Tebboune: “Italia primo acquirente europeo di gas algerino”
L’Italia si conferma il principale acquirente europeo del gas algerino, davanti a Spagna e Francia. Lo ha affermato il presidente dell’Algeria, Abdelmadjid Tebboune, nel corso dell’incontro periodico con i rappresentanti della stampa nazionale, indicando nella continuità delle forniture energetiche all’Europa uno dei principali strumenti della proiezione economica e diplomatica del Paese. Il capo dello Stato non ha precisato i volumi destinati al mercato italiano, ma ha fornito alcuni dati relativi alla Francia, che importerebbe ogni anno dall’Algeria circa 7 miliardi di metri cubi di gas naturale liquefatto, oltre a una quantità compresa tra 14 e 18 milioni di barili di petrolio. Tebboune ha richiamato queste cifre per sottolineare il contributo algerino alla sicurezza energetica europea, anche in una fase segnata da profonde tensioni geopolitiche e, nel caso francese, da rapporti politici bilaterali ancora difficili. Le dichiarazioni erano state rese poche ore prima del colloquio telefonico avuto ieri da Tebboune con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. I due leader hanno fatto il punto sull’“eccellente stato” delle relazioni bilaterali in campo politico, economico, energetico e industriale, confermando l’intenzione di rafforzare ulteriormente il partenariato strategico tra Roma e Algeri. Particolare attenzione è stata dedicata ai progressi delle iniziative avviate nell’ambito del Piano Mattei per l’Africa. Meloni e Tebboune hanno accolto con favore gli ultimi sviluppi relativi al Centro d’eccellenza “Enrico Mattei” di Sidi Bel Abbes, dedicato alla formazione, alla ricerca e all’innovazione nel settore agricolo. Il colloquio ha riguardato anche il contrasto dei movimenti migratori irregolari e delle reti criminali coinvolte nella tratta di esseri umani. Tebboune ha inoltre ringraziato Meloni per il messaggio di cordoglio inviato dopo l’incendio che ha colpito un centro per l’infanzia in Algeria.
Il primato italiano nel settore energetico poggia soprattutto sul gasdotto Transmed, che collega i giacimenti algerini alla Sicilia attraversando la Tunisia e il Canale di Sicilia. La compagnia statale Sonatrach indica l’Algeria come primo fornitore di gas dell’Italia, mentre la Farnesina considera il Paese nordafricano il principale partner economico italiano nel continente africano. Roma rappresenta inoltre il primo mercato di destinazione delle esportazioni algerine e uno dei maggiori fornitori del Paese. Al centro della cooperazione energetica resta il rapporto tra Eni e Sonatrach. Nel luglio 2025, in occasione del vertice intergovernativo Italia-Algeria, le due società hanno firmato un protocollo per aumentare la produzione algerina di gas e prorogare i contratti di fornitura destinati all’Italia. Le iniziative previste, insieme allo sviluppo delle aree di Zemoul El Kbar e Reggane II, dovrebbero contribuire ad accrescere la produzione di gas fino a 5,5 miliardi di metri cubi all’anno entro il 2028, attraverso investimenti complessivi superiori a 8 miliardi di dollari. La cooperazione si sta estendendo anche oltre gli idrocarburi tradizionali. Algeria, Tunisia, Italia, Austria e Germania sono coinvolte nel progetto SoutH2 Corridor, destinato a trasportare idrogeno rinnovabile dal Nord Africa verso i mercati europei. L’infrastruttura dovrebbe estendersi per circa 3.300 chilometri, utilizzando per il 70 per cento condotte già esistenti, ed entrare in funzione entro il 2030. Il segmento italiano è stato inserito dalla Commissione europea tra i Progetti di interesse comune.
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