Siracusa, Urso su Isab: “Affronteremo alla radice il problema Trafigura”
“Questa è la prima raffineria italiana, tra le prime raffinerie in Europa“. È da qui che Adolfo Urso ha aperto il suo intervento a Priolo, nel corso della visita agli impianti di ISAB dopo il passaggio del controllo della raffineria a Ludoil.
Una visita nella quale il ministro delle Imprese e del Made in Italy ha voluto soprattutto rivendicare il percorso compiuto dal Governo negli ultimi quattro anni, dal rischio di chiusura legato alle sanzioni nei confronti della Russia fino al ritorno dell’impianto sotto il controllo di una società italiana.
Urso ha ricordato come, all’inizio della legislatura, il Governo fosse intervenuto con un decreto d’urgenza per costruire, ha detto, «un cordone sanitario, un cordone di sicurezza» attorno allo stabilimento, considerato fondamentale per la sicurezza energetica nazionale ed europea.
Oggi, secondo il ministro, quella scelta trova una conferma nella nuova proprietà. “Siamo oggi qui per dirvi che tornate in mani italiane, in mani sicure“, ha affermato Urso, sottolineando contemporaneamente il ruolo che ISAB può continuare a svolgere sul fronte della sicurezza energetica.
Il passaggio di proprietà, nella lettura del ministro, non rappresenta soltanto una soluzione proprietaria, ma l’avvio di una nuova fase industriale. Urso ha parlato di oltre 1,3 miliardi di euro di investimenti, destinati a migliorare la produzione, rendere lo stabilimento più sostenibile dal punto di vista ambientale e accrescere l’occupazione.
Un piano che si inserisce, secondo il ministro, in una strategia più ampia per mantenere operative le raffinerie italiane in una fase nella quale l’Europa continua ad affrontare criticità sugli approvvigionamenti energetici. Urso ha quindi indicato Priolo come uno degli impianti che possono contribuire anche alla risposta europea alla carenza di carburante per il trasporto aereo. Ha ricordato, in questo senso, la convocazione di un tavolo con le raffinerie italiane per individuare gli interventi necessari a fronteggiare l’emergenza.
È però un altro il passaggio delle dichiarazioni di Urso destinato ad alimentare il dibattito sul futuro di ISAB.
Parlando dell’esercizio del Golden Power, il ministro ha ricordato che si tratta di uno strumento soggetto a riservatezza. Ma subito dopo ha aggiunto una frase particolarmente significativa: “Posso dirvi che affronteremo alla radice questo problema“.
Il ministro non ha illustrato pubblicamente i contenuti delle prescrizioni, ribadendo la necessità di mantenere riservati alcuni aspetti dell’esercizio dei poteri speciali. Ha però collegato il tema alla necessità di rafforzare la capacità del sistema italiano della raffinazione di garantire produzione e approvvigionamenti. Il riferimento arriva mentre resta sul tavolo la questione del rapporto commerciale tra Isab e Trafigura, trader internazionale con cui la raffineria mantiene un accordo di fornitura e ritiro dei prodotti. Sul punto, nei giorni scorsi, il senatore del Pd Antonio Nicita aveva chiesto al Governo di chiarire durata, condizioni economiche, ripartizione dei rischi e clausole di recesso del contratto.
Anche Paolo Fedeli, amministratore delegato di ISAB-Ludoil, nell’intervista rilasciata dopo la visita di Urso, ha sottolineato la necessità che la raffineria possa operare “in modo libero” e competitivo sul mercato, senza però entrare nel merito di un’eventuale revisione dell’accordo, richiamando proprio il Golden Power e gli aspetti commerciali.
Il passaggio di Urso assume quindi particolare rilievo perché, pur senza fornire dettagli, lascia intendere che il Governo considera il tema meritevole di un approfondimento.
Nell’intervento il ministro ha inoltre indicato nella trasformazione industriale una delle direttrici per il futuro di Priolo. Ha richiamato l’accordo con Eni-Versalis e l’auspicio che possa partire a breve un nuovo cantiere per la realizzazione di una bioraffineria.
La strategia indicata è dunque quella di mantenere la capacità di raffinazione e, contemporaneamente, accompagnare il polo verso nuove produzioni e processi più sostenibili. Il messaggio politico del ministro del Made in Italy è chiaro: Isab non deve essere soltanto salvata, ma deve continuare a rappresentare un asset industriale strategico per l’Italia e per l’Europa.
E proprio per questo, secondo il ministro, il Governo vuole continuare a utilizzare i propri strumenti di intervento per preservare produzione, occupazione e sicurezza degli approvvigionamenti. Ora, però, alle parole dovranno seguire i passaggi industriali. Da una parte gli investimenti annunciati da Ludoil, dall’altra la gestione dei rapporti commerciali ereditati dalla precedente proprietà. Ed è proprio su questo secondo fronte che la frase di Urso — “affronteremo alla radice questo problema” — apre uno dei capitoli più delicati della nuova fase di ISAB.
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