Sicurezza e immigrazione, sabato doppio presidio Usb-Fratelli d’Italia: opposti ma uniti contro Salis

Genova. Due presidi in centro storico, due ricette opposte sul tema della sicurezza in città e delle politiche migratorie, ma entrambe contro la giunta Salis. Sabato mattina sono previste due manifestazioni quasi in temporanea: alle 10.30 quella di Usb in piazza Santa Fede, insieme ad altre città italiane, contro la “remigrazione” e il nuovo regolamento europeo in materia, alle 11.00 in piazza Banchi il flash mob di Fratelli d’Italia per chiedere “sicurezza, legalità e controlli”. Tutto mentre si attende la visita del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a Genova dopo le parole della sindaca sulla necessità di aumentare i rimpatri degli stranieri irregolari, con la possibilità di un nuovo Cpr che torna sul tavolo.
“Dietro la retorica della gestione dei flussi e della sicurezza si nasconde un progetto chiaro: più detenzione amministrativa, più espulsioni, più respingimenti, più sfruttamento della forza lavoro migrante – si legge nella nota di Usb -. Un modello che trasforma esseri umani in numeri da selezionare, trattenere o scartare in base alle esigenze del mercato e agli interessi delle classi dominanti. Un presidio che vuole alzare la voce anche per ricordare la strage avvenuta solo pochi giorni fa ad Amendolara. Su questi temi cade ogni finta contrapposizione tra destra e sinistra istituzionale. Le differenze di facciata lasciano il posto a una sostanziale convergenza sulle politiche securitarie e repressive. Lo dimostra il dibattito sui Cpr, veri e propri luoghi di detenzione amministrativa dove migliaia di persone vengono private della libertà senza aver commesso alcun reato.
“Da una parte Vannacci e la destra alimentano quotidianamente paura, razzismo e repressione. Dall’altra, anche figure che vengono presentate come l’alternativa, come Silvia Salis, finiscono per accettare il terreno imposto dalle politiche emergenziali e securitarie, intervenendo sul tema dei Cpr senza mettere realmente in discussione l’impianto complessivo di controllo, detenzione e selezione che caratterizza le politiche migratorie europee. La verità è che il nuovo patto europeo sull’immigrazione non rappresenta una rottura con le politiche del passato, ma la loro piena istituzionalizzazione. Un sistema che esternalizza le frontiere, finanzia governi autoritari affinché blocchino le partenze, militarizza il Mediterraneo e criminalizza chi fugge da guerre, fame, devastazione ambientale e sfruttamento”.
“La sindaca Salis continua a negare l’emergenza mentre la città sprofonda nella violenza – accusa invece Fratelli d’Italia -. L’iniziativa nasce per dare voce alle preoccupazioni dei genovesi che assistono ormai quotidianamente a episodi di violenza, degrado, aggressioni, spaccio e criminalità diffusa che stanno trasformando interi quartieri della città in zone sempre più difficili da vivere. I numeri e i fatti delle ultime settimane parlano da soli”.
“Un quadro allarmante che dimostra come l’emergenza sicurezza non sia una percezione, ma una realtà documentata dai fatti. A nulla servono l’aumento degli organici delle forze dell’ordine, gli investimenti e i provvedimenti adottati dal Governo nazionale se poi l’amministrazione comunale continua a minimizzare il problema. La Sindaca Silvia Salis e la sua giunta sembrano più impegnate a negare l’evidenza che ad affrontare concretamente una situazione che ogni giorno peggiora. Genova non può diventare ostaggio della violenza e del degrado. Chi governa la città ha il dovere di riconoscere il problema e affrontarlo. Continuare a negare l’evidenza significa abbandonare cittadini, famiglie, commercianti e turisti a usata situazione. I genovesi hanno diritto a vivere serenamente la loro città e a sentirsi sicuri nelle proprie case, nei quartieri e negli spazi pubblici. Genova merita sicurezza”, accusa Stefano Maullu, deputato e commissario di Fratelli d’Italia Genova. Il deputato e coordinatore ligure Matteo Rosso punta il dito contro “l’ostinato negazionismo” della sindaca Salis e della sinistra, mentre la capogruppo a Tursi Alessandra Bianchi aggiunge: “Da mesi denunciamo una situazione che sta diventando insostenibile. Servono interventi concreti, controlli, presidio del territorio e una chiara assunzione di responsabilità politica”.
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