Torti (Federmoda): “Negli ultimi 5 anni perse 24mila insegne”. Ma il retail sta cambiando pelle
Il futuro del retail tra cambiamento dei consumi, avvento del digitale e dinamicità dell’esperienza d’acquisito. Sono stati questi i temi al centro di ‘The New Retail Culture’, evento internazionale organizzato da Fashion Link Milano, piattaforma fieristica che riunisce le principali fiere della moda sul territorio milanese. L’incontro, tenutosi a Palazzo Lombardia, ha messo al centro il cambiamento in atto nel panorama del retail globale, con particolare focus su moda, lifestyle, tecnologia e l’impatto dell’intelligenza artificiale nel settore.
Il dibattito si è concentrato sull’evoluzione del commercio al dettaglio, che da semplice spazio di vendita si trasforma in una piattaforma culturale contemporanea, dove prodotto, tecnologia e lifestyle si intrecciano per creare esperienze di acquisto sempre più sofisticate. Protagonista di questa trasformazione, è emersa la figura del ‘lifestyle curator buyer’, un professionista che guida il settore verso un approccio trasversale, in cui moda, benessere, design e innovazione si fondono, generando nuovi ecosistemi di consumo.
L’evento ha anche evidenziato la trasformazione delle fiere, da non intendersi più come eventi stagionali bensì come piattaforme proattive che operano durante tutto l’anno, rispondendo alle necessità di un mercato sempre più dinamico. Si è parlato di una Milano sempre più hub internazionale per il retail, con il progetto Fashion Link Milano che integra le principali fiere del settore, cui Micam, Mipel, TheOne Milano, Milano Fashion & Jewels e Lineapelle (che da settembre si riunirà alla cordata, insieme a Simac Tanning Tech), per creare una visione strategica globale.
Un’analisi e un ripensamento del mondo retail che appare come una risposta necessaria ai numeri poco incoraggianti del settore: “Fino al 2024, c’erano circa 164mila punti vendita – ha raccontato a Pambianconews Massimo Torti, segretario generale di Federazione Moda Italia – ma negli ultimi cinque anni ne abbiamo persi circa 24mila”, ha sottolineato Torti, ripercorrendo l’andamento del retail che, dopo i fast del post-Covid, ha conosciuto un inevitabile declino. “I consumi della moda – ha proseguito – sono diminuiti di circa 3 miliardi di euro negli ultimi cinque anni, ma il calo è stato compensato dai turisti stranieri che acquistano prodotti nei nostri negozi”.
E, soprattutto, dall’esperienza qualitativamente diversa che il brick & mortar offre rispetto al digitale: “L’e-commerce per sua natura – ha aggiunto Emanuele Guido, presidente di Milano Fashion & Jewels – è incentrato sul prezzo, mentre l’acquisto in negozio è un’esperienza a tutto tondo che valorizza il prodotto e non può essere sostituita”.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)