Tragedia alle Maldive, gli speleosub di Dan Europe hanno iniziato le ricerche

Genova. È iniziata questa mattina nelle acque dell’atollo di Vaavu la missione ad alto rischio dei tre sub finlandesi coordinati dall’associazione Dan Europe per cercare di individuare e recuperare i corpi degli italiani ancora intrappolati nella grotta “Devana Kandu” ad Alimathaa, alle Maldive.
Finora solo il cadavere di Gianluca Benedetti, padovano e operatore della barca Duke of York, è stato recuperato (era all’imbocco della grotta, la sua bombola era vuota) mentre ancora nel lungo tunnel sottomarino si trovano i corpi senza vita della docente genovese Monica Montefalcone, di sua figlia Giorgia Sommacal, e di due ricercatori piemontesi legati all’ateneo ligure e al dipartimento Distav, Muriel Oddenino, assegnista, e Federico Gualtieri, neolaureato.
Nel primo giorno di ricerche un operatore della marina maldiviana è deceduto dopo aver accusato un malore nella delicata fase di risalita dagli abissi. Ed è anche per l‘alto livello tecnico dell’intervento che sia le autorità delle Maldive sia l’ambasciata italiana hanno accettato l’aiuto offerto da Dan Europe, che ha sede in Italia ma si occupa di ricerca e sicurezza dei subacquei a 360 gradi in tutto il mondo.
“Il team internazionale di search & recovery mobilitato ieri sera ha completato la preparazione delle attrezzature, i briefing operativi e la pianificazione finale“, spiegano da Dan. Stamani, grazie alle condizioni meteo che lo hanno concesso, è scattata la prima immersione.
Le notizie sull’esito arriveranno probabilmente nel tardo pomeriggio o nella serata: il fuso orario delle Maldive è tre ore avanti rispetto all’Italia. L’obiettivo sarebbe ovviamente quello di individuare e magari recuperare i corpi ma non si sa quali siano le condizioni della grotta, se possa essere stata ostruita – magari da un crollo – e dovrà anche essere realizzata una sorta di mappatura degli spazi per pianificare eventuali altre immersioni. La tecnologia utilizzata è quella del rebreather diving (nella foto di apertura, un’immagine fornita da Dan Europe), che consente più immersioni e per un periodo di tempo più lungo.
I soccorritori finlandesi impiegati sono due uomini e una donna, Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist. “In questi giorni una delle nostre priorità è stata supportare queste operazioni mettendo in campo le migliori persone, le attrezzature più adatte e il massimo livello di coordinamento possibile. Il nostro team è ora sul posto e si sta preparando per l’immersione di domani. Da questo momento, tutta la loro attenzione deve essere interamente rivolta alla missione che li attende” dice Laura Marroni, ceo dell’associazione.
La task force opera in stretto coordinamento con la Maldives National Defence Force e in costante contatto con le autorità italiane presenti a Malé. “Il nostro pensiero resta rivolto alle famiglie e ai cari delle vittime”, aggiunge Laura Marroni.
Intanto sono atterrati ieri sera a Malpensa i 20 studenti dell’Università di Genova e il docente del Distav, Stefano Vanin, che si trovavano sulla Duke of York, nella stessa crociera scientifica alla quale partecipavano anche i cinque sub drammaticamente scomparsi. È probabile che le stesse persone, a breve, saranno ascoltate dalla procura di Roma, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e disastro colposo contro ignoti.
Sul caso indaga anche la giustizia maldiviana visto che, a quanto risulta, l’immersione alla grotta non aveva le deroghe previste dal governo del paese tropicale per spedizioni di quel genere. Le spedizioni ricreative non possono avventurarsi oltre i 30 metri di profondità ma quella italiana non era, a quanto risulta, registrata come spedizione scientifica. La motonave è stata sequestrata.
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