Torino Pride 2026, il corteo del ventennale prepara la città all’EuroPride 2027

Torino Pride 2026 celebra vent’anni di cortei per i diritti LGBTQIA+ con la parata del 6 giugno dal Valentino a piazza Vittorio Veneto, verso EuroPride 2027.

06 Giugno 2026 - 14:31
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Torino Pride 2026, il corteo del ventennale prepara la città all’EuroPride 2027
Corteo del Torino Pride 2026 con bandiere arcobaleno e simboli LGBTQIA+ in piazza

Torino celebra vent’anni di Pride con il corteo del 6 giugno 2026, una manifestazione che attraversa il centro della città e guarda già al prossimo grande appuntamento internazionale: EuroPride 2027, che sarà ospitato proprio nel capoluogo piemontese.

L’edizione di quest’anno ha un valore simbolico particolare. Il primo Pride cittadino si svolse nel 2006; vent’anni dopo, la parata torna nelle strade con lo slogan “Venti di lotte”, scelto per legare memoria, rivendicazione e futuro del movimento LGBTQIA+. Il ritrovo è previsto alle 14:30 al Parco del Valentino, con partenza del corteo alle 15:30. Il percorso attraversa corso Vittorio Emanuele II, corso Galileo Ferraris, via Cernaia, via Pietro Micca, piazza Castello e via Po, fino all’arrivo in piazza Vittorio Veneto.

Un corteo nel cuore della città

Il Torino Pride 2026 non è solo una ricorrenza. Il corteo del ventennale porta nel centro cittadino un messaggio politico e sociale costruito attorno a diritti, autodeterminazione, visibilità e inclusione. La scelta del percorso, dal Valentino a piazza Vittorio Veneto, dà alla manifestazione una forte dimensione urbana: il Pride attraversa luoghi centrali della città e li trasforma in spazio pubblico di partecipazione.

L’arrivo in piazza Vittorio Veneto prevede il palco finale con interventi, musica e testimonianze. Per favorire l’accessibilità, davanti al palco sarà allestita un’area con posti a sedere e gli interventi saranno tradotti in LIS. Per le persone con difficoltà motorie è previsto anche un bus in testa al corteo con posti disponibili.

Vent’anni dal primo Pride torinese

Il tema del ventennale dà alla manifestazione un peso diverso rispetto alle edizioni ordinarie. Dal 2006 al 2026, il Torino Pride è diventato un appuntamento stabile nel calendario cittadino e un punto di riferimento per associazioni, famiglie, giovani, attivisti e realtà sociali.

Lo slogan “Venti di lotte” richiama proprio questo percorso: da una parte i vent’anni della manifestazione, dall’altra le battaglie ancora aperte su diritti civili, discriminazioni, riconoscimento delle identità e tutela delle persone LGBTQIA+. Il corteo diventa così una giornata di festa, ma anche una piattaforma pubblica di rivendicazione.

Torino guarda a EuroPride 2027

Il Pride di quest’anno è anche una tappa di avvicinamento a EuroPride 2027. Torino ospiterà la manifestazione europea dedicata alla visibilità e ai diritti LGBTQIA+, riportando in Italia un evento internazionale che ogni anno coinvolge una diversa città europea.

Per questo il corteo del 2026 assume un significato doppio: celebra la storia locale del Pride torinese e prepara la città a un appuntamento molto più ampio, destinato a richiamare partecipanti, associazioni e visitatori anche dall’estero.

Ambra Angiolini tra le madrine del corteo

Tra i volti attesi dell’edizione 2026 ci sono anche Ambra Angiolini e la figlia Jolanda Renga, indicate tra le madrine della manifestazione. La loro presenza aggiunge visibilità mediatica a un’edizione già centrale per il calendario cittadino, rafforzando il legame tra partecipazione popolare, cultura e impegno sui diritti.

La giornata proseguirà poi con momenti musicali, interventi dal palco e iniziative collegate alla manifestazione. Il Pride del ventennale non si limita al corteo: diventa una giornata di città, costruita attorno a presenze, voci e storie diverse.

Una Torino più visibile verso il 2027

Il Torino Pride 2026 arriva in un momento strategico. La città si prepara a ospitare EuroPride 2027 e il corteo del 6 giugno diventa il primo grande banco di prova simbolico verso quell’appuntamento.

Per Torino, il Pride del ventennale è una manifestazione di memoria e prospettiva: guarda ai vent’anni trascorsi dal primo corteo cittadino, ma mette già al centro la dimensione europea del 2027. In piazza non c’è solo una celebrazione, ma il segnale di una città che vuole presentarsi come luogo di diritti, accoglienza e partecipazione.

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