Telemarketing, stretta anche su telefonia e internet: contratti nulli senza consenso

12 Giugno 2026 - 10:16
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La stretta contro le telefonate commerciali indesiderate si allarga anche a telefonia e internet. Dopo l'intervento introdotto ad aprile per i contratti di luce e gas, un emendamento al decreto Accise ter approvato in Commissione Finanze al Senato estende anche alle telecomunicazioni le regole pensate per limitare il telemarketing aggressivo. Il passaggio, va precisato, riguarda per ora l'iter parlamentare del provvedimento: il testo ha ottenuto il via libera in Commissione nonostante il governo non abbia espresso parere favorevole.

La logica è la stessa già prevista per i contratti di luce e gas: il contatto commerciale è ammesso solo se nasce da una richiesta del consumatore o da un consenso specifico a ricevere proposte. Per telefonia, internet e servizi collegati, questo significa che le offerte non potranno arrivare tramite chiamate o messaggi privi di un presupposto chiaro. Resta inoltre l'obbligo di utilizzare un numero che identifichi in modo univoco il professionista: in caso contrario, il contratto concluso attraverso quel contatto è nullo.

LE REGOLE SUL CONSENSO

Il testo, quindi, non introduce un divieto assoluto di contatto commerciale, ma interviene sulle chiamate non richieste e sui messaggi promozionali inviati senza un consenso specifico. La distinzione è importante perché lascia spazio ai contatti avviati dal consumatore o autorizzati in modo esplicito, ma rende più difficile usare una telefonata generica o un numero non riconoscibile per arrivare alla firma di un contratto.

Per chi riceve offerte su fibra, mobile, linea fissa o altri servizi TLC, la modifica potrebbe rendere contestabili i contratti nati da contatti non richiesti o da chiamate non chiaramente riconducibili al professionista. La nullità del contratto, in questo caso, diventerebbe la conseguenza diretta della violazione delle regole sul consenso o sull'identificazione del soggetto che effettua la proposta commerciale.

ITER ANCORA APERTO

Resta da seguire l'evoluzione del decreto, perché l'approvazione dell'emendamento in Commissione non equivale ancora all'entrata in vigore definitiva della nuova disciplina. Il testo dovrà proseguire il suo percorso parlamentare e potrà essere confermato o modificato nelle fasi successive dell'esame.

In Commissione era stata presentata anche una versione più rigida dell'emendamento rispetto a quella poi approvata: non prevedeva la possibilità di chiamare il consumatore dopo una sua richiesta o con il suo consenso e non conteneva il riferimento al numero univoco per identificare i professionisti. Questa versione, però, non è stata posta al voto.


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