Un quarto di secolo al servizio degli ultimi: il “Pane di San Martino” festeggia 25 anni di carità

Un anniversario che si traduce in un bilancio imponente, fatto di cifre straordinarie ma soprattutto di vicinanza umana, solidarietà e contrasto alla povertà. L’associazione “Pane di San Martino” (PdSM), storica emanazione locale del Banco Alimentare operante a Fagnano Olona e in tutta la Valle Olona, ha celebrato ieri, presso l’oratorio di San Stanislao, i suoi 25 anni di ininterrotta attività caritativa.
A fare gli onori di casa è stato il presidente pro-tempore Elio Pin, affiancato dallo storico “Past President” Norberto De Marchi, alla guida del sodalizio per ben 24 anni. Un momento di festa e di popolo che ha riunito oltre 110 persone tra amici, storici volontari e autorità.
I numeri di un quarto di secolo di solidarietà
I dati presentati e raccolti nei report ufficiali descrivono un impatto sociale di proporzioni paragonabili ai residenti di grandi città come Padova o Trieste:
227.244 persone assistite complessivamente nell’arco dei 25 anni (con una media annuale di quasi 19.000 beneficiari).
61.100 pacchi alimentari confezionati e consegnati direttamente a domicilio.
5.215 nuclei familiari seguiti dal 2001 a oggi.
1.914.700 chilogrammi di cibo distribuiti, equivalenti a ben 64 Tir di generi alimentari.
16 Tir di alimenti raccolti (pari a oltre 480 tonnellate) grazie alla generosità delle circa 230 “Famiglie Solidali” attive sul territorio.
Attualmente, l’attività non accenna a fermarsi: a maggio 2026 l’associazione sostiene attivamente 185 famiglie per un totale di 598 persone , potendo contare sul motore instancabile di 110 volontari e sul sostegno di 33 soci e 11 donatori stabili.
Dalle origini in un garage alle delegazioni sul territorio
La festa è stata l’occasione per riavvolgere il nastro dei ricordi, a partire da quel lontano 1997 in cui tre amici – Norberto De Marchi, Mario Vanzini ed Elio Pin – guidati dall’esperienza della Colletta Alimentare, iniziarono a preparare i primissimi pacchi per i poveri all’interno del garage di De Marchi. La formale costituzione davanti al notaio sarebbe poi arrivata nel febbraio del 2001 , trovando la prima sede ufficiale a Bergoro grazie al comodato d’uso concesso dall’allora sindaco Federico Simonelli.
Il nome scelto, “Pane di San Martino”, si lega indissolubilmente all’antico patrono di Fagnano Olona e alla tradizione parrocchiale di benedire e distribuire i pani l’11 novembre. Nel 2017, la crescita delle necessità ha portato al trasferimento negli ampi spazi dell’ex area tessile Bellora in via Silvio Pellico.
Negli anni l’esperienza si è estesa capillarmente, portando alla nascita di vere e proprie delegazioni e collaborazioni a Magnago (dal 2002) , Gorla Maggiore (dal 2008) , Legnano (dal 2015) , Locate Varesino (dal 2012) , Jerago con Orago (dal 2013) , oltre alle storiche attività svolte a Comabbio , Solbiate Olona e Samarate/San Macario. Recentissima, infine, la sinergia avviata lo scorso 9 maggio con l’inaugurazione dell’Emporio della Solidarietà di Olgiate Olona.
Una festa di comunità e ringraziamenti
La giornata celebrativa si è aperta con la Santa Messa nel Santuario della Madonna della Selva, celebrata da don Silvano Lucioni e coadiuvata dal diacono Enrico Della Valle , per poi proseguire con il pranzo comunitario e l’incontro rievocativo.
Tra le autorità presenti spiccava la deputata fagnanese Maria Chiara Gadda, promotrice della fondamentale legge 166/16 contro gli sprechi alimentari e figlia d’arte (il padre Giuseppe è socio sostenitore del PdSM). Al tavolo si sono seduti anche il parroco don Simone Chiarion, don Bangaly e ben tre storici ex sindaci fagnanesi: Rinaldo Zazzeron, Federico Simonelli e Marco Roncari , mentre l’attuale amministrazione comunale ha fatto pervenire un messaggio di profonda gratitudine.
Nel concludere la sua relazione, il presidente Elio Pin ha voluto richiamare le profonde motivazioni ideali dell’associazione, nate seguendo l’insegnamento di Don Giussani sul senso della caritativa:
«La caratteristica del nostro rapporto con le famiglie è che, fin dall’inizio, abbiamo scelto di portare il pacco a domicilio per instaurare una relazione che vada oltre la sola consegna. Doniamo volentieri il nostro tempo per verificare una grande legge dell’esistenza: se sia proprio vero che stare davanti al bisogno di un altro uomo faccia sentire bene noi stessi».
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