Sestri Ponente, dopo mesi di trattative sui risarcimenti è rottura tra associazioni e Autorità portuale

21 Giugno 2026 - 17:50
0
Sestri Ponente, dopo mesi di trattative sui risarcimenti è rottura tra associazioni e Autorità portuale
Sestri Ponente, al via i lavori del ribaltamento a mare di Fincantieri: dureranno un anno e mezzo

Genova. Botta e risposta al vetriolo tra le associazioni dei consumatori e l’Autorità portuale in merito al tema dei risarcimenti per i cittadini di Sestri Ponente per i disagi legati ai cantieri del ribaltamento a mare di Fincantieri.

Dopo mesi di tavoli e trattative sull’entità delle somme e sul numero dei soggetti ammissibili a ottenere gli indennizzi, Assoutenti, Adoc e Confedilizia – alcune delle associazioni che stanno seguendo i residenti – hanno deciso di dire basta e annunciano di voler portare palazzo San Giorgio in tribunale.

L’oggetto del contendere, secondo le associazioni a tutela dei consumatori, sarebbe la cifra considerata troppo bassa, circa 1000 euro – non è chiaro se a persona o per ogni nucleo familiari – che equivale a circa 10 euro per ogni giorno di rumori e vibrazioni subite.

A disposizione, per l’intera partita, per ora ci sono 300mila euro messi a disposizione dall’appaltatore ai quali si dovrebbe attingere sia per i circa 200 cittadini seguiti da Assoutenti, Adoc e Confedilizia, sia altri 80 che hanno presentato istanza in un secondo momento e che secondo Adsp ne hanno diritto.

Così quando l’intesa sembrava raggiunta, lo strappo. Da palazzo San Giorgio la reazione è stata netta ed è stata espressa con una nota, in serata: “Fin dall’insediamento del presidente Matteo Paroli, l’AdSP ha promosso un percorso di confronto volto a individuare soluzioni condivise rispetto alle problematiche segnalate dai residenti interessati dagli effetti del cantiere – si legge nella nota – tale percorso si è sviluppato attraverso numerosi incontri, nel corso dei quali le parti hanno avuto modo di esporre le rispettive posizioni in un clima di dialogo e collaborazione. Tra gennaio e febbraio 2026 era stata raggiunta un’intesa su tutti i punti oggetto della discussione. Successivamente sono trascorsi alcuni mesi senza che le associazioni degli utenti fornissero i riscontri formali necessari a chiudere l’accordo conciliativo. Alla ripresa dei contatti, le richieste formulate dalle associazioni si presentavano in termini significativamente diversi rispetto a quelli precedentemente condivisi”.

“L’AdSP, in quanto ente pubblico – prosegue – è tenuta d operare nel rigoroso rispetto delle norme vigenti, dei principi di legittimità amministrativa e della tutela dell’interesse generale. Ogni proposta avanzata è stata pertanto sempre valutata con attenzione e senso di responsabilità. Le ulteriori nuove richieste formulate nei giorni scorsi dai rappresentanti delle associazioni non sono risultate compatibili con il quadro normativo e amministrativo entro cui l’Autorità è chiamata ad agire. Per tale ragione non è stato possibile accoglierle, rimanendo invece l’AdSP pienamente disponibile a sottoscrivere l’accordo per come raggiunto a febbraio. L’Autorità Portuale ha sempre operato con trasparenza, correttezza istituzionale e disponibilità al dialogo, nella consapevolezza che ogni decisione debba tuttavia essere assunta nel rispetto delle regole che disciplinano l’azione pubblica”.

A questo punto cosa succede? L’auspicio che la crisi si possa ricomporre prima che la partita passi al tribunale, ma qualora veramente le associazioni si rivolgessero ai giudici, resta la possibilità di trovare una soluzione in sede di mediazione, passaggio comunque obbligato.

Le stesse associazioni Assoutenti, Adoc e Confedilizia hanno indetto un’assemblea pubblica per il primo luglio alle 18.30 a Palazzo Pessagno, in via Sestri 7.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User