Social vietati ai minori, la proposta di FdI. Il governo Meloni ha già tracciato la via con il decreto Caivano

18 Giugno 2026 - 16:25
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Social vietati ai minori, la proposta di FdI. Il governo Meloni ha già tracciato la via con il decreto Caivano

Social vietati ai minori, la proposta di FdI. Il governo Meloni ha già tracciato la via con il decreto Caivano

La decisione del Governo britannico di vietare i social ai minori di 16 anni, accompagnata da misure come il “coprifuoco digitale” e lo stop allo scrolling infinito, conferma una tendenza globale di cui l’Italia, con il cosiddetto “decreto Caivano” del 2023, tanto vituperato dalle sinistre, è stato precursore. Si tratta di un percorso dunque già avviato e che, come il caso britannico dimostra, a mio giudizio va ulteriormente completato e supportato. Le mie proposte, depositate in Parlamento già da un anno, vanno appunto in questa direzione.
I dati e gli univoci studi scientifici dimostrano in modo netto ed inequivocabile i danni provocati sui minori dalla dipendenza dai social e da internet in genere. Chi è genitore come me lo vede ogni giorno; i propri figli trascorrono più tempo online che offline e questo alla lunga produce danni cognitivi e neurologici (deficit di attenzione e di concentrazione), psicologici ed emotivi (ansia e depressione), relazionali e sociali (isolamento, analfabetismo emotivo e cyberbullismo) e fisici e somatici (disturbi del sonno e autolesionismo) che occorre assolutamente contrastare.

Il governo italiano precursore a livello europeo con il decreto Caivano

Proprio su questo, il governo italiano è stato appunto un precursore a livello europeo con il decreto Caivano. Il Governo Meloni ha tracciato la strada in materia di age verification, ponendo l’obbligo della verifica dell’età degli utenti seppure per ora limitatamente ai siti pornografici. Occorre dunque, in primis, come suggerito dalle associazioni dei genitori e dalla stessa Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), estendere tale divieto oltre ai contenuti per adulti anche a quelli concernenti il gioco d’azzardo e le scommesse, le armi, la violenza, l’odio e la discriminazione, le sette religiose ed in particolare i siti o servizi cosiddetti “anonymizer”, come i famigerati Virtual Private Network (VPN), che forniscono strumenti e modalità per rendere l’attività on line irrintracciabile.

Divieto di accesso ai social ai minori di sedici anni

L’intervento legislativo, alla base della mia proposta di legge, estende il divieto di cui al decreto Caivano anche a questi portali, anche perché ciò che è già vietato offline lo deve essere anche online. Ma non basta, perché il grande imputato sono i cosiddetti  social network, luoghi virtuali di interazione dove giovani e giovanissimi passano ore e ore a scambiarsi messaggi, foto e video. La mia proposta, che ricalca quella britannica, è il divieto di accesso ai social ai minori di sedici anni. Oggi l’età per prestare il proprio consenso digitale per il trattamento dei dati in autonomia in Italia è di 14 anni. Da questa età si può accedere liberamente ai servizi online senza consenso dei genitori.

Un’operazione coraggiosa

Se vogliamo salvare lo sviluppo cognitivo dei nostri figli occorre un’operazione coraggiosa ovvero vietare tout court l’accesso ad internet per i minori di anni 14 se non autorizzati con sistemi di parent control di cui sempre il decreto Caivano, è opportuno ricordarlo, ha disposto l’obbligatorietà per i nuovi dispositivi messi in commercio dai produttori ma prevedendo ancora la facoltà per i genitori di impiegarli. Facoltà che ritengo non possa più rimanere tale, essendo obbligo dei genitori l’educazione dei propri figli tanto offline che online. E’ fondamentale una responsabilizzazione dei genitori prevedendo anche sanzioni per tali gravi omissioni. Non è una questione di censura o di limitazione delle libertà, ma di tutela e sicurezza dei nostri figli. Come siamo preoccupati di sapere dove vanno fisicamente i nostri figli e che luoghi frequentano altrettanto lo dobbiamo essere nella dimensione digitale.

La gradualità

Ricapitolando, nella mia proposta di legge fino al compimento dell’età di 14 anni per accedere ad internet occorre una preventiva autorizzazione da parte dei genitori e sono preclusi social network e siti vietati. A partire dai 14 anni si può navigare senza preventiva autorizzazione genitoriale senza però andare sui social network o sui siti vietati. Al compimento dei 16 anni ci si può anche registrare ai social network ma non si possono visitare siti vietati. Al compimento dei 18 anni si può accedere ovunque. Come dichiarato da Glenn Micallef, commissario per la Gioventù, intervenendo mercoledì 17 giugno nella plenaria di Strasburgo del Parlamento UE, per il dibattito sulla protezione della sicurezza e della salute mentale dei minori dai rischi posti dai social media, esiste già una tecnologia europea di verifica dell’età dei minori online che gli Stati membri devono solo adottare. Quindi gli strumenti ci sono, occorre agire presto per innovare il quadro normativo e la mia proposta di legge, affrontando in modo graduale e progressivo l’accesso ai contenuti web dei minori, è quella che meglio corrisponde alle istanze del mondo della ricerca e delle associazioni genitoriali.

*Segretario di Presidenza della Camera dei deputati.  Responsabile Energia del gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia alla Camera

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