Il documento conciliare – quindi – si concentra sul «<strong>sacerdozio ministeriale o gerarchico</strong>», che differisce «essenzialmente e non solo di grado» dal sacerdozio comune dei fedeli, ricordando che questi sono «ordinati l’uno all’altro, poiché l’uno e l’altro, ognuno a suo proprio modo, partecipando dell’unico sacerdozio di Cristo». Si sofferma, inoltre, in particolare sull’episcopato, sul presbiterato e sul diaconato “<strong>come gradi dell’unico sacramento dell’Ordine</strong>”. Cosa volevano intendere, allora, i padri conciliari con l’aggettivo “gerarchica”? A rispondere ci pensa papa Leone XIV: “vuole indicare l’origine sacra del ministero apostolico nell’azione di Gesù, Buon Pastore, nonché i suoi rapporti interni. I Vescovi anzitutto, e attraverso di loro i presbiteri e i diaconi, hanno ricevuto compiti (in latino munera), che li portano al servizio di «tutti coloro che appartengono al Popolo di Dio», affinché «tendano liberamente e ordinatamente allo stesso fine e arrivino alla salvezza»” ricorda il pontefice. Un ministero che, conclude il pontefice, ha bisogno di una collegialità.</p>
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<title>La diplomazia non è ancora finita. Lectio magistralis sull’Iran</title>
<link>https://www.eventi.news/la-diplomazia-non-e-ancora-finita-lectio-magistralis-sulliran</link>
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<description><![CDATA[ “La diplomazia cerca vie di riconciliazione dove si alzano muri e diffidenze”, insegna Leone XIV.La diplomazia non è ancora finita. È l’affermazione con cui l’ambasciatore Pasquale Ferrara ha concluso la sua lectio magistralis – la prima per la sede di Brescia – nell’aula magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, in occasione delle celebrazioni del decennale […]
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 06:30:10 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>diplomazia, non, ancora, finita., Lectio, magistralis, sull’Iran</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>“La diplomazia cerca vie di riconciliazione dove si alzano muri e diffidenze”, insegna Leone XIV.La diplomazia non è ancora finita. È l’affermazione con cui l’ambasciatore Pasquale Ferrara ha concluso la sua lectio magistralis – la prima per la sede di Brescia – nell’aula magna dell’<strong>Università Cattolica del Sacro Cuore</strong>, in occasione delle celebrazioni del decennale del corso di laurea triennale in Scienze politiche e delle relazioni internazionali. “Un evento nato dall’urgenza di proporre una riflessione storica sulla diplomazia, nel momento in cui assistiamo al ritorno della politica di potenza» come fa notare il preside della facoltà di Scienze politiche e sociali <strong>Andrea Santini</strong>. A seminare incertezza sul futuro della diplomazia è, infatti, la realtà internazionale. L’esempio più eclatante, secondo l’ex direttore politico al ministero degli Esteri, è quello degli Stati Uniti. Il “glorioso” Dipartimento di Stato, dove è sempre invalsa la prassi della “<strong>diplomazia riflessiva</strong>”, quella per cui “il diplomatico virtuoso non dovrebbe essere semplicemente un servitore obbediente”, oggi “appare sempre più una sorta di catacomba della diplomazia”. Con la conseguenza che “le decisioni sembrano calare dall’alto, già completamente definite, da una ristretta cerchia di <strong>consiglieri</strong> attorno al presidente Trump”. Due nomi, in particolare, riflettono questa deriva: il genero di Trump Jared Kushner e Steve Witkoff, imprenditore immobiliare divenuto inviato per ogni tipo di dossier. “L’accantonamento della diplomazia professionale, in particolare, accusata di essere parte del “<strong>deep state</strong>”, nella nuova ventata populista e autoritaria produce guasti gravi che rischiano di produrre effetti negativi duraturi. E spesso i guai cominciano proprio quando i consiglieri soppiantano i diplomatici”. Gli <strong>Stati Uniti</strong> “si sono trasformati, attraverso forme di coercizione economica (i dazi unilaterali) e abuso di posizione dominante in campo militare, in una potenza estrattiva, in un egemone predatorio, in una cleptocrazia, secondo le più aggiornate analisi di <strong>studiosi statunitensi</strong>” fa notare il diplomatico. Non mancano, però, esempi virtuosi di quello che riesce a ottenere una vera azione diplomatica, sotto forma di “mediazione”, sotto forma di “manutenzione” operata da piccole o medie potenze, come <strong>Qatar, Giordania, Norvegia</strong>, Svizzera, Emirati Arabi Uniti, Turchia, Egitto, Algeria. Stando ai conflitti in corso, “è stato grazie alla mediazione se prigionieri di guerra russi e ucraini sono tornati a casa”. “Ed è sempre grazie alla mediazione – e non certo attraverso i barbari bombardamenti indiscriminati di Gaza da parte dell’esercito israeliano – se la gran parte degli ostaggi detenuti da <strong>Hamas</strong> sono stati liberati”.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-491943" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-491943 size-full" src="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/01/iran.jpg" alt="diplomazia" width="1280" height="720" srcset="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/01/iran.jpg 1280w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/01/iran-300x169.jpg 300w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/01/iran-1024x576.jpg 1024w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/01/iran-768x432.jpg 768w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/01/iran-747x420.jpg 747w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/01/iran-150x84.jpg 150w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/01/iran-600x338.jpg 600w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/01/iran-696x392.jpg 696w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/01/iran-1068x601.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px"><figcaption class="wp-caption-text">Foto di Lara Jameson: https://www.pexels.com/it-it/foto/navigazione-cartina-geografica-mappa-pianificando-8828455/</figcaption></figure>
<h3>Diplomazia necessaria</h3>
<p>Per converso sono le pratiche di pseudo-diplomazia che alimentano i conflitti, nella misura in cui vengono colpiti i mediatori. Basti pensare che “per due volte, nell’arco di soli 9 mesi,<strong> Stati Uniti e Iran</strong> erano sembrati sul punto di trovare un accordo sul programma nucleare, e che, per due volte, Stati Uniti e Israele hanno rovesciato il tavolo e lanciato un attacco militare illegale contro l’Iran nel bel mezzo del <strong>negoziato</strong>. Per inciso, Israele ha eliminato, con un assassinio mirato, proprio Ali Larijani, che in qualità di negoziatore si era recato a Mascate il 10 febbraio per incontri riguardanti la facilitazione intrapresa dall’Oman”. Sul fronte russo-ucraino, più volte l’annuncio di una <strong>tregua</strong> è coinciso con gli attacchi alle infrastrutture energetiche dell’Ucraina e “rientra in questa concezione di guerra totale, in cui persino le parole perdono la loro <strong>rilevanza semantica</strong>“. Ma l’elenco non si ferma qui. “Con gravità analoga, se non maggiore, sono migliaia gli episodi di violazione della tregua a Gaza da parte di Israele, dopo la scenografica ‘<strong>pace eterna</strong>‘ decretata a Sharm-el-Sheik il 13 ottobre 2025 con il cosiddetto “Gaza Peace Summit”, e l’inaugurazione dell’impresentabile “Board of peace” il 16 febbraio 2026 a Washington, mentre, dall’inizio del cosiddetto “cessate-il-fuoco”, centinaia di palestinesi sono stati uccisi (<strong>la metà donne e bambini</strong>) e migliaia sono stati di feriti da droni o da cecchini. In un contesto internazionale in cui non si distingue più la pace e la guerra, e imperano la “non-pace” e la “non-guerra”, trova credito il concetto di <strong>diplomazia coercitiva</strong>. Si tratta di un evidente ossimoro. Coercizione e diplomazia sono opzioni alternative. E il negoziato impositivo, carattere distintivo dello stile trumpiano (il “power deal”), ha le fattezze dell’ultimatum più che quelli dell’intesa. Negoziare con la minaccia di un’<strong>azione armata</strong> (tipica è l’espressione “tutte le opzioni sono sul tavolo”) non è nemmeno più diplomazia, è una minaccia, e quindi una forma embrionale e preliminare di conflitto.</p>
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<title>Santi Emanuele e compagni: oggi la loro memoria</title>
<link>https://www.eventi.news/santi-emanuele-e-compagni-oggi-la-loro-memoria</link>
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<description><![CDATA[ Santi Emanuele e compagni, martiri, Anatolia (odierna Turchia), II sec. Poche e discordanti le notizie su Emanuele, associato nella festa odierna a Quadrato e Teodosio, in un gruppo di altri quaranta martiri. Il vescovo della zona, di nome Quadrato, viene mandato in esilio e diffidato nel continuare a diffondere la fede in Cristo; non desistendo […]
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 06:30:10 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Santi, Emanuele, compagni:, oggi, loro, memoria</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Santi Emanuele e compagni</strong>, martiri, Anatolia (odierna Turchia), II sec. Poche e discordanti le notizie su Emanuele, associato nella festa odierna a Quadrato e Teodosio, in un gruppo di altri quaranta martiri. <strong>Il vescovo della zona, di nome Quadrato</strong>, viene mandato in esilio e <strong>diffidato nel continuare a diffondere la fede in Cristo</strong>; non desistendo dal battezzare e predicare, è <strong>prima arrestato e poi ucciso dai persecutori</strong>.</p>
<p><strong>Emanuele e Teodosio</strong>, seguiti da circa quaranta cristiani, pur consapevoli del grave rischio, <strong>si recano dal governatore per protestare</strong> e professare apertamente la loro fede. <strong>Prima di essere tutti decapitati, vengono sottoposti ad atroci torture</strong>. La loro memoria viene introdotta nel Martirologio Romano dal cardinale Cesare Baronio. In ebraico Emanuele significa “Dio con noi”. Il profeta Isaia chiama Emanuele Il tu Messia.</p>
<p>Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi</p>
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<title>Annunciazione del Signore</title>
<link>https://www.eventi.news/annunciazione-del-signore</link>
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<description><![CDATA[ Solennità ]]></description>
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 04:00:07 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Annunciazione, del, Signore</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/annunciazione-del-signore-1-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/annunciazione-del-signore-1-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/annunciazione-del-signore-1-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/annunciazione-del-signore-1-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>E’ una solennità che, prima della riforma liturgica, aveva un carattere squisitamente mariano come diceva il titolo stesso della festa: “ Annunciazione di Maria”. Il titolo odierno sposta l’accento sul Signore: “Annunciazione del Signore” si dice, ad indicare l’evento che si celebra, dal quale inizia un tempo nuovo sulla terra, l’incarnazione di Dio. Questo era già sottolineato del resto dalla data stessa, il 25 marzo, legata alla fissazione del Natale al 25 dicembre: nove mesi prima della nascita di Gesù, con l’annuncio dell’Angelo a Maria e il Fiat di lei, la Parola prende carne d’uomo nel seno di una donna che ha creduto a Dio e inizia il suo pellegrinaggio sulla terra. <br>
Nell’episodio biblico dell’annuncio, l’evangelista Luca presenta Maria come la personificazione del piccolo resto, povero e umiliato di Israele, di coloro che incarnano nella loro vita l’attesa di un salvatore, e offrono alla venuta del Messia il grembo in cui prendere forma d’uomo. È festa del Signore, questa, perché Dio trova accoglienza sulla terra e per la sua venuta la terra diventa feconda di vita; per questo è festa anche di Maria, la terra che lo accoglie, ed è festa di tutti perché nella sua povertà ormai la terra di tutti è abitata da Dio.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/almanacco/santo-del-giorno/anno-a-2025-2026-s/annunciazione-del-signore-20-2859411.html">Annunciazione del Signore</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/">Chiesa di Milano</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Settimana Autentica</title>
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<description><![CDATA[ Dal 30 marzo al 5 aprile 2026 ]]></description>
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 04:00:06 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Settimana, Autentica</media:keywords>
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<title>Pasqua a Nocetum, serve aiuto per una tavola condivisa</title>
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<description><![CDATA[ Il Centro ricerca volontari per un gesto semplice, ma essenziale: rendersi disponibili per un momento comunitario a beneficio di persone sole, fragili o segnate da storie difficili ]]></description>
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 04:00:05 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Pasqua, Nocetum, serve, aiuto, per, una, tavola, condivisa</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Pasqua-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Pasqua a Nocetum" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Pasqua-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Pasqua-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Pasqua-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>La Pasqua, nella sua radice più autentica, parla di passaggio, rinascita, speranza che torna possibile anche quando sembra perduta. Non è un simbolo astratto: è qualcosa che accade, o non accade, nella vita concreta delle persone.</p>
<p>A Nocetum questo significato prende forma in un gesto molto semplice: una tavola condivisa. Un pranzo che non è un servizio, ma un momento di comunità, in cui persone segnate da solitudine, fragilità o storie difficili possono vivere – anche solo per qualche ora – un’esperienza diversa: quella di essere attesi, riconosciuti, accolti davvero. Non c’è nulla di straordinario, se non il fatto che oggi, sempre più spesso, manca proprio questo.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2868200" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" class="wp-image-2868200 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Pasqua2.jpg" alt="La presidente di Nocetum Gloria Mari distribuisce uova di Pasqua" width="972" height="1525" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Pasqua2.jpg 972w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Pasqua2-768x1205.jpg 768w" sizes="(max-width: 972px) 100vw, 972px"><figcaption class="wp-caption-text">La presidente di Nocetum Gloria Mari distribuisce uova di Pasqua</figcaption></figure>
<p>L’iniziativa si inserisce in un percorso già consolidato: il pranzo di Natale, sostenuto con grande partecipazione da cittadini, aziende e realtà del territorio, si è rivelato anche quest’anno un momento riuscito e profondamente condiviso, confermando quanto questi gesti siano attesi e necessari.</p>
<p>Per questo Nocetum lancia un appello, con uno stile che gli è proprio: senza enfasi e senza retorica. Organizzare il pranzo di Pasqua significa mettere insieme risorse, tempo e cura, e farlo bene, come si fa quando si tiene davvero alle persone. Come sottolinea Gloria Mari, presidente e cofondatrice di Nocetum: «La speranza, da sola, non basta. Ha bisogno di gesti».</p>
<p>Per informazioni e per offrire il proprio contributo: <a href="mailto:info@nocetum.it">info@nocetum.it</a></p>
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<title>Servizio civile, bando fino all’8 aprile</title>
<link>https://www.eventi.news/servizio-civile-bando-fino-all8-aprile</link>
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<description><![CDATA[ Disponibili circa 66 mila posti. I candidati devono avere un’età compresa tra 18 e 29 anni. Presentiamo alcune proposte ]]></description>
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 04:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Servizio, civile, bando, fino, all’8, aprile</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2023/09/pa201011_1200-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2023/09/pa201011_1200-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2023/09/pa201011_1200-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2023/09/pa201011_1200-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Un giovane in servizio civile in un Paese del Medio Oriente</span><p><strong><a href="https://www.politichegiovanili.gov.it/" target="_blank" rel="noopener">Il bando di Servizio civile universale 2026</a></strong> – pubblicato dallo Stato italiano, tramite il Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio civile universale – prevede la selezione di quasi 66 mila giovani tra i 18 e i 29 anni non compiuti; è possibile presentare una sola domanda, entro le ore 14 dell’8 aprile. Presentiamo alcune proposte.</p>
<h2>Caritas Ambrosiana</h2>
<p><strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/news/attualita/servizio-civile-caritas-ambrosiana-2864966.html">Caritas Ambrosiana partecipa al bando con 8 progetti,</a></strong> in Italia e all’estero, per un totale di 73 posti. In Italia i posti disponibili sono 57, distribuiti in cinque progetti attivati a Milano; due di essi hanno per capofila Caritas Italiana (“Semi di dignità”, 21 posti nel settore grave emarginazione, e “Semi di incontro”, 7 posti nel settore stranieri), gli altri tre hanno per capofila la Fondazione Don Gnocchi (“Semi di autonomia” 13 posti nel settore persone con disabilità, “Semi di luce” 7 posti nel settore salute mentale, infine “Semi di memoria” 9 posti nel settore anziani).</p>
<p>I progetti all’estero prevedono 16 posti e riguardano tre Paesi. Caritas Italiana è ente capofila di due progetti (“Moldova per l’inclusione” 4 posti, e “Kenya per l’inclusione” 4 posti), mentre l’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII è capofila di un progetto (“Perù per l’educazione contro la violenza” 4 posti).</p>
<h2>Pime</h2>
<p>Con i progetti di Servizio Civile del Pime è possibile dedicare dodici mesi al servizio della società e della missione entrando a far parte della squadra dell’Istituto, crescendo professionalmente e costruendo ponti concreti con i Paesi dove operano i suoi missionari.</p>
<p>È possibile candidarsi per il Centro Pime di Milano e per un progetto in Cambogia.</p>
<p>Fare Servizio Civile al Pime significa scegliere di fare qualcosa di concreto per un mondo più giusto e inclusivo, dove la cultura e la bellezza appartengano davvero a tutti.</p>
<p><strong><a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdD_HAwJzXBteGRKLaA8OzA8sZZJ5QhEN9bzfCfYzYcAyA0eQ/viewform" target="_blank" rel="noopener">Per candidarsi compilare questo form</a></strong> </p>
<h2>Coe, Aspem, Celim</h2>
<p>Anche quest’anno Coe Ets promuove il bando di Servizio Civile Universale insieme ad Aspem Ets e Celim Ets.</p>
<p>Si ricercano 72 volontarie e volontari per progetti in Africa, Asia e America Latina, articolati in 4 ambiti di intervento: ambiente e sostenibilità; promozione dei diritti e delle comunità rurali; educazione: minori e persone in situazioni di vulnerabilità; salute e disabilità</p>
<p>Si ricercano poi 10 volontarie e volontari per i progetti in Italia in attività educative, sociali e ambientali rivolte alle comunità locali. Attraverso interventi nelle scuole, nei territori e nelle comunità, i progetti mirano a promuovere partecipazione, inclusione sociale e consapevolezza sui temi della sostenibilità, offrendo allo stesso tempo ai volontari un’esperienza di formazione civica e impegno concreto.</p>
<p><strong><a href="https://domandaonline.serviziocivile.it/" target="_blank" rel="noopener">Per inviare la candidatura</a></strong></p>
<h2> </h2>
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<title>Vescovi italiani: priorità a pace, giovani e trasmissione della fede</title>
<link>https://www.eventi.news/vescovi-italiani-priorita-a-pace-giovani-e-trasmissione-della-fede</link>
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<description><![CDATA[ È quanto emerso dal Consiglio episcopale permanente della Cei svoltosi in questi giorni. Necessaria una conversione missionaria e comunità capaci di accogliere e accompagnare le fragilità del presente ]]></description>
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 04:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Vescovi, italiani:, priorità, pace, giovani, trasmissione, della, fede</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/PGA5865-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Consiglio permanente Cei marzo 2026" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/PGA5865-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/PGA5865-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/PGA5865-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">I Vescovi al lavoro (foto Siciliani / Gennari / Sir)</span><p>Pace, trasmissione della fede, vita delle comunità, giovani, iniziazione cristiana, uso delle risorse economiche e orientamenti per il cammino ecclesiale: il comunicato finale del Consiglio episcopale permanente restituisce un’agenda ampia, nella quale i vescovi tengono insieme dimensione pastorale, responsabilità istituzionale e lettura del tempo presente.</p>
<p>Riuniti a Roma dal 23 al 25 marzo sotto la guida del cardinale Matteo Zuppi, i presuli indicano come punti di riferimento “l’esigenza di una conversione missionaria”, “la centralità della trasmissione della fede”, il rilievo della corresponsabilità ecclesiale e la necessità di individuare “strumenti, tempi e momenti di verifica comuni”. Tra le priorità vengono richiamate “l’iniziazione cristiana, la missione e la pace”.</p>
<p>In questo quadro si collocano anche l’approvazione del testo sull’identità dei padrini e delle madrine, chiamati a essere “ponte” e “raccordo” tra famiglia e comunità, e i nuovi criteri per la gestione dei fondi 8xmille, fondati su “trasparenza, rendicontabilità, tracciabilità e comunicabilità”. Il punto di partenza è una constatazione netta: “la fede non può essere più data per scontata” e la società “non fa più normalmente riferimento al Vangelo”.</p>
<h2>Comunità da rigenerare</h2>
<p>Dentro questo orizzonte si colloca la riflessione sulla condizione delle comunità cristiane.</p>
<p>Il comunicato parla di una società segnata da “solitudini, fragilità familiari, domande di senso e nuove forme di povertà materiale e spirituale”, e registra una “sempre più evidente e diffusa fame di comunità”. A questa attesa corrisponde però la fatica di trasformare i bisogni individuali in un’esperienza condivisa di fede, speranza e carità. Per questo i vescovi insistono sulla necessità di creare “comunità vere, capaci di accogliere chi cerca, accompagnare chi si riavvicina alla fede, sostenere i catecumeni” e rendere visibile “una carità che non sia ridotta a semplice assistenza”.</p>
<p>Da qui anche il richiamo a una “creatività pastorale” che rafforzi il tessuto comunitario e sostenga il ministero ordinato. In questo quadro si inserisce lo sguardo rivolto ai giovani, descritti come “bisognose e desiderose di parole credibili, di adulti autorevoli e di una presenza ecclesiale capace di accompagnare”. Il tema si lega al valore dell’unità, indicata come tratto costitutivo della vita ecclesiale in un contesto culturale “non di rado segnato da contrapposizioni esasperate”.</p>
<h2>Una lettura del presente</h2>
<p>Su questo sfondo si inserisce anche la lettura dello scenario internazionale. Il passaggio più netto del comunicato resta quello dedicato alla guerra: “non ci si può assuefare alla guerra né al linguaggio che la giustifica o la banalizza”.</p>
<p>I vescovi rinnovano la vicinanza alle Chiese del Medio Oriente, segnate “dalla violenza, dall’insicurezza e dalla paura”, ed esprimono preoccupazione per uno scenario nel quale il conflitto continua a presentarsi come “strumento ordinario di risoluzione delle controversie”. La denuncia si accompagna al richiamo delle conseguenze globali, tra cui “la crisi energetica che rischia di pesare sulle famiglie e sulle persone più vulnerabili”. Di qui “la necessità di educare alla pace”, di sostenere “ogni sforzo diplomatico”, di custodire “il valore del diritto internazionale” e di rilanciare il ruolo dell’Europa.</p>
<p>Nel loro insieme, i temi affrontati dal Consiglio permanente delineano una Chiesa che prova a tenere uniti annuncio del Vangelo e qualità della vita comunitaria. Il punto di fondo è una Chiesa chiamata a mostrarsi “missionaria”, con “mitezza e chiarezza”, in uno stile di “prossimità, fraternità e ascolto”.</p>
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<title>La Cattolica si conferma tra le prime 100 università in tre aree di studio</title>
<link>https://www.eventi.news/la-cattolica-si-conferma-tra-le-prime-100-universita-in-tre-aree-di-studio</link>
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<description><![CDATA[ È quanto emerge dalla nuova edizione del QS World University Rankings by Subject. Beccalli: «I risultati raggiunti in particolare nell’ambito “Data Science and Artificial Intelligence” testimoniano l’efficacia delle azioni intraprese su nuove tecnologie e intelligenza artificiale» ]]></description>
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 04:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Cattolica, conferma, tra, prime, 100, università, tre, aree, studio</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2025/04/universita-cattolica-sacro-cuore-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2025/04/universita-cattolica-sacro-cuore-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2025/04/universita-cattolica-sacro-cuore-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2025/04/universita-cattolica-sacro-cuore-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p><span>L’Università Cattolica anche quest’anno è tra le prime 100 università al mondo in tre aree di studio: “Classics & Ancient History”, “Theology, Divinity & Religious Studies” e “Nursing”. Particolarmente significativo è il miglioramento registrato nell’area medica, dove “Anatomy & Physiology” entra nella fascia 101-200. Inoltre, l’Ateneo mantiene il suo posizionamento nella fascia 101-150 per le discipline di “Communication & Media Studies”, “Modern Languages”, “Law” e “Psychology”. </span></p>
<p><span>Sono questi alcuni risultati <a href="https://www.topuniversities.com/subject-rankings" target="_blank" rel="noopener">della nuova edizione del QS World University Rankings by Subject 2026</a>, un segno tangibile della didattica di qualità e dell’avanzata ricerca scientifica promosse dall’Università Cattolica nelle 12 Facoltà dei cinque campus: Milano, Roma, Brescia, Piacenza e Cremona. </span></p>
<p><span>L’università è premiata anche sul fronte della produttività scientifica, attestata dal numero di citazioni per pubblicazione. Particolarmente significativo il punteggio ottenuto nell’area “Data Science and Artificial Intelligence” (85.1), che testimonia l’intensa attività di ricerca sviluppata dall’Ateneo in questi ambiti. Rilevanti anche i punteggi conseguiti nelle materie “Agriculture & Forestry” (92), “Nursing” (94), “Anatomy & Physiology” (89.7), “Psychology” (81.4), “Economics & Econometrics” (78.8).</span></p>
<p><span>L’Università Cattolica mostra avanzamenti in altre specifiche discipline: “Medicine” sale dal 170° al 143° posto; “Linguistics” passa dalla fascia 301-350 alla 251-300; “Education” fa il suo ingresso nella fascia 351-400.</span><span>Guardando alle tre grandi aree disciplinari, l’Università Cattolica si colloca al 162° posto in “Arts & Humanities”, con un balzo di 22 posizioni rispetto allo scorso anno. Avanza poi sia in “Life Sciences & Medicine” sia in “Social Sciences & Management” posizionandosi rispettivamente al 195° (+1) e al 205° in (+11). </span></p>
<p><span>«I risultati raggiunti in particolare nell’ambito “Data Science and Artificial Intelligence” testimoniano l’efficacia delle azioni intraprese su nuove tecnologie e intelligenza artificiale», osserva il Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Elena Beccalli. «Un impegno strategico che riguarda un’educazione trasversale di studenti e docenti all’uso consapevole dell’intelligenza artificiale. Nello stesso tempo un impegno per promuovere una ricerca scientifica, accurata e rigorosa, che sappia far emergere le potenzialità che derivano dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale per i diversi ambiti della scienza e della realtà».</span></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/news/milano-lombardia/cattolica-qs-world-university-rankings-by-subject-2026-2868211.html">La Cattolica si conferma tra le prime 100 università in tre aree di studio</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/">Chiesa di Milano</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Santa Lucia Filippini</title>
<link>https://www.eventi.news/santa-lucia-filippini</link>
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<description><![CDATA[ Giovedì della V settimana di Quaresima ]]></description>
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 04:00:01 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Santa, Lucia, Filippini</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Lucia-Filippini-1-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Lucia-Filippini-1-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Lucia-Filippini-1-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Lucia-Filippini-1-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>Nacque a Tarquinia nel 1672. Orfana ancora fanciulla di entrambi i genitori, seguendo il consiglio del cardinale Barbarigo entrò a 16 anni nel convento delle clarisse di Montefiascone, dove completò la sua formazione religiosa e si delineò chiaramente la sua vocazione di educatrice. Svolse dapprima all’interno del chiostro un ruolo di sensibilissima e apprezzata formatrice, poi il vescovo le affidò le opere scolastiche diocesane. Infine, con la sua maturata esperienza, realizzò il suo piano apostolico dando origine al ministero educativo delle suore, che da lei presero il nome di “Maestre Pie Filippine”.<br>
Aprì numerose scuole a Montefiascone, poi a Roma e in altri centri d’Italia, e ne costituì parecchie anche all’estero, particolarmente nell’America del Nord. Logorata dalle fatiche e da una dura malattia, morì nel 1732. Pio XI nel 1930 la dichiarò santa. <br>
Il 26 marzo si celebra anche la memoria di sant’Emanuele martire, presumibilmente del III secolo, ricordato insieme a Quadrato e Teodosio. Originari dell’Oriente, spinti dall’esempio e dal coraggio dei cristiani, al cui martirio avevano dovuto assistere, si presentarono spontaneamente al governatore della loro provincia, dichiarandosi cristiani. Imprigionati, subirono anch’essi il martirio.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/almanacco/santo-del-giorno/anno-a-2025-2026-s/santa-lucia-filippini-6-2859412.html">Santa Lucia Filippini</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/">Chiesa di Milano</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Giovedì della V settimana di Quaresima</title>
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<description><![CDATA[ ALL’INGRESSO Abbiamo peccato, Signore: perdona le nostre colpe e salvaci. Tu che hai guidato Noè sulle onde del diluvio, ascoltaci. Tu che hai richiamato Giona dal profondo del mare, liberaci. O Cristo Figlio di Dio, che hai teso la tua mano a Pietro che affondava, vieni in nostro aiuto perché la festa prossima ci trovi […]
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 04:00:01 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Giovedì, della, settimana, Quaresima</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ALL’INGRESSO<br>
</strong>Abbiamo peccato, Signore:<br>
perdona le nostre colpe e salvaci.<br>
Tu che hai guidato Noè sulle onde del diluvio, ascoltaci.<br>
Tu che hai richiamato Giona dal profondo del mare, liberaci.<br>
O Cristo Figlio di Dio,<br>
che hai teso la tua mano a Pietro che affondava,<br>
vieni in nostro aiuto perché la festa prossima<br>
ci trovi tutti innocenti, tutti riscattati.</p>
<p><strong>ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA<br>
</strong>Scenda su di noi largamente, o Dio, la tua benedizione; nei misteri imminenti della passione redentrice, donaci di aprire il cuore alla salvezza conquistata da Cristo.<br>
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. <strong>Amen</strong> </p>
<p><strong>GENESI</strong> 50, 16-26<br>
Lettura del libro della Genesi</p>
<p>In quei giorni. I fratelli mandarono a dire a Giuseppe: «Tuo padre prima di morire ha dato quest’ordine: “Direte a Giuseppe: Perdona il delitto dei tuoi fratelli e il loro peccato, perché ti hanno fatto del male!”. Perdona dunque il delitto dei servi del Dio di tuo padre!». Giuseppe pianse quando gli si parlò così. E i suoi fratelli andarono e si gettarono a terra davanti a lui e dissero: «Eccoci tuoi schiavi!». Ma Giuseppe disse loro: «Non temete. Tengo io forse il posto di Dio? Se voi avevate tramato del male contro di me, Dio ha pensato di farlo servire a un bene, per compiere quello che oggi si avvera: far vivere un popolo numeroso. Dunque non temete, io provvederò al sostentamento per voi e per i vostri bambini». Così li consolò parlando al loro cuore. Giuseppe con la famiglia di suo padre abitò in Egitto; egli visse centodieci anni. Così Giuseppe vide i figli di Èfraim fino alla terza generazione e anche i figli di Machir, figlio di Manasse, nacquero sulle ginocchia di Giuseppe. Poi Giuseppe disse ai fratelli: «Io sto per morire, ma Dio verrà certo a visitarvi e vi farà uscire da questa terra, verso la terra che egli ha promesso con giuramento ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe». Giuseppe fece giurare ai figli d’Israele così: «Dio verrà certo a visitarvi e allora voi porterete via di qui le mie ossa». Giuseppe morì all’età di centodieci anni; lo imbalsamarono e fu posto in un sarcofago in Egitto.</p>
<p><strong>SALMO</strong> Sal 118 (119), 145-152</p>
<p><strong>Risplenda su noi, Signore, la luce del tuo volto.</strong></p>
<p>Invoco con tutto il cuore: Signore, rispondimi;<br>
custodirò i tuoi decreti.<br>
Io t’invoco: salvami<br>
e osserverò i tuoi insegnamenti. R</p>
<p>Precedo l’aurora e grido aiuto,<br>
spero nelle tue parole.<br>
I miei occhi precedono il mattino,<br>
per meditare sulla tua promessa. R</p>
<p>Ascolta la mia voce, secondo il tuo amore;<br>
Signore, fammi vivere secondo il tuo giudizio.<br>
Si avvicinano quelli che seguono il male:<br>
sono lontani dalla tua legge. R</p>
<p>Tu, Signore, sei vicino;<br>
tutti i tuoi comandi sono verità.<br>
Da tempo lo so: i tuoi insegnamenti<br>
li hai stabiliti per sempre. R</p>
<p><strong>PROVERBI</strong> 31, 1. 10-15. 26-31<br>
Lettura del libro dei Proverbi</p>
<p>Parole di Lemuèl, re di Massa, che apprese da sua madre. Una donna forte chi potrà trovarla? Ben superiore alle perle è il suo valore. In lei confida il cuore del marito e non verrà a mancargli il profitto. Gli dà felicità e non dispiacere per tutti i giorni della sua vita. Si procura lana e lino e li lavora volentieri con le mani. È simile alle navi di un mercante, fa venire da lontano le provviste. Si alza quando è ancora notte, distribuisce il cibo alla sua famiglia e dà ordini alle sue domestiche. Apre la bocca con saggezza e la sua lingua ha solo insegnamenti di bontà. Sorveglia l’andamento della sua casa e non mangia il pane della pigrizia. Sorgono i suoi figli e ne esaltano le doti, suo marito ne tesse l’elogio: «Molte figlie hanno compiuto cose eccellenti, ma tu le hai superate tutte!». Illusorio è il fascino e fugace la bellezza, ma la donna che teme Dio è da lodare. Siatele riconoscenti per il frutto delle sue mani e le sue opere la lodino alle porte della città.</p>
<h5>
<strong>VANGELO</strong> Gv 7, 43-53<br>
Lettura del Vangelo secondo Giovanni
</h5><p>In quel tempo. Tra la gente nacque un dissenso riguardo al Signore Gesù. Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!». Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!». E ciascuno tornò a casa sua.
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</p><p>
<strong>DOPO IL VANGELO</strong>  <br>
Il Signore si ricordò della parola santa,<br>
data al suo servo Abramo.<br>
Guidò a libertà il suo popolo nell’esultanza,<br>
i suoi eletti con canti di gioia.</p>
<p><strong>A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA<br>
</strong>Assisti con bontà il tuo popolo, o Dio, perché respinga quanto non ti è gradito e trovi la sua gioia nell’amore della tua legge.<br>
Per Cristo nostro Signore.<strong> Amen</strong></p>
<p><strong>SUI DONI<br>
</strong>Fa’, o Dio, che i nostri sentimenti e il nostro affetto siano sempre conformi al tuo volere e accogli con paterna bontà i doni del tuo popolo.<br>
Per Cristo nostro Signore.<strong> Amen</strong></p>
<p><strong>PREFAZIO<br>
</strong>È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Tutti noi, creature umane perdute, siamo salvati dal Figlio tuo fatto uomo. Ed è proprio della tua gloria immensa che tu non solo ci soccorra con la tua potenza divina, ma per mezzo di una natura mortale ci conduca a salvezza.<br>
In Cristo nostro fratello e nostro redentore, si allietano gli angeli e i santi e per l’eternità adorano lo splendore del tuo volto; al loro canto, concedi, o Padre, che si uniscano le nostre umili voci nell’inno di lode: <strong>Santo…</strong></p>
<p><strong>ALLO SPEZZARE DEL PANE<br>
</strong>Ascolta, Signore, la voce dei tuoi servi,<br>
dimentica la nostra iniquità,<br>
non ricordare il nostro peccato.</p>
<p><strong>ALLA COMUNIONE</strong>  <br>
Signore, non disperdere il tuo popolo,<br>
tua eredità che hai redento per tua misericordia.<br>
Ti lodiamo, Signore, perché sei buono<br>
e hai dato la vita a salvezza di tutti.</p>
<p><strong>DOPO LA COMUNIONE<br>
</strong>O Dio, nostro Padre, a noi, che abbiamo partecipato a così grande mistero, dona di camminare operosamente nella via dell’amore sulla quale ci ha preceduto il Signore Gesù, fino a consegnarsi alla morte.<br>
Per lui che vive e regna nei secoli dei secoli.<strong> Amen</strong></p>
<p> </p>
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<title>Accrocca guida Assisi: storia e spiritualità francescana</title>
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<description><![CDATA[ I frati accolgono il nuovo vescovo con stima e fiducia Il 25 marzo ha segnato una svolta nella vita religiosa e istituzionale della diocesi umbra. [Leggi]
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<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 02:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Accrocca, guida, Assisi:, storia, spiritualità, francescana</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>I frati accolgono il nuovo vescovo con stima e fiducia Il 25 marzo ha segnato una svolta nella vita religiosa e istituzionale della diocesi umbra. <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.assisioggi.it/religioni/accrocca-guida-assisi-storia-e-spiritualita-francescana-82318/" title="Accrocca guida Assisi: storia e spiritualità francescana">[Leggi]</a></p>
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<title>Le “onde lunghe” del Cantico delle Creature, tra poesia e creato</title>
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<description><![CDATA[ Presso l&#039;aula Magna della Pontificia Università Gregoriana un incontro sull’opera di San Francesco, a 800 anni dalla sua morte e a dieci dalla pubblicazione dell’Enciclica Laudato si&#039; di Papa Francesco.
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<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 05:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p>Presso l'aula Magna della Pontificia Università Gregoriana un incontro sull’opera di San Francesco, a 800 anni dalla sua morte e a dieci dalla pubblicazione dell’Enciclica Laudato si' di Papa Francesco.</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/cantico-creature-francesco-laudato-si-gregoriana-convegno.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>La Santa Sede: educare a riconoscere i rischi di pregiudizi razziali nell&amp;apos;IA</title>
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<description><![CDATA[ In una dichiarazione alla riunione commemorativa per i 60 anni della Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, la Delegazione della Santa Sede alle Nazioni Unite chiede un rafforzamento dell’alfabetizzazione digitale, per promuovere la consapevolezza di “come gli algoritmi possano influenzare le percezioni e incidere sulla dignità umana”
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<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 05:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Santa, Sede:, educare, riconoscere, rischi, pregiudizi, razziali, nellIA</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>In una dichiarazione alla riunione commemorativa per i 60 anni della Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, la Delegazione della Santa Sede alle Nazioni Unite chiede un rafforzamento dell’alfabetizzazione digitale, per promuovere la consapevolezza di “come gli algoritmi possano influenzare le percezioni e incidere sulla dignità umana”</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/santa-sede-onu-giornata-contro-razzismo-digitale-algoritmi-ia.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Africa, il Regno Unito taglia gli aiuti. Più risorse per riarmo e difesa</title>
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<description><![CDATA[ In un colloquio con i media vaticani Alex Vines, Direttore del programma Africa del Consiglio europeo per le relazioni estere (Ecfr), parla dei tagli ai fondi bilaterali per i Paesi africani e del rischio che ciò impatti negativamente su scuole, ospedali e assistenza sanitaria. &quot;Ritirare tale sostegno rischia di privare le popolazioni vulnerabili dei servizi di base&quot;, dice
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<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 05:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Africa, Regno, Unito, taglia, gli, aiuti., Più, risorse, per, riarmo, difesa</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>In un colloquio con i media vaticani Alex Vines, Direttore del programma Africa del Consiglio europeo per le relazioni estere (Ecfr), parla dei tagli ai fondi bilaterali per i Paesi africani e del rischio che ciò impatti negativamente su scuole, ospedali e assistenza sanitaria. "Ritirare tale sostegno rischia di privare le popolazioni vulnerabili dei servizi di base", dice</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/africa-tagli-agli-aiuti-e-nuove-fragilita.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Sinodo: poligamia immorale, non si può derogare alla Dottrina della Chiesa</title>
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<description><![CDATA[ La Commissione del Secam consegna il rapporto finale alla Segreteria generale del Sinodo in cui si condanna tale pratica diffusa in Africa come “forma di schiavitù” per le donne e si esorta a promuovere la monogamia aprendo all’insegnamento sull’indissolubilità del matrimonio. Presentato pure il report del Gruppo di Studio 2 che chiede “una teologia che nasca dall’ascolto dei poveri e della terra” e rilancia la proposta della creazione di un Osservatorio Ecclesiale sulla Disabilità
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<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 05:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Sinodo:, poligamia, immorale, non, può, derogare, alla, Dottrina, della, Chiesa</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>La Commissione del Secam consegna il rapporto finale alla Segreteria generale del Sinodo in cui si condanna tale pratica diffusa in Africa come “forma di schiavitù” per le donne e si esorta a promuovere la monogamia aprendo all’insegnamento sull’indissolubilità del matrimonio. Presentato pure il report del Gruppo di Studio 2 che chiede “una teologia che nasca dall’ascolto dei poveri e della terra” e rilancia la proposta della creazione di un Osservatorio Ecclesiale sulla Disabilità</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/sinodo-rapporto-commissione-poligamia-gruppo-grido-poveri-terra.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Etiopia, in Tigray una guerra silenziosa e potente cova sotto la cenere</title>
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<description><![CDATA[ Mentre nei campi profughi della regione etiopica c&#039;è una crisi umanitaria senza precedenti con più di 1.300 morti a causa della mancanza di cibo e medicine, il conflitto che si pensava sopito tra il Fronte popolare di liberazione del Tigray e l’esercito federale potrebbe riesplodere più violento di prima. Testimoni confermano che truppe governative si stanno ammassando al confine già da diversi mesi. Intanto, il blocco economico imposto all&#039;intera regione procova l&#039;aumento della povertà
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<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 05:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Etiopia, Tigray, una, guerra, silenziosa, potente, cova, sotto, cenere</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre nei campi profughi della regione etiopica c'è una crisi umanitaria senza precedenti con più di 1.300 morti a causa della mancanza di cibo e medicine, il conflitto che si pensava sopito tra il Fronte popolare di liberazione del Tigray e l’esercito federale potrebbe riesplodere più violento di prima. Testimoni confermano che truppe governative si stanno ammassando al confine già da diversi mesi. Intanto, il blocco economico imposto all'intera regione procova l'aumento della povertà</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/tigray-etiopia-guerra-profughi-morti-pace.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Il &amp;quot;non sapere&amp;quot; che lascia aperta la via della conversione</title>
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<description><![CDATA[ &quot;La Pasqua di Gesù ci fa pre-gustare, in questo tempo colmo ancora di sofferenze e di prove, la pienezza di ciò che accadrà dopo la morte&quot;. Con lo sguardo al Risorto, come esortano a fare queste parole di Leone XIV, prosegue la collaborazione tra Vatican News e la Biblioteca Apostolica Vaticana per vivere la Quaresima: ogni settimana un capolavoro delle collezioni pontificie accompagnato dei Papi
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<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 05:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>non, sapere, che, lascia, aperta, via, della, conversione</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>"La Pasqua di Gesù ci fa pre-gustare, in questo tempo colmo ancora di sofferenze e di prove, la pienezza di ciò che accadrà dopo la morte". Con lo sguardo al Risorto, come esortano a fare queste parole di Leone XIV, prosegue la collaborazione tra Vatican News e la Biblioteca Apostolica Vaticana per vivere la Quaresima: ogni settimana un capolavoro delle collezioni pontificie accompagnato dei Papi</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/il-non-sapere-che-lascia-aperta-la-via-della-conversione.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Giornata dei missionari martiri, don Pizzoli: mantengono viva la speranza</title>
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<description><![CDATA[ Il direttore generale delle Pontificie opere missionarie (Pom), spiega il vero significato attuale del martirio che non va interpretato come un evento lontano o eccezionale, ma come una realtà che ancora oggi attraversa la vita di molte comunità cristiane nel mondo
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<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 05:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Giornata, dei, missionari, martiri, don, Pizzoli:, mantengono, viva, speranza</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il direttore generale delle Pontificie opere missionarie (Pom), spiega il vero significato attuale del martirio che non va interpretato come un evento lontano o eccezionale, ma come una realtà che ancora oggi attraversa la vita di molte comunità cristiane nel mondo</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/chiesa-martiri-missionari.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Italia, netta vittoria del “no” nel referendum sulla giustizia</title>
<link>https://www.eventi.news/italia-netta-vittoria-del-no-nel-referendum-sulla-giustizia</link>
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<description><![CDATA[ Importante affluenza per un voto che chiamava gli italiani a pronunciarsi su una revisione della Costituzione circa la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti
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<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 05:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p>Importante affluenza per un voto che chiamava gli italiani a pronunciarsi su una revisione della Costituzione circa la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/italia-referendum-no-si-risultato-politica.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Cronenberg: il cinema è un gioco e va giocato con leggerezza e passione</title>
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<description><![CDATA[ Il regista canadese, in Vaticano per la terza conferenza internazionale “Ethics of Engineering Life” sul tema “Quid est homo? Quis est homo?”, ha concesso in una lunga intervista con i media vaticani: per un attore, ma anche per un regista, il problema dell’identità è l’essenza della sua arte, quindi è naturale che sia costantemente discussa perché sia convincente
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                      ]]></description>
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<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 05:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Cronenberg:, cinema, gioco, giocato, con, leggerezza, passione</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il regista canadese, in Vaticano per la terza conferenza internazionale “Ethics of Engineering Life” sul tema “Quid est homo? Quis est homo?”, ha concesso in una lunga intervista con i media vaticani: per un attore, ma anche per un regista, il problema dell’identità è l’essenza della sua arte, quindi è naturale che sia costantemente discussa perché sia convincente</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/cronenberg-cinema-gioco-va-giocato-leggerezza-intervista.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>PAV, le prospettive degli xenotrapianti tra scienza ed etica in un documento</title>
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<description><![CDATA[ Presentata nella Sala Stampa della Santa Sede la versione aggiornata di un testo della Pontificia Accademia per la Vita che indaga le prospettive dei trapianti di organo dagli animali all&#039;uomo,  alla luce delle implicazioni mediche e morali 
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<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 05:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>PAV, prospettive, degli, xenotrapianti, tra, scienza, etica, documento</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Presentata nella Sala Stampa della Santa Sede la versione aggiornata di un testo della Pontificia Accademia per la Vita che indaga le prospettive dei trapianti di organo dagli animali all'uomo,  alla luce delle implicazioni mediche e morali </p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/pontificia-accademia-vita-xenotrapianti-scienza-etica.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Da Calcutta a Roma, lo sguardo di Madre Teresa in un documentario Rai</title>
<link>https://www.eventi.news/da-calcutta-a-roma-lo-sguardo-di-madre-teresa-in-un-documentario-rai</link>
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<description><![CDATA[ &quot;Madre Teresa a Roma&quot;, scritto da Don Sergio Mercanzin e diretto da Antonio Farisi, è stato presentato oggi alla stampa. Il documentario mostra il legame tra la Santa e la capitale, seguendo la sua opera accanto ai poveri e alle Missionarie della Carità. Attraverso testimonianze e immagini d’archivio, viene offerto un invito a riflettere anche sulla povertà contemporanea, intesa come solitudine e mancanza di affetto
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                      ]]></description>
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<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 05:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Calcutta, Roma, sguardo, Madre, Teresa, documentario, Rai</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>"Madre Teresa a Roma", scritto da Don Sergio Mercanzin e diretto da Antonio Farisi, è stato presentato oggi alla stampa. Il documentario mostra il legame tra la Santa e la capitale, seguendo la sua opera accanto ai poveri e alle Missionarie della Carità. Attraverso testimonianze e immagini d’archivio, viene offerto un invito a riflettere anche sulla povertà contemporanea, intesa come solitudine e mancanza di affetto</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/madre-teresa-calcutta-documentario-rai-presentazione-roma.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>In Polonia una giornata per ricordare le migliaia di suore che salvarono gli ebrei</title>
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<description><![CDATA[ Il 24 marzo, nel giorno del martirio della famiglia Ulma, si celebra in tutto il Paese la Giornata Nazionale di Memoria dei cittadini che hanno dato aiuto negli anni bui dell’occupazione tedesca. Dalle ricerche storiche, emersa un&#039;ampia attività da parte di istituti e congregazioni religiose
 

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                      ]]></description>
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<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 05:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Polonia, una, giornata, per, ricordare, migliaia, suore, che, salvarono, gli, ebrei</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il 24 marzo, nel giorno del martirio della famiglia Ulma, si celebra in tutto il Paese la Giornata Nazionale di Memoria dei cittadini che hanno dato aiuto negli anni bui dell’occupazione tedesca. Dalle ricerche storiche, emersa un'ampia attività da parte di istituti e congregazioni religiose
 
</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/polonia-migliaia-di-suore-hanno-salvato-gli-ebrei.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Frère Matthew: con il Papa una riflessione su solidarietà e dialogo in tempo di guerra</title>
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<description><![CDATA[ Il priore di Taizé, dopo l&#039;udienza con Papa Leone XIV di sabato scorso, riflette sul valore dell&#039;unità in un mondo pieno di divisioni e sulle sfide che devono affrontare i giovani: &quot;Il pericolo più grande in Occidente oggi è l’indifferenza&quot;
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                      ]]></description>
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<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 05:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Frère, Matthew:, con, Papa, una, riflessione, solidarietà, dialogo, tempo, guerra</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il priore di Taizé, dopo l'udienza con Papa Leone XIV di sabato scorso, riflette sul valore dell'unità in un mondo pieno di divisioni e sulle sfide che devono affrontare i giovani: "Il pericolo più grande in Occidente oggi è l’indifferenza"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/frere-matthew-papa-riflessione-su-solidarieta-e-dialogo.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>La storia che non passa, l&amp;apos;Argentina a cinquant&amp;apos;anni dal golpe del 24 marzo 1976</title>
<link>https://www.eventi.news/la-storia-che-non-passa-largentina-a-cinquantanni-dal-golpe-del-24-marzo-1976</link>
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<description><![CDATA[ Mezzo secolo dopo, il Paese sudamericano continua a confrontarsi con quel passato. Dalla commissione per la verità al processo alle giunte, dalla società civile al cinema, alla Chiesa, la democrazia si è costruita anche attraverso il modo in cui ha deciso di raccontare quella vicenda

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                      ]]></description>
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<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 05:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>storia, che, non, passa, lArgentina, cinquantanni, dal, golpe, del, marzo, 1976</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Mezzo secolo dopo, il Paese sudamericano continua a confrontarsi con quel passato. Dalla commissione per la verità al processo alle giunte, dalla società civile al cinema, alla Chiesa, la democrazia si è costruita anche attraverso il modo in cui ha deciso di raccontare quella vicenda
</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/argentina-cinquant-anni-golpe-1976-chiesa-politica-cultura.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Siria, il nunzio Cona: spero che i cristiani possano restare come cerniera di dialogo</title>
<link>https://www.eventi.news/siria-il-nunzio-cona-spero-che-i-cristiani-possano-restare-come-cerniera-di-dialogo</link>
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<description><![CDATA[ Intervista al nuovo rappresentante pontificio nel Paese dove giungerà il 21 maggio. Ricordando l&#039;esperienza in Giordania dove aiutò diecimila sfollati iracheni in fuga da Mosul, il presule confida di collaborare con le autorità siriane: già da adesso do la mia piena e assoluta disponibilità a favorire luoghi di incontro per costruire insieme unendo le forze. E poi, da San Salvador, un pensiero su monsignor Romero, a 46 anni dall&#039;uccisione: agiva non per ideologie, ma perché lo dice il Vangelo
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<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 05:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Siria, nunzio, Cona:, spero, che, cristiani, possano, restare, come, cerniera, dialogo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista al nuovo rappresentante pontificio nel Paese dove giungerà il 21 maggio. Ricordando l'esperienza in Giordania dove aiutò diecimila sfollati iracheni in fuga da Mosul, il presule confida di collaborare con le autorità siriane: già da adesso do la mia piena e assoluta disponibilità a favorire luoghi di incontro per costruire insieme unendo le forze. E poi, da San Salvador, un pensiero su monsignor Romero, a 46 anni dall'uccisione: agiva non per ideologie, ma perché lo dice il Vangelo</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/intervista-nunzio-siria-monsignor-cona-romero-guerra-dialogo.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Il Papa: cessate il fuoco, le autorità lavorino per la pace con il dialogo</title>
<link>https://www.eventi.news/il-papa-cessate-il-fuoco-le-autorita-lavorino-per-la-pace-con-il-dialogo</link>
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<description><![CDATA[ Leone XIV rilascia una breve dichiarazione ai giornalisti a Castel Gandolfo, fuori dalla residenza di Villa Barberini, e rinnova l&#039;appello a &quot;lavorare per la pace, non con le armi&quot;. Dal Pontefice la denuncia dell&#039;aumento di odio, violenza, morti
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<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 05:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Papa:, cessate, fuoco, autorità, lavorino, per, pace, con, dialogo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Leone XIV rilascia una breve dichiarazione ai giornalisti a Castel Gandolfo, fuori dalla residenza di Villa Barberini, e rinnova l'appello a "lavorare per la pace, non con le armi". Dal Pontefice la denuncia dell'aumento di odio, violenza, morti</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-03/castel-gandolfo-appello-pace-papa-leone-xiv-giornalisti.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Caterina di Svezia, la santa che salvò Roma dalla piena del Tevere</title>
<link>https://www.eventi.news/caterina-di-svezia-la-santa-che-salvo-roma-dalla-piena-del-tevere</link>
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<description><![CDATA[ Santa Caterina di Svezia, religiosa dell’Ordine del Santo Salvatore Svezia, 1331- Vadstena (Svezia), 24/03/1381. È una degli otto figli di santa Brigida. Sposa il nobile Edgar von Kiren, invalido, che accudisce con grande dedizione. Decidono insieme di vivere castamente. Avvenimenti • Nel 1350, mentre è con la madre a Roma per il secondo Giubileo, viene […]
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<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 00:30:09 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Caterina, Svezia, santa, che, salvò, Roma, dalla, piena, del, Tevere</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Santa Caterina di Svezia</strong>, religiosa dell’Ordine del Santo Salvatore Svezia, 1331- Vadstena (Svezia), 24/03/1381. È una degli otto figli di <a href="https://www.interris.it/spiritualita/chi-era-santa-brigida-la-mistica-del-nord/" target="_blank" rel="noopener">santa Brigida</a>. <strong>Sposa il nobile Edgar von Kiren</strong>, invalido, che accudisce con grande dedizione. <strong>Decidono insieme di vivere castamente. </strong></p>
<h3>Avvenimenti</h3>
<p>• Nel 1350, mentre <strong>è con la madre a Roma per il secondo Giubileo</strong>, viene informata della morte del marito.</p>
<p>• Nel 1374 riporta le spoglie mortali della madre in patria, a Vadstena, dove Brigida trent’anni prima ha fondato la sua Congregazione del Santissimo Salvatore.</p>
<p>• <strong>Nel 1379 ottiene l’approvazione dell’Ordine del Santo Salvatore</strong>.</p>
<p>• <strong>Si adopera con molto impegno per la canonizzazione della madre Brigida</strong>, che avviene a soli diciotto anni dalla sua morte grazie a papa Bonifacio IX.</p>
<p>• Nel 1380 torna a Vadstena e viene eletta badessa.</p>
<h3>Aneddoti</h3>
<p>Secondo la leggenda, <strong>salva Roma dalla piena del Tevere</strong>, che ha già abbattuto gli argini: un dipinto, conservato nella casa in piazza Farnese, la ritrae intenta in tale opera.</p>
<h3>Morte</h3>
<p><strong>Muore in fama di santità un anno dopo essere tornata a Vadstena</strong>. Nel 1484 è canonizzata da Innocenzo VIII (alcuni agiografi affermano che non sia mai stata canonizzata ufficialmente). <strong>E’ invocata per proteggere dall’aborto spontaneo</strong>.</p>
<h3>Iconografia</h3>
<p>Spesso <strong>viene rappresentata vicino a un cervo</strong> che più volte sarebbe miracolosamente comparso per assisterla.</p>
<p>Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi</p>
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<item>
<title>La testimonianza di fede di Francesca Procaccini</title>
<link>https://www.eventi.news/la-testimonianza-di-fede-di-francesca-procaccini</link>
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<description><![CDATA[ fede e cultura. “Abitare il mistero. Sei profili di anime grandi del Novecento” di Francesca Procaccini (edizioni Ancora) corposo libro, con pagine che si leggono tutte d’un fiato, inframezzate da soste meditative. “È un libro per ragionare, per conoscere nell’intimo l’animo umano e le motivazioni esistenziali che sospingono la navigazione, a volte burrascosa, delle nostre […]
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<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 00:30:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>testimonianza, fede, Francesca, Procaccini</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>fede e cultura. “Abitare il mistero. Sei profili di anime grandi del Novecento” di Francesca Procaccini (edizioni Ancora) corposo <strong>libro</strong>, con pagine che si leggono tutte d’un fiato, inframezzate da soste meditative. “È un libro per ragionare, per conoscere nell’intimo l’animo umano e le motivazioni esistenziali che sospingono la navigazione, a volte burrascosa, delle nostre vite”, osserva Luigina Lampacrescia, impegnata nel<strong> Meic</strong> (Movimento Ecclesiale Impegno Culturale) nella diocesi di Jesi, in provincia di Ancona. “Più si avanza nella lettura, più si contempla Dio nelle vicissitudini di alcuni  personaggi del novecento. Libro aperto all’Infinito, all’Universo, come dice la parola, a ciò che si svolge verso l’Unico. Può interessare<strong> lo gnostico, lo scienziato</strong>, l’ateo, il dubbioso, perché vi troveranno di che abbeverare la loro sete di Verità”, evidenzia Luigina Lampacrescia. Questo libro è il frutto di una lunga ricerca umana e spirituale. In un affascinante viaggio ideale per il mondo, l’autrice ha incontrato <strong>numerosi scienziati</strong>, scrittori e operatori di pace e di giustizia sociale. Tra questi ha scelto sei personaggi del Novecento che l’hanno catturata per l’eccezionalità delle loro vicende esistenziali. Sono storie molto diverse tra loro, ma tutte legate da un unico filo d’oro. E cioè l’<strong>esigenza profonda</strong> dei protagonisti di trovare la <a href="https://www.ancoralibri.it/scheda-libro/francesca-procaccini/abitare-il-mistero-9788851430849-13020.html">verità</a> dentro e fuori sé stessi. Un’esperienza dalle molteplici valenze: culturali, emotive ed estetiche; un’esperienza coinvolgente destinata a lasciare in tutti il <a href="https://www.interris.it/chiesa-cattolica/le-verita-della-fede-senza-relativismo-soggettivista/">seme</a> della speranza in un futuro migliore.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-472466" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-472466 size-full" src="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2024/04/aaron-burden-lPCu8HnGU2E-unsplash.jpg" alt="fede" width="1280" height="720" srcset="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2024/04/aaron-burden-lPCu8HnGU2E-unsplash.jpg 1280w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2024/04/aaron-burden-lPCu8HnGU2E-unsplash-300x169.jpg 300w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2024/04/aaron-burden-lPCu8HnGU2E-unsplash-1024x576.jpg 1024w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2024/04/aaron-burden-lPCu8HnGU2E-unsplash-768x432.jpg 768w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2024/04/aaron-burden-lPCu8HnGU2E-unsplash-600x338.jpg 600w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2024/04/aaron-burden-lPCu8HnGU2E-unsplash-696x392.jpg 696w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2024/04/aaron-burden-lPCu8HnGU2E-unsplash-1068x601.jpg 1068w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2024/04/aaron-burden-lPCu8HnGU2E-unsplash-747x420.jpg 747w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px"><figcaption class="wp-caption-text">Foto di <a href="https://unsplash.com/it/@aaronburden?utm_content=creditCopyText&utm_medium=referral&utm_source=unsplash">Aaron Burden</a> su <a href="https://unsplash.com/it/foto/silhouette-delluomo-inginocchiato-lPCu8HnGU2E?utm_content=creditCopyText&utm_medium=referral&utm_source=unsplash">Unsplash</a></figcaption></figure>
<h3>Fede e cultura</h3>
<p>Dopo una vita spesa ad insegnare ai giovani <strong>letteratura italiana</strong> e dopo dieci anni di trasmissioni radiofoniche, a telefono aperto, dal titolo: “Profili di grandi personalità”, l’autrice si è dedicata a scrivere del mistero dell’uomo e dell’intervento di Dio. Sottolinea Luigina Lampacrescia: “Per evitare che la <strong>ricchezza accumulata</strong> da questi personaggi, suo tramite, venisse persa e all’ombra delle differenti culture, nell’umiltà e soprattutto nelle riflessioni dei loro critici, alcuni potranno intravedere la chiarezza del  Bene nascosto, mentre il male, evidente e continuo, offusca le menti”. Prosegue: “Una lettura che infonde speranza, coraggio, energia, meraviglia, fa <strong>meditare sulle scelte quotidiane</strong>, perché da De Saint-Exupéry ad Etty Hillesum, da Pavel Florenskij a Dorothy Day, da Dino Buzzati a Takashi Paolo Nagai, emerge l’affresco trasformante della volontà di Dio e del perdono. La  ricerca più sofferta, l’<strong>urgenza del varcare l’Oltre</strong>, l’immergersi in una realtà di rapimento e di fede, guida la lettura all’analisi e alla conoscenza di se stessi, degli altri, e di Gesù, Dio fatto uomo”.</p>
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<title>Annunciazione del Signore: ecco quando venne introdotta questa solennità</title>
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<description><![CDATA[ In questa solennità, una delle più importanti dedicate alla Madonna, viene ricordato l’episodio dell’annuncio recato dall’angelo Gabriele a Maria di Nazareth, riguardo il concepimento di Gesù. “Rallegrati, piena di grazia il Signore e con te. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato figlio dell’Altissimo, […]
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<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 00:30:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Annunciazione, del, Signore:, ecco, quando, venne, introdotta, questa, solennità</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>In questa <strong>solennità, una delle più importanti dedicate alla Madonna</strong>, viene ricordato l’episodio dell’<strong>annuncio recato dall’angelo Gabriele a Maria di Nazareth</strong>, riguardo il concepimento di Gesù. “<strong>Rallegrati, piena di grazia il Signore e con te.</strong> Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato figlio dell’Altissimo, il Signore Dio gli dara il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine. <strong>Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra</strong>” (Lc 1, 28.30-33.35a). Questa festa e collocata nove mesi prima del Natale. L’Annunciazione ricorda l’evento in cui il Cristo, figlio di Dio, si fa carne per redimere l’umanità e per essere il primo dei risorti. La festività dell’Annunciazione del Signore <strong>viene introdotta dalla Chiesa di Costantinopoli dal V secolo</strong>; dal <strong>VII secolo è poi estesa a tutta la Chiesa. </strong></p>
<p>Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi</p>
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<title>Referendum, Zuppi: «Sia scelta la via di un dialogo responsabile e costruttivo»</title>
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<description><![CDATA[ «La polarizzazione lacera la società. Chi attribuisce alla Chiesa intenzioni di parte non la conosce»: così il Presidente della Cei ha introdotto la sessione primaverile del Consiglio episcopale permanente, rinnovando inoltre la vicinanza alle Chiese del Medio Oriente e il sostegno agli appelli di pace del Papa ]]></description>
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<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 22:00:06 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Referendum, Zuppi:, «Sia, scelta, via, dialogo, responsabile, costruttivo»</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2025/05/CGZ9579-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2025/05/CGZ9579-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2025/05/CGZ9579-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2025/05/CGZ9579-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Il Consiglio permanente al lavoro (foto Gennari / Siciliani / Sir)</span><p>«Tenendo sempre conto l’equilibrio tra poteri dello Stato che i padri costituenti ci hanno lasciato come preziosa eredità e che tutti devono preservare, ci auguriamo che sia scelta la via di un dialogo responsabile e costruttivo tra le forze sociali e culturali e le diverse parti politiche, nella ricerca dell’indispensabile consenso possibile attorno a soluzioni di bene». È l’auspicio espresso dal cardinale Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Cei, sul referendum costituzionale confermativo sulla riforma della giustizia, mentre stanno arrivando i risultati. «Su questo avremo modo di elaborare una riflessione più attenta – ha annunciato il Cardinale al termine della sua introduzione al Consiglio permanente, in corso a Roma fino al 25 marzo.</p>
<p>Sul referendum, Zuppi ha sottolineato «l’attenzione rivolta a questo appuntamento nonostante le pericolose polarizzazioni che non hanno aiutato a comprendere la materia di fondo e quella opinabile». Un dato confortante, per il Presidente della Cei, è inoltre la partecipazione: «Questa sta al cuore della nostra Costituzione e, pur tra le differenze, permette a tutti e a ciascuno di esprimersi al meglio». «Il dibattito che ha preceduto il referendum e i dati di affluenza confermano l’importanza di ragionare sull’esercizio concreto della giurisdizione nel nostro Paese, snodo importante per la custodia del bene comune e il perseguimento della giustizia, che soffre per molte difficoltà», ha concluso.</p>
<h2>«La Chiesa non fa blocco con nessuna forza politica o sociale»</h2>
<p>«La Chiesa, nella società, si presenta sola e libera, amica, pronta a collaborare al bene comune. Ma non fa blocco con nessuna forza politica o sociale», ha precisato il cardinale Zuppi, aggiungendo: «Viviamo in tempi di polarizzazione. Lo vediamo nella vita politica, nel dibattito generale, sui <em>social</em> e ovunque. Questo lacera la società. Nella Chiesa è compito di tutti vivere intimamente ed esprimere l’unità, che non è un’uniformità di facciata, ma si radica nell’Eucarestia e nel testamento stesso del Signore Gesù. Quell’unità che è una nota fondamentale dell’essere Chiesa».</p>
<p>«Il clima polarizzato e protagonistico della società può spingere a sottovalutare il valore dell’unità, che impregna tutta la sua vita e che costituisce un saldo approdo per i credenti, per gli uomini e le donne di buona volontà – ha riconosciuto Zuppi -. Questo deve portare – come insegnava papa Giovanni – a mettere da parte ciò che divide e cercare quello che unisce, non giustificare mai la divisione e la malevolenza, cercare sempre la via della riconciliazione, iniziando da sé e amando sempre nostra Madre Chiesa».</p>
<p>«Chi pensa di capire la Chiesa con misere letture politiche o le attribuisce intenzioni di parte non la conosce così come ignora la sua libertà di indicare e vivere l’unica parte che cerca: la difesa della persona». «La Chiesa è popolo di Dio, non una somma di individualità – ha puntualizzato il Cardinale -. È comunione, non autosufficienza; è pellegrina nella storia, non padrona della storia; è segno, non fine a sé stessa; è strumento, non protagonista autoreferenziale. La presenza ecclesiale non nasce dalla ricerca di spazio, ma da una responsabilità evangelica. Non è un’occupazione del sociale, ma una forma dell’annuncio. Non è l’aggiunta pratica a una fede privata, ma il modo con cui la carità rende visibile il Vangelo. La Chiesa, infatti, non vive per sé stessa. Non si comprende a partire dalle sue strutture, pur necessarie, né dal solo profilo istituzionale».</p>
<h2>«Arruolare la Chiesa fa male alla politica e alla Chiesa»</h2>
<p>«Non spetta direttamente alla Chiesa fare politica. Ma proprio per questo spetta alla Chiesa, con ancora maggiore passione, formare coscienze laicali libere, mature, coraggiose, capaci di discernimento e di responsabilità». Il cardinale Zuppi ha messo in guardia dal rischio del «disimpegno», e dal «sostituirsi impropriamente alla responsabilità dei laici, intervenendo direttamente là dove invece è decisiva la libertà della coscienza cristiana nella costruzione del bene comune».</p>
<p>«C’è poi il rischio di una politica o di organizzazioni sociali che pretendano di arruolare la Chiesa, di piegarne la libertà, di cercarne l’avallo, di utilizzarne la voce per i propri schieramenti – il monito del Cardinale -. Quando questo accade, si fa male alla politica e si fa male alla Chiesa». La comunità cristiana, invece, «resta fedele a una distinzione alta e necessaria: riconosce l’autorità politica come servizio al bene comune, ma conserva la libertà di parola e di giudizio quando sono in gioco i principi etici che promuovono la dignità della persona, quando si calpestano i poveri, quando la forza prende il posto del diritto».</p>
<p>«I discepoli di Gesù Cristo sono continuamente chiamati a comprendere cosa significa costruire il bene comune e mettersi al servizio del disegno di Dio sull’umanità», ha ricordato il Presidente della Cei, secondo il quale «è importante non far mancare il nostro impegno di cristiani che credono nella vita umana, nella famiglia, nell’educazione, nel volontariato, nella pace, nel lavoro degno, in un’economia per l’uomo, nella cura del creato, nell’inclusione dei poveri».</p>
<h2>«Vicinanza al Medio Oriente»</h2>
<p>«Vicinanza alle Chiese del Medio Oriente, segnate ancora una volta dalla violenza dei conflitti, dall’insicurezza, dalla paura, dalla sofferenza di popolazioni intere Le ferite di quelle terre attraversano il corpo della Chiesa e interrogano la coscienza di tutti», ha sottolineato il cardinale Zuppi.</p>
<p>«Auspichiamo che la voce di papa Leone sia ascoltata dai responsabili delle nazioni, si decida il cessate il fuoco perché la guerra non sia una spirale che faccia precipitare tutti in una voragine», l’appello del Cardinale, che ha ricordato il martirio di padre Pierre Al-Rahi, il quale «ha scelto di rimanere accanto alla sua comunità fino alla fine, testimoniando con la sua vita e con il suo sangue la fedeltà al Vangelo e alla missione pastorale affidatagli. Il suo sacrificio rimane per la nostra Chiesa un luminoso seme di speranza, di riconciliazione e di pace».</p>
<p>«La sua memoria ci riporta al cuore del Vangelo – ha proseguito Zuppi -. Una Chiesa che non arretra davanti al dolore, che rimane accanto al suo popolo, che condivide la sorte della gente e continua, proprio per questo, a essere presenza di prossimità, di amore e di pace». «Avviene così per tanti cristiani vittime di violenza e testimoni di Vangelo – ha sottolineato il presidente della Cei citando mons. Oscar Romero -. La voce del Santo Padre sulla pace è tra le poche che richiamano a una visione umana e ragionevole dei rapporti tra i popoli. È una voce cristiana che dà voce all’anelito di pace e di libertà di tanti che non hanno voce, che non hanno possibilità o libertà per esprimere la loro grande sofferenza e le loro aspirazioni alla fine della violenza. E sempre desideriamo unirci coralmente alla voce del Papa, come abbiamo fatto nella recente Giornata di preghiera dedicata alla pace, in tutte le Chiese d’Italia».</p>
<h2>«C’è fame di comunità»</h2>
<p>«Nella nostra società, di fronte alle difficoltà della famiglia, alle grandi solitudini, che – in modo diverso – toccano giovani e anziani, c’è fame di comunità». Ne è convinto Zuppi, che ha definito l’<em>Evangelii gaudium </em>di papa Francesco – rilanciata da papa Leone – «il testo base per la missione della Chiesa in questi primi decenni del XXI secolo, nella città globale, dove le dimensioni stesse della Chiesa – come la parrocchia – acquistano una forma diversa dal passato».</p>
<p>Quella che serve, per Zuppi, è «una Chiesa che si orienta tutta nella missione»: di qui la necessità di «costruire comunità vere nelle nostre parrocchie e nel nostro mondo», di «accogliere quanti, adulti, accedono o riscoprono il Battesimo e di avviare il dialogo con i tanti che non incontriamo», perché «solo comunità, delle più diverse dimensioni e caratteristiche, possono essere punto d’approdo per i cercatori di senso, compagne dei catecumeni, punto di riferimento nella società, anima delle celebrazioni liturgiche, cuore di un servizio ai poveri non istituzionale e assistenziale. Solo le comunità possono realizzare l’estroversione missionaria e incarnare un atteggiamento dialogico con quanti sono in ricerca. Comunità autentiche sono alla base di una responsabilità sinodale, che non sia uno slogan, un laboratorio astratto o un fatto istituzionale». In altre parole, servono «tessitori di fraternità, capaci di dare carne alle nostre istituzioni, creatori di legami. Si tratta di coinvolgere tutti nella creazione di un tessuto ecclesiale comunitario».</p>
<h2>Cinquant’anni di Convegni ecclesiali</h2>
<p>Poi la citazione dei cinquant’anni dal primo Convegno ecclesiale nazionale, da cui ha preso avvio la storia degli appuntamenti decennali (Roma, Loreto, Palermo, Verona, Firenze): «Il binomio evangelizzazione e promozione umana dice ancora tanto della specifica vocazione della Chiesa a comunicare il Vangelo, ma anche di far crescere la società italiana che stava affrontando allora tempi non facili, segnati com’erano dal terrorismo – il riferimento al tema dell’evento -. No, non ci rinchiuderemo in un’irrilevanza pigra, per conservare noi stessi, per farci proteggere dal freddo della storia. La Chiesa è ben di più che un museo di un’antica storia di fede e di cultura, ben di più di un’agenzia di valori, ben di più di un’organizzazione di servizio sociale o educativo! Lo diciamo con molta umiltà, ma con la consapevolezza della densità teologica, religiosa, umana, sociale che comporta il nostro essere Chiesa. Questo non è senso di superiorità o isolamento, tantomeno mancare alle nostre responsabilità».</p>
<h2>«Sofferenza per le tragedie nel Mediterraneo»</h2>
<p>«La vita ordinaria delle nostre Chiese continua a custodire una trama di bene che tiene insieme il Paese molto più di quanto spesso si riconosca». Zuppi ha tracciato il ritratto della Chiesa in Italia come «presenza viva»: «Penso alla prossimità verso gli anziani soli, alla cura delle famiglie ferite, all’accompagnamento dei giovani (moltissimi dei quali emigrano, basta pensare che solo nel 2025 gli italiani che hanno lasciato l’Italia sono stati 142.000), al sostegno a chi perde il lavoro o non riesce a trovarlo, all’attenzione verso chi si trova ad affrontare l’annoso problema abitativo, verso chi è povero, verso chi vive condizioni di marginalità, verso chi affronta prove interiori che non sempre hanno nome, verso chi emigra a causa delle guerre, delle violenze e delle catastrofi ambientali».</p>
<p>A questo proposito, Zuppi ha rinnovato la «sofferenza per le tragedie che non smettono di consumarsi nel Mediterraneo a cui non ci possiamo mai abituare e a cui occorre continuare a dare risposte adeguate. La Chiesa non farà venir meno l’attenzione su temi su cui si gioca il futuro della nostra civiltàۜ».</p>
<h2>Sinodalità, incontro e ascolto</h2>
<p>Sul piano pastorale, il Presidente della Cei ha citato «la bellezza e la ricchezza del percorso sinodale che abbiamo vissuto in questi anni e che ci vedrà uniti, in questi giorni, nell’esame delle Linee di orientamento che porteremo poi all’Assemblea Generale di maggio. Il testo, che non sostituisce il Documento di sintesi del Cammino sinodale e non si sovrappone al discernimento delle Chiese locali, indica alcune priorità che dovranno illuminare la vita ecclesiale negli anni a venire – ha anticipato il cardinale a proposito del lavoro di questi giorni -. Su tutte rimane l’annuncio del Vangelo nel mondo di oggi, proprio come ci ha sollecitati papa Leone XIV incontrandoci lo scorso 17 giugno. La presenza ecclesiale nel tempo e nella storia è l’opposto della contrapposizione sterile, della polemica permanente, dell’irrigidimento che difende ma non genera, che delimita ma non incontra», ha spiegato Zuppi, secondo il quale uno dei compiti più urgenti oggi è «custodire e promuovere uno stile capace di incontro, di ascolto, di amicizia sociale, di pazienza, di umiltà, di libertà interiore».</p>
<h2>«L’intelligenza artificiale può accrescere le contrapposizioni»</h2>
<p>«Le trasformazioni in corso dal punto di vista sociale e politico, le guerre e le disuguaglianze, i benefici e i pericoli che provengono dall’intelligenza artificiale e da chi detiene il controllo degli algoritmi possono accrescere contrapposizioni piuttosto che generare unità – il grido d’allarme del cardinale Zuppi -. Mai il genere umano ebbe a disposizione tante ricchezze, possibilità e potenza economica; e tuttavia una grande parte degli abitanti del globo è ancora tormentata dalla fame e dalla miseria, e intere moltitudini non sanno né leggere né scrivere – la citazione della <em>Gaudium et Spes</em> – Mai come oggi gli uomini hanno avuto un senso così acuto della libertà, e intanto sorgono nuove forme di schiavitù sociale e psichica».</p>
<p>«Questo modo di essere Chiesa non ci può vedere chiusi in sacrestia – l’appello del Presidente della Cei -. I discepoli di Cristo percorrono le strade infangate o polverose, abitano in mezzo alla gente per essere segno di speranza. I sogni e le sofferenze delle persone, soprattutto degli ultimi, non ci troveranno mai indifferenti».</p>
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<title>Santa Caterina di Svezia</title>
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<description><![CDATA[ Martedì della V settimana di Quaresima ]]></description>
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<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 22:00:06 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Santa, Caterina, Svezia</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/santa-Caterina-di-svezia-1-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/santa-Caterina-di-svezia-1-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/santa-Caterina-di-svezia-1-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/santa-Caterina-di-svezia-1-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>Caterina, secondogenita degli otto figli di santa Brigida, nacque nel 1331. Si sposò in giovanissima età, con un nobile di casato e di sentimenti, che acconsentì al desiderio di lei di osservare il voto di castità e si legò anche lui allo stesso voto. All’età di 19 anni, in occasione della celebrazione dell’anno santo, venne a Roma presso la madre, e qui la raggiunse la notizia della morte del marito. Da questo momento Caterina partecipò con totale dedizione all’intensa attività religiosa di santa Brigida, rimanendo costantemente accanto alla madre nei lunghi pellegrinaggi intrapresi, in mezzo a traversie e pericoli, dai quali non sarebbero uscite indenni senza un intervento soprannaturale.<br>
Alla morte della madre, Caterina ritornò in Svezia, entrando nel monastero di Valdstena, che santa Brigida aveva fondato, ponendolo sotto una regola di vita ispirata al modello di san Bernardo di Chiaravalle. Di questo monastero nel 1380 divenne abbadessa. A Roma aveva fatto un altro lungo soggiorno, per seguire il processo di beatificazione della madre, che si concluderà positivamente nel 1391. Una tradizione leggendaria narra che Caterina avrebbe salvato la città dall’inondazione del Tevere che aveva già rotto gli argini.<br>
Alla sua morte, avvenuta il 24 marzo 1381, sarà l’unanime e universale devozione popolare a venerarla come santa.</p>
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<title>Martedì della V settimana di quaresima</title>
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<description><![CDATA[ Prima lettura Nm 21,4-9 Dal libro dei Numeri In quei giorni, gli Israeliti si mossero dal monte Or per la via del Mar Rosso, per aggirare il territorio di Edom. Ma il popolo non sopportò il viaggio. Il popolo disse contro Dio e contro Mosè: «Perché ci avete fatto salire dall’Egitto per farci morire in questo […]
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<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 22:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Martedì, della, settimana, quaresima</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Prima lettura </strong><em>Nm 21,4-9<strong><br>
</strong></em>Dal libro dei Numeri</p>
<p>In quei giorni, gli Israeliti si mossero dal monte Or per la via del Mar Rosso, per aggirare il territorio di Edom. Ma il popolo non sopportò il viaggio. Il popolo disse contro Dio e contro Mosè: «Perché ci avete fatto salire dall’Egitto per farci morire in questo deserto? Perché qui non c’è né pane né acqua e siamo nauseati di questo cibo così leggero».<br>
Allora il Signore mandò fra il popolo serpenti brucianti i quali mordevano la gente, e un gran numero d’Israeliti morì. Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; supplica il Signore che allontani da noi questi serpenti».<br>
Mosè pregò per il popolo. Il Signore disse a Mosè: «Fatti un serpente e mettilo sopra un’asta; chiunque sarà stato morso e lo guarderà, resterà in vita».<br>
Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra l’asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita.</p>
<p><strong>Salmo</strong> <em>Sal 101<strong></strong></em></p>
<p><em><strong>Signore, ascolta la mia preghiera.</strong></em></p>
<p>Signore, ascolta la mia preghiera,<br>
a te giunga il mio grido di aiuto.<br>
Non nascondermi il tuo volto<br>
nel giorno in cui sono nell’angoscia.<br>
Tendi verso di me l’orecchio,<br>
quando t’invoco, presto, rispondimi! R</p>
<p>Le genti temeranno il nome del Signore<br>
e tutti i re della terra la tua gloria,<br>
quando il Signore avrà ricostruito Sion<br>
e sarà apparso in tutto il suo splendore.<br>
Egli si volge alla preghiera dei derelitti,<br>
non disprezza la loro preghiera. R</p>
<p>Questo si scriva per la generazione futura<br>
e un popolo, da lui creato, darà lode al Signore:<br>
«Il Signore si è affacciato dall’alto del suo santuario,<br>
dal cielo ha guardato la terra,<br>
per ascoltare il sospiro del prigioniero,<br>
per liberare i condannati a morte». R</p>
<p><strong>Vangelo </strong><em>Gv 8,21-30</em><br>
Dal Vangelo secondo Giovanni</p>
<p>In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: “Dove vado io, voi non potete venire”?».<br>
E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati».<br>
Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo». Non capirono che egli parlava loro del Padre.<br>
Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui.</p>
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<title>I Cresimandi verso San Siro come una grande festa</title>
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<description><![CDATA[ Le catechiste di alcune parrocchie sottolineano come la metafora del pranzo usata dall’Arcivescovo nella sua Lettera ha aiutato i ragazzi a cogliere il vero senso dell’Incontro diocesano in programma allo Stadio Meazza domenica 29 marzo (diretta tv e web) e soprattutto del sacramento che riceveranno durante l’anno ]]></description>
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<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 22:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Cresimandi, verso, San, Siro, come, una, grande, festa</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-23-03-25-17-24-38-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-23-03-25-17-24-38-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-23-03-25-17-24-38-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-23-03-25-17-24-38-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Alcuni ragazzi all'Incontro di San Siro del 2025 (foto Andrea Cherchi)</span><p>Sarà una grande festa della fede, quella che oltre 40 mila ragazzi di tutta la Diocesi vivranno domenica 29 marzo allo stadio di San Siro, dove arriveranno insieme ai genitori, alle catechiste, alcuni anche con padrini e madrine, per il tradizionale incontro dell’Arcivescovo con i Cresimandi: <em><strong>diretta dalle 15.55 su Telenova (canale 18 del digitale terrestre), su <a href="https://www.chiesadimilano.it/">www.chiesadimilano.it</a> e su <a href="http://youtube.com/chiesadimilano">Youtube.com/chiesadimilano</a></strong></em>.</p>
<p>Proprio la dimensione della festa, con la sua attesa e la sua preparazione, è infatti la chiave attraverso cui monsignor Delpini ha voluto introdurre i ragazzi al significato del sacramento che riceveranno tra qualche mese. Partendo dalla domanda rivolta degli apostoli a Gesù prima dell’ultima Cena («dove vuoi che prepariamo?»), nella sua Lettera rivolta ai cresimandi l’Arcivescovo ha utilizzato la metafora del pranzo di un giorno di festa per spiegare ai ragazzi i doni che riceveranno con la Cresima. Un paragone felice, perché aiuta a cogliere in modo gioioso il senso della Cresima, come confermano alcune catechiste. Altrimenti, nota Simona, catechista nella parrocchia milanese di Sant’Elena, «spesso si corre il rischio di vivere la festa su tutt’altro piano rispetto a quello del sacramento».</p>
<h2>Chi invitare?</h2>
<p>Il pomeriggio di San Siro arriverà invece come tappa importante nel percorso verso la Cresima, per molti scandito dalle attività dei 100 giorni e, appunto, dalla Lettera dell’Arcivescovo. «I ragazzi si sono quindi fermati a riflettere su chi siano le persone più care da invitare – racconta ancora la catechista -, per poi invocare il dono della Sapienza in modo da spendersi ancora di più per il loro bene».</p>
<p>Un esercizio fatto dai Cresimandi meditando sulle parole dell’Arcivescovo spesso anche insieme ai loro genitori. «La fede, infatti, non si vive da soli, ma è una festa condivisa con le persone amate», sottolinea Angela, catechista a Lonate Pozzolo (Zona di Varese), mentre ricorda una delle domande che hanno accompagnato i ragazzi e le loro famiglie: chi sono le persone che rendono la mia vita una festa? Come posso far sentire accolti gli altri in casa o tra gli amici?</p>
<h2>Doni da vivere concretamente</h2>
<p>Oppure, attraverso l’attenzione con cui ci si serve delle posate, i ragazzi hanno guardato al dono del Dominio di sé, facendo emergere esempi concreti su ciò che vivono in classe o nello sport: come vivere i propri sentimenti? Come manifestarli in modo da non ferire gli altri? «Attraverso questi esempi abbiamo mostrato loro che i doni dello Spirito non sono qualcosa di teorico, che non possiamo mai sperimentare, ma che anzi si possono vivere concretamente nella quotidianità», evidenzia Roberta, catechista della parrocchia Sacro Cuore di Busto Arsizio.</p>
<p>Arriveranno a San Siro anche molti ragazzi dalle zone più distanti della diocesi. È il caso del Comune lecchese di Premana, nell’alta Valsassina. «I ragazzi sanno chi è l’Arcivescovo, che è già venuto da noi più volte, anche durante l’oratorio estivo», tiene a sottolineare Ivana, loro catechista. Ma certamente «la diocesi è grande e non tutti avranno monsignor Delpini nella propria parrocchia per celebrare la Cresima – evidenzia don Gianmaria Manzotti, che segue la pastorale dei ragazzi nel Decanato di Premana e Barzio -. Andremo a Milano quindi proprio col desiderio di ascoltare le parole che monsignor Delpini donerà a tutti coloro che sono in cammino verso la Cresima».</p>
<h2>Come un allenamento</h2>
<p>Un cammino che certamente proseguirà anche dopo l’incontro di domenica: i cresimandi di Lonate Pozzolo, per esempio, sono invitati a pensare un impegno di attenzione agli altri da vivere in un secondo tratto di cento giorni, da luglio fino alla data della Cresima a metà ottobre, così da arrivare più “pronti” al sacramento. «Ai ragazzi – mette in luce ancora Roberta – abbiamo spiegato che il percorso che hanno già fatto, insieme alla stessa domenica di San Siro, sono come un allenamento alla vera festa della Cresima, quando verranno acclamati come “adulti” all’interno della comunità. E, dunque, saranno loro poi a scegliere, a proseguire, a essere ancor più protagonisti».</p>
<p> </p>
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<title>Vesco: «Siamo tutti chiamati a questa santità raggiungibile»</title>
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<description><![CDATA[ L’Arcivescovo di Algeri ha ricordato l&#039;eredità dei beati martiri algerini. «Avrebbero potuto andarsene, ma sono rimasti lasciando dietro di sé un&#039;eredità di fedeltà» ]]></description>
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<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 22:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Vesco:, «Siamo, tutti, chiamati, questa, santità, raggiungibile»</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Vesco-Algeri-680x382.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Vesco-Algeri-680x382.png 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Vesco-Algeri-980x551.png 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Vesco-Algeri-195x110.png 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>L’eredità che ci lasciano, a 30 anni dal loro martirio, i monaci di Tibhirine, l’oggi di una piccola Chiesa all’interno di una gande Paese musulmano, i timori per la guerra in atto e le speranze per la visita che il Papa compirà in Algeria dal 13 al 15 aprile prossimo.</p>
<p>È un’intervista a 360° quella che abbiamo realizzato con l’arcivescovo di Algeri, il cardinale Jean-Paul Vesco di passaggio a Milano dove, in Duomo, ha portato la sua testimonianza in Duomo, nel contesto di “Soul Festival di Spiritualità”.  </p>
<p></p>
<p>Particolarmente significativo il ricordo dedicato dei beati martiri algerini dal cardinale Vesco, successore, come vescovo di Orano, dal 2012 al 2021, di monsignor Pierre Claverie ucciso anch’egli nel 1996.  </p>
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<title>Animatori Laudato si’, un corso promosso dal Movimento internazionale</title>
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<description><![CDATA[ Quattro incontri online dal 15 aprile, con testimonianze da Chiesa, scienza e mondo associativo. Adesioni entro l’8 aprile per l’iniziativa sostenuta da 39 realtà cattoliche, nel segno dell’impegno per la casa comune e dell’attenzione ai più fragili ]]></description>
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<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 22:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Animatori, Laudato, si’, corso, promosso, dal, Movimento, internazionale</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="600" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/1.128083-600x551-1-600x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail=""><span class="bso_caption"></span><div class="flex h-svh w-screen flex-col">
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<p>In questa Quaresima il <a href="https://laudatosimovement.org/it/" target="_blank" rel="noopener">Movimento Laudato Si’</a> invita a non vivere da soli l’impegno per la cura della casa comune e per la risposta al grido dei poveri e della Terra, mantenendo «vigile la fame e la sete di giustizia, sottraendola alla rassegnazione, istruendola perché si faccia preghiera e responsabilità verso il prossimo».</p>
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<p data-start="351" data-end="802">In questo contesto <a href="https://form.123formbuilder.com/6932556/lsa-it-2026" target="_blank" rel="noopener">si aprono le iscrizioni</a> all’edizione 2026 della Formazione animatori Laudato si’, promossa in Italia dal Movimento Laudato Si’ insieme a 39 organizzazioni partner, tra cui l’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Conferenza episcopale italiana. L’iniziativa punta a sostenere e mobilitare la comunità cattolica perché cammini unita nella custodia della casa comune, traducendo l’impegno in azioni concrete.</p>
<p data-start="804" data-end="1433">Secondo i promotori, la scelta di aprire le iscrizioni durante la Quaresima – con termine fissato all’8 aprile – richiama le parole di papa Leone XIV nel Messaggio per questo tempo liturgico, quando invita a riconoscere che «la condizione dei poveri rappresenta un grido che, nella storia dell’umanità, interpella costantemente la nostra vita, le nostre società, i sistemi politici ed economici e, non da ultimo, anche la Chiesa». Da qui l’appello a impegnarsi affinché le comunità diventino luoghi capaci di accogliere il grido di chi soffre, generando percorsi di liberazione e contribuendo a edificare la civiltà dell’amore.</p>
<p data-start="1435" data-end="1973">Il corso si svolgerà online per quattro settimane, il mercoledì dalle 18 alle 19.45, a partire dal 15 aprile, con la possibilità di seguire gli incontri anche in differita. Per la prima volta sarà possibile partecipare anche localmente in presenza insieme ai Circoli Laudato Si’. È previsto inoltre un momento speciale con il nuovo vescovo di Assisi, a sottolineare simbolicamente il legame con il luogo in cui san Francesco ascoltò l’invito di Gesù: «Va’ e ripara la mia casa», mandato che idealmente viene affidato ai nuovi animatori.</p>
<p data-start="1975" data-end="2412">Numerose le testimonianze previste nel <a href="https://form.123formbuilder.com/6932556/lsa-it-2026" target="_blank" rel="noopener">programma</a>: dal cardinale Augusto Paolo Lojudice alla band The Sun, da vescovi provenienti dal Brasile e da Aversa a giovani impegnati nei territori, fino a scienziati ed esperti legati al Movimento dei Focolari, a Coldiretti e ad altre realtà. Un percorso formativo che vuole dare voce ai diversi carismi presenti nel Movimento e oltre, per una preparazione all’azione il più possibile integrale.</p>
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<title>Lecco, è nato il “Centro per la giustizia riparativa e la mediazione penale”</title>
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<description><![CDATA[ Tra i primi sorti in Italia, sarà ufficialmente inaugurato ad aprile e sviluppa il lavoro condotto in questi ultimi anni dal “Tavolo lecchese per la giustizia restorativa”, a cui collaborano la Caritas e la Cooperativa sociale L’Arcobaleno ]]></description>
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<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 22:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Lecco, nato, “Centro, per, giustizia, riparativa, mediazione, penale”</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Giustizia-riparativa-tavolo-a-Lecco-680x382.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Giustizia-riparativa-tavolo-a-Lecco" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Giustizia-riparativa-tavolo-a-Lecco-680x382.jpeg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Giustizia-riparativa-tavolo-a-Lecco-980x551.jpeg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Giustizia-riparativa-tavolo-a-Lecco-768x432.jpeg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Giustizia-riparativa-tavolo-a-Lecco-1536x864.jpeg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Giustizia-riparativa-tavolo-a-Lecco-195x110.jpeg 195w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Giustizia-riparativa-tavolo-a-Lecco.jpeg 2000w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Un incontro del “Tavolo” lecchese</span><p>È attivo dall’1 marzo e sarà ufficialmente inaugurato ad aprile. Il “Centro per la giustizia riparativa e la mediazione penale” costituito a Lecco è uno tra i primi a livello nazionale. Si tratta di un servizio pubblico a libero accesso, istituito dal Comune di Lecco in attuazione della riforma Cartabia (governo Draghi), che ha potenziato il ricorso al paradigma riparativo della giustizia.</p>
<h2>Come funziona</h2>
<p>Il decreto legislativo 150/2022, in attuazione della riforma, ha sancito che un programma di giustizia riparativa consente alla vittima del reato, alla persona indicata come autore dell’offesa e ad altri soggetti appartenenti alla comunità di partecipare liberamente, in modo consensuale, attivo e volontario, alla risoluzione delle questioni derivanti dal reato, con l’aiuto di un terzo imparziale, adeguatamente formato (il “mediatore”).</p>
<p>Ora il neonato Centro intende dare concretezza a questa prospettiva, che innova in profondità il concetto di pena e la prassi della sua applicazione. Mediatori esperti, riconosciuti dal Ministero della Giustizia, opereranno nel Centro. L’accesso ai programmi sarà gratuito e volontario, il lavoro si svolgerà in collaborazione con il Tribunale di Lecco (con cui è stato stipulato un protocollo), l’Ordine degli avvocati, le istituzioni e i servizi della giustizia, gli organismi di cittadinanza attiva.</p>
<h2>Come è nato</h2>
<p>Il Centro lecchese è l’approdo istituzionale e permanente di un lungo percorso di studio, confronto, progettazione e sperimentazione che sin dal 2012 ha visto diverse persone sensibili e poi varie organizzazioni convergere nel “Tavolo lecchese per la giustizia restorativa”, che ha assunto il nome manzoniano “L’Innominato”. A esso contribuiscono da tempo anche le Caritas di Zona e decanale e la Cooperativa sociale L’Arcobaleno, promossa da Caritas e membro del Consorzio Farsi Prossimo.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2867684 alignleft" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IMG-20260320-WA0007-680x382.jpg" alt="Tavolo lecchese giustizia restorativa" width="680" height="382" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IMG-20260320-WA0007-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IMG-20260320-WA0007-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/IMG-20260320-WA0007-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"></p>
<h2>Un lavoro culturale</h2>
<p>Il percorso che ha condotto a collaborare tanti soggetti lecchesi ha la sua radice in una visione della giustizia distante da logiche securitarie: non sostitutiva di quella tradizionale, ma a essa complementare. Convinzione comune è che la pena detentiva, da sola, non basti a rinsaldare il patto di coesione sociale e a sanare le ferite generate dai reati, perché lascia sole le vittime con la loro sofferenza e le loro domande irrisolte; lascia soli gli autori, esposti al rischio di recidiva; lascia soli anche cittadini e membri della comunità, disorientati tra sentimenti di paura e vendetta. Cruciale è dunque un lavoro culturale, che solleciti cittadini volontari, organizzazioni del terzo settore e istituzioni a prendersi cura delle relazioni tra le persone, al fine di prevenire il crimine e aumentare il senso di sicurezza sociale.</p>
<p>Il lavoro del Tavolo in quasi 15 anni ha cercato insomma di far sì che la giustizia non venga intesa come mero atto giuridico, ma divenga pratica comunitaria di cura delle relazioni. “L’Innominato” è ospitato dal 2016 nella sede del locale Centro dei servizi per il volontariato (Csv): in via Marco d’Oggiono 15, oggi, si trova anche la sede del “Centro per la giustizia riparativa”. Al quale L’Arcobaleno offre un rilevante contributo operativo, sotto la regia delle istituzioni locali (Comune e Ambito sociale); operatori della cooperativa, infatti, agiscono come mediatori all’interno del nuovo servizio.</p>
<h2>«Per il verso giusto»</h2>
<p>La sintonia tra Caritas, L’Arcobaleno e Tavolo “L’Innominato” ha prodotto, nel tempo, diverse forme di collaborazione.</p>
<p>Nel 2022 Caritas Ambrosiana decise di partecipare a un progetto nazionale sperimentale sulla giustizia riparativa, che ha coinvolto anche le diocesi di Agrigento, Ancona, Cerignola, Fossano, Napoli, Prato e Verona, supervisionato dall’Università di Sassari e reso possibile da un contributo economico della Cei tramite fondi 8xmille. Grazie alle risorse del progetto nazionale, l’organismo diocesano scelse di sostenere e sviluppare a Lecco «Per il verso giusto», progetto di formazione e sensibilizzazione delle comunità ecclesiale e civile, condotto in sinergia con l’Innominato.</p>
<p>Del progetto nazionale e delle sue ricadute locali, inclusa quella lecchese, dà conto una pubblicazione curata da Caritas Italiana, intitolata <em>Il paradigma della giustizia riparativa. Un cammino per le comunità cristiane</em> (Edb, Bologna, 2026). In essa risuona l’eco (sin dall’introduzione del presidente nazionale Caritas, monsignor Carlo Roberto Redaelli) di una accorata riflessione che papa Francesco affidò, nel 2022, ai membri del Consiglio superiore della magistratura: «La cultura della giustizia riparativa è l’unico e vero antidoto alla vendetta e all’oblio, perché guarda alla ricomposizione dei legami spezzati e permette la bonifica della terra sporcata dal sangue del fratello».</p>
<h2>Lecco città ristorativa</h2>
<p>Convinta della rilevanza morale, ma anche sociale e politica, della giustizia riparativa, Caritas Ambrosiana intende proseguire, tramite la Caritas di Zona e L’Arcobaleno, la collaborazione con l’Innominato, il cui percorso ha condotto Lecco e il suo territorio a diventare “Restorative city – Città ristorativa”. Oltre alla nuova frontiera rappresentata dal Centro per la giustizia riparativa, tale collaborazione si estenderà ad attività che superano i confini del sistema penale, per raggiungere altri spazi comunitari significativi (scuole, centri giovanili, luoghi di lavoro, parrocchie, associazioni).</p>
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<title>Medio Oriente, attacco su vasta scala contro l’Iran</title>
<link>https://www.eventi.news/medio-oriente-attacco-su-vasta-scala-contro-liran</link>
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<description><![CDATA[ Il 24.mo giorno di guerra si apre con un vasto attacco notturno contro Teheran e altre città iraniane, mentre il nodo cruciale del conflitto resta la situazione dello Stretto di Hormuz, la cui riapertura è considerata essenziale per il traffico energetico globale. Israele minaccia il Libano con l&#039;obiettivo di intensificare anche le operazioni via terra contro Hezbollah
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                      ]]></description>
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<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 00:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Medio, Oriente, attacco, vasta, scala, contro, l’Iran</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il 24.mo giorno di guerra si apre con un vasto attacco notturno contro Teheran e altre città iraniane, mentre il nodo cruciale del conflitto resta la situazione dello Stretto di Hormuz, la cui riapertura è considerata essenziale per il traffico energetico globale. Israele minaccia il Libano con l'obiettivo di intensificare anche le operazioni via terra contro Hezbollah</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/aggiornamento-internazionale-guerra-medio-oriente1.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>&amp;quot;Madre Teresa a Roma&amp;quot;, un ritratto inedito in un documentario Rai</title>
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<description><![CDATA[ Prodotto da Lampic Film e presentato da Rai Documentari andrà in onda il giorno di Pasqua, domenica 5 aprile, su Rai Uno. Il 24 marzo, presso la Casa Dono di Maria, sarà presentato alla stampa

                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 00:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Madre, Teresa, Roma, ritratto, inedito, documentario, Rai</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Prodotto da Lampic Film e presentato da Rai Documentari andrà in onda il giorno di Pasqua, domenica 5 aprile, su Rai Uno. Il 24 marzo, presso la Casa Dono di Maria, sarà presentato alla stampa
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                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/madre-teresa-a-roma-documentario-rai-5-aprile.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Il cardinale Simoni ad Assisi per invocare la pace nel mondo</title>
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<description><![CDATA[ Il 97 enne porporato albanese in pellegrinaggio nei giorni scorsi nella cittadina umbra in occasione dell’ostensione delle spoglie di San Francesco nella Chiesa inferiore della Basilica. In preghiera dinanzi ai resti mortali del Poverello, Messa al Protomonastero di Santa Chiara e visita al Santuario della Spogliazione alla tomba di Carlo Acutis
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 00:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>cardinale, Simoni, Assisi, per, invocare, pace, nel, mondo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il 97 enne porporato albanese in pellegrinaggio nei giorni scorsi nella cittadina umbra in occasione dell’ostensione delle spoglie di San Francesco nella Chiesa inferiore della Basilica. In preghiera dinanzi ai resti mortali del Poverello, Messa al Protomonastero di Santa Chiara e visita al Santuario della Spogliazione alla tomba di Carlo Acutis</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/cardinale-simoni-assisi-preghiera-spoglie-san-francesco.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Gerusalemme, annunciate limitazioni alle celebrazioni della Settimana Santa</title>
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<description><![CDATA[ In un messaggio diffuso oggi, il cardinale Pizzaballa,  patriarca di Gerusalemme dei Latini, spiega che, a causa delle restrizioni imposte dal conflitto in corso, verrà cancellata la tradizionale processione della Domenica delle Palme sul monte degli Ulivi e verrà rinviata la messa crismale. Mentre le chiese della diocesi restano aperte, si invitano i fedeli a unirsi in preghiera sabato prossimo, 28 marzo, recitando il Rosario per implorare il dono della pace
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<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 00:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Gerusalemme, annunciate, limitazioni, alle, celebrazioni, della, Settimana, Santa</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>In un messaggio diffuso oggi, il cardinale Pizzaballa,  patriarca di Gerusalemme dei Latini, spiega che, a causa delle restrizioni imposte dal conflitto in corso, verrà cancellata la tradizionale processione della Domenica delle Palme sul monte degli Ulivi e verrà rinviata la messa crismale. Mentre le chiese della diocesi restano aperte, si invitano i fedeli a unirsi in preghiera sabato prossimo, 28 marzo, recitando il Rosario per implorare il dono della pace</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/gerusalemme-limitazioni-alle-celebrazioni-della-settimana-santa.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Nella Chiesa sei nuovi venerabili, tra loro il cardinale Altieri</title>
<link>https://www.eventi.news/nella-chiesa-sei-nuovi-venerabili-tra-loro-il-cardinale-altieri</link>
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<description><![CDATA[ Riconosciute l&#039;offerta della vita del porporato, vescovo di Albano, morto di colera, contratto stando al fianco dei suoi fedeli, e le virtù eroiche di Edward Joseph Flanagan, fondatore della Città dei Ragazzi, Henri Caffarel, fondatore dell’Associazione “Equipes Notre Dame” e dell’Istituto Secolare “Fraternità di Nostra Signora della Resurrezione”, di Stanisława Samulowska, Maria di Betlemme del Cuore di Gesù Romero Algarín, religiose, e Giuseppe Castagnetti, laico
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 00:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Nella, Chiesa, sei, nuovi, venerabili, tra, loro, cardinale, Altieri</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Riconosciute l'offerta della vita del porporato, vescovo di Albano, morto di colera, contratto stando al fianco dei suoi fedeli, e le virtù eroiche di Edward Joseph Flanagan, fondatore della Città dei Ragazzi, Henri Caffarel, fondatore dell’Associazione “Equipes Notre Dame” e dell’Istituto Secolare “Fraternità di Nostra Signora della Resurrezione”, di Stanisława Samulowska, Maria di Betlemme del Cuore di Gesù Romero Algarín, religiose, e Giuseppe Castagnetti, laico</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/papa-leone-xiv-decreti-dicastero-cause-santi.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Le alluvioni devastano il Malawi, almeno 13 morti</title>
<link>https://www.eventi.news/le-alluvioni-devastano-il-malawi-almeno-13-morti</link>
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<description><![CDATA[ Il problema più grave riguarda il distretto di Chikwawa, una zona del sud attraversata dal fiume Shire, che è esondato. Paola Germano, della Comunità di Sant&#039;Egidio: &quot;Agli allagamenti normali si è aggiunta una vera e propria alluvione: case e campi coltivati sono stati completamente inondati. Questo ha provocato un esodo di circa 20.000 persone&quot;
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 00:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>alluvioni, devastano, Malawi, almeno, morti</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema più grave riguarda il distretto di Chikwawa, una zona del sud attraversata dal fiume Shire, che è esondato. Paola Germano, della Comunità di Sant'Egidio: "Agli allagamenti normali si è aggiunta una vera e propria alluvione: case e campi coltivati sono stati completamente inondati. Questo ha provocato un esodo di circa 20.000 persone"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/malawi-africa-mozambico-santegidio-piogge-clima-terra.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Slovenia, vittoria di misura per il partito del premier europeista</title>
<link>https://www.eventi.news/slovenia-vittoria-di-misura-per-il-partito-del-premier-europeista</link>
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<description><![CDATA[ Dopo le elezioni parlamentari di ieri viene respinta la prospettiva di nuovo governo “sovranista” nel cuore dell&#039;Unione europea
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                      ]]></description>
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<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 00:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Slovenia, vittoria, misura, per, partito, del, premier, europeista</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo le elezioni parlamentari di ieri viene respinta la prospettiva di nuovo governo “sovranista” nel cuore dell'Unione europea</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/slovenia-elezioni-democrazia-ue-diritti.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Il Papa: gli aerei siano vettori di pace, dal cielo non dovrebbe arrivare la morte</title>
<link>https://www.eventi.news/il-papa-gli-aerei-siano-vettori-di-pace-dal-cielo-non-dovrebbe-arrivare-la-morte</link>
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<description><![CDATA[ Udienza a dirigenti e personale di ITA Airways, compagnia di bandiera italiana che accompagna i Papi nei viaggi internazionali. Servizio di cui si avvarrà Leone XIV per la trasferta di aprile in Africa. Nel suo discorso, il Pontefice guarda allo scenario internazionale e denuncia i bombardamenti aerei che, dopo i conflitti del XX secolo, &quot;avrebbero dovuto essere banditi per sempre&quot; e &quot;invece ci sono ancora&quot;. &quot;Lo sviluppo tecnologico è messo al servizio della guerra: non è progresso, è regresso!&quot;
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 00:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Papa:, gli, aerei, siano, vettori, pace, dal, cielo, non, dovrebbe, arrivare, morte</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Udienza a dirigenti e personale di ITA Airways, compagnia di bandiera italiana che accompagna i Papi nei viaggi internazionali. Servizio di cui si avvarrà Leone XIV per la trasferta di aprile in Africa. Nel suo discorso, il Pontefice guarda allo scenario internazionale e denuncia i bombardamenti aerei che, dopo i conflitti del XX secolo, "avrebbero dovuto essere banditi per sempre" e "invece ci sono ancora". "Lo sviluppo tecnologico è messo al servizio della guerra: non è progresso, è regresso!"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-03/papa-leone-xiv-udienza-ita-airways-pace.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>A Lucca evento di dialogo tra cristiani e musulmani, il Papa: favorire l&amp;apos;ascolto e l&amp;apos;incontro</title>
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<description><![CDATA[ Nell&#039;ambito dell&#039;iniziativa &quot;Coranica. Dal Marracci di Lucca ad Abu Dhabi&quot; e in occasione del terzo centenario di elevazione dell&#039;arcidiocesi toscana, si è svolta sabato 21 marzo una giornata di studio, a cui ha partecipato anche il cardinale Michael Fitzgerald. In un telegramma a firma del Segretario di Stato Parolin, il Pontefice auspica una feconda collaborazione in diversi ambiti della società
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 00:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Lucca, evento, dialogo, tra, cristiani, musulmani, Papa:, favorire, lascolto, lincontro</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nell'ambito dell'iniziativa "Coranica. Dal Marracci di Lucca ad Abu Dhabi" e in occasione del terzo centenario di elevazione dell'arcidiocesi toscana, si è svolta sabato 21 marzo una giornata di studio, a cui ha partecipato anche il cardinale Michael Fitzgerald. In un telegramma a firma del Segretario di Stato Parolin, il Pontefice auspica una feconda collaborazione in diversi ambiti della società</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/dialogo-papa-leone-favorire-l-incontro-e-l-ascolto-lucca.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Libano, ancora bombe Idf sul sud. Distrutti ponti sul fiume Litani</title>
<link>https://www.eventi.news/libano-ancora-bombe-idf-sul-sud-distrutti-ponti-sul-fiume-litani</link>
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<description><![CDATA[ Una serie di pesanti bombardamenti israeliani ha distrutto diversi ponti sul fiume Litani, nel sud del Libano. Un&#039;operazione per preparare l&#039;invasione di terra, ha detto il presidente libanese Aoun. Intanto ancora raid dell&#039;Idf sul sud e razzi Hezbollah verso Israele. Per la prima volta, un missile iraniano raggiunge il territorio del Paese dei cedri
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 00:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Libano, ancora, bombe, Idf, sul, sud., Distrutti, ponti, sul, fiume, Litani</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Una serie di pesanti bombardamenti israeliani ha distrutto diversi ponti sul fiume Litani, nel sud del Libano. Un'operazione per preparare l'invasione di terra, ha detto il presidente libanese Aoun. Intanto ancora raid dell'Idf sul sud e razzi Hezbollah verso Israele. Per la prima volta, un missile iraniano raggiunge il territorio del Paese dei cedri</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/libano-ancora-bombe-idf-sul-sud-distrutti-ponti-litani.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Trump rinvia i raid sulle centrali energetiche iraniane</title>
<link>https://www.eventi.news/trump-rinvia-i-raid-sulle-centrali-energetiche-iraniane</link>
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<description><![CDATA[ L&#039;annuncio sui canali social del presidente statunitense. Dopo &quot;conversazioni approfondite, dettagliate e costruttive&quot; con Teheran, che continueranno &quot;per tutta la settimana&quot;, il capo della Casa Bianca ha specificato che la dilatazione di &quot;cinque giorni&quot; dei tempi della strategia Usa è subordinata &quot;al successo degli incontri e delle discussioni&quot;. I media iraniani tuttavia negano contatti in corso. Sul terreno, massicci bombardamenti israeliani si sono registrati a Teheran
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<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 00:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Trump, rinvia, raid, sulle, centrali, energetiche, iraniane</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>L'annuncio sui canali social del presidente statunitense. Dopo "conversazioni approfondite, dettagliate e costruttive" con Teheran, che continueranno "per tutta la settimana", il capo della Casa Bianca ha specificato che la dilatazione di "cinque giorni" dei tempi della strategia Usa è subordinata "al successo degli incontri e delle discussioni". I media iraniani tuttavia negano contatti in corso. Sul terreno, massicci bombardamenti israeliani si sono registrati a Teheran</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/usa-israele-iran-trump-rinvia-attacchi-centrali-elettriche.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Sudan, strage in un ospedale del Darfur</title>
<link>https://www.eventi.news/sudan-strage-in-un-ospedale-del-darfur</link>
<guid>https://www.eventi.news/sudan-strage-in-un-ospedale-del-darfur</guid>
<description><![CDATA[ Prosegue senza sosta la guerra che da quasi tre anni sta lacerando il Paese africano. Almeno 64 persone, tra cui 13 bambini,  sono morte nell’attacco all’ospedale universitario di El-Daein, capoluogo del Darfur orientale (Sudan occidentale)
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 00:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Sudan, strage, ospedale, del, Darfur</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue senza sosta la guerra che da quasi tre anni sta lacerando il Paese africano. Almeno 64 persone, tra cui 13 bambini,  sono morte nell’attacco all’ospedale universitario di El-Daein, capoluogo del Darfur orientale (Sudan occidentale)</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/sudan-guerra-bombe-ospedale-sfollati-diritti.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>È morto il cardinale vietnamita Jean&#45;Baptiste Pham Minh Mân</title>
<link>https://www.eventi.news/e-morto-il-cardinale-vietnamita-jean-baptiste-pham-minh-man</link>
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<description><![CDATA[ L’arcivescovo emerito di Thàn-Phô Hô Chí Minh, Hôchiminh Ville aveva da poco compiuto 92 anni 

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                      ]]></description>
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<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 00:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>morto, cardinale, vietnamita, Jean-Baptiste, Pham, Minh, Mân</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>L’arcivescovo emerito di Thàn-Phô Hô Chí Minh, Hôchiminh Ville aveva da poco compiuto 92 anni 
</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/vietnam-morte-cardinale-pham-minh-man.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>La vulnerabilità, dimensione dell’esperienza umana</title>
<link>https://www.eventi.news/la-vulnerabilita-dimensione-dellesperienza-umana</link>
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<description><![CDATA[ Nel Dizionario della Dottrina sociale della Chiesa, Enrico Frosio si sofferma sul termine “vulnerabilità” intendendolo “come possibilità di metabolizzare in modo costruttivo fragilità e limiti per comprendere meglio sé e gli altri, per aprirsi alla costruzione di relazioni significative e agire come sale e fermento di un mondo più umano”
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 00:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>vulnerabilità, dimensione, dell’esperienza, umana</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nel Dizionario della Dottrina sociale della Chiesa, Enrico Frosio si sofferma sul termine “vulnerabilità” intendendolo “come possibilità di metabolizzare in modo costruttivo fragilità e limiti per comprendere meglio sé e gli altri, per aprirsi alla costruzione di relazioni significative e agire come sale e fermento di un mondo più umano”</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/dizionario-dottrina-sociale-chiesa-vulnerabilita-podcast.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Don Malgesini, al via l&amp;apos;iter per la beatificazione. La sorella: Roberto, luce per i sacerdoti</title>
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<description><![CDATA[ Dal Dicastero delle Cause dei Santi il via libera al processo diocesano di beatificazione del prete ucciso a 51 anni a Como sei anni fa, da un senza fissa dimora che conosceva. Una morte che sconvolse l’intera comunità. “Non avrebbe mai voluto una morte così plateale&quot;, racconta Caterina Malgesini, &quot;ma forse è stato un bene perché in questo modo tutti hanno guardato al bene compiuto che è seme di altro bene&quot;
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<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 00:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Don, Malgesini, via, liter, per, beatificazione., sorella:, Roberto, luce, per, sacerdoti</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Dal Dicastero delle Cause dei Santi il via libera al processo diocesano di beatificazione del prete ucciso a 51 anni a Como sei anni fa, da un senza fissa dimora che conosceva. Una morte che sconvolse l’intera comunità. “Non avrebbe mai voluto una morte così plateale", racconta Caterina Malgesini, "ma forse è stato un bene perché in questo modo tutti hanno guardato al bene compiuto che è seme di altro bene"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/roberto-malgesini-dicastero-cause-santi-beatificazione-martirio.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>CEI, Zuppi: la Chiesa non resti in sacrestia, sia voce di unità in un mondo in fiamme</title>
<link>https://www.eventi.news/cei-zuppi-la-chiesa-non-resti-in-sacrestia-sia-voce-di-unita-in-un-mondo-in-fiamme</link>
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<description><![CDATA[ I vescovi italiani riuniti a Roma dal 23 al 25 marzo per la sessione primaverile del Consiglio Episcopale permanente. All’ordine del giorno anche la prossima Assemblea generale di Roma e il testo sull’iniziazione alla vita cristiana. L&#039;invito del cardinale a costruire comunità che sappiano accogliere tutti: “La Chiesa non si chiuda, urge riparare ferite che interrogano la coscienza di tutti&quot;
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<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 00:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>CEI, Zuppi:, Chiesa, non, resti, sacrestia, sia, voce, unità, mondo, fiamme</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>I vescovi italiani riuniti a Roma dal 23 al 25 marzo per la sessione primaverile del Consiglio Episcopale permanente. All’ordine del giorno anche la prossima Assemblea generale di Roma e il testo sull’iniziazione alla vita cristiana. L'invito del cardinale a costruire comunità che sappiano accogliere tutti: “La Chiesa non si chiuda, urge riparare ferite che interrogano la coscienza di tutti"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/cei-consiglio-permanente-zuppi-guerra-italia-giovani-migranti.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>“Va’ e d’ora in poi non peccare più” Il commento di mons. Angelo Spina</title>
<link>https://www.eventi.news/va-e-dora-in-poi-non-peccare-piu-il-commento-di-mons-angelo-spina</link>
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<description><![CDATA[ Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 8,1-11 In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, […]
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<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 20:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>“Va’, d’ora, poi, non, peccare, più”, commento, mons., Angelo, Spina</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><i>Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 8,1-11</i></p>
<p><strong>In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi</strong>. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.<br>
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.<br>
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.<br>
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «<strong>Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più</strong>».</p>
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<title>San Giuseppe Oriol, esempio di profonda unione con il Signore</title>
<link>https://www.eventi.news/san-giuseppe-oriol-esempio-di-profonda-unione-con-il-signore</link>
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<description><![CDATA[ San Giuseppe Oriol, sacerdote, Barcellona (Spagna), 23/11/1650- Barcellona, 23/03/1702. Proviene da una povera famiglia: il padre è tessitore di seta e muore sei mesi dopo la sua nascita. Avvenimenti Nel 1674 diviene dottore in teologia presso l’Università di Barcellona; due anni dopo è ordinato sacerdote. Viene assunto come precettore da Tommaso Gasneri e vi rimane […]
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<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 20:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>San, Giuseppe, Oriol, esempio, profonda, unione, con, Signore</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>San Giuseppe Oriol</strong>, sacerdote, Barcellona (Spagna), 23/11/1650- Barcellona, 23/03/1702. Proviene da una povera famiglia: <strong>il padre è tessitore di seta</strong> e muore sei mesi dopo la sua nascita.</p>
<h3>Avvenimenti</h3>
<ul>
<li><strong>Nel 1674 diviene dottore in teologia</strong> presso l’Università di Barcellona; due anni dopo è ordinato sacerdote.</li>
<li>Viene a<strong>ssunto come precettore da Tommaso Gasneri</strong> e vi rimane a servizio per dieci anni, mentre svolge la sua azione sacerdotale nella Chiesa di San Filippo Neri.</li>
<li>Nel 1686 si reca, a piedi, in pellegrinaggio a Roma, dove si trattiene un anno.</li>
<li>Svolge il suo <strong>ministero sacerdotale nella chiesa di Santa Maria del Pino</strong>. Ha molto successo nell’attività apostolica, specialmente con i ragazzi ei soldati.</li>
</ul>
<h3>Spiritualità</h3>
<p><strong>Profondamente unito al Signore</strong> con una preghiera prolungata davanti a Gesù Eucaristia, eccelle nello spirito di povertà e di umiltà. <strong>Trabocca di letizia cristiana</strong>. Esercita con impegno il ministero della riconciliazione. Grande spirito di penitenza: dorme tre ore al giorno su di una sedia,<strong> usa il cilicio</strong>, si racconta che per 26 anni si nutrì solo di pane e acqua.</p>
<h3>Morte</h3>
<p>Sentendo vicina la morte, si trasferisce in una stanza presso un amico. <strong>Riceve gli ultimi sacramenti</strong> e negli ultimi tre giorni si ciba solo dell’Eucaristia. Chiede a chi gli è vicino i recitare lo Stabat Mater: durante la preghiera, guardando il crocifisso, entra nella pace del Signore. <strong>È canonizzato nel 1909</strong>. Le sue spoglie mortali vengono distrutte durante la guerra civile spagnola; per supplire a questo barbaro e assurdo gesto, Pio XII nel 1941 dona alla città di Barcellona una reliquia del Santo (che era stata regalata a san Pio X).</p>
<p>Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi</p>
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<item>
<title>Leone XIV a ITA Airways: “Gli aerei siano vettori di pace”</title>
<link>https://www.eventi.news/leone-xiv-a-ita-airways-gli-aerei-siano-vettori-di-pace</link>
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<description><![CDATA[ In un tempo attraversato da conflitti e tensioni internazionali, il cielo torna a essere simbolo ambiguo: luogo di connessione e incontro, ma anche spazio da cui possono giungere distruzione e paura. È proprio da questa contraddizione che prende forma il forte appello di Leone XIV, che invita a riscoprire la vocazione originaria del volo come […]
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<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 20:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Leone, XIV, ITA, Airways:, “Gli, aerei, siano, vettori, pace”</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In un tempo attraversato da conflitti e tensioni internazionali, il cielo torna a essere simbolo ambiguo: luogo di connessione e incontro, ma anche spazio da cui possono giungere distruzione e paura. È proprio da questa contraddizione che prende forma il forte appello di Leone XIV, che invita a riscoprire la vocazione originaria del volo come strumento di pace. Le sue parole, pronunciate davanti al personale di ITA Airways, non sono soltanto una denuncia, ma anche un richiamo alla responsabilità collettiva. Perché il progresso tecnologico non diventi regresso umano, è necessario orientarlo verso il dialogo, la fraternità e la speranza.</strong></p>
<h3>Le parole del Santo Padre</h3>
<p>“Gli aerei dovrebbero essere sempre vettori di pace, mai di guerra!”. Leone XIV guarda al cielo, da dove nessuno dovrebbe aver paura che “arrivino minacce di morte e di distruzione”. L’attuale scenario internazionale, segnato da missili e raid nelle regioni mediorientali, racconta il contrario. E il Papa – incontrando dirigenti e personale di <strong>ITA Airways</strong>, la compagnia aerea di bandiera italiana che accompagna il Pontefice nei suoi viaggi in giro per il mondo – esprime la sua denuncia che ha il suono di un addolorato lamento. Dopo le tragiche esperienze del XX secolo, i bombardamenti aerei avrebbero dovuto essere banditi per sempre! Invece – come sappiamo – ci sono ancora, e lo sviluppo tecnologico, in sé positivo, è messo al servizio della guerra. Questo non è progresso, è regresso!</p>
<h3>Rotte di pace</h3>
<p>Di fronte a tutto questo, afferma Leone nel suo discorso, “diventa ancora più importante tracciare nei cieli rotte di pace”. È quello che fa il Papa e che hanno fatto tutti i Papi attraverso i viaggi apostolici, durante i quali il Vescovo di Roma “appare a tutti come messaggero di pace”. Le sue rotte sono ciò che sempre dovrebbero essere, cioè ponti di dialogo, di incontro, di fraternità. I viaggi papali sono infatti “uno dei simboli più eloquenti della missione dei Successori di Pietro nell’epoca contemporanea”. Una tradizione avviata nel 1964 da <strong>Paolo VI</strong> con lo storico pellegrinaggio in Terra Santa nei luoghi di nascita del cristianesimo, e proseguita da tutti i Papi che gli sono succeduti; in primis Giovanni Paolo II, il Papa globe-trotter con all’attivo 104 trasferte all’estero, poi Benedetto XVI con 24 viaggi internazionali e Francesco con 47 giri in 66 Paesi.</p>
<h3>Il viaggio in Africa ad aprile</h3>
<p>Un cammino mai interrotto nei cinque continenti, legato “in modo speciale” prima ad Alitalia e ora ITA Airways e al loro personale composto oltre che da “professionisti qualificati ed esperti”, anche da “persone capaci di creare un ambiente sereno, direi quasi familiare, dove il rispetto si sposa con la devozione”, afferma Leone XIV. Il quale volerà con ITA il prossimo 13 aprile, data di inizio del lungo viaggio apostolico in Africa, secondo dopo Türkiye e Libano del novembre-dicembre 2025 (in mezzo la breve tappa nel Principato di Monaco, il 28 marzo, che il Pontefice raggiungerà in elicottero). Algeria, Camerun, Angola, Guinea Equatoriale, le tappe che il Papa raggiungerà proprio grazie a ITA Airways.</p>
<h3>Attenzione e benevolenza</h3>
<p>“Incontrarvi – dice Leone durante l’udienza – mi dà modo di <strong>esprimere l’apprezzamento e la gratitudine miei personali e della Santa Sede per questo prezioso servizio</strong>”. Speranza del Papa è che “nello spirito di questa consolidata e cordiale collaborazione”, l’accoglienza prestata a lui, al suo seguito e ai giornalisti che lo accompagneranno “continui a riflettere quella particolare attenzione e benevolenza che i tempi in cui viviamo rendono sempre più necessaria”. Vi ringrazio perché, nella missione che il Signore mi ha affidato, so di poter contare su di voi.</p>
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<item>
<title>La Domenica delle Palme in Duomo</title>
<link>https://www.eventi.news/la-domenica-delle-palme-in-duomo</link>
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<description><![CDATA[ Domenica 29 marzo, alle 10.30, il Pontificale presieduto dall&#039;Arcivescovo: diretta tv e web. La celebrazione - che apre la Settimana Santa - comincerà con la benedizione degli ulivi e la processione da Santa Maria Annunciata in Camposanto fino alla Cattedrale, per commemorare l’ingresso del Signore a Gerusalemme ]]></description>
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<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 17:00:19 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Domenica, delle, Palme, Duomo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2025/04/Foto-13-04-25-09-41-13-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2025/04/Foto-13-04-25-09-41-13-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2025/04/Foto-13-04-25-09-41-13-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2025/04/Foto-13-04-25-09-41-13-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Foto Andrea Cherchi</span><p>Domenica 29 marzo, alle 10.30 in Duomo, l’Arcivescovo, monsignor Mario Delpini, presiede il Pontificale per la Domenica delle Palme, con cui si apre la Settimana Santa. <strong><em>Diretta su Telenova (canale 18 del digitale terrestre) e in streaming sul portale diocesano <a href="https://www.chiesadimilano.it/">www.chiesadimilano.it</a> e sul canale <a href="http://youtube.com/chiesadimilano" target="_blank" rel="noopener">Youtube.com/chiesadimilano</a></em></strong>. Il Pontificale sarà tradotto nella lingua dei segni e sottotitolato.</p>
<p>La celebrazione comincerà con la benedizione degli ulivi e delle palme e la processione che si muoverà da Santa Maria Annunciata in Camposanto fino al portone principale della Cattedrale, per commemorare l’ingresso del Signore a Gerusalemme.</p>
<p>Ulivi e palme sono portati a Milano dalla comunità parrocchiale di Recco (Ge). Originario di Recco era San Giovanni Bono, 36mo Vescovo di Milano, che tornò in città dopo l’esilio genovese degli Arcivescovi a seguito della invasione longobarda, e i cui resti sono conservati in Cattedrale nell’altare a lui dedicato. </p>
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</item>

<item>
<title>La carica dei 101 catecumeni verso la Traditio</title>
<link>https://www.eventi.news/la-carica-dei-101-catecumeni-verso-la-traditio</link>
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<description><![CDATA[ Sabato 28 marzo, prima della Veglia per la consegna del Credo, il ritiro e l&#039;incontro con l’Arcivescovo. Poi, nella notte di Pasqua, Battesimo, Confermazione ed Eucaristia ]]></description>
<enclosure url="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/EP-04-12-25-25-980x551.jpg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 17:00:19 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>carica, dei, 101, catecumeni, verso, Traditio</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/EP-04-12-25-25-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="L'incontro dei catecumeni con l'Arcivescovo nel 2025 (Agenzia Fotogramma)" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/EP-04-12-25-25-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/EP-04-12-25-25-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/EP-04-12-25-25-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">L'incontro dei catecumeni con l'Arcivescovo dello scorso anno (Agenzia Fotogramma)</span><p>Sono 101 i catecumeni adulti della Diocesi che nella prossima Veglia pasquale riceveranno Battesimo, Confermazione ed Eucaristia. Un numero in crescita rispetto agli anni precedenti, come spiega don Matteo Dal Santo, responsabile del Servizio per la catechesi e per il catecumenato, presentando il ritiro che li vedrà riuniti sabato 28 marzo al Centro pastorale ambrosiano, poco prima della Traditio Symboli con l’arcivescovo Delpini: «I catecumeni quest’anno sono 101, lo scorso anno erano 89 e negli anni precedenti ancora meno».</p>
<h2>Sempre più giovani e italiani</h2>
<p>Un incremento che conferma una tendenza ormai stabile, accompagnata da altri elementi significativi. «Il dato che sorprende, ma che è in continuità con gli ultimi anni, è che l’età si abbassa sempre di più – aggiunge don Dal Santo -: il 45% ha meno di trent’anni. E stanno aumentando anche le persone nate in Italia». Tra i 101 eletti di quest’anno, infatti, «53 sono europei: 36 italiani, 12 albanesi, due francesi, due spagnoli e una persona proveniente dalla Repubblica Ceca. Un dato che cambia anche l’immagine abituale del catecumenato, solitamente immaginato come una realtà legata soprattutto ai migranti».</p>
<p>Un altro elemento significativo è quello relativo alla residenza. «La maggior parte dei catecumeni viene da Milano e da centri urbani abbastanza grandi. Questo dice che il pluralismo della città, che a volte guardiamo con sospetto, può diventare invece occasione di ricerca, di dialogo».</p>
<h2>La fede nella pastorale ordinaria</h2>
<p>L’incontro con la fede, nella maggior parte dei casi, nasce dentro la vita ordinaria delle parrocchie. «Per i più giovani può essere l’oratorio; per gli adulti il momento in cui decidono di sposarsi e iniziano il percorso di preparazione al matrimonio; per i genitori l’inizio del catechismo dei figli. È significativo, perché mostra che la vita ordinaria delle nostre comunità è ancora feconda e capace di generare la fede. Questo non avviene allo stesso modo in altri Paesi. Per esempio, in Francia, che registra un grande incremento dei catecumeni negli ultimi anni, non sempre il cammino prende avvio della pastorale ordinaria».</p>
<h2>Esperienze liete e dolorose</h2>
<p>Accanto a queste esperienze, se ne aggiungono tuttavia altre più personali. «Molti giungono alla fede quando nasce loro un figlio. Oppure dopo momenti di dolore, propri o di persone care. In questi casi, il cammino nasce spesso dalla preghiera, prima ancora di sapere bene a chi ci si rivolga, e dalla vicinanza di qualche credente che aiuta ad aprire orizzonti nuovi».</p>
<h2>L’importanza del ritiro</h2>
<p>Il ritiro del 28 marzo sarà dedicato soprattutto al “dopo”. «È importante – spiega don Dal Santo – accompagnare i catecumeni non solo prima dei sacramenti, ma soprattutto quando devono tornare alla vita ordinaria delle comunità». Durante la giornata sono previsti lavori di gruppo. «Chiederemo ai catecumeni quali sono le attese verso le loro parrocchie e agli accompagnatori di interrogarsi su come le comunità possano sostenere il cammino dopo la Pasqua». Nel pomeriggio arriverà l’Arcivescovo, che ascolterà il frutto del confronto e guiderà la riflessione in preparazione alla Traditio Symboli, la veglia in Duomo nella quale sarà consegnato il Credo.</p>
<p>«Tradizione significa consegna. La Chiesa affida ai catecumeni i suoi tesori più preziosi: durante il cammino si consegnano il Padre nostro, il comandamento dell’amore e, poco prima dei sacramenti, il Credo, che è la sintesi della nostra fede. È un dono da custodire e da vivere».</p>
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<title>Traditio Symboli, una porta aperta sulla vita</title>
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<description><![CDATA[ Sabato 28 marzo giovani e catecumeni in Cattedrale per la Veglia di preghiera con l&#039;Arcivescovo (diretta web). Il titolo, tratto dal Vangelo di Giovanni, evidenziato dall’allestimento scenografico realizzato in collaborazione con gli studenti del NABA ]]></description>
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<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 17:00:18 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Tradizione-Simboli-dello-scorso-anno-Agenzia-Fotogramma-1-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Traditio Simboli 2025 (Agenzia Fotogramma)" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Tradizione-Simboli-dello-scorso-anno-Agenzia-Fotogramma-1-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Tradizione-Simboli-dello-scorso-anno-Agenzia-Fotogramma-1-768x432.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Tradizione-Simboli-dello-scorso-anno-Agenzia-Fotogramma-1-195x110.jpg 195w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Tradizione-Simboli-dello-scorso-anno-Agenzia-Fotogramma-1.jpg 796w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Un momento della Traditio Simboli dello scorso anno (Agenzia Fotogramma)</span><p>Le porte del Duomo si aprono ai giovani. Sabato 28 marzo, alle 20.45, l’arcivescovo Mario Delpini inviterà la Chiesa ambrosiana più giovane a varcare una soglia decisiva: quella della Settimana Autentica e del mistero della Pasqua. In Cattedrale sono attesi i giovani della Diocesi con educatori ed educatrici, insieme ai catecumeni che nella Veglia pasquale riceveranno il Battesimo. Tutti convocati per la Veglia <em>in Traditione Symboli</em>: uno dei passaggi più intensi del cammino quaresimale che richiama il dono della trasmissione della fede <strong>(diretta su <a href="https://www.chiesadimilano.it/">www.chiesadimilano.it</a> e <a href="http://youtube.com/chiesadimilano">youtube.com/chiesadimilano</a>).</strong></p>
<h2>Ingresso alla vita piena</h2>
<p>Il titolo scelto, «Io sono la porta», è un riferimento al Vangelo di Giovanni (Gv 10,1-10), un passo che si offre come chiave di lettura dell’intera esperienza: riconoscere nella Pasqua di Gesù l’ingresso alla vita piena. Un’immagine concreta e potente, che intercetta le domande di tanti giovani: scelte da compiere, porte chiuse, occasioni che fanno paura, relazioni davanti alle quali non si sa se bussare. La Veglia, grazie alla presenza dell’Arcivescovo, diventa così un’occasione privilegiata di incontro e preghiera perché i giovani possano riconoscersi parte di un unico cammino diocesano.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2867659" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2867659 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/unnamed-1.jpg" alt="NABA Traditio Symboli 2026" width="1280" height="720" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/unnamed-1.jpg 1280w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/unnamed-1-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/unnamed-1-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/unnamed-1-768x432.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/unnamed-1-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px"><figcaption class="wp-caption-text">Qui e nelle immagini sotto, le studentesse del NABA al lavoro sulla scenografia</figcaption></figure>
<h2>La collaborazione con NABA</h2>
<p>A rendere ancora più eloquente il segno della “porta” sarà l’allestimento scenografico realizzato grazie alla collaborazione con gli studenti di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti. La vita, soprattutto da giovani, assomiglia spesso a un corridoio pieno di porte: alcune si aprono, altre restano chiuse, altre ancora attendono solo il coraggio di essere attraversate. Da questa intuizione nasce un progetto che unisce essenzialità e significato, grazie alla collaborazione tra la Diocesi e un’istituzione accademica di formazione all’arte e al <em>design</em> di fama internazionale.</p>
<p><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-2867660 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/unnamed-2.jpg" alt="NABA Traditio Symboli 2026" width="1280" height="720" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/unnamed-2.jpg 1280w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/unnamed-2-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/unnamed-2-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/unnamed-2-768x432.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/unnamed-2-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px"></p>
<p>Spiega Alessandro Colombo, docente di Regia, media ed eventi del Triennio in Scenografia: «Siamo partiti da un’immagine forte, quella della porta, della soglia, del passaggio». Da qui, l’idea di costruire un allestimento affidato a strumenti semplici della tradizione scenotecnica: telai in legno, che prendono forma sull’Altare maggiore, evocando di volta in volta varchi, passaggi o, ancora, ante che si aprono e si chiudono. «Elementi minimi – prosegue il docente – che permettono di creare armonicamente, per lo spazio del Duomo, una costruzione scenografica sobria, ma simbolica».</p>
<h2>Esprimere le sfide della gioventù</h2>
<p>Tramite segni e linee, i colori che connotano i quattro profili di porte si riuniscono al centro, nelle ante, rivestite di carta, della porta principale, che durante la celebrazione si apriranno fino a svelare la croce e l’altare. Il lavoro – sostenuto dallo staff NABA e dall’allestitore Way spa per la realizzazione delle strutture lignee – ha coinvolto direttamente le studentesse, impegnate nella decorazione e nella ricerca cromatica. «Lavorare a un progetto che parla anche alla nostra generazione è stato importante per esprimere le sfide dell’età giovanile, racconta Federica Donati».</p>
<p><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-2867661 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/unnamed-3.jpg" alt="NABA Traditio Symboli 2026" width="1280" height="960" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/unnamed-3.jpg 1280w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/unnamed-3-768x576.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/unnamed-3-360x270.jpg 360w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px"></p>
<p>Particolare attenzione è stata dedicata alla dimensione estetica: colori acrilici come azzurro, rosso, giallo e blu, studiati nelle loro combinazioni per arrivare a una sintesi nel colore centrale. Uno spazio che apre anche a prospettive future, dando voce alle nuove generazioni. «Spero che questa collaborazione con i giovani possa crescere nel tempo», osserva Sofia Missana, alla quale fa eco Viola Girardi: «È stato bello partecipare e poter portare il nostro contributo».</p>
<p>Ancora pochi giorni di rifiniture, prima di scoprire la suggestione che regaleranno a tanti loro coetanei con il loro impegno e la loro arte. Una porta si apre, e non solo come segno scenico, ma come invito concreto: attraversare la Pasqua per entrare nella vita.</p>
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<title>Don Giorgi: «Non dimenticatevi del Libano»</title>
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<description><![CDATA[ Il sacerdote milanese impegnato in una parrocchia di Beirut racconta il travaglio del Paese alle prese con un milione di profughi: «Nella nostra comunità abbiamo accolto 150 persone: c’è paura, ma ci sono anche segni di speranza. La grandiosità di questa terra è la convivenza tra 18 etnie diverse. Per i cristiani la sfida è rimanere in questo contesto» ]]></description>
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<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 17:00:17 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/sirspa_20260310095656212_c567717ac3adeb2cd904fc352c872f2a-1-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Sfollati a Beirut (foto Ansa / Sir)" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/sirspa_20260310095656212_c567717ac3adeb2cd904fc352c872f2a-1-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/sirspa_20260310095656212_c567717ac3adeb2cd904fc352c872f2a-1-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/sirspa_20260310095656212_c567717ac3adeb2cd904fc352c872f2a-1-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Sfollati a Beirut (foto Ansa / Sir)</span><p>«Non dimenticateci». Si conclude così il dialogo con don Carlo Giorgi del Vicariato apostolico di Beirut, la Chiesa libanese di rito latino. Milanese di origine, già giornalista, grande conoscitore della realtà mediorientale, da molti anni don Giorgi fa parte della comunità neocatecumenale che gestisce diversi Seminari nel mondo, tra cui quello di Beirut che lui ha frequentato.</p>
<p><strong>Qual è oggi la situazione in Libano?</strong> <br>
Israele ha occupato il sud, quella fascia di 15 chilometri situata sotto il fiume Litani, ordinando l’evacuazione. Adesso c’è un’invasione massiva anche di terra. I profughi sono già moltissimi: un milione, pari a un quinto della popolazione libanese. Un esodo riversatosi su Beirut, tanto grave da spingere il Governo a realizzare un piano per portare almeno una parte di questi profughi più a nord, verso Biblos e Tripoli, perché la capitale non riesce più a sopportare un tale peso.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2817110" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2817110" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2024/10/carlo-giorgi-680x382.jpg" alt="Don Carlo Giorgi" width="680" height="382" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2024/10/carlo-giorgi-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2024/10/carlo-giorgi-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2024/10/carlo-giorgi-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><figcaption class="wp-caption-text">Don Carlo Giorgi</figcaption></figure>
<p><strong>Oltretutto negli anni scorsi il Libano ha già accolto 2 milioni di profughi siriani in fuga dalla guerra…<br>
</strong>Certo. Adesso forse qualcuno è tornato in patria, ma sono numeri enormi: è come se l’Italia accogliesse 30 milioni di profughi. Senza contare che il Paese sta vivendo una profonda crisi economica, con stipendi bassi – specie quelli statali – per cui spesso bisogna fare due lavori per garantire il minimo indispensabile di sussistenza alla famiglia.</p>
<p><strong>Lei è impegnato nella parrocchia San Giuseppe Amonot di Beirut</strong>. <strong>Come vi siete organizzati?<br>
</strong>Questa guerra è scoppiata improvvisamente, ma ci siamo attivati subito perché, purtroppo o per fortuna, abbiamo esperienza. Già nella guerra del 2024 avevamo trasformato la nostra parrocchia in uno <em>shelter</em>, un rifugio, un punto di accoglienza per i profughi. Quando, dal giorno alla notte, ci siamo resi conto che arrivavano i profughi, immediatamente la parrocchia si è aperta all’accoglienza. In questo momento sono tante le paure, ma anche i segni di speranza, perché i parrocchiani si sono messi in gioco. Abbiamo 150 persone accolte, con 20 bimbi minori di 3 anni. Il nostro <em>shelter</em> diffonde un suono giocoso di bambini che corrono e giocano. Poi ci sono gli adulti, attraversati dall’ansia, dal fatto di non essere più a casa propria, dalla depressione di essere inattivi.    </p>
<p><strong>Nel dicembre 2025 il primo viaggio apostolico di papa Leone XIV ha toccato anche il Libano. Che segno è stato per la gente?   <br>
</strong>È stato importante e molto particolare, perché durante l’anno giubilare il Papa non si muove da Roma. Certo, si ricordavano i 1700 anni del Concilio di Nicea; quindi, la visita in Turchia aveva un significato evidentemente universale; ma la sosta da noi era davvero insperata e profetica. Lo slogan del viaggio era «Beati i costruttori di pace» e il Papa ha continuato a insistere sul fatto che la pace non si costruisce con la violenza. Ha invitato, come aveva fatto appena eletto, a disarmare i cuori, a disarmare gli arsenali e ha dato coraggio specie ai nostri giovani, a cui ha detto: «Voi potete cambiare il corso della storia se nel vostro cuore c’è Gesù Cristo, se rimanete nella Chiesa, se coltivate questa relazione». Io credo che quei semi daranno il loro frutto.</p>
<p><strong>Perché si dice che il Libano è una “pietra dello scandalo” per il Medio Oriente? <br>
</strong>Perché riusciamo a convivere con 18 realtà diverse per religione ed etnia. In Libano non c’è nessuna maggioranza. La cosa eccezionale è che tutte le componenti sono minoranze, quindi nessuno può prevaricare sugli altri. Questa è la grandiosità del Paese. Nonostante la guerra civile che ha ferito in profondità, oggi a scuola i ragazzi sono musulmani e cristiani, negli uffici si lavora insieme, ci sono tante famiglie miste. È un modello che fa paura, perché può essere esportabile: questo non può fare piacere a chi vuole la guerra. Odio chiama odio e chi non ha il Vangelo nel cuore, vorrà vendicarsi. Ci vuole uno scatto coraggioso verso la pace e la Chiesa può fare molto. La sfida per i cristiani è rimanere.</p>
<p><strong>L’augurio migliore, quindi, è che non abbandoniate la terra libanese…<br>
</strong>Sì. La Chiesa anche adesso sta mostrando il suo volto migliore: accoglie e consola. Se i cristiani rimangono in Medio Oriente c’è una voce – quella del Vangelo – che può dare speranza anche ad altri. Se diventassimo una minoranza insignificante, tutto diventerebbe molto più complicato.</p>
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<title>Il Simbolo della fede per ispirare la scelta dei giovani</title>
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<description><![CDATA[ La Traditio Symboli come momento per accogliere la vita in abbondanza, sull’esempio dei catecumeni: così la presenta don Marco Fusi, responsabile del Servizio diocesano. Prima della Veglia, con «La via della Bellezza» sarà possibile visitare le Basiliche di San Lorenzo Maggiore e di Santa Maria della Passione ]]></description>
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<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 17:00:16 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Simbolo, della, fede, per, ispirare, scelta, dei, giovani</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DEE_ITL_TRADITIO_SYMBOLI_MILANO_42025_-35-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Traditio Symboli 2025" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DEE_ITL_TRADITIO_SYMBOLI_MILANO_42025_-35-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DEE_ITL_TRADITIO_SYMBOLI_MILANO_42025_-35-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DEE_ITL_TRADITIO_SYMBOLI_MILANO_42025_-35-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Giovani alla Traditio Symboli dello scorso anno (Agenzia Fotogramma)</span><p>Attraversare una porta non è soltanto un gesto quotidiano, ma un passaggio simbolico che invita a uscire da se stessi per aprirsi al mondo e alle ferite del nostro tempo. È questo il significato profondo della Veglia <em>in Traditione Symboli</em>, momento centrale per i giovani ambrosiani, che si rinnova anche quest’anno sabato 28 marzo.  </p>
<p>«I giovani saranno provocati dalla presenza dei catecumeni – spiega don Marco Fusi, responsabile del Servizio per i giovani e l’università -, e potranno così riscoprire che solo attraverso Gesù, nell’amicizia con lui, è possibile accogliere la vita in abbondanza». Un invito a lasciarsi interrogare da chi ha scelto consapevolmente la fede.</p>
<h2>Un passaggio decisivo</h2>
<p>Il gesto della consegna del Simbolo apostolico, compiuto dall’Arcivescovo prima ai catecumeni e poi a tutti i giovani presenti, rappresenta un passaggio decisivo. «Con la scelta della fede tutto ciò che fa parte dell’esistenza viene illuminato e si può vivere a pieno – sottolinea don Marco -. “Il coraggio di scegliere viene dall’amore”, aveva detto papa Leone XIV a Tor Vergata, al Giubileo dei Giovani: le scelte più autentiche e coraggiose, in una prospettiva di vocazione, nascono dall’amore che abbiamo ricevuto e che si è rivelato in Gesù Cristo».</p>
<h2>Chiamati ad affidarsi</h2>
<p>Il tema della Veglia richiama l’immagine evangelica di Gesù come porta: attraversarla significa sperimentare la vita in pienezza. In una cultura segnata da molte “porte” e possibilità, la fede si presenta come una scelta libera e consapevole, capace di orientare l’esistenza verso il meglio di sé.</p>
<p>Non manca uno sguardo al presente, segnato da incertezze globali che toccano in particolare le nuove generazioni. Dice ancora Fusi: «L’invito a spalancare le porte a Cristo e a non avere paura, oggi è quanto mai attuale: i giovani sono chiamati a scegliere in un tempo in cui gli orizzonti appaiono annebbiati, ma questa paura e incertezza si scioglie nell’affidamento, intuendo che c’è una bellezza nel diventare adulti e nell’essere credenti».</p>
<p>Nel pomeriggio di sabato 28 marzo (dalle 15.30 alle 17.30), prima della Veglia sarà possibile riscoprire la fede attraverso l’arte, accompagnati ad ammirare con i giovani de «La via della Bellezza» la Basilica di San Lorenzo Maggiore e la Basilica di Santa Maria della Passione (per info e prenotazioni: giovani@diocesi.milano.it). Un’occasione per attraversare nuove porte, interiori e spirituali, e ritrovare il senso del proprio cammino.</p>
<p> </p>
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<title>Leone XIV: morte e dolore causati dalle guerre sono uno scandalo per la famiglia umana</title>
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<description><![CDATA[ Al termine dell’Angelus, il Papa esprime «sgomento» per la situazione in Medio Oriente e altri territori di conflitti: «Non possiamo rimanere in silenzio di fronte alla sofferenza di così tante vittime inermi». Nuovo appello a far cessare le ostilità e aprire «cammini di pace» fondati su dialogo e rispetto della dignità umana ]]></description>
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<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 17:00:16 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Leone, XIV:, morte, dolore, causati, dalle, guerre, sono, uno, scandalo, per, famiglia, umana</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Una-donna-in-lacrime-in-un-edificio-distrutto-a-Teheran-680x382.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Una donna in lacrime in un edificio distrutto a Teheran" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Una-donna-in-lacrime-in-un-edificio-distrutto-a-Teheran-680x382.jpeg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Una-donna-in-lacrime-in-un-edificio-distrutto-a-Teheran-980x551.jpeg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Una-donna-in-lacrime-in-un-edificio-distrutto-a-Teheran-195x110.jpeg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Una donna in lacrime in un edificio distrutto a Teheran</span><p><a href="https://www.vaticannews.va/it.html" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Da Vatican News</em></strong></a></p>
<p>Raid da Teheran nel sud di Israele, attacchi in Iraq, oltre 200 obiettivi di Hezbollah colpiti dall’Idf in Libano in questa settimana. E poi il conflitto senza fine in Ucraina, le violenze tra Afghanistan e Pakistan, il sangue sparso nelle regioni del Sahel, in Sudan e all’est della Repubblica Democratica del Congo, le tensioni nel sud-est asiatico, le crisi e le guerriglie in America Latina. È un mondo dilaniato dalle guerre questo attuale e papa Leone XIV non nasconde la sua angoscia dinanzi a un simile scenario.</p>
<p>«Continuo a seguire con sgomento la situazione in Medio Oriente, così come in altre regioni del mondo lacerate dalla guerra e dalla violenza – scandisce dalla finestra del Palazzo Apostolico il Pontefice, dopo l’Angelus. Il pensiero del Vescovo di Roma è soprattutto per le centinaia di migliaia di persone che, seppur innocenti, pagano il prezzo più alto, diventando il primo e più tragico bersaglio di conflitti che non hanno scelto: «Non possiamo rimanere in silenzio di fronte alla sofferenza di così tante persone, vittime inermi di questi conflitti. Ciò che li ferisce, ferisce l’intera umanità»</p>
<h2>Cammini di pace</h2>
<p>Le parole del Papa risuonano nette dagli altoparlanti di tutta Piazza San Pietro, dove sono diecimila i pellegrini riuniti sotto la finestra a guardare il drappo con lo stemma pontificio, il cui rosso spezza il grigiore di questa domenica romana: «La morte e il dolore provocati da queste guerre sono uno scandalo per tutta la famiglia umana e un grido al cospetto di Dio!».</p>
<p>Con forza Leone XIV rinnova l’appello, reiterato già negli Angelus precedenti, a «perseverare nella preghiera», affinché «cessino le ostilità e si aprano finalmente cammini di pace fondati sul dialogo sincero e sul rispetto della dignità di ogni persona umana».</p>
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<title>Domenica 29 Marzo</title>
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<description><![CDATA[ Disegni a cura di Virna Maria Paghini, Ordo Virginum Milano ]]></description>
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<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 17:00:15 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Domenica, Marzo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/20_6_QUA_26-AM-A_immagine-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/20_6_QUA_26-AM-A_immagine-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/20_6_QUA_26-AM-A_immagine-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/20_6_QUA_26-AM-A_immagine-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p><strong>Rito ambrosiano e rito romano</strong>  <br>
Domenica delle Palme</p>
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<title>Edizione di domenica 22 marzo</title>
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<description><![CDATA[ The post Edizione di domenica 22 marzo appeared first on Chiesa di Milano. ]]></description>
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<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 17:00:14 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/MI7-2026-03-22_page-0001-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/MI7-2026-03-22_page-0001-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/MI7-2026-03-22_page-0001-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/MI7-2026-03-22_page-0001-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/comunicazione/milano-sette/edizione-di-domenica-22-marzo-3-2867852.html">Edizione di domenica 22 marzo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/">Chiesa di Milano</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Terra Santa, cancellata la Processione delle Palme, rinviata la Messa Crismale</title>
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<description><![CDATA[ La dichiarazione del patriarca Pizzaballa: «Non sarà possibile celebrare degnamente e insieme la Pasqua» ]]></description>
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<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 17:00:14 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Terra, Santa, cancellata, Processione, delle, Palme, rinviata, Messa, Crismale</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="607" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2017/06/Santo-Sepolcro-607x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Il Santo Sepolcro a Gerusalemme" loading="lazy" link_thumbnail=""><span class="bso_caption">Il Santo Sepolcro a Gerusalemme</span><p>«La tradizionale processione della Domenica delle Palme, che dal Monte degli Ulivi sale a Gerusalemme, è cancellata; la Messa crismale è rinviata a data da destinarsi, non appena la situazione lo consentirà, possibilmente entro il tempo pasquale; alla durezza di questo tempo di guerra, che ci coinvolge tutti, si aggiunge oggi anche quella di non poter celebrare degnamente e insieme la Pasqua». È quanto si legge in una nota diffusa oggi dal Patriarcato latino di Gerusalemme firmata dal patriarca, cardinale Pierbattista Pizzaballa, riguardante le imminenti celebrazioni della Settimana Santa, «cuore pulsante della nostra fede, a Gerusalemme e presso il Santo Sepolcro».</p>
<p>«A causa della guerra – scrive il Patriarca – quest’anno non ci è stato possibile vivere il tradizionale cammino quaresimale a Gerusalemme, con le solenni celebrazioni al Santo Sepolcro e nei Luoghi Santi della Passione. Se abbiamo potuto pregare e prepararci personalmente, abbiamo sentito la mancanza del cammino comunitario verso la Pasqua».</p>
<h2>Impossibili le celebrazioni ordinarie</h2>
<p>Purtroppo, rimarca «le restrizioni imposte dal conflitto e gli eventi degli ultimi giorni non lasciano presagire un miglioramento imminente. In costante dialogo con le autorità competenti, insieme alle altre Chiese cristiane, stiamo valutando come sia possibile, nelle forme da concordare, celebrare il mistero centrale della nostra salvezza nel cuore delle nostre Chiese. La situazione rimane in continua evoluzione e non è possibile fornire indicazioni definitive per i giorni a venire; saremo pertanto costretti a un coordinamento giorno per giorno». Tuttavia, aggiunge, «è già chiaro che non potranno svolgersi celebrazioni ordinarie aperte a tutti».</p>
<h2>Un’altra ferita</h2>
<p>Da qui l’annuncio che «la tradizionale processione della Domenica delle Palme, che dal Monte degli Ulivi sale a Gerusalemme, è cancellata. Sarà sostituita da un momento di preghiera per la città di Gerusalemme, in un luogo da definire. La Messa crismale è rinviata a data da destinarsi, non appena la situazione lo consentirà, possibilmente entro il tempo pasquale. Il Dicastero per il Culto Divino ha già concesso il necessario assenso. Alla durezza di questo tempo di guerra, che ci coinvolge tutti, si aggiunge oggi anche quella di non poter celebrare degnamente e insieme la Pasqua. È una ferita – sottolinea il Patriarca – che si aggiunge a tante altre inferte dal conflitto. Ma non dobbiamo lasciarci scoraggiare. Se non possiamo riunirci come vorremmo, non rinunciamo alla preghiera».</p>
<h2>Il 28 marzo il Rosario</h2>
<p>A tale motivo, la nota informa che «le chiese della diocesi restano aperte. Parroci e sacerdoti, nelle forme e con le modalità possibili, faranno il possibile per favorire la preghiera e la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni pasquali. Desideriamo quindi supplire a queste limitazioni con momenti di preghiera in famiglia e nelle nostre comunità religiose. So che già ovunque si prega, e mi consola vedere l’impegno per mantenere viva la tensione spirituale. Tuttavia, sento il bisogno di proporre una giornata particolare in cui, pur rimanendo ciascuno nei propri luoghi, ci si senta idealmente uniti nella preghiera per trovare conforto».</p>
<p>L’invito del Cardinale ai fedeli del Patriarcato è quello di «unirvi in preghiera sabato prossimo, 28 marzo, recitando il Rosario, preparato da padre Francesco Patton, per implorare il dono della pace e della serenità, specialmente per quanti soffrono a causa del conflitto. Lo faremo con cuore umile, certi che la nostra preghiera, anche se fisicamente distanti, è capace di attingere alla forza dell’amore di Dio, che ci unisce in spirito di speranza e di fiducia».</p>
<p>«La Pasqua, che celebriamo nel segno della passione, morte e risurrezione di Cristo, ci ricorda che nessuna oscurità, nemmeno quella della guerra, può avere l’ultima parola. Il sepolcro vuoto – conclude Pizzaballa – è il sigillo della vittoria della vita sull’odio, della misericordia sul peccato. Lasciamo che questa certezza illumini i nostri passi e sostenga la nostra speranza».</p>
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<title>Domenica delle Palme</title>
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<description><![CDATA[ A cura di Gianantonio Borgonovo ]]></description>
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<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 17:00:12 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Domenica, delle, Palme</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/lezionario-ambrosiano/quaresima-2026-anno-a-lz/domenica-delle-palme-59-2867878.html">Domenica delle Palme</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/">Chiesa di Milano</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>«Alzati e cammina», celebrazione penitenziale in Duomo</title>
<link>https://www.eventi.news/alzati-e-cammina-celebrazione-penitenziale-in-duomo</link>
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<description><![CDATA[ Ascolto della Parola, preghiera, pentimento e accoglienza della penitenza proposta: questi i momenti che caratterizzeranno la liturgia comunitaria presieduta dall’Arcivescovo lunedì 30 marzo alle 18.30, all’inizio della Settimana santa ]]></description>
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<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 17:00:11 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>«Alzati, cammina», celebrazione, penitenziale, Duomo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2025/04/cid_67a4d274-4fb7-4c13-b7ca-d7a70a31291f@ad_glauco-2048x1536-1-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2025/04/cid_67a4d274-4fb7-4c13-b7ca-d7a70a31291f@ad_glauco-2048x1536-1-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2025/04/cid_67a4d274-4fb7-4c13-b7ca-d7a70a31291f@ad_glauco-2048x1536-1-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2025/04/cid_67a4d274-4fb7-4c13-b7ca-d7a70a31291f@ad_glauco-2048x1536-1-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Un momento della celebrazione penitenziale del 2024</span><p>«Alzati e cammina» sono le parole del Vangelo che guideranno la celebrazione penitenziale in Duomo, lunedì 30 marzo alle 18.30. Presiederà la liturgia del Sacramento l’Arcivescovo monsignor Mario Delpini. Sono accolti tutti i fedeli che insieme, all’inizio della Settimana santa, vogliono esprimere il desiderio di riconciliazione col Signore e con la Chiesa.</p>
<h2>La dimensione ecclesiale</h2>
<p>Proprio la dimensione ecclesiale sarà sottolineata da questa preghiera comune che, pur prevedendo il tempo per l’accusa e l’assoluzione personale, privilegia come momenti del sacramento del perdono anche l’ascolto della Parola, la condivisione delle preghiere, il silenzio del pentimento e l’accoglienza della penitenza che il Vescovo proporrà a tutti, fino ad arrivare a cantare la gioia del perdono per aprire il cuore a una vita rinnovata. I sacerdoti che ne hanno la possibilità sono invitati a essere presenti per rendere più agile il momento dell’accusa e dell’assoluzione.</p>
<p>Una parte del <strong><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/lent/documents/20260205-messaggio-quaresima.html" target="_blank" rel="noopener">messaggio del Papa per la Quaresima</a></strong> introdurrà la celebrazione. La guarigione miracolosa del paralitico sarà il brano di Vangelo di riferimento e uno dei Prefazi della liturgia ambrosiana sarà il ringraziamento che, attraverso la parola dell’Arcivescovo, verrà innalzato al Padre di infinita misericordia.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/celebrazione-penitenziale-duomo-2026-2867504.html">«Alzati e cammina», celebrazione penitenziale in Duomo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/">Chiesa di Milano</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Carcere: Claudio, dall’ergastolo al giornalismo</title>
<link>https://www.eventi.news/carcere-claudio-dallergastolo-al-giornalismo</link>
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<description><![CDATA[ Da 16 anni recluso a Opera, si laurea in Editoria e poi fonda un giornale, “Mobul”, in cui i detenuti offrono il loro punto di vista sulla realtà carceraria. L’Ordine dei giornalisti della Lombardia gli ha conferito il tesserino da pubblicista ]]></description>
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<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 17:00:10 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Carcere:, Claudio, dall’ergastolo, giornalismo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/cq5dam.thumbnail.cropped.1500.844-7-680x382.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/cq5dam.thumbnail.cropped.1500.844-7-680x382.jpeg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/cq5dam.thumbnail.cropped.1500.844-7-980x551.jpeg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/cq5dam.thumbnail.cropped.1500.844-7-768x432.jpeg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/cq5dam.thumbnail.cropped.1500.844-7-195x110.jpeg 195w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/cq5dam.thumbnail.cropped.1500.844-7.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Il tesserino da giornalista di Claudio Lamponi (foto Vatican News)</span><p><strong><em><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/storia-claudio-lamponi-detenuto-giornalista-carcere-milano.html">da Vatican News</a></em></strong></p>
<p>«Giornalista è una parola grossa, ho ancora molto lavoro da fare…». È umile, Claudio Lamponi, quando ti apre il suo cuore, eppure in pochi, anche all’esterno del carcere, possono vantare in curriculum di aver fondato, edito e diretto un giornale in un colpo solo. Lui sì, così l’Ordine dei giornalisti della Lombardia lo premia con il tesserino da pubblicista e lui ne va fiero, si vede. Gli chiediamo quali sono le difficoltà che incontra un giornalista detenuto: «Un detenuto che vuole lavorare, non solo nel giornalismo, incontra sempre difficoltà, perché il reato spesso limita l’accesso al lavoro – racconta ai media vaticani – da giornalista in particolare, temo che essendo io stesso detenuto, il mio punto di vista sul carcere a volte non venga preso sul serio».</p>
<div>
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<h2><b>Un percorso di revisione e crescita</b></h2>
<p>Claudio oggi ha 45 anni, ma quando ha varcato per la prima volta la porta del carcere ne aveva 29 e sulle spalle la condanna più pesante: ergastolo. Poteva credere che la sua vita fosse finita lì, invece no: «Ho provato a dare un senso. Inizialmente l’ho fatto solo per riempire le giornate vuote, poi ho capito che volevo qualcosa di più – spiega – non volevo che gli anni passassero e mi ritrovassi vecchio e magari peggiore di quando ero entrato. Una grande spinta al cambiamento è stata la famiglia: l’ho fatto anche per loro». Così frequenta tanti corsi, a partire dal teatro, finché ha la possibilità di iscriversi all’università e di conseguire la laurea magistrale in Editoria.</p>
<h2><b>A Roma per il Giubileo dei detenuti</b></h2>
<p>Nell’istituto di pena di Opera a Milano entrano molti volontari: un giorno Claudio conosce quelli di Incontro e presenza: «Sono persone splendide, che trascorrono il loro tempo libero dentro, con noi – gli sembra incredibile – e nascono dei bei rapporti, delle amicizie vere».</p>
<p>Grazie a loro riesce a partecipare per due giorni a Roma al Giubileo dei detenuti, evento conclusivo dell’Anno Santo dedicato alla Speranza, svoltosi in piazza San Pietro il 14 dicembre 2025. «È stata un’esperienza unica, tanti di noi, così vicini, tutti insieme per lo stesso obiettivo – ricorda – abbiamo partecipato a tanti eventi, ma nel cuore mi resta soprattutto la Messa in Basilica con Papa Leone».</p>
<h2><b>Il lavoro come strumento di riabilitazione</b></h2>
<p>Claudio ci ha sempre creduto, per questo l’anno scorso ha fatto domanda per un lavoro esterno, secondo il regime dell’articolo 21: «Ancora non ho avuto risposta, ma sono fiducioso – rivela – intanto sono stato ammesso a questo tirocinio all’università dove incontro tanti giornalisti che fanno questo mestiere da anni, da loro posso imparare molto».</p>
<p>D’altronde anche il giornale “Mobul” l’ha creato per la voglia di imparare e migliorarsi sempre: «È nato per portare fuori le notizie positive che ci sono dentro, come storie di cambiamento, ma anche per creare una rete di amicizie tra noi detenuti», afferma. Poi c’è il lavoro nella falegnameria-liuteria di Opera in cui vengono realizzati gli strumenti per l’Orchestra del Mare.</p>
<h2><b>Tra passato e futuro  </b></h2>
<p>Ha ragione, Claudio, quando parla dei rapporti di amicizia che s’instaurano anche con la distanza solo apparentemente incolmabile tra dentro e fuori: con lui è molto facile parlare e così osiamo domandargli se c’è qualcosa che direbbe al se stesso di 16 anni fa, quello che era stato arrestato e portato in carcere. Riflette. «Nulla, perché è così diverso da me oggi, che non ascolterebbe il mio consiglio». Anche sul futuro, poi, ha le idee chiare: «So che è tutto da costruire e con difficoltà – conclude – spero di non incontrare troppo ostacoli, ma più di tutto spero di essere sempre capace di fare la scelta migliore. Per me e per tutti».  </p>
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<title>«Ricevete lo Spirito Santo:  a chi rimetterete i peccati i peccati saranno rimessi»</title>
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<description><![CDATA[ Esequie di mons. Gianfranco Meana, Milano, Duomo - 21 marzo 2026 ]]></description>
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<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 17:00:09 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>«Ricevete, Spirito, Santo:, chi, rimetterete, peccati, peccati, saranno, rimessi»</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>1. Un prete, dunque, ha a che fare con i peccati</strong></p>
<p>Lo Spirito è dono del Risorto per la missione della Chiesa e la comunione nella Chiesa: tutto è vivo perché animato dallo Spirito. Nel Vangelo proclamato nella celebrazione del funerale di un prete, la parola di Gesù accompagna il dono dello Spirito e chiama i discepoli a partecipare alla sua missione, in particolare nel giudizio sul peccato.</p>
<p>Un prete ha a che fare con il peccato. Entra nell’enigma di una libertà che sceglie il male invece del bene. Raccoglie la confidenza sull’infelicità di chi ha scelto di ascoltare il serpente piuttosto che il Padre. Il prete ha a che fare con il peccato e dice, in nome di Dio, le parole della verità e della misericordia. La parola che lo Spirito ispira intende condurre il pentimento a non essere solo dolore e vergogna, ma piuttosto principio di una nuova libertà, più umile, più sapiente, più disposta ad accogliere la gioia di essere amati dal Padre misericordioso.</p>
<p>Un prete ha a che fare con il peccato per dire al peccatore la parola che libera.</p>
<p> </p>
<p><strong>2. Un prete ha a che fare con le ferite provocate dal male</strong></p>
<p>Un prete ha a che fare con il male e con le ferite di cui soffrono i figli degli uomini.</p>
<p>Raccoglie le confidenze, gli sfoghi, la desolazione, la mortificazione della stima negata, dell’amore spezzato, dell’umiliazione immeritata. Di fronte al male che fa soffrire, al male compiuto e al male subito, il prete, in nome di Dio, risponde alle confidenze confidando lo sguardo di Dio, invocando il Consolatore. L’incontro con la misericordia incoraggia ad essere misericordiosi, la rivelazione di essere stimati ed attesi da Dio dispone ad avere stima e pazienza anche verso chi non ti stima e non ha pazienza.</p>
<p>Un prete ha a che fare con il peccato per offrire al peccatore la grazia della vita in Cristo.</p>
<p> </p>
<p><strong>3. Un prete ha a che fare con l’intimità malata</strong></p>
<p>Il prete ha a che fare con quell’ombra che si sottrae alla luce, con quella parte torbida della vita e del cuore, del pensiero e del desiderio. Il prete ha a che fare con quel fango torbido che inquina la <em>«sorgente</em> <em>d’acqua che zampilla per la vita eterna» </em>(<em>Gv</em> 4,14), che lo Spirito ha posto nell’intimo dei figli e delle figlie di Dio. Il prete è talvolta chiamato a rendersi conto di quel groviglio confuso di passioni, di volgarità, di meschinità, che avvelena la vita del peccatore.</p>
<p>Il prete che raccoglie le confidenze dei penitenti deve vigilare per non essere contagiato dal fango torbido che la parola del perdono e della verità possono purificare.</p>
<p>L’angolo oscuro del cuore umano, quella parte di sé di cui si vergognano gli uomini e le donne, si apre al prete perché invoca la luce per dissipare le tenebre, la forza per resistere all’attrattiva delle passioni disordinate, la pace per riconciliarsi con la propria storia e presentarsi come peccatori perdonati alla famiglia dei figli di Dio.</p>
<p>Un prete ha a che fare con il peccato, il suo peccato e il peccato dei penitenti, per sperimentare la gioia semplice e sincera della guarigione del male.</p>
<p> </p>
<p>Che cosa possiamo dire per parlare di mons. Gianfranco Meana? È stato prete dal 27 giugno 1964, Vicario parrocchiale in Pogliano dal 1964, Vicario parrocchiale presso la Parrocchia S. Andrea in Milano dal 1979, Parroco in Calco dal 1990, Parroco presso la Parrocchia S. Gerardo al Corpo in Monza dal 1990, dal 2008 Canonico maggiore effettivo e Penitenziere del Capitolo Maggiore della Basilica Metropolitana, Penitenziere maggiore della Veneranda Penitenzieria, dal 2015 Penitenziere emerito. Possiamo dire che ha avuto a che fare con il peccato e per grazia dello Spirito Santo ha pronunciato la parola che libera, ha confermato la grazia della vita in Cristo, ha offerto la gioia semplice e sincera.</p>
<p>Ecco che cosa possiamo dire: è stato un prete.</p>
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<title>Don Massimo Donghi (1970&#45;2026)</title>
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<description><![CDATA[ In data 22 marzo 2026 è deceduto il Rev.do Don Massimo Donghi. Nato a Seregno (MB) il 01/06/1970 Ordinato sacerdote nel Duomo di Milano il 08/06/1996 Dal 1996 al 2004 Vicario parrocchiale presso la Parrocchia Santi Gervaso e Protaso in Macherio Dal 2004 al 2015 Vicario parrocchiale presso la Parrocchia Santi Pietro, Marcellino, Erasmo in […]
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<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 17:00:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Don, Massimo, Donghi, 1970-2026</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/donghi-massimo-ok-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/donghi-massimo-ok-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/donghi-massimo-ok-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>In data 22 marzo 2026 è deceduto il Rev.do <strong>Don Massimo Donghi</strong>.</p>
<p>Nato a Seregno (MB) il 01/06/1970</p>
<p>Ordinato sacerdote nel Duomo di Milano il 08/06/1996</p>
<p>Dal 1996 al 2004 Vicario parrocchiale presso la Parrocchia Santi Gervaso e Protaso in Macherio</p>
<p>Dal 2004 al 2015 Vicario parrocchiale presso la Parrocchia Santi Pietro, Marcellino, Erasmo in Besana in Brianza</p>
<p>Dal 2004 al 2007 Responsabile per la Pastorale Giovanile e poi fino al 2015 Vicario della Comunità Pastorale “S. Caterina” in Besana in Brianza</p>
<p>Dal 2014 al 2015 Rappresentante di zona nel Consiglio Pastorale Diocesano per la zona pastorale V – Monza</p>
<p>Dal 2015 al 2024 Responsabile della Comunità Pastorale “Maria Madre della Chiesa” in Cassina de’ Pecchi</p>
<p>Dal 2021 al 2024 Decano per il decanato di Cernusco sul Naviglio</p>
<p>Dal 2024 Responsabile della Comunità Pastorale “Maria Regina del Rosario” in Limbiate</p>
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<title>Zuppi: «La polarizzazione lacera la società»</title>
<link>https://www.eventi.news/zuppi-la-polarizzazione-lacera-la-societa</link>
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<description><![CDATA[ «Chi attribuisce alla Chiesa intenzioni di parte non la conosce»: così il Presidente della Cei ha introdotto la sessione primaverile del Consiglio episcopale permanente, rinnovando inoltre la vicinanza alle Chiese del Medio Oriente e il sostegno agli appelli di pace del Papa ]]></description>
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<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 17:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Zuppi:, «La, polarizzazione, lacera, società»</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2025/05/CGZ9579-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2025/05/CGZ9579-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2025/05/CGZ9579-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2025/05/CGZ9579-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Il Consiglio permanente al lavoro (foto Gennari / Siciliani / Sir)</span><p>«Vicinanza alle Chiese del Medio Oriente, segnate ancora una volta dalla violenza dei conflitti, dall’insicurezza, dalla paura, dalla sofferenza di popolazioni intere Le ferite di quelle terre attraversano il corpo della Chiesa e interrogano la coscienza di tutti». Con queste parole il cardinale Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Cei, ha aperto il Consiglio permanente dei vescovi italiani, in corso a Roma fino al 25 marzo.</p>
<p>«Auspichiamo che la voce di papa Leone sia ascoltata dai responsabili delle nazioni, si decida il cessate il fuoco perché la guerra non sia una spirale che faccia precipitare tutti in una voragine», l’appello del Cardinale, che ha ricordato il martirio di padre Pierre Al-Rahi, il quale «ha scelto di rimanere accanto alla sua comunità fino alla fine, testimoniando con la sua vita e con il suo sangue la fedeltà al Vangelo e alla missione pastorale affidatagli. Il suo sacrificio rimane per la nostra Chiesa un luminoso seme di speranza, di riconciliazione e di pace».</p>
<p>«La sua memoria ci riporta al cuore del Vangelo – ha proseguito Zuppi -. Una Chiesa che non arretra davanti al dolore, che rimane accanto al suo popolo, che condivide la sorte della gente e continua, proprio per questo, a essere presenza di prossimità, di amore e di pace». «Avviene così per tanti cristiani vittime di violenza e testimoni di Vangelo – ha sottolineato il presidente della Cei citando mons. Oscar Romero -. La voce del Santo Padre sulla pace è tra le poche che richiamano a una visione umana e ragionevole dei rapporti tra i popoli. È una voce cristiana che dà voce all’anelito di pace e di libertà di tanti che non hanno voce, che non hanno possibilità o libertà per esprimere la loro grande sofferenza e le loro aspirazioni alla fine della violenza. E sempre desideriamo unirci coralmente alla voce del Papa, come abbiamo fatto nella recente Giornata di preghiera dedicata alla pace, in tutte le Chiese d’Italia».</p>
<h2>«La Chiesa non fa blocco con nessuna forza politica o sociale»</h2>
<p>«La Chiesa, nella società, si presenta sola e libera, amica, pronta a collaborare al bene comune. Ma non fa blocco con nessuna forza politica o sociale», ha precisato il cardinale Zuppi, aggiungendo: «Viviamo in tempi di polarizzazione. Lo vediamo nella vita politica, nel dibattito generale, sui <em>social</em> e ovunque. Questo lacera la società. Nella Chiesa è compito di tutti vivere intimamente ed esprimere l’unità, che non è un’uniformità di facciata, ma si radica nell’Eucarestia e nel testamento stesso del Signore Gesù. Quell’unità che è una nota fondamentale dell’essere Chiesa».</p>
<p>«Il clima polarizzato e protagonistico della società può spingere a sottovalutare il valore dell’unità, che impregna tutta la sua vita e che costituisce un saldo approdo per i credenti, per gli uomini e le donne di buona volontà – ha riconosciuto Zuppi -. Questo deve portare – come insegnava papa Giovanni – a mettere da parte ciò che divide e cercare quello che unisce, non giustificare mai la divisione e la malevolenza, cercare sempre la via della riconciliazione, iniziando da sé e amando sempre nostra Madre Chiesa».</p>
<p>«Chi pensa di capire la Chiesa con misere letture politiche o le attribuisce intenzioni di parte non la conosce così come ignora la sua libertà di indicare e vivere l’unica parte che cerca: la difesa della persona». «La Chiesa è popolo di Dio, non una somma di individualità – ha puntualizzato il Cardinale -. È comunione, non autosufficienza; è pellegrina nella storia, non padrona della storia; è segno, non fine a sé stessa; è strumento, non protagonista autoreferenziale. La presenza ecclesiale non nasce dalla ricerca di spazio, ma da una responsabilità evangelica. Non è un’occupazione del sociale, ma una forma dell’annuncio. Non è l’aggiunta pratica a una fede privata, ma il modo con cui la carità rende visibile il Vangelo. La Chiesa, infatti, non vive per sé stessa. Non si comprende a partire dalle sue strutture, pur necessarie, né dal solo profilo istituzionale».</p>
<h2>«Arruolare la Chiesa fa male alla politica e alla Chiesa»</h2>
<p>«Non spetta direttamente alla Chiesa fare politica. Ma proprio per questo spetta alla Chiesa, con ancora maggiore passione, formare coscienze laicali libere, mature, coraggiose, capaci di discernimento e di responsabilità». Il cardinale Zuppi ha messo in guardia dal rischio del «disimpegno», e dal «sostituirsi impropriamente alla responsabilità dei laici, intervenendo direttamente là dove invece è decisiva la libertà della coscienza cristiana nella costruzione del bene comune».</p>
<p>«C’è poi il rischio di una politica o di organizzazioni sociali che pretendano di arruolare la Chiesa, di piegarne la libertà, di cercarne l’avallo, di utilizzarne la voce per i propri schieramenti – il monito del Cardinale -. Quando questo accade, si fa male alla politica e si fa male alla Chiesa». La comunità cristiana, invece, «resta fedele a una distinzione alta e necessaria: riconosce l’autorità politica come servizio al bene comune, ma conserva la libertà di parola e di giudizio quando sono in gioco i principi etici che promuovono la dignità della persona, quando si calpestano i poveri, quando la forza prende il posto del diritto».</p>
<p>«I discepoli di Gesù Cristo sono continuamente chiamati a comprendere cosa significa costruire il bene comune e mettersi al servizio del disegno di Dio sull’umanità», ha ricordato il Presidente della Cei, secondo il quale «è importante non far mancare il nostro impegno di cristiani che credono nella vita umana, nella famiglia, nell’educazione, nel volontariato, nella pace, nel lavoro degno, in un’economia per l’uomo, nella cura del creato, nell’inclusione dei poveri».</p>
<h2>«C’è fame di comunità»</h2>
<p>«Nella nostra società, di fronte alle difficoltà della famiglia, alle grandi solitudini, che – in modo diverso – toccano giovani e anziani, c’è fame di comunità». Ne è convinto Zuppi, che ha definito l’<em>Evangelii gaudium </em>di papa Francesco – rilanciata da papa Leone – «il testo base per la missione della Chiesa in questi primi decenni del XXI secolo, nella città globale, dove le dimensioni stesse della Chiesa – come la parrocchia – acquistano una forma diversa dal passato».</p>
<p>Quella che serve, per Zuppi, è «una Chiesa che si orienta tutta nella missione»: di qui la necessità di «costruire comunità vere nelle nostre parrocchie e nel nostro mondo», di «accogliere quanti, adulti, accedono o riscoprono il Battesimo e di avviare il dialogo con i tanti che non incontriamo», perché «solo comunità, delle più diverse dimensioni e caratteristiche, possono essere punto d’approdo per i cercatori di senso, compagne dei catecumeni, punto di riferimento nella società, anima delle celebrazioni liturgiche, cuore di un servizio ai poveri non istituzionale e assistenziale. Solo le comunità possono realizzare l’estroversione missionaria e incarnare un atteggiamento dialogico con quanti sono in ricerca. Comunità autentiche sono alla base di una responsabilità sinodale, che non sia uno slogan, un laboratorio astratto o un fatto istituzionale». In altre parole, servono «tessitori di fraternità, capaci di dare carne alle nostre istituzioni, creatori di legami. Si tratta di coinvolgere tutti nella creazione di un tessuto ecclesiale comunitario».</p>
<h2>Cinquant’anni di Convegni ecclesiali</h2>
<p>Poi la citazione dei cinquant’anni dal primo Convegno ecclesiale nazionale, da cui ha preso avvio la storia degli appuntamenti decennali (Roma, Loreto, Palermo, Verona, Firenze): «Il binomio evangelizzazione e promozione umana dice ancora tanto della specifica vocazione della Chiesa a comunicare il Vangelo, ma anche di far crescere la società italiana che stava affrontando allora tempi non facili, segnati com’erano dal terrorismo – il riferimento al tema dell’evento -. No, non ci rinchiuderemo in un’irrilevanza pigra, per conservare noi stessi, per farci proteggere dal freddo della storia. La Chiesa è ben di più che un museo di un’antica storia di fede e di cultura, ben di più di un’agenzia di valori, ben di più di un’organizzazione di servizio sociale o educativo! Lo diciamo con molta umiltà, ma con la consapevolezza della densità teologica, religiosa, umana, sociale che comporta il nostro essere Chiesa. Questo non è senso di superiorità o isolamento, tantomeno mancare alle nostre responsabilità».</p>
<h2>«Sofferenza per le tragedie nel Mediterraneo»</h2>
<p>«La vita ordinaria delle nostre Chiese continua a custodire una trama di bene che tiene insieme il Paese molto più di quanto spesso si riconosca». Zuppi ha tracciato il ritratto della Chiesa in Italia come «presenza viva»: «Penso alla prossimità verso gli anziani soli, alla cura delle famiglie ferite, all’accompagnamento dei giovani (moltissimi dei quali emigrano, basta pensare che solo nel 2025 gli italiani che hanno lasciato l’Italia sono stati 142.000), al sostegno a chi perde il lavoro o non riesce a trovarlo, all’attenzione verso chi si trova ad affrontare l’annoso problema abitativo, verso chi è povero, verso chi vive condizioni di marginalità, verso chi affronta prove interiori che non sempre hanno nome, verso chi emigra a causa delle guerre, delle violenze e delle catastrofi ambientali».</p>
<p>A questo proposito, Zuppi ha rinnovato la «sofferenza per le tragedie che non smettono di consumarsi nel Mediterraneo a cui non ci possiamo mai abituare e a cui occorre continuare a dare risposte adeguate. La Chiesa non farà venir meno l’attenzione su temi su cui si gioca il futuro della nostra civiltàۜ».</p>
<h2>Sinodalità, incontro e ascolto</h2>
<p>Sul piano pastorale, il Presidente della Cei ha citato «la bellezza e la ricchezza del percorso sinodale che abbiamo vissuto in questi anni e che ci vedrà uniti, in questi giorni, nell’esame delle Linee di orientamento che porteremo poi all’Assemblea Generale di maggio. Il testo, che non sostituisce il Documento di sintesi del Cammino sinodale e non si sovrappone al discernimento delle Chiese locali, indica alcune priorità che dovranno illuminare la vita ecclesiale negli anni a venire – ha anticipato il cardinale a proposito del lavoro di questi giorni -. Su tutte rimane l’annuncio del Vangelo nel mondo di oggi, proprio come ci ha sollecitati papa Leone XIV incontrandoci lo scorso 17 giugno. La presenza ecclesiale nel tempo e nella storia è l’opposto della contrapposizione sterile, della polemica permanente, dell’irrigidimento che difende ma non genera, che delimita ma non incontra», ha spiegato Zuppi, secondo il quale uno dei compiti più urgenti oggi è «custodire e promuovere uno stile capace di incontro, di ascolto, di amicizia sociale, di pazienza, di umiltà, di libertà interiore».</p>
<h2>«L’intelligenza artificiale può accrescere le contrapposizioni»</h2>
<p>«Le trasformazioni in corso dal punto di vista sociale e politico, le guerre e le disuguaglianze, i benefici e i pericoli che provengono dall’intelligenza artificiale e da chi detiene il controllo degli algoritmi possono accrescere contrapposizioni piuttosto che generare unità – il grido d’allarme del cardinale Zuppi -. Mai il genere umano ebbe a disposizione tante ricchezze, possibilità e potenza economica; e tuttavia una grande parte degli abitanti del globo è ancora tormentata dalla fame e dalla miseria, e intere moltitudini non sanno né leggere né scrivere – la citazione della <em>Gaudium et Spes</em> – Mai come oggi gli uomini hanno avuto un senso così acuto della libertà, e intanto sorgono nuove forme di schiavitù sociale e psichica».</p>
<p>«Questo modo di essere Chiesa non ci può vedere chiusi in sacrestia – l’appello del Presidente della Cei -. I discepoli di Cristo percorrono le strade infangate o polverose, abitano in mezzo alla gente per essere segno di speranza. I sogni e le sofferenze delle persone, soprattutto degli ultimi, non ci troveranno mai indifferenti».</p>
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<title>Ostensione San Francesco [Video] 370mila pellegrini ad Assisi</title>
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<description><![CDATA[ Un mese di fede: Assisi accoglie il mondo attorno al Santo Ostensione – Si è conclusa oggi, domenica 22 marzo, la venerazione pubblica delle spoglie [Leggi]
L&#039;articolo Ostensione San Francesco [Video] 370mila pellegrini ad Assisi sembra essere il primo su Assisi Oggi. ]]></description>
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<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 16:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Ostensione, San, Francesco, Video, 370mila, pellegrini, Assisi</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Un mese di fede: Assisi accoglie il mondo attorno al Santo Ostensione – Si è conclusa oggi, domenica 22 marzo, la venerazione pubblica delle spoglie <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.assisioggi.it/religioni/ostensione-san-francesco-370mila-pellegrini-ad-assisi-82288/" title="Ostensione San Francesco [Video] 370mila pellegrini ad Assisi">[Leggi]</a></p>
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<title>Le spoglie di Francesco commuovono credenti di tutto il mondo</title>
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<description><![CDATA[ Un mese di fede tocca Assisi con oltre 470mila presenze Si è chiusa ad Assisi una delle esperienze spirituali più intense degli ultimi anni. La [Leggi]
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<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 16:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>spoglie, Francesco, commuovono, credenti, tutto, mondo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Un mese di fede tocca Assisi con oltre 470mila presenze Si è chiusa ad Assisi una delle esperienze spirituali più intense degli ultimi anni. La <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.assisioggi.it/religioni/le-spoglie-di-francesco-commuovono-credenti-di-tutto-il-mondo-82294/" title="Le spoglie di Francesco commuovono credenti di tutto il mondo">[Leggi]</a></p>
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<title>Ostensione finita: san Francesco torna nel cuore di Assisi</title>
<link>https://www.eventi.news/ostensione-finita-san-francesco-torna-nel-cuore-di-assisi</link>
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<description><![CDATA[  Il rito della reposizione chiude ad Assisi un mese di fede Assisi, 23-03-2026 – Il sipario sulla storica esposizione delle spoglie di san Francesco si [Leggi]
L&#039;articolo Ostensione finita: san Francesco torna nel cuore di Assisi sembra essere il primo su Assisi Oggi. ]]></description>
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<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 16:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Ostensione, finita:, san, Francesco, torna, nel, cuore, Assisi</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p> Il rito della reposizione chiude ad Assisi un mese di fede Assisi, 23-03-2026 – Il sipario sulla storica esposizione delle spoglie di san Francesco si <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.assisioggi.it/assisi/ostensione-finita-san-francesco-torna-nel-cuore-di-assisi-82298/" title="Ostensione finita: san Francesco torna nel cuore di Assisi">[Leggi]</a></p>
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<item>
<title>&amp;quot;Senza rispetto del diritto non ci sarà mai pace&amp;quot;, 80 anni fa la morte del beato von Galen</title>
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<description><![CDATA[ Il 22 marzo 1946 moriva il Leone di Münster, &quot;l&#039;oppositore più ostinato del nazismo&quot; come l’aveva definito nel ’42 il New York Times, che denunciò i bombardamenti alleati che rasero al suolo le città tedesche. Molti spunti attuali nella sua corrispondenza con Pio XII che lo creò cardinale
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 17:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Senza, rispetto, del, diritto, non, sarà, mai, pace, anni, morte, del, beato, von, Galen</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il 22 marzo 1946 moriva il Leone di Münster, "l'oppositore più ostinato del nazismo" come l’aveva definito nel ’42 il New York Times, che denunciò i bombardamenti alleati che rasero al suolo le città tedesche. Molti spunti attuali nella sua corrispondenza con Pio XII che lo creò cardinale</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/von-galen-vescovo-di-munster-80-anni-morte-falasca.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Semeraro: San Benedetto, modello di autenticità per un mondo inquieto</title>
<link>https://www.eventi.news/semeraro-san-benedetto-modello-di-autenticita-per-un-mondo-inquieto</link>
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<description><![CDATA[ Il cardinale prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi ha presieduto oggi a Subiaco la Messa per la festa del Transito del padre del monachesimo occidentale. L’ascolto della Parola di Dio aiuta a evitare “l’arbitrio” che porta solo “distruzione, dolore e morte”, come sta accadendo “in queste settimane” nel mondo
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 17:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Semeraro:, San, Benedetto, modello, autenticità, per, mondo, inquieto</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il cardinale prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi ha presieduto oggi a Subiaco la Messa per la festa del Transito del padre del monachesimo occidentale. L’ascolto della Parola di Dio aiuta a evitare “l’arbitrio” che porta solo “distruzione, dolore e morte”, come sta accadendo “in queste settimane” nel mondo</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/dicastero-santi-subiaco-monachesimo-arbitrio.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>L’immagine e la soglia, George Rouy a “Conciliazione 5”</title>
<link>https://www.eventi.news/limmagine-e-la-soglia-george-rouy-a-conciliazione-5</link>
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<description><![CDATA[ Una superficie opaca, attraversata da segni che emergono e si ritraggono. Non si lascia leggere subito. Si guarda, poi si torna indietro, si prova a ricomporre. È da questa resistenza che prende forma “Presence in Form”, la mostra di George Rouy inaugurata il 20 marzo 2026 a Conciliazione 5, primo capitolo del programma “Leggere di nuovo” curato da Donatien Grau, dedicato alla lettura come esperienza umana e culturale
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 17:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>L’immagine, soglia, George, Rouy, “Conciliazione, 5”</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Una superficie opaca, attraversata da segni che emergono e si ritraggono. Non si lascia leggere subito. Si guarda, poi si torna indietro, si prova a ricomporre. È da questa resistenza che prende forma “Presence in Form”, la mostra di George Rouy inaugurata il 20 marzo 2026 a Conciliazione 5, primo capitolo del programma “Leggere di nuovo” curato da Donatien Grau, dedicato alla lettura come esperienza umana e culturale</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/dicastero-cultura-educazione-arte-contemporanea-leggere-di-nuovo.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Iran, colpito l’impianto nucleare di Natanz. Nuovi bombardamenti sul Libano</title>
<link>https://www.eventi.news/iran-colpito-limpianto-nucleare-di-natanz-nuovi-bombardamenti-sul-libano</link>
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<description><![CDATA[ Per l’Aiea al momento non ci sono perdite di materiale radioattivo ma il sito è ancora in valutazione. Intanto Usa e Israele intensificano i raid su Teheran, bombe anche sul Libano dove gli sfollati a causa dell’offensiva israeliana sono più di un milione
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 17:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Iran, colpito, l’impianto, nucleare, Natanz., Nuovi, bombardamenti, sul, Libano</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Per l’Aiea al momento non ci sono perdite di materiale radioattivo ma il sito è ancora in valutazione. Intanto Usa e Israele intensificano i raid su Teheran, bombe anche sul Libano dove gli sfollati a causa dell’offensiva israeliana sono più di un milione</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/iran-usa-israele-guerra-sito-nucleare-natanz-raid-libano.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Il Papa: gli occhi smarriti dei bambini di fronte alla guerra possano convertirci</title>
<link>https://www.eventi.news/il-papa-gli-occhi-smarriti-dei-bambini-di-fronte-alla-guerra-possano-convertirci</link>
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<description><![CDATA[ Lettera di Leone XIV indirizzata al direttore di “Avvenire”, Marco Girardo, e rivolta ai lettori di “Popotus”, l’inserto settimanale dedicato a più piccoli che celebra il 30.mo anniversario. Il Pontefice invita a non lasciare che i bambini credano di poter trovare nei chatbot dell’IA “i migliori amici” o “l&#039;oracolo di ogni sapere”, impigrendo “intelletto e capacità relazionale”. “Per rimanere umani – afferma - abbiamo bisogno di preservare uno sguardo bambino sulla realtà”
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 17:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Papa:, gli, occhi, smarriti, dei, bambini, fronte, alla, guerra, possano, convertirci</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Lettera di Leone XIV indirizzata al direttore di “Avvenire”, Marco Girardo, e rivolta ai lettori di “Popotus”, l’inserto settimanale dedicato a più piccoli che celebra il 30.mo anniversario. Il Pontefice invita a non lasciare che i bambini credano di poter trovare nei chatbot dell’IA “i migliori amici” o “l'oracolo di ogni sapere”, impigrendo “intelletto e capacità relazionale”. “Per rimanere umani – afferma - abbiamo bisogno di preservare uno sguardo bambino sulla realtà”</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-03/papa-leone-xiv-lettera-direttore-avvenire-popotus-bambini.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Incontri Teologici 2026 a Rijeka, profetizzare pace in tempo di guerra</title>
<link>https://www.eventi.news/incontri-teologici-2026-a-rijeka-profetizzare-pace-in-tempo-di-guerra</link>
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<description><![CDATA[ L’Arcidiocesi di Rijeka - Fiume, in Croazia, organizza dal 12 al 18 luglio 2026, per il quinto anno, un programma per studenti e laureati in teologia, sul tema “Profetizzare la pace circondati dal rumore della guerra: costruzione della pace nell’epoca del militarismo”. Lezioni e dialoghi tra quattro docenti, ospiti internazionali e quaranta studenti cattolici, ortodossi, protestanti e musulmani. Iscrizioni aperte fino a metà aprile
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                      ]]></description>
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 17:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Incontri, Teologici, 2026, Rijeka, profetizzare, pace, tempo, guerra</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>L’Arcidiocesi di Rijeka - Fiume, in Croazia, organizza dal 12 al 18 luglio 2026, per il quinto anno, un programma per studenti e laureati in teologia, sul tema “Profetizzare la pace circondati dal rumore della guerra: costruzione della pace nell’epoca del militarismo”. Lezioni e dialoghi tra quattro docenti, ospiti internazionali e quaranta studenti cattolici, ortodossi, protestanti e musulmani. Iscrizioni aperte fino a metà aprile</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/teologia-incontri-mediterraneo-rijeka-pace-religioni-militarismo.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Libano, la famiglia cristiana rimasta nel suo villaggio nonostante bombe e paura</title>
<link>https://www.eventi.news/libano-la-famiglia-cristiana-rimasta-nel-suo-villaggio-nonostante-bombe-e-paura</link>
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<description><![CDATA[ Mario Abou Khalil, sua moglie e i suoi cinque figli, hanno scelto di rimanere nel villaggio di Ankoun, a pochi chilometri da Sidone, anche se i bombardamenti israeliani continuano incessantemente. La loro è l&#039;ultima casa cristiana abitata di tutta la zona: migliaia le persone che hanno deciso di fuggire. La fede e la speranza contro ogni timore
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 17:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Libano, famiglia, cristiana, rimasta, nel, suo, villaggio, nonostante, bombe, paura</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Mario Abou Khalil, sua moglie e i suoi cinque figli, hanno scelto di rimanere nel villaggio di Ankoun, a pochi chilometri da Sidone, anche se i bombardamenti israeliani continuano incessantemente. La loro è l'ultima casa cristiana abitata di tutta la zona: migliaia le persone che hanno deciso di fuggire. La fede e la speranza contro ogni timore</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/libano-guerra-cristiani-sfollati-morti-israele.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Pakistan, la fine del Ramadan occasione di incontro e dialogo</title>
<link>https://www.eventi.news/pakistan-la-fine-del-ramadan-occasione-di-incontro-e-dialogo</link>
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<description><![CDATA[ Anche nel 2026, come in passato, la festa di Eid-al Fitr offre testimonianze per superare le divisioni e promuovere la convivenza pacifica, attraverso gesti simbolici di solidarietà e di pace, unendo le comunità nel Paese asiatico 
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 17:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Pakistan, fine, del, Ramadan, occasione, incontro, dialogo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Anche nel 2026, come in passato, la festa di Eid-al Fitr offre testimonianze per superare le divisioni e promuovere la convivenza pacifica, attraverso gesti simbolici di solidarietà e di pace, unendo le comunità nel Paese asiatico </p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/pakistan-dialogo-minoranze-ramadan-musulmani-cristiani.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>È morto monsignor Lucaci, per anni guida della sezione romena di Radio Vaticana</title>
<link>https://www.eventi.news/e-morto-monsignor-lucaci-per-anni-guida-della-sezione-romena-di-radio-vaticana</link>
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<description><![CDATA[ Il 21 marzo, a Roma, è scomparso il sacerdote che per due decenni ha guidato con vivacità, esigenza e dedizione la redazione in lingua romena della emittente, contribuendo a trasmettere il messaggio della Chiesa Cattolica nel Paese nel periodo post-comunista. Uomo di studio e preghiera, già professore nella sua Iași, insegnò il romeno a Giovanni Paolo II in preparazione del viaggio in Romania del 1999
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 17:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>morto, monsignor, Lucaci, per, anni, guida, della, sezione, romena, Radio, Vaticana</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il 21 marzo, a Roma, è scomparso il sacerdote che per due decenni ha guidato con vivacità, esigenza e dedizione la redazione in lingua romena della emittente, contribuendo a trasmettere il messaggio della Chiesa Cattolica nel Paese nel periodo post-comunista. Uomo di studio e preghiera, già professore nella sua Iași, insegnò il romeno a Giovanni Paolo II in preparazione del viaggio in Romania del 1999</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/radio-vaticana-morte-monsignor-lucaci-redazione-romena.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Il Papa: liberare i cuori da egoismo, materialismo e violenza</title>
<link>https://www.eventi.news/il-papa-liberare-i-cuori-da-egoismo-materialismo-e-violenza</link>
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<description><![CDATA[ All’Angelus in Piazza San Pietro a cui partecipano, come da tradizione, anche i partecipanti alla Maratona di Roma, Leone XIV commenta il Vangelo della resurrezione di Lazzaro e invita a uscire dai sepolcri che provocano solitudine e insoddisfazione e inducono a mettere in atto comportamenti contrari alla vita. Fama, beni materiali, relazioni effimere, dice il Pontefice, non rendono immortali
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 17:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Papa:, liberare, cuori, egoismo, materialismo, violenza</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>All’Angelus in Piazza San Pietro a cui partecipano, come da tradizione, anche i partecipanti alla Maratona di Roma, Leone XIV commenta il Vangelo della resurrezione di Lazzaro e invita a uscire dai sepolcri che provocano solitudine e insoddisfazione e inducono a mettere in atto comportamenti contrari alla vita. Fama, beni materiali, relazioni effimere, dice il Pontefice, non rendono immortali</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-03/papa-angelus-vangelo-egoismo-materialismo-violenza.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Leone XIV: morte e dolore causati dalle guerre scandalo per la famiglia umana</title>
<link>https://www.eventi.news/leone-xiv-morte-e-dolore-causati-dalle-guerre-scandalo-per-la-famiglia-umana</link>
<guid>https://www.eventi.news/leone-xiv-morte-e-dolore-causati-dalle-guerre-scandalo-per-la-famiglia-umana</guid>
<description><![CDATA[ Al termine dell’Angelus, il Papa esprime “sgomento” per la situazione in Medio Oriente e altri territori di conflitti: “Non possiamo rimanere in silenzio di fronte alla sofferenza di così tante vittime inermi”. Il Pontefice rilancia l’appello a far cessare le ostilità e aprire “cammini di pace” fondati su dialogo e rispetto della dignità umana. Il saluto ai partecipanti alla Maratona di Roma: &quot;Possa lo sport tracciare sentieri di pace e inclusione sociale”
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 17:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Leone, XIV:, morte, dolore, causati, dalle, guerre, scandalo, per, famiglia, umana</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Al termine dell’Angelus, il Papa esprime “sgomento” per la situazione in Medio Oriente e altri territori di conflitti: “Non possiamo rimanere in silenzio di fronte alla sofferenza di così tante vittime inermi”. Il Pontefice rilancia l’appello a far cessare le ostilità e aprire “cammini di pace” fondati su dialogo e rispetto della dignità umana. Il saluto ai partecipanti alla Maratona di Roma: "Possa lo sport tracciare sentieri di pace e inclusione sociale”</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-03/papa-leone-xiv-appello-dopo-angelus-domenica-22-marzo-2026.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Il Papa: Ilia II, pastore devoto che ha accompagnato la Georgia in tempi difficili</title>
<link>https://www.eventi.news/il-papa-ilia-ii-pastore-devoto-che-ha-accompagnato-la-georgia-in-tempi-difficili</link>
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<description><![CDATA[ In un messaggio letto durante la cerimonia funebre del catholicos-patriarca del Paese caucasico, scomparso lo scorso 17 marzo, Leone XIV lo definisce “voce di riconciliazione” e “instancabile costruttore di unità”. Ricorda inoltre la sua passione per la musica, “stimolo alla ricerca della bellezza” che unisce le Chiese
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                      ]]></description>
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 17:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Papa:, Ilia, II, pastore, devoto, che, accompagnato, Georgia, tempi, difficili</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>In un messaggio letto durante la cerimonia funebre del catholicos-patriarca del Paese caucasico, scomparso lo scorso 17 marzo, Leone XIV lo definisce “voce di riconciliazione” e “instancabile costruttore di unità”. Ricorda inoltre la sua passione per la musica, “stimolo alla ricerca della bellezza” che unisce le Chiese</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-03/papa-leone-xiv-messaggio-ilia-ii-patriarca-georgia.html">Leggi Tutto</a></p>
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<title>Europa, l&amp;apos;impatto della guerra in Medio Oriente su energia e tassi d&amp;apos;interesse</title>
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<description><![CDATA[ Insieme all’Asia, uno dei continenti maggiormente colpiti è l’Europa. Gli effetti sui prezzi dei beni al consumo potranno essere più o meno intensi e prolungati, ma interesseranno giocoforza tutti i Paesi. Il problema è che le opzioni di contrasto alla crisi in mano ai leader politici europei sono più limitate rispetto a quelle presenti durante lo scoppio della guerra in Ucraina nel 2022
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 17:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Europa, limpatto, della, guerra, Medio, Oriente, energia, tassi, dinteresse</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Insieme all’Asia, uno dei continenti maggiormente colpiti è l’Europa. Gli effetti sui prezzi dei beni al consumo potranno essere più o meno intensi e prolungati, ma interesseranno giocoforza tutti i Paesi. Il problema è che le opzioni di contrasto alla crisi in mano ai leader politici europei sono più limitate rispetto a quelle presenti durante lo scoppio della guerra in Ucraina nel 2022</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/europa-guerra-medio-oriente-trump-bruxelles-israele-iran-gas.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Ucraina, le cliniche mobili che sfidano bombe e neve per curare i malati al fronte</title>
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<description><![CDATA[ L’associazione di ispirazione cattolica “Dignitas Ukraine”, fondata dal giovane francese Paul Vazeux e sostenuta dalla Elemosineria Apostolica e da Caritas Francia, fornisce assistenza medica e psicologica mensile a circa 2 mila pazienti disabili e anziani, in una cinquantina di villaggi delle zone rurali di Karkhiv e Sumy. Nei giorni scorsi un drone russo ha colpito uno dei loro veicoli. I volontari vanno avanti nella missione: &quot;Siamo pieni di gioia di servire Gesù nei poveri&quot;
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 17:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Ucraina, cliniche, mobili, che, sfidano, bombe, neve, per, curare, malati, fronte</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>L’associazione di ispirazione cattolica “Dignitas Ukraine”, fondata dal giovane francese Paul Vazeux e sostenuta dalla Elemosineria Apostolica e da Caritas Francia, fornisce assistenza medica e psicologica mensile a circa 2 mila pazienti disabili e anziani, in una cinquantina di villaggi delle zone rurali di Karkhiv e Sumy. Nei giorni scorsi un drone russo ha colpito uno dei loro veicoli. I volontari vanno avanti nella missione: "Siamo pieni di gioia di servire Gesù nei poveri"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/ucraina-associazione-dignitas-ukraine-medicine-cura-guerra.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>L&amp;apos;Iran pone sei condizioni per la fine della guerra. Massiccia offensiva dell&amp;apos;Idf sul Libano</title>
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<description><![CDATA[ Fare sì che il conflitto cessi e non si ripeta più e attuare un nuovo regime giuridico per lo Stretto di Hormuz sono tra i punti che le Guardie della Rivoluzione iraniane pongono come basi per lo stop dei bombardamenti. Nel Paese dei Cedri un’ondata estesa di attacchi aerei contro le infrastrutture di Hezbollah da parte di Israele. In Iraq preso di mira l’aeroporto internazionale di Baghdad 
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 17:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>LIran, pone, sei, condizioni, per, fine, della, guerra., Massiccia, offensiva, dellIdf, sul, Libano</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Fare sì che il conflitto cessi e non si ripeta più e attuare un nuovo regime giuridico per lo Stretto di Hormuz sono tra i punti che le Guardie della Rivoluzione iraniane pongono come basi per lo stop dei bombardamenti. Nel Paese dei Cedri un’ondata estesa di attacchi aerei contro le infrastrutture di Hezbollah da parte di Israele. In Iraq preso di mira l’aeroporto internazionale di Baghdad </p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/iran-guerra-usa-israele-missili-libano-iraq-vittime.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Assisi, si conclude la venerazione delle spoglie mortali di San Francesco</title>
<link>https://www.eventi.news/assisi-si-conclude-la-venerazione-delle-spoglie-mortali-di-san-francesco</link>
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<description><![CDATA[ Oltre 370 mila pellegrini giunti in un mese nella chiesa inferiore della Basilica di San Francesco. Messa presieduta dal cardinale Zuppi. Il custode del Sacro Convento, fra Moroni: &quot;In queste settimane, una fraternità composta e orante che ha voluto incontrare tutta la potenza di una vita animata dallo Spirito&quot;


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<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 17:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Assisi, conclude, venerazione, delle, spoglie, mortali, San, Francesco</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre 370 mila pellegrini giunti in un mese nella chiesa inferiore della Basilica di San Francesco. Messa presieduta dal cardinale Zuppi. Il custode del Sacro Convento, fra Moroni: "In queste settimane, una fraternità composta e orante che ha voluto incontrare tutta la potenza di una vita animata dallo Spirito"

</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/assisi-conclusa-venerazione-spoglie-mortali-san-francesco.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Sos globale, cresce il business dei mercanti di morte</title>
<link>https://www.eventi.news/sos-globale-cresce-il-business-dei-mercanti-di-morte</link>
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<description><![CDATA[ Sos mercanti di morte. Il rapporto dello Stockholm International Peace Research Institute (Sipri) fotografa l’andamento del mercato delle armi nel quinquennio 2021-2025. Il report rappresenta uno degli strumenti più utili per capire il mercato delle armi a livello internazionale e analizzare come questo è cambiato nel corso degli anni. Quest’ultima edizione, riferisce l’agenzia missionaria vaticana […]
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 13:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Sos, globale, cresce, business, dei, mercanti, morte</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sos mercanti di morte. Il rapporto dello Stockholm International Peace Research Institute (Sipri) fotografa l’andamento del <strong>mercato delle armi</strong> nel quinquennio 2021-2025. Il report rappresenta uno degli strumenti più utili per capire il mercato delle armi a livello internazionale e analizzare come questo è cambiato nel corso degli anni. Quest’ultima edizione, riferisce l’agenzia missionaria vaticana <em>Fides</em>, riflette i <strong>cambiamenti</strong> avvenuti a seguito delle guerre in Ucraina, in Sudan e in Medio Oriente. Ne emerge un quadro generale del peggioramento delle <strong>relazioni internazionali</strong> in questi ultimi anni. Il mercato delle armi nel lustro 2021-2025 è aumentato del 9,2% rispetto ai cinque anni precedenti, confermando una <strong>crescente tendenza</strong> iniziata nel quinquennio 2001-2005. Il Continente che ha aumentato di più le sue importazioni nel periodo preso in esame è l’Europa, dove le importazioni sono aumentate del 210%, trainate dal conflitto in Ucraina e dal riarmo dei Paesi europei. Negli altri la tendenza è negativa. In Africa le importazioni sono diminuite del 41%, in Asia e in Oceania del 20%, in <strong>Medio Oriente</strong> del 13%. Solo nelle Americhe l’aumento è stato del 12%. Parlando dei singoli Paesi, l’Ucraina rappresenta il principale importatore al mondo con una percentuale del 9,2% sul totale e gli <strong>Stati Uniti</strong> il principale fornitore con il 42%.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-493818" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-493818 size-full" src="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/artellliii72-war-6847182.jpg" alt="armi" width="1280" height="720" srcset="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/artellliii72-war-6847182.jpg 1280w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/artellliii72-war-6847182-300x169.jpg 300w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/artellliii72-war-6847182-1024x576.jpg 1024w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/artellliii72-war-6847182-768x432.jpg 768w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/artellliii72-war-6847182-747x420.jpg 747w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/artellliii72-war-6847182-150x84.jpg 150w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/artellliii72-war-6847182-600x338.jpg 600w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/artellliii72-war-6847182-696x392.jpg 696w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/03/artellliii72-war-6847182-1068x601.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px"><figcaption class="wp-caption-text">Esercito turco immagine di Artur Pawlak from Pixabay</figcaption></figure>
<h3>Sos export</h3>
<p>Riguardo ai Paesi fornitori, si nota come Washington abbia incrementato la sua quota quasi di un terzo in questi anni. Rispetto al periodo 2016-2020 le sue esportazioni sono aumentate del 27%. A seguire ci sono <strong>la Francia e la Russia</strong> rispettivamente con il 9,8 e il 6,8% delle esportazioni e una variazione del 21 e del -64%. Tra i primi dieci Paesi esportatori cinque sono <strong>Paesi europei</strong>. Oltre alla Francia e alla Russia sono presenti Germania, Italia – che segna l’aumento maggiore in termine di esportazioni con il 157% in più in cinque anni – <strong>Regno Unito e Spagna</strong>. Tra gli altri primi dieci esportatori va registrata la presenza della Cina, di Israele e della Corea del Sud. Tra i Paesi che hanno aumentato le loro<strong> esportazioni</strong> in questi anni la parte del leone l’ha fatta la Polonia. Varsavia rappresenta solo l’1% delle esportazioni mondiali, ma rispetto al 2016-2020, le sue esportazioni sono aumentate del 4.387%, con principale destinazione l’<strong>Ucraina</strong>. Un dato che ben rappresenta la nuova<strong> postura securitaria</strong> della politica estera del paese.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-458448 size-full" src="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/04/africa-1331327_1280.jpg" alt="sos" width="1280" height="720" srcset="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/04/africa-1331327_1280.jpg 1280w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/04/africa-1331327_1280-300x169.jpg 300w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/04/africa-1331327_1280-1024x576.jpg 1024w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/04/africa-1331327_1280-768x432.jpg 768w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/04/africa-1331327_1280-696x392.jpg 696w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/04/africa-1331327_1280-1068x601.jpg 1068w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/04/africa-1331327_1280-747x420.jpg 747w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px"></p>
<h3>Incognita Africa</h3>
<p>Gli unici Paesi africani che si trovano classificati tra i principali importatori sono il Marocco al ventottesimo posto – con <a href="https://www.interris.it/attualita/leone-xiv-le-nazioni-rinuncino-alle-armi-e-scelgano-la-via-del-dialogo-e-della-diplomazia/">un</a> <a href="https://www.fides.org/it/news/77482-Rapporto_Sipri_2026_il_mercato_delle_armi_aumenta_nel_mondo_e_in_Africa_resta_un_mistero">aumento</a> del 12% tra i due periodi analizzati – e l’Algeria al trentatreesimo, con una <strong>diminuzione del 78%</strong>. Il problema del mercato delle armi in Africa, messo in risalto dal rapporto, è la segretezza degli accordi tra fornitori e importatori, che rende impossibile un calcolo accurato. Questo problema si riscontra sulle forniture all’Algeria, che ha concluso in questi anni un <strong>accordo di fornitura</strong> con la Russia di cui non si conoscono i termini, e alle parti in conflitto della guerra in Sudan. La segretezza che avvolge il mercato delle armi in Africa rende possibile una <strong>previsione</strong> per i prossimi anni. Lì dove sono presenti situazioni di crisi politica non è da escludere che possano scoppiare <strong>nuove guerre</strong>.</p>
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<title>Santa Lea, ecco come la descrive San Girolamo</title>
<link>https://www.eventi.news/santa-lea-ecco-come-la-descrive-san-girolamo</link>
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<description><![CDATA[ Santa Lea, vedova, Roma, ? – Roma, 22/03/384. Di lei scrive san Girolamo (unico documento in cui si narra della sua vita), evidenziandone le grandi virtù cristiane. Avvenimenti • Proviene da una nobile famiglia. Rimane vedova in giovane età. • Nonostante venga richiesta in moglie dall’autorevole console Vezio Agorio Pretestato, preferisce aderire alla “Comunità di […]
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 13:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Santa, Lea, ecco, come, descrive, San, Girolamo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Santa Lea, vedova, Roma</strong>, ? – Roma, 22/03/384. Di lei scrive san Girolamo (unico documento in cui si narra della sua vita), evidenziandone le <strong>grandi virtù cristiane</strong>.</p>
<h3>Avvenimenti</h3>
<p>• Proviene da una nobile famiglia. <strong>Rimane vedova in giovane età</strong>.</p>
<p>• Nonostante venga richiesta in moglie dall’autorevole console Vezio Agorio Pretestato, preferisce aderire alla “Comunità di Marcella”, guidata da san Girolamo, dove si prega, si studiano le Scritture e si vive in castità e povertà.</p>
<h3>Spiritualità</h3>
<p>«<strong>Maestra di perfezione alle altre</strong>, più con l’esempio che con la parola, fu di un’umiltà cos sincera e profonda che, dopo essere stata gran dama, con molta servitù ai suoi ordini, si considera poi come una serva. Sarebbe difficile riconoscere in lei l’aristocratica di un tempo, ora che ha<strong> mutato le vesti delicate nel ruvido sacco,</strong> e mangia come i poveri che soccorre» (san Girolamo).</p>
<p>Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi</p>
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<title>Bella Fra!, ecco il logo e lo slogan dell’Oratorio estivo 2026</title>
<link>https://www.eventi.news/bella-fra-ecco-il-logo-e-lo-slogan-delloratorio-estivo-2026</link>
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<description><![CDATA[ La proposta, comune a tutti gli oratori lombardi, si ispira alla figura di San Francesco a 800 anni dalla morte. L’11 aprile in via Sant’Antonio la presentazione dei contenuti e dei materiali utili per la progettazione ]]></description>
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 10:00:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Bella, Fra, ecco, logo, slogan, dell’Oratorio, estivo, 2026</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/bella_fra-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="logo oratorio estivo 2026" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/bella_fra-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/bella_fra-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/bella_fra-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p><em>Bella Fra!</em> è il titolo dell’Oratorio estivo 2026. Un’espressione presa dallo <em>slang</em> degli adolescenti che indica un saluto informale carico di rispetto, fiducia, affetto. Per le migliaia di ragazzi e ragazze che nella prossima estate affolleranno i nostri oratori sarà il riferimento alla vita e all’esperienza spirituale di san Francesco d’Assisi che, a ottocento anni dalla sua morte, diventa il protagonista della proposta della Fom per il prossimo Oratorio estivo.</p>
<p><em>Bella Fra! </em>è lo slogan accompagnato dal logo che rende riconoscibile la proposta condivisa degli oratori sul territorio, espressione di una missione comune al servizio dei ragazzi e delle loro famiglie.</p>
<h2>Il sottotitolo tratto dal Salmo</h2>
<p>Il progetto <em>Bella Fra! </em>sarà presentato ai responsabili degli oratori sabato 11 aprile presso la sede della Fom (via Sant’Antonio 5, Milano), dalle 10 alle 12. Sarà disponibile il kit con il manuale e i supporti utili per la progettazione. <em>Bella Fra! </em>è la proposta in linea con i progetti elaborati nell’ambito di Odielle (Oratori diocesi lombarde) per gli oratori della regione. In comune anche il sottotitolo che apre alla dimensione spirituale a fondamento del progetto. È tratto dal Salmo 34 e segnerà l’orizzonte di senso per tutte le attività: <em>Guardate a Lui e sarete raggianti.</em></p>
<h2>L’itinerario</h2>
<p>La peculiarità della proposta della Fom consiste in un’adesione marcata ai riferimenti del Vangelo in relazione alla vita di Francesco. È previsto un itinerario che potrà arrivare fino a sei settimane. Ripercorrerà la vita del poverello di Assisi, dalla sua conversione fino al Cantico, alla Lode e al compimento della sua esperienza di fede. Per ogni giornata saranno offerti una parola chiave, un episodio narrativo della vita di Francesco e un momento di preghiera. Accanto a questa ossatura saranno proposti i giochi, i laboratori, gli immancabili canti e balli.</p>
<p>I primi materiali sono già disponibili sul sito <strong><a href="http://www.oratorioestivo.it/">www.oratorioestivo.it</a></strong></p>
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<title>«Ascoltiamo la croce del Signore e i crocifissi del presente»</title>
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<description><![CDATA[ Si è concluso in Duomo il percorso delle 7 Viae Crucis, presiedute dall’Arcivescovo nelle altrettante Zone pastorali della diocesi ]]></description>
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 10:00:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>«Ascoltiamo, croce, del, Signore, crocifissi, del, presente»</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/via-crucis-vesco-1-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/via-crucis-vesco-1-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/via-crucis-vesco-1-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/via-crucis-vesco-1-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">(Foto Agenzia Fotogramma)</span><p class="s3"><span class="s4">«</span><span class="s4">Grazie: q</span><span class="s4">ui a Milano ho vissuto la fede, abbiamo bisogno di voi». Il cardinale </span><span class="s4">Jean-Paul </span><span class="s4">Vesco</span><span class="s4">, arcivescovo di Algeri</span><span class="s4"> conclude così, tra la commozione e gli applausi degli oltre 1300 fedeli che gremiscono il Duomo, la sua testimonianza. </span><span class="s4">Quasi </span><span class="s4">un </span><span class="s4">ulteriore stazione di </span><span class="s4">quella </span><span class="s5">Via Crucis</span><span class="s4"> molto particolare</span><span class="s4"> che,</span><span class="s4"> sospesa tra il passato e il presente, </span><span class="s4">ha rivissuto il</span><span class="s4"> ricordo dei martiri algerini del decennio “nero” (1992-2002), ma con lo sguardo rivolto alla speranza di un domani di pace.</span></p>
<p></p>
<h2 class="s7"><span class="s6">La Via Crucis </span></h2>
<p class="s3"><span class="s4">È stato questo il senso della celebrazione quaresimale che, a Milano, ha concluso il percorso delle 7 </span><span class="s5">Viae</span><span class="s5"> Crucis</span><span class="s4"> presiedute dall’Arcivescovo nelle altrettante </span><span class="s4">Z</span><span class="s4">one pastorali della diocesi</span><span class="s4">, articolando il rito </span><span class="s4">tra la basilica di Santo Stefano, in cui sono stati letti</span><span class="s4">, per tre stazioni, </span><span class="s4">altrettanti </span><span class="s4">brani di Vangelo con commenti tratti da scritti dei martiri algerini beatificati da papa Francesco nel 2018, e il Duomo</span><span class="s4">. </span><span class="s4">D</span><span class="s4">ove i fedeli</span><span class="s4">, varcando il grande portale centrale, </span><span class="s4">sono giunti in processione silenziosa seguendo la “Croce di Lampedusa”</span><span class="s4"> portata a spalle significativamente da alcuni appartenenti alla Confraternita peruviana del </span><span class="s4">Se</span><span class="s8">ñ</span><span class="s4">or</span><span class="s4"> de Los Milagro</span><span class="s4">s. Un</span><span class="s4"> manufatto semplice e dal grande significato simbolico</span><span class="s4">, realizzat</span><span class="s4">o</span><span class="s4"> con i legni dei barconi dei migranti che attraversano il Mediterraneo e benedetta da papa Francesco nel 2014.</span></p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2867720" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-2867720" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/via-crucis-1.jpg" alt="" width="1800" height="1200" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/via-crucis-1.jpg 1800w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/via-crucis-1-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/via-crucis-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/via-crucis-1-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1800px) 100vw, 1800px"><figcaption class="wp-caption-text">(Foto Agenzia Fotogramma)</figcaption></figure>
<p class="s3"><span class="s4">In Cattedrale, sempre alla presenza di monsignor </span><span class="s4">Delpini</span><span class="s4"> e nel contesto di “Soul Festival di Spiritualità” si è svolto</span><span class="s4">, appunto,</span><span class="s4"> l’incontro dal titolo “Germogli di riconciliazione” con l’atteso intervento del </span><span class="s4">Porporato</span><span class="s4">. Un momento di ascolto, di riflessione intensa e di preghiera inframezzato dalle letture di Alberto </span><span class="s4">Pirazzini</span><span class="s4"> – tra cui</span><span class="s4">, al termine della serata,</span><span class="s4"> il celebre testamento spirituale di padre Christian de </span><span class="s4">Chergé</span><span class="s4">, priore di </span><span class="s4">Tibhirine</span><span class="s4"> ucciso con 6 monaci nel 1996 – e da alcuni intermezzi musicali </span><span class="s4">eseguiti </span><span class="s4">dall’Orchestra del Mare, <em>l’</em></span><em><span class="s5">ensemble </span></em><span class="s4">composto da violini, viole, violoncelli e contrabbassi costruiti anch’essi recuperando i legni dei barconi dei migranti e realizzati da persone detenute nelle carceri di Opera</span><span class="s4">.</span> <span class="s4">Per la prima volta, così, sono stati compresenti, in uno stesso evento, la </span><span class="s4">“</span><span class="s4">Croce di Lampedusa</span><span class="s4">”</span><span class="s4"> e l’Orchestra del Mare, due iniziative che rientrano nel progetto “Metamorfosi”, promosso dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti</span><span class="s4"> (presieduta da Arnoldo Mosca Mondadori, che ha preso parte alla </span><span class="s5">Via Crucis</span><span class="s4">)</span><span class="s5">, </span><span class="s4">per sensibilizzare sulla tragedia che da decenni ha trasformato il Mediterraneo nel più grande cimitero d’Europa.</span></p>
<p class="s7"><span class="s4">A porgere il saluto iniziale, dopo l’introduzione di monsignor Luca </span><span class="s4">Bressan</span><span class="s4">, vicario episcopale e co-autore del Festival di Spiritualità, è </span><span class="s4">stato </span><span class="s4">lo stesso vescovo Delpini, cui </span><span class="s4">erano </span><span class="s4">accanto il vicario episcopale per la Zona pastorale I-Milano, il vescovo monsignor Giuseppe </span><span class="s4">Vegezzi</span><span class="s4"> e il Moderator </span><span class="s4">Curiae</span><span class="s4">, monsignor Carlo </span><span class="s4">Azzimonti</span><span class="s4">, mentre in altare maggiore </span><span class="s4">hanno preso posto </span><span class="s4">i </span><span class="s4">C</span><span class="s4">anonici del Capitolo metropolitano della </span><span class="s4">C</span><span class="s4">attedrale. </span></p>
<p class="s7"><span class="s4">«Nel </span><span class="s4">contesto della terza edizione di </span><span class="s4">“</span><span class="s4">S</span><span class="s4">oul”</span><span class="s4"> – ha richiamato monsignor </span><span class="s4">Delpini</span><span class="s4"> –</span><span class="s4">, a</span><span class="s4">ccogliamo l</span><span class="s4">’</span><span class="s4">invito a lasciarci inquietare, stupire, incoraggiare dal mistero. </span><span class="s4">I</span><span class="s4">n questa sera di venerdì di quaresima ascoltiamo che cosa si dice la croce del Signore</span><span class="s4"> e</span> <span class="s4">che cosa ci dicono i crocifissi del presente</span><span class="s4">»</span><span class="s4">.</span></p>
<h2 class="s7"><span class="s2">Il martirio e la beatificazione </span></h2>
<p class="s3"><span class="s4">«</span><span class="s4">Per un decennio</span><span class="s4">, </span><span class="s4">l’Algeria è stata in preda alla violenza islamista che è costata la vita a quasi 200</span><span class="s4">.000</span><span class="s4"> persone. La Chiesa cattolica ha attraversato questa prova insieme al popolo al quale si sapeva inviata, e l’ha pagato al prezzo del sangue dei 19</span><span class="s4"> martiri», </span><span class="s4">la cui beatificazione, in un Paese musulmano, pose molti interrogativi m</span><span class="s4">a</span><span class="s4"> che</span><span class="s4">,</span><span class="s4"> poi, </span><span class="s4">ha </span><span class="s4">segnato una punto fondamentale nel cammino di autocoscienza della propria storia</span><span class="s4">,</span><span class="s4"> da parte algerina</span><span class="s4">,</span><span class="s4"> e di fratellanza, </span><a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Vesco.pdf"><span class="s4">ha </span><span class="s4">sottolinea</span><span class="s4">to</span><span class="s4"> subito il cardinale </span><span class="s4">Vesco nel suo intervento</span></a><span class="s4">, </span><span class="s4">aggiungendo.</span></p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2867721" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-2867721" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Via-crucis-delpini-vesco.jpg" alt="" width="1800" height="1200" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Via-crucis-delpini-vesco.jpg 1800w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Via-crucis-delpini-vesco-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Via-crucis-delpini-vesco-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Via-crucis-delpini-vesco-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1800px) 100vw, 1800px"><figcaption class="wp-caption-text">(Foto Agenzia Fotogramma)</figcaption></figure>
<p class="s3"><span class="s4">«</span><span class="s4">L</span><span class="s4">a forza della testimonianza dei martiri d’Algeria è di non essere stati uccisi da dei musulmani, ma con dei musulmani. Hanno condiviso un rischio, al quale erano di certo particolarmente esposti in quanto cristiani e stranieri. C’è un grosso controsenso da evitare. Se si rimane legati all’immagine tradizionale del martirio dei cristiani uccisi in odio alla fede da musulmani, si perde il senso della testimonianza dei martiri d’Algeria. Non sono stati uccisi in odio alla loro fede, ma per aver scelto di rimanere, in nome della loro fede in Cristo, accanto a un popolo musulmano travolto dalla spirale della violenza</span><span class="s4">»</span><span class="s4">.</span></p>
<h2 class="s7"><span class="s2">La visita del Papa in Algeria </span></h2>
<p class="s3"><span class="s4">Insomma, un’occasione per approfondire le tragedie del presente e di 30 anni fa, ma anche il </span><span class="s4">significato di resilienza e amicizia </span><span class="s4">d</span><span class="s4">ella </span><span class="s4">piccola presenza cristiana nella terra – l’odierna Algeria – che diede i natali a sant’Agostino e dove l’agostiniano papa Leone si recherà, primo pontefice nella storia, dal 13 al 15 aprile prossimi.</span></p>
<p class="s3"><span class="s9">«Da tempo il Santo Padre è stato </span><span class="s9">colpito </span><span class="s9">dalla testimonianza dei 19 beati martiri d’Algeria», ha confidato il </span><span class="s9">Vesco</span><span class="s9">, successore, come vescovo di Orano</span><span class="s9">,</span><span class="s9"> dal 2012 al 2021, di monsignor Pierre </span><span class="s9">Claverie</span><span class="s9"> ucciso anch’egli nel 1996. «Li conosce bene. “Disarmalo, disarmami, disarmaci” sono peraltro le parole di padre de </span><span class="s9">Chergé</span><span class="s9"> che ha ripreso nel messaggio per la Giornata Mondiale della Pace di quest’anno. Inoltre, è stato eletto proprio l’8 maggio, giorno della memoria liturgica dei 19 beati martiri. Per questo ho pensato subito di invitarlo nel nostro Paese. A diverse riprese il Santo Padre ha parlato di pace una “disarmata e disarmante”, rammaricandosi che “la guerra sia ritornata di moda”. Ci apprestiamo, quindi, ad accogliere un apostolo della pace. Ma un apostolo della pace non può nulla da solo, ha bisogno di ciascuno di noi. Che l’avvicinarsi della Pasqua ci incoraggi, ovunque siamo, nelle nostre famiglie, nei nostri luoghi di lavoro, nelle nostre parrocchie, a essere anche noi degli artigiani di questa pace disarmata e disarmante»</span><span class="s9">. </span></p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2867722" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-2867722" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Via-crucis.jpg" alt="" width="1800" height="1200" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Via-crucis.jpg 1800w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Via-crucis-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Via-crucis-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Via-crucis-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1800px) 100vw, 1800px"><figcaption class="wp-caption-text">(Foto Agenzia Fotogramma)</figcaption></figure>
<h2 class="s3"><span class="s2">L’anima di Milano </span></h2>
<p class="s3"><span class="s9">Parole a cui ha fatto eco </span><span class="s9">il</span><span class="s9"> ringraziamento finale di monsignor </span><span class="s9">Delpini</span><span class="s9">,</span><span class="s9"> prima della recita corale del Padre nostro e della benedizione impartita</span><span class="s9">,</span> <span class="s9">insieme all’arcivescovo di Algeri</span><span class="s9">,</span> <span class="s9">accanto alla “Croce di Lampedusa”, sottolineata dalla </span><span class="s10">Salve Regina</span><span class="s9"> dalle “Ultime sette parole di Cristo in croce” </span><span class="s9">di Haydn </span><span class="s9">eseguite dall’</span><span class="s10">ensemble</span><span class="s9">, in un clima di sonorità spirituali che ha percorso l’intera celebrazione attraverso divers</span><span class="s9">i momenti di elevazione musicale</span><span class="s9">.  </span></p>
<p></p><div class="gallery-container cdm_images_gallery opacity-on"><div class="gall-modal fade" tabindex="-1" role="dialog" aria-labelledby="staticBackdrop69bfaf9584f5c" aria-hidden="true">
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                            <div class="caption-in-modal">Conclusione in Duomo delle sette Viae Crucis (Ag. Fotogramma)</div> </div></div></div><div class="swiper-slide">

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                                    </div><div class="caption-in-slide">Conclusione in Duomo delle sette Viae Crucis (Ag. Fotogramma)</div> </div><div class="swiper-slide">
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<p class="s3"><span class="s9">«</span><span class="s9">Il cardinale </span><span class="s9">Vesco</span> <span class="s9">ha riconosciuto </span><span class="s9">un aspetto di Milano di cui non si parla</span><span class="s9">,</span><span class="s9"> ma voi </span><span class="s9">qui in Duomo </span><span class="s9">rappresentate qualcosa dell</span><span class="s9">’</span><span class="s9">anima di Milano</span><span class="s9">. Quella che s</span><span class="s9">a pregare</span><span class="s9">,</span><span class="s9"> fare silenzio, commuoversi</span><span class="s9">.</span><span class="s9">C</span><span class="s9">redo che questo incontro sia premessa di un</span><span class="s9">’</span><span class="s9">amicizia della </span><span class="s9">C</span><span class="s9">hiesa di Milano con la </span><span class="s9">C</span><span class="s9">hiesa di Alger</span><span class="s9">i</span><span class="s9">, non soltanto istituzionale, ma come un affetto profondo che attinge alla testimonianza dei martiri e supera le distanze e le differenze</span><span class="s9">, la rarità degli incontri. Il legno degli strumenti ci commuove e ci ferisce, il legno po’ essere quello con cui si costruisce la casa della fraternità».</span></p>
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<title>Salvaci, Signore</title>
<link>https://www.eventi.news/salvaci-signore</link>
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<description><![CDATA[ V Domenica di Quaresima ]]></description>
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 10:00:05 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Salvaci, Signore</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Es 14, 15-31; Sal 105 (106); Ef 2, 4-10; Gv 11, 1-53</p>
<p><strong>Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo.</strong> (Ef 2, 8-10)</p>
<p>Leggere le parole che Paolo rivolge agli efesini attraverso lo sguardo fornito dal miracolo compiuto da Gesù a Lazzaro fa risuonare in esse ancora più forza: ciascuno ha ricevuto il dono della salvezza, totalmente gratuitamente. Non si tratta con ciò di sminuire gli umani e le loro opere, ma di svelarne la forza profonda: la vita è un dono che nessuno può dire di aver costruito a partire dai propri meriti, ma proprio in quanto ricevuta è ora nelle mani di ciascuno perché nulla vada perduto, per poter intendere ogni giorno come l’occasione per camminare in essa, realizzando quelle opere buone che addirittura Dio ha già preparato.<br>
L’ultimo periodo che introduce alla Pasqua è proprio l’occasione per individuare quelle possibilità non come un peso da eseguire per forza, ma come l’occasione di accogliere un dono.</p>
<p><strong>Preghiamo </strong></p>
<p>Salvaci, Signore Dio nostro,<br>
radunaci dalle genti,<br>
perché ringraziamo il tuo nome santo:<br>
lodarti sarà la nostra gloria.<br>
Benedetto il Signore, Dio d’Israele,<br>
da sempre e per sempre.</p>
<p>dal Salmo 105 (106)</p>
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</item>

<item>
<title>V Domenica di Quaresima</title>
<link>https://www.eventi.news/v-domenica-di-quaresima</link>
<guid>https://www.eventi.news/v-domenica-di-quaresima</guid>
<description><![CDATA[ Prima lettura Ez 37,12-14 Dal libro del profeta Ezechièle Così dice il Signore Dio: «Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nella terra d’Israele. Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio. […]
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 10:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Domenica, Quaresima</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Prima lettura </strong><em>Ez 37,12-14<strong><br>
</strong></em>Dal libro del profeta Ezechièle</p>
<p>Così dice il Signore Dio: «Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nella terra d’Israele.<br>
Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio.<br>
Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nella vostra terra. Saprete che io sono il Signore. L’ho detto e lo farò». Oracolo del Signore Dio.</p>
<p><strong>Salmo </strong><em>Sal 129<strong></strong></em></p>
<p><em><strong>Il Signore è bontà e misericordia.</strong></em></p>
<p>Dal profondo a te grido, o Signore;<br>
Signore, ascolta la mia voce.<br>
Siano i tuoi orecchi attenti<br>
alla voce della mia supplica. R</p>
<p>Se consideri le colpe, Signore,<br>
Signore, chi ti può resistere?<br>
Ma con te è il perdono:<br>
così avremo il tuo timore. R</p>
<p>Io spero, Signore.<br>
Spera l’anima mia,<br>
attendo la sua parola.<br>
L’anima mia è rivolta al Signore<br>
più che le sentinelle all’aurora. R</p>
<p>Più che le sentinelle l’aurora,<br>
Israele attenda il Signore,<br>
perché con il Signore è la misericordia<br>
e grande è con lui la redenzione.<br>
Egli redimerà Israele<br>
da tutte le sue colpe. R</p>
<p><strong>Seconda lettura</strong> <em>Rm 8,8-11<strong><br>
</strong></em>Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani</p>
<p>Fratelli, quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio.<br>
Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.<br>
Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è vita per la giustizia. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.</p>
<p><strong>Vangelo </strong><em>Gv 11,1-45<strong><br>
</strong></em>Dal Vangelo secondo Giovanni</p>
<p>In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».<br>
All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».<br>
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».<br>
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».<br>
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.<br>
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».<br>
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».<br>
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.<br>
 </p>
<p> </p>
<p>[<strong>Forma breve</strong>: <em><strong>Gv 11, 3-7.17.20-27.33b-45</strong></em></p>
<p>
Dal Vangelo secondo Giovanni</p>
<p>In quel tempo, le sorelle di Lazzaro mandarono a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!».<br>
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Marta, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».<br>
Gesù si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».<br>
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».<br>
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.]<br>
 </p>
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<title>Santa Lea</title>
<link>https://www.eventi.news/santa-lea</link>
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<description><![CDATA[ Domenica di Lazzaro ]]></description>
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 10:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Santa, Lea</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/santa-lea-1-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/santa-lea-1-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/santa-lea-1-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/santa-lea-1-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>Le uniche notizie biografiche che abbiamo di Lea si trovano in un’epistola di san Girolamo a Marcella, la nobile matrona romana che animava nell’urbe, insieme a Paola e ad altre dame della nobiltà, il movimento monastico promosso dallo stesso Girolamo. Lea era anch’essa una nobile romana che, rimasta vedova in giovane età, aveva rifiutato le seconde nozze con il console designato Vezzio Agorio Pretestato, per consacrarsi al Signore.<br>
Frequentando la casa di Marcella sull’Aventino, fu conquistata agli stessi ideali e, a somiglianza dell’amica, si ritirò con le ancelle e altre vergini in un suo possedimento nei pressi di Ostia, per condurvi una vita di penitenza alla maniera dei monaci. Girolamo ne fa un elogio altissimo, presentandola come “madre delle vergini che mutando le vesti delicate di un tempo nel ruvido sacco, passava intere notti in preghiera, essendo maestra alle altre più con l’esempio che con le parole. Fu di un’umiltà così profonda e sincera che, dopo essere stata una grande dama, con molta servitù ai suoi ordini, si considerò poi come una serva e mentre adempiva ad ogni dovere, rifuggiva dalla minima ostentazione delle opere buone per non riceverne la ricompensa in questa vita”.<br>
Santa Lea morì nel 384 e fu sepolta ad Ostia, rimanendo ignorata, come aveva voluto essere in vita, fino al XVI secolo, quando il suo nome entrò nel Martirologio Romano.</p>
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<title>Cristo offre se stesso per la felicità degli altri</title>
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<description><![CDATA[ Nella V domenica di Quaresima l&#039;Arcivescovo prosegue i suoi «Dialoghi»: un amaro buonsenso consiglia egoismo e indifferenza, Gesù invece rischia pur di donare la vita. Non una vita qualsiasi, la vita eterna ]]></description>
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 10:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Cristo, offre, stesso, per, felicità, degli, altri</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/MilImg_193_948711_2350470_20260319154830_2-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/MilImg_193_948711_2350470_20260319154830_2-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/MilImg_193_948711_2350470_20260319154830_2-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/MilImg_193_948711_2350470_20260319154830_2-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><h2>Può essere felice chi evita i fastidi?</h2>
<p>Non so se si può essere felici – dice Tommaso – ma almeno stiamo tranquilli. «<em>Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu vai di nuovo in Giudea?»,</em> consigliano saggiamente i discepoli. Ecco il criterio per vivere felici e contenti: evitare i fastidi. Se gli altri hanno bisogno di aiuto, tu tirati indietro. Se c’è un problema nella comunità, se ci sono problemi in paese, tu stai alla larga dai problemi. Se ci sono responsabilità da assumere a servizio della carità, del bene comune, nella vita della tua comunità, tu resta in disparte: le responsabilità sono solo fastidi, preoccupazioni ed esposizione alle critiche e alle pretese degli altri.</p>
<p>Si è diffusa una astuzia meschina, sembra che sia saggio l’egoismo e si presenta come intelligente l’indifferenza.</p>
<p>Gesù invece ritorna in Giudea a motivo dell’amico Lazzaro: ritiene più importante prendersi cura della felicità degli altri, anche se deve mettere in pericolo la sua stessa vita. Questa è la gioia di Gesù: quella di donarsi. Questa è la via della felicità sulla quale possiamo camminare anche noi seguendo Gesù, quella di fare della vita un dono.</p>
<h2>Può essere felice questa vita precaria?</h2>
<p><em>«Se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!… Lui che ha aperto gli occhi al cieco non poteva anche far sì che costui non morisse?»</em></p>
<p>Rimproverano Gesù: questa vita poca e tribolata è l’unica vita che abbiamo. Così ragionano coloro che hanno cancellato la speranza. Finché c’è vita c’è speranza, e dopo? Dopo di speranza non ce n’è più. Perciò se davvero Gesù amasse Lazzaro avrebbe dovuto essere là mentre era malato e fare il possibile per prolungargli la vita.</p>
<p>La casa vuota è insopportabile, protestano le sorelle, amiche di Gesù. Se Lazzaro è morto, moriamo anche noi. Quando c’è un lutto in una casa l’unica consolazione è condividere il pianto. Questo è quello che sanno fare i Giudei, che erano in casa con Maria a consolarla.</p>
<p>Gesù non si fa vicino per piangere con le sorelle in lutto, ma per indicare a loro e a tutti la via della gioia. La felicità non può abitare in una vita destinata alla morte. I discepoli di Gesù non possono essere di quelli che vogliono vivere più a lungo possibile, vogliono vivere una vita che è sopravvivere, un tirare avanti, un accanirsi a vivere, un protestare contro Dio o contro il destino quando la vita finisce. Gesù si dichiara non il medico dell’accanimento terapeutico, ma colui che è la risurrezione e la vita. «<em>Chi crede in me, anche se muore, vivrà. Chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi tu questo?»</em></p>
<p>Per vivere nella felicità non basta una vita qualsiasi, non basta una ricetta dell’eterna giovinezza. Perciò Gesù offre la sua vita, la vita eterna. La speranza non dura finché dura questa vita meravigliosa e tragica, una vita a scadenza. La speranza è la grazia di fidarsi di una promessa. E Gesù è la presenza di Dio che rende partecipi della sua vita, la vita eterna. Ecco come si deve intendere la vita eterna: non la vita che viene dopo, ma la vita di Dio, cioè la vita in comunione con Gesù che viene donata a chi crede e si compie in una comunione che nulla può spezzare.</p>
<h2>L’insulto della morte e la sua arroganza</h2>
<p>La morte si presenta come una nera signora spietata e arrogante e insulta Gesù e lo fa piangere.</p>
<p>Lo irride: sei arrivato troppo tardi, figlio dell’uomo. Il tuo amico è morto e sepolto, si è arreso al mio potere e si è immerso nel mio abisso che lo divora e lo annienta. Il suo corpo si decompone e la pietra tombale è l’ultima parola sulla vita di Lazzaro e di tutti i figli degli uomini.</p>
<p>La morte spaccia per realismo la “teoria dell’ormai”: ormai tutto è inutile, ormai quello che doveva essere è stato, ormai sono quello che sono, ormai l’amico è morto e sepolto. La morte spaccia per sapienza la rassegnazione e per rimedio l’oblio.</p>
<p>Gesù di fronte all’insulto e alla derisione della morte, l’ultimo nemico, grida forte, come griderà forte di fronte alla sua morte. Il suo grido sconvolge la terra, spezza le pietre, apre i sepolcri. È il grido che dichiara sconfitta la morte e chiama alla vita felice tutti i figli di Dio. «<em>Tutto è compiuto!</em>»</p>
<p><em>Dov’è o morte la tua vittoria? </em>(cfr. 1 Cor 15,55).</p>
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<title>«Ecco di cosa abbiamo bisogno: un manuale per la resistenza»</title>
<link>https://www.eventi.news/ecco-di-cosa-abbiamo-bisogno-un-manuale-per-la-resistenza</link>
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<description><![CDATA[ Sulle terrazze del Duomo, arricchita dalle letture di artisti e da un accompagnamento musicale, si è tenuta la meditazione all’alba con l&#039;Arcivescovo ]]></description>
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 10:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-22-03-26-07-44-29-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-22-03-26-07-44-29-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-22-03-26-07-44-29-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-22-03-26-07-44-29-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">(Foto Andrea Cherchi)</span><p class="s3"><span class="s4">«</span><span class="s4">Ecco di cosa abbiamo bisogno: un manuale per la resistenza. Resistere, resistere nel cuore della città, nell</span><span class="s4">e</span><span class="s4"> complicazion</span><span class="s4">i</span><span class="s4">,</span><span class="s4"> nell</span><span class="s4">a</span><span class="s4"> frenesi</span><span class="s4">a</span><span class="s4"> delle giornate. Resistere</span><span class="s4"> nella vita, </span><span class="s4">nell’amore</span><span class="s4">, </span><span class="s4">nell’accoglienza della verità</span><span class="s4">,</span><span class="s4"> nella speranza</span><span class="s4">, </span><span class="s4">nella fraternità</span><span class="s4">». </span></p>
<h2 class="s5"><span class="s2">La meditazione tra le guglie </span></h2>
<p class="s3"><span class="s4">Nella luce ancora incerta </span><span class="s4">che lascia spazio al giorno, con il sole che inizia a intravvedersi tra le guglie</span><span class="s4"> rosate</span><span class="s4">, è quel “resistere, resistere”</span><span class="s4">, che </span><span class="s4">tante volte</span><span class="s4">, </span><span class="s4">in </span><span class="s4">t</span><span class="s4">empi e luoghi diversi </span><span class="s4">è stato </span><span class="s4">il simbolo di Milano</span><span class="s4">,</span> <span class="s4">a risuonare </span><span class="s4">sulle terrazze del Duomo in uno dei più attesi e suggestivi eventi di “Soul Festival di Spiritualità”</span><span class="s4">, dal titolo, </span><span class="s4">“L’aurora sulla città”</span><span class="s4">. </span></p>
<p class="s3"><span class="s4">L’alba vissuta dai tanti, che già da un’ora prima dell’incontro</span><span class="s4">, </span><span class="s4">si </span><span class="s4">erano </span><span class="s4">messi in fila </span><span class="s4">nel buio </span><span class="s4">per salire sulla Terrazza centrale</span><span class="s4"> della Cattedrale e ascoltare </span><span class="s4">sonorità</span><span class="s4"> suggestive</span><span class="s4">, poesia e la riflessione dell’Arcivescovo, che appunto lascia questo verbo, ripetuto più e più volte, come una consegna all</span><span class="s4">’intera città</span><span class="s4">.    </span></p>
<p class="s3"><span class="s4">«</span><span class="s4">Il mistero si rivela all</span><span class="s4">’</span><span class="s4">inizio del giorno</span><span class="s4">: questo </span><span class="s4">significa che si può sempre rincominciare</span><span class="s4">», spiega</span><span class="s4">,</span><span class="s4">in apertura</span><span class="s4">,</span><span class="s4"> Aurelio Mottola uno dei co</span><span class="s4">–</span><span class="s4">curatori della</span><span class="s6"> kermesse</span> <span class="s4">– anche quest’anno segnata da un crescente successo -, richiamando il titolo della III edizione</span><span class="s4">: </span><span class="s4">“Mistero, il canto del mondo” e il filo tematico che lega la meditazione </span><span class="s4">sotto la Madonnina </span><span class="s4">alla presenza contemporanea</span><span class="s4">,</span> <span class="s4">al </span><span class="s4">Piccolo Teatro</span><span class="s4">,</span><span class="s4"> dell’allestimento teatrale del capolavoro di Vittorio De Sica, “Miracolo a Milano”.</span></p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2867756" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-2867756" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-22-03-26-07-10-26-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1707" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-22-03-26-07-10-26-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-22-03-26-07-10-26-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-22-03-26-07-10-26-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-22-03-26-07-10-26-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-22-03-26-07-10-26-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">(Foto Andrea Cherchi)</figcaption></figure>
<p class="s5"><span class="s4">E</span><span class="s4">,</span><span class="s4"> così</span><span class="s4">,</span><span class="s4"> tra brani poetici e letterari</span><span class="s4">,</span> <span class="s4">affidati alla sapiente lettura del </span><span class="s4">notissimo </span><span class="s4">attore </span><span class="s4">Lino Guanciale, da </span><span class="s4">Wisława</span> <span class="s4">Szymborska</span><span class="s4"> con la sua “</span><span class="s4">F</span><span class="s4">iera dei miracoli” a Charles </span><span class="s4">Péguy</span><span class="s4"> in “Lui è qui”, da Luigi Santucci </span><span class="s4">di “Volete andarvene anche voi?” a Walt Whitman con “Miracoli”, da Martin </span><span class="s4">Buber</span><span class="s4"> nei suoi magnifici racconti </span><span class="s4">Chassidim</span><span class="s4"> a Cesare </span><span class="s4">Zavattini </span><span class="s4">in “Q</span><span class="s4">ualche cosa di buono</span><span class="s4">” per arrivare alla Gerusalemme celeste di Apocalisse 21, quella che va in scena è la grandezza umana e divina, con la bellezza del suo mistero che ogni mattina si rinnova. Anche nella città frenetica che sta per risvegliarsi e alla quale serve, appunto</span><span class="s4">,</span><span class="s4"> «</span><span class="s4">un manuale </span><span class="s4">di resistenza», come scandisce il vescovo Delpini. </span></p>
<h2 class="s5"><span class="s2">Resistere nello stupore e nell’amore</span></h2>
<p class="s3"><span class="s4">«Q</span><span class="s4">uando non succedono più miracoli a Milano e l</span><span class="s4">’</span><span class="s4">idea </span><span class="s4">de</span><span class="s4">l miracolo </span><span class="s4">si è cristallizzata nel miracolo economico, </span><span class="s4">q</span><span class="s4">uando ti dicono: </span><span class="s4">Non sei altro che una macchina e presto ci saranno macchine più efficienti e convenienti</span><span class="s4">, </span><span class="s4">non ci sarà più bisogno di te</span><span class="s4">, tu resisti. Continua a guardarti dentro con occhi semplici e a commuoverti per l</span><span class="s4">’</span><span class="s4">amore che vivi, per la tenerezza che sei capace di esprimere. Continua a guardarti intorno e a dimorare nello stupore della imprevedibile generosità della gente. Continua a riconoscere che c</span><span class="s4">’</span><span class="s4">è un volto che ti sorride e amore che ti salva, che sotto i tuoi occhi c</span><span class="s4">’</span><span class="s4">è </span><span class="s4">il miracolo di una vita che nasce, di un bambino che gioca</span><span class="s4">. </span><span class="s4">Il virus si chiama l</span><span class="s4">’</span><span class="s4">invadenza della tecnologia e la presunzione della scienza da quattro soldi. E tu resisti, resisti nello stupore</span><span class="s4">»</span><span class="s4">.</span></p>
<p class="s3"><span class="s4">«</span><span class="s4">Quando ti dicono: </span><span class="s4">L</span><span class="s4">’</span><span class="s4">amore è un sentimento, un</span><span class="s4">’</span><span class="s4">euforia del sentire e finisce presto in una ferita: non credere che si possa amare ed essere amati per sempre</span><span class="s4">, c</span><span class="s4">ontinua ad avere stima di te stesso, a credere di non essere solo un fascio di emozioni precarie, perché tu sai amare, tu vuoi amare, </span><span class="s4">p</span><span class="s4">uoi d</span><span class="s4">i</span><span class="s4">re una parola definitiva, una promessa che dura per sempre</span><span class="s4">»</span><span class="s4">.</span></p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2867757" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-2867757" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-22-03-26-07-12-16-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1707" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-22-03-26-07-12-16-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-22-03-26-07-12-16-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-22-03-26-07-12-16-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-22-03-26-07-12-16-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-22-03-26-07-12-16-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">(Foto Andrea Cherchi)</figcaption></figure>
<h2 class="s3"><span class="s4">Così </span><span class="s4">per la </span><span class="s4">verità contro «</span><span class="s4">scoraggiamento del pensiero</span><span class="s4">».</span></h2>
<p class="s3"><span class="s4">«</span><span class="s4">Quando ti dicono: </span><span class="s4">Se vuoi dimostrare di essere intelligente, devi essere agnostico. Non essere così ingenuo da credere che esista una verità che meriti di essere cercata. Del resto, non sei abbastanza intelligente per affrontare le domande sul senso delle cose: accontentati di sapere il prezzo delle cose. Non perdere tempo in preghiere che bussano alle porte del mistero: le porte resteranno sempre chiuse e il mistero sempre impenetrabile e il tutto della vita è un enigma spaventoso</span><span class="s4">, </span><span class="s4">resisti nell</span><span class="s4">’</span><span class="s4">evidenza semplice di vivere una vita ricevuta, di riconoscere la rivelazione luminosa, di contemplare la verità amica, mite, paziente, quella che promette la felicità</span><span class="s4">».</span></p>
<h2 class="s5"><span class="s2">Resistere nella speranza e nella fraternità</span></h2>
<p class="s3"><span class="s4">Arriva così, nelle parole dell’Arcivescovo, anche un quarto capitolo del manuale, resistere nella speranza a fronte di chi pensa che tutto sia destinato a finire nel nulla per cui</span><span class="s4">,</span><span class="s4"> se si può</span><span class="s4">,</span> <span class="s4">è meglio </span><span class="s4">godere il presente perché «</span><span class="s4">il futuro sarà peggio</span><span class="s4">». </span></p>
<p class="s3"><span class="s4">«Q</span><span class="s4">uando ti dicono così, tu resisti nel visitare </span><span class="s4">i</span><span class="s4">l tuo intimo desiderio di vivere per sempre; resisti nell</span><span class="s4">’</span><span class="s4">ascoltare la promessa affidabile di vita eterna; nel percorrere le vie del presente e del futuro come una missione da compiere e non come un destino da subire</span><span class="s4">»</span><span class="s4">.</span></p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2867758" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="wp-image-2867758 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-22-03-26-07-01-23-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1707" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-22-03-26-07-01-23-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-22-03-26-07-01-23-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-22-03-26-07-01-23-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-22-03-26-07-01-23-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Foto-22-03-26-07-01-23-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">(Foto Andrea Cherchi)</figcaption></figure>
<p class="s3"><span class="s4">Infine, contro il virus dell’«</span><span class="s4">egoismo individualistico</span><span class="s4">», la fraternità</span><span class="s4"> per opporsi a chi dice: «</span><span class="s4">Degli altri non puoi fidarti: sono nemici oppure parassiti oppure accumulo di fastidi. La tua sicurezza è nell</span><span class="s4">’</span><span class="s4">isolarti</span><span class="s4"> e ti</span><span class="s4"> conviene pensare a te stesso. Ti consiglio di credere più alla pubblicità dei mercati che alle promesse degli amici. Credi alla pubblicità e consuma, consuma, consuma: tu resisti, riconosci la verità antica: la gioia nasce dal prendersi cura della gioia degli altri. Resisti nella gratitudine del bene ricevuto, resisti nella consolazione dell</span><span class="s4">’</span><span class="s4">amicizia, resisti nella lieta dedizione alle persone che ami</span><span class="s4">».</span></p>
<p class="s5"><span class="s4">Cinque capitoli di un manuale, a cui ciascuno può aggiungere i propri</span><span class="s4"> desideri di resilienza</span><span class="s4">, come conclude il vescovo Mario</span><span class="s4">,</span><span class="s4"> prima </span><span class="s4">che </span><span class="s4">l’ultima delle splendide armonie eseguite al violoncello da </span><span class="s4">Issei</span><span class="s4"> Watanabe</span><span class="s4"> (</span><span class="s4">di cui alcune </span><span class="s4">arrangiate e composte personalmente), dia il benvenuto al nuovo giorno.    </span><span class="s4">  </span></p>
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<title>Accrocca entra ad Assisi: sei soste prima del grande rito</title>
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<description><![CDATA[ La diocesi si prepara al cambio di guida con un pellegrinaggio Sei momenti privati, mercoledì 25 marzo, prima della celebrazione solenne nella cattedrale di San [Leggi]
L&#039;articolo Accrocca entra ad Assisi: sei soste prima del grande rito sembra essere il primo su Assisi Oggi. ]]></description>
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 09:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Accrocca, entra, Assisi:, sei, soste, prima, del, grande, rito</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>La diocesi si prepara al cambio di guida con un pellegrinaggio Sei momenti privati, mercoledì 25 marzo, prima della celebrazione solenne nella cattedrale di San <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.assisioggi.it/religioni/accrocca-entra-ad-assisi-sei-soste-prima-del-grande-rito-82276/" title="Accrocca entra ad Assisi: sei soste prima del grande rito">[Leggi]</a></p>
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<title>Cantico delle Creature rinasce ad Assisi grazie ai ragazzi del Serafico</title>
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<description><![CDATA[ Uno spettacolo intenso che ha commosso il pubblico della Domus Cantico delle Creature  – Assisi — Il Cantico delle Creature ha ripreso voce. Una voce [Leggi]
L&#039;articolo Cantico delle Creature rinasce ad Assisi grazie ai ragazzi del Serafico sembra essere il primo su Assisi Oggi. ]]></description>
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 09:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p>Uno spettacolo intenso che ha commosso il pubblico della Domus Cantico delle Creature  – Assisi — Il Cantico delle Creature ha ripreso voce. Una voce <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.assisioggi.it/religioni/cantico-delle-creature-rinasce-ad-assisi-grazie-ai-ragazzi-del-serafico-82280/" title="Cantico delle Creature rinasce ad Assisi grazie ai ragazzi del Serafico">[Leggi]</a></p>
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<title>Pellegrini ad Assisi conquistano la cripta di San Francesco</title>
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<description><![CDATA[ Folla incessante tra fede, emozione e valori senza tempo Una media di 15.000 persone al giorno attraversa i portali della Basilica di Assisi per rendere [Leggi]
L&#039;articolo Pellegrini ad Assisi conquistano la cripta di San Francesco sembra essere il primo su Assisi Oggi. ]]></description>
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<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 09:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Pellegrini, Assisi, conquistano, cripta, San, Francesco</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Folla incessante tra fede, emozione e valori senza tempo Una media di 15.000 persone al giorno attraversa i portali della Basilica di Assisi per rendere <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.assisioggi.it/religioni/pellegrini-ad-assisi-conquistano-la-cripta-di-san-francesco-82284/" title="Pellegrini ad Assisi conquistano la cripta di San Francesco">[Leggi]</a></p>
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<title>Alla Chiesa Nuova una lezione sulle icone d&amp;apos;Oriente: finestre sull&amp;apos;invisibile</title>
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<description><![CDATA[ L’icona non si lascia definire da una sola prospettiva. È insieme immagine teologica, forma visiva e oggetto rituale, e solo tenendo insieme questi livelli si può cominciare a capire cosa sia e che funzione abbia. Lucian Lechintan (Pontificio Istituto Orientale) ne ha parlato in una conferenza tenuta il 17 marzo nella Sala Ovale della Chiesa Nuova. Tra i temi: le radici tardoantiche della forma iconica, il suo rapporto strutturale con la liturgia, la questione dello sguardo e del colore
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 10:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Alla, Chiesa, Nuova, una, lezione, sulle, icone, dOriente:, finestre, sullinvisibile</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>L’icona non si lascia definire da una sola prospettiva. È insieme immagine teologica, forma visiva e oggetto rituale, e solo tenendo insieme questi livelli si può cominciare a capire cosa sia e che funzione abbia. Lucian Lechintan (Pontificio Istituto Orientale) ne ha parlato in una conferenza tenuta il 17 marzo nella Sala Ovale della Chiesa Nuova. Tra i temi: le radici tardoantiche della forma iconica, il suo rapporto strutturale con la liturgia, la questione dello sguardo e del colore</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/icone-bizantine-oriente-arte-immaginisacre-lucian-lechintan.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Greenaccord, i cambiamenti climatici generano eco&#45;ansia tra i giovani</title>
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<description><![CDATA[ Prosegue a Treviso il Forum internazionale sulla salvaguardia della natura. Dalla Laudato si&#039; il protocollo per un nuovo sviluppo economico, in aumento la domanda per la costruzione di edifici in legno
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 10:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Greenaccord, cambiamenti, climatici, generano, eco-ansia, tra, giovani</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue a Treviso il Forum internazionale sulla salvaguardia della natura. Dalla Laudato si' il protocollo per un nuovo sviluppo economico, in aumento la domanda per la costruzione di edifici in legno</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/treviso.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Medio Oriente, l&amp;apos;attacco israeliano a South Pars apre una nuova fase del conflitto</title>
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<description><![CDATA[ Le variabili fondamentali per comprendere gli effetti economici della guerra diventano due: la durata del conflitto e se gli snodi energetici principali verranno colpiti oppure no. L&#039;attacco di mercoledì al giacimento di gas e la conseguente reazione di Teheran aprono scenari inediti. La reazione della Bce. Gli interventi di Giorgio Arfaras e Gianclaudio Torlizzi
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 10:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Medio, Oriente, lattacco, israeliano, South, Pars, apre, una, nuova, fase, del, conflitto</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Le variabili fondamentali per comprendere gli effetti economici della guerra diventano due: la durata del conflitto e se gli snodi energetici principali verranno colpiti oppure no. L'attacco di mercoledì al giacimento di gas e la conseguente reazione di Teheran aprono scenari inediti. La reazione della Bce. Gli interventi di Giorgio Arfaras e Gianclaudio Torlizzi</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/medio-oriente-iran-israele-south-pars-gas-petrolio-guerra-qatar.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Don Diana, inizia l’iter canonico per il riconoscimento del martirio</title>
<link>https://www.eventi.news/don-diana-inizia-liter-canonico-per-il-riconoscimento-del-martirio</link>
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<description><![CDATA[ Il vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo, lo ha annunciato ieri, 19 marzo, nel 32° anniversario della morte del parroco ucciso dalla Camorra. “Da ministro di Dio ha compiuto un autentico atto di fede che lo ha portato fino al sacrificio supremo”, ha detto il presule nell&#039;omelia 
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 10:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Don, Diana, inizia, l’iter, canonico, per, riconoscimento, del, martirio</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo, lo ha annunciato ieri, 19 marzo, nel 32° anniversario della morte del parroco ucciso dalla Camorra. “Da ministro di Dio ha compiuto un autentico atto di fede che lo ha portato fino al sacrificio supremo”, ha detto il presule nell'omelia </p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/chiesa-religione-martiri.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Leone XIV riceve in udienza i Reali di Spagna</title>
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<description><![CDATA[ Stamani l’incontro del Papa con il Re Felipe VI accompagnato dalla Regina Letizia di Spagna. A seguire i colloqui in Segreteria di Stato nei quali si è fatto riferimento al prossimo viaggio del Pontefice nel Paese iberico e anche all’importanza di un impegno costante per la pace
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 10:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Leone, XIV, riceve, udienza, Reali, Spagna</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Stamani l’incontro del Papa con il Re Felipe VI accompagnato dalla Regina Letizia di Spagna. A seguire i colloqui in Segreteria di Stato nei quali si è fatto riferimento al prossimo viaggio del Pontefice nel Paese iberico e anche all’importanza di un impegno costante per la pace</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-03/leone-xiv-udienza-reali-spagna-viaggio-apostolico-pace.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>La musica per rinascere dalla violenza: il racconto di Giuseppina Torre</title>
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<description><![CDATA[  Il libro &quot;Un piano per rinascere&quot; è il percorso doloroso, ma possibile, di uscita da una relazione tossica raccontato dalla compositrice siciliana. La sua testimonianza si trasforma così in un messaggio universale. Tra abusi psicologici, perdita di identità e sofferenze personali, la musica diventa  strumento di rinascita e consapevolezza. Fondamentale l’incontro con il pensiero di Papa Francesco: “Le parole di Bergoglio mi hanno confortata e salvata”
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 10:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>musica, per, rinascere, dalla, violenza:, racconto, Giuseppina, Torre</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p> Il libro "Un piano per rinascere" è il percorso doloroso, ma possibile, di uscita da una relazione tossica raccontato dalla compositrice siciliana. La sua testimonianza si trasforma così in un messaggio universale. Tra abusi psicologici, perdita di identità e sofferenze personali, la musica diventa  strumento di rinascita e consapevolezza. Fondamentale l’incontro con il pensiero di Papa Francesco: “Le parole di Bergoglio mi hanno confortata e salvata”</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/donne-violenza-libro-un-piano-per-rinascere-giuseppina-torre.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Balestrero: più inclusione per le persone Down, serve una cultura della vita</title>
<link>https://www.eventi.news/balestrero-piu-inclusione-per-le-persone-down-serve-una-cultura-della-vita</link>
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<description><![CDATA[ Intervenuto a un evento organizzato per la Giornata mondiale dedicata agli individui con Trisomia 21, che ricorre il 21 marzo, l’osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite e le altre Organizzazioni Internazionali a Ginevra ha chiesto maggiore impegno per la promozione e la difesa della dignità e dei diritti di tutti in ogni fase della vita. No a pratiche discriminatorie ed eugenetiche legate allo screening prenatale
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 10:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Balestrero:, più, inclusione, per, persone, Down, serve, una, cultura, della, vita</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Intervenuto a un evento organizzato per la Giornata mondiale dedicata agli individui con Trisomia 21, che ricorre il 21 marzo, l’osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite e le altre Organizzazioni Internazionali a Ginevra ha chiesto maggiore impegno per la promozione e la difesa della dignità e dei diritti di tutti in ogni fase della vita. No a pratiche discriminatorie ed eugenetiche legate allo screening prenatale</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/balestrero-inclusione-persone-sindrome-down-diritti-cultura-vita.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>I 100 anni della LEV al Salone del Libro di Torino</title>
<link>https://www.eventi.news/i-100-anni-della-lev-al-salone-del-libro-di-torino</link>
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<description><![CDATA[ Presentati gli appuntamenti della 38esima edizione del Salone Internazionale del libro di Torino in programma dal 14 al 18 maggio. Anche quest&#039;anno, nel centesimo dalla fondazione, la partecipazione della Libreria Editrice Vaticana con un calendario ricco di appuntamenti
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 10:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>100, anni, della, LEV, Salone, del, Libro, Torino</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Presentati gli appuntamenti della 38esima edizione del Salone Internazionale del libro di Torino in programma dal 14 al 18 maggio. Anche quest'anno, nel centesimo dalla fondazione, la partecipazione della Libreria Editrice Vaticana con un calendario ricco di appuntamenti</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/i-100-anni-della-lev-al-salone-del-libro-di-torino.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Il grido dei popoli indigeni contro chi specula e sfrutta le loro terre</title>
<link>https://www.eventi.news/il-grido-dei-popoli-indigeni-contro-chi-specula-e-sfrutta-le-loro-terre</link>
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<description><![CDATA[ Nella Sala Stampa della Santa Sede, il lancio, stamane 20 marzo, della piattaforma promossa dalla Rete Iglesias Y Mineíra sul disinvestimento dalle attività estrattive che danneggiano le comunità locali. Il cardinale Baggio, sottosegretario del Dicastero per lo Sviluppo umano: è il segno concreto di una conversione integrale necessaria. E tra le testimonianze di rappresentanti della Chiesa in Brasile e Guatemala, quella dell&#039;attivista peruviana Yolanda Flores: ascoltateci, aiutateci ad indagare!
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
<enclosure url="https://www.vaticannews.va/content/dam/vaticannews/multimedia/2026/marzo/20/CONF-STAMPA-DISINVESTIMENTO-MINERARIO_Yolanda-Flores-leader-del-popolo-Aymara-in-Peru_2.jpg/_jcr_content/renditions/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422.jpeg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 10:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>grido, dei, popoli, indigeni, contro, chi, specula, sfrutta, loro, terre</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nella Sala Stampa della Santa Sede, il lancio, stamane 20 marzo, della piattaforma promossa dalla Rete Iglesias Y Mineíra sul disinvestimento dalle attività estrattive che danneggiano le comunità locali. Il cardinale Baggio, sottosegretario del Dicastero per lo Sviluppo umano: è il segno concreto di una conversione integrale necessaria. E tra le testimonianze di rappresentanti della Chiesa in Brasile e Guatemala, quella dell'attivista peruviana Yolanda Flores: ascoltateci, aiutateci ad indagare!</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/conferenza-stampa-disinvestimento-minerario-iglesia-mineira.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Commissione Tutela Minori: rafforzare il coinvolgimento delle vittime</title>
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<description><![CDATA[ Nei lavori della sua Assemblea plenaria di primavera, dal 16 al 20 marzo in Vaticano, la commissione pontificia ha confermato l’impegno all’ascolto dei sopravvissuti per le azioni di salvaguardia dagli abusi, la presentazione delle Linee Guida Universali al Papa entro quest’anno e la necessità di maggior collaborazione a tutti i livelli della Chiesa
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 10:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Commissione, Tutela, Minori:, rafforzare, coinvolgimento, delle, vittime</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nei lavori della sua Assemblea plenaria di primavera, dal 16 al 20 marzo in Vaticano, la commissione pontificia ha confermato l’impegno all’ascolto dei sopravvissuti per le azioni di salvaguardia dagli abusi, la presentazione delle Linee Guida Universali al Papa entro quest’anno e la necessità di maggior collaborazione a tutti i livelli della Chiesa</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/commissione-tutela-minori-assemblea-primavera-comunicato-lavori.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Carceri, la storia di Giampaolo: salvato dalla fede</title>
<link>https://www.eventi.news/carceri-la-storia-di-giampaolo-salvato-dalla-fede</link>
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<description><![CDATA[ Dall’Olimpo della finanza al carcere, con una condanna a sei anni e quattro mesi. Giampaolo Corabi ha appena finito il periodo di affidamento in prova e racconta il suo percorso da quando pensava di farla finita alla riscoperta della fede e del mettersi al servizio degli altri anche “dentro”
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 10:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Carceri, storia, Giampaolo:, salvato, dalla, fede</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Dall’Olimpo della finanza al carcere, con una condanna a sei anni e quattro mesi. Giampaolo Corabi ha appena finito il periodo di affidamento in prova e racconta il suo percorso da quando pensava di farla finita alla riscoperta della fede e del mettersi al servizio degli altri anche “dentro”</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/carceri-storia-giampaol-corabi-reati-finanziari-rimini.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>“Restituire Futuro”, una rete da Frosinone per ridare dignità attraverso il lavoro</title>
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<description><![CDATA[ Presso la Cittadella Cielo di Frosinone la presentazione e la firma del Protocollo d’Intesa promossa dall’Associazione Insieme verso Nuovi Orizzonti ODV nell’ambito del progetto “Nuovi Orizzonti per il Lavoro”, finanziato con l’8x1000 e a gestione statale. Chiara Amirante: &quot;Un segno concreto di speranza&quot;
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 10:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>“Restituire, Futuro”, una, rete, Frosinone, per, ridare, dignità, attraverso, lavoro</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Presso la Cittadella Cielo di Frosinone la presentazione e la firma del Protocollo d’Intesa promossa dall’Associazione Insieme verso Nuovi Orizzonti ODV nell’ambito del progetto “Nuovi Orizzonti per il Lavoro”, finanziato con l’8x1000 e a gestione statale. Chiara Amirante: "Un segno concreto di speranza"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/nuovi-orizzonti-frosinone-rete-restituire-futuro.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Libano, Unicef: un milione gli sfollati a causa della guerra</title>
<link>https://www.eventi.news/libano-unicef-un-milione-gli-sfollati-a-causa-della-guerra</link>
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<description><![CDATA[ Secondo dati Unicef sono già oltre un milione gli sfollati in Libano a seguito dell&#039;inizio dei raid israeliani sul sud del Paese e su Beirut. Tra questi circa 350mila sono bambini, privati tra l&#039;altro di educazione scolastica. Ai rifugiati di oggi si aggiungono i profughi siriani, già presenti sul territorio da più di 10 anni. Ancora bombe da parte dell&#039;Idf e razzi di Hezbollah verso Israele. Intanto però le parti comunicano l&#039;apertura di spiragli per una nuova trattativa
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                      ]]></description>
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 10:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Libano, Unicef:, milione, gli, sfollati, causa, della, guerra</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo dati Unicef sono già oltre un milione gli sfollati in Libano a seguito dell'inizio dei raid israeliani sul sud del Paese e su Beirut. Tra questi circa 350mila sono bambini, privati tra l'altro di educazione scolastica. Ai rifugiati di oggi si aggiungono i profughi siriani, già presenti sul territorio da più di 10 anni. Ancora bombe da parte dell'Idf e razzi di Hezbollah verso Israele. Intanto però le parti comunicano l'apertura di spiragli per una nuova trattativa</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/libano-un-milione-di-sfollati-tra-angoscia-e-speranza.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Leone XIV: serve maggiore responsabilità ecologica per un futuro migliore</title>
<link>https://www.eventi.news/leone-xiv-serve-maggiore-responsabilita-ecologica-per-un-futuro-migliore</link>
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<description><![CDATA[ “Proseguire l’opera solidale e di sensibilizzazione nella cura del creato, attraverso progetti per la ricerca di uno sviluppo sostenibile”. È l’invito di Papa Leone ai partecipanti al XVII Forum Internazionale di Greenaccord sul tema “Building Future Together – Un’umanità nuova con sete di futuro”, in questi giorni a Treviso. Il cardinale Parolin: il Cantico delle Creature di San Francesco è &quot;diplomazia delle culture&quot;
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 10:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Leone, XIV:, serve, maggiore, responsabilità, ecologica, per, futuro, migliore</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>“Proseguire l’opera solidale e di sensibilizzazione nella cura del creato, attraverso progetti per la ricerca di uno sviluppo sostenibile”. È l’invito di Papa Leone ai partecipanti al XVII Forum Internazionale di Greenaccord sul tema “Building Future Together – Un’umanità nuova con sete di futuro”, in questi giorni a Treviso. Il cardinale Parolin: il Cantico delle Creature di San Francesco è "diplomazia delle culture"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-03/papa-ecologia-creato-cantico-francescanesimo.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Iraq, la Nato ritira la sua missione dal Paese</title>
<link>https://www.eventi.news/iraq-la-nato-ritira-la-sua-missione-dal-paese</link>
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<description><![CDATA[ La conferma arriva da un portavoce dell’Alleanza che parla di un “rimodellamento” nel dispiegamento delle forze sul campo e di una questione di sicurezza. Trump: &quot;L&#039; Alleanza atlantica senza di noi è una tigre di carta”
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 10:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Iraq, Nato, ritira, sua, missione, dal, Paese</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>La conferma arriva da un portavoce dell’Alleanza che parla di un “rimodellamento” nel dispiegamento delle forze sul campo e di una questione di sicurezza. Trump: "L' Alleanza atlantica senza di noi è una tigre di carta”</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/missione-nato-ritiro-iraq-sicurezza.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Felipe VI di Spagna assume il titolo di protocanonico di Santa Maria Maggiore</title>
<link>https://www.eventi.news/felipe-vi-di-spagna-assume-il-titolo-di-protocanonico-di-santa-maria-maggiore</link>
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<description><![CDATA[ Durante la cerimonia, celebrata a mezzogiorno di venerdì 20 marzo nella Basilica di Santa Maria Maggiore, il cardinale Rolandas Makrickas, arciprete della Basilica Papale, e il re hanno sottolineato i legami che uniscono il popolo spagnolo al più antico tempio mariano dell’Occidente
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
<enclosure url="https://www.vaticannews.va/content/dam/vaticannews/agenzie/images/srv/2026/03/20/2026-03-20-cerimonia-di-conferimento-al-sovrano-spagnolo-del-tit/1774009285327.JPG/_jcr_content/renditions/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422.jpeg" length="49398" type="image/jpeg"/>
<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 10:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Felipe, Spagna, assume, titolo, protocanonico, Santa, Maria, Maggiore</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Durante la cerimonia, celebrata a mezzogiorno di venerdì 20 marzo nella Basilica di Santa Maria Maggiore, il cardinale Rolandas Makrickas, arciprete della Basilica Papale, e il re hanno sottolineato i legami che uniscono il popolo spagnolo al più antico tempio mariano dell’Occidente</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/spagna-felipe-vi-protocanonico-basilica-santa-maria-maggiore.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>“Gesù andava per la Galilea”: il commento di mons. Angelo Spina</title>
<link>https://www.eventi.news/gesu-andava-per-la-galilea-il-commento-di-mons-angelo-spina</link>
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<description><![CDATA[ Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 7,1-2.10.25-30 In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo. Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi […]
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 05:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>“Gesù, andava, per, Galilea”:, commento, mons., Angelo, Spina</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><i>Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 7,1-2.10.25-30<br>
</i><strong>In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo</strong>.<br>
Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne.<br>
Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi  di nascosto.<br>
Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia».<br>
Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».<br>
<strong>Cercarono allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora</strong>.</p>
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<title>Ecco chi era santa Maria Giuseppina del cuore di Gesù</title>
<link>https://www.eventi.news/ecco-chi-era-santa-maria-giuseppina-del-cuore-di-gesu</link>
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<description><![CDATA[ Santa Maria Giuseppina del Cuore di Gesù Sancho De Guerra, Fondatrice delle Serve di Gesù della Carità Vittoria (Spagna), 7/09/1842-Bilbao (Spagna), 20/03/1912. Maria Giuseppina Sancho de Guerra mostra fin dalla fanciullezza un profondo spirito di preghiera, una grande devozione all’Eucaristia e alla Vergine e anche una grande pietà verso gli ammalati ei bisognosi. Lei stessa […]
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 05:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Ecco, chi, era, santa, Maria, Giuseppina, del, cuore, Gesù</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Santa Maria Giuseppina del Cuore di Gesù Sancho De Guerra</strong>, Fondatrice delle Serve di Gesù della Carità Vittoria (Spagna), 7/09/1842-Bilbao (Spagna), 20/03/1912. Maria Giuseppina Sancho de Guerra mostra fin dalla fanciullezza <strong>un profondo spirito di preghiera</strong>, una grande devozione all’Eucaristia e alla Vergine e anche una grande pietà verso gli ammalati ei bisognosi. Lei stessa è solita ripetere: «Sono nata con la vocazione religiosa».</p>
<h3>Avvenimenti</h3>
<p>• Entra tra le <strong>Serve di Maria</strong>, Congregazione da poco fondata da santa Soledad Torres Acous Al momento di avvicinarsi alla professione religiosa comincia a dubitare di trovarsi nell’lstituto più adatto a lei, per cui decide di uscirne.</p>
<p>• <strong>Pensa di fondare una nuova Congregazione</strong> religiosa con lo scopo preminente di assistere malati a domicilio e i ricoverati in ospedale. Viene aiutata da quattro Serve di Maria, autorizzate dal cardinale di Toledo a uscire dalla Congregazione.</p>
<p>• Nel 1871 fonda la <strong>Congregazione delle Serve di Gesù della Carità,</strong> che guida per quarantuno anni.</p>
<h3>Spiritualità</h3>
<p><strong>Grande amore verso l’Eucaristia e il sacro cuore di Gesù</strong>. Profonda devozione alla passione di Cristo. Grande generosità e dedizione agli infermi.</p>
<h3>Pensieri e insegnamenti</h3>
<p>«La carità e il reciproco amore costituiscono anche in questa terra il paradiso delle comunità».</p>
<p>«Senza croce non potremo vivere ovunque andiamo, perché la vita religiosa è vita di sacrificio e di abnegazione».</p>
<p>«Non crediate, sorelle, che l’assistenza consista solo nel porgere all’ammalato medicina e cibo. V’è un altro tipo di assistenza che non può mai essere dimenticato ed è l’assistenza del cuore che si adegua ed entra in simpatia con la persona che soffre e va incontro alle sue necessità».</p>
<h3>Morte</h3>
<p><strong>Muore santamente dopo lunghi anni di sofferenze</strong> che l’hanno costretta a letto o in poltrona nella comunità di Bilbao, da dove continua a seguire con una fitta corrispondenza lo sviluppo e la diffusione della sua Congregazione. <strong>La sua fama di santità è grande</strong>: in molti partecipano ai suoi funerali. <strong>Lascia quarantatré case religiose e oltre mille suore</strong>. Le sue spoglie mortali sono venerate nella chiesa della casa madre. <strong>È canonizzata nel 2000.</strong></p>
<p>Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi</p>
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<title>Reali di Spagna in Vaticano: viaggio del Papa momento significativo dei rapporti</title>
<link>https://www.eventi.news/reali-di-spagna-in-vaticano-viaggio-del-papa-momento-significativo-dei-rapporti</link>
<guid>https://www.eventi.news/reali-di-spagna-in-vaticano-viaggio-del-papa-momento-significativo-dei-rapporti</guid>
<description><![CDATA[ Il viaggio di Papa Leone nella penisola iberica sarà un momento significativo per i buoni rapporti tra la Santa Sede e la Spagna. Lo hanno detto, nel corso dei colloqui in Segreteria di Stato, i reali spagnoli Felipe VI e Letizia e il cardinale Pietro Parolin, toccando poi temi internazionali come l’importanza di un costante […]
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 05:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Reali, Spagna, Vaticano:, viaggio, del, Papa, momento, significativo, dei, rapporti</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il viaggio di Papa Leone nella penisola iberica sarà un momento significativo per i buoni rapporti tra la Santa Sede e la Spagna. Lo hanno detto, nel corso dei colloqui in Segreteria di Stato, i reali spagnoli Felipe VI e Letizia e il cardinale Pietro Parolin, toccando poi temi internazionali come l’importanza di un costante sostegno alla pace e il rafforzamento dei principi e dei valori alla base della convivenza. In precedenza, i sovrani erano stati ricevuti in udienza dal Santo Padre.</strong></p>
<h3>L’udienza</h3>
<p>Questa mattina, il Santo Padre <strong>Leone XIV</strong> ha ricevuto in Udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, le Loro Maestà il <strong>Re Felipe</strong> <strong>VI</strong> e la <strong>Regina Letizia</strong> di Spagna. I Reali si sono successivamente incontrati con Sua Eminenza il <strong>Cardinale Pietro Parolin</strong>, Segretario di Stato di Sua Santità, accompagnato da Sua Eccellenza <strong>Mons. Paul Richard Gallagher</strong>, Segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali.</p>
<h3>I colloqui</h3>
<p>Nel corso dei cordiali colloqui in Segreteria di Stato si è espresso compiacimento per le <strong>buone relazioni</strong> tra la <strong>Santa Sede</strong> e la <strong>Spagna</strong>, che avranno un momento significativo nel prossimo <strong>Viaggio Apostolico</strong> del Santo Padre. In tale contesto, si è fatto riferimento ad alcune questioni di attualità che riguardano la situazione del Paese e la missione della Chiesa nella società. Infine, ci si è soffermati su alcuni temi di carattere regionale ed internazionale, rilevando l’importanza di un impegno costante a<strong> sostegno della pace</strong> e del rafforzamento dei principi e dei valori che stanno alla base della convivenza internazionale.</p>
<p>Fonte <a href="https://www.vatican.va/news_services/press/index_it.htm" target="_blank" rel="noopener">Sala stampa della Santa Sede</a></p>
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<title>“Annuncio nell’umiltà”: la fonte dell’autorevolezza</title>
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<description><![CDATA[ L’umiltà come stile dell’evangelizzazione. L’annuncio del Vangelo non va proposto “da una posizione di superiorità o di controllo”, perché questo rischierebbe di tradirlo. Il predicatore della Casa Pontificia, padre Roberto Pasolini ha incentrato la sua meditazione sul tema: “La missione. Annunciare il Vangelo a ogni creatura”. Nell’Aula Paolo VI, alla presenza di Leone XIV, il religioso […]
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 05:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>“Annuncio, nell’umiltà”:, fonte, dell’autorevolezza</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><span class="ng-scope">L’umiltà come stile dell’evangelizzazione. </span><span class="ng-scope">L’annuncio del Vangelo non va proposto “da una <strong>posizione di superiorità</strong> o di controllo”, perché questo rischierebbe di tradirlo. Il predicatore della Casa Pontificia, padre Roberto Pasolini ha incentrato la sua meditazione sul tema: “La missione. Annunciare il Vangelo a ogni creatura”. Nell’Aula Paolo VI, alla presenza di </span><span class="ng-scope">Leone XIV, il religioso ha detto: “La nostra <strong>autorevolezza</strong> non nasce dal ruolo, ma da una vita che accetta di entrare in questo dinamismo di amore. È ciò che San Francesco ha intuito quando ha chiamato i suoi <strong>frati</strong> ‘minori’: assegnando loro non un titolo, ma un modo concreto di stare nel mondo. È proprio questa piccolezza, questa umiltà vissuta, a rendere fecondo l’<a href="https://www.vaticannews.va/it/meditazioni-della-casa-pontificia/predicatori/biografia-di-padre-roberto-pasolini.html">annuncio</a> del <a href="https://www.interris.it/vangelo-del-giorno/gesu-andava-per-la-galilea-il-commento-di-mons-angelo-spina">Vangelo</a>“. </span><strong>Padre Roberto Pasolini</strong> è nato a Milano, il 5 novembre 1971. Si laurea in Scienze dell’informazione con una tesi in Intelligenza Artificiale (1996) presso l’università degli Studi di Milano. Entra nell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini nel 1997 (professione perpetua 2002, ordinazione presbiterale 2006).</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-492950" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-492950 size-full" src="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/02/papa-leone-mercoledi-delle-ceneri.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/02/papa-leone-mercoledi-delle-ceneri.jpg 1280w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/02/papa-leone-mercoledi-delle-ceneri-300x169.jpg 300w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/02/papa-leone-mercoledi-delle-ceneri-1024x576.jpg 1024w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/02/papa-leone-mercoledi-delle-ceneri-768x432.jpg 768w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/02/papa-leone-mercoledi-delle-ceneri-747x420.jpg 747w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/02/papa-leone-mercoledi-delle-ceneri-150x84.jpg 150w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/02/papa-leone-mercoledi-delle-ceneri-600x338.jpg 600w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/02/papa-leone-mercoledi-delle-ceneri-696x392.jpg 696w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2026/02/papa-leone-mercoledi-delle-ceneri-1068x601.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px"><figcaption class="wp-caption-text">© Francesco Vitale</figcaption></figure>
<h3>Umiltà e Vangelo</h3>
<p>Dopo due anni nella fraternità di Varese, si sposta a Roma per conseguire la <strong>laurea in Scienze Bibliche</strong> (2012) e il dottorato in Teologia Biblica (2016). Dal 2017 al 2024 svolge il ruolo di Maestro nel Postnoviziato Interprovinciale di Milano. Docente di esegesi biblica alla PUA (2013-2017), allo <strong>studio teologico</strong> Laurentianum di Milano e Venezia (2016-2023) e alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale (dal 2020 a oggi). Ha pubblicato il dottorato sul Vangelo di Marco, Fallire e non mancare il bersaglio (2017) e diversi<strong> libri di spiritualità</strong> pubblica. E cioè Amanti perché amati (2015), Non siamo stati noi (2020), È stato Dio (2021), Saremo noi (2022), Un giorno smetteremo di morire (2023), Iniziazione alla preghiera (2024). Ideatore e curatore del sito Nella Parola (<a href="http://www.nellaparola.it/" target="_blank" rel="external nofollow noopener">www.nellaparola.it</a>) dove si raccolgono commenti ai <strong>testi biblici</strong> e alla liturgia del giorno. Il 9 novembre 2024 è stato nominato da papa Francesco predicatore della Casa Pontificia, succedendo al cardinale <strong>Raniero Cantalamessa</strong>.</p>
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<title>Nicola di Flüe, il santo che visse di sola Eucarestia per 19 anni</title>
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<description><![CDATA[ San Nicola di Flüe, Eremita e patrono della Svizzera Flüeli-Ranft (Svizzera), 1417 – Sachseln (Svizzera), 21/03/1487. Nasce in una fattoria vicino al lago di Lucerna. Pur avendo, fin da giovane, la vocazione alla vita eremitica, deve accettare cariche civili e perfino militari. Avvenimenti • Quando è costretto a partecipare a spedizioni militari, si impegna affinché […]
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 05:30:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Nicola, Flüe, santo, che, visse, sola, Eucarestia, per, anni</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>San Nicola di Flüe</strong>, Eremita e patrono della Svizzera Flüeli-Ranft (Svizzera), 1417 – Sachseln (Svizzera), 21/03/1487. <strong>Nasce in una fattoria vicino al lago di Lucerna</strong>. Pur avendo, fin da giovane, la vocazione alla vita eremitica, deve accettare cariche civili e perfino militari.</p>
<h3>Avvenimenti</h3>
<p>• Quando è costretto a partecipare a spedizioni militari, si impegna affinché i vinti vengano sempre trattati umanamente e i bambini e le donne risparmiati.</p>
<p>• <strong>Sposa Dorotea Wyss</strong>: hanno cinque figli maschi e cinque femmine.</p>
<p>• Compiuti i 50 anni, riceve dalla moglie e dai figli maggiori il permesso di “abbandonare” il mondo.</p>
<p>• <strong>Per diciannove anni vive solo d’Eucaristia</strong> (come viene accertato da un’indagine commissionata dal vescovo diocesano).</p>
<p>• Quando la Svizzera viene minacciata di invasione da parte dell’Austria e quando le discordie tra i cantoni svizzeri evidenziano il rischio di una guerra civile, Nicola abbandona il suo rifugio. Per questo <strong>riceve il titolo di “Padre della patria”</strong>: dopo ogni missione in favore dello Stato torna nel suo rifugio a pregare.</p>
<p>• <strong>Viene chiamato “Bruder Klaus”, fratello Nicola</strong> e, pur non sapendo né leggere né scrivere, diviene un <strong>consigliere ricercato sia dai contadini sia dai grandi e potenti</strong>. É il simbolo della convivenza in armonia e della vittoria senza guerra (grazie alla pacificazione e alla concordia).</p>
<h3>Pensieri e insegnamenti</h3>
<p>«O mio Signore e mio Dio, allontana da me tutto ciò che mi allontana da te. 0 mio Signore e mio Dio, elargiscimi tutto ciò che mi porta più vicino a te. O mio Signore e mio Dio, liberami da me stesso e concedimi di possedere soltanto te».</p>
<h3>Morte</h3>
<p>Il suo direttore spirituale lo trova disteso sul pavimento del suo romitorio, in preda a <strong>violenti dolori addominali</strong>; avvisata la famiglia, la moglie giunge con alcuni figli che l’assistono fino alla fine. Dopo la sua morte vengono trascritti nel registro della chiesa del paese <strong>numerosi miracoli attribuiti alla sua intercessione</strong>. Pio XII lo canonizza nel 1947 e lo proclama anche <strong>patrono della Svizzera</strong>. I suoi resti mortali sono venerati nella chiesa di San Teodulo di Sachseln.</p>
<p>Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi</p>
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<title>Beato Battista Spagnoli</title>
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<description><![CDATA[ Venerdì della IV settimana di Quaresima ]]></description>
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 02:30:11 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Beato, Battista, Spagnoli</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/battista-spagnoli-2-1-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/battista-spagnoli-2-1-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/battista-spagnoli-2-1-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/battista-spagnoli-2-1-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>Nacque a Mantova il 17 aprile 1447. Entrò giovanissimo nell’Ordine Carmelitano, dedicandosi agli studi umanistici e alla teologia. Il suo genio versatile si espresse soprattutto nella poesia, con composizioni in lingua latina, al tempo molto apprezzate in tutta Europa. Esperto nelle sacre discipline, dedito al bene della Chiesa, fine diplomatico, ricoprì diversi incarichi prestigiosi anche su mandato pontificio.<br>
La sua profonda spiritualità lo portò a riconoscere lucidamente i mali della Chiesa del tempo, e a dedicarsi alla riforma del suo Ordine. Guidò a lungo la Congregazione mantovana dei Carmelitani Osservanti, prima di essere eletto, nel 1513, priore generale. La sua attività non si limitò alla famiglia religiosa. Nel 1513 fu invitato a partecipare al Concilio lateranense; e nel 1515 incaricato da Papa Leone X della missione diplomatica per comporre la pace tra il re di Francia e il duca di Milano.<br>
Si distinse essenzialmente nello spirito e nella finalità di denuncia della dilagante corruzione dei tempi, ed espresse la sua ansia riformatrice con felici spunti letterari e con un vibrante discorso nel 1489 nella basilica vaticana davanti al Papa e ai cardinali. Tutto ciò non lo distoglieva dalla vita interiore e dalla speciale devozione alla Madonna.<br>
Fu amico di insigni umanisti e di illustri personaggi dell’epoca, ben figurando nel mondo della cultura. Proclamato da Erasmo il “Virgilio cristiano” (più di 50 mila sono i suoi versi latini, oltre le opere in prosa) è da ritenersi tra i migliori poeti del suo tempo; ciò è anche attestato dalle numerosissime edizioni dei suoi scritti.<br>
Morì a Mantova il 20 marzo 1516. Le sue spoglie sono venerate nel santuario della Beata Vergine Incoronata, annesso alla Cattedrale.</p>
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<title>Venerdì della IV settimana di quaresima</title>
<link>https://www.eventi.news/venerdi-della-iv-settimana-di-quaresima</link>
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<description><![CDATA[ Prima lettura Sap 2,1.12-22 Dal libro della Sapienza Dicono [gli empi] fra loro sragionando: “Tendiamo insidie al giusto, che per noi è d’incomodo e si oppone alle nostre azioni; ci rimprovera le colpe contro la legge e ci rinfaccia le trasgressioni contro l’educazione ricevuta. Proclama di possedere la conoscenza di Dio e chiama se stesso figlio […]
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 02:30:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Venerdì, della, settimana, quaresima</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Prima lettura</strong> <em>Sap 2,1.12-22<strong><br>
</strong></em>Dal libro della Sapienza</p>
<p>Dicono [gli empi] fra loro sragionando:<br>
“Tendiamo insidie al giusto, che per noi è d’incomodo<br>
e si oppone alle nostre azioni;<br>
ci rimprovera le colpe contro la legge<br>
e ci rinfaccia le trasgressioni contro l’educazione ricevuta.<br>
Proclama di possedere la conoscenza di Dio<br>
e chiama se stesso figlio del Signore.<br>
È diventato per noi una condanna dei nostri pensieri;<br>
ci è insopportabile solo al vederlo,<br>
perché la sua vita non è come quella degli altri,<br>
e del tutto diverse sono le sue strade.<br>
Siamo stati considerati da lui moneta falsa,<br>
e si tiene lontano dalle nostre vie come da cose impure.<br>
Proclama beata la sorte finale dei giusti<br>
e si vanta di avere Dio per padre.<br>
Vediamo se le sue parole sono vere,<br>
consideriamo ciò che gli accadrà alla fine.<br>
Se infatti il giusto è figlio di Dio, egli verrà in suo aiuto<br>
e lo libererà dalle mani dei suoi avversari.<br>
Mettiamolo alla prova con violenze e tormenti,<br>
per conoscere la sua mitezza<br>
e saggiare il suo spirito di sopportazione.<br>
Condanniamolo a una morte infamante,<br>
perché, secondo le sue parole, il soccorso gli verrà».<br>
Hanno pensato così, ma si sono sbagliati;<br>
la loro malizia li ha accecati.<br>
Non conoscono i misteriosi segreti di Dio,<br>
non sperano ricompensa per la rettitudine<br>
né credono a un premio per una vita irreprensibile.</p>
<p><strong>Salmo </strong><em>Sal 33<strong></strong></em></p>
<p><em><strong>Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato.</strong></em></p>
<p>Il volto del Signore contro i malfattori,<br>
per eliminarne dalla terra il ricordo.<br>
Gridano i giusti e il Signore li ascolta,<br>
li libera da tutte le loro angosce. R</p>
<p>Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,<br>
egli salva gli spiriti affranti.<br>
Molti sono i mali del giusto,<br>
ma da tutti lo libera il Signore. R</p>
<p>Custodisce tutte le sue ossa:<br>
neppure uno sarà spezzato.<br>
Il Signore riscatta la vita dei suoi servi;<br>
non sarà condannato chi in lui si rifugia. R</p>
<p><strong>Vangelo </strong><em>Gv 7,1-2.10.25-30<strong><br>
</strong></em>Dal Vangelo secondo Giovanni</p>
<p>In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.<br>
Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto.<br>
Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia».<br>
Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».<br>
Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.</p>
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<title>SOUL, si può parlare di Dio senza annoiare?</title>
<link>https://www.eventi.news/soul-si-puo-parlare-di-dio-senza-annoiare</link>
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<description><![CDATA[ Per il Festival di Spiritualità la Facoltà teologica ha ospitato una tavola rotonda con il teologo don Alberto Cozzi, il filosofo Elio Franzini e la saggista Teresa Bartolomei, moderati da monsignor Luca Bressan nel confronto sulla narrazione odierna del divino ]]></description>
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 02:30:07 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>SOUL, può, parlare, Dio, senza, annoiare</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-19-at-23.59.26-1-680x382.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-19-at-23.59.26-1-680x382.jpeg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-19-at-23.59.26-1-980x551.jpeg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-19-at-23.59.26-1-195x110.jpeg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Da sinistra, Elio Franzini, don Alberto Cozzi e Teresa Bartolomei</span><p>«In un momento di grande trasformazione per la città, il tema del mistero conosce tante sfaccettature. Una delle dimensioni che non possiamo non toccare è Dio. Ma oggi Dio è un nome che annoia?». Parte da questo interrogativo – che dà anche il titolo all’incontro – il dialogo inserito nel ricchissimo palinsesto di SOUL Festival di Spiritualità, che per la prima volta approda presso la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale.</p>
<p>A confronto il teologo don Alberto Cozzi, la saggista Teresa Bartolomei e il filosofo Elio Franzini. Moderato dal Vicario episcopale monsignor Luca Bressan, l’evento diviene un interessante viaggio, guidato dal riferimento costante alla concezione di Dio, tra passato e presente.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2867627" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2867627 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-19-at-23.59.26.jpeg" alt="Soul 2026" width="1600" height="1200" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-19-at-23.59.26.jpeg 1600w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-19-at-23.59.26-768x576.jpeg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-19-at-23.59.26-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-19-at-23.59.26-360x270.jpeg 360w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px"><figcaption class="wp-caption-text">L’introduzione di monsignor Bressan</figcaption></figure>
<h2>Perché Dio oggi annoia</h2>
<p>«Non demonizziamo questa frase, chiediamoci a quali condizioni il nome di Dio annoia», spiega subito don Cozzi, docente in Facoltà di Teologia Sistematica – Trinitaria e Cristologia, che richiama alcuni brani tratti dalla Scrittura per disegnare tre livelli di tale “noia”: «Nel dramma dell’alleanza in cui Dio chiede un amore totale e dona tutto, può accadere che ci stanchiamo di lui. Ma la noia per Dio può derivare anche dal fatto che non capiamo il suo comportamento. Dio annoia quando non ci aiuta a comprendere il nesso tra ciò che viviamo e la realtà, quando rimane astratto e non aiuta ad abitare la vita».</p>
<p>In terzo luogo, quando si realizza una sorta di accidia nel rapporto con Dio, come si legge nel Libro del Siracide: «In una società diventata cinica, Dio infastidisce perché non è abbastanza attrattivo per comprendere i fini ultimi della vita. Perfino nell’esperienza biblica è possibile provare noia per il comportamento di Dio, non capire il fine, stancarsi».</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2867628" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2867628 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-19-at-23.59.26-3.jpeg" alt="Soul 2026" width="1600" height="1200" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-19-at-23.59.26-3.jpeg 1600w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-19-at-23.59.26-3-768x576.jpeg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-19-at-23.59.26-3-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-19-at-23.59.26-3-360x270.jpeg 360w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px"><figcaption class="wp-caption-text">L’intervento di Elio Franzini</figcaption></figure>
<h2>Un problema sociale e culturale</h2>
<p>È poi la volta di Franzini, docente di Filosofia estetica all’Università degli Studi, di cui è stato Rettore: «Alcuni movimenti di perdita del senso di Dio si radicano una cinquantina di anni fa, negli anni Settanta. Nel 1977 il regista Robert Bresson firma un film bellissimo, <em>Il diavolo probabilmente</em> – espressione tratta dai <em>Fratelli Karamazov</em> -, in cui il protagonista è un giovane di poco più di 20 anni che ha già fatto molte esperienze e non sa più trovare un senso nella sua vita, nelle ideologie e nella cultura contemporanea». La fine è tragica ed è un po’ la parabola dell’oggi.</p>
<p>«Noi siamo stati abituati alle narrazioni lunghe, mentre ora, con i linguaggi che si frantumano e micro comunità che hanno la caratteristica di non comprendersi, è evidente che la dimensione del senso scompare. Quindi, non si tratta solo di un problema di fede, ma sociale e culturale, che viene in luce con il venire meno dei valori e la decadenza del senso».</p>
<p></p>
<p>Una perdita, forse, non irrecuperabile: «Quello che ha ucciso il senso della narrazione, in cui siamo cresciuti, è il nascere di linguaggi tribali che permettono di rimanere in comunità chiuse. Il problema è, allora, come superare la noia, facendo uscire la grande dimensione della narrazione divina dalla favola raccontata, facendola tornare a qualcosa che urla e che spinge. Perde pregnanza un Dio che non riesce ad andare oltre i linguaggi dei <em>social</em> e un pensiero fine a se stesso. Eppure dico sempre che, mai come adesso, i giovani hanno un’istanza, un desiderio di metafisica. C’è una grande responsabilità di chi ha educato in questi anni: questo mondo ha bisogno di figure profetiche, che indichino delle strade essendo capaci di gesti simbolici. Il Dio che annoia è quello che non ha più la capacità di emozionare.</p>
<p>«È evidente che, per i giovanissimi, se il mondo parte da un <em>tablet</em> e non ha niente a che fare con la vita reale, anche Dio diventa qualcosa di incomprensibile, che non serve», chiosa Cozzi.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2867629" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2867629 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-19-at-23.59.26-4.jpeg" alt="Soul 2026" width="1600" height="1200" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-19-at-23.59.26-4.jpeg 1600w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-19-at-23.59.26-4-768x576.jpeg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-19-at-23.59.26-4-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-19-at-23.59.26-4-360x270.jpeg 360w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px"><figcaption class="wp-caption-text">L’intervento di Teresa Bartolomei</figcaption></figure>
<h2>Un’esperienza di senso</h2>
<p>Bartolomei riparte dalla frase del titolo dell’incontro che, ricorda Bressan, «è stata rubata al cardinale tedesco Walter Kasper».</p>
<p>«Gli ultimi decenni sono caratterizzati da un interesse rinnovato per l’idea di Dio – scandisce la saggista, docente all’Università Cattolica di Lisbona da cui è giunta appositamente -. Tuttavia, Dio non va pensato unicamente in una chiave teoretica – questo è il modello che è entrato in crisi -, ma nella dimensione della relazione e del linguaggio. Qui emerge una trascendenza che fa comprendere i nostri limiti, ma anche la promessa che è Dio per noi. Il modello antitetico è quello che si sta impadronendo della società, sempre più governata dalla tecnica e non dalla scienza, dove il senso è sostituito dalla potenza e dall’efficacia. In una realtà dove la verità non interessa e il senso regredisce, rimane solo l’immagine: una merce che si usa, si consuma e, alla fine, annoia».</p>
<p>Così è anche per l’idea di Dio, suggerisce la studiosa: «Il nuovo, che accelera il consumo a costo della verità, diventa il<em> mantra</em> del mercato, al posto di un senso che non viene a noia perché, al suo interno, siamo noi che ci rinnoviamo. In tale prospettiva Dio, immagine retorica, non può che annoiare. I valori sono plurali, importantissimi, ma Dio non è un valore, è un’esperienza di senso. Il problema è una società in cui gli interessi sono predominanti per la regressione di senso».</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2867630" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2867630 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-19-at-23.59.26-5.jpeg" alt="Soul 2026" width="1600" height="1200" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-19-at-23.59.26-5.jpeg 1600w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-19-at-23.59.26-5-768x576.jpeg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-19-at-23.59.26-5-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-19-at-23.59.26-5-360x270.jpeg 360w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px"><figcaption class="wp-caption-text">Il pubblico presente alla Facoltà teologica</figcaption></figure>
<p>Insomma, «un Dio che annoia è quello di cui non si fa esperienza», osserva don Cozzi, a cui fa eco Franzini: «Cartesio diceva che il paradigma del peccato è la noia che non permette più di sentire le passioni dell’anima».</p>
<p>Infine, dopo un articolato richiamo all’Illuminismo «da cui è nata l’età della tecnica, che fa parte della nostra realtà e da non demonizzare come nemico storico di Dio, ma da studiare e ancora da comprendere pienamente», avverte il filosofo, c’è spazio anche per una sottolineatura del linguaggio della Chiesa: «In questo c’è senza dubbio un ritardo ed è un problema, ma attenzione a non banalizzare e ridicolizzare», concordano i relatori.</p>
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<title>L’abbazia di Sesto Calende tra arte e fede</title>
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<description><![CDATA[ Fu un centro monastico di grande importanza nell’alto medioevo all’inizio del Lago Maggiore. Nel XII secolo la ricostruzione romanica e poi i notevoli dipinti rinascimentali attribuiti a Cesare da Sesto, allievo di Leonardo. Ma anche la curiosa Madonna dei Limoni e una bella copia del Cenacolo vinciano, insieme agli affreschi settecenteschi di Biagio Bellotti. Da riscoprire, dopo i recenti restauri ]]></description>
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 02:30:07 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>L’abbazia, Sesto, Calende, tra, arte, fede</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/01-sfondo-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/01-sfondo-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/01-sfondo-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/01-sfondo-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>Attorno all’850 il vescovo di Pavia, Liutardo, avendo ottenuto dall’imperatore alcuni terreni a Sesto Calende, all’inizio del Lago Maggiore, vi insediò una comunità benedettina che divenne ben presto uno dei centri religiosi più importanti alle pendici delle Prealpi: un’<em>enclave</em> pavese in terra ambrosiana, collegata direttamente alla capitale longobarda attraverso il fiume Ticino.</p>
<p>Oggi l’Abbazia di San Donato è il fulcro della Comunità pastorale di Sesto Calende. Un luogo ricco di storia, di arte e di fede, che merita di essere riscoperto, grazie anche ai recenti restauri che hanno dato nuova luce ai tesori che sono qui conservati.</p>
<p>Dell’antica fondazione rimangono tracce sparse: elementi di gusto longobardo e carolingio reimpiegati nella muratura e nella cripta. La struttura “portante” della chiesa, infatti, è quella del rifacimento tra l’XI e il XII secolo, secondo il modello basilicale milanese.</p>
<p>La facciata, del resto, appare fin troppo solida e compatta, presentandosi con tre porte, ma senza finestre. Questo, in realtà, era in origine il nartece, ovvero una zona porticata adiacente all’ingresso, che poi venne chiusa, quasi sigillata. Un’imponenza che, senza perdere vigore, si fa più slanciata nella parte absidale. La torre campanaria è in proporzione, tanto poderosa da sembrare quasi minacciosa.</p>
<p>Il declino dell’Abbazia di Sesto Calende iniziò già nel XIII secolo, e fu dovuta più a motivi materiali che spirituali: nel 1203, infatti, un’alluvione causò l’interramento del porto fluviale sul Ticino.</p>
<p>A fine 400 il monastero di San Donato fu dato in commenda. Da un punto di vista artistico, tuttavia, fu un momento di rilancio: nella Cappella di santa Caterina, ad esempio, furono realizzati degli strepitosi affreschi. L’alta qualità delle pitture ha fatto pensare a quel Cesare da Sesto che la tradizione vuole originario proprio di questa contrada e che fu uno dei migliori allievi lombardi di Leonardo.</p>
<p>Tra le immagini più interessanti, ecco un’insolita Madonna col Bambino circondata da una pianta di limoni, frutto legato all’idea della fedeltà nell’amore. Il dipinto potrebbe essere di mano del ticinese Tarilli, che in effetti firma e data – 1581 – la monumentale Ultima Cena, copia ingenua ma fedele del capolavoro vinciano.</p>
<p>Il Settecento fu un altro periodo di ripresa, per l’antica abbazia. Sulle pareti del presbiterio, infatti, ecco le storie vivaci del santo titolare, Donato, e del suo sodale Gandolfo, dipinte con scenografica teatralità del maestro bustocco Biagio Bellotti.</p>
<p>E poi molto altro ancora, in questo gioiello di Sesto Calende. Ma la vera chicca l’abbiamo lasciata per ultima, e si trova sul muro absidale verso l’attuale oratorio: dove è incastonata una preziosa, rarissima matrice altomedievale per realizzare le coperture metalliche degli evangeliari. Da rimanere a bocca aperta per la sorpresa.</p>
<p></p>
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<title>I Dialoghi di Pace a San Pietro all’Olmo</title>
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<description><![CDATA[ Venerdì 10 aprile nella frazione di Cornaredo il nono appuntamento del 2026 dell&#039;iniziativa che presenta in forma artistica il Messaggio del Papa per la Giornata mondiale ]]></description>
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 02:30:06 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Dialoghi, Pace, San, Pietro, all’Olmo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2024/06/1718950377762_M4_height-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2024/06/1718950377762_M4_height-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2024/06/1718950377762_M4_height-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">La chiesa di San Pietro Apostolo a San Pietro all'Olmo</span><p>Venerdì 10 aprile, alle 20.45, nella chiesa di San Pietro Apostolo (via Magenta 6) a San Pietro all’Olmo – Cornaredo, è in programma il nono appuntamento dell’edizione 2024 dei Dialoghi di Pace dedicati al Messaggio di papa Leone XIV per la 59ma Giornata Mondiale della Pace sul tema «La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante» (<a href="https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/il-papa-la-pace-non-e-unutopia-no-al-riarmo-si-risveglino-le-coscienze-2858399.html">leggi qui</a>).</p>
<h2>Che cosa sono</h2>
<p>I Dialoghi mirano a rendere ancora più attraente il Messaggio presentandolo in forma artistica. Con questa finalità sono stati ideati diversi anni fa nella chiesa della Regina Pacis a Cusano Milanino. Nel tempo si sono sviluppati con decine di date in Lombardia e altre regioni d’Italia. Dal 2021 sono proposti dalla Diocesi in un programma che vede un appuntamento di riferimento in ogni Zona pastorale, organizzato in collaborazione con numerose associazioni e istituzioni religiose e della società civile.</p>
<p>La formula adottata prevede la suddivisione del Messaggio in brevi e veloci battute che tre lettori interpretano, facendole proprie e incalzandosi l’un l’altro nella lettura, come se fossero impegnati in un’animata discussione. A dare respiro e incisività contribuiscono poi alcuni interludi musicali, a partire dal benvenuto col quale si accoglie il pubblico per creare subito un’atmosfera di raccoglimento.</p>
<p>Come il Messaggio che diffondono, i Dialoghi di Pace sono rivolti a tutti e perciò espressamente pensati come un tempo che i cattolici possono vivere anche in preghiera, mentre la spiritualità di chi ha altri riferimenti religiosi, o non ne ha alcuno, suggerisce sempre a ciascuno il modo migliore di prendervi parte; anche piacevolmente, come dichiara chi vi assiste. Così facendo ci si prefigge di dar valore alle parole del Papa nella loro interezza, puntando a raggiungere credenti e non credenti con i contenuti del suo Messaggio universale. Anche per questo l’iniziativa non è “chiusa” ed “esclusiva”, ma vuole incoraggiare altre comunità pastorali e associazioni ad “appropriarsi” dei Dialoghi di Pace affinché, come già avviene, cresca sempre più il numero di chi decide di “copiarli” autonomamente.</p>
<p>A supporto di chi voglia accogliere l’invito, su <a href="http://www.rudyz.net/dialoghi" target="_blank" rel="noopener">www.rudyz.net/dialoghi</a> è sempre pubblicato il “copione-base”, gratuitamente disponibile, liberamente personalizzabile e anche direttamente inviato a chi lo richieda all’indirizzo <a href="mailto:sanpioxc@gmail.com">sanpioxc@gmail.com</a> o telefonando al n. 02.66401390.</p>
<h2>La serata di Cornaredo</h2>
<p>La serata di Cornaredo (<a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/2026_04_10_dialoghidipaceSPietroOlmo_2pag_affiancate_compressed.pdf">vedi qui la locandina</a>) nasce dal progetto di Giovanni Guzzi, con letture di Paola Tagliaferri, Alessandra Cercamondi e Gigi Ripamonti, e intermezzi musicali della Schola Cantorum di San Pietro all’Olmo diretta dal maestro Giancarlo Vighi.</p>
<p>La serata, come tutti gli altri appuntamenti dell’anno, per dare concretezza alle parole ascoltate, si concluderà esortando i presenti a impegnarsi per diffondere nel mondo la Pace sperimentata durante l’incontro: con lo stile suggerito dal testo di don Primo Mazzolari «Noi ci impegniamo», recitato coralmente da tutti i presenti.</p>
<p>A una loro rappresentanza sarà poi affidato il gesto di diffusione della Luce della Pace di Betlemme: attinta alla fiamma portata da quella che arde perennemente, già dai primi secoli dopo la venuta di Cristo, nella chiesa della Natività, sul punto ove si presume sia stata la mangiatoia nella quale fu deposto il Salvatore in fasce. È alimentata dall’olio donato dalle nazioni cristiane della Terra, ma la Pace è patrimonio di tutti e la Luce deve andare a tutti.</p>
<p>Non mancheranno inoltre espedienti “teatrali” e azioni sceniche per sorprendere e coinvolgere maggiormente i presenti anche dal punto di vista emotivo.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/dialoghi-di-pace-san-pietro-allolmo-2026-2867671.html">I Dialoghi di Pace a San Pietro all’Olmo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/">Chiesa di Milano</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>A Erba una «Tre Giorni» in onore di San Francesco</title>
<link>https://www.eventi.news/a-erba-una-tre-giorni-in-onore-di-san-francesco</link>
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<description><![CDATA[ A 800 anni dalla morte, dal 27 al 29 marzo iniziativa delle Parrocchie cittadine e dei Cappuccini di Milano con il patrocinio del Comune: Via Matris a San Salvatore, «Pane in Piazza», serata tra poesia e musica e festa finale nella Domenica delle Palme ]]></description>
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 02:30:05 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Erba, una, «Tre, Giorni», onore, San, Francesco</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/San-Francesco-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="San Francesco" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/San-Francesco-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/San-Francesco-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/San-Francesco-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">San Francesco</span><p>A 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi Erba onora il Patrono d’Italia e il suo messaggio evangelico di carità, umiltà e fraternità. Anche nella memoria della presenza secolare del suo movimento nel territorio (per esempio presso l’Eremo San Salvatore). Dal 27 al 29 marzo è in programma la <strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/San-Francesco-A3.pdf">«Tre Giorni con San Francesco»</a></strong>: la promuovono le Parrocchie cittadine e il Centro Missioni Estere dei Cappuccini di Milano (uno degli Ordini della Famiglia francescana), con il patrocinio del Comune.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2867010" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2867010" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Monsignor-Angelo-Pirovano-680x382.jpeg" alt="Monsignor Angelo Pirovano" width="680" height="382" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Monsignor-Angelo-Pirovano-680x382.jpeg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Monsignor-Angelo-Pirovano-195x110.jpeg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><figcaption class="wp-caption-text">Monsignor Angelo Pirovano</figcaption></figure>
<h2>Guida della Quaresima</h2>
<p>«Prendendo avvio dall’anniversario francescano, la nostra Comunità pastorale Sant’Eufemia non è voluta mancare all’incontro con questo grande testimone di Cristo, scelto come guida del cammino quaresimale – spiega monsignor Angelo Pirovano, Prevosto di Erba -. Il motto che ci accompagna (“Come San Francesco, dalla Croce alla Vita”) esprime al meglio questo legame tra la Quaresima e l’esempio di un Santo che ancora oggi ha tanto da insegnare».</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2867011" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2867011 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Via-Matris-1.jpg" alt="La Via Matris all'Eremo San Salvatore" width="2048" height="1356" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Via-Matris-1.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Via-Matris-1-768x509.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Via-Matris-1-1536x1017.jpg 1536w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px"><figcaption class="wp-caption-text">La Via Matris all’Eremo San Salvatore</figcaption></figure>
<h2>In cammino con Maria e Francesco</h2>
<p>A dare il via alla «Tre Giorni» sarà la <strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Via-Matris-2026.docx"><em>Via Matris</em></a>,</strong> la meditazione sui dolori della Madonna nel venerdì che precede la Settimana Santa. È in programma il 27 marzo, lungo il percorso a piedi dal Camposanto di Crevenna all’Eremo San Salvatore. Dalle 20.30 si muoverà un folto numero di fedeli provenienti da tutto il Decanato; il cammino sarà guidato dai Cappuccini; le riflessioni che l’accompagneranno coniugheranno il dolore di Maria con le sofferenze di Francesco; in caso di maltempo la <em>Via Matris</em> si svolgerà nella chiesa di Santa Maria Nascente.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2867012" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2867012 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Visitatori-al-banco-di-Pane-in-Piazza.jpg" alt="Visitatori al banco di Pane in Piazza" width="1024" height="683" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Visitatori-al-banco-di-Pane-in-Piazza.jpg 1024w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Visitatori-al-banco-di-Pane-in-Piazza-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Visitatori-al-banco-di-Pane-in-Piazza-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px"><figcaption class="wp-caption-text">Visitatori al banco di «Pane in Piazza»</figcaption></figure>
<h2>Pane, missione e solidarietà</h2>
<p>Sabato 28 marzo sarà la giornata-clou. Dalle 8 alle 19 piazza Vittorio Veneto (piazza Mercato) ospiterà <strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/PiP-ERBA-Locandina-A3_260121_091636.jpg" data-rel="gallery-gallery-spUFweld" data-rl_title="" data-rl_caption="" title="">«Pane in Piazza»</a></strong>: è la manifestazione che i Cappuccini organizzano da anni a Milano, in Piazza Duomo, in <em>partnership</em> con la Famiglia Marinoni (rinomati panificatori meneghini). Per la prima volta l’evento viene “in trasferta” a Erba, grazie anche al sostegno dei fornai comaschi.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2867013" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2867013" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Fra-Giovanni-Cropelli-590x382.jpg" alt="Fra Giovanni Cropelli" width="590" height="382"><figcaption class="wp-caption-text">Fra Giovanni Cropelli</figcaption></figure>
<p>Panini, focacce e pizze saranno distribuiti a tutti, con offerte libere devolute a un progetto missionario: costruire un panificio e una scuola di panificazione a Bambui (Camerun). L’obiettivo è dare lavoro ai giovani e cibo ai più poveri ed emarginati: in particolare ai detenuti minorenni del carcere di Bamenda. Si può offrire anche sul sito <strong><a href="http://www.missioni.org/" target="_blank" rel="noopener">www.missioni.org</a></strong> (pagina «Dona ora», causale «Un panificio per Bambui»). «È bello che “Pane in piazza” porti anche a Erba il suo messaggio di pace e amicizia, grazie ai valori simbolici che il pane rappresenta – rileva fra Giovanni Cropelli, direttore del Centro Missioni Estere -. Ringraziamo i promotori, i volontari e tutti i cittadini che parteciperanno a questo momento di condivisione e solidarietà».</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2867014" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2867014 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/3-1-scaled.jpg" alt="«San Francesco il poeta»" width="2560" height="1707" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/3-1-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/3-1-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/3-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/3-1-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/3-1-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">Un momento di «San Francesco, il poeta»</figcaption></figure>
<h2>La parola, tra poesia e musica</h2>
<p>In serata, spazio alla cultura. Alle 21, nella chiesa di Santa Maria Nascente, è in programma «San Francesco, il poeta»: una narrazione musicale tra spiritualità e poesia che rende omaggio agli 800 anni dalla composizione del <em>Cantico delle Creature</em>. Ne sono protagonisti i coniugi Franco Fiolini (clarinetto) e Ivana Milanja (chitarra), terziari francescani, Pierpaolo Vigolini (pianista) e l’attore Luciano Bertoli. La narrazione si concentra sul tratto poetico e musicale di Francesco: prima dilettatosi alla maniera dei cantori provenzali, è poi giunto a cantare le <em>laude</em> scritte per evangelizzare gli uomini del suo tempo. Un’armonica alternanza di parola, narrata, cantata e musicata, con brani d’autore e composizioni originali di Fiolini e Vigolini.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2867016" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2867016" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Don-Ettore-Dubini-680x382.jpg" alt="Don Ettore Dubini" width="680" height="382" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Don-Ettore-Dubini-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Don-Ettore-Dubini-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Don-Ettore-Dubini-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><figcaption class="wp-caption-text">Don Ettore Dubini</figcaption></figure>
<h2>Chiusura tra le Palme</h2>
<p>Infine, domenica 29 marzo, chiusura “popolare”: nella Domenica delle Palme da tutte le parrocchie partiranno altrettante processioni che convergeranno alle 11.30 nella Piazza prepositurale, dove è previsto l’arrivo di “Gesù sull’asino”. «Avremo sul sagrato famiglie con bambini che agiteranno i rami d’ulivo ricordando l’ingresso di Gesù in Gerusalemme – conclude don Ettore Dubini, vicario parrocchiale e ideatore dell’iniziativa -. Sarà un modo per sottolineare la collaborazione tra le parrocchie e un suggello animato e coinvolgente a questa “Tre Giorni” offerta alla città».</p>
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<title>Sabato della IV settimana di quaresima</title>
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<description><![CDATA[ Prima lettura Ger 11,18-20 Dal libro del profeta Geremia Il Signore me lo ha manifestato e io l’ho saputo; mi ha fatto vedere i loro intrighi. E io, come un agnello mansueto che viene portato al macello, non sapevo che tramavano contro di me, e dicevano: «Abbattiamo l’albero nel suo pieno vigore, strappiamolo dalla terra dei […]
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 02:30:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Sabato, della, settimana, quaresima</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Prima lettura </strong><em>Ger 11,18-20<strong><br>
</strong></em>Dal libro del profeta Geremia</p>
<p>Il Signore me lo ha manifestato e io l’ho saputo; mi ha fatto vedere i loro intrighi. E io, come un agnello mansueto che viene portato al macello, non sapevo che tramavano contro di me, e dicevano: «Abbattiamo l’albero nel suo pieno vigore, strappiamolo dalla terra dei viventi; nessuno ricordi più il suo nome».<br>
Signore degli eserciti, giusto giudice,<br>
che provi il cuore e la mente,<br>
possa io vedere la tua vendetta su di loro,<br>
poiché a te ho affidato la mia causa.</p>
<p><strong>Salmo </strong><em>Sal 7<strong></strong></em></p>
<p><em><strong>Signore, mio Dio, in te ho trovato rifugio.</strong></em></p>
<p>Signore, mio Dio, in te ho trovato rifugio:<br>
salvami da chi mi perseguita e liberami,<br>
perché non mi sbrani come un leone,<br>
dilaniandomi senza che alcuno mi liberi. R</p>
<p>Giudicami, Signore, secondo la mia giustizia,<br>
secondo l’innocenza che è in me.<br>
Cessi la cattiveria dei malvagi.<br>
Rendi saldo il giusto,<br>
tu che scruti mente e cuore, o Dio giusto. R</p>
<p>Il mio scudo è in Dio:<br>
egli salva i retti di cuore.<br>
Dio è giudice giusto,<br>
Dio si sdegna ogni giorno. R</p>
<p><strong>Vangelo </strong><em>Gv 7,40-53<strong><br>
</strong></em>Dal Vangelo secondo Giovanni</p>
<p>In quel tempo, all’udire le parole di Gesù, alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!». Altri dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice la Scrittura: “Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo”?». E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui.<br>
Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!».<br>
Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!». E ciascuno tornò a casa sua.</p>
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<title>San Nicola da Flue</title>
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<description><![CDATA[ Sabato della IV settimana di Quaresima ]]></description>
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 02:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>San, Nicola, Flue</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/San_Nicola_de_Flue-1-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/San_Nicola_de_Flue-1-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/San_Nicola_de_Flue-1-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/San_Nicola_de_Flue-1-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><div>Nicola nasce nel 1417 nel Flüeli presso Sachseln in Svizzera. Benché si sentisse chiamato ancora giovanissimo alla vita eremitica, dovette accettare numerose cariche politiche: fu podestà di Sachseln, consigliere e giudice cantonale, e deputato del cantone di Obwalden alla dieta. Tra il 1433 e il 1460 prese parte a varie campagne militari, ma – come si legge nel sua biografia – si adoperò per “un trattamento umano del nemico vinto, oltre che per risparmiare chiese e conventi e proteggere donne e bambini”.</div>
<div>Nel 1445 si sposò ed ebbe dieci figli, uno dei quali divenne parroco di Sachseln; un nipote, Corrado Scheuber, morì in concetto di santità. Ma la chiamata originaria a seguire una vita unicamente dedicata a Dio non si era spenta. Attraversò un periodo di dure lotte interiori e infine, dopo aver vinto le resistenze della moglie e avuto il suo consenso, nel 1467, a 50 anni di età, partì per l’Alsazia dove volle associarsi agli “Amici di Dio”.</div>
<div>Una visione mistica e il parere del suo direttore spirituale lo spinsero a ritornare in patria, dove si ritirò dapprima in una località alpestre di sua proprietà, a Klisterli-Alp nel Melchtal, e poi nel Ranft, in un burrone solitario al di sotto del Flüeli. Qui i suoi compaesani gli costruirono nel 1468 una cella da eremita con cappella, dove Nicola visse in continua preghiera e rigoroso digiuno per 19 anni, uscendo dal suo romitaggio solo per salvare, con parole ardenti di carità, la pace della sua terra: nel 1473 di fronte alla minaccia austriaca e nel 1481 e 1482 per sanare le discordie interne che avevano scatenato la guerra civile. Questi interventi gli valsero il titolo di <em>Pater Patriae</em>.</div>
<div>Per la sua severissima vita di anacoreta e lo spirito sempre aperto ai problemi della sua gente e della sua terra, fu considerato un santo vivente; al suo eremo si portavano eminenti uomini della Chiesa e dello Stato in cerca di consiglio, e accorreva il popolo che chiedeva aiuto e conforto spirituale. Quando morì, a 70 anni, nel 1487, sulla sua tomba fiorirono numerosi miracoli. Canonizzato nel 1947 da Pio XII e proclamato patrono della Svizzera, gode di grandissima popolarità nella sua terra, dove san Nicola da Flüe è meglio noto con il nome di Bruder Klaus (fratello Klaus).</div>
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<title>Vescovo Sorrentino saluta il Serafico prima del suo congedo</title>
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<description><![CDATA[ Il pastore abbraccia i suoi ragazzi ad Assisi nel fine mandato Assisi, 19-03-2026 –Il mandato episcopale di Domenico Sorrentino si chiude con un gesto di [Leggi]
L&#039;articolo Vescovo Sorrentino saluta il Serafico prima del suo congedo sembra essere il primo su Assisi Oggi. ]]></description>
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<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 01:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Vescovo, Sorrentino, saluta, Serafico, prima, del, suo, congedo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il pastore abbraccia i suoi ragazzi ad Assisi nel fine mandato Assisi, 19-03-2026 –Il mandato episcopale di Domenico Sorrentino si chiude con un gesto di <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.assisioggi.it/assisi/vescovo-sorrentino-saluta-il-serafico-prima-del-suo-congedo-82259/" title="Vescovo Sorrentino saluta il Serafico prima del suo congedo">[Leggi]</a></p>
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<title>Salute, in Europa ancora molte disparità</title>
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<description><![CDATA[ Presentato ieri a Roma presso la Pontificia università lateranense  il secondo rapporto dell&#039;Organizzazione mondiale della sanità che fa il punto sullo stato dell&#039;equità della salute in tutti i Paesi europei. Attualmente, i pagamenti per l&#039;assistenza sanitaria a carico dei cittadini sono accessibili a milioni di persone ma purtroppo spingono molte famiglie nella povertà. Alta la sperequazione tra uomini e donne e tra ricchi e poveri. L&#039;appello del cardinale Zuppi: le nazioni sostengano l&#039;Oms
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                      ]]></description>
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<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 03:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Salute, Europa, ancora, molte, disparità</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Presentato ieri a Roma presso la Pontificia università lateranense  il secondo rapporto dell'Organizzazione mondiale della sanità che fa il punto sullo stato dell'equità della salute in tutti i Paesi europei. Attualmente, i pagamenti per l'assistenza sanitaria a carico dei cittadini sono accessibili a milioni di persone ma purtroppo spingono molte famiglie nella povertà. Alta la sperequazione tra uomini e donne e tra ricchi e poveri. L'appello del cardinale Zuppi: le nazioni sostengano l'Oms</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/oms-salute-europa-sanita-chiesa-poverta.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Forum di Greenaccord, la bellezza della natura parla al cuore dell&amp;apos;umanità</title>
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<description><![CDATA[ Il XVII evento internazionale dell’informazione per la salvaguardia della natura è in corso a Treviso, fino al 21 marzo. La città ospita un confronto a tutto campo sui grandi temi della transizione ecologica, dell’innovazione tecnologica e del nuovo umanesimo ambientale
                    Leggi Tutto
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<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 03:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Forum, Greenaccord, bellezza, della, natura, parla, cuore, dellumanità</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il XVII evento internazionale dell’informazione per la salvaguardia della natura è in corso a Treviso, fino al 21 marzo. La città ospita un confronto a tutto campo sui grandi temi della transizione ecologica, dell’innovazione tecnologica e del nuovo umanesimo ambientale</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/greenaccord.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Medio Oriente, attacchi alle infrastrutture energetiche in Iran e Qatar</title>
<link>https://www.eventi.news/medio-oriente-attacchi-alle-infrastrutture-energetiche-in-iran-e-qatar</link>
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<description><![CDATA[ L’Iran ha attaccato, il 18 marzo, l&#039;impianto di GNL di Ras Laffan, in Qatar, a seguito del raid israeliano sul giacimento di gas liquido iraniano di South Pars. Missili di Teheran anche su Israele e in Cisgiordania. Prosegue l’avanzata delle forze di Difesa israeliane in Libano mentre aumenta il numero delle vittime e degli sfollati
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                      ]]></description>
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<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 03:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Medio, Oriente, attacchi, alle, infrastrutture, energetiche, Iran, Qatar</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>L’Iran ha attaccato, il 18 marzo, l'impianto di GNL di Ras Laffan, in Qatar, a seguito del raid israeliano sul giacimento di gas liquido iraniano di South Pars. Missili di Teheran anche su Israele e in Cisgiordania. Prosegue l’avanzata delle forze di Difesa israeliane in Libano mentre aumenta il numero delle vittime e degli sfollati</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/iran-qatar-paesi-del-golfo-israele-libano.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Terra Santa, Gugerotti: donare per non essere complici di chi incendia il mondo</title>
<link>https://www.eventi.news/terra-santa-gugerotti-donare-per-non-essere-complici-di-chi-incendia-il-mondo</link>
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<description><![CDATA[ Il cardinale prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali parla del senso che la Colletta pro Terra Sancta assume nell’odierno contesto di guerra: “Per chi in quelle terre ha perso tutto è una questione di sopravvivenza. È nostro dovere come cristiani restituire le speranza”
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 03:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Terra, Santa, Gugerotti:, donare, per, non, essere, complici, chi, incendia, mondo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il cardinale prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali parla del senso che la Colletta pro Terra Sancta assume nell’odierno contesto di guerra: “Per chi in quelle terre ha perso tutto è una questione di sopravvivenza. È nostro dovere come cristiani restituire le speranza”</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/terra-santa-colletta-medio-oriente-guerra-cristiani-chiesa-fede.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Disinvestire dall&amp;apos;estrattivismo minerario, il vescovo Ferreira: serve un nuovo paradigma</title>
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<description><![CDATA[ Ai media vaticani, il presule brasiliano illustra obiettivi e valori della piattaforma promossa dalla rete Iglesias y Minería, di cui è consigliere. &quot;Non ci si può compromettere in progetti di morte, è peccato. Bisogna muoversi verso una transizione eco-sociale integrale, equa, a tutela dei popoli&quot;. Domani, 20 marzo, la presentazione nella Sala Stampa della Santa Sede con diverse testimonianze legate soprattutto all&#039;esperienza latino-americana
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<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 03:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p>Ai media vaticani, il presule brasiliano illustra obiettivi e valori della piattaforma promossa dalla rete Iglesias y Minería, di cui è consigliere. "Non ci si può compromettere in progetti di morte, è peccato. Bisogna muoversi verso una transizione eco-sociale integrale, equa, a tutela dei popoli". Domani, 20 marzo, la presentazione nella Sala Stampa della Santa Sede con diverse testimonianze legate soprattutto all'esperienza latino-americana</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/vescovo-ferreira-disinvestimento-minerario.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Parigi, la missione della fraternità Tiberiade: testimone di speranza nei sobborghi</title>
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<description><![CDATA[ Le suore francescane missionarie di Maria della Fraternità Tiberiade a Clichy-Sous-Bois, sono una presenza fedele in un contesto complesso di fronte alla realtà della multiculturalità e della multi-nazionalità che è spesso un argomento delicato in Francia
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<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 03:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Parigi, missione, della, fraternità, Tiberiade:, testimone, speranza, nei, sobborghi</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Le suore francescane missionarie di Maria della Fraternità Tiberiade a Clichy-Sous-Bois, sono una presenza fedele in un contesto complesso di fronte alla realtà della multiculturalità e della multi-nazionalità che è spesso un argomento delicato in Francia</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/sisters-project-donne-preghiera-dialogo-chiesa-musulmani.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Amazzonia, il cardinale Steiner eletto nuovo presidente della CEAMA</title>
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<description><![CDATA[ Nel corso della VI Assemblea Generale della Conferenza Ecclesiale dell&#039;Amazzonia, a Bogotà, il porporato, arcivescovo metropolita di Manaus, è stato eletto alla guida dell&#039;organismo per il periodo 2026–2030 
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<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 03:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Amazzonia, cardinale, Steiner, eletto, nuovo, presidente, della, CEAMA</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nel corso della VI Assemblea Generale della Conferenza Ecclesiale dell'Amazzonia, a Bogotà, il porporato, arcivescovo metropolita di Manaus, è stato eletto alla guida dell'organismo per il periodo 2026–2030 </p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/cardinale-steiner-eletto-presidente-ceama.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Al Pantheon la Messa di San Giuseppe e una mostra dei Virtuosi</title>
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<description><![CDATA[ Nella Basilica di Santa Maria ad Martyres, il 19 marzo alle 17, la celebrazione per il patrono della Pontificia Accademia dei Virtuosi al Pantheon. Presiede il cardinale José Tolentino de Mendonça. Nell’Oratorio dell’Accademia un percorso espositivo dedicato a San Giuseppe. Musiche del Coro della Diocesi di Roma diretto da mons. Frisina
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<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 03:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Pantheon, Messa, San, Giuseppe, una, mostra, dei, Virtuosi</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nella Basilica di Santa Maria ad Martyres, il 19 marzo alle 17, la celebrazione per il patrono della Pontificia Accademia dei Virtuosi al Pantheon. Presiede il cardinale José Tolentino de Mendonça. Nell’Oratorio dell’Accademia un percorso espositivo dedicato a San Giuseppe. Musiche del Coro della Diocesi di Roma diretto da mons. Frisina</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/pantheon-messa-san-giuseppe-mostra-virtuosi-accademia.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Amoris laetitia, il Papa convoca i vescovi del mondo per un summit sulla famiglia</title>
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<description><![CDATA[ In occasione del decimo anniversario dell’esortazione apostolica post-sinodale di Papa Francesco, Leone XIV convoca per ottobre prossimo i presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo per un evento di “ascolto reciproco” e “discernimento sinodale” sui passi da compiere per annunciare il Vangelo alle famiglie oggi influenzate da “tanti cambiamenti&quot; e per condividere &quot;quanto si sta realizzando nelle Chiese locali&quot; 
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<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 03:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Amoris, laetitia, Papa, convoca, vescovi, del, mondo, per, summit, sulla, famiglia</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione del decimo anniversario dell’esortazione apostolica post-sinodale di Papa Francesco, Leone XIV convoca per ottobre prossimo i presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo per un evento di “ascolto reciproco” e “discernimento sinodale” sui passi da compiere per annunciare il Vangelo alle famiglie oggi influenzate da “tanti cambiamenti" e per condividere "quanto si sta realizzando nelle Chiese locali" </p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-03/papa-leone-xiv-famiglia-messaggio-dieci-anni-amoris-laetitia.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Siria, monsignor Luigi Roberto Cona è il nuovo nunzio</title>
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<description><![CDATA[ Finora rappresentante pontificio in El Salvador, precedentemente assessore della Segreteria di Stato, assume l&#039;incarico svolto per diciassette anni dal cardinale Zenari nel Paese mediorientale
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<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 03:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Siria, monsignor, Luigi, Roberto, Cona, nuovo, nunzio</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Finora rappresentante pontificio in El Salvador, precedentemente assessore della Segreteria di Stato, assume l'incarico svolto per diciassette anni dal cardinale Zenari nel Paese mediorientale</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/nuovo-nunzio-in-siria-monsignor-luigi-roberto-cona.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Il silenzio fecondo di Giuseppe</title>
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<description><![CDATA[ Quando il “custode della Parola” ci insegna ad abitare il sonno 
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<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 03:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>silenzio, fecondo, Giuseppe</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Quando il “custode della Parola” ci insegna ad abitare il sonno </p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/il-silenzio-fecondo-di-giuseppe-riflessione-stagliano.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>La Rete Mondiale di Preghiera del Papa promulga il suo nuovo Regolamento generale</title>
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<description><![CDATA[ Nella solennità di San Giuseppe emanato il documento che ridisegna identità e struttura dell’Opera Apostolica Pontificia, il cui servizio si articola attraverso la Fondazione Vaticana con sede a Roma e una rete di 22 milioni di persone presente in oltre 90 Paesi. Nel testo in quattro parti, linee guida chiare e modalità per mobilitarsi attraverso preghiera, formazione spirituale e missione, al servizio diretto del Papa
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<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 03:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Rete, Mondiale, Preghiera, del, Papa, promulga, suo, nuovo, Regolamento, generale</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nella solennità di San Giuseppe emanato il documento che ridisegna identità e struttura dell’Opera Apostolica Pontificia, il cui servizio si articola attraverso la Fondazione Vaticana con sede a Roma e una rete di 22 milioni di persone presente in oltre 90 Paesi. Nel testo in quattro parti, linee guida chiare e modalità per mobilitarsi attraverso preghiera, formazione spirituale e missione, al servizio diretto del Papa</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/la-rete-mondiale-di-preghiera-del-papa-nuovo-regolamento.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Innovazione e sostenibilità, il settore farmaceutico motore di sviluppo</title>
<link>https://www.eventi.news/innovazione-e-sostenibilita-il-settore-farmaceutico-motore-di-sviluppo</link>
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<description><![CDATA[ Uno studio di Farmindustria rielaborato da Deloitte Europa e Italia mostra l’incremento degli investimenti nel settore, cresce l’attenzione alle tecnologie green e a soluzioni terapeutiche basate sull’intelligenza artificiale
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<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 03:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Innovazione, sostenibilità, settore, farmaceutico, motore, sviluppo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Uno studio di Farmindustria rielaborato da Deloitte Europa e Italia mostra l’incremento degli investimenti nel settore, cresce l’attenzione alle tecnologie green e a soluzioni terapeutiche basate sull’intelligenza artificiale</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/studio-farmindustria-deloitte-farmaceutico-settore-sviluppo-ia.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Accordo dei media vaticani con dieci radio della Polonia: insieme per portare speranza</title>
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<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 03:30:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Accordo, dei, media, vaticani, con, dieci, radio, della, Polonia:, insieme, per, portare, speranza</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il Dicastero per la Comunicazione ha siglato una intesa di cooperazione con dieci radio regionali della Polonia che raggiungono milioni di ascoltatori e diffondono l'informazione sul Papa e la Santa Sede. I responsabili, provenienti da diverse città polacche, erano presenti all'udienza generale del mercoledì in Piazza San Pietro e hanno incontrato Leone XIV </p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/accordo-radio-regionali-polonia-vaticana-media-papa-udienza.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Zuppi: “Nella sanità superare gli egoismi, virus e batteri non conoscono frontiere”</title>
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<description><![CDATA[ E’ importante superare confini ed egoismi perché la cura della salute è più globale di quanto possiamo immaginare, dato che le malattie non vengono fermate da barriere come frontiere o dazi. Questo il messaggio lanciato dal presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), cardinale Matteo Zuppi, nel suo intervento al convegno “Oggi chi è il mio […]
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<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 23:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Zuppi:, “Nella, sanità, superare, gli, egoismi, virus, batteri, non, conoscono, frontiere”</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E’ importante superare confini ed egoismi perché la cura della salute è più globale di quanto possiamo immaginare, dato che le malattie non vengono fermate da barriere come frontiere o dazi. Questo il messaggio lanciato dal presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), cardinale Matteo Zuppi, nel suo intervento al convegno “Oggi chi è il mio prossimo”, organizzato a Roma dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (CCEE), dalla Cei (CEI) e dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), in cui viene presentato il secondo rapporto Europeo sullo stato dell’equità in salute. Zuppi ha sottolineato come in questo momento storico si è chiamati a sostenere l’opera di organismi internazionali come l’Oms e il servizio di tutela della salute svolto dai professionsti sanitari che rispondono alle emergenze e garantiscono l’accesso alle cure.</strong></p>
<h3>Tre domande</h3>
<p>Il cardinale ha così aperto il suo intervento: “Il titolo dell’incontro presenta una sfida e pone <strong>una serie di domande</strong>. Vorrei approfondirne tre: il chi, il quando e il perché. In primo luogo, è necessario rilevare i cambiamenti in atto: recentemente ai confratelli Vescovi italiani sottolineavo come «…nel mondo globale, innervato di rapide comunicazioni, il clima generale diventa quello del <strong>conflitto</strong>, con il corteo di antagonismi, polarizzazioni, odio manipolato da campagne interessate che inquinano nel profondo le relazioni e le menti. Cresce così il <strong>disprezzo della vita</strong>, dal suo inizio alla sua fine, giustificato dal materialismo pratico per il quale tutto è possibile e la regola è l’individuo. Quante ‘epifanie’di violenza ordinaria e imprevedibile, frutto di presunzioni, di mancanza di rispetto della vita perché ritenuta un possesso senza amarla!» e ancor più drammaticamente, come ha osservato recentemente <strong>Papa Leone XIV</strong>, «La guerra è tornata di moda e un fervore bellico sta dilagando… Non si ricerca più la pace in quanto dono e bene desiderabile in sé…ma la si ricerca mediante le armi, quale condizione per affermazione di un proprio dominio. Ciò compromette gravemente lo stato di diritto, che è alla base di ogni pacifica convivenza civile»”.</p>
<h3>Organismi costruttori di pace</h3>
<p>“Siamo convinti che l<strong>’Europa ha il dovere</strong>, storico e morale, di ricercare e costruire la <strong>pace</strong>. Abbiamo scritto insieme ai Presidenti delle Conferenze Episcopali della Germania, della Francia e della Polonia: «Il mondo ha bisogno dell’Europa. È questa l’urgenza che i cristiani devono far propria per potersi poi impegnare con decisione, ovunque si trovino, per il suo futuro con la stessa viva consapevolezza dei padri fondatori. In nome della loro fede, i cristiani sono chiamati a condividere con tutti gli abitanti del continente europeo la loro speranza di una fraternità universale».  In questo contesto storico le nazioni sono chiamate a sostenere gli Organismi internazionali come l’<strong>Oms</strong>, per il loro ruolo specifico di lotta alle discriminazioni e <strong>costruttori di pace</strong>. Non può mancare il finanziamento necessario allo svolgimento di un servizio globale a tutela della salute come quello svolto da oltre<strong> 8.000 professionisti sanitari</strong> che ogni giorno coordinano la risposta globale alle<strong> emergenze sanitarie</strong>, promuovono il benessere, prevengono le malattie ed ampliano l’accesso all’<strong>assistenza sanitaria</strong>, con l’obiettivo di garantire a tutti pari opportunità di una vita sana e sicura”.</p>
<h3>Fame di relazioni significative</h3>
<p>“Il brano biblico di riferimento è quello del<strong> Buon Samaritano</strong>, ossia una dimostrazione concreta dell’amore verso il prossimo. Alla base di tutto c’è <strong>una delle domande più personali</strong> dell’essere umano, quella sulla giustizia e sull’’ereditare la vita eterna’, che tradotta nel nostro agire quotidiano diventa la domanda «Chi è mio prossimo?» (Lc 10, 29). La domanda sulla propria felicità non è isolata, ma viene connessa al rapporto con ‘il prossimo’. La prima domanda – mutuata dal Vangelo – è ‘chi è mio prossimo’”, ha proseguito. “Nel recente Messaggio per la<strong> Giornata mondiale del Malato</strong> Papa Leone XIV ha inteso sottolineare come il ‘prossimo’ non sia soltanto colui che si trova in una situazione di malattia o di sofferenza, ma più radicalmente chi ha bisogno di una relazione. Ci riferiamo al <strong>concetto di persona</strong>, che è una totalità unificata, dove si armonizzano le dimensioni biologiche e spirituali, etiche e bioetiche, culturali e relazionali, progettuali e ambientali dell’essere umano nel percorso della vita. L’azione di cura si rivolge a questa totalità, a un essere che ha <strong>fame di relazioni significative</strong>. La cura è sempre rivolta ad una persona che possiede una sua intrinseca dignità che è una dignità relazionale”.</p>
<h3>Diventare migliori</h3>
<p>“Questa domanda sul <strong>‘chi’</strong>, ci porta ad un altro piano di riflessione, a formulare la domanda ‘chi è per me Cristo’, se la Sua vita e il Suo Vangelo – oggi in Europa – siano ancora portatori di significato e siano davvero una notizia che ci interpella personalmente”, ha detto il presidente della Cei. “Quando si intendono cercare le migliori condizioni di salute per i popoli europei, non possiamo non fare riferimento alla storia del Continente europeo: gli ospedali, i lazzaretti, le strutture di ricovero nascono dal senso cristiano di voler dare una risposta alla domanda: chi è mio fratello? Nel fare il bene non solo facciamo del bene, ma <strong>diventiamo migliori noi stessi</strong>, diventiamo persona più buone. E, alla fine della nostra vita terrena, sarà questo bene realizzato ad attiraci verso un Bene più grande ed eterno, nella speranza cristiana, verso il Dio della Vita”.</p>
<h3>La cura è globale</h3>
<p>Zuppi ha aggiunto: “La memoria si fa presente a noi per indicarci l’esigenza di andare nella direzione di un rinnovato <strong>senso di corresponsabilità</strong>, di superamento dei confini nazionalistici, di egoismi tecnologici o economici. Se molti problemi rimangono aperti, il <strong>settore sanitario</strong> si presta ad una osservazione fondamentale nella sua semplicità: i virus ed i batteri non conoscono frontiere o dazi doganali; così come non riconoscono i brevetti industriali. L’attenzione come <strong>Conferenze Episcopali</strong> che possiamo avere è quella di scoprire ogni giorno che <strong>la cura della salute</strong> è molto più globale di quanto si possa immaginare. La <strong>pace dei popoli</strong> passa dal riconoscere la <strong>dignità di ogni vita umana</strong>, fin dal suo manifestarsi. Vi incoraggio a guardare con speranza, con fiducia, con grande operosità alle vite che nascono. Il loro futuro si colloca nel nostro presente, nelle scelte, anche molto concrete, del nostro presente. Allora prende senso compiuto la domanda sull’oggi. Guardare alle nostre radici, condivise, guardare al nostro futuro, senza più guerre, con una pace che nasce dal cuore dell’uomo, chiede il nostro impegno oggi. Occorre guardare insieme ad un <strong>progetto condivisibile</strong>, e noi lo stiamo facendo: conoscerci, oggi, per riflettere sulle uguaglianze fondamentali della comune umanità e sulle disomogeneità e diseguaglianze dei sistemi e servizi sanitari dei diversi Paesi europei”.</p>
<h3>La doppia valenza dell’agire sanitario</h3>
<p>“Possiamo osservare che le differenze rappresentano un pregio e se ben vissute un reciproco arricchimento, mentre le diseguaglianze fondano e alimentano l’ingiustizia”, ha affermato il capo dei vescovi italiani. “Il <strong>Sinodo sull’Europa</strong> – all’inizio di questo nuovo millennio – aveva individuato e ci propone anche un percorso che aveva come elemento unificatore ‘la cura dei malati’: individuando, come tratto comune europeo, tre soggetti, che a voi affido: la persona malata, le famiglie dei malati, gli operatori sanitari. Per i credenti, il bene è anche un dono di fede e di speranza, che – come acutamente ricorda <strong>san Paolo</strong> – preludono alla carità, all’amore che diventa concreta azione e anima l’azione stessa. La terza domanda è sul <strong>perché</strong>. Alcuni elementi sono già racchiusi nelle riflessioni precedenti: l’<strong>agire sanitario</strong> – e l’analisi delle diseguaglianze ancora presenti nei Paesi, nei territori – ha sempre una <strong>duplice valenza</strong>: la singola persona e la comunità. Se dovessimo chiedere a un medico, a un epidemiologo, a un ricercatore, a un infermiere o a un farmacista ‘perché ti prendi cura di questa persona malata?’, e poi anche ‘perché parli con i suoi familiari?’, avremmo una molteplice serie di risposte: per la carriera, per la fama, perché mi piace farlo, perché mi piace prendermi cura della gente, perché mi piace studiare. Tra le tante possibilità, mi soffermo su una frase del Vangelo: “Vide e ne ebbe compassione” (Lc 10, 33)”.</p>
<h3>La passione</h3>
<p>“Il Santo Padre Leone XIV ha riflettuto recentemente: «Il primato dell’amore divino implica che l’azione dell’uomo sia compiuta senza interesse personale né ricompensa, bensì come manifestazione di un amore che trascende le norme rituali e si traduce in un culto autentico: servire il prossimo è amare Dio nei fatti. Questa dimensione ci permette anche di rilevare ciò che significa amare sé stessi. Significa allontanare da noi l’interesse di fondare la nostra autostima o il senso della nostra dignità su stereotipi di successo, carriera, posizione o discendenza e recuperare la nostra collocazione davanti a Dio e al fratello»”, ha detto ancora il cardinale. “Al principio c’è Dio, ma ciascuno di noi deve fare due cose: ‘vedere’ e ‘muoversi a compassione’, cioè non essere indifferenti o cinici. Questa compassione non è un sentimento superficiale, quanto piuttosto sentire <strong>‘passione’ con l’altro</strong>, nel vederlo e nell’averlo a cuore. La professione sanitaria funziona se c’è passione, questo potente interesse che tocchi tutte le dimensioni della vita. In vario modo come Conferenze Episcopali nazionali siamo la voce di quella parte della popolazione più vulnerabile, quella malata, quella ferita, dove alcune ferite psichiche, e penso alla guerra, penso ai bambini, resteranno per sempre cicatrici indelebili, più nella mente che nella pelle. Siamo chiamati a compiere ogni sforzo, e in questo è compresa l’insistenza della preghiera, per la realizzazione della pace nei nostri territori e nel mondo intero, e ringrazio tutti voi: l’OMS per l’azione nei territori martoriati, gli Episcopati per gli sforzi che compiono nel sostenere in molte forme missioni sanitarie ed educative in tutti Paesi che ne abbiano necessità. Auguro a tutti voi la riuscita del Convegno di oggi pomeriggio, la più approfondita reciproca conoscenza, la crescita di spirito di collaborazione”, ha concluso.</p>
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<title>Ecologia e fede: la missione latinoamericana</title>
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<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 23:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Ecologia, fede:, missione, latinoamericana</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sos ecologia: la missione di annunciare e testimoniare il Vangelo di Cristo in un territorio ferito da grandi <strong>emergenze sociali</strong> e ambientali. Avverte Leone XIV: “È essenziale che Gesù Cristo, nel quale tutte le cose si ricapitolano, sia annunciato con chiarezza e immensa carità tra gli abitanti dell’Amazzonia”. Un appello all’episcopato a “promuovere il bene più grande della Chiesa per i fedeli dell’amato territorio amazzonico». E un invito, riferisce l’agenzia missionaria vaticana <em>Fides</em>, a “cercare, sulla base dell’unità e della<strong> collegialità</strong> proprie di un organismo episcopale, il modo in cui aiutare concretamente ed efficacemente i pastori a compiere la loro <a href="https://www.fides.org/it/news/77475-Qualcosa_di_nuovo_sta_nascendo_Al_via_la_VI_Assemblea_della_Conferenza_ecclesiale_dell_Amazzonia_CEAMA">missione</a>“. Un momento importante per guardare al presente e al futuro della <strong>missione ecclesiale</strong> in <a href="https://www.interris.it/chiesa-cattolica/lecologia-integrale-di-papa-francesco/">Amazzonia</a>. E ai prossimi passi del cammino nuovo apertosi con il Sinodo dei Vescovi dedicato all’Amazzonia e con l’esortazione apostolica post-sinodale “Querida Amazonia” di Francesco. Questo l’obiettivo della <strong>sesta assemblea generale</strong> della Conferenza ecclesiale dell’Amazzonia (Ceama) che si conclude domani a Bogotà.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-464419" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-464419 size-full" src="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/09/foresta-amazzonica.jpg" alt="ecologia" width="1280" height="720" srcset="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/09/foresta-amazzonica.jpg 1280w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/09/foresta-amazzonica-300x169.jpg 300w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/09/foresta-amazzonica-1024x576.jpg 1024w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/09/foresta-amazzonica-768x432.jpg 768w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/09/foresta-amazzonica-600x338.jpg 600w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/09/foresta-amazzonica-696x392.jpg 696w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/09/foresta-amazzonica-1068x601.jpg 1068w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2023/09/foresta-amazzonica-747x420.jpg 747w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px"><figcaption class="wp-caption-text">Foto di <a href="https://unsplash.com/it/@ivoprod?utm_source=unsplash&utm_medium=referral&utm_content=creditCopyText">Ivars Utināns</a> su <a href="https://unsplash.com/it/foto/vkQgb1lZZPQ?utm_source=unsplash&utm_medium=referral&utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></figcaption></figure>
<h3>Ecologia-Amazzonia</h3>
<p>I partecipanti all’assembra sono un centinaio. Tra loro, 45 con diritto di voto e una trentina di invitati speciali, oltre allo<strong> staff</strong> degli addetti alla segreteria e ai servizi assembleari. Ci sono rappresentanti dei <strong>popoli indigeni</strong> amazzonici, vescovi, religiose e religiosi, sacerdoti e laici. Tutti sono chiamati a confrontarsi sulla “tabella di marcia” delle realtà ecclesiali operanti in Amazzonia per il periodo 2026-2030. Dovranno approvare gli “<strong>orizzonti pastorali</strong> sinodali” delineati per i prossimi anni attraverso un’ampia consultazione nei territori. Inoltre, l’Assemblea dovrà riassegnare gli incarichi ai vertici della Ceama, a partire da quello del Presidente, finora esercitato dal <strong>cardinale gesuita peruviano</strong> Pedro Ricardo Barreto Jimeno, Arcivescovo emerito di Huancayo.  All’Assemblea, oltre a quelli colombiani, partecipano delegati provenienti da Brasile, Perù, Venezuela, Bolivia, Ecuador. Tra i partecipanti all’assise ecclesiale latinoamericana figura anche il Francescano conventuale vietnamita<strong> Dinh Anh Nhue Nguyen</strong>, segretario generale della Pontificia Unione Missionaria (Pum), inviato dal Dicastero per l’Evangelizzazione (Sezione per la prima evangelizzazione e le nuove Chiese particolari).</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-474160" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="wp-image-474160 size-full" src="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2024/05/junior-reis-veR58avy-oY-unsplash.jpg" alt="ecologia" width="1280" height="720" srcset="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2024/05/junior-reis-veR58avy-oY-unsplash.jpg 1280w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2024/05/junior-reis-veR58avy-oY-unsplash-300x169.jpg 300w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2024/05/junior-reis-veR58avy-oY-unsplash-1024x576.jpg 1024w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2024/05/junior-reis-veR58avy-oY-unsplash-768x432.jpg 768w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2024/05/junior-reis-veR58avy-oY-unsplash-600x338.jpg 600w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2024/05/junior-reis-veR58avy-oY-unsplash-696x392.jpg 696w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2024/05/junior-reis-veR58avy-oY-unsplash-1068x601.jpg 1068w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2024/05/junior-reis-veR58avy-oY-unsplash-747x420.jpg 747w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px"><figcaption class="wp-caption-text">Foto di <a href="https://unsplash.com/it/@juniorreisfoto?utm_content=creditCopyText&utm_medium=referral&utm_source=unsplash">Junior REIS</a> su <a href="https://unsplash.com/it/foto/persone-in-abito-tradizionale-che-ballano-durante-il-giorno-veR58avy-oY?utm_content=creditCopyText&utm_medium=referral&utm_source=unsplash">Unsplash</a></figcaption></figure>
<h3>Sinergie</h3>
<p>Le sessioni assembleari, ospitate presso il quartier generale del Consiglio episcopale latinoamericano (Consejo Episcopal Latinoamericano, Celam), avranno come “motto” e filo conduttore biblico un versetto tratto dal<strong> Libro del Profeta Isaia</strong>: “Ecco, faccio una cosa nuova:  proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?”. La Conferenza ecclesiale dell’Amazzonia (CEAMA) è l’organismo ecclesiale regionale istituito su richiesta dei Vescovi dei territori amazzonici dopo l’Assemblea speciale del Sinodo dei Vescovi per la <strong>Regione Panamazzonica</strong> (ottobre 2019) e eretto canonicamente da papa Francesco il 9 ottobre 2021. L’Assemblea convocata a Bogotà ha anche il compito di riconfermare e verificare le sinergie e le modalità di coordinamento con altri organismi e istituzioni ecclesiali. Nati negli ultimi anni come<strong> segno della predilezione</strong> della Chiesa cattolica per i popoli amazzonici.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-489872" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="wp-image-489872 size-full" src="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2025/11/amazzonia.jpg" alt="ecologia" width="1280" height="720" srcset="https://www.interris.it/wp-content/uploads/2025/11/amazzonia.jpg 1280w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2025/11/amazzonia-300x169.jpg 300w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2025/11/amazzonia-1024x576.jpg 1024w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2025/11/amazzonia-768x432.jpg 768w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2025/11/amazzonia-747x420.jpg 747w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2025/11/amazzonia-150x84.jpg 150w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2025/11/amazzonia-600x338.jpg 600w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2025/11/amazzonia-696x392.jpg 696w, https://www.interris.it/wp-content/uploads/2025/11/amazzonia-1068x601.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px"><figcaption class="wp-caption-text">Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/dasschwammbo-13341539/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=4412620">Mario Schwammborn</a> da <a href="https://pixabay.com/it//?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=4412620">Pixabay</a></figcaption></figure>
<h3>Priorità</h3>
<p>Organismi come la Red Eclesial Panamazònica (REPAM), nata nel 2014 come rete continentale a servizio dei popoli e dei <strong>territori amazzonici</strong>. O iniziative più recenti, come la Red de Educación Intercultural Bilingüe Amazónica (REIBA) e il Programa Universitario Amazónico (PUAM), sorte su impulso del Sinodo dei Vescovi del 2019 dedicato all’Amazzonia. Tutti questi organismi condividono e dove le <strong>comunità ecclesiali</strong> possono essere segno e caparra di speranza per tutti, a cominciare dagli appartenenti ai popoli indigeni. Tra le priorità suggerite negli orientamenti pastorali per i prossimi anni c’è anche il richiamo a <strong>rafforzare l’impegno ecologico</strong> delle comunità locali, per cercare risposte concrete alle grandi e sempre più inquietanti minacce ambientali che incombono sulla regione.</p>
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<title>San Giuseppe: ecco perché viene definito il “Dottore del silenzio”</title>
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<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 23:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>San, Giuseppe:, ecco, perché, viene, definito, “Dottore, del, silenzio”</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>San Giuseppe</strong>, <strong>Sposo di Maria Vergine</strong>, padre putativo di Gesù e<strong> patrono della Chiesa</strong>, del lavoratori e del moribondi Nazareth (Palestina), I sec. Matteo nel suo Vangelo lo definisce: Lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato il Cristo (Mt 1,16) e “uomo giusto” Mt 1.19). <strong>Giuseppe è della stirpe di Davide</strong>. Esercita il mestiere di carpentiere, Si fidanza con Maria. Venuto a conoscenza della maternità della Vergine non si appella alla crudeltà della legge, ma pensa semplicemente di rimandarla dai genitori. <strong>Si fida delle parole dell’angelo</strong>: “Il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo” (Mt 1,20) e Dio lo ricompensa affidandogli addirittura il propria Figlio.</p>
<p><strong> Giuseppe è esempio di umiltà, fedeltà e povertà,</strong> ma soprattutto di fede incrollabile Vive in profonda modestia il grande privilegio di essere stato scelto come padre putativo d Gesù. <strong>E’ il personaggio più silenzioso del Vangelo</strong>: non viene riportata una sua sola parola! E’ anche <strong>definito “il Dottore del silenzio”.</strong> L’autorità di Giuseppe come capo della sacra famiglia proviene dalla <strong>sua santità, saggezza e obbedienza</strong>, ispirate da una grande fede e dal silenzioso lavoro per mantenere i suoi. Nel silenzio e nella preghiera conosce e attua con la sua vita la volontà divina. Non si limita a subire la vicenda dell’incarnazione, ma, coinvolto dal Signore vi partecipa attivamente. L’ultima volta in cui appare nel Vangelo è a Gerusalemme, alla ricerca di Gesù dodicenne rimasto nel tempio. Il <strong>resto della sua vita è del tutto proteso al servizio della sacra famiglia</strong>, fino alla santa morte, durante la quale è assistito da Gesù e da Maria.</p>
<p>II suo culto inizia a diffondersi nel IX secolo ed entra nella liturgia nel XV; <strong>ne è grande promotore san Bernardino da Siena</strong>, che ne esalta la giustizia biblica, l’obbedienza derivante da una fede incrollabile e lo spirito di silenzio, tutto inabissato nella volontà divina. Successivamente anche i Carmelitani promuovono la festa del Santo sotto l’influsso di Teresa d’Avila, sua grande devota, convinta che Giuseppe ottenga tutto presso Gesù che gli ha obbedito in terra.</p>
<p><strong> L’8 dicembre 1870 Pio IX lo nomina patrono della Chiesa universale</strong>; Giovanni XXIII lo inserisce nel Canone Romano. «Giuseppe, uomo giusto, da Dio fu prescelto come sposo di Maria, Vergine e Madre di Dio; servo saggio e fedele, fu posto a capo della santa famiglia, per custodire, come padre, il Figlio di Dio, concepito per opera dello Spirito Santo» (Prefazio della festa). <strong>San Giuseppe va invocato per una santa morte</strong>: lui, che è morto assistito da Gesù e Maria, ci ottenga di morire con i santi nomi di Gesù e di Maria sulle labbra e nel cuore.</p>
<p>«Visto allo specchio della narrazione evangelica, Giuseppe ci appare sotto l’aspetto più saliente di <strong>un’estrema umiltà</strong>: un modesto e povero lavoratore, oscuro, che non presenta nulla di singolare, che non lascia, nel Vangelo stesso, alcun accento della sua voce. Questo non riferisce nessuna sua parola e si limita a parlare del suo atteggiamento, della sua condotta, di quel che ha fatto, e tutto ciò in una silenziosa discrezione ed in una perfetta obbedienza. Giuseppe è stato, ad ogni istante ed in modo esemplare,<strong> un insuperabile custode, assistente e maestro</strong>… Arrestiamo lo sguardo sulla sua umiltà. Quanto ci pare fraterna, e, si potrebbe dire. prossima alle nostre stature fragili, mediocri, di poco conto, peccatrici! <strong>Come si comunica facilmente con un santo che non sa intimidirci</strong>, che non mette nessuna distanza fra lui e no che addirittura, con una condiscendenza che ci confonde, si mette, per così dire, ai nostri piedi per dire: guarda quale livello mi è stato assegnato! Ebbene, <strong>è precisamente a questo livello che il Signore del Cielo e della terra si è abbassato</strong>, ed ha voluto onorare questa sottomissione inesprimibile, facendola oggetto della sua scelta e preferendola a tutti gli altri valori umani. Così, <strong>san Giuseppe è la prova che per esser buoni e veri discepoli di Cristo, non è necessario compiere grandi cose</strong>; bastano virtù comuni, umane, semplici, ma autentiche» (san Paolo VI).</p>
<h3>Iconografia</h3>
<p>Viene <strong>raffigurato come un vecchio con un giglio in mano</strong>, a volte con braccio il bambino Gesù, <strong>altre volte mentre lavora nella sua bottega</strong>.</p>
<p>Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi</p>
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<title>A dieci anni da Amoris laetitia, Leone XIV annuncia un incontro mondiale sulle famiglie</title>
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<description><![CDATA[ A dieci anni dalla pubblicazione dell’esortazione apostolica Amoris laetitia, Papa Leone XIV ha donato una riflessione sul valore della famiglia e sul cammino della Chiesa nel mondo contemporaneo. Il messaggio invita a riscoprire la bellezza dell’amore coniugale e familiare, anche nelle fragilità, come luogo concreto di crescita umana e spirituale. In un tempo segnato da […]
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<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 23:00:02 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>dieci, anni, Amoris, laetitia, Leone, XIV, annuncia, incontro, mondiale, sulle, famiglie</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A dieci anni dalla pubblicazione dell’esortazione apostolica Amoris laetitia, Papa Leone XIV ha donato una riflessione sul valore della famiglia e sul cammino della Chiesa nel mondo contemporaneo. Il messaggio invita a riscoprire la bellezza dell’amore coniugale e familiare, anche nelle fragilità, come luogo concreto di crescita umana e spirituale. In un tempo segnato da profondi cambiamenti culturali e sociali, il Papa sottolinea l’urgenza di una pastorale rinnovata, capace di ascolto, accompagnamento e discernimento. Al centro resta la famiglia, chiamata a essere protagonista nell’annuncio del Vangelo e nella costruzione di una società più umana e solidale.</strong></p>
<h3>Le parole del Santo Padre</h3>
<p>Il 19 marzo 2016, Papa Francesco ha offerto alla Chiesa universale un luminoso messaggio di speranza riguardo all’amore coniugale e familiare: <strong>l’Esortazione apostolica Amoris laetitia</strong>, frutto di tre anni di discernimento sinodale sostenuti dall’Anno Santo della Misericordia. In questo decimo anniversario, vogliamo rendere grazie al Signore per l’impulso dato allo studio e alla conversione pastorale della Chiesa e chiedergli il coraggio di proseguire il cammino, accogliendo sempre nuovamente il Vangelo, nella gioia di poterlo annunciare a tutti. Come insegna il Concilio Vaticano II, la famiglia è «il fondamento della società», dono di Dio e «scuola di arricchimento umano».[2] Mediante il Sacramento del matrimonio, gli sposi cristiani costituiscono una sorta di «Chiesa domestica»,[3] il cui ruolo è essenziale per l’educazione e la trasmissione della fede. Sulla scia dell’impulso conciliare, le due Esortazioni apostoliche Familiaris consortio – data da San Giovanni Paolo II nel 1981 – e Amoris laetitia (AL) hanno entrambe stimolato l’impegno dottrinale e pastorale della Chiesa al servizio dei giovani, dei coniugi e delle famiglie. Prendendo atto «dei cambiamenti antropologico-culturali» (AL, 32), accentuatisi nell’arco di trentacinque anni, Papa Francesco ha voluto impegnare ulteriormente la Chiesa nel cammino del discernimento sinodale. Il suo discorso del 17 ottobre 2015, pronunciato durante la XIV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sulla famiglia, invita a un «ascolto reciproco» all’interno del popolo di Dio, «tutti in ascolto dello Spirito Santo, “lo Spirito della Verità” (Gv 14,17), per conoscere ciò che Egli “dice alle Chiese” (Ap 2,7)». E precisa che non è «possibile parlare della famiglia senza interpellare le famiglie, ascoltando le loro gioie e le loro speranze, i loro dolori e le loro angosce».</p>
<h3>Il discernimento sinodale</h3>
<p>Raccogliendo i frutti del discernimento sinodale, Amoris laetitia offre un insegnamento prezioso che dobbiamo continuare ad approfondire oggi: <strong>la speranza biblica della presenza amorevole e misericordiosa di Dio</strong>, che permette di vivere «storie di amore» anche quando si attraversano «crisi familiari» (AL, 8); l’invito ad adottare «lo sguardo di Gesù» (AL, 60) e a stimolare senza stancarci «la crescita, il consolidamento e l’approfondimento dell’amore coniugale e familiare» (AL, 89); l’appello a scoprire che l’amore nel matrimonio «dà sempre vita» (AL, 165) e che esso è «reale» proprio nel suo modo «limitato e terreno» (AL, 113), come ci insegna il mistero dell’Incarnazione. Papa Francesco afferma «la necessità di sviluppare nuove vie pastorali» (AL, 199) e di «rafforzare l’educazione dei figli» (AL, cap. VII), mentre invita la Chiesa ad «accompagnare, discernere e integrare la fragilità» (AL, cap. VIII), superando una concezione riduttiva della norma, e a promuovere «la spiritualità che scaturisce dalla vita familiare» (AL, 313).</p>
<h3>Il valore della fragilità</h3>
<p>Come ho avuto occasione di dire ai giovani riuniti a Tor Vergata durante il Giubileo della Speranza, «la fragilità […] è parte della meraviglia che siamo»: non siamo fatti «<strong>per una vita dove tutto è scontato e fermo, ma per un’esistenza che si rigenera costantemente nel dono, nell’amore</strong>».[5] Per servire la missione di annunciare il Vangelo della famiglia alle giovani generazioni, dobbiamo imparare a evocare la bellezza della vocazione al matrimonio proprio nel riconoscimento della fragilità, in modo da risvegliare «la fiducia nella grazia» (AL, 36) e il desiderio cristiano di santità. Dobbiamo anche sostenere le famiglie, in particolare quelle che soffrono tante forme di povertà e di violenza presenti nella società contemporanea. Ringraziamo il Signore per le famiglie che, nonostante difficoltà e sfide, vivono «la spiritualità dell’amore familiare […] fatta di migliaia di gesti reali e concreti» (AL, 315). Esprimo anche la mia gratitudine ai Pastori, agli operatori pastorali, alle Associazioni di fedeli e ai Movimenti ecclesiali impegnati nella pastorale familiare.</p>
<h3>Le trasformazioni del nostro tempo</h3>
<p>Il nostro tempo è segnato da rapide trasformazioni che, ancor più di dieci anni fa, <strong>rendono necessaria una particolare attenzione pastorale alle famiglie</strong>, alle quali il Signore affida il compito di partecipare alla missione della Chiesa di annunciare e testimoniare il Vangelo. Vi sono, infatti, luoghi e circostanze in cui la Chiesa «non può diventare sale della terra» se non per mezzo dei fedeli laici e, in particolar modo, delle famiglie. Perciò l’impegno della Chiesa in questo ambito va rinnovato e approfondito, affinché coloro che il Signore chiama al matrimonio e alla famiglia possano vivere il loro amore coniugale in Cristo e i giovani si sentano attratti dall’intensità della vocazione matrimoniale nella Chiesa. Prendendo atto dei cambiamenti che continuano a influenzare le famiglie, ho deciso di convocare nell’ottobre 2026 i Presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo, al fine di procedere, nell’ascolto reciproco, a un discernimento sinodale sui passi da compiere per annunciare il Vangelo alle famiglie oggi, alla luce di Amoris laetitia e tenendo conto di quanto si sta realizzando nelle Chiese locali. Affido questo cammino all’intercessione di San Giuseppe, custode della Santa Famiglia di Nazaret.</p>
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<title>Martiri missionari, «Gente di Primavera»</title>
<link>https://www.eventi.news/martiri-missionari-gente-di-primavera</link>
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<description><![CDATA[ Questo il tema della 34ma Giornata mondiale, che si celebra il 24 marzo. In programma diverse Veglie a livello zonale e decanale: l’Arcivescovo presiederà quella del 26 marzo a Gallarate ]]></description>
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<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 20:00:15 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Martiri, missionari, «Gente, Primavera»</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/MARTIRI-2026-cop-768x720-1-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="manifesto giornata martiri missionari 2026" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/MARTIRI-2026-cop-768x720-1-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/MARTIRI-2026-cop-768x720-1-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>Il 24 marzo la Chiesa celebra la 34ma Giornata dei Missionari Martiri, in ricordo di quanti hanno donato la vita a servizio della fede. Un’occasione anche per riconoscere la presenza viva e operante di testimoni del Vangelo nei luoghi dove la vita e la dignità umana sono maggiormente minacciate. Il tema è «Gente di primavera», ispirato al messaggio di papa Francesco per la Giornata missionaria mondiale. Per approfondire il tema, trovare materiali di animazione e consultare ulteriori contributi, è possibile visitare <strong><a href="https://www.missioitalia.it/giornata-dei-missionari-martiri-2026/" target="_blank" rel="noopener">il sito ufficiale di Missio Italia</a></strong>.</p>
<p>Diverse le Veglie in programma nelle Zone pastorali della Diocesi (la prima si è già svolta il 17 marzo a Vimodrone).</p>
<h2>A Gallarate con l’Arcivescovo</h2>
<p>Giovedì 26 marzo, alle 20.30, presso la Basilica di Santa Maria Assunta a Gallarate, sarà l’Arcivescovo a presiedere<strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Gallarate.pdf"> la Veglia per la Zona II</a></strong>. Questa celebrazione diventa occasione per stringersi attorno al proprio Pastore e rinnovare l’impegno a essere testimoni di speranza e risurrezione, ricordando il sacrificio di chi ha donato la vita per il Vangelo.</p>
<h2>A Milano, «Chiamati due volte»</h2>
<p>Martedì 24 marzo, alle 18.45, la Basilica di Santa Maria della Passione ospiterà la Veglia per la città di Milano. In occasione del trentesimo anniversario del loro sacrificio, la preghiera – curata dal Centro Pime con l’Arcidiocesi – sarà dedicata alla memoria dei Martiri d’Algeria. L’evento si inserisce nel contesto della mostra <strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/inaugurazione-mostra-martiri-algeria-2866292.html">«Chiamati due volte»</a></strong>, esposta in Basilica fino al 29 marzo.</p>
<h2>A Lecco, guardando al Beato Mazzucconi</h2>
<p>Martedì 24 marzo, alle 20.45, <strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Lecco.pdf">la Veglia di preghiera</a></strong> presso la parrocchia San Francesco di Lecco sarà dedicata alla memoria del Beato Padre Giovanni Mazzucconi nel bicentenario della nascita, avvenuta proprio a Rancio di Lecco il 1° marzo 1826. La riflessione e la testimonianza riscopriranno la figura di questo primo martire ambrosiano come guida e ispirazione per la vita di fede.</p>
<h2>Altre Veglie</h2>
<p>Martedì 24 marzo sono in programma altre Veglie di carattere decanale:</p>
<p>alle 21, presso la parrocchia di Sant’Antonio da Padova <strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/ufficioperlapastoralemissionaria/wp-content/uploads/sites/46/2026/02/VEGLIA-MOMBELLO.jpeg" data-rel="gallery-gallery-WQAO7s5e" data-rl_title="" data-rl_caption="" title="">nella frazione di Mombello di Limbiate</a></strong>, per i Decanati di Limbiate, Paderno Dugnano, Varedo e Bresso;</p>
<p>alle 21, <strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/ufficioperlapastoralemissionaria/wp-content/uploads/sites/46/2026/02/Veglia-Desio.jpg" data-rel="gallery-gallery-WQAO7s5e" data-rl_title="" data-rl_caption="" title="">nella chiesa di San Giovanni Battista a Desio</a></strong>, per il Decanato di Desio che riunisce le comunità di Bovisio Masciago, Desio, Muggiò e Nova Milanese;</p>
<p>alle 21, <strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Cantalupo.pdf">nella chiesa di San Bartolomeo di Cantalupo</a></strong>;</p>
<p>alle 21, nella chiesa di San Francesco a Cesate, Veglia di preghiera <strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Bollate.pdf">per il Decanato di Bollate</a></strong>.</p>
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<title>Mons. Gianfranco Meana (1940&#45;2026)</title>
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<description><![CDATA[ In data 18 marzo 2026 è deceduto il Rev.mo Mons. Gianfranco Meana. Nato a Milano (MI) il 04/05/1940 Ordinato sacerdote nel Duomo di Milano il 27/06/1964 Dal 1964 al 1974 Vicario parrocchiale in Pogliano Dal 1974 al 1979 Vicario parrocchiale presso la Parrocchia S. Andrea in Milano Dal 1979 al 1990 Parroco in Calco Dal […]
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<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 20:00:15 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Mons., Gianfranco, Meana, 1940-2026</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="472" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/meana_gianfranco-472x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/meana_gianfranco-472x382.jpg 472w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/meana_gianfranco-80x65.jpg 80w" sizes="(max-width: 472px) 100vw, 472px"><span class="bso_caption"></span><p>In data 18 marzo 2026 è deceduto il Rev.mo <strong>Mons. Gianfranco Meana</strong>.</p>
<p>Nato a Milano (MI) il 04/05/1940</p>
<p>Ordinato sacerdote nel Duomo di Milano il 27/06/1964</p>
<p>Dal 1964 al 1974 Vicario parrocchiale in Pogliano</p>
<p>Dal 1974 al 1979 Vicario parrocchiale presso la Parrocchia S. Andrea in Milano</p>
<p>Dal 1979 al 1990 Parroco in Calco</p>
<p>Dal 1990 al 2008 Parroco presso la Parrocchia S. Gerardo al Corpo in Monza</p>
<p>Dal 1990 al 2008 Canonico effettivo aggregato del Capitolo di S. Giovanni Battista in Monza</p>
<p>Dal 1992 al 1995 membro di zona 5 nel sesto Consiglio Presbiterale</p>
<p>Dal 1995 al 2000 Rappresentante decanale nel Consiglio Presbiterale diocesano (VII mandato) per il decanato di Monza</p>
<p>Dal 1995 al 2000 membro del Collegio dei Consultori (Co.Co.)</p>
<p>Dal 2008 al 2015 Canonico maggiore effettivo e Penitenziere del Capitolo Maggiore della Basilica Metropolitana, Penitenziere maggiore della Veneranda Penitenzieria</p>
<p>Dal 2008 al 2023 Residente presso la Parrocchia S. Tecla nel Duomo di Milano</p>
<p>Dal 2015 al 2024 Penitenziere emerito della Veneranda Penitenzieria</p>
<p>Dal 2015 Penitenziere emerito del Capitolo Maggiore della Basilica Metropolitana</p>
<p>Dal 2023 Residente presso l’Istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone</p>
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<title>Giovani, vivere il Triduo in Seminario</title>
<link>https://www.eventi.news/giovani-vivere-il-triduo-in-seminario</link>
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<description><![CDATA[ I 20/30enni possono partecipare alle celebrazioni del Giovedì, Venerdì e Sabato santo insieme ai seminaristi di Venegono: iscrizioni online entro il 27 marzo. Un’altra proposta è rivolta ai giovani milanesi, per trascorrere lo stesso periodo presso la parrocchia di San Gottardo ]]></description>
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<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 20:00:14 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Giovani, vivere, Triduo, Seminario</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/museo_diocesano_quaresima_2020-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/museo_diocesano_quaresima_2020-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/museo_diocesano_quaresima_2020-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>Appuntamento tradizionale del Triduo pasquale è «Farò la Pasqua da te»: la proposta che il Servizio Giovani e il Seminario arcivescovile rivolgono ai 20-30enni a vivere le celebrazioni della Passione, Morte e Risurrezione del Signore insieme ai seminaristi nella sede di Venegono Inferiore.</p>
<h2>Meditando su Paolo</h2>
<p>Un’opportunità privilegiata per raccogliersi nella preghiera personale e comunitaria, facendo della figura di Paolo il centro della propria meditazione: dalla violenza che acconsente alla morte di Stefano alla chiamata sulla via di Damasco, fino alla vita trasformata e consegnata al Vangelo.</p>
<p>Il Triduo (dalle 17.30 del 2 aprile al termine della Veglia del Sabato santo, intorno alle 23.30) è contraddistinto da meditazioni teologiche e celebrazioni liturgiche: i partecipanti possono confrontarsi e dialogare con il predicatore e con gli educatori e accostarsi al sacramento della confessione. Chi lo desidera può fermarsi a dormire in Seminario anche nella notte tra il Sabato santo e la Domenica di Pasqua.</p>
<h2>Per partecipare</h2>
<p><strong><a href="https://www.iscrizionipgfom.it/_formBuilder2/form/index.php?id=831" target="_blank" rel="noopener">Per partecipare occorre iscriversi online entro venerdì 27 marzo.</a></strong> È richiesto un contributo economico di 110 euro (comprensivo di vitto e alloggio) da versare tramite bonifico bancario a: Fondazione diocesana per gli Oratori Milanesi, via S. Antonio 5, 20122 Milano; Iban IT 57 W 05034 01636 000000051000; causale: Esercizi spirituali residenziali di Quaresima 2026 + nome e cognome. Il Seminario fornirà biancheria da letto e asciugamani. Ogni partecipante porterà la Bibbia e la <em>Diurna Laus</em>.</p>
<p>Info: tel. 0362.647500; <strong><a href="mailto:giovani@diocesi.milano.it">giovani@diocesi.milano.it</a></strong></p>
<h2>Ai giovani di Milano</h2>
<p>Un’altra proposta per il Triduo pasquale – nata dalla collaborazione della Pastorale Giovanile con Fraternità – Vivere da Dio – è rivolta specificamente ai giovani che alloggiano o studiano a Milano. Punto di riferimento in questo caso è la parrocchia di San Gottardo a Milano (corso San Gottardo 6) e il suo oratorio Gentilino (piazza Tito Lucrezio Caro 7). Oltre alle celebrazioni, animate e curate dai giovani stessi, sarà possibile partecipare a momenti di catechesi, condivisione, ritiro ed esperienze. Si può partecipare a tutti i tre giorni (2-4 aprile) in modo residenziale, oppure vivere le giornate intere senza pernottamento. <strong><a href="https://www.iscrizionipgfom.it/_formBuilder2/form/index.php?id=878" target="_blank" rel="noopener">Info e iscrizioni online.</a></strong></p>
<p> </p>
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<title>San Giuseppe</title>
<link>https://www.eventi.news/san-giuseppe</link>
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<description><![CDATA[ Solennità ]]></description>
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<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 20:00:10 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>San, Giuseppe</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Prima lettura </strong><em>2Sam 7,4-5.12-14.16<strong><br>
</strong></em>Dal secondo libro di Samuele</p>
<p>In quei giorni, fu rivolta a Natan questa parola del Signore:<br>
«Va’ e di’ al mio servo Davide: Così dice il Signore: “Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno.<br>
Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile il trono del suo regno per sempre. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio.<br>
La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te, il tuo trono sarà reso stabile per sempre”».</p>
<p><strong>Salmo </strong><em>Sal 88<strong></strong></em></p>
<p><em><strong>In eterno durerà la sua discendenza.</strong></em></p>
<p>Canterò in eterno l’amore del Signore,<br>
di generazione in generazione<br>
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,<br>
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;<br>
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà». R</p>
<p>«Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,<br>
ho giurato a Davide, mio servo.<br>
Stabilirò per sempre la tua discendenza,<br>
di generazione in generazione edificherò il tuo trono». R</p>
<p>«Egli mi invocherà: “Tu sei mio padre,<br>
mio Dio e roccia della mia salvezza”.<br>
Gli conserverò sempre il mio amore,<br>
la mia alleanza gli sarà fedele». R</p>
<p><strong>Seconda lettura </strong><em>Rm 4,13.16-18.22<strong><br>
</strong></em>Dalla lettera di San Paolo ai Romani</p>
<p>Fratelli, non in virtù della Legge fu data ad Abramo, o alla sua discendenza, la promessa di diventare erede del mondo, ma in virtù della giustizia che viene dalla fede.<br>
Eredi dunque si diventa in virtù della fede, perché sia secondo la grazia, e in tal modo la promessa sia sicura per tutta la discendenza: non soltanto per quella che deriva dalla Legge, ma anche per quella che deriva dalla fede di Abramo, il quale è padre di tutti noi – come sta scritto: «Ti ho costituito padre di molti popoli» – davanti al Dio nel quale credette, che dà vita ai morti e chiama all’esistenza le cose che non esistono.<br>
Egli credette, saldo nella speranza contro ogni speranza, e così divenne padre di molti popoli, come gli era stato detto: «Così sarà la tua discendenza». Ecco perché gli fu accreditato come giustizia.</p>
<p><strong>Vangelo </strong><em>Mt 1,16.18-21.24<strong><br>
</strong></em>Dal Vangelo secondo Matteo</p>
<p>Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.<br>
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.<br>
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».<br>
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.</p>
<p><em>oppure  </em><strong>Lc 2,41-51<br>
</strong>Dal Vangelo secondo Luca</p>
<p>I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.<br>
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.<br>
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.<br>
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. </p>
<p> </p>
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<title>San Giuseppe, sposo della B.V. Maria</title>
<link>https://www.eventi.news/san-giuseppe-sposo-della-bv-maria</link>
<guid>https://www.eventi.news/san-giuseppe-sposo-della-bv-maria</guid>
<description><![CDATA[ Solennità ]]></description>
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<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 20:00:10 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>San, Giuseppe, sposo, della, B.V., Maria</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/giuseppe-sposo-1-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/giuseppe-sposo-1-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/giuseppe-sposo-1-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/giuseppe-sposo-1-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>Discendente della stirpe di Davide attraverso Giacobbe (Mt 1,16) ed Eli (Lc 3,23), Giuseppe, il cui nome in ebraico significa “Jahvè accresca”, o “aggiunga”, visse a Nazareth, in Galilea svolgendo l’attività di falegname. Attraverso l’apparizione di un angelo, che in sogno gli rivela la divina maternità di Maria, sua sposa, riceve l’incarico di assumere la paternità del figlio generato per opera dello Spirito Santo. Sempre in sogno, dopo la nascita del figlio Gesù, un angelo lo esorta a fuggire in Egitto per salvare il Bambino dalla persecuzione di Erode, e solo alla morte di costui poté ritornare a Nazareth con Maria e il figlio Gesù. Giuseppe è presente ancora nel vangelo quando Gesù dodicenne si allontana dai genitori per discutere con i dottori nel tempio. È sempre presentato come “sposo di Maria” e “padre” di Gesù, considerato come suo figlio, sia dalla sposa (Lc 2,48) che dagli estranei (Lc 4,22) e gli è attribuita la qualifica di “giusto” (Mt 1,19).<br>
I vangeli non ci informano di più sulla sua vita, e nulla narrano della sua morte e sul luogo della sua sepoltura, mentre i vangeli apocrifi riportano tante leggende sul conto della santa famiglia. Dagli evangelisti Giuseppe è considerato parte integrante della storia della salvezza, intimamente legato al piano dell’incarnazione. Gesù è discendente di Davide “secondo la carne” (Rm 1,3), quindi Dio è stato fedele alle sue promesse proprio grazie alla presenza e alla fede di Giuseppe il quale, accogliendo come suo il “figlio di Maria”, sua legittima sposa, lo inserisce nella discendenza davidica, da cui doveva nascere il Messia.<br>
La devozione di san Giuseppe, accanto a quella della Vergine sua sposa, è sempre stata cara al popolo cristiano, che ne implora la intercessione nei tempi più difficili. Papa Giovanni XXIII, che nutriva un’affezione particolare per san Giuseppe, stabilì che nel Canone Romano della messa fosse inserito il suo nome accanto a quello della Vergine Maria, prima degli angeli, dei sommi pontefici e dei martiri. In Occidente il culto di san Giuseppe è relativamente tardo, mentre in Oriente risale al IV secolo. In Europa ne troviamo le prime testimonianze nei Martirologi del X secolo, alla data del 19 marzo, destinata a diventare festa universale nel 1621, quando Gregorio XV la estenderà a tutta la Chiesa.</p>
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<title>Milano e la cultura, patrimonio per tutti?</title>
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<description><![CDATA[ Negli ultimi anni in città sono aumentati gli ingressi nei musei e le vendite di libri. E non mancano eventi diffusi che portano teatro e musica nei quartieri più periferici. Ma occorre evitare che il business diventi l’unico criterio. Ne parla il numero di marzo del mensile diocesano ]]></description>
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<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 20:00:10 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Milano, cultura, patrimonio, per, tutti</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Piano-City-Milano_ph-creg-production-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Piano City Milan (foto Creg Production)" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Piano-City-Milano_ph-creg-production-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Piano-City-Milano_ph-creg-production-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Piano-City-Milano_ph-creg-production-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Un evento di PianoCity, il festival diffuso che porta la musica in tutti i luoghi di Milano (foto Creg production)</span><p><strong><a href="https://ilsegno.chiesadimilano.it/numeri_rivista/marzo-2026/" target="_blank" rel="noopener"><em>Da </em>Il Segno<em> di marzo</em></a></strong></p>
<p>Negli ultimi anni Milano ha rafforzato la propria immagine internazionale, confermandosi non solo come centro economico e finanziario, ma anche come importante motore culturale del Paese.</p>
<h2>I numeri</h2>
<p>I dati dell’Osservatorio dell’Associazione italiana editori mostrano la portata di questo fenomeno: nel 2024 la spesa per la cultura ha raggiunto 542,2 milioni di euro, pari al 13% di quella nazionale, pur rappresentando i milanesi appena il 2,3% della popolazione italiana. In città si svolgono in media circa 100 eventi culturali al giorno, con quasi 20 milioni di utenti complessivi. Musei e libri sono tra i settori più dinamici: gli ingressi ai musei hanno superato i 5,9 milioni (+6,1%), mentre il sistema bibliotecario conta quasi 90.000 utenti, con una crescita significativa tra i giovani sotto i 18 anni (+20%). Anche il mercato librario è in espansione, con oltre 8 milioni di copie vendute nel 2024.</p>
<h2>Ma non per tutti…</h2>
<p>Resta però aperta la questione della reale diffusione di questi consumi culturali. Secondo Luca Monti, dell’Università Cattolica, Milano ha storicamente livelli di partecipazione più alti rispetto ad altre città italiane grazie alla forte concentrazione di cittadini con elevati interessi culturali. Ciò non significa che tutta la popolazione partecipi allo stesso modo, ma una proposta ampia e diversificata resta preferibile al rischio di un impoverimento culturale e sociale. Per la regista Andrée Ruth Shammah il nodo principale non è l’accessibilità economica, bensì quello educativo: in Italia la frequentazione di teatri e attività culturali non è ancora percepita come un’abitudine diffusa, soprattutto nelle famiglie.</p>
<p>Questa vitalità culturale affonda le radici nella storia civica milanese, segnata da una tradizione di responsabilità sociale e mecenatismo. La città ha sviluppato nel tempo una forte identità teatrale e una rete molto ampia di sale e istituzioni culturali, spesso sostenute anche da risorse private. Tuttavia, secondo Shammah, la politica dedica ancora poca attenzione al teatro, nonostante la grande partecipazione del pubblico.</p>
<h2>Animare le periferie</h2>
<p>Negli ultimi anni la cultura milanese si è diffusa sempre più anche nei quartieri. Oltre ai tanti “fiori all’occhiello”, citiamo l’esperienza di Soul Festival (quest’anno dal 18 al 22 marzo), giunto alla terza edizione: monsignor Luca Bressan l’importanza di animare le periferie. Anche festival come BookCity e PianoCity portano i libri e la musica fuori dai luoghi tradizionali, coinvolgendo cortili, case private e spazi urbani. Iniziative simili animano anche il Fuorisalone e numerose attività spontanee nei quartieri popolari. Questo approccio è stato rafforzato dal programma “Milano è viva”, che sostiene eventi culturali nelle periferie secondo il modello della “città dei 15 minuti”, con l’obiettivo di superare la divisione tra centro e periferia.</p>
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<p> </p>
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<title>«Exsultet!», quando la fede torna a farsi canto</title>
<link>https://www.eventi.news/exsultet-quando-la-fede-torna-a-farsi-canto</link>
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<description><![CDATA[ Sabato 18 aprile la terza edizione del Festival della musica liturgica: in mattinata tavola rotonda in via Sant’Antonio, nel pomeriggio atelier pratici, alle 17.30 in San Carlo al Corso Vespri presieduti dal Vicario generale. Iscrizioni entro il 30 marzo, ai partecipanti è richiesto di indossare una t-shirt bianca ]]></description>
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<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 20:00:09 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>«Exsultet», quando, fede, torna, farsi, canto</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DSC04428-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Exsultet 2025" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DSC04428-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DSC04428-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DSC04428-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Un momento della scorsa edizione</span><p>C’è un’immagine che ancora abita gli occhi di molti: il Duomo gremito, lo scorso novembre, da quasi duemila coristi per il Giubileo dei cori. È in questo solco di rinnovato entusiasmo che si inserisce la terza edizione di «Exsultet!», il festival di musica liturgica promosso dalla Diocesi di Milano, che si terrà sabato 18 aprile proprio nel cuore della città.</p>
<h2>Liturgia fonte dell’esperienza di fede</h2>
<p>L’iniziativa nasce da un’intuizione semplice ma esigente: non si è chiamati a cercare strategie comunicative per “attirare” le persone in chiesa, ma reimparare a celebrare autenticamente e liberamente per vivere la liturgia come fonte dell’esperienza di fede: è lo spirito della donna del Vangelo che versa un profumo preziosissimo sui piedi di Gesù con amore gratuito.</p>
<p>Partecipare a «Exsultet!» significa entrare in questo “spreco di tempo” liturgico: scegliere di dedicare una giornata intera all’incontro e alla formazione permette di riconoscere che, ogni qualvolta la Chiesa canta e loda, Cristo è presente, come il capo nel corpo.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2867508" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2867508 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DSC04470.jpg" alt="Exsultet 2025" width="1200" height="800" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DSC04470.jpg 1200w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DSC04470-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DSC04470-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px"><figcaption class="wp-caption-text">Un laboratorio del 2025</figcaption></figure>
<h2>Il programma</h2>
<p>Il programma della giornata prevede l’apertura alle 9.30 presso il Centro pastorale ambrosiano di via Sant’Antonio 5, con la tavola rotonda «Possiamo ancora cantare i salmi?»: al dibattito parteciperanno voci d’eccezione come madre Ignazia Angelini, monsignor Francesco Braschi, Chiara Bertoglio e Francesco Meneghello, moderati da Daniele Filippi.</p>
<p>Nel pomeriggio, i partecipanti saranno protagonisti negli <em>atelier</em> pratici, potendo scegliere tra un percorso unico (improvvisazione organistica, chitarra, composizione per la liturgia, cori giovanili) o due laboratori brevi (per esempio: tecnica vocale, canto ambrosiano, danze ebraiche, cetra). Relatori e formatori di rilievo, tra cui Stefano Rattini ed Elena Carzaniga, metteranno la loro competenza ed esperienza a servizio dei corsisti.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2867509" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2867509 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DSC04602.jpg" alt="Exsultet 2025" width="1200" height="800" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DSC04602.jpg 1200w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DSC04602-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/DSC04602-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px"><figcaption class="wp-caption-text">La celebrazione conclusiva dello scorso anno</figcaption></figure>
<h2>Rendere visibile l’unità</h2>
<p>Ai partecipanti è chiesto un segno eloquente: indossare una t-shirt bianca, per esprimere visivamente l’unità nella varietà dei volti e delle voci. Dopo l’iscrizione, verrà inviato il repertorio su cui si lavorerà per la celebrazione finale. La giornata culminerà infatti alle 17.30 nella Basilica di San Carlo al Corso con il canto dei Vespri, presieduti dal Vicario Generale, monsignor Franco Agnesi.</p>
<p>Partecipare significa scegliere di dedicare tempo alla formazione e alla bellezza della musica. In un tempo di frammentazione, la cura del celebrare vissuta con gratuità può ancora generare legami e ridare profondità all’esperienza ecclesiale.</p>
<p>Perché, quando la Chiesa loda il suo Signore, la fede torna a farsi canto.</p>
<p><strong><a href="https://www.centroambrosiano.it/events/exsultet-2026-festival-della-musica-liturgica-seconda-edizione/" target="_blank" rel="noopener">Iscrizioni online</a> entro lunedì 30 marzo</strong></p>
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<title>Percorso socio&#45;politico: custodire la terra significa coltivare il futuro</title>
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<description><![CDATA[ Martedì 31 marzo alla Fondazione Ambrosianeum il terzo e ultimo appuntamento dell’anno 2025–2026. Nel solco della Dottrina sociale della Chiesa un momento di riflessione su tutte le implicazioni di un corretto rapporto con il creato ]]></description>
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<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 20:00:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Percorso, socio-politico:, custodire, terra, significa, coltivare, futuro</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/mondo-980x551-2-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/mondo-980x551-2-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/mondo-980x551-2-768x432.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/mondo-980x551-2-195x110.jpg 195w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/mondo-980x551-2.jpg 980w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>Il percorso socio-politico promosso dal Servizio diocesano per la Pastorale sociale e il Lavoro per l’anno 2025–2026, intitolato «Custodire l’umano: terra, casa e lavoro», è nato dalla convinzione che la fede cristiana non possa essere confinata nella dimensione privata, ma interpelli la responsabilità personale e collettiva nella costruzione del bene comune. Non è quindi una semplice sequenza di incontri, ma uno spazio di riflessione e confronto in cui pensiero e azione, studio ed esperienza, si intrecciano per comprendere le trasformazioni del nostro tempo e orientare scelte concrete.</p>
<h2>Quale modello di sviluppo?</h2>
<p><strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/III-Incontro-Percorso-Sociopolitico-2026.pdf">L’appuntamento conclusivo del 31 marzo</a></strong> pone al centro la Terra, non solo come ambiente naturale, ma come dimensione costitutiva della vita umana e sociale. Parlare di terra significa parlare di alimentazione, lavoro, salute, equilibrio tra città e campagne, tutela delle risorse, qualità delle relazioni economiche. Significa interrogarsi sul modello di sviluppo che stiamo perseguendo e sulle sue ricadute sulle persone e sui territori.</p>
<p>Nel solco della Sottrina sociale della Chiesa, la questione ambientale è inseparabile da quella sociale. La <em>Laudato Si’</em> ricorda che «fra i poveri più abbandonati e maltrattati c’è la terra, oppressa e devastata […] Noi stessi siamo terra. Il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà respiro e la sua acqua ci vivifica e ci ristora» (n. 2).</p>
<p>Non si tratta di un’immagine evocativa, ma di una consapevolezza profonda: l’essere umano non è esterno alla natura, né può considerarsene padrone assoluto. La crisi climatica, il consumo di suolo, la perdita di biodiversità e l’impoverimento delle comunità rurali mostrano che la crisi ambientale è anche crisi sociale e culturale.</p>
<h2>Una questione morale</h2>
<p>Già <em>Sollicitudo rei socialis</em> sottolineava che uno sviluppo autenticamente umano possiede un carattere morale e deve tenere conto «della natura di ciascun essere e della sua mutua connessione in un sistema ordinato» (n. 34). Non ogni crescita economica è progresso, se non rispetta la persona e l’equilibrio del creato.</p>
<p>La terra, dunque, non è solo fattore produttivo, ma condizione della vita comune. Dove il territorio viene sfruttato senza misura, si generano disuguaglianze e fragilità; dove è custodito con responsabilità, si rafforzano lavoro dignitoso, coesione sociale e prospettive di futuro. L’ecologia integrale diventa così un criterio di discernimento che chiede scelte lungimiranti, alleanze tra istituzioni e società civile, e stili di vita coerenti.</p>
<h2>I relatori</h2>
<p>L’incontro sarà introdotto da un momento di preghiera e meditazione spirituale guidato da don Daniele Battaglion, Animatore Laudato Si’. Interverranno Ilaria Beretta (sociologa e docente), Gianfranco Comincioli (presidente di Coldiretti) e Barbara Megetto (presidente di Legambiente).</p>
<p>La presenza di realtà differenti — accademiche, agricole e ambientaliste — intende favorire un dialogo concreto tra chi studia i fenomeni sociali, chi lavora quotidianamente la terra e chi è impegnato nella tutela dell’ambiente, nella consapevolezza che la cura del territorio richiede corresponsabilità e visione condivisa.</p>
<p>Custodire la terra significa assumersi una responsabilità verso il presente e verso le generazioni future, trasformando la consapevolezza in scelte personali e collettive capaci di generare giustizia e futuro.</p>
<p>Per informazioni: <a href="mailto:sociale@diocesi.milano.it">sociale@diocesi.milano.it</a></p>
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<title>Ripensare il welfare, seminario in Cattolica</title>
<link>https://www.eventi.news/ripensare-il-welfare-seminario-in-cattolica</link>
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<description><![CDATA[ I passaggi dell’ultimo Discorso alla Città quale spunto per il confronto su «Le crepe della cura», in programma martedì 31 marzo in collaborazione con il Servizio diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro e con intervento d’apertura dello stesso Arcivescovo ]]></description>
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<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 20:00:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Ripensare, welfare, seminario, Cattolica</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-1-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="anziani (foto Vatican News)" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-1-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-1-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-1-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Foto Vatican News</span><p>Nel pomeriggio di martedì 31 marzo, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, si terrà il seminario <strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/31.03.26-LE-CREPE-DELLA-CURA-loca.pdf">«Le crepe della cura: fragilità sociali, welfare e responsabilità condivisa»</a></strong>. Un momento di confronto promosso in collaborazione con il Servizio diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro che intende mettere a tema le trasformazioni del <em>welfare state</em> e le tensioni che attraversano oggi il tessuto sociale del Paese.</p>
<p>L’iniziativa prende avvio dalle sollecitazioni emerse nell’ultimo <strong><a href="https://www.chiesadimilano.it/cms/documenti-del-vescovo/mario-delpini-documenti-del-vescovo/discorsi-alla-citta-mario-delpini-documenti-del-vescovo/ma-essa-non-cadde-2856507.html">Discorso alla Città</a> </strong>dell’Arcivescovo di Milano, che ha richiamato l’attenzione su un dato sempre più percepito: il logoramento progressivo di alcuni pilastri del sistema di protezione sociale e la conseguente crescita di insicurezze diffuse.</p>
<h2>Nuove sfide, nuove fragilità</h2>
<p>La paura di non essere adeguatamente sostenuti nei momenti di fragilità – malattia, invecchiamento, povertà, solitudine – non è soltanto un sentimento individuale, ma un indicatore della qualità del patto sociale. Il modello italiano di <em>welfare</em>, storicamente fondato su un intreccio fecondo tra intervento pubblico e iniziativa del privato sociale, è oggi chiamato a confrontarsi con sfide profonde: l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle diseguaglianze, la trasformazione del lavoro, la pluralizzazione dei bisogni.</p>
<p>Molti risultati raggiunti nel secondo dopoguerra sono percepiti come diritti acquisiti, talvolta senza una piena consapevolezza delle storie, delle istituzioni e delle energie civili che li hanno resi possibili. Allo stesso tempo, emergono nuove forme di fragilità che non sempre trovano risposte adeguate nelle strutture esistenti.</p>
<p>In questo scenario, parlare di “crepe” non significa decretare il fallimento del <em>welfare state</em>, ma riconoscere segnali di affaticamento che chiedono un ripensamento. Il rischio è duplice: da un lato la progressiva mercificazione dei servizi di cura, dall’altro la delega passiva allo Stato, con l’indebolimento della responsabilità comunitaria.</p>
<h2>Il programma</h2>
<p>Il programma del convegno riflette la volontà di affrontare tali questioni da prospettive diverse e complementari.</p>
<p>Dopo i saluti istituzionali del rettore Elena Beccalli, l’intervento di apertura sarà affidato a monsignor Mario Delpini, presidente dell’Istituto Toniolo. Seguiranno contributi che analizzeranno:</p>
<ul>
<li>il tema della longevità e del patto intergenerazionale, con particolare attenzione alle dinamiche di invecchiamento diseguale;</li>
<li>il passaggio culturale da una logica centrata sulla prestazione a una concezione più ampia di promozione della salute e del benessere;</li>
<li>il ruolo del servizio sociale nell’accogliere e accompagnare le fragilità;</li>
<li>le istituzioni del welfare e i meccanismi di assicurazione sociale;</li>
<li>la dimensione comunitaria della cura e la responsabilità condivisa tra soggetti diversi.</li>
</ul>
<p>L’intento è quello di offrire strumenti interpretativi e proposte che tengano insieme sostenibilità economica, equità e attenzione alla persona, evitando letture riduttive o ideologiche. Prendersi cura delle fragilità significa riconoscere la centralità della persona e delle reti relazionali – famiglie, associazioni, comunità locali – che rendono possibile una crescita autenticamente sociale.</p>
<h2>Un problema che riguarda tutti</h2>
<p>Le crepe della cura interrogano l’intera società, nessun attore può ritenersi autosufficiente: né le istituzioni pubbliche, né il mercato, né il terzo settore, né le comunità ecclesiali. È necessario un rinnovato patto di corresponsabilità che sappia valorizzare la sussidiarietà, promuovere la solidarietà e ricostruire fiducia. In gioco non vi è soltanto l’efficienza di un sistema, ma la forma stessa della città e dell’umano che intendiamo edificare.</p>
<p>Il convegno all’Università Cattolica si inserisce in questo orizzonte: non come evento isolato, ma come tappa di un percorso che invita a ripensare il <em>welfare state</em> alla luce delle nuove fragilità e delle risorse morali e civili di cui il Paese dispone.</p>
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<title>V settimana di Quaresima</title>
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<description><![CDATA[ Dal 23 al 29 marzo 2026 ]]></description>
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<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 20:00:06 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
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<title>SOUL, l’appello dell’ateo Cercas: «Torniamo a Cristo»</title>
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<description><![CDATA[ Il Festival di Spiritualità si è aperto con l’incontro con lo scrittore spagnolo, autore di un celebre volume sul viaggio di papa Francesco in Mongolia, che ha raccontato la sua visione di una Chiesa chiamata a ritrovare l’essenzialità ]]></description>
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<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 20:00:05 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>SOUL, l’appello, dell’ateo, Cercas:, «Torniamo, Cristo»</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/20260318_MC_0466-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Javier Cercas e Aurelio Mottola (Università Cattolica – Marta Carenzi)" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/20260318_MC_0466-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/20260318_MC_0466-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/20260318_MC_0466-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Javier Cercas e Aurelio Mottola (Università Cattolica – Marta Carenzi)</span><p>«Ecco un folle senza Dio che insegue il folle di Dio fino alla fine del mondo». Un inizio folgorante, per un libro, di successo planetario, che è tante cose diverse: il racconto di un viaggio, quello di papa Francesco in Mongolia, svoltosi dal 31 agosto al 4 settembre 2023, di un uomo, di un Papa, di un mondo intero: il Vaticano.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2867541" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2867541 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/20260318_MC_0346.jpg" alt="Soul 2026" width="1239" height="827" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/20260318_MC_0346.jpg 1239w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/20260318_MC_0346-768x513.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/20260318_MC_0346-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1239px) 100vw, 1239px"><figcaption class="wp-caption-text">Foto Università Cattolica – Marta Carenzi</figcaption></figure>
<h2>L’incontro inaugurale</h2>
<p>A raccontare tutto questo è stato, in un’Aula Magna dell’Università Cattolica gremita, con altre aule collegate, l’autore del ponderoso volume <em>Il folle di Dio alla fine del mondo</em>, Javier Cercas, che ha aperto la terza edizione del Festival di spiritualità SOUL, dedicato, quest’anno, al tema del «Mistero, il canto del mondo». La <em>kermesse </em>che, fino a domenica 22 marzo, vedrà la realizzazione di oltre 70 eventi di diverso tenore diffusi in città e il cui co-curatore, Aurelio Mottola ha dialogato con lo scrittore spagnolo.</p>
<p>Un incontro, dal titolo «Senza alcun dubbio», aperto dai saluti istituzionali portati, in rappresentanza degli enti promotori, dalla prorettrice vicaria dell’Ateneo Annamaria Fellegara, da Francesca Rossi, della direzione Cultura Area Spettacolo del Comune, e dal vicario episcopale e anch’egli co-curatore, monsignor Luca Bressan.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2867542" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2867542 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/20260318_MC_0383.jpg" alt="Soul 2026" width="1239" height="827" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/20260318_MC_0383.jpg 1239w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/20260318_MC_0383-768x513.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/20260318_MC_0383-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1239px) 100vw, 1239px"><figcaption class="wp-caption-text">Monsignor Luca Bressan (Università Cattolica – Marta Carenzi)</figcaption></figure>
<p>È lui che ha ricordato il senso dell’interrogarsi sul mistero di questa edizione di “Soul”: «Nei momenti più drammatici non ci si salva immaginando percorsi di evasione o cercando trasgressioni, ma si raccolgono energie per comprendere più in profondità le ragioni della nostra resistenza. Così faremo anche noi, in queste cinque giornate: faremo esperienza del mistero sulle orme di Sant’Ambrogio, ascoltando la saggezza delle tradizioni e della Parola ispirata, condividendo la gioia e le emozioni che solo il canto del mondo sa dare, accumulando energie per stare in silenzio e fare tesoro del bene che siamo ancora capaci di raccontare e testimoniare».</p>
<p>Un mistero «che ci viene incontro in ogni dimensione della vita, che è comune a tutti e che, pure, è un dato indisponibile», ha spiegato Mottola chiedendosi perché Cercas, che si autodefinisce «ateo, anticlericale, laicista militate, razionalista ostinato ed empio rigoroso», sia così, in questi tempi, «corteggiato dalla Chiesa».  </p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2867543" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2867543 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/20260318_MC_0490.jpg" alt="Soul 2026" width="1239" height="827" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/20260318_MC_0490.jpg 1239w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/20260318_MC_0490-768x513.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/20260318_MC_0490-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1239px) 100vw, 1239px"><figcaption class="wp-caption-text">Javier Cercas (Università Cattolica – Marta Carenzi)</figcaption></figure>
<h2>La domanda da cui tutto è partito</h2>
<p>«È un mistero e la teoria che mi piace di più è che sia stato lo Spirito santo – ha ammesso lo scrittore -, ma posso raccontare come tutto è nato nel maggio 2023, quando il direttore della Libreria Editrice Vaticana, Lorenzo Fazzini, in occasione del Salone del Libro di Torino, mi ha contattato. Per la prima volta la Santa Sede apriva le sue porte a uno scrittore e io ho detto che avrei raccontato la verità di questo posto misterioso che è il Vaticano».</p>
<p>«In Europa, come dice Croce, non possiamo non dirci cristiani e, quindi, come non accettare tale proposta? Il risultato è stata una cronaca del viaggio di Francesco in Mongolia, ma anche un saggio su cosa succede oggi nella Chiesa cattolica, un ritratto poliedrico del Papa e un po’ una mia autobiografia. Un libro vero, senza finzione, proprio perché solo il romanzo riesce a integrare tutti questi generi».</p>
<p>A partire, come ha raccontato Cercas, da una domanda diretta e cruciale, «per me la più importante e personale. Ho pensato a mia madre che è molto credente e che è convinta che rivedrà mio padre quando morirà. Oggi molti hanno dimenticato questo interrogativo e, allora, ho saputo di cosa avrebbe parlato questo libro: un folle senza Dio – io – che va a trovare il folle di Dio, Francesco, fino alla fine del mondo, simboleggiata dalla Mongolia per fare questa domanda che è l’enigma degli enigmi: mia madre rivedrà mio padre?».  </p>
<p>E se, in Spagna, dopo il franchismo, si è vissuto un rifiuto totale della fede, come forma di opposizione alla dittatura, ha detto ancora Cercas, «io ho conosciuto una Chiesa diversa che, per esempio, rifiuta la morte: un fatto rivoluzionario dal punto di vista sociale ma anche metafisico».</p>
<p>Non manca una stoccata ai giornalisti «che si interessano ai Papi, in specifico a Francesco, solo quando parlano di politica o dell’immigrazione, ma mai se affrontano i temi della spiritualità».</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2867544" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2867544 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/20260318_MC_0158.jpg" alt="Soul 2026" width="1239" height="827" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/20260318_MC_0158.jpg 1239w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/20260318_MC_0158-768x513.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/20260318_MC_0158-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1239px) 100vw, 1239px"><figcaption class="wp-caption-text">Il pubblico presente (Università Cattolica – Marta Carenzi)</figcaption></figure>
<h2>Il linguaggio della Chiesa</h2>
<p>«Questo è un malinteso immenso», ha ammesso lo scrittore, poi, sollecitato da Mottola a riflettere sul linguaggio della Chiesa «considerato oggi poco attraente. La Chiesa ha, evidentemente, un problema: il suo linguaggio è vecchio, senza senso dell’ironia, criptico, per iniziati. Cristo era attrattivo per la forma del suo vivere, ma anche affascinante per il suo linguaggio. Per esempio, alcuni dicono che una parola-chiave del papato di Francesco sia stata la sinodalità, ma quanti capiscono cosa voglia dire questa parola?». Forse sarebbe meglio, per Cercas, utilizzare il termine “democrazia”, nel senso della partecipazione nella Chiesa.</p>
<h2>Il segreto di Bergoglio</h2>
<p>Infine, il dialogo si sposta su uno dei capitoli più intensi e profondi del libro, la figura di papa Francesco. Una cosa è la persona, un’altra il Papa.</p>
<p>«Come persona era un uomo complesso, lottava contro la “papolatria”, come mi diceva. Aveva un carattere difficile, duro, con periodi di grande oscurità; era in lotta con se stesso perché, cosciente dei suoi limiti, ha lottato con tutta la forza per diventare una persona migliore. Non caso, prima di uscire a salutare la folla la sera dell’elezione, disse ai Cardinali: “Accetto, ma sono un peccatore”. Ma forse voleva dire: “Accetto perché sono un peccatore”. Per me, tutto in Vaticano è stato sorprendente, come il fatto che Bergoglio si presentasse come un uomo non infallibile. E questo a molti non piaceva, perché era dirompente: infatti, è stato un Pontefice che ha creato divisione. Non era quello che si dice un santo perfetto, ma è stato davvero rivoluzionario, non dal punto di vista del dogma, ma con quella rivoluzione che si vuole fare dal Concilio in poi, ossia tornare al cristianesimo dell’epoca di Cristo, facendo uscire il Signore dalla sacristie e mettendolo al centro del mondo. La cosa più difficile nello scrivere questo libro è stato ripulire i miei pregiudizi e vedere cosa succede davvero in Vaticano, chi sono i preti, i missionari, chi è era quell’uomo che si chiamava Francesco. La fede è un mistero: il cardinale José Tolentino de Mendonça dice che la fede è come un’intuizione poetica, perché il poeta vede qualcosa, un senso, che gli altri non vedono e lo traduce in poesia. Francesco mi diceva che è un dono e credo che le due risposte siano complementari. Io, dopo aver scritto il libro da ateo sono diventato agnostico».</p>
<p>Da qui l’appello: «Ritorniamo all’evidenza: torniamo a Cristo, un sovversivo, un uomo pericolosissimo allora come lo è ancora oggi, perché non andava con la gente di potere, ma con i poveri. Come diceva Charles Péguy, ciò che abbiamo conosciuto nei nostri Paesi europei è un cristianesimo borghese, per questo Francesco parlava della Chiesa in uscita».</p>
<p>Quel papa Francesco che volle prendere il nome del santo, “folle di Dio” e che all’enigma degli enigmi, alla domanda se ci rivedremo, se la madre di Javier Cercas rivedrà il padre, ripeté più volte allo scrittore, «Senza alcun dubbio».</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2867546" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2867546 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/20260318_MC_0966.jpg" alt="Soul 2026" width="1239" height="827" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/20260318_MC_0966.jpg 1239w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/20260318_MC_0966-768x513.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/20260318_MC_0966-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1239px) 100vw, 1239px"><figcaption class="wp-caption-text">Issei Watanabe (Università Cattolica – Marta Carenzi)</figcaption></figure>
<p>Così si conclude il romanzo e così si può capire anche il titolo dell’incontro arricchito dall’esecuzione, del violoncellista Issei Watanabe, dei preludi delle <em>suite</em> n.1 e n.3 di J. S. Bach.</p>
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<title>Il viaggio di Hasan Hadi ne La torta del Presidente</title>
<link>https://www.eventi.news/il-viaggio-di-hasan-hadi-ne-la-torta-del-presidente</link>
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<description><![CDATA[ Il film vincitore dell’ultimo Audience Award a Cannes racconta la storia di Lamia, costretta a preparare per la classe una torta per il compleanno di Saddam Hussein ]]></description>
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<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 20:00:04 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>viaggio, Hasan, Hadi, torta, del, Presidente</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/The-Presidents-Cake-003-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="La protagonista Lamia con in braccio un gallo in una scena del film ‘La torta del Presidente’" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/The-Presidents-Cake-003-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/The-Presidents-Cake-003-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/The-Presidents-Cake-003-768x432.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/The-Presidents-Cake-003-195x110.jpg 195w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/The-Presidents-Cake-003.jpg 1280w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Una scena del film "La torta del presidente"</span><p><em>La torta del Presidente</em> è il <a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/The-Presidents-Cake-locandina.jpg" target="_blank" rel="noopener" data-rel="gallery-gallery-X5HgCEXi" data-rl_title="" data-rl_caption="" title="">film vincitore dell’Audience Award</a>, ovvero il premio del pubblico, insieme alla prestigiosa Caméra d’Or, consegnati alla fine del <a href="https://www.festival-cannes.com/en/" target="_blank" rel="noopener">Festival di Cannes 78</a>.</p>
<h2>La trama</h2>
<p>Siamo nell’Iraq degli anni ’90 sotto il regime di Saddam Hussein. Lamia frequenta la scuola del paese ed è contenta di poterlo fare. La sua famiglia infatti non ha molti soldi, come molte della zona. Arrivare a fine giornata è un’impresa. Le sanzioni internazionali hanno messo in ginocchio l’economia. Acquistare un tozzo di pane richiede sacrifici alle famiglie. Figurarsi il lusso di un pasto più elaborato!</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2867593" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-2867593" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/The-Presidents-Cake-001.jpg" alt="Una folla con un grande ritratto di Saddam Hussein durante una manifestazione in una scena del film ‘La torta del Presidente’" width="900" height="536" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/The-Presidents-Cake-001.jpg 900w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/The-Presidents-Cake-001-768x457.jpg 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px"><figcaption class="wp-caption-text">Una scena del film</figcaption></figure>
<p>Eppure, per celebrare il compleanno del presidente Hussein tutte le scuole sono obbligate a organizzare un momento di festa. Il maestro della classe estrae a sorte chi dovrà procurarsi gli ingredienti per preparare una torta da condividere con i compagni.</p>
<p>L’incarico capita, ovviamente, alla disperata Lamia. Aveva fatto di tutto per non farsi estrarre, non riuscendoci. Insieme all’amico Saeed (scelto per procurare la frutta) si mette in viaggio per trovare un modo di realizzare il dolce ed evitare la punizione sia del docente che della sua famiglia allo stremo.</p>
<h2>Una storia per tutti, come per nessuno</h2>
<p>Il film di Hasan Hadi è un viaggio dal sapore fortemente autobiografico. La sua cornice di finzione permette un viaggio nell’Iraq vissuto direttamente dal regista durante la propria infanzia. Se una critica va fatta a <em>La torta del Presidente </em>è quella di essere una storia per tutti… e quindi per nessuno. Gli studenti a cui sembra essere rivolto (dalla tarda secondaria di primo grado in poi) rischiano di trovare faticosa la parte centrale, mentre per gli adulti il tono per gran parte lieve rischia di diminuire l’impatto del suo messaggio.</p>
<p>Sono piccole cose, a fronte della capacità del film di portarci in angoli di mondo duri, pieni di pericoli, continuando a mostrarceli con l’ingenuità degli occhi di un bambino. Proprio sugli occhi si giocherà il suo finale, uno tra i più potenti visti non solo sulla Croisette, ma in tutto l’anno di cinema. Un colpo al cuore che vale sia il prezzo del biglietto che una discussione emotiva dopo i titoli di coda.</p>
<p></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/parliamone-con-un-film/la-torta-del-presidente-film-hasan-hadi-2867523.html">Il viaggio di Hasan Hadi ne La torta del Presidente</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/">Chiesa di Milano</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Il Papa convoca un summit di Vescovi sulla famiglia</title>
<link>https://www.eventi.news/il-papa-convoca-un-summit-di-vescovi-sulla-famiglia</link>
<guid>https://www.eventi.news/il-papa-convoca-un-summit-di-vescovi-sulla-famiglia</guid>
<description><![CDATA[ Nel decimo anniversario dell’«Amoris Laetitia», in ottobre i presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo riuniti per un evento di «ascolto reciproco» e «discernimento sinodale» ]]></description>
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<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 20:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Papa, convoca, summit, Vescovi, sulla, famiglia</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/cq5dam.thumbnail.cropped.1500.844-6-680x382.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Il Papa saluta gli sposi durante l'udienza generale del mercoledì" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/cq5dam.thumbnail.cropped.1500.844-6-680x382.jpeg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/cq5dam.thumbnail.cropped.1500.844-6-980x551.jpeg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/cq5dam.thumbnail.cropped.1500.844-6-195x110.jpeg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Il Papa saluta gli sposi durante l'udienza generale del mercoledì</span><p><a href="https://www.vaticannews.va/it.html" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Da Vatican News</em></strong></a></p>
<p>Ripartire da lì, da <em>Amoris laetitia</em>, dall’esortazione apostolica di papa Francesco tra i capisaldi del suo pontificato, per guardare ai «cambiamenti» di oggi nelle famiglie, per condividere «quanto si sta realizzando nelle Chiese locali» da dieci anni a questa parte e per capire quali sono «i passi da compiere» per «annunciare il Vangelo alle famiglie oggi», tenendo conto anche delle forme di povertà e violenza che molte di loro subiscono.</p>
<p>Con questi molteplici obiettivi, Papa Leone XIV convoca per il prossimo ottobre i presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo per un summit sulla famiglia in Vaticano. Non un Sinodo, non un Concistoro, ma un evento di ascolto, dialogo e riflessione. L’annuncio giunge in <strong><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260319-messaggio-amorislaetitia.html" target="_blank" rel="noopener">un messaggio firmato dal Pontefice oggi, 19 marzo,</a></strong> solennità di San Giuseppe in occasione del decennale del documento di Francesco, «frutto di tre anni di discernimento sinodale sostenuti dall’Anno Santo della Misericordia».</p>
<h2>Luminoso messaggio di speranza</h2>
<p>Era il 19 marzo 2016, nel pieno del Giubileo straordinario della Misericordia, quando Francesco pubblicava questo documento maturato dopo i lavori del doppio Sinodo sulla Famiglia (2014-15). Da subito è stato al centro di svariate riflessioni e discussioni, riferite soprattutto alla questione dell’accesso ai sacramenti dei divorziati risposati.</p>
<p>Una esortazione da leggere, invece, nella sua interezza; Leone la definisce infatti un «luminoso messaggio di speranza riguardo all’amore coniugale e famigliare». In questo decimo anniversario, il Papa vuole «rendere grazie al Signore per l’impulso dato allo studio e alla conversione pastorale della Chiesa e chiedergli il coraggio di proseguire il cammino, accogliendo sempre nuovamente il Vangelo, nella gioia di poterlo annunciare a tutti».</p>
<p>Il Pontefice attinge dal Concilio Vaticano II per ricordare che la famiglia è «il fondamento della società», «dono di Dio» e «scuola di arricchimento umano»: «Mediante il Sacramento del matrimonio, gli sposi cristiani costituiscono una sorta di Chiesa domestica, il cui ruolo è essenziale per l’educazione e la trasmissione della fede»</p>
<h2>Da <em>Familiaris consortio</em> ad <em>Amoris laetitia</em></h2>
<p>L’impulso conciliare è stato raccolto dai Pontefici: Giovanni Paolo II con la<em> Familiaris consortio</em> nel 1981 e Francesco, appunto, con <em>Amoris laetitia</em>. Entrambe le esortazioni hanno «stimolato l’impegno dottrinale e pastorale della Chiesa al servizio dei giovani, dei coniugi e delle famiglie».</p>
<p>Nei trentacinque anni intercorsi tra i due documenti magisteriali sono stati numerosi i «cambiamenti antropologico-culturali» che si sono accentuati, annota Leone XIV. Per questo «papa Francesco ha voluto impegnare ulteriormente la Chiesa nel cammino del discernimento sinodale».</p>
<p>Del predecessore, il Papa ricorda il discorso del 17 ottobre 2015, pronunciato durante la XIV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sulla famiglia, in cui Jorge Mario Bergoglio affermava che «non è possibile parlare della famiglia senza interpellare le famiglie, ascoltando le loro gioie e le loro speranze, i loro dolori e le loro angosce».</p>
<p>«<em>Amoris laetitia</em> offre un insegnamento prezioso che dobbiamo continuare ad approfondire oggi: la speranza biblica della presenza amorevole e misericordiosa di Dio, che permette di vivere storie di amore anche quando si attraversano crisi familiari».</p>
<h2>Nuove vie pastorali</h2>
<p>Della esortazione, Papa Leone evidenzia la forza dell’«invito ad adottare lo sguardo di Gesù e a stimolare senza stancarci la crescita, il consolidamento e l’approfondimento dell’amore coniugale e familiare», come pure dell’«appello a scoprire che l’amore nel matrimonio dà sempre vita e che esso è reale proprio nel suo modo limitato e terreno».</p>
<p>«Papa Francesco afferma la necessità di sviluppare nuove vie pastorali e di rafforzare l’educazione dei figli, mentre invita la Chiesa ad accompagnare, discernere e integrare la fragilità, superando una concezione riduttiva della norma, e a promuovere la spiritualità che scaturisce dalla vita familiare», spiega il Pontefice nel suo messaggio. E aggiunge: «Per servire la missione di annunciare il Vangelo della famiglia alle giovani generazioni, dobbiamo imparare a evocare la bellezza della vocazione al matrimonio proprio nel riconoscimento della fragilità, in modo da risvegliare la fiducia nella grazia e il desiderio cristiano di santità».</p>
<h2>Impegno pastorale da rinnovare e approfondire</h2>
<p>Da qui un grazie a tutte quelle famiglie che, «nonostante difficoltà e sfide», vivono «la spiritualità dell’amore familiare fatta di migliaia di gesti reali e concreti». Un grazie dal Papa anche a pastori, operatori pastorali, associazioni di fedeli e movimenti ecclesiali impegnati nella pastorale familiare. Un impegno che va «rinnovato e approfondito», esorta Leone XIV: «Il nostro tempo è segnato da rapide trasformazioni che, ancor più di dieci anni fa, rendono necessaria una particolare attenzione pastorale alle famiglie, alle quali il Signore affida il compito di partecipare alla missione della Chiesa di annunciare e testimoniare il Vangelo»</p>
<p>Auspicio del Pontefice è che «coloro che il Signore chiama al matrimonio e alla famiglia possano vivere il loro amore coniugale in Cristo» e che «i giovani si sentano attratti dall’intensità della vocazione matrimoniale nella Chiesa».</p>
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<title>Preti lombardi riuniti nel segno della sinodalità</title>
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<description><![CDATA[ Al Centro di spiritualità del Santuario i Consigli presbiterali delle Diocesi della regione hanno partecipato al convegno «Discepoli, fratelli al servizio della missione», promosso dalla Conferenza episcopale lombarda ]]></description>
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<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 20:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/26-03-19_consiglipresbiterali_017-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Consigli presbiterali lombardi 2026" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/26-03-19_consiglipresbiterali_017-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/26-03-19_consiglipresbiterali_017-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/26-03-19_consiglipresbiterali_017-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Un momento della mattinata</span><p>Una mattinata di fraternità e di condivisione per riflettere sul ministero ordinato e sulle sfide della missione della Chiesa oggi. È l’iniziativa che ha visto confrontarsi oltre duecento sacerdoti delle dieci Diocesi lombarde, insieme ai propri vescovi, in occasione dell’incontro regionale che giovedì 19 marzo si è svolto al Santuario di Caravaggio.</p>
<p>«Discepoli, fratelli al servizio della missione» era il titolo del convegno, che per la prima volta ha riunito insieme i Consigli presbiterali delle varie Diocesi lombarde per un momento anzitutto di fraternità sacerdotale, nello stile del dialogo e di una condivisione di esperienze capace di rafforzare una comunione ecclesiale e pastorale.</p>
<p><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-2867609 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/26-03-19_consiglipresbiterali_014-scaled.jpg" alt="Consigli presbiterali lombardi 2026" width="2560" height="1707" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/26-03-19_consiglipresbiterali_014-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/26-03-19_consiglipresbiterali_014-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/26-03-19_consiglipresbiterali_014-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/26-03-19_consiglipresbiterali_014-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/26-03-19_consiglipresbiterali_014-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"></p>
<h2>Da metodo a stile</h2>
<p>L’incontro è stato voluto della Conferenza episcopale lombarda, che a marzo ha scelto di vivere la seconda giornata del proprio periodico incontro allargando la riflessione ai Consigli presbiterali diocesani con una modalità sinodale, che da “metodo” vuole passare a essere “stile” degli organismi di partecipazione e di ogni comunità, ma prima ancora una caratteristica proprio all’interno del presbiterio.</p>
<h2>Delpini: «Una missione esito di un Concilio»</h2>
<p>Ad aprire l’incontro, nell’auditorium del Centro di spiritualità del Santuario, dopo un momento di preghiera, è stato l’intervento dell’Arcivescovo di Milano e Metropolita di Lombardia, Mario Delpini, che riflettendo sulla «originalità cristiana», che non si basa su statistiche, analisi o interpretazioni, ma che si manifesta come «frutto dello Spirito», ha ricordato come la Pentecoste abbia trasformato «discepoli mediocri» in «apostoli zelanti e santi», convertendoli alla missione. Una missione che oggi, come sempre nella storia della Chiesa, chiede un discernimento, che «non è esito – ha ricordato Delpini – di un processo democratico o della decisione di una autorità, ma esito di un Concilio. Un metodo sinodale».</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2867610" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-2867610 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/26-03-19_consiglipresbiterali_023-scaled.jpg" alt="Consigli presbiterali lombardi 2026" width="2560" height="1707" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/26-03-19_consiglipresbiterali_023-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/26-03-19_consiglipresbiterali_023-768x512.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/26-03-19_consiglipresbiterali_023-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/26-03-19_consiglipresbiterali_023-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/26-03-19_consiglipresbiterali_023-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"><figcaption class="wp-caption-text">L’Arcivescovo durante il suo intervento</figcaption></figure>
<h2>«Compiere un cammino spirituale»</h2>
<p>Di fronte alla folta assemblea di sacerdoti, l’arcivescovo di Milano ha poi ricordato che «l’appartenenza al presbiterio non può essere solo un dato “dogmatico”, sacramentale. Richiede di essere una evidenza nelle relazioni, nella frequentazione, nella condivisione delle responsabilità». E ha aggiunto: «Per una pratica non affidata solo alla buona volontà dei virtuosi o alla coincidenza di simpatie, è necessario imparare un metodo, praticare una prassi, compiere un cammino spirituale». E «il metodo e la spiritualità di questo “mettere a disposizione” si può chiamare sinodalità».</p>
<p><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-2867611 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/26-03-19_consiglipresbiterali_015-scaled.jpg" alt="Consigli presbiterali lombardi 2026" width="2560" height="1920" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/26-03-19_consiglipresbiterali_015-scaled.jpg 2560w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/26-03-19_consiglipresbiterali_015-768x576.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/26-03-19_consiglipresbiterali_015-1536x1152.jpg 1536w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/26-03-19_consiglipresbiterali_015-2048x1536.jpg 2048w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/26-03-19_consiglipresbiterali_015-360x270.jpg 360w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px"></p>
<h2>I lavori a gruppi</h2>
<p>Stimoli di riflessione che hanno animato i lavori a gruppi che i sacerdoti hanno vissuto nella seconda parte della mattinata, a partire anche dagli stimoli che papa Leone aveva suggerito lo scorso ottobre nel Giubileo delle équipe sinodali e degli organi di partecipazione, nei quali «le relazioni non rispondono alle logiche del potere ma a quelle dell’amore».</p>
<p>E ancora: «Nessuno è chiamato a comandare, tutti sono chiamati a servire; nessuno deve imporre le proprie idee, tutti dobbiamo reciprocamente ascoltarci; nessuno è escluso, tutti siamo chiamati a partecipare; nessuno possiede la verità tutta intera, tutti dobbiamo umilmente cercarla, e cercarla insieme».</p>
<p>Quello che, il 19 marzo a Caravaggio, i membri dei Consigli presbiterali delle varie diocesi insieme ai propri vescovi hanno cercato di fare in questa speciale occasione che intende, però, essere solo la prima tappa di un percorso, da vivere a livello regionale e, prima ancora, nelle rispettive diocesi.</p>
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<title>Venerazione spoglie San Francesco, chiusura col cardinal Zuppi</title>
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<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 19:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
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<title>Domenico Sorrentino saluta Assisi, dopo venti anni di fede e guida</title>
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<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 19:00:03 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
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<title>Libano, il nunzio ancora al Sud fino alla blue line con Israele: &amp;quot;Portiamo aiuti e speranza&amp;quot;</title>
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<description><![CDATA[ L’arcivescovo Borgia ha visitato ieri i villaggi cristiani del sud del Paese, Rmesh, Debel e Ain Ebel, dove è giunto un convoglio di aiuti umanitari. Tappa anche a Tiro per incontrare un’autorità religiosa sciita e un gruppo di profughi ospitati presso una comunità maronita: “Abbiamo portato loro la nostra solidarietà. La guerra colpisce sia cristiani che musulmani”
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                      ]]></description>
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<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 20:30:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/nunzio-libano-villaggi-sud-confine-israele-aiuti-umanitari.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Convegno CEI sulla disabilità, suor Donatello: costruiamo una comunità fraterna</title>
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<description><![CDATA[ Al via a Bergamo il 19 marzo, il meeting sul tema “Noi, comunità e progetto di vita”. Tre giorni di lavori che coinvolgono oltre 60 relatori tra operatori pastorali, docenti, teologi, studenti universitari, rappresentanti delle istituzioni e di associazioni, famiglie e persone con disabilità provenienti da tutta Italia. Al centro, temi come corresponsabilità, accessibilità, scuola, lavoro, sport, cultura
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                      ]]></description>
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<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 20:30:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/convegno-nazionale-cei-disabilita-governo-chiesa.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>A Treviso al via il XVII Forum Internazionale di Greenaccord</title>
<link>https://www.eventi.news/a-treviso-al-via-il-xvii-forum-internazionale-di-greenaccord</link>
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<description><![CDATA[ L’incontro che ha come filo conduttore il tema “Building Future Together – Un’umanità nuova con sete di futuro”, inizia oggi e si concluderà sabato prossimo, ha come obiettivo quello di promuovere il dialogo su transizione energetica, tecnologie pulite, territori montani e responsabilità dei media in un mondo frammentato da fragilità e disuguaglianze
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 20:30:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<content:encoded><![CDATA[<p>L’incontro che ha come filo conduttore il tema “Building Future Together – Un’umanità nuova con sete di futuro”, inizia oggi e si concluderà sabato prossimo, ha come obiettivo quello di promuovere il dialogo su transizione energetica, tecnologie pulite, territori montani e responsabilità dei media in un mondo frammentato da fragilità e disuguaglianze</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/ecologia-convegno-forum-media-stampa.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>L’Iran colpisce Tel Aviv in risposta all&amp;apos;uccisione di Larijani e Soleimani</title>
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<description><![CDATA[ Nella notte è scattata la rappresaglia dell’Iran all’attacco israeliano che ieri ha ucciso due tra i massimi esponenti della Repubblica islamica. Missili con testate a grappolo hanno colpito Tel Aviv: due le vittime. Proseguono anche gli attacchi e le operazioni israeliane in Libano, dove si contano ormai un milione di sfollati. Sul fronte diplomatico si allarga la spaccatura tra l’amministrazione Trump e la Nato
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 20:30:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>L’Iran, colpisce, Tel, Aviv, risposta, alluccisione, Larijani, Soleimani</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nella notte è scattata la rappresaglia dell’Iran all’attacco israeliano che ieri ha ucciso due tra i massimi esponenti della Repubblica islamica. Missili con testate a grappolo hanno colpito Tel Aviv: due le vittime. Proseguono anche gli attacchi e le operazioni israeliane in Libano, dove si contano ormai un milione di sfollati. Sul fronte diplomatico si allarga la spaccatura tra l’amministrazione Trump e la Nato</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/l-iran-colpisce-tel-aviv-in-risposta-all-uccisione-di-larijani.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>La Santa Sede: smantellare le barriere discriminatorie che subiscono le donne</title>
<link>https://www.eventi.news/la-santa-sede-smantellare-le-barriere-discriminatorie-che-subiscono-le-donne</link>
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<description><![CDATA[ La missione permanente vaticana presso le Nazioni Unite interviene alla 70.ma Commissione sullo status delle donne, affermando la necessità di garantire un accesso equo alla giustizia. Non solo “tutela legale formale”, ma anche pari opportunità rispetto agli uomini
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 20:30:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Santa, Sede:, smantellare, barriere, discriminatorie, che, subiscono, donne</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>La missione permanente vaticana presso le Nazioni Unite interviene alla 70.ma Commissione sullo status delle donne, affermando la necessità di garantire un accesso equo alla giustizia. Non solo “tutela legale formale”, ma anche pari opportunità rispetto agli uomini</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/missione-onu-santa-sede-commissione-status-donne.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Leone XIV: la salute non è un lusso ma condizione per la pace sociale</title>
<link>https://www.eventi.news/leone-xiv-la-salute-non-e-un-lusso-ma-condizione-per-la-pace-sociale</link>
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<description><![CDATA[ Ricevendo i partecipanti al convegno “Oggi chi è il mio prossimo?”, il Papa invoca cure accessibili per tutti, “per evitare che un’ingiustizia diventi seme di conflitti”. “Curare l’umanità altrui – sottolinea il Pontefice – aiuta a vivere la propria” anche la Chiesa può dare un grande contributo nel combattere le diseguaglianze in campo sanitario
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                      ]]></description>
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<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 20:30:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Leone, XIV:, salute, non, lusso, condizione, per, pace, sociale</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ricevendo i partecipanti al convegno “Oggi chi è il mio prossimo?”, il Papa invoca cure accessibili per tutti, “per evitare che un’ingiustizia diventi seme di conflitti”. “Curare l’umanità altrui – sottolinea il Pontefice – aiuta a vivere la propria” anche la Chiesa può dare un grande contributo nel combattere le diseguaglianze in campo sanitario</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-03/papa-leone-xiv-udienze-salute-pace-diseguaglianze.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Il Papa: laici e sacerdoti, uniti nella missione di essere veri testimoni di Cristo</title>
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<description><![CDATA[ All’udienza generale in Piazza San Pietro, Leone XIV prosegue le catechesi sul documento del Concilio Vaticano II “Lumen gentium”, riflettendo sulla comunità ecclesiale come “popolo sacerdotale e profetico”: un dono di cui essere grati, ma anche una responsabilità. Ogni battezzato, afferma è “soggetto attivo di evangelizzazione” attraverso i carismi infusi dal Signore
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                      ]]></description>
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<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 20:30:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Papa:, laici, sacerdoti, uniti, nella, missione, essere, veri, testimoni, Cristo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>All’udienza generale in Piazza San Pietro, Leone XIV prosegue le catechesi sul documento del Concilio Vaticano II “Lumen gentium”, riflettendo sulla comunità ecclesiale come “popolo sacerdotale e profetico”: un dono di cui essere grati, ma anche una responsabilità. Ogni battezzato, afferma è “soggetto attivo di evangelizzazione” attraverso i carismi infusi dal Signore</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-03/papa-leone-xiv-catechesi-udienza-generale-18-marzo-2026.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<item>
<title>Czerny: l’Amazzonia offre una strada nuova per la cura del creato</title>
<link>https://www.eventi.news/czerny-lamazzonia-offre-una-strada-nuova-per-la-cura-del-creato</link>
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<description><![CDATA[ Il prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, nell’omelia della Messa, martedì 17 marzo a Bogotà, in occasione della VI Assemblea Generale della Conferenza Ecclesiale dell’Amazzonia, ha invitato alla conversione pastorale, ecologica e sinodale
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                      ]]></description>
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<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 20:30:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Czerny:, l’Amazzonia, offre, una, strada, nuova, per, cura, del, creato</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, nell’omelia della Messa, martedì 17 marzo a Bogotà, in occasione della VI Assemblea Generale della Conferenza Ecclesiale dell’Amazzonia, ha invitato alla conversione pastorale, ecologica e sinodale</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/czerny-amazzonia-cura-creato-conversione-cammino-sinodale.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>&amp;quot;Pace a voi&amp;quot;, il monito dei teologi contro la guerra</title>
<link>https://www.eventi.news/pace-a-voi-il-monito-dei-teologi-contro-la-guerra</link>
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<description><![CDATA[ L’Associazione Teologica italiana lancia un appello in questo tempo segnato dai conflitti: &quot;Siamo addolorati di fronte alle scelte di chi vuole la guerra e affranti per i popoli e le nazioni che piangono i loro morti, tra cui donne e bambini innocenti&quot;
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                      ]]></description>
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<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 20:30:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Pace, voi, monito, dei, teologi, contro, guerra</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>L’Associazione Teologica italiana lancia un appello in questo tempo segnato dai conflitti: "Siamo addolorati di fronte alle scelte di chi vuole la guerra e affranti per i popoli e le nazioni che piangono i loro morti, tra cui donne e bambini innocenti"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/teologi-pace-dialogo-guerra-costituzione.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Leone XIV ai cristiani del Medio Oriente: siate strumenti di pace</title>
<link>https://www.eventi.news/leone-xiv-ai-cristiani-del-medio-oriente-siate-strumenti-di-pace</link>
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<description><![CDATA[ Nei saluti durante l’udienza generale in piazza San Pietro, il Papa rinnova il suo appello perché la pace possa prevalere tra tutti i popoli. Rivolgendosi in particolare ai fedeli provenienti dal Medio Oriente, il Pontefice li ha incoraggiati ad essere strumenti di riconciliazione
 

                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 20:30:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Leone, XIV, cristiani, del, Medio, Oriente:, siate, strumenti, pace</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nei saluti durante l’udienza generale in piazza San Pietro, il Papa rinnova il suo appello perché la pace possa prevalere tra tutti i popoli. Rivolgendosi in particolare ai fedeli provenienti dal Medio Oriente, il Pontefice li ha incoraggiati ad essere strumenti di riconciliazione
 
</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-03/cristiani-siano-strumenti-di-pace-e-la-diffondano-tra-i-popoli.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Libano, la valle della Bekaa sull&amp;apos;orlo del collasso</title>
<link>https://www.eventi.news/libano-la-valle-della-bekaa-sullorlo-del-collasso</link>
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<description><![CDATA[ Oggi l&#039;area è stata bersagliata da raid aerei israeliani, nei quali sono state uccise almeno due persone. L&#039;impegno della chiesa locale nel racconto di don Elie Gemayel: &quot;Il bisogno più urgente è semplice, poter vivere con dignità. Per molte famiglie significa riuscire a comprare cibo, pagare i medicinali o garantire l’istruzione ai figli&quot;
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                      ]]></description>
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<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 20:30:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Libano, valle, della, Bekaa, sullorlo, del, collasso</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi l'area è stata bersagliata da raid aerei israeliani, nei quali sono state uccise almeno due persone. L'impegno della chiesa locale nel racconto di don Elie Gemayel: "Il bisogno più urgente è semplice, poter vivere con dignità. Per molte famiglie significa riuscire a comprare cibo, pagare i medicinali o garantire l’istruzione ai figli"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-03/libano-guerra-bekaa-medio-oriente-israele-bombe-teheran-beirut.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Georgia, morto il primate della chiesa ortodossa autocefala Ilia II</title>
<link>https://www.eventi.news/georgia-morto-il-primate-della-chiesa-ortodossa-autocefala-ilia-ii</link>
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<description><![CDATA[ Il catholicos-patriarca si è spento a Tblisi nella serata di ieri, martedì 17 marzo, all’età di 93 anni. La notizia è stata diffusa questa mattina dal patriarcato georgiano che ha espresso &quot;grande dolore&quot; e &quot;profondo cordoglio&quot;. Di lui si ricordano gli storici incontri con Papa Giovanni Paolo II e con Papa Francesco 
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 20:30:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Georgia, morto, primate, della, chiesa, ortodossa, autocefala, Ilia</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il catholicos-patriarca si è spento a Tblisi nella serata di ieri, martedì 17 marzo, all’età di 93 anni. La notizia è stata diffusa questa mattina dal patriarcato georgiano che ha espresso "grande dolore" e "profondo cordoglio". Di lui si ricordano gli storici incontri con Papa Giovanni Paolo II e con Papa Francesco </p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/morto-il-primate-della-chiesa-ortodossa-autocefala-ilia-ii.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Medio Oriente, Patton: preghiera e digiuno, le uniche armi che è lecito imbracciare</title>
<link>https://www.eventi.news/medio-oriente-patton-preghiera-e-digiuno-le-uniche-armi-che-e-lecito-imbracciare</link>
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<description><![CDATA[ Le parole del frate minore francescano che, dalla Giordania, guarda con dolore alla guerra in atto. Il pensiero ai confratelli che vivono in Libano, &quot;alla disperata ricerca di poter aiutare la popolazione civile, che non ce la fa più&quot; e alla popolazione palestinese che subisce “forme di pressione diretta o indiretta&quot; per essere cacciata &quot;dalla terra sulla quale ha vissuto per millenni”. L&#039;appello affinché vi sia una &quot;grande convocazione per tutti&quot; in nome della pace
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<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 20:30:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Medio, Oriente, Patton:, preghiera, digiuno, uniche, armi, che, lecito, imbracciare</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Le parole del frate minore francescano che, dalla Giordania, guarda con dolore alla guerra in atto. Il pensiero ai confratelli che vivono in Libano, "alla disperata ricerca di poter aiutare la popolazione civile, che non ce la fa più" e alla popolazione palestinese che subisce “forme di pressione diretta o indiretta" per essere cacciata "dalla terra sulla quale ha vissuto per millenni”. L'appello affinché vi sia una "grande convocazione per tutti" in nome della pace</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/padre-patton-terra-santa-libano-guerra-giordania-pace-preghiera.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Gli ex compagni di scuola del Papa dall’Illinois in Piazza San Pietro</title>
<link>https://www.eventi.news/gli-ex-compagni-di-scuola-del-papa-dallillinois-in-piazza-san-pietro</link>
<guid>https://www.eventi.news/gli-ex-compagni-di-scuola-del-papa-dallillinois-in-piazza-san-pietro</guid>
<description><![CDATA[ All’udienza generale, dieci studenti che con Robert Francis Prevost hanno frequentato la scuola primaria Saint Mary’s School a Riverdale. Presenti pure alunni disabili dal Nord Italia donano al Pontefice un presepe e gli organizzatori della maratona di Roma in programma il 22 marzo gli regalano una maglia personalizzata. Dalla Polonia i direttori di alcune radio regionali che hanno siglato un accordo di collaborazione triennale con i media vaticani
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 20:30:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Gli, compagni, scuola, del, Papa, dall’Illinois, Piazza, San, Pietro</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>All’udienza generale, dieci studenti che con Robert Francis Prevost hanno frequentato la scuola primaria Saint Mary’s School a Riverdale. Presenti pure alunni disabili dal Nord Italia donano al Pontefice un presepe e gli organizzatori della maratona di Roma in programma il 22 marzo gli regalano una maglia personalizzata. Dalla Polonia i direttori di alcune radio regionali che hanno siglato un accordo di collaborazione triennale con i media vaticani</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-03/gli-ex-compagni-di-scuola-del-papa-dall-illinois-in-piazza-san-p.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Parolin: a Trump e Israele direi di finirla al più presto, il rischio escalation è alle porte</title>
<link>https://www.eventi.news/parolin-a-trump-e-israele-direi-di-finirla-al-piu-presto-il-rischio-escalation-e-alle-porte</link>
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<description><![CDATA[ Il segretario di Stato alla Camera dei Deputati per la presentazione di un libro su Leone XIV. A margine dell’evento, le domande dei giornalisti sullo scenario internazionale: “Si lasci stare il Libano. I problemi si risolvano attraverso dialogo e diplomazia”, esorta il cardinale. E sul suo lavoro accanto al Papa afferma: “C’è un bel dialogo, lui ascolta molto”
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 20:30:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Parolin:, Trump, Israele, direi, finirla, più, presto, rischio, escalation, alle, porte</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il segretario di Stato alla Camera dei Deputati per la presentazione di un libro su Leone XIV. A margine dell’evento, le domande dei giornalisti sullo scenario internazionale: “Si lasci stare il Libano. I problemi si risolvano attraverso dialogo e diplomazia”, esorta il cardinale. E sul suo lavoro accanto al Papa afferma: “C’è un bel dialogo, lui ascolta molto”</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/parolin-camera-deputati-libro-papa-leone-xiv-guerra-trump.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
</item>

<item>
<title>Raimondo Lullo, il teologo del dialogo e della gentilezza</title>
<link>https://www.eventi.news/raimondo-lullo-il-teologo-del-dialogo-e-della-gentilezza</link>
<guid>https://www.eventi.news/raimondo-lullo-il-teologo-del-dialogo-e-della-gentilezza</guid>
<description><![CDATA[ Nella Chiesa di Santa Maria in Traspontina a Roma, mercoledì 18 marzo, un incontro sul grande dotto del tredicesimo secolo è stata l&#039;occasione per presentare le diverse edizioni in lingua del libro che raccoglie una scelta di testi rappresentativa della sua vasta produzione teologica. Il cardinale Semeraro: &quot;Uomo del dialogo&quot;
                    Leggi Tutto
                      ]]></description>
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<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 20:30:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<media:keywords>Raimondo, Lullo, teologo, del, dialogo, della, gentilezza</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nella Chiesa di Santa Maria in Traspontina a Roma, mercoledì 18 marzo, un incontro sul grande dotto del tredicesimo secolo è stata l'occasione per presentare le diverse edizioni in lingua del libro che raccoglie una scelta di testi rappresentativa della sua vasta produzione teologica. Il cardinale Semeraro: "Uomo del dialogo"</p>
                    <p><a href="https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/raimondo-lullo-teologia-enchiridion-dialogo-traspontina.html">Leggi Tutto</a></p>
                    <p> </p>]]> </content:encoded>
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<title>Libano: la carità cristiana che resiste tra le macerie</title>
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<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 16:00:11 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Libano:, carità, cristiana, che, resiste, tra, macerie</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una missione di prossimità e speranza ha raggiunto i villaggi del sud del Libano, dove la guerra e l’isolamento mettono a dura prova le comunità locali. Guidato dal nunzio apostolico mons. Paolo Borgia e sostenuto dall’Œuvre d’Orient, il convoglio umanitario ha portato beni essenziali a popolazioni stremate ma determinate a restare nella propria terra. Tra paura e precarietà, emerge un forte appello alla comunità internazionale e ai credenti: sostenere queste realtà, custodire la presenza cristiana e promuovere con urgenza percorsi concreti di pace e convivenza.</strong></p>
<h3>La missione umanitaria</h3>
<p>Nuova missione umanitaria del nunzio apostolico, <strong>mons. Paolo Borgia</strong>, nel sud del Libano. A raccontarlo al Sir è Vincent Gelot, responsabile dei progetti dell’Œuvre d’Orient per Libano e Siria. “Oggi ci siamo recati nel Libano meridionale insieme al nunzio apostolico e a un convoglio umanitario, visitando i villaggi di Ain Ebel, Debel e Rmeich, dove la situazione umanitaria è particolarmente difficile”, racconta. La missione umanitaria si è svolta mercoledì 11 marzo nei villaggi di Qlayaa e Marjayoum e, lunedì 16 marzo, ad Ain Ebel e Rmeich. Sono stati inviati un camion da 15 tonnellate e due camion da 25 tonnellate. Le due missioni sono state accompagnate dal nunzio apostolico: la prima dall’Unifil e la seconda dai caschi blu delle Nazioni Unite.</p>
<h3>Le dichiarazioni</h3>
<p>“Raggiungere queste comunità – racconta Gelot – richiede già di per sé l’attraversamento di aree e villaggi ormai deserti e in parte distrutti, abbandonati dalla popolazione costretta alla fuga. Gli abitanti dei villaggi cristiani che hanno scelto di restare – perché disarmati, perché considerano questa guerra non loro e perché legati alla loro terra, in una forma di resistenza pacifica – oggi sono privati delle risorse e sempre più isolati dal resto del Paese. Su di loro pesa, inoltre, la concreta minaccia di una possibile incursione dell’esercito israeliano, che potrebbe costringerli a lasciare le loro case senza alcuna garanzia di poterci fare ritorno. Per questo era fondamentale portare aiuti umanitari. La nostra risposta alla loro richiesta si è realizzata attraverso <strong>l’Œuvre d’Orient</strong>, che ha inviato due camion carichi di 25 tonnellate ciascuno di beni essenziali: alimenti, prodotti per l’igiene, medicinali. Sono ciò di cui queste persone hanno bisogno per resistere nelle prossime settimane”. Gelot continua: “Siamo molto preoccupati per il futuro di questi villaggi, perché temiamo che l’attuale incursione territoriale israeliana possa trasformarsi, già domani, in una zona cuscinetto permanente, impedendo così agli abitanti di tornare alle loro case. Questo sarebbe inaccettabile. Questi sono villaggi pacifici, villaggi antichi. Le persone che vi abitano sono profondamente legate alla loro terra, e non c’è alcun motivo per costringerle ad abbandonarla. Non rappresentano una minaccia per nessuno; al contrario, sono una ricchezza per questa regione. È importante ricordare che in tutti questi villaggi cristiani – una quindicina o più piccoli insediamenti lungo il confine – la popolazione vive di agricoltura e di piccole attività commerciali. Vi sono anche scuole cristiane che accolgono sia bambini cristiani sia musulmani. Per questo non accettiamo e rifiutiamo – così come lo rifiutano gli stessi abitanti – l’idea che questa terra possa essere svuotata dei suoi abitanti storici”.</p>
<h3>Le preoccupazioni</h3>
<p>“<strong>La gente ha paura. È naturale</strong>”, racconta il rappresentante dell’Œuvre d’Orient. “Pochi giorni fa, tre giovani sono stati uccisi ad Ain Ebel. La settimana scorsa anche padre Pierre El Rahi è stato colpito e ucciso dal fuoco israeliano. È inevitabile che le persone si sentano sotto pressione. Sono preoccupate per il futuro, per i loro figli, per la loro terra, per le loro proprietà, per le loro case, per il destino stesso del loro villaggio. Sanno che, se dovessero partire, non saprebbero dove andare né dove vivere. Sono famiglie che abitano questi luoghi da generazioni. Per questo, oltre agli aiuti umanitari che possiamo fornire – aiuti essenziali – vi chiediamo di diffondere questo appello alla solidarietà e alla generosità dei donatori: di tutti coloro che amano il Libano e non vogliono che questi villaggi scompaiano”. “Oltre agli aiuti materiali, ciò che la popolazione desidera sopra ogni cosa è la pace. Vogliono restare sulla loro terra. Per questo è necessaria una mobilitazione internazionale molto più forte, affinché gli abitanti di questi villaggi possano vivere al sicuro, senza subire pressioni o minacce, e possano continuare a esistere. Questo è essenziale. È, in fondo, un vero e proprio grido di aiuto quello che gli abitanti hanno lanciato”.</p>
<p>Fonte <a href="https://www.agensir.it/" target="_blank" rel="noopener">Agensir</a></p>
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<title>Milano Cortina, papa Leone incontrerà gli atleti olimpici e paralimpici</title>
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<description><![CDATA[ Il 9 aprile papa Leone XIV incontrerà gli atleti delle delegazioni azzurre olimpica e paralimpica che hanno preso parte ai Giochi invernali di Milano Cortina, a cui verrà donata la lettera “La vita in abbondanza” sul valore dello sport per la formazione e lo sviluppo della persona. L’annuncio è arrivato nel corso di un incontro […]
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<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 16:00:10 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Milano, Cortina, papa, Leone, incontrerà, gli, atleti, olimpici, paralimpici</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il 9 aprile papa Leone XIV incontrerà gli atleti delle delegazioni azzurre olimpica e paralimpica che hanno preso parte ai Giochi invernali di Milano Cortina, a cui verrà donata la lettera “La vita in abbondanza” sul valore dello sport per la formazione e lo sviluppo della persona. L’annuncio è arrivato nel corso di un incontro in Vaticano con José Tolentino de Mendonca, cardinale Prefetto della Cultura, e Francesca Lollobrigida, campionessa di pattinaggio.</strong></p>
<h3>L’appuntamento</h3>
<p>Il <strong><span class="hlterm">Papa</span> </strong>riceverà tutti gli <strong>atleti olimpici</strong> <strong>e paralimpici</strong> delle ultime <strong>Olimpiadi invernali Milano-Cortina</strong> il 9 aprile. E’ stato detto nel corso di un incontro in Vaticano con il cardinale Prefetto della Cultura <strong>José Tolentino de Mendonca</strong> e la campionessa di pattinaggio <strong>Francesca Lollobrigida</strong>. A tutti gli atleti verrà donata la lettera del <span class="hlterm">Papa</span> Leone XIV <strong>“La vita in abbondanza”</strong> sul valore dello sport.</p>
<p>Fonte <a href="https://www.ansa.it/" target="_blank" rel="noopener">Ansa</a></p>
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<title>San Cirillo di Gerusalemme: ecco perché veniva chiamato il “Catecheca”</title>
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<description><![CDATA[ San Cirillo di Gerusalemme, Vescovo e dottore della Chiesa Gerusalemme (Palestina), 315 ca. – Gerusalemme, 386 ca. Nasce in una famiglia cristiana. Avvenimenti • All’età di 30 anni è ordinato sacerdote. • E’ il successore del vescovo Massimo a Gerusalemme. Il vescovo Acacio di Cesarea, che l’ha consacrato vescovo di Gerusalemme nel 348, lo destituisce […]
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<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 16:00:10 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>San, Cirillo, Gerusalemme:, ecco, perché, veniva, chiamato, “Catecheca”</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>San Cirillo di Gerusalemme</strong>, Vescovo e dottore della Chiesa Gerusalemme (Palestina), 315 ca. – Gerusalemme, 386 ca. Nasce in una famiglia cristiana.</p>
<h3>Avvenimenti</h3>
<p>• <strong>All’età di 30 anni è ordinato sacerdote</strong>.</p>
<p>• E’ il <strong>successore del vescovo Massimo a Gerusalemme</strong>. Il vescovo Acacio di Cesarea, che l’ha consacrato vescovo di Gerusalemme nel 348, lo destituisce per presunti errori dottrinali (riceve la consacrazione episcopale da vescovi filoariani). Due anni dopo un concilio di vescovi lo riabilita: <strong>Cirillo ritorna nella sede episcopale</strong>.</p>
<p>• Nel 360, in un altro concilio riunito a Costantinopoli, viene di nuovo destituito, sempre su pressione di Acacio. Nel 362 è di nuovo riabilitato.</p>
<p>• <strong>Nel 367 è condannato all’esilio</strong> dall’imperatore Valente: torna a Gerusalemme nel 378 al. morte di quest’ultimo.</p>
<p>• <strong>Viene chiamato “il Catecheca”</strong>: rimangono di lui ventiquattro Catechesi (veri capolavori della letteratura teologica), indirizzate ai catecumeni in attesa del Battesimo.</p>
<h3>Spiritualità</h3>
<p>E’ considerato <strong>uno dei più importanti annunciatori del Vangelo</strong> dell’antichità interesse cardine della sua attività pastorale è l’educazione religiosa dei fedeli. <strong>Sostiene le fasce più povere e più deboli</strong>, tanto che Acacio, vescovo di Cesarea, arriva a rimproverarlo di dilapidare i beni della Chiesa per aiutare i bisognosi.</p>
<h3>Pensieri e insegnamenti</h3>
<p>«Il cristiano è un portatore di Cristo».</p>
<p>«Catecumeni, preparatevi e siate pronti, non tanto per l’abbigliamento di bianche vesti, quan to con l’interiore ricchezza dell’amore e della piena consapevolezza».</p>
<h3>Morte</h3>
<p>Muore a Gerusalemme dopo circa trentacinque anni di episcopato, di cui sedici passati in esilio. <strong>Nel 1882 Leone XIII lo proclama dottore della Chiesa</strong>.</p>
<h3>Iconografia</h3>
<p>Spesso viene <strong>raffigurato con una borsa di denaro</strong> per indicare la sua <strong>grande generosità</strong> verso i bisognosi.</p>
<p>Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi</p>
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<title>Udienza Generale, Leone XIV: “Ogni battezzato è chiamato a dare testimonianza di Cristo”</title>
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<description><![CDATA[ Nel corso dell’Udienza Generale, Papa Leone XIV è tornato a riflettere sui Documenti del Concilio Vaticano II, soffermandosi sulla Costituzione dogmatica Lumen gentium. Al centro della catechesi, il ruolo del popolo di Dio nella missione della Chiesa, attraverso il sacerdozio comune dei fedeli, ricevuto nel Battesimo e rafforzato dalla Cresima. Il Santo Padre ha evidenziato […]
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<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 16:00:10 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Udienza, Generale, Leone, XIV:, “Ogni, battezzato, chiamato, dare, testimonianza, Cristo”</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nel corso dell’Udienza Generale, Papa Leone XIV è tornato a riflettere sui Documenti del Concilio Vaticano II, soffermandosi sulla Costituzione dogmatica Lumen gentium. Al centro della catechesi, il ruolo del popolo di Dio nella missione della Chiesa, attraverso il sacerdozio comune dei fedeli, ricevuto nel Battesimo e rafforzato dalla Cresima. Il Santo Padre ha evidenziato come ogni battezzato sia chiamato a essere protagonista dell’evangelizzazione, partecipando all’opera sacerdotale, profetica e regale di Cristo. Una riflessione che richiama l’unità della Chiesa e la responsabilità condivisa nella testimonianza della fede.</strong></p>
<h3>Le parole del Santo Padre</h3>
<p>Papa Leone XIV, nel corso dell’Udienza Generale, riprende il ciclo di catechesi su “I Documenti del Concilio Vaticano II”, incentrando la sua meditazione sul tema riguardante la Costituzione dogmatica “<strong>Lumen gentium</strong>”: “Il popolo messianico riceve da Cristo la partecipazione all’opera sacerdotale, profetica e regale in cui si attua la sua missione salvifica. I Padri conciliari insegnano che il Signore Gesù ha istituito mediante la nuova ed eterna Alleanza un regno di sacerdoti, costituendo i suoi discepoli in un «sacerdozio regale». Questo sacerdozio comune dei fedeli viene donato con il Battesimo, che ci abilita a rendere culto a Dio in spirito e verità ea «professare la fede ricevuta da Dio mediante la Chiesa»”, così esordisce il Santo Padre.  Ricorda il sacramento della Confermazione o Cresima nel quale “tutti i battezzati «vengono vincolati più perfettamente alla Chiesa, sono arricchiti di una speciale forza dallo Spirito Santo e in questo modo sono più strettamente obbligati a diffondere e a difendere la fede con la parola e con l’opera, come veri testimoni di Cristo»”, cita sempre il documento conciliare del 1964.</p>
<h3>Il sacerdozio</h3>
<p>“L’esercizio del sacerdozio regale avviene in molti modi, tutti tesi alla nostra santificazione, anzitutto partecipando all’offerta dell’Eucaristia. Mediante la preghiera, l’ascesi e la carità operosa <strong>testimoniamo così una vita rinnovata dalla grazia di Dio</strong>” ricorda il pontefice. Una missione, quella dei laici, che – a detta dei padri conciliari – partecipa a quella “missione profetica di Cristo”. Ribadisce che “il senso della fede appartiene dunque ai singoli fedeli non a titolo proprio, ma quali membra del popolo di Dio nel suo insieme”. Il documento conciliare concentra l’attenzione proprio su quest’ultimo aspetto “e lo mette in relazione all’infallibilità della Chiesa, a cui inerisce, servendola, quella del Romano Pontefice” precisa il papa.</p>
<h3>La Chiesa</h3>
<p>Infine, ribadisce: «La Chiesa, dunque, <strong>come comunione dei fedeli</strong> che includono ovviamente i pastori, non può errare nella fede: l’organo di questa sua proprietà, fondata sull’unzione dello Spirito Santo, è il soprannaturale senso della fede di tutto il popolo di Dio, che si manifesta nel consenso dei fedeli. Da questa unità, che il Magistero ecclesiale custodisce, consegue che ciascun battezzato è soggetto attivo di evangelizzazione, chiamato a dare testimonianza di Cristo secondo il dono profetico che il Signore infonde a tutta la sua Chiesa” conclude Papa Leone XIV.</p>
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<title>Tra guerra e tempeste di sabbia. Romanelli racconta la speranza che resiste nella parrocchia della Sacra Famiglia</title>
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<description><![CDATA[ Una violenta tempesta di sabbia, il rumore dei bombardamenti in lontananza e la vita della comunità cristiana che continua tra preghiera, scuola e carità. Dalla parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza, padre Gabriel Romanelli racconta una giornata segnata dalle difficoltà ma anche dalla fede e dalla speranza ]]></description>
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<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 13:30:10 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Tra, guerra, tempeste, sabbia., Romanelli, racconta, speranza, che, resiste, nella, parrocchia, della, Sacra, Famiglia</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/617531315_1417927833124102_4037546438575707185_n-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/617531315_1417927833124102_4037546438575707185_n-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/617531315_1417927833124102_4037546438575707185_n-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/617531315_1417927833124102_4037546438575707185_n-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Gaza, febbraio 2026: distruzione causata dalla guerra (Foto Parrocchia latina Gaza)
</span><p>Una tempesta di sabbia che avvolge tutto di giallo, il vento che solleva polvere e detriti e, sullo sfondo, il rumore dei bombardamenti. È questo lo scenario in cui si svolge la vita quotidiana nella Striscia di Gaza. A raccontarlo è padre Gabriel Romanelli, parroco della chiesa della Sacra Famiglia, l’unica parrocchia cattolica della Striscia, dove la comunità continua a vivere tra preghiera, scuola e gesti di aiuto e di solidarietà. «Abbiamo avuto in questi ultimissimi giorni una tempesta di sabbia impressionante – racconta il sacerdote –. Qui in Medio Oriente non è un fenomeno rarissimo, ma ogni volta ci ricorda la fragilità delle nostre condizioni».</p>
<p>Il vento forte, spiega padre Romanelli, «ha sollevato una grande quantità di polvere, colorando il cielo di giallo e rendendo difficile lo svolgimento delle attività quotidiane per la popolazione che vive in rifugi di fortuna, come tende e baracche, esposti alle intemperie avendo come riparo semplici teloni, tavole di legno e pezzi di plastica. All’improvviso – ricorda – si è alzato un vento fortissimo, il cielo è diventato giallo e la sabbia è entrata ovunque. In parrocchia abbiamo dovuto chiudere in anticipo la scuola e sospendere l’oratorio e le attività del gruppo Santa Anna. Molti luoghi, anche se in cemento, non hanno più finestre a causa delle esplosioni. Quasi tutta la scuola e anche la chiesa sono senza vetri e la sabbia entra comunque dappertutto. Abbiamo pulito ma siamo di nuovo completamente coperti di sabbia: negli occhi, nella bocca, ovunque. Speriamo che tutto questo finisca presto: che finisca la guerra e che passi anche la tempesta di sabbia. Forse la pioggia potrebbe aiutare a deporre la polvere, anche se negli ultimi tempi la pioggia porta con sé molti detriti e rifiuti e può favorire infezioni. Vedremo. Noi non possiamo fare altro che affidarci a Dio».</p>
<p>Come sempre, in questo contesto, il pensiero va soprattutto alle persone più vulnerabili. «Possiamo solo immaginare cosa stiano vivendo le tante famiglie che sono costrette a vivere nelle tende», osserva padre Romanelli che chiede di pregare per tutti gazawi.</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2867195" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="wp-image-2867195 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/622379102_1417927653124120_2448550283647912235_n.jpg" alt="" width="2000" height="924" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/622379102_1417927653124120_2448550283647912235_n.jpg 2000w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/622379102_1417927653124120_2448550283647912235_n-768x355.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/622379102_1417927653124120_2448550283647912235_n-1536x710.jpg 1536w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px"><figcaption class="wp-caption-text">(Foto Parrocchia latina Gaza)</figcaption></figure>
<h2><strong>La parrocchia che prega</strong></h2>
<p>È consuetudine, nella parrocchia latina, iniziare la giornata con la preghiera. «Ieri mattina, come ogni domenica, abbiamo la recita dell’ora santa, in silenzio fino alle 9.30. Anche se a volte si sente qualche rumore o qualche allarme, cerchiamo comunque di mantenere il raccoglimento» dice padre Romanelli. «Dopo l’adorazione eucaristica la comunità recita il Rosario per la pace e per le vocazioni, poi celebra le Lodi in arabo, seguite dalla benedizione eucaristica».</p>
<p>Ma queste sono solo una parte delle preghiere del giorno, che proseguono con «l’atto di fede, di speranza e di carità, la recita dei comandamenti, dei precetti della Chiesa e la preghiera all’angelo custode. Dopo tutto questo comincia la messa con canti e incenso. In questo periodo però – rivela il parroco – dobbiamo usare l’incenso con molta parsimonia, perché è difficile procurarlo, quindi lo stiamo razionando». Durante le messe si ricordano le persone scomparse: «Ieri abbiamo ricordato Georgette, un’anziana signora molto buona e molto provata dalla vita, morta durante la guerra. Abbiamo benedetto il ‘pane delle lacrime’, e distribuito alla fine della liturgia».</p>
<div class="wp-caption alignright">
<p class="wp-caption-text"> </p>
</div>
<h2><strong>La scuola, punto di incontro</strong></h2>
<p>Subito dopo la preghiera, la giornata prosegue con le attività pastorali ed educative. «Ieri abbiamo vissuto un momento importante per la vita della scuola parrocchiale. Per la prima volta siamo riusciti a riunire tutti gli studenti insieme. È stato un momento molto bello – racconta il parroco –. Per grazia di Dio, anche durante la guerra siamo riusciti a portare avanti i corsi e a salvare gli anni scolastici 2023-2024, 2024-2025 e anche quello attuale».</p>
<p>All’inizio, ricorda padre Romanelli, «le attività educative erano rivolte soprattutto ai bambini rifugiati. Accoglievamo i piccoli che vivevano nella chiesa cattolica della Sacra Famiglia e quelli ospitati nella chiesa greco-ortodossa di San Porfirio». Ora però, lentamente, la situazione sta cambiando. «Stiamo ricominciando a coinvolgere anche i nostri studenti musulmani che da sempre studiano con noi e alcuni insegnanti sono tornati. È un segno di speranza: nonostante tutto, la vita cerca di riprendere».</p>
<h2><strong>La guerra continua</strong></h2>
<p>La guerra, purtroppo, continua. «La situazione resta molto instabile: si sentono spari e bombardamenti. Anche se qualcuno parla di una possibile diminuzione del conflitto, la guerra continua e ci sono ancora vittime, feriti e distruzione».</p>
<p>La Protezione Civile di Gaza oggi ha riferito di quattro morti in un altro bombardamento israeliano. Fonti ospedaliere hanno reso noto che otto agenti di polizia sono stati uccisi oggi in un altro attacco israeliano che ha preso di mira il loro veicolo nella parte centrale del territorio, nonostante il cessate il fuoco entrato in vigore il 10 ottobre 2025. Sempre di oggi la notizia dell’annuncio, da parte del Cogat, l’agenzia per gli affari civili del Ministero della Difesa israeliano, della riapertura parziale del valico di Rafah, che collega la Striscia di Gaza al territorio palestinese, a partire da mercoledì prossimo.</p>
<p>Chiuso dall’inizio dei bombardamenti israelo-americani contro l’Iran, il 28 febbraio, «il valico di Rafah riaprirà al traffico in entrambe le direzioni a partire da mercoledì 18 marzo, ma solo per un numero limitato di persone», si legge in un comunicato stampa. Il valico di Rafah, situato tra l’Egitto e Gaza, territorio sotto controllo israeliano, rappresenta l’unica via d’accesso al mondo esterno per gli abitanti di Gaza che non passa attraverso Israele.</p>
<h2><strong>Non perdere la speranza</strong></h2>
<p>Il parroco invita a non perdere la speranza e a custodire la pace del cuore. «Cerchiamo di mantenere la calma in ogni circostanza – afferma –. Non è facile, perché ci sono reazioni che dipendono anche dalla nostra condizione fisica o psicologica. Ma per quanto dipende da noi dobbiamo custodire la serenità dell’anima e restare prima di tutto in pace con Dio». Il riferimento è alle parole del Vangelo. «Gesù lo ripete molte volte: ‘Vi lascio la pace’, ‘Non abbiate paura’, ‘Io sono con voi’. Potremmo citare quasi tutto il Vangelo, perché Cristo è la nostra pace». Padre Romanelli vive in Medio Oriente da trent’anni e conosce bene le contraddizioni di questa terra. «Questa è una regione segnata da tante tensioni – racconta – ma è anche una terra dove si può trovare la pace».</p>
<p>«Anche nei momenti più difficili dobbiamo cercare il Dio della pace nel nostro cuore, nel prossimo, nelle opere di carità e nella preghiera. La preghiera dona una grande pace: è lì che incontriamo Dio». E proprio nella fede la piccola comunità cristiana trova la forza per andare avanti. «Dobbiamo pregare di più e continuare a fare il bene – conclude il sacerdote –. Anche un semplice messaggio o una telefonata possono diventare un gesto di carità. C’è sempre qualcuno che aspetta una parola di incoraggiamento, una parola del Vangelo».</p>
<p>Intanto, nella parrocchia della Sacra Famiglia si continua a vivere giorno per giorno, tra sabbia, bombe, difficoltà e fede. Con una speranza semplice ma tenace: «Speriamo che tutto questo finisca presto».</p>
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<title>Delpini ai musulmani: «Alleiamoci per la pace e per la fratellanza»</title>
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<description><![CDATA[ Nel suo messaggio per la fine del Ramadan l’Arcivescovo scrive: «Siamo tutti figli di Abramo, occorre fare di tale certezza un motivo di azione in favore della pace. Per fermare l&#039;odio e la guerra, l&#039;arma migliore è la misericordia di Dio». In questi giorni verrà consegnato da diversi parroci nei centri islamici vicini alle loro parrocchie ]]></description>
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<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 13:30:09 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Delpini, musulmani:, «Alleiamoci, per, pace, per, fratellanza»</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/cq5dam.thumbnail.cropped.1500.844-1-3-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Ramadan" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/cq5dam.thumbnail.cropped.1500.844-1-3-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/cq5dam.thumbnail.cropped.1500.844-1-3-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/cq5dam.thumbnail.cropped.1500.844-1-3-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption">Foto Vatican News</span><p>Cari Fratelli e Sorelle musulmani,</p>
<p>anche quest’ anno è mia premura far pervenire a tutti voi gli auguri miei personali e dei cristiani della Diocesi di Milano per una fruttuosa conclusione del mese di Ramadan e un gioioso Id al-Fitr (<a href="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/Chiusura-Ramadan-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener"><b>testo inviato</b></a> ai fedeli e ai responsabili delle circa 150 comunità musulmane presenti a Milano e nel territorio della Diocesi, <i>ndr</i>).</p>
<p>Come ha giustamente ricordato <strong><a href="https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2026/02/20/0147/00283.html#it" target="_blank" rel="noopener">il messaggio del Dicastero per il Dialogo Interreligioso</a></strong>, poter vivere questo periodo intensamente impegnati insieme nella preghiera – noi in occasione della Quaresima, voi del mese di Ramadan – è un dono che non dobbiamo sprecare: ci permette infatti di recuperare le energie spirituali necessarie per stare dentro l’attuale momento storico, cosi fortemente segnato dalla violenza, dai conflitti e da una sorta di impotente e cinica rassegnazione.</p>
<p>Lo scorso anno ricordavo ai fedeli ambrosiani come la guerra sia un dramma tremendo, un disastroso errore politico, un’assurdità per la coscienza e per il pensiero delle persone assennate. Eppure, a quanto pare, l’intollerabile è tollerato. Noi, figli e figlie di Dio, discepoli di Gesù, con ogni uomo e donna di buona volontà e di buon senso, dobbiamo rimanere uniti nel gridare: «Basta con la guerra!».</p>
<p>Le nostre religioni ci ricordano che siamo tutti figli di Abramo, che i credenti sono tutti fratelli: occorre fare di tale certezza un motivo di azione in favore della pace, affinché venga arginata la violenza, che può arrivare a intaccare anche i cuori di coloro che abitano lontano dai conflitti in atto.</p>
<p>Le nostre religioni ci ricordano che, per fermare l’odio e la guerra, l’arma migliore è la misericordia di Dio. Lasciamoci contagiare dal Suo perdono, per diventare fratelli universali: cosi domandava Papa Francesco nella lettera enciclica Fratelli tutti. Un messaggio di bontà universale che possiamo condividere e moltiplicare, affinché si spengano i focolai di guerra e di violenza, compresi gli ultimi appena accesi.</p>
<p>Ogni epoca della storia dell’umanità è stata purtroppo segnata da numerosi conflitti, molti dei quali sostenuti persino da motivazioni teologiche. Noi vogliamo invece impiegare le energie raccolte in questo mese di preghiera e, digiuno per educare alla pace: per proporre una visione del mondo, della storia, delle persone che ispiri a impegnarsi per la riconciliazione tra i popoli; che offra motivazioni convincenti a edificare coscienze e opere improntate alla fraternità.</p>
<p>Il dilagare del male e dell’odio tra gli uomini, reso manifesto dai combattimenti in corso, chiede a tutti i credenti di rafforzarsi in quella testimonianza di concordia e di solidarietà che le religioni sono in grado di offrire al inondo.</p>
<p>Impegniamoci dunque in tale alleanza per la pace e per la fratellanza. Verso di essa facciamo convergere i momenti di dialogo e di condivisione che in molti luoghi della Diocesi e delle terre ambrosiane – ne sono certo- già stanno fiorendo.</p>
<p>In atteggiamento di preghiera e di stima, vi saluto.</p>
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<title>Diacono Gianpaolo Natelli (1953&#45;2026)</title>
<link>https://www.eventi.news/diacono-gianpaolo-natelli-1953-2026</link>
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<description><![CDATA[ In data 16 marzo 2026 è deceduto il diacono Gianpaolo Natelli. Nato a Milano (MI) il 24/12/1953 e ordinato diacono permanente il 30/09/2000 Dal 2000 al 2011 collaboratore pastorale presso la parrocchia S. Pio X in Cesano Maderno Dal 2007 al 2011 collaboratore pastorale presso la parrocchia S. Stefano Prot. in Cesano Maderno Dal 2011 al 2022 […]
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<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 13:30:09 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Diacono, Gianpaolo, Natelli, 1953-2026</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="1" height="1" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/cappellanie/natelli_gianpaolo_24_12_1953_166249.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail=""><span class="bso_caption"></span><p>In data 16 marzo 2026 è deceduto il <b>diacono Gianpaolo Natelli.</b></p>
<p>Nato a Milano (MI) il 24/12/1953 e ordinato diacono permanente il 30/09/2000</p>
<p>Dal 2000 al 2011 collaboratore pastorale presso la parrocchia S. Pio X in Cesano Maderno</p>
<p>Dal 2007 al 2011 collaboratore pastorale presso la parrocchia S. Stefano Prot. in Cesano Maderno</p>
<p>Dal 2011 al 2022 collaboratore presso la Comunità Pastorale “S. Stefano” in Lentate sul Seveso</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/news/preti-defunti-articoli-preti/diacono-gianpaolo-natelli-1953-2026-2867317.html">Diacono Gianpaolo Natelli (1953-2026)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/">Chiesa di Milano</a>.</p>]]> </content:encoded>
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<title>Sport, educazione e società: il convegno in Università Cattolica</title>
<link>https://www.eventi.news/sport-educazione-e-societa-il-convegno-in-universita-cattolica</link>
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<description><![CDATA[ «Lo sport per la crescita personale e sociale» è il titolo del pomeriggio di riflessione promosso il 17 marzo da Università Cattolica, Fondazione Giulia Cecchettin e diocesi di Milano con la Pastorale sociale e del lavoro. Intervenendo all’apertura, l’Arcivescovo Mario Delpini ha richiamato il valore educativo dello sport, da sempre presente nella tradizione dell’oratorio ]]></description>
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<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 13:30:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Sport, educazione, società:, convegno, Università, Cattolica</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/0I3A7966-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/0I3A7966-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/0I3A7966-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/0I3A7966-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>«La chiesa, la casa parrocchiale e il campo sportivo». Traduzione chiara a tutti: il campanile e il campetto per giocare in oratorio. Che la Chiesa abbia sempre annesso grande importanza all’educazione integrale dei ragazzi e della persona, comprendendo anche l’attività fisica, non vi è dubbio. E, infatti, l’Arcivescovo lo sottolinea intervenendo nella sessione inaugurale dell’importante convegno a più voci dal titolo «Lo sport per la crescita personale e sociale», che si svolge per un intero pomeriggio presso l’Aula Magna dell’Università Cattolica, promotrice dell’evento unitamente alla Fondazione Giulia Cecchettin e all’Arcidiocesi con il Servizio per la Pastorale Sociale e il Lavoro. Per l’occasione, l’Aula Magna è gremita di giovani e di volti noti del mondo sportivo, tutti riuniti per parlare non solo di sport, ma di cittadinanza e di consapevolezza sociale.</p>
<p></p>
<p>Così come fa il vescovo Mario che definisce «particolarmente interessante» l’attenzione della Chiesa per la pratica sportiva, «perché dichiara che l’educazione non si realizza solo attraverso i momenti di preghiera e di studio, ma anche con lo sport, appunto. La religione cattolica è la religione del corpo, non un invito alla spiritualizzazione della vita. I cattolici pensano che il corpo, la realtà fisica, non sia una specie di prigione, ma una dimensione provvidenziale dell’essere persona e che accettare bene il proprio corpo sia un modo per non vivere una sorta di prigionia».</p>
<p>Il riferimento è anche alle Olimpiadi, nel corso delle quali monsignor Delpini ha premiato, nel carcere di Bollate, i partecipanti ai «Giochi della speranza», dove le squadre in campo erano composte da detenuti, da agenti della polizia penitenziaria, da magistrati, e da membri della società civile. «È stato – ha notato l’Arcivescovo – uno spiraglio per intravvedere come lo sport possa definire delle energie che diventano un fattore di coesione sociale e un elemento di stima per se stessi e gli altri, canalizzando bene ciò che, in un contesto passionale può divenire, invece, pericoloso. Quindi, la pratica sportiva come facilitatrice di inclusione».</p>
<p></p>
<p>Infine, una terza osservazione. «Non ogni pratica può, però, essere approvata senza riserve, perché sappiamo che intorno allo sport si sviluppano, talvolta, aggressività incomprensibili. Vi è bisogno di criteri per rendere lo sport un contributo al bene comune. Su questo occorre riflettere».</p>
<h2>Il primo Isef della città</h2>
<p>Una riflessione che, certo – anche la cosa non è molto nota – coinvolge, e non da oggi, l’Ateneo dei cattolici italiani, secondo quanto ricorda il rettore, Elena Beccalli. «Forse pochi sanno che già nell’anno accademico 1964/1965 veniva attivato l’Istituto superiore di educazione fisica (Isef). Dopo un complesso iter di approvazione ministeriale, l’Ateneo avviò, su richiesta dell’allora arcivescovo di Milano Giovanni Battista Montini, i corsi del primo Istituto superiore di educazione fisica della città. Una storia lunga che vanta 4.291 diplomati. Nell’anno accademico 1999/2000 prendeva, poi, avvio la laurea quadriennale; nel 2000/2001, la triennale in “Scienze motorie e dello sport” e la magistrale in “Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate”. E, più recentemente, un altro corso magistrale in “Scienze e tecniche del benessere e dello sport”. Dunque, un’offerta formativa varia e di qualità, alla quale si aggiungono 4 master di primo e di secondo livello, che coprono tematiche che vanno dalla comunicazione alla psicologia fino ad arrivare alla gestione degli eventi sportivi e al management dello sport».</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2867357" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="wp-image-2867357 size-large" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/6Q6A7554-980x551.jpg" alt="" width="980" height="551" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/6Q6A7554-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/6Q6A7554-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/6Q6A7554-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px"><figcaption class="wp-caption-text">Foto Università Cattolica</figcaption></figure>
<p>Senza dimenticare, conclude Beccalli, «il progetto “Cattolica per lo Sport”, nato nel 2015: un tavolo di lavoro interdisciplinare che mette in relazione tutte le professionalità accademiche presenti in Ateneo a servizio del mondo sportivo». Un ultimo dato è particolarmente indicativo. «In Università Cattolica abbiamo a cuore l’accompagnamento degli studenti-atleti di tutte le sedi dell’Ateneo nel loro percorso universitario e, già dal 2018, tra le prime Università in Italia, ha preso avvio il programma Dual Career che favorisce le condizioni necessarie per rendere il loro impegno sportivo agonistico sempre più conciliabile con la carriera universitaria. Dalla sua nascita, vi hanno partecipato 207 studenti-atleti e sono state conseguite 106 lauree».</p>
<h2>L’eredità dell’Olimpiade</h2>
<p>Parole per cui il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, collegato da remoto, ha ringraziato, dicendo. «L’approfondimento odierno assume un rilievo speciale per l’impatto di Milano-Cortina 2026, che è stata un’occasione per raccontare al mondo il volto migliore del nostro Paese con la sua capacità di accoglienza e l’amore per lo sport. L’Olimpiade ci lascia una legacy immateriale di straordinario valore. Così l’aspetto agonistico non rimane circoscritto alla prestazione, ma diventa uno strumento, un potente volano di sviluppo collettivo: lo sport, quando è vissuto in modo autentico, non forma solo atlete e atleti, ma cittadini migliori, offrendo armonia alla società».</p>
<figure aria-describedby="caption-attachment-2867361" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="wp-image-2867361 size-full" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/0I3A8085.jpg" alt="" width="1323" height="883" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/0I3A8085.jpg 1323w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/0I3A8085-768x513.jpg 768w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/0I3A8085-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 1323px) 100vw, 1323px"><figcaption class="wp-caption-text">Foto Università Cattolica</figcaption></figure>
<p>«Io devo tanto allo sport», racconta, con un filo di emozione nella voce, Gino Cecchettin, presidente della Fondazione intitolata alla figlia Giulia, «perché alcuni miei valori educativi sono nati da lì. Da ragazzino mi avevano accettato in una squadra di calcio, ma i miei genitori, che temevano dei pericoli, mi impedirono di continuare. Grazie a quella frustrazione – un primo ostacolo che la vita mi poneva davanti -, sono diventato un atleta di mezzo fondo, ho imparato ad accettare i miei limiti e le mie doti, e quando lo si sa, si accettano anche le sconfitte e i momenti duri. Lo sport mi ha aiutato quando ho perso Giulia (vittima di femminicidio nel 2024), perché era lei che mi ha convinto a fare danza sportiva e continuo a onorare questo suo invito. Vivo lo sport come elemento educatore a tutto tondo. Nella formazione della Fondazione, continueremo a portare avanti il nostro messaggio che è di educazione al rispetto. Servono persone con una solidità psicologica, non basta solo il talento, anche ai grandi campioni».</p>
<p>Richiamando ancora l’armonia, avvia il suo intervento Annamaria Tarantola, vicepresidente della Fondazione e vera “anima” del convegno. «La parola-chiave delle Olimpiadi e Paralimpiadi è stata l’armonia, conseguendo insieme traguardi e sconfitte, con senso di appartenenza a un comunità unita, coesa e in pace. Solamente giocando insieme, in una logica di squadra, si raggiungono e si vincono le grandi sfide e spero che voi giovani possiate ritrovare il senso della speranza. Per questo vogliamo evitare che lo sport divenga una macchina del business e della spettacolarizzazione. Tutti devono poter accedere allo sport: per questo vanno rimosse le barriere fisiche e non, per una pratica in cui ognuno – sia chi ne ha più sia chi ne ha meno – può sviluppare i propri talenti».</p>
<h2>Il Tavolo dei Cus</h2>
<p>«Sport e Università, seppur con ruoli diversi, favoriscono la crescita sociale, trasformando le persone e rafforzando le comunità – ha sottolineato Federica Picchi, sottosegretario allo Sport e Giovani di Regione Lombardia -. Per consolidare il dialogo tra istituzioni, mondo sportivo e atenei, è nato il primo Tavolo dei Cus lombardi, che ha tra i protagonisti l’Università Cattolica, con cui siamo al lavoro sul potenziamento delle misure del <em>Dual Career</em> e della valorizzazione del talento, che Regione Lombardia ha intrapreso con Fidal assegnando borse di studio per 60mila euro agli atleti più meritevoli. Lo sport è un presidio sociale che educa al rispetto dell’altro, anche dell’avversario, contrastando la cultura del nemico. Con “Sport per la Legalità” combattiamo bullismo e violenza. In questa direzione vanno anche le misure regionali per associazioni e manifestazioni sportive, pari a 5 milioni di euro».</p>
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<title>Sant’Anselmo</title>
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<description><![CDATA[ Mercoledì della IV settimana di Quaresima ]]></description>
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<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 13:30:08 +0100</pubDate>
<dc:creator>Redazione Eventi e News</dc:creator>
<media:keywords>Sant’Anselmo</media:keywords>
<content:encoded><![CDATA[<img width="680" height="382" src="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/anselmo-1-680x382.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" link_thumbnail="" srcset="https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/anselmo-1-680x382.jpg 680w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/anselmo-1-980x551.jpg 980w, https://www.chiesadimilano.it/wp-content/uploads/sites/83/2026/03/anselmo-1-195x110.jpg 195w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px"><span class="bso_caption"></span><p>Anselmo è di origine milanese, perché nacque poco dopo l’anno 1000 nei pressi di Baggio. Egli ebbe la fortuna di ricevere una formazione di tutto rispetto in ambito umanistico, in particolare giuridico, filosofico e teologico. Nipote di colui che diventerà papa Alessandro II seppe mettere la sua cultura a servizio della Chiesa, appassionandosi alla riforma che a quel tempo si mostrava particolarmente necessaria. Infatti, l’epoca da lui vissuta è segnata dalle turbolenze date dalla lotta per le investiture e dai rapporti tra il papato e l’impero. Seppe mettere a frutto questa passione una volta eletto vescovo di Lucca, dove si impegnò per rinnovare la vita liturgica e la cura spirituale della chiesa che gli era affidata, insistendo anche sulla necessaria conversione dello stile di vita del clero. Per questo motivo molti si opposero a lui, così che fu costretto all’esilio. Per intercessione di Matilde di Canossa trovò rifugio a Mantova, come legato pontificio. La condotta esemplare della sua vita, improntata a uno stile monastico di rigore e sobrietà, insieme alla dedizione alla Chiesa tutta tramite l’apporto culturale, grazie agli scritti nell’ambito del diritto e dell’esegesi, hanno fatto di lui una persona canonizzata nel 1087, un anno dopo la sua morte. Venne poi eletto a patrono principale della diocesi di Mantova.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/almanacco/santo-del-giorno/anno-a-2025-2026-s/santanselmo-6-2859404.html">Sant’Anselmo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.chiesadimilano.it/">Chiesa di Milano</a>.</p>]]> </content:encoded>
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