Tides of Tomorrow – Recensione

“E se ogni giocatore lasciasse qualcosa ai giocatori futuri?”
Questa è la domanda di base su cui DigixArt ha costruito il suo nuovo titolo: Tides of Tomorrow. Nelle ultime settimane mi sono documentato molto sul progetto, che ritengo abbia un’idea di multiplayer estremamente affascinante. Dunque la particolarità del titolo mi ha spinto a volerlo recensire con un certo entusiasmo, anche perché gli sviluppatori sono gli stessi dell’apprezzatissimo Road 96.
Parto col dire che il potenziale di questo nuovo multiplayer “Online Story-Link” – definito così dagli stessi creatori – è immenso, e non esagero a dire che potrebbe dar vita a un sotto-genere di giochi che si basino proprio su questo concetto.
https://www.youtube.com/watch?v=PecZgFembb4
Se non sei informato, ti spiego velocemente in cosa consiste questo “Online”: all’inizio del gioco ti verrà chiesto di scegliere un giocatore reale che ha già vissuto, e dunque giocato, questa o quella sezione che tu starai per vivere. L’utente può essere cambiato, quindi non sarai costretto a doverne scegliere uno e basta.
La vera particolarità sta nel fatto che, se ad esempio il giocatore che stai seguendo ha preso pessime decisioni nell’isola in cui stai andando (sì, ci sono solo isole, e a breve ti dirò il perché), verrai trattato con diffidenza. Se al contrario, si è comportato bene, allora riceverai una buona accoglienza.
In sostanza è un multiplayer “asincrono” in cui tu vivi le conseguenze delle decisioni altrui e allo stesso tempo le tue azioni avranno ripercussioni nella storia di chi deciderà di seguirti in futuro.
Colgo l’occasione per condividere il mio seed, chi vuole potrà seguire le scelte della mia “istanza”: 6231-2705.
Un mondo di acqua e plastica
L’avventura è ambientata in un pianeta oceanico, devastato da un’alluvione globale (ecco perché prima parlavo di isole), inoltre è presente una malattia detta Plastemia, essa infetta gli esseri umani e li porta a morire “plastificati”, letteralmente. La Plastemia sta portando l’ecosistema al collasso, la gente per vivere deve utilizzare una cura temporanea chiamata Ozen, ma è appunto solo temporanea e le scorte stanno per terminare. In queste acque navigano diverse fazioni: i Predoni, i Recuperatori e i Mistici. Ognuna di loro avrà dei credi o delle ideologie differenti con cui tu dovrai confrontarti, proprio come probabilmente avrà fatto l’utente che stai seguendo. [caption id="attachment_1122705" align="aligncenter" width="1280"]
Obin, personaggio controverso con cui ti confronterai[/caption]
L’estetica accattivante
Tu sei un Tidewalker e dopo il tuo risveglio dovrai ambientarti, fare conoscenze ed esplorare isole. Parlando proprio dell’inizio non mi ha convinto per nulla la personalizzazione del proprio personaggio, ci sono davvero pochissime “skin”, e queste cambiano solamente il colore dei propri vestiti. Questo a meno che non si acquisti un pacchetto da 2,99€ che presenta una skin leggermente diversa. Sembra quasi che, esteticamente, tutto sia curato tranne il proprio personaggio, che almeno per me, risulta di un generico difficilmente digeribile. È ovviamente intenzionale in un certo senso rendere il protagonista un generico personaggio incappucciato perché appunto sotto il cappuccio si nasconde ognuno di noi giocatori. Tuttavia non mi è sembrato il modo perfetto di realizzare ciò. In ogni caso il gioco è in prima persona quindi poche volte ti capiterà di vederti, cosa che rende il “problema” meno evidente. Parlando di ambientazione e direzione artistica non posso che elogiare un’estetica così accattivante, i colori sono vividi e si adattano molto bene alla tematica della plastica. A proposito di questo è apprezzabile l’idea di DigixArt di voler sensibilizzare in maniera intelligente su temi quali l’inquinamento.Il gameplay soffre
Un’altra particolarità di Tides of Tomorrow è quella di non essere un gioco Action: non ti è concessa alcuna arma. Il gameplay è incentrato su esplorazioni (documenti, raccolta di risorse), fasi stealth, platforming e inseguimenti. Questa è una scelta voluta, ma le soluzioni e le dinamiche adottate non riescono ad eccellere. Un esempio infatti è l’IA dei nemici, che nelle fasi stealth hanno una vista conica elementare e dei movimenti molto scriptati, che risultano poco naturali. Tra l’altro sempre in queste fasi stealth a volte è possibile addirittura skipparle interamente riparando qualche scala che ti permette di seguire un altro percorso ed evitare tutti i nemici. Queste scale che eventualmente riparerai saranno utilizzabili dal tuo seguace dell’Online Story-Link. Gli spostamenti da un'isola a un'altra saranno effettuati in barca, ci saranno anche sezioni di battaglie navali e di gare in acqua, queste aggiunte variano il gameplay rendendolo meno ripetitivo, ma pur sempre affetto da criticità. [caption id="attachment_1122707" align="aligncenter" width="1280"]
Spostarsi in acqua[/caption]
Le fasi Platform invece sono molto basilari ed estremamente intuitive. In generale per tutta l’esperienza sembra di muoversi su dei binari ben visibili e precisi, come già detto una scelta voluta ma che rende l’esperienza poco entusiasmante a livello ludico.
Ogni tua scelta inciderà sulle categorie del tuo Tidewalker, mi spiego: se sarai molto incline ad aiutare gli umani salirà la tua barra “Pro umanità”, se sarai incline a preservare gli ambienti e la natura salirà la barra “Pro Natura” ecc...
Durante la mia avventura purtroppo non ho gestito bene l’Ozen (quella cura temporanea per la Plastemia) e questo mi ha portato due volte a fare “Game Over”, ma è stato interessante perché quando esaurisci la barra della vita non ti ritrovi in una classica schermata che ti permette di riprovare o di tornare al menù principale, ma in un luogo in cui incontri un soggetto estremamente inquietante in trepidante attesa che la tua malattia ti porti a morire definitivamente. Insomma un’esperienza curiosa che mi ha sorpreso e che non mi aspettavo.
I personaggi sono estremamente curati dal punto di vista estetico, quello che mi è piaciuto di più è il personaggio di Eyla. Ma in generale ognuno di loro ha un carattere unico e insieme a loro dovrai prendere decisioni che cambieranno le sorti di qualcuno.
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Eyla[/caption]
La persona che stai seguendo potrebbe farti venire a conoscenza di cose che ti serviranno in futuro ma la sensazione è che siano molto limitate le possibilità. In alcune parti del gioco potrai sfidare il “fantasma” del Tidewalker che stai seguendo in alcuni minigiochi, un’idea carina che rende questo tipo di multiplayer davvero interessante.
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Un curioso riferimento a Final Fantasy VII[/caption]
Inoltre in alcune casse speciali che trovi in giro potrai prendere delle risorse (aumentando la barra “Survivalist”) oppure potrai lasciarle a qualche altro giocatore (aumentando la barra “cooperativo”), la scelta è tua.
Come ultima cosa volevo parlare delle prestazioni e delle performance del gioco. Mi limiterò a parlare della piattaforma su cui ho giocato io: Xbox Series S, la versione meno performante attualmente disponibile su console, devo dire che è assolutamente giocabile e regge bene, naturalmente durante la mia esperienza ho notato delle impostazioni grafiche più basse, specialmente nelle ombre.
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Differenze grafiche tra PS5 e Xbox Series S[/caption]
Lato frame rate invece è presente qualche incertezza, di solito nelle aree più affollate. Parlando di stabilità invece, un paio di volte mi è capitato di dover ricaricare il salvataggio precedente poiché la progressione è stata influenzata da qualche bug o glitch, ma per fortuna nulla di irrisolvibile, per farti un esempio: durante un dialogo mi ero allontanato per un momento dal personaggio con cui stavo parlando e, una volta tornato, esso non parlava più ed era scomparsa la UI delle risposte, per risolvere mi è bastato ricaricare il salvataggio di due minuti prima.
In definitiva, Tides of Tomorrow è un esperimento coraggioso che sacrifica la profondità del gameplay puro in favore di un’idea di narrazione collettiva imperfetta ma estremamente affascinante. Nonostante un’IA sottotono e una personalizzazione deludente, il sistema 'Online Story-Link' ha il potenziale per cambiare il nostro modo di intendere le storie nei videogiochi. Se sei disposto a chiudere un occhio su meccaniche stealth un po' acerbe per vivere un’avventura dove ogni tua azione riecheggerà nel futuro di qualcun altro, allora questo viaggio nell'oceano di plastica merita assolutamente la tua attenzione. Il mio seed lo avete: 6231-2705, sperando che le mie scelte vi siano d'aiuto.L'articolo Tides of Tomorrow – Recensione proviene da GameSource.
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