Sondaggi politici, non solo Swg. Ancora sorprese dai partiti, se si votasse oggi sarebbe un problema

10 Luglio 2026 - 11:45
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Sondaggi politici, non solo Swg. Ancora sorprese dai partiti, se si votasse oggi sarebbe un problema

Sondaggi politici: Futuro Nazionale continua a crescere (5,8%), Fratelli d’Italia in calo. 9 italiani su 10 bocciano Trump

Fratelli d’Italia scivola a un nuovo minimo storico, mentre Futuro Nazionale prosegue la sua ascesa e la fiducia in Giorgia Meloni tocca il punto più basso mai registrato. Sono questi i dati principali dell’ultimo sondaggio realizzato da Termometro Politico e diffuso il 9 luglio 2026, che fotografa anche l’opinione degli italiani su alcuni temi caldi della settimana: il messaggio di Papa Leone a Lampedusa sull’accoglienza, le pressioni di Trump nel caso del calciatore Balogun ai Mondiali, il silenzio di Meloni di fronte all’ultimo attacco del presidente statunitense e la percezione di una possibile “regia” dietro i flussi migratori.

Intenzioni di voto al 9 luglio 2026

Sul fronte elettorale, Fratelli d’Italia perde 0,4 punti e scende al 27,5%, toccando il nuovo minimo storico della serie. Prosegue invece la crescita di Futuro Nazionale, che guadagna 0,6 punti arrivando al 5,8% – nuovo record per il partito di Vannacci, cresciuto di oltre un punto nell’ultimo mese e sempre più vicino alla soglia del 6%, con Lega e AVS nel mirino.

Il PD sale leggermente, di un decimo di punto, al 21,6%, mentre il M5S guadagna 0,2 punti arrivando al 12,5%. Nel centrodestra, Forza Italia resta stabile al 7,8%, la Lega recupera un decimo salendo al 6,5% (pur restando in un trend negativo nelle ultime settimane) e AVS perde 0,2 punti, scendendo al 6,4%. Al centro, Italia Viva sale al 2,6% e Azione al 2,9%: nessuno dei due partiti supera, singolarmente, la soglia di sbarramento del 3%.

La fiducia nei confronti della premier scende al 36,8% (22,9% “molto” più 13,9% “abbastanza”), con un calo di 0,9 punti rispetto alla settimana precedente e il valore più basso mai registrato dalla serie storica del sondaggio. Il 52,4% dichiara di non avere alcuna fiducia in Meloni, mantenendo il dato complessivo di sfiducia sopra la soglia del 60%.

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Il discorso del Papa a Lampedusa

Le parole del Pontefice sull’accoglienza dei migranti raccolgono un’approvazione maggioritaria, seppure articolata. Circa un terzo degli intervistati (31,8%) le condivide pienamente, ritenendo che la tutela della vita umana debba avere priorità assoluta. Un ulteriore 22,3% è sostanzialmente d’accordo, ma pone due condizioni: un maggiore coinvolgimento del resto d’Europa e controlli più stringenti contro la criminalità. Insieme, questi due gruppi arrivano al 54,1% di consensi. Sul versante opposto si colloca il 26,2%, che pur non negando il dovere del soccorso in mare chiede rimpatri più efficaci, mentre il 17,8% esprime posizioni molto più radicali, arrivando ad accusare il Papa di favorire involontariamente il declino demografico e culturale legato all’immigrazione. Le due posizioni critiche sommate toccano il 44%. È interessante notare che, guardando alle singole risposte più scelte, il consenso pieno (31,8%) e la richiesta di rimpatri più severi (26,2%) sono in realtà le due opzioni più gettonate in assoluto.

Quasi 9 italiani su 10 bocciano le pressioni di Trump

Il tema che genera la reazione più compatta è quello legato alle pressioni di Trump per far revocare la squalifica del giocatore statunitense Balogun ai Mondiali. Il 65,7% del campione parla apertamente di prevaricazione da parte del presidente USA e di corruzione ai vertici della FIFA, chiedendo una presa di posizione collettiva da parte di squadre e federazioni. Un ulteriore 21% condivide il giudizio critico, ma con toni più rassegnati, considerando il calcio un ambiente storicamente corrotto in cui Trump si limiterebbe a essere più diretto degli altri. Sommando le due posizioni critiche si arriva all’86,7%, uno dei livelli di convergenza più alti mai registrati dal sondaggio su un singolo argomento. Solo il 5,3% considera la vicenda una semplice, per quanto insolita, applicazione del regolamento FIFA, mentre appena l’1,1% si schiera apertamente con Trump. Il 6,9% non si esprime.

Rispetto alla scelta della premier di non rispondere all’ultima provocazione di Trump, il 43% la approva senza riserve, ritenendo il silenzio sprezzante la reazione più efficace. Un altro 11,3% arriva alla stessa conclusione pratica ma per ragioni opposte: Meloni avrebbe comunque tradito gli ideali del suo elettorato, quindi tanto varrebbe restare in silenzio. Sommando le due posizioni, il 54,3% approva la linea del silenzio – un dato che però non equivale a un giudizio positivo complessivo sulla gestione del rapporto con Trump.

Tra i critici, il 26,1% vede nel silenzio l’ennesima conferma della subordinazione italiana rispetto a Washington e avrebbe voluto una protesta ufficiale e decisa, mentre il 14,4% avrebbe preferito quantomeno una risposta ironica, senza però accettare passivamente l’attacco. I critici, sommati, arrivano al 40,5%. Come già emerso la settimana precedente su un tema simile, la maggioranza relativa non interpreta la linea della premier come un cedimento, ma la quota di chi la critica resta comunque consistente.

Oltre 6 italiani su 10 credono in una “regia” dietro l’immigrazione

Alla domanda sull’esistenza di un disegno organizzato dietro i flussi migratori, il 36,1% risponde in modo netto: sarebbe in atto un piano orchestrato dai poteri politici ed economico-finanziari, finalizzato alla sostituzione etnica e allo sfruttamento di manodopera a basso costo. È la risposta singola più diffusa. A questa si aggiungono l’8,8% che ammette l’esistenza di un disegno del genere ma lo giudica in buona fede, pur ritenendolo sbagliato, e il 16,9% che parla di una regia solo parziale, portata avanti da una parte del potere che avrebbe capito come trarre vantaggio da un fenomeno ormai inarrestabile. Sommando le tre posizioni, si arriva al 61,8% di italiani che non escludono una qualche forma di regia.

Il 34,6%, invece, respinge del tutto questa lettura, considerando l’immigrazione un fenomeno storico che nessuna politica potrebbe davvero controllare o innescare a piacimento. Il dato conferma quanto le teorie legate a una presunta regia dell’immigrazione siano oggi diffuse in modo maggioritario nell’opinione pubblica italiana.

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