Sondaggi politici, i nuovi dati. Cambia tutto tra i partiti. E il governatore più amato è (ancora) una sorpresa

19 Luglio 2026 - 15:10
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Sondaggi politici, i nuovi dati. Cambia tutto tra i partiti. E il governatore più amato è (ancora) una sorpresa

Sondaggi politici, Stefani resta il governatore più amato

Il presidente del Veneto Alberto Stefani si conferma in vetta alla classifica dei governatori più apprezzati d’Italia, mentre sul fronte delle intenzioni di voto il “campolargo” consolida il proprio vantaggio sul centrodestra. Sono questi i principali risultati della rilevazione n. 311 del monitoraggio settimanale trex1.000, condotto da Lab21 per Affaritaliani tra il 1° e il 17 luglio 2026.

Sondaggi politici, i nuovi dati. Cambia tutto tra i partiti. E il governatore più amato è (ancora) una sorpresa

Governatori: Stefani sempre primo, il Nord-Est domina il podio

Con il 62,7% di gradimento, in lievissima flessione rispetto al 62,9% di maggio, Stefani mantiene saldamente la prima posizione. Alle sue spalle, staccato di soli tre decimi, il pugliese Antonio Decaro (62,4%, +0,3%), seguito da Massimiliano Fedriga (Friuli-Venezia Giulia) al 61,8% e da Attilio Fontana (Lombardia) al 61,4%. Chiude la top five il presidente della Campania Roberto Fico con il 60,7%.

La parte alta della classifica appare dunque stabile, con i primi cinque governatori tutti sopra la soglia del 60% e variazioni contenute entro pochi decimi di punto.

Il movimento più interessante si registra a metà graduatoria. Il piemontese Alberto Cirio guadagna due posizioni e sale al sesto posto con il 60,2% (+0,2%), scavalcato d’un soffio dal quale resta però Fico. Balzo di due posizioni anche per Francesco Rocca (Lazio), settimo al 60,1% con il miglior progresso percentuale della rilevazione (+0,9%). L’avanzata più vistosa in termini di classifica è tuttavia quella di Roberto Occhiuto: il presidente della Calabria guadagna tre posizioni e sale all’undicesimo posto con il 56,4% (+0,6%). Un gradino in più anche per Francesco Roberti (Molise), decimo al 56,6%.

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Chi scende: De Pascale e Proietti perdono tre posizioni

Le note dolenti riguardano soprattutto Michele De Pascale: il governatore dell’Emilia-Romagna cede tre posizioni e scivola al nono posto, con il gradimento che cala dal 60,3% al 59,7% (-0,6%, il peggior arretramento della settimana). Tre posizioni perse anche per Stefania Proietti (Umbria), ora tredicesima al 56,3% (-0,5%). Arretrano di un gradino Marco Bucci (Liguria), ottavo al 60,0%, e Alessandra Todde (Sardegna), quattordicesima al 55,9%.

Nella parte bassa della classifica, sostanzialmente stabile, si collocano Francesco Acquaroli (Marche, 55,1%), Vito Bardi (Basilicata, 53,9%), Marco Marsilio (Abruzzo, 52,1%), Eugenio Giani (Toscana, 51,7%) e, ultimo, Renato Schifani (Sicilia, 50,9%), che pure recupera quattro decimi rispetto a maggio. Va sottolineato che anche il fanalino di coda supera comunque la soglia del 50% di gradimento.

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Intenzioni di voto: il “campolargo” al 44,1%, centrodestra al 42,5%

Sul piano nazionale, Fratelli d’Italia resta di gran lunga il primo partito con il 29,7%, pur cedendo due decimi rispetto alla scorsa rilevazione. Tra gli alleati, Forza Italia sale al 6,7% (+0,2%) e la Lega al 5,3% (+0,1%), mentre Noi Moderati si ferma allo 0,8%. Il totale del centrodestra si attesta così al 42,5%, in flessione di un decimo.

Sul fronte opposto, il “campolargo” cresce complessivamente di tre decimi e raggiunge il 44,1%, ampliando il vantaggio sulla coalizione di governo a 1,6 punti. Il Partito Democratico si conferma seconda forza del Paese al 20,1% (+0,1%), seguito dal Movimento 5 Stelle al 13,9% (+0,1%) e da Alleanza Verdi Sinistra al 5,9% (+0,1%). Completano il quadro dell’alleanza Italia Viva al 2,5% e +Europa all’1,7%.

Tra le forze fuori dai due schieramenti principali, si segnala la crescita di Futuro Nazionale, che con un +0,3% sale al 6,5%, superando in termini di consenso sia la Lega sia Forza Italia. Azione cala leggermente al 3,1% (-0,1%), Sud chiama Nord si porta all’1,6%, mentre gli altri partiti raccolgono complessivamente il 2,2% (-0,5%).

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Governatori, luglio 2026: la fotografia del consenso si muove sui territori. Il commento del prof Baldassari

“La rilevazione n.311 del 18 luglio conferma un dato interessante: il consenso ai governatori regionali non è statico, ma risponde a logiche di percezione molto precise, legate alla capacità di incidere sulla vita quotidiana dei cittadini. Quattro casi spiccano su tutti in questa rilevazione” – spiega il Prof. Baldassari.

Michele De Caro (Puglia) consolida la seconda posizione con il 62,4% (+0,3%), riducendo ulteriormente il divario da Stefani. Un trend di crescita costante che, se confermato nelle prossime rilevazioni, pone le basi per una possibile sfida al vertice della classifica: la Puglia sembra premiare una leadership percepita come solida e continuativa.

Roberto Fico (Campania) tiene saldamente la quinta posizione con il 60,7% (+0,3%), confermando una crescita solida e tendenziale. Il dato campano racconta una leadership che consolida progressivamente il proprio radicamento senza scosse, segno di un rapporto con l’elettorato costruito su continuità amministrativa più che su exploit improvvisi: un profilo che, nel medio periodo, tende a premiare chi lo interpreta con coerenza.

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Anche Alberto Cirio (Piemonte) mostra un segnale chiaro: +0,2% e un balzo di due posizioni in classifica (60,2%). Non è un dato isolato, ma il riflesso di una gestione che evidentemente sta intercettando il gradimento di un elettorato regionale sempre più attento ai risultati concreti piuttosto che alla sola comunicazione.

Il caso più significativo, però, resta quello di Francesco Rocca (Lazio): +0,9%, la crescita più marcata dell’intera classifica, con un avanzamento di due posizioni. Un incremento di questa portata non si spiega con la sola onda emotiva legata alla causa Lazio-tifoseria, per quanto suggestiva ed emotivamente connessa con il sistema sportivo-calcistico; il dato strutturale va ricercato nell’impegno e nell’accelerazione sulla sanità territoriale, terreno su cui i cittadini valutano da sempre l’amministrazione regionale.

Quattro traiettorie diverse, un unico filo conduttore: il cittadino premia chi rimette al centro le priorità concrete delle persone declinandole con politiche incisive sul territorio”.

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