«Sport, ambiente e servizi per ridare vita al paese» le ricette di Enrica Peregalli per Masciago Primo

«Ho 48 anni e, anche se vivo e lavoro a Milano, Masciago è il luogo che considero affettivamente la mia vera casa. Fin da piccola ho trascorso qui ogni fine settimana e vacanza, costruendo le mie radici più profonde».
Si presenta così Enrica Peregalli, candidata sindaca per il paesino della Valcuvia con la lista “Vivi Masciago Primo“. Continua: «Ho un passato professionale dinamico nel settore delle produzioni e oggi, per conciliare al meglio la carriera con la crescita di mia figlia, lavoro come responsabile d’ufficio nel ramo immobiliare. Questa scelta mi ha permesso di ridefinire le mie priorità e mi ha regalato una sensibilità nuova verso il futuro delle prossime generazioni. La mia vita è guidata dall’arte e dalla musica. Non sono solo passioni, ma impegni quotidiani: curo l’organizzazione di mostre d’arte e affianco come volontaria un gruppo di musicisti batteristi “ugualmente abili” di Chieri (To). La loro vicinanza mi ha trasmesso una lezione fondamentale: la disabilità scompare nel momento in cui si crea bellezza».
Perché ha deciso di candidarsi?
«La mia candidatura nasce da un desiderio molto concreto: fare davvero qualcosa per Masciago Primo e per la sua comunità. Voglio mettere le mie energie al servizio del paese puntando su due pilastri fondamentali: sostenibilità sociale e sostenibilità ambientale. Credo che esperienza amministrativa e legame con il territorio possano garantire una crescita equilibrata e attenta al benessere collettivo».
Come è nata la sua squadra?
«Abbiamo costruito una lista unita dall’amore per Masciago e dalla volontà di farlo rinascere. È una squadra che mette insieme competenze tecniche, capacità gestionali e sensibilità umana. Ci sono persone che conoscono bene il funzionamento della macchina amministrativa e altre che vivono il territorio ogni giorno e ne conoscono bisogni e criticità».
Quali saranno le priorità immediate?
«Partiremo dalla cura del paese. Significa manutenzione straordinaria di strade, fossi e caditoie per garantire sicurezza ed evitare problemi idrogeologici. Allo stesso tempo vogliamo prenderci cura del verde pubblico: un paese pulito e ordinato migliora la qualità della vita e rappresenta un segnale importante anche per chi arriva da fuori».
Come si può contrastare lo spopolamento?
«Bisogna restituire luoghi di socialità e benessere. Vogliamo investire sul centro sportivo, intercettando fondi regionali, e sostenere le associazioni locali che svolgono un ruolo sociale fondamentale. Inoltre pensiamo alla realizzazione di un percorso vita accessibile a tutti. Se un paese offre spazi sicuri e servizi adeguati, le famiglie scelgono di restare».
Quali interventi servono sui servizi?
«Per i piccoli comuni la parola chiave è collaborazione. Serve lavorare con Comunità Montana ed enti sovracomunali per migliorare collegamenti e servizi, soprattutto per gli anziani. Credo molto anche nella transizione ecologica: vogliamo incentivare il recupero edilizio e l’efficienza energetica senza consumare nuovo suolo».
Qual è la sua idea di sviluppo per Masciago?
«Uno sviluppo rispettoso dell’identità del territorio. Non vogliamo cementificare ma valorizzare ciò che già esiste attraverso turismo lento, sentieri, iniziative culturali e artistiche all’aperto. La nostra forza è la bellezza del paesaggio e la tranquillità del paese».
Che rapporto vuole costruire con i cittadini?
«Un rapporto diretto e trasparente. Attiveremo un sito istituzionale aggiornato, una newsletter cartacea e digitale e uno Sportello del cittadino per raccogliere segnalazioni e suggerimenti. Voglio un’amministrazione aperta e vicina alle persone».
Sicurezza e controllo del territorio restano temi centrali. Come intervenire?
«La sicurezza è fondamentale per vivere serenamente il paese. Intendiamo rafforzare la collaborazione con Polizia Locale e Forze dell’Ordine, aumentando i controlli, ampliando la videosorveglianza nei punti strategici e monitorando le aree più sensibili per prevenire degrado e microcriminalità».
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