Teatri del suono / Lontano 2026 a Trieste: concerti, performance e installazioni dal 17 al 26 settembre
Dal 17 al 26 settembre 2026 torna a Trieste Teatri del suono® festival / Lontano, con concerti, performance, installazioni sonore, incontri e incursioni visive in diversi luoghi della città. Tra i protagonisti Tiziana Bertoncini, Black Page Orchestra, Ivan Rabaglia e Marino Formenti, con il ciclo “Aus der Ferne / Lontano | Kurtág 100” dedicato a György Kurtág. Gli eventi sono a ingresso libero.
Primo appuntamento giovedì 17 settembre, alle ore 18.00, alla Libreria Antiquaria Saba di Trieste, in via San Nicolò 30b, che ospita ARCHÉ, installazione sonora intermediale di Tiziana Bertoncini, visitabile fino al 25 settembre 2026 negli orari di apertura della libreria.
Violinista, artista multimediale e compositrice, Tiziana Bertoncini presenta un lavoro dedicato all’esplorazione della parola e del linguaggio nella loro dimensione sonora: un aspetto che, nelle tradizioni cosmogoniche di diverse culture, rappresenta l’elemento generativo della realtà. Lo spazio interno della libreria si trasforma così in un teatro sonoro, nel quale è possibile percepire il suono delle lettere e delle lingue custodite nei volumi. Un tentativo di dare voce alla parola scritta, antica e sacra, riscoprendone la forza spirituale.
Venerdì 18 settembre, alle ore 20.30, il Conservatorio Tartini di Trieste, in via Ghega 12, ospita il concerto della Black Page Orchestra, ensemble viennese dedicato alla musica radicale e senza compromessi del nostro tempo.
Sul palco Alessandro Baticci al flauto, Florian Fennes al saxofono, Samuel Toro Perez alla chitarra elettrica, Alfredo Ovalles al pianoforte, Igor Gross alle percussioni, Rafal Zalech alla viola, Eirini Krikoni al violino e Matthias Kranebitter all’elettronica e alla regia del suono.
Il programma, esuberante e fuori dagli schemi, unisce linguaggi ed estetiche differenti e celebra il primo decennio di attività del gruppo attraverso opere di alcuni membri dell’ensemble, tra cui Rafal Zalech, Mirela Ivicević, Alessandro Baticci, Alfredo Ovalles, Matthias Kranebitter e Florian Fennes.
La serata alternerà musica, incursioni visive e conversazioni con il pubblico, a cura di Trieste Science+Fiction Festival e del collettivo cantierezero, accompagnando gli spettatori in un’esperienza sinestetica.
L’evento è realizzato in collaborazione con il Conservatorio Tartini di Trieste, con il sostegno di SKE, Bundesministerium Wohnen, Kunst, Kultur, Medien und Sport e Stadt Wien.
Sabato 19 settembre, alle ore 18.00, allo Studio Tommaseo, in via del Monte 2/1, è in programma, in collaborazione con triestecontemporanea, un appuntamento che intreccia performance, talk e visioni, dedicato al rapporto tra memoria, suono, gesto e parola.
Ad accompagnare la performance di Riccardo Vaglini, Un nonnulla del 2013, saranno le incursioni visive curate da Trieste Science+Fiction Festival e dal collettivo cantierezero, con opere di Hui Ye e Aleem Hossain.
Il lavoro di Hui Ye è dedicato alle pratiche di canto tradizionale della popolazione Tao, considerate come strumento di trasmissione generazionale e di sopravvivenza culturale. Le opere costruiscono così un contrappunto transmediale pensato per aprire lo sguardo verso nuove lontananze.
Sempre sabato 19 settembre, dalle ore 20.30, alla Basilica di San Silvestro, in piazza San Silvestro 1, il festival inaugura il ciclo “Aus der Ferne / Lontano | Kurtág 100”, dedicato all’universo sonoro del grande compositore ungherese György Kurtág.
Protagonisti della serata saranno due musicisti d’eccezione. Il violinista Ivan Rabaglia proporrà un dialogo tra i microcosmi kurtaghiani di Játékok per violino e alcune pagine bachiane, mentre il pianista Marino Formenti, con il recital LONTANO (in memoriam eliane radigue), accompagnerà il pubblico in un misterioso labirinto sonoro che attraversa sette secoli di musica.
Il ciclo proseguirà con altri tre concerti ed esplorerà lontananze geografiche, culturali e mentali, attraverso apparizioni sonore ispirate al non comune e al meraviglioso, al ricordo distante nel tempo e nello spazio e a mondi lontani dal nostro orizzonte quotidiano, umano e sonoro.
Come ricorda Marino Formenti, citando John Cage: “the sounds are not sounds but shadows”.
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